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Decreto-Legge 21 ottobre 2021, n. 146

Misure urgenti in materia economica e fiscale, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili. (21G00157)

(GU Serie Generale n.252 del 21-10-2021)

Recovery Plan in CdM

Il Consiglio dei Ministri, nel corso della riunione di martedì 12 gennaio 2021, ha approvato la proposta di Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), che sarà inviata alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica al fine di acquisirne le valutazioni.

Il Piano dovrà dare attuazione, nel nostro Paese, al programma Next Generation EU, varato dall’Unione europea per integrare il Quadro finanziario pluriennale (QFP) 2021-2027 alla luce delle conseguenze economiche e sociali della pandemia da COVID-19.

L’azione di rilancio del Paese delineata dal Piano è guidata da obiettivi di policy e interventi connessi ai tre assi strategici condivisi a livello europeo: digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica, inclusione sociale.

Il Piano consente di affrontare, in modo radicale, le profonde trasformazioni imposte dalla duplice transizione, ecologica e digitale, una sfida che richiede una forte collaborazione fra pubblico e privato. Inoltre, attraverso un approccio integrato e orizzontale, si mira al rafforzamento del ruolo della donna e al contrasto alle discriminazioni di genere, all’accrescimento delle competenze, della capacità e delle prospettive occupazionali dei giovani, al riequilibrio territoriale e allo sviluppo del Mezzogiorno. Tali priorità non sono affidate a singoli interventi circoscritti in specifiche componenti, ma perseguite in modo trasversale.

Il Piano si articola in sei missioni, che rappresentano “aree tematiche” strutturali di intervento:

  1. digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura;
  2. rivoluzione verde e transizione ecologica;
  3. infrastrutture per una mobilità sostenibile;
  4. istruzione e ricerca;
  5. inclusione e coesione;
  6. salute.

Nell’insieme, le missioni raggruppano sedici componenti, funzionali a realizzare gli obiettivi economico-sociali definiti nella strategia del Governo, che a loro volta si articolano in 47 linee di intervento per progetti omogenei e coerenti.

Le risorse complessivamente allocate nelle sei missioni del PNRR sono pari a circa 210 miliardi di euro. Di questi, 144,2 miliardi finanziano “nuovi progetti” mentre i restanti 65,7 miliardi sono destinati a “progetti in essere” che riceveranno, grazie alla loro collocazione all’interno del PNRR, una significativa accelerazione dei profili temporali di realizzazione e quindi di spesa.

Con il Piano, il Governo intende massimizzare le risorse destinate agli investimenti pubblici, la cui quota supera il 70%. Gli incentivi a investimenti privati sono pari a circa il 21%. Impiegando le risorse nazionali del Fondo di sviluppo e coesione 2021-2027 non ancora programmate, è stato possibile incrementare gli investimenti di circa 20 miliardi per nuovi progetti in settori importanti, che comprendono la rete ferroviaria veloce, la portualità integrata, il trasporto locale sostenibile, la banda larga e il 5G, il ciclo integrale dei rifiuti, l’infrastrutturazione sociale e sanitaria del Mezzogiorno.

I singoli progetti di investimento sono stati selezionati secondo criteri volti a concentrare gli interventi su quelli trasformativi, a maggiore impatto sull’economia e sul lavoro. A tali criteri è stata orientata anche l’individuazione e la definizione sia dei “progetti in essere” che dei “nuovi progetti”. Per ogni missione sono indicate, inoltre, le riforme necessarie a realizzarla nel modo più efficace.

Il primo 70 per cento delle sovvenzioni verrà impegnato entro la fine del 2022 e speso entro la fine del 2023. Il piano prevede inoltre che il restante 30 per cento delle sovvenzioni sarà speso tra il 2023 e il 2025. I prestiti totali aumenteranno nel corso del tempo, in linea con l’obiettivo di mantenere un livello elevato di investimenti e altre spese, in confronto all’andamento tendenziale. Nei primi tre anni, la maggior parte degli investimenti e dei “nuovi progetti” (e quindi dello stimolo macroeconomico rispetto allo scenario di base) sarà sostenuta da sovvenzioni. Nel periodo 2024-2026, viceversa, la quota maggiore dei finanziamenti per progetti aggiuntivi arriverà dai prestiti.

Nella tabella di seguito si evidenzia l’entità delle risorse che si prevede di impiegare nelle sei missioni, con la distinzione tra i progetti già in essere e quelli nuovi.

Il PNRR impatterà positivamente sulle principali variabili macroeconomiche e sugli indicatori di inclusione, equità e sviluppo sostenibile attraverso i maggiori investimenti che attiverà direttamente e indirettamente e le innovazioni tecnologiche che introdurrà e stimolerà. Questi effetti saranno amplificati dalle riforme di contesto e da quelle più settoriali inserite nelle singole componenti del Piano. Una valutazione dell’impatto complessivo di investimenti, trasferimenti, incentivi e riforme, nonché dell’effetto moltiplicativo che potrebbe realizzarsi grazie all’effetto-leva di numerose linee progettuali del Piano, potrà essere effettuata quando tutti i dettagli dei progetti e delle relativamente riforme saranno pienamente definiti.

Legge Bilancio 2021 al Senato

Il 30 dicembre l’Aula Senato, dopo aver rinnovato la fiducia al Governo approvando l’articolo 1 con 156 voti favorevoli e 124 contrari, licenzia definitivamente il ddl n. 2054, Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023, con 153 sì, 118 no e un’astensione.

Il 27 dicembre la Camera approva il disegno di legge: Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023 (C. 2790-bis-A/R ) e la Nota di variazioni al Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023.


Via libera definitivo, al Senato, alla Legge di Bilancio. Nel provvedimento sono numerose le disposizioni per la scuola con oltre 3,7 miliardi stanziati per questo settore, di cui 2,2 di spesa corrente e oltre 1,5 per investimenti. Di seguito la scheda con gli interventi previsti.

La sintesi del provvedimento per temi

Sostegno
La Legge di Bilancio prevede un piano pluriennale di immissione in ruolo di 25 mila docenti di sostegno, che sarà accompagnato da appositi fondi per la formazione degli insegnanti sui temi dell’inclusione e per l’acquisto di ulteriori ausili didattici. Si dà poi il via libera ad una innovativa procedura concorsuale per reclutare docenti specializzati sul sostegno. Sarà un decreto del Ministro dell’Istruzione a disciplinarla. Il concorso sarà bandito ogni due anni. E, sempre ogni due anni, le graduatorie potranno essere integrate e il punteggio dei candidati presenti in graduatoria sarà aggiornato sulla base dei nuovi titoli conseguiti nel frattempo.  È stato anche incrementato, per il 2021, di 70 milioniil finanziamento alle scuole paritarie che accolgono alunne e alunni con disabilità.

Digitalizzazione
Il testo prevede 40 milioni per la digitalizzazione, insieme a ulteriori risorse per potenziare l’azione amministrativa e didattica nelle scuole, anche con l’impiego degli animatori digitali e delle nuove tecnologie. Sono confermate e potenziate le équipe formative territoriali dei docenti, che si occupano dell’attuazione del Piano Nazionale Scuola Digitale, per accelerare i processi di innovazione nelle scuole, promuovere la formazione del personale e potenziare le competenze di studentesse e studenti sulle metodologie didattiche innovative e sulla didattica digitale integrata. Sono stati poi stanziati 20 milioni di euro per concedere per un anno agli studenti meno abbienti, in comodato d’uso gratuito, un dispositivo mobile dotato di connettività o un bonus del medesimo valore.

Edilizia scolastica     
La manovra prevede oltre 1,5 miliardi per l’edilizia scolastica. Sono state previste l’assegnazione di 1 milione di euro in più per ciascuno degli anni 2021, 2022, 2023 per gli interventi urgenti di edilizia scolastica, con particolare riguardo per le aree di maggiore rischio sismico, e la proroga di un anno dei poteri commissariali ai Sindaci di Comuni e Città metropolitane e ai Presidenti di Provincia per una rapida realizzazione degli interventi. Nell’ambito del piano triennale di investimenti immobiliari 2021-2023 dell’INAIL, vengono inoltre destinati 40 milioni alla costruzione di scuole innovative nei comuni con una popolazione inferiore a 5.000 abitanti delle regioni Abruzzo, Campania, Molise, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna. L’obiettivo è anche quello di contrastare lo spopolamento dei piccoli comuni del Mezzogiorno.

Esami di Stato  
Sono previsti 30 milioni di euro da destinare alle scuole statali e paritarie per garantire il corretto svolgimento degli Esami di Stato per l’anno scolastico 2020/2021 secondo gli standard di sicurezza sanitaria previsti. È inoltre prevista la possibilità per il Ministro dell’Istruzione di adottare ordinanze con specifiche misure per la valutazione degli apprendimenti e lo svolgimento dei relativi Esami di Stato.

Dimensionamento delle istituzioni scolastiche          
Cambiano le regole del dimensionamento scolastico introdotte anni fa nel periodo dei tagli: per il 2020/2021 il numero minimo di 600 studenti, 400 nelle piccole isole e nei comuni montani, che le scuole devono raggiungere per avere un proprio dirigente scolastico e un Direttore dei Servizi Generali Amministrativi, viene abbassato rispettivamente a 500 e 300 studenti. Una misura per dare ad un numero maggiore di scuole un proprio capo di istituto ed un Dsga a tempo pieno, fondamentale nella gestione dell’attuale periodo emergenziale.

Licei musicali   
Viene istituito presso il Ministero dell’Istruzione un Fondo da 3 milioni per l’ampliamento dell’offerta formativa nei Licei musicali, con l’attivazione di corsi a indirizzo jazzistico e sui nuovi linguaggi musicali.

Scuola infanzia e 0-6 anni         
Il provvedimento prevede 1.000 docenti in più per il potenziamento dell’offerta formativa nella scuola dell’infanzia e uno stanziamento aggiuntivo di 60 milioni per la fascia 0-6 anni.

Istituti Tecnici Superiori e sistema duale  
Per il 2021 vengono stanziati 20 milioni in più nel Fondo per l’istruzione e formazione tecnica superiore. Vengono incrementati di 55 milioni per il 2021 e di 50 milioni per il 2022 i fondi per i percorsi formativi rivolti all’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale,  il diploma di Istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore e dei percorsi formativi rivolti ai percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento.

Povertà educativa    
Previsto un Piano nazionale di ricerca, della durata di 12 mesi, per il contrasto alla povertà educativa. Il Piano viene promosso dal Ministero dell’Università e della Ricerca, di concerto con il Ministero dell’Istruzione, ed è finanziato con 2 milioni per il 2021. Aumenta il Fondo per l’arricchimento e l’ampliamento dell’offerta formativa delle scuole e per gli interventi perequativi che servono a ridurre le diseguaglianze.

Assistenti tecnici      
Previsti 1.000 assistenti tecnici nelle scuole del primo ciclo, figure da sempre presenti nel secondo ciclo, introdotte nel primo periodo dell’emergenza e ora stabilizzate per dare supporto a docenti e personale nell’uso di laboratori e tecnologie. 

Concorso DSGA       
Viene incrementata, attraverso l’eliminazione del limite del 50%, la quota di idonei nelle graduatorie del concorso per Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi. Con questa misura aumenta il numero di assunzioni e la copertura dei posti vacanti.

Lavoratori fragili        
Le disposizioni a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori fragili, attualmente in vigore fino al 31 dicembre prossimo, vengono prorogate al 28 febbraio 2021. Vengono stanziati 53,9 milioni per la sostituzione di questi lavoratori.

Ex Lavoratori Socialmente Utili         
Prevista la trasformazione dei contratti da tempo parziale a tempo pieno di 4.500 collaboratori scolastici ex Lsu. È stata stabilita un’ulteriore fase nazionale di assunzione, sui posti che residueranno al termine delle procedure già attivate e di quelle in corso di attivazione.

Dirigenti scolastici    
È previsto uno stanziamento di 25,8 milioni di euro nel 2021 da destinare alla copertura delle maggiori spese sostenute nell’anno scolastico 2019/2020 in conseguenza dell’ultrattività riconosciuta ai contratti collettivi regionali relativi all’anno scolastico 2016/2017.

Scuole italiane all’estero
Per razionalizzare le competenze riguardanti il sistema della formazione italiana nel mondo, vengono restituite al Ministero per gli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale le competenze, attualmente condivise con il Ministero dell’Istruzione.

Legge 30 dicembre 2020, n. 178

Ripubblicazione del testo della legge 30 dicembre 2020, n. 178, recante: «Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023», corredato delle relative note. (Legge pubblicata nel Supplemento ordinario n. 46/L alla Gazzetta Ufficiale – Serie generale – n. 322 del 30 dicembre 2020). (21A00174)

(GU Serie Generale n.13 del 18-01-2021 – Suppl. Ordinario n. 3)


Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023. (20G00202)

(GU Serie Generale n.322 del 30-12-2020 – Suppl. Ordinario n. 46)

Legge Bilancio 2021

Le misure previste dalla Legge di Bilancio 2021 sono state illustrate il 18 novembre alle Organizzazioni Sindacali in un’apposita informativa.

Oltre 3,7 miliardi di cui 2,2 per finanziare spesa corrente e più di 1,5 per gli investimenti. Queste le risorse per la scuola previste dal Disegno di legge di Bilancio, definitivamente approvato dal Governo, che ora passa al vaglio del Parlamento.

“Si tratta di un risultato importante per la scuola, c’è un cambio di passo culturale evidente, frutto di una precisa visione”, commenta la Ministra Lucia Azzolina. “Il mondo dell’istruzione è tornato al centro degli investimenti: lo dimostrano le risorse mobilitate in questi mesi, lo dimostra questa ulteriore iniezione di fondi. Lo sviluppo del Paese passa dalla formazione dei più giovani che deve essere di qualità. E la qualità si ottiene solo investendo le risorse che servono”.

In particolare, con i fondi stanziati è previsto un piano pluriennale per l’assunzione di 25mila docenti di sostegno in organico di diritto che si accompagnerà allo stanziamento di appositi fondi per la formazione del personale docente sulle tematiche dell’inclusione delle alunne e degli alunni con disabilità e per l’acquisto di ausili didattici. Previsti 1.000 docenti in più per il potenziamento dell’offerta formativa nella scuola dell’infanzia. Vengono anche stanziati 60 milioni aggiuntivi all’anno per la fascia 0-6 anni. 

Oltre 1,5 miliardi vanno all’edilizia scolastica. Il provvedimento proroga, poi, di un altro anno, i poteri commissariali ai sindaci di Comuni e Città metropolitane per una rapida realizzazione degli interventi agli istituti.

Aumenta il Fondo per l’arricchimento e l’ampliamento dell’offerta formativa delle scuole e per gli interventi perequativi che servono a ridurre le diseguaglianze: +117,8 milioni per il 2021, +106,9 milioni per il 2023, +7,3 milioni per ciascuno degli anni 2024 e 2025 e +3,4 milioni per l’anno 2026. 

Sulla digitalizzazione è previsto un investimento di 40 milioni di euro in più, insieme allo stanziamento di ulteriori specifiche risorse per potenziare l’azione amministrativa e didattica nelle scuole, anche attraverso l’utilizzo degli animatori digitali. Confermate e potenziate le équipe formative di docenti che si occupano dell’attuazione del Piano Nazionale Scuola Digitale. Una misura, quest’ultima, che punta ad accelerare i processi di digitalizzazione dentro gli istituti scolastici, a promuovere le azioni di formazione del personale e di potenziamento delle competenze degli studenti sulle metodologie didattiche innovative e sulla didattica digitale integrata.

Confermati anche 1.000 assistenti tecnici nelle scuole del primo ciclo, figure da sempre presenti nel secondo ciclo, introdotte nel primo periodo dell’emergenza e ora stabilizzate per dare supporto a docenti e personale nell’uso di laboratori e tecnologie. Confermata a regime la trasformazione da tempo definito a tempo pieno di 4.500 collaboratori scolastici ex Lsu.


Il Consiglio dei Ministri, nel corso della riunione del 16 novembre 2020, acendo seguito alla deliberazione dello scorso 18 ottobre, ha definitivamente approvato il disegno di legge recante “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023”.

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DDL BILANCIO 2021

Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023 (disegno di legge)

Il Consiglio dei Ministri, facendo seguito alla deliberazione dello scorso 18 ottobre, ha definitivamente approvato il disegno di legge recante “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023”.
Il provvedimento, il cui impianto complessivo sotto il profilo finanziario è rimasto invariato, interviene in profondità, nell’attuale contesto economico, con misure trasversali per la crescita. Tra l’altro, il testo introduce misure per il rilancio delle imprese e il rafforzamento degli enti non commerciali, per il sostegno alle famiglie e ai lavoratori, per l’implementazione delle politiche sociali, nonché interventi settoriali mirati su sanità, scuola, università e ricerca, cultura, sicurezza, informazione, innovazione e trasporti. Sono previste anche misure in favore delle Regioni e degli enti locali, per la pubblica amministrazione e il lavoro pubblico.


Il Consiglio dei Ministri, nel corso della riunione del 18 ottobre, ha approvato il disegno di legge recante il Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2021 e il bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023.


DDL BILANCIO 2021 E DOCUMENTO PROGRAMMATICO DI BILANCIO (DPB)

Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023 (disegno di legge)

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze Roberto Gualtieri, ha approvato il disegno di legge recante il Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2021 e il bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023.

Il provvedimento trova la sua traduzione sul piano contabile nel Documento programmatico di bilancio per il 2021 che viene quindi trasmesso alla Commissione europea.

Il disegno di legge prevede una significativa espansione fiscale e contiene importanti provvedimenti che rappresentano la prosecuzione delle misure intraprese sinora per proteggere la salute dei cittadini e garantire la sicurezza e la stabilità economica del Paese. Allo stesso tempo, vengono messe in campo le risorse necessarie per garantire il rilancio del sistema economico, attraverso interventi su fisco, investimenti, occupazione, scuola, università e cultura.

Di seguito, i punti principali del provvedimento:

  1. SANITÀ: vengono stanziati circa 4 miliardi di euro. Le diverse misure riguardano in particolare il sostegno del personale medico e infermieristico, fra queste la conferma anche per l’anno 2021 di 30.000 fra medici e infermieri assunti a tempo determinato per il periodo emergenziale e il sostegno delle indennità contrattuali per queste categorie, e l’introduzione di un fondo per l’acquisto di vaccini e per altre esigenze correlate all’emergenza COVID-19. Viene inoltre aumentata di un miliardo di euro la dotazione del Fondo Sanitario Nazionale.
  2. FAMIGLIE: viene finanziata a partire da luglio 2021 una grande riforma per le famiglie, con l’introduzione dell’assegno unico che viene esteso anche agli autonomi e agli incapienti. Viene inoltre prolungata la durata del congedo di paternità.
  3. MEZZOGIORNO: viene portata a regime la fiscalità di vantaggio per il Sud con uno stanziamento di 13,4 miliardi nel triennio 2021-2023 e prorogato per il 2021 il credito di imposta per gli investimenti nelle Regioni del Meridione.
  4. CUNEO FISCALE: con circa 1,8 miliardi di euro aggiuntivi, per uno stanziamento annuale complessivo di 7 miliardi, viene portato a regime il taglio del cuneo per i redditi sopra i 28.000 euro.
  5. RIFORMA FISCALE: vengono stanziati 8 miliardi di euro annui a regime per la riforma fiscale, che comprende l’assegno unico, ai quali si aggiungeranno le risorse derivanti dalle maggiori entrate fiscali che confluiranno nell’apposito fondo “per la fedeltà fiscale”.
  6. GIOVANI: vengono azzerati per tre anni i contributi per le assunzioni degli under-35 a carico delle imprese operanti su tutto il territorio nazionale.
  7. MISURE DI SOSTEGNO ALL’ECONOMIA: viene istituito un fondo da 4 miliardi di euro a sostegno dei settori maggiormente colpiti durante l’emergenza COVID. Viene prorogata la moratoria sui mutui e la possibilità di accedere alle garanzie pubbliche fornite dal Fondo Garanzia PMI e da SACE. Viene fornito un sostegno aggiuntivo alle attività di internazionalizzazione delle imprese, con uno stanziamento di 1,5 miliardi di euro. Vengono prorogate le misure a sostegno della ripatrimonializzazione delle piccole e medie imprese.
  8. LAVORO E PREVIDENZA: vengono finanziate ulteriori settimane di Cig COVID, con lo stesso meccanismo che prevede la gratuità della Cassa per chi ha registrato perdite oltre una certa soglia. Vengono prorogate le misure Ape Social e Opzione Donna.
  9. TRASPORTI PUBBLICI: con fondi aggiuntivi da utilizzare nei primi mesi del 2021, vengono incrementate le risorse per il trasporto pubblico locale, in particolare modo quello scolastico.
  10. SCUOLA, UNIVERSITÀ E CULTURA: viene finanziata con 1,2 miliardi di euro a regime l’assunzione di 25.000 insegnanti di sostegno e vengono stanziati 1,5 miliardi di euro per l’edilizia scolastica. È previsto un contributo di 500 milioni di euro l’anno per il diritto allo studio e sono stanziati 500 milioni di euro l’anno per il settore universitario. Sono destinati 2,4 miliardi all’edilizia universitaria e ai progetti di ricerca. Vengono inoltre destinati 600 milioni di euro all’anno per sostenere l’occupazione nei settori del cinema e della cultura.

Legge 27 dicembre 2019, n. 160

Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022. (19G00165)
(GU Serie Generale n.304 del 30-12-2019 – Suppl. Ordinario n. 45)


Ripubblicazione del testo della legge 27 dicembre 2019, n. 160, recante: «Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022», corredato delle relative note. (Legge pubblicata nel Supplemento ordinario n. 45/L alla Gazzetta Ufficiale – Serie generale – n. 304 del 30 dicembre 2019). (20A00227)
(GU Serie Generale n.13 del 17-01-2020 – Suppl. Ordinario n. 3)

Legge di Bilancio 2020 alla Camera

L’Aula della Camera il 24 dicembre approva in via definitiva il disegno di legge: S. 1586 – Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022 (Approvato dal Senato) (A.C. 2305).

Dal 18 dicembre la 7a Commissione della Camera esamina in sede consultiva per le parti di competenza il Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2020 ed il bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022

Con 166 voti favorevoli, 128 contrari e nessuna astensione, l’Assemblea di Palazzo Madama, lunedì 16 dicembre, ha rinnovato la fiducia al Governo, approvando l’emendamento 1.9000 interamente sostitutivo della prima sezione del ddl di bilancio 2020 (A.S. 1586). Dopo la presentazione della Nota di variazioni da parte del Governo, esaminata dalla Commissione Bilancio, l’Assemblea ha approvato il documento e la legge di bilancio nel suo complesso, che ora passa alla Camera.

Disegno di Legge
Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022

Legge di Bilancio in CdM

Il Consiglio dei Ministri, nel corso della riunione di martedì 15 ottobre 2019, approva un decreto-legge che introduce disposizioni urgenti in materia fiscale e per esigenze indifferibili e il disegno di legge recante il Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2020 e il bilancio pluriennale per il triennio 2020 – 2022.


DECRETO FISCALE E DISEGNO DI LEGGE DI BILANCIO 2020

  1. Disposizioni urgenti in materia fiscale e per esigenze indifferibili (decreto-legge)
  2. Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020 – 2022 (disegno di legge)

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro dell’economia e delle finanze Roberto Gualtieri, ha approvato un decreto-legge che introduce disposizioni urgenti in materia fiscale e per esigenze indifferibili e il disegno di legge recante il Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2020 e il bilancio pluriennale per il triennio 2020 – 2022.

I due provvedimenti compongono la manovra finanziaria e trovano la loro traduzione sul piano contabile nel Documento programmatico di bilancio per il 2020, che viene quindi trasmesso alla Commissione europea.

La manovra che ne risulta non si limita all’eliminazione della clausola di salvaguardia sull’Iva per il 2020, ma contiene importanti provvedimenti per il lavoro, l’ambiente, gli investimenti, la famiglia e la disabilità, avviando l’attivazione delle politiche contenute nella Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza.

Di seguito i punti principali dei provvedimenti.

  1. CANCELLAZIONE CLAUSOLA IVA 2020 – Al fine di evitare un aumento delle imposte a carico dei consumatori, con ripercussioni sulla distribuzione e il commercio, gli incrementi dell’Iva pari a 23,1 miliardi di euro previsti a legislazione vigente per il 2020 sono stati completamente sterilizzati, senza ricorrere a interventi sulle rimodulazioni delle aliquote capaci di aumentare il gettito di tale imposta.
  2. CUNEO FISCALE – Si riduce già dal 2020 il cuneo fiscale a carico dei lavoratori, avviando un percorso di diminuzione strutturale della pressione fiscale sul lavoro e di riforma complessiva del regime Irpef per tutti i lavoratori dipendenti.
  3. LOTTA ALL’EVASIONE – Vengono messe in campo politiche di contrasto all’evasione e alle frodi fiscali in più settori. Si prevede un inasprimento delle pene per i grandi evasori. Si introducono misure per contrastare l’illecita somministrazione di manodopera e l’aggiramento della normativa contrattuale in tema di appalti da parte di cooperative o imprese fittizie, che in tal modo evadono l’Iva e non procedono al versamento delle ritenute sui redditi dei lavoratori. Si rafforzano le misure contro le frodi nel settore dei carburanti. Si implementa il contrasto all’evasione e all’illegalità nel settore dei giochi, attraverso l’istituzione del registro unico degli operatori del gioco pubblico e il blocco dei pagamenti per i soggetti che operano dall’estero senza concessione, anche attraverso l’istituzione dell’agente sotto copertura.
  4. PIANO CASHLESS – Con l’obiettivo di aumentare i pagamenti elettronici, si predispone un piano che prevede, tra l’altro, l’introduzione di un super bonus da riconoscersi all’inizio del 2021 in relazione alle spese effettuate con strumenti di pagamento tracciabili nei settori in cui è ancora molto diffuso l’uso del contante, nonché l’istituzione di estrazioni e premi speciali per le spese pagate con moneta elettronica e sanzioni per la mancata accettazione dei pagamenti con carte di credito o bancomat.
  5. FAMIGLIE – Vengono destinate ulteriori ingenti risorse agli interventi per la famiglia, che saranno oggetto di un piano di razionalizzazione e semplificazione.
  6. SALUTE – Si prevede la cancellazione del cosiddetto superticket in sanità, a partire dalla seconda metà del 2020, con un corrispondente incremento delle risorse previste per il sistema sanitario nazionale, destinate comunque ad aumentare nel prossimo triennio.
  7. PREVIDENZA E WELFARE – Si conferma il sussidio economico che accompagna alla pensione categorie di lavoratori da tutelare (cosiddetta APE Social) e la possibilità per le lavoratrici pubbliche e private di andare in pensione anticipata anche per il 2020 (la cosiddetta ‘Opzione Donna’). Viene confermata anche l’esenzione dal canone RAI per gli anziani a basso reddito.
  8. PERSONE DIVERSAMENTE ABILI – Per le politiche di sostegno alle persone diversamente abili vengono stanziate le risorse necessarie all’attuazione della delega in materia. Allo stesso tempo, nuove risorse sono previste in tre distinti fondi per la tutela del diritto al lavoro, per l’assistenza e per le esigenze di mobilità.
  9. INVESTIMENTI PUBBLICI E PRIVATI E AMBIENTE – Si istituiscono due nuovi fondi per finanziare gli investimenti dello Stato e degli enti territoriali e un fondo per contribuire (con garanzie, debito o apporto di capitale di rischio) alla realizzazione di investimenti privati sostenibili nell’ambito del green new deal. A queste risorse vanno aggiunte quelle relative al sostegno degli investimenti privati sotto forma di contributi e di incentivi.
  10. MEZZOGIORNO – Vengono destinate risorse ad interventi per incentivare gli investimenti delle imprese, alle infrastrutture sociali e al risparmio energetico nelle regioni del Mezzogiorno.
  11. IMPRESE E INNOVAZIONE – Si stanziano le risorse necessarie a proseguire gli incentivi del programma “Industria 4.0” per sostenere gli investimenti privati e favorire il rinnovo dei sistemi produttivi: tra questi il Fondo centrale per le piccole e medie imprese; il super e l’iper ammortamento (per beni tecnologici, software ed economia circolare); il rifinanziamento della legge Sabatini; il credito di imposta per la “Formazione 4.0”.
  12. DETRAZIONI – Vengono prorogate le detrazioni per la riqualificazione energetica, gli impianti di micro-cogenerazione e le ristrutturazioni edilizie, oltre a quelle per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici di classe energetica elevata a seguito di ristrutturazione della propria abitazione. Viene introdotta per il 2020 una detrazione per la ristrutturazione delle facciate esterne degli edifici (il ‘bonus facciate’) per dare un nuovo volto alle nostre città.
  13. RINNOVO DEI CONTRATTI PUBBLICI – Sono ampliati gli stanziamenti del triennio 2019-2021 per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego del comparto Stato.

NaDef 2019 in Consiglio dei Ministri

Il Consiglio dei Ministri, nel corso della riunione di lunedì 30 settembre 2019, ha approvato la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (NaDef) 2019.


NOTA DI AGGIORNAMENTO AL DOCUMENTO DI ECONOMIA E FINANZA 2019

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro dell’economia e delle finanze Roberto Gualtieri, ha approvato la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (NaDef) 2019.

La Nota definisce il perimetro di finanza pubblica nel quale si iscriveranno le misure della prossima legge di bilancio, in un quadro di politica economica ambizioso e coerente con gli obiettivi enunciati dal Governo nelle comunicazioni programmatiche rese al Parlamento. Gli interventi saranno prevalentemente volti ad assicurare la crescita economica in un contesto di sostenibilità delle finanze pubbliche, attraverso l’incremento degli investimenti pubblici, in particolare di quelli per l’innovazione, per la conversione all’economia verde e per il potenziamento delle infrastrutture materiali, immateriali e sociali, a partire dagli asili nido; l’azzeramento delle clausole di salvaguardia sull’Iva per il 2020 e la loro riduzione per il biennio 2021-2022; la riduzione del carico fiscale sul lavoro; l’aumento della produttività del sistema economico, della pubblica amministrazione e della giustizia; la digitalizzazione dei pagamenti; il rafforzamento delle politiche di riduzione delle disuguaglianze e della disoccupazione, a partire da quella giovanile e femminile; la lotta all’evasione fiscale.

Per quanto riguarda la programmazione delle finanze pubbliche, per il 2020 la NaDef fissa un obiettivo di indebitamento netto (deficit) pari al 2,2% del prodotto interno lordo (PIL). Rispetto alla legislazione vigente, che determinerebbe un rapporto deficit/PIL pari all’1,4%, si configura quindi lo spazio di bilancio per una manovra espansiva pari a 0,8 punti percentuali di PIL (circa 14,5 miliardi di euro).

Rispetto al 2019, nel quadro programmatico di finanza pubblica, l’indebitamento netto risulta invariato, mentre il rapporto tra debito e PIL diminuisce di 0,5 punti percentuali. L’indebitamento netto strutturale registra una riduzione di 0,1 punti percentuali.

Grazie al sostegno alla crescita assicurato dalle misure espansive, nel 2020 è attesa una crescita del PIL pari allo 0,6%. Si prevede inoltre una riduzione del tasso di disoccupazione e un incremento sia delle unità standard di lavoro sia del numero di occupati superiore a quello atteso a legislazione vigente.

Nella tabella di seguito, i principali indicatori di finanza pubblica.

Legge di Bilancio

Legge 30 dicembre 2018, n. 145
Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021


Manovra, Bussetti: “Contiene misure concrete e getta le basi per il lavoro dei prossimi mesi”

Dal nuovo reclutamento dei docenti nella Scuola, alle assunzioni dei ricercatori universitari: ecco i contenuti della Legge di bilancio

Un nuovo modello di reclutamento degli insegnanti, pensato per consentire un più rapido accesso alla cattedra ed evitare la lunga trafila del precariato nella Scuola. La revisione dell’Alternanza Scuola-Lavoro, con una riduzione proporzionata delle ore in base agli indirizzi di studio e più garanzie sulla qualità dei percorsi offerti agli studenti. Risorse per incrementare il tempo pieno, soprattutto al Sud, e per l’inclusione scolastica. E poi, nuove assunzioni di ricercatori nelle Università e la creazione di una Scuola Superiore Meridionale per la formazione e la valorizzazione di nuove eccellenze. Sono alcuni dei provvedimenti contenuti nella Legge di bilancio, approvata oggi alla Camera in via definitiva, per i settori di competenza del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

“Si tratta di misure concrete che si inseriscono nel solco del lavoro che abbiamo avviato fin dal nostro insediamento e che gettano le basi per quello che porteremo avanti nei prossimi mesi”, commenta il Ministro Marco Bussetti. “Siamo riusciti a inserire nella manovra provvedimenti che erano per noi essenziali: il nuovo reclutamento nella Scuola, l’incremento delle facoltà assunzionali negli Atenei, in particolar modo in quelli virtuosi, la nascita della Scuola Superiore Meridionale. Portiamo avanti un percorso coerente per il buon funzionamento del sistema scolastico, dell’Università, della Ricerca, dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica”.

“Con la manovra – dettaglia il Ministro – siamo intervenuti risolvendo questioni importanti, come quella dello stipendio degli insegnanti che rischiava di essere decurtato già a partire dal mese di gennaio. Il precedente Governo non aveva infatti stanziato fondi sufficienti in occasione dell’ultimo rinnovo del contratto collettivo nazionale. Abbiamo recuperato quello che serviva e messo in salvo i salari. Apriamo le porte della Scuola ai giovani che vogliono insegnare: avremo concorsi snelli e banditi regolarmente. Chi vince va in cattedra: niente più anni infiniti di precariato prima del contratto a tempo indeterminato. Nella fase attuativa terremo naturalmente conto anche di chi ha già fatto un percorso di insegnamento che dovrà essere valorizzato”.

“Rilanciamo l’Alternanza Scuola-Lavoro: riducendo le ore minime obbligatorie avremo percorsi di maggior qualità. Lo avevamo annunciato a scuole, famiglie e studenti. Una promessa mantenuta. Mettiamo risorse per incrementare il tempo pieno. Per la Scuola non ci sono tagli, ma fondi in più. Valorizziamo i giovani laureati di talento: favoriremo la loro assunzione da parte delle aziende”, prosegue il Ministro.

Per l’Università “è prevista l’assunzione di circa 1.500 ricercatori di tipo b, che sarà disposta in deroga al blocco delle assunzioni. Così come non ci sarà alcun blocco alle progressioni di carriera di chi fa ricerca negli atenei, né per scuole e AFAM. Abbiamo voluto e ottenuto un’attenzione particolare su questo punto. Così come abbiamo ottenuto maggiori assunzioni per gli atenei. È una svolta: dobbiamo tornare ad assumere di più nelle università. E voglio anticipare – assicura Bussetti – che non ci saranno tagli alle borse di studio: i risparmi richiesti al bilancio del nostro Ministero saranno conseguiti razionalizzando voci di spesa inefficiente. Non toccheremo il diritto allo studio”.

Chiude Bussetti: “Con la Legge di bilancio aumentiamo, come avevamo promesso di fare, i contratti di formazione per le specializzazioni mediche. E lo facciamo a regime, in modo strutturale. Incrementiamo i fondi per enti di ricerca e atenei. Continuiamo a investire nelle nostre eccellenze”.

LE SCHEDE

Di seguito una sintesi delle principali misure contenute in Legge di bilancio per i settori di competenza del MIUR.

Riforma del reclutamento dei docenti della Scuola secondaria

Al via concorsi più snelli per chi vuole insegnare nella Scuola secondaria di I e II grado, con l’obiettivo di portare quanto prima i giovani in cattedra. Al concorso per l’accesso all’insegnamento potranno partecipare i laureati che hanno sostenuto, all’università, esami di didattica e pedagogia per almeno 24 crediti. Chi vince entra in ruolo. I concorsi saranno banditi con regolarità, nelle Regioni e per le discipline dove ci saranno posti vacanti. Chi vincerà il concorso avrà la garanzia del posto nella Regione scelta, ma dovrà rimanerci per cinque anni, a tutela dell’interesse degli alunni alla continuità didattica.

La chiamata diretta è abrogata

La Legge di bilancio abroga la chiamata diretta per i docenti di tutti gli ordini e gradi di istruzione. Un meccanismo che non aveva funzionato. D’ora in poi gli insegnanti saranno sempre titolari su una scuola, alla quale saranno assegnati in base a criteri oggettivi e trasparenti.

Stipendi degli insegnanti al sicuro

Stanziati i fondi necessari per evitare la riduzione degli stipendi dei pubblici dipendenti programmata dal precedente Governo a partire da gennaio 2019. Di questa misura beneficeranno particolarmente anche gli ATA e i docenti della Scuola. Previste risorse aggiuntive, più di 1,7 miliardi all’anno, per consentire da subito una ripresa della contrattazione dei vari comparti, Scuola compresa, e un nuovo adeguamento degli stipendi.

Percorsi per le competenze trasversali, come cambia l’Alternanza

La Legge di bilancio corregge il tiro sull’Alternanza Scuola-Lavoro che cambia, a partire dal nome: arrivano i “Percorsi per le competenze trasversali”. Nuove Linee guida ridisegneranno l’Alternanza, che dovrà essere un momento di orientamento e di scuola per raggiungere gli obiettivi di apprendimento in contesti anche lavorativi. Non un apprendistato mascherato. Viene ridotto l’orario minimo obbligatorio dell’Alternanza: 90 ore nei Licei (oggi sono 200), 150 nei Tecnici e 210 nei Professionali (oggi sono 400). Il carico eccessivo di ore obbligatorie aveva costretto le scuole ad accontentarsi in molti casi di percorsi di scarsa qualità. Gli istituti, comunque, nella loro autonomia, potranno aumentare l’orario, in coerenza con i loro obiettivi formativi.

Incremento del tempo pieno

Previsti 2.000 posti aggiuntivi nella Scuola primaria per incrementare il tempo pieno. Le modalità per l’attuazione saranno individuate con decreto del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Risorse per le scuole

Il Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche viene aumentato di 174,31 milioni nel 2020 e di 79,81 milioni nel 2021.

Licei Musicali, arrivano i docenti di strumento

Con la Legge di bilancio si chiudono una lunga vicenda e il contenzioso che aveva contrapposto famiglie e Ministero negli ultimi anni. Arrivano le risorse per assumere i 400 docenti necessari per la copertura di tutte le ore di strumento. Una misura che mette al centro le esigenze formative degli studenti.

Assunzioni in ruolo per il personale educativo

La Legge di bilancio risolve anche l’annosa problematica del personale educativo dei convitti e degli educandati, che finalmente potrà entrare in ruolo su tutti i posti vacanti e disponibili, grazie alle 290 nuove assunzioni previste.

Stabilizzazione del personale impiegato nelle pulizie

Dopo quasi venti anni di precariato, dal 2020 il personale impiegato nelle pulizie e nelle altre attività ausiliarie nelle scuole sarà finalmente stabilizzato.

Digitale, nascono le équipe formative territoriali

Vengono istituite le équipe formative territoriali, una task force di 120 docenti, distribuiti su tutto il territorio nazionale, che si occuperanno di coadiuvare le scuole nell’innovazione metodologica e didattica, con particolare riguardo alle nuove tecnologie. I 120 docenti saranno distaccati e presteranno servizio presso scuole polo dedicate. Il loro compito sarà quello di promuovere, presso le scuole del territorio di riferimento, la cultura dell’innovazione didattica e metodologica. Saranno importanti per la promozione e l’ampliamento di tutte le buone pratiche che le scuole hanno sviluppato in questi anni.

Università, più ricercatori e aumentano assunzioni in quelle virtuose

Le risorse per le cosiddette cattedre Natta (chiamate dirette su cui anche il mondo universitario si era espresso negativamente) vengono liberate e serviranno, insieme ad altri fondi stanziati appositamente, per assumere circa 1.500 nuovi ricercatori di tipo b. Si tratta di una misura per i giovani, che potranno inserirsi in un percorso che li vedrà impegnati in attività di ricerca e di insegnamento, col passaggio, dopo tre anni, al ruolo di professore associato. Previste anche assunzioni in più, sia di ricercatori che di docenti, nelle Università virtuose che potranno andare oltre il normale turn over. Una soluzione è stata individuata anche per i ricercatori confermati a tempo indeterminato, per i quali si prevede finalmente il passaggio nei ruoli di professore associato.

Atenei, risorse per il Fondo di finanziamento ordinario

La Legge di bilancio prevede un incremento di 100 milioni di euro all’anno a partire dal 2020 per il Fondo di finanziamento ordinario delle Università, a vantaggio dell’offerta didattica e della qualità dei servizi offerti agli studenti. Un primo incremento di 40 milioni è previsto già per il 2019. La Legge prevede incrementi del Fondo finalizzati all’assunzione in ruolo dei ricercatori di tipo b e al passaggio al ruolo di professore associato per i ricercatori confermati a tempo indeterminato.

Studenti universitari, più borse di studio

Cresce il fondo integrativo statale (+ 10 milioni per il 2019) per la concessione delle borse di studio. Ciò consentirà di assicurare la borsa a un maggior numero di studenti.

Fondi per gli studenti con disabilità nell’AFAM

Un apposito stanziamento aggiuntivo consentirà agli istituti di Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica, di sostenere il diritto allo studio degli studenti con disabilità.

Incremento delle borse per la specializzazione medica

In risposta al bisogno del Paese di un maggior numero di medici, il Governo stanzia 100 milioni in più, a regime, per finanziare nuovi contratti di formazione per gli specializzandi medici. Vengono incrementate anche le borse per i corsi di medicina generale.

Risorse per gli enti di ricerca e le eccellenze scientifiche

Vengono stanziati 30 milioni in più all’anno per il CNR a partire dal 2019. Alla Fondazione EBRI (European Brain Research Institute) viene garantito un contributo straordinario di 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021. Dieci sono i milioni in più all’anno sul Fondo di finanziamento ordinario degli enti di ricerca (FOE). Finanziato anche il fondo per la stabilizzazione della Scuola sperimentale di dottorato internazionale Gran Sasso Science Institute.

Nasce la Scuola Superiore Meridionale

L’Università degli studi di Napoli Federico II istituirà, in via sperimentale, per il triennio costituito dagli anni accademici dal 2019/2020 sino al 2021/2022, la Scuola Superiore Meridionale. Il progetto è finanziato con circa 50 milioni di euro in tre anni e prevede l’assunzione di ricercatori e docenti universitari. La Scuola Superiore Meridionale organizzerà corsi di dottorato di ricerca, master, ordinari e di laurea magistrale in collaborazione con le scuole universitarie federate e con altre università. Cinquanta i milioni a disposizione per il primo triennio.

Facilitazioni per l’assunzione di giovani laureati di talento
Con un’apposita norma, le imprese vengono incentivate ad assumere giovani laureati con 110 e lode e dottori di ricerca, oppure a trasformarne il rapporto di lavoro a tempo pieno, se già assunti a tempo parziale. Si dà così una occasione ai giovani di talento di inserirsi nel mercato del lavoro e contribuire al miglioramento della realtà produttiva del Paese.

Legge 30 dicembre 2018, n. 145

Ripubblicazione del testo della legge 30 dicembre 2018, n. 145, recante: «Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021», corredato delle relative note. (Legge pubblicata nel Supplemento ordinario n. 62/L alla Gazzetta Ufficiale – Serie generale – n. 302 del 31 dicembre 2018). (19A00318)

(GU Serie Generale n.15 del 18-01-2019 – Suppl. Ordinario n. 3)

Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021


dall’art. 1 della Legge 30 dicembre 2018, n. 145
Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021

13. A decorrere dal 1° gennaio 2019, ai compensi derivanti dall’attività di lezioni private e ripetizioni, svolta dai docenti titolari di cattedre nelle scuole di ogni ordine e grado, si applica un’imposta sostitutiva dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e delle addizionali regionali e comunali con l’aliquota del 15 per cento, salva opzione per l’applicazione dell’imposta sul reddito nei modi ordinari.

14. I dipendenti pubblici di cui al comma 13, che svolgono l’attività di insegnamento a titolo privato, fermo restando quanto disposto dall’articolo 53 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, comunicano all’amministrazione di appartenenza l’esercizio di attività extra-professionale didattica ai fini della verifica di eventuali situazioni di incompatibilità.

15. L’imposta sostitutiva di cui al comma 13 è versata entro il termine stabilito per il versamento dell’imposta sul reddito delle persone fisiche. Per la liquidazione, l’accertamento, la riscossione, i rimborsi, le sanzioni, gli interessi e il contenzioso ad essa relativi si applicano le disposizioni previste per le imposte sui redditi.

16. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabilite le modalità per l’esercizio dell’opzione nonché del versamento dell’acconto e del saldo dell’imposta sostitutiva di cui al comma 13.

278. Al comma 354 dell’articolo 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al primo periodo, le parole: « è prorogata anche per gli anni 2017 e 2018 » sono sostituite dalle seguenti: « è prorogata anche per gli anni 2017, 2018 e 2019 »;
b) al secondo periodo, le parole: « e a quattro giorni per l’anno 2018 » sono sostituite dalle seguenti: « , a quattro giorni per l’anno 2018 e a cinque giorni per l’anno 2019 »;
c) al terzo periodo, le parole: « Per l’anno 2018 » sono sostituite dalle seguenti: « Per gli anni 2018 e 2019 »;
d) al quarto periodo sono premesse le seguenti parole: « Per gli anni 2017 e 2018, ».

301. Fermo quanto previsto dal comma 299 e dal comma 302, sono autorizzate, a valere sulle risorse del fondo di cui all’articolo 1, comma 365, lettera b), della legge 11 dicembre 2016, n. 232, come rifinanziato ai sensi del comma 298 del presente articolo, le assunzioni a tempo indeterminato, anche mediante avvio di procedure concorsuali, per le seguenti amministrazioni:
a) Corte dei conti: per personale dirigenziale di livello non generale e per personale non dirigenziale, nel limite di spesa di euro 5.638.577 per l’anno 2019 e di euro 16.915.730 annui a decorrere dall’anno 2020;
b) Corte dei conti: per referendari della Corte dei conti, nel limite complessivo di spesa di euro 5.646.929 per l’anno 2019, di euro 9.858.687 annui per gli anni 2020 e 2021, di euro 10.215.137 per l’anno 2022, di euro 11.194.460 per l’anno 2023, di euro 11.294.027 annui per gli anni 2024 e 2025, di euro 11.700.260 per l’anno 2026, di euro 15.392.183 annui per gli anni 2027 e 2028 e di euro 15.681.574 annui a decorrere dall’anno 2029;
c) Ministero della giustizia – Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria: per personale di cui all’articolo 2, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nel limite di spesa di euro 4.434.558 per l’anno 2019 e di euro 10.738.230 annui a decorrere dall’anno 2020;
d) Ministero del lavoro e delle politiche sociali, nel limite di spesa di euro 2.416.076 annui a decorrere dall’anno 2019;
e) Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, nel limite di spesa di euro 4.780.284 per l’anno 2019 e di euro 14.340.851 annui a decorrere dall’anno 2020;
f) Agenzia per l’Italia digitale: per personale dirigenziale di livello non generale e per personale non dirigenziale, nel limite di spesa di euro 1.695.529 per l’anno 2019 e di euro 2.260.705 annui a decorrere dall’anno 2020;
g) Presidenza del Consiglio dei ministri: per personale dirigenziale di livello non generale e per personale non dirigenziale di categoria A, nel limite di spesa di euro 641.581 per l’anno 2019 e di euro
7.698.967 annui a decorrere dall’anno 2020;
h) Istituto nazionale della previdenza sociale, nel limite di spesa di euro 8.302.167 per l’anno 2019, di euro 18.679.875 per l’anno 2020 e di euro 24.906.500 annui a decorrere dall’anno 2021.

302. Al fine di evitare l’effettuazione di assunzioni oltre i limiti di spesa assegnati a ciascuna amministrazione di cui al comma 301 le stesse trasmettono, entro il 31 marzo di ciascuno anno, alla Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento della funzione pubblica e al Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato i dati concernenti le procedure concorsuali che si intende avviare e quelli concernenti il personale dirigenziale di livello non generale e non dirigenziale da assumere, in relazione al fabbisogno e nell’ambito della propria dotazione organica, nonché la spesa annua lorda, per ciascuna annualità e a regime, effettivamente da sostenere per il trattamento economico complessivo, tenuto conto del costo unitario annuo per ciascuna qualifica di personale da assumere. All’esito delle verifiche operate dai predetti Dipartimenti, le amministrazioni sono autorizzate ad assumere. Il Ministro dell’economia e delle finanze, all’esito delle verifiche svolte dalla Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento della funzione pubblica e dal Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria generale
dello Stato, è autorizzato ad apportare le occorrenti variazioni di bilancio a valere sulle dotazioni del fondo di cui all’articolo 1, comma 365, lettera b), della legge 11 dicembre 2016, n. 232, come rifinanziato ai sensi del comma 298 del presente articolo.
In relazione alle assunzioni di cui alla lettera b) del comma 301, si applicano esclusivamente gli obblighi di comunicazione previsti dal comma 322.

345 Al fine di consentire una maggiore efficacia dell’azione amministrativa svolta a livello centrale dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, nonché di potenziare la tutela delle minoranze linguistiche presenti in Friuli Venezia Giulia, di cui alla legge 23 febbraio 2001, n. 38, la dotazione organica del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca è incrementata di due posti dirigenziali di livello generale. Al primo periodo si dà attuazione con uno o più regolamenti di organizzazione, da adottare ai sensi della legislazione vigente.

415. A decorrere dall’anno scolastico 2019/2020, le facoltà assunzionali del personale educatore delle istituzioni educative statali sono incrementate sino a 290 posti, nell’ambito dei posti vacanti e disponibili.

436. Per il triennio 2019-2021 gli oneri posti a carico del bilancio statale per la contrattazione collettiva nazionale in applicazione
dell’articolo 48, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e per i miglioramenti economici del personale statale in regime di diritto pubblico sono determinati in 1.100 milioni di euro per l’anno 2019, in 1.425 milioni di euro per l’anno 2020 e in 1.775 milioni di euro annui a decorrere dal 2021.

437. Gli importi di cui al comma 436,comprensivi degli oneri contributivi ai fini previdenziali e dell’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) di cui al decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, concorrono a costituire l’importo complessivo massimo di cui all’articolo 21, comma 1-ter, lettera e), della legge 31 dicembre 2009,
n. 196.

438. Per il personale dipendente da amministrazioni, istituzioni ed enti pubblici diversi dall’amministrazione statale, gli oneri
per i rinnovi contrattuali per il triennio 2019-2021, nonché quelli derivanti dalla corresponsione dei miglioramenti economici al personale di cui all’articolo 3, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sono posti a carico dei rispettivi bilanci ai sensi dell’articolo 48, comma 2, del medesimo decreto legislativo. In sede di emanazione degli atti di indirizzo previsti dall’articolo 47, comma 1, del citato decreto legislativo n. 165 del 2001 i comitati di settore provvedono alla quantificazione delle relative risorse, attenendosi ai criteri previsti per il personale delle amministrazioni dello Stato di cui al comma 436. A tale fine i comitati di settore si avvalgono dei dati disponibili presso il Ministero dell’economia e delle finanze, comunicati dalle rispettive amministrazioni in sede di rilevazione annuale dei dati concernenti il personale dipendente.

439. Le disposizioni del comma 438 si applicano anche al personale convenzionato con il Servizio sanitario nazionale.

440. Nelle more della definizione dei contratti collettivi nazionali di lavoro e dei provvedimenti negoziali riguardanti il personale in regime di diritto pubblico relativi al triennio 2019-2021, a valere sulle risorse a copertura degli oneri di cui ai commi 436 e 438, si dà luogo, in deroga alle procedure previste dai rispettivi ordinamenti, all’erogazione:
a) dell’anticipazione di cui all’articolo 47-bis, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonché degli analoghi trattamenti disciplinati dai provvedimenti negoziali relativi al personale in regime di diritto pubblico, nella misura percentuale, rispetto agli stipendi tabellari, dello 0,42 per cento dal 1° aprile 2019 al 30 giugno 2019 e dello 0,7 per cento a decorrere dal 1° luglio 2019;
b) al personale di cui all’articolo 2, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, dell’elemento perequativo una tantum ove previsto dai relativi contratti collettivi nazionali di lavoro riferiti al triennio 2016-2018, nelle misure, con le modalità e i criteri ivi definiti e con decorrenza dal 1° gennaio 2019 fino alla data di definitiva sottoscrizione dei contratti collettivi nazionali di lavoro relativi al triennio 2019- 2021, che ne disciplinano il riassorbimento.

441. Fermo restando quanto previsto dal comma 440, lettera a), in relazione alla specificità della funzione e del ruolo del personale di cui al decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 195, e al decreto legislativo 13 ottobre 2005, n. 217, a valere sulle risorse di cui al comma 436, l’importo di 210 milioni di euro può essere destinato, nell’ambito dei rispettivi provvedimenti negoziali relativi al triennio 2019-2021, alla disciplina degli istituti normativi nonché ai trattamenti economici accessori, privilegiando quelli finalizzati a valorizzare i servizi di natura operativa di ciascuna amministrazione.
Previo avvio delle rispettive procedure negoziali e di concertazione, in caso di mancato perfezionamento dei predetti provvedimenti negoziali alla data del 30 giugno di ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021, l’importo annuale di cui al primo periodo è destinato, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta dei Ministri per la pubblica amministrazione e dell’economia e delle finanze, sentiti i Ministri dell’interno, della difesa e della giustizia, all’incremento delle risorse dei fondi per i servizi istituzionali del personale del comparto sicurezza-difesa e dei fondi per il trattamento accessorio del personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, con successivo riassorbimento nell’ambito dei benefìci economici relativi al triennio 2019-2021.

444. Nell’anno 2019 sono versati all’entrata del bilancio dello Stato e restano acquisiti all’erario 140 milioni di euro iscritti sul conto dei residui ai sensi dell’articolo 1, comma 679, della legge 27 dicembre 2017, n. 205.

460. Al fine di supportare l’attività di promozione, indirizzo e coordinamento in materia di prevenzione della diffusione dell’uso di sostanze stupefacenti, delle tossicodipendenze e delle alcoldipendenze correlate, in particolare tra gli adolescenti, è istituito, nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, il Fondo per la prevenzione della dipendenza da stupefacenti, il cui stanziamento è trasferito al bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri.

461. Il Fondo di cui al comma 460 è destinato a finanziare la realizzazione di progetti sperimentali in ambito nazionale in materia di prevenzione delle tossicodipendenze finalizzati:
a) all’attivazione di specifici interventi nelle scuole secondarie di primo e secondo grado;
b) all’identificazione precoce delle condizioni di vulnerabilità e dell’uso occasionale con la finalità di ridurre i tempi di accesso alle cure;
c) al supporto educativo e formativo in favore delle famiglie e del personale scolastico.

462. All’attuazione dei progetti di cui al comma 461 possono concorrere anche i servizi pubblici per le dipendenze e gli enti del privato sociale di cui agli articoli 115 e 116 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309.

463. La dotazione finanziaria del Fondo di cui al comma 460 è pari a 3 milioni di euro per l’anno 2019, 1 milione di euro per l’anno 2020 e 3 milioni di euro per l’anno 2021.

464. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la famiglia e le disabilità, di concerto con i Ministri dell’economia e delle finanze, della salute e dell’istruzione, dell’università e della ricerca, sono stabiliti i criteri e le modalità per l’utilizzazione delle risorse del Fondo.

465. Per rispondere con continuità alla richiesta di giovani con un’alta specializzazione tecnica e tecnologica necessaria allo sviluppo economico e alla competitività del sistema produttivo italiano, le risorse del Fondo di cui all’articolo 1, comma 875, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, come incrementato dall’articolo 1, comma 67, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, sono ripartite tra le regioni e assegnate in modo da rendere stabile e tempestiva, a partire dall’anno formativo 2019/2020, la realizzazione dei percorsi degli istituti tecnici superiori coerenti con i processi di innovazione tecnologica in atto e inclusi nei piani territoriali regionali di cui all’articolo 11 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 25 gennaio 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 86 dell’11 aprile 2008.

466. Il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca assegna le risorse di cui al comma 465, entro il 30 settembre di ciascun anno, direttamente alle regioni, che le riversano agli istituti tecnici superiori che nell’annualità formativa precedente hanno riportato una valutazione realizzata secondo i criteri e le modalità di applicazione degli indicatori di cui all’accordo sancito in sede di Conferenza unificata il 5 agosto 2014, come modificato dall’accordo sancito in sede di Conferenza unificata il 17 dicembre 2015.

467. Resta fermo l’obbligo di cofinanziamento delle regioni ai piani triennali di attività degli istituti tecnici superiori per almeno il 30 per cento dell’ammontare delle risorse statali stanziate. Gli istituti tecnici superiori possono comprendere, nei suddetti piani, anche ulteriori percorsi e attività, coerenti con l’ambito tecnologico di riferimento, finanziati da soggetti pubblici e privati per potenziare la propria offerta formativa, previa comunicazione al competente assessorato della regione e all’ufficio scolastico.

468. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con i Ministri del lavoro e delle politiche sociali, dello sviluppo economico e dell’economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza unificata ai sensi dell’articolo 9, comma 2, lettera b), del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono attualizzati, anche ai fini dell’istituzione di nuovi istituti tecnici superiori o dell’eventuale accorpamento di quelli già istituiti, gli standard organizzativi delle strutture e dei percorsi degli istituti tecnici superiori, nonché i criteri di valutazione dei piani di attività realizzati, con particolare riferimento agli esiti occupazionali dei giovani specializzati e alla rispondenza alle esigenze di innovazione tecnologica e organizzativa delle filiere produttive a vari livelli territoriali.

469. Dall’attuazione dei commi da 465 a 468 non devono derivare nuovi e maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

478. Il Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile di cui all’articolo 1, comma 392, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, è prorogato per gli anni 2019, 2020 e 2021. Il Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307, è ridotto di 15 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020; conseguentemente all’articolo 1, comma 202, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, le parole: « pari a 100 milioni di euro » sono sostituite dalle seguenti: « pari a 60 milioni di euro ».

561. L’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 70, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, è incrementata di 25 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021.

562. All’articolo 1, comma 947, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, dopo le parole: «di concerto con il Ministro delegato per la famiglia e le disabilità,» sono inserite le seguenti: «con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, con».  

725. Al fine di promuovere misure e progetti di innovazione didattica e digitale nelle scuole, negli anni scolastici 2019/2020 e 2020/2021 può essere esonerato dall’esercizio delle attività didattiche un numero massimo di 120 docenti, individuati dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, che costituiscono équipe territoriali formative, per garantire la diffusione di azioni legate al Piano per la scuola digitale, nonché per promuovere azioni di formazione del personale docente e di potenziamento delle competenze degli studenti sulle metodologie didattiche innovative.

726. Ai maggiori oneri derivanti dal comma 725, pari a 1,44 milioni di euro per l’anno 2019, a 3,6 milioni di euro per l’anno 2020 e a 2,16 milioni di euro per l’anno 2021, si provvede mediante corrispondente riduzione, per gli anni 2019, 2020 e 2021, dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 62, secondo periodo, della legge 13 luglio 2015, n. 107.

727. All’articolo 1, comma 62, terzo periodo, della legge 13 luglio 2015, n. 107, le parole: «ai sensi del comma 11» sono sostituite dalle seguenti: «sulla base di procedure selettive».

728. All’articolo 1, comma 62, terzo periodo, della legge 13 luglio 2015, n. 107, le parole: «ai sensi del comma 11» sono sostituite dalle seguenti: «sulla base di procedure selettive».

729. Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sentita la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono stabilite le modalità per incrementare il tempo pieno nella scuola primaria.

730. A decorrere dall’anno scolastico 2019/2020, l’organico del personale docente dei licei musicali è incrementato di 400 posti. A tal fine è autorizzata la spesa di 4,99 milioni di euro per l’anno 2019, di 21,76 milioni di euro per l’anno 2020, di 19,96 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021, 2022, 2023, 2024 e 2025, di 20,49 milioni di euro per l’anno 2026 e di 21,56 milioni di euro annui a decorrere dal 2027.

738. A decorrere dall’anno scolastico 2019/2020, è autorizzata la trasformazione da tempo parziale a tempo pieno del rapporto di lavoro degli assistenti amministrativi e tecnici assunti nell’anno scolastico 2018/2019 ai sensi dell’articolo 1, commi da 619 a 621, della legge 27 dicembre 2017, n. 205. La trasformazione di cui al primo periodo è disposta nel limite di una spesa di personale complessiva, tenuto conto anche degli stipendi già in godimento, non superiore a quella autorizzata ai sensi del citato articolo 1, comma 619, della legge n. 205 del 2017, a tale scopo avvalendosi della quota dello stanziamento non utilizzata per i fini ivi previsti. È corrispondentemente incrementata la dotazione organica del personale assistente amministrativo e tecnico.

739. La trasformazione di cui al comma 738 del presente articolo avviene mediante scorrimento della graduatoria di merito della procedura di selezione indetta ai sensi dell’articolo 1, commi da 619 a 621, della legge 27 dicembre 2017, n. 205. In caso di rinunce o cessazioni dal servizio, si dà luogo a un ulteriore scorrimento della graduatoria.

740. La graduatoria finale di merito della procedura di selezione indetta ai sensi dell’articolo 1, commi da 619 a 621, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, rimane efficace sino al completo scorrimento della stessa ai sensi del comma 739 del presente articolo.

741. A decorrere dall’anno 2019 il Fondo nazionale per il Sistema integrato di educazione e di istruzione di cui al decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, è incrementato di 10 milioni di euro.

757. All’articolo 64, comma 4, del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, le parole: «e di 96 milioni di euro per l’esercizio finanziario 2019» sono sostituite dalle seguenti: «e di 190 milioni di euro per l’esercizio finanziario 2019».

760. All’articolo 58 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 5, dopo le parole: «A decorrere dall’anno scolastico 2013/2014» sono inserite le seguenti: «, e sino al 31 dicembre 2019,»;
b) dopo il comma 5 sono inseriti i seguenti:
«5-bis. A decorrere dal 1° gennaio 2020, le istituzioni scolastiche ed educative statali svolgono i servizi di pulizia e ausiliari unicamente mediante ricorso a personale dipendente appartenente al profilo dei collaboratori scolastici e i corrispondenti posti accantonati ai sensi dell’articolo 4 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009, n. 119, sono resi nuovamente disponibili, in misura corrispondente al limite di spesa di cui al comma 5. Il predetto limite di spesa è integrato, per l’acquisto dei materiali di pulizia, di 10 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2020.
5-ter. Il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca è autorizzato ad avviare un’apposita procedura selettiva, per titoli e colloquio, finalizzata ad assumere alle dipendenze dello Stato, a decorrere dal 1° gennaio 2020, il personale impegnato per almeno 10 anni, anche non continuativi, purché includano il 2018 e il 2019, presso le istituzioni scolastiche ed educative statali, per lo svolgimento di servizi di pulizia e ausiliari, in qualità di dipendente a tempo indeterminato di imprese titolari di contratti per lo svolgimento dei predetti servizi. Alla procedura selettiva non può partecipare il personale di cui all’articolo 1, comma 622, della legge 27 dicembre 2017, n. 205. Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con i Ministri del lavoro e delle politiche sociali, per la pubblica amministrazione e dell’economia e delle finanze, sono determinati i requisiti per la partecipazione alla procedura selettiva, nonché le relative modalità di svolgimento e i termini per la presentazione delle domande. 5-quater. Nel limite di spesa di cui al comma 5-bis, primo periodo, sono autorizzate assunzioni per la copertura dei posti resi nuovamente disponibili ai sensi del medesimo comma. Le assunzioni, da effettuare secondo la procedura di cui al comma 5-ter, sono autorizzate anche a tempo parziale. I rapporti instaurati a tempo parziale non possono essere trasformati in rapporti a tempo pieno, né può esserne incrementato il numero di ore lavorative, se non in presenza di risorse certe e stabili».

761. All’articolo 64 del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, le parole: «sino alla data di effettiva attivazione della convenzione-quadro di cui al comma 3 e comunque non oltre il 30 giugno 2019» sono sostituite dalle seguenti: «sino al 31 dicembre 2019»;
b) il comma 3 è abrogato.

763. Il Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche, di cui all’articolo 1, comma 601, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, è incrementato di 174,31 milioni di euro per l’anno 2020 e di 79,81 milioni di euro per l’anno 2021.

783. All’articolo 1-bis del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 134, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2009, n. 167, dopo il comma 1 sono inseriti i seguenti:
«1-bis. Per l’anno 2019, il versamento di cui al comma 1 è effettuato entro il 30 aprile 2019. Le somme giacenti, comprese quelle derivanti dai trasferimenti per le spese di pulizia, sono versate solo ove non sussistano contestazioni in atto. Entro il medesimo termine il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca provvede al versamento all’entrata del bilancio dello Stato delle somme non utilizzate, per le quali non vi siano contestazioni in atto, giacenti nel conto corrente n. 53823530 presso la società Poste italiane Spa. Quota parte delle somme versate all’entrata del bilancio dello Stato, pari complessivamente a 22,5 milioni di euro, rimane acquisita all’erario. Il mancato versamento delle somme di cui ai periodi precedenti entro il predetto termine comporta l’insorgere di responsabilità dirigenziale e obbligo di segnalazione alla Corte dei conti.
1-ter. Nelle more del versamento delle somme di cui al comma 1-bis all’entrata del bilancio dello Stato, il Ministero dell’economia e delle finanze è autorizzato ad accantonare e a rendere indisponibili per l’anno 2019, nello stato di previsione del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, a valere sulle disponibilità del Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche di cui all’articolo 1, comma 601, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, l’importo di 22,5 milioni di euro».

784. I percorsi in alternanza scuola-lavoro di cui al decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 77, sono ridenominati «percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento» e, a decorrere dall’anno scolastico 2018/2019, con effetti dall’esercizio finanziario 2019, sono attuati per una durata complessiva:
a) non inferiore a 210 ore nel triennio terminale del percorso di studi degli istituti professionali;
b) non inferiore a 150 ore nel secondo biennio e nell’ultimo anno del percorso di studi degli istituti tecnici;
c) non inferiore a 90 ore nel secondo biennio e nel quinto anno dei licei.

785. Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, fermi restando i contingenti orari di cui al comma 784, sono definite linee guida in merito ai percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento.

786. Le risorse di cui all’articolo 1, comma 39, della legge 13 luglio 2015, n. 107, sono assegnate alle scuole nei limiti necessari allo svolgimento del numero minimo di ore di cui al comma 784.

787. Per l’anno scolastico 2018/2019, in relazione ai progetti già attivati dalle istituzioni scolastiche, si determina automaticamente, anche nei confronti di eventuali soggetti terzi coinvolti, una rimodulazione delle attività sulla base delle risorse finanziarie occorrenti e disponibili sui pertinenti capitoli di bilancio in attuazione delle disposizioni di cui ai commi da 784 a 786.

792. Al fine di razionalizzare la spesa per il reclutamento del personale docente delle scuole secondarie di primo e di secondo grado e di conseguire i risparmi di cui al comma 461 del presente articolo, al decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) le parole: «percorso FIT», ovunque ricorrono, sono sostituite dalle seguenti: «percorso annuale di formazione iniziale e prova»;
b) all’articolo 1, comma 2, le parole: «percorso formativo triennale» sono sostituite dalle seguenti: «percorso annuale di formazione iniziale e prova»;
c) all’articolo 2:
1) al comma 1, la lettera b) è sostituita dalla seguente:
«b) un percorso annuale di formazione iniziale e prova»;
2) al comma 1, lettera c), le parole: «previo superamento delle valutazioni intermedie e finali del percorso formativo di cui alla lettera b)» sono sostituite dalle seguenti: «previa positiva valutazione del percorso annuale di formazione iniziale e prova»;
3) il comma 2 è sostituito dal seguente:
«2. Il percorso annuale di formazione iniziale e prova è disciplinato ai sensi del Capo III»;
4) i commi 3 e 5 sono abrogati;
d) all’articolo 3:
1) al comma 1, le parole: «all’accesso al percorso FIT su» sono sostituite dalla seguente: «ai»;
2) al comma 2, le parole: «nel terzo e quarto» sono sostituite dalle seguenti: «nel primo e nel secondo»;
3) al comma 3, le parole: «ammessi al percorso FIT» sono sostituite dalle seguenti: «immessi in ruolo», le parole: «nel terzo e nel quarto» sono sostituite dalle seguenti: «nel primo e nel secondo» ed è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Rimane fermo il diritto dei vincitori all’immissione in ruolo, ove occorra anche negli anni successivi»;
4) al comma 4, lettera a), le parole: «, anche raggruppate in ambiti disciplinari» sono soppresse;
5) al comma 5, le parole: «per le tipologie di posto messe a concorso nella stessa» sono sostituite dalle seguenti: «per una sola classe di concorso, distintamente per la scuola secondaria di primo e di secondo grado, nonché per il sostegno»;
6) il comma 6 è sostituito dal seguente:
«6. Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca sono individuati i criteri di composizione delle commissioni giudicatrici e i requisiti che devono essere posseduti dai relativi componenti; i programmi, le prove concorsuali, i punteggi ad esse attribuiti e i relativi criteri di valutazione; la tabella dei titoli accademici, scientifici e professionali valutabili, comunque in misura non superiore al 20 per cento del punteggio complessivo, tra i quali sono particolarmente valorizzati il titolo di dottore di ricerca, il possesso di abilitazione specifica conseguita attraverso percorsi selettivi di accesso, il superamento delle prove di un precedente concorso ordinario per titoli ed esami nelle specifiche classi di concorso, il possesso di titoli accademici nell’ambito della pedagogia speciale e didattica dell’inclusione; le modalità di gestione delle procedure concorsuali a cura degli uffici scolastici regionali. Con il medesimo decreto è costituita una commissione nazionale di esperti per la definizione delle tracce delle prove d’esame e delle relative griglie di valutazione»;
7) i commi 7 e 8 sono abrogati;
e) all’articolo 4:
1) al comma 2 sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, fermo restando quanto previsto dall’articolo 3, comma 5, del decreto legislativo 30 giugno 1999, n. 233»;
2) il comma 3 è abrogato;
f) all’articolo 5:
1) al comma 1, alinea, dopo le parole: «lettera a),» sono inserite le seguenti: «il possesso dell’abilitazione specifica sulla classe di concorso oppure»;
2) al comma 2, alinea, dopo le parole: «tecnico-pratico,» sono inserite le seguenti: «il possesso dell’abilitazione specifica sulla classe di concorso oppure»;
3) al comma 3, le parole: «, in relazione alla classe di concorso su cui il candidato presenta domanda di partecipazione» sono sostituite dalle seguenti: «del presente articolo, unitamente al superamento dei percorsi di specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità di cui al regolamento adottato in attuazione dell’articolo 2, comma 416, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. Sono titoli di accesso ai percorsi di specializzazione i requisiti di cui al comma 1 o al comma 2 del presente articolo con riferimento alle procedure distinte per la scuola secondaria di primo o secondo grado»;
4) al comma 4, le parole: «Con il decreto di cui all’articolo 9, comma 2» sono sostituite dalle seguenti: «Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca»;
5) sono aggiunti, in fine, i seguenti commi:
«4-bis. I soggetti in possesso di abilitazione per altra classe di concorso o per altro grado di istruzione sono esentati dal conseguimento dei CFU/CFA di cui ai commi 1 e 2 quale titolo di accesso, fermo restando il possesso del titolo di accesso alla classe di concorso ai sensi della normativa vigente.
4-ter. Il superamento di tutte le prove concorsuali, attraverso il conseguimento dei punteggi minimi di cui all’articolo 6, costituisce abilitazione all’insegnamento per le medesime classi di concorso»;
g) all’articolo 6:
1) al comma 1, dopo le parole: «Il concorso» sono inserite le seguenti: «per i posti comuni» e il secondo periodo è sostituito dal seguente: «Il concorso per i posti di sostegno prevede una prova scritta a carattere nazionale e una orale»;
2) al comma 2, dopo le parole: «La prima prova scritta» sono inserite le seguenti: «per i candidati a posti comuni», le parole: «su una specifica disciplina, scelta dall’interessato tra quelle» sono sostituite dalle seguenti: «sulle discipline» e il terzo periodo è sostituito dai seguenti: «La prima prova scritta è superata dai candidati che conseguono il punteggio minimo di sette decimi o equivalente. Il superamento della prova è condizione necessaria perché sia valutata la prova successiva»;
3) al comma 3, dopo le parole: «La seconda prova scritta» sono inserite le seguenti: «per i candidati a posti comuni» e il secondo periodo è sostituito dai seguenti: «La seconda prova scritta è superata dai candidati che conseguono il punteggio minimo di sette decimi o equivalente. Il superamento della prova è condizione necessaria per accedere alla prova orale»;
4) il comma 4 è sostituito dal seguente:
«4. La prova orale consiste in un colloquio che ha l’obiettivo di valutare il grado delle conoscenze e competenze del candidato nelle discipline facenti parte della classe di concorso e di verificare la conoscenza di una lingua straniera europea almeno al livello B2 del quadro comune europeo nonché il possesso di adeguate competenze didattiche nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. La prova orale comprende anche quella pratica, ove gli insegnamenti lo richiedano, ed è superata dai candidati che conseguono il punteggio minimo di sette decimi o equivalente»;
5) il comma 5 è sostituito dal seguente:
«5. La prova scritta per i candidati a posti di sostegno ha l’obiettivo di valutare il grado delle conoscenze e competenze del candidato sulla pedagogia speciale, sulla didattica per l’inclusione scolastica e sulle relative metodologie. La prova è superata dai candidati che conseguono un punteggio minimo di sette decimi o equivalente. Il superamento della prova è condizione necessaria per accedere alla prova orale, relativamente ai posti di sostegno»;
h) all’articolo 7:
1) il comma 1 è sostituito dal seguente:
«1. In ciascuna sede concorsuale, la graduatoria dei vincitori per ogni classe di concorso e per il sostegno è compilata sulla base della somma dei punteggi riportati nelle prove di cui all’articolo 6 e nella valutazione dei titoli, effettuata per i soli candidati che abbiano superato tutte le prove previste. La predetta graduatoria è composta da un numero di soggetti pari, al massimo, ai posti messi a concorso. Le graduatorie hanno validità biennale a decorrere dall’anno scolastico successivo a quello di approvazione delle stesse e perdono efficacia con la pubblicazione delle graduatorie del concorso successivo e comunque alla scadenza del predetto biennio, fermo restando il diritto di cui all’articolo 3, comma 3, secondo periodo»;
2) i commi 2, 3 e 4 sono abrogati;
3) al comma 5, le parole: «l’ambito territoriale» sono sostituite dalle seguenti: «l’istituzione scolastica», le parole: «quelli indicati nel bando» sono sostituite dalle seguenti: «quelle che presentano posti vacanti e disponibili» ed è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «I vincitori del concorso che, all’atto dello scorrimento delle graduatorie, risultino presenti in posizione utile sia nella graduatoria relativa a una classe di concorso sia nella graduatoria relativa al sostegno, sono tenuti a optare per una sola di esse e ad accettare la relativa immissione in ruolo»;
i) la rubrica del capo III è sostituita dalla seguente: «Percorso annuale di formazione iniziale e prova»;
l) gli articoli 8, 9, 10, 11 e 12 sono abrogati, ferma restando la loro applicazione alle procedure concorsuali avviate alla data di entrata in vigore della presente legge;
m) all’articolo 13:
1) al comma 1, primo e terzo periodo, le parole: «Il terzo anno del percorso FIT» sono sostituite dalle seguenti: «Il percorso annuale di formazione iniziale e prova» e le parole: «non è ripetibile e» sono soppresse;
2) il comma 2 è abrogato;
3) il comma 3 è sostituito dal seguente:
«3. L’accesso al ruolo è precluso a coloro che non siano valutati positivamente al termine del percorso annuale di formazione iniziale e prova. In caso di valutazione finale positiva, il docente è cancellato da ogni altra graduatoria, di merito, di istituto o a esaurimento, nella quale sia iscritto ed è confermato in ruolo presso l’istituzione scolastica ove ha svolto il periodo di prova. Il docente è tenuto a rimanere nella predetta istituzione scolastica, nel medesimo tipo di posto e classe di concorso, per almeno altri quattro anni, salvo che in caso di sovrannumero o esubero o di applicazione dell’articolo 33, commi 5 o 6, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, limitatamente a fatti sopravvenuti successivamente al termine di presentazione delle istanze per il relativo concorso»;
4) il comma 4 è abrogato;
n) gli articoli 14, 15 e 16 sono abrogati;
o) all’articolo 17:
1) al comma 2, la lettera c) è abrogata;
2) al comma 2, lettera d), le parole: «di cui alle lettere a), b) e c)» sono sostituite dalle seguenti: «di cui alle lettere a) e b)» e sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «In prima applicazione, ai soggetti che hanno svolto, nel corso degli otto anni scolastici precedenti, entro il termine di presentazione delle istanze di partecipazione, almeno tre annualità di servizio, anche non successive, valutabili come tali ai sensi dell’articolo 11, comma 14, della legge 3 maggio 1999, n. 124, su posto comune o di sostegno, presso le istituzioni del sistema educativo di istruzione e formazione, è riservato il 10 per cento dei posti. In prima applicazione, i predetti soggetti possono partecipare, altresì, alle procedure concorsuali senza il possesso del requisito di cui all’articolo 5, comma 1, lettera b), o di cui all’articolo 5, comma 2, lettera b), per una tra le classi di concorso per le quali abbiano maturato un servizio di almeno un anno»;
3) il comma 5 è sostituito dal seguente:
«5. Lo scorrimento di ciascuna graduatoria di merito regionale avviene annualmente, nel limite dei posti di cui al comma 2, lettera b), e comporta l’ammissione diretta al percorso annuale di formazione iniziale e prova. I soggetti ammessi a tale percorso sono valutati e immessi in ruolo ai sensi dell’articolo 13. Ciascuna graduatoria di merito regionale è soppressa al suo esaurimento»;
4) i commi 7, 8, 9 e 10 sono abrogati;
p) all’articolo 19:
1) il comma 1 è sostituito dal seguente:
«1. Per la copertura degli oneri di cui al presente decreto legislativo è autorizzata la spesa di 7.009.000 euro per l’anno 2018 e di 13.426.000 euro annui a decorrere dal 2019, che costituiscono limite di spesa complessiva per gli oneri di organizzazione dei concorsi, compresi i compensi ai componenti e ai segretari delle commissioni giudicatrici e gli eventuali oneri derivanti dal funzionamento della commissione nazionale di esperti di cui all’articolo 3, comma 6»;
2) il comma 2 è abrogato;
q) all’articolo 20, comma 1, il secondo periodo è soppresso;
r) all’articolo 21, comma 1:
1) all’alinea, le parole da: «, fermo restando» sino a: «percorso FIT,» sono soppresse;
2) alla lettera a), le parole: «109, 110, 115, 117, 118 e 119» sono sostituite dalle seguenti: «109 e 110»; le disposizioni dell’articolo 1, commi 115, 117, 118 e 119, della legge 13 luglio 2015, n. 107, trovano nuovamente applicazione ai concorsi per il reclutamento del personale docente, compresi gli insegnanti tecnico-pratici, della scuola secondaria di primo e secondo grado;
3) alla lettera b), le parole: «, 436 comma 1, 437, 438, 439, 440» sono sostituite dalle seguenti: «e 436, comma 1,»; le disposizioni degli articoli 437, 438, 439 e 440 del testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado, di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, trovano nuovamente applicazione ai concorsi per il reclutamento del personale docente, compresi gli insegnanti tecnico-pratici, della scuola secondaria di primo e secondo grado;
s) all’articolo 22, comma 2, le parole: «dal decreto del Presidente della Repubblica 14 febbraio 2016, n. 19» sono sostituite dalle seguenti: «dalla normativa vigente in materia di classi di concorso».

793. Il Fondo di cui all’articolo 1, comma 202, della legge 13 luglio 2015, n. 107, è incrementato di 26.120.448 euro per l’anno 2021, di 9.399.448 euro per l’anno 2022, di 36.947.448 euro per l’anno 2023, di 38.231.448 euro per l’anno 2024, di 52.253.448 euro per l’anno 2025, di 54.665.448 euro per l’anno 2026, di 88.478.448 euro per l’anno 2027 e di 85.478.448 euro annui a decorrere dal 2028.

794. Agli oneri derivanti dal comma 793 si provvede a valere su quota parte dei risparmi di spesa derivanti dalle disposizioni di cui al comma 792. La quota rimanente dei predetti risparmi di spesa, pari a 12 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2019, concorre al miglioramento dei saldi di finanza pubblica.

795. Ai soggetti di cui all’articolo 17, comma 2, lettera b), del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59, avviati al percorso triennale di formazione iniziale, tirocinio e inserimento nella funzione docente (FIT) nell’anno scolastico 2018/2019, continuano ad applicarsi le disposizioni dell’articolo 17, commi 5 e 6, del predetto decreto legislativo n. 59 del 2017, nel testo in vigore alla data del 31 dicembre 2018, salva la possibilità di reiterare per una sola volta il percorso annuale ivi disciplinato. Ai predetti soggetti che non siano ancora stati avviati al percorso FIT si applicano le disposizioni del decreto legislativo n. 59 del 2017, come modificato dal comma 792 del presente articolo.

796. A decorrere dall’anno scolastico 2019/2020, le procedure di reclutamento del personale docente e quelle di mobilità territoriale e professionale del medesimo personale non possono comportare che ai docenti sia attribuita la titolarità su ambito territoriale.

1138. Nelle materie di interesse del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca sono disposte le seguenti proroghe di termini: (…)
b) al decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, sono apportate le seguenti modificazioni:
1) all’articolo 18, comma 1, alinea, le parole: «1° gennaio 2019» sono sostituite dalle seguenti: «1° settembre 2019»;
2) all’articolo 19, ovunque ricorrono, le parole: «1° gennaio 2019» sono sostituite dalle seguenti: «1° settembre 2019»;
3) all’articolo 20, comma 4, le parole: «pari ad euro 15,11 milioni annui a decorrere dall’anno 2019» sono sostituite dalle seguenti: «pari a euro 5,04 milioni nell’anno 2019 e a euro 15,11 milioni annui a decorrere dall’anno 2020». È autorizzata la spesa di 5,03 milioni di euro per l’anno 2019 in favore delle istituzioni scolastiche al fine di realizzare misure di accompagnamento all’attuazione del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66. Al relativo onere si provvede mediante utilizzo integrale dei risparmi di spesa recati dal presente numero.


Testo presentato dal Governo (Senato, 31.10.18)

Decreto-Legge 23 ottobre 2018, n. 119

Decreto-Legge 23 ottobre 2018, n. 119

Disposizioni urgenti in materia fiscale e finanziaria. (18G00151)

(GU Serie Generale n.247 del 23-10-2018)

Titolo I
DISPOSIZIONI IN MATERIA FISCALE
Capo I
Disposizioni in materia di pacificazione fiscale

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
Ritenuta la straordinaria necessita’ ed urgenza di prevedere misure
per esigenze fiscali e finanziarie indifferibili;
Viste le deliberazioni del Consiglio dei ministri, adottate nelle
riunioni del 15 e del 20 ottobre 2018;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei ministri e del
Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con i Ministri
dello sviluppo economico, del lavoro e delle politiche sociali e
delle infrastrutture e dei trasporti;

Emana
il seguente decreto-legge:

Art. 1

Definizione agevolata dei processi verbali di constatazione

  1. Il contribuente puo’ definire il contenuto integrale dei
    processi verbali di constatazione redatti ai sensi dell’articolo 24
    della legge 7 gennaio 1929, n. 4, consegnati entro la data di entrata
    in vigore del presente decreto, presentando la relativa dichiarazione
    per regolarizzare le violazioni constatate nel verbale in materia di
    imposte sui redditi e relative addizionali, contributi previdenziali
    e ritenute, imposte sostitutive, imposta regionale sulle attivita’
    produttive, imposta sul valore degli immobili all’estero, imposta sul
    valore delle attivita’ finanziarie all’estero e imposta sul valore
    aggiunto. E’ possibile definire solo i verbali per i quali, alla
    predetta data, non e’ stato ancora notificato un avviso di
    accertamento o ricevuto un invito al contraddittorio di cui
    all’articolo 5, comma 1, del decreto legislativo 19 giugno 1997, n.
  2. Le dichiarazioni di cui al comma 1 devono essere presentate
    entro il 31 maggio 2019 con le modalita’ stabilite da un
    provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, per i periodi
    di imposta per i quali non sono scaduti i termini di cui all’articolo
    43 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n.
    600 e all’articolo 57 del decreto del Presidente della Repubblica 26
    ottobre 1972, n. 633, anche tenuto conto del raddoppio dei termini di
    cui all’articolo 12, commi 2-bis e 2-ter, del decreto-legge 1° luglio
    2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto
    2009, n. 102.
  3. Ai fini della presente definizione agevolata nella dichiarazione
    di cui al comma 1 non possono essere utilizzate, a scomputo dei
    maggiori imponibili dichiarati, le perdite di cui agli articoli 8 e
    84 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.
  4. In caso di processo verbale di constatazione consegnato a
    soggetti in regime di trasparenza di cui agli articoli 5, 115 e 116
    del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,
    la dichiarazione di cui al comma 1 puo’ essere presentata anche dai
    soggetti partecipanti, ai quali si applicano le disposizioni del
    presente articolo per regolarizzare le imposte dovute sui maggiori
    redditi di partecipazione ad essi imputabili.
  5. Le imposte autoliquidate nelle dichiarazioni presentate,
    relative a tutte le violazioni constatate per ciascun periodo
    d’imposta, devono essere versate, senza applicazione delle sanzioni
    irrogabili ai sensi dell’articolo 17, comma 1, del decreto
    legislativo 18 dicembre 1997, n. 472 e degli interessi, entro il 31
    maggio 2019.
  6. Limitatamente ai debiti relativi alle risorse proprie
    tradizionali previste dall’articolo 2, paragrafo 1, lettera a), della
    decisione 2014/335/UE, Euratom del Consiglio, del 26 maggio 2014, il
    debitore e’ tenuto a corrispondere, in aggiunta alle somme di cui al
    comma 5, a decorrere dal 1° maggio 2016, gli interessi di mora
    previsti dall’articolo 114, paragrafo 1, del regolamento (UE) n.
    952/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 9 ottobre 2013,
    fatto salvo quanto previsto ai paragrafi 3 e 4 dello stesso articolo
  7. La definizione di cui al comma 1 si perfeziona con la
    presentazione della dichiarazione ed il versamento in unica soluzione
    o della prima rata entro i termini di cui ai commi 2 e 5. Si
    applicano le disposizioni previste dall’articolo 8, commi 2, 3, 4,
    del decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218, con un massimo di
    venti rate trimestrali di pari importo. E’ esclusa la compensazione
    prevista dall’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n.
  8. In caso di mancato perfezionamento non si producono gli effetti
    del presente articolo e il competente ufficio procede alla notifica
    degli atti relativi alle violazioni constatate.
  9. In deroga all’articolo 3, comma 1, della legge 27 luglio 2000,
    n. 212, con riferimento ai periodi di imposta fino al 31 dicembre
    2015, oggetto dei processi verbali di constatazione di cui al comma
    1, i termini di cui all’articolo 43 del decreto del Presidente della
    Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, all’articolo 57 del decreto del
    Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 e all’articolo
    20, comma 1, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, sono
    prorogati di due anni.
  10. Con uno o piu’ provvedimenti del direttore dell’Agenzia delle
    entrate, di concerto con il direttore dell’Agenzia delle dogane e dei
    monopoli, sono emanate le ulteriori disposizioni necessarie per
    l’attuazione del presente articolo.

Art. 2

Definizione agevolata degli atti del procedimento di accertamento

  1. Gli avvisi di accertamento, gli avvisi di rettifica e di
    liquidazione, gli atti di recupero notificati entro la data di
    entrata in vigore del presente decreto, non impugnati e ancora
    impugnabili alla stessa data, possono essere definiti con il
    pagamento delle somme complessivamente dovute per le sole imposte,
    senza le sanzioni, gli interessi e gli eventuali accessori, entro
    trenta giorni dalla predetta data o, se piu’ ampio, entro il termine
    di cui all’articolo 15, comma 1, del decreto legislativo 19 giugno
    1997, n. 218, che residua dopo la data di entrata in vigore del
    presente decreto.
  2. Le somme contenute negli inviti al contraddittorio di cui agli
    articoli 5, comma 1, lettera c), e 11, comma 1, lettera b-bis), del
    decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218, notificati entro la data
    di entrata in vigore del presente decreto, possono essere definiti
    con il pagamento delle somme complessivamente dovute per le sole
    imposte, senza le sanzioni, gli interessi e gli eventuali accessori,
    entro trenta giorni dalla predetta data.
  3. Gli accertamenti con adesione di cui agli articoli 2 e 3 del
    decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218, sottoscritti entro la
    data di entrata in vigore del presente decreto possono essere
    perfezionati ai sensi dell’articolo 9 del medesimo decreto, con il
    pagamento, entro il termine di cui all’articolo 8, comma 1, del
    citato decreto, decorrente dalla predetta data, delle sole imposte,
    senza le sanzioni, gli interessi e gli eventuali accessori.
  4. La definizione di cui a commi 1, 2, 3 si perfeziona con il
    versamento delle somme in unica soluzione o della prima rata entro i
    termini di cui ai citati commi. Si applicano le disposizioni previste
    dall’articolo 8, commi 2, 3, 4 del decreto legislativo 19 giugno
    1997, n. 218, con un massimo di venti rate trimestrali di pari
    importo. E’ esclusa la compensazione prevista dall’articolo 17 del
    decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. In caso di mancato
    perfezionamento non si producono gli effetti del presente articolo e
    il competente ufficio prosegue le ordinarie attivita’ relative a
    ciascuno dei procedimenti di cui ai commi 1, 2 e 3.
  5. Limitatamente ai debiti relativi alle risorse proprie
    tradizionali previste dall’articolo 2, paragrafo 1, lettera a), della
    decisione 2014/335/UE, Euratom del Consiglio, del 26 maggio 2014, il
    debitore e’ tenuto a corrispondere, in aggiunta alle somme di cui ai
    commi 1, 2 e 3, a decorrere dal 1° maggio 2016 gli interessi di mora
    previsti dall’articolo 114, paragrafo 1, del regolamento (UE) n.
    952/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 9 ottobre 2013,
    fatto salvo quanto previsto ai paragrafi 3 e 4 dello stesso articolo
  6. Sono esclusi dalla definizione gli atti emessi nell’ambito della
    procedura di collaborazione volontaria di cui all’articolo 5-quater
    del decreto-legge 28 giugno 1990, n. 167, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 4 agosto 1990, n. 227.
  7. La definizione perfezionata dal coobbligato giova in favore
    degli altri.
  8. Con uno o piu’ provvedimenti del direttore dell’Agenzia delle
    entrate, di concerto con il direttore dell’Agenzia delle dogane e dei
    monopoli, sono adottate le ulteriori disposizioni necessarie per
    l’attuazione del presente articolo.

Art. 3

Definizione agevolata dei carichi affidati all’agente della
riscossione

  1. I debiti, diversi da quelli di cui all’articolo 5 risultanti dai
    singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio
    2000 al 31 dicembre 2017, possono essere estinti, senza corrispondere
    le sanzioni comprese in tali carichi, gli interessi di mora di cui
    all’articolo 30, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica
    29 settembre 1973, n. 602, ovvero le sanzioni e le somme aggiuntive
    di cui all’articolo 27, comma 1, del decreto legislativo 26 febbraio
    1999, n. 46, versando integralmente, in unica soluzione entro il 31
    luglio 2019, o nel numero massimo di dieci rate consecutive di pari
    importo, le somme:
    a) affidate all’agente della riscossione a titolo di capitale e
    interessi;
    b) maturate a favore dell’agente della riscossione, ai sensi
    dell’articolo 17 del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112, a
    titolo di aggio sulle somme di cui alla lettera a) e di rimborso
    delle spese per le procedure esecutive e di notifica della cartella
    di pagamento.
  2. Le rate previste dal comma 1 scadono il 31 luglio e il 30
    novembre di ciascun anno a decorrere dal 2019.
  3. In caso di pagamento rateale ai sensi del comma 1, sono dovuti,
    a decorrere dal 1° agosto 2019, gli interessi al tasso del 2 per
    cento annuo e non si applicano le disposizioni dell’articolo 19 del
    decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602.
  4. L’agente della riscossione fornisce ai debitori i dati necessari
    a individuare i carichi definibili presso i propri sportelli e in
    apposita area del proprio sito internet.
  5. Il debitore manifesta all’agente della riscossione la sua
    volonta’ di procedere alla definizione di cui al comma 1 rendendo,
    entro il 30 aprile 2019, apposita dichiarazione, con le modalita’ e
    in conformita’ alla modulistica che lo stesso agente pubblica sul
    proprio sito internet nel termine massimo di venti giorni dalla data
    di entrata in vigore del presente decreto; in tale dichiarazione il
    debitore sceglie altresi’ il numero di rate nel quale intende
    effettuare il pagamento, entro il limite massimo previsto dal comma
  6. Nella dichiarazione di cui al comma 5 il debitore indica
    l’eventuale pendenza di giudizi aventi ad oggetto i carichi in essa
    ricompresi e assume l’impegno a rinunciare agli stessi giudizi, che,
    dietro presentazione di copia della dichiarazione e nelle more del
    pagamento delle somme dovute, sono sospesi dal giudice. L’estinzione
    del giudizio e’ subordinata all’effettivo perfezionamento della
    definizione e alla produzione, nello stesso giudizio, della
    documentazione attestante i pagamenti effettuati; in caso contrario,
    il giudice revoca la sospensione su istanza di una delle parti.
  7. Entro il 30 aprile 2019 il debitore puo’ integrare, con le
    modalita’ previste dal comma 5, la dichiarazione presentata
    anteriormente a tale data.
  8. Ai fini della determinazione dell’ammontare delle somme da
    versare ai sensi del comma 1, lettere a) e b), si tiene conto
    esclusivamente degli importi gia’ versati a titolo di capitale e
    interessi compresi nei carichi affidati, nonche’, ai sensi
    dell’articolo 17 del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112, di
    aggio e di rimborso delle spese per le procedure esecutive e di
    notifica della cartella di pagamento. Il debitore, se, per effetto di
    precedenti pagamenti parziali, ha gia’ integralmente corrisposto
    quanto dovuto ai sensi del comma 1, per beneficiare degli effetti
    della definizione deve comunque manifestare la sua volonta’ di
    aderirvi con le modalita’ previste dal comma 5.
  9. Le somme relative ai debiti definibili, versate a qualsiasi
    titolo, anche anteriormente alla definizione, restano definitivamente
    acquisite e non sono rimborsabili.
  10. A seguito della presentazione della dichiarazione,
    relativamente ai carichi definibili che ne costituiscono oggetto:
    a) sono sospesi i termini di prescrizione e decadenza;
    b) sono sospesi, fino alla scadenza della prima o unica rata delle
    somme dovute a titolo di definizione, gli obblighi di pagamento
    derivanti da precedenti dilazioni in essere alla data di
    presentazione;
    c) non possono essere iscritti nuovi fermi amministrativi e
    ipoteche, fatti salvi quelli gia’ iscritti alla data di
    presentazione;
    d) non possono essere avviate nuove procedure esecutive;
    e) non possono essere proseguite le procedure esecutive
    precedentemente avviate, salvo che non si sia tenuto il primo incanto
    con esito positivo;
    f) il debitore non e’ considerato inadempiente ai fini di cui agli
    articoli 28-ter e 48-bis del decreto del Presidente della Repubblica
    29 settembre 1973, n. 602.
  11. Entro il 30 giugno 2019, l’agente della riscossione comunica ai
    debitori che hanno presentato la dichiarazione di cui al comma 5
    l’ammontare complessivo delle somme dovute ai fini della definizione,
    nonche’ quello delle singole rate, e il giorno e il mese di scadenza
    di ciascuna di esse.
  12. Il pagamento delle somme dovute per la definizione puo’ essere
    effettuato:
    a) mediante domiciliazione sul conto corrente eventualmente
    indicato dal debitore nella dichiarazione resa ai sensi del comma 5;
    b) mediante bollettini precompilati, che l’agente della riscossione
    e’ tenuto ad allegare alla comunicazione di cui al comma 11, se il
    debitore non ha richiesto di eseguire il versamento con le modalita’
    previste dalla lettera a) del presente comma;
    c) presso gli sportelli dell’agente della riscossione. In tal caso,
    si applicano le disposizioni di cui all’articolo 12, comma 7-bis, del
    decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 9, con le modalita’
    previste dal decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 24
    settembre 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 236 del 10
    ottobre 2014, con riferimento a tutti i carichi definiti.
  13. Limitatamente ai debiti definibili per i quali e’ stata
    presentata la dichiarazione di cui al comma 5:
    a) alla data del 31 luglio 2019 le dilazioni sospese ai sensi del
    comma 10, lettera b), sono automaticamente revocate e non possono
    essere accordate nuove dilazioni ai sensi dell’articolo 19 del
    decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602;
    b) il pagamento della prima o unica rata delle somme dovute a
    titolo di definizione determina l’estinzione delle procedure
    esecutive precedentemente avviate, salvo che non si sia tenuto il
    primo incanto con esito positivo.
  14. In caso di mancato ovvero di insufficiente o tardivo versamento
    dell’unica rata ovvero di una di quelle in cui e’ stato dilazionato
    il pagamento delle somme di cui al comma 1, lettere a) e b), la
    definizione non produce effetti e riprendono a decorrere i termini di
    prescrizione e decadenza per il recupero dei carichi oggetto di
    dichiarazione. In tal caso, relativamente ai debiti per i quali la
    definizione non ha prodotto effetti:
    a) i versamenti effettuati sono acquisiti a titolo di acconto
    dell’importo complessivamente dovuto a seguito dell’affidamento del
    carico e non determinano l’estinzione del debito residuo, di cui
    l’agente della riscossione prosegue l’attivita’ di recupero;
    b) il pagamento non puo’ essere rateizzato ai sensi dell’articolo
    19 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n.
  15. Possono essere ricompresi nella definizione agevolata di cui al
    comma 1 anche i debiti risultanti dai carichi affidati agli agenti
    della riscossione che rientrano nei procedimenti instaurati a seguito
    di istanza presentata dai debitori ai sensi del capo II, sezione
    prima, della legge 27 gennaio 2012, n. 3, con la possibilita’ di
    effettuare il pagamento del debito, anche falcidiato, con le
    modalita’ e nei tempi eventualmente previsti nel decreto di
    omologazione dell’accordo o del piano del consumatore.
  16. Sono esclusi dalla definizione di cui al comma 1 i debiti
    risultanti dai carichi affidati agli agenti della riscossione
    recanti:
    a) le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato ai sensi
    dell’articolo 16 del regolamento (UE) 2015/1589 del Consiglio, del 13
    luglio 2015;
    b) i crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei
    conti;
    c) le multe, le ammende e le sanzioni pecuniarie dovute a seguito
    di provvedimenti e sentenze penali di condanna;
    d) le sanzioni diverse da quelle irrogate per violazioni tributarie
    o per violazione degli obblighi relativi ai contributi e ai premi
    dovuti agli enti previdenziali.
  17. Per le sanzioni amministrative per violazioni del codice della
    strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, le
    disposizioni del presente articolo si applicano limitatamente agli
    interessi, compresi quelli di cui all’articolo 27, sesto comma, della
    legge 24 novembre 1981, n. 689.
  18. Alle somme occorrenti per aderire alla definizione di cui al
    comma 1, che sono oggetto di procedura concorsuale, nonche’ in tutte
    le procedure di composizione negoziale della crisi d’impresa previste
    dal regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, si applica la disciplina dei
    crediti prededucibili di cui agli articoli 111 e 111-bis del regio
    decreto 16 marzo 1942, n. 267.
  19. A seguito del pagamento delle somme di cui ai commi 1, 21, 22 e
    24, l’agente della riscossione e’ automaticamente discaricato
    dell’importo residuo. Al fine di consentire agli enti creditori di
    eliminare dalle proprie scritture patrimoniali i crediti
    corrispondenti alle quote discaricate, lo stesso agente della
    riscossione trasmette, anche in via telematica, a ciascun ente
    interessato, entro il 31 dicembre 2024, l’elenco dei debitori che si
    sono avvalsi delle disposizioni di cui al presente articolo e dei
    codici tributo per i quali e’ stato effettuato il versamento.
    All’articolo 6, comma 12, del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 1° dicembre 2016, n. 225,
    le parole «30 giugno 2020» sono sostituite dalle seguenti: «31
    dicembre 2024».
  20. All’articolo 1, comma 684, della legge 23 dicembre 2014, n.
    190, il primo periodo e’ sostituito dal seguente: «Le comunicazioni
    di inesigibilita’ relative alle quote affidate agli agenti della
    riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017, anche da
    soggetti creditori che hanno cessato o cessano di avvalersi delle
    societa’ del Gruppo Equitalia ovvero dell’Agenzia delle
    entrate-Riscossione, sono presentate, per i ruoli consegnati negli
    anni 2016 e 2017, entro il 31 dicembre 2026 e, per quelli consegnati
    fino al 31 dicembre 2015, per singole annualita’ di consegna partendo
    dalla piu’ recente, entro il 31 dicembre di ciascun anno successivo
    al 2026.».
  21. Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 4, l’integrale
    pagamento, entro il termine differito al 7 dicembre 2018, delle
    residue somme dovute ai sensi dell’articolo 1, commi 6 e 8, lettera
    b), numero 2), del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, convertito,
    con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2017, n. 172, in scadenza
    nei mesi di luglio, settembre e ottobre 2018, determina, per i
    debitori che vi provvedono, il differimento automatico del versamento
    delle restanti somme, che e’ effettuato in dieci rate consecutive di
    pari importo, con scadenza il 31 luglio e il 30 novembre di ciascun
    anno a decorrere dal 2019, sulle quali sono dovuti, dal 1° agosto
    2019, gli interessi al tasso dello 0,3 per cento annuo. A tal fine,
    entro il 30 giugno 2019, senza alcun adempimento a carico dei
    debitori interessati, l’agente della riscossione invia a questi
    ultimi apposita comunicazione, unitamente ai bollettini precompilati
    per il pagamento delle somme dovute alle nuove scadenze, anche
    tenendo conto di quelle stralciate ai sensi dell’articolo 4. Si
    applicano le disposizioni di cui al comma 12, lettera c); si
    applicano altresi’, a seguito del pagamento della prima delle
    predette rate differite, le disposizioni di cui al comma 13, lettera
    b).
  22. Resta salva la facolta’, per il debitore, di effettuare, entro
    il 31 luglio 2019, in unica soluzione, il pagamento delle rate
    differite ai sensi del comma 21.
  23. Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 4, i debiti relativi
    ai carichi per i quali non e’ stato effettuato l’integrale pagamento,
    entro il 7 dicembre 2018, delle somme da versare nello stesso termine
    in conformita’ alle previsioni del comma 21 non possono essere
    definiti secondo le disposizioni del presente articolo e la
    dichiarazione eventualmente presentata per tali debiti ai sensi del
    comma 5 e’ improcedibile.
  24. Relativamente ai debiti risultanti dai singoli carichi affidati
    agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 settembre
    2017, i soggetti di cui all’articolo 6, comma 13-ter, del
    decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 1° dicembre 2016, n. 225, effettuano il pagamento delle
    residue somme dovute ai fini delle definizioni agevolate previste
    dallo stesso articolo 6 del decreto-legge n. 193 del 2016 e
    dall’articolo 1, comma 4, del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2017, n. 172,
    in dieci rate consecutive di pari importo, con scadenza il 31 luglio
    e il 30 novembre di ciascun anno a decorrere dal 2019, sulle quali
    sono dovuti, dal 1° agosto 2019, gli interessi al tasso dello 0,3 per
    cento annuo. A tal fine, entro il 30 giugno 2019, senza alcun
    adempimento a carico dei debitori interessati, l’agente della
    riscossione invia a questi ultimi apposita comunicazione, unitamente
    ai bollettini precompilati per il pagamento delle somme dovute alle
    nuove scadenze. Si applicano le disposizioni di cui al comma 12,
    lettera c); si applicano altresi’, a seguito del pagamento della
    prima delle predette rate, le disposizioni di cui al comma 13,
    lettera b). Resta salva la facolta’, per il debitore, di effettuare
    il pagamento di tali rate in unica soluzione entro il 31 luglio 2019.
  25. Possono essere definiti, secondo le disposizioni del presente
    articolo, anche i debiti relativi ai carichi gia’ oggetto di
    precedenti dichiarazioni rese ai sensi:
    a) dell’articolo 6, comma 2, del decreto-legge 22 ottobre 2016, n.
    193, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° dicembre 2016, n.
    225, per le quali il debitore non ha perfezionato la definizione con
    l’integrale, tempestivo pagamento delle somme dovute a tal fine;
    b) dell’articolo 1, comma 5, del decreto-legge 16 ottobre 2017, n.
    148, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2017, n.
    172, per le quali il debitore non ha provveduto all’integrale,
    tempestivo pagamento delle somme dovute in conformita’ al comma 8,
    lettera b), numero 1), dello stesso articolo 1 del decreto-legge n.
    148 del 2017.

Art. 4

Stralcio dei debiti fino a mille euro affidati agli agenti della
riscossione dal 2000 al 2010

  1. I debiti di importo residuo, alla data di entrata in vigore del
    presente decreto, fino a mille euro, comprensivo di capitale,
    interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni, risultanti dai
    singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio
    2000 al 31 dicembre 2010, ancorche’ riferiti alle cartelle per le
    quali e’ gia’ intervenuta la richiesta di cui all’articolo 3, sono
    automaticamente annullati. L’annullamento e’ effettuato alla data del
    31 dicembre 2018 per consentire il regolare svolgimento dei necessari
    adempimenti tecnici e contabili. Ai fini del conseguente discarico,
    senza oneri amministrativi a carico dell’ente creditore, e
    dell’eliminazione dalle relative scritture patrimoniali, l’agente
    della riscossione trasmette agli enti interessati l’elenco delle
    quote annullate su supporto magnetico, ovvero in via telematica, in
    conformita’ alle specifiche tecniche di cui all’allegato 1 del
    decreto direttoriale del Ministero dell’economia e delle finanze del
    15 giugno 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 142 del 22
    giugno 2015. Si applicano le disposizioni di cui all’articolo 1,
    comma 529, della legge 24 dicembre 2012, n. 228.
  2. Con riferimento ai debiti di cui al comma 1:
    a) le somme versate anteriormente alla data di entrata in vigore
    del presente decreto restano definitivamente acquisite;
    b) le somme versate dalla data di entrata in vigore del presente
    decreto sono imputate alle rate da corrispondersi per altri debiti
    eventualmente inclusi nella definizione agevolata anteriormente al
    versamento, ovvero, in mancanza, a debiti scaduti o in scadenza e, in
    assenza anche di questi ultimi, sono rimborsate, ai sensi
    dell’articolo 22, commi 1-bis, 1-ter e 1-quater, del decreto
    legislativo 13 aprile 1999, n. 112. A tal fine, l’agente della
    riscossione presenta all’ente creditore richiesta di restituzione
    delle somme eventualmente riscosse dalla data di entrata in vigore
    del presente decreto e fino al 31 dicembre 2018, riversate ai sensi
    dello stesso articolo 22 del decreto legislativo n. 112 del 1999. In
    caso di mancata erogazione nel termine di novanta giorni dalla
    richiesta, l’agente della riscossione e’ autorizzato a compensare il
    relativo importo con le somme da riversare.
  3. Per il rimborso delle spese per le procedure esecutive poste in
    essere in relazione alle quote annullate ai sensi del comma 1,
    concernenti i carichi erariali e, limitatamente alle spese maturate
    negli anni 2000-2013, quelli dei comuni, l’agente della riscossione
    presenta, entro il 31 dicembre 2019, sulla base dei crediti
    risultanti dal proprio bilancio al 31 dicembre 2018, e fatte salve le
    anticipazioni eventualmente ottenute, apposita richiesta al Ministero
    dell’economia e delle finanze. Il rimborso e’ effettuato, a decorrere
    dal 30 giugno 2020, in venti rate annuali, con onere a carico del
    bilancio dello Stato. Per i restanti carichi tale richiesta e’
    presentata al singolo ente creditore, che provvede direttamente al
    rimborso, fatte salve anche in questo caso le anticipazioni
    eventualmente ottenute, con oneri a proprio carico e con le modalita’
    e nei termini previsti dal secondo periodo.
  4. Le disposizioni del presente articolo non si applicano ai debiti
    relativi ai carichi di cui all’articolo 3, comma 16, lettere a), b) e
    c), nonche’ alle risorse proprie tradizionali previste dall’articolo
    2, paragrafo 1, lettera a), delle decisioni 2007/436/CE, Euratom del
    Consiglio, del 7 giugno 2007, e 2014/335/UE, Euratom del Consiglio,
    del 26 maggio 2014, e all’imposta sul valore aggiunto riscossa
    all’importazione.

Art. 5

Definizione agevolata dei carichi affidati all’agente della
riscossione a titolo di risorse proprie dell’Unione europea

  1. I debiti relativi ai carichi affidati agli agenti della
    riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017 a titolo di
    risorse proprie tradizionali previste dall’articolo 2, paragrafo 1,
    lettera a), delle decisioni 2007/436/CE, Euratom del Consiglio, del 7
    giugno 2007, e 2014/335/UE, Euratom del Consiglio, del 26 maggio
    2014, e di imposta sul valore aggiunto riscossa all’importazione
    possono essere estinti con le modalita’, alle condizioni e nei
    termini di cui all’articolo 3, con le seguenti deroghe:
    a) limitatamente ai debiti relativi alle risorse proprie
    tradizionali previste dall’articolo 2, paragrafo 1, lettera a), della
    decisione 2014/335/UE, Euratom del Consiglio, del 26 maggio 2014, il
    debitore e’ tenuto a corrispondere, in aggiunta alle somme di cui
    all’articolo 3, comma 1, lettere a) e b):
    1) a decorrere dal 1° maggio 2016 e fino al 31 luglio 2019, gli
    interessi di mora previsti dall’articolo 114, paragrafo 1, del
    regolamento (UE) n. 952/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio
    del 9 ottobre 2013, fatto salvo quanto previsto ai paragrafi 3 e 4
    dello stesso articolo 114;
    2) dal 1° agosto 2019, gli interessi al tasso del 2 per cento
    annuo;
    b) entro il 31 maggio 2019 l’agente della riscossione trasmette,
    anche in via telematica, l’elenco dei singoli carichi compresi nelle
    dichiarazioni di adesione alla definizione all’Agenzia delle dogane e
    dei monopoli, che, determinato l’importo degli interessi di mora di
    cui alla lettera a), numero 1), lo comunica al medesimo agente, entro
    il 15 giugno 2019, con le stesse modalita’;
    c) entro il 31 luglio 2019 l’agente della riscossione comunica ai
    debitori che hanno presentato la dichiarazione l’ammontare
    complessivo delle somme dovute ai fini della definizione, nonche’
    quello delle singole rate, e il giorno e il mese di scadenza di
    ciascuna di esse;
    d) il pagamento dell’unica o della prima rata delle somme dovute a
    titolo di definizione scade il 30 settembre 2019; la seconda rata
    scade il 30 novembre 2019 e le restanti rate il 31 luglio e il 30
    novembre di ciascun anno successivo;
    e) limitatamente ai debiti relativi alle risorse proprie
    tradizionali previste dall’articolo 2, paragrafo 1, lettera a), della
    decisione 2014/335/UE, Euratom del Consiglio, del 26 maggio 2014, non
    si applicano le disposizioni di cui all’articolo 3, comma 12, lettera
    c), relative al pagamento mediante compensazione;
    f) l’Agenzia delle dogane e dei monopoli, al fine di poter
    correttamente valutare lo stato dei crediti inerenti alle somme di
    competenza del bilancio della UE, trasmette, anche in via telematica,
    alle scadenze determinate in base all’articolo 13 del regolamento
    (UE) n. 609/14, specifica richiesta all’agente della riscossione,
    che, entro sessanta giorni, provvede a comunicare, con le stesse
    modalita’, se i debitori che hanno aderito alla definizione hanno
    effettuato il pagamento delle rate previste e, in caso positivo, a
    fornire l’elenco dei codici tributo per i quali e’ stato effettuato
    il versamento.

Art. 6

Definizione agevolata delle controversie tributarie

  1. Le controversie attribuite alla giurisdizione tributaria in cui
    e’ parte l’Agenzia delle entrate, aventi ad oggetto atti impositivi,
    pendenti in ogni stato e grado del giudizio, compreso quello in
    Cassazione e anche a seguito di rinvio, possono essere definite, a
    domanda del soggetto che ha proposto l’atto introduttivo del giudizio
    o di chi vi e’ subentrato o ne ha la legittimazione, con il pagamento
    di un importo pari al valore della controversia. Il valore della
    controversia e’ stabilito ai sensi del comma 2 dell’articolo 12 del
    decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546.
  2. In deroga a quanto previsto dal comma 1, in caso di soccombenza
    dell’Agenzia delle entrate nell’ultima o unica pronuncia
    giurisdizionale non cautelare depositata alla data di entrata in
    vigore del presente decreto, le controversie possono essere definite
    con il pagamento:
    a) della meta’ del valore della controversia in caso di soccombenza
    nella pronuncia di primo grado;
    b) di un quinto del valore della controversia in caso di
    soccombenza nella pronuncia di secondo grado.
  3. Le controversie relative esclusivamente alle sanzioni non
    collegate al tributo possono essere definite con il pagamento del
    quindici per cento del valore della controversia in caso di
    soccombenza dell’Agenzia delle entrate nell’ultima o unica pronuncia
    giurisdizionale non cautelare, sul merito o sull’ammissibilita’
    dell’atto introduttivo del giudizio, depositata alla data di entrata
    in vigore del presente decreto, e con il pagamento del quaranta per
    cento negli altri casi. In caso di controversia relativa
    esclusivamente alle sanzioni collegate ai tributi cui si riferiscono,
    per la definizione non e’ dovuto alcun importo relativo alle sanzioni
    qualora il rapporto relativo ai tributi sia stato definito anche con
    modalita’ diverse dalla presente definizione.
  4. Il presente articolo si applica alle controversie in cui il
    ricorso in primo grado e’ stato notificato alla controparte entro la
    data di entrata in vigore del presente decreto e per le quali alla
    data della presentazione della domanda di cui al comma 1 il processo
    non si sia concluso con pronuncia definitiva.
  5. Sono escluse dalla definizione le controversie concernenti anche
    solo in parte:
    a) le risorse proprie tradizionali previste dall’articolo 2,
    paragrafo 1, lettera a), delle decisioni 2007/436/CE, Euratom del
    Consiglio, del 7 giugno 2007, e 2014/335/UE, Euratom del Consiglio,
    del 26 maggio 2014, e l’imposta sul valore aggiunto riscossa
    all’importazione;
    b) le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato ai sensi
    dell’articolo 16 del regolamento (UE) 2015/1589 del Consiglio, del 13
    luglio 2015.
  6. La definizione si perfeziona con la presentazione della domanda
    di cui al comma 8 e con il pagamento degli importi dovuti ai sensi
    del presente articolo o della prima rata entro il 31 maggio 2019; nel
    caso in cui gli importi dovuti superano mille euro e’ ammesso il
    pagamento rateale, con applicazione delle disposizioni dell’articolo
    8 del decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218, in un massimo di
    venti rate trimestrali. Il termine di pagamento delle rate successive
    alla prima scade il 31 agosto, 30 novembre, 28 febbraio e 31 maggio
    di ciascun anno a partire dal 2019. Sulle rate successive alla prima,
    si applicano gli interessi legali calcolati dal 1° giugno 2019 alla
    data del versamento. E’ esclusa la compensazione prevista
    dall’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.
    Qualora non ci siano importi da versare, la definizione si perfeziona
    con la sola presentazione della domanda.
  7. Nel caso in cui le somme interessate dalle controversie
    definibili a norma del presente articolo sono oggetto di definizione
    agevolata dei carichi affidati all’agente della riscossione ai sensi
    dell’articolo 1, comma 4, del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2017, n. 172,
    il perfezionamento della definizione della controversia e’ in ogni
    caso subordinato al versamento entro il 7 dicembre 2018 delle somme
    di cui al comma 21 dell’articolo 3.
  8. Entro il 31 maggio 2019, per ciascuna controversia autonoma e’
    presentata una distinta domanda di definizione esente dall’imposta di
    bollo ed effettuato un distinto versamento. Per controversia autonoma
    si intende quella relativa a ciascun atto impugnato.
  9. Dagli importi dovuti ai sensi del presente articolo si
    scomputano quelli gia’ versati a qualsiasi titolo in pendenza di
    giudizio. La definizione non da’ comunque luogo alla restituzione
    delle somme gia’ versate ancorche’ eccedenti rispetto a quanto dovuto
    per la definizione. Gli effetti della definizione perfezionata
    prevalgono su quelli delle eventuali pronunce giurisdizionali non
    passate in giudicato anteriormente alla data di entrata in vigore del
    presente decreto.
  10. Le controversie definibili non sono sospese, salvo che il
    contribuente faccia apposita richiesta al giudice, dichiarando di
    volersi avvalere delle disposizioni del presente articolo. In tal
    caso il processo e’ sospeso fino al 10 giugno 2019. Se entro tale
    data il contribuente deposita presso l’organo giurisdizionale innanzi
    al quale pende la controversia copia della domanda di definizione e
    del versamento degli importi dovuti o della prima rata, il processo
    resta sospeso fino al 31 dicembre 2020.
  11. Per le controversie definibili sono sospesi per nove mesi i
    termini di impugnazione, anche incidentale, delle pronunce
    giurisdizionali e di riassunzione, nonche’ per la proposizione del
    controricorso in Cassazione che scadono tra la data di entrata in
    vigore del presente decreto e il 31 luglio 2019.
  12. L’eventuale diniego della definizione va notificato entro il 31
    luglio 2020 con le modalita’ previste per la notificazione degli atti
    processuali. Il diniego e’ impugnabile entro sessanta giorni dinanzi
    all’organo giurisdizionale presso il quale pende la controversia. Nel
    caso in cui la definizione della controversia e’ richiesta in
    pendenza del termine per impugnare, la pronuncia giurisdizionale puo’
    essere impugnata dal contribuente unitamente al diniego della
    definizione entro sessanta giorni dalla notifica di quest’ultimo
    ovvero dalla controparte nel medesimo termine.
  13. In mancanza di istanza di trattazione presentata entro il 31
    dicembre 2020 dalla parte interessata, il processo e’ dichiarato
    estinto, con decreto del Presidente. L’impugnazione della pronuncia
    giurisdizionale e del diniego, qualora la controversia risulti non
    definibile, valgono anche come istanza di trattazione. Le spese del
    processo estinto restano a carico della parte che le ha anticipate.
  14. La definizione perfezionata dal coobbligato giova in favore
    degli altri, inclusi quelli per i quali la controversia non sia piu’
    pendente, fatte salve le disposizioni del secondo periodo del comma
  15. Con uno o piu’ provvedimenti del direttore dell’Agenzia delle
    entrate sono stabilite le modalita’ di attuazione del presente
    articolo.
  16. Ciascun ente territoriale puo’ stabilire, entro il 31 marzo
    2019, con le forme previste dalla legislazione vigente per l’adozione
    dei propri atti, l’applicazione delle disposizioni di cui al presente
    articolo alle controversie attribuite alla giurisdizione tributaria
    in cui e’ parte il medesimo ente.

Art. 7

Regolarizzazione con versamento volontario di periodi d’imposta
precedenti

  1. Le societa’ e le associazioni sportive dilettantistiche,
    iscritte nel Registro CONI, possono avvalersi della dichiarazione
    integrativa speciale, di cui all’articolo 9, per tutte le imposte
    dovute e per ciascun anno di imposta, nel limite complessivo di
    30.000 euro di imponibile annuo.
  2. I soggetti di cui al comma 1 possono altresi’ avvalersi:
    a) della definizione agevolata degli atti del procedimento di
    accertamento prevista dall’articolo 2, versando un importo pari al 50
    per cento delle maggiori imposte accertate, fatta eccezione per
    l’imposta sul valore aggiunto, dovuta per intero, ed al 5 per cento
    delle sanzioni irrogate e degli interessi dovuti;
    b) della definizione agevolata delle liti pendenti dinanzi alle
    commissioni tributarie di cui all’articolo 6 con il versamento del:
    1) 40 per cento del valore della lite e del 5 per cento delle
    sanzioni e degli interessi accertati nel caso in cui, alla data di
    entrata in vigore del presente decreto, questa penda ancora nel primo
    grado di giudizio;
    2) 10 per cento del valore della lite e del 5 per cento delle
    sanzioni e degli interessi accertati, in caso di soccombenza in
    giudizio dell’amministrazione finanziaria nell’ultima o unica
    pronuncia giurisdizionale resa e non ancora definitiva alla data di
    entrata in vigore del presente decreto;
    3) 50 per cento del valore della lite e del 10 per cento delle
    sanzioni e interessi accertati in caso di soccombenza in giudizio
    della societa’ o associazione sportiva nell’ultima o unica pronuncia
    giurisdizionale resa e non ancora definitiva alla data di entrata in
    vigore del presente decreto.
  3. La definizione agevolata di cui al presente articolo e’ preclusa
    se l’ammontare delle sole imposte accertate o in contestazione,
    relativamente a ciascun periodo d’imposta, per il quale e’ stato
    emesso avviso d’accertamento o e’ pendente reclamo o ricorso, e’
    superiore ad euro 30 mila per ciascuna imposta, IRES o IRAP,
    accertata o contestata. In tal caso resta ferma la possibilita’ di
    avvalersi delle definizioni agevolate degli atti di accertamento e
    delle liti pendenti di cui agli articoli 2 e 6 con le regole ivi
    previste.

Art. 8

Definizione agevolata delle imposte di consumo dovute ai sensi
dell’articolo 62-quater, commi 1 e 1-bis, del decreto legislativo
26 ottobre 1995, n. 504

  1. E’ ammessa la definizione agevolata dei debiti tributari, per i
    quali non sia ancora intervenuta sentenza passata in giudicato,
    maturati fino al 31 dicembre 2018 a titolo di imposta di consumo, ai
    sensi dell’articolo 62-quater, commi 1 e 1-bis, del decreto
    legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, con il versamento, da parte del
    soggetto obbligato, di un importo pari al 5 per cento degli importi
    dovuti, con le modalita’ stabilite nel presente articolo. Non sono
    dovuti gli interessi e le sanzioni.
  2. Ai fini della definizione di cui al comma 1, il soggetto
    obbligato manifesta all’Agenzia delle dogane e dei monopoli la
    volonta’ di avvalersene, facendo pervenire all’Agenzia stessa, entro
    il 30 aprile 2019, apposita dichiarazione con le modalita’ e in
    conformita’ alla modulistica che l’Agenzia medesima pubblica sul
    proprio sito internet istituzionale entro il 28 febbraio 2019. Ove la
    data di pubblicazione delle modalita’ e della modulistica da parte
    dell’Agenzia stessa sia successiva al 28 febbraio 2019, la
    dichiarazione deve pervenire all’Agenzia entro sessanta giorni dalla
    suddetta data di pubblicazione. I termini indicati per la
    presentazione della dichiarazione sono perentori.
  3. Nella dichiarazione deve essere indicato l’ammontare
    dell’imposta dovuta ai sensi dell’articolo 62-quater, commi 1 e
    1-bis, del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504. Qualora il
    soggetto obbligato non abbia ottemperato, in tutto o in parte, agli
    adempimenti di cui all’articolo 6, comma 7, del decreto del Ministro
    dell’economia e delle finanze 29 dicembre 2014, la dichiarazione
    stessa deve essere corredata dei prospetti riepilogativi previsti dal
    medesimo articolo 6. Il soggetto obbligato deve altresi’ dichiarare
    che i dati indicati nei prospetti riepilogativi sono conformi a
    quelli risultanti dalla documentazione contabile tenuta dal soggetto
    obbligato stesso.
  4. La presentazione della dichiarazione sospende per novanta giorni
    i termini per l’impugnazione dei provvedimenti impositivi e degli
    atti di riscossione delle imposte di consumo di cui al comma 1
    nonche’ delle sentenze pronunciate su tali atti. Nel caso in cui i
    provvedimenti impositivi e gli atti di riscossione siano stati
    oggetto di impugnazione innanzi alla giurisdizione tributaria il
    processo e’ sospeso a domanda della parte diversa
    dall’Amministrazione finanziaria, fino al perfezionamento della
    definizione di cui al comma 1.
  5. La definizione di cui al comma 1 si perfeziona con il pagamento,
    entro sessanta giorni dalla comunicazione, dell’intero importo
    comunicato dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli ai sensi del
    comma 6, ovvero della prima rata, in caso di pagamento rateale.
  6. Entro centoventi giorni dalla ricezione della dichiarazione di
    cui al comma 2, l’Agenzia delle dogane e dei monopoli comunica al
    soggetto obbligato l’ammontare complessivo delle somme dovute ai fini
    della definizione agevolata di cui al comma 1.
  7. L’ammontare complessivo delle somme dovute comunicato
    dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli, ovvero della prima rata in
    caso di pagamento rateale, e’ versato dal soggetto obbligato entro
    sessanta giorni dalla data della comunicazione dell’Agenzia stessa.
  8. Nella dichiarazione, il soggetto obbligato puo’ esprimere la
    volonta’ di effettuare il pagamento, in forma rateale mensile, delle
    somme dovute, per un massimo di centoventi rate mensili, previa
    prestazione di una garanzia, ai sensi dell’articolo 1 della legge 10
    giugno 1982, n. 348, a copertura di sei mensilita’. Il mancato
    pagamento di sei rate, anche non consecutive, determina la decadenza
    dal beneficio del pagamento rateale con obbligo di versamento delle
    somme residue entro sessanta giorni dalla scadenza dell’ultima rata
    non pagata.
  9. La definizione agevolata perde di efficacia, qualora l’Agenzia
    delle dogane e dei monopoli, entro il termine di prescrizione delle
    imposte di cui al comma 1, accerti la non veridicita’ dei dati
    comunicati con la dichiarazione di cui al comma 2.

Art. 9

Disposizioni in materia di dichiarazione integrativa speciale

  1. Fino al 31 maggio 2019 i contribuenti possono correggere errori
    od omissioni ed integrare, con le modalita’ previste dal presente
    articolo, le dichiarazioni fiscali presentate entro il 31 ottobre
    2017 ai fini delle imposte sui redditi e relative addizionali, delle
    imposte sostitutive delle imposte sui redditi, delle ritenute e dei
    contributi previdenziali, dell’imposta regionale sulle attivita’
    produttive e dell’imposta sul valore aggiunto. L’integrazione degli
    imponibili e’ ammessa, nel limite di 100.000 euro di imponibile
    annuo, ai fini delle imposte di cui al precedente periodo e comunque
    di non oltre il 30 per cento di quanto gia’ dichiarato. Resta fermo
    il limite complessivo di 100.000 euro di imponibile annuo per cui e’
    possibile l’integrazione ai sensi del presente comma. In caso di
    dichiarazione di un imponibile minore di 100.000 euro, nonche’ in
    caso di dichiarazione senza debito di imposta per perdite di cui agli
    articoli 8 e 84 del Testo unico delle imposte sui redditi (TUIR)
    approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre
    1986, n. 917, l’integrazione degli imponibili e’ comunque ammessa
    sino a 30.000 euro.
  2. Sul maggior imponibile integrato, per ciascun anno di imposta,
    si applica, senza sanzioni, interessi e altri oneri accessori:
    a) un’imposta sostitutiva determinata applicando sul maggior
    imponibile IRPEF o IRES un’aliquota pari al 20 per cento ai fini
    delle imposte sui redditi e relative addizionali, delle imposte
    sostitutive delle imposte sui redditi, dei contributi previdenziali e
    dell’imposta regionale sulle attivita’ produttive;
    b) un’imposta sostitutiva determinata applicando sulle maggiori
    ritenute un’aliquota pari al 20 per cento;
    c) l’aliquota media per l’imposta sul valore aggiunto, risultante
    dal rapporto tra l’imposta relativa alle operazioni imponibili,
    diminuita di quella relativa alle cessioni di beni ammortizzabili, e
    il volume d’affari dichiarato, tenendo conto dell’esistenza di
    operazioni non soggette ad imposta ovvero soggette a regimi speciali.
    Nei casi in cui non e’ possibile determinare l’aliquota media, si
    applica l’aliquota ordinaria prevista dall’articolo 16 del decreto
    del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.
  3. Ai fini di cui ai commi 1 e 2, i contribuenti devono:
    a) inviare una dichiarazione integrativa speciale all’Agenzia delle
    entrate ai sensi dell’articolo 3 del decreto del Presidente della
    Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, per uno o piu’ periodi d’imposta
    per i quali, alla data di entrata in vigore del presente decreto, non
    sono scaduti i termini per l’accertamento di cui all’articolo 43 del
    decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600,
    all’articolo 57 del decreto del Presidente della Repubblica 26
    ottobre 1972, n. 633, all’articolo 20, comma 1, del decreto
    legislativo 18 dicembre 1997, n. 472;
    b) provvedere spontaneamente al versamento in unica soluzione di
    quanto dovuto, entro il 31 luglio 2019, senza avvalersi della
    compensazione prevista dall’articolo 17 del decreto legislativo 9
    luglio 1997, n. 241; il versamento puo’ essere ripartito in dieci
    rate semestrali di pari importo ed in tal caso il pagamento della
    prima rata deve essere effettuato entro il 30 settembre 2019. Il
    perfezionamento della procedura decorre dal momento del versamento di
    quanto dovuto in unica soluzione o della prima rata.
  4. Se i dichiaranti non eseguono in tutto o in parte, alle
    prescritte scadenze, il versamento delle somme di cui al comma 3,
    lettera b), la dichiarazione integrativa speciale e’ titolo per la
    riscossione delle imposte dovute in base agli imponibili in essa
    indicati e, per il recupero delle somme non corrisposte, si applicano
    le disposizioni dell’articolo 14 del decreto del Presidente della
    Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e sono altresi’ dovuti gli
    interessi legali e una sanzione amministrativa pari al 30 per cento
    delle somme non versate, ridotta alla meta’ in caso di versamento
    eseguito entro i trenta giorni successivi alla scadenza medesima.
  5. Nella dichiarazione integrativa speciale di cui al presente
    articolo non possono essere utilizzate, a scomputo dei maggiori
    imponibili dichiarati, le perdite di cui agli articoli 8 e 84 del
    Testo unico delle imposte sui redditi (TUIR) approvato con decreto
    del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. La
    dichiarazione integrativa speciale non costituisce titolo per il
    rimborso di ritenute, acconti e crediti d’imposta precedentemente non
    dichiarati, ne’ per il riconoscimento di esenzioni o agevolazioni non
    richieste in precedenza, ovvero di detrazioni d’imposta diverse da
    quelle originariamente dichiarate; la differenza tra l’importo
    dell’eventuale maggior credito risultante dalla dichiarazione
    originaria e quello del minor credito spettante in base alla
    dichiarazione integrativa e’ versata secondo le modalita’ previste
    dal presente articolo.
  6. Ai soli elementi oggetto dell’integrazione si applica l’articolo
    1, comma 640, lettere a) e b), della legge 23 dicembre 2014, n. 190.
  7. La dichiarazione integrativa speciale e’ irrevocabile e deve
    essere sottoscritta personalmente. La procedura di cui al presente
    articolo non e’ esperibile:
    a) se il contribuente, essendone obbligato, non ha presentato le
    dichiarazioni fiscali anche solo per uno degli anni di imposta dal
    2013 al 2016;
    b) se la richiesta e’ presentata dopo che il contribuente ha avuto
    formale conoscenza di accessi, ispezioni, verifiche, inviti o
    questionari o dell’inizio di qualunque attivita’ di accertamento
    amministrativo o di procedimenti penali, per violazione di norme
    tributarie, relativi all’ambito di applicazione della procedura di
    cui al presente articolo.
  8. La procedura non puo’, altresi’, essere esperita dai
    contribuenti per l’emersione di attivita’ finanziarie e patrimoniali
    costituite o detenute fuori dal territorio dello Stato, per i redditi
    prodotti in forma associata di cui all’articolo 5 del testo unico
    approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre
    1986, n. 917 e dai contribuenti che hanno esercitato l’opzione
    prevista dagli articoli 115 o 116 del predetto testo unico con
    riferimento alle imposte dovute sui maggiori redditi di
    partecipazione ad essi imputabili per i rilievi formulati a seguito
    di accessi, ispezioni, verifiche o di qualsiasi atto impositivo a
    carico delle societa’ da essi partecipate.
  9. Chiunque fraudolentemente si avvale della procedura di cui al
    presente articolo al fine di far emergere attivita’ finanziarie e
    patrimoniali o denaro contante o valori al portatore provenienti da
    reati diversi dai delitti di cui agli articoli 2 e 3 del decreto
    legislativo 10 marzo 2000, n. 74, e’ punito con la medesima sanzione
    prevista per il reato di cui all’articolo 5-septies del decreto-legge
    28 giugno 1990, n. 167, convertito, con modificazioni, dalla legge 4
    agosto 1990, n. 227. Resta ferma l’applicabilita’ degli articoli
    648-bis, 648-ter, 648-ter.1 del codice penale e dell’articolo
    12-quinquies del decreto-legge 8 giugno 1992, n. 306, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 7 agosto 1992, n. 356.
  10. L’Agenzia delle entrate e gli altri organi dell’Amministrazione
    finanziaria concordano condizioni e modalita’ per lo scambio dei dati
    relativi alle procedure avviate e concluse.
  11. Con uno o piu’ provvedimenti del direttore dell’Agenzia delle
    entrate sono disciplinate le modalita’ di presentazione della
    dichiarazione integrativa speciale e di pagamento dei relativi debiti
    tributari, nonche’ sono emanate le ulteriori disposizioni necessarie
    per l’attuazione dei precedenti commi.
  12. Le somme versate dai contribuenti a seguito della presentazione
    della dichiarazione integrativa speciale di cui al comma 3, lettera
    a), affluiscono ad apposito capitolo dell’entrata del bilancio dello
    Stato per essere destinate, anche mediante riassegnazione, al Fondo
    per la riduzione della pressione fiscale, di cui all’articolo 1,
    comma 431, della legge 27 dicembre 2013, n. 147. Nel predetto Fondo
    e’ altresi’ eventualmente iscritta una dotazione corrispondente al
    maggior gettito prevedibile, per ciascun esercizio finanziario,
    derivante dall’emersione di base imponibile indotta dalla
    presentazione della dichiarazione integrativa speciale, sulla base di
    valutazione effettuata dal Ministero dell’economia e delle finanze –
    Dipartimento delle finanze. Nella nota di aggiornamento al Documento
    di economia e finanza viene data adeguata evidenza del maggior
    gettito valutato ai sensi del precedente periodo.

Capo II
Disposizioni in materia di semplificazione fiscale e di innovazione del processo tributario

Art. 10

Disposizioni di semplificazione per l’avvio della fatturazione
elettronica

  1. All’articolo 1, comma 6, del decreto legislativo 5 agosto 2015,
    n. 127, dopo il secondo periodo e’ inserito il seguente: «Per il
    primo semestre del periodo d’imposta 2019 le sanzioni di cui ai
    periodi precedenti:
    a) non si applicano se la fattura e’ emessa con le modalita’ di cui
    al comma 3 entro il termine di effettuazione della liquidazione
    periodica dell’imposta sul valore aggiunto ai sensi dell’articolo 1,
    comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 1998,
    n. 100;
    b) si applicano con riduzione dell’80 per cento a condizione che la
    fattura elettronica sia emessa entro il termine di effettuazione
    della liquidazione dell’imposta sul valore aggiunto del periodo
    successivo.».

Art. 11

Disposizioni di semplificazione in tema di emissione delle fatture

  1. All’articolo 21 del decreto del Presidente della Repubblica 26
    ottobre 1972, n. 633, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) al comma 2, dopo la lettera g) e’ inserita la seguente: «g-bis)
    data in cui e’ effettuata la cessione di beni o la prestazione di
    servizi ovvero data in cui e’ corrisposto in tutto o in parte il
    corrispettivo, sempreche’ tale data sia diversa dalla data di
    emissione della fattura;»;
    b) al comma 4, il primo periodo e’ sostituito dal seguente: «La
    fattura e’ emessa entro dieci giorni dall’effettuazione
    dell’operazione determinata ai sensi dell’articolo 6.».
  2. Le modifiche di cui al comma 1 si applicano a decorrere dal 1°
    luglio 2019.

Art. 12

Disposizioni di semplificazione in tema di annotazione delle fatture
emesse

  1. All’articolo 23 del decreto del Presidente della Repubblica 26
    ottobre 1972, n. 633, il primo comma e’ sostituito dal seguente: «Il
    contribuente deve annotare in apposito registro le fatture emesse,
    nell’ordine della loro numerazione, entro il giorno 15 del mese
    successivo a quello di effettuazione delle operazioni e con
    riferimento allo stesso mese di effettuazione delle operazioni. Le
    fatture di cui all’articolo 21, comma 4, terzo periodo, lettera b),
    sono registrate entro il giorno 15 del mese successivo a quello di
    emissione e con riferimento al medesimo mese.».

Art. 13

Disposizioni di semplificazione in tema di registrazione degli
acquisti

  1. All’articolo 25 del decreto del Presidente della Repubblica 26
    ottobre 1972, n. 633, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) al primo comma, le parole «Il contribuente deve numerare in
    ordine progressivo le fatture e le bollette doganali relative ai beni
    e ai servizi acquistati o importati nell’esercizio dell’impresa, arte
    o professione, comprese quelle emesse a norma del secondo comma
    dell’articolo 17 e deve annotarle in apposito registro» sono
    sostituite dalle seguenti: «Il contribuente deve annotare in un
    apposito registro le fatture e le bollette doganali relative ai beni
    e ai servizi acquistati o importati nell’esercizio dell’impresa, arte
    o professione, comprese quelle emesse a norma del secondo comma
    dell’articolo 17,»;
    b) al secondo comma, le parole «il numero progressivo ad essa
    attribuito,» sono soppresse.

Art. 14

Semplificazioni in tema di detrazione dell’IVA

  1. Nell’articolo 1, comma 1, del decreto del Presidente della
    Repubblica 23 marzo 1998, n. 100, dopo il primo periodo e’ aggiunto
    il seguente: «Entro il medesimo termine di cui al periodo precedente
    puo’ essere esercitato il diritto alla detrazione dell’imposta
    relativa ai documenti di acquisto ricevuti e annotati entro il 15 del
    mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, fatta
    eccezione per i documenti di acquisto relativi ad operazioni
    effettuate nell’anno precedente.».

Art. 15

Disposizione di coordinamento in tema di fatturazione elettronica

  1. All’articolo 1, comma 3, del decreto legislativo 5 agosto 2015,
    n. 127, le parole «, stabiliti o identificati» sono sostituite dalle
    seguenti: «o stabiliti».

Art. 16

Giustizia tributaria digitale

  1. Al decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, sono apportate
    le seguenti modificazioni:
    a) all’articolo 16-bis:
    1) la rubrica e’ sostituita dalla seguente: «Comunicazioni,
    notificazioni e depositi telematici»;
    2) nel comma 1, il quarto periodo e’ sostituito dal seguente: «La
    comunicazione si intende perfezionata con la ricezione avvenuta nei
    confronti di almeno uno dei difensori della parte.»;
    3) il comma 2 e’ sostituito dal seguente: «2. Nelle ipotesi di
    mancata indicazione dell’indirizzo di posta elettronica certificata
    del difensore o della parte ed ove lo stesso non sia reperibile da
    pubblici elenchi, ovvero nelle ipotesi di mancata consegna del
    messaggio di posta elettronica certificata per cause imputabili al
    destinatario, le comunicazioni sono eseguite esclusivamente mediante
    deposito in segreteria della Commissione tributaria. Nei casi di cui
    al periodo precedente le notificazioni sono eseguite ai sensi
    dell’articolo 16.»;
    4) il comma 3 e’ sostituito dal seguente: «3. Le parti, i
    consulenti e gli organi tecnici indicati nell’articolo 7, comma 2,
    notificano e depositano gli atti processuali i documenti e i
    provvedimenti giurisdizionali esclusivamente con modalita’
    telematiche, secondo le disposizioni contenute nel decreto del
    Ministro dell’economia e delle finanze 23 dicembre 2013, n. 163, e
    nei successivi decreti di attuazione. In casi eccezionali, il
    Presidente della Commissione tributaria o il Presidente di sezione,
    se il ricorso e’ gia’ iscritto a ruolo, ovvero il collegio se la
    questione sorge in udienza, con provvedimento motivato possono
    autorizzare il deposito con modalita’ diverse da quelle
    telematiche.»;
    5) dopo il comma 3 e’ inserito il seguente: «3-bis. I soggetti che
    stanno in giudizio senza assistenza tecnica ai sensi dell’articolo
    12, comma 2, hanno facolta’ di utilizzare, per le notifiche e i
    depositi, le modalita’ telematiche indicate nel comma 3, previa
    indicazione nel ricorso o nel primo atto difensivo dell’indirizzo di
    posta elettronica certificata al quale ricevere le comunicazioni e le
    notificazioni.»;
    b) dopo l’articolo 25, e’ aggiunto il seguente:
    «Art. 25-bis (Potere di certificazione di conformita’). – 1. Al
    fine del deposito e della notifica con modalita’ telematiche della
    copia informatica, anche per immagine, di un atto processuale di
    parte, di un provvedimento del giudice o di un documento formato su
    supporto analogico e detenuto in originale o in copia conforme, il
    difensore e il dipendente di cui si avvalgono l’ente impositore,
    l’agente della riscossione ed i soggetti iscritti nell’albo di cui
    all’articolo 53 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446,
    attestano la conformita’ della copia al predetto atto secondo le
    modalita’ di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82.
  2. Analogo potere di attestazione di conformita’ e’ esteso, anche
    per l’estrazione di copia analogica, agli atti e ai provvedimenti
    presenti nel fascicolo informatico, formato dalla segreteria della
    Commissione tributaria ai sensi dell’articolo 14 del decreto del
    Ministro dell’economia e delle finanze 23 dicembre 2013, n. 163, o
    trasmessi in allegato alle comunicazioni telematiche dell’ufficio di
    segreteria. Detti atti e provvedimenti, presenti nel fascicolo
    informatico o trasmessi in allegato alle comunicazioni telematiche
    dell’ufficio di segreteria, equivalgono all’originale anche se privi
    dell’attestazione di conformita’ all’originale da parte dell’ufficio
    di segreteria.
  3. La copia informatica o cartacea munita dell’attestazione di
    conformita’ ai sensi dei commi precedenti equivale all’originale o
    alla copia conforme dell’atto o del provvedimento detenuto ovvero
    presente nel fascicolo informatico.
  4. L’estrazione di copie autentiche ai sensi del presente articolo,
    esonera dal pagamento dei diritti di copia.
  5. Nel compimento dell’attestazione di conformita’ i soggetti di
    cui al presente articolo assumono ad ogni effetto la veste di
    pubblici ufficiali.».
  6. L’articolo 16-bis, comma 3, del decreto legislativo 31 dicembre
    1992, n. 546, nel testo vigente antecedentemente alla data di entrata
    in vigore del presente decreto, si interpreta nel senso che le parti
    possono utilizzare in ogni grado di giudizio la modalita’ prevista
    dal decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 23 dicembre
    2013, n. 163, e dai relativi decreti attuativi, indipendentemente
    dalla modalita’ prescelta da controparte nonche’ dall’avvenuto
    svolgimento del giudizio di primo grado con modalita’ analogiche.
  7. In tutti i casi in cui debba essere fornita la prova della
    notificazione o della comunicazione eseguite a mezzo di posta
    elettronica certificata e non sia possibile fornirla con modalita’
    telematiche, il difensore o il dipendente di cui si avvalgono l’ente
    impositore, l’agente della riscossione ed i soggetti iscritti
    nell’albo di cui all’articolo 53 del decreto legislativo 15 dicembre
    1997, n. 446, provvedono ai sensi dell’articolo 9, commi 1-bis e
    1-ter, della legge 21 gennaio 1994, n. 53. I soggetti di cui al
    periodo precedente nel compimento di tali attivita’ assumono ad ogni
    effetto la veste di pubblico ufficiale.
  8. La partecipazione delle parti all’udienza pubblica di cui
    all’articolo 34 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546,
    puo’ avvenire a distanza, su apposita richiesta formulata da almeno
    una delle parti nel ricorso o nel primo atto difensivo, mediante un
    collegamento audiovisivo tra l’aula di udienza e il luogo del
    domicilio indicato dal contribuente, dal difensore, dall’ufficio
    impositore o dai soggetti della riscossione con modalita’ tali da
    assicurare la contestuale, effettiva e reciproca visibilita’ delle
    persone presenti in entrambi i luoghi e la possibilita’ di udire
    quanto viene detto. Il luogo dove la parte processuale si collega in
    audiovisione e’ equiparato all’aula di udienza. Con uno o piu’
    provvedimenti del direttore generale delle finanze, sentito il
    Consiglio di Presidenza della Giustizia tributaria e l’Agenzia per
    l’Italia Digitale, sono individuate le regole tecnico-operative per
    consentire la partecipazione all’udienza a distanza, la conservazione
    della visione delle relative immagini, e le Commissioni tributarie
    presso le quali attivare l’udienza pubblica a distanza. Almeno
    un’udienza per ogni mese e per ogni sezione e’ riservata alla
    trattazione di controversie per le quali e’ stato richiesto il
    collegamento audiovisivo a distanza.
  9. Le disposizioni di cui alla lettera a), numeri 4) e 5), del
    comma 1 si applicano ai giudizi instaurati, in primo e in secondo
    grado, con ricorso notificato a decorrere dal 1° luglio 2019.
  10. Agli oneri derivanti dal comma 1, capoverso art. 25-bis, comma
    4, valutati in 165.000 euro annui a decorrere dal 2019 si provvede ai
    sensi dell’articolo 26.

Capo III
Altre disposizioni fiscali

Art. 17

Obbligo di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi

  1. All’articolo 2 del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127,
    sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) il comma 1 e’ sostituito dal seguente: «1. A decorrere dal 1°
    gennaio 2020 i soggetti che effettuano le operazioni di cui
    all’articolo 22 del decreto del Presidente della Repubblica 26
    ottobre 1972, n. 633, memorizzano elettronicamente e trasmettono
    telematicamente all’Agenzia delle entrate i dati relativi ai
    corrispettivi giornalieri. La memorizzazione elettronica e la
    connessa trasmissione dei dati dei corrispettivi sostituiscono gli
    obblighi di registrazione di cui all’articolo 24, primo comma, del
    suddetto decreto n. 633 del 1972. Le disposizioni di cui ai periodi
    precedenti si applicano a decorrere dal 1° luglio 2019 ai soggetti
    con un volume d’affari superiore ad euro 400.000. Per il periodo
    d’imposta 2019 restano valide le opzioni per la memorizzazione
    elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi
    esercitate entro il 31 dicembre 2018. Con decreto del Ministro
    dell’economia e delle finanze, possono essere previsti specifici
    esoneri dagli adempimenti di cui al presente comma in ragione della
    tipologia di attivita’ esercitata.»;
    b) al comma 6 le parole «optano per» sono sostituite dalla
    seguente: «effettuano»;
    c) dopo il comma 6-bis sono aggiunti i seguenti:
    «6-ter. Le operazioni di cui all’articolo 22 del decreto del
    Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 effettuate nelle
    zone individuate con decreto del Ministro dell’economia e delle
    finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico,
    possono essere documentate, in deroga al comma 1, mediante il
    rilascio della ricevuta fiscale di cui all’articolo 8 della legge 10
    maggio 1976, n. 249, ovvero dello scontrino fiscale di cui alla legge
    26 gennaio 1983, n. 18, nonche’ con l’osservanza delle relative
    discipline.
    6-quater. I soggetti che effettuano cessioni di farmaci, tenuti
    all’invio dei dati al Sistema tessera sanitaria, ai fini
    dell’elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata, ai
    sensi dell’articolo 3, commi 3 e 4, del decreto legislativo 21
    novembre 2014, n. 175, e dei relativi decreti del Ministro
    dell’economia e delle finanze, possono adempiere all’obbligo di cui
    al comma 1 mediante la memorizzazione elettronica e la trasmissione
    telematica dei dati relativi ai corrispettivi giornalieri al Sistema
    tessera sanitaria. I dati fiscali trasmessi possono essere utilizzati
    dall’Agenzia delle entrate anche per finalita’ diverse
    dall’elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata.
    6-quinquies. Negli anni 2019 e 2020 per l’acquisto o l’adattamento
    degli strumenti mediante i quali effettuare la memorizzazione e la
    trasmissione di cui al comma 1, al soggetto e’ concesso un contributo
    complessivamente pari al 50 per cento della spesa sostenuta, per un
    massimo di euro 250 in caso di acquisto e di euro 50 in caso di
    adattamento, per ogni strumento. Il contributo e’ anticipato dal
    fornitore sotto forma di sconto sul prezzo praticato ed e’ a questo
    rimborsato sotto forma di credito d’imposta di pari importo, da
    utilizzare in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto
    legislativo 9 luglio 1997, n. 241. Al credito d’imposta di cui al
    presente comma non si applicano i limiti di cui all’articolo 1, comma
    53, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e di cui all’articolo 34
    della legge 23 dicembre 2000, n. 388. Con provvedimento del direttore
    dell’Agenzia delle entrate, da emanare entro trenta giorni dalla data
    di entrata in vigore della presente legge, sono definiti le modalita’
    attuative, comprese le modalita’ per usufruire del credito d’imposta,
    il regime dei controlli nonche’ ogni altra disposizione necessaria
    per il monitoraggio dell’agevolazione e per il rispetto del limite di
    spesa previsto. Il limite di spesa previsto e’ pari a euro 36,3
    milioni per l’anno 2019 e pari ad euro 195,5 milioni per l’anno
    2020.».
  2. A decorre dal 1° gennaio 2020:
    a) l’articolo 3, comma 1, ultimo periodo, del decreto legislativo 5
    agosto 2015, n. 127 e’ abrogato;
    b) all’articolo 4, del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127,
    sono apportate le seguenti modificazioni:
  3. al comma 1, le parole «compresi coloro che hanno esercitato
    l’opzione di cui all’articolo 2, comma 1,» sono soppresse;
  4. al comma 2, dopo le parole «n. 633» sono aggiunte le seguenti:
    «, fatta salva la tenuta del registro di cui all’articolo 18, comma
    2, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n.
  5. L’obbligo di tenuta dei registri ai fini dell’imposta sul valore
    aggiunto permane per i soggetti che optano per la tenuta dei registri
    secondo le modalita’ di cui all’articolo 18, comma 5 del decreto del
    Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600.».
  6. Agli oneri derivanti dal presente articolo si provvede ai sensi
    dell’articolo 26.

Art. 18

Rinvio lotteria dei corrispettivi

  1. All’articolo 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232 sono
    apportate le seguenti modificazioni:
    a) il comma 540, e’ sostituito dal seguente: «540. A decorrere dal
    1° gennaio 2020 i contribuenti, persone fisiche maggiorenni residenti
    nel territorio dello Stato, che effettuano acquisti di beni o
    servizi, fuori dall’esercizio di attivita’ di impresa, arte o
    professione, presso esercenti che trasmettono telematicamente i
    corrispettivi, ai sensi dell’articolo 2, comma 1, del decreto
    legislativo 5 agosto 2015, n. 127, possono partecipare all’estrazione
    a sorte di premi attribuiti nel quadro di una lotteria nazionale. Per
    partecipare all’estrazione e’ necessario che i contribuenti, al
    momento dell’acquisto, comunichino il proprio codice fiscale
    all’esercente e che quest’ultimo trasmetta all’Agenzia delle entrate
    i dati della singola cessione o prestazione, secondo le modalita’ di
    cui ai commi 3 e 4 dell’articolo 2 del decreto legislativo 5 agosto
    2015, n. 127.»;
    b) il comma 543 e’ abrogato;
    c) il comma 544 e’ sostituito dal seguente: «544. Con provvedimento
    del direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, d’intesa con
    l’Agenzia delle entrate, sono disciplinante le modalita’ tecniche
    relative alle operazioni di estrazione, l’entita’ e il numero dei
    premi messi a disposizione, nonche’ ogni altra disposizione
    necessaria per l’attuazione della lotteria. Il divieto di pubblicita’
    per giochi e scommesse, previsto dall’articolo 9, comma 1, del
    decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 9 agosto 2018, n. 96, non si applica alla lotteria di cui
    al comma 540.».
  2. Al fine di garantire le risorse finanziarie necessarie per
    l’attribuzione dei premi e le spese amministrative connesse alla
    gestione della lotteria, e’ istituito un Fondo iscritto nello stato
    di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze con una
    dotazione di 3 milioni di euro per l’anno 2020 e di 6 milioni di euro
    annui a decorrere dall’anno 2021. Al relativo onere si provvede ai
    sensi dell’articolo 25.

Art. 19

Disposizioni in materia di accisa

  1. A decorrere dal 1°dicembre 2018, al testo unico delle
    disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e
    sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative, approvato
    con il decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, nella Tabella A,
    al punto 11, nella colonna «Impieghi», il periodo da «In caso di
    produzione combinata» fino a «quinquennio di riferimento» e’
    sostituito dal seguente: «In caso di generazione combinata di energia
    elettrica e calore utile, i quantitativi di combustibili impiegati
    nella produzione di energia elettrica sono determinati utilizzando i
    seguenti consumi specifici convenzionali:

+————————-+————————-+
|a) oli vegetali non | |
|modificati chimicamente |0,194 kg per kWh |
+————————-+————————-+
|b) gas naturale | 0,220 mc per kWh |
+————————-+————————-+
|c) gas di petrolio | |
|liquefatti | 0,173 kg per kWh |
+————————-+————————-+
|d) gasolio | 0,186 kg per kWh |
+————————-+————————-+
|e) olio combustibile e | |
|oli minerali greggi, | |
|naturali | 0,194 kg per kWh |
+————————-+————————-+
|f) carbone, lignite e | |
|coke (codici NC 2701, | |
|2702 e 2704) | 0,312 kg per kWh |
+————————-+————————-+

  1. All’articolo 3-bis del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012, n. 44,
    sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) a decorrere dal 1°dicembre 2018, il comma 1 e’ abrogato;
    b) nel comma 2, le parole «31 dicembre 2017» sono sostituite dalle
    seguenti: «30 novembre 2018».
  2. All’articolo 19, comma 3, del decreto-legge 24 giugno 2014, n.
    91, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n.
    116, nella lettera b), le parole «da adottare entro il 30 novembre
    2018» sono soppresse.

Art. 20

Estensione dell’istituto del gruppo IVA ai Gruppi Bancari Cooperativi

  1. Al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.
    633, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) all’articolo 70-ter, dopo il comma 1, e’ inserito il seguente:
    «1-bis. Il vincolo finanziario si considera altresi’ sussistente tra
    i soggetti passivi, stabiliti nel territorio dello Stato,
    partecipanti ad un Gruppo Bancario di cui all’articolo 37-bis del
    testo unico di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n.
    385.»;
    b) all’articolo 70-septies, comma 2, e’ aggiunto, in fine, il
    seguente periodo: «Per i Gruppi IVA costituiti tra i soggetti di cui
    al comma 1-bis dell’articolo 70-ter, il rappresentante di gruppo e’
    la societa’ capogruppo di cui alla lettera a), del comma 1
    dell’articolo 37-bis del testo unico di cui al decreto legislativo 1°
    settembre 1993, n. 385.».
  2. Per l’anno 2019, la dichiarazione per la costituzione del Gruppo
    IVA da parte dei partecipanti ad un Gruppo Bancario di cui
    all’articolo 37-bis del testo unico di cui al decreto legislativo 1°
    settembre 1993, n. 385, ha effetto se presentata entro il 31 dicembre
    2018 e se a tale data sussistono i vincoli finanziario, economico e
    organizzativo di cui all’articolo 70-ter del decreto del Presidente
    della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633. Il vincolo finanziario si
    considera sussistere se a tale data e’ stato sottoscritto il
    contratto di coesione di cui al comma 3 dell’articolo 37-bis del
    testo unico di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n.
    385.».

Titolo II
DISPOSIZIONI FINANZIARIE URGENTI

Art. 21

Ferrovie dello Stato

  1. E’ autorizzata la spesa di 40 milioni di euro per l’anno 2018
    per il finanziamento del contratto di programma – parte servizi
    2016-2021 tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la
    societa’ Rete ferroviaria italiana (RFI) Spa.
  2. E’ autorizzata la spesa di 600 milioni di euro per l’anno 2018
    per il finanziamento del contratto di programma – parte investimenti
    2017 – 2021 tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e
    la societa’ Rete ferroviaria italiana (RFI) Spa.
  3. Agli oneri derivanti dal presente articolo si provvede ai sensi
    dell’articolo 26.

Art. 22

Fondo garanzia e FSC

  1. Al Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese di cui
    all’articolo 2, comma 100, lettera a), della legge 23 dicembre 1996,
    n. 662, sono assegnati 735 milioni di euro per l’anno 2018. Al
    relativo onere si provvede quanto a 300 milioni per l’anno 2018, a
    valere sulle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione –
    programmazione 2014-2020 gia’ destinate al predetto Fondo ai sensi
    dell’articolo 1, comma 53, secondo periodo, della legge 27 dicembre
    2013, n. 147 e per la rimanente quota ai sensi dell’articolo 26.

Art. 23

Autotrasporto

  1. Al fine di favorire gli interventi per la ristrutturazione
    dell’autotrasporto e’ incrementata di 26,4 milioni per l’anno 2018 la
    dotazione finanziaria relativa alle agevolazioni di cui all’articolo
    1, comma 106, della legge 23 dicembre 2005, n. 266. Agli oneri
    derivanti dal presente articolo si provvede:
    a) quanto a 10,4 milioni di euro per l’anno 2018 mediante riduzione
    dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 1230 della
    legge 27 dicembre 2006, n. 296;
    b) quanto a 16 milioni di euro a mediante utilizzo delle somme
    versate all’entrata del bilancio dello Stato ai sensi dell’articolo
    11, comma 1, del decreto legislativo 16 gennaio 2013, n. 2, che alla
    data di entrata in vigore del presente decreto non sono state
    riassegnate ai pertinenti programmi e che sono acquisite, nel
    predetto limite di 16 milioni, definitivamente al bilancio dello
    Stato.
  2. In relazione all’articolo 9 del decreto-legge 28 settembre 2018,
    n. 109, il Fondo per il finanziamento degli interventi di adeguamento
    dei porti di cui all’articolo 18-bis, comma 1, della legge 28 gennaio
    1994, n. 84, e’ incrementato di 15 milioni di euro per l’anno 2018 da
    assegnare all’autorita’ di sistema portuale del mar ligure
    occidentale.
  3. All’onere derivante dalle disposizioni di cui al comma 2, si
    provvede per 15 milioni di euro mediante corrispondente versamento
    all’entrata del bilancio dello Stato, entro il 15 novembre 2018,
    delle somme destinate agli interventi di cui agli articoli 1, 2, 3, 4
    e 5 della legge 23 dicembre 1997, n. 454 non utilizzate al termine
    del periodo di operativita’ delle misure agevolative e giacenti sui
    conti correnti sui c/c n. 211390 e n. 211389 accesi presso BNL Spa.

Art. 24

Missioni internazionali di pace

  1. Al fine di garantire la prosecuzione delle missioni
    internazionali per l’anno 2018, il fondo di cui all’articolo 4, comma
    1, della legge 21 luglio 2016, n. 145 e’ incrementato di euro 130
    milioni per il medesimo anno 2018.
  2. Agli oneri derivanti dal presente articolo si provvede ai sensi
    dell’articolo 26.

Art. 25

Disposizioni in materia di CIGS per riorganizzazione o crisi
aziendale

  1. All’articolo 22-bis, comma 1, del decreto legislativo 14
    settembre 2015, n. 148, le parole «organico superiore a 100 unita’
    lavorative e» sono soppresse ed e’ aggiunto, in fine, il seguente
    periodo: «Alle medesime condizioni e nel limite delle risorse
    finanziarie sopra indicate, in deroga ai limiti temporali di cui agli
    articoli 4 e 22, commi 3 e 5, puo’ essere concessa la proroga
    dell’intervento di integrazione salariale straordinaria per la
    causale contratto di solidarieta’ sino al limite massimo di 12 mesi,
    qualora permanga, in tutto o in parte, l’esubero di personale gia’
    dichiarato nell’accordo di cui all’articolo 21, comma 5, e si
    realizzino le condizioni di cui al comma 2.».

Art. 26

Disposizioni finanziarie

  1. Il fondo per la riduzione della pressione fiscale di cui
    all’articolo 1, comma 431, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 e’
    incrementato di 390,335 milioni di euro per l’anno 2019, 1.639,135
    milioni di euro per l’anno 2020, 2.471,935 milioni di euro per l’anno
    2021, 2.303,135 milioni di euro per l’anno 2022, 2.354,735 milioni di
    euro per l’anno 2023, 1.292.735 milioni di euro per l’anno 2024,
    1.437,735 milioni di euro per l’anno 2025, 1.579,735 milioni di euro
    per l’anno 2026, 1.630,735 milioni di euro per l’anno 2027 e
    1.648,735 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2028. Le
    predette risorse sono destinate al raggiungimento degli obiettivi
    programmatici della manovra di finanza pubblica.
  2. Il Fondo per la compensazione degli effetti finanziari non
    previsti a legislazione vigente conseguenti all’attualizzazione di
    contributi pluriennali, di cui all’articolo 6, comma 2, del
    decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189, e’ incrementato di 700 milioni
    di euro per l’anno 2020, di 900 milioni di euro per l’anno 2021, di
    1.050 milioni di euro per l’anno 2022, di 1.150 milioni di euro per
    l’anno 2023. Le predette risorse sono destinate al raggiungimento
    degli obiettivi programmatici della manovra di finanza pubblica.
  3. Agli oneri derivanti dagli articoli 3, 4, 5, 7, 8, 9, 16, comma
    4, 17, 18, 20, 21, 22, 24, e dai commi 1 e 2 del presente articolo e
    dagli effetti derivanti dalle disposizioni di cui alla lettera a) del
    presente comma, pari a 1.323.000.000 euro per l’anno 2018, a
    462.500.000 euro per l’anno 2019, a 1.872.500.000 euro per l’anno
    2020, a 2.512.800.000 euro per l’anno 2021, a 2.385.700.000 euro per
    l’anno 2022, a 2.395.600.000 euro per l’anno 2023, a 1.458.600.000
    euro per l’anno 2024, a 1.544.600.000 euro per l’anno 2025, a
    1.642,600 milioni di euro per l’anno 2026, 1.677,600 milioni di euro
    per l’anno 2027 e 1.689,600 milioni di euro annui a decorrere
    dall’anno 2028 e, che aumentano, ai fini della compensazione degli
    effetti in termini di indebitamento netto e di fabbisogno a
    1.743.544.737 euro per l’anno 2018, a 481.170.390 euro per l’anno
    2019, a 2.585.752.875 euro per l’anno 2020, a 3.423.888.078 euro per
    l’anno 2021, a 3.444.868.857 euro per l’anno 2022, a 3.551.176.417
    euro per l’anno 2023, a 1.731.600.000 euro per l’anno 2024 e a
    1.689.600.000 euro per ciascuno degli anni dal 2025, al 2027, si
    provvede:
    a) quanto a 589.305.117 euro per l’anno 2018, che aumentano in
    termini di fabbisogno e indebitamento netto a 818.805.117 euro per
    l’anno 2018 e a 20.500.000 euro per l’anno 2019, mediante riduzione
    delle dotazioni di competenza e di cassa relative alle missioni e ai
    programmi di spesa degli stati di previsione dei Ministeri come
    indicate nell’elenco 1 allegato al presente decreto. Il Ministro
    dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad accantonare e a
    rendere indisponibili le suddette somme. Entro venti giorni
    dall’entrata in vigore del presente decreto, su proposta dei Ministri
    competenti, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze,
    gli accantonamenti di spesa possono essere rimodulati nell’ambito dei
    pertinenti stati di previsione della spesa, fermo restando il
    conseguimento dei risparmi di spesa realizzati in termini di
    indebitamento netto della pubblica amministrazione. Il Ministro
    dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare le
    occorrenti variazioni di bilancio anche in conto residui.
    b) quanto 150 milioni euro per l’anno 2018, mediante utilizzo
    delle somme versate all’entrata del bilancio dello Stato ai sensi
    dell’articolo 148, comma 1, della legge 23 dicembre 2000, n. 388,
    che, alla data di entrata in vigore del presente decreto, non sono
    state riassegnate ai pertinenti programmi e che sono acquisite, nel
    predetto limite, definitivamente al bilancio dello Stato;
    c) quanto a 70 milioni di euro per l’anno 2018, mediante utilizzo
    di quota parte dei proventi delle aste delle quote di emissione di
    CO2 di cui all’articolo 19 del decreto legislativo 13 marzo 2013, n.
    30, destinati al Ministero dell’ambiente e della tutela del
    territorio e del mare per una quota di 35 milioni e al Ministero
    dello sviluppo economico per una quota di 35 milioni, versate
    all’entrata del bilancio dello Stato, che restano acquisite
    definitivamente all’erario. I decreti di cui al comma 3 dell’articolo
    19 del citato decreto legislativo n. 30 del 2013 dispongono negli
    esercizi successivi gli opportuni conguagli, al fine di assicurare
    complessivamente il rispetto delle proporzioni indicate nel predetto
    articolo 19 e del vincolo di destinazione a investimenti con
    finalita’ ambientali derivante dalla direttiva 2009/29/CE del
    Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009;
    d) quanto a 20 milioni di euro per l’anno 2018, mediante
    corrispondente utilizzo dell’autorizzazione di spesa di cui alla
    legge 17 agosto 1957, n. 848. Il Ministero degli affari esteri e
    della cooperazione internazionale provvede agli adempimenti
    eventualmente necessari, anche sul piano internazionale, per
    rinegoziare i termini dell’accordo internazionale concernente la
    determinazione del contributo all’organismo delle Nazioni Unite, per
    un importo pari a 20 milioni di euro per l’anno 2018
    e) quanto a 20 milioni di euro per l’anno 2018, mediante le somme
    di cui all’articolo 7, comma 6, del decreto legge 30 dicembre 2009,
    n. 195, iscritte nel conto dei residui nello stato di previsione del
    Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare che
    sono versate all’entrata del bilancio dello Stato e restano acquisite
    all’erario.
    f) quanto a 10 milioni di euro per l’anno 2018, mediante
    corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di
    parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2018-2020,
    nell’ambito del programma « Fondi di riserva e speciali » della
    missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del
    Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2018, allo scopo
    parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero degli
    affari esteri e della cooperazione internazionale;
    g) quanto a 462.500.000 euro per l’anno 2019, a 1.872.500.000
    euro per l’anno 2020, a 2.512.800.000 euro per l’anno 2021, a
    2.385.700.000 euro per l’anno 2022, a 2.395.600.000 euro per l’anno
    2023, a 1.731.600.000 euro per l’anno 2024 e a 1.689.600.000 euro
    annui a decorrere dall’anno 2025, che aumentano in termini di
    fabbisogno e indebitamento netto a 41.225.000 di euro per l’anno
    2018, a 460.670.390 euro per l’anno 2019, a 2.585.752.875 euro per
    l’anno 2020, a 3.423.888.078 euro per l’anno 2021, a 3.444.868.857
    euro per l’anno 2022, a 3.551.176.417 euro per l’anno 2023, mediante
    corrispondente utilizzo di quota parte delle maggiori entrate e delle
    minori spese derivanti dal presente decreto;
    h) quanto a 23.943.052 euro per l’anno 2018, mediante
    corrispondente utilizzo delle somme iscritte nel conto dei residui
    del fondo di conto capitale dello stato di previsione del Ministero
    dell’economia e delle finanze ai sensi dell’articolo 49, comma 2,
    lettere b), del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, che sono versate,
    nell’anno 2018, all’entrata del bilancio dello Stato e restano
    acquisite all’erario;
    i) quanto a 16,614 milioni di euro per l’anno 2018, mediante
    utilizzo delle somme relative ai rimborsi corrisposti
    dall’organizzazione delle Nazioni Unite, quale corrispettivo di
    prestazioni rese dalle Forze armate italiane nell’ambito delle
    operazioni internazionali di pace, di cui all’articolo 8, comma 11,
    del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, che alla data di
    entrata in vigore, del presente decreto-legge non sono ancora
    riassegnate al fondo di cui all’articolo 4, comma 1, della legge 21
    luglio 2016, n. 145 e che restano acquisite all’entrata del bilancio
    dello Stato;
    l) quanto a 300 milioni per l’anno 2018 mediante riduzione del
    Fondo per lo sviluppo e la coesione – programmazione 2014-2020 di cui
    all’articolo 1, comma 6 della legge 27 dicembre 2013 n. 147;
    m) quanto a 300 milioni di euro per l’anno 2018, mediante
    riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma
    200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 relativa al Fondo per le
    esigenze indifferibili. Conseguentemente, le risorse del fondo per le
    esigenze indifferibili di cui all’articolo 1, comma 200, della legge
    n. 190 del 2014, accantonate ai sensi dell’articolo 9, comma 2, del
    decreto-legge 25 giugno 2017, n. 99 convertito, con modificazioni,
    dalla legge 31 luglio 2017, n. 121, pari a 300 milioni di euro per
    l’anno 2018, sono rese disponibili a seguito della modifica
    intervenuta del trattamento contabile ai fini dell’indebitamento
    netto dell’operazione relativa alla Banca Popolare di Vicenza S.p.A.
    e di Veneto Banca S.p.A.
  4. Ai fini dell’immediata attuazione delle disposizioni recate dal
    presente decreto, il Ministro dell’economia e delle finanze e’
    autorizzato ad apportare con propri decreti, le occorrenti variazioni
    di bilancio. Ove necessario, previa richiesta dell’amministrazione
    competente, il Ministero dell’economia e delle finanze puo’ disporre
    il ricorso ad anticipazioni di tesoreria, la cui regolarizzazione
    avviene tempestivamente con l’emissione di ordini di pagamento sui
    pertinenti capitoli di spesa.

Art. 27

Entrata in vigore

  1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a
    quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
    Repubblica italiana e sara’ presentato alle Camere per la conversione
    in legge.
    Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
    nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
    italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
    osservare.
    Dato a Roma, addi’ 23 ottobre 2018

MATTARELLA

Conte, Presidente del Consiglio dei
ministri

Tria, Ministro dell’economia e delle
finanze

Di Maio, Ministro dello sviluppo
economico e del lavoro e delle
politiche sociali

Toninelli, Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti
Visto, il Guardasigilli: Bonafede

Elenco 1

Riduzioni delle dotazioni finanziarie delle spese dei Ministeri

Legge di Bilancio 2019 in CdM

Il Consiglio dei Ministri, nel corso della riunione del 15 ottobre 2018, ha approvato il DDL relativo al bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e al bilancio pluriennale per il triennio 2019 – 2021.


LEGGE DI BILANCIO 2019

Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019 – 2021 (disegno di legge)

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro dell’economia e delle finanze Giovanni Tria, ha approvato il disegno di legge relativo al bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e al bilancio pluriennale per il triennio 2019 – 2021.

Di seguito le principali innovazioni introdotte dal provvedimento.

  1. Reddito di cittadinanza – Si introdurrà una misura universalistica di sostegno al reddito, con la previsione che nessun cittadino abbia un reddito mensile inferiore ai 780 euro, che crescono in base al numero dei componenti della famiglia.
  2. Pensione di cittadinanza – Le pensioni minime saranno aumentate fino a 780 euro, con una differenziazione tra chi è proprietario di un immobile e chi non lo è.
  3. Flat tax per partite Iva e piccole imprese – Si estendono le soglie minime del regime forfettario fino a 65 mila euro, prevedendo un’aliquota piatta al 15 per cento.
  4. Ires al 15 per cento – Si taglia dal 24 per cento al 15 per cento l’Ires sugli utili reinvestiti per ricerca e sviluppo, macchinari e per garantire assunzioni stabili, incentivando gli investimenti e l’occupazione stabile.
  5. Flat tax al 21 per cento sui nuovi contratti di affitto, anche commerciali – Si prevede una cedolare fissa al 21 per cento anche sui nuovi contratti di affitto degli immobili commerciali, come i capannoni.
  6. Superamento della legge Fornero – Si abrogano i limiti di età per i pensionamenti previsti dalla legge Fornero, introducendo la “quota 100”: si potrà andare in pensione con 62 anni di età e 38 anni di contributi versati, favorendo così chi ha iniziato a lavorare in età molto giovane e al contempo agevolando il necessario ricambio generazionale nella Pubblica Amministrazione e nel privato. Per le donne si proroga “Opzione Donna”, che permette alle lavoratrici con 58 anni, se dipendenti, o 59 anni, se autonome, e 35 anni di contributi, di andare in pensione.
  7. Ires verde – Si introducono incentivi fiscali per le imprese che riducono l’inquinamento, usando tecniche di produzione con minori emissioni.
  8. Risarcimento per le vittime delle crisi bancarie – Si stanzia un fondo da 1,5 miliardi per risarcire tutte le vittime delle crisi bancarie. Il fondo è così ampliato di 14 volte rispetto a prima.
  9. Rilancio degli investimenti pubblici – Si stanziano 15 miliardi aggiuntivi nei prossimi 3 anni per rilanciare gli investimenti pubblici, soprattutto nell’ambito infrastrutturale, dell’adeguamento antisismico, dell’efficientamento energetico, dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie. Si crea inoltre unatask force per valutare, monitorare e attivare rapidamente i progetti d’investimento.
  10. Piano di assunzioni straordinario – Si stanziano 500 milioni per un grande piano di assunzioni per poliziotti, magistrati e personale amministrativo, in modo da assicurare ai cittadini maggiore sicurezza, processi civili e penali più rapidi e una Pubblica Amministrazione più efficiente.
  11. Task force per la qualità della spesa pubblica – Si crea una task force per la revisione di tutta la spesa pubblica. Il team analizzerà nel dettaglio ogni singola voce di spesa nel bilancio dello Stato per intervenire sugli sprechi ed efficientare la spesa, intervenendo, tra l’altro, su auto blu, voli di Stato e scorte.
  12. Editoria, stop al finanziamento pubblico – Si prevede l’azzeramento graduale del fondo pubblico per l’editoria.
  13. Pensioni d’oro – Si interviene sulle pensioni d’oro, sopra i 4.500 euro mensili, in modo da rimodulare i trattamenti pensionistici più elevati e renderli più equi in considerazione dei contributi versati.
  14. Riduzione delle spese militari – Si prevede una riduzione delle spese militari pari ai fondi necessari per la riforma dei Centri per l’impiego.
  15. Liste d’attesa sanitarie – Si interviene per ridurre drasticamente le liste d’attesa con lo stanziamento, tra l’altro, di un fondo da 50 milioni per le regioni per gli interventi di abbattimento delle liste d’attesa. Inoltre, con l’istituzione del Centro Unico di Prenotazione (CUP) digitale nazionale, si potrà monitorare quando effettivamente sono stati presi gli appuntamenti, in modo da evitare possibili episodi fraudolenti di indebito avanzamento nelle liste d’attesa.
  16. Più soldi per scuola e istituti tecnici e professionali – Si stanziano i fondi necessari a una profonda riforma della formazione tecnica e professionale, in modo da tornare a formare professionisti e tecnici sempre più richiesti nel settore dell’industria e della moda.
  17. Sgravi per chi assume manager innovativi – Si investe sull’innovazione tecnologica, con incentivi fiscali importanti per tutte le imprese che assumeranno un manager dell’innovazione altamente qualificato.
  18. Italia.it – Più fondi per rilanciare Italia.it e trasformarlo in sito per la promozione del made in Italy.
  19. Potenziamento del fondo per il microcredito alle imprese – Si raddoppia il fondo per le micro e piccole imprese.
  20. Taglio agli sprechi – Si recuperano fino a 2 miliardi di euro grazie alla riorganizzazione della spesa, prevedendo l’obbligo per le amministrazioni pubbliche di acquistare beni e servizi tramite Consip.
  21. Fondi per la salute – Si stanziano 284 milioni per i rinnovi contrattuali di tutto il personale del Servizio sanitario nazionale e altri 505 milioni saranno attribuiti alle regioni per le spese farmaceutiche.
  22. Abolizione del numero chiuso nelle Facoltà di Medicina – Si abolisce il numero chiuso nelle Facoltà di Medicina, permettendo così a tutti di poter accedere agli studi.
  23. Gestioni commissariali della Sanità – Si reintroduce l’incompatibilità tra la carica di commissario alla Sanità e ogni incarico istituzionale presso la regione soggetta a commissariamento.
  24. Si prevede l’incremento del Fondo per il servizio civile.

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PERSONALE ACCADEMICO

Autorizzazione all’assunzione di personale a tempo indeterminato (decreto del Presidente della Repubblica)

Il Consiglio dei Ministri ha approvato l’autorizzazione ad assumere, a tempo indeterminato, sui posti effettivamente vacanti e disponibili, 553 unità di personale docente per le esigenze delle Istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM), nonché ad accantonare una quota pari al 10 per cento del budget assunzionale per il reclutamento di docenti di prima fascia, cui concorrono i soli docenti di seconda fascia in servizio a tempo indeterminato da almeno tre anni accademici, come previsto dall’articolo 1, comma 654, della legge 27 dicembre 2017, n. 205.