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Nuove Indicazioni nazionali Scuola Infanzia e I ciclo

Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.21 del 27 gennaio 2026 il Decreto Ministeriale 9 dicembre 2025, n. 221, Regolamento recante indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione.

Il provvedimento entra in vigore dall’11 febbraio 2026.


(9.12.2025) “Con la firma delle nuove Indicazioni nazionali si volta pagina. Dal prossimo anno scolastico vi sarà il ritorno della centralità della storia occidentale, la valorizzazione della nostra identità, la riscoperta dei classici che hanno contraddistinto la nostra civiltà. Ripristiniamo inoltre il valore della regola, a partire da quella grammaticale, e del latino. Ciò non costituisce il ritorno a un passato superato. Regole grammaticali e latino rappresentano fondamenti che consentiranno ai nostri ragazzi di crescere consapevoli della nostra lingua, con maggiore padronanza espressiva e più forte pensiero critico. Al tempo stesso innoviamo i programmi di matematica e scienze perché, partendo dal reale, possano appassionare i giovani, e mettiamo al centro la cultura del rispetto e della lotta contro ogni discriminazione. Sono programmi fortemente innovativi, che giungono al termine di un lavoro poderoso durato quasi due anni e che ha coinvolto il comitato tecnico presieduto dalla professoressa Perla, i componenti delle sottocommissioni e il Ministero. Un lavoro fatto di ascolto e confronto con la comunità scolastica e scientifica e di interlocuzione con le diverse istituzioni deputate ad esprimersi. A tutti coloro che hanno contribuito alle Nuove Indicazioni va il mio sentito ringraziamento. Agli insegnanti e agli studenti, per i quali queste Indicazioni sono state concepite, l’augurio di buon lavoro”.

Così ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

Percorsi quadriennali della filiera tecnologico-professionale per l’Anno Scolastico 2026/2027

Con l’emanazione dei decreti degli Uffici Scolastici Regionali, si è conclusa la fase di autorizzazione dei percorsi quadriennali della filiera tecnologico-professionale per l’Anno Scolastico 2026/2027.

I dati trasmessi evidenziano una crescita significativa: sono 532 i nuovi percorsi autorizzati, che si aggiungono a quelli già avviati in modo sperimentale nei due anni scolastici precedenti. Circa 400 sono le scuole che per la prima volta contemplano quest’anno percorsi di 4+2. In tutto, le istituzioni scolastiche che offrono percorsi quadriennali assommano a oltre 700.

Queste realtà si distinguono per la forte sinergia con il sistema degli ITS Academy, per i partenariati con il mondo delle imprese, della formazione professionale regionale e con altri soggetti direttamente coinvolti (CPIA, Università, Enti di ricerca). L’obiettivo, grazie a una programmazione fortemente innovativa, è contribuire alla maturazione di competenze spendibili nel mondo del lavoro, senza escludere la possibilità di proseguire gli studi in ambito universitario.

“I numeri confermano il successo di questa riforma strategica per il mondo della scuola. La percentuale di istituti che offriranno i percorsi quadriennali è molto significativa anche perché frutto di un lavoro articolato di progettazione dei curricula, con il coinvolgimento di ITS, di imprese e di altri soggetti che fanno parte del sistema VET. Registriamo un’adesione particolarmente importante nelle regioni del Mezzogiorno, con 90 nuovi percorsi autorizzati in Campania, di cui ben 50 nella provincia di Napoli. Il modello quadriennale può incidere in modo strutturale anche sull’occupabilità locale, formando giovani altamente specializzati dotati delle conoscenze e delle competenze richieste dalle imprese. Gli istituti coinvolti, infatti, garantiscono un’offerta formativa innovativa e flessibile, con ampio spazio dedicato all’orientamento, all’internazionalizzazione e alle esperienze di formazione scuola-lavoro”, ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

Le iscrizioni saranno aperte dal 13 gennaio al 14 febbraio.

All’interno della piattaforma Unica, sono disponibili informazioni sugli istituti e specifiche sezioni dedicate all’orientamento.

Decreto Dipartimentale 10 gennaio 2026, AOODPIT 42

Ministero dell’istruzione e del merito
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione

Istituzioni scolastiche ammesse al rinnovo della sperimentazione dei percorsi liceali quadriennali

Nota 9 gennaio 2026, AOODGOSV 4200

Ministero dell’istruzione e del merito
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione
Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione

Ai Direttori degli Uffici Scolastici Regionali
Ai Dirigenti scolastici delle Istituzioni scolastiche statali e paritarie del secondo ciclo di istruzione
Al Sovrintendente agli Studi della Valle d’Aosta
Al Dirigente del Dipartimento Istruzione per la Provincia Autonoma di TRENTO
All’Intendente Scolastico per le scuole delle località ladine di BOLZANO
All’Intendente Scolastico per la scuola in lingua tedesca di BOLZANO
Al Sovrintendente Scolastico della Provincia di BOLZANO
e.p.c. Al Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione – Sede

OGGETTO: CONVEGNO DI APERTURA DEL PROGETTO LICEO CLASSICO 5.0 Scenari e approdi: verso un curricolo 5.0 per il liceo classico

Riflessioni sulle riforme

Riflessioni sulle riforme

di Rita Manzara

La riforma della scuola per l’anno scolastico 2025/2026 segna un punto di svolta che va oltre la semplice modifica di singoli articoli di legge: è un tentativo esplicito di riallineare finalità, pratiche e strumenti della scuola italiana con le esigenze di una società in rapida trasformazione.

Il pacchetto normativo, noto come Decreto‑Legge n.127 del 9 settembre 2025 e convertito nella Legge n.164 del 30 ottobre 2025, mette al centro alcuni aspetti cruciali: la ridefinizione dell’Esame di Stato, la sicurezza nelle attività fuori sede, l’emergenza edilizia e la valorizzazione del personale, accompagnando il tutto con un rafforzamento dell’autonomia scolastica e le Nuove Indicazioni Nazionali sui curricoli.

Più che un insieme di norme, questa riforma è una sfida organizzativa e culturale: richiede alle scuole di trasformare prescrizioni legislative in pratiche quotidiane coerenti, trasparenti e orientate al benessere formativo degli studenti.

L’esame di Stato

Ripensare la “maturità” significa innanzitutto restituire senso all’esame come momento di sintesi del percorso scolastico. Per troppo tempo l’esame di Stato è stato percepito come un ostacolo da superare, un rito di passaggio che misura prevalentemente la capacità di memorizzare e riprodurre contenuti. La riforma intende cambiare questa prospettiva, valorizzando competenze trasversali, capacità di argomentazione, orientamento e abilità pratiche che preparino i giovani al proseguimento degli studi e all’ingresso nel mondo del lavoro.

Questo spostamento di paradigma è ambizioso e lodevole, ma non privo di difficoltà: per renderlo operativo è necessario che le scuole aggiornino le griglie di valutazione, che i docenti ricevano formazione mirata e che gli studenti siano accompagnati in percorsi di orientamento strutturati e continuativi.

La rimodulazione della composizione delle commissioni d’esame e il maggiore coinvolgimento dei commissari nelle diverse fasi dell’esame di Stato sono tra gli aspetti più discussi. Ridurre il numero dei componenti e ridefinire i ruoli significa, in teoria, rendere più agile e coerente il processo valutativo.

Nella pratica, però, impone una serie di adempimenti: occorre formare i commissari sui nuovi criteri, predisporre strumenti di valutazione condivisi e garantire che le stesse regole siano applicate con omogeneità tra istituti diversi.

Senza questi presupposti, il rischio è che la riforma produca disomogeneità e incertezza, con effetti negativi sui candidati. Per questo motivo la formazione dei docenti chiamati a svolgere funzioni di valutazione non è un optional: è la condizione necessaria perché la riforma non resti sulla carta.

La ridefinizione del peso attribuito al percorso scolastico complessivo, con una maggiore attenzione ai PCTO (ora  denominati e regolamentati come Formazione Scuola‑Lavoro), introduce un ulteriore elemento di complessità. Se da un lato è giusto riconoscere il valore delle esperienze pratiche e dell’orientamento, dall’altro è fondamentale che tali percorsi siano progettati con rigore pedagogico e non ridotti a semplici esperienze lavorative occasionali.

La qualità dei PCTO dipende dalla capacità delle scuole di costruire partnership stabili con il territorio, di definire obiettivi formativi chiari e di valutare in modo trasparente i risultati raggiunti dagli studenti. Senza una progettazione attenta, la Formazione Scuola‑Lavoro rischia di diventare un contenitore vuoto, incapace di contribuire in modo significativo alla formazione degli studenti.

La sicurezza nelle attività fuori sede

Accanto alle questioni valutative, la riforma affronta il tema della sicurezza nelle attività fuori sede con norme più stringenti su assicurazioni, requisiti per gli accompagnatori e verifiche preventive sui fornitori. Questo cambiamento risponde a una domanda di responsabilità che proviene dalle famiglie e dalla società: le uscite didattiche non possono essere gestite con improvvisazione. L’inasprimento delle regole richiede alle scuole di dotarsi di protocolli chiari, di modulistica aggiornata e di percorsi di formazione per il personale accompagnatore. È importante che la nuova regolamentazione non si traduca, però, in un eccesso di burocrazia che scoraggi le esperienze fuori dall’aula: al contrario, deve favorire una progettazione delle uscite che le integri nel curricolo e le renda occasioni autentiche di apprendimento.

L’edilizia scolastica

Il capitolo dell’edilizia scolastica è forse quello che più di ogni altro mette in luce il rapporto tra norme e realtà concreta.

Stanziamenti e procedure accelerate per interventi su vulnerabilità sismiche, adeguamenti antincendio e manutenzione ordinaria sono passi necessari, ma la loro efficacia dipende dalla capacità di pianificare cantieri compatibili con il calendario scolastico e di garantire trasparenza sui tempi e sui costi.

I Dirigenti Scolastici, gli uffici tecnici e gli enti locali devono lavorare in sinergia per evitare che gli interventi si traducano in disagi prolungati per studenti e famiglie.

Inoltre, la manutenzione ordinaria non può essere vista come un mero adempimento tecnico: gli spazi scolastici sono parte integrante dell’esperienza educativa e la loro qualità influisce direttamente sulla motivazione e sul benessere di chi li vive quotidianamente.

La valorizzazione del personale

La valorizzazione del personale è un altro nodo cruciale.

La riforma prevede percorsi di stabilizzazione per i precari, incentivi alla formazione e strumenti di carriera che dovrebbero contribuire a migliorare la qualità dell’insegnamento.

Tuttavia, la mera previsione normativa non basta: è necessario costruire percorsi di sviluppo professionale riconosciuti, che includano formazione continua, mentoring, valutazione trasparente e opportunità di crescita legate a competenze effettivamente utili alla didattica contemporanea.

La valorizzazione economica è importante, ma lo è altrettanto la valorizzazione professionale: riconoscere e premiare l’innovazione didattica, la capacità di lavorare in team e l’impegno nella progettazione educativa è fondamentale per costruire una scuola più efficace.

Il rafforzamento dell’autonomia scolastica

Un elemento trasversale a tutte le misure è il rafforzamento dell’autonomia scolastica accompagnato da nuove Indicazioni Nazionali sui curricoli.

L’intento è chiaro: lasciare alle scuole la responsabilità di progettare percorsi coerenti con il contesto territoriale, promuovendo flessibilità e personalizzazione.

Questa prospettiva è positiva se si traduce in una maggiore capacità delle scuole di rispondere ai bisogni reali degli studenti; diventa problematica se l’autonomia non è accompagnata da adeguati strumenti di supporto, monitoraggio e valutazione.

Le nuove Indicazioni Nazionali devono essere interpretate come linee guida che orientano, non come vincoli che limitano la creatività pedagogica.

L’autonomia, per funzionare, necessita di risorse, formazione e reti di collaborazione tra istituti, enti locali e mondo del lavoro.

Dal punto di vista operativo, le scuole si trovano davanti a una serie di scadenze e adempimenti che richiedono una pianificazione rapida e condivisa. Aggiornare i regolamenti d’esame, predisporre piani di formazione per i commissari, rivedere i protocolli per le uscite didattiche, avviare verifiche della situazione edilizia e progettare percorsi di valorizzazione del personale sono attività che non possono essere rimandate.

È fondamentale che i Dirigenti Scolastici coinvolgano il Collegio dei docenti, i Consigli di classe e le famiglie in un processo partecipato, capace di trasformare l’urgenza normativa in un’opportunità di miglioramento.

La comunicazione trasparente con le famiglie è un elemento chiave: spiegare le ragioni delle scelte, i tempi di attuazione e le ricadute pratiche aiuta a costruire fiducia e a ridurre ansie e malintesi.

Sul piano pedagogico, la riforma offre l’occasione per ripensare la didattica in senso più ampio.

Se l’Esame di Stato deve misurare competenze trasversali, allora la didattica quotidiana deve orientarsi verso attività che sviluppino pensiero critico, capacità di problem solving, lavoro di gruppo e competenze digitali. Questo richiede una riflessione sui tempi scuola, sulle metodologie e sulla valutazione formativa.

La valutazione non può essere solo sommativa: deve diventare uno strumento di accompagnamento che aiuti lo studente a comprendere i propri punti di forza e le aree di miglioramento.

In questo senso, la riforma può favorire una scuola più centrata sull’apprendimento e meno sulla performance misurata in modo episodico.

Non va sottovalutato il tema delle disuguaglianze. Qualsiasi cambiamento che richieda risorse, formazione e capacità organizzative rischia di amplificare le differenze tra scuole con maggiori o minori capacità amministrative e finanziarie.

Per evitare che la riforma produca effetti divergenti, è necessario che il Ministero e gli enti locali garantiscano supporto mirato alle scuole più fragili, promuovendo reti di scambio, tutoraggio tra istituti e interventi di accompagnamento. La solidarietà tra scuole e la condivisione di buone pratiche possono essere strumenti potenti per ridurre il divario e assicurare che tutti gli studenti possano beneficiare delle novità introdotte.

Infine, la dimensione culturale della riforma merita attenzione. Cambiare la scuola significa cambiare mentalità: richiede che insegnanti, Dirigenti, famiglie e studenti condividano una visione comune del ruolo dell’istruzione. Questo processo non si esaurisce con l’emanazione di norme; richiede tempo, dialogo e una leadership educativa capace di guidare il cambiamento.

Le scuole che sapranno interpretare la riforma come un’opportunità per rinnovare pratiche, rafforzare comunità educanti e mettere al centro lo sviluppo integrale degli studenti saranno quelle che otterranno i risultati migliori.

La riforma della scuola per il 2025/2026 è dunque un’occasione importante: offre strumenti e risorse per migliorare la qualità dell’istruzione, ma impone anche responsabilità e lavoro concreto. Se le Istituzioni Scolastiche sapranno trasformare le prescrizioni normative in progetti educativi condivisi, se i docenti riceveranno formazione adeguata e se le famiglie saranno coinvolte in modo trasparente, allora la riforma potrà contribuire a costruire una scuola più equa, più efficace e più vicina alle esigenze del nostro tempo. Altrimenti, rischia di restare un insieme di buone intenzioni non pienamente realizzate.

La posta in gioco è alta: non si tratta solo di adeguare procedure, ma di ripensare il senso stesso dell’educazione in una società che cambia.

Nota 12 dicembre 2025, AOODGOSV. 97167

Ministero dell’istruzione e del merito
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione
Ufficio VI -Valutazione e innovazione del sistema nazionale di istruzione e formazione e valorizzazione del merito

Ai Direttori generali degli Uffici scolastici regionali LORO SEDI
Al Sovrintendente scolastico per la scuola in lingua italiana – Bolzano
All’Intendente scolastico per la scuola in lingua tedesca – Bolzano
All’Intendente scolastico per la scuola delle località ladine – Bolzano
Al Sovrintendente scolastico per la Regione Valle d’Aosta
Al Dirigente del Dipartimento istruzione per la Provincia di Trento
e, per loro tramite, ai Dirigenti scolastici delle scuole secondarie di secondo grado statali e paritarie LORO SEDI
E, p.c. Al Capo di Gabinetto
Al Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Alla Direzione generale per l’innovazione digitale, la semplificazione e la statistica
SEDE

Oggetto: Sperimentazione dei percorsi quadriennali di istruzione secondaria di secondo grado – anno scolastico 2026/2027. Decreto ministeriale 5 dicembre 2025, n. 246.

Rinnovo riferito ai Licei del Piano nazionale di innovazione ordinamentale di percorsi quadriennali di istruzione secondaria di secondo grado, di cui al decreto ministeriale 3 dicembre 2021, n. 344

AVVISO PER IL RINNOVO DELLA SPERIMENTAZIONE DEI PERCORSI DI ISTRUZIONE SECONDARIA DI SECONDO GRADO QUADRIENNALI RIFERITI AI LICEI attivati ai sensi del decreto ministeriale n. 344/2021 e a seguito Avviso n. 2451 del 7 dicembre 2021

Nota 10 dicembre 2025, AOODGTVET 2406

Ministero dell’istruzione e del merito
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Direzione generale per l’istruzione tecnica e professionale e per la formazione tecnica superiore

Ai Direttori generali/Dirigenti titolari degli Uffici Scolastici Regionali
Al Sovrintendente scolastico per la Regione VALLE d’AOSTA
Al Sovrintendente scolastico per la scuola in lingua italiana BOLZANO
All’Intendente scolastico per la scuola in lingua tedesca BOLZANO
All’Intendente scolastico per la scuola delle località ladine BOLZANO
Al Dirigente del Dipartimento istruzione per la Provincia di TRENTO
Ai Dirigenti scolastici/Coordinatori didattici delle Istituzioni scolastiche statali e paritarie di istruzione tecnica e professionale
LORO SEDI
e p.c. Al Capo di Gabinetto
Al Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Alle Regioni
LORO SEDI
Al Coordinamento tecnico della Conferenza delle Regioni
Alle Fondazioni ITS Academy
LORO SEDI

Oggetto: Decreto Ministeriale n. 221 del 14.11.2025 – Filiera formativa tecnologico professionale – Attivazione percorsi per l’anno scolastico 2026/2027 – Proroga presentazione candidature 22 dicembre 2025.

Decreto Ministeriale 9 dicembre 2025, n. 221

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE E DEL MERITO

Regolamento recante indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione. (26G00021) 

(GU Serie Generale n.21 del 27-01-2026)

Nota 2 dicembre 2025, AOODGTVET 2361

Ministero dell’ i struzione e del merito
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Direzione generale per l’istruzione tecnica e professionale e per la formazione tecnica superiore
Ufficio II

Ai Direttori generali/Dirigenti titolari degli Uffici Scolastici Regionali
Al Sovrintendente scolastico per la Regione VALLE d’AOSTA
Al Sovrintendente scolastico per la scuola in lingua italiana BOLZANO
All’Intendente scolastico per la scuola in lingua tedesca BOLZANO
All’Intendente scolastico per la scuola delle località ladine BOLZANO
Al Dirigente del Dipartimento istruzione per la Provincia di TRENTO
Ai Dirigenti scolastici/Coordinatori didattici delle Istituzioni scolastiche statali e paritarie di istruzione tecnica e professionale
LORO SEDI
e p.c. Al Capo di Gabinetto
Al Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Alle Regioni
LORO SEDI
Al Coordinamento tecnico della Conferenza delle Regioni a
Alle Fondazioni ITS Academy
LORO SEDI

Oggetto: Decreto Ministeriale n. 221 del 14.11.2025 – Filiera formativa tecnologico professionale – Attivazione percorsi per l’anno scolastico 2026/2027 – Scadenza presentazione candidature: 10 dicembre 2025.


Decreto Ministeriale 14 novembre 2025, AOOGABMI 221
Consolidamento e sviluppo della filiera formativa tecnologico- professionale in attuazione dell’articolo 25- bis, comma 8-bis, del decreto-legge 23 settembre 2022 n. 144, convertito con modificazioni dalla legge 17 novembre 2022, n. 175, introdotto dall’articolo 2, comma 1, del decreto-legge 9 settembre 2025, n. 127

Nota 21 novembre 2025, AOODGTVET 2242

Ministero dell’istruzione e del merito
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Direzione generale per l’istruzione tecnica e professionale e per la formazione tecnica superiore

Ai Direttori generali/Dirigenti titolari degli Uffici Scolastici Regionali
Al Sovrintendente scolastico per la Regione VALLE d’AOSTA
Al Sovrintendente scolastico per la scuola in lingua italiana BOLZANO
All’Intendente scolastico per la scuola in lingua tedesca BOLZANO
All’Intendente scolastico per la scuola delle località ladine BOLZANO
Al Dirigente del Dipartimento istruzione per la Provincia di TRENTO
Ai Dirigenti scolastici/Coordinatori didattici delle Istituzioni scolastiche statali e paritarie di istruzione tecnica e professionale LORO SEDI
e p.c. Al Capo di Gabinetto
Al Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Alle Regioni
LORO SEDI
Al Coordinamento tecnico della Conferenza delle Regioni
Alle Fondazioni ITS Academy
LORO SEDI

Oggetto: Filiera formativa tecnologico professionale – Attivazione percorsi per l’anno scolastico 2026/2027 – Scadenza presentazione candidature: 10 dicembre 2025.

Nota 19 novembre 2025, AOODGOSV 80232

Ministero dell’i struzione e del merito
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione

Direttori generali degli Uffici scolastici regionali LORO SEDI
Istituzioni scolastiche con percorso liceale del made in Italy LORO SEDI

OGGETTO: Seminari territoriali del Liceo del made in Italy .

Decreto Ministeriale 14 novembre 2025, AOOGABMI 221

Ministero dell’istruzione e del merito

Decreto concernente il consolidamento e lo sviluppo della filiera formativa tecnologico- professionale in attuazione dell’articolo 25- bis, comma 8-bis, del decreto-legge 23 settembre 2022 n. 144, convertito con modificazioni dalla legge 17 novembre 2022, n. 175, introdotto dall’articolo 2, comma 1, del decreto-legge 9 settembre 2025, n. 127

Nuove Indicazioni 2025 – Scuola Infanzia e Primo Ciclo


L’ iter di adozione delle nuove Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione per quanto di competenza del Ministero si è concluso. Al termine di una articolata fase preparatoria, caratterizzata dalla formulazione di una proposta da parte della commissione di esperti presieduta dalla Prof.ssa Perla, dalla audizione delle società scientifiche, delle organizzazioni sindacali, degli enti e delle associazioni professionali e disciplinari, nonché da un’ampia consultazione pubblica, anche il Cspi ha reso il necessario parere.

Pertanto il Ministero, tenuto conto anche delle osservazioni da ultimo formulate dal CSPI, ha ora predisposto il testo definitivo, che sarà trasmesso al Consiglio di Stato per il relativo parere.

LA DICHIARAZIONE DEL MINISTRO VALDITARA

“Le nuove Indicazioni nazionali per il primo ciclo rappresentano una svolta culturale importante per una formazione di sempre maggiore qualità, all’insegna di un modello di scuola centrata sulla persona dello studente e sui valori costituzionali. Una scuola capace di coniugare la storia e la cultura del nostro passato con l’innovazione”, dichiara il Ministro Giuseppe Valditara.


“Ringrazio il CSPI per la puntuale opera di lettura del testo delle Indicazioni nazionali e per i suggerimenti contenuti nel parere. Una parte importante delle osservazioni è stata accolta e sarà trasferita nel nuovo testo che verrà in settimana inviato al Consiglio di Stato per l’ultimo parere formale.
Le Indicazioni nazionali, messe a punto dopo oltre un anno di lavoro della Commissione tecnica, numerose audizioni, e una ampia consultazione del mondo della scuola, costituiscono un documento importante per una formazione sempre più centrata sulla persona dello studente, capace di recuperare il patrimonio straordinario della nostra storia e cultura e di coniugarlo con le necessarie innovazioni”, così in una nota il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.


Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione – Parere sullo schema di Regolamento in recante “Indicazioni nazionali della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione”. (approvato nella seduta plenaria n. 151 del 27/06/2025)



Pubblicata l’11 giugno la bozza delle “Indicazioni Nazionali per il curricolo – Scuola dell’infanzia e Scuole del Primo ciclo di istruzione” che è stata trasmessa al Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione per il prescritto parere.

Le principali novità dalle Nuove Indicazioni Nazionali Scuola dell’infanzia, scuola primaria e scuola secondaria di I grado

ACCESSIBILITÀ E LEGGIBILITÀ DEL TESTO
Il nuovo testo è meno ‘tecnico’, più breve, chiaro e fruibile da parte di un pubblico allargato che potrà cogliere con esplicitezza i capisaldi culturali delineati nel progetto delle Nuove Indicazioni Nazionali.

SONO STATI PRECISATI GLI OBIETTIVI GENERALI DEL PROCESSO FORMATIVO, GIÀ PREVISTI DAL DPR 275/1999.
Essi costituiscono una declinazione operativa importantissima delle competenze indicate nel Profilo dello studente al termine del primo ciclo. Organizzati per aree di competenza e articolati per ciascun grado scolastico, essi faciliteranno la progettazione didattica collegiale del curricolo.

FOCUS SU EDUCAZIONE ALL’EMPATIA E AL RISPETTO DELLA DONNA
Si è rafforzato il concetto di scuola che educa allerelazioni educative e ai sentimenti. Il lavoro cui sarà chiamata la scuola nei prossimi anni è infatti preventivo e servirà a ridurre e, auspicabilmente, a debellare il triste fenomeno del femminicidio. Con le Nuove Indicazioni Nazionali si investirà su due fronti di lavoro didattico potenziando quanto già previsto dalle Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica: l’educazione al rispetto della donna e l’educazione ai positivi sentimenti, in particolare all’empatia.

INSEGNANTE COME MAGISTER
Le Nuove Indicazioni Nazionali restituiscono centralità e incisività al ruolo dell’insegnante. Non più solo professionista dell’istruzione ma guida culturale ed educativa, capace di accendere la motivazione e di sostenere la crescita degli studenti con carisma e ispirazione. Una figura che opera in sinergia con famiglie e personale scolastico per rispondere ai nuovi bisogni formativi degli studenti.

POTENZIAMENTO DELLA DIDATTICA DELLA SCRITTURA
Si è potenziato il ruolo e la funzione formativa dellascrittura in corsivo, della calligrafia.
Si è precisato che per gli alunni con disturbi specifici di apprendimento, l’uso del corsivo tiene conto di quanto riportato dalle Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici dell’apprendimento, MIUR, 2011. La scrittura è molto più che una tecnica: è saper strutturare il pensiero con logica rappresentando quindi un potente strumento di avviamento al pensiero riflessivo e alla introspezione.

CENTRALITÀ ALL’ESERCIZIO DEL RIASSUNTO
Le Nuove Indicazioni attribuiscono un ruolo chiave all’esercizio del riassunto che insegna a essere chiari, logici nella individuazione delle parti essenziali di un testo, brevi nella comunicazione.Apprendere a riassumere è una conquista fondamentale per apprendere a pensare.

TORNANO LE POESIE A MEMORIA
Con le Nuove Indicazioni torna l’apprendimento delle poesie a memoria che, come attestato da numerosi studi neuroscientifici, rafforza la memoria a breve e a lungo termine, l’attenzione e la concentrazione, arricchisce il linguaggio nel confronto con la lingua colta e stimola la sensibilità. Già Calvino ed Eco, nell’epoca della diffusione della rete e quindi anche dei rischi della dispersività da essa indotti, suggerivano la riscoperta di questo importantissimo esercizio che torna ad avere una sua centralità nel documento ministeriale.

INCLUSIONE E INTERCULTURA
Sono state meglio esplicitate le misure sistemiche e le prassi specifiche per l’accoglienza e l’integrazione di studenti provenienti da contesti migratori e per l’esercizio del diritto allo studio degli alunni adottati. Sono stati esplicitati i quadri teorici – come le neuroscienze – e i modelli operativi – ICF (International Classification of Functioning) e l’UDL (Universal Design for Learning) – utili per progettare interventi personalizzati.

SENZA CONOSCENZA NON C’È COMPETENZA
Le Nuove Indicazioni Nazionali reintegrano pienamente la dimensione delle conoscenze nel curricolo scolastico e offrono agli insegnanti un chiaro quadro di riferimento di obiettivi e competenze per la progettazione del curricolo verticale. Senza conoscenze non possono essere sviluppate le competenze. Non una scuola del nozionismo, ma un’istruzione che punta all’essenziale, al profondo, al duraturo. Un messaggio chiaro agli insegnanti: selezionare, approfondire, far pensare, costruire percorsi che abbiano senso e significato, che sviluppino pensiero critico e connessioni tra i saperi.

STEM
Le Nuove Indicazioni Nazionali promuovono un’istruzione matematico-scientifico-tecnologica (STEM) integrata e interdisciplinare. L’informatica sarà introdotta sin dalla scuola primaria. L’obiettivo primario è formare cittadini capaci di navigare nella complessità del mondo contemporaneo e di progettare il futuro. In coerenza con le Linee guida per le discipline STEM del 2023, si sottolinea la necessità di partire dalla realtà e dall’esperienza dell’alunno per giungere alla teoria. Questo approccio, basato sull’osservazione del mondo circostante e sull’interazione concreta con esso, permette di appassionare lo studente allo studio delle materie scientifiche, e in particolare della matematica. Le STEM diventano un vero e proprio “laboratorio di idee” dove gli studenti sperimentano la conoscenza in modo concreto e attivo: formulano congetture, progettano, discutono, argomentano. L’approccio laboratoriale non solo incoraggia un apprendimento profondo e significativo, ma favorisce anche lo sviluppo di un atteggiamento positivo nei confronti delle discipline STEM. Sono previsti raccordi interdisciplinari che mirano a stimolare il pensiero critico e creativo.

Diverse sono le innovazioni introdotte:

  • Una particolare attenzione è dedicata anche alla prospettiva storica delle discipline. Questo approccio permette di comprendere come il sapere si sia evoluto, riconoscendo il ruolo del pensiero critico e dell’errore come elementi centrali del progresso.
  • Si rafforza il legame con l’educazione civica e le tematiche di sostenibilità. Attraverso lo studio delle scienze e della matematica, gli alunni acquisiscono la capacità di valutare criticamente problematiche ambientali e sociali, diventando cittadini attivi e consapevoli.
  • Scienze: lo studio delle scienze è un pilastro per il progresso sociale, basato sull’osservazione, l’astrazione, la formulazione di ipotesi e la sperimentazione. Si mira a sviluppare una mentalità aperta, curiosa e orientata alla ricerca continua.
  • Tecnologia: la tecnologia è l’applicazione dei risultati scientifici per scopi utili. L’insegnamento mira a sviluppare un atteggiamento critico e consapevole verso le tecnologie, chiarendo la loro natura di mezzi e non di scopi a sé stanti e promuovendo la comprensione del loro impatto sociale.

ITALIANO (LINGUA E LETTERATURA)
Le Nuove Indicazioni Nazionali per Italiano segnano una svolta significativa riaffermando il ruolo centrale della lingua e della letteratura nella formazione dei giovani cittadini. Si tratta di un cambio di paradigma che mira a superare lo spontaneismo linguistico per un’educazione linguistica e letteraria solida e consapevole.
Al centro di questa nuova visione vi è il ritorno al valore della ‘regola’ grammaticale e all’importanza della sintassi, superando una concezione che, negli ultimi decenni, ha troppo spesso privilegiato l’idea di una lingua come fenomeno spontaneo. L’italiano è presentato come strumento primario di comunicazione e accesso alla conoscenza,fondamentale per l’organizzazione del pensiero e la riflessione sul sapere tramandato. Le Nuove indicazioni enfatizzano l’importanza di un’ortografia sicura e della scrittura in corsivo, e l’esercizio del riassumere come chiave per l’organizzazione logica delle informazioni. Particolare rilievo è dato anche all’apprendimento delle poesie a memoria, riconosciuto come strumento per rafforzare memoria, attenzione e sensibilità. L’educazione linguistica, inoltre, è un compito trasversale di tutti i docenti, cruciale per il successo scolastico e l’integrazione degli alunni di origine straniera.
Per quanto riguarda la Letteratura, l’obiettivo principale è far prendere gusto alla lettura affinché gli studenti ricavino dai testi strumenti per capire sé stessi e il mondo. La letteratura è vista come un mezzo potente per conoscersi, trovare un’umanità comune e imparare a relazionarsi con consapevolezza nel mondo. Si promuove la lettura integrale di classici e testi di buona qualità, scoraggiando la frammentazione antologica, e incoraggiando la discussione e il confronto tra diversi punti di vista.
Lo studio della lingua e della letteratura italiana diventa un veicolo per competenze trasversali essenziali per la cittadinanza. Gli studenti impareranno ad affrontare consapevolmente anche i testi non letterari – come articoli di giornale o discorsi politici – per sviluppare una cittadinanza matura. Le Indicazioni pongono enfasi sull’importanza di imparare a studiare, acquisendo tecniche per prendere appunti e organizzare esposizioni orali, e di discernere l’attendibilità delle fonti, sia cartacee (attraverso l’uso delle biblioteche) che digitali. L’uso intelligente della rete e la familiarizzazione con giornali (anche stranieri) e risorse multimediali sono visti come elementi chiave per una formazione completa e critica.

STORIA
Nelle Nuove Indicazioni la storia accompagna gli studenti, sin dalla scuola dell’infanzia, a capire chi sono, da dove vengono, per quale futuro si preparano, quale contributo possono dare alla società. Per questo la storia dell’Occidente, dipanatasi fra Atene, Roma e Gerusalemme, acquista una sua centralità. Le Indicazioni per il curricolo del primo ciclo aprono la storia a una dimensione europea e fin dove appare possibile e sensato anche a un ambito mondiale, mantenendo comunque ben fermo, specie per il primo ciclo, l’innegabile rilevanza della dimensione italiana, non solo come la più vicina all’esperienza dell’alunno ma anche quella così fortemente connessa al contesto mediterraneo dove si svolge la vicenda greco-romana. La disciplina è pensata per accompagnare i giovani nell’acquisizione di competenze fondamentali per comprendere i fenomeni che hanno modellato le nostre società, per riconoscerne la complessità, apprezzandone altresì le differenze rispetto ai contesti geo-storici diversi dal nostro, dei quali si dovranno pure apprendere i caratteri peculiari .

GEOGRAFIA
Non si può essere cittadini italiani se non si sa localizzare il Po o distinguere le Alpi dagli Appennini, o in quali regioni si trovino Bari, Salerno o Verona o Bergamo. Le nuove Indicazioni Nazionali per la Geografia segnano un netto rilancio della Geografia fisica e politica, elevando la disciplina a pilastro fondamentale per la formazione di un cittadino autonomo e consapevole, capace di profonda comprensione delle relazioni tra esseri umani, territorio e ambiente, a tutte le scale, dal locale al globale.
Una delle novità più significative è la centralità data alla formazione del “pensiero spaziale” e all’apprendimento del codice della geo-graficità. La geografia non si limita a localizzare, ma insegna a produrre, approfondire e sistematizzare conoscenze relative al complesso delle relazioni materiali e immateriali sul territorio. Ciò avviene attraverso l’uso di un linguaggio cartografico ampliato che include non solo mappe e globi, ma anche rappresentazioni digitali come immagini satellitari e Sistemi Informativi Geografici (GIS), affiancate da fotografie, audiovisivi, dati statistici e persino il testo letterario o opere d’arte. Questa ricchezza di strumenti mira a favorire un confronto continuo tra la propria realtà e quelle lontane.

LATINO PER L’EDUCAZIONE LINGUISTICA (LEL)
Il grande ritorno del Latino per conoscere e imparare meglio la lingua italiana e le sue regole. Le Nuove Indicazioni Nazionali reintroducono il Latino curricolare e opzionale a partire dalla seconda media, elevandolo a strumento vitale per la conoscenza profonda della lingua e della cultura italiana e per la comprensione del rapporto tra la cultura italiana e quelle europee.
Apprendere il latino favorirà lo sviluppo della logica, del ragionamento, della concretezza. La disciplina insegnerà inoltre i grandi valori che sono a fondamento della nostra civiltà.
Questi gli elementi più innovativi:

  • rafforzamento linguistico e logico: lo studio del Latino contribuisce significativamente alla qualità linguistica dell’espressione degli studenti, abitua alla logica e al ragionamento e affina la conoscenza delle fondamenta grammaticali e del significato delle parole della lingua italiana.… Si mira a una piena consapevolezza nella lettura e nella scrittura dell’italiano.
  • dialogo con il contemporaneo e interdisciplinarità: le indicazioni sottolineano l’importanza di un esame comparativo del lessico latino con l’italiano e le lingue straniere moderne, sia per i termini intellettuali che quotidiani. Cruciale è la richiesta di accogliere le sollecitazioni tecnologiche, attuare un dialogo costante con le discipline STEM e porre al centro l’attenzione ai valori della Costituzione appresi tramite l’educazione civica. Questo è un cambio di paradigma che collega il Latino a campi di studio moderni e alla cittadinanza attiva.
  • consapevolezza dell’eredità Europea: il “Latino per l’educazione linguistica” (LEL) mira a far percepire il rapporto di continuità e alterità che lega il presente al passato e a rafforzare la consapevolezza che il Latino è un‘eredità condivisa e un elemento di continuità tra le diverse culture europee, plasmando la sostanziale unità della civiltà europea.
  • competenza pratica e strumentale: non si tratta solo di teoria. Si punta a far riconoscere l’origine latina di parole italiane (anche quelle ad alta frequenza e i latinismi di uso comune, inclusi termini presenti in documenti fondamentali come la Costituzione e a utilizzare applicativi informatici come vocabolari digitali per approfondire i rapporti etimologici. Gli studenti dovranno anche essere in grado di comprendere il senso globale di frasi e testi latini semplici in contesti laboratoriali.

INGLESE
Lo studio della lingua inglese e della seconda lingua comunitaria è acquisizione di strumenti essenziali per la comunicazione globale e la comprensione reciproca tra i popoli. Le Nuove indicazioni ne rafforzano ruolo e funzioni utili alla formazione di individui capaci di navigare un mondo complesso e interconnesso. L’obiettivo generale per il primo ciclo è l’alfabetizzazione linguistica e lo sviluppo delle competenze comunicative, mirando a livelli A1 (scuola primaria) e A2 (scuola secondaria di primo grado) secondo il QCER. L’approccio è graduale e comunicativo, con la scuola primaria che introduce la lingua in modo naturale attraverso attività ludiche e routine quotidiane. Viene fortemente incoraggiato un approccio immersivo, con l’insegnante che “entra in aula parlando in inglese e stimolando negli studenti l’espressione in inglese”, per acquisire sicurezza nell’uso e apprezzarne l’importanza nella vita quotidiana.

MUSICA
L’Italia vanta un patrimonio musicale di inestimabile valore, con compositori e interpreti che hanno segnato la storia. Le più recenti ricerche neuroscientifiche confermano che l’ascolto, la comprensione e la pratica musicali attivano simultaneamente diverse aree cerebrali coinvolte nella cognizione, nelle emozioni, nel movimento e nelle interazioni sociali, sottolineando il suo profondo impatto sullo sviluppo neurologico e sul benessere. Investire nell’educazione musicale di base – non specialistica – fin dalla scuola dell’infanzia è essenziale per formare generazioni capaci di ascoltare, comprendere, esprimere e apprezzare.

Principale novità:

  • L’Esperienza al centro: Si pone un’attenzione mirata all'”esperienza con e attraverso la musica”. Questo include la pratica vocale, corale e strumentale, la comprensione dell’ecosistema sonoro (attraverso “passeggiate e paesaggi sonori”), l’ascolto attivo e guidato, e l’interazione con musicisti, la partecipazione a concerti e attività laboratoriali.

ARTE E IMMAGINE
L’insegnamento di Arte e Immagine con le Nuove Indicazioni acquista piena centralità perché persegue finalità essenziali: stimolare le potenzialità espressive e creative attraverso il gioco simbolico e il racconto visivo; sviluppare competenze tecniche per educare il gesto artistico; alfabetizzare ai saperi estetici tramite opere che arricchiscono l’immaginario; promuovere la crescita cognitiva ed emozionale con simboli e metafore; illustrare la storia dell’arte per sensibilizzare al valore del patrimonio culturale, con focus su quello locale; formare una cittadinanza attiva, consapevole del ruolo delle arti nella tutela e nel dialogo culturale.
Arte e Immagine si distinguerà nelle Nuove Indicazioni per una caratteristica preziosa: offrire un linguaggio universale per esplorare in classe emozioni, idee e culture attraverso lo sviluppo della creatività basato sull’apprendimento della tecnica. Si farà inclusione attraverso Arte e Immagine e Musica.

EDUCAZIONE MOTORIA
Nelle Nuove Indicazioni la disciplina favorisce la conoscenza del proprio corpo, si occupa dello sviluppo e della maturazione di competenze motorie come consapevolezza del proprio rapporto con l’ambiente di apprendimento e con gli altri, concorre all’educazione integrale della persona attraverso il movimento e contribuisce alla formazione della personalità dell’alunno attraverso la strutturazione della propria identità corporea. Il benessere e la cura della persona attraverso il movimento divengono così parte di una cultura personale che tenderà a prevenire la sedentarietà, l’abbandono precoce delle pratiche motorie e sportive e l’errata alimentazione contribuendo da un lato ad arricchire le possibilità di esperienza e apprendimento e, dall’altro, a limitare il fenomeno del sovrappeso o dell’obesità.



Nota 10 aprile 2025, AOODGOSV 15297
Indicazioni nazionali per le scuole dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione. Proroga delle attività di consultazione

La compilazione del questionario relativo alla bozza delle nuove Indicazioni nazionali per la scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione è prorogata al 17 aprile 2025 per consentire una più ampia partecipazione del mondo della scuola al dibattito pubblico sul documento.
Al contempo, è prorogata alla stessa data la possibilità di trasmettere alla casella di posta consultazione.indicazioninazionali@istruzione.it eventuali osservazioni, commenti e suggerimenti sul testo.


Ministero dell’istruzione e del merito

Martedì, 11 marzo 2025 – La Commissione incaricata della redazione del nuovo testo delle Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione – istituita con D.M n. 47 del 18 marzo 2024 e presieduta dalla Prof.ssa Loredana Perla, Professore ordinario di Didattica e Pedagogia Speciale dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro – ha terminato i lavori di redazione della bozza di documento che è oggetto della presente pubblicazione.
La pubblicazione del documento è finalizzata ad avviare nei prossimi giorni la fase di consultazione che la stessa Commissione effettuerà mediante incontri con le associazioni professionali e disciplinari, con le associazioni dei genitori e degli studenti e con le organizzazioni sindacali della scuola.
Il confronto sarà utile per avviare l’iter formale di adozione delle Nuove Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione che andranno a sostituire dall’anno scolastico 2026/2027 quelle adottate nel novembre 2012.

Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione. Pubblicazione del documento di apertura della consultazione


Nuove Indicazioni 2025. Scuola dell’infanzia e Primo ciclo di istruzione Materiali per il dibattito pubblico

Nota 10 aprile 2025, AOODGOSV 15297

Ministero dell’istruzione e del merito
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione

Ai dirigenti scolastici/coordinatori didattici delle scuole dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione del sistema nazionale di istruzione
e, p.c., agli Uffici scolastici regionali
Al Sovrintendente scolastico per la Regione Valle d’Aosta
Al Sovrintendente scolastico per la scuola in lingua italiana – Bolzano
All’Intendente scolastico per la scuola in lingua tedesca – Bolzano
All’Intendente scolastico per la scuola delle località ladine – Bolzano
Al Dirigente del Dipartimento istruzione per la Provincia di Trento
Alla Direzione generale per la comunicazione e le relazioni istituzionali

Oggetto: Indicazioni nazionali per le scuole dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione. Proroga delle attività di consultazione.

Legge 19 febbraio 2025, n. 22

Introduzione dello sviluppo di competenze non cognitive e trasversali nei percorsi delle istituzioni scolastiche e dei centri provinciali per l’istruzione degli adulti nonché nei percorsi di istruzione e formazione professionale. (25G00029)

(GU Serie Generale n.53 del 05-03-2025)