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Concorso Dirigenti Scolastici

In allegato al Decreto Dipartimentale 24 luglio 2018, AOODPIT 1134, è pubblicato l’elenco dei candidati ammessi alla prova scritta del concorso per dirigenti scolastici. Si tratta di coloro che hanno superato la prova preselettiva, avvenuta ieri in tutta Italia, che ha dato ufficialmente il via alla selezione di 2.425 nuovi capi d’Istituto.

Alla prova hanno partecipato 24.082 candidati effettivi sui 34.580 iscritti: 17.279 donne e 6.803 uomini. Gli ammessi allo scritto sono 8.736: gli 8.700 previsti da bando, più 36 candidati che risultano a pari merito con un punteggio di 71,7.



La prova preselettiva del corso-concorso nazionale per titoli ed esami finalizzato al reclutamento di dirigenti scolastici presso le istituzioni scolastiche statali, si è svolta il 23 luglio 2018 alle ore 10:00 nelle sedi individuate dagli Uffici scolastici regionali e pubblicate sul sito internet del Ministero entro il 6 luglio 2018.
I partecipanti sono stati 24.082 su 34.580 candidati iscritti.

“Per consultare gli elenchi relativi agli abbinamenti candidati/aule selezionare l’Ufficio scolastico della propria regione di residenza. I candidati residenti all’estero, o ivi stabilmente domiciliati, sosterranno la prova nella regione Lazio. I candidati residenti nelle province di Trento e Bolzano sosterranno la prova nella regione Veneto”


Concorso dirigenti scolastici al via domani con la prova preselettiva. I candidati sono oltre 34mila

(Domenica, 22 luglio 2018) Prenderà il via domani mattina, alle ore 10, la prova preselettiva del concorso per il reclutamento di 2.425 dirigenti scolastici, di cui 9 destinati alle scuole di lingua slovena o bilingue presenti in Friuli Venezia Giulia. I candidati sono 34.580. Il 71% dei partecipanti alla prova è donna (24.477 candidate). L’età media è di 49 anni. I candidati, distribuiti in 1.984 aule, avranno a disposizione 100 minuti per rispondere a 100 domande a risposta multipla, estratte da un archivio di 4.000 quesiti.

Si tratta del primo concorso per l’assunzione di dirigenti scolastici dopo sette anni: l’ultimo risale al 2011. L’obiettivo è la copertura dei posti vacanti e disponibili per il prossimo triennio, il 2018-2021, e il superamento del fenomeno delle reggenze. Attualmente sono 6.792 i dirigenti in servizio, 1.189 i posti vacanti, 1.748 le reggenze, tenendo conto anche di scuole sottodimensionate e dei distacchi (comandi) presso altre amministrazioni o sindacali.

“Questo nuovo concorso, che prenderà il via domani – sottolinea il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti – oltre ad essere un’occasione di sviluppo di carriera per i docenti interessati a svolgere un nuovo ruolo, permetterà di riportare alla normalità i carichi di lavoro dei dirigenti scolastici già in servizio. Ben 1.700 di loro sono infatti reggenti di una o più scuole, tutto a detrimento della qualità della gestione dei singoli Istituti, la cui organizzazione diviene tutti i giorni più complessa. È necessario superare il fenomeno delle reggenze e consentire ai dirigenti di lavorare con carichi sostenibili garantendo così agli studenti e alle famiglie il miglior funzionamento degli istituti scolastici”.

Il regolamento del concorso, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 20 settembre, prevede tre fasi: una concorsuale vera e propria, una formativa di due mesi e una di tirocinio presso le scuole.

La fase concorsuale prevede una prova preselettiva volta a verificare le conoscenze di base per l’espletamento delle funzioni dirigenziali, una prova scritta che si comporrà di cinque domande a risposta aperta e due domande a risposta chiusa in lingua straniera (livello B2), una prova orale. I candidati che supereranno le prove scritte e quella orale saranno ammessi, sulla base di una graduatoria che terrà conto anche dei titoli, al corso di formazione dirigenziale e di tirocinio selettivo, finalizzato all’arricchimento delle competenze professionali delle candidate e dei candidati.

Due i mesi di lezione in aula previsti e quattro quelli di tirocinio a scuola, che potranno essere integrati anche da sessioni di formazione a distanza. Al termine di questo periodo i candidati dovranno affrontare una valutazione scritta e un colloquio orale. Saranno dichiarati vincitori del corso-concorso quanti saranno collocati in posizione utile in graduatoria generale di merito.


Pubblicati il 27 giugno 2018 i quesiti relativi al corso-concorso nazionale, per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento di dirigenti scolastici presso le istituzioni scolastiche statali, indetto con D.D.G. n. 1259 del 23 novembre 2017 e pubblicato per avviso nella Gazzetta Ufficiale – 4ª Serie speciale «Concorsi ed esami» n. 90 del 24 novembre 2017.

Pubblicata la banca dati dei quesiti per la prova preselettiva del corso concorso per dirigenti scolastici

(Mercoledì, 27 giugno 2018) Si comunica che, ai sensi dell’articolo 6 comma 4 del Bando di corso concorso dirigenti scolastici di cui al Decreto direttoriale 1259 del 23 novembre 2017, è stata pubblicata la banca dati di 4.000 quesiti per la prova preselettiva. Sono altresì pubblicati i quadri di riferimento per la prova preselettiva previsti dall’articolo 13 comma 1 lettera c) del Decreto ministeriale 138 del 2017.


La Nota 13 giugno 2018, AOODGPER 27719  fornisce agli Uffici scolastici regionali le indicazioni relative allo svolgimento della prova preselettiva del Corso-concorso nazionale, per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento dei dirigenti scolastici presso le Istituzioni scolastiche statali, di cui al D.D.G. n. 1259, del 23/11/2017.


Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – 4ª Serie speciale «Concorsi ed esami» n.33 del 24-04-2018 il Rinvio della pubblicazione dei quesiti e del diario della prova preselettiva del corso-concorso nazionale, per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento di dirigenti scolastici presso le istituzioni scolastiche statali.

Queste le nuove scadenze previste:

  • 27 giugno 2018: pubblicazione dei quesiti oggetto della prova preselettiva
  • 6 luglio 2018: elenco delle sedi della prova preselettiva con la loro esatta ubicazione, con l’indicazione della destinazione dei candidati e le ulteriori istruzioni operative
  • 23 luglio 2018, alle ore 10,00: prova preselettiva

Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – 4ª Serie speciale «Concorsi ed esami» n.17 del 27-2-2018 il Diario della prova selettiva del corso concorso nazionale, per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento di dirigenti scolastici, presso le istituzioni scolastiche statali.

Queste le scadenze previste:

  • 8 maggio 2018: pubblicazione dei quesiti oggetto della prova preselettiva
  • 14 maggio 2018: elenco delle sedi della prova preselettiva con la loro esatta ubicazione, con l’indicazione della destinazione dei candidati
  • 29 maggio 2018, ore 10,00: prova preselettiva del corso-concorso nazionale per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento di dirigenti scolastici presso le istituzioni scolastiche statali

Di ogni altra comunicazione relativa al corso-concorso, nonchè di una eventuale modifica delle suddette date, verrà dato avviso nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – 4ª Serie speciale «Concorsi ed esami» – del 24 aprile 2018.


Concorso dirigenti scolastici: il 29 maggio la prova preselettiva, la data pubblicata in GU

(Martedì, 27 febbraio 2018) La prova preselettiva del corso-concorso per dirigenti scolastici si terrà il prossimo 29 maggio 2018 alle ore 10.00. La data è stata pubblicata oggi in Gazzetta Ufficiale, 4^ Serie Speciale, Concorsi ed Esami, insieme ad alcune altre date utili ai partecipanti alla prova.

L’8 maggio sul sito internet del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (www.miur.gov.it), sarà pubblicata poi la banca dati dei 4.000 quiz da cui saranno estratti i quesiti della prova preselettiva e la pubblicazione avrà valore di notifica a tutti gli effetti.

Il 14 maggio, tramite avviso pubblicato sul sito internet del MIUR (www.miur.gov.it), sarà pubblicato l’elenco delle sedi della prova preselettiva con la loro esatta ubicazione. Per esigenze organizzative, i candidati saranno distribuiti, ove possibile, secondo la regione di residenza in ordine alfabetico. Oltre all’elenco saranno fornite le ulteriori istruzioni operative.

Infine, il prossimo 24 aprile, sempre in GU, sarà pubblicata ogni altra comunicazione relativa al corso-concorso ed eventuali modifiche delle suddette date.

Il nuovo un corso-concorso per dirigenti ha come obiettivo la copertura dei posti disponibili per il prossimo triennio, il 2018-2021. Attualmente sono 6.792 i dirigenti in servizio, 1.189 i posti vacanti, 1.748 le reggenze, tenendo conto anche di scuole sottodimensionate e dei distacchi (comandi) presso altre amministrazioni o sindacali. Il concorso consentirà quindi di abbattere il fenomeno delle reggenze sino al 2020/2021, anche perché si tratta di un bando nazionale e non regionale come l’ultimo del 2011. Si eviteranno così casi di graduatorie sguarnite e di altre troppo piene.

Complessivamente sono state 35.044 le domande di partecipazione al corso-concorso inoltrate, il 70,7% sono state inviate da candidate donne, il 29,3% da uomini. L’età media delle candidate e dei candidati è di 49 anni. La Regione nella quale sono state presentate più domande è la Campania (7.039), seguita da Sicilia (5.595), Lazio (3.887), Puglia (3.719) e Lombardia (3.051). Saranno inoltre 15 i candidati residenti all’estero che sosterranno la prova preselettiva nel Lazio, come previsto dall’articolo 6 del bando di concorso emanato a novembre. I posti a bando sono 2.425, di cui 9 destinati al concorso per le scuole di lingua slovena o bilingue presenti in Friuli Venezia Giulia.


Si sono concluse il 29 dicembre 2017, alle ore 14:00, con 39.264 domande presentate, di cui 35.044 effettivamente inoltrate, le iscrizioni al concorso per dirigenti scolastici bandito dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca lo scorso novembre. Si tratta del primo concorso per l’assunzione di dirigenti scolastici dopo oltre sei anni: l’ultimo risale al 2011.

Delle 35.044 domande inoltrate, il 70,7% sono state inviate da candidate donne, il 29,3% da uomini. L’età media delle candidate e dei candidati è di 49 anni. La Regione nella quale sono state presentate più domande è la Campania (7.039), seguita da Sicilia (5.595), Lazio (3.887), Puglia (3.719) e Lombardia (3.051). Saranno inoltre 15 i candidati residenti all’estero che sosterranno la prova preselettiva nel Lazio, come previsto dall’articolo 6 del bando di concorso emanato a novembre. I posti a bando sono 2.425, di cui 9 destinati al concorso per le scuole di lingua slovena o bilingue presenti in Friuli Venezia Giulia.

“Si tratta di un concorso atteso e molto diverso dal passato, che darà una risposta effettiva al problema delle reggenze – dichiara la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli -. Abbiamo un cronoprogramma di lavoro serrato e abbiamo previsto una modalità di selezione che tiene conto dei cambiamenti intervenuti in questi anni nella professione del dirigente scolastico. Non a caso, il nuovo concorso avrà una fase di tirocinio e accompagnamento successiva alle prove scritte, che sarà fondamentale per verificare sul campo le capacità gestionali e di organizzazione del lavoro delle candidate e dei candidati. La figura del dirigente è una figura centrale per la comunità scolastica. Ne siamo convinti. Anche per questo, con l’ultima legge di bilancio, abbiamo deciso di intervenire, anche qui dopo anni di attese e promesse, per armonizzare la retribuzione di chi dirige le nostre scuole con quella degli altri dirigenti della PA”.

Il calendario della prova preselettiva del concorso, comprensivo del giorno e dell’ora dello svolgimento della prova stessa, sarà reso noto sul numero del 27 febbraio 2018 della 4^ Serie Speciale, Concorsi ed Esami, della Gazzetta Ufficiale. Su quello stesso numero della Gazzetta sarà resa nota anche la data di pubblicazione dell’archivio di 4.000 domande da cui saranno estratti i quesiti della prova preselettiva. La banca dati dei quiz sarà comunque pubblicata sul sito del Miur almeno venti giorni prima dell’inizio della prova. L’elenco delle sedi della prova preselettiva e le ulteriori istruzioni operative saranno comunicati almeno 15 giorni prima della data di svolgimento delle prove, tramite avviso pubblicato sul sito internet del Ministero.

Il nuovo un corso-concorso per dirigenti ha come obiettivo la copertura dei posti disponibili per il prossimo triennio, il 2018-2021. Attualmente sono 6.792 i dirigenti in servizio, 1.189 i posti vacanti, 1.748 le reggenze, tenendo conto anche di scuole sottodimensionate e dei distacchi (comandi) presso altre amministrazioni o sindacali. Il 68,2% dei dirigenti in servizio è una donna, il 31,6% ha più di 60 anni (un dato comunque in calo rispetto al passato), l’età media è di 55,6 anni. I posti banditi corrispondono ai posti vacanti nell’anno scolastico in corso, più quelli che si renderanno liberi a seguito dei pensionamenti nel 2018/2019, 2019/2020 e 2020/2021, detratti quelli che si possono coprire con le graduatorie esistenti nonché quelli delle scuole sottodimensionate (che non possono avere un dirigente titolare). Il concorso consentirà quindi di abbattere il fenomeno delle reggenze sino al 2020/2021, anche perché si tratta di un bando nazionale e non regionale come l’ultimo del 2011. Si eviteranno così casi di graduatorie sguarnite e di altre troppo piene. Nel frattempo, nel corrente anno scolastico, sono stati assunti 58 dirigenti scolastici idonei ancora presenti nelle graduatorie dell’ultimo concorso bandito nel 2011: di questi 52 sono stati assegnati a scuole della Campania e 6 a istituti dell’Abruzzo. A seguito di queste assunzioni, la graduatoria dell’Abruzzo risulta esaurita. Sono state inoltre autorizzate 36 richieste di trattenimento in servizio. In attesa dell’avvio delle prove concorsuali, sono state introdotte misure dedicate ai dirigenti scolastici nella legge di bilancio per l’anno 2018: è stata introdotta la possibilità di estendere al massimo per tre anni (erano due) la possibilità di trattenimento in servizio retribuito per chi è “impegnato in innovativi e riconosciuti progetti didattici internazionali svolti in lingua straniera”.

Il regolamento del concorso, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 20 settembre, prevede tre fasi: una concorsuale vera e propria, una formativa di due mesi e una di tirocinio presso le scuole.

La fase concorsuale prevede una prova preselettiva unica a livello nazionale nel caso in cui le candidature siano almeno tre volte superiori ai posti messi a bando. Le candidate e i candidati dovranno rispondere a 100 quiz che saranno estratti da una banca dati resa nota tramite pubblicazione sul sito del Ministero almeno 20 giorni prima dell’avvio della prova. Le domande punteranno a verificare le conoscenze di base per l’espletamento delle funzioni dirigenziali. La prova sarà svolta al computer. Sarà ammesso allo scritto, in base al punteggio ottenuto (il massimo è 100), un numero di candidate e candidati pari a tre volte il numero dei posti disponibili per il corso di formazione dirigenziale.

La prova scritta prevede:
–    cinque domande a risposta aperta su: normativa del settore istruzione, organizzazione del lavoro e gestione del personale, programmazione, gestione e valutazione presso le scuole, ambienti di apprendimento, diritto civile e amministrativo, contabilità di Stato, sistemi educativi europei.
–    due domande a risposta chiusa in lingua straniera (livello B2) su: organizzazione degli ambienti di apprendimento, sistemi educativi europei.
Le candidate e i candidati che otterranno il punteggio minimo di 70 punti potranno accedere all’orale che mira ad accertare la preparazione professionale delle e degli aspiranti dirigenti anche attraverso la risoluzione di un caso pratico. Saranno testate anche le conoscenze informatiche e di lingua straniera. Entrambe le fasi sono uniche a livello nazionale.

Le candidate e i candidati che supereranno le prove scritta e orale saranno ammessi, sulla base di una graduatoria che tiene conto anche dei titoli, al corso di formazione dirigenziale e di tirocinio selettivo, finalizzato all’arricchimento delle competenze professionali delle candidate e dei candidati.

Due i mesi di lezione in aula previsti e quattro quelli di tirocinio a scuola, che potranno essere integrati anche da sessioni di formazione a distanza. Al termine le candidate e i candidati dovranno affrontare una valutazione scritta e un colloquio orale. Saranno dichiarati vincitori del corso-concorso le candidate e i candidati che saranno collocati in posizione utile in graduatoria generale di merito.


Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 4ª Serie Speciale – Concorsi ed Esami n. 90 del 24 novembre 2017 il Bando del corso-concorso nazionale, per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento di dirigenti scolastici presso le istituzioni scolastiche statali.

Sono 2.425 (9 per il Friuli Venezia Giulia) i posti disponibili.
Le istanze potranno essere presentate on line tramite la piattaforma Polis dal 29 novembre al 29 dicembre 2017.
La data della prova preselettiva (100 quesiti a cui rispondere in 100 minuti) sarà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 27 febbraio 2018.

http://www.istruzione.it/concorso_ds/domanda_online.shtml


Scuola, in Gazzetta Ufficiale il bando di concorso da 2.425 posti per i dirigenti scolastici. Domande per la partecipazione dal 29 novembre al 29 dicembre. Fedeli: “Da bando risposta importante per abbattimento delle reggenze”

(Venerdì, 24 novembre 2017) Pubblicato il nuovo bando di concorso da 2.425 posti per dirigenti scolastici, di cui 9 destinati al concorso Friuli Venezia Giulia. Il bando è oggi in Gazzetta Ufficiale. Le domande per accedere al concorso si potranno effettuare dalle 9.00 del 29 novembre alle 14.00 del 29 dicembre prossimi, tramite la piattaforma del MIUR Polis. Nei prossimi giorni il Ministero attiverà un’apposita pagina web con tutta la documentazione relativa al concorso.

Attualmente sono 6.792 i dirigenti scolastici in servizio, 1.189 i posti vacanti, 1.748 le reggenze, tenendo conto anche di scuole sottodimensionate e dei distacchi (comandi) presso altre amministrazioni o sindacali. Il 68,2% dei dirigenti in servizio è una donna, il 31,6% ha più di 60 anni (un dato comunque in calo rispetto al passato), l’età media è di 55,6 anni.

I posti banditi corrispondono ai posti vacanti nell’anno scolastico in corso, più quelli che si renderanno liberi a seguito dei pensionamenti nel 2018/2019, 2019/2020 e 2020/2021, detratti quelli che si possono coprire con le graduatorie esistenti nonché quelli delle scuole sottodimensionate (che non possono avere un dirigente titolare).
Il concorso consentirà quindi di abbattere il fenomeno delle reggenze sino al 2020/2021, anche perché si tratta di un bando nazionale e non regionale come l’ultimo del 2011. Si eviteranno così casi di graduatorie sguarnite e di altre troppo piene.

“I numeri del bando garantiscono una risposta importante e adeguata a scuole, ragazze e ragazzi e famiglie, garantendo l’abbattimento delle reggenze”, spiega la Ministra Valeria Fedeli. “Il ruolo della dirigenza – ricorda – è fondamentale nelle scuole: per il coordinamento del lavoro, per tenere insieme la comunità scolastica. Il dirigente è un punto di riferimento. Abbattere il fenomeno delle reggenze significa, dunque, lavorare per la qualità del sistema”. Il concorso sarà innovativo sotto il profilo della selezione. “Sarà un corso-concorso, con una fase di tirocinio e accompagnamento successiva alle prove scritte, che è fondamentale per verificare sul campo le capacità gestionali e di organizzazione del lavoro delle candidate e dei candidati, chiamati anche a dimostrare la capacità di inserimento nella comunità scolastica ed educante, oltre che le loro conoscenze sulla normativa del settore. Si tratta, in sintesi, di un concorso che tiene conto dei cambiamenti che la professionalità del dirigente ha subito in questi anni per selezionare i migliori profili, valorizzando anche titoli ed esperienze fatte dalle e dagli aspiranti, compresi titoli di dottorato o attività di ricerca”, chiude Fedeli.

Le modalità del concorso
Al corso-concorso possono partecipare le docenti e i docenti e il personale educativo di ruolo con almeno cinque anni di servizio. È utile anche il servizio precedente al ruolo. Tre le fasi previste per la selezione: una concorsuale vera e propria, una formativa di due mesi e una di tirocinio presso le scuole.
La fase concorsuale prevede una prova preselettiva unica a livello nazionale nel caso in cui le candidature siano almeno tre volte superiori ai posti messi a bando. Le candidate e i candidati dovranno rispondere a 100 quiz che saranno estratti da una banca dati resa nota tramite pubblicazione sul sito del Ministero almeno 20 giorni prima dell’avvio della prova. Le domande punteranno a verificare le conoscenze di base per l’espletamento delle funzioni dirigenziali. La prova sarà svolta al computer. Sarà ammesso allo scritto, in base al punteggio ottenuto (il massimo è 100), un numero di candidate e candidati pari a tre volte il numero dei posti disponibili per il corso di formazione dirigenziale.

La prova scritta prevede:
– cinque domande a risposta aperta su: normativa del settore istruzione, organizzazione del lavoro e gestione del personale, programmazione, gestione e valutazione presso le scuole, ambienti di apprendimento, diritto civile e amministrativo, contabilità di Stato, sistemi educativi europei.
– due domande a risposta chiusa in lingua straniera (livello B2) su: organizzazione degli ambienti di apprendimento, sistemi educativi europei.

Le candidate e i candidati che otterranno il punteggio minimo di 70 punti potranno accedere all’orale che mira ad accertare la preparazione professionale delle e degli aspiranti dirigenti anche attraverso la risoluzione di un caso pratico. Saranno testate anche le conoscenze informatiche e di lingua straniera. Entrambe le fasi sono uniche a livello nazionale.

Le candidate e i candidati che supereranno le prove scritta e orale saranno ammessi, sulla base di una graduatoria che tiene conto anche dei titoli, al corso di formazione dirigenziale e di tirocinio selettivo, finalizzato all’arricchimento delle competenze professionali delle candidate e dei candidati.

Due i mesi di lezione in aula previsti e quattro quelli di tirocinio a scuola, che potranno essere integrati anche da sessioni di formazione a distanza. Al termine le candidate e i candidati dovranno affrontare una valutazione scritta e un colloquio orale. Saranno dichiarati vincitori del corso-concorso le candidate e i candidati che saranno collocati in posizione utile in graduatoria generale di merito.


Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n° 220 del 20-09-2017, il Decreto Ministeriale 3 agosto 2017, n. 138, Regolamento per la definizione delle modalità di svolgimento delle procedure concorsuali per l’accesso ai ruoli della dirigenza scolastica, la durata del corso e le forme di valutazione dei candidati ammessi al corso, ai sensi dell’articolo 29 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come modificato dall’articolo 1, comma 217 della legge 28 dicembre 2015, n. 208.


Dirigenti scolastici, in Gazzetta Ufficiale il Regolamento del nuovo concorso. Fedeli: “Selezione di qualità. Sarà abbattuto il fenomeno delle reggenze”

(Mercoledì, 20 settembre 2017) È in Gazzetta Ufficiale il Regolamento che definisce le nuove modalità di selezione per il reclutamento delle e dei dirigenti scolastici. Dopo l’ultimo concorso del 2011 ripartono, infatti, le procedure di assunzione che consentiranno di abbattere il fenomeno delle reggenze. Oggi sono 6.792 i dirigenti scolastici in servizio, 1.189 i posti vacanti, 1.748 le reggenze, tenendo conto anche di scuole sottodimensionate e dei distacchi (comandi) presso altre amministrazioni o sindacali. Il 68,2% dei dirigenti in servizio è una donna, il 31,6% ha più di 60 anni (un dato comunque in calo rispetto al passato), l’età media è di 55,6 anni.

Il Regolamento pubblicato oggi, al quale farà seguito il bando di concorso che sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale e sul sito del Ministero dell’Istruzione, prevede un corso-concorso in tre fasi, che ha come obiettivo la copertura dei posti disponibili per il prossimo triennio, il 2018-2021.

“Con il nuovo concorso affronteremo la carenza strutturale di personale dirigente nelle scuole che ha fatto crescere, di anno in anno, il fenomeno delle reggenze, fino a renderlo patologico – sottolinea la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli -. I numeri del bando rappresenteranno una risposta importante, che terrà conto delle necessità attuali e del turn over dei prossimi anni. Il ruolo della dirigenza – prosegue la Ministra – è fondamentale nelle scuole: per il coordinamento del lavoro, per tenere insieme la comunità scolastica. Il dirigente è anche un punto di riferimento per le famiglie. Abbattere il fenomeno delle reggenze significa, dunque, lavorare per la qualità del sistema. Il concorso sarà poi innovativo sotto il profilo della selezione: sarà un corso-concorso, con una fase importante di tirocinio e accompagnamento successiva alle prove scritte che è fondamentale per verificare sul campo le capacità gestionali e di organizzazione del lavoro delle candidate e dei candidati, chiamati anche a dimostrare la capacità di inserimento nella comunità scolastica ed educante, oltre che le loro conoscenze sulla normativa del settore. Si tratta, in sintesi, di un concorso che tiene conto dei cambiamenti che la professionalità del dirigente ha subito in questi anni per selezionare i migliori profili, valorizzando anche titoli ed esperienze fatte dalle e dagli aspiranti, compresi titoli di dottorato o attività di ricerca”.

Le fasi della selezione
Al corso-concorso possono partecipare le docenti e i docenti e il personale educativo di ruolo con almeno cinque anni di servizio. Tre le fasi previste per la selezione: una concorsuale vera e propria, una formativa di due mesi e una di tirocinio presso le scuole.

La fase concorsuale prevede una prova preselettiva unica a livello nazionale nel caso in cui le candidature siano almeno tre volte superiori ai posti messi a bando. Le candidate e i candidati dovranno rispondere a 100 quiz che saranno estratti da una banca dati resa nota tramite pubblicazione sul sito del Ministero almeno 20 giorni prima dell’avvio della prova. Le domande punteranno a verificare le conoscenze di base per l’espletamento delle funzioni dirigenziali. La prova sarà svolta al computer. Sarà ammesso allo scritto, in base al punteggio ottenuto (il massimo è 100), un numero di candidate e candidati pari a tre volte il numero dei posti disponibili per il corso di formazione dirigenziale.

La prova scritta prevede:

  • cinque domande a risposta aperta su: normativa del settore istruzione, organizzazione del lavoro e gestione del personale, programmazione, gestione e valutazione presso le scuole, ambienti di apprendimento, diritto civile e amministrativo, contabilità di Stato, sistemi educativi europei.

  • due domande a risposta chiusa in lingua straniera (livello B2) su: organizzazione degli ambienti di apprendimento, sistemi educativi europei.

Le candidate e i candidati che otterranno il punteggio minimo di 70 punti potranno accedere all’orale che mira ad accertare la preparazione professionale delle e degli aspiranti dirigenti anche attraverso la risoluzione di un caso pratico. Saranno testate anche le conoscenze informatiche e di lingua straniera. Entrambe le fasi sono uniche a livello nazionale.

Le candidate e i candidati che supereranno le prove scritta e orale saranno ammessi, sulla base di una graduatoria che tiene conto anche dei titoli, al corso di formazione dirigenziale e di tirocinio selettivo, finalizzato all’arricchimento delle competenze professionali delle candidate e dei candidati.

Due i mesi di lezione in aula previsti e quattro quelli di tirocinio a scuola, che potranno essere integrati anche da sessioni di formazione a distanza. Al termine le candidate e i candidati dovranno affrontare una valutazione scritta e un colloquio orale. Saranno dichiarati vincitori del corso-concorso le candidate e i candidati che saranno collocati in posizione utile in graduatoria generale di merito.

Decreto Dipartimentale 24 luglio 2018, AOODPIT 1134

Decreto Dipartimentale 24 luglio 2018, AOODPIT 1134

Candidati ammessi a sostenere la prova scritta di cui all’articolo 8 del D.D.G. n. 1259 del 23 novembre 2017


Nota 13 giugno 2018, AOODGPER 27719

Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Direzione generale per il personale scolastico

Ai Direttori Generali e ai Dirigenti titolari degli Uffici Scolastici Regionali
e, p.c. Al Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Al Capo Dipartimento per la programmazione e la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali

Nota 13 giugno 2018, AOODGPER 27719

Oggetto: D.D.G. n. 1259, del 23/11/2017. Corso-concorso nazionale, per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento di dirigenti scolastici presso le Istituzioni scolastiche statali. Indicazioni relative allo svolgimento della prova preselettiva.

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 27 aprile 2018, n. 80

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 27 aprile 2018, n. 80

Regolamento recante l’individuazione, ai sensi dell’articolo 7, commi 1 e 2, del decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013, n. 70, delle scuole di specializzazione che rilasciano i diplomi di specializzazione che consentono la partecipazione ai concorsi per l’accesso alla qualifica di dirigente della seconda fascia. (18G00103)

(GU Serie Generale n.148 del 28-06-2018)

IL PRESIDENTE
DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ed in
particolare l’articolo 28, riguardante l’accesso alla qualifica di
dirigente nelle pubbliche amministrazioni e negli enti pubblici non
economici tramite concorso indetto dalle singole amministrazioni
ovvero di corso-concorso selettivo di formazione bandito dalla Scuola
nazionale dell’amministrazione;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1982, n.
162, «Riordinamento delle scuole dirette a fini speciali, delle
scuole di specializzazione e dei corsi di perfezionamento»;
Vista la legge del 19 novembre 1990, n. 341, «Riforma degli
ordinamenti didattici universitari»;
Visto il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca 3 novembre 1999, n. 509, «Regolamento recante norme
concernenti l’autonomia didattica degli atenei»;
Visto il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca 22 ottobre 2004, n. 270, «Modifiche al regolamento
recante norme concernenti l’autonomia didattica degli atenei,
approvato con decreto del Ministro dell’universita’ e della ricerca
scientifica e tecnologica 3 novembre 1999, n. 509»;
Visto l’articolo 4 del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 24 settembre 2004,
n. 272, recante «Regolamento di disciplina in materia di accesso alla
qualifica di dirigente, ai sensi dell’articolo 28, comma 5, del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165»;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013, n.
70, «Regolamento recante riordino del sistema di reclutamento e
formazione dei dipendenti pubblici e delle Scuole pubbliche di
formazione, a norma dell’articolo 11 del decreto-legge 6 luglio 2012,
n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n.
135»;
Visto in particolare l’articolo 7, comma 1, del citato decreto del
Presidente della Repubblica n. 70 del 2013, il quale stabilisce, tra
l’altro, che possono essere ammessi al concorso per titoli ed esami
di cui all’articolo 28, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165, i dipendenti di ruolo delle pubbliche amministrazioni,
muniti di laurea, che abbiano compiuto almeno cinque anni di servizio
o, in via alternativa, se in possesso del diploma di specializzazione
conseguito presso le scuole di specializzazione individuate con il
presente decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di
concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della
ricerca, almeno tre anni di servizio, svolti in posizioni funzionali
per l’accesso alle quali e’ richiesto il possesso del dottorato di
ricerca o del diploma di laurea;
Visto altresi’ l’articolo 7, comma 2, del citato decreto del
Presidente della Repubblica n. 70 del 2013, il quale stabilisce, tra
l’altro, che con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri,
di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della
ricerca, sono individuate le scuole di specializzazione che possono
rilasciare diplomi di specializzazione quali requisiti necessari ai
fini della partecipazione al corso-concorso selettivo di formazione
per il reclutamento di dirigenti di seconda fascia, di cui
all’articolo 28, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165;
Visto l’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e
successive modifiche ed integrazioni;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29
settembre 2004, n. 295, recante regolamento sulle modalita’ di
riconoscimento dei titoli post-universitari considerati utili ai fini
dell’accesso al corso-concorso selettivo di formazione dirigenziale,
ai sensi dell’articolo 28, comma 3, del decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 7
novembre 2005, recante «Riconoscimento dei titoli post universitari
considerati utili ai fini dell’accesso al corso-concorso di
formazione dirigenziale, ai sensi dell’articolo 4, comma 2, del
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 settembre 2004,
n. 295.» pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 9 dicembre 2005, n.
286;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1°
agosto 2007, recante «Riconoscimento dei titoli post universitari
considerati utili ai fini dell’accesso al corso-concorso di
formazione dirigenziale, ai sensi dell’articolo 4, comma 2, del
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 settembre 2004,
n. 295.» pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 28 settembre 2007,
n. 226;
Ritenuto di adottare, per ragioni di economicita’, un unico decreto
del Presidente del Consiglio dei ministri che individui le scuole di
specializzazione per il rilascio di titoli di studio valevoli per
entrambe le finalita’ di cui ai citati commi 1 e 2 dell’articolo 7
del decreto del Presidente della Repubblica n. 70 del 2013;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezione
consultiva per gli atti normativi nella adunanza del 12 aprile 2018;
Effettuata la comunicazione al Presidente del Consiglio dei
ministri, ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto
1988, n. 400;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 26
gennaio 2017, che dispone la delega di funzioni al Ministro per la
semplificazione e la pubblica amministrazione On.le dott.ssa Maria
Anna Madia;
Di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca;

Decreta:

Art. 1

Oggetto e ambito di applicazione

  1. Il presente decreto individua, ai sensi dell’articolo 7, comma
    1, del decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013, n. 70,
    le scuole di specializzazione che rilasciano i diplomi di
    specializzazione che consentono la partecipazione al concorso per
    titoli ed esami di cui all’articolo 28, comma 1, del decreto
    legislativo 30 marzo 2001, n. 165, per l’accesso alla qualifica di
    dirigente.
  2. Il presente decreto individua, altresi’, ai sensi dell’articolo
    7, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile
    2013, n. 70, le scuole di specializzazione che rilasciano i diplomi
    di specializzazione che consentono la partecipazione al
    corso-concorso selettivo di formazione, di cui all’articolo 28, comma
    1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, per l’accesso alla
    qualifica di dirigente.

Art. 2

Diplomi di specializzazione
e soggetti abilitati al rilascio

  1. I diplomi di specializzazione utili ai fini di cui all’articolo
    1 sono quelli rilasciati da scuole di specializzazione istituite
    presso le universita’ o gli istituti universitari italiani o
    stranieri, ai sensi dell’articolo 3, con le caratteristiche di cui al
    comma 2.
  2. I corsi per il conseguimento dei diplomi di specializzazione di
    cui al comma 1, istituiti ai sensi della normativa vigente, devono:
    a. avere durata almeno biennale;
    b. concludersi con un esame finale;
    c. prevedere che il rilascio del relativo diploma sia subordinato
    alla regolare frequenza del corso e al superamento delle prove finali
    d’esame.
  3. I bandi relativi ai concorsi di cui all’articolo 1, comma 1,
    possono prevedere che i diplomi di specializzazione utili ai fini
    della partecipazione siano conseguiti a seguito di corsi che
    riguardino classi di materie oggetto di esame dei concorsi.

Art. 3

Diplomi di specializzazione rilasciati da universita’
o istituti universitari stranieri

  1. I diplomi di specializzazione rilasciati da universita’ e
    istituti universitari di Paesi appartenenti all’Unione europea o
    aderenti alla Convenzione per il riconoscimento dei titoli di studio
    relativi all’insegnamento superiore, sottoscritta a Lisbona l’11
    aprile 1997, sono validi ai fini di cui all’articolo 1, commi 1 e 2,
    se riconosciuti con le modalita’ di cui all’articolo 38, comma 3, del
    decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni
    e integrazioni.

Art. 4

Disposizioni transitorie

  1. Per le finalita’ di cui di cui all’articolo 1, sono da
    considerare utili anche:
    a) i titoli post universitari riconosciuti dai decreti del
    Presidente del Consiglio dei ministri ai sensi dell’articolo 4, comma
    2, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 settembre
    2004, n. 295;
    b) i diplomi di specializzazione rilasciati dalle Scuole di
    specializzazione ai sensi dell’articolo 13, comma 6, del decreto del
    Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca 3 novembre
    1999, n. 509.
  2. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente
    regolamento cessa di avere efficacia il decreto del Presidente del
    Consiglio dei ministri 29 settembre 2004, n. 295.
    Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
    nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
    italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e farlo
    osservare.

Roma, 27 aprile 2018

p. Il Presidente del Consiglio dei ministri
Il Ministro per la semplificazione
e la pubblica amministrazione
Madia

Il Ministro dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca
Fedeli

Visto, il Guardasigilli: Orlando

Registrato alla Corte dei conti il 4 giugno 2018, n. 1173

Diario Concorso DS 24 aprile 2018

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA

DIARIO

Rinvio della pubblicazione dei quesiti e del diario della prova preselettiva del corso-concorso nazionale, per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento di dirigenti scolastici presso le istituzioni scolastiche statali.

(Gazzetta Ufficiale – 4ª Serie speciale «Concorsi ed esami» n.33 del 24-04-2018)

Si comunica che la pubblicazione dei quesiti relativi al corso-concorso nazionale, per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento di dirigenti scolastici presso le istituzioni scolastiche statali, indetto con D.D.G. n. 1259 del 23 novembre 2017 e pubblicato per avviso nella Gazzetta Ufficiale – 4ª Serie speciale «Concorsi ed esami» n. 90 del 24 novembre 2017, prevista per il giorno 8 maggio 2018, è rinviata al 27 giugno 2018.
La prova preselettiva, prevista per il 29 maggio 2018 alle ore 10,00 è quindi rinviata al 23 luglio 2018 alle ore 10,00.
Si avvisa, infine, che l’elenco delle sedi della prova preselettiva con la loro esatta ubicazione, con l’indicazione della destinazione dei candidati distribuiti, ove possibile, per esigenze organizzative dell’Amministrazione, nella regione di residenza in ordine alfabetico, e le ulteriori istruzioni operative, sarà comunicato entro il 6 luglio 2018 tramite avviso pubblicato sul sito internet del Ministero (www.miur.gov.it).
Tale comunicazione ha valore di notifica a tutti gli effetti nei confronti degli interessati.

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 16 aprile 2018, n. 78

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 16 aprile 2018, n. 78

Regolamento che stabilisce i titoli valutabili nell’ambito del concorso per l’accesso alla qualifica di dirigente e il valore massimo assegnabile, ad ognuno di essi, ai sensi dell’articolo 3, comma 2-bis, del decreto del Presidente della Repubblica 24 settembre 2004, n. 272. (18G00102)

(GU Serie Generale n.147 del 27-06-2018)

IL PRESIDENTE
DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ed in
particolare l’articolo 28, riguardante l’accesso alla qualifica di
dirigente nelle pubbliche amministrazioni e negli enti pubblici non
economici tramite concorso indetto dalle singole amministrazioni
ovvero di corso-concorso selettivo di formazione bandito dalla Scuola
nazionale dell’amministrazione;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 24 settembre 2004,
n. 272, recante «Regolamento di disciplina in materia di accesso alla
qualifica di dirigente, ai sensi dell’articolo 28, comma 5, del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165» e, in particolare,
l’articolo 3, comma 2-bis;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013, n.
70, «Regolamento recante riordino del sistema di reclutamento e
formazione dei dipendenti pubblici e delle Scuole pubbliche di
formazione, a norma dell’articolo 11 del decreto-legge 6 luglio 2012,
n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n.
135» e, in particolare, l’articolo 7;
Visti il decreto del Ministro dell’universita’ e della ricerca
scientifica e tecnologica 3 novembre 1999, n. 509, nonche’ il decreto
del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca 22
ottobre 2004, n. 270;
Visti i decreti ministeriali 4 agosto 2000 e 2 aprile 2001 relativi
alla determinazione delle classi delle lauree universitarie, i
decreti ministeriali 28 novembre 2000, 2 aprile 2001 e 12 aprile 2001
relativi alla determinazione delle classi delle lauree universitarie
specialistiche, i decreti ministeriali 16 marzo 2007 e 8 gennaio 2009
relativi alla determinazione delle classi di laurea magistrale, il
decreto ministeriale 19 febbraio 2009 relativo alla determinazione
delle classi delle lauree universitarie, i decreti del Ministro
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, di concerto col
Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione del 9 luglio
2009, recante, il primo, «Equiparazioni tra diplomi di lauree di
vecchio ordinamento, lauree specialistiche (LS) ex decreto n.
509/1999 e lauree magistrali (LM) ex decreto n. 270/2004, ai fini
della partecipazione ai concorsi», il secondo, «Equiparazione tra
classi delle lauree di cui all’ex decreto n. 509/1999 e classi delle
lauree di cui all’ex decreto n. 270/2004 ai fini della partecipazione
ai pubblici concorsi»;
Vista la legge 29 luglio 1991, n. 243, in materia di Universita’
non statali legalmente riconosciute;
Vista la legge 21 dicembre 1999, n. 508, articolo 2, comma 5, che
riforma la disciplina relativa alle Accademie di belle arti,
all’Accademia nazionale di danza, all’Accademia nazionale di arte
drammatica, agli Istituti superiori per le industrie artistiche, ai
Conservatori di musica e agli Istituti musicali pareggiati prevedendo
che le predette istituzioni rilascino specifici diplomi accademici di
primo e secondo livello, nonche’ di perfezionamento, di
specializzazione e di formazione alla ricerca in campo artistico e
musicale;
Vista la legge 24 dicembre 2012, n. 228, (legge di stabilita’
2013), articolo 1, commi da 102 a 107, che ha disposto un sistema di
equipollenze fra i diplomi accademici di primo e di secondo livello
rilasciati dalle Istituzioni AFAM e, rispettivamente, i diplomi di
laurea e di laurea magistrale appartenenti ad alcune classi, al fine
esclusivo della partecipazione ai pubblici concorsi;
Visti i decreti ministeriali numeri 241, 242 e 243 del 2013, e
successive modificazioni e integrazioni, con cui sono state definite
le corrispondenze dei titoli conclusivi dei corsi sperimentali
triennali ai diplomi accademici di primo livello;
Visto l’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e
successive modifiche ed integrazioni;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezione
consultiva per gli atti normativi nella adunanza del 12 aprile 2018;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 26
gennaio 2017, che dispone la delega di funzioni al Ministro per la
semplificazione e la pubblica amministrazione on.le dott.ssa Maria
Anna Madia;

Adotta
il seguente regolamento:

Art. 1

Oggetto ed ambito di applicazione

  1. Il presente decreto disciplina, ai sensi dell’articolo 3, comma
    2-bis del decreto del Presidente della Repubblica 24 settembre 2004,
    n. 272, i titoli valutabili nonche’ il valore massimo assegnabile ad
    ognuno di essi, nell’ambito del concorso pubblico, per titoli ed
    esami, per l’accesso alla qualifica di dirigente, di cui all’articolo
    28, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.

Art. 2

Categorie di titoli valutabili

  1. Sono valutabili le seguenti categorie di titoli:
    a) titoli di studio universitari ed altri titoli;
    b) abilitazioni professionali;
    c) titoli di carriera e di servizio;
    d) pubblicazioni scientifiche.
  2. I titoli sono valutabili solo se non gia’ utilizzati per
    l’ammissione al concorso, salve le previsioni riportate all’articolo
    3, comma 1, lettere a), g) e h).
  3. Il valore complessivo dei titoli e’ determinato, salvo quanto
    previsto dal comma 4, in massimo 120 punti. Il punteggio conseguito
    all’esito della valutazione dei titoli e’ sommato al punteggio
    complessivo del candidato determinato sommando i voti riportati in
    ciascuna prova scritta ed il voto riportato nella prova orale.
  4. Nel caso di concorsi per l’accesso alla dirigenza tecnica,
    qualora l’amministrazione preveda nel bando di concorso una terza
    prova scritta obbligatoria, volta alla verifica dell’attitudine
    all’esercizio degli specifici compiti connessi al posto da ricoprire,
    il valore dei titoli e’ determinato in massimo 160 punti e, a tal
    fine, i punteggi massimi indicati nel presente decreto sono aumentati
    di un terzo.

Art. 3

Titoli di studio universitari ed altri titoli

  1. I seguenti titoli di studio universitari, per i quali possono
    essere attribuiti, complessivamente, non oltre punti 41, sono
    valutabili con i seguenti punteggi per ciascun titolo:
    a) voto di laurea relativo al titolo utile per l’ammissione al
    concorso, punti 1 per ogni punto superiore alla votazione di 105 e
    ulteriori punti 2 in caso di votazione di 110 con lode;
    b) diploma di laurea (DL) o laurea di primo livello (L), fino a
    punti 2;
    c) laurea specialistica (LS), fino a punti 2;
    d) laurea magistrale (LM), fino a punti 2;
    e) master universitari di primo livello, per il cui accesso sia
    stato richiesto uno dei titoli di studio universitari, o titoli
    equipollenti, richiesti per l’ammissione al concorso, in relazione ai
    crediti formativi riconosciuti, punti 1,5 per ciascuno, fino a punti
    3;
    f) master universitari di secondo livello, per il cui accesso sia
    stato richiesto uno dei titoli di studio universitari, o titoli
    equipollenti, richiesti per l’ammissione al concorso, in relazione ai
    crediti formativi riconosciuti, punti 2,5 per ciascuno, fino a punti
    5;
    g) diploma di specializzazione (DS), fino a punti 8; ove il
    diploma di specializzazione venga utilizzato quale requisito di
    ammissione al concorso, ai fini del conteggio del periodo di servizio
    utile ai sensi dell’articolo 7, comma 1, decreto del Presidente della
    Repubblica n. 70 del 2013, fino a punti 4;
    h) dottorato di ricerca (DR), fino a punti 12; ove il dottorato
    di ricerca venga utilizzato quale requisito di ammissione al
    concorso, ai fini del conteggio del periodo di servizio utile ai
    sensi dell’articolo 7, comma 1, decreto del Presidente della
    Repubblica n. 70 del 2013, fino a punti 6.
  2. I seguenti altri titoli, per i quali possono essere attribuiti,
    complessivamente, punti 9, sono valutabili, solo se attinenti alle
    materie delle prove d’esame, con i seguenti punteggi per ciascun
    titolo:
    a) titolarita’ di insegnamenti in corsi di studio presso le
    istituzioni di cui al comma 3, di durata minima semestrale, fino a
    punti 6, in relazione alla durata in ore;
    b) attivita’ di docenza presso le istituzioni di cui al comma 3,
    fino a punti 3, in relazione alla durata della docenza.
  3. I titoli di cui al presente articolo sono valutabili
    esclusivamente se conseguiti o svolti presso le istituzioni
    universitarie pubbliche, le universita’ non statali legalmente
    riconosciute, nonche’ le istituzioni formative pubbliche o private,
    autorizzate e o accreditate dal Ministero dell’istruzione,
    universita’ e ricerca, costituite anche in consorzio, fermo restando
    quanto previsto dall’articolo 38 del predetto decreto legislativo n.
    165 del 2001.
  4. I criteri di valutazione relativi ai titoli di cui alla presente
    disposizione sono la durata dei corsi, la votazione finale
    conseguita, il livello di attinenza con le materie delle prove
    d’esame.

Art. 4

Abilitazioni professionali

  1. Le abilitazioni professionali, per le quali puo’ essere
    attribuito un punteggio complessivo di punti 12, sono valutabili,
    solo se attinenti alle materie delle prove d’esame, in ragione di non
    piu’ di un titolo per ciascuna delle seguenti lettere, con il
    seguente punteggio per ciascun titolo:
    a) abilitazione professionale conseguita previo superamento di
    esame di Stato, per sostenere il quale e’ stato richiesto uno dei
    titoli di studio universitari richiesti dal bando per l’ammissione al
    concorso, punti 8;
    b) abilitazione professionale conseguita previo superamento di
    esame di Stato, per sostenere il quale e’ stato richiesto uno dei
    titoli di studio universitari di cui all’articolo 2, comma 1, diverso
    da quelli necessari per l’ammissione al concorso, purche’ attinente
    alle materie delle prove d’esame, punti 1 per ciascuna abilitazione,
    fino a punti 2, in relazione all’attinenza alle materie delle prove
    d’esame;
    c) abilitazione, diversa da quelle di cui alle precedenti lettere
    a) e b), all’insegnamento nelle scuole statali secondarie superiori,
    per il conseguimento della quale e’ stato richiesto uno dei titoli di
    studio richiesto dal bando per l’accesso al concorso, punti 1 per
    ciascuna abilitazione, fino a punti 2, in relazione all’attinenza
    alle materie delle prove d’esame.
  2. Le abilitazioni professionali di cui al comma 1, lettere a) e
    b), sono valutate esclusivamente se conseguite a seguito di effettivo
    superamento di un esame di abilitazione di Stato.
  3. Le abilitazioni professionali sono valutate ai fini del
    punteggio per titoli solo se non richieste come requisiti per
    l’ammissione al concorso.

Art. 5

Titoli di carriera e di servizio

  1. I titoli di carriera e di servizio, per i quali puo’ essere
    attribuito, un punteggio complessivo di punti 50, sono:
    a) rapporti di lavoro subordinato, a tempo indeterminato o
    determinato, con effettivo e formale inquadramento in una qualifica,
    area o categoria per il cui accesso dall’esterno era o e’ richiesto
    il possesso di uno dei titoli di studio universitari di cui
    all’articolo 2, comma 1, per i quali e’ attribuibile un punteggio
    massimo di 1,5 punti per anno, fino a punti 30; le anzianita’ di
    ruolo nella qualifica dirigenziale nonche’ i rapporti di lavoro con
    incarico dirigenziale a tempo determinato, sono valutati con un
    punteggio fino a 3 punti per anno; i servizi prestati in qualifica o
    incarico equiparati a quelli dirigenziali, sono valutati come tali
    solo se tale equiparazione e’ stabilita, anche ai fini giuridici, da
    un’espressa disposizione normativa, che va richiamata dalla
    Commissione esaminatrice nel relativo verbale;
    b) incarichi, che presuppongano una particolare competenza
    professionale, conferiti con provvedimenti formali, sia
    dall’amministrazione pubblica di appartenenza, sia da altri soggetti
    pubblici, su designazione dell’amministrazione pubblica di
    appartenenza, per i quali e’ attribuibile un punteggio fino ad un
    massimo di punti 10, secondo i criteri stabiliti dal bando di
    concorso, il quale deve stabilire un punteggio massimo per ogni
    singola tipologia di incarico o di servizio speciale;
    c) lavoro originale prodotto nell’ambito del servizio prestato ai
    sensi della lettera a) ovvero dell’incarico di cui alla lettera b),
    che presupponga e dimostri una particolare competenza professionale,
    oltre quella ordinaria richiesta per la qualifica o profilo di
    inquadramento, e’ attribuito un punteggio massimo ulteriore fino a
    punti 5, secondo i criteri stabiliti dal bando di concorso, il quale
    deve stabilire un punteggio massimo per ogni singola tipologia di
    lavoro originale;
    d) inclusione in graduatoria finale di concorso pubblico per
    esami scritti ed orali o per titoli ed esami scritti ed orali o a
    seguito di corso-concorso per esami scritti ed orali, purche’ non
    seguita dall’assunzione in servizio, bandito dalle amministrazioni,
    enti e soggetti pubblici di cui al comma 2, per l’assunzione in
    qualifica dirigenziale, per l’accesso alla quale sia stato richiesto
    uno dei titoli di studio universitari richiesti per l’ammissione al
    concorso, per i quali e’ attribuibile un punteggio massimo fino a
    punti 5, in relazione all’attinenza, desumibile dalle materie
    d’esame.
  2. I titoli di cui al presente articolo sono valutabili
    esclusivamente se conseguiti o svolti presso organi costituzionali o
    di rilevanza costituzionale, le autorita’ indipendenti ovvero le
    amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto
    legislativo 30 marzo 2001, n. 165.
  3. I servizi prestati con rapporto di lavoro subordinato alle
    dipendenze delle amministrazioni pubbliche indicate al comma 2 sono
    computati, per quelli a tempo indeterminato, secondo l’anzianita’ di
    ruolo e, per quelli a tempo determinato, dalla data di assunzione in
    servizio; i periodi prestati con rapporto di lavoro a tempo parziale,
    sono valutati in relazione alla percentuale di prestazione di lavoro
    prestato.
  4. Per la valutazione dei titoli di carriera e di servizio, di cui
    al presente articolo, si applicano anche i seguenti principi:
    a) le frazioni di anno sono valutate in ragione mensile
    considerando, come mese intero, periodi continuativi di giorni trenta
    o frazioni superiori a quindici giorni;
    b) in caso di servizi o rapporti di lavoro contemporanei, e’
    valutato quello piu’ favorevole al candidato;
    c) qualora non vengano dichiarati gli esatti termini temporali di
    inizio e fine di ciascun rapporto di lavoro subordinato, saranno
    valutati, in carenza del giorno di inizio o di fine, un solo giorno
    del mese; in carenza del mese di inizio o di fine, un solo giorno
    dell’anno.
  5. I servizi militari di leva sono valutati solo se prestati in
    gradi e ruoli per il cui accesso sia stato richiesto uno dei titoli
    di studio universitari di cui all’articolo 2, comma 1; i servizi di
    leva prestati in costanza di rapporto di lavoro con i soggetti
    pubblici di cui all’articolo 2, comma 5, sono valutati come prestati
    nella qualifica di ruolo di appartenenza.
  6. Ai fini del punteggio per i titoli di cui al comma 1, lettera
    a), e’ valutabile esclusivamente il periodo di servizio ulteriore
    rispetto a quello previsto dall’articolo 7, comma 1, del decreto del
    Presidente della Repubblica n. 70 del 2013 come requisito di
    ammissione al concorso.

Art. 6

Pubblicazioni scientifiche

  1. Le pubblicazioni scientifiche, di cui all’articolo 2, comma 1,
    lettera d), sono valutate nel loro complesso con un punteggio massimo
    di punti 8, in relazione al grado di attinenza con i compiti
    demandati dalla legge e dai regolamenti di organizzazione alle
    amministrazioni pubbliche per le quali e’ bandito il concorso e con
    la qualifica dirigenziale da attribuire; sono valutate altresi’ in
    relazione alla loro inerenza con le materie oggetto delle prove
    d’esame.
  2. Il bando potra’ limitare il numero delle pubblicazioni che
    ciascun candidato puo’ produrre.
    Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
    nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
    italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e farlo
    osservare.
    Roma, 16 aprile 2018

p. Il Presidente
del Consiglio dei ministri
Il Ministro
per la semplificazione
e la pubblica
amministrazione
Madia
Visto, il Guardasigilli: Orlando

Registrato alla Corte dei conti il 5 giugno 2018
Ufficio controllo atti P.C.M., Ministeri giustizia e affari esteri,
reg.ne prev. n. 1187

Avviso 27 febbraio 2018

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA

DIARIO

Diario della prova selettiva del corso concorso nazionale, per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento di dirigenti scolastici, presso le istituzioni scolastiche statali.

(Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – 4ª Serie speciale «Concorsi ed esami» n.17 del 27-2-2018)

Ai sensi e per gli effetti di quanto previsto dall’art. 6, comma 9, del D.D.G. n. 1259 del 23 novembre 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – 4ª Serie speciale «Concorsi ed esami» – n. 90 del 24 novembre 2017, si comunica che la prova preselettiva del corso-concorso nazionale per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento di dirigenti scolastici presso le istituzioni scolastiche statali si svolgera’ in data 29 maggio 2018
alle ore 10,00.
Si rende noto, altresi’, che in data 8 maggio 2018 sul sito internet del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca (www.miur.gov.it), verranno pubblicati i quesiti oggetto
della prova preselettiva.
Tale pubblicazione ha valore di notifica a tutti gli effetti.
Si comunica, infine, che l’elenco delle sedi della prova preselettiva con la loro esatta ubicazione, con l’indicazione della destinazione dei candidati distribuiti, ove possibile, per esigenze organizzative, nella regione di residenza in ordine alfabetico, e le ulteriori istruzioni operative, sara’ comunicato entro il 14 maggio tramite avviso pubblicato sul sito internet del Ministero (www.miur.gov.it). I candidati residenti all’estero, o ivi stabilmente domiciliati, sosterranno la prova nella Regione Lazio; i candidati residenti nelle Province di Trento e Bolzano sosterranno la prova nella Regione Veneto.
I candidati si dovranno presentare nelle rispettive sedi d’esame muniti di un documento di riconoscimento in corso di validita’, delcodice fiscale, nonche’ della ricevuta di versamento attestante il
pagamento del diritto di segreteria pari ad € 10,00 (dieci).
La prova preselettiva avra’ la durata di 100 minuti.
Di ogni altra comunicazione relativa al corso-concorso, nonche’ di una eventuale modifica delle suddette date, verra’ dato avviso nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – 4ª Serie speciale «Concorsi ed esami» – del 24 aprile 2018.
Ogni ulteriore informazione e documentazione relativa alla
procedura concorsuale e’ disponibile nell’apposito spazio «Il corso-concorso dirigenti scolastici» sull’home page del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca (www.miur.gov.it)

Avviso 16 gennaio 2017, AOODGPER 2757

Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Direzione generale per il personale scolastico

Ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali

Oggetto: Corso – concorso nazionale per titoli ed esami finalizzato al reclutamento di dirigenti scolastici presso le istituzioni scolastiche statali (D.D.G. n. 1259 del 23/11/2017). Avviso pubblico per l’iscrizione nell’elenco degli aspiranti alla nomina nella commissione esaminatrice dei candidati al concorso di ammissione al corso di formazione dirigenziale.

Si trasmette l’avviso pubblico relativo alla presentazione delle candidature a Presidente, componente o componente aggregato della Commissione esaminatrice del concorso di cui all’oggetto, con scadenza 22 febbraio 2018.
Si prega di dare la massima diffusione al suddetto avviso al fine di garantirne la più ampia conoscenza al personale interessato.
L’avviso sarà pubblicato, inoltre, sul sito INTERNET e sulla rete INTRANET di questo Ministero.

IL DIRETTORE GENERALE
Maria Maddalena Novelli


Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Direzione generale per il personale scolastico

Avviso 16 gennaio 2017, AOODGPER 2757

D.D.G. n. 1259 del 23/11/2017 recante il Bando del Corso – concorso nazionale per titoli ed esami finalizzato al reclutamento di dirigenti scolastici presso le istituzioni scolastiche statali. Iscrizione nell’elenco degli aspiranti alla nomina nella commissione esaminatrice dei candidati al concorso di ammissione al corso di formazione dirigenziale.

Bando Concorso Dirigenti Scolastici

Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione

Corso-concorso nazionale, per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento di dirigenti scolastici presso le istituzioni scolastiche statali

(GU 4ª Serie Speciale – Concorsi ed Esami n. 90 del 24-11-2017)

Nel giorno della breccia di Porta Pia parte il concorso per i dirigenti

Nel giorno della breccia di Porta Pia parte il concorso per i dirigenti

di Giuseppe Adernò

 

Si apre finalmente la “breccia” che apre il percorso del “concorso di ammissione al corso di formazione dirigenziale”, e prevede  un articolato percorso strutturato in tre fasi

La pubblicazione del “regolamento” sulla Gazzetta Ufficiale costituisce l’avvio di un cammino procedurale articolato e complesso.

Non si tratta, quindi, di un vero “concorso per dirigenti”,  come negli anni passati, ma prevede innanzitutto  una prova preselettiva unica a livello nazionale, svolta al computer, strutturata in 100 quiz che saranno estratti da una banca dati resa nota tramite pubblicazione sul sito del Ministero almeno 20 giorni prima dell’avvio della prova. Le domande punteranno a verificare le conoscenze di base per l’espletamento delle funzioni dirigenziali.

Nei libri di storia leggiamo: “All’alba del 20 settembre 1870, circa 15.000 soldati pontifici, in massima parte zuavi (volontari quasi tutti di provenienza francese, belga o olandese) erano pronti a fronteggiare le mosse degli assedianti, bersaglieri e fanti dell’esercito italiano che aspettavano da giorni la dichiarazione di resa dello Stato pontifici”.

I quindicimila soldati corrispondono al numero simbolico di quanti desiderano vivere l’esperienza dirigenziale e per alcuni  tutto ciò diventa segno di riscatto, di avanzamento di carriera, desiderio di cambiare, di rinnovare la scuola e renderla sempre più di “qualità”.

Termina il “dominio temporale” delle reggenze che provocano danni alla vita della scuola, si annunciano nuovi orizzonti e prospettive di sviluppo se i futuri vincitori, nel ruolo di dirigenti, metteranno in pratica non solo la regolarità delle procedura, ma saranno in grado di dare un’anima alle scuole, molte delle quali  stanno ancora sedute, nel grigiore delle paludi, del fare poco e non correre rischi .

La cultura delle periferie e del piccolo ritorna ad essere valida e preziosa,

Tra i giovani ufficiali del 20 settembre c’era anche Edmondo De Amicis ed il suo nome ricorda il fantastico e sempre affascinante libro “Cuore”, capace di trasmette e rendere visibili i valori della Patria, dell’amicizia, della fedeltà, dell’impegno, dell’eroismo.

Tutte queste qualità appartengono al “dirigente” che resta sempre un “educatore”  e non deve essere un “burocrate” , un “manager”, uno “sceriffo”, un “ducetto”, ma deve avere la qualità di saper  dirigere, senza imporre, guidare, ma non plagiare o assoggettare.

Dopo tante attese, annunci, dichiarazioni, promesse il pomeriggio del 20 settembre, l’esercito

( della scuola) ottenne, quasi senza sforzo, ciò che appariva, solo pochi anni prima, una chimera, un miraggio”

Ecco finalmente  pubblicato l’atteso Regolamento, lungo 32 pagine, con mille richiami a norme e disposizioni al quale seguirà il bando del corso-concorso che definisce le nuove modalità di selezione per il reclutamento dei dirigenti scolastici.

Sono 1.189 i posti vacanti, 1.748 le reggenze, il 31,6%  dei 6.792 dirigenti ha più di 60 anni.  Obiettivo del concorso è la copertura dei posti disponibili per il prossimo triennio 2018-2021.

Il corso-concorso, al quale possono partecipare i docenti e il personale educativo di ruolo con almeno cinque anni di servizio, ed aggiungerei:  fortemente motivati e ricchi di competenze gestionali e organizzative e quindi  capaci di condurre e dirigere una barca nella bufera, prevede tre  fasi previste di selezione a carattere nazionale:

– una concorsuale vera e propria con prova preselettiva unica a livello nazionale e successiva prova scritta che prevede:

–    cinque domande a risposta aperta su: normativa del settore istruzione, organizzazione del lavoro e gestione del personale, programmazione, gestione e valutazione presso le scuole, ambienti di apprendimento, diritto civile e amministrativo, contabilità di Stato, sistemi educativi europei.

–    due domande a risposta chiusa in lingua straniera (livello B2) su: organizzazione degli ambienti di apprendimento, sistemi educativi europei.

I candidati che otterranno il punteggio minimo di 70 punti potranno accedere all’orale che mira ad accertare la preparazione professionale degli aspiranti dirigenti anche attraverso la risoluzione di un caso pratico. Saranno testate anche le conoscenze informatiche e di lingua straniera. Entrambe le fasi sono uniche a livello nazionale.

I candidati che supereranno le prove scritta e orale saranno ammessi, sulla base di una graduatoria che tiene conto anche dei titoli, al corso di formazione dirigenziale e di tirocinio selettivo, finalizzato all’arricchimento delle competenze professionali delle candidate e dei candidati.

Due i mesi di lezione in aula previsti e quattro quelli di tirocinio a scuola, che potranno essere integrati anche da sessioni di formazione a distanza.

Al termine i candidati dovranno affrontare una valutazione scritta e un colloquio orale, per essere dichiarati “vincitori del corso-concorso”  e sarà stilata una graduatoria generale di merito per l’assegnazione della sede.

Sarà quindi un lungo e travagliato cammino con tante fase intermedie di valutazioni e selezioni

Il ruolo della dirigenza, come ha anche dichiarato  la Ministra Valeria Fedeli – è fondamentale nelle scuole: per il coordinamento del lavoro, per tenere insieme la comunità scolastica. Il dirigente è anche un punto di riferimento per le famiglie e contribuisce alla qualità del sistema scolastico.

Scuole ferme e sedute, sono l’espressione di dirigenti bloccati e chiusi, schiacciati dalle carte, affetti da inguaribile “contenziosite  acuta”

Anche la fase di tirocinio sarà una novità che vede in campo molti  docenti che hanno già fatto esperienza di collaboratori vicari e quindi già pronti a tale complessità operativa e metterà alla prova coloro che conoscono bene la teoria e non sempre saranno capaci di trovare  nella pratica le soluzioni possibili ed efficaci.

E’ fondamentale, infatti,   verificare sul campo le capacità gestionali e di organizzazione del lavoro dei candidati, chiamati anche a dimostrare la capacità di inserimento nella comunità scolastica, oltre che le loro conoscenze sulla normativa del settore. Si tratta, in sintesi, di un concorso che tiene conto dei cambiamenti che la professionalità del dirigente ha subito in questi anni per selezionare i migliori profili, valorizzando anche titoli accademici, corsi di formazione ed esperienze fatte.

Così ben disegnata la scuola di domani con queste figure di  eccezionali competenze si presenta bella, affascinante e completa, speriamo che tutto ciò non venga offuscato dalle ataviche ombre sindacali e  grigie raccomandazioni politiche, che non sempre favoriscono coloro che veramente valgono o dalle pesanti procedure dei ricorsi che come macigni fanno da zavorra alla vita sociale e scolastica.

Decreto del Presidente della Repubblica 9 agosto 2017

Decreto del Presidente della Repubblica 9 agosto 2017

Autorizzazione al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca ad assumere a tempo indeterminato, per l’anno scolastico 2017-2018, sui posti effettivamente vacanti e disponibili, n. 259 dirigenti scolastici. (17A07185)

(GU Serie Generale n.250 del 25-10-2017)

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visto l’art. 39, commi 3 e 3-bis, della legge 27 dicembre 1997, n.
449, recante misure per la stabilizzazione della finanza pubblica,
che disciplina le procedure di autorizzazione ad assumere per le
amministrazioni dello Stato;
Visto il decreto legislativo del 30 marzo 2001, n. 165, recante
norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle
amministrazioni pubbliche;
Visto il decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con
modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, concernente
disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria e in
particolare l’art. 19, e successive modificazioni ed integrazioni,
che reca disposizioni in materia di razionalizzazione della spesa
relativa all’organizzazione scolastica;
Visto il decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con
modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, concernente misure
urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per
l’efficienza degli uffici giudiziari e, in particolare, l’art. 3,
comma 1, che nell’ambito della disciplina delle facolta’ di
assunzione da parte di alcune amministrazioni, ribadisce
l’applicazione della normativa di settore per il comparto scuola;
Visto il decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, convertito, con
modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013, n. 128, recante misure
urgenti in materia di istruzione, universita’ e ricerca;
Visto il decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive
modificazioni ed integrazioni, recante approvazione del testo unico
delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione,
relative alle scuole di ogni ordine e grado;
Vista la legge 3 maggio 1999, n. 124, recante disposizioni urgenti
in materia di personale scolastico;
Vista la legge 13 luglio 2015, n. 107, recante la riforma del
sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino
delle disposizioni legislative vigenti;
Visto l’art. 17, comma 1-bis, del decreto-legge n. 104 del 2013,
come modificato dall’art. 1, comma 2-bis, del decreto-legge 7 aprile
2014, n. 58, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 giugno
2014, n. 87, che prevede la trasformazione in graduatorie ad
esaurimento delle graduatorie regionali del concorso a dirigente
scolastico, indetto con decreto del direttore generale del Ministero
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca del 13 luglio 2011,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – 4ª serie speciale – n. 56 del
15 luglio 2011, per la copertura di n. 2.386 posti complessivi;
Visto l’art. 1, comma 87, della legge 13 luglio 2015, n. 107, che
prevede l’adozione di un decreto del Ministro dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca per definire le modalita’ di
svolgimento di un corso intensivo di formazione e della relativa
prova scritta finale, volto all’immissione dei soggetti di cui al
successivo comma 88 dello stesso articolo nei ruoli dei dirigenti
scolastici nonche’ per le finalita’ di cui al successivo comma 90;
Visto il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca del 20 luglio 2015 n. 499 adottato ai sensi dell’art.
1, commi 87 e 90, della legge 13 luglio 2015, n. 107;
Visto l’art. 1, comma 92, della legge n. 107 del 2015, che prevede
che: «per garantire la tempestiva copertura dei posti vacanti di
dirigente scolastico, a conclusione delle operazioni di mobilita’ e
previo parere dell’ufficio scolastico regionale di destinazione,
fermo restando l’accantonamento dei posti destinati ai soggetti di
cui al comma 88, i posti autorizzati per l’assunzione di dirigenti
scolastici sono conferiti nel limite massimo del 20% ai soggetti
idonei inclusi nelle graduatorie regionali del concorso per il
reclutamento di dirigenti scolastici bandito con decreto direttoriale
del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca 13
luglio 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – 4ª serie speciale
– n. 56 del 15 luglio 2011. Il Ministro dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca, con proprio decreto, predispone le
necessarie misure applicative»;
Visto il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca del 27 agosto 2015, n. 635, che disciplina le procedure
per la copertura dei posti vacanti di dirigente scolastico ai sensi
dell’art. 1, comma 92, della legge 13 luglio 2015, n. 107;
Vista la legge 28 dicembre 2015, n. 208, recante disposizioni per
la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge
di stabilita’ 2016), ed in particolare l’art. 1, comma 257, che
prevede, al fine di assicurare continuita’ alle attivita’ previste
negli accordi sottoscritti con scuole o universita’ dei Paesi
stranieri, il personale della scuola impegnato in innovativi e
riconosciuti progetti didattici internazionali svolti in lingua
straniera, al raggiungimento dei requisiti per la quiescenza, puo’
chiedere di essere autorizzato al trattenimento in servizio
retribuito per non piu’ di due anni;
Vista la nota del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca del 7 luglio 2017, n. 20519, recante richiesta di
autorizzazione, per l’anno scolastico 2017/2018, a fronte di un
numero di posti di dirigente scolastico vacanti al 1° settembre 2017
pari a n. 1.268 unita’, e un numero di cessazioni con decorrenza 1°
settembre 2017 pari a n. 467 unita’, alle nomine in ruolo di n. 259
dirigenti scolastici, di cui n. 58 unita’ per immissione in ruolo dei
soggetti inclusi nelle graduatorie del concorso di cui al D.D.G. 13
luglio 2011 delle Regioni Abruzzo e Campania, n. 1 unita’ per
riammissione in servizio, n. 36 unita’ per trattenimento in servizio
ai sensi dell’art. 1, comma 257, della legge n. 208 del 2015, n. 9
unita’ per compensare gli effetti di esecuzione di provvedimenti
giurisdizionali e n. 155 unita’ ai sensi dell’art. 1, comma 92, della
legge n. 107 del 2015;
Vista la nota del Gabinetto del Ministero dell’economia e delle
finanze del 1° agosto 2017, n. 15539/2017, che trasmette la nota del
Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato del 28 luglio
2017, n. 156952, con la quale si comunica di non avere osservazioni
da formulare in merito alle autorizzazioni ad assumere, in favore del
Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, n. 259
unita’ di dirigenti scolastici;
Ritenuto di accordare al Ministero dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca l’autorizzazione ad assumere a tempo
indeterminato n. 259 dirigenti scolastici, di cui n. 58 unita’ per
immissione in ruolo dei soggetti inclusi nelle graduatorie del
concorso di cui al D.D.G. 13 luglio 2011 delle Regioni Abruzzo e
Campania, n. 1 unita’ per riammissione in servizio, n. 36 unita’ per
trattenimento in servizio ai sensi dell’art. 1, comma 257, della
legge n. 208 del 2015, n. 9 unita’ a compensazione degli effetti di
esecuzione di provvedimenti giurisdizionali e n. 155 unita’ ai sensi
dell’art. 1, comma 92, della legge n. 107 del 2015;
Vista la legge 12 gennaio 1991, n. 13, recante determinazione degli
atti amministrativi da adottarsi nella forma del decreto del
Presidente della Repubblica, e in particolare l’art. 1, comma 1,
lettera ii), che contempla tutti gli atti per i quali e’ intervenuta
la deliberazione del Consiglio dei ministri;
Sulla proposta del Ministro per la semplificazione e la pubblica
amministrazione e del Ministro dell’economia e delle finanze;
Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella
riunione del 7 agosto 2017;

Decreta:

Art. 1

Il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca e’
autorizzato, per l’anno scolastico 2017/2018, ad assumere a tempo
indeterminato un numero di unita’ pari a n. 259 dirigenti scolastici.

Art. 2

Il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca
trasmette, entro il 31 dicembre 2017, per le necessarie verifiche,
alla Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per la
funzione pubblica e al Ministero dell’economia e delle finanze –
Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, i dati
concernenti il personale assunto ai sensi dell’art. 1 del presente
decreto.
Il presente decreto, previa registrazione da parte della Corte dei
conti, sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.
Dato a Roma, addi’ 9 agosto 2017

MATTARELLA

Gentiloni Silveri, Presidente del
Consiglio dei ministri

Madia, Ministro per la semplificazione
e la pubblica amministrazione

Padoan, Ministro dell’economia e delle
finanze

Registrato alla Corte dei conti il 29 settembre 2017
Ufficio controllo atti P.C.M. Ministeri giustizia e affari esteri,
reg.ne prev. n. 2003

Decreto Ministeriale 3 agosto 2017, n. 138

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA

Decreto Ministeriale 3 agosto 2017, n. 138

Regolamento per la definizione delle modalità di svolgimento delle procedure concorsuali per l’accesso ai ruoli della dirigenza scolastica, la durata del corso e le forme di valutazione dei candidati ammessi al corso, ai sensi dell’articolo 29 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come modificato dall’articolo 1, comma 217 della legge 28 dicembre 2015, n. 208. (17G00150)

(GU Serie Generale n° 220 del 20-09-2017)

Parte I

DISPOSIZIONI COMUNI

IL MINISTRO DELL’ISTRUZIONE,
DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA

Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400, recante disciplina
dell’attivita’ di Governo e ordinamento della Presidenza del
Consiglio dei ministri e in particolare l’articolo 17, commi 3 e 4,
relativi alla potesta’ regolamentare dello Stato;
Visto l’articolo 29, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165, come sostituito dall’articolo 1, comma 217, della legge
28 dicembre 2015, n. 208, recante la disciplina del reclutamento dei
dirigenti scolastici, ove si dispone che lo stesso si realizzi
mediante corso-concorso selettivo di formazione bandito dal Ministero
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, sentito il
Ministero dell’economia e delle finanze e che con decreto del
Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, sono
definite le modalita’ di svolgimento delle procedure concorsuali, la
durata del corso e le forme di valutazione dei candidati ammessi al
corso;
Visto l’articolo 97, ultimo comma, della Costituzione, ai sensi del
quale «agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede
mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge»;
Visto il decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, recante
approvazione del testo unico delle disposizioni legislative vigenti
in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e
grado;
Vista la legge 15 marzo 1997, n. 59, recante delega al Governo per
il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali,
per la riforma della pubblica amministrazione e per la
semplificazione amministrativa e, in particolare, l’articolo 21 che
attribuisce l’autonomia alle istituzioni scolastiche e
contestualmente conferisce ai capi d’istituto la qualifica
dirigenziale;
Vista la legge 27 dicembre 1997, n. 449, recante misure per la
stabilizzazione della finanza pubblica e, in particolare, l’articolo
39 che disciplina il regime autorizzatorio in materia di assunzioni
di personale delle amministrazioni pubbliche;
Visto il decreto legislativo 30 giugno 1999, n. 233, e successive
modificazioni, e, in particolare, l’articolo 2 che disciplina le
competenze del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione;
Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante norme
generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle
amministrazioni pubbliche e, in particolare, l’articolo 25 che
disciplina compiti e funzioni dei dirigenti scolastici;
Visto il decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, recante
attuazione della direttiva 1999/70/CE relativa all’accordo quadro sul
lavoro a tempo determinato concluso dall’UNICE, dal CEEP e dal CES;
Vista la legge 24 dicembre 2012, n. 228, recante disposizioni per
la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge
di stabilita’ 2013) e, in particolare, l’articolo 1, commi 102, 103 e
107, concernenti l’equipollenza tra titoli rilasciati dalle
istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica e
lauree magistrali;
Visto il decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, recante riordino
della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicita’, trasparenza
e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche
amministrazioni, e successive modificazioni;
Visto il decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, convertito, con
modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013, n. 128 e, in particolare,
l’articolo 17, comma 1-ter riguardante il corso-concorso per le
scuole con lingua di insegnamento slovena e con insegnamento bilingue
sloveno-italiano della regione autonoma Friuli Venezia Giulia;
Visto il decreto-legge 7 aprile 2014, n. 58, convertito, con
modificazioni, dalla legge 5 giugno 2014, n. 87 e, in particolare,
l’articolo 1, comma 2-ter riguardante la prima tornata del
corso-concorso nazionale per il reclutamento dei dirigenti
scolastici;
Visto il decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con
modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, recante misure
urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per
l’efficienza degli uffici giudiziari e, in particolare, l’articolo 6
concernente il divieto di incarichi dirigenziali a soggetti in
quiescenza;
Vista la legge 13 luglio 2015, n. 107 e, in particolare, l’articolo
1, commi da 87 a 92, concernenti interventi di selezione, conferma e
immissione nei ruoli dei dirigenti scolastici;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n.
487, concernente regolamento recante norme sull’accesso agli impieghi
nelle pubbliche amministrazioni e le modalita’ di svolgimento dei
concorsi, dei concorsi unici e delle altre forme di assunzione nei
pubblici impieghi;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23 marzo
1995 concernente la determinazione dei compensi da corrispondere ai
componenti delle commissioni esaminatrici e al personale addetto alla
sorveglianza di tutti i tipi di concorso indetti dalle
amministrazioni pubbliche;
Visto il decreto interministeriale del 12 marzo 2012 con cui sono
rideterminati i compensi per i componenti delle commissioni dei
concorsi finalizzati al reclutamento dei dirigenti scolastici, fermo
restando quello previsto dal citato decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri 23 marzo 1995 per i segretari delle
commissioni, come ridotto ai sensi dell’articolo 6, comma 3, del
decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito in legge, con
modificazioni, dall’articolo 1, comma 1, della legge 30 luglio 2010,
n. 122;
Dato atto che il citato articolo 1, comma 2-ter, del decreto-legge
n. 58 del 2014 prevede che, in sede di prima applicazione, il bando
del corso-concorso nazionale per il reclutamento nazionale dei
dirigenti scolastici riservi una quota dei posti ai soggetti «gia’
vincitori ovvero utilmente collocati nelle graduatorie di concorso
successivamente annullate in sede giurisdizionale, ai soggetti che
hanno un contenzioso pendente, che abbiano avuto una sentenza
favorevole almeno nel primo grado di giudizio ovvero non abbiano
avuto, alla data di entrata in vigore della legge di conversione del
presente decreto, alcuna sentenza definitiva […] contenzioso legato
ai concorsi per dirigente scolastico di cui al decreto direttoriale
22 novembre 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – 4ª Serie
speciale – n. 94 del 26 novembre 2004, e al decreto del Ministro
della pubblica istruzione 3 ottobre 2006, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale – 4ª Serie speciale – n. 76 del 6 ottobre 2006, ovvero
avverso la rinnovazione della procedura concorsuale ai sensi della
legge 3 dicembre 2010, n. 202, nonche’ ai soggetti che hanno avuto la
conferma degli incarichi di presidenza di cui all’articolo 1-sexies
del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito, con
modificazioni, dalla legge 31 marzo 2005, n. 43.»
Dato atto che il citato articolo 1, commi da 87 a 92, della legge
n. 107 del 2015 prevede che i soggetti gia’ vincitori, ovvero
utilmente collocati nelle graduatorie, ovvero che abbiano superato
positivamente tutte le fasi di procedure concorsuali successivamente
annullate in sede giurisdizionale, relative al concorso per esami e
titoli per il reclutamento di dirigenti scolastici indetto con
decreto direttoriale del Ministero dell’istruzione, dell’universita’
e della ricerca 13 luglio 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale –
4ª Serie speciale – n. 56 del 15 luglio 2011, nonche’ i soggetti che
abbiano avuto una sentenza favorevole almeno nel primo grado di
giudizio, ovvero non abbiano avuto, alla data di entrata in vigore
della presente legge, alcuna sentenza definitiva, nell’ambito del
contenzioso riferito ai concorsi per dirigente scolastico di cui al
decreto direttoriale del Ministero dell’istruzione, dell’universita’
e della ricerca 22 novembre 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
– 4ª Serie speciale – n. 94 del 26 novembre 2004, e al decreto del
Ministro della pubblica istruzione 3 ottobre 2006, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale – 4ª Serie speciale – n. 76 del 6 ottobre 2006,
ovvero avverso la rinnovazione della procedura concorsuale ai sensi
della legge 3 dicembre 2010, n. 202, siano destinatari di un corso
intensivo di formazione e successiva prova finale volta
all’immissione nei ruoli dei dirigenti scolastici;
Dato atto che il corso intensivo di formazione volto all’immissione
nei ruoli dei dirigenti scolastici di cui al citato articolo 1, comma
87, della legge n. 107 del 2015, si e’ svolto nel mese di agosto 2015
e che i partecipanti che hanno superato la relativa prova finale sono
stati immessi in ruolo;
Dato atto che il citato articolo 1, comma 2-ter, del decreto-legge
n. 58 del 2014 e che l’articolo 17 del decreto-legge n. 104 del 2013,
comma 1-ter, qualificano il corso-concorso quale nazionale;
Ritenuto che la circostanza che il corso-concorso sia nazionale
comporta la necessita’ che la graduatoria di merito del concorso di
ammissione al corso di formazione dirigenziale e del successivo corso
di formazione e tirocinio siano entrambe nazionali;
Considerata l’interpretazione della clausola 4 della citata
direttiva 1999/70/CE, fornita dalla Corte di giustizia dell’Unione
europea con le pronunce 8 settembre 2011, n. C-177/10 e 18 ottobre
2012, quest’ultima intervenuta nei procedimenti C-302/11 e C-304/11,
nonche’ della sentenza del Consiglio di Stato, sez. VI, n. 4724 del
18 settembre 2014 di conferma dell’illegittimita’ del bando di
concorso per il reclutamento di dirigenti scolastici emanato con
decreto direttoriale del 13 luglio 2011 nella parte in cui
prescriveva che il requisito del servizio di insegnamento
effettivamente prestato dovesse essere maturato dopo la nomina in
ruolo;
Ritenuto pertanto che l’articolo 29, comma 1, del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come sostituito dalla legge 28
dicembre 2015, n. 208, comma 217, sia da interpretare in senso
conforme alla disciplina comunitaria sopra richiamata, nonche’ alla
giurisprudenza europea e comunitaria formatasi in materia e che
pertanto il requisito dell’anzianita’ di servizio richiesta per la
partecipazione al concorso sia da intendersi nel senso che i cinque
anni di servizio possono essere maturati anche precedentemente
all’entrata in ruolo, ferma restando la conferma in ruolo;
Dato atto che la materia disciplinata dal presente regolamento non
rientra tra quelle per le quali e’ prevista l’acquisizione del parere
obbligatorio del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione a
norma dell’articolo 2, comma 2, del decreto legislativo n. 233 del
1999;
Ritenuto comunque opportuno acquisire detto parere, al fine di
avvalersi del supporto tecnico-scientifico del Consiglio Superiore
della Pubblica Istruzione;
Acquisito il parere del Consiglio Superiore della Pubblica
Istruzione nella seduta del 13 luglio 2016;
Ritenuto di poter accogliere le richieste di modifica formulate dal
Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione nel citato parere, ad
eccezione di quelle di seguito considerate;
Considerata non accoglibile la richiesta del Consiglio Superiore
della Pubblica Istruzione di modifica dell’articolo 4, comma 7,
relativamente all’aumento della percentuale del numero di candidati
ammissibili al corso di formazione rispetto ai posti determinati, in
quanto vincolata dal limite posto dall’articolo 29 del decreto
legislativo n. 165 del 2001, come sostituito dall’articolo 1, comma
217, della legge 28 dicembre 2015, n. 208;
Considerata altresi’ non accoglibile la richiesta del Consiglio
Superiore della Pubblica Istruzione di modifica dell’articolo 8,
comma 2, riferita all’aumento della percentuale del numero dei
candidati ammissibili alla prova scritta sulla base delle risultanze
delle prove preselettive, in ragione dell’incidenza finanziaria sui
costi della procedura concorsuale;
Ritenuto di poter aderire alla proposta di modifica dell’articolo
12, comma 3, tesa a riconoscere, nell’ambito della prova orale di cui
all’articolo 11, comma 1, un maggior punteggio massimo attribuibile
dalla Commissione nell’accertamento della conoscenza
dell’informatica, incrementando il punteggio massimo riconoscibile da
4 a 6 punti;
Ritenuto di confermare tra le cause ostative all’incarico di
Presidente e componente della Commissione di cui all’articolo 16,
comma 2, lettera a), l’aver ricoperto la carica di rappresentante
sindacale unitario, attesa la disposizione di cui all’articolo 35,
comma 3, lettera e), del decreto legislativo n. 165 del 2001;
Ritenuto di poter accogliere quasi integralmente le proposte di
modifica alla Tabella di valutazione dei titoli richieste dal
Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione – tendenti,
principalmente, ad attribuire diverso e maggior peso alle esperienze
professionali rispetto a titoli culturali, pur in considerazione
della prioritaria esigenza di garantire prevalenza alla valutazione
dei titoli culturali specifici inerenti la funzione dirigenziale
scolastica rispetto a titoli di servizio ed esperienze professionali
piu’ strettamente riconducibili alla funzione docente;
Acquisito il parere del Consiglio di Stato n. 2190/2016 (affare n.
1738/2016) espresso dalla sezione consultiva per gli atti normativi
nell’adunanza del 28 settembre 2016;
Considerate le osservazioni formulate dal Capo dell’Ufficio
legislativo del Ministro per la semplificazione e la pubblica
amministrazione con nota prot. 422/1G/UL/P del 5 dicembre 2016,
acquisite su invito, in data 2 dicembre 2016, del Dipartimento per
gli affari giuridici e legislativi della Presidenza del Consiglio dei
ministri;
Ritenuto di poter accogliere le proposte indicate nella su
richiamata nota, relative agli articoli 6, 17 e 18;
Ritenuto che la deroga a quanto previsto dall’articolo 8 del
decreto del Presidente della Repubblica n. 487 del 1994 sui concorsi
per titoli ed esami in relazione all’articolo 12, possa ritenersi
superata sulla base del parere n. 3183/2015 reso dal Consiglio di
Stato su analoga disposizione, in quanto nella valutazione dei titoli
culturali nonche’ di quelli di servizio e professionali, non e’
riservato all’Amministrazione alcun margine di discrezionalita’, come
si evince dalla Tabella di valutazione dei titoli, nella cui nuova
formulazione e’ stata eliminata la valutazione di libri ed articoli,
unica caratterizzata da profili di discrezionalita’;
Ritenuta di conseguenza superata anche l’osservazione formulata dal
Capo dell’Ufficio legislativo del Ministro per la semplificazione e
la pubblica amministrazione in merito all’articolo 5 in quanto i
titoli utili da presentare, i criteri di valutazione e il punteggio
da attribuire sono analiticamente enunciati nella Tabella di
valutazione dei titoli;
Considerate le osservazioni formulate dal Ministero dell’economia e
delle finanze, con note prot. 3273 del 14 dicembre 2016 e prot. 95968
del 14 dicembre 2016, acquisite su invito, in data 2 dicembre 2016,
del Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi della
Presidenza del Consiglio dei ministri;
Ritenuto di poter accogliere le osservazioni indicate nella su
richiamata nota relative agli articoli 1, 15, 18, 21 e 24;
Ritenuto altresi’ di accogliere le osservazioni relative
all’articolo 8, specificando al comma 7 che anche la valutazione
della prova preselettiva avviene mediante l’ausilio di sistemi
informatizzati e inserendo all’articolo 13 l’ulteriore comma 4;
Ritenuto invece, in relazione all’articolo 4, comma 2, di non dover
richiamare l’articolo 19, commi 5 e 5-ter, del decreto-legge 6 luglio
2011 n. 98, convertito con modificazioni dalla legge 15 luglio 2011,
n. 111, in conformita’ all’osservazione del Consiglio di Stato di cui
al punto 4.4 del parere n. 1684 reso nell’adunanza del 22giugno 2017,
trattandosi di disposizioni riferite a bienni scolastici ormai
decorsi ma delle quali verra’ garantita comunque l’applicazione, ai
fini dell’individuazione dei posti da mettere a bando, sino a che non
sara’ adottato il decreto interministeriale MIUR-MEF, previo concerto
in Conferenza Unificata, di cui all’articolo 19, comma 5-ter, del
medesimo decreto-legge;
Ritenuto altresi’ di acquisire nuovamente il parere del Consiglio
di Stato e del Consiglio superiore della pubblica istruzione, in
considerazione delle modifiche introdotte successivamente al rilascio
dei rispettivi pareri;
Acquisito il nuovo parere del Consiglio Superiore della Pubblica
Istruzione nella seduta del 10 maggio 2017;
Ritenuto di poter accogliere tutte le richieste formulate dal
Consiglio superiore della pubblica istruzione nel menzionato parere,
ad eccezione di quelle di seguito indicate;
Ritenuto di non poter accogliere la richiesta di modificare
l’articolo 8, comma 6, per ragioni organizzative, in quanto la
proposta non consente di assicurare la contemporaneita’ della prova
in caso di un numero di candidati superiore alle postazioni
disponibili per l’espletamento della prova medesima;
Ritenuto di non poter accogliere la richiesta di modifica
dell’articolo 12, comma 2, con riferimento alla possibilita’ di
assegnare un punteggio negativo alle risposte errate ai quesiti
formulati in lingua straniera, in quanto detta valutazione negativa
sarebbe a diminuzione di quella effettivamente conseguita da ciascun
candidato nelle materie disciplinari del concorso;
Ritenuto di non poter accogliere la richiesta di modificare
l’articolo 12, comma 3, con riferimento al punteggio massimo
attribuibile in sede di colloquio, ritenendo il diverso peso
attribuito alla valutazione della conoscenza della lingua straniera
rispetto a quella dell’informatica congruo e coerente con le esigenze
di reclutamento di cui al presente regolamento;
Ritenuta accolta la richiesta di adozione di linee guida nazionali
con l’emanazione del provvedimento di cui all’articolo 17, comma 8;
Ritenuto di non poter accogliere la richiesta di modificare
l’articolo 17, comma 5, con riferimento all’esclusione della
possibilita’ che il tirocinio possa essere effettuato in scuole
affidate in reggenza al dirigente scolastico tutor, in quanto
l’attivita’ di reggenza del Dirigente scolastico assicura il
necessario affiancamento e osservazione delle attivita’ svolte dal
tirocinante;
Ritenuto di non poter accogliere la richiesta di modifica
dell’articolo 17, comma 9 con riferimento alla richiesta di limitare
la selezione da parte delle Universita’, individuate per la
realizzazione del corso di formazione, di dirigenti scolastici e
dell’amministrazione scolastica per l’espletamento della formazione
di tipo pratico o laboratoriale, apparendo cio’ possibilmente lesivo
dell’autonomia didattico-organizzativa delle Universita’ medesime,
fermo restando quanto previsto dal comma 8 del medesimo articolo;
Ritenuto di non poter accogliere le richieste di modifica della
tabella di valutazione dei titoli, formulate con il secondo parere,
in quanto si ritiene opportuno valorizzare adeguatamente il titolo di
dottore di ricerca e le attivita’ di ricerca svolte;
Sentite le organizzazioni sindacali il 23 giugno 2016;
Acquisito il parere del Consiglio di Stato n. 1684/2017 espresso
dalla sezione consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 22
giugno 2017;
Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei ministri
effettuata, a norma dell’articolo 17, commi 3 e 4, della citata legge
n. 400 del 1988, cosi’ come attestata dalla Presidenza del Consiglio
dei ministri con nota n. 8626 del 1° agosto 2017;

Adotta
il seguente regolamento:

Art. 1

Oggetto

1. Il presente regolamento e’ emanato in attuazione dell’articolo
29, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165, come
sostituito dall’articolo 1, comma 217, della legge 28 dicembre 2015,
n. 208, e definisce le modalita’ di svolgimento delle procedure
concorsuali nazionali, organizzate su base regionale, per il
reclutamento dei dirigenti scolastici nei ruoli regionali di cui
all’articolo 25 del citato decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,
la durata del corso di formazione dirigenziale e tirocinio e le forme
di valutazione dei candidati ammessi al corso medesimo.

Art. 2

Definizioni

1. Ai fini del presente regolamento si intende per:
a) «Ministero», il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca;
b) «Ministro», il Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca;
c) «USR», gli Uffici scolastici regionali di cui all’articolo 75
del decreto legislativo 30 luglio 1999, n.300 recante riforma
dell’organizzazione del Governo, a norma dell’articolo 11 della legge
15 marzo 1997, n. 59;
d) «Bando», ciascun bando di concorso adottato in attuazione del
presente regolamento.
e) «Testo Unico», il testo unico delle disposizioni legislative
vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine
e grado, approvato con decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297.
f) «Legge», la legge 13 luglio 2015, n. 107 recante riforma del
sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino
delle disposizioni legislative vigenti;
g) «Decreto-legge», il decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104,
convertito con modificazioni dalla legge 8 novembre 2013, n. 128
recante misure urgenti in materia di istruzione, universita’ e
ricerca;
h) «CEF», il Common European Framework of References for
Languages come definito dal Consiglio Europeo;
i) «Commissione del concorso», la Commissione esaminatrice dei
candidati al concorso di ammissione al corso di formazione
dirigenziale;
l) «Sotto-commissione del concorso», ciascuna delle
Sotto-commissioni esaminatrici dei candidati al concorso di
ammissione al corso di formazione dirigenziale;
m) «Commissione del corso», ciascuna delle Commissioni
esaminatrici dei partecipanti al corso di formazione dirigenziale e
tirocinio;
n) «Direttore generale», il Direttore generale preposto alla
direzione competente per gli indirizzi generali relativi alla
disciplina giuridica ed economica del personale scolastico;
o) «CRUI», la Conferenza dei Rettori delle Universita’ Italiane;
p) «Semiesonero», esenzione al cinquanta percento dai normali
obblighi di servizio, ferma restando la validita’ a tutti gli effetti
della quota di servizio non prestato come servizio di istituto nella
scuola.

Art. 3

Articolazione in fasi del corso-concorso

1. I corsi-concorso banditi ai sensi del presente regolamento si
articolano nelle seguenti fasi:
a) eventuale prova pre-selettiva;
b) concorso di ammissione al corso di formazione dirigenziale;
c) corso di formazione dirigenziale e tirocinio;

Art. 4

Determinazione del contingente dei posti del concorso
e del corso di formazione

1. Il numero dei posti da mettere a concorso e’ determinato con il
Bando ai sensi dei commi 2, 3 e 4.
2. Sono messi a concorso i posti da dirigente scolastico presso le
istituzioni scolastiche statali, inclusi i centri provinciali per
l’istruzione degli adulti, che risultino vacanti e disponibili alla
data di indizione del corso-concorso.
3. Sono altresi’ messi a concorso i posti che si prevede si rendano
vacanti e disponibili, nel triennio successivo, per collocamento a
riposo per limiti di eta’, tenuto ulteriormente conto della
percentuale media di cessazione dal servizio per altri motivi.
4. Dai posti determinati ai sensi dei commi 2 e 3 sono detratti
quelli occorrenti per l’assunzione dei vincitori dei concorsi
precedentemente banditi.
5. Alla frequenza del corso di formazione dirigenziale sono ammessi
candidati in numero superiore a quello dei posti determinati ai sensi
dei commi 2, 3 e 4 nella percentuale del venti per cento in piu’.
L’eventuale frazione di posto e’ arrotondata all’unita’ intera
superiore.

Parte II

CONCORSO DI AMMISSIONE AL CORSO DI FORMAZIONE DIRIGENZIALE

Art. 5

Bando di concorso per l’ammissione al corso
di formazione dirigenziale

1. Il Bando specifica:
a) i requisiti generali di ammissione al concorso di accesso al
corso di formazione dirigenziale, ai sensi dell’articolo 6;
b) i termini, il contenuto e le modalita’ di presentazione delle
istanze di partecipazione al concorso di accesso al corso di
formazione dirigenziale, ai sensi dell’articolo 7;
c) il numero dei candidati ammessi alla frequenza del corso di
formazione dirigenziale ai sensi dell’articolo 4, comma 5, nonche’
dei posti messi a concorso ai sensi dell’articolo 4, comma 1;
d) le modalita’ di svolgimento dell’eventuale prova preselettiva
e di quelle selettive, ai sensi degli articoli da 8 a 12;
e) le modalita’ di svolgimento del corso di formazione
dirigenziale e del tirocinio, ai sensi dell’articolo 17;
f) le modalita’ di versamento, direttamente nei pertinenti
capitoli del bilancio dello Stato, del contributo posto a carico dei
candidati per far parzialmente fronte alle spese della procedura
concorsuale, individuato in un importo pari a 10 euro, ai sensi
dell’articolo 4, comma 3-septies, del decreto-legge 31 agosto 2013,
n. 101;
g) le modalita’ di informazione e di comunicazione ai candidati;
h) i documenti richiesti per l’assunzione.

Art. 6

Requisiti di ammissione

1. Al concorso per l’accesso al corso di formazione dirigenziale
puo’ partecipare il personale docente ed educativo delle istituzioni
scolastiche ed educative statali assunto con contratto a tempo
indeterminato, confermato in ruolo ai sensi della normativa vigente,
purche’ in possesso di diploma di laurea magistrale, specialistica
ovvero di laurea conseguita in base al previgente ordinamento, di
diploma accademico di secondo livello rilasciato dalle istituzioni
dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica ovvero di
diploma accademico di vecchio ordinamento congiunto con diploma di
istituto secondario superiore, che abbia effettivamente reso, nelle
istituzioni scolastiche ed educative del sistema nazionale di
istruzione, un servizio di almeno cinque anni, ove il servizio di
insegnamento, anche se maturato antecedentemente alla stipula del
contratto a tempo indeterminato, si intende prestato per un anno
intero se ha avuto la durata di almeno centottanta giorni o se sia
stato prestato ininterrottamente dal primo febbraio fino al termine
delle operazioni di scrutinio finale.

Art. 7

Istanza di partecipazione al concorso

1. I candidati presentano l’istanza di partecipazione al concorso
esclusivamente a mezzo delle apposite funzioni rese disponibili nel
sistema informativo del Ministero.
2. Il contenuto dell’istanza di partecipazione e’ disciplinato dal
Bando, che indica altresi’ quali suoi elementi siano necessari a pena
di esclusione dal concorso. Nell’istanza e’ comunque indicata, a pena
di esclusione, la lingua straniera, scelta tra inglese, francese,
tedesco o spagnolo, da utilizzare ai fini dell’attuazione
dell’articolo 10, comma 3 e dell’articolo 11, comma 2.

Art. 8

Prova preselettiva

1. Qualora il numero dei candidati al concorso pubblico per
l’ammissione al corso di formazione dirigenziale sia complessivamente
superiore a tre volte quello dei posti disponibili a livello
nazionale ai sensi dell’articolo 4, comma 5, e’ svolta una prova
preselettiva nazionale.
2. Sulla base delle risultanze della prova preselettiva, alla prova
scritta di cui all’articolo 10 e’ ammesso un numero di candidati pari
a tre volte quello dei posti disponibili per il corso di formazione
dirigenziale di cui all’articolo 4, comma 5. Sono, altresi’, ammessi
tutti i candidati che abbiano conseguito nella prova preselettiva un
punteggio pari a quello del candidato collocato nell’ultima posizione
utile.
3. La mancata presentazione per l’espletamento della prova
preselettiva nel giorno, ora e sede stabiliti, comunque giustificata
e a qualsiasi causa dovuta, comporta l’esclusione dal concorso.
4. La prova preselettiva consiste in un test articolato in cento
quesiti a risposta multipla vertenti sulle medesime materie di cui
all’articolo 10, comma 2.
5. La prova si svolge nelle sedi individuate dagli USR,
eventualmente anche in piu’ sessioni in relazione al numero dei
candidati.
6. I quesiti di cui al comma 4 sono estratti da una banca dati resa
nota tramite pubblicazione sul sito del Ministero almeno 20 giorni
prima dell’avvio della prova.
7. Lo svolgimento e la valutazione della prova preselettiva
avvengono mediante l’ausilio di sistemi informatizzati. Il punteggio
di cui al comma 8 e’ restituito al termine della stessa.
8. Ai fini dell’ammissione alla prova scritta, alla prova
preselettiva e’ attribuito un punteggio massimo di 100,0 punti,
ottenuti sommando 1,0 punti per ciascuna risposta esatta, 0,0 punti
per ciascuna risposta non data e sottraendo 0,3 punti per ciascuna
risposta errata. Il punteggio cosi’ conseguito non concorre alla
formazione del punteggio finale nella graduatoria di merito del
concorso di accesso al corso di formazione dirigenziale e tirocinio.
9. L’elenco dei candidati ammessi a sostenere la prova scritta e’
pubblicato sul sito internet del Ministero.

Art. 9

Prove di esame

1. Le prove di esame del concorso pubblico per l’ammissione al
corso di formazione dirigenziale e tirocinio si articolano in una
prova scritta, da svolgersi con l’ausilio di sistemi informatici, e
una prova orale.

Art. 10

Prova scritta

1. La prova scritta consiste in cinque quesiti a risposta aperta e
in due quesiti in lingua straniera di cui al comma 3.
2. I cinque quesiti a risposta aperta vertono sulle seguenti
materie:
a) normativa riferita al sistema educativo di istruzione e di
formazione e agli ordinamenti degli studi in Italia con particolare
attenzione ai processi di riforma in atto;
b) modalita’ di conduzione delle organizzazioni complesse, con
particolare riferimento alla realta’ delle istituzioni scolastiche ed
educative statali;
c) processi di programmazione, gestione e valutazione delle
istituzioni scolastiche, con particolare riferimento alla
predisposizione e gestione del Piano Triennale dell’Offerta
Formativa, all’elaborazione del Rapporto di Autovalutazione e del
Piano di Miglioramento, nel quadro dell’autonomia delle istituzioni
scolastiche e in rapporto alle esigenze formative del territorio;
d) organizzazione degli ambienti di apprendimento, con
particolare riferimento all’inclusione scolastica, all’innovazione
digitale e ai processi di innovazione nella didattica;
e) organizzazione del lavoro e gestione del personale, con
particolare riferimento alla realta’ del personale scolastico;
f) valutazione ed autovalutazione del personale, degli
apprendimenti e dei sistemi e dei processi scolastici;
g) elementi di diritto civile e amministrativo, con particolare
riferimento alle obbligazioni giuridiche e alle responsabilita’
tipiche del dirigente scolastico, nonche’ di diritto penale con
particolare riferimento ai delitti contro la Pubblica Amministrazione
e in danno di minorenni;
h) contabilita’ di Stato, con particolare riferimento alla
programmazione e gestione finanziaria presso le istituzioni
scolastiche ed educative statali e relative aziende speciali;
i) sistemi educativi dei Paesi dell’Unione Europea.
3. Ciascuno dei due quesiti in lingua straniera e’ articolato in
cinque domande a risposta chiusa, volte a verificare la comprensione
di un testo nella lingua prescelta dal candidato tra inglese,
francese, tedesco e spagnolo. Detti quesiti, che vertono sulle
materie di cui al comma 2, lettere d) o i), sono formulati e svolti
dal candidato nella lingua straniera prescelta, al fine della
verifica della relativa conoscenza al livello B2 del CEF.
4. Sono ammessi alla prova orale i candidati che conseguono nella
prova scritta il punteggio minimo previsto dall’articolo 12, comma 2,
ultimo periodo.

Art. 11

Prova orale

1. La prova orale consiste in un colloquio sulle materie d’esame di
cui all’articolo 10che accerta la preparazione professionale del
candidato sulle medesime e sulla verifica della capacita’ di
risolvere un caso riguardante la funzione del dirigente scolastico.
2. La prova orale verifica altresi’ la conoscenza degli strumenti
informatici e delle tecnologie della comunicazione normalmente in uso
presso le istituzioni scolastiche, nonche’ la conoscenza della lingua
prescelta dal candidato tra francese, inglese, tedesco e spagnolo al
livello B2 del CEF, attraverso la lettura e traduzione di un testo
scelto dalla Commissione ed una conversazione nella lingua prescelta.
3. La prova orale e’ superata dai candidati che riportano il
punteggio minimo previsto dall’articolo 12, comma 3, ultimo periodo.

Art. 12

Valutazione delle prove e dei titoli

1. Per la valutazione della prova scritta, di quella orale e per la
valutazione dei titoli, la Commissione del concorso ha a disposizione
un punteggio massimo pari rispettivamente a 100, 100 e 30 punti.
2. A ciascuno dei cinque quesiti della prova scritta non espressi
in lingua straniera, la Commissione del concorso attribuisce un
punteggio nel limite massimo di 16 punti. A ciascuno dei quesiti in
lingua straniera la Commissione attribuisce un punteggio nel limite
massimo di 10 punti, 2 per ciascuna risposta corretta. Il punteggio
complessivo della prova scritta e’ dato dalla somma dei punteggi
ottenuti in ciascuna dei sette quesiti. I candidati che ottengono un
punteggio complessivo pari o superiore a 70 punti superano la prova
scritta e sono ammessi a quella orale.
3. Al colloquio sulle materie d’esame, all’accertamento della
conoscenza dell’informatica e all’accertamento della conoscenza della
lingua straniera prescelta dal candidato, nell’ambito della prova
orale, la Commissione del concorso attribuisce un punteggio nel
limite massimo rispettivamente di 82, 6 e 12. Il punteggio
complessivo della prova orale e’ dato dalla somma dei punteggi
ottenuti al colloquio e nell’accertamento della conoscenza
dell’informatica e della lingua. La prova orale e’ superata dai
candidati che ottengono un punteggio complessivo pari o superiore a
70 punti.
4. La Commissione del concorso determina il punteggio da
riconoscere ai titoli soltanto per i candidati che hanno superato la
prova orale. Sono valutabili i titoli professionali e culturali
indicati, con il punteggio attribuibile a ciascuno di essi, nella
tabella A allegata che costituisce parte integrante e sostanziale del
presente regolamento.
5. I candidati che superano le prove scritta ed orale sono inseriti
nella graduatoria generale di merito per l’accesso al corso di
formazione dirigenziale, col punteggio dato dalla somma dei punteggi
di cui ai commi 2, 3 e 4.

Art. 13

Predisposizione delle prove

1. Con decreto del Ministro e’ istituito un Comitato
tecnico-scientifico per la redazione:
a) dei quesiti a risposta multipla della prova preselettiva;
b) dei quesiti a risposta aperta e a risposta chiusa in lingua
straniera della prova scritta;
c) dei quadri di riferimento in base ai quali sono costruite e
valutate tutte le prove di cui al presente articolo, incluse quelle
di cui ai commi 6 e 7 dell’articolo 17.
2. Il Comitato tecnico-scientifico di cui al comma 1 e’ nominato
per ogni tornata concorsuale ed e’ composto da soggetti di comprovata
qualificazione nelle materie oggetto del concorso, scelti tra docenti
universitari, avvocati di Stato, magistrati della Corte dei conti,
dirigenti scolastici, dirigenti amministrativi di ruolo e dirigenti
tecnici di ruolo. Il Comitato puo’ comprendere anche soggetti
collocati in quiescenza da non piu’ di tre anni dalla data di
pubblicazione del Bando. Al Comitato sono aggregati componenti
esperti per ciascuna delle lingue straniere prescelte dai candidati,
designati tra docenti universitari, docenti di ruolo abilitati
all’insegnamento per le classi di concorso della relativa lingua.
3. I quesiti in cui si articola la prova orale di cui all’articolo
11, commi 1 e 2, sono predisposti dalla Commissione del concorso, che
sceglie altresi’ i testi da leggere e tradurre di cui al citato comma
2.
4. Ai componenti del Comitato tecnico-scientifico non spettano
compensi, indennita’, emolumenti o gettoni di presenza comunque
denominati.

Art. 14

Graduatoria del concorso e ammissione
al corso di formazione dirigenziale

1. All’esito del concorso di accesso al corso di formazione
dirigenziale, i candidati sono collocati in una graduatoria generale
nazionale per merito e titoli, sulla base del punteggio di cui
all’articolo 12, comma 5. A parita’ di punteggio complessivo si
applicano le preferenze di cui all’articolo 5, commi 4 e 5, del
decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n.487.
2. Ai corsi di formazione dirigenziale sono ammessi i candidati
utilmente inseriti nella graduatoria generale nazionale per merito e
titoli del concorso di ammissione, entro il limite del numero dei
posti disponibili ai sensi dell’articolo 4, comma 5.
3. La graduatoria generale nazionale per merito e titoli del
concorso di ammissione al corso di formazione e’ approvata con
decreto del direttore generale, ed e’ pubblicata sul sito internet
del Ministero. Della pubblicazione si da’ avviso nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana.

Art. 15

Commissione del concorso

1. La Commissione esaminatrice dei candidati al concorso di
ammissione al corso di formazione dirigenziale e’ nominata con
decreto del direttore generale.
2. La Commissione e’ composta da un presidente e due componenti e
puo’ comprendere anche soggetti collocati in quiescenza da non piu’
di tre anni, dalla data di pubblicazione del Bando. La commissione e’
integrata da un componente esperto per ciascuna delle lingue
straniere prescelte dai candidati. In sede di prova orale, alla
commissione e’ aggregato un ulteriore componente esperto in
informatica.
3. Il presidente e’ scelto tra magistrati amministrativi, ordinari,
contabili, avvocati e procuratori dello Stato, dirigenti di
amministrazioni pubbliche, ove possibile diverse dal Ministero, che
ricoprano o abbiano ricoperto un incarico di direzione di uffici
dirigenziali generali, professori di prima fascia di universita’
statali e non statali. Soltanto in caso di comprovata carenza di
personale nelle qualifiche citate, la funzione di presidente e’
esercitata da dirigenti amministrativi o tecnici, anche appartenenti
all’amministrazione scolastica centrale e periferica o da dirigenti
scolastici, con un’anzianita’, nei ruoli dirigenziali, di almeno
dieci anni.
4. I componenti sono designati uno fra i dirigenti scolastici con
un’anzianita’, nei ruoli dirigenziali, di almeno cinque anni di
servizio e l’altro fra i dirigenti tecnici oppure fra i dirigenti
amministrativi di comprovata qualificazione nelle materie oggetto del
concorso, in entrambi i casi con un’anzianita’, nei ruoli
dirigenziali, di almeno cinque anni.
5. I componenti aggregati esperti di lingua straniera sono
designati indifferentemente tra i professori universitari di prima o
seconda fascia della relativa lingua ovvero tra i docenti di ruolo
abilitati nell’insegnamento per le classi di concorso della relativa
lingua, in quest’ultimo caso purche’ in possesso di almeno cinque
anni di servizio specifico.
6. I componenti aggregati esperti di informatica sono designati tra
i docenti di ruolo abilitati nell’insegnamento della classe di
concorso A-41, purche’ in possesso di almeno cinque anni di servizio
specifico.
7. Le funzioni di segretario sono svolte da personale appartenente
al personale amministrativo della terza area.
8. Qualora il numero dei candidati ammessi alla prova scritta sia
superiore alle duecentocinquanta unita’, la composizione della
commissione iniziale e’ integrata in modo da costituire una
sottocommissione per ogni gruppo, o frazione, di duecentocinquanta
candidati, inclusi i membri aggregati. Ogni sottocommissione e’
composta da un presidente aggiunto, due componenti aggiunti ed un
segretario aggiunto, scelti tra le categorie individuate ai sensi dei
commi 3, 4 e 7. Il presidente della commissione iniziale coordina i
lavori delle sottocommissioni.
9. Il provvedimento di nomina della commissione e delle eventuali
sottocommissioni indica almeno un supplente per ciascun componente,
scelto secondo le modalita’ di nomina previste dal presente articolo.
10. La composizione delle commissioni e’ tale da garantire la
presenza di entrambi i generi, salvi i casi di motivata
impossibilita’.
11. Per i compensi dei componenti delle commissioni, delle
sottocommissioni e del personale addetto alla vigilanza di concorso
si applicano il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23
marzo 1995 e il decreto interministeriale del 12 marzo 2012, fermo
restando quanto previsto dall’articolo 6, comma 3, del decreto-legge
31 maggio 2010, n. 78, convertito in legge, con modificazioni,
dall’articolo 1, comma 1, della legge 30 luglio 2010, n. 122.

Art. 16

Condizioni personali ostative all’incarico di presidente e componente
della Commissione e delle sottocommissioni del concorso

1. Sono condizioni ostative all’incarico di presidente, componente
e componente aggregato della Commissione e delle sottocommissioni del
concorso:
a) avere riportato condanne penali o avere in corso procedimenti
penali per i quali sia stata formalmente iniziata l’azione penale;
b) avere in corso procedimenti disciplinari ai sensi delle norme
disciplinari dei rispettivi ordinamenti;
c) essere incorsi nelle sanzioni disciplinari previste nei
rispettivi ordinamenti;
d) essere stati collocati a riposo da piu’ di tre anni dalla data
di pubblicazione del Bando e, se in quiescenza, non aver superato il
settantesimo anno d’eta’ alla medesima data.
2. I presidenti, i componenti e i componenti aggregati della
Commissione e delle sottocommissioni del concorso, inoltre:
a) non possono essere componenti dell’organo di direzione
politica dell’amministrazione, ricoprire cariche politiche e essere
rappresentanti sindacali, anche presso le Rappresentanze sindacali
unitarie, o essere designati dalle confederazioni ed organizzazioni
sindacali o dalle associazioni professionali; ne’ esserlo stati
nell’anno antecedente alla data di indizione del concorso;
b) non debbono essere parenti o affini entro il quarto grado con
un concorrente;
c) non debbono svolgere, o aver svolto nell’anno antecedente alla
data di indizione del concorso, attivita’ o corsi di preparazione ai
concorsi per il reclutamento dei dirigenti scolastici;
d) non debbono essere stati destituiti o licenziati dall’impiego
per motivi disciplinari, per ragioni di salute o per decadenza
dall’impiego comunque determinata.

Parte III

CORSO DI FORMAZIONE DIRIGENZIALE E TIROCINIO

Art. 17

Svolgimento del corso di formazione dirigenziale e tirocinio

1. Il corso di formazione dirigenziale e tirocinio selettivo e’
finalizzato all’arricchimento delle competenze professionali e
culturali possedute dai candidati, in relazione alle funzioni proprie
del dirigente scolastico, con particolare riguardo alle modalita’ di
direzione della scuola alla luce delle innovazioni previste dalla
legge, ai processi, all’innovazione e agli strumenti della didattica,
all’organizzazione e alla gestione delle risorse umane e ai legami
con il contesto e il territorio.
2. Il corso di formazione dirigenziale puo’ essere organizzato a
livello regionale e comprende due mesi di formazione generale e
quattro mesi di tirocinio integrati da sessioni di formazione
erogabili anche a distanza.
3. Il corso di formazione dirigenziale, che e’ parte integrante
della procedura concorsuale ed e’ svolto presso le Universita’, si
compone di quattro moduli formativi che vertono sulle seguenti
materie:
MODULO FORMATIVO A) Gestione unitaria delle istituzioni
scolastiche: l’autonomia scolastica. Organizzazione del sistema
educativo di istruzione e formazione. Organizzazione degli ambienti
di apprendimento con particolare riferimento all’inclusione
scolastica e alla progettazione. Innovazione digitale e metodologica.
Alternanza scuola-lavoro: attori e progetti. Reti tra scuole e
rapporto con il territorio.
MODULO FORMATIVO B) Organizzazione del lavoro, gestione e
valorizzazione del personale scolastico, con particolare attenzione
alla formazione in servizio. La programmazione e la gestione
dell’organico dell’autonomia. Leadership per l’apprendimento e il
successo formativo degli studenti, con particolare riferimento alle
tematiche relative all’inclusione scolastica e all’orientamento.
Management e relazione con gli stakeholders esterni ed interni. La
rendicontazione sociale al servizio dell’autonomia scolastica e dei
processi di valutazione.
MODULO FORMATIVO C) La responsabilita’ civile, penale ed erariale
del dirigente scolastico. La gestione amministrativo-contabile delle
istituzioni scolastiche con particolare riferimento al bilancio
annuale e alla sua correlazione con la programmazione triennale
dell’offerta formativa. Gestione contenzioso scolastico e
procedimenti disciplinari. Diritto di accesso e trasparenza.
Sicurezza sui luoghi di lavoro. La disciplina dei contratti pubblici
relativa a lavori, servizi e forniture applicata al contesto delle
istituzioni scolastiche. Relazioni sindacali.
MODULO FORMATIVO D) Il processo di valutazione delle istituzioni
scolastiche e del personale scolastico, con particolare riferimento
ai dirigenti scolastici. Il Piano Triennale dell’Offerta Formativa.
Il Rapporto di Autovalutazione e il Piano di Miglioramento delle
istituzioni scolastiche. Progettazione e rendicontazione di attivita’
finanziate con fondi nazionali ed europei.
4. Sono ammessi al tirocinio tutti i candidati che abbiano
frequentato almeno 180 ore delle 240 previste per il corso di
formazione dirigenziale, fermo restando quanto previsto dall’articolo
21. La relativa certificazione e’ rilasciata dall’Universita’ presso
la quale si svolge il corso di formazione.
5. Il tirocinio dura quattro mesi ed e’ svolto presso istituzioni
scolastiche che abbiano presentato candidature e appositamente
individuate dagli USR prima dell’inizio del corso di formazione e
tirocinio. Il tirocinio deve essere svolto in scuole dimensionate ai
sensi dell’articolo 19, commi 5 e 5-ter del decreto-legge n. 98/2011,
e le funzioni di tutor vanno affidate al dirigente titolare. Il
tirocinio puo’ anche essere effettuato nelle scuole affidate in
reggenza al dirigente tutor.
6. Sono ammessi alla prova scritta i candidati che hanno effettuato
il tirocinio. A tal fine il Dirigente scolastico della scuola
individuata ai sensi del comma 5 certifica la frequenza del candidato
per almeno i tre quarti dei giorni di effettivo funzionamento della
scuola secondo il calendario scolastico, fermo restando quanto
previsto dall’articolo 21. La prova scritta consiste in un elaborato
di carattere teorico-pratico, sulle materie oggetto dei moduli
formativi previsti dal comma 3 ed e’ valutata in centesimi dalla
Commissione di cui all’articolo 18. Superano la prova coloro che
conseguono una votazione almeno pari a 70 centesimi.
7. Sono ammessi al colloquio finale i candidati che hanno superato
la prova di cui al comma 6. I candidati presentano alla commissione
di cui all’articolo 18 una relazione scritta sulle attivita’ svolte
durante il tirocinio e sostengono il colloquio finale. Il colloquio
finale consiste in quattro domande, una per ognuno dei moduli
formativi previsti dal comma 3, estratte dal candidato, nonche’ in
una domanda di carattere tecnico pratico relativa al tirocinio
svolto. A ciascuna delle cinque domande viene attribuito un punteggio
nel limite massimo di venti punti. Il colloquio e’ valutato, in
centesimi, dalla Commissione di cui all’articolo 18. Superano il
colloquio coloro che conseguono una votazione almeno pari a 70
centesimi. I candidati che superano il colloquio sono inseriti nella
relativa graduatoria generale di merito di cui all’articolo 19.
8. Il MIUR, sentita la CRUI, provvede a declinare i contenuti
didattici e le modalita’ di realizzazione dei singoli moduli
formativi del corso di formazione, di cui al comma 3 del presente
articolo.
9. Allo scopo di assicurare l’unitarieta’ del progetto formativo,
anche nel caso di coinvolgimento di piu’ Universita’, individuate
dalla CRUI, una delle quali designata quale sede amministrativa, le
Universita’ si avvalgono, per lo svolgimento degli specifici
insegnamenti e delle attivita’ formative, ivi comprese quelle volte
all’esame di casi pratici, sia attraverso l’esposizione di esperienze
che mediante le tecniche della simulazione e del role-playing, di
personale in possesso di qualificata e documentata competenza nelle
materie oggetto dei moduli formativi di cui al comma 3, scelto tra
docenti universitari, dirigenti dell’amministrazione scolastica,
dirigenti scolastici individuati d’intesa con gli Uffici scolastici
regionali ed esperti esterni.
10. Le Universita’, dandone tempestiva informazione agli
interessati, individuano le sedi di svolgimento del corso di
formazione e il calendario delle relative attivita’ formative. Con
decreto del direttore generale sono stabilite le modalita’ di scelta
della sede di svolgimento del corso di formazione secondo l’ordine
della graduatoria di cui all’articolo 14, le norme che i candidati
sono tenuti ad osservare durante la frequenza del corso e, infine, la
validita’ dei periodi di formazione e di tirocinio in caso di assenze
da parte dei candidati stessi.
11. Durante il corso di formazione dirigenziale e tirocinio i
partecipanti beneficiano del semiesonero dal servizio. Le spese di
viaggio, vitto e alloggio sono a carico dei partecipanti.

Art. 18

Commissione del corso di formazione dirigenziale
e tirocinio

1. La commissione esaminatrice del corso di formazione dirigenziale
e del tirocinio, composta da soggetti diversi da quelli di cui
all’articolo 15, e’ nominata dal direttore generale nel rispetto di
quanto previsto dall’articolo 16 e, ove possibile, dall’articolo 15,
comma 10, ed e’ costituita da tre componenti, di cui uno con funzione
di presidente.
2. Il presidente e’ scelto tra magistrati amministrativi, ordinari,
contabili, avvocati o procuratori dello Stato, dirigenti di pubbliche
amministrazioni, ove possibile diverse dal Ministero, che ricoprano o
che abbiano ricoperto un incarico di direzione di uffici dirigenziali
generali, professori di prima fascia di universita’ statali e non
statali. Soltanto in caso di comprovata carenza di personale nelle
qualifiche citate, la funzione di presidente e’ esercitata da
dirigenti amministrativi o tecnici, anche appartenenti
all’amministrazione scolastica centrale e periferica o da dirigenti
scolastici, con un’anzianita’, nei ruoli dirigenziali, di almeno
dieci anni.
3. I restanti due componenti sono designati fra i dirigenti
scolastici con un’anzianita’, nei ruoli dirigenziali, di almeno
cinque anni di servizio e fra i dirigenti tecnici oppure fra i
dirigenti amministrativi di comprovata qualificazione nelle materie
oggetto del corso, in tutti i casi con un’anzianita’, nei ruoli
dirigenziali, di almeno cinque anni.
4. Le funzioni di segretario sono svolte da personale appartenente
al personale amministrativo della terza area, scelto fra soggetti
diversi da quelli che hanno svolto le medesime funzioni ai sensi
dell’articolo 15.
5. La composizione della commissione iniziale puo’ essere integrata
in modo da costituire una sottocommissione per ogni gruppo, o
frazione, di duecentocinquanta candidati. Ogni sottocommissione e’
composta da un presidente aggiunto, due componenti aggiunti ed un
segretario aggiunto, scelti tra le categorie individuate ai sensi dei
commi precedenti. Il presidente della commissione iniziale coordina i
lavori delle sottocommissioni.
6. Per i compensi dei componenti delle commissioni, delle
sottocommissioni si applicano il decreto del Presidente del Consiglio
dei ministri 23 marzo 1995 e il decreto interministeriale del 12
marzo 2012, fermo restando quanto previsto dall’articolo 6, comma 3,
del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito in legge, con
modificazioni, dall’articolo 1, comma 1, della legge 30 luglio 2010,
n. 122.

Art. 19

Graduatoria generale di merito

1. La graduatoria generale di merito conclusiva del corso-concorso
e’ nazionale ed e’ formulata in base alla somma dei punteggi
conseguiti da ciascun candidato nelle prove di cui all’articolo 17,
commi 6 e 7. A parita’ di merito trovano applicazione le vigenti
disposizioni in materia di precedenze e preferenze per l’ammissione
all’impiego nelle amministrazioni statali.
2. La graduatoria generale di merito e’ approvata con decreto del
direttore generale ed e’ pubblicata sul sito internet e sulla rete
intranet del Ministero. Della pubblicazione si da’ avviso nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.
3. La graduatoria generale di merito ha validita’ sino
all’approvazione della graduatoria successiva.

Art. 20

Vincitori

1. Sono dichiarati vincitori del corso-concorso, per un numero
massimo pari a quello dei posti messi a concorso con il relativo
Bando, ai sensi dell’articolo 4, comma 1, i candidati utilmente
collocati nella graduatoria generale di merito conclusiva del corso
di formazione dirigenziale e tirocinio.
2. Il ruolo regionale in cui i vincitori sono assunti e’
determinato, nel limite dei posti vacanti e disponibili ciascun anno
e in ciascun USR, sulla base dell’ordine di graduatoria e delle
preferenze espresse dai vincitori stessi all’atto dello scorrimento
della graduatoria. I vincitori sono invitati, dal competente USR, a
sottoscrivere il contratto individuale di lavoro a tempo
indeterminato previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro
relativo alla dirigenza scolastica. Resta fermo il regime
autorizzatorio in materia di assunzioni di cui all’articolo 39, commi
3 e 3-bis, della legge 27 dicembre 1997, n. 449.
3. I soggetti che rinunciano all’assunzione sono esclusi dalla
graduatoria. Sono altresi’ depennati dalla graduatoria coloro che,
senza giustificato motivo, non prendono servizio nel termine indicato
dall’amministrazione con l’atto di invito alla sottoscrizione del
contratto ai sensi del comma 2, o che non perfezionano l’assunzione
con la presentazione, entro trenta giorni, dei documenti richiesti
dal Bando per l’assunzione medesima.
4. I dirigenti assunti a seguito della procedura concorsuale
definita dal presente regolamento sono tenuti alla permanenza in
servizio nella regione di iniziale assegnazione per un periodo pari
alla durata minima dell’incarico dirigenziale previsto dalla
normativa vigente.
5. Le assunzioni disposte mediante scorrimento delle graduatorie di
cui al presente regolamento avvengono in ogni caso entro il limite
massimo dei posti effettivamente vacanti e disponibili in ciascun USR
per anno scolastico, ferma restando la procedura autorizzatoria di
cui all’articolo 39 della legge 27 dicembre 1997, n. 449.

Art. 21

Riammissione al corso successivo

1. I candidati che non possono iniziare o proseguire la frequenza
del corso di formazione dirigenziale o del tirocinio per maternita’ o
per gravi motivi comprovati, entro dieci giorni dall’inizio del corso
o dall’interruzione della frequenza, da idonea documentazione, sono
ammessi di diritto, su loro richiesta, alla frequenza del corso di
formazione dirigenziale e tirocinio di cui all’articolo 17 relativo
alla procedura immediatamente successiva.

Parte IV

DISPOSIZIONI FINALI

Art. 22

Disposizioni finanziarie

1. Le risorse iscritte nello stato di previsione del Ministero per
lo svolgimento dei corsi-concorsi a posti da dirigente scolastico,
ivi comprese quelle successivamente riassegnate ai pertinenti
capitoli ai sensi dell’articolo 5, comma 1, lettera f) del presente
decreto, nonche’ dell’articolo 1, comma 218, della legge 28 dicembre
2015, n. 208, costituiscono limite di spesa ai fini della cadenza
temporale del Bando e della numerosita’ dei posti.

Art. 23

Disposizioni particolari per le scuole con lingua di insegnamento
slovena e con insegnamento bilingue sloveno-italiano

1. Ai sensi dell’articolo 17, comma 1-ter, del decreto-legge,
contestualmente al corso-concorso nazionale viene bandito il
corso-concorso anche per le scuole con lingua di insegnamento slovena
e con insegnamento bilingue sloveno-italiano della Regione autonoma
Friuli-Venezia Giulia.
2. Il corso-concorso e’ bandito dall’USR per il Friuli-Venezia
Giulia in analogia con le disposizioni di cui al presente
regolamento, al fine di garantire un identico standard formativo
della dirigenza scolastica.
3. Al fine di salvaguardare la specificita’ delle istituzioni
scolastiche di cui al comma 1, il corso-concorso prevede lo
svolgimento di almeno un modulo in lingua slovena ed e’ integrato con
contenuti specifici afferenti alle predette istituzioni scolastiche,
ove hanno luogo le attivita’ di tirocinio.
4. Il numero di posti messi a concorso e’ stabilito, ed
accantonato, col Bando ai sensi dell’articolo 4.
5. Il bando del corso-concorso per le scuole con lingua di
insegnamento slovena e con insegnamento bilingue sloveno-italiano
stabilisce le modalita’ di svolgimento del concorso, i criteri per la
valutazione dei titoli nonche’ la sede di svolgimento delle prove di
ammissione. Parte della prova scritta e delle prove orali e’ svolta
in lingua slovena. Sono applicate, in quanto compatibili, le norme
previste dal presente regolamento.
6. Nella commissione giudicatrice deve essere presente almeno un
membro con piena conoscenza della lingua slovena.

Art. 24

Disposizioni particolari per le Province autonome di Trento e Bolzano

1. Sono fatte salve le potesta’ attribuite in materia alle Province
autonome di Trento e Bolzano dallo statuto speciale di autonomia e
dalle relative norme di attuazione.

Art. 25

Disposizioni transitorie

1. Ai posti determinati ai sensi dell’articolo 4, commi 2 e 3, sono
detratti quelli occorrenti per lo scorrimento delle graduatorie di
cui all’articolo 17, comma 1-bis, del decreto-legge, nonche’ per le
procedure di cui all’articolo 1, commi 88 e 92, della legge.
2. Limitatamente al primo corso-concorso bandito ai sensi del
presente regolamento, una quota dei posti disponibili per l’accesso
al corso di formazione dirigenziale e’ riservata ai soggetti di cui
all’articolo 1, comma 2-ter, del decreto-legge 7 aprile 2014, n.58,
convertito, con modificazioni, dalla legge 5 giugno 2014, n.87,
purche’ non rientrino tra le fattispecie di cui all’articolo 1, comma
87, della legge.
3. La quota di riserva di cui al comma 2 e’ determinata dal Bando
in misura non superiore al cinque per cento dei posti
complessivamente disponibili determinati ai sensi dell’articolo 4,
comma 4. La riserva opera ai fini dello scorrimento della graduatoria
di cui all’articolo 14, comma 1.

Art. 26

Entrata in vigore

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica Italiana ed e’ finalizzato alla copertura dei posti a
decorrere dall’anno scolastico successivo.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Roma, 3 agosto 2017

Il Ministro: Fedeli
Visto, il Guardasigilli: Orlando

Registrato alla Corte dei conti il 14 settembre 2017
Ufficio controllo atti MIUR, MIBAC, Min. salute e Min. lavoro e
politiche sociali, reg.ne prev. n. 2005


Tabella A


ERRATA-CORRIGE

Comunicato relativo al decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca 3 agosto 2017, n. 138, recante: «Regolamento per la definizione delle modalita’ di svolgimento delle procedure concorsuali per l’accesso ai ruoli della dirigenza scolastica, la durata del corso e le forme di valutazione dei candidati ammessi al corso, ai sensi dell’articolo 29 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come modificato dall’articolo 1, comma 217 della legge 28 dicembre 2015, n. 208.». (Decreto pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – Serie generale – n. 220 del 20 settembre 2017). (17A07183)

(GU Serie Generale n.247 del 21-10-2017)

Parere Consiglio di Stato 17 luglio 2017, n. 1684

N. 01056/2017 AFFARE
Numero 01684/2017 e data 17/07/2017 Spedizione

Consiglio di Stato
Sezione Consultiva per gli Atti Normativi
Adunanza di Sezione del 22 giugno 2017
NUMERO AFFARE 01056/2017

Parere Consiglio di Stato 17 luglio 2017, n. 1684

OGGETTO: Ministero dell’istruzione dell’università e della ricerca. Schema di decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca recante regolamento per la definizione delle modalità di svolgimento delle procedure concorsuali per l’accesso ai ruoli della dirigenza scolastica, la durata del corso e le forme di valutazione dei candidati ammessi al corso, ai sensi dell’articolo 29 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come modificato dall’articolo 1, comma 217 della legge 28 dicembre 2015, n. 208.

Fare il DS

Fare il DS

di Dario Cillo

Fare il DS
fare_ds_intro Fare il DS: un’introduzione
L’Agenda del DS
codice Codice disciplinare e di comportamento della Scuola
  L’Autonomia
autonomia  Autonomia e Scuola
ruoli  Ruoli e Funzioni nell’Autonomia
funzione_docente Funzione docente: diritti e doveri
 La Buona Scuola
ptof  Progettare “la Buona Scuola”
buonascuola
L’Esame di Stato
diario Diario d’Esame
Una guida, passo per passo, al lavoro delle Commissioni
 Le Competenze
competenze Competenze: un’introduzione
 ICT
ICT e Scuola  ICT e Scuola
ict_9b  ICT tra Didattica e Amministrazione
 La Normativa
scenario  Lo scenario normativo (dal 1859 ad oggi)
xv  Riforma della Scuola nella XV Legislatura (2006 – 2008)
xvi  Riforma della Scuola nella XVI Legislatura (2008 – 2013)
xvii  Riforma della Scuola nella XVII Legislatura (2013 – )

 

Parere CSPI (10.5.17)

Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione

Parere su: Schema di decreto del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca recante regolamento per la definizione delle modalità di svolgimento delle procedure concorsuali per l’accesso ai ruoli della dirigenza scolastica, la durata del corso e le forme di valutazione dei candidati ammessi al corso, ai sensi dell’articolo 29 del decreto leg.vo 30 marzo 2001, n. 165, come modificato dall’articolo 1, comma 217 della legge 28.12.2015, n.208.