Scuola, il Consiglio di Stato sospende il parere sui nuovi programmi: “Carenze e criticità”
di Viola Giannoli
da Repubblica.it – 18.09.25
Altra tegola sui nuovi programmi scolastici per elementari e medie elaborati dal ministero dell’Istruzione guidato da Giuseppe Valditara. Dopo le polemiche sull’impianto in particolare dell’insegnamento della storia – tutta votata a Occidente – e della matematica, le modifiche apportate dalla commissione che li ha redatti dopo le audizioni, le critiche dei sindacati, ora il Consiglio di Stato ha deciso di sospendere il suo parere sullo schema di regolamento delle nuove Indicazioni Nazionali per la scuola dell’infanzia e il primo ciclo d’istruzione. Per usare una metafora scolastica: non è una bocciatura totale ma il testo comunque è rimandato al mittente. Dal ministero reagiscono: ma quale bocciatura, chi lo dice strumentalizza.
“Attesa degli adempimenti richiesti”
I giudici della Sezione Consultiva per gli Atti Normativi si sono riuniti il 9 settembre scorso e la decisione è stata licenziata il 17 settembre con il parere sospeso numero 1017/2025, «in attesa degli adempimenti richiesti». La documentazione predisposta dal Ministero, secondo quanto si legge nel dispositivo, presenta lacune strutturali che compromettono la valutazione della proposta normativa. Mancano le motivazioni del rinnovo delle indicazioni ferme dal 2012, l’analisi dell’impatto è carente e «per molti aspetti inadeguata allo scopo»; pur citando numerose Raccomandazioni UE non ne valuta «in concreto la coerenza del nuovo testo con i menzionati atti dell’Unione europea»; sui profili finanziari «talune delle indicazioni formulate sollevano il dubbio circa l’effettiva disponibilità di mezzi e risorse»; gli obiettivi sono vaghi, si accenna a un «cambiamenti epocali» della scuola nell’ultimo decennio senza riferimenti più puntuali. E poi ci sono rilievi sul contenuto didattico, correzioni formali e linguistiche necessarie, refusi da eliminare.
Ad esempio viene sottolineata la scelta di introdurre il latino come insegnamento facoltativo. «Una misura – spiega il segretario generale della Uil scuola, Giuseppe D’Aprile – che rischia di aumentare le disuguaglianze tra studenti e di creare problemi organizzativi insostenibili per le scuole». Non solo: oltre al divario tra studenti, ci sono questioni organizzative concrete, già sollevate dal Consiglio superiore della pubblica istruzioni senza che il ministero ci mettesse mano. I docenti di lettere potrebbero non possedere i requisiti necessari per l’insegnamento del latino, mentre un insegnante della classe di concorso specifica potrebbe teoricamente insegnare in diciotto classi diverse, essendo prevista una sola ora di insegnamento per classe.
“Impianto fragile e distante”
Secondo D’Aprile «Ie motivazioni della sospensione coincidono con quanto avevamo già espresso negli scorsi mesi al Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione: siamo di fronte a un impianto fragile e distante dalla realtà delle scuole. Una revisione del curricolo nazionale – conclude il segretario sindacale – non può fondarsi su un testo improvvisato, linguisticamente fragile e pedagogicamente debole». Per questo la Uil scuola ribadisce «la necessità di un vero percorso condiviso». Anche la Flc Cgil ritiene che «il Mim debba cogliere l’occasione per operare una seria revisione del testo», parla di «sonora bocciatura» e conferma il suo parere negativo giudicando la riscrittura delle indicazioni nazionali «una pericolosa operazione di revisione della cultura democratica della scuola e del Paese».
L’iter del testo
L’iter dei nuovi programmi, che dovrebbero entrare in vigore tra il prossimo anno scolastico e il successivo, si era concluso, da parte del ministero, il 7 luglio scorso al termine, spiegava Valditara, «di una articolata fase preparatoria». Alla luce delle osservazioni formulate dal Consiglio superiore della pubblica istruzione, era stato poi licenziato il testo definitivo, trasmesso al Consiglio di Stato per il relativo parere. «Una svolta culturale importante», aveva dichiarato il ministro. Ora però arriva uno stop.
La replica del ministro
Via Trastevere però replica: «Il parere a cui ci si riferisce ha natura interlocutoria e si limita a indicare al ministero dell’Istruzione e del Merito di fornire ulteriori dati e informazioni da inserire nelle relazioni a corredo del provvedimento. Il parere, lungi dal costituire una bocciatura, si inserisce pertanto nel fisiologico svolgimento delle interlocuzioni, ispirate ai principi di leale collaborazione tra l’organo consultivo e le amministrazioni titolari del potere regolamentare».
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