Archivi categoria: Stampa

Siglato il contratto tra Aran e sindacati. Il ministro: «Oltre 2mila € di arretrati a Natale»

da Il Sole 24 Ore

L’accordo riguarda il triennio 2019-2021 e coinvolge un milione e 200mila dipendenti pubblici, di cui oltre 850mila insegnanti
di Redazione Scuola

È stato sottoscritto – tra Aran e organizzazioni sindacali – il contratto collettivo nazionale di lavoro relativo ai principali aspetti del trattamento economico del personale del comparto Istruzione e Ricerca, triennio 2019-2021. «Questo Natale – ha commentato il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara – docenti, personale amministrativo e in generale tutti i lavoratori del settore scolastico riceveranno più di 2.000 euro di arretrati nella loro busta paga: stiamo parlando di una platea di circa 1,2 milioni di dipendenti pubblici, tra cui più di 850mila insegnanti. Sono orgoglioso di avere dato seguito a un impegno che avevo assunto sin dal primo giorno del mio insediamento».

L’Aran

Il contratto Scuola, istruzione, ricerca per il triennio 2019-2021, si applica a tutto il personale a tempo indeterminato e determinato dipendente dalle amministrazioni del comparto, per un totale di un milione e 200mila dipendenti pubblici, di cui oltre 850mila insegnanti. «Con questa firma, la parte economica del nuovo Ccnl entra immediatamente in vigore, così aumenti e arretrati potranno essere erogati entro fine anno. Si conclude il lungo lavoro con i sindacati sugli aspetti economici del contratto, ma prosegue, senza soluzione di continuità, la trattativa all’Aran sulla parte normativa dello stesso Ccnl, che contiene importanti innovazioni per i settori interessati. L’obiettivo è continuare questa negoziazione dialettica, ma costruttiva, per arrivare a firmare definitivamente entro gennaio 2023», ha sottolineato il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo.

«Esprimiamo soddisfazione per la sottoscrizione definitiva della parte economica del Ccnl scuola, università e ricerca che porterà nuova liquidità ai lavoratori in tempi economicamente complicati. Ora occorre procedere per una rapida chiusura della parte normativa», lo ha scritto su twitter il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra.
«Bene così, ma ora servono altri soldi per allineare l’indennità di vacanza contrattuale. Siamo finalmente riusciti a sbloccare questo accordo – sottolinea il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico – è da maggio che lo chiedevamo, che riguarda la parte fissa del salario accessorio e del tabellare che darà finalmente a Natale quegli aumenti per il triennio 2019-2021 quando l’inflazione è salita di un punto e mezzo e noi siamo riusciti a chiudere questo contratto con aumenti superiori a quattro punti. Quindi – aggiunge – abbiamo recuperato persino qualcosa rispetto al contratto precedente, rispetto al blocco dei dici anni quando l’inflazione era salita e quindi quando il precedente contratto non aveva potuto colmare il costo della vita. Ora però – avverte Pacifico – c’è il problema del 2022 e del 2023, c’è un’inflazione che è schizzata in due anni di 11 punti e noi chiediamo l’allineamento e l’adeguamento dell’indennità di vacanza contrattuale. Questo è importantissimo e chiediamo che il governo metta i soldi per riallineare la vacanza contrattuale».

Valditara: da Pnrr e fondi nazionali due miliardi per l’edilizia, risorse triplicate

da Il Sole 24 Ore

Il ministro: «Saranno riqualificati e messi in sicurezza in totale 3 chilometri quadrati di scuole, un terzo in più di uno stato come il Principato di Monaco». Apprezzamento dalle Province

di Redazione Scuola

Dai 710 milioni previsti dal Pnrr a una «azione integrata» con risorse individuate tra le pieghe di bilancio che porterà l’investimento complessivo per l’edilizia scolastica a superare i due miliardi di euro. È quanto prevede il Piano di edilizia scolastica Pnrr presentato il 6 dicembre dal ministro dell’Istruzione e Merito, Giuseppe Valditara. «Non ci siamo voluti accontentare di fare il compitino sul Pnrr – ha detto Valditara – abbiamo voluto essere più ambiziosi per una grande emergenza nazionale, questo miliardo in più che abbiamo trovato nelle pieghe di bilancio, sono risorse nazionali, non europee, che abbiamo liberato e che saranno inserite nel grande piano agevolato dal Pnrr».

Riqualificazione e messa in sicurezza

«Saranno riqualificati e messi in sicurezza – ha quindi esemplificato – complessivamente 3 chilometri quadrati di scuole, un terzo in più di uno stato come il Principato di Monaco». Nel dettaglio, il Piano riguarda 2 miliardi 3 milioni 900mila euro per messa in sicurezza, riqualificazione, adeguamento sismico, antincendio, eliminazione delle barriere architettoniche. Parte così l’autorizzazione di 330 interventi relativi a 710 milioni di euro di fondi Pnrr già ripartiti; il riparto delle risorse e autorizzazione di 171 interventi relativi a 255,6 milioni di euro di fondi destinati alle palestre scolastiche; l’autorizzazione di 266 interventi su mense e palestre relativi a 84, 8 milioni di euro di fondi Pon; e il riparto regionale di 953,5 milioni di euro i cui interventi saranno autorizzati sulla base delle indicazioni delle Regioni. Per la messa a terra di quella che il ministro definisce «la grande rivoluzione» dell’edilizia scolastica, Valditara non indica tempi precisi ma un metodo: «I Piani di edilizia scolastica passati hanno sempre incontrato criticità nella fase di realizzazione, non si poteva contare su un quadro normativo di semplificazione e velocizzazione analogo a quello delle grandi opere strategiche, per questo di intesa col ministro Matteo Salvini abbiamo deciso di istituire un tavolo per individuare procedure semplificate ed eliminare lacci e lacciuoli burocratici».

Al ministero sono comunque consapevoli dei problemi relativi alla lievitazione dei costi per il caroprezzi e il caro energia, per questo è stata avviata anche una ricognizione dei progetti al 31 dicembre. «Siamo davvero soddisfatti per l’annuncio del ministro di nuove importantissime risorse destinate alla messa in sicurezza e modernizzazione degli edifici scolastici italiani. Gli interventi presentati permettono di sbloccare risorse, oltre 710 milioni, che erano ferme ormai da un anno per cui le Province, cui spetterà la quota del 30% destinata agli istituti secondari superiori, hanno già pronti i progetti», ha commentato l’Unione delle Province.

Valditara: “Accorperemo 500 scuole, docenti non perderanno lavoro. Rimangono 40mila plessi scolastici”

da OrizzonteScuola

Di redazione

“Non chiudiamo scuole quando intendiamo il plesso scolastico. Gli studenti che andavano in una scuola continueranno ad andarci. Abbiamo ricevuto 17,5 miliardi dall’Ue che ha messo dei vincoli tra i quali anche il dimensionamento. Gli insegnanti non cambieranno scuola né cambieranno lavoro. Abbiamo oggi 950 reggenze, ovvero istituzioni scolastiche senza un titolare ma con un preside che dirige due scuole”.

Così il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara a Porta a Porta a proposito del dimensionamento scolastico.

“Dovrebbero diminuire in prospettiva circa 500 reggenze: oggi quel dirigente scolastico deve fare doppio lavoro, ne farà uno solo. La razionalizzazione non tocca il servizio, i plessi scolastici rimarranno 40 mila. Ci saranno accorpamenti giuridici e interverremo solo laddove non c’è la titolarità del dirigente scolastico. Per la prima volta i risparmi non andranno al Mef ma direttamente reinvestiti nella scuola, per la valorizzazione del lavoro dei dirigenti scolatici”. 

Dimensionamento scolastico

Come abbiamo spiegato in precedenza, nei prossimi dieci anni, entro il 2034, ci saranno 1,4 milioni circa di bambini e ragazzi tra i tre e i diciotto anni in meno. Un calo di oltre 100 mila alunni l’anno.

Con la norma sul dimensionamento presente in legge di bilancio, come già spiegato, c’è un calcolo non solo delle sedi che verranno a mancare ma anche sui dirigenti scolastici, che saranno quasi dimezzati rispetto ad oggi: si passerà dai 6.490 del 2024-2025, ovvero il primo anno in cui entreranno in vigore le norme della Manovra 2023, fino ai 3.144 del 2031-2032, quindi parliamo di 3.346 dirigenti scolastici in meno. Se poi consideriamo che ogni anno si prevede che andranno in pensione circa 470 presidi, il quadro si chiarisce.

Valditara: “Sì al docente tutor, più pagato e più formato. Valorizzare il merito passa anche da questo”

da OrizzonteScuola

Di redazione

“Oggi si è chiuso il contratto, mi fa molto piacere, è il più rilevante con un aumento di 124 euro a regime e con oltre 2 mila euro di arretrati”.

Così a Porta a Porta il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara.

“La promessa è stata mantenuta. A me piace molto l’idea di un insegnante tutor, molto formato anche in pedagogia e che in una logica di team con gli insegnanti della classe, si prenda cura di chi ha difficoltà e di chi ha bisogno di accelerare, perché in classe si annoia, è molto bravo. Deve essere un insegnante più pagato e formato. Valorizzare il merito degli insegnanti deve passare da questo”. 

Il Ministro Valditara, dunque, riprende quanto affermato in precedenza, nel corso della presentazione delle linee programmatiche, quando aveva spiegato: “in adesione ad una riforma prevista dal Pnrr, con un mio decreto ministeriale di prossima emanazione adotterò le linee guida per le scuole al fine di intraprendere azioni orientative sistematiche che avranno come perno moduli curricolari di 30 ore annuali, nelle tre classi della scuola secondaria di primo grado e nelle ultime tre classi di quella secondaria di secondo grado, con l’individuazione di docenti tutor”.

Per tale motivo, a sostegno dell’importanza della nuova figura di insegnante tutor prevista,  “i talenti e le eccellenze di ogni studente, se non costantemente esercitate e ben accompagnate da “maestri”, non si sviluppano e si atrofizzano”.

Mobilità, ancora stallo sui vincoli triennali. Prossima settimana nuova riunione tra Ministero e sindacati

da OrizzonteScuola

Di redazione

Piccoli passi in avanti nella trattativa per la revisione del Contratto collettivo nazionale integrativo sulla mobilità per il 2022-25. La trattativa è stata aggiornata alla prossima settimana.

Così come segnala la Flc Cgil, dopo un ampio confronto, si è arrivati ad un punto di accordo sui principi per quanto riguarda l’acquisizione della modifica imposta dal D.Lgs 105/22 circa il superamento del referente unico nell’assistenza al disabile grave.

Stallo sui vincoli triennali

Continua, invece, lo stallo riguardo la questione dei vincoli triennali di permanenza per i docenti neoassunti a.s.2022/23 su cui le posizioni risultano sempre opposte tra i sindacati, uniti nella tesi di rinviarne la decorrenza alle nuove forme di reclutamento del DL 36/2022, e il ministero propenso a prevederne l’effettiva vigenza già agli immessi in ruolo dell’anno scolastico in corso.

Piano per l’edilizia scolastica, Valditara: “Intesa con il ministro Salvini per evitare passaggi burocratici che rallentano”

da La Tecnica della Scuola

Di Laura Bombaci

Martedì 6 dicembre alle ore 15.00, presso la Sala “Aldo Moro” del Ministero dell’Istruzione e del Merito, in viale Trastevere 76/a, il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha presentato il Piano per l’edilizia scolastica.

All’evento sono intervenuti il Direttore generale per i fondi strutturali per l’istruzione, l’edilizia scolastica e la scuola digitale, Gianna Barbieri, e il Direttore generale coordinatrice dell’Unità di missione per il PNRR del Ministero, Simona Montesarchio.

Salvini e Valditara al lavoro contro la burocrazia

Oltre a illustrare le principali caratteristiche del Piano, tra fondi, ripartizioni e criteri, Valditara ha ribadito che intende sburocratizzare la scuola. Per fare ciò collaborerà con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini.

“I piani di edilizia scolastica passati hanno incontrato criticità nelle fasi di realizzazione a causa della burocrazia. L’intesa con il ministro Salvini permetterà di istituire un tavolo per individuare procedure complesse e passaggi burocratici eccessivi che rallentano e complicano per ridurre i tempi di esecuzione”, queste le parole del capo del dicastero di Viale Trastevere, che a quanto pare spera di riuscire a concretizzare questo Piano nel più breve tempo possibile.

Contratto scuola 2019-21, Flc Cgil annuncia la firma all’Aran: “In arrivo aumenti e arretrati stipendiali a tutto il personale”

da La Tecnica della Scuola

Di Redazione

Come avevamo preannunciato, la firma del contratto scuola per la parte economica è arrivata nel pomeriggio con l’incontro tra sindacati e Aran. Ne dà l’annuncio la Flc Cgil tramite la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti e il segretario generale Flc Cgil Francesco Sinopoli:

“Nel pomeriggio di oggi, terminate le procedure di controllo, le organizzazioni sindacali e l’Aran hanno sottoscritto in via definitiva il testo del Ccnl del comparto Istruzione e Ricerca sui principali aspetti del trattamento economico per il triennio 2019-2021 del personale”.

“La firma odierna rende definitiva la validità del Ccnl, già a partire da domani 7 dicembre, e consente – proseguono i due dirigenti sindacali – la messa in pagamento degli aumenti e degli arretrati stipendiali dovuti, a titolo di anticipazione, a tutto il personale del comparto con contratto a tempo indeterminato e a tempo determinato”.

“La trattativa, a questo punto, deve proseguire con decisione per chiudere la parte normativa e includere nel Ccnl le ulteriori risorse in corso di stanziamento con la prossima legge di Bilancio”, concludono Scacchetti e Sinopoli.

Prove Invalsi, le scuole devono iscriversi entro le ore 17,30 del 7 dicembre

da La Tecnica della Scuola

Di Lara La Gatta

Per dar corso alle procedure connesse con le prove Invalsi che si svolgeranno nel 2023 è necessario per le scuole iscriversi, entro le ore 17.30 del 7 dicembre 2022, accedendo all’area riservata della segreteria scolastica.

Lo ha comunicato lo stesso Istituto, con una lettera inviata alle istituzioni scolastiche agli inizi di novembre.

Nella stessa lettera, il Presidente Roberto Ricci ha riepilogato le tempistiche e le modalità di svolgimento delle prossime somministrazioni.

I primi a cimentarsi con le prove saranno gli studenti delle classi quinte delle scuole secondarie di II grado: i maturandi sosterranno i test computer based dall’1 al 31 marzo. Le scuole possono scegliere in autonomia le giornate per far svolgere le Prove agli allievi delle classi non campione, in una finestra temporale indicata dall’INVALSI all’interno del periodo di somministrazione, definito a livello nazionale. Le classi campione, invece, partecipano alle Rilevazioni nazionali nei giorni 1, 2, 3 e 6 marzo 2023.

Gli studenti delle classi terze delle medie svolgeranno le prove al computer dal 3 al 28 aprile. Le classi campione, invece, partecipano alle Rilevazioni nazionali nei giorni 3, 4, 5 e 12 aprile 2023.

Per quanto riguarda le classi seconde delle superiori, le somministrazioni (al computer) sono dall’11 al 31 maggio. Le classi campione, invece, partecipano alle Rilevazioni nazionali nei giorni 11, 12 e 15 maggio 2023.

Infine, nella scuola primaria, queste sono le date:

  • II primaria (prova cartacea)
    • Italiano: venerdì 5 maggio 2023
    • Prova di lettura solo Classi Campione: venerdì 5 maggio 2023
    • Matematica: martedì 9 maggio 2023
  • V primaria (prova cartacea)
    • Inglese: mercoledì 3 maggio 2023
    • Italiano: venerdì 5 maggio 2023
    • Matematica: martedì 9 maggio 2023

IL CALENDARIO

Le prove INVALSI e gli Esami di Stato

Nella lettera il Presidente Ricci ricorda che lo svolgimento delle prove INVALSI 2023 costituisce requisito di ammissione all’esame di Stato conclusivo del primo ciclo d’istruzione (art. 7, comma 1 del D. Lgs. n. 62/2017). Le discipline oggetto di rilevazione delle prove INVALSI 2022 sono: a) Italiano, b) Matematica, c) Inglese (prova di ascolto e prova di lettura).

Allo stesso modo, anche lo svolgimento delle prove INVALSI 2023 costituisce requisito di ammissione all’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo d’istruzione (art. 13, comma 2, lettera b del D. Lgs. n. 62/2017). Le discipline oggetto di rilevazione delle prove INVALSI 2022 sono: a) Italiano, b) Matematica, c) Inglese (prova di ascolto e prova di lettura).

Fondo per il sistema 0-6 anni: un emendamento alla Camera ferma il taglio

da Tuttoscuola

La riduzione del Fondo per il sistema integrato 0-6 anni (oltre 20 milioni nel 2025), prevista dalla proposta della Legge di bilancio per l’esercizio 2023, commentata criticamente da Tuttoscuola, è stata oggetto di emendamento sostitutivo presentato dalle deputate Elena Boschi e Valentina Grippo in Commissione Cultura della Camera. Invece di ridurre il fondo, se ne prevede un incremento nelle stesse misure indicate nella tabella 7 dell’allegato alla proposta di bilancio.

Di seguito riportiamo il testo dell’emendamento, presentato in VII Commissione cultura da Boschi e Grippo (Azione) all’AC 643-bis “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2023 e bilancio pluriennale per il triennio 2023-2025”.

Come previsto, anche questo emendamento dovrà ricevere il parere preventivo del Ministero dell’Istruzione e del Merito, prima di passare all’approvazione in Commissione.

n.100.2

Dopo il comma 3, inserire il seguente:

3-bis. Il fondo di cui all’articolo 13 comma 1 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65 è incrementato di euro 5 milioni per l’anno 2023, 15 milioni per l’anno 2024 e 21 milioni a decorrere dall’anno 2025. Agli oneri derivanti dall’attuazione del presente comma, stimati in 5 milioni di euro per l’anno 2023, 15 milioni per l’anno 2024 e 21 milioni a decorrere dall’anno 2025, si provvede mediante corrispondente riduzione del fondo di cui all’articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.

Contratto scuola sottoscritto da sindacati e Aran. In arrivo aumenti e arretrati

da Tuttoscuola

“Nel pomeriggio di oggi, 6 dicembre, terminate le procedure di controllo, le organizzazioni sindacali e l’Aran hanno sottoscritto in via definitiva il testo del Ccnl del comparto Istruzione e Ricerca sui principali aspetti del trattamento economico per il triennio 2019-2021 del personale”. È quanto dichiarano la segretaria confederale della Cgil, Tania Scacchetti, e il segretario generale della Flc Cgil, Francesco Sinopoli.

“La firma odierna rende definitiva la validità del Ccnl, già a partire da domani 7 dicembre, e consente – proseguono i due dirigenti sindacali – la messa in pagamento degli aumenti e degli arretrati stipendiali dovuti, a titolo di anticipazione, a tutto il personale del comparto con contratto a tempo indeterminato e a tempo determinato”.

“La trattativa, a questo punto, deve proseguire con decisione per chiudere la parte normativa e includere nel Ccnl le ulteriori risorse in corso di stanziamento con la prossima legge di Bilancio”, concludono Scacchetti e Sinopoli.

Edilizia Scolastica, presentato il Piano. Valditara: ‘Scuola non può diventare luogo di tragedie. Oltre 2 miliardi di euro per la messa in sicurezza’

da Tuttoscuola

“Ho in mente una grande alleanza per la scuola. Ci sono tre sostantivi che ritengo importanti, tre valori: sicurezza, dignità, serenità. Oggi lanciamo una autentica rivoluzione nella visione, nel metodo e nei contenuti. Non ci limitiamo a fare il compitino Pnrr: sarebbe stato facile, ma oggi vogliamo lanciare il nostro Piano per l’edilizia”. Così il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, nel corso della presentazione del Piano per l’Edilizia Scolastica che si è tenuta oggi, 6 dicembre, presso la Sala “Aldo Moro” del Ministero

“Un Piano di messa in sicurezza e riqualificazione dell’edilizia scolastica – ha detto Valditara – , che è un’emergenza nazionale. La scuola è per eccellenza il luogo dove si forma la persona. La scuola non può diventare il luogo di tragedie. Tutto ciò che presentiamo oggi fa parte di un impegno morale”.

“Mai più studenti e presidi in pericolo nelle nostre scuole. Stiamo parlando della vita e della sicurezza delle persone che sono il cardine della nostra società. Non ci siamo accontentati dei 710 milioni di euro del Pnrr. Ho chiesto ai miei uffici di fare una ricognizione delle risorse del ministero, qualcuna magari dimenticata. Il cuore dell’operazione è stata legare alle risorse del Pnrr ulteriori risorse realizzando un’azione integrata triplicando l’investimento e arrivando a due miliardi di euro”.

“Avremo più di due milioni di metri quadri riqualificati e messi in sicurezza. Un terzo in più della superficie del Principato di Monaco”.

“Ripartirà l’Osservatorio Nazionale per l’Edilizia scolastica. Il nostro piano prevede oltre 2 miliardi per la messa in sicurezza – spiega il Ministro – , la riqualificazione, l’adeguamento sismico, l’antincendio, l’eliminazione delle barriere architettoniche delle scuole. Così saranno suddivisi: 710mila euro già ripartiti su base regionale; 953 milioni di nuove risorse di bilancio da ripartire su base regionale; 255mila euro per 171 interventi sulle palestre scolastiche; 55 milioni per 41 strutture; 84 milioni per palestre e mense delle regioni più in difficoltà; a valere sui residui del Pon 2014 2000 interventi per autorizzare ulteriori 266 interventi. Il riparto delle risorse a livello regionale sarà effettuato sulla base del numero di scuole al 50% e del numero di studenti al 50%. Le risorse saranno assegnate direttamente agli enti locali”.

“Oggi firmo due decreti – precisa ancora Valditara -: uno di autorizzazione dei piani regionali per un importo di 710 milioni con l’approvazione di 330 interventi. Un decreto di autorizzazione di 255,6 milioni per 171 interventi per palestre. Il riparto tra le regioni di ulteriori 953 milioni rispetto alle quali le Regioni dovranno indicare gli interventi. A questi due decreti si aggiunge un decreto direttoriale che autorizza 266 interventi per un importo di 84 milioni di euro di risorse Pon per palestre e mense del Mezzogiorno”.

Iscrizioni a.s. 2023/24, come presentare domanda per la classe prima della primaria dal 9 al 30 gennaio 2023

da La Tecnica della Scuola

Di Lara La Gatta

Anche le iscrizioni alle classi prime della scuola primaria sono disciplinate, per l’a.s. 2023/24, con nota del 30 novembre.

Le domande devono essere inviate attraverso il sistema “Iscrizioni on line”, dalle ore 8:00 del 9 gennaio 2023 alle ore 20:00 del 30 gennaio 2023.

Chi può iscriversi

I genitori e gli esercenti la responsabilità genitoriale:

  • iscrivono alla prima classe della scuola primaria i bambini che compiono sei anni di età entro il 31 dicembre 2023;
  • possono iscrivere i bambini che compiono sei anni di età dopo il 31 dicembre 2023 ed entro il 30 aprile 2024. Non è consentita in alcun caso, anche in presenza di disponibilità di posti, l’iscrizione alla prima classe della scuola primaria di bambini che compiono i sei anni di età successivamente al 30 aprile 2024.

Con riferimento ai bambini che compiono i sei anni di età tra il 1° gennaio e il 30 aprile 2024, è opportuno che ile famiglie considerino le indicazioni e gli orientamenti forniti dai docenti delle scuole dell’infanzia frequentate dai bambini.

Le scuole che accolgono bambini anticipatari rivolgono agli stessi particolare attenzione e cura, soprattutto nella fase dell’accoglienza, ai fini di un efficace inserimento.

Trattenimento alla scuola dell’infanzia

Con riferimento alle deroghe all’obbligo di istruzione riguardanti bambini di sei anni con disabilità o arrivati con adozione internazionale, concernenti il possibile trattenimento per un anno nella scuola dell’infanzia, le stesse sono consentite su richiesta della famiglia in casi circostanziati, supportati da documentazione che ne attesti la necessità, e in via del tutto eccezionale.

Orario

All’atto dell’iscrizione, i genitori esprimono le proprie opzioni rispetto alle possibili articolazioni dell’orario settimanale che è così strutturato: 24 ore, 27 ore, fino a 30 ore, 40 ore (tempo pieno).

Per l’accoglimento delle richieste di articolazione dell’orario settimanale trovano applicazione i criteri di precedenza deliberati dal Consiglio di istituto.

L’accoglimento delle opzioni fino a 30 ore settimanali o per il tempo pieno è subordinato alla disponibilità delle risorse di organico e di adeguati servizi, circostanze che devono essere portate a conoscenza delle famiglie, anche con apposita nota da prevedere sul modulo on line di iscrizione.

L’adozione del modello di 24 ore settimanali è possibile solo in presenza di un numero di domande che consenta la formazione di una classe con minimo 15 alunni.

Insegnamento di educazione motoria

La legge 30 dicembre 2021 n. 234, art. 1, commi 329 e seguenti, ha introdotto nella scuola primaria l’insegnamento dell’educazione motoria da parte di docenti specialisti forniti di idoneo titolo di studio, a decorrere dall’anno scolastico 2022/2023 per la classe quinta e a decorrere dall’anno scolastico 2023/2024 per la classe quarta, precisando che tale insegnamento viene impartito in un orario (quantificato in non più di due ore settimanali) aggiuntivo rispetto all’orario ordinamentale di 24, 27 e fino a 30 ore.

Pertanto, le scuole, nel corso delle assemblee che precedono le iscrizioni e tramite circolari o note, dovranno informare i genitori che l’orario settimanale prescelto al momento dell’iscrizione alla classe 1^ aumenterà fino a due ore settimanali al momento del passaggio alla classe 4^. Tale incremento di tempo scuola non riguarda il tempo pieno, stante che le ore di educazione motoria rientrano nelle 40 ore settimanali.

Domande in eccedenza

In considerazione della possibilità che, in base ai criteri di precedenza deliberati dal Consiglio di istituto, si verifichi un’eccedenza di domande rispetto ai posti disponibili e che, conseguentemente, si renda necessario indirizzare verso altri istituti le domande non accolte, i genitori, in sede di presentazione delle domande di iscrizione on line, possono indicare, in subordine rispetto all’istituto scolastico che costituisce la loro prima scelta, fino a un massimo di altri due istituti di proprio gradimento.

Il sistema di “Iscrizioni on line” comunica di aver inoltrato la domanda di iscrizione verso gli istituti scolastici indicati in subordine. L’accoglimento della domanda di iscrizione da parte di una delle istituzioni scolastiche indicate nel modulo on line rende inefficaci le altre opzioni. Qualora la domanda di iscrizione non trovi accoglimento in nessuna delle scuole indicate sul modulo on line, è responsabilità dell’ultima scuola indicata, con il necessario supporto del competente Ufficio di ambito territoriale, affiancare le famiglie nell’individuazione, tra le scuole viciniori, di un’istituzione scolastica in grado di accogliere l’alunno.

NOTA E ALLEGATI

Tagli ai fondi sul sistema 0-6: MEF batte MIM 20 milioni a zero

da Tuttoscuola

Lo stanziamento per il Fondo nazionale per il sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita ai sei anni – previsto in 309 milioni di euro all’anno – sarà decurtato di 5 milioni per il 2023, di altri 13,4 milioni nel 2024 e di 20,2 milioni nel 2025. Lo prevede la Tabella 7, pag. 108 dello Stato di previsione del Ministero dell’Istruzione e del Merito per l’anno finanziario 2023 e per il triennio 2023-2025, allegata al disegno di legge del “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2023 e bilancio pluriennale per il triennio 2023-2025”.

Se la riduzione del Fondo sarà confermata, come sembra più che probabile, dovranno essere rivisti gli accordi tra Stato e Regioni già definiti in Conferenza Unificata.

Il Fondo, istituito dal decreto legislativo 65/2017 della Buona Scuola, è finalizzato a realizzare:

  1. interventi di nuove costruzioni, ristrutturazione, edilizia, messa in sicurezza, risparmio energetico di edifici pubblici che accolgono scuole e servizi per l’infanzia;
  2. finanziamento di spese di gestione delle scuole e dei servizi educativi per l’infanzia, per abbassarne i costi per le famiglie e migliorarne l’offerta;
  3. interventi di formazione continua in servizio del personale educativo e docente e promozione dei coordinamenti pedagogici territoriali.

Criteri e ripartizione delle risorse del Fondo sono stati definiti da specifici Accordi in Conferenza Unificata Stato-Regioni da valere fino all’anno 2025.

L’allegato alla legge di Bilancio presenta anche una apparente contraddizione. Nella parte iniziale dell’allegato che introduce la tabella, si afferma:

“7) Investire sul sistema integrato 0-6 – Il potenziamento della rete dei servizi per l’infanzia costituisce una priorità del Ministero. Infatti, l’inserimento precoce nel sistema educativo è un fattore in grado di favorire il successo formativo degli studenti, oltre a costituire un importante strumento al servizio della parità di genere. Piano asili nido e scuole dell’infanzia Nel PNRR, il Ministero ha previsto una misura di investimento finalizzata all’accrescimento dell’offerta educativa nella fascia 0-6 su tutto il territorio nazionale, attraverso la costruzione di nuovi asili nido e nuove scuole dell’infanzia, ovvero mediante la messa in sicurezza di quelli esistenti. Il piano tende inoltre a promuovere la costituzione di poli per l’infanzia, favorendo così la costruzione di percorsi educativi unitari. Gli interventi di nuova costruzione, riqualificazione e messa in sicurezza degli edifici consentiranno la creazione di 228.000 nuovi posti, 152.000 dei quali nella fascia 0-3. Il Piano verrà realizzato mediante il coinvolgimento diretto dei Comuni nella fase di realizzazione e gestione delle opere, con un approccio di governance multilivello. Iniziative a sostegno del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita ai sei anni. Il Ministero intende, inoltre, aumentare le risorse da destinare alla promozione di azioni di sostegno e valorizzazione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita ai sei anni, anche al fine di attivare percorsi di formazione in servizio specificamente rivolti al personale operante nel sistema 0-6 e di implementare un sistema efficace di valutazione e monitoraggio”.

Bei propositi, smentiti, come si vede, dai numeri riportati crudamente dalla tabella 7.

Della serie: “non sappia la destra (MIM) quel che fa la sinistra (MEF)?

Verso una scuola che valorizza il talento individuale?

da Tuttoscuola

Una buona parte del discorso programmatico pronunciato dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara dinanzi alle Commissioni Cultura riunite di Camera e Senato è stata dedicata all’esposizione della sua visione del ruolo della scuola: non di quella attuale ma di quella che a suo avviso occorre cominciare a costruire nel corso della legislatura.

La scuola che ho in mente”, sono le sue parole, è “una scuola che accompagni con costanza i giovani e li aiuti davvero, ciascuno a valorizzare i propri unici e personali talenti come risorsa personale e come ricchezza di tutti. Serve una scuola che si adatti agli studenti, non sono gli studenti che devono adattarsi alla scuola. E poi ancora: “L’orizzonte è quello di contribuire, attraverso una grande alleanza tra scuola, famiglia, studenti, il mondo del lavoro e quello delle istituzioni territoriali, a sanare le diseguaglianze relative alle condizioni di partenza di ciascuno. Dando così piena attuazione al dettato e allo spirito della Costituzione”.

Parole impegnative che, almeno sulla carta e nelle intenzioni, non sembrano corrispondere a una visione gerarchica e selettiva della scuola, di tipo neogentiliano, ma piuttosto a un modello inclusivo, centrato sulla valorizzazione dei talenti individuali, capace di “consentire alla scuola di funzionare da ascensore sociale”.

Un modello di scuola che, come avevamo già segnalato nella newsletter dello scorso 21 novembre, sembra far parte di un più complessivo disegno di fondazione teorica di una Destra democratica, ancorché conservatrice (nel significato anglosassone di conservative), nel quale Giuseppe Valditara appare impegnato in questa fase della sua consolidata esperienza politica, segnata anche dalle tre legislature (2001-2013) nelle quali, da senatore e responsabile scuola di AN, fu uno dei più stretti supporter della svolta moderata e costituzionale impressa a quel partito dall’allora leader Gianfranco Fini.

Vedremo presto se alle parole e alle intenzioni risponderanno fatti concreti. La valorizzazione dei talenti individuali in una scuola “che si adatti agli studenti” e capace di “sanare le diseguaglianze relative alle condizioni di partenza di ciascuno” comporterebbe una radicale personalizzazione dei percorsi formativi, l’eliminazione degli standard minimi di apprendimento (salvo che per un limitato core curriculum di competenze di base) e delle bocciature (salvo casi particolari). Un progetto, insomma, più rivoluzionario che conservatore.

Chi vivrà vedrà. Comunque, va seguito con interesse, a nostro avviso, lo sforzo di riflessione e riprogettazione in corso a destra – ma anche a sinistra – sul rapporto tra scuola e società anche dal punto di vista dei valori civili e costituzionali da difendere. Di tale riflessione fa parte anche l’ultimo libro di Luca Ricolfi, da pochi giorni in libreria, di cui parliamo nella notizia successiva.

Dimensionamento/1: gli accorpamenti che pesano sull’efficienza del servizio

da Tuttoscuola

La riorganizzazione della rete scolastica (dimensionamento) ha una ricaduta sulle istituzioni scolastiche dove hanno sede le direzioni e le segreterie, ma non sulle scuole (plessi scolastici e istituti) dove i docenti svolgono le lezioni per gli alunni.
In proposito, il ministero dell’istruzione e del merito si è affrettato opportunamente a precisare che il dimensionamento previsto dalla legge finanziaria non riguarda le scuole (“la norma da noi proposta non prevede chiusure di plessi scolastici”).

Va anche precisato che il piano del MIM prevede “la riduzione progressiva delle reggenze (sino all’eliminazione) attribuite ai Dirigenti Scolastici e della prassi dei DSGA condivisi tra più scuole, con il miglioramento dell’efficienza amministrativa e gestionale”. Si tratta di un impegno di estrema importanza, che prefigura il bando dei relativi concorsi in tempi ravvicinati. A meno di pensare che la riduzione delle reggenze non la si voglia ottenere semplicemente sopprimendo le istituzioni scolastiche oggi in reggenza…

Premesso che il Pnrr impone di agire sul dimensionamento e che non è facile agire sotto lo sguardo vigilante della Commissione Europea, approfondiamo alcune probabili conseguenze della prevista riduzione del numero di istituzioni scolastiche a parità di plessi scolastici.

Nel 2021-22 hanno funzionato 41.193 scuole, più o meno quelle già esistenti negli anni scorsi e che, con tutta probabilità, saranno sostanzialmente confermate nella loro entità, mentre le istituzioni scolastiche si ridurranno di oltre 600 unità entro il 2031-32, come si ricava dal comunicato stampa del Ministero.

L’operazione non sarà indolore. Se quasi tutte quelle scuole rimarranno materialmente al loro posto, una parte, forse non trascurabile, sarà invece costretta a cambiare istituzione scolastica di riferimento.
Una conseguenza del dimensionamento con la graduale soppressione di istituzioni scolastiche è l’accorpamento di scuole, private della propria istituzione di riferimento, che vengono aggregate ad un’altra istituzione sopravvissuta al dimensionamento.

I docenti delle scuole accorpate devono riferirsi non solo ad un nuovo dirigente scolastico, ma anche ad una segreteria diversa da quella precedente quasi sempre in un territorio o in un comune diverso.
Anche le famiglie degli alunni dovranno cambiare segreteria e direzione di riferimento.

La chiusura di istituzione scolastiche per effetto della revisione della rete ha anche ripercussioni sul personale di segreteria dell’istituzione soppressa, che, nella migliore delle ipotesi, dovrà soltanto cambiare sede di servizio trasferendosi di diritto nella segreteria dell’istituzione superstite, ma, nella peggiore delle ipotesi, potrebbe risultare perdente posto ed essere costretto a cercare sede altrove, anche lontano da casa.

Si tratta di un film già visto, perché la riduzione del numero di istituzioni scolastiche è in corso da un ventennio: nel 2000-01 erano 11.592, nel 2012-12 9.139, nel 2021-22 8.160. Ora si prevede che nel 2031-21 saranno 6.885: in trent’anni le istituzioni scolastiche (quindi anche il numero di presidi, responsabili amministrativi, etc) si sarà ridotto del 40%.

Finora l’unico beneficio per il dimensionamento ha riguardato le casse dello Stato, mentre non c’è stato nemmeno lo zero virgola di vantaggio per tutto il personale scolastico e, in una certa misura, neanche per alunni e genitori.

C’è da pensare che i diversi Ministri che si sono succeduti al Palazzo della Minerva lo sapessero, ma per loro hanno deciso altri poteri forti, di stanza a Via XX Settembre a Roma (al Ministero dell’Economia e Finanze).

Con il nuovo piano di dimensionamento il Ministero ha annunciato che stavolta ci sarà “la possibilità di reinvestire in modo strutturale tali risorse a favore del sistema scolastico” (Fondi di funzionamento, FUN, Fondo integrativo di istituto, etc). Una differenza non da poco rispetto al passato.

La domanda è: a parte le scuole sottodimensionate (circa 300) vale la pena terremotare l’organizzazione delle scuole aumentando la distanza tra le figure apicali e il personale, gli studenti e le famiglie? Il modello di “mega” istituzioni scolastiche è quello giusto?

Un dibattito sereno e distaccato, basato sull’approfondimento dei numeri aiuterebbe senz’altro a prendere la migliore decisione.