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Nuove Indicazioni nazionali Scuola Infanzia e I ciclo

“Con la firma delle nuove Indicazioni nazionali si volta pagina. Dal prossimo anno scolastico vi sarà il ritorno della centralità della storia occidentale, la valorizzazione della nostra identità, la riscoperta dei classici che hanno contraddistinto la nostra civiltà. Ripristiniamo inoltre il valore della regola, a partire da quella grammaticale, e del latino. Ciò non costituisce il ritorno a un passato superato. Regole grammaticali e latino rappresentano fondamenti che consentiranno ai nostri ragazzi di crescere consapevoli della nostra lingua, con maggiore padronanza espressiva e più forte pensiero critico. Al tempo stesso innoviamo i programmi di matematica e scienze perché, partendo dal reale, possano appassionare i giovani, e mettiamo al centro la cultura del rispetto e della lotta contro ogni discriminazione.

Sono programmi fortemente innovativi, che giungono al termine di un lavoro poderoso durato quasi due anni e che ha coinvolto il comitato tecnico presieduto dalla professoressa Perla, i componenti delle sottocommissioni e il Ministero. Un lavoro fatto di ascolto e confronto con la comunità scolastica e scientifica e di interlocuzione con le diverse istituzioni deputate ad esprimersi. A tutti coloro che hanno contribuito alle Nuove Indicazioni va il mio sentito ringraziamento. Agli insegnanti e agli studenti, per i quali queste Indicazioni sono state concepite, l’augurio di buon lavoro”. Così ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

Giornata internazionale delle persone con disabilità

Il 3 dicembre si celebra la Giornata Internazionale delle persone con disabilità, una ricorrenza istituita dall’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) con l’intento di promuovere la piena inclusione, la tutela dei diritti e la valorizzazione della dignità delle persone con disabilità in ogni ambito della società.
In questo contesto, il ruolo che ogni scuola educante è chiamato a svolgere si configura come essenziale per costruire ambienti realmente inclusivi,  attraverso azioni concrete volte a stimolare autonomia, socializzazione e valorizzazione delle competenze, nell’intento di far comprendere ad alunni e studenti che promuovere società inclusive significa promuovere un equo progresso sociale. 
In coerenza con questi principi, il Ministero dell’Istruzione e del Merito prosegue il proprio impegno nella promozione di una scuola che, ponendo lo studente “al centro” della propria azione, sia aperta, accogliente, priva di barriere, capace di offrire apprendimenti personalizzati.

In tale prospettiva si inseriscono i provvedimenti adottati dal Ministero, miranti a garantire la continuità didattica agli studenti con disabilità, le risorse destinate all’eliminazione di barriere architettoniche, all’acquisto di sussidi ed ausili didattici, all’istruzione domiciliare e ospedaliera, nonché le progettualità tese a favorire la consapevolezza di alunni e studenti in materia di diritti delle persone con disabilità, oltreché la diffusione di una cultura della solidarietà e della partecipazione attiva.
Nel promuovere questa giornata, il Ministero auspica che le Istituzioni scolastiche realizzino iniziative di sensibilizzazione e formazione sui temi relativi alla disabilità e al valore dell’inclusione, anche attraverso l’organizzazione di forum, discussioni pubbliche e campagne informative, con l’obiettivo di sviluppare nuovi strumenti, strategie e risorse per favorire l’inclusione, da sempre punto cardine del sistema educativo italiano e sensibilizzare l’intera comunità scolastica sul significato autentico di questa giornata.

Il messaggio del Ministro

Il 3 dicembre, Giornata internazionale delle persone con disabilità, ribadiamo il nostro impegno per una scuola realmente inclusiva, capace di valorizzare i talenti di ogni studentessa e ogni studente. Per la prima volta quest’anno i genitori hanno potuto confermare il docente precario di sostegno per i loro figli garantendo la continuità didattica, nel frattempo abbiamo anche avviato un grande piano di abbattimento delle barriere architettoniche nelle scuole, di specializzazione dei docenti di sostegno e di assunzione di precari. Proseguiremo con sempre maggiore determinazione lungo queste direttrici per realizzare le finalità della nostra scuola costituzionale.

Protocollo d’Intesa ANA – MIM

Il 2 dicembre il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, e il Presidente dell’Associazione Nazionale Alpini (ANA), Sebastiano Favero, hanno siglato un Protocollo d’Intesa, che consente di promuovere nelle scuole i valori dell’etica della partecipazione civile, della solidarietà e del volontariato.

Inoltre, il Protocollo prevede il rilascio di un attestato di frequenza alle studentesse e agli studenti che partecipano ai Campi Scuola organizzati dall’ANA per documentare l’esperienza nel loro curriculum e per darne rilevanza durante il colloquio dell’esame di Maturità.

“Gli Alpini hanno svolto un ruolo fondamentale nella difesa della Patria e sono impegnati costantemente in azioni di volontariato. Esprimono valori importanti: solidarietà e altruismo, civismo, coraggio, senso del dovere e spirito di sacrificio, lealtà, attaccamento al territorio e alle radici della comunità, ideali patriottici. Oggi più che mai abbiamo bisogno di diffondere il loro motto fra le giovani generazioni: ‘Mettere il noi prima dell’io’”, ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

Consiglio Ministri Istruzione UE

Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, è intervenuto il 27 novembre a Bruxelles al Consiglio dei Ministri dell’Istruzione dell’UE sul ruolo della istruzione tecnica e professionale nel garantire validi sbocchi lavorativi ai giovani, contribuendo a rafforzare la competitività dei sistemi economici nazionali.

Nel corso del dibattito, il Ministro ha lanciato alcune proposte concrete, sottolineando l’importanza di investire maggiori risorse europee per finanziare i percorsi di istruzione tecnica e professionale, favorire accordi di collaborazione fra le scuole di istruzione tecnica e professionale dei vari Paesi, prevedere lo scambio di buone pratiche attuate negli Stati membri.

“Serve però una rivoluzione culturale: dobbiamo far capire ai genitori e alla società che il settore TVET è costituito da percorsi formativi altamente tecnologici, con grandi potenzialità occupazionali e di valorizzazione dei talenti dei giovani. È necessario puntare molto sull’orientamento”. La istruzione tecnico-professionale, ha aggiunto Valditara, “è fondamentale per offrire sbocchi occupazionali molto richiesti e rappresenta un pilastro per la competitività del nostro sistema imprenditoriale”.

Il Ministro ha inoltre illustrato le principali caratteristiche della riforma italiana della istruzione tecnico-professionale, il cosiddetto 4+2, un sistema particolarmente innovativo che ha anticipato le linee emerse a livello europeo.

Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, è intervenuto il 27 novembre a Bruxelles al Consiglio dei Ministri dell’Istruzione dell’UE sul ruolo della istruzione tecnica e professionale nel garantire validi sbocchi lavorativi ai giovani, contribuendo a rafforzare la competitività dei sistemi economici nazionali.

Nel corso del dibattito, il Ministro ha lanciato alcune proposte concrete, sottolineando l’importanza di investire maggiori risorse europee per finanziare i percorsi di istruzione tecnica e professionale, favorire accordi di collaborazione fra le scuole di istruzione tecnica e professionale dei vari Paesi, prevedere lo scambio di buone pratiche attuate negli Stati membri.

“Serve però una rivoluzione culturale: dobbiamo far capire ai genitori e alla società che il settore TVET è costituito da percorsi formativi altamente tecnologici, con grandi potenzialità occupazionali e di valorizzazione dei talenti dei giovani. È necessario puntare molto sull’orientamento”. La istruzione tecnico-professionale, ha aggiunto Valditara, “è fondamentale per offrire sbocchi occupazionali molto richiesti e rappresenta un pilastro per la competitività del nostro sistema imprenditoriale”.

Il Ministro ha inoltre illustrato le principali caratteristiche della riforma italiana della istruzione tecnico-professionale, il cosiddetto 4+2, un sistema particolarmente innovativo che ha anticipato le linee emerse a livello europeo.

Sicurezza nelle scuole

“Ho firmato oggi un importante decreto che stanzia 223,7 milioni di euro per l’adeguamento alla normativa antincendio e per interventi urgenti di messa in sicurezza degli edifici scolastici.

La sicurezza delle scuole resta una priorità strategica sulla quale continueremo a investire per garantire agli studenti e al personale scolastico spazi e ambienti sicuri”, ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

Il 40% delle risorse sarà destinato agli enti locali delle regioni del Mezzogiorno e sono state semplificate le procedure di adesione all’avviso che sarà pubblicato nei prossimi giorni sul sito del Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Scuole per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza A.S. 2025/2026

UNICEF/Istruzione: al via il programma “Scuole per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza anno scolastico 2025/2026”.

Oltre 800 scuole hanno aderito al programma lo scorso anno.

3 ottobre 2025 – L’UNICEF Italia in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito promuove la nuova edizione del programma dell’UNICEF Italia “Scuole per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza anno scolastico 2025/2026” per tutte le scuole di ogni ordine e grado: un percorso triennale sulla conoscenza, promozione e difesa dei diritti sanciti dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza rivolto a studenti e studentesse, docenti e l’intera comunità educante. È possibile aderire fino al 20 ottobre 2025.

Lo scorso anno oltre 800 scuole hanno scelto di aderire al percorso UNICEF. Promuovere la conoscenza e la pratica dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza a scuola, nelle classi, fra i banchi significa contribuire concretamente a rendere i bambini, le bambine e gli adolescenti consapevoli e gli consente di fare propri strumenti, informazioni e concetti utili per la vita loro e delle nostre società. Il nostro impegno, come UNICEF Italia, è quello di continuare a costruire scuole inclusive, partecipative e rispettose della dignità di ogni persona. Ci auguriamo ancora una maggiore adesione quest’anno.” ha dichiarato il Presidente dell’UNICEF Italia, Nicola Graziano. “Rivolgo un sentito ringraziamento al Ministero dell’Istruzione e del Merito per la collaborazione.”

L’analisi dei risultati dei questionari somministrati ai docenti a giugno 2025 conferma l’efficacia e l’impatto positivo del programma nel rafforzare la diffusione e la promozione dei diritti delle persone di minore età: l’83% dei partecipanti ha seguito i corsi di formazione UNICEF; l’88% ha dichiarato di aver consolidato le proprie conoscenze in materia di diritti; il 75% ha utilizzato nelle classi le risorse digitali UNICEF dedicate; il 57% delle scuole secondarie ha istituito i Gruppi di Progettazione per i Diritti, promuovendo la partecipazione attiva di studenti e studentesse.

Le scuole che aderiscono al programma potranno accedere a corsi di formazione online per i docenti, disponibili sulla piattaforma ministeriale S.O.F.I.A., astrumenti digitali dedicati al tema dei diritti e a opportunità di partecipazione attiva per studenti e studentesse.

È possibile aderire all’iniziativa entro e non oltre il 20 ottobre 2025 compilando l’apposito modulo on line presente qui https://www.unicef.it/iscrizione-scuola-per-i-diritti/

Laboratori innovativi per gli istituti tecnici e professionali

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha pubblicato oggi le graduatorie che assegnano 210 milioni a oltre 1.000 istituti tecnici e professionali in tutta Italia. I fondi sono destinati alla realizzazione di

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha pubblicato oggi le graduatorie che assegnano 210 milioni a oltre 1.000 istituti tecnici e professionali in tutta Italia. I fondi sono destinati alla realizzazione di laboratori innovativi e avanzati per gli istituti tecnici e professionali, compresi quelli della filiera tecnologico-professionale del “4+2”. L’obiettivo è potenziare lo sviluppo di specifiche competenze tecniche e professionali, strettamente connesse con i relativi indirizzi di studio.

“Stiamo costruendo giorno dopo giorno un sistema formativo all’avanguardia, integrato e radicato nei territori grazie a laboratori innovativi, in grado di valorizzare i talenti, sviluppare solide competenze e rispondere alle esigenze del mondo produttivo. È questa la scuola del futuro che vogliamo realizzare, capace di offrire ai giovani una valida preparazione e concrete possibilità di lavoro”, ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

Le risorse, già stanziate lo scorso 30 maggio con decreto del Ministro, vengono oggi assegnate a seguito di avviso pubblico che ha interessato sia istituti statali sia istituti paritari non commerciali.

tori innovativi e avanzati per gli istituti tecnici e professionali, compresi quelli della filiera tecnologico-professionale del “4+2”. L’obiettivo è potenziare lo sviluppo di specifiche competenze tecniche e professionali, strettamente connesse con i relativi indirizzi di studio.

“Stiamo costruendo giorno dopo giorno un sistema formativo all’avanguardia, integrato e radicato nei territori grazie a laboratori innovativi, in grado di valorizzare i talenti, sviluppare solide competenze e rispondere alle esigenze del mondo produttivo. È questa la scuola del futuro che vogliamo realizzare, capace di offrire ai giovani una valida preparazione e concrete possibilità di lavoro”, ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

Le risorse, già stanziate lo scorso 30 maggio con decreto del Ministro, vengono oggi assegnate a seguito di avviso pubblico che ha interessato sia istituti statali sia istituti paritari non commerciali.

Consiglio di Stato sospende il parere sui nuovi programmi

Scuola, il Consiglio di Stato sospende il parere sui nuovi programmi: “Carenze e criticità”

da Repubblica.it – 18.09.25

Altra tegola sui nuovi programmi scolastici per elementari e medie elaborati dal ministero dell’Istruzione guidato da Giuseppe Valditara. Dopo le polemiche sull’impianto in particolare dell’insegnamento della storia – tutta votata a Occidente – e della matematica, le modifiche apportate dalla commissione che li ha redatti dopo le audizioni, le critiche dei sindacati, ora il Consiglio di Stato ha deciso di sospendere il suo parere sullo schema di regolamento delle nuove Indicazioni Nazionali per la scuola dell’infanzia e il primo ciclo d’istruzione. Per usare una metafora scolastica: non è una bocciatura totale ma il testo comunque è rimandato al mittente. Dal ministero reagiscono: ma quale bocciatura, chi lo dice strumentalizza. 

“Attesa degli adempimenti richiesti”

I giudici della Sezione Consultiva per gli Atti Normativi si sono riuniti il 9 settembre scorso e la decisione è stata licenziata il 17 settembre con il parere sospeso numero 1017/2025, «in attesa degli adempimenti richiesti». La documentazione predisposta dal Ministero, secondo quanto si legge nel dispositivo, presenta lacune strutturali che compromettono la valutazione della proposta normativa. Mancano le motivazioni del rinnovo delle indicazioni ferme dal 2012, l’analisi dell’impatto è carente e «per molti aspetti inadeguata allo scopo»; pur citando numerose Raccomandazioni UE non ne valuta «in concreto la coerenza del nuovo testo con i menzionati atti dell’Unione europea»; sui profili finanziari «talune delle indicazioni formulate sollevano il dubbio circa l’effettiva disponibilità di mezzi e risorse»; gli obiettivi sono vaghi, si accenna a un «cambiamenti epocali» della scuola nell’ultimo decennio senza riferimenti più puntuali. E poi ci sono rilievi sul contenuto didattico, correzioni formali e linguistiche necessarie, refusi da eliminare. 

Ad esempio viene sottolineata la scelta di introdurre il latino come insegnamento facoltativo. «Una misura – spiega il segretario generale della Uil scuola, Giuseppe D’Aprile – che rischia di aumentare le disuguaglianze tra studenti e di creare problemi organizzativi insostenibili per le scuole». Non solo: oltre al divario tra studenti, ci sono questioni organizzative concrete, già sollevate dal Consiglio superiore della pubblica istruzioni senza che il ministero ci mettesse mano. I docenti di lettere potrebbero non possedere i requisiti necessari per l’insegnamento del latino, mentre un insegnante della classe di concorso specifica potrebbe teoricamente insegnare in diciotto classi diverse, essendo prevista una sola ora di insegnamento per classe.

“Impianto fragile e distante”

Secondo D’Aprile «Ie motivazioni della sospensione coincidono con quanto avevamo già espresso negli scorsi mesi al Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione: siamo di fronte a un impianto fragile e distante dalla realtà delle scuole. Una revisione del curricolo nazionale – conclude il segretario sindacale – non può fondarsi su un testo improvvisato, linguisticamente fragile e pedagogicamente debole». Per questo la Uil scuola ribadisce «la necessità di un vero percorso condiviso». Anche la Flc Cgil ritiene che «il Mim debba cogliere l’occasione per operare una seria revisione del testo», parla di «sonora bocciatura» e conferma il suo parere negativo giudicando la riscrittura delle indicazioni nazionali «una pericolosa operazione di revisione della cultura democratica della scuola e del Paese».

L’iter del testo

L’iter dei nuovi programmi, che dovrebbero entrare in vigore tra il prossimo anno scolastico e il successivo, si era concluso, da parte del ministero, il 7 luglio scorso al termine, spiegava Valditara, «di una articolata fase preparatoria». Alla luce delle osservazioni formulate dal Consiglio superiore della pubblica istruzione, era stato poi licenziato il testo definitivo, trasmesso al Consiglio di Stato per il relativo parere. «Una svolta culturale importante», aveva dichiarato il ministro. Ora però arriva uno stop.

La replica del ministro

Via Trastevere però replica: «Il parere a cui ci si riferisce ha natura interlocutoria e si limita a indicare al ministero dell’Istruzione e del Merito di fornire ulteriori dati e informazioni da inserire nelle relazioni a corredo del provvedimento. Il parere, lungi dal costituire una bocciatura, si inserisce pertanto nel fisiologico svolgimento delle interlocuzioni, ispirate ai principi di leale collaborazione tra l’organo consultivo e le amministrazioni titolari del potere regolamentare».

Dotazione di attrezzature nei Licei scientifici a indirizzo sportivo

È stato pubblicato il 17 settembre, in attuazione del decreto ministeriale del 27 maggio 2025, l’Avviso pubblico da 45 milioni di euro per la dotazione di attrezzature nei Licei scientifici a indirizzo sportivo, con l’obiettivo di favorire la didattica laboratoriale e il miglioramento delle competenze nelle discipline sportive.

“Prosegue il nostro impegno per il potenziamento delle strutture sportive a scuola. Lo sport è una vera e propria palestra di vita: migliora la salute e il benessere psicofisico, incentiva lo spirito di squadra, valorizza i talenti dei giovani e contribuisce a contrastare la dispersione scolastica. Con questo investimento di 45 milioni di euro vogliamo dotare i licei sportivi di attrezzature moderne, rafforzando un percorso educativo che promuove valori fondamentali come il rispetto reciproco, la lealtà e la sana competizione. Investire nelle palestre scolastiche significa investire nel futuro dei nostri ragazzi”, ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

Le risorse stanziate consentiranno alle scuole selezionate di acquistare, a partire dalla data di autorizzazione e fino al termine dell’anno scolastico 2025/2026, attrezzature e dotazioni a supporto della didattica laboratoriale e dell’apprendimento. L’iniziativa è finanziata dal Programma Nazionale Scuola 2021-2027, fondo FESR.

L’investimento complessivo raggiunge i 921 milioni di euro per le infrastrutture e per la realizzazione di nuove palestre e spazi sportivi per la didattica. Di questi, circa 600 milioni provengono da risorse aggiuntive al PNRR, tra fondi nazionali e fondi strutturali europei, cui si aggiungono i 45 milioni riservati ai licei sportivi.

Le istituzioni scolastiche interessate potranno presentare le proposte progettuali entro le ore 18.00 del 10 ottobre 2025.

Agenda Sud e Agenda Nord

Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha firmato oggi due decreti per rafforzare i piani Agenda Sud e Agenda Nord, con l’obiettivo di ridurre i divari territoriali e sostenere le scuole con fragilità negli apprendimenti.

Gli istituti coinvolti in Agenda Sud saranno 2.164 e saranno tutti finanziati con contributi in misura proporzionale rispetto agli ultimi dati Invalsi disponibili. Tra questi, passeranno da 245 a 600 le scuole con maggiore fragilità alle quali sarà destinato un finanziamento speciale pari a 150.000 euro per scuola, con un aumento rispetto ai 140.000 stanziati lo scorso anno.

Gli istituti coinvolti in Agenda Nord saranno 2.100 e saranno tutti finanziati con contributi in misura proporzionale rispetto agli ultimi dati Invalsi disponibili e anche in questo caso passeranno da 245 a 600 le scuole con maggiori fragilità, destinatarie, ciascuna, di un finanziamento di 150.000 euro a scuola, dunque anche in questo più risorse rispetto ai 140.000 euro stanziati lo scorso anno.

“Dopo il grande successo di Agenda Sud, proseguiamo con decisione il nostro impegno per una scuola capace di unire l’Italia: dal Nord al Sud, dal centro alle periferie. Nessuno studente deve sentirsi escluso dal diritto a una formazione di qualità”, ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

Le risorse aggiuntive previste ammontano a 252,4 milioni per Agenda Sud e 248,8 milioni per Agenda Nord, destinate al potenziamento delle competenze di base e a iniziative che vedranno il diretto coinvolgimento delle famiglie.

L’investimento complessivo per i piani di Agenda Sud e Agenda Nord raggiunge così 1,046 miliardi di euro, a testimonianza di una strategia strutturale che punta a garantire pari opportunità educative in tutto il Paese.

Avvio dell’anno scolastico 2025/2026

Con l’avvio dell’anno scolastico 2025/2026, il Ministero dell’Istruzione e del Merito registra un significativo avanzamento sul fronte delle assunzioni del personale docente, concluse con tre settimane di anticipo rispetto allo scorso anno scolastico, e la riduzione delle reggenze nelle istituzioni scolastiche.

Entro settembre di quest’anno, 41.901 nuovi docenti entreranno in ruolo, pari al 76,8% dei posti disponibili a livello nazionale, il 30% in più rispetto allo scorso anno (erano il 47,6%). Dopo le immissioni in ruolo su posto comune la copertura dell’organico è pari al 97,3%, rispetto al 94% dell’a.s. 2024/2025.

Un’attenzione particolare è riservata al sostegno: i docenti assunti sono 7.820, per un totale di circa 121.879 insegnanti di ruolo e una copertura di organico al 95,2% (erano l’89% prima di queste nuove assunzioni).

Inoltre, per la prima volta, per garantire la continuità didattica agli studenti con disabilità, potranno essere confermati i supplenti annuali o con nomina fino al 30 giugno per i quali le famiglie hanno fatto richiesta di continuità. Si tratta di quasi 58.000 insegnanti su un totale di circa 120.000 posti.

Sul fronte della dirigenza scolastica, le 326 immissioni in ruolo hanno permesso di ridurre il numero di scuole in reggenza, che passano così da 468 a 403, con una diminuzione di quasi il 14%. Le supplenze sui posti in deroga di sostegno saranno circa 120.000.

Infine, dall’1 settembre saranno operativi nelle scuole primarie e secondarie 1.000 docenti specializzati nell’insegnamento dell’italiano agli stranieri, come misura per potenziare l’insegnamento della nostra lingua e contrastare la dispersione scolastica degli studenti stranieri con scarsa conoscenza della lingua italiana.

“L’anticipo delle procedure di nomina, l’incremento delle assunzioni realizzate, la continuità didattica per gli studenti con disabilità e la riduzione delle reggenze sono la prova del nostro impegno per dare risposte concrete al mondo della scuola. Un ulteriore passo avanti verso un sistema che garantisca maggiore stabilità ai docenti e sia più efficiente per mettere realmente al centro la persona dello studente”, ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

Nuove risorse finanziarie a favore dei territori colpiti dagli eventi sismici del 2016 e del 2017

Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha firmato il decreto che assegna nuove risorse finanziarie per l’istituzione di posti “in deroga”, per l’anno scolastico 2025/2026, a favore del personale docente e del personale amministrativo, tecnico e ausiliario nei territori colpiti dagli eventi sismici del 2016 e del 2017 nelle Regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo, nonché nei Comuni di Casamicciola Terme, Forio e Lacco Ameno, colpiti dal sisma del 21 agosto 2017.

Nel 2023 i fondi destinati alle istituzioni scolastiche coinvolte erano stati potenziati, passando da circa 2,4 milioni a oltre 4 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2024 al 2028, e confermati a 2,4 milioni per il 2029.

“Con questo intervento incrementiamo le risorse disponibili, permettendo agli Uffici Scolastici Regionali di attivare ulteriori posti di docenti, personale ATA e dirigenti scolastici, anche in deroga ai vincoli normativi. È un impegno concreto: vogliamo garantire a studenti e famiglie delle aree colpite dal sisma scuole pienamente funzionanti, in grado di offrire effettive pari opportunità a tutte le comunità coinvolte. La scuola non è solo un servizio, ma un luogo di aggregazione educativo, sociale e culturale, nonché elemento fondamentale per il processo di ricostruzione”, ha dichiarato il Ministro Valditara.

54 campus formativi integrati per rafforzare la filiera tecnologico-professionale

Con un investimento complessivo di 40,5 milioni di euro, già definito con precedente decreto ministeriale, si avvia ora concretamente la realizzazione di 54 campus formativi innovativi in tutte le regioni italiane, realizzati dagli istituti tecnici e professionali in partenariato con le Fondazioni ITS Academy, università, centri di ricerca, aziende e associazioni datoriali, in un’ottica di stretta collaborazione tra mondo della formazione e sistema produttivo. L’iniziativa rappresenta un tassello fondamentale per il potenziamento della filiera tecnologico-professionale (4+2) e per la costruzione di esperienze didattiche e formative verticali. A seguito dell’avviso pubblico del 3 giugno 2025, sono state pubblicate oggi le graduatorie che assegnano a ciascun istituto e al relativo partenariato 750 mila euro per la realizzazione di spazi integrati e dinamici, aperti all’apprendimento e alla formazione sul campo, dotati di metodologie didattiche innovative e sistemi avanzati di Intelligenza Artificiale.

I 54 progetti selezionati sono stati scelti tra 436 candidature pervenute, a conferma del grande interesse del sistema scolastico verso le innovazioni promosse dalla filiera tecnologico-professionale.

“Con i campus formativi costruiamo un percorso che unisce scuola, ricerca e impresa. Offriamo agli studenti ambienti moderni e dinamici, con tecnologie avanzate e metodologie didattiche innovative, per garantire agli studenti opportunità reali di crescita personale e professionale e per una formazione sempre più vicina alle esigenze dei nostri ragazzi e del Paese”, ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

I nuovi campus copriranno le principali filiere strategiche dell’economia nazionale: moda, agroalimentare ed enogastronomia, promozione, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale e artistico, turismo, meccatronica, nautica e aeronautica, data analysis e cybersecurity, Intelligenza Artificiale generativa e automazione dei processi industriali, costruzioni, biotecnologie, salute e benessere.

Buona condotta

BUONA CONDOTTA

Franco Buccino

da ScuolaNapoletana

Alla fine degli anni ’70, giovane insegnante appena tornato da Varese, mi ritrovai in una commissione d’esami in un istituto magistrale del Vomero. Leggendo e correggendo i temi d’italiano, mi aveva colpito ed entusiasmato quello di un ragazzo dal cognome importante, quello di un famoso commediografo napoletano. Il mio giudizio era largamente condiviso da tutti i colleghi della commissione. Poi capitò qualcosa di incredibile: arrivarono, in successione, ispettori periferici e centrali, cioè del Provveditorato e del Ministero, a dirci che questo studente doveva essere bocciato, anzi non avrebbe dovuto neanche essere ammesso agli esami perché aveva offeso la preside dell’istituto. Nonostante l’impegno mio e della collega di latino nel sostenere la tesi della nostra autonomia, nonostante i risultati più che sufficienti in tutte le prove, lo studente fu bocciato.Quest’episodio l’ho sempre ricordato nei tanti anni trascorsi come insegnante e preside. Una delle contraddizioni che ancora oggi vive la scuola, nelle sue granitiche certezze, è l’incontro con uno studente che si comporta male ma che ha un buon profitto. Nei consigli di classe scattano dinamiche impreviste rispetto ai soliti schieramenti per le solite questioni: alunno di scarso profitto e comportamento riprovevole; o alunno di scarso profitto ma tranquillo ed educato. Per il primo cartolina ai genitori, provvedimenti disciplinari, probabile bocciatura. Per il secondo: non può fare di più, contesto familiare “sfavorevole”, probabile ammissione alla classe successiva.Il provvedimento approvato nei giorni scorsi definitivamente dal Parlamento, della riforma del voto in condotta, pone un rimedio, secondo il Ministro, a questa e ad altre storture. Non tanto al fatto che l’alunno che si comporta male possa essere bocciato. Ma piuttosto al fatto che il voto in condotta possa non incidere sul voto finale. Nel primo caso, secondo il decreto approvato, scatta un percorso di recupero che si conclude col tema che dimostri l’acquisita “crescita educativa” o scatta la bocciatura, a seconda del voto più o meno insufficiente. Nel secondo caso si stabilisce che il voto in condotta “fa media” per il voto finale e, soprattutto, spiana la strada per i crediti all’esame di maturità.Verrebbe da dire, in prima battuta, che è improponibile una commistione tra la condotta e i risultati nelle singole discipline. Immaginate delle prove Invalsi che riguardassero pure la condotta? Così come è francamente improponibile concedere i crediti per la maturità a chi sì e a chi no. Ma ancora più grave, oggettivamente, sembra questa considerazione della “condotta”. Mentre ci riempiamo la bocca di disagio giovanile e lo stesso Ministro è favorevole allo psicologo nelle scuole, poi sembra che per frequentarle ci voglia un certificato di buona condotta!Torna il dubbio che si pensi alle scuole come accademie militari, che si pensi a una riforma della repubblica, della società da rimettere in ordine. E che si comincino prove generali a partire dalla scuola.Come reagiranno i ragazzi, gli studenti? È facile immaginare un autunno caldo, caldissimo: li stanno tirando per i capelli. E speriamo che, “in applicazione” del decreto sicurezza, gli studenti che protestano, non li mettano in carcere. Del resto, si sa, chi protesta, occupa, blocca, sono studenti e operai. Chissà che non si guardino negli occhi. Come la storia insegna: proprio nei primi anni ’70 il movimento operaio e il mondo della scuola s’incontrarono…

Nuovi asili nido

Il Ministro dell’Istruzione e del Merito ha firmato un decreto che autorizza ulteriori 164 interventi, per un investimento complessivo di 103.801.899 euro, destinati alla costruzione di nuovi asili o alla riconversione di edifici non già destinati ad asili in tutta Italia.

Queste risorse, destinate per il 78,2% a interventi nel Mezzogiorno, provengono dal fondo di 819,7 milioni di euro stanziato dall’articolo 3 del decreto-legge 7 aprile 2025, n. 45, nell’ambito del “Piano per asili nido e scuole dell’infanzia e servizi di educazione e cura per la prima infanzia” (Investimento 1.1 – Missione 4, Componente 1 del PNRR), finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU.

“Potenziare la rete degli asili nido e delle scuole dell’infanzia significa sostenere concretamente le famiglie, ridurre le disuguaglianze territoriali e garantire pari opportunità educative sin dai primi anni di vita. Grazie alle risorse del PNRR, diamo ai Comuni gli strumenti per realizzare nuove strutture più moderne e sicure”, ha dichiarato il Ministro Valditara.

Gli interventi sono stati individuati a seguito della riapertura dei termini dell’Avviso pubblico del 17 marzo 2025. Gli enti locali beneficiari sono autorizzati ad avviare le procedure necessarie per garantire la conclusione dei lavori entro il 31 marzo 2026 e il collaudo entro il 30 giugno 2026.