Il 13 febbraio 2018, con l’entrata in vigore del nuovo Decreto sul Codice della Nautica, è stata istituita la Giornata Nazionale del Mare (D. Lgs. 3 novembre 2017, n. 229 – Art. 52).
La Repubblica italiana riconosce il giorno 11 aprile di ogni anno quale “Giornata del mare” presso gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, al fine di sviluppare la cultura del mare inteso come risorsa di grande valore culturale, scientifico, ricreativo ed economico.
In occasione della Giornata Nazionale del Mare e della Cultura Marinara 2026, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha dato il via a una grande iniziativa nazionale a Gaeta, nell’ambito del programma Scuola Futura. Dall’8 al 10 aprile, la città si trasforma in un laboratorio a cielo aperto per oltre 3.000 partecipanti, tra studenti e docenti provenienti da tutta Italia. Al Porto Antico di Gaeta è stato allestito un campus innovativo dove l’apprendimento incontra l’esperienza diretta.
Inoltre, grazie alla collaborazione con il Dipartimento Politiche del Mare della Presidenza del Consiglio, il Corpo delle Capitanerie di Porto-Guardia Costiera, la Guardia di Finanza e la Marina Militare, gli studenti possono partecipare a simulazioni di navigazione ed esperienze interattive tramite visori immersivi e simulatori di operazioni navali, dimostrazioni ed esercitazioni di ricerca e soccorso con elicotteri e moto d’acqua. Molti i laboratori didattici, con percorsi formativi che spaziano dalla cucina alla geografia delle rotte, dalle arti performative alla progettazione tecnologica. Diverse le attività di orientamento anche con gli ITS Academy, con sessioni specifiche dedicate agli studenti sul futuro nel settore marittimo.
“La rilevazione ISTAT appena pubblicata sulla dispersione scolastica in Italia (“Elet – Early Leavers from Education and Training”) restituisce un quadro estremamente positivo sui progressi fatti nel nostro Paese dal 2022 a oggi con l’attuale Governo. In base ai dati ISTAT, la dispersione scolastica in Italia nel 2025 ha registrato l’8,2% (6,7% considerando soltanto gli studenti con cittadinanza italiana), un dato eccezionale che certifica un notevole miglioramento del trend: l’Italia, con ben 5 anni di anticipo, ha già superato l’obiettivo del 9% fissato da Agenda 2030 della UE. Nel 2020 il nostro Paese mancò l’obiettivo UE, fissato al 10%, registrando una dispersione scolastica del 14,2%, lontana oltre 4 punti percentuali rispetto al traguardo stabilito.
I numeri sono eloquenti: partendo da un 11,5% nel 2022, la politica scolastica del Governo Meloni ha conseguito il 10,5% nel 2023, il 9,8% nel 2024 per arrivare al dato attuale dell’8,2%, che vede l’Italia in controtendenza positiva rispetto ad altri Paesi. Ricordiamo che nel 2024 la Germania aveva un tasso di dispersione pari a 12,9% e Paesi come Estonia, nel 2024, all’11%, Danimarca al 10,4%, Finlandia al 9,6%, negli ultimi anni hanno registrato un trend negativo con un aumento della dispersione scolastica.
Il risultato da noi raggiunto è anche la conseguenza delle politiche che abbiamo avviato per contrastare la dispersione scolastica: tra gli altri provvedimenti, ricordiamo l’introduzione di Agenda Sud e Agenda Nord, con lo sviluppo di didattiche innovative, del Decreto Caivano, che ha previsto norme e procedure più serie e rigorose per contrastare la violazione dell’obbligo di frequenza scolastica.
In particolare, i dati emersi nella regione Campania sono un esempio inconfutabile di quanto Agenda Sud e Decreto Caivano abbiano funzionato: nell’anno scolastico 2024/2025 sono stati recuperati circa 8.000 studenti che avevano abbandonato la scuola. In generale, i dati degli studenti di cittadinanza italiana si collocano tra le migliori performance in Europa.
Vi è ancora un problema di dispersione legato invece agli studenti di cittadinanza straniera, che registrano nel 2025 il 26,2% di abbandoni: tuttavia, rispetto al 2022 – quando il dato era del 30,1% – abbiamo ottenuto una netta progressione anche in questo ambito. La ancora alta percentuale di dispersione fra i giovani stranieri dimostra la necessità delle misure che abbiamo avviato in questo anno scolastico per potenziare l’insegnamento della lingua italiana con un investimento di oltre 13 milioni di euro e con la specializzazione di 1.000 docenti destinati a insegnare l’italiano agli studenti appena arrivati nel nostro Paese.
Questi dati notevolmente positivi si accompagnano anche al riconoscimento della riforma italiana del “4+2” contenuto nel recente rapporto OCSE (“Fondamenti della crescita e della competitività 2026”): “La formazione tecnica e professionale è stata oggetto di riforma per meglio rispondere alle esigenze del mondo del lavoro”.
Il netto calo della dispersione scolastica è un grande risultato per l’Italia intera e per i nostri giovani.”
Così il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.
Diventa pienamente operativo il progetto di formazione “Educazione al rispetto e alla parità di genere”, promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito in collaborazione con INDIRE. L’iniziativa mira a diffondere una cultura del rispetto e dell’uguaglianza attraverso un approccio organico e strutturato.
Il progetto si inserisce nel quadro delle Linee guida per l’Educazione civica e delle Indicazioni nazionali, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo della scuola nella prevenzione e nel contrasto di discriminazioni e stereotipi di genere. Al centro vi è la promozione di relazioni basate sull’empatia e sulla dignità della persona, in linea con i principi costituzionali.
I percorsi formativi, sviluppati da INDIRE con un investimento di 3,11 milioni di euro, si articolano su base triennale e coinvolgono l’intera comunità scolastica. È prevista anche la partecipazione attiva degli studenti, attraverso percorsi di sensibilizzazione co-progettati e iniziative di cittadinanza, finalizzate a rafforzare il senso di responsabilità sociale.
Il Piano si configura come un’azione sistemica e non episodica, orientata a generare un cambiamento culturale profondo e duraturo e a rendere la scuola un vero laboratorio di cittadinanza attiva.
“Questa iniziativa si inserisce nel percorso avviato sin dal nostro insediamento per promuovere il rispetto della persona e la parità, l’empatia affettiva e relazionale, come prescritto dalle nuove Linee guida sulla educazione civica e dalle nuove Indicazioni nazionali. La scuola è il luogo in cui si formano cittadini consapevoli, capaci di costruire relazioni sane e positive. Importante in questo progetto è anche il coinvolgimento attivo degli studenti. A differenza delle inutili chiacchiere dei polemisti di professione, noi per la prima volta stiamo realizzando l’educazione affettiva nelle nostre scuole”, ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.
Un contributo significativo alla fase preparatoria è arrivato dall’attività di sensibilizzazione promossa da INDIRE, anche attraverso l’indagine nazionale “Educare alla parità e al rispetto. L’indagine INDIRE tra presente e future prospettive”, che ha coinvolto oltre 4.000 istituzioni scolastiche. A supporto delle scuole è stato inoltre attivato l’ambiente pubblico “Educare alla Parità”, che raccoglie materiali informativi, risorse scaricabili e riferimenti bibliografici.
È già disponibile anche la piattaforma dedicata di INDIRE, che struttura il percorso formativo in due fasi: una prima comune, rivolta a dirigenti scolastici, docenti e personale ATA, con videolezioni asincrone e moduli flessibili; una seconda personalizzata, calibrata sui diversi profili professionali e, a partire dall’anno scolastico 2026/2027, anche sul livello di esperienza delle scuole. La piattaforma rappresenta inoltre uno spazio di monitoraggio, ricerca e collaborazione tra istituzioni scolastiche, favorendo la diffusione e la condivisione di buone pratiche.
Sono state pubblicate il 7 aprile le graduatorie per arredi didattici innovativi negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia per rafforzare e migliorare l’offerta educativa nella fascia di età da zero a sei anni per gli interventi già oggetto di finanziamento nel “Piano per asili nido e scuole dell’infanzia” del PNRR.
Le risorse finanzieranno gli arredi in 1.778 asili nido e scuole dell’infanzia su tutto il territorio nazionale. Contestualmente, sono stati firmati anche due decreti per ulteriori 30 milioni di euro che si aggiungono ai 150 milioni già stanziati. Queste risorse aggiuntive saranno destinate allo scorrimento delle graduatorie nelle regioni del Mezzogiorno e al rimborso dei comuni, nei limiti delle risorse disponibili, che hanno già ultimato i lavori e l’acquisto degli arredi.
“Lavoriamo per garantire pari opportunità educative sin dalla prima infanzia, riducendo i divari sociali e territoriali e assicurando a ogni bambino il diritto a un’educazione di qualità” ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. “Abbiamo aumentato le risorse per supportare concretamente l’offerta educativa per i più piccoli, per ridurre le disuguaglianze e per dare un’opportunità di futuro ai nostri giovani”, ha concluso il Ministro.
In merito alla presenza di studenti italiani a Dubai nell’ambito del Programma “Dubai UN & Abu Dhabi Emirates 2026 – L’Ambasciatore del futuro”, si precisa che il Ministero dell’Istruzione e del Merito è in costante contatto con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, l’Ambasciata d’Italia negli Emirati Arabi Uniti e il Consolato Generale d’Italia a Dubai, che stanno monitorando costantemente il caso.
Le autorità consolari stanno operando con la massima attenzione per garantire assistenza e supporto.
Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, è in stretto contatto con il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, per gli sviluppi.
Il Ministero continuerà a fornire aggiornamenti nelle prossime ore.
Il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara e il Ministro della Cultura Alessandro Giuli hanno siglato un Protocollo d’intesa per rafforzare la cooperazione tra scuola, arte e territorio e promuovere la crescita culturale, artistica e civica delle nuove generazioni.
“Nelle scuole che visito sottolineo sempre l’importanza di un’educazione alla bellezza. La bellezza non è solo un grande valore estetico, ma un elemento che rappresenta l’identità del nostro Paese: è parte integrante della nostra storia, della nostra cultura e della nostra tradizione. Portare le opere d’arte nelle scuole può rappresentare uno strumento straordinario per educare concretamente i nostri giovani alla bellezza”, ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.
“Il valore di questo Protocollo sta nel riconoscere, come Ministero della Cultura e come Ministero dell’Istruzione e del Merito, il fatto che la bellezza esiste, ha un suo canone ed è un bene non negoziabile. Quando si coglie la potenza della creatività, in un fiore o in un verso, si capisce che obbedisce a un concetto di armonia, di proporzione, di complementarità tra principi che fanno parte della bellezza del cosmo: il sole, la luna, il maschio, la femmina, tutto ciò che fa della natura qualcosa di straordinario. Questo l’abbiamo imparato dai nostri antenati e cerchiamo di tradurlo in modo serio, non intrusivo e non assertivo: semplicemente riconoscendo che l’educazione alla bellezza è la nostra missione principale”, ha dichiarato il Ministro della Cultura Alessandro Giuli.
Il Protocollo prevede la promozione, nelle istituzioni scolastiche, di iniziative volte a valorizzare il patrimonio artistico e a rafforzare l’alfabetizzazione all’arte come strumento per educare alla bellezza promuovendo i talenti di ogni giovane.
L’intesa mira, inoltre, a riconoscere l’arte quale strumento di riqualificazione degli edifici scolastici e di rigenerazione culturale dei territori caratterizzati da marginalità sociale ed economica, anche attraverso l’allestimento di spazi espositivi dedicati all’interno delle Scuole secondarie di II grado e il coinvolgimento di enti pubblici e privati per la realizzazione di mostre, iniziative e collaborazioni dedicate.
Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha firmato un decreto che stanzia 30 milioni di euro per la realizzazione di progetti didattici per promuovere la cura e il rispetto dei parchi e dei beni scolastici da parte degli studenti.
“Si tratta di un’azione di grande valore sociale, che le scuole possono realizzare nell’ambito delle attività di educazione civica da svolgere anche in collaborazione con enti locali, associazioni e fondazioni. Inoltre, gli spazi pubblici, una volta riqualificati, potranno essere trasformati in veri e propri ambienti didattici all’aperto”, ha dichiarato il Ministro Valditara.
Il Ministro ha, inoltre, emanato una nota per promuovere la cura e la pulizia degli ambienti scolastici, invitando i dirigenti e il personale a sensibilizzare gli alunni e a stabilire pratiche quotidiane da seguire negli istituti, in coerenza con le nuove Linee guida per l’insegnamento dell’Educazione civica e con lo Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria. Per esempio, al termine delle lezioni, gli studenti dovranno lasciare l’aula nelle stesse condizioni in cui è stata a loro consegnata all’inizio della giornata.
“Responsabilizzare gli studenti sull’uso corretto di beni pubblici è importante per sviluppare una cultura del rispetto verso beni che sono della comunità. Vivere e studiare in ambienti didattici puliti e ordinati, prendersi cura del patrimonio della scuola è un importante esercizio di convivenza civile”, ha aggiunto il Ministro.
Il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha incontrato il 18 febbraio al MIM i Coordinatori regionali dei Presidenti di Consulta o i loro delegati, in occasione del prossimo insediamento dell’Ufficio di Coordinamento Nazionale (UCN).
“Il dialogo con le Consulte è centrale nella nostra idea di scuola costituzionale: si tratta di un consesso autenticamente democratico, che abbiamo iniziato a valorizzare e a cui intendiamo attribuire sempre maggiore rilievo. È fondamentale che gli studenti siano protagonisti e pienamente coinvolti nei processi di crescita della comunità scolastica. L’Ufficio di Coordinamento Nazionale rappresenta un passo importante verso un confronto costante e costruttivo”, ha dichiarato il Ministro.
Per il 2026 sono previsti due appuntamenti annuali del Consiglio Nazionale dei Presidenti delle Consulte (CNPC). Nello stesso anno, il 10 ottobre, si celebrerà il trentesimo anniversario del DPR n. 567 del 1996 che ha istituito le Consulte Provinciali degli studenti.
Nel corso dell’incontro sono stati illustrati i principali interventi adottati dal Ministero su tematiche di particolare interesse per il mondo della scuola.
Tra questi, il nuovo servizio di supporto psicologico “AscoltaMI”, finanziato con 18,5 milioni di euro annui a decorrere dal 2026 e attivato in via sperimentale sulla Piattaforma UNICA, con voucher per colloqui individuali destinati agli studenti dell’ultimo anno della Secondaria di I grado e del primo biennio della Secondaria di II grado. In questo percorso si inserisce anche la figura del docente tutor, già istituita e destinata a essere ulteriormente potenziata, con il compito di coordinare la personalizzazione della didattica.
Il Ministro ha rappresentato quanto siano importanti le iniziative già avviate, Agenda Sud e Agenda Nord, destinando complessivamente 1,046 miliardi di euro per ridurre i divari territoriali e sostenere le scuole che presentano maggiori fragilità negli apprendimenti. Parallelamente, sono stati investiti 12 miliardi di euro nell’edilizia scolastica, di cui un terzo finanziato direttamente dal Ministero, per migliorare la sicurezza e la qualità degli istituti.
Particolare attenzione è stata dedicata all’educazione alla cittadinanza digitale e all’uso consapevole dell’Intelligenza Artificiale, centrali nelle Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica. È stata avviata una sperimentazione sull’impiego dell’IA nella didattica e sono stati stanziati 450 milioni di euro per la formazione dei docenti sulle competenze digitali. In questo ambito si inseriscono anche i laboratori e seminari di “Next Gen AI”, il primo summit internazionale sull’IA.
Infine, è stato ribadito l’impegno del Ministero nella prevenzione e nel contrasto al bullismo e al cyberbullismo, attraverso la valorizzazione delle migliori pratiche, che saranno presentate a un evento nazionale entro aprile 2026 per favorirne la replicabilità in altri contesti territoriali. L’azione si sviluppa in un’ottica integrata, con un forte investimento sull’educazione alle relazioni, al rispetto e all’empatia, anche attraverso specifici percorsi formativi per i docenti, sviluppati con il coinvolgimento di INDIRE.
L’incontro si è concluso con un confronto aperto sulle proposte dei rappresentanti degli studenti, confermando la volontà di consolidare un dialogo costante con il Ministero, nell’ottica di una scuola sempre più partecipata e orientata al benessere e alla crescita delle nuove generazioni.
È attiva la nuova piattaforma digitale dedicata al personale scolastico e ai dipendenti del Ministero dell’Istruzione e del Merito, che consente di accedere a numerose offerte commerciali per l’acquisto di beni e servizi a prezzi vantaggiosi.
A seguito della manifestazione d’interesse pubblicata dal MIM a ottobre scorso, è stata sottoscritta la convenzione con Poste Welfare Servizi S.p.A., Società del Gruppo Poste Italiane, che permette ai destinatari della misura, compresi i nuclei familiari, di accedere alla piattaforma di Poste Welfare attraverso la rete intranet del Ministero. In questo modo sarà possibile fruire del servizio in numerosi settori, tra cui cultura e intrattenimento, cura della persona, prodotti per la casa, elettronica, elettrodomestici, servizi per la famiglia, centri estivi, mobilità, moda e articoli sportivi.
In particolare, sarà possibile scaricare un buono sconto di entità variabile per ogni categoria commerciale.
Il Piano Welfare, avviato a ottobre 2023, già prevede agevolazioni nei settori del trasporto aereo, ferroviario, agroalimentare, bancario e, a breve, sanitario, con l’attivazione di una polizza assicurativa per la quale, il 29 gennaio scorso, è stata pubblicata la gara europea.
“Con l’operatività del Marketplace continua il nostro impegno per la costruzione di un Piano Welfare sempre più ampio, con l’obiettivo di migliorare concretamente il benessere e la qualità della vita di coloro che operano nel mondo della scuola, tramite una fruttuosa sinergia tra Istituzioni pubbliche e privati. Anche grazie a queste misure concrete, riconosciamo il valore di quanti svolgono un ruolo indispensabile per la formazione e l’educazione dei nostri giovani”, ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.
Diritti dell’infanzia come base degli interventi di tutela e di protezione dei minorenni
Nel 2024 circa 16 mila minorenni in affido familiare e 30.237 accolti nei servizi residenziali
SOS Villaggi dei Bambini: “Il superiore interesse del bambino al centro di ogni provvedimento”
Milano, 12 Febbraio 2026 – Ogni bambino ha diritto a crescere in un ambiente sicuro, stabile e capace di prendersi cura di lui. Quando questo diritto viene meno, la comunità ha il dovere di intervenire. È da qui che nascono i provvedimenti di allontanamento: non come atti punitivi, ma come misure di protezione basate sul superiore interesse del bambino, principio cardine della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza e riferimento imprescindibile di ogni intervento di tutela.
A fine 2024 sono stati 345.083 i minorenni presi in carico al servizio sociale professionale. I Minori Stranieri Non Accompagnati (MSNA) incidono in misura limitata sul totale dei minorenni seguiti, che a fine anno sono stati 330.884. Sempre nello stesso anno circa 16 mila minorenni erano in affido familiare (15.870), inclusi i MSNA, a conferma di un utilizzo strutturale e non emergenziale dello strumento. A fine anno sono stati 30.237 i minorenni accolti nei servizi residenziali. Al netto dei MSNA, i minorenni accolti scendono a 20.592[1].
Secondo questi dati, quindi, l’Italia si colloca tra i Paesi più bassi in Europa per quanto riguarda l’allontanamento dei minorenni dal nucleo familiare[2]. Dato invece allarmante, è quello dei minorenni in carico ai Servizi Sociali perché vittime di forme di maltrattamenti: nel 2023 sono 113.892 i minorenni in carico[3] e le cifre sono purtroppo sottostimate.
I diritti dell’infanzia non sono principi astratti, ma diritti umani concreti, che riconoscono bambini e bambine come soggetti titolari di diritti e gli adulti, le istituzioni e la società come responsabili della loro piena attuazione. Sono sanciti dalla Convenzione ONU: il diritto alla protezione, alla cura, alla salute, all’educazione, alla vita familiare e il diritto a essere ascoltati e coinvolti, in modo adeguato all’età e alla maturità, nelle decisioni che li riguardano.
Da anni, SOS Villaggi dei Bambini si prende cura dei bambini privi di un adeguato sostegno familiare, attraverso programmi di protezione, educazione e inclusione, e ricorda che l’allontanamento non è mai una scelta facile né automatica.
«Avevo sette anni quando sono arrivata al Villaggio, e a sette anni avevo già visto un bel pezzo di mondo» -così racconta un’ex beneficiaria dei programmi SOS Villaggi dei Bambini.«Avevo visto righe bianche sopra alla tavola e cannucce con cui tirare su, bilancini, siringhe per terra, perquisizioni con i cani e la mamma uscire e mancare per lunghe ore del giorno e della notte. Avevo tanta paura a stare a casa da sola. Quando sono arrivata al Villaggio SOS finalmente la mia vita ha raggiunto un po’ di stabilità: andavo a scuola, facevo i compiti, stavo con gli amici, ascoltavo la musica, guardavo i programmi per adolescenti e avevo a fianco a me degli adulti che rompevano, ma che sapevano quello che dovevano fare. Quando vedevo la mamma invece mi sentivo sempre come se fossi io l’adulta e lei la bambina, come se dovessi sempre occuparmi di lei. Sono andata in una famiglia affidataria, ma non mi hanno tenuta. Poi mi hanno portato al Villaggio. Qui ho trascorso gli anni più belli della mia infanzia. C’era mami, la mia seconda madre, c’erano Gianluca e le altre operatrici. C’erano i ragazzi, ognuno con la sua storia, con le sue ferite. Litigavamo tanto, ma ci capivamo al volo ed eravamo uguali, come fratelli. Poi a quindici anni sono tornata a casa. Mia mamma aveva fatto un percorso per disintossicarsi e gli operatori SOS, che prima avevano aiutato me, ora stavano aiutando lei a prendersi cura di me. Ci stavano aiutando a ricostruire il nostro rapporto, la mia famiglia».
La misura della protezione, in Italia regolamentata dalla legge 149/2001, è una misura eccezionale e temporanea, adottata solo quando la permanenza nel nucleo familiare espone il bambino a un grave pregiudizio, come violenza, abuso, trascuratezza o mancanza di cure adeguate. Ogni decisione deve essere proporzionata, motivata e orientata esclusivamente al benessere del minorenne, valutando la sua storia, i suoi legami affettivi, le sue fragilità e le sue potenzialità.
«Ogni volta che un bambino viene allontanato, è perché restare significherebbe esporsi a un danno ancora più grande», dichiara Samantha Tedesco, Pedagogista e Responsabile dell’Accademia di SOS Villaggi dei Bambini. «Il nostro dovere è ascoltare i bambini, proteggerli e garantire loro un ambiente in cui possano crescere senza paura. Ascoltare un bambino significa riconoscerlo come persona, con emozioni, paure e bisogni reali. Ogni provvedimento di tutela deve partire dalla sua voce. Il superiore interesse del minorenne significa garantire oggi la sua sicurezza e domani il suo futuro».
Tutela e protezione non possono prescindere da un lavoro costante di prevenzione e sostegno alle famiglie. L’allontanamento, infatti, non è mai un fine, ma uno strumento. Quando possibile, è fondamentale intervenire prima che la separazione diventi necessaria, rafforzando le competenze genitoriali e le reti di supporto, affinché il bambino possa crescere nel proprio contesto familiare in condizioni adeguate. Il diritto a vivere in famiglia resta centrale, ma non può mai prevalere sul diritto alla protezione e alla sicurezza.
«Dietro ogni allontanamento c’è una storia di fragilità, ma anche la possibilità di un futuro diverso, se la comunità sceglie di assumersi la propria responsabilità. C’è sempre un bambino che chiede di essere ascoltato, protetto e accompagnato nella crescita. Mettere l’interesse di ogni minorenne al primo posto significa avere il coraggio di proteggerlo, anche quando è difficile.È una responsabilità collettiva. Ed è un impegno quotidiano che SOS Villaggi dei Bambini porta avanti da sempre, al fianco dei minorenni più vulnerabili»sottolinea Samantha Tedesco.
SOS Villaggi dei Bambini ETS è parte della Federazione SOS Children’s Villages, presente in 137 tra Paesi e territori dove aiuta oltre 7 milioni di persone, portando avanti il suo impegno dal 1949, affinché i bambini e i ragazzi, che non possono beneficiare di adeguate cure genitoriali crescano in una situazione di parità con i propri coetanei, realizzando appieno il proprio potenziale e la possibilità di vivere una vita indipendente.
In Italia opera da oltre 60 anni ed è capofila della Rete SOS Villaggi dei Bambini che riunisce le Cooperative responsabili della gestione dei Villaggi SOS e si attiva attraverso 8 Programmi e Villaggi SOS, a Trento, Ostuni, Vicenza, Saronno, Mantova, Torino, Crotone e Milano. SOS Villaggi dei Bambini si prende cura di oltre 3.100 persone, tra bambini, ragazzi e famiglie che vivono gravi situazioni di disagio, e sostiene i diritti di oltre 51.000bambini e giovani, attraverso attività di Advocacy e di sensibilizzazione.
SOS Villaggi dei Bambini ETS ospita l’Hub sulla Salute Mentale e Supporto Psicosociale di SOS Children’s Villages.
Come stabilito dalla Risoluzione A/70/474/Add.2 adottata dall’Assemblea Generale delle nazioni Unite, l’11 Febbraio si celebra la Giornata Internazionale per le donne e le ragazze nella scienza.
Giornata mondiale delle ragazze e delle donne nella scienza
AIRC nelle Scuole: la scienza entra in classe per rendere visibili le ricercatrici di oggi e ispirare le scienziate di domani
«La scuola è il primo luogo in cui si costruisce il rapporto con la scienza, con il sapere e con i modelli di riferimento. Rendere visibili le donne nella ricerca significa offrire a ragazze e ragazzi strumenti concreti per immaginare il poprio futuro senza stereotipi».
In occasione della Giornata mondiale delle ragazze e delle donne nella scienza (11 febbraio), AIRC nelle Scuole rafforza il proprio impegno educativo promuovendo la cultura scientifica, l’orientamento alle discipline STEM e la valorizzazione dei modelli femminili nella ricerca all’interno delle scuole italiane di ogni ordine e grado.
Da oltre dieci anni Fondazione AIRC è presente nelle aule con percorsi didattici gratuiti che uniscono scienza, prevenzione, cittadinanza attiva e orientamento. La Giornata dell’11 febbraio diventa così un momento ad alto valore simbolico e formativo per lavorare con le classi su temi centrali per la scuola contemporanea: parità di genere, educazione civica, scelte consapevoli, accesso equo alla conoscenza scientifica.
Un’occasione educativa dal respiro internazionale
La Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza è stata istituita nel 2015 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite per promuovere la piena ed equa partecipazione femminile nei campi scientifici e tecnologici. Non si tratta di una semplice ricorrenza celebrativa, ma di un invito a interrogarsi criticamente su quanto il contributo delle donne alla scienza sia stato, nel corso della storia, sottovalutato, reso invisibile o attribuito ad altri.
La giornata nasce per stimolare il pieno e paritario accesso delle donne alla scienza, alla tecnologia e all’innovazione, riconosciuto come una priorità globale dall’UNESCO e come elemento cruciale per il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Riconoscere il ruolo delle donne nella scienza significa anche riscrivere una narrazione più completa e più giusta del progresso scientifico, restituendo visibilità a competenze e contributi fondamentali.
Figure come Rita Levi-Montalcini ed Elena Cattaneo rappresentano esempi autorevoli di come il talento femminile abbia contribuito in modo decisivo alla conoscenza scientifica e al progresso sociale, spesso superando barriere culturali e strutturali. Raccontare queste storie a scuola significa offrire modelli reali e credibili, capaci di ispirare nuove generazioni.
Strumenti concreti per la didattica e l’orientamento
In linea con i principi della Giornata, AIRC nelle Scuole mette a disposizione degli insegnanti strumenti operativi, gratuiti e facilmente integrabili nella programmazione didattica: webinar interattivi con ricercatrici e divulgatrici scientifiche, incontri con la ricerca in presenza o online, materiali didattici multimediali e contenuti di approfondimento dedicati alle STEM e alla prevenzione, con approfondimenti su figure di scienziate.
Le proposte consentono ai docenti di lavorare in modo trasversale su educazione civica, parità di genere, orientamento scolastico e professionale e sviluppo delle competenze, in coerenza con gli obiettivi ministeriali. L’incontro diretto con le ricercatrici AIRC permette a studentesse e studenti di confrontarsi con esperienze autentiche, riflettendo sul valore dello studio, sul metodo scientifico e sulle opportunità offerte dalle professioni scientifiche e tecnologiche.
La Giornata mondiale delle ragazze e delle donne nella scienza diventa così, per la scuola, un’occasione concreta per educare alla parità, alla conoscenza e alla fiducia nella scienza, affinché nessun talento venga perso e ogni ragazza possa sentirsi legittimata a immaginare il proprio futuro nella ricerca.
Con AIRC nelle Scuole, la scienza entra in classe non solo come sapere, ma come esperienza viva, inclusiva e condivisa.
Perché il futuro della ricerca comincia in classe. E passa anche dalla possibilità, per ogni ragazza, di immaginarsi scienziata.
Per scoprire le attività e i materiali dedicati alle scuole: www.scuola.airc.it
Anche la Fondazione Bellisario celebra la Giornata Mondiale delle Donne nella Scienza
«Dal 1989 la Fondazione Marisa Bellisario premia le giovani studentesse STEM per invitare le ragazze a intraprendere percorsi scientifici» – Lella Golfo, Presidente Fondazione Bellisario
Roma – In occasione della Giornata Mondiale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza, la Fondazione Marisa Bellisario rinnova il proprio impegno a favore della valorizzazione del contributo delle donne nei settori della ricerca scientifica, della tecnologia, della medicina e delle discipline STEM.
Un impegno quanto mai necessario se si considera che in Italia, secondo i più recenti dati ISTAT, solo il 16,8 % delle donne tra i 25 e i 34 anni ha conseguito una laurea in discipline STEM, rispetto al 37% dei loro coetanei uomini. Una forbice che tiene lontane le donne dalle opportunità occupazionali più promettenti, meglio retribuite e a più alto valore aggiunto. Basti pensare che chi si laurea in discipline STEM raggiunge un tasso di occupazione che arriva quasi al 90% e la transizione ecologica e digitale daranno un’ulteriore spinta in questa direzione.
«Purtroppo sussistono ancora troppi stereotipi e barriere culturali – afferma Lella Golfo Presidente della Fondazione – che tengono lontane le ragazze dalle discipline STEM. Secondo una ricerca che abbiamo commissionato ad Alessandra Ghisleri, il 56% degli italiani non conosce il termine STEM e quasi il 14% ritiene che le donne siano biologicamente e naturalmente meno portate allo studio delle discipline scientifiche. Per questo, sin dal 1989 ogni anno premiamo le migliori neolaureate nelle materie scientifiche insieme alle donne arrivate ai vertici in questi settori: da Fabiola Gianotti a Margherita Hack, da Samantha Cristoforetti a Marika Branchesi fino a Ilaria Capua. Valorizzare e dare visibilità ai modelli positivi di donne nelle scienze significa incoraggiare le donne a seguire le proprie aspirazioni al di là di ogni stereotipo ma anche lanciare un segnale chiaro al Paese: il talento, il genio, le competenze delle donne nei settori scientifici e tecnologici sono indispensabili per lo sviluppo e il progresso”.
Oltre alle eccellenze femminili nei diversi settori STEM, la Fondazione Marisa Bellisario ha accompagnando la crescita di centinaia di imprese e startup a guida femminile nei settori dell’innovazione e della conoscenza con i premi. Con Women Value Company e B-Factor realizzati in collaborazione con Intesa Sanpaolo, infatti, vengono premiate startup e PMI femminili startup, molte delle quali si sono distinte per soluzioni ad alto impatto nei campi della medicina rigenerativa, della diagnostica avanzata basata sull’IA, delle tecnologie per l’energia sostenibile, della sicurezza quantistica, della digitalizzazione dei processi industriali.
“La scienza è una forma di potere – conclude Lella Golfo –e oggi è saldamente in mano maschile. Pensando al mondo dell’Intelligenza Artificiale, per esempio, i suoi algoritmi orientano le decisioni di un numero infinito di soggetti e istituzioni e hanno il potere di diffondere e rafforzare stereotipi e pregiudizi. Un circolo vizioso che dobbiamo rompere”.
Il Ministero dell’istruzione e del merito rinnova anche quest’anno il proprio impegno nella promozione e nello sviluppo di progetti e iniziative didattiche volte all’approfondimento storico e alla riflessione sul Giorno del Ricordo, quale solenne ricorrenza volta a conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe e dell’esodo forzato dalle loro terre di istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra, istituita con la legge 30 marzo 2004 n. 92.
La celebrazione del Giorno del Ricordo mira a diffondere una conoscenza consapevole dei tragici eventi che hanno colpito le vittime delle foibe e dell’esodo, nonché del profondo trauma che tali vicende hanno inflitto alla nascente Repubblica, affinché la memoria di tali lacerazioni storiche sia preservata e trasmessa alle nuove generazioni come monito di un passato che non deve più ripetersi.
Pertanto, tenuto conto delle indicazioni di cui alla citata legge, nonché dell’alta rilevanza della tematica anche connessa al principio della “centralità della persona” enunciato più volte nelle Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica, le istituzioni scolastiche sono invitate a favorire, nell’ambito della comunità educante e in prossimità della ricorrenza, la più ampia diffusione delle iniziative di studio, formazione e sensibilizzazione, al fine di promuovere una riflessione consapevole sul significato e sul valore del “Giorno del Ricordo”.
Saranno premiate il 10 febbraio a Montecitorio le scuole vincitrici del concorso nazionale “Il Giorno del Ricordo”, promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito.
La cerimonia ufficiale si svolgerà nell’aula della Camera alle ore 10, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, del Presidente del Senato, Ignazio La Russa, del Presidente della Camera, Lorenzo Fontana, del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.
Il concorso, giunto alla sua XVI edizione, è bandito dal Gruppo di lavoro MIM-Associazioni degli Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati, con l’obiettivo di promuovere l’educazione europea e la cittadinanza attiva, nonché sollecitare l’approfondimento della storia italiana attraverso una migliore conoscenza dei rapporti storici, geografici e culturali nell’area dell’Adriatico orientale.
Giornata contro il bullismo e il cyberbullismo, 7 febbraio 2026
“Oggi, in occasione della Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo, ribadiamo con convinzione il nostro impegno a favore di una scuola sicura e serena, capace di accogliere, valorizzare e tutelare ogni studentessa e ogni studente.
Le nuove regole sulla condotta, insieme alle Linee guida per l’insegnamento dell’Educazione civica, che pongono al centro la persona e la cultura del rispetto, rappresentano strumenti fondamentali per costruire un ambiente educativo sano. A questi si aggiunge la promozione di un uso corretto e consapevole della rete.
L’obiettivo è prevenire e contrastare ogni forma di sopraffazione, discriminazione e violenza, dentro e fuori le scuole”.
Così il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, in occasione della Giornata contro il bullismo e il cyberbullismo.
Sabato pomeriggio, mentre Rai1 annuncia per lunedì l’ultima puntata de “La Preside”, Rai3 sta replicando Report di Sigfrido Ranucci e in particolare “Dietro la cattedra”, l’inchiesta dedicata alla scuola. Centinaia di persone si avviano alla stazione di Aversa verso le cinque del mattino, destinazione Roma, per una breve supplenza, forse. Succedeva già trentacinque, quaranta anni fa. Oggi magari con le Frecce, per chi può permetterselo. Racimolare giorni di supplenza per anni; prendersi una seconda laurea; fare, a pagamento, corsi di perfezionamento, di specializzazione; servizio militare o quello civile, numero dei figli, partecipare più volte a tutti i concorsi, ecc. Non è cambiato quasi niente, o meglio sono arrivati i titoli di sostegno. E con questo titolo è uscito fuori, per tanti episodi, quello che è un vero e proprio mercato: sia quello clandestino, sia quello legale con intraprendenti università private e pubbliche.
Ma per la disperazione di tanti precari e, soprattutto, per quanti lucrano sulla loro pelle, si sono messi in tanti, nel corso di tutti questi anni e oggi ancora di più, il codice penale sotto i piedi. Falsificato documenti, titoli di studio, certificati di servizio, certificati invalidità per usufruire della “riserva”. Sarebbero arrivati a volte a modificare posizioni e punteggi nelle varie graduatorie. Nonostante tutto, alla fine si passa di ruolo. Nonostante le immissioni in ruolo nel corso degli anni, il precariato è più “florido” che mai. I trecentomila, e più, supplenti annuali, tra docenti e Ata, alimentano questo esercito. Certo, se precari con tanti sacrifici maturano anni di servizio, devono avere quello che gli spetta, ma bisogna forse spezzare questa catena. Allora, ecco alcune possibili soluzioni: si è titolari in una scuola, non si ripetono tutti gli anni le snervanti operazioni di trasferimenti e assegnazioni, che svuotano le scuole del Nord col rischio di creare soprannumero al Sud. Si crea un organico d’istituto, in cui si è titolari per classe di concorso e/o per ambito disciplinare. Di norma la scuola con il suo organico potenziato deve far fronte a tutte le sostituzioni e attività integrative. Il Contratto di lavoro deve permettere a tutte le figure di fare la loro parte.
ADSI lancia l’VIIIa edizione del Premio Tesi di Laurea sui beni culturali privati vincolati
Un’iniziativa nazionale per sostenere la ricerca e il ruolo attivo delle nuove generazioni nella tutela e valorizzazione del patrimonio storico privato.
Roma, 05 febbraio 2026 – L’Associazione Dimore Storiche Italiane annuncia l’VIIIa edizione del Premio Tesi di Laureadedicato aibeni culturali privati vincolati, un’iniziativa che sostiene la ricerca e valorizza il contributo delle nuove generazioni allo studio, alla tutela e alla gestione del patrimonio storico italiano.
Il Premio, dal valore complessivo per i tre finalisti pari a 3.000 euro, è rivolto ai laureati che abbiano conseguito una Laurea Magistrale oottenuto il Diploma di Specializzazione in Beni architettonici e del Paesaggio discutendo una tesi che riguardi i beni culturali privati vincolati e affronti temi legati alla conservazione, valorizzazione e utilizzo produttivo dei beni stessi, con particolare attenzione all’innovazione, alla sostenibilità e alle ricadute economiche e territoriali.
«Con questo Premio ADSI intende ribadire l’importanza della ricerca come strumento fondamentale di conoscenza e valorizzazione del patrimonio culturale privato del nostro Paese», dichiara la Presidente di ADSI, Maria Pace Odescalchi. «Sostenere i giovani studiosi significa investire nella qualità della tutela di domani, promuovendo un approccio consapevole e multidisciplinare alle dimore storiche, intese non solo come testimonianze del passato, ma come risorse vive per i territori e per le comunità».
In questa prospettiva di sostegno alla ricerca e alla formazione, l’Associazione favorisce un dialogo diretto tra mondo accademico e patrimonio culturale vincolato. In dettaglio, in occasione di questo concorso circa 100 soci ADSI hanno dato la propria disponibilità ad aprire le proprie dimore allo studiodi giovani universitari e ricercatori, offrendo casi concreti di analisi e contribuendo alla produzione di nuova conoscenza scientifica su patrimoni storici privati talvolta ancora poco indagati.
Le opportunità di ricerca messe a disposizione dai soci riguardano diversi ambiti, tra cui architettura e restauro di esterni e interni, parchi e giardini storici, decorazioni interne, archivi e biblioteche, raccolte d’arte e collezioni, aziende agricole legate alla dimora storica e modelli di gestione economica del bene come casi di studio per la sua valorizzazione.
Il Premio Tesi di Laurea ADSI si inserisce così in un impegno più ampio dell’Associazione nello stimolare la collaborazione fra mondo accademico, beni culturali e ricerca applicata con l’obiettivo di rafforzare la consapevolezza del valore culturale, sociale ed economico del patrimonio storico-architettonico unico del nostro Paese.
L’Associazione Dimore Storiche Italiane, Ente morale riconosciuto senza fini di lucro, è l’associazione che riunisce i titolari di dimore storiche presenti in tutta Italia. Nata nel 1977, l’Associazione conta attualmente circa 4500 soci e rappresenta una componente significativa del patrimonio storico e artistico del nostro Paese. L’Associazione promuove attività di sensibilizzazione per favorire la conservazione, la valorizzazione e la gestione delle dimore storiche, affinché tali immobili, di valore storico-artistico e di interesse per la collettività, possano essere tutelati e tramandati alle generazioni future nelle condizioni migliori. Questo impegno è rivolto in tre direzioni: verso i soci stessi, proprietari dei beni; verso le Istituzioni centrali e territoriali, competenti sui diversi aspetti della conservazione; verso la pubblica opinione, interessata alla tutela e valorizzazione del patrimonio culturale del Paese.
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