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Memorandum d’Intesa Italia – Argentina

Il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara e la Ministra del Capitale Umano della Repubblica Argentina Sandra Pettovello hanno firmato il 7 settembre 2026 a Buenos Aires un Memorandum d’Intesa che rafforza la cooperazione tra Italia e Argentina nei settori dell’istruzione e della formazione.

L’accordo dà attuazione alla priorità che i due Governi hanno attribuito all’istruzione e alla formazione tecnica e professionale nel Piano d’Azione congiunto Italia-Argentina 2025-2030 e ha l’obiettivo di sviluppare competenze sempre più rispondenti alle esigenze del mondo del lavoro.

“Con questo Memorandum consolidiamo la straordinaria amicizia tra Italia e Argentina grazie a una collaborazione ancora più concreta in ambito educativo per il presente e il futuro dei nostri giovani. Investire sul capitale umano significa dare ai giovani gli strumenti per essere protagonisti delle trasformazioni in atto e, allo stesso tempo, sostenere la competitività e la crescita dei nostri Paesi. Italia e Argentina condividono una visione chiara: mettere al centro la persona dello studente e costruire una formazione capace di dare futuro”, ha dichiarato il Ministro Valditara.

Il Memorandum estende la cooperazione a una serie di ambiti strategici per i sistemi educativi dei due Paesi, dal contrasto alla dispersione scolastica all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nell’istruzione, dalla personalizzazione dei percorsi formativi alla cittadinanza digitale consapevole. Particolare attenzione sarà dedicata anche all’uso responsabile delle nuove tecnologie, alla formazione dei docenti sulle competenze socio-relazionali e alla promozione della cultura del rispetto.

Asili: un risultato molto importante

“Abbiamo raggiunto e superato tutti i rilevanti target del PNRR legati all’edilizia scolastica entro il 31 agosto”, così il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.

“Fondamentale il superamento del target sugli asili per i posti nella fascia 0-6 anni. Un obiettivo che ci consente di posizionarci al di sopra degli obiettivi di Barcellona e oltre il 37% di media nella copertura del servizio, contando i posti PNRR che saranno attivati. Più del 55% delle risorse sono state destinate alle Regioni del Mezzogiorno. Un obiettivo strategico che permette di migliorare l’offerta educativa sin dalla prima infanzia e offrire un concreto aiuto alle famiglie, incoraggiando la partecipazione delle donne al mercato del lavoro e la conciliazione tra vita familiare e professionale.

Raggiunti i target anche di scuole nuove, messa in sicurezza, adeguamento sismico, efficientamento energetico, mense e palestre scolastiche: un investimento complessivo di oltre 12 miliardi stanziati, di cui 3,7 miliardi di fondi aggiuntivi nazionali e strutturali, per 11.724 interventi autorizzati, pari a quasi 1/3 del patrimonio edilizio scolastico.

Obiettivi strategici raggiunti grazie alla collaborazione con gli enti locali e a un grande lavoro di coordinamento e di costante supporto, ma anche grazie alle semplificazioni normative da me fortemente volute, che hanno contribuito ad accelerare e a ridurre in media la durata dei lavori pubblici”.

“Avevamo già raggiunto e superato tutti i target relativi alla scuola e alla formazione. Ricordo lo storico risultato del 7,3% (stima Invalsi) di dispersione scolastica raggiunto nel 2026, superando il traguardo UE del 9% fissato per il 2030 e consentendo il recupero di 520.000 giovani. Abbiamo consentito la formazione di oltre 980 mila docenti e personale scolastico e attivato corsi per 3,4 milioni di studenti, per orientamento, formazione STEM e multilinguismo e per 2,6 milioni di studenti per il contrasto alla dispersione scolastica e al superamento dei divari territoriali. Abbiamo ottenuto circa 41.000 iscritti al sistema ITS, superando di circa 3 volte il target PNRR e trasformato 156 mila aule in ambienti innovativi.

E adesso continuiamo a lavorare con determinazione per il personale scolastico e per i nostri studenti e a investire nella scuola e nel loro futuro”, ha concluso il Ministro.

Scuola, al via l’Anno Scolastico 2026/2027

Prima dell’avvio dell’Anno Scolastico 2026/2027, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha effettuato, entro il 31 agosto, tutte le immissioni in ruolo di docenti su posto comune, di sostegno e per l’insegnamento della Religione cattolica, per un totale di 37.430. Alla stessa data, lo scorso anno scolastico le immissioni in ruolo erano 29.685.

Hanno contribuito al raggiungimento di questo risultato anche le assunzioni effettuate dagli elenchi regionali, istituite per la prima volta quest’anno, con un’apposita norma. I posti non assegnati a ruolo riguardano, invece, insegnamenti le cui graduatorie si sono esaurite.

Al 31 agosto è stata anche coperta la quasi totalità delle supplenze, pari a circa 118 mila posti. Inoltre, alla stessa data, sono stati confermati, su richiesta delle famiglie, ben 55.814 supplenti su posto di sostegno, quasi 10 mila in più rispetto al 2025/2026.

Tutti i docenti assunti a tempo indeterminato e determinato sono in servizio dal 1° settembre 2026.

È stata effettuata inoltre l’immissione in ruolo di 342 Dirigenti scolastici sui posti vacanti nelle varie Regioni, anch’essi in servizio dal 1° settembre 2026.

Sono in fase di conclusione anche le assunzioni di 12.284 unità di personale ATA.

La tempistica delle operazioni, che ha consentito la presa di servizio di tutto il personale interessato già presso le scuole di destinazione, permette la piena partecipazione a tutte le attività di programmazione, coordinamento e formazione che si svolgono in questi giorni presso le istituzioni scolastiche e garantirà la presenza in classe di tutti i docenti fin dall’inizio delle lezioni.

“Il nuovo anno parte con tutti i docenti in cattedra. Per il secondo anno consecutivo abbiamo completato le operazioni di assunzione prima dell’inizio dell’anno scolastico assicurando la presenza di tutti gli insegnanti in classe fin dal primo giorno di scuola. È un importante risultato per garantire la continuità didattica e il corretto funzionamento degli istituti, nell’interesse di ogni studente”, ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

Edilizia scolastica: 114,4 milioni per il contrasto al rischio sismico e per interventi urgenti

Il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha firmato un decreto da 114,4 milioni di euro per l’edilizia scolastica e per la realizzazione di interventi urgenti e indifferibili a seguito di eventi sismici, calamitosi o eccezionali, per il miglioramento e l’adeguamento sismico, per lavori conseguenti a episodi di crollo di solai e controsoffitti, per la manutenzione straordinaria e la messa in sicurezza dei solai e dei controsoffitti, per la bonifica di elementi contenenti amianto e ripristino funzionale delle parti bonificate e per interventi per garantire il diritto allo studio. 
“Queste risorse si aggiungono agli oltre 12 miliardi di euro, tra fondi PNRR e nazionali, che abbiamo già investito per l’edilizia scolastica e che costituiscono il più importante investimento mai fatto per le nostre scuole. Garantire sicurezza a chi studia e lavora nelle nostre scuole costituisce una priorità strategica sulla quale continueremo ad investire”, così il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.

Rinnovo contratto scuola

Già disponibili nel cedolino di agosto gli incrementi economici derivanti dal rinnovo del Contratto del Comparto Istruzione e Ricerca 2025-2027. Si tratta in media di 143 euro per i docenti e di 107 euro per gli ATA. Anche gli arretrati saranno pagati entro agosto con una emissione straordinaria pari in media, e al netto della vacanza contrattuale, a 855 euro per i docenti e 633 euro per gli ATA.

“Abbiamo mantenuto l’impegno preso: valorizzare sempre di più chi lavora per il futuro dei nostri giovani. La nostra priorità è quella di continuare a migliorare le condizioni retributive e di welfare di docenti e personale scolastico. Dall’insediamento del Governo a oggi, abbiamo sottoscritto tre Contratti del Comparto Scuola, che portano a incrementi retributivi mensili complessivi di 412 euro per i docenti e 304 euro per gli ATA”. Così il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.

Nuove posizioni economiche del personale ATA

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito sta avviando tutte le procedure per l’attribuzione delle nuove posizioni economiche finalizzate alla valorizzazione professionale del personale ATA e per il contestuale pagamento degli arretrati.

Le procedure riguardano 46.297 nuove posizioni del personale amministrativo, tecnico e ausiliario delle scuole, che si aggiungono alle 51.941 posizioni economiche già in godimento, con un incremento, a seconda dei profili professionali, da 700 euro a 2.000 euro annui.

Grazie all’impegno del Ministero in un’unica soluzione saranno liquidati per le nuove posizioni anche gli arretrati, quantificabili dai 1.450 ai 4.150 euro. Le risorse complessive pari a oltre 134,3 milioni saranno erogate dopo l’estate e comunque non appena saranno concluse tutte le procedure propedeutiche necessarie.

“Continua l’impegno costante per la valorizzazione di tutto il personale della scuola e per il miglioramento delle condizioni retributive e di welfare. Ricordo il risultato straordinario della sottoscrizione di 3 Contratti del comparto Scuola che, in particolare, hanno portato incrementi retributivi mensili complessivi di 304 euro per il personale ATA”, così il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

Esami di Stato e privatisti

Da ScuolaNapoletana

Esami di Stato e privatisti

Franco Buccino

Lo scorso anno, di questi tempi, tutti i giorni c’erano notizie sui privatisti all’esame di Stato, alla maturità. Task force del MIM, diffuse e gravi irregolarità riscontrate, scuole private a cui è stata tolta la parità, nuove più severe norme per il futuro. Insomma, una guerra senza quartiere ai “diplomifici”. E un crollo atteso dei privatisti alla maturità 2026.

E invece quest’anno c’è stato e c’è un silenzio quasi totale e sospetto sull’argomento. Solo cercando le notizie, veniamo a sapere che il numero dei privatisti è aumentato poco più del 7%: non di poco in rapporto agli interni aumentati dello 0,4. Veniamo a sapere inoltre che le prove scritte e quelle orali sono state superate dalla stragrande maggioranza degli studenti, interni e privatisti.

Nessuna traccia di controlli a tappeto, oltre le visite ispettive di routine, e quindi niente irregolarità diffuse, come lo scorso anno.

Per la verità, da un amico della piana del Sele veniamo a sapere che, come per gli anni passati, furgoni e minibus scaricano ragazzi dalle stazioni ferroviarie a scuole paritarie e viceversa. Ben poca cosa e scarsamente documentata. Ma, soprattutto, un’immagine, treni e autobus carichi di maturandi dal nord verso il sud, destinata presto a divenire uno sbiadito ricordo. Da qualche tempo la pubblicità di scuole private, almeno le reti più grandi, è tutta incentrata sull’online dei corsi, senza frequenza e senza residenza, magari con sedi decentrate in mezza Italia.

Colpisce il parallelismo tra il nuovo modello di scuole private che avanza e le Università Telematiche riconosciute dal Miur, ormai modello consolidato. A poco servono le indagini delle Procure su iscrizioni irregolari. Parecchi temono una possibile alleanza, vere e proprie grandi reti, tra scuole private e università telematiche. Le telematiche hanno sempre più bisogno di sedi in tutta Italia per gli esami (laboratori compresi) e per tutta la gestione amministrativa. Le scuole private hanno bisogno di una adeguata rete telematica che liberi i propri iscritti da ogni vincolo di frequenza in sede e di residenza: ciò vale soprattutto per i ragazzi dai sedici anni in su, fuori obbligo scolastico. Un’alleanza possibile che presenta anche rischi importanti. Leggiamo nei recentissimi risultati Invalsi che in alcuni ordini e tipologie di scuole ancora non è stato superato superato l’handicap Covid: a poco o niente è bastata la formazione a distanza.

Tocca allo Stato garantire la serietà dei percorsi di formazione oltre che verificare i risultati; controllare allo stesso modo le scuole statali autonome e tutti quegli istituti di formazione a cui ha riconosciuto i requisiti per svolgere la funzione.

C’è spesso un equivoco di fondo per chi sceglie la scuola privata: pensare che lo Stato non c’entri con la formazione dei suoi cittadini. La formazione è un diritto costituzionale, come la salute. Anche se il governo sembra più interessato allo sgravio fiscale per chi frequenta le private che al finanziamento della scuola pubblica.

Intanto il Ministro Valditara ci spieghi, se è possibile, come sono andate le cose in questa “maturità” 2026, dopo le “battaglie” dello scorso anno contro i diplomifici, di cui si è preso tutto il merito!

Protocollo d’Intesa MIM – UNICEF (16.07.26)

IL MINISTERO DELL’ISTRUZIONE E DEL MERITO E L’UNICEF Italia hanno firmato il Protocollo di Intesa “Promozione e diffusione nelle Istituzioni scolastiche della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”

Il 16 luglio 2026, a Roma, presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito, il Ministro Giuseppe Valditara e il Presidente dell’UNICEF Italia Nicola Graziano hanno firmato il Protocollo di Intesa “Promozione e diffusione nelle Istituzioni scolastiche della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”, della durata di tre anni.

“Diffondere tra i ragazzi la conoscenza della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza è importante per costruire una società in cui i giovani siano protagonisti, consapevoli dei propri diritti e responsabili delle proprie azioni, in cui prevalga sempre il rispetto verso ogni persona. Il Protocollo sottoscritto con l’UNICEF va proprio nella direzione del potenziamento di quelle misure di contrasto a ogni forma di discriminazione e violenza, a partire dal bullismo e cyberbullismo,  che abbiamo messo in campo in questi anni nella scuola, in coerenza con quanto stabilito dalle nuove Linee guida per l’insegnamento dell’Educazione civica” – dichiara il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

“La firma di questo Protocollo segna un importante passo per la promozione dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza.  In questo modo renderemo quanti più studenti e studentesse consapevoli dei loro diritti e delle responsabilità che da questi discendono, per accompagnarli al meglio nel percorso di crescita e formazione” – ha dichiarato Nicola Graziano, Presidente dell’UNICEF Italia. “L’UNICEF da anni è impegnato a sostegno delle scuole in Italia, in particolare attraverso il Programma “Scuole per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”, un percorso triennale rivolto alle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. Nell’anno scolastico 2025/26: 1076 scuole hanno aderito al Programma, 1280 educatrici, educatori e docenti si sono iscritti ai Corsi di formazione UNICEF e sono stati creati 133 Gruppi di Progettazione per i Diritti, che hanno coinvolto studenti e studentesse come referenti. Con la firma del Protocollo oggi, si aprono anche le iscrizioni al Programma sul sito dell’UNICEF Italia. Ringrazio il Ministero perché in questo modo potremo raggiungere quante più scuole e istituti possibili.”

In particolare, il Protocollo prevede di:

  • promuovere la conoscenza della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenzaper garantirne l’esercizio e  il rispetto all’interno dei contesti scolastici;
  • promuovere azioni rivolte all’infanzia e all’adolescenza, coinvolgendo tutti gli attori del processo educativo e contribuendo alla prevenzione dell’abbandono e della dispersione scolastica;
  • valorizzare l’apprendimento a sostegno del pieno sviluppo delle persone di minore età, nel rispetto dei loro diritti e dei principi istituzionali;
  • garantire la partecipazione di alunne e alunni anche per prevenire forme di discriminazione, esclusione, bullismo e cyberbullismo;

È possibile aderire al Programma UNICEF “Scuole per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza” da oggi e fino al 19 ottobre 2026 andando sul sito www.unicef.it

Transforming Education Summit +4 e High-Level Steering Committee SDG4

Oggi a Parigi il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha preso parte ai lavori del Transforming Education Summit +4 e dell’High-Level Steering Committee SDG4, promossi dall’UNESCO per definire le priorità dell’agenda internazionale dell’istruzione oltre il 2030.

Nel corso della riunione del Comitato Direttivo di Alto Livello, il Ministro è intervenuto nel dibattito dedicato alle priorità per rafforzare la resilienza dei sistemi educativi, ribadendo l’impegno dell’Italia per una scuola capace di coniugare qualità, innovazione e valorizzazione del merito, anche nell’ambito della cooperazione internazionale.

La missione ha rappresentato anche un importante riconoscimento del modello italiano di partecipazione studentesca. Per la prima volta, infatti, i rappresentanti delle Consulte provinciali degli studenti hanno partecipato ai lavori dell’High-Level Steering Committee dell’UNESCO in qualità di osservatori. Si tratta degli unici rappresentanti studenteschi nazionali ammessi ai lavori del Comitato Direttivo di Alto Livello, nell’ambito della Consultazione Globale sull’Agenda post-2030 per l’istruzione e l’apprendimento promossa dalla SDG 4 Youth & Student Network. Un risultato che testimonia l’apprezzamento dell’UNESCO per il modello italiano delle Consulte studentesche, indicato come esperienza di riferimento per il coinvolgimento strutturato dei giovani nei processi decisionali in materia di istruzione.

Il Ministro Valditara ha così concluso il suo intervento: “Vorrei evidenziare il messaggio proveniente dai giovani. È chiaro e forte. I giovani si aspettano e meritano politiche educative di qualità. E vogliono anche fornire un contributo per la loro definizione. Ho lanciato questa proposta a ottobre scorso, durante la Riunione Ministeriale del G20 in Sud Africa. La ribadisco qui. Dobbiamo ascoltare i giovani, perché sono il nostro presente e il nostro futuro. In Italia, la partecipazione delle Consulte studentesche al processo di decisione politica è divenuta realtà. Per la prima volta, le Consulte provinciali degli studenti hanno contribuito alla definizione delle Indicazioni Nazionali per il Curricolo della Scuola secondaria di secondo grado. Gli studenti sono anche stati invitati a partecipare attivamente alle iniziative internazionali organizzate dall’Italia. Hanno partecipato al G7 Giovani di Trieste e al primo Forum Internazionale su Istruzione e Formazione Tecnica e Professionale nella Regione del Mediterraneo, tenuto al Cairo un mese fa. Hanno preso parte al Vertice sull’Intelligenza Artificiale Next Gen AI a Napoli nel 2025. E i nostri rappresentanti degli studenti sono qui con noi oggi. Chiedo ai rappresentanti dell’Unesco e alle altre autorità internazionali di coinvolgere le rappresentanze studentesche nei futuri meeting internazionali”.

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Collaborazione Italia – Grecia su istruzione e formazione

Si è conclusa nella giornata del 9 luglio la missione istituzionale ad Atene del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, dedicata al rafforzamento della collaborazione tra Italia e Grecia nei settori dell’istruzione e della formazione.

Nel corso della visita, Valditara ha incontrato la Ministra dell’Istruzione, degli Affari Religiosi e dello Sport della Grecia, Sofia Zacharaki, per un colloquio bilaterale incentrato sui principali temi di comune interesse in materia di politiche educative e sul consolidamento della cooperazione tra i due Paesi. Al termine dell’incontro, i due Ministri hanno visitato il Coordination Innovation Centre.

La missione è proseguita con una serie di appuntamenti dedicati alla presenza italiana in Grecia e alla promozione del patrimonio storico, culturale e formativo condiviso, tra cui la visita alla Scuola Archeologica Italiana di Atene, al Museo dell’Acropoli e all’Istituto Italiano Omnicomprensivo Statale di Atene.

“L’incontro con la Ministra Zacharaki è stato un’occasione molto proficua di scambio di buone pratiche ed esperienze tra Italia e Grecia, due Paesi che rivestono un ruolo chiave nell’area mediterranea, nella quale è importante sviluppare politiche congiunte per favorire crescita e solidarietà. I due Ministeri collaboreranno su vari temi strategici per l’istruzione. Costituiremo insieme un gruppo di lavoro per confrontarci e individuare insieme soluzioni innovative per problemi comuni. È emerso il tema della personalizzazione della didattica, necessario per fornire pari opportunità a tutti i giovani, e su questo abbiamo parlato degli importanti risultati che in Italia abbiamo conseguito con Agenda Sud e Agenda Nord. Ci siamo confrontati anche sull’utilità di un approccio condiviso all’istruzione tecnico-professionale, fondamentale per i nostri sistemi produttivi. Vorremmo realizzare campus, filiere integrate e momenti di dialogo tra scuole greche e italiane. Ho trovato davvero interessante ciò che si sta realizzando nelle scuole greche sul tema dell’Intelligenza Artificiale e, anche per questo, ho invitato la Ministra all’evento internazionale che terremo in Italia a ottobre dedicato a questo tema”, ha dichiarato il Ministro Giuseppe Valditara.

Lotta ai diplomifici

Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, esprime apprezzamento per l’operazione condotta dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli coordinata dalla Procura della Repubblica di Nola, nei confronti di società che avrebbero rilasciato diplomi falsi. 

“La scuola italiana si fonda sul merito, sull’impegno e sulla serietà dei percorsi formativi. Per questo abbiamo avviato una decisa azione di contrasto ai cosiddetti diplomifici, introducendo norme più rigorose e rafforzando i controlli. Lo Stato deve essere inflessibile nei confronti di chi tenta di svilire il valore dell’istruzione e di trasformare il diritto allo studio in un mercato di certificazioni prive di reale contenuto formativo”, ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.

Il Ministro sottolinea inoltre come i primi dati relativi agli Esami di Maturità 2026 confermino l’efficacia delle misure adottate per contrastare il fenomeno dei cosiddetti diplomifici.

“Per la prima volta si registra un significativo calo dei candidati provenienti dalle scuole paritarie a iniziare dalla Campania. È un risultato coerente con gli effetti delle misure da noi introdotte per garantire maggiore trasparenza, tracciabilità e regolarità dei percorsi scolastici e che ci incoraggia a proseguire con determinazione lungo il percorso avviato. La legalità è la condizione imprescindibile per valorizzare il merito e costruire il futuro dei nostri giovani”, ha concluso il Ministro.

L’anno scolastico è un anno corto!

L’ANNO SCOLASTICO E’ UN ANNO CORTO!

Franco Buccino

L’anno scolastico è un anno corto. Nelle scuole le ultime settimane di maggio e la prima di giugno sono tradizionalmente dedicate alle interrogazioni. E man mano che adempiono a quest’impegno, i ragazzi “si ritirano”. Anche perché non “si spiega” più, i programmi vanno in stand-by.  Per avere di nuovo tutti i docenti in cattedra e un orario completo e definitivo bisogna attendere i primi di ottobre. Sì, ci sono esami, scrutini, aggiornamento, programmazione, e le infinite operazioni burocratiche. Ma la maggioranza di alunni e studenti passano quattro mesi e più senza scuola.

Oggettivamente troppi. Lo riconosce lo stesso Ministro, e le Regioni, gli Enti Locali, il Terzo Settore. Che provano a tenere le scuole aperte d’estate: con finanziamenti, bandi e progetti. Modesti i risultati, e i progetti, se si fanno, riguardano un numero risibile di ragazzi. In ogni caso non è più la scuola a farli. Anche se le sedi dei progetti estivi, a parte i campi scuola, sono quasi sempre gli edifici scolastici. Le scuole perdono la titolarità della formazione dei pochi ragazzi che frequentano le attività dei progetti, e di tutti gli altri, per poi riprenderla a ottobre…

Che fanno i ragazzi in questi mesi di scuole chiuse? Avendo come qualifica solo quella di studenti, diventano invisibili. Riemergono per fatti di cronaca, spesso nera, perfino handicappati rifiutati ai lidi. Fanno le vacanze a mare con la famiglia, pochi fortunati vanno all’estero con amici. Ma, il resto, stanno per strada, dove apprendono tante cose e fanno amicizie fuori della cerchia familiare, qualche volta pericolose.

Insomma, i ragazzi in questi quattro mesi regrediscono, in gran parte, sul piano dell’apprendimento e delle competenze, su esercizio e metodo di studio; i ragazzi difficili rischiano di perdersi definitivamente; i disabili scompaiono.

Tutti siamo consapevoli dei grossi rischi che corrono, ma non siamo in grado di trovare una soluzione. Pur avendo a disposizione: edifici, aule e spazi; docenti e personale ata, rispettando orari di lavoro e turni di ferie. Ci sarebbe spazio per il recupero, gli approfondimenti, la sperimentazione didattica. O, più realisticamente, un maggior numero di giorni a disposizione, un anno scolastico meno corto.

Passando ai problemi da risolvere, vorrei ricordare le scuole ai tempi del covid, quando bastava tenerle chiuse, ipocritamente, per risolvere problemi di contagio, ma senza nessun “risarcimento” ai ragazzi. Tenere a scuola i ragazzi per più tempo, costa. Non possiamo fare economie sulla loro formazione e sulla qualità della loro vita attuale.

Cominciamo dal caldo estivo. L’aria condizionata non è più un lusso, così come non lo è il riscaldamento. Climatizzare le scuole, come le case, i luoghi di lavoro, i mezzi di trasporto, gli uffici pubblici. Sarebbe ora!

Potrebbero comunque già partire corsi estivi a scuola: un misto equilibrato di recuperi, approfondimenti e soprattutto libere attività. Gruppi di studenti che non siano necessariamente la classe. Con docenti anche di altre sezioni. Sia i genitori che i docenti e il restante personale scelgono i periodi di impegno estivo a scuola fuori dalle proprie ferie.

Sarebbe una bella cosa: nello stesso tempo avere più tempo, un anno scolastico meno corto e una scuola meno arcigna, che non chiude i battenti e in cui i ragazzi possono essere un po’ più protagonisti.  

Piano Casa

Piano Casa, Valditara: “Priorità al personale scolastico, prosegue la nostra politica di welfare per la scuola”

“Oggi, con l’approvazione dell’emendamento presentato alla Camera dalla maggioranza e sostenuto dal Governo al decreto Piano casa, si dà una ulteriore risposta alle esigenze abitative del personale scolastico. Si tratta di una misura concreta che rientra nella politica di welfare fortemente innovativa che abbiamo perseguito con decisione fin dal nostro insediamento. Con la nuova disposizione, infatti, si dà priorità al personale scolastico nell’ambito delle iniziative, previste dal Piano casa, volte ad agevolare l’accesso al bene della casa”.

Finanziamento dei percorsi degli ITS Academy

È stato adottato e trasmesso agli organi di controllo il decreto di riparto del Fondo nazionale per l’Istruzione Tecnica Superiore per l’anno 2026, destinato al finanziamento dei percorsi degli ITS Academy. Le risorse complessive ammontano a 77.243.380 euro.

Il Fondo è finalizzato a sostenere e ampliare l’offerta formativa degli ITS Academy, con particolare attenzione all’attivazione di nuovi percorsi anche all’estero, al potenziamento dei laboratori e delle infrastrutture tecnologicamente avanzate e all’erogazione di borse di studio a supporto degli stage e dei tirocini formativi. È inoltre prevista una quota di premialità del 30%, destinata alle Fondazioni ITS che si distinguono per i migliori risultati in termini di performance formative.

Su impulso del Ministero dell’Istruzione e del Merito, il Fondo è stato incrementato in modo significativo nell’ambito della Legge di bilancio 2026, consentendo di destinare agli ITS Academy delle diverse regioni un ammontare aggiuntivo di oltre 30 milioni di euro. A queste risorse si aggiungono, sempre per il 2026, i finanziamenti destinati all’attivazione dei campus della filiera tecnologico-professionale. Si tratta di interventi infrastrutturali che saranno erogati alle Regioni dopo l’approvazione dei relativi piani di fattibilità tecnico-economica, per un importo complessivo di circa 19,5 milioni di euro.

“Con questo intervento prosegue con decisione il nostro investimento sugli ITS Academy, che rappresentano un modello formativo sempre più strategico per il Paese. Rafforziamo l’offerta formativa, potenziamo laboratori, sosteniamo gli studenti con borse di studio e ampliamo le opportunità anche a livello internazionale. L’incremento delle risorse e lo sviluppo dei campus della filiera tecnologico-professionale vanno nella direzione di un sistema formativo sempre più innovativo e strettamente collegato ai bisogni del mondo del lavoro. È una scelta che valorizza i giovani e rafforza la competitività del sistema produttivo nazionale”, ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

La Scuola incontra la Corte a Palazzo della Consulta

Sono state premiate il 18 maggio al Palazzo della Consulta le scuole vincitrici della prima edizione dell’iniziativa “La Scuola incontra la Corte a Palazzo della Consulta”. Il premio nasce nell’ambito della nuova Carta di intenti tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito  e la Corte costituzionale, sottoscritta il 26 giugno 2025 dal Ministro Giuseppe Valditara e dal Presidente della Corte Giovanni Amoroso, finalizzata all’attuazione di un programma che intende far crescere tra le giovani generazioni la consapevolezza delle funzioni esercitate dalla Corte a garanzia dei diritti e delle libertà fondamentali, delle modalità di lavoro del Collegio, dell’incidenza della giurisprudenza costituzionale nella vita di tutti i giorni delle persone.

All’evento hanno preso parte il sottosegretario di Stato, Paola Frassinetti, il Presidente della Corte costituzionale, Giovanni Amoroso, nonché i Giudici costituzionali che hanno partecipato alle attività presso le scuole.

A Palazzo della Consulta sono stati presenti dieci delegazioni di studenti in rappresentanza delle scuole visitate nell’ambito del “Viaggio in Italia, la Corte costituzionale nelle Scuole” della Corte costituzionale: Liceo classico “Giulio Cesare” (Roma), Istituto di istruzione superiore “Schiaparelli-Gramsci” (Milano), Istituto di istruzione superiore “Andrea Palladio” (Treviso), Istituto magistrale statale “Regina Margherita” (Palermo), Liceo scientifico “Enrico Fermi” (Bari), Liceo ginnasio statale “Luigi Galvani” (Bologna), Liceo scientifico “Ulisse Dini” (Pisa), Istituto di istruzione superiore artistica, classica e professionale (Orvieto), Istituto di istruzione superiore “Savoia Benincasa” (Ancona), Liceo classico “Torquato Tasso” (Salerno).