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CCNL personale dirigente Area Istruzione e ricerca 2022-2024

Il 6 agosto 2026, alle 10.30, presso l’ARAN viene sottoscritto definitivamente il CCNL del personale dirigente dell’Area Istruzione e ricerca 2022-2024.


Il 6 agosto 2026 è stato firmato, in via definitiva, il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro relativo all’Area istruzione e Ricerca per il triennio 2022-2024, a beneficio di circa 8.000 dirigenti scolastici, dopo la certificazione positiva della Corte dei Conti. Si è quindi concluso l’iter di adozione del CCNL, che rappresenta un ulteriore, rilevante traguardo strategico per il settore “Scuola”, raggiunto grazie alla scelta del Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara di procedere tempestivamente per i dirigenti scolastici, così come già avvenuto per docenti e personale ATA, alla definizione della parte economica e dei principali istituti normativi.

Abbiamo mantenuto un altro fondamentale impegno finalizzato alla valorizzazione di chi guida le Istituzioni scolastiche. La stagione dei blocchi contrattuali è definitivamente chiusa. Continueremo convintamente nelle attività volte a migliorare sempre di più le condizioni retributive e di welfare di chi presta il proprio servizio nelle nostre Scuole. Il nostro lavoro prosegue con il consueto impegno per definire l’Atto di indirizzo e avviare le trattative per il triennio 2025-2027, assicurando piena continuità contrattuale a tutto il personale del sistema educativo nazionale“. Così il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.

La scelta di riallineare le scadenze contrattuali si conferma un pilastro della strategia ministeriale per rispondere alle reali esigenze di chi lavora nelle scuole per garantire il diritto allo studio e lo sviluppo sociale ed economico del Paese.


Il Consiglio dei Ministri, nel corso della riunione di giovedì 23 luglio, ha deliberato di autorizzare il Ministro per la pubblica amministrazione Paolo Zangrillo a esprimere il parere favorevole del Governo in relazione all’ipotesi di contratto collettivo nazionale di lavoro del personale dirigente dell’Area Istruzione e ricerca per il triennio 2022-2024, sottoscritta l’11 maggio 2026 dall’ARAN e dalle Confederazioni e organizzazioni sindacali di categoria.

L’ipotesi riguarda tutto il personale dirigente con rapporto di lavoro a tempo indeterminato e determinato delle amministrazioni dell’Area, per un totale di 7.916 dirigenti, e prosegue nella direzione della valorizzazione, anche economica, di tale personale. Si riconosce un beneficio medio a regime del 5,78 per cento sul monte salari 2021, di cui il 3,81 per cento derivante dalla rivalutazione della retribuzione tabellare, l’1,49 per cento da quella della retribuzione di posizione e lo 0,46 per cento dalla retribuzione di risultato, con una retribuzione media complessiva pari a 78.543,76 euro.

Gli incrementi del trattamento economico fisso sono differenziati per le tre platee interessate: i dirigenti di prima fascia degli enti di ricerca e dell’Agenzia spaziale italiana, i dirigenti scolastici e delle Istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, e i dirigenti delle università, delle aziende ospedaliero-universitarie e di seconda fascia degli enti di ricerca e della medesima Agenzia.


Via libera definitivo del Consiglio dei ministri al Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro relativo all’Area Istruzione e Ricerca per il triennio 2022-2024 per la sezione che interessa circa 8.000 dirigenti scolastici. 

È quindi in dirittura di arrivo il procedimento di adozione del CCNL, che rappresenta un ulteriore, rilevante traguardo strategico per il settore “Scuola”, raggiunto grazie alla scelta del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, di procedere speditamente per i dirigenti scolastici, così come già avvenuto per docenti e personale ATA, alla definizione della parte economica e dei principali istituti normativi. 

Tale accelerazione è stata finalizzata a rendere immediatamente operativi i miglioramenti ottenuti e a garantire il recupero del potere d’acquisto eroso dall’inflazione, tutelando i dirigenti delle Istituzioni scolastiche, chiamati quotidianamente a gestire responsabilità organizzative, amministrative ed educative sempre più rilevanti.

“Proseguiamo il nostro impegno concreto per la valorizzazione di chi guida le nostre scuole. Abbiamo accelerato i tempi per garantire risposte economiche immediate e restituire centralità al ruolo della dirigenza scolastica. La stagione dei blocchi contrattuali è definitivamente chiusa. Il nostro lavoro non si ferma qui: è stato già avviato l’iter per chiudere nel più breve tempo possibile l’Atto di indirizzo e avviare le trattative per il triennio 2025-2027, assicurando piena continuità contrattuale a tutto il personale del sistema educativo nazionale”. Così il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.

La scelta di riallineare le scadenze contrattuali si conferma un pilastro della strategia ministeriale per rispondere alle reali esigenze di chi lavora nelle scuole per garantire il diritto allo studio e lo sviluppo sociale ed economico del Paese.


Ipotesi CCNL 2022-2024 Area istruzione e ricerca

È stato sottoscritto l’11 maggio, presso l’Aran, l’accordo per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro relativo all’Area Istruzione e Ricerca per il triennio 2022-2024, a beneficio di circa 8.000 dirigenti scolastici.

Ciò rappresenta un ulteriore, rilevante traguardo strategico per il settore “Scuola”, raggiunto grazie alla scelta del Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara di procedere speditamente, per i dirigenti scolastici così come già avvenuto per docenti e personale ATA, alla definizione della parte economica e dei principali istituti normativi, in coerenza con la proposta di Atto di indirizzo da tempo formalizzata. Tale accelerazione è stata finalizzata a rendere immediatamente operativi i miglioramenti ottenuti e a garantire il recupero del potere d’acquisto eroso dall’inflazione, tutelando così i circa 8.000 dirigenti del settore.

In merito alla firma, il Ministro Valditara ha dichiarato: “Con la firma odierna prosegue il nostro impegno concreto per la valorizzazione di chi guida le nostre scuole. Abbiamo voluto accelerare i tempi per garantire risposte economiche immediate e restituire centralità al ruolo della dirigenza scolastica. Il nostro lavoro non si ferma qui: la stagione dei blocchi contrattuali è definitivamente chiusa. Confermiamo fin da ora la volontà di avviare nel più breve tempo possibile l’Atto di indirizzo e le trattative per il triennio 2025-2027, assicurando così piena continuità contrattuale a tutto il personale del sistema educativo nazionale”.

La scelta di riallineare le scadenze contrattuali si conferma dunque un pilastro della strategia ministeriale per rispondere alle reali esigenze di chi lavora nelle scuole, motori essenziali per la garanzia del diritto allo studio dei nostri giovani e per lo sviluppo sociale ed economico del Paese.

Contratto Colletttivo Nazionale Integrativo (10.07.2026)

Contratto Collettivo Nazionale Integrativo concernente le utilizzazioni e le assegnazioni provvisorie del Personale Docente, Educativo ed A.T.A. per gli anni scolastici 2025/26, 2026/27 e 2027/28.

CCNL Comparto Istruzione e Ricerca 2025-2027

Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (ARAN, 1.7.26)
Principali aspetti del trattamento economico del personale del Comparto Istruzione e Ricerca – Triennio 2025-2027

Ipotesi CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027 (ARAN, 1.4.26)
Principali aspetti del trattamento economico


L’1 luglio, presso l’ARAN, viene sottoscritta definitivamente la parte economica del Contratto del Comparto Istruzione e Ricerca 2025-2027.

Si conclude l’iter di adozione della parte economica del CCNL, così come prospettato nell’atto di indirizzo del Ministro, che consentirà alle lavoratrici e ai lavoratori della Scuola di poter fruire degli ulteriori incrementi retributivi. Nello specifico di 143 euro per i docenti e di 107 euro per gli ATA, oltre agli arretrati, pari a 855 euro per i docenti e 633 euro per gli ATA.

Abbiamo mantenuto un altro fondamentale impegno finalizzato a valorizzare il personale della Scuola. Continueremo convintamente nelle attività che abbiamo avviato per migliorare le condizioni retributive e di welfare di chi lavora per la scuola italiana. Il Contratto è immediatamente efficace dalla sottoscrizione di oggi; pertanto, gli aumenti stipendiali, ivi inclusi gli arretrati, saranno corrisposti già nel periodo estivo ad oltre un milione di lavoratori. Dall’insediamento del Governo a oggi, abbiamo realizzato un risultato straordinario, sottoscrivendo tre Contratti del Comparto Scuola, che portano a incrementi retributivi mensili complessivi di 412 euro per i docenti e 304 euro per gli ATA. Questo è stato possibile grazie ai finanziamenti assicurati dalle leggi di bilancio di questo Governo a cui abbiamo aggiunto, come Ministero dell’Istruzione e del Merito, risorse ulteriori per il personale scolastico, in particolare 300 milioni per il contratto 2019-2021 e 240 milioni per il 2022-2024”. Così il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.


Il 30 giugno 2026 le Sezioni riunite in sede di controllo della Corte dei conti hanno rilasciato certificazione positiva all’Ipotesi di CCNL istruzione e ricerca (parte economica) 25/27.


Via libera definitivo del Consiglio dei Ministri alla parte economica del Contratto del Comparto Istruzione e Ricerca 2025-2027.

Il Consiglio dei Ministri, nel corso della riunione di martedì 16 giugno 2026, ha deliberato di autorizzare il Ministro per la pubblica amministrazione Paolo Zangrillo a esprimere il parere favorevole del Governo in relazione all’ipotesi di contratto collettivo nazionale di lavoro del personale del comparto Istruzione e ricerca per il triennio 2025-2027, sottoscritta il 1° aprile 2026 dall’ARAN e da tutte le Confederazioni e organizzazioni sindacali di categoria.

L’incremento retributivo medio previsto a regime è pari al 5,39%. La parte prevalente (5,15%) è destinata alla rivalutazione della retribuzione tabellare, mentre la quota restante (0,23%) alla rivalutazione delle indennità fisse aventi carattere accessorio. Inoltre, si prevede l’erogazione al personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA) della scuola, con contratto di lavoro a tempo indeterminato e con contratto di lavoro di durata annuale o sino al termine dell’attività didattica, in servizio nell’anno scolastico 2025-2026, di un emolumento una tantum pari a 110 euro.

È quindi in dirittura d’arrivo il procedimento di adozione della parte economica del CCNL, così come prospettato nell’atto di indirizzo del Ministro Valditara, che consentirà alle lavoratrici e ai lavoratori della Scuola di poter fruire degli ulteriori incrementi retributivi. Nello specifico di 143 euro per i docenti e di 107 euro per gli ATA, oltre agli arretrati, pari a 855 euro per i docenti e 633 euro per gli ATA.


Firmata il 1° aprile 2026 la pre-intesa sul contratto Istruzione e Ricerca 2025–2027.

Grazie alla firma da parte di sindacati ed Aran della parte economica del CCNL Comparto Istruzione e Ricerca 2025-2027 arrivano ulteriori incrementi retributivi mensili di 143 euro per i docenti e di 107 euro per gli ATA, oltre agli arretrati, pari a 855 euro per i docenti e 633 euro per gli ATA.

Ciò è stato possibile grazie alla nostra proposta di atto di indirizzo, condivisa dai sindacati e da Aran al tavolo negoziale. Ho richiesto l’anticipazione della parte economica, e la destinazione della quasi totalità delle risorse all’incremento dello stipendio tabellare, per garantire al meglio la continuità contrattuale e la tutela dei salari.
Dall’insediamento del Governo a oggi, abbiamo realizzato un risultato storico, sottoscrivendo tre contratti del comparto Scuola, che portano a incrementi retributivi mensili complessivi di 412 euro per i docenti e 304 euro per gli ATA. Questo è stato possibile grazie ai finanziamenti assicurati dalle leggi di bilancio di questo Governo a cui abbiamo aggiunto come Ministero dell’Istruzione e del Merito risorse ulteriori per il personale scolastico, in particolare 300 milioni per il contratto 2019/2021 e 240 milioni per il 2022/2024.
Ci siamo definitivamente lasciati alle spalle la stagione dei blocchi e dei ritardi contrattuali. La nostra priorità è quella di migliorare sempre più le condizioni retributive e di welfare del personale della scuola
“.

Così il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.

Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (01.07.2026)

Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro sui principali aspetti del trattamento economico del personale del Comparto Istruzione e Ricerca – Triennio 2025-2027

Contratto Dirigenti Scolastici

Contratto Dirigenti Scolastici: salgono tabellare e posizione fissa, tutte le novità economiche

Avv. Gianfranco Nunziata (Foro di Salerno)

Le differenze principali tra il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) precedente e l’Ipotesi di CCNL per il triennio 2022-2024, sottoscritta l’11 maggio 2026, riguardano aspetti economici, normativi e di gestione del rapporto di lavoro per i dirigenti scolastici. L’analisi si basa sul confronto tra l’Ipotesi di CCNL 2022-2024.

Trattamento Economico Fisso

L’Art. 11 dell’Ipotesi di CCNL 2022-2024 introduce significativi incrementi retributivi per i dirigenti scolastici e AFAM, modificando quanto previsto dal CCNL 2019-2021.

  1. Stipendio Tabellare:
    • Il CCNL 2019-2021 aveva fissato lo stipendio tabellare annuo lordo a regime in € 47.015,73.
    • L’Ipotesi di CCNL 2022-2024 incrementa tale importo, rideterminandolo a regime dal 1° gennaio 2024 in € 50.005,73 annui lordi, comprensivi della tredicesima mensilità.
  2. Retribuzione di Posizione – Parte Fissa:
    • Il CCNL 2019-2021 prevedeva un valore a regime di € 13.345,11 annui lordi per 13 mensilità.
    • L’Ipotesi di CCNL 2022-2024 stabilisce un incremento di € 90,00 mensili lordi a decorrere dal 1° gennaio 2024. Di conseguenza, il nuovo valore a regime annuo lordo per 13 mensilità è rideterminato in € 14.515,11.
  3. Retribuzione di Posizione – Valore Massimo:
    • L’Ipotesi di CCNL 2022-2024 interviene anche sul valore massimo della retribuzione di posizione, che viene rideterminato a € 48.084,81 annui lordi a regime.

Fondo per la Retribuzione di Posizione e di Risultato

L’Art. 13 dell’Ipotesi di CCNL 2022-2024 apporta modifiche sostanziali al Fondo unico nazionale per il finanziamento della retribuzione di posizione e di risultato dei dirigenti scolastici, precedentemente disciplinato dall’Art. 30 del CCNL 2019-2021.

  • Il Fondo è stabilmente incrementato di 11 milioni di euro annui a decorrere dal 1° gennaio 2024.
  • Sono inoltre previsti ulteriori incrementi derivanti da specifiche disposizioni di legge, come la Legge n. 234/2021 e la Legge n. 207/2024.

Mobilità Interregionale

L’Art. 19, comma 1, dell’Ipotesi di CCNL 2022-2024 sostituisce il comma 4 dell’Art. 9 del CCNL 15/07/2010, come già modificato dal CCNL 2019-2021, introducendo una nuova disciplina per la mobilità interregionale dei dirigenti scolastici.

  • La nuova disposizione consente la mobilità interregionale, su richiesta del dirigente, fino a un massimo dell’80% dei posti vacanti e disponibiliannualmente nella regione di destinazione.
  • La mobilità è subordinata al previo assenso dell’Ufficio scolastico regionale di provenienza.

Periodo di Prova

L’Art. 19, comma 2, dell’Ipotesi di CCNL 2022-2024 sostituisce il comma 3 dell’Art. 14 del CCNL 11/04/2006, introducendo nuove regole sulla gestione del periodo di prova.

  • Viene specificato che il periodo di prova è sospeso in caso di malattia, con diritto alla conservazione del posto per un massimo di 18 mesi.
  • Qualora il dirigente, a causa delle sospensioni, non abbia prestato un servizio effettivo di almeno 6 mesi nell’anno di assunzione, il periodo di prova viene prorogato per un ulteriore anno scolastico.

Altre Modifiche Normative

L’Ipotesi di CCNL 2022-2024 introduce ulteriori modifiche e sostituzioni di articoli dei precedenti contratti:

  • Ferie e Festività (Art. 3): Sostituisce l’Art. 13 del CCNL 8/07/2019. Una dichiarazione congiunta chiarisce che la monetizzazione delle ferie non godute è possibile solo in casi eccezionali e tassativi (es. decesso, malattia, infortunio, risoluzione per inidoneità fisica, congedo obbligatorio di maternità/paternità).
  • Assenze Retribuite (Art. 4): Sostituisce l’Art. 15 del CCNL 8/07/2019.
  • Norme Disciplinari (Art. 5): Modifica la disciplina della recidiva in mancanze disciplinari e sostituisce l’Art. 19 del CCNL 7/08/2024.

In sintesi, l’Ipotesi di CCNL per il triennio 2022-2024 introduce un quadro di tutele e trattamenti economici migliorativo per i dirigenti scolastici, aggiornando al contempo diverse disposizioni normative che regolano il rapporto di lavoro.

Dal punto di vista normativo, l’Ipotesi di Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) per il triennio 2022-2024, sottoscritta l’11 maggio 2026, introduce diverse modifiche di rilievo rispetto alla disciplina precedente, contenuta principalmente nel CCNL 2019-2021 e in altri contratti antecedenti. Le parti normativamente più importanti riguardano la gestione del rapporto di lavoro, la mobilità, il periodo di prova e la disciplina delle assenze.

1. Mobilità Interregionale dei Dirigenti Scolastici

Una delle innovazioni normative più significative riguarda la mobilità interregionale. L’Ipotesi di CCNL 2022-2024 modifica direttamente una disposizione del CCNL 15/07/2010, aggiornando le regole per il trasferimento dei dirigenti scolastici tra diverse regioni.

La nuova disciplina, contenuta nell’Art. 19, comma 1, dell’Ipotesi di CCNL, stabilisce che:

  • La mobilità interregionale è consentita, su richiesta del dirigente, per una quota massima dell’80% dei posti vacanti e disponibili ogni anno nella regione di destinazione.
  • Il trasferimento è subordinato al previo assenso dell’Ufficio scolastico regionale di provenienza.

Questa norma introduce un criterio quantitativo preciso (l’80%) che non era specificato nei contratti precedenti, fornendo maggiore certezza e trasparenza alle procedure di mobilità, un aspetto cruciale per la carriera e la vita personale dei dirigenti.

2. Periodo di Prova dei Dirigenti Scolastici

L’Ipotesi di CCNL 2022-2024 interviene anche sulla disciplina del periodo di prova, sostituendo il comma 3 dell’Art. 14 del CCNL 11/04/2006. Le nuove disposizioni normative chiariscono la gestione delle sospensioni e delle proroghe:

  • Sospensione: Il periodo di prova è sospeso in caso di malattia, con diritto alla conservazione del posto per un massimo di 18 mesi.
  • Proroga: Se, a causa delle sospensioni, il dirigente non presta un servizio effettivo di almeno 6 mesi durante l’anno di assunzione, il periodo di prova viene prorogato per un ulteriore anno scolastico.

Questa norma è di fondamentale importanza perché definisce con precisione le tutele del dirigente neoassunto in caso di eventi che impediscano la continuità del servizio durante il periodo di prova, garantendo al contempo all’amministrazione un congruo periodo per la valutazione effettiva.

3. Gestione delle Assenze e delle Ferie

Il nuovo contratto riscrive interamente la disciplina di alcuni istituti normativi legati alle assenze, sostituendo gli articoli corrispondenti del CCNL 8/07/2019.

  • Ferie e Festività (Art. 3): Viene sostituito l’Art. 13 del CCNL 8/07/2019. La parte normativamente più rilevante è la dichiarazione congiunta che chiarisce in modo restrittivo i casi in cui è possibile la monetizzazione delle ferie non godute. Tale possibilità è limitata a cause non imputabili al dirigente, come decesso, malattia, infortunio, risoluzione del rapporto per inidoneità fisica permanente e assoluta, e congedo obbligatorio di maternità/paternità. Questa precisazione è cruciale per prevenire contenziosi e uniformare l’applicazione dell’istituto.
  • Assenze Retribuite (Art. 4): Viene sostituito l’Art. 15 del CCNL 8/07/2019. Il nuovo articolo sistematizza e conferma il diritto a permessi retribuiti per specifiche causali, tra cui:
    • Partecipazione a concorsi, esami o convegni (fino a 8 giorni all’anno).
    • Lutto (3 giorni lavorativi per evento).
    • Motivi personali o familiari (3 giorni all’anno).
    • Matrimonio (15 giorni consecutivi). La riscrittura di questo articolo consolida in un unico testo normativo i diritti del dirigente in materia di permessi retribuiti.

4. Norme Disciplinari

L’Ipotesi di CCNL 2022-2024 interviene, seppur in modo puntuale, anche sulla materia disciplinare. L’Art. 5 modifica la lettera b) dell’art. 28, comma 8, punto 1, del CCNL 8/07/2019, riguardante la recidiva in mancanze disciplinari. Sebbene il dettaglio della modifica non sia esplicitato nel sommario, l’intervento su un aspetto così delicato come la valutazione della recidiva ai fini sanzionatori rappresenta una parte normativa di sicura importanza.

5. Struttura del Trattamento Economico e Finanziamento dei Fondi

Sebbene gli incrementi economici siano stati trattati nella precedente analisi, è importante sottolineare che laridefinizione della struttura della retribuzione e delle modalità di finanziamento dei fondi costituisce una parte normativa fondamentale del contratto. L’Ipotesi di CCNL 2022-2024 non si limita ad aumentare gli importi, ma stabilisce nuovi valori a regime per lo stipendio tabellare e la retribuzione di posizione fissa, e incrementa stabilmente il “Fondo per il finanziamento della retribuzione di posizione e risultato”. Queste disposizioni definiscono le regole fondamentali per la determinazione della retribuzione dei dirigenti e la sua progressione, influenzando direttamente la contrattazione integrativa successiva.

Contratto Istruzione e Ricerca 2025-2027

Contratto Istruzione e Ricerca 2025-2027: aumenti in linea con inflazione, CGIL e FLC CGIL firmano pre-intesa

Roma, 1 aprile – “La firma della pre-intesa sul contratto Istruzione e Ricerca 2025–2027 rappresenta una prima risposta concreta all’emergenza salariale, ma arriva dopo anni in cui lavoratrici e lavoratori hanno pagato il prezzo dell’inerzia politica”. È quanto si legge in una nota congiunta  della CGIL e della categoria della Conoscenza FLC CGIL.

“L’accordo – continua la nota – consente di intervenire subito sul potere d’acquisto, destinando tutte le risorse al salario fondamentale e garantendo aumenti superiori al 5,9%, in linea con l’inflazione. La firma di oggi è coerente con la mancata sottoscrizione del precedente contratto, segnato da risorse ben al di sotto dell’inflazione, per responsabilità precisa del Governo, che ha lasciato scuola, università, ricerca e Afam senza le coperture necessarie, scaricando sulle lavoratrici e sui lavoratori il costo della crisi”.

Per CGIL e FLC: “Si apre adesso una fase di mobilitazione per garantire risorse aggiuntive per rispondere all’eventuale crescita dell’inflazione a fine triennio e per rafforzare la parte normativa del contratto. Servono nuovi investimenti per migliorare le condizioni di lavoro, valorizzare il personale docente e ATA, colmare il divario retributivo con il resto della Pubblica Amministrazione e rilanciare diritti e rivendicazioni storiche”.

“Inizia ora la consultazione delle lavoratrici e dei lavoratori. La firma è un primo passo. La mobilitazione continua per difendere salari e dignità del lavoro nel comparto Istruzione e Ricerca”. Conclude la nota.

Ipotesi CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027 (ARAN, 1.4.26)

Ipotesi Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro sui principali aspetti del trattamento economico del personale del Comparto Istruzione e Ricerca – Triennio 2025-2027 (ARAN, 1 aprile 2026)

CCNI 2020-2023 Dirigenza scolastica

Il 4 marzo 2026 viene sottoscritto definitivamente il CCNI relativo al riparto e all’impiego delle risorse integrative dei FF.UU.NN. per la dirigenza scolastica, per gli anni scolastici 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023

CCNL 2022/2024

CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO DEL COMPARTO ISTRUZIONE E RICERCA PERIODO 2022-2024

Modifiche e integrazioni rispeto al CCNL 2019/21

a cura della UIL Scuola RUA

Novità CCNL sottoscritto il 23 dicembre 2025

Principali differenze tra il nuovo CCNL Comparto Istruzione e Ricerca per il triennio 2022-2024, sottoscritto il 23 dicembre 2025 e il precedente

Avv. Gianfranco Nunziata (Foro di Salerno)

Il nuovo CCNL Comparto Istruzione e Ricerca per il triennio 2019-2021, sottoscritto il 18 gennaio 2024 aggiorna e sostituisce numerose disposizioni del precedente, introducendo nuove tutele e adeguamenti retributivi.

Analisi delle Differenze Normative

Il nuovo CCNL 2022-2024 interviene in modo sostanziale sull’impianto delle relazioni sindacali e sulle materie oggetto di negoziazione, abrogando e sostituendo diverse clausole del precedente contratto.

1. Riforma del Sistema delle Relazioni Sindacali

Il CCNL 2022-2024 ridefinisce l’intero sistema delle relazioni sindacali. L’art. 4 del nuovo contratto, che abroga l’omonimo articolo del CCNL 18/01/2024, introduce un modello relazionale più articolato, basato su due pilastri:

·                     Partecipazione: Finalizzata a un dialogo costruttivo su atti di valenza generale. Si articola in:

·                     Informazione: Trasmissione preventiva di dati per consentire una valutazione approfondita da parte dei sindacati.

·                     Confronto: Dialogo approfondito su specifiche materie.

·                     Organismi paritetici di partecipazione.

·                     Contrattazione Collettiva Integrativa: Svolta ai livelli competenti (nazionale, regionale, di istituzione) per regolare le materie specificamente demandate.

Questo nuovo impianto mira a rafforzare il dialogo e la partecipazione, superando la precedente struttura.

L’obiettivo di questo sistema è incrementare la qualità dell’offerta formativa, sostenere i processi di innovazione e valorizzare le professionalità coinvolte, attraverso un dialogo costruttivo e una negoziazione strutturata a livello di singola istituzione scolastica [ccnl-comparto-istruzione-e-ricerca-2022-2024-del-23-dicembre-2025.pdf]. I soggetti sindacali a livello di istituto sono la Rappresentanza Sindacale Unitaria (RSU) e i rappresentanti territoriali delle organizzazioni sindacali firmatarie del CCNL.

1. Informazione

L’informazione è il presupposto per l’esercizio di tutte le altre relazioni sindacali. Consiste nella trasmissione preventiva e puntuale di dati ed elementi conoscitivi da parte del dirigente scolastico ai soggetti sindacali, al fine di consentire loro di valutare l’impatto delle misure da adottare e di formulare proposte.

L’art. 5 del CCNL 2022-2024 stabilisce che:

L’informazione deve essere resa nei tempi, nei modi e nei contenuti atti a consentire ai soggetti sindacali di cui al comma 1, secondo quanto previsto nelle specifiche sezioni e nel rispetto dei relativi ambiti di competenza, di procedere a una valutazione approfondita del potenziale impatto delle misure da adottare ed esprimere osservazioni e proposte.

Per le istituzioni scolastiche, l’informazione deve essere fornita in tempi congrui per le operazioni di avvio dell’anno scolastico e, in ogni caso, non oltre il 10 settembre di ogni anno.

Le materie oggetto di sola informazione a livello di istituzione scolastica, secondo l’art. 30, comma 10, del CCNL 2022-2024, sono:

·         La proposta di formazione delle classi e degli organici.

·         I criteri di attuazione dei progetti nazionali ed europei.

·         I dati relativi all’utilizzo delle risorse del Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa, con l’obbligo di precisare l’importo erogato per ciascuna attività e il numero di lavoratori coinvolti, garantendo l’impossibilità di associare il compenso al singolo nominativo.

2. Confronto

Il confronto è una modalità di dialogo approfondito che si attiva su richiesta sindacale (da presentare entro 5 giorni lavorativi dalla ricezione dell’informazione) o su proposta dell’amministrazione. L’obiettivo è consentire ai sindacati di partecipare costruttivamente alla definizione delle misure che il dirigente scolastico intende adottare.

Ai sensi dell’art. 30, comma 9, del CCNL 2022-2024, le materie oggetto di confronto a livello di istituzione scolastica sono:

·         L’articolazione dell’orario di lavoro del personale docente, educativo ed ATA, e i criteri per l’individuazione del personale da impiegare nelle attività retribuite con il fondo per il miglioramento dell’offerta formativa.

·         I criteri per le assegnazioni del personale alle sedi di servizio all’interno dell’istituzione scolastica.

·         I criteri per la fruizione dei permessi per l’aggiornamento.

·         La promozione della legalità, della qualità del lavoro, del benessere organizzativo e l’individuazione di misure per prevenire lo stress lavoro-correlato e il burn-out.

·         I criteri generali delle modalità attuative del lavoro agile e del lavoro da remoto.

·         I criteri per il conferimento degli incarichi al personale ATA.

3. Contrattazione Collettiva Integrativa

La contrattazione integrativa è il livello più vincolante di relazione sindacale, in cui le parti (dirigente scolastico e sindacati) definiscono un accordo su materie specifiche. La sessione negoziale deve essere avviata entro il 15 settembre e non può protrarsi oltre il 30 novembre.

Le materie oggetto di contrattazione integrativa a livello di istituzione scolastica, secondo l’art. 30, comma 4, del CCNL 2022-2024, sono:

·         I criteri generali per gli interventi di prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro.

·         I criteri per la ripartizione delle risorse del fondo per il miglioramento dell’offerta formativa e la determinazione dei compensi.

·         I criteri per l’attribuzione di compensi accessori al personale (docente, educativo e ATA), inclusi quelli per percorsi di formazione, progetti nazionali e comunitari.

·         I criteri generali per la determinazione dei compensi finalizzati alla valorizzazione del personale.

·         I criteri per l’utilizzo dei permessi sindacali.

·         I criteri per l’individuazione di fasce di flessibilità oraria per il personale ATA, per favorire la conciliazione vita-lavoro.

·         I criteri di ripartizione delle risorse per la formazione del personale.

·         I criteri generali per l’utilizzo di strumentazioni tecnologiche fuori dall’orario di servizio (diritto alla disconnessione).

·         I riflessi delle innovazioni tecnologiche sulla qualità del lavoro e sulla professionalità.

·         L’individuazione del personale tenuto ad assicurare i servizi essenziali durante le assemblee sindacali.

·         I criteri di priorità per l’accesso al lavoro agile e da remoto e i casi in cui è possibile estenderne la durata.

Infine, è oggetto di contrattazione anche il Protocollo d’intesa per la determinazione dei contingenti di personale in caso di sciopero, secondo quanto previsto dall’accordo sui servizi pubblici essenziali.

2. Ampliamento delle Materie di Contrattazione e Confronto (Sezione Università)


Per la Sezione Università, l’art. 17 del CCNL 2022-2024 elenca in modo dettagliato le materie devolute alla contrattazione integrativa e al confronto, ampliando notevolmente il perimetro rispetto alla disciplina precedente (contenuta, ad esempio, nell’art. 81 del CCNL 18/01/2024).

Tra le nuove o più dettagliate materie di contrattazione integrativa figurano:

·         I criteri generali per l’attivazione di piani di welfare integrativo (art. 17, c. 3, lett. i).

·         L’elevazione del contingente dei rapporti di lavoro a tempo parziale (art. 17, c. 3, lett. n).

·         I criteri di priorità per l’accesso al lavoro agile e da remoto e i casi in cui è possibile estenderne il numero di giornate (art. 17, c. 3, lett. u).

·         I criteri per l’attribuzione degli incentivi per lo svolgimento di funzioni tecniche previsti dall’art. 45 del D.Lgs. n. 36/2023 (art. 17, c. 3, lett. w).

·         L’elevazione dei limiti massimi per l’indennità di posizione organizzativa (art. 17, c. 3, lett. s).

Tra le materie oggetto di confronto si segnalano:

·         I criteri generali delle modalità attuative del lavoro agile e del lavoro da remoto (art. 17, c. 6, lett. i).

·         I criteri per il conferimento e la revoca degli incarichi al personale dell’Area EP e delle posizioni organizzative (art. 17, c. 6, lett. e, k).

·         Le linee generali dei piani per la formazione del personale (art. 17, c. 6, lett. g).

Analisi delle Differenze Economiche

Il CCNL 2022-2024 introduce importanti novità economiche per il personale del comparto, che si aggiungono e aggiornano quanto previsto dal CCNL 18/01/2024.

1. Incrementi degli Stipendi Tabellari


Il CCNL 2022-2024 dispone nuovi aumenti degli stipendi tabellari per il personale di tutti i settori del comparto, con decorrenza dal 1° gennaio 2024.

·         Sezione Scuola: L’art. 12 stabilisce gli incrementi mensili lordi indicati nella Tabella A1 e ridetermina i valori annui nella Tabella A2.

·         Sezione Università: L’art. 18 definisce gli incrementi mensili lordi riportati nella Tabella B1, con i nuovi valori annui consolidati nella Tabella B2.

Questi incrementi sono comprensivi delle anticipazioni già erogate per gli anni 2022 e 2023 ai sensi della normativa vigente.

2. Incrementi delle Indennità Fisse


Il nuovo contratto prevede anche un aumento delle indennità fisse e continuative.

·         Sezione Scuola: L’art. 14 incrementa la Retribuzione Professionale Docenti (RPD), il Compenso Individuale Accessorio (CIA) per il personale ATA e l’indennità di direzione per i DSGA, come specificato nelle Tabelle A3, A4 e A5.

·         Sezione Università: L’art. 20 aumenta l’Indennità di Ateneo per tutto il personale tecnico-amministrativo, secondo gli importi definiti nella Tabella B3.

3. Incremento dei Fondi per la Contrattazione Integrativa


Una novità economica rilevante del CCNL 2022-2024 è l’incremento delle risorse destinate alla contrattazione integrativa per il personale universitario.

·         L’art. 21 incrementa il “Fondo risorse decentrate personale delle Aree Operatori, Collaboratori e Funzionari”.

·         L’art. 22 incrementa il “Fondo risorse decentrate personale dell’Area EP”.

Questi aumenti forniscono maggiori risorse per finanziare la performance, le indennità e le progressioni economiche a livello di singolo ateneo.

4. Erogazione Una Tantum


L’art. 16 del CCNL 2022-2024 prevede l’erogazione di un importo una tantum al personale in servizio, commisurato alla retribuzione tabellare, a copertura del periodo di vacanza contrattuale dal 1° gennaio 2022 alla data di entrata in vigore del contratto.

5. Effetti dei Nuovi Stipendi


Entrambi i contratti contengono una clausola di salvaguardia (art. 114 del CCNL 18/01/2024 e artt. 13 e 19 del CCNL 22-24) che stabilisce come gli incrementi stipendiali abbiano effetto su tutti gli istituti economici collegati, quali la tredicesima mensilità, il trattamento di fine rapporto (TFR), l’indennità di preavviso e i trattamenti previdenziali. Questo rappresenta un elemento di continuità nella disciplina contrattuale.

CCNL Istruzione e Ricerca 2022-2024

Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro
del Comparto
ISTRUZIONE E RICERCA
Triennio 2022-2024


Ipotesi Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del Comparto ISTRUZIONE E RICERCA
Triennio 2022-2024

CCNL 2022-2024 Comparto istruzione e ricerca

CCNL Istruzione e Ricerca 2022-2024
ARAN, 23 dicembre 2025


Il 23 dicembre 2025 le organizzazioni sindacali sottoscrivono definitivamente il CCNL comparto Istruzione e Ricerca relativo al triennio 2022-2024.

“Con la firma definitiva oggi del CCNL del Comparto Istruzione e ricerca per il triennio 2022-2024 manteniamo la promessa di una rapida chiusura anche di questo secondo triennio di contrattazione.
Con questo importante passaggio, grazie al grande lavoro svolto, al personale della Scuola arriveranno, con il nuovo anno, aumenti di 150 euro al mese per i docenti e 110 euro al mese per gli ATA nonché arretrati pari, rispettivamente, a 1.948 e 1.427 euro. Peraltro, grazie alle risorse recuperate nel bilancio ministeriali, docenti e ATA riceveranno anche l’una tantum aggiuntiva pari a 149 e 109 euro per ciascuna delle due categorie.

E il nostro impegno non termina oggi bensì prosegue con determinazione per la veloce chiusura anche del CCNL 2025-2027. A tale riguardo abbiamo già trasmesso la nostra proposta di Atto di indirizzo. Il nostro auspicio è che entro gennaio possano essere assicurati aumenti ed arretrati”. Così ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.


Le Sezioni riunite della Corte dei conti hanno certificato positivamente l’ipotesi per il triennio 2022-2024 firmato il 5 novembre presso l’ARAN da FSUR CISL, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal, GILDA Unams e ANIEF.


Firmata da FSUR CISL, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal, GILDA Unams e ANIEF, il 5 novembre, all’ARAN, l’Ipotesi CCNL Istruzione e Ricerca 2022-2024.


“È stato siglato il contratto 2022-2024 per il personale scolastico. È un risultato storico: per la prima volta nella scuola italiana garantiamo continuità contrattuale e ci sono tutte le premesse per chiudere il più presto possibile anche quello del triennio 2025-2027. Con la firma di quest’ultimo si raggiungerebbe un traguardo senza precedenti: tre contratti sottoscritti durante il mandato di un solo Governo”, ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

Dopo anni di blocco, il Ministro ha rivendicato la centralità restituita al personale scolastico: “Gli stipendi erano fermi da molti anni, dal 2009 al 2018, sotto diversi Governi. Oggi diamo rispetto e dignità a chi lavora per l’istruzione dei nostri giovani. Con i contratti 2019-2021 e 2022-2024 gli aumenti medi sono stati, rispettivamente, di 123 e 150 euro per i docenti, 89 e 110 euro per il personale ATA. Con il 2025-2027, quando sarà firmato anche questo contratto, arriveremo, compresi i relativi arretrati, a un totale di 416 euro lordi mensili in più per gli insegnanti e 303 euro in più per il personale ATA”.

Grazie alla gestione oculata delle risorse del MIM, per il contratto 2022-2024, sono stati stanziati inoltre 240 milioni di euro di provenienza ministeriale, che consentiranno di riconoscere, con la firma oggi del CCNL del triennio, anche una “una tantum” per docenti e ATA. La firma del CCNL 2022-24 determina altresì arretrati di 1.948 euro per i docenti e 1.427 per il personale ATA, che insieme agli arretrati del prossimo contratto 2025-2027 arriveranno a circa 2.500 euro per i docenti e di oltre 1.830 per il personale ATA.

A questo si aggiungono ulteriori misure economiche: nella legge di bilancio sono stati stanziati, infatti, 170 milioni di euro, per la detassazione del salario accessorio, pari a 140 euro quale ulteriore “una tantum” per il personale scolastico. Inoltre, il taglio del cuneo fiscale consentirà un incremento stipendiale fino a 850 euro all’anno per la maggior parte dei docenti. Aumenta anche il bonus mensile per le lavoratrici madri, portato a 60 euro al mese.

Valditara sottolinea, infine, l’importanza della nuova politica di welfare introdotta per la scuola: “Da gennaio 2026 partirà, poi, un’assicurazione sanitaria che ho fortemente voluto, con rimborsi fino a 3.000 euro l’anno, che si aggiunge alla copertura assicurativa contro gli infortuni sul lavoro, che invece prima del nostro intervento gravava sui lavoratori. Nonostante i 40 miliardi di euro di oneri per il Superbonus legato alle ristrutturazioni edilizie, che pesano sul bilancio dello Stato, siamo riusciti a investire sulla scuola. Andiamo avanti nella valorizzazione del personale scolastico: crediamo nella necessità di dare più soldi in busta paga e più tutele a chi lavora ogni giorno per il futuro dei nostri figli”, ha concluso il Ministro.
 

Il video

Ipotesi CCNI (10.7.2025)

CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE INTEGRATIVO CONCERNENTE LE UTILIZZAZIONI E LE ASSEGNAZIONI PROVVISORIE DEL PERSONALE DOCENTE, EDUCATIVO ED A.T.A. PER GLI ANNI SCOLASTICI 2025/26, 2026/27 e 2027/28.

CCNL Dirigenti Area “Istruzione e Ricerca” 2019 – 2021

Il 7 agosto il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per l’Area della dirigenza scolastica relativo al triennio 2019/21 è stato sottoscritto, presso l’ARAN, in via definitiva.

Dando piena attuazione all’Atto di indirizzo predisposto sulla base delle indicazioni formulate dal Ministro, il nuovo CCNL prevede aumenti stipendiali di 260 euro mensili con le risorse ordinarie, di cui 195 euro per la componente fissa della retribuzione (stipendio tabellare e posizione fissa), e introduce significativi incrementi del fondo nazionale unico per la retribuzione di posizione e di risultato dei dirigenti scolastici.

Tra le novità, il riconoscimento della parte variabile della retribuzione di posizione come materia di contrattazione integrativa nazionale, maggiori possibilità di mobilità interregionale fino al 60% dei posti annualmente vacanti e disponibili, importanti misure di welfare integrativo, regolazione del lavoro agile, affiancamento dei dirigenti scolastici affidato a colleghi esperti, estensione di particolari forme di congedo, in particolare per i genitori e per le donne vittime di violenza.

Si tratta di un significativo passo avanti per il settore dell’istruzione. È un accordo”, dichiara il Ministro Valditara, “che dimostra il nostro impegno nel riconoscere e valorizzare il ruolo fondamentale dei dirigenti scolastici nel nostro Paese. Con queste misure, puntiamo a migliorare le condizioni di lavoro e a sostenere il percorso di piena equiparazione economica della dirigenza scolastica con la restante dirigenza pubblica”.

CCNL (ARAN, 7.8.24)
Dirigenti Area Istruzione e ricerca – Triennio 2019-2021


Ipotesi CCNL (ARAN, 13 marzo 2024)
Dirigenti Area Istruzione e ricerca – Triennio 2019-2021

Il 13 marzo è stato sottoscritto, tra l’ARAN e le Organizzazioni Sindacali della dirigenza scolastica, l’ipotesi del CCNL 2019 – 2021 dell’Area “Istruzione e Ricerca”.

Il nuovo contratto riconosce alla categoria dei Dirigenti scolastici un significativo miglioramento del livello retributivo e interviene su diversi istituti contrattuali che porteranno ad una ricaduta positiva e attesa dalla categoria.

Grazie alla volontà manifestata dal Ministro con la nota inviata al Ministro per la Pubblica Amministrazione al fine della predisposizione dell’Atto di indirizzo, è stato possibile ottenere i risultati attesi da anni dai Dirigenti scolastici, proseguendo così un percorso di valorizzazione della figura del Dirigente scolastico, avviata dal Ministero dell’istruzione e del merito in occasione della sottoscrizione del CCNI per l’individuazione delle fasce di complessità, dei criteri di riparto e d’impiego della risorsa costituente il Fondo unico nazionale (FUN), tra quota destinata alla retribuzione di posizione e quota destinata alla retribuzione di risultato, per l’a.s. 2023/2024.

In particolare, Il nuovo contratto potrà consentire di riconoscere aumenti medi del 3,78%, parte dei quali sono stati destinati alla retribuzione di risultato. Il Ministero potrà, inoltre, riconoscere ulteriori incrementi per i dirigenti scolastici utilizzando specifiche ed ulteriori risorse destinate dalla legislazione vigente.

L’ipotesi di contratto prevede i seguenti aumenti mensili:

dal 1° gennaio 2019 di € 84,00
rideterminato dal 1° gennaio 2020 in € 130,00
rideterminato dal 1° gennaio 2021 in € 135,00
Il nuovo valore a regime annuo lordo per 13 mensilità dello stipendio tabellare è rideterminato, pertanto, da €. 45.260,73 in € 47.015,73.

Il valore della retribuzione di posizione parte fissa, con relativi oneri a carico del FUN, è incrementato a decorrere dal 1° gennaio 2021 di € 60,00 mensili lordi per 13 mensilità e, dunque, è rideterminato in € 13.345,11.

L’ipotesi di contratto sottoscritta, inoltre, è intervenuta su diversi istituti contrattuali nel senso auspicato dalla categoria, in particolare, rivedendo la materia della mobilità interregionale portando la percentuale dei posti disponibili annualmente per tale finalità dal 30% al 60%, fatta salva la capacità assunzionale e, dunque, i contingenti dei posti regionali messi a concorso.

È stata introdotta anche la figura del mentor, un dirigente o professionista esperto che potrà supportare ed affiancare i dirigenti scolastici neoassunti nella fase iniziale del servizio.

CCNL (ARAN, 7.8.24)

Il 7 agosto 2024 l’A.Ra.N. e le Organizzazioni e Confederazioni sindacali rappresentative dell’Area Istruzione e ricerca hanno firmato il CCNL per il personale dirigente dell’Area Istruzione e ricerca relativo al triennio 2019-2021.