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Accordo sulle norme di garanzia per gli scioperi

Garantire i servizi essenziali e contemperare diritto allo sciopero e diritto all’istruzione. Su questi presupposti, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN) ha sottoscritto il 2 dicembre 2020, con le Organizzazioni sindacali, l’Accordo sulle norme di garanzia dei servizi pubblici essenziali e sulle procedure di conciliazione in caso di sciopero del personale del Comparto Istruzione e Ricerca.

L’Accordo viene applicato a tutto il personale scolastico, esclusi i dirigenti, e attua le disposizioni della legge 146 del 12 giugno 1990 in materia di servizi pubblici essenziali. Nella scuola, vengono considerati essenziali i servizi che garantiscono il funzionamento degli asili nido, delle scuole dell’infanzia e primaria, lo svolgimento degli scrutini finali e degli Esami finali e di idoneità, l’igiene e, più in generale, le attività assistenziali a tutela dell’integrità fisica delle persone, il buon funzionamento degli edifici scolastici.

L’Accordo precisa i criteri generali per la definizione dei contingenti del personale docente, educativo e ATA necessari per assicurare il funzionamento. Un successivo Protocollo d’intesa, da definire presso ogni Istituto, stabilirà il numero dei lavoratori interessati e le regole per la loro individuazione, preliminarmente sulla base della volontarietà e della rotazione.

In caso di sciopero, i dirigenti scolastici inviteranno il personale a comunicare in forma scritta, anche via e-mail, entro il quarto giorno dalla proclamazione, la propria intenzione di aderire alla mobilitazione, di non aderirvi o di non aver ancora maturato una decisione al riguardo. La dichiarazione di adesione è irrevocabile e pertanto l’istituzione scolastica sarà in grado di comunicare alle famiglie, almeno cinque giorni prima dell’inizio dello sciopero, le principali informazioni e le percentuali di adesione nelle precedenti astensioni, l’elenco dei servizi che saranno comunque garantiti e di quelli di cui si prevede l’erogazione.

L’intesa inoltre disciplina le modalità e i tempi di indizione dello sciopero, che deve avvenire con un preavviso non inferiore a dieci giorni, le modalità di attuazione, circoscrivendo il numero di ore annue di astensione dal lavoro, al fine di assicurare il diritto all’istruzione e all’attività educativa, e le procedure di raffreddamento e di conciliazione.

L’Accordo è stato posto alla valutazione di idoneità da parte della Commissione di Garanzia.

L’anomalo CCNI sulla didattica digitale

Francesco G. Nuzzaci

1. Inopinato esito di una fugace informativa ministeriale resa nell’ultima decade di ottobre, giusto a cinque mesi di distanza dalla previsione della legge n. 41 del 6 giugno 2020, di conversione del decreto legge 22/2020 con modifiche, si è proceduto alla stipula dell’ipotesi di Contratto collettivo nazionale integrativo, sottoscritta da CISL Scuola, ANIEF e successivamente da FLC CGIL, così superandosi la soglia del 50% di rappresentatività, ancorché esplicitamente prescritta solo per il CCNL. Pertanto può ragionevolmente supporsi il positivo controllo da parte dei competenti organi, pur residuando qualche dubbio sulla legittimazione dell’ANIEF perché non firmataria del CCNL, che costituisce il presupposto giuridico alla sottoscrizione di ogni accordo integrativo.

Dopo di che la didattica in remoto sarà contrattualmente esigibile nella formula di didattica digitale integrata (DDI), come definita nelle Linee guida allegate al D. M. n. 89 del 7 agosto 2020: sia che si affianchi alla didattica in presenza, sia che vi si debba ricorrere in esclusiva qualora quest’ultima dovesse sospendersi del tutto per l’aggravarsi della pandemia da coronavirus.

Il men che si può dire è che siamo in presenza di un contratto anomalo per la procedura seguita, oltre che obiettivamente riduttivo nei contenuti: un accordo a rate e da implementare in progress, secondo la UIL che non lo ha sottoscritto e propone un referendum per dare la parola ai lavoratori. Così come non lo hanno sottoscritto Gilda e SNALS.

E’ subito seguita una minuziosa nota – n. 1934 del 26 ottobre 2020 – del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione, ma contestata prima da CISL perché ritenuta in parte difforme da quanto convenuto e poi da FLC CGIL;  quindi corretta con l’ulteriore nota operativa n. 2002 del 9 novembre 2020 e infine aggiungendovisi una Dichiarazione congiunta delle parti sulle misure straordinarie da assumere per sostenere le istituzioni scolastiche e il personale nell’emergenza sanitaria da Covid-19, “che non potevano trovare posto, per precisi vincoli normativi, nel testo contrattuale”: nella sostanza un’intesa politica, dunque scritta sulla cenere perché priva di qualsivoglia cogenza.

Quanto ai contenuti, essi – pur assemblando il combinato disposto del testo contrattuale, delle note ministeriali a un tempo interpretative e additive, le predette evanescenti dichiarazioni congiunte – non paiono avere colto il quid proprium della didattica digitale, restando fondamentalmente legati al paradigma delle prestazioni in presenza e nel contempo operando generici rinvii a leggi e regolamenti: in evidente contrasto con il consolidato principio che i contratti devono essere chiari, intelligibili, tendenzialmente autosufficienti e senza elementi di ambiguità interpretativa.

2. Negli otto articoli di cui il CCNI si compone e seguendone l’ordine, si legge che:

  • si può ricorrere alla DDI fino al perdurare dello stato di emergenza, in forma complementare o esclusiva, secondo le disposizioni delle inerenti Linee guida e nel rispetto della libertà d’insegnamento, delle competenze degli organi collegiali, dell’autonomia progettuale e organizzativa delle istituzioni scolastiche. Sarà svolta anche dal docente in quarantena o in isolamento fiduciario purché non in malattia certificata, esclusivamente per le proprie classi ove anch’esse poste in quarantena. Qualora invece possano esse svolgere attività in presenza, il docente renderà la sua prestazione da remoto se sarà possibile garantire nella classe la compresenza con altri docenti non impegnati nelle attività didattiche previste dai quadri orari ordinamentali, comunque nel rispetto delle ore d’insegnamento e delle attività inerenti la funzione definite dal CCNL;
  • il docente utilizzerà gli strumenti informatici o tecnologici, propri o messi a sua disposizione, nel rispetto di quanto previsto dalle Linee guida sulla DDI, di cui al D. M. 26 giugno 2020, n. 39;
  • appartiene all’autonomia professionale e progettuale del docente la ripartizione dell’orario di lavoro contrattualmente codificato e, in base all’apposito piano delle attività deliberato dal Collegio dei docenti, tra prestazioni in modalità sincrona o asincrona o in presenza nei confronti del gruppo classe ovvero di gruppi circoscritti di alunni della classe, salvo il suo diritto alla c.d. disconnessione;
  • nell’esercizio della DDI dovrà rispettare le disposizioni di legge sulla privacy, secondo le informazioni in materia fornitegli dall’istituzione scolastica ed estese a studenti e famiglie, e intendendosi qui integralmente richiamato il documento congiunto del Ministero dell’istruzione e del Garante concernente la “Didattica digitale integrata e tutela della privacy: indicazioni generali”;
  • la rilevazione delle presenze, del personale così come degli allievi, è assicurata dall’utilizzo del registro elettronico;
  • la prestazione di lavoro in modalità DDI deve svolgersi in piena conformità con le norme vigenti in materia di ambiente, sicurezza e salute dei lavoratori, che prevedono informazione e formazione ai sensi degli articoli 36 e 37 del D. Lgs. 81/2008;
  • le istituzioni scolastiche attivano la necessaria formazione al personale docente sulla DDI in conformità alle previsioni del CCNL, assicurando uno specifico modulo obbligatorio sull’uso degli strumenti tecnologici necessari al suo svolgimento;
  • ai docenti in DDI sono garantiti tutti i diritti sindacali figuranti nel CCNL e leggi che li richiamano o li integrano, compresi i diritti di assemblea con le stesse procedure con cui si svolgono le attività didattiche a distanza.

Fuori sacco – tramite il creativo strumento delle note interpretative per adesione, con le quali un Capodipartimento evidentemente ritiene che debbano condursi le moderne relazioni sindacali – si aggiunge:

  • nel corso della lezione in DDI il docente può introdurre momenti di pausa anche in funzione delle capacità attentive degli alunni, e che non vanno recuperati;
  • la prestazione lavorativa in remoto può avvenire in sede diversa da quella scolastica, quindi anche nel proprio domicilio, e assicurando l’informativa alle RSU;
  • il docente in quarantena o in isolamento fiduciario e non in malattia certificata potrà svolgere la DDI “compatibilmente con le (sue) difficoltà organizzative personali o familiari, di cui la scuola dovrà farsi carico”.

Alla Dichiarazione congiunta è poi affidato il compito di:

  • impegnare il Ministero nel supporto ai docenti a tempo determinato nell’erogazione della DID, tutelandone la professionalità e agevolando il proficuo svolgimento del lavoro. Prosaicamente, farli accedere alla card per l’acquisto della strumentazione tecnologica e/o dei servizi di connettività;
  • aprire subito un confronto sul lavoro svolto in modalità agile da parte del personale tecnico, amministrativo e – con più di un elemento di criticità – ausiliario, nel cui ambito dovranno inserirsi e armonizzarsi le disposizioni dell’articolo 87 del decreto legge 18/2020, laddove prescrivono che i dipendenti delle pubbliche amministrazione cui il lavoro agile non può applicarsi (ad es. i collaboratori scolastici) devono obbligatoriamente fruire delle assenze tipiche come da CCNL e, una volta esaurite, esentati dagli obblighi di servizio ma a valere come servizio prestato a tutti gli effetti.

3. Se l’Amministrazione non avesse sprecato cinque mesi e si fosse determinata a correttamente intendere e praticare il sistema delle relazioni sindacali, si sarebbe potuto negoziare, in tempi distesi, un adeguato contratto integrativo organico e autoconsistente, salva la consueta clausola di chiusura con il richiamo delle disposizioni di legge a carattere imperativo; che andasse anche oltre l’emergenza pandemica per regolare la didattica digitale come naturale supporto e/o ausilio all’ordinaria didattica in presenza, quando – si spera il più presto possibile – si potrà tornare alla normalità.

E, con gli opportuni correttivi, ben si sarebbe potuto assumere come ancoraggio normativo il più ampio telelavoro introdotto nelle istituzioni scolastiche, benché in via sperimentale e mai attivato, dagli articoli 139-144 del CCNL  2006-2009.

Come abbiamo avuto modo di annotare in questa rivista lo scorso agosto (Quali relazioni sindacali sulla didattica a distanza nel persistente tempo del coronavirus?), una vera sequenza contrattuale avrebbe potuto e dovuto:

  • definire un progetto di didattica in digitale con gl’inerenti obiettivi assegnati, cui conseguono l’autonomia e la responsabilità di una tipica obbligazione di risultato, a differenza delle obbligazioni di mezzi dei liberi professionisti ma anche dei molto più garantiti ruoli impiegatizi;
  • assicurare ai docenti una postazione di lavoro installata a domicilio e collaudata a spese dell’istituzione scolastica, inclusi i costi di manutenzione e di gestione, congiuntamente all’attuazione della normativa sulla sicurezza (e sugli infortuni sul lavoro: il proprio domicilio è luogo di lavoro), sulle malattie professionali, sulla tutela della salute in genere. Dunque, piattaforme affidabili anche a protezione della privacy, con predisposizione di puntuali protocolli, sì da non rimettere le responsabilità in via esclusiva al singolo docente e ai dirigenti scolastici;
  • prevedere la distribuzione dell’orario di lavoro nell’arco della giornata a discrezione del dipendente in base alle attività da svolgere e con diritto alla disconnessione, ma ferma restando la sua disponibilità per comunicazioni di servizio secondo concordate modalità;
  • puntualizzare che per effetto dell’autonoma distribuzione del tempo di lavoro non sono in radice configurabili prestazioni supplementari, straordinarie, notturne o festive, né permessi brevi o altri istituti che importino riduzioni di orario;
  • garantire specifiche iniziative di formazione in itinere sulle innovazioni tecnologiche e processi di informatizzazione, afferenti alle nuove modalità con cui la didattica a distanza deve essere direttamente erogata;
  • prevedere la sottoscrizione a favore del lavoratore di polizze assicurative per la copertura dei rischi concernenti i danni alle attrezzature telematiche in dotazione, con l’esclusione di quelli derivanti da dolo o colpa grave e i danni a cose o persone, compresi i familiari, rivenienti dall’uso delle stesse attrezzature;
  • verificare le condizioni di lavoro e l’idoneità dell’ambiente in cui è effettuato all’inizio dell’attività e periodicamente, concordando con l’interessato i tempi e i modi di accesso al suo domicilio;
  • non da ultimo, definire gli standard qualitativi della prestazione e i termini con cui essa è apprezzata.

Comunque un contratto c’è, e non è poca cosa. Perché, pur con tutti i suoi limiti, pone – e impone – le coordinate che dovrebbero fugare il rischio di un libero fai-da-te, proprio della prima fase emergenziale e con conseguenti diffide in serie rivolte ai dirigenti scolastici.

Coordinate che, a cascata, ridefiniranno altresì il perimetro delle relazioni sindacali d’istituto ed entro le quali ogni dirigente dovrà agire le proprie funzioni organizzative e di gestione del rapporto di lavoro.

Nota 9 novembre 2020, AOODPIT 2002

Ministero dell’Istruzione
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione

ai Dirigenti Scolastici e ai Coordinatori Didattici delle istituzioni del sistema nazionale di istruzione
ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali
ai dirigenti titolari degli Uffici scolastici Regionali per l’Umbria, la Basilicata e il Molise
e, p.c., al Sovrintendente Scolastico per la Scuola in lingua italiana di Bolzano
all’Intendente Scolastico per la Scuola in lingua tedesca di Bolzano
all’Intendente Scolastico per la Scuola delle località ladine di Bolzano
al Dirigente del Dipartimento Istruzione e cultura per la Provincia di Trento
al Sovrintendente Scolastico per la Regione Valle D’Aosta

Oggetto: Ipotesi di Contratto sulla Didattica digitale integrata. Note operative.


Ipotesi di Contratto Collettivo Nazionale Integrativo

Modalità e i criteri sulla base dei quali erogare le prestazioni lavorative e gli adempimenti connessi resi dal personale docente del comparto “Istruzione e ricerca”, nella modalità a distanza, fino al perdurare dello stato di emergenza

Ipotesi CCNI (24.10.2020)

Ipotesi di Contratto Collettivo Nazionale Integrativo concernente le modalità e i criteri sulla base dei quali erogare le prestazioni lavorative e gli adempimenti connessi resi dal personale docente del comparto “Istruzione e ricerca”, nella modalità a distanza, fino al perdurare dello stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei ministri in data 31 gennaio 2020, dovuto al diffondersi del virus COVID-19, in base all’articolo 2, comma 3-ter, del decreto legge 22 aprile 2020, n. 22, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2020, n. 41, siglato il giorno 24/10/2020 in Roma, presso il Ministero dell’Istruzione in sede di negoziazione integrativa nazionale

Circolare Funzione Pubblica 24 luglio 2020, n. 3

Presidenza del Consiglio dei Ministri
MINISTERO PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Alle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, d.lgs. 165/2001

DFP 49124 – P

Oggetto: Indicazioni per il rientro in sicurezza sui luoghi di lavoro dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni.


Ipotesi CCNI (MIUR, 19.11.19)

Criteri generali di ripartizione delle risorse per la formazione del personale docente, educativo ed A.T.A. per gli anni scolastici relativi al triennio 2019/20, 2020/21, 2021/22

Intesa (MIUR, 1.10.19)


Scuola, siglata l’Intesa con le Organizzazioni sindacali
Il Ministro Fioramonti: “Dal primo settembre assumeremo circa 50.000 docenti di cui almeno 24.000 precari”

Questa sera al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) è stata siglata l’Intesa tra il Ministro Lorenzo Fioramonti e le Organizzazioni Sindacali rappresentative del comparto sul tema del reclutamento e del precariato della scuola.
“Al termine di una lunga e complessa trattativa – ha spiegato il Ministro Fioramonti – abbiamo siglato l’intesa con le Organizzazioni Sindacali della scuola per risolvere una questione lasciata irrisolta dal Governo precedente. A partire dal primo settembre assumeremo circa 50.000 docenti di cui almeno 24.000 precari con oltre 3 annualità di servizio. L’accordo – ha aggiunto il Ministro – dà un duro colpo al precariato, aiuta la scuola mettendo in cattedra i nuovi assunti dall’inizio dell’anno scolastico e riattiva i concorsi ordinari per tutti. Fornisce inoltre un’opportunità di formazione e abilitazione per gli idonei del concorso straordinario che i nostri figli troveranno il prossimo anno in classe e che potranno così migliorare la qualità del loro insegnamento”.
L’Intesa in particolare prevede un Decreto Legge per un concorso straordinario abilitante, da bandire contestualmente al concorso ordinario, per l’assunzione di almeno 24.000 docenti nella scuola secondaria di I e di II grado. Il concorso straordinario sarà riservato agli insegnanti che abbiano almeno 3 anni di anzianità pregressa nella scuola secondaria statale – anche sul sostegno – e dei quali uno nella classe di concorso per la quale concorrono. Supereranno il concorso gli aspiranti che ottengano una votazione minima di sette decimi in una prova scritta computer-based. I vincitori saranno immessi in ruolo a partire già da settembre 2020. Gli idonei non vincitori del concorso che abbiano un contratto di docenza in essere almeno sino al 30 giugno, potranno comunque abilitarsi all’insegnamento a seguito di un periodo di formazione universitaria e purché superino una ulteriore prova orale.
L’Accordo siglato oggi al MIUR stabilisce inoltre un concorso per DSGA (i Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi), riservato agli assistenti amministrativi di ruolo che abbiano svolto le funzioni superiori per almeno 3 anni negli ultimi 8, anche in deroga al requisito della laurea specifica richiesta per l’accesso dall’esterno.
L’Intesa prevede anche dei tavoli tecnici congiunti con le Organizzazioni Sindacali per la semplificazione amministrativa e per affrontare in generale le tematiche riguardanti il personale docente e ATA (Ausiliario, Tecnico e Amministrativo), i docenti diplomati magistrali e il rinnovo contrattuale.

Ipotesi di Contrattazione Collettiva Nazionale Integrativa (MIUR, 18.9.19)

Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca

COMPARTO ISTRUZIONE E RICERCA
SEZIONE ISTITUZIONI SCOLASTICHE ED EDUCATIVE

Individuazione dei criteri per la ripartizione, per l’anno scolastico 2019/2020, delle risorse finanziarie confluite in un unico fondo, denominato “Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa” e destinate a retribuire gli istituti contrattuali di cui agli articoli 9, 30, 33, 47, 62, 84, 86, 87e 104 del CCNL 2006/2009 del comparto scuola, come modificati dalle successive sequenze contrattuali (MOF) nonché le risorse indicate nell’articolo 1, comma 126, della legge 13 luglio 2015, n. 107, relative alla “Valorizzazione del personale docente” e nell’articolo 1 comma 592 della legge 27 dicembre 2017, n. 205 riguardante la “Valorizzazione della professionalità dei docenti”, come richiamati all’articolo 40 del CCNL 2016-2018 del Comparto Istruzione e Ricerca, sezione istituzioni scolastiche ed educative.

Contratto Area dirigenziale Istruzione e Ricerca

Il Contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al personale dell’area istruzione e ricerca per il Triennio 2016-2018 è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.168 del 19-07-2019

L’8 luglio 2019, alle ore 17,00, all’ARAN, le OO.SS. firmano il CCNL dell’area dirigenziale Istruzione e Ricerca per il triennio 2016-2018.

CCNL Area dirigenziale Istruzione e Ricerca 2016-2018


Il Consiglio dei Ministri, nel corso della riunione dell’11 giugno 2019, ha deliberato l’autorizzazione al Ministro per la pubblica amministrazione all’espressione del parere favorevole verso l’ipotesi di contratto collettivo nazionale di lavoro dell’Area istruzione e ricerca per il triennio 2016-2018, sottoscritta dall’ARAN e dalle confederazioni ed organizzazioni sindacali di categoria il 13 dicembre 2018 e relativo al personale dirigente con rapporto di lavoro a tempo indeterminato e a tempo determinato di cui all’art. 7, comma 4 del CCNQ per la definizione dei comparti di contrattazione e delle relative Aree dirigenziali del 13/7/2016.


Firmata il 13 dicembre 2018 l’ipotesi di CCNL dell’area dirigenziale Istruzione e Ricerca.


MIUR, Bussetti: “Firmato il nuovo contratto per dirigenti di scuole, università ed enti di ricerca. Risultato importante e atteso da tempo”

Un nuovo contratto per 7.452 dirigenti scolastici e 353 dirigenti delle università e degli enti di ricerca, inclusi quelli andati in pensione tra il 2016 e il 2018.

La firma è avvenuta nella tarda serata di ieri all’ARAN. Si tratta del primo contratto della dirigenza che viene rinnovato.

“È un risultato di grande importanza – dichiara il Ministro Marco Bussetti -. Il nuovo contratto è stato, da subito, uno dei nostri obiettivi prioritari. Ritengo particolarmente importante che i dirigenti scolastici ottengano finalmente una retribuzione che li avvicina agli altri dirigenti dello Stato. Ringrazio anche i sindacati per il clima costruttivo in cui si è potuta svolgere la trattativa”.

Le novità
Per i dirigenti viene previsto un nuovo modello di relazioni sindacali, improntate a una partecipazione consapevole e al dialogo costruttivo e trasparente. Viene inoltre aggiornato il codice disciplinare, per tenere conto delle novità legislative intervenute in questi anni e per una migliore tutela degli studenti e della corretta funzionalità dei servizi.

I dirigenti scolastici, per la prima volta da quando, nel 1998, ne fu istituita la figura, ottengono l’equiparazione stipendiale con gli altri dirigenti statali.


Il 13 e 26 settembre, l’8, 11, 18 e 30 ottobre, il 15 e 28 novembre, il 12 e 13 dicembre 2018 proseguono le trattative presso l’ARAN per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro dell’Area dirigenziale Istruzione e Ricerca per il triennio 2016-2018.


Il 24 luglio 2018 le OO.SS. sono invitate presso l’ARAN per la seconda riunione del tavolo negoziale per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro dell’Area dirigenziale Istruzione e Ricerca per il triennio 2016-2018.


Il 14 maggio 2018 le OO.SS. sono invitate presso l’ARAN per l’apertura delle trattative per il rinnovo contrattuale dell’Area dirigenziale Istruzione e Ricerca per il triennio 2016-2018.

Contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al personale dell’area istruzione e ricerca – Triennio 2016-2018

AGENZIA PER LA RAPPRESENTANZA NEGOZIALE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI

COMUNICATO  

(GU Serie Generale n.168 del 19-07-2019)

CCNL Area dirigenziale Istruzione e Ricerca 2016-2018 (Aran, 8.7.2019)

Ipotesi Contratto Collettivo Nazionale Integrativo (MIUR, 12.6.19)

Utilizzazioni ed Assegnazioni provvisorie del Personale Docente, Educativo ed A.T.A. per gli anni scolastici 2019/20, 2020/21 e 2021/22