Archivi categoria: Sindacale

Dati di adesione Sciopero 8 marzo 2019

Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca
Ufficio di Gabinetto

COMPARTO ISTRUZIONE E RICERCA

8 marzo 2019

Sciopero  generale nazionale del personale dirigente, docente ed ata indetto da SLAI per il sindacato di classe, Usi (fondata nel 1812 – sede di Roma), Usi Surf, Usb, Usb PI e Usb LavoroPrivato, Usi (sede di Parma), Cobas Scuola, Anief, Cub, Sbg, Flc Cgil Roma e Lazio

Dati di adesione

Sul sito del Dipartimento Funzione Pubblica sono stati pubblicati i dati di adesione allo sciopero  che hanno riguardato tutte le istituzioni scolastiche/educative interessate (es. quelle all’estero, e/o di Trento, e/o di Bolzano, e/o comunali, etc..)  oltre le scuole statali.

(http://www.funzionepubblica.gov.it/articolo/dipartimento/14-03-2019/dati-di-adesione-allo-sciopero-generale-dell%E2%80%998-marzo-2019)

Per quanto concerne le sole istituzioni scolastiche statali, sulla base dei dati di adesione inseriti dalle istituzioni scolastiche mediante il programma di acquisizione presente sul portale SIDI, si evidenzia che:

  • le scuole che hanno comunicato i dati di adesione sono state 7.015    su un totale di 8.292 (84,6%);
  • 15.156 sono statigli aderenti allo sciopero, cioè l’1,68%  delle  900.648 unità di personale tenute al servizio. Questo numero non comprende le 83.324 unità di personale assente per altri motivi (es: giorno libero, malattia, ferie, permesso, etc…).

Costruire comunità, generare autonomia

35° Congresso nazionale DiSAL
28 – 29 – 30 marzo 2019    –  MILANO 

“Costruire comunità, generare autonomia. Dalla responsabilità personale alla corresponsabilità professionale”

Si svolgerà a Milano nei giorni 28 – 29 – 30 marzo 2019 il 35° Convegno nazionale di DiSAL, al quale parteciperanno Dirigenti scolasticiResponsabili di direzione, Direttori della Formazione Professionale,  Figure di Staff, Docenti vicari e Direttori amministrativi delle scuole statali e paritarie di ogni ordine e grado, con rappresentanti degli USR, degli AST, Dirigenti Tecnici ,  nonché a Responsabili istruzione e formazione degli Enti locali.  

Provenienti da ogni regione e dall’estero, i partecipanti si confronteranno su di un tema ricco o propositivo: Costruire comunità, generare autonomia. Dalla responsabilità personale alla corresponsabilità professionale: al centro dell’appuntamento cultura, responsabilità e competenze per una nuova dirigenza.

Il Convegno nazionale DiSAL 2019 intende mettere a tema il grande patrimonio di energie che le scuole sanno mobilitare per rispondere alla crisi culturale del sistema scolastico e del nostro tempo: domande, emergenze, nuovi segni, aperture dei soggetti educativi del territorio. Ciò al fine di individuare linee di azione, priorità, prospettive e modelli capaci di suscitare le forze di vita e di conoscenza dei giovani e della comunità e di contribuire al rinnovamento della direzione delle scuole.

“La direzione educativa di una scuola richiede in chi la dirige – afferma Ezio Delfino presidente nazionale DiSAL  – la tensione a conoscere la realtà delle persone con cui si lavora, le caratteristiche degli studenti e il contesto in cui si opera. Il dirigente scolastico è chiamato a verificare che l’originalità del proprio contributo professionale, anche attraverso una capacità espressiva, organizzativa e culturale, si fondi innanzitutto sul riconoscere, interpretare ed assecondare questa realtà secondo un fine generativo”

Una direzione autentica e consapevole di una scuola implica, in questa prospettiva, la tensione a far crescere e sostenere la corresponsabilità dei soggetti che la costruiscono quotidianamente: un modo originalmente e culturalmente nuovo di concepire la collegialità e la corresponsabilità educativa.

È in questo protagonismo comunitario consapevole che può essere rilanciata l’idea di autonomia scolastica, non come decentramento funzionale, ma come espressione di spazi di libertà con la quale i diversi soggetti fanno didattica, ricerca e innovazione  a servizio della comunità sociale. Il Convegno sarà arricchito da presentazioni di esperienze di dirigenti scolastici di scuole statali e paritarie che realizzano modelli di autonomia. AI lavori del Convegno partecipano, tra gli altri, Massimo Recalcati, psicoanalista e docente universitario, Dario Nicoli sociologo dell’organizzazione dell’Università S. Cuore di Brescia, Fabio Pruneri,  docente di Storia dell’educazione – Università di Sassari, Stefano Gheno, docente Gestione risorse umane – Università S. Cuore di Milano. “A 20 anni dalla pubblicazione del DPR 275 del 1999 – puntualizza Ezio Delfino – risulta sempre più urgente ripercorrere (e ritrovare) l’autonomia delle istituzioni scolastiche come dimensione e strumentoindispensabile per realizzare la piena responsabilità dei soggetti che le costruiscono. Sul tema dell’autonomi scolastica è prevista una tavola rotonda cui parteciperanno Luigi Berlinguer, politico ed accademico, Francesco Profumo, presidente della Compagnia di Sanpaolo di Torino, Lorenza Violini, docente Diritto costituzionale all’Università Statale di Milano. 

Il Convegno rappresenta l’occasione per un rilancio, culturalmente fondato, dell’autonomia delle scuole e dell’associazionismo professionale, dimensioni necessarie al protagonismo dei soggetti e ad un’autentica libertà di educazione.

Sciopero per il clima

Sciopero per il clima: FLC CGIL sostiene le manifestazioni del 15 marzo. Il ministro Bussetti ci ripensi e ascolti il grido d’allarme degli studenti

La FLC CGIL sostiene le manifestazioni che avranno luogo in tutta Italia venerdì 15 marzo e sarà accanto a studentesse e studenti che daranno vita allo sciopero previsto nell’ambito della campagna
internazionale Fridays for future.

“La sfida delle studentesse e degli studenti del mondo” afferma Francesco Sinopoli, segretario generale della FLC CGIL “non può lasciarci indifferenti, poiché ci richiama alla responsabilità di fronte alla Terra e di fronte al destino dell’umanità. La Cgil ha dedicato alla necessità di un nuovo modello di sviluppo ampie riflessioni in questi anni, e parte del suo ultimo Congresso. E come FLC CGIL abbiamo avanzato elaborazioni e proposte, di natura educativa e culturale, su come il sistema dell’istruzione deve farsi carico della divulgazione di una mentalità ecologica collettiva. Per questo apprezziamo la decisione di tanti Stati di aderire allo sciopero delle scuole di venerdì e di sostenere la legittima battaglia di studentesse e studenti, così come apprezziamo l’intervento del Presidente Mattarella, che chiama in causa i poteri pubblici”.

“Al contrario – aggiunge Sinopoli – assistiamo con amarezza a quanto è accaduto in Italia, dove il ministro dell’Istruzione Bussetti ad una precisa domanda sullo sciopero delle scuole di venerdì ha liquidato la faccenda in modo del tutto burocratico: ‘le lezioni si svolgeranno regolarmente’. E invece no, signor ministro. Mai come questa volta lo sciopero e le rivendicazioni di studentesse e studenti hanno una straordinaria valenza educativa, contengono un significativo messaggio per l’intera società e soprattutto per gli adulti, lanciano un grido d’allarme ai potenti, e ai ministri come Lei, per assumere consapevolezza sui danni provocati dal cambiamento climatico. Al mondo della scuola, ai e alle docenti, al personale, signor ministro, va data la possibilità di partecipare ad uno sciopero condiviso dalle scuole di ogni ordine e grado di decine di Paesi del mondo e della civile Europa. Altrimenti, signor ministro, si corre il rischio di tramettere una sensazione di sordità, cecità e indifferenza da parte del suo dicastero, finendo per deludere ancora di più le aspettative dei nostri studenti. Ci ripensi, e dia l’opportunità a chiunque lo voglia di partecipare allo sciopero sul clima senza subire penose conseguenze”.

Infine, Sinopoli e la FLC auspicano che la campagna di mobilitazione abbia un suo seguito nel tempo. Per questo, la disponibilità dell’organizzazione dei lavoratori della conoscenza della Cgil resta massima. “Sapere e conoscenza, che sono a fondamento dell’istruzione, hanno di fronte una missione precisa, questa volta: creare le condizioni per un futuro amico del pianeta e dell’umanità. E tutte le istituzioni del sapere e della conoscenza ne sono ormai consapevoli. Ora è il
momento di agire”, conclude Sinopoli.

15 MARZO STUDENTI IN PIAZZA PER IL PIANETA

Il 15 marzo, come Rete degli Studenti Medi e Unione degli Universitari saremo nelle piazze con centinaia di migliaia di giovani in tutta Italia e in tutto il mondo, in adesione al movimento Fridays For Future: saremo a Roma alle 10:30, in Via dei Fori Imperiali, per un flash mob di avvio alla mobilitazione, e in tutta Italia scenderemo in piazza. 
Abbiamo bisogno di un impegno concreto e immediato da parte di tutti gli attori internazionali, a partire dal rispetto degli accordi di Parigi di riduzione delle emissioni di CO2. Ma questo non basterà: da Jair Bolsonaro a Donald Trump, l’avvento della destra estrema al potere sta ponendo come priorità il profitto rispetto alla tutela dei cittadini e dell’ambiente in cui vivono. 
“Anche qui in Italia, purtroppo, il Ministro dell’Istruzione ha invitato gli studenti ad “andare a scuola”, domani, il giorno della marcia globale per il clima. Una vergogna.” dichiara Giammarco Manfreda, Coordinatore Nazionale della Rete degli Studenti Medi.
Abbiamo bisogno di un cambiamento totale, paradigmatico, e quindi politico, economico e sociale: “chiediamo un modello di sviluppo diverso, ecologico, che non viva del ricatto tra salute, lavoro e ambiente, che abbia il coraggio di mettere al centro, insieme all’ ecosostenibilità, la democrazia, i diritti, la qualità della vita e del lavoro, la conoscenza a partire dalle giovani generazioni.” dichiara Enrico Gulluni, Coordinatore Nazionale dell’Unione degli Universitari.
“Vogliamo essere educati al cambiamento. Le scuole e le università devono essere epicentro della spinta alla tutela del nostro pianeta, educando le nuove generazioni ad un nuovo modo di abitare il pianeta. L’unico possibile.” dichiarano Gulluni e Manfreda.
Caro Bussetti, per stavolta decidiamo di non ascoltarti: non c’è un pianeta B.

NO ALLA DIDATTICA PER COMPETENZE

NO ALLA DIDATTICA PER COMPETENZE, ANNIENTA LA QUALITÀ DELLA SCUOLA
“La didattica per competenze, imposta dal Miur anche attraverso l’Esame di Stato, sta annientando la qualità della scuola italiana e sta sfornando giovani diplomati che non conoscono le discipline”. Ad affermarlo è Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, intervenendo in apertura del convegno nazionale “Fatica sprecata!”, organizzato dalla Gilda degli Insegnanti di Padova – Rovigo e dall’associazione Docenti Articolo 33, che si è svolto questa mattina nell’auditorium dell’ITIS “Francesco Severi” di Padova.  
Frank Furedi, professore emerito di Sociologia all’Università del Kent, riferendosi alla sua esperienza vissuta nelle scuole inglesi e statunitensi, ha constatato che lo scopo dell’istruzione è ormai diventato quello di impartire metodologie, concentrandosi sul saper fare e trascurando il sapere. “È assodato, invece, – ha sottolineato – che le conoscenze disciplinari sono fondamentali e che sempre lo saranno, nonostante gli apologeti del know-how sostengano che l’insegnamento del futuro sarà basato soltanto sulle competenze”.Furedi ha chiuso il suo intervento consigliando ai docenti presenti in platea di resistere a questa deriva coltivando sempre di più la passione per le proprie materie e approfondendone le conoscenze, così da trasmettere agli studenti un interesse vivo e sincero. 
Giovanni Carosotti, docente di Storia e Filosofia, ha evidenziato come il passaggio dalla scuola delle conoscenze a quella delle competenze sia un processo iniziato 20 anni fa con la riforma Berlinguer e proseguito, senza distinzione di colore politico, da tutti i governi che si sono succeduti. “Un processo il cui apice è rappresentato dall’abolizione della traccia di Storia dall’esame di Maturità che con un colpo di spugna cancella il rapporto tra passato e presente. Ad una programmazione orientata agli argomenti e non alle discipline, – ha esortato Carosotti – noi insegnanti abbiamo il diritto e il dovere di replicare ricordando e ricordandoci che il collegio dei docenti è sovrano. Non può esistere un metodo assoluto, bisogna lasciare al singolo insegnante la libertà di scegliere quello che la sua professionalità ritiene più adatto alle esigenze della classe”.
Secondo Roberta De Monticelli, professoressa di Filosofia della Persona all’Università Vita Salute-San Raffaele e direttrice del centro di ricerca Persona, “è sbagliato sostituire i valori dello sviluppo della personalità umana a quello dell’impiegabilità. Oggi la scuola ha ancora più bisogno di ieri dei principi fondanti dell’Umanesimo che non è eredità del lontano passato, ma è strettamente legato al presente. Nella scuola delle competenze c’è una drammatica assenza di un principio guida”.

EDUCAZIONE CIVICA

EDUCAZIONE CIVICA, GILDA ILLUSTRA PROPOSTE IN 7^ COMMISSIONE CAMERA

Nei vari progetti di legge sull’introduzione dell’Educazione civica tra le materie scolastiche mancano risorse aggiuntive significative in grado di far partire con il piede giusto un percorso strutturato. E così la Gilda degli Insegnanti, ascoltata questa mattina in audizione alla Camera dei Deputati, mette sul tavolo le sue proposte. 

Secondo l’associazione sindacale guidata da Rino Di Meglio, nella scuola secondaria di primo grado occorre prevedere 33 ore annuali da assegnare alla disciplina “Cittadinanza e Costituzione” in aggiunta all’orario curricolare esistente, affidandone l’insegnamento ai docenti dell’area storico-letteraria dopo un percorso formativo di almeno 10 ore.

Per il percorso liceale, in caso di mancanza dello studio del diritto e dell’economia del biennio, la Gilda ritiene necessario stabilire un monte ore aggiuntivo di 33 ore all’anno gestito dagli insegnanti afferenti all’area giuridica o a quella letteraria, storica e filosofica dopo un percorso formativo di almeno 10 ore.

Per gli istituti tecnici e professionali, dove invece è presente l’insegnamento del diritto e dell’economia nel biennio, bisogna sviluppare nel triennio percorsi interdisciplinari di approfondimento dei temi di diritto costituzionale e dell’Unione Europea che sono stati affrontati in maniera limitata nel biennio.

La Gilda degli Insegnanti ritiene inoltre necessario che sia reintrodotta formalmente la valutazione del comportamento degli studenti nella scuola secondaria attraverso l’attribuzione di un voto numerico con una soglia minima per l’ammissione alla classe successiva. Ciò consentirebbe di valorizzare la condotta all’interno della classe e il dialogo educativo.

“Bisogna finalmente normare a livello nazionale un percorso di apprendimento senza delegarlo a estemporanei progetti delle singole scuole o di rete o a ulteriori direttive o indicazioni del Miur – spiega la Gilda -. È auspicabile un confronto continuo con le organizzazioni sindacali nella definizione e nella stesura dei Regolamenti attuativi, così da superare le eventuali criticità che si presentassero nel raggiungimento degli obiettivi che si propongono i progetti di legge sull’introduzione dell’insegnamento di Educazione civica. Il confronto – ha concluso la delegazione sindacale – sarà indispensabile se non si vuole che questa lodevole iniziativa rimanga un’enunciazione di principi belli ma inattuati”.

Interrogazione dopo inchiesta L’Espresso

Interrogazione deputati Leu dopo inchiesta L’Espresso su viaggi/missione ministro Bussetti a Milano  nei week end
on. Nicola Fratoianni:  Vogliamo sapere dal premier Conte se intende intervenire
 per evitare in futuro queste furbizie

“Da un’inchiesta giornalistica abbiamo appreso che il ministro dell’istruzione  Bussetti, nei primi sei mesi di permanenza nel governo, da giugno a novembre 2018, ha effettuato 70 «viaggi di servizio» di cui 49 avevano come destinazione Milano, capoluogo vicino a dove abita tuttora il titolare del dicastero di Viale Trastevere. E tutti questi viaggi sono classificati come «missioni istituzionali», cioè a carico  del Ministero, la media è di otto viaggi al mese, due a settimana e  stranamente sono quasi sempre in prossimità dei week-end.  Nel mese di giugno 2018 i «viaggi istituzionali» del Ministro Bussetti a Milano sono stati  ben nove, otto a luglio, sette ad agosto, nove a settembre, dieci a ottobre e sei a novembre.”

E’ quanto si legge nell’interrogazione che il gruppo di Leu ha presentato al governo, primo firmatario Nicola Fratoianni.

“La vicenda sollevata da L’Espresso  nelle settimane scorse risulta imbarazzante per un governo  – prosegue il segretario nazionale di Sinistra Italiana – che ha fatto della lotta ai «furbetti» nella pubblica amministrazione una delle sue bandiere, dal momento che un ministro di quello stesso governo, per primo, utilizzerebbe la formula della «missione ministeriale» per effettuare in realtà viaggi verso casa.”

“Vogliamo sapere dal Presidente del Consiglio dei ministri cosa ne pensa di questa vicenda e quali iniziative intenda intraprendere per evitare in futuro il ripetersi di quelli che, ove confermati,  – conclude Fratoianni – rappresentano dei veri e propri episodi di malcostume che gettano discredito verso le istituzioni”

PRESTO STOP A TEST E PRIMO ANNO APERTO PER TRONCO SANITARIO

UNIVERSITÀ’, M5S: PRESTO STOP A TEST E PRIMO ANNO APERTO PER TRONCO SANITARIO.  AUMENTANO POSTI A MEDICINA DEL 20%

Roma, 8 marzo – “Finalmente grazie al proficuo lavoro in commissione Cultura, siamo vicinissimi alla revisione del sistema di accesso alle facoltà a numero chiuso. Con la norma che abbiamo messo a punto presto ci auguriamo di superare la normativa attuale garantendo il primo anno di corso aperto a tutti attraverso un tronco sanitario comune costituito da alcune di quelle facoltà sanitarie e scientifiche dove oggi rimangono parcheggiati gli studenti in attesa di riprovare il test di medicina – si procederà quindi senza test di accesso –, e con un ampliamento del 20% dei posti per le facoltà di Medicina e Chirurgia”. Lo spiegano i deputati del MoVimento 5 Stelle Luigi Gallo, presidente della commissione Cultura, e Manuel Tuzi, relatore della proposta di legge a prima firma D’Uva sulla revisione delle modalità di accesso ai corsi universitari.
“A questo”, proseguono Gallo e Tuzi, “si aggiunge un ampliamento dei posti in tutte le facoltà scientifiche e non scientifiche, in cui sono presenti tirocini propedeutici o laboratori (ad esempio scienze della formazione o professioni sanitarie), ma con test nazionale”.“L’articolo 34 della Costituzione parla chiaro – riprendono i deputati –: ogni cittadino capace e meritevole ha il diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. In Italia questo non accade da vent’anni, perché non tutti possono accedere al corso di formazione prescelto, in quanto i posti disponibili sono limitati da un test che raramente premia davvero il merito. Riteniamo che questo sia un controsenso, considerando che il nostro Paese è penultimo in Europa per numero di laureati. Solo il 18 % della popolazione ha infatti una laurea, a fronte di un numero altissimo di giovani che desiderano la laurea ma che non hanno la fortuna di ‘entrare’ nelle nostre università”, concludono i deputati del MoVimento 5 Stelle.

Dati adesione Sciopero 27 febbraio 2019

Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca
Ufficio di Gabinetto

COMPARTO ISTRUZIONE E RICERCA

27 febbraio 2019

Sciopero del personale docente ed ata (esclusione DSGA FF) indetto da Unicobas Scuola e Anief

Dati di adesione

Sul sito del Dipartimento Funzione Pubblica sono stati pubblicati i dati di adesione allo sciopero  che hanno riguardato tutte le istituzioni scolastiche/educative interessate (es. quelle all’estero, e/o di Trento, e/o di Bolzano, e/o comunali, etc..)  oltre le scuole statali.

http://www.funzionepubblica.gov.it/articolo/dipartimento/07-03-2019/dati-di-adesione-allo-sciopero-del-27-febbraio-2019-del-personale

Per quanto concerne le sole istituzioni scolastiche statali, sulla base dei dati di adesione inseriti dalle istituzioni scolastiche mediante il programma di acquisizione presente sul portale SIDI, si evidenzia che:

  • le scuole che hanno comunicato i dati di adesione sono state 6.853   su un totale di 8.292 (82,65%);
  • 12.058 sono statigli aderenti allo sciopero, cioè l’1,33%  delle  905.196 unità di personale tenute al servizio. Questo numero non comprende le 74.886 unità di personale assente per altri motivi (es: giorno libero, malattia, ferie, permesso, etc…).

Caos vaccini

Caos vaccini
I dirigenti scolastici pretendono chiarezza

L’Associazione Nazionale Dirigenti scolastici non condivide la soluzione indicata dal vicepremier Salvini per rinviare la scadenza del 10 marzo, fissata nel Decreto Milleproroghe 2018, quale termine ultimo per la regolarizzazione delle posizioni dei bambini non vaccinati.
La motivazione addotta dal Ministro dell’Interno – “evitiamo traumi ai più piccoli” – in via di principio sarebbe condivisibile. I dirigenti scolastici sono i primi a sostenere che adottare un provvedimento di esclusione dalla frequenza potrebbe rappresentare per il bambino un inspiegabile cambiamento della sua routine quotidiana e della sua percezione del rapporto con i coetanei e le figure di riferimento. Ma nel contempo sarebbe anche per i dirigenti scolastici una decisione dolorosa e lacerante, in contrasto con i valori dell’accoglienza, dell’inclusione e del diritto allo studio per tutti, da sempre orizzonte culturale e sfondo pedagogico della scuola italiana.
Va ricordato che, secondo la legge attualmente in vigore, entro il prossimo 10 marzo i genitori dovrebbero esibire alle scuole la documentazione comprovante l’avvenuta vaccinazione ovvero l’esonero o ancora il differimento della stessa o, in ultima analisi, la presentazione della formale richiesta di vaccinazione all’ASL di riferimento.
La decisione di alcuni genitori di non regolarizzare la posizione dei propri figli entro la data prevista comporterà di fatto il determinarsi di una situazione di conflittualità con le scuole, che sono comunque investite della responsabilità di evitare il rischio di contagio per i bambini immuno-depressi o non vaccinabili.
L’ANDIS protesta perché ancora una volta i dirigenti scolastici sono lasciati soli a dirimere situazioni non disciplinate in modo chiaro e coerente dalle norme, atteso che le famiglie hanno avuto tutto il tempo per mettersi in regola.

Si auspica che il disegno di legge n. 770, all’esame della Commissione Igiene e Sanità del Senato, possa quanto prima regolamentare con chiarezza la materia dei vaccini e specificare in particolare:

le fattispecie in cui scatta l’esclusione temporanea dalla frequenza dell’alunno non vaccinato e l’autorità che è tenuta a disporre tale allontanamento;

le modalità per garantire la frequenza scolastica ai bambini immuno-depressi o non vaccinabili senza che essi siano esposti al rischio di contagio;

le modalità di frequenza degli alunni non vaccinati della scuola primaria per i quali sia stata già pagata la sanzione pecuniaria.
Fermo restando che lo Stato deve garantire a tutti i bambini, compresi i non vaccinati, il diritto allo studio e la tutela della salute, va comunque considerato che le attività della scuola dell’infanzia e primaria non possono essere organizzate sempre in ambienti separati per evitare il rischio di contagio agli immunodepressi: la scuola del I Ciclo è uno spazio privilegiato di socializzazione, in cui i bambini si ritrovano spesso insieme fuori dall’aula a svolgere attività laboratoriali e di gruppo, a giocare, a pranzare in mensa. Le classi aperte, la costituzione di gruppi di alunni provenienti da sezioni/classi diverse sono un’opportunità formativa prima ancora che una misura organizzativa, che trae origine dalle migliori concezioni pedagogiche ed esperienze educative degli ultimi quaranta anni.
Non accettiamo l’ennesimo aggravio di responsabilità nei confronti dei dirigenti scolastici, già fin troppo oberati da adempimenti burocratici di ogni genere, che sottraggono tempo ed energie all’esercizio della leadership per l’apprendimento, principale dimensione del profilo della dirigenza scolastica.
L’ANDIS ribadisce la necessità che lo Stato stabilisca norme, procedure e indicazioni chiare e univoche sulla delicata questione dei vaccini, che ncora una volta torna a compromettere la serenità e il clima delle cuole.
as
Ufficio stampa ANDIS

No alla regionalizzazione, rinnovo del contratto, lotta alla precarietà, situazione del personale ATA

Ampia unità dei sindacati sulle emergenze della scuola. Decisa la mobilitazione.
No alla regionalizzazione, rinnovo del contratto, lotta alla precarietà, situazione del personale ATA

Unite su obiettivi comuni le organizzazioni sindacali più rappresentative del mondo della scuola,
dell’università e della ricerca avviano una fase di iniziative organizzate insieme su temi diversi,
individuati come vere emergenze, a partire dalle azioni di contrasto alle ipotesi di regionalizzazione
del sistema scolastico. Flc CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal e Gilda Unams ritengono
che quella attuale sia una fase straordinaria e cruciale nella quale è indispensabile rilanciare con
forza la valenza strategica del sistema di istruzione, rivendicando significativi investimenti per la
valorizzazione delle professionalità e la stabilità del lavoro, condizioni necessarie per assicurare al
Paese una scuola di qualità. Obiettivi irrinunciabili da perseguire con un’azione incisiva e
determinata. Nei prossimi giorni verrà definito un piano dettagliato di iniziative di mobilitazione,
puntando a raccogliere il massimo di unità e compattezza della categoria.
Tante e di grande rilievo le questioni sul tappeto. In primo luogo i progetti di regionalizzazione del
sistema di istruzione, contro cui nelle scorse settimane sono scesi in campo sindacati e associazioni,
di diversa ispirazione, uniti nel rivendicare la salvaguardia del carattere unitario e nazionale del
sistema scolastico, come risorsa posta a garanzia del pieno esercizio dei diritti di cittadinanza indicati
nella Costituzione.
C’è un’emergenza salariale, affermano i segretari generali, che si trascina da tempo; trattamenti
economici inadeguati a riconoscere l’importanza e il valore del lavoro nei settori della conoscenza
determinano una situazione che vede il nostro Paese in pesante svantaggio rispetto alla media delle
retribuzioni europee, come attestato più volte da indagini e ricerche internazionali. Le scelte fatte
con la legge di stabilità per il 2019 negano ad oggi la possibilità di compiere, col rinnovo del
contratto, un passo significativo in direzione di un riallineamento retributivo alla media europea:
smentiti ancora una volta impegni e promesse, che non hanno alcuna credibilità se non trovano
riscontro in precise e concrete scelte di investimento.
Continua e si aggrava l’emergenza precariato. Il ricorso ai contratti di lavoro a tempo determinato
non si è affatto ridotto negli ultimi anni, nonostante ripetuti interventi legislativi in materia di
reclutamento. Occorrono soluzioni che consentano da subito la stabilizzazione dei rapporti precari
sia nell’area del personale docente che del personale ATA. Non è in gioco solo il diritto al lavoro di
tante persone, è la stessa regolarità del servizio che rischia ogni anno di essere compromessa.
Un’altra emergenza riguarda il personale ATA, costretto a carichi di lavoro crescenti e sempre più
gravosi, con organici inadeguati e ricorso abnorme, anche in questo settore, a contratti a termine.
Pesano norme che ostacolano o impediscono la sostituzione del personale quando si assenta, si
accumulano sugli uffici di segreterie incombenze di ogni genere, spesso senza adeguato supporto in
termini di strumentazione

Flc CGIL, CISL SCUOLA, UIL SCUOLA RUA, SNALS Confsal, GILDA UNAMS

Mobilità scuola 2019/2020

Mobilità scuola 2019/2020: comunicate le date per la presentazione delle domande

Illustrata ai sindacati la bozza di Ordinanza Ministeriale. Esaminati i diversi aspetti che è opportuno inserire nel testo per recepire le tante novità apportate con il nuovo contratto.

I sindacati scuola, a seguito della pre-intesa sottoscritta in data 31 dicembre 2018 ed in attesa di firmare in via definitiva il nuovo Ccni, hanno incontrato nel pomeriggio di martedì 5 marzo 2019, la Direzione Generale del Personale del Miur per esaminare la bozza della nuova Ordinanza ministeriale che darà avvio, a breve, alla presentazione delle domande di mobilità territoriale e professionale per il prossimo anno scolastico 2019-2020 da parte di tutto il personale docente, educativo ed Ata della scuola interessato. Nel corso dell’incontro sono stati esaminati i diversi aspetti che è opportuno inserire nella nuova OM per recepire le tante novità apportate con il nuovo contratto, ivi compresa la modulistica che dovrà essere predisposta da parte del Miur sia per la presentazione delle istanze online attraverso POLIS, che per le domande cartacee previste per la mobilità nei licei musicali.

La presentazione delle domande di mobilità in sintesi

Queste le scadenze che sono state previste nella “bozza” di OM illustrata ai sindacati.

Per la presentazione delle diverse domande.

  • Tutto il personale docente: dall’11 marzo al 5 aprile 2019
  • Personale educativo: dal 3 maggio al 28 maggio 2019
  • Personale Ata: dal 1° aprile al 26 aprile 2019

Personale docente

Termine ultimo per la comunicazione al SIDI delle domande di mobilità e dei posti disponibili: 25 maggio 2019.

Pubblicazione movimenti per tutti i gradi di scuola: 20 giugno 2019.

Mobilità professionale e territoriale verso le discipline specifiche dei licei musicali.

  • Presentazione delle domande cartacee ai sensi dei commi 2, 7 e 10 dell’art. 5 del Ccni: dal 12 marzo al 5 aprile 2019.
  • Comunicazione al SIDI dei posti disponibili: 4 maggio 2019.
  • Pubblicazione movimenti ai sensi commi 3 e 5 dell’art. 5: 13 maggio 2019
  • Pubblicazione movimenti ai sensi del comma 7 art. 5: 16 maggio 2019
  • Pubblicazione movimenti ai sensi dei commi 8 e 9 dell’art. 5: 20 maggio 2019
  • Pubblicazione movimenti ai sensi del comma 10 dell’art. 5: 23 maggio 2019

Personale educativo

  • Termine ultimo comunicazione SIDI delle domande e dei posti disponibili: 22 giugno 2019.
  • Pubblicazione movimenti: 10 luglio 2019.

Personale Ata

  • Termine ultimo comunicazione SIDI delle domande e dei posti disponibili: 6 giugno 2019.
  • Pubblicazione movimenti: 1° luglio 2019.

NB: tutte le suddette scadenze andranno verificate nei prossimi giorni alla luce dell’emanazione ufficiale dell’OM firmata dal Ministro

Nell’OM non ci sono altri aspetti problematici che necessitano di chiarimenti particolari, salvo l’aver recepito le altre novità introdotte con il nuovo Ccni (sulle preferenze, sul ripristino delle tre fasi, sul trattamento del personale in esubero, …).

Da segnalare, all’ultimo articolo 28 dell’OM, la correzione di alcuni refusi ed errori materiali presenti nel testo dell’ipotesi del Ccni sottoscritta alla data del 31 dicembre 2018.

Infine, tutti i sindacati presenti hanno lamentato il fatto che a causa delle inefficienze dell’INPS non sarà garantita la disponibilità degli ulteriori posti, in tutto 22.197, che si libereranno per le domande di pensione presentate entro il 28 febbraio scorso. Infatti, l’Inps si è impegnato a garantire la certificazione in tempo utile per la mobilità solo delle domande di pensionamento presentate a dicembre e non anche quelle presentate entro il 28 aprile (per effetto di quota 100 e non solo). Questo farà sì che non tutti i posti che si andranno effettivamente a liberare per i pensionamenti al 1° settembre 2019 potranno essere disponibili in tempo utile per le operazioni di mobilità per l’anno scolastico 2019-2010.

La FLC CGIL ha chiesto con forza che l’Amministrazione trovi tutte le soluzioni organizzative possibili perché non si procuri un danno alle persone che vogliono avvicinarsi a casa. A tal fine abbiamo chiesto che venga sin da ora spostata in avanti sia la data di acquisizione a SIDI delle disponibilità, che la data di pubblicazione dei trasferimenti e passaggi per tutto il personale.

AFFONDATO IL PORTFOLIO

AFFONDATO IL PORTFOLIO E SUE IMPLAUSIBILI APPENDICI: PREMIATA L’OSTINAZIONE DI DIRIGENTISCUOLA!

Prendendo a prestito un aforisma di Oscar Wilde, chi dice la verità prima o poi viene scoperto. Anche quando è accompagnata da un’assenza, che talvolta – questa volta – è risultata più acuta della presenza.

Il rifiuto di DIRIGENTISCUOLA di partecipare alla preannunciata stucchevole e indecorosa pantomima in replica nell’incontro tra Amministrazione e sindacati rappresentativi nell’area “Istruzione e Ricerca” del 4 marzo, contestualmente avendone rappresentato le ragioni all’una e agli altri in un’argomentata lettera, pare aver sortito un effetto prodigioso, compendiato nell’Accordo reso pubblico in mattinata, con cui la Direzione generale per gli ordinamenti del MIUR e  ANP-CISL-CGIL-UIL-SNALS si danno atto che:

– il procedimento di valutazione dei dirigenti scolastici anche per il corrente anno sarà privo di ricadute sulla retribuzione di risultato, che quindi continuerà necessariamente ad essere corrisposta con criteri di mero automatismo, parametrati sulla fascia di complessità dell’istituzione scolastica diretta;

– non appena completato il vaglio dell’ipotesi di CCNL d’area sottoscritta il 13 dicembre 2018 da parte dei competenti organi di controllo, e quindi stipulato il testo definitivo, si avvierà il previsto “confronto” per la definizione di una procedura conforme(?) alle disposizioni di legge;

– in questa fase transitoria, la partecipazione alla valutazione dei dirigenti scolastici è da intendersi non prescrittiva e quindi la mancata partecipazione esclude l’espressione della valutazione di prima istanza da parte dei nuclei nonché l’adozione di qualsiasi provvedimento di valutazione  finale da parte dei dirigenti degli uffici scolastici regionali.

Liberi, dunque, i colleghi che lo desiderino di partecipare a una “sperimentazione” già disconosciuta dal ministro Bussetti e che, con varianti lessicali, riedita i tanti caravanserragli dell’ultimo ventennio, tutti puntualmente abortiti.

Liberi di affastellare carte, di sottoporsi a colloqui con “esperti” di improvvisato conio e magari essere bacchettati nell’incessante percorso di un “miglioramento continuo” quali creature perennemente minorenni, perciò abbisognevoli di essere accompagnate mano nella mano sino alla soglia della quiescenza.

Ma chi non intenderà sottoporsi ad un’inutile molestia burocratica del tutto inconferente  e gratuitamente vessatoria, priva di qualsivoglia effetto che non sia quello di fungere da cavia per legittimare ruoli e funzioni altrui, non dovrà più temere di essere “schedato” e/o di subire eventuali ritorsioni.

Per parte nostra, nei – si spera – imminenti tavoli negoziali, ribadiremo la proposta di una valutazione dirigenziale appropriata, cioè “vera”: volta a verificare il grado di raggiungimento degli obiettivi formalizzati in modo preciso nel provvedimento d’incarico, unitamente ai comportamenti organizzativi attesi e al rispetto delle direttive dell’Amministrazione.

Insisteremo soprattutto per una valutazione dirigenziale “snella e maneggevole”, sul modello che si sta rivisitando per la valutazione dei dirigenti amministrativi e tecnici del medesimo datore di lavoro (il MIUR), con una–due schede corredate da una documentazione essenziale e liberamente allegabile dal valutando: il cui unico difetto è quello di funzionare!

Pretenderemo, in definitiva, una valutazione dirigenziale seria, non “disconnessa” – se positiva –  dalla retribuzione di risultato “significativamente differenziata” (come impone la legge) e di consistenza non inferiore a quella corrisposta ai dirigenti “normali” di pari fascia. Che richiede pertanto la disponibilità di adeguate risorse finanziarie in luogo della vergognosa mancia benevolmente sin qui elargita. E che sarà l’obiettivo irrinunciabile nella già in corso tornata contrattuale 2019-2021, congiuntamente al conseguimento della perequazione retributiva di parte variabile.

Tutto il resto sono chiacchiere. Solo assordanti chiacchiere.

VALUTAZIONE DS 2018/2019

NO EFFETTI ECONOMICI IN ATTESA DELLA REVISIONE SOSTANZIALE DELLA PROCEDURA

L’ANP ha partecipato oggi all’incontro presso il MIUR per discutere della valutazione dei dirigenti delle scuole relativa all’anno scolastico 2018/2019, durante il quale l’Amministrazione ha proposto alle organizzazioni sindacali presenti di sottoscrivere un’intesa: anche per quest’anno la procedura di valutazione non produrrà effetti sulla corresponsione della retribuzione di risultato.

L’ANP ha ribadito che una vera e seria valutazione non può prescindere dagli effetti economici, ma ha anche sottolineato che l’imminenza della sottoscrizione definitiva del primo CCNL dell’area istruzione e ricerca (triennio 2016-2018) impone un momento di seria riflessione sulle modalità in cui la valutazione ha preso forma nell’ultimo biennio e sulla portata dei suoi effetti: infatti l’art. 5 c. 3 lett. c dell’Ipotesi di CCNL sottoscritta il 13 dicembre 2018 prevede che i criteri generali della procedura di valutazione siano oggetto di confronto tra parte datoriale e parte sindacale.

Abbiamo deciso di aderire all’intesa che esclude qualsiasi ricaduta sulla corresponsione della retribuzione di risultato proprio in considerazione del fatto che i criteri per la procedura saranno rimessi alla relazione sindacale del confronto non appena il CCNL sarà definitivamente sottoscritto. Sarà infatti il confronto la sede più appropriata per contribuire in modo concreto ed efficace alla revisione completa della procedura di valutazione, che tante criticità ha denotato negli ultimi due anni. In quell’occasione l’ANP si impegnerà a garantire la coerenza del rapporto causale tra esito della valutazione e retribuzione di risultato. Vogliamo continuare a rappresentare, come abbiamo fatto partecipando all’odierno incontro, le istanze di tutti i colleghi che pretendono che la valutazione tenga in adeguata considerazione le condizioni di contesto in cui essi operano e che riguardi gli specifici campi di diretta attività dirigenziale.

L’ANP ha chiesto all’Amministrazione di avviare la relazione del confronto non appena il CCNL sarà sottoscritto in forma definitiva.

TFA SOSTEGNO

TFA SOSTEGNO, GILDA: SU COSTO E POSTI INGIUSTIZIA A DANNO DEI PRECARI

“In merito a distribuzione dei posti e costo dei TFA di sostegno si sta consumando l’ennesima ingiustizia sulla pelle dei precari”. Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, interviene sulla questione sollevata da numerosi docenti riguardo i corsi di specializzazione per ottenere l’abilitazione al sostegno.

“Gli aspiranti corsisti ci segnalano il paradosso per cui in regioni dove, a fronte di migliaia di cattedre vacanti di sostegno, sono stati banditi pochi posti mentre in altre regioni scarseggiano le cattedre da assegnare al sostegno ma abbondano i posti messi a disposizione dalle università. Ciò – rileva il coordinatore nazionale della Gilda – non fa che creare le premesse per ulteriori future migrazioni di docenti, con tutte le disastrose conseguenze che ne derivano”.

“A rendere ancora più assurda e grave la situazione – incalza Di Meglio – si aggiungono i costi esorbitanti fissati da alcuni atenei che chiedono un centinaio di euro per la partecipazione al test di accesso e circa tremila euro per chi supererà le varie prove. Noi riteniamo che il criterio di selezione non debba essere di certo quello economico e il Miur, in quanto ministero non solo dell’istruzione ma anche dell’università, farebbe bene a stabilire tariffe uniformi per tutti gli atenei, così da calmierare il mercato dell’offerta e rendere più democratico l’accesso ai TFA per il sostegno. Nella totale mancanza di programmazione da parte di viale Trastevere – conclude Di Meglio – si lascia campo libero a fenomeni di vera e propria speculazione economica”.