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27 SETTEMBRE SCIOPERO GENERALE

SCIOPERO GENERALE: LA SCUOLA CONTRO IL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Dal 20 al 27 Settembre in centinaia di nazioni sarà organizzata la Climate Action Week, un’intera settimana di mobilitazione per portare il tema della crisi climatica al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica mondiale.

A conclusione di questa settimana, il 27 Settembre, si terrà il 3° Global Strike For Future, durante il quale si riempiranno anche le piazze italiane per richiedere a gran voce una politica contro i cambiamenti climatici e in difesa dell’ambiente, più ambiziosa e radicale a livello globale, europeo e nazionale.

Il sindacato UNIcobas ritiene che il mondo dell’istruzione, in tutte le sue componenti, debba essere soggetto attivo nelle giornate di mobilitazione internazionale ed invita le lavoratrici ed i lavoratori della scuola, gli studenti e i loro famigliari a partecipare compatti al terzo sciopero globale:

• per mettere in discussione la visione del mondo dominante oggi, basata sul progresso lineare infinito, che considera il nostro pianeta un fondo inesauribile a cui attingere liberamente, fino a mettere in pericolo l’esistenza stessa del pianeta, come potrebbe accadere se solo la temperatura globale nel 2100 risultasse di oltre 2 gradi Celsius superiore a quella dell’era preindustriale
• per favorire lo sviluppo, tra le donne e gli uomini di buona volontà, di culture, sensibiltà e pratiche ambientali, per promuovere l’apprendimento di stili di vita e valori rispettosi dei limiti imposti dalla natura
• per abbandonare l’antropocentrismo improntato alla diseguaglianza e all’istinto predatorio, per abbracciare un biocentrismo egualitario ed autogestito che prenda spunto dal progetto di ecologia sociale del libertario Murray Bookchin
• per riconoscere che solo tramite la politica e l’azione collettiva si può cambiare il mondo, capovolgendo completamente la visione della vita basata sull’individualismo esasperato, imposta a livello globale con l’affermazione del neoliberismo
• per affermare, senza se e senza ma, che non può esistere alcun ambientalismo se non è accompagnato da una critica pratica al sistema capitalistico, causa prima dell’inquinamento da micro-plastiche, da idrocarburi ecc…, dello sfruttamento e della distruzione della natura che ci circonda
• per fare nostre le parole del sindacalista, ambientalista brasiliano Chico Mendes (ucciso poco più di trent’anni fa perché si opponeva alla devastazione della foresta amazzonica) il quale diceva che “l’ambientalismo senza lotta di classe è solo giardinaggio” … e noi non vogliamo andare in pensione, ma vogliamo continuare ad essere protagonisti della trasformazione dello stato presente delle cose!

Il Ministro vuole abolire il bonus merito

Fioramonti vuole abolire il bonus merito. USB Scuola: sarebbe anche ora!

Il ministro dell’istruzione Fioramonti ha dichiarato in un’intervista a radio Capital che il bonus merito andrebbe abolito, perché avrebbe addirittura l’effetto opposto rispetto a quello auspicato. Non servirebbe, secondo il nuovo responsabile di Viale Trastevere, incentivare quello che è già parte del dovere di ogni singolo docente, per ottenere dalla classe docente l’impegno dovuto.

Noi non possiamo che ribadire la correttezza delle nostre posizioni, mantenute ferme sin dall’introduzione della “Buona Scuola” nel 2015. Lanciammo allora una campagna intitolata “A tutti o non lo vogliamo” e da allora abbiamo sempre rifiutato il bonus premiale.

Lo abbiamo fatto perché non crediamo nella logica del merito e vale solo la pena sottolineare come sia ben difficile definire il merito in un contesto così complesso come quello dell’insegnamento/apprendimento. Quando è meritevole un insegnante? Se tutti i suoi allievi diventano persone di successo? Se hanno buoni risultati negli studi successivi? Se hanno una vita felice? E tutto questo accade grazie alla scuola? Grazie a quali docenti? O nonostante quali di essi? Se il docente in questione è disponibile a fare ore e ore di lavoro aggiuntivo, di tipo organizzativo e burocratico? Bastano queste poche domande retoriche per capire che stiamo parlando di qualcosa che non è misurabile con facilità, o forse non lo è per nulla, e tanto meno lo è da parte di un dirigente che non ha gli strumenti né la distanza necessaria per valutare il merito dei docenti con cui convive sotto lo stesso tetto per quasi tutto l’anno. D’altronde, come abbiamo sempre sostenuto, la scuola non è un’azienda: ha logiche completamente diverse.

La realtà è che il primo modo per motivare la classe docente è retribuirla in modo dignitoso e riconoscerle il fondamentale ruolo sociale di essere strumento di costruzione del futuro di un paese, di cui forma le nuove generazioni, consentendole di lavorare in contesti sicuri, attrezzati e accoglienti, con classi non troppo numerose e condizioni di lavoro stabili.

Non abbiamo mai creduto che la contrattazione del bonus, che i sindacati concertativi hanno sbandierato come una vittoria, possa e rappresentare una soluzione. Prima di tutto vengono contrattati solo i criteri di assegnazione, contrattazione che si scontra spesso con la necessità che i Dirigenti Scolastici hanno di “premiare” i loro collaboratori oberati di lavoro (quasi tutti i dirigenti hanno reggenze e sono dunque meno presenti di quello che dovrebbero su istituti sovradimensionati, spesso su più sedi o plessi, con numeri di alunni che ormai superano facilmente le 1000 unità). Tale contrattazione può, se le RSU non sono più che vigili e consapevoli, degenerare in un mercanteggiare in cui ciascuno porta a casa qualcosa per sé o per il gruppo di docenti cui è maggiormente legato, secondo una logica clientelare intollerabile. Infine, negli istituti dove i Dirigenti hanno imposto la loro visione, spesso il bonus ha creato inaccettabili distanze tra la retribuzione base e quella di chi si rende disponibile alle richieste della dirigenza, più o meno sensate che siano, più o meno essenziali per la scuola.

Saremo dunque ben contenti se il ministro Fioramonti abolirà il bonus merito, che abbiamo sempre rifiutato e continueremo a rifiutare, tanto più che anno dopo anno, taglio dopo taglio, i fondi per il merito si sono ridotti sempre più e oggi rappresentano davvero una presa in giro per il corpo docente. Benissimo se verranno redistribuiti sugli stipendi di tutti i docenti, nella consapevolezza che, data la loro scarsa consistenza, essi non possono bastare per un aumento degno di questo nome.

USB Scuola conferma il suo rifiuto del bonus merito e la richiesta di aumenti credibili e dignitosi, per il rinnovo di un contratto scaduto da quasi due anni, un aumento di almeno di 300 € mensili per tutti i lavoratori della scuola, per recuperare quanto perduto nei dieci anni di blocco contrattuale e neanche minimamente recuperato con lo scorso scellerato rinnovo.

Primo incontro dei sindacati con il Ministro

Primo incontro dei sindacati con il Ministro Fioramonti

Nell’incontro di martedì pomeriggio 17 settembre 2019 con il Ministro dell’Istruzione Università e Ricerca, Lorenzo Fioramonti, la FLC CGIL, con la sua delegazione guidata dal segretario generale Francesco Sinopoli, ha avuto modo di presentare al nuovo ministro le urgenze e le priorità che vanno da subito affrontate per garantire la qualità del servizio di istruzione, coniugato alla tutela e valorizzazione del personale. Consegnati anche due dossier preceduti da una premessa:

  • Una scuola di tutti e di ciascuno
  • Un decreto legge urgente per uscire dall’emergenza precariato

Il Ministro Fioramonti ha esordito ricordando che la scuola, con tutte le sue componenti, svolge la missione costituzionale più importante, quella di garantire a tutti un’istruzione e gli strumenti del sapere civile. Per questo intende dare al suo mandato un’impronta di discontinuità rispetto al passato, recente e più remoto: la scuola è fra le priorità strategiche del Paese, pertanto merita investimenti adeguati. Bisogna pensare ad una strategia a lunghissimo termine che dia però degli effetti concreti immediati. Per innovare e per fare una didattica innovativa, oggi la scuola non ha a disposizione risorse sufficienti. Nel suo mandato il ministro ha intenzione di ridare importanza al lavoro collegiale ed alla didattica cooperativa, ma intende anche rilanciare la figura degli insegnanti che oggi come oggi sono degli eroi civili. Inoltre ha sottolineato che della dimensione cooperativa fa parte anche il personale ATA, che svolge un servizio essenziale all’interno della comunità scolastica. Per questo è necessario risolvere al più presto questioni concrete perché la scuola ed i docenti possano svolgere al meglio la loro missione istituzionale. Il ministro ha richiesto 2 miliardi di investimento sulla scuola ed 1 miliardo per l’università, coinvolgendo in questa operazione anche il Capo dello Stato.

TAVOLA ROTONDA 24 SETTEMBRE 2019

Gli “Ingabbiati” di Infanzia e Primaria, sono docenti di ruolo laureati, con servizio nelle rispettive classi di concorso, ma senza servizio alla secondaria. Essi chiedono EQUITÀ di trattamento. Difatti, rispetto ai colleghi della Scuola Secondaria, denunciano disparità di trattamento, essendo a loro preclusa la possibilità di partecipare ai concorsi ordinari, finora banditi, ed ai percorsi abilitanti, atti a conseguire l’abilitazione per la scuola secondaria, indispensabile per la regolare progressione di carriera, come avviene in tutti i settori della Pubblica Amministrazione. Di qui la dicitura “Ingabbiati”.

L’abilitazione consentirebbe loro, in virtù della mobilità professionale, il passaggio di ruolo sulla base delle norme vigenti e nei limiti previsti dal relativo Contratto Collettivo Nazionale.

I docenti Ingabbiati di Infanzia e Primaria auspicano la disponibilità al dialogo da parte del Governo, precisando inoltre che il passaggio tra ordini di scuola, ottenuto attraverso la mobilità professionale, non andrebbe in alcun modo ad inficiare sul numero dei posti a disposizione per i precari, in quanto chi effettuerà il passaggio di ruolo, automaticamente libererebbe il suo posto di provenienza. Inoltre non ci sarebbe nessun onere per lo Stato, in quanto il costo del PAS risulterebbe interamente a carico dei docenti partecipanti.

Pronti a far valere i propri diritti e contro la discriminazione attuata dal Governo, che li considera docenti di serie B, gli Ingabbiati di Infanzia e Primaria scenderanno in piazza martedì 24 Settembre a Montecitorio, dalle ore 14:00 alle ore 17:00, congiuntamente ad esponenti politici dei maggiori Partiti Italiani e a rappresentanti della stampa e della flc CGIL, per dire a gran voce Siamo docenti di ruolo, laureati ma ingabbiati: chiediamo EQUITÀ!

Coordinamento Docenti di Ruolo Ingabbiati Infanzia e Primaria

Incontro Ministro, Sottosegretari e Sindacati

Miur, Fioramonti ha accolto oggi la Viceministra Ascani e i Sottosegretari Azzolina e De Cristofaro

(Martedì, 17 settembre 2019) Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Lorenzo Fioramonti, ha accolto e dato il benvenuto oggi al MIUR, alla presenza del suo staff, alla Viceministra Anna Ascani e ai Sottosegretari Lucia Azzolina e Giuseppe De Cristofaro.

Insieme al Ministro, i tre hanno partecipato successivamente al primo incontro con le Organizzazioni sindacali del comparto Scuola, che si è tenuto questo pomeriggio al Ministero.

Roma, 17 settembre 2019

Convegno in ricordo di Simonetta Salacone

Scuola =Peppe De Cristofaro (sottosegretario Miur):“Ieri ho giurato, la mia prima uscita pubblica oggi a Roma a convegno in ricordo di Simonetta Salacone e del suo impegno per la scuola pubblica: i suoi valori il miglior programma di governo

****“Ieri mattina a Palazzo Chigi ho prestato giuramento come sottosegretario all’Istruzione. Oggi la mia prima uscita pubblica la dedicherò all’ascolto. Andrò alla Libreria ELI​ – Esperienze, libri, idee – in viale Somalia a Roma ad un’iniziativa organizzata dalla rivista di libri Leggere:tutti​, in occasione dell’apertura del nuovo anno scolastico. Non è, quella mia, una scelta casuale. “Lo scrive su Facebook Peppe De Cristofaro, sottosegretario all’Istruzione.“Lo scrittore Eraldo Affinati​ parlerà della sua idea di scuola, così bene espressa nei suoi libri e nella sua attività di insegnante: educare per vivere. Ha messo insieme una comunità scolastica, la Penny Wirton, per l’insegnamento gratuito della lingua italiana agli immigrati, un’esperienza che considero straordinaria, nel solco della lezione di Don Milani, e dei tanti insegnanti italiani che spezzano ogni giorno le barriere per portare la vita dentro la scuola. Si discuterà di un libro di Simonetta Salacone, curato da Mara Maurri ed Elena Pautasso: ’La scuola può tutto’. Ho conosciuto Simonetta, una dirigente scolastica impegnata ogni giorno a trasferire dentro la aule scolastiche i valori costituzionali dell’accoglienza, del pensiero critico, della cittadinanza attiva, della promozione delle capacità di ogni singolo studente. Per quanto gravi e profondi siano i problemi della scuola italiana, questi valori costituiscono il miglior programma di governo a cui ispirarsi, da cui partire per risalire la china.”
https://www.facebook.com/419439154823845/posts/2018556851578726?sfns=mo

INCONTRO MIUR

INCONTRO MIUR, DI MEGLIO: CONTRO PRECARIATO SBROGLIARE NODO CONCORSI   

“Apprezziamo l’intenzione espressa dal ministro Fioramonti di valorizzare la scuola come istituzione e la figura professionale degli insegnanti. Abbiamo chiesto di sbrogliare la matassa delle procedure concorsuali, individuando i talloni di Achille che ne inceppano il meccanismo provocandone un allungamento abnorme dei tempi. Soltanto ripristinando i concorsi con cadenza biennale, accelerandone l’iter, è possibile raggiungere il tanto agognato obiettivo di avere tutti gli insegnanti in classe sin dal primo giorno di lezione. Ma per ottenere questo risultato, ed evitare che la scuola diventi sempre di più una fabbrica di precari, è necessario intervenire sulle commissioni esaminatrici, concedendo l’esonero dall’insegnamento ai docenti che ne fanno parte.Più in generale, abbiamo chiesto al nuovo responsabile del Miur di ridurre la burocrazia che grava sulle cattedre dei docenti, così da restituire loro il tempo per studiare e insegnare, cioè per svolgere il loro lavoro”. Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, al termine dell’incontro che si è svolto oggi pomeriggio al Miur tra i sindacati e il ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti.

Dal Ministro parole di discontinuità

Dal Ministro Fioramonti parole di discontinuità, le verificheremo coi fatti a partire dal decreto precari

Apprezziamo che il Ministro Fioramonti abbia convocato prontamente le organizzazioni sindacali per un primo confronto sulle linee politiche del suo mandato. 

Condividiamo l’idea della centralità costituzionale della scuola e il suo ruolo strategico. Così come abbiamo ascoltato con interesse l’impegno di discontinuità rispetto al passato, recente e più remoto.

Bene l’idea del Ministro di investire in una scuola innovata nella didattica, in cui ritorna protagonista la centralità degli organi collegiali ed in cui si possa effettivamente realizzare la collaborazione prevista dalla comunità educante.

Importante anche l’impegno concreto a investire 2 miliardi sul settore scuola e un ulteriore miliardo sugli altri settori del Comparto Istruzione e Ricerca per i quali è già stato calendarizzato un incontro specifico per la prossima settimana.

Le proposte da noi avanzate si innestano, infatti, su questo sfondo inequivocabilmente costituzionale e sottolineano come la scuola assolva al suo compito (lotta alla dispersione e alle disuguaglianze) solo nella misura in cui sia messa nelle condizioni di offrire all’intero universo delle nuove generazioni i saperi di contenuto e di cittadinanza. 

Per questo motivo abbiamo ribadito il nostro “No” ad ogni forma di autonomia differenziata, che mette in discussione, in qualunque salsa la si voglia presentare, l’unità del sistema nazionale e soprattutto l’esigibilità dei diritti all’istruzione ed al libero insegnamento sanciti dalla Costituzione.

Abbiamo riportato al tavolo del Ministro i problemi legati all’emergenza precari, docenti ed ATA, per i quali riteniamo si debba dare seguito all’accordo dell’11 giugno scorso, fra MIUR e sindacati, di modo che si provveda subito all’approvazione del decreto che ne recepisce i contenuti.

Abbiamo inoltre chiesto di dare seguito all’impegno definito dall’Intesa del 24 aprile per un rinnovo del contratto nazionale di lavoro che abbia un respiro europeo nei salari e un’apertura alle materie di contrattazione oltre gli attuali vincoli di legge. 

Vanno poi accantonate misure inique come quelle della videosorveglianza nella scuola dell’infanzia e i controlli biometrici per i dirigenti e gli ATA della scuola.

Sono necessari investimenti di medio e lungo periodo anche sulle infrastrutture e sono necessarie risorse soprattutto dove c’è più bisogno, dove è più a rischio l’esigibilità della nostra Costituzione, a partire dal sud Italia.

Come FLC CGIL abbiamo ribadito la disponibilità a confrontarci su tutti i temi che appartengono alla nostra piattaforma rivendicativa e per questo abbiamo chiesto di aprire tavoli tematici di confronto da agire ogni volta che si renda necessario.
Con la stessa fermezza, abbiamo ribadito che vigileremo affinchè queste dichiarazioni di intento si tramutino in fatti concreti.

Recupero del gradone 3-8 anni

Nuova importante vittoria della Federazione Uil Scuola di Como: il GdL di Como riconosce a 130 lavoratori del comasco il recupero del gradone 3-8 anni

Con sentenza nr. 219/2019 il Giudice del Lavoro del Tribunale di Como dott. Giovanni Luca Ortore, accoglie il ricorso presentato dall’ufficio legale della Federazione Uil Scuola Rua di Como Avv.ti Latino/Cesana dando piena ragione alle tesi patrocinate dalla Federazione Uil Scuola Rua di Como  che chiedeva l’applicazione del gradone stipendiale 3-8 anni – cancellato nel 2011 – anche al personale scolastico immesso in ruolo dopo il 2011 con almeno un anno di servizio a tempo determinato precedente al 2011.

Nello specifico, la sentenza nr. 219/2019 riguarda 130 lavoratori che prestano servizio nelle Istituzioni scolastiche del territorio lariano.

Nella stessa sentenza, a chi in possesso dei requisiti, sono stati riconosciuti ai fini economici e giuridici i mesi estivi (luglio/agosto) 

Questa sentenza dimostra che la previsione contrattuale del 2011 che prevede di partire dal gradone 0/9 discrimina palesemente i precari e tutti gli immessi in ruolo con anni di servizio a tempo determinato alle spalle.

La segreteria della Federazione Uil Scuola Rua di Como, forte di questo ennesimo importante risultato, continuerà a battersi su tutti i fronti e lottare al fianco dei lavoratori per il riconoscimento dei diritti dei lavoratori.

Andiamo Avanti.
SEGRETERIA FEDERAZIONE  UIL SCUOLA RUA  COMO

Le organizzazioni sindacali incontrano Fioramonti

17 settembre, le organizzazioni sindacali incontrano Fioramonti. Al neo ministro chiederemo di credere nella scuola

All’inaugurazione dell’anno scolastico svoltasi oggi a L’Aquila, il Presidente Mattarella ha richiamato l’idea che a scuola si cresca come persone: la mobilità sociale si è arenata ma la scuola può farla ripartire. Parole queste, a cui va grande apprezzamento da parte della nostra Organizzazione.

Il Ministro Fioramonti ha dichiarato che occorre ripartire dalla nostra Costituzione e dai valori fondamentali su cui si basa, per rilanciare la scuola nel nostro Paese. 
Inclusione, capacità formare cittadini democratici e dotati di senso critico, contrasto alle disuguaglianze vecchie e nuove partendo dal Mezzogiorno e dalle aree interne. La scuola è presidio di libertà e i nostri padri costituenti hanno indicato la strada.
Concordiamo con il ministro e condividiamo l’idea che il personale della scuola meriti un risarcimento perché è composto da eroi civili. Ora però, si passi dalle parole ai fatti a partire dalla prossima Legge di Bilancio.

Domani, 17 settembre, siamo convocati al MIUR per incontrare il nuovo ministro al quale sottoporremo l’analisi delle problematiche che oggi costituiscono un grave ostacolo all’affermazione di una scuola innovativa e inclusiva, mirata al successo formativo di tutti e di ciascuno, e illustreremo le nostre proposte.
Occorre partire da tre grandi questioni, che riguardano il futuro dell’istruzione e l’idea di scuola che abbiamo, e che non sono più rinviabili: la stabilizzazione dei docenti precari, il rinnovo del Contratto nazionale e l’emergenza ATA.

Quest’anno il ricorso alle supplenze toccherà cifre da record. Il tutto in un contesto che vede l’Italia nel mirino dell’Europa per l’abuso dei contratti a termine. Ormai 1 docente su 7 è precario e nel sostegno lo è 1 su 3. Bisogna ripartire dal decreto precari e rilanciare misure straordinarie per formare e stabilizzare i docenti che da anni lavorano nella scuola.

Occorre dare un segnale forte anche per il personale ATA, le cui graduatorie provinciali si sono esaurite in molte regioni a causa delle norme che hanno introdotto forti divieti sulla nomina dei supplenti. Oltre 3000 posti di Dsga sono vacanti, tanto che molti facenti funzioni sono chiamati da fuori regione. Per questo bisogna avviare la procedura riservata e dare al più presto copertura a quei posti.

Bisogna partire dall’Intesa del 24 aprile e dagli impegni assunti sul rinnovo del Contratto Nazionale, con investimenti adeguati che ci consentano il recupero dell’inflazione e un progressivo adeguamento agli stipendi europei. Il nostro aumento deve essere a tre cifre, ma 100 euro non bastano per avvicinarci all’Europa.

L’impegno che chiediamo al Ministro è questo: rilanciare una scuola che sia capace di valorizzare gli stimoli che provengono dalle nuove generazioni, quella che sa ascoltare le domande su come contrastare la crisi ambientale, una scuola capace di rimettere al centro la didattica, che sa accogliere, integrare e aprire orizzonti. Per farlo però serve risolvere prima le emergenze. Ci auguriamo che si inizi domani.

Sciopero per il clima il 27 settembre

Usb Scuola sostiene lo sciopero per il clima

Lo sciopero per il clima del 27 settembre parla direttamente al mondo della scuola e lo costringe ad una importante riflessione.  Tre sono i punti che emergono con una certa chiarezza:

1) dopo molto tempo un tema generale riesce a mobilitare collettivamente il corpo studentesco, a farlo scendere in piazza in maniera trasversale rispetto ad aree geografiche e ordini di scuole. Come si spiega? È  davvero solo un fatto mediatico, come sostengono  i più  scettici, o c’è  di più?

2) Da decenni il tema “ambientalista” è  presente nelle scuole italiane e spesso costituisce  il filo conduttore  delle programmazioni  di materne  ed elementari, ed è ben presente anche alle medie e alle superiori. Di quali strumenti  dispongono gli insegnanti per lavorare sulla questione  ambientale,  sul riscaldamento globale e su tutte  le questioni che Fridays for future mette sul tappeto? Da questa adeguatezza può  passare un pezzo di credibilità nuova per il corpo insegnante.

3) È  in gioco  qualcosa di più delle mobilitazioni  studentesche  e della capacità  di intervento  nel merito sull’argomento.  La domanda  di questo movimento, per quanto ci riguarda,  è  la domanda sulla  scuola come luogo  di  elaborazione di una alternativa di vita,  di costruzione di futuro, di prospettiva  di senso.  Il Futuro di cui si parla  è  esattamente questo.

Per queste ragioni  invitiamo i lavoratori della scuola ad aderire allo sciopero,  ad unirsi alle proteste  studentesche, a preparare la giornata  iniziando a ragionare sul fatto che non può  esserci salvaguardia  reale dell’ecosistema  senza giustizia  sociale,  che non ci sarà vita per Oceani,  fiumi, foreste e animali senza toccare  i profitti e bloccare la devastazione  ambientale.

Insegnamento Educazione civica

Dopo un’attenta lettura sia dell’articolato parere del C.S.P.I. sullo Schema di decreto relativo alla sperimentazione nazionale in merito all’insegnamento trasversale dell’educazione civica in tutte le scuole del primo e secondo ciclo di istruzione del sistema nazionale di istruzione, espresso nella seduta plenaria n. 31 dell’11/09/2019 sia della nota ministeriale Insegnamento dell’educazione civica nelle scuole di ogni ordine e grado del 13/09/2019 con la quale si rende noto che non si darà seguito alla sperimentazione di Educazione Civica per l’anno scolastico in corso, l’UCIIM nazionale condivide i rilievi mossi dal CSPI in merito alle criticità che la sperimentazione proposta evidenziava e apprezza la decisione di continuare, per il solo anno scolastico 2019/2020, nelle scuole di ogni ordine e grado, ad impartire l’insegnamento di “Cittadinanza e Costituzione”, di cui alla legge 30 ottobre 2008, n. 169, e di continuare ad applicare l’articolo 2, comma 4, del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62, relativo alla valutazione di tale insegnamento, e il successivo articolo 17, comma 10, concernente il colloquio nell’ambito dell’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione.
L’UCIIM nazionale ritiene fondata la preoccupazione di preparare adeguatamente l’entrata a regime di questa importante innovazione per l’anno 2020-21 con interventi di formazione del personale docente e dirigente e si propone di raccogliere e valorizzare le best practices, già realizzate nelle scuole negli anni passati, allo scopo di costruire un valido strumento di documentazione e consultazione per tutti i Collegi dei Docenti.
Forte del proprio pluriennale impegno sull’insegnamento Cittadinanza e Costituzione e di Educazione Civica, l’UCIIM è disponibile a collaborare con le Istituzioni e in particolare con il MIUR sia nella redazione delle Linee guida previste dall’articolo 3 della legge 92/2019 sia nell’azione di formazione del personale fornendo allo stesso gli adeguati strumenti formativi indispensabili alla costruzione di tale insegnamento sia nelle opportune attività di accompagnamento per le scuole che il MIUR deciderà di avviare in tale ambito.

EDUCAZIONE CIVICA: BENE RINVIO

EDUCAZIONE CIVICA, GILDA: BENE RINVIO, ORA CORREGGERE LE CRITICITÀ

“Apprezziamo la decisione del ministro Fioramonti di accogliere il parere negativo del CSPI sul decreto istitutivo della sperimentazione per l’insegnamento dell’Educazione civica e di posticiparne l’introduzione al prossimo anno scolastico”. È quanto dichiara la Gilda degli Insegnanti, che sull’argomento era già intervenuta chiedendo all’ex ministro Bussetti di rimandare il provvedimento all’anno scolastico 2020/2021. 

“Ci auguriamo che questo rinvio serva concretamente per apportare le dovute modifiche al testo legislativo”.

Tra le criticità evidenziate dal sindacato in sede di audizione presso le Commissioni parlamentari, la totale mancanza di risorse per attuare l’insegnamento dell’Educazione civica: “Se si considera davvero importante questa disciplina e la si vuole trattare con il rispetto che merita, – afferma la Gilda – non è possibile prevederne 33 ore senza un aumento orario ma ‘riciclando’ ore delle altre materie. Il decreto, inoltre, non chiarisce a quali altre discipline dovrebbero essere tolte queste ore. Manca anche ogni indicazione sull’organo che dovrebbe individuare e deliberare queste decurtazioni: il Collegio dei docenti? Il Dirigente scolastico? Il Consiglio d’istituto?”.

Un altro aspetto negativo sottolineato dalla Gilda riguarda l’aggravio dei carichi di lavoro per i docenti ai quali non verrebbe corrisposta alcun compenso aggiuntivo: “Il decreto istituisce la figura del Coordinatore dell’Educazione civica (uno per ogni classe), specificando che tutta l’attività professionale da lui svolta non deve essere retribuita. Al massimo è concesso, se il Dirigente scolastico e le RSU lo ritengono opportuno, prevedere un compenso forfettario in sede di contrattazione integrativa d’istituto a carico del Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa. Le solite nozze con i fichi secchi, insomma, alle quali ci siamo opposti sin dal primo momento”.

Educazione civica

Educazione civica: accogliamo favorevolmente la decisione del ministro Fioramonti di recepire il parere negativo del CSPI

Accogliamo favorevolmente la decisione del ministro Fioramonti di recepire il parere negativo del CSPI sul decreto che avrebbe anticipato l’avvio sperimentale dell’insegnamentodell’educazione civica a partire dall’anno scolastico appena avviato.

Siamo stati i primi a denunciare il tentativo del precedente ministro di accelerare i tempi, ritenendo indispensabile concedere alle scuole il tempo necessario per una progettazione organica e coerente e consentire di migliorare e arricchire il provvedimento, con risposte concrete alle difficoltà di applicazione e ai tanti nodi irrisolti rilevati nel testo di legge.

Il parere negativo e pressoché unanime del CSPI, massimo organo di rappresentanza nel sistema di istruzione, ha confermato la preoccupazione che un avvio prematuro potesse compromettere la qualità e il significato del provvedimento.

Nell’accogliere le osservazioni del Consiglio, il ministro ha annunciato l’intenzione di intraprendere da subito un confronto con il mondo della scuola per avviare una seria programmazione e preparare in modo efficace le istituzioni scolastiche all’introduzione dell’educazione civica nel settembre 2020, come previsto dalla legge, stanziando fondi aggiuntivi in Legge di Bilancio  

È un buon inizio, che va nella giusta direzione, che è quella di dare ruolo e voce alla scuola italiana contro coloro che vorrebbero tagliarla fuori da ogni decisione che la riguarda e che richiede investimenti in termini di progettazione, professionalità, carichi di lavoro.