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Bene le 95 mila immissioni in ruolo, ma altrettanti posti restano scoperti

Scuola, bene le 95 mila immissioni in ruolo, ma altrettanti posti restano scoperti. Serve un provvedimento d’emergenza per la copertura di tutti i posti liberi

 Roma, 7 agosto 2020 – Nell’incontro per l’informativa sulle immissioni in ruolo svoltosi oggi il Ministero dell’Istruzione ha annunciato un contingente di 84 mila docenti, 11 mila ATA e 91 educatori, numeri che complessivamente accogliamo con favore, ma che sono ancora lontani dal coprire i posti scoperti per l’anno scolastico 2020-2021, che prevediamo essere più di 200 mila, dunque più del doppio delle stabilizzazioni annunciate.

Andrebbe innanzitutto chiarito che i numeri annunciati per i docenti sono frutto dei pensionamenti e degli oltre 50 mila posti non assegnati l’anno scorso per carenza di candidati, mentre gli 11 mila posti destinati al personale ATA coprono semplicemente il fisiologico turn over e non tengono conto del ben più alto numero di posti vacanti. I 91 educatori infine, coprono poco più di un terzo dei 261 posti disponibili.

Siamo lontani dunque dal centrare l’obiettivo di avere tutti i posti liberi coperti a settembre e su questo grava la scelta di rinviare un concorso straordinario che, completamente inascoltati, avevamo richiesto diventasse una procedura snella, per soli titoli.

Da diversi mesi segnaliamo l’importanza di far diventare un anno come questo, segnato dalla crisi pandemica e da un rientro in classe riorganizzato secondo le norme di contenimento del virus, l’anno del cambio di passo sulla scuola, con organici, spazi e numeri nelle classi finalmente adeguati.

Ribadiamo ancora una volta che occorre una norma specifica che riconosca la complessità e l’importanza della scuola per il Paese, garantisca il diritto costituzionale all’Istruzione e consenta il superamento dell’endemico precariato che la caratterizza. E’ necessario andare oltre gli slogan e fornire alla scuola tutti gli strumenti e tutte le risorse di cui ha bisogno: il Governo è ancora nei tempi per approvare un provvedimento straordinario sulla scuola.

Si continua con le parole senza fatti

Cuzzupi: “Si continua con le parole senza fatti. La UGL Scuola accanto ai precari.”

Le ultime esternazioni del Ministro relativamente all’enfasi mostrata circa la firma dell’Ordinanza per il cosiddetto Organico aggiuntivo e per il Protocollo di Sicurezza sono l’emblema della situazione odierna fatta di parole, intendimenti, supposizioni, sfruttamento e nessun fatto concreto.

La posizione della UGL Scuola è chiara: “Ci troviamo al cospetto di una serie di frasi fatte che non risolvono alcun problema se non cercare di far apparire risolto tutto ciò che risolto non è. Tra l’altro se si leggono attentamente i documenti si comprende come le problematiche della scuola di fronte alle questioni aperte dal Covid sono rimaste tali.”

È questa l’amara considerazione del Segretario Nazionale UGL Scuola Ornella Cuzzupi, che continua: “Il Protocollo d’Intesa sottoscritto dal Ministero con una parte sindacale è semplicemente un elenco di cose a divenire a cui manca il fondamento. Quali aule utilizzare? Dove sono gli spazi necessari? Nel documento ancora si parla di fornire al Ministero “il quadro di esigenze per gli spazi aggiuntivi al fine di individuare possibili soluzioni logistiche” il che significa che ancora non abbiamo idea di dove collocare gli alunni ne, tantomeno, abbiamo risposte adeguate per le famiglie che chiedono come organizzarsi per il prossimo anno. E siamo a un mese dalla riapertura delle scuole! E come un progettista d’autocontinua la Cuzzupiche ha ipotizzato (ripeto ipotizzato) una carrozzeria ma ha dimenticato il motore. Senza dimenticare l’assurda posizione relativa al “Personale Covid” e all’esercito di precari a cui non viene riconosciuto alcun valore in una situazione che invece dovrebbe definitivamente far tesoro di queste professionalità ed esperienze”.

Su quest’ultimo tema la UGL Scuola nel manifestare la massima considerazione del personale precario ha un progetto specifico: “Ritenendo altamente lesivo all’interesse della Scuola e a quello dei lavoratori le scelte messe in essere dal Ministro – afferma il Segretario Nazionale – siamo pronti ad offrire ai docenti precari, nostri associati, e a tutti quelli che all’interno della nostra grande squadra riterranno calpestati i propri diritti di lavoratori un’adeguata assistenza legale contro decisioni che ci appaiono discutibili e lesive di diritti sacrosanti. Nel contempo continueremo la nostra battaglia per avere una scuola più giusta e concretamente funzionale a fronte di tante chiacchiere e vaneggiamenti”.

   Federazione Nazionale UGL Scuola

Il Segretario Nazionale Ornella Cuzzupi

PROTOCOLLO SICUREZZA

PROTOCOLLO SICUREZZA, GILDA NON FIRMA: TROPPI IMPEGNI E POCHI FATTI

“Troppe volte, nei mesi scorsi, alle enunciazioni non sono corrisposte azioni concrete e, anche in questo caso, sono molti gli elementi che ci inducono a ritenere che gli impegni assunti dal ministero dell’Istruzione in zona Cesarini rischiano di non tradursi in quei provvedimenti necessari per la riapertura delle scuole in sicurezza. Al di là delle buone intenzioni, resta il fatto che molti istituti avranno serie difficoltà a causa della mancanza di spazi e personale”. Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, spiega il dissenso rispetto al Protocollo di sicurezza alla cui sottoscrizione il sindacato non ha partecipato in seguito alla sospensione delle relazioni sindacali con viale Trastevere.

Secondo la Gilda, sono numerosi i punti contenuti nel documento la cui attuazione viene demandata a successivi provvedimenti. È il caso, per citare qualche esempio, degli approfondimenti riguardanti gli alunni disabili e i docenti di sostegno, le misure da adottare nei confronti dei cosiddetti “lavoratori fragili” e la procedura standardizzata da seguire per la gestione e la segnalazione alla Asl di sospetti casi Covid-19.

Altro aspetto criticato dalla Gilda, e già evidenziato in precedenti occasioni, concerne la rilevazione della temperatura che viene demandata alla responsabilità genitoriale, ponendo di fatto la scuola al di fuori della Pubblica Amministrazione il cui protocollo di sicurezza stabilisce che negli uffici pubblici la misurazione della temperatura corporea sia di competenza di un delegato del datore di lavoro.

La Gilda, inoltre, ritiene discutibile l’affidamento esclusivamente al dirigente scolastico della decisione sul ricorso alla didattica digitale integrata.

Sul fronte degli investimenti, poi, i 977 milioni stanziati dal ministero sono sufficienti a coprire 50mila posti tra docenti e Ata soltanto per sei mesi, considerato che il costo di un dipendente, lordo Stato, è di circa 40mila euro annui.

Firmato il protocollo per la riapertura delle scuole in sicurezza

Firmato il protocollo per la riapertura delle scuole in sicurezza

Si è da poco concluso l’incontro fra Ministero dell’Istruzione e Sindacati che ha visto la sottoscrizione del protocollo d’intesa per contribuire a garantire l’avvio dell’anno scolastico a settembre nel rispetto delle regole di sicurezza.

FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS Confsal esprimono la loro soddisfazione per i risultati raggiunti. Il Protocollo Nazionale della Sicurezza rappresenta un passaggio importante che i dirigenti scolastici e le scuole attendono per organizzare la ripresa delle attività in presenza, obiettivo per il quale i sindacati si sono impegnati a fondo conducendo col Ministero un confronto serrato e complesso. Con la firma di oggi si porta a compimento un impegno assunto esplicitamente già in occasione della firma del protocollo riguardante lo svolgimento degli esami di stato: le scuole possono ora disporre di un chiaro punto di riferimento su tutti i temi già portati all’attenzione del CTS, il che costituisce un concreto supporto al lavoro in atto per definire le necessarie modalità organizzative.

Tra i punti più significativi dell’intesa raggiunta fra Sindacati e Ministero:

  • La valorizzazione delle relazioni sindacali ad ogni livello, anche di scuola.
    È il modello partecipativo che, anche nella gestione dell’emergenza coronavirus, si è rivelato fattore decisivo di efficacia e coesione
  • L’istituzione di tavoli regionali permanenti presso ogni Ufficio Scolastico Regionale (impegno importante non previsto nella bozza inziale) con la presenza anche degli Enti Locali
  • L’impegno del MI inoltre a fornire supporto e assistenza alle scuole per ogni necessità legata all’attuazione del protocollo e ad attivare la collaborazione con il Ministero della Salute, la previsione di test diagnostici per tutto il personale, test che saranno volontari, gratuiti ed effettuati non a scuola ma presso strutture di medicina di base.

Di grande rilevanza la dichiarazione programmatica con la quale il MI si impegna a:

  • impedire che la rimodulazione dell’unità oraria da parte delle scuole si traduca in una diminuzione del diritto all’istruzione come conseguenza di una diminuzione complessiva del tempo scuola;
  • avviare entro l’inizio del prossimo anno scolastico la contrattazione nazionale presso il MI per regolare gli aspetti legati a un’eventuale necessità di ricorso alla DAD e il lavoro agile svolto da parte del personale Ata;
  • superare entro l’inizio delle lezioni tutti i vincoli normativi che ostacolano la sostituzione del personale docente e Ata assente da parte delle scuole al fine di evitare lo smembramento delle classi e l’insufficiente vigilanza degli spazi;
  • procedere all’approfondimento del fenomeno relativo al “personale in condizioni di fragilità”;
  • investire risorse aggiuntive sugli organici al fine di evitare la formazione delle cosiddette “classi pollaio”;
  • incrementare le risorse del MOF;
  • garantire, in sede di reclutamento, la necessaria continuità con particolare attenzione all’insegnamento di sostegno.

Si tratta di impegni importanti che costituiscono la precondizione per la ripartenza delle attività scolastiche, garantendo la maggiore sicurezza possibile a 8 milioni di studenti e oltre 1 milione di lavoratori tra docenti, dirigenti e Ata.

Ora è necessario che la traduzione di questi impegni avvenga in tempi brevi attraverso un provvedimento normativo specifico sulla scuola, assumendone la complessità e riconoscendone la funzione fondamentale svolta a garanzia del diritto allo studio sancito dalla Costituzione.

Roma, 6 agosto 2020

Flc  CGIL Francesco SinopoliCISL Scuola Maddalena GissiUIL Scuola Rua Giuseppe TuriSNALS  Confsal Elvira Serafini

Protocollo sulla sicurezza

Protocollo sulla sicurezza passaggio importante per la riapertura in presenza, ora necessario investire in organici e spazi

Roma, 5 agosto – La convocazione dell’incontro di domani 6 agosto per la firma del protocollo sulla sicurezza è certamente un passaggio importante per la riapertura della scuola in presenza che, come detto e ripetuto in tutte le iniziative di questi mesi, è l’obiettivo della FLC CGIL.

Il protocollo definisce misure che consentono una ripresa delle attività nel quadro della doverosa tutela della salute e della sicurezza, rafforzando a tal fine i presìdi di natura medico – sanitaria all’interno delle scuole per garantire il monitoraggio costante della situazione e la tempestività degli interventi necessari in caso di emergenze riguardanti gli alunni e il personale. Per quest’ultimo, il protocollo individua anche modalità particolari di utilizzo per i lavoratori in condizione di fragilità. Viene previsto un forte coinvolgimento dei servizi operanti sul territorio in un rapporto di sinergia con le istituzioni scolastiche autonome: i dirigenti, nel caso di particolari emergenze, concorderanno con gli Uffici Scolastici Regionali i necessari provvedimenti. 

Esplicito il rinvio alla disciplina contrattuale per quanto riguarda le ricadute di eventuali particolari modalità di svolgimento delle attività scolastiche potranno avere sulle prestazioni di lavoro del personale (smart working, didattica a distanza, ecc.).

Bisogna essere però estremamente chiari su un punto: il protocollo da solo non è certamente sufficiente. Senza organici soddisfacenti e spazi adeguati il rischio che la scuola non riparta in presenza per tutte e tutti rimane oggettivo.

Le ulteriori risorse già annunciate dovranno essere rese immediatamente disponibili, perché quelle attualmente a disposizione non bastano. Ribadiamo la richiesta di un decreto legge specifico in cui inserire misure straordinarie per la riapertura. Gli impegni che speriamo verranno assunti domani dovranno essere tradotti in atti concreti molto velocemente. Su questo misureremo la determinazione del Governo a tradurre le dichiarazioni di principio in fatti.

SCUOLA INFANZIA: LINEE GUIDA IN CONTRASTO CON INDICAZIONI CTS

SCUOLA INFANZIA, GILDA: LINEE GUIDA IN CONTRASTO CON INDICAZIONI CTS

“Nonostante studi scientifici dichiarino che nei bambini di età inferiore ai 5 anni la carica virale sia fino a cento volte superiore alla media e la Società italiana di pediatria consigli l’uso della mascherina a partire dai 3 anni, nessun distanziamento, nessuna riduzione del numero degli alunni per classe e nessun dispositivo di protezione individuale è previsto dalle Linee guida per la riapertura a settembre della scuola dell’infanzia. Le solite chiacchiere sulla sicurezza che poi non si traducono in provvedimenti stringenti”. Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, commenta il Documento di indirizzo e orientamento per la ripresa delle attività in presenza dei servizi educativi e delle scuole dell’infanzia, approvato dalla Conferenza Unificata e adottato con decreto dal ministero dell’Istruzione.

“Un documento troppo generico – lo definisce il leader della Gilda – che entra in contrasto con le indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico e nel quale non si trova nessuna indicazione che risponda chiaramente a bisogni e preoccupazioni espresse dalle scuole e dalle famiglie e che, anzi, prevede di assicurare l’accoglienza dei bambini ‘secondo le normali capienze’ e ‘i consueti tempi di erogazione’, ‘salvaguardando tutti i momenti e le routine del percorso educativo, compresi i tempi della mensa e del riposo’.

Questo significa che per il Governo quella dell’infanzia è l’unica scuola che può riaprire a settembre con sezioni di 25/28 alunni, con e negli stessi spazi spesso ristretti, come se questo ordine di scuola non dovesse confrontarsi con le complicazioni di un’emergenza sanitaria ancora in corso e confermata dal Governo stesso fino al prossimo 15 ottobre”.

“Per garantire una riapertura all’insegna della sicurezza, della qualità e del benessere delle bambine e dei bambini – conclude Di Meglio – è necessario un provvedimento d’urgenza che assicuri coperture adeguate per assumere più personale docente e più collaboratori scolastici”.

GPS: continuano i malfunzionamenti

Scuola, GPS: continuano i malfunzionamenti. Chiediamo garanzie sulla possibilità di reclamo in caso di errori di valutazione

A 48 ore dalla chiusura delle istanze delle GPS, Graduatorie provinciali e d’istituto di supplenza, diventano visibili a tutti le gravi inefficienze della piattaforma informatica del Ministero dell’Istruzione.

I blocchi continui del sistema e le ripetute modifiche del format, stanno costringendo tantissimi aspiranti a cancellare le istanze già presentate e a compilarle e inoltrarle nuovamente.

Le sedi sindacali sono prese d’assalto dalle persone in cerca di supporto per la compilazione e molte volte gli operatori sono costretti a mandarle indietro perché il software risulta bloccato.

In mancanza di indicazioni univoche tanti aspiranti stanno inserendo tutti i titoli che possiedono, anche quelli la cui valutazione è molto incerta.

Tutto ciò renderà farraginosa e complessa l’analisi delle domande.

La situazione rischia di raggiungere un livello di non ritorno. Per questo chiediamo: un protocollo di verifica dei punteggi, che veda il coinvolgimento del sindacato a garanzia di trasparenza e omogeneità di trattamento, e indicazioni chiare sulle modalità di presentazione di eventuali reclami e per la correzione degli errori materiali nella compilazione.

Non c’è più tempo da perdere: è necessario agire subito se vogliamo avere graduatorie pronte entro settembre.

No a “personale Covid”

Cuzzupi (UGL Scuola): No a “personale Covid”

 Quando mancano solo 45 giorni alla presunta riapertura delle scuole ci troviamo al cospetto di un’incredibile mondo del fantastico presentato dal Ministro dell’Istruzione.

 “Siamo di fronte a un’assoluta e pericolosa mancanza di realismo da parte del Ministro Azzolina che si ostina a paventare un futuro fatto di faremo e agiremo che, al momento, non ha nulla a che vedere con la situazione attuale. Ancora oggiasserisce il Segretario Nazionale UGL Scuola, Ornella Cuzzupiil Ministro dimostra il suo essere lontano dalla realtà e dalle esigenze che la crisi legata al Covid 19 ha palesato in maniera tanto evidente che solo chi non vuol vedere non coglie”.

Il Segretario Nazionale UGL Scuola si riferisce alle ultime affermazioni fatte dal Ministro Azzolina in merito alla riapertura delle scuole e all’organizzazione che a suo dire si sta approntando per il fatidico 14 settembre.

Si parla di obiettivi da raggiungere, di nuove classi, di edifici scolastici dismessi da riattare, insomma di cose che avrebbero dovuto già essere in dirittura d’arrivo e che, invece, sono ancora una sorta di ipotesi e di fantasie che servono a perdere tempo e a illudere famiglie e alunni. A tutto questo – continua Ornella Cuzzupi – dobbiamo aggiungere e prendere atto che il Ministro, invece di cogliere l’occasione per disegnare una scuola più vivibile e pronta alle sfide del futuro, intende utilizzare i fondi a disposizione per ingrossare le file del precariato ipotizzando per docenti e personale ATA un bacino che ha definito “personale Covid”. Un’aberrazione che dimostra, se ce ne fosse bisogno, che si intende metter toppe laddove occorrerebbero decisioni importanti e definitive per strutturare organici a tempo indeterminato che siano confacenti alle esigenze degli studenti e della stessa scuola.

   Federazione Nazionale UGL Scuola

Il Segretario Nazionale

Orrnella Cuzzupi

Linee guida sulla didattica a distanza

Linee guida sulla didattica a distanza: si prepara una scuola in molti casi a tempo ridotto

Roma, 31 luglio – Il Ministero dell’Istruzione ha predisposto le “Linee guida per la Didattica digitale integrata”: una serie di indicazioni che intervengono anche sui carichi di lavoro dei docenti e che in sostanza spiegano l’arte di arrangiarsi a costo zero. Si prospetta una didattica mista, in presenza e a distanza, che diventerà totalmente a distanza in caso di aggravamento della situazione epidemiologica.

Dopo mesi in cui si è dichiarata la povertà della didattica a distanza, la necessità del rapporto educativo in presenza, dopo settimane di promesse sul rientro in classe, ma senza garantire il necessario numero di docenti e di personale ATA, finalmente il Ministero tradisce le sue reali intenzioni: proseguire la didattica d’emergenza sulle spalle degli studenti, soprattutto di quelli con maggiori difficoltà.

Ad oggi non sono state garantite assunzioni tempestive di docenti, non si è assegnato personale aggiuntivo alle scuole che dovranno affrontare un anno assolutamente straordinario, non si sono reperiti né ristrutturati locali adeguati ad accogliere gli studenti e tutto ciò è avvenuto perché era pronta la soluzione facile e al ribasso: imporre alle scuole il Piano della Didattica Digitale Integrata.

Francesco Sinopoli, segretario generale della FLC CGIL, dichiara: “In questi lunghi mesi di confronto – scontro con il Ministero abbiamo sempre sottolineato, inascoltati, il fattore tempo, adesso è chiaro perché le soluzioni che abbiamo proposto non sono state approntate: la didattica a distanza è una soluzione a basso costo già sperimentata in emergenza e oggi proposta addirittura come innovazione. Chiediamo il ritiro delle Linee guida che propongono una didattica inefficace per chi è in difficoltà e incapace di raggiungere la totalità degli studenti. C’è bisogno di forti e immediati investimenti per affrontare la riapertura e, soprattutto, per restituire alla scuola tutte le risorse tagliate negli anni”.

Rinvio incontro del 30 luglio su protocollo sicurezza

Dott.    Luigi Fiorentino

            Capo di gabinetto del Ministero dell’Istruzione

Dott.    Giovanna Boda

            Capo Dipartimento Risorse Umane

Oggetto: rinvio incontro del 30 luglio su protocollo sicurezza

Le scriventi OO.SS. confermano le ragioni che le hanno indotte a richiedere il rinvio dell’incontro previsto per la giornata di oggi, 30 luglio, avente per oggetto la sottoscrizione del protocollo di sicurezza. È infatti indispensabile, per un suo proficuo svolgimento, poter disporre di un quadro di riferimento complessivamente più definito su diversi aspetti da prendere in considerazione, a partire dalla effettiva disponibilità di risorse su cui far conto per far fronte efficacemente all’attuazione delle misure indispensabili per la ripresa in sicurezza delle attività scolastiche in presenza, anche alla luce di quanto emerso nell’informativa avente ad oggetto la bozza di O.M. concernente le “misure per la ripresa dell’attività didattica in presenza nell’anno scolastico 2020/2021”. In particolare, sottolineano come il monitoraggio del fabbisogno delle varie istituzioni sia ancora in fase di definizione, mentre è rimessa a un futuro Decreto Interministeriale del Ministro dell’Istruzione, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, la distribuzione delle risorse finanziarie di cui al D.L.34/2020. Parimenti importante è conoscere l’entità delle risorse che, come anticipato dalla Ministra, saranno stanziate con il “decreto agosto” e destinate alle scuole al fine di assicurare una regolare attività didattica.

Le scriventi OO. SS. ribadiscono peraltro la necessità di ulteriori interventi di modifica della normativa vigente su aspetti che attengono la funzionalità delle scuole (supplenze, risoluzione contratti del personale assunto in base al DL 34/2020), da agevolare quanto più possibile nella presente emergenza, mentre ritengono che gli aspetti relativi alle prestazioni di lavoro rese nelle modalità a distanza attengano a disciplina di natura contrattuale e debbano pertanto essere affrontati in tale ambito.

In attesa di una nuova convocazione che soddisfi le condizioni sopra indicate, ritenendole la base per consentire una ripresa per tutti delle attività scolastiche in presenza garantendo a tal fine le indispensabili condizioni di sicurezza, si porgono distinti saluti. 

Roma, 30 luglio 2020

Flc  CGIL Francesco SinopoliCISL  SCUOLA Maddalena GissiUIL Scuola Rua Giuseppe TuriSNALS  Confsal Elvira SerafiniGILDA Unams Rino Di Meglio

Copertura dei posti di Direttore SGA

SCUOLA: L’ANQUAP INCONTRA LA MINISTRA AZZOLINA, AFFRONTARE PROBLEMA COPERTURA DIRETTORI SGA

ROMA, 30 LUG – Questa mattina una delegazione dell’Anquap formata dal Presidente Germani, dai Vice Presidenti Ferrari e Simonetti, dal Coordinatore della Consulta Stalteri, ha incontrato al Dicastero di Viale Trastevere la Ministra dell’Istruzione On.le Lucia Azzolina.Nel corso dell’incontro è stato presentato alla Ministra uno specifico documento contenente alcune tematiche sul funzionamento delle scuole.La Ministra ha sottolineato quanto sia complesso modificare situazioni stratificate nel tempo e ottenere specifici finanziamenti. Ha manifestato attenzione e interesse sui contenuti del documento e dichiarato il suo impegno per risolvere alcune urgenze, come quella afferente la copertura dei posti di Direttore SGA.Nel corso del confronto sono intervenuti anche i Vice Presidenti Ferrari e Simonetti e il collega Stalteri, sottolineando alcune criticità reali che stanno interessando le scuole sotto il profilo organizzativo, amministrativo e contabile.I collaboratori del Ministro hanno sottolineato come la recente O.M. sulle graduatorie provinciale delle supplenze (GPS) e sulle graduatorie di istituto, abbia costituito un’importante semplificazione da un punto di vista procedurale e di conseguimento dei risultati: non più carta ma solo digitale.In fase di esame delle domande che scadranno il 6 agosto gli ambiti territoriali (e le scuole coinvolte), avranno in automatico il punteggio rispetto alle dichiarazioni rese. A conclusione dell’incontro il Presidente Germani ha ringraziato la Ministra per la disponibilità al dialogo e al confronto.L’Anquap è l’Associazione Nazionale Quadri delle Amministrazioni Pubbliche che opera prevalentemente nel settore istruzione e raccoglie per lo più le adesioni dei Direttori SGA e degli Assistenti Amministrativi che lavorano nelle Scuole.  

Consiglio di Stato accoglie appello abilitati Romania

ABILITATI IN ROMANIA. IL CONSIGLIO DI STATO ACCOGLIE DEFINITIVAMENTE L’APPELLO : LA ABILITAZIONE ALL’INSEGNAMENTO IN ROMANIA E IL TITOLO DI STUDIO CONSEGUITO IN ITALIA NON NECESSITA DI MUTUO RICONOSCIMENTO . IL MIUR HA VIOLATO L’ART.45 TFUE E L’ART.13 DELLA DIR. EUROPEA N°36/2005

Di particolare importanza la pronuncia della Sesta Sezione del Consiglio di Stato n. 4825 del 9 luglio 2020 di accoglimento dell’appello patrocinato dall’Avv. Maurizio Danza del Foro di Roma, a favore di 500 abilitati all’insegnamento in Romania.

In particolare l’appello era stato presentato per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio per l’annullamento dell’ avviso MIUR n. 5636/2019 , dei decreti di rigetto delle istanze dei ricorrenti finalizzate al riconoscimento della abilitazione conseguita in Romania nella parte in cui il MIUR assumeva che i titoli denominati  “Nivel I e Nivel II” conseguiti dai cittadini italiani in Romania, non soddisfacevano i requisiti giuridici per il riconoscimento della qualifica professionale di docente ai sensi della Direttiva 2005/36/CE .

Con tale appello la difesa aveva impugnato altresì i decreti di depennamento e di avvio del procedimento di esclusione dei ricorrenti dalle procedure concorsuali riservate di cui al D.D.G. n.85/2018, disposti dagli Uffici Scolastici Regionali sulla base dell’avviso n 5636 del 2 aprile 2019.

Contrariamente a quanto disposto dal TAR Lazio sez III BIS con la sentenza n°11774/2019, il Collegio della Sez.VI del Consiglio di Stato con sentenza n.4825 del 9 luglio 2020-pubblicata in data 29 luglio) ha accolto l’appello dell’AVV. MAURIZIO DANZA, confermando sostanzialmente l’orientamento già intrapreso, e stigmatizzando il corto circuito logico del MIUR , “ derivante dalla impostazione seguita dal Ministero che, accedendo alla posizione valevole per lo stato romeno, ha escluso la rilevanza della formazione in Italia ai fini dell’abilitazione all’insegnamento in quella nazione, fondamentalmente si finiva per escludere la rilevanza delle lauree italiane nell’ambito del territorio”.

Secondo il Consiglio di Stato,  il MIUR ha palesemente disatteso altresì le norme della Direttiva Europea n°36/2005 avendo l’obbligo di riconoscere in modo automatico i titoli di formazione previsti da tale direttivae rilasciati in un altro Stato membro al termine di formazioni in parte concomitanti,sulla base di un principio già espresso dalla Corte di Giustizia europea ” (CGUE, III , 6 dicembre 2018 , n. 675), residuando solo il potere di verificare “la durata complessiva, il livello e la qualità delle formazioni a tempo parziale non siano inferiori a quelli delle formazioni continue a tempo pieno.

Va condivisa pienamente la motivazione della sentenza di appellocosì  l’Avv. Maurizio Danza Docente di Diritto del Lavoro presso Universitas Mercatorum, nella parte in cui nel riconoscere la tutela del diritto alla piena mobilità delle professioni in ambito europeo, haritenuto che il MIUR abbia violato l’art.13 della Direttiva Europea n°36/2005, atteso che “ a fronte della sussistenza in capo all’odierno appellante sia del titolo di studio richiesto, la laurea conseguita in Italia (ex sé rilevante, senza necessità di mutuo riconoscimento reciproco), sia della qualificazione abilitante all’insegnamento, conseguita presso un paese europeo, i presupposti per il contestato diniego non possono fondarsi sull’automatismo indicato dal Ministero che dovrà invece pronunciarsi in termini concreti, tramite la verifica della formazione conseguita, come sopra ricordato.

Dalla politica dei banchi a quella degli organici

Le persone sono il cuore della scuola. E’ su di loro che va fatto un investimento strutturale

UIL: scelta strategica è passare dalla politica dei banchi a quella degli organici
Un miliardo di euro, in due anni, per un organico che si prospetta solo di emergenza.
Cifre che dovrebbero servirebbero, invece, per ridurre gli alunni per classe.

Incontro al vertice oggi al ministero tra direzione del Mi e sindacati sull’ordinanza che dovrà definire i criteri di riparto degli organici e i criteri di ripartizione delle risorse tra le diverse Direzioni regionali.

Risorse e persone: temi centrali per la ripresa a settembre.

C’è quasi un miliardo di euro (esattamente 977,600 milioni di euro) un terzo disponibile per il prossimo anno (377,600 euro) e i restanti due terzi per il 2021 ( 600 mila euro).

Nessuna decisione è ancora presa. Certo – sottolinea la Uil scuola – ci vorrebbe una visione ampia, bisognerebbe utilizzare queste somme per definire la scuola dei prossimi anni. Sulla distribuzione delle risorse, i sindacati hanno chiesto una regia e un controllo nazionale.

L’orientamento sembra quello di assegnare subito il 50% delle risorse a tutti, sulla base del numero degli alunni e, successivamente, il restante 50% sulla base delle richieste motivate degli Uffici scolastici regionali.
Si andrebbe a garantire solo un organico di emergenza, legato alla condizione pandemica.

Nessun cambio di passo rispetto agli anni precedenti – sottolinea in modo critico la Uil Scuola.

Si dice di voler usare le risorse del Recovery Found per investire e poi si fa al contrario, organico ballerino e banchi uguale stessa politica stessa storia.

Siamo nel momento in cui – se si vuole veramente rientrare in classe a settembre -bisogna passare dalla politica dei banchi alla politica degli organici.

I banchi serviranno per mettere più alunni in classe, un organico più consistente, docente e Ata, consentirà, al contrario, di dividere gli alunni, tutti con l’insegnamento in presenza.

Il ministro tutti i giorni comunica al mondo che deve eliminare le “classi pollaio”. Noi su questo siamo al suo fianco. Lo facesse. Oggi ha l’opportunità per far sì che le sue non siano solo promesse televisive.

Incidere sull’organico significa rimodulare il numero di alunni per classe – osserva la Uil Scuola.
Per questo bisogna che inizi subito, almeno, dalle classi iniziali di ogni ciclo. Vanno cambiati i parametri.

E’ una esigenza che supera persino la questione sanitaria: prime classi con un numero adeguato di alunni potranno garantire una fisiologia di classe con maggiori opportunità di poter apprendere efficacemente.

Bisognerà prevedere massimo 20 alunni per classe e un organico di diritto strutturale anche per gli anni successivi alle classi iniziali. Da questo anno, e per le classi successive a quelle iniziali, si potrà intervenire con organico di fatto da utilizzare su progetti mirati che salvaguardino il gruppo classe.

Non vogliamo licenziamenti del personale per giusta causa in corso d’anno. Non vogliamo insegnanti intercambiabili.  Serve un organico di diritto strutturale per le classi iniziali e ad un organico Covid complementare ed utili a superare l’emergenza, in un quadro di sviluppo strategico.

‘A settembre tutti a scuola’, flash mob 31 luglio

Scuola: Cgil, ‘a settembre tutti a scuola’, flash mob 31 luglio davanti Miur Occorrono investimenti per sicurezza, pulizia e consumazione dei pasti

Roma, 28 luglio – ‘A settembre tutti a scuola! Ripartire in presenza, in sicurezza e tutelando il lavoro di tutti’. Questo lo slogan che guida il flash mob di FLC Fp e Filcams Cgil che si terrà venerdì 31 luglio, alle ore 10.30, davanti al Ministero dell’Istruzione, a Roma, con una richiesta molto precisa: dare a bambini, alunni, insegnanti e tutto il personale diretto e in appalto delle scuole e dei servizi educativi all’infanzia la possibilità di rientrare a scuola, a settembre, “investendo sulla sicurezza, sulla qualità degli spazi, per la consumazione del pasto, per la pulizia e sanificazione, per un tempo scuola lungo”.

“Bambini e ragazzi sono i soggetti che, più di altri, hanno subito gli effetti negativi del lockdown, necessario per il contenimento della diffusione del Covid-19. Adesso dobbiamo tornare a scuola – commentano le categorie della Cgil -, i ragazzi devono ricostruire quel sistema di relazioni alla base dei processi di apprendimento e che caratterizza la fase della loro vita, riappropriandosi di un proprio spazio di crescita. Stare a scuola e nei servizi educativi con i compagni e con gli insegnanti con orario completo fin da subito: garantire spazi adeguati, un servizio mensa di qualità, i necessari servizi di pulizia per le scuole statali, paritarie, private, un tempo scuola esteso e disteso”. Proseguono: “È fondamentale che la scuola (statale, paritaria, privata) e i servizi educativi ripartano in presenza; per farlo bisogna individuare misure che garantiscano la sicurezza e la salute degli studenti e del personale e la continuità e salvaguardia dell’occupazione e del lavoro. Occorre che il servizio di mensa scolastica riprenda contestualmente alla didattica, garantendo così anche i livelli occupazionali, dato il ruolo riconosciuto al momento del pasto quale parte integrante dell’offerta formativa, presidio per garantire la salute e fonte di nutrimento per bambini e ragazzi a supporto anche di famiglie vulnerabili. Occorre un grosso impegno per restituire, almeno in parte, a bambini e ragazzi il tempo e le opportunità formative perse nei lunghi mesi di sospensione delle attività in presenza. Bisogna individuare gli spazi e fornire, insieme alla mensa, tutti i servizi di supporto al diritto allo studio, all’ampliamento del tempo scuola, al mantenimento dei modelli organizzativi esistenti”.

“Al Governo e agli Enti Locali chiediamo di mettere a disposizione le risorse necessarie affinché in tutto il Paese si realizzino le condizioni per permettere la ripartenza e la permanenza nelle scuole, garantendo tutte le attività e i servizi accessori. È il momento di fare le scelte necessarie per rilanciare la centralità della scuola e dare al Paese prospettive di una crescita più equa, solidale, democratica. Per questo venerdì 31 luglio, alle ore 10.30, ci troveremo tutti insieme davanti al Ministero dell’Istruzione a ribadire che a settembre vogliamo tornare tutti a scuola!”, concludono Flc Fp e Filcams Cgil.