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DOCENTE SOSPESA

DOCENTE SOSPESA, GILDA: ORGANO DI GARANZIA PER TUTELARE LIBERTÀ INSEGNAMENTO
“L’episodio di Palermo che ha visto protagonista suo malgrado la professoressa Dell’Aria dimostra come sia pericoloso affidare una questione delicata come la disciplina dei docenti agli impiegati amministrativi dei provveditorati. Alla luce di quanto accaduto, chiediamo in primis che venga istituito un organo di garanzia competente e indipendente in grado di tutelare la libertà di insegnamento sancita dalla Costituzione, e il ripristino dell’istituto della conciliazione, abolito dalla riforma Brunetta, che eviterebbe il proliferare a dismisura del contenzioso”. Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, interviene in merito alla sospensione della docente siciliana.
“Tra i compiti dell’attività didattica – afferma Di Meglio – c’è anche quello di sviluppare lo spirito critico degli studenti che, non dimentichiamolo mai, sono il futuro del Paese, i cittadini ai quali spetterà guidare l’Italia e contribuire, ciascuno in base alle proprie capacità e attitudini, alla sua crescita. C’è qualcosa di schizofrenico nel reintrodurre l’insegnamento dell’educazione civica da una parte e dall’altra sospendere una docente per aver svolto il proprio lavoro senza reprimere la libertà di espressione degli alunni”. 

MERCOLEDI’ 22 SIT IN SOTTO IL MIUR

MERCOLEDI’ 22 SIT IN SOTTO IL MIUR, h. 16.00: Cancellare immediatamente l’’ignobile provvedimento contro Rosa Maria Dell’Aria. Rosa Maria in classe subito, accompagnata dalle scuse pubbliche ministeriali. Promosso da: Piero Bernocchi (portavoce nazionale COBAS) – Stefano d’Errico (segretario nazionale UNICOBAS) – Marcello Pacifico (presidente nazionale ANIEF) – Anna Angelucci (presidente Ass.Naz. Per la Scuola della Repubblica) – Marina Boscaino (portavoce nazionale LIP scuola) – Rossella Latempa (Insegnanti estensori Appello Scuola Pubblica) – Francesco Marola (ASSUR) – Renata Puleo (No Invalsi) – Roberto Villani (Autoconvocati della scuola)

Rosa Maria Dell’Aria, collega dell’istituto Vittorio Emanuele III di Palermo, è stata colpita, come oramai è ben noto, da un odioso, arbitrario e intollerabile provvedimento repressivo – con la sospensione dal lavoro di 15 giorni e interruzione dello stipendio – per aver interpretato il suo ruolo didattico, consentendo ai propri studenti di svolgere, senza alcuna censura, una ricerca storica sulle ignobili leggi razziali mussoliniane del 1938, che prevedeva – nella libera espressione degli studenti – anche alcuni richiami al nostro presente. Meno noti, però, sono alcuni passaggi che hanno portato allo sciagurato provvedimento dell’Ufficio scolastico provinciale palermitano. Il 28 gennaio scorso, sul profilo di Claudio Perconte, che scrive per siti di estrema destra come “Vox” e “Primato nazionale” (sodale di Casa Pound), era comparso un tweet, indirizzato al ministro all’Istruzione Marco Bussetti: “Salvini-Conte-Di Maio? Come il Reich di Hitler, peggio dei nazisti. Succede all’Iti Vittorio Emanuele III di Palermo, dove una prof per la Giornata della memoria ha obbligato dei quattordicenni a dire che Salvini è come Hitler perché stermina i migranti. Al Miur hanno qualcosa da dire?”. A seguire, il giorno dopo è avvenuta la cosa più grave: la sottosegretaria leghista ai Beni culturali Lucia Borgonzoni ha raccolto il messaggio intervenendo così su Facebook: “Se è accaduto realmente, andrebbe cacciato con ignominia un prof del genere e interdetto a vita dell’insegnamento. Già avvisato chi di dovere”. Per inquadrare il personaggio, basterà dire che durante un talk show televisivo, rispondendo ad una domanda sull’ultimo libro letto, la sprovveduta vantava con straordinaria arroganza di non aver più letto libri negli ultimi tre anni. Al di là dell’irrisorio livello culturale palesato da chi gestisce per la Lega tale ministero, andrebbe verificato se non sia stata proprio lei, “avvisando chi di dovere”, ad aver fatto intervenire l’USP palermitano : e qualora fosse confermata la cosa, sarebbe proprio la sottosegretaria Bergonzoni.a dover essere “cacciata con ignominia”.

Comunque, l’ignobile provvedimento contro Rosa Maria ha assunto dimensioni politiche nazionali eclatanti, inserendosi prepotentemente nello scontro aperto contro le politiche fascistoidi salviniane, facendo dilagare l’indignazione che è forte non solo nella scuola ma a 360 gradi, coinvolgendo anche le forze politiche e in primo luogo quelle sindacali alternative e conflittuali che, durante lo sciopero della scuola venerdi scorso, sia a Roma nella manifestazione nazionale sia nelle altre piazze coinvolte, hanno rivolto un severo monito al ministro Bussetti affinché proceda all’immediato reintegro di Rosa Maria Dell’Aria nel suo posto di lavoro dove ha sempre svolto un’attività didattica assai apprezzata da studenti e colleghi e, cancellando del tutto il provvedimento scellerato, accompagni questo atto con pubbliche scuse per l’insopportabile umiliazione che ha inferto alla collega, a cui non va tolto neanche un euro di uno stipendio già misero, come è quello attuale dei/delle docenti ed Ata italiani/e. Nelle piazze del 17 maggio, come oramai nella stragrande maggioranza delle scuole italiane, si è affermato con forza e indignazione il principio che quanto successo a Rosa Maria ci riguarda tutti/e, come cittadini/e prima ancora che come docenti, perché mette in discussione la libertà di manifestazione del pensiero e la libertà di insegnamento, diritti inviolabili garantiti dalla Costituzione.

Per questa ragione torneremo fin da lunedì – e fin quando Bussetti non avrà cancellato totalmente l’odioso atto repressivo – in decine di piazze italiane e in particolare a Roma davanti al MIUR di V.le Trastevere mercoledì prossimo dalle ore 16 per chiedere l’annullamento immediato del provvedimento e per rivendicare la libertà di pensiero, di parola e d’insegnamento. Impedire alla scuola di formare cittadini/e liberi/e e pensanti è l’ulteriore segnale di una deriva autoritaria che ingigantisce le argomentazioni degli studenti di Palermo. Sono invitati a partecipare, oltre al personale della scuola e gli altri sindacati, anche gli studenti, i genitori, i cittadini e le associazioni democratiche che hanno a cuore la scuola pubblica e la libertà di insegnamento.

Mercoledi 22 Maggio tutti/e al MIUR – V.le Trastevere – ore 16.00

#liberidinsegnare #liberidimparare

#liberidinsegnare #liberidimparare. Il 24 maggio iniziativa nazionale a Palermo dei sindacati scuola

La libertà di insegnamento è un bene fondamentale e indispensabile in ogni società democratica.

La libertà di insegnamento è un bene fondamentale e indispensabile in ogni società democratica.

È una prerogativa che la nostra Costituzione affida alle scuole e ai docenti.

Spirito critico, capacità di analisi e di lettura dei fatti del mondo, sono gli obiettivi che gli studenti dovrebbero raggiungere nel loro percorso di studi per l’esercizio di una cittadinanza attiva.

Per

  • garantire il pluralismo,
  • difendere le prerogative professionali,
  • tutelare libertà fondamentali che attengono alla nostra democrazia costituzionale,
  • rivendicare l’istituzione di un organismo indipendente con il compito di valutare il corretto esercizio della libertà di insegnamento e di tutelare l’autonomia professionale individuale e collegiale
  • affermare i valori che devono essere gelosamente custoditi e difesi dalla nostra Scuola in tutto il Paese

i sindacati del comparto istruzione e ricerca indicono

un’iniziativa nazionale che si terrà a Palermo il giorno 24 maggio, con una grande assemblea aperta ed una fiaccolata.

Contemporaneamente altre iniziative analoghe si svolgeranno a livello locale in tutta Italia.

I fatti che riguardano la professoressa Dell’Aria sono il sintomo di una pericolosa tendenza della politica a invadere e condizionare gli spazi in cui si esercitano l’azione didattica e l’autonomia delle istituzioni scolastiche. Una tendenza che potrebbe facilmente accentuarsi nella prospettiva, da combattere e respingere nettamente, di un governo del sistema scolastico non più unitario e nazionale ma affidato alla competenza delle singole regioni.

Invitiamo tutto il personale docente, ATA e dirigente, le RSU a farsi parte attiva per far crescere su tutto ciò il livello complessivo di attenzione e di consapevolezza, promuovendo momenti di discussione da portare a sintesi in documenti che potranno essere inviati alle strutture nazionali perché ne favoriscano la circolazione anche nell’ambito delle iniziative assunte a livello nazionale.

In tutte le iniziative attivate proseguirà la raccolta di adesioni all’appello “contro la regionalizzazione del sistema di istruzione”; ricordiamo che la sottoscrizione dell’appello può essere fatta anche on line al seguendo indirizzo: https://goo.gl/forms/anOr0fhibkHXFWDK2

Roma, 20 maggio 2019

FLC CGIL
Francesco Sinopoli
CISL FSUR
Maddalena Gissi
UIL Scuola RUA
Giuseppe Turi
SNALS Confsal
Elvira Serafini
GILDA Unams
Rino Di Meglio

IN 10 ANNI STIPENDI DOCENTI GIÙ DEL 7%

CONTRATTO, GILDA: IN 10 ANNI STIPENDI DOCENTI GIÙ DEL 7%, PERSI 170 EURO 

In 10 anni gli stipendi dei docenti italiani sono calati mediamente del 7% rispetto all’andamento dell’inflazione. Tradotto in altri termini, significa che dal 2007 a oggi le buste paga mensili si sono alleggerite di circa 170 euro lordi. Il calo vertiginoso delle retribuzioni dei prof emerge in tutta la sua gravità dai dati elaborati dal Centro Studi Nazionale della Gilda degli Insegnanti che ha analizzato la variazione annua degli stipendi in relazione all’andamento dell’inflazione dal 1997 al 2018.

“Il calcolo, che prende come riferimento lo stipendio medio di un insegnante con 21 anni di servizio nella scuola secondaria di primo grado, – spiegano Gianluigi Dotti e Rosario Cutrupia del Centro Studi della Gilda – evidenzia come il potere di acquisto dei docenti sia crollato inesorabilmente nel corso degli anni”. 

In particolare, si nota che a partire dal 2010 e fino al 2017 gli incrementi stipendiali non hanno mai raggiunto l’1%, attestandosi addirittura a zero dal 2012 al 2015, a fronte di un’inflazione che, pur se non a ritmi galoppanti, viaggiava con segno positivo e toccando punte del 2,80% e del 3% rispettivamente nel 2011 (aumento stipendi dello 0,20%) e nel 2012 (aumento stipendi dello 0,00%). 

“Si tratta di una situazione che grida vendetta”, dichiara Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, alla vigilia dell’incontro sul rinnovo contrattuale che si terrà oggi pomeriggio al Miur. “Per risalire la china, e recuperare la differenza salariale non solo rispetto al resto dei docenti europei ma anche agli altri dipendenti del pubblico impiego, occorre che il Governo adotti un provvedimento ad hoc per la scuola. Al vertice di oggi a viale Trastevere – afferma Di Meglio – chiederemo uno stanziamento adeguato di risorse, una cui parte è possibile reperire abolendo il bonus premiale introdotto dalla legge 107/2015 e destinando quei fondi all’aumento degli stipendi. Senza dimenticare il recupero dello scatto di anzianità 2013 per il quale la Gilda ha raccolto circa 30mila firme attraverso una petizione lanciata ad hoc e che – conclude Di Meglio – non deve finire nel dimenticatoio”.     

SOLIDARIETÀ E SOSTEGNO

SOLIDARIETÀ E SOSTEGNO ALLA DOCENTE DELL’ITI VITTORIO EMANUELE III DI PALERMO COLPITA DALL’INSENSATA E REPRESSIVA SANZIONE DELL’USR SICILIA

Sconcerto e rabbia suscita il provvedimento disciplinare inflitto dall’Ufficio Scolastico Regionale ad una docente dell’ITI Vittorio Emanuele III di Palermo. Il fatto che ha determinato l’irrogazione della grave sanzione si è verificato il 27 di gennaio in seno alle attività della scuola in occasione della giornata della memoria. In quell’occasione un gruppo di studenti della professoressa Dell’Aria, svolgendo il compito assegnato, hanno illustrato una presentazione in cui in due slides suggerivano un accostamento tra gli effetti della promulgazione delle leggi razziali e l’emanazione del decreto sicurezza e tra la conferenza di Evian del ‘38 e il vertice di Innsbruck del 2018, la prima per decidere la ripartizioni degli ebrei in fuga dalla Germania nazista e il secondo per concordare la ripartizione in Europa dei migranti. Ebbene la professoressa è stata sanzionata dai solerti funzionari ministeriali con una sospensione dal servizio di 15 giorni e con una proporzionale decurtazione dello stipendio per mancato controllo sul lavoro dei suoi alunni!

Ci chiediamo, dove sta il mancato controllo della docente? Forse nel fatto che questi hanno dimostrato di aver sviluppato un’acuta capacità critica e di pensiero? Forse che di questi argomenti si può discutere nell’agone della polemica politica ma che la scuola deve astenersi da qualsivoglia forma di analisi critica della realtà sociale e culturale e limitarsi a forme di addestramento al lavoro, allo sviluppo di asettiche competenze?

È proprio questo che più di tutto preoccupa, questa insensata e inammissibile voglia di imbrigliare e dirigere le forme di costruzione del sapere e della consapevolezza individuale, compiti che la scuola pubblica ha il dovere istituzionale di realizzare e che, non a caso, in altre tristi stagioni della nostra storia sono stati conculcati e repressi in ogni modo.

Attualizzando le manifestazioni più intolleranti dell’autoritarismo del periodo fascista, in cui ogni forma di dissenso e di critica veniva scientificamente e violentemente perseguitata, potremmo dire che i ripetuti episodi di sequestro di striscioni con scritte di contestazione nei confronti del ministro dell’interno, oppure la mancanza di qualsiasi forma di intervento istituzionale di condanna dei fatti di Casalbruciato, di stigmatizzazione della violenza inaudita espressa nei confronti di una donna e della sua bambina, qualche inevitabile suggestione ed inevitabile accostamento lo suggerisce anche a noi! E non pensiamo di essere tendenziosi o faziosi, pensiamo solo che la posta in gioco sia talmente alta, la difesa della libertà di espressione e della libertà tout court, che si debba manifestare un’intransigente opposizione ad ogni segnale di deriva autoritaria. Non ce lo possiamo permettere, nessuno può ripercorrere le strade che hanno portato ai periodi più bui e disperati della nostra storia.
Per questo esprimiamo tutta la nostra solidarietà alla docente colpita da un così duro ed insensato provvedimento e chiediamo, nel suo interesse ma anche in quello di tutti noi e del nostro lavoro, l’immediata revoca della sanzione ed una completa riabilitazione del valore della sua attività di insegnamento.

Chiediamo invece una doverosa verifica sui procedimenti e sui parametri di valutazione, insomma sui “controlli”, che hanno portato alla determinazione di una misura così repressiva e sulla quale fin ai più alti vertici del ministero e del governo ricade una responsabilità gravissima.

MINISTRO SE CI SEI BATTI UN COLPO

Presidio di solidarietà

Rosa Maria deve tornare a scuola. Presidio di solidarietà.

Bologna, martedì 21 maggio dalle ore 15:00 alle 18:30 
Ufficio scolastico provinciale, Via de’ Castagnoli 1

Rosa Maria deve tornare immediatamente a scuola
Presidio di solidarietà martedì 21 a partire dalle ore 15 USP Bologna, Via De’ Castagnoli 1

Siamo lavoratrici e lavoratori della scuola e vogliamo che ritorni immediatamente in classe Rosa Maria Dell’Aria, la nostra collega palermitana colpita da un odioso e intollerabile provvedimento repressivo (sospensione dal lavoro di 15 giorni e interruzione dello stipendio) per aver svolto il suo ruolo didattico, consentendo ai propri studenti di svolgere, senza alcuna censura, una ricerca storica sulle ignobili leggi razziali mussoliniane del 1938, che prevedeva anche alcuni comprensibilissimi richiami al nostro presente. 
Quello che le è successo ci riguarda tutte e tutti, come cittadini prima ancora che come docenti, perché mette in discussione la libertà di opinione e la libertà di insegnamento, pilastri del dettato costituzionale. Per questa ragione vogliamo portare il dissenso del mondo della scuola davanti all’ufficio scolastico provinciale di Bologna, per chiedere la sospensione immediata del provvedimento e per rivendicare la libertà di pensiero, di parola e d’insegnamento. Se la scuola non è più in grado di costruire cittadine e cittadini liberi e pensanti può essere il segno anche di una possibile deriva autoritaria… 
Per questo vorremmo che martedì prossimo fossimo in tante/i davanti all’Ufficio Scolastico Provinciale di Bologna, in via De’ Castagnoli 1, a partire dalle ore 15. 

Invitiamo a partecipare anche le studentesse e gli studenti, i genitori, le cittadine ed i cittadini, le associazioni e le organizzazioni sindacali. 
Proprio perché la nostra protesta si fonda sulla libertà di espressione e di pensiero, invitiamo tutte e tutti a portare un cartellone, uno striscione e quant’altro per esprimere le nostre libere idee.

Lettera sulla Storia e la Geografia

Aderendo convintamente all’appello in difesa della Storia , mi sembra doveroso far notare che negli ultimi anni (complice la “riforma “Gelmini”) ci siamo bruciati la sua “sorella gemella” , e cioè la Geografia, nell’ indifferenza generale della Politica ed di buona parte della Cultura italiana.

Geografia e Storia hanno molto in comune , come ci ha insegnato la grande scuola francese de Les Annales dei grandi Bloch,Febvre, Pirenne e Braudel .

Così come la storia non si riduce ad un elenco di date , altrettanto la Geografia, insegnata oggi, non si riduce ad un elenco di nomi o di numeri.

Per comprendere la prima  ci si deve rendere conto di come eventi, circostanze e idee abbiano prodotto certi risultati.  Altrettanto accade per comprendere i cambiamenti nello spazio.

Purtroppo la Politica  e buona parte dell’Intelligencija italiana non  sono per nulla consapevoli di questo secondo aspetto .

Considerata la vicinanza culturale e metodologica  delle due discipline,  mi auguro che i sostenitori della Storia si uniscano a chi da anni vorrebbe ripristinare l’insegnamento della Geografia, quanto meno ai livelli pre-Gelmini  , affidandola ,peraltro, a docenti specialisti. 

Arretrato e poco lungimirante quello Stato che impedisce ai suoi giovani di conoscere non solo il passato ma anche il presente e lo spazio, locale e globale,  in cui vivono !

Prof. Riccardo Canesi   (Coordinamento Nazionale SOS Geografia)

Sinopoli: Bussetti faccia revocare subito la sospensione alla professoressa Dell’Aria

Roma, 19 maggio – ‘E’ lodevole l’intento del ministro Bussetti di incontrare Rosa Maria Dell’Aria, la professoressa palermitana colpevole di aver garantito l’espressione del libero pensiero dei propri studenti e per questo ingiustamente sanzionata, ma la priorità deve essere il ritiro immediato dell’ingiusta sospensione’. E’ quanto dichiara Francesco Sinopoli, segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL.
‘Se la scuola deve costruire coscienze critiche come ritiene il ministro e di questo anche noi siamo pienamente convinti, la professoressa Dell’Aria ha fatto al meglio il suo lavoro e la sua sospensione ci risulta ancor più inaccettabile. Si attivi subito il ministro, conclude Sinopoli, e chieda scusa a nome dello Stato italiano, a chiamarlo in causa sono tanti cittadini di questo Paese che si stanno mobilitando per Rosa Maria e per difendere la scuola della Costituzione’.

PETIZIONE AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

PETIZIONE AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

http://chng.it/vwFLc2qq

USB PI Scuola ha lanciato lo scorso giovedì una petizione che vola verso le 100mila firme e sappiamo che le supererà, perché quando la misura è colma, cittadini e lavoratori della scuola sanno reagire. Continueremo a dimostrare concretamente solidarietà alla docente Dell’Aria fino alla totale revoca dell’ingiusta e repressiva sanzione che le è stata comminata dal provveditorato di Palermo. Chiediamo a tutti e tutte di continuare a firmare, di sottoscrivere nelle scuole documenti di solidarietà. Potete inviarli a scuola@usb.it, li pubblicheremo immediatamente sul sito e sulla pagina Facebook USB P. I. – Scuola.

Ieri il presidio dell’USB e degli studenti ha mostrato che possiamo e dobbiamo reagire quando la libertà di opinione e di insegnamento sono in pericolo. Oggi andiamo avanti. Porteremo mercoledì al provveditore di Palermo le firme raccolte su change.org (http://chng.it/vwFLc2qq) insieme a tutti i documenti sottoscritti dai collegi docenti di ogni scuola del paese che vorrà attivarsi in questa battaglia di democrazia.

Ricordiamo che per fare approvare la mozione in collegio dei docenti occorre fare inserire il punto all’Ordine del Giorno del collegio e raccogliere le firme prima della data del collegio stesso.

Per informazioni scrivere a scuola@usb.it


MODELLO DI MOZIONE DEL COLLEGIO DEI DOCENTI DI SOSTEGNO ALLA PROF.SSA DELL’ARIA, IN DIFESA DELLA LIBERTÀ DI INSEGNAMENTO-APPRENDIMENTO

Il collegio dei docenti dell’Istituto ……………………….. (nome, comune, provincia) esprime la propria vicinanza e solidarietà alla collega Rosa Maria Dell’Aria, punita con una sospensione di 15 giorni dal Provveditorato di Palermo per non aver censurato la libertà di espressione dei propri studenti. In occasione della Giornata della Memoria, gli alunni della professoressa palermitana avevano prodotto un lavoro multimediale nel quale accostavano la violazione dei diritti umani delle leggi razziali con le limitazioni prodotte dall’attuale “Decreto sicurezza” sulle vite dei migranti. L’accusa rivolta alla docente è di non essere intervenuta immediatamente per redarguire gli alunni per una presunta inopportunità del loro lavoro.

Noi crediamo che l’insegnamento abbia come finalità principale quella di creare coscienze critiche e libere che sappiano comprendere il passato, il presente, la loro stessa vita con riflessioni operate mediante l’esercizio della ragione. Nessun ostacolo, nessuna censura possono e devono reprimere l’azione e il libero pensiero degli studenti e dei docenti. È un principio garantito dalla Costituzione italiana.

Rispetto al lavoro degli studenti della prof.ssa Dell’Aria ci sembra possibile esprimere un solo giudizio. Esso è un chiaro segno del buon operato della collega, che ha semplicemente svolto il suo mestiere, stimolando i propri studenti a esercitare liberamente il loro pensiero, operando confronti storici che, nel metodo, non possono essere censurati. Sanzionare un docente per tali ragioni ci sembra una sorta di anticamera della costruzione di una società a una dimensione, di una terribile distopia da guardare con orrore.

Chiediamo il ritiro immediato della sanzione inflitta alla collega in quanto riteniamo che la scuola pubblica statale sia da difendere nel suo essere una delle principali istituzioni garanti della libertà dei futuri cittadini.

Data ………………………………………………

A Palermo si punisce il diritto di critica

A Palermo si punisce il diritto di critica, colpita tutta la comunità scolastica

La vicenda dell’Istituto Tecnico “Vittorio Emanuele II” di Palermo, dove una docente è stata oggetto di procedimento disciplinare e relativa sanzione per aver “consentito” agli studenti, in occasione della Giornata della memoria, di evidenziare analogie tra le leggi razziali del 1938 e l’attuale Decreto sicurezza, è indice di un clima inasprito in cui il diritto di critica viene sistematicamente violato.

Colpisce la solerzia dell’Amministrazione nel procedere contro una docente “colpevole” di aver interpretato il proprio ruolo professionale per promuovere cultura, spirito di iniziativa, pensiero critico e senso civico, secondo il compito che la Costituzione affida alla scuola pubblica.

In un Paese dove si lasciano morire le persone in mare, si sanziona chi salva vite, si escludono dalle mense bambini in condizioni di povertà, soprattutto se stranieri, si introducono grembiulini, telecamere ed altri strumenti di controllo coercitivo, risulta fuori dal coro, quindi evidentemente inaccettabile, la voce di una lavoratrice, docente della scuola dello Stato, che nel suo lavoro mette cuore e testa, impegnandosi in prima linea per educare alla cittadinanza attiva e consapevole, offrendo agli studenti gli strumenti per capire e per cambiare il mondo.

Nell’esprimere la solidarietà alla collega, alla scuola e ai ragazzi, la FLC CGIL Nazionale, unitamente alla FLC e alla CGIL di Palermo, chiede l’intervento del Ministro Bussetti per l’immediato ritiro della sanzione e si impegna a mettere in atto da subito la mobilitazione di tutta la categoria per sollecitare una forte reazione sociale, culturale e politica ai fini di tutelare la libertà di insegnamento e ripristinare gli spazi di democrazia in tutto il Paese, a partire dai luoghi della conoscenza.


Sinopoli: “se decide la Digos la scuola è in pericolo”.
Lettera alla professoressa di Palermo: colpita tutta la comunità scolastica
L’articolo di Francesco Sinopoli, Segretario generale della FLC CGIL, pubblicato sull’Huffington post.


Cara professoressa Dell’Aria,

vorrei intanto esprimerle la solidarietà e la vicinanza di tutta la FLC CGIL e di tutta la CGIL per ciò che è costretta a subire in queste ore e in questi giorni, per lei assai penosi e drammatici, durante i quali dovrà fare a meno di insegnare, di rapportarsi coi suoi studenti e con la scuola nella quale ha insegnato per tanti anni.

Sappia che non è sola, e il suo caso diventa il nostro caso, non solo per effetto di una facile indignazione, ma perché attraverso la punizione che è stata inflitta a lei e ai suoi studenti (ai quali, siamo certi, lei mancherà moltissimo), è stato punito l’intero sistema scolastico, nella sua libertà di educare e istruire, nella sua autonomia di pensiero, nella sua capacità di insegnare la realtà del mondo. È stata colpita tutta la comunità scolastica, non solo quella dell’istituto di Palermo. Il messaggio è chiaro, e noi lo demoliremo. Insieme.

Oltremodo pretestuose infatti ci sembrano le spiegazioni fornite dall’Ufficio provinciale scolastico di Palermo, quando sostiene che “la libertà di espressione non è libertà di offendere e l’accostamento delle leggi razziali al decreto sicurezza è una distorsione della realtà”. Ci si chiede chi sia stato offeso, davvero. Ci si chiede se nella scuola pubblica il pensiero critico degli studenti debba essere considerato un’offesa dalle istituzioni.

Ci si chiede, entrando nel merito della valutazione “della realtà”, se i suoi studenti, accostando le condizioni disumane dei migranti di oggi, determinate proprio da quella legge infame e razzista, a quelle degli ebrei dopo il 1938 in Italia, proprio nel Giorno della memoria della Shoah, abbiano commesso chissà quale reato di “lesa maestà”, tanto da far intervenire addirittura la Digos nella comunità scolastica, una decisione assai pericolosa che muove all’indignazione.

La percezione della realtà e un atto di libertà critica degli studenti diventano un reato, al punto da sospendere una docente preparata, sensibile, esperta. Ma in quale “realtà” siamo giunti? Quale limite è stato oltrepassato? Chi si vuole colpire?

La scuola pubblica italiana, cara professoressa, è al centro, ormai da tempo, delle attenzioni di certi politici. Talvolta si è intervenuti in modo manifesto e trasparente, e talvolta lo si è fatto in modo subdolo. Negli anni scorsi, si è tentato di trasformare le nostre scuole in aziende in competizione l’una contro l’altra, affidando ai dirigenti scolastici il ruolo degli “sceriffi”, tentativo che abbiamo divelto in modo netto.

Poi si è tentato di screditare la scuola pubblica usando il bilancio dello Stato, attraverso tagli continui alle risorse, finanziarie e umane. Oggi, infine, assistiamo alla chiusura del cerchio: quando la Digos entra in una scuola vuol dire che l’esercizio del controllo è divenuto poliziesco e repressivo, suscitando negli studenti il terrore di uscire dal “pensiero unico” e di interpretare liberamente la realtà nella quale vivono.

Se è la Digos che deve decidere cosa e come si possa e debba insegnare agli studenti, significa che i suoi ragazzi avevano ragione a delineare l’accostamento tra quel 1938 e i giorni nostri.

Chiudo con le parole, bellissime, che le ha rivolto un suo collega di Catania, il professor Marco Pappalardo, e pubblicate dal quotidiano Avvenire: “credo che ci si debba muovere in massa – studenti, docenti, dirigenti, personale, sindacati – per sostenerla e per dare un segno chiaro”.

Ecco, noi del sindacato ci siamo, e ci siamo anche quando il professor Pappalardo offre la sua disponibilità a partecipare economicamente alla sua angoscia, devolvendole parte del suo stipendio, non come gesto di “carità pelosa”, ma come gesto politico di notevole valore, proprio come nel 1938 gli antifascisti facevano con coloro che venivano inviati al confino (l’accostamento è mio, non del professor Pappalardo).

Docente Palermo sospesa

Interrogazione parlamentare al governo

on. Fratoianni e on. Palazzotto (Sinistra): Reintegrare subito docente, risarcirla economicamente.

Il Ministro e il Miur si preoccupino piuttosto di favorire lo studio nelle scuole italiane della storia del fascismo e del razzismo 

“Vogliamo sapere quali iniziative urgenti il Ministro dell’Istruzione intenda intraprendere affinché il Miur e gli uffici scolastici territoriali  rivedano ed annullino immediatamente il provvedimento disciplinare assunto nei confronti della docente  dell’istituto tecnico industriale Vittorio Emanuele III di Palermo, risarcendola  del danno economico e di immagine subito.”

E’ una delle domande che Nicola Fratoianni ed Erasmo Palazzotto de La Sinistra pongono nell’interrogazione parlamentare al governo presentata a Montecitorio. 

“Vogliamo anche sapere – proseguono i parlamentari della sinistra – quali iniziative intendano assumere perché in futuro non si ripetano episodi del genere che di fatto rappresentano un pericoloso tentativo di censura di Stato.”

“Compito dell’insegnante era ed è quello di dare un giudizio sulla qualità del lavoro ma non può certo impedire agli studenti di esprimere una loro opinione. E farebbe bene  il ministero dell’Istruzione a preoccuparsi di favorire lo studio della storia e dei crimini del nazismo e del fascismo, e dei fenomeni razzisti.”

Disegno di legge a sostegno degli alunni con disturbi specifici dell’apprendimento

La senatrice Drago (M5S) presenta un disegno di legge a sostegno degli alunni con disturbi specifici dell’apprendimento: “Maggiori tutele per gli studenti e le loro famiglie”.

La senatrice del Movimento Cinque Stelle Tiziana Drago ha depositato un disegno di legge a tutela e sostegno degli alunni con DSA (disturbi specifici dell’apprendimento). Nello specifico la senatrice, al termine di un ciclo di incontri con famiglie, esperti del settore, pedagogisti, dirigenti scolastici, ha elaborato delle modifiche migliorative partendo dalla legge n.170 dell’8 ottobre 2010,  “Nuove norme in materia di disturbi specifici dell’apprendimento in ambito scolastico”.

In particolare, la parlamentare del M5S ha previsto una diagnosi precoce dei disturbi dell’apprendimento tramite uno screening obbligatorio, misure di supporto come una didattica individualizzata, l’introduzione di sgravi fiscali per le famiglie e sanzioni per i dirigenti scolastici, per i docenti delle scuole dell’obbligo ed universitari che non rispettino i tempi di presentazione del Piano didattico personalizzato (PDP) per i ragazzi con Dsa ed altro ancora. Il disegno di legge vede come prima firmataria Tiziana Drago con i colleghi Bianca Laura Granato, Luisa Angrisani, Fabrizio Ortis, Felicia Gaudiano e Cinzia Leone e molti altri 

“È emersa la necessità di aggiornare la legge del 2010 in alcuni punti nodali. Prima di tutto è necessario abbassare l’età della certificazione che oggi viene rilasciata solo tra la seconda e la terza classe primaria. Infatti, una diagnosi formulata precocemente consentirebbe il recupero di certe abilità”, afferma la Drago.

“Il nostro disegno di legge vuole inserire uno screening (o test) obbligatorio nelle scuole (partendo dall’ultimo anno della scuola dell’infanzia, con consenso informato dei genitori, passando al primo anno di primaria per confermare al terzo anno della scuola primaria). In secondo luogo, è necessario rimarcare come il mancato rispetto, da parte dei docenti, anche universitari, e dei dirigenti scolastici, delle linee guida della legge 170/2010, ed in particolare del termine di deposito dei Piani di Studio Personalizzati per gli studenti con disturbi dell’apprendimento, costituisca un illecito disciplinare”.

“Inoltre, dobbiamo permettere ai bambini di accedere a laboratori formativi con personale specializzato, da attivare all’interno della scuola e sostenere le famiglie. Con la nostra proposta di legge viene introdotta una significativa semplificazione delle procedure di accesso all’indennità di frequenza, attraverso una norma che stabilisce come la sola diagnosi di DSA rappresenti titolo sufficiente per l’accesso al beneficio. A questo si aggiunge il riconoscimento di un credito di imposta che le famiglie potranno fruire per il percorso didattico dei figli”.

“Nel novero dei DSA rientrano disturbi che, se non diagnosticati e seguiti adeguatamente, possono condizionare il percorso scolastico dei ragazzi. Disturbi quali la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia possono sussistere separatamente o insieme. Ad essi si aggiungono disturbi del linguaggio e la disprassia.  I numeri degli alunni con DSA sono alti e colpiscono dal 3 al 5% della popolazione studentesca”, spiega la senatrice.

“Per questa ragione lo Stato – prosegue Drago – deve adeguarsi e fornire risposte concrete per garantire il diritto allo studio e sostegno alle famiglie. Il rischio è quello che a causa di questi disturbi non adeguatamente intercettati e seguiti I ragazzi si demotivino e abbandonino il percorso scolastico, aumentando l’evasione scolastica che specie in città del sud come Catania è elevata”

Sospensione della docente di Palermo

USB Scuola: la sospensione della docente di Palermo è un atto politico

Si stanno sempre più definendo i contorni della vicenda che hanno portato il provveditorato di Palermo a sanzionare una docente per non aver censurato i suoi alunni.

In nessuna parte del contratto scuola, in particolare quando si definisce la funzione docente e la responsabilità disciplinare, troviamo tra i motivi di sanzione la mancata censura dei propri studenti, ma solo una vaga formulazione all’art.11 lettera i) “vigilare sul corretto espletamento dell’attività del personale sottordinato ove tale compito rientri nelle proprie responsabilità”, che in nessun modo si può applicare alla scuola, in quanto gli studenti non sono sottoposti, a meno che il governo non voglia farli diventare dei piccoli Balilla, al servizio dello Stato, del governo o del docente di turno.

“È ormai evidente e palese” afferma Luigi Del Prete dell’esecutivo nazionale USB Scuola, “che la decisione degli ispettori del provveditorato di Palermo è esclusivamente di natura politica: dare un segnale di compiacenza al governo e al ministro di turno, a pochi giorni dalle elezioni europee, in un momento di vacanza del posto di Direttore generale dell’USR Sicilia, fino a giungere al mancato rispetto degli obblighi di imparzialità dell’azione ispettiva”.

“Chiediamo al Ministro l’immediata verifica dell’azione ispettiva, che ha portato alla grave sanzione nei confronti della professoressa Dell’Aria e allo stesso Provveditore di annullare la sanzione, perché nessun codice deontologico o disciplinare è stato violato” conclude Del Prete.

La petizione lanciata da USB in solidarietà alla professoressa dell’Aria ha raccolto in meno di 24 ore oltre 25000 firme, che consegneremo simbolicamente al prefetto di Palermo durante il presidio di solidarietà che si terrà oggi dalle ore 16.30 all’esterno della prefettura di Palermo e successivamente direttamente al provveditore di Palermo, per ottenere la revoca della sanzione e restituire dignità ai quarant’anni di professione della prof.ssa Dell’Aria.

L’appuntamento è per oggi, 17 maggio, alle 16 presso la prefettura di Palermo, in via Cavour, insieme agli studenti e a tutti i cittadini che reclamano la libertà di sviluppare ed esprimere il proprio pensiero critico.

Per firmare la petizione clicca qui http://chng.it/vwFLc2qq

Docente Palermo sospesa

Desideriamo esprimere tutta la nostra solidarietà alla Prof.ssa  Rosa Maria Dell’Aria che  ha semplicemente esercitato la sua funzione di docente secondo il dettato  costituzionale con  e per i suoi studenti  per lo sviluppo del senso critico e la conoscenza della storia.  Assistiamo ad un inquietante e crescente attacco al corpo docente la cui funzione invece andrebbe valorizzata, difesa e sostenuta come valore costituzionale  Nella scuola pubblica, luogo di confronto e dibattito in cui si formano le coscienze critiche, è assolutamente inaccettabile che ad una docente venga comminato  un  provvedimento di sospensione dalla funzione e dallo stipendio per non aver imposto ai suoi alunni un  pensiero unico. Chiediamo pertanto che tale provvedimento  venga immediatamente annullato

Incontro Miur-Sindacati su precariato

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO
MIUR-ORGANIZZAZIONI SINDACALI

Scuola, nuovo incontro Miur-Sindacati su precariato

Consegnata proposta unitaria, ora rapido vaglio tecnico-politico

Prosegue al MIUR il confronto fra i vertici del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e le Organizzazioni Sindacali in merito al tema del reclutamento e del precariato nella scuola. Un tavolo tematico che fa seguito all’accordo raggiunto a Palazzo Chigi, lo scorso 24 aprile, alla presenza del Ministro Marco Bussetti e del premier Giuseppe Conte.

Il 6 maggio scorso si era svolto già un primo incontro al MIUR, con l’obiettivo di arrivare a una proposta organica che consenta di avviare una nuova stagione concorsuale per dare ai neolaureati la possibilità di insegnare, salvaguardando anche la specifica esperienza maturata da chi ha già lavorato nella scuola per almeno tre anni.

Oggi un significativo passo avanti: le Organizzazioni Sindacali hanno illustrato una loro proposta unitaria al Capo di Gabinetto del MIUR, Giuseppe Chiné. Il Capo di Gabinetto del MIUR si è impegnato a presentarla al Ministro Marco Bussetti per una rapida istruttoria tecnica e politica tesa a verificarne la pratica attuazione, anche rispetto agli indispensabili passaggi parlamentari. Istruttoria che coinvolgerà anche il Presidente del Consiglio dei Ministri, firmatario dell’intesa del 24 aprile. Le parti hanno concordato la necessità di convocare al più presto un nuovo incontro.