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Avvio anno scolastico 2021-2022

Avvio anno scolastico 2021-2022: servono decisioni politiche e indicazioni tecniche chiare. L’ANP incontra il Ministro Bianchi

L’ANP ha partecipato oggi, in videoconferenza, a due incontri dedicati all’avvio dell’anno scolastico 2021/22. Nel corso della mattinata abbiamo preso parte al tavolo, convocato dal Capo Dipartimento Jacopo Greco, finalizzato all’aggiornamento del protocollo di sicurezza per le istituzioni scolastiche; nel pomeriggio il Presidente Nazionale, Antonello Giannelli, ha incontrato il Ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi per discutere delle problematiche relative all’avvio del prossimo anno scolastico. 

Al tavolo convocato dal Dott. Greco dovevano essere presenti anche un rappresentante del Comitato Tecnico Scientifico (CTS) e un rappresentante della struttura del Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19.  In apertura, il Capo Dipartimento ha evidenziato la natura istruttoria dell’incontro in vista della redazione del Protocollo e ha comunicato l’assenza del rappresentante del CTS, mentre ha preso parte all’incontro il Colonnello Latorre in rappresentanza della struttura commissariale. 

Quest’ultimo ha dichiarato che saranno distribuite mascherine chirurgiche a tutte le scuole, prevedendo la consegna di mascherine trasparenti certificate ai docenti e agli studenti delle classi in cui sono presenti studenti non udenti. Non si darà luogo, invece, alla distribuzione delle mascherine FFP2 perché il CTS ritiene sufficientemente efficaci quelle chirurgiche. Il colonnello Latorre ha affermato, infine, che i dati relativi alla situazione vaccinale del personale scolastico saranno trasmessi alle organizzazioni sindacali tramite il Ministero dell’istruzione. 

L’ANP, che ha già inviato al Ministero un documento dettagliato con richieste di chiarimento e proposte – ad es., su distanziamento e utilizzo dei DPI; spazi e organico di potenziamento; trasporti e scaglionamento delle entrate e delle uscite; gestione delle quarantene e tracciamento dei casi di contagio; lavoratori fragili; determinazioni delle Regioni e normativa nazionale – ha ribadito la necessità di ricevere indicazioni chiare da parte del decisore politico sull’obbligo vaccinale del personale scolastico e sul distanziamento.  

Il Protocollo di intesa del 6 agosto 2020 fu sottoscritto per attuare il documento tecnico del CTS del 28 maggio 2020 e le indicazioni contenute nel verbale del CTS del 22 giugno 2020, nonché alla luce di scelte politiche che erano già state compiute e cristallizzate nel Piano scuola 2020-2021 (D.M. 39/2020). 

Cosa dovrebbe attuare, per contro, il Protocollo di intesa 2021-2022? Le indicazioni fornite dal verbale del CTS del 12 luglio 2021 sono ambigue e per di più rese sulla base di un presupposto (il raggiungimento di una percentuale di vaccinati tra il personale scolastico e la popolazione scolastica over 12 pari al 60% a settembre) ad oggi di incerta realizzazione. Non risulta ancora aggiornato il rapporto dell’ISS 58/2020 per quanto riguarda tracciamento e gestione delle quarantene. Né alcuna scelta è stata finora compiuta dal decisore politico in relazione a dette indicazioni, visto che non è stato ancora adottato il Piano scuola 2021/22. In definitiva, mancano ad oggi il documento tecnico con le relative misure e le scelte politiche cui il prossimo Protocollo dovrebbe dare attuazione.  

Il Capo Dipartimento Greco, in conclusione, ha definito l’incontro odierno interlocutorio poiché è emersa la necessità che il CTS fornisca ulteriori precisazioni in merito al distanziamento e all’impiego dei DPI. 

Nel pomeriggio l’ANP ha poi incontrato il Ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi che ha sottolineato, in premessa, come l’obiettivo prioritario del Governo sia la ripresa delle lezioni in presenza da settembre. I dati della vaccinazione sono infatti incoraggianti: ad oggi l’85,5% del personale scolastico risulta vaccinato con punte del 100% in alcune aree, mentre in talune regioni la quota è più bassa poiché molti sono stati vaccinati fuori dal percorso riservato al personale scolastico. Anche la vaccinazione dei ragazzi over 12 sta procedendo bene.  

Il Ministro ha sottolineato, inoltre, l’importanza del parere del CTS del 12 luglio 2021 che prescrive, dove possibile, di mantenere il distanziamento; dove non è possibile, dovranno essere impiegati comunque le mascherine e gli altri DPI. 

Il Ministro ha anche ricordato che sono state stanziate risorse ingenti per contrastare l’emergenza e ha comunicato di aver chiesto al Ministro dei Trasporti di attribuire precedenza al trasporto degli studenti nelle fasce orarie di interesse per la scuola, in quanto questa non deve essere sempre l’ammortizzatore di tutto il sistema. Il Ministro si è infine dichiarato pronto ad adottare il Piano scuola 2021/22 che sarà condiviso il 29 luglio in Conferenza unificata Stato-Regioni.  

Il Presidente dell’ANP ha espresso apprezzamento per gli impegni assunti circa la ripresa in presenza delle attività didattiche, anche alla luce degli esiti Invalsi: se la DAD non ha determinato di per sé tali esiti, non si può negare che abbia peggiorato la situazione, specie per le fasce sociali più i deboli. Ha però sottolineato che è fondamentale assumere tempestivamente le decisioni necessarie per passare dalle parole ai fatti e per garantire concretamente la ripresa in presenza: se non si farà a meno del distanziamento, la DAD sarà inevitabile, soprattutto per le scuole superiori nei centri urbani più grandi, in quanto l’edilizia scolastica non ha accompagnato efficacemente i processi di urbanizzazione. Il Presidente ha affermato che non ritiene sufficientemente chiaro il parere espresso dal CTS nel verbale del 12 luglio, a fronte di quesiti posti con precisione dal Ministero dell’istruzione: in particolare, non si rileva con certezza se si possa derogare al distanziamento qualora si utilizzino le mascherine chirurgiche.  

L’ANP ha anche puntualizzato che è fondamentale chiarire se la vaccinazione renda superflua la misura del distanziamento, anche considerando la significativa quota di personale scolastico finora vaccinato. Non possiamo, inoltre, ignorare la questione della vaccinazione degli studenti (circa quattro milioni): si tratta di uno sforzo organizzativo notevole e serve dunque un deciso impegno visti i tempi molto ristretti.  

Deve essere infine rivista la procedura di tracciamento e messa in quarantena in caso di studenti (o docenti): se sarà mantenuta quella in vigore l’anno scorso, sarà inevitabile ricorrere di nuovo alla DAD. Occorrono anche in questo caso indicazioni chiare, perché non riteniamo possibile demandare alle singole scuole il bilanciamento tra i diritti – entrambi di rango costituzionale – alla salute e all’istruzione. L’autonomia scolastica ha la finalità di facilitare il raggiungimento del successo formativo degli studenti, non certo quella di tutelare la salute pubblica. 

A fronte delle perplessità dimostrate, il Ministro Bianchi ha annunciato che intende adottare specifiche linee guida, anche a chiarimento del parere del CTS, e che organizzerà a breve un altro incontro con le organizzazioni sindacali sull’avvio del prossimo anno scolastico. 

L’ANP continuerà, come sempre, a tenere tempestivamente aggiornati tutti i colleghi in merito agli esiti dei successivi incontri. 

Rientro in presenza non diventi uno spot

Scuola, il rientro in presenza non diventi uno spot: il governo investa sulla riapertura

Roma, 27 luglio – “Raggiungere la massima copertura vaccinale è una misura di sicurezza e un dovere civico che fin da subito abbiamo promosso, ma per avere davvero tutti in presenza a settembre servono risorse, spazi, interventi sul trasporto pubblico e misure straordinarie.” Così Francesco Sinopoli, segretario generale FLC CGIL a margine di una giornata apertasi con l’incontro MI – sindacati sul protocollo per la sicurezza e conclusasi con l’incontro delle parti sociali con il Ministro Bianchi in vista della riapertura a settembre.

“Il ministro Bianchi ha comunicato che siamo oltre l’85% di personale vaccinato, una stima che potrebbe essere al ribasso se si tiene conto che è ferma all’interruzione della corsia preferenziale per le lavoratrici e i lavoratori della scuola e che tanto personale si è vaccinato successivamente. Dovrà essere lo Stato a valutare l’eventuale obbligo vaccinale se ritiene questa percentuale insufficiente, ma non si scambi l’obbligo con la soluzione di tutti i problemi. Ci sono 8 milioni di studenti non vaccinati, un virus in continuo mutamento e il nodo dei trasporti completamente trascurato, servono serietà e prontezza nell’affrontare tutti gli scenari possibili. Ci aspettiamo su questo – aggiunge Sinopoli- delle indicazioni chiare da parte del CTS che finora non sono arrivate,e senza misure per garantire il distanziamento a settembre ci ritroveremo per forza a ricorrere alla didattica a distanza”.

“Sono mesi che lo ripetiamo: sul prossimo anno scolastico occorre confermare e potenziare le misure già previste per garantire la sicurezza, a partire dall’organico aggiuntivo ‘Covid’ necessario per sdoppiare le classi e garantire il distanziamento. Ma sul fronte delle risorse – sottolinea Sinopoli- dobbiamo registrare un chiaro disinvestimento da parte di questo governo. Basti pensare che sull’anno scolastico 2020/2021 per l’organico aggiuntivo erano previsti un miliardo e 850 milioni di euro, mentre per il prossimo anno sono previsti solo 350 milioni. L’eventuale eliminazione di questo personale aggiuntivo non va sottovalutata, rischia di costringere le scuole a ricomporre classi già sdoppiate l’anno scorso, in assenza di vaccinazione degli alunni e senza alcuna garanzia di distanziamento”.

“Il rientro in presenza non può diventare uno spot, non può essere soltanto evocato, ha bisogno di azioni concrete: non c’è più tempo, il governo investa sulla scuola in presenza” conclude Sinopoli.

AVVIO ANNO SCOLASTICO

AVVIO ANNO SCOLASTICO, DI MEGLIO: FUORVIANTE DIBATTITO SU OBBLIGO VACCINO

“Troviamo fuorviante il dibattito sull’obbligatorietà della vaccinazione anti Covid per i docenti. Se vogliamo davvero mettere la Dad in soffitta, non possiamo ridurre la questione soltanto a questo aspetto, soprattutto se consideriamo che la percentuale di insegnanti immunizzata è molto elevata, a dimostrazione del senso di responsabilità che caratterizza la nostra categoria. Tra l’altro, come ha spiegato il ministro Bianchi, non c’è alcuna certezza sul numero reale dei docenti che mancano ancora all’appello vaccinale perché alcune Regioni non avrebbero ancora registrato i relativi dati”. Ad affermarlo è Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, in occasione dell’incontro con il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, sull’avvio del prossimo anno scolastico. “Settembre è ormai dietro l’angolo e amareggia dover constatare che anche questo anno scolastico non sarà all’insegna della sicurezza a causa dei soliti ritardi e dell’inadeguatezza delle misure adottate. Così come desta forti perplessità non aver mai ottenuto i dati sui contagi nelle scuole, fondamentali per ogni tipo di decisione e da noi sempre richiesti”.

Nel corso del suo intervento, Di Meglio è tornato a sottolineare l’annoso fenomeno delle classi sovraffollate, che attende ancora una soluzione, e la carenza di organici rimasti pressoché uguali nonostante la pandemia esigesse di mettere in campo più docenti, oltre che più spazi, proprio per formare classi meno affollate. “Diamo atto dei 112mila posti per le immissioni in ruolo autorizzati dal Mef, ma non siamo in grado ancora di capire quanti di questi saranno effettivamente coperti. Basti pensare che l’anno scorso le assunzioni sono state neanche la metà dei posti assegnati. Va considerato che, concorso straordinario e abilitati delle Gps a parte, le operazioni si stanno effettuando su vecchie graduatorie e, dunque, è più che lecito nutrire qualche dubbio su quante cattedre saranno effettivamente coperte. Purtroppo il problema grosso delle abilitazioni strutturali è ancora in attesa di soluzione nonostante un accordo siglato con i tre governi precedenti per dare priorità ai precari con 36 mesi di servizio”, ha concluso Di Meglio.

Siamo al fallimento annunciato!

Cuzzupi: intervenga Draghi, siamo al fallimento annunciato!

Le prospettive che si stanno evidenziando relativamente al prossimo anno scolastico non possono che definirsi preoccupanti. “Quello che ormai appare evidente – afferma Ornella Cuzzupi, Segretario Nazionale UGL Scuola – è come tutti gli impegni assunti per la scuola dall’Esecutivo stiano miseramente naufragando. Ci stiamo avviando verso l’ennesimo fallimento che coinvolge il nostro settore, un fallimento che questa volta rappresenterà la deriva completa dell’idea istituzionale d’istruzione.

Una denuncia che il Segretario Nazionale traccia in modo preciso. “La tragedia della pandemia, se da un lato ha reso evidente gli enormi guasti di un sistema ormai vetusto e burocratizzato ha anche palesato l’incapacità di promuovere un concreto programma per migliorare organizzazione, strutture e sicurezza. A oltre un anno e mezzo dall’inizio della sciagura pandemica e nonostante i nostri continui richiami, chi avrebbe dovuto fornire urgenti indicazioni e precise linee guida è ancora fermo agli assunti teorici e a chiedersi cosa fare e in che modo! È una follia che pagherà l’intera società e dalla quale rischiano di germogliare semi di rabbia e paralisi del sistema educativo”.

In pratica l’UGL Scuola evidenzia come, anche questa volta il Ministero dell’Istruzione non abbia saputo creare le condizioni per modificare lo stato delle cose.

Serviva un’azione decisa per aumentare il numero delle classi e, nel frattempo, strutturare organici docenti e ATA definiti e certi. Siamo a fine di luglio – continua Cuzzupi – e ancora non ci sono interventi strutturali e mirati alla sicurezza. Nessun piano di edilizia scolastica, nessuna alternativa seria agli edifici scolastici, nessun sistema di aereazione negli istituti se non quello delle finestre aperte nei mesi invernali, il tutto mentre ancora si tergiversa sulla stabilizzazione del personale che ormai da anni fa questo mestiere e sul campo ha conquistato i titoli necessari. Certo le vaccinazioni sono importanti e basilari, ma il resto, anche per le caratteristiche delle varianti del coronavirus, è fondamentale! E questo senza affrontare il tema dei trasporti che è rimasto un problema senza soluzione e sul quale nessuno dei ministri interessati ha fornito elementi di novità”.

Il Segretario Nazionale richiama quindi tutti alle proprie responsabilità: “Se continueremo di questo passo, le pesantissime colpe ricadranno su tutti non essendo possibile immaginare, e questo per ammissione stessa di esponenti del Governo, una riapertura delle scuole in presenza. È il momento che intervenga il Premier in prima persona, che si mettano da parte gli interessi di fazione, sindacali e lobbistici e si pensi veramente al futuro del Paese. L’UGL Scuola propone quindi a tutte le forze sociali e agli esponenti dell’esecutivo un Forum che, poco prima dell’inizio dell’anno scolastico, chiarisca pubblicamente e senza fumosità la situazione e le posizioni. In ogni caso il nostro Sindacato metterà in campo tutte le azioni necessarie, compreso mobilitazione e denunce, a difesa dei lavoratori della scuola, dei giovani e delle loro famiglie”.   

Federazione Nazionale UGL Scuola

FORMAZIONE OBBLIGATORIA SOSTEGNO

FORMAZIONE OBBLIGATORIA SOSTEGNO, AZIONI LEGALI CONTRO LAVORO GRATUITO

“Con l’emanazione del decreto sulla formazione obbligatoria sul sostegno, assistiamo all’ennesimo scavalcamento delle prerogative contrattuali. Un’invasione di campo da parte di un governo al quale, forse, giova ricordare che in tutti gli ambiti lavorativi l’aggiornamento professionale rientra nell’orario di servizio prestato e, dunque, come tale deve essere considerato a livello retributivo. Escludere le 25 ore di formazione obbligatoria dal monte delle 40 ore delle attività funzionali all’insegnamento e non prevedere alcun esonero significa imporre agli insegnanti di lavorare gratuitamente, una condizione inaccettabile che appartiene ad epoche lontane in cui vigeva la schiavitù”. Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, commenta il decreto ministeriale in attuazione della legge di Bilancio 2021 che introduce 25 ore di formazione obbligatoria per i docenti privi di specializzazione sul sostegno e nelle cui classi siano presenti alunni con disabilità.

“L’unico finanziamento previsto consiste in 10 milioni di euro destinati alla realizzazione dei corsi, cioè all’organizzazione delle attività e alla retribuzione dei formatori. Nulla è stanziato per retribuire l’impegno lavorativo dei docenti. Le scuole dovranno compiere uno sforzo per reperire risorse aggiuntive dal Fondo di istituto oppure dovranno utilizzare l’orario destinato alle riunioni collegiali. Se in qualche scuola si tentasse di ricorrere al  ‘volontariato obbligatorio’, – conclude Di Meglio – intraprenderemo azioni  legali per ottenere la retribuzione che spetta di diritto”.

Ripartire – Ripensare – Responsabilità: raccontare l’infanzia ai tempi della pandemia

AIMC, ANDIS, CIDI, FNISM, MCE, FLC CGIL, CISL SCUOLA, Federazione UIL SCUOLA RUA SNALS-CONFSAL

Ripartire – Ripensare – Responsabilità: raccontare l’infanzia ai tempi della pandemia

Roma, 22 luglio – Il “Coordinamento Nazionale per le politiche dell’infanzia e della sua scuola” composto da associazioni ed organizzazioni sindacali, consapevole che la pandemia ha modificato profondamente le relazioni sociali ed educative, prosegue l’attività di ascolto e di confronto con tutti i protagonisti che costituiscono la realtà quotidiana delle bambine e dei bambini e lancia la campagna: “Racconta l’infanzia al tempo della pandemia”.

La campagna si rivolge agli operatori del settore, alle famiglie e tutti coloro che sono impegnati in attività educative rivolte alle bambine e ai bambini da 0 a 6 anni, che possono partecipare condividendo e socializzando la propria esperienza per mettere a frutto i vissuti di ognuno e rilanciare un’idea di scuola e di società fondata sull’accoglienza, sulla condivisione, sull’inclusione. 

E’ possibile inviare il proprio breve contributo, che evidenzi criticità e punti di forza di questo periodo, conquiste e  perdite che si sono generate, entro la fine di settembre 2021, compilando i seguenti moduli per insegnante/educatore/dirigente/ collaboratore: https://forms.gle/KSjQJWsjD9wNw67D6   o per genitore: https://forms.gle/2MTrrLq1xzSX6Yt18 .

Le modalità di partecipazione inoltre, saranno pubblicate sui siti delle organizzazioni e delle associazioni che compongono il Coordinamento: AIMC, ANDIS, CIDI, FNISM, MCE, FLC CGIL, CISL SCUOLA, Federazione UIL SCUOLA RUA SNALS-CONFSAL

Ripartire – Ripensare – Responsabilità saranno le parole d’ordine per affrontare le sfide che il mondo dell’infanzia pone dopo oltre un anno caratterizzato da incertezze e timori, ma anche da uno straordinario impegno per dare valore e significato a un percorso di crescita che non si è interrotto e che ricostruiremo attraverso i racconti di chi lo ha vissuto.

Protocollo di intesa per l’avvio delle attività scolastiche 2021/2022

Protocollo di intesa per l’avvio delle attività scolastiche 2021/2022: per l’ANP è il tempo delle scelte politiche

L’ANP ha partecipato oggi, in videoconferenza, all’incontro promosso dal Dott. Jacopo Greco, Capo del Dipartimento per le risorse umane, finanziarie e strumentali del Ministero dell’istruzione, per discutere del protocollo di intesa per l’avvio dell’anno scolastico 2021/2022. 

Il Dott. Greco ha affermato, in apertura, che è intenzione del Ministero giungere in tempi brevi alla sottoscrizione del nuovo protocollo alla luce delle indicazioni contenute nel verbale del Comitato Tecnico Scientifico n. 34 del 12 luglio 2021. 

L’ANP, nell’auspicabile prospettiva della didattica in presenza al 100% – necessaria al fine di evitare ulteriori perdite formative dovute alle attività a distanza, come rilevato anche dall’INVALSI – ha innanzitutto ribadito la richiesta di indicazioni certe circa il rapporto tra distanziamento, utilizzo delle mascherine chirurgiche e tutela della riservatezza. Ad esempio, va chiarito se in condizioni di distanziamento sia possibile fare a meno delle mascherine anche per i non vaccinati (di cui peraltro la scuola non conosce e, a legislazione vigente, non può conoscere i nominativi). 

Ma quello che, a nostro avviso, risulta assolutamente imprescindibile è l’assunzione di responsabilità del decisore politico circa la scelta tra didattica in presenza e didattica a distanza. Quest’ultima modalità, infatti, per quanto demonizzata e impopolare, sembra inevitabile se non sarà possibile assicurare il distanziamento per le note carenze di spazi e di personale, oltre che per quelle del trasporto pubblico locale. Il verbale del CTS del 12 luglio, del resto, offre all’Esecutivo ampi margini di azione e quindi, se si intende garantire una didattica in presenza al 100%, si devono compiere delle scelte – quali, ad esempio, quelle inerenti all’obbligo vaccinale – e accettarne le conseguenti responsabilità. 

Il prossimo anno scolastico, in tal modo, potrebbe finalmente registrare un netto miglioramento rispetto ai precedenti due. Diversamente, senza decisioni incisive, servirà a ben poco la sottoscrizione di un protocollo di intesa praticamente identico a quello dello scorso anno con il conseguente ripetersi delle criticità già subìte dalle scuole. 

L’odierno incontro è stato preceduto dalla pubblicazione della nota dipartimentale 22 luglio 2021, prot. n. 1107, di accompagnamento alle indicazioni del CTS. La nota, nel fornire dei richiami sintetici a tali indicazioni, affronta le principali questioni per la ripresa in sicurezza di settembre lasciando, tuttavia, margini di incertezza su alcuni punti nodali quali lo svolgimento delle attività in presenza, il distanziamento e l’uso dei dispositivi di protezione individuale. Peraltro, non si esprime sulle attività extrascolastiche. 

La nota, però, risulta contraddittoria là dove, da un lato, anticipa il varo del protocollo 2021/2022, dall’altro, afferma che le indicazioni del CTS potrebbero subire mutamenti in ragione del differente quadro epidemiologico e, dall’altro ancora, sostiene che i dirigenti scolastici sono in grado già adesso di organizzare l’avvio delle attività didattiche del nuovo anno scolastico senza dover attendere “una sempre nuova circolare, parere tecnico, indicazione guida che definisca, chiarisca, interpreti sempre più e meglio una realtà in divenire e per sua natura cangiante e differenziata”. 

Non condividiamo, inoltre, l’affermazione secondo cui “gli strumenti normativi e le indicazioni tecniche disponibili consentono che in ogni istituzione scolastica continuino ad organizzarsi le modalità concrete di avvio del nuovo anno scolastico” in quanto detti strumenti e dette indicazioni sono relativi all’anno scolastico 2020/2021. In realtà, dal prossimo 1° settembre si dovrebbe operare secondo l’ordinamento vigente come dimostra la vicenda dell’organico, predisposto senza alcun riferimento alle esigenze di distanziamento.   

Ma ciò che troviamo del tutto inaccettabile è l’accusa – neanche velata – secondo cui i colleghi sarebbero affetti da “attendismo” e da “timore di sbagliare” al punto da venir meno al dovere di “ponderatamente agire” in ossequio al principio di buon andamento. 

I dirigenti scolastici – sia ben chiaro – non attendono indicazioni di dettaglio e sono consapevoli di quanto previsto dall’ordinamento in materia di dirigenza e autonomia scolastica: ne hanno dato ampia prova dall’inizio della pandemia.  

La categoria chiede però – e di tale richiesta l’ANP è convinta promotrice – che ogni livello decisionale si assuma le responsabilità sue proprie. A partire dall’Amministrazione.  

Quell’Amministrazione che dovrebbe ben sapere che le cautele adoperate dai colleghi sono imposte dal combinato disposto dei principi costituzionali che affermano il diritto allo studio e quello alla salute collettiva. 

Lo ribadiamo: le indicazioni del CTS demandano all’Esecutivo decisioni strategiche di adeguato spessore per impedire che, per il terzo anno scolastico, i nostri alunni subiscano gli effetti negativi dell’emergenza.  

Secondo il Comitato, la scuola in presenza è possibile e auspicabile. 

Spetta adesso al Governo la mossa decisiva. 

TITOLO DI SPECIALIZZAZIONE SOSTEGNO IN ROMANIA

IL CONSIGLIO DI STATO SANCISCE LA VALIDITA’ DEL TITOLO DI SPECIALIZZAZIONE SOSTEGNO IN ROMANIA OBBLIGANDO IL MIUR A RIESAMINARE LA POSIZIONE DEGLI APPELLANTI PER IL RICONOSCIMENTO IN ITALIA, NEL RISPETTO DEI CRITERI GIA’DETTATI  IN TEMA DI ABILITAZIONE ALL’INSEGNAMENTO.

Di grande interesse la sentenza della sesta sezione del Consiglio di Stato n°5415/2021, che ha accolto il ricorso in appello dell’Avv. Maurizio Danza avverso la sentenza del TAR Lazio sez.III bis che si è pronunciato in merito alla validità del titolo di specializzazione sul sostegno conseguito in Romania.

A tal proposito particolarmente importante il passaggio motivazionale-questo il commento dell’Avv. Maurizio Danza nella parte in cui stabilisce che deve essere confermato e richiamato infatti quanto già affermato dalla sezione in materia: “le norme della direttiva europea 2005/36 CE, relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali, devono essere interpretate nel senso che impongono di riconoscere in modo automatico i titoli di formazione rilasciati in un altro Stato membro al termine di formazioni in parte concomitanti, a condizione che la durata complessiva, il livello e la qualità delle formazioni a tempo parziale non siano inferiori a quelle della formazione continua a tempo pieno” (Cons, St, sez. VI , n. 1198/2020), ed inoltre che In ogni caso, la decisione amministrativa per cui è controversia risulta illegittima, anche perché non reca alcuna valutazione dei titoli esteri conseguiti dagli odierni appellanti, ai fini di un loro possibile riconoscimento in Italia.

Aggiunge infine l’Avv. Danza  come- La pronuncia è la prima in Italia di questo genere atteso che, per la prima volta non si limita a stigmatizzare il difetto di motivazione dei decreti del MIUR con riferimento ai dinieghi,  obbliga il Ministero dell’Istruzione a comparare nel merito il titolo conseguito in Romania, con il sistema italiano del sostegno ,risultando necessario il riesame della posizione degli appellanti in sede sostanziale, nella fase di riedizione del potere, nel rispetto dei criteri conformativi dettati con la presente sentenza”-( cfr. letteralmente la sentenza n°5415/2021)  e dunque confermando definitivamente la validità del percorso di specializzazione sul sostegno maturato in Romania dagli studenti Italiani.

Lettera al Presidente del Consiglio dei Ministri

Al Presidente del Consiglio dei Ministri, Dott. Mario Draghi

Signor Presidente,

desideriamo esprimerle la nostra profonda preoccupazione per il fatto che a tutt’oggi non sappiamo se e come si intenda garantire un inizio del prossimo anno scolastico in presenza per tutti gli studenti italiani. Anche i risultati delle prove Invalsi hanno purtroppo certificato il drammatico arretramento dei livelli di apprendimento causato dall’emergenza della pandemia in tutta la scuola italiana, in particolare nelle superiori, chiuse per più tempo negli ultimi due anni scolastici. Noi riteniamo che per sventare il rischio di un altro anno funestato dal confinamento a casa di bambini e ragazzi sia indispensabile una legge che condizioni all’avvenuta vaccinazione l’ammissione al lavoro del personale scolastico e la frequenza delle lezioni agli studenti, con la sola eccezione di coloro per i quali ci siano controindicazioni mediche.

Sappiamo delle resistenze verso questo tipo di provvedimento, tuttavia confidiamo che Lei saprà richiamare il governo e il parlamento alla necessità di assumersi questa responsabilità verso il paese e verso l’istituzione scolastica, che è così fondamentale per il futuro dell’Italia e in particolare dei suoi giovani cittadini.


Giovanni Maria Flick Presidente Emerito della Corte Costituzionale

Pietro Ichino Professore Emerito di Diritto del Lavoro Università Statale di Milano

Giovanni Belardelli ​​Professore Ordinario di Storia delle dottrine politiche Università di Perugia

Sergio Belardinelli Ordinario di Sociologia dei processi culturali Università di Bologna

Marco Bentivogli Già Segretario generale della FIM CISL, ora Coordinatore di Base Italia

Carlo Cottarelli Economista, dirige l’Osservatorio sui Conti Pubblici della Cattolica di Milano

Enrico Deaglio Giornalista e scrittore

Riccardo Del Punta​​ Professore Ordinario di Diritto del Lavoro Università di Firenze

Andrea Del Re Avvocato Cassazionista, Vicepresidente Scuola Superiore della Magistratura

Roberta De Monticelli Già Ordinario di Filosofia della Persona, Università Vita Salute San Raffaele

Elsa Fornero Docente di Economia Uni. di Torino, Ministro del Lavoro nel Governo Monti

Chiara Frugoni È stata Docente di Storia medievale a Pisa, Roma Tor Vergata, Parigi

Carlo Fusaro Già Ordinario di Diritto pubblico comparato Università di Firenze

Silvio Garattini Fondatore e Presidente dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri

Piero Ignazi Professore Ordinario di Scienza politica Università di Bologna

Enrico Morando Presidente di LibertàEguale, Viceministro dell’Economia nel Governo Gentiloni

Mauro Magatti Professore Ordinario di Sociologia generale Università Cattolica di Milano

Massimo Pallini Professore Ordinario di Diritto del Lavoro Università Statale di Milano

Angelo Panebianco Professore Emerito di Scienza politica Università di Bologna

Gianfranco Pasquino Professore Emerito di Scienza politica e Accademico dei Lincei

Francesco Perfetti È stato Professore Ordinario di Storia contemporanea alla LUISS di Roma

Adriano Prosperi Professore Emerito di Storia moderna presso la Scuola Normale di Pisa

Alessandro Rosina Professore Ordinario di Demografia Università Cattolica di Milano

Lucia Valente Professore Ordinario di Diritto del Lavoro Università La Sapienza


Dalla terza riga in ordine alfabetico.

A cura del Gruppo di Firenze per la scuola del merito e della responsabilità, gruppodifirenze.14@gmail.com

Il MEF autorizza 112.473 immissioni in ruolo

Scuola: il MEF autorizza 112.473 immissioni in ruolo ma il rischio è che buona parte non venga assegnata

Roma, 16 luglio 2021 – È finalmente arrivata l’autorizzazione del MEF per il contingente delle immissioni in ruolo 2021/2022 dei docenti, infatti già da alcune settimane diversi Uffici scolastici regionali avevano dato avvio alle operazioni informatizzate per le procedure di immissione.

Si apre adesso una fase fondamentale per l’avvio del nuovo anno scolastico: coprire il numero più ampio possibile di cattedre, elemento decisivo per mettere le scuole nelle condizioni di poter lavorare bene sin da settembre, evitando il procrastinarsi delle nomine dei supplenti fino a dicembre, come avvenuto lo scorso anno.

Scelte più coraggiose sulla procedura straordinaria di assunzioni da GPS (Graduatorie provinciali per le supplenze), come avevamo da tempo suggerito, avrebbero permesso di assegnare l’intero contingente, purtroppo ciò non avverrà e, secondo le nostre stime, potrebbero rimanere scoperte più di 40mila cattedre rispetto al totale autorizzato.  

Proprio per questo ora occorre valorizzare al massimo le graduatorie utilizzabili, sia quelle già esistenti: GAE, GM 2016 e GMR 2018, che quelle del concorso straordinario 2020 che comprendono anche gli idonei e infine, le GPS.

Il nostro auspicio è che lo sforzo dell’amministrazione vada nella direzione di ottimizzare le procedure e i risultati raggiunti, e parallelamente aprire un dialogo sulle future procedure che riguarderanno i precari che in questa fase di immissione sono stati esclusi. Riteniamo che il tema dei percorsi abilitanti vada assolutamente ripreso, insieme a un ragionamento su organici e sicurezza, tutti elementi fondamentali per la ripartenza della scuola.

DATI INVALSI SIANO MONITO CONTRO LA DAD

DATI INVALSI SIANO MONITO CONTRO LA DAD PER IL PROSSIMO ANNO SCOLASTICO

“Gli esiti delle prove Invalsi, purtroppo un disastro annunciato, squarciano il velo su tutti i limiti di quel surrogato di scuola che è la didattica a distanza. Il ricorso alla Dad, reso inevitabile nel marzo dello scorso quando è esplosa la pandemia, è diventato poi eccessivo, e dunque sempre più dannoso per gli apprendimenti degli studenti, a causa della mancanza delle misure necessarie per garantire le lezioni in presenza. Senza interventi concreti su riduzione del numero di alunni per classe, organici, spazi per creare nuove aule e trasporto pubblico, rischiamo per il terzo anno consecutivo che alunni e docenti si ritrovino davanti allo schermo di un computer in classi virtuali”. Ad affermarlo è Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti.

“A farci camminare sul filo del rasoio, nonostante le rassicurazioni della politica, è anche l’aumento dei contagi provocato dalla variante Delta che prende di mira soprattutto i giovani. Essersi affidati soltanto alla campagna vaccinale non è stata una mossa saggia – rincara la dose Di Meglio – visto che copre soltanto in parte la popolazione studentesca”.

“Come sempre, dunque, tutti i nodi vengono al pettine e al governo chiediamo con forza di scioglierli per assicurare un ritorno a scuola in presenza e in sicurezza. E poiché settembre è dietro l’angolo, e la macchina organizzativa per l’avvio dell’anno scolastico è molto complessa, il nostro appello è che di fare presto, sostanziando con azioni concrete l’importanza cruciale dell’istruzione ribadita più volte dai nostri rappresentanti istituzionali”, conclude Di Meglio.

Applicazione Patto per la Scuola per riaprire in presenza e sicurezza

Scuola, incomprensibile inerzia di ministero e governo. Non più rinviabile applicazione Patto per la Scuola per riaprire in presenza e sicurezza

Roma, 15 luglio – Risulta incomprensibile la fase di stallo del governo e del ministero dell’Istruzione sulla scuola. Dovevano essere accelerate le assunzioni ma ad oggi non si conoscono i contingenti dei ruoli né docenti, né ATA, le classi di concorso, le province dove si faranno le nomine. Non va meglio sul versante della dirigenza e dei DSGA dove c’è un elevato numero di sedi libere.

A settembre si dovrebbero riaprire le scuole in presenza e in sicurezza, come nuovamente annunciato dal ministro, ma non solo non si è aperto il confronto per aggiornare i protocolli per prevenzione e sicurezza stabilendo le necessarie procedure per impedire il contagio, non si è affrontato adeguatamente nemmeno il tema della qualità delle sedi e degli spazi e quindi non sono stati ancora effettuati gli interventi utili per costruire ambienti adatti ad accogliere gli alunni.

Inoltre, non si danno ancora indicazioni chiare in merito all’assunzione dell’organico aggiuntivo “Covid”, indispensabile per permettere almeno una prima (seppure insufficiente) riduzione del numero di alunni per classe e sostenere il contenimento del contagio. Infine, non si riscontra alcuna volontà da parte del ministero di attivare i 21 tavoli previsti dal Patto per la Scuola sottoscritto da governo e parti sociali.

Insomma, le azioni necessarie al ritorno della scuola in presenza non si stanno concretizzando e cresce giustamente il malcontento nelle lavoratrici, nei lavoratori e nelle famiglie, oltre che negli studenti. E intanto anche i dati Invalsi appena pubblicati testimoniano l’urgenza di tornare pienamente in presenza e l’approfondirsi dei divari territoriali dopo un altro anno di didattica a distanza.

Non possiamo rischiare, non sono più rinviabili tutti quei provvedimenti che come FLC CGIL da tempo stiamo chiedendo e che sono contenuti anche nel Patto per la scuola sottoscritto a Palazzo Chigi, per evitare alla scuola italiana un altro anno drammatico.

Stabilizzare i precari

Cuzzupi: stabilizzare i precari è necessario al sistema Paese!

Una delle problematiche che attanagliano il mondo del lavoro in questo momento, è sicuramente rappresentata dalla questione “precari”. In un contesto di profonda crisi, i cosiddetti precari, soggetti più o meno stipendiati ma senza sicurezza e con molteplici limiti, sono spesso “schiacciati” in un limbo fatto d’immobilismo e superficialità.

Il lavoro precario, così come oggi inteso, è un’anomalia di portata enorme che se da un lato limita i guasti d’interi segmenti produttivi compensando la mancanza delle necessarie risorse umane, dall’altro porta a veri e propri sfruttamenti lasciando immaginare percorsi di stabilizzazione che troppo spesso rimangono chimere”.

Queste le parole del Segretario Generale dell’UGL Calabria, Ornella Cuzzupi, a latere dell’incontro avuto con una delegazione di lavoratori tirocinanti in servizio presso le Autonomie Locali, la Sanità, la Giustizia e i Ministeri più in generale.

È inconcepibile – continua Cuzzupi – che a queste persone, in situazione di precariato da oltre un decennio, vengano disconosciuti diritti basilari quali le tutele riferibili alla malattia, i riposi spettanti, la normale sequenza dei turni di lavoro sino ad arrivare alla mancata retribuzione, di per sé già del tutto iniqua. Nel caso specifico il quadro risulta drammaticamente paradossale considerando che parliamo di Sanità e servizi destinati ai cittadini”.

Sulla questione relativa al settore dei tirocinanti storici della Sanità, Ornella Cuzzupi, ha delineato, unitamente al Segretario Nazionale UGL Salute, Gianluca Giuliano, una serie di azioni da mettere in campo.

Quella del precariato è una questione da risolvere con urgenza. L’esecutivo deve prendere atto che la soluzione del problema, e mi riferisco a tutti i settori, dalla Sanità alla Scuola, è un investimento d’assoluta importanza che oltre a produrre ricchezza economica e tranquillità sociale, comporta un miglioramento sistematico dei servizi. Serve più stabilizzare che dilapidare risorse in azioni improduttive e meramente assistenziali. Tra l’altro – continua il Segretario Generale della Calabria – stabilizzando si limitano anche le discriminazioni sui posti di lavoro, altro problema per il quale abbiamo allo studio importanti iniziative che presto intraprenderemo con forza”.

Segreteria Regionale UGL Calabria

Risultati prove Invalsi

Risultati prove Invalsi: il commento del Presidente nazionale ANP 

Il presidente Nazionale ANP, Antonello Giannelli, intervenuto oggi alla presentazione dei risultati delle prove Invalsi, commenta i dati diffusi:“La partecipazione massiccia delle scuole alle rilevazioni INVALSI ci ha permesso di disporre finalmente di dati aggiornati e certi sui quali ragionare. Gli esiti, purtroppo, non ci stupiscono: era immaginabile che la pandemia avrebbe avuto una pesante ripercussione sugli apprendimenti degli studenti”.Continua il Presidente dell’ANP: “Nella scuola secondaria emerge, soprattutto, la rilevante varianza tra le classi del medesimo istituto. Il fenomeno deriva anche da una evidente discrasia del sistema dovuta alla mancata revisione delle competenze degli organi collegiali, risalenti al periodo preautonomistico, per evitare interferenze con quelle dei dirigenti. Occorre, invece, che questi siano dotati di effettivi strumenti di intervento che garantiscano la qualità e l’inclusività della didattica. Anche la preparazione e la motivazione dei docenti sono fondamentali: è dunque necessario lavorare in modo mirato su formazione e aggiornamento in servizio”.Conclude Giannelli “I dati hanno evidenziato la fragilità estrema del sistema scolastico, già nota prima dell’era COVID. Su tale fragilità il decisore politico deve intervenire con determinazione e lucidità, anche attraverso gli strumenti del PNRR, per superare definitivamente il vetusto modello della didattica puramente frontale”.

Adesso basta prendere in giro la scuola!

Cuzzupi: adesso basta prendere in giro la scuola!

È, ormai, da tempo che richiamiamo l’attenzione sulla situazione che si sta delineando per la ripresa della scuola e lo stiamo facendo con precise segnalazioni e con la richiesta di mettere in campo il realismo necessario a guardare ciò che è e non quello che vorremmo. Sono mesi che ci sentiamo ripetere dalle Istituzioni che la scuola riprenderà in piena efficienza e con le dovute accortezze, che le cattedre saranno tutte coperte, che il problema dei precari troverà un’adeguata soluzione, che gli scempi determinati da vincoli che sfuggono alle più elementari logiche saranno sanati, che il problema delle classi pollaio verrà affrontato e risolto. Tutte bellissime intenzioni che però vanno a cozzare con la realtà e con processi burocratici che, mai come in questo momento, ledono il sistema scuola e la credibilità delle Istituzioni”. Questa la dura presa di posizione dell’UGL Scuola che, attraverso il proprio Segretario Nazionale, Ornella Cuzzupi, segnala l’enorme rischio che si sta correndo in funzione del nuovo anno scolastico.

Se si continua a percorrere la strada delle chiacchiere senza cambiar urgentemente registro, ci troveremo al cospetto di un disastro annunciato le cui responsabilità ricadranno completamente su un esecutivo nato proprio per gestire le emergenze. Non è possibile – continua Cuzzupi – che al momento manchino ancora migliaia e migliaia di docenti e professionalità necessarie alla scuola, che la stabilizzazione tanto esaltata rimanga una chimera, è irresponsabile che ancora non si abbiano chiari i criteri per intervenire sulle strutture da adeguare, è assurdo che ancora non si abbia una precisa indicazione sul come assicurare ai vari istituti strutture di primo intervento per eventuali emergenze per una pandemia che è ancora tutta da sconfiggere”.

 Ma il Segretario Nazionale non si ferma alle denunce:

Da parte nostra non intendiamo attendere passivamente che il disastro si materializzi;, che un certo mondo politico alimenti diatribe tra il personale (pensiamo ad esempio ai docenti statali e quelli delle paritarie); che attività che dovrebbero essere già certezze rimangano ancora nel limbo del “da fare” (tipo i percorsi formativi abilitanti); che i lavoratori della scuola stiano ancora sotto il giogo d’interessi che con la missione scolastica hanno poco a che vedere; che il nostro patrimonio del domani sia affidato al fato. No – chiarisce il Responsabile UGL Scuola – l’UGL chiede con urgenza un incontro ai vertici ministeriali per un confronto sui problemi e poco ci interessa di procedure che lasciano il tempo che trovano di fronte ad una situazione d’emergenza gravissima. Se il Ministero continuerà nella scelta di sfuggire a interlocuzioni che tendono a sollevare problemi e individuare soluzioni l’UGL avvierà tutte le azioni necessarie e in tutte le Sedi opportune a difesa dei lavoratori della scuola, della scuola stessa e, mi si consenta, del futuro del Paese”.

Federazione Nazionale UGL Scuola