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Ripensare profondamente l’Alternanza scuola-lavoro

Ripensare profondamente l’Alternanza scuola-lavoro, non rilanciarla

Roma, 13 novembre – La vice ministra all’Istruzione, Anna ASCANI, rilancia ancora una volta il tema dell’Alternanza scuola-lavoro, e, a margine della Convention dei Giovani Imprenditori di Confartigianato dichiara che “negare ai ragazzi il diritto” di entrare in contatto con il mondo del lavoro e delle imprese mentre sono ancora a scuola, “riducendo le ore di Alternanza è un errore molto grave e quelle ore vanno ripristinate”.

È davvero sorprendente come la vice ministra non abbia saputo cogliere, in questi anni, le elaborazioni e i segnali di difficoltà provenuti dai professionisti della scuola. Docenti, studenti, associazioni professionali, lo stesso Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione hanno chiaramente espresso forti contrarietà all’utilizzo forzoso e massiccio delle ore di attività in alternanza. Perfino le associazioni dei genitori hanno rappresentato preoccupazioni e timori per la presenza obbligata dei ragazzi in alcuni contesti di lavoro.

Come FLC CGIL non riteniamo auspicabile tornare al modello di Alternanza proposto dalla Legge 107, anzi, crediamo opportuno riportare l’Alternanza scuola-lavoro a una libera opzione, una possibilità di apprendimento concreto, laboratoriale e, soprattutto, didatticamente scelta dalle scuole, non imposta dall’alto con numeri improponibili in tante realtà del Paese e con l’ennesima amplificazione della disuguaglianza di opportunità tra Nord e Sud.

Le scuole sono il luogo deputato all’istruzione e alla formazione, non fabbriche o negozi, questi possono rappresentare una parte di attività orientata alla concretezza, ma solo dietro la supervisione di chi quelle attività sa e deve programmare all’interno di un più complessivo quadro di educazione alla cittadinanza, al rispetto della legalità, dell’ambiente e dei diritti.

La FLC CGIL ha ripetutamente rappresentato queste criticità, tanto da chiedere al Ministro Fioramonti, uno specifico incontro e il contestuale ritiro delle attuali Linee Guida.

Solidarietà al quartiere di Centocelle

“L’odiosa cornacchia si posò sulla schiena di una pecora e con il becco la tormentò e la picchiò a lungo. –Se tu andassi a fare questi sgarbi al cane – sospirò la pecora – li pagheresti cari! Ben per questo non vado da lui, ma vengo da te – rispose pronta la cornacchia. – I dispetti li faccio ai deboli, con i potenti sono ossequiosa: campo cent’anni!” (Fedro)

Il Comitato dei Genitori dell’istituto Comprensivo Simonetta Salacone esprime la sua vicinanza alla libreria La Pecora Elettrica, alla Cento55 Pinsa Romana, al Baraka Bistrot e a tutto il quartiere di Centocelle.

Rifiutiamo il gesto vile degli attacchi incendiari a queste attività, nel cuore pulsante di un quartiere che sentiamo nostro, che attraversiamo ogni giorno con i nostri figli e che amiamo.
Non ci discosteremo di un solo passo dallo spirito della nostra scuola, combatteremo l’insinuarsi della paura e continueremo a stare dalla parte di chi è esposto, lavora onestamente e, nonostante tutto, resiste.

I bambini e le bambine hanno diritto a serenità e libertà, e questo non passa solo per le scuole, ma anche per le famiglie e per le strade della città. 

Comitato Genitori I.C. Simonetta Salacone
«la scuola può tutto»

DL PRECARI

DL PRECARI, FGU-GILDA: MONCO E POCO EFFICACE SENZA DDL ABILITAZIONI

Senza il Disegno di Legge sulle abilitazioni, il Decreto precari oggi in discussione risulta monco e rischia di fallire l’obiettivo per il quale è stato concepito e che consiste nell’avvio di una procedura abilitante strutturale in grado di ridurre a percentuali fisiologiche il fenomeno del precariato. Ci aspettiamo, pertanto, che il Disegno di legge sulle abilitazioni venga presto inviato alle Camere per una sua celere approvazione. Così la delegazione della FGU-Gilda degli Insegnanti ha esordito questa mattina l’audizione davanti alle Commissioni Istruzione e Lavoro di Montecitorio.Entrando nel merito dei contenuti del Decreto 126, la FGU-Gilda degli Insegnanti ha posto l’accento in particolare su alcuni aspetti qui di seguito elencati sinteticamente.

SCUOLE PARITARIE Ok alla procedura concorsuale anche per i docenti con servizio nelle paritarie ma utile ai soli fini abilitativi (sbocco naturale di stabilizzazione in una scuola paritaria). Ok prova scritta informatizzata analoga, ma distinta, tra chi partecipa, oltre che a fini abilitativi, anche ai 24.000 posti vacanti riservati a chi ha almeno tre anni di servizio nella scuola statale.

SOSTEGNO Sarebbe opportuno chiarire che il servizio effettuato su posto di sostegno senza titolo è, come avviene regolarmente, riconosciuto in tutto e per tutto come servizio specifico sulla classe di concorso dalla quale si è ricevuta la nomina. Vista la carenza cronica di docenti specializzati sul sostegno, sarebbe inoltre opportuno consentire la partecipazione al concorso straordinario degli specializzati sia per la scuola secondaria di primo grado che a quella di secondo grado. Per la prova orale, si ritiene opportuno valutare il periodo di formazione e prova.24 CFUOltre a quelle per i 24mila vincitori, lo Stato si faccia carico anche delle spese per l’acquisizione dei 24 crediti formativi universitari sostenute dai candidati al concorso straordinario che, pur avendolo superato, non rientrano nel contingente previsto per le assunzioni. Netta contrarietà alla soppressione delle disposizioni transitorie che consentivano ai docenti con tre anni di servizio di accedere alla procedura ordinaria senza i 24 CFU.

EDUCAZIONE CIVICA (LEGGE 92/2019) Servono correzioni ed integrazioni per evitare che gli insegnanti siano gravati da ulteriori  incombenze burocratiche senza un compenso adeguato. 

Non c’è nulla di più stabile .. del precariato!

DiSAL in audizione alla Camera sul disegno di legge C. 2222, di conversione del decreto-legge n. 126 del 2019

Non c’è nulla di più stabile .. del precariato !

Oggi 12 novembre 2019 si è svolta l’audizione parlamentare delle associazioni di dirigenti scolastici presso le Commissioni congiunte Istruzione e Lavoro alla Camera dei Deputati nell’ambito dell’esame del disegno di legge C. 2222, di conversione del decreto-legge n. 126 del 2019, recante misure di straordinaria necessità e urgenza in materia di reclutamento del personale scolastico e degli enti di ricerca e di abilitazione di docenti.

Per l’Associazione DiSAL è intervenuto il presidente nazionale Ezio Delfino che ha offerto al confronto considerazioni e richieste contenute nella Memoria depositata nel corso dell’audizione medesima e reperibile sul sito disal.it

Il decreto legge in discussione reca misure di straordinaria necessità ed urgenza in materia di reclutamento del personale scolastico e degli enti di ricerca e di abilitazione dei docenti ed è principalmente finalizzato a porre rimedio alla grave carenza di personale di ruolo e ad introdurre disposizioni atte a garantire il corretto svolgimento dell’attività amministrativa nelle istituzioni scolastiche.

“Nulla vi è di più ‘stabile’, in Italia, dei ‘precari’ della scuola – afferma Delfino – una costante per tutte le stagioni che si autogenera a causa dell’assenza di una pianificata strategia di percorsi di formazione iniziale e reclutamento e che i recenti governi hanno cercato di eliminare, senza mai riuscirvi, anche assumendo annualmente circa 20-30 mila docenti”.

Il decreto-legge n. 126/2019 riapre delle possibilità di stabilizzazione  e sistemazione ai docenti che da anni attendono la possibilità di acquisire l’abilitazione all’insegnamento: una regolarizzazione che potrà loro permettere, dopo anni di precariato, con contratti solo a tempo determinato di poter avere un’assunzione in ruolo nelle scuole di Stato o un contratto a tempo indeterminato nelle scuole paritarie. Il decreto mira a rimediare, seppur in parte, alla grave carenza di personale di ruolo nelle scuole statali, dall’altro alla carenza di personale abilitato all’insegnamento nella scuola secondaria, requisito necessario al mantenimento del requisito della parità scolastica. 

Nell’intervento in audizione il presidente Delfino ha ribadito che i contenuti del d.l. 126/2019, pur  apprezzabili e condivisibili nel loro carattere di urgenza, rappresentano, tuttavia, rimedi ad errori e ritardi nella programmazione del reclutamento di dirigenti, docenti e personale ATA da parte della Amministrazione pubblica che non si possono sottacere e rimediano a prescrizioni che richiedevano interventi normativi chiari e coerenti  (come la rilevazione delle impronte digitali o l’assenza di ispettori tecnici). Il d.l. si muove però ancora nella logica di forme di reclutamento e organizzazione del personale scolastico destinate a non risolvere il problema della stabilità dei docenti nella scuola statale, a non sciogliere il tema dell’abilitazione degli insegnanti delle scuole paritarie e a non definire modalità per la verifica di un’adeguata preparazione e selezione per merito del personale rispetto ai fabbisogni degli studenti e delle scuole.  Nelle richieste di emendamento al testo in discussione il presidente Delfino ha, inoltre, ribadito che:

§  occorre definire un moderno sistema di formazione e reclutamento dei docenti, superando la formula della abilitazione, e pianificare misure concorsuali e formative che concorrano realmente ad eliminare i posti vacanti sia di docenti e che di dirigenti scolastici;

§  occorre la scrittura delle norme di legge sulla scuola recepisca l’esistenza della legge 62/2000 e che sia sempre orientata a tenere in considerazione del Sistema nella sua articolazione di scuole statali e scuole paritarie;

§  occorre ripensare in prospettiva nuove forme di reclutamento dei dirigenti scolastici (e, analogamente, dei docenti)  anche attraverso concorsi indetti dalle singole istituzioni scolastiche (come avviene nei comuni e negli ospedali) o da reti di scuole autonome.

Le audizioni parlamentari proseguiranno nel mese di novembre per giungere entro il 25 novembre alla redazione di un testo di legge da sottoporre poi alla discussione nelle Aule parlamentari

PRESIDIO DEI DOCENTI PRECARI A MONTECITORIO

OGGI POMERIGGIO PRESIDIO DEI DOCENTI PRECARI A MONTECITORIO IL GOVERNO RISPETTI ACCORDI E IMPEGNI ASSUNTI

Roma, 11 novembre – Un presidio dei docenti precari oggi pomeriggio a Montecitorio, a partire dalle ore 15.30, per chiedere con forza il rispetto pieno degli impegni assunti dal Governo prima a Palazzo Chigi nell’aprile scorso, poi nell’accordo del 1° ottobre con il Ministro dell’Istruzione, e disattesi nel Decreto Legge 126/2019 con misure urgenti per la scuola.

Salvaguardare la continuità di servizio dei diplomati magistrali garantendo così anche la continuità didattica, completare l’attuazione del decreto precari e istituire un sistema strutturale di abilitazioni all’insegnamento sono i tre punti al centro del sit-in che animerà piazza Montecitorio.

La scuola esige qualità e la stabilità del lavoro ne è condizione imprescindibile; le misure adottate finora non vanno in questa direzione. Occorrono, dunque, una serie di emendamenti al decreto che, in sede di conversione, ne modifichino il testo mantenendo fede ai patti sottoscritti.

Urge, inoltre, un confronto sulle problematiche rimaste in sospeso e rimandate dall’accordo del 1° ottobre ai Ddl collegati alla Legge di Bilancio. Al riguardo è indispensabile avviare quanto prima la discussione per definirne i contenuti, come prevede l’intesa. Successivamente è necessario adoperarsi affinché i percorsi legislativi si concludano nel più breve tempo possibile, e i provvedimenti possano trovare tempestiva attuazione: lo esige la tempistica che regola l’organizzazione e la gestione del sistema scolastico.

Oltre alla mobilitazione dei docenti precari, è in corso anche quella riguardante gli assistenti amministrativi facenti funzione di DSGA, con quattro assemblee interregionali di cui una già svolta sabato scorso a Milano. I sindacati chiedono che sia riconosciuto il valore della competenza professionale acquisita sul campo, di cui tenere conto nei percorsi di accesso al profilo di DSGA. Occorre al riguardo intervenire con un apposito emendamento in sede di conversione del decreto 126, scongiurando in tal modo le annunciate dimissioni degli interessati dall’incarico

LEGGE DI BILANCIO: PER ISTRUZIONE URGE CAMBIO DI ROTTA

LEGGE DI BILANCIO, DI MEGLIO: PER ISTRUZIONE URGE CAMBIO DI ROTTA
“Se davvero il Governo ritiene che l’istruzione sia un comparto strategico per il nostro Paese e che le retribuzioni degli insegnanti debbano essere adeguate alla responsabilità che ricoprono, come affermò il presidente del Consiglio Giuseppe Conte dopo la firma dell’accordo con i sindacati il 24 aprile scorso, mantenga fede agli impegni assunti e reperisca nella legge di Bilancio le risorse necessarie a un congruo incremento degli stipendi. Ci auguriamo che il dibattito parlamentare imprima un cambiamento di rotta netto che noi solleciteremo senza tregua con ogni forma di mobilitazione possibile”. È quanto scrive Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, in un post pubblicato sul suo profilo Facebook. 

Noterelle a margine di una manifestazione riuscita

Noterelle a margine di una manifestazione riuscita

di Domenico Ciccone

Quella dei dirigenti scolastici italiani, riuniti spontaneamente a Roma, a un tiro di sasso degli stanzoni del MIUR di viale Trastevere, coesi dal comune senso della misura, ormai traboccante e stracolma di responsabilità insostenibili, è stata una manifestazione riuscita, diciamolo senza alcuna remora.

La sensazione di essere reciprocamente sostenuti da un senso comune di solidarietà, di empatica vicinanza e di sostanziale e convinta reazione, di fronte ad un peso schiacciante e logorante, è stata il sentimento più avvertito e palpabile, nello spazio ristretto che gli organi competenti hanno concesso,  pur sapendo che non sarebbe stato sufficiente a contenere i partecipanti, la cui massiccia presenza era stata preannunciata sui social e sui canali non ufficiali della comunicazione informale.

Molti di noi erano ufficialmente in ferie il 30 ottobre scorso, una delle tante giornate di ferie di un dirigente scolastico che, quando non è perduta per “decorrenza dei termini contrattuali”, e Dio solo sa quante giornate di ferie “regaliamo” allo Stato, diventa un modo per dire inutilmente: – “Oggi non sono a scuola”.

Eppure c’eravamo nelle nostre scuole, e qui il possessivo è d’obbligo, perché solo quando qualcosa ti appartiene profondamente ha il diritto di disturbarti anche se, ufficialmente, sei a riposo.

Un figlio che ti sveglia nel sonno, un amico che ha bisogno del tuo aiuto, una scuola dalla quale ti chiamano, naturalmente, senza chiedersi nemmeno perché, oggi, non ci sei andato al lavoro.

E sempre, si risponde.

Noi non facciamo il giuramento di Ippocrate ma, se un giuramento del dirigente scolastico esistesse, sarebbe quello di Socrate: “ In nome della verità, delle leggi della Polis e del loro sacro rispetto”;  e perciò abbiamo anche risposto alle telefonate ed ai messaggi che arrivavano da scuola;  tutti lo abbiamo fatto, nonostante non fossimo al lavoro.

Poi la manifestazione. Un clima di rispetto, di tolleranza, di apertura al confronto ma anche di decisa e ferma protesta. Nessuno si lasci incantare da quanto ho scritto finora, non eravamo a leggere il libro Cuore dei dirigenti ma ad urlare la nostra rabbia, a stare accanto a chi ha avuto “davvero” problemi, a causa della sicurezza e delle sue responsabilità. Una sola delle persone colpite duramente era sul palco a raccontare la propria assurda storia,  a rappresentare il simbolo delle ingiustizie a carico di chi è fatto responsabile di tutto senza poter governare ed agire sul tutto. Io vi assicuro, ne conosco troppi, tra coloro che erano tra il pubblico ad applaudire oppure sfiniti su una panchina o seduti sul marciapiede basso per la stanchezza; troppi di noi che hanno passato un guaio con la giustizia, per una vicenda di cattiva gestione degli edifici e delle loro pertinenze, da sempre lasciati cadere degli enti locali sempre più forti, sempre più protetti, sempre più inadempienti.

Siamo lì, rispettiamo la legge, le sentenze, le istituzioni, le loro sacrosante competenze, ma pretendiamo rispetto! Non ci stiamo più a subire, non ci possiamo più accollare responsabilità e doveri non nostri in nome della dirigenza. Le norme che hanno caricato il nostro profilo di responsabilità datoriali, anche in materia prevenzionistica, sono state pensate e scritte da e con prospettive diverse. La scuola, alla fine degli anni ’90 del secolo scorso, era nel pieno della riforma dell’Autonomia. La dirigenza scolastica era stata pensata e normata in maniera da sostenere la riforma autonomistica e i processi a lunga gittata che la connotano.

Il MIUR doveva continuare ad esserci ma solo per garantire l’unitarietà del sistema educativo di istruzione e formazione, le sue diramazioni territoriali dovevano essere poste al servizio della scuola autonoma, con veri e propri Centri di servizi amministrativi pronti a supportare le scuole. In questo clima di fervore e di cambiamento accettammo, non di buon grado a dire il vero, la qualifica datoriale in materia di sicurezza sul lavoro.

La realtà è stata ben altra: Autonomia affievolita, dirigenza mortificata, non solo nella retribuzione, diventata appena dignitosa dopo ben 19 anni, ma nei fatti. Sembra quasi che ci sia una vera e propria controriforma continua e sistematica della legge 59/97; L’autonomia appare spesso un ulteriore aggravio di adempimenti più che un’opportunità, un modello di stanca burocrazia, che spesso ricusa i necessari modelli di efficienza e modernizzazione di cui la scuola ha bisogno.

La controriforma ha minato i poteri delle scuole e dei dirigenti, li ha pian piano affievoliti, resi inutili e sfiancanti. A volte li ha improvvisamente restituiti, per poi toglierli di nuovo e ridarli a gocce, che non hanno mai dissetato l’arsura perpetua del cambiamento negato.

Le responsabilità in materia di sicurezza, invece, quelle non sono mai state ridimensionate. L’orizzonte dell’Autonomia, ristretto ormai a vedute miopi e sfuocate non ha mai toccato, guarda caso, le responsabilità in materia di sicurezza. Sembrano tutti d’accordo nel togliere alla scuola l’impossibile: assistenti materiali, mensa, trasporti, servizi, telefoni, Internet e custodi, assistenza tecnica ed estintori a carico dell’ente locale…  ci hanno silenziosamente affamati e indeboliti ma nessuna norma, in materia di sicurezza, ha ridimensionato minimamente le nostre responsabilità.

Rispettiamo dunque le sacre leggi della Polis, ma, se permettete, alla malafede ormai lampante e conclamata, rispondiamo con un corale NO!

Siamo solo all’inizio. Abbiamo tanti assi da giocare, proprio sui tavoli dove siamo stati bravi e forti, dove abbiamo dato lustro all’Italia ed alla sua immagine in Europa e nel Mondo.

I dirigenti scolastici potrebbero iniziare a stancarsi di essere quelli più bravi a spendere fondi europei, ad esempio. Potrebbero stancarsi di gestire progetti, esami di Stato quasi sempre gratis, concorsi per il reclutamento di personale, ancora più gratis, questi ultimi … e ne hanno ancora di esempi.

Potrebbero dire basta alle ingiuste attribuzioni, che gli cambiano completamente il ruolo e le responsabilità, facendogli svolgere un lavoro che non hanno scelto e per il quale non sono stati assunti. Potrebbero chiedere alla Corte di Giustizia europea di essere trattati come persone normali, la cui salute vale quanto quella di ogni altro lavoratore ed il cui benessere esistenziale non può essere calpestato, mille volte al giorno.

Potrebbero perfino continuare a regalare ferie e giorni di riposo, ma hanno solo iniziato a capire che, finora, non ne è valsa la pena e che forse non vale continuare, semplicemente perché non è giusto!

Decreto scuola

Decreto scuola in Gazzetta Ufficiale. Disattesi alcuni impegni del Ministro Fioramonti

Decreto scuola: esclusi i facenti funzione senza laurea.
Ammessi al concorso straordinario, ai soli fini abilitanti,
i docenti con servizio nelle paritarie

In Gazzetta Ufficiale n. 255 del 30 ottobre 2019 è stato pubblicato il Decreto Legge 126 del 29 ottobre contenente alcune misure urgenti per la scuola e gli enti di ricerca.
La norma pubblicata è però difforme su diversi punti rispetto agli impegni assunti dal Ministro Fioramonti con l’intesa del primo ottobre.

Sul piede di guerra i sindacati che annunciano la mobilitazione dei lavoratori con una serie di assemblee che culmineranno il prossimo 11 novembre in un’iniziativa a Roma e diversi presìdi in altre città.

Docenti scuole paritarie e Decreto legge 126/2019

Docenti scuole paritarie e Decreto legge 126/2019 (cd “salvaprecari”)

il governo cambia linea

Anche i docenti in servizio nelle scuole paritarie possono partecipare alla procedura straordinaria di abilitazione prevista dal D.L. 126/2019 entrato in vigore oggi. 

Il ripensamento del Governo sul punto, sollecitato dalle proteste delle paritarie e dalle pressioni del Quirinale e di varie forze politiche e sindacali, non può che essere apprezzato. 

Anche se qualcuno ogni tanto se ne dimentica, le scuole paritarie fanno parte in modo irreversibile del sistema nazionale di istruzione, e questa caratteristica fondamentale dell’ordinamento scolastico italiano deve essere sempre rispettata. 

In primo luogo chiediamo che, come “promesso” le procedure ordinaria e straordinaria di cui al DL n. 126/2019 vengano bandite entro il 2019. 

Occorre inoltre al più presto garantire un sistema di idoneità/abilitazione all’insegnamento cui possano partecipare anche i neo laureati (e i docenti con meno di tre annualità di servizio) e che non sia “dipendente” dalle procedure bandite per la assunzione a tempo indeterminato nei ruoli dello Stato. 

È necessario infine prevedere una norma flessibile, in deroga alla disciplina ordinaria dei tempi determinati, che permetta alle scuole paritarie di ricorrere ai rapporti di lavoro a termine per i docenti che ancora non sono messi in grado di partecipare a procedure abilitanti. 

È fondamentale garantire ai giovani regole certe per poter esercitare la professione docente, al fine di assicurare qualità ed efficacia al sistema scolastico, cardine decisivo per il futuro del paese. 

Roma, 31 ottobre 2019 

GIANCARLO FRARE – Presidente AGeSC 

MARCO MASI – Presidente CdO Opere Educative 

PIETRO MELLANO – Presidente CNOS Scuola 

MARILISA MIOTTI – Presidente CIOFS scuola 

GIOVANNI SANFILIPPO – Delegato per le Relazioni Istituzionali FAES 

VIRGINIA KALADICH – Presidente FIDAE 

LUIGI MORGANO – Segretario Nazionale FISM

Incontro dirigenti

Incontro dirigenti

Roma, 30 ott – “Questa mattina ho incontrato, con la collega di commissione Cultura Vittoria Casa, una delegazione dei dirigenti scolastici scesi in piazza per chiedere la modifica del D.Lgs. 81/2008 che definisce la loro responsabilità in materia di sicurezza scolastica e sollecitare la messa in sicurezza dei nostri edifici scolastici. Ho ribadito alla delegazione che il tema è una mia priorità fin dal primo giorno di legislatura, perché non si può avere qualità dell’istruzione se prima non si garantisce agli studenti e a tutti gli operatori del settore scolastico la vivibilità e la sicurezza degli spazi”. Lo dichiara la portavoce del Movimento 5 Stelle in commissione Cultura, Scienza e Istruzione alla Camera, Virginia Villani, già dirigente scolastica. “In Italia 22.000 scuole su 42.000 sono state costruite prima del 1970 con criteri non antisismici e sono prive delle necessarie certificazioni. Il 59% degli istituti non ha il certificato di prevenzione degli incendi. Consapevole di questa problematica, ho subito presentato una proposta di modifica del D. lgs. 81/2008, per definire una volta per tutte di chi siano le responsabilità in merito alla sicurezza degli edifici scolastici” riprende Villani. “La sicurezza è un problema prioritario per il MoVimento 5 Stelle e per il nostro Governo e la tematica abbraccia la delicata questione della responsabilità, civile e penale dei dirigenti scolastici. Con la normativa vigente attualmente, le loro responsabilità dipendono dal potere decisionale e di spesa di altri soggetti come Comuni, Province, Regioni, privati e Stato centrale. Sono questi, per legge, i veri “proprietari” degli edifici scolastici e quindi responsabili, in pieno, dal punto di vista civile e penale, delle loro omissioni. Perché in caso di incidenti o problemi la responsabilità ricade invece sui dirigenti scolastici? Per mettere fine a questa stortura, insieme colleghi in commissione Cultura abbiamo presentato una proposta di legge sulla sicurezza nelle scuole e, contestualmente, la proposta di modifica del D.Lgs. 81/2008, così da definire gli obblighi di sicurezza e le responsabilità dei proprietari, circoscrivendo il ruolo dei Dirigenti Scolastici: una norma quindi, che garantirà al personale e ai bambini scuole sicure e al tempo stesso assicurerà una migliore ripartizione delle responsabilità tra Dirigenti scolastici ed enti proprietari” conclude la deputata del MoVimento 5 Stelle. 

ISTITUTI PROFESSIONALI

ISTITUTI PROFESSIONALI, GILDA: DOCENTI COSTRETTI A LAVORO GRATUITO

Il nuovo assetto organizzativo e didattico degli istituti superiori professionali individua ulteriori incarichi per i docenti tutor senza prevedere per queste figure alcuna formazione e caricando su di loro lavoro aggiuntivo non retribuito. La Gilda degli Insegnanti dice no all’ennesima riforma in ambito scolastico improntata all’improvvisazione, che svilisce la professionalità dei docenti, all’aumento della burocratizzazione e dei carichi di lavoro. 
“Dopo un iter legislativo lungo e spesso confuso – spiega la Gilda – negli istituti superiori a indirizzo professionale è stato introdotto il PFI, ovvero il Progetto Formativo Individuale, che si aggiunge ai PEI e a i PDP, strumenti già numerosi nella realtà di questi istituti. La revisione dei percorsi di istruzione professionale prevede, inoltre, la ridefinizione dei quadri orari, in un’ottica che predilige maggiormente le attività di laboratorio, e la didattica per competenze scandita in Unità di Apprendimento (UdA). Tutte innovazioni che relegano il lavoro degli insegnanti ad atti formali e non sostanziali e che spingono la scuola verso una burocratizzazione sempre più asfissiante”.
“Non stiamo chiudendo la porta a nuove metodologie, a una nuova didattica o a nuovi strumenti in grado di abbattere discriminazioni ed emarginazioni – sottolinea la Gilda – ma chiediamo al Miur di riconoscere e valorizzare l’impegno professionale, stanziando risorse aggiuntive per retribuire i docenti tutor sulle cui spalle grava una mole di lavoro perlopiù impiegatizio, fatto di inutili scartoffie da compilare che sottraggono tempo prezioso alle attività didattiche e, quindi, alla formazione concreta degli studenti”.
“In alternativa – propone la Gilda – si potrebbe aumentare l’organico degli istituti professionali, così da permettere ai tutor di avere ore a disposizione da dedicare alla personalizzazione dell’insegnamento”.  
“Senza questi interventi, da mettere in campo in breve tempo, – conclude il sindacato – la riforma rischia di fallire”.

SIGLATA INTESA MIUR – OOS

Oggi pomeriggio si è tenuto, presso il MIUR, il previsto incontro tra il vertice politico e le OO.SS. rappresentative dell’area dirigenziale “istruzione e ricerca”. 
L’Amministrazione era rappresentata dalla Viceministra Ascani, delegata dal Ministro ad occuparsi della dirigenza delle scuole. 
Il Presidente dell’ANP ha rappresentato alla Viceministra una lunga serie di richieste, parzialmente anticipate durante gli incontri tenutisi la scorsa settimana e sintetizzate qui di seguito: 
1. revisione del d.lgs. 81/2008 prevedendo, tra l’altro, la responsabilità degli enti locali nella valutazione dei rischi strutturali;
2. valutazione dello SLC dei dirigenti scolastici
3. adeguamento del FUN 2019/2020, da disporsi con la legge di bilancio per il 2020, in quanto l’organico dei dirigenti delle scuole è molto aumentato a parità di consistenza del fondo
4. applicazione del CCNL area “istruzione e ricerca” 2016-2018: l’ANP ha contezza di numerosi casi di illegittima applicazione dell’articolo 39 del CCNL 8 luglio 2019 e chiede un tempestivo intervento presso le competenti RTS
5. valutazione della dirigenza e con corresponsione di una retribuzione di risultato effettivamente commisurata agli obiettivi raggiunti e alle azioni intraprese
6. incremento dell’organico ATA, per potenziare al massimo la vigilanza nelle scuole, internalizzando gli attuali LSU e abrogando il divieto di nomina dei supplenti dei collaboratori scolastici per i primi sette giorni
7. dotare i DS di facoltà assunzionale a tempo determinato: le segreterie scolastiche sono spesso in condizioni di non poter operare efficacemente a causa della scarsità di personale di ruolo e, in primis, dei DSGA. L’ANP chiede che il dirigente possa conferire il relativo incarico ad uno degli assistenti amministrativi in servizio presso la scuola oppure, qualora nessuno di essi fosse disponibile, che possa assumere una persona idonea dall’esterno, previo colloquio e purché in possesso dei titoli previsti dal CCNL di comparto
8. introduzione del livello professionale dei “quadri” : la governabilità delle scuole è gravemente ostacolata dalla necessità che ogni dirigente scolastico gestisca in media 125 dipendenti senza potersi avvalere di figure intermedie (il cosiddetto middle management) di adeguata professionalità. Si tratta di una situazione senza pari nel panorama delle organizzazioni pubbliche e private causa di inefficienza e fonte di stress
9. introduzione di una carriera per docenti: all’introduzione del middle management è indispensabile affiancare la previsione di una differenziazione delle funzioni dei docenti finalizzata alla gestione delle nuove complessità progettuali ed organizzative proprie delle istituzioni scolastiche
10. rinnovamento della didattica: è assolutamente necessario rendere le prassi didattiche più attraenti e più inclusive, al fine di contrastare il grave fenomeno della dispersione. Non servono nuove leggi ma un massiccio piano di aggiornamento per mettere la professionalità docente al passo con i tempi
11. immissione in ruolo dei vincitori di concorso a DS : chiediamo l’assunzione di tutti i partecipanti ai concorsi 2011 e 2017 che abbiano superate le prove concorsuali, di tutti gli idonei al concorso 2017 e, in coda a questi, dei rinunciatari e/o dei dimissionari per giustificate ragioni
12. mobilità interregionale dei vincitori del concorso: l’ANP chiede che, compatibilmente con il diritto al rientro di tutti i colleghi già assunti fuori sede negli scorsi anni, sia consentita la mobilità interregionale straordinaria al termine del 2019/2020 per agevolare il loro avvicinamento alle località di provenienza.

Al termine dell’incontro, la Viceministra e le OOSS hanno siglato una intesa politica su due materie ritenute particolarmente urgenti in questo momento: la sicurezza e la capienza del FUN.

Strage di Freginals in Spagna

Nota Erasmus+ Indire su processo per la strage di Freginals in Spagna

«Apprendiamo con soddisfazione la decisione della Corte d’Appello di Tarragona in Spagna di aprire un processo per “omicidio spericolato” per stabilire le responsabilità della strage di Freginals, l’incidente stradale in cui persero la vita tredici studentesse Erasmus. È doveroso far luce su questa vicenda. In questi anni, abbiamo sempre sostenuto il diritto per le famiglie delle vittime di accertare le responsabilità del tragico evento».

Questa la dichiarazione del Direttore Generale dell’Agenzia nazionale Erasmus+ Indire, Flaminio Galli, in merito alla decisione di lunedì scorso di accogliere il ricorso delle famiglie e di avviare un processo per la strage delle studentesse morte tre anni e mezzo fa sull’autostrada tra Valencia e Barcellona.

BUSSETTI INDAGATO DA CORTE CONTI

SCUOLA, GRANATO (M5S): BUSSETTI INDAGATO DA CORTE CONTI, ENNESIMA PAGINA NERA LEGA

Roma, 29 ott. – “Il messaggio che giunge dalle notizie che riguardano l’ex ministro Bussetti è devastante, soprattutto per chi si batte ogni giorno per trovare risorse per il mondo della scuola. Dopo l’indagine interna da parte del MIUR adesso la Corte dei Conti apre un’indagine sui viaggi fantasma dell’ex ministro Marco Bussetti. Secondo quanto emerso da un’inchiesta di Repubblica, 80 su 133 sono senza giustificazione. Tra queste quella del 21 giugno 2018, quando l’ex ministro andava in Costa azzurra mentre a Palazzo Chigi si svolgeva un consiglio dei ministri. Ma anche 450 euro circa per il rimborso chiesto da Bussetti per partecipare al compleanno di Matteo Salvini. Ennesima pagina nera per la Lega, che dimostrerebbe ancora una volta di non farsi scrupoli a dilapidare soldi pubblici. Il Movimento 5 Stelle si sta muovendo con una interrogazione alla Camera e chiederemo chiarimenti in tutte le sedi opportune. Ma sarebbe interessante conoscere l’opinione di Matteo Salvini, chissà se troverà tempo per un tweet anche su questa vicenda”.

Così in una nota la capogruppo del Movimento 5 Stelle in commissione Istruzione al Senato, Bianca Laura Granato.