Archivi categoria: Politico Sindacale

Si trovino altre forme di protesta

Cuzzupi: si trovino altre forme di protesta, ma non fermiamo la scuola!

L’UGL Scuola da sempre ha messo al centro del proprio discorso sindacale la necessità d’interventi strutturali, veri e concreti per la scuola condannando senza mezze misure i fiumi di parole versati per giustificare le cose non fatte o, peggio ancora, per dare un’illusione che poi, inevitabilmente, si trasformava in un nulla.

Abbiamo sempre richiesto – afferma il Segretario Nazionale, Ornella Cuzzupiche fosse data concretezza alle promesse e agli intendimenti. Molti, il dicastero per primo, hanno costantemente cercato di relegare l’UGL Scuola in un angolo ignorando le nostre ragioni e le grida di allarme su quanto avveniva nei confronti della scuola e del personale scolastico, unico, vero baluardo di un’istituzione che sta lentamente deteriorandosi. Oggi vediamo che molti sono finalmente arrivati alle stesse conclusioni; con un certo ritardo ma hanno dovuto, nei fatti, convenire con quanto abbiamo detto e denunciato. Eppure anche stavolta il modo di agire ci lascia perplessi. Ci riferiamo allo sciopero proclamato per il 10 dicembre da gran parte delle Organizzazioni Sindacali. Una manifestazione che rischia però di rimanere fine a sé stessa. Certo non si può assistere immobili allo scempio della scuola e alla superficialità con cui sono trattati i lavoratori del comparto tuttavia, considerato il momento, occorre trovare azioni alternative ma non fermare ancora una volta la scuola in presenza”.

Affermazioni, quelle del Segretario Nazionale, che sono preludio a una proposta forte e impegnativa.

Se siamo veramente convinti di ciò che diciamo, e l’UGL lo è, occorre dar vigore alle nostre ragioni in modo diverso. È necessario – continua Cuzzupi – offrire a tutti gli interessati, dai lavoratori alle famiglie sino agli stessi studenti, la garanzia della bontà degli intendimenti fornendo prova che il sindacato non teme di esporsi direttamente per questo. Promuovere azioni che danneggiano ulteriormente una didattica in presenza già di per sé messa sciaguratamente in discussione dalla pandemia non solo è deleterio, ma persino controproducente per le inevitabili ricadute sulle famiglie già tanto provate. Le motivazioni sono simili e tutti sappiamo come metterci intorno ad un tavolo per cercare una sintesi e allora, senza distinzioni di bandiera, ideologia e colore politico, senza personalismi e voglia di apparire, promuoviamo una manifestazione di soli dirigenti sindacali sotto il Ministero dell’Istruzione. Creiamo l’occasione pubblica di un confronto con il Dicastero, un dibattito aperto sui temi specifici pensando solo al bene della scuola, dei suoi lavoratori e del Paese. L’UGL Scuola è disponibile da subito, noi ci siamo in qualsiasi giorno si voglia. Ma non fermiamo la scuola. Ora no!  

Federazione Nazionale UGL Scuola

10 dicembre, la scuola si

10 dicembre, la scuola si ferma

Venerdì prossimo 10 dicembre la scuola si ferma per l’intera giornata.
Lo sciopero è stato indetto dalla FLC CGIL insieme a UIL scuola, Snals-Confsal e Gilda Unams. All’origine della protesta la forte esigenza di un profondo mutamento dei contenuti della legge di bilancio nella parte dedicata alla scuola. Esigenza espressa anche in una lettera/appello al mondo dell’associazionismo.

Quali sono le ragioni dello sciopero?
Sui motivi dello sciopero, il segretario generale della FLC CGIL, Francesco Sinopoli, si è rivolto direttamente alle iscritte e agli iscritti, ai chi lavora nella scuola e alle Rappresentanza Sindacali Unitarie di questo settore.

“Dopo due drammatici anni di pandemia è diventato chiaro a tutte e a tutti quanto la scuola sia indispensabile per il nostro presente e il nostro futuro – scrive Sinopoli – quanto essa sia importante nella vita di ogni giorno per le studentesse e gli studenti, quanto siano indispensabili tutte le diverse professionalità che operano in essa: per questo avevamo la ragionevole speranza che il Governo fosse pronto a dare un vero e tangibile segnale di attenzione alla Scuola Pubblica”.
Così, però, non è stato! Con la legge di bilancio 2022 in discussione in Parlamento le risorse dedicate alla scuola sono decisamente inadeguate. Ad esempio, le risorse della missione Istruzione scolastica si riducono del 5,2 per cento rispetto a quanto previsto dalla legge di assestamento del 2021. In altre parole, “sulla scuola si torna a risparmiare tagliando” e non si danno risposte alle lavoratrici e ai lavoratori su: rinnovo contrattualeorganico covidclassi troppo numerosemisure a costo zeroprecariato e reclutamento.
“Il tempo degli annunci ormai è scaduto – prosegue Sinopoli; è giunto invece il tempo di un cambiamento reale, che restituisca alla scuola pubblica la centralità che merita, per il futuro del Paese. È necessario mobilitarci ora e far sentire la nostra voce, a partire dallo sciopero della categoria proclamato per il 10 dicembre”.

Green Pass trasporti

Green Pass trasporti. Rete Studenti critica: “Studenti sempre responsabili, serve garantire il diritto allo studio”
Da lunedì 6 dicembre entrerà in vigore l’obbligo di certificato verde anche sui mezzi di trasporto pubblico. Una misura che rientra, nella visione del Governo, nella più ampia manovra di contenimento dei contagi in seguito anche alla diffusione della nuova variante Omicron.
Una misura che, però, non risulta coerente con le decisioni prese in campo scolastico. Per seguire le lezioni in presenza negli istituti superiori, infatti, non è richiesto il Green Pass. La Rete degli Studenti Medi è fortemente critica rispetto l’introduzione del Pass sui mezzi pubblici, in quanto, dicono dal Sindacato Studentesco, non prenderebbe in considerazione le complessità che la fascia 14-18 anni vive. 
“Il Green Pass ha diverse criticità” spiega Tommaso Biancuzzi, coordinatore della Rete degli Studenti Medi “Gli studenti e le studentesse hanno dimostrato di essere una delle fasce di età più responsabili durante la Pandemia, rispettando le regole durante i periodi di chiusura prima e vaccinandosi in massa dopo. Una parte consistente di studenti per lo più minorenni, però, pur volendo non ha accesso alla vaccinazione per contesti familiari infelici che condizionano fortemente le loro azioni. La soluzione più coerente con il diritto alla salute è per noi da sempre l’obbligo vaccinale, strumento che permetterebbe di superare le contraddizioni che il Green Pass mette in luce. Chiediamo intanto che gli studenti e le studentesse vengano esonerate dall’obbligo di Green Pass sui mezzi pubblici, così come lo sono stati dall’obbligo a scuola: non possiamo accettare che si torni in dad per tutte quelle studentesse e studenti che vorrebbero vaccinarsi ma questo non viene loro permesso e che si troverebbero di fatto esclusi dalle lezioni in presenza, senza la possibilità di recarsi a scuola con i mezzi pubblici”.

LETTERA APERTA AL MINISTRO BIANCHI SUGLI ESAMI DI MATURITÀ

LETTERA APERTA AL MINISTRO BIANCHI SUGLI ESAMI DI MATURITÀ

Gentile Ministro Bianchi,

a quanto abbiamo letto, Lei sarebbe orientato a riproporre un esame di maturità senza gli scritti come lo scorso anno, quando molti degli stessi studenti, interpellati dai giornali, l’hanno giudicato più o meno una burletta.  

Nonostante i problemi causati dalla pandemia, per far svolgere gli scritti in sicurezza a fine anno molte aule sono libere per ospitare piccoli gruppi di candidati. E che l’esame debba essere una verifica seria e impegnativa è nell’interesse di tutti. In quello dei ragazzi – per cui deve costituire anche una porta di ingresso nell’età adulta – perché li spinge a esercitarsi e a studiare, anche affrontando quel tanto di ansia che conferma l’importanza di questo passaggio. Solo così potranno uscirne con soddisfazione. È nell’interesse della collettività, alla quale è doveroso garantire che alla promozione corrisponda una reale preparazione. Infine la scuola, che delle promozioni si assume la responsabilità, riacquisterebbe un po’ di quella credibilità che ha perso proprio scegliendo la via dell’indulgenza a compenso della sua frequente inadeguatezza nel formare culturalmente e umanamente le nuove generazioni.

Non si tratta quindi solo della reintroduzione delle prove scritte, per molte ragioni indispensabile (insieme alla garanzia che non si copi e non si faccia copiare, come accade massicciamente ogni anno); ma di trasmettere agli studenti il messaggio di serietà e di autorevolezza che in fondo si aspettano da parte degli adulti.  

Grazie per la Sua attenzione. 

GRUPPO di FIRENZE per la scuola del merito e della responsabilità

Roberta De Monticelli, Già Professore ordinario di Filosofia della Persona, Università Vita Salute San Raffaele

Nicla Vassallo, Professore ordinario di Filosofia teoretica nell’Università di Genova

Gustavo Zagrebelsky, Giurista e accademico, Presidente Emerito della Corte Costituzionale

Giulio Ferroni, Professore Emerito di Letteratura italiana Università di Roma La Sapienza –

Carlo Cottarelli, Economista, dirige l’Osservatorio sui Conti Pubblici della Cattolica di Milano

Elsa Fornero, Docente di Economia  Università di Torino,  Ministro del Lavoro nel Governo Monti

Donatella Di Cesare, Docente Ordinario di Filosofia teoretica, Università di Roma La Sapienza

Alessandro Barbero, Docente Ordinario di Storia medievale, Università del Piemonte Orientale

Marco Santambrogio, Docente di Sistemi di Elaborazione dell’Informazione presso il Politecnico di Milano

Alberto Giovanni Biuso, Professore Ordinario di Filosofia Teoretica, Università di Catania

Chiara Frugoni, già Docente di Storia Medievale e della Chiesa presso l’Università di Pisa

Carla Bagnoli, Professore di Filosofia teoretica all’Università di Modena e Reggio Emilia

Fulco Lanchester, Docente ordinario di Diritto Costituzionale e Comparato, Università La Sapienza, Roma

Rino Di Meglio, Coordinatore Nazionale della Gilda degli Insegnanti

Renza Bertuzzi, Docente nelle scuole superiori, dirige “Professione Docente”, organo della Gilda degli Insegnanti

Roberta Lanfredini, Professore Ordinario di Filosofia teoretica nell’Università di Firenze

Maurizio Dardano, Accademico della Crusca e docente emerito di Storia della lingua, Università Roma Tre

Carlo Fusaro, Già Ordinario di Diritto pubblico comparato Università di Firenze

Giovanni Belardelli,  Professore Ordinario di Storia delle dottrine politiche Università di Perugia

Ferdinando Luigi Marcolungo, Docente Ordinario di Filosofia teoretica, Università di Verona

Paolo Crepet, Psichiatra, sociologo e saggista

Francesco Perfetti, Già Docente ordinario di Storia contemporanea, Università LUISS Guido Carli di Roma

Adriano Prosperi, Professore Emerito di Storia moderna presso la Scuola Normale di Pisa

Giovanni Orsina, Docente Associato di Storia Comparata dei Sistemi Politici Europe, Università LUISS di Roma

Renato Mannheimer, Sociologo e Accademico, Esperto di sondaggi demoscopici, partener di Eumetra Monterosa

Anna Oliverio Ferraris, Psicologa e psicoterapeuta, già Docente di Psicologia dello sviluppo, Università La Sapienza

Giuseppe Nicoletti, Docente Ordinario di Letteratura Italiana, Università di Firenze

Maria Cristina Grisolia, Professore Ordinario di Diritto Costituzionale, Università di Firenze

Stefano Poggi, Docente Ordinario di Storia della Filosofia presso l’Università di Firenze

Giacomo Poggi, Professore Onorario di Fisica generale, Università di Firenze

Lorenzo Strik Lievers, Già Docente di Didattica della Storia presso l’Università di Milano Bicocca

Roberto Tripodi, Responsabile Formazione dell’Associazione Scuole Autonome della Sicilia

Enrica Lisciani-Petrini, Professore Ordinario di Filosofia Teoretica, Università di Salerno

Scuola, “educazione attiva” come nuova frontiera

Cuzzupi: scuola, “educazione attiva” come nuova frontiera

Ma anche stato di agitazione e pronti ad azioni dure e incisive!

Intervenendo al Convegno “L’autonomia scolastica oggi – Tra principio di sussidiarietà e dimensionamento degli Istituti” tenuto a Matera in queste ore, Ornella Cuzzupi, Segretario Nazionale UGL Scuola ha sottolineato con forza le problematiche legate all’istituzione scolastica.

Il dramma della Pandemia sembrava aver portato la scuola alla ribalta e, per un attimo, è stata a essa riconosciuto il ruolo che le compete – ha detto il Segretario UGL – Abbiamo assistito a vere e proprie gare sulle prospettive offerte e su quanto sembrava fosse pronto a esser fatto. A parole era una vera è propria autostrada proiettata verso l’alba di una nuova scuola, funzionale, inclusiva e ricca di potenzialità. Tutto questo è però rimasto nelle intenzioni e oggi siamo ancora alla ricerca di un’istituzione adeguata e aderente alla realtà”.

In pratica Cuzzupi ha ribadito quello che da mesi l’UGL Scuola sta affermando e cioè che alle parole non si da seguito mentre servirebbe un’urgente cambio di passo.

La scuola ha bisogno di ben altro. L’assurdo balletto di circolari in merito alle procedure da seguire in caso di contagi – continua Cuzzupi – è l’esempio più evidente di quanto si stia navigando a vista. Persino le cose più semplici come l’adozione di mezzi d’areazione e purificazione dell’aria nelle classi sono state sacrificate sull’altare dell’apparire, del mostrarsi capaci di grandi disegni per poi concludere poco o nulla mentre nelle classi si rimane con la finestra aperta anche d’inverno. Tutto ciò è intollerabile.”

Ma il Segretario punta la barra dritta al futuro. “Non possiamo consentire che la scuola continui ad affidarsi alla volontà e alla capacità dei singoli. Occorre un diverso modo di far didattica, una scuola a dimensione giusta, che interagisca con i territori, con le realtà locali, con le famiglie dando ai giovani un senso di completezza e d’interconnessione con il loro mondo. Occorre realizzare quella che definisco “educazione attiva”, un’istruzione che si adatti alle dinamiche sociali formando al rispetto delle regole e a una corretta socializzazione. Questo – afferma Cuzzupi – non deve essere un sogno, occorre battersi e lottare per raggiungere l’obiettivo e dare il giusto peso a tutti gli operatori della conoscenza siano essi docenti, ATA, dirigenti. Da qui l’UGL Scuola intende partire e su questo chiediamo per l’ennesima volta al dicastero un confronto. Se il silenzio di chi fugge dai problemi dovesse persistere, allora saremo pronti a dar vita ad azioni incisive in tutte le sedi opportune. La scuola non può continuare a boccheggiare sotto i colpi dell’inefficienza. Per questo motivo dichiariamo lo Stato di Agitazione di tutto il personale della Scuola”.  

Federazione Nazionale UGL Scuola

La sicurezza delle nostre idee, le nostre idee sulla sicurezza

La sicurezza delle nostre idee, le nostre idee sulla sicurezza

Le Commissioni riunite sesta e undicesima del Senato, nel corso dell’iter di conversione in legge del D.L. n. 146/2021, hanno approvato una proposta emendativa che modifica l’art. 18 del D.Lgs. n. 81/2008, introducendo specifiche misure per le istituzioni scolastiche.
Detta proposta tenta di tracciare un discrimine netto, in tema di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, tra le responsabilità intestate al dirigente scolastico e quelle imputabili all’amministrazione tenuta alla fornitura e manutenzione degli edifici. Prevede l’esonero, per i primi, da qualsiasi responsabilità civile, amministrativa e penale, qualora abbiano tempestivamente richiesto alle seconde di effettuare gli interventi strutturali e manutentivi necessari a garantire la sicurezza e abbiano, al contempo, adottato le misure di carattere gestionale di propria competenza. In particolare, essa stabilisce poi che la valutazione dei rischi strutturali e l’individuazione delle misure necessarie a prevenirli siano di esclusiva competenza dell’amministrazione tenuta. Prosegue affermando che il documento di valutazione deve essere redatto congiuntamente da detta amministrazione e dal datore di lavoro.
Appena si è diffusa la notizia dell’approvazione di questa proposta, si è scatenata una nobile gara ad attribuirsene la paternità.
Un simile trasversale e diffuso apprezzamento per ciò che l’ANP sta affermando da tempo, facendone oggetto di specifiche proposte ai tavoli ministeriali sulla dirigenza, non può che trovarci favorevolmente sorpresi. Ci auguriamo dunque che la politica, sostenuta da questa inusuale convergenza di obiettivi e intenti, sappia condurre in porto una così delicata operazione.
Intervenire sulla sicurezza, ripartendo in modo più netto le responsabilità, non significa infatti creare uno “scudo” per i dirigenti scolastici; significa invece – come da sempre l’ANP sostiene – spronare tutti gli attori coinvolti a farsene carico in modo da garantire una tutela piena ed effettiva della incolumità di lavoratori e studenti.

Repentino dietrofront sulle quarantene

Repentino dietrofront sulle quarantene ovvero il dramma dell’incomunicabilità

Che l’incomunicabilità nella società moderna sia oggetto di ampio dibattito è cosa nota. Adesso abbiamo chiara evidenza del fatto che essa alberghi anche all’interno della macchina governativa, peraltro in un momento storico così delicato.

In un lasso di tempo brevissimo le scuole sono state destinatarie di due note relative alla gestione dei contagi in ambiente scolastico, entrambe a firma congiunta del Ministero dell’istruzione e di quello della salute ma opposte nei loro contenuti. I due documenti hanno fornito indicazioni operative contrarie: il primo ha giustificato la sospensione del protocollo del 3 novembre 2021 con l’aumento del tasso di incidenza dei casi di contagio (da 50 a 125 ogni 100.000 abitanti), il secondo ha giustificato la sospensione della sospensione con l’intervento del Commissario Figliuolo.

Per quanto sia ovvio che le soluzioni vadano approntate in base all’evoluzione del contesto emergenziale e delle risorse a disposizione per fronteggiarlo, la chiave di lettura di quanto accaduto sta altrove.

La scuola, secondo la narrazione corrente, è – e deve continuare ad essere – in presenza. Tuttavia, dinanzi alla recente crescita dei contagi, le operazioni di testing e di contact tracing non sono state effettuate secondo la tempistica che il protocollo impone. Le ASL, in gran parte, non hanno retto; le scuole, invece, hanno tenuto duro grazie ai dirigenti e ai loro collaboratori che, di fatto, sono diventate le vere prime linee di questo fronte.

Nell’esigenza di favorire le attività scolastiche in presenza e di fronte all’evidente caduta, tutt’altro che senza rumore, delle ASL, la soluzione per la gestione dei contagi, balenata nel giro di pochissime ore in un’improvvisa reviviscenza della comunicabilità, è stata trovata nel provvidenziale supporto della struttura commissariale che ha, a sua volta, di fatto, commissariato le stesse ASL.

Tanto premesso, alle scuole, ai suoi lavoratori, agli studenti e alle famiglie interessa una sola cosa: che il problema del contact tracing cui assistiamo da diverse “ondate” sia definitivamente risolto senza riversare sui dirigenti scolastici e sui loro staff oneri e competenze altrui, sugli studenti e sui loro genitori gli effetti della lentezza dell’apparato sanitario territoriale.

Di colpi di scena, di ricerca della spannung, di tuffi carpiati con doppio avvitamento la nostra scuola e il nostro Paese, di questi tempi, non hanno davvero bisogno.

Sulla gestione dei contagi inaccettabili improvvisazioni

Scuola: sulla gestione dei contagi inaccettabili improvvisazioni. Chiediamo un cambio di passo, il governo investa nella salute e sicurezza di milioni di studenti e lavoratori

Roma, 1 dicembre – A meno di 24 ore dalla diffusione di una nota congiunta dei ministeri dell’Istruzione e della Sanità che aggiornava le indicazioni per la gestione dei casi positivi in ambito scolastico, disponendo la didattica a distanza immediata per tutta la classe anche in presenza di un solo contagio, i due ministeri smentiscono loro stessi con una nuova nota. Così facendo si ritorna di nuovo al programma di testing disposto il 3 novembre scorso, con la verifica immediata di positività solo per i cosiddetti “contatti stretti” e il proseguimento delle lezioni in presenza per il resto della classe, mentre la quarantena e di conseguenza la dad scattano per tutta la classe solo in presenza di almeno tre contagi.
Con queste indicazioni contraddittorie su un tema così delicato, le scuole vengono di nuovo gettate in una situazione di caos e confusione che aumenta la già difficile gestione quotidiana dei contagi aggravata  dallo scarso supporto dei dipartimenti di prevenzione delle Asl.
Quanto è successo è di una gravità inaudita ed è sintomatico di come certe scelte fatte sulla scuola siano frutto di improvvisazione anche ai massimi livelli politici. Come non leggere l’accaduto quale conseguenza della scelta sciagurata di non confermare le necessarie misure di sicurezza dello scorso anno, ancora valide ed attuali?

La scuola ha bisogno di un cambio di passo nelle scelte politiche e gestionali da operare già con la prossima Legge di Bilancio. Il governo, senza ulteriori indugi, adotti misure a tutela della salute e della sicurezza di milioni di studenti e lavoratori, a partire dalla riduzione del numero degli alunni per classe e per istituto e dalla conferma dell’organico covid anche per il personale Ata. Queste e molte altre ragioni sono alla base della piattaforma rivendicativa dello sciopero della scuola e dei dirigenti scolastici indetto dalla FLC CGIL, Uil scuola, Snals Confsal e Gilda Unams, per il prossimo 10 dicembre.

Situazione sanitaria

Situazione sanitaria: incontro al Ministero dell’istruzione

L’ANP ha partecipato oggi 30 novembre, in videoconferenza, alla riunione convocata dal Ministero dell’istruzione, rappresentato da entrambi i Capi Dipartimento, Dott. Jacopo Greco e Dott. Stefano Versari, per affrontare le urgenti questioni sanitarie.   

Il Dott. Versari, in apertura, ha affermato che, a seguito dell’aumento del tasso di incidenza dei casi di contagio, l’Amministrazione ha avvertito la necessità di confrontarsi con le organizzazioni sindacali per acquisire osservazioni e proposte in vista della gestione del nuovo quadro pandemico. In particolare, ha sollecitato osservazioni circa il D.L. 26 novembre 2021, n. 172, il cosiddetto D.L. “Super Green Pass”. 

L’ANP ha chiesto che l’introduzione dell’obbligo vaccinale per il personale della scuola sia accompagnata da una nota del Ministero che sciolga alcuni nodi interpretativi: 

  • come debba provvedersi alla sostituzione del personale ATA sospeso, visto che il nuovo art. 4-ter, c. 4, D.L. n. 52/2021 convertito in legge n. 87/2021 si riferisce solo alla sostituzione del personale docente; 
  • la previsione dell’allineamento della cosiddetta “SuperApp” ai controlli previsti dal comma 3 dell’art. 4-ter citato, dal momento che – all’esito del controllo effettuato “anche secondo le modalità definite con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri” – il dirigente formula l’invito a produrre la documentazione prevista sia nel caso in cui non risulti adempiuto l’obbligo vaccinale, sia nel caso in cui non risulti la “presentazione della richiesta di vaccinazione”. Abbiamo chiesto che la piattaforma consenta di acquisire anche il dato dell’effettuazione della prenotazione. 

L’ANP ha poi richiesto – in sede di conversione in legge del decreto – la fissazione di un termine al contratto del personale supplente: l’attuale disposto del D.L. n. 172 prevede soltanto che il contratto si risolva di diritto all’adempimento dell’obbligo vaccinale da parte del sostituito.  

Abbiamo chiesto, infine, di ribadire che la nota congiunta Ministero della Salute-Ministero dell’Istruzione prot. n. 54504 del 29 novembre 2021 sospende le procedure previste dalla nota tecnica dello scorso 3 novembre e, quindi, di chiarire la gestione degli effetti di un eventuale caso di positività del personale docente sui ‘suoi’ gruppi classe e viceversa.  

La riunione si è conclusa con l’impegno, da parte del Ministero, di fornire i chiarimenti richiesti e, in particolare, di intervenire su eventuali nodi problematici posti dalla nota n. 54504 del 29 novembre. 

La quarta ondata fa affondare il Protocollo

La quarta ondata fa affondare il Protocollo

Dinanzi a numeri così chiari, anche il Ministero della salute ha alzato bandiera bianca: la quarta ondata è ufficialmente tra noi. I contagi oramai interessano in modo significativo la popolazione –in particolare la fascia under 12, al momento esclusa dalla campagna di vaccinazione – determinando una incidenza, ovvero il rapporto casi/popolazione, crescente.  

Da qui la scelta, da parte del Ministero della salute, di sospendere il Protocollo sulla gestione dei contagi in ambiente scolastico del 3 novembre scorso: tale nota tecnica, calibrata su un’incidenza di 50 casi su 100.000 abitanti, non ha retto all’urto della nuova ondata. 

Va però detto, a dire il vero, che l’articolata campagna di testing che avrebbe dovuto garantire la scuola in presenza sostanzialmente non è mai partita. Come abbiamo fatto presente sin dai primi giorni di entrata in vigore del Protocollo, le ASL non sono riuscite a garantire la tempistica dei tamponi né, in molti territori, a fornire ai dirigenti scolastici le indicazioni standardizzate da inviare ai “contatti” dei casi di positività. 

Le scuole, come sempre, hanno retto: i dirigenti, pur in assenza di costante interlocuzione con le ASL, hanno disposto la DAD e garantito la sicurezza e la salute degli alunni e del personale. Continueranno a farlo, con la serietà e il senso di responsabilità che li caratterizza, anche a Protocollo sospeso.  

La pandemia non è finita ed è ragionevole una navigazione a vista che tenga conto dell’evoluzione dei contagi. L’ANP chiede che le scuole siano accompagnate, in tale navigazione, dai soggetti istituzionalmente preposti alla tutela della salute senza dover sopperire alle loro carenze organizzative e di risorse umane. 

Nota sulle iscrizioni per l’anno scolastico 2022/2023

Nota sulle iscrizioni per l’anno scolastico 2022/2023: incontro di informativa al Ministero

Si è svolto oggi 29 novembre, in modalità telematica, l’incontro di informativa sindacale riguardante la nota sulle iscrizioni alle scuole dell’infanzia, del primo e del secondo ciclo per l’a.s. 2022/23 che potranno essere presentate dal 4 al 28 gennaio 2022.  All’incontro la Dott.ssa Palermo, per conto dell’Amministrazione, ha illustrato il testo alle organizzazioni sindacali presenti. 

L’ANP ha preso atto positivamente delle nuove modalità di accesso al portale ministeriale delle iscrizioni (credenziali SPID, CIE o eIDAS) che si inquadrano in una cornice di omogeneizzazione e armonizzazione degli interventi per la digitalizzazione dei pubblici servizi, oltre che di adempimento di una previsione normativa. Abbiamo chiesto di chiarire i margini di intervento del Ministero circa un eventuale supporto alle famiglie non autonome da questo punto di vista o se, invece, tale attività debba ricadere esclusivamente sulle segreterie scolastiche.  

Nel testo sono state inserite ampie indicazioni in merito all’istruzione parentale, in coerenza con le disposizioni ad essa relative contenute nel D.M. 5/2021. Abbiamo rilevato come nel biennio pandemico si sia verificata una crescita esponenziale di richieste di homeschooling da parte delle famiglie e che, nonostante la scuola sia ormai tornata in presenza, non si sia registrata una significativa diminuzione delle richieste in tal senso. A tal proposito abbiamo chiesto che l’Amministrazione metta a disposizione i dati – facilmente deducibili dalla piattaforma SIDI – per meglio comprendere l’entità del fenomeno, anche al fine di avviare una riflessione condivisa su come migliorare l’offerta del servizio pubblico di istruzione. Alla stessa stregua, abbiamo apprezzato l’attenzione alla necessità che le scuole operino in sinergia con i soggetti preposti alle verifiche sull’assolvimento dell’obbligo di istruzione. 

Riguardo l’iscrizione alla prima classe dei percorsi quadriennali, l’ANP ne ha accolto con favore l’implementazione. Si attendono, dunque, l’adozione dell’apposito decreto ministeriale e le conseguenti indicazioni per far sì che le scuole interessate pongano in essere gli adempimenti del caso.   

Circa la scuola dell’infanzia, le cui iscrizioni saranno ancora una volta in modalità cartacea, abbiamo nuovamente manifestato le criticità connesse a tale prassi, rese ancora più evidenti dal contesto pandemico. La modalità online, infatti, avrebbe consentito di snellire il lavoro delle segreterie, di assecondare il processo di dematerializzazione, di evitare assembramenti ma, soprattutto, di favorire una gestione coordinata delle iscrizioni tra i vari soggetti preposti. 

In merito alle iscrizioni tardive, abbiamo chiesto ancora una volta che sia garantito il supporto ai dirigenti scolastici da parte degli Uffici scolastici regionali attraverso la costituzione di una banca dati di disponibilità sul territorio per agevolare il buon esito delle iscrizioni stesse. 

L’ANP ha, infine, rilevato il persistere di una criticità già rappresentata lo scorso anno scolastico riguardante le iscrizioni degli alunni di cittadinanza non italiana. Il testo, infatti, conferma il limite del 30% di presenza nelle singole classi di tali alunni, percentuale che non sembra adeguata rispetto a territori a forte flusso migratorio. A nostro parere, è opportuno rimettere la valutazione sul punto alle istituzioni scolastiche che meglio di altri soggetti conoscono contesti e dati locali. 

L’Amministrazione, in merito al primo punto, ha comunicato che sarà attivato un servizio di help desk per la gestione delle iscrizioni e ha chiarito che il supporto delle scuole alle famiglie non in possesso delle credenziali richieste si esplicherà nella sola messa a disposizione di device. 

La Dott.ssa Palermo ha espresso apprezzamento per l’intervento dell’ANP sull’istruzione parentale, riconoscendo come il fenomeno sia in crescita. Partendo da tale spunto, ha auspicato l’avvio di un dibattito con le OO.SS. sulle ragioni che ne stanno alla base, anche alla luce di dati significativamente rilevanti registrati in alcune regioni quali il Veneto e l’Emilia-Romagna. 

Infine, sulle modalità delle iscrizioni alla scuola dell’infanzia, l’Amministrazione ha comunicato di avere avviato, in collaborazione con gli Uffici scolastici regionali e le sezioni ANCI di Liguria, Abruzzo e Puglia, una sperimentazione che avrebbe dovuto condurre all’iscrizione online su tutto il territorio nazionale. Tuttavia, l’insorgenza di alcuni problemi tecnici non ha reso percorribile tale procedura per l’a. s. 2022/2023. 

10 dicembre 2021, sciopero della scuola

10 dicembre 2021, sciopero della scuola. Dichiarazione di Dario Missaglia, Presidente nazionale Proteo Fare Sapere

L’Associazione Proteo Fare Sapere condivide e sostiene le ragioni dello sciopero nella scuola, indetto da Flc Cgil e altre OO.SS. per il 10 dicembre 2021.

Una forte partecipazione è essenziale per affermare con decisione gli obiettivi delle rivendicazioni contrattuali per tutte le professioni della scuola e l’urgenza di una politica per l’istruzione.

Dai nidi alle scuole superiori, la scuola è la medicina per ritrovare socialità, curiosità, desiderio di stare insieme. È anche una risorsa fondamentale per reggere le conseguenze del covid e guardare al futuro.
Sarebbe imperdonabile, a fronte delle risorse previste dal PNRR, che a causa di una miope politica del governo, il mondo dell’istruzione e della formazione perdesse l’occasione di cambiamenti decisivi che possono essere realizzati con il concorso di chi nella scuola lavora e delle organizzazioni sindacali.

Dario Missaglia

CONTRARI A OBBLIGO VACCINO

SCUOLA, DI MEGLIO (GILDA): CONTRARI A OBBLIGO VACCINO, È UN ATTO DISCRIMINATORIO

Il Coordinatore nazionale del sindacato interviene sulle nuove misure del governo

Roma, 26 nov. “Noi da sempre siamo a favore dei vaccini, ma non possiamo tacere che l’obbligo deciso dal governo nei confronti del personale scolastico sia discriminatorio nel confronto con altre categorie lavorative, sia pubbliche che private”. Così il Coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Rino Di Meglio, interviene sulle misure anti-covid che l’esecutivo ha messo in campo. “In questa maniera – continua Di Meglio – il governo non sta intervenendo sulle vere cause del contagio nelle scuole: due anni di pandemia non sono stati sufficienti all’esecutivo per intervenire sulle classi affollate, sul tracciamento dei contagi e sul problema dei trasporti, l’obbligo per gli insegnanti è semplicemente una foglia di fico.

Viene solo tolta la libertà di scelta: l’obbligo vaccinale ci sia per tutti, studenti compresi, o per nessuno”

La scuola sciopera il 10 dicembre

La scuola sciopera il 10 dicembre

“A distanza di settimane, nessuna apertura, nessuna mediazione, nessun passo in avanti da parte dell’Amministrazione per cercare di dare risposte al personale della scuola rimasto senza atto negoziale per il rinnovo del contratto e senza risorse per aumenti a tre cifre come promesso dallo stesso Ministro”.
È così che si è concluso il tentativo di conciliazione a seguito della proclamazione da parte di alcuni sindacati dello stato di agitazione.

La FLC CGIL insieme a UIL scuolaSnals-Confsal e Gilda Unams aveva posto cinque temi cruciali per la scuola ai quali non è stata data risposta: rinnovo contrattuale; organico covid; classi troppo numerose; misure a costo zero disattese; precariato. 

La scuola andrà dunque allo sciopero il prossimo 10 dicembre, così come annunciato in diretta nel corso di una conferenza stampa. 
Lo sciopero riguarderà anche i dirigenti scolastici. 

“Il governo ha fatto una scelta molto precisa: disinvestire sui docenti e il personale” ha dichiarato Francesco Sinopoli nel corso di un’intervista che si conclude con un invito alla mobilitazione: “Questo è il momento di rivendicare ciò che è giusto, è il momento del conflitto. Sappiamo che c’è tanta sfiducia, due anni di pandemia non hanno cambiato la situazione, ma questo paese non si cambia da solo”