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Serve qualcosa di più per garantire attività scolastiche in sicurezza

Serve qualcosa di più per garantire attività scolastiche in sicurezza. Dichiarazione di Maddalena Gissi

Ritornare all’attività didattica in presenza anche nella secondaria di II grado è un’esigenza fortemente avvertita, in primo luogo da ragazze e ragazzi per i quali fare scuola fuori da un contesto di relazioni dirette con insegnanti e compagni di classe è un problema che non può essere certo sottovalutato. E tuttavia non mancano le preoccupazioni per un rientro in classe generalizzato che avverrà tra pochi giorni, perché la diffusione del contagio non può ancora dirsi sotto controllo e soprattutto non è sostanzialmente cambiata la situazione per quanto riguarda l’organizzazione delle attività all’interno e all’esterno della scuola.
Immutati gli spazi a disposizione, con aule nelle quali sarà difficile garantire la presenza in contemporanea di tutti gli alunni rispettando i parametri del distanziamento, oltretutto in presenza di varianti che aumentano il rischio di trasmissione del contagio. Non sembra garantita nemmeno la distribuzione di dispositivi individuali adeguati al nuovo livello di rischio (mascherine FFP2), e anche sul tracciamento preventivo attraverso test, sia pure semplificati, il Ministero afferma di non essere in grado di assicurarne la necessaria diffusione.
Sui trasporti, vero e proprio epicentro del rischio di contagio, difficile pensare che si riesca a fare in pochi giorni ciò che non si è fatto per mesi.
Sono solo alcune delle criticità emerse nel confronto svoltosi ieri fra sindacati e Ministero dell’Istruzione, in attesa che il CTS nella riunione di oggi stabilisca in modo chiaro se vi siano e quali siano i parametri da rivedere per quanto riguarda le misure di prevenzione del contagio contenute nel protocollo per lo svolgimento delle attività scolastiche in sicurezza sottoscritto il 6 agosto 2020, e anche in quello specifico per lo svolgimento degli esami di stato in presenza.
Più che giustificata, dunque, la preoccupazione diffusa riguardo a un appuntamento, quello del 26 aprile, al quale si giunge senza che vi sia la necessaria preparazione: non è da sottovalutare, inoltre, la difficoltà che incontreranno le scuole a dover riadattare, per l’ennesima volta, l’organizzazione del proprio lavoro.
Quanto alle vaccinazioni del personale docente, la CISL Scuola ha chiesto che la campagna sia completata il più rapidamente possibile, segnalando ancora una volta, in particolare, l’esigenza di considerare con la dovuta attenzione il rischio di una sovrapposizione, per il personale coinvolto, tra le date di somministrazione della dose di richiamo e quelle di svolgimento degli esami di Stato. Il manifestarsi di effetti collaterali piuttosto importanti, come avvenuto in moltissimi casi con la prima iniezione vaccinale, costringerebbe infatti a fare ricorso a sostituzioni con problemi di non poco conto per la regolare attività delle commissioni esaminatrici.
Se la decisione della riapertura generalizzata il 26 aprile, come viene affermato, dev’essere letta come un segnale di attenzione del Governo alla scuola, allora forse è il caso di dire che quell’attenzione dovrebbe tradursi in qualcosa di più che il fissare una data, ma concretizzarsi nella messa in atto di interventi assolutamente necessari, dal tracciamento alla fornitura di dispositivi adeguati, interventi che devono riguardare sia le classi che tornano in presenza, sia quelle dei gradi di scuola per i quali le attività in presenza sono state normalmente erogate per tutto l’anno scolastico.

Italia “anatra zoppa” dell’Arte

Italia “anatra zoppa” dell’Arte

Formazione ancora incompleta, produzione musicale consegnata agli stranieri, teatri in programmato dissesto: mercoledì 21 aprile alle ore 18 manifestazione online promossa dall’Unione Artisti UNAMS

Formazione ancora incompleta, produzione musicale consegnata agli stranieri, teatri in programmato dissesto: di questi tre gravi problemi, che richiedono interventi urgenti da parte della politica e delle istituzioni, si discuterà nel corso della manifestazione promossa dall’Unione Artisti UNAMS che si svolgerà mercoledì 21 aprile alle ore 18 in diretta sul canale ufficiale YouTube dell’Unione Artisti UNAMS https://www.youtube.com/c/unioneartistiunams/featured.

L’UNAMS denuncia come da anni non risulti ancora portata a compimento la cosiddetta filiera musicale, ovvero l’inizio dello studio della musica, sin dalle elementari per proseguire poi nella secondaria di primo e secondo grado sino all’accesso, per la parte professionale, nei Conservatori di musica e nelle Accademie. “Una luce in fondo al tunnel – spiega la Professoressa Dora Liguori, Segretario Generale Unione Artisti UNAMS – finalmente si intravede grazie a un disegno di legge presentato dalla Senatrice Loredana Russo che, sia pure in ritardo, mira a colmare questa mancanza, portando a sistema la formazione musicale”.

L’evento organizzato dall’UNAMS, inoltre, vuole richiamare l’attenzione sulla pratica, sempre più diffusa tra le grandi Fondazioni italiane, di ingaggiare personale artistico straniero, impoverendo così sempre più la presenza, in teatri e sale da concerto, di validissimi cantanti e musicisti italiani. “Purtroppo – afferma la Professoressa Liguori – questa pessima abitudine è divenuta talmente esponenziale da prevedere, in un momento in cui tutti gli artisti italiani soffrono la mancanza di lavoro per la chiusura dei teatri a causa del Covid, l’allestimento di una Traviata con tutti artisti stranieri, comprese le piccole parti di comprimariato che, per legge, dovrebbero essere riserva degli italiani”.

Ultima, e ancor più grave iniziativa di alcune Fondazioni, è quella di ridurre e smantellare gli organici dei teatri.

Alla manifestazione parteciperanno la Senatrice Loredana Russo, il Senatore Francesco Maria Giro,  il Professor Salvatore Sfrecola, Alma Manera,  il M° Fabio Severini (RSU e RLS “Teatro Opera” di Roma), Marco Fagioli (danzatore Arena di Verona), Vito Cesaro (Direttore Assoteatro), il M° Raffaele Maisano.

Modera la Professoressa Dora Liguori, Segretario Generale Unione Artisti UNAMS.

Protocollo di sicurezza per la ‘ripresa’ delle attività scolastiche in presenza e per l’esame di Stato 2020/21

Protocollo di sicurezza per la ‘ripresa’ delle attività scolastiche in presenza e per l’esame di Stato 2020/21: secondo incontro con il Ministero dell’istruzione

L’ANP ha partecipato oggi, in videoconferenza, all’incontro promosso dal Capo di Gabinetto Dott. Fiorentino per affrontare i temi del protocollo di sicurezza per la ripresa delle attività scolastiche e per gli esami di Stato del corrente anno scolastico. 

In apertura il Capo di Gabinetto ha affermato che la decisione di far svolgere le attività didattiche in presenza in tutte le scuole dal prossimo 26 aprile è stata largamente condivisa dal Parlamento. Il Ministero dell’istruzione ha comunque messo in atto da tempo tutte le iniziative necessarie a realizzare questa finalità, in primo luogo provvedendo a distribuire, già il 31 marzo scorso, gli stanziamenti previsti dal ‘Decreto Ristori’.  

Il Dott. Fiorentino ha comunicato, inoltre, che l’annunciato rientro di tutti gli studenti nelle scuole sarà preceduto da un incontro, programmato per domani 20 aprile, tra il Comitato tecnico scientifico e il Ministero al fine di valutare la necessità di una rimodulazione delle misure finora applicate. Ha dichiarato, tuttavia, che il Ministero non intende introdurre nuove regole, bensì valorizzare i modelli di gestione precedenti: a tal fine, il Capo Dipartimento Dott. Versari emanerà a breve una nota con indicazioni tecniche per gli uffici periferici e le istituzioni scolastiche. Si è anche ribadita la centralità dei tavoli prefettizi per la soluzione di criticità territoriali: è in atto, in tal senso, un forte coordinamento con il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili.  

L’Amministrazione ha infine invitato le organizzazioni sindacali a far pervenire per iscritto eventuali richieste di modifiche al protocollo degli esami siglato lo scorso anno. 

L’ANP ha assicurato che provvederà quanto prima al fine di contribuire alla predisposizione di un documento tecnico che sia utile e funzionale in vista dell’esame di Stato.  

Abbiamo naturalmente preso atto della volontà del Parlamento di realizzare, fin dal 26 aprile, la cosiddetta ‘riapertura delle scuole’ anche se la narrazione che si sta diffondendo non è del tutto rispondente a verità: le scuole non sono mai state chiuse durante l’anno scolastico, ma hanno lavorato con enorme impegno sia quando le attività didattiche si sono svolte in presenza, sia quando queste sono state accompagnate o sostituite da quelle da remoto. Del resto, alcune scuole non possono e non hanno potuto mai garantire la presenza di tutti gli studenti nei locali scolastici, per assenza di spazi adeguati. A tale riguardo, si è ricordato quanto già previsto dal D.M. n. 39/2020, tuttora vigente, con riferimento alle scuole secondarie di secondo grado sulla possibilità di adottare forme di didattica a distanza nell’impossibilità di garantire l’attuazione delle misure finalizzate alla prevenzione e al contenimento del contagio. 

Abbiamo anche evidenziato che non riteniamo opportuno procedere a una mera revisione del protocollo del 6 agosto 2020: non sempre e non in tutti i territori esso è stato correttamente attuato, soprattutto a causa delle falle nel sistema dei tracciamenti delineato dal Rapporto ISS 58/2020 di cui pure, oramai da mesi, è stato annunciato un aggiornamento. Abbiamo ribadito, a tal fine, che deve essere fatta chiarezza sulle raccomandazioni del rapporto ISS 4/2021 sia per garantire l’attuazione di misure di sicurezza efficaci che vadano oltre la raccomandazione (se applicare un distanziamento di 1 m o di 2 m, se utilizzare mascherine chirurgiche o FFP2), sia per delimitare con nettezza le connesse responsabilità.  

Inoltre, abbiamo chiesto di fornire indicazioni coerenti con la Nota del Ministero della Salute del 31 gennaio 2021, n. 3787, che introduce la necessità del tracciamento dei contatti a basso rischio, oltre che quello dei contatti ad alto rischio (cosiddetti contatti stretti), con evidenti conseguenze sulla disposizione delle quarantene di studenti e personale e, quindi, sull’organizzazione delle scuole.  

Per quanto riguarda la ripresa delle attività prevista per il prossimo 26 aprile, abbiamo infine fatto presente che i tavoli prefettizi e i tavoli regionali, previsti dal Protocollo dello scorso 6 agosto, non hanno sempre prodotto i risultati attesi. L’ANP ritiene molto utile riproporre un tavolo nazionale permanente al quale, però, deve riconoscersi una funzione di stimolo e di coordinamento rispetto ai tavoli regionali, per evitare che in alcune regioni le interlocuzioni siano efficaci ed in altre, invece, la mancata partecipazione degli attori previsti ne pregiudichi l’efficace operatività. 

In conclusione, abbiamo richiesto di completare il piano vaccinale del personale in servizio presso le scuole per garantire le condizioni di sicurezza che, sole, possono dare continuità all’erogazione del servizio: è necessario, in particolare, che tutto il personale impegnato nell’imminente esame di Stato porti a termine la procedura vaccinale prima del suo inizio. 

Il Capo di Gabinetto ha assicurato tutto il suo impegno per accelerare il completamento delle vaccinazioni del personale scolastico. 

L’ANP comunicherà tempestivamente a tutti i soci gli esiti dei prossimi incontri. 

COVID: PROTOCOLLI DI SICUREZZA INVARIATI SE NON INTERVIENE IL CTS

COVID: PROTOCOLLI DI SICUREZZA INVARIATI SE NON INTERVIENE IL CTS

“Una riunione del tutto inconcludente, che lascia invariata la situazione sul fronte sicurezza e non accoglie le nostre istanze”. Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, commenta l’incontro che si è svolto questa mattina tra sindacati e Ministero dell’Istruzione, e convocato ieri in serata con pochissimo preavviso, in merito ai protocolli di sicurezza per la ripresa delle lezioni in presenza al cento per cento e per gli esami di Stato.

“L’Amministrazione – spiega il coordinatore nazionale – ci ha riferito che, in mancanza di una richiesta di modifica da parte del Comitato Tecnico Scientifico, resteranno in vigore i protocolli dell’anno scorso, ovvero gli stessi, va sottolineato, che non sono stati applicati perché i relativi tavoli previsti non sono mai stati convocati. Non c’è alcuna traccia dei tamponi salivari, il tracciamento dei contagi è un miraggio e ben poco è stato fatto per quanto riguarda aule e organico. Appare evidente, dunque, che la riapertura delle scuole rappresenta una scelta politica assunta dal governo senza il supporto di evidenze scientifiche né di interventi mirati a risolvere le questioni più stringenti per garantire la tutela della sicurezza e della salute. A ciò si aggiunge il ritmo troppo lento a cui sta procedendo la campagna vaccinale. A questo punto – conclude Di Meglio – non ci resta che confidare nel meteo, con l’aumento delle temperature che, come noto, provoca una frenata dei contagi”.

Governo rivaluti la scelta per la ripresa in presenza al 100%

Scuola, Governo rivaluti la scelta per la ripresa in presenza al 100% e lavori concretamente per raggiungere l’obiettivo in sicurezza

Roma, 19 aprile 2021 – Si è svolto stamattina, l’incontro del Ministero dell’Istruzione con  le organizzazioni sindacali del comparto Istruzione e ricerca sul protocollo di sicurezza per la ripresa delle attività didattiche in presenza al 100%  dal 26 aprile.
In questi ultimi mesi le scuole del primo ciclo hanno frequentato in presenza nella maggioranza delle regioni, tuttavia ciò che sarebbe stato necessario per la riapertura in presenza al 100% in tutti gli ordini e gradi non è stato ancora realizzato, con il paradosso che la campagna di vaccinazione dedicata al personale scolastico è stata bloccata.

A margine dell’incontro al MI, Francesco Sinopoli, segretario generale della FLC CGIL denuncia: “Ci troviamo davanti a un atto di volontà politica non supportato da condizioni reali. Prima di decidere la riapertura al 100% in presenza bisogna riprendere subito la campagna di vaccinazione, rinnovare i protocolli di sicurezza, effettuare tracciamenti, anche a campione, valutare i dati dei vaccinati, ancora non disponibili. In caso contrario non c’è alcuna garanzia per studenti e personale scolastico”.

La FLC CGIL di fronte a questa determinazione del Governo, assieme alla richiesta dell’immediata ripresa delle vaccinazioni al personale scolastico, ritiene necessario ottenere i dati relativi alla quantità di personale vaccinato, e se con prima o seconda dose. E’, questo, un passaggio necessario per un rientro in sicurezza nel tempo più breve possibile assieme al quale occorrono quei provvedimenti che da mesi riproponiamo alla politica, come l’aggiornamento dei protocolli di sicurezza, che sono fermi all’estate del 2020 e l’attivazione di un’efficace azione di tracciamento con tamponi in via prioritaria per la scuola. Occorre poi potenziare i trasporti (che sono il luogo dove le persone che frequentano la scuola corrono i rischi maggiori di contagio) e consentire che le scuole – supportate dagli uffici scolastici regionali, e non più costrette a seguire le discutibili decisioni delle Regioni e/o delle Prefetture – possano auto organizzarsi circa gli orari di ingresso e d’uscita, la durata delle lezioni e quant’altro occorra per garantire il lavoro e le lezioni in sicurezza.
Infine, dove gli alunni non possono portare la mascherina bisogna prevedere e garantire al personale la mascherina FFP2.

La FLC CGIL chiede dunque che il Governo rivaluti la scelta per la ripresa attività scolastiche in presenza al 100% dal 26 aprile prossimo e lavori concretamente per raggiungere l’obiettivo in sicurezza a partire, lo ribadiamo, dalla ripresa immediata della campagna di vaccinazione.

Riaprire tutto potrebbe essere un azzardo

Prot. 18/2021
COMUNICATO 18 aprile 2021

Riaprire tutto potrebbe essere un azzardo: le scuole non vanno lasciate sole

L’Associazione Nazionale Dirigenti Scolastici segnala al Governo e al Ministro dell’Istruzione che tra il personale scolastico e le famiglie continua a diffondersi un forte sentimento di preoccupazione e di ansia circa i possibili rischi connessi alla ripresa, dal prossimo 26 aprile, delle lezioni in presenza anche per le secondarie di II grado senza che siano stati predisposti servizi aggiuntivi e più efficaci interventi di prevenzione.
A tale riguardo l’ANDIS ribadisce la necessità e l’urgenza di emanare alcune misure indifferibili:

  • aggiornare il protocollo di sicurezza anche in relazione alla diffusione delle varianti COVID;
  • delegare ai dirigenti scolastici il compito di definire, in rapporto al protocollo di sicurezza e alla capienza dei locali, la percentuale di alunni – a partire dal 50% – da ammettere alle lezioni in presenza;
  • prevedere la somministrazione di tamponi periodici agli alunni e al personale della scuola;
  • definire efficaci misure di tracciamento;
  • emanare linee guida unitarie all’indirizzo di ASL/USL;
  • completare la vaccinazione del personale scolastico;
  • aumentare i mezzi di trasporto scolastico;
  • affidare alla Protezione Civile e alle organizzazioni di volontariato il controllo sugli assembramenti all’entrata e all’uscita delle scuole e alle fermate dei mezzi pubblici.

Il Presidente nazionale
Paolino Marotta

Tavoli di lavoro con le OO.SS.

L’ANP incontra il Ministro Bianchi: a breve i tavoli di lavoro con le OO.SS.

L’ANP oggi ha incontrato, in videoconferenza, il Ministro Bianchi per comunicazioni urgenti destinate alle organizzazioni sindacali. 

Il Ministro ha annunciato che, già a partire dalla prossima settimana, sulla base di un documento programmatico che sarà reso noto a breve, verranno attivati tre tavoli di lavoro coordinati dal Ministero dell’istruzione per intervenire su tematiche di interesse per la scuola nell’immediato e in prospettiva. Si tratta dei tavoli sul reclutamento del personale, sull’organizzazione scolastica e sulla riforma degli ITS. 

Per quanto riguarda la tematica del primo tavolo, peraltro già presente all’interno del PNRR, il Ministro ha evidenziato la necessità di prevedere forme di reclutamento del personale che, una volta a regime, consentano di rendere definitivamente regolari e stabili le modalità di accesso al mondo della scuola. Nel frattempo, occorre anche far fronte alla gestione della complessa situazione transitoria determinata dai grandi numeri del precariato della scuola. 

Il secondo tavolo intende affrontare il tema dell’organizzazione scolastica facendo leva sui due elementi determinanti che la connotano: autonomia e responsabilità. 

Il terzo tavolo, infine, è imperniato sulla riforma degli ITS la cui valorizzazione, sempre più necessaria per lo sviluppo professionale e lavorativo degli studenti, deve essere, secondo il Ministro, ancorata solidamente al sistema didattico, anche attraverso la presenza di personale docente stabile.  

Il Ministro, infine, ha ribadito la centralità della scuola nella volontà e nella visione dell’esecutivo, anche in vista di un rapido ritorno in classe di tutti gli studenti. 

L’ANP ha dichiarato la piena disponibilità dell’Associazione a partecipare, con spirito costruttivo e di prospettiva, ai tavoli ministeriali. Ha anche aggiunto che, nella previsione di una ripresa in tempi brevi delle attività scolastiche così come disegnata dal Governo, occorre tenere conto delle molte criticità sino ad oggi mai risolte – quali, ad esempio, quelle date dai trasporti – che hanno, di fatto, impedito la regolarità della frequenza degli studenti. Nessun nuovo tentativo di rientro in classe potrà avere buon esito in assenza di soluzioni concrete.  

Organico dei dirigenti scolastici a.s. 2021/2022

Organico dei dirigenti scolastici a.s. 2021/2022: per l’ANP tutte le sedi devono essere rese disponibili

L’ANP ha partecipato oggi, in videoconferenza, all’incontro promosso dal Ministero dell’istruzione durante il quale il Capo Dipartimento recentemente insediatosi, Dott. Stefano Versari, ha reso l’informativa sul decreto ministeriale che dovrà determinare la consistenza dell’organico dei dirigenti delle scuole per l’anno scolastico 2021/2022 e la sua ripartizione su base regionale.  

Si tratta di un provvedimento necessariamente preliminare al conferimento degli incarichi dirigenziali in scadenza triennale – la cosiddetta mobilità dei dirigenti scolastici – e all’immissione in ruolo, con decorrenza 1° settembre 2021, dei vincitori di concorso. 

Il Capo Dipartimento, in premessa, ha evidenziato il dovere etico di “andare avanti” nonostante lo sgomento che la comunità del mondo della scuola sta vivendo in queste ore. Ha espresso, quindi, disponibilità ad ascoltare le organizzazioni sindacali sulle tematiche più rilevanti per i dirigenti delle scuole. 

L’ANP, dopo aver manifestato la sua commozione per la vicenda che sta coinvolgendo la Dott.ssa Boda di cui abbiamo sempre apprezzato anche le qualità umane, ha sottolineato l’urgenza, oggi più che mai, di riflettere sul contemperamento tra il diritto di stampa e il rispetto della persona.  

Circa la determinazione dell’organico dei dirigenti scolastici per l’anno scolastico 2021/2022, abbiamo sottolineato l’importanza di definirne la consistenza includendo anche le sedi che, ai sensi dell’articolo 1, comma 978, della legge 178/2020 risultano normodimensionate per il prossimo anno scolastico. L’inclusione dovrebbe avere effetti sul conferimento dei nuovi incarichi nelle fasi di mobilità intraregionale e interregionale nonché sull’immissione in ruolo dei nuovi dirigenti scolastici vincitori di concorso.  

Abbiamo ribadito la nostra richiesta di rendere permanenti i criteri di dimensionamento contenuti nella legge di bilancio. Tale disposizione può contare, per la sua applicazione, sullo specifico finanziamento previsto dal comma 979: “per l’attuazione di quanto previsto al comma 978 è autorizzata la spesa di 13,61 milioni di euro per l’anno 2021 e di 27,23 milioni di euro annui per l’anno 2022”. La necessità di assicurare un DS e un DSGA a tutte le istituzioni scolastiche che soddisfano i requisiti previsti dal comma 978 va dunque, a nostro parere, assolutamente garantita così come vanno assicurati gli effetti sulla consistenza dell’organico. Includere queste sedi nell’organico del prossimo anno deve costituire uno strumento per rendere più flessibile anche la gestione delle criticità che riguardano i colleghi in servizio in regioni diverse da quelle di residenza. 

A tal proposito, l’ANP ha ribadito che è necessario aumentare il limite del 30% per la definizione del numero delle sedi per la mobilità interregionale anche ricorrendo a un intervento legislativo avente carattere di urgenza, senza disperdere il lavoro già avviato tra le organizzazioni sindacali e la precedente Viceministra Ascani. A tal fine, abbiamo anche proposto di valorizzare l’istituto del mutamento di incarico per ragioni straordinarie, individuando queste nell’emergenza pandemica. Abbiamo, infine, chiesto informazioni circa le procedure di immissione in ruolo di coloro ai quali il Consiglio di Stato ha di recente riconosciuto il diritto di permanere nella graduatoria dei vincitori del concorso del 2011 in Campania. 

Circa le tematiche riguardanti i colleghi da affrontare e risolvere velocemente, abbiamo portato l’attenzione sul FUN e sull’inaccettabile tempistica dei controlli da parte dell’UCB. In questo momento, i colleghi ricevono una retribuzione di cui ignorano la reale consistenza: i contratti integrativi regionali vigenti sono per lo più quelli dell’anno scolastico 2016/2017 e nessun dirigente scolastico sa se la retribuzione che gli viene corrisposta sia quella effettivamente spettante o se dovrà restituire quanto percepito. Alcuni dirigenti scolastici, inoltre, non hanno ancora ricevuto la retribuzione di posizione parte variabile da quando sono entrati in servizio, sebbene vari tribunali, aditi dai colleghi con il supporto dell’ANP, si siano pronunciati favorevolmente con soccombenza dell’Amministrazione. 

Anche il recente avvio del confronto tra Amministrazione e organizzazioni sindacali sulla pesatura delle posizioni dirigenziali, previsto dal CCNL dell’area istruzione e ricerca 2016-2018, deve essere necessariamente orientato ad evitare ripetizioni a danno dei colleghi. 

L’ANP ha anche chiesto al Capo Dipartimento di adoperarsi affinché i criteri che disciplinano le procedure della mobilità siano applicati in modo uniforme da tutti gli USR. La medesima uniformità deve essere garantita anche in riferimento al rispetto della tempistica delle visite ispettive: molto spesso tali visite si concludono ben oltre i 30 giorni stabiliti dalla legge 241/1990 senza che l’incarico ispettivo sia formalmente reiterato. Ne consegue una situazione inaccettabile che vede il dirigente destinatario della visita ispettiva “sotto inchiesta” sine die con l’aggravante che, molto spesso, non è destinatario della relazione ispettiva che lo riguarda se non a seguito di specifica istanza di accesso. 

L’Amministrazione ha riferito che, per quanto concerne il FUN 2019/2020, ha già inviato agli organi di controllo del MEF il decreto di ripartizione delle risorse stanziate dalla legge 178/2020 per evitare le ripetizioni. Al momento, risulta parimenti sottoposto al vaglio degli organi di controllo il decreto interministeriale MI-MEF relativo alle risorse aggiuntive per il FUN 2017/2018 e 2018/2019. 

Ha sottolineato inoltre che l’organico dei dirigenti per l’anno scolastico 2021/2022 aumenta proprio a seguito degli effetti della legge di bilancio. 

L’Amministrazione ha affermato che le istituzioni scolastiche con numero di alunni pari o superiore a 500 – o 300 in alcune particolari circostanze – non costituiscono sedi stabili in quanto rese disponibili dalla legge di bilancio solo per l’anno scolastico 2021/2022. Inoltre, anche sulla base della relazione tecnica relativa alla stessa legge, tali istituzioni non possono costituire sedi disponibili per la mobilità interregionale perché potrebbero determinare situazioni di esubero. Circa i pensionamenti, il numero di sedi che dovrebbero essere rese disponibili sono circa 470: il riparto regionale sarà reso noto in seguito. Sull’immissione dei vincitori del ricorso relativo al concorso del 2011 in Campania, infine, l’Amministrazione ha dichiarato che fornirà un’informativa specifica.  

L’ANP ha ribadito che rendere disponibili queste sedi solo per movimenti all’interno delle singole regioni vanifica, da un lato, l’intento della legge di bilancio; dall’altro, determina una situazione a dir poco singolare: ‘coprire’ con un DS e un DSGA queste sedi per un solo anno nell’ambito intraregionale comporterebbe ‘scoprirne’ altre per lo stesso anno. Al termine di questo, la sede diventerebbe disponibile per altro incarico così come le due figure dovrebbero rientrare nella sede di provenienza. 

È necessario affrontare nei tempi più brevi una situazione che definire paradossale è poco. 

Continueremo a tenere tempestivamente informati tutti i colleghi di tutti gli sviluppi della vicenda. 

SCIOPERO 6 MAGGIO

UNICOBAS: SCIOPERO 6 MAGGIO: A SCUOLA SOLO IN SICUREZZA NO SCUOLA A GIUGNO. NO INVALSI!!!

Contro il Protocollo di rientro sottoscritto dal Ministero dell’Istruzione con Cgil, Cisl, Uil, Snals; contro l’approvazione delle Leggi n.° 27 del 24.4.2020 e n.° 41 del 6.6.2020, approvate inaudita altera parte senza tener conto dei vincoli contrattuali vigenti né del mansionario, nonché dello stato giuridico di Docenti ed Ata, ma neppure delle regole statuite sul telelavoro, sul rispetto della privacy di docenti e studenti, o su quanto attiene al funzionamento degli Organi Collegiali (Dprr 416 e 417/74); per la corresponsione di un’indennità di rischio pari ad euro 250 netti a tutto il personale della scuola ed onde richiedere maggiori investimenti per il contratto nazionale scaduto; nonché per una vera, qualificata e rapida campagna di assunzioni per il distanziamento fra alunni ed alunni e docenti e per la riduzione del numero di alunni per classe a massimo 10 unità, onde coprire tutti i vuoti in organico del personale Docente (240mila docenti) ed Ata (40mila unità di collaboratore scolastico e 10mila fra personale di segreteria e collaboratori tecnici), anche con riferimento a ciò che attiene agli ex Lsu-Lpu; per 500 milioni di investimento (come fatto dalla Germania) per la sanificazione continua dell’aria negli edifici scolastici; per un piano di investimenti pari a 13 miliardi per il risanamento dell’edilizia scolastica, nella misura dell’80% non a norma rispetto al DLgs 81/90 e per il 50% priva persino dell’agibilità; contro le prove Invalsi; contro il vincolo quinquennale di permanenza dopo l’assunzione nella prima sede scolastica; per significative modifiche relativamente al bando dei concorsi per l’assunzione del personale Docente; per lo stanziamento da parte del Governo di 100 milioni per il risarcimento e l’adeguamento di pensioni e stipendi per gli Ata ex Enti Locali che, come hanno riconosciuto ben 10 sentenze della Suprema Corte Europea, sono stati defraudati dell’anzianità pregressa; per uno stato giuridico ed un mansionario degno del personale educativo; per contrastare l’approvazione della legge sulla regionalizzazione (o “autonomia regionale differenziata”); contro qualsiasi irragionevole ed improponibile estensione del calendario scolastico.

COVID E SICUREZZA NELLE SCUOLE

COVID E SICUREZZA NELLE SCUOLE, ASPETTIAMO ANCORA I FATTI

“Lo abbiamo sempre sostenuto sin dall’inizio della pandemia: l’unica vera scuola è quella in presenza che si fonda sul rapporto diretto tra docenti e alunni, mentre quella a distanza altro non è se non un surrogato da adottare soltanto in una situazione di emergenza. Tuttavia assistiamo ormai da troppo tempo a una querelle tra fautori della scuola aperta e sostenitori della scuola chiusa che non ci sembra trovi fondamento nelle evidenze scientifiche. Vorremmo, infatti, che qualcuno ci spiegasse perché adesso si è deciso di tornare in classe nonostante i dati relativi ai contagi siano più alti rispetto a quelli registrati quando all’inizio di marzo si stabilì di sospendere le lezioni in presenza”. È quanto afferma Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, snocciolando i dati: l’8 marzo i contagi erano 13.900 e 318 i decessi, mentre l’11 aprile, giorno della ripresa dell’attività didattica in presenza, si sono contati 15.744 contagi e 331 morti.

 “Il fatto che le linee guida firmate dalle Regioni per lo screening di massa della popolazione studentesca siano rimaste lettera morta dimostra un’amara realtà: tavoli, protocolli e piani operativi sono tempo perso, tanta sicurezza nelle parole ma nessuna nei fatti. Tracciamento, medico scolastico, tamponi antigenici rapidi: la maggior parte delle misure previste non sono state applicate a dovere, compresa la rimodulazione del trasporto pubblico per consentire il necessario distanziamento a bordo dei mezzi. E proprio a causa di tutto ciò, ci preoccupa non poco l’ipotesi per le scuole superiori di un ritorno al cento per cento degli studenti a maggio, anche alla luce dello stop alle vaccinazioni per gli insegnanti. Una vera e propria incongruenza, soprattutto considerato che per completare l’immunizzazione dei docenti prenotati mancavano soltanto 400mila somministrazioni. Una platea – conclude Di Meglio – che si sarebbe potuta esaurire in un paio di giornate, visto che attualmente le dosi inoculate viaggiano al ritmo di quasi 300mila al giorno”.

Scuola d’estate

Scuola d’estate, attività creative e alternative con il personale supplente che ha lavorato poco o niente.

L’idea di un’apertura degli istituti scolastici nel periodo estivo non dispiace all’UGL Scuola che, attraverso il Segretario Nazionale, Ornella Cuzzupi, fa sapere d’aver esaminato la questione, unitamente al proprio Direttivo Nazionale, e lancia una proposta a favore dei supplenti che hanno lavorato poco o nulla in quest’anno di estremo disagio.

Quel che conta in questi frangenti – afferma il Segretario Nazionale UGL Scuola – è la valorizzazione della scuola in quanto tale e della missione educativa e di aggregazione inclusiva che le compete. Preso atto di ciò, tenere aperte le scuole in estate potrebbe significare, da un lato colmare il vuoto di socializzazione creatosi per i ragazzi nei mesi della Pandemia, dall’altro offrire un’opportunità concreta di guadagno a tanti lavoratori scolastici supplenti, o aspiranti tali, che pur presenti nelle graduatorie hanno lavorato poco o nulla nel corso dell’ultimo anno didattico”.

La proposta UGL va dunque oltre il volontariato dei docenti paventato da più parti. “Non dimentichiamo che se attraverso la didattica a distanza la scuola ha continuato a vivere e funzionare il merito va unicamente a quei docenti che, pur tra mille difficoltà, hanno portato avanti i programmi previsti riuscendo a dare agli alunni un senso di vita normale non semplice nei momenti più drammatici della pandemia. Adesso – continua Cuzzupi – si tratterebbe di aprire gli istituti ad attività alternative e creative funzionali alla crescita e alla preparazione del nuovo anno. Chi, meglio di quei docenti rimasti, loro malgrado, al palo possono dare il massimo su un progetto del genere? In tal modo si instaurerebbe anche una sorta di giusto equilibrio verso quei colleghi lavorativamente e retributivamente meno fortunati e più economicamente esposti ai tremendi colpi della pandemia”.

Tra l’altro il Segretario Nazionale ha le idee ben chiare anche nei confronti dei Comuni che, attraverso diversi canali, qualche perplessità sul progetto scuole aperte hanno mosso: “Noi siamo dell’idea che le due entità non solo debbano incontrarsi, ma diventare persino complementari. La scuola, e lo ripetiamo da tempo, non è un’isola avulsa dalla realtà, ma realtà essa stessa e quindi perché non condividere un percorso d’intesa con gli Enti locali? Si agisca insieme, senza tergiversare, anche per garantire l’educazione alla legalità, arma necessaria per sconfiggere le logiche perverse che trovano terreno fertile proprio nelle difficoltà dei territori. I fondi, seppur non infiniti, possono essere sufficienti ad attivare diverse iniziative congiunte. Da parte nostra – spiega Ornella Cuzzupi –  siamo pronti a dare il giusto contributo, progettuale e programmatico, affinché questo sia il momento per definire le basi di quella “Scuola buona” a cui ha fatto più volte cenno il Ministro. Ecco, su questo noi ci siamo!

                                                                                  Federazione Nazionale UGL Scuola 

Scuola, organico COVID

Scuola, organico COVID: dal MI segnali positivi per la riconferma risultato della nostra pressione

Roma, 13 aprile 2021 – Come FLC CGIL abbiamo seguito la vicenda dell’organico aggiuntivo, il cosiddetto organico COVID, sin dall’inizio, quando con una scelta maldestra il precedente governo aveva attivato le risorse per questo personale, ma ne aveva anche previsto il licenziamento in caso di lockdown.

Abbiamo chiesto e ottenuto la modifica di quella norma ingiusta, così come ci siamo battuti contro i ritardi dei pagamenti, quando vi erano lavoratori che a distanza di 4 mesi dall’inizio del contratto erano ancora senza stipendio. Abbiamo fatto grandi assemblee e iniziative in diverse città, la nostra richiesta al Ministero è stata forte e chiara: sui posti COVID non ci possono essere passi indietro, vanno riconfermati il prossimo anno, ma con contratti di supplenza al 30 giugno, consolidando così gli attuali organici che sono del tutto insufficienti.

Nella riunione tenuta ieri con le organizzazioni sindacali il MI ha espresso la volontà di confermare questi posti, un segnale positivo, frutto del nostro impegno e dell’iniziativa condotta con le lavoratrici e i lavoratori. Ora è importante garantire che i posti siano confermati per il prossimo anno, che siano attivati con contratti almeno fino al 30 giugno e che si metta fine ai ritardi nei pagamenti che interessano ancora oggi troppi lavoratori precari.

Graduazione delle posizioni dirigenziali

Graduazione delle posizioni dirigenziali: primo incontro al Ministero

L’ANP ha partecipato oggi all’incontro con il Ministero dell’istruzione per l’avvio del confronto sui criteri di graduazione delle posizioni dirigenziali, che – lo ricordiamo – il Contratto collettivo nazionale dell’area Istruzione e Ricerca 2016/2018, armonizzando le disposizioni con quelle delle altre aree dirigenziali, ha ricondotto nell’alveo dell’istituto del confronto, pur nel rispetto di quanto previsto dall’articolo 6 del CCNL dell’Area V del 15/7/2010. 

L’Amministrazione, rappresentata dal Direttore Generale Jacopo Greco, non ha ancora formalizzato una proposta formale, ma ha sottolineato che l’obiettivo deve essere quello di raggiungere il massimo grado di uniformità tra le retribuzioni dei dirigenti scolastici sul territorio nazionale. Agli USR rimarrebbe il compito di attribuire a ciascuna istituzione scolastica la relativa fascia di complessità.  

Pur senza entrare nei dettagli, si è fatto cenno ad una distribuzione su quattro fasce di complessità ed è stata anticipata anche l’intenzione che la graduazione abbia effetto sulla retribuzione dei dirigenti scolastici solo a partire dall’anno scolastico 2021/2022. 

L’ANP ha rappresentato in primo luogo la necessità di avere notizie certe circa la certificazione dei FUN 2017/2018 e 2018/2019 e la consistenza delle risorse relative al 2019/2020.

Abbiamo comunque espresso apprezzamento per l’avvio della procedura di definizione dei criteri di graduazione delle posizioni dirigenziali e, riguardo alle prime indicazioni dell’Amministrazione, abbiamo valutato con interesse l’ipotesi della suddivisione in quattro fasce.

Ci riserviamo, tuttavia, di esprimere un giudizio più articolato quando avremo a disposizione una proposta dettagliata da parte dell’Amministrazione che, in tal senso, si è impegnata a sottoporla alle organizzazioni sindacali in tempi brevi.  È stato per questo programmato un incontro per la prossima settimana. 

Continueremo a tenere informati i colleghi sugli esiti dell’interlocuzione. 

Incontro al Ministero su vaccini e situazione sanitaria

Incontro al Ministero su vaccini e situazione sanitaria scuole, impegno per informazioni costanti sui dati

Comunicato unitario FLC CGIL, CISL FSUR, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal e GILDA Unams

Roma, 12 aprile 2021 – Seguire con la massima puntualità l’andamento del piano vaccinale – fornendo anzitutto il dato aggiornato del personale già sottoposto a vaccinazione –  e più in generale l’evoluzione del quadro sanitario in ambito scolastico: questa l’esigenza posta con forza questa mattina dai sindacati nell’incontro col Capo di Gabinetto del Ministro dell’Istruzione, Luigi Fiorentino, affiancato dal Capo Dipartimento Istruzione, Stefano Versari, e dal colonnello medico Maurizio Elisio in rappresentanza della struttura commissariale per l’emergenza Covid.

Da parte dei sindacati sono state ribadite le richieste di potenziare, da subito, le attività di tracciamento, con attenzione prioritaria alla scuola attraverso test periodici per tutta la popolazione scolastica, di emanare linee guida che assicurino omogeneità da parte delle ASL nell’adottare le necessarie misure di profilassi, di aggiornare il protocollo per le attività scolastiche in sicurezza ridefinendone criteri e misure alla luce delle esigenze poste dalla diffusione delle nuove varianti.

Si tratta di questioni su cui più volte le organizzazioni sindacali hanno sollecitato attenzione e interventi, ma sulle quali finora non vi sono state concrete risposte, mettendo a serio rischio l’obiettivo di un ritorno in sicurezza alle attività scolastiche in presenza. È perciò indispensabile un immediato cambio di passo, anche in vista del nuovo anno scolastico al cui regolare avvio occorre già oggi lavorare.

L’incontro è servito soprattutto ad approfondire le ragioni che hanno indotto il Governo a rivedere le priorità nella programmazione della campagna vaccinale, con le conseguenti ricadute sui modi e i tempi di somministrazione del vaccino al personale scolastico.

È stato il colonnello Elisio, con una lunga e dettagliata esposizione, a chiarire come vi sia l’assoluta necessità di completare con la massima urgenza gli interventi vaccinali sulle fasce di età più alte, maggiormente esposte a esiti letali e per le quali si pone più frequentemente l’esigenza di ricovero nelle strutture ospedaliere. Da qui l’esigenza di riordinare la sequenza degli interventi, assegnando priorità alla vaccinazione degli anziani e dei soggetti più fragili, come disposto con l’ordinanza n. 6 del Commissario Straordinario.

Sulle modalità con cui gestire i nuovi criteri stabiliti a livello centrale, tenendo conto di tutte le variabili da considerare, saranno necessariamente le autorità sanitare territoriali ad assumere le decisioni necessarie, vista la situazione estremamente diversificata che sta ad oggi connotando l’andamento delle vaccinazioni nelle diverse realtà.

Pertanto fino a quando non sarà terminata la vaccinazione di tutta la popolazione della fascia 60-69 anni, delle persone fragili e del personale socio sanitario impegnato in prima linea non ci saranno priorità per le altre categorie produttive (forze dell’ordine, personale scolastico, ecc).

Confermata, come già esplicitamente riportato dall’ordinanza del Commissario, la possibilità di ricevere la vaccinazione di richiamo, non escludendo completamente la possibilità di utilizzo di altri vaccini, nei tempi e nei modi già stabiliti, per chi ha avuto la prima inoculazione. Salvare le vite è l’obiettivo. Una corretta informazione sarà il metodo.

Il Capo di Gabinetto ha annunciato la costituzione di un osservatorio permanente con la presenza delle organizzazioni sindacali, impegnandosi a fornire a tal fine il massimo supporto anche in termini di documentazione e di rilevazione costante e continua di dati. Dall’Amministrazione ribadito inoltre l’impegno di assicurare anche per il prossimo anno scolastico le risorse aggiuntive di organico legate all’emergenza Covid 19.

Ora ci si attende che si proceda all’attivazione immediata del tavolo di monitoraggio.

FLC CGIL
Francesco Sinopoli
CISL FSUR
Maddalena Gissi
UIL Scuola RUA
Giuseppe Turi
SNALS Confsal
Elvira Serafini
GILDA Unams
Rino Di Meglio

“Il Lavoro cambia anche noi”, il Sindacato tra la gente

Arriva in Calabria il tour nazionale “Il Lavoro Cambia anche Noi” dell’Unione Generale del Lavoro, voluto dal Segretario Nazionale Francesco Paolo Capone per raggiungere “nei singoli territori gli iscritti, i dirigenti e tutti i lavoratori che in questa fase così delicata della pandemia sono in seria difficolta.” Un viaggio che attraversando l’Italia si concluderà con la manifestazione del 1° maggio.

Ad accogliere il pomeriggio del 10 aprile il pullman a Reggio Calabria ci sarà il Segretario Regionale UGL Calabria nonché Segretario Nazionale UGL Scuola, Ornella Cuzzupi che plaude a questa iniziativa: “In un momento dove il Paese vive una delle situazioni più drammatiche della sua storia, l’idea di un’organizzazione che va verso i lavoratori, che li ascolta e coglie l’affanno delle loro preoccupazioni è un segno tangibile di un Sindacato vivo e pronto ad accettare le sfide del futuro”.

Allo stesso tempo, Cuzzupi non nasconde le enormi difficoltà che sta attraversando la Calabria. “La pandemia ha evidenziato in maniera cruda le lacune del Paese e, soprattutto, le difficoltà di quei territori, come la nostra terra calabrese, dove per molto, troppo tempo, il futuro è stato lasciato nella nebbia delle indecisioni e delle chiacchiere. Quel che oggi serve è la valorizzazione delle opportunità di occupazione attraverso adeguati interventi atti a favorire le Piccole e Medie Imprese, vero tessuto produttivo del Paese e ricchezza naturale del meridione. Occorrono – continua il Segretario Regionale – iniziative che inducano alla creazione di progetti imprenditoriali d’avanguardia basati sulla valorizzazione del patrimonio proprio dei territori. Un elemento fondamentale quest’ultimo, dal quale non poter prescindere se si vogliono costruire solide basi per programmi di sviluppo che creino occupazione stabile e attraggano investitori privati”.

E la stessa Cuzzupi pone la scuola, di cui è il massimo esponente UGL, come ulteriore e fondamentale leva per un domani migliore: “Non dobbiamo dimenticare che il seme del domani sono i giovani. Per loro e per il nostro futuro occorre che alla scuola sia data la massima importanza. Questo deve passare inevitabilmente attraverso un’istituzione più attenta ai lavoratori con una più idonea formazione del personale scolastico e a un corretto adeguamento strutturale,normativo, economico e di ruolo che corrisponda alle responsabilità e alla professionalità messe in campo”.

Un appuntamento, dunque, d’assoluta importanza che, insieme a temi fondamentali quali la sicurezza e la partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese, pone ancora una volta al centro dell’azione sindacale il rilancio dell’occupazione e dei territori. Ornella Cuzzupi, storico dirigente UGL, ha sempre indirizzato la sua azione in tal senso così come tutto il Direttivo Confederale regionale della Calabria convocato, dallo stesso Segretario regionale, per tale occasione.

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