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Cessazioni servizio 2020

Il Decreto Ministeriale 6 dicembre 2019, AOOUFGAB 1124 fissa, all’articolo 1, il termine finale del 30 dicembre 2019 per la presentazione, da parte di tutto il personale del comparto scuola, delle domande di cessazione per dimissioni volontarie dal servizio o delle istanze di permanenza in servizio.

Il termine per la presentazione della domanda di cessazione dal servizio dei dirigenti scolastici è fissato al 28 febbraio dall’art. 12 del C.C.N.L. per l’Area V della dirigenza sottoscritto il 15 luglio 2010.


Nota 11 dicembre 2019, AOODGPER 50487
D.M. n. 1124 del 06/12/2019 e successivo decreto in corso di emanazione. Cessazioni dal servizio del personale scolastico dal 1° settembre 2020. Trattamento di quiescenza e di previdenza. Indicazioni operative

Decreto Ministeriale 6 dicembre 2019, AOOUFGAB 1124
Cessazioni dal servizio del personale scolastico dal 1° settembre 2020

Nota 11 dicembre 2019, AOODGPER 50487

Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione

Agli Uffici Scolastici Regionali LORO SEDI
Al Dipartimento Istruzione della Provincia Autonoma di TRENTO
Alla Sovrintendenza Scolastica della Provincia Autonoma di BOLZANO
All’Intendenza Scolastica perla Scuola in Lingua Tedesca BOLZANO
All’Intendenza Scolastica per le Scuole delle Località Ladine BOLZANO
Alla Regione Autonoma della Valle d’Aosta Ass. Istruzione e Cultura Direzione Personale Scolastico AOSTA

Oggetto: D.M. n. 1124 del 06/12/2019 e successivo decreto in corso di emanazione. Cessazioni dal servizio del personale scolastico dal 1° settembre 2020. Trattamento di quiescenza e di previdenza. Indicazioni operative.


Decreto Ministeriale 6 dicembre 2019, AOOUFGAB 1124
Cessazioni dal servizio del personale scolastico dal 1° settembre 2020

Decreto Ministeriale 6 dicembre 2019, AOOUFGAB 1124

Cessazioni dal servizio del personale scolastico dal 1° settembre 2020

Pensionamenti ‘quota 100’

Si è svolta il 26 luglio al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), l’informativa sindacale sull’andamento delle certificazioni del diritto a pensione del comparto scuola per il 2019. Erano presenti rappresentanti del MIUR e dell’INPS (l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale) che stanno collaborando attivamente attraverso i loro uffici territoriali.

Al 24 giugno, secondo i dati forniti oggi alle Organizzazioni Sindacali, risulta lavorato il 99,12% delle domande di pensionamento presentate entro il 12 dicembre scorso, secondo le regole di pensionamento vigenti prima dell’introduzione della cosiddetta ‘quota 100’ entrata in vigore successivamente (si tratta della cosiddetta prima platea).

Risulta poi lavorato il 79,77% delle domande relative alla cosiddetta seconda platea, quella che ha presentato domanda entro il 28 febbraio, dopo l’introduzione di ‘quota 100’.

“Siamo particolarmente soddisfatti – commenta il Ministro Marco Bussetti – dell’andamento delle operazioni. Grazie al lavoro di squadra svolto da MIUR e INPS, sia attraverso gli uffici centrali che territoriali, stiamo procedendo molto rapidamente con le certificazioni. L’obiettivo finale è quello di consentire a coloro che nella scuola hanno diritto alla pensione di poterne usufruire da settembre, senza soluzione di continuità con lo stipendio. Anche a quelli che hanno presentato domanda nell’ambito della finestra che si è aperta a seguito dell’introduzione di ‘quota 100’ e dell’‘Opzione donna’”.

Legge 28 marzo 2019, n. 26

Legge 28 marzo 2019, n. 26

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni. (19G00034)
(GU Serie Generale n.75 del 29-03-2019)

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga la seguente legge:

Art. 1

1. Il decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni, e’ convertito in legge con le modificazioni riportate in allegato alla presente legge.
2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara’ inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addi’ 28 marzo 2019

MATTARELLA
Conte, Presidente del Consiglio dei ministri
Di Maio, Ministro del lavoro e delle politiche sociali
Visto, il Guardasigilli: Bonafede


Ripubblicazione del testo del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4 (in Gazzetta Ufficiale – Serie generale – n. 23 del 28 gennaio 2019) , coordinato con la legge di conversione 28 marzo 2019, n. 26 (in Gazzetta Ufficiale – Serie generale n. 75 del 29 marzo 2019), recante: «Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni.». (19A02424)
(GU Serie Generale n.84 del 09-04-2019 – Suppl. Ordinario n. 16)


Testo del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4 (in Gazzetta Ufficiale – Serie generale – n. 23 del 28 gennaio 2019), coordinato con la legge di conversione 28 marzo 2019, n. 26 (in questa stessa Gazzetta Ufficiale – alla pag. 1), recante: «Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni.». (19A02239)
(GU Serie Generale n.75 del 29-03-2019)


AVVISO DI RETTIFICA  

Comunicato relativo alla legge 28 marzo 2019, n. 26, recante: «Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni.». (Legge pubblicata nella Gazzetta Ufficiale – Serie generale – n. 75 del 29 marzo 2019). (19A02394)
(GU Serie Generale n.81 del 05-04-2019)

Nell’allegato alla legge citata in epigrafe, pubblicata nella sopracitata Gazzetta Ufficiale, alla pagina 2, prima colonna, all’articolo 2, comma 4, dove e’ scritto: “«per ogni ulteriore componente» fino alla fine del comma sono sostituite dalle seguenti: «per ogni ulteriore componente di minore eta’, fino ad un massimo di 2,1, ovvero fino ad un massimo di 2,2 nel caso in cui nel nucleo familiare siano presenti componenti in condizione di disabilita’ grave o di non autosufficienza, come definite ai fini dell’ISEE»”, leggasi: “«per ogni ulteriore componente minorenne» fino alla fine del comma sono sostituite dalle seguenti: «per ogni ulteriore componente di minore eta’, fino ad un massimo di 2,1, ovvero fino ad un massimo di 2,2 nel caso in cui nel nucleo familiare siano presenti componenti in condizione di disabilita’ grave o di non autosufficienza, come definite ai fini dell’ISEE»”.

Pensioni “Quota 100”

Sono 42.425 le domande inoltrate al 28 febbraio 2019. Di queste 16.913 riguardano “Quota 100”. 

  • personale docente, ATA e educativo: 22.197, di cui 16.804 avvalendosi dei requisiti di Quota 100.
    Considerato che entro la scadenza del 12 dicembre erano già pervenute 19.853 domande, i pensionamenti saranno complessivamente 42.050.
  • dirigenti scolastici: 375, di cui 109 con Quota 100.

Pubblicata l’1 febbraio 2019 la Nota 1 febbraio 2019, AOODGPER 4644 di attuazione del decreto legge 28 gennaio 2019 n.4, per la cosiddetta “quota 100” e tutte le altre forme di trattamento di pensione anticipata.

La circolare riporta nel dettaglio i requisiti necessari e le indicazioni operative per aderire alle varie forme di pensionamento anticipato.

La domanda potrà essere presentata on line dal 4 al 28 febbraio 2019 attraverso il sistema Polis.


  • Nota 1 febbraio 2019, AOODGPER 4644
    Cessazioni dal servizio del personale scolastico dal 1° settembre 2019 a seguito delle disposizioni in materia di accesso al trattamento di pensione anticipata introdotte dal decreto-legge 28 gennaio 2019, n.4. Indicazioni operative

Nota 1 febbraio 2019, AOODGPER 4644

Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione

Agli Uffici Scolastici Regionali
LORO SEDI
Al Dipartimento Istruzione della Provincia Autonoma di
TRENTO
Alla Sovrintendenza Scolastica della Provincia Autonoma di
BOLZANO
All’Intendenza Scolastica per la Scuola in Lingua Tedesca
BOLZANO
All’Intendenza Scolastica per le Scuole delle Località Ladine
BOLZANO
Alla Regione Autonoma della Valle d’Aosta Ass. Istruzione e Cultura
Direzione Personale Scolastico
AOSTA

Oggetto: Cessazioni dal servizio del personale scolastico dal 1° settembre 2019 a seguito delle disposizioni in materia di accesso al trattamento di pensione anticipata introdotte dal decreto-legge 28 gennaio 2019, n.4. Indicazioni operative.

Cessazioni dal servizio

La Nota 16 novembre 2018, AOODGPER 50647, fornisce indicazioni operative per l’applicazione del Decreto Ministeriale 15 novembre 2018, AOOUFGAB 727, Cessazioni dal servizio del personale scolastico dal 1° settembre 2019.

La scadenza per la presentazione delle domande di dimissioni volontarie dal servizio è fissata:

  • per il personale Docente e ATA al 12 dicembre 2018
  • per i Dirigenti scolastici al 28 febbraio 2019

Nota 16 novembre 2018, AOODGPER 50647

Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Direzione Generale per il Personale scolastico

Agli Uffici Scolastici Regionali
LORO SEDI
Al Dipartimento Istruzione della Provincia Autonoma di
TRENTO
Alla Sovrintendenza Scolastica della Provincia Autonoma di
BOLZANO
All’Intendenza Scolastica per la Scuola in Lingua Tedesca
BOLZANO
All’Intendenza Scolastica per le Scuole delle Località Ladine
BOLZANO
Alla Regione Autonoma della Valle d’Aosta Ass. Istruzione e Cultura
Direzione Personale Scolastico
AOSTA
e, p.c.
Al Capo Dipartimento
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
SEDE

Nota 16 novembre 2018, AOODGPER 50647

Oggetto: DM 727 del 15/11/2018. Cessazioni dal servizio del personale scolastico dal 1° settembre 2019. Trattamento di quiescenza e di previdenza. Indicazioni operative.


Tabella riepilogativa requisiti

CS INPS 14 agosto 2018

Istituto Nazionale Previdenza Sociale
Direzione Centrale Relazioni esterne
Ufficio Relazioni con i Media

Comunicato stampa

Roma, 14 agosto 2018

Nessuna prescrizione per la copertura previdenziale dei dipendenti pubblici

Si precisa che dal 1° gennaio 2019 i pubblici dipendenti potranno continuare a sistemare la loro posizione contributiva senza incorrere in alcuna conseguenza prescrittiva sul diritto al riconoscimento previdenziale dei periodi di lavoro presso la pubblica amministrazione.
Le novità introdotte dalla circolare INPS n. 169 del 15 novembre 2017 riguardano invece le amministrazioni pubbliche che verranno assoggettate alla stessa disciplina prevista per il lavoro privato in materia di prescrizione quinquennale dell’omesso pagamento dei contributi previdenziali.
A partire dal 1° gennaio 2019 il datore di lavoro pubblico non potrà più regolarizzare i versamenti dei contributi mancanti e prescritti secondo la prassi in uso nell’ex INPDAP, ma dovrà sostenere un onere parametrato a quello corrispondente alla rendita vitalizia in vigore nelle gestioni private dell’INPS.
Un’eccezione riguarda unicamente gli insegnanti delle scuole primarie paritarie, gli insegnanti degli asili eretti in enti morali e delle scuole dell’infanzia comunali.
Questi lavoratori sono iscritti alla Cassa Pensioni Insegnanti (CPI), e nell’ipotesi di prescrizione dei contributi, il datore di lavoro può sostenere l’onere della rendita vitalizia, ma nel caso in cui non vi provveda, è direttamente il lavoratore che dovrà pagare il detto onere per vedersi valorizzato il periodo sulla posizione assicurativa.
Si ricorda che i lavoratori dipendenti pubblici che vogliano comunque verificare la propria situazione contributiva, lo possono fare dal sito istituzionale accedendo, tramite PIN, all’estratto conto personale e verificarne la correttezza.
In caso riscontrassero lacune e/o incongruenze possono richiedere la variazione della posizione assicurativa (RVPA), istanza per la quale non è previsto alcun termine perentorio.

Incontro MIUR-INPS con i Sindacati

Nessuna emergenza e nessun allarme in materia di pensionamento degli insegnanti e del personale della scuola. La rassicurazione è arrivata dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale durante l’incontro che si è tenuto questa mattina, a Viale Trastevere, con le Organizzazioni Sindacali.

MIUR e INPS hanno illustrato un quadro aggiornato di dati che segna un miglioramento rispetto al 2017. I dipendenti della scuola con diritto a pensione già certificato con esito positivo sono, infatti, alla data di oggi, oltre 36.700. Di questi, sono oltre 17.000 coloro che, alla data odierna, hanno la pensione già liquidata con pagamento all’1 settembre 2018, a fronte delle circa 8.000 pensioni liquidate nello stesso periodo del 2017.

MIUR e INPS hanno confermato di essere al lavoro per affrontare le singole situazioni in cui, ad oggi, si registra un diniego della richiesta di pensionamento. Casi che saranno affrontati uno ad uno, ma che, comunque, risultano percentualmente in diminuzione rispetto al 2017, nonostante le richieste di pensionamento siano cresciute del 30% (fra docenti e non docenti sono oltre 41.000). Il numero di dinieghi per carenza di requisiti ammonta, ad oggi, al 10% circa delle richieste totali, contro il 15% circa registrato un anno fa. Si tratta di 4.580 casi su cui INPS e MIUR stanno portando avanti puntuali verifiche dei diritti acquisiti o meno.

“Va avanti – hanno ribadito i vertici di MIUR e INPS nella riunione di oggi – il lavoro congiunto del tavolo voluto, subito dopo il suo insediamento, dal Ministro Marco Bussetti per accompagnare un passaggio di competenze sulle pratiche di pensionamento dagli Uffici territoriali del MIUR a quelli dell’INPS, avvenuto in un anno di grande incremento delle domande. Il confronto è costante, il quadro dei dati non è allarmante ed è in continuo aggiornamento. In prospettiva MIUR e INPS porteranno avanti, anche con le Organizzazioni Sindacali, le attività per programmare da subito il lavoro dei prossimi anni nei quali si prevede che il numero di richieste di pensionamento continuerà a crescere”. Lavoro che potrà essere svolto anche attraverso appositi tavoli provinciali, chiesti dalle Organizzazioni Sindacali.

Intanto è già stato avviato un progetto specifico, annunciato durante l’incontro di oggi, per rendere più rapido il passaggio di dati e informazioni fra MIUR e INPS che consentirà di lavorare con anticipo e maggiore velocità sulle pratiche del 2019.

Nota 19 aprile 2018, AOODGPER 20038

Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Direzione Generale per il Personale scolastico

Agli Uffici Scolastici Regionali
LORO SEDI

Oggetto: Ape sociale. Cessazioni dal servizio. Chiarimenti

Si fa seguito alla nota prot.7673 dell’8 febbraio 2018 per ribadire che coloro che avranno il riconoscimento delle condizioni di accesso all’ APE sociale di cui all’articolo 1, commi da 179 a 186, della legge n. 232 dell’11 dicembre 2016 e, pertanto, riceveranno la comunicazione INPS di riconoscimento delle condizioni di accesso all’APE sociale prima dell’inizio del nuovo anno scolastico 2018/19 potranno presentare la domanda cartacea di cessazione con decorrenza dal 1 settembre 2018. Successive indicazioni verranno fornite per coloro che riceveranno le comunicazioni INPS dopo l’inizio del nuovo anno scolastico 2018/19. Analoga domanda cartacea di cessazione può essere presentata dai lavoratori precoci che hanno avuto la certificazione dell’INPS attestante il possesso di un anno di lavoro prima del 19° anno di età.
Infine qualora dopo il riconoscimento delle condizioni di accesso all’APE social dovesse mancare il requisito e quindi venir meno anche la possibilità di accesso all’APE social, gli interessati potranno ritirare la domanda di cessazione.
Si prega di dare la massima diffusione della presente nota presso le istituzioni scolastiche.

IL DIRIGENTE
Giacomo Molitierno