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Accordo di cooperazione scientifica e tecnologica

Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti, ha delegato il Capo Dipartimento per la Formazione Superiore e la Ricerca, Giuseppe Valditara, a sottoscrivere con il suo omologo sloveno un Protocollo d’intesa volto a rafforzare la cooperazione tra l’Italia e la Slovenia nell’ambito, tra gli altri, dei computer superveloci HPC (High Performance Computing), dei Big Data, dell’intelligenza artificiale, dello sviluppo dei microprocessori a supporto della ricerca scientifica e tecnologica.

Come ha ricordato il professor Valditara durante la cerimonia della firma, “Con questo accordo, i due Paesi metteranno a fattor comune infrastrutture digitali, sviluppo di attività di ricerca, scambio di competenze e know-how, garantendo ai cittadini, alle imprese e alla comunità scientifica della Macroregione Adriatico-Ionica nuove opportunità. L’Italia e la Slovenia rafforzano così anche le loro rilevanti cooperazioni in ambito di progetti europei e internazionali, quali ad esempio la EURO HPC Joint Undertaking, che li vede coinvolti nell’intento di dotare l’Unione europea di un calcolatore superveloce di classe pre e full exascale, in grado di competere a livello mondiale”.

L’iniziativa si inquadra in un più ampio disegno che il MIUR sta portando avanti, di creazione di un network europeo di Paesi con cui condividere piattaforme e infrastrutture tecnologiche, competenze, skill e buone pratiche in ambito scientifico e tecnologico, che abbia anche ricadute economiche e industriali per l’Italia.

Convenzione di Roma

Martedì 12 marzo, alle ore 11.15, nel Salone dei Ministri in Viale Trastevere 76/A, il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti, firma il Trattato internazionale denominato “Convenzione di Roma”.


Nasce lo SKA Observatory: al MIUR la firma del Trattato internazionale

Si è tenuta 12 marzo 2019 a Roma, presso il Salone dei Ministri del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, la firma del Trattato internazionale che istituisce lo SKA Observatory (SKAO), l’organizzazione intergovernativa (IGO) per la supervisione della costruzione del più grande radiotelescopio del mondo. SKAO si appresta così a diventare la seconda organizzazione intergovernativa dedicata all’astronomia nel mondo, dopo l’European Southern Observatory (ESO).

La Convenzione è stata firmata dal Ministro Marco Bussetti, in rappresentanza dell’Italia, insieme a rappresentanti di alto livello degli altri sei Paesi membri del progetto: Australia, Cina, Paesi Bassi, Portogallo, Sudafrica e Regno Unito. All’evento erano presenti anche rappresentanti di India, Svezia e Nuova Zelanda, Paesi che hanno partecipato attivamente a tutte le fasi negoziali, oltre che di Canada, Francia, Corea del Sud, Malta, Spagna, Stati Uniti e Svizzera, nazioni interessate al progetto e impegnate a tracciare il percorso per una futura partecipazione allo SKA Observatory.

La firma giunge al termine di circa quattro anni di negoziati e accordi e dà il via al processo legislativo nei Paesi firmatari per l’entrata in vigore dello SKA Observatory.

“Siamo particolarmente orgogliosi di firmare oggi, proprio qui al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, il Trattato per la costituzione dello SKA Observatory – ha dichiarato il Ministro Marco Bussetti – Una firma che giunge dopo lunghi negoziati, nei quali il nostro Paese ha avuto un ruolo da protagonista. L’intesa testimonia lo spirito di collaborazione che la ricerca scientifica riesce ad innescare fra Paesi e popoli del mondo, perché la scienza parla tutte le lingue del pianeta, il suo linguaggio connette il mondo intero. Con questo Trattato – ha proseguito – stiamo dando vita a un momento destinato a segnare la nostra storia presente e futura, la storia della Scienza e della conoscenza dell’Universo. SKA è l’icona del ruolo sempre più strategico che la ricerca scientifica ha assunto nella società contemporanea. La ricerca è motore di innovazione e crescita: il sapere si traduce in benessere individuale e collettivo, sia sociale che economico. Partecipare in prima linea a un progetto internazionale così esteso ed importante è una grande opportunità per la ricerca scientifica italiana, sia per il contributo che potranno dare le nostre molte eccellenze sia per la condivisione dei tanti dati che lo SKA raccoglierà e redistribuirà. ” ha concluso il Ministro.

“È un onore per l’INAF rappresentare l’Italia nel progetto SKA – ha sottolineato il Presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), Nichi D’Amico – Con questa firma il nostro Paese si conferma protagonista nel campo della ricerca astrofisica. Il nostro Ente è, infatti, uno dei pochi al mondo che possiede, al proprio interno, le risorse intellettuali e strumentali per osservare l’Universo a tutte le lunghezze d’onda, da terra e dallo spazio, coprendo l’intero spettro elettromagnetico. La comunità scientifica italiana – ha concluso – avrà, grazie al progetto SKA, uno strumento formidabile per spingersi ancora più lontano nello studio del cosmo”.

Philip Diamond, direttore generale della SKA Organisation, ha aggiunto: “Come il telescopio di Galileo a suo tempo, SKA rivoluzionerà la nostra comprensione del mondo che ci circonda. La storica firma mostra un impegno globale dietro questa visione e apre le porte a generazioni di scoperte pionieristiche in futuro”.

Catherine Cesarsky, a capo del Consiglio di amministrazione di SKA, ha affermato: “Roma non è stata costruita in un giorno. Allo stesso modo, progettare, costruire e far funzionare il più grande radiotelescopio del mondo richiede decenni di sforzi, competenza, innovazione, perseveranza e collaborazione globale. Oggi abbiamo gettato le basi che consentiranno a SKAO di diventare realtà”.

Che cos’è lo Square Kilometre Array
SKA sarà il più grande network di radiotelescopi del mondo, costituito da due reti di antenne e infrastrutture distribuite su tre continenti e in entrambi gli emisferi. Le due reti, composte da centinaia di antenne a parabola a media frequenza e da migliaia di antenne a bassa frequenza, saranno distribuite su una superficie di centinaia di chilometri in Australia e Sudafrica, mentre il quartier generale si trova già nel Regno Unito. Le antenne di SKA saranno fondamentali per la fisica del XXI secolo e si uniranno a progetti come il James Webb Space Telescope della NASA, il Large Hadron Collider del CERN, il rilevatore di onde gravitazionali LIGO e il reattore a fusione ITER.

Il grande radiotelescopio SKA aiuterà gli scienziati a colmare lacune fondamentali nella nostra comprensione dell’Universo, consentendo agli astronomi dei Paesi partecipanti al progetto di studiare le onde gravitazionali e testare la teoria della relatività di Einstein in ambienti estremi, indagare sulla natura dei misteriosi lampi radio veloci, conosciuti anche come Fast Radio Burst (FRB), mappare centinaia di milioni di galassie e cercare segni di vita extraterrestre.

Per fare tutto questo saranno necessari due dei super computer più veloci del mondo, in grado di elaborare una enorme quantità di dati provenienti dai telescopi: circa 600 petabyte che dovrebbero essere archiviati e distribuiti alla comunità scientifica mondiale ogni anno. Praticamente l’equivalente dei dati provenienti da oltre mezzo milione di computer portatili.

Dalla fine del 2020, circa 700 milioni di euro di contratti per la costruzione di SKA verranno affidati ad aziende e industrie nei diversi Paesi membri del progetto, offrendo un importante ritorno economico sull’investimento iniziale e la formazione di un indotto costituito da spin-off industriali nei settori dell’astronomia e della ricerca scientifica e non solo.

Oltre mille ingegneri e scienziati in venti Paesi sono stati coinvolti nella progettazione di SKA negli ultimi cinque anni, con nuovi programmi di ricerca, iniziative educative e collaborazioni per formare la prossima generazione di ricercatori.


CERIMONIA DI FIRMA DELLA CONVENZIONE SKAO
Salone dei Ministri, MIUR – Roma, 12 marzo 2019

SALUTO E SPUNTI DI INTERVENTO

Onorevoli Colleghi, Signori Capi Delegazione, Rappresentanti Skao, Autorità presenti,

è con grande orgoglio che apro ufficialmente qui al MIUR la cerimonia di firma del Trattato Internazionale “Convenzione di Roma” che istituisce l’Osservatorio SKA (“Square Kilometre Array”), l’Organizzazione Intergovernativa per la supervisione della costruzione del più grande network di radiotelescopi del mondo.

Stiamo dando vita a un momento destinato a segnare la nostra storia presente e futura, la storia della Scienza e della conoscenza dell’Universo. E lo facciamo simbolicamente nell’anno in cui ricorre il 50esimo anniversario dell’allunaggio della missione Apollo 11 e del suo comandante Neil Armstrong.
Con le firme che stiamo per apporre si compie un passo fondamentale verso una più ampia comprensione delle leggi che regolano l’Universo e dei fenomeni che in esso hanno luogo.
La costruzione del più grande radiotelescopio mai ideato, composto da migliaia di antenne distribuite su vaste aree geografiche di Australia e Sud Africa, è uno dei progetti di ricerca più ambiziosi mai concepiti. Stiamo realizzando uno strumento che consentirà un nuovo sviluppo della fisica del XXI secolo. Gli scienziati di tutto il mondo potranno osservare e studiare grandi
aree di cielo con una risoluzione decine di volte maggiore dei più potenti radiotelescopi oggi in uso e con una spettacolare velocità di analisi dei dati.
Con questa firma si generano grandi aspettative di progresso, di conoscenza e di innovazione tecnologica. Sviluppare le soluzioni tecniche per la realizzazione di questa infrastruttura è una sfida senza precedenti: siamo di fronte ad orizzonti tecnologici di frontiera e d’avanguardia. Siamo davvero alle porte del futuro.
L’inesauribile sete di conoscenza dell’uomo e la sua insopprimibile ricerca di libertà si manifestano nella contemporaneità nel proiettarsi fuori dal pianeta terra. Lo spazio è la nuova terra di conquista, l’ultimo avamposto guardando al quale l’essere umano si trascende, supera i propri limiti. È la nuova grande avventura dell’umanità di cui l’Italia è chiamata ad essere protagonista, come sta già avvenendo da tempo. L’Italia gode a livello internazionale di un’ottima reputazione in campo astrofisico e aerospaziale, derivante da oltre 50 anni di esperienza di ricerca in cui sono stati raggiunti traguardi importanti grazie alla capacità dei nostri ricercatori. Ricordo solo come recente esempio il notevole contributo del nostro Paese nella missione attualmente in corso per l’esplorazione di Marte tramite la sonda Insight.
SKA è l’icona del ruolo sempre più strategico che la ricerca scientifica ha assunto nella società contemporanea. La ricerca è motore di innovazione e crescita: il sapere si traduce in benessere individuale e collettivo, sia sociale che economico.
La scienza parla tutte le lingue del pianeta, il suo linguaggio connette il mondo intero. La fondazione dell’Osservatorio SKA testimonia lo spirito di collaborazione che la ricerca scientifica riesce ad innescare fra Paesi e Popoli del Mondo, con storie e culture diverse – spirito che la Repubblica Italiana persegue costituzionalmente.
La scelta di istituire l’Osservatorio Ska in forma di Organizzazione Governativa Internazionale non è quindi solo funzionale ad una efficiente gestione organizzativa e finanziaria del progetto, ma è anche la naturale rappresentazione della proiezione internazionale della comunità scientifica.
I Paesi che oggi, qui, insieme all’Italia, sottoscriveranno la propria adesione al Trattato, rappresentano il primo nucleo di un più ampio processo di adesione che vede coinvolti tutti i Paesi che hanno preso parte al negoziato internazionale sviluppatosi sotto la Presidenza del Governo Italiano, rappresentato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. La possibilità di aderire in futuro resterà sempre aperta per tutti i Paesi che
vorranno far parte di questa ambiziosa avventura.

L’Italia ha coordinato i negoziati fin dall’estate del 2015. Ringrazio l’INAF – Istituto Nazionale di Astrofisica e tutti coloro che hanno lavorato duramente affinché si potesse giungere al risultato che celebriamo oggi. In particolare ci tengo a ringraziare Enrico Vinceti, Presidente del negoziato, il Prof. Giovanni Bignami, scomparso improvvisamente nel maggio del 2017, consigliere scientifico della presidenza del negoziato e fra gli ispiratori della partecipazione italiana al progetto SKA, il prof. Tullio Scovazzi e la Dr.ssa Alessandra Scaffidi dell’INAF.
Chiudo rivolgendomi alle nuove generazioni, ai giovanissimi che oggi ancora siedono fra i banchi di scuola o ai giovani che frequentano l’università. È fra loro che si trovano gli scienziati del futuro, è fra loro che emergeranno le menti brillanti che utilizzeranno lo SKA a pieno regime, che ci stupiranno con scoperte oggi del tutto inimmaginabili. E’ per loro, quindi, che porteremo a compimento questo progetto. Con la loro curiosità condurranno l’umanità verso nuove galassie e mondi inesplorati.

Vi ringrazio.
Il Ministro Marco Bussetti

Gruppo di Lavoro sull’Intelligenza Artificiale

Intelligenza Artificiale, Miur: al via il Gruppo di Lavoro
per una strategia nazionale
Nel FOE (Fondo per il funzionamento ordinario degli enti pubblici di ricerca) risorse dedicate per dottorati e progetti

Il 28 febbraio si è riunito al CNR il primo Gruppo di Lavoro sull’Intelligenza Artificiale (I.A.). Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti, ha infatti incaricato il CNR, di raccogliere, in stretto raccordo con il Dipartimento per la Formazione Superiore e la Ricerca, le componenti più significative del mondo della ricerca scientifica italiana che si occupano di questo tema con l’obiettivo di elaborare una strategia nazionale di lungo periodo che metta a sistema tutte le eccellenze scientifiche presenti nel nostro Paese e strutturare un programma nazionale di dottorati di ricerca su questo tema.

Per il Ministero ieri è intervenuto in apertura dei lavori il Capo Dipartimento per la Formazione Superiore e la Ricerca, il Professor Giuseppe Valditara, che ha annunciato che nel prossimo FOE (Fondo per il funzionamento ordinario degli enti pubblici di ricerca) saranno inserite risorse per finanziare dottorati di ricerca e progetti congiunti tra le diverse realtà coinvolte nel settore dell’Intelligenza Artificiale.

Cinque le aree tematiche individuate, ad oggi, per il programma nazionale di dottorati: Intelligenza Artificiale e data science, I.A. e cyber security, I.A. per salute e scienze della vita, I.A. e industria 4.0, I.A. per ambiente e agricoltura. Per proseguire i lavori, sarà creato un Comitato Direttivo e il Gruppo di lavoro, al quale hanno partecipato ieri circa 30 tra atenei, enti di ricerca e altre realtà del settore, si amplierà ulteriormente.

Dottorati di ricerca, nuove regole per l’accreditamento

Nota 27 febbraio 2019, AOODGSINFS 6623
Indicazioni operative sulle procedure di accreditamento dei dottorati. A.A. 2019-2020-XXXV ciclo


Un sistema più snello e più semplice di accreditamento dei corsi di dottorato, che ha l’obiettivo primario di favorire un aumento di proposte di dottorati innovativi, intersettoriali e interdisciplinari. È quello previsto dalle Nuove linee guida per l’accreditamento dei corsi di dottorato messe a punto su indicazione del Ministro Marco Bussetti dal Dipartimento per la Formazione superiore e la Ricerca, diretto dal professor Giuseppe Valditara. Nel documento, che introduce un’importante riforma di questo sistema, un’attenzione particolare viene riservata ai dottorati industriali favorendo convenzioni tra gli atenei e le aziende più attente a investire in Ricerca e Sviluppo.

A seguito delle Linee guida, che hanno recentemente ottenuto il parere positivo del CUN (disponibile al seguente link: https://www.cun.it/homepage/evidenza/in-merito-alle-linee-guida-per-l-accreditamento-delle-sedi-e-dei-corsi-di-dottorato-un-analisi-e-una-proposta/, sono state pubblicate, oggi sul sito del MIUR, le FAQ e le indicazioni operative sulle procedura di accreditamento dei dottorati per l’anno accademico 2019-2020. Le domande di accreditamento potranno essere presentate, esclusivamente sulla banca dati http://dottorati.miur.it, a partire dal 12 marzo 2019 e fino all’1 aprile. Successivamente, entro il 6 maggio, l’ANVUR provvederà a fornire la propria valutazione al fine dell’emissione da parte del MIUR dei provvedimenti di concessione o rifiuto dell’accreditamento.

Il Cun, in particolare, ha apprezzato la notevole semplificazione contenuta nelle linee guida elaborate dal Dipartimento.

Officina 2019 Curriculum & Competenze

Martedì 26 febbraio dalle ore 9.30, presso la Sala Marconi del Cnr, in Piazzale Aldo Moro 7, a Roma, si terrà la Giornata di studi su innovazioni curriculari e sviluppo di competenze dal titolo ‘Officina 2019 Curriculum & Competenze’, organizzata dal Consiglio Nazionale delle Ricerche – Cnr-Irpps e dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – Direzione generale per gli Ordinamenti scolastici e la Valutazione del Sistema nazionale di istruzione, in collaborazione con la Rete nazionale degli istituti professionali per la Gestione delle acque e risanamento ambientale – GARA e con l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale – Ispra.

L’incontro è mirato a presentare modelli innovativi di curriculum volti a promuovere lo sviluppo di competenze disciplinari e trasversali e a favorire il dibattito sulle buone pratiche tra docenti, studenti, decisori pubblici, ricercatori, imprese e associazioni attive sul territorio.

I lavori si articoleranno in due sessioni:
Nella mattinata sarà illustrato il nuovo percorso dell’istruzione professionale per la Gestione delle acque e risanamento ambientale e saranno presentate esperienze partecipate di costruzione del curriculum e di sviluppo di competenze a livello nazionale e internazionale.

Nel pomeriggio, dedicato alla riflessione sul rapporto tra curriculum ufficiale e implementato, verranno organizzati tavoli di lavoro per il confronto sulle metodologie di attuazione di curriculum innovativi con il coinvolgimento di docenti, studenti e significativi attori del territorio.

Organizzato da:
Cnr-Irpps e Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – Miur Dgosv;
Rete nazionale degli Istituti professionali per la Gestione delle acque e risanamento ambientale – GARA;
Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale – Ispra.

Referente organizzativo:
Adriana Valente
Cnr-Irpps
segreteriaofficina2019@irpps.cnr.it

Modalità di accesso e pagina dell’evento su: https://www.cnr.it/it/evento/16138

Programma PRIMA Bandi 2018 – Section 1

Al via dal 31 gennaio gli incontri a supporto della partecipazione ai Bandi 2019

Il MIUR e il Programma PRIMA (Partnership for Research and Innovation in the Mediterranean Area), che promuove attività congiunte fra ricercatori e imprese dei Paesi euro-mediterranei nella gestione delle risorse idriche e nell’agri-food, annunciano i progetti vincitori della Section 1 dei Bandi 2018, disponibili a questo indirizzo:

Results of the Call section 1

I Bandi PRIMA 2018 riguardano progetti di potenziamento del settore idrico e di quello agro-alimentare nei Paesi euro-mediterranei e stanziano complessivamente 48,5 milioni di euro. Di queste risorse, 10,2 milioni sono assegnati a progetti afferenti alla ricerca italiana.
Il Programma PRIMA ha completato la selezione dei progetti, dopo due stadi di valutazione da parte di esperti indipendenti, secondo le rigorose regole di Horizon 2020. Nel mese di dicembre erano stati annunciati i primi 27 Consorzi, vincitori per la Section 2. Il 25 gennaio sono stati individuati gli ultimi 9 raggruppamenti di Università, Centri di ricerca e imprese assegnatari dei finanziamenti europei del Programma per la Section 1.
Il Capo Dipartimento per la Formazione Superiore e la Ricerca del MIUR, Giuseppe Valditara, sottolinea l’importanza del Programma PRIMA, in quanto “finalizzato a tre esigenze fondamentali: promuovere la crescita dell’intera area mediterranea, favorire la solidarietà fra Paesi europei e del Nord Africa, rendere sempre più centrale il ruolo dell’Italia in uno scacchiere per noi strategico entro quella diplomazia della ricerca più volte auspicata da questo Ministero”.
I risultati complessivi del 2018 sono stati incoraggianti per la ricerca e l’innovazione italiana. Fra i 36 progetti selezionati, 11 sono coordinati da un Ente del nostro Paese e 29 vedono la partecipazione italiana attraverso 53 unità di ricerca cui andranno, in tutto, 10,2 milioni di euro.
La decisione, approvata a Barcellona lo scorso 25 gennaio dal Board of Trustees della Fondazione PRIMA, incaricata di gestire il budget complessivo dell’iniziativa, pari a mezzo miliardo di euro, erogato da 19 Paesi euro-mediterranei e dalla Commissione Europea, conferma la centralità del MIUR nella guida della più importante iniziativa di diplomazia scientifica mai lanciata nel Mediterraneo.
A tal proposito, il Presidente della Fondazione PRIMA Angelo Riccaboni evidenzia che “PRIMA e il Segretariato Italiano si stanno impegnando anche per trasformare le idee di ricerca in soluzioni concrete sui temi dell’acqua e dei sistemi alimentari, attraverso, ad esempio, l’Osservatorio digitale POI, che valorizza le migliori pratiche dei nostri innovatori”.

I Bandi 2019: risorse per 60 milioni di euro
Dopo i 48,5 milioni complessivi dei bandi 2018, nel 2019 saranno a disposizione del Programma altri 60 milioni di euro, destinati a rafforzare ulteriormente la ricerca e l’innovazione in settori chiave come quello idrico e agro-alimentare. In vista di tali scadenze, nelle prossime settimane, il MIUR e il Segretariato Italiano di PRIMA, ospitato dal Santa Chiara Lab dell’Università di Siena, organizzano una serie di iniziative a supporto della preparazione delle proposte progettuali nell’ambito dei Bandi PRIMA 2019.
Il primo appuntamento è a Roma, giovedì 31 gennaio dalle ore 14.15, presso la Sala Conferenze della sede del MIUR di via Michele Carcani 61. Dopo il saluto del professor Giuseppe Valditara, Capo Dipartimento per la Formazione Superiore e la Ricerca del MIUR, seguiranno l’intervento del professor Angelo Riccaboni, Presidente della Fondazione PRIMA, per gli aggiornamenti al Programma, e i suggerimenti di esperti di progettazione europea a supporto della partecipazione italiana ai bandi 2019. Un ulteriore Info-Day si terrà lunedì 11 febbraio 2019.

EPOS ERIC

EPOS (European Plate Observing System), l’infrastruttura di ricerca Europea dedicata allo studio della dinamica del pianeta Terra è ora un Consorzio europeo, EPOS ERIC, ospitato in Italia, a Roma, presso l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).

La cerimonia di lancio del Consorzio si è tenuta questa mattina a Roma, presso il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca alla presenza del Vice Ministro all’Istruzione, all’Università e alla Ricerca Lorenzo Fioramonti, del Direttore generale Ricerca e Innovazione della Commissione Europea Jean-Eric Paquet, del presidente dell’INGV Carlo Doglioni. Presenti anche i presidenti dell’Osservatorio Geofisico Sperimentale di Trieste, del CNR e i rappresentanti dei Governi Europei partecipanti al Consorzio EPOS e di diverse università e fondazioni coinvolte nell’infrastruttura Europea.

Una comprensione più profonda del sistema Terra è oggi necessaria per poter rispondere alle domande che la società si pone sui rischi naturali e sullo sfruttamento sostenibile delle geo-risorse. Per fare questo la comunità scientifica deve poter condividere e avere libero accesso a questo complesso sistema di dati multidisciplinari attraverso servizi efficienti e tecnologicamente all’avanguardia. Questo è l’obiettivo di EPOS e il Consorzio europeo EPOS ERIC è il soggetto che coordinerà questo piano di integrazione a lungo termine, voluto dall’Unione Europea e coordinato dall’Italia attraverso l’INGV.

“L’Italia riconosce e sostiene il ruolo strategico delle infrastrutture di ricerca come elementi fondamentali per i sistemi di ricerca sia nazionale che europea – ha sottolineato il Vice Ministro Lorenzo Fioramonti – Condividere i dati multidisciplinari, dalla fisica alla geologia, raccolti attraverso EPOS è non solo una importante sfida per la ricerca, ma anche per la società: gli eventi naturali come terremoti, tsunami o inondazioni hanno infatti un grande impatto sulle popolazioni. Raccogliere dati sul funzionamento della terra – ha proseguito – è fondamentale per conoscere meglio ed imparare a rispettare di più il nostro bellissimo pianeta. Può anche servire per sviluppare nuove tecnologie energetiche sostenibili e garantire sicurezza e benessere alla società”.

“La gestione comunitaria di Epos – ha evidenziato il Direttore Generale Ricerca e Innovazione della Commissione Europea Jean-Eric Paquet – consentirà di avere dati e informazioni scientifiche più ricchi e di migliore qualità e dunque, in conclusione, più scienza al servizio della gestione dei grandi eventi naturali. È molto importante – ha aggiunto – che aree geografiche e comunità tanto diverse tra loro si siano unite in una cooperazione internazionale di tale livello, questo dimostra la capacità degli scienziati europei di lavorare insieme per migliorare la ricerca e i suoi risultati mettendoli al servizio di tutti”.

“I dati – ha ricordato il presidente dell’INGV Carlo Doglioni – sono le fondamenta della scienza. Comprendere più a fondo i processi della terra ci permetterà di gestire meglio gli eventi naturali, sfruttare in modo più efficace le risorse della terra e migliorare lo sviluppo”.

Il Coordinatore di EPOS per l’INGV Massimo Cocco ha descritto l’infrastruttura EPOS e ha evidenziato l’importanza di condividere dati e prodotti scientifici e sviluppare servizi per favorire l’accesso aperto e l’utilizzo di dati scientifici.

Attualmente 25 Paesi europei partecipano all’implementazione dell’infrastruttura di ricerca EPOS che gestirà la nuova piattaforma informatica multidisciplinare per l’accesso aperto a dati e servizi per le scienze della Terra. Di questi 25 Paesi, 12 hanno già aderito al Consorzio europeo EPOS ERIC e altri si aggiungeranno nei prossimi mesi. L’Italia contribuisce a EPOS anche attraverso una Joint Research Unit, coordinata dall’INGV, cui partecipano diversi Enti di ricerca pubblici (CNR, OGS, ISPRA), il CINECA, la Fondazione Eucentre e alcune università (Napoli Federico II, Roma Tre, Genova e Trieste).

Seconda Ministeriale Scienza sull’Artico

Sottosegretario Giuliano rappresentante dell’Italia
alla seconda Ministeriale Scienza sull’Artico
Firmato lo statement per la cooperazione e la condivisione dei risultati delle ricerche

Rafforzare l’osservazione sul campo, condividere l’infrastruttura di ricerca nell’Artico, facilitare l’accesso ai dati. Comprendere le dinamiche regionali e globali del cambiamento dell’Artico. Valutare la vulnerabilità degli ambienti e delle società artiche e trovare soluzioni per il loro rafforzamento. Sono i tre obiettivi condivisi dai Ministri riunitisi nei giorni scorsi a Berlino per la seconda Ministeriale Scienza sull’Artico, seguita a quella tenutasi a Washington nel 2016. A rappresentare l’Italia, il Sottosegretario all’Istruzione, all’Università e alla Ricerca, Salvatore Giuliano.

I rappresentanti degli otto Stati dell’Artico, di quindici nazioni di tutto il mondo e dell’Unione Europea hanno approfondito i tre temi con l’obiettivo di far progredire la comprensione dell’impatto dei rapidi cambiamenti dell’Artico e per rispondere alle principali sfide sociali nell’Artico anche a livello globale.

La condivisione dell’infrastruttura di ricerca si rende necessaria dati i costi elevati per il suo mantenimento. Costi che si possono ridurre anche rendendo i dati delle ricerche disponibili a livello globale. L’osservazione dei cambiamenti a livello locale è fondamentale per comprendere le loro ripercussioni a livello globale, perché anche un piccolo aumento della temperatura dell’aria può innescare un maggior riscaldamento della temperatura della terra. Conoscere a fondo le peculiarità dei territori dell’Artico consente inoltre di valutare alcuni cambiamenti in modo positivo, ad esempio in termini di utilizzo delle risorse, di rotte di trasporto e di crescita locale.

Al termine della conferenza, i rappresentanti delle Nazioni riunite hanno firmato un documento nel quale, in conclusione, auspicano che la collaborazione internazionale prosegua per migliorare e approfondire la conoscenza scientifica e la comprensione dell’Artico per garantire che continui ad essere un luogo sicuro e sostenibile per le generazioni future.

Stabilizzazione precari della Ricerca

Fioramonti: “Stabilizzeremo i precari della Ricerca”

(Martedì, 09 ottobre 2018) “L’impegno di stabilizzare oltre 2.000 precari degli Enti Pubblici di Ricerca è stato preso solennemente da questo governo, che ha subito destinato somme considerevoli, maggiori di quelle che i governi precedenti avevano previsto, vincolandole esclusivamente alla stabilizzazione”, così il Vice Ministro all’Istruzione, Università e Ricerca Lorenzo Fioramonti.

“Comprendiamo l’inquietudine dei precari della Ricerca, illusi da anni di promesse non mantenute, ma assicuriamo che la norma sul salario accessorio, indispensabile al completo utilizzo dei fondi stanziati per la stabilizzazione, verrà inserita in legge di bilancio. Non vi è dunque alcun ostacolo per procedere, né per il CNR né per altri Enti Pubblici di Ricerca, alcuni dei quali peraltro sono già avanti con le procedure di stabilizzazione”, chiude il Vice Ministro

Diritti di infanzia e adolescenza

Intesa Agia-Miur per promuovere i diritti di infanzia e adolescenza

(Martedì, 09 ottobre 2018) Diffondere la cultura e la conoscenza dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e la cultura della mediazione. Promuovere la divulgazione, nelle scuole, della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Migliorare l’attuazione delle “Linee guida per il diritto allo studio delle alunne e degli alunni fuori dalla famiglia di origine” e delle “Linee di indirizzo per favorire il diritto allo studio dei ragazzi adottati”, realizzando anche iniziative di formazione dedicate per gli insegnanti. Sono alcune delle attività previste dal Protocollo d’intesa siglato oggi a Roma dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti, e dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Filomena Albano, che punta anche a promuovere la diffusione della cultura della legalità e l’educazione a un uso consapevole del digitale e dei social.

“I nostri ragazzi trascorrono buona parte della loro giornata a scuola. I docenti devono essere in grado di ascoltarli, di rintracciare eventuali segnali di disagio, di essere punto di riferimento saldo per i giovani. Da qui, l’importanza di questo Protocollo, che segna una rinnovata e rafforzata collaborazione fra questo Ministero e l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza”, dichiara il Ministro Bussetti. “I temi cardine dell’intesa – prosegue il Ministro – mettono al centro anche il rapporto tra scuola e famiglia che vogliamo rilanciare e rafforzare, nell’interesse dei nostri ragazzi”.

“La firma del Protocollo rappresenta un importante passo nel comune impegno di Autorità garante e Miur affinché i diritti di bambini e ragazzi si diffondano attraverso la scuola e nella scuola” commenta la Garante Albano. “Mediazione, legalità, consapevolezza digitale, inclusione, prestazioni sociali rappresentano campi nei quali educazione e diritti si intersecano realizzando valori di portata universale. Questo accordo consente infatti di portare nelle aule, per un periodo prolungato, azioni che contribuiscono a far sì che i diritti siano di tutti. Non uno di meno”.

Consiglio Competitività per Horizon 2021-2027

Ricerca, oggi Fioramonti a Bruxelles al Consiglio Competitività per Horizon 2021-2027

Il Sottosegretario all’Istruzione, all’Università e alla Ricerca, Lorenzo Fioramonti, è oggi a Bruxelles per il Consiglio Competitività. All’ordine del giorno, il programma quadro per la ricerca ‘Horizon Europe 2021-2027’,nell’ambito del quale l’Italia vuole giocare “una partita da protagonista”.

“Bisogna favorire un dialogo tra Consiglio, Commissione e Parlamento europei per arrivare ad un rapida approvazione del programma, che mette in campo 100 miliardi per la ricerca”, ha sottolineato Fioramonti.

“Dobbiamo anche ragionare – ha aggiunto – su un incremento del budget riservato alle iniziative di riduzione del divario di efficienza non solo tra ma anche all’interno degli Stati Membri. È fondamentale – ha proseguito – che ci sia una buona qualità diffusa della ricerca all’interno del contesto europeo: solo così emergeranno sempre maggiori eccellenze. Dobbiamo evitare che si crei un gap ulteriore non solo tra Paesi ma anche all’interno dei Paesi tra strutture di ricerca ed università che riescono a competere bene a livello globale e molte altre che non riescono neanche a pagare i salari”.

Settimana Scienza e Notte europea Ricercatori


Fioramonti: “Ricerca e innovazione sono il volano del progresso”

(Mercoledì, 12 settembre 2018) “La ricerca e l’innovazione per me sono al centro di una visione del Paese. Lo dico continuamente, l’idea di cambiamento che cerchiamo di portare avanti con la nostra azione politica si fonda completamente su un’idea di ricerca e innovazione che sia il volano di una nuova economia, di un nuovo progresso. Quindi ci impegneremo in maniera diretta perché questo sia chiaro, anche dal punto di vista dei finanziamenti e degli stanziamenti di risorse”. Così il Sottosegretario Lorenzo Fioramonti, alla conferenza stampa di presentazione della Notte Europea dei Ricercatori del prossimo 28 settembre, svolta oggi al MIUR.

“L’idea della Notte Europea dei Ricercatori mi ha sempre interessato, come ricercatore e come ricercatore che si è formato nel contesto europeo. In questi ultimi mesi ho lavorato giorno e notte per la nuova programmazione di finanziamenti a livello europeo, il programma che si chiamerà Horizon Europe, che segue la programmazione che si conclude con il 2020. E che porterà allo stanziamento di 100 miliardi di euro all’interno della zona europea di ricerca per il finanziamento di ricerca innovativa nelle nostre università e nei nostri centri di ricerca pubblici e privati. Uno sforzo enorme che segnerà il futuro della traiettoria della ricerca e dello sviluppo nel nostro continente. È fondamentale che l’Italia giochi un ruolo di primo piano in questo percorso. È fondamentale anche che chi non fa ricerca sappia cosa significa vivere la ricerca, che impatto ha sulla vita di tutti i giorni, che impatto ha sul miglioramento della qualità della vita di tutti i cittadini. Alcuni di questi progetti sono interessantissimi perché hanno adottato delle metodologie che coinvolgono direttamente i cittadini all’interno del percorso della ricerca. Io credo tantissimo nell’idea del citizen science, nell’idea che, nella complessità del sistema umano che abbiamo costruito, la scienza non possa essere confinata nei laboratori o nelle strutture preposte. Gran parte delle grandi scoperte della Storia sono state fatte da non scienziati, o da scienziati che collaboravano con altri.

Quindi per me la Notte Europea dei Ricercatori è anche un modo per aprirsi alla società in senso più ampio, aprirsi alle imprese, e ritrovare la capacità di fare ricerca in maniera partecipata tra industria ed enti di ricerca ed università e creare dell’Italia un vero ecosistema della ricerca, in cui ogni singola particella di un mosaico ha senso nella sua interezza, non da sola. O l’Italia, con la ricerca e l’innovazione, riparte e diventa uno dei grandi leader mondiali, oppure ha poco senso avere una o due università, uno o due centri di ricerca che vanno molto bene, se il resto del Paese non è in grado di sostenere quello sforzo. La ricerca è sistemica, ovviamente lode a chi riesce a competere in maniera intelligente, ma c’è bisogno di uno sforzo collettivo. Quindi ancora grazie per questa opportunità e, proprio il 28, il giorno della Notte Europea dei Ricercatori, sarò proprio in Europa a contrattare il nuovo Horizon Europe. Sarò quindi in prima linea da questo punto di vista e quest’anno seguirò gli eventi a distanza ma gli altri, nei prossimi mesi, in maniera diretta”.

Avviso pubblico

Avviso pubblico per la selezione dei componenti del Comitato Nazionale dei Garanti della Ricerca 

In data 21 settembre 2018 è stato pubblicato sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (alla pagina: https://bit.ly/2CvDDhG) l’avviso pubblico per la presentazione di candidature  per il nuovo Comitato Nazionale dei Garanti per la Ricerca (CNGR), previsto all’art. 21 della legge 30 dicembre 2010, n° 240.

Possono presentare la candidatura (entro il 15 ottobre 2018) gli studiosi di alta qualificazione in servizio presso una Università o un Ente pubblico di ricerca, con un elevato profilo scientifico e una comprovata esperienza nel campo della valutazione dei progetti di ricerca a livello internazionale.

La domanda  deve essere presentata esclusivamente per via telematica – all’indirizzo https://cngr.miur.it -, secondo il modello predisposto dal MIUR, corredata da un curriculum vitae dettagliato, dalla lista delle 20 principali pubblicazioni e da una copia di un documento di identità in corso di validità.

Nota 14 settembre 2018, AOODGSIP 3763

Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione
Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione e la Partecipazione
Ufficio II
“Welfare dello Studente, partecipazione scolastica, dispersione e orientamento”

Ai Dirigenti scolastici delle Istituzioni scolastiche di I° e II° grado
LORO SEDI

Nota 14 settembre 2018, AOODGSIP 3763

Oggetto: Settimana della Scienza e Notte europea dei Ricercatori 22-29 settembre 2018.

1,7 miliardi agli Enti di Ricerca

Bussetti firma decreto: assegnati 1,7 miliardi agli Enti di Ricerca. Il Ministro: “68 milioni destinati alla stabilizzazione del personale”

(Lunedì, 30 luglio 2018) Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti, ha firmato il decreto di assegnazione del Fondo Ordinario (FOE) per gli Enti e le Istituzioni di ricerca finanziati dal Ministero. Per il 2018 si tratta di quasi 1,7 miliardi (1.698.929.808 euro).

La quota destinata al funzionamento degli Enti e delle Istituzioni di ricerca (EPR) ammonta a oltre 1 miliardo di euro (1.078.542.024). Di questa quota, 68 milioni saranno destinati, a partire da quest’anno, alla stabilizzazione del personale degli Enti di ricerca.

“Il Fondo è una risorsa vitale per i nostri Enti – sottolinea Bussetti -. La sua ripartizione era molto attesa. Aver destinato 68 milioni di euro alla stabilizzazione del personale è un segnale importante che abbiamo voluto dare, aderendo anche al parere espresso dalle commissioni parlamentari. Il Governo metterà la Ricerca e l’Innovazione in primo piano nelle politiche di sviluppo del Paese: sono settori strategici per la nostra competitività nel mondo e vogliamo sostenerli”.

Alla quota ordinaria, si affiancano le risorse per le progettualità di carattere straordinario che ammontano a 36.125.000 euro e quelle per le progettualità a valenza internazionale che ammontano a 529.691.000 euro.

Altri 24 milioni di euro circa sono destinati a progetti di particolare interesse strategico per il Paese. Ulteriori 28 milioni sono destinati al finanziamento di Elettra Sincrotrone Trieste, Indire (Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa) e Invalsi (Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema Educativo di Istruzione e di Formazione).