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Incarico Parmitano

Spazio, il Ministro Fioramonti: “Parmitano ci rende orgogliosi. La space economy strategia innovativa dell’industria italiana”

“L’incarico di Luca Parmitano ci rende davvero orgogliosi”. Così il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Lorenzo Fioramonti, saluta l’astronauta italiano che da oggi ha assunto il comando della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) per la missione Beyond. È il primo italiano e il terzo europeo ad assumere questo ruolo.

“L’Italia – ha aggiunto il Ministro Fioramonti – è storicamente leader nell’ambito dello spazio sia dal punto di vista delle missioni che dal punto di vista della ricerca aerospaziale e questo è uno dei punti centrali della strategia di questo nuovo Governo – ha concluso il Ministro – che vuole fare della space economyl’ancora di una programmazione industriale profondamente innovativa”.

Notte Europea dei Ricercatori 2019

La nuova edizione della Notte Europea dei Ricercatori si terrà venerdì 27 settembre 2019.
In Italia saranno oltre 100 le città che ospiteranno laboratori aperti, spettacoli, conferenze con esperti, eventi a tema e incontri di approfondimento.


Notte Europea dei Ricercatori, il 27 settembre eventi e iniziative in oltre 100 città d’Italia. Fioramonti: “Una grande opportunità per raccontare la scienza a tutti”

Sono oltre 100 le città italiane che ospiteranno, il 27 settembre 2019, la nuova edizione della Notte Europea dei Ricercatori: migliaia di ricercatori incontreranno nelle piazze, nelle università e negli istituti di ricerca migliaia di persone. La Notte europea dei Ricercatori, promossa dalla Commissione europea a partire dal 2005, ha l’obiettivo di alimentare il dialogo tra cittadini e ricercatori per far conoscere il ruolo della ricerca nella società. È l’Italia il Paese nel quale la Notte Europea dei Ricercatori ha una dimensione più diffusa: negli anni, l’iniziativa si è affermata come occasione unica per approfondire i temi più attuali della ricerca a fianco degli “addetti ai lavori” di ogni ambito.

L’evento è stato presentato oggi presso la Sala ‘Aldo Moro’ del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, a Roma, alla presenza del Ministro Lorenzo Fioramonti e del direttore della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, Vito Borrelli. Alla conferenza hanno partecipato i rappresentanti dei nove progetti italiani finanziati dalla Commissione europea, con la moderazione di Marco Cattaneo, direttore de “Le Scienze”.

“Non esiste scienza senza collaborazione e la ricerca è il vero volano di sviluppo di un Paese avanzato – ha spiegato il Ministro Fioramonti –. L’Einstein del futuro non sarà un singolo, ma un gruppo, una rete di persone che lavorano a livelli diversi. Io credo fortemente nella citizen science e non solo perché è una bellissima manifestazione di un modello scientifico moderno e contemporaneo, ma anche perché storicamente, sempre, la scienza ha fatto passi da gigante quando tutti, esperti e non esperti, hanno fatto degli sforzi collaborativi. La Notte dei Ricercatori è una grande opportunità per raccontare la scienza a tutta la cittadinanza, per aprire i centri pubblici di ricerca, le università e anche le sale di questo Ministero ai cittadini. Quest’anno – ha concluso il Ministro – accadrà nello stesso giorno in cui migliaia di studenti manifesteranno contro i cambiamenti climatici aderendo ai Fridays for Future. Il messaggio per tutti è: ‘ascoltate la scienza’”.

“Dal 2005 – ha aggiunto il direttore Vito Borrelli – la Commissione sostiene l’iniziativa: l’Italia è sempre stata molto avanti per partecipazione e success rate. Oltre alla Notte del 27 settembre, durante la settimana ci saranno anche dei pre-eventi a cui partecipano molti studiosi del programma MSCA. Il linguaggio della ricerca può apparire complesso: questo progetto porta nelle strade e nei luoghi del patrimonio culturale la ricerca, per farne capire l’importanza. Una notizia sui finanziamenti: nel futuro, il quadro 2021-2027 vede il raddoppio dei fondi per la ricerca ed è stato proposto anche un aumento per il programma Erasmus”.

La Notte Europea dei Ricercatori ha raggiunto negli anni una popolarità crescente tra il grande pubblico, al punto da superare il milione di visitatori in una notte in tutta Europa. I nove progetti italiani (www.nottedeiricercatori.it) sostenuti dalla Commissione Europea sono: B-FUTURE (coordinato dalla Fondazione Neuromed); BEES (coordinato dall’Associazione Frascati Scienza); BRIGHT (coordinato dall’Università degli Studi di Siena); ERN APULIA (coordinato dall’Università del Salento); LUNA 2019 (coordinato dall’Accademia Europea di Bolzano); MEETmeTONIGHT (coordinato dall’Università Milano-Bicocca); SHARPER (coordinato da Psiquadro – impresa sociale di comunicazione della scienza); SOCIETY (coordinato dal Consorzio interuniversitario CINECA) e SUPERSCIENCEME (coordinato dall’Università della Calabria). A questi, si affiancano due progetti associati, BRAINCITIES (nelle città di Potenza, Matera, Melfi, Tito, Marsiconuovo, Nemoli) e CLOSER (in Piemonte).

Il 18 settembre 2019, alle ore 10.00, a Roma, presso la Sala ‘Aldo Moro’ del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (viale Trastevere 76/a) si terrà la conferenza stampa di presentazione della Notte Europea dei Ricercatori. L’iniziativa è promossa dalla Commissione Europea per favorire l’incontro e il dialogo tra ricercatori e cittadini. Alla presentazione sarà presente il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Lorenzo Fioramonti. Interverranno i rappresentanti dei progetti italiani finanziati nell’ambito dell’iniziativa dalla Commissione Europea e i rappresentanti degli Enti di Ricerca (ASI, CNR, CRUI, INGV, INFN, INAF). Alla conferenza parteciperà anche Vito Borrelli, direttore della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea. Gli interventi saranno moderati da Marco Cattaneo, direttore de Le Scienze.

Bando FISR

(Martedì, 27 agosto 2019) Oltre 27,8 milioni di euro per la ricerca scientifica e tecnologica. Li mette a disposizione il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca attraverso il Fondo Integrativo Speciale per la Ricerca (FISR). Il relativo bando è stato pubblicato oggi sul sito del MIUR.

L’Avviso si rivolge ai soggetti pubblici attivi nel settore della ricerca scientifica e tecnologica (Università, Enti Pubblici di Ricerca, ecc.), invitandoli a presentare progetti coerenti con le finalità e i contenuti del Programma Nazionale della Ricerca 2015/2020. Sono previsti criteri di valutazione chiari e fortemente incentrati sul merito delle proposte progettuali. Il bando affida la valutazione delle proposte a uno specifico gruppo di esperti da individuarsi, come previsto per tutti gli strumenti di finanziamento di competenza del MIUR, nell’ambito dell’Albo REPRISE (Register of Expert Peer Reviewers for Italian Scientific Evaluation).

I progetti presentati dovranno avere un costo compreso tra un minimo di 1 e un massimo di 5 milioni di euro. Saranno approvate le proposte che riceveranno una valutazione complessiva pari a 45 punti rispetto al massimo di 60 punti conseguibili. I progetti approvati saranno finanziati nella misura dell’80% dei costi progettuali previsti e giudicati congrui in sede di valutazione.

Le proposte potranno essere presentate entro le ore 12.00 del giorno 11 ottobre 2019.


Protocollo d’intesa CNR-CRUI-Confindustria

Un accordo per rafforzare il sistema dei brevetti nel nostro Paese, sostenuto da uno stanziamento pubblico iniziale pari a 4 milioni di euro, con l’obiettivo di arrivare a 20 milioni, anche attraverso contributi privati. Oggi al MIUR, il Presidente del CNR Massimo Inguscio, il Presidente della CRUI Gaetano Manfredi e il Direttore Generale di Confindustria Marcella Panucci hanno sottoscritto, alla presenza del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti, il Protocollo d’intesa che istituisce il Consorzio per la valorizzazione dei risultati della ricerca pubblica e il trasferimento tecnologico.

L’obiettivo è costituire un ente che tuteli e rafforzi il sistema dei brevetti, valorizzi i risultati della ricerca scientifica e la supporti nella fase del trasferimento tecnologico e della realizzazione concreta dei progetti. Un passaggio necessario per favorire la crescita economica e incrementare la competitività del Sistema Italia.

Il Consorzio nascerà con un finanziamento di partenza di 4 milioni di euro, erogati dal MIUR al Consiglio Nazionale delle Ricerche, soggetto promotore dell’iniziativa, tramite il FOE (Fondo Ordinario per il finanziamento degli Enti e istituzioni di ricerca). Il Ministero ha individuato quali partner nella fase di avvio del progetto la Fondazione CRUI, in rappresentanza degli Atenei, e Confindustria, in rappresentanza delle imprese. Diversi soggetti privati si sono già dichiarati disponibili a finanziare.

Il Consorzio sarà un soggetto aperto al contributo, scientifico ed economico, degli altri attori del sistema della ricerca e dell’innovazione, finanziario e produttivo e avrà due compiti principali.

Il primo obiettivo, nel breve termine, sarà la creazione di un fondo di investimento di de-risking per l’accelerazione della fase di prototipizzazione e sviluppo delle invenzioni e delle idee di startup generate da Università ed Enti pubblici di ricerca.

Nel medio/lungo termine, il Consorzio si occuperà della promozione del successivo finanziamento della fase di sviluppo e utilizzo industriale della proprietà intellettuale prodotta da Università ed Enti pubblici, attraverso la collaborazione con investitori, pubblici e privati, imprese e altri fondi (internazionali, nazionali e regionali, pubblici, misti e privati). Sviluppo e utilizzo porteranno anche a un rifinanziamento del Consorzio stesso.

“Con l’istituzione del Consorzio diamo corpo a tutte le importanti riflessioni sviluppate nel corso di Innovagorà, la prima fiera dei brevetti che si è tenuta a Milano, lo scorso mese di maggio, su impulso del MIUR – ha dichiarato il Ministro Marco Bussetti -. L’innovazione tecnologica è un tratto distintivo della società contemporanea e del mondo globalizzato. I brevetti provenienti dalla nostra ricerca pubblica devono essere conosciuti dagli altri attori del sistema produttivo, economico e scientifico del Paese e contribuire fattivamente a migliorare la vita dei cittadini. Occorre creare un legame più stretto tra mondo universitario e della ricerca, fondi di investimento e imprese, per far sì che l’innovazione si traduca in produttività, occupazione, crescita. Il soggetto pubblico che viene costituito oggi punta a supportare questo meccanismo virtuoso. Il Sistema di Ricerca e Innovazione italiano aveva bisogno di essere rafforzato nella fase di sviluppo delle idee e della loro trasformazione in prototipi. Oggi colmiamo questa lacuna. L’investimento nel sapere e nella tecnica è una delle chiavi imprescindibili per il rilancio dell’interesse italiano in Europa e per permettere al nostro Paese di competere a livello globale. Anche in questo campo, dopo un approfondito studio del problema, possiamo offrire agli italiani dei risultati concreti”.

“Il nuovo soggetto nazionale per la valorizzazione dei risultati della ricerca pubblica e il trasferimento tecnologico alle imprese è un’assoluta novità che consentirà, tra l’altro di coordinare le iniziative private o di singole università che rischiano di parcellizzare interventi da noi ritenuti di rilevanza strategica e nazionale. Il CNR è stato designato dal MIUR promotore dell’iniziativa, così come avvenuto recentemente a Milano per InnovAgorà, la piazza dei migliori brevetti pubblici italiani. Grazie ai finanziamenti pubblici e alla collaborazione chiave con la CRUI e la Confindustria sarà possibile velocemente costituire e definire le linee di sviluppo del nuovo soggetto per il finanziamento, l’attrazione di investimenti privati e il sostegno ad attività di de-risking e di valorizzazione del patrimonio brevettuale italiano generato dalla migliore attività di ricerca delle università e degli enti pubblici di ricerca del MIUR. Questa progetto nazionale permetterà di focalizzare investimenti pubblici, attrarre nuovi e maggiori investimenti pubblici e privati, nazionali e internazionali su aree fondamentali per il progresso sostenibile e la salute delle persone e della terra, con l’obiettivo di incrementare l’eccellenza di ricerca e innovazione in Italia, sviluppare economia e nuova occupazione altamente qualificata grazie al gioco di squadra tra enti pubblici di ricerca, università e le imprese italiane nell’Unione europea e nel mondo” ha affermato il Presidente del CNR Massimo Inguscio.

“Il Consorzio – ha aggiunto il Capo Dipartimento per la Formazione superiore e la Ricerca del MIUR Giuseppe Valditara – fa parte della strategia del MIUR volta a valorizzare il trasferimento tecnologico. Una strategia di cui si è avuta testimonianza concreta nel nuovo Piano Triennale per l’università approvato in questi giorni e che servirà a dare un contributo alla crescita economica del Paese e a valorizzare la ricerca fatta dei nostri scienziati”.

“È fondamentale un impegno congiunto per valorizzare i risultati della ricerca e rendere strutturale la collaborazione con le imprese per tradurli in prodotti e servizi innovativi. Solo così potremo creare davvero sviluppo diffuso, mantenere e rafforzare la competitività del nostro sistema industriale e assicurare occupazione crescente e di qualità – ha sottolineato il Direttore Generale di Confindustria Marcella Panucci -. Questo intervento, operando nella logica del de-risking a supporto della fase critica di sviluppo intermedio dei risultati della ricerca, mira a colmare un gap e costituisce un ulteriore passo importante per rafforzare il sistema di Ricerca e Innovazione nazionale. Non si sovrappone ad altri ma anzi agisce da integratore e catalizzatore di altri interventi pubblici e privati”.

“La terza missione delle università, che si aggiunge alla didattica e alla ricerca, rappresenta già da tempo un asse cruciale delle attività universitarie – ha dichiarato Gaetano Manfredi, Presidente della CRUI -. Trasferire le ‘tecnologie’ elaborate dalla ricerca verso le attività produttive (e non solo) rappresenta uno dei modi più incisivi con cui l’università si rende partecipe della prosperità del Paese, dialogando con imprese e territori, promuovendo uno sviluppo economico basato sulla conoscenza. Finora il principale elemento di debolezza di questa catena virtuosa è sempre stato la dimensione. Un singolo ateneo o una piccola alleanza di università difficilmente riescono ad accedere a canali di finanziamento e valorizzazione sufficientemente ampi per garantire il successo di quel cammino che va dall’idea alla produzione. Di conseguenza salutiamo con favore la costituzione di questo Consorzio, grazie al grande impegno del MIUR e alla sempre più efficace collaborazione con CNR e Confindustria. Inoltre, a nostro avviso, la nascita del Consorzio lancia anche un segnale incoraggiante. Ovvero una rinnovata attenzione delle istituzioni pubbliche per l’investimento nelle attività di ricerca, fra le poche in grado di partecipare a un rilancio del Paese che sia di medio-lungo periodo e che garantisca un futuro dignitoso alle nuove generazioni”.

Settimana Cina-Italia dell’Innovazione, della Scienza e della Tecnologia 2019

Ricerca. Italia-Cina, dieci anni di cooperazione. Al via la call per partecipare alla Settimana dell’Innovazione 2019

Dal 28 al 31 ottobre 2019, si svolgerà l’annuale Settimana Cina-Italia dell’Innovazione, della Scienza e della Tecnologia, in programma nelle città di Pechino e Jinan.

Seminari tematici, tavoli di networking, incontri one-to-one e un’intensa azione di promozione istituzionale sotto l’egida dei rispettivi Governi scandiranno il ritmo dello storico programma di cooperazione bilaterale, avviato dieci anni fa tra Italia e Cina per valorizzare i sistemi innovativi di ricerca e impresa.

La Settimana dell’Innovazione avrà quest’anno un particolare rilievo anche grazie agli accordi siglati nell’ambito del Memorandum of Understanding, firmato in occasione della visita del Presidente cinese Xi Jinping in Italia e in vista del cinquantesimo anniversario delle relazioni diplomatiche nel 2020.

Il programma prevede:

  • il 28 Ottobre (Pechino): lo svolgimento del Sino-Italian Exchange Event;
  • il 29 Ottobre (Pechino): la celebrazione del decimoanniversario del China-Italy Innovation Forum, alla presenza dei Ministri Marco Bussetti e Wang Zhigang;
  • il 30 Ottobre (Pechino): visite a Poli di Innovazione e Centri di Eccellenza;
  • il 31 Ottobre (Jinan): il Focus Territorialeai centri di ricerca e incubatori tecnologici.

In occasione della manifestazione, si svolgeranno inoltre le finali della Best Start-up Showcase Entrepreneurship Competition, che ha visto dall’inizio dell’anno 90 start-up impegnate in un percorso selettivo di esplorazione del contesto cinese. Infine, in occasione del decimo anniversario del Forum, sarà allestita un’area espositivaper presentare i risultati della cooperazione tra istituzioni e imprese italiane e cinesi.

Possono partecipare le imprese e tutti i soggetti pubblici e privati (centri di ricerca, università, cluster tecnologici nazionali, imprese e start-up, distretti innovativi, parchi scientifici e tecnologici, associazioni di categoria, etc.) con una sede in Italia, attivi nell’innovazione di prodotto e processo o nella ricerca scientifica e tecnologica, e che hanno interesse a confrontarsi con potenziali partner della Repubblica Popolare Cinese.

La partecipazione alla manifestazione, agli incontri one-to-one e alle sessioni di lavoro è gratuita ma è subordinata alla compilazione del modulo di registrazione.

Per partecipare alla Settimana è necessario compilare ilmodulo di iscrizione pubblicato sul sito di Città della Scienza: http://machform.cittadellascienza.it/view.php?id=158198

La data di scadenza per l’iscrizione alla manifestazione è fissata:

  • al 31 luglio 2019 per chi vuole proporre un intervento nei seminari tematici;
  • al 27 settembre 2019 per coloro che sono interessati a partecipare agli incontri one-to-one.

Momento centrale di una piattaforma di cooperazione permanente tra i due Paesi, la Settimana è promossa in Italia dal MIUR, in sinergia con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale; dalla Regione Campania per il SIEE (Sino-Italian Exchange Event), ed è coordinata dalla Città della Scienza di Napoli, in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche, Confindustria, i Cluster Tecnologici Nazionali, le principali Università e Centri di Ricerca Italiani, e Campania NewSteel e PNI Cube per il programma delle start-up. Da parte cinese, il programma è promosso dal Ministero della Scienza e della Tecnologia (MoST) e coordinato dal Beijing Municipal S&T Commission, e dall’International Technology Transfer Network per il programma start-up, oltre che dal Beijing Association for Science and Technology-BAST per il SIEE, a sua volta membro della Chinese Association for Science and Technology – CAST.

Ricerca in Artico

Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti, visiterà, il 28 e 29 giugno prossimi, la stazione di ricerca italiana “Dirigibile Italia”, situata a Ny-Ålesund (Isole Svalbard) nel Circolo Polare Artico. La stazione è gestita dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).

Bussetti, insieme al presidente del CNR, Massimo Inguscio, visiterà anche le altre infrastrutture scientifiche gestite dal nostro Paese (Climate Change Tower CCT, Stazione di Gruvebadet) e incontrerà i ricercatori italiani attualmente in attività a Ny-Ålesund. Una visita storica, per la prima volta un Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca italiano si reca, infatti, presso la base.

La presenza del Ministro arriva a conclusione delle cerimonie commemorative del novantennale dell’impresa di Umberto Nobile, Generale della Regia Aeronautica Militare Italiana, a bordo del Dirigibile Italia, da cui la nostra base di ricerca ha preso il nome. Bussetti e Inguscio si recheranno presso il pilone di attracco dal quale il dirigibile partì per le sue missioni, inclusa quella che sorvolò il Polo Nord e che purtroppo si concluse tragicamente. Lì apporranno una targa commemorativa.

In occasione della sua visita in Norvegia, il Ministro domani, alle 18.30, incontrerà inoltre presso l’Istituto Italiano di Cultura di Oslo rappresentanti della comunità scientifica italiana. L’incontro sarà un’occasione di discussione, dibattito e scambio di idee sui temi della ricerca del nostro Paese all’estero.

“La comunità scientifica italiana è apprezzata in tutto il mondo. Il lavoro che si svolge presso la base artica ne è una ulteriore dimostrazione – sottolinea il Ministro Bussetti -. Con questa missione vogliamo essere vicini ai nostri ricercatori, incontrarli sul campo, confrontarci con loro e lanciare il messaggio che per questo governo la ricerca è davvero centrale. Continueremo a sostenere la missione artica, fonte di importanti conoscenze scientifiche, e a incrementare i finanziamenti per la ricerca scientifica nel nostro Paese”.

“La ricerca scientifica italiana artica e antartica, con le ricercatrici e i ricercatori del CNR, partecipa e contribuisce da decenni a una migliore conoscenza e divulgazione dello stato di salute della Terra e degli impatti dei cambiamenti climatici sugli esseri umani, sugli animali, sulle piante, sugli oceani e sull’aria che respiriamo. Gli scienziati ed esploratori guidati e ispirati 90 anni fa dal comandante generale Umberto Nobile rappresentano per tutti noi e specialmente per le future generazioni un esempio di valori universali, patrimonio dell’umanità, da coltivare e proteggere per la pace, la fratellanza tra i popoli, il benessere delle persone, la protezione dell’ambiente e il progresso culturale, scientifico e tecnologico”, afferma il presidente del CNR Massimo Inguscio.

L’Artico si sta scaldando più rapidamente di ogni altra regione del pianeta ed è considerato un amplificatore dei processi climatici globali. Per questo le istituzioni internazionali di ricerca scientifica hanno voluto costituire qui una comunità di studiosi per approfondire i processi in atto e individuare le relative strategie di mitigazione e adattamento.

L’Italia è stabilmente presente con il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) in Artico dal 1997, anno di apertura della stazione “Dirigibile Italia”, e ha conseguito numerosi e importanti risultati scientifici. A questo impegno si aggiunge quello per l’Antartide dove il nostro Paese è presente con due basi di ricerca sulla costa del Mare di Ross con la stazione Mario Zucchelli-MZS e all’interno del continente a Dome-C con la stazione Italo-Francese “Concordia”.

Semplificazioni per acquisti strumentazioni

Acquisti di materiali, strumentazioni e servizi più semplici, rapidi e con la possibilità di scegliere nel libero mercato le opzioni migliori per chi fa ricerca nelle Università statali e nelle istituzioni dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica. È quanto prevede un emendamento che sarà presentato nell’ulteriore corso del procedimento parlamentare di conversione del decreto Sblocca-cantieri, o in un prossimo veicolo normativo, che svincola queste istituzioni – così come già previsto per gli Enti pubblici di ricerca – dal ricorso al MePA (il Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione) per l’acquisto di beni e servizi destinati all’attività di ricerca. L’emendamento sarà proposto e sostenuto dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti.
“Occorre semplificare la vita dei ricercatori – sottolinea Bussetti – consentendo loro di poter acquistare strumenti e servizi che ritengono più idonei per la loro attività andando anche oltre il MePA. Il Mercato elettronico della PA è uno strumento importante per la Pubblica Amministrazione, ma rischia di limitare l’autonomia di scelta dei ricercatori e anche di vincolarli a una burocrazia spesso inconciliabile con i tempi della ricerca. Quando le Università devono effettuare acquisti di beni e servizi nell’ambito dei progetti, necessitano di una flessibilità che è incompatibile con la standardizzazione caratteristica del MePA – prosegue il Ministro -. L’esenzione dal MePA, peraltro, è già prevista per gli Enti di ricerca. Mi pare perciò doveroso estenderla agli Atenei”.
Le attrezzature destinate alla ricerca universitaria e artistica, peraltro, sono di solito caratterizzate da una specificità tecnica tale che si possono ottenere offerte maggiormente vantaggiose unicamente rivolgendosi a un mercato di fornitori frequentemente poco interessati a inserirsi nella piattaforma MePA, spesso perché prevalentemente operanti su mercati esteri.

Progetto Talmud

Ricerca, Bussetti: “Progetto Talmud è unicum.
Dobbiamo essere fieri del ruolo dell’Italia”

“Abbiamo il dovere civile di conoscere il nostro passato, di custodirlo, di valorizzarlo. E di farlo rivivere nel nostro presente, perché sia da stimolo per il nostro futuro. E l’Ebraismo è parte integrante della cultura occidentale fin dalle origini del nostro mondo”. Così il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti, intervenendo al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano all’evento di presentazione del progetto di traduzione del Talmud Babilonese in italiano, realizzato grazie a un Protocollo d’intesa fra Presidenza del Consiglio dei Ministri, MIUR, Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (UCEI), Collegio Rabbinico Italiano.

“Questo progetto di traduzione è unico al mondo e dobbiamo essere orgogliosi che sia l’Italia a promuoverlo e portarlo avanti – ha proseguito Bussetti -. Continueremo a farlo garantendo i necessari finanziamenti che abbiamo già aumentato in modo significativo, proprio perché crediamo in questa iniziativa. È l’unico programma di ricerca d’avanguardia di questo tipo nel panorama internazionale. Uniamo così il nostro presente più prossimo, l’intelligenza artificiale, alle nostre radici, al nostro passato”.

Il Ministro, a margine dell’evento, ha poi ricordato l’impegno del MIUR per gli Studi Ebraici citando, in particolare, i 275.000 euro investiti per un dottorato di ricerca in materia presso l’Università di Bologna, concordato con l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (UCEI).

All’iniziativa hanno presenziato, oltre al Ministro Bussetti, Clelia Piperno, Direttore del Progetto Talmud; il Capo del Dipartimento per la Formazione superiore e per la Ricerca del MIUR, Giuseppe Valditara; l’Ambasciatore di Israele in Italia, Ofer Sachs; Rita Cucchiara, docente all’Università di Modena e Reggio Emilia; Rav Gad Piperno, Quality Manager del Progetto Talmud; Alfonso Peratzur Arbib, Rabbino capo di Milano; Maria Cristina Messa, Rettore dell’Università degli Studi Milano Bicocca. A porgere i saluti istituzionali, il Direttore Generale del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia, Fiorenzo Galli; il Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), Massimo Inguscio; il Vicepresidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (UCEI), Giorgio Mortara.

InnovAgorà

InnovAgorà, la piazza dei brevetti e dell’innovazione

Da lunedì 6 a mercoledì 8 maggio si tiene a Milano l’evento nazionale che intende far conoscere e valorizzare brevetti e tecnologie nate nel mondo della ricerca pubblica. L’iniziativa è promossa dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, organizzata dal Consiglio Nazionale delle Ricerche insieme al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci e realizzata in collaborazione con Il Corriere della Sera.


“InnovAgorà”, al via dal 6 all’8 maggio la piazza dei brevetti della ricerca italiana

Al via il 6 maggio a Milano “InnovAgorà”, la ‘piazza’ dei brevetti della ricerca italiana. Fino all’8 maggio il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci ospiterà tecnologie e brevetti nati nel mondo della ricerca pubblica, con l’obiettivo di farli conoscere ai cittadini e alle imprese e metterli a disposizione dello sviluppo economico-sociale del Paese. Ad aprire la manifestazione, il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti, che il 6 maggio alle 11 nello Spazio Polene chiuderà  l’evento inaugurale con un intervento sulla valorizzazione della ricerca pubblica come opportunità di crescita per il Paese.

“Abbiamo fortemente voluto ‘InnovAgorà’ perché siamo convinti che sia necessario fare uscire i brevetti dai laboratori delle nostre università e dei nostri centri di ricerca e farli conoscere ai cittadini e alle imprese. L’innovazione tecnologica è il fattore che contraddistingue il mondo globale: il progresso tecnico-scientifico si deve tradurre in effettivo benessere per la società. Grazie a questa manifestazione, Milano si trasformerà in una piazza di scambio. Faremo incontrare domanda e offerta di sviluppo. Dimostreremo come la ricerca può e deve essere concretamente motore di crescita sociale, culturale ed economica del nostro Paese”. 

L’iniziativa è promossa dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, organizzata dal Consiglio Nazionale delle Ricerche insieme al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci e realizzata in collaborazione con Il Corriere della Sera.

Protagoniste saranno 171 ‘innovazioni’ messe a punto da ricercatori e team di ricerca provenienti da 48 Università italiane e 13 Enti di ricerca di tutta Italia, suddivise in 7 aree tematiche che rispecchiano temi oggi prioritari per l’economia:
– Bioeconomia e Agroalimentare;
– Manifattura Intelligente: materiali innovativi, robotica e ICT;
– Energia sostenibile, Ambiente e Tecnologie verdi;
– Società intelligenti, sicure e inclusive; Mobilità sostenibile;
– Dispositivi per la diagnosi e la cura;
– Nuovi farmaci e biotecnologie per la salute;
– Tecnologie innovative per l’edilizia, le infrastrutture e il patrimonio culturale.

I 171 inventori – singoli o in team – avranno l’opportunità di presentare i loro prototipi in una tre giorni densa di appuntamenti, con talk, incontri B2B, workshop di approfondimento e convegni tematici ai quali saranno presenti investitori, imprenditori e rappresentanti delle associazioni di categoria partner dell’evento. Inoltre, all’interno del Museo, per tutta la durata dell’evento sarà allestita un’area espositiva con una selezione di prototipi.

“InnovAgorà” rappresenta il punto di partenza di un nuovo programma del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca che punta a favorire l’introduzione nella società di applicazioni e tecnologie dal forte impatto innovativo: l’obiettivo è renderlo un appuntamento annuale, un’occasione di conoscenza e valorizzazione della migliore ricerca italiana.

Piano straordinario progressione carriera ricercatori

Università, Bussetti firma decreto che dà il via libera al Piano straordinario per la progressione di carriera di 676 ricercatori a tempo indeterminato in possesso di ASN

(Venerdì, 12 aprile 2019) Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti, ha firmato ieri il decreto che attribuisce alle Università statali, a partire dal 2020, 10 milioni di euro per il passaggio di 676 ricercatori a tempo indeterminato, in possesso di Abilitazione Scientifica Nazionale (ASN), al ruolo di professore di II fascia.

Le risorse saranno ripartite tra gli Atenei tenendo in considerazione il numero di ricercatori in possesso di ASN. Le Università potranno utilizzarle per indire procedure riservate per l’accesso al ruolo di professore di II fascia cui potranno concorrere solo i ricercatori a tempo indeterminato in possesso di ASN.

Per valorizzare le competenze presenti all’interno degli Atenei, assicurando allo stesso tempo la necessaria apertura all’intero sistema universitario statale, come previsto dalla legge, almeno la metà dei posti saranno coperti con concorsi dall’esterno e fino alla metà dei posti con procedure riservate ai ricercatori interni all’Ateneo.

Le assunzioni potranno avvenire dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2021.

Il decreto, che attua l’articolo 1, comma 401, lettera b), della legge di bilancio 2019, è in corso di registrazione alla Corte dei conti.

Avviso 3 aprile 2019

Si comunica che dalla data del presente avviso e fino al 30 aprile 2019 sarà consentita l’iscrizione al 5 per mille 2019 agli Enti della ricerca scientifica e dell’Università che non risultino già compresi negli elenchi definitivi dell’anno 2018 così come individuati ai sensi dall’art. 1 comma 1 lettera b) del DPCM 23 aprile 2010.

Pertanto, i soli enti che non siano stati inclusi nei suddetti elenchi e che volessero partecipare al riparto per l’anno 2019, dovranno perfezionare, come richiamato dal DPCM 23 aprile 2010, l’iscrizione per via telematica utilizzando il prodotto informatico disponibile all’indirizzo https://cinquepermille.miur.it, attraverso l’inserimento dei propri dati identificativi (Codice fiscale), da compilare in tutte le sue parti.

Si rammenta inoltre che i documenti necessari all’iscrizione, compreso lo statuto dell’ente, vanno ricondotti all’interno della piattaforma allo scopo costituita, unitamente agli allegati 3 e 4 che dovranno essere firmati separatamente dal Legale Rappresentante dell’ente con Firma digitale o con la propria Firma autografa dopo averne effettuato la scansione.

Si ricorda che dal 2017, tutti gli enti che sono stati inseriti negli elenchi dei beneficiari ammessi al riparto dal Miur, non dovranno più presentare la domanda di iscrizione, ai sensi dell’art. 6 bis del DPCM 7 luglio 2016 pubblicato in G.U. Serie Generale n. 185 del 9 agosto 2016..

Maggiori indicazioni e informazioni sono riportate nel Menu Raccomandazioni nella piattaforma del Ministero, accessibili in qualsiasi momento.

Il Dirigente
Melissa Valentino

Programma Ricerche in Artico 2018/2020

Artico, il Ministro Bussetti approva il Programma di Ricerche 2018/2020

Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti, e il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Enzo Moavero Milanesi, hanno approvato, con un decreto del 27 marzo, il Programma di Ricerche in Artico per il triennio 2018/2020.

Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti, e il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Enzo Moavero Milanesi, hanno approvato, con un decreto del 27 marzo, il Programma di Ricerche in Artico per il triennio 2018/2020.

Si tratta di un Programma di rilevante importanza strategica, che consente all’Italia di attuare, tra l’altro, gli impegni assunti con la Dichiarazione congiunta alla prima “Arctic Science Ministerial” di Washington del 28 settembre 2016.

L’approvazione del Programma permetterà anche l’avvio di bandi rivolti alla comunità scientifica nazionale per lo svolgimento di attività nei territori artici, ampliando in tal modo quanto il Miur sta già realizzando a sostegno delle ricerca scientifica in Antartide.

Il Programma è finanziato dal Miur per un milione di euro per ciascuno degli anni 2018, 2019, 2020. La sua attuazione operativa è affidata al Consiglio Nazionale delle Ricerche, presso il quale opera uno specifico Comitato Scientifico per l’Artico cui partecipa anche il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Accordo di cooperazione scientifica e tecnologica

Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti, ha delegato il Capo Dipartimento per la Formazione Superiore e la Ricerca, Giuseppe Valditara, a sottoscrivere con il suo omologo sloveno un Protocollo d’intesa volto a rafforzare la cooperazione tra l’Italia e la Slovenia nell’ambito, tra gli altri, dei computer superveloci HPC (High Performance Computing), dei Big Data, dell’intelligenza artificiale, dello sviluppo dei microprocessori a supporto della ricerca scientifica e tecnologica.

Come ha ricordato il professor Valditara durante la cerimonia della firma, “Con questo accordo, i due Paesi metteranno a fattor comune infrastrutture digitali, sviluppo di attività di ricerca, scambio di competenze e know-how, garantendo ai cittadini, alle imprese e alla comunità scientifica della Macroregione Adriatico-Ionica nuove opportunità. L’Italia e la Slovenia rafforzano così anche le loro rilevanti cooperazioni in ambito di progetti europei e internazionali, quali ad esempio la EURO HPC Joint Undertaking, che li vede coinvolti nell’intento di dotare l’Unione europea di un calcolatore superveloce di classe pre e full exascale, in grado di competere a livello mondiale”.

L’iniziativa si inquadra in un più ampio disegno che il MIUR sta portando avanti, di creazione di un network europeo di Paesi con cui condividere piattaforme e infrastrutture tecnologiche, competenze, skill e buone pratiche in ambito scientifico e tecnologico, che abbia anche ricadute economiche e industriali per l’Italia.