Archivi tag: Handicap

Sentenza Consiglio di Stato 19 luglio 2021, n. 5415

Validità titoli specializzazione sostegno conseguiti in Romania

Decreto Ministeriale 6 luglio 2021, AOOGABMUR 755

Ministero dell’Università e della Ricerca

Percorsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità nella scuola dell’infanzia, nella scuola primaria, nella scuola secondaria di I grado e nella scuola secondaria di II grado

Decreto Ministeriale 16 giugno 2021, AOOGABMI 178

Ministero dell’Istruzione

Procedure di scioglimento delle riserve e di inserimento dei titoli di specializzazione sul sostegno e di didattica differenziata degli aspiranti presenti nelle graduatorie ad esaurimento

PEI: Inclusione e Disabilità

PEI: Inclusione e Disabilità
Gli appuntamenti di fine anno

di Rosa Stornaiuolo

Come ben noto con il DI n. 182/2020 sono state definite le nuove modalità per l’assegnazione delle misure di sostegno, previste dal D.lgs. 66/2017 e dalle successive modifiche attraverso il D.lgs. n. 96/2019, nonché i modelli nazionali di piano educativo individualizzato (PEI), da adottare da parte delle Istituzioni scolastiche.

Con la nota n. 40/2021, il Ministero dell’Istruzione ha chiarito che il nuovo Piano educativo individualizzato (PEI) deve essere adottato universalmente dall’a.s. 2021/2022 e che trovano applicazione, già dal corrente anno scolastico, solo alcune misure.

Entro il 30 giugno, verifica e PEI provvisorio

Entro il 30 giugno, infatti, per tutti gli allievi con disabilità si deve procedere alla verifica del PEI attivato ed alla definizione delle proposte di sostegno per l’anno successivo.
Per gli alunni neo certificati e che non hanno, pertanto, un PEI in vigore, se ne approva, invece, uno parziale, chiamato PEI provvisorio (vedi anche “Progettazione partecipata del PEI”, numero 231 di Scuola7).

Due sono, quindi, gli appuntamenti che ci attendono a breve per garantire sempre meglio l’inclusione scolastica degli allievi con disabilità: la verifica del PEI implementato con definizione delle proposte per il nuovo anno scolastico e la predisposizione del PEI provvisorio nei casi previsti dalla normativa.

Verifica del PEI e proposte di sostegno

Per gli allievi in situazione di disabilità certificata che già stanno frequentando e che hanno un PEI approvato in vigore, entro la fine dell’anno scolastico il Dirigente scolastico convoca il GLO (Gruppo di Lavoro Operativo) per l’Inclusione per la verifica finale e l’approvazione delle risorse. Nel corrente anno scolastico 2020/2021 si ricorre al modello già in uso mentre dal prossimo anno si compilerà la sezione n. 11 del nuovo PEI.

Nel caso in cui il modello in uso nelle scuole non prevedesse appositi spazi per la verifica e le proposte di sostegno, si dovrà procedere con specifica integrazione.
Questa procedura riguarda anche gli alunni frequentanti le classi terminali, che cambieranno scuola l’anno successivo. È appena il caso di sottolineare che per gli studenti del quinto anno della scuola secondaria di secondo grado il GLO verificherà gli esiti del PEI ma non formulerà proposte per l’anno successivo.

La verifica del PEI e la definizione delle proposte di sostegno per l’anno successivo non è una novità in quanto già il DPCM 185/2006 aveva previsto che il compito di chi redige il PEI era quantificare i bisogni di sostegno.
Si tratta senza dubbio di un momento particolarmente delicato nella costruzione del percorso d’inclusione dell’alunno con disabilità in quanto consente di accendere i riflettori sui punti di forza per consolidarli e su quelli di criticità per superarli, nell’ottica del miglioramento continuo. Inoltre l’oculata e scrupolosa definizione delle risorse necessarie consente di proporre per ciascun alunno gli aiuti per migliorare gli apprendimenti e la partecipazione sociale.

PEI provvisorio: di che cosa si tratta?

Il PEI provvisorio è la prima redazione del piano educativo individualizzato, il “nucleo primigenio” del PEI, così come specificato nelle Linee Guida. Esso comprende la proposta del numero di ore di sostegno didattico alla classe, la proposta delle risorse da destinare agli interventi di assistenza igienica e di base, nonché la proposta delle risorse professionali per l’assistenza all’autonomia e alla comunicazione.
È necessario che il PEI provvisorio così come il PEI ordinario si traduca in un efficace strumento pedagogico e non in un mero adempimento burocratico; strumento capace di promuovere una progettazione ad ampio respiro, attenta alle diverse risorse disponibili e rispondente ai molteplici e variegati bisogni. Richiede, pertanto, particolare cura e spirito proattivo nella predisposizione in modo da influenzare positivamente gli sviluppi futuri.

Chi sono i destinatari del PEI provvisorio?

Il PEI provvisorio si predispone solo e esclusivamente per:

  • gli alunni con disabilità neoiscritti ovvero quegli allievi che accedono per la prima volta in una scuola italiana (a titolo esemplificativo, bambini di tre anni che si iscrivono alla scuola dell’infanzia oppure alunni che accedono alla scuola primaria senza aver prima frequentato la scuola dell’infanzia, allievi che provengono da altro Paese…);
  • gli alunni di nuova certificazione, riconosciuti nel corso dell’anno scolastico corrente e per i quali non è stato redatto nessun PEI.

Per gli alunni frequentanti le classi terminali, se già certificati ed in possesso di PEI, si procede con la verifica di quest’ultimo approvando anche le proposte sulle risorse; nel caso, invece, di una nuova certificazione, PEI provvisorio è redatto dalla scuola frequentata al momento dall’allievo.

Chi predispone il PEI provvisorio?

Il PEI provvisorio è predisposto ed approvato dal GLO per l’Inclusione. Contiene la proposta del numero di ore di sostegno e delle risorse da destinare agli interventi di assistenza igienica e di base, nonché delle tipologie di assistenza/figure professionali e relativo fabbisogno da dedicare all’assistenza, all’autonomia e/o alla comunicazione, per l’anno scolastico successivo. In caso di nuova certificazione riguardante un alunno già iscritto e frequentante, il GLO sarà composto da tutti i docenti della classe. Se, invece, si tratta di un alunno di nuova iscrizione, che incomincerà a frequentare dall’anno successivo, il Dirigente scolastico dovrà individuare alcuni docenti della scuola che ne faranno parte. Ovviamente tale composizione vale solo per l’incontro in cui si definisce il PEI provvisorio in quanto l’anno seguente sarà convocato un regolare GLO, nel rispetto delle procedure ordinarie. Come evidenziato dalla nuova normativa risulta necessaria, nei momenti di passaggio, l’interlocuzione tra i docenti delle due scuole. Non sono, invece, definite tempistica, modalità e logistica degli incontri che possono, pertanto, essere organizzati dalla scuola in uscita o da quella in entrata, contestualmente al GLO o in altro momento, alla fine dell’anno scolastico oppure all’inizio del nuovo. L’importante è che sia garantita la massima condivisione.

Quale modello utilizzare per la redazione del PEI provvisorio?

Il PEI provvisorio non è un documento distinto bensì una sezione del nuovo PEI denominata “PEI provvisorio per l’a. s. successivo” e per la cui stesura è prevista l’adozione, già dal corrente anno scolastico 2020/2021, del nuovo modello di PEI. Nello specifico per la redazione del PEI provvisorio si compileranno le seguenti sezioni del modello nazionale di PEI:

  • a. Intestazione e composizione del GLO;
  • b. Sezione 1 – Quadro informativo, con il supporto dei genitori (questi contenuti potranno essere certamente integrati e approfonditi all’inizio dell’anno successivo);
  • c. Sezione 2 – Elementi generali desunti dal Profilo di Funzionamento (non vi sono differenze rispetto al PEI ordinario);
  • d. Sezione 4 – Osservazioni sull’alunno per progettare gli interventi di sostegno didattico (nel caso in cui l’alunno non fosse ancora direttamente conosciuto dai docenti si procederà con contenuti da approfondire necessariamente nel PEI ordinario dell’anno successivo);
  • e. Sezione6 – Osservazioni sul contesto: barriere e facilitatori (particolare cura sarà dedicata agli elementi contestuali ovvero alle barriere ed ai facilitatori su cui è possibile intervenire già durante la sospensione estiva delle attività didattiche in modo da predisporre un ambiente altamente inclusivo);
  • f. Sezione 12 – PEI provvisorio per l’a. s. successivo (si tratta della parte principale del PEI provvisorio in cui il GLO esprime la sua proposta in merito alle risorse necessarie per garantire un efficace processo d’inclusione scolastica relativo all’alunno con disabilità in questione).

Dal PEI provvisorio al PEI ordinario

Il GLO per l’Inclusione, all’inizio dell’anno successivo, elaborerà ed approverà il PEI per l’anno in corso, utilizzando totalmente il modello del relativo grado di scuola. L’elaborazione dovrà partire dall’analisi del PEI provvisorio, dall’osservazione attenta e reale dell’alunno, ma anche dai colloqui con figure significative coinvolte nella presa in carico.

L’importanza di rispettare i tempi

Sia la verifica del PEI in vigore, con la definizione delle proposte di sostegno per l’anno successivo, sia la stesura ed approvazione del PEI provvisorio prevedono, come scadenza, il 30 giugno. È ovvio che bisogna adoperarsi in tutti i modi possibili affinché tale termine sia rispettato al fine di garantire l’espletamento in tempo utile di tutte le operazioni necessarie per garantire un efficace processo d’inclusione scolastica sin dal primo giorno di scuola del nuovo anno.

Questi bambini nascono due volte. Devono imparare in un mondo che la prima nascita ha reso più difficile. La seconda dipende da noi, da quello che sapremo dare. Sono nati due volte e il percorso sarà più tormentato. Ma alla fine anche per noi sarà una rinascita” (G. Pontiggia, “Nati due volte”)

I nuovi modelli PEI

Il calendario dei nuovi webinar

Inclusione e nuovo PEI
Decreto interministeriale 182/2020: i nuovi modelli di Piano Educativo Individualizzato (PEI)
Webinar dedicati ai docenti con contributi a cura del Gruppo di lavoro D.Dip 75/2021

1) La scuola dell’infanzia: il nuovo modello di PEI
Esempi e proposte, domande, osservazioni, quesiti ricorrenti
4 maggio 2021 dalle ore 17 alle ore 19

2) Lascuola primaria: il nuovomodello di PEI
Esempi e proposte, domande, osservazioni, quesiti ricorrenti, la valutazione dell’ alunno con disabilità nella scuola primaria alla luce delle innovazioni normative
7 maggio 2021 dalle ore 17 alle ore 19

3) La scuola secondaria di 1°grado: il nuovo modello di PEI
Esempi e proposte, domande, osservazioni, quesiti ricorrenti
11 maggio 2021 dalle ore 17 alle ore 19

4) La scuola secondaria di 2° grado: il nuovo modello di PEI
Esempi e proposte, domande, osservazioni, quesiti ricorrenti
13 maggio 2021 dalle ore 17 alle ore 19

5) PEI provvisorio, verifiche finali e misure di sostegno
Esempi e proposte, domande, osservazioni, quesiti ricorrenti
18 maggio 2021 dalle ore 17 alle ore 19

6) Il nuovo modello di PEI: la scuola si racconta alle famiglie
Concetti chiave e innovazioni del nuovo modello di PEI
I gruppi per l’inclusione a scuola, il rapporto scuola e famiglia
20 maggio 2021 dalle ore 17 alle ore 19

I precedenti incontri:


Al via un ulteriore ciclo di incontri, sei in tutto, sui nuovi modelli del PEI, il Piano Educativo Individualizzato. Si comincia da martedì 4 maggio, alle 17.00, con l’appuntamento dal titolo “La scuola dell’infanzia: il nuovo modello di PEI”. Il calendario degli incontri si articolerà in due fasi: i primi quattro momenti di formazione saranno dedicati ciascuno a un grado di istruzione, mentre i restanti due saranno dedicati a focus più generali (PEI provvisorio e rapporti scuola-famiglia). Gli appuntamenti sono organizzati dal gruppo di esperti del Ministero dell’Istruzione e sono rivolti a tutti i docenti.
L’iniziativa rientra tra le misure di accompagnamento alle novità introdotte dal decreto interministeriale 29 dicembre 2020, n. 182.
Tutti i seminari di approfondimento potranno essere seguiti in diretta streaming collegandosi alla piattaforma https://aka.ms/PEI4maggio2021, oppure sul canale YouTube del Ministero dell’Istruzione. I webinar resteranno comunque sempre disponibili sul canale YouTube.
Nelle scorse settimane si è tenuto un primo ciclo di incontri con una presentazione generale dei nuovi modelli di PEI, con un approfondimento rivolto ai dirigenti scolastici.



Nota 22 gennaio 2021, AOODPIT 106
Webinar di presentazione del decreto interministeriale 29 dicembre 2020, n. 182, modalità per l’assegnazione delle misure di sostegno, previste dal decreto legislativo 66/2017, e i modelli di piano educativo individualizzato (PEI), da adottare da parte delle istituzioni scolastiche – Diretta streaming sul canale Youtube del Ministero dell’Istruzione

Link: https://aka.ms/InclusionePEI
Canale YouTube del MI

Martedì 26 gennaio alle ore 18.30 si terrà il primo webinar su “i nuovi modelli PEI e le modalità di assegnazione delle misure di sostegno”. L’evento, che vedrà la partecipazione della Ministra Lucia Azzolina, intende avviare le misure di accompagnamento alle novità introdotte dal decreto interministeriale 29 dicembre 2020, n. 182.

Il decreto è corredato di apposite Linee guida e comprende i quattro nuovi modelli di PEI (per la scuola dell’infanzia, primaria, secondaria di primo e secondo grado), la scheda per l’individuazione del bisogno di supporto per l’alunno, nonché una tabella per l’individuazione dei fabbisogni di risorse professionali per il sostegno e l’assistenza.

L’adozione del nuovo strumento e delle correlate linee guida implica di tornare a riflettere sulle pratiche di inclusione e costituisce una guida per la loro eventuale revisione e miglioramento.

Riunione Osservatorio permanente Inclusione scolastica

Il Ministro dell’Istruzione, il Professor Patrizio Bianchi, ha riunito il 7 aprile, in videoconferenza, l’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica.

“L’inclusione è il principio che sta alla base della nostra scuola”, ha sottolineato il Ministro Bianchi, in apertura di riunione. “Questo Osservatorio è fondamentale, ci consente un confronto costante grazie all’ascolto delle voci di quanti lavorano quotidianamente e costantemente per il benessere delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi”.

Presente all’incontro, il Sottosegretario Rossano Sasso, che ha la delega in materia. “L’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica rappresenta uno strumento preziosissimo per rendere davvero efficace e proficuo il dialogo tra Istituzioni, Associazioni, famiglie e ragazzi – ha spiegato il Sottosegretario -. Sono onorato del fatto che mi sia stata affidata una delega che avverto con grande forza sulla mia pelle e per la quale intendo spendermi con ogni energia. Le proposte e le esperienze ascoltate oggi vanno ovviamente tradotte in contenuti, in passi concreti, in effettivi progressi normativi e sociali. Solo così riusciremo a fare in modo che il mondo della scuola diventi sempre più inclusivo e solidale”.

Dopo aver ascoltato tutti i rappresentanti delle Associazioni delle persone con disabilità maggiormente rappresentative sul territorio nazionale nel campo dell’inclusione scolastica, il Ministro Bianchi ha concluso l’incontro evidenziando che “il modello italiano di inclusione è un punto di riferimento a livello europeo. La pandemia ha messo a nudo molte delle difficoltà di questo Paese e le ha anche esasperate, ma la scuola ha reagito per continuare a stare al fianco di tutte le studentesse e tutti gli studenti. Ringrazio il personale, i docenti, per l’impegno profuso, anche sul tema dell’inclusione che deve essere un obiettivo di tutto il Paese, a partire proprio dalla scuola. Dobbiamo mettere in moto tutti coloro che possono dare un contributo affinché la scuola sia il punto di forza di un Paese nuovo”.

Nota 1 aprile 2021, AOOGABMI 14014

Ministero dell’Istruzione

Agli Uffici Scolastici Regionali LORO SEDI
All’Intendenza Scolastica per la Lingua Italiana di BOLZANO
All’Intendenza Scolastica per la Lingua Tedesca di BOLZANO
All’Intendenza Scolastica per la Lingua Ladina di BOLZANO
Alla Provincia di Trento Servizio Istruzione TRENTO
Alla Sovrintendenza Agli Studi per la Regione Autonoma della Valle D’Aosta AOSTA
e. p.c. Alle Istituzioni Scolastiche di ogni ordine e grado LORO SEDI

Oggetto: Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo – 2 aprile 2021

Il trattamento dei lavoratori fragili nelle istituzioni scolastiche

Il trattamento dei lavoratori fragili nelle istituzioni scolastiche: compendio normativo

di Leon Zingales e Clotilde Graziano

Lavoratori fragili dichiarati tali da Medici di Medicina Generale oppure competenti organi medico-legali

Il Decreto Legge n.18/2020 “Cura Italia” (convertito in Legge 24 aprile 2020 n. 27) e la Legge n. 178/2020 (legge di Bilancio) trattano il caso di lavoratori la cui fragilità è certificata da Medici di Medicina Generale oppure da competenti organi medico-legali. Si tratta di soggetti in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità (art. 3, comma 3, della legge n. 104/1992) nonché di soggetti in condizioni di rischio derivante da immunodepressione, esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita.

Fino a 15 ottobre 2020, l’assenza era considerata come ricovero ospedaliero ed il periodo non era computato ai fini del comporto (Art. 26 comma 2 del Decreto Legge n.18/2020).

Ai sensi dell’art.26 comma 2 bis come modificato con la Legge n. 178 del 30 dicembre 2020, tali lavoratori “A decorrere dal 16 ottobre e fino al 31 dicembre 2020 svolgono di norma la prestazione lavorativa in modalità agile, anche attraverso l'adibizione a diversa mansione ricompresa nella medesima categoria o area di inquadramento, come definite dai contratti collettivi vigenti, o lo svolgimento di specifiche attività di formazione professionale anche da remoto”.

Dal 16 ottobre al 31 dicembre 2020, con la conversione in legge n. 126/2020 del decreto 104/2020, la tutela concernente le assenze prevista nell’art. 26 non è stata confermata, ergo l’assenza non può essere equiparata a ricovero ospedaliero (conseguentemente è soggetta a trattenuta per i primi 10 giorni) ed è esclusa ai fini del comporto solo se ricondotta alla grave patologia con terapia salvavita.

Con la legge di bilancio, legge n.178/2020recante “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023”, al comma 481, dal periodo 1° gennaio – 28 febbraio 2021viene reintrodotta la tutela stabilita nel decreto “Cura Italia” art. 26, e l’assenza è considerata come ricovero ospedaliero ed il periodo non è computato ai fini del comporto. Poiché al comma 483 è previsto uno specifico stanziamento, al fine da consentire anche un monitoraggio della spesa, in applicazione della norma di legge sopra richiamata, è stata attivata sul SIDI una apposita funzione per la registrazione dei contratti di sostituzione in parola che prevede la tipologia di contratto N19 con apposizione del flag “su lavoratore fragile”.

Tenendo conto chedal giorno 1° marzo 2021 non trova più applicazione la norma in oggetto, la nota prot.325 del 3-03-2021 del Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione Dott. Marco Bruschi ha chiarito che si deve procedere in analogia a quanto esplicitato nella nota 11 settembre 2020, n. 1585.In particolare, il contratto del supplente nominato per la sostituzione dell’attività in presenza già stipulato si intende prorogato fino al termine della data prevista dalla certificazione.

Relativamente alla decurtazione per i lavoratori fragili individuati da Medici di Medicina Generale oppure competenti organi medico-legali, si ritiene utile la seguente tabella concernente il trattamento economico:

Riferimento NormativoPeriodoEquiparazione a ricovero ospedaliero
   Art. 26 Legge n.27/2020Dal 17 marzo al15 ottobre 2020SI
        Legge n.126/2020Dal 16 ottobre al 31 dicembre 2020NO
        Legge n.178/2020Dall’ 1 gennaio al 28 febbraio 2021SI
Nota prot.325 del 03-03-2021Dall’1 Marzo 2021NO
APPROFONDIMENTO: Certificazione medica contenente gravi patologie con terapie salvavita A prescindere dall’art.26 della Legge n.27/2020 e da quanto riportato nella tabella precedente, in caso di assenza per grave patologia con terapia salvavita, si deve applicare il CCNL in tutti i periodi. In particolare, nell’art. 17 c.9 del CCNL 2007, si sancisce che in caso di gravi patologie che richiedano terapie temporaneamente e/o parzialmente invalidanti sono esclusi dal computo dei giorni di assenza per malattia, di cui ai commi 1 e 8 del citato articolo 17 (che disciplinano, rispettivamente, il periodo massimo di comporto e la retribuzione spettante in caso di assenza per malattia), oltre ai giorni di ricovero ospedaliero o di day hospital anche quelli di assenza dovuti alle conseguenze certificate delle terapie; pertanto per i giorni anzidetti di assenza spetta l’intera retribuzione. Successivamente l’ARAN, con l’O.A. SCU064 del 21/06/2012,ha ribadito che l’art. 17 comma 9 del CCNL del 29/11/2007 del comparto scuola esplicitamente esclude dal computo dei giorni di assenza per malattia i giorni di assenza dovuti alle conseguenze certificate delle gravi patologie che richiedono terapie temporaneamente e/o parzialmente invalidanti, rammentando anche la circolare n. 8 del 2010 del Dipartimento della Funzione Pubblica con cui si chiarisce ulteriormente la volontà del legislatore di salvaguardare situazioni particolari e delicate, quali le terapie salvavita, applicando ad esse il trattamento più favorevole. Per quanto concerne la relativa certificazione, la circolare INPS n. 113 del 25 luglio 2013, ha comunicato le modalità tecniche per la predisposizione e l’invio telematico dei dati delle certificazioni di malattia così come modificate dal decreto ministeriale 18 aprile 2012 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 128 del 4 giugno 2012. In particolare nel certificato telematico, tra i nuovi campi, è stato introdotto quello che segnala l’esistenza di una patologia grave che richiede terapia salvavita.  Di conseguenza, ai sensi dell’art. 17 comma 9, è sufficiente il mero barrare da parte del medico curantedel riquadro concernente patologia grave che richiede terapia salvavita per escludere il periodo certificato dal computo.

Lavoratori fragili dichiarati tali da medico competente

La contestuale funzione preventiva/collaborativa e sanitaria associata all’Emergenza Covid rende oggettivamente impraticabile la scelta da parte delle Istituzioni scolastiche di non nominare un medico competente (art.18 del D.lgs. 81/08).

Si tenga in conto che, alla luce dell’attuale emergenza coronavirus, ènecessario assicurare un’attenta e costante sorveglianza sanitaria che deve avere come punto di riferimento assoluto le indicazioni del Ministero della Salute del 29-04-2020(Indicazioni operative relative alle attività del medico competente nel contesto delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2 negli ambienti di lavoro e nella collettività). Il medico competente deve infatti garantire la sorveglianza sanitaria periodica (intesa come ulteriore misura di prevenzione di carattere generale per intercettare possibili casi e sintomi sospetti del contagio), fornire informazione e formazione ai lavoratori per evitare la diffusione del contagio, segnalare al Dirigente scolastico situazioni di particolare fragilità e patologie attuali o pregresse dei dipendenti, applicare le indicazioni delle Autorità Sanitarie.

Inoltre, per quanto riguarda la funzione preventiva/collaborativa del medico competente, vi è impedimento alla possibilità che sia il solo Dirigente Scolastico (con l’ausilio del RSPP) a valutare la non necessità di effettuare sorveglianza sanitaria per l’assenza di rischi. Non a caso l’art. 28, comma 2, alla lett. e) del D.Lgs.81/08, richiede esplicitamente al Datore di lavoro di indicare nel documento di valutazione dei rischi il nominativo del medico competente che ha partecipato alla valutazione stessa.

Il dialogo tra il Dirigente scolastico ed il medico competente deve essere continuo e la comunicazione tempestiva ai sensi dell’art. 18 c.1 del D.Lgs. 81/08. Il mancato assolvimento degli obblighi di pertinenza, implica sanzioni ai sensi dell’art. 55 c.5 del D.Lgs. 81/08.

TABELLA 1 Obblighi e sanzioni corrispondenti per il Dirigente scolastico in caso di mancato assolvimento della sorveglianza sanitaria prevista, in base al combinato disposto dell’art. 18 e dell’art. 55 del D.Lgs. 81/08. Le sanzioni sono aggiornate ai sensi della Legge di Stabilità n. 145/2018. Obblighi (Art. 18 comma 1) Sanzioni ai sensi dell’Art. 55 c.5 a) nominare il medico competente per l’effettuazione della sorveglianza sanitaria nei casi previsti dal presente decreto legislativo. arresto da due a quattro mesi o ammenda da 1.842,76 a 7.371,03 euro [Art. 55, co. 5, lett. d)] g) inviare i lavoratori alla visita medica entro le scadenze previste dal programma di sorveglianza sanitaria e richiedere al medico competente l’osservanza degli obblighi previsti a suo carico nel presente decreto; ammenda da 2.457,02 a 4.914,03 euro [Art. 55, co. 5, lett. e)] g bis) nei casi di sorveglianza sanitaria di cui all’articolo 41, comunicare tempestivamente al medico competente la cessazione del rapporto di lavoro. sanzione amministrativa pecuniaria da 614,25 a 2.211,31 euro [Art. 55, co. 5 lett. h)]

Ai  fini della massima tutela dei lavoratori fragili, su richiesta del lavoratore, ai sensi dell’articolo 5, comma 3, della legge 20 maggio 1970, n. 300, il datore di lavoro potrà comunque attivare, a prescindere dal medico competente, la sorveglianza sanitaria a vantaggio del lavoratore indirizzandolo a visita presso Enti competenti alternativi: – l’INAIL, che ha attivato una procedura specifica per la tutela; – le Aziende Sanitarie Locali; – i dipartimenti di medicina legale e di medicina del lavoro delle Università.

Sulla base del Decreto 34/2020 (“Rilancio”) e della relativa conversione nella legge n. 77/2020, nell’art. 83 rubricato “Sorveglianza sanitaria”, è stata istituita, fino alla cessazione dell’emergenza, la sorveglianza sanitaria eccezionale dei lavoratori maggiormente esposti a rischio di contagio.Successivamente il DL Milleproroghe 2021 (Decreto Legge 31 dicembre 2020, n. 183convertito conLEGGE 26 febbraio 2021, n. 21), per gli aspetti di salute e sicurezza sul lavoro, ha prorogato (art. 19) fino al 30 aprile 2021 le disposizioni sulla Sorveglianza sanitaria eccezionale.

All’esito della valutazione del Medico Competente, il lavoratore può essere dichiarato, escludendo per ovvie ragioni il caso di giudizio di idoneità che non comporta alcun provvedimento particolare:

  1. idoneo con prescrizioni

In tal caso è compito del Dirigente scolastico provvedere ad adempiere scrupolosamente alle indicazioni del medico competente esplicitate all’interno del giudizio di idoneità, ad es:fornitura dei dispositivi di protezione individuale reputati necessari, adeguamento degli ambienti di lavoro ovvero dell’organizzazione della prestazione lavorativa.Il mancato assolvimento degli obblighi di pertinenza, implica sanzioni per il Dirigente scolastico ai sensi dell’art. 55 c.5 del D.Lgs. 81/08, come evidenziato nella seguente tabella.

TABELLA 2 Obblighi e sanzioni corrispondenti per il Dirigente scolastico in caso di mancato assolvimento delle indicazioni del medico competente nel caso, in base al combinato disposto dell’art. 18 e dell’art. 55  del D.Lgs. 81/08. Le sanzioni sono aggiornate ai sensi della Legge di Stabilità n. 145/2018. Obblighi (Art. 18 comma 1) Sanzioni ai sensi dell’Art. 55 c.5 c) nell’affidare i compiti ai lavoratori, tenere conto delle capacità e delle condizioni degli stessi in rapporto alla loro salute e alla sicurezza; arresto da due a quattro mesi o ammenda da 1.474,21 a 6.388,23 euro [Art. 55, co. 5, lett. c) d) fornire ai lavoratori i necessari e idonei dispositivi di protezione individuale, sentito il responsabile del servizio di prevenzione e protezione e il medico competente, ove presente; arresto da due a quattro mesi o ammenda da 1.842,76 a 7.371,03 euro [Art. 55, co. 5, lett. d)]
  • Inidoneo temporaneamente alla mansione specifica
  • Personale a tempo indeterminato

La circolare ministeriale 11 settembre 2020, n. 1585, con oggetto: “Circolare interministeriale del Ministero della Salute e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 4 settembre 2020, n. 13 – Indicazioni operative relative alle procedure di competenza del dirigente scolastico riguardo ai lavoratori fragili con contratto a tempo indeterminato e determinato”, nel disciplinare la gestione dei lavoratori che rientrano in tale casistica, prevede che il lavoratore possa richiedere espressamente di essere utilizzato in altri compiti coerenti con il proprio profilo professionale, previa stipulazione di uno specifico contratto individuale di lavoro di durata pari al periodo di inidoneità riconosciuta. Si applica in questo caso il CCNI sull’utilizzazione del personale inidoneo del 25 giugno 2008, con riferimento all’Art.3 (modalità ed ambiti di utilizzazione del personale docente ed educativo) ed all’Art.4 (modalità ed ambiti di utilizzazione del personale docente ed educativo).

Per quanto concerne il personale docente ed educativo, il personale può essere adibito alle attività indicate dall’art. 3, comma 1, del CCNI Utilizzazioni (il servizio di biblioteca, l’organizzazione dei laboratori, il supporto didattico ed educativo, il supporto nell’utilizzo di audiovisivi e nuove tecnologie informatiche, le attività relative al funzionamento degli organi collegiali, dei servizi amministrativi e ogni altra attività deliberata nel PTOF ) che possono essere svolte, secondo la circolare ministeriale 1585 dell’11 settembre 2020. anche in modalità di lavoro agile secondo la legge 81/2017, al fine di salvaguardare l’incolumità del lavoratore.

Il personale fragile che non richiede esplicitamente di essere impegnato in altri compiti dovrà fruire necessariamente di un periodo di malattia “ordinaria” con trattenuta per i primi 10 giorni, secondo le prescrizioni dell’art. 17 commi 1- 4 del CCNL Comparto Scuola, per tutta la durata del periodo di inidoneità. Ovviamente tale malattia ordinaria comporta l’applicazione delle decurtazioni economiche e rilevi ai fini del periodo di comporto, come confermato dagli orientamenti ARAN.

  • Personale a tempo determinato

Il personale a tempo determinato è invece escluso dall’applicazione della disciplina recata dal CCNI Utilizzazioni inidonei e, pertanto, se dichiarato temporaneamente inidoneo alla mansione, dovrà essere collocato in malattia fino al termine indicato dal giudizio di inidoneità temporanea.

APPROFONDIMENTO: Lavoratore fragile inidoneo alla mansione specifica che non richiede utilizzazione altri compiti e non presenta certificato medico Si ritiene illuminante la nota del Direttore Generale dell’USR Sicilia “Inidoneità al servizio del personale della scuola e indicazioni sul trattamento dei lavoratori fragili in riferimento all’epidemia da Covid-19” prot. 28387 del 27-10-2020. In tale nota si precisa che “la circolare Ministeriale 1585/20 fa riferimento allo “istituto giuridico della assenza per malattia”, con tale terminologia quindi richiama indirettamente l’art. 17 del Contratto Scuola. Va considerato tuttavia che il verbo ‘dovere’ usato dalla circolare lascia immaginare che si tratti di una condizione che si deve ‘necessariamente’ verificare, per cui è conseguenziale un provvedimento di malattia d’ufficio, senza che il lavoratore debba far pervenire ulteriore certificazione medica di stato di malattia”. Ergo, in caso di mancata presentazione di certificazione medica, il Dirigente scolastico deve emanare apposito dispositivo di malattia d’ufficio.
  • Inidoneo temporaneamente a qualsiasi attività lavorativa

In tal caso, il Dirigente scolastico dovrà collocare il lavoratore, emanando un apposito dispositivo, in malattia d’ufficio. In questo caso, si applica la trattenuta nei primi 10 giorni e il periodo viene considerato ai fini del comporto.A tal proposito è rilevante l’orientamento applicativo Aran RAL 517, a prescindere dal fatto che sia concernente il settore di Regioni ed autonomie locali, nel quale si evidenzia: “il dipendente dichiarato temporaneamente inidoneo a qualsiasi attività lavorativa, debba essere considerato assente per malattia ai sensi dell’art. 21 del CCNL del 6.7.1995 e successive modifiche ed integrazioni.”.

Bibliografia

  • Decreto n.18/2020 cd. Cura Italia;
  • Legge n.27 del 24 aprile 2020 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, recante misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19. Proroga dei termini per l’adozione di decreti legislativi”;
  • Legge n.104 del 5 febbraio1992 “Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate”;
  • Legge n.178/2020 recante “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023”;
  • Nota prot.325 del 3-03-2021 del Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione Dott. Marco Bruschi;
  • Circolare 11 settembre 2020, n. 1585, con oggetto: “Circolare interministeriale del Ministero della Salute e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 4 settembre 2020, n. 13 – Indicazioni operative relative alle procedure di competenza del dirigente scolastico riguardo ai lavoratori fragili con contratto a tempo indeterminato e determinato”;
  • CCNL 2007 Scuola;
  • Orientamento Applicativo ARAN SCU064 del 21/06/2012;
  • Circolare INPS n. 113 del 25 luglio 2013;
  • Ministero della Salute del 29-04-2020 – Indicazioni operative relative alle attività del medico competente nel contesto delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2 negli ambienti di lavoro e nella collettività;
  • Leon Zingales, Scuola in Sicurezza-Realizzazione di un organigramma completo aggiornato all’emergenza Covid19, Susil Edizioni, 2020, ISBN 9788855401265;
  • Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81 – “Testo unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghidi lavoro”;
  • Decreto Legislativo 3 Agosto2009, n. 106 – “Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 9 aprile;
  •  Legge di Stabilità n.145/2018;
  • Leon Zingales, Il Medico competente nelle Istituzioni scolastiche, 14 ottobre 2020, Educazione&Scuola, ISSN 1973-252X;
  • Decreto Legge n.34/2020 “Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”;
  • Legge 77/2020 – conversione del Decreto Rilancio;
  • Decreto Legge 31 dicembre 2020, n. 183 convertito con Legge 26 febbraio 2021, n. 21;
  • LEGGE 20 maggio 1970, n. 300 – Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell’attività sindacale, nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento;
  • CCNI Scuola sull’utilizzazione del personale inidoneo del 25 giugno 2008;
  • Nota del Direttore Generale dell’USR Sicilia Dott. Suraniti prot.28387 del 27-10-2020“Inidoneità al servizio del personale della scuola e indicazioni sul trattamento dei lavoratori fragili in riferimento all’epidemia da Covid-19”.

* Dirigenti scolastici I.C. “Anna Rita Sidoti” – Gioiosa Marea e I.C. “Luigi Pirandello” –Patti

GIORNATA MONDIALE SINDROME DI DOWN

21 MARZO 2021, GIORNATA MONDIALE SINDROME DI DOWN:

“MEGLIO ESSERE DIMENTICATI UN GIORNO E RICORDATI TUTTI GLI ALTRI 364 GIORNI DELL’ANNO”

“Noi esistiamo sempre, non solo il 21 marzo 2021: forse sarebbe meglio essere dimenticati per un giorno e ricordati invece tutti gli altri 364 giorni dell’anno”: questo è il fulcro della lettera che le persone con sindrome di Down e dei loro familiari afferenti ad  Anffas hanno inviato al Ministro Stefani in occasione della Giornata Mondiale sulla Sindrome di Down che si celebra il 21 marzo – una giornata ufficialmente osservata dalle Nazioni Unite dal 2012 e data scelta proprio perché il 21 è il numero della coppia cromosomica che caratterizza la Sindrome di Down e 3 riferito a marzo, terzo mese dell’anno, rappresenta il cromosoma in più – ed in attesa di poterla vedere durante l’evento online  “Anffas Day” del 27 marzo 2021 che vedrà la presenza del ministro (l’evento Anffas Day si svolgerà dalle 10 alle 13 e sarà affrontato il tema “Liberi di scegliere, dove e con chi vivere”. Il link alle iscrizioni e al programma è qui disponibile).

Una lettera scritta in linguaggio facile da leggere (strumento che consente alle persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo di avere e realizzare informazioni accessibili) che contiene le speranze, le paure e le aspettative delle migliaia di persone con sindrome di Down e dei loro familiari che fanno parte di Anffas e che hanno vissuto a causa della pandemia in corso dei momenti terribili che purtroppo ancora sembrano non avere fine.

Una lettera che parla di diritti negati, di offese, di servizi sanitari e riabilitativi carenti o mancanti, di inclusione scolastica e inserimento lavorativo ancora di là da venire, di vaccinazioni ancora non garantite, di identificazione della persona con la sua sindrome, facendo quindi ben capire come il concetto di “persona al centro di tutto” sia ancora molto lontano dall’essere effettivo nella nostra società.

Una lettera che assume un tono di dolore quando vengono ricordati i durissimi momenti che molte persone con sindrome di Down, risultate tra quelle maggiormente esposte ai rischi connessi al contagio, hanno dovuto affrontare in questa pandemia, spesso ricoverate senza poter avere l’assistenza dei propri familiari, portati e lasciati quindi da soli in ospedale dove purtroppo il personale non sempre è in grado di gestire situazioni di emergenza con chi ha una disabilità intellettiva o un disturbo del neurosviluppo e si ritrova ricoverato, in un posto e con persone che non conosce, con la sua vita completamente stravolta ed enormi difficoltà a farsi capire e a capire ciò che sta accadendo.

Ma è anche un testo che ripone speranza nel futuro, che sottolinea fattori importanti come l’autodeterminazione, l’autorappresentanza – purtroppo ancora oggi non conosciuti e non da tutti presi in considerazione – nonché gli sforzi compiuti per affrontare la pandemia.

“Questa lettera è un vero e proprio appello” dichiara il presidente nazionale Anffas Roberto Speziale “le persone con sindrome di Down di Anffas e i loro familiari, per tramite dell’associazione, si sono rivolte al ministro Erika Stefani per far capire in maniera diretta tutto quello che hanno passato ma anche quello che non vogliono più vedere accadere, ossia servizi mancanti, offese, pregiudizi e tanto altro ancora”.

“Non chiedono di tornare al “prima” del Covid perché quel “prima” non va comunque bene, non riporta ad una società che riconosce pieni diritti e pari opportunità ma anzi, ad un sistema che stigmatizza e non include, ma emargina”.

“Chiedere di non essere ricordati in un giorno che universalmente è riconosciuto come il loro” prosegue il presidente “indica che le persone con sindrome di Down sono davvero stanche di non vedere rispettati i propri diritti e oggi lo possono dire dalla loro diretta voce”.

“Quello che ci auguriamo” conclude il presidente “è che le nostre parole non cadano nel vuoto ma vengano invece prese nella giusta considerazione perché mai come oggi è necessario un forte cambiamento nella nostra società, sotto ogni punto di vista e siamo fermamente decisi a fare in modo che questo avvenga, dando la piena disponibilità a collaborare: perché non vogliamo più essere spettatori ma protagonisti attivi. Perché è compito dello Stato e responsabilità delle comunità rimuovere le barriere alla partecipazione e garantire pieni diritti e pari opportunità. L’auspicio è che il ministro Stefani faccia proprio questo appello e ci aiuti a raggiungere tali obiettivi”

In allegato la lettera inviata al ministro nelle due versioni, Easy to Read e non.

Nota 12 marzo 2021, AOODGSIP 662

Ministero dell’Istruzione
Dipartimento per il Sistema Educativo di Istruzione e di Formazione
Direzione Generale per lo Studente, l’Inclusione e l’Orientamento scolastico Ufficio IV

ai Dirigenti Scolastici e ai Coordinatori Didattici delle istituzioni del sistema nazionale di istruzione
ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali
ai dirigenti titolari degli Uffici scolastici Regionali per l’Umbria, la Basilicata e il Molise
e, p.c. al Capo del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione
al Sovrintendente Scolastico per la Scuola in lingua italiana di Bolzano
all’Intendente Scolastico per la Scuola in lingua tedesca di Bolzano
all’Intendente Scolastico per la Scuola delle località ladine di Bolzano
al Dirigente del Dipartimento Istruzione e cultura per la Provincia di Trento
al Sovrintendente Scolastico per la Regione Valle D’Aosta
LORO SEDI

Oggetto: Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 2 marzo 2021, articolo 43 – alunni con bisogni educativi speciali e degli alunni con disabilità


A seguito di alcune richieste di chiarimento pervenute, e a supporto dell’attività delle scuole, il Ministero dell’Istruzione ha inviato oggi ai dirigenti scolastici una nota operativa su alcuni aspetti relativi al Dpcm dello scorso 2 marzo 2021, sentito anche l’Ufficio per le politiche in favore delle persone con disabilità.

In particolare, la nota riguarda l’attività in presenza delle alunne e degli alunni con bisogni educativi speciali e con disabilità, ricordando che anche con il Dpcm del 2 marzo “resta salva la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso dei laboratori o in ragione di mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali”, anche nelle cosiddette zone rosse

Dove ricorrano le condizioni per la frequenza, anche in zona rossa, da parte di studentesse e studenti con bisogni educativi speciali e con disabilità, le scuole, con l’obiettivo di “rendere effettivo il principio di inclusione valuteranno di coinvolgere nelle attività in presenza anche altri alunni appartenenti alla stessa sezione o gruppo classe – secondo metodi e strumenti autonomamente stabiliti e che ne consentano la completa rotazione in un tempo definito – con i quali gli studenti BES possano continuare a sperimentare l’adeguata relazione nel gruppo dei pari, in costante rapporto educativo con il personale docente e non docente presente a scuola”.

Il linguaggio dell’autismo

Il linguaggio dell’autismo

di Margherita Marzario

Abstract: L’articolo descrive le peculiarità delle relazioni e la specialità comunicativa delle persone con autismo

Bambini “indaco”, “cristallo” e “arcobaleno”: espressione usataper indicare bambini con problemi di socializzazione o con altre peculiarità che sono riferibili a bambini con disturbi dello spettro autistico o con A.D.H.D., sindrome da deficit di attenzione e iperattività o altre patologie. Anziché inventare definizioni e distinzioni non sempre accettate e accertabili scientificamente categorizzando i bambini, è bene ricordare che “Ogni bambino ci dice nella sua maniera la bellezza e le ferite della vita e ci richiama così alla nostra responsabilità” (dalla Charte du Bureau International Catholique de l’Enfance, Parigi giugno 2007). Il mondo dell’autismo, in particolare, ha tanto da trasmettere ai cosiddetti “normali” sulla comunicazione e sulla relazione di cui si è perso senso e significato.

Autismo, secondo il luogo comune “vivere incapsulati in un mondo a sé”: eppure l’autismo è una delle più grandi lezioni di vita che c’è sempre un altro mondo da vivere, un altro modo di vivere e per comunicare, come si ricava dalle parole dello scrittore Federico De Rosa, giovane con autismo: “Si potrebbe immaginare un’isola organizzata secondo le esigenze “speciali” delle persone autistiche, in cui un gruppo di normali (o “neurotipici”) passa una settimana di visite guidate, per vedere di persona come potrebbe essere una società dove l’autismo non è handicap, ma una diversa normalità. Un’isola in cui non ci sono rumori inutili, dove il silenzio è un valore di convivenza e di compagnia, dove gli stimoli sensoriali sono limitati al massimo, e quindi ogni persona autistica può governare con maggiore equilibrio il proprio rapporto con la realtà”. L’autismo perciò è una lezione di vita, una vita di lezioni, perché insegna il valore di ogni sottigliezza, dettaglio, sfumatura, differenza. 

Federico De Rosa aggiunge: “[…] sono veramente pochi i neurotipici capaci di restare mezz’ora in perfetto silenzio e fermi come un camaleonte mimetizzato. Per voi scambiare una parola con il vicino è un’azione che potrebbe scattare senza che neanche ve ne accorgiate”. Il silenzio è una dimensione dell’autismo che ha tanto da insegnare e far riflettere. Tutti i bambini hanno bisogno di educazione al silenzio (Maria Montessori) e hanno diritto al silenzio (Gianfranco Zavalloni). I bambini, ancor di più quelli con autismo, hanno bisogno di essere ascoltati (art. 12 Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia) e, poi, degli strumenti per esprimersi (art. 13 Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia). Così come si procede nel cosiddetto “assessment”, processo di analisi e ipotesi per intervenire su bambini con disturbo dello spettro autistico o altro disturbo. 

“Autistico” fa rima con “artistico” e ciò sembra richiamare il fatto che il bambino autistico abbia un modo “tutto suo” di esprimere il suo mondo e relazionarsi con il mondo circostante per cui chi gli sta vicino deve osservare, interpretare, decodificare come si fa con un’opera d’arte. Il ruolo degli educatori e operatori è assimilabile a quello degli interpreti o mediatori o facilitatori. Così si favoriscono “il miglioramento delle condizioni di vita e l’inserimento nella vita sociale delle persone con disturbi dello spettro autistico” di cui all’art. 1 della legge 18 agosto 2015 n. 134 “Disposizioni in materia di diagnosi, cura e abilitazione delle persone con disturbi dello spettro autistico e di assistenza alle famiglie”. Il termine “spettro” significa “fantasma”, “fascio di luce” composto di più colori, “campo d’azione”, ovvero richiama il mistero, la varietà di sfumature e le potenzialità da sviluppare (o margini di recupero) che caratterizzano l’autismo. 

Condizioni di vita che risultano migliorate al mare (o con l’ausilio della terapia multisistemica in acqua o della delfinoterapia) come descrive Paola Nicoletti, madre di un ragazzo con autismo: “L’amore per il mare è tipico dell’autismo: l’acqua placa, rasserena, avvolge, attutisce i rumori del mondo. Il mare è quello che vedo dentro mio figlio quando lo inseguo e scruto nei suoi occhi scuri come bottoni neri, quando cerco la sua anima, i suoi pensieri, quando faccio domande che si perdono nelle profondità di un oceano così buio da non lasciar vedere il brulichio della vita là nel fondo, una vita in cui ogni suo pensiero è un pesce d’argento, ogni suo dolore un corallo rosso e il suo amore è acqua limpida e pura. (…) Forse le cose in futuro miglioreranno, forse invece sarà sempre più difficile. Nel frattempo mi auguro di esserci il più a lungo possibile, per lui, per le mie figlie, per me. Perché questa vita è difficile, ma è la mia, e mi piace”. La legge 134/2015, impropriamente detta legge sull’autismo, rivela sensibilità nei confronti delle persone con disturbi dello spettro autistico e delle rispettive famiglie già dalla terminologia usata nella rubrica della legge, perché “Convinti che la famiglia, è il naturale e fondamentale nucleo della società e merita la protezione da parte della società e dello Stato, e che le persone con disabilità ed i membri delle loro

famiglie dovrebbero ricevere la necessaria protezione ed assistenza per permettere alle famiglie di

contribuire al pieno ed eguale godimento dei diritti delle persone con disabilità” (dal Preambolo della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, 13 dicembre 2006).

“Non mi importa se non ho il vestito bello della festa, non mi importa se non ho le scarpe nuove alla domenica, non mi importa se gli altri ragazzi hanno tutto ed io non ho niente. La mia mamma mi fa sentire un re e la mia casa è una reggia” (un bambino di dieci anni, in un racconto di Bruno Ferrero). Il bambino, ogni bambino, ha bisogno innanzitutto di sentirsi bambino e di essere sentito come bambino. I genitori, spesso, sono più preoccupati di come si sentono loro come genitori e raramente pongono la domanda “Come ti senti” ai figli sforzandosi di dar loro tutto ma non di dire, trasmettere o far sentire quanto veramente necessario. Nella Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia si parla, sin dal Preambolo, di “benessere”, una dimensione trascurata o completamente ignorata. Bisognerebbe prendere esempio dai genitori, e in particolare dalle mamme, dei bambini con disturbi dello spettro autistico e il loro approccio per entrare nel mondo dei figli e farsi percepire prima come altri soggetti e, poi, come genitori. Il mito di Dedalo e Icaro rappresenta in toto il rapporto genitori (in particolare padri) – figli. Il padre che aiuta il figlio ad uscire dal labirinto costruendogli delle ali e dandogli indicazioni sull’uso. Il figlio non lo ascolta, si allontana dal padre e precipita. Il labirinto può avere vari significati oltre a quello della vita, tra cui l’autismo in cui i primi ad aiutare a trovare una “via d’uscita” sono i genitori che devono uscire innanzitutto dalla “chiusura” che li può colpire dopo aver scoperto l’autismo del figlio o altra disabilità (si leggano, per esempio, i primi due paragrafi dell’art. 23 della Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia). Anche il fatto di precedere il figlio anziché seguirlo ha un suo significato: è vero che bisogna andare avanti per dare l’esempio ma è pure vero che bisogna lasciare i figli liberi di andare e seguirli a distanza così si possono scorgere meglio possibili insidie e orizzonti, come pure con i figli autistici per consentire la loro autonomia o, meglio, le loro autonomie personali. “Èessenziale mettere in grado le persone di imparare durante tutta la vita, di prepararsi ad affrontare le sue diverse tappe e di saper fronteggiare le lesioni e le malattie croniche. Ciò deve essere reso possibile a scuola, in famiglia, nei luoghi di lavoro e in tutti gli ambienti organizzativi della comunità. È necessaria un’azione che coinvolga gli organismi educativi, professionali, commerciali e del volontariato, ma anche le stesse istituzioni” (dalla Carta di Ottawa per la Promozione della Salute, 1986).

“Siamo come pachidermi, tendiamo le braccia l’uno verso l’altro, ma è fatica sprecata. Riusciamo appena a sfregare l’uno contro l’altro le nostre ruvide pellacce. Siamo molto solitari” (dal dramma “La morte di Danton” del tedesco Georg Buchner). I pachidermi più conosciuti sono gli elefanti su cui esistono molti luoghi comuni. Eppure gli elefanti hanno molto da insegnare: la memoria; il senso di maternità e del gruppo; sono ritenuti tra i pochi animali capaci di vero affetto tanto che, in alcuni paesi asiatici, sono inseriti nella pet therapy per aiutare i bambini autistici con la cosiddetta “trunk therapy”, “terapia della proboscide” (al posto dell’ippoterapia), basata soprattutto sul prendersi cura dell’animale. I princìpi dell’avvicinamento tra elefante e bambino autistico di cui si dovrebbe tener conto in ogni intervento educativo: andare oltre le apparenze, stabilire un contatto epidermico e costruire la memoria emotiva (sviluppo dell’intelligenza emotiva), fondamentale per le altre forme di memoria. Quei princìpi basilari per entrare in comunicazione e relazione con chiunque. 

“Ci impegniamo affinché vi sia un’educazione di qualità a tutti i livelli (scuola primaria, secondaria di primo grado, secondaria di secondo grado, università e formazione tecnica e professionale). Tutte le persone a prescindere dal sesso, dall’età, dalla razza o dall’etnia, persone con disabilità, migranti, popolazioni indigene, bambini e giovani, specialmente coloro che si trovano in situazioni delicate, devono avere accesso a opportunità di apprendimento permanenti che permettano loro di acquisire gli strumenti e le conoscenze necessarie per partecipare pienamente alla vita sociale. Ci impegneremo ad assicurare ai bambini e ai giovani un ambiente stimolante per la piena realizzazione dei loro diritti e la messa in pratica delle loro capacità” (dal n. 25 dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile).

Nota 3 marzo 2021, AOODPIT 325

Ministero dell’Istruzione
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione

ai Dirigenti Scolastici e ai Coordinatori Didattici delle istituzioni del sistema nazionale di istruzione
ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali
ai Dirigenti titolari degli Uffici scolastici Regionali per l’Umbria, la Basilicata e il Molise
e, p.c., al Sovrintendente Scolastico per la Scuola in lingua italiana di Bolzano
all’Intendente Scolastico per la Scuola in lingua tedesca di Bolzano
all’Intendente Scolastico per la Scuola delle località ladine di Bolzano
al Dirigente del Dipartimento Istruzione e cultura per la Provincia di Trento
al Sovrintendente Scolastico per la Regione Valle D’Aosta

Oggetto: Decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, articolo 26, comma 2-bis – svolgimento della prestazione lavorativa in modalità agile per il personale in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità, nonché dei lavoratori in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico-legali, attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita (lavoratori “fragili”).

Giornata delle Malattie Rare

28 FEBBRAIO 2021, GIORNATA DELLE MALATTIE RARE:

“DIAGNOSI TEMPESTIVA E CERTA, PRESA IN CARICO GLOBALE E CONTINUATIVA, PROMOZIONE E SOSTEGNO ALLA RICERCA”

La Giornata delle Malattie Rare (Rare Disease Day), si svolge ogni anno l’ultimo giorno del mese di febbraio allo scopo di accrescere la consapevolezza sul tema e di sensibilizzare la popolazione sull’impatto delle Malattie Rare sulle vite delle persone e delle loro famiglie. Fu celebrata per la prima volta il 29 febbraio del 2008 in Europa e l’anno successivo si estese anche agli Stati Uniti. Nel 2020 ha visto la partecipazione di oltre 100 paesi nel mondo.

Per Anffas Tutta il tema riveste particolare interesse in quanto sono numerosissime le malattie rare che ricadono nel novero delle disabilità intellettive e dei disturbi del Neurosviluppo di cui Anffas, da sempre, si prende cura e carico. Anche grazie alla collaborazione con le tante associazioni che si occupano di malattie rare e della relativa Federazione, nonché con il mondo della ricerca scientifica, con particolare riferimento alla Fondazione Telethon, in questi anni è stato possibile realizzare un importante percorso che fa anche ben sperare per il prossimo futuro. Ma, allo stesso tempo, è bene avere piena consapevolezza che ancora si è solo all’inizio di un percorso e che occorre centuplicare le forze, allocando anche le necessarie risorse, per garantire a tutte le persone con disabilità, derivanti da malattie rare, ed ai loro familiari risposte a 360°.

È dunque molto importante continuare nell’opera di sensibilizzazione nei confronti dell’opinione pubblica e dei decisori politici su questo tema, unendo tutte le nostre forze.

Diagnosi tempestiva e certa, presa in carico globale e continuativa, sostegno promozione e sviluppo della ricerca in tutti gli ambiti, questi i punti fondamentali su cui per Anffas è assolutamente necessario continuare a lavorare.

L’auspicio è che in occasione della giornata sulle Malattie Rare non ci si limiti a mere dichiarazioni di circostanza ma, da parte di chi di competenza, vengano assunti precisi impegni ascoltando la voce delle persone con disabilità derivanti da malattie rare e dei loro familiari, quanto ancor di più in un tempo in cui la pandemia in atto ha significativamente contribuito a peggiorarne la qualità di vita e di salute.

Ci attendiamo quindi risposte concrete ed immediate a partire dall’impegno a finanziare la ricerca con adeguati fondi pubblici anche attraverso l’utilizzo di fondi europei stanziati per la ripresa degli Stati Membri a seguito della pandemia Covid-19.

L’obiettivo su cui tutti convergere deve essere volto ad assicurare alle persone con disabilità derivanti da malattie rare e complesse ed ai loro familiari, la migliore Qualità di Vita possibile. Ciò attraverso la garanzia “pubblica” che, durante l’intero arco della loro vita e in tutti i contesti in cui essi vivono, siano assicurati i giusti e necessari sostegni.

La persona infatti non è la sua malattia e deve essere sempre posta al centro del sistema di presa in carico.

Solo in questo modo si avrà piena consapevolezza che la persona con malattia rara non è una sigla o un codice ma un essere umano che deve vedere tutelati i propri diritti, le sue aspettative e preferenze, le sue necessità di sostegno per avere sempre garantita la migliore qualità di vita possibile.

Per questo la speranza di Anffas è che la celebrazione di questa giornata possa concorrere a raggiungere tali obiettivi.


Malattie Rare
Da soli siamo rari, ma insieme siamo forti

Vita del 26/02/2021

Nel 2020 una persona su due arrivate al Centro Diagnostico della Lega del Filo d’Oro aveva una malattia rara: dieci anni fa erano il 31%. «Avere una diagnosi è un privilegio», dice la mamma di Massimo, un ragazzino con la sindrome di Norrie. Alla Lega del Filo d’Oro “raro” significa prezioso: «Lo dico senza paura di sembrare melenso. Lavorare sapendo che nessuno è uguale all’altro, tirar fuori quelle risorse che ci sono in ognuno… significa “far brillare” ogni persona anche agli occhi degli altri».

«Avere il nome della sindrome in un certo senso è un privilegio. Grazie alla casistica nota a livello mondiale riusciamo a immaginare un po’ quello che ci aspetta». A parlare così è mamma Vincenza. La sindrome di suo figlio Massimo, che oggi ha 13 anni, un nome ce l’ha: sindrome di Norrie. Ma in tutto il mondo ne sono stati descritti poco più di 400 casi. Massimo è cieco dalla nascita e a 6 anni ha cominciato a perdere l’udito «ce lo aspettavamo un po’ dopo», confessa la mamma. È stato un momento difficile, perché la sordità che si è aggiunta alla cecità «ha cambiato molto la quotidianità di Massimo: a non vederci e sentirci poco e male il mondo si chiude, non c’è niente da fare». Una cura non esiste, però esistono ausili per correggere la sordità e può essere preso in considerazione l’impianto cocleare. Massimo ha fatto l’intervento un anno fa «lui ha detto subito sì e aveva ragione, adesso è tutt’altra cosa, si vede anche a scuola. Lo sfrutta già al 100%, ci avevano prospettato sei mesi di logopedia ma a lui sono bastati due mesi, si vede che ne avvertiva proprio il bisogno!».

Massimo legge e scrive in Braille, usa tanto la tecnologia e lo scorso anno scolastico l’ha chiuso con tutti 9 e 10, sullo stesso programma dei compagni, «solo un po’ alleggerito perché l’impegno scolastico per un non vedente è importante». Ogni mattina fa 40 km per andare a scuola, dalla provincia di Milano a quella di Brescia: «È una scuola statale, normalissima, ma con una dirigente e un team di insegnanti che credono moltissimo nell’inclusione. Massimo qui impara tantissimo», dice la mamma, che sta già pensando alle superiori. «Certo che è difficile, abbiamo cambiato le nostre vite ma ne vale la pena. Massimo colora di arcobaleno la nostra vita e non saremmo le persone che siamo se non avessimo avuto lui».

Uno su due
La sindrome di Norrie insieme alla sindrome di Charge, Usher, di Goldenhar e ad altre malattie rare è una delle principali cause della sordocecità. Le malattie rare sono più diffuse di quanto si pensi: nel loro complesso solo in Italia si stima siano oltre un milione le persone che ne sono colpite, circa l’1,6% della popolazione totale. Uno scenario che trova conferma nell’esperienza pluridecennale della Fondazione Lega del Filo d’Oro Onlus, punto di riferimento in Italia in campo educativo riabilitativo per alcune di queste patologie: nel 2020, infatti, una persona su due arrivate al Centro Diagnostico dell’Ente aveva una malattia rara, registrando un incremento del 19% negli ultimi 10 anni, quando le malattie rare riguardavano soltanto il 31% degli utenti (in foto Biagio, uno dei ragazzi seguiti dalla Lega del Filo d’Oro). «Nella maggior parte dei casi si tratta di bambini al di sotto dei 12 anni, molti dei quali quando arrivano da noi non hanno ancora ricevuto una diagnosi certa. Queste persone e le loro famiglie affrontano tutti i giorni sfide durissime per la complessità dei loro bisogni e la carenza di cure risolutive, e un percorso educativo riabilitativo rappresenta l’unica terapia disponibile in grado di garantire il raggiungimento del maggior livello di autonomia possibile», afferma Patrizia Ceccarani, Direttore Tecnico Scientifico della Lega del Filo d’Oro. Il metodo della Lega del Filo d’Oro infatti si basa su programmi di educativi riabilitativi personalizzati «volti ad insegnare ai bambini ad utilizzare al meglio le loro potenzialità e abilità residue, per fornire la miglior risposta alle loro esigenze individuali e per non perdere nemmeno un giorno di progressi. Inoltre, i nostri operatori lavorano per facilitare l’autonomia, l’inclusione, l’utilizzo delle tecnologie assistive e l’interazione con l’ambiente, mettendo l’esperienza della Fondazione al servizio delle famiglie, per dare loro dei punti di riferimento con cui orientarsi nella complessa condizione di dover assistere un ragazzo con pluridisabilità».

Le malattie rare rappresentano una sfida molto articolata per la sanità pubblica e per la comunità: sono malattie caratterizzate da un’elevata complessità clinica e di presa in carico, che incide notevolmente sulla qualità di vita delle persone che ne sono colpite con costi economici, sociali ed emotivi importanti. I malati rari neanche a livello nazionale godono ancora degli stessi diritti e di fatto accedono ancora in modo disomogeneo ai trattamenti e alle cure. Molto è stato fatto, la ricerca ha fatto passi importanti, la comunità dei malati rari ha acquisito nel tempo maggior consapevolezza e autorevolezza, ma ancora tanto resta da fare. Basti pensare che «in Italia il 19% dei pazienti rari attende più di 10 anni per ricevere una diagnosi certa, uno su tre deve spostarsi in un’altra Regione per averla e per alcuni, i non diagnosticati, l’odissea è molto più lunga e travagliata e talora senza fine», afferma Domenica Taruscio, Direttore del Centro Nazionale Malattie Rare dell’Istituto Superiore di Sanità. «Tuttavia è necessario ricordare che negli ultimi anni, nel nostro Paese, sono stati raggiunti importanti risultati: per esempio, il nostro Sistema Sanitario dal 2016 con la legge 167 eroga a tutti i neonati lo screening per oltre 40 malattie metaboliche rare; inoltre, dal 2017 lo screening neonatale universale uditivo e visivo è stato inserito nei Livelli Essenziali di Assistenza, pertanto ne hanno diritto tutti i neonati del territorio nazionale e così è possibile effettuare una diagnosi precoce. La speranza è che lista delle malattie per cui sia possibile effettuare una diagnosi precoce divenga sempre più ampia».

Da soli siamo rari, ma insieme siamo forti: è un po’ questo il punto di svolta maturato negli ultimi vent’anni. «Ciascuna delle circa 7mila malattie rare riconosciute conta, pochi o spesso pochissimi casi: ma nel complesso avere una malattia rara non è raro. La comunità di malati negli ultimi vent’anni ha saputo parlare con voce unita e questa unione è stata la loro forza», conferma Taruscio. Non per nulla lo slogan scelto quest’anno per la Giornata Mondiale del 29 febbraio, a livello internazionale, è “rare is Many, Rare is Strong, Rare is Proud”. Forti come degli eroi. Lo sa bene la Lega del Filo d’Oro, che in questa occasione lancia la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi #EroiOgniGiorno. Eroi i bambini, le loro famiglie, gli operatori della Lega del Filo d’Oro… In questo anno così difficile, la pandemia ha spesso tolto a chi non vede e non sente l’unica possibilità di relazione con il mondo: il contatto fisico. Questo ha sospinto le persone in un isolamento ancora maggiore, evitato solo grazie all’impegno di tutti a trovare modi sicuri per non eliminare del tutto il contatto. Persona per persona.

Raro, cioè prezioso
«La Lega del Filo d’Oro mette a disposizione dei genitori di bambini con sindromi rare una rete di professionisti e persone che offrono accoglienza, sostegno e una guida esperta per far comprendere alla famiglia le difficoltà del figlio, ma anche del possibile sviluppo delle sue potenzialità attraverso un presa in carico globale, mirata a far acquisire al piccolo la comunicazione, l’utilizzo dei residui visivi o uditivi e degli altri sensi, lo sviluppo delle abilità motorie, psicomotorie e cognitive, le autonomie personali e il gioco», dice Domenica Taruscio. «Individua per ogni ospite la terapia più adeguata e il linguaggio più adatto al fine di penetrare quel muro fatto di buio e silenzio in cui vivono le persone sordocieche, sviluppando trattamenti educativo-riabilitativi personalizzati portati avanti in varie aree e integrati con sedute di fisiochinesiterapia, idrochinesiterapia, musicoterapia, logopedia, deglutologia, orientamento e mobilità. I metodi e gli strumenti utilizzati sono studiati e adattati caso per caso, e fra questi non mancano le tecnologie assistive, ovvero ausili tecnologici a supporto dell’intervento educativo-riabilitativo che amplia le possibilità e le potenzialità della persona ad esempio offrendo la possibilità di apprendere un codice comunicativo (ad esempio attraverso comunicatori e switches). Alcuni di questi ausili sono nati specificatamente per i disabili, altre invece sono adattate alle esigenze particolari delle persone con disabilità sensoriali così da consentire loro di gestire l’ambiente, di uscire dall’isolamento, ma anche di apprendere. Alcuni possono diventare anche mezzi per controllare in modo remoto e indipendente le luci, la climatizzazione, la tv, e così permettono di gestire l’ambiente secondo i propri desideri. Insomma, per le persone sordocieche e con disabilità plurime le tecnologie assistive rappresentano una risorsa di fondamentale importanza per uscire dall’isolamento e avere una migliore qualità di vita. Uno strumento indispensabile per favorire la loro autonomia».

Perché alla Lega del Filo d’Oro “raro” significa anche prezioso: «Lo dico senza paura di sembrare melenso: raro è un diamante o una perla… Per noi “raro” significa anche “prezioso”», conclude Leopoldo Cozzolino, operatore della Sede Territoriale di Napoli della Lega del Filo d’Oro. «Lavorare in modo individualizzato, sapere che nessuno è uguale all’altro, tirar fuori quelle risorse che ci sono in ognuno… per noi ogni persona è preziosa e vogliamo “farla brillare” anche agli occhi degli altri».

di Sara De Carli

Nota 26 febbraio 2021, AOODGSIP 554

Ministero dell’Istruzione
Dipartimento per il Sistema Educativo di Istruzione e Formazione Direzione Generale per lo Studente, l’Inclusione e l’Orientamento scolastico

Ai Dirigenti Scolastici e Ai Coordinatori Didattici delle Istituzioni del Sistema Nazionale di Istruzione
Al Capo Dipartimento per il Sistema Educativo di Istruzione e Formazione
Al Direttore generale per gli Ordinamenti scolastici Al Direttore generale per il Personale scolastico
Ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali
Ai Dirigenti titolari degli Uffici scolastici Regionali per l’Umbria, la Basilicata e il Molise
e, p.c., Al Sovrintendente Scolastico per la Scuola in lingua italiana di Bolzano
All’Intendente Scolastico per la Scuola in lingua tedesca di Bolzano
All’Intendente Scolastico per la Scuola delle località ladine di Bolzano
Al Dirigente del Dipartimento Istruzione e cultura per la Provincia di Trento
Al Sovrintendente Scolastico per la Regione Valle D’Aosta LORO SEDI

Oggetto: Avvio delle misure di accompagnamento – Webinar di formazione per Dirigenti Scolastici e Funzioni Strumentali/Referenti inclusione – Inclusione e nuovo PEI

Marco Pontis, Autismo, cosa fare (e non)

Marco Pontis, Autismo, cosa fare (e non), Guida rapida per insegnanti, pp. 152, 2021

Difficoltà nel mantenere il contatto visivo, nelle relazioni, nel mettersi “nei panni degli altri”. Ricorso a rituali ripetitivi e rigidi, tendenza a stare da soli, fatica nell’affrontare i cambiamenti: sono solo alcuni degli aspetti del comportamento dei bambini con autismo.

Adottare una didattica aperta, orientata alla valorizzazione delle differenze e accessibile a tutti attraverso l’uso sistematico di alcuni semplici strumenti può aumentare notevolmente le possibilità di comprensione e il piacere di partecipare attivamente, non solo degli alunni con autismo ma anche di tanti altri compagni di classe: da qui nasce l’idea di Autismo, cosa fare (e non), una guida rapida e di pronta applicazione di Marco Pontis per insegnanti.

Ecco tre strategie semplici ma efficaci per migliorare l’apprendimento e il benessere in classe, di tutti:

Perché il bambino ha un repertorio di comportamenti e interessi ristretto?  Perché quando è interessato a un argomento vuole approfondirlo in maniera dettagliata. Cosa fare: Partire da queste attività e cercare di ampliare la sua gamma di interessi proponendo sia argomenti affini, sia argomenti differenti e nuovi. Cosa non fare: non desistere dal cercare di ampliare i suoi interessi, soprattutto quelli condivisibili con i compagni.

Perché ripete parole o frasi? Perché è un modo per tranquillizzarsi. Cosa fare: Cercare di capire la funzione che questo comportamento ha per il singolo bambino. Cosa non fare: non alzare la voce per sovrastare il volume della sua.

Perché non capisce che spesso le persone utilizzano espressioni non letterali (metafore, doppi sensi, battute) per divertirsi? Perché è un pensatore concreto. Cosa fare: Cercare di verificare spesso che il bambino abbia compreso il linguaggio figurato. Cosa non fare: non ridere in sua presenza senza spiegargli il perché.

Marco Pontis, docente di Pedagogia e didattica speciale delle disabilità intellettuali e dei disturbi generalizzati dello sviluppo e di Pedagogia e didattica speciale per la collaborazione multiprofessionale presso l’Università di Bolzano. Da quasi vent’anni lavora con e per le persone con disturbi dello spettro autistico e altre disabilità complesse, collabora costantemente con le associazioni di familiari nella formazione dei genitori e degli operatori scolastici e socio-sanitari e nella supervisione degli interventi educativi evidence-based. Responsabile del Centro CTR per i disturbi dello spettro autistico, collabora con CRS Centro di Ricerca, Sviluppo e studi superiori. È autore di numerosi articoli scientifici, materiali formativi, saggi e testi.