DL Scuola: stralciare subito emendamenti sul CSPI

DL Scuola, FLC CGIL: stralciare subito emendamenti sul CSPI, sono insulto alla scuola e al suo personale  

Roma, 9 luglio – Apprendiamo dalla discussione che si sta svolgendo in queste ore alla Camera per la conversione in legge del decreto Scuola, che il governo non desiste dal suo insano progetto di aumentare il numero dei componenti del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione da 36 a 45, lasciando inalterata la componente elettiva a 18 membri e aumentando quella ministeriale da 18 a 27 componenti. 

L’intento è chiaro: far tacere il Consiglio sui provvedimenti oggetto di relazioni sindacali come graduatorie, supplenze, bandi concorso, valutazione, riducendo drasticamente il numero delle materie soggette al parere obbligatorio del CSPI.  Da una parte si depotenzia il Consiglio diminuendone la composizione delle rappresentanze della scuola e dall’altra se ne riduce la competenza e l’incidenza.  

 

Non intravediamo, tra l’altro, quale sia il carattere d’urgenza per mettere mano, tramite un decreto legge, alla composizione e alle competenze di un organo collegiale le cui votazioni per il rinnovo si sono concluse solo due mesi fa. Questa operazione si configura come un vero e proprio insulto alla scuola e a tutto il personale scolastico che, con una partecipazione ben più alta (il 50%) di quella a cui siamo solitamente abituati in altre consultazioni, ha dimostrato di avere un grande senso di responsabilità professionale e sociale.

Il relatore del provvedimento ha proposto l’accantonamento di questi emendamenti noi, invece, ne chiediamo con forza lo stralcio. Questi colpi di mano non fanno il bene di nessuno: lo stesso ministro, con questa operazione, si priva dell’autorevolezza dei pareri di un organismo equilibrato nella composizione e coerente nelle funzioni. 

Sentenza Consiglio di Stato sez.VII 9 luglio 2024

IL CONSIGLIO DI STATO ACCOGLIE IL RICORSO, ANNULLA LA SENTENZA DEL TAR E IL DECRETO DEL MINISTERO CHE AVEVA RICONOSCIUTO UNA SOLA ABILITAZIONE ALL’INSEGNAMENTO “E’POSSIBILE E NON DISCRIMINATORIO RICHIEDERE E OTTENERE IL RICONOSCIMENTO DI PIÙ CLASSI DI CONCORSO ABILITANTI SULLA BASE DELLO STESSO PERCORSO FORMATIVO ANCHE IN MANCANZA DI DENOMINAZIONE SPECIFICA NELLA ADEVERINTA”

Di grande interesse e unica nel suo genere, la sentenza del Consiglio di Stato sez.VII di oggi 9 luglio 2024 di accoglimento del appello, patrocinato dagli Avvocati Maurizio Danza e Pietro Valentini del Foro di Roma con cui la docente impugnava la sentenza di primo grado con cui il Tar del Lazio, Roma, Sezione Terza aveva respinto il suo ricorso per l’annullamento del diniego di riconoscimento della formazione conseguita all’estero, ai fini dell’abilitazione all’insegnamento per le classi di concorso A-27 (Matematica e Fisica nella scuola secondaria di II° grado) e A-28 (Matematica e Scienze nella scuola secondaria di primo grado),che aveva riconosciuto immediatamente all’istante la sola abilitazione all’insegnamento per la classe di concorso A-26 (Matematica), negandola per gli altri due codici (A-27 e A-28),negando le altre sulla base della circostanza che l’adeverinta finale non fosse corrispondente alla denominazione relativa alle altre classi di concorso.

Secondo la ricorrente la decisione era erronea anzitutto nella parte in cui aveva ritenuto che il Ministero abbia svolto correttamente l’istruttoria sull’istanza di riconoscimento, sia in quanto non sarebbe stato correttamente applicato l’art. 3 del Decreto Legislativo n. 206/2007 di recepimento della Direttiva 2005/36/CE, sia perché sarebbero stati travisati i fatti alla base dell’istruttoria medesima, tale per cui il primo giudice non si sarebbe nemmeno avveduto del possesso da parte della ricorrente medesima della laurea in “Matematica” c.d. vecchio ordinamento, conseguita in data 15 dicembre 1995 presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, quale idoneo titolo di accesso per le procedure di reclutamento del personale docente previsto dal diritto interno e abilitante all’insegnamento per tutte le classi di concorso richieste (A-26 Matematica; A-27 Matematica e Fisica; A-28 Matematica e Scienze) (primo motivo di appello).

Inoltre, la sentenza era erronea nella parte in cui si era affermato che il Ministero avesse effettuato la valutazione e comparazione in concreto tra il percorso professionalizzante seguito dalla ricorrente e quanto richiesto in Italia per l’ottenimento dell’abilitazione all’insegnamento sulle classi di concorso richieste (secondo motivo di appello).

Ad avviso dell’Avv. Maurizio Danza Prof. di Diritto dell’Istruzione e Ricerca scientifica ISFOA, la Settima sezione del Consiglio di Stato nell’accogliere l’appello fissa un nuovo principio giurisprudenziale in Italia con riferimento ai riconoscimento c.d.plurimi, avendo stabilito che non è discriminatorio, come sostenuto dal Ministero Istruzione e Merito richiedere e ottenere il riconoscimento di più classi di concorso abilitanti sulla base dello stesso percorso formativo e sia presentando una sola domanda o più domande, anche in mancanza di denominazione specifica nella adeverinta.

Questa la motivazione di accoglimento dell’appello :

Va infatti anzitutto accolto il terzo motivo di appello che censurava la sentenza nella parte in cui si era affermato che non sarebbe possibile richiedere e ottenere il riconoscimento, con la medesima o con plurime istanze, dell’abilitazione per più classi di concorso, in quanto ciò sarebbe discriminatorio nei confronti dei cittadini italiani che, svolgendo in Italia una sola formazione, potrebbero legittimamente

aspirare al riconoscimento di un solo percorso abilitante.

All’opposto, appare proprio nei fatti comprovato che il Ministero possa decidere di effettuare il riconoscimento per più classi di concorso anche a fronte di una sola formazione espletata, in quanto ciò che rileva è il contenuto sostanziale ed effettivo della formazione espletata e la sua astratta idoneità ad essere riconosciuta sotto più titoli.

In tale ottica prospettica, non può paventarsi alcun pericolo di discriminazione alla rovescia rispetto ai cittadini italiani che, svolgendo in Italia una sola formazione, hanno diritto al riconoscimento di un solo percorso abilitante, essendo il parametro oggettivo unico per tutti gli aspiranti docenti, e cioè la qualità e quantità della formazione svolta.

Fondati, sono, inoltre, gli altri due motivi che censurano la legittimità dell’operato ministeriale sotto il profilo della completezza dell’istruttoria svolta e la esplicitazione delle motivazioni a supposto del diniego opposto.

In particolare, per quanto è dato leggere nell’atto impugnato, il Ministero ha rilevato “la mancata corrispondenza della suddetta attestazione a quanto previsto in materia ai sensi della suddetta Direttiva 2013/55/UE del 20 novembre 2013, art. 13”, e inoltre che “non viene menzionata alcuna abilitazione all’insegnamento delle discipline specifiche, né nell’attestazione del Ministero rumeno né nel percorso professionalizzante svolto dall’interessata”.

Sotto questo profilo, non può essere anzitutto sottaciuto che tali affermazioni sono state svolte dal Ministero senza alcuna distinzione tra le due classi di concorso A- 27 e A-28, eppure, nelle more del giudizio, il Ministero medesimo ha riconosciuto la validità della formazione per la classe A-27.

Rimane quantomeno il dubbio, quindi, che sia stata effettuata una completa istruttoria anche per la classe di concorso A-28. A prescindere da ciò, è comunque evidente come nell’atto impugnato non siano state esplicitate le ragioni sulla base delle quali ritenere che sia stata effettuata in concreto la comparazione tra il percorso professionale conseguito dall’appellante in Romania e il titolo di abilitazione nazionale conseguibile in Italia.

Ritiene il Collegio che tale valutazione sarebbe stata indispensabile, sia in ossequio al principio generale del buon andamento dell’azione amministrativa (art. 97 Cost.), sia in relazione all’obbligo di rendere adeguata motivazione dei provvedimenti adottati ai sensi dell’art. 3 della L. 241/1990, sia sul piano del recepimento dei principi e delle norme contenute nella Direttiva 2005/36/CE, come attuata dal Decreto Legislativo n. 206/2007.

In particolare, in relazione a questo ultimo aspetto, è stato espressamente previsto che “il riconoscimento delle qualifiche professionali operato ai sensi del presente decreto legislativo permette di accedere, se in possesso dei requisiti specificamente previsti, alla professione corrispondente per la quale i soggetti di cui all’articolo 2, comma 1, sono qualificati nello Stato membro d’origine e di esercitarla alle stesse condizioni previste dall’ordinamento italiano”.

Né può condividersi la motivazione su cui il primo giudice ha incentrato la reiezione del motivo, e cioè che la locuzione “l’Attestazione n. 73825 rilasciata in data 18/04/2019 dal Ministero dell’Educazione Nazionale della Romania, il quale dichiara che il titolo indicato nel dispositivo conferisce, in Romania, all’interessata “il diritto all’insegnamento nel campo Matematica” contenuta nell’atto impugnato sarebbe di per ciò solo adeguata e sufficiente.

Ad avviso del Collegio, al contrario, tale locuzione non è affatto sufficiente ed anzi si pone in conflitto con l’indirizzo esegetico seguito in materia dall’Adunanza Plenaria (sentenze n. 18/2022), secondo cui la comparazione tra la formazione compiuta all’estero (Stato di provenienza) e quella prevista dallo Stato di appartenenza va sempre effettuata in concreto.

Anche da ultimo, l’Adunanza Plenaria n. 20 del 29 dicembre 2023 ha ribadito il principio che “Il Ministero […] deve dunque esaminare le istanze di riconoscimento […] tenendo conto dell’intero compendio di competenze, conoscenze e capacità acquisite […]”. Merita quindi di essere riformata la conseguente motivazione del Tar in cui si afferma che “l’Amministrazione appare aver svolto un esame del percorso formativo dell’istante, concludendolo in senso tuttavia negativo, in considerazione di due differenti ragioni entrambe da ritenersi logiche e coerenti con la disciplina vigente e idonee singolarmente a giustificare il diniego, riguardando in sostanza il mancato rispetto dei suddetti principi della “professione corrispondente” e della “identità di condizioni previste dall’ordinamento italiano”.”.

Alla luce delle suesposte considerazioni, ed in riforma della sentenza impugnata, va accolto il ricorso di primo grado e va annullato il diniego impugnato.

Dall’annullamento dell’atto impugnato non deriva però alcun automatico riconoscimento, dovendo l’Amministrazione competente ripronunciarsi sulla istanza del ricorrente (ex multis, sull’obbligo di riprovvedere, anche disponendo idonee misure compensative, v. Consiglio di Stato, Sezione VII, sentenza n. 4982/2023, a valere come precedente specifico e conforme ai sensi degli artt. 74, comma 1 e 88, comma 2, lett. d), c.p.a.).

Ferma la discrezionalità, la riedizione del potere sarà tuttavia astretta dai vincoli conformativi nascenti dall’odierno giudicato, che sono, in particolare: l’obbligo di comparare le formazioni in concreto e di espressamente motivare le ragioni della corrispondenza o, all’opposto, della non corrispondenza; e l’obbligo di valutare l’imposizione di misure compensative, ove necessario per evitare il rigetto integrale e automatico dell’istanza di riconoscimento.

Riforma istituti tecnici e professionali in Aula alla Camera. Opposizioni critiche

da Il Sole 24 Ore

Si avvicina il disco verde. Tuttavia la riforma avrà bisogno di altri passaggi, in particolare servono, tra le altre misure, due decreti attuativi. Amato (M5S): «Ennesimo provvedimento sciagurato del ministro dell’Istruzione Valditara»
di Redazione Scuola

Discussione generale oggi alla Camera sul disegno di legge sull’istituzione della filiera formativa tecnologico-professionale già approvata dal Senato. La riforma dell’istruzione tecnico-professionale prevede l’introduzione del nuovo modello 4+2; l’approvazione sembra dunque ormai vicina. Tuttavia la riforma avrà bisogno di altri passaggi dopo l’ approvazione definitiva in Parlamento: in particolare servono, tra le altre misure, due decreti attuativi che il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara deve emanare di concerto con altri ministeri e previa intesa in Conferenza unificata.

Le cifre

Nell’anno scolastico appena concluso sono 171 gli istituti tecnici e professionali, per 193 corsi, che, al termine dell’istruttoria condotta dalla commissione tecnica del ministero dell’Istruzione e del Merito, sono stati ammessi alla sperimentazione della nuova istruzione tecnica e professionale. Le scuole hanno presentato, alla luce del progetto nazionale, le loro candidature per la riduzione da 5 a 4 anni del percorso di studi, che consentirà l’accesso poi agli ITS (2 anni), in una filiera organica, ma anche all’università o direttamente al mondo del lavoro.

Critiche

Critiche oggi in Aula sono arrivate dal deputato M5S Gaetano Amato. «Mentre ci sono urgenze di ogni genere, in aula alla Camera perdiamo il nostro tempo a discutere l’ennesimo provvedimento sciagurato del ministro dell’Istruzione Valditara. Gli studenti saranno accompagnati a entrare in azienda dopo il diploma senza alcuna aspettativa su diritti e retribuzione, dopo anni di stage gratuiti. Addirittura, i percorsi formativi saranno indicati dalle aziende, che così siederanno direttamente in cattedra. Non è previsto un solo euro per incentivare i laboratori dentro le scuole, in compenso nel Ddl si parla di “filiera” e “addestramento”, “percorsi didattici per rispondere alle esigenze del settore produttivo”, senza che le imprese versino per la scuola un solo euro», ha detto aprendo il suo intervento nella discussione generale sul Ddl.


Esami di Stato 2024

Diario d’Esame 2023-2024 di Dario Cillo


  • Nota 5 giugno 2024, AOODGSIS 3225
    Comunicazione Esami di Stato secondo ciclo a.s. 2023/2024 – Attività a supporto della procedura e adempimenti sulla comunicazione dei dati
  • Nota 30 maggio 2024, AOODGOSV 22479
    Adempimenti di carattere operativo e organizzativo relativi all’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione – anno scolastico 2023-2024
  • Nota 29 maggio 2024, AOODGOSV 22213
    Utilizzo delle calcolatrici elettroniche nelle prove scritte dell’esame di Stato del secondo ciclo di istruzione – a.s. 2023/2024. Integrazione elenco
  • Nota 27 maggio 2024, AOODGOSV 21709
    Esame conclusivo del secondo ciclo di istruzione nelle scuole con progetti EsaBac ed EsaBac techno – a.s. 2023/2024
  • Decreto Ministeriale 22 maggio 2024, AOOGABMI 93
    Disposizioni per lo svolgimento dell’’esame conclusivo del secondo ciclo di istruzione nelle istituzioni scolastiche statali e paritarie con progetti EsaBac ed EsaBac techno – a.s. 2023/2024
  • Decreto Ministeriale 22 maggio 2024, AOOGABMI 94
    Disposizioni per lo svolgimento dell’esame di Stato nelle sezioni di liceo classico europeo – a.s . 2023 /2024
  • Decreto Ministeriale 22 maggio 2024, AOOGABMI 95
    Disposizioni per lo svolgimento dell’esame di Stato nelle sezioni con opzione internazionale cinese funzionanti presso il Convitto nazionale “V. Emanuele II” di Roma, presso il Convitto nazionale “Umberto I” di Torino, presso il Convitto nazionale “Cicognini” di Prato, presso l’Educandato statale “Collegio Uccellis” di Udine, presso il Convitto nazionale “Vittorio Emanuele II” di Cagliari e presso il Convitto nazionale “Canopoleno” di Sassari – a.s. 2023 /2024
  • Decreto Ministeriale 22 maggio 2024, AOOGABMI 96
    Disposizioni per lo svolgimento dell’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione nelle sezioni con opzione internazionale spagnola funzionanti presso istituti statali e paritari – a.s. 2023/2024
  • Decreto Ministeriale 22 maggio 2024, AOOGABMI 97
    Disposizioni per lo svolgimento dell’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione nelle sezioni con opzione internazionale tedesca funzionanti presso istituti statali e paritari – a.s. 2023/2024
  • Decreto Ministeriale 22 maggio 2024, AOOGABMI 98
    Disposizioni per lo svolgimento dell’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione nelle classi sperimentali autorizzate – a.s. 2023/2024
  • Nota 17 maggio 2024, AOODGSIP 1616
    E-Portfolio. Linee operative per la compilazione della Sezione ‘Capolavoro’
  • Nota 9 maggio 2024, AOODGCASIS 2727
    Rilascio della pagina dedicata alla predisposizione del Curriculum dello studente nella piattaforma UNICA – indicazioni operative
  • Nota 7 maggio 2024, AOODGOSV 17978
    Esami di Stato conclusivi del secondo ciclo di istruzione a.s. 2023/24. Pubblicazione elenchi dei Presidenti delle commissioni
  • Nota 30 aprile 2024, AOODGSIS 2551
    Esami di stato 2023/24. Nomina dei Referenti di sede delle istituzioni scolastiche e modalità di funzionamento del Plico Telematico per l’invio delle tracce delle prove scritte degli esami di stato della scuola secondaria di II grado
  • Nota 26 marzo 2024, AOODGOSV 12423
    Formazione delle commissioni dell’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione per l’a.s. 2023/2024
  • Ordinanza Ministeriale 22 marzo 2024, AOOGABMI 55
    Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione per l’anno scolastico 2023/2024
  • Nota 8 marzo 2024, AOODGOSV 9801
    Esame di Stato a conclusione del secondo ciclo di istruzione a.s. 2023/24 – indicazioni operative per la compilazione del Curriculum dello studente da parte degli studenti degenti in luoghi di cura/ospedali e istruzione domiciliare
  • Nota 6 marzo 2024, AOODGOSV 9466
    Utilizzo delle calcolatrici elettroniche nelle prove scritte dell’esame di Stato del secondo ciclo di istruzione – a.s. 2023/2024
  • Nota 22 febbraio 2024, AOODGOSV 7557
    Esame di Stato a conclusione del secondo ciclo di istruzione a.s. 2023/24 – indicazioni operative per la predisposizione e il rilascio del Curriculum dello studente
  • Decreto Ministeriale 26 gennaio 2024, AOOGABMI 10
    Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione: individuazione delle discipline oggetto della seconda prova scritta e scelta delle discipline affidate ai commissari esterni delle commissoni d’esame



Le prove suppletive si svolgono nei seguenti giorni:

  • prima prova scritta: 3 luglio, ore 8,30
  • seconda prova scritta: 4 luglio, con eventuale prosecuzione nei giorni successivi per gli indirizzi nei quali detta prova si svolge in più giorni
  • terza prova scritta, per gli istituti interessati: 9 luglio, ore 8,30

Le prove scritte si svolgono secondo il seguente calendario:


Il 18 giugno 2024 disponibile la chiave ministeriale per aprire la cornice nazionale generale di riferimento per l’elaborazione della seconda prova degli Istituti professionali.


Le Commissioni d’Esame si insediano il 17 giugno alle ore 8.30.


Quest’anno saranno 526.317 gli studenti coinvolti nelle prove (512.530 candidati interni e 13.787 esterni), mentre le commissioni sono 14.072, per un totale di 28.038 classi.
La ripartizione dei candidati per tipologia di percorso di studio è la seguente:

Licei: 266.057
Istituti Tecnici: 172.504
Istituti Professionali: 87.756

Pubblicati i dati regionali sugli studenti ammessi all’Esame di Stato per il secondo ciclo d’istruzione per l’anno scolastico 2023/2024.


Disponibili dal 5 giugno 2024 le commissioni dell’Esame conclusivo del II ciclo di istruzione. L’apposito motore di ricerca con le commissioni è raggiungibile all’indirizzo: https://matesami.pubblica.istruzione.it/

Le commissioni d’Esame sono composte da un Presidente esterno, da tre membri esterni e tre interni all’istituzione scolastica. La pubblicazione delle commissioni rappresenta un’altra tappa di avvicinamento alle prove di giugno. Si parte mercoledì 19 giugno, alle 8.30, con il primo scritto, italiano, comune a tutti gli indirizzi. Si prosegue il 20 giugno con la seconda prova, che riguarda le discipline caratterizzanti i singoli percorsi di studio. È previsto, poi, un colloquio che ha l’obiettivo di accertare il conseguimento del profilo educativo, culturale e professionale di ciascun candidato.


Nella Nota 17 maggio 2024, AOODGSIP 1616, relativa all’E-Portfolio ed alle Linee operative per la compilazione della Sezione ‘Capolavoro’, il MIM precisa “(…) che Il capolavoro non è oggetto del colloquio di esame di stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione e non va a confluire direttamente nel Curriculum dello studente, di cui tiene conto la Commissione nello svolgimento del colloquio. In base all’art. 22, c. 1 dell’O.M. n. 55/2024 (Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione per l’anno scolastico 2023/2024) «Nello svolgimento dei colloqui la commissione d’esame tiene conto delle informazioni contenute nel Curriculum dello studente». In sede d’esame, dunque, il candidato mette a disposizione della Commissione il Curriculum dello studente, il cui contenuto è dettagliato dall’art. 21 del D.Lgs. n. 62/2017 e il cui modello è stato adottato con D.M. n. 88/2020.


Entro il 15 maggio 2024 il consiglio di classe elabora un documento che esplicita i contenuti, i metodi, i mezzi, gli spazi e i tempi del percorso formativo, i criteri, gli strumenti di valutazione adottati e gli obiettivi raggiunti, nonché ogni altro elemento che lo stesso consiglio di classe ritenga utile e significativo ai fini dello svolgimento dell’esame. Per le discipline coinvolte sono altresì evidenziati gli obiettivi specifici di
apprendimento ovvero i risultati di apprendimento oggetto di valutazione specifica per l’insegnamento trasversale di Educazione civica.

  • Il documento indica inoltre, per i corsi di studio che lo prevedano, le modalità con le quali l’insegnamento di una disciplina non linguistica (DNL) in lingua straniera è stato attivato con metodologia CLIL.
  • Al documento possono essere allegati atti e certificazioni relativi alle prove effettuate e alle iniziative realizzate durante l’anno in preparazione dell’esame di Stato, ai PCTO, agli stage e ai tirocini eventualmente effettuati, alle attività, ai percorsi ed ai progetti svolti nell’ambito dell’insegnamento di Educazione Civica riferito agli aa.ss.
    2021/22 e 2022/23, nonché alla partecipazione studentesca ai sensi dello Statuto delle studentesse e degli studenti.
  • Per le classi articolate e per i corsi destinati a studenti provenienti da più classi, il documento del consiglio di classe è comprensivo della documentazione relativa ai gruppi componenti.
    Nella redazione del documento i consigli di classe tengono conto delle indicazioni fornite dal Garante per la protezione dei dati personali con nota del 21 marzo 2017, prot. 10719.
    Il documento del consiglio di classe è immediatamente pubblicato all’albo dell’istituto.
    La commissione si attiene ai contenuti del documento nell’espletamento del colloquio.

La Nota 7 maggio 2024, AOODGOSV 17978, stabilisce che, “con riferimento alle modalità di costituzione e di nomina delle commissioni dell’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione per l’anno scolastico 2023/2024 di cui alla nota della scrivente del 26 marzo 2024, n. 12423, si comunica che la data di pubblicazione degli elenchi dei Presidenti delle commissioni d’esame è fissata per il giorno 13 maggio 2024.”


Come previsto dalla Nota 9 maggio 2024, AOODGCASIS 2727 gli studenti frequentanti la scuola secondaria di secondo grado, in particolar modo quelli frequentanti l’ultimo anno, e i candidati esterni all’Esame di Stato a conclusione del secondo ciclo di istruzione a.s. 2023/24, possono consultare la pagina dedicata alla predisposizione e al rilascio del Curriculum dello studente sul sito web della piattaforma Unica.


Con la Nota 26 marzo 2024, AOODGOSV 12423, vengono fornite le disposizioni per la formazione delle commissioni dell’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione per l’a.s. 2023/2024.
La trasmissione, tramite istanza POLIS, delle domande di partecipazione degli aspiranti (Modelli ES-E e ES-1) deve avvenire dal 27 marzo al 12 aprile 2024.


Pubblicata l’Ordinanza Ministeriale 22 marzo 2024, AOOGABMI 55 che disciplina lo svolgimento dell’Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione per l’anno scolastico 2023/2024


Greco al Liceo classico; Matematica al Liceo scientifico; Economia Aziendale per gli Istituti tecnici del Settore economico indirizzo “Amministrazione, Finanza e Marketing”; Topografia per l’indirizzo “Costruzioni, Ambiente e Territorio”. Queste alcune delle discipline scelte per la seconda prova scritta della #Maturità2024, secondo quanto prevede il decreto firmato dal Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

L’Esame conclusivo del secondo ciclo d’istruzione si svolge secondo la struttura definita dal decreto legislativo 62/2017: una prima prova scritta di Italiano, comune a tutti gli indirizzi di studio, che si svolgerà dalle ore 8.30 di mercoledì 19 giugno 2024; una seconda prova scritta, riguardante le discipline caratterizzanti i singoli percorsi di studio (per i Professionali delineati dal d.lgs. n. 61/2017, la seconda prova scritta non riguarda specifiche discipline ma le competenze in uscita e i nuclei tematici fondamentali di indirizzo alle stesse correlati); il colloquio, che ha l’obiettivo di accertare il conseguimento del profilo educativo, culturale e professionale della studentessa e dello studente. Nel corso del colloquio, il candidato espone anche le esperienze svolte nell’ambito dei Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento (PCTO) e le competenze acquisite nell’ambito dell’Educazione civica.

Le Commissioni d’esame sono composte da un Presidente esterno, da tre membri esterni e da tre interni all’istituzione scolastica.

È prevista una terza prova scritta in alcuni indirizzi di studio (sezioni EsaBac, EsaBac techno, sezioni con opzione internazionale, scuole della Regione autonoma Valle d’Aosta, della Provincia autonoma di Bolzano e scuole con lingua d’insegnamento slovena e bilingui sloveno/italiano del Friuli Venezia Giulia).

Per conoscere le discipline oggetto della seconda prova e quelle affidate ai commissari esterni è disponibile un apposito motore di ricerca.

Licei

Greco per il Liceo classico; Matematica per il Liceo scientifico, anche per l’opzione Scienze applicate e la Sezione a indirizzo Sportivo; Lingua e cultura straniera 3 per il Liceo linguistico; Scienze umane per il Liceo delle Scienze umane (Diritto ed Economia politica all’opzione Economico-sociale); Discipline progettuali caratteristiche dei singoli indirizzi per il Liceo artistico; Teoria, analisi e composizione per il Liceo musicale; Tecniche della danza per il Liceo coreutico.

Istituti tecnici

Economia aziendale per l’indirizzo “Amministrazione, Finanza e Marketing” (Economia aziendale e Geo-politica nell’articolazione “Relazioni internazionali per il marketing”) e Discipline turistiche e aziendali per l’indirizzo Turismo; Topografia per l’indirizzo “Costruzioni, Ambiente e Territorio”; Sistemi e reti per entrambe le articolazioni dell’indirizzo “Informatica e Telecomunicazioni”; Progettazione multimediale nell’indirizzo “Grafica e comunicazione”; Trasformazione dei prodotti per l’articolazione “Produzioni e trasformazioni” degli Istituti agrari (Viticoltura e difesa della vite per l’articolazione “Viticoltura ed enologia”).


Valditara: “Esame segna passaggio nel percorso personale e formativo. Da quest’anno il supporto del docente orientatore per una scuola sempre più vicina ai propri ragazzi”

“La maturità 2024 si svolgerà in continuità con le modalità stabilite per lo scorso anno”, ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, firmando il Decreto di individuazione delle discipline oggetto della seconda prova scritta dell’Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione dell’anno scolastico 2023/24 e le discipline affidate ai commissari esterni delle relative commissioni d’esame. “La pubblicazione delle materie della seconda prova è il primo passo verso l’Esame di Stato che ha un valore fondamentale, anche simbolico, nel percorso di crescita di ogni ragazza e ragazzo. È infatti un momento di svolta nel percorso personale e formativo: l’esperienza scolastica si conclude e si è chiamati a decidere sul proseguimento dei propri studi o sull’ingresso nel mondo del lavoro. Quest’anno i maturandi e le loro famiglie potranno contare anche sul supporto dei docenti orientatori che, in collaborazione con il gruppo docenti della classe, potranno aiutarli a compiere scelte consapevoli, alla luce delle inclinazioni dei ragazzi e dell’offerta formativa successiva, università o Its, ma anche dell’offerta occupazionale del territorio. Una figura, quella del docente orientatore, che abbiamo fortemente voluto perché la scuola sia sempre più vicina ai propri ragazzi nella costruzione del loro futuro”.