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Elezioni

Domenica 12 giugno 2022, dalle ore 7.00 alle ore 23.00 – con eventuale turno di ballottaggio per l’elezione dei sindaci domenica 26 giugno 2022 dalle ore 7 alle ore 23 – si svolgono le consultazioni elettorali referendarie e per il turno ordinario di elezioni amministrative nelle regioni a statuto ordinario e in alcune regioni a statuto speciale.

Le Istituzioni scolastiche interessate, come disposto dal Ministero dell’Istruzione, metteranno a disposizione delle Amministrazioni comunali i locali scolastici, dal pomeriggio di venerdì 10 giugno sino all’intera giornata di lunedì 13 giugno 2022, laddove si svolgano solo le consultazioni referendarie, oppure sino all’intera giornata di martedì 14 giugno 2022, laddove si svolgano anche le elezioni amministrative e, nei comuni in cui si svolgerà il turno di ballottaggio, dal pomeriggio di venerdì 24 giugno sino all’intera giornata di lunedì 27 giugno 2022.

  • Decreto-Legge 4 maggio 2022, n. 41
    Disposizioni urgenti per lo svolgimento contestuale delle elezioni amministrative e dei referendum previsti dall’articolo 75 della Costituzione da tenersi nell’anno 2022, nonche’ per l’applicazione di modalita’ operative, precauzionali e di sicurezza ai fini della raccolta del voto
  • Circolare Ministero Interno 4 maggio 2022, n. 43
    Consultazioni elettorali e referendarie di domenica 12 giugno 2022. Disponibilità dei locali scolastici
  • Nota Ministero Interno 26 aprile 2022, Prot. n.9364
    Consultazioni elettorali e referendarie di domenica 12 giugno 2022. Referendum abrogativi ex art. 75 della Costituzione. Turno ordinario di elezioni amministrative nelle regioni a statuto ordinario e in alcune regioni a statuto speciale

In G.U. n. 82 del 7 aprile 2022 sono pubblicati i seguenti Decreti del Presidente della Repubblica:

  • Decreto del Presidente della Repubblica 6 aprile 2022: Indizione del referendum popolare per l’abrogazione del Testo unico delle disposizioni in materia di incandidabilita’ e di divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi.;
  • Decreto del Presidente della Repubblica 6 aprile 2022: Indizione del referendum popolare per la limitazione delle misure cautelari: abrogazione dell’ultimo inciso dell’art. 274, comma 1, lettera c), codice di procedura penale, in materia di misure cautelari e, segnatamente, di esigenze cautelari, nel processo penale.
  • Decreto del Presidente della Repubblica 6 aprile 2022: Indizione del referendum popolare per la separazione delle funzioni dei magistrati. Abrogazione delle norme in materia di ordinamento giudiziario che consentono il passaggio dalle funzioni giudicanti a quelle requirenti e viceversa nella carriera dei magistrati.
  • Decreto del Presidente della Repubblica 6 aprile 2022: Indizione del referendum popolare per la partecipazione dei membri laici a tutte le deliberazioni del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e dei Consigli giudiziari. Abrogazione di norme in materia di composizione del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e dei Consigli giudiziari e delle competenze dei membri laici che ne fanno parte.
  • Decreto del Presidente della Repubblica 6 aprile 2022: Indizione del referendum popolare per l’abrogazione di norme in materia di elezioni dei componenti togati del Consiglio superiore della magistratura.

Decreto-Legge 4 maggio 2022, n. 41

Disposizioni urgenti per lo svolgimento contestuale delle elezioni amministrative e dei referendum previsti dall’articolo 75 della Costituzione da tenersi nell’anno 2022, nonche’ per l’applicazione di modalita’ operative, precauzionali e di sicurezza ai fini della raccolta del voto. (22G00053)

(GU Serie Generale n.103 del 04-05-2022)

Circolare Ministero Interno 4 maggio 2022, n. 43

Ministero dell’Interno
DIPARTIMENTO PER GLI AFFARI INTERNI E TERRITORIALI
Direzione Centrale per i Servizi Elettorali

AI PREFETTI DELLA REPUBBLICA LORO SEDI
Al COMMISSARI DEL GOVERNO NELLE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO
AL PRESIDENTE DELLA REGIONE AUTONOMA VALLE D’AOSTA
per il tramite del Segretario Generale – Struttura Enti locali
Ufficio elettorale e Servizi demografici
e, per conoscenza:
ALLA REGIONE AUTONOMA FRIULI VENEZIA GIULIA
Direzione Centrale Autonomie locali, funzione pubblica, sicurezza e politiche per l’immigrazione – Servizio elettorale e Consiglio delle Autonomie locali
PEC: autonomielocali@certreqione. fvg .it)
ALLA REGIONE SICILIANA
Assessorato regionale delle Autonomie locali e della Funzione pubblica
Dipartimento Autonomie locali – Servizio 5° Elettorale
PEC: dipartimento.autonomie.locali@certmail.regione.sicilia.it
ALLA REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
Direzione Generale della Presidenza – Servizio Registro generale del Volontariato e organizzazione delle elezioni
PEC: pres.servizioelettorale@pec.regione.sardeqna.it

OGGETTO: Consultazioni elettorali e referendarie di domenica 12 giugno 2022. Disponibilità dei locali scolastici.

Nota Ministero Interno 26 aprile 2022, Prot. n.9364

Ministero dell’Interno
Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali
Direzione Centrale Servizi Elettorali

Oggetto: Consultazioni elettorali e referendarie di domenica 12 giugno 2022. Referendum abrogativi ex art. 75 della Costituzione. Turno ordinario di elezioni amministrative nelle regioni a statuto ordinario e in alcune regioni a statuto speciale.

Nota 21 aprile 2022, AOOGABMI 25902

Ministero dell’Istruzione
Ufficio di Gabinetto

Ai Dirigenti delle Istituzioni Scolastiche
E p.c. Al Direttore del Fondo Scuola Espero segreteria@pec.fondoespero.it

Oggetto: Fondo Scuola Espero – Elezioni per il rinnovo dei delegati – Invio liste elettorali e istruzioni di voto.

Elezione del Presidente della Repubblica

Giovedì 3 febbraio 2022, alle ore 15.30, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha prestato giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione dinanzi al Parlamento riunito in seduta comune integrato dai delegati regionali che hanno partecipato all’elezione.

Messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Parlamento nel giorno del giuramento

Roma, 03/02/2022

Signori Presidenti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica,

Signori parlamentari e delegati regionali,

il Parlamento e i rappresentanti delle Regioni hanno preso la loro decisione.

È per me una nuova chiamata – inattesa – alla responsabilità; alla quale tuttavia non posso e non ho inteso sottrarmi.

Ritorno dunque di fronte a questa Assemblea, nel luogo più alto della rappresentanza democratica, dove la volontà popolare trova la sua massima espressione.

Vi ringrazio per la fiducia che mi avete manifestato chiamandomi per la seconda volta a rappresentare l’unità della Repubblica.

Adempirò al mio dovere secondo i principi e le norme della Costituzione, cui ho appena rinnovato il giuramento di fedeltà, e a cui ho cercato di attenermi in ogni momento nei sette anni trascorsi.

La lettera e lo spirito della nostra Carta continueranno a essere il punto di riferimento della mia azione.

Il mio pensiero, in questo momento, è rivolto a tutte le italiane e a tutti gli italiani: di ogni età, di ogni Regione, di ogni condizione sociale, di ogni orientamento politico. E, in particolare, a quelli più in sofferenza, che si attendono dalle istituzioni della Repubblica garanzia di diritti, rassicurazione, sostegno e risposte al loro disagio.

Queste attese sarebbero state fortemente compromesse dal prolungarsi di uno stato di profonda incertezza politica e di tensioni, le cui conseguenze avrebbero potuto mettere a rischio anche risorse decisive e le prospettive di rilancio del Paese impegnato a uscire da una condizione di gravi difficoltà.

Leggo questa consapevolezza nel voto del Parlamento che ha concluso i giorni travagliati della scorsa settimana.

Travagliati per tutti, anche per me.

È questa stessa consapevolezza la ragione del mio sì e sarà al centro del mio impegno di Presidente della nostra Repubblica nell’assolvimento di questo nuovo mandato.

Nel momento in cui i Presidenti di Camera e Senato mi hanno comunicato l’esito della votazione, ho parlato delle urgenze – sanitaria, economica, sociale – che ci interpellano. Non possiamo permetterci ritardi, né incertezze.

La lotta contro il virus non è conclusa, la campagna di vaccinazione ha molto ridotto i rischi, ma non ci sono consentite disattenzioni.

È di piena evidenza come la ripresa di ogni attività sia legata alla diffusione dei vaccini che proteggono noi stessi e gli altri.

Questo impegno si unisce a quello per la ripresa, per la costruzione del nostro futuro.

L’Italia è un grande Paese.

Lo spirito di iniziativa degli italiani, la loro creatività e solidarietà, lo straordinario impegno delle nostre imprese, le scelte delle istituzioni ci hanno permesso di ripartire. Hanno permesso all’economia di raggiungere risultati che adesso ci collocano nel gruppo di testa dell’Unione. Ma questa ripresa, per consolidarsi e non risultare effimera, ha bisogno di progettualità, di innovazione, di investimenti nel capitale sociale, di un vero e proprio salto di efficienza del sistema-Paese.

Nuove difficoltà si presentano. Le famiglie e le imprese dovranno fare i conti con gli aumenti del prezzo dell’energia. Preoccupa la scarsità e l’aumento del prezzo di alcuni beni di importanza fondamentale per i settori produttivi.

Viviamo una fase straordinaria in cui l’agenda politica è in gran parte definita dalla strategia condivisa in sede europea.

L’Italia è al centro dell’impegno di ripresa dell’Europa. Siamo i maggiori beneficiari del programma Next Generation e dobbiamo rilanciare l’economia all’insegna della sostenibilità e dell’innovazione, nell’ambito della transizione ecologica e digitale.

La stabilità di cui si avverte l’esigenza è, quindi, fatta di dinamismo, di lavoro, di sforzo comune.

I tempi duri che siamo stati costretti a vivere ci hanno lasciato una lezione: dobbiamo dotarci di strumenti nuovi per prevenire futuri possibili pericoli globali, per gestirne le conseguenze, per mettere in sicurezza i nostri concittadini.

L’impresa alla quale si sta ponendo mano richiede il concorso di ciascuno.

Forze politiche e sociali, istituzioni locali e centrali, imprese e sindacati, amministrazione pubblica e libere professioni, giovani e anziani, città e zone interne, comunità insulari e montane. Vi siamo tutti chiamati.

L’esempio ci è stato offerto da medici, operatori sanitari, volontari, da chi ha garantito i servizi essenziali nei momenti più critici, dai sindaci, dalle Forze Armate e dalle Forze dell’ordine, impegnate a sostenere la campagna vaccinale: a tutti va riaffermata la nostra riconoscenza.

Questo è l’orizzonte che abbiamo davanti.

Dobbiamo disegnare e iniziare a costruire, in questi prossimi anni, l’Italia del dopo emergenza.

È ancora tempo di un impegno comune per rendere più forte la nostra Patria, ben oltre le difficoltà del momento.

Un’Italia più giusta, più moderna, intensamente legata ai popoli amici che ci attorniano.

Un Paese che cresca in unità.

In cui le disuguaglianze – territoriali e sociali – che attraversano le nostre comunità vengano meno.

Un’Italia che offra ai suoi giovani percorsi di vita nello studio e nel lavoro per garantire la coesione del nostro popolo.

Un’Italia che sappia superare il declino demografico a cui l’Europa sembra condannata.

Un’Italia che tragga vantaggio dalla valorizzazione delle sue bellezze, offrendo il proprio modello di vita a quanti, nel mondo, guardano ad essa con ammirazione.

Un’Italia impegnata nella difesa dell’ambiente, della biodiversità, degli ecosistemi, consapevole delle responsabilità nei confronti delle future generazioni.

Una Repubblica capace di riannodare il patto costituzionale tra gli italiani e le loro istituzioni libere e democratiche.

Rafforzare l’Italia significa, anche, metterla in grado di orientare il processo per rilanciare l’Europa, affinché questa divenga più efficiente e giusta; rendendo stabile e strutturale la svolta che è stata compiuta nei giorni più impegnativi della pandemia.

L’apporto dell’Italia non può mancare: servono idee, proposte, coerenza negli impegni assunti.

La Conferenza sul futuro dell’Europa non può risolversi in un grigio passaggio privo di visione storica ma deve essere l’occasione per definire, con coraggio, una Unione protagonista nella comunità internazionale.

In aderenza alle scelte della nostra Costituzione, la Repubblica ha sempre perseguito una politica di pace. In essa, con ferma adesione ai principi che ispirano l’Organizzazione delle Nazioni Unite, il Trattato del Nord Atlantico, l’Unione Europea, abbiamo costantemente promosso il dialogo reciprocamente rispettoso fra le diverse parti affinché prevalessero i principi della cooperazione e della giustizia.

Da molti decenni i Paesi europei possono godere del dividendo di pace, concretizzato dall’integrazione europea e accresciuto dal venir meno della Guerra fredda.

Non possiamo accettare che ora, senza neppure il pretesto della competizione tra sistemi politici ed economici differenti, si alzi nuovamente il vento dello scontro; in un continente che ha conosciuto le tragedie della Prima e della Seconda guerra mondiale.

Dobbiamo fare appello alle nostre risorse e a quelle dei Paesi alleati e amici affinché le esibizioni di forza lascino il posto al reciproco intendersi, affinché nessun popolo debba temere l’aggressione da parte dei suoi vicini.

I popoli dell’Unione Europea devono anche essere consapevoli che ad essi tocca un ruolo di sostegno ai processi di stabilizzazione e di pace nel martoriato panorama mediterraneo e medio-orientale. Non si può sfuggire alle sfide della storia e alle relative responsabilità.

Su tutti questi temi – all’interno e nella dimensione internazionale – è intensamente impegnato il Governo guidato dal Presidente Draghi; nato, con ampio sostegno parlamentare, nel pieno dell’emergenza e ora proiettato a superarla, ponendo le basi di una stagione nuova di crescita sostenibile del nostro Paese e dell’Europa. Al Governo esprimo un convinto ringraziamento e gli auguri di buon lavoro.

I grandi cambiamenti che stiamo vivendo a livello mondiale impongono soluzioni rapide, innovative, lungimiranti, che guardino alla complessità dei problemi e non soltanto agli interessi particolari.

Una riflessione si propone anche sul funzionamento della nostra democrazia, a tutti i livelli.

Proprio la velocità dei cambiamenti richiama, ancora una volta, al bisogno di costante inveramento della democrazia.

Un’autentica democrazia prevede il doveroso rispetto delle regole di formazione delle decisioni, discussione, partecipazione. L’esigenza di governare i cambiamenti sempre più rapidi richiede risposte tempestive. Tempestività che va comunque sorretta da quell’indispensabile approfondimento dei temi che consente puntualità di scelte.

Occorre evitare che i problemi trovino soluzione senza l’intervento delle istituzioni a tutela dell’interesse generale: questa eventualità si traduce sempre a vantaggio di chi è in condizioni di maggiore forza.

Poteri economici sovranazionali tendono a prevalere e a imporsi, aggirando il processo democratico.

Su un altro piano, i regimi autoritari o autocratici tentano ingannevolmente di apparire, a occhi superficiali, più efficienti di quelli democratici, le cui decisioni, basate sul libero consenso e sul coinvolgimento sociale, sono, invece, più solide ed efficaci.

La sfida – che si presenta a livello mondiale – per la salvaguardia della democrazia riguarda tutti e anzitutto le istituzioni.

Dipenderà, in primo luogo, dalla forza del Parlamento, dalla elevata qualità della attività che vi si svolge, dai necessari adeguamenti procedurali.

Vanno tenute unite due esigenze irrinunziabili: rispetto dei percorsi di garanzia democratica e, insieme, tempestività delle decisioni.

Per questo è cruciale il ruolo del Parlamento, come luogo della partecipazione. Il luogo dove si costruisce il consenso attorno alle decisioni che si assumono. Il luogo dove la politica riconosce, valorizza e immette nelle istituzioni ciò che di vivo emerge dalla società civile.

Così come è decisivo il ruolo e lo spazio delle autonomie. Il pluralismo delle istituzioni, vissuto con spirito di collaborazione – come abbiamo visto nel corso dell’emergenza pandemica – rafforza la democrazia e la società.

Non compete a me indicare percorsi riformatori da seguire. Ma dobbiamo sapere che dalle risposte che saranno date a questi temi dipenderà la qualità della nostra democrazia.

Quel che appare comunque necessario – nell’indispensabile dialogo collaborativo tra Governo e Parlamento è che – particolarmente sugli atti fondamentali di governo del Paese – il Parlamento sia posto in condizione sempre di poterli esaminare e valutare con tempi adeguati. La forzata compressione dei tempi parlamentari rappresenta un rischio non certo minore di ingiustificate e dannose dilatazioni dei tempi.

Appare anche necessario un ricorso ordinato alle diverse fonti normative, rispettoso dei limiti posti dalla Costituzione.

La qualità stessa e il prestigio della rappresentanza dipendono, in misura non marginale, dalla capacità dei partiti di esprimere ciò che emerge nei diversi ambiti della vita economica e sociale, di favorire la partecipazione, di allenare al confronto.

I partiti sono chiamati a rispondere alle domande di apertura che provengono dai cittadini e dalle forze sociali.

Senza partiti coinvolgenti, così come senza corpi sociali intermedi, il cittadino si scopre solo e più indifeso. Deve poter far affidamento sulla politica come modalità civile per esprimere le proprie idee e, insieme, la propria appartenenza alla Repubblica.

Il Parlamento ha davanti a sé un compito di grande importanza perché, attraverso nuove regole, può favorire una stagione di partecipazione.

Anche sul piano etico e culturale è necessario – proprio nel momento della difficoltà – sollecitare questa passione che in tanti modi si esprime nella nostra comunità. Tutti i giovani in primo luogo, tutti, particolarmente loro, sentono sulle proprie spalle la responsabilità di prendere il futuro del Paese, portando nella politica e nelle istituzioni novità ed entusiasmo.

Rivolgo un saluto rispettoso alla Corte Costituzionale, presidio di garanzia dei principi della nostra Carta.

Nell’inviare un saluto alle nostre Magistrature – elemento fondamentale del sistema costituzionale e della vita della società –mi preme sottolineare che un profondo processo riformatore deve interessare anche il versante della giustizia.

Per troppo tempo è divenuta un terreno di scontro che ha sovente fatto perdere di vista gli interessi della collettività.

Nella salvaguardia dei principi, irrinunziabili, di autonomia e di indipendenza della Magistratura – uno dei cardini della nostra Costituzione – l’ordinamento giudiziario e il sistema di governo autonomo della Magistratura devono corrispondere alle pressanti esigenze di efficienza e di credibilità, come richiesto a buon titolo dai cittadini.

È indispensabile che le riforme annunciate giungano con immediatezza a compimento affinché il Consiglio Superiore della Magistratura possa svolgere appieno la funzione che gli è propria, valorizzando le indiscusse alte professionalità su cui la Magistratura può contare, superando logiche di appartenenza che, per dettato costituzionale, devono restare estranee all’Ordine giudiziario.

Occorre per questo che venga recuperato un profondo rigore.

In sede di Consiglio Superiore ho da tempo sottolineato che indipendenza e autonomia sono principi preziosi e basilari della Costituzione ma che il loro presidio risiede nella coscienza dei cittadini: questo sentimento è fortemente indebolito e va ritrovato con urgenza.

I cittadini devono poter nutrire convintamente fiducia e non diffidenza verso la giustizia e l’Ordine giudiziario. Neppure devono avvertire timore per il rischio di decisioni arbitrarie o imprevedibili che, in contrasto con la certezza del diritto, incidono sulla vita delle persone.

Va sempre avvertita la grande delicatezza della necessaria responsabilità che la Repubblica affida ai magistrati.

La Magistratura e l’Avvocatura sono chiamate ad assicurare che il processo riformatore si realizzi, facendo recuperare appieno prestigio e credibilità alla funzione giustizia, allineandola agli standard europei.

Alle Forze Armate, sempre più strumento di pace, elemento significativo nella politica internazionale della Repubblica, alle Forze dellordine, garanzia di libertà nella sicurezza, esprimo il mio apprezzamento, unitamente al rinnovo del cordoglio per quanti hanno perduto la vita nell’ assolvimento del loro dovere.

Nel salutare il Corpo Diplomatico accreditato, ringrazio per l’amicizia e la collaborazione espressa nei confronti del nostro Paese.

Ai numerosi nostri connazionali presenti nelle più diverse parti del globo va il mio saluto affettuoso, insieme al riconoscimento per il contributo che danno alla comprensione dell’identità italiana nel mondo.

A Papa Francesco, al cui magistero l’Italia guarda con grande rispetto, esprimo i sentimenti di riconoscenza del popolo italiano.

Un messaggio di amicizia invio alle numerose comunità straniere presenti in Italia: la loro affezione nei confronti del nostro Paese in cui hanno scelto di vivere e il loro apporto alla vita della nostra società sono preziosi.

L’Italia è, per antonomasia, il Paese della bellezza, delle arti, della cultura. Così nel resto del mondo guardano, fondatamente, verso di noi.

La cultura non è il superfluo: è un elemento costitutivo dell’identità italiana.

Facciamo in modo che questo patrimonio di ingegno e di realizzazioni – da preservare e sostenere – divenga ancor più una risorsa capace di generare conoscenza, accrescimento morale e un fattore di sviluppo economico. Risorsa importante particolarmente per quei giovani che vedono nelle università, nell’editoria, nelle arti, nel teatro, nella musica, nel cinema un approdo professionale in linea con le proprie aspirazioni.

Consentitemi di ricordare, per renderle omaggio, una grande protagonista del nostro cinema e del nostro Paese: Monica Vitti.

Sosteniamo una scuola che sappia accogliere e trasmettere preparazione e cultura, come complesso dei valori e dei principi che fondano le ragioni del nostro stare insieme; scuola volta ad assicurare parità di condizioni e di opportunità.

Costruire un’Italia più moderna è il nostro compito.

Ma affinché la modernità sorregga la qualità della vita e un modello sociale aperto, animato da libertà, diritti e solidarietà, è necessario assumere la lotta alle diseguaglianze e alle povertà come asse portante delle politiche pubbliche.

Nell’ultimo periodo gli indici di occupazione sono saliti – ed è un dato importante – ma ancora tante donne sono escluse dal lavoro, e la marginalità femminile costituisce uno dei fattori di rallentamento del nostro sviluppo, oltre che un segno di ritardo civile, culturale, umano.

Tanti, troppi giovani sono sovente costretti in lavori precari e malpagati, quando non confinati in periferie esistenziali.

È doveroso ascoltare la voce degli studenti, che avvertono tutte le difficoltà del loro domani e cercano di esprimere esigenze, domande volte a superare squilibri e contraddizioni.

La pari dignità sociale è un caposaldo di uno sviluppo giusto ed effettivo.

Le diseguaglianze non sono il prezzo da pagare alla crescita. Sono piuttosto il freno per ogni prospettiva reale di crescita.

Nostro compito – come prescrive la Costituzione – è rimuovere gli ostacoli.

Accanto alla dimensione sociale della dignità, c’è un suo significato etico e culturale che riguarda il valore delle persone e chiama in causa l’intera società.  

La dignità.

Dignità è azzerare le morti sul lavoro, che feriscono la società e la coscienza di ognuno di noi. Perché la sicurezza del lavoro, di ogni lavoratore, riguarda il valore che attribuiamo alla vita.

Mai più tragedie come quella del giovane Lorenzo Parelli, entrato in fabbrica per un progetto scuola-lavoro.

Quasi ogni giorno veniamo richiamati drammaticamente a questo primario dovere del nostro Paese.

Dignità è opporsi al razzismo e all’antisemitismo, aggressioni intollerabili, non soltanto alle minoranze fatte oggetto di violenza, fisica o verbale, ma alla coscienza di ognuno di noi.

Dignità è impedire la violenza sulle donne, piaga profonda e inaccettabile che deve essere contrastata con vigore e sanata con la forza della cultura, dell’educazione, dell’esempio.

La nostra dignità è interrogata dalle migrazioni, soprattutto quando non siamo capaci di difendere il diritto alla vita, quando neghiamo nei fatti dignità umana agli altri.

È anzitutto la nostra dignità che ci impone di combattere, senza tregua, la tratta e la schiavitù degli esseri umani.

Dignità è diritto allo studio, lotta all’abbandono scolastico, annullamento del divario tecnologico e digitale.

Dignità è rispetto per gli anziani che non possono essere lasciati alla solitudine, e neppure possono essere privi di un ruolo che li coinvolga.

Dignità è contrastare le povertà, la precarietà disperata e senza orizzonte che purtroppo mortifica le speranze di tante persone.

Dignità è non dover essere costrette a scegliere tra lavoro e maternità.

Dignità è un Paese dove le carceri non siano sovraffollate e assicurino il reinserimento sociale dei detenuti. Questa è anche la migliore garanzia di sicurezza.

Dignità è un Paese non distratto di fronte ai problemi quotidiani che le persone con disabilità devono affrontare. Confidiamo in un Paese capace di rimuovere gli ostacoli che immotivatamente incontrano nella loro vita.

Dignità è un Paese libero dalle mafie, dal ricatto della criminalità, libero anche dalla complicità di chi fa finta di non vedere.

Dignità è assicurare e garantire il diritto dei cittadini a un’informazione libera e indipendente.

La dignità, dunque, come pietra angolare del nostro impegno, della nostra passione civile.

A questo riguardo – concludendo – desidero ricordare in quest’aula il Presidente di un’altra Assemblea parlamentare, quella europea, David Sassoli.

La sua testimonianza di uomo mite e coraggioso, sempre aperto al dialogo e capace di rappresentare le democratiche istituzioni ai livelli più alti, è entrata nell’animo dei nostri concittadini.

“Auguri alla nostra speranza” sono state le sue ultime parole in pubblico.

Dopo avere appena detto: “La speranza siamo noi”.

Ecco, noi, insieme, responsabili del futuro della nostra Repubblica.

Viva la Repubblica, viva l’Italia!


ELEZIONE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA (22A00701)
(GU Serie Generale n.24 del 29-01-2022)

Il Parlamento in seduta comune, con la partecipazione dei delegati regionali, con l’ottava votazione, nella giornata di sabato 29 gennaio, ha eletto Sergio Mattarella Presidente della Repubblica.

I voti per Mattarella sono stati 759. Per essere eletti era necessario raggiungere un quorum di 505 voti. Per Mattarella si tratta del secondo mandato da Capo dello Stato.

Il Presidente della Camera dei deputati, Roberto Fico, sentito il Presidente del Senato della Repubblica, Maria Elisabetta Alberti Casellati, ha convocato il Parlamento in seduta comune, con la partecipazione dei delegati regionali, lunedì 24 gennaio, alle ore 15, per l’elezione del Presidente della Repubblica.

Circolare ARAN 27 gennaio 2022, n. 1

ARAN
Direzione Contrattazione 1
U.O. Relazioni Sindacali

A tutte le Amministrazioni dei comparti
Funzioni centrali
– Funzioni Locali
– Sanità
– Istruzione e ricerca

– PCM
Loro Sedi

Oggetto: Rinnovo delle RSU. Elezioni del 5, 6 e 7 aprile 2022. Chiarimenti circa lo svolgimento delle elezioni.

Verso il rinnovo delle RSU

Verso il rinnovo delle RSU

di Cettina Calì

L’RSU, nata con l’intesa-quadro del 1991, è l’organismo di rappresentanza sindacale dei lavoratori nei luoghi di lavoro.

Nella scuola si iniziò a parlare di RSU con il rinnovo del contratto 1998/2001 che introdusse la possibilità di stipulare il contratto integrativo di istituto con la presenza delle RSU. Fino ad allora, infatti, l’attività sindacale nelle istituzioni scolastiche da parte dei sindacati veniva svolta da delegati nominati e, purtroppo, su molti aspetti, che dovevano nascere dal confronto sindacale, si demandava alla esclusiva competenza degli atti di gestione del Dirigente Scolastico. Nel 2016 iniziò una nuova stagione che portò ad un recupero di alcune prerogative sindacali con il rinnovo del contratto del Pubblico Impiego 2016/2018.

Nella scuola la RSU è composta da rappresentanti che possono provenire da diversi profili (docenti, ATA, personale educativo), senza che vi siano al suo interno quote prestabilite per l’una o per l’altra qualifica. Le scuole che occupano fino a 200 addetti eleggono 3 rappresentanti-lavoratori, oltre i 200 addetti il numero dei componenti eletti sale a 6.

L’elezione della RSU avviene con voto segreto espresso dai lavoratori su liste presentate dalle associazioni sindacali riconosciute come rappresentative. I seggi sono assegnati in proporzione ai voti ottenuti dalle singole liste.

Sono chiamati a votare tutti i dipendenti, di ruolo e non di ruolo, in servizio presso l’istituzione scolastica al momento delle votazioni.

Non possono essere candidati come RSU i presentatori di lista, i membri della commissione elettorale, gli scrutatori e coloro che occupano cariche in organismi istituzionali o cariche esecutive inpartiti e/o movimenti politici.

L’amministrazione – scuola – non svolge alcun ruolo durante le operazioni elettorali, ma deve garantire adeguato supporto alle stesse operazioni. 

Ogni sede di elezione deve avere una Commissione elettorale formata da un rappresentante per ogni sindacato che presenta la lista. Il designato deve essere un elettore non candidato. I componenti della Commissione elettorale devono essere indicati tra i dipendenti in servizio presso l’Amministrazione in cui si vota, ivi compresi quelli a tempo determinato. “L’amministrazione ha l’obbligo di consentire alle Commissioni elettorali l’assolvimento dei propri compiti utilizzando, se necessario, ogni forma di flessibilità nell’organizzazione del lavoro” .

La Commissione  elettorale, una volta costituita, assolve ai seguenti compiti:

• elegge il presidente; 

• concorda le regole del suo funzionamento; 

• acquisisce dall’amministrazione l’elenco degli elettori. Tali elenchi sono alfabetici, distinti per sesso. In ogni elenco è opportuno che venga  riportato accanto al nome anche la data di nascita per consentire con precisione l’identificazione degli elettori. La Commissione elettorale deve , inoltre, controllare che il dipendente in servizio su più scuole sia iscritto solo nella scuola dalla quale è amministrato (quella di titolarità, ovvero con più ore di servizio se è utilizzato o in assegnazione provvisoria);

• formalizza il numero di persone da eleggere, di candidati che è possibile presentare e del numero minimo delle firme occorrenti; 

• concorda con l’amministrazione le modalità con le quali l’istituzione deve garantire lo svolgimento di tutte le procedure elettorali; 

• riceve le liste; 

• istituisce l’apposito albo elettorale per le proprie comunicazioni; 

• esamina i ricorsi sull’ammissibilità delle liste e delle candidature; 

• predispone la scheda elettorale; 

• nomina i presidenti di seggio e, su indicazione dei presentatori delle liste, nomina gli scrutatori; 

• definisce il numero dei seggi e predispone gli elenchi degli aventi diritto suddivisi per seggio; 

• definisce l’orario di apertura giornaliera dei seggi. A tal proposito, la Commissione, al fine di favorire la più ampia partecipazione al voto, decide gli orari di apertura del seggio tenendo presente la durata del servizio nell’istituzione interessata, la distribuzione dei lavoratori nei vari turni/sedi e i relativi orari di servizio;

• definisce i luoghi delle votazioni; 

• organizza e gestisce le operazioni di scrutinio; 

• raccoglie i dati dei seggi e ne riepiloga i risultati; 

• attribuisce i seggi alle liste e individua gli eletti; 

• compila i verbali delle riunioni; 

• comunica i risultati ai soggetti interessati; 

• esamina i ricorsi sui risultati elettorali; 

• pubblica i risultati definitivi delle elezioni; 

• trasmette tutti i materiali e i risultati all’amministrazione per la conservazione e per l’inoltro all’ARAN. 

Ai fini della trasparenza, tutte le decisioni assunte dalla Commissione devono essere esposte all’albo elettorale attraverso la compilazione di appositi verbali. 

È opportuno che la Commissione concordi – per tempo – con il dirigente scolastico ciò che egli deve garantire e più precisamente:

• i locali per il regolare svolgimento dei lavori della Commissione; 

• l’elenco alfabetico degli elettori; 

• l’assegnazione dell’albo elettorale su cui è possibile affiggere le comunicazioni; 

• ogni materiale utile per il regolare funzionamento della Commissione (computer, fotocopiatrice, fax, telefono, internetetc.). 

Chi riceve la lista, al momento della presentazione, all’internodelle uffici di segreteria  deve rilasciare una ricevuta che attesti data, orario, ordine di presentazione della lista stessa. L’ordine di presentazione, infatti, è anche l’ordine in cui le liste verranno riportate sulla scheda elettorale. Se sono presentate più liste contemporaneamente, l’ordine verrà determinato per sorteggio.

La firma del presentatore di lista deve essere autenticata dal dirigente preposto dell’istituzione sede di elezioni RSU o da un suo delegato in uno qualsiasi dei modi previsti dalla legge. La lista deve avere un numero sufficiente di firme, secondo le deliberazioni della Commissione elettorale e conforme a quanto previsto dalle norme vigenti. I firmatari devono essere tutti inclusi nell’elenco degli elettori. La firma su più liste è nulla. 

La Commissione forma il seggio elettorale che è composto da un presidente e almeno due scrutatori. Il seggio si insedia e opera sulla base delle indicazioni definite dalla Commissione elettorale. È anche possibile costituire più seggi qualora vi siano sedi distanti tra loro oppure prevedere che l’unico seggio possa svolgere le proprie funzioni in modo itinerante tra le varie sedi al fine di garantire la massima partecipazione al voto. Il presidente è designato dalla Commissione elettorale tra il personale in servizio anche con incarico a tempo determinato; gli scrutatori sono invece designati dai presentatori di lista.

I componenti del seggio devono inoltre: 

– predisporre le urne per la votazione; 

– sigillarle al termine delle operazioni di voto delle varie giornate; 

– con la collaborazione del dirigente curare la conservazione delle urne dall’inizio delle operazioni di voto e fino allo scrutinio; 

– eseguire lo scrutinio delle schede che è fatto nel seggio ed è pubblico;

– redigere il verbale delle operazioni compiute e delle eventuali contestazioni o osservazioni che riguardano la procedura elettorale.

Se non risulta aver partecipato al voto più del 50% dei lavoratoriaventi diritto non si procede allo spoglio in alcuno dei seggi. Al termine dello scrutinio il Presidente o un suo delegato consegna alla Commissione elettorale il verbale e, in un plico sigillato, tutte le schede ricevute, votate e non votate. 

I seggi vengono attribuiti alle liste e non ai singoli candidati per cui nella prima fase si considerano esclusivamente i voti riportati da ciascuna lista. Il quorum per l’attribuzione dei seggi è calcolato dividendo il numero dei votanti per il numero dei componenti la RSU da eleggere. A titolo esemplificativo,  in una Amministrazione con 150 lavoratori aventi diritto al voto verranno eletti  3 componenti RSU. Poniamo che i votanti siano 120 (i voti validi 111, le schede nulle 6, le bianche 3) il quorum per l’attribuzione dei seggi si calcola dividendo il numero dei votanti (120) per il numero dei seggi (3), il quorum è pertanto 40. 

“In caso di parità di voti riportati da liste diverse o di parità di resti tra le stesse, i seggi vengono attribuiti alla lista che ha ottenuto complessivamente il maggiore numero di preferenze”. 

Alla RSU elette competono le funzioni gestionali, di controllo, di tutela e di verifica anche applicativa, di consultazione e partecipazione previste da leggi e contratti, oltre che l’esercizio continuativo dei diritti di informazione. “Inoltre, in quanto soggetto del sistema contrattuale, essa esercita, con i sindacati territoriali di categoria firmatari del CCNL, i poteri di contrattazione collettiva a livello aziendale nelle materie, con le procedure, modalità e nei limiti stabiliti dal contratto collettivo nazionale applicato nell’unità produttiva”. 

La procedura di avvio per il rinnovo RSU pertanto è un evento di grande significato e valore, un’occasione preziosa, un grande appuntamento di democrazia autentica e partecipata.

Qui di seguito le date utili per la corsa verso il rinnovo RSU 2022:• 31 gennaio 2022: annuncio delle elezioni da parte delle associazioni sindacali e contestuale inizio della procedura elettorale• 1 febbraio 2022: messa a disposizione, da parte delle Amministrazioni, dell’elenco generale alfabetico degli elettori e consegna della relativa copia a tutte le organizzazioni sindacali che ne fanno richiesta per l’inizio da parte delle organizzazioni sindacali della raccolta delle firme per la sottoscrizione delle liste che da quel momento in poi potranno essere presentate;• 10 febbraio 2022: primo termine utile per l’insediamento della Commissione elettorale• 16 febbraio 2022: termine conclusivo per la costituzione formale della Commissione elettorale• 25 febbraio 2022: termine ultimo per la presentazione delle liste elettorali• 24 marzo 2022: affissione delle liste elettorali da parte della Commissione• 5-6-7 aprile 2022: votazioni rinnovo RSU per il prossimo triennio• 8 aprile 2022: scrutinio elezioni RSU• 8 -14 aprile 2022: affissione risultati elettorali da parte della Commissione• 19-27 aprile 2022: invio, da parte delle Amministrazioni, all’Aran dei risultati.

Elezioni rappresentanti Consulte Provinciali Studentesche

Le elezioni dei rappresentanti delle Consulte Provinciali Studentesche (vd. Nota 20 settembre 2021, AOODGSIP 2046), così come disciplinate dal DPR n. 268 del 29 novembre 2007, recante modifiche e integrazioni al DPR 567/96, che rimarranno in carica per gli aa.ss. 2021/22 e 2022/23, dovranno concludersi entro e non oltre il 31 ottobre 2021, nel rispetto delle vigenti misure di sicurezza in materia di emergenza sanitaria, e si dovranno svolgere secondo la procedura elettorale semplificata, prevista dagli art. 21 e 22 dell’O.M. n. 215 del 15 luglio 1991.

Legge Costituzionale 18 ottobre 2021, n. 1

Legge Costituzionale 18 ottobre 2021, n. 1

Modifica all’articolo 58 della Costituzione, in materia di elettorato per l’elezione del Senato della Repubblica. (21G00156)

(GU n.251 del 20-10-2021)  

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica, con la maggioranza assoluta dei rispettivi componenti, hanno approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Promulga la seguente legge costituzionale:

Art. 1

1. Al primo comma dell’articolo 58 della Costituzione, le parole: «dagli elettori che hanno superato il venticinquesimo anno di eta’» sono soppresse.

La presente legge costituzionale, munita del sigillo dello Stato, sara’ inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addi’ 18 ottobre 2021

MATTARELLA

Draghi, Presidente del Consiglio dei ministri

Visto, il Guardasigilli: Cartabia


ERRATA-CORRIGE  

Comunicato relativo alla legge costituzionale 18 ottobre 2021, n. 1, recante: «Modifica all’articolo 58 della Costituzione, in materia di elettorato per l’elezione del Senato della Repubblica.». (Legge costituzionale pubblicata nella Gazzetta Ufficiale – Serie generale – n. 251 del 20 ottobre 2021). (21A06347)

(GU Serie Generale n.252 del 21-10-2021)

Nella formula di promulgazione della legge costituzionale citata in epigrafe, pubblicata nella sopra indicata Gazzetta Ufficiale, alla pag. 1, dove e’ scritto:
«La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica, con la maggioranza assoluta dei rispettivi componenti, hanno approvato;»,
leggasi:
«La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica, con la maggioranza assoluta dei rispettivi componenti, hanno approvato; Nessuna richiesta di referendum costituzionale e’ stata presentata;».

Nota 20 settembre 2021, AOODGSIP 2046

Ministero dell’Istruzione
Dipartimento per il Sistema Educativo di Istruzione e Formazione
Direzione Generale per lo Studente, l’Inclusione e l’Orientamento scolastico
UFF. II

Ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali
Al Sovrintendente Scolastico per la Provincia di Bolzano
Al Sovrintendente Scolastico per la Provincia di Trento
All’ Intendente Scolastico per la Scuola in lingua tedesca
All’ Intendente Scolastico per la Scuola Località Ladine
Al Sovrintendente degli studi per la Regione Valle D’Aosta
Ai Dirigenti degli Ambiti Territoriali
e, p.c. Ai Docenti referenti per le Consulte Provinciali degli Studenti presso gli UU.SS.RR. e gli ATP
Ai Presidenti delle Consulte Provinciali degli Studenti

OGGETTO: Elezioni dei rappresentanti degli studenti delle Consulte Provinciali – aa.ss. 2021/22 e 2022/23.

Legge 3 maggio 2021, n. 58

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 5 marzo 2021, n. 25, recante disposizioni urgenti per il differimento di consultazioni elettorali per l’anno 2021. (21G00069)

(GU Serie Generale n.108 del 07-05-2021)

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Promulga la seguente legge:

Art. 1

1. Il decreto-legge 5 marzo 2021, n. 25, recante disposizioni urgenti per il differimento di consultazioni elettorali per l’anno 2021, e’ convertito in legge con le modificazioni riportate in allegato alla presente legge.

2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara’ inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addi’ 3 maggio 2021

MATTARELLA

Draghi, Presidente del Consiglio dei ministri
Lamorgese, Ministro dell’interno

Visto, il Guardasigilli: Cartabia


Decreto-Legge 5 marzo 2021, n. 25 

Disposizioni urgenti per il differimento di consultazioni elettorali per l’anno 2021. (21G00032)

(GU n.57 del 8-3-2021 )

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;

Tenuto conto che l’Organizzazione mondiale della sanita’ ha dichiarato la pandemia da COVID-19;

Preso atto del permanere della situazione epidemiologica, del carattere particolarmente diffusivo dell’epidemia e dell’incremento dei casi e dei decessi notificati all’Organizzazione mondiale della sanita’;

Vista la delibera del Consiglio dei Ministri 13 gennaio 2021, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 15 del 20 gennaio 2021, con la quale e’ stato prorogato lo stato di emergenza sul territorio nazionale in conseguenza del rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili;

Visto il decreto-legge 20 aprile 2020, n. 26, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 giugno 2020, n. 59;

Visto il decreto-legge 7 ottobre 2020, n. 125, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 novembre 2020, n. 159 ed in particolare l’articolo 1, comma 4-terdecies;

Visto il decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 dicembre 2020, n. 176 ed in particolare l’articolo 31-quater;

Visto il decreto-legge 10 novembre 2020, n. 150, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 dicembre 2020, n. 181, ed in particolare l’articolo 8;

Visto il decreto-legge 31 dicembre 2020, n. 183, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2021, n. 21, ed in particolare l’articolo 2, comma 4;

Visto il decreto-legge 14 gennaio 2021, n. 2, ed in particolare l’articolo 4;

Considerata pertanto la necessita’ di assicurare che le consultazioni elettorali previste per l’anno 2021 si svolgano in condizioni di sicurezza per la salute dei cittadini, tenendo conto della campagna vaccinale in corso;

Ritenuto di dover intervenire con urgenza, al fine di evitare, con riferimento all’espletamento delle suddette procedure, fenomeni di assembramento di persone e condizioni di contiguita’ sociale al di sotto delle misure precauzionali adottate, ai fini del contenimento alla diffusione del virus;

Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del 4 marzo 2021;

Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei ministri e del Ministro dell’interno, di concerto con i Ministri per gli affari regionali e le autonomie, della giustizia, dell’economia e delle finanze e della salute;

Emana
il seguente decreto-legge:

Art. 1 Disposizioni urgenti per lo svolgimento di elezioni per l’anno 2021

1. Per l’anno 2021, in considerazione del permanere del quadro epidemiologico da Covid-19 complessivamente e diffusamente grave su tutto il territorio nazionale e dell’evolversi di significative varianti del virus che presentano carattere ulteriormente diffusivo del contagio:
a) in deroga a quanto previsto dall’articolo 1, comma 1, della legge 7 giugno 1991, n. 182, le elezioni dei consigli comunali e circoscrizionali previste per il turno annuale ordinario si tengono tra il 15 settembre e il 15 ottobre 2021;
b) sono inserite nel turno di cui alla lettera a):
1) le elezioni suppletive per i seggi della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica dichiarati vacanti entro il 31 luglio 2021;
2) le elezioni amministrative nei comuni i cui organi sono stati sciolti per fenomeni di infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso ai sensi dell’articolo 143 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, anche se gia’ indette, mediante l’integrale rinnovo del procedimento di presentazione delle liste e delle candidature; fino al rinnovo degli organi e’ prorogata la durata della gestione della commissione straordinaria di cui all’articolo 144 del medesimo testo unico;
3) le elezioni amministrative di cui all’articolo 2, comma 4, del decreto-legge 31 dicembre 2020, n. 183, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2021, n. 21, anche se gia’ indette;
4) le elezioni amministrative nei comuni i cui organi devono essere rinnovati per motivi diversi dalla scadenza del mandato, se le condizioni che ne rendono necessario il rinnovo si verificano entro il 27 luglio 2021.

2. Ai fini di cui al comma 1, in deroga a quanto previsto dall’articolo 5, comma 1, della legge 2 luglio 2004, n. 165, si tengono nell’ambito del turno di cui al medesimo comma 1, lettera a), le elezioni degli organi elettivi delle regioni a statuto ordinario, anche se gia’ indette, e quelle relative agli organi elettivi per i quali entro il 31 luglio 2021 si verificano le condizioni che ne rendono necessario il rinnovo. Fino alla data dell’insediamento dei nuovi organi elettivi, il Consiglio e la Giunta in carica continuano a svolgere, secondo le specifiche disposizioni dei rispettivi Statuti, compiti e funzioni nei limiti previsti e, in ogni caso, a garantire ogni utile iniziativa, anche legislativa, necessaria a far fronte a tutte le esigenze connesse all’emergenza sanitaria.

Art. 2 Riduzione delle sottoscrizioni per le elezioni comunali e circoscrizionali dell’anno 2021

1. Limitatamente alle elezioni comunali e circoscrizionali dell’anno 2021, il numero minimo di sottoscrizioni richieste per la presentazione delle liste e candidature e’ ridotto a un terzo.

Art. 3 Modalita’ di svolgimento delle operazioni di votazione e di scrutinio

1. Al fine di assicurare il necessario distanziamento sociale, le operazioni di votazione di cui all’articolo 1 si svolgono, in deroga a quanto previsto dall’articolo 1, comma 399, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, nella giornata di domenica, dalle ore 7 alle ore 23, e nella giornata di lunedi’, dalle ore 7 alle ore 15.

2. Nel caso di coincidenza di elezioni suppletive per la Camera dei deputati e per il Senato della Repubblica con elezioni regionali o elezioni amministrative, appena completate le operazioni di votazione e quelle di riscontro del numero dei votanti per ogni consultazione, si procede, nell’ordine, allo scrutinio relativo alle elezioni politiche suppletive e successivamente, senza interruzione, a quello relativo alle elezioni regionali o alle elezioni amministrative. Si applicano le disposizioni previste per le elezioni politiche relativamente agli adempimenti comuni, compresi quelli concernenti il funzionamento degli uffici elettorali di sezione. Le operazioni di scrutinio per ciascuna consultazione devono essere ultimate entro 12 ore dal loro inizio. Nel caso di coincidenza delle elezioni regionali con le elezioni amministrative, lo scrutinio delle elezioni amministrative e’ rinviato alle ore 9 del martedi’, dando la precedenza alle elezioni comunali e poi a quelle circoscrizionali. Le spese derivanti dall’attuazione di adempimenti comuni sono proporzionalmente ripartite tra lo Stato o gli altri enti interessati in base al numero delle rispettive consultazioni.

Art. 4 Clausola di neutralita’ finanziaria

1. Dall’attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni interessate provvedono ai relativi adempimenti mediante l’utilizzo delle risorse disponibili a legislazione vigente nei rispettivi stati di previsione e delle risorse del fondo da ripartire per fronteggiare le spese derivanti dalle elezioni politiche, amministrative, del parlamento europeo e dall’attuazione dei referendum, iscritto nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2021.

Art. 5 Entrata in vigore

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sara’ presentato alle Camere per la conversione in legge.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

Dato a Roma, addi’ 5 marzo 2021

MATTARELLA

Draghi, Presidente del Consiglio dei ministri
Lamorgese, Ministro dell’interno
Gelmini, Ministro per gli affari regionali e le autonomie
Cartabia, Ministro della giustizia
Franco, Ministro dell’economia e delle finanze
Speranza, Ministro della salute

Visto, il Guardasigilli: Cartabia

Nota 25 febbaio 2021, AOODGOSV 4086

Ministero dell’Istruzione
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la valutazione
e l’internazionalizzazione del sistema nazionale di istruzione

Ai Direttori Generali e ai dirigenti preposti degli Uffici Scolastici Regionali LORO SEDI
Ai Dirigenti scolastici delle Istituzioni scolastiche statali di ogni ordine e grado LORO SEDI
e, p.c.: Al Capo di Gabinetto SEDE
Al Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione SEDE
Al Capo dell’ Ufficio stampa SEDE

Oggetto: Elezioni del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI).Ordinanza ministeriale n. 173 del 9 dicembre 2020.