Archivi categoria: Stranieri

Darboe 3.0  – Il Minore Straniero Non Accompagnato

DARBOE 3.0  – Il Minore Straniero Non Accompagnato

di Luciana Puoti

 “Tu che fuggisti dalla terra amata,
 rorida di sangue,
dammi la mano. 
Insieme divideremo il pane
  (26.09.1991)
dalla raccolta “Pensieri”
di Assunta Valentino Puoti (1926-2011)
Mia Madre.

INDICE

  1. Premessa metodologica.
  2. Partendo dal caso di Darboe Ousainou, i profili di tutela del minore, straniero, non accompagnato: impianto normativo internazionale, europeo e nazionale 
  3. Il diritto all’istruzione
  4. L’emergenza ucraina
  5. Conclusioni: ancora sulla esigenza di un allargamento epistemologico della pedagogia speciale.

  1. Premessa metodologica

In linea con quanto già nel saggio “Victor 2.0 – La nuova sfida” Dagli epistemi della pedagogia speciale, i nuovi orizzonti della complessità, pubblicato su rivista specializzata EDSCUOLA, si ribadisce e si conferma l’urgenza del necessario allargamento di confine epistemologico della scienza della Pedagogia Speciale, per rispondere alle sfide determinate dalle nuove emergenze educative e dalla pluralità di Bisogni Educativi Speciali, fondato su attente riflessioni e scelte oculate sulle direzioni di senso.  Dal bambino selvaggio, e sua educabilità, ai nuovi Victor, il focus resta aperto sugli aspetti della Complessità e sulle forme di espressione del disagio che i giovani, sempre più ed in vario modo, non certo e non solo a scuola, manifestano.

Queste le ragioni dell’auspicato allargamento epistemologico della scienza, riclassificando le situazioni di disagio di cui al suo statuto fondante, all’oggetto della Pedagogia speciale e ai suoi principali strumenti/mediatori. Può sin d’ora, infatti, sembrare corretto considerare, nell’oggetto ampliato, tutte quelle difficoltà psichiche, dai ritardi e turbe di ogni sorta dello sviluppo bio-psico-sociale del fanciullo e del giovane, al disadattamento ambientale, che impone la rieducazione del comportamento asociale o antisociale; necessità educative, che, in una parola, potremmo catalogare come conseguenti ad una generale difficoltà nello sforzo di ridurre le asimmetrie  fra l’essere e il dover-poter essere di un individuo in fieri, di cogliere mezzi e opportunità tesi a favorire la formazione globale della personalità dei soggetti in condizioni di evidente disagio, per una migliore espressione di se stessi e una qualità di vita superiore. Nel più contenuto scenario della scuola, tali condizioni sono definite da ICF (nuovo sistema  dell’O.M.S di classificazione della disabilità International Classification of Functioning and Health) come qualsiasi difficoltà evolutiva di funzionamento (non diagnosi), permanente o transitoria, in ambito educativo o di apprendimento, dovuta all’interazione fra vari fattori di salute e sociali, che necessita di educazione speciale individualizzata. Si impone poi l’allargamento epistemologico, oltre che dell’oggetto, anche degli strumenti /mediatori nell’azione educativa, attraverso l’arricchimento dello strumento dei curricoli inclusivi, se è vero che nella dichiarazione UNESCO di Salamanca del 1994 si legge che “non sono i bambini ad essere disabili ma i curricoli”. E ancora l’accentuazione della personalizzazione dei percorsi formativi, secondo la pratica dell’Universal Design of Learning (UDL), per progettare e organizzare un unico ambiente di apprendimento universale, in cui tutti gli alunni, ciascuno conscio della propria specificità, possa riuscire a sviluppare competenze individuali e personalizzate. Pedagogia e didattica al servizio di una nuova ecologia delle relazioni, improntata al principio di Univers-quita’, riconoscente da un lato il pluralismo universale e dall’altro la conseguente necessaria compensazione delle differenze per una costruzione equa della personalità di ciascuno, nel senso della “valorizzazione dell’unicità-diversità, attivando processi di distinzione-differenziazione in teatri/sfondi interattivi, capaci di riconoscere e legittimare la pluralità e la diversità di essere unici[1] .

Appare pertanto di palmare evidenza che l’aspetto pedagogico è solo una delle versioni alla luce delle quali esaminare il fenomeno, tant’è che nel presente saggio, assecondando i tre diversi piani di interesse, normativo, criminologico e didattico, si partirà dal primo, poichè si è convinti che occorra partire da un punto fermo a legislazione vigente, per esigenza di scientificità nello sviluppo del ragionamento. Dalla tutela internazionale, europea e nazionale del minore, partendo dalla Costituzione Italiana, alla attenzione antropologica verso i tanti nuovi Victor: MSNA, bulli e bullizzati, hikikomori, soggetti affetti da sindromi da ansia sociale, soggetti a pratiche di affido e di adozioni, non solo internazionali,  insomma, in una parola, che purtroppo non è mia, verso la cd. ‘Generazione di cristallo[2], rispetto alla quale a noi adulti non è consentito comportarci da elefanti! Già la Direttiva Ministeriale 27/12/2012 sui Bisogni Educativi Speciali, rappresenta il più recente paradigma di lettura della complessità con approccio bio-psico-sociale nei percorsi di apprendimento, ma l’angolo visuale si allarga. Nella recente Convenzione sui diritti delle persone con disabilità[3], l’obiettivo di favorire l’inclusione delle persone con disabilità parte non tanto e non solo dalle condizioni anatomo-funzionali del soggetto, quanto piuttosto dalla consapevolezza delle situazioni ambientali esistenti e l’impatto dei fattori ambientali/contestuali, come facilitanti, ostacolanti, disattivanti, disabilitanti favorenti le potenzialità di cittadinanza attiva di tutte le persone arrivando a descriverli in termini facilitatori di barriere. Senza dimenticare la ricaduta dei due fronti giuridico ed antropologico nell’agito quotidiano di bambini profughi, alle prese con la prima socializzazione nel contesto scolastico.

2. Dopo Victor 2.0, partendo dal caso di Darboe Ousainou, i profili di tutela del minore, straniero, non accompagnato: impianto normativo internazionale, europeo e nazionale 

E dunque, dopo il bambino selvaggio di Itard, nuovo Victor è Darboe, Minore Straniero Non Accompagnato, prima e insieme ai tanti minori nel pieno della emergenza Ucraina. Per affrontare il tema del MINORE da un punto di vista normativo, si è preferito un approccio non didascalico, ma che prenda il via dall’esame di caso. In recentissima sentenza della Corte Europea dei Diritti Umani[4], l’Italia è stata condannata a risarcire i danni non patrimoniali sofferti da un ragazzo gambiano, Darboe Ousainou, minore straniero non accompagnato, giunto sulle coste italiane nel giugno del 2016, all’epoca diciassettenne. Nello specifico, i giudici di Strasburgo hanno contestato alle autorità italiane di aver agito illegittimamente verso Darboe, avendo accertato la sua età in maniera superficiale e a mezzo esami medici approssimativi ed inaffidabili, in contrasto con la normativa vigente, mancando altresì di nominare al ragazzo un tutore che ne avesse la rappresentanza e che potesse presentare per lui la richiesta di protezione internazionale. Dall’erronea determinazione dell’età di Darboe, ne è derivata la collocazione per un tempo lungo, quasi quattro mesi, fra gli adulti nel centro di accoglienza di Cona (VE), già noto per la condizione di sovraffollamento estremo, di violenza diffusa e per le gravi carenze igienico-sanitarie, oggi chiuso. Alla luce di tali comportamenti, la Corte ha ritenuto di dover condannare l’Italia per aver violato il diritto al rispetto della vita privata e familiare del sig. Darboe (art. 8 della Convenzione) ed il divieto di sottoposizione a trattamenti inumani e degradanti (art. 3 della Convenzione). La Corte ha precisato altresì che l’estrema vulnerabilità dei minori è un elemento decisivo da considerare attentamente, unitamente alla loro condizione di richiedenti asilo, che deve essere garantita con tutti i mezzi appropriati. Certo la sentenza della CEDU[5] è intervenuta dopo circa 5 anni dai fatti e nessuno ha potuto impedire a Darboe di subire grave violazione dei suoi diritti umani fondamentali e non si può fare a meno di interrogarsi sui tanti Darboe, minori stranieri non accompagnati, che hanno come lui subito tante sofferenze e plateali violazioni di diritti. Quali di seguito le norme violate.

2.1   I principi normativi di tutela, non solo internazionale e sovranazionale dei diritti dei minori e dei minori stranieri, ad onta della tutela dei Diritti umani

Da tempo la comunità nazionale ed internazionale ha avvertito la necessità di inquadrare il soggetto in formazione, il minore, nell’alveo di una tutela vasta, flessa sul riconoscimento della moltitudine di suoi diritti, assolutissimi ed indisponibili. Per questo fine, il diritto internazionale ha individuato norme idonee da fonti così dette di Hard Law, contenenti diritti fondamentali, cioè norme con vincoli solidali che riguardano tutti gli Stati firmatari. In tal senso impera la Convenzione ONU sui diritti del fanciullo[6], come norma internazionale self-executing, non seguita da legge ad hoc di recepimento. Alla luce di essa, il fanciullo è ogni bambino che non ha compiuto la maggiore età, secondo le leggi dello Stato in cui vive. I principi fondamentali contenuti nella Convenzione ONU, detta anche CRC (Convention on the Rights of the Child), sono: il principio di non discriminazione (art.2); il principio del superiore interesse del minore (art.3) detto anche con altro acronimo BIC (Best Interests of Child); il diritto alla vita, alla sopravvivenza, allo sviluppo (art.6); il diritto alla partecipazione e rispetto per l’opinione del minore (art.12). In ambito europeo, oltre alla CEDU, su citata, che è nell’alveo universale dei Diritti Umani di rango sovranazionale, vigono, più specificatamente per la tutela del minore, la Convenzione europea sullo statuto giuridico dei figli nati fuori dal matrimonio, la Convenzione sull’esercizio del diritti dei minori, la Convenzione sull’adozione dei minori, la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla protezione dei minori scontro lo sfruttamento e l’abuso sessuale (nota con il nome di Convenzione di Lanzarote). Di livello nazionale, Hard Law è la Carta Costituzionale, ineludibilmente con i suoi artt. 2 e 3, a universale presidio, nonché con gli artt. 13,14,16, 29, 30, 31, 32, 34, 37 e 38, 3 co. C., alla luce dei quali il favor minoris si concretizza nella promozione dei diritti del minore,[7] innanzitutto come diritti inviolabili dell’uomo sia come singolo che nelle formazioni sociali dove si svolge la sua personalità e indubbiamente sul presupposto della non discriminazione e dunque dell’ovvio riconoscimento della pari dignità a tutte le persone senza distinzioni di età, sesso, razza, lingua, religione, opinione politica, condizioni personali e sociali, con lo Stato impegnato a rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale in grado di limitare tale parità (artt.2 e 3 C); nella promozione del diritto alla integrità fisica e psichica, alla domicilio, alla libera circolazione sul territorio dello Stato (artt.13,14,16 C); nella promozione del diritto all’unità familiare, diritto-dovere spettante ai genitori di mantenere, istruire ed educare i figli, del diritto alla salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, del diritto allo studio, (cd. rapporti etico-sociali artt. 29, 30, 31, 32 e 34 C); nella promozione del diritto alla tutela del lavoro minorile e parità di trattamento (cd. rapporti economici art.37 C.). In una parola la Costituzione disegna un vero e proprio ‘statuto dei diritti del minore d’età’, coesistente con un sistema di doveri da parte di altri soggetti, famiglia e istituzioni, fra cui la Scuola, che diventano interlocutori del minore e co-protagonisti sulla scena della sua vita in evoluzione, tali da dare fondamento alla tutela del minore, tout court estensibile al minore straniero. Su tutti l’art.10 C. che disciplina lo status giuridico dello straniero come regolato dalla legge italiana in conformità alle norme e ai trattati internazionali, quasi “l’architrave” della materia in esame, che al terzo comma, induce la protezione internazionale, secondo cui «lo straniero al quale sia impedito nel suo Paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge», in ogni caso in cui trovino «ripugnante alla loro coscienza civile e morale vivere in uno Stato autoritario»[8]. Come evidente, non si rinvengono nel sistema di tutele norme di diritto internazionale ed europeo in tema di trattamento specifico del minore straniero, del tutto assorbite e influenzate dall’impatto con la più ampia tutela dei diritti umani e dei diritti del minore tout court. Piuttosto, è elemento di certezza che le norme sul minore straniero, anche non accompagnato, inevitabilmente si intrecciano con le norme generali in tema di immigrazione (T.U. 286/98) con le norme in materia di diritto d’asilo, di rifugiati e richiedenti protezione internazionale (D.Lgs. 142/2015). Tale visuale ampia complica il ragionamento, di tal che dovrà essere affrontato e superato il rischio di tracimare dai giusti argini del ragionamento sul MSNA che unicamente qui occupa e per il quale se non esiste norma precipua di hard law, vede importante presidio di soft law nazionale, la cd. Legge Zampa, di cui appresso.

Pervero, già il Consiglio dell’Unione Europea nel 1997 aveva adottato una Risoluzione sui minori stranieri non accompagnati, in cui si stabiliva l’obbligo degli Stati membri di garantire a ogni minore non accompagnato accoglienza temporanea e un’idonea rappresentanza attraverso tutela legale o a mezzo organismo che appositamente si occupasse della cura e del benessere dei minori. E ancor prima la direttiva 2011/95/UE, si era preoccupata di definire il minore straniero non accompagnato, quel “minore che giunga nel territorio dello Stato membro senza essere accompagnato da un adulto che ne sia responsabile in base alla normativa e alla prassi dello Stato membro interessato, e fino a quando non sia effettivamente affidato ad un adulto”. Il nostro Paese ha recepito tutto ciò elaborando, applicando e pubblicando lo strumento di  soft law in Italia che è nel testo che specificatamente disciplina i diritti dei minori stranieri non accompagnati e le procedure che li riguardano, con specifiche norme relative ai MSNA, cioè la Legge n. 47/17, nota come Legge Zampa[9], dal nome della sua proponente. Ad essa si aggiunge tutta la normativa di soft law vigente e riguardante i minori, contenuta nel codice civile, nelle norme su adozione e affido familiare (L.n. 184/83), ed in quelle in materia di immigrazione e asilo, già citate[10]. La legge Zampa, nello specifico, ha avuto il merito di delineare nel dettaglio il sistema di accoglienza per i MSNA, di apportare significative novità sotto il profilo giuridico e della tutela dei MSNA, introducendo nell’ordinamento una disciplina organica e completa sul tema, riconosciuta anche a livello europeo e internazionale. Infatti ha fissato, sia nella sfera pubblica che in quella privata, i requisiti necessari affinché l’interesse superiore di un minore sia considerato prioritario, sposando un principio di accoglienza a priori del minore (indipendentemente dal suo status giuridico) e una serie di misure specifiche (diritto di accesso alla sanità, all’istruzione, accompagnamento, introduzione della figura del tutor e previsione dell’istituto dell’affido…) orientate alla effettiva integrazione del minore nella società, anche successivamente al compimento della maggiore età. La norma italiana di soft law definisce Minore straniero non accompagnato (MSNA) “il minorenne non avente cittadinanza italiana o dell’Unione europea che si trova per qualsiasi causa nel territorio dello Stato o che è altrimenti sottoposto alla giurisdizione italiana, privo di assistenza e di rappresentanza da parte dei genitori o di altri adulti per lui legalmente responsabili in base alle leggi vigenti nell’ordinamento italiano” (art. 2, Legge n. 47/17). Nel tentativo poi di uniformare la disciplina sulla materia, fino ad allora disorganica, ha favorito la classificazione, puramente didascalica, fra le diverse categorie di minori stranieri non accompagnati in: 1) minori esuli, richiedenti asilo, provenienti da Stati e regioni in conflitto (DARBOE); 2) minori sfruttati all’interno di reti di criminalità organizzata, nonché vittime di tratta e di prostituzione; 3) minori con un mandato familiare, cioè con un progetto migratorio familiare, per lo più di tipo economico, per trovare un lavoro e avere la relativa rendita economica; 4) minori di strada, che vivono di espedienti, non di rado formando gruppi di minori; 5) minori in fuga, che possono anche appartenere alle categorie su descritte, ma con la peculiarità di avere un’esperienza caratterizzata da fughe ripetute precedentemente alla migrazione, anche fughe dal proprio ambiente familiare.[11] Ritornando al caso in esame, la Legge Zampa è entrata in vigore dopo l’ingresso di Darboe in Italia ed essa espressamente avrebbe previsto nel caso di specie l’immediato ed indiscusso diritto all’accoglienza e alla informativa, con modalità adeguate alla sua età, sui diritti riconosciutigli e sulle modalità di esercizio di tali diritti, compreso quello di chiedere la protezione internazionale e quello di essere regolarizzato anche al di fuori dello status di protezione internazionale, il diritto al rilascio del permesso di soggiorno ai sensi dell’art. 10 della legge n. 47/2017, il diritto allo svolgimento prioritario dell’indagine familiare di cui all’articolo 6, legge n.47/2017 al fine di consentire il rintraccio dei genitori o familiari che possano prendersene cura e dai quali possono essere stati improvvisamente separati durante il percorso migratorio, il divieto di respingimento alla frontiera, il divieto di espulsione.

Certo, anche prima della Legge Zampa, evidenti e plateali le violazioni di norme e di diritti nel caso Darboe sottoposto al giudizio della Corte Europea DU.

2.2 Violazione del diritto all’accertamento dell’identità e dell’età, secondo soft law nazionale

Darboe purtroppo non ha goduto dei benefici di cd. presa in carico, secondo cui chiunque, siano i Servizi Sociali, le Forze dell’Ordine, la Protezione civile, le Associazioni, etc., venga a conoscenza della presenza, sul territorio italiano, di un minore straniero non accompagnato, avrebbe il dovere di avvisare l’Autorità di Pubblica Sicurezza, per redigere verbale di “consegna-presa in carico” al Servizio Sociale/Struttura di prima accoglienza e di segnalarne la presenza alla Procura locale c/o il Tribunale per i Minorenni, al fine di chiedere tempestivi provvedimenti di competenza, quali la ratifica/convalida delle misure di accoglienza predisposte,  quelle anche in via d’urgenza, compresa la nomina del tutore. Conseguentemente, se fosse stato riconosciuto MSNA, la tempestiva segnalazione avrebbe consentito a Darboe il corretto avvio della procedura di censimento attraverso l’attuale Sistema Informativo Minori (SIM) e “Qualora siano individuati familiari idonei a prendersi cura del minore straniero non accompagnato, tale soluzione deve essere preferita al collocamento in comunità (affido temporaneo del minore da parte del Tribunale per i minorenni territorialmente competente)”[12].  Nulla di tutto ciò! Darboe avrebbe dovuto preliminarmente essere identificato e vedersi imputata un’età alla luce dei documenti eventualmente in possesso, ovvero attraverso le procedure come previste dall’art. 4 d.lgs. n. 24/14 e dal relativo DPCM 234/16, e ss.mm. e ii.  In particolare, secondo il “Protocollo per la identificazione e per l’accertamento olistico dell’età dei minori non accompagnati[13] all’epoca vigente:

  • Laddove e solo allorchè fossero stati ritenuti sussistenti fondati dubbi sull’età e questa non fosse accertabile attraverso documenti identificativi (passaporto o altro documento di riconoscimento munito di fotografia), le Forze di Polizia avrebbero dovuto richiedere al giudice competente per la tutela l’autorizzazione all’avvio della procedura multidisciplinare per l’accertamento dell’età;
  • Essa avrebbe comportato, nel rispetto del superiore interesse del minore, il vaglio da parte di équipe multidisciplinare presso struttura sanitaria pubblica, individuata dal giudice, per un colloquio sociale, una visita pediatrica auxologica e una valutazione psicologica o neuropsichiatrica, alla presenza di un mediatore culturale, tenuto conto delle specificità relative all’origine etnica e culturale dell’interessato;
  • il minore avrebbe dovuto essere adeguatamente informato, con l’ausilio di un mediatore culturale, sul tipo di esami a cui sarebbe stato sottoposto, sulle loro finalità e sul diritto di opporvisi;
  • la relazione conclusiva avrebbe dovuto riportare l’indicazione di attribuzione dell’età stimata specificando il margine di errore insito nella variabilità biologica e nelle metodiche utilizzate ed i conseguenti valori minimo e massimo dell’età attribuibile;
  • in via residuale, se la maggiore o minore età fosse rimasta in dubbio, la minore età sarebbe addirittura stata presunta;
  • il provvedimento di attribuzione dell’età, adottato dal giudice competente per la tutela, notificato, con allegata traduzione, all’interessato e al tutore, avrebbe potuto essere oggetto di reclamo;
  • ed ancora, ove tutto quanto già non bastasse, in attesa della determinazione dell’età, l’interessato avrebbe avuto comunque diritto ad essere considerato minorenne al fine dell’accesso immediato all’assistenza e alla protezione.

A onor del vero, e giammai per giustificare l’approssimazione con cui è stata attribuita l’età maggiore a Darboe nel 2016,  purtroppo non esiste ancora oggi un metodo scientifico che consenta una determinazione certa dell’età, e l’affidabilità dei metodi disponibili è molto discussa in ambito scientifico[14] In genere l’accertamento dell’età viene effettuato attraverso la valutazione della maturazione ossea del polso e della mano, che comporta un margine di errore di ± 2 anni (c.d. variabilità biologica del metodo di Greulich-Pyle), del tutto empirico e oltretutto tarato in origine su uno studio condotto su bambini e adolescenti nati negli Stati Uniti nel periodo tra le due guerre, una popolazione ben differente rispetto a quelle di appartenenza dei soggetti attualmente valutati. Di tal che già nel Protocollo su citato in nota 9, ai fini della valutazione della maturazione ossea del distretto polso-mano, il Consiglio Superiore della Sanità aveva espressamente raccomandato l’utilizzo di altro metodo cd. Tanner-Whitehouse 3 (TW3), ritenuto dalla letteratura scientifica esponente minore variabilità e dunque più affidabile. A tale variabilità si aggiunga la possibilità di errore di refertazione da parte di operatori non esperti, che eseguono solo occasionalmente tale prestazione.

Non sembra superfluo ricordare a questo punto che l’accertamento dell’età oltre che essere un presidio a tutela della giusta collocazione del minore nell’ambito del sistema di tutele, va considerato come un diritto umano alla identità, al nome, alla esistenza nel mondo dei diritti. 

2.3 Violazione del diritto alla protezione internazionale

Darboe, se bene identificato e se affiancato dal tutor, avrebbe avuto il diritto di richiedere la protezione internazionale e il diritto di asilo, tenuto conto i) della storia personale del giovane richiedente (ad es.bassissima scolarizzazione, assenza di riferimenti familiari); b) della condizione di instabilità socio – politica nel paese di provenienza, come tuttora esistente in Gambia, c) dell’assenza (passata ed attuale) di legami familiari nel paese di origine, etc. Il Diritto di asilo e di protezione internazionale trova la sua previsione più autorevole nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo che lo prevede all’art. 14 come diritto di cercare e di godere in altri paesi di asilo dalle persecuzioni. Anche la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali[15], nonchè il Regolamento Dublino II[16], anch’esse norme di hard law, garantiscono a ogni richiedente lo status di rifugiato e che la relativa domanda sia esaminata da uno Stato membro dell’Unione europea, in modo da evitare che egli sia successivamente mandato da uno Stato membro all’altro senza che nessuno accetti di esaminare la sua richiesta d’asilo (il problema dei cosiddetti “rifugiati in orbita”). Il Regolamento mira, al contempo, a evitare che i richiedenti asilo godano di una libertà troppo ampia nella individuazione del Paese europeo al quale rivolgere la propria domanda di asilo (cosiddetto “asylum shopping”), da cui il principio secondo cui lo Stato membro responsabile dell’esame dell’istanza, indipendentemente da dove la stessa sia stata presentata, è quello in cui è avvenuto l’ingresso, regolare o meno, del richiedente asilo. Se il richiedente asilo è un minore non accompagnato, l’esame della sua domanda di asilo compete allo Stato membro nel quale si trova legalmente un suo familiare, purché ciò sia nel migliore interesse del minore e, in mancanza di un familiare, è competente lo Stato membro in cui il minore ha presentato la domanda d’asilo. In Italia il diritto di asilo è garantito dall’art. 10, comma 3 della Costituzione, già citato e dallo strumento di soft law D.Lgs. n. 251/2007, e ss.mm. e ii.

2.4 Estrema vulnerabilità del minore e principio del BIC:

Come già anticipato, il principio del BIC è dichiarato espressamente nella Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia (CRC) del 1990, che all’articolo 3, par. 1, afferma “in tutte le decisioni riguardanti i minori deve essere tenuto in conto come considerazione preminente il superiore interesse del minore, e che i diritti da essa sanciti devono essere garantiti a tutti i minori senza discriminazioni, a prescindere anche dalla nazionalità e dallo status relativo al soggiorno”. Il Comitato, istituito nel quadro della Convenzione sui diritti del fanciullo, ritiene che il procedimento per valutare il BIC sia complesso e basato su un approccio multidisciplinare ed olistico, con una analisi dello specifico caso. Tra gli elementi da prendere in considerazione, vi sono: le opinioni del minore, l’identità del minore, l’autodeterminazione, la conservazione dell’ambiente familiare ed il mantenimento dei rapporti familiari, l’assistenza, la protezione e la sicurezza del bambino, le condizioni di vulnerabilità, il diritto alla salute ed il diritto all’istruzione. Il concetto BIC della CRC è ripreso dalla Carta dei diritti fondamentali UE nell’articolo 24, par. 2, sui diritti del minore, ove si legge che “In tutti gli atti relativi ai minori, siano essi compiuti da autorità pubbliche o da istituzioni private, l’interesse superiore del minore deve essere considerato preminente.” Tra i minorenni stranieri arrivati in Italia, i non accompagnati rappresentano una categoria cui dedicare speciale attenzione, sia per la loro elevata numerosità, sia a causa delle difficoltà e dei rischi derivanti dal fatto di vivere in un Paese straniero senza poter fare affidamento sulla famiglia, con lo scopo di rafforzare le tutele nei confronti di questa particolare categoria di persone, soggetti troppo spesso a traffici da parte di organizzazioni criminali.

2.5 Circuito di accoglienza SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione) e l’attuale situazione di sovraffollamento dei centri di accoglienza:

Oggi si chiama SAI il tentativo di razionalizzazione delle misure da mettere in campo nel momento più difficile sia per il migrante sia per lo Stato che accoglie. Esso nasce nel 2001, quando il Ministero dell’Interno, Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione, l’Associazione nazionale dei comuni italiani (ANCI) e l’Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati (UNHCR) siglano un protocollo d’intesa per la realizzazione del PNA – Programma Nazionale Asilo-  il primo sistema pubblico per l’accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati, diffuso su tutto il territorio italiano, con il coinvolgimento delle istituzioni centrali e locali, secondo una condivisione di responsabilità tra Ministero dell’Interno ed Enti Locali. La legge n.189/2002 ha successivamente istituzionalizzato queste misure di accoglienza organizzata, prevedendo la costituzione dello SPRAR – Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. Il D.L. 4 ottobre 2018, n. 113, convertito in Legge 1 dicembre 2018, n. 132, rinomina il Sistema di protezione per richiedenti asilo, rifugiati e minori stranieri non accompagnati – SPRAR  in  SIPROIMI – Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e per i minori stranieri non accompagnati. Il D.L. 21 ottobre 2020, n.130, convertito in Legge 18 dicembre 2020, n.173, rinomina il Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e per i minori stranieri non accompagnati SIPROIMI in SAI – Sistema di accoglienza e integrazione. Tale nuova norma prevede l’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale oltre che dei titolari di protezione, dei minori stranieri non accompagnati, nonché degli stranieri in prosieguo amministrativo affidati ai servizi sociali, al compimento della maggiore età. Il Sistema di accoglienza e integrazione SAI, costituito dalla rete degli enti locali che per la realizzazione di progetti di accoglienza integrata accedono, nei limiti delle risorse disponibili, al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo, si concreta in una serie di misure di accoglienza integrata, volte, oltre che a fornire vitto e alloggio, alla realizzazione di attività di accompagnamento sociale, finalizzate alla conoscenza del territorio e all’effettivo accesso ai servizi locali, fra i quali l’assistenza socio-sanitaria, attività per facilitare l’apprendimento dell’italiano e l’istruzione degli adulti, l’iscrizione a scuola dei minori in età dell’obbligo scolastico, nonché ulteriori interventi di informazione legale sulla procedura per il riconoscimento della protezione internazionale e sui diritti e doveri dei beneficiari in relazione al loro status.

Da questo breve excursus normativo traspare l’attenzione del legislatore nazionale ed internazionale verso la categoria dei minori in generale e le sue specificità più problematiche, facendola assurgere a contenuto di attenzione e cura nella consapevolezza della vulnerabilità del suo oggetto.

Ma in realtà, i CAS Centri di accoglienza straordinaria per i minori stranieri, vero triage per entrare nel circuito dell’accoglienza, già oggi sono delle polveriere, in Sicilia vi sarebbero ospitati, provenienti da ogni nazionalità, oltre tre milioni di minori[17] in Lombardia 1.246, in Calabria1.224. E allora forse la cura e l’attenzione evaporano nella promiscuità e nel suo micidiale effetto di “criminogenesi”. Oltretutto non sfugge ai più che il SAI non riguarderebbe i migranti cd.economici, quelli cioè non richiedenti asilo e protezione internazionale per i quali restano solo gli hotspot e i centri di prima accoglienza per la identificazione e l’eventuale rimpatrio

3. Diritto all’Istruzione

Il “Testo Unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero[18] garantisce il diritto allo studio ai minori stranieri tutti presenti sul territorio italiano e prevede per costoro l’applicazione delle disposizioni nazionali in materia. La medesima tutela è garantita ai minori richiedenti protezione internazionale e ai minori figli di richiedenti protezione internazionale (art. 21 del decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 142), nonché ai Minori Stranieri Non Accompagnati per i quali è prevista la predisposizione di progetti specifici che si avvalgano del ricorso o del coordinamento di mediatori culturali (art. 14 della legge 7 aprile 2017, n. 47). [19] Secondo il T.U Immigrazione, i minori stranieri devono essere iscritti alla classe corrispondente all’età anagrafica, a meno che il Collegio Docenti della scuola autonoma deliberi l’iscrizione ad una classe diversa. Per questa valutazione si deve tenere conto dell’ordinamento degli studi nel Paese di provenienza, che può determinare l’inserimento sia in classi inferiori che superiori, del corso di studi seguito nel Paese di origine, dell’eventuale possesso di titolo di studio. Spetterà quindi al Collegio dei Docenti formulare proposte per la ripartizione degli alunni nelle varie classi, senza però creare aule in cui sia predominante la presenza di stranieri[20] Per l’iscrizione non può essere richiesta l’esibizione del permesso di soggiorno né al minore né al genitore per le scuole di ogni ciclo di studi, dall’asilo nido e scuola d’infanzia, scuola primaria, secondaria di primo e di secondo grado, fino al conseguimento di un titolo di studio. Ogni diversa interpretazione della normativa vigente, che di fatto limiti il diritto in questione e violi il principio di non discriminazione e il principio del superiore interesse del minore, si porrebbe in contrasto col dettato Costituzionale.[21] Il diritto all’istruzione non è previsto solo dal TUI ma anche dalla Legge 47/2017, che all’art. 14 prevede: “A decorrere dal momento dell’inserimento del minore nelle strutture di accoglienza, le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado e le istituzioni formative (…) attivano le misure per favorire l’assolvimento dell’obbligo scolastico (…) e formativo da parte dei minori stranieri non accompagnati, anche attraverso la predisposizione di progetti specifici che prevedano, ove possibile, l’utilizzo o il coordinamento dei mediatori culturali (...)”

Non si tratta esclusivamente di assicurare l’obbligo scolastico, obiettivo ovviamente essenziale, ma anche di creare – attraverso la scuola, le istituzione educative, la comunità educante – un percorso di accoglienza e integrazione a tutto tondo, il cui presupposto necessario sia il superamento delle barriere culturali e sociali che ostacolano l’inclusione dei minori stranieri non accompagnati.

Nelle «Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri»[22] sono classificati gli alunni di origine straniera, che sono gli alunni con cittadinanza non italiana, figli di genitori non italiani, gli alunni con ambiente familiare non italofono, in cui cioè i genitori pur usando l’italiano hanno competenze limitate, i  minori non accompagnati, gli alunni figli di coppie miste di cui un genitore italiano che gli trasmette la cittadinanza, mentre l’altro usa la propria lingua, che va comunque valorizzata, gli alunni in Italia per adozione internazionale, gli alunni rom, sinti e camminanti (fra i quali il tasso di evasione di frequenza irregolare e di dispersione scolastica è molto alto). 

Ivi è altresì previsto che il numero degli alunni stranieri in ciascuna classe non possa superare il 30% del totale degli iscritti, in modo tale da realizzare un’equilibrata distribuzione tra istituti nello stesso territorio; questo limite può essere sia innalzato che ridotto: nel primo caso, se vi siano alunni stranieri in possesso di adeguate competenze linguistiche, nel secondo caso se il Direttore generale dell’ufficio Scolastico Regionale, con provvedimento motivato, adduca la presenza di alunni stranieri con un’inadeguata padronanza della lingua italiana o in altri casi di particolare complessità. In base alle linee di indirizzo del Ministero dell’istruzione, viene in rilievo l’esigenza di istituire un rapporto d’ascolto con le famiglie per promuovere la crescita e l’integrazione di ogni singolo alunno.

Qualche numero[23]! Complessivamente, nel primo anno di pandemia 2020, sono state 82,4 milioni le persone in fuga da guerre, persecuzioni e disastri naturali, tra cui circa 34 milioni di minori. Discorso a parte seguirà sulla emergenza Ucraina. Al 30 aprile 2022, già 14.025 i minori stranieri non accompagnati nel nostro paese. La maggiore regione di accoglienza di MSNA attualmente è la Lombardia, con 2.749 minori non accompagnati sul proprio territorio (pari al 19,6% del totale). Al secondo posto la Sicilia, con circa 2.500 bambini e ragazzi presenti (18%). Seguono, con poco meno di un decimo dei MSNA accolti in Italia, Emilia Romagna (8,8%) e Calabria (8,4%). Giova precisare sin d’ora che il 27,9% dei minori stranieri non accompagnati attualmente presenti in Italia sono di nazionalità ucraina.

Sul fronte specifico della inclusione scolastica, sono disponibili dati MIUR, relativi all’anno scolastico 2019-20, secondo cui, in Italia, gli alunni con cittadinanza non italiana sono 877mila (il 10,3% del totale) e sono cresciuti del 23,4% tra il 2010 e il 2020. Appartengono spesso a fasce socio-economiche basse: secondo l’Istat (dati 2020) il 29,3% delle famiglie straniere è infatti in povertà assoluta contro il 7,5% di quelle italiane. Concentrati soprattutto nel Nord, gli alunni di origine straniera rappresentano un insieme eterogeneo: basti pensare che sui banchi delle scuole italiane sono rappresentate circa 200 nazionalità, con Romania, Albania, Marocco e Cina come primi quattro Paesi. A prevalere sono le seconde generazioni: i nati in Italia sono il 65,4% mentre i neoarrivati (Nai) sono solo il 2,6%.

In teoria sul fronte dell’integrazione l’Italia appare un Paese all’avanguardia: i minori nell’età dell’obbligo si devono infatti iscrivere in qualsiasi momento dell’anno, indipendentemente dalla condizione giuridica, ed entrano subito in classe (non esistono, come in altri Paesi, gruppi separati). Per gli alunni neoarrivati si segue un protocollo di accoglienza dove l’alfabetizzazione è prioritaria e vengono offerti piani didattici personalizzati. L’Osservatorio nazionale per l’integrazione degli alunni stranieri e l’educazione interculturale del MIUR, a marzo 2022, ha prodotto gli Orientamenti interculturali, l’ultimo documento su accoglienza e integrazione degli alunni con background migratorio, dove si parla di peer education, contenuti interculturali nei programmi delle varie materie, valorizzazione del plurilinguismo e delle culture di origine. Nonostante le molte esperienze educative di intercultura, però, il tarlo del modello italiano è la mancanza di sistematicità. Le scuole partecipano a bandi annuali (come quelli per le aree a forte processo migratorio o per il contrasto alla povertà educativa) per finanziare i corsi di italiano per stranieri (L2), in orario scolastico o pomeridiano, e i progetti interculturali (iniziative destinate ovviamente non solo ad alunni Nai). Ma la gestione varia molto secondo i casi, con personale spesso carente e ore insufficienti.[24]

4. L’emergenza Ucraina

A differenza dei rifugiati che provengono da paesi devastati da guerre decennali, che hanno messo in ginocchio l’economia, minato il tessuto sociale, la maggior parte dei bambini ucraini viene da una pace duratura, dalle case, linde con i piccoli giardini, da scuole e parchi giochi frequentati, anche se innevati, fino al 23 febbraio 2022. Altri vengono dalle zone di confine con la Russia (Dombass) o dalla Crimea, dalle case forse meno linde e magari senza giardini, altri ancora appartengono a quei 100.000 che, secondo i dati ufficiali,[25] vivevano nelle strutture ucraine fra orfanotrofi e case-famiglia. Parliamo di orfani, ma anche di bambini allontanati dai genitori incapaci di garantire loro la vita che ogni bambino merita. Si stima altresì che circa il 40% di questi bambini sia affetto da disabilità lievi e non. Dall’inizio del conflitto è stato necessario evacuare tali strutture e dei bambini si sono perse le tracce.

Già nell’audizione alla Camera dei Deputati, il 13 aprile scorso, il Ministro degli Interni, Luciana Lamorgese, aveva dichiarato che i bambini ucraini, minori stranieri non accompagnati, sarebbero stati immediatamente affidati a famiglie del circuito solidaristico. Aveva parimenti anticipato che, per far fronte all’emergenza, sarebbe stato potenziato il finanziamento ai Comuni per la copertura degli oneri finanziari legati alle necessità alloggiative ed assistenziali per i MSNA. Per lo stesso motivo, cioè per la tutela dei MSNA, sarebbe stato previsto che il Capo Dipartimento per l’Immigrazione, Prefetto Francesca Ferrandino, avrebbe assunto l’incarico di commissario delegato per l’emergenza, per la predisposizione di un Piano per il coordinamento delle attività dei vari soggetti coinvolti, per il monitoraggio relativo e per il conseguente inserimento dei minori nel sistema informativo del lavoro. Il piano avrebbe previsto anche un Addendum per esplicare le modalità di interrelazione con UNHCR, UNICEF e SAVE THE CHILDREN che hanno competenza per i rifugiati minori e per stabilire le procedure idonee ad ottimizzare i flussi comunicativi per assicurare l’accoglienza e le tutele occorrenti, nel superiore interesse del minore, in caso di trasferimenti di minori stranieri non accompagnati ucraini nel nostro Paese. Il Piano [26], così redatto, è stato aggiornato ad aprile del corrente anno, con ulteriori riferimenti normativi che compongono il quadro di tutela dei minori, con particolare riguardo alle Convenzioni internazionali sulla cooperazione in materia di responsabilità genitoriale, alle norme nazionali sull’affido familiare e al DPCM sulla protezione temporanea[27]. Sono state specificate con maggiore dettaglio le modalità di implementazione del Sistema informativo minori, al fine di agevolare il censimento realizzato attraverso quel sistema. Al 25 maggio u.s., secondo idati[28] illustrati dal Prefetto Francesca Ferrandino, Capo Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione, nella spiegata qualità,degli oltre 40mila minori arrivati dall’Ucraina, 4660 sono minori non accompagnati e sono registrati nella banca dati del Ministero del Lavoro. Di questi ultimi, oltre 3mila sono affidati alle famiglie e oltre 840 sono ospitati in istituti. Dal punto di vista economico, intanto, è anche stato previsto di istituire un fondo per l’accoglienza e l’assistenza dei minori ucraini non accompagnati, con dotazione iniziale di 36,5 milioni di euro per il 2020. In particolare, per i bambini ucraini è stato previsto che i provvedimenti dell’Autorità Giudiziari Minorile dovranno prediligere soluzioni che siano rispettose della sensibilità del minore. I bambini ucraini infatti sono entrati in Italia prevalentemente insieme a persone che, secondo la legge vigente in Italia, sono adulti non legalmente responsabili per i minori né riconosciuti dotati di potere di assistenza e di rappresentanza da parte dei genitori legalmente responsabili in base alle leggi vigenti nell’ordinamento italiano (Art. 2, legge n. 47/2017), per esempio, accompagnato da una zia, da una nonna o dal direttore dell’istituto ove era accolto nel paese d’origine. E questi, secondo l’ordinamento giuridico italiano, non sono né genitori, né possono essere considerati esercenti potestà genitoriale o tutoriale o averne responsabilità legale. Di tal che è stato espressamente previsto che si debba preferire per loro disporne l’affidamento alle stesse persone, o mantenendo la vicinanza con gruppi di altri bambini ucraini, prima che a famiglie del circuito solidaristico o a comunità di accoglienza. Palpabile il sentore dell’emergenza.

Quest’ultima ha rappresentato e rappresenta un banco di prova anche per la tenuta del sistema scolastico italiano, dove la multiculturalità è la norma, ma c’è ancora molto da fare per costruire efficaci politiche di integrazione. Dei 40.000 circa arrivati in Italia, circa 20.000 minori ucraini in fuga dalla guerra hanno già preso posto sui banchi delle scuole italiane: da quelle dell’infanzia alle superiori. Ma non può negarsi che l’emergenza Ucraina va a inserirsi in un contesto, quello del sistema scolastico italiano, che ha già molte fragilità rispetto all’accoglienza di minori stranieri.

Sulla carta il nostro Paese ha tutti gli strumenti per accogliere i bambini e i ragazzi di origine straniera. Ma l’inclusione sui banchi di scuola viene ancora spesso affidata a soggetti esterni, cooperative e volontari, senza programmazione, mediatori culturali e insegnanti L2, pur formati.

Le scuole dovranno prepararsi a gestire flussi continui e non prevedibili, a trovare le risorse e le competenze necessarie per accogliere bambini e ragazzi che, nella stragrande maggioranza dei casi, non parlano italiano e vivono una condizione di potenziale vulnerabilità psicologica. Il ministero dell’Istruzione con la nota del 4 marzo 2022 u.s., nel tracciare le prime indicazioni per l’accoglienza, ha previsto un supporto psicologico di cui le Scuole dovranno dotarsi impiegando i fondi destinati dall’art. 1, 697 co.,L.234/2021 e ha stanziato un fondo extra di un milione di euro per mediatori culturali e corsi di alfabetizzazione. Ogni istituto registra gli arrivi nel Sistema informativo dell’istruzione e riceve 200 euro per alunno. Per gli insegnanti, il ministero ha creato una sezione dedicata del suo sito web con materiali didattici e informazioni sul sistema scolastico ucraino.

Secondo i dati MI, ulteriormente aggiornati, contenuti nella nota Prot.n. 781 del 14.04.2022[29], all’attualità i profughi ucraini sono 91.000 circa di cui 33.796 minori e 17.657 già accolti nelle scuole, 3728 Infanzia, 8196 Primaria, 4.203 secondaria I grado, 1530 secondaria di II grado. Il 45% di loro è in Lombardia (22%), Emilia-Romagna (12%) Campania (11%). Come detto, vanno iscritti in base all’età anagrafica, indipendente della regolarità della posizione di rifugiato, di diritto di soggiorno, etc. E’ stato anche previsto espressamente che, ai fini della validità dell’a.s., la frequenza di almeno ¾ del monte ore personalizzato secondo la legge italiana per la scuola secondaria (D.Lgs. 62/2017) decorra dalla data di iscrizione in Italia, sul presupposto che fino allo scoppio della guerra i bambini e ragazzi fossero a frequentare regolarmente le scuole in Ucraina;

Secondo l’Ordinanza MI 7 giugno 2022 sulla valutazione finale degli apprendimenti degli studenti ucraini accolti nelle classi, valida per tutti gli alunni e studenti ucraini iscritti nelle scuole italiane del primo e del secondo ciclo a partire dal 24 febbraio scorso, a seguito del conflitto in Ucraina, si prevedono criteri diversi per la valutazione nelle classi del primo e del secondo ciclo, tenendo conto dell’eventuale Piano didattico personalizzato (PDP), predisposto ai sensi della Dir.Min. 27/12/2012 e del bisogno educativo speciale in L2, considerando l’impatto psicologico e il livello delle competenze linguistico-comunicative in lingua italiana, nonché la complessità del processo di apprendimento maturato nel contesto della guerra e della conseguente emergenza umanitaria. Fra le numerose deroghe alle LL.GG. del 2014, è previsto per esempio che per le studentesse e gli studenti ucraini che, secondo il consiglio di classe, non siano in grado di sostenere gli Esami conclusivi del primo e del secondo ciclo in considerazione del livello delle abilità linguistiche ricettive e produttive scritte e orali nella lingua italiana, o per il mancato raggiungimento delle competenze disciplinari previste dalle Indicazioni nazionali e dalle Linee guida, può essere deliberato l’esonero dallo svolgimento degli Esami di Stato. A questi alunni e studenti, in sede di scrutinio finale, il consiglio di classe rilascia un attestato di credito formativo che, per gli alunni della terza classe di scuola secondaria di primo grado, diventa titolo per l’iscrizione alla scuola secondaria di secondo grado.

5. Conclusioni: ancora sulla esigenza di un allargamento epistemologico della pedagogia speciale.

Come detto, è palpabile il sentore dell’emergenza. Il Ministro dell’Istruzione recentemente[30]  ha ritenuto di affrontare i temi della emergenza ucraina in maniera più ragionata, con alcuni spunti di riflessione didattica e pedagogica. “Chi scappa dai bombardamenti non ha tempo e condizioni per portare con sé nulla…” , nessun giocattolo, nessun libro, è piuttosto costretto a lasciare lì qualcosa, il papà, il fratello maggiore, i luoghi delle attività abituali, la casa, la scuola, il mercato…l’afflusso di profughi ucraini è caratterizzato da tre elementi principali “drammaticità della situazione a fondamento della fuga, repentinità, alcuni milioni di profughi in venti giorni, temporaneità dell’esodo, almeno in termini di speranza personale diffusa”…” tre le diverse scansioni temporali: prima fase dell’accoglienza  fino alla conclusione del corrente a.s., seconda fase del consolidamento e rafforzamento anche con la collaborazione degli EE.LL. mediante Patti di comunità nel periodo estivo, terza fase di integrazione scolastica a partire dall’a.s. 2022-2023, con modalità differenziate a seconda dei contesti”. La pedagogia dell’emergenza deve essere in grado di offrire risposte flessibili ma tempestive, deve indicare modi alle scuole perchè siano in grado di garantire ai bambini supporto alla resilienza, all’attraversamento del dolore e della perdita, all’efficace contrasto allo shock culturale e linguistico iniziale e pregiudiziale; le scuole sono chiamate ad applicare la regola della ponderazione nell’assumere decisioni che tengano conto del rapporto causa-effetto, costo-beneficio. Come già anticipato, nella circolare MI in nota sub 27, è previsto il PDP ai sensi della Dir.Min. 27 dicembre 2012, in tema di bisogni educativi speciali per studenti neoarrivati in Italia da paesi di lingua non latina (acquisizione della Lingua italiana come seconda lingua L2) che ulteriormente conferma la necessità improrogabile di un allargamento epistemologico della pedagogia speciale e dell’ingresso a grandi passi della mediazione linguistica e culturale nelle scuole.

In conclusione, fino a che l’emergenza percorre i binari della sussidiarietà verticale, come espressa all’art. 114, 1 co. della Costituzione Italiana, concretizzata con il potenziamento del ruolo dei Comuni, nonché della  sussidiarietà orizzontale, ai sensi dell’art. 118, 4 co. della Costituzione italiana, concretantesi nel  poliedrico ruolo delle Famiglie, delle Parrocchie, della società civile tutta, parti del cd. circuito solidaristico, resta alto lo standard di protezione e ciò non può che fare onore al Paese Italia che accoglie.


[1] Patrizia Gaspari “Una cornice epistemologica per i Bisogni Educativi Speciali” in L’integrazione scolastica e sociale, Vol.12 n.4 novembre 2013, p.345 

[2] Vegetti Finzi-Battistin «L’età incerta. I nuovi adolescenti» ed.Mondadori 2001

[3] AA.VV (a cura di ) “ICF e Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità. Nuove prospettive per l’inclusione” Trento, Erikson, 2009

[4] CEDU Sez.I, Application n.5797/17, emessa in data 21 luglio 2022

[5] (Convenzione Europea sui Diritti Umani, ratificata in Italia con L.848/1955)

[6] Convenzione sui diritti del fanciullo, approvata a New York il 20 novembre 1989, con risoluzione 44/25 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ed entrata in vigore il 2 settembre del 1990, ratificata in Italia con legge del 5 settembre 1991

[7] M.Bessone, Artt.30-31, in Commentario della Costituzione, G.Branca (a cura di), Bologna-Roma 1976, p.86ss.

[8] A. Cassese, Art. 10, in G. Branca (a cura di), Commentario della Costituzione, Bologna-Roma 1976

[9] «Disposizioni in materia di misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati», pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 7 aprile 2017, n.47, entrata in vigore il 6 maggio 2017

[10] “Attuazione della direttiva 2013/33/UE recante norme relative all’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale, nonché della direttiva 2013/32/UE, recante procedure comuni ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di protezione internazionale”

[11] ALIVERTI A., Breve riflessione antropologica, in ROTONDO A. (a cura di), Minori stranieri non accompagnati, Milano 2016 cit., pag.22-23

[12] DECRETO LEGISLATIVO 18 agosto 2015, n. 142 in Attuazione della direttiva 2013/33/UE recante norme relative all’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale, nonche’ della direttiva 2013/32/UE, recante procedure comuni ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di protezione internazionale, art. 19, 7 quater co..

[13] Protocollo per la identificazione e per l’accertamento olistico dell’età dei minori non accompagnati” , approvato dalla Conferenza delle Regioni nel 2016, dal parere del Consiglio Superiore di Sanità del 2009

[14] (Benso, Milani, 2013).

[15] Trattato internazionale redatto dal Consiglio d’Europa, firmata a Roma il 4 novembre 1950 ed è entrata in vigore il 3 settembre 1953

[16] (Regolamento CE n. 343/2003).

[17] Fabio Amendolara, Panorama del 6 aprile 2022, p.49),

[18] (art. 38 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286)

[19] Nota Ministero Istruzione 4 marzo 2022 Prot. n. 381

[20] BIONDI DAL MONTE F., Dai diritti sociali alla cittadinanza. La condizione giuridica dello straniero tra ordinamento italiano e prospettive sovranazionali, Torino 2013, pag190-191.

[21] Sul punto ASGI, I minori stranieri extracomunitari e il diritto di istruzione dopo l’entrata in vigore della legge n.94/2009, (28 settembre 2009), in www.asgi.it.

[22] C.MIUR 19 febbraio 2014 n. 4233.

[23] Fondazione Openpolis, 14 giugno 2022/Povertà educativa

[24] Marzia Minore “La Scuola italiana e l’accoglienza dei bambini ucraini: un sistema fragile messo alla prova” in Riv. “Altreconomia” 21 aprile 2022

[25] Carmine Gazzanni e Flavia Piccinni, Panorama 6 aprile 2022, p.50)

[26] https://www.interno.gov.it/sites/default/files/2022-04/piano_minori_stranieri_non_accompagnati_13042022_pec.pdf

[27] DPCM pubblicato in G.U. n. 89 del 15 aprile 2022

[28]https://www.interno.gov.it/it/notizie/minori-non-accompagnati-sono-4660-i-bambini-ucraini-giunti-italia#:~:text=Degli%20oltre%2040mila%20minori%20arrivati,840%20sono%20ospitati%20in%20istituti.

[29] Prot.n. 781 del 14.04.2022

[30] nota MI Prot. 576/2022 del 24 marzo 2022

Infoday Erasmus+ sulle novità 2023

Università: a Roma un infoday Erasmus+ sulle novità 2023

Il 15 e 16 novembre l’incontro con gli Istituti di istruzione superiore che partecipano al Programma

Roma, 15 novembre 2022 – Il 15 ed il 16 novembre 2022 l’Agenzia Nazionale Erasmus+ INDIRE organizza un Infoday nazionale dedicato alla Call Erasmus+ 2023. L’incontro si terrà a Roma, presso il Centro Congressi Roma Eventi – Fontana di Trevi (Piazza della Pilotta, 4) con la partecipazione della Commissione Europea, Direzione Generale per l’Istruzione, gioventù, sport e cultura (DG EAC), con un contributo sulle priorità della politica esterna dell’Unione e sulle opportunità di cooperazione in materia di istruzione. Nell’occasione, interverrà anche l’Ambasciata italiana a Dakar, per un approfondimento sugli ambiti di cooperazione universitaria con il Senegal, in collaborazione con l’Erasmus+ National Focal Point in Senegal.

A tal proposito, il Direttore Generale dell’Agenzia Erasmus+ Indire, Flaminio Galli, dichiara: “La nuova Call 2023, di prossima pubblicazione, si inserisce in un contesto molto positivo rispetto alla partecipazione degli studenti italiani alle mobilità di studio e tirocinio in Erasmus+. I dati 2022 mostrano come ci siamo ormai lasciati alle spalle i mesi della pandemia, che avevano rallentato i flussi di mobilità. Oggi più che mai il Programma è al centro di un forte rilancio che si inserisce nel quadro strategico più ampio della internazionalizzazione dei nostri Istituti”.

Nel corso della due giorni, prenderanno parte ai lavori i rappresentanti degli Istituti di istruzione superiore italiani in possesso di ECHE (Erasmus Charter for Higher Education), che partecipano al Programma. Oggetto dell’evento: le azioni Erasmus+ a gestione indiretta da parte delle Agenzie Nazionali, quali le azioni di mobilità verso l’Europa, nonché le mobilità da e verso i paesi terzi non associati al Programma ed anche le opportunità dei partenariati di cooperazione nel settore dell’Istruzione Superiore.

Un focus particolare alle azioni a gestione diretta da parte della Commissione Europea sarà dedicato dai gruppi di lavoro che si terranno nella mattina del 16 novembre con il contributo da remoto del personale dell’Agenzia esecutiva per l’istruzione, gli audiovisivi e la cultura di Bruxelles (EACEA) per approfondimenti sulle opportunità Erasmus Mundus, Jean Monnet e Capacity Building.

IL PROGRAMMA IN ITALIA

L’Italia partecipa con successo alle opportunità del Programma dal 1987. Il Paese si classifica al terzo posto in Europa per la popolazione studentesca in uscita e in entrata. Gli istituti italiani sono inoltre molto competitivi anche nelle azioni centralizzate, Jean Monnet e Capacity Building.

Dall’avvio di questa programmazione, 2021-2027, la sfida posta dal Programma è incentrata su 4 priorità: Inclusione, Trasformazione digitale, Sostenibilità ambientale e Partecipazione attiva alla vita civile.

Durante i lavori, sono previste delle specifiche sessioni di Q&A durante le quali i partecipanti potranno rivolgere quesiti all’Agenzia Nazionale e alla EACEA.

Allegati: scheda dati della partecipazione italiana Erasmus Istruzione Superiore, infografiche Istruzione superiore.

ERASMUS+ è partecipazione

Erasmus, a Torino il seminario sulla Partecipazione civica

Torino, 7 novembre 2022 – E’ in corso oggi a Torino, presso la Cavallerizza Reale, Aula magna dell’Università degli Studi di Torino, il seminario ERASMUS+ è partecipazione, organizzato dall’Agenzia nazionale Erasmus+ Indire con il supporto della Regione, delle Università e delle autorità locali. L’evento rappresenta il primo incontro del Progetto PEACE – Participation Erasmus Alumni for Civic Engagement, un’attività di cooperazione transnazionale (TCA) coordinata dall’Agenzia Erasmus+ Indire e incentrata su una delle priorità trasversali del Programma Erasmus+: la partecipazione civica.

“Obiettivo dell’iniziativa – dichiara Flaminio Galli, Direttore Generale dell’Agenzia Nazionale Erasmus+ INDIRE – è avviare la creazione di una rete sul territorio per promuovere il Programma, favorendo sinergie tra le reti di Ambasciatori, Alumni e Role Model di Erasmus e gli enti, le associazioni e le amministrazioni del territorio. Le attività hanno un approccio inclusivo, che punta a coinvolgere gli istituti e le scuole che non riescono a progettare e a partecipare alle azioni del Programma Erasmus+. Un altro obiettivo è favorire, soprattutto nel settore scuola, una maggiore conoscenza delle opportunità e un’adeguata consapevolezza delle potenzialità di Erasmus da parte degli studenti e dei docenti. Ogni anno –prosegue Galli – grazie alle esperienze di mobilità in Erasmus+, migliaia di cittadini europei hanno la possibilità non solo di studiare o di svolgere un tirocinio all’estero, ma anche di ampliare la loro partecipazione civica, economica, sociale, culturale e politica nella società civile. Gli studi della Commissione hanno infatti dimostrato che un’esperienza Erasmus aiuti a sensibilizzare i giovani partecipanti ai valori comuni europei e ad accrescere la loro capacità di partecipare alla vita democratica in modo attivo”.

Nel corso del seminario sono stati sviluppati due panel tematici. Il primo, dedicato al valore della mobilità Erasmus+ degli studenti per il territori, con il coinvolgimento della comunità accademica nella promozione di attrattività, accoglienza, partecipazione civica. Il secondo panel ha riguardato i temi legati allacittadinanza, alle competenze socio-relazionali e alle nuove declinazioni di Erasmus+. Sono intervenuti nei lavori esperti dell’USR Piemonte, del Politecnico di Torino, dell’Università di Torino, dell’Università del Piemonte Orientale, con contributi di alcune Fondazioni, di ricercatori INDIRE e dell’Università Ca’ Foscari, che presenteranno buone pratiche e risultati di ricerca.

A seguire, nel pomeriggio, i lavori proseguiranno con tavoli tematici di discussione e lavori di gruppo per avviare la creazione di una rete e individuare obiettivi comuni di intervento.

Nella giornata di domani, martedì 8 novembre, l’Agenzia Erasmus+ Indire, insieme all’USR Piemonte, ha organizzato una serie di incontri in alcune scuole del territorio torinese, nel corso dei quali gli Ambasciatori, gli Alumni e i Role Model di Erasmus potranno condividere con gli studenti le loro esperienze e testimoniare il valore aggiunto di una mobilità internazionale.

Info sul progetto PEACE: https://www.erasmusplus.it/iniziative/peace/

#Erasmusdays

Tornano gli #Erasmusdays: oltre 300 eventi in tutta Italia
Dal 13 al 15 ottobre, eventi in  67 Paesi con i beneficiari e le esperienze nella scuola, università, formazione professionale e per la gioventù

Firenze, 11 ottobre 2022 – Tornano dal 13 al 15 ottobre gli #Erasmusdays, l’iniziativa che coinvolge tutta la community del Programma Erasmus+. Un evento diffuso in tutto il mondo e aperto a scuole, università, istituti, enti di formazione e centri per l’educazione degli adulti e la gioventù. L’iniziativa è alla sua 6° edizione e si preannuncia ancor più partecipata rispetto al 2021al momento sono oltre 4.200 gli eventi programmati in 67 paesi nel mondo, un numero destinato a crescere ancora. 

Si tratta di un evento promosso da tutte le Agenzie nazionali Erasmus+ Indire, Inapp e Ang con il patrocinio della Commissione europea, in particolare di Mariya Gabriel, Commissaria EU per Innovazione, ricerca, cultura, istruzione e giovani. Anche le Unità italiane eTwinning ed Epale partecipano agli Erasmusdays. L’edizione 2022 è dedicata in modo particolare ai valori europei e all’Anno europeo dei Giovani.

Anche in questa edizione sono moltissimi i soggetti coinvolti, come scuole, università, centri di istruzione per gli adulti, istituti per la formazione, centri di ricerca ma anche società private, associazioni sportive, centri per l’impiego, Ong, associazioni giovanili, enti, centri di volontariato, youth worker e anche organizzazioni attive nell’ambito del Programma Corpo Europeo di Solidarietà. L’Italia si prepara a celebrare gli #Erasmusdays con oltre 300 eventi tra conferenze, tavole rotonde, eventi sportivi, giochi e incontri online tra istituti partner di progetti, webinar, dirette e storie sui canali social, giornate porte aperte, racconti di esperienze e mostre fotografiche.

Tra le città coinvolte: Torino, Milano, Lecco, Pordenone, Verona, Piacenza, Modena, Genova, Firenze, Pisa, Sassari, Roma, Potenza, Napoli, Salerno, Foggia, Taranto, Bari, Messina, Catania e Palermo.

Nell’ambito scuola l’Istituto di Istruzione superiore Calamandrei di Sesto Fiorentino, Firenze organizza dal 13 al 15 ottobre “Calamanday” una tre giorni internazionale con la collaborazione dell’Ufficio Scolastico Regionale della Toscana e il Comune di Sesto, in cui parteciperanno anche musicisti del gruppo degli Inti Illimani e per l’Agenzia Erasmus+ Indire, Valentina Riboldi dell’Ufficio comunicazione. Un secondo evento è organizzato dall’ITT G. Malafarina di Soverato, che offrirà una panoramica rispetto alle opportunità del Programma per l’ambito scuola e VET e il suo impatto dal punto di vista dell’inclusione per gli studenti, gli insegnanti e i genitori. L’incontro, organizzato in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale della Calabria, si terrà nel Teatro Comunale il 14 ottobre, alla presenza della coordinatrice di Erasmus+ Indire, Sara Pagliai e della direttrice di Erasmus+ Inapp, Ismene Tramontano.

Quest’anno si segnala la forte partecipazione degli Uffici scolastici regionali e degli Ambasciatori Scuola Erasmus presenti in Calabria, Umbria, Campania, Emilia Romagna.

Sul lato istruzione superiore l’Università di Tor Vergata, Roma organizza il 13 ottobre l’evento “Diversity and intersectional inclusion in the digitalized university” dedicato a uno dei temi chiave del Programma: inclusione sociale. L’evento, a cui parteciperà anche Maria Salzano per Erasmus+ Indire, presenterà I risultati dei progetti Erasmus dedicati al ruolo della tecnologia nella gestione dell’inclusività. Il focus sarà sulle attività di insegnamento, i programmi di mobilità e l’interazione con la comunità e il mercato del lavoro.

Nell’ambito Istruzione superiore partecipano agli Erasmusdays anche dal Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Studi sul Mediterraneo, Humanitas University, Università degli Studi di Padova, Università degli Studi di Bergamo, National Library of Florence, Università della Valle d’Aosta – Université de la Vallée d’Aoste e Assessorato istruzione, università, politiche giovanili, affari europei e partecipate Regione autonoma Valle d’Aosta, University OF Calabria, Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, Università di Sassari, Università degli Studi Guglielmo Marconi di Roma, Università degli Studi di Palermo, Università di Torino, Università Politecnica delle Marche e Università degli studi di Roma Unitelma Sapienza.

Si inserisce negli Erasmusday anche l’avventura del progetto Ride and Smile, il tour in bicicletta itinerante da Roma a Bruxelles, ideato per portare i risultati del progetto Erasmus+ omonimo, coordinato da dall’Associazione ReBike ALTERmobility di Roma direttamente nel cuore dell’Unione Europea. In circa 40 giorni su due ruote il tour racconta l’esperienza alle persone e alle organizzazioni incontrate lungo il percorso e il 13 ottobre la pedalata si snoderà tra Saarbrucken e il Lussemburgo mentre il 15 ottobre arriveranno a Bilsdorf.

Nel settore Gioventù, CIAPE in collaborazione con The Apartment e Link Campus University organizzano l’evento #Giovani#GenerAzioni, in programma il 13 ottobre, dalle 9.30 alle 13.30, presso il Link Campus University a Roma. L’evento intende offrire un momento di confronto tra giovani, rappresentanti delle istituzioni, enti ed organizzazioni del settore, su temi quali inclusione e protagonismo giovanile, cittadinanza attiva, sostenibilità ambientale, occupabilità. L’iniziativa prevede un momento di lavoro in gruppo, durante il quale i partecipanti lavoreranno allo sviluppo di iniziative comuni sui temi affrontati. Al termine della sessione, i gruppi presenteranno in plenaria i risultati ottenuti, per favorire possibilità di networking concrete.


Nell’ambito dell’Educazione per gli adulti Uniamoci Onlus organizza il 15 ottobre “Montagne Super-Abili”, una tavola rotonda di presentazione dei progetti Erasmus+ attualmente attivi nell’associazione. I progetti verranno presentati, con un’immagine e una breve descrizione, da alcuni degli adulti con disabilità che frequentano le attività educative e di socializzazione offerte da Uniamoci Onlus. Le presentazioni verranno seguite da un question time, in cui gli intervenuti potranno chiedere maggiori informazioni ai responsabili dei progetti e/o esprimere testimonianze riguardo ad esperienze di partecipazione a iniziative Erasmus+.

Tutti gli eventi in programma dal 13 al 15 ottobre sono raccolti e presentati nel sito ufficiale europeo degli #Erasmusdays 2022: https://www.erasmusdays.eu/

Hashtag ufficiale dell’evento: #ERASMUSDAYS

Premio EITA 2022

Scuola: quattro progetti Erasmus+ italiani vincono premio EITA 2022

Il 25 ottobre a Bruxelles la consegna degli European Teaching Award

Firenze, 26 settembre 2022 – La Commissione europea ha appena annunciato gli istituti scolastici vincitori dell’edizione 2022 del Premio europeo per l’insegnamento innovativo EITA- European Innovative Teaching Award.

Il riconoscimento celebra i risultati raggiunti da docenti e scuole che utilizzano pratiche di insegnamento e apprendimento innovative in partnership europee.

Il premio EITA è stato assegnato ai progetti Erasmus+ realizzati e già conclusi, selezionati dalle Agenzie nazionali Erasmus+ su base annuale, a partire dal 2021.

Nel 2022, il tema annuale di EITA è “Imparare insieme, promuovere la creatività e la sostenibilità”. È direttamente collegato all’iniziativa della Commissione europea New European Bauhaus (NEBche collega il Green Deal europeo alla nostra vita quotidiana e agli ambienti, per invitare tutti gli europei a immaginare e costruire insieme un futuro sostenibile e inclusivo.

Ogni paese aderente al Programma ha selezionato quattro progetti Erasmus+. In l’Italia l’Agenzia nazionale Erasmus+ Indire ha individuato le attività migliori realizzate dagli istituti scolastici (dalla prima infanzia alla secondaria) nell’Azione Chiave 1 per la mobilità e Azione Chiave 2 per la cooperazione in progetti. Per il settore dell’Istruzione e della formazione professionale (VET), invece, la selezione del progetto Erasmus+ è stata curata dall’Agenzia Erasmus+ Inapp. 

Le scuole selezionate rappresentano tutti i livelli scolastici: educazione e cura della prima infanzia; istruzione primaria; istruzione secondaria di I grado e di II grado con percorsi generali; istruzione secondaria di II grado con percorsi di istruzione e formazione professionale (istituti tecnici/professionali). Nella fase di selezione dei progetti, le Agenzie hanno tenuto conto di una serie di indicatori di qualità inerenti le metodologie, gli ambienti di apprendimento (incluso il digital learning) e l’impatto sui processi di apprendimento e insegnamento nella scuola.

Le scuole italiane vincitrici di EITA 2022

Il riconoscimento EITA 2022 per il settore dell’Istruzione e formazione tecnico professionale va all’Istituto tecnico agrario A. Trentin di Lonigo (Vicenza) per il progetto Green thinking 2018. La partnership ha visto collaborare insieme scuole di Italia, Polonia, Germania, Francia, Slovenia, Regno Unito e Spagna. Il progetto, coordinato dall’insegnante Ambrogio Raso, è stato realizzato in un contesto economico industriale e agricolo che ha subito un impatto negativo nel recente passato e si è impegnato nell’innovazione e nella sostenibilità. Sviluppando la conoscenza e la riflessione sui temi verdi, il progetto ha indotto comportamenti individuali positivi e pratiche eco-compatibili nelle scuole. Il sostegno ai partecipanti con bisogni speciali e minori opportunità ha contribuito all’inclusione e alla coesione sociale, in un contesto di massiccia immigrazione.

Il progetto Promoting wellbeing in pre-school through healthier lifestyles, coordinato dall’Istituto Comprensivo Ettore Guatelli a Collecchio (Parma) è stato selezionato per il livello educazione e cura della prima infanzia. Qui le scuole, coordinate dall’insegnante Simone Mazza, hanno lavorato in partenariato con istituti di Grecia, Portogallo e Svezia. Insieme tutti i partner hanno analizzato il tema del benessere per i piccoli fra 3 e 6 anni, in relazione ad un’alimentazione sana, la salute e le buone relazioni fra compagni. Le attività di progetto si sono sviluppate attraverso il confronto iniziale tra docenti ed educatori nei seminari previsti; successivamente sono stati coinvolti anche i genitori in incontri per la condivisione delle nuove pratiche di apprendimento sperimentate con i bambini nel progetto.

Alla Scuola Secondaria Statale di Primo Grado G.Bianco- G. Pascoli di Fasano (Brindisi) va il premio per il progetto The different colors of music relativo al livello istruzione secondaria generale. L’insegnante coordinatrice Maria Dibello ha lavorato in partenariato con scuole in Francia, Grecia, Polonia, Portogallo e Regno Unito per sperimentare una visione comune dell’uso della musica come linguaggio universale, in grado di promuovere l’inclusione, la comunicazione e la maturazione delle competenze sociali e culturali per tutti, indipendentemente dalle condizioni di disagio sociale, economico, culturale, o dalla presenza di specifiche disabilità. Gli studenti hanno sperimentato l’attività musicale in modo attivo e creativo secondo le diverse abilità di cui disponevano.

Il progetto Do you speak green? dell’Istituto comprensivo D’Azeglio-Nievo di Torino è stato selezionato nell’ambito dei progetti per la mobilità Erasmus+ per la formazione degli insegnanti. Un gruppo di 27 docenti della scuola e l’insegnante referente Stefania Massaccesi hanno realizzato mobilità per acquisire maggiori competenze nell’outdoor education. I nuovi ambienti educativi creati nella scuola hanno dato agli alunni la possibilità di sviluppare un’identità ecologica, che rappresenta un prerequisito  fondamentale per l’educazione all’ambiente e per azioni concrete sostenibili.

Il prossimo 25 ottobre è in programma una Cerimonia europea per la consegna dei premi a tutti i progetti vincitori, che si terrà in presenza a Bruxelles, nella sede della Commissione europea.

Hashtag ufficiale #EITA2022

Il video di presentazione dei vincitori EITA 2022:  https://youtu.be/hiZc4AFIWbs

Corri la Vita 2022

La Squadra Erasmus di Indire partecipa a Corri la Vita 2022

Domenica 2 ottobre a Firenze la manifestazione benefica con studenti, alunni, docenti e dirigenti

FIRENZE, 19/09/2022 – Domenica 2 ottobre a Firenze anche il mondo Erasmus+ sarà ai nastri di partenza della più grande manifestazione sportiva e solidale in Italiache, dopo due anni, torna in presenza con la corsa per le strade del capoluogo toscano.

L’Agenzia nazionale Erasmus+ Indire partecipa per la quarta edizione consecutiva alla corsa, con l’obiettivo di testimoniare i valori di inclusione e di solidarietà, propri del Programma Erasmus+.

L’iniziativa si svolge nella Settimana europea dello Sport e rappresenta un’importante occasione per rafforzare il legame tra il mondo dello sport e dell’istruzione in chiave europea, valorizzando le esperienze dei protagonisti Erasmus. 

Per l’edizione 2022, l’Agenzia Erasmus+ Indire intende creare la squadra Erasmus composta da studenti, insegnanti, alunni, professori e tutte le persone legate al Programma. Per l’occasione, viene istituito anche il “Premio Erasmus”, un riconoscimento destinato al miglior classificato fra i componenti del team.

Nel giorno dell’evento, l’Agenzia sarà presente alla partenza, nel Piazzale Lincoln del Parco de Le Cascine di Firenze, con un punto informativo aperto a chiunque voglia conoscere le opportunità di Erasmus+, con la possibilità di ricevere anche alcuni gadget del Programma.

Per far parte della squadra Erasmus è necessario:

·      Iscriversi all’evento da questo link https://www.corrilavita.it/edizione-2022/;

·         Comunicare a Erasmus+ Indire il numero di iscrizione a questo link: https://indire.eminerva.eu/isc/?evt=Corri_la_vita ;

·      Partecipare domenica 2 ottobre a Corri la vita e ritirare il pacco gara allo stand Erasmus+ Indire, con gadget in edizione speciale;

·      Correre nella squadra Erasmus! Il primo al traguardo riceverà il premio Erasmus;

Info su Erasmus+ a Corri la vita: https://www.erasmusplus.it/news/programma/aperte-le-iscrizioni-a-corri-la-vita-2022-come-partecipare-nella-squadra-erasmus/

Internazionalizzazione delle scuole ed educazione alla cittadinanza globale

INTERCULTURA: DA OTTOBRE OLTRE 65 ORE DI PROPOSTE PER L’INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLA SCUOLA,  DEDICATE A DIRIGENTI SCOLASTICI E DOCENTI

Il calendario dei numerosi eventi in programma tra cui, il 18 ottobre, il webinar sul rapporto 2022 dell’Osservatorio sull’internazionalizzazione delle scuole e la mobilità studentesca

Fondazione Intercultura e Associazione Intercultura hanno preparato un autunno ricco di proposte, organizzando 65 ore di iniziative e incontri di formazione gratuiti per Dirigenti scolastici e docenti. L’obiettivo è quello di stimolare il processo di internazionalizzazione delle scuole italiane e la riflessione sull’educazione alla cittadinanza globale.

  • A inizio ottobre,nell’ambito del progetto Edunauta promosso da Généras Foundation,si svolgeranno cinque incontri in presenza della durata di 8 ore ciascuno (9:30 – 17:30) :
  • martedì 4 ottobre Milano Consiglio regionale della Lombardia (Palazzo Pirelli – Sala Gonfalone – Via Fabio Filzi, 22),
  • mercoledì 5 ottobre Padova – Liceo “Tito Livio” (Riviera Tito Livio 9), con il patrocinio dell’USR Veneto,
  • giovedì 6 ottobre Pesaro – Liceo “Terenzio Mamiani” (Campus Scolastico – Via Nanterre),
  • martedì 11 ottobre Bari  – Liceo “Gaetano Salvemini” (Via Prezzolini 9),
  • venerdì 14 ottobre Firenze – Auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze (via Folco Portinari 5) con il sostegno di Fondazione CR Firenze.

Gli incontri presenteranno il Protocollo di valutazione Intercultura (www.protocollointercultura.it): un modello per valutare la competenza interculturale degli studenti che hanno partecipato a un programma annuale di studio all’estero. In particolare, verranno trattate tematiche legate all’internazionalizzazione della scuola, alla mobilità studentesca, alle competenze attese e alla loro valutazione.

  • Da metà ottobre a dicembre Intercultura terrà il percorso di formazione mista (blended learning) dal titolo “Educazione civica e cittadinanza globale” della durata di 25 ore all’interno del progetto CI SEI LAB sulle tematiche dell’educazione interculturale, alla cittadinanza globale e alla sostenibilità.

CI SEI LAB – Laboratori di Cittadinanza globale, Sviluppo sostenibile, Educazione Interculturale è un progetto promosso dall’Associazione Intercultura grazie al finanziamento del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, con l’obiettivo di realizzare una serie di interventi educativi sul tema della cittadinanza globale rivolti a docenti e studenti delle scuole secondarie di II grado (ciseilab.it).

Attraverso questo progetto, Intercultura offre alle scuole l’opportunità di consolidare l’alleanza educativa tra istruzione e terzo settore, sperimentando metodologie proprie dell’educazione non formale, basate sulla partecipazione e sull’esperienza, promuovendo la cultura del volontariato e valorizzando il protagonismo dei giovani perché diventino agenti di cambiamento.

Il progetto ambisce a raggiungere 2.000 docenti e Dirigenti scolastici e a coinvolgere 2.500 studenti di scuole secondarie di II grado in laboratori facilitati da volontari di Intercultura, in tutta Italia.

Sul sito ciseilab.it è ancora possibile indicare il proprio interessamento per partecipare al progetto, a partire dai webinar informativi che si terranno nei giorni 15 e 29 settembre. A partire dal mese di ottobre, in occasione dell’avvio delle nuove fasi del progetto, il sito si arricchirà poi con risorse digitali strumenti formativi gratuiti.

210 docenti da tutta Italia hanno già manifestato l’intenzione di partecipare, ma c’è ancora tempo per candidarsi al progetto.

18 OTTOBRE, H. 15.00: PRESENTAZIONE DEL RAPPORTO 2022 DELL’OSSERVATORIO SULL’INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE SCUOLE E LA MOBILITÀ STUDENTESCA

Fondazione Intercultura invita alla presentazione del rapporto 2022 dell’Osservatorio sull’internazionalizzazione delle scuole e la mobilità studentesca  (www.scuoleinternazionali.org), l’unico osservatorio esistente che documenta quanto avviene in Italia in questo settore: martedì 18 ottobre, h.15, per iscrizioni all’incontro online: https://bit.ly/3UbE719

L’Osservatorio, mediante indagini periodiche svolte dall’istituto di ricerca IPSOS, rileva il livello medio di internazionalizzazione della scuola italiana grazie a un indice di internazionalizzazione composto da indicatori che definiscono le attività significative di internazionalizzazione.

Nel 2022 il progetto è stato così rinnovato:

  • l’Indice di internazionalizzazione è stato aggiornato per adattarsi alle novità introdotte nelle scuole italiane nell’ultimo decennio (es. le  nuove pratiche di internazionalizzazione derivanti dalle politiche europee) e al mutato contesto in cui operano;
  • è più che raddoppiato il numero di scuole secondarie di II grado che hanno partecipato alla rilevazione dell’Indice;
  • verrà data una maggiore visibilità ai risultati dell’indagine anche attraverso  la premiazione di cinque scuole che si siano particolarmente distinte per le attività di internazionalizzazione.

Il progetto “Indice di internazionalizzazione delle scuole secondarie” (edizione 2022 dell’Osservatorio) ha ricevuto il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo.

Intercultura e Fondazione Intercultura propongono percorsi formativi dedicati alle tematiche dell’internazionalizzazione della scuola, della mobilità studentesca, del dialogo interculturale e dell’educazione alla cittadinanza globale.

L’obiettivo è di sensibilizzare e formare docenti e dirigenti scolastici a tali temi e offrire strumenti e metodologie per mettere a sistema la mobilità studentesca e, più in generale, l’internazionalizzazione. Mediante i percorsi formativi i partecipanti:

  • sviluppano consapevolezza rispetto alla letteratura pedagogica e alle politiche educative connesse all’educazione interculturale e internazionale e alla cittadinanza globale;
  • acquisiscono capacità progettuali, organizzative e valutative per la  mobilità studentesca internazionale;
  • imparano ad utilizzare strumenti per la messa a sistema della mobilità studentesca internazionale;
  • scambiano esperienze e buone pratiche.

La Fondazione Intercultura è ente accreditato per la formazione del personale della scuola con Decreto MIUR del 22 Luglio 2010 e adeguato alla Direttiva n.170/2016 in data 1 dicembre 2016.

Intercultura ODV è un’associazione di volontariato senza scopo di lucro fondata nel 1955. È presente in 158 città italiane e in oltre 60 Paesi di tutti i continenti. L’Associazione organizza e finanzia attraverso borse di studio programmi di mobilità scolastica internazionale, laboratori per le classi e corsi di formazione per docenti e dirigenti scolastici, che coinvolgono ogni anno migliaia di studenti, famiglie, scuole e volontari di tutto il mondo.

CI SEI LAB è un progetto realizzato con il finanziamento concesso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per l’annualità 2021 a valere sul Fondo per il finanziamento di progetti e attività di interesse generale nel terzo settore di cui all’art. 72 del decreto legislativo n.117/2017 – Avviso n.2/2020. Sono partner del progetto: ANILS – Associazione Nazionale Insegnanti Lingue Straniere; ANP – Associazione Nazionale Dirigenti pubblici e alte professionalità della scuola; Ufficio scolastico Regionale della Basilicata; Ufficio scolastico Regionale della Sardegna; Ufficio scolastico Regionale del Veneto

La rete degli Ambasciatori Erasmus+ Scuola

Firenze, 6 settembre 2002 – Da settembre è attiva in Italia la rete di Ambasciatori Erasmus+ Scuola composta da oltre 260 tra docenti e dirigenti scolastici, esperti di cooperazione e progettazione europea per la scuola, con l’obiettivo di diffondere a livello regionale le opportunità offerte dal Programma Erasmus+ per le scuole, favorendo così consapevolezza, partecipazione e internazionalizzazione degli istituti del territorio italiano, in particolare quelli più remoti e isolati.

Il nuovo network è un’iniziativa nata dall’Agenzia nazionale Erasmus+ Indire, in collaborazione con i Referenti istituzionali e pedagogici nominati dagli Uffici Scolastici Regionali, per supportare le attività di formazione, promozione e orientamento sul Programma, rivolgendosi a dirigenti scolastici, docenti, studenti e altro personale scolastico.

Gli Ambasciatori sono parte attiva di un piano di formazione regionale che comprende seminari gratuiti (online e in presenza) rivolti a docenti e personale scolastico. Gli incontri sono organizzati dai Referenti Erasmus+ Scuola degli Uffici Scolastici Regionali, in collaborazione con l’Agenzia nazionale Erasmus+ Indire.

Gli Ambasciatori possono essere contattati sia direttamente (per avere consigli e supporto individuale sul Programma in fase di ideazione, progettazione e svolgimento di attività Erasmus+ o eTwinning) sia tramite i Referenti USR e pedagogici (al fine di poter proporre l’organizzazione di attività di formazione nel proprio istituto o partecipare alle attività previste nel calendario dei seminari regionali).

Tutte le info sulla rete, l’elenco su base regionale degli ambasciatori e le modalità di contatto sono disponibili in questa pagina:https://www.erasmusplus.it/scuola/ambasciatori-erasmus-scuola/

Studenti con cittadinanza non italiana A.S. 2020/2021

Disponibile l’annuale approfondimento statistico con i dati relativi alle studentesse e agli studenti con cittadinanza non italiana, riferiti all’anno scolastico 2020/2021.

Per la prima volta dal 1983/1984, primo anno scolastico nel quale sono stati raccolti dati statistici attendibili, nel 2020/2021 si registra una flessione della presenza di studenti con cittadinanza non italiana nelle nostre scuole: sono 865.388, 11.000 in meno rispetto all’anno precedente (-1,3%). Nonostante la flessione, resta inalterata la percentuale di studenti con cittadinanza non italiana sul totale degli studenti in Italia (sono il 10,3%) poiché è diminuito, al contempo, di quasi 121 mila unità (-1,4%) anche il totale generale degli alunni.

Flessione nell’Infanzia e nel primo ciclo, aumento nella secondaria di II grado  La diminuzione più consistente si registra nella scuola nell’infanzia (-12.742 bambine e bambini), seguono primaria (-8.000) e secondaria di I grado (-3.550). Considerando solo queste tre aree educative, la flessione sarebbe pari a 24.500 persone. Viceversa, nella Secondaria di II grado si rileva un aumento di oltre 13 mila ragazzi, dunque il calo complessivo degli studenti con cittadinanza non italiana si riduce a un totale di 11.400.

I tassi di scolarità sono analoghi a quelli degli studenti italiani sia nella fascia di età 6-13 anni (quasi il 100%), sia in quella 14-16 anni (94,1%), mentre nei 17-18 anni il tasso di scolarità degli studenti con cittadinanza non italiana scende al 77,4%.

La presenza nelle Regioni  Il 65,3% delle studentesse e degli studenti con cittadinanza non italiana risulta concentrato al Nord, seguono il Centro, con il 22,2%, e il sud con il 12,5%. La Regione con la presenza maggiore è la Lombardia, che nello scorso anno scolastico ha ospitato 220.771 studenti con cittadinanza non italiana, oltre un quarto del totale presente nel nostro Paese (25,5%).

Le seconde generazioni  La percentuale dei nati in Italia sul totale delle studentesse e degli studenti di origine migratoria, nel 2020/2021, è arrivata al 66,7%, oltre un punto in più rispetto al 65,4% del 2019/2020.

Gli studenti di cittadinanza non italiana sono originari di quasi 200 Paesi del mondo. Il 44,95% è di origine europea, una percentuale stabile, seppure in lieve diminuzione. Seguono bambini e ragazzi di provenienza africana (26,9%) e asiatica (20,2%).

European School Education Platform

Scuola: online la piattaforma europea per gli insegnanti

Il nuovo ambiente dove conoscere le opportunità per la didattica innovativa e sviluppare progetti Eramsus+ ed eTwinning

Firenze, 11 luglio 2022 – È online la nuovaPiattaforma europea per l’istruzione scolastica della Commissione europea. La European School Education Platform fornisce un ambiente online utile a conoscere le opportunità europee rivolte al mondo della scuola e al contempo promuove un senso di comunità e di collaborazione tra i docenti e i professionisti del settore. La piattaforma si rivolge in modo particolare agli utenti eTwinning, la più grande community online per l’innovazione nella didattica in Europa, con oltre 1 milione di insegnanti registrati in 43 Paesi.

 

Il nuovo strumento europeo riunisce – e gradualmente sostituisce – le precedenti piattaforme eTwinning e School Education Gateway (SEG), con l’obiettivo contribuire allo sviluppo professionale delle persone che lavorano nell’istruzione scolastica e nell’ambito della formazione. Tra le risorse a disposizione si trovano articoli, materiali didattici, attività da svolgere in classe e strumenti per la ricerca di scuole partner, finalizzata a sviluppare progetti europei Erasmus+ ed eTwinning.


I principi fondanti della nuova piattaforma sono basati sulle priorità trasversali del programma Erasmus+ della Commissione europea: ossia rendere l’istruzione più inclusiva, sostenibile e digitale. La piattaforma promuoverà anche gli obiettivi dello Spazio europeo dell’istruzione, in particolare il piano d’azione per l’istruzione digitale e lo sviluppo delle competenze chiave.

Si accede alla piattaforma tramite EU Login, il servizio di autenticazione digitale della Commissione europea e “porta d’ingresso” verso un’ampia gamma di servizi web della UE, tramite un unico indirizzo di posta elettronica e un’unica password.  Tutti gli utenti, sia i nuovi che quelli attualmente già registrati a eTwinning o allo School Education Gateway, dovranno disporre dell’account EU Login, anche per entrare nella community eTwinning.

 

La Piattaforma europea per l’istruzione scolasticahttps://school-education.ec.europa.eu/it


Info:
https://etwinning.indire.it/e-online-la-nuova-piattaforma-europea-per-listruzione-scolastica-versione-beta/

Corsi perfezionamento CLIL

Decreto Dipartimentale 23 giugno 2022, AOODPIT 1511

Aspetti caratterizzanti dei corsi di perfezionamento per la metodologia CLIL


È stato pubblicato, sul sito del Ministero dell’Istruzione, il decreto dipartimentale che disciplina i corsi di perfezionamento per la metodologia CLIL (Content and Language Integrated Learning), con importanti novità rispetto al passato.

L’accesso ai corsi metodologici per l’insegnamento di contenuti in lingua straniera sarà proposto non solo ai docenti di discipline non linguistiche della Scuola secondaria di secondo grado (Istituti professionali compresi), ma anche a quelli della Scuola secondaria di primo grado nonché a tutti gli insegnanti della Scuola dell’infanzia e primaria.

L’estensione dell’offerta di formazione metodologica CLIL ai docenti di tutti i gradi di istruzione permette a studentesse e studenti un potenziamento dell’apprendimento delle lingue straniere grazie alla maggiore esposizione alle lingue resa possibile da questa metodologia.

I corsi di perfezionamento di 20 CFU (Crediti Formativi Universitari) verranno realizzati da università statali e non statali, con la possibilità di collaborazioni, se necessarie, con Istituzioni quali l’AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica). Gli atenei saranno scelti attraverso appositi bandi emanati dal Ministero dell’Istruzione, con l’eventuale collaborazione di INDIRE (Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa). I corsi potranno essere organizzati anche tramite apposite convenzioni tra Uffici Scolastici Regionali, Università e altri soggetti interessati.

Per l’accesso ai corsi, il docente deve essere in possesso di competenze linguistico-comunicative almeno di livello B2 del Quadro comune europeo di riferimento per le lingue (QCER) nella lingua straniera oggetto del corso. I docenti destinatari dei corsi saranno individuati dagli Uffici Scolastici Regionali.

KIDS4ALLL: questionario online sul multilinguismo

C’è tempo fino a giovedì 30 giugno per partecipare al breve questionario online sul multilinguismo lanciato dal progetto KIDS4ALLL.

L’indagine, completamente anonima e indirizzata agli educatori, anche quelli che operano in contesti informali, e agli insegnanti di lingua di tutti i livelli scolastici, vuole monitorare le reazioni e le percezioni in merito a multilinguismo e inclusione e far emergere le migliori pratiche didattiche realizzate in questo ambito, allo scopo di condividerle successivamente a livello internazionale.

Il progetto KIDS4ALLL, coordinato dall’Università di Torino e gestito da un’ampia rete di partner nazionali e internazionali fra cui l’INDIRE, nasce nel 2021 con l’obiettivo di facilitare l’inclusione degli alunni migranti nei sistemi educativi.

Il percorso cerca di promuovere nei più giovani quelle competenze, anche trasversali, utili a rispondere alle sfide sociali del momento e a permettere una piena partecipazione di tutti alla vita comunitaria: comunicazione nella madrelingua e in lingua straniera, matematica, scienze, strumenti e linguaggi digitali, ma anche soft skill come problem solving e pensiero critico, capacità di collaborazione e creatività, spirito di iniziativa e imprenditorialità.

L’idea alla base di KIDS4ALLL è quella di supportare il diritto di accesso a percorsi formativi inclusivi e di alta qualità lungo tutto l’arco della vita(le tre “elle” nel nome del progetto stanno appunto per Life Long Learning), mettendo a punto schemi di collaborazione tra pari in contesti educativi formali (scuola), non formali (associazioni, biblioteche, centri giovanili) e informali (social network e ambienti digitali utilizzati quotidianamente dai ragazzi). 

Le attività del progetto si rivolgono ad alunni della scuola primaria, secondaria di primo grado e del biennio della scuola secondaria di secondo grado (con e senza background migratorio), ma anche a docenti, educatori e genitori.

Per informazioni: kids4alll@unito.it

Partecipa all’indagine entro il 30 giugno >>

Vai alla pagina di KIDS4ALLL sul sito Indire >>

35 anni di Erasmus+

Il Programma Erasmus+ celebra i suoi 35 anni al Festival d’Europa

A Firenze, dal 6 maggio appuntamenti, incontri e musica

Firenze, 4 maggio 2022 – L’ edizione 2022 del Festival d’Europa coincide con le celebrazioni per i 35 anni di Erasmus+, il Programma simbolo dell’Unione europea. Per l’occasionel’Agenzia Erasmus+ Indire, tra gli enti promotori del Festival d’Europa, organizza a Firenze un ampio programma di iniziative in vari luoghi della città; per valorizzare le esperienze e promuovere le opportunità Erasmus+ rivolte a studenti, scuole, università e giovani.

Spazio Erasmus+ in Piazza della Repubblica, dal 6 al 10 maggio

Lo spazio Erasmus+ in Piazza della Repubblica è il cuore pulsante di Erasmus+ Indire al Festival d’Europa, un punto informativo per chiunque voglia saperne di più sulle opportunità offerte dall’Unione Europea per studiare e formarsi. Sarà animato dallo staff dell’Agenzia Indire con workshop sulla promozione del Programma, approfondimenti tematici, incontri e performance di piazza a cura di beneficiari. Sono previste anche attività a cura della Rappresentanza della Commissione europea in Italia e della Fondazione GaragErasmus.

Info sul programma: https://www.erasmusplus.it/news/istruzione-scolastica/agenzia-erasmus-indire-al-festival-europa/

Conferenza “35 anni del Programma Erasmus: una storia di successo”, 9 maggio

Palazzo Vecchio Salone De’ Cinquecento, dalle 10.00 alle 13.00 – Evento aperto con registrazione online

La conferenza Erasmus+ nel giorno dell’Europa è un momento istituzionale di celebrazione del 35 anni di Erasmus, con la partecipazione di autorità, rappresentanti dei Ministeri competenti per il Programma e la presentazione di storie, ed esperienze Erasmus dal mondo dell’università, della scuola e dell’educazione degli adulti. La conferenza sarà anche il momento di premiazione del concorso “l’Europa che Sogniamo” di Europascuola, iniziativa promossa dalla Rappresentanza della Commissione Europea in Italia, l’Università La Sapienza e Indire a cui hanno partecipato 63 scuole da tutta Italia. Info e registrazioni: https://www.erasmusplus.it/eventi/programma/conferenza-indire-al-festival-deuropa-35-anni-del-programma-erasmus-una-storia-di-successo

Concerto dell’Orchestra Erasmus “L’Europa si fa musica. Buon Compleanno Erasmus!”, 10 maggio

Teatro Verdi, ore 21.00 Evento aperto con registrazione online

Il concerto dell’Orchestra Erasmus è un appuntamento imperdibile al Festival d’Europa!

L’Orchestra è nata infatti proprio per i 30 anni di Erasmus nel 2017 e si è esibita per la prima volta proprio al Festival d’Europa. 50 giovani musicisti provenienti da Conservatori e Istituti musicali italiani, in Erasmus in Italia o con un’esperienza Erasmus vissuta o in programma a breve, si esibiranno al Teatro Verdi in un concerto gratuito dedicato ai 35 anni del Programma. Info e registrazioni: https://www.erasmusplus.it/eventi/programma/concerto-dellorchestra-erasmus-a-firenze-per-i-35-anni-del-programma/

Role Model: Sharing Erasmus+ stories and values, 8 -11 maggio

Grand Hotel Baglioni – Evento solo su invito

Nell’ambito delle attività di cooperazione condotte dall’Agenzia Erasmus+ Indire con le Agenzie nazionali di altri Paesi, prende il via durante il Festival d’Europa anche la rete dei Role Model Erasmus+, con un seminario internazionale con ca. 100 partecipanti da 15 diversi Paesi europei e una parte di italiani.

Erasmus+ va in città: i RoleModel Erasmus+ nelle scuole fiorentine, 10 maggio

Il 10 maggio, le attività dei Role Model Erasmus+ si spostano in alcune scuole fiorentine, che ospiteranno delegazioni internazionali per un racconto condiviso di storie ed esperienze che possono essere di ispirazione per il futuro.

Coordinamento degli Ambasciatori Erasmus+ per la scuola, 10-11 maggio

Palazzo Congressi, FirenzeFiera – Evento solo su invito

Sono circa 300 gli Ambasciatori Erasmus+ selezionati dall’Agenzia Erasmus+ Indire tra docenti, dirigenti e staff della scuola per diffondere a livello locale la conoscenza delle opportunità offerte dal Programma Erasmus+ e da eTwinning e favorire la partecipazione e la progettualità delle scuole nei territori. Saranno presentati e nominati ufficialmente a Firenze durante il Festival in una due giorni di formazione e coordinamento.

Info su Erasmus al Festival d’Europa: https://www.erasmusplus.it/news/istruzione-scolastica/agenzia-erasmus-indire-al-festival-europa/

Tutte le iniziative Erasmus al Festival d’Europa:https://www.erasmusplus.it/iniziative_eventi/festival-deuropa/

 

 

Hashtag ufficiali:

#FDE2022 #Erasmusplus

Enti certificatori per le lingue straniere


Il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, ha firmato il nuovo decreto riguardante l’elenco degli Enti certificatori per le lingue straniere del personale scolastico. Il decreto nasce dall’esigenza di riformulare il D.M. del 7 marzo 2012 a dieci anni dalla sua pubblicazione, prevedendo criteri più selettivi per l’individuazione degli Enti che certificheranno le competenze linguistico-comunicative del personale scolastico.

Gli Enti interessati potranno presentare domanda di accreditamento tramite la nuova piattaforma online “ENTI CERTIFICATORI LINGUE STRANIERE”.

Gli Enti già inseriti nell’elenco ufficiale del Ministero dell’Istruzione non dovranno ripresentare domanda per il corrente anno scolastico poiché l’attuale elenco resterà in vigore fino a marzo 2023.

Le medesime modalità telematiche sono previste per la pubblicazione dei nuovi Enti che saranno selezionati da una Commissione nominata dal Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione, incaricata di verificare il possesso dei requisiti e validare le candidature per l’inclusione nell’elenco.

Bando English Teaching Assistant

La Commissione Fulbright ha appena pubblicato un concorso, destinato alle scuole superiori del Sud Italia e Sardegna, per mettere a disposizione degli insegnanti di inglese un English Teaching Assistant (ETA) statunitense per l’anno scolastico 2022-23.

La Commissione copririà tutte le spese dell’ETA, per cui le scuole che risulteranno vincitrici non dovranno sostenere nessuna spesa.

La candidatura della scuola si può inviare entro 15 maggio ed è consultabile al seguente link: http://www.fulbright.it/per-scuole/

Per informazioni scrivere a info [at] fulbright.it

Per quanto riguarda la Commissione per gli Scambi Culturali fra l’Italia e gli Stati Uniti, essa, su mandato del Dipartimento di Stato statunitense e del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, gestisce dal 1948 il Programma Fulbright in Italia, programma di scambio culturale rivolto a cittadini italiani e statunitensi interessati a cogliere opportunità di studio, ricerca ed insegnamento in Italia e negli USA.