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Bene le 95 mila immissioni in ruolo, ma altrettanti posti restano scoperti

Scuola, bene le 95 mila immissioni in ruolo, ma altrettanti posti restano scoperti. Serve un provvedimento d’emergenza per la copertura di tutti i posti liberi

 Roma, 7 agosto 2020 – Nell’incontro per l’informativa sulle immissioni in ruolo svoltosi oggi il Ministero dell’Istruzione ha annunciato un contingente di 84 mila docenti, 11 mila ATA e 91 educatori, numeri che complessivamente accogliamo con favore, ma che sono ancora lontani dal coprire i posti scoperti per l’anno scolastico 2020-2021, che prevediamo essere più di 200 mila, dunque più del doppio delle stabilizzazioni annunciate.

Andrebbe innanzitutto chiarito che i numeri annunciati per i docenti sono frutto dei pensionamenti e degli oltre 50 mila posti non assegnati l’anno scorso per carenza di candidati, mentre gli 11 mila posti destinati al personale ATA coprono semplicemente il fisiologico turn over e non tengono conto del ben più alto numero di posti vacanti. I 91 educatori infine, coprono poco più di un terzo dei 261 posti disponibili.

Siamo lontani dunque dal centrare l’obiettivo di avere tutti i posti liberi coperti a settembre e su questo grava la scelta di rinviare un concorso straordinario che, completamente inascoltati, avevamo richiesto diventasse una procedura snella, per soli titoli.

Da diversi mesi segnaliamo l’importanza di far diventare un anno come questo, segnato dalla crisi pandemica e da un rientro in classe riorganizzato secondo le norme di contenimento del virus, l’anno del cambio di passo sulla scuola, con organici, spazi e numeri nelle classi finalmente adeguati.

Ribadiamo ancora una volta che occorre una norma specifica che riconosca la complessità e l’importanza della scuola per il Paese, garantisca il diritto costituzionale all’Istruzione e consenta il superamento dell’endemico precariato che la caratterizza. E’ necessario andare oltre gli slogan e fornire alla scuola tutti gli strumenti e tutte le risorse di cui ha bisogno: il Governo è ancora nei tempi per approvare un provvedimento straordinario sulla scuola.

Report su educazione degli adulti e scuola

Erasmus+: disponibili i dati sull’impatto del programma

Due report su educazione degli adulti e scuola

Firenze, 7 agosto 2020 – Il Programma Erasmus+ offre la possibilità di realizzare mobilità in Europa per la formazione del personale scolastico e dello staff impegnato nell’educazione degli adulti. Chi ha beneficiato di questa opportunità? Che tipi di attività sono state realizzate? Quali le destinazioni scelte? Quale impatto si rileva in termini di competenze nell’insegnamento?

Molte risposte arrivano da due report pubblicati dall’Agenzia Erasmus+ Indire, un’indagine sui risultati delle azioni di mobilità, per misurare l’impatto e riflettere sulla qualità degli apprendimenti. In totale, sono stati analizzati 624 progetti afferenti ai settori Scuola e Educazione degli Adulti (azioni KA101 e KA104) finanziati tra il 2015 e il 2018.

I due Report si basano principalmente sull’analisi dei dati estrapolati dai Participant Reporti questionari compilati dai partecipanti all’interno del database europeo dopo aver realizzato la mobilità.

L’obiettivo principale è stato evidenziare e valorizzare la qualità di quelle esperienze di docenti, formatori, dirigenti, amministrativi che hanno realizzato un percorso di apprendimento in un altro paese. Chi è partito in mobilità ha scelto di vivere e apprendere in contesti europei, per conoscere nuovi programmi e sistemi educativi, per rafforzare le pratiche di insegnamento e gestione delle classi.

Per il settore Scuola, dall’indagine emerge che l’Italia è al 7° posto per numero di progetti di mobilità finanziati, dopo Germania, Spagna, Regno Unito, Turchia e Polonia. Nel complesso sono state finanziate, per le mobilità europee, 11.443 persone tra insegnanti, dirigenti e personale della scuola. L’attività ha riguardato in larga misura le donne, che rappresentano il 78% sul totale dei partecipanti, mentre l’età di chi è partito si attesta tra i 47 e i 64 anni e, nel 90% dei casi supera i 50 anni.

La maggior parte dei partecipanti ha scelto di seguire un corso di formazione strutturato (8.000 su circa 11.000 mobilità), alcuni hanno preferito un percorso di job shadowing (quasi 2.800 partecipanti) e solo una minima parte ha realizzato un’attività di insegnamento presso un istituto scolastico all’estero. Le destinazioni preferite dagli italiani sono i paesi anglofoni, in primis il Regno Unito mentre spicca il primato dell’Italia come meta preferita in Europa di un cospicuo numero di docenti e non docenti (8.313).

Dopo l’esperienza, i docenti affermano di aver migliorato i metodi e le pratiche di insegnamento, sostengono inoltre che la conoscenza e rilevanza della materia insegnata è cambiata in modo significativo. Ѐ cresciuta la conoscenza delle opportunità di finanziamento a livello europeo, ampliati i rapporti personali e professionali con istituti di altri paesi.

Anche per il settore Educazione degli Adulti, i risultati che emergono sono significativi. I questionari analizzati sono circa 1700 afferenti a 88 progetti KA104. Lo staff coinvolto, nella maggioranza dei casi, proviene dal settore non formale, e partono, come per il settore Scuola, più le donne rispetto agli uomini, scegliendo di frequentare corsi strutturati, la tipologia di attività preferita. Le motivazioni e i bisogni formativi più ricorrenti sono legati alla conoscenza di buone pratiche in contesti europei e all’acquisizione di competenze spendibili e utili per l’attività professionale.

L’indagine, in entrambi i Report, sottolinea che le mobilità per l’apprendimento Erasmus+, nel corso degli anni, hanno riscosso sempre un ampio successo, come indicano le percentuali di gradimento dei partecipanti: per lo staff della Scuola si arriva al 98,4% e per il settore EdA al 97,7.

I Report sono disponibili a questa paginahttp://www.erasmusplus.it/la-mobilita-erasmus-ka1-nei-settori-scuola-ed-educazione-degli-adulti-analisi-qualitativa/

Scuola, saranno assunti 85.000 docenti

da la Repubblica

Corrado Zunino

ROMA – La scuola al centro del Paese, anche delle sue aspettative. La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha detto in tv, a La7: “Assumiamo 84.808 insegnanti a tempo indeterminato, me lo ha comunicato il ministro Gualtieri un’ora fa”. A questi si aggiungono 11.000 amministrativi, saranno soprattutto bidelli. I docenti saranno assunti per metà attraverso le Graduatorie a esaurimento e per metà attraverso le graduatorie dei vecchi concorsi. “Entro la prima settimana di ottobre”, ha ricordato, “partiranno i nuovi concorsi“.

Altri 40.000 docenti saranno assunti da settembre a luglio (più di diecimila bidelli), ma in caso di lockdown saranno licenziati senza alcuna indennità. I cosiddetti assunti Covid. Su questo la ministra ha ammesso il problema, “ma se torna il lockdown dovremo far tornare gli studenti in didattica a distanza ai loro insegnanti”.

La ministra ha anche ricordato, a fronte dell’iscrizione alle Graduatorie per le supplenze che si chiuderanno oggi a mezzanotte, che ad ora sono state presentate 725 mila domande: “Sono precari che chiedono di fare le supplenze a scuola”. I precari potenzialmente, tuttavia, erano calcolati dallo stesso ministero in un milione. A fronte delle accuse di un sistema informatico spesso bloccato, la ministra ha detto: “Ora la piattaforma sta funzionando perfettamente, entro l’inizio di settembre avremo perfezionato la graduatoria e saremo pronti a mandare i precari in cattedra”. E, infine: “Gli stipendi degli insegnanti meritano di essere aumentati”.

Oggi in Consiglio dei ministri si attende l’approvazione del decreto agosto, che prevede, tra l’altro, 1,3 miliardi di euro per la scuola: dovrebbero essere destinati in parte all’organico e in parte per consentire agli enti locali di affittare edifici dove ospitare gli studenti di alcune scuole.


A scuola altri 50 mila assunti “Meno alunni in ogni classe”

da La Stampa

Fanno sempre un grande effetto i numeri e ieri era giorno di numeri. Il governo ha annunciato l’arrivo di quarantamila docenti e diecimila amministrativi in più per un totale di 50 mila assunzioni straordinarie autorizzate per il prossimo anno scolastico. Sono la linea di difesa decisa dal governo per rispettare le norme anti-contagio. Sono la risposta a tutti quelli che da mesi sottolineano che per la riapertura delle scuole in sicurezza esiste solo la strada dell’aumento del numero di insegnanti in modo da sdoppiare le classi troppo numerose.

Rischio ricorsi

Eppure, se si va oltre la bellezza delle cifre e la magniloquenza degli annunci, si scopre che si tratta di persone assunte a tempo doppiamente determinato già ribattezzati «docenti Covid». Rispetto ai normali insegnanti a tempo determinato hanno un’ulteriore limitazione: in caso di quarantena verrebbero licenziati. Una misura illogica secondo Maddalena Gissi, segretaria generale della Cisl scuola, perché «è illogico che l’interruzione in caso di lockdown interrompa il rapporto con la classe anche a distanza. Le classi sdoppiate devono avere diritto alla continuità, ci deve essere comunque il vincolo alla conferma dopo l’interruzione e questo è previsto in ogni contratto».

Altra materia per ricorsi, quindi. In ogni caso i docenti ci sono e ora gli uffici scolastici regionali sanno anche quanti ne spettano alle diverse aree del Paese. La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha firmato l’ordinanza che stabilisce i criteri di riparto delle risorse per l’organico aggiuntivo previste dal Decreto rilancio. I 977 milioni già a bilancio saranno assegnati per il 50 per cento sulla base del numero degli alunni presenti sul territorio e per il 50 per cento secondo le richieste avanzate dagli Uffici scolastici regionali.

Come già annunciato alla Camera, «priorità massima sarà data alla scuola dell’infanzia e al primo ciclo di istruzione, con particolare riferimento alla scuola primaria».

Alle 50 mila assunzioni straordinarie si aggiungono le 80 mila programmate dal ministero che entreranno in ruolo grazie ai prossimi concorsi. Ed è previsto un ulteriore incremento di personale attraverso l’uso di 1,3 miliardi che deriveranno dallo scostamento di bilancio. «Potremo finalmente cominciare a superare quelle norme, nate in epoca di tagli feroci alla scuola, che hanno portato al sovraffollamento delle classi – commenta la ministra –. Con il decreto rilancio abbiamo infatti previsto la possibilità di derogare al numero di alunni per classe per ridurlo progressivamente. Un cammino che dovremo poi proseguire anche oltre l’emergenza». Ci sarebbe quindi l’impegno politico per avviare nei prossimi mesi un iter di modifica della legge del 2009, introdotta dall’ex ministro Gelmini, e definire un tetto massimo sul numero di alunni per classe.

La ministra ha anche assicurato che nel decreto legge di agosto saranno previste risorse per gli Enti locali per l’affitto degli spazi aggiuntivi e il pagamento delle utenze. Poco convinte le regioni Sardegna e Friuli Venezia Giulia che considerano vaghe e poco concrete le risposte del ministero.

Intanto, il commissario straordinario Domenico Arcuri informa che sono state presentate 14 offerte per la gara europea per la fornitura dei banchi monoposto in vista della riapertura del 14 settembre. E dopo la valutazione delle varie offerte la sottoscrizione dei contratti avverrà entro il 12 agosto. Per l’avvio in sicurezza a settembre gli istituti hanno chiesto 2,4 milioni di banchi. Oltre 750 mila sono per la scuola primaria, dunque, necessariamente, banchi di tipo tradizionale, più adatti per i piccoli. Altri 1,7 milioni sono stati i banchi richiesti per le secondarie, di cui oltre uno su quattro di tipo innovativo. –

Azzolina annuncia: “Assumeremo a tempo indeterminato 84.808 docenti e 11.000 Ata. Ricevuto ok del MEF”

da OrizzonteScuola

Di Andrea Carlino

La ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ha parlato a La7, durante la trasmissione “In Onda”: Assumeremo a tempo indeterminato 84.808 docenti precari. Abbiamo appena ricevuto l’ok del ministero dell’Economia, grande segnale. A questi aggiungiamo altri 50.000 ATA e docenti a tempo determinato. Non solo, assumeremo 11.000 amministrativi, saranno soprattutto bidelli. I docenti saranno assunti per metà attraverso le Graduatorie a esaurimento e per metà attraverso le graduatorie dei vecchi concorsi. Il compito del Governo è assumere i precari e ci siamo riusciti”.

E poi: “Assumeremo altri 50 mila, tra docenti, personale Ata e altri, tutti a tempo determinato. Questo per  dare più posti di lavoro ed evitare i doppi turni. Sia per chi ha  sostenuto vecchi concorsi, sia nuovi. Licenziamento immediato in caso di lockdown per gli assunti a tempo determinato con norme Covid? Lo escludo. È vero che siamo andati molto in difficoltà, ma abbiamo comunque prorogato contratti e ora siamo molto più preparati”.

Rientro a settembre, didattica a distanza: quante ore a settimana, orario dei docenti, come valutare

da OrizzonteScuola

Di redazione

Didattica digitale integrata o, come l’abbiamo conosciuta finora, didattica a distanza. La bozza delle Linee Guida elaborate dal Ministero per definire modalità, orari, metodologie, rapporti con le famiglie.

Scarica bozza linee guida

Ogni istituzione scolastica definisce le modalità di realizzazione della didattica digitale integrata, in un equilibrato bilanciamento tra attività
sincrone e asincrone.

E’ rivolta a tutti gli studenti della scuola secondaria di II grado, come modalità didattica complementare che integra la tradizionale esperienza di scuola in presenza, nonché, in caso di nuovo lockdown, agli alunni di tutti i gradi di scuola.

N.B. Si deve evitare che i contenuti e le metodologie siano la mera trasposizione di quanto solitamente viene svolto in presenza.

Il Collegio docenti è chiamato a fissare criteri e modalità per erogare didattica digitale integrata

I docenti per le attività di sostegno, sempre in presenza a scuola assieme agli alunni loro affidati, curano l’interazione tra tutti i compagni in presenza e quelli eventualmente impegnati nella DDI, nonché con gli altri docenti curricolari, mettendo a punto materiale individualizzato o personalizzato da far fruire all’alunno medesimo in incontri quotidiani con il piccolo gruppo e concorrono, in stretta correlazione con i colleghi, allo sviluppo delle unità di apprendimento per la classe.

Ciascuna istituzione scolastica individua una piattaforma che risponda ai necessari requisiti di sicurezza dei dati a garanzia della privacy*, assicuri un agevole svolgimento dell’attività sincrona anche, possibilmente, attraverso l’oscuramento dell’ambiente circostante e risulti fruibile, qualsiasi sia il tipo di device (smartphone, tablet, PC) o sistema operativo a disposizione.

Firma dei docenti sul registro elettronico

Per il necessario adempimento amministrativo di rilevazione della presenza in servizio dei docenti e per registrare la presenza degli alunni a lezione, si utilizza il registro elettronico*, così come per le comunicazioni scuola-famiglia e l’annotazione dei compiti giornalieri. La DDI, di fatto, rappresenta le “spostamento” in modalità virtuale dell’ambiente di apprendimento e, per così dire, dell’ambiente giuridico in presenza.

L’orario delle lezioni

Nel caso di attività digitale complementare a quella in presenza, il gruppo che segue l’attività a distanza rispetta per intero l’orario di lavoro della classe salvo che la pianificazione di una diversa scansione temporale della didattica, tra alunni in presenza e a distanza, non trovi la propria ragion d’essere in motivazioni legate alla specificità della metodologia in uso.

Nel caso in cui la DDI divenga strumento unico di espletamento del servizio scolastico, a seguito di eventuali nuove situazioni di
lockdown, saranno da prevedersi quote orarie settimanali minime di lezione:

Scuola dell’infanzia: l’aspetto più importante è mantenere il contatto con i bambini e con le famiglie. Le attività saranno calendarizzate evitando improvvisazioni ed estemporaneità nelle proposte in modo da favorire il coinvolgimento attivo dei bambini. Diverse possono essere le modalità di contatto, dalla videochiamata, al messaggio per il tramite del rappresentante di sezione o anche la videoconferenza, per mantenere il rapporto con gli insegnanti e gli altri compagni. Tenuto conto dell’età degli alunni, è preferibile proporre piccole esperienze, brevi filmati o file audio.

Scuola del primo ciclo: assicurare almeno quindici ore settimanali di didattica in modalità sincrona con l’intero gruppo classe (dieci ore per le classi prime della scuola primaria), organizzate anche in maniera flessibile, in cui costruire percorsi disciplinari e interdisciplinari, con possibilità di prevedere ulteriori attività in piccolo gruppo, nonché proposte in modalità asincrona secondo le metodologie ritenute più idonee.

Scuole secondarie di primo grado ad indirizzo musicale: assicurare agli alunni, attraverso l’acquisto da parte della scuola di servizi web applicazioni che permettano l’esecuzione in sincrono, sia le lezioni individuali di strumento che le ore di musica d’insieme.

Scuola secondaria di secondo grado: assicurare almeno venti ore settimanali di didattica in modalità sincrona con l’intero gruppo classe, con possibilità di prevedere ulteriori attività in piccolo gruppo nonché proposte in modalità asincrona secondo le metodologie ritenute più idonee.

CPIA: per i percorsi di primo livello, primo periodo didattico, assicurare almeno nove ore alla settimana di didattica in modalità sincrona con l’intero gruppo di apprendimento; per i percorsi di primo livello, secondo periodo didattico, assicurare almeno dodici ore alla settimana di didattica in modalità sincrona con l’intero gruppo di apprendimento; per i percorsi di alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana assicurare almeno otto ore alla settimana di didattica in modalità sincrona con ogni gruppo di apprendimento.

Per i percorsi di secondo livello, sarà necessario assicurare almeno venti ore settimanali di didattica in modalità sincrona con l’intero gruppo di apprendimento.

Orario settimanale dei docenti 

Fermo restando l’orario di servizio settimanale dei docenti stabilito dal CCNL, il Dirigente scolastico, sulla base dei criteri individuati dal Collegio docenti, predispone l’orario delle attività educative e didattiche con la quota oraria che ciascun docente dedica alla didattica digitale integrata, avendo cura di assicurare adeguato spazio settimanale a tutte le discipline sia che la DDI sia scelta come modalità complementare alla didattica in presenza, sia che essa costituisca lo strumento esclusivo derivante da nuove condizioni epidemiologiche rilevanti.

Nella strutturazione dell’orario settimanale in DDI, è possibile fare ricorso alla riduzione dell’unità oraria di lezione, alla compattazione delle discipline, nonché adottare tutte le forme di flessibilità didattica e organizzativa previste dal Regolamento dell’Autonomia scolastica.

Metodologie

Alcune metodologie si adattano meglio di altre alla didattica digitale integrata: si fa riferimento, ad esempio, alla didattica breve, all’apprendimento cooperativo, alla flipped classroom, al debate.

Verifiche

Ai consigli di classe e ai singoli docenti è demandato il compito di individuare gli strumenti per la verifica degli apprendimenti inerenti alle metodologie utilizzate. Si ritiene che qualsiasi modalità di verifica di una attività svolta in DDI non possa portare alla produzione di materiali cartacei, salvo particolari esigenze correlate a singole discipline o a particolari bisogni degli alunni. I docenti avranno cura di salvare gli elaborati degli alunni medesimi e di avviarli alla conservazione all’interno degli strumenti di repository a ciò dedicati dall’istituzione scolastica

La valutazione 

La valutazione deve essere costante, garantire trasparenza e tempestività e, ancor più laddove dovesse venir meno la possibilità del confronto in presenza, la necessità di assicurare feedback continui sulla base dei quali regolare il processo di insegnamento/apprendimento.

Scarica bozza linee guida

Protocollo di sicurezza, come ripartirà la scuola. TESTO DEFINITIVO E FIRMATO

da OrizzonteScuola

Di Andrea Carlino

Dopo l’accordo raggiunto adesso c’è anche la firma da parte dei sindacati al protocollo di sicurezza per il ritorno in classe. L’annuncio è arrivato dopo una riunione svolta all’alba tra i rappresentanti ministeriali (presente la ministra Lucia Azzolina) e le parti sindacali.

Il protocollo è stato sottoscritto da tutti le organizzazioni, comprese quelle dei dirigenti scolastici ad eccezione della Gilda che, come ben noto, ha interrotto le relazioni sindacali con il Ministero dell’Istruzione.

PROTOCOLLO DI SICUREZZA (clicca qui)

Sindacati, momento storico

È “innegabile” che si stiano mettendo sul piatto della bilancia molte più risorse. È quanto hanno affermato, secondo quanto si apprende, le Organizzazioni sindacali durante l’incontro con la Ministra Lucia Azzolina per la firma del Protocollo di sicurezza per settembre. I sindacati hanno riconosciuto il lavoro fatto dal governo per trovare le risorse per la scuola.

Il momento è stato definito “storico” perché “si superano le norme del 2008 che avevano portato ai tagli e alle classi pollaio”, con riferimento alle norme dell’ex Ministro Gelmini che hanno portato, fra l’altro, all’innalzamento del numero di alunni per classe

Lotta a classi pollaio

“Al Ministero – ha scritto il Ministro su Facebook – abbiamo appena dato il via libera al Protocollo di sicurezza per la ripresa di settembre. Un accordo importante che contiene le misure da adottare per garantire la tutela della salute di studentesse, studenti e personale, ma anche impegni che guardano al futuro e al miglioramento della scuola come il contrasto delle classi cosiddette ‘pollaio’, una battaglia che porto avanti da tempo e che rappresenta per me una priorità”

“Ringrazio le Organizzazioni sindacali – continua il messaggio – e quanti nel Ministero si sono impegnati per questo risultato molto atteso dalle scuole. Si tratta di regole chiare che danno certezze a dirigenti scolastici, personale, famiglie, alle ragazze e ai ragazzi che si apprestano a tornare nelle aule.”

“Ritengo particolarmente importante – ha aggiunto – l’help desk che sarà attivato a supporto delle scuole: è la dimostrazione che non vogliamo lasciarle sole. Che saremo al loro fianco in ogni momento supportandole in caso di difficoltà, così come abbiamo già fatto durante gli Esami di Stato.”

“Come Governo – conclude il Ministro – avevamo promesso di trovare le risorse per la ripresa e lo abbiamo fatto: abbiamo 2,9 miliardi e stiamo mettendo anche fondi per consentire agli Enti locali di affittare spazi per le lezioni. Non era un risultato facile, ma lo abbiamo ottenuto.”

PROTOCOLLO DI SICUREZZA (clicca qui)

Graduatorie provinciali, pubblicate da uffici scolastici entro fine agosto

da OrizzonteScuola

Di redazione

Quando e dove saranno pubblicate le graduatorie provinciali? A darne indicazioni una nota specifica del Ministero. Ricordiamo che oggi scadono i termini per la presentazione della domanda.

Cosa devono fare gli Uffici Scolastici

Resta, in capo agli Uffici Scolastici Territoriali, il compito di provvedere alla valutazione e alla pubblicazione delle graduatorie con la tempestività, l’urgenza e l’indifferibilità richieste da una procedura essenziale per il corretto avvio dell’anno scolastico, a tutela degli aspiranti, delle istituzioni scolastiche, degli alunni.

Alcuni uffici scolastici stanno già pubblicando l’elenco delle scuole polo che li coadiuveranno nella valutazione delle domande per singola classe concorso, in modo che la valutazione risulti omogenea per l’intera provincia.

Fine agosto termine ultimo per pubblicazione graduatorie provinciali

Occorre, comunque – conclude il Capo Dipartimento –  assumere la fine del mese di agosto quale termine ultimo di conclusione delle attività di valutazione e di pubblicazione delle graduatorie.

Per l’attività di valutazione l’Ufficio Scolastico può avvalersi, nell’ambito della provincia di riferimento, di istituzioni scolastiche delle quali  eventualmente avvalersi.

I controlli sulle dichiarazioni presentate spetteranno al Dirigente Scolastico della scuola in cui il docente stipula il primo contratto.

Il dirigente comunica l’esito della verifica all’Ufficio Scolastico, che provvede ad inserire i dati nell’Anagrafe nazionale del personale docente.

Se la verifica ha avuto esito negativo il punteggio del docente dovrà essere rettificato o il docente dovrà essere escluso dalla procedura qualora la verifica riguardi il titolo di accesso.

Supplenze entro 14 settembre

Affinché tutto possa andare a buon fine le supplenze dovrebbero essere assegnate entro il 14 settembre data fissata dal Ministero per l’inizio delle lezioni per l’anno scolastico 2020/21.

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Iscrizioni tardive a.s. 2020/21, sì nei casi in cui si neghi diritto a istruzione. Nota

da OrizzonteScuola

Di redazione

Nota Ministero istruzione n. 1376 del 5 agosto 2020: iscrizioni tardive e diritto allo studio. A seguito di segnalazioni concernenti il diniego di iscrizione cosiddetta “tardiva” ad alunni in diritto/dovere o addirittura in obbligo di istruzione, il MI chiarisce che l’emergenza epidemiologica da Covid-19 non muta il quadro normativo che riguarda le iscrizioni. In particolare, rimane prioritaria l’esigenza di assicurare a tutti il diritto costituzionale all’istruzione.

Le istituzioni scolastiche accettano le iscrizioni anche tardive, in tutti i casi nei quali un rifiuto comporterebbe la negazione del diritto all’istruzione, ad esempio nel caso in cui la famiglia si sia trasferita o nel caso di passaggi dalle scuole paritarie alle istituzioni scolastiche statali, motivati per lo più da difficoltà economiche.

Nel caso di impossibilità ad accogliere le iscrizioni tardive per incapienza delle classi, il Ministero invita le scuole a farsi parte attiva nell’aiutare la famiglia a trovare un’altra sistemazione consona anche attraverso il supporto degli Ambiti Territoriali degli Uffici Scolastici Regionali, come previsto dalla nota del 13 novembre 2019 n. 22994.

nota iscrizioni tardive

Test sierologico, docenti e Ata non sono obbligati a farlo

da La Tecnica della Scuola

Il ministero dell’Istruzione provvederà ad “attivare la collaborazione istituzionale con il Ministero della Salute, il Commissario straordinario e l’Autorità garante per la protezione dei dati personali, affinché si dia l‘opportunità di svolgere test diagnostici per tutto il personale del sistema scolastico statale e paritario, incluso il personale supplente, in concomitanza con l’inizio delle attività didattiche e nel corso dell’anno, nonché di effettuare test a campione per la popolazione studentesca con cadenza periodica”: il Protocollo sulla sicurezza per il rientro a scuola a settembre, sottoscritto dal ministero dell’Istruzione con i sindacati, conferma quindi le anticipazioni dei giorni scorsi dalla ministra Lucia Azzolina, anche sulla non obbligatorietà dell’esame sierologico da attuare per verificare se si è contratto il Covid-19.

L’esame non a scuola

Il test sierologico potrà essere proposto al personale (agli alunni solo a campione) già dalla metà di agosto (dopo che a fine luglio si è anche conclusa la “gara” per l’aggiudicazione della mega-commessa da due milioni di kit sierologici). Si tratta, dunque, di un’opportunità.

Nel protocollo si legge, infatti, che “saranno adottati i criteri di: volontarietà di adesione al test; gratuità dello stesso per l’utenza; svolgimento dei test presso le strutture di medicina di base e non presso le istituzioni scolastiche“.

Obblighi solo per chi risulta positivo

L’obbligo a sottoporsi a degli esami di accertamento scatterà, invece, qualora il test sierologico risulti positivo: in tal caso, infatti, scatterà obbligatoriamente il tampone.

Nel frattempo, tra i due esami, il docente, Ata o dirigente scolastico sarà posto in stato di malattia coatta.

Solo qualora il dipendente scolastico dovesse risultare positivo anche al tampone, scatterà la quarantena.

Nel Protocollo è previsto, inoltre, che per tornare a scuola, di un certificato di “avvenuta negativizzazione” per eventuali casi di Covid tra docenti o studenti.

Isolare chi ha dei sintomi

Il documento, sottoscritto il 6 agosto, stabilisce anche che nel caso in cui una persona presente nella scuola sviluppi febbre o anche sintomi di infezione respiratoria, si dovrà procedere al suo isolamento in base alle disposizioni dell’autorità sanitaria e provvedere quanto prima al ritorno a casa.

Una “circostanza” che, per gli alunni, potrà essere indicata al dirigente scolastico anche da un loro docente o da un collaboratore scolastico.

Inoltre, le nuove linee guida messe a punto da Iss e Ministero della salute stabiliscono che non sarà un solo caso a decretare la chiusura di un istituto: l’eventuale stop infatti sarà deciso “in base al numero dei casi confermati” e dunque al livello di trasmissione del virus.

Nel Lazio già pronti

Intanto, dopo essere stata la prima regione ad avre deliberato la somministrazione al personale scolastico dei test sierologici, nel Lazio sono partiti i primi esami rivolti al personale degli istituti scolastici.

“Scuola sicura: oggi nel Lazio partiamo con le prove dei primi test sierologici a docenti e personale amministrativo. Al lavoro per garantire il rientro a scuola nei tempi previsti e nella massima sicurezza”, ha scritto il 6 agosto sulla sua pagina Facebook, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

L’opportunità del test anche agli autisti trentini

E ci sono regioni che allargano i test anche ad altre figure professionali. Come gli autisti. Accade in Trentino Alto Adige, dove Trentino Trasporti ha deciso che nei prossimi giorni – su iniziativa concordata tra società e Provincia – i quasi mille operatori a contatto con il pubblico avranno la possibilità di accedere su base volontaria e gratuita al servizio sanitario, per l’effettuazione dei test sierologici.

L’iniziativa – ha spiegato la Provincia – si inserisce nella campagna di sensibilizzazione #pullmansicuro per garantire sicurezza a bordo dei mezzi pubblici, proprio in vista della riapertura delle scuole a settembre: un’esigenza, del resto, molto sentita anche dai genitori degli alunni.

A Bergamo positivo un cittadino su cinque

L’utilità di questo genere di test è, del resto, accertata. A Bergamo, ad esempio, il 21,4% dei 21.716 cittadini che si sono presentati ai test sierologici gratuiti è risultato positivo, dunque è venuto in contatto con il virus: si tratta di 4.657 persone.

Ai successivi tamponi, obbligatori dopo la positività al sierologico, sono risultati positive 114 persone che sono state sottoposte alla quarantena di 14 giorni.

Di queste, 15 hanno mantenuto la positività anche dopo il periodo di isolamento. I partner che hanno aderito all’iniziativa del Comune di Bergamo avevano messo a disposizione 50 mila test sierologici.

Assunzioni in ruolo, ok del Mef per 84.808 docenti e 11 mila Ata

da La Tecnica della Scuola

Il Ministero dell’Economia ha autorizzato l’immissione in ruolo per quasi 85 mila insegnanti e 11 mila per il personale ATA. Lo annuncia la Ministra Azzolina ospite della trasmissione In Onda su La7.

Azzolina ha aperto il suo intervento proprio con l’annuncio: “Assumeremo a tempo indeterminato 84.808 docenti precari e 11.000 Ata. Abbiamo appena ricevuto l’ok del ministero dell’Economia, è un grandissimo segnale“.

Ma le immissioni in ruolo saranno inferiori?

Chiariamo: il Mef ha autorizzato quasi 85 mila immissioni in ruolo di docenti e 11 mila Ata. Questo non significa che sicuramente verranno effettuate 85 mila assunzioni in ruolo.

Infatti, come scritto in precedenza, esiste la probabilità che alla fine le assunzioni di docenti per il 2020/2021 saranno inferiori. Perchè? soprattutto nella scuola secondaria di I e II grado le GaE sono in via di esaurimento per molte classi di concorso di molte province di Italia. E anche quelle di merito, da dove si estrapolano l’altra metà dei candidati per assegnare le assunzioni a tempo indeterminato, cominciano ad essere “a secco” di nominativi. Addirittura, secondo l’ex Ministro Fioramonti, quest’anno si riuscirà a coprire solo il numero di pensionamenti, 30 mila.

Immissioni in ruolo: 50% da Gae e 50% da Graduatorie concorsi

Ricordiamo che le immissioni in ruolo saranno così suddivise:

  • 50% di immissioni in ruolo da Gae
  • 50% di immissioni in ruolo da Graduatorie concorsi

I docenti immessi in ruolo da concorso ordinario 2016 o da concorsi  straordinari 2018 che sono inseriti in graduatorie ad esaurimento regionali o sono accordati a tali graduatorie (per quanto riguarda gli idonei del concorso 2016) devono preventivamente scegliere la provincia per l’immissione in ruolo.

I vincitori del concorso straordinario scuola secondaria avranno retrodatazione giuridica del contratto, pur prendendo servizio effettivamente diverse settimane dopo, forse anche a fine anno.

La scelta delle sedi sarà effettuata prima da concorso e poi dalle Gae sempre nella misura del 50% per ciascuna graduatoria. I docenti neoimmessi in ruolo resteranno bloccati per 5 anni nella stessa sede e quindi non potranno chiedere domanda di trasferimento.

Come tornare a scuola a settembre, ok dal CSPI per la didattica digitale

da La Tecnica della Scuola

E’ arrivato il via libera dal CSPI in merito alle linee guida per la didattica digitale integrata (DDI), già previste dal Piano per la ripresa di settembre presentato lo scorso 26 giugno, che contiene indicazioni operative per le scuole affinché possano dotarsi, capitalizzando anche l’esperienza maturata durante i mesi di chiusura, di un Piano scolastico per la didattica digitale integrata.

IL TESTO DELLE LINEE GUIDA DDI (BOZZA)

IL PARERE DEL CSPI

I rilievi del CSPI

Nonostante il parere favorevole, ci sono alcuni punti che il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione ha tenuto ad evidenziare. Primo fra tutti quello relativo alla Dad: secondo il CSPI un problema è l’aver qualificato la didattica a distanza come modalità complementare alla didattica in presenza, senza averne definito “i fondamenti culturali, normativi, pedagogici e metodologici” e definisce le misure suggerite “del tutto incongrue e immotivate. Il parere richiama, inoltre, le ricadute sulla prestazione di lavoro che non può essere oggetto di linee guida ministeriali, ma che è materia di negoziazione sindacale. Su questo ultimo aspetto, come abbiamo scritto in precedenza, dovrebbe iniziare una contrattazione nazionale.

Inoltre, il CSPI si sofferma anche su gli orari minimi e massimi della DDI, soprattutto in considerazione del fatto che il tempo scuola previsto dagli Ordinamenti è definito da norme primarie che non possono essere modificate in maniera surrettizia da Linee Guida.

Questo aspetto, infatti, è fortemente collegato agli spazi disponibili, al numero degli studenti nelle aule, ad eventuali orari differenziati per evitare assembramenti e un uso più distribuito dei mezzi di trasporto e, soprattutto, alla effettiva possibilità di ottenere o meno un adeguato numero aggiuntivo di docenti. 

Non viene condivisa inoltre la possibilità di divisione della classe, parte in presenza e parte a distanza, e la realizzazione della lezione in sincrono: il CSPI le considera scelte poco adeguate didatticamente e tecnicamente non praticabili per la evidente difficoltà delle connessioni di rete di supportare molti collegamenti contemporanei.

Complessivamente, il CSPI definisce il documento sbilanciato su aspetti formali (non sempre esaustivamente considerati) più che sull’azione didattica.

Il piano per la didattica digitale integrata

Sappiamo già che il Piano per la DDI dovrà essere adottato nelle scuole secondarie di secondo grado anche in previsione della possibile adozione, a settembre, della didattica digitale in modalità integrata con quella in presenza. 

Dall’infanzia alla secondaria di primo grado, il Piano viene adottato affinché gli istituti siano pronti “qualora si rendesse necessario sospendere nuovamente le attività didattiche in presenza a causa delle condizioni epidemiologiche contingenti”.

Per questi gradi di scuola non è infatti prevista didattica integrata alla ripresa di settembre, ma solo didattica in presenza, ricorda il Ministero.

Un aspetto importante da sottolineare è quello che prevede come il Piano scolastico per la didattica digitale integratadovrà essere allegato al Piano triennale per l’offerta formativa di ciascuna scuola.

Il MI spiega che a tal proposito sarà fornita apposita comunicazione alle famiglie, alle studentesse e agli studenti sui suoi contenuti in modo che tutte le componenti della comunità scolastica siano coinvolte.

Rilevazione del fabbisogno di device per la Dad

Altri tassello è quello relativo ad un censimento di device e strumentazioni per la didattica digitale: ogni scuola, infatti, avvierà una rilevazione del fabbisogno di tablet, pc e connessioni che potrebbero servire per l’attuazione del Piano. Con l’arrivo dei nuovi studenti delle classi prime, infatti, potrebbe essere necessario integrare le dotazioni.

Per quanto riguarda i docenti, le Linee guida pongono attenzione anche a quelli a tempo determinato, i supplenti: la rilevazione del fabbisogno riguarderà anche loro, dato che non hanno accesso alla Carta del docente che consente agli insegnanti di acquistare hardware per la didattica.

Alunni con disabilità e Bisogni educativi speciali

Inoltre è prevista un’attenzione particolare agli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali. Nel caso in cui, nelle scuole di secondo grado, sia attivata la DDI come metodologia complementare, per le alunne e gli alunni con disabilità andrà privilegiata la didattica in presenza con il loro docente di sostegno.

Gli orari da seguire

Nel caso di lezioni in DDI complementari, sempre nella scuola secondaria di secondo grado, chi segue a distanza dovrà fare lo stesso orario della classe.

In caso di nuove situazioni di chiusura a causa di un eventuale peggioramento delle condizioni epidemiologiche e di DDI generalizzata, le lezioni dovranno essere svolte in modalità sincrona per tutto il gruppo classe e dovrà essere garantito un orario minimo: almeno 10 ore settimanali per le classi prime della primaria, almeno 15 per le scuole del primo ciclo (primarie, tranne le classi prime, e secondarie di primo grado), almeno 20 per il secondo grado.

Le Linee saranno rese pubbliche dopo il passaggio al Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione e contestualmente al loro invio alle scuole.

Tra i nuovi Dirigenti scolastici c’è anche la Ministra? Non c’è conflitto di interessi

da La Tecnica della Scuola

Con riferimento a notizie che circolano in Rete e alle dichiarazioni di alcuni deputati della Lega, il Ministero dell’Istruzione fa sapere che non c’è nessun conflitto di interessi in merito al concorso per dirigenti scolastici.” Lo scrive a chiare lettere il Ministero con un comunicato stampa.

I chiarimenti si sono resi necessari soprattutto a seguito delle dichiarazioni di Rossano Sasso della Lega: “Azzolina si assume come dirigente scolastico? Il Ministro chiarisca se rientra nei 453 nuovi dirigenti scolastici da assumere, autorizzata da sè stessa. Probabile conflitto di interessi“.

E ha continuato: “Soprattutto, nel momento in cui si attende una sentenza del consiglio di stato che potrebbe annullare del tutto il concorso, ci chiediamo se era proprio il caso di procedere con un provvedimento simile.

Capisco le ragioni di fretta e di convenienza della Azzolina, sempre più in bilico come Ministro e quindi con un occhio al proprio futuro lavorativo, ma sinceramente un Ministro che si assume come preside di scuola non si era mai visto nella storia della Repubblica.

Consenta l’accesso agli atti, se non ha nulla da nascondere e faccia chiarezza una volta per tutte su questo sfortunato concorso.

Sto presentando una interrogazione parlamentare in tal senso, vedremo se e cosa il Ministro che licenzia i precari, fa impazzire le famiglie, sperpera soldi in banchi con le rotelle e si assume come dirigente scolastico, avrà voglia di rispondere”.

I chiarimenti del Ministero

Le assunzioni e lo scorrimento della graduatoria di merito del concorso – ha precisato il Ministero con un comunicato del 6 agosto – , cui la Ministra Lucia Azzolina ha legittimamente partecipato, sono di stretta competenza del Ministero (cioè dell’Amministrazione) e non della Ministra, in base a un principio di netta separazione del potere politico dalla funzione amministrativa (“all’esclusivo servizio della Nazione”, secondo l’art. 98 della Carta Costituzionale)”.

Dette assunzioni, a maggior ragione in periodo di emergenza sanitaria, – conclude il M.I. – servono a dare dirigenti scolastici alle istituzioni scolastiche. Smettere di assumere solo perché fra i vincitori di quel concorso figura anche la Ministra, che si è iscritta alle prove nel 2017, quando era solo una docente, e lo ha regolarmente superato, sarebbe un illecito, oltre a ledere l’organizzazione delle scuole“.

Rientro a settembre, fondamentale è la comunicazione con famiglie e studenti

da La Tecnica della Scuola

La collaborazione scuola-famiglia è quanto mai fondamentale in un periodo così delicato come quello che stiamo vivendo.

Le scuole sono pertanto invitate a comunicare alle famiglie e agli studenti interessati, oltre che ai lavoratori della scuola, tramite i canali di diffusione ordinariamente utilizzati, le determinazioni finali sulle procedure di contenimento del rischio di contagio.

In particolare, secondo quanto riportato nel Protocollo di sicurezza siglato il 6 agosto, il Dirigente scolastico (che esercita le funzioni di datore di lavoro nelle scuole statali, ovvero, per le scuole paritarie, il Datore di lavoro), per prevenire la diffusione del Virus, è tenuto a informare attraverso una un’apposita comunicazione rivolta a tutto il personale, gli studenti e le famiglie degli alunni sulle regole fondamentali di igiene che devono essere adottate in tutti gli ambienti della scuola; il Dirigente scolastico dovrà inoltre informare chiunque entri nei locali dell’Istituto circa le disposizioni delle Autorità anche utilizzando gli strumenti digitali disponibili.

Quali informazioni comunicare

In particolare, le informazioni riguardano:

  • l’obbligo di rimanere al proprio domicilio in presenza di temperatura oltre i 37.5° o altri sintomi simil-influenzali e di chiamare il proprio medico di famiglia e l’autorità sanitaria;
  • il divieto di fare ingresso o di poter permanere nei locali scolastici laddove, anche successivamente all’ingresso, sussistano le condizioni di pericolo (sintomi simil-influenzali, temperatura oltre 37.5°, provenienza da zone a rischio o contatto con persone positive al virus nei 14 giorni precedenti, etc.) stabilite dalle Autorità sanitarie competenti;
  • l’obbligo di rispettare tutte le disposizioni delle Autorità e del Dirigente scolastico (in particolare, mantenere il distanziamento fisico di un metro, osservare le regole di igiene delle mani e tenere comportamenti corretti sul piano dell’igiene);
  • le modalità di svolgimento della Didattica digitale integrata

Serve un nuovo patto di corresponsabilità educativa

Il protocollo sottolinea infine l’obbligo di redigere un nuovo patto di corresponsabilità educativa per la collaborazione attiva tra Scuola e Famiglia, rafforzatasi con la recente esperienza della didattica a distanza.

Protocollo di sicurezza, continua la sorveglianza sanitaria eccezionale per i lavoratori fragili

da La Tecnica della Scuola

Da quando è iniziata l’epidemia da Nuovo Coronavirus, abbiamo sentito più volte parlare dei “lavoratori fragili”, rispetto ai quali i datori di lavoro, scuole comprese, devono attivare la cosiddetta sorveglianza sanitaria eccezionale.

I “lavoratori fragili” sono quelli maggiormente esposti a rischio di contagio da virus SARS–CoV-2.

La normativa attuale definisce lavoratore fragile “il lavoratore in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, nonché per i lavoratori in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico-legali, attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, ai sensi dell’articolo 3, comma 1, della medesima legge n. 104 del 1992″.

Cosa prevede il protocollo di sicurezza

Nella mattinata del 6 agosto è stato sottoscritto il Protocollo d’intesa per garantire l’avvio dell’anno scolastico nel rispetto delle regole di sicurezza per il contenimento della diffusione di COVID19.

Il paragrafo 8 si occupa di disposizioni relative a sorveglianza sanitaria, medico competente, RLS.

In merito alla sorveglianza sanitaria eccezionale, la scuola dovrà operare:
a. attraverso il medico competente se già nominato per la sorveglianza sanitaria ex art. 41 del D. Lgs. 81/2008;
b. attraverso un medico competente ad hoc nominato, per il periodo emergenziale, anche, ad esempio, prevedendo di consorziare più istituti scolastici;
c. attraverso la richiesta ai servizi territoriali dell’INAIL, che vi provvedono con propri medici del lavoro.

Nel protocollo il M.I. si impegna ad attuare e fornire tempestivamente, comunque entro l’inizio del prossimo anno scolastico, indicazioni precise in ordine alle misure da adottare nei confronti dei “lavoratori fragili” nelle istituzioni scolastiche attivando una collaborazione con il Ministero della Salute, il Ministero del Lavoro e il Ministero per la Pubblica amministrazione, con il coinvolgimento delle OOSS.

Le parti inoltre convengono sulla necessità di procedere all’approfondimento del fenomeno relativo al “personale in condizioni di fragilità”, al fine di individuare eventuali modalità e procedure di carattere nazionale oggetto di confronto con le OO.SS, nell’ambito dell’“accomodamento ragionevole” previsto dal Protocollo Nazionale di Sicurezza del 24 aprile 2020.

L’applicativo INAIL

In proposito, dal 1° luglio l’Inail ha reso disponibile il nuovo servizio “Sorveglianza Sanitaria Eccezionale” che consente ai datori di lavoro interessati e ai loro delegati di inoltrare telematicamente la richiesta di visita medica per sorveglianza sanitaria eccezionale alla struttura territoriale Inail competente, individuata in base al domicilio del lavoratore. L’applicativo informatico costituisce l’unico strumento consentito per l’invio delle richieste di visita medica per sorveglianza sanitaria eccezionale dei lavoratori maggiormente esposti al rischio di contagio.

Alunni fragili

Tornando al protocollo: è previsto che al rientro degli alunni dovrà essere presa in considerazione la presenza di “soggetti fragili” esposti a un rischio potenzialmente maggiore nei confronti dell’infezione da COVID-19. Le specifiche situazioni degli alunni in condizioni di fragilità saranno valutate in raccordo con il Dipartimento di prevenzione territoriale ed il pediatra/medico di famiglia, fermo restando l’obbligo per la famiglia stessa di rappresentare tale condizione alla scuola in forma scritta e documentata.