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Plexiglass sui banchi, il ritorno a scuola dei ‘bambini in scatola’

da la Repubblica

da Marco Lodoli – Il rientro a settembre della ministra Azzolina prevede barriere divisorie. E mette a rischio la socialità dei ragazzi

Se, come sembra, il virus poco alla volta sta perdendo forza e cattiveria e inizia a ritirarsi, è doveroso pensare alla riapertura delle scuole a settembre. La Didattica a Distanza – anzi la DAD, perché nel linguaggio scolastico ormai tutto si contrae in acronimi e sigle – non può riproporsi a oltranza. All’inizio ha permesso di tenere vivi i rapporti tra gli insegnanti e gli studenti, di continuare a svolgere i programmi, ma ho capito che alla lunga genera malinconia, senso di solitudine, sbriciolamento sociale ed emotivo.

Una barriera insormontabile

E’ un dialogo tra schermi, un incontro quotidiano tra fantasmi sempre più evanescenti. E quindi come ripartire, come riportare i ragazzi sui banchi? A quanto pare la soluzione starebbe nei pannelli di plexiglass, quello che già accade i tanti ristoranti. In mezzo a ogni banco dovrebbe innalzarsi un divisorio trasparente, una barriera insormontabile. La tradizionale amicizia tra compagni di banco verrebbe spezzata da questi gelidi confini, di colpo svanirebbero le gomitate affettuose, le confidenze bisbigliate, il passaggio di bigliettini, le speranze di copiare la versione di greco o il compito di matematica dall’amico fedele. Tutti gli studenti rimarrebbero inscatolati nel loro minimo spazio vitale, come lavoratori di un call center.

La ricreazione

Certo non è una prospettiva allegra, il teatro vitale dell’aula si ritroverebbe frammentato in piccoli loculi, in cellette asfissianti. E nei cambi d’ora o nelle ricreazioni, cosa accadrebbe? Gli studenti dovrebbero mantenersi comunque a distanza, sempre prigionieri nel loro metro quadrato blindato e solitario? E anche il professore dovrebbe rimanere chiuso nel suo cubo di plexiglass, senza poter camminare tra i banchi, ridotto a pura voce che si diffonde dalla cattedra, astratto somministratore di lezioni?

Ragazzi nella bolla

La scuola insegna tante cose, ovviamente le varie materie, ma anche una socialità felice, un modo generoso di stare insieme agli altri: a scuola si impara, ma si stringono anche amicizie, ci si innamora, si condivide positivamente il tempo acceso della giovinezza: sarebbe triste se ogni classe si trasformasse in un alveare, dove ogni apetta lavora per conto suo, producendo un miele solitario. La scuola di oggi già va nella direzione dell’efficienza individuale e utilitaristica, si studia per iniziare a formare il proprio curriculum, per prepararsi alla competizione feroce del mercato: ma almeno prima ci sentiva tutti nella stessa barca, almeno nei lunghi anni passati tra la lavagna e i banchi. Ora ogni ragazzo starà nella sua bolla, separato dall’alito maligno del virus ma anche dal caos meraviglioso della vita, dal viaggio collettivo nel mare mosso della conoscenza.

Decreto scuola: esami di Stato, precari, edilizia, ecco i punti chiave

da la Repubblica

Giudizi alle Elementari al posto dei voti, poteri commissariali ai sindaci per velocizzare i lavori di edilizia scolastica, esami di Stato e valutazione finale degli alunni, e soprattutto concorso per la stabilizzazione di 32 mila docenti precari senza quiz con crocette ma con quesiti a risposta aperta. Sono alcuni dei punti chiave del dl Scuola su cui l’aula della Camera ha votato la fiducia e che domani avrà il via libera definitivo per la conversione in legge. Vediamoli più nel dettaglio uno a uno.

Esami di Stato e valutazione finale degli alunni

Il decreto contiene la cornice normativa per lo svolgimento degli esami di Stato finali del I e II ciclo di quest’anno e per la valutazione finale delle studentesse e degli studenti. A seguito dell’emergenza coronavirus sono state infatti previste misure specifiche e semplificate per quest’anno scolastico. In particolare, l’esame di Stato del I ciclo coincide con la valutazione finale da parte del Consiglio di classe, che terrà conto anche di un elaborato consegnato e discusso online dagli studenti. Mentre per il II ciclo è prevista la sola prova orale in presenza. Le scuole stanno già operando sulla base delle ordinanze emanate dal ministero. Voti alla scuola primaria, si cambia. Tornano i giudizi descrittivi, alla scuola primaria, al posto dei voti in decimi. La novità sarà reintrodotta dal prossimo anno scolastico. Una successiva Ordinanza del ministero dell’Istruzione darà alle scuole tutte le indicazioni operative.

Più tutele per gli alunni con disabilità

I dirigenti scolastici, sulla “base di specifiche e motivate richieste da parte delle famiglie degli alunni con disabilita'”, tenuto conto della particolarità di questo anno scolastico, dopo aver sentito i Consigli di classe e acquisito il parere del gruppo di lavoro per l’inclusione della loro scuola, potranno consentire “la reiscrizione dell’alunno al medesimo anno di corso frequentato nell’anno scolastico 2019/2020”. Questo consentirà di recuperare il mancato conseguimento degli obiettivi didattici e inclusivi per l’autonomia, stabiliti nel Piano educativo individualizzato. Una misura a favore degli studenti con disabilità e della loro reale inclusione.

Privatisti, novità per chi fa l’esame a settembre

Inserite in Senato misure per i candidati privatisti che dovranno sostenere l’esame del II ciclo nella sessione suppletiva di settembre. In attesa di conseguire il diploma, potranno partecipare con riserva alle prove di ammissione ai corsi di laurea a numero programmato e ad altre prove previste dalle Universita’, istituzioni dell’Alta formazione artistica musicale e coreutica e altre istituzioni di formazione superiore post diploma. Potranno partecipare con riserva anche a procedure concorsuali pubbliche, selezioni e procedure di abilitazione per le quali sia richiesto il diploma di II grado.

Edilizia scolastica, poteri speciali ai sindaci

Velocizzata l’esecuzione degli interventi di edilizia scolastica: fino al 31 dicembre 2020 i sindaci e i presidenti delle Province e delle Città metropolitane potranno operare con poteri commissariali. Gli Enti locali avranno, dunque, uno strumento in più per agire e garantire che gli interventi possano svolgersi rapidamente e in tempi utili per l’avvio del prossimo anno scolastico.

Precari, come cambia il concorso straordinario

Cambia il concorso straordinario per l’ingresso nella scuola secondaria di I e II grado. I docenti che hanno i requisiti per partecipare non sosterranno più una prova a crocette, ma una prova con quesiti a risposta aperta, sempre al computer. La prova sarà diversa per ciascuna classe di concorso. Il bando di concorso, già pubblicato in Gazzetta Ufficiale a fine aprile, sarà modificato tenendo conto delle novità introdotte in Senato. Le prove si svolgeranno appena le condizioni epidemiologiche lo consentiranno. Ai vincitori di concorso immessi in ruolo nel 2021/2022 che rientrano nella quota di posti destinati all’anno scolastico 2020/2021 sarà riconosciuta la decorrenza giuridica del contratto, anche ai fini dell’anzianita’, dal 1 settembre 2020.

Supplenti, le graduatorie diventano provinciali e digitali

Le graduatorie dei supplenti saranno aggiornate, ma anche provincializzate e digitalizzate. Si attuerà, perciò, quanto previsto dal decreto scuola di dicembre, ma con una importante semplificazione per garantire l’attuazione delle nuove regole in tempo per il nuovo anno scolastico: il ministero potrà emanare un’apposita Ordinanza, anziché muoversi per via regolamentare. La provincializzazione consentirà di sgravare le segreterie delle istituzioni scolastiche: saranno gli uffici territoriali del ministero a seguire il processo e assegnare le supplenze. La presentazione delle domande sarà, poi, informatizzata per tagliare i tempi e rendere il processo più efficiente anche a vantaggio degli insegnanti e degli studenti. Con il nuovo modello le supplenze saranno assegnate più rapidamente.

Al via il Tavolo sui percorsi abilitanti

E’ prevista l’istituzione di un apposito Tavolo di confronto per avviare “con periodicità percorsi abilitanti” e fare chiarezza sul percorso per diventare insegnanti consentendo così anche ai giovani neo-laureati un percorso di accesso all’insegnamento “caratterizzato da una formazione adeguata”. Il Tavolo sarà presieduto dal ministro.

Plexiglass e visiere Le ipotesi di Azzolina per il rientro in classe

da Corriere della sera

Valentina Santarpia

Roma Visiere invece della mascherine, anche per andare incontro alla socialità e alle esigenze di studenti con difficoltà respiratorie e ipoacusici, e divisori in plexiglass tra i banchi per garantire maggiore sicurezza. Sono le ipotesi che la ministra Lucia Azzolina ha presentato ieri sera nel corso della riunione coi sindacati e con il premier Giuseppe Conte sul rientro degli studenti a scuola a settembre.

«L’obiettivo è portare tutti a scuola in presenza. Con particolare attenzione ai più piccoli, che hanno sofferto maggiormente in questo periodo», ha detto la ministra in apertura dell’incontro. Ma come? Il documento che gli esperti del Comitato tecnico-scientifico hanno presentato «potrebbe essere rivisto nelle prossime settimane, laddove i contagi fossero minori: quindi nulla ci vieta di pensare che a settembre si possa tornare nelle aule come ci siamo sempre stati», spiega Azzolina. Ma bisogna «prepararsi a vari scenari».

Di qui la necessità di fornire, da parte degli enti locali, una ricognizione degli spazi e la necessità di intervenire laddove necessario. «Abbiamo diversi tipi di aule e di istituti, la situazione è diversa in tutto il Paese e non dappertutto c’è la possibilità di tenere gli studenti a un metro di distanza», spiega ancora la ministra.

Ecco perché si potrebbe pensare di «compartimentare i banchi» attraverso pannelli di plexiglass per garantire da una parte la sicurezza «che ci sta a cuore» e dall’altra di intervenire con lavori non difficili da realizzare. In questa direzione potrebbero essere utilizzati i 33o milioni di euro da dare agli enti locali entro fine giugno per la cosiddetta edilizia scolastica leggera, e gli 850 milioni per le scuole secondarie di II grado.

La norma adottata nel decreto Scuola, che ieri ha incassato la fiducia, favorirà i lavori perché darà quei poteri ai sindaci per intervenire in maniera immediata. Questo aspetto non esclude che l’orario scolastico potrebbe essere modificato: «Se si deve fare anche il sabato lezione, potranno decidere di farlo se necessario», precisa Azzolina. E resta in piedi anche l’idea di usare gli spazi all’aperto: «Portare gli studenti fuori dalla scuola, fargli fare lezione in altri locali mantenendo il distanziamento laddove sia necessario, che sia il museo, il cinema il teatro»: così «finalmente la scuola si apre al territorio, così come è scritto nelle leggi ma non è mai stato applicato», spiega ancora Azzolina. I

Gli enti locali

Anche sindaci e Regioni con Decaro e Bonaccini hanno sottolineato «molte criticità»

Per enti locali e sindacati, però, serve invece un piano più specifico. «Si faccia di tutto per tornare a scuola in presenza, ma c’è l’urgenza di avere delle linee guida specifiche. Il documento del Cts dà degli indirizzi che però vanno contestualizzati. Spetta al governo dare una strategia di rientro a scuola. Queste linee guida sono urgenti, le scuole non possono essere lasciate da sole e nemmeno le Regioni. Abbiamo poco tempo», dice il presidente della Conferenza delle regioni Stefano Bonaccini che chiede «certezza delle risorse» e garanzie sugli organici.

L’allarme è condiviso da Antonio Decaro (Anci), che elenca una serie di «necessità urgenti: sblocco dell’assunzione di personale, certezze su risorse per interventi rapidi di edilizia scolastica, riorganizzazione dei servizi di mensa e trasporto, un vero piano dei tempi che consenta di evitare gli spostamenti si concentrino nelle ore di punta».

Chiedono rassicurazioni sugli organici anche i sindacati. «Perché si possa riaprire in sicurezza servono più persone e più risorse», è la linea. E Maddalena Gissi (Cisl) conclude: «La protesta di lunedì prossimo è confermata, il governo deve sciogliere subito il nodo delle risorse per garantire a settembre la ripresa delle attività in presenza in tutte le scuole italiane».

Dl scuola, via libera alla fiducia alla Camera: il voto finale entro domenica

da Corriere della sera

Valentina Santarpia

L’Aula della Camera ha approvato la fiducia sul decreto Scuola. I voti favorevoli sono stati 305, i contrari 221 e gli astenuti 2. L’ok finale al provvedimento è atteso tra domani e sabato. Restano da votare i 193 ordini del giorno, di cui 157 delle opposizioni, che minacciano ostruzionismo, in particolare Fdi. Il decreto infatti decade domenica e deve dunque essere convertito in legge entro sabato. Dalle 20 alle 24 è prevista una seduta notturna per illustrare gli ordini del giorno, mentre dalle 9 di domattina verranno votati gli ordini del giorno, a cui devono seguire poi le dichiarazioni di voto e il voto finale sul provvedimento, che potrebbe slittare a sabato. Attorno alle 20 dovrebbe tenersi comunque una Conferenza dei capigruppo. Il testo, riguardante misure urgenti sulla regolare conclusione e l’ordinato avvio dell’anno scolastico e sullo svolgimento degli esami di Stato, era stato approvato dal Senato il 28 maggio scorso con 148 voti favorevoli e 87 contrari. È stato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Inca’, a porre la questione di fiducia dopo gli scontri pesanti interni alla maggioranza su alcune questioni cruciali contenute nel provvedimento, come quella dei concorsi. Secondo il piano del ministero dell’Istruzione, quest’anno sarebbero dovuti partire tre concorsi per gli insegnanti: in particolare uno, quello destinato ai precari, ha sollevato polemiche. Inizialmente era prevista una prova semplificata, da tenersi in estate, destinata a chi aveva già tre anni di servizio, per accelerare la messa in ruolo. Ma l’emergenza Covid e le diverse posizioni politiche – con le opposizioni e parte della maggioranza schierati contro – hanno spinto il premier Giuseppe Conte a cercare una mediazione tra M5S e Pd-Leu, che erano arrivati allo scontro: alla fine anche questa prova sarà una prova più impegnativa, con risposte aperte, e verrà rinviata al post-emergenza. Sempre al premier Conte la ministra Lucia Azzolina è ricorsa pure per un’altra mediazione su un tema caldo: quello delle regole per il rientro, che sta tenendo banco anche coi sindacati. Oggi a Palazzo Chigi il vertice tra Comuni, sindacati e virologi.

Orfini: «Un errore»

Tornando ai concorsi, secondo molti pezzi della maggioranza, tra cui il Pd, la soluzione trovata non era la più adatta per venire incontro alle esigenze dei precari, che bisognava assumere anche ricorrendo eventualmente ad una sola selezione per titoli e anzianità di servizio. Matteo Orfini ha spiegato così il suo voto contrario: «La mia posizione era quella di tutto il Pd. Poi, senza alcuna discussione in nessun organismo quella posizione è cambiata e abbiamo ceduto a una forzatura del movimento 5 stelle. Peccato che quel cedimento lo paghino sulla loro pelle migliaia di precari. E per me questo è inaccettabile come è inaccettabile che decisioni del genere vengano assunte senza alcun confronto». Secondo Orfini, «in una fase così delicata della vita del nostro paese avremmo potuto e dovuto unire il mondo della scuola e le istituzioni intorno a una grande opera di ripensamento della funzione e del ruolo di un settore così strategico. Invece lo abbiamo incomprensibilmente deluso. Un errore che farò di tutto per correggere. Perché il Pd, il mio partito, non può rinunciare a queste battaglie. E sono convinto di non essere il solo a pensarlo».

Il concorso

Il concorso per la stabilizzazione di 32 mila docenti precari senza quiz con crocette ma con quesiti a risposta aperta è uno dei punti chiave del provvedimento. I docenti che hanno i requisiti per partecipare non sosterranno più una prova a crocette, ma una prova con quesiti a risposta aperta, sempre al computer. La prova sarà diversa per ciascuna classe di concorso. Il bando di concorso, già pubblicato in Gazzetta Ufficiale a fine aprile, sarà modificato tenendo conto delle novità introdotte in Senato. Le prove si svolgeranno appena le condizioni epidemiologiche lo consentiranno. Ai vincitori di concorso immessi in ruolo nel 2021/2022 che rientrano nella quota di posti destinati all’anno scolastico 2020/2021 sarà riconosciuta la decorrenza giuridica del contratto, anche ai fini dell’anzianità, dal 1 settembre 2020.

Gli esami

Ma si affronta anche il tema degli esami di Stato e valutazione finale degli alunni. Il decreto contiene infatti la cornice normativa per lo svolgimento degli esami di Stato finali del I e II ciclo di quest’anno e per la valutazione finale delle studentesse e degli studenti. A seguito dell’emergenza coronavirus sono state infatti previste misure specifiche e semplificate per quest’anno scolastico. In particolare, l’esame di Stato del I ciclo coincide con la valutazione finale da parte del Consiglio di classe, che terrà conto anche di un elaborato consegnato e discusso online dagli studenti. Mentre per il II ciclo è prevista la sola prova orale in presenza. Le scuole stanno già operando sulla base delle ordinanze emanate dal ministero. Un altro punto importante è il ritorno dei giudizi descrittivi, alla scuola primaria, al posto dei voti in decimi. La novità sarà reintrodotta dal prossimo anno scolastico. Una successiva Ordinanza del ministero dell’Istruzione darà alle scuole tutte le indicazioni operative. Inoltre vengono dati poteri commissariali ai sindaci per velocizzare i lavori di edilizia scolastica.

Supplenti, le graduatorie diventano provinciali e digitali

Le graduatorie dei supplenti saranno aggiornate, ma anche provincializzate e digitalizzate. Si attuerà, perciò, quanto previsto dal decreto scuola di dicembre, ma con una importante semplificazione per garantire l’attuazione delle nuove regole in tempo per il nuovo anno scolastico: il ministero potrà emanare un’apposita Ordinanza, anziché muoversi per via regolamentare. La provincializzazione consentirà di sgravare le segreterie delle istituzioni scolastiche: saranno gli uffici territoriali del ministero a seguire il processo e assegnare le supplenze. La presentazione delle domande sarà, poi, informatizzata per tagliare i tempi e rendere il processo più efficiente anche a vantaggio degli insegnanti e degli studenti. Con il nuovo modello le supplenze saranno assegnate più rapidamente.

Al via il Tavolo sui percorsi abilitanti

È prevista l’istituzione di un apposito Tavolo di confronto per avviare «con periodicità percorsi abilitanti» e fare chiarezza sul percorso per diventare insegnanti consentendo così anche ai giovani neo-laureati un percorso di accesso all’insegnamento «caratterizzato da una formazione adeguata». Il Tavolo sarà presieduto dal ministro.

Modelli verbali scrutini finali per Primaria, Secondaria di I e II grado. Scaricali gratuitamente

da Orizzontescuola

di Antonio Fundaro

Si sta per archiviare la didattica nella maggior parte delle scuole italiane e prendere, così, avvio lo scrutinio finale quest’anno caratterizzato da riunioni necessariamente su piattaforma.

Come è fin troppo risaputo, nonostante siano molteplici le scuole che si affidano a modelli precostituiti sulle piattaforme dei registri elettronici (non sempre adeguati formalmente e sostanzialmente), il verbale di un organo collegiale (quale è il consiglio di classe, ancor di più in assetto di scrutinio finale o intermedio) è un atto attestante l’avvenuta attività e la determinatasi volontà di un organo. Il Consiglio di Stato nella sentenza n.1113 del 18/12/1992 scrive “è requisito sostanziale della stessa, ossia richiesto per la stessa esistenza di detta attività e non è sostituibile da altri elementi di prova, ancorché racchiusi in un atto scritto che abbia una funzione diversa da quella documentante ovvero da presunzioni di indizi”. È dunque innegabile che la verbalizzazione dell’attività di un collegio amministrativo è requisito sostanziale della stessa, ossia richiesto per la stessa esistenza di detta attività e non è sostituibile da altri elementi di prova, ancorché racchiusi in un atto scritto che abbia una funzione diversa da quella documentale ovvero da presunzioni ed indizi.

Le riunioni in presenza o su piattaforma?

Decreto-Legge 23 febbraio 2020n. 6 convertito nella L. n. 13/2020, all’articolo 1, comma d) recita “sospensione dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado, nonché’ della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, compresa quella universitaria, salvo le attività formative svolte a distanza”;

Il DPCM 4 marzo 2020 all’articolo 1, comma d, recita: “d) limitatamente al periodo intercorrente dal giorno successivo a quello di efficacia del presente decreto e fino al 15 marzo 2020, sono sospesi i servizi educativi per l’infanzia di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, e le attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché la frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, comprese le Università e le Istituzioni di Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica, di corsi professionali, master e università per anziani, ferma in ogni caso la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza; sono esclusi dalla sospensione i corsi post universitari connessi con l’esercizio di professioni sanitarie, ivi inclusi quelli per i medici in formazione specialistica, i corsi di formazione specifica in medicina generale, le attività dei tirocinanti delle professioni sanitarie, nonché’ le attività delle scuole dei ministeri dell’interno e della difesa”. Di fatto, in questo caso, non si prevede, chiaramente, la sospensione delle attività funzionali all’insegnamento. Ragion per la quale il ministero è costretto a emanare, due giorni dopo, la nota 278, integrata e completata, il giorno 8 di marzo, dalla nota 279.

La nota MIUR 278 del 06/03/2020 recita “Riunioni degli organi collegiali: Nelle istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione per le quali è stata disposta la chiusura, sono annullate tutte le riunioni degli organi collegiali, già calendarizzate, per il periodo previsto. Nelle istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione per le quali è stata disposta la sospensione delle attività didattiche, le riunioni degli organi collegiali e le assemblee mensili degli studenti, già calendarizzate potranno essere posticipate alla fine della fase di sospensione ovvero effettuate con modalità telematiche o in presenza. Nel caso in cui dette riunioni si svolgano in presenza, andranno in ogni caso assicurate, in relazione all’entità dell’emergenza epidemiologica, misure precauzionali quali un adeguato distanziamento tra i partecipanti, ai sensi delle disposizioni vigenti. Si raccomanda comunque, ai dirigenti scolastici, una attenta valutazione in merito alla necessità di convocazione dei predetti organi, evitando convocazioni non improcrastinabili”.

La nota MIUR n. 279 del 8/03/2020 recita “Riunioni degli organi collegiali: Nelle istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione sono sospese tutte le riunioni degli organi collegiali in presenza fino al 3 aprile 2020. Si raccomanda di valutare attentamente l’opportunità di mantenere impegni collegiali precedentemente calendarizzati, riducendo allo stretto necessario gli incontri organizzati in via telematica, al fine di lasciare ai docenti il maggior tempo possibile per lo sviluppo della didattica a distanza”.

Il Decreto-Legge 25 marzo 2020, n. 19 contenenti “Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19” pubblicato sulla GU Serie Generale n.79 del 25-03-2020 ed entrato in vigore il 26/03/2020, all’articolo 1, comma p) prevede la “sospensione dei servizi educativi per l’infanzia di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, e delle attività didattiche delle scuole di ogni ordine e grado, nonché’ delle istituzioni di formazione superiore, comprese le università e le istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica, di corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per anziani, nonché’ i corsi professionali e le attività formative svolte da altri enti pubblici, anche territoriali e locali e da soggetti privati, o di altri analoghi corsi, attività formative o prove di esame, ferma la possibilità del loro svolgimento di attività in modalità a distanza”.

Il DPCM 22 marzo 2020, all’articolo 1, comma 1, lettera e) recita “sono comunque consentite le attività che erogano servizi di pubblica utilità, nonché servizi essenziali di cui alla legge 12 giugno 1990, n. 146. Resta tuttavia ferma la sospensione del servizio di apertura al pubblico di musei e altri istituti e luoghi della cultura di cui all’articolo 101 del codice beni culturali, nonché dei servizi che riguardano l’istruzione ove non erogati a distanza o in modalità da remoto nei limiti attualmente consentiti”.

La Legge 81/2017, dall’articolo da 18 al 23 (art. 2, comma 1, lett. r) ci conferma quanto il lavoro agile sia assolutamente estensibile (di fatto, ad oggi, lo è, anche se esplicitamente solo per il personale ATA) al mondo della scuola. L’articolo18, comma 1, pare tra tutti, quello che meglio chiarisce la questione, quando recita che “Le disposizioni del presente capo, allo scopo di incrementare la competitività e agevolare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, promuovono il lavoro agile quale modalità di esecuzione del rapporto di lavoro

subordinato stabilita mediante accordo tra le parti, anche con forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell’attività lavorativa. La prestazione lavorativa viene eseguita, in parte all’interno di locali aziendali e in parte all’esterno senza una postazione fissa, entro i soli limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale, derivanti dalla legge e dalla contrattazione collettiva”.

Il Decreto-Legislativo 81/08 in tema di Sicurezza, all’articolo 175 comma 3, recita: “in assenza di una disposizione contrattuale riguardante l’interruzione di cui al comma 1, il lavoratore comunque ha diritto ad una pausa di quindici minuti ogni centoventi minuti di applicazione continuativa al videoterminale”. Disciplinando, in questo caso, le eventuali disposizioni impartite in assenza di una specifica norma contrattuale.

La Direttiva 2 del 12 marzo 2020 del Ministro per la Pubblica Amministrazione recanti “Indicazioni contenimento e gestione emergenza epidemiologica COVID-19 nelle PA art 1 comma 2 Dlgs 165/01” all’articolo 3 recita “in considerazione delle misure in materia di lavoro agile previste dai provvedimenti adottati in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, le pubbliche amministrazioni, anche al fine di contemperare l’interesse alla salute pubblica con quello alla continuità dell’azione amministrativa, nell’esercizio dei poteri datoriali assicurano il ricorso al lavoro agile come modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa, fermo restando quanto previsto dall’articolo 1, comma 1, lettera e) del DPCM 8 marzo 2020”.

L’articolo 1 del DPCM del 17 maggio 2020, in vigore fino al 14 giugno 2020, afferma che “sono sospese le riunioni degli organi collegiali in presenza delle istituzioni scolastiche ed educative di ogni ordine e grado”.

Il Decreto-Legge 8 aprile 2020, n. 22 individua il diritto alla modalità telematica per la valutazione finale degli alunni, in deroga all’articolo 2 del decreto legislativo n. 62 del 2017 e all’articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica n. 122 del 2009.

L’Ordinanza Ministeriale numero 11 del 16 maggio all’articolo 1 comma 2 recita che “L’attività di valutazione svolta nell’anno scolastico 2019/2020 anche in modalità a distanza e condotta, ai fini della valutazione finale, ai sensi della presente ordinanza, trova il suo fondamento nei princìpi previsti all’articolo 1 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62. Le riunioni degli organi collegiali previste dalla presente ordinanza si svolgono, ove necessario sulla base delle disposizioni emergenziali, in modalità a distanza”.

Dunque?

Gli scrutini si possono e si debbono svolgersi in modalità telematica. Con quali adempimenti normativi?

Il verbale e la delibera di scrutinio

Il verbalnaturalmente, inutile ricordarlo, è cosa diversa dalla delibera o dalle delibere che esso contiene. Appare assai condivisibile la posizione del Consiglio di Stato, Sezione Sesta, che nella sentenza n. 6208 dell’11 dicembre 2001 ribadisce come l’esistenza giuridica di una deliberazione collegiale è riconducibile alla sola manifestazione di volontà dell’organo, indipendentemente dalla verbalizzazione della stessa; sono, infatti, due momenti distinti la manifestazione di volontà, che costituisce il contenuto della deliberazione, e la verbalizzazione che riproduce e documenta tale manifestazione attestandone l’esistenza, ma che, sebbene necessaria, non è determinante per la formazione della volontà dell’organo collegiale. La sottoscrizione del verbale da parte del Presidente e del Segretario, prima della sua approvazione, serve a far fede di quanto deliberato nella seduta, la cui verbalizzazione, per prassi normale, è approvata nella seduta successiva. Tale approvazione garantisce che il verbale, sottoscritto dal solo Presidente e dal Segretario, risponda esattamente a quanto deliberato. Nel caso di un verbale di scrutinio l’approvazione non può che arrivare seduta stante essendo necessario pubblicare i risultati dello scrutinio e non potendosi attendersi, per farlo, una successiva riunione dell’organo che non può che avvenire nel nuovo anno scolastico. Quella di far approvare il verbale alla seduta successiva è una pratica ormai cronicizzata nella scuola italiana ma, al contempo, assai errata. La C.M. Pubblica Istruzione n. 105/16.04.1975 dispone all’articolo 13 che la “La pubblicità degli atti del consiglio di circolo o di istituto, disciplinata dall’art. art. 43 del T.U. deve avvenire mediante affissione in apposito albo di circolo o istituto, della copia integrale – sottoscritta e autenticata dal segretario del consiglio – del testo delle deliberazioni adottate dal consiglio stesso. L’affissione all’albo avviene entro il termine massimo di otto giorni dalla relativa seduta del consiglio. La copia della deliberazione deve rimanere esposta per un periodo di 10 giorni. I verbali e tutti gli atti scritti preparatori sono depositati nell’Ufficio di segreteria del Circolo od Istituto e – per lo stesso periodo – sono esibiti a chiunque ne faccia richiesta. La copia della deliberazione da affiggere all’albo è consegnata al direttore didattico o al preside dal segretario del consiglio; il direttore didattico o il preside ne dispongono l’affissione immediata e attestano in calce ad essa la data iniziale di affissione. Non sono soggetti a pubblicazione gli atti e le deliberazioni concernenti singole persone, salvo contraria richiesta dell’interessato. Si osservano inoltre le disposizioni in materia di accesso ai documenti amministrativi, di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 24.”. Siffatto dispositivo sembrerebbe confermare l’impossibilità di un’approvazione successiva. L’art. 14 del DPR 275 del 1999 dispone, all’art. 14 comma 7 “I provvedimenti adottati dalle istituzioni scolastiche, fatte salve le specifiche disposizioni in materia di disciplina del personale e degli studenti, divengono definitivi il quindicesimo giorno dalla data della loro pubblicazione nell’albo della scuola. Entro tale termine, chiunque abbia interesse può proporre reclamo all’organo che ha adottato l’atto, che deve pronunciarsi sul reclamo stesso nel termine di trenta giorni, decorso il quale l’atto diviene definitivo. Gli atti divengono altresì definitivi a seguito della decisione sul reclamo.”

Sedute del consiglio di classe

In conformità all’art.5 del D.Lgs. n.297 del 1994 le sedute del Consiglio di classe sono verbalizzate da un segretario, funzione attribuita dal dirigente scolastico, a uno dei docenti membro del Consiglio stesso. Relativamente alla valutazione, vige quanto espresso dal comma 7 dell’art.5 del Decreto Legislativo 16 aprile 1994, n. 297 – Testo Unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado “negli istituti e scuole di istruzione secondaria superiore, le competenze relative alla valutazione periodica e finale degli alunni spettano al consiglio di classe con la sola presenza dei docenti”. Anche l’articolo 193 del decreto succitato ribadisce questo principio della interezza del consiglio durante gli scrutini finali di promozione, infatti aggiunge: “I voti di profitto e di condotta degli alunni, ai fini della promozione alle classi successive alla prima, sono deliberati dal consiglio di classe al termine delle lezioni, con la sola presenza dei docenti”.

L’articolo 5 comma 6 recita che “Le competenze relative alla realizzazione del coordinamento didattico e dei rapporti interdisciplinari spettano al consiglio di intersezione, di interclasse e di classe con la sola presenza dei docenti”. Nello specifico l’articolo 128 comma 8 recita che “ La valutazione in itinere dei risultati dell’insegnamento nelle singole classi e del rendimento degli alunni impegna collegialmente i docenti corresponsabili nella attività didattica” con una implicazione scontata della collegialità perfetta per assicurare lo scrutinio sia quadrimestrale che finale.

L’articolo 144 al comma 3 prevede che “dagli elementi rilevati e registrati su apposita scheda viene desunta ogni trimestre o quadrimestre dai docenti della classe una valutazione adeguatamente informativa sul livello globale di maturazione, il cui contenuto viene illustrato ai genitori dell’alunno, o a chi ne fa le veci, dai docenti, i quali illustrano altresì eventuali iniziative programmate in favore dell’alunno ai sensi dell’articolo 126”; inoltre, al comma 4 che “gli elementi della valutazione trimestrale o quadrimestrale costituiscono la base per la formulazione del giudizio finale di idoneità per il passaggio dell’alunno alla classe successiva”; al comma 5 “La frequenza dell’alunno e il giudizio finale sono documentati con apposito attestato” e al comma 6 “Nell’attestato il giudizio finale consta della sola dichiarazione di idoneità per il passaggio dell’alunno alla classe successiva o al successivo grado della scuola dell’istruzione obbligatoria”.

Fasi queste che devono scandire l’ultimo scrutinio, il finale, dell’anno.

Tutti presenti

Trattandosi di collegio perfetto è richiesta la presenza di tutti i docenti impegnati nella classe, ivi compresi quelli di sostegno, potenziamento o di insegnamento alternativo all’IRC, pena l’invalidità della delibera. Inoltre, nel caso in cui si dovesse procedere a votazione è impossibile astenersi. Il TAR Lazio, con sentenza n.31634 del 2010 ribadisce che “secondo la vigente normativa sugli organi collegiali della scuola, il Docente ha la competenza per la valutazione in itinere degli apprendimenti dell’alunno in riferimento alla propria materia, mentre l’Organo collegiale competente per la valutazione periodica e finale dell’attività didattica e degli apprendimenti dell’alunno è il Consiglio di classe con la presenza della sola componente docente nella sua interezza. Dispongono in proposito gli articoli 5, comma 7, e 193, comma 1, del D.Lgs. 16.04.1994, n. 297, che (art. 5 c.7) negli istituti e scuole di istruzione secondaria superiore, le competenze relative alla valutazione periodica e finale degli alunni spettano al consiglio di classe con la sola presenza dei docenti, e che (art. 193 c.1) i voti di profitto e di condotta degli alunni, ai fini della promozione alle classi successive alla prima, sono deliberati dal consiglio di classe al termine delle lezioni, con la sola presenza dei docenti. Il Consiglio di classe, costituito da tutti i Docenti della classe, è presieduto dal Dirigente scolastico. Nell’attività valutativa opera come un Collegio perfetto e come tale deve operare con la partecipazione di tutti i suoi componenti, essendo richiesto il quorum integrale nei collegi con funzioni giudicatrici. Nel caso in cui un docente sia impedito a partecipare per motivi giustificati il Dirigente scolastico deve affidare l’incarico di sostituirlo ad un altro docente della stessa materia in servizio presso la stessa scuola. Il Dirigente scolastico può delegare la presidenza del Consiglio ad un Docente che faccia parte dello stesso Organo collegiale. La delega a presiedere il Consiglio deve risultare da provvedimento scritto (è sufficiente l’indicazione anche nell’atto di convocazione dell’Organo) e deve essere inserita a verbale”.

Quali elementi deve contenere il verbale dei Consigli di classe in sede “scrutinio”?

L’istituto d’Istruzione Superiore di Amantea (CS) diretto dal Prof. Arch. Francesco Calabria propone uno splendido modello di verbale per la Secondaria Superiore o di II grado (che si allega in copia, come modello virtuoso d’organizzazione dei processi di valutazione finale) nel quale, trattandosi di modalità online, sono previsti alcuni elementi che ne costituiscono parte sostanziale.

Prima di dare inizio alle operazioni di scrutinio, è necessario che il Presidente, accerti la validità della seduta e premette:

    1. che il voto di condotta è unico ed è assegnato dal Consiglio di Classe in base agli indicatori individuati a livello collegiale, debitamente osservati e registrati.

Il presidente, dopo aver richiamato la normativa vigente, invita i docenti a relazionare, con riferimento al piano di lavoro, sugli obiettivi conseguiti e sul grado di preparazione e di profitto realizzato dagli studenti e sottolinea che la responsabilità di ogni decisione spetta all’intero consiglio di classe sulla base di una valutazione globale “sulla diligenza, il profitto e tutti gli altri fattori che interessano l’attività scolastica e il profilo formativo dell’alunno”.

Prima di procedere allo scrutinio dei singoli alunni, il Consiglio, verifica le condizioni che determinano la validità dell’anno scolastico secondo quanto stabilito dal D.P.R. n. 122 del 22 giugno 2009 che stabilisce che per la valutazione dello studente è richiesta la frequenza di almeno tre quarti dell’orario annuale personalizzato complessivo (verificare a seconda del grado e dell’ordine di scuola).

La relazione degli insegnanti

I singoli insegnanti relazionano, prevede il modello dell’istituto d’Istruzione Superiore di Amantea (CS) diretto dal Prof. Arch. Francesco Calabria che si allega in copia, sui:

1.risultati dell’analisi della situazione generale della classe, afferente il primo e secondo quadrimestre (parte in presenza e parte in DAD), con rilievi dei profili psicoattitudinali dei gruppi, privilegiando la sfera non cognitiva, con eventuali rilievi di atteggiamenti di disagio, riluttanza all’osservanza delle regole, scarso interesse alle attività scolastiche e/o scarsa partecipazione alla DAD, eventuali certificazioni pervenute a scuola da parte dei genitori degli alunni, assenze strategiche, provvedimenti disciplinari comminati ecc., per la definizione del voto di condotta, in base al Regolamento di Istituto vigente;

2.analisi del raggiungimento dei livelli delle conoscenze, competenze ed abilità, individuali e di gruppo;

3.individuazione dei punti di forza e di debolezza relativi alle strategie formative poste in essere;

4.livelli formativi speciali per l’integrazione degli studenti diversamente abili.

Il C.d.C., preso atto di quanto emerso nel confronto tra i vari docenti presenti, approva quanto contenuto e sintetizzato nella relazione del responsabile verbalizzante (di cui si allega copia al presente verbale).

Le proposte di voto e quadro riepilogativo di ogni docente si possono desumere dal registro elettronico.

Il profilo degli alunni

Sulla base dei parametri stabiliti dal consiglio di classe, nel verbale proposto dall’abile dirigente scolastico dell’IIS di Amantea, si passa a delineare per ogni alunno un profilo delle capacità, delle attitudini, dell’applicazione, del comportamento, del grado di preparazione, considerati anche gli interventi didattico-educativi, la partecipazione alla DAD nel II quadrimestre.

Rispetto alla DaD si avrà cura di verificare che la metodologia di valutazione, adottata durante le attività di didattica a distanza DAD, ha tenuto conto: attività di valutazione continue e costanti, secondo i principi di tempestività e trasparenza che, ai sensi della normativa vigente, ma più ancora del buon senso didattico. L’alunno/a è stato informato/a se ha sbagliato, cosa ha sbagliato e perché ha sbagliato, sia durante le attività sincrone sia durante quelle asincrone con restituzione delle tavole di disegno corrette e commentate e dei test effettuati. La valutazione ha anche e soprattutto un ruolo di valorizzazione, di indicazione di procedere con approfondimenti, con recuperi, consolidamenti, ricerche, in un’ottica di personalizzazione che responsabilizza gli allievi, a maggior ragione in una situazione come questa.

Durante la DAD sono state effettuate test, domande per verifica degli apprendimenti tramite video conferenza, lavori di gruppo assegnati come esercitazioni e come verifiche degli apprendimenti, test di recupero lacune etc. Si è dato risalto alla partecipazione attiva alle video lezioni (contatti) e alla gratificazione (rinforzo positivo) dello studente in modo da incentivare i comportamenti positivi, partecipare alle video lezioni e svolgere le esercitazioni assegnate, aumentare la propria autostima e in modo da percepire l’insegnante come persona equa, chiara e affidabile. In questo modo le interazioni insegnante-alunno diventano più piacevoli ed efficaci.

La DaD e la valutazione

Anche la valutazione, per quanto possibile, riguarderà anche il prossimo a.s. per cui tutti i docenti cercheranno di valorizzare il corrente a.s., per quanto fatto in presenza che nel periodo di DAD.

Nella fattispecie, in ottemperanza delle note del Ministero dell’istruzione n. 279 dell’8 marzo 2020 e n. 388 del 17 marzo 2020, del D.L. 8 aprile 2020, n. 22, nonché dell’art. 87, comma 3-ter (Valutazione degli apprendimenti) della legge “Cura Italia”, Valutazione finale e recupero degli apprendimenti (O.M. n.11 del 16 maggio 2020), che hanno progressivamente attribuito efficacia alla valutazione – periodica e finale – degli apprendimenti acquisiti durante la didattica a distanza, anche qualora la stessa valutazione sia stata svolta con modalità diverse da quanto previsto dalla legislazione vigente, per l’attribuzione dei voti sono stati seguiti i seguenti criteri:

a) frequenza delle attività di DaD;

b) interazione durante le attività di DaD sincrona e asincrona;

c) puntualità nelle consegne/verifiche scritte e orali;

d) valutazione dei contenuti delle suddette consegne/verifiche.

Il voto di condotta

L’IIS di Amantea fa una ulteriore importante precisazione che riguarda il voto disciplinare o di condotta prevedendo dei descrittori.

Voto di condotta

Voto 4

1. Reiterati episodi di grave mancanza di autocontrollo, tra i quali un provvedimento disciplinare con sospensione fino a tre giorni (anche con obbligo di frequenza);

2. Violenza grave verso persone e/o cose con cause di danni materiali;

3. Offese alla persona, con gravi allocuzioni, con turpiloquio;

4. Istigazione deliberata verso studenti, che vengono tratti in inganno, per commettere azioni di violazione del Regolamento di Istituto, della sicurezza etc.

5. Nessuna partecipazione alle attività di D.A.D.

Voto 5

1. Comportamento scorretto nei confronti di docenti, compagni e personale della scuola, che ha comportato tre note disciplinari.

2. Disturbi occasionali alla comunità scolastica;

3. Interesse discontinuo verso le attività didattiche, con coinvolgimento negativo verso i compagni;

4. Scarso rispetto per docenti, compagni e personale della scuola.

5. Partecipazione bassa alle attività di D.A.D. fino al 25% di contatti complessivi.

Voto 6

1. Distrazione settoriali dalle lezioni, evidenziate con ammonizioni verbali;

2. Sufficiente interesse per le attività didattiche;

3. Ammonizioni verbali e con annotazioni scritte, fino ad un massimo di due;

4. Rapporti sostanzialmente positivi nell’ambiente classe, manifestazioni di minimo autocontrollo

5. Partecipazione media alle attività di D.A.D. dal 26% al 75% di contatti complessivi.

Voto 7

1. Rispetto delle regole dell’Istituto, dei compagni e del personale della scuola;

2. Svolgimento dei compiti delle consegne;

3. Generale partecipazione positiva alle lezioni;

4. Assenze non superiori a 40 giorni nell’arco dell’intero anno scolastico;

5. Gestione dell’autocontrollo, suscettibile di ulteriore adeguamento;

6. Partecipazione alta alle attività di D.A.D. dal 76% al 100% di contatti complessivi.

Voto 8

1. Adeguata osservanza delle norme contenute nel Regolamento di Istituto e della convivenza civile;

2. Assenze coerenti con l’art.14 del DPR 122/2009;

3. Partecipazione attiva al dialogo educativo;

voto 9

1. Comportamento molto corretto, osservanza delle norme contenute nel

Regolamento di Istituto, spiccato autocontrollo;

2. Assidua frequenza nell’arco dell’intero anno scolastico;

3. Partecipazione attiva e costruttiva alle lezioni e a tutte le attività formative;

4. Spirito di iniziativa e di collaborazione nelle attività scolastiche.

Voto 10

1. Comportamento esemplare per responsabilità e correttezza, osservanza delle norme contenute nel Regolamento di Istituto;

2. Assidua frequenza nell’arco dell’intero anno scolastico;

3. Partecipazione propositiva e creativa a tutte le attività scolastiche;

4. Spirito di tutoraggio verso i compagni, impersonificazione di modello di riferimento positivo.

Ai sensi dell’art. 78 del citato R.D. n. 653/1925, per la proposta del voto di condotta da assegnare a ciascun alunno è designato un docente in qualità di coordinatore della classe.

Nell’assegnazione del voto di condotta si tengono nel dovuto conto la Legge n. 169 del 30/10/08 ed il D.M. n. 5 del 16/01/09, D.P.R. n.122 del 22/06/2009 e Regolamento alunni, e il P.T.O.F.

In particolare, il Consiglio di Classe delibera che, tenuto conto dell’atteggiamento che gli studenti dimostrano nei confronti delle norme, il voto di condotta sia inteso come acquisizione di una coscienza morale e civile e partecipazione alla vita didattica.

Le proposte di voto vanno verbalizzate in una griglia di valutazione approvata dal Consiglio di Classe.

Il voto disciplinare

Dopo ampia discussione, sulla scorta delle proposte di voto espresse dagli insegnanti sulla base di un congruo numero di valutazioni, dei criteri deliberati dal Collegio Docenti e dei parametri espressi dal consiglio di classe, il consiglio delibera all’unanimità di promuovere alla classe successiva gli alunni che hanno evidenziato una preparazione sufficiente in tutte le discipline di studio.

Il presidente del consiglio di classe procede quindi alla lettura, trascrizione e stampa del tabellone di valutazione con gli esiti in allegato al presente verbale.

L’attribuzione del credito per la Secondaria superiore

Al termine delle operazioni di scrutinio, prevede il dirigente dell’IIS di Amantea, che nel verbale si passi al punto all’o.d.g. denominato “Attribuzione del Credito Scolastico” (classi terze, quarte e quinte).

Si prevede, dunque, di occuparsi dell’attribuzione del credito scolastico, in base al O.M. n. 10 del 16/05/2020.

Il Consiglio di Classe, in riferimento alla normativa vigente, circa la valutazione degli apprendimenti degli allievi, prende atto che il docente di religione cattolica partecipa alla valutazione del credito scolastico.

Il responsabile verbalizzante illustra al Consiglio di classe il resoconto finale delle assenze, entrate alla seconda ora, uscite anticipate, ammonizioni e note, le autocertificazioni presentate dagli studenti.

Riguardo ai crediti conseguiti durante il corrente anno scolastico che si allegano al verbale, sarà il Tutor a chiedere l’approvazione tenendo conto dei criteri stabiliti nel Collegio dei Docenti.

Esempi di criteri per l’attribuzione dei crediti

In base ai parametri deliberati, per l’attribuzione del credito scolastico si terrà conto di:

1) Assenza di Note disciplinari individuali e/o sospensioni, di cui al regolamento di Istituto.

2) Entrate ed uscite nell’anno NON superiori a 15 (Indicazioni Ministeriali sancite dal D.P.R. 122/09, art. 14 comma 7).

3) Partecipazioni ad attività interne (Progetti, Olimpiadi, attività extracurriculari) e/o Esterne certificate da Enti accreditati di durata annuale, quali MIUR, e/o Associazioni riconosciute, Federazioni riconosciute dal CONI (nota n. 2065 del 2 marzo 2011 della Direzione Generale dello studente), Enti Sociali che operano senza scopo di lucro.

Si accede al punto di credito se sono presenti tutti e tre i parametri descritti.

In base alla media dei voti riportata da ciascun alunno, tenendo conto del Decreto legislativo n. 62 di aprile 2017 e della normativa vigente, per l’anno scolastico in corso (OO. MM. n. 9 e 10 del 16 maggio 2020), si adottano i crediti stabiliti dall’allegato A dell’OO. MM. n. 9 e 10 del 16 maggio 2020 riportato sotto.

L’ammissione alla classe successiva

Il Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo di Lanzara, la dott.ssa Clotilde Franco, propone nel modello messo a disposizione dei docenti del proprio istituto, anche questo ben strutturato, che lo stesso contenga i riferimenti normativi circa le modalità di ammissione o non ammissione alla classe successiva.

Nello specifico, il verbale opportunamente riporta “Il presidente ricorda poi le disposizioni normative concernenti l’ammissione alla classe successiva, come ricordato nel Collegio Docenti verbale n. 7 del 28/05/2020, e in deroga all’art. 2 del D.lgs. n. 62/2017 e all’art. 4 del DPR n. 122/2009, gli alunni saranno tutti ammessi alla classe successiva anche in presenza di valutazioni insufficienti in una o più discipline.

La non ammissione alla classe successiva è prevista unicamente in due casi, come riportato nell’art. 3, co. 7 O.M. n. 11 del 16 maggio 2020.

In ossequio a tali norme vengono vagliati e discussi:

  • la validità dell’anno scolastico i cui riscontri sul numero delle assenze nel primo quadrimestre hanno fatto emergere che tutti gli alunni della classe hanno conseguito il requisito di cui all’art. 3, comma 7 dell’ O.M. n. 11 del 16 maggio 2020;
  • i giudizi analitici, (…) formulati dai singoli insegnanti, per i quali si è tenuto conto sia del livello di apprendimento raggiunto, sia degli aspetti comportamentali; tali giudizi sono riportati nella griglia, parti integranti del presente verbale.

Il tabellone

Sul tabellone da affiggere all’albo, viene indicato solo la colonna dell’esito finale: “Ammesso/a” oppure “Non ammesso/a” ai sensi dell’art. 154 D.Lgs. n. 196/2003.

I saperi trasversali (Secondaria di II grado)

Per quanto riguarda i “saperi trasversali afferenti agli assi culturali” bisogna indicare gli assi culturali e le tematiche trattate in ogni singola disciplina, prodotta nei lavori di Dipartimento e parte integrante del PTOF.

Il PIA, il verbale di scrutinio e la relazione finale per la scuola Primaria o Secondaria di I grado

Il Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo di Lanzara-Trivio, la dott.ssa Clotilde Franco, propone in riferimento agli alunni ammessi con valutazioni inferiori a sei decimi come da art. 6, comma 1 dell’ O.M. n. 11 del 16 maggio 2020 che al verbale di scrutinio (i cui modelli, per la Primaria e la Secondaria di I grado, si allegano in copia come modelli virtuoso d’organizzazione dei processi) sia allegato il piano di apprendimento individualizzato che, quindi, deve essere necessariamente pronto prima degli scrutini e non successivamente.

La preside Clotilde Franco propone di allegare al verbale:

  1. la relazione finale della classe
  2. il tabellone riassuntivo dei voti
  3. gli eventuali piani di apprendimento individualizzato
  4. ’eventuale piano di integrazione degli apprendimenti.

SECONDARIA SECONDO GRADO CLASSI I-IV

PRIMARIA 2020

SECONDARIA PRIMO GRADO

classi-I-e-II-scuola-secondaria primo grado-2020

Maturità 2020: ecco i Presidenti nominati per ogni commissione. Il motore di ricerca

da Orizzontescuola

di redazione

Già disponibili sull’applicativo del Ministero i nominativi di alcuni Presidenti delle commissioni costituite per gli esami di scuola secondaria di II grado a.s . 2019/20.

Il percorso per controllare le nomine

I dati delle commissioni – avverte il Ministero – sono suscettibili di variazioni a seguito di sostituzioni.

L’elenco è in aggiornamento, i nominativi compariranno man mano che saranno inseriti.

Ricordiamo che in alcune commissioni non sarà possibile nominare in prima battuta e bisognerà attendere l’esito delle sostituzioni.

Il Ministero ha pubblicato una nota con la quale chiarisce chi dovrà sostituire eventuali Presidenti assenti. Possibili anche nomine d’ufficio.

Decreto scuola, se saltasse potrebbe tornare il “test a crocette” per il concorso straordinario

da Orizzontescuola

di redazione

Già da ieri si era capito che l’opposizione volesse fare ostruzionismo con un numero considerevole di ordini del giorno da votare così come oggi si sono iscritti a parlare 172 per la dichiarazione di voto sul provvedimento, quasi tutti deputati della Lega e molti di Fdi.

Ciò significa che, considerando 10 minuti ciascuno per argomentare (così prevede il regolamento) e la scadenza del decreto prevista per domenica, è necessaria una mediazione per accorciare i tempi.

A parlare di ostruzionismo era stato questa mattina l’Onorevole Vacca, del Movimento 5 Stelle, paventando per gli studenti delle quinte classi delle superiori un esame che includesse anche lo scritto, oltre che l’orale. Infatti, è nel Decreto che vengono modificate le modalità di esecuzione degli esami, che sono stati semplificati a causa della pandemia.

Oltre agli esami di Stato di I e II grado, nel provvedimento sono contenuti i cambiamenti a quel concorso per i precari con 36 mesi di servizio che è stato oggetto di un pesante confronto politico anche all’interno della maggioranza.

Ricordiamo, infatti, che il test a quiz compreso di 80 quesiti in 80 minuti già bandito, era stato sostituito da un esame scritto con risposta aperta inerente argomenti legati alla disciplina, metodologia, lingua inglese. Se dovesse scadere il termine del Decreto allora i cambiamenti al Concorso saranno annullati e resterà valido il bando con il test selettivo.

“Se oggi a quest’ora siamo ancora qui, in Aula, a parlare di scuola – ha detto Massimiliano Capitanio della Lega – è perché è un tema a cui teniamo molto e la Lega ritiene sia una priorità da affrontare in Parlamento e non sui social network e nelle dirette televisive. Il dl Scuola doveva essere la risposta a quel popolo invisibile, rappresentato dai nostri bambini e dalle loro famiglie”.

La partita, insomma, è ancora aperta, per accorciare i tempi sono state modificate le regole per i tempi di sanificazione del Parlamento, ridotti a 40 minuti, rispetto alle tre ore precedentemente adottate. Nelle prossime ore sapremo se quella dell’opposizione è stata una protesta verso i contenuti del Decreto o un vero e proprio colpo di mano.

Mobilità 2020 negata ai docenti neoassunti sui posti Quota 100?

da Orizzontescuola

di redazione

Mobilità 2020: i docenti neoassunti su posti Quota 100 non possono partecipare ai trasferimenti per l’anno scolastico 2020/21. Questo è quanto hanno riferito i sindacati dopo un incontro con il Ministero, ma la normativa rimane invariata.

Le assunzioni – stabilite con DM n. 12 del 18 maggio 2020 – sono 4.500 e stanno riguardando i docenti sia delle GaE che dei concorsi 2016 e 2018.

Gli interessati sono assunti a tempo indeterminato con decorrenza giuridica dal 01/09/2019 ed economica dal 01/09/2020 ossia da quando prenderanno effettivo servizio.

Ciò è previsto nell’articolo 1, comma 18-quater, del decreto legge n. 126/2019 convertito in legge n. 159/2019.

Scelta provincia e sede

La scelta della provincia e della sede di titolarità da parte dei docenti destinatari deve avvenire prima delle ordinarie operazioni di mobilità e di immissione in ruolo per l’anno scolastico 2020/2021.

Il Ministero ha prorogato di tre giorni la chiusura delle funzioni SIDI, dal 5 all’08 giugno e di conseguenza differito la data di pubblicazione dei movimenti del personale docente al 29 giugno.

No mobilità per i docenti neossunti su posti Quota 100

Questo però non modifica la decisione del Ministero di negare ai docenti neoassunti su posti Quota 100 la possibilità di presentare la domanda di mobilità cartacea.

Eppure la normativa, cioè il CCNI 2019/22, dice altro.

Il CCNI 2019/22, come richiamato dall’OM 182/2020, prevede che i docenti destinatari di nomina giuridica a tempo indeterminato, dopo il termine ultimo di presentazione delle domande di mobilità, possono presentare domanda, in modalità cartacea, entro 5 giorni dalla nomina e, comunque, entro il termine ultimo per la comunicazione al SIDI delle domande di mobilità.

Non ci risulta che il Ministero abbia modificato il contratto, abbiamo però appreso da fonte sindacale la decisione di non accogliere eventuali domande di mobilità cartacee in ragione del fatto che si è trattato di una procedura di assunzione straordinaria.

Consigliamo ai docenti di informarsi presso gli Uffici Scolastici territoriali, in assenza di un chiarimento meglio una domanda cestinata che un’occasione persa.

I docenti potranno comunque presentare domanda di mobilità il prossimo anno scolastico tranne quelli già vincolati dal 1° settembre 2019.

Alcuni docenti avranno il blocco quinquennale di mobilità

Si tratta dei docenti della scuola secondaria di I e II grado individuati dalle graduatorie del concorso abilitati 2018 (ex FIT).

Pertanto al pari dei docenti assunti dal 1° settembre 2019  i docenti avranno vincolo quinquennale o nessun vincolo, a seconda dalla graduatoria di assunzione.

Si potrà richiedere assegnazione provvisoria?

I vincoli legati all’assegnazione provvisoria verranno stabiliti nell’annuale contratto tra il Ministero e i sindacati.

Anno di prova docenti neoassunti 2019/20, operazioni finali: questionario, dossier e colloquio con il Comitato di valutazione

da Orizzontescuola

di Antonio Marchetta

Mancano ormai pochi giorni al termine delle attività didattiche; ecco un breve riepilogo riguardo l’anno di prova per i docenti neoassunti, le documentazioni da consegnare, le fasi del percorso, le novità causate dal COVID-19, il colloquio finale.

Non è stato un anno di prova come tutti gli altri.

Alcune decine di migliaia di docenti, annualmente, trascorrono con impegno, professionalità ed un pizzico di apprensione tale periodo, essendo consapevoli dell’importanza della formazione finalizzata all’inserimento nella comunità professionale e all’innalzamento della qualità degli apprendimenti negli studenti.

Se tale anno viene ricordato a prescindere per il suo intrinseco valore – determinato dal possibile e sperato raggiungimento del ruolo – a maggior ragione ai tempi del Coronavirus, che oltre ad aver provocato lo sviluppo esponenziale della didattica a distanza (DAD), ha anche determinato per i neoimmessi in ruolo una vera e propria FAD (formazione a distanza). Ma andiamo con ordine.

Chi deve svolgere l’anno di prova

• i docenti che si trovano al primo anno di servizio con incarico a tempo indeterminato (i neoimmessi in ruolo che ambiscono alla conferma di esso);
• i docenti che hanno ottenuto il passaggio in ruolo (sia anno di prova che formazione annessa; tutto regolarmente come gli altri sopra citati);
• i docenti che hanno rinviato l’anno di prova, per assenze giustificate, malattia, maternità, aspettativa per motivi di famiglia;
• i docenti che alla fine del primo anno di prova sono stati valutati in maniera negativa; la Legge 107 (art. 1 comma 119) prevede la possibilità di ripetere per una seconda ed ultima volta il percorso.

Le diverse fasi prima e durante l’emergenza sanitaria

Incontri iniziali e di restituzione finale (durata complessiva 6 ore, 3 + 3)

L’incontro iniziale, già svoltosi nei primi mesi del corrente anno scolastico (generalmente tra Ottobre e Dicembre 2019) è occasione di accoglienza per i neoimmessi ed è di carattere informativo; vengono fornite ai docenti coinvolti, indicazioni sulle diverse fasi del percorso di formazione, illustrati materiali di supporto per la successiva gestione delle attività. L’incontro di restituzione finale, prevede lo scambio delle esperienze professionali acquisite attraverso il coinvolgimento e le testimonianze dei diretti protagonisti degli eventi formativi: docenti, tutor, dirigenti scolastici della singola istituzione, e/o dirigenti scolastici della scuola polo per la formazione (con una supervisione generale degli USR). Nello specifico, l’incontro di restituzione finale si sta svolgendo in questi giorni nelle varie scuole, naturalmente in modalità online, in base al D.P.C.M. del 17 Maggio 2020 (e precedenti datati in Marzo) che ha sancito il divieto di qualunque tipologia di riunione in presenza dei docenti.

• Laboratori formativi/Visiting a scuole innovative (12 ore)
Implicano incontri a gruppi con la presenza di un formatore (selezionato in seguito a bando pubblicato dagli ambiti territoriali). Le tematiche trattate sono disciplinate dall’art. 8 del D.M. 850/2015 (alcuni esempi: nuove risorse digitali e loro impatto sulla didattica, gestione della classe e problematiche relazionali, buone pratiche di didattiche disciplinari). Solitamente vengono organizzati tre o quattro incontri di altrettante ore, per un complessivo di 12.

In seguito all’emergenza sanitaria e alla sospensione delle attività di formazione e aggiornamento in presenza, prevista dalle indicazioni ministeriali in data 6 Marzo 2020, i laboratori formativi sono stati realizzati a distanza tramite piattaforme digitali quali Zoom o Meet.

Nella piattaforma Indire, alla sezione “Portfolio” troviamo la voce “Laboratori e visite”; qui sarà necessario rendicontare le esperienze laboratoriali inserendo la denominazione del percorso seguito e gli eventuali risvolti che esso ha avuto sul piano didattico, strategico e metodologico del docente coinvolto. (vedi sotto alla voce “formazione online e adempimenti finali”)

In maniera analoga andrà inserita la documentazione attestante l’attività del “visiting” in scuole innovative che, ricordiamo, si sostanzia nell’opportunità di sostituire tutto o in parte il monte-ore previsto per i laboratori formativi a visite di studio da parte dei docenti neoassunti in istituzioni scolastiche in cui si concretizzano esempi di buone pratiche e progetti di innovazione didattica ed organizzativa.

Naturalmente anche il “visiting” alle scuole innovative è stato investito dal virus; pure in questo caso, dunque, sono stati organizzati momenti on-line sincroni e asincroni dalle istituzioni scolastiche individuate dai vari USR.
• Peer to peer; osservazione in classe tutor-docente e viceversa (12 ore)
L’attività di osservazione in classe, svolta dal docente neo-assunto e dal tutor, è finalizzata al miglioramento delle pratiche didattiche, alla riflessione condivisa sugli aspetti salienti dell’azione di insegnamento, art. 9 del D.M. 850/2015.

Ricordiamo che il docente neoassunto dovrà redigere una relazione che integri e dispieghi la progettazione didattica svolta durante le ore previste, in seguito ad un confronto e rielaborazione sul lavoro compiuto con il tutor.
Possono essere oggetto di osservazione, da parte del tutor, alcuni processi di insegnamento-apprendimento, ad esempio: la gestione del clima in classe; il modo di spiegare; la capacità di guidare gli studenti alla soluzione di un problema; la suddivisione di lavori in gruppo; le correzioni dei compiti scritti.

La maggioranza dei tutor e docenti neoassunti hanno realizzato il peer to peer con le modalità della didattica a distanza; tuttavia, alcuni avevano già effettuato diverse ore prima dell’emergenza; costoro, senza naturalmente ripetere quanto già compiuto, hanno integrato il rimanente con l’osservazione a distanza; gli altri hanno di sana pianta effettuato l’intero percorso previsto tramite le procedure digitali-online.

 Formazione online – Piattaforma INDIRE (20 ORE) e adempimenti finali
INDIRE, coordina le attività per la realizzazione ed aggiornamento della piattaforma digitale che supporta i docenti neoassunti durante tutto il periodo di formazione. La piattaforma è predisposta all’inizio dell’anno scolastico, art. 10 del D.M. 850/2015.

La piattaforma quest’anno è stata aperta ad inizio Febbraio 2020 per i docenti ed a fine Aprile per i tutor. I neoassunti si apprestano agli adempimenti finali necessari per la conferma in ruolo.

Di seguito un riepilogo conclusivo di tutte le operazioni da effettuare:

• Accesso al sito Neoassunti-Indire-2020; cliccare a destra su Login/Accedi all’ambiente, tramite le credenziali SIDI e SPID;
• In altro a destra selezionare la voce “Portfolio”; quest’ultima è suddivisa in 5 sottosezioni:

a) Curriculum formativo: compilare inserendo da 1 a 3 esperienze più significative del percorso che ha condotto a scegliere e svolgere la professione del docente (Indire a tal proposito ha fornito indicazioni per la compilazione di tale sezione (documento in data 26 Novembre 2018, oltre alle FAQ sulla piattaforma)

b) Bilancio iniziale delle competenze: anche questa sottosezione va compilata seguendo le indicazioni/istruzioni. Il bilancio consente al neoassunto di auto-valutare le proprie competenze; individuare elementi sui quali far convergere l’attenzione del tutor; predisporre una documentazione didattica chiara e coerente con i propri bisogni (dal Patto formativo ai Bisogni futuri); conoscere le dimensioni della professionalità docente emerse dalla ricerca internazionale; agevolare la preparazione della fase istruttoria curata dal tutor di fronte al comitato di valutazione (art. 13, DM 850/2015). Quindi in corrispondenza della redazione del bilancio iniziale, con la collaborazione del tutor, il neoassunto stabilirà insieme al Dirigente scolastico il patto per lo sviluppo professionale nel quale è espressa la scelta dei laboratori formativi da seguire.

c) Laboratori/Visite: Questa sottosezione dell’ambiente è dedicata alla documentazione delle esperienze di Laboratorio e/o di Visita. Dunque non è sufficiente soltanto frequentare i laboratori/visiting alle scuole innovative; occorre rendicontare ed indicare quali temi sono stati oggetto del laboratorio e compilare un breve testo di riflessione sull’esperienza per descrivere quali elementi si è potuto/si potrà sperimentare in classe. Per il “visiting” viene richiesto di indicare la scuola, di descrivere brevemente la caratteristica innovativa che è stata al centro della visita e di riflettere su quali aspetti sono stati maggiormente significativi.

d) Attività didattica: è finalizzata a documentare un’attività didattica svolta con gli studenti. Complessivamente la sezione è articolata in tre parti: la prima consente di descrivere la progettazione dell’attività seguendo la Scheda di progettazione, la seconda si riferisce alla (facoltativa) raccolta di documenti multimediali utili a documentarla (sezione Documentazione; ricordiamo che quest’anno NON va inserito materiale multimediale nell’ambiente, ma può essere raccolto e discusso in sede di colloquio finale con il comitato di valutazione), e infine la terza dove viene richiesto di scrivere le proprie riflessioni realizzando una narrazione dell’attività svolta, che ripercorra i tre passaggi principali di progettazione, documentazione e Riflessione, mettendo in rilievo se e come questa esperienza abbia permesso al neoassunto di migliorare la sua professionalità, grazie anche alla collaborazione con il tutor accogliente (dalla piattaforma Indire)

e) Per quest’anno scolastico 2019/2020 ribadiamo ancora una volta che il Bilancio finale delle competenze NON va compilato (riguardo la compilazione dei bisogni formativi futuri, vedi sotto alla lettera D, dossier finale).

Ci avviamo alla conclusione ma prima c’è ancora da compilare il:

• Questionario (sezione specifica, si trova accanto alla voce Portfolio); è finalizzato a conoscere l’opinione del neoassunto su aspetti diversi della formazione svolta per aiutare INDIRE a valutarne l’efficacia; non ha fini valutativi ma serve unicamente al monitoraggio dell’azione. La sua compilazione è un requisito indispensabile per l’esportazione del Dossier Finale.

Dossier finale

Rappresenta l’insieme di tutti i documenti ed esperienze finora compilati ed effettuate dal neoimmesso. Dovrà essere esportato/scaricato/stampato e poi presentato in sede di colloquio finale con il Comitato di Valutazione.

Il dossier per poter essere efficace dovrà contenere:
a) Curriculum formativo con almeno un’esperienza completa (inserimento)
b) Il bilancio inziale delle competenze (inoltro)
c) Titolo e sintesi dell’attività didattica (inserimento)
d) Bisogni formativi futuri; si consiglia di compilare comunque questa sezione, senza il bilancio finale (inoltro)
e) Questionario (inoltro)

• Indire ricorda a tutti i docenti coinvolti che il file di presentazione dell’Attività didattica, così come il Bilancio iniziale delle competenze e i Bisogni formativi futuri, non verranno inclusi nell’esportazione del Dossier Finale, ma dovranno essere allegati a parte per la costituzione della documentazione da presentare al Comitato di valutazione

Colloquio finale, neo-assunti, tutor, dirigente scolastico, comitato di valutazione

• Tutor: Il docente tutor presenterà al Dirigente scolastico una relazione a carattere istruttorio “in merito alle attività formative predisposte ed alle esperienze di insegnamento e partecipazione alla vita della scuola del docente neo-assunto” (comma 3 art.13). Il termine previsto per la presentazione della relazione finale è fissato dalla singola istituzione scolastica, generalmente nel mese di Giugno.

 Neo-assunti: Per la validità dell’anno di prova e di formazione occorrono i seguenti requisiti: Obbligo dei 180 giorni di servizio e dei 120 giorni di attività didattica; tale atto è attestato dal dirigente scolastico della sede di servizio e trasmesso al comitato di valutazione.

Al termine delle attività svolte sulla piattaforma Indire, i docenti dovranno stampare e consegnare al Dirigente Scolastico entro una determinata data indicata da quest’ultimo, il “Dossier finale” che sarà poi trasmesso al comitato di valutazione (tale Dossier sostituisce quella che un tempo si chiamava “relazione finale”: è il documento digitale (insieme agli allegati descritti sopra) con il quale il docente in prova si presenta davanti al Comitato per la valutazione.

• Dirigente scolastico: fissa al Comitato di Valutazione la data del colloquio per la valutazione del servizio dei neoassunti e contestualmente trasmette una relazione con il dossier che, qualche giorno prima della riunione, il docente neo-immesso dovrà aver consegnato al DS; procede alla valutazione del personale docente in periodo di formazione e di prova sulla base dell’istruttoria compiuta, sentito il parere obbligatorio ma non vincolante del comitato di valutazione. In caso di giudizio favorevole sul periodo di formazione e di prova, il dirigente scolastico emette provvedimento motivato di conferma in ruolo per il docente neo-assunto. In caso di giudizio sfavorevole, il dirigente scolastico emette provvedimento motivato di ripetizione del periodo di formazione e di prova. Il provvedimento indicherà altresì gli elementi di criticità emersi ed individuerà le forme di supporto formativo e di verifica del conseguimento degli standard richiesti per la conferma in ruolo. (art. 14 D.M. 850/2015)

 Colloquio finale e comitato di valutazione: Al termine dell’anno di formazione e prova, nel periodo intercorrente tra il termine delle attività didattiche – compresi gli esami di qualifica e di Stato – e la conclusione dell’anno scolastico, il Comitato è convocato dal dirigente scolastico per procedere all’espressione del parere sul superamento del periodo di formazione e di prova. Il docente sostiene un colloquio innanzi al Comitato; il colloquio prende avvio dalla presentazione delle attività di insegnamento e formazione e della relativa documentazione contenuta nel Dossier finale e allegati.

Neoimmessi in ruolo 2019/20, tutte le info

Barriere di plexiglass a scuola, l’idea è del comitato tecnico scientifico

da La Tecnica della Scuola

Le barriere di plexiglass a scuola per il ritorno alla didattica in aula a settembre fanno ancora discutere. Le misure non trovano il favore di docenti e genitori che già, sui social network, hanno bocciato l’idea.

Pare, però, che quanto sia filtrato nelle ultime ore, a margine dell’incontro tra il governo e i sindacati, non sia un’idea del Ministero dell’Istruzione, ma del Comitato tecnico scientifico.

Ecco quanto detto da Giulio Ceppi: “È una proposta del Comitato tecnico-scientifico del Ministero della Salute, non nostra, e spero pensata per una situazione di massima emergenza, un livello di rischio molto alto. Il Cts ha un approccio molto restrittivo e cautelativo: abbiamo un po’ di problemi di conflitto con loro, dobbiamo capirci meglio tra i due Ministeri e mediare le cose. È sbagliato dire adesso, ai primi di giugno, cosa dal punto di vista epidemiologico si debba fare a settembre: mancano tre mesi e la situazione può cambiare da 0 a 100 e viceversa. Bisogna cautelarsi, ma a settembre le condizioni saranno ottimisticamente più tranquille”

Il plexiglass è una scelta cautelativa, si teme il peggio e speriamo di non usarli”, spiega Ceppi, che poi aggiunge: “Prima di dire che tutti i bambini vanno messi dietro a un plexiglass, come hanno fatto Inail e altre istituzioni vanno definiti scenari di emergenza e per condizioni diverse di rischio, livelli “verde”, “giallo”, “rosso”, anche a seconda delle zone. Il rischio è generalizzare soluzioni per tutti. Il nostro Comitato non è entrato in aspetti frontali sul piano dell’epidemiologia, era un compito del Cts: ora però va trovato un ragionamento a quattro mani, con standard di protezione e comportamenti legati alla situazione, pensando che con il freddo e l’inverno la situazione possa peggiorare. C’è anche un tema di organizzazione e logistica: come e quando comprare plexiglass per tutte le scuole? La scuola non ha meccanismi e pratiche rapide”.

Secondo quanto segnala il Corriere della Sera, nei prossimi giorni gli esperti del Comitato tecnico renderanno note le loro indicazioni su queste proposte, poi l’Inail dovrà capire come dovranno essere i divisori (forme e misure).

Sembra, poi, che il Ministero dell’Istruzione non voglia più dividere le classi in due gruppi e si potrebbe puntare sulla riduzione dell’orario di lezione (fino a 40 minuti) e lo scaglionamento degli ingressi a scuola.

Decreto scuola, voto finale non prima delle 11.30 di sabato 6 giugno

da La Tecnica della Scuola

“Risultando ancora iscritti per le dichiarazione di voto oltre 80 deputati, il presidente ha stabilito che la votazione finale non avrà luogo prima delle 11.30 di domani”. Lo ha comunicato all’aula il presidente di turno Ettore Rosato, dopo una breve sospensione dei lavori.

Cosa prevede il decreto scuola

GIUDIZIO DESCRITTIVO ALLA PRIMARIA DALL’A.S. 20/21 AL POSTO DEI VOTI IN DECIMI: Si valorizza a sistema la dimensione formativa della valutazione, che accompagna, attraverso l’espressione del giudizio, il percorso di crescita e di formazione dei bambini.

RE-ISCRIZIONE ALUNNI DISABILI ALL’ANNO SCOLASTICO SU RICHIESTA MOTIVATA DELLE FAMIGLIE: Limitatamente all’anno scolastico 2019-2020, la scuola può valutare l’opportunità di consentire la reiscrizione dell’alunno con disabilità al medesimo anno di corso frequentato nell’anno scolastico attuale, sulla base della richiesta della famiglia, acquisito il parere del gruppo di lavoro per l’inclusione a livello di istituzione scolastica. In questo modo è favorito il recupero di quanto previsto e che, per via dell’emergenza sanitaria, non si è riusciti a fare conseguire.

TUTELA PRIVATISTI: Per i candidati privatisti all’esame di maturità che sosterranno l’esame nella sessione straordinaria di settembre, è previsto che partecipino alle prove di ammissione ai corsi di laurea a numero programmato nonché ad altre prove previste dalle università, istituzioni dell’alta formazione artistica musicale e coreutica e altre istituzioni di formazione superiore post diploma, a procedure concorsuali pubbliche, selezioni e procedure di abilitazione, comunque denominate, per le quali sia richiesto il diploma di scuola secondaria di secondo grado, con riserva del superamento dell’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione.

GRADUATORIE PROVINCIALI: Differentemente dal testo originario del DL Scuola vengono aggiornate le graduatorie di istituto a carattere provinciale prevedendo per gli anni scolastici 2020/2021 e 2021/2022 l’istituzione delle nuove graduatorie provinciali di istituto. La valutazione delle candidature per la costituzione delle graduatorie è effettuata dagli uffici scolastici territoriali, che possono avvalersi dell’attività di supporto nella valutazione da parte delle scuole della provincia di riferimento. La presentazione delle istanze, la loro valutazione e la definizione delle graduatorie avvengono con procedura informatizzata che prevede la creazione di una banca dati a sistema, anche ai fini dell’anagrafe nazionale docenti.

ISTITUZIONE TAVOLO PERCORSI ABILITANTI: È istituito presso il MI Social un “Tavolo di confronto per avviare con periodicità percorsi abilitanti”, in modo da garantire anche in futuro ai neo-laureati un percorso di accesso all’insegnamento caratterizzato da una formazione adeguata.

INCARICHI TEMPORANEI NELLE SCUOLE DELL’INFANZIA PARITARIE COMUNALI: È prevista, per l’anno scolastico 2020/21 ed in via del tutto straordinaria, la possibilità per le scuole dell’infanzia paritarie comunali di affidare incarichi temporanei agli educatori dei servizi educativi per l’infanzia, qualora non sia reperibile personale docente con il prescritto titolo di abilitazione per le sostituzioni. In questo modo viene comunque garantito il servizio educativo.

MISURE URGENTI PER INTERVENTI DI RIQUALIFICAZIONE DELL’EDILIZIA SCOLASTICA: Per garantire di procedere velocemente con l’esecuzione di interventi di edilizia scolastica, i Sindaci e i Presidenti delle Province e delle Città metropolitane operano con i poteri dei commissari fino al 31 dicembre 2020. In questo modo diamo agli Enti Locali uno strumento agile e soprattutto efficace per realizzare rapidamente gli interventi di cui c’è bisogno, anche in ragione dell’emergenza sanitaria da COVID-19.

MODIFICHE ALLA PROCEDURA DEL CONCORSO STRAORDINARIO: La procedura straordinaria riservata a docenti con 36 mesi di servizio non prevede più il quiz in estate, ma una prova scritta articolata in quesiti a risposta aperta da tenersi nel corso dell’anno, probabilmente in ottobre, al massimo a novembre. I vincitori otterranno la retrodatazione giuridica del contratto.

Assunzioni per “chiamata veloce”, il parere del CSPI

da La Tecnica della Scuola

Il Consiglio Superiore per la Pubblica Istruzione, nella seduta del 4 giugno, ha espresso il prescritto parere sullo schema di decreto inerente la “Procedura assunzionale per chiamata di cui all’articolo 1, commi da 17 a 17-septies, del decreto-legge 29 ottobre 2019, n. 126, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 dicembre 2019, n. 159”.

Si tratta della cosiddetta assunzione per “chiamata veloce”, vale a dire la possibilità aggiuntiva prevista per i precari inseriti nelle graduatorie utili per l’immissione in ruolo di richiedere l’immissione in ruolo “in territori diversi da quelli di pertinenza delle graduatorie di appartenenza”, ovviamente dopo aver portato a termine l’annuale percorso nella propria provincia.

Il CSPI valuta condivisibile la finalità del provvedimento, che vuole porre rimedio alla situazione che si riscontra ogni anno con il numero dei posti docenti autorizzati per le immissioni in ruolo che vengono ricoperti solo in parte, con la conseguenza di lasciare posti vuoti in organico e nello stesso tempo non consentendo al personale precario di ottenere la stabilizzazione attesa.

Il D.M., secondo il CSPI,  interviene nella giusta direzione prevedendo, una volta esperito l’ordinario e annuale iter di immissioni in ruolo, una procedura di “chiamata” aggiuntiva per coprire i posti rimasti vacanti, rivolta al personale già inserito nelle graduatorie utili per le immissioni in ruolo ma in altra Provincia o Regione.

Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione evidenzia anche come la ripartenza a settembre quest’anno sarà più difficile: “La mancata copertura dei posti, già dannosa di per sé in tempi ordinari, sarebbe ancora più grave a fronte dell’emergenza sanitaria che sta attraversando il Paese e per la ripartenza delle attività didattiche in presenza che comporterà drastiche misure per tutelare la sicurezza e la salute di alunni e personale. Tra queste misure il distanziamento interindividuale che produrrà l’esigenza di poter contare non solo su tutti i posti già inseriti in organico fin dal primo giorno di lezione, ma sull’eventuale potenziamento delle dotazioni organiche al fine di far fronte alle necessità di suddivisione e riorganizzazione dei gruppi classe come raccomandato anche dallo stesso Comitato Tecnico Scientifico nel recente documento Ipotesi di rimodulazione delle misure contenitive nel settore scolastico”.

Per tali ragioni, il CSPI suggerisce al Ministero di assumere misure eccezionali per garantire a settembre 2020 la ripresa delle attività didattiche in presenza e in sicurezza, a partire dal potenziamento dell’organico disponibile e dalla stabilizzazione del personale scolastico.

Vincolo quinquennale

In proposito, nel parere viene espresso il timore che il vincolo quinquennale di permanenza sulla sede scelta possa vanificare l’efficacia della procedura prevista dal D.M. e pertanto si suggerisce di attenuare tale prescrizione attraverso una disposizione legislativa, resa necessaria dalla straordinaria fase di pandemia.

No alla dizione “per chiamata”

Il CPI sottolinea inoltre come sia improprio utilizzare la definizione “per chiamata” per la procedura assunzionale in questione e propone di sostituirla con l’esatta dizione: “immissione in ruolo in territori diversi da quelli di pertinenza delle graduatorie di appartenenza”.

Dettagliare meglio i criteri di graduazione

Infine, il parere precisa che il Decreto è carente riguardo ai criteri di graduazione di coloro che, a parità di punteggio e inseriti nella medesima graduatoria, insistono nella stessa provincia.

Piattaforma per le domande di partecipazione

In merito alla presentazione delle istanze, considerato che gli aspiranti potranno effettuare la scelta tra una o più province di una sola Regione, per il CSPI è assolutamente indispensabile, ai fini della predisposizione della domanda, che il Ministero predisponga una piattaforma informatica, consultabile dagli interessati, per la verifica delle disponibilità per provincia / classe di concorso / tipo posto.

La piattaforma deve essere attivata quando tutte le regioni abbiano espletato le procedure ordinarie per tutte le tipologie e classi di concorso, e comunque entro il 10 settembre 2020.

In assenza, le aspettative dei candidati potrebbero essere vanificate da scelte fatte senza le necessarie informazioni.

Inserimento negli elenchi degli aspiranti

Il CSPI chiede di esplicitare che l’inserimento negli elenchi degli aspiranti non fa venir meno il diritto dell’interessato, qualora non ottenesse l’immissione in ruolo, ad essere chiamato per l’a.s. 2021/22 dalla graduatoria di provenienza.

Maturità 2020, al via le attività di segreteria per la comunicazione dei dati

da La Tecnica della Scuola

A partire dal prossimo 8 giugno le scuole devono svolgere una serie di attività finalizzate alla rilevazione degli esiti Esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria di secondo grado.

Le previste attività, illustrate con Circolare Prot. n.1319 del 4 giugno 2020, si articolano in quattro fasi:

  1. Presentazione dei candidati: si tratta di una fase che impegnerà le segreterie dall’8 giugno fino all’insediamento della commisisone d’esame;
  2. Lavori della commissione: l’applicativo “Commissione Web” (CW) accompagna i lavori della Commissione nelle varie fasi previste. Se la Commissione ha deciso di utilizzare un applicativo diverso da “Commissione Web” per la gestione dell’esame, è necessario effettuare l’esportazione dal SIDI dei dati di presentazione candidati per la loro importazione nell’applicativo prescelto;
  3. Comunicazione degli esiti degli esami: a cura delle segreterie scolastiche a partire dal 2 luglio 2020;
  4. Adempimenti finali: sempre a cura delle segreterie, prevedono la produzione dell’Attestato (per svolgimento prove differenziate), la produzione del Diploma (in formato A3) e la produzione del Supplemento Europass al Certificato.

Didattica a distanza, annullare il digital divide con la copertura della banda larga

da La Tecnica della Scuola

Il digital divide, o divario digitale è il divario esistente tra chi ha accesso effettivo alle ICT, che utilizzano il linguaggio digitale e chi ne è escluso, in modo parziale o totale.

I motivi di esclusione comprendono diverse variabili: condizioni economiche, livello d’istruzione, qualità delle infrastrutture, differenze di età o di sesso, appartenenza a diversi gruppi etnici, provenienza geografica.

Oltre a indicare il divario nell’accesso reale alle tecnologie, la definizione include anche disparità nell’acquisizione di risorse digitali o capacità necessarie a partecipare alla società dell’informazione, disparità quindi nel possesso della competenza digitale (http://nuovadidattica.lascuolaconvoi.it/glossario/digital-divide/ ).

Il divario digitale  produce oggi sempre più divario sociale, e ha forti ripercussioni sul benessere anche economico delle persone e di un contesto sociale.

Per questo va colmato con adeguati investimenti tecnologici e un’efficace azione formativa. Nella DAD  di questi ultimi tre mesi il “digital divide” non è alimentato solo dall’indisponibilità di dispositivi o di connessioni a internet, ma anche dall’assenza di famiglie (in particolare nella scuola primaria e dell’ infanzia) capaci di sostenere e supportare i propri figli nell’uso delle tecnologie e nel programmare, autoregolandosi con continuità, il tempo di lavoro in momenti in cui viene meno il supporto di quella comunità educante che è la classe con i suoi insegnanti e il gruppo di alunni. A settembre dobbiamo risolvere il problema del divario digitale per rendere la didattica s distanza più efficace.

Come fare? A oggi le norme europee e quelle italiane non garantiscono la copertura banda larga, ma solo la connessione base dial – up (che è collegata alla semplice presenza della linea telefonica, questa sì garantita). Agcom sta da tempo rivedendo il concetto di diritto universale in questa materia, valutando di inserire anche la connessione banda larga (https://www.agendadigitale.eu/cultura-digitale/il-digital-divide-culturale-e-una-nuova-discriminazione-sociale/ ).

La conseguenza sarebbe un obbligo di copertura da parte dell’operatore telefonico dominante , sovvenzionato da un fondo comune tra gli operatori (ora usato per assicurare la copertura della linea telefonica universale).

Ritorno a scuola: la mascherina ai bambini è davvero necessaria?

da Tuttoscuola

Quello che sta accadendo oggi nel governo della scuola italiana è abbastanza preoccupante: il 4 giugno si è svolto, a Palazzo Chigi, un incontro del Governo con sindacati e comitati tecnici per discutere le modalità di ripartenza della scuola a settembre.

Unico documento tecnico discusso a questo tavolo è stato quello prodotto il 28 maggio dalla Protezione Civile su tale argomento.

Tale documento è firmato da 20 medici, consulenti della Protezione Civile, diretti da Silvio Brusaferro.

L’unica certezza uscita da questo incontro sono state le mascherine obbligatorie per tutti gli studenti dai 6 anni in poi e per il personale della scuola.

Le altre iniziative paventate, ma condizionate dall’evoluzione della pandemia, sono: barriere in plexiglass, visiere, entrate e uscite scaglionate, ritorno alla DAD.

Le decisioni su questo tema che riguarda un milione di lavoratori,  8 milioni di studenti e 16 milioni di genitori, sono state prese partendo da un documento tecnico di 24 pagine che ci aspetteremmo essere approfondito, circostanziato e comprovato da una cospicua bibliografia scientifica.

Purtroppo nessuna delle indicazioni che emergono nel documento viene supportata da evidenze scientifiche. Ad esempio la frase di pagina 18 “Gli alunni dovranno indossare per l’intera permanenza nei locali scolastici una mascherina chirurgica o di comunità di propria dotazione”, non viene preceduta da alcuna motivazione e non viene citata alcuna bibliografia di supporto. L’unica motivazione razionale che conduce a tale infelice conclusione viene riportata a pag. 11 e 12, dove si mostra la tabella 9 dal titolo: “Alcuni esempi di misure organizzative e di prevenzione adottate nelle scuole in Europa”. Appare subito strano che tale tabella riporti solo esempi e non l’intera situazione in Europa. Vengono infatti riportate le scelte di solo 7 Stati su 28. Ma leggendo con attenzione la tabella osserviamo la seguente situazione sugli obblighi di mascherina:

Nazione Primaria Secondaria
Belgio NO SI
Francia NO NO (SI, per classi affollate)
Svizzera NO NO
Germania SI (per alcuni Land) SI (per alcuni Land)
Olanda NO SI
Regno Unito NO NO
Spagna NO (SI, per classi affollate) NO (SI, per classi affollate)

Riassumendo, appare chiaro che la decisione sull’uso di mascherine per i bambini non si evince assolutamente da queste righe: in tutta Europa solo la Germania ha fatto tale scelta e non in tutti i Land. Per la secondaria, invece, notiamo una notevole diversità di vedute e molti distinguo.

Osserviamo anche che tale scelta comporta una spesa di circa 100€/anno a persona, che, moltiplicata per quasi 10 milioni di soggetti, raggiunge quasi il miliardo/anno.

Ma la cosa più difficile da digerire, in questa vicenda, è la mancanza assoluta di scientificità di tale decisione: la bibliografia a supporto, riportata al termine del lavoro della Protezione Civile, è di appena 8 documenti dei quali solo 3 contengono il link alla fonte.

Tra questi 8 lavori in bibliografia, non è reperibile neppure una pubblicazione di riviste scientifiche, non c’è scritto nulla riguardante l’uso delle mascherine e vengono solo riportati dati generali di INAIL, ISTAT e UNESCO datati aprile 2020 e riguardanti rilevazioni antecedenti a marzo 2020.

Ad esempio non è stato preso in considerazione un recente articolo pubblicato il 13 maggio 2020 sul Respiratory Medicine Journal dal titolo: “A study on infectivity of asymptomatic SARS-CoV-2 carriers”. In tale lavoro, vengono effettuati tamponi a 445 soggetti che sono venuti in contatto con  un paziente Covid19-positivo asintomatico. Nessun dei 445 soggetti ha contratto la malattia.

Siamo in attesa di ulteriori conferme scientifiche sulla non contagiosità degli asintomatici, anche perché non abbiamo nel mondo nessuna pubblicazione che tenti di dimostrare il contrario. Tuttavia non credo che sia oggi corretto fondare sul nulla una decisione che costa un miliardo di euro, può essere dannosa all’apparato respiratorio dei bambini, crea un danno psicologico non quantificabile ed è adottata in Europa solo in alcuni Land della Germania.

Potrebbe semmai essere presa in considerazione l’ipotesi di non usare mascherine ma di controllare la temperatura all’ingresso a scuola. Questa semplice e velocissima operazione non invasiva potrebbe essere compiuta in classe insieme all’appello. Potrebbe evitare il contagio di tutte le malattie infettive virali e batteriche che per i bambini sono molto più pericolose del Covid-19. Pensiamo ad esempio al morbillo, all’epatite o alla meningite. A scuola, di norma ci si accorge di un bambino con la febbre dopo molte ore, quando spesso il piccolo ha già provveduto a contagiare numerosi compagni. Invece per il Covid-19, se si confermerà la non contagiosità degli asintomatici, il pericolo senza mascherina potrebbe essere prossimo allo zero.

Chiediamo quindi con energia al Governo ed alla Ministra Azzolina di nominare una nuova commissione tecnica più attenta ai recenti risultati della ricerca e di prendere decisioni basate su evidenze scientifiche documentate.

*Presidente Associazione Flipnet