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Pensionamenti ‘quota 100’

Si è svolta il 26 luglio al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), l’informativa sindacale sull’andamento delle certificazioni del diritto a pensione del comparto scuola per il 2019. Erano presenti rappresentanti del MIUR e dell’INPS (l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale) che stanno collaborando attivamente attraverso i loro uffici territoriali.

Al 24 giugno, secondo i dati forniti oggi alle Organizzazioni Sindacali, risulta lavorato il 99,12% delle domande di pensionamento presentate entro il 12 dicembre scorso, secondo le regole di pensionamento vigenti prima dell’introduzione della cosiddetta ‘quota 100’ entrata in vigore successivamente (si tratta della cosiddetta prima platea).

Risulta poi lavorato il 79,77% delle domande relative alla cosiddetta seconda platea, quella che ha presentato domanda entro il 28 febbraio, dopo l’introduzione di ‘quota 100’.

“Siamo particolarmente soddisfatti – commenta il Ministro Marco Bussetti – dell’andamento delle operazioni. Grazie al lavoro di squadra svolto da MIUR e INPS, sia attraverso gli uffici centrali che territoriali, stiamo procedendo molto rapidamente con le certificazioni. L’obiettivo finale è quello di consentire a coloro che nella scuola hanno diritto alla pensione di poterne usufruire da settembre, senza soluzione di continuità con lo stipendio. Anche a quelli che hanno presentato domanda nell’ambito della finestra che si è aperta a seguito dell’introduzione di ‘quota 100’ e dell’‘Opzione donna’”.

Ricerca in Artico

Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti, visiterà, il 28 e 29 giugno prossimi, la stazione di ricerca italiana “Dirigibile Italia”, situata a Ny-Ålesund (Isole Svalbard) nel Circolo Polare Artico. La stazione è gestita dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).

Bussetti, insieme al presidente del CNR, Massimo Inguscio, visiterà anche le altre infrastrutture scientifiche gestite dal nostro Paese (Climate Change Tower CCT, Stazione di Gruvebadet) e incontrerà i ricercatori italiani attualmente in attività a Ny-Ålesund. Una visita storica, per la prima volta un Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca italiano si reca, infatti, presso la base.

La presenza del Ministro arriva a conclusione delle cerimonie commemorative del novantennale dell’impresa di Umberto Nobile, Generale della Regia Aeronautica Militare Italiana, a bordo del Dirigibile Italia, da cui la nostra base di ricerca ha preso il nome. Bussetti e Inguscio si recheranno presso il pilone di attracco dal quale il dirigibile partì per le sue missioni, inclusa quella che sorvolò il Polo Nord e che purtroppo si concluse tragicamente. Lì apporranno una targa commemorativa.

In occasione della sua visita in Norvegia, il Ministro domani, alle 18.30, incontrerà inoltre presso l’Istituto Italiano di Cultura di Oslo rappresentanti della comunità scientifica italiana. L’incontro sarà un’occasione di discussione, dibattito e scambio di idee sui temi della ricerca del nostro Paese all’estero.

“La comunità scientifica italiana è apprezzata in tutto il mondo. Il lavoro che si svolge presso la base artica ne è una ulteriore dimostrazione – sottolinea il Ministro Bussetti -. Con questa missione vogliamo essere vicini ai nostri ricercatori, incontrarli sul campo, confrontarci con loro e lanciare il messaggio che per questo governo la ricerca è davvero centrale. Continueremo a sostenere la missione artica, fonte di importanti conoscenze scientifiche, e a incrementare i finanziamenti per la ricerca scientifica nel nostro Paese”.

“La ricerca scientifica italiana artica e antartica, con le ricercatrici e i ricercatori del CNR, partecipa e contribuisce da decenni a una migliore conoscenza e divulgazione dello stato di salute della Terra e degli impatti dei cambiamenti climatici sugli esseri umani, sugli animali, sulle piante, sugli oceani e sull’aria che respiriamo. Gli scienziati ed esploratori guidati e ispirati 90 anni fa dal comandante generale Umberto Nobile rappresentano per tutti noi e specialmente per le future generazioni un esempio di valori universali, patrimonio dell’umanità, da coltivare e proteggere per la pace, la fratellanza tra i popoli, il benessere delle persone, la protezione dell’ambiente e il progresso culturale, scientifico e tecnologico”, afferma il presidente del CNR Massimo Inguscio.

L’Artico si sta scaldando più rapidamente di ogni altra regione del pianeta ed è considerato un amplificatore dei processi climatici globali. Per questo le istituzioni internazionali di ricerca scientifica hanno voluto costituire qui una comunità di studiosi per approfondire i processi in atto e individuare le relative strategie di mitigazione e adattamento.

L’Italia è stabilmente presente con il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) in Artico dal 1997, anno di apertura della stazione “Dirigibile Italia”, e ha conseguito numerosi e importanti risultati scientifici. A questo impegno si aggiunge quello per l’Antartide dove il nostro Paese è presente con due basi di ricerca sulla costa del Mare di Ross con la stazione Mario Zucchelli-MZS e all’interno del continente a Dome-C con la stazione Italo-Francese “Concordia”.

FONDO ISTITUTO

FONDO ISTITUTO, GILDA: SCUOLE ANCORA IN ATTESA DEI SOLDI 

Tutti i soldi previsti per il FIS, Fondo dell’Istituzione Scolastica con cui vengono pagate le funzioni e i progetti svolti dai docenti, sono ancora bloccati in attesa delle verifiche da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze. A sollevare la questione è la Gilda degli Insegnanti in seguito alle numerose rimostranze pervenute dalle scuole in merito al mancato accredito delle somme del FIS per l’anno scolastico 2018/19. 

“Da verifiche che abbiamo effettuato consultando gli uffici del Miur – spiega il coordinatore nazionale della Gilda, Rino Di Meglio – ci risulta che, oltre alle somme relative all’anno scolastico appena concluso, sarebbero bloccate anche le risorse del FIS 2017/18 che non sono mai arrivate agli istituti. Si tratta di una situazione inaccettabile e chiediamo che Miur e Mef accelerino i tempi di accredito dei fondi, così da corrispondere i compensi dovuti ai docenti”. 

K. Gallmann, Elefanti in giardino

Gallmann e la sua Africa

di Antonio Stanca

Nel 2018 è comparsa presso Mondadori, nella serie “Oscar Bestellers”, la ristampa dell’opera Elefanti in giardino della scrittrice italiana, naturalizzata keniota, Kuki Gallmann. L’aveva pubblicata nel 2001 e nello stesso anno era stata edita per la prima volta in Italia da Mondadori. La versione originale è in lingua inglese come ogni altra opera della Gallmann.

  La scrittrice è nata a Treviso nel 1943 e nel 1972 si eratrasferita col figlio Emanuele e il secondo marito Paolo in Kenya dove, dopo qualche anno, avevano acquistato una vasta tenuta denominata Ol ari Nyiro. Si trova sugli altipiani di Laikipia nella parte meridionale del Kenya. Qui avevano costruito la loro casa e qui vivevano tra le colline, i fiumi, i laghi, le foreste, la savana, gli animali di un posto immenso che in parte era ancora inesplorato. Kuki vi era giunta quando aveva ventinove anni e aveva perso il primo marito dal quale aveva avuto Emanuele. In Africa a causa di ripetute disgrazie perderà Paolo nel 1980 ed Emanuele nel 1983. Rimarrà con la figlia Sveva, avuta da Paolo, e con i ricordi mai smessi di una vita vissuta in luoghi, in tempi diversi: in Italia fino alla giovinezza, in Africa nella maturità. Elefanti in giardinoè il libro dedicato a questi ricordi. 

  Successo ha avuto anche come scrittrice la Gallmann, alcune sue opere, Sognavo l’Africa, sono state trasposte in film e nel 2017 ha vinto il Premio Letterario Gambrinus Giuseppe Mazzotti. 

  Elefanti in giardino si compone di due parti, la primadice della vita trascorsa dalla Gallmann nei luoghi della sua nascita e formazione, della sua famiglia, dei suoi parenti, dei suoi compagni di scuola, delle sue prime esperienze, di tutto quanto aveva fatto parte della sua infanzia e adolescenza avvenute durante i dolorosi anni della Seconda guerra mondiale e della Resistenza in un Veneto esposto a pericoli di ogni genere.

E’ tanto animata la scrittura della Gallmann che vicino fa apparire quanto dice, partecipe rende il lettore delle vicende, delle situazioni rappresentate. Sembra un racconto che la scrittrice compie a viva voce e durante il quale non cessa mai di parlare né permette che le si chieda una spiegazione, che la si interrompa. Sempre parla poiché tanto ha da dire e questa maniera diventa più evidente, più accesa quando nel libro si passa alla seconda parte, quella dedicata all’Africa. Qui c’è molto di più da dire, qui la Gallmann non smette di sorprendere, di meravigliare, d’incantare ché infiniti sono gli spazi, i colori, i suoni, le luci, le immagini, le forme della vita umana, animale, vegetale in una regione come il Kenya, in una terra come l’Africa. Nelle sue pagine l’Africa diventa verità e mistero, realtà e magia,storia e leggenda, luce e tenebra, bene e male, vita e morte, presente e passato, finito e infinito, terra e cielo, umano e divino. L’Africa della Gallmann è tutto quanto fin dalle origini ha fatto parte dell’uomo ed ancora sta con lui a riprova che per vita è da intendere la totalità, la varietà dell’essere, che niente finisce di valere, che tutto diventa eterno. Vasta, immensa, infinita è la sua Africa,sterminate sono le sue conoscenze dei nomi, dei luoghi,dei tempi, degli usi, dei costumi che in Africa ci sono stati e ci sono.

  Tuttavia è costretta a riconoscere come pure in Africala modernità abbia iniziato a guastare alcune parti, alcuni aspetti. Per questo ha pensato, già da tempo, di fare della sua tenuta un luogo dove permettere la conservazione di ogni forma di vita esistente, di ogni specie animale e vegetale, l’ha trasformata, a partire dal 1984, nella Gallmann Memorial Foundation. Con questa ha voluto onorare il marito e il figlio persi e unire alla loro attività di ambientalisti anche la sua, ha voluto avviare un’imponente operazione di salvaguardia dell’ambiente in un’Africa che sta perdendo i suoi connotati. La sua speranza è che anche dopo di lei la Fondazione continui a perseguire tali propositi poiché in essi vede l’unica possibilità di salvezza per un’umanità devastata, avvelenata dalla modernità.

La maturità nell’era del link

da la Repubblica

Paolo Di Paolo

«Ma quindi fisica come l’hai collegata? ». L’ansia dei nuovi orali alla maturità 2019 diventa subito un messaggio vocale. Nervoso. Lo intercetto sulla metropolitana, un quarto d’ora dopo essere uscito da uno storico liceo di Roma, il Pilo Albertelli. Via Manin, a pochi passi dalla stazione Termini. Una commissione è al lavoro già da un po’, un’altra cambia di piano perché il caldo, al terzo, è insostenibile. La preside passa sul corridoio, abbraccia i ragazzi, li conforta. Il nuovo esame di Stato — piombato in corso d’anno sulla testa di docenti e studenti — arriva alla sua conclusione “thrilling”. Si manifesta in forma di buste chiuse: tre per candidato. Se ne pesca una, qualche minuto per pensare, e poi via: collegare. Che il punto di partenza sia un brano di Tacito o di Euripide, occorre muoversi di lì per costruire, all’impronta, una rete di ragionamento che tocchi tutte le materie.

La commissione — metà prof interni, metà esterni — sollecita, talvolta indirizza appena. E giudica. «I ragazzi sono molto tesi, forse più del dovuto» mi dice una presidente di commissione. «Li ho rassicurati. Ho detto: è una prova da prendere sul serio, ve la ricorderete per tutta la vita, a differenza di molti altri esami. Ma non è mai morto nessuno ».

Benedetta esce dall’aula, ha appena finito. Esausta, un sorriso incerto. È durata quasi un’ora. Nella busta c’era un testo di Tacito, in latino, sì, ma «abbastanza familiare». Si è presa un po’ di tempo per riflettere, si è avventurata in una riflessione sul potere, tenendo insieme Stalin e Freud e anche la fisica, «in qualche modo».

I nati nel 2000 si ritrovano pionieri anche in questo “Rischiatutto”, come qualche professore critico l’ha ribattezzato, che li costringe a essere fino in fondo “jumping minds”. Menti che saltano o saltellano di materia in materia, improvvisando un ipertesto a voce. Aprono link, su due piedi. Connettono Euripide all’eugenetica passando per gli Inni sacri di Manzoni. Soffro un po’ per la ragazza che, aprendo la busta, si trova davanti il prologo delle Baccanti e, con una velocità notevole, decide di avventurarsi nel tema uomo/religione, parlando, con l’insegnante di fisica, di Dna modificato. Perché lo collega alla religione?, chiede la prof. «Perché è una questione che solleva domande morali, e quindi anche religiose». Salta ai campi magnetici — «fenomeni che un tempo erano spiegati solo col miracoloso»; tratteggia linee su un foglio bianco, evoca le equazioni di Maxwell. Non è finita. Deve raccontare anche la sua esperienza con l’alternanza scuola-lavoro e commentare un articolo della Costituzione. La candidata resiste. I genitori — pochi i rappresentanti della categoria — timidi, piuttosto tesi, ascoltano restando sulla porta. Per fortuna, non c’è il pubblico delle lauree. Un’altra ragazza tira in ballo don Sturzo e la citazione in sé fa un certo effetto: che “una 2000” parli disinvolta di Democrazia cristiana, e di archivi di uomini politici, quasi sorprende gli ascoltatori novecenteschi. La docente di italiano le domanda che effetto fa a un nativo dig itale il contatto con vecchi faldoni. «Toccare con mano — risponde — è diverso». Chissà se è convinta. Il caldo non aiuta, chi attende si sventola. I ragazzi hanno preparato una bottiglia di spumante, comunque vada. Mentre per i commissari arrivano i caffè.

Busta uno, busta due, busta tre: al posto della vecchia, e un po’ meccanica, tesina, ora c’è da affidarsi al caso. E poi, per quanto possibile, correggerlo. L’immagine di un fungo atomico, una poesia, un problema, una formula matematica. La tessera di un puzzle da completare sul momento. Che funzioni o no, si verifica sul campo. I maturandi si sentono cavie. I docenti sono un po’ spiazzati: «Credo ci sia in fondo poca convinzione — mi dice una di loro — su quanto, troppo frettolosamente, è stato cambiato. Giocando, forse con spericolatezza, sull’ultimo tassello del lungo e complesso percorso educativo, ma senza riflettere a sufficienza su quanto vada ripensato a monte». Sì, chiedere ai ragazzi del 2000 di connettere, di non pensare al sapere come a una somma di compartimenti stagni, di disegnare reti può essere sensato. Ma se l’allenamento non comincia in tempo, se diventa un esperimento dell’ultima ora dell’ultimo giorno fra i banchi di scuola, somiglia a un gioco. Tardivo, e perfino un po’ avventato.

Bussetti rilancia l’autonomia

da ItaliaOggi

Alessandra Ricciardi

Maggiore autonomia agli atenei affinché possano sprigionare le energie di cui dispongono. L’annuncio che il progetto di riforma dell’autonomia universitaria, in attuazione di quanto previsto dalla legge n. 240/2010, resta nell’agenda di governo è giunto ieri dal ministro dell’istruzione, università e ricerca Marco Bussetti nella prima della tre giorni del Processo di Bologna, il meeting preparatorio in vista della nuovo comunicato dei ministri dell’istruzione dell’area paneuropea che si avrà nel 2020. Ancora non definiti, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, i tempi del progetto complessivo di riforma così come la sua architettura.

L’Italia è uno dei paesi fondatori del Processo di Bologna, che ha tra le principali finalità quella di armonizzare i sistemi europei di formazione superiore al fine di creare uno Spazio Europeo della Formazione Superiore (European Higher Education Area – Ehea). Tale Spazio europeo dell’istruzione superiore è il risultato della volontà politica ad oggi di 48 paesi, rispetto ai 29 firmatari iniziali, che nel corso degli ultimi venti anni hanno costruito un’area comune per gli scambi accademici, utilizzando strumenti e linguaggi comuni.

«Abbiamo creato un sistema europeo di trasferimento di crediti, un sistema sempre più dialogante grazie alla volontà dei singoli stati, che deve puntare a cogliere le sfide della maggiore competitività, del trasferimento tecnologico e della richiesta di sempre maggiore formazione», spiega il responsabile del segretario del processo di Bologna, Luca Lantero, direttore del Cimea, che evidenzia come «il numero degli studenti nel settore della formazione superiore aumenterà drasticamente, creando una esigenza globale di formazione a livello terziario di qualità».

Per l’Italia, Bussetti ha rivendicato la necessità di realizzare attraverso l’istruzione superiore la mediazione necessaria a superare gli squilibri tra stati. In tal senso un ruolo fondamentale è quello che hanno le università ed enti di ricerca. E ha declinato gli obiettivi: ricerca come motore dell’innovazione e della crescita, internazionalizzazione, trasferimento tecnologico e più peso al partenariato pubblico-privato.

Inoltre, «gli attori chiave del sistema formativo di quello economico devono cooperare in sinergia per superare il gap tra offerta formativa e domanda delle imprese, allineare i curriculum di studio alle future professioni dei ragazzi». E poi sostegno all’utilizzabilità dei brevetti, esportazioni tecnologiche, collaborazioni università e imprese. Perché questo sia possibile, ha detto Bussetti, «dobbiamo lavorare per garantire una maggiore autonomia degli atenei affinché possano sprigionare tutte le energie positive di cui dispongono, siano maggiormente liberi di competere tra di loro, e venga garantita una ancora più alta qualità didattica e organizzativa».

Il riferimento è all’attuazione dell’articolo 1, comma 2 della legge 30 dicembre 2010, n. 240 il quale prevede che «in attuazione delle disposizioni di cui all’articolo 33 e al titolo V della parte II della Costituzione, ciascuna università opera ispirandosi a principi di autonomia e di responsabilità». Sulla base di accordi con il Miur, «le università che hanno conseguito la stabilità e sostenibilità del bilancio, nonché risultati di elevato livello nel campo della didattica e della ricerca, possono sperimentare propri modelli funzionali e organizzativi, ivi comprese modalità di composizione e costituzione degli organi di governo e forme sostenibili di organizzazione della didattica e della ricerca su base policentrica».

Ata sorvegliati e schedati, dirigenti controllati

da ItaliaOggi

NicolaMondelli

L’Aula di Palazzo Madama ha finalmente approvato in seconda lettura il disegno di legge di iniziativa del Governo contenente interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell’assenteismo. Le modifiche apportate in sede parlamentare riguardano l’istituzione presso il Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del consiglio dei ministri di un Nucleo della concretezza; le misure per il contrasto dell’assenteismo; le misure per accelerare le assunzioni mirate e il ricambio generazionale nella pubblica amministrazione e le disposizioni per la mobilità tra il settore del lavoro pubblico e quello privato.

Due sono sostanzialmente le misure indicate per contrastare e combattere l’assenteismo nelle pubbliche amministrazioni: l’introduzione di sistemi di verifica biometrica dell’identità (impronte digitali) e di apparecchi di videosorveglianza degli accessi.

Ai fini della verifica dell’osservanza dell’orario di lavoro anche le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado dovranno pertanto predisporre – nell’ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e della dotazione di uno specifico fondo che dovrà essere istituito nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze – sistemi di verifica biometrica dell’identità e di video sorveglianza degli accessi, in sostituzione dei diversi sistemi di rilevazione automatica attualmente in uso. Per l’anno 2019 il fondo potrà contare su 35 milioni di euro. L’utilizzo del fondo sarà disposto, previa ricognizione dei fabbisogni, con uno o più decreti del presidente del consiglio dei ministri.

Negli istituti e scuole di ogni ordine e grado entrambe le misure verifica biometrica dell’identità e videosorveglianza agli accessi) troveranno applicazione esclusivamente nei confronti del personale amministrativo, tecnico ed ausiliario. Dall’ambito di applicazione delle predette norme è escluso, invece, il personale docente ed educativo delle scuole di ogni ordine e grado e delle istituzioni educative.

I dirigenti scolastici delle predette scuole e istituzioni saranno soggetti ad accertamento esclusivamente ai fini della verifica dell’accesso, secondo modalità che dovranno essere stabilite, nell’ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente, con decreto del Ministro della pubblica amministrazione, di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca.

Tanto il sistema di verifica biometrica dell’identità quanto quello di videosorveglianza degli accessi non potranno certamente essere operativi, né per gli Ata e né per i dirigenti scolastici, con l’inizio del prossimo anno scolastico. La pubblicazione della nuova legge in Gazzetta Ufficiale, che dovrebbe avvenire nei prossimi giorni e comunque entro il corrente mese, non sarà infatti sufficiente a renderli operativi. Perché ciò possa avvenire dovranno prima essere emanati i decreti attuativi previsti dalla legge, sempre che nel frattempo non intervengano fatti politicamente ed economicamente di tale rilevanza da consigliare un rinvio. Una data credibile per una seppur graduale istituzione delle apparecchiature necessarie per rendere possibile la verifica biometrica dell’identità e la videosorveglianza degli accessi potrebbe essere quella dell’inizio dell’anno scolastico 2020/2021.

Dl crescita

Dl crescita: no ad una scuola discriminante e subalterna alle aziende

“Il credito d’imposta concesso alle imprese che decidono di donare risorse agli istituti professionali e assumere giovani diplomati negli stessi, previsto nel decreto crescita, aumenta le discriminazioni a scapito degli studenti che vivono nelle aree più povere del Paese. Si tratta, quindi, di un provvedimento inaccettabile che mette a rischio i principi dell’indipendenza e della libertà d’insegnamento, nonché dell’uguaglianza tra gli studenti. Principi costituzionali che dovrebbero caratterizzare la scuola più di qualsiasi altra istituzione”.  Lo dice  la FLC CGIL.
“La realizzazione, la riqualificazione e l’ammodernamento dei laboratori scolastici non possono e non debbono dipendere dalle donazioni delle aziende, ma devono dipendere integralmente dall’impegno di risorse pubbliche. È lo Stato che deve garantire le stesse condizioni a tutte le scuole, da Nord a Sud, a prescindere dal contesto economico in cui l’istituzione scolastica si trova. Così facendo, invece, ci troveremo ad avere scuole di serie a e di serie b”. 
“Inoltre, c’è il pericolo concreto che le istituzioni scolastiche beneficiarie smarriscano l’obiettivo primario dell’istruzione pubblica, ovvero quello di fornire valori di cittadinanza oltre che competenze e abilità generali, puntando sull’apprendimento delle competenze professionali funzionali alle aziende donatrici”.

Droga come vetro refrattario alla luce

Droga come vetro refrattario alla luce

di Vincenzo Andraous

Un ragazzino mi ha detto: io c’ero per intero in quel buco nero profondo, fino a esser diventato un pezzo di vetro trasparente, refrattario alla luce, tra le macerie sotto i miei piedi.

Sono parole dette da un ragazzo che fortunatamente ha avuto la forza di chiedere aiuto,  il coraggio maturo di alzare la mano per tentare di rialzarsi nella Comunità Casa del Giovane.

Da molti mesi rimbombano nelle orecchie autocelebrazioni e autoreferenzialità, pilotate da ideologie cadute in disuso, tarlate dalle storie personali di tanti uomini devastati ed a  volte “terminati” dalle sostanze.

Con questa idea della droga ricreativa, della droga buona e quella cattiva, si fa strada il messaggio che la droga sia un bene di consumo normale, a tal punto da pensare che assumere stupefacenti sia un passatempo accettabile, tutto all’interno di un’accezione diventata normalità.

Accapigliarsi tra  un incompreso uso e abuso ed una  ipotetica  riduzione del danno, serve solamente a tentare di spostare l’asse di un coordinamento sociale in fibrillazione, dimenticando che a mezzo ci stanno le persone,  i vissuti devastati e devastanti di uomini piegati, di adolescenti piagati, peggio scomparsi.

Pezzi di vita immatura ammucchiata addosso a giovanissimi inconsapevoli del cappio al collo, costruito da una diseducazione che è prettamente genitoriale, professorale, a tal punto da divenire cultura della fatica non eccessiva, della responsabilità che è sempre altrui, del male minore, sempre che ciò accada un passo, meglio due, più in là della nostra dimora illusoriamente intoccabile.

Non esistono altisonanti carichi scientifici, titoli, e ruoli ben definiti, che possono allontanare dalla consueta morte che attende alla curva dei rischi estremi, non esiste un Dio altro, altero e severo, che può elargire comandi salvifici, non ci possono essere davvero titubanze, su questo argomento, perché davvero non sopravvive alcuna speculazione filosofica.

Non è possibile entrare in una scuola e leggere negli sguardi dei ragazzi l’inquietudine della colpa, anestetizzata dallo scampato pericolo, perché stamattina il coma etilico è toccato a un altro.

Non è possibile incontrare quel giovane in una comunità, ridotto a un ammasso di niente, sotto vuoto spinto, e con la pazienza della speranza accoglierlo, accompagnarlo, in un percorso di ricostruzione e di riconciliazione, ciò attraverso l’esperienza dei fallimenti non certamente delle parole dette in fretta per non dire niente.

A una Giustizia giusta non appartiene la sanzione punitiva nei riguardi di una tossicodipendenza che annienta dignità e capacità di amare, aiutare non può significare  incarcerare né mutilare ulteriormente la personalità più fragile.

Chi scrive non è maestro di niente, neppure possiede grandi consigli da donare, o intuizioni geniali per arginare questo sgretolamento sociale, di certo però non riesco a pensare a una droga compatibile, o collettivamente tollerabile,  forse è necessario più semplicemente non tacere, non avere timori ad andare controtendenza, impattando senza indugio le icone della trasgressione, in forza delle tragedie che ci portiamo addosso, memoria indelebile per smetterla di sparare alle spalle dei più giovani.

RAV e Rendicontazione sociale

Come previsto dalla Nota 22 maggio 2019, AOODGOSV 10701, – anche in ragione di quanto indicato dalla Nota 28 febbraio 2017, AOODGOSV 2182 e dalla Nota 16 ottobre 2018, AOODGOSV 17832

  1. dal 30 maggio al 31 dicembre 2019 viene resa disponibile la piattaforma di riferimento per la predisposizione della Rendicontazione sociale 2019 all’interno del portale del Sistema nazionale di valutazione (SNV);
  2. dal 22 maggio al 31 luglio 2019 le scuole effettueranno, nella specifica piattaforma all’interno del portale SNV, l’elaborazione del RAV 2019/22.

Test Corsi ad accesso programmato

Decreto Ministeriale 13 giugno 2019, AOOUFGAB 470
Ammissione ai corsi di laurea e laurea magistrale a ciclo unico ad accesso programmato nazionale a.a. 2019/2020 – Modifica della data di attivazione della procedura di iscrizione in modalità online


Università, le nuove date d’iscrizione ai test in lingua italiana di Medicina e Odontoiatria, Veterinaria, Architettura (anche in lingua inglese): dal 3 al 25 luglio 2019

È disponibile sul sito del MIUR il Decreto che modifica i termini indicati negli allegati 1 e 2 al DM n. 277 del 28 marzo 2019 e indica le nuove date d’iscrizione al test d’accesso in lingua italiana per i corsi di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia e in Odontoiatria e Protesi Dentaria, ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina Veterinaria e ai corsi di laurea e di laurea magistrale a ciclo unico direttamente finalizzati alla formazione di Architetto (anche in lingua inglese).
Secondo il nuovo calendario, i candidati potranno iscriversi, esclusivamente on line tramite il portale www.universitaly.it, dal 3 luglio 2019 fino alle ore 15.00 del 25 luglio 2019.

Il perfezionamento dell’iscrizione avverrà a seguito del pagamento del contributo per la partecipazione al test, secondo le procedure indicate dall’Ateneo in cui il candidato sostiene la prova. Tali procedure devono in ogni caso concludersi entro il 30 luglio 2019.

Contestualmente all’iscrizione alla prova, il candidato deve indicare, in ordine di preferenza, le sedi per cui intende concorrere. Tali preferenze sono irrevocabili e non integrabili dopo le ore 15:00 del 25 luglio 2019. Farà fede in ogni caso l’ultima “conferma” espressa dal candidato entro questo termine.



Università, meno logica e più cultura generale nei test dei corsi ad accesso programmato a livello nazionale
Bussetti: “Riformeremo sistema, intanto prove più vicine alla preparazione dei ragazzi”
Iscrizioni ai test dal 17 giugno al 9 luglio su www.universitaly.it

Prove più vicine alla sensibilità e alla preparazione dei candidati, con più domande di cultura generale, coerenti con quanto studiato durante l’ultimo anno della scuola secondaria, e meno quesiti di logica. È questa la principale novità contenuta nel decreto firmato dal Ministro Marco Bussetti che modifica la composizione delle prove per l’accesso ai corsi a numero programmato (Medicina e Odontoiatria, Architettura, Veterinaria) pubblicato oggi sul sito del MIUR.

“Intendiamo rivedere il sistema di accesso a queste facoltà – spiega il Ministro -. È un lavoro che richiede tempo e, in particolare per Medicina, prevede un necessario impegno congiunto che riguarda non solo il MIUR, ma anche gli Atenei, il Ministero della Salute, le Regioni. Nel frattempo, quest’anno, avremo quesiti più vicini alla sensibilità e alla preparazione dei candidati. Meno logica, e più cultura generale, con l’indicazione esplicita che i relativi quesiti siano pensati guardando a quanto si fa durante l’ultimo anno di scuola. Per Medicina prevediamo, dal prossimo anno accademico, anche un ulteriore incremento di posti, puntiamo al 20% in più, che saranno accompagnati da un ulteriore aumento delle borse di specializzazione”.

I quesiti di cultura generale, dunque, passano da 2 a 12 (con una diminuzione da 20 a 10 di quelli di logica) e faranno riferimento, in particolare, all’ambito storico, sociale e istituzionale, letterario. Ci saranno anche quesiti relativi all’area di Cittadinanza e Costituzione. Si partirà da testi di saggistica scientifica, autori classici o contemporanei, da testi di attualità comparsi su quotidiani, riviste anche specialistiche. In coerenza con il lavoro preparatorio fatto dagli studenti in vista del nuovo Esame conclusivo della scuola di secondo grado che debutta a giugno.
Le iscrizioni alle prove potranno essere effettuate on line dal 17 giugno fino alle ore 15.00 del 9 luglio 2019, attraverso il portale ministeriale www.universitaly.it. Il Ministero metterà a disposizione dei candidati un test psico-attitudinale che potrà essere effettuato su base volontaria. Sarà un testo orientativo diviso in tre sezioni: 72 quesiti motivazionali e una simulazione della prova di accesso. Ci sarà anche un video illustrativo sulle principali attività professionali relative ai corsi di laurea ad accesso programmato.

“L’orientamento – spiega Bussetti – è centrale. Non va sottovalutato. Dovrà essere uno dei punti cardine della revisione del sistema di accesso”. Il Ministro ha chiesto inoltre alle Università di organizzare corsi di preparazione alle prove, da tenersi nei mesi estivi, per sostenere l’impegno dei ragazzi che intenderanno svolgere le prove di accesso. Il MIUR sosterrà finanziariamente l’organizzazione di tali corsi di preparazione.

Mobilità 2019-2020

Calendario Mobilità

a cura di Dario Cillo

Nota 20 giugno 2019, AOODGPER 28978
Trasmissione ipotesi di CCNI Utilizzazioni e Assegnazioni Provvisorie personale docente, educativo ed A.T.A. – anni scolastici 2019-20, 2020-21 e 2021-22

Ipotesi Contratto Collettivo Nazionale Integrativo (MIUR, 12.6.19)
Utilizzazioni ed Assegnazioni provvisorie del Personale Docente, Educativo ed A.T.A. per gli anni scolastici 2019/20, 2020/21 e 2021/22


Come previsto dalla Nota 20 giugno 2019, AOODGPER 28978, le domande di utilizzazione ed assegnazione provvisoria devono essere prodotte da tutto il personale interessato dal 9 al 20 luglio 2019.



Tipo di personale Termine presentazione domande Termine acquisizione domande Diffusione risultati
Docenti Scuola Infanzia (1)
11 marzo  – 5 aprile 25 maggio 24 giugno
Docenti Scuola Primaria (1)
11 marzo  – 5 aprile 25 maggio 24 giugno
Docenti Scuola Secondaria I grado (2)
11 marzo  – 5 aprile 25 maggio 24 giugno
Docenti Scuola Secondaria II grado (2)
11 marzo  – 5 aprile 25 maggio 24 giugno
Docenti Discipline spec. Licei Musicali
12 marzo  – 5 aprile 4 maggio 13 – 23 maggio
Personale Educativo (3)
3  – 28 maggio 22 giugno 10 luglio
Personale ATA (4) 1 – 26 aprile 6 giugno 1 luglio
Personale IRC (5) 12 aprile – 15 maggio 19 giugno 1 luglio

NB: Sono indicate in rosso le date che hanno subito variazioni

Comitato dei cinquanta ovidiani


I giovani protagonisti delle celebrazioni ovidiane. Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca sta selezionando infatti 50 studiosi di età inferiore a 25 anni, provenienti dalle Scuole secondarie di secondo grado, dalle Università e dalle Istituzioni dell’Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica italiane, che costituiranno il “Comitato dei cinquanta ovidiani” e metteranno a disposizione la propria conoscenza approfondita di Publio Ovidio Nasone per l’organizzazione di iniziative e attività, in Italia e all’estero, in occasione dei duemila anni dalla sua morte, come previsto dalla legge 29 dicembre 2017, n. 226. Il bando è disponibile sul sito del MIUR.

I candidati avranno tempo fino alla mezzanotte del 18 luglio 2019 per presentare la propria domanda di partecipazione. La selezione avverrà per titoli.

Il “Comitato dei cinquanta ovidiani” opererà a stretto contatto con il “Comitato promotore” delle celebrazioni ed eleggerà al proprio interno tre rappresentanti che parteciperanno, senza diritto di voto, ai lavori di quest’ultimo. Ai cinquanta giovani potranno essere concessi buoni studio per particolari iniziative di approfondimento degli studi sulla vita e sull’opera di Ovidio.

Dieci dei posti disponibili sono messi a bando per studenti delle scuole secondarie di secondo grado o giovani diplomati che non abbiano ancora compiuto, al momento della presentazione della domanda, il venticinquesimo anno di età e che abbiano vinto il Certamen Ovidianum o un’altra competizione in lingua latina dedicata al poeta o partecipato a progetti nazionali o di reti di scuole su base regionale, interregionale e nazionale, dedicati alla promozione, alla ricerca, alla tutela e alla diffusione della conoscenza della vita, dell’opera e dei luoghi legati ad Ovidio.

I restanti 40 posti sono destinati a giovani che abbiano conseguito un diploma di laurea o un diploma accademico o, ancora, un titolo di studio estero equipollente, discutendo una tesi di argomento ovidiano in ambito letterario e/o artistico; che abbiano svolto o stiano svolgendo da almeno un anno un progetto di ricerca sul poeta; che abbiano scritto e pubblicato monografie, saggi, articoli o realizzato lavori artistici, anche in formato multimediale, dedicati alla vita, all’opera e ai luoghi legati alla figura di Ovidio.

Stop al pagamento delle tasse scolastiche per redditi Isee sotto ventimila euro

da Il Sole 24 Ore

di Laura Virli

Il ministero dell’Istruzione ha recentemente emanato il decreto ministeriale 370/2019, riguardante l’esonero totale dal pagamento delle tasse scolastiche, in ottemperanza dell’articolo 4 del Dlgs 63/2017.

Soglia d’esenzione a 20mila euro
Con tale decreto il Miur ha stabilito che gli studenti delle classi quarte delle scuole secondarie di secondo grado dell’anno scolastico 2018/2019 e 2019/2020, appartenenti a nuclei familiari il cui valore dell’Indicatore della situazione economica equivalente (lsee) è pari o inferiore a ventimila euro sono esonerati dal pagamento delle tasse scolastiche.
Le tasse scolastiche, espressione della potestà impositiva dello Stato, vanno pagate obbligatoriamente per il quarto e quinto anno degli istituti di istruzione secondaria di secondo grado, praticamente dopo il compimento del sedicesimo anno di età e l’assolvimento dell’obbligo scolastico.
La normativa vigente prevede quattro distinti tipi di tributo: di iscrizione, di frequenza, di esame e di rilascio di diploma.
Per la tassa di iscrizione si versano € 6,04, per la tassa di frequenza € 15,13, per la tassa per esami di idoneità, integrativi, di licenza, di maturità e di abilitazione € 12,092, per la tassa di rilascio dei diplomi € 15,13.
Essendo il decreto uscito con notevole ritardo, il Miur ha emanato la circolare n. 13053 del 14 giugno 2019 per rendere noto che saranno fornite successive indicazioni, nel caso di famiglie che hanno già versato le tasse, pur essendo esonerabili. Questo perché, al momento, sono in corso interlocuzioni con l’Agenzia delle entrate volte a definire la relativa procedura di rimborso di quanto non dovuto.

Requisiti richiesti
Per ottenere l’esonero per motivi economici è necessario che lo studente abbia ottenuto un voto di comportamento non inferiore a otto decimi, che non abbia ricevuto una sanzione disciplinare superiore a cinque giorni di sospensione, e che sia stato promosso (tranne i casi di comprovata infermità).
Il beneficio dell’esonero è riconosciuto su specifica domanda della famiglia, nella quale è individuato il valore Isee riportato in un’attestazione in corso di validità.

Altri casi di esonero
Restano esonerati dal pagamento delle tasse scolastiche, ai sensi della norma vigente, anche gli studenti che abbiano conseguito una votazione non inferiore alla media di otto decimi negli scrutini finali, e i figli di cittadini italiani residenti all’estero che svolgono i loro studi in Italia.
Per gli studenti stranieri che si iscrivono nelle istituzioni scolastiche statali l’esonero dal pagamento delle tasse scolastiche è concesso se è prevista anche nel paese d’origine.

Maturità, l’esame orale «è come un quiz televisivo»

da Il Sole 24 Ore

di Scuola24

Un esame come «un quiz televisivo, ma non così difficile». Dopo i 45 minuti più temuti dell’anno per gli studenti, e in attesa del verdetto dei prof, arriva il bilancio dei ragazzi sulla nuova prova orale della maturità 2019, cominciata ieri mattina: il colloquio con le buste. La
novità, la scelta di tre buste predisposte dalla commissione contenenti alcuni materiali per avviare l’interrogazione, si è rivelata per gli esaminandi meno ardua del previsto. E nel primo giorno, tra le aule dell’istituto Carlo Cattaneo di Milano, ha fatto capolino anche il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti. «Ho evitato volutamente un liceo – ha spiegato Bussetti – proprio perché volevo dare risalto anche a questa tipologia di scuola tecnico
professionale. Ho visto che tutto procedeva bene e che i ragazzi erano un po’ più tranquilli. Mi ha fatto piacere».

I maturandi sembrano essere riusciti a vincere lo spauracchio. Alla vigilia, per gli studenti, il fatto di «non sapere con quale argomento iniziasse l’orale rendeva difficile organizzare il ripasso». Secondo la websurvey di Skuola.net quasi nove ragazzi su dieci si erano infatti detti preoccupati. Poi le paure sono state superate. Neppure il tempo di rimpiangere la vecchia tesina degli anni precedenti, che i primi esaminandi – a fine colloquio – hanno commentato con serenità l’esito dell’esame. Ma quasi uno studente su due – sempre
secondo il sondaggio – ha spiegato di aver avuto qualche anticipazione. «Non è così difficile, i professori ci lasciano comunque parlare, è in stile colloquio. Non ci sono le solite singole domande. Certo, con le buste sembra di essere ad un quiz della tv», hanno commentato alcuni ragazzi all’uscita di un liceo romano. E altri: «Così siamo più autonomi, riusciamo ad orientarci da soli negli argomenti».

Secondo la prova, sono state previste tante buste quanti sono i candidati più due unità, in modo tale da assicurare anche all’ultimo candidato la possibilità di scegliere tra tre buste.
In queste ultime non ci sono domande o quiz, ma piuttosto dei materiali di spunto: un testo, un documento, un progetto, un problema, un disegno, una fotografia. Tutti comunque legati al percorso di studi che è stato effettuato durante il percorso scolastico. Da qui è partito il colloquio per l’esame orale che permette alla commissione di fare le sue verifiche sul programma svolto, ma anche sui progetti legati alla cittadinanza e alla Costituzione.

Ovviamente, anche le prove scritte sono oggetto del colloquio. La commissione alla fine dell’esame orale, che dura in media 45 minuti, assegna un punteggio, con un massimo di 20 punti per la valutazione del colloquio.