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Cittadinanza e Costituzione da ieri ad oggi

Sintesi di alcuni documenti a cura di Maurizio Tiriticco

Risposte a quesiti sull’Educazione civica

Risposte a quesiti sull’Educazione civica

di Gennaro Palmisciano *

Come le FAQ, i pareri dei dirigenti tecnici non costituiscono fonti del diritto scolastico, ma possono essere utili ad orientare nelle materie poco chiare oppure in occasione di innovazioni. Sono pervenuti numerosi quesiti sull’implementazione dell’insegnamento dell’Educazione civica e in particolare sulle figure del coordinatore di classe e del referente di istituto per l’Educazione civica.

L’insegnamento dell’educazione civica è stato introdotto nell’ordinamento nazionale nell’anno scolastico 1958-59 dall’allora ministro della Pubblica Istruzione Aldo Moro.

Già a conclusione dei lavori dell’Assemblea Costituente lo statista aveva presentato come  primo firmatario l’ordine del giorno “L’Assemblea Costituente esprime il voto che la nuova Carta Costituzionale trovi senza indugio adeguato posto nel quadro didattico della scuola di ogni ordine e grado, al fine di rendere consapevole la giovane generazione delle raggiunte conquiste morali e sociali che costituiscono ormai sacro retaggio del popolo italiano”, approvato all’unanimità.

Pur introdotto in tutte le scuole, il fatto che l’insegnamento non fosse oggetto di valutazione lo ha confinato ad una condizione ancillare rispetto alle altre discipline. A poco sono valsi i cambi di denominazione, da Studi sociali a Convivenza civile fino a Cittadinanza e Costituzione, disciplina la quale ultima, trovando spazio nell’Esame di stato, è stata attenzionata sicuramente in modo più rilevante dai maturandi rispetto a fosse avvenuto prima.

Il 20 agosto 2019 è arrivata la svolta con l’approvazione della Legge 92/2019 “Introduzione dell’insegnamento scolastico dell’educazione civica”, il quale è stato definito nella Nota N. 17377 del 28 settembre 2020 come insegnamento trasversale …, che incide sulla definizione di priorità, traguardi ed obiettivi di processo legati all’area “Competenze chiave europee”.

Al coordinatore per l’educazione civica di classe sono dedicati nella citata Legge due commi, che si riportano.

Art. 2 Istituzione dell’insegnamento dell’educazione civica

4. Nelle scuole del primo ciclo, l’insegnamento trasversale dell’educazione civica è affidato, in contitolarità, a docenti sulla base del curricolo di cui al comma 3. Le istituzioni scolastiche utilizzano le risorse dell’organico dell’autonomia. Nelle scuole del secondo ciclo, l’insegnamento è affidato ai docenti abilitati all’insegnamento delle discipline giuridiche ed economiche, ove disponibili nell’ambito dell’organico dell’autonomia.
5. Per ciascuna classe è individuato, tra i docenti a cui è affidato l’insegnamento dell’educazione civica, un docente con compiti di coordinamento.

Tale disciplina che ha forza di legge primaria è stata integrata dalle Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica, pubblicate a giugno 2020, di cui si citano i due stralci rilevanti per il tema in questione.

La contitolarità dell’insegnamento e il coordinamento delle attività

Le soluzioni organizzative che le scuole del secondo ciclo possono adottare, in applicazione delle disposizioni di cui all’art. 2, commi 4 e 5 della Legge, potranno essere differenti. Qualora il docente abilitato nelle discipline giuridico-economiche sia contitolare nel Consiglio di Classe, negli istituti superiori nel cui curricolo siano presenti gli insegnamenti dell’area giuridico-economica, gli sarà affidato l’insegnamento di educazione civica, di cui curerà il coordinamento, fermo restando il coinvolgimento degli altri docenti competenti per i diversi obiettivi/risultati di apprendimento condivisi in sede di programmazione dai rispettivi Consigli di classe. Qualora il docente abilitato nelle discipline giuridico-economiche sia presente in organico dell’autonomia ma non sia già contitolare del Consiglio di Classe, egli potrà assumere il coordinamento della disciplina per una o più classi, fatta salva la necessità che in esse si crei uno spazio settimanale in cui, anche in compresenza con altri docenti, possa procedere alla didattica dell’educazione civica all’interno della quota oraria settimanale, o all’interno della quota di autonomia eventualmente attivata, nelle modalità approvate dal Collegio dei docenti. Ricorrendo questa casistica, il coordinatore dell’educazione civica, in quanto titolare di un insegnamento aggiuntivo, entra a far parte a pieno titolo del Consiglio o dei Consigli di Classe in cui opera. Nel caso in cui non vi siano nell’istituto docenti abilitati all’insegnamento delle discipline giuridico-economiche, l’insegnamento di educazione civica sarà attribuito in contitolarità a più docenti, competenti per i diversi obiettivi/risultati di apprendimento condivisi in sede di programmazione dai rispettivi Consigli di classe. Il coordinamento sarà affidato ad uno dei docenti contitolari dell’insegnamento. (…)

I destinatari, le forme e i contenuti della formazione

(…) uno dei coordinatori per l’educazione civica di cui all’articolo 2, comma 5 della Legge, individuato, sulla base dei criteri approvati dal Collegio docenti tenuto conto di quanto previsto dalla Legge, su proposta del dirigente scolastico dal Collegio stesso, con funzioni di referente. Il referente avrà il compito di favorire l’attuazione dell’insegnamento dell’educazione civica attraverso azioni di tutoring, di consulenza, di accompagnamento, di formazione e supporto alla progettazione nei confronti dei colleghi, secondo il paradigma della “formazione a cascata”, di facilitare lo sviluppo e la realizzazione di progetti multidisciplinari e di collaborazioni interne fra i docenti, per dare concretezza alla trasversalità dell’insegnamento. In funzione della complessità delle istituzioni scolastiche e in accordo con le Scuole polo, saranno formate ulteriori figure di referente, nei limiti delle risorse, sulla base di successive indicazioni.

In merito alla natura delle citate Linee Guida, si deve ritenere che costituiscano fonte regolamentare di natura secondaria e non atto generale. Hanno forza, dunque, di regolamento ministeriale.

I caratteri che, sul piano del contenuto sostanziale, valgono a differenziare i regolamenti dagli atti e provvedimenti amministrativi generali, vanno individuati in ciò: mentre quest’ultimi costituiscono espressione di una semplice potestà amministrativa e sono diretti alla cura concreta di interessi pubblici, con effetti diretti nei confronti di una pluralità di destinatari non necessariamente determinati nel provvedimento, ma determinabili, i regolamenti sono espressione di una potestà amministrativa secondaria rispetto alla potestà legislativa, e disciplinano in astratto tipi di rapporti giuridici mediante una regolazione attuativa o integrativa della legge, ma ugualmente innovativa rispetto all’ordinamento giuridico esistente, con precetti che presentano appunto i caratteri della generalità e dell’astrattezza, intesi essenzialmente come ripetibilità nel tempo dell’applicazione delle norme e non determinabilità dei soggetti cui si riferiscono (Sentenza Consiglio di Giustizia amministrativa per la Regione Sicilia, 14.3.2011, n. 200).

Tanto premesso, al quesito su chi debba svolgere la funzione di coordinatore di classe per l’educazione civica negli istituti secondari di II grado, si può rispondere che in tutti i consigli di classe degli istituti tecnici e degli istituti professionali, del liceo delle scienze umane e del liceo sportivo, ove è presente un docente di discipline giuridiche ed economiche, a questi deve essere affidato l’incarico di coordinatore per l’Educazione civica.

Negli altri istituti superiori ove sia presente un docente di discipline giuridiche ed economiche nell’organico potenziato, a costui devono essere affidate una o più ore del curricolo di Educazione civica in compresenza o in orario aggiuntivo (per gli alunni) fino a copertura dell’orario di servizio. L’individuazione del coordinatore di educazione civica in tali consigli di classe può ricadere, in presenza di motivazioni organizzative che ne valorizzano l’opportunità, anche su docenti di altre discipline. Del resto, le Linee Guida usano nel caso l’espressione “potrà assumere il coordinamento” invece di “gli sarà affidato” riferita al precedente.

Negli ulteriori istituti, si pensi ad un liceo classico-scientifico, in cui non è presente un docente di discipline giuridiche ed economiche nemmeno nell’organico potenziato, il coordinamento va opportunamente affidato al docente che, per tradizione, oppure per numero prevalente di ore presenti nel curricolo di Educazione civica o secondo altro valido criterio, può curare detto coordinamento dell’insegnamento dell’Educazione civica.

Sebbene non sia esplicitamente scritto, lo spirito della legge è anche quello di affidare un insegnamento ai docenti di discipline giuridico-economiche assegnati sull’organico di potenziamento o comunque a disposizione.

Al quesito su chi debba svolgere la funzione di referente di istituto per l’educazione civica negli istituti secondari di II grado, ruolo assimilabile a una funzione strumentale, si può rispondere che va affidata ad uno dei coordinatori per l’educazione civica di classe, individuato su proposta del dirigente scolastico dal Collegio stesso, sulla base dei criteri approvati dal Collegio docenti tenuto conto di quanto previsto dalla Legge. Pertanto, non è detto che debba essere un docente di discipline giuridico-economiche, laddove esistano coordinatori per l’educazione civica provenienti da altre classi di concorso.

Al riguardo del quesito sui  compiti del referente d’istituto, sia negli istituti di I grado che in quelli di II grado, va ritenuta una figura di staff con spiccate capacità di promuovere cooperazione ed apprendimento organizzativo e con particolare attitudine al supporto e alla rendicontazione.

Si prospetta un elenco non tassativo delle funzioni:

  • Coordinare l’ideazione, la progettazione, la programmazione e la realizzazione del curricolo di istituto dell’Educazione civica;
  • Operare azioni di tutoraggio, di consulenza, di accompagnamento delle attività, di formazione a cascata e di supporto alla progettazione;
  • Curare il raccordo organizzativo all’interno dell’Istituto tra i vari coordinatori di classe per l’Educazione civica; 
  • Promuovere relazioni con  agenzie formative  e attori culturali qualificati nel campo (si va dalle associazioni, alle ong, agli autori), curando i rapporti con gli stessi e monitorando le attività co-progettate;
  • Promuovere esperienze e progettualità innovative, con particolare riguardo all’emersione di eccellenze e/o alla partecipazione a concorsi, convegni, seminari di studio/approfondimento, progetti, ecc.  L’innovazione è comunque coerente con le finalità e gli obiettivi del PTOF dell’Istituto di appartenenza,  investe  i diversi ambiti disciplinari e non stravolge la didattica ordinaria, anzi ne garantisce maggiore funzionalità ed efficacia;
  • Supervisionare le diverse attività, curando in particolare la loro valutazione in termini di efficacia e di efficienza;
  • Coordinare le riunioni con i coordinatori dell’educazione civica per ciascuna classe e consiglio di classe;
  • Favorire la diversificazione dei percorsi didattici nelle singole classi;
  • Rapportarsi con la funzione strumentale PTOF, in modo da far confluire nel documento dell’Offerta formativa quanto progettato e realizzato in relazione all’insegnamento dell’Educazione civica; 
  • Predisporre e distribuire la modulistica e la documentazione necessaria per l’avvio, lo svolgimento e la valutazione dell’insegnamento curricolare e delle attività extracurricolari;
  • Rafforzare la corresponsabilizzazione con le famiglie, nel caso rivedendo il Patto educativo di corresponsabilità, al fine di condividere e promuovere comportamenti e valori improntati a una cittadinanza attiva e responsabile.
  • Monitorare l’andamento dell’insegnamento dell’Educazione civica;
  • Fornire report sull’andamento dell’insegnamento agli Organi Collegiali; 
  • Animare un team per la ri-progettazione metodologico-didattica nei diversi ordini di scuola;
  • Favorire il superamento del pregiudizio sulla dimensione ancillare dell’insegnamento, tutelandone lo statuto di disciplina;
  • Garantire un’effettiva attività educativa per tutti gli alunni di tutte le classi, in modo che sia stimolata la strutturazione in favore di ciascuno di competenze, abilità e conoscenze relative all’educazione civica;
  • Verificare, per le classi affidate in quanto coordinatore, in occasione delle valutazioni intermedia e finale, che siano state registrate le attività svolte da ogni classe, le tematiche affrontate e le indicazioni valutative sulla partecipazione, l’impegno e  il rendimento, in funzione della proposta di voto;
  • Verificare e valutare il processo educativo al termine del percorso annuale;
  • Presentare, a conclusione dell’anno scolastico, al Collegio Docenti, una relazione finale, evidenziando i traguardi conseguiti in termini di punti di forza e sottolineando le eventuali criticità da affrontare;
  • Comunicare all’Albo delle buone pratiche di educazione civica, istituito presso il Ministero dell’Istruzione, le esperienze didattiche e le soluzioni organizzative più significative dell’istituto, perché siano disseminate.

Al quesito se al referente per l’Educazione civica possano essere affidate anche altre azioni, per esempio l’educazione alla legalità, il contrasto al bullismo, ecc. si ritiene che tanto possa costituire un’opportunità organizzativa.

Sono pervenuti ulteriori quesiti sulla valutazione della disciplina. In premessa alla risposta si riporta l’art. 2 comma 6 della legge.

L’insegnamento trasversale  dell’educazione  civica  è  oggetto delle  valutazioni  periodiche  e   finali   previste   dal   decreto legislativo 13 aprile 2017, n.  62,  e  dal  regolamento  di  cui  al decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009,  n.  122.  Il docente coordinatore di cui al comma 5 formula la  proposta  di  voto espresso in decimi, acquisendo elementi conoscitivi dai docenti a cui è affidato l’insegnamento dell’educazione civica.

Le Linee guida dedicano al tema un intero paragrafo:

La valutazione

La Legge dispone che l’insegnamento trasversale dell’Educazione civica sia oggetto delle valutazioni periodiche e finali previste dal D. Lgs. 13 aprile 2017, n. 62 per il primo ciclo e dal DPR 22 giugno 2009, n. 122 per il secondo ciclo.
I criteri di valutazione deliberati dal collegio dei docenti per le singole discipline e già inseriti nel PTOF dovranno essere integrati in modo da ricomprendere anche la valutazione dell’insegnamento dell’educazione civica.
In sede di scrutinio il docente coordinatore dell’insegnamento formula la proposta di valutazione, espressa ai sensi della normativa vigente, da inserire nel documento di valutazione, acquisendo elementi conoscitivi dai docenti del team o del Consiglio di Classe cui è affidato l’insegnamento dell’educazione civica.
Tali elementi conoscitivi sono raccolti dall’intero team e dal Consiglio di Classe nella realizzazione di percorsi interdisciplinari.
La valutazione deve essere coerente con le competenze, abilità e conoscenze indicate nella programmazione per l’insegnamento dell’educazione civica e affrontate durante l’attività didattica. I docenti della classe e il Consiglio di Classe possono avvalersi di strumenti condivisi, quali rubriche e griglie di osservazione, che possono essere applicati ai percorsi interdisciplinari, finalizzati a rendere conto del conseguimento da parte degli alunni delle conoscenze e abilità e del progressivo sviluppo delle competenze previste nella sezione del curricolo dedicata all’educazione civica.
Il Collegio dei Docenti delle scuole del primo ciclo, in coerenza con il disposto dell’art. 2 del D. Lgs. 62/2017, dovrà esplicitare a quale livello di apprendimento corrisponde il voto in decimi attribuito agli alunni della scuola secondaria di primo grado anche per l’educazione civica.
Per gli alunni della scuola primaria, in coerenza con quanto disposto dal decreto legge 8 aprile 2020, n. 22, convertito con modificazioni dalla legge 6 giugno 2020, n. 41, il docente coordinatore propone l’attribuzione di un giudizio descrittivo, elaborato tenendo a riferimento i criteri valutativi indicati nel PTOF, che viene riportato nel documento di valutazione.
Per gli anni scolastici 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023 la valutazione dell’insegnamento di educazione civica farà riferimento agli obiettivi /risultati di apprendimento e alle competenze che i collegi docenti, nella propria autonomia di sperimentazione, avranno individuato e inserito nel curricolo di istituto.
A partire dall’anno scolastico 2023/2024 la valutazione avrà a riferimento i traguardi di competenza e gli specifici obiettivi di apprendimento per la scuola del primo ciclo, gli obiettivi specifici di apprendimento per i Licei e i risultati di apprendimento per gli Istituti tecnici e professionali definiti dal Ministero dell’istruzione.
Il combinato disposto dell’articolo 2, comma 5 e dell’articolo 1, comma 3 del D. Lgs. 62/2017, relativamente al primo ciclo di istruzione, prevede che la valutazione del comportamento “si riferisce allo sviluppo delle competenze di cittadinanza. Lo Statuto delle studentesse e degli studenti, il Patto educativo di corresponsabilità e i Regolamenti approvati dalle istituzioni scolastiche, ne costituiscono i riferimenti essenziali”.
Si ritiene pertanto che, in sede di valutazione del comportamento dell’alunno da parte del Consiglio di classe, si possa tener conto anche delle competenze conseguite nell’ambito del nuovo insegnamento di educazione civica, così come introdotto dalla Legge, tanto nel primo quanto nel secondo ciclo di istruzione, per il quale il D. Lgs. n. 62/2017 nulla ha aggiunto a quanto già previsto dal D.P.R. n. 122/2009.
Si ricorda che il voto di educazione civica concorre all’ammissione alla classe successiva e/o all’esame di Stato del primo e secondo ciclo di istruzione e, per le classi terze, quarte e quinte degli Istituti secondari di secondo grado, all’attribuzione del credito scolastico.

Una parte dei quesiti riguarda la registrazione (attualmente universalmente elettronica) del raccordo tra contributi dei vari docenti nella secondaria. In merito si può pensare che il docente, che in concreto insegni la disciplina in una data ora, sia responsabile della rilevazione delle assenze e della registrazione delle attività svolte e delle eventuali valutazioni ad esse correlate. Le eventuali esperienze extracurricolari saranno registrate a cura dei docenti accompagnatori e tutor. Gli eventuali compiti di realtà, che potrebbero coinvolgere l’intero consiglio di classe ed essere valutati sulla base di rubrica/griglia che accoglie i contributi dei docenti coinvolti, saranno registrati dai docenti interessati ciascuno per la propria parte. Sono questi gli essenziali contributi offerti come elementi di giudizio al coordinatore, che potrebbe chiedere ulteriori elementi, se del caso, prima di formulare la proposta di voto al consiglio di classe riunitosi per la valutazione intermedia e finale.

Alcuni quesiti riguardano le prove di valutazione e altri ancora i criteri di valutazione. Al riguardo si può sottolineare l’importanza non solo che dette prove siano dotate di coerenza rispetto ai percorsi didattici agiti, ma anche che i criteri siano coerenti rispetto alla matrice aggiornata dei criteri valutativi d’istituto. In tutto il percorso dell’obbligo, la valutazione dell’educazione civica non può non tenere conto delle competenze in materia di cittadinanza aggiornate dalla Raccomandazione del Consiglio UE del 22 maggio 2018. Deve restare chiaro comunque che lo scopo dell’insegnamento è quello di accompagnare gli alunni ad essere cittadini motivati, autonomi e responsabili. Pertanto, si può suggerire di valorizzare nella valutazione gli aspetti procedurali rispetto a quelli dichiarativi.

(*) Dirigente ispettore tecnico

Per una programmazione in educazione civica

di Gennaro Palmisciano

Dalla didattica per nozioni alla didattica per competenze: IN, PECUP, OSA e UdA 

Il cambiamento del paradigma formativo della scuola vede il passaggio dall’acquisizione di saperi a quel bagaglio minimo di competenze necessario per la vita (distinte in competenze di base, competenze tecnicoprofessionali e competenze chiave per la cittadinanza). I docenti devono ripensare l’azione didattica, un tempo orientata alle nozioni, per riorientarla verso le competenze. La didattica tradizionale veniva articolata a partire dal programma, una lista di contenuti che definivano gli obiettivi da raggiungere nelle varie unità didattiche, preordinando le lezioni destinate all’acquisizione e alla verifica dell’apprendimento di quei contenuti. La didattica per competenze non risponde più al programma, ma dispone di tre nuovi strumenti-guida utili alla progettazione a ritroso dell’azione didattica e all’individuazione degli obiettivi formativi: le Indicazioni Nazionali (IN), il Profilo Educativo, Culturale e Professionale (PECUP) e gli Obiettivi Specifici di Apprendimento (OSA). 

Le Indicazioni Nazionali 

Anziché un rigido programma, indicazioni aperte e flessibili, in modo da essere adattate ai multiformi e variabili contesti didattici che caratterizzano il sistema nazionale d’istruzione. 

Il PECUP 

Il secondo ciclo di istruzione e formazione ha come riferimento unitario il profilo educativo, culturale e professionale definito dal decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, allegato A). Esso è finalizzato a: a) la crescita educativa, culturale e professionale dei giovani, per trasformare la molteplicità dei saperi in un sapere unitario, dotato di senso, ricco di motivazioni; b) lo sviluppo dell’autonoma capacità di giudizio; c) l’esercizio della responsabilità personale e sociale.

Il profilo sottolinea, in continuità con il primo ciclo, la dimensione trasversale ai differenti percorsi di istruzione e di formazione frequentati dallo studente, evidenziando che le conoscenze disciplinari e interdisciplinari (il sapere) e le abilità operative apprese (il fare consapevole), nonché l’insieme delle azioni e delle relazioni interpersonali intessute (l’agire) siano la condizione per maturare le competenze che arricchiscono la personalità dello studente e lo rendono autonomo costruttore di se stesso in tutti i campi della esperienza umana, sociale e professionale. Nel secondo ciclo, gli studenti sono tenuti ad assolvere al diritto-dovere all’istruzione e alla formazione sino al conseguimento di un titolo di studio di durata quinquennale o almeno di una qualifica di durata triennale entro il diciottesimo anno di età. Allo scopo di garantire il più possibile che «nessuno resti escluso» e che «ognuno venga valorizzato», il secondo ciclo è articolato nei percorsi dell’istruzione secondaria superiore (licei, istituti tecnici, istituti professionali) e nei percorsi del sistema dell’istruzione e della formazione professionale di competenza regionale, presidiati dai livelli essenziali delle prestazioni definiti a livello nazionale. In questo ambito gli studenti completano anche l’obbligo di istruzione di cui al regolamento emanato con decreto del Ministro della pubblica istruzione 22 agosto 2007, n. 139 (da www.indire.it, febbraio 2017). La progettazione è a ritroso (secondo gli esperti Wiggins e McTighe), perché si parte dal PECUP per individuare OSA e poi articolare UDA. Il sistema è in grado di garantire maggiore coerenza alla progettazione. 

Gli OSA e le UdA 

Gli Obiettivi Specifici dell’Apprendimento, declinati come insieme articolato di conoscenze, abilità e competenze, forniti dalle Indicazioni Nazionali, costituiscono, in luogo del tradizionale curricolo per contenuti, una guida su cui il consiglio di classe deve tarare il piano formativo, ovvero il percorso formativo dettagliato che la classe percorrerà durante l’anno. Superato il vecchio programma, PECUP e OSA sono la bussola che orienta il nuovo tipo di percorso didattico/di apprendimento, i cui singoli passi – vera sfida della didattica per competenze – sono le UdA. A differenza dell’unità didattica infatti, in cui i contenutiobiettivi erano impartiti dall’insegnante agli alunni, l’Unità di Apprendimento è un’azione didattica complessa che viene costruita insieme da insegnante e alunni e che quindi richiede una progettazione mirata e calata nella realtà della classe – presuppone dunque una conoscenza non superficiale della stessa – al fine di «attivarne» la motivazione, sollecitarne la partecipazione consapevole, ottenerne la collaborazione nella realizzazione del percorso formativo. Recita a tal proposito l’articolo 1 del decreto ministeriale n. 139 del 22 agosto 2007: «La motivazione, la curiosità, l’attitudine alla collaborazione sono gli aspetti comportamentali che integrano le conoscenze, valorizzano gli stili cognitivi individuali per la piena realizzazione della persona, facilitano la possibilità di conoscere le proprie attitudini e potenzialità anche in funzione orientativa. A riguardo, possono offrire contributi molto importanti – con riferimento a tutti gli assi culturali – metodologie didattiche capaci di valorizzare l’attività di laboratorio e l’apprendimento centrato sull’esperienza».

Una programmazione in educazione civica

La presente è una proposta di programmazione, la quale non dettaglia le Uda, per potersi meglio adattare alle diverse concrete dimensioni applicative didattiche. Sarà usata dal docente di educazione civica, o meglio dai docenti coinvolti nell’insegnamento, quale ampia base di riferimento, sulla quale ritagliare il proprio intervento. La proposta è stata tratta da “Gennaro Palmisciano – Cittadini di un mondo sostenibile” edito da Loescher, nella versione per il docente collegata a quella per l’alunno. 

Il Profilo educativo, culturale e professionale dello studente a conclusione del secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e di formazione, per l’introduzione dell’educazione civica, si arricchisce dei seguenti termini:

Conoscere l’organizzazione costituzionale ed amministrativa del nostro Paese per rispondere ai propri doveri di cittadino ed esercitare con consapevolezza i propri diritti politici a livello territoriale e nazionale.

Conoscere i valori che ispirano gli ordinamenti comunitari e internazionali, nonché i loro compiti e funzioni essenziali.

Essere consapevoli del valore e delle regole della vita democratica anche attraverso l’approfondimento

degli elementi fondamentali del diritto che la regolano, con particolare riferimento al diritto del lavoro. Esercitare correttamente le modalità di rappresentanza, di delega, di rispetto degli impegni assunti e fatti propri all’interno di diversi ambiti istituzionali e sociali.

Partecipare al dibattito culturale.

Cogliere la complessità dei problemi esistenziali, morali, politici, sociali, economici e scientifici e formulare risposte personali argomentate.

Prendere coscienza delle situazioni e delle forme del disagio giovanile ed adulto nella società contemporanea e comportarsi in modo da promuovere il benessere fisico, psicologico, morale e sociale.

Rispettare l’ambiente, curarlo, conservarlo, migliorarlo, assumendo il principio di responsabilità. Adottare i comportamenti più adeguati per la tutela della sicurezza propria, degli altri e dell’ambiente in cui si vive, in condizioni ordinarie o straordinarie di pericolo, curando l’acquisizione di elementi formativi di base in materia di primo intervento e protezione civile.

Perseguire con ogni mezzo e in ogni contesto il principio di legalità e di solidarietà dell’azione individuale e sociale, promuovendo principi, valori e abiti di contrasto alla criminalità organizzata e alle mafie.

Esercitare i principi della cittadinanza digitale, con competenza e coerenza rispetto al sistema integrato di valori che regolano la vita democratica.

Compiere le scelte di partecipazione alla vita pubblica e di cittadinanza coerentemente agli obiettivi di sostenibilità sanciti a livello comunitario attraverso l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.

Operare a favore dello sviluppo eco-sostenibile e della tutela delle identità e delle eccellenze produttive del Paese.

Rispettare e valorizzare il patrimonio culturale e dei beni pubblici comuni.

Il passaggio dal Pecup agli Osa richiede di definire in primo luogo le competenze da perseguire. Sono necessari almeno due passaggi, relativi rispettivamente alle competenze generali e alle competenze operative.

Competenze generali: collocare l’esperienza personale in un sistema di regole fondato sul reciproco riconoscimento dei diritti e dei doveri correlato alle Cittadinanze. Riconoscere le caratteristiche essenziali del sistema socio politico (e di quello economico) per orientarsi nel tessuto culturale ed associativo (e in quello produttivo) del proprio territorio. Comprendere il linguaggio e la logica interna della disciplina, riconoscendone l’importanza  perché  in grado di influire profondamente sullo sviluppo e sulla qualità della propria esistenza a livello individuale e sociale, applicandola in modo efficace con autonomia e responsabilità a scuola come nella vita.

Competenze operative: saper analizzare la realtà e i fatti concreti della vita quotidiana ed elaborare generalizzazioni che aiutino a spiegare i comportamenti individuali e collettivi alla luce delle cittadinanze di cui è titolare; riconoscere la varietà e lo sviluppo storico delle forme delle cittadinanze attraverso linguaggi, metodi e categorie di sintesi fornite dalle varie discipline; riconoscere l’interdipendenza tra fenomeni culturali, sociali, economici, istituzionali, tecnologici e la loro dimensione globale-locale; stabilire collegamenti tra le tradizioni locali, nazionali e internazionali sia in una prospettiva interculturale sia ai fini della mobilità di studio e di lavoro; orientarsi nella normativa e nella casistica che disciplina le cittadinanze, con particolare attenzione alla tutela dell’ambiente e del territorio e allo sviluppo sostenibile e all’educazione digitale; individuare le strategie appropriate per la soluzione di situazioni problematiche. 

Successivamente vengono definite abilità e conoscenze.

INDIRIZZO: biennio comune CLASSE: PRIMA

MODULO I : I FONDAMENTI DI DIRITTO PERIODO: settembre / ottobre 

Abilità: Distinguere le differenti fonti normative e la loro gerarchia con particolare riferimento all’ordinamento italiano e alla sua struttura. Analizzare aspetti e comportamenti delle realtà personali e sociali e confrontarli con il dettato della norma giuridica. Reperire le fonti normative con particolare riferimento al settore di riferimento. Essere in grado di comparare i principali ordinamenti giuridici, come quelli a civil e a common law.

Conoscenze: Persona fisica. Capacità giuridica, di agire, naturale. Incapace assoluto e relativo. Tutore, curatore e amministratore di sostegno. Modalità di rappresentanza, di delega, di rispetto degli impegni assunti e fatti propri all’interno di diversi ambiti istituzionali e sociali.  Persona giuridica. Organizzazione collettiva. Enti di fatto. Patrimonio e autonomia patrimoniale. La norma giuridica. Fonti normative e loro gerarchia: diritto, norma giuridica, sanzione. Fonti del diritto. Gerarchia delle fonti. Efficacia delle norme nel tempo e nello spazio. Entrata in vigore, abrogazione, pubblicazione, vacatio legis. Interpretazione delle norme. Irretroattività e retroattività delle norme. Ordinamenti giuridici a civil e a common law.

MODULO II : INTRODUZIONE ALL’ECONOMIA PERIODO: novembre / dicembre 

Abilità: Individuare le esigenze fondamentali che ispirano scelte e comportamenti economici, nonché i vincoli a cui essi sono subordinati. Individuare varietà, specificità e dinamiche elementari dei sistemi economici. Comprendere vantaggi e svantaggi dei vari tipi di moneta e individuare le cause, gli effetti ed i problemi che comporta l’inflazione. Riconoscere le caratteristiche essenziali del sistema socio economico per orientarsi nel tessuto produttivo del proprio territorio. 

Conoscenze: Il problema economico. Fondamenti dell’attività economica: Beni e bisogni. Caratteristiche e classificazioni dei beni economici. Le attività economiche: lavoro, produzione, consumo, risparmio ed investimento. Il sistema economico e i soggetti economici: Famiglia, Stato, impresa, resto del mondo. I settori produttivi.  Il circuito economico. Domanda, offerta e mercati. Il mercato della moneta e l’inflazione: le funzioni della moneta, i differenti tipi di moneta, l’inflazione (cause e i rimedi). Flussi reali e monetari. Sistema liberista, Sistema socialista e Sistema a economia mista. 

MODULO III : IL LAVORO PERIODO: gennaio / febbraio/marzo

Abilità: riconoscere le caratteristiche essenziali del lavoro. Riconoscere le caratteristiche principali del mondo del lavoro e le opportunità lavorative offerte dal territorio e dalla rete. Redigere il curriculum vitae secondo il modello europeo.

Conoscenze: Il lavoro subordinato e il lavoro autonomo. Il contratto di apprendistato (Apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore, Apprendistato professionalizzante, Apprendistato di alta formazione e ricerca). Le forme di tutela contro i licenziamenti illegittimi. Le norme per la sicurezza. Il Sindacato. Il diritto di sciopero. Strutture dei sistemi economici e loro dinamiche.  Le caratteristiche del mercato del lavoro: domanda e offerta di lavoro, occupazione e disoccupazione, come si sta modificando il mondo del lavoro, cosa si deve fare per entrare nel mondo del lavoro, come si compila il curriculum vitae. Le Pari Opportunità.

MODULO IV : Lo Stato PERIODO: aprile / maggio 

Abilità: Reperire le fonti normative con particolare riferimento al settore di riferimento. Individuare, classificare e confrontare i diversi tipi di Costituzione in base alle loro caratteristiche. 

Conoscenze: Forme di Stato e forme di Governo: Elementi costitutivi dello Stato. Forme di Stato e di Governo. Origini e caratteristiche della Costituzione Repubblicana e dello Statuto Albertino. Il bilancio dello Stato. Il PIL. La politica fiscale e la politica monetaria. 

INDIRIZZO: biennio comune CLASSE: SECONDA

MODULO V : La Cittadinanza italiana PERIODO: settembre / ottobre 

Abilità: Distinguere le differenti fonti normative e la loro gerarchia con particolare riferimento alla

Costituzione italiana e alla sua struttura. Analizzare aspetti e comportamenti delle realtà personali e sociali e confrontarli con il dettato costituzionale. Individuare il collegamento tra Costituzione e fonti normative con particolare riferimento al settore di riferimento.  

Conoscenze: La struttura della Costituzione italiana: i principi fondamentali nella Costituzione, i diritti e doveri dei cittadini: rapporti civili, etico-sociali, economici e politici. 

MODULO VI : Gli organi dello Stato PERIODO: novembre / dicembre/gennaio 

Abilità: Distinguere e analizzare le funzioni del Parlamento, del Governo, del Presidente della Repubblica. Distinguere i diversi tipi di giudici del nostro sistema giudiziario e individuare le principali differenze tra i vari tipi di processi.

Conoscenze: Il Parlamento: come funzionano le due Camere, l’iter legislativo, il procedimento di revisione costituzionale, le altre competenze parlamentari. Il Governo : come si forma il Governo, le crisi di Governo, le funzioni del Governo, gli atti normativi del Governo. Il Presidente della Repubblica: l’elezione, gli atti del P.d.R., la responsabilità del P.d.R. La Corte Costituzionale: formazioni e compiti. La Magistratura: principii in tema di giustizia contenuti nella Costituzione, i diversi tipi di giurisdizione e processo, il Consiglio Superiore della Magistratura. L’elettorato.

MODULO VII La cittadinanza europea PERIODO: febbraio Marzo 

Abilità: Distinguere le differenti fonti normative e la loro gerarchia con particolare riferimento ai Trattati europei e alla loro struttura. Analizzare aspetti e comportamenti delle realtà personali e sociali e confrontarli con i principi comunitari. Individuare il collegamento tra diritto UE e fonti normative con particolare riferimento al settore di riferimento.  Distinguere i diversi tipi di libertà.

Conoscenze: La nascita dell’Unione Europea. Competenze dell’Unione Europea.

I princìpi fondanti dell’Unione Europea: La cooperazione rafforzata, Il principio di sussidiarietà, il principio di attribuzione e quello di proporzionalità, sussidiarietà verticale, sussidiarietà orizzontale,  Le quattro libertà: la libertà di circolazione delle merci, la libertà di circolazione delle persone, la libertà di prestazione dei servizi, la libertà di circolazione dei capitali. La procedura di adozione degli atti. Elementi della Cittadinanza europea.

MODULO VIII : Gli organi dell’UE aprile/maggio

Abilità: Distinguere e analizzare le funzioni delle sette istituzioni europee. Distinguere e analizzare le funzioni dei diversi organi consultivi e finanziari.

Conoscenze: Le sette istituzioni: 1. La Commissione europea, 2. Il Parlamento europeo, 3. Il Consiglio dell’Unione Europea, 4. Il Consiglio europeo, 5. La Corte di giustizia, 6. La Corte dei conti europea, 7. La Banca centrale europea.

Gli organi consultivi. Gli organi finanziari. 

INDIRIZZO: PRIMO ANNO del biennio secondo CLASSE: TERZA

MODULO IX La cittadinanza globale internazionale

Abilità: Distinguere le differenti organizzazioni internazionali e il loro campo di intervento. Analizzare aspetti e comportamenti delle realtà personali e sociali e confrontarli con particolare riferimento alla Dichiarazione universale dei diritti umani.

Conoscenze: Le organizzazioni internazionali: OIG e ONG. L’ONU. La Dichiarazione universale dei diritti umani. La cittadinanza internazionale delle persone fisiche. La Globalizzazione. I migranti.

MODULO X L’educazione digitale  

Abilità: collocare l’esperienza digitale in un sistema di regole fondato sul riconoscimento di diritti e doveri. Riconoscere le caratteristiche essenziali del tema. 

Conoscenze: Rischi e potenzialità delle tecnologie digitali. BYOD. Il decalogo #BastaBufale. La tutela della privacy: il consenso al trattamento dei dati personali, la diffusione di immagini e video.  Il furto d’identità.

La netiquette. Regole di sicurezza informatica. L’identità digitale e la sua gestione. La reputazione digitale.

MODULO 11 L’Agenda 2030

Abilità: collocare l’esperienza personale in un sistema di regole fondato sul reciproco riconoscimento di diritti e doveri. Riconoscere le caratteristiche essenziali del tema. 

Conoscenze: La struttura dell’Agenda 2030: i 17 goal e i 169 target. La Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile.

MODULO 12 educazione ambientale, sviluppo eco-sostenibile e tutela del patrimonio ambientale, delle identità, delle produzioni e delle eccellenze territoriali e agroalimentari; La tutela dell‘ambiente per un’economia sostenibile

Abilità: collocare l’esperienza personale in un sistema di regole fondato sul reciproco riconoscimento di diritti e doveri. Riconoscere le caratteristiche essenziali del tema.

Conoscenze: i tre pilastri della Convenzione di Aahrus, Il settore agroalimentare italiano. Il commercio equo e solidale. I Gruppi di Acquisto Solidale. L’agricoltura sociale, gli orti urbani, le banche etiche, il microcredito.

Giornata dell’ambiente (con la collaborazione di un ente, per es Fondo Ambiente Italiano)

SECONDO ANNO del biennio secondo CLASSE: QUARTA

MODULO 13 l’educazione alla salute e al benessere

Abilità: collocare l’esperienza personale in un sistema di regole fondato sul reciproco riconoscimento di diritti e doveri. Riconoscere le caratteristiche essenziali del tema.

Conoscenze: La rianimazione cardiorespiratoria BLS. Il consenso informato. La donazione del sangue. Patentino BLSD (Defribillatore) e Rianimazione cardiopolmonare.

MODULO 14 Per un’Educazione finanziaria

Abilità: collocare l’esperienza personale in un sistema di regole fondato sul reciproco riconoscimento di diritti e doveri. Riconoscere le caratteristiche essenziali del tema.

Conoscenze: Il Conto corrente e la sua scelta. L’Interesse semplice e composto. Il Risparmio. Il Sistema pensionistico. Le forme di Previdenza complementare. Gli investimenti. La Diversificazione del rischio.

Investimenti a capitale garantito. Conti deposito. Obbligazioni. Titoli di Stato. Investimenti privi di garanzia.

Azioni. Fondi comuni di investimento. Il Contratto assicurativo. Il Mutuo. I Fondi pensione. I Piani individuali pensionistici. I Beni rifugio. I Prodotti finanziari.

MODULO 15 educazione alla legalità e al contrasto delle mafie; L’educazione alla legalità 

Abilità: collocare l’esperienza personale in un sistema di regole fondato sul reciproco riconoscimento di diritti e doveri. Riconoscere le caratteristiche essenziali del tema.

Conoscenze: Mafia e mafie: ecomafia, agromafia, archeomafia. L’intervento contro le mafie. Le origini della mafia. L’estensione delle mafie. I colletti bianchi. Mafia e sport.

QUINTO ANNO

MODULO 16 educazione al rispetto e alla valorizzazione del patrimonio culturale e dei beni pubblici comuni

Abilità: collocare l’esperienza personale in un sistema di regole fondato sul reciproco riconoscimento di diritti e doveri. Riconoscere le caratteristiche essenziali del tema.

Conoscenze: Patrimonio culturale, Patrimonio naturale e Paesaggio culturale. L’Italia e il Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Il patrimonio culturale e i beni pubblici comuni. La protezione giuridica del patrimonio culturale in Italia. Il codice dei beni culturali e del paesaggio. La tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale italiano. La fruizione dei beni culturali. La Convenzione di Faro.

MODULO 17 educazione alla cittadinanza attiva

Abilità: collocare l’esperienza personale in un sistema di regole fondato sul reciproco riconoscimento di diritti e doveri. Riconoscere le caratteristiche essenziali del tema.

Conoscenze: La cittadinanza attiva. L’educazione al volontariato. Elementi di base in materia di protezione civile. 

MODULO 18 Educazione stradale

Abilità: collocare l’esperienza personale in un sistema di regole fondato sul reciproco riconoscimento di diritti e doveri. Riconoscere le caratteristiche essenziali del tema. 

Conoscenze: Il codice della strada. Guida e reati. La mobilità sostenibile.

Un’UdA viene sviluppata secondo la metodologia clil.

La Biblio-sitografia può essere richiesta per mail all’autore.

La Protezione civile in Italia

PROTEZIONE CIVILE: ONLINE IL TESTO DI RIFERIMENTO PER I DOCENTI

“La Protezione civile in Italia” disponibile sui siti web di Dipartimento e Ministero dell’Istruzione

È online sui siti istituzionali del Dipartimento della Protezione civile e del Ministero dell’Istruzione (MI) il volume “La Protezione civile in Italia”. Il volume, predisposto dal Dipartimento in accordo con il MI, nasce a seguito dell’approvazione della legge 92 del 2019 che, a partire dal prossimo anno scolastico, introduce tra le discipline di insegnamento l’Educazione civica, nell’ambito della quale si parlerà anche di protezione civile.

Il testo rappresenta un sussidio per la programmazione delle attività didattiche, è aperto dalle prefazioni del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, della Ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, e dall’introduzione del Capo Dipartimento della Protezione Civile, Angelo Borrelli e affronta un ampio ventaglio di tematiche, da quelle storiche a quelle scientifiche, da quelle sociali a quelle normative. I docenti anche attraverso immagini, foto, tabelle, link e riferimenti bibliografici scolastici avranno la possibilità di arricchire l’offerta formativa e potranno approfondire i diversi ambiti di attenzione del Servizio Nazionale della Protezione Civile. Il testo sarà progressivamente integrato – sempre on line – con appositi dossier, in cui verranno presentate le novità in materia di previsione e prevenzione dei rischi e le lezioni apprese dalle nuove esperienze emergenziali, come la più recente dovuta all’epidemia da Covid-19.

“La Protezione civile in Italia” è suddiviso in nove capitoli. Dopo una panoramica sulle competenze e sulle attività del servizio della Protezione civile, si passa a una rappresentazione della fragilità del territorio italiano rispetto ai diversi rischi. Segue un racconto dell’evoluzione normativa attraverso gli eventi calamitosi che hanno interessato l’Italia, fino ad arrivare alla legislazione attualmente in vigore. Si entra poi nel merito dell’organizzazione del sistema di protezione civile, della descrizione dei rischi che interessano il nostro territorio e delle attività del ciclo di gestione di questi rischi. Il testo approfondisce poi il rapporto con gli organismi internazionali di protezione civile e illustra alcuni interventi effettuati dal sistema di protezione civile in Italia e all’estero. L’ultima parte è invece dedicata al fondamentale ruolo dei cittadini, sia come singoli individui sia organizzati nelle associazioni di volontariato di protezione civile. A chiusura del volume un glossario, una sitografia di riferimento e un quadro dei principali riferimenti normativi.

“Con il nuovo anno scolastico, da settembre, entrerà in vigore in tutte le scuole l’insegnamento obbligatorio dell’educazione civica. Sarà una disciplina trasversale a tutte le altre e che permetterà alle alunne e agli alunni di ogni età di poter conoscere ed approfondire anche i rischi che incombono sul nostro Paese ed il grande lavoro di prevenzione e di contenimento affidato al Servizio nazionale della Protezione civile – sottolinea la Ministra Azzolina -. Questo testo offre dunque un sussidio importante, autorevole, per i docenti delle scuole di ogni ordine e grado che devono progettare i nuovi percorsi didattici di educazione civica. Vuole dare un aiutonella programmazione, ma anche offrire spunti di approfondimento e contenuti a cui attingere per arricchire l’offerta formativa. Ai nostri ragazzi dobbiamo dare gli strumenti per diventare cittadini attivi e responsabili”.

“Questo volume è un fondamentale tassello per il rafforzamento della cultura di protezione civile nel nostro Paese – sono le parole del Capo Dipartimento Borrelli – e grazie alla proficua collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, i nostri docenti hanno ora a disposizione un prezioso strumento di diffusione della conoscenza. È grazie a cittadini consapevoli dei rischi che possiamo affrontare le sfide di protezione civile che abbiamo davanti, ed è fondamentale che anche in questo ambito siano le scuole il fulcro della loro formazione”.

Il volume “La Protezione civile in Italia” è disponibile sul sito web del Dipartimento all’indirizzo:

http://www.protezionecivile.gov.it/media-comunicazione/pubblicazioni/-/content-view/view/1310672

LegaliTour

La Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, insieme al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia Nicola Morra, ha partecipato questa mattina a una delle tappe del progetto “LegaliTour: percorsi di legalità, formazione e orientamento nel sistema educativo nazionale di istruzione”, che si è svolta presso l’istituto “Zingarelli – Sacro Cuore” e si è conclusa con la visita al bene confiscato “Terra AUT” di Cerignola (FG).

“L’iniziativa che abbiamo portato a termine con il Presidente Morra mette finalmente a disposizione dei nostri giovani beni che prima erano luoghi ad appannaggio della criminalità organizzata”, ha commentato la Ministra Azzolina, che ha aggiunto: “Questo è un progetto che parla direttamente anche alle famiglie, vogliamo dare un segnale molto forte: la scuola e lo Stato non fuggono, sono presenti nei territori, soprattutto in quelli dove c’è più bisogno. I giovani, per essere liberi, devono potersi formare, devono poter studiare”. Infine, durante il confronto con gli studenti, la Ministra ha detto: “Questo dove siamo oggi è un luogo simbolico perché dimostra come una realtà diversa rispetto a quella abbrutita della criminalità organizzata sia possibile. È un luogo che dà speranza”.

“LegaliTour” rientra nelle attività previste dal Protocollo siglato a Locri (RC) il mese scorso, voluto dalla presidenza della Commissione Antimafia e dal Ministero dell’Istruzione. L’obiettivo è permettere alle studentesse e agli studenti di frequentare già questa estate i centri estivi nei beni confiscati alla criminalità organizzata e gestiti dalle cooperative sociali in quattro regioni: Puglia, Calabria, Campania e Sicilia. Poi, durante il prossimo anno scolastico, saranno organizzate altre iniziative sul tema della legalità.

Educazione civica, tra scienza e democrazia

Educazione civica: per un possibile parallelo tra scienza e democrazia.

di Maria Grazia Carnazzola

Dal prossimo settembre l’insegnamento di Educazione civica e Costituzione sarà obbligatorio in tutte le classi delle scuole di ogni ordine e grado; a partire dalla scuola dell’infanzia. 

Questo è un momento di palese difficoltà anche per il mondo della scuola sotto diversi aspetti; la legge n.92/2019 e le Linee Guida del giugno scorso, ripropongono una necessaria riflessione sul tema delle competenze di cittadinanza a cui dovrebbe essere finalizzato l’intero curricolo e, quindi, anche l’insegnamento di Educazione Civica.  Ho letto i diversi documenti, compreso il Piano per la formazione dei docenti del 16-7-2020, e pur condividendone il senso complessivo, alcuni interrogativi riguardanti la dimensione culturale, psico- pedagogica e valoriale, mi rimangono.

La cittadinanza deve essere la chiave di lettura dei tanti documenti che, nel tempo, si sono susseguiti, comprese le Indicazioni Nazionali per i Licei 2010, le Linee guida per gli Istituti Tecnici e Professionali 2010-2012-2017, le Indicazioni Nazionali per il primo ciclo di Istruzione 2012, il documento MIUR sulle Indicazioni per il curricolo del 22 febbraio 2018 e in molti altri. E dovrà continuare ad essere la chiave di lettura per comprendere e per interpretare gli indirizzi culturali e pedagogici presenti a volte esplicitamente a volte implicitamente nei documenti, perchè non basta ripetere le stesse cose con formule diverse o con nuovi documenti che spiegano via via il significato di documenti precedenti: serve individuare gli strumenti culturali e tecnici necessari per una visione complessiva, premessa per una compiuta realizzazione.

  1. Prima dell’educazione civica, l’educazione.

 L’educazione civica è un tassello fondamentale nella formazione dell’uomo e del cittadino, ma, tassello ancora più importante è l’educazione tout court, fatta di comportamenti rispettosi a casa, per strada, sui mezzi pubblici, a scuola… comportamenti che devono essere appresi perlopiù attraverso l’imitazione e, quindi, attraverso l’esempio. I ragazzi che abbiamo a scuola sono gli stessi che vediamo al bar o sugli scooter…pensiamo forse che dovrebbero essere diversi per il solo fatto di essere nella scuola? Non è così, o perlomeno, non è più così: i ruoli oggi dicono poco e se qualcuno nella scuola dice, è perché ne ha il coraggio e gli strumenti, la reputazione, la credibilità e la rispettabilità necessarie. Chi di noi ha in famiglia bambini o ragazzi, sa che queste non sono solo parole. Gli studenti irriverenti, o quanto meno demotivati e insofferenti, testimoniano la frattura che si è creata tra la scuola e la società, tra gli insegnanti e i genitori e danno atto della confusione imperante tra ruoli e funzioni, tra diritto all’istruzione e cultura della rivendicazione, in nome di una presunta democrazia.

La scuola non è democratica perchè permette a tutti di entrare: è democratica se permette a tutti di uscire con un bagaglio di cultura e di competenze che gli consentiranno di vivere nel miglior modo possibile- nella società- e di orientarsi nel mondo del lavoro. Solo se quelle competenze si fondano sugli strumenti culturali e tecnici necessari per conoscere e significare la realtà e per fare le proprie scelte, ciò sarà possibile.

2. Per non continuare a guardare il dito mentre si indica la luna.

Strumenti culturali e tecnici (e tecnologici) necessari per sapersi orientare, dicevo. Un buon funzionamento della democrazia non può prescindere da un livello quanto più possibile elevato di alfabetizzazione “scientifica”: la disinformazione che viaggia sulla rete, velocissima e incessante, se non controbilanciata da una adeguata familiarità con il sapere, può creare forme di consenso non mediate dagli esperti e mettere a rischio la sicurezza di intere popolazioni. Le vicende legate all’attuale pandemia la dicono lunga. Sottolineare la necessaria controllabilità pubblica delle posizioni e dei risultati scientifici, significa aprire le porte alla critica di altri scienziati, credibili per competenza e di comprovata reputazione, per una decisione collettiva. Con le dovute differenze, se guardiamo a fondo, anche i processi decisionali di una buona democrazia dovrebbero fondarsi su discussioni aperte alle critiche provenienti dalla stampa o dalle opposizioni, a confronti e a civili scontri di carattere pubblico, tra persone di riconosciuta competenza e reputazione.  Questa sarebbe la prima lezione di educazione civica per tutti. La crescente specializzazione di tutte le scienze moltiplica i linguaggi tecnici, sempre meno accessibili al grande pubblico sia in campo politico sia in campo scientifico: abbiamo bisogno di mediatori di conoscenza e di mediatori politici, di una qualche forma di mediazione da parte di esperti più competenti del cittadino medio: sappiamo che le conoscenze sono distribuite in modo ineguale. Questo è il fil rouge che dovrebbe collegare conoscenza e democrazia e a cui dovremmo essere formati. Il principio di controllabilità e di delega, sia in ambito politico sia in ambito conoscitivo, si fonda, direbbe J. Searle, sul primario contratto sociale di una comunità, cioè sulla fiducia in un linguaggio condiviso e non menzognero. Se prevalgono le asserzioni senza significato o false, i discorsi smarriscono il senso e ne consegue la caduta di legittimazione delle istituzioni. La qualità del linguaggio pubblico non è un lusso né un esercizio accademico: è un dovere civile.  Infatti, la società civile è fondata sulla possibilità, per ciascuno, di comprendere e di farsi comprendere. Parlare o scrivere bene attiene direttamente alla qualità del ragionamento e del pensiero. Non a caso, A. Camus aveva sostenuto che “Quelli che scrivono con chiarezza hanno dei lettori, quelli che scrivono in modo ambiguo hanno dei commentatori.”  Mi chiedo come mai, nelle linee guida non si faccia menzione, tra le altre discipline citate, della necessaria trasversalità della lingua, orale e scritta. “Tu sai bene che il parlare scorretto non è solo una cosa per sé sconveniente, ma fa male anche alle anime” ebbe a dire Socrate a Critone. Se le parole perdono aderenza con i concetti, cosa è Stato, cosa è libertà, cosa giustizia?

3. La scienza e la democrazia vogliono parole precise.

Tutti raccontiamo storie: è il nostro modo di dare significato e direzione a ciò che accade e che ci accade. Così come non possiamo non dire e non narrare, allo stesso modo dobbiamo cercare di comprendere quello che ci viene narrato. 

P. Watzlawick ha sostenuto che le parole e le frasi, usate in modo descrittivo e narrativo, possono avere una funzione costruttiva del mondo. Descrivere e narrare non sono operazioni neutre: possono creare la realtà. Vale quando si comunicano “verità” sia scientifiche sia politiche. Vale per la scienza – la cultura- vale per la democrazia. Allora dovremmo porci qualche domanda sul modo in cui sono scritti alcuni decreti, ordinanze, circolari, sul significato di formule come “didattica a distanza, apprendimento a distanza, arredi innovativi o sedute didattiche” che “scientificamente” non hanno senso.  La democrazia non è omologazione: è contrapposizione prima e mediazione, poi. 

Mediazione che si fonda sulle parole: più parole si posseggono, più possibilità di mediazione ci sono. Bisognerà che le giovani generazioni comprendano che democrazia non è solo regola di maggioranza; che in democrazia c’è chi vota, il popolo sovrano, e c’è chi decide, i suoi rappresentanti- i mediatori di cui ho detto più sopra-. Centrale, nella sfera politica e nella società civile, rimane il dibattito pubblico finalizzato anche a comprendere come si dovrebbe controllare chi ci governa e che fa riferimento all’intelligenza collettiva, in tutte le dimensioni del vivere e del sapere.  Le ipotesi scientifiche hanno a che fare con evidenze che le supportano in modo logico, possono essere valutate da scienziati e non da incompetenti. Se la scuola riuscisse a farlo comprendere, certi dibattiti televisivi o certe notizie in rete lascerebbero il tempo che trovano: tutti avrebbero gli strumenti per distinguere un parere fondato da un’opinione generica e/o da un’opinione interessata.  E questa sarebbe educazione civica, al di là dei contenuti di conoscenza. Riflettere sugli aspetti descrittivi e normativi della scienza e della democrazia, sui valori che le fondano- il pluralismo, il consenso, l’oggettività, la tolleranza, il rispetto dei fatti, l’apertura alla critica e al dissenso, contrapposti al dogmatismo e al conformismo,- possono costituire per i docenti piste di lavoro su cui convergere per individuare il contributo che ogni disciplina deve apportare, al di là dei contenuti.  In altro modo non vedo come potrebbero poi essere individuati gli elementi sui quali costruire i criteri per la valutazione da esprimere con un unico voto. Ma di questo parlerò in un’altra occasione.

4. Conclusioni.

Mi auguro che si riesca veramente a finalizzare l’insegnamento/apprendimento di Educazione Civica e Costituzione allo sviluppo delle competenze di cittadinanza; se ci si fermasse a una interpretazione degli aspetti sociali, relazionali o tecnici ne andrebbe perduta la potenziale valenza cognitiva e culturale. Da un lato occorrerà puntare a un percorso fondato su valori condivisi, su atteggiamenti collaborativi di convivenza civile e di legalità, dall’altra su competenze culturali forti di saperi disciplinari e di abilità trasversali che consentano a ciascuno di comprendere, selezionare, organizzare le informazioni per risolvere i problemi e progettare la propria vita facendo responsabilmente le proprie scelte.

BIBIOGRAFIA

M. Dorato, Disinformazione scientifica e democrazia, Raffaello Cortina Editore, Milano 2019;

Platone, Fedone- in Tutti gli scritti, G. Reale, Rusconi Ed: Milano 1994;

P. Watzlawick, La realtà della realtà. Comunicazione, disinformazione, confusione, Astrolabio Roma 1976; 

C. Sini, L’alfabeto e l’occidente, Jaca Book, Milano; L. 92/2919 e Linee Guida giugno 2020

Piano per la formazione dei docenti, 16 luglio 2020

Competenze chiave 2018.

Protocollo di intesa Ministero Istruzione e Consiglio nazionale forense

Promuovere la cultura della legalità fra le studentesse e gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado. È quanto prevede il Protocollo di intesa, siglato il 22 luglio 2020 al Ministero dell’Istruzione (MI) dalla Ministra Lucia Azzolina e dalla Presidente facente funzioni del Consiglio nazionale forense (CNF) Maria Masi. Protocollo che conferma e rafforza un lavoro congiunto già in atto tra il MI e il CNF, avviato con la realizzazione dei percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento.

Il Protocollo ha una durata triennale e intende promuovere iniziative comuni volte a favorire e conseguire un miglioramento qualitativo dei percorsi educativi scolastici nell’ambito dei piani triennali predisposti dagli istituti, proponendo lo svolgimento di moduli specifici sui temi dell’educazione alla cittadinanza e alla legalità, con la necessaria collaborazione degli Ordini territoriali degli avvocati. Nello specifico, il Protocollo prevede la realizzazione di quattro diverse progettualità rivolte a studentesse e studenti di ogni grado scolastico, che coinvolgeranno bambini e ragazzi sui temi quali i diritti e i doveri dei cittadini, il rispetto della legalità, la cultura del valore delle differenze e la cura del bene comune.

“Con il nuovo Protocollo d’intesa MI-CNF coinvolgiamo per la prima volta gli studenti di tutti gli ordini scolastici. È un’iniziativa, questa, che ci permetterà di parlare di temi importanti fin dalla scuola primaria”, dichiara la Ministra Lucia Azzolina. “Con la firma di questo accordo – prosegue Maria Masi – l’avvocatura, ancora una volta, privilegia il proprio ruolo sociale e trova le giuste energie per dedicarsi ad accompagnare le giovani generazioni, che più di altri hanno sofferto in questi ultimi mesi, in un percorso all’insegna della dialettica e della legalità”.

Educazione civica

Nota 16 luglio 2020, AOODGPER 19488
Piano per la formazione dei docenti sull’insegnamento dell’educazione civica di cui alla legge n.92/2019

Nota 30 giugno 2020, AOODGPER 16557
Linee guida per l’Educazione Civica a.s. 2020-21 – Azione di accompagnamento rivolta alle scuole polo e ai referenti per la formazione presso gli UUSSRR (L.92/2019)

Nota 23 giugno 2020, AOODGOSV 10248
Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica nelle scuole di ogni ordine e grado. Trasmissione decreto ministeriale n. 35/2020

Decreto Ministeriale 22 giugno 2020, AOOGABMI 35
Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica, ai sensi dell’articolo 3 della legge 20 agosto 2019, n. 92


Educazione civica, al via dal 6 luglio un ciclo di quattro incontri online per sostenere l’attuazione delle Linee guida in vista del prossimo anno scolastico

Un ciclo di quattro incontri online per sostenere l’attuazione delle Linee guida per l’Educazione civica, emanate a fine giugno. Li ha organizzati il Ministero dell’Istruzione in collaborazione con Indire. A partire dal prossimo anno scolastico, infatti, secondo quanto previsto dalla legge 92 del 2019, l’insegnamento di Educazione civica avrà un proprio voto, con almeno 33 ore all’anno dedicate. Tre gli assi attorno a cui ruoterà l’Educazione civica: lo studio della Costituzione, lo sviluppo sostenibile, la cittadinanza digitale.

Il primo dei quattro eventi è in programma per oggi, a partire dalle ore 17, ed è aperto a tutti, in diretta streaming sul canale YouTube dell’Indire, che collabora col Ministero nell’organizzazione degli incontri.

Nel corso dell’incontro, dedicato alla presentazione delle Linee guida e alla raccolta di domande e osservazioni da parte dei rappresentanti degli Uffici Scolastici Regionali, interverranno: Marco Bruschi, Capo del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione; Lucrezia Stellacci, coordinatrice della Commissione nazionale per l’educazione civica; Maria Assunta Palermo, Direttore generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione; Maria Rosa Silvestro, Dirigente Tecnica del Ministero dell’Istruzione. A moderare l’incontro sarà Maria Chiara Pettenati, Dirigente di Ricerca di Indire.

Nei tre eventi successivi, dedicati ciascuno a un gruppo di Regioni, le domande raccolte oggi saranno la base per l’avvio di una discussione-dibattito tra i relatori e i partecipanti. Il 15 luglio si confronteranno Basilicata, Calabria, Puglia, Lombardia, Umbria, Liguria e Marche. Il 16 luglio parteciperanno al dibattito i rappresentanti di Molise, Sardegna, Abruzzo, Friuli Venezia-Giulia, Emilia-Romagna e Campania e Piemonte. Il 17 luglio sarà infine la volta di Toscana, Veneto, Sicilia e Lazio.

https://youtu.be/EgLt9EySXvg


Il Ministero dell’Istruzione ha inviato a tutte le scuole le Linee guida per l’insegnamento dell’Educazione civica. A partire dal prossimo anno scolastico, il 2020/2021, questo insegnamento, trasversale alle altre materie, sarà infatti obbligatorio in tutti i gradi dell’istruzione, a partire dalle scuole dell’infanzia.

Le Linee guida rappresentano un documento agile e di facile consultazione, attraverso il quale i dirigenti scolastici e gli insegnanti potranno dare seguito alle regole che entreranno in vigore a settembre. Secondo quanto previsto dalla legge 92 del 2019, infatti, l’insegnamento di Educazione civica avrà, dal prossimo anno scolastico, un proprio voto, con almeno 33 ore all’anno dedicate. Tre gli assi attorno a cui ruoterà l’Educazione civica: lo studio della Costituzione, lo sviluppo sostenibile, la cittadinanza digitale.

La Costituzione
Studentesse e studenti approfondiranno lo studio della nostra Carta costituzionale e delle principali leggi nazionali e internazionali. L’obiettivo sarà quello di fornire loro gli strumenti per conoscere i propri diritti e doveri, di formare cittadini responsabili e attivi che partecipino pienamente e con consapevolezza alla vita civica, culturale e  sociale  della loro comunità.

Lo sviluppo sostenibile
Alunne e alunni saranno formati su educazione ambientale, conoscenza e tutela del patrimonio e del territorio, tenendo conto degli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU. Rientreranno in questo asse anche l’educazione alla salute, la tutela dei beni comuni, principi di protezione civile. La sostenibilità entrerà, così, negli obiettivi di apprendimento.

Cittadinanza digitale
A studentesse e studenti saranno dati gli strumenti per utilizzare consapevolmente e responsabilmente i nuovi mezzi di comunicazione e gli strumenti digitali. In un’ottica di sviluppo del pensiero critico, sensibilizzazione rispetto ai possibili rischi connessi all’uso dei social media e alla navigazione in Rete, contrasto del linguaggio dell’odio.

Nella scuola dell’infanzia, si dovrà prevedere, attraverso il gioco e le attività educative e didattiche, la sensibilizzazione delle bambine e dei bambini a concetti di base come la conoscenza e il rispetto delle differenze proprie e altrui, la consapevolezza delle affinità, il concetto di salute e di benessere. Ci saranno apposite misure di accompagnamento e supporto per docenti e dirigenti scolastici.

“In questi giorni – ricorda la Ministra Lucia Azzolina – stiamo lavorando senza sosta alle Linee guida per la riapertura delle scuole nel prossimo mese di settembre, un lavoro complesso che stiamo portando avanti con gli stakeholder della scuola, con le Regioni e gli Enti locali e che chiuderemo questa settimana. So che sono molto attese. Stiamo tutti collaborando per il bene dei nostri studenti. Ma la riapertura – sottolinea – non è fatta solo di misure di sicurezza e di prevenzione del contagio. Stiamo guardando anche oltre. Dal prossimo settembre, troverà applicazione la legge sull’Educazione Civica. Vogliamo che le scuole siano preparate”.

L’obiettivo è fare in modo che “le ragazze e i ragazzi, fin da piccoli, possano imparare principi come il rispetto dell’altro e dell’ambiente che li circonda, utilizzino linguaggi e comportamenti appropriati quando sono sui social media o navigano in rete. Realizzare questo documento e inviarlo alle scuole è un atto non solo amministrativo, ma anche profondamente simbolico. Ci dice che l’avvio del nuovo anno scolastico sarà non solo il momento del ritorno in classe, ma anche l’inizio di un nuovo cammino per portare la scuola nel futuro, rendendola più moderna, sostenibile, ancora più inclusiva. Essenziale sarà anche la formazione degli insegnanti, sarà quindi una delle priorità su cui lavoreremo per l’avvio del nuovo anno scolastico – aggiunge la Ministra -. Solo così le difficoltà che stiamo affrontando a causa della pandemia saranno non solo un ostacolo da superare, ma un’occasione di miglioramento, uno stimolo a guardare avanti, per tutti” conclude.

Nota 16 luglio 2020, AOODGPER 19488

Ministero dell’Istruzione
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione

ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali
ai dirigenti titolari degli Uffici scolastici Regionali per l’Umbria, la Basilicata e il Molise
e, p.c., al Sovrintendente Scolastico per la Scuola in lingua italiana di Bolzano
all’Intendente Scolastico per la Scuola in lingua tedesca di Bolzano
all’Intendente Scolastico per la Scuola delle località ladine di Bolzano
al Dirigente del Dipartimento Istruzione e cultura per la Provincia di Trento
al Sovrintendente Scolastico per la Regione Valle D’Aosta
ai Dirigenti Scolastici delle Scuole polo per la formazione

Oggetto: Piano per la formazione dei docenti sull’insegnamento dell’educazione civica di cui alla legge n.92/2019.

Carissimi,

vi trasmetto, per il seguito di competenza, il Piano per la formazione e il Prospetto delle assegnazioni finanziarie.

Confido, pur nell’addensarsi di molteplici impegni, nella consueta collaborazione. Un caro saluto,

IL CAPO DIPARTIMENTO
Dott. Marco BRUSCHI


Ministero dell’Istruzione Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione
Direzione generale per il personale scolastico – Ufficio VI
Formazione del personale scolastico, formazione dei dirigenti scolastici e accreditamento enti

Al via i campi estivi nei beni confiscati alla mafia

A Locri (RC) siglato il Protocollo tra il Ministero dell’Istruzione e la Presidenza della Commissione Parlamentare Antimafia

Campi estivi per mille fra ragazze e ragazzi nei beni confiscati alla criminalità organizzata. Li prevede il Protocollo d’intesa siglato oggi a Locri (RC) dalla Ministra Lucia Azzolina, dal Presidente della Commissione Antimafia Nicola Morra alla presenza del Procuratore Nicola Gratteri, che impegna il Ministero dell’Istruzione e la Presidenza della Commissione Parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie a realizzare percorsi di educazione per studentesse e studenti e di formazione per i docenti sui temi della legalità. Un fronte su cui il Ministero è da tempo impegnato e su cui intende rafforzare la propria azione, collaborando con tutte le istituzioni interessate. Subito dopo la firma, la Ministra Azzolina e il Presidente Morra hanno visitato l’Ostello Locride, uno dei beni dove si svolgeranno i campi estivi, gestito da GOEL-Gruppo Cooperativo, che da anni si oppone alla ‘ndrangheta costruendo un modello di sviluppo etico per la Calabria.

Il Protocollo siglato oggi parte proprio dalle attività che si svolgeranno questa estate, fra luglio e agosto, nei beni sottratti alla criminalità organizzata e gestiti dalle cooperative sociali in quattro regioni: Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

Luoghi simbolo che ospiteranno campi estivi con l’obiettivo di sensibilizzare studentesse e studenti, di guidarli per fare di loro sentinelle attive nel contrasto di tutte le mafie. Da Casal di Principe (CE) a Cerignola (FG), da Corleone (PA) a Isola di Capo Rizzuto (KR), saranno in tutto mille fra ragazze e ragazzi ad essere coinvolti nei quaranta giorni previsti di attività. Tutti giovani che conosceranno dal vivo la realtà dei beni confiscati e potranno vedere con i loro occhi come luoghi sottratti a chi danneggiava il tessuto socio-economico del loro territorio possano avere nuova vita e diventare parte di una economia legale. Undici le cooperative che organizzeranno i campi.

“Con questa intesa diamo la possibilità ai nostri ragazzi di partecipare gratuitamente ai campi estivi organizzati all’interno dei beni confiscati e gestiti da cooperative sociali. Un piccolo ritorno alla normalità, dopo i mesi che abbiamo vissuto e in attesa di fare rientro a scuola, a settembre, in presenza e in sicurezza – sottolinea la Ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina -. È un progetto che guarda anche alle famiglie provate economicamente in questi mesi dall’emergenza sanitaria e spesso impossibilitate a organizzare anche una piccola vacanza. Ma vogliamo dare anche un segnale forte con questa iniziativa, ribadiamo l’importanza della presenza della Scuola e dello Stato nei territori. Stiamo dicendo ai ragazzi che devono sempre scegliere la legalità, rifiutare ogni forma di corruzione, perché agire secondo le regole rende liberi. Mentre chi cade nella rete della criminalità organizzata diventa pedina di un sistema che non vuole il bene delle persone, ma le vede come strumenti per raggiungere i propri obiettivi”.

“Porteremo giovani e studenti a conoscere e vivere la realtà dei beni confiscati alle mafie. Potranno toccare con mano come sia possibile fare economia legale ed etica in un territorio mortificato dalla criminalità organizzata – commenta il Presidente Commissione Parlamentare Antimafia Nicola Morra -. Daremo in concreto ai nostri ragazzi la possibilità di comprendere le differenze e scegliere in futuro la strada giusta, fatta di cultura e legalità. Inoltre siamo veramente soddisfatti di questa perfetta sinergia con il Ministero dell’Istruzione perché tra i compiti della Commissione Antimafia c’è proprio la promozione della cultura della legalità per le scuole. Questo progetto sui beni confiscati di così ampio respiro, è solo un primo tassello di iniziative che con la Ministra Azzolina si andranno a concretizzare a breve”.

“Oggi sono qui perché ci credo. Sono fortemente convinto dell’importanza e dell’utilità di questo progetto. Siamo riusciti finalmente a fare rete, fare sistema. Per questo ringrazio il Ministero dell’Istruzione, la Commissione Antimafia e le tante cooperative sociali protagoniste di quest’iniziativa – commenta il Procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri -. Gestire un bene confiscato alla mafia è molto difficile, qui si fa impresa solidale. Questo è un grande insegnamento di antimafia vera e concreta”. Gratteri ha poi aggiunto: “Sogno una scuola con strutture belle, colorate, moderne, che riesca a trattenere i bambini e i ragazzi anche di pomeriggio, dove leggere, discutere, capace di non lasciare questi ragazzi da soli, non diventare figli della strada. E insieme ai progetti per la legalità sogno anche un progetto sulla lingua italiana”.

Il Protocollo si articola in un Piano pluriennale che prevede la collaborazione tra il Ministero dell’Istruzione e la Commissione Parlamentare Antimafia per attività formative e informative che coinvolgano docenti e studenti, con percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, visite didattiche e gemellaggi. Ma anche convegni, seminari di studio, manifestazioni, occasioni di confronto mediante la condivisione delle esperienze di chi combatte la mafia quotidianamente e di chi gestisce beni confiscati, con progetti formativi anche al di fuori delle aule scolastiche.

Nota 30 giugno 2020, AOODGPER 16557

Ministero dell’Istruzione
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione
Direzione generale per il personale scolastico – Ufficio VI Formazione del personale scolastico, formazione dei dirigenti scolastici e accreditamento enti

Oggetto: Linee guida per l’Educazione Civica a.s. 2020-21 – Azione di accompagnamento rivolta alle scuole polo e ai referenti per la formazione presso gli UUSSRR (L.92/2019)

Nota 23 giugno 2020, AOODGOSV 10248

Ministero dell’Istruzione
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione

Uffici Scolastici Regionali
LORO SEDI
Ai dirigenti scolastici delle istituzioni scolastiche statali di ogni ordine e grado
LORO SEDI
Ai coordinatori delle attività educative e didattiche delle scuole paritarie
LORO SEDI
Regione Autonoma Valle di Aosta
Dipartimento Sovraintendenza agli Studi
AOSTA
Provincia Autonoma di Bolzano
Direzione istruzione e formazione italiana
BOLZANO
Provincia Autonoma di Trento
Dipartimento istruzione e cultura
TRENTO
e, p.c., Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione
SEDE
Provincia Autonoma di Bolzano
Direzione istruzione e formazione tedesca
Direzione istruzione, formazione e cultura ladina
BOLZANO

Oggetto: Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica nelle scuole di ogni ordine e grado. Trasmissione decreto ministeriale n. 35/2020.


Decreto Ministeriale 22 giugno 2020, AOOGABMI 35
Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica, ai sensi dell’articolo 3 della legge 20 agosto 2019, n. 92

#PalermoChiamaItalia – Il coraggio di ogni giorno

#PalermoChiamaItalia – Il coraggio di ogni giorno

Il 23 maggio si celebra l’anniversario della morte di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, del giudice Francesca Morvillo, moglie di Falcone, e degli uomini delle loro scorte Rocco Dicillo, Vito Schifani, Antonio Montinaro, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Agostino Catalano.


#PalermoChiamaItalia, le celebrazioni per il XXVIII anniversario delle stragi di Capaci e di Via D’Amelio

Al Ministero cerimonia in diretta Rai con la Ministra Azzolina, il Procuratore Nazionale Antimafia De Raho, il Capo della Polizia Gabrielli

Flash mob in tutta Italia degli studenti: lenzuola bianche 
per dire “no” alle mafie 
In diretta da Palermo il ‘Silenzio’ suonato sotto l’Albero Falcone

Torna #PalermoChiamaItalia, l’iniziativa dedicata alla memoria delle stragi di Capaci e di Via D’Amelio, organizzata ogni anno dal Ministero dell’Istruzione e dalla Fondazione Falcone. L’emergenza Covid-19 non ferma, infatti, la volontà delle studentesse e degli studenti, degli insegnanti, di ribadire il proprio “no” alle mafie. Domani in tutta Italia il mondo della scuola parteciperà alle iniziative per la giornata riservata al ricordo dei giudici Giovanni FalconeFrancesca Morvillo e Paolo Borsellino e di tutti gli agenti delle loro scorte: Agostino CatalanoWalter Eddie CosinaRocco DicilloVincenzo Li MuliEmanuela LoiAntonio MontinaroVito SchifaniClaudio Traina.
#PalermoChiamaItalia è promossa dal Ministero dell’Istruzione insieme alla Fondazione Falcone in collaborazione con la Polizia di Stato, la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo e con ‘Quarto Savona Quindici’. Si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il Patrocinio del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati. Rientra tra le attività del percorso promosso annualmente dal Ministero dell’Istruzione per incoraggiare nelle scuole attività didattiche mirate alla cultura del rispetto e della legalità e per una cittadinanza attiva e responsabile.
L’iniziativa anche quest’anno si avvale della partnership della Rai con un palinsesto dedicato – approfondimenti, documentari, film – in onda già dal 18 maggio scorso che culminerà domani all’interno di due trasmissioni su Rai Uno: ‘Uno Mattina in Famiglia’ e ‘Rai sì’.
‘Il coraggio di ogni giorno’. È il tema di questa edizione di #PalermoChiamaItalia che è dedicata ai tanti cittadini che si distinguono nel quotidiano per l’impegno straordinario e l’etica del dovere, anche in questi mesi di emergenza del Paese.
La commemorazione partirà, domani mattina, con la diretta dal Ministero dell’Istruzione. Ad aprire il collegamento, alle 8.35 (circa), il video messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Subito dopo, dalla facciata del Palazzo dell’Istruzione,

saranno srotolate (alle 8.42) le gigantografie di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e delle loro scorte. Dal Ministero interverranno la Ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, il Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Federico Cafiero De Raho, il Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Franco Gabrielli.
La diretta si sposterà a Palermo, alla Stele di Capaci, dove la professoressa Maria Falcone, sorella di Giovanni, e Tina Montinaro, moglie di Antonio, il capo scorta del giudice Falcone, depositeranno una corona in memoria degli agenti caduti durante le stragi.
La mattinata proseguirà con un collegamento dalla ‘Nave della Legalità’ per raccontare le storie delle scuole italiane e le esperienze delle tante studentesse e dei tanti studenti e docenti che negli anni passati hanno partecipato all’ormai tradizionale viaggio da Civitavecchia a Palermo. Le telecamere saliranno a bordo della Nave Splendid della SNAV che in questi anni ha accompagnato i ragazzi nella traversata e che in questi mesi è attraccata al porto di Genova ed è stata trasformata in ospedale galleggiante per gli ammalati di Covid-19.
La finestra televisiva andrà avanti nel pomeriggio con lo ‘Speciale Capaci’ su ‘Italia Sì’, sempre su Rai Uno. Verranno ricordati gli agenti caduti a Capaci e in via D’Amelio con la deposizione di una corona di fiori presso il reparto scorte della Caserma Lungaro di Palermo. Alla cerimonia prenderanno parte Maria Falcone e Tina Montinaro. Sono previsti anche gli interventi dei vertici delle istituzioni e di esponenti del mondo dell’associazionismo antimafia. 
Parte fondamentale della trasmissione saranno le video interviste e i collegamenti con quanti, in questo periodo di emergenza, giorno dopo giorno, hanno svolto e svolgono il proprio dovere anche a rischio della vita. Alle 17.58, come ogni anno, ma, stavolta senza la partecipazione dei cittadini, in ragione dell’emergenza, ci sarà il tradizionale momento del “Silenzio” sotto l’Albero Falcone e, in contemporanea, dal Giardino di Capaci. 
Il tradizionale corteo per le vie del centro di Palermo sarà sostituito – vista l’impossibilità di raduni per l’emergenza sanitaria – da un flash mob organizzato dalla Fondazione Falcone e dal Ministero dell’Istruzione. Nei giorni scorsi una serie di artisti, attori e musicisti italiani con piccoli video, pubblicati sui canali social della Fondazione Falcone, del Ministero dell’Istruzione e di PalermoChiamaItalia hanno lanciato un appello ad appendere un lenzuolo bianco dal balcone di casa e ad affacciarsi tutti insieme alle ore 18.
#PalermoChiamaItaliaè realizzata anche grazie alla collaborazione fornita da Polizia di StatoArma dei Carabinieri e Guardia di Finanza. L’evento in questi anni è andato arricchendosi di importanti contributi grazie alle Intese sottoscritte con l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo (DIA), il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), l’Associazione Nazionale Magistrati (ANM) e il mondo dell’associazionismo e della società civile impegnato nella lotta alla criminalità organizzata.

Il Ministero dell’Istruzione e la Fondazione Falcone uniranno le piazze di #PalermoChiamaItalia e tutte le scuole che vorranno partecipare facendo sentire la loro voce per dire “no” alle mafie utilizzando anche i canali social. Sui profili social del Ministero (@MIsocialFB, @MiSocialIG,@MisocialTW), di #PalermoChiamaItalia (@palermochiamaitalia) e della Fondazione Falcone (@FondazioneGiovanniFalcone) ci saranno le dirette degli eventi raccontati attraverso gli hashtag: #23maggio, #PalermoChiamaItalia, #23maggio2020, #ilcoraggiodiognigiorno, #ilmiobalconeèunapiazza. Per ulteriori informazioni e dettagli sul programma è possibile consultare le pagine www.miur.gov.it e www.fondazionefalcone.it. Sui due siti saranno progressivamente caricati materiali, foto, schede.


Il 23 maggio migliaia di studenti ricorderanno le stragi di Capaci e di via D’Amelio. Pronta a salpare la Nave della Legalità virtuale

È intitolata “il coraggio di ogni giorno” ed è dedicata all’impegno di tutti i cittadini che in questi mesi di emergenza del Paese, con responsabilità e sacrificio, hanno operato per il bene della collettività la manifestazione organizzata dal Ministero dell’Istruzione e dalla Fondazione Falcone, il 23 maggio, per commemorare le vittime delle stragi mafiose di Capaci e via D’Amelio. Il programma della giornata è stato presentato nel corso di una conferenza stampa a cui hanno partecipato il Presidente della Rai Marcello Foa, Maria Falcone, Presidente della Fondazione Falcone, Tina Montinaro, Presidente dell’associazione Quarto Savona Quindici, il Capo della Polizia Franco Gabrielli, il Procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho, Marcello Ciannamea, Direttore Distribuzione Rai, Roberto Sergio, direttore Radio Rai e Lucia Azzolina, Ministra dell’Istruzione. 

Le celebrazioni del XVIIIesimo anniversario degli attentati mafiosi, costati la vita al giudice Giovanni Falcone, alla moglie Francesca Morvillo, al giudice Paolo Borsellino e agli agenti di scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo, Vito Schifani, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi e Claudio Traina, assumeranno necessariamente una forma diversa dal passato a causa delle restrizioni necessarie per contenere la diffusione del virus Covid-19. 

“In questa drammatica emergenza – ha spiegato la professoressa Falcone – si è scelto di celebrare il coraggio degli italiani che si sono messi al servizio del Paese in uno dei momenti più drammatici della sua storia recente. Medici, infermieri, esponenti delle forze dell’ordine, insegnanti, militari, volontari della Protezione civile, farmacisti, commercianti, rider, impiegati dei supermercati. Donne e uomini che hanno reso straordinario il loro ordinario impegno mostrando un’etica del dovere che richiama uno dei più grandi insegnamenti che ci ha lasciato Giovanni Falcone ”. 

Ruolo fondamentale nel racconto di questo 23 maggio avrà la Rai, ormai da anni partner della Fondazione Falcone e del Ministero dell’Istruzione nelle commemorazioni della strage di Capaci e via D’Amelio, con un palinsesto denso di appuntamenti – approfondimenti, documentari, film – che partirà dal 18 maggio e culminerà il 23 maggio con due trasmissioni in diretta su Rai Uno: “Uno Mattina in Famiglia” e “Rai sì”.  “La Rai – ha affermato il presidente della televisione pubblica Marcello Foa – partecipa con convinzione all’impegno del sistema Italia contro le mafie”. Ricordando i giorni delle stragi di Capaci e di Via D’Amelio, Foa ha anche osservato: “Sappiamo quanto quelle due date siano impresse nella memoria collettiva degli italiani, quanta rabbia suscitarono in noi. Ma ricordiamo anche lo straordinario spirito che pervase il Paese e come tutti ci stringemmo intorno allo Stato che seppe rispondere con efficacia alla sfida che gli era stata lanciata”.

La trasmissione “Uno Mattina in famiglia” narrerà un racconto che si muoverà tra passato e presente. Nella mattinata verrà rivissuto virtualmente il viaggio che la Nave della Legalità ogni anno ha fatto salpando da Civitavecchia e raggiungendo Palermo con a bordo migliaia di ragazzi. Quest’anno la Nave Splendid della SNAV, usata tradizionalmente per questo evento, è stata trasformata in ospedale galleggiante per gli ammalati di Covid-19. Verranno raccolte le testimonianze delle scuole che hanno partecipato negli anni scorsi al viaggio e i racconti di docenti e studenti che, nonostante l’emergenza, hanno proseguito la didattica da remoto, dimostrando che la scuola non si è fermata e ha reagito con coraggio e impegno.

Un impegno sottolineato dalla Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina. “La scuola – ha ribadito la Ministra – ha un ruolo fondamentale nella lotta contro la mafia. Spesso è l’unico avamposto dello Stato, l’unico riferimento di legalità per chi vive in ambienti difficili. E in questo periodo, seppur a distanza, continuiamo a essere presenti, a battere palmo a palmo il territorio nazionale perché nessuno sia lasciato indietro. Con la Nave della Legalità, anzi, vogliamo coinvolgere in questo racconto virtuale ancora più studenti rispetto a quanto fatto negli anni scorsi”.

Nel pomeriggio del 23 maggio, nel corso della trasmissione “Rai sì”, verranno ricordatigli agenti caduti a Capaci e in via D’Amelio con la deposizione di una corona di fiori presso il reparto scorte della Caserma Lungaro di Palermo, a cui prenderà parte Tina Montinaro, moglie di Antonio, il capo scorta del giudice Falcone. Sono previsti inoltre gli interventi dei vertici delle istituzioni e di esponenti del mondo dell’associazionismo antimafia. Parte fondamentale della trasmissione saranno le videointerviste e i collegamenti con quanti, in questo periodo di emergenza, giorno dopo giorno, hanno svolto e svolgono il proprio dovere anche a rischio della vita, per spirito di servizio. Alle 17.58, come ogni anno, ma stavolta senza la partecipazione dei cittadini, ci sarà il tradizionale momento del “Silenzio” sotto l’Albero Falcone, suonato da un trombettista della Polizia di Stato.  

La Fondazione Falcone, vista l’impossibilità di organizzare cortei e raduni, ha organizzato infine un flash-mob per ricordare ed esprimere un pensiero di gratitudine a chi, nella lotta alla mafia, o nella dura battaglia contro la pandemia, ha fatto la propria parte. Nei giorni precedenti il 23 una serie di artisti, attori e musicisti italiani con piccoli video, che verranno trasmessi sui canali social della Fondazione Falcone, del Ministero dell’Istruzione e di PalermoChiamaItalia inviteranno i cittadini ad appendere un lenzuolo bianco dal balcone di casa e ad affacciarsi tutti insieme alle ore 18.

Il Ministero dell’Istruzione e la Fondazione Falcone racconteranno questo 23 maggio sui canali social attraverso gli hashtag #23maggio2020#PalermoChiamaItalia #FondazioneFalcone e #ilcoraggiodiognigiorno.Per ulteriori informazioni e dettagli sul programma è possibile consultare le pagine www.miur.gov.it e www.fondazionefalcone.it. Sui due siti saranno progressivamente caricati materiali, foto, schede.

La manifestazione di commemorazione delle stragi  mafiose del ’92 è promossa dal 2002 dal Ministero dell’Istruzione (MI) e dalla Fondazione Falcone e rientra in un percorso del Ministero dell’Istruzione per incoraggiare nelle scuole attività didattiche mirate alla cultura del rispetto e della legalità e per una cittadinanza attiva e responsabile. #PalermoChiamaItaliaè stata realizzata negli anni anche grazie alla fattiva e quotidiana collaborazione fornita da Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza. L’evento in questi anni è andato arricchendosi di importanti contributi grazie agli accordi firmati con l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), la Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), l’Associazione Nazionale Magistrati (ANM). 

Un impegno confermato anche quest’anno dal Procuratore Cafiero de Raho, il quale, nel corso della conferenza stampa, ha sottolineato come, approfittando della crisi sanitaria che stiamo vivendo, le mafie “ricerchino consenso sociale e facciano reclutamento”. “Le mafie approfittano della sofferenza”, ha ricordato il Procuratore della DNA, per affermare che quella del 23 maggio è “una celebrazione quanto mai importante giacché aiuta i giovani a capire che i nostri modelli vanno cercati tra chi ha guardato al bene comune”. All’emergenza Covid-19 ha fatto riferimento anche il capo della Polizia Franco Gabrielli. “Viviamo un tempo sospeso – ha osservato – e sarebbe stato semplice passare oltre la data del 23 maggio. Invece, la Rai, il Ministero dell’Istruzione e la Fondazione Falcone hanno lavorato per ancorarci a due momenti che sono stati tragici per la nostra storia, ma che hanno rappresentato anche una ripartenza. Il Paese oggi deve trovare le forze per reagire, e i caduti di quella tragica stagione del ’92 sono modelli a cui ispirarci”.