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LegaliTour

La Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, insieme al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia Nicola Morra, ha partecipato questa mattina a una delle tappe del progetto “LegaliTour: percorsi di legalità, formazione e orientamento nel sistema educativo nazionale di istruzione”, che si è svolta presso l’istituto “Zingarelli – Sacro Cuore” e si è conclusa con la visita al bene confiscato “Terra AUT” di Cerignola (FG).

“L’iniziativa che abbiamo portato a termine con il Presidente Morra mette finalmente a disposizione dei nostri giovani beni che prima erano luoghi ad appannaggio della criminalità organizzata”, ha commentato la Ministra Azzolina, che ha aggiunto: “Questo è un progetto che parla direttamente anche alle famiglie, vogliamo dare un segnale molto forte: la scuola e lo Stato non fuggono, sono presenti nei territori, soprattutto in quelli dove c’è più bisogno. I giovani, per essere liberi, devono potersi formare, devono poter studiare”. Infine, durante il confronto con gli studenti, la Ministra ha detto: “Questo dove siamo oggi è un luogo simbolico perché dimostra come una realtà diversa rispetto a quella abbrutita della criminalità organizzata sia possibile. È un luogo che dà speranza”.

“LegaliTour” rientra nelle attività previste dal Protocollo siglato a Locri (RC) il mese scorso, voluto dalla presidenza della Commissione Antimafia e dal Ministero dell’Istruzione. L’obiettivo è permettere alle studentesse e agli studenti di frequentare già questa estate i centri estivi nei beni confiscati alla criminalità organizzata e gestiti dalle cooperative sociali in quattro regioni: Puglia, Calabria, Campania e Sicilia. Poi, durante il prossimo anno scolastico, saranno organizzate altre iniziative sul tema della legalità.

Educazione civica, tra scienza e democrazia

Educazione civica: per un possibile parallelo tra scienza e democrazia.

di Maria Grazia Carnazzola

Dal prossimo settembre l’insegnamento di Educazione civica e Costituzione sarà obbligatorio in tutte le classi delle scuole di ogni ordine e grado; a partire dalla scuola dell’infanzia. 

Questo è un momento di palese difficoltà anche per il mondo della scuola sotto diversi aspetti; la legge n.92/2019 e le Linee Guida del giugno scorso, ripropongono una necessaria riflessione sul tema delle competenze di cittadinanza a cui dovrebbe essere finalizzato l’intero curricolo e, quindi, anche l’insegnamento di Educazione Civica.  Ho letto i diversi documenti, compreso il Piano per la formazione dei docenti del 16-7-2020, e pur condividendone il senso complessivo, alcuni interrogativi riguardanti la dimensione culturale, psico- pedagogica e valoriale, mi rimangono.

La cittadinanza deve essere la chiave di lettura dei tanti documenti che, nel tempo, si sono susseguiti, comprese le Indicazioni Nazionali per i Licei 2010, le Linee guida per gli Istituti Tecnici e Professionali 2010-2012-2017, le Indicazioni Nazionali per il primo ciclo di Istruzione 2012, il documento MIUR sulle Indicazioni per il curricolo del 22 febbraio 2018 e in molti altri. E dovrà continuare ad essere la chiave di lettura per comprendere e per interpretare gli indirizzi culturali e pedagogici presenti a volte esplicitamente a volte implicitamente nei documenti, perchè non basta ripetere le stesse cose con formule diverse o con nuovi documenti che spiegano via via il significato di documenti precedenti: serve individuare gli strumenti culturali e tecnici necessari per una visione complessiva, premessa per una compiuta realizzazione.

  1. Prima dell’educazione civica, l’educazione.

 L’educazione civica è un tassello fondamentale nella formazione dell’uomo e del cittadino, ma, tassello ancora più importante è l’educazione tout court, fatta di comportamenti rispettosi a casa, per strada, sui mezzi pubblici, a scuola… comportamenti che devono essere appresi perlopiù attraverso l’imitazione e, quindi, attraverso l’esempio. I ragazzi che abbiamo a scuola sono gli stessi che vediamo al bar o sugli scooter…pensiamo forse che dovrebbero essere diversi per il solo fatto di essere nella scuola? Non è così, o perlomeno, non è più così: i ruoli oggi dicono poco e se qualcuno nella scuola dice, è perché ne ha il coraggio e gli strumenti, la reputazione, la credibilità e la rispettabilità necessarie. Chi di noi ha in famiglia bambini o ragazzi, sa che queste non sono solo parole. Gli studenti irriverenti, o quanto meno demotivati e insofferenti, testimoniano la frattura che si è creata tra la scuola e la società, tra gli insegnanti e i genitori e danno atto della confusione imperante tra ruoli e funzioni, tra diritto all’istruzione e cultura della rivendicazione, in nome di una presunta democrazia.

La scuola non è democratica perchè permette a tutti di entrare: è democratica se permette a tutti di uscire con un bagaglio di cultura e di competenze che gli consentiranno di vivere nel miglior modo possibile- nella società- e di orientarsi nel mondo del lavoro. Solo se quelle competenze si fondano sugli strumenti culturali e tecnici necessari per conoscere e significare la realtà e per fare le proprie scelte, ciò sarà possibile.

2. Per non continuare a guardare il dito mentre si indica la luna.

Strumenti culturali e tecnici (e tecnologici) necessari per sapersi orientare, dicevo. Un buon funzionamento della democrazia non può prescindere da un livello quanto più possibile elevato di alfabetizzazione “scientifica”: la disinformazione che viaggia sulla rete, velocissima e incessante, se non controbilanciata da una adeguata familiarità con il sapere, può creare forme di consenso non mediate dagli esperti e mettere a rischio la sicurezza di intere popolazioni. Le vicende legate all’attuale pandemia la dicono lunga. Sottolineare la necessaria controllabilità pubblica delle posizioni e dei risultati scientifici, significa aprire le porte alla critica di altri scienziati, credibili per competenza e di comprovata reputazione, per una decisione collettiva. Con le dovute differenze, se guardiamo a fondo, anche i processi decisionali di una buona democrazia dovrebbero fondarsi su discussioni aperte alle critiche provenienti dalla stampa o dalle opposizioni, a confronti e a civili scontri di carattere pubblico, tra persone di riconosciuta competenza e reputazione.  Questa sarebbe la prima lezione di educazione civica per tutti. La crescente specializzazione di tutte le scienze moltiplica i linguaggi tecnici, sempre meno accessibili al grande pubblico sia in campo politico sia in campo scientifico: abbiamo bisogno di mediatori di conoscenza e di mediatori politici, di una qualche forma di mediazione da parte di esperti più competenti del cittadino medio: sappiamo che le conoscenze sono distribuite in modo ineguale. Questo è il fil rouge che dovrebbe collegare conoscenza e democrazia e a cui dovremmo essere formati. Il principio di controllabilità e di delega, sia in ambito politico sia in ambito conoscitivo, si fonda, direbbe J. Searle, sul primario contratto sociale di una comunità, cioè sulla fiducia in un linguaggio condiviso e non menzognero. Se prevalgono le asserzioni senza significato o false, i discorsi smarriscono il senso e ne consegue la caduta di legittimazione delle istituzioni. La qualità del linguaggio pubblico non è un lusso né un esercizio accademico: è un dovere civile.  Infatti, la società civile è fondata sulla possibilità, per ciascuno, di comprendere e di farsi comprendere. Parlare o scrivere bene attiene direttamente alla qualità del ragionamento e del pensiero. Non a caso, A. Camus aveva sostenuto che “Quelli che scrivono con chiarezza hanno dei lettori, quelli che scrivono in modo ambiguo hanno dei commentatori.”  Mi chiedo come mai, nelle linee guida non si faccia menzione, tra le altre discipline citate, della necessaria trasversalità della lingua, orale e scritta. “Tu sai bene che il parlare scorretto non è solo una cosa per sé sconveniente, ma fa male anche alle anime” ebbe a dire Socrate a Critone. Se le parole perdono aderenza con i concetti, cosa è Stato, cosa è libertà, cosa giustizia?

3. La scienza e la democrazia vogliono parole precise.

Tutti raccontiamo storie: è il nostro modo di dare significato e direzione a ciò che accade e che ci accade. Così come non possiamo non dire e non narrare, allo stesso modo dobbiamo cercare di comprendere quello che ci viene narrato. 

P. Watzlawick ha sostenuto che le parole e le frasi, usate in modo descrittivo e narrativo, possono avere una funzione costruttiva del mondo. Descrivere e narrare non sono operazioni neutre: possono creare la realtà. Vale quando si comunicano “verità” sia scientifiche sia politiche. Vale per la scienza – la cultura- vale per la democrazia. Allora dovremmo porci qualche domanda sul modo in cui sono scritti alcuni decreti, ordinanze, circolari, sul significato di formule come “didattica a distanza, apprendimento a distanza, arredi innovativi o sedute didattiche” che “scientificamente” non hanno senso.  La democrazia non è omologazione: è contrapposizione prima e mediazione, poi. 

Mediazione che si fonda sulle parole: più parole si posseggono, più possibilità di mediazione ci sono. Bisognerà che le giovani generazioni comprendano che democrazia non è solo regola di maggioranza; che in democrazia c’è chi vota, il popolo sovrano, e c’è chi decide, i suoi rappresentanti- i mediatori di cui ho detto più sopra-. Centrale, nella sfera politica e nella società civile, rimane il dibattito pubblico finalizzato anche a comprendere come si dovrebbe controllare chi ci governa e che fa riferimento all’intelligenza collettiva, in tutte le dimensioni del vivere e del sapere.  Le ipotesi scientifiche hanno a che fare con evidenze che le supportano in modo logico, possono essere valutate da scienziati e non da incompetenti. Se la scuola riuscisse a farlo comprendere, certi dibattiti televisivi o certe notizie in rete lascerebbero il tempo che trovano: tutti avrebbero gli strumenti per distinguere un parere fondato da un’opinione generica e/o da un’opinione interessata.  E questa sarebbe educazione civica, al di là dei contenuti di conoscenza. Riflettere sugli aspetti descrittivi e normativi della scienza e della democrazia, sui valori che le fondano- il pluralismo, il consenso, l’oggettività, la tolleranza, il rispetto dei fatti, l’apertura alla critica e al dissenso, contrapposti al dogmatismo e al conformismo,- possono costituire per i docenti piste di lavoro su cui convergere per individuare il contributo che ogni disciplina deve apportare, al di là dei contenuti.  In altro modo non vedo come potrebbero poi essere individuati gli elementi sui quali costruire i criteri per la valutazione da esprimere con un unico voto. Ma di questo parlerò in un’altra occasione.

4. Conclusioni.

Mi auguro che si riesca veramente a finalizzare l’insegnamento/apprendimento di Educazione Civica e Costituzione allo sviluppo delle competenze di cittadinanza; se ci si fermasse a una interpretazione degli aspetti sociali, relazionali o tecnici ne andrebbe perduta la potenziale valenza cognitiva e culturale. Da un lato occorrerà puntare a un percorso fondato su valori condivisi, su atteggiamenti collaborativi di convivenza civile e di legalità, dall’altra su competenze culturali forti di saperi disciplinari e di abilità trasversali che consentano a ciascuno di comprendere, selezionare, organizzare le informazioni per risolvere i problemi e progettare la propria vita facendo responsabilmente le proprie scelte.

BIBIOGRAFIA

M. Dorato, Disinformazione scientifica e democrazia, Raffaello Cortina Editore, Milano 2019;

Platone, Fedone- in Tutti gli scritti, G. Reale, Rusconi Ed: Milano 1994;

P. Watzlawick, La realtà della realtà. Comunicazione, disinformazione, confusione, Astrolabio Roma 1976; 

C. Sini, L’alfabeto e l’occidente, Jaca Book, Milano; L. 92/2919 e Linee Guida giugno 2020

Piano per la formazione dei docenti, 16 luglio 2020

Competenze chiave 2018.

Protocollo di intesa Ministero Istruzione e Consiglio nazionale forense

Promuovere la cultura della legalità fra le studentesse e gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado. È quanto prevede il Protocollo di intesa, siglato il 22 luglio 2020 al Ministero dell’Istruzione (MI) dalla Ministra Lucia Azzolina e dalla Presidente facente funzioni del Consiglio nazionale forense (CNF) Maria Masi. Protocollo che conferma e rafforza un lavoro congiunto già in atto tra il MI e il CNF, avviato con la realizzazione dei percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento.

Il Protocollo ha una durata triennale e intende promuovere iniziative comuni volte a favorire e conseguire un miglioramento qualitativo dei percorsi educativi scolastici nell’ambito dei piani triennali predisposti dagli istituti, proponendo lo svolgimento di moduli specifici sui temi dell’educazione alla cittadinanza e alla legalità, con la necessaria collaborazione degli Ordini territoriali degli avvocati. Nello specifico, il Protocollo prevede la realizzazione di quattro diverse progettualità rivolte a studentesse e studenti di ogni grado scolastico, che coinvolgeranno bambini e ragazzi sui temi quali i diritti e i doveri dei cittadini, il rispetto della legalità, la cultura del valore delle differenze e la cura del bene comune.

“Con il nuovo Protocollo d’intesa MI-CNF coinvolgiamo per la prima volta gli studenti di tutti gli ordini scolastici. È un’iniziativa, questa, che ci permetterà di parlare di temi importanti fin dalla scuola primaria”, dichiara la Ministra Lucia Azzolina. “Con la firma di questo accordo – prosegue Maria Masi – l’avvocatura, ancora una volta, privilegia il proprio ruolo sociale e trova le giuste energie per dedicarsi ad accompagnare le giovani generazioni, che più di altri hanno sofferto in questi ultimi mesi, in un percorso all’insegna della dialettica e della legalità”.

Educazione civica

Nota 16 luglio 2020, AOODGPER 19488
Piano per la formazione dei docenti sull’insegnamento dell’educazione civica di cui alla legge n.92/2019

Nota 30 giugno 2020, AOODGPER 16557
Linee guida per l’Educazione Civica a.s. 2020-21 – Azione di accompagnamento rivolta alle scuole polo e ai referenti per la formazione presso gli UUSSRR (L.92/2019)

Nota 23 giugno 2020, AOODGOSV 10248
Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica nelle scuole di ogni ordine e grado. Trasmissione decreto ministeriale n. 35/2020

Decreto Ministeriale 22 giugno 2020, AOOGABMI 35
Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica, ai sensi dell’articolo 3 della legge 20 agosto 2019, n. 92


Educazione civica, al via dal 6 luglio un ciclo di quattro incontri online per sostenere l’attuazione delle Linee guida in vista del prossimo anno scolastico

Un ciclo di quattro incontri online per sostenere l’attuazione delle Linee guida per l’Educazione civica, emanate a fine giugno. Li ha organizzati il Ministero dell’Istruzione in collaborazione con Indire. A partire dal prossimo anno scolastico, infatti, secondo quanto previsto dalla legge 92 del 2019, l’insegnamento di Educazione civica avrà un proprio voto, con almeno 33 ore all’anno dedicate. Tre gli assi attorno a cui ruoterà l’Educazione civica: lo studio della Costituzione, lo sviluppo sostenibile, la cittadinanza digitale.

Il primo dei quattro eventi è in programma per oggi, a partire dalle ore 17, ed è aperto a tutti, in diretta streaming sul canale YouTube dell’Indire, che collabora col Ministero nell’organizzazione degli incontri.

Nel corso dell’incontro, dedicato alla presentazione delle Linee guida e alla raccolta di domande e osservazioni da parte dei rappresentanti degli Uffici Scolastici Regionali, interverranno: Marco Bruschi, Capo del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione; Lucrezia Stellacci, coordinatrice della Commissione nazionale per l’educazione civica; Maria Assunta Palermo, Direttore generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione; Maria Rosa Silvestro, Dirigente Tecnica del Ministero dell’Istruzione. A moderare l’incontro sarà Maria Chiara Pettenati, Dirigente di Ricerca di Indire.

Nei tre eventi successivi, dedicati ciascuno a un gruppo di Regioni, le domande raccolte oggi saranno la base per l’avvio di una discussione-dibattito tra i relatori e i partecipanti. Il 15 luglio si confronteranno Basilicata, Calabria, Puglia, Lombardia, Umbria, Liguria e Marche. Il 16 luglio parteciperanno al dibattito i rappresentanti di Molise, Sardegna, Abruzzo, Friuli Venezia-Giulia, Emilia-Romagna e Campania e Piemonte. Il 17 luglio sarà infine la volta di Toscana, Veneto, Sicilia e Lazio.

https://youtu.be/EgLt9EySXvg


Il Ministero dell’Istruzione ha inviato a tutte le scuole le Linee guida per l’insegnamento dell’Educazione civica. A partire dal prossimo anno scolastico, il 2020/2021, questo insegnamento, trasversale alle altre materie, sarà infatti obbligatorio in tutti i gradi dell’istruzione, a partire dalle scuole dell’infanzia.

Le Linee guida rappresentano un documento agile e di facile consultazione, attraverso il quale i dirigenti scolastici e gli insegnanti potranno dare seguito alle regole che entreranno in vigore a settembre. Secondo quanto previsto dalla legge 92 del 2019, infatti, l’insegnamento di Educazione civica avrà, dal prossimo anno scolastico, un proprio voto, con almeno 33 ore all’anno dedicate. Tre gli assi attorno a cui ruoterà l’Educazione civica: lo studio della Costituzione, lo sviluppo sostenibile, la cittadinanza digitale.

La Costituzione
Studentesse e studenti approfondiranno lo studio della nostra Carta costituzionale e delle principali leggi nazionali e internazionali. L’obiettivo sarà quello di fornire loro gli strumenti per conoscere i propri diritti e doveri, di formare cittadini responsabili e attivi che partecipino pienamente e con consapevolezza alla vita civica, culturale e  sociale  della loro comunità.

Lo sviluppo sostenibile
Alunne e alunni saranno formati su educazione ambientale, conoscenza e tutela del patrimonio e del territorio, tenendo conto degli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU. Rientreranno in questo asse anche l’educazione alla salute, la tutela dei beni comuni, principi di protezione civile. La sostenibilità entrerà, così, negli obiettivi di apprendimento.

Cittadinanza digitale
A studentesse e studenti saranno dati gli strumenti per utilizzare consapevolmente e responsabilmente i nuovi mezzi di comunicazione e gli strumenti digitali. In un’ottica di sviluppo del pensiero critico, sensibilizzazione rispetto ai possibili rischi connessi all’uso dei social media e alla navigazione in Rete, contrasto del linguaggio dell’odio.

Nella scuola dell’infanzia, si dovrà prevedere, attraverso il gioco e le attività educative e didattiche, la sensibilizzazione delle bambine e dei bambini a concetti di base come la conoscenza e il rispetto delle differenze proprie e altrui, la consapevolezza delle affinità, il concetto di salute e di benessere. Ci saranno apposite misure di accompagnamento e supporto per docenti e dirigenti scolastici.

“In questi giorni – ricorda la Ministra Lucia Azzolina – stiamo lavorando senza sosta alle Linee guida per la riapertura delle scuole nel prossimo mese di settembre, un lavoro complesso che stiamo portando avanti con gli stakeholder della scuola, con le Regioni e gli Enti locali e che chiuderemo questa settimana. So che sono molto attese. Stiamo tutti collaborando per il bene dei nostri studenti. Ma la riapertura – sottolinea – non è fatta solo di misure di sicurezza e di prevenzione del contagio. Stiamo guardando anche oltre. Dal prossimo settembre, troverà applicazione la legge sull’Educazione Civica. Vogliamo che le scuole siano preparate”.

L’obiettivo è fare in modo che “le ragazze e i ragazzi, fin da piccoli, possano imparare principi come il rispetto dell’altro e dell’ambiente che li circonda, utilizzino linguaggi e comportamenti appropriati quando sono sui social media o navigano in rete. Realizzare questo documento e inviarlo alle scuole è un atto non solo amministrativo, ma anche profondamente simbolico. Ci dice che l’avvio del nuovo anno scolastico sarà non solo il momento del ritorno in classe, ma anche l’inizio di un nuovo cammino per portare la scuola nel futuro, rendendola più moderna, sostenibile, ancora più inclusiva. Essenziale sarà anche la formazione degli insegnanti, sarà quindi una delle priorità su cui lavoreremo per l’avvio del nuovo anno scolastico – aggiunge la Ministra -. Solo così le difficoltà che stiamo affrontando a causa della pandemia saranno non solo un ostacolo da superare, ma un’occasione di miglioramento, uno stimolo a guardare avanti, per tutti” conclude.

Nota 16 luglio 2020, AOODGPER 19488

Ministero dell’Istruzione
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione

ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali
ai dirigenti titolari degli Uffici scolastici Regionali per l’Umbria, la Basilicata e il Molise
e, p.c., al Sovrintendente Scolastico per la Scuola in lingua italiana di Bolzano
all’Intendente Scolastico per la Scuola in lingua tedesca di Bolzano
all’Intendente Scolastico per la Scuola delle località ladine di Bolzano
al Dirigente del Dipartimento Istruzione e cultura per la Provincia di Trento
al Sovrintendente Scolastico per la Regione Valle D’Aosta
ai Dirigenti Scolastici delle Scuole polo per la formazione

Oggetto: Piano per la formazione dei docenti sull’insegnamento dell’educazione civica di cui alla legge n.92/2019.

Carissimi,

vi trasmetto, per il seguito di competenza, il Piano per la formazione e il Prospetto delle assegnazioni finanziarie.

Confido, pur nell’addensarsi di molteplici impegni, nella consueta collaborazione. Un caro saluto,

IL CAPO DIPARTIMENTO
Dott. Marco BRUSCHI


Ministero dell’Istruzione Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione
Direzione generale per il personale scolastico – Ufficio VI
Formazione del personale scolastico, formazione dei dirigenti scolastici e accreditamento enti

Al via i campi estivi nei beni confiscati alla mafia

A Locri (RC) siglato il Protocollo tra il Ministero dell’Istruzione e la Presidenza della Commissione Parlamentare Antimafia

Campi estivi per mille fra ragazze e ragazzi nei beni confiscati alla criminalità organizzata. Li prevede il Protocollo d’intesa siglato oggi a Locri (RC) dalla Ministra Lucia Azzolina, dal Presidente della Commissione Antimafia Nicola Morra alla presenza del Procuratore Nicola Gratteri, che impegna il Ministero dell’Istruzione e la Presidenza della Commissione Parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie a realizzare percorsi di educazione per studentesse e studenti e di formazione per i docenti sui temi della legalità. Un fronte su cui il Ministero è da tempo impegnato e su cui intende rafforzare la propria azione, collaborando con tutte le istituzioni interessate. Subito dopo la firma, la Ministra Azzolina e il Presidente Morra hanno visitato l’Ostello Locride, uno dei beni dove si svolgeranno i campi estivi, gestito da GOEL-Gruppo Cooperativo, che da anni si oppone alla ‘ndrangheta costruendo un modello di sviluppo etico per la Calabria.

Il Protocollo siglato oggi parte proprio dalle attività che si svolgeranno questa estate, fra luglio e agosto, nei beni sottratti alla criminalità organizzata e gestiti dalle cooperative sociali in quattro regioni: Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

Luoghi simbolo che ospiteranno campi estivi con l’obiettivo di sensibilizzare studentesse e studenti, di guidarli per fare di loro sentinelle attive nel contrasto di tutte le mafie. Da Casal di Principe (CE) a Cerignola (FG), da Corleone (PA) a Isola di Capo Rizzuto (KR), saranno in tutto mille fra ragazze e ragazzi ad essere coinvolti nei quaranta giorni previsti di attività. Tutti giovani che conosceranno dal vivo la realtà dei beni confiscati e potranno vedere con i loro occhi come luoghi sottratti a chi danneggiava il tessuto socio-economico del loro territorio possano avere nuova vita e diventare parte di una economia legale. Undici le cooperative che organizzeranno i campi.

“Con questa intesa diamo la possibilità ai nostri ragazzi di partecipare gratuitamente ai campi estivi organizzati all’interno dei beni confiscati e gestiti da cooperative sociali. Un piccolo ritorno alla normalità, dopo i mesi che abbiamo vissuto e in attesa di fare rientro a scuola, a settembre, in presenza e in sicurezza – sottolinea la Ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina -. È un progetto che guarda anche alle famiglie provate economicamente in questi mesi dall’emergenza sanitaria e spesso impossibilitate a organizzare anche una piccola vacanza. Ma vogliamo dare anche un segnale forte con questa iniziativa, ribadiamo l’importanza della presenza della Scuola e dello Stato nei territori. Stiamo dicendo ai ragazzi che devono sempre scegliere la legalità, rifiutare ogni forma di corruzione, perché agire secondo le regole rende liberi. Mentre chi cade nella rete della criminalità organizzata diventa pedina di un sistema che non vuole il bene delle persone, ma le vede come strumenti per raggiungere i propri obiettivi”.

“Porteremo giovani e studenti a conoscere e vivere la realtà dei beni confiscati alle mafie. Potranno toccare con mano come sia possibile fare economia legale ed etica in un territorio mortificato dalla criminalità organizzata – commenta il Presidente Commissione Parlamentare Antimafia Nicola Morra -. Daremo in concreto ai nostri ragazzi la possibilità di comprendere le differenze e scegliere in futuro la strada giusta, fatta di cultura e legalità. Inoltre siamo veramente soddisfatti di questa perfetta sinergia con il Ministero dell’Istruzione perché tra i compiti della Commissione Antimafia c’è proprio la promozione della cultura della legalità per le scuole. Questo progetto sui beni confiscati di così ampio respiro, è solo un primo tassello di iniziative che con la Ministra Azzolina si andranno a concretizzare a breve”.

“Oggi sono qui perché ci credo. Sono fortemente convinto dell’importanza e dell’utilità di questo progetto. Siamo riusciti finalmente a fare rete, fare sistema. Per questo ringrazio il Ministero dell’Istruzione, la Commissione Antimafia e le tante cooperative sociali protagoniste di quest’iniziativa – commenta il Procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri -. Gestire un bene confiscato alla mafia è molto difficile, qui si fa impresa solidale. Questo è un grande insegnamento di antimafia vera e concreta”. Gratteri ha poi aggiunto: “Sogno una scuola con strutture belle, colorate, moderne, che riesca a trattenere i bambini e i ragazzi anche di pomeriggio, dove leggere, discutere, capace di non lasciare questi ragazzi da soli, non diventare figli della strada. E insieme ai progetti per la legalità sogno anche un progetto sulla lingua italiana”.

Il Protocollo si articola in un Piano pluriennale che prevede la collaborazione tra il Ministero dell’Istruzione e la Commissione Parlamentare Antimafia per attività formative e informative che coinvolgano docenti e studenti, con percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, visite didattiche e gemellaggi. Ma anche convegni, seminari di studio, manifestazioni, occasioni di confronto mediante la condivisione delle esperienze di chi combatte la mafia quotidianamente e di chi gestisce beni confiscati, con progetti formativi anche al di fuori delle aule scolastiche.

Nota 30 giugno 2020, AOODGPER 16557

Ministero dell’Istruzione
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione
Direzione generale per il personale scolastico – Ufficio VI Formazione del personale scolastico, formazione dei dirigenti scolastici e accreditamento enti

Oggetto: Linee guida per l’Educazione Civica a.s. 2020-21 – Azione di accompagnamento rivolta alle scuole polo e ai referenti per la formazione presso gli UUSSRR (L.92/2019)

Nota 23 giugno 2020, AOODGOSV 10248

Ministero dell’Istruzione
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione

Uffici Scolastici Regionali
LORO SEDI
Ai dirigenti scolastici delle istituzioni scolastiche statali di ogni ordine e grado
LORO SEDI
Ai coordinatori delle attività educative e didattiche delle scuole paritarie
LORO SEDI
Regione Autonoma Valle di Aosta
Dipartimento Sovraintendenza agli Studi
AOSTA
Provincia Autonoma di Bolzano
Direzione istruzione e formazione italiana
BOLZANO
Provincia Autonoma di Trento
Dipartimento istruzione e cultura
TRENTO
e, p.c., Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione
SEDE
Provincia Autonoma di Bolzano
Direzione istruzione e formazione tedesca
Direzione istruzione, formazione e cultura ladina
BOLZANO

Oggetto: Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica nelle scuole di ogni ordine e grado. Trasmissione decreto ministeriale n. 35/2020.


Decreto Ministeriale 22 giugno 2020, AOOGABMI 35
Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica, ai sensi dell’articolo 3 della legge 20 agosto 2019, n. 92

#PalermoChiamaItalia – Il coraggio di ogni giorno

#PalermoChiamaItalia – Il coraggio di ogni giorno

Il 23 maggio si celebra l’anniversario della morte di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, del giudice Francesca Morvillo, moglie di Falcone, e degli uomini delle loro scorte Rocco Dicillo, Vito Schifani, Antonio Montinaro, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Agostino Catalano.


#PalermoChiamaItalia, le celebrazioni per il XXVIII anniversario delle stragi di Capaci e di Via D’Amelio

Al Ministero cerimonia in diretta Rai con la Ministra Azzolina, il Procuratore Nazionale Antimafia De Raho, il Capo della Polizia Gabrielli

Flash mob in tutta Italia degli studenti: lenzuola bianche 
per dire “no” alle mafie 
In diretta da Palermo il ‘Silenzio’ suonato sotto l’Albero Falcone

Torna #PalermoChiamaItalia, l’iniziativa dedicata alla memoria delle stragi di Capaci e di Via D’Amelio, organizzata ogni anno dal Ministero dell’Istruzione e dalla Fondazione Falcone. L’emergenza Covid-19 non ferma, infatti, la volontà delle studentesse e degli studenti, degli insegnanti, di ribadire il proprio “no” alle mafie. Domani in tutta Italia il mondo della scuola parteciperà alle iniziative per la giornata riservata al ricordo dei giudici Giovanni FalconeFrancesca Morvillo e Paolo Borsellino e di tutti gli agenti delle loro scorte: Agostino CatalanoWalter Eddie CosinaRocco DicilloVincenzo Li MuliEmanuela LoiAntonio MontinaroVito SchifaniClaudio Traina.
#PalermoChiamaItalia è promossa dal Ministero dell’Istruzione insieme alla Fondazione Falcone in collaborazione con la Polizia di Stato, la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo e con ‘Quarto Savona Quindici’. Si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il Patrocinio del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati. Rientra tra le attività del percorso promosso annualmente dal Ministero dell’Istruzione per incoraggiare nelle scuole attività didattiche mirate alla cultura del rispetto e della legalità e per una cittadinanza attiva e responsabile.
L’iniziativa anche quest’anno si avvale della partnership della Rai con un palinsesto dedicato – approfondimenti, documentari, film – in onda già dal 18 maggio scorso che culminerà domani all’interno di due trasmissioni su Rai Uno: ‘Uno Mattina in Famiglia’ e ‘Rai sì’.
‘Il coraggio di ogni giorno’. È il tema di questa edizione di #PalermoChiamaItalia che è dedicata ai tanti cittadini che si distinguono nel quotidiano per l’impegno straordinario e l’etica del dovere, anche in questi mesi di emergenza del Paese.
La commemorazione partirà, domani mattina, con la diretta dal Ministero dell’Istruzione. Ad aprire il collegamento, alle 8.35 (circa), il video messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Subito dopo, dalla facciata del Palazzo dell’Istruzione,

saranno srotolate (alle 8.42) le gigantografie di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e delle loro scorte. Dal Ministero interverranno la Ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, il Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Federico Cafiero De Raho, il Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Franco Gabrielli.
La diretta si sposterà a Palermo, alla Stele di Capaci, dove la professoressa Maria Falcone, sorella di Giovanni, e Tina Montinaro, moglie di Antonio, il capo scorta del giudice Falcone, depositeranno una corona in memoria degli agenti caduti durante le stragi.
La mattinata proseguirà con un collegamento dalla ‘Nave della Legalità’ per raccontare le storie delle scuole italiane e le esperienze delle tante studentesse e dei tanti studenti e docenti che negli anni passati hanno partecipato all’ormai tradizionale viaggio da Civitavecchia a Palermo. Le telecamere saliranno a bordo della Nave Splendid della SNAV che in questi anni ha accompagnato i ragazzi nella traversata e che in questi mesi è attraccata al porto di Genova ed è stata trasformata in ospedale galleggiante per gli ammalati di Covid-19.
La finestra televisiva andrà avanti nel pomeriggio con lo ‘Speciale Capaci’ su ‘Italia Sì’, sempre su Rai Uno. Verranno ricordati gli agenti caduti a Capaci e in via D’Amelio con la deposizione di una corona di fiori presso il reparto scorte della Caserma Lungaro di Palermo. Alla cerimonia prenderanno parte Maria Falcone e Tina Montinaro. Sono previsti anche gli interventi dei vertici delle istituzioni e di esponenti del mondo dell’associazionismo antimafia. 
Parte fondamentale della trasmissione saranno le video interviste e i collegamenti con quanti, in questo periodo di emergenza, giorno dopo giorno, hanno svolto e svolgono il proprio dovere anche a rischio della vita. Alle 17.58, come ogni anno, ma, stavolta senza la partecipazione dei cittadini, in ragione dell’emergenza, ci sarà il tradizionale momento del “Silenzio” sotto l’Albero Falcone e, in contemporanea, dal Giardino di Capaci. 
Il tradizionale corteo per le vie del centro di Palermo sarà sostituito – vista l’impossibilità di raduni per l’emergenza sanitaria – da un flash mob organizzato dalla Fondazione Falcone e dal Ministero dell’Istruzione. Nei giorni scorsi una serie di artisti, attori e musicisti italiani con piccoli video, pubblicati sui canali social della Fondazione Falcone, del Ministero dell’Istruzione e di PalermoChiamaItalia hanno lanciato un appello ad appendere un lenzuolo bianco dal balcone di casa e ad affacciarsi tutti insieme alle ore 18.
#PalermoChiamaItaliaè realizzata anche grazie alla collaborazione fornita da Polizia di StatoArma dei Carabinieri e Guardia di Finanza. L’evento in questi anni è andato arricchendosi di importanti contributi grazie alle Intese sottoscritte con l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo (DIA), il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), l’Associazione Nazionale Magistrati (ANM) e il mondo dell’associazionismo e della società civile impegnato nella lotta alla criminalità organizzata.

Il Ministero dell’Istruzione e la Fondazione Falcone uniranno le piazze di #PalermoChiamaItalia e tutte le scuole che vorranno partecipare facendo sentire la loro voce per dire “no” alle mafie utilizzando anche i canali social. Sui profili social del Ministero (@MIsocialFB, @MiSocialIG,@MisocialTW), di #PalermoChiamaItalia (@palermochiamaitalia) e della Fondazione Falcone (@FondazioneGiovanniFalcone) ci saranno le dirette degli eventi raccontati attraverso gli hashtag: #23maggio, #PalermoChiamaItalia, #23maggio2020, #ilcoraggiodiognigiorno, #ilmiobalconeèunapiazza. Per ulteriori informazioni e dettagli sul programma è possibile consultare le pagine www.miur.gov.it e www.fondazionefalcone.it. Sui due siti saranno progressivamente caricati materiali, foto, schede.


Il 23 maggio migliaia di studenti ricorderanno le stragi di Capaci e di via D’Amelio. Pronta a salpare la Nave della Legalità virtuale

È intitolata “il coraggio di ogni giorno” ed è dedicata all’impegno di tutti i cittadini che in questi mesi di emergenza del Paese, con responsabilità e sacrificio, hanno operato per il bene della collettività la manifestazione organizzata dal Ministero dell’Istruzione e dalla Fondazione Falcone, il 23 maggio, per commemorare le vittime delle stragi mafiose di Capaci e via D’Amelio. Il programma della giornata è stato presentato nel corso di una conferenza stampa a cui hanno partecipato il Presidente della Rai Marcello Foa, Maria Falcone, Presidente della Fondazione Falcone, Tina Montinaro, Presidente dell’associazione Quarto Savona Quindici, il Capo della Polizia Franco Gabrielli, il Procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho, Marcello Ciannamea, Direttore Distribuzione Rai, Roberto Sergio, direttore Radio Rai e Lucia Azzolina, Ministra dell’Istruzione. 

Le celebrazioni del XVIIIesimo anniversario degli attentati mafiosi, costati la vita al giudice Giovanni Falcone, alla moglie Francesca Morvillo, al giudice Paolo Borsellino e agli agenti di scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo, Vito Schifani, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi e Claudio Traina, assumeranno necessariamente una forma diversa dal passato a causa delle restrizioni necessarie per contenere la diffusione del virus Covid-19. 

“In questa drammatica emergenza – ha spiegato la professoressa Falcone – si è scelto di celebrare il coraggio degli italiani che si sono messi al servizio del Paese in uno dei momenti più drammatici della sua storia recente. Medici, infermieri, esponenti delle forze dell’ordine, insegnanti, militari, volontari della Protezione civile, farmacisti, commercianti, rider, impiegati dei supermercati. Donne e uomini che hanno reso straordinario il loro ordinario impegno mostrando un’etica del dovere che richiama uno dei più grandi insegnamenti che ci ha lasciato Giovanni Falcone ”. 

Ruolo fondamentale nel racconto di questo 23 maggio avrà la Rai, ormai da anni partner della Fondazione Falcone e del Ministero dell’Istruzione nelle commemorazioni della strage di Capaci e via D’Amelio, con un palinsesto denso di appuntamenti – approfondimenti, documentari, film – che partirà dal 18 maggio e culminerà il 23 maggio con due trasmissioni in diretta su Rai Uno: “Uno Mattina in Famiglia” e “Rai sì”.  “La Rai – ha affermato il presidente della televisione pubblica Marcello Foa – partecipa con convinzione all’impegno del sistema Italia contro le mafie”. Ricordando i giorni delle stragi di Capaci e di Via D’Amelio, Foa ha anche osservato: “Sappiamo quanto quelle due date siano impresse nella memoria collettiva degli italiani, quanta rabbia suscitarono in noi. Ma ricordiamo anche lo straordinario spirito che pervase il Paese e come tutti ci stringemmo intorno allo Stato che seppe rispondere con efficacia alla sfida che gli era stata lanciata”.

La trasmissione “Uno Mattina in famiglia” narrerà un racconto che si muoverà tra passato e presente. Nella mattinata verrà rivissuto virtualmente il viaggio che la Nave della Legalità ogni anno ha fatto salpando da Civitavecchia e raggiungendo Palermo con a bordo migliaia di ragazzi. Quest’anno la Nave Splendid della SNAV, usata tradizionalmente per questo evento, è stata trasformata in ospedale galleggiante per gli ammalati di Covid-19. Verranno raccolte le testimonianze delle scuole che hanno partecipato negli anni scorsi al viaggio e i racconti di docenti e studenti che, nonostante l’emergenza, hanno proseguito la didattica da remoto, dimostrando che la scuola non si è fermata e ha reagito con coraggio e impegno.

Un impegno sottolineato dalla Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina. “La scuola – ha ribadito la Ministra – ha un ruolo fondamentale nella lotta contro la mafia. Spesso è l’unico avamposto dello Stato, l’unico riferimento di legalità per chi vive in ambienti difficili. E in questo periodo, seppur a distanza, continuiamo a essere presenti, a battere palmo a palmo il territorio nazionale perché nessuno sia lasciato indietro. Con la Nave della Legalità, anzi, vogliamo coinvolgere in questo racconto virtuale ancora più studenti rispetto a quanto fatto negli anni scorsi”.

Nel pomeriggio del 23 maggio, nel corso della trasmissione “Rai sì”, verranno ricordatigli agenti caduti a Capaci e in via D’Amelio con la deposizione di una corona di fiori presso il reparto scorte della Caserma Lungaro di Palermo, a cui prenderà parte Tina Montinaro, moglie di Antonio, il capo scorta del giudice Falcone. Sono previsti inoltre gli interventi dei vertici delle istituzioni e di esponenti del mondo dell’associazionismo antimafia. Parte fondamentale della trasmissione saranno le videointerviste e i collegamenti con quanti, in questo periodo di emergenza, giorno dopo giorno, hanno svolto e svolgono il proprio dovere anche a rischio della vita, per spirito di servizio. Alle 17.58, come ogni anno, ma stavolta senza la partecipazione dei cittadini, ci sarà il tradizionale momento del “Silenzio” sotto l’Albero Falcone, suonato da un trombettista della Polizia di Stato.  

La Fondazione Falcone, vista l’impossibilità di organizzare cortei e raduni, ha organizzato infine un flash-mob per ricordare ed esprimere un pensiero di gratitudine a chi, nella lotta alla mafia, o nella dura battaglia contro la pandemia, ha fatto la propria parte. Nei giorni precedenti il 23 una serie di artisti, attori e musicisti italiani con piccoli video, che verranno trasmessi sui canali social della Fondazione Falcone, del Ministero dell’Istruzione e di PalermoChiamaItalia inviteranno i cittadini ad appendere un lenzuolo bianco dal balcone di casa e ad affacciarsi tutti insieme alle ore 18.

Il Ministero dell’Istruzione e la Fondazione Falcone racconteranno questo 23 maggio sui canali social attraverso gli hashtag #23maggio2020#PalermoChiamaItalia #FondazioneFalcone e #ilcoraggiodiognigiorno.Per ulteriori informazioni e dettagli sul programma è possibile consultare le pagine www.miur.gov.it e www.fondazionefalcone.it. Sui due siti saranno progressivamente caricati materiali, foto, schede.

La manifestazione di commemorazione delle stragi  mafiose del ’92 è promossa dal 2002 dal Ministero dell’Istruzione (MI) e dalla Fondazione Falcone e rientra in un percorso del Ministero dell’Istruzione per incoraggiare nelle scuole attività didattiche mirate alla cultura del rispetto e della legalità e per una cittadinanza attiva e responsabile. #PalermoChiamaItaliaè stata realizzata negli anni anche grazie alla fattiva e quotidiana collaborazione fornita da Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza. L’evento in questi anni è andato arricchendosi di importanti contributi grazie agli accordi firmati con l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), la Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), l’Associazione Nazionale Magistrati (ANM). 

Un impegno confermato anche quest’anno dal Procuratore Cafiero de Raho, il quale, nel corso della conferenza stampa, ha sottolineato come, approfittando della crisi sanitaria che stiamo vivendo, le mafie “ricerchino consenso sociale e facciano reclutamento”. “Le mafie approfittano della sofferenza”, ha ricordato il Procuratore della DNA, per affermare che quella del 23 maggio è “una celebrazione quanto mai importante giacché aiuta i giovani a capire che i nostri modelli vanno cercati tra chi ha guardato al bene comune”. All’emergenza Covid-19 ha fatto riferimento anche il capo della Polizia Franco Gabrielli. “Viviamo un tempo sospeso – ha osservato – e sarebbe stato semplice passare oltre la data del 23 maggio. Invece, la Rai, il Ministero dell’Istruzione e la Fondazione Falcone hanno lavorato per ancorarci a due momenti che sono stati tragici per la nostra storia, ma che hanno rappresentato anche una ripartenza. Il Paese oggi deve trovare le forze per reagire, e i caduti di quella tragica stagione del ’92 sono modelli a cui ispirarci”.

Nota 12 maggio 2020, AOODGSIP 1522

Ministero dell’Istruzione
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione Direzione Generale per lo studente, l’integrazione e l’Orientamento Scolastico
Ufficio Terzo

Ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali LORO SEDI
Al Sovrintendente Scolastico per la Provincia di Bolzano Bolzano
Al Sovrintendente Scolastico per la Provincia di Trento Trento
All’Intendente Scolastico per la Scuola in lingua tedesca Bolzano
All’Intendente Scolastico per la Scuola località Ladine Bolzano
Al Sovrintendente degli Studi per la Regione Valle D’Aosta Aosta
p.c. Ai Referenti per la Legalità degli Uffici Scolastici Regionali
LORO SEDI

Oggetto: Progetti del Ministero dell’Istruzione in collaborazione con il Senato della Repubblica e la Camera dei deputati. Proroghe bandi a.s. 2019-2020 e nuovi bandi di concorso per l’a.s 2020/21.

Concorso Parlawiki

Cittadinanza e Costituzione – Concorso Parlawiki – Il vocabolario della democrazia – Votate on line il vincitore

Aperta la votazione dal 3 al 15 aprile 2020.
Tutti possono registrarsi e scegliere su https://giovani.camera.it/parlawiki/2019_2020/finalisti i due video migliori tra i 5 finalisti della scuola primaria e altri 5 della scuola media I grado.

In allegato le classi finaliste.

Nota 18 febbraio 2020, AOODGSIP 715

Ministero dell’Istruzione
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione Direzione Generale per lo Studente, l’Inclusione e l’Orientamento scolastico

Ai Direttori degli USR di:
LAZIO CAMPANIA LOMBARDIA LIGURIA PUGLIA
p.c. ai Referenti per l’Educazione alla Legalità

OGGETTO: Progetto-concorso “Educational Lotta alla contraffazione” – Iniziativa sulla prevenzione e contrasto del fenomeno della contraffazione – a.s. 2019/20.