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Stati Generali AFAM

Quale futuro per l’Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM) italiana? Come rilanciare il sistema, rispondendo alle esigenze di studenti, docenti, personale amministrativo di queste istituzioni? In che modo valorizzare un settore chiave per lo sviluppo culturale ed economico del Paese? Saranno solo alcune delle questioni che verranno affrontate durante gli Stati generali dell’Alta Formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM) che si terranno domani, venerdì 8, e sabato 9 febbraio a Roma, alla Camera dei deputati e al Teatro Argentina, alla presenza del Vice Ministro Lorenzo Fioramonti e del Sottosegretario Salvatore Giuliano.

“Gli Stati generali dell’AFAM saranno un momento di confronto aperto per valorizzare e rilanciare il sistema. Questo Governo ha a cuore questo comparto della conoscenza ed è convinto possa essere volano di sviluppo culturale ed economico del Paese. Con il Ministro Bussetti abbiamo annunciato questo appuntamento a fine novembre scorso. Da allora abbiamo avviato un periodo di consultazione con tutti gli addetti ai lavori per ascoltare esigenze e indicazioni. Questi due giorni saranno proprio l’occasione per la consegna pubblica delle richieste degli attori istituzionali. Prendiamo l’impegno di integrare questi contributi con quelli che arriveranno anche dagli altri stakeholder attraverso una piattaforma online che renderà costante il rapporto con tutti i portatori di interesse. Lavoreremo, inoltre, con l’Amministrazione per valutare la fattibilità delle proposte e dare loro attuazione. Per passare, quindi, così dopo tanti anni di parole e promesse ai fatti”, dichiara Fioramonti.

Nel pomeriggio di domani, venerdì 8, a partire dalle 14.20, nella Nuova Aula del Palazzo dei Gruppi Parlamentari della Camera dei deputati, verranno presentati alla VII Commissione (Cultura, scienza e istruzione) della Camera e alla 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali) del Senato i risultati di un sondaggio portato avanti nei mesi scorsi da un Gruppo di lavoro del MIUR per conoscere i bisogni e le priorità dell’AFAM. A dare il via all’incontro il Vice Ministro Lorenzo Fioramonti e il Sottosegretario Salvatore Giuliano.

Sabato 9 febbraio, invece, la giornata sarà dedicata al confronto pubblico. Il Vice Ministro Fioramonti discuterà delle prospettive di crescita e di riforma del settore con il Sottosegretario di Stato per i Beni e le Attività Culturali Gianluca Vacca, con gli attori istituzionali coinvolti, rappresentanti e professionisti del mondo produttivo, dell’industria dell’arte, dello spettacolo, dell’editoria. L’appuntamento è alle 10.30 al Teatro Argentina.

Premio Nazionale delle Arti

Giovedì 13 dicembre, alle ore 21.00, presso la Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica a Roma, si svolge la serata finale della XIII edizione del “Premio Nazionale delle Arti” per le sezioni: interpretazione musicale, arte drammatica, danza.

Il Premio Nazionale delle Arti (PNA) è un concorso rivolto a tutti gli studenti iscritti nelle Istituzioni dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica (Accademie, Conservatori, ISIA, Arte drammatica e Accademia di Danza) e presso le Istituzioni private autorizzate a rilasciare titoli, con l’obiettivo di promuovere il sistema della formazione superiore artistica, di incentivare e valorizzare tutte le forme di produzione del settore.

Promosso dalla Direzione Generale per lo Studente, lo Sviluppo e l’Internazionalizzazione della formazione superiore del MIUR, oggi il PNA, giunto alla sua XIII edizione, viene riconosciuto come uno dei più importanti appuntamenti del sistema AFAM.

Il concorso non è soltanto un’importante occasione per mettere in luce la qualità del lavoro svolto dai docenti e dagli studenti nelle Istituzioni. Il PNA rappresenta sempre più una grande opportunità per i giovani, anche nell’ottica dell’avvicinamento al mondo del lavoro e alle professioni legate alla creatività, ambito che rappresenta, peraltro, uno degli aspetti di eccellenza per il nostro Paese.

Le sezioni in cui si articola il Premio spaziano dalle arti visive, alla musica, al design, all’arte drammatica, alla danza, coprendo praticamente tutte le discipline relative all’insegnamento artistico, musicale e coreutico nazionale.
A garantire la validità delle selezioni intervengono, in prima fase, le Istituzioni stesse che individuano preventivamente gli studenti ritenuti idonei a partecipare alla competizione. Per la fase finale viene nominata con Decreto Direttoriale, per ciascuna sezione del concorso, una Giuria nazionale di esperti del settore, con il compito scegliere il vincitore della sezione.

Per le sezioni “Arti figurative, digitali e scenografiche” e “Restauro”, curate, quest’anno, dall’Accademia di Belle Arti di Palermo, la manifestazione di premiazione conclusiva si è svolta nel capoluogo siciliano, designato dal MIBACT quale Capitale Italiana della Cultura 2018, il 15 ottobre 2018, ed è stato realizzato un catalogo contenente le opere dei vincitori e dei finalisti.

Per la sezione “Design”, la manifestazione si è svolta a Firenze, presso, la Sala d’Arme di Palazzo Vecchio in piazza della Signoria, il 19 ottobre 2018. Anche per questa sezione è stato realizzato un catalogo con le opere finaliste e vincitrici.
La manifestazione di oggi a Roma prevede un concerto dell’Orchestra Sinfonica Nazionale dei Conservatori diretto dal Maestro Giampaolo Bisanti, con il seguente programma:

  • Ouverture da “La gazza ladra” di G. Rossini;
  • Glitches di Silvio Bartoli;
  • Danze sinfoniche da West Side Story di L. Bernstein.

Sono inoltre previste le esibizioni degli studenti dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica e degli studenti dell’Accademia Nazionale di Danza.

Stati Generali AFAM

“L’impegno preso con il contratto di Governo di portare a compimento la riforma del sistema dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica (AFAM) per potenziare un settore storicamente e culturalmente importantissimo per l’Italia va avanti a passo spedito. A quasi vent’anni dalla Legge di Riforma del settore (legge 508 del 1999) e a undici dalla prima e unica convocazione degli Stati Generali del sistema, avvenuta a Verona nel 2007, vogliamo portare a compimento un processo strategico rimasto purtroppo incompiuto. Alle parole preferiamo i fatti. Considerata l’urgenza di lavorare insieme alle parti interessate, sono lieto di annunciare, in accordo con il Ministro Bussetti, la convocazione degli Stati Generali dell’AFAM che si svolgeranno a Roma l’8 e 9 febbraio 2019, come sviluppo e conclusione di un periodo di consultazioni con tutti gli addetti ai lavori”. Così il Vice Ministro all’Istruzione, Università e Ricerca Lorenzo Fioramonti.

“Insieme al Ministro – prosegue – solleciteremo tutti gli stakeholder, le rappresentanze, i sindacati, gli addetti ai lavori, a dare il loro prezioso contributo. Sarà un confronto aperto per preservare e valorizzare il sistema dell’AFAM, traghettandolo definitivamente verso un’organizzazione stabile e organica degli studi di livello terziario e guardando all’innovazione del settore nel pieno rispetto della sua storia e peculiarità disciplinare”, conclude Fioramonti.

Regolamento per la programmazione e il reclutamento del personale AFAM

Il consiglio dei ministri, nel corso della riunione del 28 novembre 2018, approva in esame preliminare, il Decreto del Presidente della Repubblica, “Regolamento recante le procedure e le modalità per la programmazione e il reclutamento del personale docente e del personale amministrativo e tecnico del comparto AFAM”


PROCEDURE PER IL RECLUTAMENTO DEL PERSONALE AFAM

Regolamento recante le procedure e le modalità per la programmazione e il reclutamento del personale docente e del personale amministrativo e tecnico del comparto AFAM (decreto del Presidente della Repubblica – esame preliminare)

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca Marco Bussetti, ha approvato, in esame preliminare, un regolamento, da attuarsi mediante decreto del Presidente della Repubblica, relativo alle procedure di reclutamento del personale docente e del personale amministrativo e tecnico del comparto dell’alta formazione artistica musicale e coreutica (AFAM).

L’intervento è diretto a valorizzare l’autonomia didattica e organizzativa delle singole Istituzioni AFAM e predisposto in ossequio ai principi di efficacia, efficienza, economicità e celerità dell’azione amministrativa. Si prevede la programmazione triennale del fabbisogno di personale docente e tecnico-amministrativo, con la possibilità per le singole Istituzioni di apportare ogni anno modifiche e aggiornamenti. Il testo tiene conto delle disposizioni in materia previste dalla legge di bilancio per il 2018.


“Dopo diciannove anni di attesa e molte promesse, arriva finalmente il decreto con il Regolamento per la programmazione e il reclutamento del personale docente e del personale amministrativo e tecnico delle Istituzioni dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica (AFAM). Una rivoluzione più volte annunciata e mai realizzata”. Lo dichiara il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti, dopo il via libera in Consiglio dei Ministri di oggi.

Il Regolamento era previsto dalla legge 508 del 1999 e “consentirà finalmente alle singole istituzioni AFAM di predisporre piani triennali del fabbisogno di personale docente e tecnico-amministrativo, di procedere in autonomia al reclutamento sia a tempo determinato che a tempo indeterminato, migliorando l’offerta formativa e i servizi offerti agli studenti. Credo che questa sia una giornata davvero importante”.

Il Regolamento consentirà alle istituzioni AFAM di utilizzare il 100% del turn over per le assunzioni, di avere alcuni margini di flessibilità nell’adeguamento delle dotazioni organiche e di passare gradualmente da un reclutamento incentrato sulle graduatorie nazionali a uno programmato su graduatorie locali. Un modo per intervenire e mettere finalmente ordine anche nella sovrapposizione di graduatorie che si sono succedute nel tempo e che saranno poste ad esaurimento. Il Regolamento offre anche una soluzione per i passaggi alla prima fascia dei docenti che oggi sono collocati nella seconda fascia.

“Conservatori, Accademie, Istituti musicali sono da sempre citati come fiore all’occhiello del nostro Paese e del sistema formativo italiano, eppure hanno dovuto attendere diciannove anni per l’approvazione di un Regolamento che è fondamentale per il loro buon funzionamento – chiude il Ministro -. Come Governo abbiamo subito ascoltato le istanze del settore e siamo voluti passare dalle parole ai fatti, dando un segnale concreto. Mettendo al centro la qualità del sistema, che passa senza dubbio dalla qualità del personale e dalla sua valorizzazione”.

AFAM: firmato decreto

Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti, ha firmato il decreto per il riparto della seconda quota, pari a 9 milioni di euro, per il finanziamento 2018 degli Istituti superiori musicali non statali (7 milioni) e delle Accademie storiche non statali di belle arti (2 milioni).

Nell’ambito dell’avvio del processo di statizzazione, il finanziamento assicura la sostenibilità dei bilanci delle istituzioni coinvolte per l’esercizio in corso. Le risorse stanziate con il decreto firmato dal Ministro Bussetti vanno ad aggiungersi a quelle assegnate con i precedenti decreti già emanati nel corso dell’anno e portano il finanziamento statale complessivamente assegnato fino ad ora a:

  • 17,7 milioni di euro per i 18 Istituti superiori musicali non statali;
  • 4 milioni di euro per le 5 Accademie di belle arti non statali “storiche”.

Entro la fine del 2018, con il decreto sulla statizzazione, saranno assegnati altri 4 milioni di euro. Ieri, intanto, si è anche riunito il tavolo Ministero dell’Istruzione-Ministero dell’Economia e delle Finanze-Ministero per la Pubblica Amministrazione, con i rappresentanti dell’Unione delle Province d’Italia (UPI), dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), degli Istituti superiori musicali non statali e delle Accademie storiche non statali di belle arti.

Accesso ai corsi accademici di I livello

AFAM, firmato il decreto sui percorsi propedeutici per l’accesso ai corsi accademici di I livello

Emanato l’11 maggio 2018 il decreto che prevede la possibilità per gli Istituti Superiori di studi musicali e coreutici previsti dalla legge 508/1999 e dal dpr 212/2005 di organizzare corsi propedeutici per la preparazione delle prove per l’accesso ai corsi di studio accademici di primo livello dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM). Una formazione di altissimo livello che punta a intercettare e valorizzare, fin dalla scuola secondaria di II grado, i talenti di studentesse e studenti, rafforzando il rapporto fra il sistema dell’istruzione e quello dell’AFAM. Il decreto si inserisce nell’ambito di un più complessivo piano di rilancio della promozione dell’arte e della cultura umanistica nel sistema scolastico e di istruzione superiore previsto dalla legge 107 del 2015 e ha avuto ieri il via libera in Conferenza Unificata.

Fra i criteri indicati per l’organizzazione dei corsi ci sono la durata (che per gli Istituti musicali non potrà superare il triennio e per la danza gli 8 anni), la compatibilità con la frequenza della scuola secondaria, l’obbligo del rilascio, al termine del percorso formativo e a richiesta dell’interessato, di una certificazione attestante il programma di studio svolto, gli obiettivi formativi raggiunti e la durata del corso propedeutico.

Per armonizzare l’attività e l’offerta formativa delle Istituzioni AFAM sono stati predisposti, in appositi allegati al decreto, i requisiti di accesso per ciascun corso propedeutico e gli obiettivi formativi e i livelli tecnici previsti per l’ammissione al relativo triennio accademico. Sono state definite, inoltre, le competenze e la preparazione necessarie ai fini dell’ammissione al primo anno della sezione musicale dei Licei musicali e coreutici.

Decreto Ministeriale 11 maggio 2018, n. 382

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA

Decreto Ministeriale 11 maggio 2018, n. 382

Armonizzazione dei percorsi formativi della filiera artistico-musicale. (18A07010)

(GU Serie Generale n.256 del 03-11-2018)

IL MINISTRO DELL’ISTRUZIONE,
DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA

Vista la legge 21 dicembre 1999, n. 508, di riforma delle accademie
di belle arti, dell’accademia nazionale di danza, dell’accademia
nazionale di arte drammatica, degli istituti superiori per le
industrie artistiche, dei conservatori di musica e degli istituti
musicali pareggiati;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 28 febbraio 2003,
n. 132, regolamento recante i criteri per l’autonomia statutaria,
regolamentare e organizzativa delle Istituzioni artistiche e
musicali;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 8 luglio 2005, n.
212, riguardante la disciplina per la definizione degli ordinamenti
didattici delle Istituzioni di alta formazione artistica, musicale e
coreutica, a norma dell’art. 2 della legge n. 508 del 21 dicembre
1999;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n.
89, recante revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e
didattico dei licei e, in particolare, l’art. 7 concernente
l’istituzione dei licei musicali e coreutici;
Vista la legge 13 luglio 2015, n. 107, recante riforma del sistema
nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle
disposizioni legislative vigenti, e in particolare l’art. 1, comma
181, lettera g), concernente l’adozione di un decreto legislativo per
la promozione e diffusione della cultura umanistica, valorizzazione
del patrimonio e della produzione culturale, musicale, teatrale,
coreutica e cinematografica e sostegno della creativita’ connessa
alla sfera estetica;
Visto il decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 60, recante norme
sulla promozione della cultura umanistica, sulla valorizzazione del
patrimonio e delle produzioni culturali e sul sostegno della
creativita’, a norma dell’art. 1, commi 180 e 181, lettera g), della
legge 13 luglio 2015, n. 107;
Visto in particolare l’art. 15 del decreto legislativo 13 aprile
2017, n. 60, che dispone l’armonizzazione dei percorsi formativi
della filiera artistico-musicale;
Acquisita l’intesa della Conferenza unificata nella seduta del 10
maggio 2018;

Decreta:

Art. 1

Oggetto e finalita’

Il presente decreto e’ finalizzato all’applicazione dei commi 2, 3,
4 e 6 dell’art. 15 del decreto legislativo n. 60 del 13 aprile 2017.

Art. 2

Corsi propedeutici

  1. Le istituzioni di cui al comma 3 dell’art. 15 del decreto
    legislativo n. 60 del 2017 organizzano, nell’ambito della formazione
    ricorrente e permanente e in coerenza con quanto previsto dagli
    articoli 4, comma 2, 7, comma 2, 10, comma 4, lettera g), del decreto
    del Presidente della Repubblica 8 luglio 2005, n. 212, corsi
    propedeutici finalizzati alla preparazione delle prove per l’accesso
    ai corsi di studio accademici di primo livello, disciplinandoli con
    un apposito regolamento deliberato dal Consiglio di amministrazione,
    su parere conforme del Consiglio accademico, nel quale sono indicate:
    a) la durata massima dei corsi, comunque non superiore a 3 anni;
    b) l’organizzazione dei corsi;
    c) le modalita’ per consentire agli studenti la frequenza dei
    corsi propedeutici nel rispetto dell’obbligo di frequenza della
    scuola secondaria;
    d) il contenuto formativo e l’articolazione dei corsi, tenuto
    conto che la preparazione complessiva dei corsi propedeutici e’
    finalizzata all’acquisizione delle competenze necessarie per
    l’accesso, senza debiti e previo il superamento dell’esame di
    ammissione, ai corsi accademici di primo livello;
    e) gli eventuali obblighi di frequenza;
    f) la quantificazione dei contributi previsti per la frequenza
    dei corsi propedeutici.
  2. Al termine del corso propedeutico l’istituzione provvede alla
    verifica del rendimento di ciascun studente. Su richiesta dello
    studente, e nel caso di minore eta’, dei genitori o chi ne fa le
    veci, l’istituto rilascia una certificazione attestante il programma
    di studio svolto nel corso propedeutico, gli obiettivi formativi
    raggiunti e la durata del corso propedeutico.
  3. L’attivazione dei corsi e’ deliberata, nell’ambito
    dell’autonomia e nei limiti delle risorse disponibili, in coerenza e
    limitatamente ai corsi accademici autorizzati con decreto del
    Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca.

Art. 3

Ammissione ai corsi propedeutici

  1. L’esame di ammissione ai corsi propedeutici e’ finalizzato a
    verificare il talento musicale della studentessa o dello studente che
    deve comunque dimostrare di possedere una preparazione tecnica
    avanzata relativa alla disciplina di indirizzo del corso
    propedeutico, unitamente ad una competenza teorico-musicale. I
    requisiti di accesso per ciascuna tipologiadi corso propedeutico sono
    indicati nella allegata Tabella E. Ogni istituzione definisce,
    nell’ambito della propria autonomia, specifici programmi per l’esame
    di ammissione ad ogni tipologia di corso propedeutico conformi ai
    requisiti indicati nella Tabella E, tenendo conto della durata
    massima del corso prevista dall’art. 2, comma 1, lettera a), del
    presente decreto, nonche’ degli obiettivi formativi e dei livelli
    tecnici previsti dalla Tabella B per l’ammissione al relativo
    triennio accademico.
  2. Con il regolamento di cui all’art. 2, comma 1, le istituzioni
    disciplinano anche:
    a. le modalita’ di svolgimento delle prove di ammissione ai corsi
    propedeutici e la loro articolazione;
    b. i repertori all’interno dei quali i candidati possono definire
    il programma per l’esame di ammissione, fatta salva la possibilita’
    di presentare repertori a scelta purche’ di difficolta’ equivalente a
    quelli previsti;
    c. i tempi di pubblicizzazione delle informazioni di cui ai punti
    a) e b) nel sito internet dell’istituzione;
    d. i criteri per la composizione delle commissioni d’esame.

Art. 4

Convenzioni con scuole secondarie di secondo grado

  1. Al fine di favorire la promozione della produzione artistica e
    della formazione musicale e coreutica di base, le istituzioni,
    possono stipulare convenzioni con scuole secondarie di secondo grado,
    diverse dai licei musicali, le quali devono prioritariamente
    disciplinare le modalita’ per consentire agli studenti la
    contemporanea frequenza dei corsi propedeutici e quelli della scuola
    secondaria e le opportune forme di orientamento per favorire
    l’accesso ai corsi accademici di primo livello degli studenti.
  2. Nelle convenzioni di cui al comma 1 sono altresi’ indicate:
    a) le modalita’ di riconoscimento dell’impegno dello studente sia
    nella frequenza delle attivita’ formative che nello studio
    individuale;
    b) gli eventuali obblighi di frequenza dei corsi propedeutici;
    d) le modalita’ per l’attivazione di eventuali iniziative
    congiunte nell’ambito della produzione artistica;
    e) la durata della convenzione.

Art. 5

Valorizzazione dei «giovani talenti»

  1. Le istituzioni, al fine di valorizzare e favorire la formazione
    accademica di giovani studenti che, pur non ancora in possesso dei
    requisiti di cui all’art. 7, comma 1, del decreto del Presidente
    della Repubblica, n. 212, del 2005 necessari per l’accesso ai corsi
    accademici, siano dotati di particolari e spiccate attitudini e
    capacita’ artistiche e musicali e con acquisita e verificata
    preparazione tecnica, pari o superiore ai requisiti minimi richiesti
    per l’accesso ai corsi accademici di primo livello, possono attivare
    specifiche attivita’ formative.
  2. Al fine di cui al comma 1, le istituzioni, in uno specifico
    regolamento approvato dal Consiglio accademico e, per quanto di
    competenza, dal Consiglio di amministrazione, disciplinano in
    particolare:
    a) le modalita’ per l’iscrizione ai corsi e per il pagamento dei
    contributi previsti;
    b) la modalita’ della frequenza delle lezioni che deve
    necessariamente tener conto della contemporanea frequenza di altra
    scuola;
    c) l’articolazione del percorso formativo che deve essere
    personalizzato in base all’eta’ e alle esigenze formative dello
    studente;
    d) le modalita’ per il riconoscimento, all’atto dell’iscrizione
    al corso accademico, dei crediti acquisiti e delle attivita’
    formative svolte.

Art. 6

Prove di ammissione ai corsi
di diploma accademico di primo livello

  1. Per essere ammessi ai corsi di diploma accademico di primo
    livello, gli studenti dovranno superare uno specifico esame di
    ammissione articolato in due prove come specificato nella allegata
    Tabella A.
  2. Le istituzioni modificano i propri regolamenti didattici
    adeguando le modalita’ di svolgimento delle prove di ammissione ai
    corsi di diploma accademico di primo livello, sulla base di quanto
    indicato nella allegata Tabella A.
  3. Le istituzioni, entro il termine perentorio del 31 ottobre di
    ciascun anno, pubblicano all’albo e sul loro sito internet l’elenco
    dei brani all’interno del quale gli studenti possono definire il
    programma per gli esami di ammissione ai corsi di diploma accademico
    di primo livello.
  4. Fermo restando l’elenco dei repertori obbligatori indicati
    nell’allegata Tabella B, le istituzioni, con delibera del Consiglio
    accademico, sentite le competenti strutture didattiche, possono
    integrarlo con ulteriori raccolte di equivalente difficolta’.
  5. Agli studenti provenienti dai licei musicali viene garantito il
    riconoscimento delle competenze acquisite attraverso le discipline
    «Storia della musica», «Teoria, analisi e composizione» e «Tecnologie
    musicali» e certificate dal liceo musicale, ferma restando la
    facolta’ da parte dei Conservatori, di attribuire debiti formativi
    successivamente all’iscrizione.

Art. 7

Accademia nazionale di danza

  1. All’Accademia nazionale di danza si applicano, per quanto
    compatibili, le norme contenute nel presente decreto, fatta salva la
    durata massima dei corsi propedeutici che e’ stabilita in 8 anni.
  2. Le prove e i repertori relativi all’esame di ammissione ai corsi
    accademici, sono indicate nella Tabella D.

Art. 8

Ammissione ai licei musicali

  1. All’esame di ammissione al primo anno della sezione musicale dei
    licei musicali e coreutici lo studente deve dimostrare una buona
    attitudine musicale generale, una preparazione teorica adeguata al
    livello tecnico richiesto, una morfologia idonea allo studio dello
    strumento scelto come principale e il possesso, nel medesimo
    strumento, di competenze esecutive definite dai repertori di
    riferimento di cui alla Tabella C allegata al presente decreto.
  2. Ogni liceo musicale e coreutico rende pubbliche entro il 15
    ottobre di ogni anno scolastico le informazioni riguardanti i criteri
    che regolano l’accesso alla sezione musicale e le modalita’ di
    svolgimento dell’esame di ammissione, specificando sia le competenze
    teoriche indispensabili, sia le specifiche competenze pregresse
    necessariamente richieste per «Esecuzione e interpretazione – Primo
    strumento», in coerenza con quanto previsto dalla Tabella C e con
    indicazione di eventuali ulteriori obblighi esecutivi.
  3. Ogni liceo musicale e coreutico definisce gli obiettivi
    formativi musicali generali da conseguire entro il termine del
    quinquennio della sezione musicale; quelli relativi alla disciplina
    «Esecuzione e interpretazione – Primo strumento», tengono anche conto
    delle competenze e dei livelli tecnici previsti per l’accesso ai
    corsi accademici di primo livello dei conservatori stabiliti all’art.

Art. 9

Clausola di invarianza finanziaria

  1. Dall’attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o
    maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
  2. Le amministrazioni pubbliche interessate provvedono agli
    adempimenti di cui al presente decreto con le risorse umane,
    strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
    Il presente decreto sara’ inviato agli organi di controllo per gli
    adempimenti di competenza e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
    Repubblica italiana.
    Roma, 11 maggio 2018

Il Ministro dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca
Fedeli

Registrato alla Corte dei conti il 9 luglio 2018
Ufficio controllo atti MIUR, MIBAC, Min. salute e Min. lavoro e
politiche sociali, reg.ne prev. n. 2722

Tabella A

AMMISSIONE AI CORSI DI DIPLOMA ACCADEMICO DI PRIMO LIVELLO DI STRUMENTO

Tabella B

AMMISSIONE AI CORSI DI DIPLOMA ACCADEMICO DI PRIMO LIVELLO Repertori (Prima prova)

Tabella C

REQUISITI TEORICI E DI CULTURA MUSICALE DI BASE E REPERTORI DI RIFERIMENTO PER IL PRIMO STRUMENTO PER L’AMMISSIONE AL PRIMO ANNO DEL LICEO MUSICALE

Tabella D

AMMISSIONE AL CORSO DI DIPLOMA ACCADEMICO DI I LIVELLO IN DANZA CLASSICA AD INDIRIZZO TECNICO ANALITICO – DDPL01 – SCUOLA DI DANZA CLASSICA

Tabella E

REQUISITI DI ACCESSO AI CORSI PROPEDEUTICI

Decreto Ministeriale 11 maggio 2018, AOOUFGAB 382

Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca
Ufficio del Gabinetto del MIUR

Decreto Ministeriale 11 maggio 2018, AOOUFGAB 382

Armonizzazione dei percorsi formativi della filiera artistico-musicale adottato ai sensi dell’articolo 15 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n.60

Decreto Ministeriale 16 gennaio 2018, n. 18

Decreto Ministeriale 16 gennaio 2018, n. 18

Ridefinizione dei bienni di Didattica della Musica e dello Strumento Musicale

IL MINISTRO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA

VISTA   la legge 21 dicembre 1999, n. 508, di riforma delle Istituzioni di Alta Formazione e specializzazione artistica e musicale e successive modifiche ed integrazioni;

VISTA   la legge 22 novembre 2002, n. 268, ed in particolare l’articolo 6, comma 2, il quale fino all’entrata in vigore di specifiche norme di riordino del settore, riconosce al diploma di didattica della musica valore abilitante per l’insegnamento dell’educazione musicale nelle scuole e per l’ammissione ai corrispondenti concorsi a posti di insegnamento nelle scuole secondarie, purché congiunto al diploma di istruzione secondaria superiore e al diploma di Conservatorio;

VISTO   il decreto del Presidente della Repubblica 28 febbraio 2003, n. 132, concernente il regolamento recante criteri per l’autonomia statutaria regolarmente ed organizzativa delle istituzioni artistiche e musicali;

VISTO   il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, 12 novembre 2004, n. 109, con il quale, fermo restando l’ordinamento curriculare, sono state apportate alcune modifiche all’ordinamento della scuola di didattica, consentendo di organizzare un percorso formativo in semestri, solo per gli studenti in possesso di diploma di istruzione secondaria di secondo grado e di diploma di Conservatorio;

VISTO   il decreto del Presidente della Repubblica 8 luglio 2005, n. 212, recante norme sulla definizione degli ordinamenti didattici delle Istituzioni di Alta Formazione Artistica e Musicale;

VISTO   il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 7 ottobre 2004, n. 82, con il quale sono stati istituiti presso le Accademie di Belle Arti corsi biennali di II livello ad indirizzo didattico, con esame finale avente valore di esame vistato abilitante;

VISTO   il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 28 settembre 2007, n. 137 con il quale si è proceduto alla ridefinizione del corso ordinamentale di Didattica della Musica mediante l’istituzione di un corso biennale ad indirizzo didattico il cui esame finale ha valore abilitante e all’attivazione di un ulteriore indirizzo per la classe di concorso di strumento, sempre con valore abilitante;

VISTO   il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, 3 luglio 2009, n. 90, con il quale sono stati definiti i settori artistico – disciplinari, con le relative declaratorie e campi disciplinari di competenza dei Conservatori di musica;

VISTO   il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, 30 settembre 2009, n. 124, che definisce gli ordinamenti didattici dei corsi di studio per il conseguimento del diploma accademico di primo livello nei Conservatori di Musica;

VISTO   il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, 12 novembre 2009, n. 154, con il quale è stata definita, in applicazione dell’articolo 6, comma 3, del Decreto del Presidente della Repubblica 8 luglio 2005,  n. 212, in relazione ai crediti da conseguire da parte degli studenti dei Conservatori di musica e degli Istituti musicali pareggiati, la frazione dell’impegno orario che deve essere riservata alle diverse tipologie dell’offerta formativa;

VISTO   il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, 10 settembre 2010, n. 249, recante regolamento concernente definizione della disciplina dei requisiti e delle modalità della formazione iniziale degli insegnanti della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo e secondo grado, ai sensi dell’articolo 2, comma 416, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e in particolare l’articolo 3, comma 3 e l’articolo 9, comma 1;

VISTO   il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, 8 novembre 2011 recante riordino dei corsi biennali di II livello ad indirizzo didattico, di cui ai citati decreti del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 28 settembre 2007, n. 137 e 7 ottobre 2004, n. 82;

VISTO   il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, 11 novembre 2011, n. 194, recante definizione delle modalità di svolgimento e delle caratteristiche delle prove di accesso ai corsi accademici di II livello di cui all’articolo 3, comma 3 del decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 10 settembre 2010, n. 249, per l’insegnamento nella scuola secondaria di primo grado, ai sensi dell’articolo 5, comma 3 del medesimo decreto  per l’anno accademico 2011/12;

VISTO   il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, 20 febbraio 2013, n. 119, che modifica ed integra il citato del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, 3 luglio 2009, n. 90, di definizione dei settori artistico – disciplinari, con le relative declaratorie e campi disciplinari di competenza dei Conservatori di musica;

VISTO   il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 20 febbraio 2013, n. 120, che modifica ed integra il citato del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, 30 settembre 2009, n. 124, di definizione degli ordinamenti didattici dei corsi di studio per il conseguimento del diploma accademico di primo livello nei Conservatori di musica;

VISTO    il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 9 agosto 2017, n. 611, che introduce l’area delle discipline interpretative del pop rock, delle musiche improvvisate e audiotattili comprendente i nuovi settori artistico disciplinari del pop rock con relative declaratorie e campi disciplinari;

CONSIDERATO che il Consiglio Nazionale per l’Alta Formazione Artistica e Musicale, costituito con decreto del Ministro dell’Università e della Ricerca del 16 febbraio 2007, è stato prorogato sino al 31 dicembre 2012 e, che non essendo stata prevista una proroga ulteriore è decaduto il 15 febbraio 2013;

VISTA    la legge 13 luglio 2015, n. 107, recante riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti ed in particolare, l’articolo 1, comma 27, della predetta legge il quale prevede che nelle more della ridefinizione delle procedure per la rielezione del Consiglio nazionale per l’alta formazione artistica e musicale, gli atti e i provvedimenti adottati dal Ministero dell’istruzione, dell’ Università e della ricerca in mancanza del parere del medesimo Consiglio, nei casi esplicitamente previsti dall’articolo 3, comma 1, della legge 21 dicembre 1999, n. 508, sono perfetti ed efficaci ed in particolare la delega di cui all’articolo 1, comma 181, lettera b);

VISTO  il decreto del Capo del Dipartimento della formazione superiore e per la ricerca 19 ottobre 2015, n. 2326, con cui è stata costituita, presso il medesimo Dipartimento, una Commissione che, nelle more della ridefinizione delle procedure per la rielezione del Consiglio nazionale per l’alta formazione artistica e musicale, svolge le valutazioni tecniche relative agli ordinamenti didattici dei corsi Afam delle Istituzioni di cui all’articolo 1 della legge 21 dicembre 1999, n. 508 e delle altre Istituzioni non statali, per le finalità di cui agli articoli 10 e 11 del decreto del Presidente della Repubblica 8 luglio 2005, n. 212;

VISTO   il decreto del Capo del Dipartimento per la formazione superiore e per la ricerca 2 novembre 2015, n. 2454, con il quale è stata integrata la commissione costituita con il suddetto decreto del Capo del Dipartimento per la formazione superiore e per la ricerca 19 ottobre 2015, n. 2326;

VISTO   il decreto del Presidente della Repubblica 14 febbraio 2016, n. 19, recante regolamento recante disposizioni per la razionalizzazione ed accorpamento delle classi di concorso a cattedre e a posti di insegnamento, a norma dell’articolo 64, comma 4, lettera a), del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e in particolare l’articolo 5 “Norme transitorie e finali”;

VISTO   il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 9 maggio 2017, n. 259, recante revisione ed aggiornamento della tipologia delle classi di concorso per l’accesso ai ruoli del personale docente della scuola secondaria di primo e secondo grado previste decreto del Presidente della Repubblica 14 febbraio 2016, n. 19;

VISTO   il decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59, recante riordino, adeguamento e semplificazione del sistema di formazione iniziale e di accesso nei ruoli di docente nella scuola secondaria per renderlo funzionale alla valorizzazione sociale e culturale della professione, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera b), della legge 13 luglio 2015, n. 107;

VISTO   il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 10 agosto 2017, n. 616, che, ai sensi dell’articolo 5, comma 4, del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59, ha definito i settori disciplinari, gli obiettivi formativi, le modalità organizzative e gli eventuali costi a carico degli interessati per il conseguimento dei 24 crediti che costituiscono requisito di accesso ai concorsi nazionali per la selezione dei candidati al percorso di formazione iniziale, tirocinio e inserimento nella funzione docente della scuola secondaria, ed in particolare l’articolo 3;

VISTO   il verbale n. 24 del 13 novembre 2017 con il quale la Commissione preposta alle valutazione degli ordinamenti dei corsi di studio AFAM, nominata con il citato decreto del Capo Dipartimento della formazione superiore e per la ricerca 19 ottobre 2015, n. 2326 e successivamente integrata con il richiamato decreto del Capo del Dipartimento per la formazione superiore e per la ricerca 2 novembre 2015, n. 2454 ha espresso parere favorevole a che, “nelle more dell’emanazione del decreto di riordino dei corsi di II livello di diploma accademico e, posto che si renderà necessario aggiornare il predetto decreto, in via transitoria, le Istituzioni possano attivare i corsi di II livello ordinamentali di Didattica della musica e dello strumento “non abilitanti e ad accesso libero” sulla base delle tabelle di cui all’allegato n. 1 (tabelle A e B), corrispondenti alle tabelle 8 e 9 del D.M. 249/2010;

RITENUTO OPPORTUNO nelle more della definizione dei requisiti generali di accreditamento dei diplomi accademici di secondo livello ed in via transitoria, dover procedere alla ridefinizione, dei corsi accademici di secondo livello ordinamentali di didattica della musica e dello strumento anche al fine di razionalizzare il funzionamento degli stessi in relazione alle disposizioni normative sopravvenute;

CONSIDERATO che la predetta razionalizzazione consente la piena utilizzazione dei docenti di ruolo operanti nelle scuole di didattica;

CONSIDERATO che non ci sono nuovi o maggiori oneri dello stato

DECRETA

Art. 1 – A decorrere dall’anno accademico 2017 – 2018 gli Istituti Superiori di Studi musicali –  Conservatori di musica e gli Istituti musicali pareggiati –  sedi di Dipartimenti di didattica della musica, sono autorizzati ad attivare corsi di diploma accademico di secondo livello ordinamentali di didattica della musica e dello strumento ridefiniti come corsi di diploma accademico di secondo livello non abilitanti e ad accesso libero.

Art. 2 – Gli ordinamenti didattici, gli obiettivi formativi e gli sbocchi professionali dei corsi di studio per il conseguimento del diploma accademico di secondo livello in didattica della musica e didattica dello strumento dei Conservatori di musica e degli Istituti musicali pareggiati sono riordinati secondo le allegate tabelle A e B che fanno parte integrante del presente decreto.

Art. 3 – I Conservatori di musica e gli Istituti musicali pareggiati provvederanno ad integrare i propri regolamenti didattici in conformità a quanto previsto dall’art. 10 del decreto del Presidente della Repubblica 8 luglio 2005, n. 212 e nel rispetto di quanto previsto nel presente decreto e nel decreto ministeriale 3 luglio 2009, n. 90.

IL MINISTRO
Sen. Valeria Fedeli


Decreto Ministeriale 9 gennaio 2018, n. 14

Decreto Ministeriale 9 gennaio 2018, n. 14

Messa a ordinamento dei bienni sperimentali AFAM

IL MINISTRO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA

 

VISTA la Legge n. 508 del 21 dicembre 1999 di riforma delle Accademie di Belle Arti, dell’Accademia Nazionale di Danza, dell’Accademia Nazionale di Arte Drammatica, degli Istituti Superiori per le Industrie Artistiche, dei Conservatori di Musica e degli Istituti Musicali Pareggiati;
VISTO il D.P.R. 28 febbraio 2003, n. 132, concernente il regolamento sui criteri per l’autonomia statutaria, regolamentare e organizzativa delle Istituzioni artistiche e musicali, a norma delle Legge 21 dicembre 1999, n. 508;
VISTO il D.P.R. 8 luglio 2005, n.212, recante la disciplina per la definizione degli ordinamenti didattici delle Istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica, a norma dell’articolo 2 della Legge 21 dicembre 1999, n.508;
VISTO il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 30 settembre 2009, n. 123, con il quale sono stati definiti i nuovi ordinamenti didattici dei corsi di studio per il conseguimento dei diplomi accademici di primo livello delle Accademie di Belle Arti e successive modificazioni;
VISTO il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 30 settembre 2009, n. 124, con il quale sono stati definiti i nuovi ordinamenti didattici dei corsi di studio per il conseguimento dei diplomi accademici di primo livello nei Conservatori di musica;
VISTO il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 30 settembre 2009, n. 127, con il quale sono stati definiti i nuovi ordinamenti didattici dei corsi di studio per il conseguimento dei diplomi accademici di primo livello degli Istituti Superiori per le Industrie Artistiche;
VISTO L’art. 1 commi 105, 106 e 107 della Legge n. 228 del 24 dicembre 2012 recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2013)”;
VISTO L’art. 1 comma 27 della Legge 13 luglio 2015 n. 107 di “Riforma del sistema nazionale d’istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative” che prevede: “Nelle more della ridefinizione delle procedure per la rielezione del Consiglio Nazionale per l’Alta Formazione Artistica e Musicale, gli atti e i provvedimenti adottati dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca in mancanza del parere del medesimo Consiglio nei casi esplicitamente previsti dall’art. 3, comma 1 della Legge 21 dicembre 1999, n. 508, sono perfetti ed efficaci”;
CONSIDERATA La necessità di concludere la fase sperimentale riconducendo ad ordinamento i corsi accademici di secondo livello attivati in via sperimentale dalle Istituzioni.

DECRETA

  CAPO I
ISTITUZIONE DI CORSI ACCADEMICI DI SECONDO LIVELLO (DASL) ORDINAMENTALI

 

 

Art. 1

  1. Il presente decreto definisce, ai sensi dell’art. 3 comma 1 punto b), e comma 4 del D.P.R. 8 luglio 2005, n. 212, gli ordinamenti didattici dei corsi di studio per il conseguimento del diploma accademico di secondo livello nelle Istituzioni dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e coreutica, pubbliche e private, e le relative modalità di accreditamento dei corsi stessi.
  2. Le Istituzioni possono istituire, con le modalità di cui al presente decreto, corsi di diploma accademico di secondo livello appartenenti a una o più Scuole o Dipartimenti. Non possono essere istituiti due diversi corsi di diploma accademico di secondo livello afferenti alla medesima Scuola qualora le attività formative dei rispettivi ordinamenti didattici non si differenzino per almeno 40 crediti individuati tra le attività formative caratterizzanti.
  3. I regolamenti didattici delle Istituzioni, disciplinanti gli ordinamenti didattici dei corsi di studio di cui al comma 1, sono adeguati in conformità alle disposizioni di cui all’art. 10 del D.P.R. 8 luglio 2005, n. 212, e del presente decreto.
  4. Successivamente all’accreditamento dei corsi di secondo livello ai sensi del presente decreto, i corsi di diploma accademico di secondo livello attivati in via sperimentale sono soppressi, fatta salva la garanzia agli studenti iscritti di portare a compimento il percorso di studi secondo il previgente ordinamento.

 

Art. 2

  1. Un corso di diploma accademico di secondo livello può essere attivato con il concorso di più Scuole della stessa istituzione o di più istituzioni nazionali o internazionali di pari livello.
  2. L’attivazione di un corso di diploma accademico di secondo livello viene proposto dalle Istituzioni come riferimento al proseguimento degli studi di un triennio o come nuova attivazione con indirizzi specifici.
  3. Per l’individuazione dei settori artistico disciplinari si fa riferimento ai decreti ministeriali di attivazione delle singole Scuole.
  4. Fatto salvo quanto specificamente previsto per gli ISIA al successivo comma 8, per quanto attiene i corsi accademici di secondo livello che costituiscono per denominazione e contenuti di indirizzo la prosecuzione dei trienni ordinamentali già autorizzati e attivati dalle Istituzioni, i crediti minimi delle attività formative di base e caratterizzanti, da definire in una percentuale pari a non meno del 60% (72 crediti) ai sensi dell’art. 9 comma 1 del DPR 212/2005, sono così individuati rispetto ai settori indicati nei rispettivi trienni ordinamentali:
    • a. da 12 a 18 crediti nell’ambito dei settori delle discipline di base
    • b. da 54 a 60 crediti nell’ambito dei settori delle discipline caratterizzanti
  5. Per gli Istituti Superiori di Studi Musicali, nel rispetto delle quote previste dalle lettere a. e b) di cui al precedente comma 4, le restanti quote di crediti relative al 40% (48 crediti) vanno riservate dalle singole Istituzioni:
  • a. fino ad un massimo del 25% (12 crediti) a ulteriori attività di base e/o caratterizzanti individuate, in riferimento agli obiettivi formativi, tra i settori artistico-disciplinari previsti dai relativi decreti;b. alle attività integrative e affini o ulteriori (art. 9 comma 2, lett. b) e c) del DPR 212/2005);

    c. alle attività autonomamente scelte dallo studente per almeno 6 crediti formativi (art. 9 comma 4 del DPR 212/2005));

    d. alle attività formative relative alla prova finale per almeno 9 crediti (art. 9 comma 2 lett. a) del DPR 212/2005).

  1. Negli Istituti Superiori di Studi Musicali, per le nuove attivazioni di corsi accademici di secondo livello con denominazioni e contenuti specifici non corrispondenti a trienni precedenti, si fa riferimento a trienni ordinamentali già autorizzati, istituendo corsi accademici di secondo livello con specifici indirizzi coerenti con gli obbiettivi formativi e gli sbocchi professionali autonomamente definiti dalle Istituzioni. In tal caso almeno il 60% dei crediti da individuare ai sensi dell’art. 9 comma 1 del DPR 212/2005, vanno scelti con il seguente criterio:
    • a. per almeno  il 50% (36 crediti) nell’ambito dei settori disciplinari di base e caratterizzanti presenti nei trienni già in ordinamento
    • b. per la restante quota, con autonoma determinazione delle Istituzioni, sulla base della specificità del percorso formativo che si vuole attuare, nell’ambito delle aree di riferimento coerenti con l’obbiettivo formativo che connota l’indirizzo prescelto.
  1. Per le Accademie di Belle Arti, l’Accademia Nazionale di Danza e l’Accademia Nazionale “Silvio D’Amico”, nel rispetto delle quote previste dalle lettere a. e b. di cui al precedente comma 4, le restanti quote di crediti relative al 40% (48 crediti) vanno riservate dalle singole Istituzioni:
  • a. per almeno il 50% (24 crediti) a ulteriori attività di base e caratterizzanti individuate, in riferimento agli obiettivi formativi, tra i settori artistico-disciplinari previsti dai relativi decreti;
  • b. alle attività integrative e affini o ulteriori (art. 9 comma 2, lett. b) e c) del DPR 212/2005);
  • c. alle attività autonomamente scelte dallo studente per almeno 6 crediti formativi (art. 9 comma 4) del DPR 212/2005);
  • d. alle attività formative relative alla prova finale per almeno 9 crediti (art. 9 comma 2 lett. a) del DPR 212/2005).
  1. Limitatamente agli Istituti Superiori per le industrie artistiche, per quanto attiene i corsi accademici di secondo livello che costituiscono per denominazione e contenuti di indirizzo la prosecuzione dei trienni ordinamentali già autorizzati, i crediti minimi delle attività formative di base e caratterizzanti, da definire in una percentuale pari a non meno del  60% (72 crediti) ai sensi dell’art. 9 comma 1 del DPR 212/2005, sono così individuati rispetto ai settori indicati nei rispettivi trienni ordinamentali:
    • a. Fino a un massimo del 25% (18 crediti) nell’ambito dei settori delle discipline di base
    • b. Almeno il 75% (54 crediti) e comunque fino al raggiungimento di 72 CFA minimi nell’ambito dei settori delle discipline caratterizzanti.

Le restanti quote di crediti relative al 40% (48 crediti) vanno riservate dalle singole Istituzioni:

  • a. Fino a un massimo del  50% (24 crediti) a ulteriori attività di base e caratterizzanti individuate, in riferimento agli obiettivi formativi, tra i settori artistico-disciplinari previsti dai relativi decreti;
  • b. alle attività integrative e affini o ulteriori (art. 9 comma 2, lett. b) e c) del DPR 212/2005)
  • c. alle attività di tirocinio per almeno 9 crediti; 
  • d. alle attività autonomamente scelte dallo studente per almeno 6 crediti formativi (art. 9 comma 4) del DPR 212/2005);
  • e. alle attività formative relative alla prova finale per almeno 9 crediti (art. 9 comma 2 lett. a) del DPR 212/2005).

9. Al fine di evitare la parcellizzazione delle attività formative, in ciascun corso di diploma di secondo livello, non possono comunque essere previsti in totale più di 14 esami, fatte salve eventuali valutazioni finali con idoneità.

10. Quando il contenuto del corso non sia in nulla assimilabile ad una prosecuzione o ad una specificazione di indirizzo rispetto ad un triennio ordinamentale non si potranno attivare corsi accademici di secondo livello e si dovrà far riferimento all’attivazione di corsi di specializzazione o master di primo e secondo livello.

11. Fermo restando quanto indicato nel comma precedente, gli Istituti Superiori di Studi Musicali, considerate le peculiarità formative relative alle musiche d’insieme, possono attivare in tale ambito corsi di diploma accademico di secondo livello cui non corrisponde direttamente un unico corso di diploma accademico di primo livello.

Art. 3

  1. Gli ordinamenti didattici dei singoli corsi di diploma accademico di secondo livello ricompresi nelle Scuole di cui al D.P.R. 8 luglio 2005, n. 212, comunque denominati, definiscono le modalità di svolgimento della prova finale.
  2. Nel definire gli ordinamenti didattici dei corsi di diploma accademico di secondo livello, le istituzioni specificano gli obiettivi formativi in termini di risultati di apprendimento attesi, anche con riferimento al sistema di descrittori adottato in sede europea e individuano gli sbocchi professionali.
  3. Relativamente al trasferimento degli studenti da un corso di diploma accademico di secondo livello a un altro, ovvero da un corso di una Istituzione a un altro di altra Istituzione di pari livello, i regolamenti didattici assicurano il riconoscimento del maggior numero possibile dei crediti già maturati dallo studente, secondo criteri e modalità previsti dal regolamento didattico del corso di diploma accademico di secondo livello di destinazione, anche ricorrendo eventualmente a colloqui per la verifica delle conoscenze effettivamente possedute. Il mancato riconoscimento di crediti deve essere adeguatamente motivato.
  4. Esclusivamente nel caso in cui il trasferimento dello studente sia effettuato tra corsi di diploma accademico di secondo livello appartenenti alla medesima Scuola, la quota di crediti direttamente riconosciuti allo studente non può essere inferiore al 50% di quelli già maturati.
  5. Le Istituzioni possono riconoscere, secondo quanto previsto dall’articolo 9, comma 3 del D.P.R. 8 luglio 2005, n. 212 le conoscenze e le abilità professionali certificate individualmente ai sensi della normativa vigente in materia, nonché le altre conoscenze e abilità maturate in attività formative alla cui progettazione e realizzazione l’Istituzione abbia concorso. Il numero massimo di crediti formativi accademici riconoscibili è fissato per ogni corso di diploma accademico di secondo livello nel proprio ordinamento didattico e non può comunque essere superiore a 12. Le attività già riconosciute ai fini dell’attribuzione di crediti formativi accademici nell’ambito di corsi di diploma accademico di primo livello non possono essere nuovamente riconosciute come crediti formativi nell’ambito di corsi di diploma accademico di secondo livello.

       Art. 4

  1. I regolamenti didattici dei corsi di diploma accademico di secondo livello determinano i requisiti curricolari che devono essere posseduti per l’ammissione a ciascun corso, ai sensi dell’articolo 10 del D.P.R. 8 luglio 2005, n. 212. Eventuali integrazioni curricolari in termini di crediti formativi accademici devono essere acquisite prima della verifica della preparazione individuale di cui al comma 2.
  2. I Regolamenti di cui al comma precedente fissano anche le modalità di verifica dell’adeguatezza della personale preparazione ai fini dell’ammissione al corso di diploma accademico di secondo livello, ai sensi dell’articolo 10, comma 4, lettera e), del predetto decreto.
  3. L’ordinamento didattico di ciascun corso può prevedere una pluralità di curricula al fine di favorire l’iscrizione di studenti in possesso di lauree o diplomi accademici di primo livello differenti, anche appartenenti a Scuole diverse, garantendo comunque il raggiungimento degli obiettivi formativi del corso.

 

Art. 5

  1. A completamento del processo di messa a ordinamento, previsto dall’art. 1, comma 105, della legge 228 del 24 dicembre 2012, i corsi di diploma accademico di secondo livello vengono inseriti da ciascuna Istituzione nei rispettivi Regolamenti didattici, previo espletamento delle procedure di cui al presente decreto. I corsi accademici di secondo livello assumono specifiche codifiche e denominazioni derivanti dalla trasformazione di quelle dei corrispondenti corsi di primo livello, attraverso la sostituzione negli acronimi dei codici, delle lettere PL con SL.

 

 

CAPO II
ACCREDITAMENTO INIZIALE DEI CORSI ACCADEMICI DI SECONDO LIVELLO AFAM

Art. 6

  1. Nelle more dell’emanazione del Decreto di cui all’art. 2, comma 7, lett. g), della legge 21 dicembre 1999, n. 508, relativo alle procedure, tempi e modalità per la programmazione, il riequilibrio e lo sviluppo dell’offerta formativa,   i corsi di studio di cui al presente decreto sono accreditati nel rispetto dei criteri e delle procedure di cui ai successivi articoli, fermo restando la conformità all’ordinamento didattico, verificata dal Ministero sulla base  di quanto previsto nel Capo I del presente decreto.
  2. Le Istituzioni, con delibere del Consiglio di Amministrazione su proposta conforme del Consiglio Accademico, inoltrano al Ministero istanza di accreditamento dei corsi di studio biennali.
  3. I singoli corsi di secondo livello sono approvati con decreti ministeriali secondo modalità, tempistiche e procedure che saranno definite con successivi provvedimenti direttoriali per rendere operativa in via informatica la procedura per le richieste di accreditamento.
  4. L’accreditamento dei corsi decorre dall’anno accademico 2018-2019.
  5. Limitatamente agli Istituti Superiori di studi musicali di cui all’art. 1 della legge 21 dicembre 1999, n. 508, vengono istituiti i Comitati territoriali di coordinamento tra le Istituzioni, con il compito di vagliare le istanze di accreditamento di cui al comma 2 al fine di ottimizzare l’offerta formativa sulla base dei seguenti criteri:
    1. sostenibilità dell’iniziativa in riferimento al numero di studenti che si intendono iscrivere ai corsi accademici di secondo livello;
    2. configurazione di analoga offerta formativa già presente, o contemporaneamente richiesta, in altra Istituzione territorialmente contigua  tale da non giustificare sul piano numerico e finanziario una duplice attivazione.
  6. I Comitati di cui al comma precedente sono costituiti dai Direttori delle Istituzioni territorialmente competenti come da allegato A.

Art. 7

  1. In via preliminare saranno accreditati i  corsi già autorizzati in via sperimentale con Decreto del Ministro ai sensi dell’art. 5, comma 4, del D.P.R. 8 luglio 2005, n. 212.
  2. Concluse  le procedure di accreditamento di cui al comma precedente  con la determinazione delle nuove codifiche ai sensi dell’art. 5, verrà emanata la tabella di corrispondenza di cui all’art. 1, comma 106, della legge n. 228 del 24 dicembre 2012.

 

Art. 8

  1. La richiesta di attivazione di nuovi corsi di secondo livello da parte delle Istituzioni, ivi comprese quelle di cui all’art. 11 del D.P.R. 8 luglio 2005, n. 212,  è esaminata dal Ministero e, per quanto di competenza, dall’Anvur sulla base dei seguenti elementi:

 

    • a. parere rilasciato dai Comitati di cui all’art. 6, comma 5, limitatamente agli Istituti musicali di studi superiori interessati.
    • b. possesso dei requisiti didattici e di qualificazione della ricerca.
    • c. valutazione relativa alla sussistenza di dotazioni edilizie e strumentali che devono avere carattere di stabilità.
    • d. valutazione, dal punto di vista quantitativo e qualitativo, della docenza da impegnare nei corsi commisurata al numero e alla tipologia delle attività formative e rapportata al numero degli studenti iscrivibili.
    • e. valutazione relativa alla sussistenza di adeguate risorse finanziarie con l’obiettivo di verificare la sostenibilità e la qualità complessiva dell’Istituzione e dei corsi con particolar riguardo alla congruità delle risorse economiche previste per la docenza in rapporto alla tipologia dei corsi da attivare
    • f. organizzazione dell’istituto coerente con i principi organizzativi di cui  D.P.R. n. 132/2003

Art. 9

  1. Con successivo Decreto del Ministro saranno stabilite le modalità e i tempi di verifica per la valutazione dei percorsi biennali intrapresi ai sensi dei commi precedenti, anche ai fini della loro prosecuzione, tenuto conto:
    • a) della persistenza dei requisiti che hanno condotto all’accreditamento iniziale e del possesso di ulteriori requisiti di qualità, di efficienza e di efficacia delle attività svolte, anche con l’analisi dei dati della relazione annuale dei Nuclei di Valutazione interna sulla base delle indicazioni date annualmente dall’ Anvur;
    • b) della rispondenza degli obiettivi formativi ai risultati di apprendimento attesi e agli sbocchi occupazionali individuati, nell’ambito dei percorsi formativi;
  2. Nel caso di disattivazioni, le Istituzioni assicurano comunque la possibilità per gli studenti già iscritti di concludere gli studi conseguendo il relativo titolo prevedendo anche la facoltà per gli studenti di optare per l’iscrizione ad altri corsi di studio attivati.

 

Il Ministro
Sen.Valeria Fedeli


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Accademie e Conservatori, anche per l’AFAM va a regime il 3+2

Fedeli: “Provvedimento atteso, ora offerta formativa più ricca”

Il 3+2 va a regime anche per Accademie e Conservatori. La Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, ha firmato il decreto che rende finalmente ordinamentali, portandoli fuori dalla fase sperimentale in atto dal 2005, i bienni specializzanti delle istituzioni dell’AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica) e che equipara definitivamente i titoli finali con quelli universitari, garantendo un quadro chiaro delle equipollenze.

“Si tratta di una novità attesa – spiega Fedeli – che ci mette in linea con il quadro europeo per la riconoscibilità dei titoli e che consentirà finalmente alle istituzioni AFAM di garantire un’offerta formativa più ricca e flessibile. Dal 2012, infatti, non era possibile fare variazioni: l’offerta formativa, in attesa della messa a regime dei bienni specialistici, era stata congelata. Questo sblocco consentirà a istituzioni che costituiscono un tassello importante e di grande pregio del nostro sistema di istruzione di qualificare ulteriormente l’offerta, garantendo opportunità formative in linea con i tempi alle iscritte e agli iscritti. Sull’AFAM stiamo convintamente portando avanti tutte le azioni necessarie per dare ad un settore che il mondo ci invidia le risorse e gli strumenti di cui ha bisogno per operare ai massimi livelli. Dopo la riforma del 1999 per troppo tempo l’AFAM è rimasta in balia di ritardi e rinvii – prosegue Fedeli -. Negli ultimi mesi abbiamo operato un’accelerazione importante per la valorizzazione di questo settore. Ricordo, ad esempio, le misure contenute nella legge di bilancio per la stabilizzazione del personale precario e per rendere definitivo il processo di statizzazione. Abbiamo poi incrementato le risorse e stiamo procedendo sul piano dell’offerta formativa con due operazioni fondamentali attuate dal Ministero. Abbiamo già proceduto alla modifica o attivazione di corsi dei Conservatori, degli Istituti superiori musicali, degli ISIA, delle Accademie statali e legalmente riconosciute per oltre 3.500 piani di studio triennali: erano quattro anni che queste richieste giacevano inevase. Con il decreto firmato oggi completiamo la messa ad ordinamento di tutti i corsi biennali sperimentali di secondo livello, che era prevista dalla legge finanziaria per il 2013. Si tratta di azioni e investimenti seri, concreti, con cui diamo una risposta alle legittime richieste del settore, rimaste inevase, va ripetuto, per troppo tempo”.

Con il provvedimento firmato dalla Ministra sui corsi biennali di II livello si chiude un percorso che va avanti dai primi anni 2000. Con l’emanazione del Regolamento  (D.P.R.) 212 del 2005, infatti, l’attivazione dei corsi accademici biennali nei Conservatori di Musica, nelle Accademie di Belle Arti, negli ISIA, nell’Accademia nazionale di Arte drammatica e nell’Accademia Nazionale di Danza è stata possibile solo in via sperimentale. Una provvisorietà che si è protratta a lungo, tanto che con la legge 228 del 2012 (Finanziaria 2013) si è intervenuti per accelerare il processo di chiusura della fase sperimentale. Da allora l’offerta è però rimasta ‘congelata’.

Ora si giunge ad un punto fermo. Sarà finalmente possibile attivare corsi biennali ordinamentali, con il via libera anche al rinnovamento dell’offerta formativa. E si potrà anche procedere alla conversione dei titoli già rilasciati, sia a seguito dei percorsi  sperimentali sia a seguito di quelli del vecchio ordinamento, come richiesto anche da studentesse e studenti che, in questo modo, avranno finalmente riconosciuto pieno valore, anche a livello europeo, al titolo di studio faticosamente conseguito.

Premio Nazionale delle Arti 2016/2017

Lunedì 11 dicembre 2017, alle ore 21, il Teatro Argentina di Roma ospiterà la serata finale del Premio Nazionale delle Arti 2016/2017, organizzato dalla Direzione Generale per lo studente, lo sviluppo e l’internazionalizzazione della formazione superiore del MIUR per sostenere la formazione artistica e promuovere l’eccellenza delle studentesse e degli studenti del sistema AFAM (Alta formazione artistica, musicale e coreutica) nel campo delle arti.

Ad aprire questa dodicesima edizione sarà la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli. Seguiranno le esibizioni delle studentesse e degli studenti dell’Accademia Nazionale di Arte Drammatica, l’esecuzione della “Sinfonia n. 9 in mi minore” di Dvořák da parte dell’Orchestra Sinfonica Nazionale dei Conservatori, diretta da Alessandro Cadario, e quella di “Capriccio Italiano” di P. I. Čajkovskij ad opera della stessa orchestra e del Corpo di ballo dell’Accademia Nazionale di Danza, guidato dal coreografo Mario Piazza.

Durante la serata, inoltre, verranno premiati i vincitori del Premio.

L’evento è realizzato con la collaborazione del Conservatorio “Ottorino Respighi” di Latina, del Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano, del Conservatorio “Licinio Refice” di Frosinone – CREA, dell’Accademia di Belle Arti di Urbino, dell’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche – ISIA di Faenza, dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’amico” e dell’Accademia Nazionale di Danza di Roma.

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