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Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 21 ottobre 2019, n. 155

Regolamento recante l’organizzazione degli Uffici di diretta collaborazione del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca. (19G00160)
(GU Serie Generale n.299 del 21-12-2019)

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 21 ottobre 2019, n. 140

Regolamento concernente l’organizzazione del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca. (19G00147)
(GU Serie Generale n.290 del 11-12-2019)

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 20 agosto 2019

Autorizzazione ad avviare procedure di reclutamento e ad assumere unità di personale ai sensi dell’articolo 35, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001 n. 165. (19A06150)
(GU n.234 del 5-10-2019)

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 1 agosto 2019

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 1 agosto 2019 

Riparto del contributo di 100 milioni di euro, per l’anno 2019, a favore delle regioni a statuto ordinario e degli enti territoriali che esercitano le funzioni relative all’assistenza per l’autonomia e la comunicazione personale degli alunni con disabilità fisiche o sensoriali, ai sensi dell’articolo 1, comma 947 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 e successive modificazioni. (19A06908)
(GU Serie Generale n.261 del 07-11-2019)

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Vista la legge 7 aprile 2014, n. 56, che detta, per le regioni a statuto ordinario, disposizioni in materia di citta’ metropolitane, province, unioni e fusioni di comuni al fine di adeguare il loro ordinamento ai principi di sussidiarieta’, differenziazione e adeguatezza e, in particolare, l’art. 1, comma 89, che prevede il riordino delle funzioni non fondamentali delle province;

Viste le leggi regionali di riordino delle funzioni non fondamentali emanate in attuazione della legge 7 aprile 2014, n. 56;

Vista la legge 30 dicembre 2018, n. 145, recante «Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021», e, in particolare, l’art. 1, commi 560, 561 e 562;

Visto l’art. 1, comma 947, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 (legge di stabilita’ 2016), come modificato dall’art. 1, comma 562, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, il quale prevede che, «ai fini del completamento del processo di riordino delle funzioni delle province, le funzioni relative all’assistenza per l’autonomia e la comunicazione personale degli alunni con disabilita’ fisiche o sensoriali di cui all’art. 13, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, e quelle relative alle esigenze di cui all’art. 139, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, sono attribuite alle regioni a decorrere dal 1° gennaio 2016, fatte salve le disposizioni legislative regionali che, alla medesima data, gia’ prevedono l’attribuzione delle predette funzioni alle province, alle citta’ metropolitane o ai comuni, anche in forma associata»;

Visto l’art. 1, comma 561, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, ai sensi del quale l’autorizzazione di spesa di cui all’art. 1, comma 70, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, pari a 75 milioni di euro per l’anno 2018, e’ incrementata di 25 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021;

Visto l’art. 8 della legge 30 dicembre 2018, n. 145 secondo cui «sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, per l’anno finanziario 2019, in conformita’ all’annesso stato di previsione (Tabella n. 7);

Considerato che nel suddetto stato di previsione del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e ricerca per l’esercizio finanziario 2019 e’ iscritto, nel capitolo 2836, il Fondo da assegnare alle regioni per fronteggiare le spese relative all’assistenza per l’autonomia e la comunicazione personale degli alunni con disabilita’ fisiche o sensoriali, con lo stanziamento di 100 milioni di euro e che a detto riparto si provvede ai sensi dell’art. 1, comma 947, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, come modificato dall’art. 1, comma 562, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, con un apposito decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie, di concerto con il Ministro delegato per la famiglia e le disabilita’, con il Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro dell’interno, previa intesa in sede di Conferenza unificata;

Ritenuto di dover procedere al riparto del contributo in base al numero degli studenti con disabilita’ fisiche o sensoriali presenti nelle scuole secondarie superiori;

Vista la nota del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca prot. 789 del 22 febbraio 2019, con la quale sono stati individuati gli alunni con disabilita’ iscritti nell’anno scolastico 2018/2019, distinti per grado di istruzione e per provincia o citta’ metropolitana;

Visto il documento repertorio atti n. 31/CU del 17 aprile 2019, recante l’esito della seduta in pari data della Conferenza unificata, dal quale risulta che nella seduta stessa e’ stata sancita l’intesa;

Su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie, di concerto con il Ministro delegato per la famiglia e le disabilita’ con il Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro dell’interno;

Decreta:

Art. 1
1. Il contributo di 100 milioni di euro per l’anno 2019 di cui al «Fondo da assegnare alle regioni per fronteggiare le spese relative all’assistenza per l’autonomia e la comunicazione personale degli alunni con disabilita’ fisiche o sensoriale», iscritto nello stato di previsione del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, capitolo 2836, ripartito ai sensi dell’art. 1, comma 947, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, e successive modificazioni, e’ erogato a favore delle regioni a statuto ordinario che provvedono ad attribuirlo alle province e alle citta’ metropolitane che esercitano effettivamente le funzioni relative all’assistenza per l’autonomia e la comunicazione personale degli alunni con disabilita’ fisiche o sensoriali di cui all’art. 13, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104. Tale contributo, da considerarsi integrativo rispetto alla copertura finanziaria prevista nelle disposizioni regionali attinenti alle funzioni non fondamentali delle province e citta’ metropolitane, e’ ripartito come da allegato A), che forma parte integrante del presente provvedimento.
2. Qualora le funzioni di assistenza per l’autonomia e la comunicazione personale degli alunni con disabilita’ fisiche o sensoriali siano svolte, a seguito di specifiche disposizioni legislative regionali, da soggetti diversi dalle province e dalle citta’ metropolitane, la quota del contributo e’ attribuita alla regione che stabilira’ le modalita’ di riparto tra gli enti territoriali interessati.

Il presente decreto verra’ trasmesso alla Corte dei conti per la registrazione e sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Roma, 1° agosto 2019

Il Presidente del Consiglio dei ministri
Conte
Il Ministro per gli affari regionali e le autonomie Stefani
Il Ministro per la famiglia e le disabilita’
Locatelli
Il Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca Bussetti
Il Ministro dell’economia e delle finanze
Tria
Il Ministro dell’interno
Salvini

Registrato alla Corte dei conti il 29 agosto 2019 Ufficio controllo atti P.C.M. Ministeri della giustizia e degli affari esteri e della cooperazione internazionale, reg.ne succ. n. 1777

Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 31 luglio 2019

Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 31 luglio 2019 

Indizione della «Giornata nazionale del folklore e delle tradizioni popolari». (19A05402)
(GU Serie Generale n.200 del 27-08-2019)

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400, recante «Disciplina dell’attivita’ di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri», ed in particolare l’art. 5, comma 2, lettera a), in base al quale il Presidente del Consiglio dei ministri indirizza ai ministri le direttive politiche ed amministrative in attuazione delle deliberazioni del Consiglio dei ministri;

Considerato che le tradizioni popolari, esprimendo una cultura territoriale che costituisce eredita’ del passato da conoscere e di cui riappropriarsi, rappresentano un patrimonio da recuperare e valorizzare in ciascun territorio regionale italiano;

Considerato altresi’ che la riscoperta di tale patrimonio, soprattutto da parte delle nuove generazioni, stimolando il confronto e favorendo gli scambi personali, a livello sia nazionale che internazionale, puo’ fungere da volano per il turismo, con conseguenti ricadute positive anche di carattere economico;

Ritenuta, pertanto, l’opportunita’ di promuovere una giornata nazionale orientata all’informazione sul folklore e alla tutela delle realta’ della tradizione popolare italiana;

Verificato che la data del 26 ottobre 2019 non risulta impegnata da altre celebrazioni istituzionali;

Sentito il Consiglio dei ministri nella seduta del 31 luglio 2019;

Emana la seguente direttiva:

E’ indetta la «Giornata nazionale del folklore e delle tradizioni popolari» per il giorno 26 ottobre 2019. In tale giornata le amministrazioni pubbliche, anche in coordinamento con gli enti ed organismi interessati, promuovono l’attenzione e l’informazione sul tema del folklore e delle tradizioni popolari, nell’ambito delle rispettive competenze e attraverso idonee iniziative di comunicazione e sensibilizzazione.

La presente direttiva, previa registrazione da parte della Corte dei conti, sara’ pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Roma, 31 luglio 2019

Il Presidente del Consiglio dei ministri Conte

Registrata alla Corte dei conti il 9 agosto 2019
Ufficio controllo atti P.C.M. Ministeri della giustizia e degli affari esteri e della cooperazione internazionale, reg. succ. n. 1704

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 19 giugno 2019, n. 76

Regolamento di organizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali, degli uffici di diretta collaborazione del Ministro e dell’Organismo indipendente di valutazione della performance. (19G00081)
(GU Serie Generale n.184 del 07-08-2019)

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 giugno 2019

Autorizzazione al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca all’avvio delle procedure di reclutamento per docenti di scuola dell’infanzia e primaria per un totale di n. 16.959 posti, di cui n. 10.624 per l’anno scolastico 2020/2021 e n. 6.335 per l’anno scolastico 2021/2022. (19A04656)
(GU Serie Generale n.167 del 18-07-2019)

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Visto il decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive modificazioni ed integrazioni, recante approvazione del testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado;

Vista la legge 13 luglio 2015, n. 107, recante la riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti;

Visti, in particolare, gli articoli 399 e 400 del decreto legislativo n. 297 del 1994, relativi rispettivamente all’accesso ai ruoli del personale docente e ai concorsi per titoli ed esami;

Visto il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitivita’, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria, e in particolare l’art. 64 che reca disposizioni in materia di organizzazione scolastica;

Visto il decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e successive modificazioni, concernente disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria e in particolare l’art. 19 che reca disposizioni in materia di razionalizzazione della spesa relativa all’organizzazione scolastica;

Visto il decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2018, n. 96, recante disposizioni urgenti per la dignita’ dei lavoratori e delle imprese e, in particolare, l’art. 4, riguardante, tra l’altro, disposizioni in merito alla copertura dei posti di docente vacanti e disponibili nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria;

Visto il decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, recante, tra l’altro, disposizioni urgenti in materia di pensioni;

Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni ed integrazioni, ed in particolare l’art. 35, comma 4, secondo cui, a fronte delle determinazioni relative all’avvio di procedure di reclutamento, adottate da ciascuna amministrazione o ente sulla base della programmazione triennale del fabbisogno di personale, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono autorizzati l’avvio delle procedure concorsuali e le relative assunzioni del personale delle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, delle agenzie e degli enti pubblici non economici;

Visto l’art. 39, commi 3 e 3-bis, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, recante misure per la stabilizzazione della finanza pubblica, che disciplina le procedure di autorizzazione ad assumere per le amministrazioni dello Stato applicabili con riferimento al personale scolastico;

Vista la nota del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, prot. n. 49409 del 9 novembre 2018, con la quale e’ stata chiesta l’autorizzazione ad avviare procedure concorsuali per titoli ed esami per diecimilacentottantre posti di personale docente della scuola dell’infanzia e primaria, di cui cinquemilaseicentoventisei posti comuni e quattromilacinquecentocinquasette posti di sostegno, corrispondente alle esigenze di organico del biennio 2020/2022;

Vista la nota del Gabinetto del Ministero dell’economia e delle finanze del 23 maggio 2019, prot. n. 9755, che trasmette la nota del 5 aprile 2019, prot. n. 6574, di trasmissione al Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca della nota del Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato – IGOP del 1° aprile 2019, prot. n. 57784, con la quale il Ministero dell’economia e delle finanze, a seguito di chiarimenti ottenuti per le vie brevi dal Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, esprime parere favorevole all’autorizzazione dell’avvio delle procedure concorsuali per un totale di sedicimilanovecentocinquantanove posti di personale docente della scuola dell’infanzia e primaria, di cui diecimilaseicentoventiquattro per l’anno scolastico 2020/2021 e seimilatrecentotrentacinque per l’anno scolastico 2021/2022;

Preso atto che, con la suddetta nota del 1° aprile 2019, prot. n. 57784, viene specificato che la numerosita’ dei posti da bandire viene incrementata di n. seimilasettecentosettantasei posti, passando da diecimilacentoottantatre a sedicimilanovecentocinquantanove per tenere conto delle maggiori cessazioni conseguenti le disposizioni urgenti in materia pensionistica di cui al citato decreto-legge n. 4 del 2019;

Ritenuto di poter autorizzare l’avvio delle suddette procedure di reclutamento in favore del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, ai sensi dell’art. 35, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 per un totale di sedicimilanovecentocinquantanove posti di personale docente della scuola dell’infanzia e primaria, di cui diecimilaseicentoventiquattro per l’anno scolastico 2020/2021 e seimilatrecentotrentacinque per l’anno scolastico 2021/2022;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in data 27 giugno 2018 che dispone la delega di funzioni al Ministro per la pubblica amministrazione sen. avv. Giulia Bongiorno; Di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze;

Decreta:

1. Il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca e’ autorizzato, ai sensi dell’art. 35, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ad avviare, per il biennio scolastico 2020/2022, procedure concorsuali per il reclutamento, nei limiti delle risorse finanziarie disponibili, di sedicimilanovecentocinquantanove posti di personale docente della scuola dell’infanzia e primaria, di cui diecimilaseicentoventiquattro per l’anno scolastico 2020/2021 e seimilatrecentotrentacinque per l’anno scolastico 2021/2022.

2. Ai fini delle assunzioni del personale di cui al comma 1 restano ferme le procedure di autorizzazione previste dall’art. 39, commi 3 e 3-bis, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, nell’ambito dei posti effettivamente vacanti e disponibili.

Il presente decreto, previa registrazione da parte della Corte dei conti, sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Roma, 11 giugno 2019

p. Il Presidente del Consiglio dei ministri
Il Ministro per la pubblica amministrazione
Bongiorno

Il Ministro dell’economia e delle finanze
Tria

Registrato alla Corte dei conti il 2 luglio 2019
Ufficio controllo atti P.C.M. Ministeri della giustizia e degli affari esteri e della cooperazione internazionale, reg.ne succ. n. 1406

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 4 aprile 2019, n. 48

Regolamento concernente l’organizzazione degli Uffici di diretta collaborazione del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca. (19G00055)
(GU Serie Generale n.133 del 08-06-2019)

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 21 dicembre 2018

Riparto del contributo di 75 milioni di euro, per l’anno 2018, a favore delle regioni a statuto ordinario e degli enti territoriali che esercitano le funzioni relative all’assistenza per l’autonomia e la comunicazione personale degli alunni con disabilità fisiche o sensoriali. (19A00508)

(GU Serie Generale n.23 del 28-01-2019)

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Vista la legge 7 aprile 2014, n. 56, che detta, per le regioni a statuto ordinario, disposizioni in materia di citta’ metropolitane, province, unioni e fusioni di comuni al fine di adeguare il loro ordinamento ai principi di sussidiarieta’, differenziazione e adeguatezza e, in particolare, l’art. 1, comma 89, che prevede il riordino delle funzioni non fondamentali delle province;

Viste le leggi regionali di riordino delle funzioni non fondamentali emanate in attuazione della legge 7 aprile 2014, n. 56;

Visto l’art. 1, comma 947, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilita’ 2016) ove si prevede che «ai fini del completamento del processo di riordino delle funzioni delle province, le funzioni relative all’assistenza per l’autonomia e la comunicazione personale degli alunni con disabilita’ fisiche o sensoriali di cui all’art. 13, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, e relative alle esigenze di cui all’art. 139, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, sono attribuite alle regioni a decorrere dal 1° gennaio 2016, fatte salve le disposizioni legislative regionali che alla predetta data gia’ prevedono l’attribuzione delle predette funzioni alle province, alle citta’ metropolitane o ai comuni, anche in forma associata»;

Visto l’art. 1, comma 70, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, ove si prevede che «Per l’esercizio delle funzioni di cui all’art. 1, comma 947, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, e’ attribuito un contributo di 75 milioni di euro per l’anno 2018 da ripartire con le modalita’ ivi previste»;

Visto l’art. 8 della legge 27 dicembre 2017, n. 205, secondo cui «Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, per l’anno finanziario 2018, in conformita’ all’annesso stato di previsione (Tabella n. 7)»;

Considerato che nel suddetto stato di previsione Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e ricerca e’ iscritto, per l’esercizio finanziario 2018, il Fondo da assegnare alle regioni per fronteggiare le spese relative all’assistenza per l’autonomia e la comunicazione personale degli alunni con disabilita’ fisiche o sensoriali, con lo stanziamento di 75 milioni di euro e che a detto riparto si provvede con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali, di concerto con il Ministro per la famiglia e le disabilita’, il Ministro dell’economia e delle finanze e il Ministro dell’interno, previa intesa in sede di Conferenza unificata, ai sensi dell’art. 1, comma 947, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, come modificato dall’art. 3, comma 4, lettera l), del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 86, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2018, n. 97;

Ritenuto di dover procedere al riparto del contributo in base ad un criterio di ponderazione che tenga conto, nella misura dell’80 per cento, del numero degli alunni con disabilita’ delle scuole secondarie superiori e, nella misura del 20 per cento, della spesa storica sostenuta dalle province per l’esercizio delle suddette funzioni nel periodo 2012 – 2014;

Considerata la spesa media sostenuta dalle province nel triennio 2012- 2014 per l’esercizio delle funzioni relative all’assistenza per l’autonomia e la comunicazione personale degli alunni con disabilita’ fisiche o sensoriali e per i servizi di supporto organizzativo;

Vista la nota del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca prot. 0018995 del 28 giugno 2018, con la quale sono stati individuati gli alunni con disabilita’ iscritti nell’anno scolastico 2017/2018, distinti per grado di istruzione e per provincia o citta’ metropolitana;

Considerato che gli alunni delle Province di Barletta-Andria-Trani e Fermo, risultano ancora assegnati nella nota del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca rispettivamente alle Province originarie di Bari e Ascoli Piceno, e che pertanto il riparto fra le suddette province e citta’ metropolitane e’ avvenuto, come per l’anno precedente, in base ai dati Istat relativi alle rispettive popolazioni scolastiche degli studenti con disabilita’;

Visto il documento Repertorio atti n. 86/CU del 1° agosto 2018, recante l’esito della seduta in pari data della Conferenza unificata, dal quale risulta che nella seduta stessa non si sono create le condizioni di assenso previste ai fini del perfezionamento dell’intesa;

Considerato che, nella seduta della Conferenza unificata del 1° agosto 2018, l’ANCI e l’UPI hanno espresso parere favorevole all’intesa mentre le regioni, pur condividendo, a maggioranza, la proposta di riparto presentata dal Governo, hanno espresso la mancata intesa senza l’applicazione della decorrenza dei termini;

Considerato, altresi’, che l’ANCI, l’UPI e le regioni hanno sollecitato l’avvio di un tavolo di confronto fra tutti i soggetti interessati, al fine di addivenire a soluzioni condivisibili per la modifica dei criteri per gli anni successivi, chiedendo inoltre al Governo che il Fondo diventi strutturale;

Considerato, altresi’, che il Governo, nella medesima seduta della Conferenza unificata del 1° agosto 2018, preso atto della mancata intesa ai sensi dell’art. 1, comma 947, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, ha fatto proprio l’invito alla non applicazione della decorrenza dei termini; Visto l’art. 3, comma 3, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, ove si prevede che «Quando un’intesa espressamente prevista dalla legge non e’ raggiunta entro trenta giorni dalla prima seduta della Conferenza Stato-Regioni in cui l’oggetto e’ posto all’ordine del giorno, il Consiglio dei ministri provvede con deliberazione motivata»;

Visto l’art. 3, comma 4, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, ove si prevede che «In caso di motivata urgenza il Consiglio dei ministri puo’ provvedere senza l’osservanza delle disposizioni del presente articolo. I provvedimenti adottati sono sottoposti all’esame della Conferenza Stato-Regioni nei successivi quindici giorni. Il Consiglio dei ministri e’ tenuto ad esaminare le osservazioni della Conferenza Stato-Regioni ai fini di eventuali deliberazioni successive»;

Vista la delibera del Consiglio dei ministri del 24 settembre 2018 con la quale e’ autorizzata l’adozione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri recante «Riparto del contributo di 75 milioni di euro per l’anno 2018 a favore delle regioni a statuto ordinario e degli enti territoriali che esercitano le funzioni relative all’assistenza per l’autonomia e la comunicazione personale degli alunni con disabilita’ fisiche o sensoriali»;

Su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie, di concerto con il Ministro per la famiglia e le disabilita’, con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro dell’interno;

Decreta:

Art. 1
1. Il contributo di 75 milioni di euro per l’anno 2018 di cui al «Fondo da assegnare alle regioni per fronteggiare le spese relative all’assistenza per l’autonomia e la comunicazione personale degli alunni con disabilita’ fisiche o sensoriale», iscritto nello stato di previsione del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, ripartito secondo i criteri di cui all’art. 1, comma 947, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, e’ erogato a favore delle regioni a statuto ordinario che provvedono ad attribuirlo alle province e alle citta’ metropolitane che esercitano effettivamente le funzioni relative all’assistenza per l’autonomia e la comunicazione personale degli alunni con disabilita’ fisiche o sensoriali di cui all’art. 13, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104. Tale contributo, da considerarsi integrativo rispetto alla copertura finanziaria prevista nelle disposizioni regionali attinenti alle funzioni non fondamentali delle province e citta’ metropolitane, e’ ripartito nella misura dell’80 per cento in proporzione alla presenza degli alunni disabili, limitatamente alle scuole secondarie superiori presenti in ciascuna provincia nell’anno scolastico 2017/2018 e del 20 per cento in proporzione alla spesa media storica sostenuta dalle province per l’esercizio delle suddette funzioni nel triennio 2012- 2014, come da allegato A), che forma parte integrante del presente provvedimento. 2. Qualora le funzioni di assistenza per l’autonomia e la comunicazione personale degli alunni con disabilita’ fisiche o sensoriali siano svolte, a seguito di specifiche disposizioni legislative regionali, da soggetti diversi dalle province e dalle citta’ metropolitane, la quota del contributo e’ attribuita alla regione che stabilira’ le modalita’ di riparto tra gli enti territoriali interessati.

Il presente decreto verra’ trasmesso alla Corte dei conti per la registrazione e sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Roma, 21 dicembre 2018

Il Presidente del Consiglio dei ministri Conte
Il Ministro per gli affari regionali e le autonomie Stefani
Il Ministro per la famiglia e le disabilita’ Fontana
Il Ministro dell’economia e delle finanze Tria
Il Ministro dell’interno Salvini

Registrato alla Corte dei conti il 15 gennaio 2019 Ufficio controllo atti P.C.M., Ministeri della giustizia e degli affari esteri e della cooperazione internazionale, reg. succ. n. 67

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 4 dicembre 2018

Istituzione della Commissione per l’attuazione del progetto «Bellezz@ – Recuperiamo i luoghi culturali dimenticati». (19A01019) (GU Serie Generale n.40 del 16-02-2019)

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni;
Visto l’art. 7, commi 26 e 27, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, che attribuisce al Presidente del Consiglio dei ministri la gestione del Fondo per le aree sottoutilizzate e la facolta’ di avvalersi per tale gestione del Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica del Ministero dello sviluppo economico;
Visto il decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 88, e in particolare l’art. 4, con il quale si dispone che il Fondo per le aree sottoutilizzate sia denominato Fondo per lo sviluppo e la coesione e sia destinato a dare unita’ programmatica e finanziaria all’insieme degli interventi aggiuntivi a finanziamento nazionale rivolti al riequilibrio economico e sociale tra le diverse aree del Paese;
Vista la legge 27 dicembre 2013, n. 147 (legge di stabilita’ 2014) e, in particolare, l’art. 1, comma 6, che determina la dotazione aggiuntiva del Fondo per lo sviluppo e la coesione per il periodo di programmazione 2014-2020, stabilendo che il complesso delle risorse sia destinato a sostenere esclusivamente interventi per lo sviluppo, anche di natura ambientale;
Vista la legge 23 dicembre 2014, n. 190 (legge di stabilita’ 2015) e in particolare l’art. 1, comma 703, che, ferme restando le vigenti disposizioni sull’utilizzo del Fondo per lo sviluppo e la coesione, detta ulteriori disposizioni per l’utilizzo delle risorse assegnate per il periodo di programmazione 2014-2020;
Visto l’art. 15 della legge 7 agosto 1990, n. 241, concernente la stipula di accordi tra pubbliche amministrazioni per lo svolgimento in collaborazione di attivita’ di interesse comune;
Visto il decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, recante «Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’art. 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137»;
Vista la delibera del 1° maggio 2016 del Comitato interministeriale per la programmazione economica (di seguito, CIPE), con la quale, sulla proposta del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri pro tempore, in qualita’ di Autorita’ politica per la coesione, e’ stato approvato il piano stralcio «Cultura e turismo» presentato dal Ministero dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo ed e’ stata disposta l’assegnazione al medesimo Ministero di un importo complessivo di 1.000 milioni di euro, a valere sulle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione, da destinare al sistema museale italiano, ai sistemi territoriali turistico-culturali (cammini, percorsi, aree vaste) nonche’ ad interventi di completamento particolarmente significativi e a nuovi interventi da individuarsi con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri;
Visto, in particolare, il paragrafo 1.2., lettera c), della citata delibera CIPE, con il quale si e’ disposta la destinazione all’insieme di interventi di completamento particolarmente significativi e di nuovi interventi di una riserva di importo pari a 170 milioni di euro, nell’ambito della quale 150 milioni di euro sono assegnati a favore di interventi, ciascuno dei quali non superiore a 10 milioni di euro, afferenti al progetto di recupero di luoghi culturali dimenticati, denominato «Bellezz@ – Recuperiamo i luoghi culturali dimenticati»;
Visto, altresi’, il paragrafo 2.2., della citata delibera CIPE, concernente le modalita’ di attuazione degli interventi di cui al progetto «Bellezz@ – Recuperiamo i luoghi culturali dimenticati», per il quale gli interventi sono individuati sulla base delle segnalazioni pervenute dal territorio e, nell’eventualita’ in cui queste comportassero finanziamenti in misura superiore a 150 milioni di euro, sono selezionati da una apposita Commissione, all’uopo costituita;
Visto l’avviso pubblicato sul sito internet della Presidenza del Consiglio dei ministri il 9 maggio 2016, con il quale e’ data facolta’ a tutti i cittadini di segnalare, entro il 31 maggio 2016, all’indirizzo di posta elettronica bellezz@governo.it un luogo pubblico da recuperare, ristrutturare o reinventare per il bene della collettivita’ o un progetto culturale da finanziare;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 19 giugno 2017, con il quale, essendo pervenuto un numero di segnalazioni tale da richiedere una disponibilita’ superiore alle risorse assegnate, pari a 150 milioni di euro, e’ stata istituita, in attuazione del citato paragrafo 2.2. della delibera CIPE del 1° maggio 2016, una Commissione per la selezione degli interventi;
Visto il decreto del Segretario generale della Presidenza del Consiglio dei ministri del 3 luglio 2017, con il quale e’ stata istituita la segreteria tecnico-amministrativa a supporto della Commissione per la selezione degli interventi, ai sensi dell’art. 4 del citato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 19 giugno 2017;
Considerato che, come risulta dai verbali dei lavori, la Commissione per la selezione degli interventi ha dato mandato alla segreteria tecnico-amministrativa di selezionare, sulla base dei criteri stabiliti dalla delibera del 1° maggio 2016 del CIPE e dal decreto istitutivo della Commissione per la selezione degli interventi, le 139.689 e-mail recanti segnalazioni e di predisporre l’elenco, secondo l’ordine crescente degli importi indicati, delle segnalazioni selezionate, escludendo gli interventi ricadenti nello stesso comune riportanti importo maggiore e le segnalazioni che non hanno indicato alcun importo;
Vista la nota prot. n. USG 7598 del 19 dicembre 2017, con la quale il presidente della Commissione ha comunicato all’ufficio del Segretario generale la conclusione dei lavori da parte della Commissione per la selezione degli interventi nella seduta del 15 dicembre 2017 e ha trasmesso la relativa documentazione;
Visti, in particolare, il verbale n. 3 del 15 dicembre 2017 della Commissione per la selezione degli interventi, la nota prot. n. USG 1153 del 22 febbraio 2018 e la nota-mail prot. 3719 del 27 febbraio 2018, dai quali si evince che la Commissione per la selezione degli interventi, all’esito della selezione degli interventi sulla base dei criteri sopra indicati, e’ pervenuta ad un elenco di 310 interventi conformi alla delibera CIPE del 1° maggio 2016 e al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 19 giugno 2017 e ad un elenco di 271 interventi selezionati fino a concorrenza delle risorse disponibili;
Considerato che, con apposita convenzione, da adottarsi ai sensi del citato art. 15 della legge n. 241 del 1990, tra gli enti attuatori e il Ministero dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo, assegnatario delle risorse in base alla citata delibera CIPE del 1° maggio 2016, saranno regolate le modalita’ di erogazione del finanziamento e di verifica dell’esecuzione degli interventi afferenti al progetto «Bellezz@ – Recuperiamo i luoghi culturali dimenticati»;
Viste le note di febbraio 2018 a firma della Sottosegretaria di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri pro tempore, con le quali, comunicando ai comuni l’avvenuta conclusione della fase di selezione degli interventi, si forniva assicurazione agli stessi che sarebbe seguita formale richiesta da parte della Commissione per la selezione degli interventi al fine di acquisire tutta la documentazione necessaria alla stipula della suddetta convenzione;
Visto il decreto del Segretario generale 8 marzo 2018 con il quale sono state stabilite le modalita’ di accesso alla fase di stipula della convenzione sopra citata con il Ministero dei beni e delle attivita’ culturali;
Vista la nota prot. n. USG 5221 del 3 agosto 2018 con la quale il presidente della Commissione per la selezione degli interventi trasmette la documentazione prodotta nel corso dell’espletamento delle attivita’ svolte in adempimento dell’incarico conferito con decreto del Segretario generale 8 marzo 2018;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 27 settembre 2018 che, al fine di consentire il completamento dell’istruttoria con l’acquisizione di tutti gli elementi utili per una compiuta valutazione ai fini dell’accesso al finanziamento e di individuare i progetti suscettibili di un immediato avvio dei lavori e consentire conseguentemente un rapido perfezionamento della stipula delle convenzioni, ha previsto l’istituzione di una nuova Commissione per l’attuazione del progetto «Bellezz@ – Recuperiamo i luoghi culturali dimenticati»;
Ritenuto, pertanto, necessario provvedere all’istituzione della Commissione prevista dall’art. 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 27 settembre 2018;
Viste le designazioni pervenute, con riguardo ai componenti della predetta Commissione, dal Ministero per i beni e le attivita’ culturali, dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e dal Ministero dell’economia e delle finanze;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 6 giugno 2018, con il quale al Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, onorevole dott. Giancarlo Giorgetti, e’ stata delegata la firma dei decreti, degli atti e dei provvedimenti di competenza del Presidente del Consiglio dei ministri, ad esclusione di quelli che richiedono una preventiva deliberazione del Consiglio dei ministri e di quelli relativi alle attribuzioni di cui all’art. 5 della legge 23 agosto 1988, n. 400;

Decreta:

Art. 1 Commissione per l’attuazione del progetto «Bellezz@ – Recuperiamo i luoghi culturali dimenticati»
1. La Commissione, istituita ai sensi dell’art. 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 27 settembre 2018, e’ cosi’ composta: cons. Claudio Tucciarelli, rappresentante della Presidenza del Consiglio dei ministri, con funzioni di presidente; dott. Fabiano Forti Bernini, rappresentante della Presidenza del Consiglio dei ministri; dott. Gino Famiglietti, rappresentante del Ministero per i beni e le attivita’ culturali; dott.ssa Costanza Pera, rappresentante del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti; dott. Francesco Spada, rappresentante del Ministero dell’economia e delle finanze.
2. La Commissione si avvale di una segreteria tecnico-amministrativa, istituita con decreto del Segretario generale della Presidenza del Consiglio dei ministri, operante presso il Segretariato generale della Presidenza del Consiglio dei ministri.

Art. 2 Oneri
1. Ai componenti della Commissione non e’ corrisposto alcun emolumento o indennita’.

Il presente decreto e’ trasmesso agli organi di controllo per gli adempimenti di competenza e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.

Roma, 4 dicembre 2018
p. Il Presidente del Consiglio dei ministri Giorgetti

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 27 settembre 2018

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 27 settembre 2018

Progetto «Bellezz@ – Recuperiamo i luoghi culturali dimenticati». (18A07255)

(GU n.265 del 14-11-2018 )

IL PRESIDENTE
DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni;
Visto l’art. 7, commi 26 e 27, del decreto-legge 31 maggio 2010, n.
78, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 30 luglio
2010, n. 122, che attribuisce al Presidente del Consiglio dei
ministri la gestione del Fondo per le aree sottoutilizzate e la
facolta’ di avvalersi per tale gestione del Dipartimento per lo
sviluppo e la coesione economica del Ministero dello sviluppo
economico;
Visto il decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 88, e in
particolare l’art. 4, con il quale si dispone che il Fondo per le
aree sottoutilizzate sia denominato Fondo per lo sviluppo e la
coesione e sia destinato a dare unita’ programmatica e finanziaria
all’insieme degli interventi aggiuntivi a finanziamento nazionale
rivolti al riequilibrio economico e sociale tra le diverse aree del
Paese;
Vista la legge 27 dicembre 2013, n. 147 (legge di stabilita’ 2014)
e, in particolare, l’art. 1, comma 6, che determina la dotazione
aggiuntiva del Fondo per lo sviluppo e la coesione per il periodo di
programmazione 2014-2020, stabilendo che il complesso delle risorse
sia destinato a sostenere esclusivamente interventi per lo sviluppo,
anche di natura ambientale;
Vista la legge 23 dicembre 2014, n. 190 (legge di stabilita’ 2015)
e in particolare l’art. 1, comma 703, che, ferme restando le vigenti
disposizioni sull’utilizzo del Fondo per lo sviluppo e la coesione,
detta ulteriori disposizioni per l’utilizzo delle risorse assegnate
per il periodo di programmazione 2014-2020;
Visto l’art. 15 della legge 7 agosto 1990, n. 241, concernente la
stipula di accordi tra pubbliche amministrazioni per lo svolgimento
in collaborazione di attivita’ di interesse comune;
Visto il decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, recante
«Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’art. 10
della legge 6 luglio 2002, n. 137»;
Vista la delibera del 1° maggio 2016 del Comitato interministeriale
per la programmazione economica (di seguito, CIPE), con la quale,
sulla proposta del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del
Consiglio dei ministri pro-tempore, in qualita’ di Autorita’ politica
per la coesione, e’ stato approvato il piano stralcio «Cultura e
turismo» presentato dal Ministero dei beni e delle attivita’
culturali e del turismo ed e’ stata disposta l’assegnazione al
medesimo Ministero di un importo complessivo di 1.000 milioni di
euro, a valere sulle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione,
da destinare al sistema museale italiano, ai sistemi territoriali
turistico – culturali (cammini, percorsi, aree vaste) nonche’ ad
interventi di completamento particolarmente significativi e a nuovi
interventi da individuarsi con decreto del Presidente del Consiglio
dei ministri;
Visto, in particolare, il paragrafo 1.2, lettera c), della citata
delibera CIPE, con il quale si e’ disposta la destinazione
all’insieme di interventi di completamento particolarmente
significativi e di nuovi interventi di una riserva di importo pari a
170 milioni di euro, nell’ambito della quale 150 milioni di euro sono
assegnati a favore di interventi, ciascuno dei quali non superiore a
10 milioni di euro, afferenti al progetto di recupero di luoghi
culturali dimenticati, denominato «Bellezz@-Recuperiamo i luoghi
culturali dimenticati»;
Visto, altresi’, il paragrafo 2.2., della citata delibera CIPE,
concernente le modalita’ di attuazione degli interventi di cui al
progetto «Bellezz@-Recuperiamo i luoghi culturali dimenticati», per
il quale gli interventi sono individuati sulla base delle
segnalazioni pervenute dal territorio e, nell’eventualita’ in cui
queste comportassero finanziamenti in misura superiore a 150 milioni
di euro, sono selezionati da una apposita Commissione, all’uopo
costituita;
Visto l’avviso pubblicato sul sito internet della Presidenza del
Consiglio dei ministri il 9 maggio 2016, con il quale e’ data
facolta’ a tutti i cittadini di segnalare, entro il 31 maggio 2016,
all’indirizzo di posta elettronica bellezz@governo.it un luogo
pubblico da recuperare, ristrutturare o reinventare per il bene della
collettivita’ o un progetto culturale da finanziare;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 19
giugno 2017, con il quale, essendo pervenuto un numero di
segnalazioni tale da richiedere una disponibilita’ superiore alle
risorse assegnate, pari a 150 milioni di euro, e’ stata istituita, in
attuazione del citato paragrafo 2.2. della delibera CIPE del 1°
maggio 2016, una Commissione per la selezione degli interventi;
Visto il decreto del Segretario generale della Presidenza del
Consiglio dei ministri del 3 luglio 2017, con il quale e’ stata
istituita la segreteria tecnico-amministrativa a supporto della
Commissione per la selezione degli interventi, ai sensi dell’art. 4
del citato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 19
giugno 2017;
Considerato che, come risulta dai verbali dei lavori, la
Commissione per la selezione degli interventi ha dato mandato alla
segreteria tecnico-amministrativa di selezionare, sulla base dei
criteri stabiliti dalla delibera del 1° maggio 2016 del CIPE e dal
decreto istitutivo della Commissione per la selezione degli
interventi, le 139.689 e-mail recanti segnalazioni e di predisporre
l’elenco, secondo l’ordine crescente degli importi indicati, delle
segnalazioni selezionate, escludendo gli interventi ricadenti nello
stesso comune riportanti importo maggiore e le segnalazioni che non
hanno indicato alcun importo;
Vista la nota prot. n. USG 7598 del 19 dicembre 2017, con la quale
il Presidente della Commissione ha comunicato all’Ufficio del
segretario generale la conclusione dei lavori da parte della
Commissione per la selezione degli interventi nella seduta del 15
dicembre 2017 e ha trasmesso la relativa documentazione;
Visti in particolare, il verbale n. 3 del 15 dicembre 2017 della
Commissione per la selezione degli interventi, la nota prot. n. USG
1153 del 22 febbraio 2018 e la nota-mail prot. 3719 del 27 febbraio
2018, dai quali si evince che la Commissione per la selezione degli
interventi all’esito della selezione degli interventi sulla base dei
criteri sopra indicati, e’ pervenuta ad un elenco di 310 interventi
conformi alla delibera CIPE del 1° maggio 2016 e al decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri del 19 giugno 2017 e ad un
elenco di 271 interventi selezionati fino a concorrenza delle risorse
disponibili;
Considerato che con apposita convenzione, da adottarsi ai sensi del
citato art. 15 della legge n. 241 del 1990, tra gli enti attuatori e
il Ministero dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo,
assegnatario delle risorse in base alla citata delibera CIPE del 1°
maggio 2016, saranno regolate le modalita’ di erogazione del
finanziamento e di verifica dell’esecuzione degli interventi
afferenti al progetto «Bellezz@-Recuperiamo i luoghi culturali
dimenticati»;
Viste le note di febbraio 2018 a firma della Sottosegretaria di
Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri pro-tempore, con le
quali, comunicando ai comuni dell’avvenuta conclusione della fase di
selezione degli interventi, si forniva assicurazione agli stessi che
sarebbe seguita formale richiesta da parte della Commissione per la
selezione degli interventi al fine di acquisire tutta la
documentazione necessaria alla stipula della suddetta convenzione;
Visto il decreto del Segretario generale 8 marzo 2018 con il quale
sono state stabilite le modalita’ di accesso alla fase di stipula
della convenzione sopra citata con il Ministero dei beni e delle
attivita’ culturali;
Vista la nota prot. n. USG 5221 del 3 agosto 2018 con la quale il
Presidente della Commissione per la selezione degli interventi
trasmette la documentazione prodotta nel corso dell’espletamento
delle attivita’ svolte in adempimento dell’incarico conferito con
decreto del Segretario generale 8 marzo 2018;
Rilevato che risulta che non tutti i comuni sono stati messi nelle
condizioni di fornire tutta la documentazione indicata dal suddetto
decreto del Segretario generale e necessaria alla stipula della
predetta convenzione;
Ritenuto necessario provvedere al completamento dell’istruttoria
con l’acquisizione di tutti gli elementi utili per una compiuta
valutazione ai fini dell’accesso al finanziamento e, in coerenza con
quanto previsto dal punto 2.3., lettera ii) della delibera CIPE del
1° maggio 2016, individuare i progetti suscettibili di un immediato
avvio dei lavori e consentire conseguentemente un rapido
perfezionamento della stipula delle convenzioni;
Ritenuto pertanto necessario provvedere all’istituzione di una
Commissione per l’attuazione del progetto «Bellezz@-Recuperiamo i
luoghi culturali dimenticati»;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 6 giugno
2018, con il quale al Sottosegretario di Stato alla Presidenza del
Consiglio dei ministri, onorevole dott. Giancarlo Giorgetti, e’ stata
delegata la firma dei decreti, degli atti e dei provvedimenti di
competenza del Presidente del Consiglio dei ministri, ad esclusione
di quelli che richiedono una preventiva deliberazione del Consiglio
dei ministri e di quelli relativi alle attribuzioni di cui all’art. 5
della legge 23 agosto 1988, n. 400;

Decreta:

Art. 1

Commissione per l’attuazione del progetto
«Bellezz@-Recuperiamo i luoghi culturali dimenticati»

  1. E’ istituita la Commissione per l’attuazione del progetto
    «Bellezz@-Recuperiamo i luoghi culturali dimenticati» (di seguito
    Commissione), al fine di completare, nell’ambito dell’attuazione di
    cui al punto 2 della delibera CIPE indicata in premessa,
    l’individuazione degli enti attuatori che accedono alla fase
    successiva di stipula delle convenzioni con il Ministero dei beni e
    delle attivita’ culturali, concernenti le modalita’ di erogazione del
    finanziamento e di verifica degli interventi afferenti al progetto
    «Bellezz@-Recuperiamo i luoghi culturali dimenticati».
  2. La Commissione e’ cosi’ composta:
    due rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei ministri,
    di cui uno con funzioni di Presidente;
    un rappresentante del Ministero dei beni e delle attivita’
    culturali;
    un rappresentante del Ministero dell’economia e finanze;
    un rappresentante del Ministero delle infrastrutture e dei
    trasporti.
  3. Con successivo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri
    sono individuati i componenti della Commissione.
  4. La Commissione si avvale di una Segreteria
    tecnico-amministrativa, istituita con decreto del Segretario generale
    della Presidenza del Consiglio dei ministri, operante presso il
    Segretariato generale della Presidenza del Consiglio dei ministri.

Art. 2

Documentazione necessaria
per l’accesso al finanziamento

  1. Possono accedere alla fase successiva di stipula delle
    convenzioni con il Ministero dei beni e delle attivita’ culturali, di
    cui all’art. 1, comma 1, gli enti attuatori degli interventi, dal
    numero 1 al numero 271, di cui all’elenco allegato. Tali enti
    presentano, entro sei mesi dalla data di pubblicazione nella Gazzetta
    Ufficiale del presente decreto, una dichiarazione recante:
    a) l’indicazione precisa del bene/luogo da recuperare ovvero del
    progetto di interesse culturale e sua ubicazione;
    b) l’indicazione del proprietario del bene/luogo da recuperare e
    dell’eventuale titolare di diritti concessori sul bene ovvero del
    gestore del progetto di interesse culturale;
    c) l’indicazione del soggetto proponente l’intervento;
    d) l’indicazione dell’ente pubblico attuatore e del suo
    rappresentante per l’intervento;
    e) la dichiarazione da parte dell’ente pubblico attuatore della
    persistente attualita’ e necessita’ dell’intervento/progetto
    segnalato;
    f) l’indicazione degli eventuali provvedimenti di approvazione o
    autorizzazione gia’ acquisiti.
  2. Alla dichiarazione di cui al comma 1 sono allegati:
    a) il quadro economico di spesa dettagliato e aggiornato che,
    fermo il limite di importo di finanziamento richiesto nella
    segnalazione inviata, e’ articolato, ove possibile, secondo lo schema
    di cui all’art. 16 del decreto del Presidente della Repubblica 5
    ottobre 2010, n. 207 e reca, altresi’, indicazione di eventuali altri
    finanziamenti;
    b) il Programma operativo di dettaglio, recante indicazione delle
    attivita’ e delle procedure da espletare per pervenire all’attuazione
    dell’intervento segnalato;
    c) il progetto esecutivo;
    d) la documentazione che accerti la sussistenza della
    disponibilita’ giuridica e fattuale dei beni ai fini della
    realizzazione dell’intervento;
    e) la documentazione che dimostri che l’intervento riguarda la
    tutela e/o la valorizzazione di beni del patrimonio culturale, ai
    sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42.
  3. Gli enti attuatori che, ai sensi dell’art. 3 del decreto del
    Segretario generale 8 marzo 2018, hanno gia’ presentato la
    documentazione richiesta di cui alle lettere a), b), c), d) , e) e f)
    del comma 1 del presente articolo, nonche’ alle lettere a) e b) del
    comma 2, sono comunque tenuti a presentare, nel termine di cui
    all’art. 2, comma 1, gli allegati di cui alle lettere c), d), ed e),
    del comma 2, del presente articolo, e a richiamare la dichiarazione e
    la documentazione gia’ trasmesse.
  4. Gli enti attuatori di cui al comma 3, possono proporre modifiche
    e/o integrazioni alla documentazione gia’ presentata ai sensi del
    decreto del Segretario generale 8 marzo 2018, entro il termine di cui
    al comma 1, del presente decreto. Le modifiche e/o integrazioni non
    devono comunque inficiare la coerenza con l’intervento/progetto
    originariamente segnalato e selezionato.
  5. La documentazione e’ trasmessa alla Presidenza del Consiglio dei
    ministri, Segretariato generale, esclusivamente mediante posta
    elettronica certificata all’indirizzo,
    progettobellezza@pec.governo.it, conformemente alle norme del Codice
    dell’amministrazione digitale, entro il termine di cui al comma 1,
    del presente decreto. Gli enti attuatori che hanno trasmesso la
    documentazione successivamente alla scadenza del termine di cui al
    comma 1 non possono accedere alla fase successiva di stipula delle
    convenzioni con il Ministero dei beni e delle attivita’ culturali.
  6. L’istruttoria ai fini della individuazione degli interventi
    destinatari del finanziamento e’ svolta dalla Commissione che
    provvede alla verifica della sussistenza e della conformita’ della
    documentazione trasmessa, nonche’ la coerenza della stessa con
    l’intervento/progetto originariamente segnalato e selezionato.
  7. La documentazione viene esaminata dalla Commissione seguendo
    l’ordine di presentazione da parte degli enti attuatori. L’esame
    della Commissione ha ad oggetto la verifica della completezza della
    documentazione trasmessa, della coerenza con il progetto
    «Bellezz@-Recuperiamo i luoghi culturali dimenticati», secondo quanto
    previsto dalla delibera CIPE del 1° maggio 2016, e della conformita’
    alle disposizioni del presente decreto.
  8. In caso di esito positivo della verifica di cui al comma 7, il
    Presidente della Commissione ne da’ comunicazione alla Presidenza del
    Consiglio dei ministri – Ufficio del Segretario generale, ai fini
    dell’adozione di apposito decreto del Presidente del Consiglio dei
    ministri di accesso alla successiva fase di stipula delle convenzioni
    con il Ministero dei beni e delle attivita’ culturali.
  9. La Commissione, qualora, all’esito della verifica di cui al
    comma 7, riscontri che la documentazione e’ incompleta, incoerente o
    non conforme determina l’esclusione dell’ente attuatore dall’accesso
    alla fase successiva della stipula delle convenzioni con il Ministero
    dei beni e della attivita’ culturali. Le eventuali somme residue non
    erogate, rese disponibili da una o piu’ esclusioni dall’accesso alla
    fase successiva di stipula delle convenzioni con il Ministero dei
    beni e delle attivita’ culturali, sono destinate, nei limiti della
    capienza finanziaria, agli ulteriori interventi di cui all’elenco
    allegato, nell’ordine ivi indicato.
  10. La Commissione provvede all’esame della documentazione relativa
    agli ulteriori interventi di cui al comma 9, al fine del loro accesso
    alla fase successiva della stipula delle convenzioni con il Ministero
    dei beni e delle attivita’ culturali. A tal fine invita gli enti
    attuatori a trasmettere la documentazione di cui ai commi 1 e 2 del
    presente articolo, entro il termine di sei mesi dalla richiesta. In
    tale ipotesi si applicano i commi 5, 6, 7, 8 e 9 del presente
    articolo.
    Il presente decreto e’ trasmesso agli organi di controllo per gli
    adempimenti di competenza e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.

Roma, 27 settembre 2018

p. Il Presidente del Consiglio dei ministri: Giorgetti

Registrato alla Corte dei conti il 29 ottobre 2018
Ufficio controllo atti P.C.M. Ministeri giustizia e affari esteri,
reg.ne prev. n. 1973


Allegato

Progetto: “Bellezz@-Recuperiamo i luoghi culturali dimenticati”
COMMISSIONE PER LA SELEZIONE DEGLI INTERVENTI
istituita con DPCM 19 giugno 2017

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 25 maggio 2018

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 25 maggio 2018

Criteri e modalità per l’individuazione del responsabile della protezione dei dati personali, mediante il quale la Presidenza del Consiglio dei ministri esercita le funzioni di titolare del trattamento dei dati personali, ai sensi del regolamento (UE) n. 2016/679. (18A04205)

(GU Serie Generale n.139 del 18-06-2018)

IL PRESIDENTE
DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400, recante disciplina
dell’attivita’ di governo e ordinamento della Presidenza del
Consiglio dei ministri, e successive modificazioni;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, recante
ordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri, a norma
dell’art. 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive
modificazioni;
Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante norme
generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze selle
amministrazioni pubbliche, e successive modificazioni;
Visto il decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39, recante
«Disposizioni in materia di inconferibilita’ e incompatibilita’ di
incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti
privati in controllo pubblico, a norma dell’art. 1, commi 49 e 50,
della legge 6 novembre 2012, n. 190»;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 22
novembre 2010, recante la disciplina dell’autonomia finanziaria e
contabile della Presidenza del Consiglio dei ministri;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1°
ottobre 2012, e successive modificazioni e integrazioni, recante
ordinamento delle strutture generali della Presidenza del Consiglio
dei ministri;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 30
novembre 2006, n. 312, concernente il trattamento dei dati sensibili
e giudiziari presso la Presidenza del Consiglio dei ministri;
Visto il regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del
Consiglio del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone
fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonche’ alla
libera circolazione di tali dati (di seguito regolamento);
Considerato che l’art. 4 del regolamento individua come titolare
del trattamento «la persona fisica o giuridica, l’autorita’ pubblica,
il servizio o altro organismo che, singolarmente o insieme ad altri,
determina le finalita’ e i mezzi del trattamento dei dati personali»;
Considerato, altresi’, che l’art. 37, paragrafo 1, lettera a), del
regolamento prevede l’obbligo per il titolare o il responsabile del
trattamento di designare il responsabile della protezione dei dati
personali (di seguito RPD) «quando il trattamento e’ effettuato da
un’autorita’ pubblica o da un organismo pubblico»;
Considerato che l’art. 37 del Regolamento, ai paragrafi 5 e 6,
stabilisce che il RPD e’ designato in funzione delle qualita’
professionali, in particolare della conoscenza specialistica della
normativa e delle prassi in materia di protezione dei dati, della
capacita’ di assolvere i compiti di cui all’art. 39, e che puo’
essere anche un dipendente del titolare del trattamento o del
responsabile del trattamento oltre che assolvere i suoi compiti in
base a un contratto di servizio;
Considerato che la Presidenza del Consiglio dei ministri, nel
complesso delle sue articolazioni organizzative, e’ titolare del
trattamento dei dati personali;
Considerata l’autonomia organizzativa della Scuola nazionale
dell’amministrazione, posta sotto la vigilanza della Presidenza del
Consiglio dei ministri, le peculiarita’ organizzative e le competenze
del Dipartimento della protezione civile, nonche’ la diversa
dislocazione territoriale oltre alle peculiarita’ organizzative e
alle specifiche competenze dei commissari straordinari del Governo di
cui all’art. 11 della legge 23 agosto 1988, n. 400, dei commissari
straordinari incaricati sulla base di leggi speciali, dei
rappresentanti del Governo nelle Regioni e delle Province autonome di
Trento e di Bolzano, e dell’Unita’ tecnica amministrativa (UTA) con
competenze in materia di gestione del contenzioso sullo smaltimento
dei rifiuti in Campania;
Ritenuto opportuno procedere alla individuazione dei soggetti,
mediante i quali la Presidenza del Consiglio dei ministri esercita le
funzioni di titolare del trattamento dei dati personali;
Ritenuto, altresi’, necessario procedere alla individuazione del
RPD della Presidenza del Consiglio dei ministri;
Visti i decreti del Presidente della Repubblica 12 dicembre 2016,
di nomina del Governo;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in data
16 dicembre 2016, con il quale alla Sottosegretaria di Stato alla
Presidenza del Consiglio dei ministri on. avv. Maria Elena Boschi e’
stata delegata la firma dei decreti, degli atti e dei provvedimenti
di competenza del Presidente del Consiglio dei ministri, ad
esclusione di quelli che richiedono una preventiva deliberazione del
Consiglio dei Ministri e di quelli relativi alle attribuzioni di cui
all’art. 5 della legge 23 agosto 1988, n. 400;

Decreta:

Art. 1

Definizioni

  1. Ai fini del presente decreto si intende per:
    a) dato personale: qualsiasi informazione riguardante una persona
    fisica identificata o identificabile in PCM; si considera
    identificabile la persona fisica che puo’ essere identificata,
    direttamente o indirettamente, con particolare riferimento a un
    identificativo come il nome, un numero di identificazione, dati
    relativi all’ubicazione, un identificativo online o uno o piu’
    elementi caratteristici della sua identita’ fisica, fisiologica,
    genetica, psichica, economica, culturale o sociale;
    b) trattamento: qualsiasi operazione o insieme di operazioni,
    compiute in PCM con o senza l’ausilio di processi automatizzati e
    applicate a dati personali o insiemi di dati personali, come la
    raccolta, la registrazione, l’organizzazione, la strutturazione, la
    conservazione, l’adattamento o la modifica, l’estrazione, la
    consultazione, l’uso, la comunicazione mediante trasmissione,
    diffusione o qualsiasi altra forma di messa a disposizione, il
    raffronto o l’interconnessione, la limitazione, la cancellazione o la
    distruzione;
    c) titolare del trattamento: la Presidenza del Consiglio dei
    ministri nelle sue articolazioni organizzative;
    d) responsabile del trattamento: la persona fisica o giuridica,
    estranea alla Presidenza del Consiglio dei ministri che tratta dati
    personali per conto del titolare del trattamento;
    e) violazione dei dati personali: la violazione di sicurezza che
    comporta accidentalmente o in modo illecito la distruzione, la
    perdita, la modifica, la divulgazione non autorizzata o l’accesso ai
    dati personali trasmessi, conservati o comunque trattati.

Art. 2

Oggetto e ambito di applicazione

  1. La Presidenza del Consiglio dei ministri (di seguito PCM) e’ il
    titolare del trattamento dei dati personali.
  2. Il presente decreto individua i soggetti medianti i quali la PCM
    esercita le funzioni di titolare del trattamento dei dati personali.
  3. Le disposizioni del presente decreto si applicano alle seguenti
    articolazioni organizzative della PCM: dipartimenti e uffici
    autonomi, come individuati all’art. 2 del decreto del Presidente del
    Consiglio dei ministri 1° ottobre 2012, e gli organismi collegiali
    presso gli stessi istituiti, uffici di diretta collaborazione del
    Presidente e delle autorita’ politiche delegate dal Presidente del
    Consiglio, strutture di missione.
  4. Sono autonomi titolari del trattamento dei dati personali le
    strutture dei commissari straordinari del Governo di cui all’art. 11
    della legge 23 agosto 1988, n. 400, le strutture dei commissari
    straordinari incaricati sulla base di leggi speciali, le strutture
    dei rappresentanti del Governo nelle Regioni e nelle Province
    autonome di Trento e di Bolzano, nonche’ il Dipartimento della
    protezione civile, la Scuola nazionale dell’amministrazione e l’UTA.
  5. Le strutture di cui al comma 4, provvedono in via autonoma a
    tutti gli adempimenti previsti dal regolamento, nonche’ alla
    designazione di un proprio RPD.
  6. Ove ricorra l’ipotesi di contitolarita’ con la PCM, le
    rispettive responsabilita’ sono disciplinate dagli accordi previsti
    dall’art. 26 del regolamento.

Art. 3

Esercizio delle funzioni di titolare
del trattamento dei dati personali

  1. In conformita’ all’assetto organizzativo della PCM, nell’ambito
    delle strutture di cui all’art. 2, comma 3, i soggetti individuati
    per l’esercizio delle funzioni di titolare del trattamenti dei dati
    personali, ciascuno nel rispettivo ambito di competenza, sono:
    a) i Capi dei Dipartimenti;
    b) i Capi degli uffici autonomi;
    c) i Capi degli uffici di diretta collaborazione del Presidente;
    d) i Capi di Gabinetto degli uffici di diretta collaborazione dei
    Ministri e dei Sottosegretari;
    e) i Coordinatori delle strutture di missione, qualora non
    istituite presso strutture generali della PCM;
    f) il Coordinatore della Segreteria tecnica della Commissione per
    le adozioni internazionali il Coordinatore del Servizio per i voli di
    Stato, di Governo e umanitari, tenuto conto della particolare
    posizione di autonomia funzionale e gestionale delle unita’
    organizzative cui sono preposti.
  2. Il Segretario generale esercita le funzioni di titolare del
    trattamento dei dati personali di cui all’art. 4.
  3. Per le attivita’ a carattere trasversale, esercita le funzioni
    di titolare del trattamento dei dati il Capo della Struttura generale
    con competenza di coordinamento sulla materia.
  4. I Capi delle strutture di cui al comma 3, impartiscono le
    necessarie istruzioni a tutti i dirigenti delle strutture della PCM
    coinvolte nel trattamento.

Art. 4

Attivita’ di coordinamento

  1. Il Segretario generale svolge funzioni di coordinamento,
    fornendo indicazioni di carattere generale alle strutture in termini
    di definizione delle policy in materia di trattamento dei dati
    personali.
  2. Il Segretario generale nomina il RPD e ne da’ comunicazione al
    Garante per la protezione dei dati personali e alle strutture
    interessate.
  3. Per lo svolgimento delle funzioni di cui al comma 1, il
    Segretario generale si avvale di una struttura di supporto tecnico e
    metodologico posta nell’ambito dell’Ufficio del Segretario generale.

Art. 5

Funzioni del titolare

  1. I soggetti di cui all’art. 3, nell’ambito delle strutture cui
    sono preposti, assicurano il rispetto di tutti gli obblighi previsti
    dal regolamento e dalla normativa nazionale in capo al titolare del
    trattamento.
  2. I soggetti di cui al comma 1, sono tenuti anche a porre in
    essere, nell’ambito delle proprie Strutture e nel rispetto delle
    proprie competenze e, ove necessario, in collaborazione con il
    Dipartimento per i servizi strumentali – Ufficio Informatica e
    telematica, misure tecniche e organizzative adeguate per garantire e
    dimostrare che il trattamento dei dati personali e’ effettuato
    conformemente alle disposizioni del regolamento.
  3. Ai soggetti di cui al comma 1 sono altresi’ affidati i seguenti
    compiti:
    a) definire finalita’, mezzi di trattamento e rispettive
    responsabilita’ in merito all’osservanza degli obblighi previsti in
    caso di contitolarita’ del dato personale ai sensi dell’art. 26 del
    regolamento;
    b) designare gli autorizzati al trattamento dei dati personali
    sulla base delle proposte dei dirigenti responsabili del
    procedimento, fornendo adeguate istruzioni per il loro corretto
    trattamento;
    c) stipulare i contratti di cui all’art. 28, paragrafo 3, del
    regolamento, per disciplinare il rapporto con il responsabile del
    trattamento di cui all’art. 7;
    d) notificare al Garante della protezione dei dati personali le
    violazioni dei dati personali (data breach) e provvedere alla
    comunicazione della violazione agli interessati, ai sensi degli
    articoli 33 e 34 del Regolamento, secondo quanto disposto all’art. 9,
    e darne informativa al Segretario generale e al RPD;
    e) nominare un «referente privacy» della struttura per il
    supporto all’esercizio delle funzioni di titolare del trattamento e
    alle attivita’ di gestione degli adempimenti connessi alla protezione
    dei dati nonche’ come punto di contatto con il RPD;
    f) effettuare l’analisi del rischio e la valutazione dell’impatto
    di cui all’art. 35 del regolamento;
    g) adottare misure appropriate al fine di garantire l’esercizio
    dei diritti di coloro i cui dati personali sono oggetto di
    trattamento previsti agli articoli da 15 a 18 e da 20 a 22 del
    regolamento;
    h) verificare la corretta predisposizione delle informative e
    curarne il costante aggiornamento.

Art. 6

Responsabile della protezione
dei dati personali

  1. Il Segretario generale nomina il RPD della PCM fra soggetti in
    possesso dei requisiti previsti dal regolamento e stabilisce la
    durata dell’incarico.
  2. Il RPD assolve ai compiti previsti dall’art. 39 del Regolamento
    e agli eventuali altri compiti affidati allo stesso dal Segretario
    generale.
  3. Per lo svolgimento dei compiti attribuiti, qualora non sia stata
    appositamente individuata, con contratto di servizi una societa’
    esterna, al RPD e’ assegnato personale di supporto con specifiche
    competenze giuridiche, informatiche, di analisi e reingegnerizzazione
    di processi, di risk assessment e risk management, anche ricorrendo
    ad esperti incaricati ai sensi dell’art. 9 del decreto legislativo 30
    luglio 1999, n. 303.
  4. Il personale di cui al comma 3 e’ collocato in una struttura,
    dotata di autonomia funzionale e gestionale, istituita con apposito
    decreto del Presidente del Consiglio dei ministri e posta presso
    l’Ufficio del Segretario generale.
  5. La PCM sostiene il RPD nell’esecuzione dei compiti ad esso
    affidati assicurando l’autonomia e le risorse necessarie per
    assolverli come previsto dall’art. 38 del regolamento.

Art. 7

Registro delle attivita’ di trattamento

  1. Il Segretario generale indica alle strutture della PCM, con
    proprio atto, le modalita’ operative per l’organizzazione del
    registro delle attivita’ di trattamento ai sensi dell’art. 30 del
    regolamento.
  2. I soggetti di cui all’art. 3, provvedono alla tenuta e
    all’aggiornamento del registro delle attivita’ di trattamento, con
    riferimento agli ambiti di competenza delle strutture cui sono
    preposti.
  3. Il Dipartimento per i servizi strumentali assicura la
    disponibilita’ di una procedura informatizzata di cui le strutture si
    avvalgono per la gestione del registro delle attivita’ di
    trattamento.

Art. 8

Responsabile del trattamento

  1. La funzione di responsabile del trattamento discende da
    contratto o altro atto giuridico, sottoscritto dal titolare del
    trattamento ossia da chi ne esercita le funzioni, ai sensi dell’art.
  2. Il responsabile del trattamento tratta i dati personali in
    applicazione di quanto espressamente previsto nel contratto o in
    altro atto giuridico di cui al comma 1, e ai sensi degli articoli 28,
    29, 30 e 31 del regolamento, in ordine a:
    a) materia disciplinata e durata del trattamento;
    b) natura e le finalita’ del trattamento;
    c) tipo di dati personali;
    d) categorie di interessati;
    e) obblighi e i diritti del titolare del trattamento.

Art. 9

Violazione dei dati personali

  1. Chiunque venga a conoscenza di una violazione dei dati personali
    e’ tenuto a segnalarlo, per il tramite del proprio superiore
    gerarchico, al soggetto che esercita le funzioni di titolare del
    trattamento che deve provvedere tempestivamente ai sensi del presente
    articolo.
  2. Il responsabile del trattamento informa il soggetto che esercita
    le funzioni di titolare del trattamento tempestivamente, dopo essere
    venuto a conoscenza della violazione.
  3. Il soggetto che esercita le funzioni di titolare del
    trattamento, ove possibile, notifica la violazione dei dati personali
    al Garante della protezione dei dati personali entro 72 ore dal
    momento in cui ne sia venuto a conoscenza, a meno che sia improbabile
    che la stessa violazione presenti un rischio per la tutela dei
    diritti e delle liberta’ delle persone fisiche. La notifica viene
    effettuata, prevedendo almeno gli elementi indicati al paragrafo 3
    dell’art. 33 del regolamento.
  4. La notifica al Garante della protezione dei dati personali
    effettuata oltre le 72 ore, deve essere motivata.
  5. Le segnalazioni e le notifiche dei casi di violazione dei dati
    personali sono comunicati dai soggetti di cui all’art. 3, al
    Segretario generale e al RPD.
  6. Ulteriori, specifiche modalita’ operative per la segnalazione e
    gestione dei casi di violazione dei dati personali possono essere
    disciplinate mediante linee guida e supportate da soluzioni
    applicative messe a disposizione dal Dipartimento per i servizi
    strumentali.

Art. 10

Autorizzati al trattamento

  1. I dirigenti della Presidenza del Consiglio dei ministri che
    trattano dati personali in relazione alle competenze attribuite o
    comunque esercitate presso gli uffici cui sono preposti, secondo
    l’ordinamento della PCM, sono autorizzati al trattamento nel rispetto
    delle misure e delle istruzioni adottate da chi esercita le funzioni
    di titolare del trattamento dei dati personali.
  2. E’ autorizzato al trattamento dei dati personali tutto il
    personale in servizio presso la PCM che tratta dati personali in
    relazione alle competenze della unita’ organizzativa alla quale e’
    stato assegnato, salvo eventuali diverse determinazioni adottate dai
    soggetti di cui all’art. 3.

Art. 11

Formazione del personale

  1. Il Dipartimento per il personale assicura la programmazione e
    l’organizzazione delle attivita’ formative del personale per la
    corretta applicazione delle disposizioni in materia di trattamento
    dei dati personali.

Art. 12

Oneri

  1. Gli oneri aggiuntivi derivanti dall’attuazione del presente
    decreto gravano sui pertinenti capitoli del bilancio di previsione
    della PCM, nei limiti delle risorse ivi disponibili.
    Il presente decreto e’ trasmesso ai competenti organi di controllo
    ed e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
    Roma, 25 maggio 2018

p. Il Presidente
del Consiglio dei ministri
La Sottosegretaria di Stato
Boschi

Registrato alla Corte dei conti il 5 giugno 2018
Ufficio controllo atti P.C.M. Ministeri giustizia e affari esteri,
reg.ne prev. n. 1196

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 27 aprile 2018, n. 80

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 27 aprile 2018, n. 80

Regolamento recante l’individuazione, ai sensi dell’articolo 7, commi 1 e 2, del decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013, n. 70, delle scuole di specializzazione che rilasciano i diplomi di specializzazione che consentono la partecipazione ai concorsi per l’accesso alla qualifica di dirigente della seconda fascia. (18G00103)

(GU Serie Generale n.148 del 28-06-2018)

IL PRESIDENTE
DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ed in
particolare l’articolo 28, riguardante l’accesso alla qualifica di
dirigente nelle pubbliche amministrazioni e negli enti pubblici non
economici tramite concorso indetto dalle singole amministrazioni
ovvero di corso-concorso selettivo di formazione bandito dalla Scuola
nazionale dell’amministrazione;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1982, n.
162, «Riordinamento delle scuole dirette a fini speciali, delle
scuole di specializzazione e dei corsi di perfezionamento»;
Vista la legge del 19 novembre 1990, n. 341, «Riforma degli
ordinamenti didattici universitari»;
Visto il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca 3 novembre 1999, n. 509, «Regolamento recante norme
concernenti l’autonomia didattica degli atenei»;
Visto il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca 22 ottobre 2004, n. 270, «Modifiche al regolamento
recante norme concernenti l’autonomia didattica degli atenei,
approvato con decreto del Ministro dell’universita’ e della ricerca
scientifica e tecnologica 3 novembre 1999, n. 509»;
Visto l’articolo 4 del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 24 settembre 2004,
n. 272, recante «Regolamento di disciplina in materia di accesso alla
qualifica di dirigente, ai sensi dell’articolo 28, comma 5, del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165»;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013, n.
70, «Regolamento recante riordino del sistema di reclutamento e
formazione dei dipendenti pubblici e delle Scuole pubbliche di
formazione, a norma dell’articolo 11 del decreto-legge 6 luglio 2012,
n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n.
135»;
Visto in particolare l’articolo 7, comma 1, del citato decreto del
Presidente della Repubblica n. 70 del 2013, il quale stabilisce, tra
l’altro, che possono essere ammessi al concorso per titoli ed esami
di cui all’articolo 28, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165, i dipendenti di ruolo delle pubbliche amministrazioni,
muniti di laurea, che abbiano compiuto almeno cinque anni di servizio
o, in via alternativa, se in possesso del diploma di specializzazione
conseguito presso le scuole di specializzazione individuate con il
presente decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di
concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della
ricerca, almeno tre anni di servizio, svolti in posizioni funzionali
per l’accesso alle quali e’ richiesto il possesso del dottorato di
ricerca o del diploma di laurea;
Visto altresi’ l’articolo 7, comma 2, del citato decreto del
Presidente della Repubblica n. 70 del 2013, il quale stabilisce, tra
l’altro, che con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri,
di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della
ricerca, sono individuate le scuole di specializzazione che possono
rilasciare diplomi di specializzazione quali requisiti necessari ai
fini della partecipazione al corso-concorso selettivo di formazione
per il reclutamento di dirigenti di seconda fascia, di cui
all’articolo 28, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165;
Visto l’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e
successive modifiche ed integrazioni;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29
settembre 2004, n. 295, recante regolamento sulle modalita’ di
riconoscimento dei titoli post-universitari considerati utili ai fini
dell’accesso al corso-concorso selettivo di formazione dirigenziale,
ai sensi dell’articolo 28, comma 3, del decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 7
novembre 2005, recante «Riconoscimento dei titoli post universitari
considerati utili ai fini dell’accesso al corso-concorso di
formazione dirigenziale, ai sensi dell’articolo 4, comma 2, del
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 settembre 2004,
n. 295.» pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 9 dicembre 2005, n.
286;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1°
agosto 2007, recante «Riconoscimento dei titoli post universitari
considerati utili ai fini dell’accesso al corso-concorso di
formazione dirigenziale, ai sensi dell’articolo 4, comma 2, del
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 settembre 2004,
n. 295.» pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 28 settembre 2007,
n. 226;
Ritenuto di adottare, per ragioni di economicita’, un unico decreto
del Presidente del Consiglio dei ministri che individui le scuole di
specializzazione per il rilascio di titoli di studio valevoli per
entrambe le finalita’ di cui ai citati commi 1 e 2 dell’articolo 7
del decreto del Presidente della Repubblica n. 70 del 2013;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezione
consultiva per gli atti normativi nella adunanza del 12 aprile 2018;
Effettuata la comunicazione al Presidente del Consiglio dei
ministri, ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto
1988, n. 400;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 26
gennaio 2017, che dispone la delega di funzioni al Ministro per la
semplificazione e la pubblica amministrazione On.le dott.ssa Maria
Anna Madia;
Di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca;

Decreta:

Art. 1

Oggetto e ambito di applicazione

  1. Il presente decreto individua, ai sensi dell’articolo 7, comma
    1, del decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013, n. 70,
    le scuole di specializzazione che rilasciano i diplomi di
    specializzazione che consentono la partecipazione al concorso per
    titoli ed esami di cui all’articolo 28, comma 1, del decreto
    legislativo 30 marzo 2001, n. 165, per l’accesso alla qualifica di
    dirigente.
  2. Il presente decreto individua, altresi’, ai sensi dell’articolo
    7, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile
    2013, n. 70, le scuole di specializzazione che rilasciano i diplomi
    di specializzazione che consentono la partecipazione al
    corso-concorso selettivo di formazione, di cui all’articolo 28, comma
    1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, per l’accesso alla
    qualifica di dirigente.

Art. 2

Diplomi di specializzazione
e soggetti abilitati al rilascio

  1. I diplomi di specializzazione utili ai fini di cui all’articolo
    1 sono quelli rilasciati da scuole di specializzazione istituite
    presso le universita’ o gli istituti universitari italiani o
    stranieri, ai sensi dell’articolo 3, con le caratteristiche di cui al
    comma 2.
  2. I corsi per il conseguimento dei diplomi di specializzazione di
    cui al comma 1, istituiti ai sensi della normativa vigente, devono:
    a. avere durata almeno biennale;
    b. concludersi con un esame finale;
    c. prevedere che il rilascio del relativo diploma sia subordinato
    alla regolare frequenza del corso e al superamento delle prove finali
    d’esame.
  3. I bandi relativi ai concorsi di cui all’articolo 1, comma 1,
    possono prevedere che i diplomi di specializzazione utili ai fini
    della partecipazione siano conseguiti a seguito di corsi che
    riguardino classi di materie oggetto di esame dei concorsi.

Art. 3

Diplomi di specializzazione rilasciati da universita’
o istituti universitari stranieri

  1. I diplomi di specializzazione rilasciati da universita’ e
    istituti universitari di Paesi appartenenti all’Unione europea o
    aderenti alla Convenzione per il riconoscimento dei titoli di studio
    relativi all’insegnamento superiore, sottoscritta a Lisbona l’11
    aprile 1997, sono validi ai fini di cui all’articolo 1, commi 1 e 2,
    se riconosciuti con le modalita’ di cui all’articolo 38, comma 3, del
    decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni
    e integrazioni.

Art. 4

Disposizioni transitorie

  1. Per le finalita’ di cui di cui all’articolo 1, sono da
    considerare utili anche:
    a) i titoli post universitari riconosciuti dai decreti del
    Presidente del Consiglio dei ministri ai sensi dell’articolo 4, comma
    2, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 settembre
    2004, n. 295;
    b) i diplomi di specializzazione rilasciati dalle Scuole di
    specializzazione ai sensi dell’articolo 13, comma 6, del decreto del
    Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca 3 novembre
    1999, n. 509.
  2. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente
    regolamento cessa di avere efficacia il decreto del Presidente del
    Consiglio dei ministri 29 settembre 2004, n. 295.
    Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
    nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
    italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e farlo
    osservare.

Roma, 27 aprile 2018

p. Il Presidente del Consiglio dei ministri
Il Ministro per la semplificazione
e la pubblica amministrazione
Madia

Il Ministro dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca
Fedeli

Visto, il Guardasigilli: Orlando

Registrato alla Corte dei conti il 4 giugno 2018, n. 1173

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 16 aprile 2018, n. 78

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 16 aprile 2018, n. 78

Regolamento che stabilisce i titoli valutabili nell’ambito del concorso per l’accesso alla qualifica di dirigente e il valore massimo assegnabile, ad ognuno di essi, ai sensi dell’articolo 3, comma 2-bis, del decreto del Presidente della Repubblica 24 settembre 2004, n. 272. (18G00102)

(GU Serie Generale n.147 del 27-06-2018)

IL PRESIDENTE
DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ed in
particolare l’articolo 28, riguardante l’accesso alla qualifica di
dirigente nelle pubbliche amministrazioni e negli enti pubblici non
economici tramite concorso indetto dalle singole amministrazioni
ovvero di corso-concorso selettivo di formazione bandito dalla Scuola
nazionale dell’amministrazione;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 24 settembre 2004,
n. 272, recante «Regolamento di disciplina in materia di accesso alla
qualifica di dirigente, ai sensi dell’articolo 28, comma 5, del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165» e, in particolare,
l’articolo 3, comma 2-bis;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013, n.
70, «Regolamento recante riordino del sistema di reclutamento e
formazione dei dipendenti pubblici e delle Scuole pubbliche di
formazione, a norma dell’articolo 11 del decreto-legge 6 luglio 2012,
n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n.
135» e, in particolare, l’articolo 7;
Visti il decreto del Ministro dell’universita’ e della ricerca
scientifica e tecnologica 3 novembre 1999, n. 509, nonche’ il decreto
del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca 22
ottobre 2004, n. 270;
Visti i decreti ministeriali 4 agosto 2000 e 2 aprile 2001 relativi
alla determinazione delle classi delle lauree universitarie, i
decreti ministeriali 28 novembre 2000, 2 aprile 2001 e 12 aprile 2001
relativi alla determinazione delle classi delle lauree universitarie
specialistiche, i decreti ministeriali 16 marzo 2007 e 8 gennaio 2009
relativi alla determinazione delle classi di laurea magistrale, il
decreto ministeriale 19 febbraio 2009 relativo alla determinazione
delle classi delle lauree universitarie, i decreti del Ministro
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, di concerto col
Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione del 9 luglio
2009, recante, il primo, «Equiparazioni tra diplomi di lauree di
vecchio ordinamento, lauree specialistiche (LS) ex decreto n.
509/1999 e lauree magistrali (LM) ex decreto n. 270/2004, ai fini
della partecipazione ai concorsi», il secondo, «Equiparazione tra
classi delle lauree di cui all’ex decreto n. 509/1999 e classi delle
lauree di cui all’ex decreto n. 270/2004 ai fini della partecipazione
ai pubblici concorsi»;
Vista la legge 29 luglio 1991, n. 243, in materia di Universita’
non statali legalmente riconosciute;
Vista la legge 21 dicembre 1999, n. 508, articolo 2, comma 5, che
riforma la disciplina relativa alle Accademie di belle arti,
all’Accademia nazionale di danza, all’Accademia nazionale di arte
drammatica, agli Istituti superiori per le industrie artistiche, ai
Conservatori di musica e agli Istituti musicali pareggiati prevedendo
che le predette istituzioni rilascino specifici diplomi accademici di
primo e secondo livello, nonche’ di perfezionamento, di
specializzazione e di formazione alla ricerca in campo artistico e
musicale;
Vista la legge 24 dicembre 2012, n. 228, (legge di stabilita’
2013), articolo 1, commi da 102 a 107, che ha disposto un sistema di
equipollenze fra i diplomi accademici di primo e di secondo livello
rilasciati dalle Istituzioni AFAM e, rispettivamente, i diplomi di
laurea e di laurea magistrale appartenenti ad alcune classi, al fine
esclusivo della partecipazione ai pubblici concorsi;
Visti i decreti ministeriali numeri 241, 242 e 243 del 2013, e
successive modificazioni e integrazioni, con cui sono state definite
le corrispondenze dei titoli conclusivi dei corsi sperimentali
triennali ai diplomi accademici di primo livello;
Visto l’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e
successive modifiche ed integrazioni;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezione
consultiva per gli atti normativi nella adunanza del 12 aprile 2018;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 26
gennaio 2017, che dispone la delega di funzioni al Ministro per la
semplificazione e la pubblica amministrazione on.le dott.ssa Maria
Anna Madia;

Adotta
il seguente regolamento:

Art. 1

Oggetto ed ambito di applicazione

  1. Il presente decreto disciplina, ai sensi dell’articolo 3, comma
    2-bis del decreto del Presidente della Repubblica 24 settembre 2004,
    n. 272, i titoli valutabili nonche’ il valore massimo assegnabile ad
    ognuno di essi, nell’ambito del concorso pubblico, per titoli ed
    esami, per l’accesso alla qualifica di dirigente, di cui all’articolo
    28, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.

Art. 2

Categorie di titoli valutabili

  1. Sono valutabili le seguenti categorie di titoli:
    a) titoli di studio universitari ed altri titoli;
    b) abilitazioni professionali;
    c) titoli di carriera e di servizio;
    d) pubblicazioni scientifiche.
  2. I titoli sono valutabili solo se non gia’ utilizzati per
    l’ammissione al concorso, salve le previsioni riportate all’articolo
    3, comma 1, lettere a), g) e h).
  3. Il valore complessivo dei titoli e’ determinato, salvo quanto
    previsto dal comma 4, in massimo 120 punti. Il punteggio conseguito
    all’esito della valutazione dei titoli e’ sommato al punteggio
    complessivo del candidato determinato sommando i voti riportati in
    ciascuna prova scritta ed il voto riportato nella prova orale.
  4. Nel caso di concorsi per l’accesso alla dirigenza tecnica,
    qualora l’amministrazione preveda nel bando di concorso una terza
    prova scritta obbligatoria, volta alla verifica dell’attitudine
    all’esercizio degli specifici compiti connessi al posto da ricoprire,
    il valore dei titoli e’ determinato in massimo 160 punti e, a tal
    fine, i punteggi massimi indicati nel presente decreto sono aumentati
    di un terzo.

Art. 3

Titoli di studio universitari ed altri titoli

  1. I seguenti titoli di studio universitari, per i quali possono
    essere attribuiti, complessivamente, non oltre punti 41, sono
    valutabili con i seguenti punteggi per ciascun titolo:
    a) voto di laurea relativo al titolo utile per l’ammissione al
    concorso, punti 1 per ogni punto superiore alla votazione di 105 e
    ulteriori punti 2 in caso di votazione di 110 con lode;
    b) diploma di laurea (DL) o laurea di primo livello (L), fino a
    punti 2;
    c) laurea specialistica (LS), fino a punti 2;
    d) laurea magistrale (LM), fino a punti 2;
    e) master universitari di primo livello, per il cui accesso sia
    stato richiesto uno dei titoli di studio universitari, o titoli
    equipollenti, richiesti per l’ammissione al concorso, in relazione ai
    crediti formativi riconosciuti, punti 1,5 per ciascuno, fino a punti
    3;
    f) master universitari di secondo livello, per il cui accesso sia
    stato richiesto uno dei titoli di studio universitari, o titoli
    equipollenti, richiesti per l’ammissione al concorso, in relazione ai
    crediti formativi riconosciuti, punti 2,5 per ciascuno, fino a punti
    5;
    g) diploma di specializzazione (DS), fino a punti 8; ove il
    diploma di specializzazione venga utilizzato quale requisito di
    ammissione al concorso, ai fini del conteggio del periodo di servizio
    utile ai sensi dell’articolo 7, comma 1, decreto del Presidente della
    Repubblica n. 70 del 2013, fino a punti 4;
    h) dottorato di ricerca (DR), fino a punti 12; ove il dottorato
    di ricerca venga utilizzato quale requisito di ammissione al
    concorso, ai fini del conteggio del periodo di servizio utile ai
    sensi dell’articolo 7, comma 1, decreto del Presidente della
    Repubblica n. 70 del 2013, fino a punti 6.
  2. I seguenti altri titoli, per i quali possono essere attribuiti,
    complessivamente, punti 9, sono valutabili, solo se attinenti alle
    materie delle prove d’esame, con i seguenti punteggi per ciascun
    titolo:
    a) titolarita’ di insegnamenti in corsi di studio presso le
    istituzioni di cui al comma 3, di durata minima semestrale, fino a
    punti 6, in relazione alla durata in ore;
    b) attivita’ di docenza presso le istituzioni di cui al comma 3,
    fino a punti 3, in relazione alla durata della docenza.
  3. I titoli di cui al presente articolo sono valutabili
    esclusivamente se conseguiti o svolti presso le istituzioni
    universitarie pubbliche, le universita’ non statali legalmente
    riconosciute, nonche’ le istituzioni formative pubbliche o private,
    autorizzate e o accreditate dal Ministero dell’istruzione,
    universita’ e ricerca, costituite anche in consorzio, fermo restando
    quanto previsto dall’articolo 38 del predetto decreto legislativo n.
    165 del 2001.
  4. I criteri di valutazione relativi ai titoli di cui alla presente
    disposizione sono la durata dei corsi, la votazione finale
    conseguita, il livello di attinenza con le materie delle prove
    d’esame.

Art. 4

Abilitazioni professionali

  1. Le abilitazioni professionali, per le quali puo’ essere
    attribuito un punteggio complessivo di punti 12, sono valutabili,
    solo se attinenti alle materie delle prove d’esame, in ragione di non
    piu’ di un titolo per ciascuna delle seguenti lettere, con il
    seguente punteggio per ciascun titolo:
    a) abilitazione professionale conseguita previo superamento di
    esame di Stato, per sostenere il quale e’ stato richiesto uno dei
    titoli di studio universitari richiesti dal bando per l’ammissione al
    concorso, punti 8;
    b) abilitazione professionale conseguita previo superamento di
    esame di Stato, per sostenere il quale e’ stato richiesto uno dei
    titoli di studio universitari di cui all’articolo 2, comma 1, diverso
    da quelli necessari per l’ammissione al concorso, purche’ attinente
    alle materie delle prove d’esame, punti 1 per ciascuna abilitazione,
    fino a punti 2, in relazione all’attinenza alle materie delle prove
    d’esame;
    c) abilitazione, diversa da quelle di cui alle precedenti lettere
    a) e b), all’insegnamento nelle scuole statali secondarie superiori,
    per il conseguimento della quale e’ stato richiesto uno dei titoli di
    studio richiesto dal bando per l’accesso al concorso, punti 1 per
    ciascuna abilitazione, fino a punti 2, in relazione all’attinenza
    alle materie delle prove d’esame.
  2. Le abilitazioni professionali di cui al comma 1, lettere a) e
    b), sono valutate esclusivamente se conseguite a seguito di effettivo
    superamento di un esame di abilitazione di Stato.
  3. Le abilitazioni professionali sono valutate ai fini del
    punteggio per titoli solo se non richieste come requisiti per
    l’ammissione al concorso.

Art. 5

Titoli di carriera e di servizio

  1. I titoli di carriera e di servizio, per i quali puo’ essere
    attribuito, un punteggio complessivo di punti 50, sono:
    a) rapporti di lavoro subordinato, a tempo indeterminato o
    determinato, con effettivo e formale inquadramento in una qualifica,
    area o categoria per il cui accesso dall’esterno era o e’ richiesto
    il possesso di uno dei titoli di studio universitari di cui
    all’articolo 2, comma 1, per i quali e’ attribuibile un punteggio
    massimo di 1,5 punti per anno, fino a punti 30; le anzianita’ di
    ruolo nella qualifica dirigenziale nonche’ i rapporti di lavoro con
    incarico dirigenziale a tempo determinato, sono valutati con un
    punteggio fino a 3 punti per anno; i servizi prestati in qualifica o
    incarico equiparati a quelli dirigenziali, sono valutati come tali
    solo se tale equiparazione e’ stabilita, anche ai fini giuridici, da
    un’espressa disposizione normativa, che va richiamata dalla
    Commissione esaminatrice nel relativo verbale;
    b) incarichi, che presuppongano una particolare competenza
    professionale, conferiti con provvedimenti formali, sia
    dall’amministrazione pubblica di appartenenza, sia da altri soggetti
    pubblici, su designazione dell’amministrazione pubblica di
    appartenenza, per i quali e’ attribuibile un punteggio fino ad un
    massimo di punti 10, secondo i criteri stabiliti dal bando di
    concorso, il quale deve stabilire un punteggio massimo per ogni
    singola tipologia di incarico o di servizio speciale;
    c) lavoro originale prodotto nell’ambito del servizio prestato ai
    sensi della lettera a) ovvero dell’incarico di cui alla lettera b),
    che presupponga e dimostri una particolare competenza professionale,
    oltre quella ordinaria richiesta per la qualifica o profilo di
    inquadramento, e’ attribuito un punteggio massimo ulteriore fino a
    punti 5, secondo i criteri stabiliti dal bando di concorso, il quale
    deve stabilire un punteggio massimo per ogni singola tipologia di
    lavoro originale;
    d) inclusione in graduatoria finale di concorso pubblico per
    esami scritti ed orali o per titoli ed esami scritti ed orali o a
    seguito di corso-concorso per esami scritti ed orali, purche’ non
    seguita dall’assunzione in servizio, bandito dalle amministrazioni,
    enti e soggetti pubblici di cui al comma 2, per l’assunzione in
    qualifica dirigenziale, per l’accesso alla quale sia stato richiesto
    uno dei titoli di studio universitari richiesti per l’ammissione al
    concorso, per i quali e’ attribuibile un punteggio massimo fino a
    punti 5, in relazione all’attinenza, desumibile dalle materie
    d’esame.
  2. I titoli di cui al presente articolo sono valutabili
    esclusivamente se conseguiti o svolti presso organi costituzionali o
    di rilevanza costituzionale, le autorita’ indipendenti ovvero le
    amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto
    legislativo 30 marzo 2001, n. 165.
  3. I servizi prestati con rapporto di lavoro subordinato alle
    dipendenze delle amministrazioni pubbliche indicate al comma 2 sono
    computati, per quelli a tempo indeterminato, secondo l’anzianita’ di
    ruolo e, per quelli a tempo determinato, dalla data di assunzione in
    servizio; i periodi prestati con rapporto di lavoro a tempo parziale,
    sono valutati in relazione alla percentuale di prestazione di lavoro
    prestato.
  4. Per la valutazione dei titoli di carriera e di servizio, di cui
    al presente articolo, si applicano anche i seguenti principi:
    a) le frazioni di anno sono valutate in ragione mensile
    considerando, come mese intero, periodi continuativi di giorni trenta
    o frazioni superiori a quindici giorni;
    b) in caso di servizi o rapporti di lavoro contemporanei, e’
    valutato quello piu’ favorevole al candidato;
    c) qualora non vengano dichiarati gli esatti termini temporali di
    inizio e fine di ciascun rapporto di lavoro subordinato, saranno
    valutati, in carenza del giorno di inizio o di fine, un solo giorno
    del mese; in carenza del mese di inizio o di fine, un solo giorno
    dell’anno.
  5. I servizi militari di leva sono valutati solo se prestati in
    gradi e ruoli per il cui accesso sia stato richiesto uno dei titoli
    di studio universitari di cui all’articolo 2, comma 1; i servizi di
    leva prestati in costanza di rapporto di lavoro con i soggetti
    pubblici di cui all’articolo 2, comma 5, sono valutati come prestati
    nella qualifica di ruolo di appartenenza.
  6. Ai fini del punteggio per i titoli di cui al comma 1, lettera
    a), e’ valutabile esclusivamente il periodo di servizio ulteriore
    rispetto a quello previsto dall’articolo 7, comma 1, del decreto del
    Presidente della Repubblica n. 70 del 2013 come requisito di
    ammissione al concorso.

Art. 6

Pubblicazioni scientifiche

  1. Le pubblicazioni scientifiche, di cui all’articolo 2, comma 1,
    lettera d), sono valutate nel loro complesso con un punteggio massimo
    di punti 8, in relazione al grado di attinenza con i compiti
    demandati dalla legge e dai regolamenti di organizzazione alle
    amministrazioni pubbliche per le quali e’ bandito il concorso e con
    la qualifica dirigenziale da attribuire; sono valutate altresi’ in
    relazione alla loro inerenza con le materie oggetto delle prove
    d’esame.
  2. Il bando potra’ limitare il numero delle pubblicazioni che
    ciascun candidato puo’ produrre.
    Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
    nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
    italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e farlo
    osservare.
    Roma, 16 aprile 2018

p. Il Presidente
del Consiglio dei ministri
Il Ministro
per la semplificazione
e la pubblica
amministrazione
Madia
Visto, il Guardasigilli: Orlando

Registrato alla Corte dei conti il 5 giugno 2018
Ufficio controllo atti P.C.M., Ministeri giustizia e affari esteri,
reg.ne prev. n. 1187