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Istituti Tecnici Superiori

ITS, Azzolina firma il decreto: assegnate risorse per oltre 33 milioni di euro. I dati: l’83% degli iscritti trova lavoro a un anno dal diploma

La Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha firmato il decreto che assegna le risorse del Fondo per l’Istruzione Tecnica Superiore: vengono stanziati oltre 33 milioni di euro per gli ITS (gli Istituti Tecnici Superiori), un modello formativo che continua a convincere gli studenti e a offrire risultati molto incoraggianti in termini occupazionali.

Secondo il monitoraggio nazionale 2020, realizzato su incarico del Ministero dell’Istruzione dall’Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa (INDIRE), l’83% dei diplomati ITS trova lavoro a un anno dal diploma e il 92,4% di questi riesce a impiegarsi in un’area coerente con il proprio percorso di studi. Il 79,3% si ritiene soddisfatto della propria scelta e il 93,5% ha apprezzato i propri docenti. 

I finanziamenti previsti dal decreto firmato oggi dalla Ministra ammontano a 33.355.436 euro che saranno erogati alle Regioni attraverso le quali verranno distribuiti agli Istituti Tecnici Superiori per l’organizzazione della loro offerta formativa. Ai 33 milioni andrà ad aggiungersi, poi, la quota di co-finanziamento a carico delle Regioni, pari almeno al 30% delle risorse nazionali. Il decreto indica, oltre ai fondi, anche gli indirizzi di programmazione nazionale cui faranno riferimento gli ITS per l’adozione dei propri piani territoriali dell’offerta formativa. 

Creare profili tecnici altamente specializzati e spendibili nel mondo del lavoro, supportare i percorsi legati ai processi di innovazione tecnologica, potenziare le iniziative di orientamento, garantire standard di formazione di livello internazionale sempre più alti: sono alcuni degli obiettivi individuati.

Il monitoraggio ITS 2020

Secondo la rilevazione INDIRE gli ITS, a dieci anni dalla loro istituzione, si confermano una scelta formativa in grado di far fronte alla domanda di nuove professionalità e competenze che proviene dal mondo del lavoro e capace di operare in sinergia con i sistemi produttivi territoriali. Il tasso di occupati a 12 mesi dal diploma (83% dei diplomati 2018) registra la percentuale più alta dal 2015 a oggi. 

Per quanto riguarda le aree tecnologiche, il miglior esito occupazionale è dato dalle Tecnologie innovative per i beni e le attività culturali – Turismo (86,4%). Ottimi risultati anche per le aree Mobilità sostenibile (83,6%) e Nuove tecnologie per il Made in Italy (83,4%). Tra gli ambiti del Made in Italy, la maggiore efficacia in termini di inserimento lavorativo va riconosciuta al Sistema meccanica (92,1%). 

Tipologie di contratto 
Il 40,8% degli occupati lavora con un contratto a tempo determinato o lavoro autonomo in regime agevolato, il 31,7% è stato assunto con contratto a tempo indeterminato o lavoro autonomo in regime ordinario e il 27,5% degli occupati con contratto di apprendistato. 

Gli iscritti 
Il 44,3% degli iscritti ha un’età compresa tra i 20 e 24 anni, il 36,1% ha 18-19 anni. Prevale la presenza maschile (72,1%). Il 62,3% possiede un diploma di istruzione secondaria di secondo grado a indirizzo tecnico. Dai Licei proviene il 20,7% degli studenti. Tra le studentesse, la percentuale più elevata è in possesso di un diploma liceale (28,0%) e della laurea (11,4%). 

Gli ITS e le imprese 
Il 43,1% dei partner soci delle 84 Fondazioni ITS con percorsi monitorati è costituito da imprese e associazioni di imprese. Le imprese coinvolte nelle attività di stage sono state il 90,6% su un totale di 3.672 sedi di stage. 

La campagna informativa

Il Ministero intende informare sempre di più sulle opportunità offerte dagli ITS. Per questo è stata lanciata una campagna nazionale con una fitta programmazione televisiva e radiofonica. La campagna proseguirà anche sui social e si svilupperà fino alla fine di giugno. Prevista una playlist, guidata da un esperto youtuber, per consentire ai ragazzi interessati l’esplorazione delle diverse aree tecnologiche.  

È stato poi messo a punto il sito https://sistemaits.it/, progettato per far conoscere tutto il potenziale degli ITS, per raccontare come funzionano questi Istituti, i casi di successo e le buone pratiche. Chi esce dagli ITS acquisisce un’alta specializzazione tecnologica che consente di inserirsi nei settori strategici del sistema economico-produttivo del Paese e di dare un contributo all’innovazione e al trasferimento tecnologico alle imprese, specie quelle di piccole e medie dimensioni. Tutto questo si ottiene grazie a una didattica flessibile basata sull’esperienza diretta in azienda, dove l’apprendimento prepara alla realtà lavorativa di tutti i giorni.

Il sito https://sistemaits.it/ racconta il mondo degli Istituti Tecnici Superiori attraverso sei temi, seguendo le sei aree tecnologiche dei corsi: IT’S GREEN per l’Efficienza energetica, IT’S MOTION per la Mobilità sostenibile, IT’S TECH per le Nuove tecnologie per la vita, IT’S ITALY per le Nuove tecnologie del Made in Italy (Sistemi agroalimentare, casa, servizi alle imprese, meccanica, moda), IT’S CULTURE per le Tecnologie innovative per i beni e le attività culturali-Turismo e IT’S IT per le Tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Sul sito sono disponibili materiali informativi per studentesse e studenti, per le scuole e per le aziende, giochi interattivi per scoprire il mondo ITS e le richieste del mondo del lavoro.

Monitoraggio nazionale 2019 Sistema ITS


Martedì 14 maggio saranno presentati al MIUR i dati relativi al Monitoraggio nazionale 2019 sul Sistema ITS. Il convegno, in programma nella Sala Aldo Moro (già Sala della Comunicazione), è in programma dalle ore 9.30 alle ore 16.


ITS, l’80% dei diplomati lavora a un anno dal diploma. Presentato al Miur il Monitoraggio nazionale 2019

“Gli Istituti Tecnici Superiori rappresentano un segmento relativamente giovane del nostro sistema formativo, che ha già dimostrato di essere una punta di eccellenza: il numero degli iscritti a queste realtà aumenta di anno in anno, a testimonianza dell’alta qualità dell’offerta formativa e della garanzia di un quasi immediato ingresso nel mondo del lavoro. Come Governo sosteniamo convintamente queste istituzioni: il nostro Paese ha bisogno di tecnici qualificati in grado di inserirsi nei settori strategici del sistema economico-produttivo. Ho firmato il decreto che stanzia 32 milioni di euro che le Regioni potranno destinare al fondo per il finanziamento degli ITS. Con largo anticipo rispetto al termine che la legge fissava a settembre. Grazie a questo provvedimento, ci saranno a disposizione 10 milioni in più rispetto all’anno precedente. Ventidue potranno essere erogati subito, mentre la quota rimanente sarà utilizzata a titolo di premialità. Con queste risorse, saranno circa 3.000 i giovani in più che, terminata la Scuola secondaria di secondo grado, potranno accedere agli Istituti Tecnici Superiori. Il nostro obiettivo è far sì che ciascun ragazzo trovi la propria strada. E costruire un legame tra formazione e lavoro”. Così il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti, in un messaggio di saluto rivolto ai partecipanti all’evento di presentazione dei dati del Monitoraggio nazionale 2019 sul Sistema ITS (Istituti Tecnici Superiori), che si è tenuto al MIUR.

Nel corso della conferenza sono intervenuti Giovanni Biondi, Presidente di Indire, l’Istituto che ha realizzato il monitoraggio, Carmela Palumbo, Capo Dipartimento per il sistema educativo di Istruzione e Formazione, Maria Assunta Palermo, Direttore Generale per gli Ordinamenti Scolastici e la Valutazione del Sistema Nazionale di Istruzione, Cristina Grieco, Assessore per l’Istruzione e la Formazione della Regione Toscana e Responsabile del Coordinamento Tecnico della IX Commissione della Conferenza dei Presidenti delle Regioni.

I dati del monitoraggio
La rilevazione si è concentrata sugli esiti occupazionali a dodici mesi dal diploma per le studentesse e gli studenti che hanno concluso i percorsi presso gli ITS fra il primo gennaio e il 31 dicembre 2017 e ha riguardato 139 percorsi ITS erogati da 73 Fondazioni ITS su 103 costituite, 3.367 iscritti e 2.601 diplomati.

L’80% dei diplomati (2.068) ha trovato lavoro entro un anno dal diploma, nel 90% dei casi (1.860) in un’area coerente con il percorso di studi concluso. Del 20% dei non occupati o in altra condizione, il 10,3% non ha trovato lavoro, il 4,8% si è iscritto a un percorso universitario, il 2,1% è in tirocinio extracurricolare e il 2,8% è risultato irreperibile.

Quanto alle tipologie di contratto, il 49,3% degli occupati è stato assunto con contratto a tempo determinato o lavoro autonomo in regime agevolato: questa è stata la tipologia contrattuale più utilizzata in tutte le aree tecnologiche. Uniche due eccezioni Mobilità sostenibile, per la quale prevale il contratto a tempo indeterminato o lavoro autonomo in regime ordinario e Tecnologie dell’informazione e della comunicazione, area nella quale prevale l’apprendistato.

La distribuzione del tasso percentuale di occupati per area tecnologica mostra che le aree tecnologiche con le migliori performance occupazionali sono Mobilità sostenibile (83,4%) e Tecnologie dell’informazione e della comunicazione (82,5%). Tra gli ambiti del Made in Italy, Sistema meccanica (91,9%) e Sistema moda (86,3%) ottengono i migliori risultati. Esiti occupazionali meno significativi si registrano per Efficienza energetica (72,2%), Nuove tecnologie della vita (72,7%) e, per gli ambiti del Made in Italy, Sistema casa (57%).

Il 45% dei percorsi formativi (62 sui 139 monitorati) ha avuto accesso alla premialità. Le aree tecnologiche con il rapporto più alto tra percorsi premiati e percorsi monitorati per le Nuove tecnologie per il Made in Italy sono Sistema meccanica (86,3%) e Sistema Moda (62,5%). Per il restante delle aree tecnologiche: Tecnologie dell’informazione e della comunicazione (69,2%) e Mobilità sostenibile (61,1%). Le Regioni con il maggior numero di percorsi premiati sono la Lombardia (con 12 percorsi), il Veneto (con 12 percorsi) e l’Emilia-Romagna (con 8 percorsi).

Gli studenti
Gli studenti sono giovani di età compresa tra i 20 e i 24 anni (il 44,9%) e 18 e 19 anni (il 32,3%), in prevalenza maschi (il 72,6%), provenienti dagli Istituti tecnici(il 62,3%). Rilevante la percentuale di iscritti con diploma liceale (21,3%).

Un dato interessante è relativo ai fuori sede: il 13,3% degli iscritti risiede in una regione diversa rispetto a quella della sede del percorso. È molto elevata la percentuale per l’area tecnologica della Mobilità sostenibile (33%).

La partecipazione delle imprese
Gli esiti del Monitoraggio nazionale 2019 sottolineano l’efficacia e la stabilità del canale formativo terziario professionalizzante degli ITS, che si confermano una delle novità più significative nel panorama della formazione terziaria professionalizzante. Una novità che ha convinto le imprese.

I dati dimostrano che gli ITS rispondono a un bisogno reale delle imprese e colgono le diverse tendenze del mercato del lavoro. Infatti, il partenariato delle Fondazioni ITS coinvolte nel monitoraggio è costituito per il 37,4% da imprese. Nelle attività di stage le imprese coinvolte sono state 2.467 (ricorrenze). 

Nel 30% dei percorsi realizzati, le tecnologie abilitanti 4.0 sono utilizzate nelle attività didattiche come strumenti per realizzare prodotti.

Decreto Ministeriale 8 maggio 2019, AOOUFGAB 406

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Ufficio di Gabinetto del MIUR

Assegnazione risorse per anno 2019 agli Istituti Tecnici Superiori ITS

Programma di sviluppo nazionale ITS

Siglato il provvedimento di ripartizione dei fondi che consentirà, nei prossimi giorni, a valle dell’espletamento delle procedure contabili e di controllo previste, di erogare complessivamente circa 23 milioni di euro per l’ampliamento dei percorsi formativi degli Istituti Tecnici Superiori (ITS) per l’anno 2018/2019. La legge di Bilancio per il 2018 (legge 205/2017) aveva incrementato, nell’anno 2018, le precedenti risorse già destinate agli ITS di ulteriori 10 milioni di euro (20 milioni di euro nel 2019 e 35 milioni di euro a decorrere dal  2020), prevedendo, tuttavia, un complesso iter per la loro erogazione che si è finalmente concluso anche con il previsto accordo in Conferenza Unificata.

“Gli ITS  in questi anni hanno permesso, in sinergia con le imprese, con gli istituti di istruzione superiore, le università e le Regioni, di garantire un’offerta formativa altamente qualificata, capace di promuovere elevate competenze tecniche e sviluppare processi di innovazione e di valorizzazione delle filiere territoriali in contesti ad alto tasso di tecnologia – sottolinea il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti – . In un’ottica di apprendimento permanente, gli ITS si pongono come naturale raccordo tra il mondo della scuola, delle università e del lavoro. Per questo intendiamo dare più visibilità e attenzione al settore, comunicando maggiormente all’esterno gli aspetti di questo segmento che incidono positivamente sulla formazione dei nostri studenti. Puntiamo a raggiungere i livelli di adesione e partecipazione che hanno anche in altre nazioni. L’erogazione di queste risorse sarà il punto di partenza per un complessivo piano di rilancio e potenziamento. Gli ITS generano professionalità utili al mondo produttivo e lo fanno lavorando a stretto contatto con i territori”.

Per gli ITS parte dunque, ora, un Programma di sviluppo nazionale che servirà a qualificare l’offerta formativa e a rafforzarne il ruolo nella promozione dell’innovazione. Le azioni indicate dal Programma di sviluppo sono finalizzate a far acquisire un’alta specializzazione tecnologica ad almeno 20.000 giovani entro il 2020.

Gli ITS sono percorsi post diploma altamente innovativi e rappresentano la formazione terziaria professionalizzante. Sono nati nel 2010 e vogliono essere la risposta alla domanda delle imprese, attraverso un’offerta formativa altamente qualificata, di nuove ed elevate competenze tecniche per promuovere i processi di innovazione e trasferimento tecnologico.

Attualmente sono presenti in tutta Italia 95 ITS con 429 percorsi attivi e oltre 2.000 soggetti partner coinvolti. Nell’ultimo anno, il 2017/2018, sono stati quasi 11.000 i giovani che hanno scelto di frequentare questi percorsi formativi.

Istituti tecnici superiori 4.0

In arrivo 10 milioni di euro per il rafforzamento degli Istituti tecnici superiori (ITS) 4.0, quelli destinati a formare le professionalità del futuro, legate all’innovazione tecnologica e organizzativa. Li stanzia il decreto firmato oggi dalla Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli.

Il finanziamento, previsto dall’ultima legge di bilancio, mette gli ITS 4.0 al centro di un vero e proprio piano di sviluppo, in coerenza con il Piano nazionale Impresa 4.0, che porterà ad un incremento dei corsi dedicati alla formazione di competenze altamente specializzate e molto ricercate. Le risorse saranno distribuite agli ITS che sono stati destinatari di fondi premiali a seguito delle valutazioni di qualità effettuate nel 2017 e nel 2018 e consentiranno, anche grazie all’accordo raggiunto a tal riguardo con le Regioni, di avviare ai nuovi percorsi 2.000 studentesse e studenti in più.

“Il decreto firmato oggi non stanzia solo importanti risorse, ma scrive una pagina che guarda al futuro del nostro Paese – dichiara la Ministra Valeria Fedeli -. Gli ITS, con l’alto tasso di occupabilità dei propri iscritti e la qualità dei percorsi offerti, hanno dimostrato di essere un pezzo importante del nostro sistema di formazione. Un segmento sul quale il governo uscente ha continuato a investire con decisione, puntando sulla qualità. Grazie ai fondi per il potenziamento del segmento 4.0, gli ITS potranno davvero giocare un ruolo centrale nella formazione di competenze che guardano al futuro e di cui ci sarà sempre più bisogno nel mercato globale. Stiamo offrendo alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi strumenti e percorsi che consentiranno loro di non subire i cambiamenti, ma di poterli governare. Di esserne protagonisti”.

“Cinque anni fa, quando abbiamo iniziato, il post diploma quasi non esisteva, adesso è una realtà che offre ai ragazzi immense opportunità – aggiunge il Sottosegretario Gabriele Toccafondi -. Sono i risultati riscontrati in questo percorso che ci hanno portato ad investire ancora sul settore e sulle competenze per l’industria 4.0. Per proseguire su questi ottimi risultati è doveroso non tornare indietro, non togliere le risorse destinate, casomai aumentarle ancora e chiedere al sistema aziendale e produttivo quali saranno le figure richieste. Abbiamo pensato ai nostri giovani, abbiamo pensato alle nostre imprese, per loro abbiamo avuto il coraggio di andare avanti e finalmente oggi con soddisfazione possiamo dire: questa è una vittoria del Paese”.

Formazione terziaria, università e futuro 4.0

Formazione terziaria, università e futuro 4.0

di Antonio Maffei*

L’ultimo monitoraggio sugli Istituti Tecnici Superiori, presentato ieri in conferenza stampa dal Ministero dell’Istruzione, fornisce una nota positiva nel panorama, non sempre roseo, del sistema formativo italiano: l’82,5% dei diplomati negli Istituti Tecnici Superiori nel corso del 2016 ha trovato lavoro entro un anno dal diploma.

Una nota positiva, anche se una goccia in termini numerici, parliamo di 2.193 diplomati nel 2016, quella fornita dagli Istituti Tecnici Superiori, la prima esperienza italiana di formazione terziaria professionalizzante, cioè formazione post-diploma. Gli ITS sono organizzazioni territoriali, basate su un accordo tra filiere produttive e filiere formative, che hanno la mission di produrre tecnici specializzati in linea con le esigenze del mercato del lavoro e che proprio per queste caratteristiche ci avvicinano ai modelli virtuosi della Germania e di altri paesi europei.

Ma a raffreddare gli animi ci pensa EUROSTAT, l’ufficio statistico della Commissione Europea, che ha appena pubblicato i dati di abbandono (drop-out) dell’università da parte dei giovani europei: oltre 3 mln di giovani iscritti ad un percorso universitario nel 2016 non sono mai arrivati all’agognata laurea.

Per quanto riguarda l’Italia sono stati 524 mila, nello stesso anno, i giovani che hanno deciso di non conseguire la laurea seppur iscritti ad una facoltà, dato che pone il nostro paese al secondo posto per abbandoni dopo la Francia. Naturalmente performance ben diverse le troviamo altrove: Germania (165 mila), Spagna (174 mila), Olanda (78 mila) Finlandia (42 mila) Svezia (62 mila) Danimarca (0).

Questo quadro – se già allarmante per l’Europa, che si poneva l’obiettivo di raggiungere il 40% della popolazione con livelli di studi terziari avanzati per il 2020, per realizzare la cosiddetta “società della conoscenza”, mentre, dall’altra parte del globo, allargando un po’ il nostro orizzonte, si rileva, quest’anno per la prima volta, il sorpasso della Cina sugli Stati Uniti per numero di pubblicazioni scientifiche prodotte – rende in prospettiva la situazione italiana ancora più debole.

Svariati i motivi del ritiro per i nostri ragazzi: desiderio di lavorare, disinteresse per le materie insegnate, difficoltà negli studi, i più ricorrenti.

Questi dati vanno ad aggravare la già bassa percentuale di laureati in Italia, tra le più basse del continente! Qualche considerazione si può/deve fare: quel 37% desideroso di accorciare i tempi di ingresso nel mondo del lavoro, ce lo dice la stessa ricerca Eurostat, mal si concilia con uno dei più alti indici di disoccupazione giovanile (è di qualche giorno fa il dato ISTAT fermo al 32,8%, più del doppio della media UE). Al contrario purtroppo potrebbe essere in linea con l’esercito dei nostri NEET, nel senso che, buona parte di questi ragazzi una volta usciti dal percorso universitario, rischiano di “perdersi” ed entrare nella schiera di coloro che “non studiano e non lavorano” (ormai 2 mln nella fascia d’età 15-24 anni).

In un contesto internazionale dove la componente e la qualità della risorsa umana è cruciale per lo sviluppo sociale ed economico dei paesi, basti considerare che quest’anno, per la prima volta, la Cina ha sorpassato gli Stati Uniti per numero di pubblicazioni scientifiche prodotte, dove solo lo sviluppo di competenze avanzate ed adeguate alla 4° rivoluzione industriale può ammortizzare gli sconvolgimenti in atto o che sono di qui ad arrivare con la loro grande imprevedibilità soprattutto per le ripercussioni sul mercato del lavoro e quindi sulla vita delle persone e dei lavoratori, il dato del drop-out dagli studi universitari, e più in generale dalla formazione terziaria, rappresenta un grandissimo elemento di debolezza, specie per un Paese la cui economia si basa sull’esportazione di prodotti a valore aggiunto e sul manifatturiero.

Il danno provocato In termini di dispersione di potenziale umano è enorme, soprattutto se si considera la fascia d’età interessata dal fenomeno, cioè quella fascia che maggiormente, specie in una società sempre più digitale, ci si aspetta dovrebbe produrre il massimo contributo in termini di innovazione e creatività. Tutto questo avviene in piena quarta rivoluzione industriale e mentre, come ci dice Unioncamere, mancano all’appello numerosi profili professionali che le imprese non trovano nel mercato del lavoro, naturalmente tale fenomeno non aiuta certo l’accesso a lavori qualificanti e ben retribuiti per i giovani.

Torniamo un attimo all’ultimo rapporto di monitoraggio dell’INDIRE sugli ITS, il quarto realizzato per il MIUR, e cerchiamo di capire se può darci qualche indicazione. I dati presentati sono piuttosto chiari: ci dicono che gli ITS creano poca dispersione, molta occupazione e sono in continuo miglioramento. Quali le ragioni di questo successo?

Tre i principali motivi individuati:

1. si collegano ad un bisogno reale delle aziende

2. uso di docenti provenienti dal mondo del lavoro ed uso di metodologie didattiche innovative

3. alte competenze sviluppate dagli studenti.

La formazione terziaria professionalizzante offerta dagli ITS può rappresentare una vera e propria svolta per un paese ad economia manifatturiera. Ma è ancora poco conosciuta e quindi poco utilizzata dai giovani, anche da quelli che abbandonano l’università oltre che da coloro che vogliono formarsi per introdursi subito nel mondo del lavoro.

Con 95 fondazioni, la struttura organizzativa che eroga i corsi, 429 corsi attivi, diffusi in tutta Italia, 10.447 studenti frequentanti, 2.153 partner, di cui 826 imprese e ben 6.267 imprese coinvolte in attività di stage (obbligatoria nei corsi per almeno il 30% delle ore previste), gli ITS rappresentano la realtà di formazione/educazione più dinamica, economica ed in linea con le nuove esigenze del mondo del lavoro operante in Italia in questo momento.

Inoltre, vera innovazione per il sistema formativo italiano, gli ITS sono oggetto di monitoraggio continuo ed annualmente sono sottoposte ad una valutazione, da parte di un organismo indipendente, appunto l’INDIRE, che ne determina la ripartizione dei fondi su base premiale.

Forse proprio il monitoraggio e la valutazione continua potrebbero essere il 4° motivo di successo di questa iniziativa: una complessa griglia di indicatori fisici, che rappresenta la base per muoversi nella vera “cultura della valutazione” che non serve a dare voti, ma ad individuare criticità per porre in essere aggiustamenti e miglioramenti.

Tutto questo manca completamente, almeno in una forma così organizzata e sistematica, al mondo dell’università, che invece, alla luce dei dati attuali, ne potrebbe trarre un sicuro giovamento per migliorare la sua attrattività e per mantenere motivati i giovani studenti durante il percorso per evitare drop-out e percorsi di studi protratti oltre i tempi previsti (anche questo è un male tutto italiano). La buona prassi messa in campo con gli ITS, può fornire qualche indicazione di miglioramento a quel mondo, che forse, più che percorrere la strada delle lauree “professionalizzanti”, ritenendo in questo modo di imboccare l’accorciatoia per emulare il successo degli ITS, dovrebbe invece puntare sempre più sulla qualità e l’eccellenza della formazione erogata servendosi di un monitoraggio continuo e di verifica dell’efficacia di ciò che produce.

E’ questo di cui ha bisogno il Paese.


* Segreteria Tecnica Fondazione di Partecipazione Istituto Tecnico Superiore Nuove Tecnologie per il Made in Italy Sistema Meccanica c/o Consorzio Universitario di Lanciano Corso Trento e Trieste

ITS: Monitoraggio nazionale 2018

Martedì 17 aprile, alle ore 15, presso la Sala della Comunicazione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, in viale Trastevere 76/a, il Sottosegretario Gabriele Toccafondi presenta i risultati del monitoraggio nazionale 2018 relativo al Sistema ITS, gli Istituti Tecnici Superiori.

Partecipano alla conferenza, oltre al Sottosegretario Toccafondi, Maria Assunta Palermo, Direttore Generale per gli Ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, Giovanni Biondi, Presidente di Indire  (Istituto Nazionale Documentazione Innovazione e Ricerca Educativa) che ha effettuato il monitoraggio, e Cristina Grieco, Assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione Toscana e Coordinatrice della IX Commissione della Conferenza Stato-Regioni .

La conferenza è l’occasione per illustrare i risultati raggiunti dal sistema della formazione terziaria professionalizzante in Italia e i prossimi obiettivi da raggiungere.


ITS, l’82,5% delle ragazze e dei ragazzi lavora a un anno dal diploma Presentato al Miur il Monitoraggio nazionale 2018 sul Sistema ITS
Toccafondi: “Tassi d’occupazione sono vittoria per il Paese,
segno che siamo sulla strada giusta”

L’82,5% dei diplomati negli ITS (Istituti Tecnici Superiori) nel corso del 2016 ha trovato lavoro entro un anno dal diploma, nell’87,3% dei casi è in un’area coerente con il percorso concluso.

È quanto emerge dal Monitoraggio nazionale 2018 sul Sistema ITS presentato oggi al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca dal Sottosegretario all’Istruzione Gabriele Toccafondi e da Giovanni Biondi, Presidente di Indire che ha condotto il monitoraggio. Alla conferenza hanno partecipato inoltre la Direttrice Generale per gli Ordinamenti Scolastici e la Valutazione del Sistema Nazionale di Istruzione Maria Assunta Palermo, l’Assessore per l’Istruzione e la Formazione della Regione Toscana e Responsabile del Coordinamento Tecnico della IX Commissione della Conferenza dei Presidenti delle Regioni Cristina Grieco, il Coordinatore del Progetto “ITS 4.0” Stefano Micelli, il Coordinatore del progetto “Revisione figure nazionali ITS” Alessandro Mele.

Nel corso della conferenza è stata annunciata anche una campagna di comunicazione che servirà per diffondere, attraverso diversi canali, la conoscenza degli ITS e delle loro potenzialità da parte delle ragazze, dei ragazzi, delle loro famiglie e dei docenti delle scuole secondarie.

I dati del monitoraggio
La rilevazione si è concentrata sugli esiti occupazionali a dodici mesi dal diploma per le studentesse e gli studenti che hanno concluso i percorsi presso gli ITS fra il primo gennaio e il 31 dicembre 2016. Complessivamente sono stati monitorati, quindi, 2.774 iscritte e iscritti e 113 percorsi erogati da 64 Fondazioni (il 68,82% delle 93 Fondazioni ITS ad oggi costituite).

L’area tecnologica con il maggior numero di percorsi conclusi al 31 dicembre 2016 è quella delle Nuove tecnologie per il Made in Italy con 49 percorsi (43,4%). Seguono la Mobilità sostenibile con 18 percorsi(15,9%), le Tecnologie innovative per i beni e le attività culturali – Turismo con 15 percorsi(13,3%), l’Efficienza energetica con 13 percorsi (11,5%). Osservando il dettaglio degli ambiti dell’area Nuove tecnologie per il Made in Italy, dei 49 percorsi monitorati 21 afferiscono al Sistema meccanica (42,9%), 10 al Sistema agro-alimentare (20,4%), 8 al Sistema moda (16,3%), 6 ai Servizi alle imprese (12,2%) e 4 al Sistema casa (8,2%). Anche sul fronte degli iscritti, diplomati e occupati è l’area Nuove tecnologie per il made in Italy a prevalere con 1.182 iscritti, 963 diplomati e 808 occupati. Segue la Mobilità sostenibile con 445iscritti, 357diplomati e 300 occupati.

I diplomati nel periodo considerato dal monitoraggio sono stati 2.193, l’82,5% di loro ha trovato un’occupazione a dodici mesi dalla conclusione del percorso formativo, nell’87,3% dei casi in un’area coerente con il piano di studi. Le diplomate e i diplomati che non hanno trovato lavoro sono 383, di questi 101 si sono iscritti ad un percorso universitario. Quanto alle tipologie di contratto, nel 47,45% dei casi si tratta di contratti a tempo determinato o lavoro autonomo in regime agevolato, nel 29,89% di contratti a tempo indeterminato o lavoro autonomo in regime ordinario e nel 22,65% di contratti di apprendistato.

I percorsi formativi con i migliori esiti, 55 sui 64 monitorati, dal punto di vista del numero di diplomati e del tasso di occupazione a 12 mesi, hanno avuto accesso alla premialità da 13,3 milioni di euro del Fondo nazionale 2017, aumentati dalla Legge di bilancio 2018 (+ 10 milioni per il 2018, +20 milioni per il 2019 e +35 milioni per il 2020). Le risorse della premialità dovranno essere impiegate dagli ITS per realizzare un percorso formativo aggiuntivo che dovrà avere come obiettivo principale l’acquisizione da parte delle studentesse e degli studenti di competenze correlate al Piano nazionale Impresa 4.0. Dal monitoraggio emerge che anche per l’accesso alla premialità è l’area Nuove tecnologie per il Made in Italy ad avere il maggior numero di percorsi premiati (29), la maggioranza dei quali afferisce all’ambito Sistema meccanica (18). Segue l’area Mobilità sostenibile (11 percorsi). Le Regioni con il maggior numero di percorsi premiati sono il Veneto (13 percorsi, il 72,2% dei percorsi monitorati), la Lombardia(11 percorsi, il 42,3% dei percorsi monitorati) e l’Emilia Romagna (7 percorsi, il 53,8% dei percorsi monitorati). I primi tre percorsi premiati sono l’I.T.S. Umbria Made in Italy-Innovazione, tecnologia e sviluppo della Regione Umbria, l’I.T.S. A. Cuccovillo-Area Nuove tecnologie per il Made in Italy-Sistema meccanico meccatronico della Regione Puglia e l’I.T.S. Meccanica, meccatronica, motoristica e packaging della Regione Emilia Romagna.

Il Sottosegretario Toccafondi ha espresso “Piena soddisfazione per i risultati conseguiti dagli ITS in questi anni di lavoro. I percorsi sono aumentati più del 40% dal 2013, gli iscritti sono triplicati e ad oggi sono più di 10.000. Il dato dell’occupazione all’82,5% documenta che la strada intrapresa è quella giusta. Con l’aumento dei fondi decisi dal Governo nell’ultima legge di stabilità, da 13 milioni di euro l’anno a 35 milioni a decorrere dal 2020 – ha proseguito Toccafondi – si è voluto investire ancora per incrementare e migliorare i numeri, aumentando corsi ed iscritti, e soprattutto per potenziare lo sviluppo di quegli strumenti di innovazione tecnologica legati anche a Impresa 4.0. Abbiamo pensato alle nostre giovani e ai nostri giovani, abbiamo pensato alle nostre imprese, per loro abbiamo avuto il coraggio di andare avanti e finalmente oggi con soddisfazione possiamo dire: questa è una vittoria del Paese. Anche in Italia c’è un sistema non accademico professionalizzante: l’Istruzione Tecnica Superiore, gli ITS”.

ITS e Legge di Bilancio

ITS, 50 milioni in più per il triennio 2018-2020 per l’attivazione e lo sviluppo di nuovi corsi
Presentato il Documento della Cabina di regia per il coordinamento con le Lauree professionalizzanti
Toccafondi: “Sistema ITS valorizza e sperimenta le idee di eccellenza e originalità di studentesse e studenti”

Aumento progressivo del Fondo previsto per l’attivazione e lo sviluppo degli Istituti Tecnici Superiori (ITS) per il triennio 2018-2020, con una misura inserita nella Legge di Bilancio 2018 che stanzia per questo obiettivo 5 milioni in più nel 2018, 15 milioni in più nel 2019 e 30 nel 2020. Una maggiore armonizzazione dell’offerta formativa tra lauree professionalizzanti e ITS per creare un sistema di formazione professionale,  con due ambiti distinti ma dialoganti tra loro.

Sono le novità relative al Sistema degli ITS presentate il 9 novembre 2017 dal Sottosegretario Gabriele Toccafondi nel corso di una conferenza stampa, presso la Sala della Comunicazione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, alla quale hanno preso parte anche Alessandro Mele, membro della Cabina di regia per il coordinamento del sistema di Istruzione Tecnica Superiore e delle lauree professionalizzanti, Vito Savino, Presidente ITS Agroalimentare Puglia, Giuseppe Cioffi, Presidente ITS Umbria, Massimiliano Guerrini, Presidente ITS Mita (Made in Italy Tuscany Academy) Firenze, e Angelo Candiani, Presidente ITS Mobilità Somma Lombardo (VA).

Complessivamente, la Legge di Bilancio 2018 prevede un aumento di 50 milioni di euro per gli ITS, spalmati sul triennio 2018-2020, per incrementare l’offerta formativa e il numero delle studentesse e degli studenti nei percorsi  con particolare riguardo per quelli che offrono competenze abilitanti all’utilizzo degli strumenti avanzati di innovazione tecnologica e legati all’industria 4.0. Alla formazione tecnica 4.0 è stata dedicata, negli anni scorsi, una sperimentazione finanziata con 800mila euro alla quale hanno aderito tutti e 93 gli ITS presenti sul territorio italiano.

Nel corso della conferenza stampa, sono stati presentati anche i contenuti del documento predisposto dalla Cabina di Regia per il coordinamento del sistema di Istruzione Tecnica Superiore e delle lauree professionalizzanti. Tra gli obiettivi da perseguire: l’incremento del numero di diplomate e diplomati negli ITS, il sostegno della formazione continua dei lavoratori, la promozione di percorsi di recupero degli abbandoni, il miglioramento del livello di formazione e del titolo di accesso alle professioni, l’accrescimento delle opportunità occupazionali. Nello specifico, alle università che organizzano corsi di laurea professionalizzanti, viene richiesto di predisporre percorsi di studio definiti a livello nazionale, di consentire alle studentesse e agli studenti una rapida qualificazione e abilitazione professionale e di creare partenariati con i collegi e gli ordini professionali. Gli ITS dovranno, invece, costruire percorsi formativi co-progettati con le imprese, rispondendo al fabbisogno del mercato del lavoro e ai territori di riferimento, e percorsi di 3 anni progettati e realizzati con le Università. L’accresciuta collaborazione tra ITS e lauree professionalizzanti si tradurrà anche nella possibilità per gli Atenei di organizzare percorsi formativi avvalendosi delle risorse umane, dei laboratori e delle altre dotazioni degli ITS. Mentre per le studentesse e gli studenti degli ITS che sceglieranno di iscriversi a un corsi di laurea professionalizzante, per acquisire un livello di competenze superiore o una specializzazione, sarà possibile ottenere Crediti Formativi Universitari (CFU) aggiuntivi.

“Con piena soddisfazione oggi possiamo presentare i risultati dell’impegno profuso per promuovere il sistema della formazione terziaria non universitaria  che ha consentito al sistema degli Istituti Tecnici Superiori di incrementare l’offerta formativa e potenziare lo sviluppo di quegli strumenti di innovazione tecnologica legati anche al processo Industria 4.0 che caratterizzano gli ITS – dichiara il Sottosegretario Gabriele Toccafondi – Uno dei frutti che il sistema degli ITS può dare al nostro Paese è quello di valorizzare e sperimentare le idee di eccellenza e originalità che le nostre studentesse e i nostri studenti hanno”.

ITS e Lauree professionalizzanti

On line il documento finale che fino all’8 settembre sarà al vaglio dei soggetti ascoltati.

(Roma, 04 agosto 2017) Conclusa la prima parte dei lavori della Cabina di regia, avviata al Miur lo scorso febbraio, per il coordinamento dell’offerta formativa degli ITS (Istituti tecnici superiori) con le lauree professionalizzanti delle Università.

“Sulla formazione terziaria c’è stato un confronto importante al Ministero e ringrazio il Sottosegretario Gabriele Toccafondi e tutti coloro che hanno partecipato alla Cabina di regia per il lavoro svolto – sottolinea la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli -. Abbiamo voluto questa Cabina per aprire un dialogo operativo fra i soggetti coinvolti e siamo soddisfatti del risultato raggiunto. È molto importante garantire una offerta coordinata e completa alle studentesse e agli studenti. Valorizzando le specificità dei sistemi esistenti, quello degli ITS e il sistema universitario. Il documento finale, ora, sempre nell’ottica del dialogo e del confronto, è aperto a suggerimenti migliorativi da parte di chi è stato consultato nel corso dei lavori di questi mesi: sarà possibile esprimersi fino al prossimo 8 settembre”.

Il documento si rifà agli obiettivi individuati dalla strategia Europa 2020 per lo sviluppo dei sistemi di istruzione terziaria, risponde alla necessità di mantenere l’identità dei diversi percorsi formativi professionalizzanti, connotando da un lato gli ITS sempre più come “Scuole speciali per le tecnologie applicate” e dall’altro le lauree professionalizzanti come percorsi di studio orientati verso le professioni regolamentate.

“La Cabina di regia ha elaborato un significativo documento teso a sviluppare un modello organico di formazione terziaria professionalizzante con due ambiti distinti, ma dialoganti tra loro: gli ITS e le lauree professionalizzanti – dichiara il Sottosegretario Gabriele Toccafondi -. È ciò che occorreva: una visione sistemica dei rapporti tra Università e ITS e i relativi titoli finali. Un modello organizzativo che renda possibili i passaggi da un sistema all’altro in una logica di prosecuzione e completamento del percorso formativo nell’ambito di patti federativi; un’opportunità per le studentesse e gli studenti di poter differenziare il percorso di studio secondo le loro attitudini e vocazioni. Grazie al lavoro svolto dalla Cabina di regia – prosegue Toccafondi – stiamo raggiungendo l’obiettivo di rafforzare il segmento professionalizzante di istruzione terziaria, in modo coerente con le linee strategiche dell’UE, attraverso la diversificazione dell’offerta formativa per quanto attiene la mission delle Università e degli ITS”.

ITS Day – Competenze per l’Italia 4.0

Il 30 maggio al Miur l’evento “ITS Day – Competenze per l’Italia 4.0”
Apre il Sottosegretario Toccafondi
Presenti imprese, esperti, eccellenze degli istituti tecnici superiori
Dibattito su nuove competenze per il lavoro del futuro

Un incontro con esperti e imprese, per analizzare prospettive e cambiamenti del mondo produttivo alla luce del nuovo Piano nazionale per l’Industria 4.0. Un’occasione per definire strategie ed obiettivi degli Istituti Tecnici Superiori, deputati a fornire le nuove competenze necessarie al mondo del lavoro che verrà. Martedì 30 maggio, presso la Sala della Comunicazione del Miur, in viale Trastevere 76/a, si svolgerà la Conferenza nazionale “ITS Day – Competenze per l’Italia 4.0”, alla presenza del Sottosegretario Gabriele Toccafondi.

Profili altamente specializzati negli ambiti strategici prioritari per lo sviluppo economico del Paese. Definizione dei curricoli in sinergia con le imprese, per rispondere all’effettiva domanda di formazione. Il 50% dei docenti proveniente dal mondo del lavoro. L’80% dei diplomati occupato entro 12 mesi. Questi i risultati sui quali il sistema ITS può impostare la sua azione futura.

Oltre al Sottosegretario interverranno sul tema Marco Leonardi, consigliere economico della Presidenza del Consiglio dei ministri, Giovanni Brugnoli, vice presidente di Confindustria, Riccardo Giovani, direttore delle politiche sindacali e del lavoro di Confartigianato. Nel corso della mattinata, verranno presentati alcun progetti innovativi a cura degli ITS.


PROGRAMMA

Esiti monitoraggio e valutazione ITS

Monitoraggio ITS 2017


ITS, martedì 11 aprile presentazione dei risultati 
del sistema di monitoraggio e valutazione

Martedì 11 aprile alle ore 12, presso la Sala della Comunicazione del Miur, verranno resi pubblici i risultati della rilevazione dei 97 percorsi ITS conclusi fra il primo gennaio e il 31 dicembre 2015.

Sono stati infatti individuati gli ITS che avranno diritto alla premialità del 30%, come previsto dalla legge Buona Scuola.

Alla conferenza stampa parteciperanno il Sottosegretario Gabriele Toccafondi, Cristina Grieco, Assessora all’Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione Toscana e Coordinatrice della IX Commissione della Conferenza Stato Regioni, e Giovanni Biondi, Presidente dell’Indire, l’Istituto Nazionale di Documentazione per l’Innovazione e la Ricerca Educativa.

ITS, il 79,1% delle diplomate e dei diplomati trova lavoro entro 12 mesi
Al Miur presentato Monitoraggio Nazionale 2017
Toccafondi: “Crediamo fortemente nel sistema degli ITS.
Risultati sono eccellenti, ma lavoriamo per eliminare zone d’ombra”

Sono 2.374 le studentesse e gli studenti iscritti ai percorsi degli Istituti Tecnici Superiori (ITS) monitorati nel corso del 2017 a due anni dal diploma. Si tratta di ragazze e ragazzi che hanno seguito i corsi che si sono conclusi entro dicembre 2015.

In 1.767 hanno conseguito il diploma. Il 79,1% delle diplomate e dei diplomati (pari a 1.398 ragazze e ragazzi) ha trovato un lavoro entro un anno dalla fine del percorso, impiego che nell’87,5% dei casi era coerente con il diploma conseguito.

Sono i dati che emergono dal Monitoraggio Nazionale 2017 degli ITS effettuato dall’Indire (Istituto Nazionale Documentazione Innovazione e Ricerca Educativa), presentato questa mattina dal Sottosegretario all’Istruzione Gabriele Toccafondi, dal Presidente di Indire Giovanni Biondi e dall’Assessora all’Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione Toscana e Coordinatrice della IX Commissione della Conferenza Stato-Regioni Cristina Grieco.

Osservando le tipologie di contratto emerge che 667 diplomate e diplomati hanno avuto un contratto a tempo determinato, 493 a tempo indeterminato, 228 di apprendistato.
I 97 percorsi monitorati, erogati da 57 Fondazioni, sono dedicati in larga parte alle Nuove Tecnologie per il Made in Italy (46). Seguono i percorsi in Mobilità sostenibile (19) e quelli in Efficienza energetica (13). I 46 percorsi dedicati alle Nuove Tecnologie per il Made in Italy sono così suddivisi: 18 in Sistema meccanica, 12 in Sistema agro-alimentare, 8 in Sistema moda, 5 in Servizi alle imprese, 3 in Sistema casa.

“Questo terzo monitoraggio– ha sottolineato il Sottosegretario Gabriele Toccafondi – ci dice che ci sono dati assolutamente positivi sul sistema ITS, un sistema nel quale il Miur crede fortemente. Ma – ha aggiunto – ci sono anche delle zone d’ombra su cui dobbiamo lavorare. Sui 97 percorsi monitorati abbiamo 15 percorsi che vanno male, che non hanno svolto la mission e non hanno raggiunto gli obiettivi. Gli ITS funzionano se sono utili per le studentesse e gli studenti, se partono da una esigenza reale del sistema produttivo presente sul territorio. Se questo non avviene si elimina qualsiasi speranza e possibilità per le ragazze e i ragazzi, togliendo inoltre risorse che potrebbero essere dedicate a quegli ITS che funzionano bene e ad altri che potrebbero nascere. Siamo dentro un percorso di crescita e potenziamento del sistema, ma proprio per questo è necessario  lavorare insieme, ITS, Regioni e MIUR, per capire come eliminare le zone d’ombra esistenti”.

“Il monitoraggio che abbiamo presentato oggi deriva da un’analisi dei dati forniti direttamente dalle fondazioni e fa una grande opera di trasparenza perché mette a disposizione di tutto il sistema degli ITS un’analisi della situazione e permette agli Istituti di capire in che posizione sono rispetto al ranking nazionale e di creare una pagella con criteri trasparenti e di renderla disponibile a tutti – ha commentato il Presidente di Indire Giovanni Biondi – La situazione che emerge dal Monitoraggio è positiva – ha proseguito – c’è un trend in crescita sia per gli iscritti che per i diplomati e soprattutto degli occupati. L’aspetto da sottolineare è che il sistema degli ITS è quello con il più alto indice di occupazione a dodici mesi”.

Per la Coordinatrice della IX Commissione della Conferenza Stato-Regioni Cristina Grieco, “gli esiti di questo monitoraggio sono un importantissimo materiale di riflessione per le Regioni che hanno un ruolo primario nella programmazione e nella facilitazione dei rapporti tra Fondazioni, percorsi formativi e imprese. La sfida del futuro è far crescere quantitativamente gli ITS, potenziando anche l’aspetto comunicativo e di promozione di questi percorsi, mantenendo la qualità. Sicuramente il dato più importante per noi – ha aggiunto – è l’ottima performance in termini di occupazione e di occupazione coerente con il titolo di studio. È anche vero – ha concluso – che il monitoraggio ci serve per individuare le criticità e lavorare quindi in un’ottica di miglioramento continuo”.

Industry 4.0

Il 9 marzo 2017 al MIUR il Sottosegretario Gabriele Toccafondi presenta il progetto sperimentale MIUR-ITS “Industry 4.0” insieme ai rappresentanti degli ITS (Istituti tecnici superiori) e del mondo delle imprese.

In particolare sei gli ITS presenti per illustrare i progetti e portare le testimonianze dei ragazzi quali soggetti propositivi di innovazione, tutti nell’area della manifattura digitale Made in Italy e dell’Industria 4.0:
-ITS Umbria Made in Italy Innovazione, Tecnologia e Sviluppo. Perugia/Terni- ITS coordinatore
-Fondazione ITS M.I.T.A. (Made in Italy Tuscany Academy) Nuove Tecnologie per il Made in Italy – Sistema moda Scandicci (FI)
-ITS Maker Meccanica Meccatronica Motoristica e Pakaging. Emilia Romagna
-ITS PAVIA – per le nuove tecnologie per il Made in Italy – Sistema Casa. Lombardia
-ITS Agroalimentare Marketing Agroalimentare Veneto – Conegliano
-ITS SI – Istituto Tecnico Superiore Servizi alle Imprese – Lazio, Viterbo


ITS, presentata la sperimentazione “Industry 4.0”
Toccafondi: “Valorizzare le eccellenze degli Istituti Tecnici Superiori”

Un nuovo prototipo di volante per le automobili della formula SAE, un casco intelligente con visore a realtà aumentata, piastrelle dotate di sensoristica intelligente per la sicurezza dell’edificio, un’App per il monitoraggio fitosanitario dei vigneti. Sono questi alcuni dei progetti presentati questa mattina, presso la Sala della Comunicazione del Miur, alla presenza del Sottosegretario Gabriele Toccafondi, risultati della sperimentazione ITS (Istituti tecnici superiori) nell’area della manifattura digitale Made in Italy e dell’Industria 4.0.

“Uno dei frutti che il sistema degli ITS può dare al nostro Paese – ha osservato il Sottosegretario Gabriele Toccafondi  – è quello di valorizzare e sperimentare le idee di eccellenza ed originalità che i nostri studenti hanno. Adesso con questa sperimentazione possiamo vedere che è possibile anche nell’industria 4.0, garantendo competenze e prospettive occupazionali certe agli studenti. Gli ITS sono nati solo qualche anno fa e hanno già fatto grossi passi in avanti, in quantità e qualità della formazione proposta. Adesso – ha concluso Tocccafondi – è fondamentale portare la sperimentazione dell’industria 4.0 da 6 a 93 fondazioni ITS”.

Sei gli ITS che hanno partecipato alla sperimentazione, coordinata dal professor Stefano Micelli, docente di Economia e Gestione delle Imprese all’Università Ca’ Foscari di Venezia, in altrettanti settori tecnologici:

  • l’ITS Agroalimentare Marketing Veneto di Conegliano partendo dalle esigenze degli agricoltori e raccogliendo i dati dalla rete agrometeorologica, del bollettino vinicolo e radar meteo, ha sviluppato un’App capace di fornire attraverso un unico strumento, intuitivo e d’immediata fruibilità, un supporto fitosanitario veloce ed efficiente;
  • l’ITS M.I.T.A. Nuove Tecnologie per il Made in Italy, Sistema moda Scandicci ha inteso conciliare l’antica tradizione artigianale italiana con moderni strumenti diagnostici, applicando la tomografia 3D su materie prime o pellami nel settore tessile per individuare le difettosità non visibili del prodotto;
  • l’ITS Umbria Made in Italy Innovazione, Tecnologia e Sviluppo Perugia Terni ha avviato una partnership con diverse aziende, presso le quali gli studenti potranno fornire progetti e soluzioni innovative nella fase di produzioni;
  • l’ITS Maker Meccanica Meccatronica Motoristica e Packaging Emilia Romagna ha sviluppato un prototipo di volante per migliorare la performance di guida della monoposto del team di formula SAE Unipr, competizione internazionale tra gruppi di studenti universitari;
  • l’ITS Pavia per le nuove tecnologie per il Made in Italy ha ideato una piastrella dotata di sensoristica intelligente che inizialmente è nata con una funzione estetica nell’ambito della Home Entertainement, successivamente ha incorporato funzioni di sicurezza come indicare la via d’esodo più sicura in caso di sisma o incendio;
  • l’ITS SI, Istituto tecnico Superiore Servizi alle Imprese Viterbo sta realizzando un duplice progetto: da un lato l’elaborazione di contenuti e strumenti di comunicazione per divulgare i temi legati all’industria 4.0 (big data, realtà aumentata e stampa 3D); dall’altro la sperimentazione con GS Net Italia per la progettazione di un casco intelligente che garantisce una maggiore sicurezza.

Lauree professionalizzanti e ITS, istituita al Miur la cabina di regia

Lauree professionalizzanti e ITS, istituita al Miur la cabina di regia
La riunione di insediamento il prossimo 8 Marzo

È stata istituita al Miur la cabina di regia nazionale per l’armonizzazione e il coordinamento dell’offerta formativa del sistema di Istruzione tecnica superiore e delle lauree professionalizzanti. La cabina era stata annunciata dalla Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli.

La riunione di insediamento è prevista  il prossimo 8 Marzo. La cabina di regia servirà a promuovere l’attuazione coordinata della sperimentazione delle lauree professionalizzanti con il sistema di Istruzione Tecnica Superiore.

Alla cabina di regia, che si riunirà presso il Gabinetto del Miur e sarà presieduta dalla Ministra dell’Istruzione o da un Sottosegretario delegato, parteciperanno la Capo di Gabinetto del Ministero, la Capo del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione del Ministero, il Capo del Dipartimento per la formazione superiore e per la ricerca del Ministero, il Presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI) o un suo delegato, il Coordinatore della Cabina di Regia degli Istituti Tecnici Superiori (ITS).

Ai lavori della cabina di regia parteciperanno, su richiesta dei componenti, uno o più rappresentanti della Direzione Generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione e del Dipartimento per la formazione superiore e per la ricerca. Su specifiche tematiche interverranno poi esperti del settore, rappresentanti del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari, rappresentanti del Consiglio Universitario Nazionale, rappresentanti degli Istituti Tecnici Superiori e del mondo universitario.

Its e lauree professionalizzanti

Fedeli: “Cabina di regia su Its e lauree professionalizzanti”

Sarà istituita al Miur, si occuperà del coordinamento dell’offerta formativa

Una cabina di regia per il coordinamento dell’offerta formativa degli Its (Istituti tecnici superiori) con quella delle nascenti lauree professionalizzanti, previste dal decreto 987 dello scorso dicembre.

La annuncia la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli.

“Apriremo un tavolo che coinvolgerà gli Its, gli atenei e i soggetti sociali interessati. C’è un forte bisogno di percorsi professionalizzanti post diploma e dobbiamo mettere a frutto tutte le specificità del sistema terziario di istruzione. Dobbiamo garantire alle studentesse e agli studenti la migliore offerta possibile” dichiara la Ministra.

A tale scopo sarà anche attivata una piattaforma informatica attraverso la quale sarà raccolta la documentazione ufficiale e saranno incrociate tutte le informazioni relative all’offerta formativa.

Il sistema terziario professionalizzante, obiettivi di sviluppo

Oggi al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca si è svolta la Conferenza Nazionale “Il sistema terziario professionalizzante, obiettivi di sviluppo”. I riflettori sono stati puntati sull’evoluzione del sistema terziario professionalizzante interrogandosi e dialogando sul futuro del sistema degli Istituti Tecnici Superiori (ITS) in Italia. Un confronto, quello di questa mattina, fatto con il coinvolgimento attivo e diretto di tutti gli stakeholder del settore: mondo dell’istruzione e della formazione, università, ITS e mondo del lavoro.

Alla conferenza sono intervenuti il Sottosegretario all’Istruzione Gabriele Toccafondi; Cristina Grieco, Assessore per l’Istruzione e la formazione della Regione Toscana e Responsabile del Coordinamento tecnico della IX Commissione della Conferenza dei Presidenti delle Regioni; Giovanni Biondi, Presidente dell’INDIRE (Istituto Nazionale di Documentazione Innovazione e Ricerca Educativa); Gaetano Manfredi, Presidente della CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane); Marco Leonardi, Consigliere economico della Presidenza del Consiglio dei Ministri; Giovanni Brugnoli, Confindustria Capitale Umano; Giuseppe Tripoli, Segretario Generale di Unioncamere; Stefano Firpo,Direttore Generale per la Politica Industriale, la Competitività e le Piccole e Medie Imprese del Ministero per lo sviluppo economico; Maurizio Drezzadore, Consigliere del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.
La sfida del mondo del lavoro si riflette nella costante ricerca di competenze tecniche trasversali di managerialità e flessibilità. Richieste che possono essere soddisfatte tramite la realizzazione di strumenti di empowerment delle stesse ed un piano strategico di rafforzamento della formazione terziaria non accademica.

Nel nostro Paese gli Istituti Tecnici Superiori hanno conquistato negli ultimi anni un’importanza fondamentale come valido segmento di formazione terziaria non universitaria. In quest’ottica, la ricerca e l’azione, il sapere e il saper fare, la scuola e il mondo del lavoro devono costruire un dialogo costante e costruttivo. Gli ITS costituiscono un laboratorio interessante per il sistema educativo che può e deve essere una risposta concreta alla disoccupazione giovanile.
“Il mondo del lavoro cambia rapidamente – ha spiegato il Sottosegretario Toccafondi -, le richieste di nuove professioni, le richieste di nuove competenze e di ulteriori conoscenze arrivano dal lavoro. Scuola, ITS e Università devono adeguare la loro offerta. Istruzione e alta formazione sono luogo di conoscenza ma devono essere anche luogo di crescita delle competenze. Nei prossimi 5 anni – ha aggiunto il Sottosegretario – tra nuove assunzioni e turn over ci sarà bisogno, come ricorda Unioncamere, di 2,5 milioni di posti di lavoro, ma il 75% di questi richiedono competenze e conoscenze qualificate o altamente qualificate. Immaginando le richieste del mondo del lavoro di conoscenze e di competenze come una scala: scuola, ITS e Università, rappresentano dei gradini della risposta”.
Dal 2010 a oggi sono state costituite 87 Fondazioni ITS e attivati 516 percorsi, di cui 236 sono conclusi. Il totale degli studenti iscritti a percorsi che si sono conclusi è pari a 5.798, i diplomati sono 4.224.

Attualmente seguono i perorsi 6.343 studenti e fanno parte delle Fondazioni ITS 1.759 soggetti partner, tra cui: 672imprese/associazioni di imprese, 348 Istituti Secondari di II grado, 249 agenzie formative, 168 Enti Locali, 81 Dipartimenti universitari, 54 enti di ricerca scientifica e tecnologica, 36 associazioni datoriali, 30 ordini/collegi professionali, 15 camere di commercio, 9 organizzazioni sindacali, 7 istituti di credito, 4 partner stranieri e 86 altri soggetti di diversa natura.

Dai dati aggiornati a maggio 2016 emerge che a un anno dal completamento del percorso l’81,1% dei diplomati trova un’occupazione (il 78,3% nel 2015) e il 90,2% di questi (l’86,4% nel 2015) trova un lavoro in un’area coerente con il proprio percorso di studio. La percentuale di occupati più alta si registra nei percorsi della mobilità sostenibile che è del 90,8%.
L’offerta formativa degli ITS si colloca al V livello EQF (European Qualification Framework) e permette di acquisire un Diploma Tecnico Superiore con riferimento alle “figure nazionali” dei diplomi di tecnico superiore, con percorsi della durata di quattro semestri correlati alle 6 aree tecnologiche (efficienza energetica, mobilità sostenibile, nuove tecnologie per la vita, nuove tecnologie per il made in Italy, tecnologie innovative per i beni e le attività culturali-turismo, tecnologie della informazione e della comunicazione). I corsi consentono l’acquisizione di crediti riconosciuti dalle università italiane.