
Milan Kundera, sempre riuscito
di Antonio Stanca
Una nuova edizione del romanzo di Milan Kundera La lentezza è uscita per conto di Adelphi. La traduzione è di Ena Marchi. L’opera risale al 1995 ed era stata la prima scritta da Kundera in francese. Molte altre ne avrebbe scritto in questa lingua, lo avrebbe fatto fino a poco prima della morte avvenuta a Parigi nel 2023. Qui era vissuto da quando se n’era andato dalla Repubblica Ceca, da Brno, dove era nato nel 1929. Molte erano state anche le opere scritte in lingua ceca durante gli anni vissuti nei luoghi di origine. Quando era arrivato in Francia Kundera si era già fatto notare per una narrativa impegnata ad esplorare l’animo umano, a studiare i caratteri, i comportamenti, i pensieri, le azioni di persone comuni, quotidiane che trasformava nei personaggi, negli interpreti delle sue opere. È un’umanità ampia, varia quella che emerge dalle narrazioni ma è anche una serie di verità, di scoperte, di rivelazioni, una serie di acquisizioni che fanno più ricca la morale, la coscienza ed ogni capacità intellettiva. Un’analisi, un’indagine della vita compie Kundera ogni volta che scrive un’opera, un modo per diventare migliori, più sicuri, più completi indica, un mezzo per accedere a verità destinate a valere per sempre, a non subire alterazioni fa conoscere. Questi i contenuti che mentre sono umani, sociali, culturali, fanno pure arte, mentre dicono della vita attingono pure ad una dimensione superiore. E con un linguaggio capace di riuscire libero, chiaro, sciolto anche quando la situazione si complica. È così il vero Kundera, quello della maturità, quello che a sessantasei anni, quando scrisse La lentezza, si era formato, era ormai un grande scrittore.
Molti sono i motivi propri delle opere di Kundera che ritornano ne La lentezza: la vasta umanità rappresentata dai tanti protagonisti, l’osservazione della loro condizione individuale e dei rapporti, degli scambi con gli altri, la capacità di dare forma, figura alle loro convinzioni, alle loro debolezze, di impersonare il loro carattere tramite le tante vicende che lo scrittore costruisce. Stavolta però, in quest’opera, molti sono quei personaggi, molte quelle vicende e molti i temi che da esse derivano, con esse si collegano. Non c’è un argomento unico, centrale ne La lentezza, sono tanti gli argomenti e questo la distingue, la rende originale, la fa risaltare nell’intera produzione di Kundera. Molto vasto e molto vario si è mostrato lo scrittore, a molti aspetti, a molti risvolti della vita individuale e sociale ha dato voce tramite i suoi personaggi, a molta storia, a molta cultura ha fatto posto nel libro. Una costruzione comprensiva di tante parti, di tanti elementi ne è derivata.
Ambientata nella Francia di fine Novecento, La lentezza procede collegata, confrontata con una vecchia opera, Senza domani, dello scrittore francese Vivant Denon, Settecento-Ottocento, improntata a temi erotici e sociologici. La notte d’amore che avverrà nel migliore dei modi tra gli amanti di Senza domani sarà, però, un disastro per Vincent e Julie ne La lentezza dal momento che quelli l’avevano vissuta con calma mentre questi avevano proceduto in fretta. Altre differenze, altre somiglianze ci saranno tra il romanzo di Kundera e quello di Denon, di altri chiarimenti, di altre considerazioni, di altre riflessioni saranno motivo ne La lentezza dove viene rappresentato quanto succede una notte di fine estate non molto lontano da Parigi in un castello adibito ad hotel, il convegno di entomologia che vi è stato organizzato e per il quale sono convenuti tanti studiosi. Saranno alcuni di questi i personaggi del romanzo, saranno i loro pensieri, le loro azioni, donne comprese, i mezzi che lo scrittore userà per costruire le vicende adatte ad esemplificare problemi quali quelli della velocità che è diventata l’aspetto principale del mondo moderno e che è causa di tanti fallimenti da far rimpiangere la lentezza del mondo antico, del successo tanto cercato e tanto pericoloso, del riscatto dopo la sconfitta, della vanità, dell’esibizione che porta a veri e propri danni e di tante altre gravi situazioni che col tempo sono entrate a far parte della vita. Saranno molte quelle vicende perché molti saranno i problemi che Kundera vorrà impersonare, chiarire.
Tra i personaggi convenuti nel castello del convegno ci sono anche l’autore e la moglie Vera che erano andati per trascorrere una sera diversa. Loro saranno alcune delle valutazioni lucide, chiare che giungeranno nel corso della narrazione. Tra tante persone, tra tanti modi di pensare, di fare, di dire si muoverà il discorso di Kundera, mai si fermerà, non finirà mai. Insieme svolgerà passato e presente, insieme mostrerà tante vite anche se solo per alcune avrà una storia propria. Poco sarà lo spazio dedicato al convegno, molto quello ai casi particolari. Quel Kundera che della vita aveva tanta voglia di dire, che delle sue domande voleva essere la risposta più completa, non avrebbe potuto trovare modo migliore per farlo.













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