Ministero dell’istruzione e del merito Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione Direzione generale per lo studente, l’inclusione, l’orientamento e il contrasto alla dispersione scolastica Ufficio II
Ai Dirigenti scolastici delle Istituzioni scolastiche del primo e secondo ciclo di istruzione statali e paritarie Agli Uffici scolastici regionali Al Dipartimento istruzione della Provincia Autonoma di Trento Alla Sovrintendenza Scolastica per la Provincia di Bolzano All’Intendenza Scolastica per la Scuola in lingua tedesca – Bolzano All’Intendenza Scolastica per le Località Ladine – Bolzano Alla Sovrintendenza agli studi per la Regione Valle D’Aosta e, per il loro tramite, Ai Referenti regionali per le attività di contrasto del bullismo e del cyberbullismo (individuati sulla base della legge n. 71/2017)
Oggetto: Anno scolastico 2025/2026. Monitoraggio dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo nelle Istituzioni scolastiche – Avvio della quinta edizione Piattaforma ELISA. Prima rilevazione: studenti e studentesse delle scuole secondarie di II grado. Seconda rilevazione: docenti delle scuole primarie e secondarie di I e II grado.
Nota 14 aprile 2026, AOODGSIP 1454 “LA SCUOLA FERMA I BULLI – Esempi di buone pratiche educative” Ministero dell’istruzione e del merito, 16 aprile 2026. Evento in diretta streaming, ore 11,00-12,00
Giovedì 16 aprile dalle ore 11.00, presso la Sala “Aldo Moro” del MIM, si svolge l’evento “La scuola ferma i bulli. Esempi di buone pratiche educative”.
Interviene il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.
Ministero dell’istruzione e del merito Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione Direzione generale per lo studente, l’inclusione, l’orientamento e il contrasto alla dispersione scolastica
Ai Dirigenti scolastici delle Istituzioni scolastiche del primo e del secondo ciclo di istruzione statali e paritarie Ai Direttori generali degli Uffici scolastici regionali Alla Sovrintendenza Scolastica per la Provincia di Bolzano All’Intendenza Scolastica per la Scuola in lingua tedesca Bolzano All’Intendenza Scolastica per le Località Ladine Bolzano Al Dipartimento Istruzione e Cultura della Provincia Autonoma di Trento Alla Sovrintendenza agli studi per la Regione Valle d’Aosta Ai componenti dell’Ufficio di Coordinamento Nazionale delle Consulte Provinciali degli Studenti e, p. c. All’Ufficio di Gabinetto Al Capo del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione Al Capo Dipartimento per le risorse, l’organizzazione e l’innovazione digitale
Oggetto: “LA SCUOLA FERMA I BULLI – Esempi di buone pratiche educative” Ministero dell’istruzione e del merito, 16 aprile 2026. Evento in diretta streaming, ore 11,00-12,00
Giornata contro il bullismo e il cyberbullismo, 7 febbraio 2026
“Oggi, in occasione della Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo, ribadiamo con convinzione il nostro impegno a favore di una scuola sicura e serena, capace di accogliere, valorizzare e tutelare ogni studentessa e ogni studente.
Le nuove regole sulla condotta, insieme alle Linee guida per l’insegnamento dell’Educazione civica, che pongono al centro la persona e la cultura del rispetto, rappresentano strumenti fondamentali per costruire un ambiente educativo sano. A questi si aggiunge la promozione di un uso corretto e consapevole della rete.
L’obiettivo è prevenire e contrastare ogni forma di sopraffazione, discriminazione e violenza, dentro e fuori le scuole”.
Così il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, in occasione della Giornata contro il bullismo e il cyberbullismo.
Ai Dirigenti Scolastici delle Istituzioni scolastiche del primo e secondo ciclo di istruzione statali e paritarie Ai Direttori generali degli Uffici scolastici regionali Alla Sovrintendenza Scolastica per la Provincia di Bolzano All’Intendenza Scolastica per la Scuola in lingua tedesca di Bolzano All’Intendenza Scolastica per le Località Ladine di Bolzano Al Dipartimento Istruzione e Cultura della Provincia Autonoma di Trento Alla Sovrintendenza agli studi per la Regione Valle d’Aosta
Disposizioni in materia di prevenzione e contrasto del bullismo e del cyberbullismo, in attuazione della delega di cui all’articolo 3 della legge 17 maggio 2024, n. 70. (25G00100)
Ministero dell’istruzione e del merito Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione Direzione generale per lo studente, l’inclusione, l’orientamento e il contrasto alla dispersione scolastica
Ai Dirigenti scolastici delle Istituzioni scolastiche del primo e secondo ciclo di istruzione statali e paritarie Ai Direttori e ai Dirigenti titolari degli Uffici scolastici regionali Al Dipartimento istruzione della Provincia Autonoma di Trento Alla Sovrintendenza Scolastica per la Provincia di Bolzano All’Intendenza Scolastica per la Scuola in lingua tedesca – Bolzano All’Intendenza Scolastica per le Località Ladine – Bolzano Alla Sovrintendenza agli studi per la Regione Valle D’Aosta e, per il loro tramite, Ai Referenti regionali per le attività di contrasto del bullismo e del cyberbullismo (individuati sulla base della legge n. 71/2017)
Oggetto: Anno scolastico 2024/2025. Monitoraggio dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo nelle Istituzioni scolastiche – Avvio quarta edizione Piattaforma ELISA. Prima rilevazione: studenti e studentesse delle scuole secondarie di II grado. Seconda rilevazione: docenti delle scuole primarie e secondarie di I e II grado.
Il 25 febbraio, presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito, è stato avviato il Tavolo tecnico per la prevenzione e il contrasto del bullismo e del cyberbullismo. L’iniziativa nasce in attuazione della legge 17 maggio 2024, n. 70, e del decreto ministeriale del 18 novembre 2024, su impulso del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, e del Ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, Eugenia Maria Roccella.
Il Tavolo riunisce rappresentanti delle istituzioni centrali, esperti in psicologia, pedagogia e comunicazione digitale, oltre a membri di associazioni impegnate sul tema e rappresentanti delle Consulte studentesche e delle associazioni dei genitori. L’obiettivo è sviluppare strategie efficaci per la stesura del “Piano di azione integrato” e per l’attuazione di misure concrete di prevenzione e monitoraggio del fenomeno.
“Si conferma il nostro impegno a promuovere la cultura del rispetto tra i giovani per tutelare la dignità di ogni persona nonché la salute psicologica delle studentesse e degli studenti. Il Tavolo rappresenta una delle azioni chiave per prevenire e combattere ogni forma di violenza e discriminazione, contribuendo nel contempo a promuovere una “Cittadinanza digitale” responsabile, educando i giovani a un uso consapevole della rete e dei social”, ha dichiarato il Ministro Valditara.
Martedì 11 febbraio 2025 si celebra, in contemporanea in oltre 100 nazioni, il Safer Internet Day (SID), la giornata mondiale per la sicurezza in Rete, istituita e promossa dalla Commissione Europea. L’ obiettivo della giornata è far riflettere le ragazze e i ragazzi non solo sull’uso consapevole della Rete, ma anche sul ruolo attivo e responsabile di ciascuno nella realizzazione di Internet come luogo positivo e sicuro.
La Direzione Generale per lo Studente, l’inclusione l’orientamento e il contrasto alla dispersione scolastica del Ministero dell’Istruzione e del Merito coordina, sin dal 2012, il Safer Internet Centre – Generazioni Connesse, progetto realizzato in collaborazione con autorevoli partner istituzionali e privati e tramite il quale trovano spazio diverse attività cofinanziate dalla Commissione Europea, tra le quali il Safer Internet Day 2025.
“Together for a better internet” è il titolo scelto dalla Commissione Europea per la promozione della giornata di quest’anno. L’evento nazionale organizzato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito si svolgerà l’11 febbraio a Roma, presso il teatro “Ambra Jovinelli”, dalle ore 10.30 alle ore 12.30, e coinvolgerà circa 500 tra studentesse studenti. Sarà possibile seguire l’iniziativa in diretta streaming sul sito Safer Internet Centre – Generazioni Connesse.
SAFER INTERNET DAY/TELEFONO AZZURRO BAMBINI E DIGITALE: LE NUOVE GENERAZIONI CHIEDONO STRUMENTI PER RICONOSCERE E DIFENDERSI DALLE FAKE NEWS
Il 76% dei ragazzi ritiene che l’Age verification dovrebbe essere obbligatoria su tutte le piattaforme: presentata indagine di Telefono Azzurro e BVA-DOXA su digitali e minori
Caffo (Telefono Azzurro): “Fondamentale un’azione globale, anche a livello legislativo, per proteggere i ragazzi dai rischi del web”
Il bambino al centro. Proteggere le nuove generazioni nel mondo digitale. È questa la sfida che la Fondazione S.O.S. Telefono Azzurro lancia in occasione del Safer Internet Day 2025. Una frase che richiama l’urgenza di affrontare complesse sfide economiche, etiche, di sicurezza e di benessere legate al coinvolgimento dei bambini nell’ecosistema del digitale. “Affrontare la sfida di costruire un ambiente digitale più sicuro e inclusivo richiede un impegno globale. È fondamentale investire in infrastrutture sostenibili, rafforzare la governance delle piattaforme digitali per proteggere i diritti dei minori e promuovere una cooperazione internazionale che riduca le disuguaglianze. Vi è oggi la necessità di gettare le basi per azioni ad alto impatto capaci di agire su più livelli per proteggere i bambini dai rischi del web. È fondamentale definire i confini normativi e mettere al centro delle leggi le nuove generazioni affinché possano essere realmente tutelati anche in rete, cosa che oggi purtroppo non avviene. Anchele piattaforme devono farsi promotrici di questo cambiamento e privilegiare il benessere di bambini e adolescenti rispetto agli interessi commerciali, promuovendo l’educazione digitale sia per i più giovani che per genitori ed educatori.È una responsabilità collettiva verso un futuro in cui ogni bambino possa prosperare in un ambiente digitale sicuro e favorevole al suo sviluppo. Ogni passo in questa direzione rappresenta un investimento per un domani più equo, sostenibile e inclusivo per tutti i minoridel mondo” – sottolinea il ProfessoreErnesto Caffo, Presidente di Telefono Azzurro.
Il digitale e i social network possono essere risorse preziose, ma è fondamentale accompagnare bambini e adolescenti in un uso consapevole, per proteggere il loro benessere psicologico e favorire relazioni sane e autentiche, aspetti entrambi messi a dura prova dalle dinamiche odierne del digitale. A confermarlo è anche l’indagine di Telefono Azzurro e BVA-Doxapresentata oggi presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano in occasione dell’evento organizzato per il Safer Internet Day 2025.
A livello globale, la dipendenza da smartphone è in aumento, con implicazioni notevoli per il comportamento sociale e la qualità delle interazioni dei giovani. L’utilizzo dei social media ha in particolare implicazioni significative dal punto di vista psicologico e sociale. Tra i principali effetti: rischio di dipendenza, impatto sull’autostima e pericoli psicologici legati all’interazione online. Dall’indagine di Telefono Azzurro emerge tra i giovani una mancanza di consapevolezza sui potenziali effetti negativi dei social media che evidenzia la necessità di programmi educativi mirati. Il 63% degli intervistati dichiara di aver provato almeno un’emozione mentre era sui social: il 24% invidia verso la vita degli altri, il 21% si è sentito diverso/a, il 19% inadeguato/a.
Tra gli argomenti per i quali i ragazzi affermano di avere più bisogno di informazioni per potersi difendere o per poterli evitare vi sono al primo posto le fake news (40%), seguite da privacy e dati personali (34%), cyberbullismo (32%) e adescamento (31%). L’elevata esposizione ai social media rende i giovani particolarmente vulnerabili alla disinformazione, spingendoli quindi a cercare strumenti per riconoscerla e contrastarla, desiderio che riflette la necessità da parte loro di comprendere meglio le dinamiche dell’informazione nell’era digitale e di partecipare attivamente alla costruzione di una società più informata e resiliente ai pericoli della disinformazione. In questo contesto, si inserisce la strategia di Meta in Italia di “rimuovere, ridurre, informare” per contrastare la disinformazione, messa tuttavia in discussione dalle recenti posizioni espresse da Zuckerberg.
La collaborazione tra genitori, educatori e bambini può rappresentare una strategia efficace per migliorare la sicurezza e la privacy online dei minori. In particolare, dallo studio emerge chiaramente il fondamentale ruolo dei genitori nella crescita e nella formazione dei giovani nell’era digitale e la necessità di fornire un’educazione digitale a tutte le famiglie affinché possano supportare i propri figli in modo consapevole e competente. Come evidenziato dall’indagine, i ragazzi e le ragazze dichiarano infatti che se fossero vittima di violenza sessuale online, lo segnalerebbero soprattutto ai genitori (76%), solo il 40% alle forze dell’ordine (40%) e il 14% agli amici. In caso di contenuti online potenzialmente dannosi o illeciti riguardanti altri minori o di episodi di cyberbullismo contro altri, la quasi totalità dei ragazzi segnalerebbe il fatto (98%-99%) e più del 70% anche in questo caso ai genitori. Evidente in questo senso la necessità di una valida educazione digitale per tutte le famiglie per poter supportare consapevolmente i più giovani all’interno della rete.
Age Verification
Il dibattito sull’introduzione di sistemi di verifica dell’età per i social media continua a suscitare opinioni contrastanti tra giovani, genitori ed esperti e la questione diventa sempre più rilevante, soprattutto alla luce dell’aumento dell’accesso precoce dei minori alle piattaforme digitali. Dallo studio presentato da Telefono Azzurro e BVA Doxa emerge che il 44% dei ragazzi ritiene l’age verification uno strumento utile per proteggere i minori, il 33% la ritiene fastidiosa ma necessaria e solo il 15% la ritiene inutile. Il 76% ritiene che dovrebbe essere obbligatoria su tutte le piattaforme che offrono contenuti potenzialmente inappropriati per i minori e il 37% indica come “età giusta” fino alla quale è necessaria la verifica dell’età 16 anni. La consapevolezza dell’importanza dell’age verification è comunque più alta tra i genitori, dove la percentuale di chi ritiene la verifica dell’età una pratica utile e necessaria sale al 71%.
Intelligenza Artificiale
I giovani hanno una percezione ambivalente dell’IA, molti ne riconoscono l’utilità per migliorare l’efficienza personale e facilitare attività quotidiane, tuttavia, emergono anche preoccupazioni etiche e sociali. Anche in merito all’AI una delle preoccupazioni principali dei ragazzi (40%) è legata alle fake news, ovvero al timore di non riuscire a capire quali siano le informazioni affidabili e quali no. L’IA sta modificando profondamente anche lo scenario del cyberbullismo e dello sfruttamento sessuale online, introducendo nuovi rischi legati alla generazione e alla diffusione di contenuti di abuso e violenza. I deepfake, in particolare, costituiscono una delle minacce più preoccupanti legate all’IA nel contesto di CSAM (Child Sexual Abuse Material) e CSEM (Child Sexual Exploitation Material). I giovani affermano infatti che un deepfake che li ritrae causerebbe in loro forti disagi emotivi: il 40% teme, ad esempio, che tali contenuti possano distruggere le loro relazioni sociali e la loro reputazione.
TELEFONO AZZURRO
Telefono Azzurro nasce nel 1987, a Bologna, per poter dare ascolto alle richieste di aiuto dei bambini in pericolo o in difficoltà. Una risposta concreta al “diritto all’ascolto” riconosciuto al bambino dalla Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia firmata dalle Nazioni Unite. Oggi Telefono Azzurro è linee di ascolto e di intervento, telefoniche e online (mobile, web, chat, app, social network), interventi di emergenza in caso di calamità e disastri, progetti per i bambini figli di detenuti, progetti sul territorio e prevenzione tramite educazione e sensibilizzazione nelle scuole, verso gli adulti e verso chi decide. Telefono Azzurro promuove un rispetto totale dei diritti dei bambini e degli adolescenti. Con le sue attività ogni giorno sostiene le loro potenzialità di crescita e li tutela da abusi e violenze che possono pregiudicarne il benessere e il percorso di crescita
GIORNATA CONTRO IL BULLISMO E IL CYBERBULLISMO (7 febbraio)
“Oggi, nella Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo, ribadiamo il nostro impegno a promuovere la cultura del rispetto tra i giovani per tutelare la dignità di ogni persona, la salute psicologica delle studentesse e degli studenti, educando alla responsabilità.
Come Ministero abbiamo messo in campo una serie di misure, a partire dalle nuove Linee guida sull’Educazione civica, così come le nuove norme sulla condotta, per prevenire e combattere tra i giovani ogni forma di violenza e di discriminazione, con particolare attenzione all’uso della rete e dei social”.
Così il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.
In occasione della Giornata contro il bullismo e il cyberbullismo l’UNICEF ricorda che in Italia circa il 37% dei bambini e giovani sono esposti a messaggi di odio e oltre il 34% sono esposti a immagini cruente e violente[1] e lancia lo speciale video “Rompi il silenzio, ferma il bullismo” con protagonista Camilla Mancini.
Secondo il Report UNICEF La condizione dell’Infanzia nell’Unione Europea 2024, circa un terzo dei bambini di 10 anni residenti nell’UE (nel 2021) non era in grado di stabilire se un sito web fosse affidabile. In un’indagine condotta nel 2020 in 15 Paesi dell’UE, circa il 10% dei bambini di età compresa tra i 9 e i 16 anni che utilizzano Internet ha dichiarato di aver subito cyberbullismo almeno una volta al mese nell’ultimo anno. Una media compresa tra l’8 e il 17% dei ragazzi tra i 12 e i 16 anni ha visto contenuti dannosi online. Una media del 13% dei ragazzi tra i 12 e i 16 anni ha subito richieste sessuali indesiderate alcune volte nell’ultimo anno.
“Come UNICEF Italia oggi vogliamo ricordare che Il bullismo e il cyberbullismo rappresentano sfide cruciali e richiedono interventi educativi per proteggere i giovani e promuovere comportamenti sani e un uso responsabile delle tecnologie” – ha dichiarato Carmela Pace, Presidente dell’UNICEF Italia. “Il bullismo e il cyberbullismo sono comportamenti aggressivi, intenzionali e ripetuti, caratterizzati da uno squilibrio di potere tra chi lo esercita e chi lo subisce che possono causare gravi disagi emotivi alle vittime.”
L’UNICEF Italia per la giornata lancia il video con protagonista Camilla Mancini “Rompi il silenzio, ferma il bullismo” per invitare i bambini, i giovani e tutti coloro vittime di bullismo o cyberbullismo a condividere le proprie esperienze e a chiedere aiuto.Camilla Mancini ricorda che “chiedere aiuto è un atto di coraggio, non di debolezza”.
Script del video: “SE NON MI PASSI I COMPITI INVIO A TUTTI QUELLA TUA FOTO”, “VATTENE O TI FACCIO VOLARE LO ZAINO”, “NON PUOI VENIRE CON NOI SEI TROPPO BRUTTA”:Quante volte e quanti di noi hanno ascoltato queste parole…Dure, pesanti… Sono Camilla Mancini e da bambina anche io ho ascoltato e sofferto per quelle parole, ma la mia storia personale mi ha insegnato qualcosa di importante, qualcosa sulla quale vorrei poter convincere bambini, bambine e adolescenti: è importante condividere il dolore, anche se non è facile, perché attraverso la condivisione del dolore si può rinascere. Come è successo a me. Confidarsi con un insegnate, con un genitore significa cominciare ad uscire da quella solitudine. Perché quando il dolore è condiviso pesa di meno. Hai diritto ad essere ascoltato e aiutato, fai un primo passo e scoprirai che non sei solo. Rompi il silenzio, ferma il bullismo.”
[1] Tratto dall’indagine “L’esposizione dei bambini e degli adolescenti a messaggi di odio e immagini violente online”dell’UNICEF Global Office of Research and Foresight basata su analisi svolte su 31.790 bambini e adolescenti di età compresa tra 12 e 16 anni di 36 paesi(anche l’Italia) che hanno partecipato a uno dei sondaggi Disrupting Harm, EU Kids Online o Global Kids Online tra il 2016 e il 2021. Si basa anche su dati secondari sull’accesso individuale a Internet provenienti dal database degli indicatori ICT dell’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (2022). L’edizione italiana è stata curata dall’UNICEF Italia.
Ministero dell’istruzione e del merito Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione Direzione generale per lo studente, l’inclusione, l’orientamento e il contrasto alla dispersione scolastica
Ai Dirigenti Scolastici delle Istituzioni scolastiche del primo e secondo ciclo di istruzione statali e paritarie Ai Direttori generali e ai Dirigenti titolari degli Uffici scolastici regionali Alla Sovrintendenza Scolastica per la Provincia di Bolzano All’Intendenza Scolastica per la Scuola in lingua tedesca Bolzano All’Intendenza Scolastica per le Località Ladine Bolzano Al Dipartimento Istruzione e Cultura della Provincia Autonoma di Trento Alla Sovrintendenza agli studi per la Regione Valle d’Aosta e, p. c. All’Ufficio di Gabinetto Al Capo del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione Ai Coordinatori regionali dei Presidenti delle Consulte Provinciali degli studenti Ai Referenti regionali per le Consulte Provinciali degli studenti Ai referenti regionali per le attività di contrasto del bullismo e del cyberbullismo (individuati sulla base della legge 71/2017)
Oggetto: Safer Internet Day “Together for a Better Internet” – 11 febbraio 2025. Giornata Mondiale per la Sicurezza in Rete: evento in diretta streaming per tutte le Istituzioni scolastiche.
Ministero dell’istruzione e del merito Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione Direzione generale per lo studente, l’inclusione, l’orientamento e il contrasto alla dispersione scolastica
Ai Direttori generali e ai Dirigenti titolari degli Uffici scolastici regionali Alla Sovrintendenza Scolastica per la Provincia di Bolzano All’Intendenza Scolastica per la Scuola in lingua tedesca Bolzano All’Intendenza Scolastica per le Località Ladine Bolzano Al Dipartimento Istruzione e Cultura della Provincia Autonoma di Trento Alla Sovrintendenza agli studi per la Regione Valle d’Aosta e, p. c. Al Capo di Gabinetto Al Capo del Dipartimento per il sistema educativo di di istruzione e formazione Al Capo del Dipartimento per le risorse, l’organizzazione e l’innovazione digitale
Oggetto: Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni del bullismo e del cyberbullismo. Adempimenti delle Istituzioni scolastiche ai sensi della legge 17 maggio 2024 n.70.
Legge 17 maggio 2024, n. 70 Disposizioni e delega al Governo in materia di prevenzione e contrasto del bullismo e del cyberbullismo
Nota 18 febbraio 2021, AOODGSIP 482 Linee di Orientamento per la prevenzione e il contrasto del Bullismo e Cyberbullismo – aggiornamento 2021 – per le istituzioni scolastiche di ogni grado
Legge 17 maggio 2024, n. 70 Disposizioni e delega al Governo in materia di prevenzione e contrasto del bullismo e del cyberbullismo
Il 15 maggio l’Aula della Camera approva la Proposta di legge C. 536-891-910-B “Disposizioni e delega al Governo in materia di prevenzione e contrasto del bullismo e del cyberbullismo”, già approvata, in un testo unificato, dalla Camera e modificata dal Senato.
Il 16, 23 aprile la 7a Commissione della Camera, in sede consultiva, esamina il DdL AC. 536 e abb.-B, approvato in un testo unificato dalla Camera e modificato dal Senato, Disposizioni e delega al Governo in materia di prevenzione e contrasto del bullismo e del cyberbullismo.
Il 22 febbraio l’Aula del Senato ha approvato all’unanimità il ddl n. 866, di delega al Governo in materia di prevenzione e contrasto del bullismo e del cyberbullismo, incardinato nella seduta di mercoledì 21 febbraio con la relazione sul testo proposto dalle Commissioni riunite 2a e 10a, che torna alla Camera.
Le Commissioni riunite 2a e 10a, martedì 20 febbraio, hanno concluso l’esame, avviato il 31 gennaio, del ddl n. 866, di delega al Governo in materia di prevenzione e contrasto del bullismo e del cyberbullismo, conferendo mandato al relatore a riferirne all’Assemblea nel testo proposto dalle Commissioni.
Il 20 febbraio la 2a Commissione del Senato esamina il DdL A.S. 866, Delega al Governo in materia di bullismo e cyberbullismo.
Il 6 febbraio la 7a Commissione del Senato ha espresso parere favorevole alle 2ª e 10ª Commissioni riunite sul DdL A.S. 866, Disposizioni e delega al Governo in materia di prevenzione e contrasto del bullismo e del cyberbullismo.
Nella seduta di mercoledì 31 gennaio, le Commissioni riunite 2a e 10a hanno avviato, con la relazione del sen. Berrino, l’esame del ddl recante delega al Governo in materia di prevenzione e contrasto del bullismo e del cyberbullismo (A.S. 866), approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall’unificazione dei disegni di legge d’iniziativa dei deputati Dori e Valentina D’Orso; Pittalis e altri; Maschio e altri.
Antonella Ammirati, Bullismo (cosa fare e non). Guida rapida per insegnanti, Pagine: 128
Il termine bullismo (dall’inglese bullying, tiranneggiare, spadroneggiare, intimidire) indica un abuso di potere fisico, verbale o psicologico, attuato in modo ripetuto e organizzato contro qualcuno che non è in grado di difendersi.
Secondo i dati dell’ultimo Monitoraggio dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo (2021), a cura del Ministero dell’Istruzione in collaborazione con l’Università di Firenze, su un campione di 314.500 studenti e studentesse di 765 scuole statali secondarie di secondo grado e di 46.250 docenti afferenti a 1.849 Istituti scolastici statali, il 22,3% degli studenti e delle studentesse è stato vittima di bullismo da parte dei pari (19,4% in modo occasionale e 2,9% in modo sistematico); il 18,2% ha preso parte attivamente a episodi di bullismo verso un compagno o una compagna (16,6% in modo occasionale e 1,6% in modo sistematico); l’8,4% ha subito episodi di cyberbullismo (7,4% in modo occasionale e 1% in modo sistematico); il 7% ha preso parte attivamente a episodi di cyberbullismo (6,1% in modo occasionale e 0,9% in modo sistematico).
L’ultima uscita della serie Erickson “Cosa fare e non” – collana di guide pratiche e approfondite per insegnanti ed educatori – dedicata appunto ai fenomeni del bullismo e del cyberbullismo, nasce come un manuale di sostegno per insegnanti che mantengono la capacità di osservare e di sospettare disagio negli sguardi bassi e nei non detti di alcuni studenti. Insegnanti che vogliono farsi carico della dilagante povertà relazionale prima che si connoti come violenza, e che hanno a cuore la salute della Scuola come ambiente di relazione, luogo di confronto e di crescita per i ragazzi, ma anche per loro stessi.
Dopo una ricca introduzione al contesto di studi e di sviluppo del fenomeno, Bullismo (cosa fare e non) si suddivide in quattro ampi capitoli dedicati: al bullo, alla vittima, al gruppo e al contesto (familiare e non solo). Per ciascuno, si evidenziano le ragioni alla base del comportamento e le modalità di interazione e reazione che insegnanti ed educatori in genere possono mettere in atto per fronteggiare la situazione, nel rispetto e nel migliore interesse di tutte le parti.
In occasione della Giornata nazionale contro il bullismo e il Cyberbullismo, Erickson propone un decalogo estratto dai consigli contenuti nel manuale:
Tenere a mente che il bullo vorrebbe essere parte attiva delle situazioni.
NON chiamare sempre in causa l’autorevolezza del proprio ruolo di insegnanti/educatori.
Valorizzate l’esigenza del bullo di ricercare relazioni, seppur con modalità disfunzionali.
NON avallare l’idea che essere forti significhi non provare sentimenti.
NON giudicare la persona, ma i comportamenti.
NON schierarsi apertamente dalla parte della vittima: anche il bullo è una vittima e ha bisogno di aiuto.
NON fare riferimento a carenze nell’ambiente familiare del bullo.
NON fare presente alla vittima le sue difficoltà relazionali prima di averla protetta dalle prepotenze.
NON lavorare con il gruppetto di alunni (autori e vittime) della dinamica senza coinvolgere l’intero gruppo classe.
NON colpevolizzare i genitori.
*Antonella Ammirati,neuropsicologa e psicoterapeuta a indirizzo psicodinamico, libera professionista tra studio clinico e scuola. Ha alle spalle una collaborazione decennale con ODFlab – Dipartimento di Psicologia e Scienze Cognitive dell’Università degli Studi di Trento, dove si è specializzata nell’ambito della diagnosi e dell’intervento sui disturbi evolutivi e dell’età adulta e ha contribuito a costruire collaborazioni con gli Istituti Comprensivi, l’Ateneo di Trento e diversi enti del territorio per promuovere, attraverso la formazione, contesti inclusivi. Con la Cooperativa Sociale «Il Ponte», invece, si è occupata di psicologia scolastica, gestendo lo Spazio Ascolto di diversi Istituti Comprensivi della Vallagarina, coordinando progetti di supporto allo studio promossi da iniziative comunali o dal Fondo Sociale Europeo nonché supervisionando l’équipe del servizio Mystart – area difficoltà e DSA. Attualmente è consulente di Edizioni Centro Studi Erickson per l’area psicologia e professioni sanitarie, autrice della pubblicazione Il mio primo anno da… psicologo scolastico e curatrice del testo DSA dopo la Linea Guida ISS 2022.
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