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Gli auguri di Natale del Ministro alle scuole

S.S. Natale 2018

Agli Studenti

Alle Famiglie

Ai Capi Dipartimento del MIUR

Ai Direttori Generali della sede centrale e degli Uffici Scolastici Regionali del MIUR

Ai Dirigenti della sede centrale e degli Ambiti Territoriali

Al Personale Amministrativo della sede centrale, degli
Uffici Scolastici Regionali e degli Ambiti Territoriali

Ai Dirigenti scolastici degli istituti statali e paritari

Ai Docenti

Al Personale educativo

Al Personale ATA

Alle Associazioni dei genitori

Alle Organizzazioni Sindacali

Il Natale è simbolo di vita e amore. Nelle celebrazioni natalizie si festeggia l’uomo e la bellezza delle relazioni umane. È una tradizione fondamentale per il nostro Paese, che va custodita e sulla quale è opportuno riflettere attentamente.

Desidero rivolgere a tutti voi un augurio di pace e serenità. Spero di cuore che queste feste siano un’occasione di condivisione e gioia, e che portino con sé il piacere del tempo trascorso con le vostre famiglie e le persone alle quali volete bene.

Pertanto, nel rispetto dei principi costituzionali della libertà di insegnamento e dell’autonomia scolastica, invito il corpo docente a riflettere, anche collegialmente, sul carico di compiti che saranno assegnati durante le vacanze. Ritengo importante che i nostri ragazzi abbiano il tempo per ritemprarsi e svagarsi, stare con i propri cari, curare le proprie passioni, divertirsi, leggere, ascoltare musica, andare a vedere una mostra, praticare uno sport.

Auguri a tutti coloro che dedicano le loro energie al servizio della scuola, con l’auspicio che, dopo il meritato e salutare riposo, il nuovo anno 2019 sia colmo di soddisfazioni: per i ragazzi grazie all’impegno nello studio e per gli educatori nel quotidiano lavoro formativo svolto per i giovani con spirito di servizio e dedizione.

Invito tutti ad avere cura delle relazioni che ci costituiscono come uomini e delle persone con cui condividiamo la nostra vita, in famiglia, nelle amicizie, nel lavoro. La pace è un’armonia che nasce dalla mediazione e dall’impegno costante di tutti noi.

Costruiamo ponti con gli altri, rivolgiamo un sorriso a chi ci circonda, uniamoci di fronte ai problemi e alle difficoltà. Dedichiamo un po’ del nostro tempo per il prossimo. Bastano piccoli gesti per infondere fiducia e speranza negli altri. In una parola: amore.

Buon Natale e Felice 2019!

Il Ministro
Marco Bussetti

Le Regioni e le nuove sfide del regionalismo (18.10.18)

Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Le Regioni e le nuove sfide del regionalismo

Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza 2018

Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (NaDef) 2018

Presentata dal Presidente del Consiglio dei Ministri
Giuseppe Conte
e dal Ministro dell’Economia e delle Finanze
Giovanni Tria
Deliberata dal Consiglio dei Ministri il 27 Settembre 2018

Manifestazione di Interesse

Agenzia per l’Italia Digitale

Manifestazione di interesse per la fornitura di servizi connessi alla migrazione al dominio edu.it per tutti gli istituti scolastici e al dominio .it per gli enti territoriali attualmente sotto dominio gov.it


Al via la manifestazione di interesse per supportare la migrazione dal dominio “.gov.it”

Fino al 28 settembre 2018, gli operatori economici interessati possono partecipare alla manifestazione di interesse che l’Agenzia ha avviato per supportare gli istituti scolastici e gli enti territoriali interessati dal passaggio dal dominio “.gov.it” al dominio “.edu.it” e al dominio “.it”.

La manifestazione è rivolta agli Internet Service Provider (ISP) che già forniscono servizi di gestione dei domini internet alle amministrazioni cui si rivolge la determina AGID n. 36/2018 “Riordino del dominio .gov.it”, al fine di fornire supporto operativo sia agli istituti scolastici sia agli enti territoriali.

I service provider interessati si impegnano a fornire gratuitamente, per il periodo residuo dei contratti in essere, tutti i servizi volti a supportare il passaggio dei nomi a dominio.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso tracciato dalla determina n. 36/2018, volto alla razionalizzazione della presenza su internet della Pubblica amministrazione, e mira a consentire una gestione chiara, efficace e sicura dei siti delle Amministrazioni.

La manifestazione rappresenta un ulteriore passo nell’ambito delle iniziative congiunte a supporto delle amministrazioni interessate, portate avanti da AGID, dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) e dal Consiglio nazionale delle Ricerche (CNR).

Il termine per la presentazione delle proposte è il 28 settembre, in coerenza con la data individuata dal CNR per l’avvio delle registrazioni dei domini “edu.it” (20 settembre 2018), al fine di consentire a istituzioni scolastiche ed enti territoriali coinvolti di disporre, già dall’inizio del mese di ottobre, di un elenco di tutti i Provider che si saranno impegnati a fornire a titolo gratuito tutti i servizi richiesti per la migrazione dei domini.

APPROFONDIMENTI

Come presentare la domanda

Per partecipare alla manifestazione di interesse, gli operatori economici possono inviare la proposta all’indirizzo PEC protocollo@pec.agid.gov.it entro e non oltre il 28/09/2018.

L’e-mail certificata deve avere come oggetto: “Manifestazione di interesse per la fornitura di servizi connessi alla migrazione al dominio edu.it per tutti gli istituti scolastici e al dominio .it per gli enti territoriali attualmente sotto dominio gov.it”

Maggiori Informazioni

Per informazioni riguardanti la procedura è possibile inviare un’e-mail al Referente della procedura all’indirizzo: dominiogov@pcert.agid.gov.it.
dominio .gov.it

Rapporto ONU sulla disabilità e lo sviluppo 2018

Rapporto ONU sulla disabilità e lo sviluppo 2018

General Assembly
Distr.: General
16 August 2018
Original: English
18-12220 (E) 280818

Seventy-third session
Item 28 (b) of the provisional agenda*
Social development: social development, including questions relating to the world social situation and to youth, ageing, disabled persons and the family
United Nations 2018 flagship report on disability and development: realization of the Sustainable Development Goals by, for and with persons with disabilities
Note by the Secretariat

Summary
The present note provides an overview of the United Nations 2018 flagship report on disability and development and the preliminary findings described in the report. The full report, requested by the General Assembly in its resolution 69/142, will be issued online on 3 December 2018.

Delibera ANAC 2 maggio 2018

AUTORITA’ NAZIONALE ANTICORRUZIONE

Delibera ANAC 2 maggio 2018

Linee Guida n. 2, di attuazione del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, recanti «Offerta economicamente piu’ vantaggiosa». (18A03548)

(GU Serie Generale n.120 del 25-05-2018)


Premessa.
Al fine di facilitare le stazioni appaltanti e gli operatori
economici, ai sensi dell’art. 213, comma 2, del decreto legislativo
18 aprile 2016, n. 50 (di seguito codice), l’Autorita’ ha predisposto
le presenti linee guida, di natura prevalentemente
tecnico-matematica, finalizzate a fornire indicazioni operative per
il calcolo dell’OEPV, soprattutto per quanto concerne la scelta del
criterio di attribuzione dei punteggi per i diversi elementi
qualitativi e quantitativi che compongono l’offerta e la successiva
aggregazione dei punteggi. A seguito delle modifiche introdotte con
il decreto legislativo 19 aprile 2017, n. 56 (cd. decreto
correttivo), l’ANAC ritiene opportuno specificare alcuni aspetti che
riguardano in particolare l’ambito oggettivo di applicazione
dell’offerta economicamente piu’ vantaggiosa secondo il miglior
rapporto qualita’/prezzo. Tali modifiche riguardano direttamente
l’art. 95 del codice, ma anche talune disposizioni specifiche
novellate dal correttivo.
Le linee guida trovano applicazione nelle procedure a evidenza
pubblica a cui risultano applicabili, in quanto compatibili con la
tipologia e il settore dell’affidamento, le disposizioni contenute
nell’art. 95 del codice. Si raccomanda alle stazioni appaltanti di
definire in maniera chiara e precisa il criterio di aggiudicazione
nonche’ i criteri di valutazione, i metodi e le formule per
l’attribuzione dei punteggi e il metodo per la formazione della
graduatoria, finalizzati all’individuazione dell’offerta
economicamente piu’ vantaggiosa; devono, pertanto, essere evitate
formulazioni oscure o ambigue, assicurando la trasparenza
dell’attivita’ e la consapevolezza della partecipazione.
Si raccomanda altresi’ di elaborare modelli, anche in formato
elettronico, che agevolino la predisposizione e la presentazione
delle offerte, tecniche ed economiche da parte dei concorrenti.
I. Il quadro normativo.
L’art. 95, comma 2, del codice prevede che, nel rispetto dei
principi di trasparenza, di non discriminazione e di parita’ di
trattamento, le stazioni appaltanti aggiudicano gli appalti e
affidano i concorsi di progettazione e i concorsi di idee sulla base
del criterio dell’OEPV individuata sulla base del miglior rapporto
qualita’/prezzo, oppure sulla base dell’elemento prezzo o del costo,
seguendo un criterio di comparazione costo/efficacia quale il costo
del ciclo di vita.
Il comma 4, dell’art. 95, stabilisce che puo’ – e non deve – essere
utilizzato il criterio del minor prezzo:
a) fermo restando quanto previsto dall’art. 36, comma 2, lettera
d), per i lavori di importo pari o inferiore a 2.000.000 di euro,
quando l’affidamento dei lavori avviene con procedure ordinarie,
sulla base del progetto esecutivo; in tali ipotesi, qualora la
stazione appaltante applichi l’esclusione automatica, la stessa ha
l’obbligo di ricorrere alle procedure di cui all’art. 97, commi 2 e
8;
b) per i servizi e le forniture con caratteristiche standardizzate
o le cui condizioni sono definite dal mercato;
c) per i servizi e le forniture di importo fino a 40.000 euro,
nonche’ per i servizi e le forniture di importo pari o superiore a
40.000 euro e sino alla soglia di cui all’art. 35 solo se
caratterizzati da elevata ripetitivita’, fatta eccezione per quelli
di notevole contenuto tecnologico o che hanno un carattere
innovativo.
A tale casistica si aggiunge quanto previsto dall’art. 148, comma
6, per quanto riguarda l’affidamento di appalti di lavori nel settore
dei beni culturali.
Per servizi e forniture «con caratteristiche standardizzate o le
cui condizioni sono definite dal mercato» devono intendersi quei
servizi o forniture che, anche con riferimento alla prassi produttiva
sviluppatasi nel mercato di riferimento, non sono modificabili su
richiesta della stazione appaltante oppure che rispondono a
determinate norme nazionali, europee o internazionali.
I servizi e le forniture «caratterizzati da elevata ripetitivita’»
soddisfano esigenze generiche e ricorrenti, connesse alla normale
operativita’ delle stazioni appaltanti, richiedendo
approvvigionamenti frequenti al fine di assicurare la continuita’
della prestazione.
In sostanza, la norma citata consente alle stazioni appaltanti (e
agli operatori economici) di evitare gli oneri, in termini di tempi e
costi, di un confronto concorrenziale basato sul miglior rapporto
qualita’ e prezzo, quando i benefici derivanti da tale confronto sono
nulli o ridotti (in relazione all’importo del contratto). Cio’ si
verifica quando le condizioni di offerta sono tali da imporre, di
fatto, l’acquisto di beni o servizi con condizioni note alla stazione
appaltante gia’ in fase di predisposizione del bando o quando, per
gli affidamenti di importo limitato, i vantaggi attesi, in termini di
qualita’, sono ridotti, in quanto la stazione appaltante predispone
il progetto esecutivo per i lavori (e non necessita di un rilancio
competitivo su aspetti e caratteristiche che vengono compiutamente
definiti ex ante nel progetto posto a base di gara) o la stessa ha
una lunga esperienza nell’acquisto di servizi o forniture a causa
della ripetitivita’ degli stessi.
Poiche’ si tratta di una deroga al principio generale dell’offerta
economicamente piu’ vantaggiosa, le stazioni appaltanti che intendono
procedere all’aggiudicazione utilizzando il criterio del minor
prezzo, ai sensi dell’art. 95, comma 5, devono dare adeguata
motivazione della scelta effettuata ed esplicitare nel bando il
criterio utilizzato per la selezione della migliore offerta (si pensi
all’utilizzo di criteri di efficacia nel caso di approccio
costo/efficacia anche con riferimento al costo del ciclo di vita).
Nella motivazione le stazioni appaltanti, oltre ad argomentare sul
ricorrere degli elementi alla base della deroga, devono dimostrare
che attraverso il ricorso al minor prezzo non sia stato avvantaggiato
un particolare fornitore, poiche’ ad esempio si sono considerate come
standardizzate le caratteristiche del prodotto offerto dal singolo
fornitore e non dall’insieme delle imprese presenti sul mercato.
Devono sempre essere aggiudicati sulla base del miglior rapporto
qualita’/prezzo, ai sensi della norma generale di cui all’art. 95,
comma 3, i contratti relativi a:
a) i servizi sociali e di ristorazione ospedaliera, assistenziale e
scolastica, nonche’ i servizi ad alta intensita’ di manodopera
(ovvero quelli nei quali il costo della manodopera e’ pari almeno al
50 per cento dell’importo totale del contratto – art. 50, comma 1,
ultimo periodo), fatti salvi gli affidamenti ai sensi dell’art. 36,
comma 2, lettera a);
b) i servizi di ingegneria e architettura nonche’ gli altri servizi
di natura tecnica e intellettuale di importo pari o superiore a
40.000 euro.
Oltre alle ipotesi appena descritte, si riscontrano, nel codice,
ipotesi speciali nelle quali e’ prescritto che l’aggiudicazione
avvenga sulla base del miglior rapporto qualita’/prezzo e, in alcuni
casi, si indicano ulteriori specifiche con riguardo agli elementi di
valutazione da tenere in considerazione. Tali ipotesi sono:
a) dialogo competitivo (art. 64, comma 1);
b) partenariato per l’innovazione (art. 65, comma 4);
c) affidamento di servizi sanitari, servizi sociali e servizi
connessi, servizi di prestazioni sociali, altri servizi pubblici,
sociali e personali, inclusi i servizi forniti da associazioni
sindacali, da organizzazioni politiche, da associazioni giovanili e
altri servizi di organizzazioni associative, cosi’ come individuati
dall’art. 142, commi 5-bis e 5-septies, in quanto non compresi
dall’ipotesi sub 95, comma 3, lettera a);
d) servizi di ristorazione (allegato IX), ai sensi dell’art. 144,
comma 1;
e) affidamento di servizi sostitutivi di mensa, ai sensi dell’art.
144, comma 6;
f) finanza di progetto, ai sensi dell’art. 183, comma 4;
g) locazione finanziaria, ai sensi dell’art. 187, comma 2;
h) contratto di disponibilita’, ai sensi dell’art. 188, comma 3;
i) affidamento a contraente generale, ai sensi dell’art. 195, comma
4.
L’art. 95, comma 10-bis, introdotto dal decreto correttivo al
codice, di cui al decreto legislativo 17 aprile 2017, n. 56, ha
prescritto che la stazione appaltante stabilisca un tetto massimo
attribuibile al punteggio economico, entro il limite del 30 per
cento. Per espressa previsione della norma, tale misura e’
finalizzata ad assicurare l’effettiva individuazione del miglior
rapporto qualita’/prezzo e a valorizzare gli elementi qualitativi
dell’offerta in modo tale da dare spazio a criteri che garantiscano
un confronto concorrenziale effettivo sui profili tecnici.
La scelta del criterio di aggiudicazione, la definizione dei
criteri di valutazione, dei metodi e delle formule per l’attribuzione
dei punteggi, la determinazione dei punteggi stessi e del metodo per
la formazione della graduatoria finale si sviluppano nel corso della
vita iniziale dell’appalto, dalla programmazione alla predisposizione
della documentazione di gara.
Si raccomanda, pertanto:
a) in fase di programmazione, di definire le caratteristiche
dell’affidamento che consentono di verificare la sussistenza delle
condizioni per le quali il codice e le presenti linee guida
prescrivono o consentono l’utilizzo di un particolare criterio di
aggiudicazione;
b) in fase di progettazione, di avviare la definizione dei criteri
di valutazione e dei relativi punteggi;
c) in sede di adozione della determina a contrarre e di
elaborazione della documentazione di gara, di procedere alla compiuta
definizione degli ulteriori elementi.
II. I criteri di valutazione.
L’idea sottostante al nuovo criterio dell’offerta economicamente
piu’ vantaggiosa e’ che la pubblica amministrazione quando acquista
lavori, servizi o forniture per soddisfare direttamente proprie
esigenze o per offrire determinati servizi all’utenza non deve badare
esclusivamente a un risparmio sui costi ma deve anche considerare la
qualita’ di cio’ che viene acquistato. In sostanza, si crea di regola
un trade-off tra costo e qualita’ e la gara e’ considerata come il
modo piu’ idoneo per garantire il miglior bilanciamento tra queste
due esigenze. Nella fase del disegno della gara la stazione
appaltante (qualificata) deve individuare concretamente i propri
obiettivi (di regola molteplici), attribuire un peso relativo a
ciascuno di essi, definire le modalita’ attraverso cui viene valutato
il grado di adeguatezza di ciascuna offerta rispetto al singolo
obiettivo, nonche’ sintetizzare le informazioni relative a ciascuna
offerta in un unico valore numerico finale. Nessuna di queste scelte
ha un impatto neutro sui risultati della gara. Le presenti linee
guida sono finalizzate a dare indicazioni operative che possano
aiutare le stazioni appaltanti nell’adozione del criterio
dell’offerta economicamente piu’ vantaggiosa.
Il primo problema che la stazione appaltante si deve porre nella
predisposizione degli atti di gara e’, dunque, la definizione degli
obiettivi che intende perseguire e l’importanza che intende
attribuire a ciascuno di essi. Cio’ si traduce nell’individuazione
degli elementi (o criteri) che si intende valutare e del relativo
peso o fattore di ponderazione. I criteri di valutazione possono
comprendere il prezzo o il costo del ciclo di vita del prodotto, le
caratteristiche tecniche, l’impatto sociale e sull’ambiente, ecc.
Ognuno di questi obiettivi per poter essere tenuto in considerazione
nell’ambito dell’offerta economicamente piu’ vantaggiosa deve essere
misurabile. La definizione degli obiettivi o dei criteri di
valutazione differisce in ciascun affidamento e non puo’, quindi,
essere trattata in dettaglio in linee guida a carattere generale.
In generale, nella definizione dei criteri di valutazione delle
offerte, le stazioni appaltanti devono tener conto della struttura
del settore merceologico a cui afferisce l’oggetto del contratto,
delle caratteristiche tecniche dei lavori/beni/servizi rispondenti
alle esigenze della stazione appaltante e di quelle che il mercato di
riferimento e’ in grado di esprimere.
L’art. 95, comma 6, del codice prevede che i criteri di valutazione
del miglior rapporto qualita’/prezzo devono essere oggettivi e
connessi all’oggetto dell’appalto, cio’ al fine di assicurare il
rispetto dei principi di trasparenza, non discriminazione e parita’
di trattamento. Sono considerati connessi all’oggetto dell’appalto
quei criteri che:
riguardano lavori, forniture o servizi da fornire nell’ambito
dell’affidamento sotto qualsiasi aspetto e in qualsiasi fase del
ciclo di vita (compresi fattori coinvolti nel processo specifico di
produzione, fornitura o scambio o in un processo specifico per una
fase successiva del ciclo di vita, anche se non sono parte del loro
contenuto sostanziale);
attengono alle caratteristiche dei lavori, dei beni o dei servizi
ritenute piu’ rilevanti dalla stazione appaltante ai fini della
soddisfazione delle proprie esigenze e della valorizzazione degli
ulteriori profili indicati dal codice.
Sempre all’art. 95, comma 6, del codice vengono indicati, a titolo
esemplificativo, i seguenti criteri:
a) qualita’ (pregio tecnico, caratteristiche estetiche e
funzionali, accessibilita’, certificazioni e attestazioni in materia
di sicurezza e salute dei lavoratori, caratteristiche sociali,
ambientali, contenimento dei consumi energetici, caratteristiche
innovative, commercializzazione e relative condizioni);
b) possesso di un marchio di qualita’ ecologica dell’Unione europea
(Ecolabel UE) in relazione ai beni o servizi oggetto del contratto,
in misura pari o superiore al 30 per cento del valore delle forniture
o prestazioni oggetto del contratto;
c) costo di utilizzazione e manutenzione, «avuto anche riguardo ai
consumi di energia e delle risorse naturali, alle emissioni
inquinanti e ai costi complessivi, inclusi quelli esterni e di
mitigazione degli impatti dei cambiamenti climatici, riferiti
all’intero ciclo di vita dell’opera, bene o servizio, con l’obiettivo
strategico di un uso piu’ efficiente delle risorse e di un’economia
circolare che promuova ambiente e occupazione»;
d) compensazione delle emissioni di gas ad effetto serra associate
alle attivita’ dell’azienda calcolate secondo i metodi stabiliti in
base alla raccomandazione n. 2013/179/UE della Commissione del 9
aprile 2013, relativa all’uso di metodologie comuni per misurare e
comunicare le prestazioni ambientali nel corso del ciclo di vita dei
prodotti e delle organizzazioni;
e) organizzazione, qualifiche ed esperienza del personale
effettivamente utilizzato nell’appalto, qualora la qualita’ del
personale incaricato possa avere un’influenza significativa sul
livello dell’esecuzione dell’appalto;
f) servizio successivo alla vendita e assistenza tecnica;
g) condizioni di consegna o di esecuzione del servizio.
I criteri di valutazione definiti dalla stazione appaltante tengono
anche conto dei Criteri ambientali minimi (CAM) adottati con decreto
del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare;
a tal fine, i criteri di valutazione prevedono l’attribuzione di
specifici punteggi qualora vengano proposte condizioni superiori a
quelle minime previste dai CAM con riferimento alle specifiche di
base e alle clausole contrattuali/condizioni di esecuzione o siano
proposte le condizioni previste, nell’ambito dei predetti CAM, dalle
specifiche tecniche premianti (appositamente elaborate per le
procedure aggiudicate sulla base del criterio del miglior rapporto
qualita’/prezzo).
In generale, le stazioni appaltanti devono individuare criteri di
valutazione concretamente idonei a evidenziare le caratteristiche
migliorative delle offerte presentate dai concorrenti e a
differenziare le stesse in ragione della rispondenza alle esigenze
della stazione appaltante. I citati criteri devono, pertanto,
consentire un effettivo confronto concorrenziale sui profili tecnici
dell’offerta, scongiurando situazioni di appiattimento delle stesse
sui medesimi valori, vanificando l’applicazione del criterio del
miglior rapporto qualita’/prezzo. In altri termini, non dovrebbero
essere oggetto di valutazione i requisiti di partecipazione che, per
definizione, sono posseduti da tutti i concorrenti, o le condizioni
minime – incluso il prezzo – con cui i lavori, servizi o forniture
devono essere realizzati; si dovrebbe attribuire un punteggio
positivo solo a miglioramenti effettivi rispetto a quanto previsto a
base di gara.
Si deve anche considerare che con l’elenco di cui all’art. 95,
viene definitivamente superata la rigida separazione tra requisiti di
partecipazione e criteri di valutazione che aveva caratterizzato a
lungo la materia della contrattualistica pubblica. Nella valutazione
delle offerte possono essere valutati profili di carattere soggettivo
introdotti qualora consentano di apprezzare meglio il contenuto e
l’affidabilita’ dell’offerta o di valorizzare caratteristiche
dell’offerta ritenute particolarmente meritevoli; in ogni caso,
devono riguardare aspetti, quali quelli indicati dal codice, che
incidono in maniera diretta sulla qualita’ della prestazione.
Naturalmente, anche in questo caso, la valutazione dell’offerta
riguarda, di regola, solo la parte eccedente la soglia richiesta per
la partecipazione alla gara, purche’ cio’ non si traduca in un
escamotage per introdurre criteri dimensionali.
Al comma 13 dell’art. 95 viene anche stabilito che, compatibilmente
con il rispetto dei principi che presidiano gli appalti pubblici, le
stazioni appaltanti possono inserire nella valutazione dell’offerta
criteri premiali legati al rating di legalita’ e di impresa
dell’offerente, all’impatto sulla salute e sull’ambiente (ivi
compresi i beni o i prodotti da filiera corta o a chilometro zero) e
per agevolare la partecipazione delle microimprese e delle piccole e
medie imprese, dei giovani professionisti e per le imprese di nuova
costituzione. Si ricorda che il rating di legalita’ puo’ essere
richiesto dalle imprese operanti in Italia, iscritte al registro
delle imprese da almeno due anni e con un fatturato minimo pari ad
almeno due milioni di euro. A meno che la stazione appaltante non
sappia gia’, nella predisposizione del bando di gara o della lettera
di invito, che alla procedura potranno partecipare solo imprese
potenzialmente idonee ad avere il rating, e’ opportuno che, per il
suo utilizzo, vengano introdotte compensazioni per evitare di
penalizzare imprese estere e/o di nuova costituzione e/o carenti del
previsto fatturato, consentendo a tali imprese di comprovare
altrimenti la sussistenza delle condizioni o l’impiego delle misure
previste per l’attribuzione del rating. In particolare, per i
soggetti che non possono accedere al rating di legalita’, la stazione
appaltante potrebbe indicare gli elementi presenti nel rating di
legalita’ (di cui alla delibera dell’Autorita’ garante della
concorrenza e del mercato n. 24075 del 14 novembre 2012 – Regolamento
rating di legalita’ «Regolamento di attuazione dell’art. 5-ter del
decreto-legge n. 1/2012, cosi’ come modificato dall’art. 1, comma
1-quinquies, del decreto-legge n. 29/2012, convertito, con
modificazioni, dalla legge n. 62/2012» e successivi aggiornamenti),
diversi da quelli gia’ considerati ai fini della qualificazione, per
i quali prevedere un punteggio premiante e considerare verificata la
presenza di tali elementi per le imprese che posseggono il rating con
un numero di «stellette» ritenuto idoneo.
Al fine di agevolare la partecipazione delle microimprese e delle
piccole e medie imprese, dei giovani professionisti e delle imprese
di nuova costituzione si suggerisce alle stazioni appaltanti di
prevedere criteri di valutazione che valorizzino gli elementi di
innovativita’ delle offerte presentate.
Va, infine, ricordato che, ai sensi del comma 14, nei criteri di
aggiudicazione basati sul miglior rapporto qualita’/prezzo, il bando
puo’ prevedere la richiesta di varianti, secondo le modalita’ ivi
descritte.
Tali varianti devono essere comunque collegate all’oggetto
dell’appalto, avere un livello di definizione pari a quello del
progetto messo a gara ed essere coerenti con lo stesso senza
stravolgerlo. I criteri di valutazione di tali varianti devono tener
conto delle risultanze delle varie fasi di progettazione ed essere
finalizzate a stimolare il miglioramento del bene o del servizio.
Ai sensi del comma 14-bis, in caso di appalti aggiudicati con il
criterio di cui al comma 3, le stazioni appaltanti non possono
attribuire alcun punteggio per l’offerta di opere aggiuntive rispetto
a quanto previsto nel progetto esecutivo a base d’asta. La norma
impedisce alla stazione appaltante di stimolare un confronto
competitivo su varianti di tipo meramente quantitativo nel senso
dell’offerta di opere aggiuntive, che potrebbero rivelarsi lesive del
principio di economicita’ di esecuzione ovvero di qualita’ della
prestazione principale. Il legislatore ha imposto di non tenere conto
di elementi meramente quantitativi nell’ambito di offerte che debbono
prestare attenzione alla qualita’, visto che la quantita’ sconta le
valutazioni dell’offerente (sulla base di quanto e’ stato gia’
definito dalla stazione appaltante nel progetto e nel capitolato
tecnico) nella parte riservata al prezzo.
Con specifico riferimento alla valutazione degli aspetti economici,
tenuto conto della formulazione dell’art. 95, comma 7, si ritiene
che, quale che sia il criterio di aggiudicazione prescelto (quindi
anche nel caso in cui l’individuazione dell’OEPV avvenga sulla base
del miglior rapporto qualita’/prezzo), l’elemento economico puo’
essere valutato in termini di prezzo o di costo.
E’ opportuno ricordare che il codice, recependo le indicazioni
contenute nella direttiva 2014/24/UE, prevede che l’elemento costo
nell’ambito dell’OEPV deve essere valutato ricorrendo a un approccio
basato sui costi del ciclo di vita. Tale concetto comprende tutti i
costi che emergono durante il ciclo di vita dei lavori, delle
forniture o dei servizi. Ai sensi del considerando 96 della citata
direttiva «il concetto abbraccia i costi interni, come le ricerche da
realizzare, lo sviluppo, la produzione, il trasporto, l’uso e la
manutenzione e i costi di smaltimento finale ma puo’ anche
abbracciare costi imputabili a esternalita’ ambientali quali
l’inquinamento causato dall’estrazione delle materie prime utilizzate
nel prodotto ovvero causato dal prodotto stesso o dalla sua
fabbricazione, a condizione che possano essere monetizzati e
controllati». Tra i costi che sarebbe utile considerare vengono
indicati, senza ulteriori specificazioni, i costi sociali del ciclo
di vita.
Il criterio del costo, quale costo del ciclo di vita, consente
quindi di apprezzare i costi connessi alle varie fasi del ciclo di
vita dei lavori/beni/servizi e di procedere a una valutazione
complessiva dell’impatto economico degli stessi nonche’ a una
valutazione dei costi che piu’ direttamente ricadono sulla stazione
appaltante (in ultima analisi sintetizzabili in un «prezzo»); il
criterio del prezzo consente di apprezzare il corrispettivo previsto
nell’ambito dell’offerta, quale indice sintetico e diretto dei
profili economici dell’offerta;
Mentre con la direttiva 2004/18/CE e il decreto legislativo n.
163/2006 non era possibile assegnare al prezzo un punteggio
particolarmente basso (o nullo) o prevedere una metodologia di
calcolo tale da azzerare di fatto la componente prezzo, attualmente
tale possibilita’ e’ ammessa dall’art. 95, comma 7, del codice,
secondo il quale e’ possibile competere esclusivamente sulla
qualita’.
La norma lascia pero’ aperta la definizione delle fattispecie per
le quali e’ possibile annullare l’elemento costo nell’ambito
dell’OEPV. Invero, il citato comma 7, rimanda all’art. 95, comma 2,
per l’individuazione dei casi in cui si puo’ ricorrere al prezzo
fisso: i casi in cui sono presenti «disposizioni legislative,
regolamentari o amministrative relative al prezzo di determinate
forniture o alla remunerazione di servizi specifici». Tale casistica
pero’ non e’ esaustiva, in considerazione della locuzione «anche»
utilizzata per il suddetto rimando.
L’indeterminatezza contenuta nel codice sembra presente anche nella
direttiva 2014/24/UE, laddove all’art. 67, paragrafo 2, indica
genericamente che «l’elemento relativo al costo puo’ inoltre assumere
la forma di un prezzo o costo fisso sulla base del quale gli
operatori economici competeranno solo in base a criteri qualitativi».
Invero, al considerando 92 e’ esplicitato che «la decisione di
aggiudicazione dell’appalto non dovrebbe basarsi solo su criteri che
prescindono dai costi» e al successivo considerando 93 che nei casi
in cui norme nazionali determinino la remunerazione di un servizio o
il prezzo di una fornitura le stazioni appaltanti devono valutare il
rapporto qualita’/prezzo per aggiudicare un appalto.
Sotto un diverso profilo, laddove le stazioni appaltanti decidano
di determinare il prezzo dell’affidamento per fattispecie diverse da
quelle per le quali vi e’ una norma di legge che lo preveda, le
stesse devono adottare particolari cautele al riguardo, valutando con
attenzione le modalita’ di calcolo o stima del prezzo o costo fisso.
Cio’ al fine di evitare che il prezzo sia troppo contenuto per
permettere la partecipazione di imprese «corrette» o troppo elevato,
producendo danni per la stazione appaltante.
In sostanza, fuori dai casi di cui all’art. 97, comma 2, del
codice, le stazioni appaltanti se vogliono limitare o annullare la
concorrenza sul prezzo devono adeguatamente motivare sulle ragioni
alla base di tale scelta e sulla metodologia seguita per il calcolo
del prezzo o costo fisso, in base al quale verra’ remunerato
l’oggetto dell’acquisizione. La motivazione si basa, di regola, sugli
elementi che emergono a seguito di un’esaustiva indagine di mercato,
rispetto alla quale possono essere presi a riferimento, oltre agli
elementi gia’ richiamati dalla normativa, l’osservazione dei prezzi
praticati in situazioni analoghe, in particolare in occasione di
affidamenti da parte di altre stazioni appaltanti. Non si puo’
ricorrere a un affidamento basato sul prezzo o costo fisso, anche
quando le imprese praticano prezzi simili, se le soluzioni presenti
sul mercato comportano comunque costi di manutenzione o di
smaltimento diversificati o esternalita’ ambientali o sociali che le
stazioni appaltanti sono tenute a prendere in considerazione per il
calcolo del costo del ciclo di vita.
III. La ponderazione.
I «pesi» o «punteggi» (e i sub pesi o sub punteggi) di ponderazione
sono il valore attribuito dalla stazione appaltante a ciascun
criterio (o sub criterio).
La determinazione dei punteggi da attribuire a ciascuna componente
dell’offerta, a ciascun criterio o subcriterio e’ rimessa alla
stazione appaltante che deve tener conto delle specificita’
dell’appalto e, dunque, dell’importanza relativa della componente
economica, di quella tecnica e dei relativi profili oggetto di
valutazione.
Non puo’ pertanto essere attribuito a ciascuna componente, criterio
o subcriterio un punteggio sproporzionato o irragionevole rispetto a
quello attribuito agli altri elementi da tenere in considerazione
nella scelta dell’offerta migliore, preservandone l’equilibrio
relativo ed evitando situazioni di esaltazione o svilimento di
determinati profili a scapito di altri.
In altri termini, il punteggio massimo attribuibile a ciascuna
componente e a ciascun criterio o subcriterio deve risultare
proporzionato alla rilevanza che ciascuno di essi riveste rispetto
agli altri nonche’ ai bisogni della stazione appaltante.
Con riferimento, in particolare, ai profili oggetto di valutazione,
la stazione appaltante deve altresi’ tener conto della concreta
diffusione della caratteristica oggetto di valutazione ovvero delle
reali possibilita’ di svilupparla. Tali considerazioni consentono
altresi’ la definizione dell’ordine di importanza dei criteri,
laddove la stessa ritenga la ponderazione non possibile per ragioni
oggettive.
Il punteggio attribuito a ciascuno de criteri di valutazione deve
essere tale da non alterare l’oggetto dell’affidamento; a tal
proposito e’ opportuno:
a) ripartire proporzionalmente i punteggi tra i criteri afferenti
all’oggetto principale e agli oggetti secondari dell’affidamento;
b) attribuire un punteggio limitato o non attribuire alcun
punteggio ai criteri relativi a profili ritenuti non essenziali in
relazione alle esigenze della stazione appaltante.
Sono considerati connessi all’oggetto dell’appalto, ai sensi del
comma 11, i criteri di aggiudicazione relativi a lavori, servizi e
forniture da fornire nell’ambito dell’appalto sotto qualsiasi aspetto
e in qualsiasi fase del loro ciclo di vita.
La somma dei punteggi deve essere pari a 100, in quanto si tratta
di un criterio intuitivo per i partecipanti alla procedura di
aggiudicazione.
Sulla base delle indicazioni contenute nel codice, il valore 100
deve poter essere ripartito tra il punteggio assegnato alla
componente economica (nella misura massima del 30%, secondo quanto
previsto dall’art. 95, comma 10-bis) e il punteggio assegnato alla
componente tecnica (inclusiva del punteggio per le varianti e del
punteggio per i criteri premiali di cui al comma 13 che devono
rappresentare una componente limitata del punteggio complessivo, in
modo da non modificare l’oggetto dell’affidamento).
In generale si deve attribuire un punteggio limitato (vale a dire
inferiore alla misura massima consentita, del 30%) alla componente
prezzo quando si ritiene opportuno valorizzare gli elementi
qualitativi dell’offerta o quando si vogliano scoraggiare ribassi
eccessivi ritenuti difficilmente perseguibili dagli operatori
economici; viceversa si deve attribuire un peso maggiore alla
componente prezzo quando le condizioni di mercato sono tali che la
qualita’ dei prodotti offerti dalle imprese e’ sostanzialmente
analoga.
Limitato deve essere, di regola, il peso attribuito ai criteri di
natura soggettiva o agli elementi premianti, ad esempio non piu’ di
10 punti sul totale, considerato che tali elementi non riguardano
tanto il contenuto dell’offerta ma la natura dell’offerente. Tuttavia
si puo’ attribuire un punteggio maggiore in relazione alla
specificita’ dei servizi come avviene per quelli relativi
all’ingegneria e all’architettura in ordine ai quali e’ alta
l’interrelazione tra la capacita’ dell’offerente e la qualita’
dell’offerta.
Si ricorda che, accanto a una concorrenza basata esclusivamente
sulle caratteristiche qualitative dell’offerta ottenuta con il prezzo
o costo fisso, le stazioni appaltanti possono imporre un livello
minimo qualitativo, determinando un valore soglia per il punteggio
che le offerte devono ottenere per determinati criteri, fermo
restando che lo scarto tra il minimo e il massimo deve essere
adeguato (art. 95, comma 8). E’ evidente che, qualora nessuna offerta
soddisfi il livello qualitativo richiesto, la stazione appaltante
puo’ non aggiudicare la gara.
Quando i punteggi relativi a un determinato criterio sono
attribuiti sulla base di subcriteri puo’ accadere che nessun
concorrente raggiunga il punteggio massimo previsto; cio’ rischia di
alterare la proporzione stabilita dalla stazione appaltante tra i
diversi elementi di ponderazione, specie quando la valutazione e’
basata sul metodo aggregativo compensatore. La stazione appaltante
procede, se previsto nel bando di gara, alla riparametrazione dei
punteggi per riallinearli ai punteggi previsti per l’elemento di
partenza. L’operazione di riparametrazione puo’ avvenire sia in
relazione ai criteri qualitativi sia in relazione ai criteri
quantitativi (laddove non siano previste modalita’ che consentono di
attribuire alla migliore offerta il punteggio massimo) con
riferimento ai punteggi relativi ai singoli criteri o, laddove siano
previsti, in relazione ai singoli sub-criteri.
La stazione appaltante puo’ procedere, altresi’, a una seconda
riparametrazione dei punteggi ottenuti per la parte tecnica o quella
economica, complessivamente considerate. Anche in questo caso
condizioni essenziali per procedere alla riparametrazione e’ che la
stessa sia prevista nel bando di gara e che siano chiaramente
individuati gli elementi che concorrono a formare la componente
tecnica e la componente economica.
In sostanza, da un punto di vista matematico, quando il
coefficiente ovvero il punteggio massimo ottenuto per un determinato
criterio dall’offerta migliore non raggiunge il valore 1, si procede
alla riparametrazione dividendo il coefficiente di ciascuna offerta
per il coefficiente massimo attribuito per quel criterio. Allo stesso
modo, e’ possibile procedere qualora si faccia riferimento al
punteggio ottenuto anziche’ al coefficiente.
Ai fini della verifica di anomalia la stazione appaltante fa
riferimento ai punteggi ottenuti dai concorrenti all’esito delle
relative riparametrazioni.
La riparametrazione risponde ad una scelta discrezionale della
stazione appaltante che deve essere espressamente prevista nei
documenti di gara ed e’ finalizzata a preservare l’equilibrio tra le
diverse componenti dell’offerta, in modo che in relazione a tutte le
componenti, l’offerta migliore ottenga il massimo punteggio, con
conseguente rimodulazione delle altre offerte. Il rischio della
riparametrazione e’ di dare un peso eccessivo a elementi carenti
delle offerte dei concorrenti.
IV. La valutazione degli elementi quantitativi.
Di regola l’offerta e’ composta da elementi di natura quantitativa
(quali, ad esempio, il prezzo, il tempo di esecuzione dei lavori, il
rendimento, la durata della concessione, il livello delle tariffe),
da elementi riferiti all’assenza o presenza di una determinata
caratteristica (possesso di una certificazione di qualita’, del
rating di legalita’, ecc.) e da elementi di natura qualitativa, sui
quali la commissione di gara deve esprimere il proprio giudizio,
secondo i criteri prestabiliti nel bando di gara.
Nelle presenti linee guida vengono fornite considerazioni di
carattere generale relative al calcolo dei singoli coefficienti e
all’aggregazione dei punteggi ottenuti rinviando per maggiori
approfondimenti al quaderno pubblicato dall’Autorita’ nel dicembre
2011, denominato «Il criterio di aggiudicazione dell’offerta
economicamente piu’ vantaggiosa».
Per quanto concerne gli elementi di natura quantitativa, quali il
prezzo, di regola nei bandi e’ fissato il prezzo massimo che la
stazione appaltante intende sostenere – non sono ammesse offerte al
rialzo (cfr. art. 59, comma 4, lettera c) del codice), e i
concorrenti propongono sconti rispetto a tale prezzo. Il punteggio
minimo, pari a zero, e’ attribuito all’offerta che non presenta
sconti rispetto al prezzo a base di gara, mentre il punteggio massimo
all’offerta che presenta lo sconto maggiore.
Di seguito si riportano modalita’ di calcolo dei punteggi economici
che rispettano i criteri suddetti, utilizzabili soprattutto quando il
criterio di formazione della graduatoria e’ quello aggregativo
compensatore. La scelta sull’utilizzo della formula dovra’ tener
conto del peso attribuito alla componente prezzo. Nei casi in cui a
tale componente sia attribuito un valore molto contenuto (es. 10/15
punti) non dovranno essere utilizzate quelle formule che
disincentivano la competizione sul prezzo e viceversa.
Il punteggio attribuito alle offerte puo’ essere calcolato tramite
un’interpolazione lineare.
In simboli:

Parte di provvedimento in formato grafico

dove:
Vai = coefficiente della prestazione dell’offerta (a) rispetto al
requisito (i), variabile tra 0 e 1;
Ra = valore (ribasso) offerto dal concorrente a;
Rmax = valore (ribasso) dell’offerta piu’ conveniente.
Quando il concorrente a non effettuata alcuno sconto Ra assume il
valore 0, cosi’ come il coefficiente Vai ; mentre per il concorrente
che offre il maggiore sconto Vai assume il valore 1. Tale
coefficiente andra’ poi moltiplicato per il punteggio massimo
attribuibile.
Tale metodo di calcolo presenta l’inconveniente, piu’ volte
evidenziato, di poter condurre a differenze elevate anche a fronte di
scarti in valore assoluto limitati; cio’ si verifica quando il
ribasso massimo rispetto al prezzo a base di gara e’ contenuto;
accentua inoltre la concorrenza, inducendo a formulare offerte
aggressive.
In alternativa al metodo dell’interpolazione lineare, specie per
l’elemento prezzo, si puo’ utilizzare il metodo cosiddetto bilineare,
secondo il quale il punteggio cresce linearmente fino a un valore
soglia, calcolato ad esempio come la media del ribasso dei
concorrenti, per poi flettere e crescere a un ritmo molto limitato.
Il vantaggio della formula bilineare e’ quello di scoraggiare offerte
con ribassi eccessivi (poiche’ ricevono un punteggio incrementale
ridotto) e di limitare l’inconveniente, evidenziato per il metodo
dell’interpolazione lineare, di valorizzare eccessivamente differenze
contenute in termini di prezzo. Lo svantaggio e’, naturalmente, la
limitazione di una concorrenza basata sul prezzo.
Dal punto di vista matematico la formula si presenta nel seguente
modo:

Parte di provvedimento in formato grafico

dove:
Ci = coefficiente attribuito al concorrente i-esimo;
Ai = valore dell’offerta (ribasso) del concorrente i-esimo;
Asoglia = media aritmetica dei valori delle offerte (ribasso sul
prezzo) dei concorrenti;
X = 0,80 oppure 0,85 oppure 0,90;
Amax = valore dell’offerta (ribasso) piu’ conveniente.
E’ possibile utilizzare altresi’ formule non lineari quale:

Parte di provvedimento in formato grafico

dove:
Ri = ribasso offerto dal concorrente i-simo;
Rmax = ribasso dell’offerta piu’ conveniente;
α = coefficiente > 0.
E’ essenziale la scelta del coefficiente α, in relazione
all’obiettivo perseguito:
per valori di α compresi tra 0 e 1, la formula fornisce curve
concave verso il basso, scoraggiando i ribassi piu’ elevati;
per valori di α > 1 curve concave verso l’alto (o convesse),
premiando i ribassi piu’ alti e creando maggiore concorrenza sul
prezzo;
la medesima formula con α = 1 restituisce i medesimi risultati di
una formula lineare.
Nella scelta di quale formula utilizzare per l’attribuzione del
punteggio alla componente prezzo tra quelle sopra proposte si deve
considerare che la formula lineare, sebbene piu’ intuitiva, presenta
il rischio di attribuire differenze di punteggio elevate anche a
fronte di minimi scostamenti di prezzo e di incentivare ribassi
«eccessivi». Per ridurre questi rischi e’ necessario scegliere, nei
bandi di gara, formule i cui grafici giacciono al di sopra della
retta relativa all’interpolazione lineare. Si tratta, in sostanza,
della formula bilineare e delle formule non lineari con α < 1. Non rispondono al criterio di cui sopra le formule non lineari convesse, quali quelle con coefficiente α > 1 e quella cosiddetta
proporzionale inversa (che non rispetta neppure il principio di un
punteggio nullo in caso di assenza di ribassi sul premio a base di
gara), in quanto – a causa dell’andamento convesso – premiano in
misura maggiore rispetto all’interpolazione lineare i ribassi
elevati.
Sebbene sia la curva bilineare che quella quadratica attenuino i
possibili rischi richiamati per il caso dell’interpolazione lineare,
si deve evidenziare che la formula non lineare premia maggiormente
piccoli scostamenti dei valori all’estremita’ della distribuzione,
come dimostra il grafico seguente, nel quale si sono simulati gli
effetti dei punteggi assegnati per una gara con uno sconto massimo
del 20%, con una distribuzione uniforme degli sconti, valore del
coefficiente per la formula bilineare pari al 90% e di α pari a ½ per
la formula non lineare (quadratica).

Parte di provvedimento in formato grafico

Oltre alle formule sopra descritte, interdipendenti, e’ possibile
utilizzare anche formule indipendenti (per le quali il punteggio
attribuito al concorrente non dipende dal punteggio attribuito agli
altri concorrenti). Tali formule hanno il pregio di consentire al
concorrente, ex ante, di calcolare il proprio punteggio e di valutare
le proprie convenienze nella formulazione dell’offerta.
Come per il caso del prezzo fisso, l’adozione di formule
indipendenti impone un’elevata conoscenza del mercato da parte della
stazione appaltante soprattutto, quando si sceglie un criterio di
aggiudicazione di tipo bilineare. In questo caso, sebbene la scelta
del punto di flesso sia sottratta al rischio di manipolazioni da
parte del mercato, mediante la presentazione di offerte di comodo,
non si possono escludere altri rischi di coordinamento tra i
concorrenti, facilitati dalla maggiore trasparenza nelle procedure di
gara, o tra la stazione appaltante e uno o piu’ operatori, per la
determinazione del punto di flesso ad un livello idoneo a favorire
questi ultimi. Infatti, come mostra il grafico di cui sopra, ribassi
superiori a quelli del punto di flesso danno vantaggi molto limitati
in termini di punteggio. Indipendentemente dai rischi corruttivi o
collusivi, la conoscenza ex-ante del punto di flesso incentiva
l’allineamento delle offerte verso quel valore. Pertanto, qualora la
stazione appaltante decida di ricorrere a formule di attribuzione del
punteggio indipendenti e’ necessaria un’adeguata motivazione in
ordine alle ragioni della scelta e ai criteri utilizzati per la
definizione del prezzo a base di gara, della formula utilizzata e
dell’eventuale punto di flesso.
Sotto un diverso profilo, considerato che le formule indipendenti,
di regola, non attribuiscono un punteggio massimo alla migliore
offerta, si pone il problema dell’eventuale riparametrazione anche
dell’offerta economica. Si deve, tuttavia, rilevare che nel caso di
formule indipendenti non e’ possibile il ricorso alla
riparametrazione, altrimenti (attribuendo un coefficiente pari a 1 al
concorrente che offre il maggior ribasso) si trasformerebbe la
formula indipendente in una interdipendente, in quanto si farebbe
dipendere, in tal modo, il punteggio economico di ciascun concorrente
dalla miglior offerta. Non attribuendo il punteggio massimo
all’offerta economica viene meno, quindi, l’esigenza di
riparametrazione dell’offerta tecnica, non ponendosi la necessita’ di
ripristinare l’equilibrio tra le due componenti.
Per le forniture e per taluni servizi, ovvero quando non e’
necessario esprimere una valutazione di natura soggettiva, e’
possibile attribuire il punteggio anche sulla base tabellare o del
punteggio assoluto. In questo caso, sara’ la presenza o assenza di
una data qualita’ e l’entita’ della presenza, che concorreranno a
determinare il punteggio assegnato a ciascun concorrente per un
determinato parametro. Anche in questo caso si attribuisce il
punteggio 0 al concorrente che non presenta il requisito richiesto e
un punteggio crescente (predeterminato) al concorrente che presente
il requisito richiesto con intensita’ maggiore. Ad esempio, se per il
rating di legalita’ sono previsti fino a tre punti, e’ attribuito il
punteggio 0 a chi non ha il rating, il punteggio 1 a chi lo ha con
una stella, 2 a chi ha due stelle e 3 a chi ha tre stelle.
Per l’attribuzione dei punteggi relativi in generale agli elementi
quantitativi, oltre alle formule e ai metodi sopra descritti, le
stazioni appaltanti possono utilizzare altri sistemi, esplicitati nel
bando o nella lettera di invito, purche’ vengano rispettati i criteri
sopra evidenziati (ovvero punteggio nullo per l’offerta che non
presenta sconti e punteggio massimo per l’offerta con lo sconto piu’
elevato)
V. La valutazione degli elementi qualitativi: i criteri
motivazionali.
Gli elementi di valutazione cosiddetti qualitativi richiedono una
valutazione discrezionale da parte dei commissari di gara. Al fine di
permettere ai concorrenti di presentare una proposta consapevole e
alla commissione di gara di esprimere una valutazione delle offerte
coerente con gli obiettivi della stazione appaltante (si ricorda che
la commissione di gara e’ di regola composta da soggetti esterni
all’amministrazione) e’ assolutamente necessario che vengano indicati
– gia’ nel bando o in qualsiasi altro atto di avvio della procedura
di affidamento – i criteri motivazionali a cui deve attenersi la
commissione per la valutazione delle offerte. Tali criteri devono
essere almeno non discriminatori (ad es. non possono essere
introdotte specifiche tecniche che favoriscono un determinato
operatore), conosciuti da tutti i concorrenti e basati su elementi
accessibili alle imprese. Il capitolato e il progetto, per quanto
possibile, devono essere estremamente dettagliati e precisi,
descrivendo i singoli elementi che compongono la prestazione.
Come indicato al comma 8 dell’art. 95 del codice, puo’ essere
opportuno, specie qualora il criterio sia caratterizzato da piu’
aspetti da valutare separatamente l’uno dall’altro, che lo stesso sia
diviso in piu’ sub criteri, ciascuno con il proprio sub punteggio.
La stazione appaltante resta libera di determinare il criterio di
attribuzione dei punteggi per i criteri di natura qualitativa (con la
condizione implicita che tale criterio rispetti i principi di
proporzionalita’, trasparenza e che abbia basi scientifiche),
tuttavia nella prassi applicativa si ricorre a due gruppi di sistemi
alternativi:
a) l’attribuzione discrezionale di un coefficiente (da moltiplicare
poi per il punteggio massimo attribuibile in relazione al criterio),
variabile tra zero e uno, da parte di ciascun commissario di gara;
b) il confronto a coppie tra le offerte presentate, da parte di
ciascun commissario di gara.
Sulla base del primo criterio, ciascun commissario attribuisce un
punteggio a ciascuna offerta. Le ragioni di tale attribuzione devono
essere adeguatamente motivate e la motivazione deve essere collegata
ai criteri presenti nel bando.
In relazione a ciascun criterio o subcriterio di valutazione la
stazione appaltante deve indicare gli specifici profili oggetto di
valutazione, in maniera analitica e concreta. Con riferimento a
ciascun criterio o subcriterio devono essere indicati i relativi
descrittori che consentono di definire i livelli qualitativi attesi e
di correlare agli stessi un determinato punteggio, assicurando la
trasparenza e la coerenza delle valutazioni.
Una volta che ciascun commissario ha attribuito il coefficiente a
ciascun concorrente, viene calcolata la media dei coefficienti
attribuiti, viene attribuito il valore 1 al coefficiente piu’ elevato
e vengono di conseguenza riparametrati tutti gli altri coefficienti.
Nel caso in cui si scelga di attribuire i coefficienti con il
criterio del confronto a coppie il confronto avviene sulla base delle
preferenze accordate da ciascun commissario a ciascun progetto in
confronto con tutti gli altri, secondo i parametri contenuti nei
documenti di gara.
Ciascun commissario confronta l’offerta di ciascun concorrente
indicando quale offerta preferisce e il grado di preferenza,
variabile tra 1 e 6 (1 – nessuna preferenza; 2 – preferenza minima; 3
– preferenza piccola; 4 – preferenza media; 5 – preferenza grande; 6
– preferenza massima), eventualmente utilizzando anche valori
intermedi.
Viene costruita una matrice con un numero di righe e un numero di
colonne pari al numero dei concorrenti meno uno come nell’esempio
sottostante, nel quale le lettere individuano i singoli concorrenti;
in ciascuna casella viene collocata la lettera corrispondente
all’elemento che e’ stato preferito con il relativo grado di
preferenza e, in caso di parita’, vengono collocate nella casella le
lettere dei due elementi in confronto, assegnando un punto ad
entrambe.

Parte di provvedimento in formato grafico

Al termine dei confronti si attribuiscono i punteggi sulla base di
uno dei due criteri:
1) si trasforma, per ciascun commissario, la somma dei coefficienti
attribuiti mediante il «confronto a coppie», in coefficienti
variabili tra zero e uno e si calcola la media dei coefficienti di
ciascun commissario attribuendo uno al concorrente che ha ottenuto il
coefficiente medio piu’ alto e agli altri concorrenti un punteggio
conseguentemente proporzionale al coefficiente raggiunto;
2) si trasforma la somma dei coefficienti attribuiti dai singoli
commissari mediante il «confronto a coppie» in coefficienti variabili
tra zero ed uno.
In alternativa si calcola la media dei coefficienti, variabili tra
zero ed uno, calcolati dai singoli commissari mediante il «confronto
a coppie», seguendo il criterio fondato sul calcolo dell’autovettore
principale della matrice completa dei confronti a coppie, modificando
opportunamente la matrice sopra riportata, eventualmente utilizzando
valori intermedi tra il punteggio 1 (parita’) e il punteggio 2
(preferenza minima) della scala semantica, come suggerito da Saaty
nell’utilizzo del metodo Analytic Hierarchy Process (AHP), per tener
conto di offerte che differiscono poco dal punto di vista
qualitativo. Tale metodo consente il calcolo di un indice di coerenza
attraverso il quale valutare la qualita’ dei punteggi attribuiti a
ciascun criterio e risulta percio’ preferibile.
Il confronto a coppie per l’attribuzione del punteggio relativo
agli elementi qualitativi e’ particolarmente adatto alle gare con la
presenza di numerose offerte, in quanto riduce la necessita’ di
attribuire piu’ punteggi discrezionali (e relative motivazionali),
tuttavia il numero di confronti da effettuare cresce notevolmente
all’aumentare del numero di offerte. Infatti, per ciascun criterio (o
sottocriterio) il numero di confronti da effettuare e’ pari a
n*(n-1)/2, dove n e’ il numero di concorrenti. Ad esempio se si hanno
4 concorrenti occorre effettuare 6 confronti, se il numero cresce a
10 il numero di confronti e’ pari a 45, se si arrivasse a 100
concorrenti i confronti dovrebbero essere 4.950.
VI. La formazione della graduatoria.
Dopo che la commissione di gara ha effettuato le valutazioni
tecniche per l’attribuzione dei coefficienti agli elementi
qualitativi e attribuito i coefficienti agli elementi quantitativi,
occorre determinare, per ogni offerta, un dato numerico finale atto
ad individuare l’offerta migliore.
L’art. 95 prevede al comma 9 che le amministrazioni aggiudicatrici
utilizzano metodologie tali da consentire di individuare con un unico
parametro numerico finale l’offerta economicamente piu’ vantaggiosa.
A questo fine occorre fare riferimento a uno dei metodi
multi-criteri o- multi-obiettivi proposti dalla letteratura, quali
l’aggregativo compensatore, l’Electre, il metodo AHP, il Topsis.
Nessun metodo e’ in assoluto il migliore.
La stazione appaltante puo’ applicare il criterio di determinazione
del punteggio finale per ciascuna offerta ritenuto piu’ opportuno,
purche’ tale criterio rispetti i seguenti principi:
a) avere basi scientifiche;
b) essere proporzionale con l’oggetto dell’appalto;
c) essere non discriminatorio, ovvero far si’ che se un’offerta
presenta valori migliori per ciascun coefficiente rispetto ad
un’altra anche il punteggio finale deve riflettere queste preferenze;
d) essere accuratamente descritto nel bando di gara.
1. Il metodo aggregativo compensatore.
Il metodo aggregativo compensatore, semplice e intuitivo, e’ il
piu’ utilizzato dalle stazioni appaltanti; si basa sulla sommatoria
dei coefficienti attribuiti per ciascun criterio, ponderati per il
peso relativo del criterio. A ciascun candidato il punteggio viene
assegnato sulla base della seguente formula:

Parte di provvedimento in formato grafico

dove:
Pi = Punteggio dell’offerta i-esima;
n = numero totale dei requisiti;
Wi = peso o punteggio attribuito al requisito (i);
Vai = coefficiente della prestazione dell’offerta (a) rispetto al
requisito (i) variabile tra zero ed uno.
Il metodo aggregativo compensatore presenta l’inconveniente di
compensare i punteggi attribuiti ai diversi elementi e di colmare,
nell’ambito del punteggio finale, eventuali profili carenti
dell’offerta con quelli piu’ completi. Tale metodo inoltre e’
particolarmente sensibile alle distorsioni descritte per i criteri
economici, specie quando si utilizza l’interpolazione lineare. E’
evidente che questo problema viene meno quando si utilizza il
criterio del prezzo o costo fisso, poiche’ non vi e’ piu’ l’offerta
economica da valutare.
2. Il metodo Electre.
Il metodo Electre (Elimination and Choice Traslating Reality)
consente di superare gli inconvenienti sopra evidenziati, in quanto,
a differenza del metodo aggregativo compensatore, non permette la
compensazione delle risposte carenti per determinati criteri di
valutazione. Il metodo Electre e’ un metodo di aiuto alle decisioni
fondato sul principio del surclassamento. In termini operativi, il
principio del surclassamento prevede che, date due alternative A e B,
si puo’ affermare che A surclassa B qualora:
a) esiste una sufficiente maggioranza di criteri di valutazione
rispetto ai quali si puo’ asserire che l’alternativa A e’ preferibile
o indifferente rispetto alla alternativa B;
b) per nessuno dei criteri di valutazione non appartenenti a questa
maggioranza di criteri, l’alternativa B risulta ampiamente
preferibile all’alternativa A.
Il primo passo consiste nell’individuare gli elementi di
valutazione di ciascun offerente per ciascuna prestazione e calcolare
gli scarti massimi per ciascuna di essa. Per queste finalita’ si
utilizza la seguente notazione:
aki e’ il valore della prestazione dell’offerta i per il criterio
k;
akj e’ il valore della prestazione dell’offerta j per il criterio
k;
sk e’ il massimo scarto dell’intera gamma di valori per il criterio
k;
pk e’ il peso attribuito al criterio k;
n il numero degli elementi da valutare k;
r e’ il numero delle offerte da valutare.
Il secondo passo consiste nel calcolo, con riferimento ad ogni
elemento di valutazione k, degli scarti fra ognuno dei valori offerti
rispetto agli altri valori offerti attraverso le seguenti formule:
Occorre eliminare dalla valutazione quegli elementi per i quali non
esiste variabilita’ tra i diversi concorrenti.
Con il terzo passo si calcolano, con riferimento ad ogni elemento
di valutazione k, sulla base di tali scarti, gli indici di
concordanza e di discordanza attraverso le seguenti formule:

Parte di provvedimento in formato grafico

qualora dij = 0 l’offerta i domina l’offerta j in ogni elemento di
valutazione k pertanto la procedura di valutazione va effettuata con
esclusione dell’offerta j.
Con il quarto passo si calcolano, sulla base degli indici di
concordanza e di discordanza, gli indicatori unici di dominanza di
ogni offerta rispetto a tutte le altre offerte con una delle due
seguenti formule:

Parte di provvedimento in formato grafico

Infine, con il quinto passo, si determina il punteggio di ogni
offerta sulla base di una delle due seguenti formule:

Parte di provvedimento in formato grafico

A differenza del metodo aggregativo compensatore, il metodo
Electre, limitatamente alle offerte relative a criteri di valutazione
di natura quantitativa o di natura qualitativa misurabili, puo’
essere applicato anche senza procedere preliminarmente alla
trasformazione dei relativi valori in coefficienti variabili tra zero
ed uno, in quanto e’ sufficiente conoscere i valori assoluti delle
offerte.
Si precisa, poi, che la soglia di anomalia prevista dall’art. 97,
comma 3, del codice non e’ in questo caso calcolabile, dal momento
che la graduatoria delle offerte non e’ costruita sulla somma dei
punteggi, ma sulla somma degli indici unici di dominanza; pertanto,
ancorche’ non previsto nei documenti di gara, la stazione appaltante
puo’ eventualmente applicare il comma 6 dell’art. 97 del codice.
3. Il metodo Topsis.
Il metodo parte dalla matrice delle prestazioni gia’ vista nel
metodo Electre.
Ogni elemento di detta matrice viene normalizzato nel seguente
modo:

Parte di provvedimento in formato grafico

Successivamente gli elementi di ogni colonna vengono moltiplicati
per il peso assegnato all’elemento di valutazione:
vik = xik * pk
Si ottiene pertanto una matrice pesata e normalizzata delle
soluzioni.
Si individua poi la soluzione ideale scegliendo tra le diverse
offerte i valori migliori degli elementi di valutazione; la soluzione
non-ideale e’ invece quella con gli elementi peggiori. In altre
parole la soluzione ideale e’ quella che si ottiene prendendo il
valore piu’ grande di ogni colonna della matrice vik mentre la
soluzione non ideale e’ quella che si ottiene prendendo da ogni
colonna di tale matrice il valore piu’ piccolo.
Soluzione ideale:

Parte di provvedimento in formato grafico

Soluzione non ideale:

Parte di provvedimento in formato grafico

La distanza euclidea di ogni alternativa rispetto alla soluzione
ideale e’ data dalla seguente formula:

Parte di provvedimento in formato grafico

La distanza euclidea di ogni alternativa rispetto alla soluzione
non ideale e’ data dalla seguente formula:

Parte di provvedimento in formato grafico

La vicinanza rispetto alla soluzione ideale di ogni alternativa e’
data dalla seguente equazione:

Parte di provvedimento in formato grafico

L’offerta migliore e’ quella con il valore piu’ grande di V.
Roma, 2 maggio 2018

Il Presidente: Cantone
Linee guida approvate dal Consiglio nell’adunanza del 2 maggio 2018
con delibera n. 424
Depositata presso la segreteria del Consiglio in data 14 maggio
2018
Il Segretario: Esposito

Elenco Enti pubblici di Ricerca

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione

Elenco degli enti pubblici
vigilati dalla  Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione

Ultimo aggiornamento – 6 marzo 2018

Delibera ANAC 1 marzo 2018, n. 206

AUTORITA’ NAZIONALE ANTICORRUZIONE

Delibera ANAC 1 marzo 2018

Aggiornamento al decreto legislativo 19 aprile 2017, n. 56 delle Linee guida n. 4, di attuazione del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 recanti: «Procedure per l’affidamento dei contratti pubblici di importo inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria, indagini di mercato e formazione e gestione degli elenchi di operatori economici». (Delibera n. 206/2018). (18A01990)

(GU n.69 del 23-3-2018)

Premessa
Le presenti Linee guida sono redatte ai sensi dell’art. 36, comma
7, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 e successive
modificazioni ed integrazioni (di seguito «codice dei contratti
pubblici») che affida all’ANAC la definizione delle modalita’ di
dettaglio per supportare le stazioni appaltanti nelle attivita’
relative ai contratti di importo inferiore alla soglia di rilevanza
europea e migliorare la qualita’ delle procedure, delle indagini di
mercato nonche’ la formazione e gestione degli elenchi degli
operatori economici. A seguito della modifica introdotta con il
decreto legislativo 19 aprile 2017, n. 56 (cd. decreto correttivo),
l’ANAC e’ altresi’ chiamata ad indicare specifiche modalita’ di
rotazione degli inviti e degli affidamenti e di attuazione delle
verifiche sull’affidatario scelto senza gara, nonche’ di
effettuazione degli inviti in caso di esclusione automatica delle
offerte anormalmente basse.
1. Oggetto e ambito di applicazione
1.1 Le disposizioni di cui all’art. 36 del codice dei contratti
pubblici e le presenti Linee guida si applicano alle stazioni
appaltanti – ad eccezione delle imprese pubbliche e dei soggetti
titolari di diritti speciali ed esclusivi per gli appalti di lavori,
forniture e servizi di importo inferiore alla soglia comunitaria,
rientranti nell’ambito definito dagli articoli da 115 a 121 del
codice dei contratti pubblici – (di seguito solo «stazioni
appaltanti»), che intendono affidare lavori, servizi e forniture di
importo inferiore alle soglie di cui all’art. 35 del codice dei
contratti pubblici:
a) nei settori ordinari, ivi inclusi i servizi attinenti
all’architettura e all’ingegneria e i servizi sociali e gli altri
servizi specifici elencati all’allegato IX;
b) nei settori speciali, in quanto compatibili.
1.2 Le imprese pubbliche e i soggetti titolari di diritti speciali
ed esclusivi per gli appalti di lavori, forniture e servizi di
importo inferiore alla soglia comunitaria, rientranti nell’ambito
definito dagli articoli da 115 a 121 del codice dei contratti
pubblici, applicano la disciplina stabilita nei rispettivi
regolamenti, la quale, comunque, deve essere conforme ai principi
dettati dal Trattato UE, in particolare quelli di non discriminazione
in base alla nazionalita’, parita’ di trattamento, di trasparenza a
tutela della concorrenza.
1.3 Restano fermi gli obblighi di utilizzo di strumenti di acquisto
(di cui all’art. 3, comma 1, lettera cccc) del codice dei contratti
pubblici) e di negoziazione (di cui all’art. 3, comma 1, lettera
dddd) del codice dei contratti pubblici), anche telematici, previsti
dalle vigenti disposizioni in materia di contenimento della spesa
nonche’ la normativa sulla qualificazione delle stazioni appaltanti e
sulla centralizzazione e aggregazione della committenza. Per il
ricorso a tali strumenti si applicano le medesime condizioni di
trasparenza, pubblicita’ e motivazione descritte nelle presenti Linee
guida.
1.4 Le stazioni appaltanti possono ricorrere, nell’esercizio della
propria discrezionalita’, alle procedure ordinarie, anziche’ a quelle
semplificate, qualora le esigenze del mercato suggeriscano di
assicurare il massimo confronto concorrenziale (art. 36, comma 2, del
codice dei contratti pubblici).
1.5 Le stazioni appaltanti verificano se per un appalto o una
concessione di dimensioni inferiori alle soglie di cui all’art. 35
del codice dei contratti pubblici vi sia un interesse
transfrontaliero certo in conformita’ ai criteri elaborati dalla
Corte di Giustizia, quali, a titolo esemplificativo, il luogo
dell’esecuzione, l’importanza economica e la tecnicita’
dell’intervento, le caratteristiche del settore in questione (si veda
la comunicazione della Commissione europea 2006/C 179/02), relativa
al diritto comunitario applicabile alle aggiudicazioni di appalti non
o solo parzialmente disciplinate dalle direttive «appalti pubblici»).
Per l’affidamento di appalti e concessioni di interesse
transfrontaliero certo le stazioni appaltanti adottano le procedure
di gara adeguate e utilizzano mezzi di pubblicita’ atti a garantire
in maniera effettiva ed efficace l’apertura del mercato alle imprese
estere.

+———————————–+
|Le disposizioni di cui all’art. 36 |
|del codice dei contratti pubblici e|
|le presenti Linee guida si |
|applicano agli affidamenti di |
|lavori, servizi e forniture di cui |
|al paragrafo 1.1. posti in essere |
|dalle stazioni appaltanti.Le |
|imprese pubbliche e i soggetti |
|titolari di diritti speciali ed |
|esclusivi per gli appalti di |
|lavori, forniture e servizi di |
|importo inferiore alla soglia |
|comunitaria, rientranti nell’ambito|
|definito dagli articoli da 115 a |
|121, applicano la disciplina |
|stabilita nei rispettivi |
|regolamenti, la quale, comunque, |
|deve essere conforme ai principi |
|dettati dal Trattato UE. Restano |
|fermi gli obblighi di utilizzo di |
|strumenti di acquisto e di |
|negoziazione, anche telematici, |
|previsti dalle vigenti disposizioni|
|in materia di contenimento della |
|spesa nonche’ la normativa sulla |
|qualificazione delle stazioni |
|appaltanti e sulla centralizzazione|
|e aggregazione della committenza. |
|Le stazioni appaltanti possono |
|discrezionalmente ricorrere alle |
|procedure ordinarie anziche’ a |
|quelle dell’art. 36, decreto |
|legislativo n. 50/2016. Per |
|l’affidamento di appalti e |
|concessioni di interesse |
|transfrontaliero certo le stazioni |
|appaltanti adottano le procedure di|
|gara adeguate e utilizzano mezzi di|
|pubblicita’ atti a garantire in |
|maniera effettiva ed efficace |
|l’apertura del mercato alle imprese|
|estere. |
+———————————–+

2. Il valore stimato dell’appalto
2.1 Il valore stimato dell’appalto e’ calcolato in osservanza dei
criteri fissati all’art. 35 del codice dei contratti pubblici. Al
fine di evitare un artificioso frazionamento dell’appalto, volto a
eludere la disciplina comunitaria, le stazioni appaltanti devono
prestare attenzione alla corretta definizione del proprio fabbisogno
in relazione all’oggetto degli appalti, specialmente nei casi di
ripartizione in lotti, contestuali o successivi, o di ripetizione
dell’affidamento nel tempo.
2.2 Per le opere di urbanizzazione a scomputo totale o parziale del
contributo previsto per il rilascio del permesso di costruire, nel
calcolo del valore stimato devono essere cumulativamente considerati
tutti i lavori di urbanizzazione primaria e secondaria anche se
appartenenti a diversi lotti, connessi ai lavori oggetto di permesso
di costruire. Nel caso di esecuzione diretta delle opere di
urbanizzazione primaria di cui all’art. 16, comma 7 del decreto del
Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, di importo
inferiore alla soglia comunitaria, detto valore deve essere calcolato
– tenendo conto dell’intervenuta abrogazione del decreto legislativo
12 aprile 2006, n. 163 – secondo i parametri stabiliti dall’art. 5,
paragrafo 8, della direttiva 2014/24/UE e dall’art. 35 del codice dei
contratti pubblici. Al ricorrere della suindicata ipotesi, per
effetto della previsione derogatoria contenuta nell’art. 16, comma
2-bis, del decreto del Presidente della Repubblica n. 380/2001: 1)
nel caso di affidamento a terzi dell’appalto da parte del titolare
del permesso di costruire non trovano applicazione le disposizioni
del decreto legislativo n. 163/2006 ed ora del codice dei contratti
pubblici; 2) di conseguenza, il valore delle opere di urbanizzazione
primaria di cui all’art. 16, comma 7, del decreto del Presidente
della Repubblica n. 380/2001, di importo inferiore alla soglia
comunitaria, ai fini della individuazione del valore stimato
dell’appalto, non si somma al valore delle altre opere di
urbanizzazione eventualmente da realizzarsi.

+———————————–+
|Al fine di evitare il frazionamento|
|artificioso degli appalti si |
|applicano le disposizioni di cui |
|all’art. 35 del codice dei |
|contratti pubblici. Cio’ vale anche|
|per le opere a scomputo di cui |
|all’art. 36, commi 3 e 4 del codice|
|dei contratti pubblici, |
|indipendentemente se si tratta di |
|lavori di urbanizzazione primaria o|
|secondaria, fatto salvo quanto |
|previsto dal decreto del Presidente|
|della Repubblica n. 380/2001. |
+———————————–+

3. Principi comuni
3.1 L’affidamento e l’esecuzione di lavori, servizi e forniture
secondo le procedure semplificate di cui all’art. 36 del codice dei
contratti pubblici, ivi compreso l’affidamento diretto, avvengono nel
rispetto dei principi enunciati dagli articoli 30, comma 1
(economicita’, efficacia, tempestivita’, correttezza, libera
concorrenza, non discriminazione, trasparenza, proporzionalita’,
pubblicita’, rotazione), 34 (criteri di sostenibilita’ energetica e
ambientale) e 42 (prevenzione e risoluzione dei conflitti di
interesse) del codice dei contratti pubblici. Le stazioni appaltanti
possono applicare altresi’ le disposizioni di cui all’art. 50 del
codice dei contratti pubblici sulle clausole sociali, tenendo conto
anche delle indicazioni che saranno fornite dall’ANAC in uno
specifico atto regolatorio.
3.2 Nell’espletamento delle procedure semplificate di cui al
richiamato art. 36, le stazioni appaltanti garantiscono in aderenza:
a) al principio di economicita’, l’uso ottimale delle risorse da
impiegare nello svolgimento della selezione ovvero nell’esecuzione
del contratto;
b) al principio di efficacia, la congruita’ dei propri atti
rispetto al conseguimento dello scopo e dell’interesse pubblico cui
sono preordinati;
c) al principio di tempestivita’, l’esigenza di non dilatare la
durata del procedimento di selezione del contraente in assenza di
obiettive ragioni;
d) al principio di correttezza, una condotta leale ed improntata
a buona fede, sia nella fase di affidamento sia in quella di
esecuzione;
e) al principio di libera concorrenza, l’effettiva
contendibilita’ degli affidamenti da parte dei soggetti
potenzialmente interessati;
f) al principio di non discriminazione e di parita’ di
trattamento, una valutazione equa ed imparziale dei concorrenti e
l’eliminazione di ostacoli o restrizioni nella predisposizione delle
offerte e nella loro valutazione;
g) al principio di trasparenza e pubblicita’, la conoscibilita’
delle procedure di gara, nonche’ l’uso di strumenti che consentano un
accesso rapido e agevole alle informazioni relative alle procedure;
h) al principio di proporzionalita’, l’adeguatezza e idoneita’
dell’azione rispetto alle finalita’ e all’importo dell’affidamento;
i) al principio di rotazione degli inviti e degli affidamenti, il
non consolidarsi di rapporti solo con alcune imprese, favorendo la
distribuzione delle opportunita’ degli operatori economici di essere
affidatari di un contratto pubblico;
j) ai criteri di sostenibilita’ energetica e ambientale, la
previsione nella documentazione progettuale e di gara dei criteri
ambientali minimi adottati con decreto del Ministro dell’ambiente e
della tutela del territorio e del mare, tenendo conto di eventuali
aggiornamenti;
k) al principio di prevenzione e risoluzione dei conflitti di
interessi, l’adozione di adeguate misure di prevenzione e risoluzione
dei conflitti di interesse sia nella fase di svolgimento della
procedura di gara che nella fase di esecuzione del contratto,
assicurando altresi’ una idonea vigilanza sulle misure adottate, nel
rispetto della normativa vigente e in modo coerente con le previsioni
del Piano nazionale anticorruzione elaborato dall’ANAC, unitamente ai
relativi aggiornamenti, e dei Piani triennali per la prevenzione
della corruzione e della trasparenza.
3.3 Le stazioni appaltanti tengono conto delle realta’
imprenditoriali di minori dimensioni, fissando requisiti di
partecipazione e criteri di valutazione che, senza rinunciare al
livello qualitativo delle prestazioni, consentano la partecipazione
anche delle micro, piccole e medie imprese, valorizzandone il
potenziale.
3.4 Tutti gli atti della procedura sono soggetti agli obblighi di
trasparenza previsti dall’art. 29 del codice dei contratti pubblici.
L’avviso sui risultati della procedura di affidamento contiene
l’indicazione dei soggetti che hanno effettivamente proposto offerte
e di quelli invitati (art. 36, comma 2, lettere b) e c) del codice
dei contratti pubblici).
3.5 Qualora ricorrano le condizioni di cui all’art. 95, comma 4 del
codice dei contratti pubblici, gli affidamenti possono essere
aggiudicati con il criterio del minor prezzo (si vedano anche le
Linee guida n. 2 in materia di «Offerta economicamente piu’
vantaggiosa»).
3.6 Si applica il principio di rotazione degli affidamenti e degli
inviti, con riferimento all’affidamento immediatamente precedente a
quello di cui si tratti, nei casi in cui i due affidamenti, quello
precedente e quello attuale, abbiano ad oggetto una commessa
rientrante nello stesso settore merceologico, ovvero nella stessa
categoria di opere, ovvero ancora nello stesso settore di servizi. Il
principio di rotazione comporta, di norma, il divieto di invito a
procedure dirette all’assegnazione di un appalto, nei confronti del
contraente uscente e dell’operatore economico invitato e non
affidatario nel precedente affidamento. La rotazione non si applica
laddove il nuovo affidamento avvenga tramite procedure ordinarie o
comunque aperte al mercato, nelle quali la stazione appaltante, in
virtu’ di regole prestabilite dal codice dei contratti pubblici
ovvero dalla stessa in caso di indagini di mercato o consultazione di
elenchi, non operi alcuna limitazione in ordine al numero di
operatori economici tra i quali effettuare la selezione. La stazione
appaltante, in apposito regolamento (di contabilita’ ovvero di
specifica disciplina delle procedure di affidamento di appalti di
forniture, servizi e lavori), puo’ suddividere gli affidamenti in
fasce di valore economico, in modo da applicare la rotazione solo in
caso di affidamenti rientranti nella stessa fascia. Il provvedimento
di articolazione in fasce deve prevedere una effettiva
differenziazione tra forniture, servizi e lavori e deve essere
adeguatamente motivato in ordine alla scelta dei valori di
riferimento delle fasce; detti valori possono tenere conto, per i
lavori, delle soglie previste dal sistema unico di qualificazione
degli esecutori di lavori. In ogni caso, l’applicazione del principio
di rotazione non puo’ essere aggirata, con riferimento agli
affidamenti operati negli ultimi tre anni solari, mediante ricorso a:
arbitrari frazionamenti delle commesse o delle fasce; ingiustificate
aggregazioni o strumentali determinazioni del calcolo del valore
stimato dell’appalto; alternanza sequenziale di affidamenti diretti o
di inviti agli stessi operatori economici; affidamenti o inviti
disposti, senza adeguata giustificazione, ad operatori economici
riconducibili a quelli per i quali opera il divieto di invito o
affidamento, ad esempio per la sussistenza dei presupposti di cui
all’art. 80, comma 5, lettera m) del codice dei contratti pubblici.
3.7 Fermo restando quanto previsto al paragrafo 3.6, secondo
periodo, il rispetto del principio di rotazione degli affidamenti e
degli inviti fa si’ che l’affidamento o il reinvito al contraente
uscente abbiano carattere eccezionale e richiedano un onere
motivazionale piu’ stringente. La stazione appaltante motiva tale
scelta in considerazione della particolare struttura del mercato e
della riscontrata effettiva assenza di alternative, tenuto altresi’
conto del grado di soddisfazione maturato a conclusione del
precedente rapporto contrattuale (esecuzione a regola d’arte e
qualita’ della prestazione, nel rispetto dei tempi e dei costi
pattuiti) e della competitivita’ del prezzo offerto rispetto alla
media dei prezzi praticati nel settore di mercato di riferimento. La
motivazione circa l’affidamento o il reinvito al candidato invitato
alla precedente procedura selettiva, e non affidatario, deve tenere
conto dell’aspettativa, desunta da precedenti rapporti contrattuali o
da altre ragionevoli circostanze, circa l’affidabilita’
dell’operatore economico e l’idoneita’ a fornire prestazioni coerenti
con il livello economico e qualitativo atteso. Negli affidamenti di
importo inferiore a 1.000 euro, e’ consentito derogare
all’applicazione del presente paragrafo, con scelta, sinteticamente
motivata, contenuta nella determinazione a contrarre od in atto
equivalente.

+———————————+
|L’affidamento e l’esecuzione di |
|lavori, servizi e forniture |
|secondo le procedure semplificate|
|di cui all’art. 36 del codice dei|
|contratti pubblici, ivi compreso |
|l’affidamento diretto, avvengono |
|nel rispetto dei principi di |
|economicita’, efficacia, |
|tempestivita’, correttezza, |
|libera concorrenza, non |
|discriminazione, trasparenza, |
|proporzionalita’, pubblicita’, |
|rotazione degli inviti e degli |
|affidamenti, di tutela |
|dell’effettiva possibilita’ di |
|partecipazione delle micro, |
|piccole e medie imprese, nonche’ |
|dei criteri di sostenibilita’ |
|energetica e ambientale e del |
|principio di prevenzione e |
|risoluzione dei conflitti di |
|interessi. Il principio di |
|rotazione degli inviti e degli |
|affidamenti si applica alle |
|procedure rientranti nel medesimo|
|settore merceologico, categorie |
|di opere e settore di servizi di |
|quelle precedenti, nelle quali la|
|stazione appaltante opera |
|limitazioni al numero di |
|operatori economici selezionati. |
|I regolamenti interni possono |
|prevedere fasce, suddivise per |
|valore, sulle quali applicare la |
|rotazione degli operatori |
|economici. Il rispetto del |
|principio di rotazione |
|espressamente fa si’ che |
|l’affidamento o il reinvito al |
|contraente uscente abbiano |
|carattere eccezionale e |
|richiedano un onere motivazionale|
|piu’ stringente. L’affidamento |
|diretto o il reinvito |
|all’operatore economico invitato |
|in occasione del precedente |
|affidamento, e non affidatario, |
|deve essere motivato. |
+———————————+

4. L’affidamento e l’esecuzione di lavori, servizi e forniture di
importo inferiore a 40.000,00 euro
4.1 L’affidamento e l’esecuzione di lavori, servizi e forniture di
importo inferiore a 40.000,00 euro puo’ avvenire tramite affidamento
diretto, o, per i lavori, anche tramite amministrazione diretta di
cui all’art. 3, comma 1, lettera gggg) del codice dei contratti
pubblici, in conformita’ all’art. 36, comma 2, lettera a) del
predetto codice.
4.2 I lavori di importo inferiore a 40.000,00 euro, da realizzare
in amministrazione diretta, sono individuati dalla stazione
appaltante a cura del responsabile unico del procedimento.
4.1 L’avvio della procedura
4.1.1 Al fine di assicurare il rispetto dei principi di cui
all’art. 30 del codice dei contratti pubblici e delle regole di
concorrenza, la stazione appaltante puo’ acquisire informazioni,
dati, documenti volti a identificare le soluzioni presenti sul
mercato per soddisfare i propri fabbisogni e la platea dei potenziali
affidatari.
4.1.2 La procedura prende avvio con la determina a contrarre ovvero
con atto a essa equivalente secondo l’ordinamento della singola
stazione appaltante. In applicazione dei principi di imparzialita’,
parita’ di trattamento, trasparenza, la determina a contrarre ovvero
l’atto a essa equivalente contiene, almeno, l’indicazione
dell’interesse pubblico che si intende soddisfare, le caratteristiche
delle opere, dei beni, dei servizi che si intendono acquistare,
l’importo massimo stimato dell’affidamento e la relativa copertura
contabile, la procedura che si intende seguire con una sintetica
indicazione delle ragioni, i criteri per la selezione degli operatori
economici e delle offerte nonche’ le principali condizioni
contrattuali.
4.1.3 Nel caso di affidamento diretto, o di lavori in
amministrazione diretta, si puo’ altresi’ procedere tramite determina
a contrarre o atto equivalente in modo semplificato, ai sensi
dell’art. 32, comma 2, secondo periodo, del codice dei contratti
pubblici.

+—————————————–+
|Le procedure semplificate di cui all’art.|
|36 del codice dei contratti pubblici |
|prendono avvio con la determina a |
|contrarre o con atto ad essa equivalente,|
|contenente, tra l’altro, l’indicazione |
|della procedura che si vuole seguire con |
|una sintetica indicazione delle ragioni. |
|Il contenuto del predetto atto puo’ |
|essere semplificato, per i contratti di |
|importo inferiore a 40.000,00 euro, |
|nell’affidamento diretto o |
|nell’amministrazione diretta di lavori. |
+—————————————–+

4.2 I requisiti generali e speciali
4.2.1 L’operatore economico deve essere in possesso dei requisiti
di carattere generale di cui all’art. 80 del codice dei contratti
pubblici nonche’ dei requisiti minimi di:
a) idoneita’ professionale. In proposito, potrebbe essere
richiesto all’operatore economico di attestare l’iscrizione al
Registro della Camera di commercio, industria, agricoltura e
artigianato o ad altro albo, ove previsto, capace di attestare lo
svolgimento delle attivita’ nello specifico settore oggetto del
contratto;
b) capacita’ economica e finanziaria. Al riguardo, potrebbe
essere richiesta la dimostrazione di livelli minimi di fatturato
globale, proporzionati all’oggetto dell’affidamento tali da non
compromettere la possibilita’ delle micro, piccole e medie imprese di
risultare affidatarie. In alternativa al fatturato, per permettere la
partecipazione anche di imprese di nuova costituzione, puo’ essere
richiesta altra documentazione considerata idonea, quale un
sufficiente livello di copertura assicurativa contro i rischi
professionali;
c) capacita’ tecniche e professionali, stabilite in ragione
dell’oggetto e dell’importo dell’affidamento, quali a titolo
esemplificativo, l’attestazione di esperienze maturate nello
specifico settore, o in altro settore ritenuto assimilabile,
nell’anno precedente o in altro intervallo temporale ritenuto
significativo ovvero il possesso di specifiche attrezzature e/o
equipaggiamento tecnico.
L’eventuale possesso dell’attestato di qualificazione SOA per la
categoria dei lavori oggetto dell’affidamento e’ sufficiente per la
dimostrazione del possesso dei requisiti di capacita’
economico/finanziaria e tecnico/professionale richiesti.
4.2.2 Per lavori, servizi e forniture di importo fino a 5.000,00
euro, in caso di affidamento diretto, la stazione appaltante ha
facolta’ di procedere alla stipula del contratto sulla base di
un’apposita autodichiarazione resa dall’operatore economico ai sensi
e per gli effetti del decreto del Presidente della Repubblica 28
dicembre 2000, n. 445, anche secondo il modello del documento di gara
unico europeo, dalla quale risulti il possesso dei requisiti di
carattere generale di cui all’art. 80 del codice dei contratti
pubblici e speciale, ove previsti. In tal caso la stazione appaltante
procede comunque, prima della stipula del contratto, da effettuarsi
nelle forme di cui all’art. 32, comma 14, del codice dei contratti
pubblici, alla consultazione del casellario ANAC, alla verifica del
Documento unico di regolarita’ contributiva (DURC), nonche’ della
sussistenza dei requisiti speciali ove previsti e delle condizioni
soggettive che la legge stabilisce per l’esercizio di particolari
professioni o dell’idoneita’ a contrarre con la pubblica
amministrazione in relazione a specifiche attivita’ (ad esempio ex
art. 1, comma 52, legge n. 190/2012). Il contratto deve in ogni caso
contenere espresse, specifiche clausole, che prevedano, in caso di
successivo accertamento del difetto del possesso dei requisiti
prescritti: la risoluzione dello stesso ed il pagamento in tal caso
del corrispettivo pattuito solo con riferimento alle prestazioni gia’
eseguite e nei limiti dell’utilita’ ricevuta; l’incameramento della
cauzione definitiva ove richiesta o, in alternativa, l’applicazione
di una penale in misura non inferiore al 10 per cento del valore del
contratto. Sulle autodichiarazioni rese dagli operatori economici ai
fini dell’affidamento diretto di cui al presente paragrafo, le
stazioni appaltanti sono tenute ad effettuare idonei controlli ai
sensi dell’art. 71, comma 1, del decreto del Presidente della
Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445; a tal fine le stesse si dotano
di apposito regolamento, od altro atto equivalente, nel quale sono
definite una quota significativa minima di controlli a campione da
effettuarsi in ciascun anno solare in relazione agli affidamenti
diretti operati, nonche’ le modalita’ di assoggettamento al controllo
e di effettuazione dello stesso.
4.2.3 Per lavori, servizi e forniture di importo superiore a
5.000,00 euro e non superiore a 20.000,00 euro, in caso di
affidamento diretto, la stazione appaltante ha facolta’ di procedere
alla stipula del contratto sulla base di un’apposita
autodichiarazione resa dall’operatore economico ai sensi e per gli
effetti del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000,
n. 445, secondo il modello del documento di gara unico europeo, dalla
quale risulti il possesso dei requisiti di carattere generale di cui
all’art. 80 del codice dei contratti pubblici e speciale, ove
previsti. In tal caso la stazione appaltante procede comunque, prima
della stipula del contratto da effettuarsi nelle forme di cui
all’art. 32, comma 14, del codice dei contratti pubblici, alla
consultazione del casellario ANAC, alla verifica della sussistenza
dei requisiti di cui all’art. 80, commi 1, 4 e 5, lettera b) del
codice dei contratti pubblici e dei requisiti speciali ove previsti,
nonche’ delle condizioni soggettive che la legge stabilisce per
l’esercizio di particolari professioni o dell’idoneita’ a contrarre
con la pubblica amministrazione in relazione a specifiche attivita’
(ad esempio ex art. 1, comma 52, legge n. 190/2012). Il contratto
deve in ogni caso contenere espresse, specifiche, clausole, che
prevedano, in caso di successivo accertamento del difetto del
possesso dei requisiti prescritti: la risoluzione dello stesso ed il
pagamento in tal caso del corrispettivo pattuito solo con riferimento
alle prestazioni gia’ eseguite e nei limiti dell’utilita’ ricevuta;
l’incameramento della cauzione definitiva ove richiesta o, in
alternativa, l’applicazione di una penale in misura non inferiore al
10 per cento del valore del contratto. Sulle autodichiarazioni rese
dagli operatori economici ai fini dell’affidamento diretto di cui al
presente paragrafo, le stazioni appaltanti sono tenute ad effettuare
idonei controlli ai sensi dell’art. 71, comma 1, del decreto del
Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445; a tal fine le
stesse si dotano di apposito regolamento, od altro atto equivalente,
nel quale sono definite una quota significativa minima di controlli a
campione da effettuarsi in ciascun anno solare in relazione agli
affidamenti diretti operati, nonche’ le modalita’ di assoggettamento
al controllo e di effettuazione dello stesso.
4.2.4 Per importi superiori a 20.000,00 euro, nel caso di
affidamento diretto la stazione appaltante, prima di stipulare il
contratto, nelle forme di cui all’art. 32, comma 14, del codice dei
contratti pubblici, procede alle verifiche del possesso dei requisiti
di carattere generale di cui all’art. 80 del codice dei contratti
pubblici e di quelli speciali, se previsti, nonche’ delle condizioni
soggettive che la legge stabilisce per l’esercizio di particolari
professioni o l’idoneita’ a contrarre con la pubblica amministrazione
in relazione a specifiche attivita’ (es. art. 1, comma 52, legge n.
190/2012).

+———————————————+
|L’operatore economico deve essere in possesso|
|dei requisiti di carattere generale di cui |
|all’art. 80 del codice dei contratti pubblici|
|nonche’ dei requisiti speciali richiesti |
|dalla stazione appaltante. L’eventuale |
|possesso dell’attestato di qualificazione SOA|
|per la categoria dei lavori oggetto |
|dell’affidamento e’ sufficiente per la |
|dimostrazione del possesso dei requisiti di |
|capacita’ economico/finanziaria e |
|tecnico/professionale. Per gli affidamenti |
|diretti di importo fino a 20.000,00 euro sono|
|consentite semplificazioni nel procedimento |
|di verifica dei requisiti, secondo quanto |
|previsto ai paragrafi 4.2.2 e 4.2.3 delle |
|presenti Linee guida. |
+———————————————+

4.3 I criteri di selezione, la scelta del contraente e l’obbligo di
motivazione
4.3.1 In ottemperanza agli obblighi di motivazione del
provvedimento amministrativo sanciti dalla legge 7 agosto 1990, n.
241 e al fine di assicurare la massima trasparenza, la stazione
appaltante motiva in merito alla scelta dell’affidatario, dando
dettagliatamente conto del possesso da parte dell’operatore economico
selezionato dei requisiti richiesti nella determina a contrarre o
nell’atto ad essa equivalente, della rispondenza di quanto offerto
all’interesse pubblico che la stazione appaltante deve soddisfare, di
eventuali caratteristiche migliorative offerte dall’affidatario,
della congruita’ del prezzo in rapporto alla qualita’ della
prestazione, nonche’ del rispetto del principio di rotazione. A tal
fine, la stazione appaltante puo’ ricorrere alla comparazione dei
listini di mercato, di offerte precedenti per commesse identiche o
analoghe o all’analisi dei prezzi praticati ad altre amministrazioni.
In ogni caso, il confronto dei preventivi di spesa forniti da due o
piu’ operatori economici rappresenta una best practice anche alla
luce del principio di concorrenza. Si richiama quanto previsto ai
paragrafi 3.6 e 3.7 in merito all’applicazione del principio di
rotazione.
4.3.2 Per affidamenti di modico valore, ad esempio inferiori a
1.000 euro, o per affidamenti effettuati nel rispetto di apposito
regolamento (ad esempio regolamento di contabilita’) gia’ adottato
dalla stazione appaltante, che tiene conto dei principi comunitari e
nazionali in materia di affidamento di contratti pubblici, la
motivazione della scelta dell’affidatario diretto puo’ essere
espressa in forma sintetica, anche richiamando il regolamento stesso
nella determina ovvero nell’atto equivalente redatti in modo
semplificato.
4.3.3 In caso di affidamento diretto, e’ facolta’ della stazione
appaltante non richiedere la garanzia provvisoria di cui all’art. 93,
comma 1, del codice dei contratti pubblici. La stazione appaltante
ha, altresi’, la facolta’ di esonerare l’affidatario dalla garanzia
definitiva di cui all’art. 103 del codice dei contratti pubblici, in
casi specifici, e alle condizioni dettate dal comma 11 del citato
art. 103.

+———————————+
|La stazione appaltante motiva in |
|merito alla scelta |
|dell’affidatario e verifica il |
|possesso da parte dell’operatore |
|economico selezionato dei |
|requisiti di carattere generale |
|di cui all’art. 80 del codice dei|
|contratti pubblici e di quelli di|
|carattere speciale eventualmente |
|richiesti nella determina a |
|contrarre o nell’atto ad essa |
|equivalente, fatto salvo quanto |
|previsto ai paragrafi 4.2.2 e |
|4.2.3 delle presenti Linee guida.|
|La motivazione puo’ essere |
|espressa in forma sintetica nei |
|casi indicati al paragrafo 4.3.2.|
+———————————+

4.4 La stipula del contratto
4.4.1. Ai sensi dell’art. 32, comma 14, del codice dei contratti
pubblici, la stipula del contratto per gli affidamenti di importo
inferiore a 40.000,00 euro puo’ avvenire mediante corrispondenza
secondo l’uso del commercio consistente in un apposito scambio di
lettere, anche tramite posta elettronica certificata o strumenti
analoghi negli Stati membri ovvero tramite piattaforma telematica in
caso di acquisto su mercati elettronici.
4.4.2 Ai sensi dell’art. 32, comma 10, lettera b), del codice dei
contratti pubblici non si applica il termine dilatorio di stand still
di trentacinque giorni per la stipula del contratto.

+————————-+
|La stipula del contratto |
|avviene nel rispetto |
|delle disposizioni di cui|
|all’art. 32, comma 10, |
|lettera b) e comma 14, |
|del codice dei contratti |
|pubblici. |
+————————-+

5. La procedura negoziata per l’affidamento di contratti di lavori di
importo pari o superiore a 40.000,00 euro e inferiore a 150.000,00
euro e per l’affidamento di contratti di servizi e forniture di
importo pari o superiore a 40.000,00 euro e inferiore alle soglie
di rilevanza comunitaria di cui all’art. 35.
5.1 Gli operatori economici da invitare alle procedure negoziate,
per i lavori di importo pari o superiore a 40.000,00 euro e inferiore
a 150.000,00 euro ovvero per i servizi e le forniture di importo pari
o superiore a 40.000,00 euro e inferiore alle soglie europee, sono
individuati sulla base di indagini di mercato o tramite elenchi di
operatori economici nel rispetto del criterio di rotazione degli
inviti.
La stazione appaltante puo’ eseguire i lavori anche in
amministrazione diretta, fatta salva l’applicazione della citata
procedura negoziata per l’acquisto e il noleggio dei mezzi necessari.
5.2 La procedura prende avvio con la determina a contrarre ovvero
con atto a essa equivalente secondo l’ordinamento della singola
stazione appaltante, e contiene informazioni analoghe a quelle di cui
al paragrafo 4.1.2.
5.3 Successivamente la procedura si articola in tre fasi:
a) svolgimento di indagini di mercato o consultazione di elenchi
per la selezione di operatori economici da invitare al confronto
competitivo;
b) confronto competitivo tra gli operatori economici selezionati
e invitati e scelta dell’affidatario;
c) stipulazione del contratto.
5.1 L’indagine di mercato e l’elenco degli operatori economici
5.1.1 Le stazioni appaltanti possono dotarsi, nel rispetto del
proprio ordinamento, di un regolamento in cui vengono disciplinate:
a) le modalita’ di conduzione delle indagini di mercato,
eventualmente distinte per fasce di importo, anche in considerazione
della necessita’ di applicare il principio di rotazione in armonia
con quanto previsto ai precedenti paragrafi 3.6 e 3.7;
b) le modalita’ di costituzione e revisione dell’elenco degli
operatori economici, distinti per categoria e fascia di importo;
c) i criteri di scelta dei soggetti da invitare a presentare
offerta a seguito di indagine di mercato o attingendo dall’elenco
degli operatori economici propri o da quelli presenti nel mercato
elettronico delle pubbliche amministrazioni o altri strumenti
similari gestiti dalle centrali di committenza di riferimento.
5.1.2 L’indagine di mercato e’ preordinata a conoscere gli
operatori interessati a partecipare alle procedure di selezione per
lo specifico affidamento. Tale fase non ingenera negli operatori
alcun affidamento sul successivo invito alla procedura.
5.1.3 Le indagini di mercato sono svolte secondo le modalita’
ritenute piu’ convenienti dalla stazione appaltante, differenziate
per importo e complessita’ di affidamento, secondo i principi di
adeguatezza e proporzionalita’, anche tramite la consultazione dei
cataloghi elettronici del mercato elettronico propri o delle altre
stazioni appaltanti, nonche’ di altri fornitori esistenti,
formalizzandone i risultati, eventualmente ai fini della
programmazione e dell’adozione della determina a contrarre o
dell’atto equivalente, avendo cura di escludere quelle informazioni
che potrebbero compromettere la posizione degli operatori sul mercato
di riferimento. La stazione appaltante deve comunque tener conto
dell’esigenza di protezione dei segreti tecnici e commerciali.
5.1.4 La stazione appaltante assicura l’opportuna pubblicita’
dell’attivita’ di esplorazione del mercato, scegliendo gli strumenti
piu’ idonei in ragione della rilevanza del contratto per il settore
merceologico di riferimento e della sua contendibilita’, da valutare
sulla base di parametri non solo economici. A tal fine la stazione
appaltante pubblica un avviso sul profilo di committente, nella
sezione «amministrazione trasparente» sotto la sezione «bandi e
contratti», o ricorre ad altre forme di pubblicita’. La durata della
pubblicazione e’ stabilita in ragione della rilevanza del contratto,
per un periodo minimo identificabile in quindici giorni, salva la
riduzione del suddetto termine per motivate ragioni di urgenza a non
meno di cinque giorni.
5.1.5 L’avviso di avvio dell’indagine di mercato indica almeno il
valore dell’affidamento, gli elementi essenziali del contratto, i
requisiti di idoneita’ professionale, i requisiti minimi di capacita’
economica/finanziaria e le capacita’ tecniche e professionali
richieste ai fini della partecipazione, il numero minimo ed
eventualmente massimo di operatori che saranno invitati alla
procedura, i criteri di selezione degli operatori economici, le
modalita’ per comunicare con la stazione appaltante.
5.1.6 La stazione appaltante puo’ individuare gli operatori
economici da invitare, selezionandoli da elenchi appositamente
costituiti, secondo le modalita’ di seguito individuate, ai sensi
dell’art. 36, comma 2, lettera b), del codice dei contratti pubblici.
Gli elenchi sono costituiti a seguito di avviso pubblico, nel quale
e’ rappresentata la volonta’ della stazione appaltante di realizzare
un elenco di soggetti da cui possono essere tratti i nomi degli
operatori da invitare. L’avviso di costituzione di un elenco di
operatori economici e’ reso conoscibile mediante pubblicazione sul
profilo del committente nella sezione «amministrazione trasparente»
sotto la sezione «bandi e contratti», o altre forme di pubblicita’.
Il predetto avviso indica i requisiti di carattere generale di cui
all’art. 80 del codice dei contratti pubblici che gli operatori
economici devono possedere, la modalita’ di selezione degli operatori
economici da invitare, le categorie e fasce di importo in cui
l’amministrazione intende suddividere l’elenco e gli eventuali
requisiti minimi richiesti per l’iscrizione, parametrati in ragione
di ciascuna categoria o fascia di importo. L’operatore economico puo’
richiedere l’iscrizione limitata ad una o piu’ fasce di importo
ovvero a singole categorie. La dichiarazione del possesso dei
requisiti puo’ essere facilitata tramite la predisposizione di
formulari standard da parte dell’amministrazione allegati all’avviso
pubblico, eventualmente facendo ricorso al DGUE. L’eventuale possesso
dell’attestato di qualificazione SOA per la categoria dei lavori
oggetto dell’affidamento e’ sufficiente per la dimostrazione del
possesso dei requisiti di capacita’ economico-finanziaria e
tecnico-professionale richiesti.
5.1.7 L’iscrizione degli operatori economici interessati provvisti
dei requisiti richiesti e’ consentita senza limitazioni temporali.
L’operatore economico attesta il possesso dei requisiti mediante
dichiarazione sostitutiva in conformita’ alle previsioni del testo
unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di
documentazione amministrativa, di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445. L’operatore economico e’ tenuto
a informare tempestivamente la stazione appaltante rispetto alle
eventuali variazioni intervenute nel possesso dei requisiti secondo
le modalita’ fissate dalla stessa.
5.1.8 La stazione appaltante procede alla valutazione delle istanze
di iscrizione nel termine di trenta giorni dalla ricezione
dell’istanza, fatta salva la previsione di un maggiore termine, non
superiore a novanta giorni, in funzione della numerosita’ delle
istanze pervenute.
5.1.9 La stazione appaltante prevede le modalita’ di revisione
dell’elenco, con cadenza prefissata – ad esempio semestrale – o al
verificarsi di determinati eventi, cosi’ da disciplinarne
compiutamente modi e tempi di variazione (i.e. cancellazione degli
operatori che abbiano perduto i requisiti richiesti o loro
collocazione in diverse sezioni dell’elenco). La trasmissione della
richiesta di conferma dell’iscrizione e dei requisiti puo’ avvenire
via pec e, a sua volta, l’operatore economico puo’ darvi riscontro
tramite pec.
La stazione appaltante esclude, altresi’, dagli elenchi gli
operatori economici che secondo motivata valutazione della stessa
stazione appaltante, hanno commesso grave negligenza o malafede
nell’esecuzione delle prestazioni affidate dalla stessa o che hanno
commesso un errore grave nell’esercizio della loro attivita’
professionale. Possono essere del pari esclusi quegli operatori
economici che non presentano offerte a seguito di tre inviti nel
biennio.
5.1.10 Gli elenchi, non appena costituiti, sono pubblicati sul sito
web della stazione appaltante.
5.1.11 Gli elenchi di operatori economici vigenti possono
continuare ad essere utilizzati dalle stazioni appaltanti, purche’
compatibili con il codice dei contratti pubblici e con le presenti
Linee guida, provvedendo nel caso alle opportune revisioni.

+———————————————+
|Le amministrazioni possono dotarsi, nel |
|rispetto del proprio ordinamento, di un |
|regolamento in cui vengono disciplinate: a) |
|le modalita’ di conduzione delle indagini di |
|mercato, eventualmente distinte per fasce di |
|importo; b) le modalita’ di costituzione |
|dell’elenco dei fornitori, distinti per |
|categoria e fascia di importo; c) i criteri |
|di scelta dei soggetti da invitare a |
|presentare offerta. Lo svolgimento delle |
|indagini di mercato non ingenera negli |
|operatori alcun affidamento sul successivo |
|invito alla procedura. Le indagini di mercato|
|sono svolte secondo le modalita’ ritenute |
|piu’ convenienti dalla stazione appaltante, |
|differenziate per importo e complessita’ di |
|affidamento, secondo i principi di |
|adeguatezza e proporzionalita’, anche tramite|
|la consultazione dei cataloghi elettronici |
|del mercato elettronico propri o delle altre |
|stazioni appaltanti, nonche’ di altri |
|fornitori esistenti. La stazione appaltante |
|assicura l’opportuna pubblicita’ |
|dell’indagine di mercato, scegliendo gli |
|strumenti piu’ idonei in ragione della |
|rilevanza del contratto per il settore |
|merceologico di riferimento e della sua |
|contendibilita’. La stazione appaltante puo’ |
|individuare gli operatori economici da |
|invitare, selezionandoli anche da elenchi |
|appositamente costituiti, a seguito di avviso|
|pubblico, secondo le modalita’ indicate nei |
|paragrafi 5.1.6 e seguenti delle presenti |
|Linee guida. Gli operatori economici invitati|
|posseggono i requisiti generali di moralita’ |
|di cui l’art. 80 del decreto legislativo n. |
|50/2016 ed i requisiti speciali richiesti |
|dall’avviso. L’eventuale possesso |
|dell’attestato di qualificazione SOA per la |
|categoria dei lavori oggetto dell’affidamento|
|e’ sufficiente per la dimostrazione del |
|possesso dei requisiti di capacita’ |
|economico/finanziaria e |
|tecnico/professionale. |
+———————————————+

5.2 Il confronto competitivo
5.2.1 Una volta conclusa l’indagine di mercato e formalizzati i
relativi risultati, ovvero consultati gli elenchi di operatori
economici, la stazione appaltante seleziona, in modo non
discriminatorio gli operatori da invitare, in numero proporzionato
all’importo e alla rilevanza del contratto e, comunque, in numero non
inferiore a quanto previsto dall’art. 36, comma 2, lettera b) del
codice dei contratti pubblici. Nell’avviso pubblico di avvio
dell’indagine di mercato ovvero di costituzione dell’elenco, la
stazione appaltante indica i criteri di selezione, che devono essere
oggettivi, coerenti con l’oggetto e la finalita’ dell’affidamento, e
nel rispetto dei principi di concorrenza, non discriminazione,
proporzionalita’ e trasparenza. Se non ritiene di poter invitare
tutti gli operatori economici risultanti dall’indagine di mercato o
presenti nell’elenco, la stazione appaltante deve indicare,
nell’avviso, il numero massimo di operatori che selezionera’ ai fini
del successivo invito, e i relativi criteri, nel rispetto dei
principi di cui al precedente periodo. La stazione appaltante tiene
comunque conto del valore economico dell’affidamento nonche’ della
volonta’ di avvalersi della facolta’ prevista dall’art. 97, comma 8,
del codice dei contratti pubblici.
5.2.2 Ai sensi dell’art. 36, comma 2, lettera b), del codice dei
contratti pubblici la stazione appaltante e’ tenuta al rispetto del
principio di rotazione degli inviti, al fine di favorire la
distribuzione temporale delle opportunita’ di aggiudicazione tra
tutti gli operatori potenzialmente idonei e di evitare il
consolidarsi di rapporti esclusivi con alcune imprese. Si richiama
quanto previsto ai paragrafi 3.6 e 3.7.
5.2.3 Nel caso in cui risulti idoneo a partecipare alla procedura
negoziata un numero di operatori economici superiore a quello
predeterminato dalla stazione appaltante in sede di avviso pubblico e
non siano stati previsti, prima dell’avvio dell’indagine di mercato o
dell’istituzione dell’elenco degli operatori economici, criteri
ulteriori di selezione in conformita’ a quanto previsto dal paragrafo
5.2.1, secondo periodo, la stazione appaltante procede al sorteggio,
a condizione che cio’ sia stato debitamente pubblicizzato nell’avviso
di indagine di mercato o nell’avviso di costituzione dell’elenco. In
tale ipotesi, la stazione appaltante rende tempestivamente noto, con
adeguati strumenti di pubblicita’, la data e il luogo di espletamento
del sorteggio, adottando gli opportuni accorgimenti affinche’ i
nominativi degli operatori economici selezionati tramite sorteggio
non vengano resi noti, ne’ siano accessibili, prima della scadenza
del termine di presentazione delle offerte.
5.2.4 La stazione appaltante indica nella determina a contrarre o
nell’atto equivalente il procedimento applicato per la selezione dei
fornitori.
5.2.5 La stazione appaltante invita contemporaneamente tutti gli
operatori economici selezionati a presentare offerta a mezzo pec
ovvero, quando cio’ non sia possibile, tramite lettera in conformita’
a quanto disposto dall’art. 75, comma 3, del codice dei contratti
pubblici oppure mediante le specifiche modalita’ previste dal singolo
mercato elettronico.
5.2.6 L’invito contiene tutti gli elementi che consentono alle
imprese di formulare un’offerta informata e dunque seria, tra cui
almeno:
a) l’oggetto della prestazione, le relative caratteristiche
tecniche e prestazionali e il suo importo complessivo stimato;
b) i requisiti generali, di idoneita’ professionale e quelli
economico-finanziari/tecnico-organizzativi richiesti per la
partecipazione alla gara o, nel caso di operatori economici
selezionati da un elenco, la conferma del possesso dei requisiti
speciali in base ai quali sono stati inseriti nell’elenco;
c) il termine di presentazione dell’offerta ed il periodo di
validita’ della stessa;
d) l’indicazione del termine per l’esecuzione della prestazione;
e) il criterio di aggiudicazione prescelto, nel rispetto di
quanto disposto dall’art. 95 del codice dei contratti pubblici e
motivando nel caso di applicazione del criterio del minor prezzo di
cui al predetto art. 95, comma 4. Nel caso si utilizzi il criterio
del miglior rapporto qualita’/prezzo, gli elementi di valutazione e
la relativa ponderazione;
f) la misura delle penali;
g) l’indicazione dei termini e delle modalita’ di pagamento;
h) l’eventuale richiesta di garanzie;
i) il nominativo del RUP;
j) nel caso di applicazione del criterio del minor prezzo, la
volonta’ di avvalersi della facolta’ prevista dell’art. 97, comma 8,
decreto legislativo n. 50/2016, purche’ pervengano almeno dieci
offerte valide, con l’avvertenza che in ogni caso la stazione
appaltante valuta la conformita’ di ogni offerta, che in base ad
elementi specifici, appaia anormalmente bassa;
k) nel caso di applicazione del criterio del minor prezzo occorre
altresi’ specificare, per l’ipotesi in cui sia sorteggiato uno dei
metodi di cui alle lettere a), b) ed e) dell’art. 97, comma 2 del
codice dei contratti pubblici: a) che il cosi’ detto taglio delle
ali, che consiste nel tralasciare e non considerare le offerte
estreme nella misura percentuale indicata dalla legge, si applica per
individuare le offerte tra le quali calcolare la media aritmetica dei
ribassi percentuali offerti. Successivamente il calcolo dello scarto
medio aritmetico dei ribassi percentuali che superano la predetta
media si effettua esclusivamente prendendo in considerazione i
ribassi delle offerte che sono residuate dopo il suddetto taglio
delle ali; b) che, in caso di sorteggio del metodo di cui all’art.
97, comma 2, lettera b), del codice dei contratti pubblici, una volta
operato il cosi’ detto taglio delle ali, occorre sommare i ribassi
percentuali delle offerte residue e, calcolata la media aritmetica
degli stessi, applicare l’eventuale decurtazione stabilita dalla
norma tenendo conto della prima cifra decimale del numero che esprime
la sommatoria dei ribassi; c) che le offerte con identico ribasso
percentuale avranno, ai fini della soglia di anomalia, lo stesso
trattamento e saranno pertanto considerate come un’offerta unica; d)
a prescindere dal metodo sorteggiato, il numero di decimali per il
ribasso offerto da considerare per il calcolo dell’anomalia;
l) lo schema di contratto ed il capitolato tecnico, se
predisposti;
m) la data, l’orario e il luogo di svolgimento della prima seduta
pubblica, nella quale il RUP o il seggio di gara procedono
all’apertura dei plichi e della documentazione amministrativa.
5.2.7 Le sedute di gara, siano esse svolte dal RUP che dal seggio
di gara ovvero dalla commissione giudicatrice, devono essere tenute
in forma pubblica, ad eccezione della fase di valutazione delle
offerte tecniche e le relative attivita’ devono essere verbalizzate.
5.2.8 Nel caso in cui la stazione appaltante abbia fatto ricorso
alle procedure negoziate, la verifica del possesso dei requisiti,
autocertificati dall’operatore economico nel corso della procedura,
e’ regolata dall’art. 36, comma 5, del codice dei contratti pubblici.

+—————————————–+
|La stazione appaltante seleziona, in modo|
|non discriminatorio gli operatori da |
|invitare, in numero proporzionato |
|all’importo e alla rilevanza del |
|contratto e, comunque, in numero almeno |
|pari ai minimi previsti dall’art. 36 del |
|codice dei contratti pubblici, sulla base|
|dei criteri definiti nella determina a |
|contrarre ovvero dell’atto equivalente. |
|La stazione appaltante e’ tenuta al |
|rispetto del principio di rotazione degli|
|affidamenti e degli inviti. Nel caso in |
|cui non sia possibile procedere alla |
|selezione degli operatori economici da |
|invitare sulla base dei requisiti |
|posseduti, la stazione appaltante procede|
|al sorteggio, a condizione che cio’ sia |
|stato debitamente pubblicizzato |
|nell’avviso di indagine di mercato o |
|nell’avviso di costituzione dell’elenco e|
|che, in ogni caso, venga evitata la |
|conoscibilita’ dei soggetti invitati, |
|prima della scadenza dei termini di |
|ricezione delle offerte. La stazione |
|appaltante invita contemporaneamente |
|tutti gli operatori economici |
|selezionati. L’invito contiene tutti gli |
|elementi che consentono alle imprese di |
|formulare un’offerta informata e dunque |
|seria, tra cui almeno quelli indicati al |
|paragrafo 5.2.6 delle presenti Linee |
|guida. La stazione appaltante verifica il|
|possesso dei requisiti da parte |
|dell’aggiudicatario. La stazione |
|appaltante puo’ effettuare verifiche nei |
|confronti degli altri operatori economici|
|invitati, conformemente ai principi in |
|materia di autocertificazione di cui al |
|decreto del Presidente della Repubblica |
|28 dicembre 2000, n. 445. |
+—————————————–+

5.3 La stipula del contratto
5.3.1 Ai sensi dell’art. 32, comma 14, del codice dei contratti
pubblici la stipula del contratto avviene, a pena di nullita’, con
atto pubblico notarile informatico, ovvero, in modalita’ elettronica
secondo le norme vigenti per ciascuna stazione appaltante, in forma
pubblica amministrativa a cura dell’ufficiale rogante della stazione
appaltante o mediante scrittura privata ovvero mediante
corrispondenza secondo l’uso del commercio consistente in un apposito
scambio di lettere, anche tramite posta elettronica certificata o
strumenti analoghi negli altri Stati membri.
5.3.2 Ai sensi dell’art. 32, comma 10, lettera b), del codice dei
contratti pubblici e’ esclusa l’applicazione del termine dilatorio di
trentacinque giorni per la stipula del contratto.
5.3.3 Al fine di garantire pubblicita’ e trasparenza dell’operato
della stazione appaltante, quest’ultima a esito della procedura
negoziata pubblica le informazioni relative alla procedura di gara,
previste dalla normativa vigente, tra le quali gli esiti
dell’indagine di mercato e l’elenco dei soggetti invitati, motivando
adeguatamente sulle scelte effettuate.

+————————-+
|La stipula del contratto |
|avviene nel rispetto |
|delle disposizioni di cui|
|all’art. 32, comma 10, |
|lettera b) e comma 14, |
|del codice dei contratti |
|pubblici. |
+————————-+

6. La procedura negoziata per l’affidamento di contratti di lavori di
importo pari o superiore a euro 150.000,00 euro e inferiore a
1.000.000,00 euro.
6.1 I contratti di lavori di importo pari o superiore a euro
150.000,00 euro e inferiore a 1.000.000,00 euro possono essere
affidati mediante procedura negoziata, con consultazione di almeno
quindici operatori economici, ove esistenti, nel rispetto del
criterio di rotazione degli inviti, individuati sulla base di
indagini di mercato o tramite elenchi di operatori economici.
6.2 La procedura delineata ricalca quella dettata all’art. 36,
comma 2, lettera b), del codice dei contratti pubblici ed esplicitata
al paragrafo 5 delle presenti Linee guida, con l’estensione a
quindici del numero minimo di operatori economici da invitare al
confronto competitivo. Valgono, pertanto, le osservazioni e le
indicazioni fornite nei paragrafi precedenti anche in riferimento ai
requisiti di carattere generale. I requisiti di capacita’
economico/finanziaria e tecnico/professionale sono comprovati
dall’attestato di qualificazione SOA per categoria e classifica da
definire in ragione dei lavori oggetto dell’affidamento.
6.3 Considerata l’ampiezza del limite di soglia fino a 1.000.000,00
di euro e i rischi insiti (per definizione) nella possibilita’ di
affidare tramite procedura negoziata una porzione ragguardevole
dell’intero mercato degli appalti di lavori, appare tanto piu’
necessaria l’individuazione di meccanismi idonei a garantire la
trasparenza della procedura e la parita’ di trattamento degli
operatori economici. In particolare si richiamano gli oneri
motivazionali gia’ esplicitati nei paragrafi precedenti. Per
affidamenti di importo elevato, superiori a 500.000 euro, le stazioni
appaltanti motivano il mancato ricorso a procedure ordinarie che
prevedono un maggior grado di trasparenza negli affidamenti.
6.4 Ai sensi dell’art. 32, comma 10 del codice dei contratti
pubblici, si applica il termine dilatorio di trentacinque giorni per
la stipula del contratto.

+——————————————-+
|La procedura per l’affidamento di lavori di|
|cui all’art. 36, comma 2, lettera c), del |
|codice dei contratti pubblici e’ del tutto |
|simile a quella di cui all’art. 36, comma |
|2, lettera b), del medesimo codice, come |
|esplicitata al paragrafo 5 delle presenti |
|Linee guida. L’invito e’ rivolto ad almeno |
|quindici operatori. I requisiti di |
|capacita’ economico/finanziaria e |
|tecnico/professionale sono comprovati |
|dall’attestato di qualificazione SOA per |
|categoria e classifica da definire in |
|ragione dei lavori oggetto |
|dell’affidamento. Per affidamenti di |
|importo elevato, superiori a 500.000 euro, |
|le stazioni appaltanti motivano il mancato |
|ricorso a procedure ordinarie che prevedono|
|un maggior grado di trasparenza negli |
|affidamenti. |
+——————————————-+

7. Entrata in vigore
7.1 Le presenti Linee guida aggiornate al decreto legislativo 19
aprile 2017, n. 56 entrano in vigore quindici giorni dopo la loro
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Roma, 1° marzo 2018

Il Presidente: Cantone

Avviso 27 febbraio 2018

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA

DIARIO

Diario della prova selettiva del corso concorso nazionale, per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento di dirigenti scolastici, presso le istituzioni scolastiche statali.

(Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – 4ª Serie speciale «Concorsi ed esami» n.17 del 27-2-2018)

Ai sensi e per gli effetti di quanto previsto dall’art. 6, comma 9, del D.D.G. n. 1259 del 23 novembre 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – 4ª Serie speciale «Concorsi ed esami» – n. 90 del 24 novembre 2017, si comunica che la prova preselettiva del corso-concorso nazionale per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento di dirigenti scolastici presso le istituzioni scolastiche statali si svolgera’ in data 29 maggio 2018
alle ore 10,00.
Si rende noto, altresi’, che in data 8 maggio 2018 sul sito internet del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca (www.miur.gov.it), verranno pubblicati i quesiti oggetto
della prova preselettiva.
Tale pubblicazione ha valore di notifica a tutti gli effetti.
Si comunica, infine, che l’elenco delle sedi della prova preselettiva con la loro esatta ubicazione, con l’indicazione della destinazione dei candidati distribuiti, ove possibile, per esigenze organizzative, nella regione di residenza in ordine alfabetico, e le ulteriori istruzioni operative, sara’ comunicato entro il 14 maggio tramite avviso pubblicato sul sito internet del Ministero (www.miur.gov.it). I candidati residenti all’estero, o ivi stabilmente domiciliati, sosterranno la prova nella Regione Lazio; i candidati residenti nelle Province di Trento e Bolzano sosterranno la prova nella Regione Veneto.
I candidati si dovranno presentare nelle rispettive sedi d’esame muniti di un documento di riconoscimento in corso di validita’, delcodice fiscale, nonche’ della ricevuta di versamento attestante il
pagamento del diritto di segreteria pari ad € 10,00 (dieci).
La prova preselettiva avra’ la durata di 100 minuti.
Di ogni altra comunicazione relativa al corso-concorso, nonche’ di una eventuale modifica delle suddette date, verra’ dato avviso nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – 4ª Serie speciale «Concorsi ed esami» – del 24 aprile 2018.
Ogni ulteriore informazione e documentazione relativa alla
procedura concorsuale e’ disponibile nell’apposito spazio «Il corso-concorso dirigenti scolastici» sull’home page del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca (www.miur.gov.it)

Linee guida nazionali per una didattica della Shoah a scuola

Linee guida nazionali per una didattica della Shoah a scuola

Prot. n. 550 del 30 gennaio 2018 – relativa a Giorno della Memoria – 27 gennaio 2018 – Trasmissione Linee guida nazionali per una didattica della Shoah

Con la legge n. 211 del 20 luglio del 2000, il Parlamento italiano ha riconosciuto il 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti” specificando, all’art. 2, che in occasione di tale giorno “sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere”. In concomitanza con le celebrazioni del giorno della Memoria, la Ministra ha voluto mandare alle scuole di ogni ordine e grado una lettera per inviare loro le “Linee guida nazionali per una didattica della Shoah a scuola” e il discorso che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rivolto alle studentesse e agli studenti presenti alla cerimonia di celebrazione del Giorno della Memoria.

Delibera del Consiglio dei Ministri 11 dicembre 2017

Delibera del Consiglio dei Ministri 11 dicembre 2017

Piano di azione nazionale pluriennale per la promozione del Sistema integrato di educazione e di istruzione, di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, concernente l’istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita sino a sei anni. (18A00452)

(GU Serie Generale n.20 del 25-01-2018)

IL CONSIGLIO DEI MINISTRI
Nella riunione dell’11 dicembre 2017

Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400, recante «Disciplina
dell’attivita’ di Governo e ordinamento della Presidenza del
Consiglio dei ministri»;
Vista la legge 5 febbraio 1992, n. 104, recante «Legge-quadro per
l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone
handicappate»;
Visto il decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, recante
«Definizione ed ampliamento delle attribuzioni della Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e Bolzano ed unificazione, per le materie ed i
compiti di interesse comune delle regioni, delle province e dei
comuni, con la Conferenza Stato-Citta’ ed autonomie locali»;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, recante
«Ordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri a norma
dell’art. 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59»;
Visto il decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 443, recante
«Disposizioni correttive ed integrative del decreto legislativo 31
marzo 1998, n. 112, recante conferimento di funzioni e compiti
amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali»;
Vista la legge 10 marzo 2000, n. 62, recante «Norme per la parita’
scolastica e disposizioni sul diritto allo studio e all’istruzione»;
Vista la legge 23 dicembre 2009, n. 191, recante «Disposizioni per
la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge
finanziaria 2010)» ed in particolare l’art. 2, commi 107, lettera h)
e 109;
Vista la legge 13 luglio 2015, n. 107, recante «Riforma del sistema
nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle
disposizioni legislative vigenti» ed in particolare, l’art. 1, commi
180 e 181, lettera e);
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 2016
recante «IV Piano nazionale di azione e di interventi per la tutela
dei diritti e lo sviluppo dei soggetti in eta’ evolutiva –
2016-2017»;
Visto il decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, concernente
l’«Istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione
dalla nascita sino a sei anni» ed, in particolare, l’art. 8 «Piano di
azione nazionale pluriennale per la promozione del Sistema integrato
di educazione e di istruzione»;
Vista la nota prot. n. 34456 del 31 ottobre 2017 con la quale
l’Ufficio di Gabinetto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’
e della ricerca ha trasmesso lo schema di delibera del Consiglio dei
ministri e la relazione recante «Piano di azione nazionale
pluriennale per la promozione del Sistema integrato di educazione e
di istruzione di cui all’art. 8 del decreto legislativo 13 aprile
2017, n. 65, concernente l’istituzione del sistema integrato di
educazione e di istruzione dalla nascita sino a sei anni»;
Visto il verbale della seduta della Conferenza Unificata del 2
novembre 2017, repertorio atti n. 133 C.U, dal quale risulta sancita
l’intesa sullo schema di decreto in esame;
Rilevato che sussistono i presupposti di fatto e di diritto che
consentono al Consiglio dei ministri di adottare la deliberazione
recante «Piano di azione nazionale pluriennale per la promozione del
Sistema integrato di educazione e di istruzione di cui all’art. 8 del
decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, concernente l’istituzione
del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita
sino a sei anni»;
Su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della
ricerca;

Delibera:

Art. 1

Definizioni

1. Ai fini del presente decreto si intende per:
a) «Ministro» e «Ministero» si intendono rispettivamente il
Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca e il
Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca;
b) «Decreto legislativo» si intende il decreto legislativo 13
aprile 2017, n. 65;
c) «Piano» si intende il Piano di azione nazionale pluriennale
per la promozione del Sistema integrato di educazione e di
istruzione;
d) «Sistema integrato» si intende il Sistema integrato di
educazione e di istruzione per le bambine e per i bambini in eta’
compresa dalla nascita sino ai sei anni;
e) «Intesa» si intende l’intesa in sede della Conferenza
Unificata, di cui all’art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997,
n. 281;
f) «Fondo» si intende il Fondo nazionale per il sistema integrato
di educazione e di istruzione, di cui all’art. 12 del decreto
legislativo 13 aprile 2017, n. 65;
g) «Sezione Primavera» si intende il servizio educativo per
bambini di eta’ compresa tra i 24 e 36 mesi.

Art. 2

Finalita’ del Piano di azione nazionale pluriennale

1. E’ adottato il «Piano di azione nazionale pluriennale per la
promozione del Sistema integrato di educazione e di istruzione di cui
all’art. 8 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, concernente
l’istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione
dalla nascita sino a sei anni».
2. L’adozione del Piano e’ volta a favorire l’attuazione degli
obiettivi strategici del Sistema integrato, di cui all’art. 4 e dei
principi fondamentali di cui all’art. 12, comma 4, del decreto
legislativo. A tal fine, la Cabina di regia di cui all’art. 5 del
presente decreto ha il compito di definire indicatori per la
misurazione del grado di raggiungimento dei predetti obiettivi.
3. Il Piano definisce, per un triennio, la destinazione delle
risorse disponibili per consolidare, ampliare e qualificare il
Sistema integrato, nei limiti delle risorse del Fondo nazionale di
cui all’art. 12 del decreto legislativo e in relazione alle ulteriori
risorse messe a disposizione dagli altri enti interessati.

Art. 3

Definizione degli interventi

1. Il Piano, nella sua articolazione triennale, prevede interventi
ciascuno riconducibile ad una o piu’ delle seguenti tipologie:
a) interventi di nuove costruzioni, ristrutturazione edilizia,
restauro e risanamento conservativo, riqualificazione funzionale ed
estetica, messa in sicurezza meccanica e in caso di incendio,
risparmio energetico e fruibilita’ di stabili di proprieta’ delle
amministrazioni pubbliche;
b) il finanziamento di spese di gestione, in quota parte, dei
servizi educativi per l’infanzia e delle scuole dell’infanzia, in
considerazione dei loro costi e della loro qualificazione;
c) interventi di formazione continua in servizio del personale
educativo e docente, in coerenza con quanto previsto dal Piano
nazionale di formazione di cui all’art. 1, comma 124 della legge 13
luglio 2015 n. 107, recante «Riforma del sistema nazionale di
istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni
legislative vigenti» e la promozione dei coordinamenti pedagogici
territoriali.
2. Gli interventi del Piano definiti dalla programmazione delle
regioni, di cui all’art. 4 comma 3, perseguono le seguenti finalita’:
a) consolidare ed ampliare la rete dei servizi educativi per
l’infanzia a titolarita’ pubblica e privata convenzionata, di cui
all’art. 2 del decreto legislativo, anche per favorire l’attuazione
dell’art. 9 del medesimo decreto legislativo, ove si prevede la
riduzione della soglia massima di partecipazione economica delle
famiglie alle spese di funzionamento dei servizi educativi per
l’infanzia pubblici e privati;
b) stabilizzare e potenziare gradualmente le sezioni primavera di
norma aggregate alle scuole dell’infanzia statali o paritarie o
inserite nei Poli per l’infanzia, per superare progressivamente gli
anticipi di iscrizione alla scuola dell’infanzia;
c) ampliare e sostenere la rete dei servizi per bambine e bambini
nella fascia di eta’ compresa tra zero e sei anni, in particolare nei
territori in cui sono carenti scuole dell’infanzia statali, come
previsto dall’art. 12, comma 4 del decreto legislativo;
d) riqualificare edifici scolastici di proprieta’ pubblica, gia’
esistenti e sottoutilizzati, e promuovere la costruzione di nuovi
edifici di proprieta’ pubblica, anche per costituire poli per
l’infanzia, di cui all’art. 3 del decreto legislativo;
e) sostenere la qualificazione del personale educativo e docente,
in coerenza con quanto previsto dal Piano nazionale di formazione di
cui all’art. 1, comma 124, della legge 13 luglio 2015, n. 107 e
promuovere i coordinamenti pedagogici territoriali.
3. Ciascun intervento deve garantire l’incremento di almeno uno
degli indicatori di cui all’art. 2, comma 2.
4. L’assegnazione di risorse finanziarie per la realizzazione degli
interventi individuati dal Piano si realizza esclusivamente come
cofinanziamento della programmazione regionale dei servizi educativi
per l’infanzia e delle scuole dell’infanzia. Le regioni assicurano un
finanziamento pari almeno al venti per cento per l’anno 2018 e, a
partire dall’anno 2019, pari al trenta per cento delle risorse
assicurate dallo Stato.

Art. 4

Procedura e termini del finanziamento

1. Il Ministro, entro il mese di febbraio di ciascun anno di
vigenza del Piano, sentita la Cabina di regia di cui all’art. 5,
definisce le linee strategiche d’intervento e promuove un’intesa,
avente ad oggetto il riparto del Fondo, in considerazione della
compartecipazione al finanziamento del Sistema integrato da parte
dello Stato e delle regioni.
2. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro
il mese di marzo di ciascun anno di vigenza del Piano, sulla base
delle finalita’ di cui all’art. 3 comma 2, definiscono le tipologie
prioritarie di intervento, le relative caratteristiche, nonche’ le
modalita’ di presentazione delle istanze da parte dei comuni, in
forma singola o associata.
3. I comuni, in forma singola o associata, entro il mese di aprile
di ciascun anno di vigenza del Piano, inviano alle regioni le
richieste relative all’attuazione del Piano, sulla base delle
tipologie prioritarie di intervento definite dalle regioni.
4. Le province autonome di Trento e di Bolzano provvedono agli
obiettivi di cui al comma 3 con risorse a carico del proprio
bilancio.
5. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro
il mese di giugno di ciascun anno di vigenza del Piano, definiscono
la programmazione territoriale, nei limiti delle somme del riparto di
cui al comma 1, sentite le associazioni regionali dell’Associazione
nazionale dei comuni italiani (ANCI) e ne danno comunicazione al
Ministero ai fini della ripartizione delle risorse.
6. La programmazione regionale e’ costituita da un elenco di
interventi, per ciascuno dei quali sono indicati:
a. il comune, in forma singola o associata, interessato;
b. l’importo del finanziamento, diviso tra quota statale, quota
regionale e quota comunale ai sensi dell’art. 8, comma 4, del decreto
legislativo;
c. la tipologia, di cui all’art. 3, comma 1;
d. la finalita’ perseguita, di cui all’art. 3, comma 2;
e. la variazione attesa degli indicatori di risultato riferibili
alle linee strategiche di cui al comma 1.
7. Il Ministero, entro il 31luglio di ciascun anno di vigenza del
Piano, provvede ad erogare direttamente ai comuni, in forma singola o
associata, le risorse, in relazione alla programmazione regionale.

Art. 5

Monitoraggio e Cabina di regia

1. Ai fini dell’attuazione del disposto di cui all’art. 11 del
decreto legislativo, entro il 30 novembre di ciascun anno di vigenza
del Piano, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,
previa acquisizione dei dati forniti dai comuni, in forma singola o
associata, trasmettono al Ministero una relazione dettagliata, avente
ad oggetto il monitoraggio degli interventi di cui all’art. 3, comma
1, con riferimento alle risorse impiegate, alla loro gestione ed al
raggiungimento delle finalita’ di cui all’art. 3, comma 2.
2. Gli esiti del monitoraggio sono posti a base della
determinazione del riparto delle risorse del successivo anno di
vigenza del Piano.
3. E’ costituita presso il Ministero una Cabina di regia con
funzioni di supporto, di monitoraggio e valutazione dell’attuazione e
dell’efficacia degli interventi del Piano. La Cabina di regia e’
costituita con decreto del Ministro, e’ presieduta da un
rappresentante del Ministero ed e’ composta da quattro rappresentanti
designati dal medesimo Ministero e quattro rappresentanti designati
dalla Conferenza unificata di cui all’art. 8 del decreto legislativo
28 agosto 1997, n. 281.
4. Al fine di monitorare l’attuazione annuale del Piano di azione
nazionale, la Cabina di regia ha il compito di proporre al Ministro
le linee strategiche e di valutare il concorso degli interventi
inseriti nelle programmazioni regionali al raggiungimento degli
obiettivi strategici, di cui all’art. 4 del decreto legislativo.
5. Ai componenti della Cabina di regia non spettano compensi,
indennita’, gettoni di presenza o altre utilita’ comunque denominate,
ne’ rimborsi spese.

Art. 6

Disposizioni transitorie e finali

1. Il Ministero, per l’esercizio finanziario 2017, promuove
un’intesa per il riparto del Fondo nazionale per il Sistema
integrato, di cui all’art. 12, comma 3, del decreto legislativo.
2. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro
il giorno successivo dalla data della presente delibera, trasmettono
al Ministero l’elenco dei comuni, in forma singola o associata,
ammessi al finanziamento.
3. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro
il 31 gennaio 2018, trasmettono al Ministero le tipologie di
interventi di cui all’art. 3, comma 1, attuati o da attuare, sulla
base delle risorse erogate ai comuni, singoli o in forma associata.
La presente delibera sara’ trasmessa ai competenti organi di
controllo per la registrazione e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana.
Roma, 11 dicembre 2017

Il Presidente
del Consiglio dei ministri
Gentiloni Silveri

Registrato alla Corte dei conti il 5 gennaio 2018
Ufficio controllo atti P.C.M. Ministeri giustizia e affari esteri,
reg.ne prev. n. 37

Delibera ANAC 12 aprile 2017, n. 382

Sospensione dell’efficacia della delibera n. 241/2017 limitatamente alle indicazioni relative all’applicazione dell’art. 14 co. 1 lett. c) ed f) del d.lgs. 33/2013 per tutti i dirigenti pubblici, compresi quelli del SSN.

 

VISTO l’art. 14 del d.lgs. 14 marzo 2013 n. 33 come modificato dall’art. 13 del d.lgs. 25 maggio 2016 n. 97, che, al co. 1 bis, ha esteso gli obblighi di trasparenza di cui al co.1 ai titolari di incarichi dirigenziali, a qualsiasi titolo conferiti, ivi inclusi quelli conferiti discrezionalmente dall’organo di indirizzo politico senza procedure pubbliche di selezione.

VISTA la determinazione n. 241 dell’8 marzo 2017 avente ad oggetto “Linee guida recanti indicazioni sull’attuazione dell’art. 14 del d.lgs. 33/2013 «Obblighi di pubblicazione concernenti i titolari di incarichi politici, di amministrazione, di direzione o di governo e i titolari di incarichi dirigenziali» come modificato dall’art. 13 del d.lgs. 97/2016”, con cui l’Autorità ha fornito indicazioni per l’attuazione delle disposizioni di cui all’art. 14 anche ai dirigenti pubblici,  ritenendole altresì applicabili anche ai dirigenti del SSN indicati all’art. 41 co. 3 del medesimo decreto, e, in cui, in ragione del carattere di novità, ha indicato il termine del 30 aprile 2017 quale termine ultimo per la pubblicazione dei suddetti dati.

VISTA l’ordinanza cautelare del TAR Lazio, sez. I-quater, n. 1030/2017 che ha sospeso atti del Segretario generale del Garante della privacy sull’attuazione dell’articolo 14 per i dirigenti motivando con riferimento alla “consistenza delle questioni di costituzionalità e di compatibilità con le norme di diritto comunitario sollevate nel ricorso e valutata l’irreparabilità del danno paventato dai ricorrenti discendente dalla pubblicazione on line, anche temporanea, dei dati per cui è causa”.

VISTA la lettera del Segretario generale del Garante della privacy del 3 aprile 2017 con cui il Garante rende noto di aver ricevuto un parere dell’Avvocatura dello Stato  del 9 marzo 2017 secondo cui non sussistono i presupposti per proporre appello avverso l’ordinanza del TAR e che pertanto, “salvo diverso avviso di codesta Autorità, il Garante non procederà alla pubblicazione” dei dati di tutti i dirigenti in attesa della pronuncia di merito.

VISTA la nota del 5 aprile 2017 con cui il Presidente dell’ANAC ha chiesto alla Presidenza del Consiglio dei Ministri se intendesse proporre impugnazione avverso l’ordinanza del TAR Lazio sez. I-quater, n. 1030/2017,  al fine di valutare se estendere l’indicazione prevista dal TAR a tutti i dirigenti di cui al citato art. 14.

VISTA la nota di risposta del Segretario generale della Presidenza del Consiglio con cui è stato  trasmesso il parere dell’Avvocatura dello Stato reso in data 10 aprile 2017 che, richiamando quanto già rappresentato nel precedente parere del 9 marzo 2017, “consigliava di non rimuovere gli effetti della sospensiva concessa dal TAR, a prevenzione di una possibile esposizione dell’amministrazione a future domande risarcitorie” in considerazione della “innegabile gravità e irreparabilità del pregiudizio connesso all’irreversibile effetto della pubblicazione dei dati oggetto del giudizio”.

CONSIDERATO che nel proprio parere del 10 aprile 2017 l’Avvocatura rappresenta che l’ordinanza impugnata è diventata definitiva il 2 aprile 2017.

VISTO il ricorso di un’organizzazione sindacale – che rappresenta i dirigenti dello Stato, della Presidenza del Consiglio dei ministri, degli Organi costituzionali, delle Agenzie e delle Autorità indipendenti – e di quattro dirigenti pubblici, notificato all’ANAC in data 7 aprile 2017 per l’annullamento, previa sospensiva, delle Linee guida di cui alla determinazione n. 241/2017, nonché di quattro note rispettivamente della Presidenza del Consiglio di Ministri, del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, del Ministero della Salute e del Ministero della Giustizia relative alla richiesta di adempimento degli obblighi in parola con cui si chiede anche la previa disapplicazione dell’art. 14 nella parte in cui prevede la pubblicazione per i dirigenti pubblici dei dati di cui al co. 1 lettera c), relativi ai compensi e spese di viaggi di servizio e missioni, e alla lettera f), relativi ai dati reddituali e patrimoniali, per contrasto con la normativa UE ovvero, ove necessario, la rimessione alla Corte di Giustizia dell’UE e alla Corte costituzionale per la questione di compatibilità  di dette disposizioni con la normativa europea e per contrasto agli artt. 3, 13 e 117 co. 1 della Costituzione.

CONSIDERATO che nel parere reso dall’Avvocatura dello Stato alla Presidenza del Consiglio in data 10 aprile 2017 si fa altresì riferimento al ricorso notificato anche all’ANAC indicandolo come  “verosimilmente destinato a trovare accoglimento come nel precedente caso”.

VALUTATA la necessità di evitare alle amministrazioni pubbliche situazioni di incertezza sulla corretta applicazione dell’art. 14 del d.lgs. 33/2013, con conseguente significativo contenzioso, nonché disparità di trattamento fra dirigenti appartenenti ad amministrazioni diverse.

 

Il  Consiglio dell’Autorità

 

delibera di sospendere l’efficacia della delibera n. 241/2017 “Linee guida recanti indicazioni sull’attuazione dell’art. 14 del d. lgs. 33/2013 «Obblighi di pubblicazione concernenti i titolari di incarichi politici, di amministrazione, di direzione o di governo e i titolari di incarichi dirigenziali» come modificato dall’art. 13 del d.lgs. 97/2016”, limitatamente alle indicazioni relative all’applicazione dell’art. 14 co. 1, lett. c) ed f) del d. lgs. n. 33/2013 per tutti i dirigenti pubblici, compresi quelli del SSN, in attesa della definizione nel merito del giudizio o in attesa di un intervento legislativo chiarificatore.

Roma, 12.4.2017

Il Presidente
Raffaele Cantone

Depositato presso la Segreteria del Consiglio in data 12 aprile 2017
Il Segretario, Maria Esposito


COMUNICATO DEL 12 APRILE 2017

Oggetto: determinazione n. 241 dell’8  marzo 2017 “Linee guida recanti indicazioni sull’attuazione dell’art. 14 del d.  lgs. 33/2013 «Obblighi  di pubblicazione concernenti i titolari di incarichi politici, di  amministrazione, di direzione o di governo e i titolari di incarichi  dirigenziali» come modificato dall’art. 13 del d.lgs. 97/2016” – sospensione dell’efficacia  limitatamente alla pubblicazione dei dati di cui all’art. 14, co.1, lett. c) ed  f), del d.lgs. 33/2013 per i titolari di incarichi dirigenziali.

 

Com’è noto, il d.lgs. 97/2016 ha esteso  gli obblighi di trasparenza di cui al co. 1 dell’art. 14 del d.lgs. 33/2013, ivi inclusi i dati patrimoniali  e reddituali, in passato previsti per i soli titolari di incarichi politici,  anche ai titolari di incarichi dirigenziali, a qualsiasi titolo conferiti.

L’Autorità,  con la determinazione n. 241 dell’8 marzo 2017 avente ad oggetto  “Linee guida recanti indicazioni  sull’attuazione dell’art. 14 del d. lgs. 33/2013 «Obblighi di pubblicazione concernenti i  titolari di incarichi politici, di amministrazione, di direzione o di governo e  i titolari di incarichi dirigenziali» come modificato dall’art. 13 del  d.lgs. 97/2016”, ha fornito  indicazioni per l’attuazione delle disposizioni di cui all’art. 14 cit., e, in  ragione del carattere di novità, ha indicato il termine del 30 aprile p.v.  quale termine ultimo per la pubblicazione dei suddetti dati.

Al riguardo, in data 2 marzo  2017 è intervenuta un’ordinanza del TAR Lazio, sez. I-quater, n. 1030/2017 che,  su ricorso presentato da dirigenti del Garante della privacy, ha sospeso atti del  Segretario generale del Garante medesimo sull’attuazione dell’articolo 14. Il  provvedimento cautelare è motivato con riferimento alla “consistenza delle questioni di costituzionalità e di compatibilità con  le norme di diritto comunitario sollevate nel ricorso e valutata l’irreparabilità  del danno paventato dai ricorrenti discendente dalla pubblicazione on line,  anche temporanea, dei dati per cui è causa”.

In data 7 aprile 2017 è stato  notificato all’ANAC un ricorso per l’annullamento, previa sospensiva, della  Linee guida di cui alla determinazione n. 241/2017, nonché di quattro note  rispettivamente della Presidenza del Consiglio di Ministri, del Ministero  dell’Istruzione, Università e Ricerca, del Ministero della Salute e del Ministero  della Giustizia relative alla richiesta di adempimento degli obblighi in parola.
Il ricorso è stato presentato oltre che da  alcuni dirigenti, da un’organizzazione sindacale in qualità di sindacato  nazionale che rappresenta i dirigenti dello Stato, della Presidenza del  Consiglio dei Ministri, degli Organi costituzionali, delle Agenzie e delle  Autorità indipendenti.

Nel ricorso si chiede anche la  previa disapplicazione dell’art. 14 nella parte in cui prevede la pubblicazione  per i dirigenti pubblici dei dati di cui al co. 1 lettera c), relativi ai  compensi e spese di viaggi di servizio e alla lettera f), relativi ai dati  reddituali e patrimoniali, per contrasto con la normativa UE ovvero, ove  necessario, la rimessione alla Corte di Giustizia dell’UE e alla Corte  costituzionale per la questione di compatibilità  di dette disposizioni con la normativa  europea e per contrasto agli artt. 3, 13 e 117 co. 1 della Costituzione.

Alla luce di quanto sopra, tenuto conto del contenzioso in  atto, delle motivazioni dell’ordinanza del TAR del Lazio divenuta definitiva in  data 2 aprile 2017 nonché al fine di evitare alle amministrazioni pubbliche  situazioni di incertezza sulla corretta applicazione dell’art. 14 con conseguente  significativo contenzioso e disparità di trattamento fra dirigenti appartenenti  a amministrazioni diverse, il Consiglio dell’Autorità in data 12 aprile 2017 ha  deciso di sospendere l’efficacia della delibera n. 241/2017 limitatamente  alle indicazioni relative all’applicazione dell’art. 14 co. 1, lett. c) ed f)  del d. lgs. n. 33/2013 per tutti i dirigenti pubblici, anche per quelli del  SSN, in attesa della definizione nel merito del giudizio o in attesa di un  intervento legislativo chiarificatore.

Roma, 12 aprile 2017

Raffaele  Cantone

Depositato  presso la Segreteria del Consiglio in data 12 aprile 2017
Il  Segretario, Maria Esposito

FAQ RICONOSCIMENTO PROFESSIONE DOCENTE – SPAGNA

A partire da quale data entrano in vigore le nuove disposizioni del MIUR contenute nella nota n°2971 del 17 marzo 2017, che recepiscono i chiarimenti del Ministerio de Educación, Cultura y Deporte spagnolo ricevuti il 16 marzo 2017?

 

Avendo pubblicato la nota n°2971 del 17 marzo 2017 sul sito istituzionale in data 20 marzo 2017, le nuove disposizioni verranno applicate a tutte le istanze presentate a partire dal giorno 21 marzo 2017 (fa fede il timbro postale di spedizione) in poi. Tutte le istanze con timbro postale di spedizione anteriore al giorno 21 marzo 2017, seguiranno il precedente iter previsto per il riconoscimento della professione docente in Spagna.

Come mai conosco docenti che in Spagna insegnano anche senza concorso tramite graduatorie straordinarie?

Si tratta della categoria n°3, cui si fa cenno nel comunicato n° 2971 del 17 marzo 2017. Quando in Spagna la Comunidad Autónoma apre graduatorie straordinarie alle quali ci si può iscrivere ECCEZIONALMENTE senza concorso, il docente può esercitare la sua professione nelle scuole pubbliche. Pertanto, come già specificato, coloro i quali  documentano la condizione di “Essere iscritti nelle graduatorie straordinarie di professori selezionati dalle Comunidades Autónomas, diventando docenti supplenti a tempo determinato”, otterranno il riconoscimento della professione anche in Italia.

Il MIUR applica male la Direttiva europea 2013-55-CE, perché io ho l’abilitazione in Spagna ed è un mio diritto averla anche in Italia.

Per l’applicazione della Direttiva comunitaria occorre possedere una formazione professionale completa, sancita nelle forme di legge, quali contemplate nel Paese di provenienza.
In ottemperanza a quanto sopra e alla luce di quanto chiarito dal Ministero dell’Educazione spagnolo, la cui nota  è stata solo tradotta e non interpretata dal MIUR, l’accesso e l’esercizio della professione di docente nelle scuole pubbliche è subordinata al possesso  in Spagna di una delle tre condizioni indicate nella nota n.° 2971 del 17 marzo 2017.
In Spagna è regolamentata sia la professione di docente nelle scuole private, sia quella di docente nelle scuole pubbliche.
I titoli necessari e sufficienti per insegnare nelle scuole private sono il possesso del titolo di “Licenciado” congiunto al titolo di “Master del Profesorado”.
In Italia, invece, è regolamentata solo la professione di docente nelle scuole pubbliche. Pertanto si riconoscono solo I titoli necessari e sufficienti per insegnare nelle scuole pubbliche spagnole, riassunti nelle tre categorie citate nella nota n.° 2971 del 17 marzo 2017.

Chi ha già ottenuto il riconoscimento rischia di vederlo annullato?

Assolutamente NO. La nota non ha alcun valore retroattivo.

Come si spiega il seguente VISTO presente nel decreto di riconoscimento della professione docente, emesso dal MIUR?: “VISTO  il parere fornito in data 21.3.2014,  dal  Dipartimento per le politiche europee in base al quale, ai fini del riconoscimento delle qualifiche professionali,  non rilevano le modalità di reclutamento previste dal diritto interno di ciascun Stato membro, bensì il percorso formativo seguito, all’esito del quale è appropriato riconoscere la qualifica professionale di docente abilitato esclusivamente nella classe di concorso riconducibile al percorso del Master del Profesorado, e non a tutte le classi di concorso cui dà accesso il titolo accademico posseduto, al fine di evitare , asensi dell’art. 1 del D.lgs. n. 206/2007, disparità di trattamento con gli stessi cittadini italiani”.

Si tratta di un parere rilasciato dal Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri italiana.  Forniva un orientamento, che riguarda unicamente l’Italia, su come comportarsi davanti a un’abilitazione straniera in più discipline.
Quanto sopra non contraddice in alcun modo la nota n°2971 del 17 marzo 2017. Questa, infatti, chiarisce solo adesso quali sono le distinte modalità stabilite dalla normativa spagnola che regolamentano il diverso accesso ed esercizio della professione docente nelle scuole pubbliche rispetto a quelle private.
A seguito dei suddetti chiarimenti vengono meno i presupposti giuridici per procedere al riconoscimento del percorso formativo abilitante nella scuola pubblica, così come avvenuto fino ad ora.

Il Master del Profesorado è equivalente al T.F.A. italiano e il concorso pubblico spagnolo a quello italiano?

Assolutamente NO.
Il Master del Profesorado e il TFA costituiscono i segmenti finali di una formazione plurifase (laurea + formazione didattico-pedagogica) prevista in entrambi i Paesi Spagna e Italia.
Con entrambi i titoli si ottengono  60 crediti formativi universitari.
Al di là della “consistenza” della formazione, però, producono effetti  molto diversi.
Il TFA abilita all’insegnamento di una sola disciplina coerentemente con il percorso accademico seguito e permette l’accesso e l’esercizio della professione nelle scuole pubbliche in seconda fascia. Una volta conseguito il T.F.A., è possibile partecipare al concorso pubblico per docenti nella sola disciplina in cui ci si è abilitati.
Il Master de Profesorado, invece, consente l’accesso e l’esercizio nella scuola privata e lo si può frequentare anche scegliendo una disciplina di un’area totalmente diversa da quella degli studi accademici seguiti (è accaduto che un laureato in informatica abbia conseguito  il “Master” in storia e geografia, ottenendo poi l’abilitazione in Informatica).
La selezione della disciplina che viene effettivamente insegnata nella scuola pubblica, invece, si opera solo attraverso il concorso pubblico, che consente l’immissione nei ruoli del personale docente per la disciplina superata.
Il Master del Profesorado, pertanto, è profondamente diverso dal T.F.A. italiano.