Archivi categoria: Decreti PR

Decreto del Presidente della Repubblica 1 ottobre 2018

Decreto del Presidente della Repubblica 1 ottobre 2018

Attribuzione del titolo di Vice Ministro al Sottosegretario di Stato presso il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca on. prof. Lorenzo FIORAMONTI, a norma dell’articolo 10, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400. (18A06706)

(GU Serie Generale n.240 del 15-10-2018)

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visto l’art. 10 della legge 23 agosto 1988, n. 400, recante
disciplina dell’attivita’ di Governo e ordinamento della Presidenza
del Consiglio dei ministri, cosi come modificato dalla legge 26 marzo
2001, n. 81, e dal decreto-legge 12 giugno 2001, n. 217, convertito,
con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2001, n. 317;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e successive
modificazioni, recante riforma dell’organizzazione del Governo, a
norma dell’art. 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59;
Visto l’art. 1, commi 376 e 377, della legge 24 dicembre 2007, n.
244, e successive modificazioni, recante disposizioni per la
formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica in data 13 giugno
2018, recante nomina dei Sottosegretari di Stato;
Considerato che il Consiglio dei ministri, nella riunione del 13
settembre 2018, ai fini dell’attribuzione del titolo di Vice
Ministro, a norma del citato art. 10, comma 3, della legge n. 400 del
1988, ha approvato l’unita delega di funzioni al Sottosegretario di
Stato on. prof. Lorenzo Fioramonti, conferitagli dal Ministro
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, di
concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della
ricerca;

Decreta:

Al Sottosegretario di Stato presso il Ministero dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca on. prof. Lorenzo FIORAMONTI e’
attribuito il titolo di Vice Ministro.
Il presente decreto sara’ comunicato alla Corte dei conti per la
registrazione.

Dato a Roma, addi’ 1° ottobre 2018

MATTARELLA

Conte, Presidente del Consiglio dei
ministri

Bussetti, Ministro dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca

Registrato alla Corte dei conti il 12 ottobre 2018
Ufficio controllo atti P.C.M. Ministeri della giustizia e degli
affari esteri e della cooperazione internazionale, reg.ne succ. n.
1907

Allegato

IL MINISTRO DELL’ISTRUZIONE,
DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA

Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive
modificazioni, recante disciplina dell’attivita’ di Governo e
ordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri, e in
particolare l’art. 10 relativo ai Sottosegretari di Stato;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e successive
modificazioni, recante riforma dell’organizzazione del Governo, a
norma dell’art. 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e in particolare
gli articoli 7, 49 e 50;
Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e in
particolare l’art. 4, che individua le funzioni di competenza
dell’organo di vertice delle amministrazioni statali, distinguendole
dagli atti di competenza dei dirigenti, e l’art. 14 che definisce gli
ambiti di esercizio di dette funzioni dell’organo di vertice;
Visto il decreto-legge 16 maggio 2008, n. 85, convertito, con
modificazioni, dalla legge 14 luglio 2008, n. 121, recante
disposizioni urgenti per l’adeguamento delle strutture di Governo in
applicazione dell’art. 1, commi 376 e 377, della legge 24 dicembre
2007, n. 244, e, in particolare, l’art. 1, commi 1, 5 e 11;
Vista la legge 13 novembre 2009, n. 172, recante istituzione del
Ministero della salute e incremento del numero complessivo dei
Sottosegretari di Stato;
Visto l’art. 15, comma 3-bis, del decreto-legge 30 dicembre 2009,
n. 195, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010,
n. 26;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 14 gennaio 2009,
n. 16, recante regolamento per la riorganizzazione degli Uffici di
diretta collaborazione presso il Ministero dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11
febbraio 2014, n. 98, recante il regolamento di organizzazione del
Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 31 maggio 2018,
recante, tra gli altri, la nomina del dott. Marco Bussetti a Ministro
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 13 giugno 2018,
recante, fra gli altri, la nomina a Sottosegretario di Stato per
l’istruzione, l’universita’ e la ricerca dell’on. prof. Lorenzo
Fioramonti;
Ritenuto di dover delegare la trattazione di alcune materie al
suddetto Sottosegretario di Stato;

Decreta:

Art. 1.

  1. All’on. prof. Lorenzo FIORAMONTI, Sottosegretario di Stato del
    Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, e’
    conferita la delega a trattare, sulla base delle indicazioni del
    Ministro, gli affari inerenti alle materie indicate al successivo
    art. 2.
  2. Resta ferma la competenza del Ministro sugli atti e
    provvedimenti per i quali una espressa disposizione di legge o di
    regolamento escluda la possibilita’ di delega, nonche’ quelli che,
    sebbene delegati, siano dal Ministro specificatamente a se’ avocati o
    comunque direttamente compiuti.
  3. Al coordinamento necessario all’attuazione del presente
    decreto provvede l’ufficio di Gabinetto.

Art. 2.

  1. All’on. prof. Lorenzo Fioramonti e’ conferita la delega a
    trattare le seguenti materie:
    a) indirizzo e coordinamento del sistema della formazione
    superiore, con riferimento alle istituzioni universitarie e alle
    istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica
    (a.f.a.m.);
    b) programmazione e sviluppo del sistema universitario;
    c) promozione e sviluppo del sistema di alta formazione
    artistica, musicale e coreutica;
    d) completamento dell’attuazione della riforma delle
    istituzioni a.f.a.m. di cui alla legge 21 dicembre 1999, n. 508;
    e) armonizzazione e integrazione del sistema della formazione
    superiore nello spazio europeo della formazione, attuazione delle
    norme comunitarie e internazionali in materia di formazione
    superiore;
    f) promozione dell’internazionalizzazione della formazione
    superiore;
    g) aggiornamento dell’offerta formativa delle istituzioni
    universitarie, con particolare riferimento all’adeguamento delle
    classi dei corsi di studio;
    h) promozione della cultura scientifica;
    i) sviluppo dell’offerta formativa dell’alta formazione
    artistica, musicale e coreutica e della produzione artistica;
    j) monitoraggio dell’attuazione e aggiornamento della
    disciplina della contabilita’ economico patrimoniale delle
    universita’, monitoraggio degli indicatori di equilibrio economico,
    finanziario e patrimoniale ai fini delle valutazioni di competenza
    del Ministero;
    k) raccordo tra istruzione scolastica, istruzione universitaria
    e alta formazione artistica, musicale e coreutica, con il sistema
    produttivo e delle professioni e con altre pubbliche amministrazioni;
    l) promozione del diritto allo studio degli studenti
    universitari e delle istituzioni a.f.a.m. e monitoraggio
    sull’attuazione degli interventi, anche attraverso l’Osservatorio
    nazionale per il diritto allo studio di cui all’art. 20 del decreto
    legislativo 29 marzo 2012, n. 68;
    m) orientamento degli studenti universitari e dell’a.f.a.m., in
    raccordo con il sistema educativo di istruzione formazione e di
    formazione professionale;
    n) sistemi di accesso al sistema universitario e a.f.a.m.;
    raccordo con il Ministero della salute per gli adempimenti relativi
    alla programmazione dell’accesso a medicina e alle scuole di
    specializzazione medica;
    o) monitoraggio dell’attivita’ di tutorato per gli studenti
    della formazione superiore sia durante la frequenza dei corsi che
    volta all’inserimento nel mondo del lavoro e delle professioni;
    p) indirizzi per l’attuazione delle attivita’ di competenza del
    Ministero in materia di residenze universitarie;
    q) valorizzazione delle carriere dei ricercatori delle
    istituzioni della formazione superiore, della loro autonomia e del
    loro accesso a specifici programmi di finanziamento nazionali e
    internazionali e della loro mobilita’ in sede internazionale;
    r) promozione della trasparenza nei sistemi di reclutamento del
    personale delle istituzioni della formazione superiore e indirizzi
    per il contrasto della corruzione;
    s) rapporti con le regioni nelle materie oggetto di delega;
    t) questioni specifiche di volta in volta individuate dal
    Ministro nell’ambito delle materie di competenza del Ministero.
  2. Il Sottosegretario di Stato on. prof. Lorenzo Fioramonti e’
    delegato, in caso di impedimento del Ministro e sulla base delle
    indicazioni del Ministro, a intervenire presso le Camere, in
    rappresentanza del Ministro, per lo svolgimento di interrogazioni a
    risposta orale e per ogni altro intervento che si renda necessario
    nel corso dei lavori parlamentari.
  3. Il Sottosegretario di Stato on. prof. Lorenzo Fioramonti e’
    delegato a partecipare alle riunioni preparatorie del Comitato
    interministeriale per la programmazione economica e, in caso di
    impedimento del Ministro, alle riunioni del Comitato medesimo.
  4. In caso di impedimento, il Ministro puo’ delegare, di volta in
    volta, al Sottosegretario di Stato, on. prof. Lorenzo Fioramonti, i
    rapporti con le istituzioni europee e internazionali e la
    partecipazione alle missioni internazionali, nelle materie di
    competenza del Ministero, nonche’ la presidenza di commissioni e
    comitati operanti nell’ambito delle attribuzioni del Ministero e la
    partecipazione alle riunioni della Conferenza Stato – Regioni, della
    Conferenza Stato – citta’ ed autonomie locali e della Conferenza
    unificata e alle riunioni di Comitati interministeriali.

Art. 3.

  1. Non sono compresi nella delega di cui all’art. 2, oltre agli
    atti espressamente riservati alla firma del Ministro o dei dirigenti
    da leggi o regolamenti, quelli di seguito indicati:
    a) gli atti e i provvedimenti che implichino una determinazione
    di particolare importanza politica, amministrativa o economica; i
    programmi, gli atti, i provvedimenti amministrativi connessi alle
    direttive di ordine generale; gli atti inerenti alle modificazioni
    dell’ordinamento delle attribuzioni delle direzioni generali del
    Ministero, nonche’ degli enti e degli istituti sottoposti a controllo
    o vigilanza del Ministro; tutti gli atti da sottoporre al Consiglio
    dei ministri e ai Comitati interministeriali;
    b) i decreti di nomina degli organi di amministrazione
    ordinaria e straordinaria e di controllo degli enti ed istituti
    sottoposti a controllo o vigilanza del Ministero, nonche’ le nomine e
    le designazioni, previste da disposizioni legislative, di
    rappresentanti del Ministero in seno ad enti, societa’, collegi,
    commissioni e comitati;
    c) gli atti relativi alla costituzione di commissioni e di
    comitati istituiti o promossi dal Ministro;
    d) la valutazione sulle prestazioni svolte dai dirigenti
    preposti ai centri di responsabilita’ sulla base degli elementi
    forniti dall’organo di valutazione e controllo strategico e sui
    risultati delle analisi effettuate annualmente dal medesimo organo di
    controllo sul conseguimento degli obiettivi operativi fissati
    dall’organo di direzione politica;
    e) le determinazioni sulle relazioni che i responsabili degli
    uffici sono tenuti a sottoporre al Ministro per le questioni che
    presuppongono le risoluzioni di tematiche di rilievo generale o il
    coordinamento delle attivita’ tra le direzioni del Ministero;
    f) le assegnazioni finanziarie ai sensi dell’art. 14 del
    decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni
    ed integrazioni;
    g) i rapporti con gli organi costituzionali o ausiliari del
    Governo, nonche’ le risposte agli organi di controllo sui
    provvedimenti del Ministro;
    h) l’adozione degli atti amministrativi generali inerenti alle
    materie di cui agli articoli 4 e 14 del decreto legislativo 30 marzo
    2001, n. 165, e successive modificazioni ed integrazioni;
    i) i conferimenti di incarichi individuali ad esperti e la
    nomina di arbitri.
    Il presente decreto sara’ trasmesso alla Corte dei conti per il
    controllo preventivo di legittimita’ e al competente Ufficio di
    controllo di regolarita’ contabile e sara’ pubblicato nella Gazzetta
    Ufficiale della Repubblica italiana.

Roma, 13 settembre 2018

Il Ministro: Bussetti

Decreto del Presidente della Repubblica 10 agosto 2018

Decreto del Presidente della Repubblica 10 agosto 2018

Autorizzazione al Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, per l’anno scolastico 2018/2019, sui posti effettivamente vacanti e disponibili, alla nomina in ruolo e alle nomine per ammissione al terzo anno del percorso FIT di n. 57.322 unita’ di personale docente, di cui n. 43.980 docenti su posto comune e n. 13.342 docenti su posto di sostegno, all’assunzione a tempo indeterminato di n. 46 unita’ di personale educativo, di n. 212 unita’ di dirigente scolastico e a n. 9.838 unita’ di personale ATA, di cui n. 789 a tempo parziale al 50 per cento. (18A05997)

(GU Serie Generale n.218 del 19-09-2018)

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visto l’art. 39, commi 3 e 3-bis, della legge 27 dicembre 1997, n.
449, recante misure per la stabilizzazione della finanza pubblica,
che disciplina le procedure di autorizzazione ad assumere per le
amministrazioni dello Stato;
Visto il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, recante
disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione,
la competitivita’, la stabilizzazione della finanza pubblica e la
perequazione tributaria, e in particolare l’art. 64 che reca
disposizioni in materia di organizzazione scolastica;
Visto il decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con
modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e successive
modificazioni, concernente disposizioni urgenti per la
stabilizzazione finanziaria e in particolare l’art. 19 che reca
disposizioni in materia di razionalizzazione della spesa relativa
all’organizzazione scolastica;
Visto il decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con
modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, recante misure
urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per
l’efficienza degli uffici giudiziari, e in particolare l’art. 3,
comma 1, che nell’ambito della disciplina delle facolta’ di
assunzione da parte di alcune amministrazioni, ribadisce
l’applicazione della normativa di settore per il comparto scuola;
Vista la legge 11 dicembre 2016, n. 232 recante bilancio di
previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio
pluriennale per il triennio 2017-2019;
Vista la legge 27 dicembre 2017, n. 205, recante bilancio di
previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e bilancio
pluriennale per il triennio 2018-2020;
Visto il decreto legislativo del 30 marzo 2001, n. 165 e successive
modificazioni, recante norme generali sull’ordinamento del lavoro
alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche;
Visto il decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive
modificazioni, recante approvazione del testo unico delle
disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative
alle scuole di ogni ordine e grado;
Vista la legge 3 maggio 1999, n. 124, recante disposizioni urgenti
in materia di personale scolastico;
Visto il decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, convertito, con
modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013, n. 128, recante misure
urgenti in materia di istruzione, universita’ e ricerca;
Vista la legge 13 luglio 2015, n. 107, recante riforma del sistema
nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle
disposizioni legislative vigenti;
Visto l’art. 1, comma 75, della legge n. 107 del 2015, che
definisce i criteri per la determinazione dell’organico dei posti di
sostegno;
Visto il decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 61, e in
particolare l’art. 9 in materia di dotazioni organiche dei percorsi
di istruzione professionale;
Visti i commi 2, lettera b), 3 e 5 dell’art. 17 del decreto
legislativo 13 aprile 2017, n. 59 che, nell’ambito della disciplina
transitoria per il reclutamento del personale docente, prevedono la
copertura dei posti vacanti e disponibili nelle scuole secondarie,
ferma restando la procedura autorizzatoria di cui al citato art. 39
della n. 449 del 1997, tramite scorrimento delle graduatorie di
merito delle procedure concorsuali bandite a livello regionale per
l’ammissione diretta ad un percorso costituito da un unico anno
disciplinato al pari del terzo anno del percorso FIT e la
contemporanea cancellazione da tutte le graduatorie di merito
regionali, nonche’ da tutte le graduatorie ad esaurimento e di
istituto;
Vista la legge 28 dicembre 2015, n. 208, recante disposizioni per
la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge
di stabilita’ 2016), e in particolare l’art. 1, comma 257, che
prevede, al fine di assicurare continuita’ alle attivita’ previste
negli accordi sottoscritti con scuole o universita’ dei Paesi
stranieri, che il personale della scuola impegnato in innovativi e
riconosciuti progetti didattici internazionali svolti in lingua
straniera, al raggiungimento dei requisiti per la quiescenza, puo’
chiedere di essere autorizzato al trattenimento in servizio
retribuito per non piu’ di due anni;
Visto l’art. 3, comma 6, del decreto legislativo 25 novembre 2016,
n. 219, che prevede il ricollocamento del personale delle Camere di
Commercio, industria, artigianato e agricoltura a valere sul dieci
per cento delle facolta’ di assunzione previste dalla normativa
vigente per gli anni 2017 e 2018 per il personale amministrativo del
comparto scuola;
Vista la legge n. 205 del 2017, ed in particolare i commi 619 e 620
dell’art. 1, relativamente alla procedura di stabilizzazione del
personale titolare di contratti di collaborazione coordinata e
continuativa per lo svolgimento di compiti e di funzioni assimilabili
a quelli propri degli assistenti amministrativi e tecnici, indetta
con decreto del Direttore generale delle risorse umane e finanziarie
n. 1146 del 5 luglio 2018;
Visti i commi da 620 a 624 del medesimo art. 1 della legge n. 205
del 2017, relativamente alla procedura di stabilizzazione del
personale con contratti di lavoro attivati dall’Ufficio scolastico
provinciale di Palermo per lo svolgimento di funzioni corrispondenti
a quelle di collaboratore scolastico, indetta con decreto del
Direttore generale delle risorse umane e finanziarie n. 500 del 5
aprile 2018, nonche’ i commi 223 e 224, che dispongono che per le
finalita’ di cui all’art. 20, comma 14, del decreto legislativo 25
maggio 2017, n. 75, sono prorogate al 31 dicembre 2018, nei limiti
della spesa gia’ sostenuta e senza nuovi o maggiori oneri a carico
della finanza pubblica, le convenzioni sottoscritte per
l’utilizzazione di lavoratori socialmente utili, di quelli di
pubblica utilita’ e dei lavoratori impiegati in attivita’ socialmente
utili (ASU), nonche’ l’estensione dell’applicazione anche per l’anno
2018;
Vista la nota del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca, del 13 luglio 2018, n. AOODGPER. Registro Emergenza U
00001, recante richiesta di autorizzazione, per l’anno scolastico
2018/2019, alla nomina in ruolo e alle nomine per ammissione al terzo
anno del percorso FIT di personale docente della scuola per un
contingente totale di n. 57.322 posti;
Vista la nota del Gabinetto del Ministero dell’economia e delle
finanze del 27 luglio 2018, n. 15147, che trasmette la nota del
Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato – IGOP del 24
luglio 2018, n. 183639, con la quale si richiedono elementi
informativi;
Vista la nota del Gabinetto del Ministro dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca, del 27 luglio 2018, n. 21373, con
la quale si da’ riscontro alla predetta nota n. 183639 del Ministero
dell’economia e delle finanze;
Vista la nota del Gabinetto del Ministero dell’economia e delle
finanze del 2 agosto 2018, n. 15603, che trasmette la nota del
Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato – IGOP del 27
luglio 2018, n. 185912, con la quale si rappresenta di non avere
osservazioni da formulare in merito alla richiesta di autorizzazione
per 57.322 nomine in ruolo e nomine per ammissione al terzo anno FIT
del personale docente della scuola per l’anno scolastico 2018/2019;
Vista la nota del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca del 23 luglio 2018, n. 20873, recante richiesta di
autorizzazione, per l’anno scolastico 2018/2019, all’assunzione a
tempo indeterminato di n. 77 unita’ di personale educativo, a fronte
di un pari numero di cessazioni dal servizio con decorrenza 1°
settembre 2018 e un numero complessivo di posti vacanti e disponibili
per tale anno scolastico pari a n. 367 unita’, di cui n. 31 esuberi;
Vista la nota del Gabinetto del Ministero dell’economia e delle
finanze del 1° agosto 2018, n. 15532 che trasmette le valutazioni del
Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato – IGOP del 31
luglio 2018, n. 187137 che esprime parere favorevole alle
autorizzazioni ad assumere, in favore del Ministero dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca, di sole n. 46 unita’ di personale
educativo, escluse quindi le n. 31 unita’ che corrispondono ad
esuberi da riassorbire;
Vista la nota del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca del 19 luglio 2018, n. 20565, recante richiesta di
autorizzazione, per l’anno scolastico 2018/2019, a fronte di un
numero di posti di dirigente scolastico vacanti e disponibili al 1°
settembre 2018 pari a n. 1.602 unita’, e un numero di cessazioni con
decorrenza 1° settembre 2018 pari a n. 469 unita’, alle complessive
nomine in ruolo di n. 212 dirigenti scolastici, di cui n. 52 unita’
per immissione in ruolo dei soggetti inclusi nelle graduatorie del
concorso di cui al D.D.G. 13 luglio 2011 della regione Campania, n.
71 unita’ per trattenimento in servizio ai sensi dell’art. 1, comma
257, della legge n. 208 del 2015, n. 13 unita’ per compensare gli
effetti di esecuzione di provvedimenti giurisdizionali e n. 76 unita’
ai sensi dell’art. 1, comma 92, della legge n. 107 del 2015;
Vista la nota del Gabinetto del Ministero dell’economia e delle
finanze del 27 luglio 2018, n. 15141, che trasmette la nota del
Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato – IGOP del 25
luglio 2018, n. 183764, con la quale, nel precisare che le richieste
di trattenimento in servizio riguardano le sole casistiche indicate
dall’art. 1, comma 257 della legge n. 208 del 2015 e che le
assunzioni correlate all’esecuzione di provvedimenti giurisdizionali
sono da considerare «con riserva» laddove detto procedimento non sia
definitivo, si comunica di non avere osservazioni da formulare in
merito all’autorizzazione ad assumere, in favore del Ministero
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, n. 212 unita’ di
dirigenti scolastici;
Vista la nota del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca del 19 luglio 2018, n. 20566, recante richiesta di
autorizzazione, per l’anno scolastico 2018/2019, all’assunzione a
tempo indeterminato di n. 9.838 unita’ di personale amministrativo,
tecnico ed ausiliario (A.T.A.), di cui n. 789 a tempo parziale;
Considerato che il contingente richiesto deriva dalle necessita’ di
copertura di n. 8.744 cessazioni dal servizio al netto delle unita’
in esubero, cui si aggiungono n. 789 unita’ a tempo parziale, nella
misura del 50 per cento, relative alla procedura di stabilizzazione
del personale titolare di contratti di collaborazione coordinata e
continuativa, nonche’ n. 305 unita’ a tempo pieno di collaboratori
scolastici relative alla procedura di stabilizzazione del personale
con contratti di lavoro attivati dall’Ufficio scolastico provinciale
di Palermo;
Considerato che nella suddetta nota del 19 luglio 2018, n. 20566,
il Ministero dell’istruzione dell’universita’ e della ricerca chiede
di poter posticipare al successivo anno scolastico 2019/2020 le
procedure di mobilita’ del personale delle Camere di commercio,
industria, artigianato e agricoltura;
Vista la nota del Gabinetto del Ministero dell’economia e delle
finanze del 27 luglio 2018, n. 15145 che trasmette le valutazioni del
Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato di cui alla nota
del 25 luglio 2018, n. 183766, nella quale, pur esprimendo un
sostanziale assenso alle autorizzazioni ad assumere in favore del
Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca di n.
9.838 unita’ di personale ATA, il Dipartimento della Ragioneria
generale dello Stato rimette al Dipartimento della funzione pubblica
le valutazioni in merito al differimento al prossimo anno scolastico
dell’accantonamento dei posti per la mobilita’ del personale delle
Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e richiede
ulteriori chiarimenti;
Vista l’ulteriore nota n. 21374 del 27 luglio 2018 del Ministero
dell’istruzione dell’universita’ e della ricerca con la quale vengono
forniti i chiarimenti richiesti;
Vista la nota Gabinetto del Ministero dell’economia e delle finanze
del 31 luglio 2018, n. 15395, con la quale si comunica che non si
hanno ulteriori osservazioni in merito alla richiesta di
autorizzazione per l’assunzione a tempo indeterminato di n. 9.838
unita’ di personale ATA;
Ritenuto di accordare al Ministero dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca, ferma restando la disponibilita’ in
organico dei posti interessati alle immissioni in ruolo,
l’autorizzazione ad assumere a tempo indeterminato:
n. 57.322 unita’, in parte destinati all’ammissione al terzo anno
del percorso FIT, di personale docente, di cui n. 43.980 docenti su
posto comune e n. 13.342 docenti su posto di sostegno;
n. 46 unita’ di personale educativo;
n. 212 dirigenti scolastici;
n. 9.838 unita’ di personale ATA, comprensive di n. 789 unita’ a
tempo parziale al 50 per cento;
Ritenuto altresi’ di accordare al Ministero dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca, il differimento al prossimo anno
scolastico dell’accantonamento dei posti per la mobilita’ del
personale delle Camere di commercio, industria, artigianato e
agricoltura, non essendo ancora pervenute comunicazioni per la
ricollocazione del predetto personale;
Visto l’art. 4 del decreto-legge 3 luglio 2001, n. 255, convertito,
con modificazioni, dalla legge 20 agosto 2001, n. 333, e successive
modificazioni, che fissa al 31 agosto di ogni anno il termine entro
il quale effettuare le immissioni in ruolo;
Vista la legge 12 gennaio 1991, n. 13, recante determinazione degli
atti amministrativi da adottarsi nella forma del decreto del
Presidente della Repubblica, e in particolare l’art. 1, comma 1,
lettera ii), che contempla tutti gli atti per i quali e’ intervenuta
la deliberazione del Consiglio dei ministri;
Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella
riunione dell’8 agosto 2018;
Sulla proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e del
Ministro dell’economia e delle finanze;

Decreta:

Art. 1

  1. Il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca
    e’ autorizzato, per l’anno scolastico 2018/2019, sui posti
    effettivamente vacanti e disponibili, all’assunzione a tempo
    indeterminato e alle nomine per ammissione al terzo anno del percorso
    FIT, di:
    a) n. 57.322 unita’ di personale docente, di cui n. 43.980
    docenti su posto comune e n. 13.342 docenti su posto di sostegno;
  2. Il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca
    e’ autorizzato, per l’anno scolastico 2018/2019, ad assumere a tempo
    indeterminato, sui posti effettivamente vacanti e disponibili, un
    numero di unita’ pari a:
    a) n. 46 unita’ di personale educativo;
    b) n. 212 dirigenti scolastici;
    c) n. 9.838 unita’ di personale ATA, di cui n. 789 a tempo
    parziale al 50%.

Art. 2

Il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca
trasmette, entro il 31 dicembre 2018, per le necessarie verifiche,
alla Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per la
funzione pubblica e al Ministero dell’economia e delle finanze –
Dipartimento della ragioneria generale dello Stato, i dati
concernenti il personale assunto ai sensi dell’art. 1 del presente
decreto.
Il presente decreto, previa registrazione da parte della Corte dei
conti, sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.

Dato a Roma, addi’ 10 agosto 2018

MATTARELLA

Conte, Presidente del Consiglio dei
ministri

Bongiorno, Ministro per la pubblica
amministrazione

Tria, Ministro dell’economia e
delle finanze

Registrato alla Corte dei conti il 4 settembre 2018
Ufficio controllo atti P.C.M. Ministeri giustizia e affari esteri,
reg.ne prev. n. 1728

Decreto del Presidente della Repubblica 13 giugno 2018

Decreto del Presidente della Repubblica 13 giugno 2018

Nomina dei Sottosegretari di Stato. (18A04226)

(GU Serie Generale n.135 del 13-06-2018)

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti i decreti del Presidente della Repubblica in data 31 maggio
2018, di nomina del Presidente del Consiglio dei ministri e dei
ministri;
Visto l’art. 10 della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive
modificazioni, recante disciplina dell’attivita’ di Governo e
ordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri;
VISTO il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e successive
modificazioni, recante riforma dell’organizzazione del Governo, a
norma dell’art. 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59;
Vista la legge 26 marzo 2001, n. 81, recante norme in materia di
disciplina dell’attivita’ di Governo;
Visto l’art. 1, commi 376 e 377, della legge 24 dicembre 2007, n.
244, e successive modificazioni, recante disposizioni per la
formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, di
concerto con i Ministri che i Sottosegretari di Stato sono chiamati a
coadiuvare;
Sentito il Consiglio dei ministri;

Decreta:

Sono nominati Sottosegretari di Stato:
alla Presidenza del Consiglio dei ministri:
pres. Luciano BARRA CARACCIOLO;
on. dott. Stefano BUFFAGNI;
on. dott.ssa Giuseppina CASTIELLO;
sen. Vito Claudio CRIMI;
on. dott. Mattia FANTINATI;
on. Guido GUIDESI;
sen. dott. Vincenzo SANTANGELO;
on. Vincenzo SPADAFORA;
on. Simone VALENTE;
sig. Vincenzo ZOCCANO;
per gli Affari esteri e la cooperazione internazionale:
on. dott.ssa Emanuela Claudia DEL RE;
on. dott. Manlio DI STEFANO;
sen. dott. Ricardo Antonio MERLO;
on. dott. Guglielmo PICCHI;
per l’Interno:
sen. Stefano CANDIANI;
dott. Luigi GAETTI;
on. dott. Nicola MOLTENI;
on. dott. Carlo SIBILIA;
per la Giustizia:
on. dott. Vittorio FERRARESI;
on. avv. Jacopo MORRONE;
per la Difesa:
on. dott. Angelo TOFALO;
on. Raffaele VOLPI;
per l’Economia e le finanze:
on. dott. Massimo BITONCI;
on. dott.ssa Laura CASTELLI;
on. dott. Massimo GARAVAGLIA;
on. dott. Alessio Mattia VILLAROSA;
per lo Sviluppo economico:
sen. dott. Andrea CIOFFI;
on. dott. Davide CRIPPA;
on. dott. Dario GALLI;
prof. Michele GERACI;
per le Politiche agricole alimentari e forestali:
on. dott. Franco MANZATO;
dott.ssa Alessandra PESCE;
per l’Ambiente e la tutela del territorio e del mare:
on. Vannia GAVA;
on. dott. Salvatore MICILLO;
per le Infrastrutture e i trasporti:
sig. Michele DELL’ORCO;
on. dott. Edoardo RIXI;
sen. Armando SIRI;
per il Lavoro e le politiche sociali:
on. Claudio COMINARDI;
on. Claudio DURIGON;
per l’Istruzione, l’universita’ e la ricerca:
on. prof. Lorenzo FIORAMONTI;
prof. Salvatore GIULIANO;
per i Beni e le attivita’ culturali e il turismo:
sen. dott.ssa Lucia BORGONZONI;
on. dott. Gianluca VACCA;
per la Salute:
prof. Armando BARTOLAZZI;
on. dott. Maurizio FUGATTI.
Il presente decreto sara’ comunicato alla Corte dei conti per la
registrazione.

Dato a Roma, addi’ 13 giugno 2018

MATTARELLA

Conte, Presidente del Consiglio dei
ministri

Moavero Milanesi, Ministro degli
affari esteri e della cooperazione
internazionale

Salvini, Ministro dell’interno

Bonafede, Ministro della giustizia

Trenta, Ministro della difesa

Tria, Ministro dell’economia e
finanze

Di Maio, Ministro dello sviluppo
economico e del lavoro e delle
politiche sociali

Centinaio, Ministro delle politiche
agricole alimentari e forestali

Costa, Ministro dell’ambiente e
della tutela del territorio e del
mare

Toninelli, Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti

Bussetti, Ministro dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca

Bonisoli, Ministro dei beni e delle
attivita’ culturali e del turismo

Grillo, Ministro della salute

Registrato alla Corte dei conti il 13 giugno 2018
Ufficio controllo atti P.C.M., Ministeri giustizia e affari esteri,
reg.ne prev. n. 1348

Decreto del Presidente della Repubblica 4 dicembre 2017

Decreto del Presidente della Repubblica 4 dicembre 2017

Accettazione delle dimissioni rassegnate dalla sen. Angela D’ONGHIA dalla carica di Sottosegretario di Stato per l’istruzione, l’università e la ricerca. (17A08421)

(GU Serie Generale n.288 del 11-12-2017)

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visto l’articolo 10 della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, recante disciplina dell’attivita’ di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica in data 29 dicembre 2016, recante nomina dei Sottosegretari di Stato;
Viste le dimissioni rassegnate dalla sen. Angela D’ONGHIA dalla carica di Sottosegretario di Stato per l’istruzione, l’universita’ e la ricerca;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca;

Decreta:

Sono accettate le dimissioni rassegnate dalla sen. Angela D’ONGHIA dalla carica di Sottosegretario di Stato per l’istruzione, l’universita’ e la ricerca.
Il presente decreto sara’ comunicato alla Corte dei conti per la registrazione.

Dato a Roma, addi’ 4 dicembre 2017

MATTARELLA

Gentiloni Silveri, Presidente del Consiglio dei ministri

Fedeli, Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca

Registrato alla Corte dei conti l’11 dicembre 2017
Ufficio controllo atti P.C.M. Ministeri giustizia e affari esteri, reg.ne prev. n. 2350

Decreto del Presidente della Repubblica 12 ottobre 2017

Decreto del Presidente della Repubblica 12 ottobre 2017

Adozione del secondo programma di azione biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità.
(17A08310)

(GU n.289 del 12-12-2017)

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Vista la legge 3 marzo 2009, n. 18, recante: «Ratifica ed
esecuzione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle
persone con disabilita’, con protocollo opzionale, fatta a New York
il 13 dicembre 2006 e istituzione dell’Osservatorio nazionale sulla
condizione delle persone con disabilita’.»;
Visto in particolare, l’art. 3 della citata legge 3 marzo 2009, n.
18, che al comma 1 prevede l’istituzione, presso il Ministero del
lavoro e delle politiche sociali, dell’Osservatorio nazionale sulla
condizione delle persone con disabilita’, ed al comma 5, lettera b),
assegna al predetto Osservatorio il compito di predisporre un
programma di azione biennale per la promozione dei diritti e
l’integrazione delle persone con disabilita’, in attuazione della
legislazione nazionale e internazionale;
Visto il decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali
6 luglio 2010, n. 167, recante regolamento concernente disciplina
dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con
disabilita’, ai sensi dell’art. 3, comma 3, della legge 3 marzo 2009,
n. 18;
Visto in particolare, l’art. 5, comma 2, del citato decreto n. 167
del 2010, il quale prevede che il programma di azione biennale
sopramenzionato, e’ adottato con decreto del Presidente della
Repubblica, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche
sociali, sentita la Conferenza unificata, che si esprime entro trenta
giorni, previa deliberazione del Consiglio dei ministri;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 4 ottobre 2013,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 303 del 28 dicembre 2013,
recante adozione del programma di azione biennale per la promozione
dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilita’;
Vista la proposta del secondo programma di azione biennale per la
promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilita’
del Ministro del lavoro e delle politiche sociali in data 10 gennaio
2017;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei ministri,
adottata nella riunione del 10 luglio 2017;
Acquisito il parere della Conferenza unificata, ai sensi dell’art.
5, comma 2, del decreto ministeriale 6 luglio 2010, n. 167, reso
nella seduta del 3 agosto 2017;
Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella
riunione del 2 ottobre 2017;
Sulla proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali;

Decreta:

Art. 1

Adozione del secondo programma di azione biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilita’.

  1. E’ adottato il secondo programma di azione biennale per la
    promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilita’, predisposto dall’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilita’ ai sensi dell’art. 3, comma 5, lettera b), della legge 3 marzo 2009, n. 18, di cui all’allegato al presente decreto, che ne costituisce parte integrante.

Il presente decreto e’ trasmesso ai competenti organi di controllo
e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale delle Repubblica italiana.

Dato a Roma, addi’ 12 ottobre 2017

MATTARELLA

Gentiloni Silveri, Presidente del
Consiglio dei ministri

Poletti, Ministro del lavoro e delle
politiche sociali

Registrato alla Corte dei conti il 22 novembre 2017
Ufficio controllo atti P.C.M. Ministeri giustizia e affari esteri,
reg.ne prev. n. 2203


Secondo programma di azione biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità

Decreto del Presidente della Repubblica 9 agosto 2017

Decreto del Presidente della Repubblica 9 agosto 2017

Autorizzazione al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca ad assumere a tempo indeterminato, per l’anno scolastico 2017-2018, sui posti effettivamente vacanti e disponibili, n. 259 dirigenti scolastici. (17A07185)

(GU Serie Generale n.250 del 25-10-2017)

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visto l’art. 39, commi 3 e 3-bis, della legge 27 dicembre 1997, n.
449, recante misure per la stabilizzazione della finanza pubblica,
che disciplina le procedure di autorizzazione ad assumere per le
amministrazioni dello Stato;
Visto il decreto legislativo del 30 marzo 2001, n. 165, recante
norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle
amministrazioni pubbliche;
Visto il decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con
modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, concernente
disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria e in
particolare l’art. 19, e successive modificazioni ed integrazioni,
che reca disposizioni in materia di razionalizzazione della spesa
relativa all’organizzazione scolastica;
Visto il decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con
modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, concernente misure
urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per
l’efficienza degli uffici giudiziari e, in particolare, l’art. 3,
comma 1, che nell’ambito della disciplina delle facolta’ di
assunzione da parte di alcune amministrazioni, ribadisce
l’applicazione della normativa di settore per il comparto scuola;
Visto il decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, convertito, con
modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013, n. 128, recante misure
urgenti in materia di istruzione, universita’ e ricerca;
Visto il decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive
modificazioni ed integrazioni, recante approvazione del testo unico
delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione,
relative alle scuole di ogni ordine e grado;
Vista la legge 3 maggio 1999, n. 124, recante disposizioni urgenti
in materia di personale scolastico;
Vista la legge 13 luglio 2015, n. 107, recante la riforma del
sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino
delle disposizioni legislative vigenti;
Visto l’art. 17, comma 1-bis, del decreto-legge n. 104 del 2013,
come modificato dall’art. 1, comma 2-bis, del decreto-legge 7 aprile
2014, n. 58, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 giugno
2014, n. 87, che prevede la trasformazione in graduatorie ad
esaurimento delle graduatorie regionali del concorso a dirigente
scolastico, indetto con decreto del direttore generale del Ministero
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca del 13 luglio 2011,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – 4ª serie speciale – n. 56 del
15 luglio 2011, per la copertura di n. 2.386 posti complessivi;
Visto l’art. 1, comma 87, della legge 13 luglio 2015, n. 107, che
prevede l’adozione di un decreto del Ministro dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca per definire le modalita’ di
svolgimento di un corso intensivo di formazione e della relativa
prova scritta finale, volto all’immissione dei soggetti di cui al
successivo comma 88 dello stesso articolo nei ruoli dei dirigenti
scolastici nonche’ per le finalita’ di cui al successivo comma 90;
Visto il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca del 20 luglio 2015 n. 499 adottato ai sensi dell’art.
1, commi 87 e 90, della legge 13 luglio 2015, n. 107;
Visto l’art. 1, comma 92, della legge n. 107 del 2015, che prevede
che: «per garantire la tempestiva copertura dei posti vacanti di
dirigente scolastico, a conclusione delle operazioni di mobilita’ e
previo parere dell’ufficio scolastico regionale di destinazione,
fermo restando l’accantonamento dei posti destinati ai soggetti di
cui al comma 88, i posti autorizzati per l’assunzione di dirigenti
scolastici sono conferiti nel limite massimo del 20% ai soggetti
idonei inclusi nelle graduatorie regionali del concorso per il
reclutamento di dirigenti scolastici bandito con decreto direttoriale
del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca 13
luglio 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – 4ª serie speciale
– n. 56 del 15 luglio 2011. Il Ministro dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca, con proprio decreto, predispone le
necessarie misure applicative»;
Visto il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca del 27 agosto 2015, n. 635, che disciplina le procedure
per la copertura dei posti vacanti di dirigente scolastico ai sensi
dell’art. 1, comma 92, della legge 13 luglio 2015, n. 107;
Vista la legge 28 dicembre 2015, n. 208, recante disposizioni per
la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge
di stabilita’ 2016), ed in particolare l’art. 1, comma 257, che
prevede, al fine di assicurare continuita’ alle attivita’ previste
negli accordi sottoscritti con scuole o universita’ dei Paesi
stranieri, il personale della scuola impegnato in innovativi e
riconosciuti progetti didattici internazionali svolti in lingua
straniera, al raggiungimento dei requisiti per la quiescenza, puo’
chiedere di essere autorizzato al trattenimento in servizio
retribuito per non piu’ di due anni;
Vista la nota del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca del 7 luglio 2017, n. 20519, recante richiesta di
autorizzazione, per l’anno scolastico 2017/2018, a fronte di un
numero di posti di dirigente scolastico vacanti al 1° settembre 2017
pari a n. 1.268 unita’, e un numero di cessazioni con decorrenza 1°
settembre 2017 pari a n. 467 unita’, alle nomine in ruolo di n. 259
dirigenti scolastici, di cui n. 58 unita’ per immissione in ruolo dei
soggetti inclusi nelle graduatorie del concorso di cui al D.D.G. 13
luglio 2011 delle Regioni Abruzzo e Campania, n. 1 unita’ per
riammissione in servizio, n. 36 unita’ per trattenimento in servizio
ai sensi dell’art. 1, comma 257, della legge n. 208 del 2015, n. 9
unita’ per compensare gli effetti di esecuzione di provvedimenti
giurisdizionali e n. 155 unita’ ai sensi dell’art. 1, comma 92, della
legge n. 107 del 2015;
Vista la nota del Gabinetto del Ministero dell’economia e delle
finanze del 1° agosto 2017, n. 15539/2017, che trasmette la nota del
Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato del 28 luglio
2017, n. 156952, con la quale si comunica di non avere osservazioni
da formulare in merito alle autorizzazioni ad assumere, in favore del
Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, n. 259
unita’ di dirigenti scolastici;
Ritenuto di accordare al Ministero dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca l’autorizzazione ad assumere a tempo
indeterminato n. 259 dirigenti scolastici, di cui n. 58 unita’ per
immissione in ruolo dei soggetti inclusi nelle graduatorie del
concorso di cui al D.D.G. 13 luglio 2011 delle Regioni Abruzzo e
Campania, n. 1 unita’ per riammissione in servizio, n. 36 unita’ per
trattenimento in servizio ai sensi dell’art. 1, comma 257, della
legge n. 208 del 2015, n. 9 unita’ a compensazione degli effetti di
esecuzione di provvedimenti giurisdizionali e n. 155 unita’ ai sensi
dell’art. 1, comma 92, della legge n. 107 del 2015;
Vista la legge 12 gennaio 1991, n. 13, recante determinazione degli
atti amministrativi da adottarsi nella forma del decreto del
Presidente della Repubblica, e in particolare l’art. 1, comma 1,
lettera ii), che contempla tutti gli atti per i quali e’ intervenuta
la deliberazione del Consiglio dei ministri;
Sulla proposta del Ministro per la semplificazione e la pubblica
amministrazione e del Ministro dell’economia e delle finanze;
Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella
riunione del 7 agosto 2017;

Decreta:

Art. 1

Il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca e’
autorizzato, per l’anno scolastico 2017/2018, ad assumere a tempo
indeterminato un numero di unita’ pari a n. 259 dirigenti scolastici.

Art. 2

Il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca
trasmette, entro il 31 dicembre 2017, per le necessarie verifiche,
alla Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per la
funzione pubblica e al Ministero dell’economia e delle finanze –
Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, i dati
concernenti il personale assunto ai sensi dell’art. 1 del presente
decreto.
Il presente decreto, previa registrazione da parte della Corte dei
conti, sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.
Dato a Roma, addi’ 9 agosto 2017

MATTARELLA

Gentiloni Silveri, Presidente del
Consiglio dei ministri

Madia, Ministro per la semplificazione
e la pubblica amministrazione

Padoan, Ministro dell’economia e delle
finanze

Registrato alla Corte dei conti il 29 settembre 2017
Ufficio controllo atti P.C.M. Ministeri giustizia e affari esteri,
reg.ne prev. n. 2003

Decreto del Presidente della Repubblica 9 agosto 2017

Decreto del Presidente della Repubblica 9 agosto 2017

Autorizzazione al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca ad assumere a tempo indeterminato, per l’anno scolastico 2017-2018, sui posti effettivamente vacanti e disponibili, n. 6.260 unità di personale ATA. (17A07188)

(GU Serie Generale n.250 del 25-10-2017)

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visto l’art. 39, commi 3 e 3-bis, della legge 27 dicembre 1997, n.
449, recante misure per la stabilizzazione della finanza pubblica,
che disciplina le procedure di autorizzazione ad assumere per le
amministrazioni dello Stato;
Visto il decreto legislativo del 30 marzo 2001, n. 165 recante
norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle
amministrazioni pubbliche;
Visto il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, recante
disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione,
la competitivita’, la stabilizzazione della finanza pubblica e la
perequazione tributaria, e in particolare l’art. 64 che reca
disposizioni in materia di organizzazione scolastica;
Visto il decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con
modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, concernente
disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria e in
particolare l’art. 19, e successive modificazioni ed integrazioni,
che reca disposizioni in materia di razionalizzazione della spesa
relativa all’organizzazione scolastica;
Visto il decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con
modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, concernente misure
urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per
l’efficienza degli uffici giudiziari e, in particolare, l’art. 3,
comma 1, che nell’ambito della disciplina delle facolta’ di
assunzione da parte di alcune amministrazioni, ribadisce
l’applicazione della normativa di settore per il comparto scuola;
Visto il decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, convertito, con
modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013, n. 128, recante misure
urgenti in materia di istruzione, universita’ e ricerca;
Visto il decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive
modificazioni ed integrazioni, recante approvazione del testo unico
delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione,
relative alle scuole di ogni ordine e grado;
Vista la legge 3 maggio 1999, n. 124, recante disposizioni urgenti
in materia di personale scolastico;
Vista la legge 13 luglio 2015, n. 107, recante la riforma del
sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino
delle disposizioni legislative vigenti;
Vista la legge 23 dicembre 2014, n. 190, recante disposizioni per
la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge
di stabilita’ 2015), ed in particolare l’art. 1, commi da 420 a 428,
riguardanti le procedure per la ricollocazione del personale delle
province e delle citta’ metropolitane, procedure estese anche al
personale della Croce rossa italiana;
Visto, in particolare, il comma 425 dell’art. 1 della legge n. 190
del 2014 che ricomprende i posti del personale amministrativo del
comparto scuola ai fini delle suddette procedure di mobilita’;
Visto il decreto del Ministro per la semplificazione e la pubblica
amministrazione del 14 settembre 2015, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 227 del 30 settembre 2015, recante criteri per la
mobilita’ del personale dipendente a tempo indeterminato degli enti
di area vasta dichiarato in soprannumero, della Croce rossa italiana,
nonche’ dei corpi e servizi di polizia provinciale per lo svolgimento
delle funzioni di polizia municipale;
Vista la nota del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca del 19 luglio 2017, n. 30834, recante richiesta di
autorizzazione, per l’anno scolastico 2017/2018, all’assunzione a
tempo indeterminato di n. 5.913 unita’ di personale amministrativo,
tecnico ed Ausiliario (A.T.A.), a fronte di un pari numero di
cessazioni dal servizio;
Visto l’art. 3, comma 6, del decreto legislativo 25 novembre 2016,
n. 219, che prevede il ricollocamento del personale delle Camere di
commercio, industria, artigianato e agricoltura a valere sul dieci
per cento delle facolta’ di assunzione previste dalla normativa
vigente per gli anni 2017 e 2018;
Considerato che nella suddetta nota del 19 luglio 2017, n. 30834,
il Ministero dell’istruzione dell’universita’ e della ricerca
richiede di poter utilizzare per le immissioni in ruolo del personale
ATA, oltre ai n. 5.913 posti derivanti dalle cessazioni dal servizio,
anche n. 347 posti gia’ autorizzati e accantonati ai fini del
ricollocamento del personale in esubero degli enti di area vasta e
della Croce rossa italiana;
Considerato che nella medesima nota del 19 luglio 2017, n. 30834,
il Ministero dell’istruzione dell’universita’ e della ricerca e
richiede, altresi’, di poter posticipare al successivo anno
scolastico 2018-2019 le procedure di mobilita’ del personale delle
Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e che anche
quest’ultima richiesta puo’ essere accolta non essendo ancora
pervenute comunicazioni per la ricollocazione del predetto personale;
Vista la nota del Ministero dell’economia e delle finanze –
Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato – del 28 luglio
2017, n. 156453/2017, con la quale vengono richiesti chiarimenti in
ordine alla distribuzione territoriale suddivisa per profili
professionali, delle cessazioni di personale ATA al 31 agosto 2017;
Vista la comunicazione, pervenuta mediante posta elettronica del 31
luglio 2017, del Ministero dell’istruzione dell’universita’ e della
ricerca con la quale si precisa che, con riferimento al personale
ATA, le cessazioni al 1° settembre 2017 ammontano a n. 5.913 unita’
totali (di cui n. 1.803 Assistenti amministrativi, n. 399 Assistenti
tecnici, cinque cuochi, due addetti alle aziende agrarie, n. 3.255
collaboratori scolastici, n. 442 DSGA-direttore dei servizi generali
ed amministrativi, quattro guardarobieri e tre infermieri) e che
disponibilita’ per l’anno scolastico 2017/2018 ammontano a n. 12.513
posti totali (di cui n. 1.472 DSGA-Direttore dei servizi generali ed
amministrativi, n. 2.578 Assistenti amministrativi, n. 865 assistenti
tecnici, n. 7.378 collaboratori scolastici n. 220 fra cuochi, addetti
alle aziende agrarie, guardarobieri e infermieri);
Vista l’ulteriore comunicazione, pervenuta mediante posta
elettronica del 31 luglio 2017, del Ministero dell’istruzione
dell’universita’ e della ricerca con la quale viene precisato che i
soprannumeri derivanti dai processi di mobilita’ previsti dalla legge
saranno riassorbiti a decorrere dal 1° settembre 2017 e che le nomine
in ruolo non saranno effettuate nelle province e per i profili per i
quali vi sia una situazione di esubero;
Vista la nota del Gabinetto del Ministero dell’economia e delle
finanze del 4 agosto 2017 n. 16073 che trasmette le valutazioni del
Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato del 4 agosto 2017,
n. 160326/2017 che esprime parere favorevole alle autorizzazioni ad
assumere, in favore del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca, n. 6260 unita’ di personale ATA;
Ritenuto di accordare al Ministero dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca, ferma restando la disponibilita’ in
organico dei posti interessati alle immissioni in ruolo,
l’autorizzazione ad assumere a tempo indeterminato n. 6.260 unita’ di
personale ATA, di cui 5.913 corrispondenti alle effettive cessazioni
e n. 347 corrispondenti ai posti gia’ autorizzati ed accantonati nel
precedente anno scolastico e non utilizzati ai fini del
ricollocamento del personale in esubero degli enti di area vasta e
della Croce rossa italiana;
Vista la legge 12 gennaio 1991, n. 13, recante determinazione degli
atti amministrativi da adottarsi nella forma del decreto del
Presidente della Repubblica, e in particolare l’art. 1, comma 1,
lettera ii), che contempla tutti gli atti per i quali e’ intervenuta
la deliberazione del Consiglio dei ministri;
Sulla proposta del Ministro per la semplificazione e la pubblica
amministrazione e del Ministro dell’economia e delle finanze;
Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella
riunione del 7 agosto 2017;

Decreta:

Art. 1

Il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca e’
autorizzato, per l’anno scolastico 2017/2018, ad assumere a tempo
indeterminato sui posti effettivamente vacanti e disponibili, un
numero di unita’ pari a n. 6.260 unita’ di personale ATA.

Art. 2

Il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca
trasmette, entro il 31 dicembre 2017, per le necessarie verifiche,
alla Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per la
funzione pubblica e al Ministero dell’economia e delle finanze –
Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, i dati
concernenti il personale assunto ai sensi dell’art. 1 del presente
decreto.
Il presente decreto, previa registrazione da parte della Corte dei
conti, sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.
Dato a Roma, addi’ 9 agosto 2017

MATTARELLA

Gentiloni Silveri, Presidente del
Consiglio dei ministri

Madia, Ministro per la semplificazione
e la pubblica amministrazione

Padoan, Ministro dell’economia e delle
finanze

Registrato alla Corte dei conti il 29 settembre 2017
Ufficio controllo atti P.C.M. Ministeri giustizia e affari esteri,
reg.ne prev. n. 2004

Decreto del Presidente della Repubblica 9 agosto 2017

Decreto del Presidente della Repubblica 9 agosto 2017

Autorizzazione al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca ad assumere a tempo indeterminato, per l’anno scolastico 2017-2018, sui posti effettivamente vacanti e disponibili, n. 51.773 unità di personale docente, di cui n. 38.380 su posti comuni e n. 13.393 su posti di sostegno e n. 56 unità di personale educativo. (17A07082)

(GU Serie Generale n.243 del 17-10-2017)

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visto l’art. 39, commi 3 e 3-bis, della legge 27 dicembre 1997, n.
449, recante misure per la stabilizzazione della finanza pubblica,
che disciplina le procedure di autorizzazione ad assumere per le
amministrazioni dello Stato;
Visto il decreto legislativo del 30 marzo 2001, n. 165 recante
norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle
amministrazioni pubbliche;
Visto il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, recante
disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione,
la competitivita’, la stabilizzazione della finanza pubblica e la
perequazione tributaria, e in particolare l’art. 64 che reca
disposizioni in materia di organizzazione scolastica;
Visto il decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con
modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, concernente
disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria e in
particolare l’art. 19, e successive modificazioni ed integrazioni,
che reca disposizioni in materia di razionalizzazione della spesa
relativa all’organizzazione scolastica;
Visto il decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con
modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, concernente misure
urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per
l’efficienza degli uffici giudiziari e, in particolare, l’art. 3,
comma 1, che nell’ambito della disciplina delle facolta’ di
assunzione da parte di alcune amministrazioni, ribadisce
l’applicazione della normativa di settore per il comparto scuola;
Visto il decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, convertito, con
modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013, n. 128, recante misure
urgenti in materia di istruzione, universita’ e ricerca;
Vista la legge 24 dicembre 2007, n. 244, recante disposizioni per
la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge
finanziaria 2008) e, in particolare, l’art. 2, comma 414, come
modificato dall’art. 15, comma 2, del decreto-legge n. 104 del 2013,
che prevede la rideterminazione della dotazione organica di diritto
relativa ai docenti di sostegno, incrementando la percentuale della
consistenza, rispetto al numero dei posti di sostegno
complessivamente attivati nell’anno scolastico 2006/2007, in misura
pari al 75% per l’anno scolastico 2013/2014, al 90% per l’anno
scolastico 2014/2015 e al 100% a decorrere dall’anno scolastico
2015/2016;
Visto il decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive
modificazioni ed integrazioni, recante approvazione del testo unico
delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione,
relative alle scuole di ogni ordine e grado;
Vista la legge 3 maggio 1999, n. 124, recante disposizioni urgenti
in materia di personale scolastico;
Vista la legge 13 luglio 2015, n. 107, recante la riforma del
sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino
delle disposizioni legislative vigenti;
Visto, in particolare, l’art. 1, comma 75, della legge n. 107 del
2015, in base al quale l’organico dei posti di sostegno e’
determinato nel limite previsto dal sopra richiamato art. 2, comma
414, secondo periodo, della legge n. 244 del 2007, e dall’art. 15,
comma 2-bis, del decreto-legge n. 104 del 2013, ferma restando la
possibilita’ di istituire posti in deroga ai sensi dell’art. 35,
comma 7, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e dell’art. 1, comma
605, lettera b), della legge 27 dicembre 2006, n. 296;
Visto l’art. 1, commi 113 e 114, della legge n. 107 del 2015, in
base ai quali i concorso per titoli ed esami per l’assunzione a tempo
indeterminato di personale docente per le istituzioni scolastiche ed
educative statali, ai sensi dell’art. 400 del testo unico di cui al
decreto legislativo n. 297 del 1994, sono indetti per la copertura,
nei limiti delle risorse finanziarie disponibili, di tutti i posti
vacanti e disponibili nell’organico dell’autonomia, nonche’ per i
posti che si rendano tali nel triennio;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 24
dicembre 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 35 del 12
febbraio 2016, con il quale il Ministero dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca e’ stato autorizzato, ai sensi
dell’art. 35, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,
ad avviare, per il triennio scolastico 2016/2018, procedure
concorsuali per il reclutamento, nei limiti delle risorse finanziarie
disponibili, di n. 63.712 docenti, di cui n. 52.828 docenti comuni,
n. 5.766 docenti di sostegno e n. 5.118 posti di potenziamento;
Vista la legge 11 dicembre 2016, n. 232 ed in particolare l’art. 1,
comma 366, che prevede l’iscrizione nello stato di previsione del
Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, di un
fondo con una autonoma dotazione di 140 milioni di euro per l’anno
2017 e 400 milioni di euro a decorrere dall’anno 2018, da destinare
all’incremento dell’organico dell’autonomia di cui all’art. 1, comma
201, della legge 13 luglio 2015, n. 107. Al riparto del fondo si
provvede con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle
finanze;
Visto il decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con
modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, ed in particolare
l’art. 22-ter, comma 1, che prevede la rideterminazione del fondo di
cui al comma 366 dell’art. 1 della legge n. 232 del 2016;
Vista la nota del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca, del 19 luglio 2017, n. 30827, recante richiesta di
autorizzazione, per l’anno scolastico 2017/2018, alla nomina in ruolo
di personale docente della scuola, per un contingente totale di n.
53.845 unita’ su posti vacanti e disponibili;
Vista la posta certificata del Gabinetto del Ministero
dell’economia e delle finanze del 26 luglio 2017, che trasmette la
nota del Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato del 26
luglio 2017, n. 155208/2017, con la quale si esprime parere
favorevole alle autorizzazioni ad assumere, in favore del Ministero
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, n. 51.773 unita’
di personale docente, tenuto conto che il Ministero dell’istruzione
dell’universita’ e della ricerca ha comunicato, per le vie brevi,
che, sottratti n. 2.231 esuberi, il contingente per cui si richiede
l’autorizzazione e’ pari a n. 51.773 unita’ di personale docente, di
cui n. 38.380 su posti comuni e n. 13.393 su posti di sostegno;
Vista la nota del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca del 19 luglio 2017, n. 30836, recante richiesta di
autorizzazione, per l’anno scolastico 2017/2018, all’assunzione a
tempo indeterminato di n. 61 unita’ di personale educativo, a fronte
di un pari numero di cessazioni dal servizio e un numero complessivo
di posti vacanti e disponibili per tale anno scolastico pari a n. 312
unita’;
Vista la comunicazione, pervenuta tramite posta elettronica del 31
luglio 2017, del Ministero dell’istruzione dell’universita’ e della
ricerca che, con riferimento al personale educativo, precisa che: a)
le cessazioni al 1° settembre 2017 ammontano a n. 61 unita’ totali;
b) i posti in organico di diritto ammontano a n. 2.280; c) i titolari
ammontano a n. 2.010; d) le disponibilita’ per l’anno scolastico
2017/2018 ammontano a n. 312 posti totali, dei quali n. 42 relativi a
esuberi;
Vista la nota del Gabinetto del Ministero dell’economia e delle
finanze del 4 agosto 2017, n. 16072 che trasmette le valutazioni del
Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato del 4 agosto 2017,
n. 160124 che esprime parere favorevole alle autorizzazioni ad
assumere, in favore del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca, di n. 56 unita’ di personale educativo, atteso che
dall’esame del quadro analitico sulla distribuzione territoriale
delle assunzioni richieste, le n. 5 unita’ corrispondenti alle
province di Catanzaro (n. 1), Bologna (n. 1), Oristano (n. 1) e
Treviso (n. 2) genererebbero esuberi di personale in rapporto alla
dotazione organica e corrispondono pertanto ad esuberi da
riassorbire;
Ritenuto di accordare al Ministero dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca, ferma restando la disponibilita’ in
organico dei posti interessati alle immissioni in ruolo,
l’autorizzazione ad assumere a tempo indeterminato:
n. 51.773 unita’ di personale docente su posti vacanti e
disponibili, di cui n. 38.380 su posti comuni e n. 13.393 su posti di
sostegno;
n. 56 unita’ di personale educativo;
Visto l’art. 4 del decreto-legge 3 luglio 2001, n. 255, come
modificato dall’art. 9, comma 19, del decreto-legge 13 maggio 2011,
n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n.
106, che fissa al 31 agosto di ogni anno il termine entro il quale
effettuare le immissioni in ruolo;
Vista la legge 12 gennaio 1991, n. 13, recante determinazione degli
atti amministrativi da adottarsi nella forma del decreto del
Presidente della Repubblica, e in particolare l’art. 1, comma 1,
lettera ii), che contempla tutti gli atti per i quali e’ intervenuta
la deliberazione del Consiglio dei ministri;
Sulla proposta del Ministro per la semplificazione e la pubblica
amministrazione e del Ministro dell’economia e delle finanze;
Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella
riunione del 7 agosto 2017;

Decreta:

Art. 1

Il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca e’
autorizzato, per l’anno scolastico 2017/2018, ad assumere a tempo
indeterminato sui posti effettivamente vacanti e disponibili, un
numero di unita’ pari a:
a) n. 51.773 unita’ di personale docente su posti vacanti e
disponibili, di cui n. 38.380 su posti comuni e n. 13.393 su posti di
sostegno;
b) n. 56 unita’ di personale educativo.

Art. 2

Il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca
trasmette, entro il 31 dicembre 2017, per le necessarie verifiche,
alla Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per la
Funzione pubblica e al Ministero dell’economia e delle finanze –
Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, i dati
concernenti il personale assunto ai sensi dell’art. 1 del presente
decreto.
Il presente decreto, previa registrazione da parte della Corte dei
conti, sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.
Dato a Roma, addi’ 9 agosto 2017

MATTARELLA

Gentiloni Silveri, Presidente del
Consiglio dei ministri

Madia, Ministro per la
semplificazione e la pubblica
amministrazione

Padoan, Ministro dell’economia e
delle finanze

Registrato alla Corte dei conti il 29 settembre 2017
Ufficio controllo atti P.C.M. Ministeri giustizia e affari esteri,
reg.ne prev. n. 2001

Decreto del Presidente della Repubblica 31 luglio 2017, n. 134

Regolamento recante integrazioni al decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 88, concernente il riordino degli istituti tecnici, a norma dell’articolo 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. (17G00147)

(GU Serie Generale n.215 del 14-09-2017)

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 87 e 117 della Costituzione;
Visto l’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e
successive modificazioni;
Visto il testo unico delle leggi in materia di istruzione di cui al
decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive
modificazioni;
Vista la legge 27 dicembre 2006, n. 296, recante disposizioni per
la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge
finanziaria 2007), ed in particolare l’articolo 1, comma 622, come
modificato dall’articolo 64, comma 4-bis, del decreto-legge n. 112
del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008,
che ha sancito l’obbligatorieta’ dell’istruzione per almeno dieci
anni;
Visto in particolare, l’articolo 1, comma 605, della citata legge
n. 296 del 2006, che prevede l’adozione da parte del Ministro
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca di misure, anche di
carattere strutturale, che consentano il razionale utilizzo della
spesa e diano maggiore efficacia ed efficienza al sistema
dell’istruzione, ed in particolare le disposizioni di cui alla
lettera f) del citato articolo, che prevede dette misure debbano
essere adottate «anche attraverso la riduzione, a decorrere dall’anno
scolastico 2007/2008, dei carichi orari settimanali delle lezioni,
secondo criteri di maggiore flessibilita’, di piu’ elevata
professionalizzazione e di funzionale collegamento con il
territorio»;
Vista la legge 11 gennaio 2007, n. 1, recante disposizioni in
materia di esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di
istruzione secondaria superiore e delega al Governo in materia di
raccordo tra la scuola e le universita’;
Visto il decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con
modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, ed in particolare,
l’articolo 13, commi 1, 1-bis, 1-ter e 1-quater, che prevedono il
riordino e il potenziamento degli istituti tecnici con uno o piu’
regolamenti da adottarsi ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della
legge 23 agosto 1988, n. 400;
Visto in particolare, l’articolo 13, comma 1-ter, del citato
decreto-legge n. 7 del 2007, secondo il quale, nel quadro del
riordino e del potenziamento degli istituti tecnici, con i richiamati
regolamenti sono previsti: la riduzione del numero degli attuali
indirizzi e il loro ammodernamento nell’ambito di ampi settori
tecnico-professionali, articolati in un’area di istruzione generale,
comune a tutti i percorsi, e in aree di indirizzo; la scansione
temporale dei percorsi e i relativi risultati di apprendimento; la
previsione di un monte ore annuale delle lezioni sostenibile per gli
allievi nei limiti del monte ore complessivo annuale da definire ai
sensi dell’articolo 1, comma 605, lettera f), della legge 27 dicembre
2006, n. 296; la riorganizzazione delle discipline di insegnamento al
fine di potenziare le attivita’ laboratoriali, di stage e di
tirocini; l’orientamento agli studi universitari e al sistema
dell’istruzione e formazione tecnica superiore;
Visto il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, ed in particolare
l’articolo 64, che prevede, al comma 3, la predisposizione da parte
del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, di un
piano programmatico di interventi volti ad una maggiore
razionalizzazione dell’utilizzo delle risorse disponibili e che
conferiscano una maggiore efficacia ed efficienza al sistema
scolastico e, al comma 4, in attuazione del piano e nel quadro di una
piu’ ampia revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e
didattico del sistema scolastico, l’emanazione di regolamenti
governativi, ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23
agosto 1988, n. 400, per la ridefinizione dei curricoli vigenti nei
diversi ordini di scuola anche attraverso la razionalizzazione dei
piani di studio e dei relativi quadri-orario, con particolare
riferimento agli istituti tecnici e professionali;
Vista la legge 13 luglio 2015, n. 107, recante la riforma del
sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino
delle disposizioni legislative vigenti;
Visto il decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 76, recante
definizione delle norme generali sul diritto-dovere all’istruzione e
alla formazione, a norma dell’articolo 2, comma 1, lettera c), della
legge 28 marzo 2003, n. 53;
Visto il decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 77, recante
definizione delle norme generali relative all’alternanza
scuola-lavoro, a norma dell’articolo 4 della legge 28 marzo 2003, n.
53;
Visto il decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, e successive
modificazioni, recante norme generali e livelli essenziali delle
prestazioni relativi al secondo ciclo del sistema educativo di
istruzione e formazione ai sensi della legge 28 marzo 2003, n. 53;
Visto il decreto legislativo 14 gennaio 2008, n. 21, relativo alle
norme per la definizione dei percorsi di orientamento all’istruzione
universitaria e all’alta formazione artistica, musicale e coreutica;
Visto il decreto legislativo 14 gennaio 2008, n. 22, relativo alla
definizione dei percorsi di orientamento finalizzati alle professioni
e al lavoro;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n.
275, recante norme in materia di autonomia delle istituzioni
scolastiche;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n.
88, recante norme per il riordino degli istituti tecnici, a norma
dell’articolo 64, comma 4, del citato decreto-legge 25 giugno 2008,
n. 112;
Visti in particolare l’articolo 1, commi 1 e 2, l’articolo 5, comma
1, lettere a) e b), e l’articolo 8, comma 2, lettera a), del citato
decreto del Presidente della Repubblica n. 88 del 2010 di riordino
degli istituti tecnici che dettano criteri per l’organizzazione dei
percorsi e il passaggio al nuovo ordinamento, nonche’ per
l’articolazione delle cattedre e la ridefinizione dell’orario
complessivo annuale delle lezioni, da effettuare «in modo da ridurre
del 20% l’orario previsto dall’ordinamento previgente con riferimento
alle classi di concorso le cui discipline hanno complessivamente un
orario annuale pari o superiore a 99 ore, comprese le ore di
compresenza degli insegnanti tecnico-pratici»;
Visto il piano programmatico predisposto dal Ministro
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, di concerto con il
Ministro dell’economia e delle finanze, ai sensi dell’articolo 64,
comma 3, del citato decreto-legge n. 112 del 2008;
Vista la sentenza del Tribunale amministrativo regionale Lazio,
sezione III-bis, n. 3527, depositata in data 8 aprile 2013, passata
in giudicato, che ha annullato l’articolo 5, comma 1, lettera b), del
citato decreto n. 88 del 2010 nella parte in cui «determina, senza
indicazione dei criteri, l’orario complessivo per gli istituti
tecnici»;
Vista la sentenza del Tribunale amministrativo regionale Lazio,
sezione III-bis, n. 6438, che ordina al Ministero dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca l’esecuzione della citata sentenza
n. 3527 del 2013;
Considerato che per l’esecuzione della sentenza si rende necessaria
una integrazione del regolamento di cui al richiamato decreto del
Presidente della Repubblica n. 88 del 2010 che specifichi i criteri
per la ridefinizione dell’orario complessivo, ferma restando
l’applicazione di quelli indicati nelle disposizioni su richiamate;
Ritenuto di dover prioritariamente tutelare il diritto-dovere
all’istruzione secondo un carico orario settimanale sostenibile dagli
alunni, nonche’ coerente con le finalita’ didattico-educative dei
percorsi di istruzione, anche in attuazione di quanto previsto dal
richiamato articolo 13, comma 1-ter, del decreto-legge n. 7 del 2007;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei ministri,
adottata nella riunione del 10 agosto 2016;
Acquisito il parere della Conferenza unificata di cui all’articolo
8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, reso nella seduta
del 29 settembre 2016;
Acquisito il parere del Consiglio superiore della pubblica
istruzione reso nell’adunanza del 4 ottobre 2016;
Acquisito il parere del Consiglio di Stato espresso nell’adunanza
della sezione consultiva per gli atti normativi nella seduta del 1°
dicembre 2016;
Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni parlamentari della
Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella
riunione del 21 luglio 2017;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei ministri e del
Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, di
concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze;

Emana

il seguente regolamento:

Art. 1

Criteri per la definizione dell’orario
complessivo annuale degli istituti tecnici

  1. All’articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 15
    marzo 2010, n. 88, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) al comma 1, lettera b), sono aggiunte le seguenti parole: «e
    risponde ai criteri indicati nel comma 1-bis»;
    b) dopo il comma 1 e’ inserito il seguente:
    «1-bis. L’orario annuale complessivo, come determinato dal comma 1,
    lettera b), e’ definito secondo i seguenti criteri;
    a) superamento delle sperimentazioni didattiche gia’ adottate in
    assenza di un quadro di riferimento organico, tenendo conto dei
    risultati con esse raggiunti, attraverso la stabilizzazione del
    sistema ordinamentale e l’introduzione della possibilita’ di utilizzo
    delle quote di autonomia e degli spazi di flessibilita’ di cui al
    comma 3, salvaguardando la coerenza tra i percorsi e i titoli di
    studio rilasciati mediante la riconduzione agli indirizzi, profili e
    quadri orari standard di cui agli allegati B e C;
    b) ripartizione delle ore di laboratorio in maniera da
    assicurarne una prevalenza nel secondo biennio e nell’ultimo anno;
    c) conformazione dei piani di studio in base ad una quota oraria
    di 60 minuti, fatte salve le forme di flessibilita’ adottate ai sensi
    dell’articolo 4, comma 2, lettera b), del decreto del Presidente
    della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, avuto riguardo in particolare
    all’utilizzazione, nell’ambito del curricolo obbligatorio, degli
    spazi orari residui al fine di meglio garantire l’integrale
    erogazione del curricolo stesso;
    d) ponderazione dei quadri orari tenuto conto, in particolare,
    della sostenibilita’ dell’impegno orario richiesto agli studenti e
    dell’introduzione di metodologie didattiche innovative;
    e) definizione di piani di studio il cui impianto curriculare
    garantisca il raggiungimento dei risultati di apprendimento,
    declinati in competenze, conoscenze e abilita’, attraverso la
    complementarita’ tra le diverse discipline, valorizzando il legame
    tra il contributo educativo offerto dalla cultura
    scientifico-tecnologica e la cultura umanistica;
    f) previsione di piani di studio con un numero di ore complessive
    per ogni disciplina adeguato al conseguimento dei risultati di
    apprendimento attesi in esito ai corrispondenti percorsi
    quinquennali, ponderando la quota oraria delle singole discipline in
    relazione alle caratteristiche e al profilo del diplomato di ciascun
    percorso e tenendo conto, laddove possibile, della struttura oraria
    del previgente ordinamento e dei contenuti innovativi del percorso,
    nonche’ dei tempi di presenza in aula degli studenti e della
    necessita’ di agevolare la concentrazione e partecipazione dei
    medesimi;
    g) adeguata ripartizione tra le discipline dell’area di
    istruzione generale e dell’area di indirizzo, diversificata in
    relazione al primo biennio, secondo biennio e quinto anno. In
    particolare, la suddetta ripartizione deve considerare la funzione di
    ciascun segmento del percorso di istruzione che, per il primo
    biennio, si pone in relazione con l’assolvimento dell’obbligo di
    istruzione finalizzato all’acquisizione dei saperi e delle competenze
    chiave di cittadinanza e, per il secondo biennio e quinto anno, con
    l’introduzione progressiva e piu’ incisiva delle discipline dell’area
    di indirizzo in relazione all’acquisizione degli apprendimenti piu’
    propriamente necessari ad assumere una adeguata competenza
    professionale di settore. Il rapporto tra ore/discipline da destinare
    all’area di istruzione generale e all’area di indirizzo e’ modulato,
    di conseguenza, secondo una proporzione superiore nel primo biennio a
    favore dell’area di istruzione generale e, nel secondo biennio e
    quinto anno, a favore dell’area di indirizzo;
    h) dimensionamento dell’orario complessivo annuale e dell’orario
    settimanale delle lezioni ad un livello tale da garantire un
    equilibrato assortimento delle discipline di studio in relazione agli
    obiettivi di apprendimento, al fine di assicurare, a regime,
    l’ottimale determinazione delle cattedre, salvaguardando la
    stabilita’ dei docenti presenti nell’istituzione scolastica e la loro
    titolarita’ in organico e tutelando la continuita’ didattica
    nell’ambito dell’intero ciclo di studi ovvero, distintamente,
    nell’ambito del primo biennio e degli ultimi tre anni.».
  2. All’articolo 7, comma 2, del decreto del Presidente della
    Repubblica, n. 88 del 2010, dopo la parola: «produttivo», sono
    aggiunte le seguenti: «tenendo conto anche dei criteri di cui al
    comma 1-bis dell’articolo 5».

Art. 2

Disposizioni finali

  1. Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo a
    quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
    Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
    nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
    italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
    osservare.
    Dato a Roma, addi’ 31 luglio 2017

MATTARELLA

Gentiloni Silveri, Presidente del
Consiglio dei ministri

Fedeli, Ministro dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca

Padoan, Ministro dell’economia e delle
finanze

Visto, il Guardasigilli: Orlando

Registrato alla Corte dei conti il 7 settembre 2017
Ufficio controllo sugli atti del MIUR, MIBAC, Min salute e Min
lavoro, n. 1968

Decreto del Presidente della Repubblica 31 luglio 2017, n. 133

Decreto del Presidente della Repubblica 31 luglio 2017, n. 133

Regolamento recante integrazioni al decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 87, concernente il riordino degli istituti professionali, a norma dell’articolo 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. (17G00148)

(GU Serie Generale n.215 del 14-09-2017)

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 87 e 117 della Costituzione;
Visto l’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e
successive modificazioni;
Visto il testo unico delle leggi in materia di istruzione di cui al
decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive
modificazioni;
Vista la legge 27 dicembre 2006, n. 296, recante disposizioni per
la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge
finanziaria 2007), ed in particolare l’articolo 1, comma 622, come
modificato dall’articolo 64, comma 4-bis, del decreto-legge n. 112
del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008,
che ha sancito l’obbligatorieta’ dell’istruzione per almeno dieci
anni;
Visto l’articolo 1, comma 605, della citata legge 27 dicembre 2006,
n. 296, che prevede l’adozione da parte del Ministro dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca di misure, anche di carattere
strutturale, che consentano il razionale utilizzo della spesa e diano
maggiore efficacia ed efficienza al sistema dell’istruzione, ed in
particolare le disposizioni di cui alla lettera f), del citato
articolo, che prevede dette misure debbano essere adottate «anche
attraverso la riduzione, a decorrere dall’anno scolastico 2007/2008,
dei carichi orari settimanali delle lezioni, secondo criteri di
maggiore flessibilita’, di piu’ elevata professionalizzazione e di
funzionale collegamento con il territorio»;
Vista la legge 11 gennaio 2007, n.1, recante disposizioni in
materia di esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di
istruzione secondaria superiore e delega al Governo in materia di
raccordo tra la scuola e le universita’;
Visto il decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con
modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, ed in particolare,
l’articolo 13, commi 1, 1-bis, 1-ter e 1-quater, che prevedono il
riordino e il potenziamento degli istituti professionali con uno o
piu’ regolamenti da adottarsi ai sensi dell’articolo 17, comma 3,
della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Visto in particolare l’articolo 13, comma 1-ter, del citato
decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, secondo il quale, nel quadro del
riordino e del potenziamento degli istituti professionali, con i
richiamati regolamenti sono previsti: la riduzione del numero degli
attuali indirizzi e il loro ammodernamento nell’ambito di ampi
settori tecnico-professionali, articolati in un’area di istruzione
generale, comune a tutti i percorsi, e in aree di indirizzo; la
scansione temporale dei percorsi e i relativi risultati di
apprendimento; la previsione di un monte ore annuale delle lezioni
sostenibile per gli allievi nei limiti del monte ore complessivo
annuale da definire ai sensi dell’articolo 1, comma 605, lettera f),
della legge 27 dicembre 2006, n. 296; la riorganizzazione delle
discipline di insegnamento al fine di potenziare le attivita’
laboratoriali, di stage e di tirocini; l’orientamento agli studi
universitari e al sistema dell’istruzione e formazione tecnica
superiore;
Visto il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, ed in particolare
l’articolo 64, che prevede, al comma 3, la predisposizione da parte
del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, di un
piano programmatico di interventi volti ad una maggiore
razionalizzazione dell’utilizzo delle risorse disponibili e che
conferiscano una maggiore efficacia ed efficienza al sistema
scolastico e, al comma 4, in attuazione del piano e nel quadro di una
piu’ ampia revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e
didattico del sistema scolastico, l’emanazione di regolamenti
governativi, ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23
agosto 1988, n. 400, per la ridefinizione dei curricoli vigenti nei
diversi ordini di scuola anche attraverso la razionalizzazione dei
piani di studio e dei relativi quadri-orario, con particolare
riferimento agli istituti tecnici e professionali;
Vista la legge 13 luglio 2015, n. 107, recante la riforma del
sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino
delle disposizioni legislative vigenti;
Visto il decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 76, recante
definizione delle norme generali sul diritto-dovere all’istruzione e
alla formazione, a norma dell’articolo 2, comma 1, lettera c), della
legge 28 marzo 2003, n. 53;
Visto il decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 77, recante
definizione delle norme generali relative all’alternanza
scuola-lavoro, a norma dell’articolo 4 della legge 28 marzo 2003, n.
53;
Visto il decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, e successive
modificazioni, recante norme generali e livelli essenziali delle
prestazioni relativi al secondo ciclo del sistema educativo di
istruzione e formazione ai sensi della legge 28 marzo 2003, n. 53;
Visto il decreto legislativo 14 gennaio 2008, n. 21, relativo alle
norme per la definizione dei percorsi di orientamento all’istruzione
universitaria e all’alta formazione artistica, musicale e coreutica;
Visto il decreto legislativo 14 gennaio 2008, n. 22, relativo alla
definizione dei percorsi di orientamento finalizzati alle professioni
e al lavoro;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n.
275, recante norme in materia di autonomia delle istituzioni
scolastiche;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n.
87, recante norme per il riordino degli istituti professionali, a
norma dell’articolo 64, comma 4, del citato decreto-legge 25 giugno
2008, n. 112;
Visti in particolare l’articolo 1, commi 1 e 2, l’articolo 5, comma
1, lettere a) e b), e l’articolo 8, comma 4, lettera a), del decreto
n. 87 del 2010 di riordino degli istituti professionali che dettano
criteri per l’organizzazione dei percorsi e il passaggio al nuovo
ordinamento, nonche’ per l’articolazione delle cattedre e la
ridefinizione dell’orario complessivo annuale delle lezioni,
effettuata «in modo da ridurre del 20% l’orario previsto
dall’ordinamento previgente con riferimento alle classi di concorso
le cui discipline hanno complessivamente un orario annuale pari o
superiore a 99 ore, comprese le ore di compresenza degli insegnanti
tecnico-pratici»;
Visto il piano programmatico predisposto dal Ministro
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, di concerto con il
Ministro dell’economia e delle finanze, ai sensi dell’articolo 64,
comma 3, del citato decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112;
Vista la sentenza del Tribunale amministrativo regionale Lazio,
sezione III-bis, n. 3527, depositata in data 8 aprile 2013, passata
in giudicato, che ha annullato l’articolo 5, comma 1, lettera b), del
citato decreto n. 87 del 2010 nella parte in cui «determina, senza
indicazione dei criteri, l’orario complessivo per gli istituti
professionali»;
Vista la sentenza del Tribunale amministrativo regionale Lazio,
sezione III-bis, n. 6438, che ordina al Ministero dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca l’esecuzione della citata sentenza
n. 3527 del 2013;
Considerato che per l’esecuzione della sentenza si rende necessaria
una integrazione del regolamento di cui al richiamato decreto n. 87
del 2010 che specifichi i criteri per la ridefinizione dell’orario
complessivo, ferma restando l’applicazione di quelli indicati nelle
disposizioni su richiamate;
Ritenuto di dover prioritariamente tutelare il diritto-dovere
all’istruzione secondo un carico orario settimanale sostenibile dagli
alunni, nonche’ coerente con le finalita’ didattico-educative dei
percorsi di istruzione, anche in attuazione di quanto previsto dal
richiamato articolo 13, comma 1-ter, del decreto-legge n. 7 del 2007;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei ministri,
adottata nella riunione del 10 agosto 2016;
Acquisito il parere della Conferenza unificata di cui all’articolo
8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, reso nella seduta
del 29 settembre 2016;
Acquisito il parere del Consiglio superiore della pubblica
istruzione reso nell’adunanza del 4 ottobre 2016;
Acquisito il parere del Consiglio di Stato espresso nell’adunanza
della sezione consultiva per gli atti normativi nella seduta del 1°
dicembre 2016;
Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni parlamentari della
Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella
riunione del 21 luglio 2017;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei ministri e del
Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, di
concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze;

E m a n a

il seguente regolamento:

Art. 1

Criteri per la definizione dell’orario complessivo annuale degli
istituti professionali

  1. All’articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 15
    marzo 2010, n. 87, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) al comma 1, lettera b), sono aggiunte, infine, le seguenti
    parole: «e risponde ai criteri indicati nel comma 1-bis»;
    b) dopo il comma 1 e’ inserito il seguente: «1-bis. L’orario
    annuale complessivo, come determinato dal comma 1, lettera b), e’
    definito secondo i seguenti criteri;
    a) superamento delle sperimentazioni didattiche gia’ adottate
    in assenza di un quadro di riferimento organico, tenendo conto dei
    risultati con esse raggiunti, attraverso la stabilizzazione del
    sistema ordinamentale e l’introduzione della possibilita’ di utilizzo
    delle quote di autonomia e degli spazi di flessibilita’ di cui al
    comma 3, salvaguardando la coerenza tra i percorsi e i titoli di
    studio rilasciati mediante la riconduzione agli indirizzi, profili e
    quadri orari standard di cui agli allegati B e C;
    b) ripartizione delle ore di laboratorio in maniera da
    assicurarne una prevalenza nel secondo biennio e nell’ultimo anno;
    c) conformazione dei piani di studio in base ad una quota
    oraria di 60 minuti, fatte salve le forme di flessibilita’ adottate
    ai sensi dell’articolo 4, comma 2, lettera b), del decreto del
    Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, avuto riguardo in
    particolare all’utilizzazione, nell’ambito del curricolo
    obbligatorio, degli spazi orari residui al fine di meglio garantire
    l’integrale erogazione del curricolo stesso;
    d) ponderazione dei quadri orari tenuto conto, in particolare,
    della sostenibilita’ dell’impegno orario richiesto agli studenti e
    dell’introduzione di metodologie didattiche innovative;
    e) definizione di piani di studio il cui impianto curriculare
    garantisca il raggiungimento dei risultati di apprendimento,
    declinati in competenze, conoscenze e abilita’, attraverso la
    complementarita’ tra le diverse discipline, valorizzando il legame
    tra il contributo educativo offerto dalla cultura
    scientifico-tecnologica e la cultura umanistica;
    f) previsione di piani di studio con un numero di ore
    complessive per ogni disciplina adeguato al conseguimento dei
    risultati di apprendimento attesi in esito ai corrispondenti percorsi
    quinquennali, ponderando la quota oraria delle singole discipline in
    relazione alle caratteristiche e al profilo del diplomato di ciascun
    percorso e tenendo conto, laddove possibile, della struttura oraria
    del previgente ordinamento e dei contenuti innovativi del percorso,
    nonche’ dei tempi di presenza in aula degli studenti e della
    necessita’ di agevolare la concentrazione e partecipazione dei
    medesimi;
    g) adeguata ripartizione tra le discipline dell’area di
    istruzione generale e dell’area di indirizzo, diversificata in
    relazione al primo biennio, secondo biennio e quinto anno. In
    particolare, la suddetta ripartizione deve considerare la funzione di
    ciascun segmento del percorso di istruzione che, per il primo
    biennio, si pone in relazione con l’assolvimento dell’obbligo di
    istruzione finalizzato all’acquisizione dei saperi e delle competenze
    chiave di cittadinanza e, per il secondo biennio e quinto anno, con
    l’introduzione progressiva e piu’ incisiva delle discipline dell’area
    di indirizzo in relazione all’acquisizione degli apprendimenti piu’
    propriamente necessari ad assumere ruoli tecnici operativi
    considerati nella loro dimensione sistemica. Il rapporto tra
    ore/discipline da destinare all’area di istruzione generale e
    all’area di indirizzo e’ modulato, di conseguenza, secondo una
    proporzione superiore nel primo biennio a favore dell’area di
    istruzione generale e, nel secondo biennio e quinto anno, a favore
    dell’area di indirizzo;
    h) dimensionamento dell’orario complessivo annuale e
    dell’orario settimanale delle lezioni ad un livello tale da garantire
    un equilibrato assortimento delle discipline di studio in relazione
    agli obiettivi di apprendimento, al fine di assicurare, a regime,
    l’ottimale determinazione delle cattedre, salvaguardando la
    stabilita’ dei docenti presenti nell’istituzione scolastica e la loro
    titolarita’ in organico e tutelando la continuita’ didattica
    nell’ambito dell’intero ciclo di studi ovvero, distintamente,
    nell’ambito del primo biennio e degli ultimi tre anni.».
  2. All’articolo 7, comma 2, del decreto del Presidente della
    Repubblica n. 87 del 2010, dopo la parola: «produttivo», sono
    aggiunte le seguenti: «tenendo conto anche dei criteri di cui al
    comma 1-bis dell’articolo 5».

Art. 2

Disposizioni finali

  1. Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo a
    quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
    Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
    nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
    italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
    osservare.
    Dato a Roma, addi’ 31 luglio 2017

MATTARELLA

Gentiloni Silveri, Presidente del
Consiglio dei ministri

Fedeli, Ministro dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca

Padoan, Ministro dell’economia e delle
finanze

Visto, il Guardasigilli: Orlando

Registrato alla Corte dei conti il 7 settembre 2017
Ufficio controllo sugli atti del MIUR, MIBAC, Min salute e Min
lavoro, n. 1967

Decreto del Presidente della Repubblica 27 settembre 2016

Decreto del Presidente della Repubblica 27 settembre 2016

Indizione del referendum popolare confermativo della legge costituzionale recante: “Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione”, approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016. (16A07091)

(GU Serie Generale n.227 del 28-9-2016)

 
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 
 
  Visti gli articoli 138 e 87 della Costituzione; 
  Vista la  legge  25  maggio  1970,  n.  352,  recante:  «Norme  sui
referendum previsti dalla Costituzione e sulla iniziativa legislativa
del popolo», e successive modificazioni; 
  Visto l'articolo 1, comma 399, della legge 27 dicembre 2013, n. 147
(legge di stabilita' 2014); 
  Visto il testo della legge  costituzionale,  approvato  in  seconda
votazione a maggioranza assoluta ma inferiore ai due terzi dei membri
di ciascuna Camera, recante: «Disposizioni  per  il  superamento  del
bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il
contenimento  dei  costi  di  funzionamento  delle  istituzioni,   la
soppressione del CNEL e la revisione del  titolo  V  della  parte  II
della Costituzione», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15
aprile 2016; 
  Viste  le  ordinanze  dell'Ufficio  centrale  per  il   referendum,
costituito presso la Corte suprema di cassazione, di cui  una  emessa
il 6 maggio 2016, depositata e comunicata in  pari  data  e  un'altra
pronunciata il 4 agosto 2016,  depositata  e  comunicata  l'8  agosto
2016, con le quali sono  state  dichiarate  legittime  e  ammesse  le
richieste di referendum popolare, ai sensi dell'articolo 138, secondo
comma, della Costituzione,  per  l'approvazione  del  suddetto  testo
della legge costituzionale; 
  Visto, in particolare, l'articolo 15 della citata legge  25  maggio
1970, n. 352, il quale prevede che il referendum  sia  indetto  entro
sessanta giorni  dalla  comunicazione  dell'ordinanza  che  lo  abbia
ammesso e che il medesimo si svolga in una domenica compresa  tra  il
cinquantesimo e il settantesimo giorno successivo all'emanazione  del
decreto di indizione; 
  Vista la deliberazione del Consiglio dei  ministri  adottata  nella
riunione del 26 settembre 2016; 
  Sulla proposta  del  Presidente  del  Consiglio  del  ministri,  di
concerto con i Ministri dell'interno e della giustizia; 
 
                              E m a n a 
                        il seguente decreto: 
 
  E' indetto il referendum popolare confermativo avente  il  seguente
quesito: 
    «Approvate  il  testo  della  legge  costituzionale   concernente
"Disposizioni per il  superamento  del  bicameralismo  paritario,  la
riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei  costi  di
funzionamento delle  istituzioni,  la  soppressione  del  CNEL  e  la
revisione del titolo V della parte II della  Costituzione"  approvato
dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale  n.  88  del  15
aprile 2016?». 
  I relativi comizi sono  convocati  per  il  giorno  di  domenica  4
dicembre 2016. 
  Il presente decreto sara' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana. 
    Dato a Roma, addi' 27 settembre 2016 
 
                             MATTARELLA 
 
                                    Renzi, Presidente del Consiglio   
                                      dei ministri                    
 
                                    Alfano, Ministro dell'interno     
 
                                    Orlando, Ministro della giustizia 

Decreto del Presidente della Repubblica 14 febbraio 2016, n. 19

Decreto del Presidente della Repubblica 14 febbraio 2016, n. 19

Regolamento recante disposizioni per la razionalizzazione ed accorpamento delle classi di concorso a cattedre e a posti di insegnamento, a norma dell’articolo 64, comma 4, lettera a), del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. (16G00026)

(GU Serie Generale n.43 del 22-2-2016 – Suppl. Ordinario n. 5)

 
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 
 
  Visti gli articoli 87 e 117 della Costituzione; 
  Visto l'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400; 
  Vista la legge 27 dicembre 2006, n. 296, recante  disposizioni  per
la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello  Stato  (legge
finanziaria 2007), ed in particolare l'articolo 1, comma 605, lettera
c); 
  Vista la legge 24 dicembre 2007, n. 244, recante  disposizioni  per
la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello  Stato  (legge
finanziaria 2008), ed in particolare l'articolo 2, comma 416; 
  Visto il decreto  legislativo  16  aprile  1994,  n.  297,  recante
approvazione del testo unico delle disposizioni  legislative  vigenti
in materia di istruzione relative alle scuole di ogni ordine e  grado
(di seguito Testo unico), ed in particolare l'articolo 405; 
  Visto il decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, recante norme
generali e livelli essenziali delle prestazioni relativi  al  secondo
ciclo del sistema educativo  di  istruzione  e  formazione,  a  norma
dell'articolo 2 della legge 28 marzo 2003, n. 53; 
  Visto il decreto-legge 31  gennaio  2007,  n.  7,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 2  aprile  2007,  n.  40,  recante  misure
urgenti  per  la  tutela  dei  consumatori,   la   promozione   della
concorrenza, lo sviluppo di attivita' economiche, la nascita di nuove
imprese, la valorizzazione dell'istruzione tecnico-professionale e la
rottamazione di autoveicoli, ed in particolare l'articolo 13; 
  Visto il decreto-legge 25 giugno  2008,  n.  112,  convertito,  con
modificazioni,  dalla  legge  6  agosto   2008,   n.   133,   recante
disposizioni urgenti per lo sviluppo economico,  la  semplificazione,
la competitivita', la stabilizzazione della  finanza  pubblica  e  la
perequazione tributaria, ed in particolare l'articolo 64, comma 3; 
  Visto l'articolo 64, comma 4, del citato decreto-legge n.  112  del
2008, che prevede l'adozione di  uno  o  piu'  regolamenti  ai  sensi
dell'articolo 17, comma 2,  della  legge  23  agosto  1988,  n.  400,
finalizzati ad  una  revisione  dell'attuale  assetto  ordinamentale,
organizzativo e didattico del sistema scolastico tra  i  quali,  alla
lettera  a),  e'  indicato  il  regolamento  di  razionalizzazione  e
l'accorpamento delle classi di concorso; 
  Visto il decreto-legge  6  luglio  2012,  n.  95,  convertito,  con
modificazioni,  dalla  legge  7  agosto   2012,   n.   135,   recante
disposizioni urgenti  per  la  revisione  della  spesa  pubblica  con
invarianza dei servizi ai cittadini nonche' misure  di  rafforzamento
patrimoniale delle imprese del settore bancario,  ed  in  particolare
l'articolo 14, commi 17, 18, 19, 20 e 21; 
  Visto il decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013, n.  128,  recante  misure
urgenti in materia di istruzione, universita' e ricerca; 
  Visto il decreto-legge 24  giugno  2014,  n.  90,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014,  n.  114,  recante  misure
urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e  per
l'efficienza degli uffici giudiziari, ed  in  particolare  l'articolo
23-quinquies; 
  Vista la legge 13 luglio 2015, n. 107, recante riforma del  sistema
nazionale di istruzione e formazione e delega per il  riordino  delle
disposizioni legislative vigenti  ed  in  particolare  l'articolo  1,
comma 193; 
  Visto il decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009,  n.
81, recante norme per la riorganizzazione della rete scolastica e  il
razionale ed efficace utilizzo delle risorse umane della  scuola,  ai
sensi dell'articolo 64, comma 4, del decreto-legge n. 112  del  2008,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133; 
  Visto il decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009,  n.
89,  concernente  il  regolamento  recante   revisione   dell'assetto
ordinamentale, organizzativo e didattico della scuola dell'infanzia e
del primo ciclo di istruzione, ai sensi dell'articolo  64,  comma  4,
del decreto-legge n. 112 del  2008,  convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 6 agosto 2008, n. 133; 
  Visto il decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010,  n.
87, concernente regolamento  recante  norme  per  il  riordino  degli
istituti professionali, a norma del citato articolo 64, comma 4,  del
decreto-legge n. 112 del 2008, convertito, con  modificazioni,  dalla
legge 6 agosto 2008, n. 133; 
  Visto il decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010,  n.
88, concernente regolamento  recante  norme  per  il  riordino  degli
istituti tecnici, a norma  del  citato  articolo  64,  comma  4,  del
decreto-legge n. 112 del 2008, convertito, con  modificazioni,  dalla
legge 6 agosto 2008, n. 133; 
  Visto il decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010,  n.
89,   concernente   regolamento   recante   revisione    dell'assetto
ordinamentale, organizzativo e didattico dei licei a norma del citato
articolo 64, comma 4, del decreto-legge n. 112 del 2008,  convertito,
con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133; 
  Visto il decreto del Presidente della Repubblica 5 marzo  2013,  n.
52, recante regolamento di organizzazione dei percorsi della  sezione
ad indirizzo sportivo del sistema dei licei, a norma dell'articolo 3,
comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 15  marzo  2010,
n. 89; 
  Visto il decreto del Ministro della pubblica istruzione 30  gennaio
1998, prot. n. 39, concernente il testo coordinato delle disposizioni
in materia di ordinamento delle classi di concorso  a  cattedre  e  a
posti di insegnamento  tecnico-pratico  e  di  arte  applicata  nelle
scuole ed istituti di istruzione secondaria ed artistica; 
  Visto il decreto del Ministro della pubblica istruzione  10  agosto
1998, n. 354, recante costituzione di ambiti disciplinari per  classi
di concorso finalizzata allo snellimento delle procedure  concorsuali
ed altre procedure connesse; 
  Visto il decreto del Ministro dell'istruzione,  dell'universita'  e
della  ricerca  22  ottobre  2004,  n.  270,  recante  modifiche   al
regolamento recante norme  concernenti  l'autonomia  didattica  degli
atenei,  approvato  con   decreto   del   Ministro   dell'universita'
scientifica e tecnologica e della ricerca 3 novembre 1999, n. 509; 
  Visto il decreto del Ministro dell'istruzione,  dell'universita'  e
della ricerca 9 febbraio 2005, n. 22, con cui sono state  individuate
le  classi  di  lauree  specialistiche  corrispondenti  alle  lauree,
previste   dal   pregresso   ordinamento   universitario,   ai   fini
dell'accesso all'insegnamento; 
  Visto il decreto del Ministro dell'istruzione,  dell'universita'  e
della  ricerca,  di  concerto  con  il  Ministro  per   la   pubblica
amministrazione e  l'innovazione,  del  9  luglio  2009,  concernente
l'equiparazione tra diplomi di laurea del pregresso ordinamento; 
  Visto il decreto del Ministro dell'istruzione,  dell'universita'  e
della ricerca 10 settembre 2010,  n.  249,  con  il  quale  e'  stato
adottato il Regolamento concernente la definizione  della  disciplina
dei requisiti e  delle  modalita'  della  formazione  iniziale  degli
insegnanti della scuola dell'infanzia, della scuola primaria e  della
scuola secondaria di primo e secondo grado, ai sensi dell'articolo 2,
comma 416, della legge 24 dicembre 2007, n. 244; 
  Vista la preliminare  deliberazione  del  Consiglio  dei  ministri,
adottata nella riunione del 31 luglio 2015; 
  Ritenuto di poter procedere  all'emanazione  del  presente  decreto
anche  in  assenza  del  parere  dell'organo  collegiale   consultivo
nazionale della scuola, ai sensi del richiamato articolo 23-quinquies
del decreto-legge n. 90 del 2014; 
  Acquisito il parere della Conferenza unificata, di cui all'articolo
8 del decreto legislativo 28 agosto  1997,  n.  281,  espresso  nella
seduta del 6 agosto 2015; 
  Udito il parere del Consiglio  di  Stato,  espresso  dalla  sezione
consultiva per gli atti normativi nelle  adunanze  del  10  settembre
2015 e del 22 ottobre 2015; 
  Acquisiti i pareri delle Commissioni della Camera  dei  deputati  e
del Senato della Repubblica competenti per materia; 
  Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri,  adottata  nella
riunione del 20 gennaio 2016; 
  Sulla proposta del  Ministro  dell'istruzione,  dell'universita'  e
della ricerca, di concerto con  il  Ministro  dell'economia  e  delle
finanze; 
 
                              E m a n a 
 
                       il seguente regolamento 
 
                               Art. 1 
 
                               Oggetto 
 
  1. Il presente regolamento, adottato  ai  sensi  dell'articolo  64,
comma 4, lettera a),  del  decreto-legge  25  giugno  2008,  n.  112,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6  agosto  2008,  n.  133,
contiene disposizioni di revisione dell'attuale assetto ordinamentale
delle classi di concorso per la  scuola  secondaria  di  primo  e  di
secondo  grado,  attraverso  la  loro  razionalizzazione  e  il  loro
accorpamento. 
                               Art. 2 
 
                         Classi di concorso 
 
  1. La Tabella A, allegata  al  presente  regolamento  e  del  quale
costituisce parte integrante, individua le classi di concorso per  la
scuola secondaria di primo e secondo grado,  identificate  attraverso
uno specifico codice alfanumerico, nonche' gli insegnamenti  ad  esse
relativi,  i  titoli  necessari  per   l'accesso   ai   percorsi   di
abilitazione  di  cui  ai  decreti  del   Ministro   dell'istruzione,
dell'universita' e della ricerca 30 gennaio 1998, 22 ottobre 2004, n.
270, e 9 febbraio 2005, n. 22, e le corrispondenze con le  classi  di
concorso di cui alle Tabelle A e D, allegate al decreto del  Ministro
della pubblica istruzione 30 gennaio 1998. 
  2. La Tabella B, allegata  al  presente  regolamento  e  del  quale
costituisce parte integrante, individua le classi di concorso a posti
di insegnante tecnico-pratico per la scuola  secondaria  di  primo  e
secondo  grado,  identificate   attraverso   uno   specifico   codice
alfanumerico, nonche' gli insegnamenti ad  esse  relativi,  i  titoli
necessari per l'accesso ai percorsi di abilitazione di cui al decreto
del Ministro dell'istruzione, dell'universita'  e  della  ricerca  30
gennaio 1998 e ai decreti del Presidente della  Repubblica  15  marzo
2010, n. 87 e 88, e le corrispondenze con le classi  di  concorso  di
cui alla Tabella C allegata al decreto del  Ministro  della  pubblica
istruzione 30 gennaio 1998. 
  3. La Tabella A/1, allegata al presente regolamento e del quale  fa
parte integrante, individua  la  corrispondenza  tra  gli  esami  del
vecchio ordinamento, indispensabili  per  l'accesso  alle  classi  di
concorso, ed altri esami di contenuto omogeneo. 
                               Art. 3 
 
Titoli di accesso ai percorsi  abilitanti  per  l'insegnamento  nella
  scuola secondaria di primo e secondo grado 
 
  1. I titoli di accesso ai percorsi  abilitanti  per  l'insegnamento
nella scuola secondaria di primo e secondo grado sono  definiti,  per
ciascuna classe di  concorso,  nelle  Tabelle  A  e  B  del  presente
regolamento. 
  2. Il possesso dell'abilitazione o dell'idoneita'  all'insegnamento
in una delle classi di concorso di cui alle Tabelle A e  D,  allegate
al decreto del Ministro della pubblica istruzione  30  gennaio  1998,
costituisce titolo per la partecipazione ai concorsi  per  titoli  ed
esami relativi alle  classi  di  concorso  di  cui  alla  Tabella  A,
allegata  al  presente  regolamento.   Il   possesso   dell'idoneita'
all'insegnamento in una delle classi di concorso di cui alla  Tabella
C, allegata al decreto del  Ministro  della  pubblica  istruzione  30
gennaio 1998, costituisce titolo per la  partecipazione  ai  concorsi
per titoli ed esami relativi alle classi  di  concorso  di  cui  alla
Tabella B, allegata al presente regolamento. 
  3. I docenti titolari di una delle classi di concorso accorpate, di
cui alla tabella A e alla tabella B, sono titolari della nuova classe
di concorso risultante dall'accorpamento. 
  4. I docenti non di ruolo in possesso dell'abilitazione o idoneita'
per l'accesso ad una delle classi di concorso accorpate, di cui  alla
Tabella A ed alla Tabella B, hanno titolo per l'accesso a  tutti  gli
insegnamenti compresi  nella  nuova  classe  di  concorso  risultante
dall'accorpamento, ai fini delle procedure  concorsuali,  nonche'  di
altre procedure di reclutamento previste dalla legislazione vigente. 
  5. Restano confermate le disposizioni di cui all'articolo 14, comma
17 e seguenti, del decreto-legge 6 luglio 2012,  n.  95,  convertito,
con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135. 
                               Art. 4 
 
            Prove comuni alle diverse classi di concorso 
 
  1. Al fine di un complessivo snellimento delle  procedure  relative
alle prove dei concorsi per titoli ed esami ed alle prove di  accesso
ai percorsi formativi di cui al decreto del Ministro dell'istruzione,
dell'universita' e della ricerca 10 settembre 2010, n.  249,  possono
essere previste prove comuni tra diverse classi di concorso. 
                               Art. 5 
 
                     Norme transitorie e finali 
 
  1. Coloro i quali, all'entrata in vigore del presente  regolamento,
sono iscritti a uno dei percorsi, che costituiscono titolo di accesso
alle previgenti classi di concorso, come ridefinite nelle Tabelle A e
B del presente regolamento, conseguito  il  titolo  e  gli  eventuali
titoli  aggiuntivi  richiesti,  possono  partecipare  alle  prove  di
accesso ai relativi percorsi di tirocinio formativo attivo di cui  al
decreto  del  Ministro  dell'istruzione,  dell'universita'  e   della
ricerca 10 settembre 2010, n. 249. 
  2. Nella Provincia autonoma di Bolzano si applicano le disposizioni
relative alle classi di concorso di cui al presente regolamento  sino
alla loro definizione, ai  sensi  dell'articolo  12,  comma  13,  del
decreto del Presidente della Repubblica 10 febbraio 1983, n. 89. 
  3. Dall'entrata in vigore del presente regolamento e'  abrogato  il
decreto del Ministro della pubblica istruzione 30 gennaio 1998. 
  4. Dall'attuazione del presente  regolamento  non  devono  derivare
nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 
                               Art. 6 
 
                          Entrata in vigore 
 
  1. Il presente regolamento entra in vigore il giorno  successivo  a
quello  della  sua  pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale   della
Repubblica italiana. 
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare. 
    Dato a Roma, addi' 14 febbraio 2016 
 
                             MATTARELLA 
 
 
                            Renzi,  Presidente  del   Consiglio   dei
                            ministri 
 
                            Giannini,    Ministro    dell'istruzione,
                            dell'universita' e della ricerca 
 
                            Padoan, Ministro  dell'economia  e  delle
                            finanze 
 
Visto, il Guardasigilli: Orlando 

Registrato alla Corte dei conti il 19 febbraio 2016 
Ufficio di controllo sugli atti del MIUR, del MIBAC, del Min.  salute
e del Min. lavoro, n. 520 
                                                            TABELLA A 
 
  NUOVE  CLASSI  DI  CONCORSO:  DENOMINAZIONE,  TITOLI  DI   ACCESSO,
INSEGNAMENTI RELATIVI 
NOTE: 
  1) Le discipline non linguistiche possono essere insegnate  con  la
metodologia CLIL da tutti i docenti in possesso di documentazione che
certifichi la conoscenza della specifica lingua straniera. 
 
 
                                                            TABELLA B 
 
NUOVE  CLASSI  DI  CONCORSO:  DENOMINAZIONE,   TITOLI   DI   ACCESSO,
                        INSEGNAMENTI RELATIVI 

 
                                                          TABELLA A/1 
 
OMOGENEITA' DEGLI ESAMI PREVISTI NEI PIANI DI STUDIO  DEI  TITOLI  DI
  VECCHIO  ORDINAMENTO  PER  L'ACCESSO  ALLE   CLASSI   DI   CONCORSO
  LIMITATAMENTE AI TITOLI PREVISTI DALLA TABELLA  "A"  NELLA  COLONNA
  DEI TITOLI PREVISTI DAL D.M. 39/1998). 
 


Tabelle Classi di Concorso – Bozza (CdM, 20.1.16)


PARERE APPROVATO DALLA 7a COMMISSIONE SENATO
(25 novembre 2015)

La Commissione, esaminato, ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400 e dell’articolo 64, comma 4, lettera a), del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, lo schema di decreto del Presidente della Repubblica in titolo,
preso atto del parere approvato dalla VII Commissione della Camera dei deputati nella seduta del 18 novembre scorso;
considerato che nel corso della seduta della 7a Commissione del 18 novembre scorso è stato dato mandato alla relatrice di individuare le associazioni rappresentative alle quali chiedere contributi scritti in ordine all’atto in questione, previa acquisizione delle proposte di soggetti rappresentativi da inserire nell’elenco degli auditi, formulate dai commissari;
preso atto che in data 19 novembre è stata inviata una mail alle associazioni rappresentative individuate, nella quale è stato fissato alle stesse il termine del 23 novembre per l’invio di contributi scritti in merito allo schema di regolamento in titolo;
considerato che entro il predetto termine sono pervenuti i contributi delle associazioni ADIDA, CRUI, Divisione didattica società chimica italiana, Pentagram, Rete nazionale qualità e sviluppo licei musicali e coreutici e UDU;

esprime parere favorevole con le seguenti condizioni:

i) per quanto riguarda le classi di concorso:

  1. sia eliminato dalla premessa del regolamento il riferimento all’articolo 50 del decreto-legge n. 5 del 2012, poiché questo è stato abrogato dall’articolo 1, comma 199, della legge n. 107 del 2015, a decorrere dall’inizio dell’anno scolastico in corso;
  2. sia disciplinata, nel provvedimento, l’ipotesi di consentire ai docenti già assunti a tempo indeterminato e titolari su di una classe di concorso oggetto di accorpamento con altre classi di concorso,di poter insegnare la nuova disciplina frutto dell’accorpamento effettuato e prevedere tale medesima possibilità anche per i docenti non di ruolo ma abilitati su una delle singole classi di concorso accorpate;
  3. siano ampliati gli insegnamenti attribuiti alla classe di concorso A47 (matematica applicata), in considerazione delle comuni competenze da perseguire per l’asse matematico e della sostanziale omogeneità dei percorsi curricolari previsti per il primo biennio degli indirizzi tecnici e professionali;
  4. siano ampliati gli insegnamenti previsti per la classe di concorso A50 (scienze naturali, chimiche e biologiche), in considerazione del fatto che la tabella delle confluenze già prevista in allegato al decreto del Presidente della Repubblica n. 88 del 2010 attribuiva alla ex 60/A l’insegnamento della chimica in diverse articolazioni ed indirizzi dell’istituto tecnico, settore tecnologico;
  5. sia rimodulata la tabella ” indirizzi di Studi” per la classe di concorso A18 ( Filosofia e Scienze umane) nella parte relativa a Liceo Scientifico-Opzione Scienze Applicate-Filosofia 2° Biennio e 5° anno prevedendo tale possibilità di insegnamento solo “fino ad esaurimento” inserendo il relativo asterisco “*” stante la specificità dell’insegnamento della Filosofia nei Licei Scientifici;
  6. sia rimodulata la tabella “indirizzi di Studi” per la classe di concorso A 65 (teoria e tecnica della comunicazione) inserendo i seguenti indirizzi:
    a) Istituto Professionale-Indirizzo Servizi Commerciali Tecniche di comunicazione 2° biennio e 5° anno
    b) Istituto professionale – Indirizzo Servizi per l’enogastronomia e l’ospitabilità Alberghiera-Articolazione –Accoglienza Turistica-Tecniche di comunicazione 2° biennio e 5° anno
  7. sia modificata la tabella ” note” relativa alla classe di concorso A84 (Trattamento testi, dati e applicazioni) considerata ” classe di concorso ad esaurimento” in quanto, al contrario, è ancora previsto l’insegnamento presso l’Istituto Professionale, Settore Servizi-indirizzo Servizi Commerciali- laboratorio di tecniche professionali dei servizi commerciali in compresenza per cui non è da considerarsi ad esaurimento; (nuova)
  8. siano introdotte nuove classi concorsuali corrispondenti ad insegnamenti previsti dagli ordinamenti vigenti ma non codificate dallo schema di decreto ma che necessitano, invece, di una maggiore specificità disciplinare per caratterizzare meglio l’offerta formativa delle singole istituzioni scolastiche.
    Si segnalano peraltro le seguenti classi concorsuali in integrazione a quelle previste:
    a. per le discipline della tabella A: A66 storia della danza;
    b. rinominare la classe di concorso A59 in Teoria, pratica musicale per la danza e tecniche di accompagnamento alla danza , rivedendo titoli di accesso, note e indirizzi di studi se necessario; la nuova classe di concorso, dunque, include e sostituisce la A59 ed è necessario sottrarre l’insegnamento di Teoria e pratica per la danza alla classe di concorso A55; ( nuova)
    c. per le discipline della tabella B: ex classe C440 massochinesiterapia fino ad esaurimento
  9. si rinumerino, in tabella A, le classi successive alla A67, poiché mancano le classi A68, A69;

ii) per quanto riguarda i titoli di accesso alle classi di concorso:

  1. Sia chiarito che, laddove la tabella A indica tra i titoli di accesso i diplomi accademici di secondo livello, tuttora mancanti di un corretto e definitivo inquadramento ordinamentale, si intenda comunque valido il possesso dei diplomi accademici di secondo livello attivati in via sperimentale dalle istituzioni AFAM ai sensi dell’articolo 5, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 212 del 2005.
  2. sia svolta una revisione complessiva della congruità dei titoli di accesso alle diverse classi concorsuali, nonché dei crediti formativi universitari e accademici uniti al possesso di specifiche lauree magistrali o lauree specialistiche, come in buona sostanza auspicato nel parere espresso dal Consiglio Universitario Nazionale nonché da altri autorevoli enti esponenziali, quali gli organismi dell’AFAM e la Cabina di Regia della rete nazionale “Qualità e sviluppo dei licei musicali e coreutici” (in tale contesto, la Commissione in questa sede indica, a titolo esemplificativo alcune delle correzioni più significative, senza negare pregnanza alle altre numerose e ragionevoli osservazioni pervenute);
  3. per gli insegnamenti di discipline letterarie delle classi A12 e A22, si aggiornino i CFU indicati nelle note, prevedendo almeno ulteriori 16 CFU acquisiti nel settore scientifico disciplinare di latino;
  4. a) per la classe di concorso A18 sia inserita la LM50 (programmazione e gestione dei servizi educativi) e la LM64 (scienza delle religioni) e per la classe di concorso A19, sia inserita la LM85 (scienze pedagogiche) e la LS87 (scienze pedagogiche), allo stesso tempo prevedendo, in nota, un congruo numero di CFU integrativi nelle discipline caratterizzanti della classe di concorso;
    b) per la classe di concorso A50 (Scienze naturali, chimiche e biologiche) siano inserite le classi LM-13 e 14/S (Farmacia e farmacia industriale);
    c) per le classi di concorso A-17 (Disegno e storia dell’arte), A-37 (Scienze e tecnologie delle costruzioni, tecnologie e tecniche di rappresentazione grafica) e A-60 (Tecnologia) siano inserite le classi LM-12 (Design) e 103/S (Teoria e metodi del disegno industriale);
    d) per le classi di concorso A-20 (Fisica) e A-32 (Scienze della geologia e della mineralogia) siano inserite le classi LM-79 e 85/S (Scienze geofisiche);
    e) per la classe di concorso A-41 (Scienze e tecnologie informatiche) siano inserite le classi LM-91 e 100/S (Tecniche e metodi per la società dell’informazione);
    f) per la classe di concorso A-42 (Scienze e tecnologie meccaniche) siano inserite le classi LM-20 e 25/S (Ingegneria spaziale e astronautica), LM-34 e 37/S (Ingegneria navale);
    g) per la classe di concorso A-45 (Scienze economiche e aziendali) sia inserita la classe LM-76 (Scienze economiche per l’ambiente e la cultura);
    h) per le classi di concorso A-51 (Scienze, tecnologie e tecniche agrarie) e A-52 (Scienze, tecnologie e tecniche di produzioni animali) siano inserite le classi LM-70 e 78/S (Scienze e tecnologie alimentari).
  5. per le classi di concorso dell’ambito artistico, del design, della grafica, del disegno, della musica, sia inserito tra i requisiti di accesso il diploma accademico di secondo livello;
  6. per le classi concorsuali afferenti ad ambiti del design, del tessuto e della moda, siano previsti anche diplomi specifici, quale il diploma di Istituto professionale in tecnica dell’abbigliamento e della moda;
  7. i diplomi previsti in nota per la classe A09 dovranno prevedere anche il diploma di maturità professionale per Disegnatore e stilista di moda, quello di maturità professionale in Tecnico dell’abbigliamento e della moda e quello di maturità professionale settore industria e artigianato, indirizzo produzioni industriali e artigianali, articolazione industria;
  8. siano considerate le seguenti osservazioni in ordine alla classe A23. La mancata indicazione specifica, nello schema di decreto, degli indirizzi di studi nei quali è possibile attuare l’insegnamento previsto potrebbe generare confusione e generalizzazione che di fatto mortificherebbero la matrice culturale e scientifica della nuova classe concorsuale. La stessa assenza potrebbe, inoltre, favorire la creazione di classi di alunni interamente composte da stranieri tradendo i principi di inclusione che permeano il nostro sistema scolastico e come ribaditi dalla legge n. 107 del 2015.
    Alla luce, infatti, delle recenti novità introdotte dalla medesima legge di riforma, si potrebbe prevedere la possibilità di utilizzare i docenti di L2 per l’insegnamento della “lingua italiana per discenti di lingua straniera” nelle scuole di ogni ordine e grado in attività di potenziamento in modo da creare un percorso educativo e didattico trasversale di inclusione. I nuovi docenti di L2, infatti, rappresentano una novità all’interno del nostro panorama scolastico anche se su specifici territori vi sono già esperienze codificate in tal senso per cui è fondamentale la loro presenza e la professionalità di cui sono portatori per una scuola che sia davvero inclusiva e che possa dotarsi di un Piano triennale dell’offerta formativa in grado di garantire a tutti la pari opportunità. Gli stessi docenti rappresentano, ancora, una concreta possibilità per strutturare e codificare percorsi educativi e didattici in grado di contrastare l’insuccesso e la dispersione scolastica che vedono, tra gli alunni stranieri, alte percentuali. Sicché per la classe di concorso A23:
    a. sia esplicitato con precisione che i docenti saranno utilizzati all’interno del potenziamento;
    b. siano riconosciuti, quali titoli specifici, percorsi abilitanti autorizzati con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca;
    c. siano previsti quali titoli di accesso tutti quelli già contemplati per le classi di concorso A12 e A22
  9. quanto alla classe di concorso A43, anche in virtù della disciplina internazionale e comunitaria – in particolare Convenzione internazionale STCW/78 em. Manila 2010, Direttive 106/2008/Ce e 35/2012/UE che ha come finalità primaria la sicurezza e la salvaguardia di persone e merci in navigazione, è necessario intervenire per rafforzate le competenze tecnico-professionali degli operatori scolastici, sia dei docenti che degli alunni, per cui si rende necessario richiedere il possesso di certificazioni aggiuntive rispetto a quelle già previste ai docenti disciplinaristi. A tal fine:
    · tra i titoli di accesso di vecchio ordinamento sia previsto, oltre al titolo di ufficiale superiore di vascello della Marina Militare proveniente da corsi regolari dell’Accademia Navale, anche il titolo della Marina Mercantile;
    · là dove il titolo di accesso non sia direttamente afferente al settore scientifico disciplinare delle scienze nautiche, sia previsto, congiuntamente al diploma di istituto tecnico-settore tecnologico indirizzo trasporti e logistica, articolazione conduzione del mezzo, opzione mezzo navale, anche il titolo di capitano di lungo corso (patentino);
  10. circa le classi di concorso relative agli insegnamenti in lingua slovena ed a quelli in lingua tedesca si tenga conto di quanto segue:
    a. per le scuole con lingua di insegnamento slovena e od o bilingue del Friuli Venezia Giulia, siano mantenute distinte le classi di concorso per la lingua italiana (seconda lingua) e la lingua slovena, sia per la scuole secondarie di primo grado che per le scuole secondarie di secondo grado. Allo sloveno siano aggiunte per le prime storia ed educazione civica, geografia, per le seconde le discipline letterarie. I requisiti di accesso/classi di abilitazione vengano definiti in accordo con l’Ufficio speciale, di cui all’articolo 13 della legge 23 febbraio 2001, n. 38, che sarà chiamato a gestire i concorsi a livello regionale.
    b. le specificità vigenti in materia di classi di concorso per la scuola secondaria di primo e secondo grado nella Provincia autonoma di Bolzano, ai sensi dello statuto speciale per il Trentino-Alto Adige, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670 e successive modificazioni, e delle relative norme di attuazione, prevedendo un’apposita clausola di salvaguardia, con particolare riguardo alle classi di concorso individuate nella Tabella A allegata al regolamento con i codici alfanumerici da A-75 a A-84, per le quali la Provincia autonoma di Bolzano ha già provveduto alla definizione, in modo che le disposizioni del presente regolamento trovino applicazione per le scuole in lingua italiana, tedesca e delle località ladine della Provincia autonoma di Bolzano, fino a quando le stesse disposizioni, a norma dell’articolo 12, comma 13, del decreto del Presidente della Repubblica 10 febbraio 1983, n. 89, non saranno sostituite, nonché che ci sia la corrispondenza della denominazione delle nuove classi di concorso alle indicazioni provinciali per la definizione dei curricula delle scuole della Provincia autonoma di Bolzano;
  11. circa le discipline dell’ambito musicale (A55 e A56 strumento musicale, nelle scuole secondarie di secondo grado e di primo grado), si osserva che il Legislatore è più volte intervenuto per normare la disciplina dei titoli di accesso previsti per l’insegnamento di tali classi di concorso. Tutti gli interventi avutisi hanno contribuito a generare una sorta di coacervo di diversi titoli accademici e di abilitazione, generando spesso confusione negli operatori del settore stante la peculiarità degli stessi titoli. Alcune norme prevedevano anche come valido accesso all’insegnamento di dette discipline alcuni titoli di studio che, a loro volta, non prevedevano necessariamente il precedente possesso del Diploma di istituto Superiore di II grado. La legge 268/2002, con valore retroattivo, ha sanato tale situazione modificando l’articolo 4 della legge n. 508 del 1999. Il “possesso del diploma di istruzione secondaria di secondo grado” per “l’accesso ai pubblici concorsi” è stato quindi esteso e posto quale condizione a tutti i titoli rilasciati dalle istituzioni dell’AFAM e conseguiti anteriormente alla data di entrata in vigore della legge. Quindi, per tali titoli e la loro equiparazione alle lauree di cui alla legge n. 508 del 1999, pur mantenendo la loro validità ai fini dell’accesso all’insegnamento e ai corsi di specializzazione, sono state poste le seguenti condizioni:
    “3-bis. Ai fini dell’accesso ai pubblici concorsi, sono equiparati alle lauree di cui al decreto del Ministro dell’università’ e della ricerca scientifica e tecnologica 3 novembre 1999, n. 509, i diplomi di cui al comma 1, conseguiti da coloro che siano in possesso del diploma di istruzione secondaria di secondo grado”. Tale ratio è stata in ultimo confermata con la legge n. 228 del 2012 (commi 102-107) anche ai fini delle equipollenze dei titoli di vecchio ordinamento ai “diplomi di secondo livello”. Ciò specificato si ritiene che per tutti gli insegnamenti di musica e di strumento nella scuola secondaria di primo e secondo grado dovrà essere previsto, insieme al titolo di accesso di vecchio ordinamento, il titolo di scuola secondaria superiore. L’assenza di specifiche abilitazioni per le nuove classi di concorso previste per i licei musicali impedirebbe l’accesso al concorso previsto dalla legge n. 107 del 2015 che pone come requisito d’accesso il possesso di titolo abilitante. Senza interventi adeguati si rischia di impedire il reclutamento sugli insegnamenti ordinamentali previsti nei licei musicali. A tal fine, si intervenga prevedendo:
    · una conversione delle ex classi di concorso 31/a 32/a e 77/a nelle nuove classi di concorso A29 A30 e A56 ricollocando e rinominando le nuove;
    · limitatamente al solo periodo transitorio, la previsione di corrispondenze per abilitazioni affini tra le nuove classi di concorso A53 A55 A63 A64 e le abilitazioni delle ex classi di concorso 77/A 31/A e 32/A.
    · riconoscendo la validità dell’abilitazione per l’ accesso al concorso specificando, in nota, appropriate condizioni da esprimere esclusivamente in termini di CFA e o CFU o titoli di studio aggiuntivi, in relazione al tipo di abilitazione posseduta in particolar modo per quanto riguarda le classi di concorso A63 (Tecnologie musicali) e A 64 (Teoria Analisi e composizione);

iii) sia corretto – nell’allegata tabella A/1 relativa alle omogeneità degli esami previsti nei piani di studio dei titoli di vecchio ordinamento per l’accesso alle classi di concorso – l’omogeneità tra linguistica generale e glottologia, al pari di quanto previsto per glottodidattica.

e le seguenti osservazioni:

a) appare utile precisare in maniera inequivocabile che quando si lega l’accesso non solo al possesso di un dato titolo di studio ma anche all’acquisizione di CFU in specifici settori scientifico-disciplinari, tale acquisizione può avvenire nel corso dell’intera carriera universitaria o anche successivamente,
b) appare necessario evidenziare alcune perplessità suscitate da un’attenta ed approfondita analisi dei titoli di accesso alle diverse classi di concorso. Nello specifico è utile evidenziare come in alcuni casi il titolo accademico, per essere ritenuto valido per l’accesso all’insegnamento, deve essere congiunto ad un alto numero di CFU integrativi per cui, di fatto, viene snaturato lo spesso percorso universitario seguito dall’aspirante docente. In alcune note, infatti, sono contemplati fino a 132 CFU che corrispondono ad una nuovo percorso di Laurea.
In altri casi, il titolo di accesso previsto appare lontano dalla disciplina di insegnamento per cui sembra non andare nella direzione della specificità dello stesso. A titolo esemplificativo si riporta l’esempio della Laurea in Architettura del paesaggio che, pur congiunta a specifici CFU, non sembra essere sempre pertinente con la relativa classe di concorso, come puntualmente rilevato dal CUN.
In altri casi, invece, gli stessi titoli sono enucleati con troppa approssimazione, come nel caso della classe di concorso A61 ( Tecnologie e tecniche delle comunicazioni multimediali) dove è riportato: ” LM qualsiasi” pur con nota. Si rappresenta che non solo in ambito universitario ma anche all’interno dell’AFAM esistono specifici corsi accademici, come Diploma di II livello –Indirizzo arti multimediali e tecnologiche- Indirizzo cinema e televisione.
c) si auspica che nella tabella B si operi in modo che gradualmente fra i titoli di accesso necessari si inseriscano anche opportune lauree triennali;
d) appare necessario, relativamente alla classe A23, considerare la validità delle certificazioni per la didattica Ditals Cedis e Dils rilasciate dalle università italiane;
e) in alternativa al punto i)3 si valuti l’opportunità di accorpare le classi di concorso A26 e A47.


PARERE APPROVATO DALLA 7a COMMISSIONE CAMERA
(18 novembre 2015)

La VII Commissione,
esaminato l’atto del Governo n. 220 nelle sedute del 10, 11, 12, 17 e 18 novembre 2015 e udito l’ampio e ricco dibattito;
letta la documentazione e – in particolare – preso atto dei rilievi della sezione consultiva del Consiglio di Stato;
prese in considerazione le memorie pervenute dalla CRUI, dalle associazioni sindacali (CGIL, CISL e Gilda) e dalle associazioni studentesche;
valutato che in questa sede la Commissione è condizionata dai tempi ristretti imposti dall’imminenza della pubblicazione del bando di concorso, volto a reclutare docenti per le nuove classi di concorso imposte dai nuovi ordinamenti degli studi;
considerato che nondimeno – in vista del varo del nuovo sistema di formazione iniziale contemplato dalla legge n. 107 del 2015 – dovrà essere avviata un’ampia e partecipata discussione per una complessiva rivisitazione, ispirata anche ai seguenti principi di fondo:
    a) l’aderenza ai nuovi orientamenti, teorie e modelli pedagogici, che privilegiano approcci didattici tesi all’acquisizione della consapevolezza della complessità, ove la riconduzione a sistema è prevalente rispetto alla parcellizzazione delle conoscenze, poiché più idonea a favorire la maturazione di un sapere consapevole e al perseguimento di competenze;
    b) l’impiego efficace ed efficiente dell’organico dell’autonomia, secondo l’impianto progettuale e organizzativo previsto dalla legge n. 107 del 2015;
ritenuto quindi che, in esito a tale revisione, potrà aversi l’accorpamento di ulteriori classi concorsuali o la scomposizione di altre, con particolare riferimento alle seguenti:
    i) matematica e scienze nella scuola secondaria di primo grado;
    ii) l’ambito matematico, fisico e chimico;
    iii) l’ambito storico;
    iv) l’ambito filosofico e psico-pedagogico;
premesso altresì che, in ordine alla configurazione delle classi di concorso, la generale ristrutturazione delle classi dovrà avere come obiettivo anche l’evitare il sottoutilizzo di importanti competenze maturate in diversi ambiti, come per esempio quello matematico-scientifico,
esprime

PARERE FAVOREVOLE

  con le seguenti condizioni:
   i) per quanto riguarda le classi di concorso:
1) sia eliminato dalla premessa del regolamento il riferimento all’articolo 50 Pag. 120del decreto-legge n. 5 del 2012, poiché questo è stato abrogato dall’articolo 1, comma 199, della legge n. 107 del 2015, a decorrere dall’inizio dell’anno scolastico in corso;
2) sia esplicitata nel provvedimento la possibilità per i docenti titolari su classi di concorso accorpate, di insegnare nelle nuove classi di concorso nate dagli accorpamenti e, per converso, la possibilità, per gli abilitati non di ruolo su una classe di concorso risultata accorpata, di partecipare alle procedure concorsuali per le nuove classi nate dall’accorpamento;
3) siano ampliati gli insegnamenti attribuiti alla classe di concorso A47 (matematica applicata), in considerazione delle comuni competenze da perseguire per l’asse matematico e della sostanziale omogeneità dei percorsi curricolari previsti per il primo biennio degli indirizzi tecnici e professionali;
4) siano ampliati gli insegnamenti previsti per la classe di concorso A50 (scienze naturali, chimiche e biologiche), in considerazione del fatto che la tabella delle confluenze già prevista in allegato al decreto del Presidente della Repubblica n. 88 del 2010 attribuiva alla ex 60/A l’insegnamento della chimica in diverse articolazioni ed indirizzi dell’istituto tecnico, settore tecnologico;
5) siano introdotte classi concorsuali corrispondenti ad insegnamenti previsti dagli ordinamenti vigenti e non menzionate nelle allegata tabelle, o menzionate in modo inappropriato, come storia della danza classica e storia della danza contemporanea rilevabili nelle classi A57 e A58 che corrispondono a tecniche della danza moderna e contemporanea assolutamente non assimilabili alla storia. Si segnalano peraltro le seguenti classi concorsuali a integrazione di quelle previste:
a) una nuova classe di concorso per la storia della danza e «teoria e pratica della danza»;
b) un’apposita classe concorsuale per pianista accompagnatore per la danza (ora inserita come disciplina non prevista dagli ordinamenti, di «tecniche di accompagnamento alla danza» A59) potrebbe essere prevista come nuova classe concorsuale della tabella B;
c) per le discipline della tabella B: ex classe C440 massochinesiterapia, a esaurimento.
6) si rinumerino, in tabella A, le classi successive alla A66, poiché mancano le classi A67, A68, A69;
   ii) per quanto riguarda i titoli di accesso alle classi di concorso:
1) sia svolta una revisione complessiva della congruità dei titoli di accesso alle diverse classi concorsuali, nonché dei crediti formativi universitari e accademici uniti al possesso di specifiche lauree magistrali o lauree specialistiche, come in buona sostanza auspicato nel parere espresso dal Consiglio Universitario Nazionale nonché da altri autorevoli enti, quali gli AFAM e la Rete dei licei musicali e coreutici (in tale contesto, la Commissione in questa sede indica alcune delle correzioni più urgenti, senza negare pregnanza alle altre numerose e ragionevoli osservazioni pervenute);
2) per gli insegnamenti di discipline letterarie delle classi A12 e A22, si aggiornino i CFU indicati nelle note, prevedendo almeno ulteriori 12 CFU acquisiti nel settore scientifico disciplinare di latino;
3) per le classi di concorso A18 e A19 sia inserita la LM50 (programmazione e gestione dei servizi educativi) e la LM64 (scienza delle religioni), la LM85 (scienze pedagogiche) e la LS87 (scienze pedagogiche), nonché le LM e LS afferenti all’antropologia culturale, allo stesso tempo prevedendo, in nota, i CFU integrativi;
4) per le classi di concorso dell’ambito artistico del design, della grafica, del disegno, della musica, sia inserito tra i requisiti di accesso il diploma accademico di secondo livello;Pag. 121
5) per le classi concorsuali afferenti ad ambiti del design, del tessuto e della moda, siano previsti anche diplomi specifici, quale il diploma di Istituto professionale in tecnica dell’abbigliamento e della moda;
6) i diplomi previsti in nota per la classe A09 dovranno prevedere anche il diploma di maturità professionale per Disegnatore e stilista di moda, quello di maturità professionale in Tecnico dell’abbigliamento e della moda e quello di maturità professionale settore industria e artigianato, indirizzo produzioni industriali e artigianali, articolazione industria;
7) siano considerati i seguenti rilievi in ordine alla classe A23. Poiché per ogni classe concorsuale prevista in tabella A viene definito l’ambito di insegnamento corrispondente ai percorsi di istruzione secondaria di primo e secondo grado previsti dagli attuali ordinamenti, non è congruo che lo stesso non sia definito per la nuova classe A23 «lingua italiana per discenti di lingua straniera (alloglotti)». Viste le linee guida e le indicazioni nazionali previste per i diversi ordinamenti, si può ipotizzare l’impiego dei docenti di italiano L2 nelle scuole di ogni ordine e grado in luogo del docente di lingua italiana con ciò prefigurando la costituzione di classi per soli alunni stranieri. Tale impostazione contraddice i principi di inclusione sui quali si fondano gli orientamenti pedagogici delle nostre scuole e che la legge n. 107 del 2015 ha riaffermato. L’altro possibile impiego dei docenti abilitati nella classe A23 potrebbe essere nell’area del potenziamento. Mentre non è dubbio che docenti con elevata professionalità nell’insegnamento della lingua italiana rappresentino una risorsa preziosa per ogni scuola (e, in particolare, con quelle con elevata percentuale di alunni stranieri), l’affiancamento ai docenti dei diversi insegnamenti e la possibilità d’interventi individualizzati per alunni di lingua straniera costituiscono strategie di contrasto all’insuccesso formativo che devono essere sostenute e incoraggiate. Questo prefigura il collocamento del docente di italiano come L2 nell’area del potenziamento e rende complessa la determinazione del fabbisogno poiché legata ai piani triennali dell’offerta formativa. Sicché per la classe di concorso A23:
a) sia esplicitato con precisione l’ambito di insegnamento all’interno del potenziamento;
b) siano riconosciuti percorsi abilitanti istituiti come, per esempio, il IX ciclo della Scuola di specializzazione per l’insegnamento secondario del Veneto, presso Università Ca’ Foscari di Venezia autorizzati da MURST con decreto del 4 luglio 2007;
8) quanto alla classe di concorso A43, siano rafforzate le competenze tecnico-professionali, prevedendo il possesso di certificazioni aggiuntive a quelle già previste (la finalità prioritaria della sicurezza e la salvaguardia di persone e merci in navigazione è infatti oggetto di disciplina internazionale e comunitaria – in particolare Convenzione internazionale STCW/78 em. Manila 2010, Direttive 106/2008/Ce e 35/2012/UE – e richiede agli stati membri che tutte le attività di formazione del settore marittimo siano adeguate, costantemente controllate ed assicurino qualificati ed esperti istruttori). A tal fine:
tra i titoli di accesso di vecchio ordinamento sia richiesto, oltre al titolo di ufficiale superiore di vascello della Marina Militare proveniente da corsi regolari dell’Accademia Navale, anche il titolo della Marina Mercantile;
là dove il titolo di accesso non sia direttamente afferente al settore scientifico disciplinare delle scienze nautiche, sia previsto, congiuntamente al diploma di istituto tecnico – settore tecnologico indirizzo trasporti e logistica, articolazione conduzione del mezzo, opzione mezzo navale, anche il titolo di capitano di lungo corso (patente);
9) circa le classi di concorso relative agli insegnamenti in lingua slovena ed Pag. 122a quelli in lingua tedesca si tenga conto di quanto segue:
a) per le scuole con lingua di insegnamento slovena e od o bilingue del Friuli Venezia Giulia, siano mantenute distinte le classi di concorso per la lingua italiana (seconda lingua) e la lingua slovena, sia per le scuole secondarie di primo grado che per le scuole secondarie di secondo grado. Allo sloveno siano aggiunte per le prime storia ed educazione civica, geografia, per le seconde le discipline letterarie. I requisiti di accesso/classi di abilitazione vengano definiti in accordo con l’Ufficio speciale, di cui all’articolo 13 della legge 23 febbraio 2001, n. 38, che sarà chiamato a gestire i concorsi a livello regionale.
b) le specificità vigenti in materia di classi di concorso per la scuola secondaria di primo e secondo grado nella Provincia autonoma di Bolzano, ai sensi dello statuto speciale per il Trentino-Alto Adige, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670 e successive modificazioni, e delle relative norme di attuazione, prevedendo un’apposita clausola di salvaguardia, con particolare riguardo alle classi di concorso individuate nella Tabella A allegata al regolamento con i codici alfanumerici da A-75 a A-84, per le quali la Provincia autonoma di Bolzano ha già provveduto alla definizione, in modo che le disposizioni del presente regolamento trovino applicazione per le scuole in lingua italiana, tedesca e delle località ladine della Provincia autonoma di Bolzano, fino a quando le stesse disposizioni, a norma dell’articolo 12, comma 13, del decreto del Presidente della Repubblica 10 febbraio 1983, n. 89, non saranno sostituite, nonché che ci sia la corrispondenza della denominazione delle nuove classi di concorso alle indicazioni provinciali per la definizione dei curricula delle scuole della Provincia autonoma di Bolzano;
10) circa le discipline dell’ambito musicale (A55 e A56 strumento musicale, nelle scuole secondarie di secondo grado e di primo grado), si osserva che lo stratificarsi nel tempo di norme in materia di accessi all’insegnamento ha prodotto una giungla di fattispecie di abilitazioni. Nel settore musicale, in particolare, sono stati riconosciuti validi nel tempo titoli di accesso per i quali non era richiesto il possesso del diploma di maturità. Tuttavia, per quanto concerne le discipline musicali il legislatore ha posto precise condizioni di riordino sino dal 2002, quando – con la legge n. 268 – è stata disposta, anche con valore retroattivo, la modifica dell’articolo 4 della legge n. 508 del 1999. Il «possesso del diploma di istruzione secondaria di secondo grado» per «l’accesso ai pubblici concorsi» è stato quindi esteso e posto quale condizione a tutti i titoli rilasciati dalle istituzioni dell’AFAM e conseguiti anteriormente alla data di entrata in vigore della legge. Quindi, per tali titoli e la loro equiparazione alle lauree di cui alla legge n. 508 del 1999, pur mantenendo la loro validità ai fini dell’accesso all’insegnamento e ai corsi di specializzazione, sono state poste le seguenti condizioni:
«3-bis. Ai fini dell’accesso ai pubblici concorsi, sono equiparati alle lauree di cui al decreto del Ministro dell’università’ e della ricerca scientifica e tecnologica 3 novembre 1999, n. 509, i diplomi di cui al comma 1, conseguiti da coloro che siano in possesso del diploma di istruzione secondaria di secondo grado». Tale ratio è stata in ultimo confermata con la legge n. 228 del 2012 (commi 102-107) anche ai fini delle equipollenze dei titoli di vecchio ordinamento ai «diplomi di secondo livello». Ciò specificato si ritiene che per tutti gli insegnamenti di musica e di strumento nella scuola secondaria di primo e secondo grado dovrà essere previsto, insieme al titolo di accesso di vecchio ordinamento, il titolo di scuola secondaria superiore. L’assenza di specifiche abilitazioni per le nuove classi di concorso previste per i licei musicali impedirebbe l’accesso al concorso previsto dalla legge n. 107 del 2015 che pone come requisito d’accesso il possesso di titolo abilitante. Senza interventi adeguati si rischia di impedire il reclutamento sugli insegnamenti Pag. 123ordinamentali previsti nei licei musicali. A tal fine, si intervenga prevedendo:
una conversione delle ex classi di concorso 31/a 32/a e 77/a nelle nuove classi di concorso A29 A30 e A56. La conversione comporterà la ricollocazione e la ridenominazione delle vecchie classi di concorso in quelle nuove;
limitatamente al solo periodo transitorio, la previsione di corrispondenze per abilitazioni affini tra le nuove classi di concorso A53, A55, A63 e A64 e le abilitazioni delle ex classi di concorso 77/A 31/A e 32/A.
riconoscendo la validità dell’abilitazione per l’accesso al concorso specificando, in nota, appropriate condizioni da esprimere esclusivamente in termini di CFA e od o CFU o titoli di studio aggiuntivi, in relazione al tipo di abilitazione posseduta e non di servizio prestato;
    iii) sia corretta – nell’allegata tabella A/1 relativa alle omogeneità degli esami previsti nei piani di studio dei titoli di vecchio ordinamento per l’accesso alle classi di concorso – l’omogeneità tra linguistica generale e glottologia, al pari di quanto previsto per glottodidattica.
e le seguenti osservazioni:
   a) appare utile precisare in maniera inequivocabile che quando si lega l’accesso non solo al possesso di un dato titolo di studio ma anche all’acquisizione di CFU in specifici settori scientifico-disciplinari, tale acquisizione può avvenire nel corso dell’intera carriera universitaria o anche successivamente, all’interno di corsi di dottorato o master;
   b) tutti i settori MAT sono equivalenti dal punto di vista delle competenze disciplinari per l’insegnamento; eventuali richieste di crediti sui settori MAT dovrebbero essere espresse considerando i settori MAT nel loro complesso, senza distinguere fra i vari settori. Analoga osservazione vale di norma anche per i settori FIS;
   c) si auspica che nella tabella B si operi in modo che gradualmente fra i titoli di accesso necessari si inseriscano anche opportune lauree triennali e i diplomi di tecnico superiore rilasciati dagli ITS.

Decreto del Presidente della Repubblica 17 novembre 2014, n. 172

Decreto del Presidente della Repubblica 17 novembre 2014, n. 172

Regolamento  recante  modifiche  ed  integrazioni  al   decreto   del
Presidente della Repubblica 10 marzo  1998,  n.  76,  in  materia  di
criteri e procedure per l'utilizzazione  della  quota  dell'otto  per
mille dell'Irpef devoluta alla diretta gestione statale. (14G00186) 

(GU n.275 del 26-11-2014)

 

 Vigente al: 11-12-2014

 

 
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 
 
  Visto l'articolo 87 della Costituzione; 
  Visto l'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400; 
  Visti gli articoli 47 e 48 della legge 20 maggio 1985, n. 222; 
  Visto l'articolo 3, comma 19, della legge 23 dicembre 1996, n. 664; 
  Visto l'articolo 1, comma 206, della legge  27  dicembre  2013,  n.
147; 
  Visto il decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1998,  n.
76; 
  Visto il decreto del Presidente della Repubblica 23 settembre 2002,
n. 250; 
  Visto il decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 2013, n.
82; 
  Vista la preliminare  deliberazione  del  Consiglio  dei  Ministri,
adottata nella riunione del 23 luglio 2014; 
  Udito  il  parere  del  Consiglio  di  Stato,  reso  dalla  Sezione
consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 28 agosto 2014; 
  Acquisito il parere delle Commissioni parlamentari della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica; 
  Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri,  adottata  nella
riunione del 30 ottobre 2014; 
  Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri; 
 
                                Emana 
 
il seguente regolamento: 
 
                               Art. 1 
 
         Modifiche all'articolo 2 del decreto del Presidente 
                della Repubblica 10 marzo 1998, n. 76 
 
  1. All'articolo 2 del decreto del Presidente  della  Repubblica  10
marzo 1998, n.76, sono apportate le seguenti modificazioni: 
  a) al comma 1, le parole da: «per l'assistenza ai rifugiati  e  per
la conservazione dei beni culturali» sono sostituite dalle  seguenti:
«per  l'assistenza  ai  rifugiati,  per  la  conservazione  dei  beni
culturali e per la ristrutturazione, il miglioramento,  la  messa  in
sicurezza, l'adeguamento antisismico e  l'efficientamento  energetico
degli  immobili  adibiti  all'istruzione  scolastica  di   proprieta'
pubblica dello Stato, degli enti  locali  territoriali  e  del  Fondo
edifici di culto di cui all'articolo 56 della legge 20  maggio  1985,
n. 222,»; 
  b) al comma 3,  la  parola:  «metereologici»  e'  sostituita  dalla
seguente: «meteorologici»; 
  c) al comma 3, dopo le parole: «di cui al  decreto  legislativo  22
gennaio 2004, n. 42» sono  inserite  le  seguenti:  «e  gli  immobili
adibiti all'istruzione scolastica di proprieta' pubblica dello Stato,
degli enti locali territoriali, e del Fondo edifici di culto  di  cui
all'articolo 56 della legge 20 maggio 1985, n. 222,»; 
  d) al comma 5, dopo le  parole:  «alla  fruibilita'  da  parte  del
pubblico di beni immobili» sono inserite le  seguenti:  «ivi  inclusi
quelli adibiti all'istruzione scolastica di proprieta' pubblica dello
Stato, degli enti locali territoriali e del Fondo edifici di culto di
cui all'articolo 56 della legge 20 maggio 1985, n. 222,»; 
    e) dopo il comma 5 sono inseriti i seguenti: 
      «5.1. Gli interventi per gli  immobili  adibiti  all'istruzione
scolastica, ivi inclusi i beni culturali di cui all'articolo  10  del
decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42,  di  proprieta'  pubblica
dello Stato, degli enti locali territoriali e del  Fondo  edifici  di
culto di cui all'articolo 56 della legge  20  maggio  1985,  n.  222,
consistono nella ristrutturazione, nel miglioramento, nella messa  in
sicurezza,  nell'adeguamento   antisismico   e   nell'efficientamento
energetico degli edifici. Gli interventi, ove  abbiano  a  oggetto  i
beni culturali di cui all'articolo  10  del  decreto  legislativo  22
gennaio 2004, n. 42, sono effettuati nel rispetto delle  disposizioni
di cui allo stesso decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42. 
      5.2. La domanda per  accedere  alla  ripartizione  della  quota
dell'otto per mille di cui all'articolo 1,  riguardante  il  medesimo
intervento puo' essere presentata per una sola delle tipologie di cui
ai commi 2, 3, 4, 5 e 5.1.»; 
  f) al comma 5-bis le parole: «di cui ai commi 2, 3,  4  e  5»  sono
sostituite dalle seguenti: «di cui ai commi 2, 3, 4, 5 e 5.1»; 
  g) il comma 6 e' sostituito dal seguente: 
      «6. Ai sensi  e  per  gli  effetti  di  cui  al  comma  1,  gli
interventi di cui ai commi da 2 a  5  sono  considerati  straordinari
quando  esulano  effettivamente  dall'attivita'  ordinaria  e   dalla
corrente cura degli interessi coinvolti e non sono  ricompresi  nella
programmazione    ordinaria    dell'utilizzazione    delle    risorse
finanziarie. Gli interventi di cui  al  comma  5.1  sono  considerati
straordinari quando non siano oggetto di altre linee di finanziamento
o le stesse siano insufficienti a coprire l'intero intervento.»; 
                               Art. 2 
 
       Modifiche all'articolo 2-bis del decreto del Presidente 
                della Repubblica 10 marzo 1998, n. 76 
 
  1. All'articolo 2-bis del decreto del Presidente  della  Repubblica
10 marzo 1998, n. 76, sono apportate le seguenti modificazioni: 
  a) al comma 1, le parole: «quattro  quote  uguali  per  le  quattro
tipologie» sono sostituite dalle seguenti: «cinque quote  uguali  per
le cinque tipologie»; 
  b) al comma 2, la parola: «quattro» e' sostituita  dalla  seguente:
«cinque»; 
  c) il comma 3 e'  sostituito  dal  seguente:  «3.  Il  giudizio  di
valutazione, ai fini dell'elaborazione  dello  schema  del  piano  di
riparto, deve tenere conto dell'urgenza, dell'esigenza di tendenziale
concentrazione degli interventi, della  rilevanza  e  della  qualita'
degli stessi.»; 
  d)  al  comma  5,  le   parole:   «tenendo   conto   della   natura
straordinaria, della necessita' e  dell'urgenza  dei  medesimi»  sono
sostituite dalle seguenti: «tenendo conto dei  particolari  caratteri
di eccezionalita', necessita' ed urgenza dei medesimi ovvero nel caso
in cui l'importo delle risorse a disposizione sia inferiore o  uguale
a un milione di euro.»; 
  e) al comma 7, la parola: «quattro» e' sostituita  dalla  seguente:
«cinque». 
                               Art. 3 
 
         Modifiche all'articolo 3 del decreto del Presidente 
                della Repubblica 10 marzo 1998, n. 76 
 
  1. All'articolo 3 del decreto del Presidente  della  Repubblica  10
marzo 1998, n. 76, sono apportate le seguenti modificazioni: 
  a ) al comma 1, prima delle parole: «possono  presentare  domanda,»
sono inserite le seguenti: «Per le categorie di cui  all'articolo  2,
commi 2, 3, 4 e 5,»; 
  b) dopo il comma 1 e' inserito il seguente: 
      «1-bis. Per la categoria di intervento di cui  all'articolo  2,
comma 5.1, possono presentare domanda, redatta secondo il modello  di
cui all'Allegato A-bis, che costituisce parte integrante del presente
regolamento, per accedere alla ripartizione della quota dell'otto per
mille di cui all'articolo 1, le  amministrazioni  statali,  il  Fondo
edifici di culto di cui all'articolo 56 della legge 20  maggio  1985,
n. 222, e gli  enti  locali  territoriali,  proprietari  di  immobili
adibiti all'istruzione scolastica.». 
                               Art. 4 
 
         Modifiche all'articolo 5 del decreto del Presidente 
                della Repubblica 10 marzo 1998, n. 76 
 
  1. All'articolo 5 del decreto del Presidente  della  Repubblica  10
marzo 1998, n. 76, sono apportate le seguenti modificazioni: 
  a) al comma 1 le parole: «procede alla  valutazione  delle  singole
iniziative»  sono   sostituite   dalle   seguenti:   «acquisisce   la
valutazione sulle singole iniziative  delle  commissioni  di  cui  al
comma 2.»; 
  b) al comma 2 la parola: «quattro» e'  sostituita  dalla  seguente:
«cinque»; 
  c) al comma 2,  primo  periodo,  le  parole:  «dell'amministrazione
statale competente  per  materia»  sono  sostituite  dalle  seguenti:
«delle amministrazioni statali competenti per materia. Ove le domande
presentate per le singole tipologie di cui all'articolo 2,  commi  2,
3, 4, 5 e 5.1, siano  in  numero  superiore  a  1.000,  e'  possibile
istituire una  o  piu'  commissioni  aggiuntive  aventi  la  medesima
composizione  per  la  categoria  relativamente  alla  quale  si   e'
verificato il predetto esubero.»; 
  d) al comma 2,  terzo  periodo,  le  parole:  «dell'amministrazione
statale  competente»   sono   sostituite   dalle   seguenti:   «delle
amministrazioni statali competenti». 
                               Art. 5 
 
         Modifiche all'articolo 6 del decreto del Presidente 
                della Repubblica 10 marzo 1998, n. 76 
 
  1. All'articolo 6 del decreto del Presidente  della  Repubblica  10
marzo 1998, n.76, sono apportate le seguenti modificazioni: 
    a) al comma 1 le parole: «in  conformita'  al  modello  riportato
nell'Allegato  A,  che  costituisce  parte  integrante  del  presente
decreto.» sono sostituite dalle seguenti: «in conformita' ai  modelli
riportati nell'Allegato A, per gli interventi di cui all'articolo  2,
commi 2, 3, 4 e 5 e nell'Allegato A-bis per  gli  interventi  di  cui
all'articolo 2, comma 5.1, che  costituiscono  parte  integrante  del
presente decreto.». 
                               Art. 6 
 
         Modifiche all'articolo 8 del decreto del Presidente 
                della Repubblica 10 marzo 1998, n. 76 
 
  1. All'articolo 8 del decreto del Presidente  della  Repubblica  10
marzo 1998, n.76, sono apportate le seguenti modificazioni: 
  a) al comma 4, secondo periodo le parole: «ovvero  alla  meta'  del
finanziamento concesso ove maggiore di 30 mila euro» sono  sostituite
dalle  seguenti:  «e,  in  aggiunta,  la  meta'   della   quota   del
finanziamento eccedente i 30 mila euro.» e  la  parola:  «lavori»  e'
sostituita dalla seguente: «interventi»; 
  b) al comma 5, la parola: «quattro» e' sostituita  dalla  seguente:
«cinque»; 
  c)   al   comma   5,   le   parole:    «da    sei    rappresentanti
dell'amministrazione  statale  competente»  sono   sostituite   dalle
seguenti:  «da  sei  rappresentanti  delle  amministrazioni   statali
competenti» e  le  parole:  «un  rappresentante  dell'amministrazione
statale competente per materia» sono sostituite dalle  seguenti:  «un
rappresentante delle amministrazioni statali competenti per materia»; 
  d) al comma 6, l'ultimo periodo, e' sostituito dal  seguente:  «Per
gli interventi di conservazione di beni culturali  immobili,  per  le
opere relative a interventi per calamita' naturali  nonche'  per  gli
interventi concernenti  la  ristrutturazione,  il  miglioramento,  la
messa in sicurezza,  l'adeguamento  antisismico  e  l'efficientamento
energetico degli  immobili,  adibiti  all'istruzione  scolastica,  di
proprieta' pubblica dello Stato, degli enti locali territoriali e del
Fondo edifici di culto di cui all'articolo 56 della legge  20  maggio
1985, n. 222, la relazione deve essere corredata dal  certificato  di
collaudo ovvero dal certificato di regolare esecuzione delle opere  o
dalla verifica di conformita' e dalla relazione sul conto finale  nei
casi  previsti  dalla  vigente  normativa  in   materia   di   lavori
pubblici.». 
                               Art. 7 
 
       Modifiche all'articolo 8-ter del decreto del Presidente 
                della Repubblica 10 marzo 1998, n. 76 
 
  1. All'articolo 8-ter, comma 3, del decreto  del  Presidente  della
Repubblica 10 marzo 1998, n. 76, le parole:  «I  risparmi  realizzati
posso essere conservati dai beneficiari per un anno a  partire  dalla
conclusione   dei   lavori.»   sono   sostituite   dalle    seguenti:
«L'utilizzazione dei risparmi realizzati puo' essere richiesta  entro
un anno dalla conclusione dei lavori.». 
                               Art. 8 
 
                      Disposizioni transitorie 
 
  1. Per l'anno 2014 il termine per la  presentazione  delle  istanze
per la concessione del contributo a valere sulla quota dell'otto  per
mille dell'IRPEF devoluta  alla  diretta  gestione  statale,  di  cui
all'articolo 6, comma 2, del decreto del Presidente della  Repubblica
10 marzo 1998, n. 76, e' differito al 15 dicembre 2014  limitatamente
agli interventi per la ristrutturazione, il miglioramento,  la  messa
in   sicurezza,   l'adeguamento   antisismico   e   l'efficientamento
energetico degli immobili  di  proprieta'  pubblica  adibiti  ad  uso
scolastico di proprieta' dello Stato, degli enti locali  territoriali
e del Fondo edifici di culto di cui all'articolo 56  della  legge  20
maggio 1985, n. 222. 
                               Art. 9 
 
            Integrazioni agli allegati A e B del decreto 
        del Presidente della Repubblica 10 marzo 1998, n. 76 
 
  1. Dopo l'Allegato A e' inserito il seguente: 
 
              Parte di provvedimento in formato grafico
 
  2. Alla fine dell'Allegato B inserire il seguente punto: 
    «5. Interventi per  la  ristrutturazione,  il  miglioramento,  la
messa in sicurezza,  l'adeguamento  antisismico  e  l'efficientamento
energetico   degli   immobili   di   proprieta'   pubblica    adibiti
all'istruzione scolastica. 
  Relazione tecnica completa delle seguenti voci: 
  1. denominazione dell'immobile oggetto dell'intervento e codice  di
identificazione (codice M.I.U.R); 
  2.  indicazione  dell'ente  proprietario  dell'immobile   e   della
destinazione esclusiva all'istruzione scolastica (  numero  classi  e
numero alunni); 
  3. indicazione del luogo di svolgimento  dell'intervento  (regione,
provincia e comune); 
  4. esistenza di vincoli: urbanistici, paesaggistici,  di  interesse
storico artistico o di altra natura; 
  5. indicazione se l'immobile sia opera di autore non piu' vivente e
se l'esecuzione dello stesso risalga ad oltre settanta anni,  secondo
l'articolo 10, comma 5, del decreto legislativo 22 gennaio  2004,  n.
42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio); 
  6. esposizione sintetica dello stato di fatto dell'immobile tramite
elementi  grafici,  fotografici  e  descrittivi  coerenti   con   gli
elaborati progettuali prodotti; 
  7. indicazione di eventuali situazioni di pericolo per la  pubblica
incolumita',  ovvero  di  rischio  di  perdita  o  di  deterioramento
dell'immobile; 
  8. descrizione degli obiettivi dell'intervento; 
  9.  indicazione  del   livello   di   progettazione   (preliminare,
definitiva, esecutiva) allegando il progetto comprensivo dei relativi
elaborati grafici, nonche' del computo metrico estimativo; 
  10. descrizione particolareggiata dell'intervento  che  si  intende
realizzare e delle  singole  fasi  di  attuazione  per  tipologia  di
intervento e tempi di realizzazione (cronoprogramma) coerente con  il
livello di progettazione; 
  11. specificazione che il progetto costituisce/non  costituisce  il
completamento dell'intervento o e' parte di un lotto funzionale; 
  12.  dichiarazione  se  per  il  medesimo  intervento  sono   stati
richiesti e/o ottenuti altri contributi; 
  13.  specifica  indicazione  del  costo   totale   dell'intervento,
suddiviso nelle principali voci di spesa previste (es. lavori,  oneri
della sicurezza, somme a disposizione, etc.); le spese devono  essere
riportate al netto e a parte deve essere specificata l'IVA; 
  14. importo delle risorse  finanziarie  richieste  a  valere  sulla
quota dell'otto per  mille  dell'IRPEF  a  diretta  gestione  statale
(indicare anche se uguale a quello di  cui  al  punto  precedente)  e
suddivisione delle risorse finanziarie richieste a valere sulla quota
dell'otto  per  mille  dell'IRPEF  nelle  principali  voci  di  spesa
previste (es. lavori, oneri della sicurezza,  somme  a  disposizione,
etc.); le spese devono essere riportate  al  netto  e  a  parte  deve
essere specificata l'IVA. 
  La domanda e' inammissibile se le voci di cui ai  precedenti  punti
sono mancanti o incomplete. 
  La  relazione  tecnica  deve   essere   sottoscritta   dal   legale
rappresentante del .....( indicare l'ente) e dal responsabile tecnico
della gestione dell'intervento. Ove quest'ultimo non sia un  pubblico
ufficiale o un dipendente  della  pubblica  amministrazione,  occorre
indicare espressamente che le dichiarazioni sono rese ai sensi  degli
articoli 46 e 47 del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  28
dicembre 2000, n. 445, allegando fotocopia del documento di identita'
del dichiarante ai sensi dell'articolo 38 del  medesimo  decreto  del
Presidente della Repubblica n. 445/2000.». 
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare. 
    Dato a Roma, addi' 17 novembre 2014 
 
                             NAPOLITANO 
 
                         Renzi, Presidente del Consiglio dei ministri 
 
Visto, il Guardasigilli: Orlando 

Registrato alla Corte dei conti il 24 novembre 2014 
Ufficio controllo atti P.C.M. Ministeri giustizia  e  affari  esteri,
Reg.ne - Prev. n. 3033