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Ministri Carrozza e Quagliariello premiano progetti scuole su costituzione

Domani Ministri Carrozza e Quagliariello premiano progetti scuole su costituzione

 

Domani, giovedì 7 novembre, il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Maria Chiara Carrozza e il ministro per le Riforme Costituzionali Gaetano Quagliariello premieranno alcune scuole che hanno realizzato progetti sul tema della Costituzione, nell’ambito dell’iniziativa “Partecipa a scuola! Consultazione pubblica per le Riforme Costituzionali”.

L’evento si svolgerà alle 11.30 presso il Liceo Classico Statale Augusto (via Gela, 14).

Usa, basta con i test l’istruzione scopre le domande creative

da la Repubblica

Usa, basta con i test l’istruzione scopre le domande creative

La fantasia è al centro delle tracce delle prove “Cerchiamo di capire la vera identità dei candidati”

DAL NOSTRO INVIATO NEW YORK I dogmi sembrano muri impossibili da abbattere sino a quando si incrina la prima crepa che porta al crollo. Così negli Stati Uniti inizia a sbriciolarsi la fede granitica nei test scolastici, una sorta di totem che accompagna (e terrorizza) gli studenti dalle elementari sino all’università. Hanno sigle e modalità diverse ma li unisce l’oggettività di giudizio e la garanzia di un livello di qualità alto, o almeno questo hanno sempre ripetuto i sostenitori ad oltranza del metodo. Ma adesso il clima sta cambiando. La rivista “The Atlantic” è tra le prime a porre il problema: siamo ancora sicuri che sia il modo giusto per valutare i ragazzi? E ancora: in un’epoca come la nostra sempre più complessa è davvero questa l’unica strada per realizzare la meritocrazia? Nel dibattito che segue i “no” sono una valanga inaspettata: i genitori e i giovani sono i primi a scagliarsi contro l’istituzione, ma anche molti professori si accodano. Tanto che adesso molte università, vero tempio dei test, cominciano la retromarcia. A partire dalle “applications” le domande che gli studenti delle superiori mandano, in questo periodo dell’anno, ai college per farsi ammettere. Oltre al curriculum scolastico bisogna comporre una sorta di tema: in alcuni casi è libero in altri la traccia viene scelta dalla facoltà. Ed è qui che arrivano le sorprese. Le indicazioni suonano quanto meno strane: scrivi la tua barzelletta preferita senza rovinarne il finale, oppure preferiresti essere allevato da un robot, un alieno o un dinosauro? E ancora: se devi passare il prossimo anno nel passato e nel futuro dove vorresti andare e perché? È una svolta storica: a motivarla la scoperta degli esperti che trovano sempre più spesso studenti brillanti ma scarsamente dotati di creatività, preparati ma poco inclini ad uscire dagli schemi. Da qui la necessità di introdurre dosi massicce di fantasia nel sistema: «Vogliamo valutare oltre all’intelligenza la capacità degli studenti di rischiare, di cercare risposte non standard ai problemi»: racconta al New York Times Andrew Flagel della Brandeis University e aggiunge: «Vogliamo che i nostri allievi abbiamo una forte identità personale». E un professore spiega all’Huffington Post: «Quando chiedo una data di un evento storico si alza una selva di mani e le risposte sono quasi sempre puntuali. Ma se poi domando il perché quella cosa è accaduta e che conseguenze ha avuto la classe si zittisce ». Sempre il New York Times racconta che un gruppo di scuole materne della città sta pensando di abolire i test di ammissione: «Sono dannosi e provano inutili stress nelle famiglie e nei bambini ». Subito sul sito si accende la discussione. Un preside della Pennsylvania non ha dubbi: «Insegno da oltre trent’anni e sono costernato nel vedere come i test abbiano accresciuto la loro importanza sino a diventare l’unico metro di giudizio in qualsiasi grado del percorso scolastico. È un errore grave, si creano ragazzi meccanicizzati, lineari incapaci di elaborare un pensiero autonomo ». E Victoria Goldem, autrice di una guida agli istituti di New York, è ancora più netta: «Bisogna ritrovare un metro di giudizio soggettivo». La fantasia, il coraggio, l’indipendenza di giudizio iniziano ad entrare nel vocabolario dei professori e la novità ricade sugli studenti che reagiscono a umori alterni. Alcuni postano sui social commenti ansiogeni: «Ma cosa vogliono adesso? Non basta più essere bravi e avere ottimi risultati per essere ammessi, adesso devo pure essere creativo: non è giusto». Ma c’è anche chi, come Sam dall’Oklahoma, si entusiasma: «Nella mia domanda all’università di Chicago io ho scritto il tema sulla barzelletta: spero di averlo fatto bene. Sono felice che provino a misurare anche la mia creatività, penso che nel lavoro mi sarà utile». Lo credono i professori: «Le sfide che aspettano questi ragazzi non sono più quelle di appena vent’anni fa, la situazione è cambiata in maniera drastica. Avere una voce originale, saper trovare una soluzione creativa ad un problema sono capacità fondamentali ». E così, come spesso accade, il muro crolla sotto i colpi della fantasia.

Intelligenti si diventa. L’America ci ripensa

da Corriere della Sera

Intelligenti si diventa. L’America ci ripensa

Basta con il mito del quoziente d’intelligenza, il Dna non è tutto. La provocazione di «The Atlantic»:  per battere i  cinesi in matematica,  diventate confuciani e lavorate duro

«Se ti chiedessero di passare un anno della tua vita nel passato o nel futuro in quale era ti trasferiresti e perché»? O anche: «Potendo scegliere, vorresti essere stato allevato da piccolo da un robot, da un dinosauro o da un alieno»? Domande come queste che nei test di ammissione di alcune università americane cominciano a sostituire quesiti puramente nozionistici sono i segnali di uno smottamento.

LA DITTATURA DELL’«IQ» –   Scosse telluriche piccole e grandi che cominciano a mettere in discussione la fede cieca riposta per oltre un secolo dal sistema scolastico Usa nell’IQ: il quoziente d’intelligenza misurato una volta per tutte, spesso in tenera età. Un parametro che piomba sulla vita di molti segnando un bivio inappellabile. Con un quoziente superiore a 110, strada aperta verso l’istruzione di alta qualità. Restando ad un livello inferiore, slalom obbligato tra gli istituti di massa, cercandone uno non proprio mediocre. Sotto quota 90, meglio impegnarsi il prima possibile in un mestiere manuale. Un metodo di selezione basato su un assioma – intelligenti si nasce – che gli psicologi evolutivi hanno sempre criticato (come puoi condannare un bimbo che non supera in modo brillante un test con un marchio di mediocrità che lo condizionerà per tutta la vita?), ma che da qualche anno viene attaccato anche sul piano scientifico da almeno due punti di vista. In primo luogo i limiti dell’IQ che misura la capacità dell’individuo di immagazzinare nozioni e di ordinarle in un sistema della conoscenza, ma non dice nulla su altre doti essenziali per la sua riuscita nella vita e nel lavoro: la creatività, la capacità di adattarsi alle situazioni, l’impegno, il senso pratico, la sensibilità sociale, la grinta davanti alle avversità. E poi, man mano che i metodi di analisi delle capacità degli studenti sono andati evolvendosi, ci si è resi conto che l’IQ non è un dato fisso e inappellabile, una sentenza definitiva legata al proprio patrimonio genetico: il DNA c’entra, ma solo fino a un certo punto. Molti dicono al 70 per cento. Il resto lo fanno il lavoro, l’insegnamento, l’ambiente nel quale si è immersi.

INTELLIGENTI SI DIVENTA  –  La svolta risale ad almeno due anni fa quando i risultati di una serie di sofisticati test condotti negli Usa e in Gran Bretagna (integrati da risonanze magnetiche ed elettroencefalogrammi per misurare il lavoro della materia grigia e l’attività elettrica cerebrale) vennero pubblicati dalla rivista «Nature». Ricerche che dimostrarono l’infondatezza dell’idea secondo la quale l’IQ sarebbe un numero fisso, immutabile: una specie di palla di cristallo nella quale puoi vedere il tuo futuro. Ripetendo i test a distanza di quattro anni, i risultati ottenuti dagli stessi studenti variavano in maniera significativa, con sensibili incrementi per quelli che avevano lavorato sodo. Ma anche con notevoli cali per quelli finiti in un sistema di formazione scolastica poco stimolante. Dati che, sommati alle contestazioni avanzate da anni da chi avverte che l’IQ discrimina ingiustamente chi vive in famiglie povere, in ambienti intellettualmente non stimolanti, e le minoranze etniche nere e ispaniche, hanno portato a un ridimensionamento sostanziale dell’utilizzo di questi parametri. Oggi l’IQ nel sistema scolastico Usa viene utilizzato quasi solo nella valutazione di chi soffre di disabilità mentali e per identificare fin dalla più tenera età i geni potenziali da indirizzare verso le scuole speciali per i «gifted»: istituti per superdotati (compresi asili ed elementari) che esistono anche all’interno del sistema scolastico pubblico.

LA MATEMATICA E IL COMPLESSO DI  CONFUCIO – Più di recente la discussione si è accesa di nuovo attorno a un dato che suscita particolare frustrazione in America: il bassissimo rendimento dei liceali yankee in matematica, una disciplina ritenuta essenziale per affermarsi in un mondo e in un mercato del lavoro sempre più dominati dalla tecnologia. Sono anni che gli Usa scendono a precipizio nel «ranking» mondiale: il Paese con le industrie più avanzate e che produce interi eserciti di premi Nobel, surclassato in matematica dalla Cina e da tanti altri Paesi, anche del Terzo mondo. Prima lo stupore, poi tanti inviti a rassegnarsi («dipende da fattori genetici») ai quali gli studiosi di molte università invitano da tempo a reagire: più del DNA conta la cultura confuciana che spinge i cinesi a lavorare duro, mentre gli americani, appagati dal benessere, tendono a mollare. «Svegliatevi, pon è vero che siete inadatti alla matematica, non nascondetevi dietro un mito», incalzano due economisti di talento – Noah Smith e Miles Kimball – dalle pagine di«The Atlantic». E chi non è ancora convinto che la differenza di apprendimento sulle due coste dell’Oceano Pacifico la faccia il duro lavoro, più del DNA, è invitato ad andarsi a guardare i dati del rendimento scolastico alle varie età: negli anni delle elementari e delle medie il profitto degli americani in matematica è buono. Superiore, ad esempio, a quello di inglesi, tedeschi e svedesi. Poi, al liceo precipita. «Basta prendersela coi neuroni, rimbocchiamoci le maniche»: l’America prova a scrollarsi di dosso l’alibi genetico.

Galletti, dobbiamo garantire scuole sicure ai nostri ragazzi

da La Stampa

Galletti, dobbiamo garantire scuole sicure ai nostri ragazzi

 Il sottosegretario all’Istruzione: “La scuola è al centro dell’agenda di Governo”
roma

«Se non garantiamo scuole sicure ai nostri ragazzi mettiamo in ballo il rapporto di fiducia tra cittadini e Stato. I genitori hanno il diritto di sapere che i propri figli, quando vanno a scuola, sono in mani sicure e uno Stato che non dà loro questa certezza si deve vergognare». Lo ha detto il sottosegretario all’Istruzione Gian Luca Galletti intervenendo a Unomattina, in una puntata dedicata all’edilizia scolastica e alla sicurezza nelle scuole.

«La prima azione deve essere la prevenzione», ha aggiunto Galletti, «la sicurezza nelle scuole è una priorità di questo Governo».

E ha spiegato: «Abbiamo investito oltre un miliardo e credo che con questi fondi si possa cominciare a fare un buon lavoro. Certo, non pensiamo di aver risolto tutti i problemi delle nostre scuole in pochi mesi, ma abbiamo dato un segnale: la scuola è al centro dell’agenda di Governo».

Questi fondi, ha tenuto a precisare, «devono essere spesi bene e in fretta seguendo il ”modello Emilia Romagna” dove nei tre mesi successivi al terremoto del 2012 sono state costruire 58 nuove scuole. Abbiamo dato a sindaci e presidenti di Provincia poteri straordinari, in qualità di commissari governativi in materia di edilizia scolastica. Il mio auspicio è che questo meccanismo funzioni».

DL 104: conversione in legge (quasi) sicura

da Tecnica della Scuola

DL 104: conversione in legge (quasi) sicura
di R.P.
Il “quasi” è d’obbligo perchè in politica la certezza non esiste, ma ormai il nodo più delicato è stato sciolto: la minoranza ha rinunciato di fatto a presentare emendamenti e proposte di modifica. Il testo (blindato) va in aula al Senato nel pomeriggio di mercoledì 6.
Alla Commissione Cultura del Senato le cose sono filate lisce, assai di più del previsto, tanto che la seduta prevista per la mattinata del 6 novembre è stata cancellata. Nella serata di martedì, infatti, la Commissione ha concluso i propri lavori approvando un parere favorevole sul disegno di legge di conversione del decreto 104. Non potendo modificare il provvedimento (si rischierebbe si far decadere il decreto per scadenza dei termini) i senatori hanno preferito approvare un gran numero di ordini del giorno e di raccomandazioni che però lasciano il tempo che trovano. Intanto alcune Commissioni, come per esempio la I (Affari Costituzionali) e la IX (Agricoltura) hanno dato il via libera con un parere favorevole. In controtendenza la Commissione Sanità che ha deciso di non rilasciare alcun parere, anche per “protestare” contro i tempi ristretti concessi per l’esame del decreto. Nella mattinata del 6 dovrebbe esprimersi anche la Commissione Bilancio, mentre nel pomeriggio il provvedimento dovrebbe arrivare in aula. Il voto potrebbe esserci già giovedì o, al più tardi, venerdì. A meno di soprese dell’ultim’ora il decreto “L’istruzione riparte” dovrebbe essere convertito in legge nei tempi previsti.

D.L. Istruzione, segnali di ottimismo

da Tecnica della Scuola

D.L. Istruzione, segnali di ottimismo
di Alessandro Giuliani
Il testo, giunto all’esame della Commissione Istruzione, forse in Aula già nel pomeriggio del 6 novembre. Puglisi (Pd): c’è convergenza. Si procede quindi verso la conversione in legge. Intanto i senatori inviano “raccomandazioni” al Governo: le prime riguardano l’avvio di un piano straordinario nazionale per il reclutamento dei ricercatori.
Come preventivato, il decreto legge n. 104 recanti “misure urgenti in materia di istruzione, università e ricerca”, approvato l’ultimo giorno di ottobre alla Camera, è giunto all’esame della Commissione Istruzione del Senato. Per i senatori ci sono vincoli importanti, che lasciano poco tempo per attuare l’esame degli articoli approvati a Montecitorio: la conversione in legge dovrà infatti essere effettuata improrogabilmente entro l’11 novembre. I senatori hanno fatto sapere di stare esaminando le modifiche approvate alla Camera e contenute in un documento su cui stanno lavorando alacremente proprio in queste ore. L’obiettivo è arrivare a discutere il testo in Aula nell’arco di ventiquattrore. E approvare probabilmente il ‘pacchetto’ già nella giornata di venerdì 8 ottobre.
Tra i senatori c’è ottimismo: la capogruppo in Commissione Istruzione del Pd, Francesca Puglisi, ha dichiarato che “il lavoro di miglioramento del testo fatto con grande collaborazione é un fatto positivo”.
Tra i provvedimenti che restano in sospeso, riporta l’agenzia Ansa, restano alcune questioni come quella dei 41 milioni promessi per gli atenei più virtuosi (un problema tecnico non ha permesso lo stanziamento), della cui mancanza si sono fortemente lamentati i rettori. Una somma che potrebbe essere tuttavia recuperata nel decreto che contiene interventi urgenti per le Regioni e gli enti locali.
Inoltre, come già accaduto alla Camera, i senatori hanno intenzione di inviare alcune “raccomandazioni” al Governo. Che non comportano un impegno formale. Né tantomeno rappresentano modifiche. Le prime indicazioni della Commissione Istruzione riguardano il contesto accademico, che negli ultimi anni è stato martoriato non poco. “Con quattro Ordini del Giorno presentati in commissione – ha detto il senatore Riccardo Nencini, segretario del Psi e membro della commissione – abbiamo chiesto un impegno al Governo perché metta in atto il Piano straordinario nazionale per il reclutamento dei ricercatori, investendo i 70 milioni di euro già previsti; perché si ripristini il turn-over del corpo docente, permettendo ai 250 professori associati, che hanno vinto un concorso, di diventare legittimamente ordinari; perché venga riconosciuto l’accesso alle scuole di specializzazione agli studenti di medicina secondo un regolamento ponderato, senza alterare le regole fin qui vigenti, inficiando l’impegno di tanti di loro; perché nelle pluriclassi, tipiche di tante zone penalizzate di montagna, non si aumenti eccessivamente il numero degli studenti; perché si prevedano – ha conclude Nencini – finanziamenti per le eccellenze tra gli atenei”.

Permessi retribuiti: cosa dice il contratto

da Tecnica della Scuola

Permessi retribuiti: cosa dice il contratto
di Lucio Ficara
Il docente di ruolo avrebbe diritto fino a nove giorni di permessi retribuiti. Talora sulla questione è dovuto intervenire il giudice del lavoro.
Quanti giorni di permesso retribuito ha diritto il docente di ruolo? A questa domanda molti rispondono, dicendo che per norma contrattuale il docente a tempo indeterminato ha diritto, per motivi personali o familiari, a soli tre giorni di permesso retribuito. Guardando bene tra le righe del contratto collettivo questi tre giorni, potrebbero allungarsi fino a diventare nove. Infatti il comma 2 dell’art.15 del CCNL della scuola 2006-2009, riferito ai permessi retribuiti dei docenti con contratto a tempo indeterminato, dispone che tali insegnanti, hanno diritto, a domanda, nell’anno scolastico, ad usufruire di tre giorni di permesso retribuito per motivi personali o familiari documentati anche mediante autocertificazione. Inoltre nello stesso comma viene specificato che,  per gli stessi motivi e con le stesse modalità, vengono fruiti i sei giorni di ferie durante i periodi di attività didattica di cui all’art. 13, comma 9, dello stesso contratto scuola, prescindendo dalle condizioni previste in tale norma. Questo significa che se un docente di ruolo ha già fruito dei tre giorni di permesso retribuito, potrebbe decidere, se ne dovesse avere necessità, di fruire anche dei 6 giorni di ferie con le stesse modalità dell’art.15, senza quindi dovere attendere la concessione del dirigente scolastico, che sarebbe subordinata alla possibilità di avere personale in servizio disponibile, senza oneri aggiuntivi di spesa, a sostituire il docente che fruisce delle ferie. Se il docente dovesse richiedere i 6 giorni di ferie con la modalità del comma 2 art.15 del CCNL scuola vigente, il dirigente scolastico non avrebbe la possibilità di non accogliere l’istanza, ma dovrebbe solamente prendere atto della correttezza formale della richiesta, che deve essere corredata di apposita documentazione anche autocertificata. Questa norma ha creato, nel corso di questi ultimi 5 anni, innumerevoli contenziosi, che hanno visto intervenire più volte i vari giudici del lavoro. Nella quasi totalità dei casi, dove il dirigente scolastico ha negato il diritto del permesso, disquisendo sulle motivazioni della richiesta, l’intervento del giudice del lavoro, ha dato ragione al docente, ritenendo il comportamento del dirigente scolastico, un comportamento antisindacale. L’ultima sentenza su tale tipo di contenzioso, viene dal giudice del lavoro di Sciacca, in provincia di Agrigento, che ha specificato il diritto, da parte dei docenti di ruolo, alla fruizione di questi 9 giorni di permessi retribuiti ai sensi del comma 2 art.15 succitato, ed ha anche ritenuto più che sufficienti le motivazioni addotte nello specifico dall’insegnante, condannando l’amministrazione al recupero delle somme decurtate e al pagamento delle spese in giudizio. La sentenza del tribunale di Sciacca, scaturita da un’azione legale patrocinata dalla Flc Cgil di Agrigento è un’ulteriore conferma, della chiarezza di questo tipo di diritto contrattuale, e vuole sottolineare ancora una volta, caso mai non fosse chiaro, che il dirigente scolastico ha solo il compito di accertarsi che la richiesta del dipendente sia formalmente corretta secondo quanto stabilito dal CCNL, e in alcun modo può entrare nel merito di quanto dichiarato con l’autocertificazione. Questa nota è maldigerita dai dirigenti scolastici, che ogni giorno si trovano a dovere fare i conti con molteplici assenze ed hanno difficoltà a garantire la dovuta sorveglianza. Tuttavia il permesso retribuito è un diritto e non è una concessione, si dovrebbe sensibilizzare i docenti a farne un uso parsimonioso e strettamente utile alle emergenze e non come qualche volta capita un abuso per tutte le evenienze.

Il Dl Istruzione al Senato sarà convertito venerdì senza sorprese

da Tecnica della Scuola

Il Dl Istruzione al  Senato sarà convertito venerdì senza sorprese
A rassicurare sulla speditezza dei lavori nella seconda Camera del Parlamento è la relatrice del decreto in commissione Cultura al Senato, Stefania Giannini di Scelta civica
Il dl Istruzione, approvato dalla Camera dei deputati lo scorso giovedì e passato all’esame del Senato, dovrebbe essere convertito in legge il prossimo venerdì 8 novembre. Da questa mattina all’esame della commissione Cultura del Senato che lo sta analizzando in sede referente, il provvedimento dovrebbe infatti approdare in Aula per l’approvazione definitiva da parte dell’Assemblea dei senatori. E la relatrice del decreto, Stefania Giannini di Scelta civica, dice: “Stiamo lavorando accanitamente in commissione per fare in modo che i tempi della conversione in legge siano rispettati. Purtroppo siamo vittime di una strozzatura dei tempi che impediscono un lavoro meditato, serio e approfondito” ha spiegato la senatrice. In ogni caso, ha aggiunto “andremo avanti ad oltranza e domani pomeriggio consegneremo il decreto all’Aula e credo che per venerdì il dl Istruzione sarà legge. Non credo ci saranno colpi di scena”. (Public Policy)

Personale Ata che partecipa ad un corso di formazione indetto dal Miur

da Tecnica della Scuola

Personale Ata che partecipa ad un corso di formazione indetto dal Miur
di Lara La Gatta
Per l’Aran le ore eccedenti l’orario di servizio devono essere considerate come orario di servizio da recuperare attraverso riposi compensativi
Ai sensi dell’art. 64, comma 4, del CCNL Scuola 29.11.2007, il personale Ata può partecipare,  previa autorizzazione del Dirigente scolastico e in relazione alle esigenze di funzionamento del servizio, ad iniziative di aggiornamento organizzate dall’amministrazione o svolte dall’Università o da enti accreditati.
La partecipazione avviene nel limite delle ore necessarie alla realizzazione del processo formativo, da utilizzare prioritariamente in relazione all’attuazione dei profili professionali.
Nel rispondere ad apposito quesito (SCU_04_04_13), l’Aran ha precisato che, se rispettate tutte le condizioni previste, le ore eccedenti l’orario di servizio prestate dal personale Ata per partecipare al corso per il conseguimento della patente europea, saranno considerate come orario di lavoro da recuperare attraverso riposi compensativi.
Sempre in tema di formazione, riportiamo anche un precedente parere dello stesso Aran (SCU_23_05_13). In questo caso il quesito era: “Un docente  a tempo determinato con incarico annuale può essere esonerato dal servizio per partecipare ad attività di formazione?”. Con riferimento a quanto dispone in merito il CCNL Scuola, l’Aran ha precisato che l’art. 64non fa alcuna differenza tra docenti assunti a tempo determinato o indeterminato contenendo esclusivamente la dicitura generica di “gli insegnanti” che si riferisce a tutto il personale in servizio.

Decreto legge 104: inizia il percorso al Senato

da Tecnica della Scuola

Decreto legge 104: inizia il percorso al Senato
di R.P.
Nella giornata del 5 novembre il provvedimento è all’esame della Comissione Cultura. A partire dal pomeriggio del 6 inizia il dibattito in aula. Un ricco dossier del Senato per saperne di più sul provvedimento.
In Commissione Cultura del Senato, è iniziato nella mattinata del 5 novembre l’esame del provvedimento di conversione in legge del decreto 104 “La scuola riparte”. La relazione introduttiva è stata  svolta dalla senatrice Giannini di Scelta Civica. Il termine per la presentazione degli emendamenti è stato fissato per le ore 13 della stessa giornata del 5. Nel corso del dibattito sono intervenuti diversi senatori (Bignami, Mussini, Puglisi, Mazzoni, Idem, Bocchino, Petraglia, Marin) oltre che lo stesso presidente della Commisione Marcucci. Nel pomeriggio i lavori sono ripresi anche se, al momento attuale, non si hanno ancora notizie sull’andamento del dibattito. Il voto della Commissione è previsto per la tarda mattinata del giorno 6, in quanto nel pomeriggio il disegno di legge di conversione (il n. 1150, per la precisione) dovrà andare in aula. Il Senato dovrebbe votare nella giornata del 7 anche se non è ancora ben chiaro se si riuscirà ad approvare il provvedimento con modalità ordinaria o se il Governo sarà costretto a porre il voto di fiducia per evitare ritardi provocati da un eccessivo numero di emendamenti presentati dalla minoranza (Lega e M5S). Intanto la Commissione Affari Costituzionali ha già espresso il proprio favorevole sul disegno di legge, ma il parere più attesto è quello della Commissione Bilancio che dovrebbe arrivare nella mattinata del 6. Rispetto al testo originario del decreto la Camera ha già apportato numerose modifiche come si può constatare consultando il documento sul quale il Senato sta ora lavorando. In particolare l’articolo 15, dedicato al personale scolastico, prevede ora: a) la definizione di un piano triennale 2014-2016 per l’assunzione a tempo  indeterminato di personale docente, educativo e Ata; b) la rideterminazione della dotazione organica di diritto relativa ai docenti di sostegno (comma 2); la previsione secondo cui, dall’a.s. 2014/2015, il riparto dei docenti di sostegno è assicurato in maniera equa a livello regionale (comma 2-bis); l’autorizzazione all’assunzione di ulteriori unità di personale a decorrere dall’a.s. 2013/2014; l’unificazione delle quattro aree  disciplinari delle attività di sostegno nella scuola secondaria di secondo grado; c) l’abrogazione, dal 1° gennaio 2014, della disciplina in materia di docenti inidonei all’insegnamento per motivi di salute recata dall’art. 14, co. 13, del D.L. 95/2012 (L. 135/2012) e la ridefinizione della materia con la previsione di una disciplina a regime per i docenti dichiarati permanentemente inidonei successivamente al 1° gennaio 2014 e di una disciplina transitoria per i docenti già dichiarati permanentemente inidonei alla data di entrata in vigore del decreto-legge; d) l’integrazione della disciplina relativa ai docenti delle classi di concorso C999 e C555, recata dall’art. 14, co. 14, dello stesso D.L. 95/2012; e) la soppressione del limite temporale presente nell’ultimo periodo del co. 4-bis dell’art. 1 della L.62/2000, in base al quale, fino alla conclusione di corsi abilitanti appositamente istituiti, nelle scuole dell’infanzia paritarie possono insegnare i docenti “in servizio” in possesso di diplomi conseguiti presso scuole o istituti magistrali; f) disposizioni relative al Comitato di verifica tecnico-finanziaria misto MIUR-MEF; g) per i docenti a tempo indeterminato, la riduzione (da 5) a 3 degli anni di effettivo servizio nella provincia di titolarità necessari per la richiesta di trasferimento, assegnazione provvisoria o utilizzazione in altra provincia

Sicurezza scuole: per Unicmi una goccia nel mare

da Tecnica della Scuola

Sicurezza scuole: per Unicmi una goccia nel mare
di Aldo Domenico Ficara
Acai-Unicmi e Uncsaal-Unicmi accolgono positivamente la decisione del Governo di disporre 150 milioni di euro per misure urgenti in materia di messa in sicurezza delle scuole, ma ne sottolineano i limiti quantitativi
La legge n. 98 del 9 agosto 2013, di conversione del decreto “del fare”, dispose per il 2014 una spesa di 150 milioni di euro destinata alle misure urgenti in materia di messa in sicurezza (rimozione amianto e antisismica), ristrutturazione, riqualificazione energetica e manutenzione straordinaria degli edifici scolastici. Per accedere ai finanziamenti, entro il 15 settembre gli enti locali dovevano presentare alle Regioni i progetti esecutivi immediatamente cantierabili. Nell’arco del mese successivo, quindi non oltre il passato 15 ottobre 2013, le Regioni hanno trasmesso le graduatorie dei progetti da finanziare al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, che a sua volta ha informato il Ministero dell’Economia e delle Finanze sui finanziamenti assegnati. Quindi, i lavori saranno affidati entro il 28 febbraio 2014 e dovranno essere conclusi e pagati entro il 31 dicembre dello stesso anno. Nell’attesa che queste nuove misure diventino operative, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto infrastrutture che ripartisce i fondi Cipe assegnate alle Regioni. Si tratta di 112mln di euro da suddividere per 989 scuole la cui lista è stata resa nota oggi. I fondi serviranno per micro-interventi relativi ad adeguamento sismico e alla sicurezza in generale, ma anche per la realizzazione di nuovi edifici (finanziati per il 75% dell’investimento totale) in sostituzione degli esistenti se da demolire o se ne è stata modificata la destinazione. Acai-UNICMI e Uncsaal-UNICMI accolgono positivamente questa decisione del Governo pur sottolineandone i limiti quantitativi (112 milioni di euro rappresentano una goccia nel mare delle necessità di riqualificazione e messa in sicurezza del patrimonio immobiliare scolastico del nostro paese) e normativi (non sono infatti chiaramente indicate le priorità di intervento in campo di riqualificazione energetica e messa in sicurezza antisismica) che rischiano di depotenziare il pur lodevole spirito di indirizzo.

Ocse: gli italiani vivono a lungo, ma sono “somari”

da Tecnica della Scuola

Ocse: gli italiani vivono a lungo, ma sono “somari”
di A.G.
Per aspettativa di vita, con 82 anni, solo il Cile ci supera. Mentre per livello di istruzione della popolazione e competenze cognitive dei quindicenni (misurate con i test Pisa di lettura, matematica e scienze) siamo quasi in fondo. Maglia nera per quelle della popolazione adulta
I rapporti Ocse continuano a confermare l’inadeguatezza del grado d’istruzione degli italiani. Stavolta le indicazioni negative sono contenute nel rapporto dell’organizzazione internazionale sul benessere reale e percepito, presentato a Parigi il 5 novembre in una versione aggiornata. Premesso che gli Italiani non sono granché soddisfatti della loro qualità di vita, ma vivono più a lungo dei vicini europei e del resto dell’occidente, dal rapporto emerge che hanno risultati inferiori alla media per lavoro e scuola.
Sul fronte dell’educazione, in particolare, l’Italia è in fondo a quasi tutte le classifiche: quintultima per livello di istruzione della popolazione, subito dietro alla Grecia e davanti a Spagna, Messico, Portogallo e Turchia, 27/a su 34 per competenze cognitive dei quindicenni (misurate con i test Pisa di lettura, matematica e scienze) e addirittura ultima per competenze della popolazione adulta. Giungono poi notizie poco incoraggianti, come dicevamo, anche in materia di lavoro. L’Italia è quartultima tra i Paesi Ocse per tasso di occupazione (inteso come la percentuale di persone tra i 15 e i 64 anni che hanno un lavoro), con il 56,95%, e ottava per tasso di disoccupazione di lunga durata, con il 4,36%.
C’è però una graduatoria in cui il nostro Paese continua a guadagnare posizioni: è quella dell’aspettativa di vita, in cui l’Italia è seconda con 82 anni, dietro al solo Cile.
I dati positivi riguardano  anche la soddisfazione media per la propria vita, con un punteggio di 5,8 su 10, in una classifica guidata da Cile, unico a sfiorare gli 8 punti, Norvegia, Islanda e Svezia.

Dl istruzione verso l’aula al Senato

da tuttoscuola.com

Dl istruzione verso l’aula al Senato

L’impegno del Governo a recuperare ulteriori risorse per il diritto allo studio nella Legge di stabilità, a eliminare le classi-pollaio, a riportare a 12 (da18) il numero massimo di studenti per le pluriclassi: è il contenuto di alcuni degli ordini del giorno presentati oggi dai partiti alla commissione Istruzione che al Senato ha avviato l’esame del dl 104 recante misure urgenti in materia di istruzione, università e ricerca, già approvato dalla Camera giovedì scorso.

I margini di manovra a Palazzo Madama sono pochi: i senatori potranno solo esaminare le parti approvate dai colleghi della Camera, perchè anche modificare una virgola di quel testo significherebbe sancirne la sicura decadenza. E i tempi sono assai stretti: la conversione in legge dovrà essere effettuata improrogabilmente entro l’11 novembre. Si punta a portare il provvedimento in aula al Senato per l’approvazione finale domani 6 novembre. “Il lavoro di miglioramento del testo fatto con grande collaborazione – ha sottolineato la senatrice del Pd Francesca Puglisi, capogruppo in Commissione Istruzione – è un fatto positivo”.

In sospeso restano alcune questioni come quella dei 41 milioni promessi per gli atenei più virtuosi (un problema tecnico non ne ha permesso lo stanziamento), della cui mancanza si sono fortemente lamentati i rettori. Una somma che potrebbe essere tuttavia recuperata nel decreto che contiene interventi urgenti per le Regioni e gli enti locali.

Rassegna Stampa 6 novembre 2013

in primo piano

 
il Sole 24 Ore  del  06-11-2013
CON LA “GARANZIA GIOVANI” RILANCIO DELL’APPRENDISTATO (C.Tucci) [solo_testo] pag. 29
Corriere della Sera  del  06-11-2013
NELLA CLASSE DEGLI STRANIERI, DIZIONARI URDU E CINESI (A.Coppola) [solo_testo] pag. 21
la Gazzetta del Mezzogiorno  del  06-11-2013
MENO SOLDI ALLE UNIVERSITA’ DAL SUD: “RIVEDERE I CRITERI” (L.Barile) [solo_testo] pag. 13
il Manifesto  del  06-11-2013
SCUOLA, LAVORO, REDDITO: ITALIA IN FONDO CLASSIFICA [solo_testo] pag. 4
 

ministro

 
il Sole 24 Ore  del  06-11-2013
DAL MINISTERO FONDI PER 150 MILIONI [solo_testo] pag. 47
Corriere di Rieti e della Sabina  del  06-11-2013
INVALSI, LA UIL SCUOLA SCRIVE AL MINISTRO “REGNA CONFUSIONE” [solo_testo] pag. 8
 

ministero

 
Corriere della Sera  del  06-11-2013
SCUOLA E MUSEI SPONSORIZZATI, LA RIFORMA DI BRAY (P.Conti) [solo_testo] pag. 29
la Repubblica  del  06-11-2013
BOLOGNA, NELLE CLASSE DOVE SONO TUTTI STRANIERI “VI SPIEGHIAMO PERCHE’ NON SIAMO RAZZISTI” (M.Smargiassi) [solo_testo] pag. 19
L’Unita’  del  06-11-2013
Int. a L.Guerra: UNA CLASSE DI SOLI MIGRANTI RISCHIA DI ESSERE GHETTO (A.Comaschi) [solo_testo] pag. 12
La Padania  del  06-11-2013
ZAIA: E’ IN VENETO LA VERA INTEGRAZIONE FIN DALLA SCUOLA [solo_testo] pag. 11
Avvenire  del  06-11-2013
IL LICEO CLASSICO MINACCIATO SINTOMO DI UN PENSIERO MINIMALISTA (R.Carnero) [solo_testo] pag. 2
Avvenire  del  06-11-2013
ITALIANO ANTICO, ADDIO? (E.Castagna) [solo_testo] pag. 22
la Gazzetta del Mezzogiorno  del  06-11-2013
CULTURA O SCUOLA, PER CRESCERE? (E.Pani) [solo_testo] pag. 25
L’Unita’  del  06-11-2013
QUANDO LA SCUOLA INSEGNA A VIVERE L’OMOSESSUALITA’ (D.Vaccarello) [solo_testo] pag. 18
Corriere della Sera  del  06-11-2013
I TIMORI DEI VESCOVI PER I CORSI SUL GENERE (O.Riva) [solo_testo] pag. 27
la Stampa  del  06-11-2013
NUOVE FAMIGLIE, LE 38 DOMANDE DEL PAPA (G.Galeazzi) [solo_testo] pag. 13
il Messaggero  del  06-11-2013
VIOLENZE SUL SINGOLO PROBLEMA DI SCUOLA (L.Scaraffia) [solo_testo] pag. 1
la Stampa  del  06-11-2013
IL CYBER-BULLISMO SPAVENTA PIU’ DELLA DROGA (M.Accossato) [solo_testo] pag. 46
il Sole 24 Ore  del  06-11-2013
PER LA CITTA’ DELLA SCIENZA C’E’ UN BANDO DA 45 MILIONI (F.Prisco) [solo_testo] pag. 44
il Mattino  del  06-11-2013
SFIDA AI TUMORI CON I RICERCATORI NELLE SCUOLE [solo_testo] pag. 48
Corriere della Sera – ed. Milano  del  06-11-2013
LE ZONE DIVENTANO MUNICIPI NUOVI BILANCI E COMPETENZE (P.D’amico) [solo_testo] pag. 7
Il Giorno – Ed. Grande Milano  del  06-11-2013
LA RIVOLUZIONE DIDATTICA WI-FI E TABLET IN OGNI AULA (A.Guerra) [solo_testo] pag. 4
Giornale di Sicilia  del  06-11-2013
IL TAR “BOCCIA” I TAGLI: PIU’ ORE DI SOSTEGNO PER 20 BAMBINI [solo_testo] pag. 25
Corriere della Sera – ed. Roma  del  06-11-2013
STUDENTI IN FERMENTO OCCUPAZIONE AL LICEO MORGAGNI [solo_testo] pag. 6
Giornale di Sicilia  del  06-11-2013
DISABILI, LA PROVINCIA: ASSISTENTI IN ARRIVO (A.Sampino) [solo_testo] pag. 25
La Nazione – Ed. Livorno  del  06-11-2013
CONCORSO D’ARTE PER GLI STUDENTI DEDICATO AI CARABINIERI [solo_testo] pag. 6
Giorno/Resto/Nazione  del  06-11-2013
FONDI AGLI ATENEI CONTINUA IL TAGLIO (A.Tesi) [solo_testo] pag. 15
Avvenire  del  06-11-2013
QUANDO L’UNIVERSITA’ FA BENE ALL’ANIMA (P.Righero) [solo_testo] pag. 28
l’Eco di Bergamo  del  06-11-2013
RICERCA SUGLI ANZIANI ALL’UNIVERSITA’ 1,5 MILIONI DAL MIUR [solo_testo] pag. 23
La Provincia Frosinone  del  06-11-2013
SETTIMANA DI MOBILITAZIONE [solo_testo] pag. 22
il Foglio  del  06-11-2013
LETTERA DI AUTODENUNCIA A UN PROCURATORE: SI, IO TRUCCO I CONCORSI UNIVERSITARI (V.Zeno zencovich) [solo_testo] pag. 4
la Gazzetta del Mezzogiorno  del  06-11-2013
“NON SIAMO ITALIANI IN FUGA” [solo_testo] pag. 21
il Manifesto  del  06-11-2013
ISTRUZIONE, ERASMUS A RISCHIO POI IL MINISTRO CI RIPENSA (G.Grosso) [solo_testo] pag. 5
il Messaggero  del  06-11-2013
UNA PENNA PER IL DIABETE (C.Massi/E.r.) [solo_testo] pag. 29
la Repubblica  del  06-11-2013
UNA DEA IN 3D, L’ARCHEOLOGIA E’ VIVA (S.Cervasio) [solo_testo] pag. 39
Libero Quotidiano  del  06-11-2013
GREEN DATA CENTER IL CERVELLONE CHE PURIFICA L’ARIA (A.Bascape’) [solo_testo] pag. 19
Libero Quotidiano  del  06-11-2013
“UN INVESTIMENTO DA 100 MILIONI CHE NE FA RISPARMIARE 30 ALL’ANNO” (A.Barbieri) [solo_testo] pag. 20
Libero Quotidiano  del  06-11-2013
L’UNICO CENTRO ELABORAZIONE DATI CON I CONSUMI RIDOTTI FINO AL 75% (L.Merano) [solo_testo] pag. 21
TST Tutto Scienze e Tecnologie(La Stampa)  del  06-11-2013
Int. a B.Lorenzin: “ORA INVESTIREMO IN PIU’ PREVENZIONE” (P.Russo) [solo_testo] pag. 5
la Repubblica  del  06-11-2013
Int. a C.Cipolla: “MA SOLO QUELLA SENZA NICOTINA PUO’ EVITARE I DANNI DEL TABACCO” (E.d.) [solo_testo] pag. 21
TST Tutto Scienze e Tecnologie(La Stampa)  del  06-11-2013
NEL CERVELLO DEI BABY SOLDATI (F.Rigatelli) [solo_testo] pag. 1
 

pubblica  amministrazione  e  societa’

 
il Sole 24 Ore  del  06-11-2013
BTP ITALIA, BOOM DA 1 7MILIARDI (V.Carlini) [solo_testo] pag. 13
Corriere della Sera  del  06-11-2013
PERCHE’ QUEI TITOLI HANNO CONVINTO FAMIGLIE E INVESTITORI (S.Tamburello) [solo_testo] pag. 12
Corriere della Sera  del  06-11-2013
SACCOMANNI: STOP DIFFICILE SULLA SECONDA RATA IMU (L.Salvia) [solo_testo] pag. 13
MF – Milano Finanza  del  06-11-2013
Int. a F.Saccomanni: IN TRE ANNI IL PIL CRESCERA’ DEL 2% (A.Antetomaso) [solo_testo] pag. 3
il Sole 24 Ore  del  06-11-2013
ANCHE LA UE RIVEDE IL PIL ITALIA (B.Romano) [solo_testo] pag. 5
la Stampa  del  06-11-2013
Int. a G.Schroder: “L’AUSTERITA’ E’ UN’IDEOLOGIA COSI’ L’EUROPA RISCHIA LA FINE” (T.Mastrobuoni) [solo_testo] pag. 7
la Repubblica  del  06-11-2013
EUROPA, L’UFFICIO DELLE LETTERE SMARRITE (B.Spinelli) [solo_testo] pag. 1
Italia Oggi  del  06-11-2013
PROVINCE, SPERANZA CONSULTA (S.D’alessio) [solo_testo] pag. 49
il Sole 24 Ore  del  06-11-2013
PA, SUL BLOCCO AGLI “SCATTI” OGGI IL VERDETTO DELLA CONSULTA (M.Ludovico) [solo_testo] pag. 7
Avvenire  del  06-11-2013
BABY-PROSTITUTE, ALLARME ANCHE IN ABRUZZO (A.Guerrieri) [solo_testo] pag. 10
Avvenire  del  06-11-2013
QUEL VOTO ANGOSCIOSO DI UN’ADOLESCENZA BRUCIATA (A.Mariani) [solo_testo] pag. 2
Giorno/Resto/Nazione  del  06-11-2013
“NOI RAGAZZINE E IL SESSO A PAGAMENTO, ECCO COME SUCCEDE” (M.Massi) [solo_testo] pag. 10/11
la Repubblica  del  06-11-2013
GENERAZIONE ORIZZONTALE (M.Recalcati) [solo_testo] pag. 47
la Gazzetta del Mezzogiorno  del  06-11-2013
I BAMBINI IMPARINO A PERDERE PER SAPER VINCERE (N.Smacchia) [solo_testo] pag. 25
OGGI  del  13-11-2013
C’E’ UN SUD CHE LOTTA: AIUTIAMOLO (P.Aprile) [solo_testo] pag. 52/54
 
A cura di Giuseppe Colella e Federico Bandi

Studenti in piazza: martedì sit in e flash mob per «un cambiamento vero»

da Corriere della Sera

«Change the Way», in attesa della GIORNATA DI PROTESTA nazionale del 15 novembre

Studenti in piazza: martedì sit in e flash mob per «un cambiamento vero»

Udu e Rete Studenti lanciano la mobilitazione in tutta Italia: «Dal dl Scuola, solo briciole»

Slogan, cartelli stradali, una sfilata  di volti sorridenti. Si danno appuntamento con un video «ufficiale», gli studenti, per la Giornata internazionale per il diritto allo studio del 15 novembre. Lanciata dalle associazioni – UdU e Rete degli studenti in testa – la «mobilitazione per il diritto allo studio e contro le politiche di austerity», verrà preceduta da una serie di sit in e flash mob in tutte le città italiane. Pronto lo slogan: «Change the way». «Con l’approvazione del dl scuola alla Camera, più di prima siamo convinti della necessità di invertire la marcia – ha detto a Gianluca Scuccimarra, coordinatore dell’Unione degli universitari -. Le briciole del Governo su scuola, università e diritto allo studio non ci bastano, vogliamo un cambiamento vero. Per questo domani (martedì, ndr) da Trento a Palermo ci mobiliteremo per denunciare i problemi che da troppo gravano sulle nostre università».

«INVERTIRE LA MARCIA» – Daniele Lanni, portavoce Rete studenti medi, aggiunge: «Martedì ci mobiliteremo nelle nostre scuole per chiedere che l’istruzione diventi prioritaria per il Paese e non una mera voce di bilancio per cui sembra una missione quasi impossibile trovare degna copertura economica. Siamo convinti che l’inversione di marcia che chiediamo debba essere un’inversione oltre che italiana anche e sopratutto europea affinché politiche di austerity come quelle portate avanti sino ad oggi non siano la causa della chiusura delle nostre università come è accaduto ad Atene». Flash mob di denuncia in tutta Italia, dunque; e il 15 novembre «tutti in piazza per chiedere una vera inversione di marcia».

SOLIDARIETÀ PER LEONARDA – Martedì gli studenti manifesteranno anche in segno di solidarietà con i ragazzi che in Francia scenderanno in piazza in difesa di Leonarda – la 15enne rom espulsa dalla Francia in Kosovo, dopo essere stata fatta scendere il 9 ottobre dal bus scolastico che la portava in gita con i compagni – e dell’accesso libero all’istruzione».