Voti e giudizi non li do

VOTI E GIUDIZI NON LI DO di Umberto Tenuta

CANTO 622 VOTI E GIUDIZI NON LI DO, scrive il Professor ENRICO GALIANO.

  • Raccontano che una volta venne da un’Accademia bandito un premio a chi avesse saputo trovar le ragioni, per le quali un pesce morto pesa più di un pesce vivo. Naturalmente per un’indagine, che supponeva la conoscenza de’ più riposti secreti della natura, il premio non era piccolo, e riuscì straordinario il numero di coloro, che con lunghi ragionamenti, movendo da principii ineccepibili e traendone logicamente le più lontane conseguenze, dimostrarono fino all’evidenza le cause di questo fenomeno. Chi si appigliò all’anima o agli spiriti vitali che, come farebbe una vescichetta entro un corpo immerso nell’acqua, alleggeriscono la materia, chi al moto che, per via dell’attrito coll’atmosfera, fa nascere similmente una certa sospensione, chi insomma ad un perché, chi ad un altro, secondo la filosofia che professava circa le cose naturali. Uno solo, un uomo, si capisce, un po’ grossolano e di poca fede, prima di cominciare a infilar sillogismi, s’avvisò di mettere sulla bilancia un pesce vivo, poi, avendolo ucciso, ve lo rimise morto, e trovò che vivo e morto pesava egualmente. 
  • (ARISTIDE GABELLI, Il metodo d’insegnamento nelle scuole elementari d’Italia (1880).

 

Il Professore Enrico Galiano i voti e i giudizi non li dà.

Senza ragionarci molto, non li dà.

Non li dà e basta!

E chi li dà perché li dà?

Perché li prevede la LEGGE!

La LEGGE.

Ma la LEGGE non prevede anche che i Professori debbono garantire il SUCCESSO FORMATIVO a tutti i loro alunni?

Le buone ostetriche mica si preoccupavano di osservare la LEGGE!

Da donne di buon senso si preoccupavano di far nascere sano e salvo il bambino.

Ora i Professori, tutti Dottori, si preoccupano di osservare le leggi!

E la metà del loro tempo lo impiegano a interrogare e a scrivere Registri digitali, rigidamente controllati ad uno ad uno dal Signor Dirigente Scolastico.

Domandate ora ai vostri amici Docenti e vi risponderanno che è tempo di scrutini e di voti.

Non è tempo per apprendere.

È tempo per scrutare i singoli alunni e dare voti.

Da ZERO- a Pierino che sta seduto all’ultimo banco a DIECI + CON LODE a GIANDOMENICO, il figlio del dottore, che sta seduto al primo banco.

Tanto che importa dei PIERINI?

Già è una fortuna che non è morto al parto.

Bestia è nato e bestia resterà!

Uomini si diventa solo attraverso l’educazione (KANT).

E tu, Pierino, sei nato bestia.

Ai tuoi Professori spetta solo il compito di scrutare bene se tu sei dotato per diventare un uomo.

E se non lo sei, il tuo destino è già segnato.

Certo non ti getteranno dal Monte Taigeto.

Ma uomo non diventerai, mai.

Sarai una bestia.

Bestia da soma.

Asino!

Mica i Professori debbono prendersi cura di te!

Mica i Professori debbono farti acquisire fiducia in te!

Mica i Professori debbono scrutare per scovare il tuo tallone di Achille e darti la forza di andare avanti!

Il loro compito è interrogare, verificare, scrutare quel che tu sei: una bestia!

Professori, fra pochi giorni, dopo aver ben scrutato, scrutinate.

Una sola cosa io vi dico.

Un solo QUATTRO MENO testimonierà che voi non siete nati per fare questo mestiere.

Il mestiere di Fenarete, la madre di Socrate.

Il mestiere di far nascere gli UOMINI!

 

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“UMBERTO TENUTA” − “voce da cercare”

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