I bambini non si toccano

TOCCARE I BAMBINI SÌ NO di Umberto Tenuta

CANTO 703

I BAMBINI NON SI TOCCANO

AI BAMBINI SI PARLA.

 

Plagosus magister.

Oh le piaghe sulla schiena!

Le righe rosse della staffila della maestra ci mostravamo, io e Mario, lungo la strada che dalla scuola ci portava a casa.

Il giorno dopo le piaghe erano scomparse.

Ma non erano scomparse le mortificazioni!

La più grande era l’essere ignorato.

Antonella, Giovanna, Tiberio, Aldo…

Tu non eri nessuno.

Tu che avevi sete di nascere, di crescere, di fiorire…, tu non esistevi.

Ignorato, peggio che essere l’ultimo!

Tu, che da sotto la pietra che ti schiacciava, volevi andare incontro al sole, tu eri ignorato.

Tu non valevi nulla!

Almeno te lo avesse detto:

<<Tu sei una nullità>>!

I compagni si sarebbero accorti che c’eri.

E, invece, niente.

Una nullità!

Che cosa di peggio del nulla?

Dell’essere ignorato.

Dell’essere nel buio dell’oscura notte.

Certo, fa male la violenza delle mani.

Certo, fa male la violenza delle parole.

Ma ancor più male fa la violenza del silenzio.

Docenti, non picchiate i vostri bambini!

Docenti, non umiliate i bambini coi vostri rimproveri!

Ma soprattutto non mortificateli coi vostri silenzi!

 

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