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Tema sì, tema no

Tema sì, tema no

di Maurizio Tiriticco

Sono semplicemente stupefatto! Ma come si permettono quarantamila studenti, replico… 40.000…. di firmare una petizione in cui si chiede l’abolizione della PROVA SCRITTA DI ITALIANO al termine del percorso di ISTRUZIONE? Nonché, aggiungerei, di FORMAZIONE ed EDUCAZIONE? Perché queste sono le finalità che la scuola oggi perseguein Italia. Replico: come si permettono? Un ALUNNO dovrebbe forse decidere che cosa deve fare l’INSEGNANTE? E non dovrebbe essere solo il linguista LUCA SERIANNI ad opporsi a questa stravagante richiesta! Si legga “la Repubblica” di oggi, 23 novembre 2021. Dovrebbero opporsi anche le altre migliaia di studenti seri, convinti che leggere, scrivere e far di conto sono COMPETENZE fondamentali per vivere, affermarsi, collaborare, partecipare alla convivenza sociale, lavorare. Competenze che bisogna acquisire, comunque! E non si tirino in ballo il covid, le assenze forzate dalla scuola ed altre giustificazioni! Io affrontai e superai gli esami di maturità classica nel lontano 1946, anche se a settembre (allora si poteva rinviare), con quattro prove scritte edinterrogazioni mirate (niente colloqui) su tutte le materie e relative a tutti e tre gli anni! E nessuno studente si mise in testa allora di dover “cambiare le cose”, quando la guerra, la fame, l’occupazione tedesca potevano costituire motivi validi per un esame “leggero”. Quindi, voglio solo sperare che questa assurda richiesta venga decisamente respinta!

Ma facciamo un po’ di storia! Da più parti si continua a parlare ancora oggi di “esame di maturità”, quando invece l’esame di maturità non esiste più, e da ben 24 anni! E’ segno, purtroppo, che a volte certe inveterate abitudini sono dure a morire! Ma, veniamo ai fatti, ovvero alle norme. Carta canta! E’ opportuno riandare al lontano 1969. Il Paese, lo Stato e la scuola dovevano rispondere a un movimento studentesco che chiedeva una scuola aperta a tutti, contro “l’autoritarismo dei professori e dei baroni” e contro “una cultura fatta solo per i ricchi”, al fine di comprendere come e perché la “riforma” dovesse nascere più per dare un contentino alla piazza che per avviare “nuovi” percorsi secondari e “nuovi” esami di Stato. Insomma la scelta fu quella di “facilitare il vecchio” più che di “adottare il nuovo”!

Così, con la legge di riforma n.119 del 1969, si sancì che “l’esame di maturità ha come fine la valutazione globale della personalità del candidato” (art. 5) e che “a conclusione dell’esame di maturità viene formulato, per ciascun candidato, un motivato giudizio sulla base delle risultanze tratte dall’esito dell’esame, del curriculum degli studi e da ogni altro elemento posto a disposizione della commissione” (art. 8). La curvatura “psicologica” – se si può dir così – era evidente: la PERSONALITA’ del candidato doveva avere un ruolo preponderante a fronte della sua PREPARAZIONE CULTURALE considerata, invece, preminente fin dai lontani tempi dalla riforma Gentile. In effetti, con il nuovo disposto, si poteva essere maturi anche in presenza di una preparazione non ottimale.

Seguirono anni in cui aumentò il numero dei diplomati, forse a dismisura, e più tardi quello dei laureati – l’Italia era pur sempre il paese dei dottori! – ma non è detto che aumentasse anche il fattore qualità. Tutto andò per il meglio finché dovevamo giocare in casa – chi controllava la qualità dei nuovi maturi? – ma le cose cominciarono a scricchiolare con gli anni Novanta, dopo Maastricht, quando la CEEcedette il posto all’Unione europea e quando la politica dell’istruzione superò gli ambiti nazionali e divenne una questione transnazionale. E l’Europa cominciò a chiederci: che cosa significa “maturo”, con 60 o con 36? Ricordo che i voti considerati erano appunto 60; e il 36 indicava la sufficienza. Ed ancora; che cosa conosce e cosa sa concretamente fare il vostro studente maturo? Come dobbiamo “leggere” i vostri titoli di studio? Come compararli con quelli degli altri Paesi dell’Unione? Insomma, il concettodi maturità – stando alla definizione della legge 119/69 – per la sua genericità, implicava da parte degli esaminatori la ricerca di atteggiamenti e aspetti della persona che non è sempre facile rilevare e che rinviano più a un’indagine psicologica che a un esame di Stato. Ne fanno fede quelle migliaia di giudizi vaghi e generici che le commissioni formulavano a giustificazione della votazione ottenuta dal candidato. Ed io stesso… quanti ne scrissi…

Cambiare contenuti e fini dell’esame di Stato conclusivo dei percorsi di istruzione secondaria era quindi oltremodo necessario! Ci si accorse che ciò che conta è il SAPER FARE più che il SAPER ESSERE. E l’esame fu cambiato! Tutta colpa di Berlinguer! Il Ministro comunista! Così si disse da molte parti. E la Legge 425/97 rinnovò profondamente gli “esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore”. Il clou del rinnovamento lo ritroviamo in larga misura nell’articolo 6, relativo alle certificazioni finali,che testualmente recita “Il rilascio e il contenuto delle certificazioni di promozione, di idoneità e di superamento dell’esame di Stato sono ridisciplinati in armonia con le nuove disposizioni al fine di dare trasparenza alle COMPETENZE, CONOSCENZE e CAPACITA’ acquisite, secondo il piano di studi seguito, tenendo conto delle esigenze di circolazione dei titoli di studio nell’ambito dell’Unione europea”. Le maiuscole sono mie. In effetti, si doveva trattare di una rivoluzione copernicana! Scusatemi l’enfasi! Si intendeva dire finalmente basta al concetto stesso di MATURITA’! Che, per la sua genericità, implicavapoi da parte degli esaminatori la ricerca di atteggiamenti e aspetti della persona che però non sempre è facile individuare e valutare, a fronte, invece, della rilevazione di – repetita iuvant – CONOSCENZE, ABILITA’ e COMPETENZE che, per la loro stessa natura, sono circoscritte e definite. Qualche esempio: l’esaminando CONOSCE il teorema di Pitagora; è ABILE nell’utilizzarlo in una situazione problematica data; è COMPETENTE nel rilevare la necessità di utilizzarlo in una situazione problematica complessa.

In conclusione, va detto che il concetto di maturità, per la sua genericità, implica da parte degli esaminatori la ricerca di atteggiamenti e di comportamenti dello studente, che in realtà non è sempre facile individuare e valutare! Invece, la rilevazione di conoscenze, abilità e competenze, che sono di fatto circoscritte e definite, sono facilmente misurabili. Maoccorre anche pensare che tale rilevazione non esclude il concetto di maturità, che però si esplicita e si oggettivizza in concreti savoir faire. E non è un caso che in quasi tutte le scuole dei Paesi avanzai gli studi secondari si concludono con un esame che intende verificare le effettive conoscenze, abilità e competenze acquisite dallo studente. Ed il concetto di maturità compare raramente dei diplomi finali di molti altri Paesi.

Risultati Esami di Stato 2021

Anche per il 2021, a seguito dell’emergenza sanitaria, è stata mantenuta una sola prova, quella orale. Con una formulazione, però, diversa da quella dello scorso anno: il colloquio partiva da un elaborato, riguardante le discipline caratterizzanti, ma aperto a una prospettiva multidisciplinare, assegnato dal Consiglio di classe, che le studentesse e gli studenti hanno dovuto predisporre e consegnare prima degli Esami. Una novità voluta per consentire a ciascun ragazzo e ciascuna ragazza di valorizzare il proprio percorso attraverso un lavoro (per la cui realizzazione è stato assegnato un mese di tempo) idoneo a mettere in relazione fra loro le diverse discipline, a partire da quelle caratterizzanti l’indirizzo di studi.  

I risultati 
Quest’anno è stato ammesso all’Esame di Stato del secondo ciclo il 96,2% dei frequentanti. I diplomati risultano essere il 99,8% delle studentesse e degli studenti che hanno sostenuto l’esame (erano il 99,5% nell’anno scolastico 2019/20). I diplomati con lode sono il 3,1% rispetto al 2,6% di un anno fa. Più di un diplomato su due prende un voto superiore a 80: il 52,9% delle studentesse e degli studenti si colloca infatti nella fascia di valutazione 80-100, rispetto al 48,9% dell’anno scorso. Praticamente stabili le valutazioni comprese tra 91 e 99 (al 15,6%) e nella fascia di voto 81-90 (passati dal 21,1% al 20,7%). 

I voti 60 passano dal 5,5% del 2020 al 4,8% di quest’anno: sono dunque in calo. I voti nella fascia 71-80 passano dal 25% al 23,7%, i 61-70 dal 20,7% al 18,5%. Le percentuali delle studentesse e degli studenti con 100 salgono dal 9,6% dell’anno scorso al 13,5%

I docenti hanno assegnato la lode a 15.353 studentesse e studenti. Guardando al rapporto tra diplomati con lode e diplomati totali, la percentuale più alta si registra, così come lo scorso anno, in Puglia (5,9%). Seguono Umbria (4,8%), Marche (4,4%), Calabria (4,4%). 

La media dei voti più alta si conferma nei Licei, dove il 4,7% dei candidati ha conseguito la lode, il 17,3% ha raggiunto 100 (numero in aumento rispetto al 12,9% dell’anno scorso), il 18,1% tra 91 e 99, il 21,9% tra 81 e 90. Nello specifico, il Classico si conferma al primo posto per numero di diplomati con lode (8,5%), seguito dal liceo Europeo (7,5%) e dal liceo Scientifico (7%).  

Seguono gli indirizzi Tecnici, nei quali ha conseguito la lode l’1,7% dei ragazzi (in aumento rispetto all’1,4% di un anno fa), il 10,4% ha ottenuto 100, il 13,1% tra 91 e 99, il 19,3% tra 81 e 90. Nei Professionali, lode per lo 0,8% (rispetto allo 0,5% del 2020), 100 per l’8,4%, la fascia di voto 91-99 per il 13% e 81-90 per il 20,1%.

#Maturità2021 al via

Al via mercoledì 16 giugno, l’edizione 2021 degli Esami di Stato della scuola secondaria di secondo grado, con oltre mezzo milione di candidate e candidati. Ammesso il 96,2% delle studentesse e degli studenti (in allegato la tabella con le percentuali regionali). L’appuntamento è per domani mattina, alle 8.30, con l’avvio dei colloqui.

Anche quest’anno, come lo scorso anno, le Commissioni sono presiedute da un Presidente esterno all’istituzione scolastica e sono composte da sei commissari interni. In particolare, le Commissioni saranno 13.353, per un totale di 26.555 classi coinvolte.  

“Anche in quest’anno così difficile siamo arrivati al momento dell’Esame – ha sottolineato il Ministro Patrizio Bianchi, in un video di saluto alle maturande e ai maturandi sui suoi canali social -. È un momento importante, perché è un momento di passaggio. È il momento in cui farete l’Esame, ma dovete anche fare un esame a voi stessi, per capire cosa avete imparato, cosa avete fatto, ma anche come vi siete trasformati, come siete cambiati in questi cinque anni”.

L’Esame, ha proseguito il Ministro, “fatelo con tutta l’attenzione che richiede un momento di così grande rilievo nella vita. Ma fatelo anche con la gioia di andare in una nuova fase. Fatelo facendo un sorriso a tutti i vostri compagni, ai vostri insegnanti e pensando che comincia veramente una nuova pagina. Forza ragazze, forza ragazzi!”.

L’Esame di quest’anno è stato ridefinito tenendo conto dell’impatto dell’emergenza sanitaria sulla vita del Paese e su quella scolastica. È previsto un colloquio, che partirà dalla discussione di un elaborato il cui argomento è stato assegnato a ciascuna studentessa e a ciascuno studente dai Consigli di classe. I candidati hanno avuto un mese per produrlo con il supporto di un docente. L’elaborato è stato assegnato sulla base del percorso svolto e delle discipline caratterizzanti l’indirizzo di studi.

Dopo la discussione dell’elaborato, il colloquio proseguirà con la discussione di un testo già oggetto di studio nell’ambito dell’insegnamento di Lingua e letteratura italiana, con l’analisi di materiali (un testo, un documento, un’esperienza, un problema, un progetto) predisposti dalla commissione con trattazione di nodi concettuali caratterizzanti le diverse discipline.

Ci sarà spazio per l’esposizione dell’esperienza svolta nei PCTO (Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento). Il candidato dovrà dimostrare, nel corso del colloquio, di aver maturato le competenze e le conoscenze previste nell’ambito dell’Educazione civica. La durata indicativa del colloquio sarà di 60 minuti.

Il credito scolastico sarà attribuito fino a un massimo di 60 punti. Al colloquio verranno assegnati fino a 40 punti. La valutazione finale sarà espressa in centesimi, sarà possibile ottenere la lode.

RegioneNon AmmessiAmmessi
Piemonte3,60%96,40%
Lombardia3,50%96,50%
Trentino-Alto Adige3,40%96,60%
Veneto2,90%97,10%
Friuli-Venezia Giulia3,60%96,40%
Liguria5,20%94,80%
Emilia-Romagna4,00%96,00%
Toscana4,50%95,50%
Umbria4,10%95,90%
Marche3,30%96,70%
Lazio3,60%96,40%
Abruzzo3,90%96,10%
Molise2,90%97,10%
Campania2,40%97,60%
Puglia4,30%95,70%
Basilicata3,10%96,90%
Calabria4,00%96,00%
Sicilia4,80%95,20%
Sardegna8,50%91,50%
Italia3,80%96,20%

Notte prima degli esami, i prof si raccontano

MATURITÀ 2021

Notte prima degli esami, i prof si raccontano: “dovremo essere rispettosi ed empatici”

La Tecnica della Scuola quest’anno vuole mandare un “in bocca al lupo” speciale a tutti gli studenti e a tutte le studentesse che dovranno sostenere gli esami di Maturità, dopo due anni scolastici molto difficili e, sicuramente, indimenticabili.

Come affrontare in maniera più leggera questi giorni ricchi di ansia, adrenalina e anche paura che accompagnano la fatidica “Notte prima degli esami“? A rispondere a questa domanda, le testimonianze fornite alla Tecnica della Scuola, testata di informazione scolastica, di alcuni social prof.

Da venerdì 11 e fino a martedì 15 giugno, verranno pubblicati una serie di video con protagonisti diversi prof. che sono diventati dei veri e propri influencer” e che racconteranno alcuni aneddoti della loro carriera. Un modo per accorciare la distanza docenti-alunni/e, mostrando un supporto anche affettivo a tutti gli studenti e le studentesse di quinta superiore. 

Vedremo gli auguri del professore e youtuber Elia Bombardelli, il racconto della propria notte prima degli esami della docente e blogger Maestra Mary e dell’insegnante di storia e youtuber Adriano Di Gregorio e, infine, ascolteremo le possibili emozioni di un professore in commissione con il prof. tiktoker Sandro Marenco.

Proprio quest’ultimo, nel suo video ha manifestato l’importanza che gli insegnanti siano rispettosi ed empatici nei confronti dei ragazzi che si troveranno davanti, in un momento particolarmente importante della loro vita: “Il terrore di farvi la domanda sbagliata è la cosa che mi mette più agitazione. Infatti, la notte prima degli orali io dormo pochissimo.”

E aggiunge: “La cosa più importante in quel momento lì è che possiate essere messi a vostro agio per dare il meglio, eliminando completamente la paura e la tensione, perché altrimenti andate in panico e dite cose che non vanno bene.” 

I video saranno disponibili sul nostro canale Youtube e sulle nostre pagine social FacebookInstagram e Twitter.

Ecco il trailer https://www.youtube.com/watch?v=YT_CPETHJ_g

Il video del prof. Sandro Marenco https://www.youtube.com/watch?v=OTX9h6RiLQw

A pochi giorni dalla Maturità

Scuola , studentesse e studenti si raccontano sui social del MI a pochi giorni dalla Maturità

Al via anche #MiRicordo, il racconto dal basso sugli esami

Studentesse e studenti raccontano sui social del Ministero come si stanno avvicinando all’Esame di Stato. Sei maturande e maturandi da tutta Italia, Fabio, Sara, Loris, Ludovica, Francesco e Mariafelicia, stanno condividendo le loro emozioni negli ultimi giorni prima della prova attraverso le stories su Instagram.

L’Esame del secondo ciclo avrà inizio a breve, il prossimo 16 giugno, alle ore 8.30. Il Ministero, in questi mesi di preparazione, ha affiancato le scuole, i docenti, studentesse e studenti con la pubblicazione di documenti, pagine dedicate sul sito web, faq, rubriche e materiali sui canali social, trasmissioni televisive realizzate in collaborazione con la RAI.

In particolare, attraverso “La Scuola in Tivù – Percorsi di Maturità”, gli esperti individuati dal Ministero hanno illustrato, puntata dopo puntata, cosa è e come si struttura l’elaborato che apre quest’anno la prova orale, come si articola il colloquio, come si compone e si compila il Curriculum dello Studente. Le puntate sono tutte disponibili su RaiPlay. Dedicata agli Esami di Stato 2021 anche la programmazione del venerdì di #Maestri, su Rai 3, con le studentesse e gli studenti in collegamento che hanno raccontato gli argomenti dei loro elaborati.

Studenti e studentesse hanno potuto poi ripassare, in queste settimane, anche grazie a ‘Maturadio’, il programma di podcast didattici (250 puntate in tutto) disponibile su Spotify.

Sono stati poi oltre 750mila i contatti raggiunti con la rubrica #MiRisponde, su Instagram, nata per raccogliere e rispondere a dubbi e domande di studentesse e studenti sugli Esami di Stato. Il 16 maggio, a un mese dall’inizio degli Esami, è stato il divulgatore Piero Angela a salutare i ragazzi e le ragazze, ricordando anche la sua Maturità. In questi giorni che precedono l’Esame, il Ministero lancerà anche #MiRicordo, un racconto dal basso, collettivo, legato alla Maturità: ciascuno potrà utilizzare l’hashtag dedicato per lanciare un proprio ricordo relativo agli esami.

In allegato, la locandina in pdf con le regole di sicurezza per gli Esami.

La sezione dedicata agli Esami di Stato con tutti gli aggiornamenti https://www.istruzione.it/esami-di-stato/

Il link al canale Instagram del Ministero dell’Istruzione https://www.instagram.com/misocialig/?hl=it

Presidenti Commissione Esami di Stato 2021

Pubblicati il 31 maggio, sul sito del Ministero dell’Istruzione, i nominativi dei Presidenti delle Commissioni per gli Esami di Stato del secondo ciclo di Istruzione 2021. I nominativi dei Presidenti sono consultabili all’interno della sezione dedicata agli Esami e sono stati forniti anche alle istituzioni scolastiche.

Anche quest’anno, come lo scorso anno, le Commissioni sono presiedute da un Presidente esterno all’istituzione scolastica e sono composte da sei commissari interni. In particolare, le Commissioni saranno 13.349, per un totale di 26.547 classi coinvolte.  

Scadono poi oggi, 31 maggio, come previsto dall’Ordinanza firmata il 3 marzo dal Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, i termini per la consegna dell’elaborato da parte delle candidate e dei candidati. Un lavoro basato sul percorso svolto da ciascuna studentessa e ciascuno studente. Per quest’anno scolastico, come per lo scorso anno, in considerazione dell’emergenza sanitaria, l’Esame consisterà in un colloquio che partirà proprio dalla discussione dell’elaborato realizzato.
  
La sessione d’Esame del secondo ciclo avrà inizio il prossimo 16 giugno alle ore 8.30. Il Ministero in questi giorni è stato vicino alle studentesse e agli studenti anche con la pubblicazione di una serie di materiali sui canali social e attraverso il racconto delle esperienze dei maturandi. Ad oggi, al netto degli scrutini, sono iscritti agli Esami 540.024 candidati, di cui 522.161 interni e 17.863 esterni.   

La ripartizione dei candidati interni è:  

  • Istituti Professionali: 96.908
  • Istituti Tecnici: 169.354
  • Licei: 255.899

Gli esami di Stato e le tre C – 3

Gli esami di Stato e le tre C: conoscenze, competenze, curriculum

di Gabriele Boselli

Puntata n.3 – Leggere i curricula come romanzi di formazione

La valutazione del candidato all’esame, già detto di maturità, prevede la lettura del curriculum della persona ma dovrebbe comprendere anche quella della storia e del progetto culturale della scuola. Si tratterà a quel punto di vedere con quale partecipazione il ragazzo abbia aderito al cenno magistrale di tutte le figure educative presenti nella sua breve storia. Esame dunque anche come momento di autocoscienza della scuola. Il voto finale sarà un voto per tutti, non solo per il giovane.

Parole chiave: storicità, esperienza, formazione, coscienza, idea, discipline.

Il curriculum come diario del formarsi di una coscienza

L’esame di Stato non fu in origine concepito come la fotografia di uno stato (con la minuscola) ma come la rappresentazione da parte di un organo ufficiale di una dinamica plurale di processi di coscienza e conoscenza. Si cercava di mettere a contatto le idee derivanti dalle storie degli esaminatori con quelle provenienti dal curriculum, scolastico e non, dei ragazzi. Dunque esame di Stato nato quasi cento anni fa da lombi gentiliani come sintesi di un romanzo di formazione.

Ancora un secolo prima, nella tradizione del Bildungsroman (Agostino, Goethe, Lessing…), tra il 1806 e il 1807, Hegel, ancora professore in un liceo di Jena portava a termine la prima delle sue due opere magistrali: quella Fenomenologia dello spirito che egli stesso definisce “storia romanzata della coscienza”. Quella dello Hegel di Jena può essere letta come una teoria (racconto di un procedere) del conoscere, delle vicende e dei modi in cui la coscienza dell’umanità nella sua ricerca di verità sostanziali cui affidarsi giunge ad accorgersi che queste sono accessibili solo attraverso la soggettività conformatrice  dell’esperienza, creatrice non del mondo (come recita l’idealismo da barzelletta) ma di una concreta e tendenzialmente universale scienza del mondo. Per essere concreta questa scienza deve incarnarsi in un soggetto (individuale e collettivo, ma soprattutto collettivo); per essere universale essa deve essere espressione non di frammenti del sapere ma del sapere nella sua interezza; dev’essere icona non di un sapere/fatto ma in atto, refolo di quel vento che nella storia muove il pensiero.

Il conoscere non è solo la risultante di una serie di letture di libri di testo e del’ascolto di lezioni. E’ l’esito dei una storia, di una totalità di storie, un condensato di storicità. Nell’esame si cerca di capire come una coscienza continui entrare in una relazione più razionale (inquadrata dall’attività “legislatrice” del sapere costituito) con il mondo.

Esperienze di formazione di una coscienza nei passaggi attraverso

Il progetto scolastico della scuola di provenienza avrà avviato il ragazzo a farsi una propria visione del mondo? O prospettato alla coscienza della persona campi attraverso cui prendere ulteriore coscienza di sé e in cui esprimersi? Chiamo “coscienza” l’atto oscillante ma sempre originario e intenzionale dell’avvicinarsi e del prender le distanze da se stessi e dalle cose per guadagnare un razionale (relativamente stabile e puntualizzato) sentimento di sé e una forza di protensione che faccia guadagnare un inserimento autonomo nel mondo. Per lunghe vie la coscienza potrà pervenire a farsi scienza (ancora Hegel, Fenomenologia, 1807).

La coscienza del ragazzo e , in trasparenza, quella dei suoi docenti) appare vocata a conoscere,  è il definirsi di un volto che non può che attivamente volgersi ad altro? Al colto non-lettore delle cm ministeriali degli ultimi vent’anni non interessa la cosa della maggior parte degli psicologi e dei docimologi ; in pedagogia fenomenologica il conoscere non è materia “fermabile” (il movimento gli è essenziale), oggettivabile in un voto.

La lettura del curriculum potrebbe mostrare come la coscienza attraverso le esperienze si stia volgendo in conoscenza, e non come un fatto ma come un evento.

La coscienza avvia alla conoscenza quando trattiene il soggetto dal non perdersi nei fatti decentrandosi da sè fino a perderne nozione; quando lo fa riflettere sugli atti, assumere consapevolmente  nuove disposizioni, autoeducarsi  attraversando gli eventi e le discipline come plurali campi di esperienza.

Prima di leggere il curriculum del ragazzo bisognerebbe aver letto il  progetto della scuola. Era atto a generare autonomia intellettuale, morale ed estetica? O il mondo vi era posto solo come lo scenario precostituito di una conoscenza “oggettiva” ovvero prescindente da ogni coscienza, senza storia , prefabbricata, epistemica, astorica, artificiosa, strumentale? Un elenco di dettagliati e pertanto insignificanti (che non accennano ad altro) obiettivi da raggiungere?

Anno 2125: preziosa e consapevole intenzionalità delle storie

Nelle scuole integrate nella pedagogia ministeriale e nelle università di obbedienza confindustriale si è soliti presentare un quadro di conoscenze epi-stemiche, che stanno sopra il fluire delle storie personali e dell’attività rappresentatrice dei soggetti individuale e collettivi.  Vi si inscena un sapere astratto strappato dal terreno delle storie. L’ancor prevalente didattica tardomoderna (quella dei PM, i programmi ministeriali) pretende invece che il soggetto dimentichi se stesso per apprendere senz’altro la verità senza soggetto delle discipline senza discepolo.

Nell’auspicabile esame di Stato del 2125, recuperata la tradizione idealistica,  ogni domanda e ogni risposta son sempre domanda e risposta consapevolmente di qualcuno, e questo qualcuno va posto onestamente, disinteressatamente in discussione insieme al suo dire. Ma in quell’anno occorre anche non esaurire l’impegno nel soggetto della domanda, se non altro perché anche il nostro modo di guardarlo è soggettivo e potrebbe essere viziato da necessità di autogiustificazioni; soprattutto perché, oltre a noi e al nostro interlocutore, forse il mondo attende di essere conosciuto, attende da sempre (e attenderà per sempre) di svelare con un’idea il mistero della sua verità originaria. Penso che ogni atto di conoscenza -e ogni conoscenza intesa come stratificazione storica di conoscenze, disciplina- sia derivato dalle proprie radici, partigiano, intenzionato e intenzionante. Soprattutto quando vi sia l’ingenua convinzione di esser di fronte alla “cosa in sé” (fenomeno rappresentativo in rapporto a un contenuto, costituito essenzialmente da una direzione verso un oggetto e poco d’altro). L’atteggiamento docimologico, epistemico dunque non epistemologico, fa smarrire coscienza e conoscenza.

L’intenzionalità pedagogica è nel tendersi verso l’oggetto su di una linea di trascendenza; nel trascendersi il soggetto non può lasciare indietro se stesso ma senza l’atto del trascendersi un se stesso autentico non può nemmeno avere autenticamente luogo

In ambito pedagogico il lasciar vedere si sviluppa nel lasciar essere, che non è lasciar perdere ma costruire un orizzonte di attesa che il soggetto avverta come chiamata a esperire se stesso nel confronto con scenari di evidenze senza consistenza, e di evidenze più consistenti, dove però mai l’evidenza sia posta come indipendente dalla storia del soggetto che l’avverte e/o la presenta come tale.

Gli esami di Stato e le tre C – Puntata n. 1

Gli esami di Stato e le tre C – Puntata n. 2

Protocollo d’Intesa MI – OOSS (21.5.2021)

Linee operative per garantire il regolare svolgimento degli Esami conclusivi di Stato 2020/2021


È stato siglato il 21 maggio 2021 il Protocollo d’Intesa tra il Ministero dell’Istruzione e le Organizzazioni sindacali per lo svolgimento in presenza e in sicurezza degli Esami conclusivi di Stato della scuola secondaria di primo e secondo grado per l’anno scolastico 2020/2021. Sono sostanzialmente confermate le misure previste nel Protocollo d’Intesa 2019-2020 e nell’allegato Documento tecnico scientifico. Ad esempio, sarà necessario mantenere due metri di distanza fra candidato e commissione, studentesse e studenti potranno avere un solo accompagnatore, si dovrà indossare la mascherina.

In particolare, con il documento siglato oggi, viene precisato che la tipologia di mascherine da adottarsi dovrà essere di tipo chirurgico. Non potranno, dunque, secondo il parere espresso anche dal Comitato tecnico scientifico, essere utilizzate mascherine di comunità ed è sconsigliato, da parte degli studenti, l’utilizzo prolungato delle mascherine FFP2. 

È consentito lo svolgimento delle prove dell’Esame di Stato o dei lavori della Commissione d’esame in modalità di videoconferenza, secondo casi specifici indicati all’interno del Protocollo. 

È ammesso, per l’esame di Stato conclusivo del primo e del secondo ciclo di istruzione, lo svolgimento a distanza delle riunioni plenarie delle Commissioni d’esame, nei casi in cui le condizioni epidemiologiche e le disposizioni delle autorità competenti lo richiedano. 

Per garantire il regolare svolgimento degli Esami di Stato, le Istituzioni scolastiche utilizzano le risorse finanziarie assegnate dal Ministero per la gestione e l’organizzazione del servizio scolastico nel periodo emergenziale.

Gli esami di Stato e le tre C – 2

Gli esami di Stato e le tre C: conoscenze, competenze, curriculum

di Gabriele Boselli

Puntata n.2  – L’insostenibile noia per le competenze

Nell’ordinanza del  03 03 21 la precedente ossessione per le competenze pare finalmente attenuarsi. Il degradarsi delle conoscenze esigite in termini di competenze utili al sistema economico avrebbe dovuto, stando ai desiderata ufficiali espressi nell’ultimo ventennio, rappresentare il fine da perseguire e l’oggetto principale di valutazione. Dalle competenze “richieste dall’Europa” (invero solo per l’istruzione tecnica e professionale) alle “competenze di cittadinanza” al più sensato caso delle “competenze digitali”, l’intero campo teleologico delle circolari ministeriali disegnato nei modelli di PTOF e PCTO e richiamato nelle OM precedenti era occupato dal rilevamento di competenze a scapito del conoscere. Poichè i cambiamenti culturali sono indotti anche dai sovrappieni, si ponevano le condizioni per vere e proprie implosioni cognitive.

L’ammasso delle richieste di competenza rivolte alla scuola da alcune organizzazioni del sistema economico e dai suoi rari ma attivissimi scherani annidati da decenni al MIUR (ultimo prodotto il PNRR) stava determinando una pressione che, non fosse per la resistenza di molti docenti e di alcuni dei rari ispettori d.o.c. rimasti, avrebbe potuto determinare processi di fusione del conoscere ed esplosioni di ignoranza. Esiste per fortuna una ripresa della perenne teleologia programmatica che assegna invece alla scuola finalità di alto profilo, importanti in tutti gli ordini di scuola: la preparazione a una nuova qualità della vita, il conforto alla maturazione dell’identità, soprattutto la conquista dell’autonomia intellettuale e morale.  Sarà adesso meno difficile tutelare le discipline dall’approccio competenziale, economicistico, da un’azione in vista del raggiungimento di obiettivi e traguardi che tende a far emergere solo la prestazionalità senza curarsi troppo di aiutare la formazione del pensare il mondo, dell’interrogarsi nel confronto con gli eventi. Per i docenti dell’inter-rogarsi con i ragazzi e farsi inter-rogare da loro.

L’enfasi sulle competenze -la battaglia è tutt’altro che vinta- implica il trascurare la capacità di conoscere ed esprime una subalternità della scuola al mondo dell’economia. Si tratta ancora per lorSignori di far sì che i soggetti sappiano rispondere alle esigenze di un settore economicamente produttivo che chiede alla scuola di formare individui che sappiano adattarsi al mercato (vedi la stessa accentuazione su alcuni valori quali la flessibilità, che avviene non a favore dello sviluppo intrinseco della persona ma in funzione dell’economia).

La declinante centrazione sulle competenze (con attenuata messa in silenzio dei saperi e della capacità di conoscere) appare fortemente riduttiva perché enfatizza  un aspetto periferico e strumentale del sapere;  la competenza  non può collocarsi al centro e rappresentare la prevalente prospettiva  di impegno pedagogico. Ci si augura che venga sempre meno proposta dai documenti ministeriali quale prestazione misurabile e certificabile.  Le conoscenze sarebbero in questa prospettiva ridotte a “apparati serventi”; il loro esercizio asservito pertanto alla produzione di risultati. Conta l’esito, il raggiungimento del traguardo…..

“Traguardi”? A nostro parere, il rischio è quello di offrire una traccia pretenziosa ma nel contempo molto debole del processo di crescita, soprattutto nelle età più intensamente evolutive della vita. Decisamente parziale e miope soffermare l’attenzione solo su ciò che è osservabile. Il processo di crescita e maturazione non sempre è graduale e progressivo; i tempi possono essere lunghi, differenziati e i sanzionamenti rischiano di ridurre le motivazione ad apprendere.  Millenni di pedagogia come scienza filosofica portano al contrario a pensare all’ educazione quale apertura al possibile; va allora data  importanza, attraverso un paradossale atteggiamento di attesa attiva, all’inatteso.

E’ la conoscenza (e il modo in cui si interagisce con essa)  che consente alla mente di formarsi. Si tratta di aiutare il ragazzo a costruirsi disposizioni affettive,  cognitive,  relazionali, modi di guardare il mondo che abbiano valore di tipo generativo-trasformazionale.

 Sul piano epistemologico, nell’esame di Stato conta  l’essere un momento della costruzione della conoscenza, contano i saperi: le competenze sono loro effetti secondari , moderatamente perseguiti  possono essere graditi ma secondari, in quanto capacità di applicazione dei saperi.   Sono derivati della conoscenza,  a volte scorie, conseguenti a un percorso di conoscenza.  Un soggetto addestrato a tendere alla competenza ignorerà ogni quadro teorico ( teoria come processione verso ) in grado di render ragione dei fenomeni culturali e fisici nella loro complessità  e interezza.

Non quel che va sotto il termine competenza sia disprezzabile in assoluto; è anzi necessario per le scuole che prevedono un immediato sbocco professionale. E’ fastiodioso per gli altri ordini e gradi di istruzione, laddove vale il conoscere, la pura e indifferenziata capacità di conoscere maturata nella pratica delle discipline. Discipline come atti del conoscere, saperi dei discenti che stanno sui banchi in dialogo con gli altri discenti, quelli adulti, quelli che siedono in cattedra. Così anche durante gli esami di Stato.

Gli esami di Stato e le tre C – Puntata n. 1

Gli esami di Stato e le tre C – 1

Gli esami di Stato e le tre C: conoscenze, competenze, curriculum

di Gabriele Boselli

Avvio di una discussione su come fare degli esami di stato un incontro non rituale ma utile al futuro degli studenti e dei docenti: occasione di confronto sull’intero percorso di studio e di proiezione  sul cammino successivo, di ricognizione a finalità non economicistica ma vertente sullo stato di sviluppo della capacità di conoscere, momento di educazione intellettuale per studenti e docenti.

Puntata n.1

1. Cosa cercar di capire

Il recente duro e in molte parti condivisibile intervento di Galli della Loggia (CdS. 040521) sulla politica culturale del MIUR imputa indifferenziatamente le colpe della situazione sia a coloro che stazionano da trent’anni nei corridoi di viale Trastevere che all’innocente ultimo Ministro. Va invece condotta una distinzione di responsabilità e soprattutto occorre distinguere tra quel che nei decenni è stato deposto a lordare il cammino di docenti e studenti e quel che la ricerca più innovativa viene proponendo.

Nell’esame come in tutti i momenti autenticamente valutativi (esclusi dunque quelli dei test INVALSI) si tratterà di vedere se -a prescindere dalle esperienze ufficialmente accreditabili- abbiamo di fronte un giovane contraddistinto dalla curiosità, dall’intuizione, dall’impeto e dall’intelligenza critica e creativa che tutti vorremmo vedere nelle nuove generazioni come nei loro insegnanti. Di vedere se abbia conosciuto quel che nella cultura e nella scienza è destinato a permanere e se e come si sia reso conto delle tendenze al cambiamento; se, come i suoi insegnanti migliori, abbia disponibilità ad accogliere il Novum. Novum che va emergendo dagli sfondi culturali (dall’uni-verso al pluri-verso), scientifici (matematiche dell’intelligenza artificiale e paradigmi dell’ ipercomplessità), filosofici (affermarsi della fenomenologia e dell’ermeneutica), politici (dalla società disciplinare alla società di controllo) economici (Mercato unico mondiale), ecologici (mutazioni del paesaggio e dei climi) e in un futuro prossimo anche genetici (biotecnologie). Se di tutto ciò abbia non dico compreso ma intuito la direzione di senso (1). Si tratterà di capire se nei cinque anni l’insegnamento disciplinare sia servito a dare non fondamenti ma fondazioni in senso fenomenologico a storicità, profondità e larghezza della sua visione del mondo. Nell’esame si potrebbe cercar di capire se lo studente abbia appreso a sentirsi parte del processo di generazione della cultura, abbia acquisito non le competenze (a parte l’istruzione tecnica e professionale, lì hanno un senso) ma le premesse per sviluppare ed esprimere la propria pura, aspecifica, indifferenziata capacità di conoscere. 

Propongo a questo fine alcune riflessioni, nella convinzione del valore dell’esame per la scuola e per l’alunno, considerato quest’ultimo sia sotto il profilo dell’istruzione (discipline) che sotto quello più ampio dell’ educazione (persona, vita di relazione, maturazione complessiva, singolarità della disposizione al conoscere). 

La valutazione che si dovrebbe condurre sempre e non solo in sede di esami di Stato, più ancora che riconoscimento intersoggettivo (mai oggettivo, per quanti sforzi si facciano!) del presente, è delineazione del futuro del ragazzo, suggerimento di identità, costruzione della fiducia dell’alunno in se stesso e dell’ulteriore sua apertura al conoscere. Idem per i docenti, anche loro -se non spenti- soggetti in formazione.

2. La valutazione della disciplinarità: disciplina come sapere della persona discente 

Valutare è sempre difficile; nella scuola secondaria di II grado e’ poi operazione in cui s’intrecciano questioni epistemologiche, etiche, politiche, pedagogiche, istituzionali di elevata complessità e difficoltà. Dunque non riducibile -come vorrebbero gli esperti inestirpabilmente incistati da decenni nel MIUR- a schemi e crocettine, a documenti burocratici per tutelarsi negli immancabili ricorsi ai  TAR.

Occorre soprattutto guardare al modo in cui in ciascun soggetto tiene in attività (o va spegnendo o non ha mai acceso) il nucleo generativo di regioni gnoseologiche, il topos ove si riavviano i saperi consolidati. Lo stile personale con cui allaccia relazioni con tutta la gamma possibile dello sviluppo del sapere stesso. 

Le discipline potrebbero essere valutate in quanto atti permanenti di costruzione del sapere di lungo respiro, depositarsi non statico di infiniti atti cognitivi avvenuti nella storia; si può vedere se il loro studio abbia portato a pensare le cose non solo come sono oggi ma come sono state e probabilmente muteranno, indipendentemente dal loro utilizzo immediato e prossimo venturo. Direi che laddove la competenza (parente mortificata e impoverita della conoscenza) risiede nella cultura dell’ “utile”, l’essenziale delle discipline abiti in quella della “fondazione” fenomenologica; dove la competenza é applicazione “saputa”, il conoscere disciplinare è sapere in-finitamente in atto. 

Il conoscere della persona attraverso le discipline non potrà dunque essere ripercorso attraverso tassonomie (classificazione/archiviazione anticipata dell’esperienza intellettuale pura); sarà un’ indagine per vedere se si mantenga attiva soprattutto la “spinta”, un fascio di vettori che attraversando i portali delle strutture dell’intersoggettività (categorie, sistemi simbolici e costellazioni cognitive) riprenda il carattere organico, sempre in fieri e infinito del pensiero della persona che -oltre le contingenze e agli oggetti di riferimento- si volge all’Intero. Conoscere come, per dirla con Spinoza, attuazione di una potentia ove la competenza è sequenza di atti di soggezione a una potestas.

L’essenziale -ovvero il contatto generativo tra un ragazzo e la cultura, la luce inestinguibile- potrebbe esplorato nel rispetto del diritto del soggetto di essere autore del suo incontro personale, unico con il sapere. Il senso principale é nella ricostituzione intellettuale dell’ unità tra soggetto e mondo nella varietà dei profili del mondo. 

Fine della prima puntata

(1) G. Boselli Inibizioni del Novum  in Encyclopaideia (UniBO) Journal of Phenomenology and Education. Vol.24 n.56 (2020)

L’Esame del Primo Ciclo con “La banda dei FuoriClasse”

Come affrontare l’Esame di Stato del Primo Ciclo e come preparare un elaborato da ‘fuoriclasse’, ogni venerdì su Rai Gulp e Rai Play

È stato un anno scolastico complicato, ma per tanti ragazzi e tante ragazze l’Esame di Stato conclusivo del primo ciclo di Istruzione è ormai alle porte.

Rai e Ministero dell’Istruzione vogliono essere al fianco di studentesse, studenti, docenti e delle scuole. Per questo, da venerdì 7 maggio, il programma “La Banda dei FuoriClasse”, in diretta tutti i giorni su Rai Gulp, realizzato in convenzione con il Ministero, darà il via a un’iniziativa pensata per studenti, studentesse, per i loro docenti, per le loro famiglie: sei puntate speciali per sciogliere ogni dubbio su come saranno gli Esami di quest’anno, dare consigli e aiutare chi affronterà le prove a farle al meglio, con un elaborato originale. 

Docenti ed esperti, in collegamento con il conduttore Mario Acampa, presente in studio, saranno pronti a rispondere ai dubbi e alle domande che arriveranno in diretta dal web, così da preparare gli studenti e le studentesse al loro primo grande traguardo scolastico.

Il programma di incontri partirà un mese esatto prima della consegna degli elaborati (che avverrà il 7 giugno) con un primo appuntamento, venerdì 7 maggio, con Daniela Marrocchi e Maria Rosa Silvestro, dirigenti tecniche del Ministero dell’Istruzione, che prevede un’introduzione all’Esame e la spiegazione generale delle nuove regole e delle scadenze.

I venerdì successivi, ovvero il 14 – 21- 28 maggio, con la collaborazione dei docenti Stefania Pascucci e Massimo Malerba, si approfondiranno la composizione dell’elaborato, l’individuazione delle fonti, le modalità utilizzabili (tradizionali e multimediali) per la sua produzione e i consigli sulla preparazione pratica.

Venerdì 4 e 11 giugno invece, con l’aiuto del dirigente scolastico Jaime Enrique Amaducci, ci si concentrerà sull’esposizione orale, come presentarsi al colloquio, interagire con la commissione e i consigli per raccontare al meglio il proprio lavoro.

Un lavoro trasversale e multidisciplinare esattamente com’è il programma La Banda dei Fuoriclasse che dal 17 aprile 2020, dalle prime fasi della pandemia, accompagna gli studenti e le studentesse di tutta Italia.

Curriculum dello Studente

Il Curriculum dello studente

Diario d’Esame 2020-2021 di Dario Cillo

Curriculum Studente (editabile)


Scuola, disponibile dal 6 aprile la piattaforma per
la compilazione del Curriculum dello Studente
Il nuovo documento debutta quest’anno all’Esame di Stato
del secondo ciclo di istruzione

Dalle certificazioni linguistiche, alle attività extrascolastiche quali, ad esempio, quelle culturali, musicali, sportive, artistiche e di volontariato. Sono tutte informazioni che, da quest’anno, studentesse e studenti delle scuole secondarie di secondo grado potranno inserire nel Curriculum dello Studente, un documento in tre parti (Istruzione e Formazione, Certificazioni, Attività Extrascolastiche), che entra in vigore con i prossimi Esami di Stato 2020/2021 del secondo ciclo.

Il Curriculum è stato pensato per raccogliere le esperienze svolte nel percorso formativo da ciascuna ragazza e ciascun ragazzo, affinché possano essere valorizzate all’interno dello stesso Esame, nella stesura  dell’elaborato, con cui si apre la prova, e nel corso del colloquio. La novità riguarda quasi mezzo milione di studenti, oltre 7 mila scuole sedi di esame, circa 26 mila classi.

Il Curriculum può essere compilato in formato digitale a partire da oggi, attraverso la pagina web dedicata predisposta dal Ministero dell’Istruzione, curriculumstudente.istruzione.it.

Grazie alla piattaforma messa a disposizione dal Ministero, le scuole potranno verificare ed eventualmente integrare le informazioni relative al percorso di studi di studentesse e studenti, che avranno un ruolo attivo nella definizione e nell’arricchimento del documento: potranno accedere al sito, inserendo informazioni sulle attività svolte in ambito extrascolastico e sulle certificazioni che possiedono, con particolare attenzione a quelle che possono essere valorizzate nell’elaborato e nello svolgimento del colloquio. Al termine dell’Esame, il Curriculum sarà allegato al diploma e messo a disposizione di studentesse e studenti all’interno della piattaforma.

Il sito dedicato:https://curriculumstudente.istruzione.it/

I tutorial:

Ministero e Rai Cultura verso gli Esami di Stato

L’Esame di Stato del secondo ciclo, la Maturità 2021, con tutte le sue novità: dall’elaborato, che sarà assegnato a ciascuna ragazza e ciascun ragazzo entro fine aprile, alle modalità di svolgimento del colloquio, al Curriculum dello Studente. Sarà questo il tema al centro del nuovo appuntamento “La Scuola in Tivù – Percorsi di Maturità”, in onda su Rai Scuola, dal 19 al 29 aprile, dal lunedì al giovedì, con due puntate quotidiane, dalle 15.30 alle 16.30, in replica dalle 19.30 alle 20.30. Tutti i contenuti resteranno poi sempre a disposizione della comunità scolastica sul portale di Rai Scuola (https://www.raiscuola.rai.it/) e su Rai Play (https://www.raiplay.it/).

Protagonisti degli approfondimenti che andranno in onda nei prossimi giorni saranno esperti individuati dal Ministero dell’Istruzione che illustreranno, puntata dopo puntata, cosa è e come si struttura l’elaborato (anche con esempi relativi ai diversi percorsi scolastici), come si articola il colloquio, come si compone e si compila il Curriculum dello Studente. Non mancheranno, poi, momenti specifici di approfondimento sull’analisi del testo, sui Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento (PCTO) e sull’insegnamento dell’Educazione civica.

Sarà dedicata agli Esami di Stato 2021 anche la programmazione del venerdì di #maestri, in onda dal 7 maggio al 25 giugno – alle 15.30 su Rai3 e alle 17.40 su Rai Storia – sempre in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione. Al centro della conversazione principale di ogni puntata, condotta da Edoardo Camurri, ci saranno le studentesse e gli studenti che racconteranno, in collegamento da casa, gli argomenti dei loro elaborati, per farli diventare oggetto di ragionamento insieme a una “maestra” o un “maestro” in studio.

L’offerta di Rai Cultura per la #Maturità2021 sarà completata da un percorso online sul portale di Rai Scuola (www.raiscuola.rai.it/percorsi/maturita) dove sarà possibile trovare tutti i materiali dedicati all’Esame. “Maturità. Lezioni e approfondimenti per l’Esame di Stato”, in particolare, è il percorso didattico costruito con lezioni tenute da insegnanti, docenti universitari, accademici e divulgatori per tutte le studentesse e gli studenti che stanno per affrontare questa prova. Con l’ausilio di programmi televisivi dedicati e approfondimenti divisi per discipline, su www.raiscuola.rai.it, i maturandi e i loro docenti potranno trovare materiale audiovisivo sui protagonisti della Letteratura italiana e straniera, sulla Storia dell’arte, la Storia contemporanea, le Lingue classiche, le Lingue straniere, la Filosofia e il Debate, le Scienze sociali, l’Economia e il Diritto, la Musica e la Danza e una serie di lezioni interdisciplinari. Per le materie scientifiche ci saranno: Matematica, Fisica, Biologia e Biotecnologie, Scienze della terra, Chimica e uno speciale sui profili de “I giganti della Scienza”. Una sezione sarà dedicata all’Educazione civica.

Protocolli sicurezza Esami di Stato

La mattina del 12 aprile i vertici del Ministero dell’Istruzione hanno incontrato, in videoconferenza, insieme a un rappresentante della Struttura commissariale per l’emergenza, le Organizzazioni Sindacali della scuola. Al centro del confronto, il punto sulle vaccinazioni e sui Protocolli di sicurezza in vista degli Esami di Stato di giugno.

Con riferimento al tema vaccinazioni, è stato chiarito che oltre il 72% del personale scolastico ha ricevuto la prima dose: in tutti questi casi si procederà con la seconda somministrazione. Sulla prosecuzione del piano vaccinale e sui suoi numeri, con riferimento alla scuola, il confronto fra Ministero, Struttura commissariale e Sindacati sarà permanente, in modo da accompagnare la comunità scolastica in questa particolare fase della pandemia garantendo la massima chiarezza comunicativa.

Quanto ai Protocolli di sicurezza per i prossimi Esami di Stato, il Ministero incontrerà i Sindacati già questo venerdì.