Diplomati, soluzione a tempo

da ItaliaOggi

Diplomati, soluzione a tempo

Il ministro prova a tamponare in attesa di un ddl organico sul nuovo reclutamento

Alessandra Ricciardi

Tamponare le emergenze e lavorare agli interventi a regime con calma. Sembra essere questa la strategia che si sta delineando a viale Trastevere. Che si tratti di chiamata diretta, dove si è imboccata la soluzione contrattuale in attesa di una modifica legislativa della 107 (si vedano le anticipazioni di ItaliaOggi di martedì scorso), ma anche di trasferimenti, dove sempre per via contrattuale hanno provato con le assegnazioni a facilitare il rientro a casa di circa 2500 docenti dal Nord al Sud in vista di una riforma del reclutamento.

Lo stesso discorso dovrebbe valere per i diplomati magistrali, in servizio con contratto a tempo indeterminato in base a sentenze di primo grado che hanno riconosciuto come valido il titolo del diploma i fini dell’abilitazione, salvo poi un ripensamento del Consiglio di stato. Orientamento quest’ultimo che sta portando tutte le sentenze di merito dei tribunali a disporre il licenziamento degli interessati. Una serie copiosa di decisioni in tal senso è attesa per l’11 luglio.

L’intervento d’urgenza che il ministero guidato da Marco Bussetti ha predisposto prevede che gli effetti delle sentenze siano congelati al fine di garantire il regolare avvio del prossimo anno scolastico, con lo slittamento dunque di un anno del licenziamento. Già ieri al preconsiglio dei ministri il Miur ha provato a inserire la norma nel decreto legge sulla dignità nel lavoro, ma con esiti che a ieri sera sembravano incerti vista la difformità di materia tra gli interventi prospettati. L’alternativa è un decreto di proroga termini, anch’esso in ballo per le prossime settimane.

Se la norma dovesse entrare, gli effetti sospensivi si avrebbero anche per le supplenze assegnate, che verrebbero prorogate al pari dei contratti a tempo indeterminato per tutto il prossimo anno. In attesa di un provvedimento, come si diceva, sul nuovo reclutamento in cui inserire tutte le varie fasi transitorie che interessano categorie diverse, compresa quella dei 36 mesi.

La parola d’ordine al momento è nessuna stabilizzazione, ma una fase nuova di ingresso dopo selezione. Del resto Bussetti ha confermato l’intenzione di rinviare all’autunno il bando per l’assunzione degli aspiranti docenti con più di 36 mesi di servizio e i semplici laureati con 24 Cfu nelle discipline di interesse. Un modo anche questo per prendere tempo e rivisitare la materia con un ddl organico in cui entrerebbero le nuove regole sulla regionalizzazione degli accessi alla scuola attraverso il requisito del domicilio professionale, uno dei cavalli di battaglia della Lega. Potrebbe essere quella la sede dunque per sbrogliare la matassa dei diplomati magistrali, il cui ingresso è come fumo negli occhi dagli aspiranti docenti della formazione primaria. Interessi contrapposti per i quali va trovato il punto di equilibrio.

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