ZERO INVESTIMENTI IN SCUOLA NELLA MANOVRA DI BILANCIO

RETE STUDENTI E UDU – VERGOGNA: ZERO INVESTIMENTI IN SCUOLA NELLA MANOVRA DI BILANCIO

 

Il Governo ha varato la manovra di bilancio 2019, confermando quelle che erano le anticipazioni uscite gli scorsi giorni, e cioè che su scuola e università non c’è la minima traccia di investimenti, al di là dei proclami di alcuni membri del governo, anzi, come messo nero su bianco il 23 ottobre in occasione dell’approvazione del decreto fiscale, ci sono solo tagli.

Dichiara Enrico Gulluni, coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari: “Il testo della legge di bilancio conferma quelle che erano le anticipazioni: non c’è alcun tipo di investimento su istruzione e formazione universitaria. Gli annunci su ampliamento della no-tax area, sulla volontà di superare il numero chiuso e sull’ampliamento dei fondi per il diritto allo studio si sono rivelati, come avevamo preannunciato, solo vuoti slogan elettorali senza alcun tipo di progetto alle spalle. Vengono invece abolite le cosiddette cattedre Natta, inserite nella legge di bilancio 2016, operazione contro la quale ci eravamo opposti fin dall’inizio, ma a quanto pare i fondi recuperati non sono stati reinvestiti per finanziare il fondo per il diritto allo studio o il fondo per il finanziamento ordinario delle università.
Inoltre, all’art. 78, si afferma che le risorse per le Università dovranno crescere di pari passo al PIL e si legano all’equilibrio della finanza pubblica, ma dal calcolo del fabbisogno si scorporano le voci degli investimenti e della ricerca. Di fatto si limitano gli ambiti di investimento e sarà praticamente impossibile mettere dei fondi aggiuntivi che vadano a finanziare in maniera strutturale l’Università, oltre a legare i fondi all’andamento della finanza pubblica, cosa a nostro avviso molto grave.
L’articolo 32 parla dell’assunzione di 1000 nuovi ricercatori, misura assolutamente insufficiente visto che non riesce a coprire nemmeno il turnover annuale della categoria. Il Governo dimostra ancora una volta di non avere assolutamente la percezione delle cose all’interno degli atenei”


Giammarco Manfreda, coordinatore nazionale della Rete degli Studenti Medi: “Ancora una volta non viene nominato il diritto allo studio, in un paese che non riesce a stare al passo dei maggiori partner europei sul rapporto Pil/spesa pro capite per studente. Questo governo si inserisce a pieno titolo all’interno di una tradizione politica che non guarda agli studenti e ai giovani come motore sociale del Paese, limitando per altro quei pochi investimenti fatti in campo di accesso alla cultura con il Bonus Cultura. Proprio su questo ci sarebbe piaciuto confrontarci con il governo non solo sui fondi da destinare al Bonus, ma sul modello di questo contributo, che non condividiamo, e sulla destinazione del disavanzo degli anni precedenti.”

Continua Manfreda: “L’assenza di un piano strutturale per l’edilizia scolastica evidenzia l’incuria di questo governo nei confronti della sicurezza degli studenti. Non basta destinare questi 250 milioni per le infrastrutture provinciali, dal momento in cui non solo non sono assolutamente sufficienti a fronte di una necessità complessiva di ma rischiano di non essere utilizzati a causa dello status di inagibilità politica che colpisce molte province in Italia. Inoltre vengono tagliate di quasi il 60% le ore di alternanza scuola lavoro a partire dall’anno scolastico in corso, con conseguente taglio proporzionato delle risorse: pensiamo che tagliare i fondi per i percorsi di alternanza sia una manovra cieca che non punta a incrementare la qualità degli stessi e che sia la perfetta applicazione della logica del cosiddetto “risparmio”. Saremo comunque in prima linea per discutere le proposte del governo sulle linee guida dell’alternanza.”


Concludono Gulluni e Manfreda: “Il taglio di 29 milioni alle spese del MIUR e il bonus di 50 milioni per le aziende che assumono pescando da un ristretto bacino di giovani qualificati sono provvedimenti che seguono la stessa linea di pensiero: una misura per nulla trasversale che rischia di di trasformarsi nell’ennesima mancia alle aziende in cambio di qualche assunzione. Questa manovra di bilancio è assolutamente insufficiente, e non possiamo accettare che questo governo continui incoerentemente, in alcune sue figure, a sbandierare aperture nei confronti degli studenti: i conti parlano da soli! Giù la maschera: saremo in piazza il 16 novembre.”

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