Pagelle on line, slitta la rivoluzione


da Il Messaggero

Pagelle on line, slitta la rivoluzione

L’INNOVAZIONE

ROMA

Servizio di supporto. Il ministero lo chiama così, ma è l’unica via d’uscita per poter partire con le iscrizioni on line degli studenti al primo anno, dalle elementari alle superiori, e che dal 2013 per la prima volta sono obbligatorie. Uno «scoglio» che le famiglie dovranno affrontare già nei prossimi giorni, perché è dal 21 gennaio al 28 febbraio che bisognerà iscrivere i figli al prossimo anno scolastico. Il passaggio dalle iscrizioni tradizionali, sul cartaceo, a quelle on line si è reso necessario per il risparmio della spesa disposto dalla spending review dello scorso luglio. La legge stabilisce che pure le comunicazioni con le famiglie, i registri degli insegnanti e le pagelle devono essere on line. Il risparmio complessivo per la digitalizzazione è valutato in 30 milioni di euro l’anno. Ma la rivoluzione digitale per ora resta a metà. Con molte scuole che in tutta Italia si trovano ancora a lavorare sul cartaceo.

LA TRANSIZIONE

Una circolare del ministero del 3 ottobre scorso ha lanciato un salvagente parlando di «periodo di transizione» per questo anno scolastico, e ammettendo così tolleranza per gli istituti che si stanno ancora organizzando «per realizzare al meglio il cambiamento». «Nella mia scuola i genitori riescono da casa, con una password, a seguire l’andamento dei figli a scuola. Gli insegnanti, invece, hanno un tablet per classe al posto del registro cartaceo», racconta Edoardo Palazzo, preside dell’Istituto di Istruzione Superiore «Luigi Einaudi» di Ortona. «Noi stiamo ancora lavorando per digitalizzare la nostra scuola», confessa invece Michele Donatacci, dirigente del liceo statale linguistico e di scienze umane «Niccolò Machiavelli», di Roma. E c’è chi si trova a metà del guado. «Nel mio istituto abbiamo già dall’anno scorso le pagelle on line. Ora stiamo per attivare il registro elettronico», così Angela Bardi, dirigente dell’Istituto di istruzione superiore di Ciampino, in provincia di Roma.

LE FAMIGLIE

Che la rivoluzione digitale a scuola avrebbe avuto bisogno di tempo lo si era capito già lo scorso anno quando il ministro Francesco Profumo, per anticipare i tempi, aveva introdotto l’iscrizione on line come facoltativa. Ma solo 5.319 famiglie hanno indicato la scelta della scuola usando il computer di casa. Pochissime, considerando che sono circa un milione e mezzo gli studenti che ogni anno scolastico si iscrivono alla prima elementare, alla prima media e al primo anno delle superiori. Da quest’anno quindi diventa obbligatorio farlo in via telematica, accedendo al portale del Miur (www.istruzione.it). Il sistema on line trova però, come si è visto con le iscrizioni del 2012-2013, molte resistenze: di abitudine, di cultura, ma anche perché molte famiglie il computer in casa non ce l’hanno (secondo gli ultimi dati dell’Istat il 20 per cento circa e con punte del 30 per cento al Sud e nei piccoli comuni). Ecco perciò che si rende necessario il servizio di supporto. Consisterà in sostanza nel recupero del rapporto con la scuola: i genitori si rivolgeranno all’istituto, dove un addetto li assisterà inserendo tutti i dati nell’apposita sezione web predisposta dal ministero.

LE PROTESTE

La Flc Cgil protesta: questa forma di assistenza alle famiglie, sostiene il sindacato, graverà sul personale di segreteria già appesantito dalle altre incombenze amministrative. In alcune province peraltro la Cgil ha annunciato che metterà a disposizione un suo servizio di assistenza ai genitori per l’invio delle domande. Protesta anche l’Adiconsum, associazione dei consumatori, che invita le famiglie a segnalare eventuali disagi. La Disal, associazione dei dirigenti delle scuole, chiede il rinvio di un anno dell’obbligo d’iscrizione on line.

Alessia Camplone

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