Archivi tag: Ricerca

Potenziale innovativo dei progetti

Dieci milioni di euro per verificare il potenziale innovativo, in ambito industriale, dei progetti di ricerca degli Enti e delle Università. Li mette a disposizione il bando pubblicato oggi dal MIUR nell’ambito dell’attuazione del Programma nazionale per la ricerca.

Potranno partecipare docenti, ricercatrici e ricercatori, personale della ricerca dipendente degli Enti per la ricerca che abbiano ricevuto finanziamenti europei o nazionali o regionali per progetti di ricerca fondamentale. Attraverso il bando il MIUR darà loro la possibilità di verificare, con il supporto delle istituzioni pubbliche di afferenza, il potenziale innovativo delle idee e delle conoscenze sviluppate nell’ambito dei predetti progetti (il cosiddetto Proof of concept).

Le domande potranno essere presentate entro il 5 luglio prossimo.

Qui il bando completo

Giornata della ricerca italiana nel mondo

Lunedì 16 aprile alle ore 18.00 si apre alla Farnesina la prima edizione della Giornata della ricerca italiana nel mondo, iniziativa lanciata con uno specifico Decreto dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (MIUR), d’intesa con il MAECI e il Ministero della Salute, nella ricorrenza del 15 aprile – data della nascita di Leonardo Da Vinci –  per promuovere e valorizzare il lavoro delle ricercatrici e dei ricercatori e  divulgare i risultati delle loro ricerche nel mondo.

L’evento vede la partecipazione del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) Angelino Alfano e della Ministra del MIUR Valeria Fedeli.

Alla sessione inaugurale, moderata dal Direttore Generale per la Promozione del Sistema Paese Vincenzo de Luca, interverranno anche il Presidente della Consulta dei Presidenti degli Enti pubblici di Ricerca Massimo Inguscio, il Presidente della Conferenza dei Rettori Gaetano Manfredi, il Presidente della Ricerca e Sviluppo di  Confindustria Daniele Finocchiaro, il Capo Dipartimento per la formazione superiore e la ricerca del MIUR, Marco Mancini e il  Commissario italiano all’EXPO di Dubai 2020 Paolo Glisenti.

In rappresentanza dei tre settori rappresentativi del sistema della ricerca italiano (università, centri di ricerca e industria), si terrà la tavola rotonda “Raccontare scienza e tecnologia italiane nel mondo” dove interverranno alcuni “testimonial” della giornata: Maria Chiara Carrozza, Professore di Biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e Direttore Scientifico della Fondazione Don Gnocchi Onlus con sede a Milano; Luciano Maiani, Professore Emerito dell’Università di Roma La Sapienza;  Fulvio Uggeri, Direttore Innovazione  globale e Operazioni tecniche di Bracco Imaging.

Forte il coinvolgimento nell’iniziativa della Farnesina, che presenterà un programma di 81 eventi, organizzati in 53 diverse sedi diplomatiche all’estero. Si punterà a sottolineare il valore della ricerca italiana e dei nostri ricercatori,  la qualità del  nostro sistema educativo e il  know-how tecnologico nazionale.

Il commento del Ministro Alfano: “La scienza permette di superare i confini e le barriere culturali e linguistiche e ha la capacità di accompagnare con efficacia l’azione politico-diplomatica, talvolta precedendola. L’Italia è orgogliosa dei suoi ricercatori, che in Italia e all’estero sono riconosciuti per a loro capacità e per la loro creatività, ambasciatori della nostra cultura, della nostra consuetudine a perseguire conoscenza e innovazione, del nostro saper coniugare valori civili, qualità della vita, bellezza e modernità. Ovvero del nostro saper vivere all’italiana”.

Il commento della Ministra Fedeli: “La ricerca è decisiva per la crescita del nostro Paese – crescita economica, sociale, culturale, civile -, per la nostra competitività a livello internazionale. Oggi la consapevolezza di quanto questo settore della conoscenza valga e pesi è aumentata e gli ultimi governi hanno chiaramente riconosciuto il valore della ricerca, incrementando le risorse a essa destinate e predisponendo azioni e interventi a supporto e potenziamento. Sono convinta che dobbiamo proseguire su questa strada: bisogna consolidare investimenti e programmazione, per fare della ricerca motore di sviluppo sostenibile e giusto per l’Italia. Ho voluto istituire con grande convinzione e determinazione questa iniziativa congiunta. La Giornata di oggi non serve solo a celebrare le nostre migliori intelligenze, ma anche e soprattutto a ribadire l’importanza di un nostro sostegno e della nostra collaborazione alla loro attività. Il nostro Paese deve dire grazie alle nostre ricercatrici e ai nostri ricercatori: la loro eccellenza ci porta ad emergere in maniera incontestabile nei contesti europei e internazionali”.

Al termine della serata, sarà presentata in anteprima nel Salone d’onore, in Sala Mosaici e in Sala Mappamondi della Farnesina la mostra “Italia: la bellezza della conoscenza”, promossa e finanziata dalla Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese del MAECI e realizzata tramite il Consiglio Nazionale delle Ricerche con il contributo dei quattro musei scientifici italiani di rilievo internazionale: Fondazione IDIS – Città della Scienza di Napoli, Museo Galileo di Firenze, Museo delle Scienze di Trento e Museo della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano che hanno raccolto elementi, immagini e oggetti da Università, Centri di ricerca e imprese innovative. La mostra rimarrà installata alla Farnesina dal 16 al 20 aprile, giornata quest’ultima già dedicata a visite del pubblico esterno, nell’ambito del Calendario “Farnesina Porte Aperte”. Subito dopo, la mostra partirà per un tour mondiale.

Onde gravitazionali: onorificenze a tre scienziati dell’INFN

Onde gravitazionali, Fedeli consegna onorificenze a tre scienziati dell’INFN

(Venerdì, 13 aprile 2018) La Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, ha consegnato oggi a Roma, nella sede del MIUR, tre onorificenze di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana a Federico Ferrini, Giovanni Losurdo e Fulvio Ricci. I tre scienziati italiani sono tra gli artefici del progetto dell’interferometro Virgo, situato a Cascina, vicino Pisa, e hanno contribuito a una delle scoperte più importanti della storia della fisica: la misura del primo segnale delle onde gravitazionali, prodotte dalla fusione di due stelle di neutroni.

“Grazie a questo progetto l’Italia ha contribuito a scrivere una delle pagine più importanti della fisica moderna – ha sottolineato Fedeli –. Questi risultati sono stati possibili grazie al lavoro eccezionale svolto dai componenti del progetto. Per questo abbiamo chiesto l’onorificenza e per questo ne proporremo anche una alla memoria di Adalberto Giazotto, fisico straordinario, storico padre di Virgo, che purtroppo è recentemente scomparso”.

“Visitando i Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare all’inizio di quest’anno, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha definito l’INFN ‘un punto di eccellenza tra i più alti del nostro Paese’ e un ‘motivo di prestigio e di orgoglio per l’Italia, attestato dal carattere internazionale dei laboratori, non soltanto testimoniato dalla presenza di tanti ricercatori e studiosi di ogni parte del mondo, ma anche per la continua interazione, il continuo confronto e lo scambio di esperienze e di conoscenze con tanti altri luoghi di ricerca del mondo’. Sono parole che condividiamo profondamente, che sono altrettanto valide per il progetto Virgo e la ricerca delle onde gravitazionali, e che ci hanno ulteriormente convinto a richiedere queste onorificenze consapevoli anche del fatto che la scoperta relativa alle onde gravitazionali ha aperto una nuova era dell’astronomia”, ha chiuso Fedeli.

“Quello di oggi è uno splendido riconoscimento – ha commentato il Presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Fernando Ferroni – a chi, per così tanti anni, ha perseguito la ricerca di un segnale che sembrava quasi impossibile da rivelare, mettendo la scienza italiana al centro del panorama mondiale. Ringrazio chi ha avuto la sensibilità di cogliere l’importanza di questo evento e tutti i colleghi dell’INFN che hanno contribuito a questa magnifica avventura”, conclude Ferroni.

“L’onorificenza di oggi – ha dichiarato Federico Ferrini – attraverso le persone che ha premiato riconosce l’importanza e il ruolo leader della ricerca italiana in fisica che, nonostante le grandi difficoltà tecnologiche e manageriali che progetti di ricerca di frontiera come Virgo inevitabilmente pongono, è riuscita a raggiungere risultati storici, grazie a un esemplare lavoro di gruppo”.

“Desidero ringraziare le massime autorità della Repubblica – ha commentato Fulvio Ricci – per questo titolo onorifico che mi è attribuito a coronamento di un lungo percorso scientifico. Insieme con la collaborazione internazionale Virgo, che ho avuto l’onere e l’onore di dirigere, siamo riusciti nell’intento di osservare direttamente le prime onde gravitazionali e a contribuire in modo determinante alla nascita dell’astronomia multimessaggera”.

“Vorrei condividere idealmente questo riconoscimento – ha aggiunto Giovanni Losurdo – con tutti coloro che, in un grande lavoro di squadra, hanno contribuito a realizzare Advanced Virgo. Adesso guardiamo avanti: al prossimo periodo di presa dati, da cui ci aspettiamo nuove sorprese, al miglioramento progressivo di Virgo nei prossimi anni, al rivelatore di nuova generazione, l’Einstein Telescope, per cui la Sardegna sarebbe un sito ideale. Siamo solo agli inizi di una straordinaria avventura scientifica in cui l’Italia e l’INFN hanno un ruolo di primo piano”.

Oltre ai tre scienziati hanno presenziato alla consegna delle onorificenze anche il presidente dell’INFN, Fernando Ferroni, la Capo di Gabinetto del MIUR, Sabrina Bono, e il Capo del Dipartimento per la formazione superiore e la ricerca del MIUR, Marco Mancini.


Federico Ferrini Dal marzo 2018 è il nuovo direttore del Cherenkov Telescope Array Observatory (CTAO), cui il nostro Paese partecipa con l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e dal 2013 con l’INFN, e il cui quartier generale è in Italia, a Bologna. Dopo aver dedicato più di 30 anni alla ricerca e all’insegnamento dell’astrofisica all’Università di Pisa, nel 2011 Federico Ferrini è stato nominato direttore dell’Osservatorio Gravitazionale Europeo (EGO) di Cascina (Pisa), che ospita l’interferometro Virgo, fondato dall’INFN italiano e dal CNRS francese. Ferrini ha, inoltre, ricoperto il ruolo di addetto scientifico presso la Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’ONU e le Organizzazioni Internazionali a Ginevra, e di presidente del consiglio di amministrazione e del comitato per gli investimenti del CERN Pension Fund.

Giovanni Losurdo Primo Ricercatore dell’INFN di Pisa, lavora alla ricerca sulle onde gravitazionali sin dalla sua tesi di laurea, conseguita a Pisa nel 1993 sotto la guida di Adalberto Giazotto. Phd in fisica alla Scuola Normale, ha trascorso periodi di studio e ricerca nei principali laboratori coinvolti nella ricerca delle onde gravitazionali (Caltech, MIT, University of Western Australia, Tokyo University, University of Glasgow). Dal 2006 ha coordinato le attività per dar vita ad Advanced Virgo, il progetto pensato per rendere 10 volte più sensibile l’interferometro Virgo. Nel 2009, dopo l’approvazione del progetto da parte degli enti finanziatori, ne é diventato project leader. In questo ruolo ha guidato l’attività di oltre 200 fisici, ingegneri e tecnici di 5 paesi europei (Italia, Francia, Olanda, Polonia e Ungheria), dal disegno del rivelatore fino al completamento della costruzione.

Fulvio Ricci È professore ordinario di Fisica Generale e Gravitazione Sperimentale alla Sapienza Università di Roma e associato alla Sezione di Roma 1 dell’INFN. Come membro del gruppo gravitazionale di Edoardo Amaldi e Guido Pizzella, lavora prima al CNR di Frascati e poi al CERN di Ginevra. Dal 1995, contribuisce allo sviluppo dell’interferometro VIRGO per la rivelazione delle onde gravitazionali. Dal 2014 al 2017 è alla guida della collaborazione internazionale VIRGO che, già dal 2007, si coordina con l’analogo progetto americano LIGO. Nel febbraio del 2016, in coincidenza con la conferenza stampa del progetto LIGO in USA, annuncia in Europa la prima osservazione diretta di un’onda gravitazionale

INFN Istituto Nazionale di Fisica Nucleare

Ricerca, oltre 4.500 progetti presentati per il bando PRIN

(Giovedì, 29 marzo 2018) Sono 4.552 i progetti presentati nell’ambito del bando PRIN (Progetti di Ricerca di Interesse Nazionale), pubblicato lo scorso 27 dicembre, che ha stanziato 391 milioni di euro per la ricerca di base delle università e degli Enti per la ricerca pubblici. La procedura per la presentazione delle proposte è stata aperta lo scorso 15 febbraio e si è conclusa oggi, alle ore 15.00.

Dei 4.552 progetti presentati, 1.610 sono relativi all’area delle Scienze della vita, 1.641 all’area delle Scienze ingegneristiche, chimiche, fisiche e 1.301 a quella delle Scienze umanistiche. Il bando prevedeva poi tre linee d’intervento: una linea principale, una dedicata ai giovani, una dedicata al Sud, per le quali sono stati presentati, rispettivamente, 3.477, 422, e 653 progetti.

Lanciato con lo scopo di favorire il rafforzamento delle basi scientifiche nazionali e rendere più efficace la partecipazione alle iniziative relative ai Programmi Quadro dell’Unione Europea, il bando PRIN si caratterizza per alcuni aspetti innovativi, come la possibilità di presentare i progetti estesa al personale, oltre che delle Università, anche degli Enti pubblici di ricerca vigilati dal MIUR. Come nella precedente edizione del bando, particolare attenzione sarà dedicata alla portabilità dei progetti e alle attività di diffusione e disseminazione dei risultati. I progetti saranno valutati in due fasi e tutta la procedura sarà gestita esclusivamente per via telematica.

“Quello lanciato a dicembre – ricorda la Ministra Valeria Fedeli – è il bando PRIN più sostanzioso di sempre: quasi 400 milioni per la ricerca di base, una dimostrazione molto concreta dell’attenzione posta dal governo Gentiloni all’ambito della ricerca, che abbiamo sempre considerato strategico per la competitività del Paese. La ricerca determina sviluppo e crescita. Sostenere la ricerca, in una società della conoscenza come quella in cui viviamo, significa guardare al futuro”.

I principi guida del programma PRIN sono l’alto profilo dei responsabili scientifici, l’originalità, le potenzialità d’impatto e la fattibilità dei progetti di ricerca. La valutazione delle proposte si svolgerà attraverso una prima fase di preselezione, di competenza diretta dei Comitati di Selezione (uno per ciascuno dei settori di ricerca ERC, per un totale di 25 CdS, che si insedieranno entro la metà di maggio), e una seconda fase di valutazione scientifica del progetto.

Ricerca, oltre 300 milioni per il potenziamento delle infrastrutture

Ricerca, oltre 300 milioni per il potenziamento delle infrastrutture.

(Giovedì, 01 marzo 2018) Disponibile l’avviso pubblico che stanzia oltre 326 milioni di euro per il potenziamento di infrastrutture di ricerca (IR) attraverso i fondi PON. I finanziamenti sono coerenti con le strategie indicate nel Programma Nazionale della Ricerca (PNR) e con la Strategia nazionale di Specializzazione Intelligente. Gli investimenti sono prevalentemente rivolti al Centro-Sud. Ma quota parte delle risorse (non superiore al 15%) potrà essere utilizzata anche al Nord.

L’avviso si concentrerà sul potenziamento delle infrastrutture individuate dal MIUR come prioritarie nel Programma Nazionale per le Infrastrutture di Ricerca (PNIR) 2014-2020 e ammissibili per l’accesso ai fondi del PON. Si tratta delle infrastrutture di ricerca che rispondono ai criteri e all’ambito di riferimento dell’ESFRI, organo europeo deputato alla strategia delle IR.

Il MIUR fornirà contributi a fondo perduto su base competitiva a seguito della presentazione di progetti da parte degli Enti Pubblici di ricerca e delle Università pubbliche collegati alle IR identificate. Tali soggetti potranno presentare progetti in forma singola o aggregata. Potrà essere presentato un solo progetto per ciascuna IR identificata. La particolarità e l’innovatività di tale intervento consistono nel suo ambito di applicazione: in accordo con quanto indicato dalla Commissione Europea (Comunicazione della Commissione 2014/C 198/01), a sottolineare l’importanza che le IR ricoprono all’interno del sistema della ricerca, sviluppo e innovazione, il sostegno esula completamente dal campo degli aiuti di Stato. Sarà quindi possibile per il Ministero finanziare il 100% dei costi ritenuti ammissibili fino ad un importo massimo di 20 milioni di euro per ciascun progetto.

Ulteriore oggetto di innovatività dell’intervento consisterà nel finanziare solo progetti capaci di generare opportunità di sviluppo e di auto-sostenibilità nel medio-lungo periodo. Il proponente dovrà garantire, pertanto, la sostenibilità economico–finanziaria indipendentemente dal mercato e la valutazione verterà anche sul grado di affidabilità in termini di capacità specifiche per assicurare l’utilizzabilità dell’infrastruttura di ricerca potenziata con riferimento alle ulteriori competenze richieste per il suo funzionamento, nonché in termini di analisi dei costi e degli investimenti previsti per garantire la sostenibilità del progetto nel tempo.

I finanziamenti riguarderanno investimenti da effettuarsi nei 32 mesi previsti per la durata dei progetti. Sono spese ammissibili gli investimenti materiali in beni nuovi e gli investimenti immateriali e riguarderanno, principalmente, strumentazione scientifica, ampliamento (estensione) di strumentazione scientifica, licenze Software e brevetti. Non saranno ammesse opere murarie e spese di personale.

Il processo valutativo riguarderà, oltre la capacità tecnico-organizzativa dei soggetti proponenti, la qualità della proposta progettuale e l’impatto del progetto, anche la sostenibilità economico-finanziaria del progetto stesso.

PRIMA Info Day

Il 2 marzo 2018 alle ore 10:30 si terrà al MIUR l’Info Day dedicato ai bandi transnazionali dell’iniziativa euro-mediterranea PRIMA – Partnership of Research and Innovation in the Mediterranean Area – lanciati lo scorso 6 febbraio e relativi alle tematiche di Management of water, Farming systems ed Agro-food value chain.

L’obiettivo dell’Evento è la presentazione delle regole di partecipazione ai bandi 2018, strutturati nelle due distinte sezioni del Programma, SECTION 1 e SECTION 2, per un budget complessivo di circa 45 milioni di euro.

Il partenariato PRIMA è un programma euro-mediterraneo di ricerca e innovazione incentrato sullo sviluppo di soluzioni tecnologiche ed organizzative in materia di risorse idriche, sistemi agricoli e catene del valore agroalimentare, basato sui principi di parità, interesse comune e benefici condivisi fra tutti gli Stati partecipanti. L’iniziativa è stata avviata da 19 Stati, di cui: 11 Stati membri della UE (Croazia, Cipro, Francia, Italia, Germania, Grecia, Lussemburgo, Malta, Portogallo, Slovenia, Spagna), 3 Paesi associati ad Horizon 2020 (Israele, Turchia e Tunisia), 5 Paesi Terzi del Mediterraneo (Algeria, Egitto, Libano, Marocco e Giordania).

La partecipazione all’evento del 2 marzo è subordinata alla disponibilità dei posti che verranno assegnati in base all’ordine di arrivo delle iscrizioni.

Le iscrizioni si effettuano compilando il modulo on line entro il prossimo 28 febbraio.

Reclutamento Ricercatori

Ricerca, Fedeli: “Al via piano per il reclutamento di 2.200 ricercatori nel 2018”

Firmati i decreti attuativi della legge di bilancio

Pubblicato bando PON per il Sud

Al via il Piano straordinario di reclutamento per ricercatrici e ricercatori previsto dalla legge di bilancio per il 2018: si tratta di 1.305 posti di ricercatori di tipo B destinati alle Università e di altri 308 posti a tempo indeterminato per gli Enti per la ricerca vigilati dal MIUR. La Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, ha firmato i decreti attuativi, disponibili da oggi sul sito www.miur.gov.it. Oggi è stato anche pubblicato il bando PON da 110 milioni che consentirà di attivare altri 600 posti di ricercatore di tipo A (triennali) per gli Atenei meridionali. Gli interventi messi in campo riguarderanno, dunque, nel complesso, oltre 2.200 fra ricercatrici e ricercatori.

“Per la ricerca il governo ha fatto scelte importanti che mirano tutte a un rafforzamento del sistema – sottolinea la Ministra Valeria Fedeli -. Con l’ultima legge di bilancio abbiamo infatti deciso di investire sulle giovani ricercatrici e i giovani ricercatori con un piano straordinario di reclutamento che ci consentirà di immettere nuove risorse nel sistema, di innalzare ulteriormente la qualità della ricerca nel nostro Paese, di ringiovanire i ruoli. È una decisione strategica, che guarda al futuro, alla nostra capacità di competere nello scenario internazionale. A questa misura si somma la decisione, condivisa con il Ministro De Vincenti, di rafforzare gli investimenti sul Sud con un bando da 110 milioni di fondi PON del MIUR. Lo scopo è di favorire l’attrazione e il rientro delle giovani ricercatrici e dei giovani ricercatori dall’estero. In una società della conoscenza, come quella in cui viviamo, fare investimenti in ricerca è fondamentale. Lo abbiamo ribadito in più occasioni, ma abbiamo anche agito in modo concreto stanziando risorse consistenti. Garantendo peraltro, per la prima volta, un finanziamento da 400 milioni, il più alto di sempre, per la ricerca di base. Si tratta di fatti, e non di parole, che hanno consentito una vera inversione di tendenza. È stato avviato un lavoro importante che mi auguro possa proseguire anche nei prossimi anni. Non possiamo permetterci nessuna marcia indietro”.

Il decreto per le Università prevede 12 milioni di stanziamento per il 2018 e altri 76,5 a partire dal 2019 per il reclutamento di ricercatori di tipo B e per il loro consolidamento alla fine del contratto triennale, una volta ottenuta l’abilitazione scientifica nazionale nella posizione di professore di seconda fascia. I posti finanziati sono 1.305; consentiranno di riequilibrare la presenza di ricercatori e ricercatrici sul territorio e di innalzare i livelli della ricerca nelle diverse aree disciplinari. I posti saranno così ripartiti: una quota fissa fra 2 e 10 ricercatori sarà assicurata a ciascun Ateneo sulla base delle sue dimensioni; una ulteriore quota di 2 ricercatori sarà attribuita a ciascuno dei 172 dipartimenti che hanno partecipato alla selezione per i dipartimenti di eccellenza 2018-2022 ma che non sono risultati fra i 180 beneficiari del Fondo messo a bando; 327 posti saranno ripartiti sulla base della valutazione della qualità della ricerca (VQR 2011-2014) e 326 posti, infine, saranno distribuiti in modo da riequilibrare la presenza di ricercatori tra gli Atenei considerando sia la quantità di ricercatori già in servizio, sia la loro percentuale rispetto al resto della docenza.

Il decreto relativo agli Enti Pubblici di ricerca prevede 2 milioni per l’anno 2018 e 13,5 a partire dal 2019. La determinazione delle somme spettanti a ciascun Ente è stata effettuata tenendo conto della distribuzione ordinaria e premiale del FOE (il Fondo ordinario di finanziamento) negli ultimi 3 anni. Si potranno assumere ricercatori e tecnologi a tempo indeterminato.

Il bando PON, infine, mette a disposizione 110 milioni per due linee di intervento che guardano alla mobilità e all’attrazione di giovani ricercatori in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. La Linea 1, mobilità dei ricercatori, punta a sostenere la contrattualizzazione, come ricercatrici e ricercatori, con durata del contratto pari a 36 mesi, di dottori di ricerca con titolo conseguito da non più di quattro anni, da indirizzare alla mobilità internazionale (con un periodo da 6 a 15 mesi da trascorrere all’estero). La Linea 2, attrazione dei ricercatori, punta a sostenere la contrattualizzazione, con durata del contratto pari a 36 mesi, di giovani  dottori di ricerca, che operano attualmente fuori dalle regioni obiettivo del PON 2014-2020, con un titolo conseguito da non più di otto anni e che abbiano già avuto un’esperienza almeno biennale presso altri atenei/enti di ricerca/imprese con sede operativa all’estero. Tutti i dettagli si possono trovare sul sito del MIUR. Le domande dovranno essere presentate tramite i servizi dello sportello telematico (http://aim.cineca.it), a partire dalle ore 15.00 del 23 aprile 2018 fino alle ore 15.00 del 31 maggio 2018, sulla base della modulistica presente sul sito.

Decreto Ministeriale 28 febbraio 2018, n. 163

IL MINISTRO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA

VISTO il decreto del Presidente della Repubblica del 12 dicembre 2016, con il quale la Senatrice Valeria Fedeli è stata nominata Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca;
VISTO il decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204, e successive modificazioni, recante “Disposizioni per il coordinamento, la programmazione e la valutazione della politica nazionale relativa alla ricerca scientifica e tecnologica, ai sensi dell’articolo 11, comma 1, lettera d), della legge 15 marzo 1997, n. 59”, e, in particolare, l’articolo 7, che stabilisce che, a partire dal 1° gennaio 1999, gli stanziamenti da destinare ai sensi della normativa vigente o di successivi provvedimenti legislativi agli enti e alle istituzioni di ricerca sono determinati con un’unica autorizzazione di spesa ed affluiscono ad apposito Fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca finanziati dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca;
VISTA la legge 27 settembre 2007, n. 165, recante “Delega al Governo in materia di riordino degli enti di ricerca”;
VISTO il decreto legislativo 31 dicembre 2009, n. 213, e successive modificazioni, recante “Riordino degli enti di ricerca in attuazione dell’articolo 1 della legge 27 settembre 2007, n. 165”;
VISTO il decreto legislativo 25 novembre 2016, n. 218, recante “Semplificazione delle attività degli enti pubblici di ricerca ai sensi dell’articolo 13 della legge 7 agosto 2015, n. 124”;
VISTA legge 27 dicembre 2017, n. 205, recante“Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020”, e, in particolare, il comma 633
dell’articolo 1, il quale dispone che “Al fine di sostenere l’accesso dei giovani alla ricerca, […] il fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca, di cui all’articolo 7 del decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204, è incrementato di 2 milioni di euro per l’anno 2018 e di 13,5 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2019 per l’assunzione di ricercatori negli enti pubblici di ricerca. L’assegnazione dei fondi è effettuata con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca […]. Ai fini del riparto dei fondi alle singole istituzioni si fa riferimento […], per gli enti pubblici di ricerca, ai criteri di riparto del fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca di cui all’articolo 7 del decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204. La quota parte delle risorse eventualmente non utilizzata per le finalità di cui ai periodi precedenti rimane a disposizione, nel medesimo esercizio finanziario, per le altre finalità […] del fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca.”;
TENUTO CONTO che nella relazione illustrativa e tecnica del medesimo comma 633 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2017, n. 205, le risorse sono state quantificate in 13,5 milioni di euro a decorrere dal 2019 per l’assunzione complessiva di 307 unità di personale;
TENUTO CONTO altresì che, in base all’esperienza del precedente piano straordinario della legge di stabilità 2016 (Legge n. 208/2015), tra i tempi di assegnazione e l’espletamento dei concorsi da parte delle singole istituzioni, la presa di servizio è stimata avvenire non prima del mese di novembre/dicembre, per cui le risorse occorrenti per la copertura dei 307 contratti di lavoro, in dodicesimi, sono quantificate nella medesima relazione in 2 milioni di euro per il 2018;
VISTO il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 8 agosto 2017, n. 608, che dispone la ripartizione del Fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca finanziati dal Ministero per l’esercizio finanziario 2017;
VISTO il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 5 febbraio 2018, n. 92, emanato ai sensi del comma 647, lettera b), della legge 27 dicembre 2017, n. 205;
VISTO il decreto del Ministrero dell’economia e delle finanze 28 dicembre 2017 di “Ripartizione in capitoli delle Unità di voto parlamentare relative al bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e per il triennio 2018-2020”;

D E C R E T A
ART.1
(Assunzioni di ricercatori e tecnologi negli enti pubblici di ricerca)

 

  1. Le risorse di cui all’articolo 1, comma 633, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, pari a 2 milioni di euro per l’anno 2018 e a 13,5 milioni di euro a decorrere dall’anno 2019, per l’assunzione di ricercatori e tecnologi negli enti pubblici di ricerca, iscritte nelle disponibilità del capitolo 7236, piano gestionale n. 1, per l’anno 2018 “Fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca”, sono attribuite a ciascun ente in base alla assegnazione ordinaria per l’anno 2017, come determinata:
    • a. con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 8 agosto 2017, n. 608;
    • b. con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 5 febbraio 2018, n. 92, ai sensi del comma 647, lettera b), della legge 27 dicembre 2017, n. 205.
  2. Le modalità di calcolo e la conseguente determinazione delle assegnazioni delle somme di cui al comma precedente sono contenuti nella Tabella allegata al presente decreto che ne costituisce parte integrante.
  3. Le assunzioni a valere sulle risorse di cui al presente decreto sono da considerare come posizioni al di fuori della dotazione organica approvata con il Piano Triennale di Attività (PTA) e possono essere effettuate, oltre che con la ordinarie procedure di selezione, utilizzando le graduatorie vigenti relative alle procedure attuate ai sensi del decreto ministeriale 26 febbraio 2016, n. 105, per analogia di finalità e di disposizione legislativa, nel qual caso le assunzioni sono cofinanziate da parte dell’Ente per assicurare la copertura delle somme occorrenti per i contratti, oltre il finanziamento assegnato con il presente decreto.
  4. Ciascun Ente utilizza, anche in cofinanziamento, le risorse assegnate per l’assunzione a tempo indeterminato di ricercatori e tecnologi, nei tre livelli di profilo, dando priorità all’ingresso di giovani di elevato livello scientifico e tecnologico che non facciano già parte dei ruoli di ricercatore e tecnologo a tempo indeterminato degli Enti di ricerca, fatta salva la possibilità per i titolari di contratto a tempo determinato di accedere alle procedure di selezione. Per giovani si intende soggetti che abbiano conseguito un PhD da non più di 5 anni o che abbiamo maturato esperienza e competenza tecnologica equivalente e documentata da non più di otto anni, dal diploma di laurea o laurea specialistica. Al fine di favorire la competitività del sistema della ricerca italiana a livello internazionale, i criteri di merito per la selezione dei candidati previsti nei bandi sono determinati valorizzando prioritariamente la qualità della produzione scientifica, l’aver ottenuto particolari riconoscimenti nazionali o internazionali, l’aver diretto, coordinato o partecipato con ruolo di responsabilità a progetti e programmi di ricerca e industriali competitivi, nazionali o internazionali, l’aver maturato almeno tre anni di esperienza, a qualsiasi titolo, in centri di ricerca, enti, organismi e istituzioni, nazionali o internazionali, pubblici o privati.
  5. Le risorse assegnate e non utilizzate, totalmente o parzialmente, secondo quanto riportato nella Tabella allegata al presente decreto, per l’anno 2018, restano nella disponibilità di ciascun Ente come assegnazione ordinaria dell’anno. A decorrere dal 1° maggio 2019, gli enti dovranno aver attivato tutti i contratti di cui sono stati destinatari di assegnazione. Oltre date data, le risorse assegnate e non utilizzate per tale finalità saranno compensate con le assegnazioni ordinarie del FOE e conseguentemente per le finalità del comma 633 attribuite, in misura proporzionale alle assegnazioni ricevute col presente decreto, agli altri Enti che alla medesima data hanno completato le assunzioni attribuite.
  6. Le assegnazioni e le procedure di assunzione saranno pubblicate sul sito di ciascun ente e con avviso su quello del Ministero.
  7. Con successivi decreti dirigenziali si provvederà all’assunzione dei relativi impegni di spesa e erogazione.

Il presente decreto sarà inviato alla Corte dei conti per il controllo preventivo di legittimità e al competente Ufficio per il controllo preventivo di regolarità contabile.

IL MINISTRO
Valeria Fedeli


Allegati

Decreto Ministeriale 28 febbraio 2018, n. 168

IL MINISTRO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA

PIANO STRAORDINARIO 2018 PER IL RECLUTAMENTO RICERCATORI DI CUI ALL’ARTICOLO 24, COMMA 3, LETTERA B) DELLA LEGGE 240/2010

VISTO il decreto-legge 16 maggio 2008, n. 85, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2008, n. 121, relativo all’istituzione del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca;

VISTA la legge 30 dicembre 2010, n. 240, e successive modificazioni, recante “Norme in materia di organizzazione delle università, di personale accademico e reclutamento, nonché delega al Governo per incentivare la qualità e l’efficienza del sistema universitario”;

VISTO in particolare l’art. 24, comma 3, lettera b), della predetta legge n. 240 del 2010, che prevede la possibilità di stipulare “contratti triennali, riservati a candidati che hanno usufruito dei contratti di cui alla lettera a),  ovvero  che  hanno  conseguito l’abilitazione scientifica nazionale alle funzioni di  professore di prima o di seconda fascia  di  cui  all’articolo  16  della  presente legge, ovvero che sono in possesso  del  titolo  di  specializzazione medica, ovvero che, per almeno tre anni anche non consecutivi, hanno usufruito di assegni di ricerca ai sensi dell’articolo 51,  comma  6, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, o di assegni di ricerca di  cui all’articolo 22 della presente legge, o di  borse  post-dottorato  ai sensi dell’articolo 4 della legge 30 novembre 1989, n. 398, ovvero di analoghi contratti, assegni o borse in atenei stranieri”;

VISTO inoltre l’articolo 24, comma 5, della medesima legge n. 240 del 2010, ai sensi del quale, “nell’ambito delle risorse disponibili per la programmazione, nel terzo anno di contratto di cui al comma 3, lettera b), l’università valuta il titolare del contratto stesso, che abbia conseguito l’abilitazione scientifica di cui all’articolo 16, ai fini della chiamata nel ruolo di professore associato, ai sensi dell’articolo 18, comma 1, lettera e). In caso di esito positivo della valutazione, il titolare del contratto, alla scadenza dello stesso, è inquadrato nel ruolo dei professori associati. La valutazione si svolge in conformità agli standard qualitativi riconosciuti a livello internazionale individuati con apposito regolamento di ateneo nell’ambito dei criteri fissati con decreto del Ministro”;

VISTO l’art. 24, comma 8, della medesima legge n. 240 del 2010, il quale prevede che il trattamento economico spettante per i contratti di cui al comma 3, lettera b) del medesimo articolo è pari al trattamento iniziale del ricercatore confermato a tempo pieno elevato fino a un massimo del 30 per cento;

VISTO il decreto legislativo 29 marzo 2012, n. 49, recante la disciplina per la programmazione, il monitoraggio e la valutazione delle politiche di bilancio e di reclutamento degli atenei, in attuazione della delega prevista dall’articolo 5, comma 1, della legge 30 dicembre 2010, n. 240 e per il raggiungimento degli obiettivi previsti dal comma 1, lettere b) e c), secondo i principi normativi e i criteri direttivi stabiliti al comma 4, lettere b), c), d), e) ed f) e al comma 5;

VISTO il DM n. 216 del 31 marzo 2016, con il quale, in attuazione di quanto previsto dall’art. 2 del decreto-legge 29 marzo 2016, n. 42, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 maggio 2016, n. 89, è stata istituita la Scuola di dottorato internazionale GSSI (Gran Sasso Science Institute) con sede a L’Aquila, come Istituto di istruzione universitaria di alta formazione dottorale ad ordinamento speciale;

VISTO il DM n. 635 del 8 agosto 2016, relativo alle linee generali d’indirizzo della programmazione triennale delle Università 2016-2018, ai sensi dell’art. 1-ter del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito con modificazioni dalla legge 31 marzo 2005, n. 43;

VISTO l’art. 12-bis del decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91, convertito con modificazioni dalla legge 3 agosto 2017, n. 123, relativo al finanziamento statale dell’Università degli studi di Trento;

VISTI il DM n. 610 del 9 agosto 2017 e il DM n. 1049 del 29 dicembre 2017, con i quali sono stati definiti i criteri di ripartizione dell’FFO 2017, ivi compresa la quota premiale;

VISTA la legge 27 dicembre 2017, n. 205 (legge di bilancio 2018), ed in particolare l’art. 1, comma 633, il quale dispone “al fine di sostenere l’accesso dei giovani alla ricerca, l’autonomia responsabile delle università e la competitività del sistema universitario e della ricerca italiano a livello internazionale”, che:il fondo per il finanziamento ordinario delle università, di cui all’articolo 5, comma 1, lettera a), della  legge 24 dicembre 1993, n. 537, è incrementato di 12 milioni di  euro  per l’anno 2018 e di 76,5 milioni di euro annui a  decorrere dall’anno 2019, per l’assunzione di ricercatori di cui all’articolo 24, comma 3, lettera b), della legge  30  dicembre  2010, n.  240, e per il conseguente eventuale consolidamento nella posizione di professore di seconda fascia”; “l’assegnazione dei fondi è effettuata con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca con gli obiettivi, di pari importanza, di riequilibrare la presenza di giovani ricercatori nei vari territori, nonché di valorizzare la qualità dei livelli di ricerca delle diverse  aree disciplinari e di individuare specifiche aree strategiche della ricerca scientifica e tecnologica. Ai fini del riparto dei fondi alle singole istituzioni si fa riferimento, in relazione all’obiettivo del riequilibrio della presenza di giovani ricercatori nei vari territori, al numero dei ricercatori in servizio rispetto al numero delle altre figure del personale docente e ricercatore e, in relazione all’obiettivo del sostegno ai livelli di maggiore qualità della ricerca, per le università, ai risultati della valutazione della qualità della ricerca (VQR)…omissis. La quota parte delle risorse eventualmente non utilizzata per le finalità di cui ai periodi precedenti rimane a disposizione, nel medesimo esercizio finanziario, per le altre finalità del fondo per il finanziamento ordinario delle università e del fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca”;

VISTA la legge 9 maggio 1989, n. 168, e successive modificazioni;  

VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, e successive modificazioni;

VISTO il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni;CONSIDERATA la necessità di definire i criteri per l’utilizzo delle suddette risorse stanziate dalla legge di bilancio per il 2018, pari a  12 milioni di euro per l’anno 2018 e  76,5 milioni di euro a decorrere dall’anno 2019, destinate al piano straordinario per il reclutamento di ricercatori ai sensi dell’articolo 24, comma 3, lettera b), della legge 30  dicembre 2010, n. 240, e al conseguente eventuale consolidamento nella posizione di professore di seconda fascia;

 

DECRETA

Articolo 1
(Assegnazione risorse)

  1. A valere sulle risorse stanziate dall’articolo 1, comma 633, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (legge di bilancio 2018), pari a 12 milioni di euro per l’anno 2018 e a 76,5 milioni di euro a decorrere dell’anno 2019, sono assegnate alle Istituzioni universitarie statali, ivi comprese quelle ad ordinamento speciale, di seguito denominate “Istituzioni”, specifiche risorse per l’attivazione di contratti di ricercatore a tempo determinato di cui all’articolo 24, comma 3, lettera b), della legge 30 dicembre 2010, n. 240, il cui trattamento economico viene determinato in misura pari al 120 per cento del trattamento iniziale spettante al ricercatore confermato a tempo pieno, per un costo unitario comprensivo degli oneri a carico dell’amministrazione pari a circa € 58.625 annui;
  2. Le risorse disponibili di cui al comma 1 sono ripartite fra le Istituzioni, per il finanziamento complessivo di 1.305 posti di ricercatore di cui all’articolo 24, comma 3, lettera b), della citata legge n. 240 del 2010 come segue:
  • a) al fine di valorizzare la qualità dei livelli di ricerca delle diverse aree disciplinari e di individuare specifiche aree strategiche della ricerca scientifica e tecnologica  coerentemente con la programmazione triennale di ciascuna Istituzione con riferimento anche a nuove iniziative di ricerca o di didattica, a ogni Istituzione è attribuita una quota fissa, per un totale di 308 posti, in relazione alla dimensione data dalla media dei docenti in servizio al 31/12/2010 e al 31/12/2017, come indicato nella seguente tabella:

 

Media docenti (31/12/10; 31/12/17)

Posti Ricercatore b)

Fino a 20

2

Da 21 a 300

3

Da 301 a 600

4

Da 601 a 1200

5

Da 1201 a 1800

6

Da 1801 a 2400

7

Da 2401 a 3000

8

Da 3001 a 3600

9

Oltre 3600

10

I dipartimenti cui sono destinati tali ricercatori sono comunicati dalle Università al Ministero entro 60 giorni dalla registrazione del presente decreto da parte della Corte dei Conti;

  • b) al fine di valorizzare la qualità dei livelli di ricerca delle diverse aree disciplinari potenziando  le aree strategiche  in cui si sono collocati i 352 dipartimenti ammessi alla selezione dei dipartimenti di eccellenza per il quinquennio 2018-2022 sulla base della graduatoria definita dall’ANVUR ai sensi dell’art. 1 comma 319 e 320 della L. 11 dicembre 2016, n. 232, nonché allo specifico scopo di integrare le assunzioni di ricercatori di tipo B previste per i 180 Dipartimenti d’eccellenza risultati vincitori mediante piano rivolto anche a favore dei  172 dipartimenti che non sono risultati tra i beneficiari del Fondo per il finanziamento dei dipartimenti universitari di eccellenza, è attribuita a ciascuna delle Istituzioni di riferimento e al singolo dipartimento interessato una quota fissa ulteriore pari a 2 posti di ricercatore b) per dipartimento, per complessivi 344 posti;

 

  • c) 653 posti, sono ripartiti fra le Istituzioni che hanno partecipato alla VQR 2011-2014 nel seguente modo:
      • i. il 50% (327 posti), al fine di valorizzare la qualità dei livelli di ricerca delle diverse aree disciplinari in base al valore dell’indicatore della qualità della ricerca IRFS concernente la VQR 2011-2014 utilizzato per il riparto della quota premiale del FFO 2017, assicurando almeno 1 posto di ricercatore b) per ogni Istituzione;
      • ii. il 50% (326 posti), al fine di riequilibrare la presenza dei giovani ricercatori nei vari territori, proporzionalmente alla somma ponderata del numero di ricercatori di cui all’articolo 24, comma 3, lettere a) (peso 1) e b) (peso 1,2) della legge 240/2010 in servizio presso ogni Istituzione al 31/12/2017 moltiplicati per un coefficiente K, inversamente proporzionale al rapporto tra il numero dei ricercatori di tipo b) in servizio al 31/12/2017 rispetto al numero dei professori di prima e seconda fascia e dei ricercatori a tempo indeterminato, secondo quanto riportato nella seguente tabella:

 

R= numero di ricercatori di tipo b) ogni 100 professori e ricercatori a tempo indeterminato

K

R<3

1,5

3≤R<5

1,4

5≤R<7

1,3

7≤R<9

1,2

9≤R<11

1,1

R≥11

1

 

Articolo 2
(Utilizzo delle risorse assegnate)

  1. Ciascuna Istituzione utilizza le risorse assegnate, secondo quanto indicato nella tabella 1 facente parte integrante del presente decreto, per il reclutamento di ricercatori di cui all’articolo 24, comma 3, lettera b), della legge 30 dicembre 2010, n. 240.
  2. La quota parte di risorse assegnate e eventualmente non utilizzate per le finalità di cui al comma 1:
    • a. per l’anno 2018 resta nella disponibilità del fondo di finanziamento ordinario dell’Istituzione interessata;
    • b. a decorrere dall’anno 2019 non viene consolidata all’Istituzione interessata e viene riassegnata, a valere sul fondo di finanziamento ordinario, per una somma equivalente a 1 posto di ricercatore per ogni Istituzione che ha utilizzato le risorse assegnate secondo quanto previsto al comma 1 e seguendo progressivamente l’ordine di cui alla tabella 1;
  3. Nel caso in cui i ricercatori di cui al comma 1, avendo conseguito l’abilitazione scientifica nazionale e all’esito della positiva valutazione di cui all’art. 24, comma 5, della citata legge n. 240 del 2010, accedano alla posizione di professore di seconda fascia, le risorse attribuite vengono utilizzate dall’Ateneo come cofinanziamento del costo di tale posizione. Diversamente, le risorse che si rendessero disponibili al termine del contratto sono utilizzate dallo stesso Ateneo per il reclutamento di nuovi ricercatori ai sensi dell’articolo 24, comma 3, lettera b), della legge 30 dicembre 2010, n. 240, da effettuare entro dodici mesi dalla relativa cessazione, pena l’applicazione di quanto previsto al comma 2, lett. b.

Il presente decreto è trasmesso alla Corte dei Conti per il controllo preventivo di legittimità e al competente ufficio per il controllo preventivo di regolarità contabile.

IL MINISTRO
Sen. Valeria Fedeli

 

Trasmesso alla Corte dei Conti per la registrazione


Allegati

Decreto Direttore Generale 28 febbraio 2018, AOODPFSR 424

PON Ricerca e Innovazione 2014-2020
(CCI: 2014IT16M2OP005)

Avviso per la concessione di finanziamenti finalizzati al potenziamento di infrastrutture di ricerca, in attuazione dell’Azione II.1 del PON Ricerca e Innovazione 2014-2020

Il Direttore Generale

VISTO il D.Lgs. 30 luglio 1999, n. 300, “Riforma dell’organizzazione del Governo, a norma dell’art. 11 della L. 15 marzo 1997, n. 59” e ss.mm.ii.;

VISTO il D.L. 16 maggio 2008, n. 85, convertito, con modificazioni, dalla L. 14 luglio 2008, n. 121, “Disposizioni urgenti per l’adeguamento delle strutture di Governo in applicazione dell’art. 1, commi 376 e 377, della L. 24 dicembre 2007, n. 244”;

VISTO l’art. 12 della L. 7 agosto 1990, n. 241, recante “Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi” e ss.mm.ii. coordinata ed aggiornata dal D.L.gs. 30 giugno 2016, n. 127, dal D. Lgs. 25 novembre 2016, n. 222 e dal D.Lgs. 16 giugno 2017, n. 104;

VISTO il Decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000 n° 445 e ss.mm.ii., recante “Testo Unico in materia di documentazione amministrativa”;

VISTO il D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165 “Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni” ed in particolare l’art. 53, recante disposizioni in materia di “incompatibilità, cumulo di impieghi e incarichi” dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni;

VISTO il decreto legislativo 30 giugno 2003 n. 196 e ss.mm.ii., recante “Codice in materia di protezione dei dati personali”;

VISTO il D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 81 “Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni, a norma dell’articolo 1, comma 7, della legge 10 dicembre 2014, n. 183” e ss.mm.ii.;

VISTO il D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33, “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni” e ss.mm.ii.;

VISTO il D.Lgs. 7 marzo 2005, n. 82 “Codice dell’Amministrazione digitale” e ss.mm.ii.;

VISTO il D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50 “Attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali, nonché per il riordino della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture” e ss.mm.ii.;

VISTA la L. 30 dicembre 2010, n. 240, “Norme in materia di organizzazione delle università, di personale accademico e reclutamento, nonché delega al Governo per incentivare la qualità e l’efficienza del sistema universitario” e ss.mm.ii ed in particolare l’art. 21 con il quale sono definite le funzioni del Comitato Nazionale dei Garanti della Ricerca (CNGR);

VISTO il D.L. 22 giugno 2012, n. 83 convertito con modificazioni dalla L. 7 agosto 2012, n. 134, “Misure urgenti per la crescita del Paese” e ss.mm.ii.;

VISTO il D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33, “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni” e ss.mm.ii.;

VISTO il D.P.R. 16 aprile 2013, n. 62 “Regolamento recante codice di comportamento dei dipendenti pubblici, a norma dell’art. 54 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165” (pubblicato in G.U. n. 129 del 4 giugno 2013);

VISTO il D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 81 “Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni, a norma dell’articolo 1, comma 7, della legge 10 dicembre 2014, n. 183” e ss.mm.ii.;

VISTO il Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 30 maggio 2014, “Apertura di contabilità speciali di tesoreria intestate alle Amministrazioni centrali dello Stato per la gestione degli interventi cofinanziati dall’Unione europea e degli interventi complementari alla programmazione comunitaria”;

VISTA    la L. 27 dicembre 2006, n. 296, “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato” (Legge finanziaria 2007) ed, in particolare, l’articolo 1, comma 870, recante l’istituzione del Fondo per gli investimenti nella Ricerca Scientifica e Tecnologica (di seguito anche solo FIRST) e ss.mm.ii.;

VISTO   il D.Lgs. 25 novembre 2016, n. 218, recante “Semplificazione delle attività degli enti pubblici di ricerca ai sensi dell’articolo 13 della L. 7 agosto 2015, n. 124”, che all’art. 1 elenca gli Enti Pubblici di Ricerca;

VISTO   il D.P.R. 14 gennaio 2009, n. 16, “Regolamento recante la riorganizzazione degli Uffici di diretta Collaborazione presso il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca”;

VISTO il D.P.C.M. dell’11 febbraio 2014, n. 98, “Regolamento di Organizzazione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca”;

VISTO il D.M. del 26 settembre 2014 n. 753, “Individuazione degli uffici di livello dirigenziale non generale dell’Amministrazione centrale del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca” con cui è stata disposta l’articolazione degli uffici di livello dirigenziale non generale dell’Amministrazione Centrale;

VISTO il D.Lgs. 5 giugno 1998, n. 204, recante “Disposizioni per il coordinamento, la programmazione e la valutazione della politica nazionale relativa alla ricerca scientifica e tecnologica, a norma dell’articolo 11, comma 1, lettera d), della L. 15 marzo 1997, n. 59″ ed, in particolare, l’art. 7 che ha previsto che gli stanziamenti da destinare annualmente ai vari enti di ricerca affluissero in un unico fondo (Fondo Ordinario Enti pubblici di Ricerca, di seguito anche solo FOE) finanziato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (di seguito anche solo MIUR) il cui ammontare è ripartito annualmente fra gli enti interessati con apposito decreto ministeriale;

VISTA la L. 24 dicembre 1993, n. 537, che all’art. 5 ha istituito, nello stato di previsione del MIUR, il Fondo per il Finanziamento Ordinario delle Università (di seguito anche solo FFO), relativo alla quota a carico del bilancio statale delle spese per il funzionamento e le attività istituzionali delle università, comprese le spese per il personale docente, ricercatore e non docente, per l’ordinaria manutenzione delle strutture universitarie e per la ricerca scientifica;

VISTO il D.M. 9 agosto 2017, n. 610, recante “Criteri di ripartizione del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) per l’anno 2017”;

VISTO il D.Lgs. 31 maggio 2011, n. 88, recante “Disposizioni in materia di risorse aggiuntive ed interventi speciali per la rimozione di squilibri economici e sociali, a norma dell’articolo 16 della L. 5 maggio 2009, n. 42” con il quale il Fondo Aree Sottoutilizzate (FAS) ha assunto la denominazione di Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC), finalizzato a dare unità programmatica e finanziaria all’insieme degli interventi aggiuntivi a finanziamento nazionale, che sono rivolti al riequilibrio economico e sociale tra le diverse aree del Paese;

VISTO il Programma Nazionale per la Ricerca 2015-2020 (di seguito anche solo PNR), approvato dal CIPE nella seduta del 1° maggio 2016, che individua gli obiettivi, le azioni e i progetti finalizzati a migliorare l’efficienza e l’efficacia nazionale della ricerca nonché l’assegnazione di risorse al Piano-stralcio “Ricerca e Innovazione” di integrazione del PNR per il periodo 2015-2017 a valere sul FSC 2014 – 2020, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, Serie Generale, n. 184 del 8 agosto 2016;

VISTA la Delibera n. 1, approvata dal CIPE il 1° maggio 2016, “Fondo sviluppo e coesione 2014 – 2020: piano stralcio «ricerca e innovazione 2015-2017» integrativo del Programma Nazionale per la Ricerca (PNR) 2015-2020 (articolo 1, comma 703, lettera d) legge n. 190/2014)”;

VISTA la Delibera n. 25, approvata dal CIPE il 10 agosto 2016, “Fondo sviluppo e coesione 2014-2020 – aree tematiche nazionali e obiettivi strategici – ripartizione ai sensi dell’articolo 1, comma 703, lettere b) e c) della legge n. 190/2014, che al punto 2 prevede le “Regole di funzionamento del Fondo per lo sviluppo e la coesione”;

VISTA la Circolare n. 1/2017 del Ministro per la Coesione Territoriale e il Mezzogiorno, relativa agli adempimenti FSC 2014 – 2020 di cui alle delibere CIPE 25/2016 e 26/2016, in merito alla governance, modifiche e riprogrammazione delle risorse, revoche e disposizioni finanziarie;

VISTE la proposta di rimodulazione del Piano stralcio FSC “Ricerca e Innovazione” 2015 – 2017, formulata da parte del MIUR con note prot. n. 1515 del 17 novembre 2016 e prot. n. 322 del 16 marzo 2017, e la relativa comunicazione di avvenuta approvazione di detta proposta di rimodulazione, resa con nota prot. 1584-P del 2 maggio 2017, da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Politiche di Coesione;

VISTI i documenti programmatico-strategici relativi alla Politica Nazionale della Ricerca, quali il Programma Operativo Nazionale (di seguito anche solo PON) “Ricerca e Innovazione” 2014-2020, la Strategia Nazionale di Specializzazione Intelligente (di seguito anche solo SNSI) e il citato PNR 2015-2020;

VISTO il Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (di seguito anche solo TFUE), come modificato dall’articolo 2 del Trattato di Lisbona del 13 dicembre 2007 e ratificato dalla L. 2 agosto 2008, n. 130;

VISTA la Decisione della Commissione europea C(2015) del 14 luglio 2015 n. 4972 concernente l’approvazione del PON “Ricerca e Innovazione” CCI 2014IT16M2OP005 cofinanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (di seguito anche solo FESR) e dal Fondo Sociale Europeo (di seguito anche solo FSE) – Programmazione 2014-2020 – a titolarità del MIUR;

VISTO il Regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e che abroga il Regolamento (CE) n. 1083/2006;

VISTO il Regolamento (UE) 1011/2014 della Commissione del 22 settembre 2014 recante le modalità di esecuzione del Regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda i modelli per la presentazione di determinate informazioni alla Commissione e le norme dettagliate concernenti gli scambi di informazioni tra beneficiari e autorità di gestione, autorità di certificazione, autorità di audit e organismi intermedi;

VISTO il Regolamento (UE) n. 1301/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2013 relativo al FESR e a disposizioni specifiche concernenti l’obiettivo “Investimenti a favore della crescita e dell’occupazione” e che abroga il regolamento (CE) n. 1080/2006;

VISTA la Comunicazione 2014/C 198/01 della Commissione recante “Disciplina degli aiuti di stato a favore della ricerca, sviluppo e innovazione”, che prevede, tra l’altro, il paragrafo 2.1.1 “Finanziamento pubblico di attività non economiche”;

VISTA la Politica di Coesione per il periodo 2014-2020 ed, in particolare, la nuova governance multilivello introdotta che prevede un Quadro Strategico Comune (di seguito anche solo QSC) e, per ciascun Stato Membro, un Accordo di partenariato e specifici Programmi Operativi;

VISTO il QSC che delinea la strategia d’investimento globale per l’implementazione della politica di coesione a livello europeo – allegato 1 del succitato Regolamento;

VISTO l’Accordo di Partenariato 2014–2020 Italia – Allegato I (settembre 2014) che, basandosi sul QSC, ha stabilito le priorità di investimento, l’allocazione delle risorse nazionali e dell’Unione Europea tra i settori e i programmi prioritari, e il coordinamento tra i fondi a livello nazionale ed in particolare nell’ambito della descrizione dei risultati attesi e delle relative azioni, l’indicazione del risultato atteso “Potenziamento della capacità di sviluppare l’eccellenza nella R&I” tramite l’azione di sostegno alle infrastrutture della ricerca considerate critiche/cruciali per i sistemi nazionali e trans-europei;

VISTO il documento nazionale di “Strategia di specializzazione Intelligente” dove è illustrata la strategia che consente la trasformazione dei risultati della ricerca in vantaggi competitivi per il Sistema Paese e in un aumento del benessere dei cittadini, approvato dalla Commissione Europea il 4 maggio 2016;

CONSIDERATE le azioni intraprese a livello europeo attraverso lo European Strategy Forum for Research Infrastructures (di seguito anche solo ESFRI) ed, in particolare, l’aggiornamento della Roadmap Europea delle Infrastrutture di Ricerca, presentata il 10 marzo 2016;

VISTE le Conclusioni del Consiglio di Competitività del 29 maggio 2015 “Tabella di marcia dello Spazio europeo della ricerca 2015-2020” con le quali viene tra l’altro chiesto agli Stati membri di utilizzare al meglio gli investimenti pubblici nelle Infrastrutture di Ricerca (di seguito anche solo IR), tramite la definizione di priorità nazionali compatibili con le priorità e i criteri dell’ESFRI, tenendo pienamente conto della sostenibilità a lungo termine;

CONSIDERATO, in particolare, che nelle medesime Conclusioni viene espresso l’auspicio che sia incoraggiato dagli Stati Membri il ricorso ai fondi strutturali e di investimento europei per intensificare gli sforzi nel settore delle Infrastrutture di Ricerca;

CONSIDERATE le Condizionalità ex ante, previste dalla succitata Politica di Coesione 2014-2020 per garantire che sussistano le condizioni quadro (programmatiche, regolatorie, di pianificazione e strumentazione operativa) necessarie ad assicurare l’efficacia degli investimenti;

VISTA l’approvazione del Programma Nazionale per le Infrastrutture di Ricerca (di seguito anche solo PNIR) da parte della Commissione Europea, che con la Comunicazione del 26 aprile 2016 (DG A2.G.4PDA) ha concluso che “la Condizionalità ex ante 1.2 adozione di un piano indicativo pluriennale per le Infrastrutture per la Ricerca e l’Innovazione è soddisfatta”;

VISTO il D.M. 18 luglio 2016 n. 577 di adozione del PNIR, registrato presso la Corte dei Conti in data 13 settembre 2016, n. reg 1-3616;

VISTA la nota del MIUR prot. n. AOODGRIC/0015316 del 02 agosto 2016 di trasmissione del PNIR alle Autorità di Gestione FESR dei Programmi Operativi Regionali;

VISTO il D.M. 18 dicembre 2017, n. 999 riguardante le “Disposizioni per la concessione di finanziamenti interamente esclusi dalle norme in materi di aiuti di Stato ai sensi della Comunicazione 2014/C 198/01 della Commissione recante “Disciplina degli aiuti di stato a favore della ricerca, sviluppo e innovazione”;

CONSIDERATO che il Comitato di Sorveglianza, con procedura scritta, avviata il 18 settembre 2017 con nota prot. 0015291, ha approvato l’applicazione dell’art. 70 e ss.mm.ii. del Regolamento (UE) 1303/2013 relativamente all’avviso per la presentazione di progetti di potenziamento delle infrastrutture di ricerca;

PRESO ATTO del documento “Long-Term Sustainability of Research Infrastructures” inerente alle tematiche della sostenibilità a lungo termine delle Infrastrutture di Ricerca (di seguito anche solo IR), predisposto a valle dello studio di un apposito gruppo di lavoro istituito dall’ESFRI nell’estate 2016 che ribadisce che gli investimenti in IR eccellenti sono uno strumento per aumentare la competitività regionale e una componente chiave delle politiche europee di coesione, in quanto intrinsecamente modellano le regioni dove sono localizzate;

VISTA la nota del MIUR prot. n. 3052 del 22 febbraio 2018 con cui l’Autorità di Gestione ritiene il presente avviso coerente con quanto previsto dall’Azione II.1 del PON “Ricerca e Innovazione 2014 – 2020” e dal Sistema di Gestione e Controllo del Programma.

 

1. Definizioni
Ai fini del presente avviso, si applicano le seguenti definizioni:

  1. Misure che non costituiscono aiuti di Stato: misure riferite ai casi in cui le attività dell’organismo o dell’infrastruttura di ricerca sono quasi esclusivamente di natura non economica, laddove l’utilizzo economico rimanga puramente accessorio, ossia corrisponda a un’attività necessaria e direttamente collegata al funzionamento dell’organismo o infrastruttura di ricerca oppure intrinsecamente legata al suo uso non economico principale e che abbia portata limitata. A norma della disciplina europea riportata nella Comunicazione 2014/C 198/01 della Commissione tale è il caso laddove l’attività economica assorba esattamente gli stessi fattori di produzione (quali materiali, attrezzature, manodopera e capitale fisso) delle attività non economiche e la capacità destinata ogni anno a tali attività economiche non superi il 20% della pertinente capacità annua complessiva dell’entità;
  2. Soggetto proponente (di seguito, anche solo proponente): l’ente pubblico di ricerca vigilato dal MIUR, compreso fra quelli di cui all’art. 1 del D.Lgs. 218/2016, o l’università e le istituzioni universitarie italiane statali, comunque denominate (ivi comprese le scuole superiori ad ordinamento speciale) individuato dal MIUR quale soggetto ammesso a presentare la proposta progettuale di cui al presente avviso, nonché responsabile dell’attuazione della stessa. Tale definizione vale anche nella fase successiva alla pubblicazione del decreto di concessione del finanziamento;
  3. Soggetto co-proponente (di seguito, anche solo co-proponente): soggetto pubblico di cui al D.Lgs. 218/2016 e/o le Università e le istituzioni universitarie italiane statali, comunque denominate (ivi comprese le scuole superiori ad ordinamento speciale), che partecipa alla proposta progettuale come partner del soggetto proponente. Tale definizione vale anche nella fase successiva alla pubblicazione del decreto di concessione del finanziamento;
  4. Beneficiario/i, ai sensi del Regolamento UE 1303/2013 (di seguito, anche solo beneficiario) organismo pubblico responsabile dell’avvio e dell’attuazione della proposta progettuale. Nel presente avviso, tale organismo è individuato anche come “soggetto proponente” e “soggetto co-proponente”;
  5. Unità Operativa: istituto, dipartimento, laboratorio, sede operativa o altra forma nella quale si articola la struttura organizzativa e di ricerca e sviluppo del proponente o del co-proponente che viene direttamente coinvolta nella proposta progettuale. L’Unità Operativa deve insistere su una unica sede e fare riferimento ad un insieme di risorse stabili (personale e attrezzature) facenti parte della struttura organizzativa e di ricerca e sviluppo del proponente o del co-proponente;
  6. Infrastruttura di ricerca (di seguito, anche solo IR o infrastruttura): gli impianti, le risorse e i relativi servizi utilizzati dalla comunità scientifica per compiere ricerche nei rispettivi settori; sono compresi gli impianti o i complessi di strumenti scientifici, le risorse basate sulla conoscenza quali collezioni, archivi o informazioni scientifiche strutturate e le infrastrutture basate sulle tecnologie abilitanti dell’informazione e della comunicazione, quali le reti di tipo GRID, il materiale informatico, il software, gli strumenti di comunicazione e ogni altro mezzo necessario per condurre la ricerca. Tali infrastrutture possono essere ubicate in un unico sito o “distribuite” (una rete organizzata di risorse) in conformità all’art. 2, lett. a), del Regolamento (CE) n. 273/2009 del Consiglio, del 25 giugno 2009, relativo al quadro giuridico comunitario applicabile ad un consorzio per un’infrastruttura europea di ricerca (ERIC);
  7. Infrastruttura di ricerca pre-progetto: l’infrastruttura di ricerca esistente all’atto della presentazione della domanda;
  8. Infrastruttura di ricerca potenziata: gli impianti, le risorse e i relativi servizi costituenti tutta o parte dell’infrastruttura esistente e che saranno oggetto del potenziamento. Il potenziamento dell’infrastruttura di ricerca esistente potrà riguardare una o più tipologie di intervento tra: (i) il potenziamento diffuso di tutta l’infrastruttura di ricerca, (ii) il potenziamento di una sua parte circoscritta, (iii) il potenziamento in termini di ampliamento (estensione) dell’infrastruttura di ricerca esistente. La disciplina relativa alle misure che non costituiscono aiuti di stato si applicherà a quelle parti dell’infrastruttura che beneficeranno del potenziamento: all’intera infrastruttura di ricerca, alla parte circoscritta che beneficerà del potenziamento, all’ampliamento che verrà realizzato con il progetto proposto;
  9. Area meno sviluppata (MS): comprende le regioni il cui PIL pro capite è inferiore al 75 % della media del PIL dell’UE-27 (Basilicata, Campania, Calabria, Puglia e Sicilia);
  10. Area in transizione (TR): comprende le regioni il cui PIL pro capite è compreso tra il 75 % e il 90 % della media del PIL dell’UE-27 (Abruzzo, Molise e Sardegna);
  11. Area del Programma: una zona geografica coperta da un programma specifico o, nel caso di un programma che copre più di una categoria di regioni, l’area geografica corrispondente a ciascuna categoria di regioni. Nel caso specifico del PON Ricerca e Innovazione 2014-2020, trattasi dell’area geografica corrispondente alle regioni in transizione: Abruzzo, Molise e Sardegna e alle regioni meno sviluppate: Basilicata, Campania, Calabria, Puglia, Sicilia;
  12. Area al di fuori dell’Area del Programma: aree del territorio nazionale non ricomprese nell’Area del Programma;
  13. Compagine di progetto: l’insieme di soggetto proponente e co-proponente/i;
  14. ESFRI – European Strategy Forum on Research Infrastructures: Forum Strategico Europeo per le Infrastrutture di Ricerca che contribuisce allo sviluppo di una strategia coerente per lo sviluppo delle infrastrutture di ricerca in Europa e svolge il ruolo di agevolare le iniziative multilaterali e le negoziazioni internazionali in materia di utilizzo e sostenibilità. ESFRI realizza periodicamente la Roadmap delle infrastrutture di ricerca di dimensione pan-europea in tutti i campi della ricerca, dalle scienze fondamentali, alle scienze della vita, all’ambiente, società, patrimonio culturale, energia. L’ESFRI è stato costituito nell’aprile del 2002 su mandato del Consiglio dell’Unione Europea del giugno 2001;
  15. CNGR: il Comitato nazionale dei garanti della ricerca di cui all’art. 21, della L. 30 dicembre 2010, n. 240 e ss.mm.ii.;
  16. Variazione soggettiva: ogni variazione al piano finanziario e alle attività originariamente previste dal progetto dovuta a modifica occorsa ai soggetti beneficiari a seguito di fusione e/o incorporazione o altri fenomeni successori;
  17. Variazione oggettiva: ogni variazione non soggettiva al piano finanziario e alle attività originariamente previste dal progetto;
  18. In itinere: il periodo decorrente dalla sottoscrizione dell’atto d’obbligo alla data di consegna dell’ultimo atto di rendicontazione;
  19. Ex post: il periodo successivo alla data di consegna dell’ultimo atto di rendicontazione;
  20. PON: Programma Operativo Nazionale “Ricerca e Innovazione” 2014 – 2020 a titolarità del MIUR;
  21. FIRST: il Fondo per gli investimenti nella ricerca scientifica e tecnologica di cui all’articolo 61 del D.L. 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla L. 7 agosto 2012, n. 134 e ss.mm.ii.;
  22. Obiettivo finale: lo scopo del progetto, mirato alla realizzazione di beni e servizi rispondenti alle esigenze individuate nella proposta coerente con le finalità dell’avviso di cui al seguente articolo 2. L’obiettivo finale si concretizza in risultati (prodotti/processi/servizi) definiti dalle caratteristiche e dalle prestazioni da ottenere, dalle specifiche quantitative da conseguire e dalle principali problematiche tecnico-scientifiche o tecnologiche da risolvere. L’obiettivo finale del progetto viene perseguito tramite uno o più obiettivi realizzativi;
  23. Obiettivo realizzativo: sono i principali moduli o elementi componenti del prodotto/processo/servizio che si intende sviluppare, come risultati intermedi o parziali, funzionanti nonché funzionali e necessari per il conseguimento dell’obiettivo finale del progetto. Un obiettivo realizzativo viene descritto dalle attività necessarie, dai suoi attuatori (con riferimento ai soggetti proponenti e co-proponenti), nonché dai costi e dai tempi necessari per la sua implementazione;
  24. Coordinatore scientifico di progetto: è colui/colei il quale/la quale è responsabile della qualità e dei contenuti scientifici del progetto e della aderenza delle attività svolte con gli obiettivi previsti. Pianifica le attività del progetto in fase di proposta e ne segue l’andamento in fase di attuazione, monitorando eventuali scostamenti e proponendo al legale rappresentante del soggetto proponente eventuali variazioni legate a motivi tecnico-scientifici. È responsabile della documentazione tecnico-scientifica di rendicontazione, intermedia e finale.Il Coordinatore scientifico di progetto deve essere dotato di elevata qualificazione scientifica nel campo delle infrastrutture di ricerca.
    Per soggetti di cui al successivo art. 3, comma 1, lett. da a) a q), deve essere un dipendente a tempo indeterminato presso il soggetto proponente nei seguenti profili/figure:

    • a) Ricercatore, Primo Ricercatore o Dirigente di Ricerca;
    • b) Tecnologo, Primo Tecnologo o Dirigente Tecnologo;
    • c) Ricercatore Astronomo, Astronomo Associato o Astronomo Ordinario.

     

    Per il soggetto di cui al successivo art. 3, comma 1, lett. r), deve essere un dipendente presso il soggetto proponente nei seguenti profili/figure:

    • a) Ricercatore a tempo determinato di cui all’art. 24, lett. b) della L. 240/2010, purché abbia ottenuto la valutazione positiva (obbligatoriamente da allegare alla proposta) prevista dal comma 5 dell’articolo 24 della legge 30 dicembre 2010, n.240 a seguito del possesso dell’abilitazione scientifica nazionale;
    • b) Ricercatore a tempo indeterminato, dipendente a tempo indeterminato presso il soggetto proponente;
    • c) Professore Associato o Professore Ordinario, dipendente a tempo indeterminato presso il soggetto proponente;

     

  25. Responsabile scientifico per obiettivo realizzativo: è colui/colei il quale/la quale è responsabile della qualità e dei contenuti tecnico-scientifici e dei tempi di attuazione del suo obiettivo realizzativo e affianca il Coordinatore Scientifico nella gestione complessiva del progetto. Supporta, altresì, il coordinatore nella redazione della relazione tecnica bimestrale e della redazione della relazione tecnica di fine progetto sull’andamento delle attività di progetto. Il Responsabile scientifico per obiettivo realizzativo deve essere un dipendente a tempo indeterminato presso il proponente o eventuali co-proponenti nei seguenti profili/figure:
    • a) Ricercatore, Primo Ricercatore o Dirigente di Ricerca;
    • b) Tecnologo, Primo Tecnologo o Dirigente Tecnologo;
    • c) Ricercatore Astronomo, Astronomo Associato o Astronomo Ordinario;
    • d) Ricercatore a tempo indeterminato;
    • e) Professore Associato o Professore Ordinario.

    Il Responsabile scientifico per obiettivo realizzativo può essere altresì un Ricercatore a tempo determinato, presso il proponente o eventuali co-proponenti, di cui all’art. 24, lett. b) della L. 240/2010, purché abbia ottenuto la valutazione positiva (obbligatoriamente da allegare alla proposta) prevista dal comma 5 dell’articolo 24 della legge 30 dicembre 2010, n.240 a seguito del possesso dell’abilitazione scientifica nazionale;

  26. Referente scientifico per obiettivo realizzativo: riferisce al responsabile scientifico di obiettivo realizzativo sull’andamento delle attività relative all’obiettivo realizzativo affidate alle unità operative in capo all’eventuale ulteriore partecipante all’obiettivo realizzativo, laddove presente. È tenuto a segnalare tempestivamente eventuali criticità. Il Referente scientifico per obiettivo realizzativo deve essere un dipendente a tempo indeterminato presso il proponente o eventuali co-proponenti nei seguenti profili/figure:
    • a) Ricercatore, Primo Ricercatore o Dirigente di Ricerca;
    • b) Tecnologo, Primo Tecnologo o Dirigente Tecnologo;
    • c) Ricercatore Astronomo, Astronomo Associato o Astronomo Ordinario;
    • d)  Ricercatore a tempo indeterminato;
    • e) Professore Associato o Professore Ordinario.

    Il Referente scientifico per obiettivo realizzativo può essere altresì un Ricercatore a tempo determinato, presso il proponente o eventuali co-proponenti, di cui all’art. 24, lett. b) della L. 240/2010, purché abbia ottenuto la valutazione positiva (obbligatoriamente da allegare alla proposta) prevista dal comma 5 dell’articolo 24 della legge 30 dicembre 2010, n.240 a seguito del possesso dell’abilitazione scientifica nazionale;

  27. Responsabile amministrativo del progetto: personale dirigente o non dirigente a tempo indeterminato del soggetto proponente, responsabile della gestione della documentazione finanziario-amministrativa, di rendicontazione intermedia e finale da produrre al MIUR;
  28. Referente amministrativo degli eventuali co-proponenti: personale dirigente o non dirigente a tempo indeterminato del/i soggetto/i proponente/i che si interfaccia con il Responsabile amministrativo del progetto in merito alla documentazione finanziario-amministrativa per la rendicontazione intermedia e finale da produrre al MIUR;
  29. Commissione di valutazione delle proposte progettuali (di seguito anche solo CDV o Commissione): la Commissione le cui funzioni sono definite all’art. 6 del D.M. 18 dicembre 2017, n. 999;
  30. Esperto tecnico – scientifico (di seguito anche solo ETS): l’esperto le cui funzioni sono dettagliate all’art. 13, commi 2 e seguenti, del presente avviso;
  31. Esperto economico – finanziario (di seguito anche solo EEF): l’esperto le cui funzioni sono dettagliate all’art. 13, commi 2, 5 e 10, del presente avviso;
  32. Gruppo istruttorio (di seguito anche solo GI): il Gruppo Istruttorio le cui funzioni sono definite all’art. 6 del D.M. 18 dicembre 2017, n. 999.

2. Finalità dell’avviso

  1. Il presente avviso prevede il finanziamento di progetti finalizzati al potenziamento delle infrastrutture di ricerca individuate dal MIUR come prioritarie nel PNIR 2014-2020 e ammissibili per l’accesso ai fondi del PON; si tratta delle infrastrutture di ricerca funzionali all’implementazione di progetti che risultino rispondenti ad uno o più ambiti ESFRI e che risultino, altresì, di notevole impatto sulle traiettorie della Strategia Nazionale di Specializzazione Intelligente, con la capacità di garantire l’autosostentamento nel medio e lungo termine ed attivare interventi nelle regioni meno sviluppate o in transizione.
  2. I progetti di potenziamento dell’infrastruttura di ricerca esistente (infrastruttura di ricerca pre-progetto) potranno riguardare una o più tipologie di intervento tra: (i) il potenziamento diffuso di tutta l’infrastruttura di ricerca, (ii) il potenziamento di una sua parte circoscritta, (iii) il potenziamento in termini di ampliamento (estensione) dell’infrastruttura di ricerca esistente.
  3. Il progetto di potenziamento dell’infrastruttura di ricerca è ritenuto completato quando tutte le attività previste nel progetto finanziato con il decreto di concessione e le variazioni consentite risultino realizzate e l’infrastruttura di ricerca potenziata pienamente utilizzabile; inoltre, detto progetto è ritenuto completato quando tutti i pagamenti previsti siano stati effettuati dai beneficiari ed il relativo contributo pubblico sia stato corrisposto ai medesimi beneficiari.
  4. Gli effetti previsti dal potenziamento dovranno avere una efficacia di almeno 10 anni decorrenti dal pagamento del saldo finale ai soggetti beneficiari.
  5. Ai fini del rispetto del punto 20 della Comunicazione 2014/C 198/01 della Commissione, l’infrastruttura di ricerca potenziata che beneficerà delle misure che non costituiscono aiuti di Stato previste dal presente avviso dovrà essere utilizzata quasi esclusivamente per attività di natura non economica, ovvero per attività economica purché unicamente finalizzata alla copertura delle spese correnti di ricerca in una misura non superiore al 20% della capacità annua complessiva dell’infrastruttura di ricerca potenziata. Tale condizione deve rimanere soddisfatta per il numero di anni indicati al precedente comma 4.
  6. Laddove l’infrastruttura di ricerca potenziata svolga sia attività economiche sia non economiche, i due tipi di attività, i loro costi, finanziamenti e ricavi dovranno essere chiaramente separati mediante sistemi di contabilità separata. Laddove le infrastrutture di ricerca potenziate siano distribuite, tale separazione deve essere a livello di sito e a livello aggregato.
  7. Ai fini del mantenimento della stabilità delle operazioni ai sensi dell’art. 71 del Regolamento 1303/2013, laddove – entro 5 anni dal pagamento finale al/i beneficiario/i – si verifichi un cambio di proprietà di un’infrastruttura di ricerca che procuri un vantaggio indebito a un’impresa o a un ente pubblico ovvero una modifica sostanziale che alteri la natura, gli obiettivi o le condizioni di attuazione dell’operazione, con il risultato di comprometterne gli obiettivi originari, l’agevolazione finanziaria all’operazione concessa in virtù del presente avviso deve essere rimborsata dal beneficiario/i, in proporzione al periodo per il quale tali requisiti non sono stati soddisfatti. Il termine dei 5 anni è elevato a 10 anni qualora l’infrastruttura di ricerca sia soggetta a delocalizzazione al di fuori dell’Unione Europea. Tali vincoli si applicano all’intera infrastruttura di ricerca o ad una sua parte in funzione della tipologia di potenziamento prevista.
  8. Le infrastrutture di ricerca individuate, in accordo con il PNIR, sono:
    1. Aerosols Clouds and Traces gases Research Infrastructure Network (di seguito, anche solo ACTRIS – RI);
    2. Central European Research Infrastructure Consortium, costituito in ERIC con Decisione di esecuzione della Commissione europea 2014/392/UE del 24 giugno 2014 (di seguito, anche solo CERIC-ERIC);
    3. Digital Research Infrastructure for the Arts and Humanities, costituito in ERIC con Decisione di esecuzione della Commissione europea 2014/526/UE del 6 agosto 2014 (di seguito, anche solo DARIAH-ERIC);
    4. Distributed High Throughput Computing and Storage – DHTCS (ora confluito nel progetto IPCEI-HPC-BDA – Important Project of Common European Interest on High Performance Computing and Big Data enabled Applications, come documentato nel Piano Triennale di Attività dell’INFN 2016-2018 e nel FOE 2017 – Decreto Ministeriale n. 608 dell’8 agosto 2017 – di seguito, anche solo IPCEI-HPC-BDA);
    5. European Carbon Dioxide Capture and Storage Laboratory Infrastructure, costituito in ERIC con Decisione di esecuzione (UE) 2017/996/UE della Commissione del 9 giugno 2017 (di seguito, anche solo ECCSEL-ERIC);
    6. European Life-science Infrastructure for Biological Information (di seguito, anche solo ELIXIR);
    7. European Marine Biological Resource Centre (di seguito, anche solo EMBRC);
    8. European Multidisciplinary Seafloor and water column Observatory, costituito in ERIC con Decisione di esecuzione (UE) 2016/1757/UE della Commissione del 29 settembre 2016 (di seguito, anche solo EMSO-ERIC);
    9. European Plate Observing System (di seguito, anche solo EPOS);
    10. The European Research Infrastructure for Imaging Technologies in Biological and Biomedical Sciences (EuroBioImaging, di seguito anche solo EuBI);
    11. Integrated Carbon Observation System, costituito in ERIC con Decisione di esecuzione della Commissione europea 2015/2097/UE del 26 ottobre 2015 (di seguito, anche solo ICOS-ERIC);
    12. European Research Infrastructure for Heritage (di seguito, anche solo E-RHIS);
    13. Cubic Kilometre Neutrino Telescope (di seguito, anche solo KM3-NET);
    14. e-Science European Infrastructure for Biodiversity and Ecosystem Research, costituito in ERIC con Decisione di esecuzione della Commissione europea 2017/499/UE del 17 marzo 2017 (di seguito, anche solo LIFEWATCH-ERIC);
    15. Laboratori Nazionali del Gran Sasso (di seguito, anche solo LNGS);
    16. Laboratori Nazionali del Sud (di seguito, anche solo LNS);
    17. Sardinia Radio Telescope (di seguito, anche solo SRT);
    18. Southern Europe Thomson Back-Scattering Source for Applied Research (di seguito, anche solo STAR).

3. Soggetti ammissibili

  1. I soggetti proponenti ammessi alla presentazione della proposta progettuale per le infrastrutture di ricerca individuate sono i seguenti:
    1. il Consiglio Nazionale delle Ricerche per l’infrastruttura ACTRIS – RI;
    2. l’Area Science Park di Trieste per l’infrastruttura CERIC – ERIC;
    3. il Consiglio Nazionale delle Ricerche per l’infrastruttura DARIAH – ERIC;
    4. l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare per l’infrastruttura DHTCS (ora IPCEI-HPC-BDA).
    5. l’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale per l’infrastruttura ECCSEL – ERIC;
    6. il Consiglio Nazionale delle Ricerche per l’infrastruttura ELIXIR;
    7. la Stazione Zoologica Anton Dohrn per l’infrastruttura EMBRC;
    8. l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia per l’infrastruttura EMSO – ERIC;
    9. l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia per l’infrastruttura EPOS;
    10. il Consiglio Nazionale delle Ricerche per l’infrastruttura EuBI;
    11. il Consiglio Nazionale delle Ricerche per l’infrastruttura ICOS – ERIC;
    12. per l’infrastruttura E-RIHS;
    13. l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare per l’infrastruttura KM3-NET;
    14. il Consiglio Nazionale delle Ricerche per l’infrastruttura LIFEWATCH – ERIC;
    15. l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare per LNGS;
    16. l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare per l’infrastruttura LNS;
    17. l’Istituto Nazionale di Astrofisica per l’infrastruttura SRT.
      Tali enti/istituzioni di ricerca sono identificati come soggetti proponenti in quanto destinatari di specifici finanziamenti a valere sul Fondo ordinario per gli enti pubblici di ricerca (FOE).
    18. L’Università della Calabria per l’infrastruttura STAR.
      L’Università della Calabria è identificata quale soggetto proponente in quanto gerente l’attività scientifica, organizzativa e gestionale dell’infrastruttura, ai sensi del Decreto del Rettore dell’Università n. 1313 del 28 ottobre 2016.
  2. Per ciascuna infrastruttura di ricerca, il soggetto proponente può partecipare da solo o in compagine con uno o più soggetti co-proponenti. In quest’ultimo caso, tutti i soggetti partecipanti alla compagine dovranno stipulare un accordo ex art. 15 di cui alla Legge 7 agosto 1990, n. 241, che disciplini la gestione comune del finanziamento pubblico, i ruoli e le responsabilità di ciascun soggetto partecipante nella realizzazione del progetto. Resta fermo che la responsabilità finanziaria nei confronti del MIUR verte solo in capo al soggetto proponente. Pertanto, il proponente, anche ove agisca in compagine, sarà responsabile dell’importo concesso dal MIUR e sarà chiamato a rispondere dell’attuazione dell’intero progetto; sarà altresì tenuto al rimborso, nei casi di cui all’art. 19 del presente avviso dell’intero ammontare delle risorse erogate dal MIUR.
  3. In particolare l’accordo, di cui al precedente comma 2, dovrà indicare almeno:
    1. la responsabilità nei confronti del MIUR del soggetto proponente, individuato nell’elenco di cui sopra, in ordine al coordinamento delle attività progettuali, all’attuazione del progetto ed a tutte le responsabilità finanziarie a questo connesse;
    2. la ripartizione delle attività e delle responsabilità tra il proponente ed il/i co-proponente/i relativamente alla realizzazione del progetto;
    3. la ripartizione finanziaria e la descrizione dei flussi finanziari tra il proponente ed il/i co-proponente/i;
    4. le eventuali azioni di rivalsa del proponente nei confronti del/i co-proponente/i nel caso di mancato adempimento degli obblighi previsti nel medesimo accordo o dal presente avviso e/o disciplinare, che comportino la revoca del finanziamento in danno del soggetto proponente;
    5. l’impegno del soggetto proponente e di ciascun co-proponente a gestire l’infrastruttura di ricerca, garantendone la sostenibilità economico–finanziaria indipendentemente dal mercato, anche dopo la conclusione del progetto, per almeno dieci anni decorrenti dal pagamento finale al beneficiario e a non dismettere i singoli beni prima che abbiano completato il normale ciclo di ammortamento, senza una preventiva autorizzazione del MIUR;
    6. l’impegno del soggetto proponente e di ciascun co-proponente ad assicurare la stabilità del progetto entro i limiti di cui all’art. 71 del Regolamento (UE) n. 1303/2013;
    7. l’impegno del soggetto proponente e di ciascun co-proponente a garantire il rispetto della soglia del 20% della eventuale attività economica svolta (ai sensi del punto 20 della Comunicazione 2014/C 198/01 della Commissione) e, al tal fine, l’impegno a tenere una contabilità separata relativamente alle attività economiche e non economiche e con le modalità indicate al precedente art. 2, comma 6;
    8. le modalità ed i tempi necessari al trasferimento delle risorse erogate dal MIUR dal soggetto proponente al/i co-proponente/i;
    9. l’impegno, da parte di tutti i partecipanti alla compagine, di osservare gli obblighi di cui al D.P.R. 16 aprile 2013, n. 62 “Regolamento recante codice di comportamento dei dipendenti pubblici, a norma dell’art. 54 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165” (Pubbl. G.U. n. 129 del 4 giugno 2013);
    10. la delega al proponente, da parte di tutti i partecipanti alla compagine, di sottoscrivere per loro conto, a corredo della domanda di partecipazione, la presa d’atto (allegato C) relativa agli obblighi di cui alla precedente lettera i.
  4. L’accordo, di cui al precedente comma 2, dovrà, inoltre, riportare le responsabilità finanziarie di ciascun membro della compagine nei casi di inadempimento relativo alle attività di progetto, ognuno per le quote di attività spettanti, fermo restando che il MIUR si rivarrà solo sul proponente per l’intero importo.
  5. Nei casi previsti dai commi che precedono, il soggetto proponente dovrà essere autorizzato nell’accordo dal/i soggetto/i co-proponente/i a:
    1. rappresentare la compagine nei rapporti con il MIUR;
    2. presentare, ai fini dell’accesso alle agevolazioni e del mantenimento delle stesse, in nome e per conto del/i co-proponente/i, il progetto e l’eventuale variazione dello stesso;
    3. sottoscrivere, in nome e per conto del/i co-proponente/i, la domanda, gli allegati, la scheda tecnica di proposta progettuale, il disciplinare, l’atto d’obbligo e qualsiasi altro atto predisposto dal MIUR, contenente le regole e le modalità per la corretta gestione del rapporto concessorio;
    4. presentare, in nome e per conto del/i co-proponente/i, le domande di pagamento, acquisire le erogazioni per l’intera compagine e disporre il trasferimento al/i co-proponente/i delle quote di loro spettanza nei tempi e nei termini quantificati dal medesimo accordo;
    5. presentare una relazione tecnica bimestrale sull’andamento delle attività di progetto e una relazione tecnica di fine progetto.
  6. L’accordo, di cui al comma 2, deve essere firmato dai legali rappresentanti del soggetto proponente e del/i co-proponente/i, od anche da procuratore munito di procura speciale.
  7. La durata temporale dell’accordo di cui al comma 2 che precede è di almeno 10 anni, decorrenti dal pagamento finale al proponente, ai sensi dell’art. 71 del Regolamento 1303/2013.

4. Risorse utilizzate

  1. Gli interventi di cui al presente avviso sono finanziati a valere sull’Asse II – Azione II.1 del PON Ricerca e Innovazione 2014-2020, che prevede una dotazione finanziaria complessiva di euro 286.094.904,00. Le risorse sono distribuite secondo la seguente ripartizione:
    • a) euro 34.083.920,00 sono riservati per l’Area in transizione;
    • b) euro 252.010.984,00 sono riservati per l’Area meno sviluppata;
  2. Il Comitato di sorveglianza del PON Ricerca e Innovazione 2014-2020 ha approvato l’applicazione dell’art. 70, paragrafo 2, lettera b) del Regolamento 1303/2013. Alla luce di ciò sarà possibile realizzare investimenti localizzati al di fuori dell’Area del Programma, a patto che il vantaggio che ne consegua sia a favore dell’Area del Programma, nel rispetto delle seguenti condizioni:
    • a) una quota non superiore al 15% del sostegno del PON a ciascun progetto potrà essere spesa per investimenti localizzati al di fuori dell’Area del Programma a condizione che il vantaggio sia a favore dell’Area del Programma;
    • b) per il combinato disposto degli artt. 70 e 93 del Regolamento 1303/2013, tali risorse devono essere imputate pro quota per ciascuna delle due aree; a tal fine, il soggetto proponente dovrà indicare l’imputazione delle risorse, indicandola nella “Scheda Tecnica di Proposta Progettuale” di cui all’Allegato B) al presente avviso, in ragione della ricaduta che tali investimenti produrranno in ciascuna delle due distinte aree.
  3. La dotazione di cui al precedente comma è integrata con euro 40.000.000,00 di risorse FSC provenienti dal Piano Stralcio “Ricerca e Innovazione” 2015 – 2017 a beneficio di investimenti localizzati nell’Area del Programma, di cui fino ad un importo massimo di euro 2.600.000,00 destinato ad investimenti localizzati fuori dall’Area del Programma e prioritariamente per le finalità di cui al successivo art. 16, comma 4. Il MIUR si riserva di integrare detta quota per garantire il finanziamento degli interventi ritenuti ammissibili.
  4. Le risorse di cui sopra verranno utilizzate sulla base della graduatoria e delle risorse disponibili.

5. Massimali di investimento – Intensità del finanziamento

  1. L’intensità del finanziamento copre il 100% dei costi ammissibili fino ad un importo massimo di euro 20.000.000,00 per ciascun progetto.
  2. Il costo totale del progetto presentato ed il finanziamento richiesto a valere sul presente avviso non devono essere inferiori ad euro 5.000.000,00.
  3. Laddove il soggetto proponente intenda presentare un progetto avente un costo totale superiore all’importo di euro 20.000.000,00, deve indicare le fonti di finanziamento per la copertura della parte eccedente l’importo massimo ammissibile. In tale eventualità, ai sensi dell’art. 65, paragrafo 11, del Regolamento 1303/2013, fermo restando che un’operazione può ricevere sostegno da uno o più fondi SIE oppure da uno o più programmi e da altri strumenti dell’Unione, si ribadisce che le singole voci di spesa indicate in una domanda di pagamento nell’ambito del PON non possono ricevere il sostegno di un altro fondo o strumento dell’Unione, o dallo stesso fondo nell’ambito di un altro programma e per ciascuna voce che costituisce la parte eccedente si applicano tutte le condizioni previste dal presente avviso e dal D.M. 18 dicembre 2017, n. 999.
  4. Il Comitato di sorveglianza del PON Ricerca e Innovazione 2014-2020 ha approvato l’applicazione dell’art. 70, paragrafo 2, lettera b) del Regolamento 1303/2013, nelle modalità di seguito rappresentate:
    • a. possibilità di riconoscere tra i soggetti beneficiari anche soggetti localizzati al di fuori dell’Area del Programma, ma comunque ubicati nel territorio italiano, i quali potranno quindi realizzare le proprie attività di rafforzamento infrastrutturale al di fuori delle Aree meno sviluppata ed in transizione, purché sia garantito che il progetto nel suo complesso:
      • abbia ricadute positive nell’Area del Programma, in termini di sinergie scientifiche ed investimenti funzionali al rafforzamento del tessuto economico locale;
      • sia capace di contribuire allo sviluppo tecnologico tramite l’accesso ad attrezzature, risorse e competenze scarsamente reperibili nell’offerta di mercato locale, assicurando al contempo la fruizione di servizi ad elevato contenuto di conoscenze non presenti nei territori interessanti l’Area del Programma;
    • b. le spese ammissibili sostenute in aree al di fuori dall’Area del Programma non potranno superare il 15% delle spese totali del progetto di rafforzamento infrastrutturale, ammissibili al PON, garantendo pertanto il rispetto del vincolo di cui all’art. 70, paragrafo 2, lettera b), del Regolamento 1303/2013;
    • c. verrà garantita per tutti i soggetti beneficiari l’applicazione delle medesime procedure di gestione e controllo.
  5. La eventuale quota eccedente il 15% del totale dei costi ammissibili del progetto indicati fuori dall’Area del Programma non verrà finanziata.
  6. La realizzazione della parte non agevolabile del progetto rientra negli obblighi del beneficiario/i ai fini del raggiungimento dell’obiettivo finale.

6. Requisiti dei Progetti

  1. È ammessa la presentazione di un solo progetto per ciascuna infrastruttura di ricerca.
  2. La proposta progettuale nel suo insieme dovrà rispettare tutti i seguenti requisiti: R1:      ciascun soggetto proponente dovrà garantire la coerenza tra l’azione di potenziamento infrastrutturale e la missione dell’infrastruttura di ricerca. L’obiettivo che il progetto intende perseguire dovrà risultare rispondente ad uno o più ambiti ESFRI, alle finalità del PON e, nello specifico del presente avviso, agli obiettivi e alle priorità PNIR;
    R2:      il progetto dovrà risultare di notevole impatto sulle traiettorie di sviluppo della SNSI;
    R3:      in accordo con le priorità di investimento del PON (Asse II, Linea di Azione II.1), il progetto dovrà riguardare potenziamento, ampliamento e modernizzazione delle infrastrutture di ricerca individuate sul territorio nazionale, al fine di:

    • a. rafforzarne l’impatto e il rilievo europeo;
    • b. sostenere le comunità dei ricercatori con competenze e tecnologie italiane, partecipando alla realizzazione della Roadmap ESFRI;
    • c. potenziare le caratteristiche di unicità e/o eccellenza in tutto il territorio nazionale.

    R4:      il progetto dovrà descrivere il soggetto proponente e gli eventuali soggetti co-proponenti, nonché il loro modello organizzativo;
    R5:      il progetto dovrà descrivere l’obiettivo finale e la motivazione della sua scelta;
    R6:      il progetto dovrà descrivere l’articolazione delle singole attività proposte per obiettivi realizzativi, che concorrano alla realizzazione dell’obiettivo finale con una chiara descrizione della loro funzionalità e necessità;
    R7:      il progetto dovrà descrivere la tempistica con riferimento alle relative attività;
    R8:      il progetto dovrà descrivere il ruolo di ciascun partecipante in ciascuna attività del progetto;
    R9:      il progetto dovrà articolare il costo per ciascun obiettivo realizzativo e per ciascuno dei beneficiari;
    R10: il progetto dovrà elencare tutti i beni e servizi strumentali oggetto della proposta progettuale e fornire una stima preliminare dei costi degli stessi;
    R11:    il progetto dovrà presentare un piano di gestione che evidenzi la capacità prospettica dell’infrastruttura di ricerca di autosostenersi per il periodo indicato all’art. 2 comma 4;
    R12:    Il progetto dovrà stimare l’impatto potenziale in termini di ricadute sul territorio anche in riferimento alle attività svolte fuori dall’Area del Programma, su aspetti quali la valorizzazione dell’eccellenza scientifica, la creazione di conoscenza e innovazione, la capacità di contribuire allo sviluppo tecnologico e alla competitività delle imprese, la capacità di attrarre investimenti e la capacità di generare opportunità di sviluppo e di auto-sostenibilità nel medio-lungo periodo;
    R13: il progetto dovrà argomentare in merito al valore aggiunto, a livello europeo, dell’iniziativa proposta e del contributo finanziario richiesto;
    R14: il progetto dovrà argomentare in merito alla rilevanza scientifica e tecnologica dell’iniziativa proposta a livello internazionale anche in coerenza con i requisiti ESFRI;
    R15: il progetto dovrà illustrare la strategia prevista per l’eventuale attività economica svolta dall’infrastruttura di ricerca potenziata, unicamente finalizzata alla copertura delle spese correnti di ricerca in una misura non superiore al 20% della capacità annua complessiva dell’infrastruttura di ricerca potenziata; laddove l’infrastruttura di ricerca potenziata svolga sia attività economiche sia non economiche, i due tipi di attività, i loro costi, finanziamenti e ricavi dovranno essere chiaramente separati mediante sistemi di contabilità separata; laddove le infrastrutture di ricerca potenziate siano distribuite, tale separazione deve essere a livello di sito e a livello aggregato; il presente requisito deve rimanere soddisfatto per l’intero periodo di ammortamento (e comunque per la durata prescritta all’art. 2, comma 4);
    R16: il progetto dovrà elencare elementi di valutazione e verifica qualitativa e quantitativa dei risultati raggiunti (es. deliverables e milestones).

7. Durata e termini di realizzazione del progetto

  1. La durata massima di ciascuno dei progetti, indicata in sede di presentazione della domanda di partecipazione, non deve superare i 32 (trentadue) mesi, decorrenti dalla sottoscrizione dell’atto d’obbligo, salvo richiesta di proroga.
  2. È ammessa un’unica proroga del progetto, fermo restando che la durata complessiva del progetto stesso non può eccedere 36 mesi. La richiesta di proroga è approvata dal MIUR solo se adeguatamente motivata dal proponente, previo nulla osta dell’ETS in itinere e dell’EEF in itinere.
  3. Le spese sostenute successivamente ai termini previsti nei due commi precedenti non sono considerate ammissibili. In ogni caso non saranno ammissibili spese sostenute oltre i termini previsti dalla normativa di riferimento dei fondi SIE relativi al periodo di programmazione in corso.

8. Spese ammissibili e divieto di cumulo

  1. Le spese ammissibili sono quelle:
    1. effettivamente sostenute dal beneficiario nel periodo di ammissibilità della spesa, come specificato nel successivo comma 7, relative ai beni come riportati nell’Allegato B) del presente avviso e comprovate da fatture quietanzate o giustificate da documenti contabili aventi valore probatorio equivalente;
    2. tracciabili, ovvero verificabili attraverso una corretta e completa tenuta della documentazione;
    3. contabilizzate separatamente, in conformità alle disposizioni di legge e ai principi contabili.
  2. Ai sensi dell’Allegato I della Comunicazione della Commissione 2014/C 198/01, le spese ammissibili corrispondono a spese per gli investimenti in attività materiali ed immateriali; con riferimento a questi ultimi si considerano ammissibili gli attivi riconducibili ai beni che non esauriscono la loro utilità in un solo periodo, ossia manifestano i benefici economici lungo un arco temporale pluriennale.
  3. In particolare, i costi ammissibili per il potenziamento dell’infrastruttura di ricerca sono:
    1. strumentazione scientifica, apparecchiature e macchinari di ricerca e loro accessori “chiavi in mano”, ovvero i componenti per la realizzazione di una loro parte auto-consistente;
    2. un ampliamento (estensione) di strumentazione scientifica, apparecchiature e macchinari esistenti presso l’infrastruttura di ricerca all’atto della presentazione della proposta, ovvero i componenti per la realizzazione di una loro parte auto-consistente;
    3. impianti tecnici generici strettamente funzionali e correlati al progetto da asservire ad una apparecchiatura/macchinario o ad una strumentazione scientifica;
    4. licenze software e brevetti direttamente correlati al potenziamento proposto.
  4. Nella determinazione dei costi ritenuti ammissibili, si tiene anche conto degli oneri per imballo, installazione, verifica di conformità/certificato di regolare esecuzione, spese di immatricolazione, dazi, spese di sdoganamento purché esplicitamene stimati e indicati nei documenti di spesa del bene acquistato. I costi si intendono franco sede di destinazione.
  5. Sono comunque esclusi dall’ammissibilità della spesa gli oneri accessori, le commissioni per operazioni finanziarie, interessi di natura debitoria e interessi di mora relativi al pagamento del bene, penali, ammende, sanzioni pecuniarie e spese per contenziosi, ravvedimenti operosi o rateizzazioni, nonché le spese occorrenti per le procedure di gara.
  6. Sono inoltre esclusi i costi di personale per lavori in economia, l’auto-fatturazione e la fatturazione reciproca nell’ambito della compagine.
  7. Le spese ammissibili decorrono dalla data di sottoscrizione dell’atto d’obbligo. Cionondimeno è facoltà dei proponenti iniziare le procedure di affidamento in data successiva al termine ultimo di presentazione della domanda di partecipazione, previa acquisizione del CUP. L’amministrazione riconoscerà le spese solo sulla base del decreto di concessione del finanziamento e del relativo atto d’obbligo e comunque all’esito positivo dei controlli di cui all’articolo 17 del presente avviso.
  8. Ai fini della rendicontazione, i costi ammissibili afferenti alle diverse tipologie di spesa sono da considerarsi al netto dell’IVA nel caso in cui tale imposta risulti trasferibile in sede di presentazione di dichiarazione periodica; sono invece comprensivi di IVA nel caso in cui tale imposta non sia trasferibile.
  9. Non sono ammissibili le spese relative ad un bene/servizio rispetto al quale il beneficiario/i abbia già fruito, per lo stesso bene, di una misura di sostegno finanziario regionale, nazionale o comunitario.
  10. Le spese sostenute fuori dall’Area del Programma saranno agevolabili fino ad un massimo del 15% dei costi massimi ammissibili del progetto di cui all’art. 5, comma 1, come già riportato all’art. 5, comma 4, lettera b, del presente avviso.
  11. Laddove il progetto sia parte di un progetto più ampio, al fine di accertare un eventuale cumulo del finanziamento a valere sul presente avviso con altri finanziamenti pubblici, nonché di verificare che l’ammontare complessivo dei finanziamenti configuri la fattispecie del Grande Progetto così come definito all’art. 100 del Regolamento n. 1303/2013, il proponente deve indicare:-        il costo complessivo del progetto, compresa la parte non finanziata dal PON con il presente avviso;
    –        eventuali ulteriori finanziamenti pubblici, anche a valere su risorse dei Programmi operativi regionali, destinati alla realizzazione del progetto più ampio.

9. Modalità e termini di presentazione della domanda di partecipazione

  1. La domanda di partecipazione, conforme all’Allegato A) di cui al presente avviso, dovrà essere presentata in lingua italiana, a pena di esclusione e di irricevibilità, esclusivamente tramite i servizi dello sportello telematico SIRIO (https://sirio-miur.cineca.it) a partire dalle ore 12:00 del 5 aprile 2018 ed entro e non oltre le ore 12:00 (CET) del 15 giugno 2018. A tal fine, il MIUR, all’apertura dei termini per la presentazione della domanda di partecipazione, invierà tramite PEC al legale rappresentante del soggetto proponente un’utenza abilitata alla presentazione della domanda di partecipazione per ciascuna infrastruttura di ricerca per la quale è stato identificato come soggetto proponente ai sensi dell’articolo 3, comma 1, del presente avviso. Tramite tale utenza sarà possibile eseguire tutte le attività relative alla compilazione e trasmissione della domanda di partecipazione e condividere con altre utenze registrate la visualizzazione della domanda in compilazione.
  2. Tramite lo sportello telematico di cui al comma 1 che precede sarà possibile: registrare eventuali ulteriori utenze, consultare le guide sull’utilizzo dei servizi, scaricare i modelli delle dichiarazioni e degli altri allegati, richiedere supporto tecnico, nonché inoltrare eventuali richieste di chiarimenti per la compilazione della domanda entro i termini prescritti all’art. 22, comma 3, del presente avviso.
  3. La domanda deve essere firmata digitalmente da parte del legale rappresentante del soggetto proponente, completa di tutti i documenti di cui all’articolo 10. Eventuale documentazione integrativa che il soggetto proponente intenda allegare alla presentazione della domanda di finanziamento dovrà essere meramente a complemento e non sostituiva di quanto direttamente riportato nell’allegato B. Tali documenti dovranno essere conformi, nei contenuti e nelle modalità di invio, alle indicazioni previste dal presente avviso.
  4. La domanda, inoltre, deve contenere, in accordo con l’allegato B, i riferimenti del Coordinatore Scientifico di progetto e del Responsabile amministrativo del progetto.
  5. Nella domanda di partecipazione il soggetto proponente dovrà indicare tutte le unità operative dove verrà implementato il progetto.
  6. La domanda è resa nella forma di autocertificazione ai sensi del D.P.R. 445/2000 e con le responsabilità di cui agli artt. 75 e 76 del medesimo decreto e dovrà contenere il consenso al trattamento dei dati, ai sensi e per gli effetti di cui al D. Lgs. 196/2003.
  7. Le domande presentate con modalità e tempi diversi da quelli sopra descritti saranno considerate irricevibili.

10. Dichiarazioni e documenti a corredo della domanda di finanziamento

  1. A corredo della domanda di partecipazione, da compilare secondo l’Allegato A), il proponente dovrà fornire, avvalendosi dello sportello telematico SIRIO (https://sirio-miur.cineca.it), i documenti di seguito indicati:
    1. per ciascuna proposta progettuale, “Scheda Tecnica di Proposta Progettuale” di cui all’Allegato B) al presente avviso, compilata e firmata digitalmente dal legale rappresentante e dal Coordinatore Scientifico di progetto;
    2. in presenza di co-proponente/i, per ciascuna proposta progettuale, copia dell’“accordo ex art. 15 della L. 241/1990”, contenente le indicazioni di cui all’art. 3 del presente avviso, firmata digitalmente dal legale rappresentante del proponente e del/i co-proponente/i;
    3. per ciascuna proposta progettuale, copia conforme all’originale dell’atto o degli atti attestanti la disponibilità dei locali/terreni/impianti e strumentazioni interessati dalla realizzazione del potenziamento dell’infrastruttura di ricerca, ove non già in uso a titolo di proprietà. Se i titoli di disponibilità quali, ad esempio, comodato e affitto, prevedono una durata inferiore ai 10 anni decorrenti dal pagamento finale al beneficiario/i, il proponente e/o il/i co-proponente/i dovranno rilasciare idonea dichiarazione di impegno a garantire l’efficacia del potenziamento nei termini previsti dall’art. 2, comma 4, del presente avviso;
    4. eventuali manifestazioni di interesse da parte del settore produttivo;
    5. eventuale lettera a firma del Direttore Generale dell’ERIC, che dichiari che il progetto è funzionale alle attività dell’ERIC corrispondente;
    6. per ciascuna proposta progettuale, presa d’atto del Codice di Comportamento di cui al D.P.R. 16 aprile 2013, n. 62 “Regolamento recante codice di comportamento dei dipendenti pubblici, a norma dell’art. 54 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165” (Pubbl. G.U. n. 129 del 4 giugno 2013), sottoscritto digitalmente dal legale rappresentante del soggetto proponente, anche per conto del/i co-proponente/i, per accettazione degli obblighi e dei doveri ivi contenuti (Allegato C);
    7. per ciascuna proposta progettuale, Disciplinare di concessione del finanziamento finalizzato al potenziamento delle infrastrutture di ricerca sottoscritto digitalmente dal legale rappresentante del soggetto proponente, anche per conto del/i co-proponente/i, per accettazione degli obblighi e dei doveri ivi contenuti (Allegato D).
  2. La documentazione di cui alle lettere a) e d) del comma che precede dovrà essere redatta obbligatoriamente in lingua italiana e in lingua inglese, riportando nelle due versioni i medesimi contenuti di forma e di sostanza. In caso di difformità tra le due versioni, prevarrà quella in lingua italiana.
  3. La documentazione di cui alla lettera e) del comma 1, laddove presentata, dovrà essere redatta esclusivamente in lingua inglese.

11. Ricezione della proposta progettuale

  1. Le domande di partecipazione all’avviso che risultassero mancanti dei documenti elencati al comma 1 dell’art. 10 che precede, fatto salvo quanto previsto alle lett. d) ed e), saranno considerate irricevibili.
  2. Fermo restando che è ammessa la trasmissione di una sola domanda di partecipazione per ciascuna infrastruttura di ricerca, fino alla scadenza fissata per la presentazione della domanda è possibile modificare una proposta non ancora trasmessa. Nessun documento può essere presentato autonomamente dopo la trasmissione della domanda. Nessun documento può essere presentato autonomamente dopo la data di scadenza per la presentazione della domanda.
  3. Il MIUR non assume alcuna responsabilità per lo smarrimento o il ritardato ricevimento di comunicazioni dipendenti da errata o incompleta indicazione dell’indirizzo di posta elettronica da parte del soggetto proponente, né per eventuali disguidi informatici comunque imputabili a terzi, a caso fortuito o a forza maggiore.

12. Istruttoria formale-amministrativa della proposta progettuale

  1. Per tutte le domande che perverranno entro i termini sopra indicati, è effettuata, di norma entro 45 giorni dalla chiusura dei termini per la presentazione delle proposte, l’istruttoria formale-amministrativa di ammissibilità della domanda volta a verificare il rispetto della modalità di presentazione, della completezza della documentazione obbligatoria richiesta e della tempistica. Tale istruttoria è effettuata dagli uffici della Direzione Generale per il coordinamento, la promozione e la valorizzazione della ricerca del MIUR.
  2. Il MIUR si riserva la facoltà di richiedere regolarizzazioni riguardanti la documentazione prodotta. Le carenze di qualsiasi elemento formale della domanda di partecipazione, ad esclusione di quelli incidenti sulla Scheda tecnica di proposta progettuale, possono essere regolarizzate attraverso la procedura del soccorso istruttorio. In tal caso, il MIUR assegna al soggetto proponente un termine non superiore a 10 giorni perché sia regolarizzata la documentazione. In caso di inutile decorso del termine di regolarizzazione, la proposta è esclusa dalla procedura di valutazione. Non possono essere regolarizzate attraverso la procedura del soccorso istruttorio le carenze della documentazione che non consentono l’individuazione del contenuto e del soggetto responsabile della stessa.
  3. Tutte le proposte progettuali che avranno superato positivamente la fase dell’istruttoria formale amministrativa saranno ammesse con riserva alla valutazione effettuata da esperti tecnico-scientifici e da esperti economico-finanziari, nominati dalla Commissione di valutazione.

13. Modalità di valutazione della proposta progettuale

  1. La Commissione di valutazione delle proposte progettuali nominata dal MIUR è composta da 7 membri individuati dal CNGR tra soggetti, italiani e/o stranieri, con comprovata professionalità in materia di infrastrutture di ricerca nell’ambito di un apposito elenco ministeriale o dell’albo di esperti gestito dalla Commissione europea. Il CNGR indica anche chi, tra i membri della Commissione, assume le funzioni di Presidente. È facoltà del CNGR indicare membri supplenti della Commissione.
  2. La Commissione, preso atto dei progetti ammessi con riserva alla valutazione, nomina per ciascun progetto un Gruppo Istruttorio formato da 3 Esperti Tecnico – Scientifici (ETS) e 1 Esperto Economico – Finanziario (EEF) per espletare la procedura di valutazione di ciascun progetto. Designa altresì uno degli ETS del gruppo istruttorio come Relatore per il progetto assegnato nei confronti della Commissione.
  3. Gli ETS, italiani e/o stranieri, sono individuati dalla Commissione e nominati dal MIUR, nell’ambito di un apposito elenco ministeriale o dell’albo di esperti gestito dalla Commissione europea, secondo criteri di competenza, trasparenza e rotazione, in assenza di conflitti di interesse.
  4. Gli ETS effettuano la propria valutazione entro il termine e con le modalità indicate nella lettera di incarico, sulla base dei criteri di cui all’art. 14 che segue.
  5. L’EEF è individuato ai sensi della vigente normativa in materia di appalti pubblici di servizi o mediante convenzioni in corso oppure nell’ambito di un apposito elenco ministeriale o dell’albo di esperti della Commissione europea.
  6. La valutazione della proposta progettuale da parte del gruppo istruttorio procede in modo indipendente per ciascun ETS sulla base della documentazione presentata, secondo un modello di Relazione Individuale di Valutazione (di seguito anche solo RIV). Per ogni criterio è assegnato un punteggio entro un intervallo definito, nonché una soglia minima.
  7. Ciascun ETS nelle singole RIV opera altresì la valutazione di congruità e pertinenza dei singoli beni fornendo indicazioni sulla numerosità e costo unitario ritenuti congrui e pertinenti ai fini degli obiettivi proposti.
  8. Nelle singole RIV, inoltre, dovranno essere inseriti per ciascun criterio i punteggi e relative motivazioni e le richieste di eventuali approfondimenti necessari ai fini dell’attività di seguito illustrata. Il relatore, infatti, dovrà effettuare la verifica in loco prima della redazione del Rapporto di Valutazione provvisorio (di seguito, anche ESR provvisorio), riportante un giudizio qualitativo e un punteggio numerico, sul quale dovrà essere acquisito il consenso degli altri ETS del gruppo istruttorio. Il portale web messo a disposizione dal MIUR fornisce una piattaforma per il dialogo telematico fra gli esperti ed un tempo massimo per il raggiungimento del consenso. Su proposta del GI sono ammesse fino ad un massimo di 3 visite del relatore per ciascun progetto, da effettuare presso le Unità Operative indicate nella domanda di partecipazione dal soggetto proponente.
  9. A seguito del consenso degli altri esperti, l’ESR provvisorio diviene automaticamente definitivo; in caso di mancato raggiungimento del consenso, spetta collegialmente alla Commissione la stesura dell’ESR definitivo, tenendo conto dei singoli RIV.
  10. L’esperto economico finanziario, dopo aver acquisito l’ESR definitivo, si esprime sulla sostenibilità economico finanziaria o meno della proposta progettuale, accompagnata da un giudizio motivato. L’eventuale valutazione di non sostenibilità da parte dell’EEF comporta la non ammissione alla graduatoria della proposta progettuale.
  11. Acquisiti tutti gli ESR definitivi e le valutazioni degli esperti economico finanziari, la Commissione, per ciascun progetto e nel rigoroso rispetto dei punteggi ricevuti negli ESR definitivi, completa il proprio lavoro stilando la graduatoria dei progetti. La Commissione, inoltre, analizza il budget di ogni progetto e le relative indicazioni provenienti dall’ESR definitivo, determinando la necessità di ogni singolo bene contenuto nell’elenco, la numerosità, il costo congruo, e, di conseguenza, sia l’ammontare complessivo del finanziamento, sia proporzionalmente la determinazione delle attività da realizzare fuori dall’Area del Programma, per un importo massimo pari al 15% dei costi ammissibili di progetto.
  12. Con proprio decreto, nel rispetto della graduatoria stilata dalla Commissione di Valutazione, il MIUR ammette a finanziamento i progetti in ragione delle risorse disponibili rispettivamente assegnate alle regioni in transizione ed alle regioni meno sviluppate. Il MIUR si riserva di valutare la possibilità di finanziare quanto non coperto dalle risorse del FESR con le risorse a valere sul FSC.

14.  Criteri di valutazione della proposta progettuale

 

  1. In accordo con i criteri di selezione previsti dal PON, la valutazione della proposta progettuale si basa sui criteri generali e sui criteri specifici elencati nella tabella che segue. In particolare, i criteri di valutazione generali consentono di verificare il contributo che il progetto fornisce al perseguimento della strategia del PON, mentre i criteri di valutazione specifici consentono di valutare il contributo che il progetto fornisce al raggiungimento degli obiettivi propri della Linea di Azione II.1, priorità di investimento 1a e delle finalità del PNIR.
  2. Ai criteri di seguito numerati da C1 a C9, di esclusiva competenza degli ETS, corrisponde un intervallo di punteggio massimo per valori interi in base al livello di soddisfacimento del criterio stesso ed una soglia minima, come dettagliato nella tabella successiva.
  3. Le proposte progettuali che per ciascun criterio raggiungeranno il punteggio individuato come soglia minima, tenuto fermo quanto riportato al successivo comma 4, saranno inserite in graduatoria dalla Commissione; le proposte progettuali che anche per un solo criterio non raggiungeranno il punteggio individuato come soglia minima non saranno inserite in graduatoria dalla Commissione.
  4. Il criterio di sostenibilità C10 “Sostenibilità economico-finanziaria del progetto” è di esclusiva competenza dell’EEF, che vi attribuisce una valutazione “sostenibile” o “non sostenibile”. L’eventuale valutazione di non sostenibilità da parte dell’EEF comporta la non ammissione alla graduatoria della proposta progettuale.
  5. In particolare, la valutazione della proposta progettuale si basa sui criteri definiti nelle tabelle che seguono.

CRITERI DI VALUTAZIONE (1/3)

Punteggio massimo

Soglia minima

Capacità tecnico-organizzativa dei soggetti proponenti
C1 Soggetti proponenti/beneficiari
Valuta l’esperienza e la qualità delle risorse umane tecniche e organizzative del soggetto proponente e del/i co-proponente/i con riferimento all’obiettivo finale nonché la qualità della compagine proponente in termini di complementarietà, sinergie, efficacia.

15

9

C2 Struttura gestionale
Verifica della dotazione da parte dei beneficiari di una struttura gestionale adeguata e ispirata ad un sistema di gestione degli interventi secondo criteri di qualità e nel rispetto degli obblighi normativi (ed in particolare al mantenimento di una contabilità separata, di sottoposizione a ispezioni e controlli, di conservazione dei documenti, di informazione e comunicazione di avvio e conclusione delle operazioni, di messa a disposizione delle informazioni legate al monitoraggio).

5

3

PUNTEGGIO sulla Capacità tecnico-organizzativa dei soggetti proponenti

20

CRITERI DI VALUTAZIONE (2/3)

Punteggio massimo

Soglia minima

Qualità della proposta progettuale
C3 Qualità della proposta
Valuta la rilevanza scientifica dell’obiettivo finale rispetto allo stato dell’arte della IR e del suo ambito di riferimento; valuta la visione a lungo termine e la credibilità dell’approccio proposto.

15

9

C4 Integrazione dei principi orizzontali
Valuta il contributo fornito dal progetto all’integrazione dei principi orizzontali previsti nel PON: sviluppo sostenibile, pari opportunità e non discriminazione e parità tra uomini e donne.

5

3

C5 Fattibilità del progetto
Valuta il grado di fattibilità tecnica e di fattibilità finanziaria rispetto alla tempistica prevista, con particolare riguardo al piano finanziario, alla congruità dei costi esposti e alla tempistica di attuazione.
Valuta la coerenza del cronoprogramma delle attività, le metodologie di lavoro e l’articolazione delle risorse e delle competenze in funzione dei risultati attesi;
Valuta gli elementi di verifica – oggettivi, quantitativi e misurabili – proposti sia per la valutazione in itinere sia per quella ex post.

10

6

C6 Livello di complementarietà e coerenza del progetto con SNSI
Valuta il livello di complementarietà e coerenza del progetto con le linee di azione/tipologia di attività previste nelle altre programmazioni nazionali e regionali, in particolare con la Strategia Nazionale di Specializzazione Intelligente.

5

3

PUNTEGGIO sulla Qualità della proposta progettuale

35

 

CRITERI DI VALUTAZIONE (3/3)

Punteggio massimo

Soglia minima

Impatto del progetto anche in riferimento alle ricadute delle attività da svolgere fuori dall’Area del Programma sull’area meno sviluppata e/o sull’area in transizione
C7 Impatto sulle capacità scientifiche della IR
Valuta il contributo dei risultati attesi in merito all’aumento delle capacità scientifiche dell’IR in termini di eccellenza, efficienza, esclusività, espandibilità come delineata da studi, indagini, analisi, ecc. e definito anche tramite il ricorso ad adeguati indicatori di realizzazione fisica e di risultato, in termini di:

  • aumento del bacino di utenza rispetto al mercato locale ed europeo, nuovo o già di riferimento;
  • aumento della proiezione internazionale delle eccellenze locali e la loro capacità di integrazione in ambito europeo;
  • contributo fornito all’integrazione tra le azioni di formazione del capitale umano e le azioni di sostegno alla ricerca;
  • contributo alla qualificazione e riqualificazione delle risorse umane già attive.

20

12

C8 Ricadute sul Territorio e sulla competitività delle imprese
Valuta le ricadute sul territorio (es. attrarre investimenti e capitali sul territorio, attrarre nuovi ricercatori provenienti da altri territori, ecc.) e le ricadute sulla competitività delle imprese (es. rafforzare la competitività e la crescita delle imprese attraverso lo sviluppo di interventi di ricerca e innovazione).

15

9

C9 Rilevanza internazionale in coerenza con i requisiti ESFRI
Valuta la rilevanza internazionale in coerenza con i requisiti ESFRI e la capacità di fornire un valore aggiunto a livello europeo (ad es. con il finanziamento di IR di adeguata qualità e dimensione da candidare alla Roadmap ESFRI).

10

6

PUNTEGGIO sull’impatto del progetto anche in riferimento alle ricadute nell’Area del Programma generate dalle attività svolte al di fuori dell’Area del Programma

45

Sostenibilità economico-finanziaria del progetto

Valutazione

C10 Valuta il grado di affidabilità in termini di capacità specifiche per garantire l’utilizzabilità dell’infrastruttura di ricerca potenziata con riferimento alle ulteriori competenze richieste per il suo funzionamento nonché in termini di analisi dei costi e degli investimenti previsti per garantire la sostenibilità del progetto nel tempo anche dopo la chiusura dell’intervento finanziato per la durata prescritta dall’art. 2, comma 4.

Sostenibile/Non sostenibile

 

 

15. Formazione della graduatoria

  1. L’attività di valutazione dei progetti si conclude con la predisposizione di una graduatoria delle proposte progettuali. A parità di punteggio complessivo (somma del punteggio ottenuto nei criteri da C1 a C9), prevarrà il progetto con il maggior punteggio totale per la valutazione dell’impatto del progetto (somma del punteggio ottenuto nei criteri da C7 a C9). A parità anche di questo, prevarrà il progetto con il maggior punteggio totale per la valutazione della qualità della proposta progettuale (somma del punteggio ottenuto nei criteri da C3 a C6). In caso di ulteriore parità, prevale il progetto con il maggiore importo complessivo dei costi ammissibili a finanziamento. La graduatoria con gli importi concessi è pubblicata sul sito del MIUR entro, di norma, 180 giorni dalla data di scadenza dei termini di presentazione della proposta progettuale.
  2. I progetti saranno finanziati, nei limiti delle risorse disponibili, prioritariamente con le risorse del PON. Il MIUR si riserva di finanziare la parte non coperta dal PON con risorse del FSC.
  3. Il MIUR provvede, nei giorni successivi alla data di pubblicazione del decreto di approvazione della graduatoria sul proprio sito, all’invio tramite PEC di apposita comunicazione ai soggetti proponenti contenente l’esito del procedimento relativo alla domanda presentata.
  4. Il MIUR, sulla base della graduatoria, adotta il conseguente decreto di concessione del finanziamento, che, opportunamente registrato presso i competenti organi di controllo, è trasmesso tramite PEC al soggetto proponente, il quale dovrà formalmente accettarlo entro 15 giorni mediante sottoscrizione dell’atto d’obbligo. La mancata sottoscrizione dell’atto d’obbligo comporta la rinuncia al finanziamento e la conseguente revoca del provvedimento di concessione.

 

16. Variazioni di natura soggettiva ed oggettiva

 

  1. In caso di variazioni di natura oggettiva o soggettiva, il soggetto proponente è tenuto a darne tempestiva comunicazione al MIUR.
  2. Le variazioni di natura soggettiva sono consentite solo nelle ipotesi di fusioni e/o incorporazioni o altri fenomeni successori derivanti da sopraggiunte modifiche legislative o regolamentari. In tali ipotesi, la compagine ridefinita dovrà garantire il raggiungimento degli obiettivi del progetto, sempre in accordo con i criteri di cui al punto 20 della Comunicazione 2014/C 198/01 della Commissione.
  3. Fermo restando l’invarianza dell’importo complessivo del finanziamento concesso ed il rispetto del relativo cronoprogramma di spesa, nella fase di attuazione del progetto, sono consentite:
    1. variazioni di spesa fino al limite del 5% dei singoli elementi dell’elenco beni strumentali, a condizione che siano garantite la qualità e il raggiungimento degli obiettivi tecnico-scientifici dichiarati;
    2. variazioni di spesa fino al limite del 20% dei singoli elementi dell’elenco beni strumentali, previo assenso dell’esperto tecnico scientifico e approvazione del MIUR;
    3. variazioni degli elementi dell’elenco beni strumentali essenzialmente derivanti (e motivate) dal progresso tecnologico, previo assenso dell’esperto tecnico-scientifico ed approvazione del MIUR. La somma dei costi relativi ai beni oggetto di richiesta della variazione non può eccedere il 20% del finanziamento concesso.

    Qualunque eventuale variazione al cronoprogramma di spesa, così come comunicato nelle relazioni bimestrali, potrà essere sottoposta all’attenzione dell’ETS ed è comunque soggetta all’approvazione del MIUR.

  4. Premesso che la spesa sostenuta per le attività realizzate al di fuori dall’Area del Programma, ai sensi dell’art. 70 del Reg. 1303/2013, non può in alcun modo eccedere il 15% della spesa ammessa complessiva del progetto finanziato, tale percentuale dovrà essere ricalcolata in funzione dell’effettiva spesa complessivamente sostenuta. Poiché, tuttavia, l’ottenimento di riduzioni dei prezzi di acquisto dei beni non può avere ricadute negative sulla parte di attività realizzata al di fuori dell’area del Programma, il MIUR finanzierà con risorse a valere sul FSC, sulla base delle spese effettivamente sostenute, quanto eventualmente non rimborsato dal FESR.

17. Rendicontazione e controlli in itinere

  1. Il soggetto proponente, entro 30 giorni dall’effettuazione della singola spesa progettuale, produce, mediante l’utilizzo di strumenti e modalità esclusivamente di tipo telematico, la complessiva documentazione relativa alla spesa sostenuta e quietanzata. Con cadenza bimestrale, secondo le modalità indicate dal MIUR, il soggetto proponente presenta la domanda di pagamento corredata da una relazione tecnica sull’andamento del progetto e con l’indicazione di eventuali variazioni. Il MIUR, all’esito positivo dei controlli di cui al comma successivo, procede, entro 90 giorni dalla presentazione della domanda di pagamento, alla erogazione di quanto dovuto.
  2. Nel corso dello svolgimento delle attività progettuali, nel rispetto delle disposizioni regolamentari ed in coerenza con le norme nazionali ed europee applicabili in materia, il MIUR svolge i controlli di primo livello, anche avvalendosi di esperti individuati ai sensi della vigente normativa, nonché il monitoraggio del rispetto di quanto previsto nel cronoprogramma di spesa aggiornato.
  3. Eventuali esiti negativi delle valutazioni sopra richiamate determineranno l’adozione da parte del MIUR di opportuni provvedimenti.
  4. Il finanziamento concesso verrà erogato esclusivamente al soggetto proponente che ripartirà tra gli eventuali soggetti co-proponenti le somme effettivamente sostenute e ritenute ammissibili entro il quinto giorno dal ricevimento del contributo da parte del MIUR.
  5. Il proponente è tenuto a produrre – entro il termine massimo di 60 giorni dalla data di presentazione della domanda di pagamento del saldo finale – la relazione tecnica finale relativa all’intero progetto realizzato, comprovante l’avvenuto conseguimento dell’obiettivo finale previsto dalla Scheda Tecnica di proposta progettuale così come approvata.

18. Anticipo

  1. È facoltà del soggetto proponente richiedere l’anticipo per un ammontare massimo non superiore al 10% del contributo totale del progetto; tale richiesta deve essere esplicitata nella Scheda Tecnica di Proposta Progettuale (allegato B) indicando data di erogazione e importo. In accordo con il cronoprogramma approvato, il MIUR provvederà ad erogare l’anticipo ove richiesto.
  2. Al raggiungimento del 90% della erogazione della spesa rendicontata e dichiarata ammissibile, il MIUR sospenderà le ulteriori erogazioni fino alla domanda di pagamento del saldo finale. Qualora il beneficiario, entro l’ottavo mese dalla data di erogazione dell’anticipo, non abbia rendicontato spesa per almeno l’80% dell’importo ricevuto a tale titolo, l’anticipo sarà recuperato a valere sulle successive rendicontazioni di spesa.

19. Casi di riduzione, sospensione e revoca del finanziamento

  1. Sulla base delle risultanze delle attività di controllo o di altre modalità di accertamento delle irregolarità, o anche in caso di inosservanza di uno o più obblighi posti a carico del beneficiario, il MIUR si riserva la facoltà di attivare procedimenti amministrativi che determinino:
    1. riduzione del finanziamento;
    2. sospensione cautelativa del finanziamento;
    3. revoca del finanziamento.
  2. Il MIUR si riserva la facoltà di adottare il provvedimento di riduzione del finanziamento qualora il beneficiario sia inadempiente, ovvero commetta delle irregolarità nello svolgimento dei propri adempimenti. In particolare, in caso di:
    1. attività svolta da soggetto non autorizzato;
    2. mancato rispetto dell’obbligo di consentire verifiche;
    3. variazioni sostanziali non autorizzate di cui all’art. 16, comma 3, lett. b) e c);
    4. non corretta esecuzione delle procedure di selezione del contraente;
    5. attività svolta in assenza di requisiti previsti (sede, attrezzature, professionalità degli operatori, ecc.);
  3. Il MIUR si riserva la facoltà di adottare il provvedimento di sospensione cautelativa del finanziamento qualora nei confronti del beneficiario emergano gravi indizi di irregolarità con riguardo alla non completa/ritardata alimentazione del sistema informativo ovvero mancato rispetto degli obblighi di pubblicità indicati nel punto 2.2 dell’Allegato XII del Regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2013. Il provvedimento di sospensione ha efficacia fino al completo accertamento della sussistenza o meno dei predetti indizi di irregolarità. Nell’ipotesi in cui l’irregolarità sia accertata, il MIUR procede alla revoca del finanziamento, sulla base di quanto indicato al comma successivo.
  4. Il MIUR si riserva la facoltà di adottare il provvedimento di revoca parziale o totale del finanziamento concesso, sulla base delle verifiche e delle valutazioni effettuate, in caso di:
    1. mancato rispetto dei tempi di realizzazione previsti nel cronoprogramma di spesa aggiornato fatti salvi i casi di forza maggiore, caso fortuito, o altri fatti ed eventi sopravvenuti e non prevedibili;
    2. mancato rispetto della durata massima del progetto prevista dal presente avviso all’art. 7, comma 1 per la realizzazione del progetto, salvo la concessione di proroga approvata di cui all’art. 7, comma 2;
    3. mancata trasmissione della rendicontazione finale di spesa nei termini prescritti, salvo deroghe e in tutti gli altri casi di inadempienza degli obblighi assunti;
    4. utilizzo delle attrezzature materiali ed immateriali acquisite mediante i finanziamenti di cui al presente avviso per un fine diverso da quello oggetto del finanziamento;
    5. mancato rispetto delle previsioni di cui all’art. 71 del Regolamento (UE) n. 1303/2013 in tema di stabilità delle operazioni;
    6. mancato rispetto da parte dei beneficiari della soglia del 20% della eventuale attività economica svolta dall’infrastruttura di ricerca, ai sensi del punto 20 della Comunicazione 2014/C 198/01 della Commissione;
    7. mancato mantenimento dell’efficacia del potenziamento di cui all’art. 2, comma 4, del presente avviso;
    8. ogni altro atto o fatto idoneo a compromettere il sano svolgimento del progetto.
  5. Qualora a seguito dei controlli saranno accertati errori e/o inadempimenti sanabili, al beneficiario sarà richiesto di fornire chiarimenti e/o integrazioni atti a sanare le criticità riscontrate, entro un termine perentorio indicato dal MIUR. Laddove il beneficiario non provveda nei tempi stabiliti, sarà facoltà del MIUR procedere alla decurtazione degli importi oggetto di rilievo, nonché adottare provvedimenti alternativi, che, nei casi più gravi, potranno comportare anche la revoca del finanziamento ed il recupero delle somme già erogate, inclusa la possibilità di richiedere il risarcimento del danno.
  6. Nei casi di revoca di cui ai precedenti commi 4 e 5, si provvede ai recuperi delle somme dovute anche operando compensazioni a valere su altri trasferimenti/contributi del MIUR (FOE, FFO o progettuali) riconosciuti al proponente. Medesima modalità viene adottata nel caso di recupero dell’anticipo nell’ipotesi di non sana gestione dello stesso.

20. Interruzione

  • 1. Nei casi di interruzione del progetto, unicamente per cause di forza maggiore non imputabili al beneficiario/i, il MIUR, a seguito delle opportune valutazioni, erogherà il contributo spettante, commisurato ai costi sostenuti e risultati ammissibili.

21. Obblighi di informazione e pubblicità

  • 1. Tutti i progetti finanziati a valere sulle risorse di cui al presente avviso sono soggetti agli obblighi di informazione e pubblicità.
  • 2. I beneficiari degli interventi sono tenuti al rispetto di quanto prescritto al punto 2.2 dell’Allegato XII del Regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2013.

22. Disposizioni finali

  1. Ai sensi dell’art. 5 della Legge 241/90 e ss.mm.ii., il Responsabile del Procedimento per il presente avviso è il Dirigente pro tempore dell’Ufficio VIII – Programmazione e promozione della ricerca in ambito internazionale e coordinamento della ricerca aerospaziale – della Direzione Generale per il Coordinamento, la Promozione e la Valorizzazione della Ricerca.
  2. Il presente avviso è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e sul sito istituzionale del MIUR.
  3. Le richieste di informazione e/o chiarimenti relativi al presente avviso potranno essere inviati esclusivamente tramite lo sportello telematico SIRIO (https://sirio-miur.cineca.it) fino alle ore 12:00 del 30 maggio 2018. Non saranno, pertanto, evase richieste che perverranno in modalità diversa.
  4. Il presente avviso sarà inviato alla Corte dei Conti per il controllo preventivo di legittimità e al competente Ufficio per il controllo preventivo di regolarità contabile.

 

Il Direttore Generale
Dott. Vincenzo Di Felice


Allegati

Decreto Direttore Generale 27 febbraio 2018, AOODPFSR 407

PROGRAMMA OPERATIVO NAZIONALE RICERCA E INNOVAZIONE 2014-2020

IL DIRETTORE GENERALE

VISTO           il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e successive modificazioni, recante “Riforma dell’organizzazione del Governo, a norma dell’articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59” e, in particolare, l’articolo 2, comma 1, n. 11), che, a seguito della modifica apportata dal decreto legge 16 maggio 2008, n. 85, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2008, n. 121, istituisce il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca;
VISTO           inoltre l’articolo 1, comma 5, del predetto decreto-legge n. 85 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2008, n. 121, che dispone il trasferimento delle funzioni del Ministero dell’Università e della Ricerca, con le inerenti risorse finanziarie, strumentali e di personale, al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca;
VISTO           il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 febbraio 2014 n. 98, “Regolamento di organizzazione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca” e ss.mm.ii;
VISTO           il Decreto Ministeriale del 26 settembre 2014 n. 753, “Individuazione degli uffici di livello dirigenziale non generale dell’Amministrazione centrale del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca”;
CONSIDERATO     che, a seguito del Decreto di riorganizzazione degli Uffici previsto dal D.P.C.M. n. 98/2014, l’Ufficio IV della Direzione Generale per il Coordinamento, la Promozione e la Valorizzazione della Ricerca è preposto alla gestione dei “Programmi operativi comunitari finanziati dai fondi strutturali dell’Unione europea e programmi e interventi relativi al Fondo aree sottoutilizzate (FAS)” e l’Ufficio III della medesima Direzione Generale è preposto alla incentivazione della ricerca pubblica e alla valorizzazione dei ricercatori nell’ambito dello Spazio europeo della ricerca
VISTO           il Regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), sul Fondo sociale europeo (FSE), sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e che abroga il Regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio;
VISTO           il Regolamento (UE) n. 1304/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2013, relativo al Fondo sociale europeo e che abroga il Regolamento (CE) n. 1081/2006 del Consiglio;
VISTO           il Regolamento di Esecuzione (UE) n. 215/2014 della Commissione del 7 marzo 2014 che stabilisce norme di attuazione del Regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio;
VISTO           il Regolamento di Esecuzione (UE) n. 821/2014 della Commissione del 28 luglio 2014 recante modalità di applicazione del Regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, per quanto riguarda le modalità dettagliate per il trasferimento e la gestione dei contributi dei programmi, le relazioni sugli strumenti finanziari, le caratteristiche tecniche delle misure di informazione e di comunicazione per le operazioni e il sistema di registrazione e memorizzazione dei dati;
VISTO           il Regolamento di Esecuzione (UE) n. 1011/2014 della Commissione del 22 settembre 2014 recante modalità di esecuzione del Regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda i modelli per la presentazione di informazioni alla Commissione e le norme dettagliate concernenti gli scambi di informazioni tra beneficiari e Autorità di Gestione, Autorità di certificazione, Autorità di audit e Organismi Intermedi;
VISTO           il Regolamento di Esecuzione (UE) n. 2015/207 della Commissione del 20 gennaio 2015 recante modalità di esecuzione del Regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda, tra l’altro, i modelli per la relazione sullo stato dei lavori;
VISTO           il Regolamento Delegato (UE) n. 240/2014 della Commissione del 7 gennaio 2014 recante un codice europeo di condotta sul partenariato nell’ambito dei fondi strutturali e d’investimento europei;
VISTO           il Regolamento Delegato (UE) n. 480/2014 della Commissione del 3 marzo 2014 che integra il Regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca;
VISTO           il Regolamento delegato (UE) 2017/90 della Commissione, del 31 ottobre 2016, recante modifica del regolamento delegato (UE) 2015/2195 che integra il regolamento (UE) n. 1304/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al Fondo sociale europeo, per quanto riguarda la definizione di tabelle standard di costi unitari e di importi forfettari per il rimborso da parte della Commissione agli Stati membri delle spese sostenute;
VISTO           l’Accordo di Partenariato (AdP) di cui all’art. 14 del Regolamento (UE) n. 1303/2013, approvato dalla Commissione europea il 29 ottobre 2014 con decisione CCI 2014IT16M8PA001;
VISTA           la Decisione della CE C(2015)4972 del 14 luglio 2015, che adotta il “Programma Operativo Nazionale Ricerca e Innovazione 2014-2020” (PON R&I 2014-2020) per il periodo di programmazione 2014-2020 per il sostegno del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale e del Fondo Sociale Europeo a favore delle regioni in transizione (TR) e delle regioni in ritardo di sviluppo (LD);
VISTA            la procedura scritta di modifica del PON R&I 2014-2020 ai sensi degli artt. 30 e 96 del Regolamento (UE) 1303/2013 avviata con nota prot. 2596 del 21 febbraio 2018;
VISTA           l’articolazione del Programma Operativo Nazionale “Ricerca e Innovazione” 2014-2020 in Assi prioritari ed Azioni e, in particolare l’Asse I “Investimenti in capitale umano” e l’Azione I.2 “Mobilità dei Ricercatori”, che si articola nelle due linee di attività “Mobilità” e “Attrazione dei ricercatori”;
VISTO           il Decreto della Direzione Generale per il Coordinamento, la Promozione e la Valorizzazione della Ricerca n. 329 del 19 febbraio 2018 di designazione dell’Autorità di Gestione e dell’Autorità di Certificazione del PON R&I 2014-2020;
VISTA           la Strategia Nazionale di Specializzazione Intelligente 2014-2020 (SNSI) approvata dalla Commissione europea in data 12 aprile 2016 che promuove la costituzione di una filiera dell’innovazione e della competitività capace di trasformare i risultati della ricerca in vantaggi competitivi per il Sistema Paese e in un aumento del benessere dei cittadini;
VISTO           il documento EGESIF_14-0017 del 6 ottobre 2014– Guida alle opzioni semplificate in materia di costi (OSC) – Fondi strutturali e di investimento europei (Fondi SIE);
CONSIDERATA la volontà del Ministero di avvalersi delle opzioni semplificate di costo con riferimento al personale impegnato negli interventi di cui al presente Avviso;
VISTA           la proposta di definizione di tabelle di costi standard ai sensi dell’art. 14 del Regolamento (UE) n. 1304/2013 trasmessa ai servizi della Commissione Europea in data 22 febbraio 2018;
VISTI             i criteri per la selezione delle operazioni dell’Asse I del Programma a valere sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di rotazione nazionale approvati dal Comitato di Sorveglianza (CdS) del PON R&I 2014-2020 con procedura scritta in data 30 marzo 2016;
VISTA            la legge 7 agosto 1990 n. 241 recante “Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi”, coordinata ed aggiornata dal D.L.gs. 30 giugno 2016, n. 127, dal D.Lgs. 25 novembre 2016, n. 222 e dal D.Lgs. 16 giugno 2017, n. 104.
VISTO                       il Decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000 n. 445 e ss.mm.ii., recante “Testo Unico in materia di documentazione amministrativa”;
VISTO           il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e ss.mm.ii. – Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche ed in particolare l’art. 53, recante disposizioni in materia di “incompatibilità, cumulo di impieghi e incarichi” dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni;
VISTO                       il decreto legislativo 30 giugno 2003 n. 196 e ss.mm.ii., recante “Codice in materia di protezione dei dati personali”;
VISTO                       il decreto legislativo 7 marzo 2005 n. 82 e ss.mm.ii., recante “Codice dell’Amministrazione digitale”;
VISTO           il Decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104 – Attuazione dell’articolo 44 della legge 18 giugno 2009, n. 69, recante delega al governo per il riordino del processo amministrativo, con il quale è stato approvato il Nuovo Codice del Processo Amministrativo;
VISTA            la legge 30 dicembre 2010, n. 240 e ss.mm..ii., recante “Norme in materia di organizzazione delle università, di personale accademico e reclutamento, nonché delega al Governo per incentivare la qualità e l’efficienza del sistema universitario”;
VISTO                       il decreto del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca 12 giugno 2012 con il quale è stato approvato il nuovo Statuto del Consorzio CINECA;

 

DECRETA

Articolo 1
Oggetto e finalità dell’intervento

  1. Il presente decreto è emanato in attuazione dell’Azione I.2 “Mobilità dei Ricercatori” dell’Asse I del PON R&I 2014-2020 e tiene conto della procedura scritta di modifica del PON R&I 2014-2020 ai sensi degli artt. 30 e 96 del Regolamento (UE) 1303/2013, avviata il 21 febbraio 2018.
  2. L’intervento è articolato in:
    • a) Linea 1 (Mobilità dei ricercatori): sostegno alla contrattualizzazione come ricercatori a tempo determinato di cui all’art. 24, comma 3, lett. a) della legge 240/2010, di soggetti in possesso del titolo di dottore di ricerca conseguito da non più di quattro anni alla data del presente avviso, da indirizzare alla mobilità internazionale;
    • b) Linea 2 (Attrazione dei ricercatori): sostegno alla contrattualizzazione,  come ricercatori a tempo determinato di cui all’art. 24,comma 3, lett. a) della legge 240/2010, di soggetti in possesso del titolo di dottore di ricerca conseguito da non più di otto anni alla data del presente avviso, operanti presso atenei/enti di ricerca/imprese fuori dalle Regioni obiettivo del PON R&I 2014-2020 o anche all’estero, con esperienza almeno biennale presso tali strutture, riferibile: 2.1) sia alla partecipazione o alla conduzione tecnico-scientifica di programmo e/o progetti di ricerca; 2.2) sia alla gestione diretta (o alla relativa assistenza) nelle fasi di predisposizione, di organizzazione, di monitoraggio e di valutazione dei programmi /progetti di ricerca.
  3. Ciascuna linea di intervento di cui al precedente comma 2 è attuata mediante presentazione di singole proposte da parte dei soggetti ammissibili di cui al successivo Articolo 2. In ogni caso, relativamente al profilo di 2.2 del precedente comma, il numero di posizioni aggiuntive proposte dai soggetti ammissibili di cui al successivo Articolo 2, non può essere prevalente né numericamente né finanziariamente rispetto a ciascuno degli altri profili.

Articolo 2
Soggetti ammissibili

  1. Sono soggetti ammissibili alla presentazione delle proposte gli atenei statali e non statali aventi sede amministrativa ed operativa nelle regioni in ritardo di sviluppo (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) o nelle regioni in transizione (Abruzzo, Molise, Sardegna).
  2. I soggetti di cui al comma 1 possono presentare più proposte, ciascuna riferita a un proprio “centro di spesa” (es.: dipartimento), nel rispetto della propria organizzazione. Non è ammessa la presentazione di più proposte riferite allo stesso “centro di spesa”.

Articolo 3
Caratteristiche delle proposte

  1. Ogni proposta deve illustrare il “Piano Operativo per le attività di Attrazione e Mobilità”, redatto secondo il format reso disponibile sulla piattaforma CINECA, all’indirizzo https://aim.cineca.it, ed in particolare:
    • a) le attività, connesse con specifiche linee di ricerca (fino a un massimo di tre per ogni Piano) che la sede operativa intende sviluppare o potenziare, indicando, per ciascuna linea di ricerca, l’area di specializzazione prevalente tra quelle relative alla SNSI, ed evidenziandone altresì gli aspetti di coerenza con tale area;
    • b) per ogni linea di ricerca, inoltre, una sintetica descrizione dello stato dell’arte e delle collaborazioni eventualmente già in essere, nonché la dotazione aggiuntiva di ricercatori a tempo determinato necessaria per il migliore sviluppo delle attività illustrate nel “Piano”, distinguendo tra i diversi profili relativi alle linee di intervento di cui all’articolo 1, comma 2.
  2. La durata del contratto come ricercatore a tempo determinato deve rispettare i seguenti limiti:
    • a) Linea 1: 36 mesi, con previsione, per ciascun contratto, dello svolgimento di un periodo obbligatorio da 6 a 15 mesi di lavoro (anche non consecutivo) in uno o più Atenei/Enti di Ricerca al di fuori del territorio nazionale, incentrato sulla partecipazione alle attività tecnico-scientifiche relative a progetti/programmi di ricerca;
    • b) Linea 2: 36 mesi, con la possibilità, per ciascun contratto, di un eventuale periodo da 6 a 15 mesi di ulteriore work experience, presso una o più istituzioni pubbliche italiane (ovunque ubicate nel territorio nazionale) o europee, incentrato sulla partecipazione alle attività tecnico-scientifiche relative a progetti/programmi di ricerca, o sulla gestione delle procedure relative alle fasi di predisposizione, di organizzazione, monitoraggio e di valutazione dei programmi/progetti di ricerca.

     

Articolo 4
Contributo finanziario

  1. Il costo mensile riconosciuto ai fini del presente Avviso relativo ad ogni contratto di ricercatore a tempo determinato – onnicomprensivo degli oneri a carico del lavoratore e del datore di lavoro – è pari a 4.004,55 euro. A tale importo si aggiunge una maggiorazione del 20% per “i restanti costi ammissibili” (oneri amministrativi e costi indiretti in applicazione del tasso forfetario previsto all’art. 14, paragrafo 2 del Regolamento (UE) n. 1304/2013 del Fondo Sociale Europeo), pari a 800,91 euro. Infine, è riconosciuto un importo mensile pari a 600,00 euro lordi come indennità di mobilità da concedere a tutti i ricercatori di linea 2 (“attrazione”); la stessa indennità è riconosciuta ai ricercatori di linea 1 (“mobilità”), ma soltanto limitatamente al periodo trascorso fuori sede. Considerati tali valori, si determinano le seguenti unità di costo standard mensili:
    • a) contratti di linea 1, per i periodi trascorsi in sede: 4.805,46 euro;
    • b) contratti di linea 1, per i periodi fuori sede: 5.405,46 euro;
    • c) contratti di linea 2: 5.405,46 euro.
  2. I suddetti importi, determinati sulla base della proposta di definizione di tabelle di costi standard ai sensi dell’art. 14 del Regolamento (UE) n. 1304/2013, trasmessa ai servizi della Commissione Europea in data 22 febbraio 2018, sono condizionati all’approvazione da parte della medesima.
  3. Il Ministero adotta le unità di costo standard a seguito dell’approvazione da parte della Commissione Europea e prima dell’approvazione delle proposte presentate riservandosi ogni possibilità di modifica dei medesimi alla luce delle osservazioni della Commissione europea.
  4. Gli importi indicati possono essere modificati sulla base di adeguamenti previsti dalla normativa vigente che dovessero intervenire durante il periodo di decorrenza del rapporto di lavoro, secondo quanto definito dalla Commissione Europea nell’atto delegato di approvazione delle unità di costo standard.

Articolo 5
Risorse finanziarie disponibili, misure agevolative

  1. Per il finanziamento dei progetti di cui al presente Avviso, il MIUR mette a disposizione risorse, a carico del FSE e del Fondo di Rotazione Nazionale, per complessivi 110 milioni di euro.
  2. Il contributo a carico del PON per ogni Piano ammesso a finanziamento è determinato in base ai costi standard definiti all’articolo 4 e ritenuti ammissibili dal MIUR, al termine delle procedure di valutazione.

Articolo 6
Procedure di valutazione

  1. Le proposte sono assoggettate a valutazione collegiale da parte di un Comitato di Selezione, composto da due esperti per ciascuna delle dodici aree di specializzazione, più un Presidente, individuati dal Comitato Nazionale dei Garanti per la Ricerca (CNGR) nell’ambito degli iscritti all’albo di esperti scientifici del MIUR (REPRISE).
  2. Le valutazioni del Comitato debbono riferirsi alle singole linee di ricerca proposte nel Piano: è pertanto possibile che un singolo Piano sia approvato nella sua interezza, oppure soltanto parzialmente, oppure interamente rigettato.
  3. I criteri di valutazione sono di seguito riportati:
    • a) Validità scientifica (innovatività, originalità, impatto scientifico): fino a 25 punti;
    • b) Congruità del profilo e del numero dei ricercatori previsti: fino a 20 punti;
    • c) Coerenza con la SNSI: fino a 20 punti;
    • d) Potenzialità di avvio e/o di sviluppo di collaborazioni con istituzioni scientifiche pubbliche e private, e imprese nazionali o internazionali, con particolare riferimento alle ricadute sul territorio: fino a 15 punti;
    • e) Capacità di sostenere e sviluppare l’attività proposta (fattibilità tecnica e organizzativa): fino a 15 punti;
    • f) Contributo al perseguimento dei principi orizzontali: fino a 5 punti.
  4. Acquisite le valutazioni del Comitato di Selezione, il MIUR definisce la graduatoria finale ed ammette al finanziamento (secondo l’ordine della graduatoria, nel rispetto delle prescrizioni e dei costi ritenuti congrui dal Comitato), fino ad esaurimento delle risorse finanziarie disponibili, le linee di ricerca che avranno raggiunto il punteggio minimo di 75 sui 100 punti conseguibili.

Articolo 7
Modalità di erogazione

  1. Le erogazioni dei contributi in favore dell’ateneo proponente sono effettuate secondo quanto previsto nel Disciplinare di attuazione che forma parte integrante del presente Avviso.

Articolo 8
Modalità di presentazione dei progetti

  1. Le domande devono essere presentate tramite i servizi dello sportello telematico (https://aim.cineca.it), dalle ore 15.00 del 23 aprile 2018 fino alle ore 15.00 del 31 maggio 2018, sulla base della modulistica presente sul sito.
  2. Tutto il materiale trasmesso è utilizzato dal MIUR esclusivamente per l’espletamento degli adempimenti di cui al presente decreto.

Articolo 9
Informazioni

  1. Il Responsabile Unico del Procedimento per il presente Avviso è l’ing. Mauro Massulli dirigente dell’Ufficio III della Direzione Generale per il Coordinamento e lo Sviluppo della Ricerca, del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.
  2. Il presente Avviso, soggetto a registrazione da parte degli organi di controllo, è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana ed è reso disponibile sul sito www.miur.it e sul sito www.ponricerca.gov.it.

IL DIRETTORE GENERALE
(Dott. Vincenzo Di Felice)


Allegati

Programma di ricerca e innovazione Euro-Mediterraneo

Sono disponibili i bandi di PRIMA, il Programma di ricerca e innovazione Euro-Mediterraneo sui temi delle risorse idriche e dei sistemi alimentari che è co-finanziato dalla Commissione Europea e da 19 Paesi dell’Area. Università, enti e organismi di ricerca, imprese ed associazioni no profit possono presentare progetti di ricerca e innovazione sulle 12 tematiche previste dai bandi e nei settori dell’efficienza nell’uso delle risorse idriche, dell’agricoltura sostenibile e del comparto agroalimentare.

I bandi sono finanziati per il 2018 con oltre 50 milioni di euro e sono scaricabili dal sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (http://www.ricercainternazionale.miur.it/era/art-185-del-trattato-dell-unione-europea/prima.aspx) e da www.prima-med.org.
PRIMA è stato indicato dal Commissario Europeo Carlos Moedas come il più grande risultato ottenuto finora nell’ambito della cooperazione scientifica euro-mediterranea.

“PRIMA rappresenta un’iniziativa strategica per il nostro Paese, per le sue potenzialità ai fini della promozione della ricerca di eccellenza e per le sue valenze in termini di diplomazia scientifica”, spiega la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, esprimendo anche soddisfazione per il lancio dei bandi al termine di un iter di preparazione nel quale il MIUR ha giocato, fin dal 2012, un ruolo da protagonista. “La cooperazione fra ricercatori e innovatori delle due sponde del Mediterraneo – aggiunge la Ministra – contribuirà, infatti, anche a produrre occupazione e imprenditorialità giovanile e femminile, aiutando così anche a gestire i flussi migratori”.

Angelo Riccaboni, Presidente della Fondazione PRIMA incaricata dell’attuazione del Programma, evidenzia come sia la prima volta che un programma di ricerca e innovazione sia dedicato esclusivamente al Mediterraneo. “La durata decennale – sostiene Riccaboni -, l’ingente finanziamento e la pari dignità fra i Paesi del Nord e del Sud contribuiranno a creare una piattaforma di dialogo tra attori pubblici e privati, indispensabile per società euro-mediterranee sostenibili e inclusive”.

Istituita la Giornata della Ricerca Italiana nel Mondo

La Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, ha firmato il 5 febbraio il decreto che istituisce la Giornata della Ricerca Italiana nel Mondo. Si celebrerà ogni anno il 15 aprile, giorno scelto non a caso: è quello in cui, nel 1452, è nato Leonardo da Vinci. A darne annuncio è stata la stessa Ministra questa mattina, nel corso della Riunione degli Addetti Scientifici 2018, alla Farnesina.

“Oggi, anche alla luce di tutto il lavoro svolto dal Governo e, per quanto di competenza, dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, credo di poter dire che la consapevolezza di quanto valga e pesi la ricerca italiana sia aumentata e sono convinta che il ruolo affidato agli addetti scientifici rappresenti una delle missioni più delicate e, allo stesso tempo, entusiasmanti con cui un professionista, un diplomatico, un ricercatore, possa confrontarsi”, ha sottolineato la Ministra Fedeli nel suo intervento.

Tra i risultati ottenuti nell’ultimo anno grazie alla cosiddetta diplomazia scientifica, sono stati citati “Prima” (Partenariato per la Ricerca e l’Innovazione nell’Area Mediterranea), “Sesame” (il più grande centro di ricerca internazionale del Medio Oriente), i lavori della Ministeriale G7 Scienza, Trieste capitale della Scienza europea 2020, il “Forum bilaterale Scienza, Tecnologia e Innovazione” con l’Iran e l’ottava edizione della “Settimana dell’Innovazione Italia-Cina”.

“In un’ottica di cooperazione globale, è necessario che il ruolo degli addetti scientifici diventi sempre più rilevante e che si intersechi in maniera armonica e costante con le ragioni di pace che costituiscono il filo conduttore della politica e della diplomazia italiane”, ha aggiunto la Ministra. “La rete degli addetti scientifici ha anche, però, la funzione altrettanto rilevante di mantenere saldo il rapporto tra l’Italia e le ricercatrici e i ricercatori italiani all’estero, fungendo da punto di riferimento principale, incentivandoli e promuovendo iniziative significative sia per le studiose e gli studiosi stessi sia per l’Italia che ha contribuito alla loro formazione e alla loro crescita”.

E in quest’ottica la scelta di istituire la Giornata della Ricerca Italiana nel Mondo: “Il pensiero di questa ampia comunità, – ha spiegato così la Ministra – legata all’Italia da un sentimento profondo, ci ha guidato nel lancio di un’iniziativa che vuole essere non solo celebrativa, ma soprattutto di sostegno e di collaborazione”. Il 15 aprile si svolgeranno, sia in Italia che all’estero, cerimonie, iniziative ed incontri, “con lo scopo di promuovere e valorizzare il lavoro delle ricercatrici e dei ricercatori e di divulgare i risultati delle ricerche portate avanti”.

Oltre all’istituzione della Giornata della Ricerca Italiana nel Mondo, il MIUR ha  individuato una serie di ulteriori iniziative, sempre nell’ottica di rafforzare la vicinanza di chi opera all’estero con il sistema nazionale della ricerca. Tra queste, il Bando “Leonardo Da Vinci” per azioni di mobilità e la Medaglia “Leonardo Da Vinci”, entrambi rivolti alle ricercatrici e ai ricercatori italiani, giovani in particolare, che si proiettano in ambiti di studio globali. Durante la Giornata, con cadenza annuale, saranno annunciati vincitrici e vincitori del bando e delle medaglie.

Altra importante iniziativa è il premio “Rita Levi Montalcini”, rivolto a coloro che, nell’anno precedente, sono stati inquadrati nel ruolo di professore di I o di II fascia in Università italiane e che erano rientrati in Italia come vincitori di un bando per giovani ricercatori “Rita Levi Montalcini”. Sarà inoltre istituito un Premio “Chiamata diretta” di studiose e studiosi dall’estero, rivolto ai tre più giovani studiosi, italiani o stranieri, assunti nell’anno precedente in Università italiane a seguito di chiamata diretta nel ruolo di professore di I o II fascia.

Ha infine sottolineato la Ministra Fedeli: “Per dare un ulteriore segnale di quanto sia per noi importante mantenere un saldo legame con le italiane e gli italiani che svolgono attività di ricerca all’estero, sarà costituito uno specifico Comitato tecnico, con il compito di analizzare lo stato della ricerca italiana nel mondo e facilitare azioni volte a rafforzare ed ottimizzare l’impatto delle iniziative collegate alla Giornata della Ricerca, nonché a creare condizioni di contesto favorevoli al rientro in Italia delle ricercatrici e dei ricercatori italiani impegnati all’estero, sotto il profilo della continuità delle ricerche da essi condotte, ma anche da quello previdenziale, assistenziale e dei legami familiari”.

Decreto Direttoriale 27 dicembre 2017, AOODPFSR 3728

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per la Formazione Superiore e per la Ricerca
Direzione Generale per il coordinamento, la promozione e la valorizzazione della ricerca

IL DIRETTORE GENERALE

VISTO il Decreto-Legge n. 85 del 16 maggio 2008, convertito con modificazioni dalla legge n. 121 del 14 luglio 2008, istitutivo, tra l’altro, del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR);
VISTO l’articolo 1, comma 870, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007), che istituisce nello stato di previsione della spesa del MIUR il Fondo per gli investimenti nella ricerca scientifica e tecnologica (FIRST);
VISTA la legge 30 dicembre 2010, n. 240, recante “Norme in materia di organizzazione delle università, di personale accademico e reclutamento, nonché delega al Governo per incentivare la qualità e l’efficienza del sistema universitario”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 10 del 14 gennaio 2011 – Suppl. Ordinario n. 11;
VISTO il protocollo d’intesa MIUR-IIT-MEF del 27 dicembre 2017, firmato dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, dal Ministro dell’Economia e delle Finanze e dal Presidente dell’Istituto Italiano di Tecnologia, con il quale sono stati destinati € 250.000.000 al finanziamento di progetti scientifici ricadenti nei macrosettori scientifici dell’European Research Council identificati con le sigle PE (Scienze fisiche, chimiche, ingegneristiche) e LS (Scienze della vita);
VISTO il protocollo d’intesa MIUR-INFN del 14 dicembre 2017, firmato dal Capo Dipartimento per la formazione superiore e per la ricerca del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e dal Presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, con il quale sono stati destinati € 13.000.000 ad azioni volte a conseguire, in particolare, il rafforzamento delle eccellenze per la ricerca in Italia, al fine di aumentare l’attrattività del sistema italiano della ricerca;
VISTA la nota prot. 183944 del 19 ottobre 2017 del Ministero dell’Economia e Finanze, con la quale, a seguito del D.M.T. n. 177410 del 16 ottobre 2017,  sono stati destinati, tra l’altro, € 10.000.000 a valere sulle risorse di cui all’art. 1, comma  140 della Legge n. 232/2016, come finanziamento aggiuntivo per i progetti di ricerca di interesse nazionale;
VISTA la delibera CIPE del 1° maggio 2016, con la quale sono stati destinati, tra l’altro, € 50.000.000, a valere sulle risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, per il consolidamento di gruppi di ricerca che abbiano dimostrato particolare creatività nella scelta dei temi di ricerca o negli approcci metodologici;
VISTO il D.I. n. 724 del 19 settembre 2016, registrato alla Corte dei Conti il 10 novembre 2016 n. 4100, emanato dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, con il quale sono stati destinati, tra l’altro, € 39.803.041 a valere sulle risorse del FIRST per il finanziamento di interventi di supporto alla ricerca fondamentale nell’ambito degli atenei e degli enti pubblici di ricerca afferenti al MIUR, comprensivi dei costi relativi alle attività di valutazione e monitoraggio di € 1.194.091 (corrispondente al 3% del relativo finanziamento ai sensi dell’articolo 21 comma 3 della legge 30 dicembre 2010, n. 240); nell’ambito dello stanziamento complessivo sopraddetto, un importo pari ad € 6.000.000 è riservato a progetti presentati da giovani ricercatori “under 40” (comprensivi del corrispondente importo di € 180.000 per le attività di valutazione e monitoraggio);
VISTO il D.M. n. 208 del 5 aprile 2017, emanato dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, con il quale sono stati destinati, tra l’altro, € 32.782.585, a valere sulle risorse del FIRST per il finanziamento di interventi di supporto alla ricerca fondamentale nell’ambito degli atenei e degli enti pubblici di ricerca afferenti al MIUR, comprensivi dei costi relativi alle attività di valutazione e monitoraggio di € 983.478 (corrispondenti al 3% del relativo finanziamento ai sensi dell’articolo 21 comma 3 della legge 30 dicembre 2010, n. 240);
CONSIDERATO che appare fondamentale garantire il necessario sostegno alla ricerca di base svolta presso le università e gli enti pubblici di ricerca afferenti al MIUR privilegiando ricerche che promuovano un significativo avanzamento delle conoscenze rispetto allo stato dell’arte;
CONSIDERATA l’opportunità di emanare  un nuovo bando per Progetti di ricerca di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN), sulle disponibilità finanziarie relative all’anno 2016 e 2017;
RITENUTO di dare concreto sviluppo, in base alle risorse disponibili ed ai vincoli di destinazione stabiliti, a tre diverse linee d’intervento: a) “linea d’intervento Principale”; b) “linea d’intervento Giovani”; c) “linea d’intervento Sud”;
RITENUTO altresì di assicurare la necessaria massa critica alle tre linee d’intervento, sia considerando la necessaria aggiuntività delle risorse di cui alla delibera CIPE del 1° maggio 2016, sia valutando le reali potenzialità di partecipazione;
RITENUTO pertanto di procedere alla seguente suddivisione delle risorse,  tra le tre linee d’intervento: a) “linea d’intervento Principale”: € 305.000.000, di cui  € 110.000.000 riservati al macrosettore LS, € 110.000.000 riservati al macrosettore PE ed € 85.000.000 riservati al macrosettore SH; b) “linea d’intervento Giovani”: € 22.000.000, di cui  € 8.000.000 riservati al macrosettore LS,  € 8.000.000 riservati al macrosettore PE,  ed € 6.000.000 riservati al macrosettore SH;  c) “linea d’intervento Sud”: € 64.000.000, di cui  € 22.000.000 riservati al macrosettore LS, € 22.000.000 riservati al macrosettore PE, ed  € 20.000.000 riservati al macrosettore SH;
RITENUTO infine di destinare il residuo importo di € 4.585.626 alle attività di valutazione e monitoraggio;
VISTO il decreto legislativo n. 165 del 30 maggio 2001 e successive modifiche e integrazioni;

DECRETA

Articolo 1
Oggetto e definizioni

  • 1) Il programma PRIN (Progetti di ricerca di Rilevante Interesse Nazionale) è destinato al finanziamento di  progetti di ricerca pubblica, allo scopo di favorire il rafforzamento delle basi scientifiche nazionali e rendere più efficace la partecipazione alle iniziative relative ai Programmi Quadro dell’Unione Europea.
  • 2) A tale scopo, il programma PRIN finanzia progetti triennali che per complessità e natura possono richiedere la collaborazione di più professori/ricercatori e/o le cui esigenze di finanziamento eccedono la normale disponibilità delle singole istituzioni. A seconda della natura del progetto, il gruppo di ricerca può essere costituito da una sola unità operativa o da un’organica collaborazione fra più unità operative distribuite su più atenei o enti.
  • 3) I principi guida del programma PRIN sono:
    • alto profilo scientifico del coordinatore nazionale e dei responsabili di unità operativa;
    • originalità, adeguata metodologia, impatto e fattibilità del progetto di ricerca;
    • finanziabilità dei progetti in ogni campo di ricerca;
    • adeguato sostegno finanziario garantito dal MIUR.
  • 4) Agli effetti del presente decreto si intendono:
    • per Ministro e Ministero, rispettivamente il Ministro e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR);
    • per CNGR il Comitato Nazionale dei garanti per la Ricerca, di cui all’articolo 21 della legge 30 dicembre 2010, n. 240;
    • per CdS i Comitati di Selezione di cui all’articolo 20 della legge 30 dicembre 2010, n. 240, così come modificato dall’art. 63 del Decreto Legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito con modificazioni dalla L. 7 agosto 2012, n. 134;
    • per REPRISE l’albo degli esperti scientifici gestito dal MIUR;
    • per ateneo/università, tutte le università e le istituzioni universitarie italiane, statali e non statali, comunque denominate, ivi comprese le scuole superiori ad ordinamento speciale;
    • per enti di ricerca, tutti gli enti pubblici di ricerca vigilati dal Ministero;
    • per professori, i professori universitari a tempo indeterminato;
    • per ricercatori, i ricercatori universitari e i ricercatori e tecnologi degli enti pubblici di ricerca vigilati dal MIUR, in servizio a tempo indeterminato o determinato;
    • per coordinatore scientifico (o “principal investigator” – PI), chi ha il compito di coordinare più unità operative di un progetto, compresa la sua, assumendo la responsabilità scientifica dell’intero progetto:
      • per le linee d’intervento “a” e “c” di cui al successivo articolo 2, comma 2, un professore/ricercatore iscritto all’albo REPRISE (tramite il sito https://reprise.cineca.it), in servizio a tempo indeterminato, che, in considerazione della durata dei progetti e dei conseguenti successivi adempimenti, alla data del presente bando abbia titolo a restare in servizio per un numero di anni non inferiore a quattro, e che sia in possesso di una delle seguenti qualifiche: professore o ricercatore universitario, ovvero, per quanto concerne gli enti pubblici di ricerca, dirigente di ricerca, dirigente tecnologo, ricercatore, tecnologo;
      • per la linea d’intervento “b” di cui al successivo articolo 2, comma 2, un professore/ricercatore under 40, in servizio a tempo indeterminato presso una università,  o  un ricercatore/tecnologo under 40 in servizio a tempo indeterminato presso un ente di ricerca, o un ricercatore universitario under 40 in servizio a tempo determinato  con contratto RTD-B, purché abbia ottenuto la valutazione positiva (obbligatoriamente da allegare alla proposta) prevista dal comma 5 dell’articolo 24 della legge 30 dicembre 2010, n.240, a seguito del possesso dell’abilitazione scientifica nazionale;
    • per responsabile locale, chi ha il compito di coordinare una unità operativa, assumendone le relative responsabilità scientifiche:
      • per le linee d’intervento “a” e “c” di cui al successivo articolo 2, comma 2, oltre alle qualifiche già indicate per i  coordinatori scientifici,  anche i ricercatori/tecnologi  in servizio a tempo determinato presso università o enti di ricerca;
      • per la linea d’intervento “b” di cui al successivo articolo 2, comma 2, oltre alle qualifiche già indicate per i coordinatori scientifici, anche i ricercatori under 40 in servizio a tempo determinato presso una università con contratto di tipo RTD-A, o con contratto di tipo RTD-B privi della valutazione positiva prevista dal comma 5 dell’articolo 24 della legge 30 dicembre 2010, n.240, a seguito del possesso dell’abilitazione scientifica nazionale, o i ricercatori/tecnologi in servizio a tempo determinato presso un ente di ricerca;
    • per unità operativa (o unità di ricerca), l’insieme dei professori/ricercatori/tecnologi che costituiscono il gruppo di ricerca guidato dal responsabile locale, con autonomia amministrativa nell’ambito del progetto, ma nel rispetto dei regolamenti interni di amministrazione, finanza e contabilità dell’università o dell’ente cui afferisce;
    • per ERC, l’European Research Council;
    • per CINECA il Consorzio Interuniversitario CINECA, che cura la gestione dei sistemi informatici per la valutazione scientifica dei progetti di ricerca.

Articolo 2
Ambito scientifico delle proposte
e linee d’intervento

  • 1) I progetti possono affrontare tematiche relative a qualsiasi campo di ricerca nell’ambito dei
    • Scienze della vita (LS);
    • Scienze fisiche, chimiche e ingegneristiche (PE);
    • Scienze sociali e umanistiche (SH);
      e dei relativi settori (riportati nell’allegato 1).
  • 2) Il programma è articolato in tre distinte linee d’intervento (all’atto della presentazione del progetto il PI deve indicare la linea alla quale intende partecipare):
    • a) Linea d’intervento “Principale”: aperta a tutti i progetti che non appartengano in via esclusiva alla linea b o alla linea c, con una dotazione di euro 305.000.000;
    • b) Linea d’intervento “Giovani”: riservata a progetti nei quali tutti i ricercatori partecipanti, compresi i responsabili di unità e lo stesso coordinatore nazionale,  siano  di età inferiore a 40 anni alla data del presente bando (fermo restando il rispetto delle qualifiche indicate all’articolo 1, comma 4); a tale linea d’intervento è riservata una dotazione di euro 22.000.000;
    • c) Linea d’intervento “Sud”: con una dotazione di euro 64.000.000, riservata a progetti nei quali tutte le unità (compresa quella del PI) siano effettivamente operative  nei territori delle regioni in ritardo di sviluppo (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) o in transizione (Abruzzo, Molise e Sardegna), avuto riguardo, nel caso di soggetti giuridici con unica sede sull’intero territorio nazionale, alla ubicazione della sede legale, ovvero, nel caso di soggetti giuridici con più sedi in più località dell’intero territorio nazionale, alla ubicazione della sede (propria o in locazione o in comodato) del dipartimento/istituto/laboratorio indicato in progetto come sede operativa dell’unità di ricerca; nel caso in cui la sede operativa non  coincida con la sede legale, alla proposta deve essere allegato, a pena di esclusione del progetto dal bando, idoneo documento attestante la disponibilità della sede per l’intera durata del progetto; in particolare, in caso di locazione o comodato dovrà essere allegata copia del contratto di locazione  o di comodato stipulato almeno 12 mesi prima della data del presente bando.

Articolo 3
Finanziamento dei progetti e relativi costi

  • 1) Il budget complessivo disponibile (pari a 391.000.000 euro, al netto dell’importo di euro 4.585.626 destinato alle attività di valutazione e monitoraggio) è così ripartito:
    • a) per la linea d’intervento “Principale”, euro 110.000.000 per il macrosettore LS, euro 110.000.000 per il macrosettore PE ed euro 85.000.000 per il macrosettore SH. All’interno di ciascun macrosettore, il budget complessivo è ripartito tra i diversi settori secondo le seguenti modalità:
      • a.1) una quota fissa garantita, pari al 3% del budget complessivo per ogni settore appartenente ai macrosettori LS e PE ed al 5% del budget complessivo per ogni settore appartenente al macrosettore SH;
      • a.2) una quota variabile (da aggiungere alla quota fissa) proporzionale alla somma  delle richieste economiche presentate dall’insieme dei progetti del singolo settore (con riferimento al settore indicato in progetto come principale) rispetto alla somma delle richieste economiche presentate da tutti i progetti dell’intero macrosettore, applicata al budget residuo disponibile per l’intero macrosettore (inteso come budget complessivo detratta la quota di cui alla lettera a.1);
      • a.3) in nessun caso, comunque, la quota attribuita ad ogni settore può risultare superiore al 20% del budget complessivo per i macrosettori LS e PE, ed al 25% del budget complessivo per il macrosettore SH; le eventuali eccedenze rispetto a tali quote sono ridistribuite proporzionalmente fra gli altri settori dello stesso macrosettore;
    • b) per la linea d’intervento “Giovani”, euro 8.000.000 per ciascuno dei  macrosettori LS e PE, ed euro 6.000.000 per il macrosettore SH;  all’interno di ogni macrosettore la ripartizione tra i settori avviene proporzionalmente al rapporto  tra la somma delle richieste economiche presentate nella linea “Giovani” per ciascun settore e la somma delle richieste economiche complessive (relative a tutti i settori) riferite alla stessa linea d’intervento;
    • c) per la linea d’intervento “Sud”, euro 22.000.000 per ciascuno dei macrosettori LS e PE ed euro 20.000.000 per il macrosettore SH;  all’interno di ogni macrosettore la ripartizione tra i settori avviene proporzionalmente al rapporto tra la somma delle richieste economiche presentate nella linea “Sud” per ciascun settore e la somma delle richieste economiche complessive  (relative a tutti i settori) riferite alla stessa linea d’intervento.
  • 2. Con apposito decreto, prima dell’insediamento dei CdS di cui all’articolo 5, il MIUR rende nota la ripartizione dei fondi complessivi disponibili per ogni settore, definita secondo le procedure di calcolo di cui al comma precedente,   evidenziando, per ogni settore, gli importi destinati alle diverse linee d’intervento.
  • 3. Per le linee d’intervento “Principale” e “Sud”, ciascun progetto, di durata triennale, deve prevedere un costo massimo di euro 1.200.000, e un numero di unità di ricerca compreso tra 1 e 6 per i macrosettori LS e PE, e da 1 a 4 per il macrosettore SH; per la linea d’intervento “Giovani” ciascun progetto, di durata triennale, deve prevedere un costo massimo di euro 800.000, e un numero di unità di ricerca compreso tra 1 e 4 per qualunque macrosettore.
  • 4. Nel caso in cui siano previste più unità di ricerca, esse debbono necessariamente afferire a diversi atenei/enti; nel caso in cui sia prevista una sola unità di ricerca questa deve necessariamente afferire a una università.
  • 5. I costi ammissibili e i criteri di determinazione dei contributi sono descritti nell’allegato 2.
  • 6. Tutti i costi del progetto sono coperti dal finanziamento MIUR, tranne quelli relativi al personale dipendente a tempo indeterminato, che restano a carico dell’ateneo/ente sede dell’unità di ricerca. A scopo premiale, è inoltre  prevista la corresponsione, in favore dell’ateneo/ente sede dell’unità di ricerca del PI, di una quota forfetaria pari al 3% del costo congruo del progetto (così come definito dal competente Comitato di Selezione, nel rispetto delle procedure di cui all’allegato 3), per le esigenze legate alle attività di coordinamento dell’intero  progetto.

Articolo 4
Presentazione della domanda

  • 1. La domanda è presentata dal PI, entro e non oltre le ore 15:00 del 29 marzo 2018, pena l’impossibilità di poter accedere alla procedura e la conseguente esclusione del progetto dal bando, esclusivamente attraverso procedure web-based. Sul sito http://prin.miur.it/ sono resi disponibili tutti gli allegati al presente bando e il fac-simile per la presentazione delle domande; la modulistica compilabile è resa disponibile a partire dalle ore 15:00 del 15 febbraio 2018.
  • 2. La domanda è redatta in lingua inglese; a scelta del proponente, può essere fornita anche una ulteriore versione in lingua italiana. La domanda prevede due componenti distinte:
    •  il modulo amministrativo (parte A)
    •  la proposta di ricerca (parte B )
  • 3. Il modulo amministrativo fornisce una sintetica descrizione della proposta, l’indicazione del PI e degli eventuali responsabili di unità, l’indicazione della linea d’intervento per la quale si intende concorrere, l’indicazione del settore ERC in cui si colloca la ricerca (facendo riferimento all’elenco di cui all’allegato 1), tra cui quello principale, uno o più sottosettori ERC, una o più parole chiave e infine gli aspetti economici del progetto.
  • 4 . La proposta di ricerca (parte B) si compone di due parti:
    • Parte B1: sintesi e successiva descrizione dettagliata del progetto, contenente gli obiettivi, lo stato dell’arte, la metodologia della proposta, il ruolo delle singole unità di ricerca, le modalità di integrazione e collaborazione, l’impatto previsto e gli aspetti finanziari;
    • Parte B2: per il PI, curriculum vitae (con separata evidenza dei finanziamenti nazionali e internazionali già acquisiti come principal investigator e dei riconoscimenti nazionali e internazionali ricevuti), pubblicazioni scientifiche (fino a 20, negli ultimi 10 anni, comprese monografie e libri), e l’indice bibliometrico H-index complessivo (esclusivamente per gli ambiti scientifici nei quali il relativo utilizzo è usuale a livello internazionale, e con l’indicazione della sorgente, tra quelle più accreditate, sempre a livello internazionale); per gli altri responsabili di unità: curriculum vitae,pubblicazioni scientifiche (fino a 20 per ciascuno, negli ultimi 10 anni, comprese monografie e libri), e l’indice bibliometrico H-index complessivo (esclusivamente per gli ambiti scientifici nei quali il relativo utilizzo è usuale a livello internazionale, e con l’indicazione della sorgente, tra quelle più accreditate, sempre a livello internazionale); infine, descrizione dettagliata dell’unità di ricerca, con l’indicazione dei nominativi dei professori/ricercatori ritenuti più rappresentativi, in numero massimo di 10 per ogni unità di ricerca.
  • 5. Le proposte incomplete (assenza o parziale compilazione di  parti o sezioni; assenza di documenti la cui presentazione sia resa obbligatoria dal presente bando) non sono considerate ammissibili e non sono avviate a valutazione.
  • 6. Fino alla scadenza fissata per la presentazione è possibile modificare una proposta non ancora definitivamente chiusa. Nessun materiale può essere presentato dopo la data di scadenza per la presentazione.
  • 7. Ogni professore/ricercatore può figurare, qualunque sia il suo ruolo (PI, responsabile di unità, partecipante), in una sola proposta del presente bando.

Articolo 5
Valutazione e selezione delle proposte

  • 1. La valutazione delle proposte si svolge attraverso una prima fase di pre-selezione, di competenza diretta dei Comitati di Selezione (uno per ciascuno dei settori di ricerca ERC, per un totale di venticinque CdS), e una seconda fase di valutazione scientifica del progetto affidata a revisori esterni ai CdS, ma coordinati dagli stessi CdS, nel rispetto delle procedure di cui all’allegato 3 al presente bando.
  • 2. Per ciascun settore, il rispettivo CdS è nominato dal MIUR e formato da almeno cinque esperti scientifici (in base a decisioni del CNGR, in funzione della eterogeneità del settore e del numero di domande pervenute) scelti in base alla comprovata e specifica competenza dal CNGR, che ne designa altresì uno come coordinatore. I nominativi dei componenti dei CdS sono resi pubblici dal MIUR entro 45 giorni dalla conclusione dell’intero iter di valutazione.
  • 3. Nella seconda fase i CdS si avvalgono di revisori esterni anonimi (in numero di tre per ogni progetto), selezionati dall’albo REPRISE. I revisori esterni operano in maniera indipendente e sono scelti dai CdS nell’ambito della comunità scientifica internazionale di riferimento, secondo il criterio della competenza scientifica (settore ERC/sottosettore ERC/parole chiave). Al termine delle procedure, e in ogni caso non oltre 45 giorni dalla loro conclusione, il MIUR rende pubblici gli elenchi dei revisori che hanno partecipato alle procedure.
  • 4. I componenti dei CdS e i revisori esterni non possono prendere parte in alcun modo ai progetti presentati in risposta al presente bando e, prima dell’accettazione dell’incarico (o contestualmente all’insediamento, per quanto riguarda i CdS), debbono rilasciare una dichiarazione di impegno relativa al rispetto di principi deontologici, di riservatezza e di assenza di incompatibilità, nonché impegnarsi a effettuare valutazioni e selezioni nei tempi previsti.
  • 5. Ogni proposta è assegnata a un solo CdS in conformità al settore ERC principale dichiarato dal richiedente. Se il PI (oltre al settore ERC principale) indica anche un settore ERC secondario, il CdS può selezionare nella terna di revisori esterni un revisore competente nel settore secondario. E’ responsabilità del PI specificare il settore e il sottosettore ERC più rilevante.
  • 6. La Direzione Generale per il coordinamento, la promozione e la valorizzazione della ricerca, attraverso l’ufficio del responsabile del procedimento, assicura le funzioni di segreteria dei CdS, il cui coordinamento compete comunque al CNGR.
  • 7. Al termine dei lavori dei CdS, esperite le verifiche di ammissibilità sui progetti vincitori, il MIUR, con uno o più decreti, rende note le graduatorie finali dei progetti  (tre per ogni settore ERC, corrispondenti ad una graduatoria per ogni linea d’intervento nell’ambito del settore), e decreta, nei limiti del budget disponibile, il finanziamento dei progetti stessi.
  • 8. In nessun caso possono essere ammessi a finanziamento progetti che, sommando i punteggi ottenuti nella fase di pre-selezione a quelli ottenuti nella fase di valutazione scientifica, non abbiano ottenuto almeno il punteggio soglia di 90/100. Eventuali somme non assegnate per carenza di progetti idonei, in uno o più settori, costituiranno incremento della dotazione finanziaria di successivi bandi PRIN.
  • 9. I PI prendono visione della relazione di valutazione sul sito http://prin.miur.it

Articolo 6
Gestione dei progetti ed erogazioni

  • 1. Le comunicazioni ufficiali e i riscontri sono effettuati sul sito dedicato al bando (http://PRIN.miur.it/).
  • 2. La data di avvio ufficiale dei progetti è fissata al 90° giorno dopo l’emanazione del decreto di ammissione al finanziamento.
  • 3. Le varianti alla sola articolazione economica del progetto non sono soggette ad approvazione preventiva da parte del MIUR; le varianti scientifiche relative alla modifica degli obiettivi scientifici del progetto sono consentite soltanto previa approvazione del MIUR.
  • 4. Nel caso di trasferimento del PI o di un responsabile di unità,  in fase di esecuzione del progetto, da un ateneo/ente ad altro ateneo/ente, il regolare svolgimento delle attività deve essere garantito mediante accordo scritto tra i due atenei/enti (da trasmettere al MIUR per la necessaria autorizzazione), con particolare riferimento all’uso delle attrezzature già acquistate e inventariate presso l’ateneo/ente originario ed alla prosecuzione dell’attività dell’eventuale personale a tempo determinato già contrattualizzato dall’ateneo/ente originario per lo svolgimento delle attività dell’unità di ricerca interessata. Il trasferimento del finanziamento (da intendersi comunque limitato alle somme non ancora spese o impegnate) dall’ateneo/ente originario all’ateneo/ente di destinazione del PI o del responsabile di unità non può essere soggetto ad ulteriori limitazioni, fatta salva la necessità (per quanto riguarda la linea d’intervento “Sud”) di garantire che l’ubicazione dell’ateneo/ente di destinazione resti all’interno delle Regioni in ritardo di sviluppo o in transizione.
  • 5. Per tutte le pubblicazioni e i prodotti scientifici realizzati nell’ambito del progetto di ricerca, il PI e gli eventuali altri responsabili di unità sono tenuti a indicare di aver usufruito di un finanziamento nell’ambito del presente bando.
  • 6. Il contributo per la realizzazione dei progetti è erogato  direttamente agli atenei/enti sedi delle unità di ricerca in tre tranche:
    • Il 40% in anticipo, entro 60 giorni dal decreto di ammissione a finanziamento;
    • Il 30% entro 60 giorni dall’acquisizione, da parte del MIUR, di apposita dichiarazione, resa dal legale rappresentante dell’ateneo/ente entro il 15° giorno successivo alla conclusione della prima annualità (su formato predisposto dal MIUR, ed esclusivamente per il tramite del sito http://prin.miur.it/), che attesti il concreto sviluppo delle attività (con indicazione delle somme effettivamente spese al termine della prima annualità) e la regolarità delle procedure amministrative poste in essere;
    • Il  30% residuo entro 60 giorni dall’acquisizione, da parte del MIUR, di apposita dichiarazione, resa dal legale rappresentante dell’ateneo/ente entro il 15° giorno successivo alla conclusione della seconda annualità (su formato predisposto dal MIUR, ed esclusivamente per il tramite del sito http://prin.miur.it/), che attesti il concreto sviluppo delle attività (con indicazione delle somme effettivamente spese al termine della seconda annualità) e la regolarità delle procedure amministrative poste in essere.
  • 7. Le Università garantiscono, in ogni caso, la continuità delle attività dei progetti anche in pendenza delle erogazioni da parte del MIUR.
  • 8. Eventuali importi oggetto di recupero nei confronti degli atenei/enti possono essere compensati, in qualsiasi momento, con detrazione su ogni altra erogazione o contributo da assegnare agli stessi anche in base ad altro titolo.
  • 9. Entro 30 giorni dalla scadenza di ogni annualità, ogni PI trasmette al MIUR, per via telematica sul sito del bando e su apposita modulistica predisposta dal MIUR, una relazione scientifica intermedia. La relazione è resa disponibile, nei successivi 10 giorni, dal MIUR al competente CdS, che, entro i successivi 30 giorni, (sempre sulla base di apposita modulistica predisposta dal MIUR) relaziona sul concreto sviluppo dei progetti. In questa fase, il CdS può anche proporre al MIUR la revoca del contributo nel caso in cui si manifesti un evidente disallineamento del progetto rispetto alle finalità e agli obiettivi originari.
  • 10. Nelle proprie relazioni, i CdS possono altresì evidenziare quali progetti abbiano raggiunto, nel loro sviluppo, un elevato contenuto innovativo  e tecnologico, tale da farli ritenere maturi  per ulteriori e più interessanti sviluppi che possano produrre significativi impatti sul sistema produttivo nazionale. Al verificarsi di tale circostanza, il MIUR, d’intesa con gli atenei/enti responsabili dell’attuazione dei progetti, ed esclusivamente con l’assenso degli interessati, può favorire, senza maggiori oneri, lo sviluppo di forme di stretta collaborazione dei soggetti attuatori con l’Istituto Italiano di Tecnologia, firmatario del Protocollo d’Intesa di cui alle premesse del presente decreto, al fine di massimizzare l’impatto sul sistema produttivo.
  • 11. Nell’ottica della massima trasparenza, le relazioni intermedie redatte dai PI e dai CdS sono rese pubbliche dal MIUR, sul sito del bando, entro 10 giorni dal loro rilascio.
  • 12. La rendicontazione contabile ordinaria è effettuata da ciascun responsabile di unità nel rispetto del “criterio di cassa” e mediante apposita procedura telematica, entro 60 giorni dalla conclusione del progetto. Eventuali spese per la diffusione dei risultati (partecipazione a convegni, organizzazione di convegni, pubblicazione di libri), se non sostenute entro la data di scadenza del progetto, possono essere oggetto di una rendicontazione integrativa da sottoporre al MIUR entro il dodicesimo mese successivo alla scadenza del progetto. In nessun caso l’insieme delle due distinte rendicontazioni può dar luogo a contributi MIUR superiori rispetto a quelli stabiliti nel decreto di ammissione a finanziamento.
  • 13. Per la necessaria attestazione di conformità alle norme di legge e regolamentari e alle disposizioni e procedure amministrative, la rendicontazione ordinaria (o l’insieme di quella ordinaria e di quella integrativa, ove esistente) è assoggettata ad appositi audit interni centrali da parte di idonee strutture degli atenei/enti sedi delle unità di ricerca. Il MIUR procede, a campione, agli accertamenti finali di spesa, mediante verifica documentale delle rendicontazioni e controlli in sito sugli audit interni centrali, secondo modalità e procedure stabilite nel decreto di ammissione al finanziamento. In ogni caso deve essere assicurato il criterio dell’adeguatezza del campione (non meno del 10% dei progetti finanziati per un importo almeno pari al 10% del finanziamento ministeriale).
  • 14. La mancata effettuazione degli audit, nonché l’accertamento da parte del MIUR di violazioni di norme di legge e/o regolamentari sulle singole rendicontazioni, o l’esistenza di casi di plagio e/o manipolazione e/o travisamento dei dati, ferme restando le responsabilità civili e penali, comporta la revoca del finanziamento e l’automatica esclusione del responsabile di unità dai successivi bandi MIUR per un periodo di cinque anni dalla data dell’accertamento.
  • 15. Entro 90 giorni dalla conclusione del progetto, il PI redige una relazione scientifica conclusiva sullo svolgimento delle attività e sui risultati ottenuti, con allegato elenco delle pubblicazioni relative al progetto, specificando fra esse quali riportino come primo o ultimo nome, o come autore corrispondente, quello del PI o dei responsabili di unità. Questa relazione è trasmessa con modalità telematica al Ministero. Nel caso in cui sia prodotta la rendicontazione integrativa di cui al precedente comma 11, il PI redige, contestualmente a tale rendicontazione, anche una relazione scientifica integrativa, con allegato elenco delle ulteriori pubblicazioni, relative al progetto, prodotte entro il dodicesimo mese successivo alla sua conclusione.
  • 16. Nel rispetto delle vigenti normative in materia di valutazione del sistema universitario e della ricerca, la valutazione ex-post dei prodotti delle ricerche è di competenza dell’Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR), che la eserciterà secondo tempi, forme e modalità da essa stessa determinati, e in conformità con la normativa vigente, fornendo al MIUR, entro un anno dalla conclusione dei progetti, un proprio sintetico parere in merito alla efficacia del programma. Il parere dell’ANVUR sarà reso pubblico, sul sito del bando, entro 10 giorni dal rilascio.

Articolo 7
Open access

  • 1. Ciascun responsabile di unità garantisce l’accesso gratuito e on-line (almeno in modalità green access) ai risultati ottenuti e ai contenuti delle ricerche oggetto di pubblicazioni scientifiche ‘peer-reviewed’ nell’ambito del progetto, secondo quanto previsto dall’art.4, commi 2 e 2 bis, del decreto legge 8 agosto 2013, n.91, convertito con modificazioni dalla legge 7 ottobre 2013, n.112.
  • 2. Restano impregiudicati tutti gli eventuali obblighi di riservatezza o di tutela dei dati personali.
  • 3. I responsabili di unità sono peraltro esentati dall’obbligo di assicurare l’accesso aperto a parti specifiche dei propri dati di ricerca, se questo dovesse compromettere il raggiungimento del principale obiettivo della ricerca stessa.

Articolo 8
Copertura finanziaria e altre disposizioni

  • 1. Per le finalità indicate all’art.1, il MIUR cofinanzia i progetti relativi al presente bando nel limite complessivo di € 391.000.000
  • 2. Responsabile del procedimento è l’Ing. Mauro Massulli – Dirigente nell’ambito della Direzione Generale per il coordinamento, la promozione e la valorizzazione della ricerca.
  • 3. Chiarimenti e informazioni possono essere richiesti agli Uffici ricerca di università ed enti, nonché alla Direzione Generale per il coordinamento, la promozione e la valorizzazione della ricerca.
  • 4. Gli effetti del presente decreto sono soggetti alle positive verifiche degli organi di controllo, previste dalle vigenti disposizioni.

IL DIRETTORE GENERALE
(dott. Vincenzo Di Felice)


Bando PRIN 2017

Decreto Direttoriale 27 dicembre 2017, AOODPFSR 3728
Bando Progetti di Ricerca di Interesse Nazionale (PRIN) 2017


Fedeli e Padoan, al via bando di 391 milioni per la ricerca di base Risorse importanti da accordo con IIT. Valorizzati i giovani, attenzione al Sud

(Mercoledì, 27 dicembre 2017) Trecentonovantuno milioni di euro per la ricerca di base, con un’attenzione specifica alla valorizzazione degli under 40 e del Sud. Lo stanziamento è previsto dal bando PRIN (Progetti di Ricerca di Interesse Nazionale) 2017 che è stato inviato alla Corte dei Conti per la sua registrazione ed è disponibile da oggi sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Il bando, molto atteso dalla comunità scientifica, è destinato al finanziamento di progetti di ricerca pubblica. L’importo per il nuovo PRIN è il più alto di sempre, grazie alla scelta della Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, e del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, di concentrare su questo bando fondi di diversa provenienza. Lo stanziamento di 391 milioni comprende infatti anche 250 milioni frutto di un’intesa fra MIUR, MEF e Istituto Italiano di Tecnologia (IIT).

La Ministra Fedeli e il Ministro Padoan esprimono “piena soddisfazione per l’esito dell’accordo con IIT, che ha consentito di recuperare una somma importante da destinare alla ricerca di base del nostro Paese, arricchendo uno dei bandi più attesi dal settore e dimostrando concretamente l’attenzione che il governo rivolge all’ambito strategico della ricerca. Il bando PRIN 2017, con la sua dotazione di quasi 400 milioni, rappresenta una svolta per il settore: si tratta della dotazione più cospicua di sempre ed è un segnale chiaro su un tema che questo governo ha sempre considerato prioritario”.
“Stiamo dimostrando concretamente che per noi gli investimenti in formazione, ricerca e innovazione sono fondamentali”, aggiunge la Ministra Fedeli. “Destinare 391 milioni alla ricerca di base significa mettere a disposizione delle ricercatrici e dei ricercatori, che si dedicano con passione e determinazione a questa straordinaria attività, gli strumenti necessari per andare avanti con successo. Ma significa anche attuare la strategia più utile all’intero sistema Paese, se vogliamo essere competitivi in un mondo globalizzato com’è quello di oggi. Ed è anche in quest’ottica che abbiamo scelto di prevedere nel bando delle linee di intervento riservate rispettivamente alle aree del Mezzogiorno e alle ricercatrici e ai ricercatori under 40, a tempo determinato e indeterminato. Una scelta strategica per il futuro dell’Italia”, chiude Fedeli.
Il Ministro Padoan ha rimarcato come la ricerca e l’innovazione rappresentino “un motore fondamentale per la crescita e la modernizzazione del Paese, priorità per le quali il governo si è sempre impegnato. Senza la ricerca, e soprattutto la ricerca di base, non sarebbero neanche ipotizzabili obiettivi volti ad accrescere il benessere dei cittadini. Sostenere la ricerca, poi, significa avere un’attenzione particolare verso i giovani ed aprire loro la strada per un’occupazione di qualità e duratura’’.

Il bando PRIN si caratterizza per alcuni aspetti innovativi, come la possibilità di presentare i progetti estesa al personale, oltre che delle Università, anche degli Enti pubblici di ricerca vigilati dal MIUR. Come sempre, particolare attenzione sarà dedicata alla portabilità dei progetti e alle attività di diffusione e disseminazione dei risultati. I progetti saranno valutati in due fasi e tutta la procedura sarà gestita esclusivamente per via telematica.

Sono previste tre distinte linee d’intervento:

Linea principale, con una dotazione di 305 milioni di euro. I responsabili delle singole unità di ricerca potranno essere professori universitari, ricercatori universitari e degli Enti pubblici di ricerca, tecnologi, dirigenti di ricerca e dirigenti tecnologi. È previsto, per assicurare la continuità della gestione scientifica dei progetti, che possano assumere il ruolo di coordinatori scientifici nazionali soltanto coloro che abbiano titolo a restare in servizio per un numero di anni non inferiore a quattro.
Linea giovani, con una dotazione di 22 milioni di euro. I responsabili delle singole unità di ricerca potranno essere docenti, ricercatori, tecnologi under 40, anche a tempo determinato.
Linea Sud, con una dotazione di 64 milioni di euro. È del tutto simile, per caratteristiche, alla linea principale, ma tutte le unità di ricerca dovranno essere ubicate in una delle Regioni in ritardo di sviluppo o in transizione.
La ripartizione dei fondi tra le diverse aree scientifiche è così determinata: Scienze della vita, 140 milioni di euro; Fisica, Chimica, Ingegneria, 140 milioni di euro; Scienze umanistiche, 111 milioni di euro.

Ciascun progetto, di durata triennale, può prevedere un costo massimo di euro 1.200.000 e un numero di unità di ricerca variabile tra 1 e 6. Il finanziamento è assegnato all’Ateneo/Ente sede di ogni unità di ricerca. Alle call potranno partecipare tutti gli aventi diritto indipendentemente dal fatto che abbiano partecipato o meno al PRIN precedente. La gestione dei progetti prevede:

massima flessibilità in fase di esecuzione: sono soggette ad approvazione preventiva da parte del MIUR le sole varianti scientifiche relative alla modifica degli obiettivi del progetto, ma non le varianti tecnico-economiche;
garanzia di portabilità in caso di trasferimento di sede dei responsabili di unità; valutazioni scientifiche intermedie, rese pubbliche dal MIUR;
relazioni scientifiche conclusive effettuate entro 90 giorni dalla conclusione del progetto.
Le domande si potranno presentare dal 15 febbraio al 29 marzo 2018.

Educazione&Scuola©

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: