Archivi tag: Ricerca

Decreto Direttoriale 27 dicembre 2017, AOODPFSR 3728

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per la Formazione Superiore e per la Ricerca
Direzione Generale per il coordinamento, la promozione e la valorizzazione della ricerca

IL DIRETTORE GENERALE

VISTO il Decreto-Legge n. 85 del 16 maggio 2008, convertito con modificazioni dalla legge n. 121 del 14 luglio 2008, istitutivo, tra l’altro, del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR);
VISTO l’articolo 1, comma 870, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007), che istituisce nello stato di previsione della spesa del MIUR il Fondo per gli investimenti nella ricerca scientifica e tecnologica (FIRST);
VISTA la legge 30 dicembre 2010, n. 240, recante “Norme in materia di organizzazione delle università, di personale accademico e reclutamento, nonché delega al Governo per incentivare la qualità e l’efficienza del sistema universitario”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 10 del 14 gennaio 2011 – Suppl. Ordinario n. 11;
VISTO il protocollo d’intesa MIUR-IIT-MEF del 27 dicembre 2017, firmato dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, dal Ministro dell’Economia e delle Finanze e dal Presidente dell’Istituto Italiano di Tecnologia, con il quale sono stati destinati € 250.000.000 al finanziamento di progetti scientifici ricadenti nei macrosettori scientifici dell’European Research Council identificati con le sigle PE (Scienze fisiche, chimiche, ingegneristiche) e LS (Scienze della vita);
VISTO il protocollo d’intesa MIUR-INFN del 14 dicembre 2017, firmato dal Capo Dipartimento per la formazione superiore e per la ricerca del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e dal Presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, con il quale sono stati destinati € 13.000.000 ad azioni volte a conseguire, in particolare, il rafforzamento delle eccellenze per la ricerca in Italia, al fine di aumentare l’attrattività del sistema italiano della ricerca;
VISTA la nota prot. 183944 del 19 ottobre 2017 del Ministero dell’Economia e Finanze, con la quale, a seguito del D.M.T. n. 177410 del 16 ottobre 2017,  sono stati destinati, tra l’altro, € 10.000.000 a valere sulle risorse di cui all’art. 1, comma  140 della Legge n. 232/2016, come finanziamento aggiuntivo per i progetti di ricerca di interesse nazionale;
VISTA la delibera CIPE del 1° maggio 2016, con la quale sono stati destinati, tra l’altro, € 50.000.000, a valere sulle risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, per il consolidamento di gruppi di ricerca che abbiano dimostrato particolare creatività nella scelta dei temi di ricerca o negli approcci metodologici;
VISTO il D.I. n. 724 del 19 settembre 2016, registrato alla Corte dei Conti il 10 novembre 2016 n. 4100, emanato dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, con il quale sono stati destinati, tra l’altro, € 39.803.041 a valere sulle risorse del FIRST per il finanziamento di interventi di supporto alla ricerca fondamentale nell’ambito degli atenei e degli enti pubblici di ricerca afferenti al MIUR, comprensivi dei costi relativi alle attività di valutazione e monitoraggio di € 1.194.091 (corrispondente al 3% del relativo finanziamento ai sensi dell’articolo 21 comma 3 della legge 30 dicembre 2010, n. 240); nell’ambito dello stanziamento complessivo sopraddetto, un importo pari ad € 6.000.000 è riservato a progetti presentati da giovani ricercatori “under 40” (comprensivi del corrispondente importo di € 180.000 per le attività di valutazione e monitoraggio);
VISTO il D.M. n. 208 del 5 aprile 2017, emanato dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, con il quale sono stati destinati, tra l’altro, € 32.782.585, a valere sulle risorse del FIRST per il finanziamento di interventi di supporto alla ricerca fondamentale nell’ambito degli atenei e degli enti pubblici di ricerca afferenti al MIUR, comprensivi dei costi relativi alle attività di valutazione e monitoraggio di € 983.478 (corrispondenti al 3% del relativo finanziamento ai sensi dell’articolo 21 comma 3 della legge 30 dicembre 2010, n. 240);
CONSIDERATO che appare fondamentale garantire il necessario sostegno alla ricerca di base svolta presso le università e gli enti pubblici di ricerca afferenti al MIUR privilegiando ricerche che promuovano un significativo avanzamento delle conoscenze rispetto allo stato dell’arte;
CONSIDERATA l’opportunità di emanare  un nuovo bando per Progetti di ricerca di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN), sulle disponibilità finanziarie relative all’anno 2016 e 2017;
RITENUTO di dare concreto sviluppo, in base alle risorse disponibili ed ai vincoli di destinazione stabiliti, a tre diverse linee d’intervento: a) “linea d’intervento Principale”; b) “linea d’intervento Giovani”; c) “linea d’intervento Sud”;
RITENUTO altresì di assicurare la necessaria massa critica alle tre linee d’intervento, sia considerando la necessaria aggiuntività delle risorse di cui alla delibera CIPE del 1° maggio 2016, sia valutando le reali potenzialità di partecipazione;
RITENUTO pertanto di procedere alla seguente suddivisione delle risorse,  tra le tre linee d’intervento: a) “linea d’intervento Principale”: € 305.000.000, di cui  € 110.000.000 riservati al macrosettore LS, € 110.000.000 riservati al macrosettore PE ed € 85.000.000 riservati al macrosettore SH; b) “linea d’intervento Giovani”: € 22.000.000, di cui  € 8.000.000 riservati al macrosettore LS,  € 8.000.000 riservati al macrosettore PE,  ed € 6.000.000 riservati al macrosettore SH;  c) “linea d’intervento Sud”: € 64.000.000, di cui  € 22.000.000 riservati al macrosettore LS, € 22.000.000 riservati al macrosettore PE, ed  € 20.000.000 riservati al macrosettore SH;
RITENUTO infine di destinare il residuo importo di € 4.585.626 alle attività di valutazione e monitoraggio;
VISTO il decreto legislativo n. 165 del 30 maggio 2001 e successive modifiche e integrazioni;

DECRETA

Articolo 1
Oggetto e definizioni

  • 1) Il programma PRIN (Progetti di ricerca di Rilevante Interesse Nazionale) è destinato al finanziamento di  progetti di ricerca pubblica, allo scopo di favorire il rafforzamento delle basi scientifiche nazionali e rendere più efficace la partecipazione alle iniziative relative ai Programmi Quadro dell’Unione Europea.
  • 2) A tale scopo, il programma PRIN finanzia progetti triennali che per complessità e natura possono richiedere la collaborazione di più professori/ricercatori e/o le cui esigenze di finanziamento eccedono la normale disponibilità delle singole istituzioni. A seconda della natura del progetto, il gruppo di ricerca può essere costituito da una sola unità operativa o da un’organica collaborazione fra più unità operative distribuite su più atenei o enti.
  • 3) I principi guida del programma PRIN sono:
    • alto profilo scientifico del coordinatore nazionale e dei responsabili di unità operativa;
    • originalità, adeguata metodologia, impatto e fattibilità del progetto di ricerca;
    • finanziabilità dei progetti in ogni campo di ricerca;
    • adeguato sostegno finanziario garantito dal MIUR.
  • 4) Agli effetti del presente decreto si intendono:
    • per Ministro e Ministero, rispettivamente il Ministro e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR);
    • per CNGR il Comitato Nazionale dei garanti per la Ricerca, di cui all’articolo 21 della legge 30 dicembre 2010, n. 240;
    • per CdS i Comitati di Selezione di cui all’articolo 20 della legge 30 dicembre 2010, n. 240, così come modificato dall’art. 63 del Decreto Legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito con modificazioni dalla L. 7 agosto 2012, n. 134;
    • per REPRISE l’albo degli esperti scientifici gestito dal MIUR;
    • per ateneo/università, tutte le università e le istituzioni universitarie italiane, statali e non statali, comunque denominate, ivi comprese le scuole superiori ad ordinamento speciale;
    • per enti di ricerca, tutti gli enti pubblici di ricerca vigilati dal Ministero;
    • per professori, i professori universitari a tempo indeterminato;
    • per ricercatori, i ricercatori universitari e i ricercatori e tecnologi degli enti pubblici di ricerca vigilati dal MIUR, in servizio a tempo indeterminato o determinato;
    • per coordinatore scientifico (o “principal investigator” – PI), chi ha il compito di coordinare più unità operative di un progetto, compresa la sua, assumendo la responsabilità scientifica dell’intero progetto:
      • per le linee d’intervento “a” e “c” di cui al successivo articolo 2, comma 2, un professore/ricercatore iscritto all’albo REPRISE (tramite il sito https://reprise.cineca.it), in servizio a tempo indeterminato, che, in considerazione della durata dei progetti e dei conseguenti successivi adempimenti, alla data del presente bando abbia titolo a restare in servizio per un numero di anni non inferiore a quattro, e che sia in possesso di una delle seguenti qualifiche: professore o ricercatore universitario, ovvero, per quanto concerne gli enti pubblici di ricerca, dirigente di ricerca, dirigente tecnologo, ricercatore, tecnologo;
      • per la linea d’intervento “b” di cui al successivo articolo 2, comma 2, un professore/ricercatore under 40, in servizio a tempo indeterminato presso una università,  o  un ricercatore/tecnologo under 40 in servizio a tempo indeterminato presso un ente di ricerca, o un ricercatore universitario under 40 in servizio a tempo determinato  con contratto RTD-B, purché abbia ottenuto la valutazione positiva (obbligatoriamente da allegare alla proposta) prevista dal comma 5 dell’articolo 24 della legge 30 dicembre 2010, n.240, a seguito del possesso dell’abilitazione scientifica nazionale;
    • per responsabile locale, chi ha il compito di coordinare una unità operativa, assumendone le relative responsabilità scientifiche:
      • per le linee d’intervento “a” e “c” di cui al successivo articolo 2, comma 2, oltre alle qualifiche già indicate per i  coordinatori scientifici,  anche i ricercatori/tecnologi  in servizio a tempo determinato presso università o enti di ricerca;
      • per la linea d’intervento “b” di cui al successivo articolo 2, comma 2, oltre alle qualifiche già indicate per i coordinatori scientifici, anche i ricercatori under 40 in servizio a tempo determinato presso una università con contratto di tipo RTD-A, o con contratto di tipo RTD-B privi della valutazione positiva prevista dal comma 5 dell’articolo 24 della legge 30 dicembre 2010, n.240, a seguito del possesso dell’abilitazione scientifica nazionale, o i ricercatori/tecnologi in servizio a tempo determinato presso un ente di ricerca;
    • per unità operativa (o unità di ricerca), l’insieme dei professori/ricercatori/tecnologi che costituiscono il gruppo di ricerca guidato dal responsabile locale, con autonomia amministrativa nell’ambito del progetto, ma nel rispetto dei regolamenti interni di amministrazione, finanza e contabilità dell’università o dell’ente cui afferisce;
    • per ERC, l’European Research Council;
    • per CINECA il Consorzio Interuniversitario CINECA, che cura la gestione dei sistemi informatici per la valutazione scientifica dei progetti di ricerca.

Articolo 2
Ambito scientifico delle proposte
e linee d’intervento

  • 1) I progetti possono affrontare tematiche relative a qualsiasi campo di ricerca nell’ambito dei
    • Scienze della vita (LS);
    • Scienze fisiche, chimiche e ingegneristiche (PE);
    • Scienze sociali e umanistiche (SH);
      e dei relativi settori (riportati nell’allegato 1).
  • 2) Il programma è articolato in tre distinte linee d’intervento (all’atto della presentazione del progetto il PI deve indicare la linea alla quale intende partecipare):
    • a) Linea d’intervento “Principale”: aperta a tutti i progetti che non appartengano in via esclusiva alla linea b o alla linea c, con una dotazione di euro 305.000.000;
    • b) Linea d’intervento “Giovani”: riservata a progetti nei quali tutti i ricercatori partecipanti, compresi i responsabili di unità e lo stesso coordinatore nazionale,  siano  di età inferiore a 40 anni alla data del presente bando (fermo restando il rispetto delle qualifiche indicate all’articolo 1, comma 4); a tale linea d’intervento è riservata una dotazione di euro 22.000.000;
    • c) Linea d’intervento “Sud”: con una dotazione di euro 64.000.000, riservata a progetti nei quali tutte le unità (compresa quella del PI) siano effettivamente operative  nei territori delle regioni in ritardo di sviluppo (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) o in transizione (Abruzzo, Molise e Sardegna), avuto riguardo, nel caso di soggetti giuridici con unica sede sull’intero territorio nazionale, alla ubicazione della sede legale, ovvero, nel caso di soggetti giuridici con più sedi in più località dell’intero territorio nazionale, alla ubicazione della sede (propria o in locazione o in comodato) del dipartimento/istituto/laboratorio indicato in progetto come sede operativa dell’unità di ricerca; nel caso in cui la sede operativa non  coincida con la sede legale, alla proposta deve essere allegato, a pena di esclusione del progetto dal bando, idoneo documento attestante la disponibilità della sede per l’intera durata del progetto; in particolare, in caso di locazione o comodato dovrà essere allegata copia del contratto di locazione  o di comodato stipulato almeno 12 mesi prima della data del presente bando.

Articolo 3
Finanziamento dei progetti e relativi costi

  • 1) Il budget complessivo disponibile (pari a 391.000.000 euro, al netto dell’importo di euro 4.585.626 destinato alle attività di valutazione e monitoraggio) è così ripartito:
    • a) per la linea d’intervento “Principale”, euro 110.000.000 per il macrosettore LS, euro 110.000.000 per il macrosettore PE ed euro 85.000.000 per il macrosettore SH. All’interno di ciascun macrosettore, il budget complessivo è ripartito tra i diversi settori secondo le seguenti modalità:
      • a.1) una quota fissa garantita, pari al 3% del budget complessivo per ogni settore appartenente ai macrosettori LS e PE ed al 5% del budget complessivo per ogni settore appartenente al macrosettore SH;
      • a.2) una quota variabile (da aggiungere alla quota fissa) proporzionale alla somma  delle richieste economiche presentate dall’insieme dei progetti del singolo settore (con riferimento al settore indicato in progetto come principale) rispetto alla somma delle richieste economiche presentate da tutti i progetti dell’intero macrosettore, applicata al budget residuo disponibile per l’intero macrosettore (inteso come budget complessivo detratta la quota di cui alla lettera a.1);
      • a.3) in nessun caso, comunque, la quota attribuita ad ogni settore può risultare superiore al 20% del budget complessivo per i macrosettori LS e PE, ed al 25% del budget complessivo per il macrosettore SH; le eventuali eccedenze rispetto a tali quote sono ridistribuite proporzionalmente fra gli altri settori dello stesso macrosettore;
    • b) per la linea d’intervento “Giovani”, euro 8.000.000 per ciascuno dei  macrosettori LS e PE, ed euro 6.000.000 per il macrosettore SH;  all’interno di ogni macrosettore la ripartizione tra i settori avviene proporzionalmente al rapporto  tra la somma delle richieste economiche presentate nella linea “Giovani” per ciascun settore e la somma delle richieste economiche complessive (relative a tutti i settori) riferite alla stessa linea d’intervento;
    • c) per la linea d’intervento “Sud”, euro 22.000.000 per ciascuno dei macrosettori LS e PE ed euro 20.000.000 per il macrosettore SH;  all’interno di ogni macrosettore la ripartizione tra i settori avviene proporzionalmente al rapporto tra la somma delle richieste economiche presentate nella linea “Sud” per ciascun settore e la somma delle richieste economiche complessive  (relative a tutti i settori) riferite alla stessa linea d’intervento.
  • 2. Con apposito decreto, prima dell’insediamento dei CdS di cui all’articolo 5, il MIUR rende nota la ripartizione dei fondi complessivi disponibili per ogni settore, definita secondo le procedure di calcolo di cui al comma precedente,   evidenziando, per ogni settore, gli importi destinati alle diverse linee d’intervento.
  • 3. Per le linee d’intervento “Principale” e “Sud”, ciascun progetto, di durata triennale, deve prevedere un costo massimo di euro 1.200.000, e un numero di unità di ricerca compreso tra 1 e 6 per i macrosettori LS e PE, e da 1 a 4 per il macrosettore SH; per la linea d’intervento “Giovani” ciascun progetto, di durata triennale, deve prevedere un costo massimo di euro 800.000, e un numero di unità di ricerca compreso tra 1 e 4 per qualunque macrosettore.
  • 4. Nel caso in cui siano previste più unità di ricerca, esse debbono necessariamente afferire a diversi atenei/enti; nel caso in cui sia prevista una sola unità di ricerca questa deve necessariamente afferire a una università.
  • 5. I costi ammissibili e i criteri di determinazione dei contributi sono descritti nell’allegato 2.
  • 6. Tutti i costi del progetto sono coperti dal finanziamento MIUR, tranne quelli relativi al personale dipendente a tempo indeterminato, che restano a carico dell’ateneo/ente sede dell’unità di ricerca. A scopo premiale, è inoltre  prevista la corresponsione, in favore dell’ateneo/ente sede dell’unità di ricerca del PI, di una quota forfetaria pari al 3% del costo congruo del progetto (così come definito dal competente Comitato di Selezione, nel rispetto delle procedure di cui all’allegato 3), per le esigenze legate alle attività di coordinamento dell’intero  progetto.

Articolo 4
Presentazione della domanda

  • 1. La domanda è presentata dal PI, entro e non oltre le ore 15:00 del 29 marzo 2018, pena l’impossibilità di poter accedere alla procedura e la conseguente esclusione del progetto dal bando, esclusivamente attraverso procedure web-based. Sul sito http://prin.miur.it/ sono resi disponibili tutti gli allegati al presente bando e il fac-simile per la presentazione delle domande; la modulistica compilabile è resa disponibile a partire dalle ore 15:00 del 15 febbraio 2018.
  • 2. La domanda è redatta in lingua inglese; a scelta del proponente, può essere fornita anche una ulteriore versione in lingua italiana. La domanda prevede due componenti distinte:
    •  il modulo amministrativo (parte A)
    •  la proposta di ricerca (parte B )
  • 3. Il modulo amministrativo fornisce una sintetica descrizione della proposta, l’indicazione del PI e degli eventuali responsabili di unità, l’indicazione della linea d’intervento per la quale si intende concorrere, l’indicazione del settore ERC in cui si colloca la ricerca (facendo riferimento all’elenco di cui all’allegato 1), tra cui quello principale, uno o più sottosettori ERC, una o più parole chiave e infine gli aspetti economici del progetto.
  • 4 . La proposta di ricerca (parte B) si compone di due parti:
    • Parte B1: sintesi e successiva descrizione dettagliata del progetto, contenente gli obiettivi, lo stato dell’arte, la metodologia della proposta, il ruolo delle singole unità di ricerca, le modalità di integrazione e collaborazione, l’impatto previsto e gli aspetti finanziari;
    • Parte B2: per il PI, curriculum vitae (con separata evidenza dei finanziamenti nazionali e internazionali già acquisiti come principal investigator e dei riconoscimenti nazionali e internazionali ricevuti), pubblicazioni scientifiche (fino a 20, negli ultimi 10 anni, comprese monografie e libri), e l’indice bibliometrico H-index complessivo (esclusivamente per gli ambiti scientifici nei quali il relativo utilizzo è usuale a livello internazionale, e con l’indicazione della sorgente, tra quelle più accreditate, sempre a livello internazionale); per gli altri responsabili di unità: curriculum vitae,pubblicazioni scientifiche (fino a 20 per ciascuno, negli ultimi 10 anni, comprese monografie e libri), e l’indice bibliometrico H-index complessivo (esclusivamente per gli ambiti scientifici nei quali il relativo utilizzo è usuale a livello internazionale, e con l’indicazione della sorgente, tra quelle più accreditate, sempre a livello internazionale); infine, descrizione dettagliata dell’unità di ricerca, con l’indicazione dei nominativi dei professori/ricercatori ritenuti più rappresentativi, in numero massimo di 10 per ogni unità di ricerca.
  • 5. Le proposte incomplete (assenza o parziale compilazione di  parti o sezioni; assenza di documenti la cui presentazione sia resa obbligatoria dal presente bando) non sono considerate ammissibili e non sono avviate a valutazione.
  • 6. Fino alla scadenza fissata per la presentazione è possibile modificare una proposta non ancora definitivamente chiusa. Nessun materiale può essere presentato dopo la data di scadenza per la presentazione.
  • 7. Ogni professore/ricercatore può figurare, qualunque sia il suo ruolo (PI, responsabile di unità, partecipante), in una sola proposta del presente bando.

Articolo 5
Valutazione e selezione delle proposte

  • 1. La valutazione delle proposte si svolge attraverso una prima fase di pre-selezione, di competenza diretta dei Comitati di Selezione (uno per ciascuno dei settori di ricerca ERC, per un totale di venticinque CdS), e una seconda fase di valutazione scientifica del progetto affidata a revisori esterni ai CdS, ma coordinati dagli stessi CdS, nel rispetto delle procedure di cui all’allegato 3 al presente bando.
  • 2. Per ciascun settore, il rispettivo CdS è nominato dal MIUR e formato da almeno cinque esperti scientifici (in base a decisioni del CNGR, in funzione della eterogeneità del settore e del numero di domande pervenute) scelti in base alla comprovata e specifica competenza dal CNGR, che ne designa altresì uno come coordinatore. I nominativi dei componenti dei CdS sono resi pubblici dal MIUR entro 45 giorni dalla conclusione dell’intero iter di valutazione.
  • 3. Nella seconda fase i CdS si avvalgono di revisori esterni anonimi (in numero di tre per ogni progetto), selezionati dall’albo REPRISE. I revisori esterni operano in maniera indipendente e sono scelti dai CdS nell’ambito della comunità scientifica internazionale di riferimento, secondo il criterio della competenza scientifica (settore ERC/sottosettore ERC/parole chiave). Al termine delle procedure, e in ogni caso non oltre 45 giorni dalla loro conclusione, il MIUR rende pubblici gli elenchi dei revisori che hanno partecipato alle procedure.
  • 4. I componenti dei CdS e i revisori esterni non possono prendere parte in alcun modo ai progetti presentati in risposta al presente bando e, prima dell’accettazione dell’incarico (o contestualmente all’insediamento, per quanto riguarda i CdS), debbono rilasciare una dichiarazione di impegno relativa al rispetto di principi deontologici, di riservatezza e di assenza di incompatibilità, nonché impegnarsi a effettuare valutazioni e selezioni nei tempi previsti.
  • 5. Ogni proposta è assegnata a un solo CdS in conformità al settore ERC principale dichiarato dal richiedente. Se il PI (oltre al settore ERC principale) indica anche un settore ERC secondario, il CdS può selezionare nella terna di revisori esterni un revisore competente nel settore secondario. E’ responsabilità del PI specificare il settore e il sottosettore ERC più rilevante.
  • 6. La Direzione Generale per il coordinamento, la promozione e la valorizzazione della ricerca, attraverso l’ufficio del responsabile del procedimento, assicura le funzioni di segreteria dei CdS, il cui coordinamento compete comunque al CNGR.
  • 7. Al termine dei lavori dei CdS, esperite le verifiche di ammissibilità sui progetti vincitori, il MIUR, con uno o più decreti, rende note le graduatorie finali dei progetti  (tre per ogni settore ERC, corrispondenti ad una graduatoria per ogni linea d’intervento nell’ambito del settore), e decreta, nei limiti del budget disponibile, il finanziamento dei progetti stessi.
  • 8. In nessun caso possono essere ammessi a finanziamento progetti che, sommando i punteggi ottenuti nella fase di pre-selezione a quelli ottenuti nella fase di valutazione scientifica, non abbiano ottenuto almeno il punteggio soglia di 90/100. Eventuali somme non assegnate per carenza di progetti idonei, in uno o più settori, costituiranno incremento della dotazione finanziaria di successivi bandi PRIN.
  • 9. I PI prendono visione della relazione di valutazione sul sito http://prin.miur.it

Articolo 6
Gestione dei progetti ed erogazioni

  • 1. Le comunicazioni ufficiali e i riscontri sono effettuati sul sito dedicato al bando (http://PRIN.miur.it/).
  • 2. La data di avvio ufficiale dei progetti è fissata al 90° giorno dopo l’emanazione del decreto di ammissione al finanziamento.
  • 3. Le varianti alla sola articolazione economica del progetto non sono soggette ad approvazione preventiva da parte del MIUR; le varianti scientifiche relative alla modifica degli obiettivi scientifici del progetto sono consentite soltanto previa approvazione del MIUR.
  • 4. Nel caso di trasferimento del PI o di un responsabile di unità,  in fase di esecuzione del progetto, da un ateneo/ente ad altro ateneo/ente, il regolare svolgimento delle attività deve essere garantito mediante accordo scritto tra i due atenei/enti (da trasmettere al MIUR per la necessaria autorizzazione), con particolare riferimento all’uso delle attrezzature già acquistate e inventariate presso l’ateneo/ente originario ed alla prosecuzione dell’attività dell’eventuale personale a tempo determinato già contrattualizzato dall’ateneo/ente originario per lo svolgimento delle attività dell’unità di ricerca interessata. Il trasferimento del finanziamento (da intendersi comunque limitato alle somme non ancora spese o impegnate) dall’ateneo/ente originario all’ateneo/ente di destinazione del PI o del responsabile di unità non può essere soggetto ad ulteriori limitazioni, fatta salva la necessità (per quanto riguarda la linea d’intervento “Sud”) di garantire che l’ubicazione dell’ateneo/ente di destinazione resti all’interno delle Regioni in ritardo di sviluppo o in transizione.
  • 5. Per tutte le pubblicazioni e i prodotti scientifici realizzati nell’ambito del progetto di ricerca, il PI e gli eventuali altri responsabili di unità sono tenuti a indicare di aver usufruito di un finanziamento nell’ambito del presente bando.
  • 6. Il contributo per la realizzazione dei progetti è erogato  direttamente agli atenei/enti sedi delle unità di ricerca in tre tranche:
    • Il 40% in anticipo, entro 60 giorni dal decreto di ammissione a finanziamento;
    • Il 30% entro 60 giorni dall’acquisizione, da parte del MIUR, di apposita dichiarazione, resa dal legale rappresentante dell’ateneo/ente entro il 15° giorno successivo alla conclusione della prima annualità (su formato predisposto dal MIUR, ed esclusivamente per il tramite del sito http://prin.miur.it/), che attesti il concreto sviluppo delle attività (con indicazione delle somme effettivamente spese al termine della prima annualità) e la regolarità delle procedure amministrative poste in essere;
    • Il  30% residuo entro 60 giorni dall’acquisizione, da parte del MIUR, di apposita dichiarazione, resa dal legale rappresentante dell’ateneo/ente entro il 15° giorno successivo alla conclusione della seconda annualità (su formato predisposto dal MIUR, ed esclusivamente per il tramite del sito http://prin.miur.it/), che attesti il concreto sviluppo delle attività (con indicazione delle somme effettivamente spese al termine della seconda annualità) e la regolarità delle procedure amministrative poste in essere.
  • 7. Le Università garantiscono, in ogni caso, la continuità delle attività dei progetti anche in pendenza delle erogazioni da parte del MIUR.
  • 8. Eventuali importi oggetto di recupero nei confronti degli atenei/enti possono essere compensati, in qualsiasi momento, con detrazione su ogni altra erogazione o contributo da assegnare agli stessi anche in base ad altro titolo.
  • 9. Entro 30 giorni dalla scadenza di ogni annualità, ogni PI trasmette al MIUR, per via telematica sul sito del bando e su apposita modulistica predisposta dal MIUR, una relazione scientifica intermedia. La relazione è resa disponibile, nei successivi 10 giorni, dal MIUR al competente CdS, che, entro i successivi 30 giorni, (sempre sulla base di apposita modulistica predisposta dal MIUR) relaziona sul concreto sviluppo dei progetti. In questa fase, il CdS può anche proporre al MIUR la revoca del contributo nel caso in cui si manifesti un evidente disallineamento del progetto rispetto alle finalità e agli obiettivi originari.
  • 10. Nelle proprie relazioni, i CdS possono altresì evidenziare quali progetti abbiano raggiunto, nel loro sviluppo, un elevato contenuto innovativo  e tecnologico, tale da farli ritenere maturi  per ulteriori e più interessanti sviluppi che possano produrre significativi impatti sul sistema produttivo nazionale. Al verificarsi di tale circostanza, il MIUR, d’intesa con gli atenei/enti responsabili dell’attuazione dei progetti, ed esclusivamente con l’assenso degli interessati, può favorire, senza maggiori oneri, lo sviluppo di forme di stretta collaborazione dei soggetti attuatori con l’Istituto Italiano di Tecnologia, firmatario del Protocollo d’Intesa di cui alle premesse del presente decreto, al fine di massimizzare l’impatto sul sistema produttivo.
  • 11. Nell’ottica della massima trasparenza, le relazioni intermedie redatte dai PI e dai CdS sono rese pubbliche dal MIUR, sul sito del bando, entro 10 giorni dal loro rilascio.
  • 12. La rendicontazione contabile ordinaria è effettuata da ciascun responsabile di unità nel rispetto del “criterio di cassa” e mediante apposita procedura telematica, entro 60 giorni dalla conclusione del progetto. Eventuali spese per la diffusione dei risultati (partecipazione a convegni, organizzazione di convegni, pubblicazione di libri), se non sostenute entro la data di scadenza del progetto, possono essere oggetto di una rendicontazione integrativa da sottoporre al MIUR entro il dodicesimo mese successivo alla scadenza del progetto. In nessun caso l’insieme delle due distinte rendicontazioni può dar luogo a contributi MIUR superiori rispetto a quelli stabiliti nel decreto di ammissione a finanziamento.
  • 13. Per la necessaria attestazione di conformità alle norme di legge e regolamentari e alle disposizioni e procedure amministrative, la rendicontazione ordinaria (o l’insieme di quella ordinaria e di quella integrativa, ove esistente) è assoggettata ad appositi audit interni centrali da parte di idonee strutture degli atenei/enti sedi delle unità di ricerca. Il MIUR procede, a campione, agli accertamenti finali di spesa, mediante verifica documentale delle rendicontazioni e controlli in sito sugli audit interni centrali, secondo modalità e procedure stabilite nel decreto di ammissione al finanziamento. In ogni caso deve essere assicurato il criterio dell’adeguatezza del campione (non meno del 10% dei progetti finanziati per un importo almeno pari al 10% del finanziamento ministeriale).
  • 14. La mancata effettuazione degli audit, nonché l’accertamento da parte del MIUR di violazioni di norme di legge e/o regolamentari sulle singole rendicontazioni, o l’esistenza di casi di plagio e/o manipolazione e/o travisamento dei dati, ferme restando le responsabilità civili e penali, comporta la revoca del finanziamento e l’automatica esclusione del responsabile di unità dai successivi bandi MIUR per un periodo di cinque anni dalla data dell’accertamento.
  • 15. Entro 90 giorni dalla conclusione del progetto, il PI redige una relazione scientifica conclusiva sullo svolgimento delle attività e sui risultati ottenuti, con allegato elenco delle pubblicazioni relative al progetto, specificando fra esse quali riportino come primo o ultimo nome, o come autore corrispondente, quello del PI o dei responsabili di unità. Questa relazione è trasmessa con modalità telematica al Ministero. Nel caso in cui sia prodotta la rendicontazione integrativa di cui al precedente comma 11, il PI redige, contestualmente a tale rendicontazione, anche una relazione scientifica integrativa, con allegato elenco delle ulteriori pubblicazioni, relative al progetto, prodotte entro il dodicesimo mese successivo alla sua conclusione.
  • 16. Nel rispetto delle vigenti normative in materia di valutazione del sistema universitario e della ricerca, la valutazione ex-post dei prodotti delle ricerche è di competenza dell’Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR), che la eserciterà secondo tempi, forme e modalità da essa stessa determinati, e in conformità con la normativa vigente, fornendo al MIUR, entro un anno dalla conclusione dei progetti, un proprio sintetico parere in merito alla efficacia del programma. Il parere dell’ANVUR sarà reso pubblico, sul sito del bando, entro 10 giorni dal rilascio.

Articolo 7
Open access

  • 1. Ciascun responsabile di unità garantisce l’accesso gratuito e on-line (almeno in modalità green access) ai risultati ottenuti e ai contenuti delle ricerche oggetto di pubblicazioni scientifiche ‘peer-reviewed’ nell’ambito del progetto, secondo quanto previsto dall’art.4, commi 2 e 2 bis, del decreto legge 8 agosto 2013, n.91, convertito con modificazioni dalla legge 7 ottobre 2013, n.112.
  • 2. Restano impregiudicati tutti gli eventuali obblighi di riservatezza o di tutela dei dati personali.
  • 3. I responsabili di unità sono peraltro esentati dall’obbligo di assicurare l’accesso aperto a parti specifiche dei propri dati di ricerca, se questo dovesse compromettere il raggiungimento del principale obiettivo della ricerca stessa.

Articolo 8
Copertura finanziaria e altre disposizioni

  • 1. Per le finalità indicate all’art.1, il MIUR cofinanzia i progetti relativi al presente bando nel limite complessivo di € 391.000.000
  • 2. Responsabile del procedimento è l’Ing. Mauro Massulli – Dirigente nell’ambito della Direzione Generale per il coordinamento, la promozione e la valorizzazione della ricerca.
  • 3. Chiarimenti e informazioni possono essere richiesti agli Uffici ricerca di università ed enti, nonché alla Direzione Generale per il coordinamento, la promozione e la valorizzazione della ricerca.
  • 4. Gli effetti del presente decreto sono soggetti alle positive verifiche degli organi di controllo, previste dalle vigenti disposizioni.

IL DIRETTORE GENERALE
(dott. Vincenzo Di Felice)


Bando PRIN 2017

Decreto Direttoriale 27 dicembre 2017, AOODPFSR 3728
Bando Progetti di Ricerca di Interesse Nazionale (PRIN) 2017


Fedeli e Padoan, al via bando di 391 milioni per la ricerca di base Risorse importanti da accordo con IIT. Valorizzati i giovani, attenzione al Sud

(Mercoledì, 27 dicembre 2017) Trecentonovantuno milioni di euro per la ricerca di base, con un’attenzione specifica alla valorizzazione degli under 40 e del Sud. Lo stanziamento è previsto dal bando PRIN (Progetti di Ricerca di Interesse Nazionale) 2017 che è stato inviato alla Corte dei Conti per la sua registrazione ed è disponibile da oggi sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Il bando, molto atteso dalla comunità scientifica, è destinato al finanziamento di progetti di ricerca pubblica. L’importo per il nuovo PRIN è il più alto di sempre, grazie alla scelta della Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, e del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, di concentrare su questo bando fondi di diversa provenienza. Lo stanziamento di 391 milioni comprende infatti anche 250 milioni frutto di un’intesa fra MIUR, MEF e Istituto Italiano di Tecnologia (IIT).

La Ministra Fedeli e il Ministro Padoan esprimono “piena soddisfazione per l’esito dell’accordo con IIT, che ha consentito di recuperare una somma importante da destinare alla ricerca di base del nostro Paese, arricchendo uno dei bandi più attesi dal settore e dimostrando concretamente l’attenzione che il governo rivolge all’ambito strategico della ricerca. Il bando PRIN 2017, con la sua dotazione di quasi 400 milioni, rappresenta una svolta per il settore: si tratta della dotazione più cospicua di sempre ed è un segnale chiaro su un tema che questo governo ha sempre considerato prioritario”.
“Stiamo dimostrando concretamente che per noi gli investimenti in formazione, ricerca e innovazione sono fondamentali”, aggiunge la Ministra Fedeli. “Destinare 391 milioni alla ricerca di base significa mettere a disposizione delle ricercatrici e dei ricercatori, che si dedicano con passione e determinazione a questa straordinaria attività, gli strumenti necessari per andare avanti con successo. Ma significa anche attuare la strategia più utile all’intero sistema Paese, se vogliamo essere competitivi in un mondo globalizzato com’è quello di oggi. Ed è anche in quest’ottica che abbiamo scelto di prevedere nel bando delle linee di intervento riservate rispettivamente alle aree del Mezzogiorno e alle ricercatrici e ai ricercatori under 40, a tempo determinato e indeterminato. Una scelta strategica per il futuro dell’Italia”, chiude Fedeli.
Il Ministro Padoan ha rimarcato come la ricerca e l’innovazione rappresentino “un motore fondamentale per la crescita e la modernizzazione del Paese, priorità per le quali il governo si è sempre impegnato. Senza la ricerca, e soprattutto la ricerca di base, non sarebbero neanche ipotizzabili obiettivi volti ad accrescere il benessere dei cittadini. Sostenere la ricerca, poi, significa avere un’attenzione particolare verso i giovani ed aprire loro la strada per un’occupazione di qualità e duratura’’.

Il bando PRIN si caratterizza per alcuni aspetti innovativi, come la possibilità di presentare i progetti estesa al personale, oltre che delle Università, anche degli Enti pubblici di ricerca vigilati dal MIUR. Come sempre, particolare attenzione sarà dedicata alla portabilità dei progetti e alle attività di diffusione e disseminazione dei risultati. I progetti saranno valutati in due fasi e tutta la procedura sarà gestita esclusivamente per via telematica.

Sono previste tre distinte linee d’intervento:

Linea principale, con una dotazione di 305 milioni di euro. I responsabili delle singole unità di ricerca potranno essere professori universitari, ricercatori universitari e degli Enti pubblici di ricerca, tecnologi, dirigenti di ricerca e dirigenti tecnologi. È previsto, per assicurare la continuità della gestione scientifica dei progetti, che possano assumere il ruolo di coordinatori scientifici nazionali soltanto coloro che abbiano titolo a restare in servizio per un numero di anni non inferiore a quattro.
Linea giovani, con una dotazione di 22 milioni di euro. I responsabili delle singole unità di ricerca potranno essere docenti, ricercatori, tecnologi under 40, anche a tempo determinato.
Linea Sud, con una dotazione di 64 milioni di euro. È del tutto simile, per caratteristiche, alla linea principale, ma tutte le unità di ricerca dovranno essere ubicate in una delle Regioni in ritardo di sviluppo o in transizione.
La ripartizione dei fondi tra le diverse aree scientifiche è così determinata: Scienze della vita, 140 milioni di euro; Fisica, Chimica, Ingegneria, 140 milioni di euro; Scienze umanistiche, 111 milioni di euro.

Ciascun progetto, di durata triennale, può prevedere un costo massimo di euro 1.200.000 e un numero di unità di ricerca variabile tra 1 e 6. Il finanziamento è assegnato all’Ateneo/Ente sede di ogni unità di ricerca. Alle call potranno partecipare tutti gli aventi diritto indipendentemente dal fatto che abbiano partecipato o meno al PRIN precedente. La gestione dei progetti prevede:

massima flessibilità in fase di esecuzione: sono soggette ad approvazione preventiva da parte del MIUR le sole varianti scientifiche relative alla modifica degli obiettivi del progetto, ma non le varianti tecnico-economiche;
garanzia di portabilità in caso di trasferimento di sede dei responsabili di unità; valutazioni scientifiche intermedie, rese pubbliche dal MIUR;
relazioni scientifiche conclusive effettuate entro 90 giorni dalla conclusione del progetto.
Le domande si potranno presentare dal 15 febbraio al 29 marzo 2018.

Bilancio, emendamento a tutela ricercatrici in maternità

Bilancio, Fedeli: “Grande soddisfazione per emendamento a tutela delle ricercatrici a tempo determinato in maternità.

Atto di giustizia sociale e civiltà”

(Lunedì, 18 dicembre 2017) “Esprimo grande soddisfazione per l’emendamento alla Legge di bilancio approvato ieri che prevede per le ricercatrici a tempo determinato, a partire dal 2018, l’istituto della sospensione della durata massima dei contratti a termine durante il periodo di astensione obbligatoria di maternità, prorogando il termine di scadenza per un periodo pari a quello dell’astensione obbligatoria. È un atto di giustizia sociale e di civiltà. È soltanto attraverso strumenti di tutela di questo tipo che la maternità può diventare fino in fondo una scelta libera e condivisa. E, allo stesso tempo, come Paese, possiamo superare stereotipi che limitano non solo le aspirazioni e la vita delle donne, ma che privano l’Italia di un enorme potenziale”. Così la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli.

“Attraverso l’approvazione di questo emendamento viene riconosciuto il valore sociale della maternità anche per le ricercatrici a tempo determinato: significa che stiamo attuando politiche innovative che pongono le basi di una società in cui le donne sono messe nelle condizioni di  lavorare e avere figli e vengono valorizzate in entrambi i ruoli. Per garantire uno sviluppo pieno alla nostra società abbiamo bisogno delle intelligenze e dei talenti di ogni cittadina e di ogni cittadino. Senza discriminazioni di alcun tipo. Quest’emendamento va proprio in questa direzione. Dà concretezza a un impegno preciso e irrimandabile”, conclude Fedeli.

Innovazione in azione

Giovedì 7 dicembre dalle ore 10:30, si terrà nella Sala Comunicazione del Miur, in viale Trastevere 76/a, l’evento annuale del Programma Operativo Nazionale (PON) “Ricerca e Innovazione” 2014-2020. L’incontro sarà focalizzato sul capitale umano e, in particolare, sui dottorati innovativi con caratterizzazione industriale, le iniziative di formazione dottorale volte a promuovere una formazione post-laurea in stretta sinergia con le imprese e il mondo del lavoro.

L’intervento sui dottorati innovativi si inserisce all’interno del Programma Nazionale della Ricerca 2015-2020 e prevede il finanziamento di borse di durata triennale cofinanziate dal Fondo Sociale Europeo (FSE). I dottorati innovativi hanno permesso alle Università delle otto regioni del Mezzogiorno di accrescere l’attrattività dei propri percorsi di specializzazione in collaborazione con imprese e soggetti internazionali di eccellenza. L’ultimo bando del Programma Operativo Nazionale FSE-FESR “Ricerca e Innovazione 2014-2020” ha messo a disposizione un budget complessivo di 42 milioni di euro a favore dei dottorati innovativi.

Nel corso dell’evento sono previsti gli interventi di Anna Maria Fontana – MIUR, Autorità di gestione PON Ricerca e Innovazione, Pasquale D’Alessandro – Commissione europea, DG Regio, Leonardo Colucci – Commissione europea, DG Occupazione, Gaetano Manfredi – Presidente Conferenza Rettori Università Italiane, Mauro Massulli – MIUR, DG Coordinamento, promozione e valorizzazione ricerca, Sabrina Saccomandi – MIUR, Esperta PON Ricerca e Innovazione, Gianni Sava – MIUR, DG Coordinamento, promozione e valorizzazione ricerca.

Nella sessione pomeridiana, sei ricercatori vincitori di una borsa di dottorato innovativa presenteranno le loro attività di ricerca svolte in collaborazione con il mondo delle aziende.

The data way to Science GARR 2017

Big data, machine learning, infrastrutture di ricerca, accesso e gestione dei dati scientifici, open science data: questi i temi principali della Conferenza GARR che si svolgerà a Venezia dal 15 al 17 novembre 2017.

La Conferenza, organizzata dalla rete dell’istruzione e della ricerca GARR, è l’abituale appuntamento con l’innovazione tecnologica per condividere esperienze e riflessioni sull’utilizzo della rete come strumento di ricerca, formazione e cultura, attraverso discipline e contesti diversi.

L’edizione di quest’anno s’intitola The data way to Sciencee si terrà presso l’Auditorium Santa Margherita dell’Università Ca’ Foscari.

Il focus sarà sui dati della ricerca: un bene prezioso che sempre di più costituisce il vero valore del lavoro scientifico e che, nelle varie sfaccettature e declinazioni, è presente in tutte le discipline con requisiti comuni, peculiarità proprie e necessità emergenti.

Il programma si propone di approfondire i vari aspetti della vita del dato: produzione, archiviazione, gestione, diffusione, riuso, sicurezza, interoperabilità attraverso la presentazione di casi di successo e buone pratiche e la discussione di strategie comuni nell’ambito delle infrastrutture di ricerca nazionali e internazionali.

L’evento sarà aperto da un panel internazionale: “From research e-infrastructure towards Open Science and Next Generation Internet” con la partecipazione di Jean Luc Dorel (Commissione Europea, DG CNECT), Giorgio Rossi (Chairman ESFRI), Silvana Muscella (High-Level Expert Group EOSC).

Nel pomeriggio del 15 novembre è in programma una tavola rotonda “Verso una strategia nazionale per le infrastrutture di ricerca” che, in maniera trasversale, coinvolge tutto il mondo della ricerca italiano con la partecipazione di Luciano Catani (Ministero dell’Istruzione e della Ricerca), Giovanni Leonardi (Ministero della Salute – DG Ricerca e Innovazione), Francesco Scoppola (Mibact – DG Educazione e Ricerca ), Ida Marandola (Direttore Generale CREA), Giorgio Rossi (ESFRI), Maria Cristina Messa (Rettrice Università degli Studi di Milano-Bicocca), Paola Inverardi (Rettrice Università degli Studi dell’Aquila) e Antonio Zoccoli (Vice Presidente INFN).

Sono sette i keynote speaker di rilievo internazionale che apriranno le sessioni dei giorni successivi:

Fosca Giannotti (CNR), Roberta Turra (CINECA), Enrico Capobianco (University of Miami), Paolo Budroni (University of Vienna), Giuseppina Fabbiano (IVOA, International Virtual Observatory Alliance), Rutger Vos (Naturalis Biodiversity Center), Cesare Furlanello (FBK,Fondazione Bruno Kessler).

Completano il programma gli interventi della comunità accademica e scientifica che in questa edizione sono particolarmente numerosi. Sono infatti rappresentati 40 diverse organizzazioni (17 università, 7 enti di ricerca, 7 enti di ricerca biomedica come IRCCS, IZS e Istituto Superiore di Sanità, enti della PA e startup innovative che collaborano con il mondo della ricerca).

La conferenza sarà trasmessa anche in streaming.

Maggiori informazioni sul sito dell’evento: www.garr.it/conf17

Per partecipare è necessario registrarsi: https://www.eventi.garr.it/it/conf17/registrazioni

Segui la conferenza sui social: #confgarr17

Twitter e Facebook: @ReteGARR

Youtube: GARRTV

Decreto Direttoriale 26 luglio 2017, n.1853

Decreto Direttoriale 26 luglio 2017, n.1853

Pubblicazione graduatorie D.D. 1610 del 03/08/2016 “Avviso per lo sviluppo e potenziamento di Nuovi 4 Cluster tecnologici nazionali”


Avviso nuovi Cluster, pubblicate le graduatorie di merito tecnico-scientifico

È stato firmato il Decreto di approvazione delle graduatorie di merito tecnico-scientifico delle domande presentate nell’ambito delle 4 aree di specializzazione dell’Avviso del 3 agosto 2016 n. 1610 e ss.mm.ii per lo sviluppo e potenziamento di quattro nuovi Cluster Tecnologici Nazionali.

Si tratta del primo atto per il completamento delle 12 aree di specializzazione, che dà avvio alla costituzione di quattro nuovi Cluster nelle seguenti aree, identificate dalla Strategia Nazionale di Specializzazione Intelligente (SNSI): Economia del mare; Energia; Design, creatività e Made in Italy; Patrimonio Culturale.

La scelta dei progetti è stata fatta in coerenza con le priorità del Programma Nazionale della Ricerca (PNR) 2015-2020. In particolare si è puntato su iniziative di aggregazione pubblico-privata, per favorire la collaborazione delle grandi, piccole e medie imprese con Università ed Enti pubblici di ricerca.

Prosegue il programma di appalti pre-commerciali MIUR-AgID

Prosegue il programma di appalti pre-commerciali MIUR-AgID: il 20 e 21 luglio tre nuove consultazioni di mercato

Al via nuovi appalti pre-commerciali per soluzioni innovative nella PA, previsti dal programma nazionale gestito dal MIUR in collaborazione con Agid, l’Agenzia per l’Italia Digitale.

Il 20 luglio 2017 dalle ore 09.30 alle ore 17.00, presso la sede dell’Agenzia per l’Italia Digitale, in via Listz 21 a Roma, si svolgeranno due consultazioni di mercato in tema di e-Health: la prima relativa agli “Strumenti e modelli innovativi per la gestione dei processi e dei rischi in sanità”; la seconda su “Sistemi intelligenti per il monitoraggio del paziente anziano”.

Strumenti e modelli innovativi per la gestione dei processi e dei rischi in sanità
La Gara è un Appalto di Ricerca e Sviluppo (R&S) finalizzato allo sviluppo di nuove soluzioni ICT e di nuove soluzioni organizzative che consentano:
la modellizzazione e formalizzazione delle procedure clinico-assistenziali, anche in relazione ai costi e agli esiti di salute;
la valutazione quantitativa dei livelli di rischio;
una guida alla scelta del percorso assistenziale ottimale;
il monitoraggio del percorso assistenziale adottato per il singolo paziente.
Il valore stimato dell’appalto è di € 1.641.379,76 (IVA esclusa), la durata prevista è di 24 mesi.

Registrazione alla Consultazione di mercato:
http://www.agid.gov.it/strumenti-modelli-innovativi-gestione-processi-rischi-sanita

Pagina informativa sulla gara:
http://www.agid.gov.it/agenda-digitale/innovazione-del-mercato/gare-pcp-nazionali/gestione-rischio-clinico-informazioni
E-mail: pcpmiur.bando10@agid.gov.it

“Sistemi intelligenti per il monitoraggio del paziente anziano”
La Gara è un Appalto di Ricerca e Sviluppo (R&S) finalizzato allo sviluppo di uno strumento informatico omogeneo per condividere specifici datasets tra Aziende Ospedaliere, al fine di:
rendere disponibili le informazioni terapeutiche durante le visite ambulatoriali di controllo e/o durante i ricoveri successivi, supportando l’aderenza alle prescrizioni e la riconciliazione farmacologica;
valutare per ciascun paziente i fattori di rischio personali ed ambientali, supportando l’attuazione di interventi mirati di prevenzione ed al contempo ridurre il rischio di caduta;
identificare e monitorare le necessità socio-assistenziali, di prevenzione della fragilità, e di educazione sanitaria dei soggetti anziani, condividendo le informazioni relative allo stato funzionale, alle multimorbilità, ai deficit fisici e mentali ed alle condizioni psico-sociali.
Gli strumenti realizzati dovranno avere i seguenti requisiti fondamentali:
economicità, valutabile secondo il criterio del costo del ciclo di vita della soluzione;
interoperabilità con le infrastrutture informatiche delle Aziende coinvolte (Anagrafica, Laboratorio di Analisi, Radiologia, Order Entry, Farmacia, CUP, Pronto Soccorso, ecc.) e con le piattaforme di flusso dati regionali;
interoperabilità con standard di riferimento riconosciuti.
Il valore stimato dell’appalto è di € 2.446.082,17 (IVA esclusa), la durata prevista è di 30 mesi.

Registrazione alla Consultazione di mercato:
http://www.agid.gov.it/sistemi-intelligenti-il-monitoraggio-del-paziente-anziano

Pagina informativa sulla gara:
http://www.agid.gov.it/agenda-digitale/innovazione-del-mercato/gare-pcp-nazionali/monitoraggio-intelligente-anziano-informazioni
E-mail: pcpmiur.bando06@agid.gov.it

Il 21 luglio 2017 dalle ore 9.30 alle ore 13.30, presso la sede dell’Agenzia per l’Italia Digitale, in via Listz 21 a Roma, si svolgerà una consultazione di mercato in tema di e-Government: “Modelli ICT innovativi e sostenibili per lo sviluppo e la gestione di servizi in reti di Comuni”.

La Gara è un Appalto di Ricerca e Sviluppo (R&S) finalizzato alla individuazione di una soluzione innovativa, rispondente ai fabbisogni di innovazione (sfide) espressi dalle Amministrazioni beneficiarie:

Realizzazione di un sistema informativo per la PA locale nel suo complesso, frutto di una nuova modellazione dei procedimenti organizzativi, basato su:
soluzioni a basso costo e a elevata automazione;
“dematerializzazione” dei flussi documentali;
introduzione di strumenti di workflow delle attività e di business process efficaci;
introduzione di un livello semantico che faciliti l’organizzazione dei documenti e l’accesso intelligente alle informazioni da parte di cittadini e imprese, inclusa la completa tracciabilità nel tempo delle loro istanze alle amministrazioni che fanno parte della rete;
impiego di tecnologie Cloud per il front-office e il back-office della PA locale.

Realizzazione di un sistema innovativo che permetta alle PA di:
razionalizzare le dotazioni informatiche e la gestione dei dati attraverso l’esternalizzazione delle infrastrutture e delle applicazioni con soluzioni cloud innovative ed affidabili;
migliorare l’affidabilità, sicurezza, continuità e la velocità della interazione con i servizi;
ridurre i tempi di esecuzione e migliorare i risultati dei procedimenti amministrativi;
aumentare la trasparenza dell’azione amministrativa;
aumentare la partecipazione dei cittadini attraverso strumenti di e-democracy.

Il valore stimato dell’appalto è di € 4.087.461,93 (IVA esclusa), la durata prevista è di 24 mesi.

Registrazione alla Consultazione di mercato:
http://www.agid.gov.it/modelli-ict-innovativi-sostenibili-sviluppo-gestione-servizi-reti-comuni

Pagina informativa sulla gara:
http://www.agid.gov.it/agenda-digitale/innovazione-del-mercato/gare-pcp-nazionali/ict-sostenibile-reti-comuni-informazioni
E-mail: pcpmiur.bando05@agid.gov.it

Gli incontri pubblici sono indirizzati principalmente agli operatori economici, all’industria, agli enti di ricerca e alle università che hanno interesse ad acquisire maggiori informazioni per un’eventuale partecipazione al bando di gara.

La partecipazione è libera previa registrazione alla relativa pagina sopra indicata.

La Consultazione di mercato è propedeutica a confrontare esperienze ed acquisire conoscenze tecniche, al fine di una migliore predisposizione degli atti di gara, conciliando le esigenze della Stazione Appaltante con l’offerta del mercato.

Bando da 497 milioni per la ricerca industriale


Dall’Aerospazio al Made in Italy, 12 le aree su cui si investe

Fedeli: “Bando da 497 milioni per la ricerca industriale. Incentivata la collaborazione pubblico-privato. Stanziamento importanteper il rilancio del sistema nazionale”

Un Bando da 497 milioni per finanziare progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, per incentivare la cooperazione fra pubblico e privato e rilanciare il sistema nazionale.
“L’Avviso è da oggi sul sito del Miur e rappresenta uno dei principali interventi nell’ambito del Programma Nazionale per la Ricerca, che stiamo rapidamente attuando”, sottolinea la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli.
“Si tratta di un Bando molto importante – prosegue – non solo in termini di stanziamento complessivo, ma anche di impatto sul sistema nazionale della ricerca. L’obiettivo principale di questo investimento è infatti quello di incentivare le collaborazioni fra pubblico e privato promuovendo la creazione di reti per la ricerca, di filiere nazionali che siano coerenti con le dodici aree di specializzazione intelligente scelte a livello nazionale: Aerospazio; Agrifood; Blue Growth; Chimica verde; Cultural Heritage; Design, creatività e Made in Italy; Energia; Fabbrica Intelligente; Mobilità sostenibile; Salute; Smart, Secure and Inclusive Communities; Tecnologie per gli Ambienti di Vita”.
“Stiamo facendo un’operazione – sottolinea Fedeli – che guarda al sistema della ricerca nel suo complesso, alla messa in rete di competenze e infrastrutture per integrare, collegare e valorizzare le conoscenze in materia di ricerca e innovazione. Anche per questo abbiamo lavorato per incrementare lo stanziamento iniziale previsto, portando il finanziamento finale a circa mezzo miliardo di euro. Il Bando punta fra l’altro a favorire l’applicazione industriale dei risultati scientifici, con lo scopo di immettere sui mercati soluzioni, servizi e prodotti innovativi, e a sviluppare politiche di stimolo della ricerca attraverso la promozione della domanda pubblica. È un investimento che guarda al rafforzamento del Paese, anche in un’ottica di competizione internazionale che contribuisce a rafforzare una società e un’economia basate sulla conoscenza ”.
Il Bando è una ‘chiamata’ all’intero sistema della Ricerca: possono partecipare tutti gli attori qualificati (Atenei, Enti pubblici di Ricerca, Piccole e Medie Imprese e Grandi Imprese, Amministrazioni pubbliche, Organismi di Ricerca pubblici e privati) con regole chiare che rendono il processo celere e semplice.
Si tratta di un finanziamento che segue la politica avviata con la costituzione dei Cluster Tecnologici Nazionali (reti formate dai principali soggetti pubblici e privati che operano sul territorio nazionale nella ricerca industriale) nel 2012 per i primi 8 e nel 2016 per i restanti 4, allineati con le 12 aree prioritarie di intervento per la ricerca a livello nazionale previste anche dal bando pubblicato oggi. Il lavoro di animazione delle comunità di ricerca dei rispettivi settori e di analisi dei fabbisogni di innovazione del paese sviluppato dai Cluster in questi anni rappresenta un importante contributo per l’avvio di questa nuova programmazione di politica di ricerca industriale.
Capacità di realizzazione delle iniziative, ampiezza del partenariato pubblico-privato, originalità e utilità del progetto, impatto in termini di risultati e ricadute sul territorio del Mezzogiorno (anche generati dalle attività svolte nelle Regioni del Centro-Nord) saranno i parametri in base ai quali saranno valutati i progetti che potranno avere costi complessivi da un minimo di 3 fino a 10 milioni di euro ciascuno. Valori che in un contesto di rilancio dell’economia del Paese possono fare la differenza, contribuendo a creare eccellenze, sviluppo e occupazione in territori in cui le idee migliori e le competenze chiedono sollecitazioni e sostegno.
Il budget complessivo è di 497 milioni di euro, comprese le spese per le attività di valutazione e monitoraggio che concorrono ad ottenere la massima qualità degli interventi. Il Bando utilizza risorse del PON “Ricerca e Innovazione” 2014-2020 (per 327 milioni di euro) e del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (per 170 milioni di euro).

Le risorse sono destinate per 393 milioni di euro alle Regioni del Mezzogiorno (quelle meno sviluppate e in transizione) e per 104 milioni di euro alle Regioni del Centro-Nord, sempre per attività che abbiano ricadute in termini occupazionali, di capacità di attrazione di investimenti e competenze, di rafforzamento della competitività delle imprese e valorizzazione dei risultati della ricerca e della diffusione dell’innovazione a vantaggio delle medesime Regioni del Mezzogiorno, anche attraverso la definizione di percorsi di trasferimento tecnologico e/o di conoscenze.
Guardando alle 12 aree di specializzazione su cui si investe, i finanziamenti per area sono così suddivisi:
Aree di specializzazione Risorse (€)

Aerospazio 59.051.938,00
Agrifood 59.051.938,00
Blue Growth 29.525.969,00
Chimica verde 29.525.969,00
Cultural Heritage 29.525.969,00
Design, creatività e Made in Italy 29.525.969,00
Energia 29.525.969,00
Fabbrica Intelligente 59.051.938,00
Mobilità sostenibile 29.525.969,00
Salute 59.051.938,00
Smart, Secure and Inclusive Communities 29.525.969,00
Tecnologie per gli Ambienti di Vita 29.525.969,00
Totale 472.415.504,00

A questa somma si aggiungono i fondi per valutazione e monitoraggio.
Le domande potranno essere presentate tramite i servizi dello sportello telematico SIRIO (http://roma.cilea.it/Sirio), a partire dalle ore 12.00 del 27 luglio 2017 e fino alle ore 12.00 del 9 novembre 2017.

Trieste sede dell’EuroScience Open Forum 2020

Fedeli: “Risultato importante per l’Italia, premiata candidatura autorevole fortemente sostenuta dal Miur e dal governo”

(Roma, 11 luglio 2017) Sarà Trieste la sede dell’EuroScience Open Forum (ESOF) 2020. La notizia è stata resa nota oggi dagli organizzatori. “Si tratta di un importante risultato per l’Italia, che valorizza il forte impegno del governo e del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca che hanno sostenuto dall’inizio la candidatura di Trieste”, dichiara la Ministra Valeria Fedeli.
“Il nostro Paese – prosegue – ha saputo fare gioco di squadra. È stata premiata una candidatura autorevole, molto ben strutturata, in un luogo raggiungibile in modo ugualmente agevole da tutta Europa. È un riconoscimento anche al nostro sistema della ricerca sul quale il governo intende continuare ad investire: ricerca e università sono un’importante leva per lo sviluppo del Paese. Per questo – sottolinea la Ministra – stiamo dando rapida attuazione al Programma Nazionale per la Ricerca e per questo siamo tornati ad investire sul sistema universitario”. “Ringrazio la Commissione dell’Euroscience per la scelta di una città simbolo del progresso scientifico europeo. Per la sua posizione geografica, Trieste è da sempre punto di contatto e di interscambio tra mondi e popoli diversi. Una caratteristica che la rende naturalmente predisposta a parlare uno dei linguaggi universali per eccellenza, quello della scienza, e che la renderà perfettamente all’altezza del difficile incarico che ha chiesto e ottenuto”, conclude Fedeli.
L’impegno del Ministero è stato testimoniato anche dalla presenza del Sottosegretario Gabriele Toccafondi, lo scorso 29 giugno, a Strasburgo, alla presentazione del progetto a sostegno della candidatura di Trieste davanti alla Commissione. La Ministra Fedeli aveva incontrato la Presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, lo scorso 7 giugno e scritto personalmente al segretario di Euroscience Peter Tindemans a sostegno della candidatura.
L’ESOF 2020 sarà ospitato in una Regione, il Friuli Venezia Giulia, che in questi ultimi anni ha creato insieme al Miur un network tra Università, centri di ricerca e imprese finalizzato al trasferimento della conoscenza. Da Trieste, il Forum acquisirà una grande visibilità e potrà svolgere un ruolo senza precedenti nell’integrazione e nelle relazioni tra il nostro Continente, l’Oriente e il Mediterraneo e nella promozione del ruolo della scienza nella società, in un contesto europeo.

Decreto Direttoriale 7 luglio 2017, AOODPFSR 1676

Decreto Direttoriale 7 luglio 2017, AOODPFSR 1676

Modifica dei termini di cui all’art. 5, comma 3 e dell’art. 6 commi 2, 4 e 5 del Decreto Direttoriale prot. 1377 del 5 giugno 2017 di emanazione del bando “Dottorati Innovativi con caratterizzazione industriale” Asse I “Capitale Umano”, Azione I.1 “Dottorati Innovativi con caratterizzazione industriale”, anno accademico 2017/2018, riservato ai corsi di dottorato del XXXIII ciclo accreditati dall’ANVUR, come di seguito riportato:

 

Decreto Direttoriale prot. 1377 del 5 giugno 2017

Decreto Direttoriale prot. 1676 del 7 luglio 2017

Versione originaria
art. 5, comma 3

Versione modificata
art. 5, comma 3

Coerentemente con quanto indicato all’art. 4, nella domanda di finanziamento, compilata secondo il formulario predisposto dal MIUR e dal CINECA (disponibile sul sito MIUR all’indirizzo http://dottorati.miur.it, a partire dal 3 luglio 2017, l’Università deve indicare, per ciascun corso di dottorato, il numero di borse aggiuntive di dottorato di ricerca, nel numero massimo di cinque. Coerentemente con quanto indicato all’art. 4, nella domanda di finanziamento, compilata secondo il formulario predisposto dal MIUR e dal CINECA (disponibile sul sito MIUR all’indirizzo http://dottorati.miur.it, a partire dal 17 luglio 2017, l’Università deve indicare, per ciascun corso di dottorato, il numero di borse aggiuntive di dottorato di ricerca, nel numero massimo di cinque.

 

Articolo 6
TERMINE E MODALITA’ DI PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE

Versione originaria
art. 6, comma 2

Versione modificata
art. 6, comma 2

A pena di inammissibilità, le domande possono essere presentate esclusivamente dai soggetti di cui all’articolo 3, e devono pervenire esclusivamente per via telematica, mediante il sito indicato al precedente comma 1, entro e non oltre le ore 12.00 del 24 luglio 2017; le domande  devono inoltre risultare interamente compilate e complete di tutta la documentazione richiesta (con particolare riferimento alle lettere di intenti, da produrre esclusivamente nel rispetto del formato standard predisposto dal MIUR). A pena di inammissibilità, le domande possono essere presentate esclusivamente dai soggetti di cui all’articolo 3, e devono pervenire esclusivamente per via telematica, mediante il sito indicato al precedente comma 1, entro e non oltre le ore 12.00 del 7 settembre 2017; le domande  devono inoltre risultare interamente compilate e complete di tutta la documentazione richiesta (con particolare riferimento alle lettere di intenti da produrre esclusivamente nel rispetto del formato standard predisposto dal MIUR).

Versione originaria
art. 6, comma 4

Versione modificata
art. 6, comma 4

Eventuali richieste di chiarimento in merito ai contenuti del decreto devono essere inoltrate, a partire dal 26 giugno  e fino al 17 luglio 2017, all’indirizzo http://dottorati.miur.it, con le modalità ivi specificate; le risposte alle richieste più frequenti saranno fornite sul sito a cadenza settimanale attraverso FAQ (frequently asked questions).
5.
Eventuali richieste di chiarimento in merito ai contenuti del decreto devono essere inoltrate, a partire dal 10 luglio 2017 e fino al 28 luglio 2017, all’indirizzo http://dottorati.miur.it, con le modalità ivi specificate; le risposte alle richieste più frequenti saranno fornite sul sito a cadenza settimanale attraverso FAQ (frequently asked questions).

Versione originaria
art. 6, comma 5

Versione modificata
art. 6, comma 5

A partire dal  3 luglio 2017 è attivo un servizio di assistenza tecnica informatica (help desk) al numero 051 6171691 e all’indirizzo email: dottorati@cineca.it. A partire dal 17 luglio 2017 è attivo un servizio di assistenza tecnica informatica (help desk) al numero 051 6171691 e all’indirizzo email: dottorati@cineca.it

Decreto Direttoriale 5 giugno 2017, AOODPFSR 1377

Pubblicato nelle more della registrazione da parte degli organi di controllo

PROGRAMMA OPERATIVO NAZIONALE RICERCA E INNOVAZIONE 2014-2020

IL DIRETTORE GENERALE

VISTO                 il Regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), sul Fondo sociale europeo (FSE), sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e che abroga il Regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio;
VISTO                 il Regolamento (UE) n. 1304/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2013, relativo al Fondo sociale europeo e che abroga il Regolamento (CE) n. 1081/2006 del Consiglio;
VISTO                 il Regolamento di Esecuzione (UE) n. 215/2014 della Commissione del 7 marzo 2014 che stabilisce norme di attuazione del Regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio;
VISTO                 il Regolamento di Esecuzione (UE) n. 821/2014 della Commissione del 28 luglio 2014 recante modalità di applicazione del Regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, per quanto riguarda le modalità dettagliate per il trasferimento e la gestione dei contributi dei programmi, le relazioni sugli strumenti finanziari, le caratteristiche tecniche delle misure di informazione e di comunicazione per le operazioni e il sistema di registrazione e memorizzazione dei dati;
VISTO                 il Regolamento di Esecuzione (UE) n. 1011/2014 della Commissione del 22 settembre 2014 recante modalità di esecuzione del Regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda i modelli per la presentazione di informazioni alla Commissione e le norme dettagliate concernenti gli scambi di informazioni tra beneficiari e Autorità di Gestione, Autorità di certificazione, Autorità di audit e Organismi Intermedi;
VISTO                 il Regolamento di Esecuzione (UE) n. 2015/207 della Commissione del 20 gennaio 2015 recante modalità di esecuzione del Regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda, tra l’altro, i modelli per la relazione sullo stato dei lavori;
VISTO                 il Regolamento Delegato (UE) n. 240/2014 della Commissione del 7 gennaio 2014 recante un codice europeo di condotta sul partenariato nell’ambito dei fondi strutturali e d’investimento europei;
VISTO                 il Regolamento Delegato (UE) n. 480/2014 della Commissione del 3 marzo 2014 che integra il Regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca;
VISTO                 l’Accordo di Partenariato (AdP) di cui all’art. 14 del Regolamento (UE) n. 1303/2013, approvato dalla Commissione europea il 29 ottobre 2014 con decisione CCI 2014IT16M8PA001;
VISTO                 il Regolamento delegato (UE) 2017/90 della Commissione, del 31 ottobre 2016, recante modifica del regolamento delegato (UE) 2015/2195 che integra il regolamento (UE) n. 1304/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al Fondo sociale europeo, per quanto riguarda la definizione di tabelle standard di costi unitari e di importi forfettari per il rimborso da parte della Commissione agli Stati membri delle spese sostenute;
VISTO                 il documento EGESIF_14-0017 – Guida alle opzioni semplificate in materia di costi (OSC) – Fondi strutturali e di investimento europei (Fondi SIE);
VISTA                 la Strategia Nazionale di Specializzazione Intelligente 2014-2020 (SNSI) approvata dalla Commissione europea in data 12 aprile 2016 che promuove la costituzione di una filiera dell’innovazione e della competitività capace di trasformare i risultati della ricerca in vantaggi competitivi per il Sistema Paese e in un aumento del benessere dei cittadini;
VISTA                 la Decisione della CE C(2015)4972 del 14 luglio 2015, che adotta il “Programma Operativo Nazionale Ricerca e Innovazione 2014-2020” (PON R&I) per il periodo di programmazione 2014-2020 per il sostegno del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale e del Fondo Sociale Europeo a favore delle regioni in transizione (TR) e delle regioni in ritardo di sviluppo (LD);
VISTI                   i criteri di selezione delle operazioni approvati dal Comitato di Sorveglianza (CdS) del PON Ricerca e Innovazione 2014-2020 (Programma Operativo nell’ambito dell’obiettivo “Investimenti in favore della crescita e dell’occupazione”) con procedura scritta in data 30 marzo 2016 per la selezione delle operazioni a valere sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di rotazione nazionale a sostegno dell’Asse I del Programma e, in particolare, dell’Azione I.1 (Dottorati innovativi con caratterizzazione industriale);
VISTA                 la legge del 7 agosto 1990 n. 241 “Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi” e ss.mm.ii.;
VISTA                 la legge del 3 luglio 1998 n. 210, recante “Norme per il reclutamento dei ricercatori e dei professori universitari di ruolo” ed in particolare l’art. 4 (“Dottorato di ricerca”) e ss.mm.ii.;
VISTO                 il Decreto del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca del 18 giugno 2008, “Aumento dell’importo annuale lordo delle borse di dottorato di ricerca”;
VISTO                 l’atto delegato del PON R&I 2014- 2020 ai sensi dell’art. 14.1 del RFSE per l’adozione dell’Unità di Costo Standard per le Borse di Dottorato – REGOLAMENTO DELEGATO (UE) 2017/90 DELLA COMMISSIONE del 31 ottobre 2016 recante modifica del regolamento delegato (UE) 2015/2195 che integra il regolamento (UE) n. 1304/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al Fondo sociale europeo, per quanto riguarda la definizione di tabelle standard di costi unitari e di importi forfettari per il rimborso da parte della Commissione agli Stati membri delle spese sostenute – Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L15 del 19 gennaio 2017;
VISTA                 la circolare INPS  n. 21  del 31/01/2017 avente ad oggetto “Gestione separata – art. 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n.  335 -Aliquote contributive reddito per l’anno 2017”;
VISTO                 il Decreto del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca del 8 febbraio 2013 n. 45 “Regolamento recante modalità di accreditamento delle sedi e dei corsi di dottorato e criteri per la istituzione dei corsi di dottorato da parte degli enti accreditati”;
VISTA       la nota a firma del Ministro prot. 11677 del 14.4.2017 relativa alle nuove linee guida per  l’accreditamento dei Dottorati;
VISTO                 il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’11 febbraio 2014 n. 98 “Regolamento di organizzazione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca”, entrato in vigore il 29 luglio 2014;
VISTO                 il Decreto Ministeriale del 26 settembre 2014 n. 753 “Individuazione di livello dirigenziale non generale dell’Amministrazione centrale del MIUR” con cui è stata disposta l’articolazione degli uffici di livello dirigenziale non generale;
CONSIDERATO che, a seguito del richiamato D.M. di riorganizzazione degli Uffici come previsto dal D.P.C.M. n. 98/2014, l’Ufficio IV della Direzione Generale per il Coordinamento, la Promozione e la Valorizzazione della Ricerca è  preposto alla gestione dei Programmi operativi comunitari finanziati dai Fondi strutturali dell’Unione europea e dei programmi relativi al Fondo Aree Sottoutilizzate (FAS) e l’Ufficio III della medesima Direzione Generale è preposto alla incentivazione della ricerca pubblica e alla valorizzazione dei ricercatori nell’ambito dello Spazio europeo della ricerca.

DECRETA

Articolo 1
CONTESTO DI RIFERIMENTO E FINALITÀ

  1.  Il Programma Operativo Nazionale FSE-FESR “Ricerca e Innovazione 2014-2020” (di seguito Programma) del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, con riferimento all’Asse I “Capitale Umano”, Azione I.1 “Dottorati Innovativi con caratterizzazione industriale”, intende sostenere la promozione e il rafforzamento dell’alta formazione e la specializzazione post laurea di livello dottorale in coerenza con i bisogni del sistema produttivo nazionale e con la Strategia Nazionale di Specializzazione Intelligente 2014-2020 approvata dalla Commissione europea, includendovi anche gli specifici fabbisogni relativi alla strategia di trasformazione del manifatturiero di Industria 4.0 e dei temi della formazione e delle competenze nel settore dei “big data”, per quelle aree disciplinari a forte vocazione scientifico-tecnologica, ovvero di maggiore rilievo rispetto ai fabbisogni, in termini di figure ad alta qualificazione, del mercato del lavoro nelle regioni in ritardo di sviluppo (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) e delle regioni in transizione (Abruzzo, Molise, Sardegna), contribuendo al conseguimento di una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva.
  2. In tale contesto, con il presente decreto, il Ministero promuove le iniziative di formazione dottorale caratterizzate dal forte interesse industriale e dal coinvolgimento di imprese che svolgano attività industriali dirette alla produzione di beni o di servizi.
  3. È previsto il finanziamento di borse di dottorato di ricerca (di seguito, anche borse o borse di dottorato) di durata triennale, per la frequenza, a partire dall’Anno Accademico 2017/2018, di percorsi di dottorato nell’ambito dei quali è fatto obbligo al dottorando di svolgere un periodo di studio e ricerca presso imprese che svolgano attività industriali dirette alla produzione di beni o di servizi  (con ciò escludendo, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, le ONLUS,  le Fondazioni, le Associazioni, gli Enti morali, gli Enti pubblici non economici e le Imprese sociali) e un periodo di studio e ricerca all’estero per qualificare “in senso industriale” le proprie esperienze formative e di ricerca, con previsione di ricadute sia sul tessuto produttivo dei territori interessati dal programma sia occupazionali, successive al conseguimento del dottorato.
  4. Il presente decreto definisce le modalità di presentazione di domande di finanziamento per borse di dottorato aggiuntive rispetto a quelle finanziate dalle Università con altre modalità per l’A.A. 2017/2018 – Ciclo XXXIII.

 

Articolo 2
RISORSE FINANZIARIE

 

  1. Le risorse, a valere sull’Asse I “Investimenti in Capitale Umano” – Azione I.1 “Dottorati innovativi con caratterizzazione industriale” del PON RI 2014-2020, finalizzate al sostegno dei percorsi di dottorato di ricerca, destinate al presente decreto, con riferimento all’A.A. 2017/2018 Ciclo XXXIII, ammontano complessivamente a euro 42.000.000 (Fondo Sociale Europeo + Fondo di Rotazione), di cui euro 37.025.935 (euro 27.769.451 a valere sul Fondo Sociale Europeo ed euro 9.256.484 a valere sul Fondo di rotazione nazionale ) riservati alle aree in ritardo di sviluppo,  ed euro 4.974.065 ( euro 2.487.033 a valere sul Fondo Sociale Europeo ed euro 2.487.033 a valere sul Fondo di rotazione nazionale) riservati alle regioni in transizione, nel rispetto di quanto previsto dall’ art. 70 del Reg. (UE) n.1303/2013 e dall’art. 13 del Reg. (UE) n.1304/2013.
  1. Il Ministero si riserva la facoltà di rimodulare la dotazione di cui al comma 1 sulla base degli esiti della valutazione delle proposte progettuali.

Articolo 3
SOGGETTI PROPONENTI

  1. Possono presentare domanda di finanziamento esclusivamente le Università, statali e non statali, riconosciute dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (di seguito, “Università”), con sede amministrativa ed operativa nelle Regioni oggetto dell’intervento, di cui all’art. 1, i cui corsi di dottorato siano stati già accreditati, alla data di presentazione della domanda, ai sensi del D.M. n. 45 dell’8 febbraio 2013 del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca “Regolamento recante modalità di accreditamento delle sedi e dei corsi di dottorato e criteri per la istituzione dei corsi di dottorato da parte degli enti accreditati”.

Articolo 4
PRINCIPALI CARATTERISTICHE DELLA DOMANDA DI FINANZIAMENTO

  1. Per l’ammissione alla fase di valutazione, le proposte relative alle borse di dottorato aggiuntive devono:
  • a. riguardare aree disciplinari e tematiche coerenti con le traiettorie di sviluppo individuate dalla Strategia Nazionale di Specializzazione Intelligente 2014-2020 e con i fabbisogni, in termini di figure ad alta qualificazione, del mercato del lavoro delle Regioni interessate dal programma;
  • b. avere una durata complessivamente pari a 3 anni;
  • c. prevedere l’attuazione dell’intero percorso di dottorato, formazione, ricerca e valutazione, presso le sedi amministrativa ed operative dell’Università beneficiaria, site nelle Regioni obiettivo del programma, fatti salvi i periodi di studio e ricerca presso l’impresa e all’estero, programmati coerentemente con le attività di formazione e ricerca previste presso le sedi del soggetto proponente;
  • d. prevedere periodi di studio e ricerca in impresa da un minimo di sei (6) mesi a un massimo di diciotto (18) mesi;
  • e. prevedere periodi di studio e ricerca all’estero da un minimo di sei (6) mesi a un massimo di diciotto (18) mesi;
  • f. assicurare che il dottorando possa usufruire di qualificate e specifiche strutture operative e scientifiche per le attività di studio e ricerca;
  • g. favorire la valorizzazione dei risultati della ricerca e garantire la tutela della proprietà intellettuale;
  • h. favorire il coinvolgimento delle imprese nella definizione del percorso formativo anche nell’ambito di collaborazioni più ampie con l’Università;
  • i. garantire il rispetto dei principi orizzontali (sostenibilità ambientale, sviluppo sostenibile, pari opportunità e non discriminazione, accessibilità per le persone disabili).

Articolo 5
INDICAZIONI PER LA FORMULAZIONE DELLE PROPOSTE

 

  1. Ciascuna Università, a pena di inammissibilità, può presentare domanda di finanziamento unicamente per i corsi di dottorato accreditati ai sensi del D.M. n. 45 del 08/02/2013.
  2. L’accreditamento dei percorsi di dottorato di ricerca e delle sedi di svolgimento ai sensi del D.M. n. 45/2013 costituisce condizione necessaria per l’erogazione del finanziamento e dovrà essere posseduto alla data di presentazione della domanda.
  3. Coerentemente con quanto indicato all’art. 4, nella domanda di finanziamento, compilata secondo il formulario predisposto dal MIUR e dal CINECA (disponibile sul sito MIUR all’indirizzo http://dottorati.miur.it, a partire dal 3 luglio 2017, l’Università deve indicare, per ciascun corso di dottorato, il numero di borse aggiuntive di dottorato di ricerca, nel numero massimo di cinque.
  4. Per ciascuna borsa aggiuntiva l’Università proponente deve indicare:

A. RICERCA PROPOSTA

    • a. Tema della ricerca, evidenziandone la coerenza con la Strategia Nazionale di Specializzazione Intelligente (SNSI) approvata dalla Commissione europea;
    • b. Attività di ricerca proposta, metodologie e contenuti;
    • c. Grado di innovazione della ricerca proposta per il settore di intervento;
    • d. Coerenza del tema di ricerca con l’ambito disciplinare del dottorato e con la composizione del Collegio dei docenti;
    • e. Fattibilità tecnica della proposta e cronoprogramma di attuazione;
    • f. Sinergie rispetto all’eventuale successivo impiego dei dottori di ricerca (in rapporto al mondo del lavoro).

B. ATTIVITA’ DA SVOLGERE PRESSO L’IMPRESA con sede nell’intero territorio nazionale

    • a. Attività di ricerca da svolgere presso l’impresa;
    • b. Denominazione dell’impresa presso cui verrà svolta l’attività relativa al tema di ricerca;
    • c. Sede legale dell’impresa (Città, Provincia, indirizzo);
    • d. Sede operativa principale (e se pertinente unità organizzativa) presso cui è svolta l’attività di ricerca del dottorando;
    • e. Nome, cognome e riferimenti del tutor aziendale;
    • f. Modalità di supervisione tutoriale dei dottorandi;
    • g. Durata di permanenza in impresa del dottorando titolare della borsa aggiuntiva PON (minimo 6 mesi, massimo 18);
    • h. Impiego dei risultati e delle ricadute dell’attività di ricerca per l’accrescimento delle abilità del dottorando con riferimento al settore di intervento;
    • i. Lettera di intenti da parte dell’impresa, redatta, su carta intestata dell’impresa (firmata dal legale rappresentante o suo delegato), esclusivamente sulla base del formato standard predisposto dal MIUR e scaricabile dal sito CINECA, riportante l’impegno a garantire la disponibilità di idonea sede operativa per lo svolgimento dell’attività di ricerca prevista e la supervisione tutoriale del dottorando.

C. ATTIVITA’ ALL’ESTERO

    • a. Attività di ricerca da svolgere all’estero;
    • b. Denominazione del soggetto ospitante all’estero (università, ente di ricerca pubblico o privato, impresa);
    • c. Sede legale del soggetto ospitante all’estero;
    • d. Sede operativa principale (e se pertinente unità organizzativa) presso cui è svolta l’attività di ricerca all’estero;
    • e. Nome, cognome, ruolo e contatti del tutor del soggetto ospitante;
    • f. Modalità di supervisione tutoriale dei dottorandi;
    • g. Durata della permanenza all’estero (minimo 6 mesi, massimo 18 mesi);
    • h. Impiego dei risultati e delle ricadute dell’attività di ricerca per l’accrescimento delle abilità del dottorando con riferimento al settore di intervento;
    • i. Lettera di intenti da parte del soggetto ospitante, redatta, su carta intestata del soggetto ospitante (firmata dal legale rappresentante o suo delegato), esclusivamente sulla base del formato standard predisposto dal MIUR e scaricabile dal sito CINECA, riportante l’impegno a garantire la disponibilità di idonea sede operativa per lo svolgimento dell’attività di ricerca prevista e la supervisione tutoriale del dottorando.

D. ATTIVITA’ FORMATIVA PRESSO L’UNIVERSITA’

    • a. Modalità di svolgimento e contenuti delle attività integrative di formazione destinate al dottorando (oltre a quelle già previste dal corso di dottorato) rilevanti per il percorso individuato;
    • b. Elementi di co-progettazione o intervento diretto da parte dell’impresa;
    • c. Grado di rispondenza della proposta rispetto alla domanda di alta formazione per garantire le adeguate competenze richieste dal tessuto produttivo.

E. CONTRIBUTO AL PERSEGUIMENTO DEI PRINCIPI ORIZZONTALI

    • a. Eventuali iniziative che si intende mettere in atto per assicurare i principi di pari opportunità, antidiscriminazione, parità di genere ed accessibilità per le persone disabili sia in fase di accesso che di attuazione dei percorsi di dottorato;
    • b. Presenza di soluzioni ecocompatibili nella realizzazione e gestione dei percorsi di dottorato, includendo ad esempio la presenza di moduli specifici o contenuti formativi nel campo della green e/o blue economy.

 

Articolo 6
TERMINE E MODALITA’ DI PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE

  1. Ai fini della partecipazione alla presente selezione, i soggetti proponenti devono predisporre l’istanza attraverso la piattaforma online MIUR (all’indirizzo http://dottorati.miur.it), accedendo online con le credenziali delle Università già rilasciate dal CINECA agli Uffici di Dottorato, compilare i campi previsti e  inserire (mediante upload) nella piattaforma online la lettera di intenti di cui ai punti B. i e  C. i dell’articolo 5, comma 4.
  2. A pena di inammissibilità, le domande possono essere presentate esclusivamente dai soggetti di cui all’articolo 3, e devono pervenire esclusivamente per via telematica, mediante il sito indicato al precedente comma 1, entro e non oltre le ore 12.00 del 24 luglio 2017; le domande  devono inoltre risultare interamente compilate e complete di tutta la documentazione richiesta (con particolare riferimento alle lettere di intenti, da produrre esclusivamente nel rispetto del formato standard predisposto dal MIUR).
  3. L’Amministrazione non assume responsabilità per eventuali ritardi o malfunzionamenti dipendenti dalla qualità della connessione utilizzata dal soggetto proponente.
  4. Eventuali richieste di chiarimento in merito ai contenuti del decreto devono essere inoltrate, a partire dal 26 giugno  e fino al 17 luglio 2017, all’indirizzo http://dottorati.miur.it, con le modalità ivi specificate; le risposte alle richieste più frequenti saranno fornite sul sito a cadenza settimanale attraverso FAQ (frequently asked questions).
  5. A partire dal  3 luglio 2017 è attivo un servizio di assistenza tecnica informatica (help desk) al numero 051 6171691 e all’indirizzo email: dottorati@cineca.it.

 

Articolo 7
VERIFICA DI AMMISSIBILITÀ, CRITERI E VALUTAZIONE DELLE PROPOSTE

  1. La verifica di ammissibilità di cui all’articolo 6 viene eseguita a cura del MIUR – Dipartimento per la Formazione Superiore e per la Ricerca – Direzione Generale per il Coordinamento, la Promozione e la Valorizzazione della ricerca, per il tramite dell’Ufficio III “Incentivazione della ricerca pubblica e valorizzazione dei ricercatori nell’ambito dello Spazio europeo della ricerca”.
  2. Completata la verifica di ammissibilità, è data comunicazione – da parte dell’Ufficio III, mediante pubblicazione all’indirizzo http://dottorati.miur.it – delle motivazioni dell’eventuale non ammissione delle singole proposte ai rispettivi soggetti proponenti.
  3. Il MIUR, tenuto conto delle controdeduzioni fornite (sempre per via telematica, sul sito  http://dottorati.miur.it) dai soggetti proponenti in merito alle proposte provvisoriamente escluse, completa la verifica di ammissibilità e avvia, tramite l’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR), la successiva fase di valutazione di merito delle proposte progettuali ammissibili, che nella piena responsabilità dell’ANVUR, è svolta nel rispetto dei principi di trasparenza e imparzialità. L’ANVUR, trasmette al Responsabile del Procedimento individuato nell’ambito del presente decreto, le risultanze delle valutazioni effettuate corredate da un’attestazione di regolare svolgimento delle attività stesse.
  4. Le proposte progettuali ritenute ammissibili sono sottoposte a valutazione di merito da parte dell’ANVUR sulla base dei criteri riportati di seguito:
Criteri di valutazione

Indicatore

Punteggio massimo
A. RICERCA PROPOSTA A.1. Tema della ricerca e sua coerenza con la Strategia Nazionale di Specializzazione Intelligente – Metodologie e contenuti

Max 20 punti

A.2. Grado di innovazione e fattibilità tecnica della ricerca proposta per la competitività del settore di intervento

Max 15 punti

A.3. Sinergie rispetto all’eventuale successivo impiego dei Dottori di ricerca

Max 5 punti

B. ATTIVITÀ PRESSO L’IMPRESA Attività di ricerca da svolgere presso l’impresa. Modalità di supervisione tutoriale dei dottorandi. Impiego dei risultati e delle ricadute dell’attività di ricerca per l’accrescimento delle abilità del dottorando con riferimento al settore di intervento.

Max 20 punti

C. ATTIVITÀ ALL’ESTERO Attività di ricerca da svolgere all’estero. Modalità di supervisione tutoriale dei dottorandi. Impiego dei risultati e delle ricadute dell’attività di ricerca per l’accrescimento delle abilità del dottorando con riferimento al settore di intervento.

Max 20 punti

D. ATTIVITÀ FORMATIVA PRESSO L’UNIVERSITA’ Modalità di svolgimento e contenuti delle attività integrative di formazione destinate al dottorando. Elementi di co-progettazione o intervento diretto da parte dell’impresa. Grado di rispondenza della proposta rispetto alla domanda di alta formazione per garantire le adeguate competenze richieste dal tessuto produttivo.

Max 15 punti

E. CONTRIBUTO AL PERSEGUIMENTO DEI PRINCIPI ORIZZONTALI Iniziative per assicurare il perseguimento dei principi orizzontali sia in fase di accesso che di attuazione dei percorsi di dottorato

Max 5 punti

Max 100 punti TOTALE

100

  • 5. Sono finanziate esclusivamente le proposte progettuali il cui punteggio di valutazione ottenuto non sia inferiore a 65/100, secondo i criteri di valutazione stabiliti al precedente punto 4.
  • 6. La graduatoria è articolata, all’esito della valutazione, in relazione al punteggio totale ottenuto.
  • 7. In caso di parità di punteggio, qualora non vi siano risorse sufficienti a finanziare le proposte progettuali aventi identico punteggio, è finanziata la proposta che ha ottenuto un punteggio complessivamente più alto con riferimento al criterio “A. RICERCA PROPOSTA”.
  • 8. Ove le domande ammissibili risultino superiori alla dotazione finanziaria, il Ministero può procedere alla rimodulazione della dotazione finanziaria iniziale, nel rispetto di quanto previsto dal Programma.
  • 9. A conclusione delle fasi di verifica di ammissibilità e di valutazione, il Ministero predispone la graduatoria composta dagli elenchi di seguito indicati:
    • a. ammessi a finanziamento;
    • b. ammessi ma non finanziati per incapienza della dotazione finanziaria di cui al presente decreto e per i quali è prevista la possibilità di estendere i finanziamenti nei limiti della capacità dell’Azione I.1 del PON RI 2014-2020;
    • c. esclusi dal finanziamento per punteggio insufficiente;
    • d. non ammessi a valutazione.
  • 10. Gli esiti della valutazione sono assunti dal MIUR con apposito Decreto di approvazione delle graduatorie e di ammissione a finanziamento, pubblicato (previa registrazione da parte degli organi di controllo) sul sito internet del MIUR, sul sito dedicato al Programma e nella GURI.
  • 11. Le risorse finanziarie che si renderanno eventualmente disponibili, potranno essere destinate dall’Amministrazione ad avvisi successivi nel rispetto di quanto previsto dal Programma.

 

Articolo 8
AVVIO E TERMINE DELLE ATTIVITÀ

  1. I percorsi di dottorato di ricerca, di durata triennale, si svolgono secondo i termini previsti dai regolamenti delle Università nel rispetto delle tempistiche relative ai percorsi di dottorato del XXXIII ciclo.
  1. In ogni caso, le attività devono essere completate entro e non oltre i termini ultimi di ammissibilità al PON RI previsti dalla normativa comunitaria, tenuto conto dei vincoli per le attività di espletamento dei controlli e di ogni altra attività prevista per la chiusura del Programma.

 

Articolo 9
DESTINATARI DELLE BORSE DI DOTTORATO

  1. Possono essere destinatari delle borse di dottorato aggiuntive, a valere sui fondi di cui al presente decreto, solo i laureati utilmente classificati nella graduatoria di ammissione ai corsi di dottorato di ricerca per l’Anno Accademico 2017/2018, ciclo XXXIII.

 

Articolo 10
GESTIONE OPERATIVA DELLE BORSE DI DOTTORATO

  1. La gestione operativa delle borse di dottorato ammesse a finanziamento, con particolare riferimento agli obblighi assunti dai soggetti proponenti, alla modalità di rendicontazione delle attività e di erogazione dei contributi,  nonché ai controlli (ex-ante, in itinere ed ex post) ed alle sanzioni, è stabilita nell’allegato Disciplinare di attuazione, che forma parte integrante del presente decreto.

Articolo 11
TRACCIABILITÀ DEI FLUSSI FINANZIARI

  1. In caso di ammissione a finanziamento, il soggetto proponente assume gli obblighi di tracciabilità dei flussi finanziari di cui alla legge n. 136/2010 e s.m.i., recante “Piano straordinario contro le mafie, nonché delega al governo in materia di normativa antimafia”, incluso quello della richiesta del CUP – Codice Unico Progetto e dell’inserimento del medesimo nel sistema di monitoraggio degli interventi finanziati.

Articolo 12
PROPRIETÀ DEI PRODOTTI

 

  1. Tutti i prodotti e gli strumenti realizzati, così come i dati e i risultati, sono di proprietà degli autori; tuttavia l’Amministrazione può esercitare il diritto di utilizzare prodotti, strumenti, dati e risultati citati per i fini legati alle attività di comunicazione e disseminazione degli interventi realizzati nell’ambito del PON RI 2014-2020.

Articolo 13
INFORMAZIONE E PUBBLICITÀ

 

  1. L’avviso pubblico emanato dall’Università per l’ammissione al XXXIII ciclo di dottorato deve prevedere modalità di comunicazione e pubblicizzazione trasparenti, garantire parità di accesso a tutte le potenziali categorie di destinatari e fare esplicito riferimento alla possibilità di borse aggiuntive PON RI.
  2. Le Università, in quanto beneficiarie di risorse a valere sul PON RI, hanno specifiche responsabilità in materia di informazione e comunicazione e sono tenute ad attuare una serie di misure in grado di far riconoscere il sostegno del PON RI apponendo il logo dell’Unione e dei Fondi che sostengono le operazioni alle quali hanno accesso, nel rispetto del Reg. (UE) n.1303/2013, allegato XII, sezione 2.2 “Responsabilità dei beneficiari”.
  3. In relazione all’attuazione dell’intervento previsto dall’Avviso il soggetto beneficiario è tenuto ad informare i destinatari sul sostegno ottenuto dal Fondo Sociale Europeo:
    • A) fornendo, sul suo sito web una breve descrizione dell’intervento, compresi le finalità ed i risultati, ed evidenziando il sostegno finanziario ricevuto dall’Unione;
    • B) collocando almeno un poster con informazioni sul progetto (formato minimo A3), che indichi il sostegno finanziario dell’Unione, in un luogo facilmente visibile al pubblico.

Articolo 14
CONDIZIONI DI TUTELA DELLA PRIVACY

  1. Tutti i dati forniti a qualsiasi titolo nell’ambito della presente procedura sono trattati nel rispetto del D.Lgs. n.196/2003 e s.m.i., recante “Codice in materia di protezione dei dati personali”, esclusivamente ai fini della procedura stessa.

 

Articolo 15
RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO

  1. Il Responsabile del Procedimento è l’Ing. Mauro Massulli, Dirigente dell’Ufficio III “Incentivazione della ricerca pubblica e valorizzazione dei ricercatori nell’ambito dello Spazio europeo della ricerca” della Direzione Generale per il Coordinamento, la Promozione e la Valorizzazione della ricerca – Dipartimento per la Formazione Superiore e per la Ricerca.

Articolo 16
FORO COMPETENTE

 

  1. Per tutte le controversie che dovessero eventualmente insorgere e/o derivare dall’attuazione e/o interpretazione del presente Avviso sarà esclusivamente competente il Foro di Roma.

 

IL DIRETTORE GENERALE
(dott. Vincenzo Di Felice)


Disciplinare

Verso il G7 Scienza, a Trieste evento sul futuro degli oceani

Dal 30 maggio al 1 giugno si terrà a Trieste il meeting in preparazione del G7 Scienza “Co-design a cost-effective, sustainable system for coastal ocean observing in developing countries” con la partecipazione di 15 esperti provenienti dai Paesi del G7 e da Paesi emergenti.

L’obiettivo dell’incontro è di contribuire all’agenda del G7 (quest’anno è il turno della presidenza italiana) evidenziando il ruolo essenziale dell’osservazione dei mari regionali per la conoscenza dello stato dell’oceano globale. In molte aree questo comporta il potenziamento delle competenze e delle tecnologie oceanografiche ed la loro connessione con le esigenze di conoscenza richieste dagli sviluppi dell’economia blu.
Nel corso dell’incontro verranno esaminate e approfondite le buone pratiche adottate nelle attuali reti di osservazione costiera e le iniziative in corso. Verranno inoltre valutati i problemi e le esigenze specifiche dei sistemi di osservazione regionale per il monitoraggio marino e costiero, soprattutto per quanto riguarda i Paesi emergenti, per individuare i requisiti minimi, gli strumenti e le infrastrutture adeguate.

Al termine dei lavori verrà prodotto un documento di sintesi per definire un approccio economico e sostenibile per l’osservazione dei mari regionali per i Paesi in via di sviluppo per i quali l’economia blu gioca un ruolo chiave. Il documento verrà infine integrato con le azioni previste dall’iniziativa G7 Future of Seas and Oceans.

I lavori saranno coordinati dall’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS (www.inogs.it) ) e dal National Oceanography Centre (https://noc.ac.uk/).

Ricerca, convergenza Miur-IIT

Si è svolto il 25 maggio 2017 un incontro alla presenza della Sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio dei Ministri On. Maria Elena Boschi al quale hanno partecipato la Ministra dell’Istruzione, Università e Ricerca Valeria Fedeli, il Ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan e i vertici dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova (IIT), il Presidente Gabriele Galateri e il Direttore Scientifico Roberto Cingolani.

Nell’incontro è stato convenuto di esplorare un comune percorso volto a impiegare risorse messe a disposizione dall’IIT, previo parere favorevole dei propri organi deliberativi, allo scopo di promuovere, su obiettivi strategici condivisi, progetti di ricerca di interesse nazionale per lo sviluppo del sistema economico del Paese, nonché azioni destinate all’ingresso di giovani nel modo della ricerca.

Group of Senior Officials

Group of Senior Officials sulle Infrastrutture di Ricerca Globali

Il Group of Senior Officials (GSO) si riunisce il 15-16 maggio a Napoli e, sotto la presidenza italiana, elaborerà un report sulle infrastrutture di ricerca di interesse globale (GRI) che sarà anche presentato alla riunione dei ministri della ricerca del G7 in settembre a Torino

A seguito del primo incontro dei ministri della ricerca scientifica del G8 – Okinawa, 2008 – venne creato il GSO, inizialmente nella configurazione informale G8+5 del Carnagie Group, con il compito di scambiare informazioni sulle strategie di creazione di nuove infrastrutture di ricerca di interesse internazionale e di elaborare il concetto di Global Research Infrastructures per ottimizzare gli sforzi sulle tematiche di ricerca di massima urgenza – grand challenges – e individuare, fra le risorse esistenti, le migliori sinergie possibili. Il mandato del GSO è stato rinnovato nei successivi incontri dei ministri della ricerca del G8 – UK 2013 – e del G7 Science– DE 2015.

Le infrastrutture di ricerca sono l’impalcatura di sostegno alla ricerca di frontiera, dove investimenti in competenze e risorse finanziarie eccedono le capacità di singole istituzioni o Paesi e richiedono quindi un coinvolgimento internazionale o anche globale. L’Italia svolge un ruolo importante nella programmazione e realizzazione delle infrastrutture di ricerca, sia a livello nazionale che europeo nel quadro della Roadmap elaborata dallo European Strategy Forum for Research Infrastructures (ESFRI). Alcune delle infrastrutture con forte coinvolgimento italiano sono potenzialmente infrastrutture globali, negli ambiti della fisica, dell’ambiente, del patrimonio culturale, della biomedicina.

Le infrastrutture globali hanno carattere di unicità, e possono configurarsi in un sito unico come i grandi acceleratori per la fisica, o essere multi-sito come gli osservatori della terra solida o degli oceani, o ancora realizzare programmi globali articolati su una molteplicità di laboratori coordinati. Le infrastrutture di ricerca producono dati e metadati che sono resi accessibili e interoperabili dalle nuove infrastrutture-dati (e-infrastructures) di scala internazionale e, in prospettiva, globale.

L’accesso alle infrastrutture di ricerca globali deve essere garantito alle migliori proposte di utilizzo, selezionate da esperti internazionali, senza limitazioni dovute alla nazionalità dei proponenti o al coinvolgimento delle loro istituzioni nella proprietà delle infrastrutture stesse. Il Global excellent-driven Access deve essere il criterio di riferimento per l’uso delle GRI, favorendo anche la mobilità dei ricercatori. L’accesso ai dati e ai metadati è il fondamento della “Open Science” e vede nelle GRI un ruolo di produttore e garante della qualità delle informazioni scientifiche per l’elaborazione di nuove conoscenze.

Il Framework delle GRI, elaborato dal GSO e poi adottato dal G8 nel 2013, individua le caratteristiche e condizioni per la realizzazione di una GRI, anche a partire da infrastrutture esistenti su base nazionale, ma con alto potenziale di impatto se opportunamente sviluppate in chiave globale. Il lavoro più recente ha permesso di individuare alcuni casi di studio per i quali l’ipotesi di formazione di una GRI su base consortile o di accordo multilaterale è più maturo.

L’Italia sostiene, fra questi primi casi di studio, le ipotesi di laboratorio sotterraneo globale, congiuntamente elaborato da LNGS-INFN e SNOLAB (Canada) e la globalizzazione del consorzio internazionale per la fenotipizzazione completa delle mutazioni genetiche del modello murino, IMPC (International).

Ricerca: le nuove Linee guida per l’Accreditamento dei dottorati

Ricerca, Fedeli firma le nuove Linee guida
per l’Accreditamento dei dottorati
Più scambi internazionali e attenzione alla qualificazione dei percorsi

Maggiore semplificazione dei requisiti di accreditamento, accertamento più capillare della qualità delle attività di studio, attenzione alle dotazioni materiali – biblioteche, database, laboratori – a supporto della ricerca da svolgere, più spazio all’innovazione e all’internazionalizzazione. La Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, ha firmato le nuove Linee guida per l’Accreditamento e la conseguente attivazione dei corsi di dottorato delle Università.

Il documento è stato stilato, sentita l’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (Anvur), tenendo conto dei contenuti del Piano Nazionale della Ricerca approvato a maggio del 2015, delle innovazioni introdotte dal primo bando del PON Ricerca 2014/2020 uscito lo scorso agosto e dei risultati della nuova Valutazione della Qualità della Ricerca (Vqr) 2011-2014. Le Linee guida puntano a garantire alle dottorande e ai dottorandi un ambiente di ricerca fertile e qualificato, grazie a un Collegio dei docenti d’eccellenza, strutture adeguate, una dimensione di confronto internazionale e occasioni di mobilità.

“Le nuove Linee guida sono state elaborate per innalzare sempre di più la qualità della nostra ricerca scientifica, aprire di più il nostro Paese allo scambio internazionale, garantire standard qualitativi maggiori alle nostre ricercatrici e ai nostri ricercatori. La conoscenza, lo studio e l’innovazione sono le basi del rilancio e della crescita del nostro Paese. Per questo dobbiamo porre nei confronti del settore dell’istruzione superiore e della ricerca una sempre maggiore attenzione, sia in termini di risorse che di valutazione e politiche a sostegno di chi opera in questi settori”, ha dichiarato la Ministra Fedeli.

Con le nuove Linee guida vengono meglio individuati i Dottorati innovativi. Si tratta di dottorati realizzati in collaborazione con le imprese e/o soggetti esterni all’Università, coerentemente con il Piano Nazionale della Ricerca 2015/2020 e con il PON Ricerca 2014/2020. I Dottorati innovativi vengono suddivisi in tre categorie: internazionali, intersettoriali-industriali e interdisciplinari. Il documento fornisce informazioni dettagliate agli atenei sui requisiti aggiuntivi che devono caratterizzare questa tipologia di Dottorati.

Dall’anno accademico 2018/2019, tra gli elementi necessari per ottenere l’accreditamento dei corsi di dottorato, viene introdotta la verifica delle strutture in cui si svolge l’attività di ricerca, che devono possedere attrezzature e laboratori adeguati, un patrimonio librario e banche dati consistenti, software attinenti ai settori di studi e spazi e risorse per il calcolo elettronico.

Viene qualificata maggiormente la composizione del Collegio dei docenti: deve garantire almeno per l’80% la copertura dei Settori Scientifico Disciplinari del corso. Vengono, inoltre, forniti nuovi indicatori grazie ai quali valutare le pubblicazioni scientifiche di coloro che formano il Collegio. Attenzione maggiore viene posta anche alla qualificazione scientifica del Coordinatore: vengono introdotti requisiti più puntuali, facendo riferimento ai valori soglia previsti per i Commissari all’Abilitazione Scientifica Nazionale (ASN).

Nota 14 aprile 2017, Prot. n.11677

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
DIPARTIMENTO PER LA FORMAZIONE SUPERIORE E PER LA RICERCA
DIREZIONE GENERALE PER LO STUDENTE, LO SVILUPPO E L’INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLA FORMAZIONE SUPERIORE

Ai  Rettori delle Istituzioni Universitarie
Ai Presidenti degli Enti di Ricerca vigilati dal MIUR
e degli altri Enti valutati nell’ambito della VQR 2011-2014
e p.c.    Al Presidente della CRUI
Al Presidente dell’ANVUR
LORO SEDI

Oggetto: Linee guida per l’accreditamento dei corsi di dottorato.

A conclusione del primo triennio dall’entrata in vigore del DM 45/2013 e dall’applicazione delle linee guida approvate con nota n. 436 del 24 marzo 2014, in considerazione dei risultati della nuova VQR 2011-2014, del Piano Nazionale della Ricerca 15/20 e del primo bando PON/R&I 14/20, questa Amministrazione ha ritenuto opportuno ridefinire, con l’allegato alla presente nota, in termini di indicatori e parametri, i requisiti generali per  l’accreditamento e la conseguente attivazione dei corsi di dottorato.

Tale revisione tiene presenti i principi dell’UE sulla formazione per il dottorato ed è volta a favorire iniziative di Dottorati Innovativi.

La revisione in parola trae origine dalla proposta dell’ANVUR in data 22 febbraio scorso, fornita ai sensi del combinato disposto dell’articolo 16, co. 2, del D.M. n. 45/2013 e dell’articolo 3, co. 1, lett. e), del D.P.R. 1 febbraio 2010, n. 76, che è stata semplificata e adeguata nell’ottica di rendere più lineare la procedura, ponendo l’attenzione sugli aspetti qualificanti del processo di accreditamento e tenendo conto della fattibilità gestionale delle operazioni richieste, nel rispetto dell’autonomia universitaria e degli enti di ricerca.

Si segnala che le modalità di invio delle proposte da parte degli Atenei e delle Qualificate Istituzioni di Alta Formazione e Ricerca, ai fini dell’accreditamento, saranno fornite dalla competente Direzione Generale per lo studente, lo sviluppo e l’internazionalizzazione della formazione superiore.

IL MINISTRO
Sen. Valeria Fedeli


Linee guida dottorati 2017

Educazione&Scuola©

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: