Altre 20mila assunzioni nella scuola

di Eugenio Bruno e Claudio Tucci

da Il Sole 24 Ore

Sulla pulizia delle scuole l’Italia parafrasa Vasco Rossi e va «con il rewind». Dopo un ventennio trascorso a cercare di esternalizzare il servizio, il nostro paese si arrende e si prepara a stabilizzare 18mila collaboratori scolastici (per due terzi ex Lsu comunali). Grazie a una modifica alla manovra introdotta alla Camera. Se poi aggiungiamo i 2mila docenti in odore di “posto fisso” per rafforzare il tempo pieno, ecco che il conto delle assunzioni nel comparto supera le 20mila unità. Considerando anche i 400 prof degli istituti musicali già previsti dal disegno di legge di bilancio originario. Così facendo la scuola diventa l’ambito del pubblico impiego più “gratificato”, quanto a nuove risorse umane, dalla maggioranza gialloverde.

Servizi di pulizia

Non fosse altro che per le dimensioni del fenomeno, conviene partire dai 18mila collaboratori scolastici che verranno assunti a partire dal 1° gennaio 2020 dopo una selezione per titoli e colloqui. La loro vicenda ha inizio con la legge 124/1999 che ha statalizzato il personale comunale impiegato nelle scuole. Dimenticando però volutamente 18mila bidelli e aprendo la strada agli appalti esterni di pulizia. Senza riuscirci mai integralmente. E anche il tentativo dell’ex ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, di ricorrere dal 2013 alle gare Consip non ha funzionato. Visto in alcune regioni non sono state bandite e in altre l’Antitrust ha rilevato la presenza di “cartelli”. Di fatto si è andati avanti con proroghe ex lege, criticate tra l’altro anche dall’Anac, che servivano a non licenziare i lavoratori interessati. Il quadro è rimasto lo stesso sotto i governi Renzi e Gentiloni che hanno utilizzato, ad esempio, il programma “scuole belle” per continuare a rinnovare i contratti. Non è un caso che il primo firmatario dell’emendamento con la maxi-stabilizzazione votato alla Camera sia Alessandro Fusacchia (+Europa), ex capo di gabinetto del Miur con Stefania Giannini. Al Sole 24 Ore del Lunedì Fusacchia spiega che la sua modifica punta a «risolvere una situazione che si protraeva da troppi anni e in cui è successo di tutto». Conscio di aver fatto passare una proposta che, solo qualche anno fa, mai avrebbe pensato di presentare. Ma che alla fine, a suo dire, conviene a tutti visto che, nel gioco di dare e avere, consente di rimpolpare il Fondo di funzionamento di 184 milioni nel 2020 e 90 nel 2021. Come verranno scelti gli stabilizzandi lo deciderà il bando che probabilmente richiederà la terza media. E qui Fusacchia ha un aneddoto dei tempi di viale Trastevere: «Quando ero al Miur chiesi perché non si facevano concorsi per bidelli. Ma mi risposero: “non si può fare, perché altrimenti rischiamo di avere 3-4 milioni di candidati”».

Tempo pieno

A quota 20mila assunzioni si arriva aggiungendo al conto i 2mila docenti che serviranno a potenziare il tempo pieno. Soprattutto al Sud. Grazie a un altro emendamento, stavolta targato Maria Marzana (M5S), approvato a Montecitorio. Che, a detta della Cisl, rappresenta solo la prima pietra perché per andare incontro ai “desiderata” delle famiglie italiane servirebbero altri 41mila nuovi insegnanti. Al momento poco più di una classe su tre è organizzata su 40 ore settimanali, con servizio mensa e rientro pomeridiano.

L’alternanza pronta a recuperare 30 ore anche negli istituti tecnici

di Eugenio Bruno e Claudio Tucci

da Il Sole 24 Ore

Ai ragazzi gli istituti tecnici e professionali piacciono. A dirlo è l’Indagine sul profilo dei diplomati 2018 di Almadiploma e Almalaurea che sarà presentata giovedì a Roma. Da cui emerge che l’80% o giù di lì degli studenti usciti dai percorsi “non liceali” è soddisfatto, in tutto o in parte, della scelta fatta a 14 anni. Grazie anche a un legame già in essere con il mondo del lavoro. Che passa pure dalla diffusione dell’alternanza. E proprio su questo fronte dal parlamento sono in arrivo due novità: alla Camera è toccato agli istituti professionali che hanno visto innalzare da 180 a 210 ore il periodo minimo di formazione “on the job” da svolgere nell’ultimo triennio, modificando, così, in parte, e al rialzo, la sforbiciata alla scuola-lavoro operata in prima battuta dal governo. Al Senato, salvo sorprese dell’ultima ora, sarà il turno degli istituti tecnici: qui il ministero dell’Istruzione è a caccia di un paio di milioni di euro per innalzare la quota minima di alternanza, sempre nel triennio conclusivo di studi, di altrettante 30 ore, passando così da 150 a 180 ore.

In realtà, già da quest’anno, non è più corretto parlare di alternanza. La legge di Bilancio 2019, infatti, accanto al taglio delle ore – che per i licei, in questo disegno, resterebbero «almeno 90 ore» come prevede la prima versione del ddl di bilancio – le ha cambiato anche nome. La nuova dicitura è «Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento»; e la formazione “on the job” non costituisce più requisito di ammissione all’esame di Maturità di giugno (per effetto del decreto milleproroghe).

Gli effetti del ridimensionamento ex lege dei percorsi di scuola-lavoro (che farà risparmiare all’Erario oltre 50 milioni di euro, dirottati a un far calare, da gennaio, le buste paga dei docenti) li vedremo probabilmente nell’indagine di Almalaurea e Almadiploma del prossimo anno.

Quella di quest’anno evidenzia come i diplomati 2018 di tecnici e professionali, abbiano avuto, durante le lezioni, un contatto piuttosto ampio con il mondo del lavoro, rispettivamente del 59,6% e del 68,1 per cento. A testimonianza di un’offerta formativa generalmente tarata su settori produttivi e territorio. Almeno questa è la sfida dichiarata per i professionali, che dallo scorso settembre (nel silenzio più assordante del Miur) hanno cambiato pelle, con l’entrata a regime dei nuovi 11 indirizzi (rispetto ai sei precedenti) ridisegnati dal precedente governo.

Un aspetto dove, invece, tecnici e professionali mostrano performance differenti è sui soggiorni di studio all’estero. Sempre secondo Almadiploma, nei tecnici questa esperienza didattica ha interessato il 26,3% del campione; nei professionali si è scesi a quasi metà, 13,2 per cento.

Asse Federmeccanica-presidi: non smontare la formazione «on the job»

di Cl. T.

da Il Sole 24 Ore

Federmeccanica e Anp, l’Associazione maggioritaria dei presidi uniscono le forze per chiedere al governo di non ridimensionare l’alternanza «in considerazione dei buoni risultati raggiunti e del fatto che, come lo stesso Miur ha reso noto, nel nuovo esame di maturità gli studenti dovranno esporre le esperienze on the job svolte con una breve relazione o un elaborato multimediale nel corso degli orali, a riprova della sua validità formativa».

L’appello
A questo fine Federmeccanica ha lanciato la petizione Più Alternanza a sostegno dell’alternanza scuola lavoro e della formazione di qualità, per sollecitare il Governo a mantenere, in particolare negli istituti tecnici e professionali, 400 ore di alternanza scuola-lavoro, nel triennio per tutti gli studenti e continuare a garantire alle scuole direttamente interessate strumenti e dotazioni finanziarie semmai superiori, e non inferiori, a quelle attualmente previste.

Le dichiarazioni
«L’alternanza scuola lavoro – dichiara Antonello Giannelli, presidente dell’Anp – è un percorso utile per gli studenti. Le attività variano in base ai progetti che ogni scuola definisce con le aziende del territorio. L’alternanza non è manodopera a costo zero per le aziende, come qualcuno vuole far credere, ma un progetto formativo che consente di entrare in contatto con il principio fondante della nostra Costituzione che afferma che l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. Le esperienze negative sono in percentuale insignificante rispetto ai successi».«Il nostro obiettivo – commenta Federico Visentin, vicepresidente di Federmeccanica con delega all’Education – è di costruire una alternanza scuola-lavoro di qualità e in questo c’è piena sintonia con l’intento del Miur. Purtroppo, nel provvedimento del ministero, alla riduzione delle ore corrisponde una riduzione dei finanziamenti, quindi per le scuole sarà più complicato organizzare percorsi on the job più lunghi rispetto al minimo previsto dalla legge».

Scuola, il ritorno dei bidelli 12mila assunti per le pulizie

da Il Messaggero

La Commissione Bilancio della Camera, infatti, ha approvato l’emendamento alla Legge di Bilancio 2019 per internalizzare i servizi di pulizia nelle scuole dalla materna alle superiori a partire dal 1 gennaio 2020.

Il bidello torna a scuola, per il 2020 infatti saranno assunti 12 mila collaboratori scolastici. Una figura, quella del bidello, che viene dal passato: venne accantonata 17 anni fa, quando le pulizie nelle scuole furono affidate a cooperative esterne. Quelli che una volta erano i bidelli assunti dallo Stato, quindi, sono ora in via d’estinzione e svolgono soprattutto una funzione di vigilanza all’entrata e all’uscita da scuola. Il compito di tenere pulite le classi, i corridoi, la palestra e i bagni degli istituti spetta invece ai collaboratori messi in campo dalle cooperative sterne. Si tratta di quasi 12 mila persone che lavorano con contratti a tempo determinato e nella stragrande maggioranza dei casi con un part time.

Vale a dire stipendi ridotti, per un lavoro che si spera venga rinnovato di stagione in stagione. Ma la situazione potrebbe cambiare: è in arrivo un concorso per bidelli da portare a scuola nel 2020. Circa 12 mila. La Commissione Bilancio della Camera, infatti, ha approvato l’emendamento alla Legge di Bilancio 2019 per internalizzare i servizi di pulizia nelle scuole dalla materna alle superiori a partire dal 1 gennaio 2020. L’emendamento è stato sostenuto dal deputato cinquestelle Luigi Gallo, presidente della Commissione Cultura: «Basta con l’assistenzialismo di Stato alle imprese negli appalti delle pulizie nelle scuole, così rispetteremo i diritti dei lavoratori storici».
Il progetto prevede che per ricoprire i posti necessari il ministero dell’istruzione avvierà una selezione per titoli e colloqui per poi procedere alle assunzioni. Il reclutamento è rivolto al personale impegnato nelle scuole senza soluzione di continuità, dipendente a tempo indeterminato presso le imprese che hanno l’appalto per svolgere i servizi di pulizia negli istituti. La procedura andrebbe quindi ad assumere chi già lavora per le ditte esterne e che, quindi, verrebbe internalizzato. Secondo i dati forniti dalla Filcams Cgil, le risorse destinate al processo di internalizzazione provengono dal superamento di un decreto del 2009, sui cosiddetti posti Ata accantonati», pari a circa 292 milioni. Per non sforare, le assunzioni potranno essere anche a part time. A questi fondi si andrebbe ad aggiungere uno stanziamento di risorse pari a 94 milioni, che si aggiungono ai 96 già stanziati fino al prossimo giugno, per la copertura dell’intero anno. «Siamo assolutamente d’accordo ha dichiarato Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi – perché la gestione dei rapporti esternalizzati non è affatto semplice. Con il personale interno, invece, le pulizie saranno direttamente sotto il controllo dei dirigenti. Mi dispiace solo che non si possa partire prima, perché aspettare fino al 2020?». Soddisfatti anche i sindacati: «Un risultato positivo commentano Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltrasporti Uil l’emendamento approvato è un importante passo verso il compimento di tale percorso». Ma nelle pulizie delle scuole non sono impegnati solo gli esterni, che provengono da ditte e cooperative. A fronte di questi ultimi pari a poco meno di 12 mila unità, infatti, ci sono i precari della scuola: il cosiddetto personale Ata, che comprende ausiliari, tecnici e amministrativi, con contratti a tempo determinato da anni, E questi resterebbero fuori dalle 12 mila assunzioni.
IL PROGRAMMALa Cisl Scuola, infatti, chiede un programma chiaro per tutelare sia i lavoratori delle cooperative sia i collaboratori scolastici precari in attesa del ruolo da anni. Secondo uno studio della Flc Cgil sul personale scolastico, nelle scuole italiane al termine delle assunzioni e delle nomine annuali del personale Ata restano da coprire ancora 13.349 posti, tra organico di diritto e di fatto, a cui aggiungere gli 11.552 posti accantonati per le esternalizzazioni per un totale complessivo di 24.901 posti. Tutti attualmente coperti con supplenze annuali.
Lorena Loiacono

Scuola, a pulire tornano i bidelli: annunciate 12mila assunzioni

da la Repubblica

Un emendamento alla Legge di Bilancio approvato alla Camera dà il via libera alla gestione di nuovo interna delle pulizie dal 2020. I sindacati: “Un passo avanti, ma rischia di non garantire tutti i lavoratori che sino ad oggi erano occupati con gli appalti”. I presidi favorevoli

Ilaria Venturi

A pulire le scuole tornano i bidelli. Una misura richiesta da tempo dai presidi, che trova il via libera da Miur e sindacati: via gli appalti affidati a ditte esterne – era così dai primi anni 2000 – il servizio torna all’interno degli istituti, affidato al personale Ata. Un’operazione che determinerebbe lo sblocco degli 11.857 posti di collaboratore scolastico accantonati e attualmente ricoperti dai lavoratori delle imprese private di pulizia. La novità sta in un emendamento alla Legge di Bilancio, approvato dalla commissione Bilancio della Camera, che dà certezza sull’internalizzazione dei servizi di pulizia e ausiliariato nelle scuole di ogni ordine e grado a far data dal primo gennaio 2020.

“Siamo assolutamente d’accordo perché la gestione dei rapporti esternalizzati si è rilevata molto difficoltosa – commenta Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi – in questo modo il personale interno potrà occuparsi anche della vigilanza, cosa che non potevamo chiedere agli addetti delle agenzie. E le pulizie saranno direttamente sotto il controllo dei dirigenti. L’unica critica è che il 2020 è un po’ troppo in là, si poteva partire già da quest’anno”.

L’emendamento prevede che per ricoprire i posti necessari allo svolgimento di tali servizi verrà avviata dal Miur una procedura selettiva per titoli e colloqui per procedere alle assunzioni dei dipendenti a tempo indeterminato presso le imprese che attualmente svolgono i servizi di pulizia e ausiliariato in appalto. A darne notizia è al Filcams Cgil. Le risorse destinate al processo di internalizzazione provengono dal superamento del decreto del Presidente della Repubblica del 2009 che ha istituito i cosiddetti posti “Ata accantonati” dal valore di circa 292 milioni. Per stare in questi limiti di spesa le assunzioni potranno essere effettuate anche a part time. Si prevede inoltre un ulteriore stanziamento di risorse pari a 94 milioni, che si aggiungono ai 96 già stanziati fino a giugno 2019, per la copertura dell’intero anno procedendo con la proroga dell’attuale convenzione Consip.

“Un risultato positivo – commentano Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltrasporti Uil  – l’emendamento approvato è un importante passo verso il compimento di tale percorso”. Ma i sindacati mettono in guardia: il provvedimento così come scritto non dà garanzie a tutta la platea dei lavoratori che da quasi vent’anni sono occupati negli appalti delle scuole”. La Cisl Scuola chiede, con la segretaria Lena Gissi, che si “faccia un piano di azione complessivo per programmare gli inserimenti nelle scuole, tutelando sia i lavoratori delle cooperative che potrebbero non avere titolo sia i collaboratori scolastici precari che aspettano da anni”.

Soddisfatto Luigi Gallo del M5s, presidente della commissione Cultura della Camera: “Abbiamo fermato la piaga dell’assistenzialismo di Stato alle imprese negli appalti delle pulizie nelle scuole e riconsegnato diritti ai lavoratori storici”. Gallo mette in fila i provvedimenti: “Dodicimila assunzioni in sostituzione degli appalti nelle scuole, più duemila insegnanti per il tempo pieno, un maggiore incremento al fondo ordinario per rilanciare università e ricerca, dieci milioni per le borse di studio: sono tutti segnali di un cambiamento di verso rispetto al governo precedente nel settore della cultura. Stiamo ridando dignità al mondo della scuola”.

Diplomati magistrale, concorso va avanti. Le date di dicembre

di redazione

da Orizzontescuola

Per i diplomati magistrale in attesa delle decisioni dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato il concorso straordinario bandito con DDG n. 1456 del 7 novembre 2018 va avanti.

Per i diplomati magistrale il concorso procede. Ecco cosa accade  nel mese di dicembre.

Le tappe del concorso

Scadenza domanda partecipazione:  12 dicembre ore 23.59 : possono partecipare diplomati magistrale con titolo conseguito entro l’a.s. 2001/02 e laureati in SFP  con due anni di servizio specifico per il posto richiesto, svolti nella scuola statale tra l’a.s. 2010/11  e l’a.s. 2017/18.

Le graduatorie di merito regionali saranno ad esaurimento
Il Miur non “promette” posti, ma invita gli USR a indicare la situazione delle attuali graduatorie, in modo che i partecipanti si facciano un’idea della consistenza delle graduatorie. Concorso infanzia e primaria, quanti docenti ancora in GaE e GM del 2016

Il 18 dicembre saranno pubblicati in Gazzetta Ufficiale eventuali aggregazioni territoriali. Diplomati magistrale e laureati SFP dovranno svolgere la prova in regione diversa da quella scelta, nel caso di pochi aspiranti per quella regione. (in ogni caso l’assunzione avverrà nella regione scelta nella domanda, con vincolo di permanenza di tre anni nella provincia in cui ci sarà il posto).

Domande commissari dal 7 al 21 dicembre
I docenti interessati a far parte delle commissioni giudicatrici possono presentare la relativa domanda tramite Istanze online da oggi fino al 21 dicembre. Requisiti per essere commissario

Il 12 dicembre è  fissata l’udienza per la decisione in merito alla richiesta di inserimento nelle graduatorie ad esaurimento, ma non sappiamo né se si deciderà in quella stessa data (non sono da escludere rinvii) nè entro quanto tempo si conoscerà l’esito.

Iscrizioni 2019/20, consiglio orientativo dal 10 dicembre. Tempistica per scuole e famiglie

di redazione

da Orizzontescuola

Il Miur, con nota n. 2427 del 7 dicembre 2018, ha fornito indicazioni sulla tempistica relativa alle operazioni che devono svolgere le scuole e le famiglie prima dell’apertura delle iscrizioni per l’a.s. 2019/2020.

Operazioni da compiere

Di seguito le operazioni e la tempistica delle operazioni che devono compiere scuole e famiglie prima dell’apertura delle iscrizioni.

Scuole:

  • comunicazione consiglio orientativo (la scuola indica al massimo 3 scelte, specificando percorso, settore e indirizzo);
  • personalizzazione e  pubblicazione moduli di iscrizione;
  • simulazione di caricamento della domanda per verificare la
    correttezza del modulo pubblicato (se le scuole non pubblicano il modulo entro la data prevista;
  • pubblicazione automatica per le scuole statali del modulo base, se le stesse non hanno pubblicato il modulo personalizzato entro la data prevista.

Famiglie:

  • registrazione, sul portale “Iscrizioni on Line”, per ottenere le credenziali di accesso al servizio.

Tempistica

Di seguito la tabella Miur con operazioni e tempistica:

Scuola in Ospedale, Bussetti: più risorse per tale servizio di eccellenza. I dati

di redazione

da Orizzontescuola

Il Ministro Bussetti ha incontrato, nei giorni scorsi, i referenti degli Uffici Scolastici regionali, affrontando, tra gli altri,   il tema della scuola in ospedale.

Più risorse e docenti

Il Ministro, nel corso dell’incontro, come riferisce l’Ansa, si è impegnato a stanziare più risorse ed assegnare un maggior numero di docenti a quella che ha definito una scuola d’eccellenza, ossia la scuola in ospedale.

Aggiornamento Linee Guida

Nel corrente anno scolastico dovrebbero essere aggiornate le Linee Guida risalenti al 2003, al fine di adeguare le modalità di erogazione del servizio, anche alla luce della nuova realtà scolastica e sanitaria (ad esempio, negli ultimi anni sono aumentati i disturbi alimentari).

Portale nazionale e registro per docenti

Oltre all’aggiornamento delle Linee Guida, è in corso la procedura per l’assegnazione delle risorse per il potenziamento delle azioni di supporto, sviluppo e coordinamento nazionale. Tra queste azioni rientrano la realizzazione di un apposito portale nazionale e un registro per idocenti che prestano servizio in ospedale.

Abbiamo il dovere – conclude Bussetti- di garantire ai bambini e a tutti gli alunni colpiti dalla malattia il diritto alla cura, ma anche all’istruzione. È un segno di civiltà oltre che di cultura“.

Alcuni dati

Gli ultimi dati del Ministero, come riportati dall’Ansa, confermano le affermazioni di Bussetti sulla validità della scuola in ospedale.

Nell’a.s. 2017/18, nelle 200 sezioni ospedaliere funzionanti, grazie a 740 insegnanti ivi operanti, hanno usufruito del servizio Scuola in Ospedale 69.290 studenti, dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di secondo grado.

Le regioni, ove gli alunni hanno usufruito maggiormente del suddetto servizio, sono la Campania, il Lazio, la Liguria e la Sicilia: 62.204 nel 2015/16;  58.049 nel 2016/17.

La maggior parte degli alunni delle predette regioni è affetto da patologie oncologiche, per cui le lezioni sono state svolte su misura, ossia secondo gli orari delle terapie.

“La scuola in ospedale aiuta l’integrazione dello studente una volta uscito – spiega Daniela Di Fiore, che da 8 anni insegna italiano e storia al Policlinico Gemelli Irccs di Roma – per questo le valutazioni vengono recepite dagli istituti di provenienza, facendo sì che abbia una pagella completa”.

La Scuola in Ospedale, oltre ad essere utile da un punto di vista prettamente scolastico, aiuta a mantenere i legami con il mondo esterno all’ospedale, permettendo agli studenti-pazienti di fare quello che fanno i coetanei.

Legge di Bilancio, ecco le misure per scuola, cultura e famiglia

di redazione

da Orizzontescuola

Con 312 sì, 146 no e 2 astenuti, la legge di Bilancio è passata in uno dei due rami del Parlamento. Il testo dovrà andare in Senato, dove sono già state annunciate modifiche.

Il testo approvato a Montecitorio, passato prima per il voto di fiducia al Governo, contiene anche misure sulla scuola, sulla cultura e sulla famiglia.

I provvedimenti sulla scuola

Le misure che riguardano la scuola sono varie. E’ bene ricordare che la legge è ancora nel pieno dell’iter parlamentare, il testo potrebbe subire modifiche. Fra i provvedimenti inseriti e molto attesi, c’è anche il reclutamento nella scuola secondaria con l’abolizione del Fit. Qui tutte le info.

Sono stati rivisti i percorsi di alternanza scuola lavoro con una riduzione dell’orario da svolgere per questa attività. Approfondisci

Novità anche per quanto riguarda i servizi di pulizia: non saranno più affidati a servizi esterni con la conseguente internalizzazione del servizio e assunzione, tramite concorso per titoli ed esami, del personale interessato. Approfondisci

Buone notizie anche per le maestre. Almeno 2000 di esse saranno assunte per potenziare il tempo pieno al Sud. Approfondisci

Assunzioni anche per i prof che insegnano nei licei musicali. Per consentire lo svolgimento della seconda ora di strumento, saranno assunti 400 docenti. Approfondisci

I 120 docenti esperti costituenti delle “équipe territoriali formative” sono esonerati dall’insegnamento, per poter diffondere pratiche didattiche innovative in linea con il Piano Nazionale Scuola Digitale. Approfondisci

La legge di bilancio predispone l’autorizzazione, già a partire dal 2019/20, della trasformazione, da tempo parziale a tempo pieno, del rapporto di lavoro degli assistenti amministrativi e tecnici, ex Co.Co.Co., assunti nell’a.s. 2018/2019. Approfondisci

I provvedimenti sulla Cultura

Il testo approvato contiene misure importanti anche per la Cultura. Fra i primi da segnalare ci sono l’emendamento “omnicomprensivo”, firmato dal M5S , denominato “Misure di sostegno e sviluppo nel settore dei beni e delle attività culturali”. Il testo approvato dai Deputati ha però subito modifiche rispetto alla versione presentata ed è stato abbassato a 230 milioni di euro. La ripartizione dei fondi richiesti e il dettaglio dei provvedimenti è elencato sul sito AgCult.it. Altri interventi significativi per la cultura riguardano l’assunzione del personale al Ministero dei Beni Culturali, all’Accademia della Crusca, fondi per le infrastrutture con misure antincendio nei musei e nei luoghi sede del Mibact; risorse per iniziative a favore degli studenti con disabilità presso le Istituzioni AFAM; salvaguardia patrimonio culturale immateriale UNESCO; incremento del fondo per lo sviluppo di investimenti nel cinema e nell’audiovisivo.

I provvedimenti per le famiglie

L’elenco delle misure a sostegno delle famiglie, che vanno dal bonus bebè al congedo paternità, presenti nella legge di Bilancio è stato illustrato con un post da Maria Edera Spadoni del M5S. Andando per capitoli, vanno ricordati: Screening neonatale anche per malattie genetiche; proroga del bonus bebè per il 2019, con aumento del 20% dal secondo figlio; riconfermati il fondo assistenza agli studenti con disabilità e estensione di alcune detraibilità; aumento delle rette per gli asili nido; aumento di un giorno (da 4 a 5) per congedo di paternità; Fondo per le vittime di violenza; donne, il Dipartimento Pari Opportunità metterà a disposizione nel 2019 33 milioni di euro. 

FAQ Handicap e Scuola – 63

Domande e risposte su Handicap e Scuola
a cura dell’avv. Salvatore Nocera e di Evelina Chiocca


Elenco FAQ

L’educatore può accompagnare minori a lui in carico in attività esterne al plesso scolastico (gite, soggiorni, attività sportive, ecc…) anche in assenza di insegnanti ?

L’assistente educatore non ha alunni in carico; egli viene assegnato all’alunno con disabilità per l’assistenza all’autonomia e/o alla comunicazione personale. L’alunno con disabilità, e ciò vale per tutti gli alunni della classe, è affidato agli insegnanti (a tutti gli insegnanti della classe). In caso di viaggi di istruzione o di uscite didattiche o di attività che si svolgono fuori dal plesso scolastico, attività autorizzate dal Dirigente scolastico e che vedono coinvolti tutti gli alunni della classe, fra gli accompagnatori possono esserci figure educative, ma questo non sottrae i docenti dalla presenza in qualità di accompagnatori, responsabili dell’alunno con disabilità a loro affidato.

Il mio istituto ha aderito ad un progetto educativo motorio presso un altro istituto della nostra città. L’insegnante di sostegno di un alunno non è presente nell’ora in cui l’alunno disabile dovrebbe partecipare al progetto prendendo un pulmino per recarsi all’altro istituto. Potrebbe essere accompagnato dall’educatore che in quell’orario sta con l’alunno?

Non ha indicato se si tratta di una scuola Primaria o Secondaria, né di quale tipo di intervento si tratta e, nello specifico, chi vede coinvolti questo progetto. Se lo desidera, ci dia maggiori informazioni al riguardo. Nel frattempo, facciamo presente quanto segue: poiché la scuola è impegnata in percorsi inclusivi, se viene promosso un progetto in orario scolastico, esso deve essere rivolto a tutti gli alunni della classe e non al solo alunno con disabilità.

Sono un insegnante di scuola primaria su posto di sostegno da ormai 22 anni. Seguo da due anni una bambina autistica e sono da molti anni funzione strumentale per l’inclusione nel mio istituto. Ora, dal prossimo anno scolastico risulterò perdente posto per mancanza di alunni certificati. La mia domanda è questa: essendo presente nel mio istituto un posto di potenziamento su posto comune, in cui però la titolare non ha mai effettivamente preso servizio per motivi di salute, non è possibile chiedere il cambiamento in posto di sostegno? Premetto che non è un problema di posto di lavoro, dopo 22 anni potrei chiedere tranquillamente e ottenere il cambio su posto comune e lavorare vicino casa mia…. ma vorrei poter continuare a seguire la funzione che svolgo con passione…

In via di principio riterremmo che la Sua richiesta possa ottenere accoglimento.
Ne parli col DS, il quale prenderà contatti con l’USR. L’unico problema potrebbe essere costituito dal fatto che i posti di sostegno sono creati in presenza di iscrizioni di alunni con disabilità. In mancanza di alunni certificati, potrebbe passare su posto comune nel suo istituto, mantenendo l’incarico di funzione strumentale per l’inclusione.