I giovani raccontano il patrimonio

Istituzioni, casa editrice e scuole insieme per proporre agli studenti un’esperienza immersiva nel lavoro editoriale con l’obiettivo di realizzare progetti di comunicazione culturale

Preparare gli studenti al mondo del lavoro attraverso un’esperienza sul campo nelle più importanti istituzioni culturali italiane, attivare soft skills cruciali e know-how necessari per le professioni del futuro ad alto tasso di creatività e favorire l’incontro con le professionalità più rilevanti del mondo culturale. Con questi obiettivi Pearson Italia, casa editrice leader in ambito scolastico e universitario, lancia in anteprima nazionale domani 20 novembre presso il Pearson Place di Ancona il progetto “I giovani raccontano il patrimonio”, il primo progetto interamente dedicato alla formazione degli studenti delle medie superiori in collaborazione con le più prestigiose istituzioni culturali italiane.

Il progetto è rivolto alle scuole e alle istituzioni culturali e scientifiche, e ha l’obiettivo di permettere ai ragazzi di acquisire le competenze specifiche richieste nell’ambito della comunicazione culturale attraverso la realizzazione di materiali cartacei, digitali e video di promozione dell’ente partner verso gli stessi coetanei: una comunicazione peer-to-peer che può comprendere percorsi di visita tematici, presentazione, valorizzazione di contenuti e/o di opere particolarmente significative, progetti multimediali sugli spazi e sulle collezioni, video-presentazioni, brochure pubblicitarie.

“Il mondo del lavoro”, dichiara Mila Valsecchi, Responsabile progetti innovativi di Pearson “richiede in misura sempre maggiore nuove competenze e soft skills: dall’attitudine al lavoro di squadra, al pensiero critico, alla creatività, alla capacità di risoluzione dei problemi, per professioni che vedranno la creatività e la capacità di collaborazione come requisiti fondamentali. Acquisire le conoscenze di base della cultura d’azienda e dell’impresa 4.0, attivando processi sul campo che permettano di conoscere a fondo tutti i passaggi di elaborazione di un prodotto di comunicazione culturale, è uno degli obiettivi del progetto Alternanza Scuola-lavoro di Pearson. Accanto a quello, altrettanto importante, di contribuire alla valorizzazione del nostro straordinario patrimonio culturale”.

Dato il grande successo dell’iniziativa, l’obiettivo per il prossimo anno è quello di raddoppiare i numeri, arrivando a coinvolgere 800 studenti e proseguendo nel rafforzamento dei rapporti con le istituzioni partner già avviati e nella ricerca di nuove collaborazioni con altre realtà di spessore su tutto il territorio nazionale.

Oltre 400 studenti hanno aderito nel biennio 2016/2017 e 2017/2018, in 8 regioni italiane, con 16 istituzioni coinvolte con particolare successo in Lombardia, Piemonte, Veneto e Marche e una collaborazione con il Planetario di Amburgo. Tra le istituzioni, la Venaria Reale e Residenze Reali del Piemonte, il Museo Egizio di Torino, il Museo dell’Astronomia e dello Spazio e Planetario di Pino torinese, il Museo del Novecento, il Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano, le Gallerie d’Italia, l’Oratorio di San Giovanni Battista di Urbino e la Fondazione Osvaldo Licini nelle Marche.

Tanti i progetti già elaborati dagli studenti nel biennio scorso durante i periodi formativi con le istituzioni culturali: da percorsi di orientamento a prodotti di divulgazione scientifica e artistica a veri e propri materiali promozionali, realizzati utilizzando tutti i supporti, sia cartacei che multimediali, con un occhio di riguardo alle nuove tecnologie e senza dimenticare i mezzi più tradizionali.

La realizzazione del progetto coinvolge il gruppo classe, si struttura in diverse fasi, che comprendono una parte di ore di lavoro in Casa Editrice e una parte di preparazione/formazione e post-produzione, e si conclude con la validazione del tutor aziendale e il feedback da parte dell’istituzione.
Il modulo più sperimentato prevede circa 90 ore annue di ASL.

In particolare si parte con l’incontro del gruppo di classe con le figure professionali rilevanti dell’Istituzione che poi espliciteranno una specifica committenza; si prosegue con la visita didattica e la proposta di lavoro per gruppo di classe e l’accoglienza nel Pearson Place di riferimento, a cui seguiranno alcune giornate di lavoro in aule operative dedicate, alla presenza del tutor aziendale e di professionisti coach (editor, photo editor/graphic designer, digital editor, marketing e social media publisher). Il cuore del percorso prevede la progettazione e la realizzazione di un prototipo coerente che verrà presentato poi al tutor aziendale e all’istituzione. L’ultima fase vede la compilazione di un Diario di Bordo, un’autovalutazione individuale e di gruppo fino alla valutazione del tutor aziendale e del tutor scolastico e ad un eventuale feedback dalla Istituzione partner.

Diverse Istituzioni hanno acquisito i materiali realizzati dai ragazzi come riferimento per sviluppare una comunicazione specificamente rivolta agli adolescenti, che rappresentano per loro il target più difficile da raggiungere e coinvolgere.

Protocollo MIUR-MISE

Rafforzare le competenze dei giovani e favorire l’orientamento verso una scelta formativa e occupazionale consapevole al termine del percorso di studi. Potenziare attività laboratoriali, metodologie didattiche innovative e modalità di apprendimento al di fuori dell’ambito scolastico per dare ai ragazzi la possibilità di sviluppare maggiori e diverse conoscenze e abilità. Stimolare una sempre maggiore collaborazione tra il sistema educativo di istruzione e formazione, i territori e il mondo del lavoro. Informare le studentesse e gli studenti iscritti alle scuole secondarie di secondo grado in maniera adeguata sulle opportunità e sugli sbocchi occupazionali a loro disposizione.

Sono alcuni degli obiettivi del Protocollo d’intesa tra il Ministero dello Sviluppo economico e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca siglato oggi a Pomigliano d’Arco dal Ministro Luigi Di Maio e il Sottosegretario Salvatore Giuliano. La firma è avvenuta nell’ambito del convegno “Giornata delle Telecomunicazioni” che si è tenuta presso l’Auditorium dell’Istituto tecnico statale settore tecnologico “E. Barsanti”.

“Il nostro obiettivo è quello di sviluppare le competenze tra i giovani, promuovendo anche il lavoro di qualità – ha dichiarato il Ministro Di Maio – . Per questo motivo stiamo riformando il programma scuola-lavoro, affinché l’alternanza consenta agli studenti di andare a fare esperienza in azienda o in una struttura della pubblica amministrazione”.

“Il mondo è in continua evoluzione e la scuola deve stare al passo con esso – ha dichiarato il Sottosegretario Salvatore Giuliano – . E allo stesso tempo deve orientare gli studenti, dare loro strumenti per fare scelte consapevoli in una società che cambia rapidamente e costantemente. È per questo che riteniamo sia doveroso puntare sulle competenze trasversali. Ben vengano intese come questa che sigliamo oggi. Abbiamo bisogno del contributo di tutti, compreso quello dei giovani, per ridisegnare un sistema di istruzione che guardi alle effettive esigenze dei ragazzi e del Paese”.

Con questo Protocollo MIUR e MISE intendono promuovere un maggiore raccordo tra scuola e territorio per offrire alle studentesse e agli studenti occasioni formative di qualità e rendere sempre più efficace l’azione didattica ed educativa, al fine di far acquisire ai ragazzi competenze trasversali, tecnico-professionali, relazionali, manageriali, nel settore della politica industriale, del commercio internazionale, delle comunicazioni e dell’energia, utili per il loro futuro.

In particolare, i due Dicasteri promuoveranno, nel rispetto dei Piani triennali dell’offerta formativa adottati dalle scuole nell’ambito della propria autonomia, la collaborazione tra le scuole e le unità operative del MiSE, che potranno stipulare convenzioni per la realizzazione di iniziative educative e formative di qualità rivolte alle studentesse e agli studenti, sui temi della politica industriale, del commercio internazionale, delle comunicazioni e dell’energia; attiveranno iniziative per rendere i percorsi formativi quanto più connessi alle esigenze del mercato del lavoro; promuoveranno attività di orientamento a livello territoriale per i ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado, tenendo conto delle prospettive di studio universitario e non e occupazionali offerte dal territorio; favoriranno l’inclusione di ragazzi con disabilità nel percorso di studi successivo e nell’inserimento nel mondo del lavoro.

Il MiSE si impegnerà a rendere disponibili le proprie unità a livello territoriale per accogliere gli studenti in progetti formativi di qualità, per co-programmare insieme alle scuole le attività e affiancare i tutor formativi. E promuoverà l’iscrizione di queste unità nel Registro nazionale per l’alternanza scuola-lavoro.

È prevista, infine, l’organizzazione di una Conferenza pubblica con cadenza annuale per presentare e discutere i risultati conseguiti nell’ambito delle attività previste dall’accordo.

Le scuole e il futuro aperto

Lunedì 19 novembre, alle ore 9.30, presso l’Auditorium del Conservatorio “Raffaele Gervasio” di Matera si terrà il convegno “Le scuole e il futuro aperto”, penultimo evento di avvicinamento alla cerimonia di apertura di Matera 2019 Capitale europea della cultura, in programma il 19 gennaio 2019.

All’evento parteciperanno il sindaco di Matera Raffaello De Ruggieri, l’assessore alle Politiche di sviluppo, lavoro, formazione e ricerca della Regione Basilicata Roberto Cifarelli, la rettrice dell’Università della Basilicata Aurelia Sole e il presidente della Fondazione Matera-Basilicata 2019 Salvatore Adduce. Le conclusioni della giornata saranno affidate al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Marco Bussetti.

Nel corso del convegno saranno premiate le scuole vincitrici del concorso “Premio Scuola Digitale”, saranno presentati i “percorsi culturali” ideati dagli studenti delle scuole per i visitatori di Matera e della Basilicata nel 2019 e i gemellaggi tra scuole lucane e di altre Regioni. Sarà inoltre presentato ufficialmente il sito pensato per le scuole con pagine dedicate ai progetti di Matera 2019, all’organizzazione di viaggi di studio nella Capitale della cultura 2019 (pagina gestita dal MIUR) e con un blog nel quale i ragazzi potranno raccontare le loro esperienze di viaggio a Matera.

A moderare l’evento sarà la giornalista del Tg1 Barbara Capponi.

L’evento sarà trasmesso in streaming al link https://youtu.be/y6811uCK-I8

Dal Miur 16,7 milioni per l’ampliamento dell’offerta formativa

da Il Sole 24 Ore

Dal Miur 16,7 milioni per l’ampliamento dell’offerta formativa
di Al. Tr.

In arrivo le risorse per l’ampliamento dell’offerta formativa. Dallo sport, alla partecipazione studentesca, al fondo per le emergenze educative: sono 16,7 i milioni messi a disposizione delle scuole dal decreto firmato dal ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, che fa seguito a un provvedimento da 8,2 milioni già firmato lo scorso 23 luglio.

Bussetti: risorse per territori
«Per la prima volta abbiamo previsto un finanziamento specifico, oltre 400mila euro, per le proposte che sono arrivate direttamente dai territori» ha detto il ministro, sottolineando che «la scuola non si governa solo da Roma, dobbiamo coinvolgere di più il personale, gli enti locali, le famiglie nel miglioramento» del sistema.

In campo 2 milioni per lo sport
Il decreto prevede, fra l’altro, 2 milioni di euro per lo sport, che consentiranno lo svolgimento dei campionati sportivi studenteschi, l’avviamento della pratica sportiva nella scuola primaria, il proseguimento della sperimentazione didattica in favore degli studenti- atleti per consentire loro di coniugare studio e sport.

Sei milioni per le aree disagiate
Viene costituito un fondo da 6 milioni di euro per le emergenze educative: servirà a garantire il diritto allo studio e il miglioramento dell’offerta nelle aree del Paese caratterizzate da un maggior disagio economico e sociale e in quelle colpite da gravi fenomeni naturali o eventi eccezionali. Le risorse, spiega il ministero, serviranno per esempio a sostenere le scuole colpite dal terremoto nel 2016 e del 2017 e dal crollo del ponte Morandi a Genova. Altri 2 milioni vengono saranno destinati al ripristino dei laboratori scolastici in caso di danni per eventi imprevisti o atti vandalici.

Risorse per nuovi ordinamenti e curricolo digitale
Il decreto prevede anche risorse per accompagnare il passaggio ai nuovi ordinamenti delle scuole professionali e al nuovo modello degli esami di Stato nel secondo ciclo di istruzione, così come per sostenere il curricolo digitale dello studente. Altri fondi puntano a sostenere il funzionamento delle Consulte provinciali studentesche e dei Cpia, i centri provinciali per l’istruzione degli adulti e a costruire ambienti di apprendimento innovativi nella scuola dell’infanzia.

In palio 28mila posti pubblici

da Il Sole 24 Ore

In palio 28mila posti pubblici
di Eugenio Bruno e Antonello Cherchi

Un triplice intervento per fronteggiare le uscite nella pubblica amministrazione, che potrebbero impennarsi per effetto di “quota 100” (si veda la pagina a fianco). Un turnover rafforzato che per il momento – in attesa della norma annunciata dalla legge di bilancio che riformerà la “Fornero” – prevede oltre 16mila assunzioni contenute nella legge di bilancio e oltre 12 mila posti nel comparto istruzione. Per un totale di quasi 29mila ingressi. Un programma da cui manca, per ora, la sanità, il cui fabbisogno di personale è tutto da scrivere. C’è poi – e veniamo alla terza mossa – il Ddl concretezza e il suo maxi-piano di assunzioni.

La legge di bilancio

Delle 16.342 opportunità aperte dalla manovra – ora sotto i riflettori della Camera – il 38% (6.150 posti) sono riservate al reclutamento di nuove Forze dell’ordine, tra Polizia, Carabinieri, Guardia di finanza e polizia penitenziaria. A questi numeri si aggiungono quelli dei Vigili del fuoco, che potranno selezionare 1.500 unità. Altro contingente di peso è quello previsto negli uffici giudiziari: 3mila amministrativi e 715 magistrati ordinari, di cui 115 da assumere subito facendo ricorso ai vincitori dell’ultimo concorso, così da assicurare il ricambio (115 saranno quest’anno le uscite dei togati) e 600 nei prossimi tre anni, con un massimo di 200 l’anno.

Numeri importanti sono anche quelli dell’Ispettorato del lavoro (mille ingressi), del ministero dei Beni culturali (mille assunzioni, dopo le 500 del precedente governo) e nel l’università, che potrà chiamare mille ricercatori di tipo b). Reclutamenti a cui si farà fronte con il rifinanziamento per 870 milioni di euro del fondo assunzioni nella Pa: 130 milioni per il 2019, 320 per il 2020 e 420 a decorrere dal 2021.

Scuola e università

L’istruzione si candida a diventare protagonista assoluta delle assunzioni 2019. Innanzitutto nella scuola. Accanto al concorso-sanatoria già bandito per le maestre di infanzia e primaria – che non prevede però posti predeterminati a bando, visto che porterà alla formazione di graduatorie di merito straordinarie su base regionale da cui poi si attingerà per le nomine dell’anno scolastico 2019/2020 – ne è atteso uno ordinario da 10.183 posti (5.626 comuni e 4.557 di sostegno). Per cui il Miur ha chiesto già l’autorizzazione all’Economia. Anche l’università avrà la sua iniezione di risorse umane. Il ministero è infatti intenzionato ad autorizzare per il sistema universitario lo sblocco di 2.028 “punti organico” (pari a 2.028 posizioni piene di professore ordinario), che superano del 33% quelle autorizzate nel 2017 (quando erano 1526).

In attesa del Ddl concretezza

Per ora sono si tratta di annunci senza numeri. Il disegno di legge concretezza, che attende di iniziare l’esame al Senato, prevede per le amministrazioni centrali la possibilità, a partire dal prossimo anno, di procedere ad assunzioni per una spesa pari al 100% di quella relativa al personale di ruolo uscito l’anno precedente.

Educazione adulti, parte il monitoraggio dei centri territoriali

da Il Sole 24 Ore

Educazione adulti, parte il monitoraggio dei centri territoriali 

È partita la quarta edizione del monitoraggio Paideia, il Piano di Attività per l’innovazione dell’Istruzione degli Adulti. La ricerca, realizzata da Indire per conto del Miur, si concluderà a metà dicembre ed è rivolta a 128 Cpia(Centri provinciali per l’istruzione degli adulti) presenti sul territorio italiano. Obiettivo del monitoraggio – spiega una nota – è approfondire le attività dei singoli centri con particolare riferimento alla composizione dell’offerta formativa e alla realizzazione di eventuali azioni aggiuntive.

Questionario personalizzato
Il questionario , spiega Indire, è realizzato su standard definiti insieme al Miur ed è personalizzato in base alle attività che sono state finanziate per ciascun centro. Un’altra novità riguarda i destinatari, in particolare, il coinvolgimento dei Cpia che operano negli Istituti Penitenziari e dei Centri di Ricerca Sperimentazione e Sviluppo – Crs&s. Per la compilazione del questionario, ogni centro riceve le credenziali e accede al monitoraggio attraverso gli ambienti di rilevazione su una piattaforma dedicata. Per il supporto dei Cpia, è stato attivato un help desk con un team di esperti che risponde all’indirizzo help-paideia4@indire.it.

Procedura on line
«L’indagine appena avviata – spiega Fausto Benedetti, ricercatore Indire – presenta molte novità. Abbiamo standardizzato e semplificato la compilazione del questionario, utilizzando una procedura gestita completamente online per facilitare la partecipazione dei Cpia. Questo approccio ci permetterà di elaborare i dati in modo più veloce e di proporre, se necessario, interventi per migliorare la qualità e l’efficacia delle azioni da parte dei centri».

Unicef-Garante Infanzia: il 35% dei giovani migranti discriminato a scuola

da Il Sole 24 Ore

Unicef-Garante Infanzia: il 35% dei giovani migranti discriminato a scuola
di Alessia Tripodi

In Italia quasi 3 minori migranti su 10 sono a rischio sfruttamento e discriminazione. Una diversità di trattamento dovuta in gran parte al colore della pelle e che nel 35% dei casi i ragazzi subiscono o a scuola o in comunità. Sono i dati pubblicati da Unicef e dal Garante per l’Infanzia in occasione della Giornata mondiale dell’Infanzia che si celebra il 20 novembre. Numeri che emergono dai sondaggi condotti su oltre 1.000 minori migranti tramite U-Report on the Move , piattaforma digitale che consente ai ragazzi rifugiati di esprimere la propria opinione in forma anonima sui temi per loro più rilevanti. La piattaforma, che in Italia conta 1.078 iscritti, è sperimentata da Unicef in 40 paesi con 6 milioni di iscritti.

La piattaforma
Dei 1078 iscritti il 93% sono ragazzi e il 7% ragazze, l’83% ha un’età compresa fra i 15 e i 19 anni, il 7% tra i 25 e i 30, il 4% tra i 20 e i 24, un altro 4% sopra i 31, il 2% tra zero e 14. Le regioni in cui si registra il maggior numero di iscritti sono Sicilia e Calabria, ma il progetto è attivo anche nel Lazio, Piemonte, Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Toscana, Emilia-Romagna, Abruzzo, Molise e Campania.

Violenze e lavori pericolosi
Solo un ragazzo su due – tra i 1078 intervistati – si sente accettato dai membri della comunità in cui vive. Uno su tre è stato vittima di discriminazione e, tra questi, il 71% a causa del colore della pelle. Il 17% ha dichiarato di essere stato vittima di violenza da quando è in Italia e il 32% di aver subito violenze verbali. Uno su tre ha risposto di essere stato spinto a fare qualcosa che non voleva e il 15% di chi ha lavorato dichiara di aver svolto mansioni pericoloso per la sicurezza o la salute.

Discriminati anche a scuola
Nel sondaggio sul “Diritto alla protezione contro la discriminazione”, il 40% dei giovani migranti e rifugiati ha risposto di non sapere di avere diritto alla protezione contro la discriminazione. Solo il 50% si sente accettato dai membri della comunità in cui vive, mentre il 29% non si sente accettato e il 21% non sa. Il 33% ha dichiarato di essere stato vittima di discriminazione a causa del colore della pelle (il 72%), della nazionalità (il 14%), il genere (il 5%), la religione (il 7%) e l’orientamento sessuale (2%). Per quanto riguarda il luogo in cui si è subito un atto di discriminazione, il 35% dei minori intervistati ha risposto a scuola, un altro 35% in comunità, il 30% per strada o in altri luoghi di ritrovo. In seguito agli episodi discriminatori, i ragazzi si sono rivolto nella maggior parte dei casi agli operatori del centro che li ospita (29%), al proprio tutore (10%) o ai professori a scuola (10%).

Scuola, arriva il nuovo regolamento: ecco come si spendono i contributi dei genitori

da la Repubblica

Scuola, arriva il nuovo regolamento: ecco come si spendono i contributi dei genitori

Trasparenza e semplificazione: sono i principi del documento contabile in vigore da gennaio che permetterà di conoscere la destinazione delle somme versate per le attività aggiuntive. Gli stessi criteri anche per crowdfunding ed erogazioni liberali. E in futuro bilanci sul web

Salvo Intravaia

Tra pochi mesi, le famiglie italiane potranno sapere come le scuole spendono i loro “contributi volontari”. E in futuro i bilanci degli istituti verranno pubblicati sul web. È stato infatti pubblicato ieri – ha comunicato il ministero dell’Istruzione – il nuovo Regolamento amministrativo-contabile delle scuole, documento che sostituisce il vecchio regolamento del 2001, ormai superato, e che è improntato su due principi: maggiore chiarezza e trasparenza, semplificazione ed efficienza della spesa. Il regolamento entrerà in vigore dal prossimo primo gennaio. Le istituzioni scolastiche, che ogni anno tra mille polemiche raccolgono i contributi dei genitori per assicurare agli alunni attività aggiuntive rispetto a quelle obbligatorie, dovranno rendicontare come intendono spendere questi fondi in fase di programmazione e, a consuntivo, come queste cifre sono state effettivamente spese.

Anche perché, dal prossimo anno, le cosiddette somme finalizzate non ancora spese (quelle destinate ad un preciso scopo) potranno essere svincolate e spese per altre finalità. Occorre quindi uno strumento che assicuri la massima trasparenza possibile. Per la gestione delle scuole italiane, che negli ultimi anni ha visto complicarsi tutte le procedure, è una sorta di rivoluzione copernicana: finora i fondi raccolti dai genitori andavano a finire in macroaggregati dai quali non era sempre facile desumere la destinazione. Un conteggio approssimativo, e relativo ad alcuni anni fa, stimava in oltre 600 milioni di euro il gettito garantito alle oltre 8mila scuola italiane direttamente da mamme e papà.

Gli stessi criteri di trasparenza, secondo il nuovo regolamento, andranno seguiti per le altre forme di finanziamento di cui possono avvalersi le scuole: il crowdfunding e le donazioni liberali. Col primo, le scuole accedono a piattaforme informatiche di raccolta fondi per finalità specifiche: una risorsa cui ci si rivolge per racimolare denari. Il regolamento precedente non poteva contemplare queste forme che adesso entrano a pieno titolo nei documenti contabili. Stesso discorso per le erogazioni liberali previste dalla Buona scuola, ma che finora non hanno sortito grandi effetti. Con una maggiore trasparenza e con la possibilità di verificare l’esatta destinazione di quanto versato, probabilmente, le famiglie potranno essere maggiormente incentivate a donare. Anche perché l’intenzione è quella di avviare un processo (graduale) che dovrebbe portare alla pubblicità dei bilanci delle scuole attraverso la loro pubblicazione online.

“Il Regolamento era molto atteso – ha dichiarato il ministro Marco Bussetti – È frutto di un lungo lavoro fatto in questi anni dall’Amministrazione centrale che abbiamo voluto accelerare in questi ultimi mesi. Vogliamo che sia il primo tassello di un percorso più ampio che stiamo portando avanti al Miur per semplificare la vita delle scuole, per la sburocratizzazione di un sistema che deve rimettere gli studenti al centro”.

Pensioni: pubblicato decreto, domande on line entro il 12 dicembre

da Orizzontescuola

Pensioni: pubblicato decreto, domande on line entro il 12 dicembre
di redazione

È stata pubblicata la nota operativa 50647 del 16 novembre 2018 (tabella con i requisiti) relativa ai pensionamenti del personale della scuola dal 1° settembre 2019, in attuazione del Decreto Ministeriale 727 del 15 novembre 2018. Lo comunica la FLC CGIL.

La scadenza per la presentazione delle domande di dimissioni volontarie dal servizio (e l’eventuale richiesta di pensione più part-time) per il personale della scuola (docenti/educatori e ATA) è fissata al 12 dicembre 2019. Sempre entro il 12 dicembre si potrà revocarle.

Domande di dimissioni dal servizio per dirigenti scolastici

Per i dirigenti scolastici il termine per la presentazione delle istanze è il 28 febbraio 2019.

Per le dimissioni relative alla fruizione dell’istituto dell’APE sociale è prevista una specifica circolare.

Le domande di dimissioni si presentano su Istanze on Line.

Domanda di pensione all’INPS

Va anche presentata la domanda di pensione che deve essere inviata direttamente all’INPS, esclusivamente attraverso le seguenti modalità:

presentazione della domanda on-line accedendo al sito dell’Istituto, previa registrazione;
presentazione della domanda tramite Contact Center Integrato (n. 803164);
presentazione telematica della domanda attraverso l’assistenza gratuita del Patronato.

decreto-ministeriale-727-del-15-novembre-2018-cessazione-servizio-personale-scolastico-dal-1-settembre-2019

nota-50647-del-16-novembre-2018-cessazione-servizio-personale-scolastico-dal-1-settembre-2019

tabella riepilogativa requisiti

Esame di Stato, anche Cittadinanza e Costituzione all’orale delle superiori

da Orizzontescuola

Esame di Stato, anche Cittadinanza e Costituzione all’orale delle superiori
di redazione

Sono varie le novità per il prossimo esame orale che dovranno sostenere gli studenti delle secondarie di secondo livello.

Come già spiegato nel dettaglio nello speciale pubblicato da Orizzonte Scuola poche settimane fa, dall’orale sparisce la tesina che fa spazio ad altri argomenti come Cittadinanza e Costituzione, alternanza scuola-lavoro e analisi del testo.

Anche il Messaggero ha messo in evidenza questi cambiamenti, ripercorrendo una piccola storia dell’insegnamento della Costituzione, a partire dalla riforma Gelmini.

Sono in molti a invocare il ritorno all’insegnamento dell’educazione civica come materia a sé. La Lega ha presentato un disegno di legge e, esiste anche un’iniziativa presentata dall’Anci di raccolta firme per un progetto di legge ed è stata lanciata anche una proposta di legge di iniziativa popolare. Non è detto che proprio le novità introdotte dalla riforma Bussetti sull’esame di maturità non favorisca il raggiungimento di questa iniziativa.

Come già annunciato proprio dal ministro dell’Istruzione, la vera novità sarà nelle domande relative alla conoscenza e alla competenza del candidato nell’ambito delle attività relative a Cittadinanza e Costituzione, come espressamente previsto dal decreto di riforma.

Secondo Mario Rusconi, presidente dell’Associazione nazionale dei presidi di Roma e Lazio, “Lo studio di argomenti importanti come la Cittadina purtroppo è affidato alla volontà dei docenti e a quanto tempo riescono a dedicare a questi approfondimenti. Ed è evidente che non sia uguale per tutti, in tutte le scuole“.

Caos pensioni anticipate, di sicuro c’è solo l’aumento dei requisiti: 67 o 43 anni e 3 mesi di contributi

da La Tecnica della Scuola

Caos pensioni anticipate, di sicuro c’è solo l’aumento dei requisiti: 67 o 43 anni e 3 mesi di contributi
Di Alessandro Giuliani

A poche settimane dalla fine dell’anno solare, per centinaia di migliaia di docenti e Ata interessati le nuove regole sui pensionamenti si trasformano in un vero enigma: il Miur si è infatti limitato a pubblicare il decreto con le istruzioni operative per l’accesso al regime pensionistico con dei requisiti addirittura peggiori dell’anno passato, con scadenza per la presentazione delle domande di dimissioni volontarie dal servizio fissata al prossimo 12 dicembre.

Salgono i requisiti d’accesso

Per via dell’innalzamento dell’aspettativa di vita, come aveva da tempo detto La Tecnica della Scuola, i nuovi requisiti per l’accesso alla pensione di vecchiaia per uomini e donne, con almeno 20 anni di contributi, passa da 66 anni e 7 mesi a 67 anni tondi. La pensione anticipata, invece, richiederà un’anzianità contributiva non più di di 41 anni e 10 mesi per le donne e di 42 anni e 10 mesi per gli uomini, ma di 42 anni e 3 mesi di anzianità contributiva per le prime e di ben 43 anni e 3 mesi per il sesso maschile.

L’unica buona notizia è che per il raggiungimento dei requisiti richiesti, si continuerà a mantenere il vantaggio di andare in pensione il primo giorno di settembre, facendo però valere anche i quattro mesi successivi – fino il 31 dicembre – pur non avendoli assolti.

Opzione donna confermata

Il decreto, inoltre, prevede la conferma dell’Opzione donna (art. 1 comma 9 della legge 23 agosto 2004, n. 243), introdotta dall’art. 1 comma 9 della Legge 243/2004, che consente l’accesso alla pensione con 57 anni e 7 mesi di età anagrafica e 35 anni di anzianità contributiva. Il pensionamento è consentito dal 1° settembre 2019 a condizione che il requisito di contribuzione sia stato maturato entro il 31 dicembre 2015 e quello anagrafico entro il 31 luglio 2016. L’assegno pensionistico verrà conteggiato per intero col sistema contributivo e questo comporta il taglio di circa il 30% dell’importo assegnato.

Ape social sino alla fine del 2021

Conferme, anche se ancora non formali, sono giunte anche per l’adozione dell’Ape Social, la misura del precedente Governo per un reddito ponte per gli over 63 in condizione di bisogno (disoccupati con almeno 30 anni di contributi, lavoratori con lavori gravosi, tra i quali figurano anche le operatrici dei nidi e le maestre della scuola d’infanzia, però con almeno 36 anni di contributi) che sarebbe scaduta a fine anno: sarà prorogata fino alla fine del 2021. Per ora, al Miur hanno solo fatto sapere che “per le dimissioni relative alla fruizione dell’istituto dell’Ape sociale è prevista una specifica circolare”.

Torna tutto in discussione?

Su Opzione donna, tuttavia, sembra subentrare qualche dubbio. “Reddito di cittadinanza e quota 100 per le pensioni, cardini della politica economica del governo gialloverde – scrive l’Ansa il 18 novembre – sono finanziati in due fondi distinti, ma la messa a punto delle norme è rimandata a provvedimenti ad hoc, ddl o decreti da presentare nelle intenzioni prima di Natale. Dall’articolato, così come dagli emendamenti, mancano però le promesse proroghe di Ape social e opzione donna, che sembravano essere già dati per assodati”.

“Probabilmente – continua l’agenzia – arriveranno come emendamenti del governo, così come il taglio delle pensioni d’oro su cui non sembra ancora essere stato trovato il compromesso politico tra i due azionisti di maggioranza. L’obiettivo propagandato dal governo è di ottenere 1 miliardo in tre anni”.

Quota 100: il pericolo decurtazione rimane

Come se non bastasse, anche su quota 100 ci sono poche certezze: mentre al Governo si continuano a ridurre le “finestre” di accesso, probabilmente una ogni nove mesi (anche se per la scuola non cambia nulla), ed il numero uno dell’Inps, Tito Boeri, continua a parlare di mancate coperture sull’anticipo pensionistico e della possibilità che alla fine si traduca in una manovra una tantum, sul modello 38 + 62 pesano come macigni le stime dell’Ufficio parlamentare di bilancio di qualche giorno fa.

In particolare, gli economisti di Stato hanno previsto un taglio dell’assegno di quiescenza, rispetto all’uscita con l’età di vecchiaia, tra il 5% e il 30% dell’importo lordo.

La riduzione maggiore, come ha da tempo scritto La Tecnica della Scuola, scatterà per chi rientra per poco nei parametri 38 anni di contributi e 62 di età, quindi soprattutto per chi potrà vantare meno di 40 anni di contributi: tanto per capirci, questo significa che i più penalizzati andranno in pensione con 1.000 euro netti anziché 1.500. Insomma, si rischia concretamente di incorrere in taglio tutt’altro che indolore.

I dubbi dei sindacati

Secondo i rappresentanti dei lavoratori si tratta di un’ipotesi impresentabile: “sull’uscita anticipata anche a 62 anni, servono precise garanzie sul mantenimento dell’assegno completo. E non solo”, scrive l’Anief, che ha predisposto una serie di emendamenti alla legge di bilancio, per prevedere “l’insegnamento tra le professioni caratterizzate dal particolare gravoso, che oggi danno diritto all’Ape cosiddetta Social” e l’attivazione di “un’apposita finestra che permette l’accesso e la decorrenza del trattamento pensionistico di vecchiaia o di anzianità secondo le regole previgenti la riforma cosiddetta “Fornero””.

Su quota 100 “rischiano di non essere interessati i lavoratori del Mezzogiorno, le donne, i precari e i giovani”, ha invece sottolineato il segretario nazionale Uil Carmelo Barbagallo.

“Potrebbe essere una base di partenza ma bisogna continuare con i lavori della commissione tecnico-scientifica per individuare quali settori e quali lavoratori non permettono di arrivare all’età pensionabile. Occorre intervenire con la flessibilità in uscita per questi lavoratori”, ha concluso il sindacalista confederale.

Nuovo regolamento contabile, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto

da La Tecnica della Scuola

Nuovo regolamento contabile, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto
Di Andrea Carlino

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 16 novembre, il decreto del Miur, n. 129 del 28 agosto, che rende noto il nuovo regolamento sulla gestione amministrativo-contabile delle istituzioni scolastiche.

(clicca qui per l’atto completo)

Ricordiamo che i sindacati sono stati convocati al Miur per mercoledì 21 novembre 2018 presso la Direzione Generale per le risorse umane e finanziarie per un aggiornamento sul nuovo regolamento.

Ecco le novità principali del regolamento contabile così come già segnalato da La Tecnica della Scuola.

Le disposizioni del Regolamento si applicheranno a partire dal prossimo 1 gennaio 2019. Il testo è il risultato di un lavoro che ha previsto il confronto con le organizzazioni sindacali, il parere del Consiglio superiore della pubblica istruzione, il coinvolgimento delle scuole attraverso un’apposita consultazione.

Il Ministero ha operato costituendo anche un gruppo di lavoro con dirigenti scolastici e direttori dei servizi generali e amministrativi per rilevare le criticità del precedente testo e progettare i miglioramenti.

Il Ministero accompagnerà l’entrata in vigore del Regolamento con un’apposita circolare attuativa che espliciterà, articolo per articolo, le novità in campo, con specifiche istruzioni operative in materia contabile e con riferimento all’acquisto di beni e servizi. Dirigenti scolastici e DSGA saranno appositamente formati attraverso il progetto “Io Conto” e sarà estesa a tutto il territorio nazionale l’attività dell’Help Desk del MIUR per le questioni amministrativo-contabili che già oggi riceve più di 500 richieste di assistenza al mese su questi temi.

Le novità principali

Fra le modifiche importanti va segnalata quella introdotta nell’articolo sulla predisposizione del Programma Annuale: la relazione evidenzia, altresì, in modo specifico, le finalità e le voci di spesa cui vengono destinate le entrate derivanti dal contributo volontario delle famiglie, nonché quelle derivanti da erogazioni liberali, anche ai sensi dell’articolo 1, commi 145 e seguenti della legge n. 107 del 2015, e quelli reperiti mediante sistemi di raccolta fondi o di adesione a piattaforme di finanziamento collettivo”.

Diventano più stringenti i tempi per dare avvio alla gestione provvisoria: con il regolamento attuale si parla di gestione provvisoria solo se il Programma Annuale non viene approvato entro 45 giorni dalla scadenza del 31 dicembre; d’ora innanzi, invece, il dirigente scolastico sarà tenuto ad informare l’Ufficio Regionale già nei primissimi giorni di gennaio (e precisamente nel primo giorno lavorativo successivo al 31 dicembre).

Peraltro si prevede che entro il 28 febbraio il Ministero dovrà erogare alle scuole il fondo di funzionamento necessario per il periodo gennaio/agosto ed entro il 30 settembre quello per il periodo settembre/dicembre.

Un’altra modifica molto importante e particolarmente attesa riguarda la possibilità per le scuole di occuparsi in proprio di lavori di piccola manutenzione degli edifici scolastici, su delega dell’ente proprietario; sarà possibile effettuare lavori urgenti salvo richiedere all’ente proprietario il rimborso delle spese sostenute.

Niente gare fino a 10mila euro di spesa

Un articolo del Regolamento definisce infine le modalità di acquisizione di beni e servizi in relazione all’entità della fornitura stessa.

Sparisce così il vecchio tetto dei 2mila euro per gli acquisti da farsi senza gara e viene introdotto il limite di 10mila euro entro il quale le scuole potranno ricorrere all’affidamento diretto. Sarà invece necessario aprire una gara ad almeno 5 diversi soggetti per le forniture di beni e servizi di importo compreso fra 10mila e 135mila euro.

Il vecchio regolamento resterà comunque in vigore fino al 31 dicembre dell’anno in cui il nuovo regolamento verrà approvato.
In pratica se il nuovo regolamento verrà perfezionato entro il 31 dicembre prossimo, le novità diventeranno operative a partire dal primo gennaio 2019, in caso contrario se ne parlerà con il gennaio 2020: per il momento l’ipotesi più plausibile ce sembra la seconda

Il nuovo regolamento di contabilità pubblicato in Gazzetta Ufficiale

da Tuttoscuola

Il nuovo regolamento di contabilità pubblicato in Gazzetta Ufficiale 

È stato pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale il nuovo decreto di contabilità delle scuole che sostituisce il precedente decreto n. 44/2001 che ha accompagnato per quasi un ventennio le attività amministrative e contabili delle istituzioni scolastiche autonome.

Il decreto 28 agosto 2018, n. 129 “Regolamento recante istruzioni generali sulla gestione amministrativo-contabile delle istituzioni scolastiche, ai sensi dell’articolo 1, comma 143, della legge 13 luglio 2015, n. 107” entra in vigore oggi, 17 novembre.

Per l’applicazione operativa del nuovo regolamento l’art. 55 prevede queste decorrenze:

“Il presente regolamento sostituisce il regolamento di cui al decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 1° febbraio 2001, n. 44, le cui disposizioni continuano ad applicarsi fino al 31 dicembre dell’esercizio finanziario in corso alla data di entrata in vigore del presente regolamento e sono abrogate successivamente a tale data.

Le disposizioni di cui al presente regolamento si applicano a far data dall’esercizio finanziario successivo a quello della loro entrata in vigore”.

Organismo Indipendente di Valutazione della performance (OIV)

Lunedì 19 novembre si è insediato al MIUR il nuovo Organismo Indipendente di Valutazione della performance (OIV).

L’OIV è stato ricostituito dal Ministro Marco Bussetti il 28 settembre scorso, con un decreto atteso da tempo. Scaduto nel dicembre 2016, l’Organismo infatti non era più stato rinnovato. Il decreto ha recepito le norme più recenti in materia di anticorruzione e di riforma della pubblica amministrazione. Dopo la firma, il decreto è stato sottoposto agli organi di controllo, dai quali è stato regolarmente registrato.

L’Organismo è presieduto dal professor Raffaele Picaro, docente di Diritto privato e Diritto di famiglia presso l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” e composto dalla professoressa Elisa D’Alterio, docente di Diritto amministrativo presso l’Università degli Studi di Catania, e dal dottor Marco Spiniello, dirigente dell’INAIL.

Nuovo regolamento di contabilità e regime transitorio

Nuovo regolamento di contabilità e regime transitorio

di Cinzia Olivieri

È stato appena pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.267 del 16.11.2018 il Decreto Interministeriale n. 129 “Regolamento recante istruzioni generali sulla gestione amministrativo-contabile delle istituzioni scolastiche, ai sensi dell’articolo 1, comma 143, della legge 13 luglio 2015, n. 107”, sottoscritto il 28 agosto 2018 dai Ministri Bussetti (MIUR) e Tria (MEF) e registrato alla Corte dei Conti il 9 novembre 2018, che è entrato in vigore il 17.11.2018.

Qualche novità era già stata anticipata, tuttavia è inevitabile la giustificata apprensione in considerazione della scadenza per l’approvazione del programma annuale 2019.

Peraltro con l’anno scolastico 2018-2019 si è concluso il primo triennio del PTOF e, per effetto dell’art.1, comma 12 della L. 107/2015, entro il mese di ottobre 2018 avrebbe dovuto essere predisposto il nuovo Piano Triennale dell’Offerta Formativa relativo al triennio 2019-2022.

Il Ministero tuttavia ha chiarito che la data di scadenza del 31 ottobre rappresenta un termine ordinatorio e quindi può essere differita alla data di avvio delle iscrizioni, che quest’anno coincide con il termine delle festività natalizie (7 gennaio).

Il collegamento tra Piano dell’Offerta Formativa e programma annuale era già espressamente sancito all’art. 2 del DI 44/01, per il quale nella relazione con cui il dirigente propone il programma “sono illustrati gli obiettivi da realizzare e la destinazione delle risorse in coerenza con le previsioni del piano dell’offerta formativa (P.O.F.)”.

Anche per il PTOF, nel decreto 129/2018, al primo comma dell’articolo 4 del Capo II dedicato al programma annuale si legge: “La gestione finanziaria delle istituzioni scolastiche si svolge in base al programma annuale redatto in termini di competenza ed in coerenza con le previsioni del P.T.O.F.”. Dunque si conferma ovviamente la coerenza tra programma e piano.

Con nota ministeriale Prot. n. 21617 del 31.10.2018, in considerazione della imminente pubblicazione del nuovo Regolamento, “le cui disposizioni si applicheranno a partire dall’esercizio finanziario successivo a quello della loro entrata in vigore” sono stati prorogati “i termini previsti dal vigente Regolamento di contabilità di cui all’art. 2 comma 3 del D.I. 44/2001, in merito alla predisposizione ed approvazione del Programma Annuale relativo all’esercizio finanziario 2019”.

Precisa altresì la suddetta nota che tale proroga è stabilita eccezionalmente “al fine di consentire alle Istituzioni scolastiche di utilizzare i nuovi schemi di bilancio che saranno messi a disposizione dallo scrivente Ministero, in conformità alle disposizioni previste dal nuovo Regolamento” annunciando ulteriori indicazioni riguardo la tempistica “per la predisposizione ed approvazione del Programma Annuale 2019” nonché riguardo la “modalità di utilizzo dei nuovi schemi”.

Circa la predetta tempistica, il DI 44/01 prevede che il programma sia “predisposto dal dirigente … e proposto dalla Giunta esecutiva con apposita relazione e con il parere di regolarità contabile del Collegio dei revisori, entro il 31 ottobre, al Consiglio d’istituto …. La relativa delibera è adottata dal Consiglio d’istituto entro il 15 dicembre dell’anno precedente quello di riferimento, anche nel caso di mancata acquisizione del predetto parere del collegio dei revisori dei conti entro i cinque giorni antecedenti la data fissata per la deliberazione stessa”. Trattasi di un termine ordinatorio, dal momento che il successivo art. 8 disciplina l’esercizio provvisorio da parte del dirigente laddove il programma, già predisposto, non sia approvato “prima dell’inizio dell’esercizio cui lo stesso si riferisce”. Ove “il programma non sia stato approvato entro 45 giorni dall’inizio dell’esercizio (termine perentorio), il dirigente ne dà immediata comunicazione all’Ufficio scolastico regionale, cui è demandato il compito di nominare, entro i successivi 15 giorni, un commissario ad acta che provvede al predetto adempimento entro il termine prestabilito nell’atto di nomina”.

È evidente che nell’attesa non dovrebbe essersi provveduto alla predisposizione del programma annuale 2019 nel termine del 31 ottobre.

L’art. 5 del decreto 129/2018 dispone: “8. Il programma annuale è predisposto dal dirigente scolastico con la collaborazione del D.S.G.A. per la parte economico-finanziaria ed è proposto dalla Giunta esecutiva, unitamente alla relazione illustrativa, entro il 30 novembre dell’anno precedente a quello di riferimento al Consiglio d’istituto per l’approvazione. … 9. La delibera di approvazione del programma annuale è adottata dal Consiglio d’istituto entro il 31 dicembre dell’anno precedente a quello di riferimento”. Il 31 dicembre è da considerarsi termine perentorio dal momento che il successivo art. 6 prevede che in caso di mancata approvazione entro tale data, il dirigente provvede alla gestione provvisoria ma “entro il primo giorno lavorativo successivo alla scadenza del 31 dicembre, comunica all’Ufficio scolastico regionale competente l’avvio della gestione provvisoria. L’Ufficio scolastico regionale nomina, entro i dieci giorni successivi alla ricezione della comunicazione, un commissario ad acta che provvede all’approvazione del programma entro 15 giorni dalla nomina”. Dunque il consiglio di istituto, a cui peraltro spetta il nuovo compito in caso di disavanzo di amministrazione (art. 7 ultimo comma) di “illustrare i criteri adottati per pervenire all’assorbimento dello stesso disavanzo di amministrazione”, dovrà provvedere alla tempestiva adozione della delibera se non vuole essere commissariato per l’adempimento.

Le disposizioni transitorie e finali (art. 55 comma 1) prevedono: “1. Il presente regolamento sostituisce il regolamento di cui al decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 1° febbraio 2001, n. 44, le cui disposizioni continuano ad applicarsi fino al 31 dicembre dell’esercizio finanziario in corso alla data di entrata in vigore del presente regolamento e sono abrogate successivamente a tale data”.

Il programma dell’esercizio successivo deve essere predisposto e presentato entro la fine dell’anno relativo all’esercizio in corso che lo precede (nel caso di specie il programma 2019 entro fine esercizio 2018).

Il nuovo regolamento è entrato in vigore il 17.11.2018. Pertanto le disposizioni del DI 44/01 si applicano sino al 31 dicembre dell’esercizio finanziario 2018, in corso alla suddetta data.

Per l’effetto il programma dell’esercizio finanziario 2019 è elaborato ed approvato secondo le disposizioni del regolamento del 2001, vigente sino a fine 2018 (salva l’adozione di nuova modulistica come da nota ministeriale).

Prosegue il comma 2 dell’art. 55 “Le disposizioni di cui al presente regolamento si applicano a far data dall’esercizio finanziario successivo a quello della loro entrata in vigore”.

Le norme quindi, essendo entrate in vigore il 17 novembre, durante l’esercizio finanziario 2018 entro cui si predispone il programma relativo all’esercizio 2019, si applicheranno a partire da quest’ultimo ed il consuntivo dovrebbe essere predisposto secondo il nuovo regolamento.

Resta la questione relativa all’esercizio provvisorio (ora gestione provvisoria art. 6) di cui all’art. 8 DI 44/01.

Ebbene, se al programma si applicano le norme vigenti sino al 31 dicembre 2018, dovremmo dedurre possano estendersi nella loro totalità anche alla possibilità di approvazione entro il termine perentorio di febbraio 2019 (sebbene a quella data viga il nuovo regolamento), come del resto lascerebbe intendere anche la flessibilità temporale di cui alla nota del 31 ottobre, che parla di proroga dei termini del regolamento del 2001 e non di applicazione di una nuova tempistica.

La preannunciata nota a breve dovrebbe offrire indicazioni alle scuole, dirimendo ogni residuo dubbio.