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O L T R E – oltre il pregiudizio / oltre la disabilità

“O L T R E – oltre il pregiudizio / oltre la disabilità”, il nuovo corto della FISH

Un cortometraggio rivolto soprattutto a chi di disabilità ne sa poco o nulla e magari pensa che sia una condizione inconciliabile con il lavoro.

O L T R E – oltre il pregiudizio / oltre la disabilità” è il cortometraggio prodotto dalla Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap grazie al Progetto JobLab (2018/2020). Il progetto è stato riconosciuto meritevole di finanziamento dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali attraverso lo specifico Fondo per il finanziamento di progetti e attività di interesse generale nel terzo settore ed è appunto dedicato all’inclusione lavorativa.

La sfida di realizzare un prodotto che riuscisse a raggiungere efficacemente un pubblico generalista è stata raccolta dal regista Ari Takahashi che ha annunciato il film durante il digital talk JobLabDay del 19 giugno scorso. Oggi il corto è finalmente disponibile sul canale Youtube della FISH.

Il video conta sulla partecipazione straordinaria di Gabriele Di Bello, giovane attore reduce dalla fortunata fiction “Ognuno è perfetto” passata su Rai Uno a fine 2019.

Ed è proprio il personaggio di Gabriele a fare da collante, avvicinando ignari passanti a differenti disabilità, storie, difficoltà ma anche “imprevedibili” risorse e strategie, e contribuendo alla loro consapevolezza.

Un video prodotto con grande sensibilità e perizia da Ari Takahashi che, dopo un attento studio, confronti, colloqui, ha steso anche sceneggiatura e dialoghi ottenendo un risultato che raccoglierà senz’altro il favore del pubblico più ampio.

Il cortometraggio è disponibile all’indirizzo https://youtu.be/2mp7OZGOgd4

Il progetto JobLab – annota Carlo Giacobini che ne è il responsabile – ha molto puntato su differenti strumenti sia di generale consapevolezza, come questo corto, ma anche altri prodotti come i recitati e i podcast di interviste disponibili sul canale Youtube, sia su indagini e approfondimenti di taglio decisamente più specialistico, anche questi a disposizione di tutti. La convinzione infatti è che l’inclusione lavorativa comporti competenze, condivisioni di saperi, approfondimenti che interessano attori e contesti anche molto diversi.

Il video e gli altri materiali sono a disposizione, su richiesta, anche per incontri tematici o di approfondimento sui temi dell’inclusione lavorativa per le persone con disabilità.

Tutti i materiali e le informazioni più recenti su JobLab sono disponibili all’indirizzo https://www.fishonlus.it/progetti/joblab/joblabday.html

Linee guida per la scuola: molto da fare sulla disabilità

Linee guida per la scuola: molto da fare sulla disabilità

Sono state dunque presentate le Linee guida per la riapertura delle scuole a settembre, un atto di indirizzo atteso da tutti e in modo particolare da chi considera l’istruzione anche come fondamentale ambito di inclusione.

Apprezziamo lo sforzo messo in atto dalla Ministra Lucia Azzolina che ha ascoltato le nostre richieste, recependone lo spirito anche se la loro complessiva attuazione richiede l’apertura e il mantenimento di un cantiere e di un monitoraggio costante”, commenta il presidente della FISH Vincenzo Falabella.

La FISH dimostra comunque di cogliere appieno il significato di quello specifico passaggio delle Linee guida che recita “Priorità irrinunciabile sarà quella di garantire, adottando tutte le misure organizzative ordinarie e straordinarie possibili, sentite le famiglie e le associazioni per le persone con disabilità, la presenza quotidiana a scuola degli alunni con Bisogni educativi speciali, in particolar modo di quelli con disabilità, in una dimensione inclusiva vera e partecipata. Per alcune tipologie di disabilità, sarà opportuno studiare accomodamenti ragionevoli [].”

Ed è proprio in quello studio di accomodamenti ragionevoli, concetto ben espresso dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, che FISH punta per rendere effettivo quello che è il cardine delle richieste della Federazione: sicurezza e didattica in presenza per gli alunni con disabilità.

È chiaro che non ci possiamo certo accontentare di indicazioni su mascherine e dispositivi di protezione ed eventuali eccezioni o criteri. L’inclusione – reale, quotidiana, sostenibile – richiede molti e variegati accorgimenti, accomodamenti ragionevoli appunto, tarati e adattati alle specifiche e personalissime esigenze. Ci auguriamo che dirigenti, operatori ed enti locali sappiano cogliere la disponibilità e il supporto delle famiglie e delle organizzazioni delle persone con disabilità come appunto auspicato dalle Linee guida.” Così ancora Vincenzo Falabella che conclude: “Anche il prossimo anno scolastico vale, più forte che mai, la solita raccomandazione: la scuola deve iniziare lo stesso giorno per tutti, anche per gli alunni e le alunne con disabilità.”

Lavoratori con disabilità: emendare il decreto Rilancio

Da FAVO, FISH, AIL, UNIAMO Federazione Italiana Malattie Rare giunge una moderata soddisfazione nell’osservare l’andamento della discussione parlamentare sul decreto “Rilancio”.

Sono stati infatti ripresi e depositati da molti gruppi parlamentari alla Camera i due rilevanti emendamenti presentati dalle stesse organizzazioni, espressione delle persone con disabilità ma anche di tanti lavoratori con malattie rare, esiti di patologie oncologiche, ematologiche e immunodepressione. Lavoratori più a rischio, sia di contagio che di espulsione dal mondo produttivo, e quindi più meritevoli di tutele.

Il primo emendamento riguarda la sorveglianza sanitaria (articolo 83) che il decreto Rilancio prevede sia aumentata e rivolta in particolare a lavoratori in età avanzata e con quadri clinici a rischio, controllati dal medico competente (il medico “aziendale”). L’intento è positivo, ma il rischio è che quando viene sancita l’inidoneità temporanea il lavoratore rimanga nel frattempo privo di reddito o di altre forme di sostegno.

L’emendamento presentato prevede un indirizzo specifico al medico competente: si assuma come prescrizione la facoltà di adottare forme di smart working, ma nel caso vi sia effettiva inidoneità alla mansione non compensabile nemmeno con prescrizioni, la valutazione del medico competente sia sufficiente e valida per equiparare l’assenza al ricovero ospedaliero e come tale retribuirla. Si risolverebbe così anche il “pasticcio” del decreto “Cura Italia” irrisolto dopo tre mesi: il Parlamento aveva stabilito che le assenze dei lavoratori a rischio, durante l’emergenza sanitaria, fossero considerate “ricovero ospedaliero”, ma quel diritto ad oggi non è ancora esigibile con chiarezza mancando del tutto indicazioni e circolari applicative.

Il secondo emendamento – riguardo agli articoli 75 e 86 – risolverebbe un altro “pasticcio” che si trascina ormai da mesi e che riguarda invece i sostegni (bonus 600 euro, reddito di ultima istanza) per i lavoratori autonomi. Una scrittura incerta delle norme che prevedono quei sostegni è fonte di una paradossale disparità di trattamento che sarebbe causa di contenzioso (in cui lo Stato sarebbe soccombente). Dopo un contorto percorso sono stati ammessi a quei sostegni anche i lavoratori autonomi che percepiscono prestazioni (spesso irrisorie) di sostegno alla parziale invalidità. Il Legislatore ha però ammesso ai nuovi benefici solo i titolari di assegno di invalidità erogato in forza della legge 222/1984, lavoratori dipendenti e autonomi iscritti alla Gestione Separata (INPS).

Molti lavoratori autonomi sono iscritti ad altre casse che prevedono forme simili all’assegno, ma lo chiamano in altro modo e discendono da altre norme. Se la norma fa riferimento solo all’assegno ex legge 222/1984 ma dimentica gli altri, crea disparità.

L’emendamento è molto semplice, come lo è la questione a volerla intendere.

Lo hanno certamente compreso – anche questo in modo bipartisan – vari parlamentari.

Ci auguriamo che entrambi gli emendamenti non incontrino sorprese o ostacoli nel loro percorso. A pagarne le conseguenze sarebbero ancora una volta le persone con disabilità. L’invito diretto di UNIAMO Federazione Italiana Malattie Rare, AIL, FISH, FAVO a tutti i Parlamentari è di sostenere con forza quegli emendamenti.

12 giugno 2020

FAVO, FISH, AIL, UNIAMO Federazione Italiana Malattie Rare

JobLabDay

JobLabDay: Percorsi di inclusione e occupabilità delle persone con disabilità

Digital talk, 19 giugno 2020

La FISH annuncia JobLabDay, il Digital talk dell’ormai noto progetto JobLab e pubblica il programma nel proprio sito. Da annotare in agenda il 19 giugno (9.30-13.30), un appuntamento denso di interventi e novità dedicato ai “Percorsi di inclusione e occupabilità delle persone con disabilità”. La modalità, non solo a causa dell’emergenza COVID, è quella virtuale ed è realizzata con il supporto tecnico di FPA – Forum PA.

JobLabDay, dunque, è l’evento di chiusura di un progetto a cui FISH ha tenuto in modo particolare. JobLab è il nome breve di questo progetto. Quello completo e significativo è JobLab – Laboratori, percorsi e comunità di pratica per l’occupabilità e l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità. Il progetto è stato riconosciuto meritevole di finanziamento dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali attraverso lo specifico Fondo per il finanziamento di progetti e attività di interesse generale nel terzo settore (Avviso n.1/2017) che, iniziato nel 2018, si conchiude a giugno 2020.

Con JobLab si è voluto affrontare il tema del diritto al lavoro delle persone con disabilità, nella consapevolezza che quello lavorativo è un ambito in cui si configura una delle forme più evidenti di discriminazione basata sulla disabilità e di preclusione alle pari opportunità. Il progetto ha messo in campo un insieme articolato di azioni di formazione e animazione, di promozione di reti, di ricerca e indagine, di diffusione e comunicazione. E le azioni, le occasioni, i prodotti sono davvero molti e fra loro intrecciati. Nel Digital talk si ricompone il quadro grazie a tre assi ideali: dati&fatti (le attività di ricerca), storie&persone (le significative storie di vita con il loro portato di consapevolezza), scenari&strategie (cosa accade, quali sono i possibili rischi e le plausibili strategie per l’inclusione lavorativa). E attorno a questi assi si dipana il programma del 19 giugno che racconta l’andamento del progetto e i suoi prodotti.

Si giunge all’evento finale dopo mesi di lavori e migliaia di persone a vario titolo coinvolte. Ad esempio, JobLab ha promosso una conoscenza condivisa, almeno di base, sulle norme sul collocamento mirato realizzando e mettendo a disposizione un corso di formazione a distanza, una FAD – accreditata con il CNOAS, Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali, e realizzata con il supporto di FPA, Forum PA – che ha visto la partecipazione di oltre 1.200 operatori.

Centrali in termini di animazione territoriale sono state le iniziative di formazione e confronto (14 eventi, 14 regioni) rivolte agli operatori pubblici e privati, ai leader associativi, ai responsabili e coordinatori dei servizi per l’impiego, ai responsabili delle aziende pubbliche e private, allo scopo di diffondere competenze e capacità per sviluppare una cultura comune dell’inclusione lavorativa e del collocamento mirato, puntando sulla condivisione di approcci, strumenti operativi e di problem solving che rendano concreto l’esercizio del diritto al lavoro – 14 appuntamenti realizzati dapprima in presenza e poi in aule virtuali. Prossimi eventi in Campania (16 giugno) e in Sardegna (18 giugno).

Dati&fatti: JobLab ha volutamente concentrato il suo impegno anche verso la ricerca, ritenendo centrale la necessità di comprendere e indagare al meglio i fenomeni, gli eventi, le possibili soluzioni.

La prima azione è stata l’indagine campionaria finalizzata a conoscere appunto le reali condizioni di lavoro e di pari opportunità, e a rilevarne le criticità. Con 1.000 questionari raccolti è la ricerca più ampia che mai sia stata realizzata su questo argomento. E i risultati sono a tratti sorprendenti.

La seconda azione consiste nella raccolta di storie di vita e si sostanzia nella conduzione di interviste narrative rivolte ad occupati con disabilità, allo scopo di ricostruirne l’esperienza lavorativa.

Una ulteriore attività conoscitiva è la raccolta di buone pratiche sul Disability manager, realizzata con Medialabor (società esperta in questi ambiti, che ha supportato anche la conduzione degli eventi territoriali) e con un intento ambizioso: ricostruirne il profilo, conoscere e comparare i diversi modelli attivati per evidenziare i tratti costitutivi e distintivi di questa figura, i punti di forza e le criticità, così da poterne ricostruire un profilo di “buona” applicazione e di replicabilità.

Ma JobLab non poteva ignorare quanto è avvenuto nel Paese e ha quindi realizzato un istant report su Emergenza COVID-19 e lavoratori con disabilità. Ben 500 questionari raccolti in pochi giorni restituiscono conferme e nuove chiavi di lettura su quanto accaduto nel Paese. Anche questa ricerca, come l’indagine sulle condizioni di lavoro, realizzata con IREF, l’istituto di ricerca delle ACLI, verrà presentata durante il Digital talk. E anche qui i dati sono a tratti sorprendenti e inattesi.

Storie&persone: durante il Digital talk si parlerà efficacemente di storie personali e dei correlati “prodotti” pensati per la sensibilizzazione, per avvicinare a queste tematiche un pubblico ampio: il film corto OLTRE – oltre i pregiudizi, oltre la disabilità di Ari Takahashi, prodotto per JobLab, e due recitati di Storie di vita realizzati a cura di DEGRAG_/Agenzia E.Net. A margine saranno disponibili anche una serie di podcast di interviste a lavoratori con disabilità realizzate in collaborazione con Slash Radio Web, l’emittente voluta e realizzata dall’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.

La tavola rotonda – “Percorsi e scenari di occupabilità” – rientra nell’asse scenari&strategie e costituisce la sintesi ideale di riflessioni e confronti fra persone, esperienze, difficoltà, visioni, soluzioni. Vi partecipano persone di differente provenienza e per questo in grado di riprodurre angoli prospettici differenti, con input che possono avere la capacità di animare o rilanciare una serie di temi – quelli del lavoro – che a breve potrebbero assumere nuovi significati. Coordina e anima la tavola rotonda Gianni Dominici, direttore generale di FPA – Forum PA.

Sarà possibile seguire JobLabDay online e consultare la documentazione e i prodotti che in quell’occasione verranno messi a disposizione. È previsto il servizio di sottotitolazione.

L’evento è aperto a tutti ma è necessario iscriversi compilando per tempo un semplice modulo all’indirizzo
https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSeJf8SYBx34g42cVNN5l-VA11QzpOawutbEzH1PSx0_gcSzVA/viewform

Tutti i dettagli sul Progetto JobLab all’indirizzo https://www.fishonlus.it/progetti/joblab/

Inclusione scolastica: proposte e confronti al Ministero

Inclusione scolastica: proposte e confronti al Ministero

Sono giorni di intensi confronti sul tema dell’inclusione scolastica delle persone con disabilità. Ieri le organizzazioni si sono incontrate nella Consulta dell’Osservatorio permanente sull’inclusione degli alunni con disabilità, questa mattina è toccato al Comitato Tecnico Scientifico dell’Osservatorio che ha visto la presenza oltre che del Ministro Lucia Azzolina e del Sottosegretario Giuseppe De Cristofaro anche di Vincenzo Falabella e Nazaro Pagano, presidenti rispettivamente di FISH e FAND.

Con un occhio al recente passato e uno all’imminente futuro.

Dalle associazioni e dalle federazioni si esprime, e non da oggi, l’esigenza, più scientifica che rivendicativa, di comprendere al meglio ciò che è accaduto durante l’emergenza COVID per delineare le criticità della didattica a distanza, le difficoltà nell’inclusione scolastica, l’impatto delle limitate competenze sia sul digitale che sulle più complessive metodologie didattiche adeguate alla situazione. Capire com’è andata e cosa è successo è indispensabile per profilare e costruire un migliore futuro e la ripresa delle attività a settembre.

Ma su questo cosa si attendono le famiglie, le federazioni e le associazioni?

Innanzitutto che quest’anno più che mai le attività scolastiche inizino per gli alunni con disabilità in tempi uguali ai coetanei e ai compagni di classe. E per evitare ulteriori interruzioni all’avvio dell’anno scolastico per tutti, FISH e FAND hanno proposto che la prossima consultazione elettorale non si tenga nei plessi scolastici.

Ci si attende la garanzia di una frequenza in presenza e in sicurezza ma anche in condizioni di pari opportunità, con gli altri alunni e studenti senza disabilità. Se verranno previsti dei turni, soprattutto per le disabilità intellettive ed i disturbi del neurosviluppo, dovrà essere garantita sempre la didattica in presenza, per non creare ancora più problemi nel riadattamento delle routine.

Va poi assicurata la continuità didattica di tutte le figure di supporto: insegnanti di sostegno, educatori, assistenti all’autonomia ed alla comunicazione, anche mettendo mano velocemente alle norme che regolano la loro assegnazione e le loro nomine che vanno accelerate proprio con il fine della continuità.

E quando ci si riferisce alle pari opportunità dobbiamo pensare anche ai corsi di recupero ed apprendimento integrativo: devono essere garantiti, calibrati e adeguati anche per gli alunni con disabilità. Le medesime pari opportunità devono essere ricercate anche nell’individuazione di spazi alternativi che tengano conto di accessibilità e fruibilità.

Infine, questo momento di passaggio e di ripensamento di percorsi e procedure può rappresentare anche l’occasione per rivedere gli strumenti di progettazione educativa magari con una maggiore attenzione anche agli aspetti di vita che vanno oltre all’ambito scolastico e alla durata della frequenza.

Il Ministro da parte sua ha rassicurato che i lavori per l’emanazione degli atti applicativi del decreto 66 sull’inclusione scolastica riprenderanno al più presto.

Siamo di fronte a sfide epocali, culturali e politiche, che potrebbero davvero contribuire sia a farci uscire da uno stallo e rendere operativi buone parte degli intenti già espressi dalla più recente produzione normativa, sia a raccogliere insegnamenti ed evidenze emerse nel corso dell’emergenza COVID”, hanno commentato Pagano e Falabella al termine dell’incontro.

11 giugno 2020

Il Presidente Nazionale FISH – Federazione Italiana per il Superamento dell’HandicapIl Presidente Nazionale FAND – Federazione tra le Associazioni Nazionali delle persone con Disabilità
Vincenzo FalabellaNazaro Pagano

L’Aquila, atto vile contro l’infanzia e la disabilità

L’Aquila, atto vile contro l’infanzia e la disabilità

FISH crede profondamente nella potenzialità inclusiva delle attività ludiche soprattutto per i bambini. Questa convinzione ci ha profondamente animato nella conduzione del progetto nazionale Giochiamo tutti!. Realizzare parchi giochi accessibili a tutti nelle nostre città assieme alle comunità, assieme alle famiglie, con le amministrazioni che ci credono. Gli atti vandalici nell’area giochi dell’Aquila sono di una gravità incommentabile, un gesto di violenza, l’ennesimo, contro i bimbi, contro le persone con disabilità.”

Così commenta Vincenzo Falabella, Presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, il grave episodio avvenuto ieri a l’Aquila ai danni dell’area giochi accessibile realizzata da FISH, con il supporto di Mediafriends, e inaugurata il 13 giugno 2015 con una bellissima festa pubblica che coinvolse l’intero quartiere e moltissimi cittadini e coronò un lungo percorso di coprogettazione e realizzazione.

Questi gesti ci avviliscono ma non fermano il nostro impegno quotidiano nelle istituzioni, ma ancora di più nei territori e nelle comunità che sono e rimangono profondamente solidali e orientate all’inclusione. Continueremo, ora più che mai, rilanciando il nostro progetto Giochiamo tutti! che riteniamo un’esperienza irrinunciabile.”

Riunito l’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica

Scuola, riunito al Ministero l’Osservatorio permanente per l’inclusione Azzolina: “Massima priorità agli alunni con disabilità nella ripresa di settembre”

La Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha riunito nella mattinata dell’11 giugno, in videoconferenza, l’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica. “Ho ascoltato con piacere le voci di associazioni, studenti, famiglie”, sottolinea la Ministra che prosegue “quella di oggi è stata una riunione molto proficua, che ha confermato un clima di positiva collaborazione fra i componenti dell’Osservatorio e il Ministero. Un confronto che va avanti da tempo”.

Questa mattina, prosegue Azzolina, abbiamo “gettato le basi per progetti comuni per il futuro, volti alla costante inclusione di ragazze e ragazzi con disabilità in ogni nostra azione”. Il Ministero “sta definendo il modello nazionale di PEI (Piano Educativo Individualizzato), documento molto atteso che sarà pronto in tempo per il nuovo anno scolastico”.

Guardando alla ripresa di settembre e all’emergenza coronavirus, la Ministra ha assicurato che sarà data massima priorità alle esigenze degli studenti con disabilità “L’amministrazione scolastica lavorerà affinché fin dal primo giorno possano esserci tutti gli insegnanti. E chiederemo ai dirigenti scolastici di metterli al centro delle scelte che faranno per la ripresa, sia da un punto di vista logistico che didattico”.

Ausili per la didattica inclusiva

Da oggi la Direzione generale per lo studente, l’inclusione e l’orientamento scolastico rende disponibili due nuovi strumenti

La Direzione generale per lo studente, l’inclusione e l’orientamento scolastico rende disponibili due nuovi strumenti, concepiti per favorire l’acquisto e l’uso di tecnologie assistive e sussidi didattici appropriati ed efficaci per alunni con disabilità.

La Piattaforma “Anagrafe Nazionale degli Strumenti e degli Ausili Didattici”  è utile a tutti gli attori del processo di acquisto e gestione degli ausili didattici. Consente di digitalizzare le procedure giuridico amministrative necessarie per pubblicare i bandi, presentare i progetti e utilizzare gli ausili acquistati. Gli utenti (USR, CTS, scuole) hanno a disposizione un servizio di assistenza tecnica per ricevere supporto in fase di inserimento delle domande. 

Il Portale e-learning “Gli snodi dell’inclusione”, accessibile da qualsiasi operatore in possesso di credenziali SIDI, offre a tutto il personale scolastico un percorso completo e dettagliato per orientare l’intero processo, dalla definizione del fabbisogno dello studente con disabilità, alla scelta dell’ausilio più idoneo per la didattica inclusiva, alle modalità per una corretta ed efficace partecipazione ai bandi di acquisizione degli ausili didattici.

Stati Generali della Scuola

FISH lancia gli Stati Generali della Scuola

È stato un incontro particolarmente denso e partecipato ai massimi livelli di rappresentanza quello di ieri: affrontare la sfida della riapertura dell’anno scolastico è possibile solo con il coinvolgimento di tutti gli attori e di tutti i livelli istituzionali, pensando che essa investe indistintamente tutto il territorio nazionale e riguarda migliaia di docenti e operatori, milioni di alunni e delle loro famiglie.

Il Governo era presente con il suo Presidente Giuseppe Conte e due ministri. C’era ovviamente il Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, affiancata dal coordinatore del proprio Comitato tecnico-scientifico, Agostino Miozzo. Ma era presente anche il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con il titolare del dicastero Paola De Micheli. E presente anche Angelo Borrelli per la Protezione Civile.

Regioni, Province e Comuni erano rappresentati dai presidenti delle relative associazioni: Stefano Bonaccini (Regioni), Michele de Pascale (Province), Antonio Decaro (Comuni). Ma c’erano anche i segretari generali di CGIL, CISL e UIL, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo. Forum Famiglie e Forum Studenti hanno completato ulteriormente un tavolo assai composito.

Sui temi della disabilità è stata convocata la FISH, anche quale voce dell’Osservatorio MIUR sull’inclusione scolastica, che ha partecipato con il presidente Vincenzo Falabella.

L’obiettivo condiviso, da declinare con azioni specifiche e mirate, è quello di ripartire in presenza e in sicurezza.

“Sicuramente è apprezzabile essere coinvolti in una strategia complessiva fin dal suo esordio e quindi il giudizio iniziale è di apprezzamento ma anche di consapevolezza di quanto e quale dovrà essere l’impegno per garantire sia l’inclusione che la sicurezza personale”, riporta Vincenzo Falabella.

“La didattica a distanza, nonostante qualche assai isolato successo, è stata generalmente un fallimento per gli alunni con disabilità, soprattutto per quelli che maggiormente necessitano di sostegno o soluzioni specifiche. Per questo il nuovo anno deve garantire, da subito e non con il consueto ritardo, l’ingresso, la partecipazione, l’inclusione già dal primo giorno di scuola. Ovviamente adottando tutte le soluzioni di protezione personale sia per gli studenti che per i docenti e gli educatori. Abbiamo proposto di trovare anche accomodamenti ragionevoli in luogo delle mascherine, valutando e dotandosi per tempo di soluzioni alternative quali, ad esempio, visiere che fra l’altro agevolerebbero, se usate anche dai docenti, la lettura del labiale con un aiuto indubbio per gli alunni sordi.”

Nel corso dell’incontro si sono anticipati investimenti sugli edifici e sulle strutture interne ed esterne. “Abbiamo chiesto una attenzione all’accessibilità in senso ampio degli spazi che vada oltre il mero abbattimento di barriere fisiche, adottando anche soluzioni che consentano l’orientamento e la fruibilità degli spazi, dei percorsi, dei servizi ma anche della strumentazione presente nella scuola e nelle immediate vicinanze.”

Al Ministro dei Trasporti è stata espressa da FISH una forte preoccupazione per la gestione dei trasporti scolastici accessibili ed inclusivi. C’è necessità di indicazioni, linee guida, ma anche di finanziamenti ai Comuni e agli enti tenuti a garantire quel servizio.

“Visto il momento di epocale cambiamento – conclude Vincenzo Falabella – è forse possibile ridisegnare, ripensare, potenziare le soluzioni inclusive cogliendo le debolezze del sistema che sono divenute evidenti durante l’emergenza COVID, ma anche approfittando dell’occasione che si presenta di una profonda complessiva riforma dell’istruzione. Ho quindi proposto un momento di ampio confronto e rifondazione, che riguardi ‘anche’ la disabilità e che ci piace definire come ‘Stati Generali della Scuola’.”

Riserve sul decreto “Rilancio”

FAND e FISH: riserve sul decreto “Rilancio”

Abbiamo voluto attendere la pubblicazione ufficiale del decreto Rilancio, avvenuta solo ieri, augurandoci che sul testo approvato in Consiglio dei Ministri vi fossero almeno alcuni aggiustamenti e che fossero recepite alcune istanze nostre e di altre importanti organizzazioni.”

Così commentano Vincenzo Falabella e Nazaro Pagano, rispettivamente presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap e Presidente della Federazione tra le Associazioni Nazionali delle persone con Disabilità, il testo ora ufficiale del decreto “Rilancio” pubblicato ieri sera (decreto legge n. 34/2020).

Falabella e Pagano esprimono apprezzamento per lo sforzo nell’aumentare la dotazione del Fondo non autosufficienze per il 2020: 90 milioni in più, 20 dei quali da riservare ai progetti di vita indipendente: “Sicuramente è positivo che sia stato rimosso, sul filo di lana, il vincolo sulle disabilità gravissime, divisivo e improprio, mentre lascia l’amaro in bocca il mancato formale riconoscimento del ruolo dei caregiver familiari. Alcune organizzazioni avevano espresso legittime e condivisibili richieste, anche quelle non recepite. Il carico assistenziale, già greve in precedenza, è ancora più forte sulle famiglie in questa fase di emergenza che ha visto lo stop di molti servizi essenziali.”

Apprezzato pure l’aumento del Fondo per il dopo di noi: “Ci auguriamo sia decisamente diretto verso gli intenti espressi nella norma: costruire l’autonomia e il supporto alle persone quando la famiglia viene a mancare.” Anche il contributo ai centri semiresidenziali ci si augura contribuisca ad una più rapida riapertura con requisiti di sicurezza. Sul piatto degli aspetti apprezzabili anche la conferma dell’estensione dei permessi lavorativi (104) per maggio e giugno. Molto debole invece l’impatto del reddito di emergenza sui nuclei con persone con disabilità. L’auspicato aumento delle pensioni di invalidità è rinviato ad altra occasione normativa.

Permangono invece perplessità di FAND e FISH su quanto riguarda gli aspetti del lavoro, della flessibilità, della protezione in particolare dei lavoratori con disabilità o con esiti da patologie oncologiche o, ancora, con problemi di immunodeficienza.

Abbiamo chiesto in tutti i modi, in tutte le sedi, in tutte le occasioni e forme, di chiarire e rendere operativa l’indicazione dell’articolo 26 del decreto ‘Cura Italia’. Sono passati due mesi e ancora ad oggi non c’è nessuna formale indicazione operativa. Nessuna circolare che indichi ai lavoratori e ai datori di lavoro come si richiede l’astensione dal lavoro quando c’è una situazione personale ad alto rischio. Il Senato in sede di conversione del ‘Cura Italia’ ha peggiorato se possibile la disposizione originaria. E il nuovo decreto – ignorando le richiese anche di altri come FAVO, AIL, Uniamo – si limita ad estendere un vago beneficio di altri due mesi. Una lacuna molto grave e irrispettosa che si assomma al mancato recepimento di altri correttivi ad esempio sulle indennità ai lavoratori autonomi, dell’agricoltura, dello spettacolo ecc. che siano anche persone con disabilità.”

Altre preoccupazioni sul fronte del lavoro scaturiscono dall’articolo sulla sorveglianza sanitaria. È condivisibile e apprezzabile che venga avviata, sui luoghi di lavoro, una sorveglianza straordinaria, ma gli effetti sulle persone con disabilità e altri problemi sono piuttosto preoccupanti ed incerti. Delinearne l’inidoneità temporanea senza prevedere strumenti di integrazione del reddito significa rendere assai probabile che quei lavoratori (e quelli prossimi alla pensione) trascorrano mesi lontani dal posto di lavoro e senza retribuzione. “Uno scenario per noi inaccettabile e sinonimo di esclusione progressiva dal mondo del lavoro che contrasteremo in tutti i modi senza più accettare alibi o scusanti e riprendendo e rafforzando anche il confronto e le comuni strategie con altri attori dell’impegno civile e sindacale.”, concludono Vincenzo Falabella e Nazaro Pagano.

20 maggio 2020

Il Presidente Nazionale FISH – Federazione Italiana per il Superamento dell’HandicapIl Presidente Nazionale FAND – Federazione tra le Associazioni Nazionali delle persone con Disabilità
Vincenzo FalabellaNazaro Pagano

Protocollo CEI-Governo italiano

Protocollo CEI-Governo italiano: protesta della FISH

Severa la presa di posizione della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap sul protocollo sottoscritto in questi giorni tra il Governo Italiano e la Conferenza Episcopale Italiana per “la ripresa delle celebrazioni con il popolo” nella cosiddetta Fase 2. Una protesta spiccatamente etica e propria della cultura dell’inclusione quella della FISH che in una nota al Presidente del Consiglio ma anche al Presidente della Conferenza Episcopale Italiana ha chiesto l’abrogazione di uno specifico passaggio.

Ben lo spiega nella missiva Vincenzo Falabella, Presidente della FISH: “la lettura del protocollo ha (…) suscitato in noi grande sorpresa e sconcerto per il contenuto della norma riguardante le persone con disabilità. Ci riferiamo al punto 1.8 del protocollo che così testualmente recita: ‘Si favorisca, per quanto possibile, l’accesso delle persone diversamente abili, prevedendo luoghi appositi per la loro partecipazione alle celebrazioni nel rispetto della normativa vigente’. Parlare di ‘luoghi appositi’ per le persone con disabilità significa tornare indietro di almeno mezzo secolo rispetto agli importanti passi in avanti compiuti dal nostro Paese per l’inclusione delle persone con disabilità. Appartiene infatti a un passato ormai lontano l’idea di prevedere, per le persone con disabilità, ‘ambienti separati’, ‘percorsi speciali’ e ‘luoghi appositi’. (…). Ogni norma o misura riguardante le persone con disabilità deve così tendere a garantire le pari opportunità, evitando sia privilegi sia soluzioni ghettizzanti. Tale è, invece, quella prevista dal punto 1.8 del protocollo: il ‘luogo apposito’ è una discriminazione che esclude palesemente le persone con disabilità dal resto della comunità dei fedeli. Discriminazione inoltre che non viene giustamente espressa in nessuno dei protocolli concernenti le altre confessioni religione.”

Sulla base di queste considerazione ed altre compiute argomentazioni che si possono leggere nella lettera pubblicata nel sito ufficiale della FISH, la Federazione ha chiesto al Governo Italiano e alla Conferenza Episcopale Italiana che sia abrogato l’articolo 1.8 del Protocollo e che nel frattempo sia emanata una circolare di chiarimento.

Niente su di noi, senza di noi

LETTERA ALLA MINISTRA: LE FAMIGLIE SCRIVONO

Niente su di noi, senza di noi

Gentile ministra,

abbiamo letto con attenzione la sua lettera. Pur apprezzando il fatto che abbia preso in considerazione gli alunni con disabilità, rammarica rilevare alcune imprecisioni: nel suo scritto lei si riferisce agli alunni con disabilità come se essi appartenessero a un sistema scolastico parallelo e non alla comunità scolastica; lascia intendere che solo o prevalentemente i docenti di sostegno si occupano di loro; tratta della didattica a distanza come di un’attività rivolta “in via esclusiva” ai soli alunni con disabilità e non a tutti gli alunni della scuola italiana.

Didattica a distanza

Siamo genitori di alunni con disabilità e, per questo, desideriamo condividere con lei alcune criticità che la didattica a distanza ha palesato:

  1. fruizione autonoma degli strumenti tecnologici: la maggior parte degli alunni con disabilità, frequentanti le scuole di ogni ordine e grado, non possiede le abilità strumentali o necessarie per utilizzare gli strumenti tecnologici (ciò dipende da condizioni fisiche o anche dal non sapere utilizzare autonomamente gli strumenti digitali);
  2. disponibilità di un adulto di riferimento, in genere un genitore, per supportare i figli:
  3. nell’accesso al PC e alla rete;
  4. durante le dirette;
  5. mentre utilizzano gli strumenti in differita (videolezioni, download o upload delle schede o altri materiali ricevuti dai docenti o da inviare ai docenti);
  6. per illustrare o spiegare le indicazioni per svolgere le attività;
  7. per spiegare i contenuti disciplinari “semplicemente inviati all’alunno” o, in altri casi, “spiegati frettolosamente” (i nuovi contenuti sono nel libro di testo o in schede dii approfondimento indicate e/o inviate dai docenti). Ciò accade in buona parte delle scuole. In questa condizione si chiede, implicitamente, che il genitore diventi il “docente del proprio figlio” sostituendosi agli stessi insegnanti,
  8. impossibilità, per alcuni alunni, della presenza costante di un adulto di riferimento (in quanto molti genitori sono impegnati nello smart-working o presso la propria sede lavorativa);
  9. difficoltà di connessione per sovraccarico della rete (per limitazioni di banda o scarsa ricezione); ciò inficia l’attenzione e la partecipazione attiva durante le attività in DAD, dovute alle frequenti interruzioni e al dialogo conseguente (“Ci sei?”, “Mi senti?”, “Non ti sento”, “Non ti vedo”);
  10. difficoltà per particolari situazioni familiari: non tutti dispongono di spazi riservati o di strumenti sufficienti; inoltre questo “ingresso” di altre persone all’interno delle famiglie avviene anche in momenti delicati, rendendo impossibile la comunicazione (si pensi alle condizioni di malattia o malessere di uno dei componenti il nucleo familiare, come pure a tensioni o altri bisogni propri della famiglia).

A ciò si aggiungano le necessarie condizioni di responsabilità e di sicurezza, peraltro note, ovvero:

  • i rischi della rete, che impongono, per questo, la sorveglianza costante dell’adulto;
  • l’eccessiva esposizione davanti al monitor, con rischi sulla salute, anche fisica;
  • l’eccessivo carico di lavoro che, con la didattica a distanza, è aumentato considerevolmente, soprattutto per i genitori.

Condivisione e corresponsabilità

Come genitori di alunni con disabilità siamo fortemente preoccupati che l’avvento della DAD possa incidere su due importanti aspetti: il futuro dei nostri figli e la richiesta di impegno continuo e costante ai genitori, impegno inderogabile. Questa nuova modalità di insegnamento, alla quale nessuno era preparato, richiede un enorme dispendio di energia e di fatiche, di tempo e di competenze, nonché di abilità, che non tutti i genitori sono in grado di garantire.

Chiediamo a lei, in qualità di ministro dell’Istruzione, una particolare attenzione nel garantire a tutti gli alunni quel senso di appartenenza, senza escludere gli alunni con disabilità, come fossero un mondo a parte. La scuola deve assicurare a ciascun alunno il diritto alla cittadinanza, proponendosi come comunità scolastica alla quale ogni alunno, che è componente di una classe, appartiene; una comunità in cui tutti i docenti siano operativamente e fattivamente responsabili e impegnati nel percorso di formazione di “ogni alunno delle classi alle quali sono stati assegnati, senza escludere nessuno”. L’alunno con disabilità

appartiene a tutti gli insegnanti della classe alla quale egli è iscritto (e non è alunno esclusivo e unico del docente per il sostegno).

PEI: chiarisca che la scuola non può modificare i PEI senza convocare il GLO

Preoccupa, in particolare, come sia stata data libera delega al solo insegnante di sostegno di modificare il PEI, piano educativo individualizzato; lei chiede al “docente incaricato su posto di sostegno” di coinvolgere il Consiglio di Classe e il dirigente scolastico unicamente per “curvare e ricalibrare i PEI”, informando in seguito le famiglie.

In sintesi, lei suggerisce che venga modificato “unilateralmente” un documento che è stato firmato, dopo essere stato “elaborato congiuntamente” dal GLO (il gruppo di lavoro costituito dai docenti della classe in cui è iscritto l’alunno con disabilità, dai genitori dell’alunno con disabilità e dagli specialisti dell’ASL).

Nella sua lettera, Lei chiede di modificare un documento che è agli atti, senza convocare i soggetti deputati a tali modifiche. Dobbiamo pensare che si tratti di un refuso? Questo passaggio ha visto più scuole attivarsi in tal senso mentre il ministero da Lei diretto ha attivato un ufficio per segnalare “ciò che non funziona correttamente”.

Urge a tal proposito un suo preciso e puntuale chiarimento: diversamente, se i PEI saranno modificati senza convocare il GLO, vi sarà il ricorso da parte delle famiglie nelle sedi opportune.

Il prossimo anno scolastico

Consapevoli della particolare situazione di emergenza, che sta attraversando l’intero Paese, in vista del prossimo anno scolastico, sia per garantire una sicurezza dal punto di vista sanitario, sia per la qualità della didattica erogata,

Le chiediamo

che venga rivista la didattica a distanza e che l’organizzazione sia più agile e puntuale (e non abbandonata all’improvvisazione o alla buona volontà di molti docenti) e, di conseguenza chiediamo:

  • che si definiscano gli orari delle lezioni/attività giornaliere;
    • che siano rese disponibili piattaforme sicure e agili nell’uso;
    • che sia garantita la banda sufficiente per il collegamento;
    • che si faciliti e favorisca la presenza dei nostri figli a scuola;
    • che i nostri figli possano accedere alla loro classe in presenza, e non tenuti a casa ‘a priori’ perché “con disabilità”, garantendo, nei casi che lo richiedono, l’assistenza igienico-personale, ovvero quanto indicato nel Pei, al fine di garantire una piena inclusione;
    • che, nel caso di divisione della classe, i gruppi siano “eterogenei” per capacità (onde evitare le classi differenziali di fatto;  
    • che siano condivisi strumenti e materiali calibrati nel Piano educativo individualizzato dell’alunno con disabilità;
    • che sia reso più chiaro alle scuole il ruolo del genitore durante le videolezioni, ricordando che egli può essere un eventuale e temporaneo supporto, ma non il sostituto degli insegnanti;
    • che siano delineate indicazioni precise sulle modalità di verifica e sui criteri di valutazione di ciascuna disciplina, da riportarsi in modo chiaro nei singoli Piani educativi individualizzati;
    • che si adottino eventuali monitoraggi al fine di accertare che ogni scuola, effettivamente, garantisca, tramite tutti i docenti della classe, una didattica che tenga conto delle capacità e delle potenzialità di ogni singolo alunno;
    • che la scuola in presenza, svolta negli edifici scolastici o in altri spazi, da identificarsi eventualmente anche in collaborazione con enti, istituzioni e organismi locali, sia la via preferenziale. Al netto delle indubitabili esigenze sanitarie, delle quali si dovrà sempre tenere conto, non si può infatti negare che il percorso scolastico non sia fatto solo di nozioni, apprese con maggiore o minore efficacia, ma di esperienze; esperienze e relazioni che mal si conciliano con la mediazione di uno schermo. L’ambiente scuola è imprescindibile per un vero percorso di inclusione. Per tutti. Non sarà facile conciliare esigenze a volte anche diverse – distanziamento personale per cause di salute pubblica e coinvolgimento sociale nei percorsi di apprendimento -, ma la didattica in presenza deve ritornare a svolgere il suo ruolo chiave all’interno del percorso scolastico;
    • che, laddove ne sussistano le condizioni, gli insegnanti in servizio nell’anno scolastico 2019-2020 siano confermati anche nell’anno scolastico 2020-2021;
    • che le classi prime del primo ciclo di istruzione siano costituite da piccoli gruppi, nel rispetto dell’art. 5 del DPR 81/2009;
    • che venga attivato un percorso formativo obbligatorio sui temi dell’inclusione scolastica, riguardanti in particolare gli alunni con disabilità, rivolto a tutti i docenti della scuola italiana, sia per far fronte al forte bisogno di formazione, che molti docenti fanno presente, sia per rendere effettivo il processo di integrazione;
    • che si promuovano percorsi di formazione sull’utilizzo delle tecnologie e sulle metodologie didattiche più efficaci nella forma “a distanza”, nel caso in cui fosse impossibile riaprire la scuola.

Poiché la famiglia, molto probabilmente, dovrà continuare a sostituire una parte dei servizi dedicati ai loro figli con disabilità, si chiede di intervenire presso le sedi opportune al fine di favorire la presenza di uno dei due genitori al domicilio, qualora proseguisse la didattica a distanza.

Certi che vorrà ascoltare la nostra voce e cogliere i suggerimenti, nonché le sollecitazioni contenute in questo breve scritto,

Le inviamo i più cordiali saluti,

  • Gruppo Facebook “Non c’è PEI senza condivisione
  • Gruppo Facebook “Sostegno: normativa per l’inclusione
  • Ass. CIIS, Coordinamento Italiano Insegnanti di Sostegno
  • Ass. CONFAD, Coordinamento Nazionale Famiglie con disabilità
  • Gruppo Facebook: Obiettivo Inclusione: dalla Scuola al Tempo Libero alla Vita Adulta
  • ANGSA Autismo Campania
  • Associazione Prader Willi Lombardia
  • Associazione X-Fragile Campania APS di Napoli
  • Progetto Autismo www.progettoautismo.it

COVID-19 e lavoratori con disabilità: cosa è successo?

COVID-19 e lavoratori con disabilità: cosa è successo?

Come e quanto ha pesato la prima fase dell’emergenza COVID-19 sui lavoratori con disabilità, con esiti di oncologia, con immunodepressione o altri quadri patologici a rischio?

In queste settimane ci sono giunte migliaia di segnalazioni, richieste di aiuto, racconti di vicende personali spesso drammatiche, sempre complesse. Ma di queste situazioni vi è stata una scarsa eco nelle notizie di cronaca o negli approfondimenti giornalistici.

Riteniamo opportuno che questo fenomeno, così poco evidente e poco indagato, meriti l’attenzione dei media, della politica, della società civile. Ed è necessario che ciò avvenga velocemente.

Approfittiamo allora del nostro Progetto JobLab, già attivo e collegato al tema dell’inclusione lavorativa, per lanciare un sondaggio rapido che restituisca quanto prima il giusto rilievo alla condizione che stanno vivendo molti lavoratori e i cui contorni indefiniti non possono rappresentare una scusa perché non sia efficacemente affrontata.

Chiunque rientri fra quei lavoratori può contribuire alla raccolta puntuale dei dati.

Bastano 5 minuti e l’esperienza di ciascuno.

Vai al sondaggio: https://it.research.net/r/JobLab_Covid19

Aiutateci anche a diffondere l’iniziativa che è utile a tutti!

“Decreto maggio”

Conte incontra FAND e FISH sul “decreto maggio”

Pur in un momento frenetico di elaborazione normativa e di confronto politico, il Presidente del consiglio dei Ministri ha accolto la richiesta di un ulteriore confronto con le due maggiori Federazioni delle persone con disabilità. Ulteriore perché nelle ultime settimane FAND e FISH hanno elaborato e diffuso molte proposte, chiosato le ipotesi governative, suggerito o caldeggiato modificazioni ed aggiustamenti dei molti provvedimenti approvati.

L’incontro nell’imminenza della diffusione del cosiddetto “decreto maggio” è quindi l’ideale prosecuzione di un confronto ormai consolidato.

L’ampiezza delle istanze e delle proposte operative delle Federazioni è pari alla complessità del decreto che investirà temi economici, del mercato del lavoro, del sostegno alle imprese, del supporto alle famiglie e di contrasto alla povertà e al rischio di impoverimento.

Nel momento drammatico quindi anche FISH e FAND non possono che riprodurre l’estrema variabilità dei rischi e dei disagi per le persone con disabilità.

C’è sicuramente l’ambito del lavoro con la necessità da un lato di tutelare la salute di tutti e l’eventuale maggiore esposizione di alcuni lavoratori con disabilità, dall’altro di evitarne la marginalizzazione. Ma vi è anche l’urgenza di perfezionare, confermare, chiarire strumenti di flessibilità e di conciliazione fra lavoro e necessità di assistenza familiare, in particolare in un momento in cui centri e scuole sono chiusi e i servizi di trasporto sono rallentati e di difficile fruizione.

La riapertura dei centri per le persone con disabilità è una scelta che è stata affidata alle Regioni. In questo momento le risposte sono rade e assai poco omogenee, con un conseguente disorientamento di molte famiglie che da un un paio di mesi si sono assunte il carico totale dell’assistenza. I caregiver familiari, le cui condizioni in taluni casi sono già al limite della sostenibilità, meritano una attenzione più concreta e per troppo tempo rimandata.

Su questi risvolti, come sulle lacune della didattica, non sono mancate le sollecitazioni già espresse anche al Ministero della Pubblica Istruzione.

Poi ci sono i timori per i rischi di impoverimento e di isolamento sociale: rivedere i criteri del reddito di cittadinanza rimuovendo quei criteri che rappresentano una disparità di trattamento, inserire nel nuovo strumento del reddito di emergenza elementi di maggiore attenzione per i nuclei con persone con disabilità, aumentate i Fondi destinati alla disabilità (FNA, Vita indipendente e dopo di noi) sono interventi quanto mai necessari.

Infine un fenomeno preoccupa molto le Federazioni, quello segnalato da più parti che riporta atti di violenza di genere acuiti nel corso della Fase 1. La violenza di genere, ancora più spesso, riguarda le donne e ragazze con disabilità: vanno attivati, rafforzati, qualificati gli interventi per contrastare in tutti i modi questi episodi.

“Abbiamo ottenuto la prevedibile attenzione, – annunciano Vincenzo Falabella e Nazaro Pagano, rispettivamente presidente FISH e FAND – ma anche conferme e chiarimenti su alcune misure già previste del ‘cura Italia’. Vi sono aperture future per un confronto sulla revisione dei trattamenti pensionistici, richiesti con forza dalle Federazioni. Ma soprattutto abbiamo apprezzato dal Presidente Conte la risoluta intenzione di intervenire per la deistituzionalizzazione e il rafforzamento degli interventi per la vita indipendente delle persone con disabilità. Attendiamo ora il testo completo del decreto di maggio, per poterlo analizzare nella sua completezza.”

7 maggio 2020

Il Presidente Nazionale FISH – Federazione Italiana per il Superamento dell’HandicapIl Presidente Nazionale FAND – Federazione tra le Associazioni Nazionali delle persone con Disabilità
Vincenzo FalabellaNazaro Pagano

COVID-19: le analisi e le proposte

COVID-19: le analisi e le proposte di FISH

La Federazione ha dimostrato tutta la sua maturità, tutta la sua capacità di mettere assieme istanze, riflessioni, visioni, soluzioni maturate dalle organizzazioni che ne fanno parte. Non poteva che essere così perché dietro le nostre sigle ci sono reali persone con disabilità, famiglie, caregiver, dirigenti associativi che con umiltà e generosità si mettono a disposizione degli altri e rendono migliore il nostro Paese. Lo hanno dimostrato ancora una volta nei giorni scorsi accorrendo all’invito di elaborare assieme una proposta complessiva per affrontare le diverse fasi dell’emergenza COVID-19.”

Questa è la sentita premessa del Presidente della FISH Vincenzo Falabella nel presentare il corposo documento che – in modo straordinariamente partecipato – la base associativa della Federazione ha elaborato in questi giorni grazie a gruppi di lavoro tematici e a proficui confronti in videoconferenza.

Quel documento – sempre aperto e in progress – ha l’intento di proporre misure necessarie per fronteggiare l’emergenza COVID-19 e stimolare, allo stesso tempo, l’azione coordinata e sinergica del Governo centrale con le Amministrazioni regionali e locali per una ripresa graduale dei servizi nei diversi settori delle attività sociali, economiche e produttive, anche attraverso l’individuazione di nuovi modelli organizzativi e relazionali che tengano conto delle esigenze di contenimento e prevenzione dell’emergenza.

Ma nel documento c’è anche molto che va al là della stessa emergenza: Il richiamo forte, chiaro e ineludibile all’eguaglianza e alle pari opportunità delle persone con disabilità con il resto della popolazione, affermato dalla Convenzione ONU, impone di avere una nuova visione che riduca tutte le forme di diseguaglianza aggiuntive e, tra queste, quelle di genere e di età che purtroppo ancor oggi sono molto pregnanti nelle diverse aree geografiche del nostro Paese. Le proposte espresse rispondono alla richiesta di ‘cittadinanza piena e integrale’ delle persone con disabilità e delle loro famiglie, offrono suggerimenti e indicazioni per ripensare, in questa delicatissima fase del nostro Paese, complessivamente una società più giusta, coesa e rispettosa delle tante diversità.”

Il documento si articola per congruenti linee di azione: Salute, diritto alla vita, riabilitazione e abilitazione; Lavoro ed occupazione; Politiche e servizi per la vita indipendente e l’inclusione nella società; Inclusione scolastica e processi formativi; Le regioni ed i territori.

La Federazione con la consueta trasparenza pubblica ha reso disponibile il documento nel proprio sito.