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Cristina, regina di Roma tra Arte e Alchimia

Cristina, regina di Roma tra Arte e Alchimia
Atto unico per 7 attori, 12 quadri e 36 spettatori
di Pascal La Delfa

Personaggi e interpreti
Daniele Coscarella Decio Azzolino
Giada Lorusso Cristina di Svezia
Lorenzo Marziali Gian Domenico Cassini
Stefano Mondini Axel Oxenstierna
Mario Rinaldoni Massimiliano Palombara
Emanuela Vittori L’alchemica Sibilla
Anna Zilli Angelica Voglia
Scenografie Alessandra Ricci- Elisa Botta
Luci Raffaella Vitiello
Costumi LabCostume
Aiuto Regia Ilaria Conti
Comunicazione Velia Gentile

Pronti 180 milioni per rafforzare italiano, matematica, scienze e lingue

da Il Sole 24 Ore

Pronti 180 milioni per rafforzare italiano, matematica, scienze e lingue

di Cl. T.

Centottanta milioni di euro per il rafforzamento delle competenze di base, dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di secondo grado.

Il bando
Sono i fondi messi a disposizione dal primo dei dieci bandi Pon per una scuola più aperta, inclusiva e innovativa lanciati lo scorso 31 gennaio dalla ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli. Più matematica, scienze, italiano, lingua italiana per stranieri, lingue straniere nel primo e nel secondo ciclo. Più musica, multimedialità, laboratori di espressione corporea e creativa o di linguaggi nella scuola dell’infanzia. Questi i principali campi di intervento previsti dall’Avviso.

«Le competenze di base e quindi la capacità di lettura, di scrittura, di calcolo, come pure le conoscenze in campo linguistico, scientifico e tecnologico costituiscono le fondamenta per gli studi successivi e sono un bagaglio essenziale per il lavoro e l’integrazione sociale di ciascuna e ciascuno – sottolinea Fedeli -. Nostro compito è diffonderle in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale, superando le difformità attuali». «Abbiamo costruito un bando molto innovativo – prosegue Fedeli -, che mette al centro innovazione, didattica e capacità di costruire relazioni con il territorio al fine di rafforzare la comunità didattica».

I progetti
I progetti dovranno tenere in considerazione i bisogni emersi nel Rapporto di Autovalutazione delle scuole proponenti per rispondere a esigenze reali delle studentesse e degli studenti. Le attività andranno programmate in orario diverso da quello curricolare, ma andranno comunque progettate in sinergia con quanto si fa durante le lezioni.
Le scuole potranno inviare i loro progetti a partire dalle 10.00 del 28 febbraio fino alle 15.00 del 28 aprile 2017.

Il bando su: http://www.istruzione.it/pon/

Stipendi supplenti, addio ritardi: alle scuole un tesoretto da utilizzare al bisogno

da La Tecnica della Scuola

Stipendi supplenti, addio ritardi: alle scuole un tesoretto da utilizzare al bisogno

Dal 1° settembre 2017, potremo dire addio ai ritardi di pagamento degli stipendi dei supplenti cosiddetti “brevi”.

L’impegno è stato preso dal ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, durante la replica dinanzi alle Commissione riunite di Camera e Senato, tenuta il 21 febbraio.

Dal prossimo anno scolastico, ha detto, i supplenti saranno pagati con regolarità.

Fedeli ha aggiunto che dopo “qualche difficoltà temporanea risolta strutturalmente a gennaio 2016, ora posso dire che il nuovo modello di pagamento funziona in maniera regolare. Continuerò a monitorare costantemente il lavoro degli uffici del Miur, affinchè tutti i supplenti siano pagati con regolarità”.

“Inoltre – ha detto ancora il titolare del Miur – per aiutare anche le scuole che dovessero comunicare in ritardo i contratti di supplenza e quindi caricarli in ritardo sul sistema informativo, il Ministero ha anche assegnato a tutte le istituzioni una riserva finanziaria aggiuntiva di 64 milioni totali, oltre ai finanziamenti che occorrono per pagare tutti i contratti regolarmente comunicati”.

Dal ministero dell’Istruzione, via Mef, è dunque in arrivo una sorta di “tesoretto”, specifico per le esigenze stipendiali dedicate a remunerare i titolari di supplenza di breve durata: sarà utile, in particolare, per tamponare eventuali ritardi di pagamento (da parte dell’amministrazione centrale) che potrebbero comunque verificarsi anche in futuro.

Sostegno, il Miur vuole aggregare gli spezzoni per creare migliaia di cattedre da 18 ore

da La Tecnica della Scuola

Sostegno, il Miur vuole aggregare gli spezzoni per creare migliaia di cattedre da 18 ore

“Consolidare tutti i posti comuni” degli insegnanti di sostegno “che sono aggregabili fino a formare una cattedra intera di 18 ore”.

L’intenzione è stata espressa dal ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, nel corso del proseguimento, davanti alle Commissioni Istruzione di Camera e Senato riunite, del programma annuale.

“La legge di bilancio per il 2017 – ha detto Fedeli – ha stanziato 400 milioni di euro, per consolidare nell’organico di diritto posti storicamente attivati in quello di fatto. Ciò consentirà finalmente di assumere a tempo indeterminato persone iscritte in graduatoria e precarie da molto tempo. Sono in corso interlocuzioni, molto forti, con il Ministero dell’economia e delle finanze per appurare quanti posti siano consolidabili”.

Da quello che sostiene il responsabile del Miur, quindi, la maggior parte dei posti che verranno trasformati in organico di diritto, saranno proprio quelli dei docenti di sostegno.

I quali, tuttavia, si aggiungono ad un numero già di per sé consistente: solo quest’anno, ha ricordato nella stessa giornata il senatore Fabrizio Bocchino (Sinistra Italiana), sono stati assegnati circa 41mila posti di sostegno in deroga, quindi fino al 30 giugno 2017.

In ogni caso, “l’intenzione – ha continuato il ministro – è quella di consolidare tutti i posti comuni che sono aggregabili sino formare una cattedra intera di 18 ore. Rimarrebbero esclusi solo i posti frazionari, costituiti da poche ore non aggregabili a formare una cattedra”, ha concluso Fedeli.

Mobilità 2017, si torna all’antico: assegnazione provvisoria solo motivata

da La Tecnica della Scuola

Mobilità 2017, si torna all’antico: assegnazione provvisoria solo motivata

Con la mobilità del prossimo anno si torna all’antico: in generale, stesse percentuali di destinazione dei posti del passato e assegnazione provvisoria solo motivata.

È uno dei passaggi espressi il 21 febbraio dal ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, alle Commissione riunite di Camera e Senato.

“Circa l’assegnazione provvisoria, dopo quella straordinaria voluta dalla legge per l’anno 2016/2017, si torna nell’anno scolastico 2017/2018 alle regole di sempre, per cui sarà riservata ai docenti che ne abbiano particolare necessità per la loro situazione personale e familiare e che abbiano superato il periodo di prova“.

Il responsabile del Miur ha anche detto che dopo la mobilità territoriale straordinaria dell’anno scolastico 2016/2017, come indicato dalla Legge 107, a vantaggio dei docenti di ruolo che aspiravano a rientrare nei luoghi di origine, “per l’anno scolastico 2017/2018 si torna alla mobilità ordinaria, con le stesse percentuali di sempre per la mobilità territoriale“.

“Non è vero che le percentuali siano state ridotte – ha puntualizzato il ministro – per prassi pluriennale, i posti disponibili per la mobilità territoriale sono sempre stati il 30% e lo saranno anche nel 2017/2018”.

“Inoltre, un ulteriore 30% dei posti (anziché il 25% solito) sarà riservato alle assunzioni dalle graduatorie ad esaurimento, il 30% (anche qui per prassi era il 25%) a quelle da concorso e il rimanente 10% alla mobilità professionale. Pertanto, l’unica percentuale ridotta rispetto al passato è quella della mobilità professionale, che passa dal 20% al 10%. Tale decisione, assunta congiuntamente con le organizzazioni sindacali in sede di contrattazione collettiva, è nata anche dalla considerazione che, guardando alla serie storica dei dati, non si era mai giunti a ‘consumare’ per intero la disponibilità del 20%”.

Fedeli ha anche confermato di essere “fermamente intenzionata a far sì che il prossimo anno scolastico si apra in maniera regolare e ordinata, con tutti i docenti in cattedra sin dall’inizio delle lezioni. Proprio per questo il Miur da dicembre è intensamente impegnato per assicurare che tutte le attività propedeutiche all’avvio dell’anno scolastico siano realizzate con circa un mese di anticipo rispetto alla prassi“.

Per rispettare la tabella di marcia espressa da Fedeli, tuttavia, è indispensabile che si giunga il prima possibile alla sottoscrizione del contratto definitivo sulla mobilità 2017/18: una situazione su cui rischia di pesare negativamente la distanza ancora alta tra le richieste del Miur e quelle dei sindacati sulla chiamata diretta dei docenti su ambiti territoriali.

Riforma PA in CdM, metà dello stipendio sarà legato ai risultati: oggi nella Scuola è il 15%

da La Tecnica della Scuola

Riforma PA in CdM, metà dello stipendio sarà legato ai risultati: oggi nella Scuola è il 15%

La riforma Madia del pubblico impiego dovrebbe arrivare in Consiglio dei ministri giovedì 23 febbraio.

Tra le novità della revisione del testo unico, è previsto che venga portato almeno al 50% la retribuzione accessoria è legata ai risultati.

Oggi nel pubblico impiego è meno del 30%. Quindi, si andrebbe a raddoppiare, con le indennità che diverrebbero addirittura “quota prevalente”.

Numeri della Ragioneria generale dello Stato alla mano, scrive l’Ansa, la parte da leone la fanno le indennità fisse, ovvero voci che, seppure strutturate, rientrano nella parte variabile.

Stando alle tabelle, aggiornate al 2015, della Ragioneria generale, su uno stipendio medio annuo di 34.146 euro la parte accessoria, nel 2015 è di 7.439, in cui rientrano indennità fisse e non: 621 euro vanno agli straordinari, 4.559 alle competenze fisse e 2.259 a quelle accessorie, dove c’è anche la remunerazione della performance.

Ovviamente molto dipende dal comparto e qui parlano chiaro i dati dell’Aran, l’Agenzia che rappresenta il governo nei negoziati. Andando a guardare settore per settore quanto spetta alla produttività, al netto di ogni altra voce accessoria, viene fuori che, qui i dati non vanno oltre il 2014, in enti come l’Inps o l’Inail si sfiora il 38%, poco sotto nella Sanità (36%) mentre in altri si scende sensibilmente (inferiore al 28% nelle Regioni e nelle autonomie locali e al 23% nei ministeri) per scivolare intorno al 15% nella scuola e assottigliarsi ancora nel resto.

In realtà già la legge attuale, già prevedeva una percentuale ben maggiore. Ma sinora non ne è mai stata data applicazione.

La novità della riforma Madia è che introduce non solo la performance individuale, del singolo dipendente, ma anche a quella organizzativa, della ‘squadra’, spostando così l’attenzione sulla qualità del servizio reso.

Ma non convince i sindacati: “l’aggettivo prevalente”, quando ci si riferisce alla fetta che andrebbe a pagare la produttività, “deve essere eliminato, perché altrimenti non si riuscirebbero a pagare le indennità per i turni o la reperibilità”, dice il segretario confederale della Uil, Antonio Foccillo.

Secondo Maurizio Bernava (Cisl), “quel che conta è arrivare a definire insieme gli obiettivi a cui agganciare la valutazione” e quindi i premi.

Altre fonti sindacali evidenziano come il nocciolo della questione sia proprio definire cosa è salario accessorio, visto che oggi ingloba anche poste non variabili. Una scomposizione nata tempo fa per argomenti legati alle pensioni.

Sciopero Flc-Cgil per l’8 marzo

da La Tecnica della Scuola

Sciopero Flc-Cgil per l’8 marzo

Arriva in zona Cesarini la proclamazione di uno sciopero per la giornata dell’8 marzo da parte della Flc-Cgil: il termine sarebbe scaduto alle ore 24 del 21 febbraio, ma il sindacato di Sinopoli ha inviato la comunicazione alla Commissione di garanzia proprio nel pomeriggio di martedì.

La decisione della Flc appare un po’ irrituale sotto l’aspetto della tempistica anche perchè organizzare lo sciopero di qui all’8 marzo non sarà per nulla facile, tenuto anche conto che in moltissime scuole ci sarà una sospensione delle lezioni e delle attività didattiche in concomitanza con le giornate del Carnevale.
In realtà per quella data c’è già uno sciopero legato promosso da diverse siigle del sindacalismo di base (Sgb, Usi e Cub fra le altre) per richiamare l’attenzione generale sui temi della violenza sulle donne e delle discriminazioni di genere.
Ma la Flc Cgil intende scioperare anche sui problemi specifici della scuola, dal contratto nazionale alle deleghe della legge 107.
E c’è forse anche un’altra ragione, perchè per il 17 marzo è già in programma lo sciopero dei più importanti sindacati di base (Cobas, Unicobas, Usb, Anief e Federata): “E’ del tutto evidente – interviene Stefano d’Errico, segretario nazionale di Unicobas – che in casa Flc-Cgil sono molto preoccupati e pur di depontenziare il nostro sciopero sono persino disposti a dichiararne uno che rischia di raccogliere una adesione modesta”.
“C’è poi da chiedersi – aggiunge d’Errico –  che senso abbia uno sciopero in occasione della giornata della donna ma limitato al comparto scuola: il tema della condizione lavorativa delle donne non riguarda solo il mondo della scuola ma è di carattere generale e generale avrebbe dovuto quindi essere lo sciopero. Questo dimostra che il vero obiettivo della Flc è proprio quello di mettere in difficoltà l’iniziativa del 17 marzo”.
“E adesso – conclude il segretario Unicobas – la Flc spieghi pure al mondo della scuola perchè non hanno voluto convergere sulla data del 17 marzo preferendo mettere in piedi uno sciopero per l’8 marzo al quale dovrebbe essere collegata una manifestazione nazionale per le ore 18 che, inevitabilmente, non garantirà nessuna visibilità ai problemi della scuola”.