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Unhcr lancia un videocontest rivolto alle scuole e invita prof e studenti a mettere in scena l’accoglienza

da Il Sole 24 Ore

Unhcr lancia un videocontest rivolto alle scuole e invita prof e studenti a mettere in scena l’accoglienza

Come raccontare, tra una lezione e l’altra, il tema dell’accoglienza attraverso un linguaggio creativo, audiovisivo, che sensibilizzi i giovani? È questa la sfida lanciata dall’Unhcr, Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati, a insegnanti e studenti delle scuole superiori di tutta Italia.

A partire da ieri, andando all’indirizzo http://concorso.viaggidaimparare.it/ (all’interno del sito Viaggi da Imparare, realizzato da Unhcr in collaborazione con il Miur) le scuole potranno trasformare la loro idea in spot.
Una volta iscritte nella sezione dedicata del sito, le classi avranno la possibilità di seguire un percorso interattivo a step fatto di quiz, contenuti educational, storie e testimonianze reali di ragazze e ragazzi rifugiati.

Alla fine i partecipanti saranno invitati a pensare, scrivere e creare la propria storia sul tema dell’accoglienza attraverso un video della durata massima di 2 minuti. Una giuria, composta dai ragazzi e dalle ragazze rifugiati/e protagonisti delle storie di “Viaggi da imparare” decreterà la classe vincitrice tra i primi 10 video più votati. Il video vincitore diventerà uno degli Spot ufficiali di Unhcr per la Giornata mondiale del rifugiato 2019 (20 giugno).

Il progetto didattico ha l’obiettivo di sviluppare consapevolezza e conoscenza sul tema dei rifugiati, stimolare la partecipazione dei ragazzi, sviluppando la cultura della solidarietà e dell’accoglienza presso un pubblico più giovane.

Ogni due secondi, nel mondo, una persona è costretta ad abbandonare la propria casa in fuga da guerre, persecuzioni e violazioni dei diritti umani: sono oltre 68 milioni le persone sradicate dalle proprie terre. Oltre la metà sono minori, ragazzi e ragazze in età scolare.

«E’ importante che i ragazzi e le ragazze abbiano l’occasione di conoscere e capire meglio cosa significa essere rifugiati in maniera creativa e libera da pregiudizi e stereotipi – commenta Carlotta Sami, portavoce dell’Unhcr per il Sud Europa -. Questo concorso vuole stimolare il coinvolgimento emotivo di studenti e professori, esponendo gli studenti a storie di ragazzi che alla loro età, o anche più piccoli, sono stati costretti a lasciare tutto e a rischiare la propria vita per cercare un posto sicuro dove poter ricominciare. Ci auguriamo che la partecipazione in prima persona delle giovani generazioni possa fornire un contributo fondamentale alla diffusione della cultura dell’accoglienza e coinvolgere indirettamente anche le loro famiglie».

L’opzione economico-sociale del liceo delle Scienze umane sia il settimo liceo indipendente nel panorama scolastico italiano

da Il Sole 24 Ore

L’opzione economico-sociale del liceo delle Scienze umane sia il settimo liceo indipendente nel panorama scolastico italiano
di Enrico Castrovilli *

Nelle scuole secondarie del nostro paese l’insegnamento dell’economia, sia di quella politica che di quella aziendale, è collocata in una sorta di hortus conclusus. L’economia politica o generale è studiata dal 2,5% dei ragazzi frequentanti l’opzione economico-sociale del liceo delle Scienze umane (opzione anche chiamata liceo economico sociale Les), quella aziendale (assieme a quella politica) dall’11,5% di studenti degli istituti tecnici economici Ite, pochissimi sono gli iscritti agli istituti orofessionali per i servizi commerciali. Tutti gli altri studenti nei nostri licei, istituti tecnici e istituti professionali non hanno nel loro curricolo scolastico in specie negli ultimi tre anni dei loro corsi alcuna presenza di materie economiche. Paradossale.

Basterebbe scorrere i contenuti delle prime pagine dei giornali negli ultimi lustri, assistere alle discussioni dei talk televisivi, pensare a quali sono le principali necessità e preoccupazioni degli italiani per rendersi conto che l’economia è un alfabeto della moderna cittadinanza …. impresa, lavoro, Pil, reddito, spread, tasse …

Se si vuole essere in grado di capire quanto accade nel mondo contemporaneo, orientarsi tra le sfide e le opportunità dell’oggi, compiere le scelte della vita, esprimere i propri orientamenti politici, una adeguata conoscenza delle questioni economiche è assolutamente fondamentale.

E inoltre una buona dotazione di competenze economiche aiuta a capire aspetti altrettanto importanti, come quelli sociali, scientifici, storici o politici. La stessa educazione finanziaria alla quale il comitato presieduto da Annamaria Lusardi sta dedicando un apprezzabilissimo impegno, con le numerose iniziative realizzate con il Mese dell’educazione finanziaria, può assumere un impatto ancora più significativo qualora la finanza fosse più strettamente collegata a studi economici approfonditi.

Eppure un paio di mosse semplici per dare scacco matto all’ignoranza economica e finanziaria, quel vero e proprio spread educativo che connota il nostro paese, ci sono. La prima è quella su cui insistono da tempo le principali associazioni, enti e società scientifiche che si occupano di educazione economica nella società, nelle scuole, nelle università italiane. La mossa consiste nel rendere l’opzione economico-sociale del liceo delle Scienze umane un indipendente settimo liceo nel panorama scolastico italiano compiutamente dedicato alle Scienze economiche e sociali.

Il liceo delle Scienze umane, ovvero l’ex istituto magistrale sotto il quale il Dpr 89/2010 (il cosiddetto riordino Gelmini sui licei) ha accasato l’opzione economico-sociale, si è rivelato una casa troppo stretta per offrire lo spazio che meritano agli studi economici, sociali e giuridici nel nostro paese. Questa identica conclusione è stata fatta propria dal recente monitoraggio sui licei, condotto dal Miur in base all’art.12 del riordino liceale Gelmini. Il monitoraggio propugna con una seria di motivazioni l’acquisizione di una piena indipendenza per l’opzione economico-sociale. Innanzitutto le materie di indirizzo e il Profilo educativo, culturale e professionale (il Pecup) dell’opzione economico-sociale sono dotati di un’autonoma indubbia caratterizzazione.

L’uso del termine opzione economico-sociale nasconde le profonde differenze che esistono in termini di Pecup tra il Les (che ha un asse culturale fondato sulle scienze economiche, sociali e giuridiche) e il Lsu fondato invece sulle scienze socio-psico-pedagogiche: due famiglie troppo diverse per vivere bene assieme nella stessa casa.

Infine l’uso dell’espressione opzione economico-sociale del liceo delle Scienze umane è divenuto motivo di incertezza per studenti e famiglie in sede di orientamento, dato che l’opzione economico-sociale risulta assimilata al liceo delle Scienze umane, e quest’ultimo a sua volta è assimilato agli ex magistrali. I Les con la loro rete nazionale sono anch’essi dell’avviso che l’indipendenza del Lesdal Lsu potrebbe rendere gli studi liceali di economia più visibili e più apprezzati da ragazzi e famiglie.

Il modo per introdurre questa significativa novità nella scuola italiana sarebbe semplice: potrebbe essere contenuta nei regolamenti che il ministero dell’Istruzione deve preparare per aggiornare le norme de La Buona scuola.

La seconda mossa per dare scacco matto è un poco più laboriosa. La mossa in questo caso consiste nel migliorare i possibili sbocchi dei diplomati degli Ite, attualmente stretti nella tenaglia della ricerca subito dopo il diploma di un lavoro (quale lavoro? con quali competenze professionali?) oppure l’iscrizione a un corso universitario di 3 o 5 anni, alternativa che presenta notevoli costi opportunità. Non sarebbe invece utile sulla falsariga delle esperienze di paesi come la Francia e la Germania arricchire l’attuale offerta di Its con la definizione tra il diploma e la laurea di una serie di profili professionali intermedi, per preparare figure professionali nelle aree e negli ambiti amministrativi-gestionali di cui hanno oggi fame le imprese? Nei paesi citati la disoccupazione giovanile è un sotto-multiplo di quella italiana, forse non dipende anche dal fatto che in Italia i diplomati degli Its sono ogni anno 8.000 a fronte di quasi 800.000 in Germania e di 500.000 in Francia? Vogliamo allora dare scacco matto all’ignoranza economica?

*Associazione europea per l’educazione economica Aeee Italia

 

Bocciatura studente confermata anche se docenti non hanno comunicato andamento scolastico. Sentenza

da Orizzontescuola

Bocciatura studente confermata anche se docenti non hanno comunicato andamento scolastico. Sentenza
di Avv. Marco Barone

Dei genitori agendo, nel presunto interesse del proprio figlio, chiedevano l’annullamento del verbale -OMISSIS- del Consiglio di classe-OMISSIS-relativo allo scrutinio finale dell’anno scolastico 2017/2018

Nel testo dello scrutinio si legge che “non viene ammessa alla classe successiva, all’unanimità, la studentessa (omissis) ……. “>; l’atto/provvedimento “silenzio” circa l’istanza con la quale l’odierna ricorrente aveva chiesto “la documentazione scolastica relativa alla classe-OMISSIS-del Liceo Statale -OMISSIS-e in particolare di prendere visione ed estrarre copia del registro della predetta classe nella sua versione integrale e di tutti i “compiti in classe” con riferimento a tutti gli alunni della medesima classe ed in relazione al periodo dall’inizio anno scolastico in corso fino ad oggi; di ogni altro atto connesso, consequenziale e presupposto e, in guisa particolare: – i voti dei compiti in classe della minore ..(omissis); – il nulla osta al trasferimento ad altro istituto scolastico nella parte in cui contiene il riferimento implicito alla non ammissione di (omissis) alla -OMISSIS-;

Il ricorso viene respinto dal T.A.R. Lazio Roma Sez. III bis, con Sent., (ud. 05-09-2018) 08-10-2018, n. 9815.

Sul diniego della scuola all’accesso ai compiti

La non ammissione della studentessa risulta motivata con la seguente dizione: “non viene ammessa alla classe successiva, all’unanimità, la studentessa -OMISSIS-con la seguente motivazione. L’alunna presenta un profitto gravemente insufficiente in quasi tutte le discipline e non ha raggiunto gli obiettivi minimi di acquisizione dei contenuti, nonostante gli interventi integrativi e le numerose opportunità di recupero che le sono state offerte dalla scuola. Non supportata da solide conoscenze e competenze di base, ha evidenziato nel corso dell’intero anno scolastico pochissima autonomia nel gestire il lavoro didattico. Le numerosissime assenze,i ritardi e la scarsa partecipazioni al dialogo educativo, hanno contribuito ad impedire un miglioramento anche minimo dei livelli di partenza. Inoltre la condotta non è stata sempre responsabile ed adeguata al contesto alla luce di queste considerazioni il CdC, all’unanimità, ritiene che la discente non sia in grado di frequentare con profitto la classe successiva”. Subito dopo la motivazione sono indicati i voti conseguiti dalla studentessa all’esito dell’anno scolastico rappresentati da: discreto in religione o attività alternativa; 5 in lingua e letteratura italiana; 3 in lingua e cultura latina; 3 in lingua e cultura greca; 4 in storia e geografia; 3 in matematica; 3 in scienze naturali; 6 in lingua e cultura straniera inglese; 7 in scienze motorie e sportive.

La motivazione formulata dall’istituto non appare illogica né irragionevole. Sussiste una piena corrispondenza tra i dati numerici rappresentati dai voti espressi nelle varie materie e il giudizio complessivo espresso dalla commissione. Le assenze e i ritardi della studentessa, a prescindere dalla giustificazione e dalle cause, non sono richiamati al fine di motivare di per sé la non ammissione ma al fine di evidenziare che tale dato ha contribuito a impedire un miglioramento dei livelli di partenza.

La mancata informazione sull’andamento scolastico non vizia il giudizio di bocciatura

Per quanto concerne gli elementi emulativi evidenziati da parte ricorrente, pur gravi e idonei a incidere anche profondamente sul percorso di crescita della studentessa, occorre sottolineare che, secondo un consolidato orientamento giurisprudenziale (cfr., da ultimo, Tar Puglia, Lecce, n.252/2015; Tar Torino, n.155/2015; Tar Lazio, sez. III bis, n.13155/2014; T.A.R. Lazio, sez. III bis, n. 3468 del 2014; T.A.R. Abruzzo – Pescara, sez. I, 15 aprile 2013, n.232) l’eventuale mancata attivazione delle attività di recupero o degli oneri di informazione circa l’andamento scolastico non vizia il giudizio di non ammissione alla classe successiva, tenuto conto che esso si basa esclusivamente – senza che ad esso possa riconnettersi alcun intento “punitivo” – sulla constatazione oggettiva dell’insufficiente preparazione dello studente e sul grado di maturazione personale dello stesso (Tar Napoli 4799/2009; Tar Pescara 455/2008), a fronte dei quali l’ammissione dello studente al successivo ciclo di istruzione Superiore potrebbe costituire, anziché un vantaggio, uno svantaggio per l’allievo (in termini: Tar Lombardia, Milano n.78 del 15 gennaio 2015). Alle medesime conclusioni deve pervenirsi anche con riferimento al comportamento emulativo descritto da parte ricorrente, al mancato funzionamento dei consigli di classe, al ritardo con cui è stato consentito l’accesso ai compiti, fatti che, di per sé, non costituiscono vizi idonei a inficiare la valutazione espressa, ma potrebbero, in astratto e salva analisi dei vari elementi della fattispecie, giustificare la tutela risarcitoria, ma non consentire l’ammissione della ricorrente all’anno successivo.

Al tempo stesso, le condotte descritte da parte ricorrente non risultano idonee, neanche in astratto, a inficiare la valutazione espressa dalla commissione valutatrice e dai singoli insegnanti anche in considerazione del numero e delle entità delle insufficienze. Parte ricorrente non ha contestato analiticamente le valutazioni ottenute dalla ricorrente, scritte od orali, evidenziando l’illogicità della valutazione, la sua manifesta erroneità o irragionevolezza sia in senso assoluto che relativo, ma ha concentrato la sua difesa sulla condotta emulativa della scuola che non appare al giudicante idonea a inficiare la valutazione tecnica espressa dalla stessa amministrazione e su una perizia di parte basata su una valutazione svolta in un’unica giornata.

Pensioni quota 100, “molte donne fuori”

da Orizzontescuola

Pensioni quota 100, “molte donne fuori”
di redazione

A pronosticare la possibilità che molte donne resteranno fuori dalla quota 100 è il segretario nazionale del Sindacato dei pensionati italiani della Cgil Ivan Pedretti.

Molte donne resteranno fuori

“Parliamo di lavoratori che hanno avuto una carriera lavorativa lunga”, mentre “non rientrano quelli che hanno avuto una carriera più discontinua, come tante donne, gli edili e gli impiegati in agricoltura” ha spiegato Pedretti a margine del congresso dello Spi Cgil Lombardia. Secondo il sindacalista, tuttavia, “il tema vero sulla Fornero è dare una risposta alla nuove generazioni. Bisogna arrivare a una pensione di garanzia – ha detto – altrimenti avremo solo giovani pensionati poveri”.

Salvini, fondi quota 100 ci sono

Sulla quota 100 è intervenuto oggi anche Matteo Salvini che ha rassicurato suo fondi “ci sono e ci saranno,”.

Poi risponde a Tito Boeri che invece ha parlato esplicitamente di mancanza di fondi, “Boeri si candidi nel Pd – ha detto – fa il bastian contrario da anni: non si tocca la legge Fornero, non va bene quota 100, prima dice che ci sono troppi soldi, poi pochi, poi dice che troppa gente va in pensione, poi che ci sono i tagli. Guardiamo i fatti, restituiamo il diritto alla vita, alla pensione e quindi al lavoro ad almeno mezzo milione di italiani che potranno scegliere se e quando andare in pensione, se e quando andare a lavorare”.

Pensioni quota 100, Bussetti: abbasserà età media personale scuola

da Orizzontescuola

Pensioni quota 100, Bussetti: abbasserà età media personale scuola
di redazione

Il Ministro Bussetti, nella giornata di ieri, come riferito in diversi nostri articoli, ha presentato in VII Commissione Cultura della Camera, i provvedimenti della legge di Bilancio relativi alla scuola, all’università e alla ricerca.

Pensioni quota 100

Il Ministro ha accennato anche al provvedimento relativo alla riforma della legge Fornero che, come sappiamo, è la cosiddetta quota 100, per la quale saranno necessari gli appositi provvedimenti attuativi, in quanto la legge di bilancio presenta soltanto lo stanziamento dei fondi.

La misura, ha affermato Bussetti, avrà ripercussioni anche sul reclutamento del personale della scuola, tuttavia le stime saranno possibili soltanto dopo i succitati provvedimenti attuativi.

Età anagrafica personale docente

La riforma delle pensioni, ha proseguito il Ministro, avrà degli effetti sul riequilibrio dell’età anagrafica del personale scolastico, attualmente caratterizzato da un’anzianità di servizio e di età “rilevante”.

Qualsiasi misura, volta a riequilibrare la distribuzione anagrafica del personale, che oggi presenta un’eta media pari a 51-52 anni, non può che essere benefica per la sostenibilità di lungo periodo del sistema dell’istruzione scolastica.

Dirigenti scolastici, Udir: procedura riservata per ricorrenti concorso 2011

da Orizzontescuola

Dirigenti scolastici, Udir: procedura riservata per ricorrenti concorso 2011
di redazione

Comunicato UDIR – Tra le motivazioni della richiesta la possibilità che alcuni ricorrenti possano superare l’attuale procedura e la volontà di modificare le regole dell’attuale concorso e d’intervenire per legge sull’argomento.

Udir ricorda che ha presentato due emendamenti specifici per semplificare le future assunzioni e far partecipare al corso riservato gli attuali ricorrenti e i presidi incaricati per risolvere una volta per tutte la vertenza. Scarica l’intero testo.

 La grande attesa si è arrestata improvvisamente: erano tantissimi i ricorrenti pronti ad assistere “all’udienza del 20 novembre in cui la Consulta avrebbe dovuto riunirsi per pronunciarsi in merito alla legittimità della legge 107, nella parte in cui al comma 88 discrimina i ricorrenti del concorso Ds 2011 rispetto ai ricorrenti del 2004 – 2006”. Tra le motivazioni, a quanto pare, ci sarebbero le nefaste conseguenze che deriverebbero dal riconoscimento, da parte dellaCorte,dell’illegittimità “costituzionale dei commi 87 e 88 della legge 107/2015”. Inoltre, “una pronuncia di accoglimento metterebbe a rischio tutti i dirigenti sanati dalla legge 107/2015 che dovrebbero fare ritorno ai ruoli di appartenenza, per non parlare dei posti disponibili, che spetterebbero ai ricorrenti del 2011 e non potrebbero essere più assegnati ai vincitori del concorso 2018”.

La questione risulta molto complessa e ingarbugliata: Udir, nato con l’intento di stare dalla parte dei DS, ha abbondantemente fatto riferimento alla giustezza di un sistema di reclutamento più snello, che permetta l’ottimo funzionamento degli istituti. Con l’intento di portare avanti tale progetto, all’Atto della Camera 1334 in discussione in questo momento presso la V Commissione Bilancio, il giovane sindacato ha presentato 7 emendamenti, tra i quali quello per l’ammissione dei ricorrenti 2011 e dei presidi incaricati a un nuovo corso riservato. Tale risoluzione consentirebbe la composizione della controversia giudiziaria ancora in corso prima del pronunciamento della Consulta sul tema, nonché la copertura dei posti vacanti all’esito delle domande di pensionamento che decorreranno dal 2019.

Infatti, ‘per le assunzioni relative ai dirigenti scolastici, all’articolo 28, dopo il comma 1’, il sindacato ha proposto di aggiungere che è “estesa anche agli aspiranti che hanno in corso un contenzioso avverso il decreto direttoriale del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca 13 luglio 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, 4ª serie speciale, n. 56 del 15 luglio 2011”. Inoltre, “sono ammessi, altresì, tutti i soggetti non in quiescenza che, alla data di entrata in vigore della presente legge, abbiano svolto la funzione di dirigente scolastico per almeno un triennio a seguito di conferma degli incarichi di cui all’articolo 1-sexies del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 marzo 2005, n. 43”. Per quanto riguarda la copertura finanziaria, si provvederebbe attraverso l’impiego di“risorse destinate alla contrattazione collettiva nazionale di lavoro in favore dei dirigenti scolastici integrate da quelle previste dall’articolo 1, comma 86, della legge 13 luglio 2015, n. 107, come modificata dall’articolo 1, comma 591, della legge 29 dicembre 2017, n. 205.

Inoltre, con l’altro emendamento rivolto alla semplificazione concorso DS 2018, “alle procedure di reclutamento dei dirigenti scolastici si applicano le disposizioni normative previgenti a quanto previsto dall’articolo 1, comma 217, della Legge 28 dicembre 2015 n. 208 di modifica dell’articolo 29, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165”: quindi, “con Decreto del Ministro dell’istruzione sono abolite le disposizioni relative all’obbligo di frequenza del corso di formazione dirigenziale di cui al Decreto ministeriale del 3 agosto 2017, n. 138 e disposta l’assunzione diretta dei vincitori all’esito della procedura concorsuale”.

Udir, con l’intento di fornire uno strumento formativo e informativo, in queste settimane, è in giro per l’Italia con le “Giornata di studio: Io Dirigente. Sicurezza, Salute, Retribuzione, Relazioni sindacali”. Prossimi incontri: Milano (scheda di adesione), Verona(scheda di adesione);Rende (scheda di adesione). Per partecipare inviare la scheda all’indirizzo segreteria@udir.it

EMENDAMENTI UDIR

ART. 28.

(Assunzioni nella pubblica amministrazione)

 II

 All’articolo 28, dopo il comma 1, aggiungere il seguente: “Per le assunzioni relative ai dirigenti scolastici, sono disposte le seguenti determinazioni:

 “È estesa anche agli aspiranti che hanno in corso un contenzioso avverso il decreto direttoriale del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca 13 luglio 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, 4ª serie speciale, n. 56 del 15 luglio 2011, ovvero il decreto direttoriale n. 499 del 20 luglio 2015 per l’accesso al corso intensivo per accesso al ruolo di Dirigente scolastico ai sensi del comma 87 e ss., la partecipazione ad una nuova sessione speciale del corso intensivo di durata di 80 ore complessive di cui al comma 87 e ss. dell’art. 1 Legge 13 luglio 2015 n. 107, da disciplinare con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. Sono ammessi, altresì, tutti i soggetti non in quiescenza che, alla data di entrata in vigore della presente legge, abbiano svolto la funzione di dirigente scolastico per almeno un triennio a seguito di conferma degli incarichi di cui all’articolo 1-sexies del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 marzo 2005, n. 43. Alla copertura della somma individuata si provvede mediante utilizzo delle risorse destinate alla contrattazione collettiva nazionale di lavoro infavore dei dirigenti scolastici integrate da quelle previste dall’articolo 1, comma 86, della legge 13 luglio 2015, n.  107, come modificata dall’articolo 1, comma 591, della legge 29 dicembre 2017, n. 205.”

 MOTIVAZIONE [Ammissione corso intensivo per Dirigenti scolastici dei ricorrenti 2011]: l’ammissione degli aspiranti in questione, già ricorrenti avverso il bando del concorso per dirigenti scolastici 2011, attraverso la previsione di una quota di riserva ad essi destinata per l’analogo concorso di imminente indizione, consentirà la composizione della controversia giudiziaria ancora in corso prima del pronunciamento della Consulta sul tema nonché la copertura dei posti vacanti all’esito delle domande di pensionamento che decorreranno dal 2019. Per le stesse ragioni, è opportuno procedere alla stabilizzazione, previo svolgimento di apposito corso intensivo riservato, anche dei presidi incaricati. Le ulteriori risorse finanziarie sono reperite dal fondo della Buona scuola.

 III

 ART. 58 BIS

(Modifiche alla legge 28 dicembre 2015, n. 208 e altre disposizioni in materia di revisione del sistema di reclutamento dei dirigenti scolastici)

 Alle procedure di reclutamento dei dirigenti scolastici si applicano le disposizioni normative previgenti a quanto previsto dall’articolo 1, comma 217, della Legge 28 dicembre 2015 n. 208 di modifica dell’articolo 29, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165. Pertanto, con Decreto del Ministro dell’istruzione sono abolite le disposizioni relative all’obbligo di frequenza del corso di formazione dirigenziale di cui al Decreto ministeriale del 3 agosto 2017, n. 138 e disposta l’assunzione diretta dei vincitori all’esito della procedura concorsuale.

 MOTIVAZIONE [Semplificazione concorso Dirigenti scolastici 2018]: alla luce delle improrogabili esigenze di funzionamento delle istituzioni scolastiche autonome e visto l’eccessivo ricorso all’istituto della reggenza, è necessario procedere alla celere assunzione in servizio dei dirigenti scolastici sulla base della graduatoria di merito finale del concorso DS 2018. Dall’approvazione della norma, risultano risparmi dalla mancata attivazione del corso di formazione e tirocinio.

Sicurezza nelle scuole, il 22 novembre si celebra la Giornata promossa da Cittadinanzattiva

da La Tecnica della Scuola

Sicurezza nelle scuole, il 22 novembre si celebra la Giornata promossa da Cittadinanzattiva
Di Lara La Gatta

Si celebrerà il prossimo 22 novembre la Giornata nazionale per la Sicurezza nelle scuole promossa da Cittadinanzattiva.

Giunta alla sua XVI edizione, anche quest’anno prevede l’invio gratuito, alle scuole aderenti, di materiali didattici dedicati al tema della sicurezza realizzati in collaborazione con il Dipartimento della Protezione civile.

Per questa edizione il kit di materiali sarà composto da:

  • un manifesto dedicato al rischio sismico
  • un manifesto dedicato al rischio alluvione
  • un video tutorial per una corretta prova di evacuazione a scuola in caso di rischio sismico.

I materiali saranno scaricabili direttamente dal sito www.cittadinanzattiva.it, previa iscrizione tramite il form apposito che sarà on line a partire dalla prossima settimana.

Borse di studio ITACA, scadenza per le domande il 20 novembre 2018

da La Tecnica della Scuola

Borse di studio ITACA, scadenza per le domande il 20 novembre 2018
Di Lara La Gatta

Mancano pochi giorni per presentare domanda sul sito dell’INPS per il bando di concorso Programma Itaca.

Scade infatti alle ore 12 del 20 novembre il termine per aderire al programma di studio all’estero Itaca è una borsa di studio per studenti delle superiori a totale o parziale copertura di un soggiorno scolastico all’estero, organizzato e fornito da soggetti terzi dedicata ai figli e orfani dei dipendenti e pensionati della Pubblica Amministrazione iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali e dei pensionati utenti della Gestione Dipendenti Pubblici.

I giovani, all’atto della domanda, devono essere iscritti al secondo o terzo anno di una scuola secondaria di secondo grado e non essere in ritardo nella carriera scolastica.

Prima di procedere alla compilazione e all’invio della domanda online è opportuno accertarsi di essere iscritti alla banca dati, disporre di un PIN e controllare la corretta configurazione del proprio PC.

L’INPS ricorda che il concorso:

  • è compatibile con i Convitti, con Estate INPSieme (ad eccezione dei soggiorni vacanza/studio finanziati dall’INPS nell’estate 2019 e 2020) e con i corsi di lingue in Italia non essendo queste ultime provvidenze analoghe;
  • NON è compatibile con la borsa di studio “Super Media” riferito all’anno scolastico 2019/2020 e con la fruizione di soggiorni vacanza/studio finanziati dall’INPS nell’estate 2019 e 2020.

SCARICA IL BANDO

Programma Intercultura

I programmi di Intercultura sono conformi ai requisiti del bando del programma ITACA di INPS.

Intercultura garantisce tutti i servizi previsti dal bando (che non è in esclusiva per Intercultura) e offre in aggiunta il percorso di formazione prima, durante e dopo il soggiorno all’estero, l’assistenza prima, durante e dopo il soggiorno all’estero e la certificazione delle competenze acquisite dagli studenti nell’intero percorso (per info www.intercultura.it/itaca).

Manovra, emendamento del M5S: tempo pieno in tutte le scuole elementari

da Tuttoscuola

Manovra, emendamento del M5S: tempo pieno in tutte le scuole elementari 

Tempo pieno in tutte le scuole elementari. Lo prevede un emendamento presentato dal Movimento 5 Stelle alla Manovra in esame alla Camera. La proposta – come riporta il corriere.it – è già stata approvata in Commissione Cultura, ora dovrà passare alla Commissione Bilancio. Resta però il problema delle coperture finanziarie: per ora, per coprire il numero di ore, si parla solo di 2mila insegnanti in più su circa 15mila scuole.

La proposta prevede che entro febbraio il Ministero dell’Istruzione stabilisca le modalità per “la graduale generalizzazione del tempo pieno nella scuola primaria”.

#genovanelcuore

La cerimonia al Salone Orientamenti

Un Protocollo d’Intesa per le buone pratiche di protezione civile
tra i banchi di scuola

Genova nel cuore. Non uno slogan, ma un’emozione. E così quello da ricostruire diventa un ponte tra una ferita e il futuro. Sono oltre 1.400 gli elaborati presentati per il concorso #genovanelcuore. Il concorso è stato lanciato in seguito al crollo del ponte Morandi, a Genova, dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione e la Partecipazione – in collaborazione con la Regione Liguria. Ieri sera la premiazione delle opere più significative realizzate dalle scuole di tutta Italia, dall’infanzia alla secondaria di secondo grado. La consegna dei riconoscimenti si è tenuta nel corso del Salone Orientamenti, nel capoluogo ligure, a tre mesi esatti dalla tragedia.
Orientamenti, il Salone della formazione, del lavoro e dell’orientamento, alla sua 23esima edizione, si è concluso oggi. Per tre giorni l’intera area del Porto Antico è stata trasformata in un grande Villaggio per aiutare i ragazzi nella scelta del proprio percorso di studi e di lavoro. Alla cerimonia di apertura, martedì 13 novembre, ha partecipato anche il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Marco Bussetti. Il MIUR è stato presente all’evento con un proprio stand e un ricco programma di incontri, laboratori e seminari per gli alunni, i genitori e i docenti.

Tra le iniziative lanciate dal MIUR in occasione del Salone anche un Protocollo d’Intesa con il Dipartimento della Protezione Civile per sensibilizzare gli studenti sull’importanza della conoscenza e della prevenzione dei rischi naturali. L’Accordo è stato sottoscritto martedì dal Ministro Bussetti e dal Capo Dipartimento della Protezione Civile, Angelo Borrelli. Tra le azioni previste dall’Intesa anche la costituzione di una task force interistituzionale da attivare in caso di emergenza a seguito di calamità e non, per garantire la regolare prosecuzione dell’anno scolastico. L’Intesa ha una durata di tre anni.

I riconoscimenti assegnati:

Scuola dell’Infanzia 
1° Premio: Polo Infanzia Passi D’Oro – Ionadi (VV)

Menzioni 
IC Arcola Ameglia (SP)
IC Pangerc Dolina – Trieste

Scuola Primaria
1° Premio: IC Voltri 2 – Genova

Menzioni
IC Avegno Camogli Recco (GE)
IC Castiglione Carunchio – Castiglione M.M. (CH)
IC Santo Calì- Linguaglossa (CT)

Scuola Secondaria 1° Grado
1° Premio: IC Giovanni Verga -Siracusa

Menzioni
IC Rivarolo – Genova
Scuola Cosmo Guastella- Misilmeri (PA)

Scuola Secondaria 2° Grado
1° Premio: Liceo Artistico Galvani – Cordenons (PN)

Menzioni
IIS Da Penne – Dei Fiori – Penne (PE)
IIS Duchessa Di Galliera

Premio Speciale della Commissione:
Elena Rivolta IPSAAR Bergese – Genova

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Erasmus, boom 2018: 38mila studenti partiti e 26mila ospitati in Italia

da Il Sole 24 Ore

Erasmus, boom 2018: 38mila studenti partiti e 26mila ospitati in Italia
di Alessia Tripodi

Quasi 38mila studenti volati all’estero (1.500 in più rispetto all’anno precedente) e 26mila ospitati in Italia, con l’Alma Mater di Bologna in testa alla classifica Ue degli atenei più internazionali. Sono i numeri del programma Erasmus + per il 2017/2018 diffusi dall’agenzia Indire, dati che mostrano una sempre maggiore partecipazione degli studenti italiani alla mobilità per motivi di studio. Un “boom” che, secondo le stime, crescerà anche nel 2019, quando l’Italia avrà a disposizione un budget per le borse Erasmus superiore a 76 milioni di euro.

Nel corso di un evento con 280 rappresentanti di istituti di istruzione italiani, l’agenzia Indire ha presentato anche le novità per il 2019 , tra cui il programma pilota per l’istituzione di sei nuovi atenei europei, l’avvio di master congiunti Erasmus Mundus tra Ue e Giappone e l’ingresso ufficiale della Serbia in Erasmus+.

Identikit del giovane in Erasmus
Secondo il ritratto tracciato da Indire, lo studente Erasmus ha un’età media di 23 anni, che diventano 25 per un tirocinante. Nel 59% dei casi è una studentessa, valore che sale al 63% quando lo scopo della mobilità è uno stage in azienda. Spagna, Francia, Germania, Regno Unito e Portogallo sono i paesi con i quali si effettuano più scambi per studio, con una permanenza media di 6 mesi, mentre chi fa tirocini resta mediamente 3 mesi e mezzo. Per quanto riguarda gli studenti in arrivo, i principali paesi di provenienza sono Spagna, Francia, Germania, Polonia e Turchia.

Cresce la mobilità europea
Nel 2017/2018 sono 37.601 gli studenti partiti in Erasmus dagli atenei italiani , un numero in crescita che – dice Indire – mette l’Italia tra i quattro principali paesi Ue per numero di giovani in partenza, dopo Spagna, Germania e Francia. Cresce anche l’accoglienza, con oltre 26mila studenti europei in ingresso, ai quali vanno aggiunti 1.263 studenti provenienti da regioni extraUe. Per il 2018/2019 è cresciuta del 10% la richiesta di borse per studio e tirocinio da parte degli atenei, con un budget a disposizione per l’Italia pari a 76.017.802 euro.

In aumento anche gli scambi extra Ue
Secondo i dati nel 2018/2019 crescerà anche la mobilità extra europea, con l’introduzione del tirocinio in Erasmus e l’incremento della borsa che sale a 700 euro mensili per gli studenti in partenza e 850 euro mensili per gli stranieri in entrata. Inoltre, sottolinea Indire, il budget assegnato all’Italia è stato incrementato del 15%, raggiungendo quota 15.788.454 euro. Sono stati finanziati 65 istituti di istruzione superiore (contro i 49 nel 2017), che attiveranno complessivamente 3.804 mobilità tra studenti e staff (+12%), di cui 2.405 in entrata e 1.399 in uscita. I paesi con i quali si realizzerà il maggior numero di scambi sono quelli del Sud Mediterraneo, Balcani Occidentali, Partenariato Orientale, Asia e Federazione Russa.

Primato europeo per l’Alma Mater
Al primo posto della classifica Ue dei migliori 10 atenei per studenti Erasmus in partenza c’è l’Alma Mater Studiorum di Bologna con 2.787 studenti, al quarto posto l’università di Padova (1.866 studenti), al quinto Sapienza Università di Roma (1.782) e al sesto l’università di Torino (1.412). Con 1.970 studenti in arrivo Alma Mater conquista il primato nella top ten Ue anche per quanto riguarda l’accoglienza, seguita dagli atenei di Valencia, Lisbona, Granada e Madrid.

Formazione artistica e musicale
Cresce, infine, la partecipazione degli istituti di Alta formazione artistica e musicale (Afam), ovvero accademie e conservatori, con oltre 1.000 partenze nel 2016/2017 (+8%) e 800 studenti accolti. Afam più attivi anche nella mobilità extra Ue, con 9 istituti vincitori del bando Erasmus + per il 2018/2019.

Un terzo degli edifici scolastici è irraggiungibile con i trasporti pubblici

da Il Sole 24 Ore

Un terzo degli edifici scolastici è irraggiungibile con i trasporti pubblici

Arrivare a scuola con i mezzi pubblici? Mission impossible – o quasi – per 1 edificio

scolastico su 3. È quanto emerge da un’ elaborazione degli Open data Miur recentemente aggiornati. Su 40.151 mila edifici attivi censiti nell’Anagrafe dell’edilizia scolastica, il 35% non risulta raggiungibile con nessuna forma trasporto pubblico, sia urbano, interurbano o ferroviario.
Tradotto in numeri, come ricorda Skuola.net, oltre 14.000 strutture. Ciò però non vuol dire che, ad esempio, il trasporto pubblico sia totalmente assente. Ma è comunque fuori dall’area
della scuola.

In base ai parametri indicati dal ministero dell’Istruzione per quanto riguarda il trasporto
pubblico interurbano e ferroviario, se la fermata è distante più di 500 metri dall’ingresso dell’edificio è come se non ci fosse. Rimane il fatto che la maggior parte degli studenti non ha quasi scelta: o viene accompagnato dai genitori o dovrà farsi – almeno – una bella scarpinata per raggiungere la scuola.

Andare a scuola con i mezzi pubblici non sempre, dunque, è possibile. Entrando più nello specifico, solamente il 54% degli edifici è raggiunto dal servizio di trasporto pubblico urbano; mentre il trasporto pubblico interurbano – fondamentale per le scuole fuori dai centri cittadini – copre solo il 43% delle strutture. Molto più scarso il trasporto ferroviario, che raggiunge appena il 9% delle scuole. Ovviamente questi dati riflettono la diversa ubicazione geografica delle scuole, per cui nel centro urbano è magari più facile che manchi la connessione ferroviaria o quella del trasporto interurbano, e viceversa nei piccoli centri.

Non mancano gli edifici “iperconnessi”: circa 2.000 (pari al 5% del totale) invece risultano collegati con trasporto pubblico urbano, interurbano e ferroviario.

Non male la rete degli scuolabus. Vita difficile per i disabili. Un’alternativa potrebbe essere sfruttare i servizi di scuolabus, gestiti direttamente dagli istituti o dai Comuni competenti per territorio. Ma, anche su questo aspetto, alcune istituzioni scolastiche latitano: il 35% delle strutture non è raggiungibile dallo scuolabus. Brutte notizie, infine, anche per
i disabili: solo il 43% degli edifici “attivi” è attrezzato per trasportare chi ha un handicap che impedisce l’utilizzo dei mezzi ordinari.

Legge di Bilancio, emendamenti Lega – M5S: 1.200 docenti primaria in più al sud e 2.000 posti sezioni primavera

da Orizzontescuola

Legge di Bilancio, emendamenti Lega – M5S: 1.200 docenti primaria in più al sud e 2.000 posti sezioni primavera
di redazione

Si tratta di alcuni degli emendamenti alla Legge di Bilancio presentati in questi giorni. Le risorse per gli emendamenti sono scarse: 250 mln di euro per tutti i Ministeri, ne consegue che i margini di manovra per scuola e Università non sono ampi.

Emendamenti alla Legge di Bilancio 2019

Si tratta delle richieste formulate dai parlamentari di Lega e M5S, che hanno fatto una cernita di tutte le richieste e scelto quelle misure che potrebbero trovare il consenso del Ministro dell’Economia.

  1. più docenti al Sud: incremento di 1.200 posti dell’organico di diritto della scuola primaria. Una boccata di ossigeno per mobilità, assunzioni e far partire il tempo pieno nelle regioni del sud.  Servono 45 mln di euro.
  2. 2.000 posti in più per le sezioni primavera (l’idea iniziale era di 8.000 posti, ma costerebbe 300 mln).

Il termine per la presentazione degli emendamenti alla Commissione Bilancio scade giovedì prossimo.

Entro quella data bisognerà trovare l’equilibrio tra tutte le esigenze della scuola e decidere quali portare avanti nell’immediato.

Bussetti: 226 ATA ex CO.CO.CO. su 700 avranno contratto a tempo pieno

da Orizzontescuola

Bussetti: 226 ATA ex CO.CO.CO. su 700 avranno contratto a tempo pieno
di redazione

Nei giorni scorsi, abbiamo riferito sulla misura presente in legge di bilancio e relativa alla trasformazione dei contratti da tempo parziale a tempo pieno degli ex CO.CO.CO., svolgenti funzioni assimilabili al personale ATA, assunti in seguito a quanto previsto dalla scorsa legge di bilancio.

ATA ex CO.CO.CO., trasformazione contratto a tempo pieno dal 2019/20

Nel testo della legge non sono forniti numeri, ma leggiamo che:

Detta trasformazione è disposta nel limite di una spesa di personale complessiva, tenuto conto anche degli stipendi già in godimento, non superiore a quella autorizzata ai sensi dell’articolo 1, comma 619, della predetta legge, a tal scopo avvalendosi della quota non utilizzata per i fini ivi previsti …

I numeri

E’ stato il Ministro Bussetti, in audizione alla Camera, a indicare il numero di interessati in prima battuta.

Queste, come riferisce Askanews,  le parole del Ministro:

consentiamo il passaggio a tempo pieno per i primi in graduatoria, ovvero per almeno 226 persone

Gli ex CO.CO.CO., il cui contratto sarà trasformato a tempo pieno, saranno dunque 226 su 700.

Consiglio Istituto, tutto sulle elezioni dei membri: compiti, incompatibilità, seggi e molto altro

da Orizzontescuola

Consiglio Istituto, tutto sulle elezioni dei membri: compiti, incompatibilità, seggi e molto altro
di Gianlorenzo Perri

Il Consiglio d’Istituto, ai sensi dell’art. 10 del TU in materie di Istruzione, è l’organo locale e collegiale di rappresentanza presente in tutte le scuole ed al quale è affidato il governo economico-finanziario della scuola.

 Negli organi collegiali (escluso il Collegio dei Docenti) è sempre prevista la rappresentanza dei genitori; questa presenza è utile al fine di garantire sia il libero confronto tra tutte le componenti della scuola, sia il raccordo tra scuola e territorio.

QUANDO SI VOTA PER IL CONSIGLIO D’ISTITUTO

Il MIUR emette annualmente una circolare nella quale dà disposizioni agli Uffici Scolastici Regionali per il rinnovo del Consiglio d’Istituto.

RIUNIONI CONSIGLIO DI ISTITUTO

Come previsto dall’ art 8 comma 9 del TU le riunioni del Consiglio hanno luogo in ore non coincidenti con l’orario di lezione.

DURATA IN CARICA

Il Consiglio d’Istituto e la Giunta Esecutiva durano in carica per tre anni scolastici.

Coloro che nel corso del triennio perdono i requisiti per essere eletti in Consiglio vengono sostituiti dai primi dei non eletti nelle rispettive liste.

La rappresentanza studentesca viene rinnovata annualmente.

PRINCIPALI COMPITI E FUNZIONI

Il Consiglio d’Istituto delibera nel rispetto delle competenze proprie e degli altri organi collegiali operanti nella scuola. Le sue delibere sono atti definitivi impugnabili con il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale o con ricorso straordinario al Consiglio di Stato.

Il Consiglio d’Istituto, ai sensi dell’art. 10 del Decreto Legislativo 16 aprile 1994, n. 297 (e successive modificazioni) elabora e adotta gli indirizzi generali e le forme di autofinanziamento della scuola.

– Approva il PTOF (Piano Triennale dell’Offerta formativa)

– Approva il bilancio Preventivo e il Conto Consuntivo

– Adotta il Regolamento di Istituto

– Delibera ed approva riguardo la conservazione o il rinnovo di attrezzature tecnico scientifiche e dei sussidi didattici.

– Delibera il calendario scolastico.

– Delibera in merito ad attività extra ed interscolastiche, attività culturali, viaggi di istruzione e attività ricreative con particolare interesse educativo.

– Promuove i contatti con le altre scuole al fine di intraprendere attività di collaborazione e scambio di esperienze.

– Delibera riguardo l’uso dei locali scolastici da parte di soggetti esterni.

– Adotta le iniziative dirette all’educazione della salute.

– Elegge la Giunta Esecutiva di cui fanno parte di diritto il Dirigente e il DSGA che svolge la funzione di segretario.

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO D’ISTITUTO

Il presidente del Consiglio di Istituto è un genitore, eletto a maggioranza assoluta (nella prima votazione) o a maggioranza relativa (nelle successive), tra uno dei rappresentanti degli stessi presenti in Consiglio. La figura di presidente del Consiglio d’Istituto è impersonata da uno dei suoi membri tra i rappresentanti dei genitori, eletto a maggioranza assoluta (nella prima votazione) o a maggioranza relativa (nelle successive).

Il presidente affida le funzioni di segretario ad un membro del consiglio stesso.

COMPOSIZIONE DEL CONSIGLIO D’ISTITUTO

La composizione di tale organo può essere schematizzata come segue:

ELEZIONI

Le elezioni del Consiglio d’Istituto avvengono sulla base del sistema proporzionale in relazione alle liste dei candidati di ciascuna componente.

Queste sono disciplinate, in via generale, dagli articoli che vanno dal 30 al 35 del D.Lvo 297/94 e dall’Ordinanza Ministeriale 215/91

ESPRESSIONE DEL VOTO

Le votazioni si svolgono in un giorno non lavorativo dalle 8 alle 12 e in quello successivo dalla 8 alle 13.30.

L’elettore munito di documento di riconoscimento, esprime il proprio voto, che sarà sempre personale e segreto, nel seggio in cui è compreso nell’elenco secondo il seguente schema:

Le preferenze potranno essere espresse con un segno accanto al nominativo del candidato o dei candidati.

Prima di ricevere la scheda l’elettore dovrà firmare, nell’elenco degli elettori presente nel seggio, accanto al proprio nome e cognome.

ELETTORATO ATTIVO (diritto di voto) – ELETTORATO PASSIVO (diritto di essere votati)

L’elettorato attivo e passivo per le singole rappresentanze spetta esclusivamente ai componenti delle rispettive categorie partecipanti al Consiglio d’Istituto.

L’elettorato attivo e passivo per l’elezione dei rappresentanti dei genitori negli organi collegiali spetta ai genitori degli alunni, o a chi ne fa legalmente le veci.

L’elettorato attivo e passivo per l’elezione dei rappresentanti degli alunni spetta agli studenti delle classi della scuola secondaria superiore, qualunque sia la loro età.

DOCENTI:

  • Tutti i docenti a tempo indeterminato compresi quelli in assegnazione provvisoria.
  • Docenti a tempo determinato che abbiano un contratto di almeno 180 giorni.
  • NON fanno parte dell’elettorato attivo e passivo il personale docente che non presta servizio nell’istituto perché esonerato e i docenti in aspettativa per motivi di famiglia.

PERSONALE ATA

  • Tutto il personale amministrativo, tecnico ed ausiliario a tempo indeterminato facente parte dell’Istituto
  • NON fanno parte dell’elettorato attivo e passivo il personale ATA che non presta servizio nell’Istituto perché esonerato o collocato fuori ruolo o in aspettativa per motivi di famiglia.

GENITORI

  • L’elettorato attivo e passivo per le elezioni dei rappresentanti dei genitori spetta, anche se i figli sono maggiorenni, a entrambi i genitori o a coloro che ne fanno legalmente le veci, intendendosi come tali le sole persone fisiche alle quali siano attribuiti, con provvedimento dell’autorità giudiziaria, poteri tutelari, ai sensi dell’art. 348 del codice civile.
  • Sono escluse, pertanto, le persone giuridiche, in quanto, ai sensi dell’art. 20 del decreto del Presidente della Repubblica 31 maggio 1974, n.416.
  • NON spetta l’elettorato attivo e passivo al genitore che ha perso la potestà sul minore.

DECADENZA DALLE CARICHE

Decadono dalle cariche i membri che, a qualsi titolo, cessano di appartenere alle componenti scolastiche.

Gli studenti che abbiano conseguito il titolo finale di studio o che a qualsiasi titolo non siano più iscritti nella scuola.

I Genitori di alunni per i casi indicati sopra. Rimangono in carica nell’eventualità vi sia l’iscrizione di un altro figlio per l’anno scolastico successivo.

Si decade dalla carica di membro del Consiglio di Istituto anche in seguito a tre assenze consecutive come stabilisce la normativa nell’art.38 del DL n.297 del 16 aprile 1994.

INCOMPATIBILITÀ E CONDIZIONI DI INELEGGIBILITÀ

Tutto il personale sospeso dal servizio a causa di un procedimento penale e disciplinare o che si trovi sospeso in attesa di un procedimento.

Gli elettori che facciano parte di più componenti (es. personale ATA genitore di un alunno) esercitano l’elettorato attivo e passivo per tutte le componenti a cui partecipano.

I docente che, con incarico di presidenza, sostituisce il Dirigente negli organi collegiali.

LE LISTE DEI CANDIDATI

Le liste dei candidati devono riportare:

  • La componente di cui è composta la lista;
  • L’elenco dei candidati, contrassegnati da numero arabo progressivo e indicanti, nome, cognome, luogo e data di nascita e l’eventuale sede di servizio.
  • Una dichiarazione in cui i candidati accettano la candidatura e che non fanno parte di altre liste della stessa componente.
  • Possono contenere anche un solo nominativo.
  • Le liste NON possono essere presentate dai candidati.
  • Le liste dei candidati sono contrassegnate da un numero progressivo assegnato in base all’ordine di presentazione delle liste.
  • Ogni lista può comprendere sino al doppio dei candidati da eleggere per ogni categoria.
  • Nessun elettore può presentare più liste e nessun candidato può essere presente in più liste né presentarne alcuna.
  • Possono essere sottoscritte dai membri delle commissioni, ma non essere essi stessi candidati.

La lista può essere presentata, nel caso non siano superiori a 200, da un decimo degli elettori.

Da almeno 20 elettori nel caso siano superiori a 200.

REGOLARITA’ DELLE LISTE DA PARTE DELLA COMMISSIONE ELETTORALE

La commissione elettorale deve:

  • Verificare che le liste siano sottoscritte dal numero adeguato di elettori.
  • Verificare che i candidati presenti nella lista appartengano tutti alla stessa categoria.
  • Verificare che siano presenti le dichiarazioni di accettazione e che siano debitamente firmate.

In caso mancasse firma, dichiarazione o il candidato non appartenesse alla categoria la commissione elettorale depenna il candidato dalla lista.

  • Ridurre il numero di candidati inseriti in lista eccedenti il numero massimo consentito, cancellando gli ultimi nominativi.
  • Depennare i nominativi candidati che sono presenti in più liste.
  • Non tener conto dei sottoscrittori che abbiano firmato delle liste in precedenza.
  • Comunicare attraverso l’affissione all’albo richiedendo la regolarizzazione entro tre giorni per le eventuali irregolarità nelle liste.
  • Redigere il verbale delle operazioni e delle eventuali regolarizzazione dandone comunicazione mediante l’affissione all’albo entro i 5 giorni successivi alla data di scadenza del termine per la presentazione delle liste.
  • Affigge all’albo e invia ai seggi le liste elettorali definitive.

SEGGI ELETTORALI

Il seggio elettorale viene aperto alle ore 8.00 del giorno in cui sono indette le votazioni. E’ composto da un presidente e due scrutatori.

Se il presidente è assente viene sostituito dallo scrutatore più anziano.

Le decisioni dei seggi elettorali sono prese a maggioranza. In caso di parità prevale il voto del presidente.

Il seggio inizia lo scrutinio al termine delle votazioni e continua senza interruzione fino al completamento delle operazioni. Al termine delle operazioni di scrutinio viene redatto il verbale nel quale saranno presenti i seguenti dati:

  • Numero degli elettori e dei votanti, divisi per categoria.
  • Numero di voti attribuiti a ciascuna lista.
  • Numero di preferenze ricevuti da ciascun candidato.
  • In caso venisse espresso il voto per candidati di liste diverse da quella prescelta vale il voto di lista e non le preferenze.

Nel caso in cui nella scheda elettorale manchi la preferenza, l’attribuzione del voto andrà alla sola lista.

Il presidente del seggio, in ogni caso, deve interpretare la volontà dell’elettore e, solo in casi estremi, annullare la scheda.

PROCEDURA SEMPLIFICATA PER L’ELEZIONE DELLE RAPPRESENTANZE DEGLI STUDENTI NEI CONSIGLI DI ISTITUTO

Nelle scuole secondarie di secondo grado gli studenti, durante le elezione dei rappresentanti del consiglio di classe, eleggono anche i propri rappresentanti del Consiglio d’Istituto. Il sistema è quello delle liste contrapposte all’art. 20 del D.P.R. 31 maggio 1974, n. 416.

La procedura elettorale semplificata, prevista dagli artt. 21 e 22 della presente ordinanza, non si applica alle elezioni delle rappresentanze degli studenti nei consigli di istituto in occasione del rinnovo triennale di tutte le componenti.

PROCEDURA ORDINARIA PER L’ELEZIONE DEL CONSIGLIO DI ISTITUTO

Presso ciascun circolo didattico ed istituto statale di istruzione secondaria ed artistica, con esclusione dei Conservatori di musica, delle Accademie di Belle Arti, dell’Accademia nazionale di danza e dell’Accademia nazionale di arte drammatica, è costituita la commissione elettorale di circolo o d’Istituto.

La commissione elettorale d’Istituto nominata dal Dirigente Scolastico, è composta di cinque membri: due tra i docenti di ruolo e non di ruolo in servizio, uno tra il personale A.T.A. di ruolo e non di ruolo; due tra i genitori degli alunni iscritti. Negli istituti di istruzione secondaria di II grado e artistica, uno dei due genitori è sostituito da uno studente scelto tra gli studenti iscritti all’istituto.

La commissione è presieduta da uno dei suoi membri, eletto a maggioranza dai componenti della commissione stessa.

Le funzioni di segretario sono svolte da un membro designato dal presidente.

I Dirigente Scolastici, in rapporto alle singole situazioni che si determinano, possono costituire le commissioni elettorali anche con un numero di membri inferiore a quello previsto tendendo nei limiti del possibile ad assicurare la rappresentanza a tutte le categorie che compongono le commissioni stesse. Le commissioni sono comunque validamente costituite anche se in esse non sono rappresentate tutte le componenti.

I membri delle commissioni elettorali, che risultino inclusi in liste di candidati, debbono essere immediatamente sostituiti.

ATTRIBUZIONE DEI POSTI

L’attribuzione dei posti è regolata dall’art. 44 dell’OM 215/1991

Le operazioni ai fini dell’attribuzione dei posti spettano al seggio elettorale n. 1. Detto seggio è integrato al momento dell’espletamento delle operazioni … da altri due membri scelti dal Dirigente Scolastico tra i componenti degli altri seggi funzionanti nella scuola.

La nomina dei membri aggregati deve essere effettuata e comunicata agli interessati almeno tre giorni prima della data fissata per la votazione.

Appena ricevuti i verbali degli scrutini elettorali da parte degli altri seggi della scuola, il seggio in questione riassume i voti di tutti i seggi, senza poterne modificare i risultati. Indi determina la cifra elettorale di ciascuna lista e la cifra individuale di ciascun candidato.

La cifra elettorale di una lista è costituita dalla somma dei voti validi riportati dalla lista stessa in tutti i seggi della scuola. La cifra individuale di ciascun candidato è costituita dalla somma dei voti di preferenza.

Per l’assegnazione del numero dei consiglieri a ciascuna lista si divide ciascuna cifra elettorale successivamente per 1, 2, 3, 4 … sino a concorrenza del numero dei membri del Consiglio da eleggere e quindi si scelgono, fra i quozienti così ottenuti, i più alti, in numero eguale a quello dei consiglieri da eleggere, disponendoli in una graduatoria decrescente.

Ciascuna lista ha tanti rappresentanti quanti sono i quozienti ad essa appartenenti, compresi nella graduatoria. A parità di quoziente, nelle cifre intere e decimali, il posto è attribuito alla lista che ha ottenuto la maggiore cifra elettorale e a parità di quest’ultima, per sorteggio.

Se ad una lista spettano più posti di quanti sono i suoi candidati i posti eccedenti sono distribuiti tra le altre liste, secondo l’ordine dei quozienti.

Ultimata la ripartizione dei posti tra le liste, si provvede a determinare, nei limiti dei posti assegnati a ciascuna lista, i candidati che, in base al numero delle preferenze ottenute, hanno diritto a ricoprirli.

In caso di parità del numero di voti di preferenze tra due o più candidati della stessa lista, sono proclamati eletti i candidati secondo l’ordine di collocazione nella lista; lo stesso criterio si osserva nel caso in cui i candidati non abbiano ottenuto alcun voto di preferenza.

Al termine delle procedure su indicate, il seggio elettorale n. 1 procede mediante affissione all’albo, entro 48 ore, alla pubblicazione dell’elenco dei membri del consiglio eletti.

SCHEDE ELETTORALI

Le schede devono essere uguali per ogni seggio. Esse riportano su entrambi i lati la dicitura “Elezioni del consiglio di circolo o istituto” e divisi in ulteriori gruppi portino la dicitura “Genitori”, “Alunni”, “Docenti”, “Personale A.T.A.”. Tutte le schede debbono, infine, recare l’indicazione del seggio e nella faccia interna del numero romano di ciascuna lista elettorale e debbono essere vidimate mediante la firma di uno scrutatore. Qualora la vidimazione non avvenga lo stesso giorno delle votazioni, le schede vidimate debbono essere custodite in plichi sigillati.