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Statizzazione Accademie storiche di Belle Arti

Accademie storiche, Fedeli ha siglato oggi accordo a Genova
È il secondo dopo quello di Perugia

(Roma, 24 aprile 2017) La Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli ha siglato oggi a Genova il secondo dei tre accordi per la progressiva statizzazione delle cosiddette Accademie storiche di Belle Arti non statali. Il primo di questi accordi è stato siglato all’inizio di aprile a Perugia.

Il percorso sperimentale che viene avviato a Perugia, Genova e Verona prevede uno stanziamento di 2 milioni annui per il triennio 2016-2018 (di cui 815 mila euro all’Accademia di Verona, 670 mila euro all’Accademia di Genova, 515 mila euro all’Accademia di Perugia) che si sommerà al finanziamento ordinario. Dal canto loro, gli Enti locali che sostengono le tre Accademie dovranno approvare gli accordi di programma e assicurare il sostegno finanziario e la messa a disposizione di locali e spazi che hanno mantenuto sino ad oggi.

“Oggi qui a Genova abbiamo compiuto un passo importante per la costruzione concreta del futuro delle Accademie non statali che definiamo comunemente storiche. Realtà d’eccellenza del nostro Paese, il cui prestigio è riconosciuto non solo all’interno dei confini nazionali ma anche all’estero. Realtà per le quali si avvia un percorso di statizzazione atteso da tempo: dopo un lunghissimo – davvero troppo lungo – e sofferto periodo di gestazione successivo al varo della Legge 508 del 1999, la legge che sanciva l’autonomia delle Istituzioni AFAM, oggi finalmente avviamo ufficialmente per l’Accademia di Belle Arti Ligustica di Genova la tante volte auspicata procedura di statizzazione del settore”, ha dichiarato Fedeli.

Il finanziamento ministeriale servirà a sostenere le spese del personale assunto secondo le disposizioni del contratto collettivo nazionale di  lavoro  del  comparto dell’AFAM. Gli accordi prevedono che solo qualora entro il 2018 si realizzino le condizioni normative necessarie per la statizzazione, e fatto salvo il rispetto degli impegni assunti da parte dei soggetti sottoscrittori degli accordi, si procederà a consolidare il finanziamento accordato.

Olimpiadi di Fisica, assegnate le 10 medaglie ai vincitori

Olimpiadi di Fisica, assegnate le 10 medaglie ai vincitori

50.000 le studentesse e gli studenti in competizione
In cinque rappresenteranno l’Italia alle gare internazionali

(Roma, 22 aprile 2017) Sono state assegnate questa mattina, presso il Liceo scientifico “Enrico Medi” di Senigallia (AN), le medaglie ai dieci studenti vincitori della trentunesima edizione delle Olimpiadi di Fisica. Circa 50.000 le ragazze e i ragazzi che hanno partecipato a tutte le eliminatorie (a livello di istituto e regionale), rimasti poi in 104 per la corsa per il podio.

Tra i vincitori della Gara Nazionale, cinque verranno selezionati per rappresentare l’Italia  alle IPhO, le Olimpiadi Internazionali della Fisica, che si terranno in Indonesia a luglio.

Le Olimpiadi di Fisica sono promosse dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e la Valutazione del Sistema Nazionale di Istruzione – sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. Sono organizzate con la collaborazione del Gruppo Olimpiadi dell’Associazione per l’Insegnamento della Fisica (AIF). Sono competizioni a carattere individuale, rivolte alle studentesse e agli studenti delle scuole secondarie di II grado che mostrano particolare inclinazione per lo studio della Fisica.

Gli istituti scolastici registrati alle Olimpiadi sono stati 850. Giovedì 20 e venerdì 21 aprile si è svolta la finale, con 104 finaliste e finalisti che hanno affrontato due prove: una pratica, a carattere sperimentale, e una teorica.

I due giorni di prove sono stati accompagnati da lezioni tenute da studiosi che si sono distinti nel campo della Fisica a livello nazionale e internazionale.

I nomi dei vincitori, premiati a pari merito:

  • Marco AMBROSINI – Liceo Scientifico “Plinio Seniore” di Roma;
  • Luca ARNABOLDI – Liceo Scientifico “Enrico Fermi” di Cantù (CO);
  • Alberto BASSI – Liceo Scientifico “Giovanni Marinelli” di Udine;
  • Filippo BIGI – Liceo Scientifico “Antonio Zanelli” di Reggio Emilia;
  • Lorenzo BRESOLIN – IIS “Bruno-Franchetti” di Venezia;
  • Jacopo Guoyi CHEN – Liceo Scientifico “Ascanio Landi” di Velletri (RM);
  • Federico CIMA – Liceo Scientifico “Don Milani” di Montichiari (BS);
  • Niccolò PORCIANI – Liceo Scientifico “Barsanti e Matteucci” di Viareggio (LU);
  • Alessandro SECCARELLI – Liceo Scientifico “Galeazzo Alessi” di Perugia;
  • Alessandro TRENTA – Liceo Scientifico “Galileo Galilei” di Crema (CR).

Test Invalsi in arrivo: annunciati due giorni di sciopero per boicottarli

da Repubblica 

Test Invalsi in arrivo: annunciati due giorni di sciopero per boicottarli

Cobas e Unicobas chiamano alla mobilitazione il personale della scuola per il 3 e il 9 maggio per far saltare le prove. Ma dal prossimo anno cambierà tutto

di SALVO INTRAVAIA

Si avvicinano i giorni per i test Invalsi e scattano gli scioperi per boicottarli. Cobas della scuola e Unicobas hanno proclamato un giorno di astensione dal lavoro del personale della scuola per il 3 maggio è un altro per il successivo 9 maggio. Alla prima giornata di mobilitazione potranno partecipare tutti i docenti di scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado, la scuola media. Alla seconda saranno chiamati ad aderire tutti i docenti di scuola superiore. Ma proprio il 3 maggio è in programma la prova di Italiano nelle seconde e quinte classi di scuola primaria. E una adesione in massa da parte dei docenti potrebbe anche mettere in difficoltà l’istituto di via Ippolito Nievo, chiamato successivamente ad elaborare i dati per verificare i livelli di apprendimento degli alunni italiani.

Anche il 9 maggio è una data che non è stata scelta a caso dai due sindacati perché sono in programma i test Invalsi di italiano e matematica nelle seconde classi della scuola superiore. La prova di matematica nelle (due) classi di scuola elementare è prevista per venerdì 5 maggio. Mentre il quizzone che chiamerà alla prova i ragazzini di terza media si svolgerà in concomitanza con gli esami finali della scuola secondaria di primo grado ed è stato calendarizzato per il 15 giugno. Ma dovrebbe trattarsi dell’ultima volta. Perché con la Buona scuola bis l’esame di terza media dal 2018 verrà semplificato e i due test di italiano e matematica, cui si aggiungerà l’inglese, si potranno svolgere non più in concomitanza con l’esame finale, ma sarà necessario svolgerli comunque perché rappresenteranno un requisito imprescindibile per l’ammissione agli esami, anche se non incideranno più sul punteggio finale.

“Dal quadro generale degli otto decreti attuativi della legge 107 – dichiarano i Cobas – emerge la centralità attribuita ai quiz Invalsi nella valutazione delle scuole, degli studenti e dei docenti”. Per questa ragione il sindacato ha deciso di boicottarli. Ma chi volesse aderire alla protesta contro le prove nazionali che, a detta di alcuni sindacati rappresentano una visione ancora troppo nozionistica della scuola, c’è un’alternativa: sempre nelle giornate di mercoledì 3 maggio e venerdì 5 l’Usb ha proclamato un’ora di sciopero (la prima o l’ultima ora). E dal prossimo anno cambierà tutto: alla media i test Invalsi non faranno più parte delle prove da affrontare all’esame finale, mentre al superiore, oltre alle seconde, verrà saggiata la preparazione anche dei maturandi con una prova obbligatoria per l’ammissione agli esami di italiano, matematica e inglese.

Decreti L.107/15: attesa per la pubblicazione

da La Tecnica della Scuola

Decreti L.107/15: attesa per la pubblicazione

Entro il 18 aprile il presidente Mattarella avrebbe dovuto firmare gli 8 decreti legislativi approvati in via definitiva dal Governo il 7 aprile scorso.
Non sappiamo se effettivamente questo atto sia stato compiuto, quello che è certo è che per il momento i decreti non sono ancora stati pubblicati nella Gazzetta Ufficiale.
I decreti in attesa di diventare leggi dello Stato a tutti gli effetti sono 8 e riguardano

– inclusione e sostegno
– valutazione ed esami di Stato
– cultura umanistica
– istruzione professionale
– sistema di istruzione 0-6 anni
– diritto allo studio
– formazione iniziale dei docenti
– scuole italiane all’estero

La pubblicazione, ad ogni modo, dovrebbe essere imminente anche perché ormai i testi degli 8 provvedimenti stanno già circolando in rete.
Una versione pressoché definitiva, anche se non ancora ufficiale, è disponibile nel sito di CislScuola.
Nel concreto, comunque, le novità contenute negli 8 decreti diventeranno operative a partire dal prossimo anno scolastico: quast’anno valutazone degli alunni ed esami di Stato, per esempio, funzioneranno con le regole attuali.
Più lungo di tutti sarà il percorso di attuazione del decreto sul reclutamento che, di fatto, diventerà operativo, forse, a partire dal 2019.

Docenti, chi scrive frasi razziste su Facebook perde la cattedra e diventa Ata

da La Tecnica della Scuola

Docenti, chi scrive frasi razziste su Facebook perde la cattedra e diventa Ata

Docenti, fate attenzione: compiere gravi atti, come sconfinare nel razzismo, anche su Facebook, può portare al licenziamento o al sollevamento dall’incarico.

Quest’ultimo provvedimento è stato preso dall’Usr del Veneto nei confronti dell’insegnante di inglese del  liceo Marco Polo di Venezia che era stata licenziata lo scorso gennaio, dopo le pesanti frasi razziste scritte nell’ottobre scorso contro i migranti (“bisogna eliminare anche i bambini dei musulmani tanto sono tutti futuri delinquentie “speriamo che affoghino tutti… che non se ne salvi nessuno“) pubblicate sul suo profilo Facebook.

Alla fine del procedimento nei suoi confronti, la donna stata reintegrata nel mondo della scuola, ma non insegnerà più in aula: la donna, scrive ‘Il Gazzettino’ del 21 aprile, riprenderà servizio il 26 maggio prossimo, ma con mansioni amministrative e, per ironia della sorte, nello stesso ufficio scolastico regionale del Veneto.

Prima che il giudice si esprimesse sull’accoglimento o meno della richiesta di reintegro, le parti hanno raggiunto un accordo.

L’Usr, quindi, ha accettato la rinuncia al licenziamento, sostituendolo con una sospensione di sei mesi (in gran parte già “scontata”), e la prof ha accettato di tornare al lavoro con un diverso incarico.

Dopo il licenziamento, per l’incompatibilità tra il ruolo di insegnante e la gravità delle frasi razziste espresse, la donna aveva fatto ricorso con i propri avvocati davanti al giudice del lavoro di Venezia, sostenendo che la sanzione eccedesse la violazione contestata, la prima in molti anni di insegnamento.

Probabilmente, proprio questa circostanza l’ha salvata dalla perdita del lavoro. Ma non della cattedra: d’ora in avanti, farà l’amministrativa per mancata compatibilità con il ruolo dell’insegnante. Chissà se continuerà ad utilizzare Facebook…

Buona Scuola, leggi il testo dello schema di decreto sullo zero – sei

da Tuttoscuola

Buona Scuola, leggi il testo dello schema di decreto sullo zero – sei

Emanati dal Presidente della Repubblica lo scorso 13 aprile i decreti legislativi della Buona Scuola approvati dal Consiglio dei Ministri, ma rimangono in attesa di pubblicazione. Tuttoscuola però ha iniziato già ieri mattina a darvi in esclusiva i testi della versione “bollinata” degli schemi dei decreti legislativi attuativi delle deleghe di cui alla legge n. 107 del 2015, articolo 1, comma 181, lettere dalla b) alla i) che sono stati all’attenzione del Quirinale. Siamo partiti dallo schema di decreto relativo al reclutamento e alla formazione iniziale degli insegnanti, abbiamo visto quello sull’inclusione degli alunni con disabilità e quello sulla valutazione e sull’esame di Stato. Ora è la volta dello schema di decreto sul sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino a sei anni. Nei prossimi giorni pubblicheremo anche i restanti 4 schemi di decreto.

Buona Scuola, clicca qui e leggi il testo dello schema di decreto sullo zero – sei

Fedeli: ‘Dialogo con i sindacati molto importante, anche se ciascuno ha proprie opinioni e funzioni’

da Tuttoscuola

Fedeli: ‘Dialogo con i sindacati molto importante, anche se ciascuno ha proprie opinioni e funzioni’

“Credo che sia importante il dialogo che c’è tra la mia funzione di ministro della Pubblica Istruzione, dell’Università e della Ricerca e chi rappresenta una parte del mondo del lavoro come la Uil. Abbiamo impostato sin dall’inizio un rapporto molto costruttivo, anche se ciascuno ha le proprie opinioni e le proprie funzioni e credo che questo dialogo debba continuare e protrarsi nel tempo”. Lo ha detto la ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, partecipando a una tavola rotonda sul tema ‘Nelle scuole, tra la gente’ nell’ambito della conferenza di organizzazione della Uil scuola a Castellaneta Marina (Taranto). Presenti anche il leader della Uil Carmelo Barbagallo e il segretario generale della Uil scuola Pino Turi.

Dialogo, uno strumento per raggiungere gli obiettivi

“Mi è sembrato importante esserci – ha aggiunto Fedeli – come ho fatto a Roma partecipando a un’iniziativa nazionale della Cisl Scuola e interloquire sui temi che la Uil confederale e nazionale ci pongono. Io penso che la qualità migliore per raggiungere gli obiettivi sia il dialogo facendo prevalere ciò che ci unisce, lasciando ovviamente le distinzioni sulle cose che ci possono vedere ancora con posizioni differenti. Ma così si fa sistema-paese e si rilancia l’Italia”.