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Dai vaccini all’Invalsi: il milleproroghe è legge

da Il Sole 24 Ore

Dai vaccini all’Invalsi: il milleproroghe è legge
di Amedeo Di Filippo

Dall’abilitazione scientifica ai vaccini, dall’Invalsi all’alternanza scuola lavoro. Il Dl “milleproroghe” convertito in legge n. 108/2018, nella versione definitiva contiene ulteriori novità per il settore dell’istruzione.

Abilitazione scientifica nazionale
L’articolo 6, comma 1, riguarda il Dpr n. 95/2016, di approvazione del regolamento per la disciplina le procedure per il conseguimento dell’abilitazione attestante la qualificazione scientifica che costituisce requisito necessario per l’accesso alla prima e alla seconda fascia dei professori universitari. L’articolo 8 regola i lavori delle commissioni, impegnate a concludere la valutazione di ciascuna domanda entro tre mesi dalla scadenza del quadrimestre nel corso del quale è stata presentata la candidatura. Detto termine è stato prorogato una prima volta di trenta giorni dal Dl n. 244/2016, poi spostato al 31 ottobre 2018 dal milleproroghe, che in fase di conversione ha aggiunto un inciso mediate la quale la proroga vale «per le procedure pendenti alla data di entrata in vigore del presente decreto».

Immobili
Il comma 3-bis dell’articolo 6 aggiunge proroga a proroga, rinviando al 31 dicembre 2018 il termine previsto dall’articolo 4, comma 2, del Dl n. 244/2016 per l’adeguamento alla normativa antincendio degli edifici scolastici e dei locali adibiti a scuola. Stesso rinvio è inserito al comma 2-bis per l’adeguamento alla normativa antincendio per edifici e locali adibiti a nido.
Proroga anche per la verifica di vulnerabilità sismica degli immobili adibiti ad uso scolastico situati nelle zone a rischio sismico classificate 1 e 2, con priorità per quelli dei comuni coinvolti negli ultimi terremoti: non più entro il 31 agosto 2018 ma entro il 31 dicembre 2018 (comma 3-quater). I comuni colpiti dal sisma sono interessati anche dal comma 2-ter aggiunto all’articolo 9, che apporta alcune modifiche all’articolo 18-bis del Dl n. 189/2016, le cui misure urgenti vengono estese all’a.s. 2018/2019. Per l’adozione delle misure il comma 2 aveva autorizzato la spesa di 5 milioni di euro per il 2016, 10 milioni per il 2017 e 5 milioni per il 2018, da ripartire tra gli Usr interessati con decreto del Miur; col milleproroghe convertito diventano 8 milioni nel 2018 e 4,5 nel 2019.
Viene poi rifinanziato il Fondo di funzionamento delle istituzioni scolastiche, istituito dal comma 601 della legge n. 296/2006, con 600.000 euro nel 2018, che vengono però sottratti al finanziamento della Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente, le cui risorse 2016/2017 possono essere utilizzate entro il 31 dicembre 2018.

Adempimenti vaccinali
Il comma 3-quater inserito all’articolo 6 presenta la versione definitiva delle mirabolanti manovre intorno all’obbligo vaccinale, secondo quanto dispone l’art. 3 del Dl n. 73/2017 con le semplificazioni introdotte dall’articolo 18-ter del Dl n. 148/2017: i dirigenti scolastici hanno trasmesso l’elenco degli iscritti alle Asl, che li hanno restituiti entro il 10 giugno completandoli con l’indicazione dei minori non in regola con gli obblighi vaccinali. Nei dieci giorni successivi i dirigenti hanno invitato i genitori a depositare, entro il 10 luglio, la documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni ovvero l’esonero, l’omissione o il differimento o la presentazione della richiesta. Entro il 20 luglio hanno trasmesso all’Asl la documentazione pervenuta o l’eventuale mancato deposito.
Con la circolare congiunta del 6 luglio, Miur e Ministero della salute hanno consentito l’utilizzo dell’autodichiarazione dello stato vaccinale per eludere la scadenza del 10 luglio, autorizzando la frequenza ai servizi per la prima infanzia negata dal decreto Lorenzin in assenza di documentazione. Forti riserve sono state espresse sulla dichiarazione sostitutiva, alla luce dell’articolo 49, comma 1, del Dpr n. 445/2000, che ne vieta l’utilizzo nel caso di certificati medici e sanitari.
Il milleproroghe interviene sull’articolo 5 del Dl n. 73/2017, prorogando all’anno scolastico 2018/2019 quanto previsto per l’anno scolastico precedente dal decreto Lorenzin, ossia l’utilizzo dell’autodichiarazione ai fini dell’iscrizione e della frequenza e presentazione della documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie entro il 10 marzo 2019.

Invalsi e alternanza scuola-lavoro
Agli esami di Stato sono ammessi studentesse e studenti in possesso di alcuni requisiti, tra i quali la partecipazione, durante l’ultimo anno di corso, alle prove predisposte Invalsi. Col milleproroghe, il termine di entrata in vigore dell’obbligo al sostenimento della prova viene differito al 1° settembre 2019. Identico rinvio viene disposto per l’ulteriore requisito dell’aver svolto attività di alternanza scuola-lavoro. Probabilmente per la fretta, il legislatore d’urgenza ha dimenticato che nel Dlgs n. 62/2017 rimangono in vigore:
– l’articolo 12, comma 2, secondo cui l’esame di Stato tiene conto anche della partecipazione alle attività di alternanza scuola-lavoro;
– l’articolo 17, comma 9, secondo nell’ambito del colloquio il candidato espone l’esperienza di alternanza scuola-lavoro svolta nel percorso di studi;
– l’articolo 19, comma 1, che impone agli iscritti all’ultimo anno di scuola secondaria di secondo grado di sostenere prove predisposte dall’Invalsi;
l’articolo 21, comma 2, secondo cui nel curriculum sono indicate, tra le altre, le attività di alternanza scuola-lavoro.

Scuole 4.0, oltre il 60% degli istituti pronto per la fibra ultra veloce

da Il Sole 24 Ore

Scuole 4.0, oltre il 60% degli istituti pronto per la fibra ultra veloce 

Dai siti ai portali di comunicazione con la famiglia, dal registro elettronico alle dotazioni tecnologiche delle biblioteche e delle aule, la scuola 4.0 è sempre più vicina alla sua realizzazione. Anche perchè secondo dati Telecom elaborati da Uli- Utility Line Italia, Internet service provider milanese, delle 85mila scuole pubbliche italiane quelle con copertura fibra (FTTC/FTTH – Fiber to the Cabinet/Fiber to the Home), che possono cioè installare la connessione ultraveloce, sono circa il 60%, mentre quelle con copertura Adsl il 33%, quelle senza banda larga (fibra e Adsl) il 7%.

Entro il 31 dicembre i fondi Pnsd
Il tema torna a essere oggetto di discussione – ricorda Uli, provider Web che collega un centinaio di scuole, dalla Lombardia al Veneto, dal Piemonte all’Emilia-Romagna, dalla Toscana al Lazio alla Sicilia – perché mancano pochi mesi al 31 dicembre 2018, termine entro il quale gli istituti possono usufruire dello stanziamento da mille euro per il potenziamento della connettività messo a disposizione dal Piano nazionale scuola digitale (Pnsd). «Abbiamo iniziato nel 2002 a portare le prime connessioni Adsl fino a migrare da qualche anno alla fibra ottica» afferma Vittorio Figini, fondatore e amministratore di Uli, spiegando che « una linea performante consente di realizzare alcuni obiettivi della scuola digitale: dalla dematerializzazione dei servizi (siti e portali, comunicazione scuola-famiglia, registro elettronico di classe e del docente, gestione centralizzata dei contenuti didattici multimediali) alla dotazione tecnologica dei laboratori e delle biblioteche (connessioni, computer, Lim e proiettori interattivi) a quella delle aule (connessioni, devices fissi e mobili in dotazione a studenti e docenti, LIM e proiettori interattivi)». Ma «è fondamentale che le connessioni dedicate alle scuole – aggiunge Figini – abbiano la banda minima garantita, fattore essenziale per un servizio di qualità agli istituti scolastici».

#ErasmusDays2018, l’Ue a caccia di proposte chiama a raccolta scuole e università

da Il Sole 24 Ore

#ErasmusDays2018, l’Ue a caccia di proposte chiama a raccolta scuole e università

di Al. Tr.

Il 12 e il 13 ottobre si svolgeranno anche in Italia gli #ErasmusDays2018, giornate per raccontare il programma di mobilità più famoso al mondo. E per quell’occasione le agenzie nazionali Erasmus+ chiamano a raccolta scuole, università e associazioni invitandole a organizzare eventi sul territorio. L’invito è esteso anche a tutti gli eTwinner e agli iscritti alla comunità Epale per l’educazione degli adulti. Obiettivo è superare il record dello scorso anno, quando su 625 eventi organizzati in 11 paesi , ben 75 si sono svolti in Italia.

Come partecipare
Per partecipare a #ErasmusDays2018 bastacomunicare l’evento organizzato per il 12 o 13 ottobre alla redazione del sito erasmusplus.it, che lo inserirà sul sito Ue www.erasmusdays.eu , vetrina che raccoglie tutti gli eventi europei. Andranno fornite le informazioni principali, ovvero: titolo dell’evento, data, luogo e orario; organizzatore; descrizione sintetica; contatti di riferimento ed eventuale link di iscrizione online; immagine da utilizzare come “copertina” dell’evento sul sito. Per gli eventi su Facebook e sugli altri social andrà utilizzato l’hashtag europeo #ERASMUSDAYS.

Concorso DSGA: bandito entro dicembre, 20-30% posti ai facenti funzione

da Orizzontescuola

Concorso DSGA: bandito entro dicembre, 20-30% posti ai facenti funzione
di redazione

Oggi alle ore 16.30 si è svolto il secondo incontro tra MIUR e sindacati sul bando di concorso per il profilo dei DSGA.

Il concorso va bandito entro dicembre 2018 come prevede la normativa. Ai facenti funzione sarà dedicato il 20-30% dei posti messi a concorso (2.004). Successivamente, si potrebbe stabilire una procedura riservata esclusivamente al personale interno, tramite contratto nazionale integrativo (passaggio tra le aree).

Va esclusa la possibilità di un percorso differenziato per i facenti funzione, all’interno del concorso ordinario, in quanto non c’è normativa in tal senso.

L’incontro è stato aggiornato: saranno predisposte verifiche politiche con il Ministro e il Capo di Gabinetto.

Ammissione al FIT sino al 31 dicembre, come avverrà accantonamento posti

da Orizzontescuola

Ammissione al FIT sino al 31 dicembre, come avverrà accantonamento posti
di redazione

L’Amministrazione, come già riferito, si è impegnata a far proseguire le ammissioni al III anno FIT dalle graduatorie regionali di merito ad esaurimento (GMRE) 2018.

Assunzioni docenti proseguono: slitta al 31 dicembre termine graduatorie concorso 2018

Accantonamento posti

Il provvedimento allo studio del Miur dovrebbe consentire  agli uffici scolastici l’accantonamento e l’assegnazione dei posti destinati alle GMRE 2018, pubblicate entro il 31 dicembre p.v.

Modalità accantonamento

Gli interessati, secondo quanto riferito dall’Amministrazione, dovrebbero scegliere l’ambito territoriale o la provincia, mentre l’assegnazione della scuola dovrebbe avvenire nell’ambito delle operazioni di immissione in ruolo a.s. 2019/20.

Ambiti o province?

La Flc Cgil ha evidenziato che la scelta dell’ambito sarebbe un errore considerato che sarà abolita la chiamata diretta, per cui gli ambiti non  avrebbero più senso di esistere. Pertanto, si propone che i docenti interessati scelgano la provincia, anche per dare loro maggiore possibilità di scelta relativamente alla sede.

Sottolineiamo che nel DDL Pittoni, che predispone l’abolizione della chiamata diretta, non è prevista l’abolizione degli ambiti.

NB: al momento c’è solo l’impegno del Miur sulla possibilità di proseguire le nomine in ruolo dalle GMRE pubblicate entro il 31/12/18, ma nessun provvedimento è stato ancora presentato.

Bussetti: si uso smartphone. Le scuole adottano apposito regolamento

da Orizzontescuola

Bussetti: si uso smartphone. Le scuole adottano apposito regolamento
di redazione

Il Ministro Bussetti, intervenuto alla trasmissione radiofonica “Un giorno da Pecora”, è ritornato sul tema dell’uso dello smartphone in classe.

Uso cellulare

Il Ministro ha ribadito quanto già affermato in precedenza, ossia di essere favorevole all’uso dei cellulari, come di tutti i device in generale. La condizione è che vengano utilizzati per una didattica innovativa.

Regolamento di Istituto

Il Ministro ha concluso l’intervento ricordando che sono le scuole a regolare l’uso dei device con un apposito regolamento, nell’ambito della loro autonomia.

Corso on line per docenti sulle competenze digitali: iscrizioni entro il 18 ottobre

da La Tecnica della Scuola

Corso on line per docenti sulle competenze digitali: iscrizioni entro il 18 ottobre
Di Lara La Gatta

Il MIUR dà il via all’ottava edizione del corso per la
formazione di docenti dell’area matematica-scientifica- tecnologica della scuola secondaria di II grado, su tematiche di “Computer Science”, afferenti ai contenuti delle Olimpiadi Italiane di Informatica (011).

Il Corso, omologato a 25 ore di formazione in presenza, è organizzato dalla Direzione Generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione con il contributo scientifico del Comitato Olimpico delle Olimpiadi
Italiane di Informatica e di AlCA (Associazione Italiana di Calcolo Automatico).

La partecipazione è aperta a tutti gli insegnanti dell’area matematica-scientifica-tecnologica della scuola secondaria di II grado.

Per partecipare, è necessario iscriversi compilando un form a
partire dal giorno lunedì 8 ottobre 2018 ore 10.00 e fino a giovedì 18 ottobre 2018 alle ore 23.59.

Il corso è gratuito e sarà fruibile dal 25 ottobre 2018 al 25 febbraio 2019.

Saranno ammessi fino a un massimo di 1.000 insegnanti.

TUTTE LE INFO

Supplenze, al via le convocazioni. Ci sono le nuove graduatorie

da La Tecnica della Scuola

Supplenze, al via le convocazioni. Ci sono le nuove graduatorie
Di Fabrizio De Angelis

Dal 21 settembre è scattata la prenotazione massiva delle graduatorie di istituto di II e III fascia del personale docente per quanto riguarda le supplenze dell’anno scolastico 2018/19.

Pertanto, le segreterie dovranno scorrere le graduatorie per la nomina dei docenti.

Le uniche vere novità riguardano le graduatorie di seconda fascia, in quanto c’è stata l’apertura degli elenchi aggiuntivi che comprendono i candidati che hanno ottenuto l’abilitazione all’insegnamento o la specializzazione sul sostegno tra il 1° febbraio e il 1° agosto 2018.

Se non dovessero esserci cambiamenti, tutto resterà tale e quale e i contratti già in essere resteranno attivi. In caso contrario si dovranno rifare le nomine.

Supplenze: la circolare Miur 2018/2019

la circolare annuale delle supplenze ricalca quasi esclusivamente quella degli anni passati, seppur con qualche novità:

– nel paragrafo “supplenze brevi” il riferimento all’art.28 c.1 del nuovo CCNL 2016/18 che prevede l’indisponibilità del docente di potenziamento per le supplenze fino a 10 giorni non solo per le ore di insegnamento curriculare ma anche per ogni altra attività deliberata nel PTOF.

– nel paragrafo “disposizioni particolari per la scuola primaria” è stato inserito il richiamo al limite orario massimo previsto dal CCNL (24 ore) nel caso di abbinamento di spezzoni da integrare con le ore di programmazione.

 – e’ stato introdotto un nuovo paragrafo (“diplomati magistrali – scuola primaria e dell’infanzia) che illustra l’applicazione delle disposizioni contenute nel cosiddetto decreto “dignita’” relativamente all’esecuzione delle sentenze sfavorevoli al personale inserito in gae con riserva. Viene precisato che i contratti conferiti fino al 30/06 saranno validi fino al termine apposto (30/06).
– nel paragrafo “disposizioni comuni” l’amministrazione dà notizia dell’abrogazione del comma 131 della L.107/2015 che impediva il conferimento di supplenze annuali al personale già destinatario di supplenze annuali per oltre 36 mesi su posto vacante.
viene inoltre precisato che i contratti di supplenza non possono piu’ essere conferiti fino all’avente diritto in applicazione dell’art.41 CCNL.Viene reintrodotta la precisazione di quanto disposto dagli artt.40 e 60 del CCNL 26/11/2007 (7 giorni prima e 7 giorni dopo, domeniche, festività infrasettimanali e giorno libero) e si precisa infine che nel caso di completamento dell’orario settimanale si ha diritto al pagamento della domenica.Per quanto riguarda il part time, è imminente la pubblicazione da parte del MIUR di una FAQ in cui si precisa che il destinatario di un contratto FIT può richiedere il part-time all’atto della sottoscrizione del contratto stesso: per la valutazione dell’anno FIT i giorni di servizio obbligatori saranno ridotti proporzionalmente, come già precisato per il superamento dell’anno di prova dalla nota 36167 del 2015.

LA CIRCOLARE 2018/2019 (CLICCA QUI)

10mila supplenti ma nessuno abilitato al sostegno

da La Tecnica della Scuola

10mila supplenti ma nessuno abilitato al sostegno
Di Pasquale Almirante

La Cisl-scuola della Lombardiaè preoccupata per la mancanza di personale specializzato per il sostegno mentre continuano adaumentare le certificazioni e i posti da coprire: «Siamo sempre stati ai primi posti in termini diinclusione dei ragazzi con disabilità o disturbi comportamentali e dell’apprendimento.Non facciamo in modo che un fiore all’occhiello della scuola italiana si trasformi in un boomerang».

Personale senza specializzazione

«I posti vacanti all’inizio dell’anno erano oltre 5mila in Lombardia, sono state fatte in tutto 152 nomine di ruolo nelle scuole di ogni ordine e grado della regione. Gli altri saranno coperti da persone che non hanno alcuna specializzazione. In Lombardia l’organico complessivo prevede circa 21mila posti per il sostegno, destinati ad aumentare visto che già la prossima settimana ci comunicheranno le nuove esigenze, fra questi sono 9.800 gli insegnanti specializzati, più della metà dei posti verrà assegnata a insegnanti senza abilitazione».

Inoltre, precisa Cisl-Scuola, secondo quanto riporta Il Giorno, secondo i dati della Fish – Federazione italiana superamento handicap – circa l’80% degli alunni ha cambiato due insegnanti di sostegno nel corso dell’anno, il 48% ne ha cambiati tre, il 15% quattro e il 6% addirittura cinque.

Personale e alunno al centro

Dunque, dice il sindacato: «Serve più personale specializzato, i posti in deroga che effettivamente servono vanno stabilizzati per garantire continuità didattica, ma soprattutto bisogna formare un maggior numero di persone sul sostegno, con corsi magari gestiti come un tempo dagli uffici scolastici territoriali in base alle esigenze. Il sostegno non deve essere uno “strumento” però per poi passare al posto comune o chiedere il trasferimento in altra regione. Bisogna mettere l’alunno al centro. Chi si specializza resti sul sostegno, perché è una professione sempre più cruciale. Se non si garantisce l’inclusione è il sistema scuola a fallire».

Ledha minaccia azioni legali

Anche la Ledha, Lega per i diritti delle persone con disabilità, non lascia correre e minaccia azioni legali: «Gli alunni con disabilità hanno tutte le ragioni per pretendere di esercitare il proprio diritto allo studio alla pari di tutti gli altri compagni. Non è sufficiente consentire la loro mera iscrizione e frequenza, ma occorre fornire figure di sostegno didattiche specializzate e per un numero di ore adeguato ai loro bisogni. La mancanza di specializzazione degli insegnanti di sostegno,così come la mancanza di continuità didattica può essere configurata come una condotta indirettamente discriminatoria. Situazioni come queste si ripetono, purtroppo, da anni, provocando situazioni di disagio per migliaia di bambini e ragazzi con disabilità che vedono leso il proprio diritto a frequentare la scuola in condizioni di parità con i loro compagni. Chiediamo innanzitutto agli enti preposti che questa situazione si risolva nel più breve tempo possibile, garantendo almeno la presenza in continuità degli insegnanti di sostegno».

Concorso funzionari Miur, ecco tutte le info

da La Tecnica della Scuola

Concorso funzionari Miur, ecco tutte le info
Di Andrea Carlino

Le prove preselettive del concorso Miur per 253 posti per l’accesso al profilo professionale di funzionario amministrativo-giuridico-contabile, area III, posizione economica F1, del ruolo del personale del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, per gli uffici dell’Amministrazione centrale e periferica, si svolgeranno nei giorni 27 e 28 settembre 2018 alle ore 10,00, con inizio delle operazioni di identificazione dei candidati alle ore 8,00.

L’alto numero di domande di partecipazione (più di 50mila) ha portato, come previsto, ad una prova preselettiva che indubbiamente servirà a scremare il numero dei partecipanti.

Il Ministero ha reso noto che il numero dei quesiti (ciascuno con quattro opzioni di risposta) che i candidati dovranno affrontare sono i seguenti:

a) diritto costituzionale – 14 quesiti;

b) diritto dell’Unione europea – 14 quesiti;

c) diritto amministrativo – 14 quesiti;

d) diritto civile, con particolare riferimento alle obbligazioni ed ai contratti – 14 quesiti;

e) contabilita’ pubblica – 15 quesiti;

f) diritto del lavoro, con particolare riferimento al pubblico impiego – 14 quesiti;

g) elementi di organizzazione del Ministero dell’istruzione dell’universita’ e della ricerca e delle istituzioni scolastiche – 15 quesiti.

La valutazione della prova preselettiva sara’ effettuata attribuendo:

  • punti 1 (uno) per ogni risposta esatta;
  • punti -0,33 (meno zero virgola trentatre) per ogni risposta errata;
  • punti 0 (zero) per ogni risposta non data.

La prova preselettiva avrà la durata di 90 minuti.

Anagrafe Studenti, aggiornamento entro il 27 ottobre 2018

da La Tecnica della Scuola

Anagrafe Studenti, aggiornamento entro il 27 ottobre 2018
Di Lara La Gatta

Anche quest’anno alle scuole di ogni ordine e grado, statali e paritarie, compresi i percorsi di primo e secondo livello, è richiesto di aggiornare i dati dell’Anagrafe Nazionale Studenti.

Le funzioni per aggiornare i dati di frequenza sono già disponibili sul SIDI (“Avvio anno scolastico”) e l’aggiornamento dovrà esssere effettuato entro il 27 ottobre.

Tutte le indicazioni per eseguire la procedura sono contenute nella nota 1828 del 20 settembre 2018.

Con l’occasione il Miur ricorda anche che le scuole devono tenere sempre aggiornate le posizioni scolastiche dei propri alunni, registrando tempestivamente ogni evento a riguardo (nuovi ingressi, trasferimenti, ritiri, abbandoni). Inoltre, relativamente agli studenti frequentanti le scuole all’estero (mobilità studentesca), da quest’anno vengono richieste informazioni aggiuntive da inserire direttamente sul SIDI.

Un nuovo tsunami colpisce gli alunni disabili: il 52% cambia docente di sostegno

da Tuttoscuola

Un nuovo tsunami colpisce gli alunni disabili: il 52% cambia docente di sostegno

Quest’anno nelle scuole statali sono tornati in classe 253 mila alunni con disabilità; meno della metà di loro, cioè soltanto circa 120 mila, avrà la fortuna di ritrovare il docente di sostegno dello scorso anno, mentre per tutti gli altri, circa 133 mila alunni disabili (il 52%) si dovrà ricominciare da capo con un nuovo insegnante. A loro sarà negata la continuità didattica. Eppure l’Italia si vanta di avere la scuola più inclusiva d’Europa.

A cosa è dovuta questa situazione? Benché il numero di alunni disabili per quest’anno fosse ampiamente conosciuto da tempo, secondo le stime di Tuttoscuola oltre un terzo dei 160 mila insegnanti di sostegno in servizio quest’anno (nel 2017-18, come rilevato dalla Corte dei Conti sono stati “pari a 154.432 unità, di cui 54.352 in deroga”) saranno “in deroga”, cioè precari, licenziati e riassunti ogni anno, quasi tutti nominati in una scuola diversa da quella dell’anno precedente. Lo prevedono le norme che determinano i posti fissi (il cosiddetto organico di diritto), che però non sono mai allineati al reale fabbisogno. Per quest’anno i posti fissi sono poco più di 100 mila, mentre il fabbisogno di docenti di sostegno è di circa 160 mila. Ne consegue che quest’anno circa 60 mila docenti di sostegno dovranno essere assunti “in deroga” con contratti a tempo determinato.

Assistiamo così a un paradosso: schieriamo un esercito di 160 mila insegnanti di sostegno, più dei Carabinieri, più del doppio dei medici; facciamo un grande investimento (5 miliardi di euro l’anno solo per gli stipendi), nel Paese che per primo 40 anni fa ha creduto nell’integrazione scolastica degli studenti con disabilità, superando le terribili classi differenziate: tutto in buona parte vanificato da un’insensata girandola di cattedre: 133 mila alunni con disabilità (il 52%) cambiano quest’anno docente, in molti casi ne cambieranno nei prossimi mesi anche più di uno.

Sicurezza, Bussetti: pronti 3,6 milioni per istituti in Molise colpiti dal sisma

da Il Sole 24 Ore

Sicurezza, Bussetti: pronti 3,6 milioni per istituti in Molise colpiti dal sisma

«La sicurezza delle nostre scuole rappresenta una priorità. E voglio dimostrarlo con i fatti. Ho firmato in queste ore un decreto che stanzia 3,6 milioni per mettere in sicurezza gli edifici di tre istituti scolastici dichiarati inagibili dopo le scosse di terremoto che hanno il colpito il Molise ad agosto». Lo ha annunciato su Facebook il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti.Le risorse stanziate provengono dal cosiddetto Fondo emergenze (decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 28 agosto 2018, n. 603). L’assegnazione è avvenuta su richiesta della Regione Molise, a seguito delle verifiche della Protezione civile che ha dichiarato le scuole inagibili.

I fondi
Le tre scuole che otterranno il finanziamento per la messa in sicurezza sono: il Liceo linguistico e pedagogico di Guglionesi (CB) per il quale è previsto uno stanziamento di 2.550.000 di euro; la Scuola primaria e secondaria via Jovine del Comune di Portocannone (CB) che avrà a disposizione 1.053.000 di euro; la Scuola primaria e di infanzia via Roma del Comune di Tavenna (CB) alla quale arriveranno 80.000 euro.

«Supporto agli enti locali»
«Stiamo lavorando velocemente – ha spiegato Bussetti – per dare una risposta ai ragazzi, alle loro famiglie, alle comunità scolastiche. La scuola è per i nostri studenti una seconda casa. Devono sentirsi protetti al suo interno e devono poter tornare alla normalità quanto prima. Siamo al fianco degli enti locali, delle regioni, del nostro Ufficio scolastico: continueremo a dare il supporto necessario e a collaborare con loro. Per la ripartenza del territorio e per il futuro dei nostri giovani».

Vigili e telecamere anti-spaccio: Roma aderisce a «Scuole sicure»

da Il Sole 24 Ore

Vigili e telecamere anti-spaccio: Roma aderisce a «Scuole sicure» 

Per combattere lo spaccio nelle scuole il Campidoglio punta su vigili e telecamere di sorveglianza. A prevederlo è il progetto “Scuole Sicure” messo a punto dal Comune di Roma per accedere ai fondi del ministero dell’Interno e destinati alle attività di prevenzione e contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti nei pressi degli edifici scolastici. Roma Capitale è beneficiaria di un finanziamento di oltre 724 mila euro.

La lista degli istituti
«In base alle indicazioni ricevute dai Municipi e dai gruppi territoriali della Polizia Locale, sono stati individuati gli istituti maggiormente esposti al fenomeno: le sedi segnalate sono 51 in totale, 30 delle quali avranno la priorità nell’applicazione delle misure previste», spiega il Campidoglio. Nella lista complessiva stilata compaiono, a quanto si apprende, diversi istituti noti della Capitale: dai centralissimi licei Virgilio e Cavour all’Avogadro, dall’istituto Tommaso Salvini fino agli istituti Aristofane e Tullio Levi Civita.

Il progetto
Si svilupperà attraverso l’installazione di telecamere di videosorveglianza all’esterno delle scuole. Previsto anche l’incremento di personale della polizia locale per garantire maggiori controlli e vigilanza, in particolar modo negli orari di ingresso e di uscita degli studenti. Spazio anche alla realizzazione di campagne educative e formative in collaborazione con gli istituti. «Ringraziamo il ministero dell’Interno che ha individuato Roma tra le principali città italiane per la fase sperimentale del progetto ‘Scuole Sicure’. Con le azioni che saranno messe in campo, in stretta sinergia con Prefettura e presidi, l’obiettivo è quello di assicurare un controllo più capillare e incisivo nei pressi delle scuole, spesso terreno fertile per gli spacciatori di sostanze stupefacenti. Vogliamo che i nostri ragazzi crescano in luoghi sani dove studiare e formarsi, e acquistino consapevolezza dei rischi legati alla diffusione delle droghe», afferma la sindaca Virginia Raggi.

Scuola digitale, mancano wifi e banda larga. E tra Nord e Sud c’è un abisso

da Corriere della sera

Scuola digitale, mancano wifi e banda larga. E tra Nord e Sud c’è un abisso

Il sondaggio di Skuola.net: il 28% degli studenti ha a disposizione un tablet, il doppio rispetto a un anno fa. Le aule computer presenti in 9 scuole su 10: ma il 34% dei ragazzi non l’ha mai usata. E al Sud sale al 52%

Valentina Santarpia

I device non mancano, anzi sono praticamente raddoppiati rispetto a 12 mesi fa: il 28% degli studenti italiani frequenta una classe in cui hanno a disposizione un tablet. Peccato però che poi uno studente su 4, il 23% non abbia una rete wifi che connetta la propria classe. Mentre ancora si discute se sia legittimo vietare il cellulare in classe, gli ultimi aggiornamenti sulla scuola digitale li fornisce Skuola.net, con un campione di 8500 interviste (il 10% degli studenti, 8,5 milioni) che denunciano, ancora una volta, una «tecnologia a singhiozzo» e un gap ancora profondo tra Nord e Sud.

Le aule computer, ad esempio, sono presenti in 9 istituti su 10 ma solo nel 39% dei casi vengono usate frequentemente (21% tutti i giorni, 18% almeno una volta alla settimana); il 17% accende i pc almeno una volta al mese. Ma deve preoccupare il fatto che il 34% (che al Sud sale al 52%) non l’abbia mai usata, pur avendola a disposizione. La Lavagna Interattiva Multimediale (LIM) – l’87% degli studenti dice di averla disposizione – è molto più utilizzata: il 44% l’accende tutti i giorni (54% al Nord), il 16% almeno una volta alla settimana, solo il 10% una volta al mese. La quota di quanti ce l’hanno ma non la usano, nel caso della LIM, si ferma al 17%. Con le scuole del Sud che, anche in questo caso, arrancano: il 32% dei ragazzi del Meridione sostiene che nella propria classe la LIM c’è ma è perennemente spenta.

Wifi, questo sconosciuto

Il problema vero riguarda la connessione. Il 33% degli studenti non riesce a connettersi dalla propria scuola, il 31% deve accontentarsi di una connessione via cavo LAN, cioè «fisica», il 13% deve accontentarsi della connessione presenti in alcune aree comuni della scuola, perché il wifi non è abbastanza potente da coprire tutto l’istituto. Tra l’altro a una velocità che il 16% giudica scadente e il 26% discreta.

Prof digitali cercasi

I docenti digitali sono sempre di più: in circa 7 classi su 10 i docenti utilizzano materiali trovati online (foto, video, presentazioni, articoli, ecc.) per approfondire le lezioni: nel 42% dei casi lo fanno tutti i prof, nel 30% solo alcuni. Nel 50% dei casi viene usata la LIM, in 1 caso su 4 gli strumenti personali dell’insegnante; 1 studente su 10 è autorizzato a usare il proprio smartphone. Al Sud la situazione è più drammatica: il 52% degli studenti è ancora costretto a seguire lezioni esclusivamente di tipo tradizionale. I ritardi e le lentezze non riguardano solo gli strumenti, ma anche l’uso degli strumenti: solamente il 48% degli intervistati (l’82% al Sud) dice che il proprio istituto ha organizzato corsi sull’uso dei programmi di produttività, sul coding, e così via ma. Va leggermente meglio in tema di cittadinanza digitale (cos’è il cyberbullismo e come affrontarlo, come difendersi dalle truffe online, ecc.): la percentuale di lezioni dedicate all’argomento qui sale al 62% (ma al Sud non va oltre il 25%). Alla fine, però, appena il 28% del campione dice di aver arricchito il proprio bagaglio di conoscenze digitali proprio grazie alla scuola; un altro 28% giusto su qualche aspetto; il 44% poco o niente. «Di strada da fare ce n’è ancora tanta- conclude Skuola.net- Ma almeno siamo partiti».

E se fa male?

Ma la domanda, quando si parla di tecnologie a scuola, è sempre la stessa: fa male, fa bene, non si rischiano effetti collaterali sui ragazzi? Giovanni Vannini, esperto di social media, precisa: «La tecnologia non è cattiva in sé: contribuisce a creare una interrealtà in cui reale e virtuale convivono, si fondono e si scambiano inscindibilmente cause ed effetti sulla vita di ognuno di noi. I dispositivi vanno usati dove e come e quando è bene farlo, quando serve, è utile: si possono utilizzare i social media e le tecnologie tutte come abilitatori di gioco, relazione, apprendimento».