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Fallisce il boicottaggio dell’Invalsi: in seconda superiore prove svolte da oltre il 90% degli studenti

da Il Sole 24 Ore

di Claudio Tucci

Fallisce il boicottaggio dell’Invalsi: in seconda superiore le prove sono state svolte da oltre il 90% degli studenti. Non solo. Quest’anno si conferma l’incremento di partecipazione già registrato nel 2018.

I dati finali
Gli alunni coinvolti dalle prove sono stati 526.764 suddivisi in 26.844 classi. Le prove di italiano e matematica sostenute al computer sono state complessivamente 978.168. Anche le prove di questo grado scolastico, spiega l’Invalsi in una nota, si sono svolte «regolarmente durante tutto il periodo senza particolari criticità, grazie alla costante collaborazione con le scuole».

Gli esiti delle rilevazioni delle classi campione di ogni ordine e grado scolastico interessato dalle prove, verranno resi noti nel Rapporto nazionale annuale dell’Invalsi che verrà presentato il 10 luglio.

Via libera a modifiche su sostegno da Consiglio dei Ministri. Cosa cambia

da Orizzontescuola

di redazione

“Il Consiglio dei ministri ha appena approvato un provvedimento che sancisce una vera e propria rivoluzione copernicana per la disabilità a Scuola”.

“Con la revisione del decreto delegato della ‘Buona Scuola’ 66/2017 potremo migliorare l’inclusione degli oltre 200mila studenti con disabilità, aumentando la partecipazione di tutti i soggetti che affiancano questi giovani nella vita di tutti i giorni. Sono fiero di poter dire che la nuova norma è frutto dell’ascolto di istanze reali e di un lavoro partecipato, che si e’ svolto nei mesi passati gomito a gomito con le associazioni”.

Cosi’ in una nota, Salvatore Giuliano, sottosegretario del Movimento 5 Stelle al Miur. “In particolare, abbiamo previsto che le ore di sostegno, così come le attività didattiche e gli strumenti materiali per la formazione, non siano più stabiliti da un ufficio distante dall’alunno che agisce per procedure standardizzate, così come potevano essere i Gruppi per l’Inclusione Territoriale previsti nel vecchio testo. Al contrario, con il decreto Inclusione, coinvolgiamo in queste decisioni fondamentali la famiglia dell’alunno, lo psicologo o chi lo prende in cura a livello sanitario, un rappresentante dell’ente locale e, nel caso fosse maggiorenne, anche l’alunno stesso”.

“Inoltre – aggiunge il sottosegretario – abbiamo trasformato i gruppi territoriali in gruppi di docenti esperti nell’inclusione che saranno a disposizione delle scuole per supportarle in tutti i passaggi e aiutarle in situazioni particolarmente critiche con gli studenti”.

“Si tratta di un approccio alla disabilita’ totalmente diverso da quello che siamo abituati a concepire e che recepisce i principi della Convenzione Onu dei diritti delle persone con disabilita’ applicandoli nel concreto a livello scolastico. Frutto di un lavoro che dura fin dall’insediamento di questo Governo, il decreto darà alla nostra Scuola, luogo di inclusione per eccellenza, uno strumento per migliorarsi, migliorando la vita di tutti gli studenti e non lasciando da soli presidi e insegnanti nell’importante compito di non lasciare indietro nessuno”, conclude Giuliano

Più attenzione alle esigenze degli alunni con disabilità e maggiore coinvolgimento delle famiglie. E’ quanto prevede il nuovo provvedimento normativo per l’inclusione scolastica elaborato dai ministri Lorenzo Fontana (Famiglia e Disabilità) e Marco Bussetti (Istruzione), che hanno lavorato alla riforma tenendo conto delle esigenze manifestate da associazioni, famiglie e docenti. Il nuovo testo – approvato in via preliminare in cdm – prevede che mamme e papà siano maggiormente coinvolti nelle scelte che riguardano i figli con disabilità e che lo stesso minore possa contribuire a definire piani e progetti più adeguati per lui. Si tratta di una rivoluzione culturale nel campo dell’inclusione.

“L’inclusione scolastica – ha dichiarato il Ministro Bussetti – è una priorità del governo. Questa iniziativa portata avanti con il Ministro Fontana dimostra l’attenzione e l’impegno del Governo. Tutti i nostri giovani, nessuno escluso, devono essere protagonisti della loro crescita e messi in condizione di esprimere tutte le loro potenzialità”.

ATA, organici 2019/20: nessun taglio grazie agli studenti DVA

da Orizzontescuola

di redazione

Si è tenuto oggi al MIUR l’incontro d’informativa sull’organico del personale ATA per il triennio scolastico 2019/2022.

Sono stati esposti i criteri con i quali verrà rideterminato l’organico per l’a.s. 2019/2020, tenuto conto del calo di 70.000 alunni a livello nazionale, della trasformazione dei contratti – da tempo parziale a tempo pieno – di 226 ex co.co.co. e della stabilizzazione, a partire dal 1^ gennaio 2020, del personale ex LSU (come previsto dalla legge di Stabilità 2019).

Per il calcolo delle dotazioni organiche si terrà conto del numero di alunni con disabilità, per cui la decurtazione, che ci sarebbe stata sulla base della diminuzione del numero degli alunni, viene riassorbita. Di conseguenza, il MIUR prevede il mantenimento delle attuali dotazioni organiche.

Il taglio previsto inizialmente di 437 Assistenti amministrativi e 1.224 Collaboratori scolastici viene compensato sulla base del numero di alunni con disabilità certificati.

Il saldo complessivo – pari per l’a.s. 2019/2020 a 203.434 unità – è di 36 unità in più date dalla compensazione tra 113 posti di personale ex co.co.co. trasformati a tempo pieno e 77 posti in meno di DSGA, dovuti al dimensionamento.

A partire dal 1^ gennaio 2020, dovranno essere poi recuperati 11.507 posti congelati sull’organico di diritto per la stabilizzazione del personale ex LSU, per questo si attendono i decreti applicativi del Ministero.

Educazione finanziaria, pubblicate le indicazioni operative per il 2019/20. Scarica il “Quaderno”

da Orizzontescuola

di redazione

La CONSOB ha pubblicato il primo Quaderno di educazione finanziaria dal titolo “Modello didattico sull’educazione finanziaria. Indicazioni operative per scuole secondarie di II grado. I edizione 2019-2020”.

Collana su educazione finanziaria

Il testo rientra nella nuova collana dedicata al tema dell’educazione finanziaria e, in quanto tale, sarà seguito dalla pubblicazione di altri numeri.

Il volume di apertura della collana – come scrive la CONSOB – nasce  dall’esperienza del progetto pilota per le scuole della Lombardia, avviato in occasione della World Investor Week 2018 (1-7 ottobre 2018) e della prima edizione del Mese dell’Educazione Finanziaria (ottobre 2018). Tale progetto ha previsto la realizzazione di alcuni moduli formativi per studenti delle scuole secondarie superiori, secondo il modello della “formazione dei formatori” (rivolta ai docenti coinvolti delle stesse scuole aderenti).

Modello didattico

Il Modello didattico proposto nel documento fornisce indicazioni, sulla base di conoscenze ed esperienze aggiornate, attraverso uno studio che individua, valuta e  sintetizza i dati empirici al fine di fornire strumenti didattici, massimizzare i risultati  e omogeneizzare le prassi.

I moduli formativi proposti si focalizzano su eventi storici significativi, quali ad esempio le crisi finanziarie connesse allo scoppio di bolle speculative o gli schemi di truffe più frequenti.

I moduli puntano alla trasmissione di alcune nozioni finanziarie di base e di alcune regole utili per la gestione delle finanze personali, nonché all’illustrazione del funzionamento del sistema economico-finanziario, dei meccanismi istituzionali e delle connessioni tra attitudini e comportamenti individuali e fenomeni collettivi.

Il Quaderno

Pensioni quota 100 e mobilità, 6.000 domande già ok. Data ultima Operazioni

da Orizzontescuola

di redazione

Pensioni quota 100: i posti potranno essere utilizzati per la mobilità se acquisiti entro il termine ultimo per le operazioni.

Secondo una verifica effettuata dalla FLCGIL  i  flussi provenienti dall’INPS per Quota 100 attualmente ammontano a circa 6.000 unità (su 22.197) mentre per le domande presentate entro il 12 dicembre le domande accettate sono finora 19.853. 

Ricordiamo che sabato 25 maggio è la data ultima per l’inserimento al SIDI dei posti disponibili, anche se ci sono già deroghe a questa data. Si veda ad es. l’avviso dell’USR Puglia  “Si fa presente, infine, che il termine di scadenza previsto per la definizione delle certificazioni Quota 100 (Seconda platea) è il 31 maggio 2019.”

Piano Annuale Inclusione (P.A.I) entro 30 giugno: modello e indicazioni

da Orizzontescuola

di redazione

Come previsto dalla C.M. n. 8 prot. n.561 del 6/3/2013 del MIUR  ogni scuola – statale e paritaria- è chiamata ad elaborare una proposta di Piano Annuale per l’Inclusività riferito a tutti gli alunni con B.E.S. dell’intero istituto, da redigere al termine di ogni anno scolastico ( entro il mese di giugno).

Il Gruppo di Lavoro Inclusione e il Collegio Docenti si attiveranno entro il termine del 30 giugno 2019 per le rispettive date di approvazione e di delibera del P.A.I. Ogni Scuola elabora il proprio P.A.I., in un’unica copia, sulla base del modello indicato dal M.I.U.R.

Le indicazioni

La PARTE PRIMA del P.A.I. – analisi dei punti di forza e di criticità – deve contenere i dati relativi solo ed esclusivamente all’anno scolastico 2018 – 2019, rilevati tra settembre 2018 e giugno 2019 ( consuntivo ).

La PARTE SECONDA del P.A.I. – obiettivi di incremento dell’inclusività, proposti per il prossimo anno – deve riportare le proposte operative di miglioramento che si intendano attuare nell’anno scolastico successivo 2019 – 2020, tra settembre 2019 e giugno 2020 ( preventivo ).

Le scuole sono invitate a riportare l’anno scolastico di riferimento all’ inizio di ciascuna parte del P.A.I. : – deve essere riportato l’ anno scolastico 2018 – 2019 accanto alla dicitura PARTE PRIMA – analisi dei punti di forza e di criticità ; – deve essere riportato l’anno scolastico 2019 – 2020 accanto alla dicitura PARTE SECONDA – obiettivi di incremento dell’ inclusività proposti per il prossimo anno .

Nella Parte I alla lettera A – che comprende tre categorie di alunni con BES – ogni alunno deve essere conteggiato una volta sola col criterio del “disagio prevalente” , laddove i disagi espressi al punto 1.prevalgono su quelli dei punti 2. e 3., mentre i disagi del punto 2. prevalgono su quelli del punto 3 . Nel caso in cui , nella TABELLA A, alla voce ALTRO sia riportato un numero sulla medesima riga ,occorre specificare il tipo di disagio.

Se il numero dei P.E.I. / P.D.P. redatti non corrisponde esattamente al numero degli alunni conteggiati in tabella , le scuole dovranno spiegarne il motivo con nota esplicativa.

Tutte le caselle devono essere riempite, laddove richiesto , con SI’ o NO ; se si mette SI’ alla voce ALTRO, occorre specificare di che cosa si tratti ( dalla B alla H ).

Il modello Miur

La nota dell’USR Lazio

Pensioni dal 1° settembre 2019, sindacati chiedono incontro al Miur

da Orizzontescuola

di redazione

I Sindacati CGIL, CISL e UIL hanno chiesto un incontro al Miur e all’INPS per verificare lo stato di avanzamento dell’esame delle domande presentate per i pensionamenti dal 1° settembre 2019.

L’incontro è stato richiesto alla  Dott.ssa Gabriella De MicheleDirettore Generale INPS nazionale e al Dott. Giuseppe ChinèCapo di Gabinetto del MIUR.

L’incontro è stato richiesto dopo la diffusione della nota Miur del 15 maggio con il quale sarà possibile acquisire le cessazioni anche per il personale della scuola che ha presentato domanda Polis nel periodo 07/02/2019-28/02/2019, relative al D.L. 4/2019 (Quota 100)  e per le quali INPS ha restituito il diritto a pensione.

A tal fine sono disponibili per gli Uffici Scolastici Territoriali anche le funzioni per l’inserimento massivo delle cessazioni.

Si stima infatti che non tutte le domande saranno lavorate in tempo, con notevoli differenze tra una provincia e l’altra.

Pensioni, posti liberi per provincia

Posti pensioni quota 100 per mobilità e ruoli. Nota Miur [ANTEPRIMA]

Codice disciplinare docenti: i sindacati vogliono gli organi di garanzia

da La Tecnica della Scuola

Di Reginaldo Palermo

Il caso della professoressa di Palermo sospesa dal servizio ha dato l’occasione ai sindacati di chiedere al Ministero di rimettere mano al codice disciplinare dei docenti.

Una storia vecchia di 20 anni

E’ accaduto proprio nel corso dell’incontro svoltosi nel pomeriggio del 20 maggio e dedicato principalmente al tema delle risorse contrattuali.
La questione è particolarmente complessa e si trascina da una ventina di anni.
Con i primi contratti stipulati negli anni ’90 Aran e sindacati erano riusciti a trovare un’intesa per quanto riguarda il personale Ata per il quale, infatti, le sanzioni sono previste proprio dal contratto nazionale.
Per i docenti, al contrario, non si è mai trovato un accordo e quindi le sanzioni sono sempre quelle definite dalla legge, e dal Testo Unico 297 del 1994 in particolar modo.

Il contratto del 2018 e la sequenza contrattuale fallita

Quando venne siglato l’ultimo contratto, nei primi mesi del 2018, la questione venne rinviata ad una sequenza contrattuale che si sarebbe dovuta concludere entro il 31 luglio dello stesso anno.
Ma, non appena aperto il confronto, i sindacati fecero sapere di essere nettamente contrari ad affrontare la questione se prima non si fosse modificata la legge Madia che prevede espressamente che i dirigenti scolastici possono irrogare ai docenti la sospensione dal servizio fino a 10 giorni.

Gli organi di garanzia

Nel pomeriggio del 20 maggio i sindacati hanno riaperto il capitolo chiedendo però che il Ministero si impegni a ripristinare gli organi di garanzia che esistevano fino alla metà degli anni 90 quando per irrogare una sanzione il provveditore o il ministro dovevano acquisire il parere obbligatorio del comitato di disciplinare provinciale o nazionale.
La richiesta dei sindacati appare del tutto legittima ma destinata a cadere nel vuoto dal momento che il ripristino di tali organi potrebbe essere effettuato solo contestualmente al riordino complessivo degli organi collegiali della scuola, riordino di cui si parla inutilmente da almeno un decennio.
Il risultato è che la scuola continua a funzionare con organi collegiali ideati quasi 50 anni fa e ormai palesemente inadeguati, mentre la materia disciplinare è sottoposta a regole diverse per docenti, personale Ata e dirigenti scolastici.
Vediamo se, questa volta, sindacati e Ministero riusciranno almeno a decidere di avviare il confronto.

Precariato: i sindacati chiedono PAS e concorsi riservati. Il Ministro è contrario (per ora)

da La Tecnica della Scuola

Di Reginaldo Palermo

Con l’intesa fra Governo e sindacati siglata nella notte del 23 aprile è stato dato avvio ad un percorso di confronto fra sindacati e ministero per trovare soluzioni adeguate all’ormai cronico problema del precariato.

Le richieste sindacali e le riserve del Ministero

Dopo due incontri fra Ministro e sindacati il confronto sembra però fermo con posizioni molto lontane.
I sindacati chiedono l’avvio di un PAS analogo a quello del 2013 e cioè aperto a tutti e finalizzato a riconoscere il titolo abilitante a tutti coloro che lo frequentano e che superano le prove conclusive. Il Ministro, però, sostiene che le Università non sarebbero in grado di gestire le decine di migliaia di docenti che potrebbero partecipare (si parla di 55mila insegnanti che sarebbero comunque assai di meno di quelli che presero parte ai PAS del 2013).
Senza contare che i PAS vengono richiesti a gran voce dalle scuole paritarie che hanno l’obbligo di assumere una certa quota di abilitati.

Il nodo dei concorsi riservati

I sindacati chiedono anche percorsi riservati, destinati in particolare a risolvere l’annoso problema dei docenti di terza fascia. Il Ministro, per parte sua, si è sempre mostrato scettico se non addirittura contrario ai concorsi riservati, ma adesso c’è anche una sentenza della Corte Costituzionale che dà sostegno alla richiesta dei sindacati.
Oltretutto l’ipotesi è espressamente prevista persino dal punto 22 del contratto di Governo.
La situazione, insomma, è complicata: i sindacati stanno facendo pressioni perché si arrivi ad una soluzione prima del voto di domenica 26, ma i tempi sono stretti.
Tanto che qualche sindacato firmatario dell’intesa del 23 aprile, dopo aver revocato lo sciopero del 17 maggio, sta già pensando di annunciare una manifestazione nazionale per la metà di giugno.

Contratto scuola 2019-2021, si sta lavorando per atto di indirizzo

da La Tecnica della Scuola

Di Lucio Ficara

Oggi 20 maggio c’è stato un ulteriore incontro tra i sindacati e i tecnici del Miur per mettere a punto il nuovo contratto scuola 2019-2021. Per il Miur era presente il Capo Gabinetto Giuseppe Chiné che è ritenuto, da più parti, l’uomo forte del Ministero dell’Istruzione.

Contratto scuola si sta lavorando su atto di indirizzo

Nell’incontro del 20 maggio tra sindacati e tecnici del Miur si è parlato principalmente di come costruire l’atto di indirizzo del nuovo contratto scuola 2019-2021. Partendo dall’accordo del 24 aprile 2019 trovato tra sindacati e Governo, si sta ragionando di costruire un atto di indirizzo che sia condiviso per arrivare in tempi brevi alla firma del CCNL scuola 2019-2021.

I sindacati per il 27 maggio dovranno preparare le proprie richieste per l’atto di indirizzo e l’apertura vera e propria della contrattazione. A tal proposito è previsto un comunicato unitario dei Sindacati e poi entro il 3 giugno il Miur dovrà, sulla base delle proposte avanzate dai sindacati, definire l’atto di indirizzo del nuovo contratto.

Atto di indirizzo per il CCNL scuola 2019-2021

L’Atto di Indirizzo per il rinnovo del CCNL scuola serve per autorizzare le parti ad utilizzare le risorse da stanziare per la legge di bilancio 2020 per gli aumenti stipendiali, per la valorizzazione professionale dei docenti, forse, qualcuno ancora ci spera, per il recupero dell’annualità 2013, per la progressione di carriera del personale docente e ata.

È utile sapere che l’Atto di Indirizzo, verrà predisposto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri sulla base delle proposte e degli accordi raggiunti con i sindacati, poi dovrà essere inviato all’Aran al fine di consentire alle parti di concludere l’iter contrattuale.

La curiosità di molti è quella di conoscere da dove arriveranno i miliardi di euro che serviranno a chiudere un contratto che dovrebbe aprire le porte all’adeguamento degli stipendi dei prof ai livelli medi europei.

ATA, organici 2019/2020: nessun taglio

da La Tecnica della Scuola

Di Redazione

Si è conclusa l’informativa al Miur sull’organico del personale ATA per il triennio scolastico 2019/2022.

Personale ATA, gli organici restano invariati grazie agli alunni disabili

Per quanto riguarda l’organico del personale ATA, l’amministrazione ha illustrato alle Organizzazioni sindacali i criteri con i quali verrà rideterminato l’organico per l’a.s. 2019/2020, tenuto conto del calo di 70.000 alunni a livello nazionale, della trasformazione dei contratti – da tempo parziale a tempo pieno – di 226 ex co.co.co. e della stabilizzazione, a partire dal 1^ gennaio 2020, del personale ex LSU (come previsto dalla legge di Stabilità 2019).

Come segnala la Flc Cgil, per il calcolo della consistenza complessiva delle dotazioni organiche nella proposta di decreto del MIUR al MEF, si tiene conto del numero di alunni con disabilità (come previsto dall’art. 3 del D.Lgs. n. 66/2017), per cui la decurtazione, che ci sarebbe stata sulla base della diminuzione del numero degli alunni, viene riassorbita. Di conseguenza, il MIUR prevede il mantenimento delle attuali dotazioni organiche.

Personale ATA: i tagli previsti

Infatti, il taglio previsto, che doveva essere pari a 437 Assistenti amministrativi e 1.224 Collaboratori scolastici, viene compensato sulla base del numero di alunni con disabilità certificati, presenti a sistema.

Il saldo complessivo – pari per l’a.s. 2019/2020 a 203.434 unità – è di 36 unità in più date dalla compensazione tra 113 posti di personale ex co.co.co. trasformati a tempo pieno e 77 posti in meno di DSGA, dovuti al dimensionamento.

A partire dal 1° gennaio 2020, dovranno essere poi recuperati 11.507 posti congelati sull’organico di diritto per la stabilizzazione del personale ex LSU, il cui passaggio sarà regolato dai decreti applicativi del Ministero, che devono essere ancora emanati.

IL CALCIO CHE AMIAMO

Venerdì 24 maggio – Aula Paolo VI, Città del Vaticano. Oltre cinquemila bambini e ragazzi incontreranno Papa Francesco. I valori positivi dello sport raccontati dai protagonisti del calcio

La Gazzetta dello Sport, in collaborazione con Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), FIGC e Lega Serie A, presenta IL CALCIO CHE AMIAMO, un grande incontro rivolto alle nuove generazioni, ospitato dalla Santa Sede in Aula Paolo VI, che culminerà con un’udienza papale.

IL CALCIO CHE AMIAMO sarà un momento per riflettere sul calcio come divertimento, educazione e inclusione, valori importanti e fondamentali raccontati dai giornalisti de La Gazzetta dello Sport insieme a vertici istituzionali, grandi campioni, allenatori.

IL CALCIO CHE AMIAMO sarà una festa per il mondo dello sport, dedicato a tutti i piccoli giocatori, ai piccoli tifosi e a tutti coloro che amano il calcio.

Tanti gli esponenti di primo piano del mondo del calcio e dell’educazione allo sport, che hanno raccolto l’invito de La Gazzetta dello Sport e del presidente di RCS MediaGroup Urbano Cairo: Marco Bussetti Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Gabriele Gravina presidente FIGC, Gaetano Miccichè presidente Lega Serie A, Giovanni Malagò presidente Coni, Javier Zanetti vicepresidente Inter, Clarence Seedorf allenatore Camerun, Samuel Eto’o Fils attaccante del Qatar, Arrigo Sacchi ex allenatore, Roberto Mancini CT Nazionale italiana, Claudio Ranieri allenatore Roma, Franco Baresi leggenda dell’A.C. Milan, Gianluca Pessotto Under 19’s team coordinator, Carolina Morace leggenda del calcio femminile italiano, Francesco Messori capitano nazionale italiana calcio amputati.

Dopo una performance del gruppo Da Move, avanguardia del movimento freestyle mix a livello europeo, l’evento sarà condotto della giornalista di La7 Cristina Fantoni. I tre salottini saranno moderati dai giornalisti de La Gazzetta dello Sport Andrea Monti, direttore, Stefano Barigelli, condirettore e Gianni Valenti, vicedirettore vicario.

Nel corso della mattinata, saranno premiati i vincitori del concorso per le scuole “Il Calcio e i giovani”, indetto dal MIUR, rivolto alle alunne e agli alunni delle scuole primarie e secondarie di I grado e alle studentesse e agli studenti delle scuole secondarie di II grado del Lazio e dell’Abruzzo. Le classi hanno partecipato presentando elaborati inediti, anche di carattere multimediale, sui temi del calcio come forma di educazione e formazione, come forma di integrazione e come forma di divertimento, in linea con il tema del concorso e prendendo spunto da problematiche del loro territorio.

Per tutti i presenti – soprattutto bambini e ragazzi, oltre cinquemila tra classi e squadre giovanili – il momento più atteso e intenso sarà in chiusura, quando Papa Francesco raggiungerà l’Aula Paolo VI per parlare dei valori del calcio e dello sport.

Progetto Talmud

Ricerca, Bussetti: “Progetto Talmud è unicum.
Dobbiamo essere fieri del ruolo dell’Italia”

“Abbiamo il dovere civile di conoscere il nostro passato, di custodirlo, di valorizzarlo. E di farlo rivivere nel nostro presente, perché sia da stimolo per il nostro futuro. E l’Ebraismo è parte integrante della cultura occidentale fin dalle origini del nostro mondo”. Così il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti, intervenendo al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano all’evento di presentazione del progetto di traduzione del Talmud Babilonese in italiano, realizzato grazie a un Protocollo d’intesa fra Presidenza del Consiglio dei Ministri, MIUR, Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (UCEI), Collegio Rabbinico Italiano.

“Questo progetto di traduzione è unico al mondo e dobbiamo essere orgogliosi che sia l’Italia a promuoverlo e portarlo avanti – ha proseguito Bussetti -. Continueremo a farlo garantendo i necessari finanziamenti che abbiamo già aumentato in modo significativo, proprio perché crediamo in questa iniziativa. È l’unico programma di ricerca d’avanguardia di questo tipo nel panorama internazionale. Uniamo così il nostro presente più prossimo, l’intelligenza artificiale, alle nostre radici, al nostro passato”.

Il Ministro, a margine dell’evento, ha poi ricordato l’impegno del MIUR per gli Studi Ebraici citando, in particolare, i 275.000 euro investiti per un dottorato di ricerca in materia presso l’Università di Bologna, concordato con l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (UCEI).

All’iniziativa hanno presenziato, oltre al Ministro Bussetti, Clelia Piperno, Direttore del Progetto Talmud; il Capo del Dipartimento per la Formazione superiore e per la Ricerca del MIUR, Giuseppe Valditara; l’Ambasciatore di Israele in Italia, Ofer Sachs; Rita Cucchiara, docente all’Università di Modena e Reggio Emilia; Rav Gad Piperno, Quality Manager del Progetto Talmud; Alfonso Peratzur Arbib, Rabbino capo di Milano; Maria Cristina Messa, Rettore dell’Università degli Studi Milano Bicocca. A porgere i saluti istituzionali, il Direttore Generale del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia, Fiorenzo Galli; il Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), Massimo Inguscio; il Vicepresidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (UCEI), Giorgio Mortara.

Al via le iscrizioni ai percorsi di istruzione per gli adulti. Richieste fino al 31 maggio

da Il Sole 24 Ore

di Amedeo Di Filippo

La direzione generale per gli Ordinamenti scolastici ha diramato la nota 7755 del 3 maggio relativa alle iscrizioni ai percorsi di istruzione per gli adulti per il 2019/2020.

Le iscrizioni
Il Miur scrive ai direttori degli Usr, alle Regioni, alle Province e ai Comuni per fornire le istruzioni relative alle iscrizioni ai percorsi di istruzione degli adulti, erogati dai Centri territoriali per l’educazione degli adulti, ivi compresi i corsi serali, che sono stati riordinati in tre percorsi: istruzione di primo livello, alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana, istruzione di secondo livello. I primi due sono realizzati dalle sedi dell’unità amministrativa dei Cpia, gli altri dalle sedi dell’unità didattica, dalle istituzioni scolastiche presso le quali funzionano i percorsi di istruzione tecnica, professionale e artistica.
Il termine di scadenza per le iscrizioni è fissato al 31 maggio 2019 e comunque non oltre il 15 ottobre 2019, ma possono essere accolte domande fuori termine secondo i criteri stabiliti dal collegio dei docenti.

Il patto
Facendo leva sulle direttrici fissate dal regolamento approvato col Dpr 263/2012, la nota del Miur evidenzia il ruolo centrale del «patto formativo individuale» e impegna le apposite commissioni per la definizione dello stesso ad organizzare specifici interventi di accoglienza e orientamento necessari alla definizione del patto, da formalizzare entro il 15 novembre 2019. Le impegna, inoltre, nel quadro di specifici accordi di rete tra Cpia e istituzioni scolastiche, a definire misure di sistema destinate a favorire gli opportuni raccordi tra i percorsi di istruzione realizzati dai Cpia e quelli realizzati dalle suddette istituzioni, con l’onere di formalizzare e trasmettere eventuali integrazioni e modifiche agli accordi medesimi agli Usr entro il prossimo 30 settembre.
A loro volta, gli Usr sono tenuti a favorire, quanto prima e comunque entro l’avvio delle attività, la definizione formale in raccordo con gli enti locali dei piani di utilizzo degli spazi/edifici destinati ad ospitare la sede centrale dei Cpia e i punti di erogazione di primo livello.

I percorsi
Il documento poi offre indicazioni sui tre distinti percorsi di istruzione:
1) a quello di primo livello possono iscriversi gli adulti sprovvisti delle competenze di base connesse all’obbligo di istruzione o che non sono in possesso del titolo di studio conclusivo del primo ciclo di istruzione, che hanno compiuto il sedicesimo anno di età o anche il quindicesimo in presenza di particolari e motivate esigenze; questo percorso è articolato in due periodi didattici;
2) a quello di secondo livello possono iscriversi gli adulti che sono in possesso del titolo di studio conclusivo del primo ciclo di istruzione; è articolato in tre periodi didattici;
3) a quello di alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana possono iscriversi gli adulti con cittadinanza non italiana in età lavorativa, anche in possesso di titoli di studio conseguiti nei Paesi di origine; è articolato in due livelli (A1 e A2) ed è finalizzato al conseguimento di un titolo attestante il raggiungimento di un livello di conoscenza della lingua italiana non inferiore all’A2.

Aule “Agora”
A fronte di documentate necessità, è consentita la fruizione dell’istruzione a distanza con lo svolgimento di attività sincrone (conferenza online video) fra docente presente nelle sedi dei Cpia e gruppi di livello presenti nelle aule a distanza, denominate “Agora’” (Ambiente interattivo per la gestione dell’offerta formativa rivolta agli adulti), individuate nell’ambito di specifici accordi con Università e/o enti locali e/o altri soggetti pubblici e privati. Le attività in presenza sono previste all’inizio del percorso per lo svolgimento delle attività di accoglienza e orientamento e la definizione del patto formativo individuale; durante il percorso, per lo svolgimento di attività di consolidamento e delle verifiche ai fini delle valutazioni periodiche; al termine del percorso, per lo svolgimento delle verifiche ai fini delle valutazioni finali.
L’autorizzazione all’effettiva attivazione delle aule Agorà è curata dagli Usr i quali, considerato il “carattere di forte innovazione”, sono invitati dal ministero ad valutare l’opportunità di attivare anche per l’a.s. 2019/2020 un numero contenuto di aule e comunque di norma non superiore ad una per ciascun Cpia.

Insegnamento della religione cattolica
Per quanto concerne la facoltà di avvalersi o non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica, questa viene esercitata dall’adulto al momento dell’iscrizione e ha valore per l’intero percorso, fatto salvo il diritto di modificare tale scelta per l’anno successivo entro il termine delle iscrizioni esclusivamente su iniziativa degli interessati. È possibile scegliere attività alternative tra le seguenti:
– attività didattiche e formative;
– attività di studio e/o di ricerca individuale con assistenza di personale docente;
– libera attività di studio e/o di ricerca individuale senza assistenza di personale docente;
– non frequenza della scuola nelle ore di insegnamento della religione cattolica.

Il registro social della prof

da la Repubblica

Stefano Bartezzaghi

Q uando la professoressa palermitana Rosellina Dell’Aria tornerà in aula, si spera per il rientro del provvedimento di sospensione e non per la scadenza dei suoi termini, avrà pronta una nuova lezione.

L’argomento è la comunicazione contemporanea, “social” e non solo “social”. La teen age non è nota per i giudizi equilibrati, tantomeno è tarata sui bilancini del politicamente corretto — quello che è oggi realmente in vigore, cioè quello per cui mettere in dubbio le camere a gas nazista è diritto di opinione. Negli elaborati e nelle discussioni in classe si riversano enormità di ogni sorta e il primo compito della docente è rivolto al funzionamento dell’argomentazione: la correttezza logica e grammaticale, prima di quella detta “politica”.

Poi può spiegare come alcune tesi siano state confutate dalla storiografia, che per essere “ufficiale” non è detto sia compromissoria e indulgente verso i vincitori. La verità ufficiale a volte è proprio vera. E si può — appunto — verificare. La scuola è dunque un laboratorio in cui ogni giovane mente può sperimentare libere concatenazioni di pensieri e selezionarle, correggerle, affinarle a contatto con quelle altrui, cioè elaborate dalle menti compagne, e con le opinioni socialmente correnti, portate in aula dalla docente. Come è allora possibile che una docente venga punita, e severamente, per opinioni espresse dai suoi studenti?

Il paragone fra leggi razziali del ’38 e provvedimenti contemporanei sull’immigrazione è contenuto in una “slide” elaborata dagli studenti (la traduzione letterale del termine inglese peraltro sarebbe “scivolata”). Cellula della “presentazione”, la slide è la protagonista di tutte le spiegazioni che il mondo d’oggi dà a sé stesso. Ogni slide vorrebbe essere un emblema da rinascimentale Teatro della Memoria, una sintesi di immagine e figura che serve all’oratore come richiamo di ciò che deve dire e servirà all’uditorio per ricordarlo. La sua virtù espressiva è la semplicità dell’evidenza.

Nel passaggio della slide dai confini dell’ambito scolastico all’orizzonte aperto dell’ambito “social”, e quindi alla tv, alle pagine dei giornali, l’effetto è stato quello delle vignette più ciniche, traslocate dai giornali satirici alle magliette dei ministri in tv. La satira non ha limiti: ha posti in cui può essere intesa come satira. Le slide di un componimento scolastico non sono insegnamenti impartiti o da impartire: sono manifestazioni esteriori di pensieri legittimamente rozzi. Ammesso che sia poi davvero rozzo comparare i modi in cui in periodi diversi la storia italiana ha inteso costruire un concetto di “italianità” opponendolo a identità considerate altre.

La comunicazione contemporanea, in particolare quella “social” ma non solo quella, prevede continui travalicamenti di orizzonti comunicativi: le parole si staccano dai contesti, le foto private diventano pubbliche, i contenuti testuali si deformano, per manipolazione arguta o ideologica. Se le fiction vengono scambiate per cronache, vuoi che i componimenti di discenti non vengano presi per insegnamenti di docenti? Basta congegnare un semplice cambiamento di contesto: gli zelanti reprimeranno e gli ignoranti vocianti voceranno, magari da posti di governo.

Quello che è capitato alla docente palermitana le dà dunque spunto per mostrare alle sue classi, ma anche a tutti noi, cosa può succedere nel passaggio da un’aula ai social media e da questi ai mass media. In realtà la lezione era stata impartita già da tempo ma non era stata appresa. Si tratta allora di una ripetizione, capita spesso di doverne fare ma non è un problema. Le professoresse hanno pazienza, e ne hanno tanta.