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Facciamo 17 goal

Concorso “Facciamo 17 goal. Trasformare il nostro mondo: l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile”.
Oggi a Torino la premiazione delle scuole vincitrici

Sono state premiate oggi, presso la Nuvola Lavazza, nell’ambito delle iniziative del Festival dello Sviluppo Sostenibile, le tredici scuole vincitrici del concorso “Facciamo 17 goal. Trasformare il nostro mondo: l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile”, promosso dal Gruppo di lavoro MIUR – ASviS.

Alla premiazione era presente anche la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli.

Il concorso è rivolto alle scuole di ogni ordine e grado e mira a favorire la conoscenza, la diffusione e l’assunzione dei modelli di vita previsti nell’“Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile”.

La premiazione assume un significato ancora più importante perché coincide con giornata dedicata all’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 4 (Istruzione di qualità), che propone due temi di riflessione: l’istruzione di qualità, equa e inclusiva, quale fattore di integrazione e di sviluppo in ogni settore della vita economica, sociale e culturale del paese, e l’educazione allo sviluppo sostenibile come condizione necessaria per un diffuso cambiamento di mentalità in favore della sostenibilità e per adeguare il sistema educativo alle sfide e alle opportunità offerte dalla contemporaneità.

Tutte le informazioni sul Festival dello Sviluppo Sostenibile e sul concorso sono presenti al link:   http://festivalsvilupposostenibile.it/public/asvis/files/Programma_Goal_4.pdf.

Governo Lega-M5s verso un nuovo reclutamento docenti: ora il vero rischio è il caos

da Repubblica

Governo Lega-M5s verso un nuovo reclutamento docenti: ora il vero rischio è il caos

Il concorso per gli abilitati non inseriti nelle graduatorie giuste per le assunzioni in pianta stabile (liste provinciali a esaurimento) è appena partito con quasi 50 mila aspiranti. Col cambio al vertice a viale Trastevere alcune procedure potrebbero essere cancellate per la ‘revisione’ programmata nel contratto

di SALVO INTRAVAIA

ROMA – Il nuovo governo Lega-M5S pensa ad un nuovo sistema di reclutamento per i docenti della scuola. Quello introdotto dalla Buona scuola bis è appena partito e la sovrapposizione con l’ennesimo cambio di direzione sull’argomento rischia di creare un caos di leggi, decreti e ordinanze tale da fare perdere la rotta al più esperto dei tecnici ministeriali, oltre che agli addetti ai lavori.

Se non si trova una soluzione politica allo stratificarsi di norme sullo stesso argomento varate dai diversi governi che si sono succedute a Palazzo della Minerva, si rischia anche di ingigantire a dismisura il contenzioso amministrativo con i risultati che oggi tutti conoscono, ad esempio, a proposito di migliaia di maestre di scuola elementare prima assunte in ruolo e adesso sull’orlo del licenziamento.

“L’eccessiva precarizzazione e la continua frustrazione delle aspettative dei nostri insegnanti rappresentano punti fondamentali da affrontare – scrivono nell’ormai famoso Contratto di governo Luigi Di Maio e Matteo Salvini nel capitolo sulla scuola – per un reale rilancio della nostra scuola. Sarà necessario assicurare, pertanto, anche attraverso una fase transitoria, una revisione del sistema di reclutamento dei docenti”. Con l’obiettivo, già fallito dal governo Renzi, di “garantire da un lato il superamento delle criticità che in questi anni hanno condotto ad un cronico precariato e dall’altro un efficace sistema di formazione”.

Ma il caos sembra dietro l’angolo. Perché il nuovo reclutamento introdotto dalla Buona scuola bis, quello che Lega e M5S vogliono abolire o emendare, ha appena mosso i suoi primi passi.

Il concorso riservato agli abilitati non inseriti nelle graduatorie giuste per le assunzioni in pianta stabile (le liste provinciali ad esaurimento) è appena partito con quasi 50 mila aspiranti alla cattedra fissa e si dovrebbe concludere entro fine agosto. Seguirà dopo, o dovrebbe a questo punto seguire, il concorso riservato a coloro che sono senza abilitazione ma hanno svolto almeno tre anni di supplenza e infine arriverà il concorso per i “semplici” laureati che stanno raccogliendo, sborsando almeno 500 euro, i 24 Cfu (i Crediti formativi universitari) previsti dalla riforma Gelmini.

Ma non è detto che, col cambio al vertice a viale Trastevere, le ultime due procedure partiranno davvero, potrebbero essere cancellate dal nuovo ministro a favore della “revisione” programmata nel contratto.

Il sistema del reclutamento degli insegnanti, con annessa la formazione universitaria per sedere dietro la cattedra, è stato il pallino di ogni recente governo.

Nel 1989, per rispondere alle istanze di un precariato che assumeva dimensioni sempre più vaste, venne introdotto il doppio canale di reclutamento: metà dei posti disponibili venivano assegnati ai vincitori di concorso e l’altra metà ai precari (abilitati e con almeno 360 giorni di supplenza) inseriti nelle liste provinciali. Nel 1992 nascono le Ssis (le Scuola di specializzazione all’insegnamento secondario) e dieci anni dopo nascono le facoltà di Scienze della formazione primaria. Intanto, nel 1999, le graduatorie del “doppio canale” si trasformano in “graduatorie permanenti” da aggiornare ogni anno.

Ma, dato l’enorme numero di precari prodotto dal sistema politico con continue modifiche, nel 2006 l’allora ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, decide di bloccare gli ingressi trasformando le liste provinciali in graduatorie ad esaurimento. Intanto, Moratti prima e Gelmini dopo cambiano le regole per accedere all’insegnamento (la cosiddetta Formazione iniziale universitaria) lasciando il meccanismo del reclutamento quasi inalterato.

Nel 2012, dopo oltre dieci anni di silenzio, arriva il concorsone per i soli abilitati. Prima di allora potevano partecipare alla selezione tutti i laureati e diplomati dell’istituto magistrale. E nel 2015 arriva Renzi che cambi ancora le regole del reclutamento: tre concorsi e graduatorie da svuotare prima possibile. Intanto il contenzioso assume dimensioni sempre maggiori che il prossimo governo rischia di alimentare.

Esame di Stato per alunni disabili: prove scritte equipollenti. Criteri per colloquio. La guida

da Orizzontescuola

Esame di Stato per alunni disabili: prove scritte equipollenti. Criteri per colloquio. La guida

di Giovanna Onnis

Le prove d’esame per i candidati con disabilità devono essere predisposte secondo le disposizioni previste nel DPR n.323 del 23 luglio 1998, come chiaramente citato nell’art.22 dell’OM n.350/2018.

In base all’art.6 del citato DPR la commissione d’esame, sulla base della documentazione fornita dal consiglio di classe, relativa alle attività svolte, alle valutazioni effettuate e all’assistenza prevista per l’autonomia e la comunicazione, predispone per i candidati con disabilità prove equipollenti a quelle assegnate agli altri candidati.

Le prove equipollenti, in coerenza con il PEI, possono consistere nell’utilizzo di mezzi tecnici o modalità diverse, ovvero nello sviluppo di contenuti culturali e professionali differenti, ma comunque atti a consentire la verifica degli obiettivi di apprendimento previsti dallo specifico indirizzo di studi, al fine del rilascio del relativo diploma.

Per la predisposizione delle prove d’esame e nel corso del loro svolgimento, la commissione d’esame può avvalersi di personale esperto; a tal fine la stessa si avvale, se necessario, dei medesimi operatori che hanno seguito l’alunno durante l’anno scolastico.

Il docente di sostegno e le eventuali altre figure a supporto dell’alunno con disabilità vengono nominati dal Presidente della commissione sulla base delle indicazioni del documento del consiglio di classe, acquisito il parere della commissione.

Per i candidati non vedenti, i testi della prima e della seconda prova scritta, se le scuole lo richiedono, sono trasmessi dal Ministero anche in codice Braille.

Per i candidati che non conoscono il codice Braille è possibile richiedere ulteriori formati (audio e/o testo), autorizzando anche la utilizzazione di altri ausili idonei, abitualmente in uso nel corso dell’attività scolastica ordinaria.

Per i candidati ipovedenti i testi della prima e della seconda prova scritta sono trasmessi in conformità alle richieste delle singole scuole le quali indicano su apposita funzione SIDI tipologia, dimensione del carattere e impostazione interlinea.

Per tutte le prove in formato speciale, come chiarisce l’art.22 comma 7 dell’OM n.350/2018, le scuole dovranno dare comunicazione anche alla Struttura Tecnica Esami di Stato via mail all’indirizzo seguente: segr.servizioisp@istruzione.it

Il tempo a disposizione per le prove scritte e il tempo da dedicare al colloquio d’esame, per i candidati con disabilità, deve rispettare quanto prevede il comma 8 del succitato art.22, in sintonia con l’art.6 del DPR n.323/1998

E’ possibile, quindi, prevedere tempi più lunghi nell’effettuazione delle prove scritte, anche in modalità grafica o scrittografica, compositivo/esecutiva musicale e coreutica, e del colloquio, come previsti dall’art.16 comma 3 della legge n. 104/1992, purché questo non comporti un maggior numero di giorni rispetto a quello stabilito dal calendario degli esami. In casi eccezionali, la commissione, tenuto conto della gravità della disabilità, della relazione del consiglio di classe, delle modalità di svolgimento delle prove durante l’anno scolastico, può deliberare lo svolgimento di prove equipollenti in un numero maggiore di giorni.

Per quanto concerne lo svolgimento dell’esame di Stato, la sua valutazione e il titolo conseguito, è possibile differenziare i candidati con disabilità che hanno seguito una programmazione per obiettivi minimi, dai candidati con disabilità che hanno seguito una programmazione differenziata.

Nel primo caso, come precedentemente indicato la programmazione seguita come previsto nel P.E.I., conforme alle Linee guida e alle Indicazioni nazionali, consente ai candidati di sostenere l’esame anche mediante prove equipollenti e tempi più lunghi e determina l’acquisizione del titolo di studio (diploma conclusivo dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore)

Nel secondo caso, i candidati che hanno seguito un percorso didattico differenziato, sempre in base al P.E.I., e sono stati valutati dal consiglio di classe con l’attribuzione di voti e di un credito scolastico relativi unicamente allo svolgimento di tale Piano possono sostenere prove differenziate, coerenti con il percorso svolto, finalizzate solo al rilascio di un attestato dove devono essere inseriti tutti gli elementi informativi indicati nel DPR n. 323/1998.

Nell’art.13 del succitato DPR si stabilisce, infatti, quanto segue: “Qualora l’alunno in situazione di handicap ha svolto un percorso didattico differenziato e non abbia conseguito il diploma attestante il superamento dell’esame, riceve un attestato recante gli elementi informativi di cui al comma 1”

Gli elementi informativi ai quali si fa riferimento e che devono essere indicati nell’attestato, sono i seguenti:

  • l’indirizzo e la durata del corso di studi
  • la votazione complessiva ottenuta
  • le materie di insegnamento ricomprese nel curricolo degli studi con l’indicazione della durata oraria complessiva destinata a ciascuna
  • le competenze, le conoscenze e le capacità anche professionali acquisite in relazione alla programmazione seguita
  • i crediti formativi eventualmente documentati in sede d’esame.

Questi candidati sostengono l’esame con prove scritte differenziate i cui testi sono elaborati dalle commissioni sulla base della documentazione fornita dal consiglio di classe.

I suddetti alunni, qualora non svolgano una o più prove scritte, sono ammessi alla prova orale, con l’indicazione sul tabellone esclusivamente dei risultati delle prove scritte effettivamente sostenute, rapportati in quarantacinquesimi. Il punteggio complessivo delle prove scritte risulterà a verbale e potrà essere calcolato in automatico con l’utilizzo dell’applicativo “Commissione web” o, in alternativa, determinato proporzionalmente.

Per tutti i candidati con disabilità, il riferimento all’effettuazione delle prove equipollenti o differenziate deve essere indicato solo nell’attestazione di cui all’articolo 13 del D.P.R. n. 323/1998 e non nei tabelloni affissi all’albo dell’istituto.

Co.co.co. Colloqui già iniziati per la stabilizzazione dal 1 settembre 2018, 745 le domande pervenute

da Orizzontescuola

Co.co.co. Colloqui già iniziati per la stabilizzazione dal 1 settembre 2018, 745 le domande pervenute

di redazione

Si è svolto l’incontro di informativa sulla procedura di selezione per la stabilizzazione del “personale co.co.co.”. Ce ne parla lo Snals.

La stabilizzazione di detto personale avrà decorrenza 1/09/2018.
Sono pervenute 745 domande tramite piattaforma, anziché le preventivate 812, in quanto alcune unità di detto personale risultano essere prive dei requisiti e/o in età pensionabile.

La Commissione Nazionale, istituita con decreti del 3/04/18 e 11/04/18 e composta da Personale del Miur in quiescenza, sta già effettuando i colloqui per poi procedere alla valutazione dei titoli.

Rispetto allo stanziamento previsto dalla legge di stabilità avanzerebbero circa un paio di milioni di euro, che potrebbero essere impiegati per incrementare le ore di Part Time o per trasformazioni del rapporto di lavoro full time.

I sindacati hanno proposto l’inquadramento del personale non al livello 0 ma con una maggiore anzianità giuridica per utilizzare queste somme.

Mobilità: spostati i trasferimenti primaria e infanzia al 1° e 12 giugno

da Orizzontescuola

Mobilità: spostati i trasferimenti primaria e infanzia al 1° e 12 giugno

di redazione

Nuove date per conoscere gli esiti della domanda di trasferimento per gli insegnanti di infanzia e primaria.

Le nuove date

scuola dell’infanzia

pubblicazione dei movimenti
12 giugno 2018  (invece di 8 giugno)

scuola primaria

pubblicazione dei movimenti
1° giugno 2018 (invece di 30 maggio)

Lo slittamento delle date si è reso necessario a causa della proroga dei termini per l’inserimento delle domadne di pensionamento.

Arretrati scuola, per i supplenti brevi non saranno il 28 maggio

da La Tecnica della Scuola

Arretrati scuola, per i supplenti brevi non saranno il 28 maggio

PON “Orientamento formativo e ri-orientamento”: chiarimento su selezione degli esperti

da La Tecnica della Scuola

PON “Orientamento formativo e ri-orientamento”: chiarimento su selezione degli esperti

160 milioni di tagli alla scuola

da La Tecnica della Scuola

160 milioni di tagli alla scuola

Presidenza italiana IHRA

Shoah, a Roma dal 28 al 31 maggio la prima sessione plenaria della presidenza italiana dell’IHRA

Il 27 maggio al MAXXI, convegno sulle leggi razziali

Si svolgerà a Roma dal 28 al 31 maggio la prima riunione plenaria dellaInternational Holocaust Remembrance Alliance (IHRA), organizzata dalla delegazione italiana, che ne ha la presidenza per il 2018  (www.holocaustremembrance.com).

Oltre alle attività delle commissioni e dei gruppi di lavoro, è previsto un fitto programma collaterale che inizierà domenica 27 maggio, giorno in cui presso il museo MAXXI – dalle 10 alle 17 – si terrà un convegno dedicato alle leggi razziali. L’iniziativa è organizzata dalla delegazione italiana all’IHRA, dal Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea di Milano e dalla Fondazione per le Scienze Religiose di Bologna, con la collaborazione del MIUR. Dopo i saluti dell’Ambasciatore Sandro De Bernardin, attuale Presidente IHRA, e della Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni, i lavori saranno aperti dalle lezioni di Steven T. Katz, su “Antisemitism in Times of Crisis” e di Giuliano Amato, su “Summa iniuria: Law and Discrimination”.

Dopo le sessioni dedicate a “modelli”, “pratiche” e “patrimonio”, la giornata verrà chiusa da Wichert ten Have, con “Crossing bridges: Academic, Research, Politics” e da Jean-Frédéric Schaub, su “Making the History of the Racist Laws in Europe”.

Per i giorni successivi è in programma una visita guidata alla Fondazione Museo della Shoah – per coloro che fanno parte del gruppo di lavoro su Musei e Memoriali – mentre tutte le delegate e tutti i delegati saranno accompagnati a visitare la Sinagoga e il Museo ebraico di Roma.

Il 29 maggio, presso il Vittoriano, si svolgerà una proiezione straordinaria di “La stella di Andra e Tati”, il film d’animazione dedicato alla storia di Andra e Tatiana Bucci, deportate bambine e sopravvissute ad Auschwitz, realizzato dal MIUR con RAI e Larcadarte. Interverranno le protagoniste della storia, che dialogheranno e si confronteranno con le delegate e i delegati dell’IHRA.

Il 30 maggio, presso le Terme di Diocleziano, “Giobbe”, l’opera teatrale dell’artista Yuval Avital, concluderà il programma. Uno spettacolo inedito che, partendo dall’episodio biblico, affronta in un’accezione universale e contemporanea il tema della persecuzione attraverso un’indagine sugli archetipi di bene, male e giustizia.

Segretariato europeo istruzione superiore 2018-2020

Università, affidato all’Italia il Segretariato dello spazio europeo dell’istruzione superiore per il periodo 2018-2020

Il nostro Paese organizzerà anche
la prossima riunione ministeriale nel 2020

I Ministri dei 48 Paesi aderenti al Processo di Bologna hanno approvato all’unanimità il nuovo Comunicato di Parigi dello Spazio europeo dell’istruzione superiore. Un’attenzione particolare è stata posta sulla tematica dei migranti e del riconoscimento dei loro titoli di studio, su quella delle nuove tecnologie nel settore della formazione superiore, sulla dimensione sociale e sulla terza missione del settore universitario.

A seguito della candidatura ufficiale, firmata dalla Ministra Fedeli nel febbraio 2017 e supportata dai 48 Paesi aderenti allo Spazio europeo dell’istruzione superiore, dalla Commissione europea, dall’UNESCO e dal Consiglio d’Europa, all’interno del Comunicato di Parigi, l’Italia è stata indicata quale Paese che ospiterà la prossima riunione ministeriale dello Spazio europeo dell’istruzione superiore, che si terrà a Roma nel 2020, e gestirà il Segretariato dell’intero processo dal 2018 al 2020.

Inoltre l’Italia, in accordo con l’Università di Bologna e l’Osservatorio Magna Carta Universitatum, che raggruppa oltre 900 rettori di tutto il mondo, organizzerà nel 2019 la celebrazione del ventesimo anniversario della firma dell’accordo di Bologna, che dovrà servire anche come momento di confronto tra i Rettori, gli studenti e gli altri attori del settore della formazione superiore, in vista della Ministeriale del 2020 e oltre, in una logica mondiale.

La presidenza del 2020 segna un momento fondamentale del Processo di Bologna che compirà appunto 20 anni di attività nel 2019 e rappresenta oggi uno dei più rilevanti processi globali nel settore della Formazione superiore. Radunando 48 Paesi dell’area Pan-Europea del Consiglio d’Europa, rappresenta il più importante e geograficamente vasto processo nel settore della formazione superiore, con regole riconosciute ed accettate in tema di: mobilità, riconoscimento dei titoli e dei crediti formativi degli studenti, allineamento della durata dei corsi di studio universitario sul ciclo 3+2.

Il nuovo Comunicato di Parigi dei ministri indica ai Paesi aderenti al processo le priorità nel settore universitario, le quali risultano essere in linea con l’agenda del MIUR e con il lavoro svolto in ambito internazionale all’interno della Direzione generale per lo studente, lo sviluppo e l’internazionalizzazione della formazione superiore (DGSINFS).

La candidatura italiana è stata fortemente incoraggiata dai 48 Paesi, dalle organizzazioni internazionali e dalla  Commissione europea, che ha garantito il massimo supporto all’Italia in questo compito cruciale per il futuro dell’Europa, supporto garantito anche dalla Francia quale attuale Segretariato.

“Accolgo con estrema soddisfazione la notizia dell’affidamento all’Italia del Segretariato dello spazio europeo dell’istruzione superiore per il periodo 2018–2020. Si tratta – dichiara la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli – di un riconoscimento importante per il nostro sistema accademico. Ma anche di una stimolante sfida: abbiamo l’opportunità di dare il nostro contributo per la creazione di un’Europa della cultura senza barriere, all’interno della quale conoscenza e sapere sono veicoli di cittadinanza europea e globale. In società come le nostre, attraversate da cambiamenti veloci e radicali, cercare e trovare risposte condivise a livello internazionale attraverso il nostro sistema di istruzione e formazione è strategico. Italia ed Europa procedono di pari passo su una strada che è giusta e va percorsa con convinzione”.

“Dopo 20 anni dalla Dichiarazione della Sorbona e dalla successiva Dichiarazione di Bologna – dichiara Maria Letizia Melina, Direttore Generale del MIUR e capo delegazione per l’Italia alla riunione ministeriale di Parigi – il testimone passa ancora una volta dalla Francia all’Italia, i due Paesi membri dell’Unione europea dove hanno sede le due università più antiche al mondo: una grande responsabilità per l’Italia al fine di guidare tale fondamentale processo internazionale e definire le sue linee guida dopo il 2020. Buon lavoro a tutti”.

Lezioni quasi al capolinea, si avvicinano gli esami

da Il Sole 24 Ore

Lezioni quasi al capolinea, si avvicinano gli esami 

La fine delle lezioni a scuola si avvicina e sono ormai alle porte gli esami di terza media e di maturità. Per quanto riguarda gli esami di terza media, sono i singoli istituti a decidere in merito alla data e al contenuto delle prove. L’esame solitamente si svolge la settimana
successiva alla chiusura delle scuole e, quindi, l’esame di terza media 2018 dovrebbe tenersi, orientativamente, la settimana dell’11 giugno.

Per quanto riguarda invece la maturità, la prima prova scritta, italiano, è prevista per mercoledì 20 giugno alle ore 8.30, per una durata massima di 6 ore. La seconda prova è in calendario giovedì 21 giugno alle ore 8.30. La durata dipende dalle discipline che caratterizzano gli indirizzi ed è variabile dalle 4 alle 8 ore, tranne che per alcuni indirizzi, come i Licei musicali, coreutici e artistici, dove la prova può svolgersi in due o più giorni. La terza prova, assegnata da ciascuna commissione d’esame, è in calendario lunedì 25 giugno,
a partire dalle ore 8.30. La quarta prova, che si effettua nei licei e negli istituti tecnici presso i quali sono presenti i progetti sperimentali di doppio diploma italo-francese Esabac ed
Esabac Techno e nei licei con sezioni ad opzione internazionale spagnola, tedesca e cinese, è programmata per giovedì 28 giugno alle 8.30.

Per quanto riguarda infine il termine delle lezioni dell’anno scolastico in corso, sono le singole Regioni a determinare il calendario scolastico e quindi l’ultimo giorno di scuola.
In ABRUZZO le lezioni termineranno il 7 giugno; stessa data in EMILIA ROMAGNA e nella PROVINCIA DI TRENTO. L’8 sarà la volta degli studenti che frequentano scuole in LOMBARDIA, nel LAZIO e nelle MARCHE. Il 9 sarà l’ultimo giorno di scuola in ben sette
Regioni italiane: CALABRIA, CAMPANIA, MOLISE, PIEMONTE, SICILIA, UMBRIA e VENETO. Il 10 giugno stop alle lezioni in SARDEGNA. Il 12 giugno la campanella suonerà per l’ultima volta in questo anno scolastico in BASILICA A e in LIGURIA. IL 13 giugno sarà la volta dell’addio alla scuola, per quest’anno scolastico, in FRIULI VENEZIA GIULIA e in VALLE D’AOSTA. Ultima, la Provincia di BOLZANO dove i ragazzi lasceranno i banchi, per la fine di quest’anno scolastico, solo il 15 giugno.

 

Tra “Bisogni educativi speciali” e inclusione, il punto sull’autonomia didattica

da Il Sole 24 Ore

Tra “Bisogni educativi speciali” e inclusione, il punto sull’autonomia didattica

di Laura Virli

Il Dipartimento per il sistema di istruzione e formazione del Miur, con la nota 1143 del 17 maggio 2018, ha invitato le istituzioni scolastiche a una riflessione sugli enormi passi avanti fatti in questi ultimi anni in termini di inclusione, ricordando, però, che il fine ultimo della progettazione didattica deve essere il successo formativo di tutti.

La nascita dei Bes
La circolare 8 del 6 marzo 2013, con la quale si dava diffusione del documento presentato in occasione del seminario nazionale “La via italiana all’inclusione scolastica. Valori, problemi e prospettive”, introduceva, nel nostro Paese, la definizione di Bes (Bisogno educativo speciale) con l’intento di indurre le scuole ad una maggiore presa in carico anche degli studenti che non fruissero delle tutele della legge 104/1992 o della legge 170/2010, attraverso il riconoscimento del disagio, anche temporaneo, fisico, psicologico o sociale, e la conseguente realizzazione di percorsi di flessibilità e di personalizzazione nella progettualità educativa e didattica.

La burocratizzazione della didattica personalizzata
In alcuni casi è, invece, accaduto che la documentazione proposta dalla circolare 8, seppur utile a condividere finalità, ha spesso appesantito l’attività scolastica tanto da essere intesa da molti docenti alla stregua di meri processi burocratici, rischiando così di rafforzare la percezione dei genitori che tali atti e procedure possano assicurare un diverso livello di presa in carico di alcuni alunni.
Ma la scuola, così orientata, tende a categorizzare e modellizzare gli studenti, non attribuendo il giusto spazio alla riflessione pedagogica e didattica. Insomma, i docenti non si devono ridurre a meri esecutori di piani personalizzati per gli studenti certificati e non, ma dedicare la propria professionalità per approntare ambienti di apprendimento in grado di perseguire il successo formativo per tutti, nel rispetto dei ritmi di crescita e delle inclinazioni di ciascuno, evitando adempimenti talvolta avulsi dalla didattica.

L’autonomia didattica come motore del cambiamento
Dopo aver, per tanti anni, acquisito una sensibilità legata all’individuazione e alla gestione dei Bes, ora le scuole possono andare oltre: progettare modi nuovi che aiutino a scoprire le capacità e a far crescere le competenze di ogni studente.
In questo, i dirigenti scolastici, quali propulsori del miglioramento della qualità dell’offerta formativa, hanno un ruolo determinante tramite il riconoscimento dell’autonomia scolastica e del lavoro degli organi collegiali, (il collegio dei docenti, il team docenti e il consiglio di classe); questi luoghi sono essenziali per la scelta, partecipazione e condivisione della progettazione educativa, nonché della possibile semplificazione degli strumenti di progettazione e di riflessione (Pei, Pdp, etc).

In previsione del rinnovo del Ptof, i capi d’istituto avvieranno nei collegi docenti, nei dipartimenti disciplinari, nei consigli di classe e di interclasse, una riflessione sull’evoluzione del contesto normativo ed organizzativo della scuola italiana, anche dando impulso a momenti di ricerca-azione e di sperimentazione didattica.
«Tutto ciò – termina la nota a firma De Pasquale – al fine di elaborare curricoli verticali e di assicurare la predisposizione di ambienti di apprendimento coinvolgenti e partecipati oltre che di scelte didattiche efficaci ed ineludibili per far crescere nuove generazioni di cittadini consapevoli, ciascuno con i propri talenti, capacità e competenze, che prendano in carico il cambiamento sostenibile del Paese per un futuro migliore».

Imparare la matematica con un clic: al via la prima maratona Stem on line

da Il Sole 24 Ore

Imparare la matematica con un clic: al via la prima maratona Stem on line 

È partita nei giorni scorsi la Maratona Redooc 2018, la prima maratona online delle discipline Stem (acronimo che sta per: Science, Technology, Engineering, Mathematics) organizzata in Italia, aperta gratuitamente a tutti gli studenti delle scuole primarie e secondarie. Obiettivo dell’iniziativa è diffondere la conoscenza e l’utilizzo della piattaforma redooc.com per lo studio della matematica, csulla quale i ragazzi possono imparare, prepararsi agli esami, fare i compiti delle vacanze, ma anche divertirsi. Media Partner dell’iniziativa è Italiaonline con i portali Libero e Virgilio.

Gioco on line fino al 31 agosto
La maratona è aperta a tutte le studentesse e gli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado, organizzati in Team. I team registrati avranno tempo per partecipare al gioco online fino a venerdì 31 agosto 2018 alle 12.00. L’obiettivo del gioco è accumulare quanti più punti possibile, rispondendo agli esercizi interattivi che si trovano nelle sezioni Primaria, Medie, Superiori, Giochi, Educazione Finanziaria della piattaforma.
La registrazione dei team alla pagina https://redooc.com/it/maratona dà l’accesso gratuito per 30 giorni a tutti i contenuti della piattaforma e, scaduto il periodo, ogni giocatore potrà comunque continuare a fare gli esercizi delle lezioni Free (il 30% circa della piattaforma). Al termine di ogni settimana, chi avrà accumulato almeno 300 punti, si vedrà prolungare la possibilità di accedere gratuitamente a tutta la piattaforma per i successivi 7 giorni.

Esame di maturità 2017/18: alternanza scuola-lavoro non è requisito ammissione, ma incide su valutazione

da Orizzontescuola

Esame di maturità 2017/18: alternanza scuola-lavoro non è requisito ammissione, ma incide su valutazione

di Giovanna Onnis

Nel corso del corrente anno scolastico 2017/18 i percorsi di alternanza scuola-lavoro sono entrati a pieno regime e hanno coinvolto, per la prima volta, gli studenti delle classi terminali delle scuole Secondarie II grado, completando, in questo modo, il triennio di applicazione graduale come previsto dalla Legge 107/2015 e interessando la totalità degli studenti delle classi terze, quarte e quinte.

I percorsi di alternanza scuola-lavoro, previsti dall’art.1 comma 33 e seguenti della Legge 107/2015, prevedono lo svolgimento di 200 ore nei Licei e 400 ore negli Istituti Tecnici e negli Istituti Professionali, negli ultimi tre anni di scuola.

La partecipazione ai percorsi di alternanza scuola-lavoro non è, quindi, facoltativa, ma rientra nel curricolo dell’ultimo triennio della scuola Secondaria II grado e rappresenta requisito per l’ammissione all’esame di Stato, come stabilito nell’ art.13 comma 2 lettera c) del Decreto legislativo n.62/2017

Gli esami di Stato 2017/18 interesseranno per la prima volta gli studenti che hanno completato il primo triennio di alternanza.

Per il corrente anno scolastico, però, le attività di alternanza non sono obbligatorie ai fini dell’ammissione all’esame di Stato.

In base all’art.26 comma 1 del succitato Decreto legislativo n.62/2017, infatti, l’obbligatorietà entrerà in vigore dal prossimo anno 2018/19, quindi potranno essere ammessi all’esame di Stato 2017/18 anche gli studenti che non hanno completato il percorso di alternanza scuola-lavoro, svolgendo un numero di ore inferiore a quello stabilito dalla normativa.

Chiarimenti in merito sono stati forniti dal MIUR nella nota esplicativa n.7194 del 24 aprile 2018, dove vengono fornite risposte a quesiti in materia di alternanza scuola-lavoro.

Nel primo chiarimento inserito nella succitata nota ministeriale, avente come oggetto “Attività di alternanza scuola lavoro per i candidati interni agli esami di Stato degli anni 2017/2018 e 2018/2019, si stabilisce, infatti, quanto segue:

Ai fini dell’ammissione dei candidati interni all’esame di Stato, si osserva che, per l’anno scolastico 2017/2018, la normativa nulla dispone circa l’obbligo, per le studentesse e gli studenti, di aver svolto un monte ore minimo di attività di alternanza scuola lavoro nell’ultimo triennio del percorso di studi.

Potranno essere ammessi all’esame di Stato, quindi, anche le studentesse e gli studenti che non hanno completato il numero minimo di 400/200 ore nel secondo biennio e nell’ultimo anno. E’ il caso, ad esempio, degli studenti ripetenti l’ultimo anno del percorso di studi nell’a.s. 2017/2018, i quali non hanno avuto l’opportunità di svolgere esperienze di alternanza nel secondo biennio, poiché non previste dall’ordinamento come attività pienamente curricolari

ASL e valutazione negli scrutini finali

La non obbligatorietà dell’alternanza scuola-lavoro ai fini dell’ammissione all’esame di Stato non significa, però, che nel corrente anno scolastico le esperienze di alternanza non incideranno sulla valutazione in sede di scrutinio finale.

Secondo quanto prevede l’art.8 comma 6 dell’OM n.350/2018, infatti, la valutazione delle eventuali esperienze di alternanza scuola-lavoro concorre ad integrare quella delle discipline alle quali tali attività ed esperienze afferiscono e contribuisce, in tal senso, alla definizione del credito scolastico.

La certificazione delle competenze sviluppate attraverso la metodologia dell’alternanza scuola lavoro deve, comunque, essere acquisita entro la data dello scrutinio di ammissione all’esame di Stato.

La stessa nota ministeriale precedentemente citata chiarisce che “Sulla base della certificazione delle relative competenze acquisite entro la data dello scrutinio di ammissione all’esame di Stato, il Consiglio di classe procede alla valutazione degli esiti delle suddette esperienze e della loro ricaduta sugli apprendimenti disciplinari e sul voto di comportamento. Le proposte di voto dei docenti del Consiglio di classe tengono esplicitamente conto dei suddetti esiti”

ASL nel documento del 15 maggio

Le esperienze di alternanza scuola-lavoro confluiscono nel documento del 15 maggio, come stabilito nell’art.6 comma 6 della succitata Ordinanza ministeriale:

AI documento stesso possono essere allegati eventuali atti e certificazioni esterne relativi alle prove effettuate e alle iniziative realizzate durante l’anno in preparazione dell’esame di Stato, alle esperienze di alternanza scuola-lavoro, di stage e di tirocini eventualmente promosse, nonché alla partecipazione studentesca, ai sensi del Regolamento recante le norme dello Statuto delle studentesse e degli studenti

emanato con D.P.R. n. 249/1998

ASL e prove d’esame

Le esperienze di alternanza scuola-lavoro devono essere prese in considerazione anche nel corso degli esami di Stato, sia per quanto riguarda la predisposizione della terza prova che lo svolgimento del colloquio d’esame, come indicato nell’OM n.350/2018 art.19 comma 4 e art.21 comma 2.

La commissione d’esame, come chiarisce la nota ministeriale n.7194/2018, in sede di predisposizione della terza prova scritta e di organizzazione del colloquio deve tener conto, ai fini dell’accertamento delle conoscenze, abilità e competenze, anche delle eventuali esperienze condotte in alternanza scuola lavoro, indicate nel Documento del Consiglio di classe.

Terza prova

Nell’art.19 comma 4 dell’Ordinanza ministeriale, in relazione alla terza prova d’esame, si stabilisce che la commissione tiene conto, ai fini dell’accertamento delle conoscenze, abilità e competenze, anche delle eventuali esperienze condotte in alternanza scuola lavoro, stage e tirocinio, della disciplina non linguistica insegnata attraverso la metodologia CLIL, così come descritte nel documento del consiglio di classe del 15 maggio.

Colloquio d’esame

Nell’art.21 comma 2, in relazione al colloquio d’esame, si stabilisce che il colloquio ha inizio con un argomento disciplinare o pluridisciplinare, scelto dal candidato, anche riferito ad attività o esperienze attuate durante l’ultimo anno del corso di studi secondo quanto previsto dall’art. 14 comma 4 della stessa Ordinanza ministeriale, dove vengono indicate le tipologie di argomenti con i quali i candidati possono decidere di iniziare il colloquio e, tra queste, alla lettera c), sono inserite le esperienze di alternanza scuola-

Lavoro, stage o tirocinio

In ogni caso, come chiarisce il MIUR nella nota esplicativa, le esperienze di alternanza scuola-lavoro sono da considerare quale elemento di valorizzazione del curriculum dell’allievo, ma la loro eventuale mancanza non deve costituire in alcun modo elemento di penalizzazione nella valutazione.

Le esperienze condotte in alternanza scuola lavoro devono essere riportate nel modello di certificazione previsto nel DM n.26/2009, allegato al diploma, tra gli “ulteriori elementi caratterizzanti il corso di studi seguito

Sicurezza luoghi lavoro, pubblicata versione aggiornata decreto 81/08. Scaricala

da Orizzontescuola

Sicurezza luoghi lavoro, pubblicata versione aggiornata decreto 81/08. Scaricala

di redazione

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha pubblicato il testo del decreto legislativo 81/08 aggiornato a maggio 2018.

Il decreto, che detta norme in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, è stato integrato  con circolari, accordi Stato Regioni, interpelli ed altre fonti normative ed amministrative.

Scarica la nuova versione del D.lgs. 81/08