“Fischia il vento” e “Bella ciao”

“Fischia il vento” e “Bella ciao”

di Vittorio Zedda

 

Qualcuno ha sollevato la questione : perché il 25 aprile si canta “Bella ciao” e non invece “Fischia il vento”? Di questi tempi, interrogativi ben più angosciosi ci tormentano, e la questione non appare dirimente.

Un caro amico, uomo di sinistra, arguto e autocritico, propose una volta come tema di discussione politica a cena “ se fossero più di sinistra i ravioli o i tortellini” e con ciò, fra le risate, pose fine ad una contesa “di lana caprina”. Però la questione, posta in apertura, ha un suo innegabile rilievo storico, e, pur su un altro piano rispetto ai ravioli, mi stuzzica. Cerco, come sempre, di muovermi tra storia e memoria, ma, per una volta, in un ambito di maggior leggerezza. Dal 1940 al 1953 ho vissuto tra Toscana ed Emilia, regioni “rosse”. Ricordo abbastanza bene le canzoni dell’epoca. Finita la guerra, e il dopoguerra, comunque sanguinoso, non erano certo le canzoni guerresche che la gente aveva voglia di cantare. Cantava comunque, ma altro.

Quando ero piccolino alla radio si sentiva “Lili Marleen”, e la sapevo anch’io. Aveva un certo significato antimilitarista, nonostante l’epoca. Restò in voga per decenni, tradotta in molte lingue. Ma le canzoni più amate erano quelle della tradizione canzonettistica italiana, unitamente alle più famose “arie” d’opera. A Parma sentivo tanto cantare “Bandiera rossa” ai comizi o nelle manifestazioni: un motivo orecchiabile, come quello degli inni religiosi delle processioni, che sfilavano nelle vie del centro in alternanza con le manifestazioni “rosse”, ma senza conflitti di piazza tra le due “fedi”. Stento assolutamente a ricollocare in quel periodo “Bella ciao”, e qualora fosse una mia amnesia, me ne scuso. Ricordo invece molto bene il grande successo, nel 1963, di “Bella ciao” in un disco a 45 giri, che comprendeva anche la canzone “Amor dammi quel fazzolettino”, interpretata dalla bella voce di Yves Montand. Credo di averla imparata solo allora, quella canzone.

Tornando indietro, al dopoguerra, tendeva a riemergere allora, nelle occasioni celebrative, la canzone partigiana “Fischia il vento”. Nei miei ricordi parmensi, quella è la canzone dei partigiani, e se non l’unica, perlomeno la prima, la più antica. Forse “Bella ciao” ha finito per prevalere, in una memoria postuma, perché rilanciata da Yves Montand, come conseguenza quindi di un fatto “mass-mediatico”, come diremmo oggi. “Fischia il vento” era “meno canzonetta”. Era marziale, poco briosa e un tantino cupa. Era più adatta a quel “marciar cantando”, rimasto nell’uso e in un’abitudine, inconsapevole retaggio del “ventennio”. Tant’è vero che alcuni, canticchiandola distrattamente, ne confondevano l’”incipit” con “Fischia il sasso”, l’inno fascista dell’Opera Nazionale Balilla. Dopo le prime tre parole, oggetto d’equivoco, l’inno proseguiva:… “il nome squilla del ragazzo di Portoria, e l’intrepido Balilla sta gigante nella storia.”

Peraltro certe veniali confusioni si manifestavano anche in altri contesti. Negli anni 60, assistetti per caso, nella mia parrocchia, a una lezione di catechismo per adulti, in funzione pre-matrimoniale. Un signore attempato, al parroco che gli chiedeva se ricordasse quali erano le tre virtù teologali (“fede, speranza e carità”) dopo una breve esitazione, rispose deciso: “Credere, obbedire,combattere!”. Gaffe della memoria? Anche, ma non solo: facciamo pace col passato. Diciamo piuttosto che ogni riconversione ideologica o culturale incespica nei suoi errori di percorso.

Mobilità docenti scuola: “Restano irrisolte problematiche assegnazione ambiti territoriali”

Mobilità docenti scuola – Mascolo (Ugl):
“Restano irrisolte problematiche assegnazione
ambiti territoriali”
“Nella compilazione delle domande di mobilità del personale docente della scuola, emergono
alcune problematiche più volte segnalate dall’Ugl Scuola”.
Lo dichiara il segretario generale dell’Ugl Scuola, Giuseppe Mascolo.
“Nonostante si sia proceduto ad annullare il vincolo triennale – continua il sindacalista – non si
è tenuto conto che alcuni titolari su sostegno, restano comunque vincolati per cinque anni,
con preclusione della possibilità di presentare la domanda per il passaggio ad altro ruolo. A
tutto questo, si aggiunge che si possono esprimere solo cinque preferenze inerenti le scuole, oltre
ad un massimo di dieci ambiti; in questo modo, in una procedura di mobilità interprovinciale,
le possibilità di essere assegnati sulle scuole sono davvero esigue”.
“Pertanto – conclude Mascolo – è evidente che non è stato affatto risolta la problematica legata
all’assegnazione del personale docente sugli ambiti territoriali, poiché con questo dettato
normativo si è buttato solamente fumo negli occhi”.

Tutelare il personale tecnico e amministrativo

L’ALLARME DI GIORGIO GERMANI ALLA PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE CULTURA

Scuola, l’Anquap incontra Flavia Piccoli Nardelli: “Tutelare il personale tecnico e amministrativo”

 

La legge sulla Buona Scuola ha aumentato significativamente le attività delle istituzioni scolastiche, ma ha ignorato le legittime richieste degli oltre 200mila lavoratori che assolvono le funzioni tecniche e amministrative. È questo il tema cruciale dell’incontro che si è tenuto oggi tra Giorgio Germani, Presidente di Anquap, l’Associazione Nazionale Quadri delle Amministrazioni Pubbliche, e Flavia Piccoli Nardelli, presidente della VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati.

 

“La recente legge di riforma della scuola – ha spiegato Germani – non si è minimamente preoccupata dei servizi amministrativi e del relativo personale. Infatti, il piano di assunzioni straordinarie, la mobilità straordinaria, il bonus formativo e quello premiale hanno riguardato solo il personale docente. Allo stato della normazione non vi sono regole per il reclutamento dei Direttori SGA, mentre in tema di sostituzione degli stessi esistono solo parziali e inadeguate disposizioni. Al momento i posti vacanti e disponibili sono superiori alle 1.200 unità, con sofferenze “enormi” in alcune realtà regionali del centro-nord. La situazione è destinata ad aggravarsi con l’inizio del prossimo anno scolastico poiché avremo circa 500 pensionamenti. Il che porterà l’ammontare delle “scoperture” intorno a 1.700 unità, corrispondenti ad oltre il 20% dei posti in organico di diritto. Da non dimenticare, poi, la condizione particolarmente gravosa dei Direttori SGA obbligati a lavorare su due scuole, che dal 1° settembre 2015 non percepiscono il dovuto compenso mensile poiché il CCNL è scaduto e nessuno si è preoccupato di rinnovarlo”.

 

Non meno urgenti le tematiche legate al personale ATA. Secondo Germani, “disciplina delle mansioni, compiti e profilo professionale degli Assistenti Amministrativi sono lontani anni luce dall’attività quotidiana che gli stessi sono chiamati a svolgere per far funzionare le scuole, con un livello di professionalità acquisito sul campo che non viene assolutamente riconosciuto e valorizzato. Spiace constatare poi che negli atti del Governo il personale ATA venga escluso dalla nuova disciplina del lavoro flessibile e dalle disposizioni concernenti il superamento del precariato nelle pubbliche amministrazioni”.

 

Flavia Piccoli Nardelli si è dimostrata disponibile a intervenire fattivamente. “I temi segnalati sono tutti di grande interesse e riguardano il corretto funzionamento delle scuole. La Commissione che presiedo presterà grande attenzione a tutti gli aspetti nel tempo che rimane da qui alla fine della legislatura”. Affrontando stessi temi Giorgio Germani ha incontrato in giornata anche l’on. Mara Carfagna.

Le consulte dei genitori di Bolzano

Le consulte dei genitori di Bolzano, modello unico di partecipazione da tutelare

di Cinzia Olivieri

 

Sarà davvero una riforma condivisa?

Sin dall’annunzio della imminente riforma degli organi collegiali a Bolzano si è parlato di un processo ampiamente condiviso, anche con la costituzione di gruppi di lavoro.

Ed in effetti la circostanza che sia stata per ora resa nota solo una “bozza” di disegno di legge riguardante le Norme per la Partecipazione nelle scuole dell’infanzia e nelle scuole e per il consiglio del sistema educativo di istruzione e formazione provinciale lascia sperare in una modifica del testo, che per la verità impoverisce la rappresentanza, dopo che la LP 20/95 aveva decisamente perfezionato ed integrato l’impianto partecipativo del Dlgs 297/94.

Nella L.P. 20/95 infatti i rappresentanti di classe costituiscono il comitato (art. 10) che elegge nel suo seno il presidente ed il rappresentante nel comitato (consulta) provinciale e concorre nell’organizzazione dell’elezione dei rappresentanti nel consiglio di circolo o di istituto i quali a loro volta partecipano all’attività del comitato.

A prescindere dagli specifici compiti riconosciuti dalla legge a tali organi, (art. 6) i presidenti dei comitati dei genitori e degli studenti ed i rappresentanti della scuola nelle consulte dei genitori e degli studenti partecipano a titolo consultivo alle sedute del consiglio di circolo o d’istituto. Inoltre il presidente del consiglio di circolo o di istituto e il presidente del comitato dei genitori e degli studenti possono essere invitati a partecipare alle sedute del collegio dei docenti, senza diritto di voto (art. 4).

Le consulte, disciplinate al Capo V della L.P. 20/95 (art. 26), collegano poi la rappresentanza dei genitori e degli studenti delle scuole al consiglio scolastico provinciale della LP 24/1996

Praticamente però nulla resta di tutto questo nella bozza di disegno di legge , che abroga tanto la L.P. 20/95 quanto gli articoli da 1 a 8 della LP 24/1996, che disciplinano il consiglio scolastico provinciale.

Non solo non vi è più il comitato genitori ma in realtà neanche il rappresentante di classe.

Le consulte (trasversali ai gruppi linguistici) non sono più comprese tra gli organi collegiali a livello di istituzione scolastica ma, all’interno del solo sistema partecipativo a livello provinciale, sono semplicemente formate dalle rappresentanze dei genitori nonché delle alunne e degli alunni nel consiglio del sistema educativo di istruzione e formazione provinciale (cui è dedicato un unico articolo) con funzioni propositive.

 

Perché tutelare comitati e consulte

Le consulte provinciali dei genitori di Bolzano vanno tutelate e protette perché sono uniche e tale è anche l’attuale sistema partecipativo di questa provincia autonoma.

Infatti la LP Trento 5/06 prevede (artt. 28 e 29), solo a livello di istituzione scolastica, le consulte dei genitori e degli studenti (non incluse negli organi collegiali della scuola elencati dall’art. 21), che possono essere assimilate ai comitati del Dlgs 297/94 con la differenza che esse sono normalmente istituite presso ogni scuola e sono composte oltre che dai rappresentanti di classe anche da quelli nel consiglio della istituzione e delle associazioni riconosciute che ne facciano richiesta.

Tuttavia, come disposto in ambito nazionale dal DPR 567/96 (e poi dal DPR 301/05), a livello territoriale sono contemplate le sole consulte provinciali degli studenti (con il coordinamento regionale ed il consiglio nazionale).

La rappresentanza dei genitori della scuola quindi non è territorialmente collegata (specie dopo che non sono più stati istituiti i consigli scolastici locali e regionali del Dlgs 233/99 e gli organi collegiali territoriali del Dlgs 297/94 non sono più stati rinnovati).

Il ruolo di interlocuzione, sia a livello ministeriale che presso gli uffici regionali, è riconosciuto solo ai Forum (nazionale e regionali ove istituiti e funzionanti) delle associazioni riconosciute, nell’ambito del sistema di partecipazione creato con il DPR 567/96 modificato dal DPR 301/05.

Sebbene la nota del 20 marzo del 2006 abbia ben chiarito che possono essere designati nei Forum “genitori di alunni frequentanti istituti statali o paritari”, dal momento che solo un genitore con figli a scuola può adeguatamente rappresentare le esigenze di tale realtà dinamica, la successiva Nota 27 aprile 2016, AOODGSlP 3554, avente ad oggetto: “Rappresentanza e Partecipazione. Implementazione FORAGS”, ha precisato che “Le designazioni dei rappresentanti in seno ai FoRAGS non sono soggette ad alcun vincolo e/o criterio di esclusione legato all’avere figli frequentanti ed inseriti nel sistema scolastico, in quanto non previsto dal comma 2 dell’art.3 della sopra citata norma (DPR 301/05) che precisa: Il Forum è composto dai rappresentanti di associazioni o di confederazioni di associazioni di genitori di alunni di istituto statale o paritario, non legate statutariamente ad alcun partito politico od organizzazione sindacale, in possesso di uno statuto o documento costitutivo che espliciti la volontà di operare per l’interesse della scuola attraverso un programma generale, nonché gli obiettivi della loro attività nel rispetto delle regole di democrazia interna e dei principi della Costituzione. Il suddetto requisito, quindi, è connotante ed imprescindibile rispetto alle finalità statutarie delle Associazioni ma non è attribuibile ai legali rappresentanti delle Associazioni medesime”.

Il DPR 301/05, salvo che per l’espressione “genitori di alunni” (che pure non lascia margini di dubbio come ha esplicato la nota del 20 marzo del 2006), ha stabilito poi per l’accreditamento al Forum Nazionale delle Associazioni dei Genitori della Scuola (FoNAGS) l’accertamento del possesso di almeno tre dei seguenti criteri che però prescindono dal requisito della frequenza dei figli:

  1. presenza nel territorio nazionale in non meno di quattro regioni, con una media di cinquecento associati per regione;
  2. costituzione da almeno due anni alla data della domanda di ammissione;
  3. numero di associati non inferiore a cinquemila genitori;
  4. adesione all’Associazione europea dei genitori (EPA).

Pertanto, mancando le consulte dei genitori, come previsto invece per gli studenti, la rappresentanza di tale componente si ferma alla singola scuola e non è collegata.

Ecco perché un sistema tanto integrato e partecipato a tutti i livelli come quello di Bolzano (di cui forse neanche i genitori sono consapevoli) deve essere assolutamente salvaguardato e costituire un modello.

Si spera quindi che tale risultato possa essere raggiunto attraverso l’ascolto ed il dialogo con i gruppi di lavoro coinvolti nella discussione della riforma.

Sportello Genitori Studenti e Scuola

Domande e risposte su Genitori Studenti & Scuola
a cura di Cinzia Olivieri

Lo Sportello Genitori Studenti e Scuola, si propone di offrire consulenza ed assistenza su tematiche di interesse pratico per superare la demotivazione partecipativa conseguente alla difficoltà in particolare nell’utilizzo degli strumenti normativi.

Le potenzialità virtualmente illimitate della rete vanno rafforzate e valorizzate per superare questi elementi di debolezza.

Laddove poi ci si ponga progettualmente l’obiettivo di dare origine a rapporti costanti e continuativi e favorire un collegamento che vada oltre le necessità contingenti, uno Sportello di consulenza rappresenta un ottimo strumento coordinato ad altri quali:

–    Mailing List per un pubblico scambio di informazioni e buone pratiche

–    Guide sul funzionamento degli organi collegiali in formato PowerPoint di facile consultazione:

CONSULENZA – FAQ

Tutti i quesiti e le risposte sulla complessa normativa* che regola la vita nella scuola e la partecipazione agli organi collegiali

E’ possibile inviare eventuali quesiti all’indirizzo famiglie@edscuola.com
Le stesse verranno  inserite prive di ogni riferimento all’interno delle FAQ

* in vigore al momento della formulazione del quesito

Indice FAQ  

Genitori Studenti Scuola
Accesso ai documenti Accesso ai documenti
Accesso ai locali scolastici
Alternanza Scuola-Lavoro
Asili nido
Assegnazione docenti alle classi
Assemblea Assemblea Assemblea
Assenze
Assicurazione
Attivita integrative
Autovalutazione di istituto
Calendario scolastico
Classi aperte
Collaboratori Coordinatori ATA Collaboratori Coordinatori ATA
Collegio dei docenti
Comitato di valutazione Comitato di valutazione
Comitato genitori Comitato studentesco
Comitato genitori (Bolzano e Trento)
Commissioni
Compiti a casa
Comunicazioni
Consiglio di circolo e di istituto
>1 Consiglieri
>2 Convocazione
>3 Delega
>4 Delibere, verbale >4 Delibere, verbale
>5 Dimissioni
>6 Dirigente
>7 Elezioni >7 Elezioni >7 Elezioni
>8 Incompatibilità ed ineleggibilità >8 Incompatibilità ed ineleggibilità
>9 Mancanza
>10 Permessi lavorativi
>11 Presidente
>11.1 Collegamento presidenti
> 12 Prima seduta
> 13 Proroga
> 14 Suppletive e Surroga
> 15 Validita delle sedute
Consiglio classe, interclasse, intersezione
>1 Convocazione  >1 Convocazione
>2 Elezioni  >2 Elezioni
>3 Rappresentante di classe
a Collegamento dei rappresentanti
b Compiti del rappresentante
>4 Riunione  >4 Riunione
>5 Valutazione – Disciplina  >5 Valutazione – Disciplina
Consulta dei genitori
Continuità
Contrattazione
Contributo volontario
Convenzione di cassa
Convitti
Crediti – Debiti – Recupero Crediti – Debiti – Recupero Crediti – Debiti – Recupero
Dimensionamento Dimensionamento
Diritto allo studio
Disciplina Disciplina
Donazioni
Doveri dei docenti
Elezioni politiche
Esami Esami Esami
Ferie Ferie
Flessibilità organizzativa quadrimestre Flessibilità organizzativa quadrimestre
FoNAGS FoPAGS FoRAGS
Formazione delle classi Formazione delle classi
Giunta Esecutiva
GLH
Incompatibilità
Intitolazione scuole e aule
Inventario
Istituzione nuove scuole ed indirizzi
Istruzione parentale
Libri di testo
>1 Adozioni
>2 Noleggio e comodato d’uso
>3 Tetti di spesa
Manutenzione edifici scolastici
Mense scolastiche
Nulla osta – Trasferimenti
Orario scolastico
Organico
Organo di garanzia
Passerelle e Cambio di indirizzo
Patto educativo di corresponsabilità
PTOF
>1 Competenze e Procedura
>2 Contenuti e Proposte
Privacy a scuola Privacy a scuola
Programma annuale – Bilancio di previsione – Conto consuntivo
Proiezione audiovisivi
Prove suppletive
Pubblicità degli atti e delle sedute
Rapporti con gli enti locali
Rapporti scuola-famiglia Rapporti scuola-famiglia
Recupero
Registro di classe
Regolamento di istituto
Religione cattolica
Residui attivi
Ricorsi Ricorsi
Ripetenza
Ripresa studi interrotti
Ritiro dalla scuola
Scuole paritarie
Sciopero
Sezioni primavera
Sicurezza
Sospensione delle attività didattiche
Sponsorizzazioni
Spostamento classi
Supplenze
Tasse scolastiche Tasse scolastiche
Trasporto scolastico
Utilizzo locali ed attrezzature Utilizzo locali ed attrezzature
Valutazione Valutazione
Vigilanza uscita alunni Vigilanza uscita alunni
Visite guidate viaggi istruzione Visite guidate viaggi istruzione
>1.Rimborso_spese >1 Rimborso spese
Zainetti pesanti

 

Valutazione dei Dirigenti scolastici

Come previsto dalla Nota 27 aprile 2017, AOODGOSV 4555, a partire dal giorno 27 aprile 2017 e fino al 30 giugno 2017 sul Portale del Sistema nazionale di valutazione (Area Dirigenti – Portfolio DS  – http://ext.pubblica.istruzione.it/portfoliods/login) sono aperte le funzioni per procedere alla compilazione online del Portfolio del Dirigente scolastico, strumento alla base del procedimento di valutazione, previsto dalle Linee guida di attuazione della Direttiva 18 agosto 2016, AOOUFGAB 36 (vd. Nota esplicativa n. 2).

Non saranno svolte visite da parte dei Nuclei nell’a.s. 2016/17; la valutazione di prima istanza da parte del Nucleo di valutazione e la valutazione finale da parte del Direttore dell’USR avverranno, rispettivamente, entro novembre ed entro dicembre 2017.

La Direttiva ministeriale n. 239, firmata il 21 aprile 2017, avente ad oggetto “Modifiche alla Direttiva 18 agosto 2016 n. 36 sulla valutazione dei dirigenti scolastici“,  prevede che il procedimento di valutazione dei Dirigenti scolastici non avrà effetto sulla determinazione della retribuzione di risultato per l’anno scolastico 2016/17, ma a partire dall’anno scolastico 2017/18.
I riscontri e le osservazioni degli Uffici scolastici regionali sulla procedura di valutazione  saranno inviati ad un Osservatorio (previsto dall’art. 12 della Direttiva), in via di definizione con specifico decreto ministeriale.



  • Scuola, on line il portfolio del dirigente scolastico
    Strumento chiave per lo sviluppo professionale e la valutazione

    La valutazione delle e dei dirigenti scolastici entra nel vivo: è disponibile da oggi, sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, la versione elettronica del portfolio del dirigente scolastico che conterrà informazioni che vanno dal curriculum, al bilancio delle competenze, agli obiettivi e alle azioni professionali.

    Il portfolio consentirà alle dirigenti e ai dirigenti di analizzare i loro compiti e le loro competenze, di fare il punto sugli obiettivi di miglioramento. Sarà quindi uno strumento di supporto per il loro sviluppo professionale, ma anche uno strumento chiave per il processo di autovalutazione e di valutazione.

    Il portfolio si compone di quattro parti. La prima (anagrafe professionale) raccoglierà informazioni professionali, dal titolo di studio agli incarichi ricoperti, sarà compilata dalle e dai dirigenti e sarà resa pubblica. La seconda parte riguarderà l’autovalutazione e il bilancio delle competenze: ogni dirigente potrà compilarla (non è obbligatorio) analizzando la propria capacità di gestione, di valorizzazione del personale, di promozione della partecipazione, di monitoraggio e rendicontazione. Questa parte consentirà a ciascuna e ciascun dirigente di riflettere sui propri punti di forza e debolezza, nell’ottica del miglioramento della propria professionalità. La terza parte, particolarmente rilevante ai fini della valutazione, sarà dedicata agli obiettivi e alle azioni professionali, sarà obbligatoria e pubblica, sarà compilata dalle e dai dirigenti che dovranno descrivere le azioni realizzate per raggiungere gli obiettivi previsti dal Piano di miglioramento della loro scuola. Infine la quarta parte sarà dedicata alla  valutazione e agli eventuali consigli di miglioramento, sarà riservata al Nucleo di Valutazione, al Direttore dell’USR e al Dirigente scolastico.

    Un primo video tutorial  introduce ed illustra l’utilizzo del portfolio. Ci sarà tempo, per la compilazione, fino al 30 giugno. Le dirigenti e i dirigenti hanno già avuto, l’8 febbraio scorso, una versione cartacea del portfolio per poter familiarizzare con lo strumento. La versione on line, intuitiva e di facile utilizzo, facilita la compilazione, che non richiede un investimento di tempo gravoso: si tratta di fare sintesi di informazioni e documenti già in possesso e soprattutto di evidenziare il proprio specifico professionale per il perseguimento degli obiettivi di miglioramento della scuola. La valutazione delle dirigenti e dei dirigenti ha preso il via ufficialmente con la direttiva numero 36 dello scorso agosto.

    Nel frattempo sono stati adottati e pubblicati i Piani regionali di valutazione da parte degli Uffici scolastici. Tra febbraio e marzo le dirigenti e i dirigenti sono stati abbinati ai nuclei di valutazione, nei cui confronti sono state svolte  attività di informazione e formazione, che continueranno anche nei prossimi mesi. Fino a giugno si procederà con la compilazione del portfolio. Fra l’estate e l’autunno ci sarà da parte dei nuclei la vera e propria fase di valutazione  a partire dalla documentazione interna al  portfolio. Dall’anno scolastico 2017/2018 la retribuzione di risultato delle e dei dirigenti sarà legata al processo di valutazione.


    Pubblicate le Linee guida per l’attuazione della Direttiva n. 36, del 18 agosto 2016, sulla valutazione dei dirigenti scolastici

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    Valutazione dei dirigenti scolastici, pubblicate le Linee Guida

    Giannini: “Processo atteso da 15 anni, aiuterà il miglioramento del sistema scolastico”

    Sono disponibili da oggi sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca le Linee Guida per la valutazione dei dirigenti scolastici. Il documento rende operativa la direttiva firmata nei mesi scorsi dal Ministro Stefania Giannini.
    “Si tratta di un processo atteso da 15 anni che ha lo scopo di investire sul miglioramento della professionalità dei nostri dirigenti, figure chiave dell’autonomia scolastica – sottolinea il Ministro -. Il sistema di valutazione a cui abbiamo lavorato è un sistema leggero, che si basa sui documenti e gli strumenti di pianificazione e programmazione che le scuole già utilizzano. Nessun appesantimento burocratico. Si parte dall’autovalutazione dei dirigenti che saranno poi accompagnati nel miglioramento del loro lavoro. La valutazione che parte oggi è un processo di supporto a tutto il sistema scolastico”.

    Il documento

    • Le Linee guida individuano la tempistica del processo, i documenti e le procedure che saranno utilizzati per valutare i dirigenti, le dimensioni professionali che avranno un peso nel giudizio formulato dai Direttori degli Uffici Scolastici Regionali attraverso la valutazione elaborata dai Nuclei preposti.
      Prima scadenza, gli obiettivi da assegnare ai presidi: già in questi giorni i Direttori degli USR li stanno definendo ed assegnando ai dirigenti scolastici. Gli obiettivi da raggiungere, coerenti con il Rapporto di autovalutazione e il Piano di miglioramento e formativo delle scuole, saranno validi per tre anni. Entro dicembre saranno formulati i Piani regionali per la valutazione. Mentre fra gennaio e maggio i dirigenti scolastici saranno coinvolti in un processo di autovalutazione attraverso una piattaforma on line simile a quella utilizzata per la produzione del Rapporto di autovalutazione da parte delle scuole.
      Cosa faranno i dirigenti? Scatteranno la fotografia del loro operato. Dovranno evidenziare, fra l’altro, le modalità organizzative messe in atto nella loro scuola, le modalità di gestione del personale, le azioni messe in campo per promuovere la partecipazione della comunità scolastica e il rapporto con le realtà del territorio e come hanno promosso il raggiungimento degli obiettivi che hanno ricevuto.
      Entro agosto 2017 ci sarà una valutazione di prima istanza da parte del Nucleo regionale con possibili visite nelle scuole. Successivamente arriverà la valutazione finale da parte del Direttore dell’USR. La restituzione dei riscontri della valutazione da parte del Direttore avverrà entro dicembre 2017.
      L’azione del Dirigente sarà valutata su tre diverse dimensioni professionali:
    • Direzione unitaria, promozione della partecipazione, competenze gestionali e organizzative finalizzate al raggiungimento dei risultati (a quest’area viene attribuito un peso pari al 60% nel risultato finale);
    • Valorizzazione delle risorse professionali, dell’impegno e dei meriti professionali (avrà un peso del 30%);
    • Apprezzamento dell’operato all’interno della comunità professionale e sociale (avrà un peso del 10%).

    La valutazione avrà cadenza annuale e inciderà sulla retribuzione di risultato dei dirigenti scolastici. Quattro i livelli di raggiungimento degli obiettivi previsti: “pieno raggiungimento”, “avanzato raggiungimento”, “buon raggiungimento”, “mancato raggiungimento”.


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    Martedì 28 giugno, alle ore 10.30, presso la Sala Comunicazione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, in Viale Trastevere 76/a, sono presentate la Direttiva e la prima nota applicativa sul Sistema di Valutazione dei Dirigenti Scolastici.


    Valutazione dei dirigenti scolastici, firmata la direttiva
    Giannini: “Da oggi abbiamo uno strumento in più per
    il miglioramento del sistema”

    Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, ha firmato stamattina la direttiva per la valutazione dei dirigenti scolastici. “Dopo 15 anni di incertezze, attese e sperimentazioni, oggi siamo nelle condizioni di realizzare pienamente la valutazione dei dirigenti scolastici. Questo grazie ad un rinnovato quadro normativo, allo stanziamento di specifiche risorse economiche e alla presenza di risorse umane aggiuntive fra gli ispettori. Tutti effetti della legge 107, la Buona Scuola”, ha commentato Giannini, presentando il documento a Viale Trastevere alla presenza dei direttori generali degli Uffici Scolastici Regionali.

    “Ora – ha proseguito – abbiamo in mano uno strumento in più per ottenere un obiettivo importante: il miglioramento del sistema scolastico”. Tre i criteri in base ai quali saranno valutati i dirigenti: “La capacità di indirizzo e di gestione della scuola peserà per il 60% sulla valutazione complessiva – ha spiegato il Ministro -. La capacità di valorizzare le risorse umane, il personale della scuola tutto (docente, amministrativo, tecnico e ausiliario) peserà per il 30%. Il restante 10% si baserà sull’apprezzamento dell’operato del dirigente da parte della comunità scolastica, di coloro che vivono e lavorano nella scuola”. I criteri sono contenuti nelle Linee Guida che saranno abbinate alla direttiva.

    Cosa accade ora, in concreto? Ad agosto i dirigenti, oltre 7.000 in tutto il Paese, firmeranno il loro incarico all’interno del quale, per la prima volta, saranno inseriti obiettivi di miglioramento di tre tipi: obiettivi generali individuati dal Ministero, obiettivi legati alle specificità del territorio individuati dagli USR e obiettivi specifici collegati alla scuola che deriveranno dal RAV (il Rapporto di autovalutazione) dell’istituto che il dirigente dovrà guidare. Il RAV è il documento che, dallo scorso anno, le scuole hanno cominciato a compilare per darsi un ‘voto’ sulle cose fatte e fissare le priorità di sviluppo per gli anni successivi.

    Un apposito nucleo di esperti compilerà la valutazione dei dirigenti. Quattro i ‘gradi’ di valutazione previsti dalla direttiva: mancato raggiungimento degli obiettivi, buon raggiungimento degli obiettivi, avanzato raggiungimento degli obiettivi, pieno raggiungimento degli obiettivi. L’esito della valutazione sarà utilizzato per la retribuzione di risultato dei dirigenti. Niente più fondi a pioggia, come accade oggi. In caso di mancato raggiungimento degli obiettivi il dirigente potrà essere assegnato, in prima battuta, ad altra scuola. Se la valutazione negativa si ripeterà, sarà messo a disposizione dell’Ufficio Scolastico per svolgere altre mansioni. La valutazione si svolgerà con cadenza annuale a partire dal mese di settembre.



    Illustrata alle OO.SS., il 6 maggio, la direttiva sulla valutazione dei Dirigenti scolastici

    Come previsto dall’art. 1, cc. 93-94, della Legge 107/15, la valutazione dei dirigenti scolastici è effettuata dal Nucleo per la Valutazione dei Dirigenti scolastici (art. 25, c. 1, D.Lvo 165/01) ed è

    • coerente con l’incarico triennale e con il profilo professionale,
    • connessa alla retribuzione di risultato.

    Nell’individuazione degli indicatori per la valutazione del dirigente scolastico si tiene conto

    • del contributo del dirigente al perseguimento dei risultati per il miglioramento del servizio scolastico previsti nel RAV (DPR 80/13), in coerenza con le disposizioni contenute nel D.Lvo 150/09,
    • dei seguenti criteri generali:

    a) competenze gestionali ed organizzative finalizzate al raggiungimento dei risultati, correttezza, trasparenza, efficienza ed efficacia dell’azione dirigenziale, in relazione agli obiettivi assegnati nell’incarico triennale;
    b) valorizzazione dell’impegno e dei meriti professionali del personale dell’istituto, sotto il profilo individuale e negli ambiti collegiali;
    c) apprezzamento del proprio operato all’interno della comunità professionale e sociale;
    d) contributo al miglioramento del successo formativo e scolastico degli studenti e dei processi organizzativi e didattici, nell’ambito dei sistemi di autovalutazione, valutazione e rendicontazione sociale;
    e) direzione unitaria della scuola, promozione della partecipazione e della collaborazione tra le diverse componenti della comunità scolastica, dei rapporti con il contesto sociale e nella rete di scuole.

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    Al via la valutazione dei dirigenti scolastici

    Giannini: “Finalmente un sistema per valorizzarli e incentivare il miglioramento”

    Le competenze gestionali e amministrative, la capacità di valorizzare il personale scolastico, l’apprezzamento del loro operato da parte della comunità scolastica. Sono alcuni dei criteri in base ai quali, a partire da settembre, saranno valutati i dirigenti scolastici.

    “Dopo anni di attese, rinvii e sperimentazioni finalmente si parte. Con la Buona Scuola abbiamo messo i dirigenti scolastici al centro di un preciso progetto culturale che valorizza l’autonomia scolastica. Abbiamo dato a quelli che una volta si chiamavano presidi più strumenti per poter lavorare e più responsabilità. Per questo è necessario attivare un sistema oggettivo e trasparente di valutazione del loro operato che preveda incentivi crescenti per chi raggiunge gli obiettivi di miglioramento della propria scuola”, spiega il Ministro Stefania Giannini.

    Oggi la direttiva sulla valutazione dei dirigenti scolastici è stata illustrata al Miur alle Organizzazioni Sindacali e sarà firmata nei prossimi giorni dal Ministro dell’Istruzione dopo il vaglio del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione. Di valutazione dei dirigenti si parla dal 2000, sono state fatte alcune sperimentazioni negli anni successivi, ma il sistema non è mai concretamente partito.
    Cosa accadrà con la nuova direttiva? Quando firmeranno il loro contratto, in agosto, i dirigenti scolastici troveranno inseriti in questo documento gli obiettivi di miglioramento che saranno di tre tipi: ci saranno obiettivi generali individuati dal Ministero, obiettivi legati alle specificità del territorio individuati dagli USR e obiettivi specifici sulla scuola che deriveranno dal RAV (il Rapporto di autovalutazione) dell’istituto che il dirigente dovrà guidare. Il RAV è il documento che dal 2015 le scuole compilano per darsi una ‘voto’ sulle cose fatte e fissare le priorità di sviluppo per gli anni successivi.

    Un apposito nucleo di esperti compilerà la valutazione dei dirigenti con un esito che potrà andare dal mancato raggiungimento degli obiettivi al completo raggiungimento che corrisponderà ad una valutazione ‘eccellente’. L’esito della valutazione sarà utilizzato per la retribuzione di risultato dei dirigenti. La valutazione si svolgerà con cadenza annuale. In caso di valutazione negativa il dirigente sarà supportato dall’Usr nel miglioramento del proprio lavoro. Sono previsti casi di non rinnovo del contratto presso la scuola affidata al dirigente solo in caso di responsabilità dirigenziali gravi, come già stabilito dal decreto legislativo 165 del 2001.
    “La valutazione dei dirigenti ha come obiettivo principale – conclude il Ministro – la loro crescita professionale e, di conseguenza, il miglioramento della comunità scolastica in cui operano. È la prima volta che il nostro Paese affronta concretamente tale percorso che, secondo gli obiettivi di questo Governo, porterà ad una vera attuazione dell’autonomia scolastica, per troppo tempo attesa e mai realizzata fino in fondo”.