Il Consiglio dei Ministri, nel corso della riunione di martedì 4 agosto 2026, ha approvato, in esame definitivo, due decreti legislativi di adeguamento della normativa nazionale al regolamento (UE) 2024/1689 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 giugno 2024, che stabilisce regole armonizzate sull’intelligenza artificiale, in attuazione della delega di cui all’articolo 24 della legge 23 settembre 2025, n. 132. Di seguito i contenuti essenziali dei due provvedimenti e le modifiche introdotte a seguito dei pareri acquisiti.
1. Adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2024/1689 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 giugno 2024, che stabilisce regole armonizzate sull’intelligenza artificiale, in materia di utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale per l’attività di polizia e di responsabilità civile e penale (decreto legislativo – esame definitivo)
Il decreto reca la prima disciplina organica dell’impiego dei sistemi di intelligenza artificiale nelle attività di polizia, fondata sulla sorveglianza e sulla responsabilità umana: le decisioni restano dell’operatore ed è esclusa l’adozione di decisioni produttive di effetti giuridici negativi sulla sola base dell’elaborazione automatizzata. L’identificazione biometrica in tempo reale è ammessa in casi eccezionali, per periodi limitati e previa autorizzazione dell’autorità giudiziaria; è vietata la costituzione di banche dati biometriche mediante raccolta massiva e non mirata di informazioni dal web. Il provvedimento introduce inoltre nel Codice penale l’articolo 437-bis, che punisce l’omessa adozione di misure di sicurezza nei sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio e la loro alterazione illecita, con pena graduata in funzione del bene giuridico esposto a pericolo, e rafforza la tutela civile del danneggiato attraverso l’accesso alla documentazione tecnica del sistema, la presunzione del nesso di causalità, un foro alternativo prossimo alla residenza del danneggiato e l’azione diretta nei confronti dell’assicurazione.
A seguito dei pareri delle competenti Commissioni parlamentari, della Conferenza unificata e del Garante per la protezione dei dati personali, il testo è stato modificato rispetto a quello approvato in esame preliminare. In relazione alla disciplina dei sistemi di videosorveglianza con riconoscimento facciale a posteriori, sono stati definiti i requisiti minimi della banca dati di riferimento ed esplicitati gli obblighi di cancellazione e le garanzie di non incrementabilità dei dati utilizzati per il confronto biometrico. È stata dettagliata in una previsione autonoma la posizione dell’utilizzatore professionale di sistemi ad alto rischio che ometta intenzionalmente di adottare misure di sorveglianza umana. È stata inoltre assicurata la partecipazione degli enti territoriali, con modalità pattizie proprie, all’installazione e alla manutenzione delle componenti di intelligenza artificiale e delle tecnologie biometriche dei sistemi di videosorveglianza impiegati per il contrasto dei reati. Sono stati infine esplicitati i poteri riconosciuti al Garante per la protezione dei dati personali nell’ambito dei ruoli allo stesso attribuiti, con il suo coinvolgimento negli spazi di sperimentazione normativa e la precisazione delle modalità di trattamento dei dati operativi sensibili per le attività di ricerca e sperimentazione.
2. Adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2024/1689 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 giugno 2024, che stabilisce regole armonizzate sull’intelligenza artificiale, in materia di poteri delle autorità nazionali e di utilizzo dell’intelligenza artificiale nella formazione (decreto legislativo – esame definitivo)
Il decreto definisce l’assetto di governance nazionale in materia di intelligenza artificiale, imperniato sull’Agenzia per l’Italia digitale quale autorità di notifica e sull’Agenzia per la cybersicurezza nazionale quale autorità di vigilanza del mercato, con funzioni di vigilanza della Banca d’Italia, della Commissione nazionale per le società e la borsa e dell’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni sui sistemi ad alto rischio collegati alla fornitura di servizi finanziari e competenze del Garante per la protezione dei dati personali sui sistemi impiegati nelle attività di contrasto, di gestione delle frontiere, di giustizia e di democrazia. Il quadro sanzionatorio è graduato e proporzionato, con limiti massimi inferiori a quelli previsti dal regolamento europeo e la possibilità di misure non pecuniarie per le violazioni di scarsa offensività. Il provvedimento anticipa l’operatività degli spazi di sperimentazione normativa, con trattamento preferenziale per le piccole e medie imprese e per le imprese in fase di avvio, e disciplina l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei percorsi formativi, nelle professioni, nel lavoro, nella sanità e nella pubblica amministrazione: aggiornamento delle indicazioni nazionali e formazione stabile dei docenti, con una dotazione di 100 milioni di euro per il contrasto dei rischi connessi all’abuso delle piattaforme e delle reti sociali digitali; alfabetizzazione, riqualificazione e alta formazione del personale pubblico, in raccordo con la Scuola Nazionale dell’Amministrazione e con Formez; formazione dei magistrati affidata alla Scuola Superiore della Magistratura; inserimento obbligatorio della formazione sull’intelligenza artificiale nel programma di Educazione Continua in Medicina. È infine stabilito che le decisioni concernenti la costituzione, la modifica o la risoluzione del rapporto di lavoro, compresi i provvedimenti disciplinari e i licenziamenti, non possono essere adottate unicamente sulla base di un trattamento automatizzato, con nullità del licenziamento intimato in violazione del divieto.
A seguito dei pareri favorevoli con osservazioni della Conferenza unificata, del Garante per la protezione dei dati personali e delle competenti Commissioni parlamentari, il testo è stato modificato rispetto a quello approvato in esame preliminare. È stato introdotto un articolo che prevede il coinvolgimento delle Regioni e delle Province autonome nelle attività disciplinate dal decreto, valorizzando le esperienze territoriali e favorendo il riuso delle migliori soluzioni sviluppate nell’ambito di programmi e progetti già in uso. Sono stati esplicitati i poteri attribuiti al Garante per la protezione dei dati personali, limitatamente ai sistemi di intelligenza artificiale impiegati nelle attività di contrasto, in materia di migrazione e asilo e nella gestione del controllo delle frontiere. È stato precisato che non rientrano tra le decisioni finali relative alla costituzione del rapporto di lavoro le attività di ricerca e selezione delle candidature, anche quando comportino la mancata ammissione alle fasi successive della selezione. Il decreto è stato inoltre aggiornato alle modifiche apportate al regolamento sull’intelligenza artificiale dal regolamento (UE) 2026/1744, con un rinvio che condiziona l’entrata in vigore delle sanzioni all’effettiva entrata in vigore dei corrispondenti obblighi e divieti.
Nel corso della medesima seduta il Consiglio dei ministri, vista l’iniziativa del Ministro dell’istruzione e del merito Giuseppe Valditara, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione Paolo Zangrillo e del Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, ha deliberato di autorizzare il Ministero dell’istruzione e del merito, per l’anno scolastico 2026/2027, ad assumere a tempo indeterminato, sui posti effettivamente vacanti e disponibili, 365 dirigenti scolastici, 46.642 unità di personale docente, di cui 10.810 insegnanti di sostegno; 79 unità di personale educativo; 2.628 insegnanti di religione cattolica; 12.284 unità di personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA). Le assunzioni sono disposte nel quadro della programmazione del fabbisogno di personale e nel rispetto degli obiettivi di finanza pubblica, per consentire il regolare avvio dell’anno scolastico.
Il Consiglio dei Ministri odierno ha deliberato in via definitiva il decreto legislativo relativo all’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni europee che stabiliscono regole armonizzate sull’Intelligenza Artificiale, in materia di poteri delle Autorità nazionali per l’IA e di utilizzo dell’IA nei percorsi formativi, nelle professioni, nel lavoro, nella sanità e nella pubblica amministrazione.
Per quanto riguarda le misure d’interesse del Ministero dell’Istruzione e del Merito, l’Intelligenza Artificiale entra stabilmente nei percorsi educativi, come contenuto da conoscere e come strumento per innovare la didattica. Con l’attuazione della delega si interviene in tutti i settori della formazione scolastica, prevedendo misure specifiche per docenti, studenti e adulti. “Promessa mantenuta”, ha dichiarato il ministro dell’istruzione, Giuseppe Valditara.
È previsto l’aggiornamento delle Indicazioni nazionali del secondo ciclo, per integrare tecnologie avanzate e IA generativa nei percorsi di studio.
L’IA viene anche inserita nell’ambito dell’insegnamento dell’Educazione civica, con attenzione ai profili etici e alla cittadinanza digitale.
Vengono rafforzati le competenze STEAM (scienza, tecnologia, ingegneria, arte e matematica) e l’orientamento scolastico, per accompagnare gli studenti verso scelte formative e professionali coerenti con le trasformazioni tecnologiche.
A supporto delle scuole saranno istituiti comitati tecnico-etici territoriali, organizzati in rete, con funzioni di indirizzo pedagogico, accompagnamento alla sperimentazione didattica, tutela dei diritti fondamentali e protezione dei dati. Essi contribuiscono anche all’aggiornamento dei regolamenti di istituto, così da rendere l’uso dell’IA sicuro e verificabile.
Importanti novità sono le misure per fronteggiare l’emergenza educativa legata all’abuso di social media, piattaforme digitali e IA. La scuola diventa presidio di prevenzione e benessere digitale: è previsto infatti un piano di formazione stabile dei docenti, su funzionamento dei sistemi, rischi di errore e distorsione, tutela dei dati e uso responsabile dell’IA, con una dotazione di 100 milioni di euro. L’obiettivo è rafforzare la capacità del sistema scolastico di prevenire rischi, dipendenze digitali, opacità algoritmica e forme di condizionamento dei minori. Si prevede anche il coinvolgimento delle famiglie, al fine di favorire il benessere integrale della persona e dei minori nello spazio digitale.
Le misure si estendono alla formazione degli adulti, con percorsi strutturati di alfabetizzazione e formazione sull’IA, con riconoscimento delle competenze già acquisite e sostegno ai processi di aggiornamento, riqualificazione professionale e reinserimento nel mercato del lavoro.
Viene promossa l’integrazione di attività formative dedicate all’Intelligenza Artificiale nei percorsi dell’istruzione superiore e negli ITS Academy, per valorizzarne il ruolo.









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