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Ambienti didattici innovativi: le graduatorie


Il MIUR ha pubblicato la graduatoria dei progetti finanziati grazie all’Avviso pubblicato a dicembre per la creazione di ambienti di apprendimento capaci di integrare nella didattica l’utilizzo di tecnologie all’avanguardia. Ventidue milioni di euro le risorse a disposizione, 1.115 le proposte finanziate, di cui 663 nel I ciclo di istruzione e 452 nel secondo. Le Regioni con il maggior numero di progetti approvati sono Campania (152) e Lombardia (130), seguite da Piemonte (119), Lazio (88), Veneto e Puglia (entrambe queste ultime con 78 progetti ciascuna approvati).

“In tempi rapidissimi, a meno di un mese dalla chiusura dell’avviso – dichiara il Ministro Marco Bussetti – diamo avvio alla realizzazione di nuovi ambienti di apprendimento in oltre mille scuole italiane, che prevedono dotazioni tecnologiche innovative per l’utilizzo della realtà virtuale e aumentata nella didattica, della robotica educativa, del pensiero computazionale, della stampa 3D. Con questa misura diamo un forte impulso per diffondere nella scuola un nuovo modo di concepire l’aula, attrezzandola con arredi e dispositivi che favoriscano metodologie didattiche innovative”.

All’Avviso per la presentazione delle candidature dello scorso mese di dicembre hanno risposto oltre 5.000 istituzioni scolastiche, un numero record per le azioni del Piano Nazionale Scuola Digitale.

“A questa grande richiesta di innovazione che giunge dalle scuole italiane e che conferma l’interesse delle scuole verso le nostre iniziative – conclude il Ministro Bussetti – rispondiamo finanziando subito, già in questo anno scolastico, le prime 1.115 scuole”.

Ambienti didattici innovativi

Avviso 27 novembre 2018, AOODGEFID 30562
REALIZZAZIONE DI AMBIENTI DI APPRENDIMENTO INNOVATIVI #PNSD – AZIONE #7


Scuola, da Bussetti pacchetto risorse: 35 milioni per quella digitale
Bussetti: “Subito bando da 22 milioni per ambienti didattici innovativi”
Giuliano: “Cambiamo gli spazi di apprendimentoper migliorare la didattica”

Trentacinque milioni di euro per la scuola digitale, con un’attenzione particolare alla creazione di ambienti didattici innovativi e tecnologicamente all’avanguardia. Il pacchetto di risorse è contenuto in un decreto firmato dal Ministro Marco Bussetti.

“Avere ambienti didattici adeguati alle esigenze di studenti e docenti di oggi è una sfida fondamentale – dichiara il Ministro -. Dobbiamo ripartire dal Piano Nazionale per la Scuola Digitale e migliorarlo. Mettendo la nostra scuola nelle condizioni di accogliere il cambiamento e governarlo, sfruttando e valorizzando il contributo delle nuove tecnologie. Un obiettivo che possiamo raggiungere al meglio solo ascoltando le proposte e le idee che arriveranno dalle singole comunità scolastiche, la base e l’anima del nostro sistema d’istruzione. Partiamo da questo pacchetto di risorse e da uno stanziamento importante, oltre 22 milioni, per gli ambienti didattici innovativi che sono fondamentali per incidere sulla didattica. Mettiamo in campo anche risorse per la formazione dei ragazzi e per diffondere le migliori pratiche didattiche”.

“È ormai un dato certo – aggiunge il Sottosegretario Salvatore Giuliano – che termini come ‘aula’ o ‘classe’ non sono più sufficienti da soli a definire un contesto adeguato per la didattica. Il presente e il futuro della scuola sono spazi di apprendimento misti, capaci di favorire un apprendimento interdisciplinare, flessibile, multifunzionale e connesso indissolubilmente con l’utilizzo della tecnologia e di risorse digitali basate sulla realtà virtuale e aumentata. Dobbiamo rilanciare il Piano nazionale per la Scuola Digitale, migliorarlo e orientarne al meglio gli investimenti. Il decreto firmato dal Ministro è un primo importante passo in questa direzione”.

Ambienti digitali didattici innovativi
A seguito della firma del decreto è stato già pubblicato sul sito del MIUR un avviso da 22 milioni di euro destinato alle scuole statali di ogni ordine e grado per finanziare la progettazione e creazione di ambienti di apprendimento capaci di integrare nella didattica l’utilizzo di tecnologie all’avanguardia. Oltre 2 milioni di euro di risorse aggiuntive sono stanziati poi per le scuole delle aree a rischio, che saranno individuate in base a criteri oggettivi: alto tasso di dispersione scolastica, disagio negli apprendimenti, status socio-economico della famiglia di origine rilevato dall’INVALSI, tasso di deprivazione territoriale ISTAT. Ogni istituto potrà presentare un solo progetto. Le proposte dovranno riguardare la realizzazione di ambienti di apprendimento, con l’allestimento e la trasformazione di uno o più spazi interni alla scuola, ed essere collegate all’utilizzo di nuove metodologie didattiche espressamente indicate. Le scuole potranno presentare i progetti a partire dalle ore 10.00 del 3 dicembre 2018, entro e non oltre le ore 15.00 del 17 dicembre 2018, compilando l’apposita istanza on line tramite l’applicativo “Protocolli in rete” disponibile sul portale SIDI – Area Servizi Accessori. Le graduatorie saranno pubblicate sul sito del MIUR www.miur.gov.it: http://www.istruzione.it/scuola_digitale/index.shtml

Le altre misure del pacchetto
Con il decreto vengono stanziati 7,5 milioni per potenziare la formazione dei docenti e le competenze degli studenti sulle metodologie didattiche legate al Piano Scuola Digitale. Vengono poi assegnati 1,5 milioni al Premio nazionale scuola digitale e altri 1,7 milioni alla promozione dell’innovazione didattica e digitale sul territorio. Per valutare l’attuazione del PNSD, sarà costituito, inoltre, un Comitato scientifico di esperti per monitorare l’andamento del Piano e proporre aggiustamenti alla strategia del PNSD o a singole azioni.


da GOV.IT a EDU.IT

La determina n. 36 del 12 febbraio 2018  emanata dall’Agenzia per l’Italia Digitale, in coerenza con quanto stabilito dal Piano Triennale per l’informatica nella nella PA 2017/2019, prevede che il dominio GOV.IT sia assegnato alle sole Amministrazioni centrali dello Stato, come già avviene in ambito internazionale.

Dal 20 settembre 2018 tutte le scuole italiane di ogni ordine e grado, statali e non statali, potranno registrare il loro nome a dominio edu.it.

Ogni scuola dovrà:

  • verificare sul database Whois se è disponibile il nome che si è scelto;
  • trovare nella Lista un Registrar che provvederà direttamente alla registrazione del dominio. I Registrar abilitati alla registrazione di domini edu.it sono identificati da questo logo:
  • accertarsi di avere a disposizione, prima di contattare il registrar, il codice meccanografico e tutti i dati identificativi della scuola e del legale rappresentante.

Se la scuola farà la registrazione nel primo anno (dal 20 settembre 2018 al 19 ottobre 2019):

  • potrà mantenere lo stesso terzo livello del nome (es. il liceomanzoni.gov.it potrà diventare liceomanzoni.edu.it).
    In questo arco di tempo i nomi a dominio delle scuole già registrate, con estensione gov.it, verranno riservati nell’SLD (Second Level Domain) edu.it;
  • non avrà costi. Il Registro.it non addebiterà al Registrar oneri per la registrazione dei nomi a dominio edu.it.

Oltre il 20 ottobre 2019, invece, i nomi non ancora registrati torneranno a essere disponibili e saranno assegnati secondo l’ordine cronologico di arrivo delle richieste.

Le istituzioni scolastiche con dominio GOV.IT potranno mantenerlo fino alla naturale scadenza del contratto di canone con il proprio gestore ed eccezionalmente anche nel caso in cui questo superi la scadenza prevista dalla citata determina AgID.


  • Regolamento
  • Manifestazione di Interesse
    Fornitura di servizi connessi alla migrazione al dominio edu.it per tutti gli istituti scolastici e al dominio .it per gli enti territoriali attualmente sotto dominio gov.it

Via alla migrazione dei domini delle scuole da .gov.it a .edu.it

Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha lanciato il nuovo dominio .edu.it che verrà assegnato ai siti web di tutte le scuole d’Italia, trasformando i domini attualmente attivi .gov.it. L’obiettivo dell’operazione è quello di migliorare la visibilità e la sicurezza dei siti delle scuole coerentemente con il lavoro che si sta svolgendo anche sul design di questi siti.

A partire dal 20 settembre 2018 tutte le scuole potranno registrare il loro dominio .edu.it ed effettuando la registrazione entro il 19 ottobre potranno mantenere lo stesso terzo livello del nome, ad esempio il liceomanzoni.gov.it potrà diventare liceomanzoni.edu.it). Il passaggio inoltre sarà totalmente gratuito.

Per guidare le scuole nella migrazione dei loro domini è stata creata una pagina di supporto, disponibile al link http://www.miur.gov.it/web/guest/nuovo-dominio-edu.it, nella quale sono riportate tutte le informazioni utili al passaggio.


Mare Scuola 4.0 – #FuturaCatania #PNSD

Piano Scuola Digitale, 24 eventi per raccontarlo nei territori. Si parte da Catania: 74 moduli formativi per studenti e docenti

Tre giorni di iniziative e confronti per raccontare e approfondire i temi del Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD) con laboratori, biblioteche e atelier aperti al territorio e alle comunità scolastiche, buone pratiche, gare di innovazione e gare di idee per le scuole. È il programma di “Mare Scuola 4.0 – #FuturaCatania #PNSD”, che prende il via mercoledì 11 aprile e prosegue fino a venerdì 13 aprile, presso il Porto di Catania – Nuova Dogana. Dopo l’evento nazionale di Bologna, parte infatti da Catania un tour di 24 eventi promossi dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca dedicati al PNSD per continuare ad accompagnarne l’attuazione e raccogliere dai territori stimoli e proposte per migliorarla.

A Catania studentesse e studenti e docenti di tutte le scuole di ogni ordine e grado saranno chiamati ad approfondire, nell’ambito di 74 moduli formativi, le tematiche legate all’innovazione didattica e digitale delle scuole. L’edizione siciliana di “Futura” si coniuga con anche la “Giornata del Mare”, che si celebra domani.

Oltre alle mostre, agli atelier, ai workshop formativi, ai progetti e laboratori didattici, alle proiezioni e alle vetrine tecnologiche, due saranno le occasioni di maggior confronto per ragazze e ragazzi. La prima sarà “For Migration – Global Compact for Migration Model United Nations. La prima simulazione sul processo di sviluppo dell’accordo globale per le migrazioni”, una simulazione dei lavori negoziali delle Nazioni Unite durante la quale cento fra studentesse e studenti, provenienti da tutte le Regioni italiane e assistiti da mentori, esperti e ricercatori, lavoreranno all’elaborazione di nuovi modelli e soluzioni che favoriscano una cooperazione internazionale costruttiva sul tema delle migrazioni.

La seconda esperienza di confronto offerta alle partecipanti e ai partecipanti sarà “Civic Hack”, una vera e propria maratona progettuale durante la quale centoventi studentesse e studenti provenienti da istituzioni scolastiche della provincia di Catania, si confronteranno sul tema dello sviluppo urbano e territoriale analizzando criticità e proponendo soluzioni. Alle vincitrici e ai vincitori del “Civic Hack” e della simulazione “For Migration” sarà offerta la possibilità di partecipare ad altre esperienze formative e laboratoriali di livello nazionale per acquisire nuove conoscenze e competenze.


Cultura e creatività digitale

Venerdì 23 marzo dalle ore 10, presso la Sala della Comunicazione del MIUR, in viale Trastevere 76/a, verrà presentato il corso “Cultura e creatività digitale”, realizzato dal MIUR in collaborazione con l’Accademia nazionale dei Lincei.

L’iniziativa prevede circa 20 ore di formazione per animatori digitali e docenti delle scuole secondarie di II grado. Obiettivi: rafforzare le competenze del personale scolastico sull’educazione digitale, promuovere il legame tra innovazione didattica e tecnologie, sviluppare standard efficaci per la formazione, coerentemente con l’azione #25 del Piano Nazionale Scuola Digitale, che prevede formazione in servizio per l’innovazione didattica e organizzativa.

Le lezioni saranno tenute da esperte ed esperti del mondo digitale attivi in ambito universitario e si svolgeranno, tra aprile e maggio 2018, presso la sede dell’Accademia dei Lincei e presso il Dipartimento di Ingegneria informatica, automatica e gestionale “Antonio Ruberti” dell’Università degli studi di Roma “La Sapienza”.

Safer Internet Day

La Commissione europea dal 2004 ha istituito la giornata della Sicurezza in Internet, denominata “Safer Internet Day” (SID) al fine di promuovere un utilizzo più responsabile delle tecnologie legate ad internet, specialmente tra i bambini e gli adolescenti.


Safer Internet Day 2018, insediato oggi al MIUR
il Tavolo tecnico per la prevenzione e il contrasto  del  cyberbullismo

Firmato il Protocollo MIUR-AGCOM per uso critico delle tecnologie digitali

Si è riunito oggi per la prima volta, al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, il Tavolo tecnico inter-istituzionale per la prevenzione e il contrasto  del  cyberbullismo previsto dalla Legge 71/2017, costituto presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri ma coordinato dal MIUR.

A questa prima riunione hanno partecipato i rappresentanti del Ministero dell’Interno, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, del Ministero della Giustizia, del Ministero dello Sviluppo Economico, del Ministero della Salute, della Conferenza Unificata, dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, del Garante per l’infanzia e l’adolescenza, del Garante per la protezione dei dati personali.

Il tavolo tecnico ha il compito, stabilito per Legge, di elaborare un Piano di azione integrato per il contrasto e la prevenzione del cyberbullismo e di realizzare un sistema di raccolta di dati finalizzato al monitoraggio dell’evoluzione dei fenomeni, anche avvalendosi della collaborazione con la Polizia postale e delle comunicazioni e con altre Forze di polizia.

Il primo incontro del Tavolo tecnico si è tenuto in occasione del Safer Internet Day (#SID2018), la Giornata mondiale per la sicurezza in Rete istituita e promossa dalla Commissione Europea che, giunta alla sua XV edizione, si è celebrata in contemporanea in oltre 100 nazioni di tutto il mondo. Obiettivo della giornata: far riflettere le ragazze e i ragazzi non solo sull’uso consapevole della Rete, ma anche sul ruolo attivo e responsabile che ciascuna e ciascuno può giocare per una navigazione positiva e sicura.

Sempre in occasione del SID2018, la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, e il Presidente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, Angelo Marcello Cardani, hanno firmato oggi al MIUR un Protocollo d’intesa per promuovere tra le nuove generazioni un uso critico e consapevole delle tecnologie digitali.

In Italia l’evento nazionale, collegato al #SID2018, si è tenuto a Roma, presso il Teatro Brancaccio alla presenza della Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, affiancata dalla Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza, Filomena Albano, dal Direttore del servizio di Polizia Postale e delle Comunicazioni, Nunzia Ciardi, e dagli altri partner del Consorzio di ‘Generazioni Connesse’, il Safer Internet Centre Italiano, cofinanziato dalla Commissione Europea e coordinato dal MIUR, in partenariato con la Polizia Postale e delle Comunicazioni, l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, l’Università degli Studi di Firenze, l’Università degli Studi di Roma “Sapienza”Save the Children Italia OnlusSOS Il Telefono Azzurro Onlus, Cooperativa E.D.I., Movimento Difesa del Cittadino Skuola.net e Agenzia di stampa Dire. In platea circa 900 studentesse e studenti.

L’impegno del MIUR su questi temi va avanti da anni e si arricchisce sempre di nuove iniziative e collaborazioni di grande valore e qualità – sottolinea la Ministra Valeria Fedeli -. L’approvazione di una legge per il contrasto del cyberbullismo è stata una svolta importante. Il Ministero sta lavorando da mesi alla sua attuazione e proprio oggi, nella stessa giornata in cui celebreremo il Safer Internet Day, abbiamo avviato i lavori del Tavolo tecnico inter-istituzionale. In questa prima riunione abbiamo fatto il punto di quanto realizzato fino ad oggi e di come proseguire per dare alle ragazze e ai ragazzi  le competenze per un uso corretto e attivo degli strumenti di navigazione, ma anche per orientarsi e saper leggere in modo consapevole le informazioni che trovano in Rete”.

In concomitanza con il Safer Internet Day, anche quest’anno, il secondo, si è celebrata la Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo a scuola dal titolo “Un Nodo Blu – le scuole unite contro il bullismo”. Un’iniziativa lanciata dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nell’ambito del Piano nazionale contro il bullismo.

Nel corso dell’evento al teatro Brancaccio è stata presentata un’indagine condotta da Skuola.net in collaborazione con l’Università di Firenze, proprio in occasione del #SID2018, dalla quale è emerso che più di 2 giovani su 5 sono connessi almeno 5 ore al giorno (il 20,9% dichiara di esserlo sempre). Un dato che, rispetto a due anni fa, è aumentato quasi del 10%. I social network sono i ‘luoghi’ di ritrovo preferiti: il 33% delle e degli intervistati è attivo quotidianamente su almeno due piattaforme, il 24% su tre, il 10% su quattro, il 15% addirittura su cinque social contemporaneamente. Con nuovi player che si fanno strada: Facebook crolla (ormai lo usa regolarmente solo un quarto delle e degli adolescenti, nel 2016 erano quasi 2 su 3 a esserci quotidianamente), mentre esplode la Instagram mania (è presente su questo social l’82,7% degli under 18). Cresce anche Youtube (per il 66,5% delle e degli intervistati, in un biennio, ha guadagnato una decina di punti). Resiste WhatsApp: è il social più utilizzato (circa il 90% dei teenager lo apre almeno una volta al giorno).

Il SID2018 di Roma si è aperto con un collegamento dall’Europarlamento di Strasburgo dove la Commissaria all’Economia e alla Società digitale, Mariya Gabriel, ha incontrato alcune delegazioni di studentesse e studenti con i loro insegnanti per celebrare insieme il Safer Internet Day. È stato inoltre lanciato il nuovo video dei “Super Errori”, i cartoon della campagna nazionale lanciata da Generazioni Connesse. Sette personaggi, uno per ogni rischio sulla Rete: Chat Woman, l’Incredibile Url, l’Uomo Taggo, la Ragazza Visibile, Silver Selfie, Tempestata e Il Postatore Nero. A presentare la kermesse sono stati i Panpers di Colorado Cafè.  Durante l’evento la Ministra Valeria Fedeli ha anche lanciato in anteprima lo spot sul bullismo realizzato in collaborazione con la RAI. Durante la mattinata è stata infine presentata anche la nuova piattaforma per la formazione dei docenti referenti nelle scuole per le tematiche del bullismo e del cyberbullismo. Realizzata in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Formazione e Psicologia dell’Università di Firenze, la piattaforma sarà disponibile da aprile, si chiamerà ELISA (E-learning degli Insegnanti sulle Strategie Antibullismo) e doterà le scuole di strumenti per intervenire efficacemente sui temi del cyberbullismo e del bullismo.

Un momento molto atteso dalle ragazze e dai ragazzi seduti nella platea del teatro Brancaccio è stato l’incontro con Claudio Colica, giovane attore e youtuber, testimonial della campagna “Be Aware. Be Digital”, promossa dal Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (Dis) della Presidenza del Consiglio, realizzata con lo scopo di promuovere l’utilizzo consapevole del web e delle tecnologie, con particolare riferimento al tema della sicurezza dei dati che immettiamo in Rete.


Crea, connetti e condividi il rispetto

“Crea, connetti e condividi il rispetto: un’Internet migliore comincia con te”:  presentati i dati della ricerca “EU Kids Online per MIUR e Parole O_Stili”


Il 58% degli 11-17enni non difende le vittime quando legge messaggi d’odio o offensivi sul Web

Aumentano le esperienze negative in Rete: dal 6% del 2010 al 13% del 2017

Fedeli: “Il 6 febbraio al via al MIUR il Tavolo tecnico su bullismo e cyberbullismo: 1 mln per interventi di contrasto”

Aumenta la percentuale di ragazze e ragazzi che vivono esperienze negative navigando in Internet: erano il 6% nel 2010, sono diventati il 13% nel 2017. Il 31% degli 11-17enni dichiara di aver visto online messaggi d’odio o commenti offensivi rivolti a singoli individui o gruppi di persone, attaccati per il colore della pelle, la nazionalità̀ o la religione. Di fronte all’hate speech il sentimento più diffuso è la tristezza (52%), seguita da rabbia (36%), disprezzo (35%), vergogna (20%). Ma nel 58% dei casi gli intervistati ammettono di non aver fatto nulla per difendere le vittime.

Sono alcuni dei dati che emergono dalla ricerca “EU Kids Online per MIUR e Parole O_Stili” su rischi e opportunità di Internet per bambini e ragazzi, condotta dall’OssCom (Centro di ricerca sui media e la comunicazione) dell’Università Cattolica, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e l’ATS Parole Ostili (formata da Associazione Parole O_Stili, Università Cattolica e Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo).

L’indagine è stata presentata oggi a Roma in occasione dell’evento “Crea, connetti e condividi il rispetto: un’Internet migliore comincia con te”, organizzato dal MIUR per lanciare il programma di iniziative sulla navigazione sicura e responsabile in Rete previsto nella prima settimana di febbraio. Data centrale sarà quella del 6 febbraio: a Roma, al teatro Brancaccio, si celebrerà il Safer Internet Day 2018, la Giornata internazionale dedicata alla navigazione sicura in Rete e alle opportunità che questa può offrire alle ragazze e ai ragazzi. L’evento è organizzato in Italia dal Consorzio Generazioni Connesse, attivato per promuovere un corretto uso della Rete e contrastare il cyberbullismo e coordinato dalla Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione e la Partecipazione del MIUR. A Roma saranno presenti 700 studentesse e studenti. Tutte le scuole sono state invitate a organizzare eventi, attività di formazione e informazione destinate agli alunni e alle famiglie. Il 6 febbraio, in concomitanza con il Safer Internet Day si terrà anche la seconda edizione della Giornata nazionale “Un Nodo Blu – le scuole unite contro il bullismo”.

Altro evento di rilievo nazionale sarà quello previsto il 9 febbraio a Milano, con l’iniziativa “Parole a scuola”, una giornata di formazione gratuita per docenti sul tema delle competenze digitali e dell’ostilità nei linguaggi organizzata dall’ATS Parole O_Stili, che si terrà presso la sede milanese dell’Università Cattolica.

“La prima settimana di febbraio sarà ricca di iniziative e momenti di riflessione: faremo un bilancio delle azioni messe in campo quest’anno, ma lanceremo anche i prossimi passi. I dati che presentiamo oggi sono un ulteriore strumento per orientare la nostra azione e ci dicono con chiarezza che, vista anche la frequenza sempre più elevata con cui le ragazze e i ragazzi navigano in Rete durante la giornata, come comunità educante dobbiamo fare la nostra parte. Dobbiamo far sì che abbiano le competenze per un uso corretto e attivo degli strumenti di navigazione, ma anche per orientarsi e saper leggere in modo consapevole le informazioni che trovano in Rete – ha dichiarato la Ministra Valeria Fedeli -. Non partiamo però da zero: il MIUR è già fortemente impegnato affinché le ragazze e i ragazzi possano avere una piena cittadinanza digitale. La Rete è una grande opportunità, ma dobbiamo fare in modo chele nostre giovani e i nostri giovani sappiano riconoscere e isolare i rischi e le situazioni problematiche che possono verificarsi navigando”.

Il 2017 è stato un anno molto importante per il contrasto del bullismo e del cyberbullismo, per l’educazione a un uso consapevole e appropriato della Rete, anche sul fronte del linguaggio, ha ricordato la Ministra. “Penso all’approvazione della prima legge dedicata a questi temi, la 71 del 2017, che attribuisce a una pluralità di soggetti compiti e responsabilità ben precisi, ribadendo il ruolo centrale delle scuole. Proprio in attuazione di quella legge, il 6 febbraio prossimo, nella stessa giornata in cui celebreremo il Safer Internet Day, avvieremo i lavori del Tavolo tecnico inter-istituzionale, insediato presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e coordinato dal MIUR, che elaborerà un Piano di azione integrato per il contrasto e la prevenzione del cyberbullismo e realizzerà un sistema di raccolta di dati per monitorare l’evoluzione di questi fenomeni, avvalendosi anche della collaborazione della Polizia postale e delle comunicazioni e di altre Forze di polizia. Abbiamo a disposizione 1 milione di euro per le azioni di contrasto”.

Fra le iniziative centrali di quest’anno, ha proseguito Fedeli, “ci sono collaborazioni importanti come il Protocollo siglato con Parole O_Stili per favorire buone pratiche di comunicazione non ostile nelle scuole, a partire da un prezioso strumento come il Manifesto elaborato e proposto dall’Associazione.Le nuove generazioni devono imparare a prendere consapevolezza dei loro diritti, della loro libertà, della loro dignità che nessuno può e deve oltraggiare. Anche in Rete. Per riuscire nel risultato è fondamentale una grande alleanza educativa che ci veda insieme, scuola, famiglie, istituzioni, territori, media, uniti per raggiungere questo obiettivo”.

I dati della ricerca

Accesso e usi

Lo smartphone è il principale strumento con cui ragazze e ragazzi accedono a Internet: è usato quotidianamente per andare online dal 97% dei 15-17enni e dal 51% dei bambini di 9-10 anni. Se l’88% dei ragazzi italiani usa Internet a casa ogni giorno, il 44% lo usa quotidianamente quando è fuori  per recarsi da qualche parte (per strada, sui mezzi pubblici, etc.) e il 42% mentre è fuori per conto proprio. Fra gli adolescenti di 15-17 anni, la percentuale di chi usa tutti i giorni Internet quando è fuori casa sale al 74%. Cresce anche il numero di ragazzi di 9-17 anni che usa Internet tutti i giorni a scuola (26%), soprattutto fra gli adolescenti di 15-17 anni (49%). Le attività online più diffuse sono quelle relative alla comunicazione e all’intrattenimento: il 77% delle ragazze e dei ragazzi di 9-17 anni usa internet tutti i giorni per comunicare con amici e familiari, poco più della metà guarda video online e visita quotidianamente il proprio profilo sui social media. Il 37% usa Internet quotidianamente per fare i compiti a casa.

I rischi

Dalla ricerca presentata oggi emerge che sono in aumento i ragazzi che hanno avuto esperienze su Internet che li hanno turbati: dal 6% del 2010 al 13% nel 2017. Il 31% degli intervistati (fascia 11-17 anni) ha dichiarato di aver visto online messaggi d’odio o commenti offensivi contro un individuo o un gruppo, attaccati per il colore della loro pelle, nazionalità̀ o religione. Di fronte a questi contenuti le ragazze e i ragazzi hanno provato tristezza (52% dei casi), disprezzo (36%), rabbia (35%) e vergogna (20%). Nonostante ciò il 58% del campione afferma di non aver fatto nulla. Il 42%, comunque, ha cercato di aiutare la vittima. Sono poi il 6% le bambine e i bambini, le ragazze e i ragazzi di 9-17 anni che sono stati vittime di cyberbullismo nell’ultimo anno, il 19% quelli che vi hanno assistito. In questo caso i ragazzi si dividono equamente fra quanti hanno cercato di aiutare la vittima (49%) e quanti non hanno fatto nulla (50%). Aumenta l’esposizione a siti o blog con discussioni legate a contenuti negativi razzisti e discriminatori (33% degli intervistati).

“Nella convinzione del fondamentale ruolo svolto dai docenti nell’educazione dei giovani ad un uso consapevole e rispettoso del web, si è voluto organizzare per loro, in Università Cattolica, il prossimo 9 febbraio, “Parole a scuola”, una giornata di confronto su queste tematiche. L’iniziativa rientra a pieno titolo nell’attività di Terza Missione sociale dell’Ateneo, essendo volta a favorire l’applicazione della conoscenza per contribuire al miglioramento del tessuto sociale del nostro Paese”, dichiara Antonella Sciarrone Alibrandi, Prorettore vicario dell’Università Cattolica.

Le risposte ai rischi

Ancora alto il numero di ragazze e ragazzi che adottano risposte passive ai rischi di Internet, ignorando il problema o sperando che si risolva da solo (35%). Nel 25% dei casi non parlano con nessuno delle esperienze su Internet che li hanno turbati o fatti sentire a disagio, nel 27% dei casi risolvono il problema chiudendo semplicemente la pagina web o l’app che stanno leggendo/utilizzando. Il 22% di chi ha avuto un’esperienza negativa su Internet ha reagito bloccando un contatto sui social network. Il 10% ha modificato le proprie impostazioni di privacy in seguito a un’esperienza negativa. Solo il 2% ha segnalato contenuti o contatti inappropriati ai gestori delle piattaforme. Ma se si decide di rivolgersi a qualcuno, i problemi causati dalla Rete si affrontano o con gli amici (47%) o con i genitori (38%).

“Parole a scuola”, l’iniziativa per promuovere un uso corretto delle tecnologie

Il 9 febbraio a Milano la Ministra Valeria Fedeli illustrerà in modo più approfondito la ricerca “EU Kids Online per Parole O_Stili” a circa 2.000 docenti di scuole di ogni ordine e grado provenienti da tutto il territorio nazionale, in occasione di “Parole a scuola”, un’iniziativa organizzata dall’ATS Parole O_Stili in collaborazione con il MIUR e che vedrà una giornata di formazione gratuita sul tema delle competenze digitali e dell’ostilità nei linguaggi.

Dopo una fase plenaria, in cui saranno presenti la Ministra Fedeli e la Presidente della Rai Monica Maggioni, gli insegnanti parteciperanno a 30 tra lezioni frontali e workshop per un totale di 3.600 ore di formazione gratuita.

L’entusiasmo dei docenti nella collaborazione al progetto e degli studenti nella conoscenza dei 10 principi sono il segnale più autentico che il Manifesto della Comunicazione non Ostile può essere uno strumento didattico molto valido. Aiuta a scoprire le tante opportunità della rete ma facilita la consapevolezza che il “virtuale” può diventare un pericolo nel “reale” dei ragazzi”, dichiara Rosy Russo, ideatrice del progetto Parole O_Stili.

Durante la giornata del 9 febbraio, inoltre, l’Associazione Parole O_Stili consegnerà ai docenti oltre 100 schede didattiche, uno strumento operativo per affrontare i temi dell’educazione e della cittadinanza digitale attraverso i 10 principi del Manifesto della comunicazione non ostile, già adottato e diffuso dal MIUR nelle scuole italiane con l’avvio dell’anno scolastico in corso.

Parole a scuola | 9 febbraio 2018 | ore 9.30 – 17.00 | Università Cattolica, Largo Gemelli,

Programma e iscrizioni su: http://paroleostili.com/parole-a-scuola-il-programma/

Futura: festa del Piano Nazionale per la Scuola Digitale

Piano Scuola Digitale, dal 18 al 20 gennaio a Bologna arriva “Futura” tre giorni di dibattiti, incontri, racconto di buone pratiche
Il 19 l’intervento della Ministra Fedeli

La scuola digitale ‘invade’ la città di Bologna. Dal 18 al 20 gennaio va in scena “Futura”, una tre giorni di iniziative formative, dibattiti, racconto di buone pratiche pensata dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e realizzata in collaborazione con il Comune di Bologna per fare il punto sui temi del Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD) e sulla sua attuazione, a due anni dall’introduzione avvenuta con la legge 107 del 2015. Il Piano ha stanziato oltre un miliardo di euro per promuovere l’innovazione all’interno delle scuole in termini di metodologie didattiche, di competenze da offrire alle nuove generazioni, di formazione dei docenti, di infrastrutture. L’evento di Bologna sarà lo spunto per guardare al futuro della scuola, ma anche per consentire alle migliori esperienze di raccontarsi e di confrontarsi in un’ottica di arricchimento reciproco.

Il titolo dell’iniziativa – “Futura” – parte da un omaggio ad uno dei cittadini più famosi di Bologna, Lucio Dalla, ma si ispira al contempo al percorso tracciato dal PNSD per la scuola “futura”, la scuola del domani, della quale passo dopo passo si stanno ponendo le basi con investimenti e azioni specifiche già nel presente. “Futura” sarà un’occasione di studio, di riflessione, di confronto, di definizione di interventi, di scambio sull’innovazione digitale al servizio del sistema di istruzione e formazione italiano. In una dimensione sia nazionale che internazionale. Durante “Futura” tutte e tutti i partecipanti potranno imparare e conoscere, approfondire e acquisire nuove competenze attraverso esperienze pratiche.

“Dal 18 al 20 gennaio il futuro invade Bologna – dichiara la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli – e lo fa attraverso un grande evento dedicato alla scuola che si mette in gioco, che si fa promotrice del cambiamento, che si chiede come sostenere le nuove generazioni nel loro percorso di crescita, che le orienta e fornisce loro contenuti e strumenti per governare i tempi che verranno. Una scuola che si rinnova nelle metodologie didattiche, negli spazi di apprendimento, trovando nel digitale la sua strada verso un domani di sviluppo sano, equo e sostenibile. Le giornate di ‘Futura’ saranno una straordinaria occasione di protagonismo delle idee, delle ambizioni di tutte e tutti coloro che compongono la comunità scolastica. Un’occasione di studio, di lavoro e di ricerca.
Di festa. Perché stiamo ponendo le basi di un cambiamento necessario e ormai irrimandabile. E lo stiamo facendo attraverso le migliori risorse a disposizione del Paese: le nostre giovani e i nostri
giovani”.

Piazza Maggiore, Palazzo Re Enzo, Palazzo D’Accursio, la Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio, l’Urban Center: tutta Bologna sarà teatro di innovazione, scenario e coprotagonista di attività, laboratori, atelier, incontri, gare che coinvolgeranno studentesse e studenti, insegnanti e animatori digitali (figure nate proprio con il Piano Nazionale Scuola Digitale), dirigenti scolastici, formatori, esperti, imprese, cittadine e cittadini.

Saranno oltre 200 i workshop di formazione gratuita, prevista e istituita dalla legge 107 del 2015, tenuti da circa 100 formatori, ai quali potranno partecipare fino a 6.800 tra docenti e dirigenti scolastici. Oltre 400 gli istituti scolastici che si sono già candidati a partecipare alle iniziative in programma, articolate in sette differenti aree dove sono previsti: incontri istituzionali, conferenze, appuntamenti con testimonial, la condivisione delle migliori pratiche, gare di robotica e droni, fablab, esperienze di realtà immersiva. Oltre 3.000 i metri quadri che saranno ‘invasi’ dalla scuola digitale per tre giorni.

L’appuntamento istituzionale con la Ministra Valeria Fedeli, con il Presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, e con il Sindaco di Bologna, Virginio Merola, è fissato per venerdì 19 gennaio alle 17 a Palazzo Re Enzo. Al centro dell’incontro, il punto sul PNSD, i risultati dei gruppi di lavoro ministeriali sull’uso dei dispositivi personali in classe e sulle metodologie didattiche innovative. Ma non solo: come difendersi dalle fake news? Come prevenire e contrastare fenomeni come il cyberbullismo? Come introdurre il pensiero computazionale negli ordinamenti scolastici? Come diffondere etica, tecnologia e consapevolezza digitale come base per una piena cittadinanza? Come portare creatività ed educazione all’imprenditorialità in ogni scuola? Saranno questi i temi che verranno discussi con insegnanti, esperti, rappresentanti delle istituzioni, mondo delle associazioni e delle imprese. Sarà possibile seguire l’evento in streaming sulla pagina Facebook del MIUR e sul sito www.miur.gov.it.

Ma il calendario di iniziative ed eventi è fitto. Si comincia giovedì 18 gennaio (alle 11:30, a Palazzo Re Enzo) con gli Youtuber di EduTube, associazione nata con l’intento di promuovere la cultura, le arti e la ricerca scientifica e tecnica sul web e con Erik Thorstensson, fondatore di Strawbees, un sistema ideato per sviluppare nelle nuove generazioni un bagaglio di competenze per il futuro attraverso l’esplorazione pratica e il lavoro con design, costruzione, elettronica e programmazione. Alle 16 sarà la volta di Giacomo Stella, professore ordinario di Psicologia Clinica all’Università di Modena e Reggio Emilia e direttore scientifico di SOS Dislessia, che discuterà del rapporto tra innovazione e disturbi dell’apprendimento. “Make Rap Make the Difference” è il titolo dell’incontro con il rapper-educatore Daniele Vitrone, alias Diamante, ideatore di una metodologia didattica innovativa in grado, attraverso la “grammatica del rap”, di coinvolgere studentesse e studenti, di fare emergere le loro capacità e i loro talenti nascosti, di motivarli e arginare fenomeni di dispersione scolastica e abbandono. Alle 18.15, invece, i Millennials si racconteranno: condivideranno le loro esperienze innovative in diversi ambiti tra i quali cibo, media, relazioni internazionali, si confronteranno ed esporranno il modo in cui hanno deciso di fronteggiare la propria sfida con il futuro.

Venerdì 19, a partire dalle 9.30, Alessandro Bogliolo, professore di Sistemi per l’elaborazione delle informazioni dell’Università degli studi di Urbino “Carlo Bo”, discuterà di come introdurre la pratica
del pensiero computazionale a scuola. Mentre il giorno dopo, il 20 gennaio, alla stessa ora l’architetto Mario Cucinella, Siv Marit Stavem, Norwegian Director of education and training e delegata OCSE, Beate Weyland, professoressa di didattica presso la Facoltà di Scienze della Formazione della Libera Università di Bolzano e i tre più giovani progettisti vincitori del concorso di idee per
#ScuoleInnovative (Federico Zaunier, Vincenzo Bernardelli e Aurora Perra) si confronteranno sul modo in cui l’architettura fa scuola, su come incide sui livelli e le modalità di apprendimento delle alunne e degli alunni.

Filo conduttore delle iniziative in programma sarà anche l’educazione alla sostenibilità, come prevista dall’Agenda 2030 dell’Onu. Ragazze e ragazzi potranno discuterne nell’ambito dell’Hackathon dedicato, Hack 2030, una gara di idee che li vedrà protagonisti, e con Enrico Giovannini, coordinatore del gruppo di lavoro Miur per l’Educazione alla Sostenibilità, nel corso della mattina del 20 gennaio, a partire dalle 12.30. L’idea di un progresso attento al pianeta sarà al centro di installazioni artistiche che si troveranno per le strade di Bologna.

Il video di presentazione di “Futura”:
https://youtu.be/5e9beloJuWQ


Scuola, Fedeli a ‘Futura’: “La sfida dell’innovazione si vince
sviluppando spirito critico e responsabilità”

Alla tre giorni per il Piano Nazionale Scuola Digitale
presentati primi risultati dei gruppi di lavoro sull’uso dei device
personali a scuola e sulle metodologie didattiche innovative

Da lunedì on line un Curriculum di Educazione civica digitale
Annunciati 25 milioni per la formazione dei docenti
Il pensiero computazionale entrerà nelle Indicazioni Nazionali
Lanciata la Coalizione per l’imprenditorialità

“L’innovazione è decisiva per governare il cambiamento. È una sfida che non si vince semplicemente acquistando tecnologia o introducendo nuovi contenuti o obiettivi formativi. Si vince sviluppando spirito critico e responsabilità, si vince investendo con decisione sulla cura della qualità, che riguarda l’organizzazione, la didattica e l’innovazione metodologica. Si vince puntando sulle competenze”. Lo ha detto la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, intervenendo nel corso di “Futura”, la tre giorni di dibattiti, laboratori, racconto di buone pratiche sul Piano Nazionale Scuola Digitale, in corso a Bologna. “Governare lo sviluppo di ogni forma sempre più sofisticata di tecnologia e intelligenza artificiale e orientarlo all’interesse generale è una sfida immane e fondamentale, che deve vedere fianco a fianco istituzioni, scuola, università e mondo della ricerca, imprese, terzo settore, politica”.

Oltre 3.000 le docenti e i docenti iscritti ai laboratori, più di 2.000 i visitatori, 3.000 i metri quadri messi a disposizione per la manifestazione. Questi i numeri di “Futura”, che si chiuderà domani sera. Oggi pomeriggio l’evento istituzionale con la Ministra Valeria Fedeli, aperto dai saluti del Sindaco di Bologna, Virginio Merola, e dell’Assessore alla Scuola, Formazione professionale, Università e Ricerca, Lavoro della Regione Emilia-Romagna, Patrizio Bianchi. L’evento è stato trasmesso in diretta sulla pagina Facebook del Ministero ed è stato visto da oltre 22.000 utenti unici.

“Grazie al Piano Nazionale Scuola Digitale l’innovazione è diventata possibile in ogni scuola e tantissime istituzioni scolastiche sono già in grado di mostrare esperienze di innovazione – ha sottolineato la Ministra -. Oggi quelle digitali sono competenze indispensabili per stare con consapevolezza e positività nel mondo globale, per non subire i cambiamenti, per governarli e orientarli su prospettive utili al Paese. La natura dell’innovazione, della scuola e per la scuola, è quindi prima di tutto culturale”.

Nel corso dell’evento di Bologna, la Ministra ha annunciato un investimento da 25 milioni di euro per la formazione delle e degli insegnanti sulla cultura, i temi, le metodologie digitali. “Rispondiamo così ad una delle criticità della prima fase del Piano Nazionale Scuola Digitale, la formazione delle e dei docenti – ha sottolineato -. Lavoriamo per fornire a tutte e tutti i docenti le stesse opportunità di aggiornamento, per metterli nelle condizioni di abbracciare progressivamente l’innovazione e il digitale come chiavi per affrontare il cambiamento e poter così accompagnare sempre meglio la crescita di studentesse e studenti”.

A Bologna sono stati poi presentati i primi risultati dei gruppi di lavoro attivati dal MIUR sulla mappatura di metodologie didattiche innovative e sull’uso dei dispositivi personali mobili a scuola. “Ho voluto il gruppo sulla mappatura delle metodologie per mettere tutto il sistema educativo nelle condizioni di approfondire un corpus comune di innovazione metodologica: abbiamo bisogno di fare un punto chiaro e scientificamente validato rispetto alle tantissime pratiche in corso nella scuola”.

“Il secondo gruppo ha lavorato per fare definitivamente chiarezza su un tema su cui abbiamo lasciato le scuole in sospeso per troppo tempo: l’utilizzo di dispositivi personali mobili a scuola”, ha spiegato Fedeli. Il lavoro finale è stato consegnato in questi giorni alla Ministra e viene anticipato da un decalogo di sintesi (in allegato) che sarà inviato alle istituzioni scolastiche, insieme al documento completo realizzato dagli esperti, “dopo una fase di ulteriore confronto, allargando la discussione con chi poi deve realizzare il cambiamento”, ha chiarito Fedeli. “Non è compito del Ministero o della scuola decidere se i device sono bene o male, ma lo è insegnare ad usarli nel modo più utile e corretto. Per permettere a ogni ragazza e ogni ragazzo di avere esperienze sicure, libere e consapevoli, contrastando in modo positivo e attivo, non con divieti ma proprio con l’educazione, ogni tipo di dipendenza, anche dagli strumenti tecnologici. Voglio ribadire in ogni caso, che resta proibito, come stabilito dalla circolare del 2007 dell’allora Ministro Fioroni, l’uso personale di ogni tipo di dispositivo in classe, durante le lezioni, se non condiviso con i docenti a fini didattici”.

Durante l’evento è stato poi annunciato che da lunedì, sul sito MIUR www.generazioniconnesse.it, sarà disponibile il primo Curriculum di educazione civica digitale per le scuole di ogni ordine e grado.

La Ministra ha poi lanciato alcuni altri interventi. “Provvederemo ad introdurre strutturalmente il pensiero computazionale negli ordinamenti scolastici – ha detto – Dopo lo straordinario risultato del progetto sperimentale ‘Programma il Futuro’, che ha coinvolto tantissimi docenti e 1,6 milioni di ragazze e ragazzi, vincendo riconoscimenti europei, siamo pronti al passo successivo”. Lanciata una grande Coalizione per l’educazione all’imprenditorialità, composta da oltre 40 soggetti. “Dobbiamo aiutare studentesse e studenti a sviluppare il proprio spirito di iniziativa, capire cosa significa fare di una propria passione la sfida di una vita, come farlo sfruttando le opportunità del digitale, come impegnarsi per innovazione e sviluppo sostenibile”, ha detto Fedeli che ha anche lanciato “un investimento su una radio digitale che metta in rete le tante esperienze esistenti nelle scuole, per valorizzare anche in questo modo i processi di innovazione in corso”.

Nel 2018, ha concluso, “ci sarà il primo monitoraggio completo del Piano Nazionale Scuola Digitale. E abbiamo deciso di istituire un Premio nazionale della scuola digitale, per coinvolgere tutte le scuole a competere sulle migliori innovazioni che ciascuna scuola produce e rendere così stabile la condivisione di progetti ed esperienze. La sfida che abbiamo davanti è affascinante. Quando il futuro, rappresentato dal progresso delle tecnologie, incontra il mondo della scuola, la combinazione è potente. Una combinazione che influenza giornalmente la vita delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi e che proprio per questo deve essere sapientemente governata e condotta. È un compito gravoso, ma al tempo stesso stimolante, per tutte e tutti”.


Piano Nazionale Scuola Digitale, a Bologna si chiude “Futura”. Oltre 9.000 presenze, fra cui più di 3.000 i docenti partecipanti ai laboratori. 860 le iniziative dedicate all’innovazione in tutta Italia

(Sabato, 20 gennaio 2018) A Bologna la scuola digitale ha lanciato la sfida del cambiamento. In migliaia tra studentesse e studenti, insegnanti, dirigenti scolastici, esperti, cittadine e cittadini hanno deciso di raccoglierla. Sono oltre 9.000 le presenze finali registrate a “Futura”, la tre giorni di iniziative formative, dibattiti, racconto di buone pratiche pensata dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e realizzata in collaborazione con il Comune di Bologna per fare il punto sui temi del Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD) e sulla sua attuazione. Più di 3.000 le insegnanti e gli insegnanti iscritti ai circa 200 workshop di formazione gratuita, 1.900 le visitatrici e i visitatori registrati prima dell’evento, 2.000 quelli che hanno fatto la registrazione sul posto partecipando così alle iniziative legate alla manifestazione, entrando in contatto con le buone pratiche delle scuole italiane. Più di 2.000 le studentesse e gli studenti coinvolti, 3.000 i metri quadri messi a disposizione nella città di Bologna per l’iniziativa. In tutta Italia, poi, durante la tre giorni dedicata al PNSD si sono svolte oltre 860 iniziative organizzate dalle scuole.

Ma non solo numeri. Protagoniste di “Futura” sono state soprattutto le idee e le proposte di innovazione digitale nella scuola. Quelle già in atto, quelle che verranno. Il coding usato dalle ragazze e dai ragazzi di una scuola secondaria di primo grado per elaborare un programma di giochi interattivi attraverso il quale gli allievi della scuola primaria possono imparare l’inglese. La banda di quattro robot che suona secondo la programmazione effettuata dalle studentesse e dagli studenti. I dispositivi tecnologici open source per i non vedenti, come la stampante braille low cost, progettati e realizzati nel laboratorio scolastico. O ancora, le esperienze innovative dei Millennials, l’Hackathon sui temi dell’Agenda 2030 dell’Onu, gli incontri con le esperte e gli esperti su metodologie didattiche innovative.<<<<<<< ativa bolognese è stata occasione di condivisione e di studio, di acquisizione di nuove competenze attraverso esperienze pratiche. E di lancio di interventi e azioni per fare del digitale un’opportunità di crescita per le nuove generazioni. Nel corso dell’incontro di ieri con la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, sono stati presentati i primi risultati dei gruppi di lavoro ministeriali sull’uso dei device personali a scuola e sulle metodologie didattiche innovative. E sono state annunciate, inoltre, ulteriori misure a sostegno degli istituti scolastici: un Curriculum di Educazione civica digitale on line, 25 milioni per la formazione delle e dei docenti sul digitale, il pensiero computazionale nelle Indicazioni Nazionali, la Coalizione per l’imprenditorialità. “L’innovazione è decisiva per governare il cambiamento. È una sfida - ha dichiarato la Ministra Valeria Fedeli durante l’evento istituzionale di ieri - che non si vince semplicemente acquistando tecnologia o introducendo nuovi contenuti o obiettivi formativi. Si vince sviluppando spirito critico e responsabilità, si vince investendo con decisione sulla cura della qualità, che riguarda l’organizzazione, la didattica e l’innovazione metodologica. Si vince puntando sulle competenze. Governare lo sviluppo di ogni forma sempre più sofisticata di tecnologia e intelligenza artificiale e orientarlo all’interesse generale è una sfida immane e fondamentale, che deve vedere fianco a fianco istituzioni, scuola, università e mondo della ricerca, imprese, terzo settore, politica”.<<<<<<< <<<<<< ;<<<<< t;<<<< gt;<<< ><< p>< /p>

Misure minime di sicurezza ICT

Come previsto dalla circolare AgID 18 aprile 2017, n. 2 (che sostituiva la circolare n. 1/2017 del 17 marzo 2017), recante «Misure minime di sicurezza ICT per le pubbliche amministrazioni. (Direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri 1° agosto 2015)», tutte le pubbliche amministrazioni devono, entro il 31 dicembre 2017,

    • nominare il responsabile alla transizione digitale,
    • adottare le misure minime di sicurezza ICT.

Il MIUR d’intesa con l’Agenzia per l’Italia Digitale con Nota 20 dicembre 2017, AOODGCASIS 3015, ha stabilito che

  • il livello sufficiente per gli Istituti scolastici è quello minimo;
  • il modulo di implementazione potrà essere firmato digitalmente dal dirigente scolastico ed andrà compilato e conservato dalla scuola che dovrà aggiornarlo in funzione dei cambiamenti e dei miglioramenti conseguiti nel tempo.

#Supererrori: 6 Settimane per un web sicuro

Sette personaggi, uno per ogni rischio della Rete, protagonisti della miniserie del Safer Internet Centre coordinato dal Miur
Spot su Rai, Mediaset, Sky e La7

Dal 25 settembre al 5 novembre, in concomitanza con l’avvio del nuovo anno scolastico, i #Supererrori tornano ad essere i protagonisti della campagna sulla sicurezza in Rete promossa da Generazioni Connesse, il Safer Internet Centre (SIC) italiano, cofinanziato dalla Commissione Europea e coordinato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca in partenariato con Polizia di Stato-Polizia postale e delle comunicazioni, Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, Università degli Studi di Firenze, Università degli Studi “La Sapienza” di Roma, Save the Children Italia Onlus, S.O.S. Il Telefono Azzurro, Cooperativa E.D.I., Movimento Difesa del Cittadino, Skuola.net, Agenzia Dire.

Sei settimane nel corso delle quali tornano i sette personaggi, uno per ogni rischio della Rete: Chat Woman, L’Incredibile Url, L’Uomo Taggo, La Ragazza Visibile, Silver Selfie, Tempestata e Il Postatore Nero. Scopriremo come si sono trasformati, quali comportamenti li hanno condotti alle loro disavventure e come evitare di commettere gli stessi errori. Nel corso della campagna saranno lanciati i sei nuovi episodi della miniserie “I Super Errori del Web”, avventure quotidiane e divertenti situazioni sulla sicurezza in Rete e sul corretto utilizzo di Internet. Durante la campagna, assisteremo alle conseguenze che ogni Super Errore vivrà a causa del comportamento rischioso adottato in Rete. Ogni personaggio identifica una tematica, tra cui, la privacy, l’uso delle immagini on line, il sexting e le false notizie.

Sui canali social di Generazioni Connesse (Facebook, Twitter e Instagram) ogni settimana conosceremo meglio i sette personaggi incontrati per la prima volta nella scorsa edizione del progetto. Ogni lunedì, a partire da oggi, si inizierà con la messa on line del video teaser della campagna precedente, per scoprire nei giorni successivi, attraverso una scheda di approfondimento pubblicata su Facebook, come si è evoluto il personaggio e quale comportamento sulla rete identifica. La settimana di programmazione on line si concluderà con un post sulle modalità utili per chiedere aiuto nel caso si viva una situazione simile a quella vissuta dai nostri #Supererrori.

A partire da giovedì 28 settembre, sarà on line il primo episodio della nuova miniserie e dal mese di ottobre, dopo una prima fase virale sui social network, la campagna “6 settimane per un web sicuro” approderà in televisione con passaggi sulle reti Rai, Mediaset, Sky e La7.

Il programma settimanale prevede:

  • Prima settimana: episodio 1 (Chat Woman).
  • Seconda settimana: episodio 2 (Tempestata).
  • Terza settimana: episodio 3 (Silver Selfie).
  • Quarta settimana: episodio 4 (La Ragazza Visibile).
  • Quinta settimana: episodio 5 (L’Uomo Taggo).
  • Sesta settimana: episodio 6 (Il Postatore Nero e L’Incredibile Url).

L’obiettivo della campagna dei #Supererrori è aiutare bambine e bambini e ragazze e ragazzi a comprendere meglio i pericoli della Rete e, attraverso le disavventure dei suoi protagonisti, insegnare come prevenire questi rischi, utilizzando con consapevolezza le risorse di Internet. Le e i docenti potranno scaricare dalla pagina dedicata di Generazioni Connesse il materiale didattico di approfondimento per ognuna delle tematiche affrontate, utilizzandolo come  supporto nell’attività di formazione e sensibilizzazione in classe. Le avventure dei #Supererrori potranno aiutare anche i genitori a comprendere con più facilità atteggiamenti anomali nei comportamenti delle proprie figlie e dei propri figli, indicativi di qualche disagio.

La campagna “6 settimane per un web sicuro” è anche un’occasione per conoscere i servizi promossi da Generazioni Connesse come la Linea di ascolto 1.96.96, Child Helpline (anche via chat), attiva 24 ore su 24 per 7 giorni alla settimana, gestita da “Il Telefono Azzurro”, e le due linee per segnalare la presenza di materiale pedopornografico e contenuti illegali in rete (http://www.azzurro.it/it/clicca-e-segnala di SOS Il Telefono Azzurro Onlus e www.stop-it.it di Save the Children Italia Onlus). Per restare connessi con la campagna basterà seguire i profili Facebook, Twitter e Instagram di Generazioni Connesse attraverso gli hashtag ufficiali #Supererrori, #lesettimanedelwebsicuro, #SICitalia.

Il Piano Scuola Digitale incontra il Paese

Il 26 Luglio, a Roma, presso la Sala Centrale dell’Acquario Romano, si svolge l’evento “Il Piano Scuola Digitale incontra il Paese”.


L’iniziativa, che si svolgerà alla presenza della Ministra, Valeria Fedeli, sarà l’occasione per fare il punto sui primi diciotto mesi del Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD) e per rilanciare le politiche per l’innovazione del sistema educativo.

La mattinata sarà animata dal confronto fra rappresentanti delle Istituzioni, del mondo accademico, di Regioni e Comuni e di imprese, che interverranno per rilanciare il proprio coinvolgimento verso il PNSD. L’appuntamento sarà anche l’occasione per aggregare gli stakeholder che, insieme alle scuole e al Ministero, hanno contribuito e stanno contribuendo a sostenere l’innovazione del sistema educativo.
Nel corso dell’evento saranno presentati alcuni dati preliminari dell’Osservatorio Scuola Digitale, per avere uno sguardo sullo stato di avanzamento dell’innovazione della scuola italiana.
La Ministra Valeria Fedeli indicherà le priorità per i prossimi anni, annunciando le nuove azioni del Piano Nazionale Scuola Digitale che il Miur metterà in campo a partire da settembre. Anche insieme ai partner istituzionali.

L’evento sarà l’occasione per avviare una più forte sinergia tra mondo della ricerca e innovazione del sistema educativo, in collaborazione con la CRUI, e rilanciare il patto con i territori: saranno annunciati nuovi accordi con Regioni e Città Metropolitane e presentate le migliori esperienze di innovazione della scuola sviluppate dai Comuni. La parte finale della mattinata sarà poi dedicata al confronto con imprese e società civile.

Interverranno Antonello Giacomelli, Sottosegretario di Stato al Ministero per lo Sviluppo Economico con Delega alle Telecomunicazioni, Diego Piacentini, Commissario Straordinario per l’Agenda Digitale, Presidenza del Consiglio, Gaetano Manfredi, Presidente della CRUI, Debora Serracchiani, Referente per l’Agenda Digitale per le Regioni, Elio Catania, Presidente di Confindustria Digitale, e Agostino Santoni, Presidente di Assinform.

Nel pomeriggio, a partire dalle 14.00, si svolgeranno alcuni tavoli tematici.

La chiusura dei lavori è prevista per le 18.00.


Scuola, Fedeli: “Piano Digitale è traino per innovazione. Dai laboratori per le periferie, ai fondi per il registro elettronico: i prossimi 16 passi”
A Roma l’evento ‘Il Piano Scuola Digitale incontra il Paese’

Centoquaranta milioni di euro per i laboratori professionalizzanti in chiave digitale; 15 milioni per estendere il registro elettronico a tutte le classi del primo ciclo; 2,5 milioni per la creazione di ambienti didattici innovativi contro la dispersione scolastica nelle scuole delle periferie; tre gruppi di lavoro al Ministero per portare le competenze digitali in modo strutturale negli ordinamenti scolastici rivedendo le indicazioni nazionali, mappando le nuove metodologie didattiche, intervenendo sui provvedimenti che regolano attualmente l’uso dei device personali (dal tablet allo smartphone) in classe.
Sono alcuni dei prossimi 16 passi per l’attuazione del Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD), che saranno messi in campo fra settembre e novembre, annunciati oggi dalla Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli in occasione dell’evento dal titolo ‘Il Piano Scuola Digitale incontra il Paese’. L’iniziativa si è svolta oggi a Roma per rilanciare le alleanze istituzionali, territoriali e con le imprese a sostegno dell’innovazione del sistema di Istruzione.
Nel corso della mattinata sono stati presentati alcuni dei primi dati emersi dalle rilevazioni in corso dell’Osservatorio Scuola Digitale. I dati riguardano un campione di 3.500 scuole e dicono che il 97% degli edifici scolastici è connesso ad Internet per la didattica, con connessione adeguata, cioè con una buona connessione, nel 47% dei casi. Per quanto riguarda il cablaggio interno degli istituti, il 48% degli edifici è interamente cablato, il 75% dei laboratori è cablato e connesso, il 56% delle aule è cablato e connesso. Guardando agli ambienti per la didattica digitale, il 54% delle aule risulta adeguato (come strumentazione) alla didattica digitale, il 50% delle scuole promuove l’utilizzo di strumenti digitali personali in classe (il cosiddetto BYOD, Bring Your Own Device), il 30% ha un regolamento sul BYOD. L’82% delle scuole utilizza strutturalmente il registro elettronico di classe, il 96% degli istituti usa strumenti digitali per parlare con le famiglie. Competenze digitali: il 74% delle scuole ha attivato percorsi di cittadinanza digitale, il 60% di pensiero computazionale o robotica, il 59% di creatività digitale (ad esempio scrittura e lettura creativa), il 16% di economia e imprenditorialità. Oltre 1,6 milioni di ragazze e ragazzi hanno fatto pensiero computazionale a scuola grazie al progetto ‘Programma il Futuro’. Fra gli altri dati connessi al digitale a scuola, emerge che: sono 568.033 le utenze attivate per la Carta del docente, lo strumento che consente di utilizzare on line i 500 euro per l’aggiornamento professionale, oltre 35.000 esercenti registrati, oltre 200 i milioni spesi per l’acquisto di beni e servizi; sono 2,7 milioni le Carte dello studente (per l’accesso a sconti e agevolazioni) in circolazione di cui 1 milione attivate.
“Per troppo tempo la scuola è stata considerata un luogo lontano dall’innovazione. Separata dal Paese da tecnicismi, problemi e dibattiti che non hanno fatto giustizia al ruolo abilitante che l’educazione deve avere. Tra i pregi della Buona Scuola vi è indubbiamente l’inversione di questa narrativa – ha ricordato la Ministra Fedeli -. La lotta alla dispersione scolastica nelle periferie con le scuole aperte al pomeriggio, l’alternanza scuola-lavoro e il Piano Nazionale Scuola Digitale sono tre delle principali strategie di apertura del sistema educativo introdotte dalla riforma”.
L’innovazione “è una sfida per ogni individuo e organizzazione. Lo è per interi settori e per le economie di interi Paesi. È normale, quindi, che lo sia anche per il sistema educativo – ha ricordato Fedeli -. Ed è qui che la visione complessiva, la cura dei dettagli e l’ampiezza degli investimenti del Piano Nazionale Scuola Digitale rappresentano un capitale straordinario da valorizzare e su cui costruire qualcosa che va molto oltre l’innovazione del sistema scolastico: stiamo spingendo la domanda di innovazione e la capacità di innovare del nostro Paese. I dati che abbiamo presentato oggi, anche se si tratta di un campione parziale, parlano chiaro. I passi avanti fatti in poco più di un anno e mezzo sono stati straordinari e il cambio di passo visibile, prima di tutto alle scuole. Solo due anni fa i numeri evidenziavano una storia molto diversa. Una scuola che vedeva solo le briciole degli investimenti in innovazione e un rapporto OCSE che raccontava un’Italia indietro di 15 anni in fatto di digitalizzazione. Una grossa fetta di questo divario è ora stata colmata, con coraggio e determinazione. Ma il lavoro non è finito”.
Colmare i divari ancora esistenti, in modo mirato, investendo dove è più necessario. Consolidare gli stanziamenti più importanti, come quello sulla formazione delle e dei docenti. Investire sul coinvolgimento degli innovatori che trainano tutta la comunità scolastica. Creare un ecosistema di innovazione attorno alla scuola. Saranno queste le direttrici per i prossimi passi di attuazione del PNSD.
“Dobbiamo lavorare sulle connessioni, sull’accesso, ma anche accelerare sul tema delle competenze digitali delle ragazze e dei ragazzi e sulla formazione delle e degli insegnanti: si tratta di fornire alle nuove generazioni strumenti per incidere sul presente e sul domani in maniera consapevole e di sostenere le docenti e i docenti, attraverso l’aggiornamento delle loro conoscenze, nel loro ruolo di guida delle studentesse e degli studenti. Sono loro il vero cuore del Piano Scuola Digitale. L’innovazione passa dalla conoscenza. E l’educazione non è un settore: è la condizione abilitante di un Paese. Una premessa indispensabile per tutte le altre politiche. E una scuola più innovativa influenza la domanda di innovazione, la spesa, gli investimenti”, ha chiuso Fedeli.
Sedici le azioni annunciate con partenza fra settembre e novembre. Fra queste: 140 milioni per laboratori professionalizzanti in chiave digitale (bando il 20 settembre); 2,5 milioni per ambienti innovativi nelle scuole di periferia contro la dispersione (bando il 29 settembre); 5,7 milioni per la manutenzione della strumentazione tecnologica nelle scuole del I ciclo (bando il 15 novembre); 15 milioni per portare il registro elettronico in tutte le classi del I ciclo (bando il 16 ottobre); servizi digitali più semplici ed efficienti per le scuole (provvedimento entro il 15 settembre); lancio del nuovo design per i siti web delle scuole (a ottobre); avvio di tre tavoli per rendere le competenze digitali strutturali negli ordinamenti (entro il 15 settembre); cittadinanza digitale, un kit per ogni scuola (a ottobre); attività sulle discipline STEM in ogni scuola (a novembre); una community online per gli animatori digitali e i team per il digitale delle scuole (lancio il 12 settembre). In allegato le slide illustrate dalla Ministra.
Sempre nella mattinata di oggi sono stati rilanciati gli accordi territoriali con le Regioni e i Comuni, è stata annunciata la creazione di uno Stakeholders’ Club per riunire attorno a obiettivi comuni imprese, enti, associazioni, università che intendono sostenere l’attuazione del PNSD anche attraverso una Coalizione per l’imprenditorialità per rafforzare la diffusione di imprenditorialità e autoimprenditorialità in chiave digitale fra le ragazze e i ragazzi.
Nel corso della mattinata sono intervenuti: Antonello Giacomelli, Sottosegretario al Ministero per lo Sviluppo Economico con Delega alle Telecomunicazioni, che ha annunciato un “voucher” per gli istituti scolastici per  garantire una connessione a 100 Megabit entro il 2020 a tutte le scuole italiane; Gaetano Manfredi, Presidente della CRUI, la Conferenza dei rettori; Debora Serracchiani, Referente per l’Agenda Digitale per le Regioni; Anna Ascani, componente dell’Intergruppo per l’innovazione della Camera dei deputati; Elio Catania Presidente di Confindustria Digitale; Agostino Santoni, Presidente di Assinform. Diego Piacentini, Commissario Straordinario per l’Agenda Digitale della Presidenza del Consiglio, ha inviato un video per confermare il sostegno all’attuazione del PNSD.
In rappresentanza dei territori e della necessità di stringere alleanze per la diffusione del PNSD sono intervenuti: Cristina Giachi, Presidente Commissione Istruzione dell’ANCI; Valeria Fascione, Assessora all’Internazionalizzazione, alle Startup e all’Innovazione della Regione Campania; Cristina Grieco, Assessora all’Istruzione, alla Formazione e al Lavoro della Regione Toscana; Valentina Aprea, Assessora all’Istruzione, alla Formazione e al Lavoro della Regione Lombardia; Sebastiano Leo, Assessore per la Formazione e il Diritto allo Studio, la Scuola, l’Università, la Formazione Professionale della Regione Puglia; Ilaria Cavo, Assessora a Politiche giovanili, Scuola, Università e Formazione della Regione Liguria; Giuseppe Dessena, Assessore all’Istruzione della Regione Sardegna; Flavia Marzano, Assessora Roma semplice della Città di Roma; Maria Luisa Chiofalo, Assessora alle Politiche socioeducative, all’Innovazione e alle Pari opportunità del Comune di Pisa; Diego Prandini, Sindaco di Casto (BS).

Bullismo e Cyberbullismo al Senato

Il 31 gennaio l’Aula del Senato approva, con modifiche, con 224 voti favorevoli, un contrario e sei astenuti, il disegno di legge “Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni del bullismo e del cyberbullismo”, approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati. Il testo torna ora alla Camera dei deputati.


Cyberbullismo, Fedeli: “Bene ok Senato. Finalmente problema viene affrontato in modo deciso”

La Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli esprime “soddisfazione” per l’approvazione oggi in Senato del disegno di legge per la prevenzione e il contrasto del bullismo e del cyberbullismo.

“Finalmente – sottolinea la Ministra Fedeli – si affronta pienamente e in modo deciso un fenomeno che spesso, erroneamente, viene sottostimato. Con questo ddl mettiamo al centro la tutela delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi. Dobbiamo colmare i vuoti educativi in cui si annida ogni forma di discriminazione e di violenza. Lo facciamo anche con questo ddl, che ora passa alla Camera per la definitiva approvazione. Lo facciamo, in un’ottica di prevenzione, a partire dalla scuola che è luogo principale di formazione, di inclusione e accoglienza. Finalmente abbiamo imboccato la strada giusta”.

Piano Nazionale Scuola Digitale: primo anno

Piano Nazionale Scuola Digitale, dal 21 novembre si aprono le iscrizioni alla tre giorni di eventi, dal 25 al 27 novembre, presso la Reggia di Caserta, che per l’occasione si trasformerà in un grande laboratorio digitale.

Oltre 45 ore fra workshop e laboratori, più di 50 scuole coinvolte nella presentazione di progetti, 2 hackathon, 6 spazi per la condivisione di esperienze, questi i numeri della manifestazione.

Aprirà i lavori, venerdì pomeriggio, Stefania Giannini.

Maggiori info: http://www.settimanapnsd.it/


PNSD: dal 25 al 27 novembre tre giorni di eventi alla Reggia di Caserta per il primo anno del Piano Nazionale Scuola Digitale


Gli eventi di Caserta si inseriscono nella settimana del PNSD, dal 25 al 30 novembre, in occasione della quale il MIUR invita studenti e docenti a confrontarsi su quanto realizzato e a portare idee per progettare il nuovo anno di attuazione del Piano.
La Reggia di Caserta trasformata in un grande laboratorio digitale. Oltre 45 ore fra workshop e laboratori, più di 50 scuole coinvolte nella presentazione di progetti, 2 hackathon, 6 spazi per la condivisione di esperienze, questi i numeri della manifestazione. E’ il programma della tre giorni che si terrà dal 25 al 27 novembre, nell’ambito della Settimana del Piano Nazionale Scuola Digitale, in occasione del primo compleanno del PNSD. Aprirà i lavori, venerdì pomeriggio, il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini. Il saluto del Ministro sarà visibile sul sito www.istruzione.it e su quello dedicato alla settimana. Dal 21 novembre sono aperte le iscrizioni (al link http://www.settimanapnsd.it/) per partecipare agli eventi presso la Reggia di Caserta.

Al piano terra della Reggia saranno esposti gli ambiti di applicazione e le azioni messe in campo grazie al #PNSD. Nell’area Workshop sarà possibile approfondire alcune delle nuove competenze che il progetto sta portando nelle scuole italiane: logica e pensiero computazionale, educazione ai media, STEM e robotica educativa, innovazione didattica, arte e cultura digitale, innovazione nella progettazione degli ambienti. Nell’area Esperienze sarà possibile organizzare dimostrazioni e confronti sui progetti già realizzati. Nell’area Hackathon, oltre 300 ragazzi saranno coinvolti in competizioni di idee sull’innovazione.


“In questo primo anno di attuazione, il Piano Nazionale Scuola Digitale ha elevato il tasso di qualità e innovazione nel nostro sistema scolastico, segnando un punto di svolta e più di un passo in avanti da cui non si potrà tornare indietro – sottolinea il Ministro Stefania Giannini – Abbiamo lanciato una scommessa che stiamo vincendo insieme a studenti, docenti e dirigenti, indicando nuovi contenuti, portando la formazione in ogni scuola e proponendo ambienti di apprendimento flessibili capaci di stimolare collaborazione e creatività.

Questo traguardo, impensabile qualche anno fa – prosegue Giannini – merita una grande festa collettiva: dobbiamo condividere la curiosità, l’entusiasmo e la partecipazione che ci hanno portato fin qui e progettare insieme il secondo anno di lavoro. Per questo, saremo alla reggia di Caserta e trasformeremo un luogo maestoso, ricco di storia e di cultura, nella rappresentazione di ciò che la scuola e le persone possono realizzare quando abbracciano l’innovazione”.

La tre giorni casertana sarà l’appuntamento di punta della più ampia Settimana del PNSD, dal 25 al 30 novembre, in occasione della quale il Miur invita studenti, insegnanti, presidi e innovatori a condividere quanto fino ad ora realizzato e a lavorare per il prossimo anno di attuazione.
La partecipazione alla Settimana è aperta a tutte le scuole che potranno sviluppare liberamente le proprie attività. Previsto anche un concorso per ragazzi, #ilmioPNSD, al termine del quale le migliori cinque attività o i migliori eventi realizzati e documentati attraverso un videoclip riceveranno un contributo da utilizzare per la realizzazione di un ambiente per la didattica digitale integrata o per la laboratorialità creativa.
Per agevolare l’organizzazione delle attività, alle scuole è stato inviato un kit con una mini-guida pensata per l’occasione.

Una sala dedicata permetterà anche di condividere e discutere le buone pratiche che le scuole italiane stanno già realizzando o hanno sviluppato in questo anno, e mettere a confronto modelli e approcci sui temi chiave del #PNSD.



Piano Scuola Digitale, Giannini: “Attuazione corre veloce.
Ora 100 milioni per rafforzare competenze studenti.
Alla primaria 60 ore di coding, centrale azione degli oltre 8.000 animatori digitali”

“Il 65% delle azioni previste dal Piano Nazionale Scuola Digitale è già stato attuato, 500 milioni del miliardo stanziato sono stati investiti e oltre 3.000 scuole sono state raggiunte dalla fibra, attraverso la collaborazione con il Ministero dello Sviluppo economico”.

Questo il bilancio del primo anno di Piano Nazionale Scuola Digitale tracciato dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, alla Reggia di Caserta, in occasione della tre giorni di attività ed eventi organizzata dal Miur sulla scuola digitale. In 6.000 fra docenti e studenti si confronteranno fino a domenica sul secondo anno di attuazione del Piano e sulle nuove strategie digitali per la scuola.

“Questo è stato un anno molto operoso, abbiamo trasformato un apparentemente arido comma di legge in architettura formativa di un Paese. È la piena attuazione di quello che io ritengo sia uno dei pilastri della Buona Scuola, che lascerà l’eredità più importante nel nostro sistema di istruzione: il ripensamento del modello educativo”.

“Con il Piano stiamo lavorando sulle competenze, sulla formazione degli insegnanti, sulle infrastrutture e, soprattutto, sulla necessità di avere una scuola flessibile che metta i ragazzi nelle condizioni di fare e pensare ciò che oggi non si può neanche immaginare. Il digitale sostanzialmente è tutto questo”, ha proseguito Giannini.

In vista del secondo anno di attuazione, il Ministro ha annunciato lo stanziamento di “100 milioni per il rafforzamento delle competenze digitali degli studenti”. A partire dal pensiero computazionale.
“Ogni studente imparerà a programmare: dal prossimo anno tutte le scuole primarie avranno la possibilità di fare 60 ore all’anno di coding. Un passo necessario per avere tra 10 anni una popolazione di giovani italiani perfettamente alfabetizzati in quello che si chiama il nuovo pensiero critico. Per questo obiettivo abbiamo destinato 100 milioni di euro”. Di questi 65 milioni andranno al I ciclo. Altri 35 alla secondaria di II grado per lo sviluppo delle competenze digitali degli studenti.

“Il curriculum di cittadinanza digitale darà la possibilità ai ragazzi di capire come usare e come valutare gli strumenti digitali in modo attivo. Dobbiamo garantire loro la capacità di sviluppare il giudizio critico”.

Il Ministro ha poi sottolineato il “ruolo centrale dei docenti nell’innovazione scolastica” ringraziando “in particolare gli oltre 8.000 animatori digitali che sono stati strategici per l’attuazione del Piano”.

Nel corso dell’evento sono state sancite alleanze con l’Agid (Agenzia per l’Italia Digitale) e con l’Aesvi (Associazione editori e sviluppatori di videogiochi italiani).

Settimana europea del coding

Settimana europea del coding

 

Dal 15 al 23 ottobre 2016 si svolge la quarta edizione della settimana europea del coding, Europe Code Week, una campagna di alfabetizzazione funzionale promossa dalla Commissione Europea per stimolare lo sviluppo e la diffusione del pensiero computazionale come strumento di crescita individuale e collettiva. L’Italia ha aderito a Europe Code Week fin dalla prima edizione e si è sempre distinta per numero di eventi e di partecipanti, soprattutto grazie al coinvolgimento attivo delle scuole.
Europe Code Week promuove l’organizzazione di eventi che offrano l’opportunità di svolgere semplici attività di coding, con o senza computer, avvalendosi delle tante risorse disponibili online e delle attività proposte dai siti di riferimento: codeweek.it, programmailfuturo.it. Chiunque organizzi un evento è invitato ad inserirlo nella mappa di Europe Code Week per ottenere il proprio attestato di riconoscimento nominale. “Anche le attività di coding proposte in classe dagli insegnanti sono eventi che meritano di comparire sulla mappa di CodeWeek” dichiara Alessandro Bogliolo, coordinatore di Europe Code Week, “sono anzi le attività più efficaci perché coinvolgono tutti gli alunni e non solo i più motivati”.

Per sollecitare le scuole a coinvolgere il maggior numero possibile di propri alunni, la Commissione Europea ha lanciato la “CodeWeek4all challenge”. Alle scuole che intendono raccogliere la sfida viene assegnato un codice univoco da inserire nella descrizione di tutti gli eventi organizzati al proprio interno, per consentire a posteriori di calcolare il numero complessivo di partecipanti. Le scuole che avranno coinvolto più della metà dei propri alunni riceveranno un certificato di eccellenza rilasciato dalla Commissione Europea.

Per maggiori informazioni:
Referenti italiani di Europe CodeWeek
Sito italiano di CodeWeek
Linee guida per insegnanti
Linee guida per le scuole
Mappa degli eventi

Bando per i curricoli digitali


Scuola, Giannini: “4,3 milioni per 25 percorsi didattici innovativi”

Diritti in Internet, educazione ai media e ai social media, economia, arte e cultura digitale, big data, robotica educativa. Sono alcuni tra i temi su cui verranno realizzati 25 percorsi didattici innovativi grazie all’Avviso pubblico da 4,3 milioni di euro diffuso oggi dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Una volta sviluppati, i percorsi verranno messi a disposizione di tutte le scuole italiane. Il bando rientra fra le azioni di attuazione del Piano Nazionale Scuola Digitale.
“L’Avviso che pubblichiamo oggi ha un contenuto altamente innovativo. Da un lato, spinge il mondo della scuola a riflettere su come educare i nostri ragazzi ad affrontare le nuove sfide della cittadinanza digitale, su come aiutarli a sviluppare nuove competenze. E rende la scuola protagonista e capofila nella scrittura di questi percorsi. Dall’altro, invita anche realtà esterne – università, imprese, enti di ricerca, associazioni – a fare rete con gli istituti scolastici e a condividere la partecipazione a questo processo mettendo a disposizione la propria esperienza e i propri strumenti. Si tratta di un’altra occasione per avvicinarci al modello di scuola aperta e far crescere comunità educative creative, capaci di costruire il domani”, commenta il Ministro Stefania Giannini.
L’Avviso, diffuso oggi, prevede la produzione di 25 curricoli capaci di favorire lo sviluppo di competenze digitali e di accompagnare le attività di apprendimento degli studenti in maniera stimolante e attrattiva. Dovrà trattarsi di percorsi innovativi per modalità di fruizione, organizzazione dei contenuti, modalità di accompagnamento e valorizzazione dei risultati, capacità di stimolare il protagonismo degli studenti.
Le scuole dovranno lavorare sulle seguenti aree tematiche:

  • diritti in Internet;
  • educazione ai media (e ai social);
  • educazione all’informazione;
  • STEM (sviluppo delle competenze digitali, ad esempio, per la robotica educativa, making e stampa 3D, Internet delle cose);
  • big e open data;
  • coding;
  • arte e cultura digitale;
  • educazione alla lettura e alla scrittura in ambienti digitali;
  • economia digitale;
  • imprenditorialità digitale.

Per partecipare, le scuole dovranno costituirsi in rete e formare partenariati innovativi con il mondo esterno. I contenuti e i materiali dei curricoli proposti dovranno essere rilasciati in formato aperto (Open Educational Resources) in modo da renderne possibile il pieno utilizzo e il potenziale riuso, senza costi aggiuntivi di fruizione e riutilizzazione. L’obiettivo è anche costituire una base di materiali per la didattica prodotti dalle scuole e riutilizzati da tutto il sistema scolastico.

Il contributo massimo attribuibile dal Ministero per la realizzazione di ciascun curricolo digitale è pari ad euro 170.000. C’è tempo fino alle ore 13.00 del giorno 10 novembre 2016 per partecipare, il bando prevede due fasi.

Il Ministero metterà a disposizione delle scuole sessioni di live streaming, Faq e Kit di supporto sul sito http://www.istruzione.it/scuola_digitale per sostenere la loro partecipazione al bando.

Il link al bando:
http://www.istruzione.it/scuola_digitale/curricoli_digitali.shtml