Homo Scribens

HOMO SCRIBENS di Umberto Tenuta

CANTO 781 IN PRINCIPIO ERAT VERBUM.

L’UOMO È PADRE E FIGLIO DELLA COMUNICAZIONE.

SENZA COMUNICAZIONE, ORALE O SCRITTA, NON CI SAREBBE STATA LA CULTURA CHE FA L’UOMO.

 

Il bisogno di comunicare è connaturato all’essere umano.

Bisogno di comunicare con i presenti e con gli assenti.

Bisogno di comunicare con i vicini ed i lontani, nello spazio e nel tempo.

La parola orale basta per comunicare con i presenti.

Questo è il suo limite.

Per comunicare con coloro che non sono presenti nel tempo e nello spazio, l’uomo ha inventato la scrittura.

La parola incisa sulla pietra va oltre la parola incisa nella memoria.

L’uomo non sarebbe stato quello che è oggi senza la scrittura.

E nel mondo odierno l’uomo non può vivere senza saper leggere e scrivere.

Ecco, imparare a scrivere ed a leggere è una necessità.

E, allora, perché tanti oggi non sanno leggere e scrivere, leggere e scrivere bene?
O cara scuola del leggere, scrivere e far di conto!

Dove sei?

Se la Scuola dell’infanzia deve insegnare a comunicare attraverso i suoni, le immagini e la parola orale, la Scuola primaria deve insegnare a leggere ed a scrivere.

E il far di conto?

Forse bastava la formazione logica attraverso la teoria degli insiemi degli anni Settanta!

In questi ultimi Cinquanta Anni l’abbiamo gravata di troppi compiti!

Ignorando che dopo di essa c’è la Scuola secondaria di primo e di secondo grado.

Oggi i giovani non sanno scrivere!

Non sanno scrivere.

Perché forse sanno leggere?

Forse i giovani di oggi leggono oltre i libri di testo: libri di lettura della scuola primaria ed antologie della scuola secondaria di primo grado?

Suvvia, che noia scrivere dettati e temi, leggere pagine l’una di seguito all’altra!

Amici cari, PREMIO ALLA LETTURA e PREMIO ALLA SCRITTURA a quei docenti che sanno innamorare i loro alunni a leggere ed a scrivere!

LETTERATURA PER L’INFANZIA, dove sei?

TESTO LIBERO di FREINET, dove sei?

TEMI!

TEMI ASSEGNATI.

TEMI IMPOSTI.

RIASSUNTI.

DETTATI.

Carissima Maestra, così non si impara, né a leggere, né a scrivere!

Che fare, allora?

Partire dai bisogni si deve.

Dai bisogni che i bimbi hanno di esprimersi e di comunicare.

E coltivare questi bisogni.

Favorirli.

Incrementarli.

Piccoli poeti nascono.

Piccoli scrittori crescono.

Oh la teoria del fanciullino di Giovanni Pascoli!

Ricordo ─or son più di cinquant’anni─ in una scuoletta di campagna di Mandatoriccio, un bimbo di otto anni che esprimeva i suoi sentimenti in bellissime poesie!

È nata prima la scrittura e poi la grammatica!

Maestre carissime, coltiviamo nei nostri bimbi il bisogno di esprimersi e di comunicare che si manifesta già nella primissima scuola dell’infanzia!

Scandalo al sole: legalizziamo lo scambio dei bigliettini!

Esprimersi, comunicare occorre.

Con la danza, con la pittura, con la scrittura!

E la Grammatica?

È nata prima la parola e poi la grammatica.

La parola orale.

La parola scritta.

I libri della bibliotechina scolastica.

Poi, poi, poi… la riflessione linguistica, la grammatica.

Primum scribere!

Deinde philosophari!

È dal bisogno di esprimersi e di comunicare che è nata la parola, orale e scritta.

Ricordiamolo sempre.

Anche nella scuola.

I giovani impareranno a scrivere ─ed a scrivere bene─ solo se sentiranno il bisogno di esprimersi e di comunicare.

Non lo diceva forse anche Ovide Decroly?

 

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