07 1998

circolare 31 luglio 1998, n. 341
Conferimento di supplenze al personale docente non di ruolo nei Conservatori di musica. Procedimento automatizzato.

29 – 31 luglio 1998 Scuola e Parlamento

L’11a Commissione della Camera analizza il DdL C. 4754  (ex S. 932), Disposizioni urgenti in materia di personale scolastico, nei giorni 29, 30 e 31 luglio. Il dibattito proseguirà a settembre.

Il 29 luglio la 7a Commissione della Camera, in sede legislativa, approva definitivamente il DdL 4789 (ex DdL 3117 as) relativo ad Interventi finanziari per l’università e la ricerca.

Il 30 luglio la 7a Commissione del Senato, in sede deliberante discute il DdL relativo a Disposizioni in materia di compensi per le commissioni giudicatrici degli esami di Stato conclusivi.

Le attività parlamentari sono sospese dall’1 agosto al 12 settembre 1998.

legge 30 luglio 1998, n. 281 (in GU 14 agosto 1998, n. 189)
Disciplina dei diritti dei consumatori e degli utenti

circolare 30 luglio 1998, n. 337
Adempimenti preordinati all’avvio dell’anno scolastico 1998/99

circolare 29 luglio 1998, n. 336
Direttiva Ministeriale n. 939 del 29 dicembre 1997, concernente i progetti di interesse nazionale di cui all’art.71 – comma 2 – lettera a) del vigente CCNL Scuola sottoscritto il 4 agosto 1995. Ulteriori istruzioni

circolare 29 luglio 1998, n. 335
Gestione dell’organico funzionale di circolo e sperimentazione dell’autonomia nella scuola elementare – Anno scolastico 1998/99 – Indicazioni operative

07 – 29 luglio 1998 Il dibattito sull’obbligo

Il 7 luglio il ministro della Pubblica Istruzione chiede alla 7a Commissione della Camera di rinviare il dibattito sull’Innalzamento dell’obbligo scolastico (DdL C. 4917), previsto in sede referente per il 7 e 8 luglio.

L’8 luglio i sindacati confederali, con una dichiarazione congiunta, rivolgono un appello a tutte le forze politiche ”perché il provvedimento venga tempestivamente varato”.

Il vertice di maggioranza del 9 luglio ribadisce le divisioni sul tema dell’obbligo: in discussione la possibilità di frequentare il nuovo biennio in corsi di formazione professionale privati.

Il 10 luglio la maggioranza raggiunge un’intesa sull’obbligo: si passa, in sostanza, dagli attuali otto a nove anni di obbligo scolastico da svolgere nella scuola pubblica o privata (non nei corsi di formazione professionale); il disegno di legge 4917, con due nuovi emendamenti approvati dalla maggioranza, ritorna quindi in dibattito nella 7a Commissione della Camera il 15 e 16 luglio.

Il 17 luglio il ministro della PI torna sul tema dell’innanzamento dell’obbligo scolastico dalle pagine del Corriere della Sera e nel corso di una dichiarazione alla Camera.

Sul Corriere della Sera, in risposta a Panebianco, il ministro afferma:

(…) Che cosa significa oggi in Italia elevamento dell’obbligo scolastico? Nei Paesi evoluti esso è rappresentato ormai da una marcata tendenza all’estensione a tutti di una formazione «secondaria», a scuola o nei professionali (qualificati): una novità assoluta rispetto al vecchio obbligo scolastico primario.
I dati italiani sono un po’ diversi. Abbiamo intanto (salvo eccezioni) una formazione professionale debole, spesso anche di bassa qualità, e con pochi ragazzi. Abbiamo anche un’elevata dispersione scolastica: si diploma solo il 54% della leva d’età. Una percentuale si perde prima della licenza media (circa il 10%); ma si iscrive alle superiori il 94% di chi ha conseguito quella licenza: una cifra rispettabile.
Il male viene dopo perché nel primo anno delle superiori viene bocciato il 17% degli iscritti, e nel secondo anno il 14%: complessivamente circa un terzo. E chi abbandona? Non certo i liceali, se non in misura assai bassa. Sono gli studenti degli istituti tecnici, degli artistici e degli istituti professionali di Stato (diversi dalla «formazione professionale»). In questo campo le bocciature al primo e al secondo anno sono vicine al 40%. Moltissimi di costoro costituiscono il fenomeno della dispersione nella secondaria superiore. A costoro si rivolge la nostra attenzione con l’elevamento dell’obbligo scolastico. E abbiamo voluto realizzarlo prevedendo un riordino dei cicli scolastici programmando per i prossimi anni una formazione per tutti fino a 18 anni distribuendo nell’ultimo triennio i ragazzi tra i due canali di scuola e formazione professionale (anche con possibile comunicazione fra di loro). Per l’immediato, abbiamo proposto di elevare l’obbligo scolastico fino a dieci anni di scuola e, nell’ultimo accordo di maggioranza, ne abbiamo deciso l’attuazione graduale. Che cosa vuol dire in pratica per i nostri ragazzi? Che chi si iscrive al liceo continuerà prevalentemente il suo percorso, e così coloro chi si iscrivono agli altri istituti.
Al fine di migliorare la scuola per costoro non sono le misure nuove sull’obbligo che servono in prevalenza, ma tutte le altre riforme, in atto o in cantiere. Le misure sull’obbligo sono rivolte a chi è destinato a perdersi, e gli strumenti veri contenuti nel provvedimento sono: cominciare dalla scuola media a orientare i ragazzi perché verifichino – studiando – le proprie vocazioni per un indirizzo o un altro, consentendo che, nel curriculum generale degli ultimi anni dell’obbligo, si introduca la possibilità di una parziale sua individualizzazione. (…)
(*)

(*) Educazione&Scuola ha chiesto a Vincenzo D’Aprile, esperto di estrapolazioni statistiche, un parere sui dati presentati dal ministro della PI

Sugli stessi temi il ministro è ritornato nella dichiarazione alla Camera rallegrandosi per le maggiori risorse previste dal DPEF per scuola e formazione.

Sempre il 17 luglio il capo del governo, nel corso della verifica al Senato ed alla Camera, ha affermato:

La Scuola e il sistema di istruzione e di formazione costituisce la prima grande emergenza.
Il principale obiettivo del Governo per quanto riguarda i temi della Scuola e della formazione è stato quello di individuare misure atte ad estendere il diritto allo studio, a garantire il successo formativo dei giovani e ad accrescere per numero e per qualità le situazioni di eccellenza. In questo senso la discussione si è sviluppata sull’insieme delle iniziative di riforma in discussione dinanzi alle Camere.
Il confronto, che si è concluso positivamente e che ha individuato un terreno di approfondimento condiviso anche per le questioni – come la parità – che vedevano posizioni diverse, ha indicato nell’elevamento dell’obbligo scolastico la prima ed urgente tappa. Esso ha anche indicato nella successiva, immediata approvazione del riordino dei cicli dell’istruzione una scadenza non rinviabile, armonizzando i due provvedimenti con la necessaria gradualità.
Va inoltre sviluppata la politica di integrazione fra sistema di istruzione e sistema di formazione, all’interno della quale rappresenta un primo significativo risultato l’attivazione fin dal prossimo autunno di un nuovo sistema di formazione tecnica superiore da realizzare in modo integrato con le Regioni e raccordato con le Università e le forze sociali. Contestualmente è necessario impegnarsi per la realizzazione di adeguati interventi di diritto allo studio che collochino sullo stesso piano tutti i cittadini a prescindere dalla scelta di frequentare scuole statali o scuole non statali.
Infine all’interno della redifinizione del riequilibrio tendenziale nel rapporto fra spesa pubblica per istruzione e PIL occorre riconoscere la necessità di significativi stanziamenti per investimenti nel settore dell’istruzione e attribuire importanza prioritaria all’edilizia, all’attuazione dell’autonomia, al diritto allo studio e alla riqualificazione del personale.

Il Governo ottiene la fiducia il 21 luglio dal Senato (con 176 voti favorevoli, 119 contrari ed un astenuto) ed il 22 luglio dalla Camera (con 324 voti favorevoli e 269 contrari).

Il 21 e 22 luglio la 7a Commissione della Camera si occupa dell’Innalzamento dell’obbligo scolastico (DdL C. 4917):  il 21 luglio la Commissione vara l’innalzamento dell’obbligo scolastico di un anno, con gli emendamenti approvati dalla maggioranza; il 22 luglio viene dato mandato al relatore.

Il 29 luglio la Camera, dopo aver concluso la discussione generale iniziata il 28 luglio, ha rimandato al 15 settembre il voto sul DdL 4917 (Innalzamento dell’obbligo scolastico).

decreto interministeriale 28 luglio 1998, n. 334
Disposizioni sulla programmazione delle assunzioni con rapporto di lavoro a tempo indeterminato per il personale direttivo, docente, educativo e A.T.A. anno scolastico 1998/99

comunicazione 28 luglio 1998
Esito dell’incontro di Fiuggi dei nuclei per l’autonomia costituiti ex art. 3 D.M. n. 765 del 27.11.1997 poi modificato dal D.M. n. 251 del 28.5.1998

decreto MURST 28 luglio 1998
Numero dei posti disponibili a livello nazionale per le immatricolazioni ai corsi di laurea in Scienze della formazione primaria per l’a.a 1998/99

decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286
Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero

decreto 24 luglio 1998, n. 331
Disposizioni concernenti la riorganizzazione della rete scolastica, la formazione delle classi e la determinazione degli organici del personale della scuola

comunicazione ispettorato EFS 24 luglio 1998
Progetto Sport a Scuola. Anno scolastico 1998-1999

decreto presidente repubblica 23 luglio 1998, n. 323
Regolamento degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore

21 – 23 luglio 1998 Scuola e Parlamento

Il comitato ristretto dell’11a Commissione della Camera analizza il DdL C. 4754  (ex S. 932), Disposizioni urgenti in materia di personale scolastico, nei giorni 21 e 22 luglio; Il 23 luglio la Commissione tornerà a riunirsi in sede referente.

Il 21 luglio la 7a Commissione del Senato, in sede referente, prosegue nell’esame congiunto dei disegni di legge relativi allo stato giuridico dei docenti di religione cattolica (662, 703, 1376, 1411, 2965).
Il 21 luglio il relatore, Occhipinti, presenta il testo unificato predisposto per i DdL sullo stato giuridico dei docenti di religione

Il 21 luglio la 7a Commissione della Camera esprime parere al Governo (cfr. parere 7a Senato) su:

nota MURST 23 luglio 1998
Corsi per la formazione universitaria degli insegnanti

22 luglio 1998 Dati: Studenti e Docenti

Il Servizio Statistico del MPI rende noti i risultati di un’indagine campionaria sui risultati di esami e scrutini del corrente as 1997/98:

  • aumentano i non promossi nelle superiori (14,4% contro il 13,4% del 1996/97);
  • in lieve decremento rispetto al passato as il numero degli studenti promosso con ‘debito formativo’ (46,8%);(*)
  • stabile il numero dei promossi nelle scuole elementari (99,7%) e medie inferiori (99,8%);
  • nelle scuole medie inferiori, promossi con giudizio
    • ‘sufficiente’ il 44,9% (45,7% nell’as 1996/97),
    • ‘ottimo’ il 15,4% (14,6% nell’as 1996/97).

Alunni promossi con debito formativo(*)

Classe AS 1996/97 AS 1997/98
Prima 46,9% 46,6%
Seconda 48,8% 47,9%
Terza 34,3% 24,1%
Quarta 46,3% 46,4%

Nel corso di un convegno sull’autonomia scolastica, svoltosi a Bologna, la UIL ha presentato i risultati di una ricerca condotta sul personale docente della scuola; rispetto al passato anno scolastico risultano:

  • in calo i docenti con contratto a tempo indeterminato (671.351 nell’as 1997/98);
  • in aumento, di circa 20.000 unità, i docenti con contratto a tempo determinato (66.661 nell’as 1997/98).

Posti in organico di diritto

Scuola Personale docente
Materna 78.247
Elementare 251.141
Media Inferiore 181.923
Media Superiore 237.422

Docenti con contratto a tempo determinato

Tipo di contratto Docenti
Annuale 11.194
Fino al termine delle attività didattiche 37.036

13 – 20 luglio 1998 Pubblicazione e rettifica trasferimenti

Sono stati individuati alcuni errori nei trasferimenti del personale docente delle scuole elementari pubblicati il 6 luglio us: la rettifica coinvolge circa 2.000 docenti. I provveditorati hanno comunicato le variazioni al MPI entro le ore 14,00 del 13 luglio us.

20 luglio 1998 Bilinguismo nelle Scuole Medie

La circolare ministeriale n. 304 del 10 luglio 1998, grazie a 33 miliardi finanziati attraverso la Legge 440/97 (Istituzione del Fondo per l’arricchimento e l’ampliamento dell’offerta formativa e per gli interventi perequativi), introduce, già a partire dal prossimo anno scolastico 1998-99, lo studio di una seconda lingua straniera facoltativa nelle Scuole Medie Inferiori.

Attualmente circa il 19% degli alunni delle Scuole Medie Inferiori studia una seconda lingua straniera in corsi sperimentali.

Il progetto viene presentato dal ministro della PI, nel corso di una conferenza stampa, presso la sede del Ministero della Pubblica Istruzione in Viale Trastevere a Roma; le scuole dovranno presentare le relative richieste entro il 30 settembre pv.

Il progetto di legge n. 852 (Introduzione dell’insegnamento di una seconda lingua comunitaria nella scuola media), presentato alla Camera, prevede lo studio obbligatorio di due lingue straniere a partire dall’anno scolastico 1999-2000.

14 – 16 luglio 1998 Scuola e Parlamento

Il comitato ristretto dell’11a Commissione della Camera analizza i 450 emendamenti agli articoli del DdL C. 4754  (ex S. 932), Disposizioni urgenti in materia di personale scolastico. Il 16 luglio la Commissione tornerà a riunirsi in sede referente.

Il 15 luglio viene aggiornato l’odg della 7a Commissione della Camera per permettere il dibattito sul DdL 4917 emendato dalla maggiornaza.

circolare 16 luglio 1998, n. 312
Accordo quadro sull’educazione al patrimonio culturale

circolare 16 luglio 1998, prot. 2400/C1
Testo Coordinato – D.M. 30 gennaio 1998 – Comunicazione rettifiche a testo inviato

decreto 16 luglio 1998
Rideterminazione del contributo annuo statale per le scuole elementari parificate

15 luglio 1998 Novità dal CEDE

Alle ore 15,30, presso Villa Falconieri a Frascati, il CEDE (Centro Europeo dell’Educazione) inaugura l’ADAS (Archivio Docimologico per l’Autovalutazione delle Scuole) e l’Osservatorio sugli Esami di Stato; è inoltre aperta alla consultazione la Biblioteca del CEDE finalizzata alle ricerche bibliografiche sulle nuove tecnologie didattiche.

I materiali sono disponibili sul nuovo sito Internet del CEDE, www.cede.it (attivo da settembre); il CEDE è attualmente raggiungibile in rete all’indirizzo: http://www.bdp.it/cede/.

Si veda anche la comunicazione della Direzione Generale Istruzione Professionale (Riforma degli esami di stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore. Ruolo del CEDE e costituzione dell’archivio docimologico)

circolare 10 luglio 1998, n. 305
Infortuni agli alunni delle scuole di ogni ordine e grado

circolare 10 luglio 1998, n. 304
Introduzione dell’insegnamento non curricolare e facoltativo di una seconda lingua comunitaria nella scuola media – (Legge 18-12-1997 n. 440 – Fondo per l’arricchimento e l’ampliamento dell’offerta formativa)

10 luglio 1998 Nuovi compensi esami

Il CdM, nella seduta del 10 luglio, approva uno schema di disegno di legge (“Disposizioni in materia di compensi per le commissioni giudicatrici degli esami di stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore e per lo svolgimento degli esami preliminari, di cui alla legge 10 dicembre 1997, n. 422“) che aumenta di 120 miliardi il limite di spesa per le Commissioni d’Esame (già pari a 180 miliardi); previsto un compenso per i Consigli di Classe impegnati nell’esame preliminare dei privatisti.

07 – 09 luglio 1998 Scuola e Parlamento

L’11a Commissione della Camera, in sede referente, prosegue, nei giorni 8 e 9 luglio, nell’esame del DdL C. 4754  (ex S. 932), Disposizioni urgenti in materia di personale scolastico.

Il Comitato Ristretto della 7a Commissione della Camera presenta il testo unificato per i PdL relativi alla Riforma degli Organi Collegiali.

La 7a Commissione del Senato, nei giorni 7, 8 e 9 luglio, esprime parere al Governo su:

08 luglio 1998 7a Camera approva DdL 4789

La 7a Commissione della Camera approva in sede referente il DdL 4789 (3117 AS), Interventi finanziari per l’Università e la Ricerca.
Il disegno di legge era stato approvato con modifiche dalla 7a Commissione del Senato l’8 aprile us.

legge 8 luglio 1998, n. 230 (in GU 15 luglio 1998, n. 163)
Nuove norme in materia di obiezione di coscienza

comunicazione 8 luglio 1998, prot. n. 2323
Organico funzionale di circolo – Posti istituiti per la realizzazione dei progetti per l’insegnamento delle lingue straniere

circolare 8 luglio 1998, n. 302
Tutela della libertà religiosa. Legge 8-3-1989, n. 101. Calendario delle festività religiose ebraiche per il 1999

08 luglio 1998 Scuola e multiculturalità

Il decreto 6 giugno 1998 del ministero dell’Interno stabilisce che, a partire dal anno scolastico 1998/99, sulla base dell’intesa Stato – Unione delle Comunità ebraiche italiane, saranno considerate “giustificate le assenze degli alunni ebrei di sabato, su richiesta dei genitori o dell’alunno se maggiorenne”; saranno inoltre considerati come festivi per gli stessi alunni:

  • il Capodanno ebraico,
  • il Kippur,
  • il Succoth,
  • la Festa della Legge,
  • la Pesach (Pasqua),
  • la Shavuoth (Pentecoste).

Sempre in tema di multiculturalità e di rispetto delle minoranze alcune richieste sono state avanzate anche dalle comunità islamiche in Italia; tra queste:

  • possibile uso del chador da parte delle alunne,
  • squadre maschili e femminili separate per l’educazione fisica,
  • eliminazione della carne suina dalle mense scolastiche,
  • studio del Corano nel corso delle ore di religione.

07 luglio 1998 IG-Students

Presentato a Roma, dal ministro della PI, il programma IG-Students per la creazione di laboratori permanenti per la creazione e gestione di impresa indirizzato agli studenti del penultimo anno delle scuole superiori e delle università.

Previsti stanziamenti (pubblici e privati) pari a 21 miliardi in tre anni ed il coinvolgimento di 56.000 studenti, 1.000 docenti/tutors e 3.750 imprese.

07 luglio 1998 Consultazioni su “Autonomia e saperi”: i primi exit-polls

E’ già all’opera, al Ministero della P.I. (sotto la guida del Direttore Generale Cosentino, incaricato delle operazioni di coordinamento sull’autonomia scolastica), un apposito gruppo di lavoro con il compito di predisporre le sintesi nazionali sulle due consultazioni promosse in primavera.

La prima si riferiva alla Bozza di regolamento sull’autonomia organizzativa e didattica, la seconda al Documento sui Contenuti fondamentali della scuola di base.

Il gruppo sta vagliando, al momento, le relazioni provinciali fatte pervenire dai Nuclei per l’autonomia, oltre ad un campione casuale di circa 1000 schede, rappresentative dei diversi contesti scolastici e territoriali. Si prevede che un primo Rapporto nazionale sia consegnato al Ministro Luigi Berlinguer entro il 15 luglio p.v.

La rielaborazione della consultazione sui “Saperi” procede invece più a rilento: sono previste sintesi di carattere regionale, a cura del Servizio Ispettivo tecnico, mentre il Rapporto nazionale sarà predisposto non prima del prossimo mese di settembre.

In Riforme On Line, la rubrica curata da Giancarlo Cerini per Educazione&Scuola:
Tra una consultazione e l’altra. La Scuola di fronte al documento sui “Contenuti essenziali per la formazione di base”

circolare 6 luglio 1998, n. 299
Trasmissione DM 291 del 26.6.98 del CCND siglato il 24.6.98 concernente l’integrazione e la modifica al CCND sottoscritto il 6.6.96 relativo alla mobilità del personale ATA appartenente ai ruoli nazionali delle Accademie e dei Conservatori di Musica e del personale ATA appartenente ai corrispondenti ruoli provinciali

05 – 06 luglio 1998 Appello del Cardinale Martini

L’intervento del Cardinale Martini (che di seguito riproduciamo), apparso sulle pagine del Corriere della Sera del 5 luglio 1998, incontra il plauso dei partiti di governo e di opposizione.

SCUOLA, TESORO DA SALVARE
di CARLO MARIA MARTINI
, Cardinale e Arcivescovo di Milano (
dal “Corriere della Sera” del 5.7.98)

«La democrazia politica è malsicura se gli abiti democratici del pensiero e dell’agire non sono parte della fibra stessa di un popolo». Così si esprimeva nella prima metà di questo secolo il filosofo e pedagogista statunitense John Dewey. Ed egli vedeva nella scuola uno strumento insostituibile per questa formazione alla democrazia.
Per questo non ci si può che rallegrare del fatto che proprio in questi giorni la scuola sia tra gli argomenti al vertice dell’agenda politica. La scuola costituisce una risorsa prioritaria della Nazione. La qualità della scuola è specchio della maturità del Paese.
E’  perciò di fondamentale importanza che su tutto prevalga l’oggettiva considerazione del vero, concreto, integrale bene del soggetto cui è finalizzato il servizio scolastico, cioè la persona dell’allievo.

Tre binomi mi sembrano centrali.

Scuola-persona. E’  il punto di vista fondamentale. Può sembrare ovvio. Ma l’esperienza testimonia che non è sempre così. Non solo le precomprensioni ideologiche, ma anche gli interessi corporativi spesso hanno avuto il sopravvento. Oppure una certa logica che rischia di essere immanente alle grandi organizzazioni (e la scuola lo è, come la pubblica amministrazione), ove paradossalmente si smarriscono il senso e il fine dell’intera, complessa macchina: il servizio al cittadino. Nel nostro caso, un servizio eminentemente educativo. La scuola infatti, ogni tipo di scuola, all’interno della società civile e nel rispetto della funzione primaria dei genitori, rappresenta lo spazio educativo comunitario più organico ed è una platea privilegiata per un dialogo costruttivo col mondo giovanile sempre più bisognoso di un solido rapporto formativo. E qui va espresso un giusto riconoscimento alle preziose risorse alle quali tutta la scuola italiana può attingere: la dedizione di tante persone (docenti, dirigenti scolastici, genitori, esperti di pedagogia e didattica); la lunga tradizione culturale, pedagogica e didattica che va sempre rinnovata, per essere in grado di rispondere alle sfide dei tempi nuovi. Ogni problema, dunque, anche quelli «minori» di ordine pratico-organizzativo o economico, deve essere raccordato con la domanda fondamentale: che cosa giova o rispettivamente nuoce, nel quadro di una nazione, alla organica maturazione della persona dell’educando, considerata in tutte le sue dimensioni: fisica, intellettuale, morale, sociale, religiosa?

Scuola-cultura. La scuola, attraverso un sapere organico, didatticamente elaborato, custodisce e sviluppa, elabora e trasmette alle nuove generazioni il patrimonio di conoscenza e di sapienza di cui vive e va fiera una comunità. Esemplifico quattro vie, attraverso le quali la scuola si qualifica appunto come straordinario strumento di cultura.

  1. Accollandosi il compito dell’elaborazione critica del sapere, cioè dello scavo, dell’approfondimento, del discernimento delle conoscenze e degli stessi giudizi di valore. Nella civiltà dell’immagine e della comunicazione di massa si fa vieppiù prezioso e insurrogabile un luogo istituzionalmente «appartato», rispetto al flusso spesso confuso dei messaggi, in cui provvedere a un loro severo vaglio critico.
  2. Impegnandosi a «consegnare» ai giovani la tradizione viva di una comunità, cosicché essi possano farla propria e arricchirla, rielaborandola creativamente. Una comunità non può prescindere da istituzioni-ponte – esemplarmente la scuola – che assicurino la trasmissione critica e propositiva del «deposito» accumulato dalle generazioni. Il dibattito sui «saperi» che indica la cultura religiosa fra i riferimenti da tenere presenti in ogni disciplina – e non necessariamente solo nell’insegnamento concordatario della religione cattolica – ripropone i valori cui ci si è ispirati in passato e a cui ci si ispira anche attualmente.
  3. Di questa «consegna» fa parte il patto costituzionale, cioè quel precipitato di princìpi e valori etici, civili e religiosi condivisi che fanno da collante alla comunità e di cui ogni cittadino deve farsi carico. La Costituzione condensa il patto di convivenza e dunque è espressione della tradizione civile che la scuola deve trasmettere ai giovani, con una organica «educazione alla responsabilità».
    Simone Weil parlava di un «bisogno di responsabilità» che promana dall’essere umano, un bisogno «vitale dell’anima». Dopo la famiglia è la scuola che lo fa emergere, nel quadro del patto costituzionale e delle tradizioni forti di un popolo.
  4. La scuola intesa quale elaborazione critica delle conoscenze inscritte dentro un orizzonte di valore (la vera cultura non è mai né dogmatica né agnostica) trae giovamento da un «sistema scolastico pubblico integrato» ove, nella logica dell’autonomia, alla scuola statale si affianchi una scuola non statale, paritaria, libera: entrambe di sicura qualità. I Paesi europei sempre più si vanno convincendo che il pluralismo culturale ed educativo fa ricca una comunità che può proficuamente attingere sia alle scuole statutariamente segnate dalla compresenza plurale delle famiglie culturali, sia alle scuole che, assicurati gli standard di qualità e il lealismo verso il patto costituzionale, impartiscono una formazione programmaticamente ispirata a una precisa visione del mondo. Dunque, pluralismo nella scuola e pluralismo della scuola concorrono a fare più ricca e vivace la cultura di una comunità.

Scuola-lavoro. Infine, la scuola abilita a svolgere attività nelle quali si concreta il diritto-dovere costituzionale al lavoro, quel contributo operoso alla vita e allo sviluppo della comunità che, secondo l’art. 1 della Costituzione, è il fondamento stesso della cittadinanza politica. Scienza ed esperienza convergono nel mostrare che, nelle economie e nelle società avanzate, la formazione è fattore strategico dello sviluppo. Di qui l’esigenza di combattere la dispersione scolastica, di elevare diffusamente il grado di istruzione, di fare formazione permanente, di fornire l’opportunità di accedere al sistema formativo a quanti, temporaneamente, scontano una fuoriuscita dal circuito produttivo. L’Italia deve acquisire standard europei: sia provvedendo all’innalzamento dell’obbligo scolastico, sia dotandosi di un sistema moderno di formazione professionale di primo e secondo livello. In questa prospettiva, sarebbe poco saggio non valorizzare il patrimonio degli enti di formazione professionale di qualità, che mettono capo al privato-sociale e, segnatamente, a benemeriti ordini religiosi accreditati appunto per il loro sperimentato carisma educativo. Si tratta di connettere organicamente scuola dell’obbligo e formazione professionale in forme organizzativamente praticabili, davvero disegnate con riguardo al vero bene dell’alunno e ispirate a un principio di uguaglianza sostanziale non astrattamente inteso. E’ un esempio paradigmatico della disponibilità a promuovere il bene concreto dei nostri ragazzi.

Animato da queste attenzioni il confronto politico-parlamentare saprà contrassegnarsi per altezze ideali e per concretezza di servizio effettivamente reso alle giovani generazioni, al di là di ogni contenzioso del passato, per essere veramente al nostro posto in un’Europa della cultura, della scuola e dell’educazione.

legge 3 luglio 1998, n. 210
Norme per il Reclutamento dei Ricercatori e dei Professori universitari di Ruolo

03 luglio 1998 Approvato Regolamento Esami conclusivi

Il Consiglio dei Ministri, acquisito il parere delle competenti Commissioni di Camera e Senato, approva il Regolamento sulla Riforma degli esami conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore.

Nella medesima seduta viene approvato il Regolamento attuativo dell’art. 1 della Legge 127/97 che amplia la possibilità dell’uso dell’autocertificazione anche in sostituzione dei titoli di studio e dei certificati di vaccinazione per l’iscrizione a scuole ed università.

02 luglio 1998 Accordo italo-francese

I ministri della Pubblica Istruzione italiano e francese, nel corso di un incontro svoltosi presso la Certosa di Pontignano, stringono un accordo  per la salvaguardia dell’insegnamento classico: previsti lo scambio di studenti e docenti, e la creazione di uno specifico sito Internet.

01 – 02 luglio 1998 Scuola e Parlamento

L’Innalzamento dell’obbligo scolastico (DdL C. 4917) è discusso, in sede referente, dalla 7a Commissione della Camera nei giorni 30 giugno, 1 e 2 luglio.

Il 1° luglio la 7a Commissione della Camera si occupa, in sede referente, dei progetti di Riforma degli Organi Collegiali della Scuola.

L’11a Commissione della Camera, in sede referente, prosegue, nei giorni 30 giugno, 1 e 2 luglio, nell’esame del DdL C. 4754  (ex S. 932), Disposizioni urgenti in materia di personale scolastico.

Le 7e Commissioni di Camera e Senato, nei giorni 1 e 2 luglio, esprimono parere al Governo su:

01 luglio 1998 Approvata Riforma concorsi universitari

Il Senato approva definitivamente il DdL AS 255/931 recante “Norme per il reclutamento dei ricercatori e dei professori universitari di ruolo”.

Di seguito la dichiarazione ufficiale del Ministro dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica:

E’ un giorno importante per l’università e per il paese. Il Governo attendeva da due anni la nuova legge sui concorsi ed è significativo il largo consenso parlamentare raggiunto. Oggi l’Italia esce dalla palude dei megaconcorsi nazionali, il cui sistema ha prodotto tanti danni all’università. Nella nuova legge – che apre la strada a un importante ricambio generazionale negli atenei – c’è un buon equilibrio tra l’autonomia delle singole università e la comunità scientifica nazionale. Da oggi non si dovrà più attendere anni e anni per bandire un concorso. Ogni ateneo potrà agevolmente indire un concorso quando e come vuole.
Come si può facilmente comprendere è un cambiamento profondo. Con questo provvedimento e con la nota di indirizzo per l’autonomia didattica dei sigoli atenei, da me firmata qualche giorno fa, l’università italiana entra in Europa e posso dire, senza tema di smentita, che la riforma dell’università italiana è oggi una realtà. La modernizzazione del nostro sistema universitario inciderà sul male cronico dei nostri atenei: i fuori corso e l’età media dei laureati. Non ci vorranno più sette o otto anni per conseguire una laurea, ma meno, molto meno. L’età media dei nostri laureati nel Duemila sarà più vicina a quella degli altri giovani eruopei: non più, quindi, 27 o 28 anni ma 22 o 23. Fondamentale, in questo senso, è anche la possibilità, sempre con la nuova legge sui concorsi, di svolgere il dottorato di ricerca non solo nelle università, ma anche in collaborazione con altre istituzioni scientifiche molto qualificate
“.

01 luglio 1998 Controversie lavoro

Diviene operativo a partire dal 1° luglio l’articolo 29 del Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 80, Nuove disposizioni in materia di organizzazione e di rapporti di lavoro nelle amministrazioni pubbliche, di giurisdizione nelle controversie di lavoro e di giurisdizione amministrativa, emanate in attuazione dell’articolo 11, comma 4, della legge 15 marzo 1997, n. 59, che prevede la competenza del giudice ordinario sulle ”tutte le controversie relative ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni”.

circolare 1 luglio 1998, n. 296
Elezioni scolastiche

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