Le maestre contro il ministro “Punisce noi con la laurea”

da la Repubblica

Le maestre contro il ministro “Punisce noi con la laurea”

Dopo la sanatoria delle diplomate scoppia la protesta. Domani manifestazione al MIUR

Corrado Zunino

Il governo salva cinquantamila diplomate magistrali, 49.189 per la precisione, e nel mondo del precariato scolastico esplode la protesta. Mai così forte. “Scateniamo l’inferno”, scrive sui social Luisa Sarnataro, supplente storica napoletana in Graduatoria Gae (quindi non assunta) da tredici anni. Consysalva Farvet, stesso bacino precario, dice: « Gente bocciata ai concorsi lavorerà e gente selezionata dai concorsi starà a casa».

Il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, lunedì sera, ha congelato per quattro mesi la sentenza del Consiglio di Stato che aveva deciso che il titolo di diploma magistrale non era sufficiente per salire in cattedra. Prima della Plenaria le cinquantamila diplomate, grazie a varie decisioni dei Tar e otto dello stesso Consiglio di Stato, avevano affiancato o scavalcato 140 mila colleghe destinate alle scuole d’infanzia e alle elementari: 24 mila precarie storiche, oltre 110 mila laureate in Scienze della formazione primaria. Indietro, aveva replicato il Consiglio di Stato a sessioni riunite: le diplomate devono tornare allesupplenze. Annunci di scioperi della fame.

A 35 giorni dal giuramento del governo, il nuovo Miur ha fatto il primo, timido passo sulla questione ( sulla quale Lega e Cinque Stelle si erano spesi in campagna elettorale). E ha — « come prevede un decreto del 1996» — concesso «di ottemperare alle esecuzioni dei provvedimenti dei tribunali amministrativi entro 120 giorni dalla data di comunicazione del titolo esecutivo » . Ovvero, a fronte di sentenze che tra luglio e agosto avrebbero tolto la cattedra a 5.655 maestre e retrocesso alla seconda fascia altre 43.534, ha posticipato licenziamenti e retrocessioni. Bussetti ha poi chiesto al Parlamento di realizzare, in due mesi, una legge che diriga il traffico in ingresso a scuola per i tre tipi di precari. La stessa scelta del predecessore Valeria Fedeli. È venuto giù il mondo.

« Il Governo del cambiamento ha mostrato la sua vera faccia: privilegia i furbi e l’illegalità mortificando il merito nella scuola pubblica » , ha scritto il Gruppo docenti storici. Il rancore è cresciuto quando gli insegnanti hanno ascoltato la gaffe del vicepremier Luigi Di Maio: « I laureati magistrali sono stati salvati», ha detto in video. Laureati, li ha chiamati, non diplomati. La Cgil ora scrive: «La soluzione è poco dignitosa e profondamente inadeguata per garantire il regolare avvio dell’anno scolastico. I diplomati magistrali restano in servizio con l’angoscia di essere licenziati di lì a poco». Il passetto di Bussetti — congelamento della sentenza — non è piaciuto agli stessi maestri magistrali.

L’apertura di credito al ministro- provveditore, trascorsi 35 giorni, sembra essere in crisi. La prima scelta fatta — consentire ai “deportati al Nord” con specializzazione sul sostegno di tornare a insegnare al Sud — ha tolto lavoro ai supplenti storici meridionali: « Una porcata dietro un’altra » , ora si legge. Il senatore leghista Mario Pittoni, presidente della commissione Istruzione, è allertato: deve sbrigarsi ad avviare concorsi riservati per i “diplomati”. Ieri a Milano e oggi a Bologna studenti e laureandi di Scienze della formazione hanno allestito sit-in davanti ai provveditorati. Domani, sotto le finestre di Bussetti, è prevista la prima manifestazione precaria contro il ministero del cambiamento. Si annuncia numerosa.

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