Concorso DS: se il TAR è troppo creativo di fronte ai ricorsi

da Tuttoscuola

Concorso DS: se il TAR è troppo creativo di fronte ai ricorsi

Oggi, 9 ottobre, i candidati ammessi per merito alla prova scritta del concorso DS sperano che il TAR Lazio, come ha detto la segretaria della Cisl-scuola, Maddalena Gissi, non sia ‘creativo’ nell’esaminare i ricorsi di quel migliaio di candidati che chiedono di accedere allo scritto, pur non essendo rientrati nel numero di 8.700 fissato con inequivocabile precisione dal bando.

La temuta creatività potrebbe consistere nella possibilità che i giudici amministrativi, ignorando il preciso vincolo del bando, trovino il fumus boni iuris, cioè una parvenza di buon diritto, derivante, ad esempio, dal danno di esclusione.

Non ce ne vogliano i candidati ricorrenti (tra i quali ve ne sono probabilmente alcuni preparati, traditi dall’ansia e dalla tensione nella prova di preselezione), ma una loro ammissione con riserva suonerebbe come atto di messa in discussione, ancora una volta, dello stato di diritto.

Da anni per i concorsi nella scuola, più che in altri settori della pubblica amministrazione, assistiamo impotenti al fenomeno, ormai diventato strutturale, dei ricorsi contro qualsiasi graduatoria. La lobby di agguerriti studi legali (a volte collegati a sindacati del settore) punta sul fatto, ormai collaudato, che i Tar concedono facilmente ordinanze di ammissione con riserva alle successive prove da cui i candidati sono stati esclusi, contando sul fatto che, in attesa della sentenza di merito, la riserva produce comunque effetti che si consolidano nel tempo.

Effetti difficili da scalzare e che, la storia parlamentare purtroppo insegna, finiscono per produrre sanatorie a favore di chi era stato inserito senza piena legittimazione. Forse proprio su questo punta chi ricorre, sapendo che, prima o poi, la riserva l’avrà vinta sul buon diritto.

In questo modo, a causa della lentezza della giustizia e della vischiosità della burocrazia, vengono spesso mortificati, oltre alla norma, anche i diritti degli altri candidati.

La recente questione dei diplomati magistrali insegna.

Cari giudici amministrativi, abbiate un sussulto di convinta legalità e non di mortificante e compiacente creatività!

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