SULLA CHIAMATA DIRETTA

SULLA CHIAMATA DIRETTA

A fronte di un contratto che preannuncia l’ennesima turlupinatura di una progressiva armonizzazione del trattamento economico in luogo di realizzare – alla quarta tornata! – senza se e senza ma l’obiettivo minimo ed irrinunciabile della completa perequazione retributiva con tutte le normali dirigenze pubbliche di pari fascia, ben comprendiamo l’esasperazione spontanea dei tanti dirigenti scolastici, su cui spregiudicatamente provano a metterci il cappello sigle sindacalmente inesistenti, dopo essersi pure intestate – incuranti del senso del ridicolo e calpestando l’intelligenza dei richiesti interlocutori – le manifestazioni di protesta di maggio scorso indette dai sindacati rappresentativi di categoria, incluso il nostro sit-in davanti al MIUR dal 22 al 26 dello stesso mese.

Nello specifico comprendiamo, allo stato attuale, il rifiuto della chiamata per competenze dei docenti: un istituto che avrebbe dovuto valorizzare le prerogative del dirigente scolastico, nel segno di una più razionale organizzazione del servizio e della salvaguardia dei diritti dell’utenza, ora svuotato del suo potenziale innovativo mercé l’Accordo politico sulla mobilità dei docenti tra i sindacati di comparto e l’Amministrazione, con cui è stata ripristinata – e si è regolarmente conclusa – la mobilità selvaggia, anche per i nuovi assunti, sia su ambito che su singole istituzioni scolastiche, svincolati dal loro obbligo di permanenza triennale nella sede già assegnata: bellamente aggirandosi il divieto del comma 73 della legge 107, al di cui inequivoco tenore dall’anno scolastico 2016-2017 la mobilità territoriale e professionale del personale docente opera tra gli ambiti territoriali.

In più, con il separato accordo parallelo a quello sulla mobilità, le stesse parti contraenti hanno provveduto ad irrigidire il lineare ed autoconsistente dispositivo di legge, surrettiziamente trasformato, da eventuale e residuale, nella regola del ricorso a parametri automatici: essenzialmente il punteggio utilizzato/utilizzabile per la mobilità allargata. Esattamente come finora avvenuto.

A questo punto, per i dirigenti scolastici impelagati in una congerie di adempimenti impropri e con gli uffici di segreteria svuotati, è un autentico non senso subire quella che è diventata una delle tante, inutili, molestie burocratiche.

Bandendo ogni ipocrisia si rimetta dunque l’intera partita al Direttore dell’Ufficio scolastico regionale, allegando le stesse motivazioni con cui si è rifiutata la compilazione di quell’ectoplasma del Portfolio per la valutazione della dirigenza scolastica. E, nella circostanza, senza la necessità di far valere la copertura sindacale di DIRIGENTISCUOLA.

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