A. Giménez-Bartlett, Morti di carta

Alicia Giménez-Bartlett, Morti di carta, Sellerio

di Mario Coviello

gimenezIl libro che voglio consigliarvi è un giallo di Alicia Giménez-Bartlett “ Morti di carta” Sellerio editore, 2002. Ve lo consiglio perché la protagonista Petra Delicado, che è al suo quarto caso dopo “ Giorno da cani”,Messaggeri dell’oscurità” e “ Riti di morte”, sempre pubblicati in Italia da Sellerio, è nelle indagini proprio come il suo nome una pietra determinata, capace di andare fino in fondo, non perdonando nulla prima di tutto a se stessa e , allo stesso tempo delicata, capace di avere pietà per gli assassini che persegue.

Petra è una donna vera di quarant’ anni , colta, ironica,sempre in lotta con il suo aspetto trasandato che vorrebbe curare, se ne avesse il tempo e la voglia. Ha divorziato due volte, conquistando una sana solitudine fatta soprattutto di lavoro e di sane letture.

Il suo partner nelle indagini da sempre è Fermin Garzon, più anziano,saggio, vedovo e solo come Petra, il suo capo. Nel corso di questo e degli altri romanzi la Gimenez Bartlett si diverte e ci appassiona nel raccontare la loro amicizia che è fatta di colloqui burrascosi,ironie feroci,e soprattutto di una intesa che nasce dagli anni vissuti insieme ad indagare.

“ Morti di carta “ anticipa la vallettopoli italiana perché tutto ha inizio dall’uccisione di Ernesto Valdés, un giornalista televisivo,aggressivo e spietato che si occupa solo di scandali rosa e sessuali.  E il viaggio dei due investigatori nel mondo della televisione e del giornalismo spagnolo “ leggero” è l’occasione per descriverne la spietata ferocia, la vacuità dell’apparire. Petra e Garzón passano al setaccio quello strano mondo, miscuglio di spettacolo ricchezze e vizi pubblici e privati, e man mano che si avvicinano a una soluzione, la loro strada si lastrica di nuovi cadaveri.  Fra sedute ai saloni di bellezza con Amanda, la sorella in fuga da un marito che l’ha tradita, seguiamo Petra e Garzòn nella loro indagine e incontriamo diversi personaggi: lo stilista-designer, la padrona del bar, i confidenti, l’imprenditrice, il barone decaduto, la ballerina di flamenco che lavora ormai come commessa in un negozio di articoli sportivi, il direttore di un quotidiano, la direttrice di una rivista femminile, la ragazza dai mille orecchini, la famiglia del ministro della Sanità, appartenente all’Opus Dei.

In “ Morti di carta” a Barcellona che è da sempre il teatro delle indagini di Petra e Fermin si aggiunge Madrid e le due città, come avviene con i romanzi di Camilleri, sono strade,volti, odori, bar, ristoranti e violenza.

Cesare Cases recensendo i libri della Bartlett parla di “ un genio mediterraneo per il giallo. E lo individua nell’umorismo, che permette di concentrarsi nei dialoghi, cioè nei quadri vivi e nelle atmosfere locali, e ricuce insieme le trame più ricche di finzione. Sicché il giallo può uscire dal tecnicismo di genere e diventa punto di vista del raccontare pezzi di tempo e parti di mondo, con uomini e cose, mediterranei.”

Petra Delicado è il frutto della modernizzazione che ha coinvolto le donne. Single molto soddisfatta in “Giorno da cani “, un po’ meno in “ Morti di carta”, ma sempre autosufficiente, in grado di godersi la vita, che, come in Carvalho e come in Montalbano (il protagonista dei gialli di Andrea Camilleri), si riassume nella solitudine e nel buon cibo, anche questo un tema mediterraneo: “Avevamo risolto un caso e salvato la pelle. La notte era tiepida e il mare, vicino. Mi raggiungevano gli effluvi del mio profumo mescolati a quelli del vino e del caffè. Non mi sarebbe mai venuto in mente di aspirare a qualcosa di più”.
“La solitudine è una virtù, anzi un sapere, una sapienza, da condividere solo con chi la possiede. “Non tutti potevano entrare nel nostro selezionato club, per arrivarci ci voleva una scuola, e noi non eravamo disposti a cedere il segreto al primo venuto. Far parte dell’élite dei solitari richiede un certo savoir faire”.

“Le donne non sono una razza a parte, né una categoria sociale, e neppure una stirpe maledetta, ispettore Moliner. Semplicemente siamo sempre state molto vilipese. Forse questo ci ha indotto a un certo risentimento, che per lo più è giustificato dalla realtà.”

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