Corsi ad accesso programmato

Università, le nuove date d’iscrizione ai test in lingua italiana di Medicina e Odontoiatria, Veterinaria, Architettura (anche in lingua inglese): dal 3 al 25 luglio 2019

È disponibile sul sito del MIUR il Decreto che modifica i termini indicati negli allegati 1 e 2 al DM n. 277 del 28 marzo 2019 e indica le nuove date d’iscrizione al test d’accesso in lingua italiana per i corsi di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia e in Odontoiatria e Protesi Dentaria, ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina Veterinaria e ai corsi di laurea e di laurea magistrale a ciclo unico direttamente finalizzati alla formazione di Architetto (anche in lingua inglese).
Secondo il nuovo calendario, i candidati potranno iscriversi, esclusivamente on line tramite il portale www.universitaly.it, dal 3 luglio 2019 fino alle ore 15.00 del 25 luglio 2019.

Il perfezionamento dell’iscrizione avverrà a seguito del pagamento del contributo per la partecipazione al test, secondo le procedure indicate dall’Ateneo in cui il candidato sostiene la prova. Tali procedure devono in ogni caso concludersi entro il 30 luglio 2019.

Contestualmente all’iscrizione alla prova, il candidato deve indicare, in ordine di preferenza, le sedi per cui intende concorrere. Tali preferenze sono irrevocabili e non integrabili dopo le ore 15:00 del 25 luglio 2019. Farà fede in ogni caso l’ultima “conferma” espressa dal candidato entro questo termine.

La scuola boccia di meno, in calo anche i rimandati

da Il Messaggero

Ormai nella scuola italiana la promozione non si nega più a nessuno, o quasi. Negli ultimi 5 anni le bocciature sono in forte calo così come i debiti formativi da saldare che, al professionale, quest’anno spariscono del tutto. Intanto però le promozioni fioccano, come mai prima d’ora. Sono diventati tutti studiosi o è cambiato l’approccio della scuola agli scrutini, disposta a chiudere un occhio di fronte alle carenze dei ragazzi? I quadri dell’anno scolastico 2018-2019 nella maggior parte dei casi devono essere ancora pubblicati. E tra i ragazzi sta crescendo l’attesa, per il timore di dover ripetere l’anno a causa di qualche insufficienza di troppo. Ma in realtà sembra che abbiano ben poco da temere: se guardiano ai dati del 2018, infatti, nelle classi dei primi quattro anni di scuola superiore vennero bocciati poco più del 7% dei ragazzi. Andando ancora più indietro nel tempo, ai dati di cinque anni fa (anno scolastico 2013-2014) si vede che i bocciati furono quasi il 10%. In poco tempo dunque si registra un 3% di non ammessi in meno.

IL PRIMO ANNO

Il picco di bocciature si registra però al primo anno di scuola superiore dove i non ammessi sono stati l’11,6% del totale. Che cosa significa? Che la vera selezione viene fatta all’inizio, mentre negli anni successivi non c’è più bisogno di bocciare. Gli studenti che, finite le medie, entrano nella scuola secondaria senza essere pronti a farlo si fermano subito. E la causa va ricercata in un orientamento poco efficace che porta oltre un ragazzo su dieci a perdere l’anno a giugno. La quota dei bocciati al primo anno peggiora ancora di più se si guarda il risultato di settembre, dopo gli esami di riparazione: non viene ammesso all’anno successivo il 13,1% dei ragazzi.
Diminuiscono i bocciati si diceva, e diminuiscono anche i debitori: sono in calo dal 2013 gli studenti che, avendo delle insufficienze agli scrutini di giugno, vengono ammessi alla classe successiva solo dopo l’esame di riparazione. Nel 2014 infatti ad avere un debito formativo era uno ragazzo su 4. Poi la quota dei rimandati è andata giù progressivamente fino allo scorso anno quando il debito interessò solo uno su 5.
Il calo dei debiti formativi, per le scuole, ha rappresentato un sollievo visto che non è semplice per un istituto superiore organizzare i corsi di recupero in tutte le materie. Hanno un costo e spesso non può essere sostenuto con il fondo a disposizione delle scuole. Così molti istituti scelgono per quali materie scolastiche organizzare le ripetizioni dando la precedenza a quelle più presenti nel monte orario dei ragazzi. Al liceo classico, ad esempio, vengono solitamente garantiti i corsi di greco e latino. Per tutti gli altri il ripasso si fa da soli o, chi può, si rivolge al docente di ripetizioni private con costi che, nel periodo estivo, possono anche raggiungere i 40 euro l’ora.

NIENTE DEBITI

Nella scuola dove quasi tutti sono promossi, non sorprende che la riforma degli istituti professionali abbia previsto, a partire dal prossimo anno, l’abolizione di fatto dei debiti e dei corsi di recupero. Le linee guida del ministero dell’istruzione prevedono infatti tre possibilità: si può essere ammessi, ammessi con revisione del percorso formativo e non ammessi. L’ultimo caso, cioè la bocciatura, si verifica solo in casi particolarmente difficili o quando lo studente non ha raggiunto il 75% di ore di presenza a scuola. Ma se un ragazzo ha delle insufficienze che non portano alla bocciatura, non avrà debiti da saldare ma andrà alla classe successiva per poi rivedere il suo piano formativo e integrare le carenze.

I CORSI DEL PRIMO ANNO

Potrebbe cioè seguire, al secondo anno, i corsi del primo anno in cui si è dimostrato più carente. «La nota del ministero è arrivata tardi, a ridosso degli scrutini – spiega Francesco Clemente docente dell’istituto professionale alberghiero di Vieste – i debiti erano diventati solo una pratica da sbrigare: servivano fondi in più per organizzare bene i corsi di recupero, ma fondi non ce ne sono. A quel punto i ragazzi d’estate preferivano lavorare».
Lorena Loiacono

Concorso dirigente scolastico, spuntano altre magagne: dov’è l’algoritmo? Se Tar annulla cosa si farà?

da Orizzontescuola

di Anselmo Penna

Ancora magagne segnalate alla nostra redazione relativamente alle procedure concorsuali per diventare dirigente scolastico che sono già in stato avanzato, con le prove orali in via di espletamento. Pende, inoltre, la spada dei tribunali che potrebbero annullare le procedure.

Irregolarità

In precedenti articoli abbiamo avuto modo di segnalare alcune anomalie nella esecuzione del concorso a dirigente scolastico. Ad esempio malfunzionamenti del software che non ha, in alcuni casi, dato possibilità di salvare il compito, che ha causato la perdita di dati e ha dato problemi per l’abbinamento prova-candidato. In procura si indaga anche per “ubiquità” di alcuni commissari presenti lo stesso giorno in più eventi ufficiali.

Segnalazioni ci sono giunte anche circa incongruenze tra la data di correzione del compito scritto e la data (in alcuni casi antecedente) del file fatto pervenire ai candidati. A ciò si aggiunge anche una perplessità sulle percentuali di ammessi per regione che è molto varia. Sono state segnalate commissioni con percentuale di ammissione del 70% altre intorno al 10%. Come se non ci fosse stato lo stesso criterio.

Dov’è l’algoritmo?

A tutto ciò si agginge anche un’altra questione che riguarda la randomizzazione della correzione dei compiti. Infatti, ricordiamo, l’assegnazione del compito alla commissione doveva avvenire in modo casuale. In che modo? Attraverso un algoritmo. Secondo quanto ci viene segnalato, a tutt’oggi non sarebbe stato reso noto il codice software con il quale si è proceduto alla distribuzione degli elaborati.

Insomma, la storia parrebbe ripetersi, come ai tempi della mobilità Renzi e dell’algoritmo segreto che ha assegnato i docenti alle sedi durante le maxi assunzioni effettuate dal Governo Renzi. Perché è importante? La randomizzazione, infatti, nel caso del concorso a Dirigente avrebbe dovuto abbattere la varianza nela correzione della prova scritta. Cosa che, dai dati fornitici, non è avvenuta, con una disparità da commissione a commissione anche di notevole rilevanza.

Ipotesi annullamento

Molte le voci che vedono, tra i risultati delle denunce e dei ricorsi al TAR, la possibilità di un annullamento totale del concorso. Altre voci, invece, sono più caute.

Quali scenari in caso di annullamento?

In caso di annullamento, che qualcuno vede come ipotesi remota, dovrà essere la politica a dare risposte, aprendo ad un periodo di contrattazione anche con le parti sociali per raggiungere una soluzione. Tra le ipotesi formulate che circolano ce ne sono alcune che puntano ad affrontare l’emergenza con un escamotage per salvare sia i vincitori che quanti hanno presentato ricorso.

In pratica, si consentirebbe ai vincitori di mantenere il risultato del concorso, ma inserendoli in un corso riservato come nel 2011, e ai ricorrenti la possibilità di un nuovo concorso da bandire il prossimo anno.

Altra ipotesi in campo, quella di consentire ai vincitori di mantenere i posti, senza inserimento in un “corso riservato”, ma i ricorrenti dovrebbero completare la prova e seguire un corso straordinario.

Altra, ultima e forse meno praticabile ipotesi in campo quella di annullare il concorso e ricominciare tutto d’accapo. Una ipotesi che rischierebbe di aggravare la già grave situazione delle reggenze e della gestione delle scuole.

E’ ancora presto per dire se si tratta di notizie fondate, ad ogni modo bisognerà attendere il 2 luglio conoscere la decisione dei giudici.

Concorso straordinario secondaria: 24.000 i posti, 55.000 i potenziali partecipanti

da Orizzontescuola

di redazione

L’intesa Miur – sindacati ha dato avvio ad un nuovo concorso straordinario per la secondaria di I e II grado. A chi è rivolto e come si strutturerà.

La procedura del concorso straordinario finalizzata alla stabilizzazione prevede:

  • l’accesso ai docenti con tre annualità di servizio nella scuola statale maturate negli ultimi 8 anni
  • il requisito di avere svolto almeno 1 anno di servizio nella classe di concorso specifica per la quale si concorre
  • la valorizzazione del servizio prestato
  • una prova scritta computer based
  • una prova orale non selettiva.

La procedura conferirà a tutti i vincitori l’abilitazione.

La platea degli interessati

E’ già stata comunicata a livello generale dal Miur: sarebbero circa 55.000 i docenti che ad oggi hanno raggiunto le tre annualità di servizio nella scuola statale negli ultimi otto anni (180×3 o servizio ininterrotto almeno dal 1° febbraio fino al termine degli scrutini).

I posti  a disposizione

Miur e sindacati hanno concordato di scorporare dal contingente autorizzato dal MEF per il concorso ordinario, il 50% dei posti  e riservarli a questo nuovo concorso straordinario.

Ai docenti con tre anni di servizio nella scuola statale saranno dunque riservati poco più di 24.000 posti. Al momento non è stata diffusa la distribuzione per classe di concorso e regione.

Dunque, a conti fatti, poco più di un posto per due partecipanti.

La prova del concorso sarà selettiva ma a pesare in maniera determinante sarà il servizio, ossia il numero di anni di insegnamento.

Ferie ATA: come contare il sabato se ho un orario di 7,12 ore su 5 giorni?

da Orizzontescuola

di redazione

Conteggio ferie su supplenza dal 1° settembre al 31 agosto, precario con più di tre anni di servizio.

Una nostra lettrice chiede

Buongiorno, le chiedo cortesemente il conteggio delle ferie per un servizio prestato dal 1-09-18 al 31-08-19. Sono una precaria con più 3 anni di servizio .Anche le festività soppresse non so se sono 3 oppure 4.E poi se prendo una settimana intera perché devo contare anche il sabato se io non lavoro di sabato? Grazie

di Giovanni Calandrino – Le ferie del personale assunto a tempo determinato sono proporzionali al servizio prestato, dunque per sapere il numero esatto di giorni di ferie maturate occorre effettuare la proporzione:

360 : 30/32 = n° dei giorni di servizio : x

Anche il calcolo delle festività soppresse rimane invariato, dunque se ne matura 1 ogni 3 mesi di servizio.

Dal 01-09-2018 al 31-08-2019 matura 32 giorni di ferie e 4 di festività soppresse (per personale a tempo pieno).

Ferie del personale ATA con orario di servizio 7,12 ore su 5 giorni:

Ai fini del computo delle ferie e i giorni di ferie goduti per frazioni inferiori alla settimana vengono calcolati in ragione di 1,2 per ciascun giorno.

Oggi è chiaro che per tutto il personale scolastico le ferie sono sempre rapportate a 32 (o 30) giorni effettivi anche se si lavora su 5 giorni settimanali.

Dunque il sabato non va giustificato con un ulteriore giorno di ferie (perché già computato).

Concorso dirigenti scolastici, si indaga su mancato anonimato e documenti “corrotti”

da La Tecnica della Scuola

Di Alessandro Giuliani

Diventa sempre più intricata la situazione del concorso per dirigenti scolastici in via di ultimazione. L’Espresso ha riscontrato, infatti, nuove anomalie, mentre salgono le proteste dei candidati esclusi che chiedono di cancellare tutto e iniziare la procedura daccapo.

Le ultimissime

Secondo il settimanale, ci sarebbero i presupposti per due contestazioni principali: “violazione dell’anonimato e documenti informatici corrotti”.

Ma non solo: in una anticipazione on line, l’Espresso parla anche di “componenti di sottocommissioni che si dimettono; codici alfanumerici, creati per celare l’identità dei candidati, che diventano la chiave per capire presunte irregolarità”.

Con “un ministero, quello dell’Istruzione, che scarica la responsabilità sui commissari”, invece di ridimensionarsi, addirittura si allargherebbero “le anomalie del corso-concorso per dirigenti scolastici con un’indagine aperta dalla procura di Roma e una sentenza del Tribunale Amministrativo che potrebbe invalidare il 2 luglio la prova scritta”.

Sfuma l’accusa delle presenze in due posti contemporaneamente

L’Espresso dice di avere “visionato decine di verbali ora analizzati e messi sotto la lente d’ingrandimento dei periti informatici”.

“Se inizialmente le anomalie sembravano essere commissari presenti in due posti contemporaneamente mentre erano impegnati nelle correzioni o un software inefficiente, adesso si fa sempre più vicina l’ipotesi che in alcuni casi si sapesse l’identità di chi doveva sostenere la prova. Colpa, forse, di una falla nell’organizzazione della selezione”.

Anche il ministro attende l’esito delle indagini

Intanto, sempre l’Espresso ha avuto modo di sentire il numero uno del Miur, il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, secondo il quale non ci sarà alcuna “ricaduta politica. La scuola ha urgente bisogno di queste figure. Attendiamo con fiducia le decisioni dei magistrati”. E a questo proposito sottolinea “Non tocca a me vigilare”.

“Il mio auspicio – dice sempre Bussetti – è avere il prima possibile i dirigenti scolastici neoassunti in servizio. Ne abbiamo un grande bisogno, le scuole li stanno aspettando”.

Luci accese sulle commissioni

Sembra che al Miur abbiano fatto notare che “ogni responsabilità sul regolare svolgimento del concorso era in capo alle commissioni”.

Ed è “analizzando i dati che si scopre che oltre il 60 per cento dei commissari si è dimesso, nonostante avesse dato la sua disponibilità a prendere parte alle correzioni”.
“Ora si attende il lavoro della magistratura che potrebbe bocciare la politica di reclutamento del ministro Marco Bussetti”.

Come già detto dalla Tecnica della Scuola, si tratterebbe di un fallimento per il Miur: “una catastrofe per la scuola italiana che si ritroverebbe a settembre con tremila dirigenti scolastici in meno. Nel frattempo, tramite Facebook, si annuncia un nuovo concorso e una sanatoria per gli insegnanti”, conclude il settimanale, la cui nuova “puntata” sul caso del concorso dei nuovi dirigenti scolastici verrà pubblicata il 16 giugno.

In 200 scrivono al Miur: selezione opaca e irregolare

L’ultimo appello è partito da Trieste, il 14 giugno. “Trasparenza, equità di trattamento e rispetto dei principi costituzionali a giudizio, nell’interesse autentico del Paese”, hanno chiesto circa duecento docenti che hanno fatto ricorso per presunte irregolarità dopo essere stati esclusi, dopo le preselezioni, all’accesso al concorso per dirigenti scolastici.

Ma i candidati non si sono limitati alla denuncia pubblica: hanno inviato anche una lettera inviata al ministero dell’Istruzione.

Nella missiva, i candidati esclusi parlano di “una selezione opaca e irregolare” con tanti “concorrenti esclusi alle prove scritte o agli orali, come pure i concorrenti che sono finalmente approdati con successo al termine della procedura concorsuale: tutti noi dovremmo richiedere, alla luce di quanto accaduto, una verifica sul corretto e legittimo espletamento del concorso, che assicuri il diritto soggettivo di ciascun partecipante e contestualmente tuteli il supremo interesse della collettività, quello di avere, in ruoli così importanti e di prestigio, i dirigenti più preparati”.

“Noi ricorrenti abbiamo evidenziato molteplici anomalie e irregolarità e, secondo nostro diritto, abbiamo chiesto agli organi competenti di chiarire quanto riscontrato: dimissioni di commissari, scadenze disattese, fughe di notizie, proroghe strategiche, “ripescaggi” anomali, correzioni frettolose e disomogenee. A questo punto attendiamo gli esiti delle decisioni giudiziarie”.

Quella del 2 luglio, al Tar del Lazio, diventa sempre più una tappa fondamentale per chiarire quale piega prenderà l’intera vicenda.

Concorso DSGA, esito preselettiva forse martedì 18 o mercoledì 19 giugno

da La Tecnica della Scuola

Di Lara La Gatta

I candidati che hanno sostenuto – l’11, 12 e 13 giugno – la prova preselettiva al concorso Dsga dovranno avere ancora un po’ di pazienza.

Infatti, come fa sapere la FLC Cgil, il Miur ha comunicato per le vie brevi che gli esiti delle prove preselettive – che dovranno essere accertati dagli USR – saranno disponibili solo per martedì o mercoledì prossimo.

La partecipazione complessiva alle prove è risultata essere di circa il 33%.

Dsa, è boom di certificazioni nella scuola: nel 2017/2018 erano il 3,2%

da La Tecnica della Scuola

Di Fabrizio De Angelis

Prosegue senza soste l’aumento di certificazione di alunni con disturbi specifici dell’apprendimento. E’ quello che emerge dal rapporto del Miur sugli alunni con Dsa. L’anno scolastico 2017/2018 erano 3,2% gli alunni con disturbi, in aumento rispetto all’anno precedente che si erano fermati a 2,9 %.

Alunni Dsa: numeri in costante aumento

Il Miur evidenzia che l’incremento del numero di certificazioni registrato nell’arco degli ultimi quattro anni è notevole: quelle relative alla dislessia sono salite da circa 94 mila a 177 mila, segnando un tasso di crescita dell’88,7%; le certificazioni di disgrafia sono passate da 30 mila a 79 mila, con una crescita del 163,4%. Anche il numero di alunni con disortografia certificata è aumentato notevolmente, passando da circa 37 mila a 92 mila (+149,3%; gli alunni con discalculia sono aumentati da 33 mila a poco meno di 87 mila (+160,5%).

Gli alunni con DSA per ordine di scuola

In totale, lo scorso anno scolastico gli alunni con DSA frequentanti le scuole italiane di ogni ordine e grado sono stati 276.109, pari al 3,2% del totale.
Se nella scuola primaria la percentuale si è attestata intorno al 2%, per la Secondaria di I grado al 5,6% e per la Secondaria di II grado al 4,7%. Basso il numero nella Scuola: appena lo 0,12%.

In media la percentuale di studenti con DSA è stata pari al 3,3% del totale degli alunni della scuola a gestione statale e al 2,3% nella scuola a gestione non statale (3,2% in media su tutte le scuole).

Alunni Dsa: al Nord-Ovest più certificazioni

Il dossier ministeriale evidenzia anche la distribuzione territoriale delle certificazioni Dsa: in misura maggiore nelle Regioni del Nord-Ovest, in cui la percentuale sul totale dei frequentanti è stata pari al 4,8%. Percentuale elevata anche nelle Regioni del Centro (3,9%) e del Nord-Est (3,6%). Percentuale nettamente inferiore invece nel Sud Italia (1,6%).

Andando nello specifico regionale, a fafre il pieno di alunni Dsa sono la Valle d’Aosta e Liguria, entrambe con il 5,1% di alunni con Disturbi Specifici di Apprendimento sul totale di alunni frequentanti; in Piemonte con il 4,8% e in Lombardia con il 4,7%. Le percentuali minori invece sono state presenti in Calabria (0,8%), Campania (1%) e Sicilia (1,3%).

Alunni Dsa: la dislessia il disturbo più diffuso

Come sappiamo i disturbi specifici dell’apprendimento sono di vari tipi ed in questo senso il Miur ha focalizzato quali sono i disturbi più frequenti: 177.212 alunni presentavano dislessia (disturbo nell’imparare a leggere), 79.261 disgrafia (disturbo nell’imparare a scrivere), 92.134 disortografia (disturbo nell’utilizzare il codice linguistico), 86.645 discalculia (disturbo nel calcolo matematico).

Il Miur precisa tuttavia che il numero complessivo di alunni con DSA, pari a 276.109, non coincide con la somma degli alunni per tipologia di disturbo non solo perché per la Scuola dell’infanzia non è riportato il dettaglio per tipo di disturbo, ma soprattutto perché gli alunni possono avere più tipologie di DSA.

Gli alunni con dislessia rappresentavano il 2,1% del numero complessivo degli alunni frequentanti le scuole italiane, gli alunni con disgrafia lo 0,9%, quelli con disortografia l’1,1%, quelli con discalculia l’1%.

Per tutti gli ordini di scuola il disturbo mediamente più diffuso è stato quello della dislessia: considerando nel loro complesso Primaria e Secondaria di I e di II grado, il 40,7% degli alunni con DSA aveva questa certificazione, il 18,2% disgrafia, il 21,2% disortografia, il 19,9% di disgrafia.

Nel dettaglio dei vari ordini di scuola, nella Primaria il 41,4% delle certificazioni di DSA riportava un disturbo di dislessia, il 20,2% di disgrafia, il 24,7% di disortografia e il 13,7% di discalculia.

Ancora: per la Secondaria di I grado, il 38% delle certificazioni riguardava la dislessia, il 19% disgrafia, il 23% disortografia e il 20% discalculia

Nella Secondaria di II grado, il 42,6% riportava un disturbo di dislessia, il 16,7% disgrafia, il 18,2% disortografia e il 22,5% discalculia.

LEGGI IL RAPPORTO MIUR