L’Abruzzo anticipa il nuovo organico Lo stop della Giannini ferma tutto

da ItaliaOggi

L’Abruzzo anticipa il nuovo organico Lo stop della Giannini ferma tutto

Sindacati sulle barricate: prova di forza illegittima

Alessandra Ricciardi

‘impegno, assicurano dal Miur, è che venissero date indicazioni solo informali perché i dirigenti scolastici sapessero e si organizzassero per tempo. Anche perché di tempo ne è rimasto davvero poco per far partire la riforma della scuola a settembre, se effettivamente il parlamento dovesse riuscire a vararla per giugno.

E la scadenza del15, inizialmente fissata, è già svanita. Ma alcuni dei direttori scolastici regionali presenti al vertice tenutosi al Miur, per fare il punto sulla riforma, hanno preso invece carta e penna, lo ha fatto certamente il dg dell’Abruzzo, Ernesto Pellecchia, che ha messo per iscritto quanto al ministero era stato richiesto. Apriti cielo, i sindacati sono saliti sulle barricate, accusando il ministro dell’istruzione, Stefania Giannini, di voler anticipare una riforma che non si sa come e quando sarà approvata. Ieri la retromarcia sollecitata dal ministero: Pellecchia ha inviato una nuova nota per dire ai presidi della sua regione di ignorare la precedente circolare. Ma cosa si chiedeva ai presidi?

In ballo c’è il nuovo organico potenziato da definire in base al piano dell’offerta formativa della singola scuola già per settembre: «Si invita codesta dirigenza scolastica a individuare le aree omogenee di attività e i relativi fabbisogni di personale…. avendo cura di specificare, per ciascuna area, le classi di concorso di riferimento», si legge nella circolare abruzzese recante le linee guida. Che prosegue: «Ove non sia possibile deliberare entro il 20 del corrente mese, indicare la data di convocazione dell’organo collegiale, comunque entro il 30 giugno». Si tratta di una richiesta «illegittima», attacca Massimo Di Menna, segretario della Uil scuola, «che espone i dirigenti scolastici a responsabilità e soprattutto trasforma l’aspetto centrale dell’autonomia scolastica, il piano dell’offerta formativa, in un mero adempimento burocratico estivo, da cui liberarsi rapidamente, senza rispetto di professionalità e qualità. Piuttosto», dice Di Menna, «si facciano i provvedimenti per dare certezza delle nomine a settembre». Francesco Scrima, segretario della Cisl scuola, chiede «chiarezza, coerenza e responsabilità, non è possibile assistere a una commedia pirandelliana, in cui ciascuno (premier, ministro, senato) continua a recitare a soggetto». Il Miur «sta violando le più elementari regole di correttezza», aggiunge Mimmo Pantaleo, segretario Flc-Cgil, «non andavano date indicazioni ai direttori, anche se informali, la legge ancora non c’è». Invece «di stralciare dal ddl il piano di assunzioni, la titolare di viale Trastevere ha scelto ancora una volta di procedere autonomamente con una forzatura», ribadisce Rino Di Meglio, coordinatore nazionale Gilda. «Un intervento di cui veramente non si sentiva il bisogno», commenta Marco Paolo Nigi, segretario Snals-Confsal, «piuttosto ci convochino a Palazzo Chigi».