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Verifiche e interventi rischio sismico

Avviso 28 marzo 2018, AOODGEFID 8008
AVVISO PUBBLICO PER IL FINANZIAMENTO IN FAVORE DI ENTI LOCALI DI VERIFICHE DI VULNERABILITÀ SISMICA E PROGETTAZIONE DI EVENTUALI INTERVENTI DI ADEGUAMENTO ANTISISMICO


Scuola, dal MIUR e dal Dipartimento Casa Italia 145 milioni agli enti locali per verifiche di vulnerabilità e progettazione di eventuali interventi di adeguamento nelle zone sismiche 1 e 2

Online l’avviso pubblico per la selezione

È da oggi disponibile sul sito del MIUR l’avviso pubblico che stanzia circa 145 milioni di euro in favore degli enti locali per effettuare le verifiche per la valutazione del rischio sismico e la progettazione di eventuali interventi di adeguamento nelle scuole che si trovano all’interno delle zone 1 e 2. Di questi, 100 milioni sono messi a disposizione dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e 45 dal Dipartimento Casa Italia della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il 20% delle risorse MIUR viene destinato ai Comuni delle quattro Regioni (Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria) colpite dai terremoti del 2016 e del 2017.

“Ancora una volta – dichiara la Ministra Valeria Fedeli – manteniamo un impegno, dimostrando quanto prioritaria sia per noi l’edilizia scolastica. Garantire sicurezza, ambienti decorosi e innovativi alle nostre giovani e ai nostri giovani è fondamentale, oltre che funzionale all’apprendimento e all’istruzione di qualità che vogliamo fornire loro. Questo avviso pubblico, che ci vede collaborare con il Dipartimento Casa Italia, ci consente di intervenire nelle aree più fragili del nostro Paese, in maniera strategica, per adeguare le nostre scuole rispetto al rischio sismico. Vogliamo che il tempo trascorso dietro i banchi sia sicuro e proficuo per le alunne e gli alunni, che le famiglie e le comunità scolastiche possano riconoscere il ruolo di centro aggregativo, di luogo protetto e saldo dei nostri istituti scolastici. All’inizio di quest’anno abbiamo firmato due importanti decreti che consolidano questo percorso e rafforzano la nostra intenzione, il primo per le indagini diagnostiche sui solai, il secondo per interventi di miglioramento e adeguamento antisismico. Continuiamo a destinare risorse a questo settore e ad orientarle in base alle reali esigenze del Paese”.

Gli enti locali proprietari di uno o più edifici scolastici di ogni ordine e grado, che si trovano nelle zone sismiche 1 e 2 e censiti nell’Anagrafe dell’edilizia scolastica, possono richiedere il finanziamento per le verifiche di vulnerabilità sismica e, qualora fosse necessario, per le progettazioni di eventuali interventi di adeguamento antisismico. La graduatoria dei beneficiari verrà definita in base ai criteri indicati nell’avviso pubblico, tra cui la vetustà degli edifici, la quota di cofinanziamento, l’appartenenza alla zona sismica 1 o 2, la tipologia costruttiva e di progettazione.

A selezione conclusa, la graduatoria predisposta dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca verrà trasferita al Dipartimento Casa Italia della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che provvederà a finanziare, nell’area di propria competenza e con le proprie risorse, le verifiche di vulnerabilità e la progettazione di eventuali interventi di adeguamento degli edifici scolastici che si trovano nella zona sismica 1.

Le domande ammesse al finanziamento in zona 1 che eccederanno la quota di risorse a disposizione del Dipartimento Casa Italia saranno finanziate dal MIUR, che provvederà ad autorizzare le verifiche di valutazione del rischio sismico e le eventuali progettazioni anche nella zona 2, sempre in base alla graduatoria e nei limiti delle risorse disponibili. I contributi saranno erogati da Cassa depositi e prestiti direttamente agli enti locali.

Il contributo per la progettazione sarà riconosciuto per l’importo richiesto solo se, dopo la verifica di vulnerabilità, l’indice di rischio risulterà inferiore allo 0,8 (e quindi sarà necessario sviluppare la progettazione di adeguamento sismico). Non sarà riconosciuto, invece, se l’ente locale deciderà di predisporre una nuova costruzione piuttosto che un intervento di adeguamento sismico, in quanto non conveniente.

Sentenza Corte Costituzionale 7 marzo 2018, n. 71

Sentenza 71/2018 (ECLI:IT:COST:2018:71)

Giudizio GIUDIZIO DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE IN VIA PRINCIPALE

Presidente: LATTANZI – Redattore SCIARRA

Udienza Pubblica del 07/03/2018    Decisione  del 07/03/2018

Deposito del 05/04/2018   Pubblicazione in G. U.

Norme impugnate: Art. 1, c. 85° e 627° della legge 11/12/2016, n. 232.

Massime:

Atti decisi: ric. 19/2017

SENTENZA N. 71

ANNO 2018

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE COSTITUZIONALE

composta dai signori: Presidente: Giorgio LATTANZI; Giudici : Aldo CAROSI, Marta CARTABIA, Mario Rosario MORELLI, Giancarlo CORAGGIO, Silvana SCIARRA, Daria de PRETIS, Nicolò ZANON, Franco MODUGNO, Augusto Antonio BARBERA, Giulio PROSPERETTI, Giovanni AMOROSO,

ha pronunciato la seguente

SENTENZA

nel giudizio di legittimità costituzionale dell’art. 1, commi 85 e 627, della legge 11 dicembre 2016, n. 232 (Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019), promosso dalla Regione Veneto, con ricorso notificato il 16 febbraio 2017, depositato in cancelleria il 23 febbraio 2017 ed iscritto al n. 19 del registro ricorsi 2017.

Visto l’atto di costituzione del Presidente del Consiglio dei ministri;

udito nell’udienza pubblica del 7 marzo 2018 il Giudice relatore Silvana Sciarra;

uditi gli avvocati Luca Antonini e Andrea Manzi per la Regione Veneto e l’avvocato dello Stato Vincenzo Nunziata per il Presidente del Consiglio dei ministri.

Ritenuto in fatto

1.– Con ricorso notificato il 16 febbraio 2017 e depositato il successivo 23 febbraio (reg. ric. n. 19 del 2017), la Regione Veneto ha impugnato numerose disposizioni della legge 11 dicembre 2016, n. 232 (Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019) e, tra queste, i commi 85 e 627 dell’art. 1.

1.1.– Il comma 85 dell’art. 1 è impugnato «per violazione dell’art. 117, III comma, della Costituzione, nonché degli artt. 5 e 120 della Costituzione per violazione del principio di leale collaborazione».

Esso stabilisce che «L’INAIL, nell’ambito degli investimenti immobiliari previsti dal piano di impiego dei fondi disponibili di cui all’articolo 65 della legge 30 aprile 1969, n. 153, destina 100 milioni di euro per la realizzazione di nuove strutture scolastiche. Le regioni dichiarano la propria disponibilità ad aderire all’operazione per la costruzione di nuove strutture scolastiche, facendosi carico del canone di locazione, comunicandola formalmente alla Presidenza del Consiglio dei ministri – Struttura di missione per il coordinamento e impulso nell’attuazione di interventi di riqualificazione dell’edilizia scolastica, entro il termine perentorio del 20 gennaio 2017, secondo modalità individuate e pubblicate nel sito internet istituzionale della medesima Struttura. Successivamente alla ricezione delle dichiarazioni di disponibilità delle regioni, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca e con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono individuate le regioni ammesse alla ripartizione, sono assegnate le risorse disponibili e sono stabiliti i criteri di selezione dei progetti».

Ad avviso della Regione ricorrente, tale disposizione deve essere ricondotta alla materia «edilizia scolastica», che si collocherebbe «all’incrocio» di più ambiti di competenza – relativi, in particolare, al governo del territorio, all’energia e alla protezione civile – tutti compresi nella potestà legislativa concorrente di cui all’art. 117, terzo comma, Cost. (è citata, in tale senso, la sentenza della Corte costituzionale n. 62 del 2013).

Ciò premesso, la Regione Veneto deduce che il comma impugnato, da un lato, destina risorse in un ambito materiale riconducibile a tale potestà legislativa regionale, dall’altro, non prevede alcuna forma di concertazione con le Regioni, in particolare, ai fini dell’adozione dei criteri di selezione dei progetti ammessi alla ripartizione.

La Regione ricorrente cita la sentenza della Corte costituzionale n. 284 del 2016, che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’«analoga fattispecie» dell’art. 1, comma 153, della legge 13 luglio 2015, n. 107 (Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti), «nella parte in cui non prevede che […] sia adottato sentita la Conferenza Stato Regioni» il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca che provvede alla ripartizione tra le Regioni delle risorse per la costruzione di scuole innovative, costituite da una quota parte di quelle destinate dall’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) – nell’ambito degli investimenti immobiliari previsti dal piano d’impiego dei fondi disponibili di cui all’art. 65 della legge 30 aprile 1969, n. 153 (Revisione degli ordinamenti pensionistici e norme in materia di sicurezza sociale) – a un piano di interventi di messa in sicurezza e di costruzione di edifici scolastici, ai sensi dell’art. 18, comma 8, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia), convertito, con modificazioni, nella legge 9 agosto 2013, n. 98.

Ad avviso della ricorrente, la disposizione impugnata, invece, non prevede alcuna forma di coinvolgimento delle Regioni. Da ciò la violazione «dell’art. 117, III comma e del principio di leale collaborazione di cui agli artt. 5 e 120 Cost.».

1.2.– Il comma 627 dell’art. 1 della legge n. 232 del 2016 è impugnato «per violazione degli artt. 117, III comma e 119 della Costituzione, nonché degli artt. 5 e 120 della Costituzione per violazione del principio di leale collaborazione».

Esso stabilisce che «Nello stato di previsione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo è istituito il Fondo nazionale per la rievocazione storica, finalizzato alla promozione di eventi, feste e attività nonché alla valorizzazione dei beni culturali attraverso la rievocazione storica, con una dotazione di 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017, 2018 e 2019. L’accesso alle risorse del Fondo è consentito in via diretta alle regioni, ai comuni, alle istituzioni culturali e alle associazioni di rievocazione storica riconosciute attraverso l’iscrizione ad appositi albi tenuti presso i comuni o già operanti da almeno dieci anni, in base a criteri determinati con decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge».

Ad avviso della Regione ricorrente, tale disposizione, da un lato, istituisce un fondo statale a destinazione vincolata in un ambito materiale riconducibile alle materie valorizzazione dei beni culturali e promozione e organizzazione di attività culturali, rientranti nella potestà legislativa concorrente delle Regioni; dall’altro, non prevede alcuna forma di concertazione con le Regioni ai fini dell’adozione del decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo di determinazione dei criteri di accesso alle risorse del fondo.

Tanto premesso, la Regione Veneto ritiene che, «nella misura in cui non è prevista, al riguardo, l’intesa con le Regioni», sarebbero violati l’art. 119 Cost. e il principio di leale collaborazione di cui agli artt. 5 e 120 Cost., atteso che la giurisprudenza della Corte costituzionale sarebbe «costante nel ritenere che solo la previsione di un’intesa nell’ambito della Conferenza unificata varrebbe a rendere costituzionalmente legittimo, in virtù del processo di concertazione e condivisione, un fondo a destinazione vincolata» (sono citate le sentenze n. 273 del 2013, n. 79 del 2011, n. 16 del 2010, n. 201 del 2007, n. 219 e n. 50 del 2005).

L’assenza, ai fini dell’adozione del menzionato decreto ministeriale, «di qualsivoglia forma di leale collaborazione» renderebbe dunque evidente la violazione «degli artt. 117, III comma e 119 Cost. e del principio di leale collaborazione di cui agli artt. 5 e 120 Cost.».

2.– Si è costituito in giudizio il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall’Avvocatura generale dello Stato, chiedendo che le questioni proposte siano dichiarate non fondate.

2.1.– Circa le ragioni di tale richiesta, la parte resistente nulla specificamente deduce a proposito della questione avente a oggetto il comma 85 dell’art. 1 della legge n. 232 del 2016.

2.2.– Quanto all’infondatezza della questione avente a oggetto il comma 627 dello stesso art. 1, il Presidente del Consiglio dei ministri afferma che l’istituzione e la gestione del Fondo nazionale per la rievocazione storica sarebbero state previste con la stessa «logica» posta a fondamento del Piano strategico nazionale della mobilità sostenibile di cui al comma 615 dell’art. 1 della legge n. 232 del 2016 (a proposito del quale lo stesso Presidente del Consiglio dei ministri aveva dedotto che le «previsioni relative al Piano strategico nazionale della mobilità sostenibile […] integrano misure speciali di competenza statale considerato che il legislatore statale ha costantemente garantito il proprio contributo al finanziamento del trasporto pubblico locale, essendo imprescindibile la finalità di assicurare livelli di omogeneità nella fruizione del servizio sull’intero territorio nazionale, anche mediante l’istituzione di fondi a destinazione vincolata (cfr. sentenza n. 273 del 2013)»).

2.3.– Il Presidente del Consiglio dei ministri afferma conclusivamente che le «suesposte considerazioni valgono ad escludere la fondatezza anche degli altri motivi di ricorso».

3.– In prossimità dell’udienza pubblica la Regione Veneto ha depositato una memoria con la quale ribadisce e precisa i motivi dell’illegittimità costituzionale delle disposizioni impugnate già illustrati nel ricorso.

3.1. – Quanto all’illegittimità del comma 85 dell’art. 1 della legge n. 232 del 2016, la Regione Veneto puntualizza che essa deriva dal fatto che tale disposizione «non prevede alcuna forma di concertazione con le Regioni […], non essendo in alcun modo sufficiente la previsione […] che [le stesse] dichiarino la propria disponibilità ad aderire all’operazione per la costruzione di strutture scolastiche, facendosi carico del canone di locazione». Le Regioni, infatti, «risultano […] estromesse dalle […] fasi successive del procedimento inerenti […]: i) alla individuazione delle Regioni ammesse alla ripartizione, ii) all’assegnazione delle risorse disponibili e iii) alla fissazione dei criteri di selezione dei progetti»; fasi per le quali non è prevista «alcuna forma di coinvolgimento della Conferenza Stato Regioni».

3.2. – Quanto all’illegittimità del comma 627 dell’art. 1 della legge n. 232 del 2016, la Regione ricorrente precisa che «le censure dedotte nel ricorso non contestano la legittimità in sé del fondo a destinazione vincolata, quanto invece il mancato coinvolgimento delle Regioni in relazione ai criteri di accesso al Fondo […]», la cui determinazione è demandata a un decreto ministeriale «in assenza della previsione di una Intesa».

4. – In prossimità dell’udienza pubblica anche il Presidente del Consiglio dei ministri ha depositato una memoria in cui ribadisce l’infondatezza delle questioni promosse.

4.1. – Quanto a quella avente a oggetto il comma 85 dell’art. 1 della legge n. 232 del 2016, la parte resistente, dopo avere ricordato l’intervenuta adozione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 27 ottobre 2017, recante «Attuazione dell’articolo 1, comma 85, della legge 11 dicembre 2016, n. 232 (legge di bilancio 2017) relativo alla realizzazione di nuove strutture scolastiche nell’ambito degli investimenti immobiliari dell’INAIL», evidenzia che, diversamente dall’art. 1, comma 153, della legge n. 107 del 2015 – dichiarato incostituzionale con la sentenza n. 284 del 2016 – l’impugnato comma 85 prevede una «preliminare adesione» delle Regioni che dichiarino la propria disponibilità ad aderire all’operazione, «presupponendo, quindi, un preventivo coinvolgimento delle medesime»; con la conseguenza che il successivo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri «si limita […] a recepire e ratificare tali adesioni stabilendo il riparto delle risorse e i criteri di ammissione dei progetti sulla base di principi oggettivi e uniformi su tutto il territorio nazionale». Da ciò l’esclusione della violazione del principio di leale collaborazione.

4.2. – Il Presidente del Consiglio dei ministri nulla deduce invece con riguardo alla questione avente a oggetto il comma 627 dell’art. 1 della legge n. 232 del 2016.

Considerato in diritto

1.– Con ricorso notificato il 16 febbraio 2017 e depositato il successivo 23 febbraio, la Regione Veneto ha impugnato numerosi commi dell’art. 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232 (Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019).

Delle questioni promosse, vengono qui in esame, per l’analogia delle censure prospettate, quelle che hanno a oggetto i commi 85 e 627. La decisione delle altre questioni di legittimità costituzionale promosse dalla Regione Veneto avverso ulteriori commi dello stesso art. 1 resta, pertanto, riservata a separate pronunce.

2.– Le disposizioni impugnate prevedono l’erogazione di risorse finanziarie in ambiti materiali che la ricorrente reputa di competenza legislativa regionale.

Ai fini dello scrutinio delle questioni promosse, è opportuno illustrare immediatamente il contenuto di tali disposizioni.

2.1.– Il comma 85 dispone la destinazione, da parte dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL), nell’ambito degli investimenti immobiliari di tale ente previsti dal piano di impiego dei fondi disponibili di cui all’art. 65 della legge 30 aprile 1969, n. 153 (Revisione degli ordinamenti pensionistici e norme in materia di sicurezza sociale), di 100 milioni di euro per la realizzazione di nuove strutture scolastiche (primo periodo). Il comma citato prevede altresì che le Regioni dichiarino la propria disponibilità ad aderire all’operazione – con assunzione a proprio carico del canone di locazione dei nuovi edifici scolastici – comunicandola alla Struttura di missione per il coordinamento e impulso nell’attuazione di interventi di riqualificazione dell’edilizia scolastica, istituita presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, entro il termine perentorio del 20 gennaio 2017 e secondo le modalità individuate e pubblicate nel sito internet di tale Struttura (secondo periodo). Lo stesso comma 85 stabilisce infine che, successivamente alla ricezione delle dichiarazioni di disponibilità delle Regioni, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca e con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono: individuate le Regioni ammesse alla ripartizione; assegnate le risorse disponibili; stabiliti i criteri di selezione dei progetti di nuovi edifici scolastici (terzo periodo).

Come ricordato dalla parte resistente nella propria memoria, in attuazione di quest’ultima prescrizione è stato adottato il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 27 ottobre 2017, recante «Attuazione dell’articolo 1, comma 85, della legge 11 dicembre 2016, n. 232 (legge di bilancio 2017) relativo alla realizzazione di nuove strutture scolastiche nell’ambito degli investimenti immobiliari dell’INAIL».

2.2.– Il comma 627 prevede l’istituzione, nello stato di previsione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, del Fondo nazionale per la rievocazione storica, con una dotazione di 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017, 2018 e 2019 e con le finalità della: promozione di eventi, feste e attività; valorizzazione dei beni culturali attraverso la rievocazione storica (primo periodo). Lo stesso comma, inoltre: individua i soggetti, pubblici e privati, ammessi ad accedere, in via diretta, alle risorse del Fondo (Regioni, comuni e istituzioni culturali e associazioni di rievocazione storica riconosciute attraverso l’iscrizione in appositi albi tenuti presso i comuni o operative nel settore da almeno dieci anni); demanda a un decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, da emanare entro trenta giorni dall’entrata in vigore della legge, la determinazione dei criteri di accesso alle risorse del Fondo (secondo periodo).

In attuazione di quest’ultima prescrizione, è stato adottato il decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo 25 settembre 2017, n. 418 (Criteri di accesso al Fondo nazionale per la rievocazione storica).

2.3.– Dal contenuto dei commi impugnati risulta quindi che essi prevedono finanziamenti – nel primo caso, con fondi disponibili dell’INAIL, nel secondo con le risorse del fondo statale a ciò istituito – con puntuali vincoli di destinazione: nell’un caso per la costruzione di nuove strutture scolastiche (comma 85), nell’altro per la realizzazione di iniziative di rievocazione storica (comma 627).

3.– La Regione ricorrente, invocando gli artt. 117, terzo comma, e 5 e 120 della Costituzione, nonché, limitatamente al comma 627, l’art. 119 Cost., non contesta la legittimazione dello Stato a disporre i menzionati finanziamenti vincolati in materie che reputa di competenza legislativa regionale (in particolare, concorrente), ma il mancato coinvolgimento delle Regioni nelle decisioni relative alla gestione degli stessi. In particolare, essa contesta la mancata previsione, in violazione del principio di leale collaborazione, di forme di partecipazione regionale ai procedimenti di adozione dei decreti cui le norme impugnate fanno rinvio ai fini della determinazione dei criteri e delle modalità di ripartizione delle risorse finanziarie.

A tale proposito, prima di analizzare le specifiche censure prospettate dalla Regione Veneto, va ricordato che questa Corte ha più volte affermato la necessità di applicare il principio di leale collaborazione nei casi in cui lo Stato preveda un finanziamento, con vincolo di destinazione, che incide su materie di competenza regionale (residuale o concorrente). In particolare essa ha ribadito che, in tali casi, devono essere predisposti strumenti di coinvolgimento delle Regioni, nella forma dell’intesa o del parere, quanto alle decisioni relative ai criteri e alle modalità del riparto (o della riduzione) del trasferimento destinato a enti territoriali o, anche, direttamente a soggetti privati.

Ciò è avvenuto, principalmente, in due ipotesi.

Anzitutto, nei casi in cui la disciplina legislativa del finanziamento «si trovi all’incrocio di materie attribuite dalla Costituzione alla potestà legislativa statale e regionale, senza che sia individuabile un ambito materiale che possa considerarsi nettamente prevalente sugli altri» (sentenza n. 50 del 2008, punto 7.1. del Considerato in diritto). In tali casi di intreccio (o, se si preferisce, di interferenza o di concorso o di concorrenza) di competenze legislative, che non sia possibile comporre mediante l’applicazione del principio di prevalenza, deve trovare applicazione il principio di leale collaborazione, il quale impone che la legge statale, a salvaguardia delle competenze regionali, preveda adeguati strumenti di coinvolgimento delle Regioni nella fase di attuazione della normativa, in particolare, di determinazione dei criteri e delle modalità di riparto (o di riduzione) delle risorse (ex plurimis, sentenze n. 27 del 2010, n. 168 del 2008, n. 50 del 2008, n. 133 del 2006, n. 51 del 2005).

La necessità di strumenti di coinvolgimento delle Regioni è stata affermata da questa Corte, in secondo luogo, nei casi in cui la disciplina del finanziamento trovi giustificazione nella cosiddetta attrazione in sussidiarietà della stessa allo Stato, ai sensi dell’art. 118, primo comma, Cost. (ex plurimis, sentenze n. 61 del 2018, n. 79 del 2011, n. 285 e n. 242 del 2005).

4.– Venendo alle specifiche censure prospettate dalla ricorrente, deve essere anzitutto esaminata quella che ha a oggetto il comma 85. Secondo la Regione Veneto, tale disposizione violerebbe l’art. 117, terzo comma, Cost., nonché gli artt. 5 e 120 Cost., in relazione al principio di leale collaborazione, perché, nel destinare risorse finanziarie nell’ambito materiale dell’edilizia scolastica – che inciderebbe su una pluralità di materie di legislazione concorrente, quali il governo del territorio, l’energia e la protezione civile – essa non prevede alcuna forma di coinvolgimento delle Regioni nell’adozione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri con il quale sono individuate le Regioni ammesse alla ripartizione, assegnate le risorse disponibili e stabiliti i criteri di selezione dei progetti di nuovi edifici scolastici.

La questione è fondata.

Questa Corte ha già avuto occasione di chiarire che nella disciplina dell’edilizia scolastica «si intersecano più materie, quali il “governo del territorio”, “l’energia” e la “protezione civile”, tutte rientranti nella competenza concorrente Stato-Regioni di cui al terzo comma dell’art. 117 Cost.» (sentenze n. 284 del 2016 e n. 62 del 2013, rispettivamente, punto 11.2. e punto 5.1. del Considerato in diritto).

Il finanziamento previsto dal comma impugnato interviene, dunque, in ambiti materiali di competenza regionale (concorrente). Ne consegue la necessità, alla luce del ricordato costante orientamento di questa Corte, che, a salvaguardia delle competenze costituzionali delle Regioni, queste siano coinvolte nel procedimento di adozione del decreto cui il comma impugnato fa rinvio per la ripartizione, su base regionale, delle risorse disponibili e per la definizione dei criteri di selezione dei progetti di nuove strutture scolastiche.

La necessità della partecipazione regionale a tali decisioni non può essere esclusa sulla base dell’argomento, prospettato nella memoria illustrativa del Presidente del Consiglio dei ministri, che il comma impugnato prevede una «preliminare adesione» delle Regioni che dichiarino la propria disponibilità ad aderire all’operazione, «presupponendo, quindi, un preventivo coinvolgimento delle medesime»; sicché il successivo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri «si limita […] a recepire e ratificare tali adesioni stabilendo il riparto delle risorse e i criteri di ammissione dei progetti sulla base di principi oggettivi e uniformi su tutto il territorio nazionale». La previsione di una dichiarazione di disponibilità ad aderire all’operazione non può, infatti, ovviare alla totale estromissione delle Regioni dalla decisiva fase successiva, demandata al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di assegnazione delle risorse e di fissazione dei criteri di selezione dei progetti. Né può ritenersi che venga meno l’esigenza della partecipazione regionale a tale fase, per il sol fatto che l’assegnazione delle risorse e i criteri di selezione dei progetti verrebbero stabiliti «sulla base di principi oggettivi e uniformi su tutto il territorio nazionale». È proprio con riguardo alla fissazione di tali principi che sorge la necessità, a garanzia delle competenze regionali, di fare applicazione del canone della leale collaborazione.

Quanto alla forma di collaborazione costituzionalmente richiesta nella specie, il fatto che il finanziamento disposto dal comma 85 interessi esclusivamente materie di competenza regionale concorrente, senza che venga in rilievo alcuna delle materie di legislazione esclusiva dello Stato tassativamente elencate dal secondo comma dell’art. 117 Cost., impone di assicurare il più ampio coinvolgimento delle Regioni nel menzionato processo decisionale; coinvolgimento da realizzare mediante lo strumento dell’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano.

Tale forma di coinvolgimento regionale risulta, del resto, tanto più necessaria, se si tiene conto che il comma 85 demanda al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri previsto dal suo terzo periodo non soltanto la ripartizione delle risorse disponibili tra le Regioni ammesse alla stessa, ma anche l’adozione dei «criteri di selezione dei progetti». Ciò comporta un’ulteriore significativa incidenza sulle competenze regionali in materia di programmazione dell’edilizia scolastica.

Il comma 85 impugnato deve, pertanto, essere dichiarato costituzionalmente illegittimo nella parte in cui non prevede che il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri con il quale sono individuate le Regioni ammesse alla ripartizione, sono assegnate le risorse disponibili e sono stabiliti i criteri di selezione dei progetti sia adottato d’intesa con la Conferenza Stato-Regioni. La particolare rilevanza sociale del servizio scolastico e, più specificamente, della realizzazione di nuove scuole che rispondano ai requisiti della sicurezza strutturale e antisismica, e l’inerenza dello stesso a diritti fondamentali dei suoi destinatari, impongono, peraltro, che sia garantita continuità nell’erogazione delle risorse finanziarie e che restino, di conseguenza, «salvi gli eventuali procedimenti di spesa in corso, anche se non esauriti» (sentenze n. 50 del 2008, n. 423 del 2004 e n. 370 del 2003, rispettivamente, punto 6., punto 8.2. e punto 7. del Considerato in diritto; nello stesso senso, sentenza n. 50 del 2008, punto 9. del Considerato in diritto).

5.– Passando alla censura concernente il comma 627, secondo la Regione Veneto tale disposizione violerebbe gli artt. 117, terzo comma, e 119 Cost., nonché gli artt. 5 e 120 Cost., in relazione al principio di leale collaborazione, perché, nell’istituire un fondo statale a destinazione vincolata nelle materie di legislazione concorrente della valorizzazione dei beni culturali e della promozione e organizzazione di attività culturali, non prevede alcuna forma di coinvolgimento delle Regioni nell’adozione del decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo con il quale sono determinati i criteri di accesso al fondo.

Anche tale questione è fondata.

Il Fondo nazionale per la rievocazione storica, istituito dal comma impugnato, è finalizzato – come già si è evidenziato – alla promozione di eventi, feste e attività nonché alla valorizzazione dei beni culturali attraverso la rievocazione storica.

Gli interventi finanziati dal Fondo per la realizzazione di tali finalità attengono, dunque, alla rievocazione storica, cioè al richiamo alla memoria, alla riproposizione delle vicende e dei contesti del passato allo scopo di conservare, promuovere e valorizzare la memoria storica, quale componente del patrimonio culturale immateriale.

Il finanziamento stabilito dal comma 627 – cui possono accedere, come pure si è detto, sia enti territoriali (Regioni e Comuni) sia soggetti privati (istituzioni culturali e associazioni) – riguarda perciò la promozione di eventi, feste e attività e la valorizzazione dei beni culturali attraverso la rievocazione storica, materie queste che rientrano nella legislazione concorrente, ai sensi del terzo comma dell’art. 117 Cost.

Ciò chiarito, la necessità dell’applicazione del principio di leale collaborazione nel procedimento di adozione del decreto con il quale il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo determina i criteri di accesso al Fondo per la rievocazione storica discende, in modo inequivocabile, dalla ricordata giurisprudenza di questa Corte sull’operatività di tale principio nei casi in cui lo Stato preveda un finanziamento che incide su materie di competenza regionale residuale o concorrente (nella sentenza n. 285 del 2005, in particolare, si è affermata la necessità del coinvolgimento delle Regioni nell’esercizio dei «poteri di tipo normativo o programmatorio» – che le disposizioni impugnate allocavano esclusivamente a livello centrale – previsti nell’ambito del finanziamento dell’attività culturale cinematografica).

Quanto alla forma di collaborazione richiesta, nella disciplina del Fondo nazionale per la rievocazione storica, lo Stato è coinvolto, ma non in relazione alle materie di legislazione esclusiva elencate dal secondo comma dell’art. 117 Cost. Ciò impone di assicurare, anche in questo caso, il più ampio coinvolgimento delle Regioni nel processo decisionale di determinazione dei criteri di accesso alle risorse del Fondo, attraverso la concertazione paritaria tra l’organo statale (il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo) e la Conferenza Stato-Regioni (sentenza n. 285 del 2005).

Il comma 627 impugnato deve, pertanto, essere dichiarato costituzionalmente illegittimo nella parte in cui non prevede che il decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo con il quale sono determinati i criteri di accesso al Fondo per la rievocazione storica sia adottato d’intesa con la Conferenza Stato-Regioni.

per questi motivi

LA CORTE COSTITUZIONALE

riservata a separate pronunce la decisione delle ulteriori questioni di legittimità costituzionale promosse dalla Regione Veneto con il ricorso indicato in epigrafe;

1) dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 1, comma 85, della legge 11 dicembre 2016, n. 232 (Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019), nella parte in cui non prevede che il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri con il quale sono individuate le Regioni ammesse alla ripartizione, sono assegnate le risorse disponibili e sono stabiliti i criteri di selezione dei progetti sia adottato d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano;

2) dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 1, comma 627, della legge n. 232 del 2016, nella parte in cui non prevede che il decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo con il quale sono determinati i criteri di accesso al Fondo per la rievocazione storica sia adottato d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano.

Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 7 marzo 2018.

F.to:

Giorgio LATTANZI, Presidente

Silvana SCIARRA, Redattore

Roberto MILANA, Cancelliere

Depositata in Cancelleria il 5 aprile 2018.

Il Direttore della Cancelleria

F.to: Roberto MILANA

Fondo investimenti in CdM

Nel Consiglio dei Ministri del 22 febbraio, il Presidente Paolo Gentiloni e il Ministro dell’economia e delle finanze Pier Carlo Padoan hanno riferito sul decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che definisce la ripartizione del “fondo per gli investimenti” da 36 miliardi di euro disposta dalla legge di bilancio per il 2018 (legge 27 dicembre 2017, n. 205).


Fondi per oltre 4 miliardi di euro sono stati assegnati oggi al Miur per l’edilizia scolastica e universitaria e per la ricerca. Lo annuncia la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli. Il Consiglio dei Ministri ha infatti approvato il decreto per la ripartizione delle risorse del Fondo investimenti, rifinanziato dalla legge di bilancio per il 2018, con 36,117 miliardi di euro. Di questi, 4,2 miliardi sono destinati al MIUR “con un aumento di 1,6 miliardi di euro rispetto alle risorse avute nel 2017 attraverso lo stesso Fondo”, sottolinea la Ministra Valeria Fedeli.

“Si tratta di un investimento molto consistente. Investire sulla qualità e la sicurezza delle scuole e delle residenze universitarie, portare risorse al sistema della ricerca significa investire sul futuro – aggiunge la Ministra -. Una scelta che abbiamo fatto con chiarezza fin dall’inizio del nostro mandato e che abbiamo portato avanti in questi mesi, dedicando particolare attenzione all’intera filiera del sapere. Il decreto approvato oggi dimostra ancora una volta che per noi istruzione e ricerca sono settori prioritari. Lo sono per la formazione delle nuove generazioni, ma anche per assicurare all’intero Paese uno sviluppo sostenibile e la capacità di affrontare con successo le continue sfide che il mondo globalizzato di oggi ci pone di fronte”.

In particolare, vengono stanziati 2,9 miliardi per l’edilizia scolastica e circa 200 milioni per quella universitaria. I fondi saranno destinati all’adeguamento antisismico e antincendio delle scuole, alla messa in sicurezza degli istituti con criticità rilevate da indagini diagnostiche, alla realizzazione e alla riqualificazione di posti nelle residenze universitarie.

Alla ricerca vanno poi risorse per 1,1 miliardi, da destinare al FIRST (Fondo per gli Investimenti nella Ricerca Scientifica e Tecnologica), al FISR (Fondo Integrativo Speciale per la Ricerca), allo sviluppo delle politiche scientifiche del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), ai progetti Cherenkov telescope array e Square kilometer array, all’infrastruttura di calcolo scientifico dell’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare).

Edilizia scolastica: 1,058 mld per antisismica

Disponibile dal 5 febbraio l’elenco dei Comuni beneficiari delle risorse destinate prevalentemente all’adeguamento alla normativa antisismica delle scuole, stanziate dalla Legge di bilancio per il 2017 (numero 232 del 2016). Si tratta di 1,058 miliardi di euro che consentono di partire da subito con 1.739 interventi. L’accordo sui Comuni beneficiari è stato raggiunto lo scorso 22 novembre, in Conferenza Unificata, sulla base delle programmazioni regionali. A dicembre la Ministra Fedeli ha firmato il relativo decreto che, ora, completato l’iter, è disponibile sul sito del Ministero insieme all’elenco dei Comuni beneficiari.

“Sull’edilizia scolastica – spiega la Ministra Fedeli -, in questi ultimi quattro anni, c’è stata una svolta: sono stati investiti quasi 10 miliardi, ma abbiamo operato anche sul fronte della governance, istituendo un Osservatorio dedicato, atteso da quasi 20 anni. Abbiamo ora una Programmazione unica nazionale, ovvero un elenco di priorità effettive sulle quali intervenire, abbiamo un’Anagrafe con tutti i dati sullo stato delle nostre scuole. Abbiamo fatto delle scelte importanti non solo per mettere in sicurezza gli edifici, ma anche per innovare gli ambienti educativi. Scelte e azioni concrete che mettono al centro le nostre giovani e i nostri giovani. E con essi lo sviluppo del Paese a partire dal sistema di istruzione e formazione. In questo quadro, l’antisismica ha un ruolo importante. Le risorse che stiamo dando ai Comuni – aggiunge la Ministra –  erano molto attese e abbiamo lavorato velocemente per consentire subito i necessari interventi”.

Le risorse assegnate serviranno prioritariamente per interventi di adeguamento sismico, o di nuova costruzione per sostituzione degli edifici esistenti (nel caso in cui l’adeguamento sismico non sia conveniente); interventi finalizzati all’ottenimento del certificato di agibilità delle strutture; interventi di messa in sicurezza resisi necessari a seguito delle indagini diagnostiche sui solai e sui controsoffitti; interventi per l’adeguamento dell’edificio scolastico alla normativa antincendio previa verifica statica e dinamica dell’edificio.

“Sull’edilizia è stato fatto e continuiamo a fare un lavoro significativo che mette al centro le studentesse e gli studenti con un rinnovato impegno anche sulle scuole secondarie di secondo grado. Fino all’ultimo lavoreremo al Ministero per portare avanti il Piano nazionale che in questi anni ha consentito interventi importanti sul nostro patrimonio edilizio”, sottolinea il Sottosegretario Vito De Filippo, con delega all’edilizia scolastica.


Decreto Ministeriale 21 dicembre 2017, n. 1007

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA

Decreto Ministeriale 21 dicembre 2017

Individuazione degli enti beneficiari delle risorse relative al fondo di cui all’articolo 1, comma 140, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, per interventi di messa in sicurezza e di adeguamento sismico degli edifici scolastici. (Decreto n. 1007). (18A01042)

(GU Serie Generale n.42 del 20-02-2018 – Suppl. Ordinario n. 9)

Fare Scuola

Fare Scuola
L’impegno del Governo per il miglioramento del patrimonio scolastico in Italia

#ItaliaSicura EdiliziaScolastica
Presidenza del Consiglio dei Ministri


Edilizia scolastica, presentazione libro a Palazzo Chigi con Fedeli, Boschi e Galimberti. In arrivo nuovi interventi per l’antisismica

Il 19 dicembre 2017, presso la sala stampa di Palazzo Chigi, la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli, la Sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi e la coordinatrice della Struttura di missione per l’edilizia scolastica della Presidenza del Consiglio Laura Galimberti hanno presentato in conferenza stampa il libro “Fare scuola. L’impegno del Governo per il miglioramento del patrimonio scolastico in Italia”. Il volume illustra risorse e attività promosse dai governi Renzi e Gentiloni in materia di edilizia scolastica.

“Per l’edilizia scolastica in questi ultimi quattro anni ˗ ha dichiarato la Ministra Fedeli ˗ è stato fatto quanto mai prima: sono stati investiti oltre 10 miliardi, è stato attivato un Osservatorio dedicato, è stata creata una Programmazione unica, ovvero un elenco di priorità effettive sulle quali intervenire, è stata resa pubblica un’Anagrafe contenente i dati riguardanti gli istituti frequentati dalle nuove generazioni. Tutto quello che è stato fatto è un’ottima pratica politica del sistema Paese. Abbiamo fatto delle scelte importanti non solo per mettere in sicurezza gli edifici, ma anche per innovare gli ambienti educativi. Scelte e azioni concrete che mettono al centro le nostre giovani e i nostri giovani. E con essi lo sviluppo del Paese a partire dal sistema di istruzione e formazione. Ci siamo presi una responsabilità precisa. Ci siamo presi un impegno e l’abbiamo portato avanti passo dopo passo con determinazione, creando condivisione, comunanza di intenti e collaborazione con tutti i soggetti coinvolti a vario titolo”.

Stamattina la Ministra Valeria Fedeli ha annunciato, inoltre, gli interventi in materia di edilizia scolastica che verranno messi in atto a partire da oggi. Dopo la firma del riparto regionale delle risorse (oltre 1,058 miliardi di euro) per l’antisismica nei Comuni, avvenuta lo scorso 22 novembre, è stato infatti sottoscritto l’elenco dei Comuni beneficiari associati a quel riparto, sulla base delle programmazioni regionali che nel frattempo, nonostante i tempi stretti, sono state definite. Inoltre, è stato firmato oggi il decreto di accertamento di ulteriori 134 milioni della programmazione BEI 2015 che consentirà di autorizzare già a gennaio circa 150 nuovi interventi: “Il monitoraggio efficace – ha sottolineato la Ministra – permette di poter reinvestire ogni anno una quota parte rilevante delle risorse investite a vantaggio di ulteriori scuole. Si tratta di un decreto molto atteso per gli scorrimenti di graduatoria”.

Infine, è stato annunciato il piano stralcio per l’Abruzzo, derivante dal sisma del 2009. Un lavoro imponente fatto in collaborazione con la Struttura di missione per il sisma in Abruzzo presso la Presidenza e con gli Uffici speciali per la ricostruzione. Si tratta di 147 milioni per 86 interventi strategici che consentiranno di ridare vita a piccoli centri.

Edilizia scolastica: programmazione triennale 2018/2020

(Giovedì, 23 novembre 2017) Via libera in Conferenza Unificata al decreto con i criteri per la nuova programmazione triennale (2018/2020) per l’edilizia scolastica, che riguarda interventi di ristrutturazione, miglioramento, messa in sicurezza, adeguamento sismico, efficientamento energetico, nonché la costruzione di nuovi edifici scolastici pubblici.

“In Conferenza Unificata – sottolinea il Sottosegretario Vito De Filippo, con delega all’edilizia per il MIUR – è stato fatto un lavoro importante che mette al centro le studentesse e gli studenti con un rinnovato impegno anche sulle scuole secondarie di secondo grado. Sono stati concordati anche meccanismi per favorire l’assegnazione delle risorse con tempi sempre più celeri da parte del Ministero”.

Il decreto prevede, in particolare, che le Regioni, nella definizione dei loro piani regionali diano priorità a: interventi di adeguamento sismico, o di nuova costruzione per sostituzione degli edifici esistenti nel caso in cui l’adeguamento sismico non sia conveniente; interventi finalizzati all’ottenimento del certificato di agibilità delle strutture; interventi per l’adeguamento dell’edificio scolastico alla normativa antincendio previa verifica statica e dinamica dell’edificio; ampliamenti e/o nuove costruzioni per soddisfare specifiche esigenze scolastiche.

Proprio ieri, in occasione della celebrazione della Giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole, la Ministra Valeria Fedeli aveva annunciato risorse pari a 1,7 miliardi per la nuova programmazione e firmato il Protocollo di disponibilità al finanziamento con la Banca europea per gli investimenti (Bei).

Giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole

giornatanazionalesicurezza

Edilizia scolastica, il 22 e 23 novembre la Giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole
Evento a Roma con la Ministra Fedeli

Due giorni di eventi, attività didattiche, occasioni di discussione e di sensibilizzazione, organizzati dalle scuole sui temi della sicurezza nell’edilizia scolastica, della prevenzione dei rischi e della sostenibilità. Il 22 e 23 novembre torna a svolgersi in tutta Italia la Giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole, introdotta dalla legge 107/2015 (la Buona Scuola).

“È fondamentale che una corretta azione di sensibilizzazione sui temi della sicurezza inizi dalle singole scuole – dichiara la Ministra Valeria Fedeli – , con la promozione di iniziative per la conoscenza dei rischi realizzate in collaborazione con il proprio territorio, diffondendo un messaggio concreto su come la sicurezza debba essere un diritto di tutte e tutti. Confrontarsi con esperti, organizzare eventi e iniziative, conoscere di più le nostre scuole, ottenere informazioni sulle strutture, sulle competenze e sulle procedure può contribuire a creare una cultura della sicurezza”.

Tutte le scuole sono invitate, quindi, a organizzare attività sui temi dell’edilizia scolastica, in sinergia con il territorio, durante le attività scolastiche o extra scolastiche, e a comunicare le proprie iniziative sulla pagina web dedicata, accessibile dal sito internet del Miur:
www.istruzione.it/edilizia_scolastica/giornata_sicurezza2017.shtml. Mentre a Roma si terrà un evento nazionale con la Ministra Fedeli in cui saranno messi in mostra i 51 progetti vincitori del concorso #ScuoleInnovative.

Anche quest’anno l’iniziativa viene promossa dal Miur, in collaborazione con la Struttura di missione per l’edilizia scolastica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con tutti gli enti aderenti e con INDIRE, INAIL, Cittadinanzattiva, Legambiente, Fondazione Benvenuti in Italia – Fondo Vito Scafidi, Associazione Vittime della scuola, ANMIL, Save the Children e Croce Rossa.

Inoltre, gli istituti che aderiscono alla Giornata nazionale, segnalando il proprio evento, possono partecipare alla caccia al tesoro on line sui temi della sicurezza e al concorso #giornatadellasicurezza. Tutti i dettagli per partecipare sono nel Regolamento pubblicato sul sito. Le tre migliori attività e i migliori eventi realizzati dalle scuole e documentati attraverso un videoclip della durata massima di 180 secondi, da produrre secondo le modalità indicate nel Regolamento, riceveranno un contributo rispettivamente di 15.000 euro per la prima classificata; 12.000 euro per la seconda; 10.000 euro per la terza, da utilizzare per la riqualificazione di uno spazio all’interno del proprio istituto.

Le scuole potranno sviluppare liberamente le proprie attività. In ogni caso, per agevolarne l’ideazione, anche quest’anno viene fornito un kit con alcune indicazioni, proposte e spunti utili. Ad esempio, tra le molte opzioni, può essere utilizzato il modello TED, organizzazione di brevi interventi sui temi della sicurezza degli edifici e dei rischi del territorio; oppure eventi in cui le scuole illustrano le proposte per la sicurezza contenute nel proprio Piano Triennale dell’Offerta Formativa; collegamenti, per esempio attraverso la piattaforma di e-Twinning, con scuole europee che abbiano maturato particolari esperienze sui temi della sicurezza; o ancora creazione di profili Facebook, Twitter, Instagram, per condividere opinioni in tempo reale con attori del territorio, famiglie, istituzioni o altre scuole; raccontare i dati sulla sicurezza della propria scuola tramite Open Data; organizzare Flash mob e molto altro.

Sul sito internet sarà pubblicata una mappa interattiva che rappresenterà graficamente e in tempo reale la partecipazione degli istituti e le loro iniziative.

La Giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole sarà anche l’occasione per premiare gli istituti che hanno ben rappresentato i temi della sicurezza partecipando al concorso dello scorso anno, i cui lavori saranno pubblicati sulla pagina web della Giornata nazionale.

#ScuoleInnovative

Sono stati proclamati il 6 novembre al Miur i 51 progetti vincitori del bando internazionale #ScuoleInnovative per la costruzione di scuole sostenibili, all’avanguardia, a misura di studente, grazie a un finanziamento di 350 milioni di euro previsto dalla legge 107 del 2015, la ‘Buona Scuola’.

Il concorso di idee – la cui procedura si è svolta on line – era aperto a ingegneri, architetti, singoli o associati, società di ingegneria e società professionali. Alle e ai partecipanti è stato chiesto di immaginare istituti dotati di spazi didattici innovativi, ad alta prestazione energetica, con aree verdi fruibili. Le nuove scuole saranno veri e propri civic center, punti di riferimento per il quartiere e la città in cui sorgeranno: si tratta di istituti aperti al territorio, i cui ambienti favoriranno la didattica migliore e l’utilizzo di spazi per la cittadinanza. Soddisfatta la commissione giudicatrice, formata da un team di esperti interdisciplinare, che ha valutato 1.238 progetti: tutti, infatti, rispondevano ai criteri di innovazione espressamente richiesti dal bando, per favorire una nuova idea di edilizia scolastica. Partire da 51 esempi per replicare un nuovo modello di scuola sicura ed innovativa anche grazie alla collaborazione delle Amministrazioni locali più lungimiranti e attraverso lo strumento del concorso di idee, modalità innovativa per la Pubblica Amministrazione: coinvolgere i talenti migliori, sia a livello nazionale che internazionale.


Progetti vincitori del bando internazionale #ScuoleInnovative

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 27 ottobre 2017

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 27 ottobre 2017

Attuazione dell’articolo 1, comma 85, della legge 11 dicembre 2016, n. 232 (legge di bilancio 2017), relativo alla realizzazione di nuove strutture scolastiche nell’ambito degli investimenti immobiliari dell’INAIL. (17A08445)

(GU Serie Generale n.294 del 18-12-2017)

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400, recante «Disciplina
dell’attivita’ di Governo e dell’Ordinamento Presidenza del Consiglio
dei ministri» e successive modificazioni ed integrazioni;
Vista la legge 9 marzo 1989, n. 88, recante «Ristrutturazione
dell’Istituto nazionale della previdenza sociale e dell’Istituto
nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro» e, in
particolare, l’art. 55, ove sono indicati i criteri per la gestione
del patrimonio mobiliare e immobiliare dell’INAIL;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, recante
«Ordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri, a norma
dell’art. 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59» e successive
modificazioni ed integrazioni;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 27
maggio 2014 con il quale e’ stata istituita, presso la Presidenza del
Consiglio dei ministri, la «Struttura di missione per il
coordinamento e impulso nell’attuazione di interventi di
riqualificazione dell’edilizia scolastica», di seguito: Struttura di
missione;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 25
gennaio 2017 con il quale e’ stata confermata l’istituzione della
Struttura di missione a decorrere dal 27 gennaio 2017 e fino alla
scadenza del mandato del Governo in carica;
Vista la legge 13 luglio 2015, n. 107, recante «Riforma del sistema
nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle
disposizioni legislative vigenti» e, in particolare, l’art. 1, comma
153, che prevede di «favorire la costruzione di scuole innovative dal
punto di vista architettonico, impiantistico, tecnologico,
dell’efficienza energetica e della sicurezza strutturale e
antisismica, caratterizzate dalla presenza di nuovi ambienti di
apprendimento e dall’apertura al territorio»;
Vista la legge 11 dicembre 2016, n. 232, concernente «Bilancio di
previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio
pluriennale per il triennio 2017-2019» e, in particolare, l’art. 1,
comma 85, il quale ha destinato, nell’ambito degli investimenti
immobiliari dell’INAIL, 100 milioni di euro per la realizzazione di
nuove struttura scolastiche e ha previsto che le regioni dichiarino
la propria disponibilita’ ad aderire all’operazione comunicandola
formalmente alla Struttura di missione entro il termine perentorio
del 20 gennaio 2017, secondo modalita’ individuate e pubblicate nel
sito internet istituzionale della medesima Struttura di missione;
Visto l’art. 1, comma 85, della citata legge n. 232 del 2016, il
quale ha altresi’ previsto che, successivamente alla ricezione delle
dichiarazioni di disponibilita’ delle regioni, con decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro
del lavoro e delle politiche sociali, con il Ministro
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca e con il Ministro
dell’economia e delle finanze, sono individuate le regioni ammesse
alla ripartizione, sono assegnate le risorse disponibili e sono
stabiliti i criteri di selezione dei progetti;
Visto l’avviso approvato e pubblicato con la determina della
Struttura di missione n. 1 del 10 gennaio 2017, recante le modalita’
di presentazione delle dichiarazioni di disponibilita’ delle regioni
e le condizioni per l’adesione all’iniziativa;
Rilevato che l’avviso prevede la possibilita’ di rimodulare le
richieste di investimento in misura proporzionale rispetto alle
richieste delle singole regioni, al fine del rispetto della
disponibilita’ finanziaria complessiva;
Rilevato che, all’esito dell’attivita’ istruttoria, dieci regioni
hanno dichiarato la propria disponibilita’ ad aderire all’operazione
per un investimento richiesto complessivamente pari a 136.550.000
euro;
Vista la determina della Struttura di missione n. 10 del 4 luglio
2017, con la quale la medesima Struttura ha acquisito le
dichiarazioni di disponibilita’ pervenute entro il termine del 20
gennaio 2017 e le successive rimodulazioni e ha approvato l’esito
dell’attivita’ istruttoria, individuando, altresi’, l’ammontare della
ripartizione proporzionale delle risorse assegnate al fine del
rispetto dell’importo complessivo di 100 milioni di euro previsto dal
citato art. 1, comma 85, della legge n. 232 del 2016;
Considerato che, ai sensi del citato avviso, le regioni che hanno
dichiarato il proprio interesse ad aderire all’operazione hanno
manifestato e sottoscritto altresi’ la disponibilita’ a: a)
selezionare gli interventi di costruzione di nuovi edifici scolastici
segnalati dagli enti locali; b) verificare che gli stessi siano
proposti in aree nella piena disponibilita’ degli enti locali,
complete di tutti i servizi, urbanisticamente consone
all’edificazione, libere da vincoli e contenziosi; c) individuare le
piu’ opportune procedure di affidamento delle progettazioni anche
attraverso concorsi; d) farsi carico dell’onere di pagamento ad INAIL
dei canoni di locazione dei nuovi edifici scolastici;
Considerato che, nella seduta della Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Provincie autonome di Trento e
Bolzano del 5 ottobre 2017, repertorio atti n. 164 le Regioni hanno
espresso parere favorevole sullo schema di decreto;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 16
dicembre 2016, con il quale alla Sottosegretaria di Stato alla
Presidenza del Consiglio dei ministri, on. avv. Maria Elena Boschi,
e’ stata conferita la delega per la firma di decreti, atti e
provvedimenti di competenza del Presidente del Consiglio dei
ministri;
Di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali,
il Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca e il
Ministro dell’economia e delle finanze;

Decreta:

Art. 1

Regioni ammesse e assegnazione delle risorse disponibili

1. Le risorse disponibili ai sensi dell’art. 1, comma 85, legge 11
dicembre 2016, n. 232, pari a 100 milioni di euro, sono assegnate in
misura proporzionale rispetto alle richieste delle regioni ammesse e
ripartite come segue:

+—————————–+—————————–+
|1. Abruzzo | € 10.984.987,18|
+—————————–+—————————–+
|2. Basilicata | € 3.917.978,76|
+—————————–+—————————–+
|3. Campania | € 5.492.493,59|
+—————————–+—————————–+
|4. Emilia-Romagna | € 10.984.987,18|
+—————————–+—————————–+
|5. Friuli-Venezia Giulia | € 14.646.649,58|
+—————————–+—————————–+
|6. Liguria | € 3.441.962,65|
+—————————–+—————————–+
|7. Marche | € 14.646.649,58|
+—————————–+—————————–+
|8. Piemonte | € 21.969.974,37|
+—————————–+—————————–+
|9. Sardegna | € 7.323.324,79|
+—————————–+—————————–+
|10. Umbria | € 6.590.992,31|
+—————————–+—————————–+
|Totale | € 100.000.000,00|
+—————————–+—————————–+

Art. 2

Criteri di selezione dei progetti

1. Le proposte progettuali favoriscono la realizzazione di nuovi
edifici scolastici innovativi dal punto di vista architettonico,
impiantistico, tecnologico, dell’efficienza energetica e della
sicurezza strutturale ed antisismica, caratterizzati dalla presenza
di nuovi ambienti di apprendimento e dall’apertura al territorio.
2. Le regioni tengono altresi’ conto dei seguenti criteri:
a) utilizzo delle risorse esclusivamente per la costruzione di
nuove scuole in un’area che sia nella piena disponibilita’ dell’ente
locale e urbanisticamente consona all’edificazione, libera da
vincoli, contenziosi in essere e quanto altro possa risultare motivo
di impedimento o di ostacolo all’edificazione, anche tenendo conto di
eventuale contestuale dismissione di immobili in locazione passiva;
b) ampiezza del bacino territoriale di riferimento, tenendo conto
della popolazione scolastica interessata dalla proposta, nonche’
degli obiettivi di razionalizzazione della rete scolastica e di
accorpamento o aggregazione di piu’ sedi scolastiche esistenti;
c) disponibilita’ dell’ente a promuovere, con la nuova scuola, la
riduzione dei fenomeni di dispersione scolastica attraverso strutture
che garantiscano lo svolgimento di attivita’ dirette ad assicurare un
utilizzo esteso delle dotazioni scolastiche (quali biblioteche,
palestre, auditorium, spazi comuni di condivisione, laboratori e
altro), nonche’ a garantire un’ampia apertura e coinvolgimento del
territorio, anche attraverso processi di riqualificazione e di
partecipazione alla progettazione dello stesso;
d) livello di innovazione didattica che si intende promuovere
nella nuova scuola, anche attraverso la sperimentazione di nuovi
ambienti e modelli di apprendimento;
e) affidamento della progettazione prioritariamente attraverso
concorsi di architettura;
f) ulteriori criteri definiti a livello regionale sulla base
delle proprie specificita’ territoriali.

Art. 3

Modalita’ di attuazione

1. L’attuazione dell’iniziativa e’ realizzata dall’INAIL, che
adotta e comunica alle regioni ammesse modalita’ e tempistiche per la
valutazione sulla compatibilita’ tecnica, economica e finanziaria
degli investimenti proposti e individua con propria delibera gli
interventi da inserire nel piano triennale degli investimenti, in
accordo con la Struttura di missione.
2. Con successivi accordi sono regolati i rapporti tra INAIL, le
regioni e gli enti destinatari degli interventi.
3. Gli enti locali selezionati per la costruzione di nuovi edifici
scolastici e inseriti nel piano triennale degli investimenti sono
tenuti a provvedere all’aggiornamento dell’anagrafe nazionale
dell’edilizia scolastica.

Art. 4

Riassegnazione delle risorse

1. Le risorse non utilizzate, anche a seguito di rinunce, potranno
essere riassegnate alle regioni ammesse con la stessa proporzione
applicata nel presente decreto.
Il presente decreto e’ inviato ai competenti organi di controllo
per gli adempimenti di competenza e pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana.
Roma, 27 ottobre 2017

p. Il Presidente
del Consiglio dei ministri
La Sottosegretaria di Stato
Boschi

Il Ministro del lavoro
e delle politiche sociali
Poletti

Il Ministro dell’istruzione
dell’universita’ e della ricerca
Fedeli

Il Ministro dell’economia
e delle finanze
Padoan

Registrato alla Corte dei conti il 30 novembre 2017
Ufficio controllo atti P.C.M. Ministeri giustizia e affari esteri,
reg.ne prev. n. 2301

Edilizia scuole, Fedeli: ”Lavoriamo a Fondo per interventi di emergenza sui solai”

Edilizia scuole, Fedeli: ”Lavoriamo a Fondo per interventi di emergenza sui solai”

(Sabato, 07 ottobre 2017) “Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca sta lavorando alla creazione di un Fondo per gli interventi di emergenza sui solai delle scuole”. Così la Ministra Valeria Fedeli, anche con riferimento al crollo avvenuto al liceo Virgilio di Roma.

“Il Fondo – spiega Fedeli – consentirà di intervenire nei casi di emergenze connesse alla manutenzione dei solai, come quello del Virgilio. Abbiamo già risorse interne che metteremo subito a disposizione e poi lavoreremo per rendere questo intervento strutturale. Portando avanti quell’impegno serio e importante che il governo sta dimostrando sul tema dell’edilizia scolastica, che riguarda il benessere e la sicurezza delle nostre studentesse e dei nostri studenti”.

“Come Ministero – ricorda Fedeli – abbiamo finanziato, con 40 milioni, oltre 7.000 ispezioni sui solai, oltre 6.000 sono state già realizzate. Quest’estate abbiamo sbloccato altri 7 milioni di euro per le ispezioni, per un ulteriore scorrimento delle graduatorie degli interventi richiesti. L’impegno sul fronte dell’edilizia è costante. E va evidenziato come in questi anni ci sia stata una vera e propria svolta, con 9 miliardi stanziati e una governance per la gestione e la spesa dei fondi completamente rivista, con l’attivazione, dopo venti anni di attesa, dell’Osservatorio per l’edilizia scolastica e dell’Anagrafe con i dati relativi a tutte le scuole. L’impegno del governo è importante e costante. Occorre che tutti facciano la propria parte. Anche gli enti locali, che, come proprietari degli immobili, sono centrali nell’individuazione delle priorità e nel finanziamento ulteriore degli interventi”.

Con riferimento al caso del liceo Virgilio di Roma, secondo quanto risulta dai dati dell’Anagrafe ministeriale dell’edilizia scolastica, la Città metropolitana di Roma non ha fatto richieste al Miur per il finanziamento di interventi strutturali di manutenzione in questa scuola. Il Virgilio risulta invece destinatario di 42.000 euro per l’adeguamento alla normativa antincendio, finanziati attraverso lo sblocco del patto di stabilità. La Città Metropolitana ha fatto poi domanda per le indagini diagnostiche sui solai, ricevendo 277.000 euro per 32 interventi già finanziati, ma il Virgilio non è indicato come prioritario fra quelle richieste. La Città metropolitana di Roma ha infatti candidato 57 scuole e il Virgilio è la cinquantaduesima in graduatoria.

Scuole Sicure. Fedeli: su edilizia c’è stata svolta vera

(Roma, 23 settembre 2017) “Sul fronte dell’edilizia scolastica negli ultimi anni c’è stata una vera svolta, come testimoniano i dati che il Ministero ha fornito e che sono stati illustrati in Conferenza stampa a Palazzo Chigi lo scorso 18 luglio”. Così la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli.

“Il governo Renzi e quello Gentiloni hanno dato un segnale importantissimo, mettendo i campo e portando avanti un piano di investimenti serio e strutturale, attivando per la prima volta, dopo quasi venti anni di attesa, l’Anagrafe e l’Osservatorio sull’edilizia scolastica, agendo non solo sul piano della sicurezza, ma finanziando anche la creazione di ambienti di studio innovativi che favoriscano l’apprendimento”, aggiunge la Ministra.

“Abbiamo – spiega – oltre 9 miliardi a disposizione per migliorare il patrimonio edilizio e rendere le scuole più belle e sicure. Non sono mai state stanziate tante risorse. Molte di queste sono già state spese, le altre sono tutte già impegnate e saranno utilizzate per migliorare e mettere in sicurezza gli edifici scolastici. Questo grazie ad una precisa programmazione. La sicurezza e l’accessibilità delle nostre scuole sono funzionali all’apprendimento delle nuove generazioni. La scuola è per le nostre ragazze e i nostri ragazzi una seconda casa. Questo non dobbiamo mai dimenticarlo. E l’azione messa in campo in questi anni dimostra che c’è una grande e rinnovata attenzione alle esigenze e ai diritti delle studentesse e degli studenti”.

“Oltre al cambiamento di rotta sui fondi siamo intervenuti anche sulla governance. E non è stato un aspetto secondario. Stanziare risorse – sostiene la Ministra Fedeli – non basta: bisogna governare il processo di spesa, renderlo efficiente, avere a disposizione dati aggiornati per individuare le priorità. Ed è quanto abbiamo fatto grazie ad una nuova governance integrata. A partire dall’Osservatorio Nazionale per l’edilizia scolastica che si riunisce al Miur e che mette insieme tutti i soggetti interessati per consentire una rapida attuazione delle misure in campo. Si tratta di una cabina di regia che era stata pensata 20 anni fa e non era mai stata attivata. L’Osservatorio è stato aperto anche alle associazioni e a quanti sono impegnati in questo ambito per migliorare la situazione delle nostre scuole. Perché il confronto è essenziale su questi temi. E lo porteremo avanti con convinzione. L’Osservatorio oltre ad essere stato istituito si riunisce con regolarità per un confronto continuo e incisivo. Tra i suoi compiti c’è anche il monitoraggio degli interventi, un elemento determinante per la pubblicazione dell’Anagrafe dell’Edilizia Scolastica, un database con tutte le informazioni principali e fondamentali degli istituti scolastici, dall’agibilità al collaudo statico, dalla presenza di barriere architettoniche a questioni relative all’efficientamento energetico. Anche l’Anagrafe è stata resa pubblica in questi anni, nell’agosto del 2015, e anche in questo caso dopo quasi 20 anni di attesa. La stiamo migliorando e vogliamo che sia sempre più chiara e accessibile. Stiamo andando verso una ‘carta di identità elettronica’ per ogni edificio.

Vogliamo arrivarci per la fine di questo anno. Anche avere un Fondo unico per l’edilizia scolastica ci aiuta a lavorare più velocemente e a scorrere le priorità senza dover ricominciare daccapo ogni volta che si apre una fonte nuova di finanziamento. Potremmo dire di aver fatto abbastanza, ma sappiamo che la scuola ha ancora bisogno di molte attenzioni. E che queste vanno messe in campo rapidamente. Anche per questo a luglio abbiamo annunciato un’accelerazione nell’attuazione e abbiamo mobilitato altri 2, 6 miliardi con importanti risorse per l’antisismica e ripartendo, fra l’altro, 150 milioni per la costruzione di nuovi poli per l’infanzia. Un’attenzione particolare viene naturalmente riservata ai territori colpiti dal sisma del Centro Italia e due settimane fa abbiamo stanziato 6 milioni per strutture provvisorie a Ischia in attesa di intervenire sulle scuole danneggiate. Il governo ha ben presenti i propri obiettivi e le proprie responsabilità. Le risorse e gli strumenti ci sono. Oggi come mai prima d’ora. E consentono agli Enti Locali di agire rapidamente e ad ampio raggio. Lavorando tutti insieme, ognuno per la propria parte, possiamo davvero garantire a ragazze e ragazzi edifici sicuri, belli e innovativi”.

Edilizia Scolastica 2014 – 2018

Il 18 luglio si è tenuta, presso la sala stampa di Palazzo Chigi, la conferenza stampa “Edilizia Scolastica 2014 – 2018” con la Sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi, la Ministra dell’Istruzione, università e ricerca, Valeria Fedeli, e la Coordinatrice della Struttura di missione del Governo per la riqualificazione dell’edilizia scolastica, Laura Galimberti.


Edilizia scolastica, a Palazzo Chigi conferenza sugli investimenti 2014-2017. Fedeli: “Sui finanziamenti c’è stata svolta. Oltre 2,6 miliardi per le prossime 10 azioni”

“Come Paese stiamo facendo investimenti molto importanti, i dati parlano chiaro. Abbiamo oltre 9 miliardi a disposizione per l’edilizia scolastica, per migliorare il patrimonio edilizio e rendere le scuole più belle e sicure. Sull’edilizia non sono mai state stanziate tante risorse. È uno sforzo che va riconosciuto”. Lo ha detto la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli intervenendo nel corso della conferenza stampa che si è tenuta oggi a Palazzo Chigi, alla presenza della Sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Maria Elena Boschi, del Sottosegretario all’Istruzione Vito de Filippo, della Coordinatrice della Struttura di Missione per la Riqualificazione dell’Edilizia Scolastica Laura Galimberti.

“Come Governo stiamo investendo sulla sicurezza degli edifici, ma anche sulla creazione di ambienti di apprendimento innovativi, perché gli elementi architettonici influiscono sullo stare bene a scuola. Insieme alle risorse illustrate nel corso della conferenza, grazie alla Buona Scuola stiamo finanziando laboratori innovativi e digitali – ha proseguito Fedeli -. La sicurezza e l’accessibilità delle nostre scuole sono funzionali all’apprendimento delle nuove generazioni. La scuola è per le nostre ragazze e i nostri ragazzi una seconda casa. Questo non dobbiamo mai dimenticarlo”.

Rispetto al passato “c’è stata una decisa inversione di rotta non soltanto in termini di risorse, ma anche in termini di governance. Stanziare fondi non basta: bisogna governare il processo di spesa, renderlo efficiente, avere a disposizione dati aggiornati per individuare le priorità. Ed è quanto abbiamo fatto grazie ad una nuova governance integrata. A partire dall’Osservatorio Nazionale per l’edilizia scolastica che si riunisce al Miur e che mette insieme tutti i soggetti interessati per consentire una rapida attuazione delle misure in campo. Si tratta di una cabina di regia che era stata pensata 20 anni fa e non era mai stata attivata. L’Osservatorio è stato aperto anche alle associazioni e a quanti si sono impegnati in questo ambito per migliorare la situazione delle nostre scuole. Perché il confronto è essenziale su questi temi. E lo porteremo avanti con convinzione”.

Tra i compiti assegnati all’Osservatorio c’è “il monitoraggio degli interventi, un elemento determinante per la pubblicazione dell’Anagrafe dell’Edilizia Scolastica, un database con tutte le informazioni principali e fondamentali degli istituti scolastici, dall’agibilità al collaudo statico, dalla presenza di barriere architettoniche a questioni relative all’efficientamento energetico. Anche l’Anagrafe è stata resa pubblica in questi anni, nell’agosto del 2015, anche in questo caso dopo quasi 20 anni di attesa. La stiamo migliorando e vogliamo che sia sempre più chiara e accessibile. Stiamo andando verso una sorta di ‘carta di identità elettronica’ per ogni edificio”, ha spiegato Fedeli aggiungendo che “anche avere un Fondo unico per l’edilizia scolastica ci aiuta a lavorare più velocemente e a scorrere le priorità senza dover ricominciare daccapo ogni volta che si apre una fonte nuova di finanziamento. Potremmo dire di aver fatto abbastanza ma sappiamo che la scuola ha ancora bisogno di molte attenzioni. E che queste vanno messe in campo rapidamente.
Nei prossimi 20 giorni mobiliteremo altri 2,6 miliardi degli oltre 9 stanziati per 10 azioni”.

Le azioni

1) Con un decreto interministeriale sarà definita la programmazione degli interventi per il 2018-2020 per un totale di 1,7 miliardi.
2) Sarà firmato un decreto da 26,4 milioni per l’adeguamento sismico delle scuole.
3) Partiranno le analisi di vulnerabilità sismica delle scuole nelle aree a maggior rischio (aree 1 e 2): sono stati stanziati 100 milioni per questo capitolo.
4) Saranno ripartiti 20 milioni per la costruzione di 8 nuove scuole. Renzo Piano e Mario Cucinella hanno messo a disposizione la loro professionalità per due modelli di scuola che saranno realizzati concretamente: una del I ciclo e una del II ciclo; quest’ultima pensata e progettata insieme alle studentesse e agli studenti sarà realizzata in una delle aree colpite dal sisma.
5) Per le aree del sisma ci sarà anche un decreto da 10 milioni per la realizzazione di strutture modulari e per il ripristino della funzionalità delle scuole.
6) La prossima Conferenza Stato-Regioni approverà il piano di riparto dei 150 milioni Inail per la costruzione dei Poli innovativi per l’infanzia previsti da uno dei decreti attuativi della Buona Scuola.
7) La Ministra firmerà un decreto da 321 milioni per assegnare a Province e Città Metropolitane le risorse per antisismica, messa in sicurezza e antincendio.
8) Saranno stanziati 350 milioni del PON per interventi di adeguamento sismico, messa in sicurezza, antincendio, conseguimento dell’agibilità in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.
9) Si procederà allo scorrimento delle graduatorie per le indagini sui solai con altri 6 milioni a disposizione per questo capitolo.
10) Per la prima volta sarà messo on line l’elenco dei responsabili per la sicurezza delle scuole affinché siano appositamente formati in modo mirato.



Edilizia scolastica, Fedeli firma decreto: 26,4 milioni di euro per adeguamento sismico delle scuole. Impegno va avanti

La Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli ha firmato il 20 luglio il decreto di riparto di 26,4 milioni di euro che le Regioni potranno utilizzare per l’adeguamento sismico degli edifici scolastici. Si tratta della prima delle prossime dieci azioni annunciate dalla Ministra nel corso della conferenza stampa sull’edilizia scolastica tenutasi lo scorso 18 luglio a Palazzo Chigi. Azioni che saranno messe in campo da oggi e fino alla metà di agosto.

“L’impegno sull’edilizia scolastica va avanti e si concretizza attorno a risorse reali e azioni importanti. Abbiamo messo in campo fondi consistenti, ma soprattutto una nuova governance che sta consentendo di portare avanti con serietà e continuità la spesa e il monitoraggio delle opere”, dichiara la Ministra Valeria Fedeli.

Lo stanziamento totale previsto dal decreto firmato oggi è di 26.404.232 euro che si sommano agli altri fondi che vengono stanziati annualmente per l’edilizia scolastica e, in particolare, per l’antisismica. La Campania è la regione alla quale vanno le risorse più consistenti pari a 4.517.764,10 euro. Seguono la Sicilia con 3.952.713,53 euro; il Lazio con 2.806.769,86 euro; la Calabria con 2.273.404,38 euro. Le risorse sono state ripartite secondo i criteri previsti dal dPCM del 12 ottobre 2015. I fondi, gestiti in raccordo con la Protezione civile, potranno essere spesi per interventi di adeguamento strutturale e antisismico degli edifici scolastici di proprietà pubblica situati in zone sismiche e per la costruzione di nuovi edifici scolastici nel caso in cui la realizzazione ex novo sia preferibile alla messa in sicurezza di quelli già esistenti.


Scuola, Fedeli firma decreto: 150mln per la realizzazione dei Poli per l’infanzia. Via libera alla costruzione di nuove scuole anche con i Fondi immobiliari

(Roma, 28 luglio 2017) Via libera a due decreti per la realizzazione di istituti innovativi e dei nuovi Poli per l’infanzia. La Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli ha firmato ieri il decreto di riparto dei 150 milioni di euro di risorse Inail per il triennio 2018-2020, che le Regioni potranno utilizzare per la realizzazione di Poli per l’infanzia, previsti dal decreto attuativo della Buona Scuola relativo al potenziamento del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino ai sei anni. La Ministra ha inoltre firmato, nei giorni scorsi, il decreto per il finanziamento anche attraverso il cosiddetto “fondo immobiliare” di otto scuole innovative, tra le quali una del primo ciclo ideata da Renzo Piano e una del secondo ciclo progettata da Mario Cucinella insieme alle studentesse e agli studenti vincitori del primo hackathon sull’edilizia scolastica.

I Poli per l’infanzia sono pensati per potenziare la ricettività dei servizi e sostenere la continuità del percorso educativo e scolastico di tutte le bambine e di tutti i bambini. In un unico plesso o in edifici vicini, sorgeranno, grazie alle risorse ripartite, più strutture di educazione e di istruzione per bambine e bambini fino ai sei anni, per offrire esperienze progettate nel quadro di uno stesso percorso educativo, in considerazione dell’età. La distribuzione di risorse è stata effettuata sulla base della popolazione scolastica 0-6, secondo dati Istat, e sul numero di edifici già presenti con riferimento alla fascia di età 3-6 anni. Obiettivo: favorire la realizzazione di nuovi Poli in quelle aree in cui è maggiore la domanda e poche sono le strutture disponibili. Il decreto definisce i criteri per l’acquisizione delle proposte progettuali da parte delle Regioni. Sia il riparto che i parametri per l’individuazione dei criteri sono stati concordati con Regioni, Anci e Upi e approvati all’interno dell’Osservatorio per l’edilizia scolastica, il 21 giugno scorso.

“Un altro tassello della Buona Scuola e dei suoi decreti attuativi va a posto. La firma al decreto di riparto delle risorse Inail per la realizzazione dei Poli per l’infanzia – ha dichiarato la Ministra Fedeli – è un atto importante che ci accompagna verso la concreta costruzione di un sistema di istruzione ed educazione di qualità e uniforme su tutto il territorio nazionale. Si pongono le condizioni per società eguali e di pari opportunità già dalla nascita. Credo sia un passaggio rivoluzionario e atteso per combattere la povertà educativa e sostenere le famiglie”.

Spazi di apprendimento innovativi, tecnologici, sostenibili e progettati in maniera partecipata verranno realizzati grazie allo strumento del “fondo immobiliare”. Con la firma al decreto vengono stanziate risorse per la costruzione di otto scuole innovative, due delle quali progettate dagli architetti Renzo Piano e Mario Cucinella. Con decreto successivo del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca verranno definiti i criteri per l’individuazione delle aree in cui sorgeranno questi istituti.

Infine, è stato avviato oggi l’iter per la definizione della programmazione triennale 2018-2020 ed è alla firma il decreto per la destinazione dei 10 milioni alle aree del Centro Italia colpite dal sisma del 2016.


Pubblicato bando PON da 350 milioni per Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia

Edilizia scolastica, pubblicato bando PON da 350 milioni per Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia
Ripartiti 321 milioni a Province e Città metropolitane
Stanziati 105 milioni per verifiche di vulnerabilità sismica nelle zone a maggior rischio
Oltre 7 milioni per le indagini diagnostiche sui solai

(Roma, 16 agosto 2017) Un bando da 350 milioni di euro del PON per interventi di adeguamento sismico e alla normativa antincendio, per la messa in sicurezza e il conseguimento dell’agibilità statica nelle scuole di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

Il Miur nei giorni scorsi ha anche ripartito 321 milioni di euro a Province e Città metropolitane per antisismica, messa in sicurezza e antincendio. Mentre 105 milioni di euro sono stati stanziati per verifiche di vulnerabilità sismica nelle zone sismiche 1 e 2, quelle a maggior rischio. Altri 7,5 milioni sono stati assegnati, con un decreto firmato dalla Ministra Valeria Fedeli, per le verifiche sui solai, attraverso lo scorrimento della graduatoria di priorità esistente. Mentre è in corso di pubblicazione l’anagrafica dei responsabili della sicurezza nelle scuole. Un pacchetto di cinque azioni che chiude l’avvio dei 10 prossimi passi per l’edilizia scolastica annunciati il 18 luglio scorso, in conferenza stampa, dalla Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli.

I dettagli delle azioni
Volto principalmente a far fronte alle esigenze di messa in sicurezza e riqualificazione degli edifici pubblici che ospitano le scuole, secondo criteri di sostenibilità ambientale, sicurezza e inclusione sociale, il Bando PON da 350 milioni sarà così ripartito tra cinque Regioni: Sicilia (115,220 milioni di euro), Campania (101,815 milioni), Puglia (62,755 milioni), Calabria (53,655 milioni) e Basilicata (16,555 milioni). Nello specifico, gli Enti locali potranno spendere i finanziamenti ricevuti per adeguamento e miglioramento sismico delle scuole, interventi volti all’ottenimento dell’agibilità, bonifica dell’amianto e di altri agenti nocivi, accessibilità e superamento delle barriere architettoniche, efficientamento energetico, attrattività degli edifici scolastici.

Per quanto riguarda i 105 milioni destinati alle verifiche di vulnerabilità sismica, come annunciato dalla Ministra, il 20% dei fondi sarà riservato agli edifici scolastici che si trovano nelle quattro Regioni interessate dai terremoti del 2016 e del 2017.

Dei 321 milioni di euro destinati a Province e Città metropolitane per antisismica, messa in sicurezza e antincendio, la quota maggiore andrà alla Campania (48 milioni), seguita dall’Emilia Romagna (29,8 milioni), dalla Calabria (27,5 milioni) e dalla Lombardia (25 milioni). Lo stanziamento è stato presentato in occasione dell’ultima Conferenza Unificata (in allegato la tabella completa con la ripartizione regionale).

È in corso di attivazione, infine, l’anagrafica dei responsabili dei servizi di prevenzione e protezione nelle scuole. Sul sito del Miur dedicato all’edilizia è stata predisposta un’apposita sezione che sarà attiva a partire dal 15 settembre, non appena le dirigenti e i dirigenti scolastici riceveranno la comunicazione sulle procedure per la compilazione delle schede.

150mln per la realizzazione dei Poli per l’infanzia

Scuola, Fedeli firma decreto: 150mln per la realizzazione dei Poli per l’infanzia. Via libera alla costruzione di nuove scuole anche con i Fondi immobiliari

(Roma, 28 luglio 2017) Via libera a due decreti per la realizzazione di istituti innovativi e dei nuovi Poli per l’infanzia. La Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli ha firmato ieri il decreto di riparto dei 150 milioni di euro di risorse Inail per il triennio 2018-2020, che le Regioni potranno utilizzare per la realizzazione di Poli per l’infanzia, previsti dal decreto attuativo della Buona Scuola relativo al potenziamento del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino ai sei anni. La Ministra ha inoltre firmato, nei giorni scorsi, il decreto per il finanziamento anche attraverso il cosiddetto “fondo immobiliare” di otto scuole innovative, tra le quali una del primo ciclo ideata da Renzo Piano e una del secondo ciclo progettata da Mario Cucinella insieme alle studentesse e agli studenti vincitori del primo hackathon sull’edilizia scolastica.

I Poli per l’infanzia sono pensati per potenziare la ricettività dei servizi e sostenere la continuità del percorso educativo e scolastico di tutte le bambine e di tutti i bambini. In un unico plesso o in edifici vicini, sorgeranno, grazie alle risorse ripartite, più strutture di educazione e di istruzione per bambine e bambini fino ai sei anni, per offrire esperienze progettate nel quadro di uno stesso percorso educativo, in considerazione dell’età. La distribuzione di risorse è stata effettuata sulla base della popolazione scolastica 0-6, secondo dati Istat, e sul numero di edifici già presenti con riferimento alla fascia di età 3-6 anni. Obiettivo: favorire la realizzazione di nuovi Poli in quelle aree in cui è maggiore la domanda e poche sono le strutture disponibili. Il decreto definisce i criteri per l’acquisizione delle proposte progettuali da parte delle Regioni. Sia il riparto che i parametri per l’individuazione dei criteri sono stati concordati con Regioni, Anci e Upi e approvati all’interno dell’Osservatorio per l’edilizia scolastica, il 21 giugno scorso.

“Un altro tassello della Buona Scuola e dei suoi decreti attuativi va a posto. La firma al decreto di riparto delle risorse Inail per la realizzazione dei Poli per l’infanzia – ha dichiarato la Ministra Fedeli – è un atto importante che ci accompagna verso la concreta costruzione di un sistema di istruzione ed educazione di qualità e uniforme su tutto il territorio nazionale. Si pongono le condizioni per società eguali e di pari opportunità già dalla nascita. Credo sia un passaggio rivoluzionario e atteso per combattere la povertà educativa e sostenere le famiglie”.

Spazi di apprendimento innovativi, tecnologici, sostenibili e progettati in maniera partecipata verranno realizzati grazie allo strumento del “fondo immobiliare”. Con la firma al decreto vengono stanziate risorse per la costruzione di otto scuole innovative, due delle quali progettate dagli architetti Renzo Piano e Mario Cucinella. Con decreto successivo del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca verranno definiti i criteri per l’individuazione delle aree in cui sorgeranno questi istituti.

Infine, è stato avviato oggi l’iter per la definizione della programmazione triennale 2018-2020 ed è alla firma il decreto per la destinazione dei 10 milioni alle aree del Centro Italia colpite dal sisma del 2016.