L’Italia registra per la prima volta un tasso di dispersione scolastica inferiore alla media europea. I dati recentemente pubblicati da EUROSTAT relativi al 2025 sulla dispersione scolastica in Europa sono estremamente positivi per il nostro Paese. L’Italia si attesta all’8,2%, al di sotto della media UE del 9,1%, con risultati migliori rispetto a Paesi come la Germania, al 13,1%, e la Finlandia, al 9,9%. Si conferma addirittura superato con 5 anni di anticipo l’obiettivo europeo di un tasso di dispersione del 9% entro il 2030.
Il dato assume particolare rilievo proprio grazie al raffronto internazionale: mentre in Italia la dispersione scolastica è in netta diminuzione, in altri Paesi europei, a iniziare dalla Germania, si osserva una tendenza opposta. Un risultato storico per il sistema scolastico nazionale che conferma l’efficacia delle misure adottate e pone le basi per ulteriori sviluppi positivi nei prossimi anni.
Nel recente rapporto Joint Employment della Commissione europea che si basa sui dati EUROSTAT si riconosce, fra l’altro, l’importanza di Agenda Sud come buona pratica.
“Per la prima volta la dispersione scolastica scende sotto la media europea. Dal 2023 al 2025 abbiamo restituito prospettive e opportunità a mezzo milione di giovani. È un traguardo straordinario che coinvolge anche Regioni come Calabria, Puglia, Campania che oggi per la prima volta registrano risultati migliori rispetto a quelli di grandi Paesi europei come la Germania. Una significativa riduzione della dispersione anche in Sicilia e Sardegna. Le misure che abbiamo introdotto, da Agenda Sud al decreto Caivano, insieme alla personalizzazione dei percorsi educativi grazie al docente tutor, stanno contribuendo in maniera significativa a contrastare la dispersione scolastica, garantendo la effettività del diritto allo studio. Un ringraziamento particolare ai docenti della scuola italiana che hanno contribuito al raggiungimento di questo storico risultato”, ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.
“La rilevazione ISTAT appena pubblicata sulla dispersione scolastica in Italia (“Elet – Early Leavers from Education and Training”) restituisce un quadro estremamente positivo sui progressi fatti nel nostro Paese dal 2022 a oggi con l’attuale Governo. In base ai dati ISTAT, la dispersione scolastica in Italia nel 2025 ha registrato l’8,2% (6,7% considerando soltanto gli studenti con cittadinanza italiana), un dato eccezionale che certifica un notevole miglioramento del trend: l’Italia, con ben 5 anni di anticipo, ha già superato l’obiettivo del 9% fissato da Agenda 2030 della UE. Nel 2020 il nostro Paese mancò l’obiettivo UE, fissato al 10%, registrando una dispersione scolastica del 14,2%, lontana oltre 4 punti percentuali rispetto al traguardo stabilito.
I numeri sono eloquenti: partendo da un 11,5% nel 2022, la politica scolastica del Governo Meloni ha conseguito il 10,5% nel 2023, il 9,8% nel 2024 per arrivare al dato attuale dell’8,2%, che vede l’Italia in controtendenza positiva rispetto ad altri Paesi. Ricordiamo che nel 2024 la Germania aveva un tasso di dispersione pari a 12,9% e Paesi come Estonia, nel 2024, all’11%, Danimarca al 10,4%, Finlandia al 9,6%, negli ultimi anni hanno registrato un trend negativo con un aumento della dispersione scolastica.
Il risultato da noi raggiunto è anche la conseguenza delle politiche che abbiamo avviato per contrastare la dispersione scolastica: tra gli altri provvedimenti, ricordiamo l’introduzione di Agenda Sud e Agenda Nord, con lo sviluppo di didattiche innovative, del Decreto Caivano, che ha previsto norme e procedure più serie e rigorose per contrastare la violazione dell’obbligo di frequenza scolastica.
In particolare, i dati emersi nella regione Campania sono un esempio inconfutabile di quanto Agenda Sud e Decreto Caivano abbiano funzionato: nell’anno scolastico 2024/2025 sono stati recuperati circa 8.000 studenti che avevano abbandonato la scuola. In generale, i dati degli studenti di cittadinanza italiana si collocano tra le migliori performance in Europa.
Vi è ancora un problema di dispersione legato invece agli studenti di cittadinanza straniera, che registrano nel 2025 il 26,2% di abbandoni: tuttavia, rispetto al 2022 – quando il dato era del 30,1% – abbiamo ottenuto una netta progressione anche in questo ambito. La ancora alta percentuale di dispersione fra i giovani stranieri dimostra la necessità delle misure che abbiamo avviato in questo anno scolastico per potenziare l’insegnamento della lingua italiana con un investimento di oltre 13 milioni di euro e con la specializzazione di 1.000 docenti destinati a insegnare l’italiano agli studenti appena arrivati nel nostro Paese.
Questi dati notevolmente positivi si accompagnano anche al riconoscimento della riforma italiana del “4+2” contenuto nel recente rapporto OCSE (“Fondamenti della crescita e della competitività 2026”): “La formazione tecnica e professionale è stata oggetto di riforma per meglio rispondere alle esigenze del mondo del lavoro”.
Il netto calo della dispersione scolastica è un grande risultato per l’Italia intera e per i nostri giovani.”
Così il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.
Ammontano a oltre 32,2 milioni le risorse che il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha destinato alle scuole per la riduzione dei divari territoriali e il contrasto alla dispersione scolastica attraverso azioni mirate alle aree periferiche e a rischio.
“Ho voluto destinare queste ulteriori risorse – ha dichiarato il Ministro Valditara – al rafforzamento delle misure di contrasto alla dispersione scolastica, riservando una particolare attenzione alle scuole delle aree periferiche e delle aree a maggior rischio di dispersione. Proseguiamo le azioni di Agenda Sud e Agenda Nord a sostegno delle scuole situate nelle aree con maggiori fragilità, per promuovere attività innovative, di personalizzazione degli apprendimenti, di orientamento, di valorizzazione dei talenti e di tutoraggio, affinché nessuno studente sia lasciato indietro”.
Il decreto prevede la destinazione delle risorse alle Scuole secondarie di I e II grado collocate nelle aree periferiche o più esposte al rischio di dispersione scolastica, dove la scuola rappresenta il vero e fondamentale presidio, al fine di prevenire e contrastare il rischio di abbandono scolastico.
Si avvia il 9 ottobre la fase di adesione delle scuole al Piano Agenda Nord. “A maggio ho firmato il decreto da 220 milioni che coinvolge oltre 3.000 scuole per contrastare la dispersione scolastica e potenziare le competenze anche nelle aree del Centro-Nord e in particolare in quelle situate in contesti a più alto tasso di dispersione. Si completa così un percorso già avviato con il Piano Agenda Sud. Tutti gli studenti italiani hanno il diritto di formarsi, di crescere e di godere delle stesse opportunità: vanno contrastati tutti i divari sociali e territoriali”, dichiara il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. È pubblicato, altresì, un avviso specifico anche per le scuole paritarie non commerciali che potranno, così, rientrare nel Piano Agenda Nord e per le quali sono previste risorse aggiuntive rispetto ai 220 milioni.
L’avviso pubblico Da oggi e fino al 31 ottobre 2024, le Istituzioni scolastiche delle Regioni Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Umbria, Veneto, già individuate e inserite nel decreto del Ministro dell’Istruzione e del Merito del 27 maggio 2024, possono presentare il proprio progetto didattico. Si tratta di:
2.919 Scuole primarie che potranno presentare il proprio progetto per contrastare la dispersione scolastica e ridurre i divari negli apprendimenti, potenziare le competenze di base e quelle trasversali, retribuire il personale scolastico per le ore aggiuntive nelle quali è impegnato nell’attuazione di progetti didattici, realizzare attività laboratoriali (sport, teatro, musica, educazione alla cittadinanza e al rispetto, ecc.), anche in orario extrascolastico.
245 scuole, individuate direttamente da Invalsi, per le quali sono previste ulteriori misure di accompagnamento e supporto costante da parte del MIM e tramite Indire e Invalsi; formazione specifica dei docenti; coinvolgimento delle famiglie; didattica innovativa e laboratoriale; ampliamento del tempo scuola; potenziamento delle attività sportive.
L’avviso è disponibile alla pagina dedicata alla Programmazione nazionale 2021-2027 https://pn20212027.istruzione.it/, dove sono pubblicati manuali e istruzioni operative e dalla quale è possibile attivare il sistema di assistenza e supporto.
Il piano in 10 punti 1) Studentesse e studenti al centro: insegnamento personalizzato che tenga conto delle esigenze di ciascuno, promozione di attività di orientamento e tutoraggio estese anche alle Scuole del primo ciclo, in coerenza con le Linee guida per l’orientamento. 2) Didattica innovativa e laboratoriale: setting di apprendimento innovativi, superamento del paradigma d’insegnamento basato sulla lezione frontale, introduzione di nuove metodologie didattiche. 3) Scuola aperta e più vicina a tutti: scuola aperta per attività extracurricolari e nei periodi di sospensione delle lezioni, orario delle lezioni più flessibile per offrire agli studenti la possibilità di continuare a imparare. 4) Retribuzione dei docenti: retribuzione dei docenti per incarichi aggiuntivi oltre l’orario scolastico, impegnati nei progetti. 5) Formazione dei docenti: formazione dei docenti coordinata da Invalsi sulla didattica orientativa, sulla progettazione didattica, sull’utilizzo dei dati per migliorare gli esiti degli apprendimenti. 6) Coinvolgimento delle famiglie: organizzazione di gruppi di supporto alla genitorialità con la condivisione di esperienze e strategie. 7) Supporto e accompagnamento alle scuole: Invalsi e Indire supportano le 245 scuole sia nella formazione dei docenti, sia nella progettazione didattica e le accompagnano in un percorso di auto-riflessione, di monitoraggio e di analisi dei dati di ciascuna scuola sugli apprendimenti. 8) Promuovere il tempo pieno: attivazione di progetti extracurricolari e oltre l’orario scolastico, per favorire un ampliamento del tempo scuola anche grazie agli investimenti relativi alle mense scolastiche. 9) Favorire le attività teatrali, musicali e sportive:attivazione di progetti per favorire le attività teatrali e musicali e la pratica sportiva, mantenere alta la motivazione, favorendo l’attivazione di convenzioni, anche grazie agli investimenti relativi alle palestre scolastiche. Al riguardo, è stato incrementato lo stanziamento iniziale del PNRR, ridotto rispetto al fabbisogno e alle richieste pervenute al Ministero, di ulteriori 149,7 milioni per le palestre delle Scuole superiori delle regioni del Centro-Nord (255 milioni a livello nazionale). 10) Progetti speciali di offerta formativa: attivazione di progetti specifici d’intesa con i Presidenti di Regione e le realtà locali per far decollare le potenzialità delle aree interessate.
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha pubblicato il 18 luglio l’Avviso, destinato alle Scuole secondarie di I e II grado paritarie non commerciali, per la presentazione di progetti per la realizzazione di interventi di tutoraggio e formazione per la riduzione dei divari negli apprendimenti e per il contrasto alla dispersione scolastica. I progetti saranno finanziati a valere su fondi del PNRR per circa 45 milioni di euro.
Le scuole paritarie potranno utilizzare le risorse che saranno assegnate per attivare percorsi di mentoring e orientamento personalizzati, corsi di potenziamento delle competenze di base, di motivazione e accompagnamento, percorsi formativi e laboratoriali co-curriculari, attività da svolgere anche con il coinvolgimento delle famiglie.
“Con questo Avviso – dichiara Giuseppe Valditara, Ministro dell’Istruzione e del Merito – proseguiamo, coinvolgendo anche gli istituti paritari del sistema nazionale di istruzione, l’azione di contrasto ai divari territoriali e alla dispersione scolastica, con attività mirate a sostenere e motivare gli studenti più fragili. Il nostro obiettivo – prosegue Valditara – è costruire una scuola basata sulla personalizzazione della didattica e sull’orientamento, capace di far emergere i talenti e le potenzialità di ogni studente, senza lasciare nessuno indietro”.
I progetti potranno essere coordinati da uno specifico team per la prevenzione della dispersione scolastica, in favore di studenti con fragilità negli apprendimenti, a rischio di abbandono o che abbiano interrotto la frequenza scolastica.
Le attività potranno essere svolte anche in partenariato con soggetti pubblici e privati, enti e organizzazioni del volontariato e del terzo settore che svolgono attività formative per gli studenti.
Gli enti gestori delle Scuole secondarie paritarie potranno presentare la propria candidatura sulla piattaforma ministeriale dedicata, “Futura PNRR”, entro il 12 settembre 2024.
Ammonta a 790 milioni di euro il finanziamento complessivo autorizzato, con decreto del Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, per il nuovo piano di riduzione dei divari territoriali negli apprendimenti e per il contrasto della dispersione scolastica.
La misura, ricompresa nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, coinvolge 7.980 scuole in tutta Italia e promuove percorsi di apprendimento individualizzati e di potenziamento delle competenze di base, attraverso un sistema di tutoraggio mirato e personalizzato. In particolare, 750 milioni sono destinati alle Scuole secondarie di primo e secondo grado, mentre 40 milioni sono riservati ai Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti (CPIA) per azioni a supporto dei giovani che hanno abbandonato la scuola. Il decreto prevede anche l’emanazione di uno specifico avviso rivolto agli istituti scolastici paritari non commerciali della Scuola secondaria di primo e secondo grado.
“Questo nuovo piano – dichiara il Ministro Valditara – si colloca nel solco della personalizzazione degli apprendimenti e della valorizzazione dei talenti di ogni studente, affinché tutte le scuole possano accompagnare i ragazzi verso il successo formativo e il completamento del percorso di studi. Si tratta di una misura che per dimensioni e per investimento offrirà un contributo straordinario per ridurre le differenze territoriali negli apprendimenti e il tasso di dispersione scolastica”.
Riparto delle risorse per la riduzione dei divari territoriali e il contrasto alla dispersione scolastica, in attuazione della Missione 4 – Istruzione e Ricerca – Componente 1 – Potenziamento dell’offerta dei servizi di istruzione: dagli asili nido alle Università – Investimento 1.4 “Intervento straordinario finalizzato alla riduzione dei divari territoriali nella scuola secondaria di primo e secondo grado e alla lotta alla dispersione scolastica” del Piano nazionale di ripresa e resilienza, finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU
L’utilizzo e l’elaborazione dei numerosi dati disponibili presso le istituzioni scolastiche può permettere di individuare precocemente gli studenti e le studentesse a rischio di dispersione scolastica implicita ed esplicita, al fine di realizzare azioni a sostegno dell’apprendimento, con particolare riguardo alla prevenzione dell’insuccesso: queste le finalità del Protocollo firmato dal Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, dal Presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo Francesco Profumo e dalla Presidente della Fondazione per la Scuola Giulia Guglielmini.
La sperimentazione prevede che si agisca su due piani: da una parte, l’implementazione di una piattaforma di raccolta, interrogazione e visualizzazione dei dati a servizio dei dirigenti e docenti e, dall’altra, l’erogazione di innovativi e robusti percorsi di aggiornamento professionale sul tema dell’utilizzo dei dati e delle potenzialità dell’intelligenza artificiale anche in campo didattico ed educativo.
Le iniziative previste dal Protocollo si sviluppano presso istituzioni scolastiche della Scuola primaria e della Scuola secondaria di primo e di secondo grado, ubicate nelle città di Torino, Genova, Savona e in una ulteriore città capoluogo di provincia in Piemonteche sarà definita a breve.
La sperimentazione rientra nell’ambito dell’iniziativa Città dell’Educazione, che il Gruppo Fondazione Compagnia di San Paolo, in collaborazione con numerosi soggetti locali e nazionali, ha lanciato per promuovere l’idea che l’educazione sia al centro delle trasformazioni dei territori e per rafforzare l’offerta di servizi personalizzati di cura, crescita e apprendimento per le fasce di età 0-6, 6-16, 16+.
“Per contrastare la piaga della dispersione scolastica – ha dichiarato Giuseppe Valditara, Ministro dell’Istruzione e del Merito – occorre avere informazioni precise sull’impatto del fenomeno nelle singole scuole e nei territori. Questa proficua collaborazione con la Fondazione Compagnia di San Paolo e la Fondazione per la Scuola favorirà la conoscenza di dati aggiornati sugli istituti scolastici interessati. Obiettivo è infatti intervenire con politiche mirate. Grazie ad un’apposita piattaforma, il materiale raccolto resterà a disposizione delle scuole, che potranno servirsene anche in futuro. Alleanza pubblico – privato, tecnologie digitali e personalizzazione dell’apprendimento ci aiuteranno a colmare il divario tra le varie aree del nostro Paese”.
“L’investimento nei nostri sistemi educativi, l’apprendimento continuo e l’aggiornamento delle competenze di tutte le persone, in particolare di quelle delle giovani generazioni diventano una priorità fondamentale per il nostro Paese e per i nostri territori”– ha dichiarato Francesco Profumo, Presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo – “Il grande programma Città dell’educazione lancia ai nostri territori una sfida epocale per i prossimi cinque anni: quella di mettere l’educazione al centro delle politiche di crescita delle nostre città, con lo sviluppo di tre macro-interventi. Il primo nel campo della cura e dell’educazione dei bambini da 0 a 6 anni, anche per contrastare il fenomeno della denatalità; il secondo nell’ambito della promozione di opportunità educative e formative per bambini e bambine, ragazzi e ragazze da 6 a 16 anni; il terzo rivolto alla valorizzazione e rimotivazione di giovani dai 16 anni per accompagnarli in percorsi formativi e professionali coerenti con le loro aspirazioni. La piattaforma dei dati che intendiamo costruire in strettissima collaborazione con il Ministero, con le scuole e con i territori ci consentirà di prevenire la dispersione scolastica in modo da realizzare interventi personalizzati con forti caratteristiche di inclusione, innovazione e sostenibilità”.
“La formazione di alto livello per dirigenti e docenti sull’uso strategico dei dati che accompagnerà la sperimentazione e implementazione della piattaforma, sosterrà le scuole nella individuazione precoce dell’abbandono e, insieme con tutta la comunità educante, nella progettazione di percorsi di apprendimento flessibili, incisivi e dall’esito misurabile”ha affermato Giulia Guglielmini, Presidente della Fondazione per la Scuola.
La Fondazione Compagnia di San Paolo nasce con finalità filantropiche, per favorire lo sviluppo culturale, civile ed economico, grazie ai frutti del proprio patrimonio. La Fondazione agisce per perseguire tre obiettivi: Cultura, Persone e Pianeta, che sono a loro volta declinati su quattordici missioni www.compagniadisanpaolo.it
La Fondazione per la Scuola, ente strumentale della Fondazione Compagnia di San Paolo è un ente di formazione ed un ente di ricerca riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, che collabora con università e centri di ricerca a livello nazionale e internazionale, al fine di orientare la sua azione innovatrice nei confronti del sistema scolastico e alimentare nuove progettualità basate su solide evidenze scientifiche.
La Fondazione per la Scuola è un ente di formazione e un ente di ricerca riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito che collabora con università e centri di ricerca a livello nazionale e internazionale, al fine di orientare la sua azione innovatrice nei confronti del sistema scolastico e alimentare nuove progettualità basate su solide evidenze scientifiche https://www.fondazionescuola.it/
Il 9 giugno, a Catanzaro, presso la Cittadella della Regione Calabria, il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha presentato l’Agenda Sud: un progetto del MIM rivolto alle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Gli interventi dell’Agenda Sud sono concepiti per superare il divario territoriale tra Nord e Sud Italia, garantendo pari opportunità d’istruzione agli studenti su tutto il territorio nazionale. L’obiettivo è combattere la dispersione scolastica fin dalla Scuola primaria, con interventi mirati sugli istituti del Mezzogiorno. Il progetto pilota avrà durata biennale, sugli anni 2023/2024 e 2024/2025, e verrà applicato in 150 scuole del Sud individuate dall’Invalsi (Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione), con l’aspettativa di estenderlo a molte altre.
“Oggi, da una terra straordinaria come la Calabria, lanciamo un messaggio al Mezzogiorno e a tutta l’Italia. È inaccettabile continuare a leggere report sulla scuola che danno risultati tanto diversi tra il Sud e il resto del Paese. Il PNRR è già intervenuto con risorse importanti ma noi oggi andiamo oltre, con una strategia per il contrasto della dispersione scolastica. Avviamo un percorso che moltiplicherà le opportunità per i nostri ragazzi e permetterà di valorizzare al meglio le intelligenze di cui disponiamo, per fare dell’Italia sempre più un punto di riferimento in Europa e nel mondo. Oggi facciamo un passo ulteriore per riunificare l’Italia”, ha dichiarato il Ministro Giuseppe Valditara.
Gli istituti coinvolti sono 50 Scuole primarie, 50 Secondarie di I grado e 50 di II grado e sono stati scelti dall’Invalsi in base a dati relativi ai tassi di dispersione scolastica, abbandono in corso d’anno, assenze, fragilità nei risultati degli apprendimenti, contesto socio-economico. Si sta lavorando per estendere la sperimentazione a ulteriori istituti. Con il Piano, si sperimenteranno modelli e si darà vita a buone pratiche che potranno essere generalizzate in altre aree del Mezzogiorno.
L’Agenda è basata sul principio della personalizzazione dell’insegnamento, in modo da porre al centro le esigenze delle studentesse e degli studenti, tramite attività di orientamento e tutoraggio estese anche al Primo ciclo e in coerenza con le Linee guida per l’orientamento e attività di supporto alle famiglie. Verrà promossa una didattica innovativa e laboratoriale, con l’introduzione di nuove metodologie, scuole aperte tutto il giorno, attività anche durante la sospensione delle lezioni, orari più flessibili, potenziamento del tempo pieno e delle mense scolastiche.
Verrà rafforzato l’organico dei docenti nelle Secondarie di I e di II grado nelle materie di base: italiano, matematica e inglese (in media 4 docenti in più per scuola) e gli insegnanti saranno retribuiti per incarichi aggiuntivi oltre l’orario scolastico. L’Invalsi supporterà le 150 scuole, anche con la formazione dei docenti su didattica orientativa, progettazione, utilizzo dei dati per migliorare gli esiti degli apprendimenti.
Saranno attivati progetti speciali di offerta formativa, d’intesa con i Presidenti di Regione e le realtà locali, per valorizzare pienamente le potenzialità delle aree interessate.
Gli investimenti PNRR: 2,5 mld per le scuole del Sud Da novembre 2022 a oggi, il MIM ha autorizzato e sbloccato per il Mezzogiorno investimenti pari a 2,5 miliardi di euro per attuare i progetti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
Per le palestre scolastiche, 77,9 mln sono andati alle Regioni del Sud; per azioni di messa in sicurezza sono andati alle scuole del Mezzogiorno 608,2 mln; con il Piano “Scuola 4.0”, 693,9 mln; per il contrasto della dispersione scolastica, 255,8 mln; per materie STEM e orientamento, 300 mln; per la formazione del personale scolastico, agli istituti del Mezzogiorno sono stati assegnati 180 mln; agli ITS Academy del Sud sono andati 464,3 mln.
Il 9 maggio, presso la 7a Commissione del Senato, si svolge l’audizione, nell’ambito dell’indagine conoscitiva su povertà educativa, abbandono e dispersione scolastica, del Ministro dell’Istruzione e del Merito Prof. Giuseppe Valditara
PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA MISSIONE 4: ISTRUZIONE E RICERCA Componente 1 – Potenziamento dell’offerta dei servizi di istruzione: dagli asili nido alle Università Investimento 1.4: Intervento straordinario finalizzato alla riduzione dei divari territoriali nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado e alla lotta alla dispersione scolastica
Decreto Ministeriale 24 giugno 2022, AOOGABMI 170 Definizione dei criteri di riparto delle risorse per le azioni di prevenzione e contrasto della dispersione scolastica in attuazione della linea di investimento 1.4. “Intervento straordinario finalizzato alla riduzione dei divari territoriali nel I e II ciclo della scuola secondaria e alla lotta alla dispersione scolastica” nell’ambito della Missione 4 – Componente 1 – del Piano nazionale di ripresa e resilienza, finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU
Il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, come già annunciato nei giorni scorsi, ha scritto ai dirigenti scolastici degli Istituti beneficiari dei primi 500 milioni stanziati nell’ambito del Piano di riduzione dei divari territoriali e del contrasto della dispersione scolastica, previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
La lettera del Ministro accompagna gli “Orientamenti per l’attuazione degli interventi nelle scuole”, un documento pensato per guidare le scuole nell’utilizzo strategico delle risorse a disposizione.
“La sfida comune – scrive il Ministro – è quella di riuscire a superare i divari di lungo periodo e a rafforzare le condizioni per lo sviluppo di un’economia ad alto livello di conoscenza che, partendo dalle criticità attuali, possa essere in grado di investire sulle competenze delle studentesse e degli studenti. Gli orientamenti chiave per l’attuazione degli interventi nelle scuole forniscono le prime indicazioni operative, le finalità dell’investimento, le tempistiche e le principali misure attivabili, per iniziare a progettare azioni efficaci, partendo da un’analisi di contesto della scuola e dalle maggiori criticità sulle quali è necessario intervenire, anche attraverso progetti di rete con altre istituzioni scolastiche in modo da creare sinergie territoriali, collaborazioni e scambi”.
Coinvolte in questa prima fase di attuazione del Piano, che mette a disposizione complessivamente 1,5 miliardi di euro, 3.198 scuole secondarie di primo e secondo grado con studentesse e studenti nella fascia 12-18 anni, selezionate sulla base di indicatori relativi alla dispersione e al contesto socio-economico, alle quali le risorse saranno assegnate direttamente. I progetti pluriennali dovranno partire con il prossimo anno scolastico.
Il documento inviato oggi definisce gli orientamenti chiave per la progettazione degli interventi da parte delle scuole, delinea alcune tipologie di azioni che possono essere messe in campo, scandisce un cronoprogramma ed evidenzia gli strumenti a supporto degli istituti in tutte le fasi del Piano.
“Nell’ambito della loro autonomia – spiega Bianchi – le scuole sono chiamate a sviluppare, anche in rete e in raccordo con gli altri soggetti del territorio, una progettualità pluriennale di ampio respiro per il miglioramento e l’arricchimento dell’offerta educativa e per sostenere apprendimenti e attività extracurricolari, anche prevedendo patti educativi territoriali e individuando un team dedicato di docenti e tutor esperti per la prevenzione della dispersione scolastica”.
Gli orientamenti Le scuole dovranno predisporre azioni che abbiano una visione articolata in piani pluriennali, con l’obiettivo di costruire reti e rendere più forti i legami col territorio. Dovranno favorire sinergie, collaborazioni sistematiche e continuative e coinvolgere tutta la comunità educante – comprese le famiglie e il Terzo settore – anche tramite patti educativi. Le attività non dovranno essere circoscritte all’offerta curricolare: importante sarà la progettazione di percorsi di apprendimento extracurricolari, in un’ottica di apertura e di potenziamento delle competenze di ragazze e ragazzi. Centrale, nella definizione degli interventi, sarà l’orientamento soprattutto nella transizione tra scuola secondaria di primo e secondo grado. Nei casi di maggiore fragilità, si potranno prevedere percorsi di personalizzazione degli apprendimenti, oltre che attività di tutoraggio e una maggiore didattica laboratoriale. I progetti delle scuole dovranno essere strutturati anche per affrontare in modo preventivo eventuali segnali di disagio e situazioni di rischio.
Le tipologie di azioni e il cronoprogramma I percorsi che le scuole dovranno definire potranno essere organizzati per singoli studenti, nel caso di attività di mentoring, o per gruppi, per il potenziamento delle competenze, per l’orientamento, anche con il coinvolgimento attivo delle famiglie, per la realizzazione di attività laboratoriali extracurriculari (disciplinari o riguardanti cinema, teatro, sport, musica, ad esempio). Dopo una fase di analisi del contesto, i progetti dovranno essere predisposti entro ottobre del 2022 ed essere realizzati nel corso del biennio, entro dicembre 2024.
Il team per la prevenzione della dispersione scolastica All’interno di ciascuna scuola è prevista la costituzione di un team composto da docenti e tutor esperti per sostenere nell’individuazione delle studentesse e degli studenti a maggior rischio di abbandono e nella progettazione e nella gestione degli interventi. Gli istituti scolastici avranno a disposizione anche Gruppi di supporto, attivati negli Uffici Scolastici Regionali, le équipe formative territoriali e la “Task force scuole”, che assicurerà il supporto tecnico-amministrativo, nonché la raccolta di dati e il monitoraggio delle attività.
Un Piano da 1,5 miliardi contro la dispersione scolastica e le povertà educative e per superare i divari territoriali. È quanto prevede il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per l’Istruzione che, dopo una prima fase dedicata all’edilizia scolastica e agli Avvisi per gli Enti locali, entra ora nella seconda, quella dedicata alle scuole, con fondi che arriveranno direttamente agli Istituti scolastici per migliorare i risultati negli apprendimenti di studentesse e studenti.
“In questi giorni ho firmato la prima tranche di risorse del Piano contro la dispersione scolastica e per il superamento dei divari territoriali che andrà avanti fino al 2026. Abbiamo 1,5 miliardi a disposizione. I primi 500 milioni serviranno a finanziare progetti in 3.198 scuole con studentesse e studenti nella fascia 12-18 anni. Sono risorse che assegniamo direttamente alle istituzioni scolastiche, sulla base di precisi indicatori relativi alla dispersione e al contesto socio-economico”, spiega il Ministro Patrizio Bianchi.
“Si tratta di un finanziamento molto importante, un progetto nazionale che mette al centro i più fragili. Questa linea di finanziamento si aggiunge alla riforma degli istituti tecnici e professionali e alla riforma dell’orientamento, alle quali stiamo lavorando, misure altrettanto importanti sul fronte del contrasto alla dispersione e all’abbandono scolastico – prosegue Bianchi –. Prenderemo per mano le ragazze e i ragazzi che hanno difficoltà nella prosecuzione del loro percorso di studi e per questo rischiano di lasciare precocemente o, purtroppo, lo fanno. Saremo al fianco delle scuole lungo tutto il percorso”.
Il decreto, in via di registrazione, sarà disponibile nei prossimi giorni. Già disponibile l’elenco delle scuole che riceveranno le risorse. Oltre il 50% dei fondi è destinato al Sud.
Le scuole coinvolte in questo primo step riceveranno, nei prossimi giorni, la comunicazione del finanziamento, ma anche la convenzione con le indicazioni sulla base delle quali potranno realizzare la loro progettazione. Questo primo intervento si pone l’obiettivo di raggiungere almeno 420mila studentesse e studenti. I progetti partiranno con il prossimo anno scolastico e avranno durata biennale.
A questo primo step faranno seguito altre due tranche di finanziamento, la prima dedicata a favorire l’acquisizione di un diploma ai giovani, anche tra i 18-24 anni, che hanno abbandonato precocemente gli studi, mentre con la seconda saranno attivati progetti per il potenziamento delle competenze di base per superare i divari territoriali e anche alcuni progetti nazionali nelle aree più periferiche delle città e del Paese.
Riduzione dei divari territoriali e contrasto alla dispersione scolastica Missione 4 – Componente 1 – Investimento 1.4: Intervento straordinario finalizzato alla riduzione dei divari territoriali nella scuola secondaria di I e II grado
Definizione dei criteri di riparto delle risorse per le azioni di prevenzione e contrasto della dispersione scolastica in attuazione della linea di investimento 1.4. “Intervento straordinario finalizzato alla riduzione dei divari territoriali nel I e II ciclo della scuola secondaria e alla lotta alla dispersione scolastica” nell’ambito della Missione 4 – Componente 1 – del Piano nazionale di ripresa e resilienza, finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU