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Obblighi vaccinali

Come previsto dalla nota 27 febbraio 2018, AOODPIT 467 – che fornisce “Indicazioni operative per l’attuazione dell’articolo 18-ter del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2017, n. 172, e per l’attuazione dell’articolo 3 del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, convertito con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2017, n. 119, per gli anni scolastici-calendari annuali 2017/2018 e 2018/2019” – entro il 10 marzo 2018, i genitori/tutori/affidatari,

  • che abbiano presentato dichiarazione sostitutiva dovranno presentare ai servizi educativi per l’infanzia, alle istituzioni del sistema nazionale di istruzione, ai centri di formazione professionale regionale e alle scuole private non paritarie la documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie;
  • che abbiano dichiarato di aver richiesto alla ASL di effettuare le vaccinazioni non ancora somministrate, dovranno dare prova, con documentazione rilasciata dalla Azienda sanitaria locale, di aver presentato alla medesima Azienda la richiesta di effettuazione delle vaccinazioni e che la somministrazione di queste ultime sia stata fissata successivamente alla predetta data.

La presentazione, entro il 10 marzo 2018, della documentazione sopra riportata costituisce requisito per continuare a frequentare, fino alla fine dell’anno scolastico o del calendario annuale, i servizi educativi per l’infanzia e le scuole dell’infanzia, ivi incluse quelle private non paritarie. Per gli altri gradi di istruzione e per i centri di formazione professionale regionale, la mancata presentazione della documentazione nei termini previsti non determinerà il divieto di accesso né impedirà la partecipazione agli esami.

Nelle regioni e province autonome presso le quali sono istituite anagrafi vaccinaili e che intendono avvalersi della procedura semplificata di cui all’articolo 3-bis del decreto-legge n. 73 del 2017, entro il 10 marzo 2018, i genitori/tutori/affidatari non dovranno presentare la documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie ovvero l’avvenuta prenotazione delle vaccinazioni non ancora effettuate. Il rispetto degli adempimenti vaccinali sarà accertato secondo le modalità operative dettate dal documento tecnico (allegato A) trasmesso con la medesima nota interministeriale.


Decreto vaccini, chiarimenti all’ANCI su scadenza 10 marzo

(Ministero Salute,  6 febbraio 2018) La Ministra della Salute Beatrice Lorenzin ha risposto con una nota alla richiesta di chiarimenti del Presidente dell’Anci, Associazione Nazionale Comuni Italiani, Antonio De Caro sulla possibilità di completare o meno l’anno scolastico in corso per i minori che alla data del 10 marzo risulteranno ancora in attesa di effettuare le vaccinazioni.

Al riguardo la nota evidenzia che i bambini, “i cui genitori dimostrino, con documentazione proveniente dalla ASL entro il 10 marzo p.v., di aver presentato alla medesima Azienda la richiesta di effettuazione delle vaccinazioni e che la somministrazione di queste ultime sia stata fissata dalla medesima Azienda sanitaria successivamente a tale ultima data, ben potranno continuare a frequentare i servizi educativi per l’infanzia e le scuole dell’infanzia sino alla fine dell’anno scolastico o del calendario annuale in corso; pertanto dopo il 10 marzo p.v. sarà precluso l’accesso ai servizi educativi per l’infanzia e alle scuole dell’infanzia ai soli minori i cui genitori/tutori/affidatari non siano in regola neppure con tale adempimento”.


Decreto vaccini, la sentenza della Corte costituzionale considera legittimo l’obbligo dei vaccini nel contesto attuale

(Ministero Salute,  22 novembre 2017) “Grande soddisfazione per la conferma di costituzionalità del Decreto vaccini da parte della Consulta. I vaccini sono una conquista della scienza e una delle più importanti misure di prevenzione esistenti. Il Decreto protegge la salute dei nostri bambini e di tutta la comunità”.

Queste le dichiarazioni della Ministra della Salute Beatrice Lorenzin alla sentenza della Corte costituzionale che ieri ha discusso in merito alla legittimità dell’obbligo vaccinale per i minori di 16 anni.

La Corte Costituzionale ha respinto i ricorsi presentati dalla Regione Veneto e ha dichiarato non fondate tutte le questioni prospettate nei ricorsi del Veneto.

Il comunicato dell’Ufficio stampa della Corte costituzionale

Nell’udienza di ieri, davanti alla Corte costituzionale, sono state discusse le numerose questioni di legittimità costituzionale promosse dalla Regione Veneto sul decreto legge n. 73 del 2017, convertito nella legge n. 119 del 2017, in materia di vaccinazioni obbligatorie per i minori fino a 16 anni di età.

Le questioni sottoposte alla Corte costituzionale non mettevano in discussione l’efficacia delle vaccinazioni – attestata dalle istituzioni a ciò deputate (Organizzazione mondiale della sanità; Istituto superiore di sanità) e da una lunga serie di piani nazionali vaccinali – ma la loro obbligatorietà, sospesa dalla Regione Veneto con una legge del 2007 che aveva introdotto un sistema di prevenzione delle malattie infettive basato solo sulla persuasione.

La Corte ha dichiarato non fondate tutte le questioni prospettate.

Secondo i giudici costituzionali, le misure in questione rappresentano una scelta spettante al legislatore nazionale.

Questa scelta non è irragionevole, poiché volta a tutelare la salute individuale e collettiva e fondata sul dovere di solidarietà nel prevenire e limitare la diffusione di alcune malattie.

La Corte ha considerato tra l’altro che tutte le vaccinazioni rese obbligatorie erano già previste e raccomandate nei piani nazionali di vaccinazione e finanziate dallo Stato nell’ambito dei Livelli essenziali di assistenza sanitaria (Lea).

Inoltre, il passaggio da una strategia basata sulla persuasione a un sistema di obbligatorietà si giustifica alla luce del contesto attuale caratterizzato da un progressivo calo delle coperture vaccinali.

È stato altresì considerato che la legge di conversione ha modificato il decreto legge riducendo sensibilmente le sanzioni amministrative pecuniarie e prevedendo che, in ogni caso, debbano essere precedute dall’incontro tra le famiglie e le autorità sanitarie allo scopo di favorire un’adesione consapevole e informata al programma vaccinale.

Infine, la mancata vaccinazione non comporta l’esclusione dalla scuola dell’obbligo dei minori, che saranno di norma inseriti in classi in cui gli altri alunni sono vaccinati.


Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca congiuntamente al Ministero della Salute pubblicano la Nota 1 settembre 2017, AOODPIT 1679 recante indicazioni operative, relative all’anno scolastico 2017/2018, per l’attuazione del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, convertito con modificazioni dalla legge 31 luglio 2017, n. 119, recante “Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale, di malattie infettive e di controversie relative alla somministrazione di farmaci” – Disposizioni per l’anno scolastico e il calendario annuale 2017/2018. Integrazione delle circolari n. 25233/2017 del Ministero della salute e nota AOODPIT 1622 del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca del 16 agosto 2017.

La circolare ha lo scopo di agevolare le famiglie nell’adempimento degli obblighi vaccinali, che sono al centro della nuova normativa approvata a tutela della salute pubblica, e di favorire un positivo rapporto scuola-famiglia in fase di prima attuazione della normativa.

La comunicazione fornisce, in vista dell’avvio delle lezioni, indicazioni chiare sul fronte della documentazione da presentare (con un dettaglio ulteriore rispetto alle comunicazioni già fornite per quanto riguarda le modalità di richiesta di un appuntamento per i vaccini alla propria ASL); sulle scadenze previste e sulla loro armonizzazione con il calendario scolastico e con l’effettivo avvio delle lezioni; sull’accesso a scuola.

Per quanto riguarda i documenti, la circolare ricorda che è possibile fornire alle scuole: idonea documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie previste dalla legge in base all’età; idonea documentazione comprovante l’avvenuta immunizzazione a seguito di una malattia naturale; idonea documentazione sanitaria comprovante la sussistenza dei requisiti per l’omissione o il differimento delle vaccinazioni; copia della formale richiesta di vaccinazione alla ASL territorialmente competente (con riguardo alle vaccinazioni obbligatorie non ancora effettuate) secondo le modalità indicate dalla stessa ASL per la prenotazione.

In particolare, proprio per agevolare le famiglie, per l’anno scolastico 2017/2018, la richiesta di vaccinazione potrà essere effettuata anche telefonicamente (purché la telefonata sia riscontrata positivamente, con un appuntamento fissato), inviando una mail all’indirizzo di posta elettronica ordinaria (PEO) o certificata (PEC) di una delle ASL della regione di appartenenza o inoltrando una raccomandata con avviso di ricevimento. In tutti questi casi, e solo per l’anno scolastico 2017/2018, in alternativa alla presentazione della copia della formale richiesta di vaccinazione si potrà autocertificare di aver richiesto alla ASL di effettuare le vaccinazioni non ancora somministrate.

Servizi e scuole dell’infanzia

Le famiglie con figli che frequentano servizi educativi per l’infanzia o scuole dell’infanzia (incluse quelle private non paritarie) dovranno presentare la documentazione richiesta entro l’11 settembre 2017, atteso che il termine indicato dal decreto-legge (10 settembre 2017) è un giorno festivo.

La presentazione della documentazione è requisito di accesso. Quindi, già per l’anno scolastico 2017/2018, a decorrere dal 12 settembre 2017, non potranno accedere ai servizi educativi per l’infanzia e alle scuole dell’infanzia i minori i cui genitori/tutori/affidatari non l’abbiano presentata entro i termini. La circolare armonizza le scadenze con i calendari scolastici: nelle scuole dove le lezioni partiranno dopo l’11 settembre, l’accesso sarà garantito ai minori che i cui genitori/tutori/affidatari abbiano presentato la documentazione entro la data di avvio delle lezioni stesse. In caso di autocertificazione, è confermato che la documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni dovrà comunque essere prodotta entro il 10 marzo 2018. Sempre in caso di autocertificazione il minore avrà accesso ai servizi, ma entro il 10 marzo 2018 dovrà pervenire alla scuola un’idonea documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie. In caso contrario il minore non potrà più accedere ai servizi. La circolare precisa, comunque, che, se il genitore/tutore/affidatario non ha presentato la documentazione richiesta entro l’11 settembre 2017 o, nel caso di dichiarazione sostitutiva della documentazione, entro il 10 marzo 2018, il minore non in regola con gli adempimenti vaccinali ed escluso dall’accesso ai servizi rimarrà iscritto ai servizi educativi per l’infanzia e alle scuole dell’infanzia e sarà nuovamente ammesso ai servizi, successivamente alla presentazione della documentazione richiesta. In ogni caso, la mancata presentazione della documentazione nei termini sarà segnalata, entro i successivi 10 giorni, alla ASL territorialmente competente che avvierà la procedura prevista per il recupero dell’inadempimento.

Scuole del I e II ciclo

Per chi ha figli iscritti alla scuola del I e II ciclo o nei centri di formazione professionale regionale la documentazione va presentata entro il 31 ottobre 2017 (o entro il 10 marzo per chi ha prodotto un’autocertificazione) e non costituisce requisito di accesso alla scuola. La mancata presentazione della documentazione entro i termini previsti sarà comunque segnalata, entro i successivi 10 giorni, dal dirigente scolastico o dal responsabile del centro di formazione professionale regionale all’ASL territorialmente competente che, avvierà la procedura prevista per il recupero dell’inadempimento.


Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha inviato il 16 agosto alle scuole la nota AOODPIT 1622 che contiene le prime indicazioni operative per l’attuazione del decreto-legge n.73 del 7 giugno 2017, convertito con modificazioni dalla legge n. 119 del 31 luglio 2017, in materia di prevenzione vaccinale.

La circolare si apre con una premessa sulla legge e sulle sue finalità e prosegue con le indicazioni per le istituzioni scolastiche, a partire da quelle per la gestione della fase transitoria prevista per gli anni scolastici 2017/2018 e 2018/2019.

Le premesse

La legge – ricorda la circolare – intervenendo sull’obbligatorietà delle vaccinazioni, assicura a tutta la popolazione, in maniera omogenea sul territorio nazionale, le azioni dirette alla prevenzione, al contenimento e alla riduzione dei rischi per la salute pubblica. L’estensione della vaccinazione rappresenta, pertanto, un progresso nella tutela della salute della collettività e di ciascuna persona. Il Parlamento e il Governo hanno lavorato insieme, in sede di conversione del decreto-legge, per far sì che le scuole possano collaborare alla tutela della salute collettiva, nell’ambito delle proprie competenze e nel pieno rispetto del diritto all’istruzione.

L’articolo 3-bis del decreto-legge, aggiunto in sede di conversione, stabilisce che, a decorrere dall’anno scolastico 2019/2020, dopo una prima fase transitoria, siano le Aziende Sanitarie Locali (ASL), una volta ricevuto dalle scuole l’elenco delle iscritte e degli iscritti sino ai 16 anni di età, a restituirlo con l’indicazione di coloro che eventualmente non risultino in regola con gli adempimenti vaccinali. Per la scuola dell’infanzia la mancata presentazione della documentazione attestante l’adempimento degli obblighi vaccinali comporterà la decadenza dell’iscrizione. Per i gradi di istruzione successivi non sono previste invece ricadute sull’accesso al servizio scolastico.

Il decreto-legge, come convertito, non cambia la normativa vigente dal punto di vista dell’accesso a scuola: l’articolo 100 del Testo Unico in materia di Istruzione del 1994 già subordinava l’ammissione alla scuola dell’infanzia alla presentazione della certificazione di talune vaccinazioni. Con la legge, anzi, gli adempimenti previsti per le istituzioni scolastiche saranno semplificati: le scuole non dovranno più acquisire per tutte le iscritte e tutti gli iscritti dei vari gradi di istruzione le certificazioni delle vaccinazioni effettuate, ma semplicemente trasmettere l’elenco delle alunne e degli alunni alle ASL, tramite il sistema informativo del Ministero.

La fase transitoria

Per l’anno scolastico 2017/2018 e per il 2018/2019 valgono invece le modalità transitorie stabilite dalla legge e illustrate nella circolare, che potranno essere eventualmente semplificate in base ad accordi tra gli Uffici Scolastici Regionali e le Regioni, tramite le ASL, ciò al fine di agevolare le famiglie e le scuole. Alcune Regioni stanno infatti predisponendo azioni specifiche per semplificare la documentazione che le famiglie dovranno consegnare alle scuole sino all’anno 2018/2019 (dal 2019/2020 si passa alla semplificazione definita dalla legge).

La legge, come è noto, estende a 10 le vaccinazioni obbligatorie e gratuite per tutte le alunne e gli alunni di età compresa tra zero e 16 anni. E dispone l’obbligo per le Regioni di assicurare l’offerta attiva e gratuita, per i minori di età compresa tra zero e 16 anni, anche di altre 4 vaccinazioni non obbligatorie. All’obbligo si adempie secondo le indicazioni contenute nel calendario vaccinale nazionale relativo a ciascuna coorte di nascita. Il calendario vaccinale è reperibile al link fornito dal Ministero della Salute: www.salute.gov.it/vaccini.

Le scuole hanno il compito di acquisire la documentazione relativa all’obbligo vaccinale e devono segnalare alla ASL territoriale di competenza l’eventuale mancata presentazione di questa documentazione. Per comprovare l’effettuazione delle vaccinazioni potrà essere presentata una dichiarazione sostituiva. In caso di esonero, omissione o differimento delle vaccinazioni, potranno essere presentati uno o più documenti, rilasciati dalle autorità sanitarie competenti.

Per l’anno scolastico 2017/2018, la documentazione dovrà essere presentata alle scuole entro il 10 settembre 2017 per le bambine e i bambini della scuola dell’infanzia e delle sezioni primavera (comprese le scuole private non paritarie), ed entro il 31 ottobre 2017 per tutti gli altri gradi di istruzione.

Entro 10 giorni da queste scadenze il dirigente scolastico sarà tenuto a segnalare alla ASL territorialmente competente l’eventuale mancata consegna della documentazione da parte dei genitori.  La documentazione dovrà essere acquisita anche per le alunne e gli alunni che già sono iscritte e iscritti e frequentano l’istituzione scolastica.

Chi ha presentato una dichiarazione sostitutiva, entro il 10 marzo 2018 dovrà presentare la documentazione comprovante l’avvenuta vaccinazione. Per le scuole dell’infanzia e le sezioni primavera la consegna della documentazione vaccinale entro il 10 settembre 2017 è requisito di accesso.

Vista l’imminenza dell’avvio del nuovo anno scolastico, la circolare del Miur invita i dirigenti scolastici ad informare da subito i genitori sui nuovi obblighi vaccinali e sulle disposizioni applicative per il 2017/2018.

Il Ministero della Salute e il Miur daranno poi avvio, per l’anno scolastico 2017/2018, a iniziative di formazione del personale docente ed educativo, nonché di educazione delle alunne e degli alunni, delle studentesse e degli studenti, sui temi della prevenzione sanitaria e in particolare delle vaccinazioni. Anche con il coinvolgimento delle associazioni dei genitori e delle associazioni di categoria delle professioni sanitarie.


Vaccini, Fedeli: “Al lavoro per sostegno a famiglie e scuole. Bene proposta Anci”

(Roma, 17 agosto 2017) “Come Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca condividiamo la proposta dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani di definire da subito procedure standard per l’applicazione della legge sui vaccini. Il nostro obiettivo è agevolare e sostenere le famiglie, le alunne e gli alunni, le scuole. Da subito ci siamo mossi in tal senso e continueremo a farlo nelle prossime settimane. Proprio oggi abbiamo inviato una circolare agli istituti scolastici per fornire indicazioni operative e chiarimenti sull’attuazione della norma e dare supporto, attraverso strumenti specifici, a tutti i soggetti coinvolti”. Così la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli.

“La legge sui vaccini nasce con uno scopo: garantire due diritti costituzionali alle nostre e ai nostri giovani, quello alla salute e quello all’istruzione. È chiaro – aggiunge la Ministra – che per raggiungere questo obiettivo dobbiamo mettere in campo procedure agevoli, snelle ed efficaci. E dobbiamo farlo in un’ottica di collaborazione, ciascuno per la propria parte e per la propria responsabilità, per applicare la legge nel modo più efficace possibile: Ministeri, Regioni, Enti locali, scuole e famiglie. Come Ministero lavoreremo in questa ottica, in collaborazione con le altre istituzioni, per spiegare e informare. Affinché l’attuazione della legge sia agile e priva di ostacoli”.

Riordino Istruzione Professionale


Via libera il 21 dicembre 2017 in Conferenza Stato-Regioni all’intesa al Regolamento attuativo per il riordino dell’Istruzione professionale. Prende corpo, dunque, la riforma disegnata da uno dei decreti legislativi (il numero 61 del 2017) della legge 107 del 2015, la Buona Scuola. Per il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca era presente il Sottosegretario Vito De Filippo.

“La revisione dell’Istruzione professionale ha l’obiettivo di dare una chiara identità a questi istituti, innovando e rendendo più flessibile la loro offerta formativa, superando l’attuale sovrapposizione con l’Istruzione tecnica che ha causato, in passato, la perdita di iscrizioni, e mettendo ordine in un ambito frammentato tra competenze statali e regionali – sottolinea la Ministra Valeria Fedeli -. Rilanceremo i laboratori, stanziando anche apposite risorse PON per rinnovarli, e sarà potenziato l’organico del personale docente, con quasi 48 milioni stanziati per l’anno scolastico 2018/2019 e ulteriori finanziamenti a regime. Possiamo davvero scrivere una nuova e importante pagina per queste scuole che possono e devono avere un ruolo centrale nel rilancio economico del Paese e che possono essere davvero laboratori territoriali di innovazione. Nelle prossime settimane, anche in vista delle iscrizioni, accompagneremo scuole e famiglie, informandole sul nuovo sistema e sulle sue opportunità”.

“Il rilancio dei professionali è un tassello decisivo della riforma varata nel 2015. Si tratta di novità attese per dare una risposta qualitativamente alta a chi oggi decide di intraprendere questo percorso di studi. Dopo l’intesa di oggi lavoreremo rapidamente per fare in modo che tutto sia pronto per il prossimo anno scolastico: a settembre 2018 è previsto il debutto dei nuovi percorsi”, aggiunge il Sottosegretario Vito De Filippo.

I percorsi saranno di 5 anni: biennio più triennio. Gli indirizzi passeranno da 6 a 11: agricoltura, sviluppo rurale, valorizzazione dei prodotti del territorio e gestione delle risorse forestali e montane; pesca commerciale e produzioni ittiche; industria e artigianato per il Made in Italy; manutenzione e assistenza tecnica; gestione delle acque e risanamento ambientale; servizi commerciali; enogastronomia e ospitalità alberghiera; servizi culturali e dello spettacolo; servizi per la sanità e l’assistenza sociale; arti ausiliarie delle professioni sanitarie: odontotecnico; arti ausiliarie delle professioni sanitarie: ottico.

Ogni scuola potrà declinare questi indirizzi in base alle richieste e alle peculiarità del territorio, coerentemente con le priorità indicate dalle Regioni. Il riordino punta ad una sempre maggiore personalizzazione degli apprendimenti in modo tale che le studentesse e gli studenti, attraverso un progetto formativo individuale, possano sviluppare e acquisire competenze che li aiutino nell’accesso del mondo del lavoro. Nel biennio vengono inseriti gli assi culturali, ovvero aggregazioni di insegnamenti omogenei che forniscono competenze chiave di cittadinanza alle giovani e ai giovani.

Le scuole potranno utilizzare le loro quote di autonomia, in relazione all’orario complessivo, per rafforzare i laboratori e qualificare la loro offerta in modo flessibile.

Per una informazione preliminare alle istituzioni scolastiche e alle famiglie in merito alle novità previste, in vista delle imminenti iscrizioni, il Ministero ha predisposto una circolare inviata a tutte le scuole con i punti principali del Regolamento approvato oggi. Il Ministero ha già avviato gli incontri informativi con gli Uffici scolastici regionali (USR) e stanziato oltre 1 milione di euro per l’accompagnamento della riforma: sono previsti, nei prossimi mesi, ulteriori incontri con gli USR e apposite conferenze di servizio con i dirigenti scolastici.


Dall’anno scolastico 2018/2019, l’istruzione professionale cambia e si rinnova profondamente.

Per dare risposte alla domanda diffusa di una formazione di qualità e fornire opportunità sempre più interessanti alle giovani e ai giovani, il processo di riforma si concretizza in un nuovo modello organizzativo basato su:

  • Nuovi indirizzi: si passa da 6 a 11. Il profilo dei nuovi indirizzi è stato predisposto in modo innovativo e sempre più coerente con il sistema produttivo che caratterizza il “Made in Italy”.
  • Un nuovo modello didattico, basato sulla personalizzazione, sull’uso diffuso ed intelligente dei laboratori, su un’integrazione piena tra competenze, abilità e conoscenze.
  • Una didattica orientativa, finalizzata ad accompagnare e indirizzare le studentesse e gli studenti in tutto il corso di studi.
  • Maggiore flessibilità.
  • Materie aggregate per assi culturali.
  • Un biennio sostanzialmente unitario, seguito da un triennio finalizzato all’approfondimento della formazione dello studente.

I cambiamenti sono stati previsti dal decreto legislativo 61 del 13 aprile 2017, con l’obiettivo di rilanciare l’istruzione professionale, puntando ad aumentare la qualità educativa e con l’obiettivo fondamentale di formare cittadine e cittadini di domani, aiutando le ragazze e i ragazzi a maturare autonomia, consapevolezza e responsabilità e ad acquisire strumenti per crescere e costruirsi un futuro in ulteriori percorsi di studio o direttamente nel mondo del lavoro.

Per perseguire questi obiettivi, il sistema scolastico e formativo investe risorse finanziarie e professionali. Grazie alla riforma ci saranno:

  • Più insegnanti tecnico-pratici, in piena integrazione con gli insegnanti curricolari.
  • Più fondi per laboratori ed attrezzature specialistiche.
    Una maggiore valorizzazione dell’autonomia scolastica.

L’istruzione professionale punta a diventare un laboratorio permanente di ricerca e di innovazione, in continuo rapporto con il mondo del lavoro, motore di sviluppo e di crescita.

Esame di Stato e Competenze Primo Ciclo


Scuola, Fedeli firma il decreto: cambia l’Esame della secondaria di I grado

Più attenzione al percorso di studi, Cittadinanza e Costituzione valorizzata nel colloquio

Prove Invalsi ad aprile: si faranno al computer, arriva l’Inglese

Circolare alle scuole anche per la valutazione nel I ciclo

Maggiore attenzione alla valorizzazione del percorso fatto da alunne e alunni durante il triennio di studi. La partecipazione alle prove Invalsi diventa requisito d’ammissione all’Esame, ma non incide sulla votazione finale, lo svolgimento è anticipato ad aprile e a Italiano e Matematica si aggiunge l’Inglese. Competenze in Cittadinanza e Costituzione valorizzate all’orale. Insieme al diploma arriva un modello nazionale di certificazione delle competenze, risultato della sperimentazione già condotta da circa 2.700 scuole.

Sono le principali novità del nuovo Esame di Stato della scuola secondaria di I grado, disegnato da uno dei decreti attuativi della legge 107 del 2015 (Buona Scuola) approvati lo scorso aprile. La Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, ha firmato il decreto che rende operative le nuove regole.

Sarà poi inviata oggi alle scuole l’apposita circolare informativa sulle nuove modalità di valutazione del I ciclo previste dalla legge, rispetto alle quali il Ministero, in accordo con le sedi regionali, metterà in campo specifici interventi di accompagnamento per  il personale della scuola fin dalla prima fase di attuazione.

Valutazione nel I ciclo

Le nuove modalità di valutazione mettono al centro l’intero processo formativo e i risultati di apprendimento, con l’obiettivo di dare più valore al percorso fatto dalle alunne e dagli alunni, e sono improntate ad una loro presa in carico complessiva per contrastare le povertà educative e favorire l’inclusione, attivando tutte le strategie di accompagnamento necessarie.

Sarà il collegio dei docenti a deliberare criteri e modalità di valutazione di apprendimenti e comportamento. I criteri saranno resi pubblici e inseriti nel Piano triennale dell’offerta formativa. Le scuole, per rendere più completa e chiara la valutazione anche alle famiglie, dovranno accompagnare i voti in decimi con la descrizione del processo e del livello globale di sviluppo degli apprendimenti raggiunto. La valutazione del comportamento sarà espressa d’ora in poi con giudizio sintetico e non più con voti decimali, per offrire un quadro più complessivo sulla relazione che ciascuna studentessa o studente ha con gli altri e con l’ambiente scolastico. La norma che prevedeva la non ammissione alla classe successiva per chi conseguiva un voto di comportamento inferiore a 6/10 è abrogata. Ma resta confermata la non ammissione alla classe successiva (in base a quanto previsto dallo Statuto delle studentesse e degli studenti) nei confronti di coloro a cui è stata irrogata la sanzione disciplinare di esclusione dallo scrutinio finale.

Insieme al diploma finale del I ciclo sarà rilasciata una Certificazione delle competenze con riferimento alle competenze chiave europee. Alle scuole verrà fornito, per la prima volta, un modello unico nazionale di certificazione, che sarà accompagnato anche da una sezione a cura dell’Invalsi con la descrizione dei livelli conseguiti nelle Prove nazionali.

Saranno otto le competenze certificate dalle scuole: comunicazione nella madrelingua, comunicazione nella lingua straniera, competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia, competenze digitali, capacità di imparare ad imparare (intesa come autonomia negli apprendimenti), competenze sociali e civiche, spirito di iniziativa, consapevolezza ed espressione culturale.

La certificazione sarà rilasciata anche al termine della primaria, ma senza la sezione dedicata all’Invalsi.

L’Invalsi

Nella scuola primaria le prove sono confermate in seconda e quinta. Nell’ultima classe viene introdotta una prova in Inglese coerente con il Quadro comune europeo di riferimento delle lingue e con le Indicazioni nazionali per il curricolo. L’Invalsi fornirà, nel mese di ottobre, le indicazioni necessarie per accompagnare l’introduzione della prova di Inglese.

Nella secondaria di I grado le prove si sostengono in terza, ma non fanno più parte dell’Esame, nell’ottica di una maggiore coerenza con l’obiettivo finale delle prove: fotografare il livello di competenza delle ragazze e dei ragazzi per sostenere il miglioramento del sistema scolastico. Restano Italiano e Matematica, si aggiunge l’Inglese. Le prove si svolgeranno ad aprile, al computer. La partecipazione sarà requisito per l’accesso all’Esame, ma non inciderà sul voto finale. Entro ottobre le scuole riceveranno le informazioni necessarie per lo svolgimento delle prove al computer.

L’Esame conclusivo del I ciclo

L’ammissione

Per poter sostenere l’Esame, le alunne e gli alunni del terzo anno delle scuole secondarie di I grado dovranno aver frequentato almeno tre quarti del monte ore annuale, non aver ricevuto sanzioni disciplinari che comportano la non ammissione all’Esame, e aver partecipato alle prove Invalsi di Italiano, Matematica e Inglese. Nel caso in cui l’alunna o l’alunno non abbiano raggiunto i livelli minimi di apprendimento necessari per accedere all’Esame, il consiglio di classe potrà deliberare, a maggioranza e con adeguata motivazione, la non ammissione.

Le prove

Terranno maggiormente conto, rispetto al passato, del profilo delle studentesse e degli studenti e dei traguardi di sviluppo delle competenze definiti nelle Indicazioni Nazionali per il curricolo. Le prove scritte diventano tre: una di Italiano, una di Matematica e una per le Lingue straniere.

Italiano

Verificherà la padronanza della lingua, la capacità di espressione personale, la coerente e organica esposizione del pensiero da parte delle alunne e degli alunni. Le tracce dovranno comprendere un testo narrativo o descrittivo; un testo argomentativo, che consenta l’esposizione di riflessioni personali, per il quale dovranno essere fornite indicazioni di svolgimento; una traccia di comprensione e sintesi di un testo letterario, divulgativo, scientifico anche attraverso richieste di riformulazione. La prova potrà essere strutturata anche in più parti, mixando le tre diverse tipologie.

Matematica

Sarà finalizzata ad accertare la capacità di rielaborazione e di organizzazione delle conoscenze, delle abilità e delle competenze acquisite dalle alunne e dagli alunni nelle seguenti aree: numeri, spazio e figure, relazioni e funzioni, dati e previsioni. La prova sarà strutturata con problemi articolati su una o più richieste e quesiti a risposta aperta. Potranno rientrare nelle tracce anche metodi di analisi, organizzazione e rappresentazione dei dati, caratteristici del pensiero computazionale.

Lingua straniera

È prevista una sola prova di Lingua straniera, distinta in due sezioni, che verificherà che le alunne e gli alunni siano in possesso delle competenze di comprensione e produzione scritta di livello A2 del Quadro comune europeo di riferimento per l’Inglese e A1 per la seconda lingua comunitaria. La prova potrà consistere: in un questionario di comprensione di un testo a risposta chiusa e aperta; nel completamento di un testo in cui siano state omesse parole singole o gruppi di parole, oppure riordino e riscrittura o trasformazione di un testo; nell’elaborazione di un dialogo su traccia articolata che indichi chiaramente situazione, personaggi e sviluppo degli argomenti; nell’elaborazione di una lettera o email personale su traccia riguardante argomenti di carattere familiare o di vita quotidiana; nella sintesi di un testo che evidenzi gli elementi e le informazioni principali.

Il colloquio

È finalizzato a valutare il livello di acquisizione delle conoscenze, abilità e competenze previsto dalla Indicazioni nazionali, con particolare attenzione alle capacità di argomentazione, di risoluzione di problemi, di pensiero critico e riflessivo, di collegamento fra discipline. Terrà conto anche dei livelli di padronanza delle competenze connesse alle attività svolte nell’ambito di Cittadinanza e Costituzione.

Valutazione e voto finale

Il voto finale deriverà dalla media fra il voto di ammissione e la media dei voti delle prove scritte e del colloquio. Potrà essere assegnata la lode.

Il decreto riserva particolare attenzione alle alunne e agli alunni con disabilità o con disturbi specifici dell’apprendimento (DSA): per loro sono previsti tempi adeguati, sussidi didattici o strumenti necessari allo svolgimento delle prove d’Esame.

15 settembre Consultazione RAV Scuola Infanzia

Come previsto  dalla nota 25 agosto 2016, AOODGOSV 9644, dal 15 al 30 settembre si svolge la consultazione nazionale sulla bozza del Rapporto di autovalutazione (RAV) per la scuola dell’infanzia

Dal 15 di settembre parte la consultazione nazionale sul Rapporto di autovalutazione della scuola dell’infanzia, curata dall’INVALSI, che coinvolgerà tutte le scuole statali e paritarie interessate. La consultazione avverrà tramite un questionario a risposte chiuse di cui si allega una copia. Le risposte fornite permetteranno di regolare la bozza del Rapporto di autovalutazione già trasmessa alle scuole. Con la nuova bozza del rapporto di autovalutazione si metterà in atto una sperimentazione entro l’a.s. 2016/17, mentre l’utilizzo del rapporto di autovalutazione in tutte le scuole dell’infanzia partirà dall’a.s. 2017/18.

7 febbraio 15 milioni contro la dispersione

Il decreto ministeriale 7 febbraio 2014, n. 87, in ragione di quanto previsto dall’art. 7 della Legge 8 novembre 2013, n. 128, finanzia con 15 milioni di euro gli istituti comprensivi ed i bienni delle scuole secondarie di secondo grado per attività integrative e pomeridiane contro la dispersione.

Scuola, al via bando per progetti didattici contro la dispersione
15 milioni di euro alle scuole per attività integrative e pomeridiane

(Roma, 10 febbraio 2014) Scuola, al via il Programma di didattica integrativa e innovativa per il contrasto della dispersione scolastica. Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Maria Chiara Carrozza, ha firmato, a seguito dell’accordo in Conferenza Unificata, il decreto ministeriale previsto dal decreto legge ‘L’Istruzione riparte’ (articolo 7) che punta a rafforzare gli strumenti a disposizione delle istituzioni scolastiche per diminuire il fenomeno degli abbandoni precoci dei percorsi di studio, a ridurre le ripetenze e i debiti formativi.

Le scuole potranno presentare la propria candidatura agli Uffici Scolastici Regionali entro il prossimo 28 febbraio. Apposite commissioni valutatrici selezioneranno i progetti migliori. Il finanziamento totale a disposizione è di 15 milioni di euro. Le attività didattiche proposte dovranno essere avviate nel corso di questo anno scolastico e proseguire nell’anno scolastico 2014-15. Le scuole – anche in rete fra loro – potranno proporre azioni finalizzate alla prevenzione del disagio causa di abbandoni scolastici precoci, al rafforzamento delle competenze di base, all’integrazione degli alunni di cittadinanza non italiana. Una progettazione partecipata, anche in raccordo con il territorio e le famiglie, la predisposizione di percorsi personalizzati, incentrati sui bisogni e le potenzialità di ogni alunno, con particolare attenzione ai bisogni degli studenti di recente immigrazione e a quelli di seconda generazione, dovranno essere al centro dei progetti presentati.

Possono candidarsi tutti gli istituti comprensivi e le scuole secondarie di secondo grado (queste ultime per azioni rivolte alle classi del biennio iniziale). I progetti verranno selezionati sulla base dell’impatto previsto sugli indicatori del rischio di dispersione scolastica, del grado di innovazione didattica, della trasferibilità delle azioni proposte e della solidità delle partnership. Particolare attenzione verrà rivolta a quelle azioni che sono già state sperimentate con successo e che vedono il coinvolgimento diretto degli Enti Locali. I progetti selezionati riceveranno un finanziamento destinato alla realizzazione dipercorsi didattici personalizzati e per piccoli gruppi di studenti a rischio abbandono e ad attività integrative rivolte a tutti gli studenti, anche attraverso il prolungamento dell’orario scolastico. Gli Uffici Scolastici Regionali predisporranno staff di accompagnamento e monitoraggio dell’andamento dei progetti finanziati.

26 maggio Referendum consultivo Bologna

Il 9 gennaio 2013, su proposta di un comitato di cittadini del Comune di Bologna, è stato indetto un referendum consultivo comunale.

La consultazione si svolge il 26 maggio dalle ore 8 alle ore 22.

Quesito referendario

Quale fra le seguenti proposte di utilizzo delle risorse finanziarie comunali che vengono erogate secondo il vigente sistema delle convenzioni con le scuole d’infanzia paritarie a gestione privata ritieni più idonea per assicurare il diritto all’istruzione delle bambine e dei bambini che domandano di accedere alla scuola d’infanzia?
A) utilizzarle per le scuole comunali statali
B) utilizzarle per le scuole paritarie private

Dati risultanti dalle operazioni di scrutinio *

Elaborazione del 27.05.2013 alle ore 00:52
Referendum Sezioni voti %  rappresentazione grafica percentuale voti: A in blu, B in rosso
A B A B
Tutto il Comune 199/199 50.517 35.160 59,00 41,00 A
B

Affluenza alle urne *

Elaborazione del 26.05.2013 alle ore 22:00
Referendum Sezioni pervenute Votanti %
Finanziamento Scuola d’Infanzia 199/199 85.934 28,71

* dati elaborati a cura del Comune di Bologna

26 marzo 38 milioni di euro per l’Edilizia scolastica

Il Ministro firma una direttiva che destina 38 milioni di euro per la costruzione di edifici realizzati secondo le nuove Linee guida per le architetture interne in linea con l’innovazione nella scuola.

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Di seguito il comunicato stampa:

Edilizia scolastica: 38 milioni di euro per interventi nelle scuole statali attraverso il fondo immobiliare

Il Ministro Profumo firma direttiva che coinvolge, attraverso protocolli d’intesa, Regioni o Enti locali

(Roma, 27 marzo 2013) Sono 38 i milioni di euro da destinare alla costruzione di nuove scuole attraverso lo strumento del fondo immobiliare. Lo prevede la nuova direttiva firmata oggi dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Francesco Profumo. Si tratta di una iniziativa volta ad utilizzare la leva del fondo immobiliare per costruire le scuole del futuro.

Sono infatti state ridefinite le nuove Linee guida per le architetture interne delle scuole: non più solo aule, ma nuovi spazi di apprendimento in linea con l’innovazione nella scuola. Uno sguardo, quindi, verso il futuro strettamente collegato al più ampio piano di innovazione digitale delle scuole, di cui anche il recente DM sui libri di testo costituisce un tassello. La direttiva rappresenta anche un ulteriore passo in avanti nel programma pluriennale per l’edilizia scolastica, la sicurezza nelle scuole e la costruzione di plessi altamente tecnologici, così come avvenuto in Emilia Romagna dopo il terremoto. La sinergia e l’unione delle risorse tra MIUR, Regioni, edifici conferiti da Comuni, Provincie e Regioni, Fondi europei e beni confiscati dalla mafia può rappresentare un modello di rinascita economica per il Paese.

Il fondo immobiliare, da costituire attraverso una Società di Gestione del Risparmio appositamente individuata dall’Ente locale/Regione tramite procedure ad evidenza pubblica, è uno strumento finanziario destinato a realizzare le nuove strutture grazie alla valorizzazione degli immobili obsoleti, conferiti dall’Ente locale/Regione, e ad ogni ulteriore eventuale cofinanziamento.

Modalità di accesso ai fondi:
Per accedere ai contributi gli Enti locali/Regioni dovranno presentare richiesta, all’indirizzo di PEC: dppr@postacert.istruzione.it – entro il termine di 15 giorni dalla pubblicazione della direttiva sulla Gazzetta Ufficiale, specificando l’importo del contributo richiesto ed inviando il modello di protocollo di intesa, nel quale dovranno essere espressamente indicati gli interventi da realizzare ed il relativo costo totale.

Il contributo è concesso previa valutazione della congruità della domanda, secondo lo stretto ordine cronologico di ricevimento delle richieste, fino ad esaurimento delle risorse disponibili e, per ciascun Ente locale/Regione, non può eccedere il 25% del costo totale previsto per la realizzazione degli interventi né essere superiore a quanto richiesto e, comunque, superare l’importo complessivo di 5 milioni di euro. Le risorse verranno modulate in rapporto all’entità del fondo.

Gli Enti locali e le Regioni che hanno diritto al contributo, dovranno successivamente sottoscrivere formalmente con il MIUR il Protocollo di Intesa.

Il protocollo d’intesa tra Miur ed Ente locale/Regione
Con la sottoscrizione del protocollo per poter accedere ai contributi l’Ente locale o la Regione si impegna a definire, promuovere ed attivare l’esecuzione di un progetto di edilizia scolastica, consistente:

  • nella realizzazione di interventi di rigenerazione del patrimonio immobiliare scolastico di competenza, destinato all’istruzione statale, che comprendano anche interventi di costruzione di nuovi edifici scolastici da destinare anch’essi all’istruzione statale;
  • nell’uso dello strumento del fondo immobiliare per la realizzazione dei suddetti interventi, da costituire attraverso una Società di gestione del risparmio, appositamente individuata dall’Ente locale/Regione tramite procedure ad evidenza pubblica. Al fondo saranno conferiti e/o apportati da parte dell’Ente locale /Regione, immobili da valorizzare, aree pubbliche per le nuove costruzioni ed ogni eventuale ulteriore cofinanziamento.

Cliccando sui seguenti link possono essere consultate le ultime innovazioni introdotte in materia di edilizia scolastica.

Le nuove scuole costruite in Emilia Romagna dopo il sisma:
http://www.iltempodellascuola.it

Le architetture della scuola del futuro:
www.indire.it/eventi/quandolospazioinsegna

Linee Guida Poli tecnico-professionali e I.T.S.

Il 26 settembre Stato, Regioni e Autonomie locali hanno raggiunto un’intesa sulle Linee Guida per i Poli tecnico-professionali e Istituti tecnici Superiori.

Di seguito il comunicato stampa del MIUR:

Linee Guida per Poli tecnico-professionali e I.T.S.

(Roma, 27 settembre 2012) Stato, Regioni e Autonomie locali hanno raggiunto ieri un’importante intesa sulle Linee Guida per consolidare e sviluppare i rapporti tra istituti tecnici, istituti professionali, centri di formazione professionale e imprese, con la definizione della “mappa” per collegare filiere formative e filiere produttive, la costituzione dei Poli tecnico-professionali a livello provinciale e il potenziamento del’autonomia e del ruolo degli Istituti tecnici Superiori (I.T.S.).
Il relativo decreto, che giunge dopo pochi mesi dall’entrata in vigore dell’articolo 52 della legge n.35/2012, è stato condiviso dal MIUR con il Ministero del lavoro e politiche sociali, il Ministero dello sviluppo economico e il Ministero dell’economia, perché l’istruzione tecnica e professionale, attraverso un impegno comune, possa offrire più opportunità di occupazione per i giovani e per la crescita del sistema produttivo del Paese.
La mappa visualizza i collegamenti tra aree economiche e professionali, filiere produttive, cluster tecnologici, aree tecnologiche, ambiti e figure degli I.T.S., indirizzi degli istituti tecnici e degli istituti professionali, diplomi e qualifiche professionali. In questo modo i giovani e le loro famiglie, i soggetti del territorio e le imprese hanno – finalmente – una bussola per orientarsi.
Le Linee guida contengono gli standard per realizzare i Poli tecnico professionali, definiti a distanza di cinque anni dall’attuazione delle norme contenute all’articolo 13 della legge n. 40/2007, volute al tempo dai ministri Fioroni e Bersani, – ma rimasti sinora sulla carta. I Poli sono reti tra istituti tecnici e professionali, centri di formazione professionale accreditati e imprese per favorire lo sviluppo della cultura tecnica e scientifica, l’occupazione dei giovani anche attraverso i percorsi in apprendistato e nuovi modelli organizzativi, come le scuole bottega e le piazze dei mestieri, di cui vi sono già alcune positive esperienze pilota in Lombardia e in Piemonte.
Con il decreto, oggetto della raggiunta intesa, viene fissata anche la composizione delle commissioni che esamineranno, a partire dal prossimo mese di giugno, gli studenti a conclusione dei percorsi biennali degli istituti tecnici superiori già funzionanti.
Nella fase 2009/2011 sono state già costituite 62 Fondazioni ITS che hanno attivato 80 percorsi, ai quali si aggiungono 71 nuove classi prime nel corrente anno scolastico. Si farà a tutti un check up per consolidare e sviluppare quelli che hanno già dimostrato di rispondere alle esigenze del mondo del lavoro e istituirne nuovi, ove è richiesto dalle imprese. Lo specifico Fondo, istituito con la legge finanziaria 2007, è stato dotato, per la prima volta con la recente legge n.135/2012, di un contributo stabile del MIUR, pari a 14 milioni di euro a partire dal 2013, in modo che i percorsi di specializzazione tecnica superiore degli ITS vadano a regime dal prossimo anno. Non ci potrà comunque essere, in ciascuna regione, più di un istituto tecnico superiore in relazione agli ambiti tecnologici indicati nella mappa, allo scopo di evitare inutili duplicazioni e integrare meglio tutte le risorse pubbliche e private disponibili sul territorio.
Anche il Presidente della Repubblica, in occasione dell’apertura ufficiale dell’anno scolastico al Quirinale, ha elogiato le misure per collegare l’istruzione agli sbocchi lavorativi, per potenziare l’istruzione tecnica e la formazione professionale superiore in relazione alla realtà e produttività del Paese. Soprattutto ha posto l’accento sulla necessità di rafforzare l’istruzione tecnica superiore, dando più autonomia e ruolo agli Istituti Tecnici Superiori (ITS), quali scuole speciali di tecnologia che devono rispondere a rigorosi standard per l’accesso ai contribuiti del Ministero dell’Istruzione e per il riconoscimento del Diploma di Tecnico Superiore

15 maggio Documento del Consiglio di Classe

I consigli di classe dell’ultimo anno di corso elaborano, entro il 15 maggio, per la commissione d’esame, un apposito documento relativo all’azione educativa e didattica realizzata nell’ultimo anno di corso.

Entro la medesima data la documentazione relativa ai crediti formativi deve pervenire all’istituto sede di esame.

3 febbraio Progetto sperimentale “VALeS”

Con la Circolare Ministeriale 3 febbraio 2012, n. 16, il MIUR avvia la sperimentazione del progetto VALeS

Di seguito il comunicato stampa del MIUR:

Parte il progetto sperimentale “VALeS” per la valutazione esterna delle scuole e dei dirigenti scolastici

Dopo l’avvio del progetto “VSQ- Valutazione per lo Sviluppo della Qualità delle scuole” nello scorso anno scolastico, parte quest’anno il nuovo percorso sperimentale “VALeS”- Valutazione e Sviluppo Scuola, finalizzato alla valutazione esterna delle scuole e – per la prima volta – dei dirigenti scolastici. Le analisi valutative saranno condotte dai nuclei di valutazione esterni, attraverso strumenti e protocolli di visita specifici.
Il progetto, rivolto alle scuole del primo e secondo ciclo, fino ad un limite massimo di 300 istituti su tutto il territorio nazionale, ha durata triennale e si colloca nella prospettiva di individuare un modello che prefiguri una valutazione organica di sistema, sulla base delle caratteristiche del Sistema Nazionale di Valutazione.
Diversamente dal precedente progetto “VSQ”, non sono previste premialità alle scuole che raggiungono i risultati migliori, ma finanziamenti per tutti gli istituti partecipanti, rapportati agli obiettivi da raggiungere: alle scuole in maggiore difficoltà sarà dunque garantito un maggiore supporto per sostenere il piano di miglioramento. Inoltre l’OCSE, a partire da quest’anno, collaborerà con il Ministero in tutte le fasi del progetto, per assicurare l’allineamento dell’esperienza italiana con il panorama internazionale.

COME FUNZIONERA’ IL PROGETTO
Per la valutazione complessiva della scuola e dell’azione della dirigenza scolastica, la sperimentazione seguirà tre passaggi chiave: l’analisi valutativa, il miglioramento e la valutazione finale.

Analisi valutativa:

  • rilevazione degli apprendimenti attraverso prove standard, con calcolo del valore aggiunto contestualizzato da parte di INVALSI;
  • raccolta dei dati strutturali della singola scuola presenti nel Sistema Informativo del MIUR, integrati dagli stessi istituti secondo modalità simili all’iniziativa “La Scuola in Chiaro”;
  • analisi valutativa del contesto scolastico e dell’azione della dirigenza scolastica, effettuata da parte di nuclei di osservatori esterni coordinati da ispettori che elaboreranno un rapporto di valutazione iniziale;

Miglioramento

  • piano di miglioramento, elaborato dalle scuole sulla base del rapporto di valutazione iniziale, supportato dall’INDIRE, oltre che dalle Università o da altre risorse professionali presenti sul territorio.

Valutazione finale

  • valutazione finale delle scuole e dei dirigenti scolastici e pubblicazione dei risultati sul servizio “La Scuola in Chiaro”, ai fini della trasparenza e della “accountability”.

VALUTAZIONE DIRIGENTI
Nell’ambito del progetto, particolare rilievo assume lo sviluppo di un sistema di valutazione specifico per il dirigente scolastico, la cui azione risulta fondamentale nel promuovere gli obiettivi di miglioramento del servizio, stimolando la collaborazione di tutta la comunità scolastica.

La valutazione del dirigente farà riferimento ad opportuni indicatori individuati all’interno delle seguenti macro-aree: direzione, coordinamento e valorizzazione delle risorse umane, organizzazione e gestione delle risorse finanziarie e strumentali, promozione della qualità dei processi interni alla comunità professionale, sviluppo delle innovazioni, attenzione alle famiglie ed alla comunità sociale, collaborazione con i soggetti istituzionali, culturali, professionali, sociali ed economici del territorio.

Per partecipare alla sperimentazione, le scuole potranno compilare, dal 10 febbraio al 12 marzo, il modulo di adesione che troveranno sul sito Progetti sperimentali di valutazione. Per consentire una più ampia diffusione sul territorio nazionale delle iniziative legate alla cultura della valutazione, gli istituti scolastici che partecipano al percorso sperimentale “VSQ”, avviato nell’a.s. 2010-2011, non potranno partecipare al progetto VALeS.

16 gennaio Linee Guida secondo biennio e quinto anno IT e IP

Il Ministro firma le Direttive nn. 4 e 5 del 16 gennaio 2012 in materia di Linee Guida per il secondo biennio e il quinto anno per i percorsi degli istituti Tecnici e degli istituti Professionali. Le stesse saranno ora inviate alla Corte dei Conti per la reistrazione e la successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Con le Direttive nn. 57, del 15 luglio 2010, e 65, del 28 luglio 2010, erano state trasmesse le Linee guida per il biennio iniziale, rispettivamente, degli istituti Tecnici e degli istituti Professionali.

12 gennaio Scuola in chiaro

A partire dal 12 gennaio 2012 viene attivata, sulla homepage del sito del MIUR, “Scuola in chiaro”, un’applicazione che consente di ricercare e localizzare le scuole su una mappa, utilizzando numerosi criteri di ricerca, e di procedere alle iscrizioni on line (scadenza 20 febbraio 2012).

La base informativa, necessaria per la realizzazione iniziale della “Scuola in chiaro” è costituita dai dati già presenti presso il Ministero.

Ogni scuola, dal 4 gennaio, può procedere ad integrare il servizio pubblicando, attraverso una funzione presente sul portale SIDI, tutti i dati posseduti che potranno essere aggiornati continuamente.

Per maggiori informazioni si vedano:

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“Scuola in chiaro” è un servizio con cui il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, attraverso il proprio sito, offre ai cittadini maggiore trasparenza sugli istituti scolastici italiani e più informazioni alle famiglie che devono iscrivere i propri figli a scuola.
Il progetto coinvolge 11 mila scuole di ogni ordine e grado, dalla primaria alla secondaria di secondo grado, circa 8 milioni di studenti e 2 milioni di famiglie; fornisce tutte le informazioni possedute dal sistema informativo e consente ad ogni Istituzione scolastica di pubblicare le proprie, secondo un format comune.
La base informativa che è stata necessaria per la realizzazione iniziale di “Scuola in chiaro” è costituita da dati già presenti presso il Ministero; poi le scuole,  a partire dal 4 gennaio, hanno potuto integrare il servizio pubblicando i dati posseduti, che  potranno essere aggiornati anche in seguito, senza scadenze.

L’applicazione presente sul sito del Miur  consente di ricercare e localizzare le scuole su una mappa, utilizzando numerosi criteri di ricerca. In questo modo le famiglie avranno l’opportunità di cercare, trovare e valutare l’istituto che meglio risponde alle esigenze formative dei propri figli e di procedere alla loro iscrizione on line, attraverso una semplice procedura guidata. Al termine si riceverà la conferma di aver completato correttamente l’iscrizione attraverso un messaggio di posta elettronica o un sms.

Resta sempre possibile, comunque,  effettuare l’iscrizione per l’anno scolastico 2012/2013, in scadenza il prossimo 20 febbraio, nel modo tradizionale, recandosi personalmente presso la scuola.

Queste alcune delle caratteristiche del progetto.

I dati di riferimento delle scuole vengono presentati attraverso 7 aree:

  • home, dove vengono presentate le informazioni anagrafiche della scuola con la possibilità da parte delle scuole stesse di inserire anche l’immagine dell’istituto;
  • didattica, con le informazioni sull’attività didattica, come orario delle lezioni, piano dell’offerta formativa, indirizzi di studio;
  • servizi, come i servizi web (certificati online, comunicazioni assenze settimanali, e altri) e le attrezzature a supporto (assenza barriere architettoniche, strutture sportive, biblioteche, giornalino scolastico, mensa);
  • indicatori alunni (ad es. numero degli alunni per anno di corso);
  • indicatori sul personale scolastico (numero docenti, consistenza personale amministrativo e tecnico);
  • indicatori finanziari (desunti dai bilanci trasmessi dalle scuole al Miur);
  • valutazione (dove sarà possibile consultare l’eventuale documentazione messa a disposizione dalle scuole sulla valutazione degli apprendimenti degli alunni).

Fonte: Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

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FAQ “Scuola in chiaro” – Aggiornate al 19 gennaio 2012

Si ricorda, alle istituzioni scolastiche, che, oltre alle FAQ, è messa a loro disposizione anche la Guida che illustra le fasi operative di gestione e aggiornamento dell’applicazione.

1/ Scuola – Fino a quando è possibile inserire i dati di competenza della scuola in “Scuola in chiaro”?
Come specificato nella nota operativa prot. n. 6865 del 30 dicembre 2011 (già prot. n. 6756 del 30 dicembre 2011 – vedi domanda 9), l’inserimento, la modifica o l’integrazione nell’Area SIDI “Scuola in chiaro” delle informazioni di esclusiva conoscenza delle istituzioni scolastiche (relative alla didattica, ai servizi offerti, alla valutazione, eventuale presenza di modelli personalizzati per le iscrizioni, ecc.), possono essere effettuate in qualunque momento ed in via continuativa, anche dopo il 12 gennaio 2012 (data di avvio della “Scuola in chiaro”) dall’istituzione scolastica interessata. Tali funzioni, infatti, non sono soggette a chiusura, proprio per consentire alle istituzioni scolastiche di fornire all’utenza informazioni sempre aggiornate che le rappresentino nella loro attualità.

2/ Famiglia – Cosa prevede la procedura per l’iscrizione on line?
La procedura di iscrizione on line prevede:
– l’inserimento diretto di informazioni essenziali;
– la scannerizzazione ed il caricamento, tramite pulsante “carica documenti”, del modello o dei modelli di iscrizione precedentemente compilato/i e sottoscritto/i dai genitori/tutori degli alunni da iscrivere e di altri documenti eventualmente richiesti dall’istituzione scolastica.
Se non è possibile procedere al caricamento dei documenti come richiesto dal secondo punto, la procedura di iscrizione, sebbene non conclusa, risulta comunque avviata (la scuola ne ha conoscenza); per il suo perfezionamento sarà però necessario far pervenire i documenti richiesti alla scuola che deve trattare l’iscrizione; ovvero, in caso di iscrizione al primo anno della scuola primaria o al primo anno della scuola secondaria di primo grado, alla scuola primaria, e alla scuola secondaria di primo grado, nel caso di iscrizione alla scuola secondaria di secondo grado.

3/ Famiglia – Qual è la procedura per l’iscrizione on line?
Per poter procedere all’iscrizione on line le famiglie devono effettuare le seguenti operazioni:
– accedere alla homepage del Ministero (www.istruzione.it);
– selezionare l’icona “Scuola in chiaro”;
– effettuare la ricerca della scuola di interesse all’interno di “Scuola in chiaro”;
– scaricare, stampare e compilare il modello e/o i modelli di iscrizione, ove siano presenti nella sezione “Didattica-Iscrizioni” della scuola individuata;
– avviare la procedura di iscrizione selezionando il pulsante “Iscrizioni on line”, seguendo una procedura guidata;
L’invio del modello/i di iscrizione predisposto dalle scuole compilato manualmente dalla famiglia, può avvenire on line all’interno della medesima procedura, qualora la scuola
abbia provveduto ad inserire il modello/i stesso nella sezione “Didattica-Iscrizioni”. Tale invio è ovviamente possibile, sempreché si disponga di un apparecchio scanner, effettuando il caricamento di file in formato PDF e/o JPEG; in caso contrario l’invio può avvenire mediante trasmissione a mezzo fax o per via postale o a mezzo consegna diretta entro il termine ultimo per le iscrizioni.
Nell’ipotesi in cui l’iscrizione venga effettuata interamente on line, la famiglia riceve da parte del Sistema Informativo del Ministero una conferma via e-mail o tramite sms di conclusione della procedura di iscrizione.

4/ Scuola – Famiglia – Per quanto riguarda il servizio delle “iscrizioni on line”, nel caso in cui una famiglia non abbia la possibilità di scannerizzare ed inviare in formato digitale tutti i documenti richiesti dalla procedura, la procedura è valida comunque?
Le famiglie possono compilare anche solo il form iniziale, utile per l’avvio dell’iscrizione, che però dovrà essere perfezionata con il successivo invio, a mezzo posta o mediante diretta consegna, dei documenti richiesti alla segreteria scolastica competente, entro il termine ultimo fissato dalla circolare sulle iscrizioni del 29 dicembre 2011, n. 110.

5/ Scuola – Per quanto riguarda il servizio delle “iscrizioni on line”, nel caso in cui la scuola non abbia caricato il proprio modello di iscrizione nel SIDI, la procedura è valida comunque?
Nel caso in cui la scuola non abbia caricato il proprio modello di iscrizione, la procedura on line può essere comunque effettuata dalle famiglie attraverso la sola compilazione del form iniziale.

6/ Famiglia – Per quanto riguarda il servizio delle “iscrizioni on line”, nel caso in cui la famiglia non trovasse il modello di iscrizione nella sezione Didattica di “Scuola in chiaro” della scuola selezionata, cosa deve fare?
La famiglia può effettuare l’ iscrizione compilando solo il form iniziale.

7/ Scuola – Famiglia – Per quanto riguarda il servizio delle “iscrizioni on line”, a chi vanno presentati i documenti richiesti dalla procedura se non è possibile scannerizzarli ed inviarli in formato digitale?
In caso di diretta consegna o invio postale, i documenti devono essere recapitati alla scuola primaria per l’iscrizione al primo anno della scuola primaria e per l’iscrizione alla scuola secondaria di primo grado; invece, per l’iscrizione alla scuola secondaria di secondo grado i documenti devono essere recapitati alla scuola secondaria di primo grado.

8/ Famiglia –Mio figlio è disabile; per l’iscrizione on line, devo inviare anche la certificazione relativa alla disabilità, oltre la domanda di iscrizione?
No, in questo caso, vanno inoltrati on line solo la domanda e gli altri eventuali modelli richiesti dall’istituzione scolastica per l’iscrizione; la certificazione sulla disabilità, invece, va presentata direttamente alla segreteria scolastica.

9/ Famiglia –Mio figlio è affetto da disturbi specifici di apprendimento (DSA); per l’iscrizione on line, oltre la domanda di iscrizione, devo inviare anche la certificazione medica?
No, in questo caso, vanno inoltrati on line solo la domanda e gli altri eventuali modelli richiesti dall’istituzione scolastica per l’iscrizione; la certificazione relativa ai DSA, invece, va presentata direttamente alla segreteria scolastica.

10/ Scuola – Entrando al SIDI non vedo l’applicazione “Scuola in chiaro”: come posso profilarmi?
Per l’accesso all’applicazione “Scuola in chiaro” sono state profilate d’ufficio le utenze del Dirigente scolastico e del Direttore dei Servizi amministrativi. Il restante personale amministrativo, eventualmente incaricato di procedere all’aggiornamento delle informazioni su “Scuola in chiaro”, dovrà essere a sua volta profilato dal Dirigente o dal DSGA.

11/ Famiglia – Devo iscrivere mio figlio al primo anno della scuola secondaria di primo grado ma nella fase di iscrizione on line, inserito il codice fiscale di mio figlio, il sistema non accetta l’iscrizione, perché?
Nel sistema del Ministero la procedura di iscrizione on line prevede un controllo basato sul codice fiscale dell’alunno, come risulta registrato dalla scuola. Se non c’è corrispondenza tra il codice fiscale comunicato al sistema del Ministero da parte della scuola con quello registrato al momento dell’iscrizione dal genitore, il sistema non accetta l’iscrizione. Il genitore, verificato che il codice fiscale immesso è quello esatto, dovrà chiedere alla scuola di correggere il codice fiscale errato presente nel sistema.

12/ Scuola – Devo modificare un codice fiscale di un alunno, cosa devo fare?
La modifica di un codice fiscale, come di ogni altro dato anagrafico riferito al singolo alunno, va gestito nell’area “Alunni” del SIDI.

13/ Scuola – Come posso aggiornare i dati sulle dotazioni multimediali che vengono automaticamente visualizzati in “Scuola in chiaro”?
È possibile aggiornare alcune informazioni relative alle dotazioni multimediali per la didattica presenti in ogni Istituzione scolastica, dal 9 al 20 gennaio 2012; in tale periodo, infatti, viene riaperta l’apposita funzionalità del SIDI, area “Rilevazioni → Osservatorio Tecnologico → Dotazioni Multimediali per la Didattica”. In particolare, ogni istituzione scuola potrà comunicare i dati relativi a:
1. numero di Computer in uso nella scuola, suddivisi per periodo di acquisizione;
2. numero di Lavagne Interattive Multimediali installate (in classe, in laboratorio, mobili);
3. numero di aule complessivo della scuola, indicando quante di queste sono aule collegate in rete LAN e/o Wireless LAN.

14/ Scuola – Come posso aggiornare i dati anagrafici relativi all’istituzione scolastica che vengono automaticamente visualizzati in “Scuola in chiaro” (indirizzo, telefono…)?
La maggior parte dei dati anagrafici possono essere modificati utilizzando la funzione SIDI “Gestione anno scolastico”. Per quanto riguarda l’indirizzo del sito web, l’informazione può essere invece aggiornata attraverso la funzione SIDI “Rilevazioni sulle Scuole”/ “Dati generali (ex Integrative)”. L’indirizzo di posta certificata al momento può essere inserito solo dalle scuole statali; successivamente verrà resa disponibile una funzione che consentirà il caricamento di questa informazione anche da parte delle scuole non statali.

15/ Scuola – La nota operativa prot. n. 6865 del 30 dicembre 2011 sostituisce la nota operativa prot. n. 6756 del 30 dicembre 2011?
Non si tratta di una sostituzione di contenuto, ma solo di numero di protocollo. Infatti, sulla nota operativa, al momento della pubblicazione, era stato apposto, per mero errore materiale, lo stesso numero della Circolare ministeriale n. 108, che tratta lo stesso argomento. Il numero corretto della nota è pertanto è il 6865. Nulla muta nel testo.

16/ Famiglia – Mio figlio ha scelto di non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica. Dove trovo il modello per effettuare la scelta dell’attività alternativa?
La scelta dell’attività alternativa verrà fatta presso la segreteria della scuola prescelta, entro l’avvio delle attività didattiche del nuovo anno scolastico.

17/ Scuola – Sono un Dirigente scolastico (o un DSGA), profilato per accedere all’applicazione “Scuola in chiaro”: come posso profilare un collaboratore?
Sul portale Sidi selezionare la voce “Gestione utenze” – “Utenti Statali” – “Profilatura”.

18/ Scuola – Sono una scuola paritaria con più codici meccanografici associati ad una singola utenza, ma in “Scuola in chiaro” visualizzo un solo codice meccanografico. È un problema di profilatura? Come posso visualizzare tutti i codici meccanografici associati alla mia utenza?
Per i codici meccanografici non visualizzati in “Scuola in chiaro” si dovrà richiedere la profilatura utilizzando la funzione SIDI: “richiesta utenze” (pagina Istruzione – Argomenti). In particolare, si dovrà cliccare sulla voce “richiesta profilo” – selezionare l’applicazione “scuola in chiaro” – selezionare codice meccanografico della scuola da profilare. La richiesta così avanzata, verrà evasa dall’Ufficio Scolastico Territoriale di competenza.

19/ Scuola – Famiglia – La domanda di iscrizione inoltrata dalle famiglie on line a chi viene recapitata?
La domanda di iscrizione, sia che venga inoltrata tramite la procedura on line che consegnata manualmente (o inviata via posta, fax…) deve pervenire:
1) alla scuola primaria in caso di iscrizione al primo anno della scuola primaria;
2) alla scuola primaria (di attuale frequenza) in caso di iscrizione alla scuola secondaria di primo grado;
3) alla scuola secondaria di primo grado (di attuale frequenza) per l’iscrizione alla scuola secondaria di secondo grado.

20/ Scuola (paritaria) – Anche le scuole paritarie vedranno pubblicati i loro dati da parte del Ministero in “Scuola in chiaro”?
Le scuole paritarie possono caricare dati e documenti di loro pertinenza nelle sezioni di “Scuola in chiaro” attivate, nello stesso modo delle scuole statali (e perciò potranno utilizzare la medesima guida operativa già pubblicata sul sito del Ministero – SIDI/”In evidenza”), nei modi e nei tempi che ritengono più opportuni. Il caricamento e
l’aggiornamento di tali informazioni non ha scadenza e potrà essere effettuato dall’istituzione scolastica interessata in qualunque momento.
Con una nota specifica verranno a breve comunicate altre precisazioni di interesse per le istituzioni scolastiche paritarie.

21/ Famiglia – “La scuola che ho scelto per mio figlio riceve sempre molte domande di iscrizione, più di quelle che può accettare. Come faccio a sapere se la domanda di iscrizione è stata accolta?”
La circolare n. 110 del 29 dicembre 2011 fissa modalità e criteri per le iscrizioni alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo e secondo grado per il prossimo anno scolastico 2012/2013.
La circolare precisa che, per tutti gli ordini di scuola e prima dell’inizio delle iscrizioni, le scuole devono procedere alla definizione di criteri di precedenza nella ammissione mediante una delibera del consiglio di circolo o di istituto che va resa pubblica.
Nel caso di iscrizioni in eccedenza per superamento dei posti complessivamente disponibili nella singola istituzione scolastica, le scuole hanno l’obbligo di comunicare, per iscritto, agli interessati il mancato accoglimento della domanda di iscrizione. La comunicazione di non accoglimento, debitamente motivata in relazione ai criteri di precedenza già resi noti dalla scuola, deve essere effettuata con ogni possibile urgenza per consentire l’opzione verso altra scuola.

22/ Scuola – Famiglia – I dati pubblicati in “Scuola in chiaro” quale origine hanno?
Il progetto “Scuola in chiaro” si articola in due fasi coordinate, una a carico dell’Amministrazione centrale (Ministero) e un’altra di responsabilità delle singole istituzioni scolastiche. In particolare, il Ministero cura la pubblicazione (in forma grafica e tabellare) dei dati già presenti nel sistema informativo e acquisiti attraverso le consuete rilevazioni d’ufficio: informazioni sull’istituzione scolastica, sugli alunni, le classi, le votazioni d’esame, sul personale …
Le istituzioni scolastiche, invece, provvedono all’inserimento delle informazioni di loro esclusiva conoscenza; come, ad esempio: il Piano dell’Offerta Formativa (POF), i progetti attivati, orario delle lezioni, orario di ricevimento, i servizi offerti, attrezzature possedute, ecc.

23/ Famiglia – La scuola secondaria di primo grado scelta per mio figlio offre un corso di ordinamento ad indirizzo musicale, ma tale opzione non compare nel modello di iscrizione della scuola che ho scaricato da “Scuola in chiaro”. Come devo procedere per l’iscrizione on line per esprimere la volontà di frequentare tale corso?
Se la scuola secondaria di primo grado, presso la quale è stato attivato l’indirizzo musicale, non ha integrato il modello di iscrizione messo a disposizione delle famiglie in “Scuola in chiaro” con la possibilità di esprimere tale preferenza, il genitore potrà procede all’iscrizione on line ed esprimere direttamente alla scuola la volontà di frequentare il corso. Si specifica che la frequenza delle attività previste per lo studio di uno strumento è consentita a coloro che superino l’apposita prova orientativo-attitudinale predisposta dalla scuola e da effettuarsi, possibilmente, in tempo utile, per consentire alle famiglie, in caso di mancato accoglimento della domanda, di potersi rivolgere eventualmente ad altra scuola, entro il termine di scadenza delle iscrizioni e comunque non oltre i dieci giorni dopo tale scadenza.

23/ Scuola – Se nell’ultimo anno non ci sono stati cambiamenti nelle dotazioni multimediali per la didattica, devo comunque rettificare i dati della rilevazione ?
No, non e’ necessario. I dati verranno pubblicati nella scheda di “scuola in chiaro” così come risultano nella rilevazione già effettuata.

24/ Scuola – Dove visualizzo le domande di iscrizione degli alunni pervenute on line ?
La scuola che riceve l’iscrizione on line potrà visualizzare la domanda e i relativi allegati utilizzando la seguente funzione SIDI:
Alunni –> Gestione Alunni –> Gestione Iscrizioni –> Inserimento domande
Fanno eccezione le domande di iscrizione relative al primo anno di corso della scuola primaria che vengono visualizzate nell’area:
Alunni –> Gestione Alunni –> Gestione Iscrizioni –> Iscrizione diretta
Si tratta delle stesse aree del SIDI attraverso le quali la scuola, già nell’anno precedente, ha inserito le iscrizioni pervenute in formato cartaceo e a cui accederà anche quest’anno per la gestione delle iscrizioni per l’a.s. 2012/2013

1 gennaio Certificati e dichiarazioni sostitutive

Dal 1° gennaio 2012 entra in vigore (salvo quanto previsto dall’articolo 33, commi 7, 9, 29, 31, 35 e 36) la legge 12 novembre 2011, n. 183.

Fra le altre nuove norme in vigore quelle relative a certificati e dichiarazioni sostitutive (art. 15).

Art. 15, c. 1, Legge 183/11:

Al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, recante il testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 40 la rubrica è sostituita dalla seguente: «40. (L) Certificati» e sono premessi i seguenti commi:
«01. Le certificazioni rilasciate dalla pubblica amministrazione in ordine a stati, qualità personali e fatti sono valide e utilizzabili solo nei rapporti tra privati. Nei rapporti con gli organi della pubblica amministrazione e i gestori di pubblici servizi i certificati e gli atti di notorietà sono sempre sostituiti dalle dichiarazioni di cui agli articoli 46 e 47.
02. Sulle certificazioni da produrre ai soggetti privati è apposta, a pena di nullità, la dicitura: “Il presente certificato non può essere prodotto agli organi della pubblica amministrazione o ai privati gestori di pubblici servizi“»;
b) all’articolo 41, il comma 2 è abrogato;
c) all’articolo 43, il comma 1 è sostituito dal seguente:
«1. Le amministrazioni pubbliche e i gestori di pubblici servizi sono tenuti ad acquisire d’ufficio le informazioni oggetto delle dichiarazioni sostitutive di cui agli articoli 46 e 47, nonché tutti i dati e i documenti che siano in possesso delle pubbliche amministrazioni, previa indicazione, da parte dell’interessato, degli elementi indispensabili per il reperimento delle informazioni o dei dati richiesti, ovvero ad accettare la dichiarazione sostitutiva prodotta dall’interessato (L)»;
d) nel capo III, sezione III, dopo l’articolo 44 è aggiunto il seguente:
«Art. 44-bis. (L) – (Acquisizione d’ufficio di informazioni) – 1. Le informazioni relative alla regolarità contributiva sono acquisite d’ufficio, ovvero controllate ai sensi dell’articolo 71, dalle pubbliche amministrazioni procedenti, nel rispetto della specifica normativa di settore»;
e) l’articolo 72 è sostituito dal seguente:
«Art. 72. (L) – (Responsabilità in materia di accertamento d’ufficio e di esecuzione dei controlli). –
1.
Ai fini dell’accertamento d’ufficio di cui all’articolo 43, dei controlli di cui all’articolo 71 e della predisposizione delle convenzioni quadro di cui all’articolo 58 del codice dell’amminisrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, le amministrazioni certificanti individuano un ufficio responsabile per tutte le attività volte a gestire, garantire e verificare la trasmissione dei dati o l’accesso diretto agli stessi da parte delle amministrazioni procedenti.
2. Le amministrazioni certificanti, per il tramite dell’ufficio di cui al comma 1, individuano e rendono note, attraverso la pubblicazione sul sito istituzionale dell’amministrazione, le misure organizzative adottate per l’efficiente, efficace e tempestiva acquisizione d’ufficio dei dati e per l’effettuazione dei controlli medesimi, nonché le modalità per la loro esecuzione.
3. La mancata risposta alle richieste di controllo entro trenta giorni costituisce violazione dei doveri d’ufficio e viene in ogni caso presa in considerazione ai fini della misurazione e della valutazione della performance individuale dei responsabili dell’omissione»;
f) all’articolo 74, comma 2:
1) la lettera a) è sostituita dalla seguente:
«a) la richiesta e l’accettazione di certificati o di atti di notorietà (L)»;
2) è aggiunta la seguente lettera:
«c-bis) il rilascio di certificati non conformi a quanto previsto all’articolo 40, comma 02 (L)».