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Legge 13 dicembre 2010, n. 220

Legge 13 dicembre 2010, n. 220

(in SO n. 281 alla GU 21 dicembre 2010, n. 297)

approvata dalla Camera dei deputati il 19 novembre 2010

approvata definitivamente dal Senato della Repubblica il 7 dicembre 2010

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2011)

Legge 3 dicembre 2010, n. 202

Legge 3 dicembre 2010, n. 202

(in G.U. 4 dicembre 2010, n. 284)

Norme per la salvaguardia del sistema scolastico in Sicilia e per la rinnovazione del concorso per dirigenti scolastici indetto con decreto direttoriale 22 novembre 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, 4ª serie speciale, n. 94 del 26 novembre 2004

Art. 1.

1. Al fine di consentire all’Ufficio scolastico regionale per la Sicilia di rinnovare le fasi locali del corso-concorso indetto con decreto direttoriale 22 novembre 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, 4ª serie speciale, n. 94 del 26 novembre 2004, in esecuzione delle statuizioni della giustizia amministrativa e allo scopo di garantire la continuità dell’esercizio della funzione dirigenziale, il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca è autorizzato ad emanare, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, un decreto volto a determinare le modalità di svolgimento della suddetta procedura secondo i criteri stabiliti dalla presente legge.

Art. 2.

1. I candidati che hanno partecipato alle fasi locali per la Regione Sicilia del concorso di cui all’articolo 1, che alla data di entrata in vigore della presente legge prestano servizio con funzioni di dirigente scolastico con contratto a tempo indeterminato, sostengono una prova scritta sull’esperienza maturata nel corso del servizio. A seguito del superamento di tale prova scritta con esito positivo, sono confermati i rapporti di lavoro instaurati con i predetti dirigenti scolastici e la titolarità delle sedi alle quali sono assegnati alla data di entrata in vigore della presente legge.

Art. 3.

1. I candidati che hanno partecipato alle fasi locali per la Regione Sicilia del concorso di cui all’articolo 1 e che hanno frequentato il corso di formazione e superato l’esame finale, non ancora in servizio con funzioni di dirigente scolastico, sostengono una prova scritta su un progetto elaborato su un argomento da loro scelto tra quelli che sono stati svolti nel medesimo corso di formazione. A seguito del superamento di tale prova scritta, è confermata la posizione occupata dal candidato nella graduatoria generale finale di merito.

Art. 4.

1. Le prove di cui agli articoli 2 e 3 devono essere ultimate entro trenta giorni dalla data di pubblicazione del decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di cui all’articolo 1.

Art. 5.

1. Sono ammessi alla rinnovazione della procedura concorsuale tutti i candidati che hanno partecipato alle prove scritte delle fasi locali per la Regione Sicilia del concorso di cui all’articolo 1 completando ognuna di esse con la consegna del relativo elaborato.

2. La rinnovazione della procedura concorsuale di cui all’articolo 1 ha luogo mediante una nuova valutazione degli elaborati dei candidati che hanno partecipato alle fasi locali per la Regione Sicilia del concorso di cui all’articolo 1, non ammessi al corso di formazione a seguito delle prove del medesimo concorso. A ciascun elaborato vengono attribuiti un giudizio e un punteggio. La commissione giudicatrice adotta le misure idonee per garantire l’anonimato degli elaborati fino alla conclusione della procedura di valutazione.

3. Tutti i candidati risultati idonei a seguito della valutazione di cui al comma 2 sono ammessi al corso di formazione di cui all’articolo 6.

Art. 6.

1. L’organizzazione e lo svolgimento del periodo intensivo di formazione, di durata non inferiore a sei mesi, sono curati dall’ufficio scolastico regionale per la Sicilia con la collaborazione dell’Agenzia nazionale per lo sviluppo dell’autonomia scolastica (ANSAS).

2. I candidati, al termine della frequenza del corso di formazione, sostengono un colloquio selettivo. L’attestato di superamento del corso è rilasciato dal direttore del medesimo.

3. Le procedure di rinnovazione del concorso di cui all’articolo 1 devono essere completate entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge.

Art. 7.

1. Le graduatorie relative ai rispettivi settori formativi, compilate ai sensi delle disposizioni della presente legge, rimangono valide per ventiquattro mesi dalla data della loro approvazione.

Art. 8.

1. Per l’organizzazione delle procedure e la nomina delle commissioni giudicatrici si applicano le disposizioni del decreto direttoriale di cui all’articolo 1 della presente legge e del regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 30 maggio 2001, n. 341.

Art. 9.

1. All’attuazione della presente legge si provvede mediante l’utilizzo delle risorse strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Art. 10.

1. Le assunzioni ai sensi dell’articolo 7, fermo restando il regime autorizzatorio di cui all’articolo 39, comma 3-bis, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni, sono effettuate per tutti i posti che si renderanno vacanti e disponibili negli anni scolastici 2010/2011 e 2011/2012 nella Regione Sicilia, nei limiti della validità delle graduatorie, dopo l’assunzione in servizio di tutti i candidati inseriti nelle graduatorie ad esaurimento di cui all’articolo 24-quinquies del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31.

Art. 11.

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Legge 4 novembre 2010, n. 183

Legge 4 novembre 2010, n. 183

(in S.O. n. 243 alla G.U. 9 novembre 2010, n. 262)

Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l’impiego, di incentivi all’occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile, nonche’ misure contro il lavoro sommerso e disposizioni in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro. (10G0209)

    La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della Repubblica hanno
approvato;

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
                              Promulga

la seguente legge:


                               Art. 1.

              (Delega al Governo per la revisione della
               disciplina in tema di lavori usuranti)

  1. Il Governo e' delegato ad adottare, entro tre mesi dalla data di
entrata   in   vigore  della  presente  legge,  uno  o  piu'  decreti
legislativi   di   riassetto  normativo,  al  fine  di  concedere  ai
lavoratori  dipendenti  impegnati in particolari lavori o attivita' e
che  maturano  i requisiti per l'accesso al pensionamento a decorrere
dal  1°  gennaio  2008  la possibilita' di conseguire, su domanda, il
diritto  al pensionamento anticipato con requisiti inferiori a quelli
previsti  per  la  generalita'  dei  lavoratori dipendenti, secondo i
principi  e criteri direttivi di cui all'articolo 1, comma 3, lettere
da a) a f), della legge 24 dicembre 2007, n. 247.
  Restano   ferme  le  modalita'  procedurali  per  l'emanazione  dei
predetti decreti legislativi indicate nei commi 90 e 91 e le norme di
copertura  finanziaria di cui al comma 92 del citato articolo 1 della
legge 24 dicembre 2007, n. 247.
  2.  I  decreti  legislativi  di  cui  al  comma  1 recano, ai sensi
dell'articolo 17, comma 12, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, una
clausola  di salvaguardia, volta a prevedere che, qualora nell'ambito
della  funzione  di  accertamento  del  diritto al beneficio emergano
scostamenti  tra  gli  oneri  derivanti  dalle  domande  accolte e la
copertura  finanziaria  prevista,  trovi  applicazione un criterio di
priorita', in ragione della maturazione dei requisiti agevolati, e, a
parita'  degli  stessi,  della  data  di presentazione della domanda,
nella decorrenza dei trattamenti pensionistici.
                               Art. 2. 
 
(Delega al Governo per la riorganizzazione degli  enti  vigilati  dal
Ministero del lavoro e delle politiche sociali e dal Ministero  della
                               salute) 
 
  1. Il Governo e' delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data
di entrata in  vigore  della  presente  legge,  uno  o  piu'  decreti
legislativi finalizzati alla riorganizzazione degli enti, istituti  e
societa' vigilati dal Ministero del lavoro e delle politiche  sociali
e dal Ministero della salute nonche' alla ridefinizione del  rapporto
di vigilanza dei predetti Ministeri sugli  stessi  enti,  istituti  e
societa' rispettivamente vigilati, ferme restando la  loro  autonomia
di ricerca e  le  funzioni  loro  attribuite,  in  base  ai  seguenti
principi e criteri direttivi: 
    a) semplificazione  e  snellimento  dell'organizzazione  e  della
struttura amministrativa degli enti, istituti  e  societa'  vigilati,
adeguando  le  stesse  ai  principi  di  efficacia,   efficienza   ed
economicita'  dell'attivita'  amministrativa  e   all'organizzazione,
rispettivamente, del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e
del Ministero della salute, prevedendo, ferme restando le  specifiche
disposizioni vigenti per il relativo personale in servizio alla  data
di  entrata  in  vigore  della  presente  legge,  il  riordino  delle
competenze   dell'Istituto   per   lo   sviluppo   della   formazione
professionale dei lavoratori e della societa' Italia Lavoro Spa; 
    b) razionalizzazione e ottimizzazione delle spese e dei costi  di
funzionamento, previa riorganizzazione dei relativi centri di spesa e
mediante   adeguamento   dell'organizzazione   e   della    struttura
amministrativa degli enti e istituti  vigilati  ai  principi  e  alle
esigenze di razionalizzazione di cui all'articolo 1, comma 404, della
legge 27 dicembre 2006, n. 296,  riconoscendo  il  valore  strategico
degli istituti preposti alla tutela della salute dei cittadini; 
    c) ridefinizione del rapporto di vigilanza tra il  Ministero  del
lavoro e delle politiche sociali, il Ministero  della  salute  e  gli
enti e istituti vigilati, prevedendo, in particolare, per i  predetti
Ministeri la  possibilita'  di  emanare  indirizzi  e  direttive  nei
confronti degli enti o istituti sottoposti alla loro vigilanza; 
    d) organizzazione del Casellario centrale infortuni, nel rispetto
delle attuali modalita' di finanziamento,  secondo  il  principio  di
autonomia funzionale, da perseguire in base ai criteri  di  cui  alle
lettere a) e b) del presente comma; 
    e) previsione dell'obbligo degli  enti  e  istituti  vigilati  di
adeguare i propri statuti alle disposizioni dei  decreti  legislativi
emanati in attuazione del presente articolo, entro il termine di  sei
mesi dalla data di entrata in vigore degli stessi. (2) ((5)) 
  2. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono emanati su proposta
del Ministro del lavoro e delle politiche sociali ovvero del Ministro
della salute, ciascuno  in  relazione  alla  propria  competenza,  di
concerto, rispettivamente, con il Ministro  della  salute  e  con  il
Ministro del  lavoro  e  delle  politiche  sociali,  nonche'  con  il
Ministro dell'economia e  delle  finanze,  con  il  Ministro  per  la
pubblica amministrazione  e  l'innovazione,  con  il  Ministro  dello
sviluppo  economico,   nonche'   con   il   Ministro   della   difesa
limitatamente al decreto legislativo relativo  alla  riorganizzazione
della Croce  rossa  italiana,  sentite  le  organizzazioni  sindacali
maggiormente  rappresentative  e  previo  parere   della   Conferenza
unificata di cui all'articolo 8 del  decreto  legislativo  28  agosto
1997, n. 281, e successive modificazioni, che si esprime entro trenta
giorni dalla data di trasmissione dei relativi schemi;  decorso  tale
termine, il Governo puo'  comunque  procedere.  Successivamente,  gli
schemi sono trasmessi alle Camere per l'acquisizione del parere delle
competenti Commissioni parlamentari, che si esprimono entro  quaranta
giorni dall'assegnazione; decorso tale termine, i decreti legislativi
possono essere comunque emanati. Qualora il termine per l'espressione
del parere parlamentare di cui al presente  comma  scada  nei  trenta
giorni che precedono la  scadenza  del  termine  per  l'adozione  dei
decreti legislativi di cui al comma 1, quest'ultimo e'  prorogato  di
due mesi. 
  3. L'adozione dei decreti legislativi attuativi della delega di cui
al presente articolo non deve comportare nuovi  o  maggiori  oneri  a
carico della finanza pubblica. 
  4. Entro tre mesi dalla data di entrata in  vigore  della  presente
legge si procede al riordino degli organi collegiali  e  degli  altri
organismi istituiti con Legge o con regolamento  nell'amministrazione
centrale della salute, mediante l'emanazione di regolamenti adottati,
ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23  agosto  1988,  n.
400, nel rispetto dei seguenti criteri: 
    a) eliminazione delle duplicazioni organizzative e funzionali; 
    b)  razionalizzazione  delle  competenze  delle   strutture   che
svolgono funzioni omogenee; 
    c) limitazione del numero delle strutture, anche mediante la loro
eventuale  unificazione,   a   quelle   strettamente   indispensabili
all'adempimento delle funzioni riguardanti la tutela della salute; 
    d) diminuzione del numero dei componenti degli organismi. 
 
------------- 
AGGIORNAMENTO (2) 
  La L. 24 febbraio 2012, n. 14 ha disposto (con l'art. 1,  comma  2)
che "Il termine per l'esercizio della delega di cui  all'articolo  2,
comma 1, della legge 4 novembre  2010,  n.  183,  limitatamente  agli
enti, istituti e societa' vigilati dal  Ministero  della  salute,  e'
differito al 30 giugno 2012. Ai fini di cui al presente  comma,  sono
compresi tra i principi e criteri  direttivi  per  l'esercizio  della
delega quelli di sussidiarieta' e di  valorizzazione  dell'originaria
volonta' istitutiva, ove rinvenibile". 
------------- 
AGGIORNAMENTO (5) 
  La L. 7 agosto 2012, n. 131, nel modificare l'art. 1, comma 2 della
L. 24 febbraio 2012, n. 14, ha disposto (con l'art. 1, comma  2)  che
"Al fine di coordinare la riforma dell'associazione della Croce Rossa
Italiana (CRI) con gli interventi  per  la  funzionalita'  del  Corpo
nazionale dei vigili  del  fuoco  e  con  il  riordino  del  Servizio
nazionale della protezione  civile,  nell'intento  di  realizzare  un
compiuto sistema nazionale di gestione delle emergenze, il termine di
cui all'articolo 1, comma 2, della legge 24 febbraio 2012, n. 14,  e'
differito al 30 settembre 2012". 
                               Art. 3.

      (Commissione per la vigilanza ed il controllo sul doping
       e per la tutela della salute nelle attivita' sportive)

  1.  All'articolo  3  della  legge 14 dicembre 2000, n. 376, dopo il
comma 2, e' inserito il seguente:
  "2-bis.  I  componenti della Commissione sono designati tra persone
di  comprovata esperienza professionale nelle materie di cui al comma
1, secondo le seguenti modalita':
    a)  cinque  componenti  designati dal Ministro della salute o suo
delegato, di cui uno con funzioni di presidente;
    b)   cinque   componenti   designati   dal  Sottosegretario  alla
Presidenza  del  Consiglio dei ministri con delega allo sport, di cui
uno con funzioni di vice presidente;
    c) tre componenti designati dalla Conferenza dei presidenti delle
regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano;
    d) un componente designato dal CONI;
    e) un componente designato dall'Istituto superiore di sanita';
    f)  un  ufficiale  del  Comando  carabinieri  per la tutela della
salute designato dal Comandante".
  2. Il comma 2 dell'articolo 2 del regolamento di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 14 maggio 2007, n. 86, e' abrogato.
                               Art. 4. 
 
                 (Misure contro il lavoro sommerso) 
 
1.  All'articolo  3  del  decreto-legge  22  febbraio  2002,  n.  12,
convertito, con modificazioni, dalla legge 23 aprile 2002, n.  73,  e
successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: 
    a) il comma 3 e' sostituito dal seguente: 
    «3. Ferma restando l'applicazione delle  sanzioni  gia'  previste
dalla  normativa  in  vigore,  in  caso  di  impiego  di   lavoratori
subordinati  senza  preventiva  comunicazione  di  instaurazione  del
rapporto di lavoro da parte del datore di lavoro privato, con la sola
esclusione del datore di lavoro domestico,  si  applica  altresi'  la
sanzione amministrativa da euro  1.500  a  euro  12.000  per  ciascun
lavoratore irregolare, maggiorata di euro 150 per  ciascuna  giornata
di lavoro effettivo. L'importo della sanzione e' da euro 1.000 a euro
8.000 per ciascun lavoratore irregolare, maggiorato di  euro  30  per
ciascuna giornata di lavoro irregolare, nel caso in cui il lavoratore
risulti regolarmente occupato per un periodo  lavorativo  successivo.
L'importo delle sanzioni civili connesse all'evasione dei  contributi
e dei premi riferiti  a  ciascun  lavoratore  irregolare  di  cui  ai
periodi precedenti e' aumentato del 50 per cento»; 
    b) il comma 4 e' sostituito dal seguente: 
    «4. Le sanzioni di  cui  al  comma  3  non  trovano  applicazione
qualora, dagli adempimenti di carattere contributivo  precedentemente
assolti, si  evidenzi  comunque  la  volonta'  di  non  occultare  il
rapporto, anche se trattasi di differente qualificazione»; 
    c) il comma 5 e' sostituito dal seguente: 
    «5. All'irrogazione delle sanzioni amministrative di cui al comma
3 provvedono gli organi di vigilanza che effettuano  accertamenti  in
materia  di  lavoro,  fisco  e  previdenza.  Autorita'  competente  a
ricevere il  rapporto  ai  sensi  dell'articolo  17  della  legge  24
novembre 1981,  n.  689,  e'  la  Direzione  provinciale  del  lavoro
territorialmente competente». 
2. Al comma 2 dell'articolo 9-bis del decreto-legge 1° ottobre  1996,
n. 510, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre  1996,
n. 608, dopo il secondo periodo e' inserito il seguente: «Nel settore
turistico il datore di lavoro che non sia in possesso di uno  o  piu'
dati  anagrafici   inerenti   al   lavoratore   puo'   integrare   la
comunicazione   entro   il   terzo   giorno   successivo   a   quello
dell'instaurazione   del   rapporto   di   lavoro,   purche'    dalla
comunicazione  preventiva  risultino  in  maniera  inequivocabile  la
tipologia contrattuale e l'identificazione del prestatore di lavoro». 
3. Al comma 7-bis dell'articolo 36-bis  del  decreto-legge  4  luglio
2006, n. 223, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  4  agosto
2006, n. 248, introdotto dall'articolo 1, comma 54,  della  legge  24
dicembre 2007,n. 247, la parola:  «constatate»  e'  sostituita  dalla
seguente: «commesse». 
 
                               Art. 5. 
 
    (Adempimenti formali relativi alle pubbliche amministrazioni) 
 
1. All'articolo 9-bis, comma 2, del decreto-legge 10 ottobre 1996, n.
510, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996,  n.
608, sono apportate le seguenti modifiche: 
    a) al primo periodo, le parole: «gli enti pubblici economici e le
pubbliche amministrazioni» sono sostituite  dalle  seguenti:  «e  gli
enti pubblici economici»; 
    b) e' aggiunto, in  fine,  il  seguente  periodo:  «Le  pubbliche
amministrazioni sono tenute a comunicare, entro il  ventesimo  giorno
del  mese  successivo  alla  data  di  assunzione,  di  proroga,   di
trasformazione e di cessazione, al servizio competente nel cui ambito
territoriale e' ubicata la sede di lavoro, l'assunzione, la  proroga,
la trasformazione e la cessazione dei rapporti di lavoro relativi  al
mese precedente». 
2. All'articolo 21 della legge 18 giugno 2009, n. 69, dopo il comma 1
e' inserito il seguente: 
«1-bis. Le pubbliche amministrazioni comunicano, per via telematica e
secondo i criteri  e  le  modalita'  individuati  con  circolare  del
Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, i  dati  di
cui  al  comma  1  alla  Presidenza  del  Consiglio  dei  ministri  -
Dipartimento della fanzione pubblica, che  li  pubblica  nel  proprio
sito istituzionale. La mancata comunicazione o aggiornamento dei dati
e' comunque rilevante ai fini della misurazione e  valutazione  della
performance individuale dei dirigenti». 
3. Al comma 2 dell'articolo 4-bis del decreto legislativo  21  aprile
2000, n. 181, sono apportate le seguenti modifiche: 
    a) le parole: «All'atto della assunzione» sono  sostituite  dalle
seguenti: «All'atto dell'instaurazione del rapporto di lavoro»; 
    b) le parole: «pubblici e» sono soppresse; 
    c) l'ultimo periodo e' sostituito dai  seguenti:  «Il  datore  di
lavoro pubblico puo' assolvere all'obbligo di informazione di cui  al
decreto legislativo 26 maggio  1997,  n.  152,  con  la  consegna  al
lavoratore, entro il ventesimo giorno del mese successivo  alla  data
di assunzione, della copia della comunicazione di  instaurazione  del
rapporto di lavoro ovvero con la consegna della copia  del  contratto
individuale di lavoro. Tale obbligo non sussiste per il personale  di
cui all'articolo 3 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165». 
4. Al comma 5 dell'articolo 4-bis del decreto legislativo  21  aprile
2000, n. 181, le parole:  «I  datori  di  lavoro  privati,  gli  enti
pubblici economici e le pubbliche  amministrazioni»  sono  sostituite
dalle seguenti: «I datori di  lavoro  privati  e  gli  enti  pubblici
economici». 
 
                               Art. 6.

(Disposizioni  riguardanti  i  medici e altri professionisti sanitari
                          extracomunitari)

  1.  All'articolo  27 del testo unico delle disposizioni concernenti
la  disciplina  dell'immigrazione  e  norme  sulla  condizione  dello
straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, dopo
il comma 1-quater, e' inserito il seguente:
  "1-quinquies.  I  medici  e  gli  altri  professionisti sanitari al
seguito  di  delegazioni  sportive,  in  occasione  di manifestazioni
agonistiche  organizzate  dal Comitato olimpico internazionale, dalle
Federazioni  sportive internazionali, dal Comitato olimpico nazionale
italiano  o  da  organismi, societa' ed associazioni sportive da essi
riconosciuti  o,  nei casi individuati con decreto del Ministro della
salute,  di  concerto  con  il  Ministro del lavoro e delle politiche
sociali,  con  il  Ministro  degli  affari  esteri  e con il Ministro
dell'interno,  al  seguito  di gruppi organizzati, sono autorizzati a
svolgere   la   pertinente   attivita',  in  deroga  alle  norme  sul
riconoscimento  dei titoli esteri, nei confronti dei componenti della
rispettiva  delegazione  o  gruppo  organizzato  e  limitatamente  al
periodo   di   permanenza   della   delegazione   o   del  gruppo.  I
professionisti  sanitari  cittadini  di  uno Stato membro dell'Unione
europea godono del medesimo trattamento, ove piu' favorevole".
                               Art. 7. 
 
          (Modifiche alla disciplina sull'orario di lavoro) 
 
1. All'articolo 18-bis del decreto legislativo 8 aprile 2003, n.  66,
come da ultimo  modificato  dall'articolo  41  del  decreto-legge  25
giugno 2008, n. 112, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  6
agosto 2008, n. 133, sono apportate le seguenti modificazioni: 
    a) il comma 3 e' sostituito dal seguente: 
    «3.  In  caso   di   violazione   delle   disposizioni   previste
dall'articolo 4, comma 2, e dall'articolo 9, comma 1, si  applica  la
sanzione  amministrativa  pecuniaria  da  100  a  750  euro.  Se   la
violazione si riferisce a piu' di  cinque  lavoratori  ovvero  si  e'
verificata in almeno tre periodi di riferimento di  cui  all'articolo
4, commi 3 o 4, la sanzione amministrativa e' da 400 a 1.500 euro. Se
la violazione si riferisce a piu' di dieci lavoratori  ovvero  si  e'
verificata  in  almeno  cinque  periodi   di   riferimento   di   cui
all'articolo 4, commi 3 o 4, la sanzione amministrativa e' da 1.000 a
5.000 euro e non e' ammesso il pagamento  della  sanzione  in  misura
ridotta.  In  caso  di   violazione   delle   disposizioni   previste
dall'articolo 10, comma 1,  si  applica  la  sanzione  amministrativa
pecuniaria da 100 a 600 euro. Se la violazione si riferisce a piu' di
cinque lavoratori ovvero si e' verificata  in  almeno  due  anni,  la
sanzione amministrativa e' da 400 a 1.500 euro. Se la  violazione  si
riferisce a piu' di dieci  lavoratori  ovvero  si  e'  verificata  in
almeno quattro anni, la sanzione amministrativa e'  da  800  a  4.500
euro e non e' ammesso il pagamento della sanzione in misura ridotta»; 
    b) il comma 4 e' sostituito dal seguente: 
    «4.  In  caso   di   violazione   delle   disposizioni   previste
dall'articolo 7, comma  1,  si  applica  la  sanzione  amministrativa
pecuniaria da 50 a 150 euro. Se la violazione si riferisce a piu'  di
cinque lavoratori ovvero si e' verificata in almeno  tre  periodi  di
ventiquattro ore, la sanzione amministrativa e' da 300 a 1.000  euro.
Se la violazione si riferisce a piu' di dieci lavoratori ovvero si e'
verificata in almeno cinque periodi di ventiquattro ore, la  sanzione
amministrativa e' da 900 a 1.500 euro e non e' ammesso  il  pagamento
della sanzione in misura ridotta». 
2. All'articolo 11 del decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 271, il
comma 7 e' sostituito dal seguente: 
«7. Le disposizioni di cui ai commi 2 e  3  possono  essere  derogate
mediante contratti collettivi stipulati a livello  nazionale  con  le
organizzazioni sindacali comparativamente  piu'  rappresentative.  In
assenza  di  specifiche   disposizioni   nei   contratti   collettivi
nazionali,  le  deroghe  possono  essere  stabilite   nei   contratti
territoriali o aziendali stipulati con  le  organizzazioni  sindacali
comparativamente  piu'  rappresentative   sul   piano   nazionale   o
territoriale. Il ricorso alle deroghe deve consentire la fruizione di
periodi di riposo piu' frequenti o piu' lunghi o  la  concessione  di
riposi compensativi per i lavoratori marittimi che operano a bordo di
navi impiegate  in  viaggi  di  breve  durata  o  adibite  a  servizi
portuali». 
 
                               Art. 8. 
 
      (Modifica all'articolo 4 del decreto-legge n. 8 del 2002, 
     convertito, con modificazioni, dalla legge n. 56 del 2002) 
 
1. All'articolo 4, comma 2, del decreto-legge 7 febbraio 2002, n.  8,
convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2002, n.  56,  e'
aggiunto, in fine, il  seguente  periodo:  «L'elettorato  passivo  e'
altresi' esteso ai professori di seconda fascia nel caso  di  mancato
raggiungimento per due votazioni del quorum previsto per la  predetta
elezione». 
 
                               Art. 9. 
 
    (Modifiche all'articolo 66 del decreto-legge n. 112 del 2008, 
     convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008, 
         e all'articolo 1 del decreto-legge n. 180 del 2008, 
      convertito, con modificazioni, dalla legge n. 1 del 2009) 
 
1. Al secondo periodo del comma 13 dell'articolo 66 del decreto-legge
25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge  6
agosto 2008, n. 133, e successive modificazioni, le parole:  «nonche'
di contrattisti ai sensi dell'articolo 1, comma  14,  della  legge  4
novembre 2005, n. 230,» sono soppresse. 
2. All'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 10  novembre  2008,  n.
180, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 gennaio 2009, n. 1,
le parole: «, illustrati e discussi davanti alla  commissione,»  sono
soppresse e dopo la parola: «dottorato,» sono inserite  le  seguenti:
«discussi pubblicamente con la commissione,». 
 
                              Art. 10. 
 
(Disposizioni in materia di Istituti di istruzione  universitaria  ad
                        ordinamento speciale) 
 
1. All'articolo 66, comma 13, del decreto-legge 25  giugno  2008,  n.
112, convertito, con modificazioni, dalla legge  6  agosto  2008,  n.
133, e successive modificazioni, dopo il secondo periodo e'  inserito
il seguente: «Fermo restando  il  rispetto  dei  predetti  limiti  di
spesa, le quote di cui al periodo precedente non  si  applicano  agli
Istituti di istruzione universitaria ad ordinamento speciale». 
 
                              Art. 11.

          (Abrogazione di norme concernenti le valutazioni
                comparative dei docenti universitari)

1. Le lettere d) ed l) dell'articolo 2, comma 1, della legge 3 luglio
1998, n. 210, e i commi 6 e 10 dell'articolo 2 del regolamento di cui
al  decreto  del  Presidente  della Repubblica 23 marzo 2000, n. 117,
sono abrogati.
                              Art. 12. 
 
 (Trasferimento di ricercatori dalla Scuola superiore dell'economia 
              e delle finanze alle universita' statali) 
 
1. All'articolo 4-septies del decreto-legge 3  giugno  2008,  n.  97,
convertito, con modificazioni, dalla legge 2  agosto  2008,  n.  129,
dopo il comma 4, e' inserito il seguente: 
«4-bis. In caso di trasferimento dei ricercatori in  servizio  presso
la Scuola superiore dell'economia e delle  finanze  alle  universita'
statali, in conformita'  a  quanto  stabilito  dall'articolo  13  del
decreto-legge   31   dicembre   2007,   n.   248,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, la citata  Scuola
trasferisce all'universita' interessata le risorse finanziarie per la
corresponsione   del   trattamento   retributivo   del    ricercatore
trasferito». 
 
                              Art. 13. 
 
      (Mobilita' del personale delle pubbliche amministrazioni) 
 
1. In caso di conferimento di funzioni statali alle  regioni  e  alle
autonomie  locali  ovvero  di  trasferimento  o  di  conferimento  di
attivita' svolte  da  pubbliche  amministrazioni  ad  altri  soggetti
pubblici ovvero di esternalizzazione di attivita' e  di  servizi,  si
applicano  al  personale  ivi  adibito,  in  caso  di   esubero,   le
disposizioni dell'articolo 33 del decreto legislativo 30 marzo  2001,
n. 165. 
2. All'articolo 30 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.  165,  e
successive modificazioni, e' aggiunto, in fine, il seguente comma: 
«2-sexies.  Le  pubbliche  amministrazioni,  per  motivate   esigenze
organizzative, risultanti dai documenti  di  programmazione  previsti
all'articolo 6, possono utilizzare in assegnazione temporanea, con le
modalita' previste dai rispettivi  ordinamenti,  personale  di  altre
amministrazioni per un  periodo  non  superiore  a  tre  anni,  fermo
restando quanto  gia'  previsto  da  norme  speciali  sulla  materia,
nonche' il regime di spesa eventualmente previsto da tali norme e dal
presente decreto». 
3. Entro sessanta giorni  dalla  data  di  entrata  in  vigore  della
presente legge, le pubbliche amministrazioni possono rideterminare le
assegnazioni temporanee in corso in base a quanto previsto dal  comma
2-sexies dell'articolo 30 del citato decreto legislativo n.  165  del
2001, introdotto dal comma  2  del  presente  articolo.  In  caso  di
mancata rideterminazione, i rapporti in corso  continuano  ad  essere
disciplinati dalle originarie fonti. 
 
                              Art. 14. 
 
    (Modifiche alla disciplina del trattamento di dati personali 
                  effettuato da soggetti pubblici) 
 
1. Al codice in materia di protezione dei dati personali, di  cui  al
decreto legislativo  30  giugno  2003,  n.  196,  sono  apportate  le
seguenti modifiche: 
    a) all'articolo 1, l'ultimo periodo del comma 1 e' soppresso; 
    b) all'articolo 19, dopo il comma 3 e' aggiunto il seguente: 
    «3-bis. Le notizie concernenti lo svolgimento  delle  prestazioni
di chiunque sia  addetto  a  una  funzione  pubblica  e  la  relativa
valutazione   sono   rese   accessibili    dall'amministrazione    di
appartenenza. Non sono invece ostensibili, se non nei  casi  previsti
dalla legge, le notizie concernenti  la  natura  delle  infermita'  e
degli impedimenti personali o familiari che causino l'astensione  dal
lavoro,  nonche'  le  componenti  della  valutazione  o  le   notizie
concernenti il rapporto  di  lavoro  tra  il  predetto  dipendente  e
l'amministrazione, idonee a rivelare taluna delle informazioni di cui
all'articolo 4, comma 1, lettera d)». 
2. Dopo il comma 11 dell'articolo  72  del  decreto-legge  25  giugno
2008, n. 112, convertito, con modificazioni,  dalla  Legge  6  agosto
2008, n. 133, e successive modificazioni, e' aggiunto il seguente: 
«11-bis. Per le determinazioni relative ai trattenimenti in  servizio
e alla risoluzione del rapporto di lavoro e di impiego,  gli  enti  e
gli  altri  organismi  previdenziali   comunicano,   anche   in   via
telematica,  alle  amministrazioni  pubbliche  richiedenti   i   dati
relativi all'anzianita' contributiva dei dipendenti interessati». 
 
                              Art. 15. 
 
(Modifica all'articolo 9-bis del decreto legislativo 30 luglio 1999, 
    n. 303, in materia di conferimento di incarichi dirigenziali 
                   a dirigenti di seconda fascia) 
 
1. Dopo il primo periodo del comma 3 dell'articolo 9-bis del  decreto
legislativo 30 luglio 1999, n. 303, e'  inserito  il  seguente:  «Nel
caso di conferimento di incarichi di livello dirigenziale generale  a
dirigenti di seconda fascia assegnati in posizione di  prestito,  non
si applica la disposizione di cui al terzo periodo dell'articolo  23,
comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e  successive
modificazioni». 
2. La disposizione introdotta dal comma 1 si applica  agli  incarichi
conferiti dopo la data di entrata in vigore della presente legge. 
 
                              Art. 16. 
 
  (Disposizioni in materia di rapporto di lavoro a tempo parziale) 
 
1. In  sede  di  prima  applicazione  delle  disposizioni  introdotte
dall'articolo  73  del  decreto-legge  25  giugno   2008,   n.   112,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133,  le
amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni,  entro
centottanta giorni dalla data di entrata  in  vigore  della  presente
legge, nel rispetto dei principi di correttezza e buona fede, possono
sottoporre a nuova valutazione i provvedimenti di  concessione  della
trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale
gia' adottati prima della  data  di  entrata  in  vigore  del  citato
decreto-legge n. 112 del 2008, convertito, con  modificazioni,  dalla
legge n. 133 del 2008. 
 
                              Art. 17. 
 
      (Applicazione dei contratti collettivi del comparto della 
         Presidenza del Consiglio dei ministri al personale 
                         ad essa trasferito) 
 
1.  Al  personale  dirigenziale  e  non  dirigenziale,  trasferito  e
inquadrato nei ruoli della Presidenza del Consiglio dei  ministri  in
attuazione del decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, convertito,  con
modificazioni,  dalla  legge  17  luglio  2006,   n.   233,   e   del
decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito, con  modificazioni,
dalla legge 24 novembre 2006, n. 286, si applicano, a  decorrere  dal
1° gennaio 2010, i contratti collettivi di lavoro del comparto  della
Presidenza del Consiglio dei ministri. 
2. Agli oneri derivanti dall'attuazione del comma 1, pari a 3.020.000
euro a decorrere dall'anno 2010, si provvede mediante  corrispondente
riduzione  dell'autorizzazione  di  spesa  relativa  al   Fondo   per
interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10,
comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito,  con
modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307. 
 
                              Art. 18. 
 
                            (Aspettativa) 
 
1. I dipendenti pubblici possono  essere  collocati  in  aspettativa,
senza assegni e senza decorrenza dell'anzianita' di servizio, per  un
periodo  massimo  di  dodici  mesi,  anche  per   avviare   attivita'
professionali   e   imprenditoriali.   L'aspettativa   e'    concessa
dall'amministrazione,  tenuto  conto  delle  esigenze  organizzative,
previo esame della documentazione prodotta dall'interessato. 
2. Nel periodo di cui  al  comma  1  del  presente  articolo  non  si
applicano  le  disposizioni  in  tema  di  incompatibilita'  di   cui
all'articolo 53 del decreto legislativo 30  marzo  2001,  n.  165,  e
successive modificazioni. 
3. Resta fermo  quanto  previsto  dall'articolo  23-bis  del  decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni. 
 
                              Art. 19. 
 
     (Specificita' delle Forze armate, delle Forze di polizia e 
              del Corpo nazionale dei vigili del fuoco) 
 
1. Ai fini della definizione degli ordinamenti, delle carriere e  dei
contenuti  del  rapporto  di  impiego  e  della   tutela   economica,
pensionistica e previdenziale, e' riconosciuta  la  specificita'  del
ruolo delle  Forze  armate,  delle  Forze  di  polizia  e  del  Corpo
nazionale dei vigili del fuoco, nonche'  dello  stato  giuridico  del
personale ad essi appartenente, in dipendenza della peculiarita'  dei
compiti, degli obblighi e delle limitazioni  personali,  previsti  da
leggi e regolamenti, per le  funzioni  di  tutela  delle  istituzioni
democratiche e di difesa dell'ordine e  della  sicurezza  interna  ed
esterna, nonche' per i peculiari requisiti  di  efficienza  operativa
richiesti e i correlati impieghi in attivita' usuranti. 
2. La disciplina attuativa dei principi e degli indirizzi di  cui  al
comma 1 e' definita con successivi provvedimenti legislativi,  con  i
quali  si  provvede  altresi'  a  stanziare  le  occorrenti   risorse
finanziarie. 
3.  Il  Consiglio  centrale  di   rappresentanza   militare   (COCER)
partecipa, in rappresentanza del personale militare,  alle  attivita'
negoziali svolte in attuazione delle finalita' di cui al  comma  1  e
concernenti il trattamento economico del medesimo personale. 
 
                              Art. 20. 
 
     (Disposizioni concernenti il lavoro sul naviglio di Stato) 
 
1. A decorrere dall'anno  2012,  l'autorizzazione  di  spesa  di  cui
all'articolo 1, comma 562, della legge 23 dicembre 2005, n.  266,  e'
incrementata di 5 milioni di  euro.  Al  relativo  onere,  pari  a  5
milioni di euro annui a decorrere  dal  2012,  si  provvede  mediante
corrispondente riduzione delle  proiezioni,  per  il  medesimo  anno,
dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto,  ai
fini del bilancio  triennale  2010-2012,  nell'ambito  del  programma
«Fondi di riserva e speciali» della  missione  «Fondi  da  ripartire»
dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze
per l'anno 2010, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento
relativo al Ministero della difesa. Il Ministro dell'economia e delle
finanze  e'  autorizzato  ad  apportare,  con  propri   decreti,   le
occorrenti variazioni di bilancio. 
2.  Fermo  restando  il  diritto  al  risarcimento  del   danno   del
lavoratore, le norme aventi forza  di  legge  emanate  in  attuazione
della delega di cui  all'articolo  2,  lettera  b),  della  legge  12
febbraio 1955, n. 51, si interpretano nel senso che esse non  trovano
applicazione in relazione al lavoro a bordo del naviglio di Stato  e,
pertanto, le disposizioni penali di cui  al  decreto  del  Presidente
della Repubblica 19 marzo 1956, n. 303,  non  si  applicano,  per  il
periodo di loro vigenza, ai fatti avvenuti  a  bordo  dei  mezzi  del
medesimo naviglio. I provvedimenti adottati dal  giudice  penale  non
pregiudicano le azioni risarcitone eventualmente intraprese  in  ogni
sede, dai soggetti danneggiati o dai loro eredi,  per  l'accertamento
della  responsabilita'  civile   contrattuale   o   extracontrattuale
derivante dalle violazioni delle disposizioni del citato  decreto  n.
303 del 1956. 
 
                              Art. 21. 
 
 (Misure atte a garantire pari opportunita', benessere di chi lavora 
    e assenza di discriminazioni nelle amministrazioni pubbliche) 
 
1. Al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,  sono  apportate  le
seguenti modifiche: 
    a) all'articolo 1, comma 1, la lettera  c)  e'  sostituita  dalla
seguente: 
    «c) realizzare la  migliore  utilizzazione  delle  risorse  umane
nelle pubbliche  amministrazioni,  assicurando  la  formazione  e  lo
sviluppo professionale dei dipendenti, applicando condizioni uniformi
rispetto a quelle del lavoro privato,  garantendo  pari  opportunita'
alle lavoratrici ed ai  lavoratori  nonche'  l'assenza  di  qualunque
forma di discriminazione e di violenza morale o psichica»; 
    b) all'articolo 7, il comma 1 e' sostituito dal seguente: 
    «1. Le pubbliche  amministrazioni  garantiscono  parita'  e  pari
opportunita' tra  uomini  e  donne  e  l'assenza  di  ogni  forma  di
discriminazione, diretta e indiretta, relativa al  genere,  all'eta',
all'orientamento  sessuale,  alla  razza,  all'origine  etnica,  alla
disabilita', alla religione o alla lingua,  nell'accesso  al  lavoro,
nel trattamento  e  nelle  condizioni  di  lavoro,  nella  formazione
professionale, nelle promozioni e  nella  sicurezza  sul  lavoro.  Le
pubbliche amministrazioni garantiscono altresi' un ambiente di lavoro
improntato al benessere organizzativo  e  si  impegnano  a  rilevare,
contrastare ed eliminare ogni forma di violenza morale o psichica  al
proprio interno»; 
    c) all'articolo 57, al comma 1 sono premessi i seguenti: 
    «01.  Le  pubbliche  amministrazioni  costituiscono  al   proprio
interno, entro centoventi giorni dalla  data  di  entrata  in  vigore
della presente disposizione e senza nuovi o  maggiori  oneri  per  la
finanza  pubblica,  il  "Comitato  unico  di  garanzia  per  le  pari
opportunita', la valorizzazione del benessere di chi lavora e  contro
le discriminazioni" che sostituisce, unificando le competenze  in  un
solo organismo, i comitati per le  pari  opportunita'  e  i  comitati
paritetici sul fenomeno del mobbing, costituiti in applicazione della
contrattazione  collettiva,  dei  quali  assume  tutte  le   funzioni
previste dalla legge, dai contratti collettivi relativi al  personale
delle amministrazioni pubbliche o da altre disposizioni. 
    02. Il Comitato unico di garanzia per le  pari  opportunita',  la
valorizzazione  del   benessere   di   chi   lavora   e   contro   le
discriminazioni ha  composizione  paritetica  ed  e'  formato  da  un
componente  designato  da  ciascuna  delle  organizzazioni  sindacali
maggiormente rappresentative a livello di  amministrazione  e  da  un
pari  numero  di  rappresentanti  dell'amministrazione  in  modo   da
assicurare nel complesso la presenza paritaria di entrambi i  generi.
Il  presidente  del  Comitato  unico   di   garanzia   e'   designato
dall'amministrazione. 
    03.    Il    Comitato    unico    di    garanzia,     all'interno
dell'amministrazione pubblica, ha compiti propositivi,  consultivi  e
di verifica e  opera  in  collaborazione  con  la  consigliera  o  il
consigliere nazionale  di  parita'.  Contribuisce  all'ottimizzazione
della produttivita' del  lavoro  pubblico,  migliorando  l'efficienza
delle prestazioni collegata alla garanzia di un  ambiente  di  lavoro
caratterizzato dal rispetto dei principi  di  pari  opportunita',  di
benessere  organizzativo  e  dal  contrasto  di  qualsiasi  forma  di
discriminazione e di violenza morale o psichica per i lavoratori. 
    04. Le modalita' di funzionamento dei Comitati unici di  garanzia
sono disciplinate da linee guida contenute in una  direttiva  emanata
di  concerto  dal  Dipartimento  della  funzione   pubblica   e   dal
Dipartimento per le pari opportunita' della Presidenza del  Consiglio
dei ministri entro novanta giorni dalla data  di  entrata  in  vigore
della presente disposizione. 
    05. La  mancata  costituzione  del  Comitato  unico  di  garanzia
comporta responsabilita' dei dirigenti incaricati della gestione  del
personale,  da  valutare  anche  al  fine  del  raggiungimento  degli
obiettivi»; 
    d) all'articolo 57, comma 1, la lettera d)  e'  sostituita  dalla
seguente: 
    «d) possono finanziare programmi di azioni positive e l'attivita'
dei Comitati unici di garanzia  per  le  pari  opportunita',  per  la
valorizzazione  del   benessere   di   chi   lavora   e   contro   le
discriminazioni,  nell'ambito   delle   proprie   disponibilita'   di
bilancio»; 
    e) all'articolo 57, il comma 2 e' sostituito dal seguente: 
    «2. Le pubbliche amministrazioni, secondo  le  modalita'  di  cui
all'articolo 9, adottano tutte le misure  per  attuare  le  direttive
dell'Unione europea in materia di pari opportunita',  contrasto  alle
discriminazioni ed alla violenza morale o  psichica,  sulla  base  di
quanto  disposto  dalla  Presidenza  del  Consiglio  dei  ministri  -
Dipartimento della funzione pubblica». 
 
                              Art. 22. 
 
(Eta'  pensionabile  dei  dirigenti  medici  del  Servizio  sanitario
                             nazionale) 
 
1. Al comma 1 dell'articolo  15-nonies  del  decreto  legislativo  30
dicembre 1992, n. 502, le  parole:  «dirigenti  medici  del  Servizio
sanitario  nazionale»  sono  sostituite  dalle  seguenti:  «dirigenti
medici e del ruolo sanitario del Servizio sanitario nazionale»  e  le
parole: «fatta salva  l'applicazione  dell'articolo  16  del  decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 503» sono sostituite dalle seguenti:
«ovvero, su istanza dell'interessato, al  maturare  del  quarantesimo
anno di servizio  effettivo.  In  ogni  caso  il  limite  massimo  di
permanenza non puo' superare  il  settantesimo  anno  di  eta'  e  la
permanenza in servizio non puo' dar luogo ad un  aumento  del  numero
dei dirigenti». 
2. Al comma 1 dell'articolo 16 del decreto  legislativo  30  dicembre
1992, n. 503, e successive modificazioni, e' aggiunto,  in  fine,  il
seguente periodo: «I dipendenti in  aspettativa  non  retribuita  che
ricoprono cariche  elettive  presentano  la  domanda  almeno  novanta
giorni prima del compimento del limite di eta' per il collocamento  a
riposo». 
3. Le disposizioni di cui al  comma  1  dell'articolo  15-nonies  del
decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.  502,  come  modificato  dal
comma 1 del presente articolo, si applicano anche ai dirigenti medici
e del ruolo sanitario del Servizio sanitario  nazionale  in  servizio
alla data del 31 gennaio 2010. 
 
                               Art. 23

         (Delega al Governo per il riordino della normativa
           in materia di congedi, aspettative e permessi)

  1. Il Governo e' delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di
entrata   in   vigore  della  presente  legge,  uno  o  piu'  decreti
legislativi  finalizzati  al  riordino  della  normativa  vigente  in
materia  di  congedi,  aspettative  e  permessi, comunque denominati,
fruibili  dai  lavoratori  dipendenti  di datori di lavoro pubblici o
privati, in base ai seguenti principi e criteri direttivi:
    a)   coordinamento   formale   e   sostanziale  del  testo  delle
disposizioni  vigenti  in materia, apportando le modifiche necessarie
per  garantire  la  coerenza  giuridica,  logica  e sistematica della
normativa  e  per  adeguare,  aggiornare e semplificare il linguaggio
normativo;
    b)  indicazione  esplicita  delle  norme  abrogate,  fatta  salva
l'applicazione  dell'articolo  15  delle  disposizioni sulla legge in
generale premesse al codice civile;
    c)  riordino  delle  tipologie di permessi, tenuto conto del loro
contenuto  e  della  loro diretta correlazione a posizioni giuridiche
costituzionalmente tutelate;
    d)  ridefinizione  dei  presupposti  oggettivi e precisazione dei
requisiti soggettivi, nonche' razionalizzazione e semplificazione dei
criteri  e  delle  modalita'  per  la  fruizione  dei  congedi, delle
aspettative  e  dei  permessi di cui al presente articolo, al fine di
garantire l'applicazione certa ed uniforme della relativa disciplina;
    e)   razionalizzazione   e   semplificazione   dei  documenti  da
presentare,  con particolare riferimento alle persone con handicap in
situazione di gravita' ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge
5   febbraio   1992,   n.   104,  o  affette  da  patologie  di  tipo
neuro-degenerativo o oncologico.
  2.  I  decreti  legislativi  di  cui  al  comma  1 sono adottati su
proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione
e  del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con
il  Ministro  dell'economia  e delle finanze, sentite le associazioni
dei   datori   e  dei  prestatori  di  lavoro  comparativamente  piu'
rappresentative  sul piano nazionale e previo parere della Conferenza
unificata  di  cui  all'articolo  8 del decreto legislativo 28 agosto
1997, n. 281, e successive modificazioni, che si esprime entro trenta
giorni  dalla  data di trasmissione dei relativi schemi; decorso tale
termine,  il  Governo  puo'  comunque procedere. Successivamente, gli
schemi sono trasmessi alle Camere per l'acquisizione del parere delle
competenti  Commissioni parlamentari, che si esprimono entro quaranta
giorni dall'assegnazione; decorso tale termine, i decreti legislativi
possono essere comunque emanati. Qualora il termine per l'espressione
del  parere  parlamentare  di  cui al presente comma scada nei trenta
giorni  che  precedono  la  scadenza  del  termine per l'adozione dei
decreti  legislativi  di cui al comma 1, quest'ultimo e' prorogato di
due mesi.
  3. L'adozione dei decreti legislativi attuativi della delega di cui
al  presente  articolo  non  deve comportare nuovi o maggiori oneri a
carico della finanza pubblica.
                              Art. 24.

(Modifiche  alla disciplina in materia di permessi per l'assistenza a
          portatori di handicap in situazione di gravita')

  1.  All'articolo  33  della  legge  5  febbraio  1992,  n.  104,  e
successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) il comma 3 e' sostituito dal seguente:
    "3. A condizione che la persona handicappata non sia ricoverata a
tempo  pieno,  il  lavoratore  dipendente,  pubblico  o  privato, che
assiste  persona  con  handicap  in  situazione di gravita', coniuge,
parente  o affine entro il secondo grado, ovvero entro il terzo grado
qualora  i  genitori  o  il  coniuge  della  persona  con handicap in
situazione di gravita' abbiano compiuto i sessantacinque anni di eta'
oppure  siano  anche  essi  affetti  da patologie invalidanti o siano
deceduti  o  mancanti,  ha diritto a fruire di tre giorni di permesso
mensile  retribuito  coperto  da  contribuzione  figurativa, anche in
maniera   continuativa.   Il   predetto   diritto   non  puo'  essere
riconosciuto a piu' di un lavoratore dipendente per l'assistenza alla
stessa   persona   con   handicap  in  situazione  di  gravita'.  Per
l'assistenza  allo  stesso  figlio  con  handicap  in  situazione  di
gravita',  il  diritto  e' riconosciuto ad entrambi i genitori, anche
adottivi, che possono fruirne alternativamente";
    b) al comma 5, le parole da: "Il genitore" fino a: "handicappato"
sono  sostituite  dalle seguenti: "Il lavoratore di cui al comma 3" e
le parole:
    "al  proprio  domicilio"  sono  sostituite  dalle  seguenti:  "al
domicilio della persona da assistere";
    c) e' aggiunto, in fine, il seguente comma:
    "7-bis.   Ferma   restando   la   verifica  dei  presupposti  per
l'accertamento  della  responsabilita' disciplinare, il lavoratore di
cui  al  comma  3  decade  dai  diritti  di cui al presente articolo,
qualora  il  datore  di  lavoro o l'INPS accerti l'insussistenza o il
venir  meno delle condizioni richieste per la legittima fruizione dei
medesimi  diritti.  Dall'attuazione  delle  disposizioni  di  cui  al
presente  comma  non  devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico
della finanza pubblica".
  2.  All'articolo  42 del testo unico delle disposizioni legislative
in   materia   di   tutela   e  sostegno  della  maternita'  e  della
paternita',di  cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, sono
apportate le seguenti modificazioni:
    a) il comma 2 e' sostituito dal seguente:
    "2.  Successivamente  al  compimento  del  terzo anno di eta' del
bambino  con  handicap in situazione di gravita', il diritto a fruire
dei  permessi di cui all'articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio
1992, n. 104, e successive modificazioni, e' riconosciuto ad entrambi
i  genitori,  anche  adottivi,  che possono fruirne alternativamente,
anche in maniera continuativa nell'ambito del mese";
    b) il comma 3 e' abrogato.
  3.  All'articolo  20,  comma 1, della legge 8 marzo 2000, n. 53, le
parole da: "nonche'" fino a: "non convivente" sono soppresse.
  4. Le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del
decreto   legislativo   30   marzo   2001,   n.   165,  e  successive
modificazioni,  comunicano alla Presidenza del Consiglio dei ministri
- Dipartimento della funzione pubblica:
    a)  i  nominativi  dei  propri  dipendenti  cui  sono accordati i
permessi  di cui all'articolo 33, commi 2 e 3, della legge 5 febbraio
1992,  n.  104, e successive modificazioni, ivi compresi i nominativi
dei  lavoratori  padri  e  delle lavoratrici madri, specificando se i
permessi  sono  fruiti  dal  lavoratore con handicap in situazione di
gravita',  dal  lavoratore  o  dalla  lavoratrice  per  assistenza al
proprio  figlio, per assistenza al coniuge o per assistenza a parenti
o affini;
    b)  in relazione ai permessi fruiti dai dipendenti per assistenza
a  persona  con  handicap in situazione di gravita', il nominativo di
quest'ultima,     l'eventuale     rapporto     di    dipendenza    da
un'amministrazione  pubblica  e  la  denominazione  della  stessa, il
comune di residenza dell'assistito;
    c)   il  rapporto  di  coniugio,  il  rapporto  di  maternita'  o
paternita'  o  il  grado  di  parentela o affinita' intercorrente tra
ciascun dipendente che ha fruito dei permessi e la persona assistita;
    d) per i permessi fruiti dal lavoratore padre o dalla lavoratrice
madre,  la specificazione dell'eta' maggiore o minore di tre anni del
figlio;
    e)  il contingente complessivo di giorni e ore di permesso fruiti
da  ciascun  lavoratore  nel corso dell'anno precedente e per ciascun
mese.
  5.  La  Presidenza  del Consiglio dei ministri - Dipartimento della
funzione pubblica istituisce e cura, con gli ordinari stanziamenti di
bilancio,  una  banca  di  dati informatica costituita secondo quanto
previsto  dall'articolo  22,  commi  6  e 7, del codice in materia di
protezione  dei  dati  personali,  di  cui  al decreto legislativo 30
giugno  2003,  n. 196, in cui confluiscono le comunicazioni di cui al
comma   4  del  presente  articolo,  che  sono  fornite  da  ciascuna
amministrazione per via telematica entro il 31 marzo di ciascun anno,
nel  rispetto  delle misure di sicurezza previste dal predetto codice
di cui al decreto legislativo n. 196 del 2003.
  6.  La  Presidenza  del Consiglio dei ministri - Dipartimento della
funzione  pubblica e' autorizzata al trattamento dei dati personali e
sensibili  di  cui al comma 4, la cui conservazione non puo' comunque
avere   durata   superiore   a   ventiquattro  mesi.  Ai  fini  della
comunicazione  dei  dati  di  cui  al  comma  4,  le  amministrazioni
pubbliche sono autorizzate al trattamento dei relativi dati personali
e  sensibili  e provvedono alla conservazione dei dati per un periodo
non  superiore  a  trenta  giorni dalla loro comunicazione, decorsi i
quali,  salve specifiche esigenze amministrativo-contabili, ne curano
la  cancellazione. Le operazioni rilevanti consistono nella raccolta,
conservazione,  elaborazione  dei  dati  in  forma  elettronica e no,
nonche'  nella  comunicazione  alle amministrazioni interessate. Sono
inoltre  consentite  la  pubblicazione  e  la divulgazione dei dati e
delle  elaborazioni  esclusivamente in forma anonima. Le attivita' di
cui ai commi 4 e 5, finalizzate al monitoraggio e alla verifica sulla
legittima   fruizione  dei  permessi,  sono  di  rilevante  interesse
pubblico.  Rimangono  fermi  gli  obblighi previsti dal secondo comma
dell'articolo 6 della legge 26 maggio 1970, n. 381, dall'ottavo comma
dell'articolo  11  della  legge  27 maggio 1970, n. 382, e dal quarto
comma  dell'articolo 8 della legge 30 marzo 1971, n. 118, concernenti
l'invio  degli  elenchi  delle  persone  sottoposte  ad  accertamenti
sanitari,  contenenti  soltanto  il  nome,  il cognome e l'indirizzo,
rispettivamente  all'Ente  nazionale per la protezione e l'assistenza
dei  sordi,  all'Unione  italiana  dei  ciechi  e  degli ipovedenti e
all'Associazione nazionale dei mutilati e invalidi civili.
                              Art. 25. 
 
                      (Certificati di malattia) 
 
1. Al fine  di  assicurare  un  quadro  completo  delle  assenze  per
malattia nei settori pubblico e privato, nonche' un efficace  sistema
di controllo delle stesse, a decorrere dal 10 gennaio 2010, in  tutti
i casi di assenza per malattia dei dipendenti  di  datori  di  lavoro
privati, per il rilascio e  la  trasmissione  della  attestazione  di
malattia si applicano le disposizioni di cui all'articolo  55-septies
del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. 
 
                              Art. 26. 
 
(Aspettativa per conferimento di incarichi,  ai  sensi  dell'articolo
                                 19, 
       comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165) 
 
1. Al personale  del  comparto  sicurezza  e  difesa  possono  essere
conferiti,  ai  sensi  dell'articolo  19,  comma   6,   del   decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e  successive  modificazioni,  nel
rispetto  dei  requisiti  e  dei  limiti  ivi   previsti,   incarichi
dirigenziali da parte di amministrazioni pubbliche diverse da  quella
di   appartenenza,   che   siano    strettamente    collegati    alla
professionalita'  da  loro  rivestita  e  motivati  da  esigenze   di
carattere eccezionale. Il personale e' collocato in aspettativa senza
assegni e continua ad occupare  il  relativo  posto  nella  dotazione
organica dell'amministrazione di appartenenza. 
2. Gli incarichi dirigenziali di cui al comma 1 sono conferiti previa
autorizzazione del Ministro  competente,  d'intesa  con  il  Ministro
dell'economia e delle finanze. 
 
                              Art. 27. 
 
(Disposizioni in  materia  di  personale  dell'Amministrazione  della
                               difesa) 
 
  1.  ((COMMA  ABROGATO  DAL  D.LGS.  15  MARZO  2010,  N.  66,  COME
MODIFICATO DAL D.LGS. 24 FEBBRAIO 2012, N. 20)). 
  2.  ((COMMA  ABROGATO  DAL  D.LGS.  15  MARZO  2010,  N.  66,  COME
MODIFICATO DAL D.LGS. 24 FEBBRAIO 2012, N. 20)). 
  3.  ((COMMA  ABROGATO  DAL  D.LGS.  15  MARZO  2010,  N.  66,  COME
MODIFICATO DAL D.LGS. 24 FEBBRAIO 2012, N. 20)). 
  4. L'articolo 43, comma 2, della legge 19 maggio 1986, n.  224,  si
interpreta  nel  senso  che  gli  assegni  previsti  nel  tempo,  ivi
menzionati,  sono  comprensivi  delle   sole   indennita'   fisse   e
continuative in godimento il giorno antecedente  il  collocamento  in
aspettativa per riduzione di quadri, in relazione  al  grado  e  alle
funzioni dirigenziali espletate. 
  5.  ((COMMA  ABROGATO  DAL  D.LGS.  15  MARZO  2010,  N.  66,  COME
MODIFICATO DAL D.LGS. 24 FEBBRAIO 2012, N. 20)). 
  6. Dalle disposizioni di cui ai commi  2,  3,  4  e  5  non  devono
derivare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato. 
  7. Il Governo e' delegato ad adottare, entro  diciotto  mesi  dalla
data di entrata in vigore della presente legge, uno  o  piu'  decreti
legislativi allo scopo di armonizzare, con effetto a decorrere dal 10
gennaio 2012, il sistema  di  tutela  previdenziale  e  assistenziale
applicato al personale permanente in servizio nel Corpo nazionale dei
vigili del fuoco e al personale volontario presso il  medesimo  Corpo
nazionale, sulla base dei seguenti principi e criteri direttivi: 
    a) equiparare la pensione ai superstiti riconosciuta ai familiari
dei vigili del fuoco volontari deceduti  per  causa  di  servizio  al
trattamento economico spettante ai familiari  superstiti  dei  vigili
del fuoco in servizio permanente anche nelle ipotesi in cui i  vigili
del fuoco volontari siano deceduti espletando attivita'  addestrative
od operative diverse da quelle connesse al soccorso; 
    b) equiparare il trattamento economico  concesso  ai  vigili  del
fuoco volontari a quello riconosciuto ai vigili del fuoco in servizio
permanente in caso di infortunio gravemente invalidante o di malattia
contratta per causa di  servizio,  includendo  anche  il  periodo  di
addestramento iniziale reso dagli aspiranti vigili del fuoco a titolo
gratuito. 
  8. Gli schemi dei decreti  legislativi  di  cui  al  comma  7  sono
trasmessi alle Camere per l'acquisizione del parere delle Commissioni
parlamentari competenti per materia e  per  i  profili  di  carattere
finanziario, che si esprimono  entro  trenta  giorni  dalla  data  di
assegnazione; decorso tale termine,  i  decreti  legislativi  possono
essere comunque emanati. Qualora il  termine  per  l'espressione  del
parere parlamentare di cui al presente comma scada nei trenta  giorni
che precedono la scadenza del  termine  per  l'adozione  dei  decreti
legislativi di cui al comma 7,  o  successivamente,  quest'ultimo  e'
prorogato di ulteriori due mesi. 
  9. All'onere derivante dall'attuazione  del  comma  7,  pari  a  20
milioni di euro per l'anno 2012 e a 1 milione  di  euro  a  decorrere
dall'anno 2013, si provvede mediante corrispondente  riduzione  delle
proiezioni, per l'anno 2012, dello stanziamento del Fondo speciale di
parte corrente iscritto, ai fini del  bilancio  triennale  2010-2012,
nell'ambito  del  programma  "Fondi  di  riserva  e  speciali"  della
missione "Fondi da ripartire" dello stato di previsione del Ministero
dell'economia  e  delle  finanze  per   l'anno   2010,   allo   scopo
parzialmente  utilizzando  l'accantonamento  relativo   al   medesimo
Ministero. Il Ministro dell'economia e delle finanze  e'  autorizzato
ad  apportare,  con  propri  decreti,  le  occorrenti  variazioni  di
bilancio. 
                              Art. 28. 
 
(Personale dei gruppi sportivi delle Forze  armate,  delle  Forze  di
         polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco) 
 
  1. Per  particolari  discipline  sportive  indicate  dal  bando  di
concorso, i limiti minimo e massimo di eta' per il reclutamento degli
atleti dei gruppi sportivi ((. . .)) delle Forze  di  polizia  e  del
Corpo nazionale dei vigili del fuoco sono  fissati,  rispettivamente,
in diciassette e trentacinque anni. Il personale reclutato  ai  sensi
del  presente  articolo  non  puo'  essere  impiegato  in   attivita'
operative fino al compimento del diciottesimo anno di eta'. 
                              Art. 29. 
 
             (Concorsi interni per vice revisore tecnico 
            e vice perito tecnico della Polizia di Stato) 
 
1. Al decreto del Presidente della Repubblica 24 aprile 1982, n. 337,
sono apportate le seguenti modifiche: 
    a) all'articolo 20-quater: 
      1) al comma l, lettera a), le parole: «provenienti  da  profili
professionali omogenei a quello per cui concorrono,» sono soppresse; 
      2) al comma 3, le parole: «e nel solo bando di cui al comma  1,
lettera a), si procede altresi' alla definizione, anche per categorie
omogenee, delle corrispondenze fra i profili professionali del  ruolo
degli operatori e collaboratori tecnici e quelli  relativi  ai  posti
messi a concorso» sono soppresse; 
    b) all'articolo 25-ter: 
      1) al comma 1, le parole: «proveniente da profili professionali
omogenei a quello per il quale concorre,» sono soppresse; 
      2) al comma 2, le parole: «, nonche' la definizione, anche  per
categorie omogenee, delle corrispondenze fra i profili  professionali
del ruolo dei revisori tecnici e quelli relativi  ai  posti  messi  a
concorso» sono soppresse. 
 
                              Art. 30. 
 
    (Clausole generali e certificazione del contratto di lavoro) 
 
  1. In tutti i casi nei quali le disposizioni di legge nelle materie
di cui all'articolo 409 del codice di procedura civile e all'articolo
63,  comma  1,  del  decreto  legislativo  30  marzo  2001,  n.  165,
contengano clausole generali,  ivi  comprese  le  norme  in  tema  di
instaurazione  di  un  rapporto  di  lavoro,  esercizio  dei   poteri
datoriali,  trasferimento  di  azienda  e   recesso,   il   controllo
giudiziale e' limitato esclusivamente,  in  conformita'  ai  principi
generali  dell'ordinamento,  all'accertamento  del   presupposto   di
legittimita' e non puo' essere esteso al sindacato  di  merito  sulle
valutazioni tecniche, organizzative e  produttive  che  competono  al
datore  di  lavoro   o   al   committente.   ((L'inosservanza   delle
disposizioni di cui al precedente periodo, in materia  di  limiti  al
sindacato di  merito  sulle  valutazioni  tecniche,  organizzative  e
produttive che competono al datore di lavoro, costituisce  motivo  di
impugnazione per violazione di norme di diritto)). 
  2.   Nella   qualificazione   del    contratto    di    lavoro    e
nell'interpretazione delle relative  clausole  il  giudice  non  puo'
discostarsi dalle  valutazioni  delle  parti,  espresse  in  sede  di
certificazione dei contratti di lavoro di  cui  al  titolo  VIII  del
decreto  legislativo  10  settembre  2003,  n.  276,   e   successive
modificazioni, salvo il caso di erronea qualificazione del contratto,
di vizi del consenso o di  difformita'  tra  il  programma  negoziale
certificato e la sua successiva attuazione. 
  3. Nel valutare le motivazioni poste a base del  licenziamento,  il
giudice  tiene  conto  delle  tipizzazioni  di  giusta  causa  e   di
giustificato motivo  presenti  nei  contratti  collettivi  di  lavoro
stipulati dai sindacati comparativamente piu' rappresentativi  ovvero
nei contratti individuali di lavoro ove stipulati con l'assistenza  e
la consulenza delle commissioni di certificazione di  cui  al  titolo
VIII del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e  successive
modificazioni.  Nel  definire  le  conseguenze  da  riconnettere   al
licenziamento ai sensi dell'articolo 8 della legge 15 luglio 1966, n. 
604, e successive modificazioni, il giudice tiene egualmente conto di
elementi e di parametri fissati dai  predetti  contratti  e  comunque
considera le dimensioni e le condizioni dell'attivita' esercitata dal
datore di lavoro,  la  situazione  del  mercato  del  lavoro  locale,
l'anzianita' e le condizioni del lavoratore, nonche' il comportamento
delle parti anche prima del licenziamento. 
  4. L'articolo 75 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276,
e successive modificazioni, e' sostituito dal seguente: 
  "Art. 75. - (Finalita'). - 1. Al fine di ridurre il contenzioso  in
materia di lavoro, le parti possono ottenere  la  certificazione  dei
contratti in cui sia  dedotta,  direttamente  o  indirettamente,  una
prestazione di lavoro secondo la procedura volontaria  stabilita  nel
presente titolo". 
  5.  All'articolo  76,  comma  1,  lettera   c-ter),   del   decreto
legislativo 10 settembre 2003, n. 276, sono  aggiunte,  in  fine,  le
seguenti  parole:  "e  comunque  unicamente  nell'ambito  di   intese
definite tra il Ministero del lavoro e delle politiche sociali  e  il
Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, con  l'attribuzione  a
quest'ultimo delle funzioni di  coordinamento  e  vigilanza  per  gli
aspetti organizzativi". 
  6. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare  nuovi
o maggiori oneri a carico della  finanza  pubblica.  Gli  adempimenti
previsti dal presente articolo sono svolti nell'ambito delle  risorse
umane, stramentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. 
                              Art. 31. 
 
                     (Conciliazione e arbitrato) 
 
1. L'articolo 410 del codice di procedura civile  e'  sostituito  dal
seguente: 
«Art. 410. - (Tentativo di conciliazione). - Chi intende  propone  in
giudizio una domanda relativa ai rapporti previsti dall'articolo  409
puo' promuovere, anche tramite l'associazione  sindacale  alla  quale
aderisce o conferisce mandato, un previo tentativo  di  conciliazione
presso la commissione di conciliazione individuata secondo i  criteri
di cui all'articolo 413. 
La comunicazione della richiesta di  espletamento  del  tentativo  di
conciliazione interrompe la prescrizione e sospende,  per  la  durata
del tentativo di conciliazione e per i venti giorni  successivi  alla
sua conclusione, il decorso di ogni termine di decadenza. 
Le commissioni di conciliazione sono istituite  presso  la  Direzione
provinciale del lavoro. La  commissione  e'  composta  dal  direttore
dell'ufficio stesso o da un suo delegato o da un magistrato collocato
a riposo,  in  qualita'  di  presidente,  da  quattro  rappresentanti
effettivi e da quattro supplenti dei datori di lavoro  e  da  quattro
rappresentanti effettivi  e  da  quattro  supplenti  dei  lavoratori,
designati  dalle  rispettive  organizzazioni  sindacali  maggiormente
rappresentative a livello territoriale. 
Le commissioni, quando se  ne  ravvisi  la  necessita',  affidano  il
tentativo di conciliazione a proprie sottocommissioni, presiedute dal
direttore  della  Direzione  provinciale  del  lavoro  o  da  un  suo
delegato, che rispecchino la composizione prevista dal  terzo  comma.
In ogni caso  per  la  validita'  della  riunione  e'  necessaria  la
presenza del presidente e di almeno un rappresentante dei  datori  di
lavoro e almeno un rappresentante dei lavoratori. 
La   richiesta   del   tentativo   di   conciliazione,   sottoscritta
dall'istante, e'  consegnata  o  spedita  mediante  raccomandata  con
avviso  di  ricevimento.  Copia  della  richiesta  del  tentativo  di
conciliazione deve essere consegnata o spedita con  raccomandata  con
ricevuta  di  ritorno  a  cura  della  stessa  parte   istante   alla
controparte. 
La richiesta deve precisare: 
    1) nome, cognome e residenza dell'istante  e  del  convenuto;  se
l'istante o il convenuto sono una persona giuridica,  un'associazione
non  riconosciuta  o  un  comitato,  l'istanza   deve   indicare   la
denominazione o la ditta nonche' la sede; 
    2) il luogo dove e'  sorto  il  rapporto  ovvero  dove  si  trova
l'azienda o sua dipendenza alla quale  e'  addetto  il  lavoratore  o
presso la quale egli prestava la sua opera al momento della fine  del
rapporto; 
    3) il luogo dove  devono  essere  fatte  alla  parte  istante  le
comunicazioni inerenti alla procedura; 
    4) l'esposizione dei fatti e delle  ragioni  posti  a  fondamento
della pretesa. 
Se la controparte intende accettare la  procedura  di  conciliazione,
deposita presso la commissione di conciliazione, entro  venti  giorni
dal ricevimento della copia della richiesta, una  memoria  contenente
le difese e le eccezioni in fatto e in diritto, nonche' le  eventuali
domande in via riconvenzionale. Ove cio' non avvenga, ciascuna  delle
parti e' libera di  adire  l'autorita'  giudiziaria.  Entro  i  dieci
giorni successivi al deposito, la commissione fissa  la  comparizione
delle parti per il tentativo di conciliazione, che deve essere tenuto
entro  i  successivi  trenta  giorni.  Dinanzi  alla  commissione  il
lavoratore  puo'  farsi  assistere  anche  da  un'organizzazione  cui
aderisce o conferisce mandato. 
La conciliazione della lite da parte di chi rappresenta  la  pubblica
amministrazione, anche in sede giudiziale ai sensi dell'articolo 420,
commi primo, secondo e terzo, non puo' dar luogo  a  responsabilita',
salvi i casi di dolo e colpa grave». 
2. Il tentativo di conciliazione di cui all'articolo 80, comma 4, del
decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e' obbligatorio. 
3. L'articolo 411 del codice di procedura civile  e'  sostituito  dal
seguente: 
«Art.  411.  -  (Processo  verbale  di  conciliazione).   -   Se   la
conciliazione esperita  ai  sensi  dell'articolo  410  riesce,  anche
limitatamente ad una parte  della  domanda,  viene  redatto  separato
processo verbale sottoscritto dalle  parti  e  dai  componenti  della
commissione di conciliazione. Il  giudice,  su  istanza  della  parte
interessata, lo dichiara esecutivo con decreto. 
Se non si  raggiunge  l'accordo  tra  le  parti,  la  commissione  di
conciliazione deve formulare una proposta per la bonaria  definizione
della controversia. Se la proposta non e'  accettata,  i  termini  di
essa sono riassunti nel verbale  con  indicazione  delle  valutazioni
espresse dalle parti. Delle risultanze della proposta formulata dalla
commissione e non accettata senza  adeguata  motivazione  il  giudice
tiene conto in sede di giudizio. 
Ove il tentativo di conciliazione sia stato richiesto dalle parti, al
ricorso depositato ai sensi dell'articolo 415 devono essere  allegati
i verbali e le memorie concernenti il tentativo di conciliazione  non
riuscito. Se il tentativo di  conciliazione  si  e'  svolto  in  sede
sindacale,  ad  esso  non  si  applicano  le  disposizioni   di   cui
all'articolo 410. Il processo verbale di  avvenuta  conciliazione  e'
depositato presso la Direzione provinciale del lavoro a cura  di  una
delle parti  o  per  il  tramite  di  un'associazione  sindacale.  Il
direttore, o un suo delegato, accertatane l'autenticita', provvede  a
depositarlo nella cancelleria del tribunale nella cui  circoscrizione
e' stato redatto. Il giudice, su  istanza  della  parte  interessata,
accertata la regolarita' formale del  verbale  di  conciliazione,  lo
dichiara esecutivo con decreto». 
4. All'articolo 420, primo comma, del codice di procedura civile,  le
parole: «e tenta la conciliazione della lite» sono  sostituite  dalle
seguenti: «, tenta la conciliazione della lite e formula  alle  parti
una proposta transattiva» e le parole:  «senza  giustificato  motivo,
costituisce  comportamento  valutabile  dal  giudice  ai  fini  della
decisione» sono  sostituite  dalle  seguenti:  «o  il  rifiuto  della
proposta  transattiva  del  giudice,   senza   giustificato   motivo,
costituiscono  comportamento  valutabile  dal  giudice  ai  fini  del
giudizio». 
5. L'articolo 412 del codice di procedura civile  e'  sostituito  dal
seguente: 
«Art.  412.  -  (Risoluzione  arbitrale  della  controversia).  -  In
qualunque fase del tentativo di conciliazione, o al  suo  termine  in
caso di mancata riuscita, le parti  possono  indicare  la  soluzione,
anche parziale,  sulla  quale  concordano,  riconoscendo,  quando  e'
possibile, il credito che spetta al lavoratore, e possono  accordarsi
per  la  risoluzione  della  lite,  affidando  alla  commissione   di
conciliazione  il  mandato  a   risolvere   in   via   arbitrale   la
controversia. 
Nel  conferire  il  mandato  per  la  risoluzione   arbitrale   della
controversia, le parti devono indicare: 
    1) il termine per l'emanazione del lodo, che  non  puo'  comunque
superare i sessanta giorni dal conferimento del mandato,  spirato  il
quale l'incarico deve intendersi revocato; 
    2) le norme invocate dalle parti a sostegno delle loro pretese  e
l'eventuale richiesta di decidere secondo equita', nel  rispetto  dei
principi generali dell'ordinamento e dei  principi  regolatori  della
materia, anche derivanti da obblighi comunitari. 
Il lodo emanato  a  conclusione  dell'arbitrato,  sottoscritto  dagli
arbitri e autenticato, produce  tra  le  parti  gli  effetti  di  cui
all'articolo 1372 e  all'articolo  2113,  quarto  comma,  del  codice
civile. 
Il  lodo  e'  impugnabile  ai  sensi  dell'articolo  808-ter.   Sulle
controversie aventi  ad  oggetto  la  validita'  del  lodo  arbitrale
irrituale, ai sensi dell'articolo 808-ter, decide in unico  grado  il
tribunale,  in  funzione   di   giudice   del   lavoro,   nella   cui
circoscrizione e' la sede dell'arbitrato. Il  ricorso  e'  depositato
entro il termine di  trenta  giorni  dalla  notificazione  del  lodo.
Decorso tale termine, o se le parti  hanno  comunque  dichiarato  per
iscritto di accettare la decisione arbitrale, ovverso se  il  ricorso
e'  stato  respinto  dal  tribunale,  il  lodo  e'  depositato  nella
cancelleria  del  tribunale  nella  cui  circoscrizione  e'  la  sede
dell'arbitrato. Il  giudice,  su  istanza  della  parte  interessata,
accertata la regolarita' formale  del  lodo  arbitrale,  lo  dichiara
esecutivo con decreto». 
6. L'articolo 412-ter del codice di procedura  civile  e'  sostituito
dal seguente: 
«Art. 412-ter.  -  (Altre  modalita'  di  conciliazione  e  arbitrato
previste dalla  contrattazione  collettiva).  -  La  conciliazione  e
l'arbitrato, nelle materie di cui all'articolo  409,  possono  essere
svolti altresi' presso le  sedi  e  con  le  modalita'  previste  dai
contratti  collettivi  sottoscritti  dalle   associazioni   sindacali
maggiormente rappresentative». 
7. All'articolo 2113, quarto comma, del codice civile, le parole: «ai
sensi degli articoli 185, 410 e 411» sono sostituite dalle  seguenti:
«ai sensi degli articoli 185, 410, 411, 412-ter e 412-quater». 
8. L'articolo 412-quater del codice di procedura civile e' sostituito
dal seguente: 
«Art. 412-quater. - (Altre modalita' di conciliazione e arbitrato). -
Ferma  restando  la  facolta'  di  ciascuna  delle  parti  di   adire
l'autorita'  giudiziaria  e   di   avvalersi   delle   procedure   di
conciliazione e di arbitrato previste dalla legge, le controversie di
cui all'articolo 409 possono  essere  altresi'  proposte  innanzi  al
collegio di conciliazione e arbitrato  irrituale  costituito  secondo
quanto previsto dai commi seguenti. 
Il  collegio  di  conciliazione  e  arbitrato  e'  composto   da   un
rappresentante di ciascuna delle parti  e  da  un  terzo  membro,  in
funzione di presidente, scelto di comune  accordo  dagli  arbitri  di
parte tra i professori  universitari  di  materie  giuridiche  e  gli
avvocati ammessi al patrocinio davanti alla Corte di cassazione. 
La parte  che  intenda  ricorrere  al  collegio  di  conciliazione  e
arbitrato deve notificare all'altra parte  un  ricorso  sottoscritto,
salvo che si tratti di una pubblica amministrazione, personalmente  o
da un suo rappresentante al quale abbia conferito mandato e presso il
quale deve eleggere il domicilio. Il ricorso deve contenere la nomina
dell'arbitro di parte e indicare l'oggetto della domanda, le  ragioni
di fatto e di diritto sulle quali si fonda la domanda stessa, i mezzi
di prova e il valore della controversia entro  il  quale  si  intende
limitare la domanda. Il ricorso deve contenere  il  riferimento  alle
norme  invocate  dal  ricorrente  a  sostegno  della  sua  pretesa  e
l'eventuale richiesta di decidere secondo equita', nel  rispetto  dei
principi generali dell'ordinamento e dei  principi  regolatori  della
materia, anche derivanti da obblighi comunitari. 
Se la parte convenuta intende accettare la procedura di conciliazione
e arbitrato nomina il proprio arbitro di parte, il quale entro trenta
giorni  dalla  notifica   del   ricorso   procede,   ove   possibile,
concordemente con l'altro arbitro, alla scelta del presidente e della
sede del collegio. Ove cio' non avvenga, la parte che  ha  presentato
ricorso puo' chiedere che la nomina  sia  fatta  dal  presidente  del
tribunale nel cui circondario e' la sede dell'arbitrato. Se le  parti
non hanno ancora determinato la sede, il  ricorso  e'  presentato  al
presidente del tribunale del luogo in cui e'  sorto  il  rapporto  di
lavoro o ove si trova l'azienda o una sua dipendenza  alla  quale  e'
addetto il lavoratore o presso la quale egli prestava la sua opera al
momento della fine del rapporto. 
In caso di scelta  concorde  del  terzo  arbitro  e  della  sede  del
collegio, la parte convenuta, entro trenta  giorni  da  tale  scelta,
deve depositare presso la sede del  collegio  una  memoria  difensiva
sottoscritta, salvo che si tratti di una pubblica amministrazione, da
un avvocato cui abbia  conferito  mandato  e  presso  il  quale  deve
eleggere il domicilio. La memoria  deve  contenere  le  difese  e  le
eccezioni in  fatto  e  in  diritto,  le  eventuali  domande  in  via
riconvenzionale e l'indicazione dei mezzi di prova. 
Entro dieci giorni dal deposito della memoria difensiva il ricorrente
puo' depositare presso la sede del collegio una  memoria  di  replica
senza modificare il  contenuto  del  ricorso.  Nei  successivi  dieci
giorni il convenuto puo' depositare presso la sede del  collegio  una
controreplica senza modificare il contenuto della memoria difensiva. 
Il collegio fissa il giorno  dell'udienza,  da  tenere  entro  trenta
giorni dalla scadenza del termine per la controreplica del convenuto,
dandone comunicazione alle parti, nel domicilio eletto, almeno  dieci
giorni prima. 
All'udienza il collegio esperisce il tentativo di  conciliazione.  Se
la conciliazione riesce, si applicano le  disposizioni  dell'articolo
411, commi primo e terzo. 
Se la conciliazione non riesce, il collegio provvede, ove occorra,  a
interrogare le parti e ad ammettere e assumere le  prove,  altrimenti
invita all'immediata discussione orale. Nel caso di ammissione  delle
prove, il collegio puo' rinviare ad altra  udienza,  a  non  piu'  di
dieci giorni di distanza, l'assunzione delle stesse e la  discussione
orale. 
La  controversia  e'  decisa,  entro  venti  giorni  dall'udienza  di
discussione,  mediante  un  lodo.  Il  lodo  emanato  a   conclusione
dell'arbitrato, sottoscritto dagli arbitri e autenticato, produce tra
le parti gli effetti di cui agli articoli 1372 e 2113, quarto  comma,
del codice civile. Il lodo  e'  impugnabile  ai  sensi  dell'articolo
808-ter. Sulle controversie aventi ad oggetto la validita'  del  lodo
arbitrale irrituale, ai sensi dell'articolo 808-ter, decide in  unico
grado il tribunale, in funzione di  giudice  del  lavoro,  nella  cui
circoscrizione e' la sede dell'arbitrato. Il  ricorso  e'  depositato
entro il termine di  trenta  giorni  dalla  notificazione  del  lodo.
Decorso tale termine, o se le parti  hanno  comunque  dichiarato  per
iscritto di accettare la decisione arbitrale, ovvero se il ricorso e'
stato respinto dal tribunale, il lodo e' depositato nella cancelleria
del tribunale nella cui circoscrizione e' la sede dell'arbitrato.  Il
giudice, su istanza della parte interessata, accertata la regolarita'
formale del lodo arbitrale, lo dichiara esecutivo con decreto. 
Il compenso del presidente del collegio e' fissato in misura pari  al
2 per cento del valore della controversia dichiarato nel  ricorso  ed
e' versato dalle parti,  per  meta'  ciascuna,  presso  la  sede  del
collegio mediante assegni circolari intestati  al  presidente  almeno
cinque  giorni  prima  dell'udienza.  Ciascuna   parte   provvede   a
compensare l'arbitro da essa nominato. Le spese legali e  quelle  per
il compenso del presidente e dell'arbitro  di  parte,  queste  ultime
nella misura dell'1 per cento del suddetto valore della controversia,
sono liquidate nel lodo ai sensi degli articoli 91,  primo  comma,  e
92. 
I contratti collettivi nazionali di categoria  possono  istituire  un
fondo per il rimborso al lavoratore delle spese per il  compenso  del
presidente del collegio e del proprio arbitro di parte». 
9. Le disposizioni degli articoli 410, 411, 412, 412-ter e 412-quater
del codice di procedura civile si applicano anche  alle  controversie
di cui all'articolo 63, comma 1, del  decreto  legislativo  30  marzo
2001, n. 165. Gli articoli 65 e 66 del decreto legislativo  30  marzo
2001, n. 165, sono abrogati. 
10. In relazione alle materie di cui all'articolo 409 del  codice  di
procedura civile, le parti  contrattuali  possono  pattuire  clausole
compromissorie di cui all'articolo 808 del codice di procedura civile
che rinviano alle modalita' di  espletamento  dell'arbitrato  di  cui
agli articoli 412 e 412-quater del codice di procedura  civile,  solo
ove  cio'  sia  previsto  da  accordi  interconfederali  o  contratti
collettivi di lavoro stipulati dalle  organizzazioni  dei  datori  di
lavoro e dei lavoratori  comparativamente  piu'  rappresentative  sul
piano nazionale. La clausola compromissoria, a pena di nullita', deve
essere certificata in base alle disposizioni di cui  al  titolo  VIII
del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276,  dagli  organi  di
certificazione  di  cui  all'articolo   76   del   medesimo   decreto
legislativo,  e   successive   modificazioni.   Le   commissioni   di
certificazione  accertano,  all'atto   della   sottoscrizione   della
clausola  compromissoria,  la  effettiva  volonta'  delle  parti   di
devolvere ad arbitri le eventuali controversie nascenti dal  rapporto
di lavoro. La clausola compromissoria  non  puo'  essere  pattuita  e
sottoscritta prima  della  conclusione  del  periodo  di  prova,  ove
previsto, ovvero se non siano trascorsi almeno  trenta  giorni  dalla
data di stipulazione del contratto di  lavoro,  in  tutti  gli  altri
casi. La clausola compromissoria  non  puo'  riguardare  controversie
relative alla risoluzione  del  contratto  di  lavoro.  Davanti  alle
commissioni di certificazione le parti possono farsi assistere da  un
legale di loro fiducia o  da  un  rappresentante  dell'organizzazione
sindacale o professionale a cui abbiano conferito mandato. 
11. In assenza degli accordi interconfederali o contratti  collettivi
di cui al primo periodo del comma 10,  trascorsi  dodici  mesi  dalla
data di entrata in vigore  della  presente  legge,  il  Ministro  del
lavoro e delle politiche sociali convoca le organizzazioni dei datori
di lavoro e dei lavoratori comparativamente piu' rappresentative,  al
fine  di  promuovere  l'accordo.  In  caso  di  mancata  stipulazione
dell'accordo  di  cui  al  periodo  precedente,  entro  i  sei   mesi
successivi alla data di convocazione, il Ministro del lavoro e  delle
politiche sociali, con proprio decreto, tenuto conto delle risultanze
istruttorie del confronto tra le  parti  sociali,  individua  in  via
sperimentale, fatta salva la possibilita' di integrazioni  e  deroghe
derivanti  da  eventuali  successivi   accordi   interconfederali   o
contratti  collettivi,  le  modalita'  di  attuazione  e   di   piena
operativita' delle disposizioni di cui al comma 10. 
12. Gli organi di certificazione di cui all'articolo 76  del  decreto
legislativo 10 settembre 2003, n. 276,  e  successive  modificazioni,
possono istituire camere  arbitrali  per  la  definizione,  ai  sensi
dell'articolo  808-ter  del  codice  di   procedura   civile,   delle
controversie nelle materie  di  cui  all'articolo  409  del  medesimo
codice e all'articolo 63, comma 1, del decreto legislativo  30  marzo
2001, n. 165. Le commissioni di cui al citato articolo 76 del decreto
legislativo n. 276 del  2003,  e  successive  modificazioni,  possono
concludere convenzioni con le  quali  prevedano  la  costituzione  di
camere  arbitrali  unitarie.  Si  applica,  in  quanto   compatibile,
l'articolo 412, commi terzo e quarto, del codice di procedura civile. 
13. Presso le sedi di  certificazione  di  cui  all'articolo  76  del
decreto  legislativo  10  settembre  2003,  n.  276,   e   successive
modificazioni,  puo'  altresi'  essere  esperito  il   tentativo   di
conciliazione di cui all'articolo 410 del codice di procedura civile. 
14. All'articolo 82 del decreto legislativo  10  settembre  2003,  n.
276, sono apportate le seguenti modificazioni: 
    a) al comma 1, le parole:  «di  cui  all'articolo  76,  comma  1,
lettera a),» sono sostituite dalle  seguenti:  «di  cui  all'articolo
76»; 
    b) e' aggiunto, in fine, il seguente comma: 
    «1-bis.  Si  applicano,  in  quanto  compatibili,  le   procedure
previste dal capo I del presente titolo». 
15. Il comma 2 dell'articolo 83 del decreto legislativo 10  settembre
2003, n. 276, e' abrogato. 
16. Gli articoli 410-bis e 412-bis del  codice  di  procedura  civile
sono abrogati. 
17. All'articolo 79 del decreto legislativo  10  settembre  2003,  n.
276, e' aggiunto, in fine, il seguente comma: 
«Gli   effetti   dell'accertamento    dell'organo    preposto    alla
certificazione del contratto di lavoro,  nel  caso  di  contratti  in
corso  di  esecuzione,  si  producono  dal  momento  di  inizio   del
contratto, ove la commissione abbia  appurato  che  l'attuazione  del
medesimo  e'  stata,  anche  nel  periodo  precedente  alla   propria
attivita' istruttoria, coerente con quanto appurato in tale sede.  In
caso di contratti non ancora sottoscritti dalle parti, gli effetti si
producono soltanto ove e nel momento in cui queste ultime  provvedano
a sottoscriverli, con le eventuali integrazioni e modifiche suggerite
dalla commissione adita». 
18. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o
maggiori oneri a  carico  della  finanza  pubblica.  Gli  adempimenti
previsti dal presente articolo sono svolti nell'ambito delle  risorse
umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. 
 
                              Art. 32. 
 
 (Decadenze e disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo 
                            determinato) 
 
  1. Il primo e il secondo  comma  dell'articolo  6  della  legge  15
luglio 1966, n. 604, sono sostituiti dai seguenti: 
  "Il licenziamento deve essere impugnato a pena di  decadenza  entro
sessanta giorni dalla ricezione  della  sua  comunicazione  in  forma
scritta, ovvero dalla comunicazione, anch' essa in forma scritta, dei
motivi, ove  non  contestuale,  con  qualsiasi  atto  scritto,  anche
extragiudiziale, idoneo a rendere nota  la  volonta'  del  lavoratore
anche attraverso l'intervento dell'organizzazione  sindacale  diretto
ad impugnare il licenziamento stesso. 
  L'impugnazione e' inefficace se non e' seguita, entro il successivo
termine di duecentosettanta giorni, dal deposito  del  ricorso  nella
cancelleria del tribunale in funzione di giudice del lavoro  o  dalla
comunicazione  alla  controparte  della  richiesta  di  tentativo  di
conciliazione o arbitrato, ferma restando la possibilita' di produrre
nuovi documenti formatisi dopo il deposito del  ricorso.  Qualora  la
conciliazione o l'arbitrato  richiesti  siano  rifiutati  o  non  sia
raggiunto l'accordo necessario al relativo espletamento,  il  ricorso
al giudice deve essere depositato a pena di decadenza entro  sessanta
giorni dal rifiuto o dal mancato accordo". 
  1-bis. In sede  di  prima  applicazione,  le  disposizioni  di  cui
all'articolo 6, primo comma, della legge 15 luglio 1966, n. 604, come
modificato dal comma 1 del presente articolo, relative al termine  di
sessanta giorni  per  l'impugnazione  del  licenziamento,  acquistano
efficacia a decorrere dal 31 dicembre 2011. 
  2. Le disposizioni di cui all'articolo  6  della  legge  15  luglio
1966, n. 604, come modificato dal comma 1 del presente  articolo,  si
applicano anche a tutti i casi di invalidita' del licenziamento. 
  3. Le disposizioni di cui all'articolo  6  della  legge  15  luglio
1966, n. 604, come modificato dal comma 1 del presente  articolo,  si
applicano inoltre: 
    ((a)  ai  licenziamenti  che  presuppongono  la  risoluzione   di
questioni relative alla qualificazione del rapporto di lavoro  ovvero
alla nullita' del termine apposto al contratto di  lavoro,  ai  sensi
degli articoli 1, 2 e 4 del decreto legislativo 6 settembre 2001,  n.
368, e successive modificazioni. Laddove si  faccia  questione  della
nullita' del termine apposto al contratto, il termine di cui al primo
comma del predetto articolo  6,  che  decorre  dalla  cessazione  del
medesimo contratto,  e'  fissato  in  centoventi  giorni,  mentre  il
termine di cui al  primo  periodo  del  secondo  comma  del  medesimo
articolo 6 e' fissato in centottanta giorni)); ((4)) 
    b) al recesso del  committente  nei  rapporti  di  collaborazione
coordinata e continuativa, anche nella modalita' a progetto,  di  cui
all'articolo 409, numero 3), del codice di procedura civile; 
    c) al  trasferimento  ai  sensi  dell'articolo  2103  del  codice
civile,  con  termine  decorrente  dalla  data  di  ricezione   della
comunicazione di trasferimento; 
    d) ((LETTERA ABROGATA DALLA L. 28 GIUGNO 2012, N. 92)). 
  4. Le disposizioni di cui all'articolo  6  della  legge  15  luglio
1966, n. 604, come modificato dal comma 1 del presente  articolo,  si
applicano anche: 
    a) ai contratti di lavoro a  termine  stipulati  ai  sensi  degli
articoli 1, 2 e 4 del decreto legislativo 6 settembre 2001,  n.  368,
in corso di esecuzione alla data di entrata in vigore della  presente
legge, con decorrenza dalla scadenza del termine; 
    b)  ai  contratti  di  lavoro  a  termine,  stipulati  anche   in
applicazione  di  disposizioni  di  legge   previgenti   al   decreto
legislativo 6 settembre 2001, n. 368, e gia' conclusi  alla  data  di
entrata in vigore della presente legge, con decorrenza dalla medesima
data di entrata in vigore della presente legge; 
    c) alla  cessione  di  contratto  di  lavoro  avvenuta  ai  sensi
dell'articolo 2112 del codice civile  con  termine  decorrente  dalla
data del trasferimento; 
    d) in  ogni  altro  caso  in  cui,  compresa  l'ipotesi  prevista
dall'articolo 27 del decreto legislativo 10 settembre 2003,  n.  276,
si chieda la costituzione o l'accertamento di un rapporto  di  lavoro
in capo a un soggetto diverso dal titolare del contratto. 
  5. Nei casi di conversione del contratto a  tempo  determinato,  il
giudice condanna il datore di lavoro al risarcimento  del  lavoratore
stabilendo un'indennita' onnicomprensiva nella misura compresa tra un
minimo di 2,5 ed un massimo di 12 mensilita' dell'ultima retribuzione
globale di fatto, avuto riguardo ai criteri indicati nell'articolo  8
della legge 15 luglio 1966, n. 604. ((4)) 
  6. In presenza di contratti ovvero  accordi  collettivi  nazionali,
territoriali o aziendali, stipulati con le  organizzazioni  sindacali
comparativamente  piu'  rappresentative  sul  piano  nazionale,   che
prevedano l'assunzione, anche a tempo  indeterminato,  di  lavoratori
gia' occupati con  contratto  a  termine  nell'ambito  di  specifiche
graduatorie, il limite massimo dell'indennita' fissata dal comma 5 e'
ridotto alla meta'. 
  7. Le disposizioni di cui ai commi 5 e 6 trovano  applicazione  per
tutti i giudizi, ivi compresi quelli pendenti alla data di entrata in
vigore della presente legge. Con riferimento a tali  ultimi  giudizi,
ove necessario, ai soli fini della determinazione della indennita' di
cui ai commi 5 e 6, il  giudice  fissa  alle  parti  un  termine  per
l'eventuale integrazione della domanda e delle relative eccezioni  ed
esercita i poteri istruttori ai sensi dell'articolo 421 del codice di
procedura civile. 
 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (4) 
  La L. 28 giugno 2012, n. 92 ha disposto (con l'art.  1,  comma  12)
che "Le disposizioni di cui al comma 3, lettera a), dell'articolo  32
della legge 4 novembre 2010, n. 183, come sostituita dal comma 11 del
presente articolo, si  applicano  in  relazione  alle  cessazioni  di
contratti a tempo determinato verificatesi a decorrere dal 1° gennaio
2013". 
  Ha inoltre disposto (con l'art. 1, comma 13) che  "La  disposizione
di cui al comma 5 dell'articolo 32 della legge 4  novembre  2010,  n.
183, si interpreta nel senso che l'indennita'  ivi  prevista  ristora
per  intero  il  pregiudizio  subito  dal  lavoratore,  comprese   le
conseguenze retributive e contributive relative al  periodo  compreso
fra la scadenza del termine e la pronuncia del provvedimento  con  il
quale il giudice abbia ordinato la  ricostituzione  del  rapporto  di
lavoro". 
                              Art. 33.

   (Accesso ispettivo, potere di diffida e verbalizzazione unica)

  1. L'articolo 13 del decreto legislativo 23 aprile 2004, n. 124, e'
sostituito dal seguente:
  "Art. 13. - (Accesso ispettivo, potere di diffida e verbalizzazione
unica).  - 1. Il personale ispettivo accede presso i luoghi di lavoro
nei  modi  e nei tempi consentiti dalla legge. Alla conclusione delle
attivita' di verifica compiute nel corso del primo accesso ispettivo,
viene  rilasciato  al  datore  di  lavoro  o  alla  persona  presente
all'ispezione,  con  l'obbligo  alla tempestiva consegna al datore di
lavoro, il verbale di primo accesso ispettivo contenente:
    a)  l'identificazione  dei lavoratori trovati intenti al lavoro e
la descrizione delle modalita' del loro impiego;
    b)  la  specificazione  delle  attivita'  compiute  dal personale
ispettivo;
    c)  le eventuali dichiarazioni rese dal datore di lavoro o da chi
lo assiste, o dalla persona presente all'ispezione;
    d)  ogni  richiesta,  anche  documentale,  utile al proseguimento
dell'istruttoria  finalizzata  all'accertamento degli illeciti, fermo
restando  quanto previsto dall'articolo 4, settimo comma, della legge
22 luglio 1961, n. 628.
  2.  In  caso  di constatata inosservanza delle norme di legge o del
contratto  collettivo  in  materia di lavoro e legislazione sociale e
qualora   il  personale  ispettivo  rilevi  inadempimenti  dai  quali
derivino  sanzioni  amministrative,  questi  provvede  a diffidare il
trasgressore   e   l'eventuale   obbligato   in   solido,   ai  sensi
dell'articolo   6   della  legge  24  novembre  1981,  n.  689,  alla
regolarizzazione  delle inosservanze comunque materialmente sanabili,
entro  il  termine  di  trenta giorni dalla data di notificazione del
verbale di cui al comma 4.
  3.  In  caso  di  ottemperanza  alla  diffida,  il  trasgressore  o
l'eventuale  obbligato in solido e' ammesso al pagamento di una somma
pari  all'importo  della  sanzione  nella  misura del minimo previsto
dalla  legge  ovvero  nella  misura  pari ad un quarto della sanzione
stabilita  in misura fissa, entro il termine di quindici giorni dalla
scadenza  del  termine  di  cui al comma 2. Il pagamento dell'importo
della   predetta   somma   estingue   il  procedimento  sanzionatorio
limitatamente  alle  inosservanze  oggetto  di diffida e a condizione
dell'effettiva ottemperanza alla diffida stessa.
  4.  All'ammissione  alla  procedura  di  regolarizzazione di cui ai
commi   2   e   3,   nonche'   alla  contestazione  delle  violazioni
amministrative  di  cui all'articolo 14 della legge 24 novembre 1981,
n.  689,  si provvede da parte del personale ispettivo esclusivamente
con  la notifica di un unico verbale di accertamento e notificazione,
notificato  al  trasgressore  e all'eventuale obbligato in solido. Il
verbale di accertamento e notificazione deve contenere:
    a)  gli  esiti  dettagliati  dell'accertamento,  con  indicazione
puntuale delle fonti di prova degli illeciti rilevati;
    b) la diffida a regolarizzare gli inadempimenti sanabili ai sensi
del comma 2;
    c)  la  possibilita' di estinguere gli illeciti ottemperando alla
diffida  e  provvedendo  al  pagamento  della somma di cui al comma 3
ovvero pagando la medesima somma nei casi di illeciti gia' oggetto di
regolarizzazione;
    d)  la  possibilita'  di estinguere gli illeciti non diffidabili,
ovvero  quelli  oggetto  di  diffida  nei  casi  di  cui  al comma 5,
attraverso  il  pagamento  della  sanzione in misura ridotta ai sensi
dell'articolo 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689;
    e)  l'indicazione  degli  strumenti  di  difesa e degli organi ai
quali   proporre   ricorso,   con   specificazione   dei  termini  di
impugnazione.
  5.   L'adozione   della   diffida   interrompe  i  termini  di  cui
all'articolo  14  della legge 24 novembre 1981, n. 689, e del ricorso
di  cui  all'articolo 17 del presente decreto, fino alla scadenza del
termine  per  compiere  gli adempimenti di cui ai commi 2 e 3. Ove da
parte  del  trasgressore  o  dell'obbligato  in  solido non sia stata
fornita prova al personale ispettivo dell'avvenuta regolarizzazione e
del  pagamento delle somme previste, il verbale unico di cui al comma
4  produce  gli  effetti  della  contestazione  e notificazione degli
addebiti  accertati  nei  confronti  del trasgressore e della persona
obbligata in solido ai quali sia stato notificato.
  6.  Il  potere  di  diffida  nei casi previsti dal comma 2, con gli
effetti e le procedure di cui ai commi 3, 4 e 5, e' esteso anche agli
ispettori  e ai funzionari amministrativi degli enti e degli istituti
previdenziali  per  le  inadempienze da essi rilevate. Gli enti e gli
istituti previdenziali svolgono tale attivita' con le risorse umane e
finanziarie esistenti a legislazione vigente.
  7.  Il potere di diffida di cui al comma 2 e' esteso agli ufficiali
e agenti di polizia giudiziaria che accertano, ai sensi dell'articolo
13  della  legge  24  novembre 1981, n. 689, violazioni in materia di
lavoro  e  legislazione  sociale.  Qualora rilevino inadempimenti dai
quali  derivino  sanzioni amministrative, essi provvedono a diffidare
il    trasgressore   e   l'eventuale   obbligato   in   solido   alla
regolarizzazione  delle inosservanze comunque materialmente sanabili,
con gli effetti e le procedure di cui ai commi 3, 4 e 5".
                              Art. 34. 
 
          (Indicatore di situazione economica equivalente) 
 
1. Al decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 109,  sono  apportate  le
seguenti modifiche: 
    a) l'articolo 4 e' sostituito dal seguente: 
    «Art. 4. - (Dichiarazione sostitutiva unica). - 1. Il richiedente
la prestazione presenta un'unica dichiarazione sostitutiva, ai  sensi
del testo unico delle disposizioni  legislative  e  regolamentari  in
materia di documentazione  amministrativa,  di  cui  al  decreto  del
Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n.  445,  di  validita'
annuale, concernente le informazioni necessarie per la determinazione
dell'indicatore  della  situazione  economica  equivalente   di   cui
all'articolo  2,  ancorche'  l'ente   si   avvalga   della   facolta'
riconosciutagli dall'articolo 3, comma 2.  E'  lasciata  facolta'  al
cittadino  di  presentare  entro  il  periodo  di   validita'   della
dichiarazione sostitutiva  unica  una  nuova  dichiarazione,  qualora
intenda far  rilevare  i  mutamenti  delle  condizioni  familiari  ed
economiche ai  fini  del  calcolo  dell'indicatore  della  situazione
economica  equivalente  del  proprio  nucleo  familiare.   Gli   enti
erogatori possono stabilire per le prestazioni  da  essi  erogate  la
decorrenza degli effetti di tali nuove dichiarazioni. 
2. La dichiarazione di cui al comma 1 e' presentata ai  comuni  o  ai
centri di assistenza  fiscale  previsti  dal  decreto  legislativo  9
luglio 1997, n. 241, o direttamente all'amministrazione pubblica alla
quale e' richiesta la prima prestazione  o  alla  sede  dell'Istituto
nazionale della previdenza sociale (INPS) competente per territorio. 
3.  E'  comunque  consentita  la  presentazione  all'INPS,   in   via
telematica, della dichiarazione sostitutiva unica direttamente a cura
del soggetto richiedente la prestazione agevolata. 
4.  L'INPS  determina   l'indicatore   della   situazione   economica
equivalente  in  relazione  ai  dati  autocertificati  dal   soggetto
richiedente la prestazione agevolata. 
5. In relazione ai dati  autocertificati  dal  soggetto  richiedente,
l'Agenzia delle entrate, sulla base di appositi controlli automatici,
individua l'esistenza di omissioni, ovvero difformita'  degli  stessi
rispetto  agli  elementi  conoscitivi   in   possesso   del   Sistema
informativo dell'anagrafe tributaria. 
6. Gli esiti delle attivita' effettuate ai sensi  del  comma  5  sono
comunicati   dall'Agenzia   delle   entrate,    mediante    procedura
informatica, all'INPS che provvedera' a inoltrarli  ai  soggetti  che
hanno  ricevuto  le  dichiarazioni  ai  sensi  del  comma  2,  ovvero
direttamente  al  soggetto  che  ha   presentato   la   dichiarazione
sostitutiva unica ai sensi del comma 3. 
7. Sulla base della comunicazione dell'INPS, di cui  al  comma  6,  i
comuni, i centri di assistenza fiscale e le amministrazioni pubbliche
ai  quali  e'  presentata  la  dichiarazione  sostitutiva  rilasciano
un'attestazione, riportante l'indicatore della  situazione  economica
equivalente, nonche' il contenuto della dichiarazione e gli  elementi
informativi  necessari  per  il  calcolo.  Analoga  attestazione   e'
rilasciata direttamente  dall'INPS  nei  casi  di  cui  al  comma  3.
L'attestazione riporta anche le eventuali omissioni e difformita'  di
cui  al  comma  5.   La   dichiarazione,   munita   dell'attestazione
rilasciata, puo' essere utilizzata, nel periodo di validita', da ogni
componente  del  nucleo  familiare  per  l'accesso  alle  prestazioni
agevolate di cui al presente decreto. 
8. In presenza delle omissioni o difformita' di cui al  comma  5,  il
soggetto  richiedente  la  prestazione  puo'  presentare  una   nuova
dichiarazione sostitutiva unica, ovvero puo' comunque  richiedere  la
prestazione  mediante  l'attestazione  relativa  alla   dichiarazione
presentata  recante  le   omissioni   o   le   difformita'   rilevate
dall'Agenzia delle entrate. Tale  dichiarazione  e'  valida  ai  fini
dell'erogazione della prestazione, fatto salvo il diritto degli  enti
erogatori di richiedere idonea documentazione atta  a  dimostrare  la
completezza e veridicita' dei dati indicati nella dichiarazione.  Gli
enti  erogatori  eseguono,  singolarmente  o  mediante  un   apposito
servizio comune, tutti i controlli ulteriori necessari  e  provvedono
ad  ogni  adempimento  conseguente  alla  non  veridicita'  dei  dati
dichiarati. 
9. Ai fini dei successivi controlli relativi alla determinazione  del
patrimonio mobiliare gestito dagli operatori di cui  all'articolo  7,
sesto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre
1973, n. 605, l'Agenzia delle  entrate,  in  presenza  di  specifiche
omissioni o difformita' rilevate ai  sensi  del  comma  5,  effettua,
sulla base di criteri selettivi, apposite richieste  di  informazioni
ai  suddetti  operatori,   avvalendosi   delle   relative   procedure
automatizzate di colloquio. 
10. Nell'ambito della programmazione dell'attivita'  di  accertamento
della Guardia di finanza, una quota delle verifiche e'  riservata  al
controllo sostanziale della posizione reddituale e  patrimoniale  dei
nuclei familiari dei soggetti  beneficiari  di  prestazioni,  secondo
criteri selettivi. 
11.  I  nominativi  dei  richiedenti  nei  cui   confronti   emergono
divergenze nella consistenza del patrimonio mobiliare sono comunicati
alla Guardia di finanza al fine  di  assicurare  il  coordinamento  e
l'efficacia dei controlli previsti dal comma 10. 
12. Con apposita convenzione stipulata tra l'INPS e  l'Agenzia  delle
entrate, nel rispetto delle disposizioni del  codice  in  materia  di
protezione dei dati personali,  di  cui  al  decreto  legislativo  30
giugno 2003, n. 196, sono disciplinate le modalita'  attuative  e  le
specifiche tecniche per  lo  scambio  delle  informazioni  necessarie
all'attuazione delle disposizioni del presente articolo. 
13. Al fine di consentire la semplificazione e il miglioramento degli
adempimenti dei soggetti  richiedenti  le  prestazioni  agevolate,  a
seguito  dell'evoluzione  dei   sistemi   informativi   dell'INPS   e
dell'Agenzia  delle  entrate   possono   essere   altresi'   previste
specifiche attivita'  di  sperimentazione  finalizzate  a  sviluppare
l'assetto dei relativi flussi di informazione. 
14. Ai fini del rispetto dei criteri di equita' sociale, con  decreto
del  Ministero  dell'economia  e  delle  finanze,  sulla  base  delle
valutazioni dell'INPS e dell'Agenzia delle entrate, si provvede  alla
razionalizzazione e all'armonizzazione dei criteri di  determinazione
dell'indicatore  della  situazione  economica  equivalente   rispetto
all'evoluzione della normativa fiscale»; 
    b) all'articolo 4-bis, il comma 1 e' sostituito dal seguente: 
    «1.  L'INPS   per   l'alimentazione   del   sistema   informativo
dell'indicatore della situazione economica equivalente puo' stipulare
apposite convenzioni con i soggetti di cui all'articolo 3,  comma  3,
lettera d), del regolamento di cui al decreto  del  Presidente  della
Repubblica 22 luglio 1998, n. 322»; 
    c) all'articolo 6, comma 4, al primo  e  al  quarto  periodo,  le
parole: «Agenzia  delle  entrate»  sono  sostituite  dalle  seguenti:
«Istituto nazionale della previdenza sociale»; 
    d) alla tabella 1, parte I, dopo la lettera b),  e'  inserito  il
seguente capoverso: «Al reddito complessivo devono essere aggiunti  i
redditi da lavoro dipendente e  assimilati,  di  lavoro  autonomo  ed
impresa, redditi diversi di cui all'articolo 67, comma 1, lettere  i)
e l), del testo unico delle imposte sui redditi, di  cui  al  decreto
del  Presidente  della  Repubblica  22   dicembre   1986,   n.   917,
assoggettati ad imposta sostitutiva o definitiva, fatta salva diversa
volonta' espressa dal  legislatore  sulle  norme  che  regolano  tali
componenti reddituali». 
2. Ai maggiori compiti previsti dal comma 1 del presente articolo per
l'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) e per  l'Agenzia
delle  entrate  si  provvede  con  le  risorse  umane  e  finanziarie
disponibili a legislazione vigente. 
 
                              Art. 35.

  (Modifiche al decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito,
        con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2)

  1.  L'articolo  19-ter  del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185,
convertito,  con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, e'
sostituito dal seguente:
  "Art. 19-ter. - (Indennizzi per le aziende commerciali in crisi). -
1.  L'indennizzo di cui al decreto legislativo 28 marzo 1996, n. 207,
e'  concesso, nella misura e secondo le modalita' ivi previste, anche
ai  soggetti  che  si  trovano  in  possesso  dei  requisiti  di  cui
all'articolo  2 del medesimo decreto legislativo nel periodo compreso
tra  il 1° gennaio 2009 e il 31 dicembre 2011. Per i soggetti che nel
mese  di compimento dell'eta' pensionabile sono anche in possesso del
requisito contributivo minimo richiesto per conseguire la pensione di
vecchiaia,  il  predetto indennizzo spetta fino alla prima decorrenza
utile  della  pensione  di  vecchiaia  medesima.  Le  domande  di cui
all'articolo 7 del citato decreto legislativo n. 207 del 1996 possono
essere presentate fino al 31 gennaio 2012.
  2.  L'aliquota  contributiva  aggiuntiva  di cui all'articolo 5 del
decreto legislativo 28 marzo 1996, n. 207, dovuta dagli iscritti alla
Gestione  dei  contributi  e  delle  prestazioni  previdenziali degli
esercenti  attivita'  commerciali presso l'INPS, e' prorogata, con le
medesime modalita', fino al 31 dicembre 2014.
  3.  Gli  indennizzi  concessi  ai sensi dell'articolo 1, comma 272,
della  legge  30 dicembre 2004, n. 311, in pagamento alla data del 31
dicembre  2008,  sono  prorogati  fino  alla data di decorrenza della
pensione  di  vecchiaia  purche'  i titolari dell'indennizzo siano in
possesso,  nel  mese  di compimento dell'eta' pensionabile, anche del
requisito contributivo minimo richiesto per conseguire la pensione di
vecchiaia".
  2.  All'articolo  30-bis,  comma  7,  del decreto-legge 29 novembre
2008,  n.  185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio
2009,  n. 2, dopo le parole: "Ministro dell'economia e delle finanze"
sono  inserite  le  seguenti:  ",  di concerto con il Ministro per la
pubblica amministrazione e l'innovazione,".
  3.  All'articolo  61  del  decreto-legge  25  giugno  2008, n. 112,
convertito,  con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, il
comma   7-bis,  introdotto  dall'articolo  18,  comma  4-sexies,  del
decreto-legge   29   novembre   2008,   n.   185,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, e' abrogato.
                              Art. 36. 
 
(Modifiche  all'articolo  9  del  decreto-legge  n.  148  del   1993,
                             convertito, 
           con modificazioni, dalla legge n. 236 del 1993) 
 
1.  All'articolo  9  del  decreto-legge  20  maggio  1993,  n.   148,
convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio  1993,  n.  236,
sono apportate le seguenti modifiche: 
    a) dopo il comma 3-bis e' inserito il seguente: 
    «3-ter. Il Ministero del lavoro e delle  politiche  sociali  puo'
prevedere misure di sostegno al reddito per lavoratori disoccupati  o
a rischio di esclusione dal mercato del lavoro»; 
    b) al comma 4, le parole: «di cui ai commi 1, 2, 3 e 3-bis»  sono
sostituite dalle seguenti: «di  cui  ai  commi  1,  2,  3,  3-bis  e,
prioritariamente, 3-ter». 
 
                              Art. 37. 
 
      (Sottrazione alle procedure esecutive dei fondi intestati 
         al Ministero del lavoro e delle politiche sociali) 
 
1. Le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 294, della  legge  23
dicembre 2005, n. 266, si  applicano  anche  alle  ipotesi  di  fondi
intestati al Ministero del lavoro e delle politiche sociali. 
2. Gli atti di sequestro e di pignoramento afferenti ai fondi di  cui
al comma 1 sono nulli. La nullita' e' rilevabile d'ufficio e gli atti
non determinano obbligo di  accantonamento  da  parte  delle  sezioni
della Tesoreria dello Stato ne' sospendono l'accreditamento di  somme
destinate ai funzionari delegati centrali e periferici. 
 
                              Art. 38. 
 
(Modifica all'articolo 11 del decreto legislativo 23 aprile 2004,  n.
                                124) 
 
1. All'articolo 11 del decreto legislativo 23 aprile  2004,  n.  124,
dopo il comma 3 e' inserito il seguente: 
«3-bis. Il verbale di cui al comma  3  e'  dichiarato  esecutivo  con
decreto dal giudice competente, su istanza della parte interessata». 
 
                              Art. 39. 
 
        (Obbligo di versamento delle ritenute previdenziali) 
 
1. L'omesso versamento, nelle forme e nei  termini  di  legge,  delle
ritenute previdenziali e assistenziali operate  dal  committente  sui
compensi dei lavoratori a progetto e dei titolari  di  collaborazioni
coordinate e continuative iscritti  alla  gestione  separata  di  cui
all'articolo 2,  comma  26,  della  legge  8  agosto  1995,  n.  335,
configura le  ipotesi  di  cui  ai  commi  1-bis,  1-ter  e  1-quater
dell'articolo  2  del  decreto-legge  12  settembre  1983,  n.   463,
convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 1983, n. 638. 
 
                              Art. 40. 
 
                     (Contribuzione figurativa) 
 
1. Ai fini del calcolo della retribuzione annua pensionabile,  e  per
la liquidazione delle  prestazioni  a  sostegno  o  integrazione  del
reddito, per i periodi successivi al  31  dicembre  2004,  il  valore
retributivo  da  attribuire  per  ciascuna   settimana   ai   periodi
riconosciuti  figurativamente   per   gli   eventi   previsti   dalle
disposizioni in vigore e  verificatisi  nel  corso  del  rapporto  di
lavoro, e' pari all'importo della normale  retribuzione  che  sarebbe
spettata al lavoratore, in caso di prestazione lavorativa,  nel  mese
in  cui  si  colloca  l'evento.  Il  predetto  importo  deve   essere
determinato  dal  datore  di  lavoro  sulla   base   degli   elementi
retributivi ricorrenti e continuativi. 
 
                              Art. 41. 
 
         (Responsabilita' di terzi nelle invalidita' civili) 
 
1. Le pensioni, gli assegni e le indennita', spettanti agli  invalidi
civili  ai  sensi  della   legislazione   vigente,   corrisposti   in
conseguenza del fatto illecito  di  terzi,  sono  recuperate  fino  a
concorrenza dell'ammontare di dette prestazioni  dall'ente  erogatore
delle stesse nei riguardi del responsabile civile e  della  compagnia
di assicurazioni. 
2. Agli effetti del comma 1, il  valore  capitale  della  prestazione
erogata e' determinato  mediante  criteri  e  tariffe  stabiliti  con
decreto del Ministro del lavoro  e  delle  politiche  sociali  e  del
Ministro dell'economia e  delle  finanze,  sentito  il  consiglio  di
amministrazione dell'INPS, da emanare  entro  sessanta  giorni  dalla
data di entrata in vigore della presente legge. 
 
                              Art. 42. 
 
       (Comunicazioni delle imprese di assicurazione all'INPS) 
 
1. A decorrere dal 1° giugno 2010, nei casi di infermita' comportante
incapacita' lavorativa, derivante da  responsabilita'  di  terzi,  il
medico e' tenuto a darne segnalazione nei certificati di malattia  di
cui all'articolo 2  del  decreto-legge  30  dicembre  1979,  n.  663,
convertito, con modificazioni, dalla legge 29 febbraio 1980,  n.  33,
al fine di consentire  all'ente  assicuratore  l'esperibilita'  delle
azioni surrogatorie e di rivalsa. 
2. In caso di eventi occorsi in  danno  di  soggetti  aventi  diritto
all'indennita'  di  malattia  erogata  dall'INPS  ed   imputabili   a
responsabilita'  di  terzi,  l'impresa  di  assicurazione,  prima  di
procedere all'eventuale risarcimento del danno,  e'  tenuta  a  darne
immediata comunicazione all'INPS. 
3. Entro quindici giorni dal ricevimento della comunicazione  di  cui
al  comma  2,  l'INPS  trasmette  all'impresa  di  assicurazione   un
«certificato di indennita' corrisposte» (CIR)  attestante  l'avvenuta
liquidazione dell'indennita' di malattia ed il relativo importo. 
4. L'impresa assicuratrice procede, conseguentemente, ad  accantonare
e rimborsare preventivamente all'INPS l'importo certificato ai  sensi
del comma 3. 
5. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi  o
maggiori oneri per la finanza pubblica. 
 
                              Art. 43.

  (Efficacia delle domande di iscrizione e cancellazione dall'albo
         delle imprese artigiane per gli enti previdenziali)

  1.  Ai fini del contenimento degli oneri previdenziali, a decorrere
dal  1°  gennaio  2010,  gli  atti  e  i  provvedimenti relativi alle
modificazioni  dello  stato  di  fatto  e  di  diritto,  compresa  la
cessazione  delle  imprese individuali e di tutti i soggetti comunque
iscritti   all'albo   delle   imprese  artigiane,  sono  inopponibili
all'INPS,  decorsi tre anni dal verificarsi dei relativi presupposti,
e  sentite  le  commissioni  provinciali dell'artigianato e gli altri
organi  o  enti  competenti  le  cui potesta' restano comunque ferme.
L'INPS  attua  apposite  forme  di  comunicazione  nei  confronti dei
destinatari  delle disposizioni del presente articolo per favorire la
correttezza delle posizioni contributive individuali.
  2.  Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi
o maggiori oneri per la finanza pubblica.
                              Art. 44. 
 
  (Pignoramento e sequestro nei confronti degli istituti esercenti 
           forme di previdenza e assistenza obbligatoria) 
 
1. All'articolo 14  del  decreto-legge  31  dicembre  1996,  n.  669,
convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1997,  n.  30,
dopo il comma 1-bis e' inserito il seguente: 
«1-ter. Le disposizioni di cui al comma 1-bis si applicano  anche  ai
pignoramenti mobiliari di cui agli articoli 513 e seguenti del codice
di procedura civile  promossi  nei  confronti  di  enti  ed  istituti
esercenti forme di previdenza ed assistenza obbligatorie  organizzati
su base territoriale». 
 
                              Art. 45. 
 
(Disposizioni in materia di contribuzione figurativa per  periodi  di
                              malattia) 
 
1. All'articolo 1 del decreto legislativo 16 settembre 1996, n.  564,
dopo il comma 1 e' inserito il seguente: 
«1-bis. Il limite dei ventidue mesi di cui al comma 1 non si applica,
a  partire  dall'insorgenza  dello  stato  di  inabilita'  ai   sensi
dell'articolo 8 della legge 12 giugno 1984, n. 222, ai  soggetti  che
abbiano conseguito  tale  inabilita'  a  seguito  di  infortunio  sul
lavoro, in sostituzione della pensione di inabilita', fermo  restando
che, in tal caso, non e' dovuta la prestazione economica di  malattia
a carico dell'ente previdenziale». 
 
                              Art. 46.

(Differimento  di  termini  per  l'esercizio di deleghe in materia di
ammortizzatori   sociali,   di   servizi   per  l'impiego,  incentivi
     all'occupazione e apprendistato e di occupazione femminile)

  1.  All'articolo  1  della  legge  24  dicembre  2007, n. 247, sono
apportate le seguenti modificazioni:
    a) il comma 28 e' sostituito dal seguente:
    "28.  Il  Governo  e'  delegato  ad adottare, entro il termine di
ventiquattro  mesi  dalla  data  di  entrata in vigore della presente
disposizione,  su  proposta del Ministro del lavoro e delle politiche
sociali,  in  conformita'  all'articolo 117 della Costituzione e agli
statuti delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di
Trento  e  di  Bolzano,  e  alle  relative  norme  di  attuazione,  e
garantendo  l'uniformita'  della tutela dei lavoratori sul territorio
nazionale   attraverso  il  rispetto  dei  livelli  essenziali  delle
prestazioni  concernenti  i  diritti  civili  e  sociali,  anche  con
riguardo   alle   differenze   di  genere  e  alla  condizione  delle
lavoratrici   e   dei   lavoratori  immigrati,  uno  o  piu'  decreti
legislativi  finalizzati  a riformare la materia degli ammortizzatori
sociali per il riordino degli istituti a sostegno del reddito";
    b) il comma 30 e' sostituito dal seguente:
    "30.  Il Governo e' delegato ad adottare, entro ventiquattro mesi
dalla  data  di  entrata  in  vigore  della presente disposizione, su
proposta  del  Ministro  del  lavoro  e  delle  politiche sociali, in
conformita'  all'articolo 117 della Costituzione e agli statuti delle
regioni  a  statuto speciale e delle province autonome di Trento e di
Bolzano,   e   alle   relative  norme  di  attuazione,  e  garantendo
l'uniformita'  della  tutela  dei lavoratori sul territorio nazionale
attraverso  il  rispetto  dei  livelli  essenziali  delle prestazioni
concernenti  i  diritti  civili  e  sociali,  anche con riguardo alle
differenze  di  genere  e  alla  condizione  delle  lavoratrici e dei
lavoratori  immigrati,  uno o piu' decreti legislativi finalizzati al
riordino della normativa in materia di:
      a) servizi per l'impiego;
      b) incentivi all'occupazione;
      c) apprendistato";
    c) il comma 81 e' sostituito dal seguente:
    "81.  Il Governo e' delegato ad adottare, entro ventiquattro mesi
dalla  data  di  entrata  in  vigore  della presente disposizione, su
proposta  del  Ministro  del  lavoro  e delle politiche sociali e del
Ministro  per  le  pari opportunita', in conformita' all'articolo 117
della  Costituzione e agli statuti delle regioni a statuto speciale e
delle province autonome di Trento e di Bolzano, e alle relative norme
di attuazione, e garantendo l'uniformita' della tutela dei lavoratori
sul   territorio   nazionale   attraverso  il  rispetto  dei  livelli
essenziali  delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali,
uno   o  piu'  decreti  legislativi  finalizzati  al  riordino  della
normativa  in  materia  di  occupazione  femminile,  nel rispetto dei
seguenti principi e criteri direttivi:
      a)  previsione, nell'ambito dell'esercizio della delega in tema
di  riordino  degli  incentivi  di  cui  al  comma 30, lettera b), di
incentivi  e sgravi contributivi mirati a sostenere i regimi di orari
flessibili  legati  alle  necessita' della conciliazione tra lavoro e
vita   familiare,   nonche'  a  favorire  l'aumento  dell'occupazione
femminile;
      b)  revisione  della  vigente  normativa  in materia di congedi
parentali, con particolare riferimento all'estensione della durata di
tali  congedi  e  all'incremento della relativa indennita' al fine di
incentivarne l'utilizzo;
      c)  rafforzamento degli istituti previsti dall'articolo 9 della
legge  8  marzo  2000, n. 53, con particolare riferimento al lavoro a
tempo parziale e al telelavoro;
      d)  rafforzamento  dell'azione dei diversi livelli di governo e
delle  diverse amministrazioni competenti, con riferimento ai servizi
per  l'infanzia  e  agli  anziani non autosufficienti, in funzione di
sostegno dell'esercizio della liberta' di scelta da parte delle donne
nel campo del lavoro;
      e)  orientamento dell'intervento legato alla programmazione dei
Fondi  comunitari,  a  partire  dal Fondo sociale europeo (FSE) e dal
Programma   operativo   nazionale   (PON),  in  via  prioritaria  per
l'occupazione   femminile,   a  supporto  non  solo  delle  attivita'
formative,  ma  anche  di  quelle di accompagnamento e inserimento al
lavoro,  con  destinazione  di  risorse  alla formazione di programmi
mirati alle donne per il corso della relativa vita lavorativa;
      f)  rafforzamento  delle  garanzie per l'applicazione effettiva
della  parita'  di  trattamento  tra  donne  e  uomini  in materia di
occupazione e di lavoro;
      g)  realizzazione,  anche  ai  fini  di cui alla lettera e), di
sistemi  di raccolta ed elaborazione di dati in grado di far emergere
e  rendere  misurabili  le  discriminazioni  di  genere anche di tipo
retributivo;
      h)  potenziamento  delle  azioni  intese a favorire lo sviluppo
dell'imprenditoria femminile;
      i)  previsione di azioni e interventi che agevolino l'accesso e
il  rientro  nel  mercato  del  lavoro  delle donne, anche attraverso
formazione   professionale   mirata  con  conseguente  certificazione
secondo le nuove strategie dell'Unione europea;
      l)  definizione  degli  adempimenti  dei  datori  di  lavoro in
materia di attenzione al genere".
                              Art. 47. 
 
(Disposizione finalizzata ad assicurare l'indennizzo per complicanze 
     di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie) 
 
1. L'autorizzazione di spesa di cui alla legge 29  ottobre  2005,  n.
229, e' incrementata della somma pari  a  120  milioni  di  euro  per
l'anno 2010. 
2. All'onere derivante dalla  disposizione  di  cui  al  comma  1  si
provvede mediante  corrispondente  riduzione  dell'autorizzazione  di
spesa di cui all'articolo 2, comma 361, della legge 24 dicembre 2007,
n. 244, per l'anno 2010. 
 
                              Art. 48. 
 
    (Modifiche al decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276) 
 
1. Al comma 2 dell'articolo 4 del decreto  legislativo  10  settembre
2003, n. 276, il secondo periodo e' sostituito dai seguenti: «Decorsi
due anni, entro i novanta giorni successivi, i  soggetti  autorizzati
possono  richiedere  l'autorizzazione  a  tempo   indeterminato.   Il
Ministero   del   lavoro   e   delle   politiche   sociali   rilascia
l'autorizzazione a tempo indeterminato  entro  novanta  giorni  dalla
richiesta, previa verifica del rispetto degli obblighi di legge e del
contratto collettivo e, in ogni caso,  subordinatamente  al  corretto
andamento della attivita' svolta». 
2. Al comma 1 dell'articolo 5 del decreto  legislativo  10  settembre
2003, n. 276, la lettera f) e' sostituita dalla seguente: 
«f) l'interconnessione con la borsa continua nazionale del lavoro  di
cui all'articolo 15, attraverso il  raccordo  con  uno  o  piu'  nodi
regionali, nonche' l'invio all'autorita' concedente, pena  la  revoca
dell'autorizzazione, di ogni informazione strategica per un  efficace
funzionamento del mercato del lavoro,  tra  cui  i  casi  in  cui  un
percettore  di  sussidio  o   indennita'   pubblica   rifiuti   senza
giustificato motivo una offerta formativa, un progetto individuale di
reinserimento nel mercato del lavoro ovvero una  occupazione  congrua
ai sensi della legislazione vigente;». 
3. All'articolo 6 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n.  276,
e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche: 
    a) al comma 1, le parole da: «e fermo restando» fino a:  «nonche'
l'invio di» sono sostituite  dalle  seguenti:  «e  conferiscano  alla
borsa continua nazionale del lavoro, secondo  le  modalita'  previste
con decreto del Ministro del lavoro e  delle  politiche  sociali,  di
concerto con il Ministro dell'istruzione,  dell'universita'  e  della
ricerca, i curricula dei propri  studenti,  che  sono  resi  pubblici
anche nei siti internet dell'Ateneo per i dodici mesi successivi alla
data di conseguimento del diploma di laurea.  Resta  fermo  l'obbligo
dell'invio alla borsa continua nazionale del lavoro di»; 
    b) il comma 3 e' sostituito dal seguente: 
    «3. Sono altresi' autorizzati allo svolgimento della attivita' di
intermediazione, a condizione che siano rispettati i requisiti di cui
alle lettere d), e), f) e g) dell'articolo 5, comma 1: 
      a) le associazioni dei datori di lavoro  e  dei  prestatori  di
lavoro comparativamente piu' rappresentative sul piano nazionale  che
possono svolgere l'attivita' anche per il tramite delle  associazioni
territoriali e delle societa' di servizi controllate; 
      b) le associazioni in possesso di riconoscimento  istituzionale
di rilevanza nazionale o regionale e aventi come oggetto  la  tutela,
l'assistenza e la promozione  delle  attivita'  imprenditoriali,  del
lavoro, della formazione o delle disabilita'; 
      c) gli enti bilaterali che, ove  ne  ricorrano  i  presupposti,
possono operare con le modalita' indicate alla lettera a)»; 
    c) dopo il comma 3, e' inserito il seguente: 
    «3-bis.  Sono  altresi'  autorizzati   allo   svolgimento   della
attivita' di intermediazione i gestori di siti internet, a condizione
che svolgano la predetta attivita' senza finalita' di lucro  e  fermo
restando l'invio di ogni informazione relativa al  funzionamento  del
mercato del lavoro ai sensi  di  quanto  disposto  dall'articolo  17,
nonche' a condizione della pubblicazione sul sito medesimo dei propri
dati identificativi»; 
    d) al comma 8 sono aggiunti, in fine,  i  seguenti  periodi:  «In
attesa delle normative regionali, i soggetti di cui al comma  2,  che
intendono svolgere attivita' di intermediazione, ricerca e  selezione
e   supporto   alla    ricollocazione    professionale,    comunicano
preventivamente al Ministero del lavoro e delle politiche sociali  il
possesso dei requisiti di cui all'articolo 5, comma 1, lettere  c)  e
f). Il  Ministero  del  lavoro  e  delle  politiche  sociali,  previa
verifica dei requisiti di cui al precedente periodo,  iscrive,  entro
sessanta giorni  dal  ricevimento  della  comunicazione,  i  soggetti
istanti nell'apposita sezione dell'albo di cui all'articolo 4»; 
    e) e' aggiunto, in fine, il seguente comma: 
    «8-ter.  Fermo  restando  quanto  previsto  dall'articolo  18,  i
soggetti di cui ai commi 1, 3 e  3-bis  del  presente  articolo  sono
autorizzati allo svolgimento della  attivita'  di  intermediazione  a
condizione che comunichino preventivamente al Ministero del lavoro  e
delle politiche sociali l'avvio dello svolgimento  dell'attivita'  di
intermediazione, auto-certificando, ai sensi del  testo  unico  delle
disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione
amministrativa, di cui al decreto del Presidente della Repubblica  28
dicembre 2000, n. 445, il  possesso  dei  requisiti  richiesti.  Tali
soggetti sono  inseriti  in  un'apposita  sezione  dell'albo  di  cui
all'articolo 4 del presente decreto. Resta fermo che  non  trova  per
essi applicazione la disposizione di cui ai commi 2 e 6 del  predetto
articolo 4». 
4. All'articolo 12 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276,
sono apportate le seguenti modifiche: 
    a) al comma 1, il secondo periodo e' sostituito dal seguente: «Le
risorse sono destinate a interventi di formazione e  riqualificazione
professionale, nonche' a  misure  di  carattere  previdenziale  e  di
sostegno al reddito a favore dei lavoratori assunti con  contratto  a
tempo determinato, dei lavoratori che abbiano  svolto  in  precedenza
missioni di lavoro in somministrazione in forza di contratti a  tempo
determinato  e,  limitatamente   agli   interventi   formativi,   dei
potenziali candidati a una missione»; 
    b) il comma 3 e' sostituito dal seguente: 
    «3. Gli interventi di cui ai commi 1 e 2 sono attuati nel  quadro
delle politiche e delle misure  stabilite  dal  contratto  collettivo
nazionale di lavoro delle  imprese  di  somministrazione  di  lavoro,
sottoscritto  dalle  organizzazioni  dei  datori  di  lavoro  e   dei
lavoratori comparativamente piu' rappresentative a livello  nazionale
ovvero, in mancanza, dai fondi di cui al comma 4»; 
    c) al comma 5 sono aggiunte, in  fine,  le  seguenti  parole:  «e
approva, entro il termine di sessanta giorni dalla presentazione,  il
documento contenente le regole stabilite dal fondo per il  versamento
dei contributi e per la gestione, il controllo, la rendicontazione  e
il finanziamento degli interventi di cui ai  commi  1  e  2.  Decorso
inutilmente tale termine, il documento si intende approvato»; 
    d) il comma 8 e' sostituito dal seguente: 
    «8. In caso di omissione, anche parziale, dei contributi  di  cui
ai commi 1 e 2, il datore di lavoro  e'  tenuto  a  corrispondere  al
fondo di cui al comma 4, oltre al contributo  omesso,  gli  interessi
nella misura prevista dal tasso indicato all'articolo 1  del  decreto
del Ministero  dell'economia  e  delle  finanze  26  settembre  2005,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 236 del 10 ottobre 2005,  piu'
il 5 per cento, nonche' una sanzione amministrativa di  importo  pari
al contributo omesso»; 
    e) dopo il comma 8 e' inserito il seguente: 
    «8-bis. In caso di mancato rispetto delle  regole  contenute  nel
documento di cui al comma 5, il fondo  nega  il  finanziamento  delle
attivita' formative oppure procede al recupero totale o parziale  dei
finanziamenti gia' concessi. Le relative somme restano a disposizione
dei  soggetti  autorizzati  alla   somministrazione   per   ulteriori
iniziative formative. Nei casi piu' gravi, individuati dalla predetta
disciplina e previa segnalazione al  Ministero  del  lavoro  e  delle
politiche sociali, si procede ad una definitiva riduzione delle somme
a disposizione dei  soggetti  autorizzati  alla  somministrazione  di
lavoro in misura corrispondente  al  valore  del  progetto  formativo
inizialmente  presentato  o  al   valore   del   progetto   formativo
rendicontato e finanziato. Tali somme sono destinate al fondo di  cui
al comma 4»; 
    f) dopo il comma 9 e' aggiunto il seguente: 
    «9-bis. Gli  interventi  di  cui  al  presente  articolo  trovano
applicazione con esclusivo  riferimento  ai  lavoratori  assunti  per
prestazioni di lavoro in somministrazione». 
5. All'articolo 13 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276,
dopo il comma 5 e' inserito il seguente: 
«5-bis.  La  previsione  di  cui  al  comma  1,  lettera  a),   trova
applicazione solo in presenza di una convenzione stipulata tra una  o
piu' agenzie  autorizzate  alla  somministrazione  di  lavoro  con  i
comuni, le province,  le  regioni  ovvero  con  le  agenzie  tecniche
strumentali del Ministero del lavoro e delle politiche sociali». 
6. All'articolo 15 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276,
dopo il comma 1 e' inserito il seguente: 
«1-bis.  Entro  il  termine  di  cinque  giorni  a  decorrere   dalla
pubblicazione prevista dall'articolo 4, comma 1, del  regolamento  di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487,
le amministrazioni pubbliche di cui  all'articolo  1,  comma  2,  del
decreto  legislativo  30   marzo   2001,   n.   165,   e   successive
modificazioni, sono tenute a conferire le informazioni relative  alle
procedure comparative previste  dall'articolo  7,  comma  6-bis,  del
medesimo decreto legislativo n. 165 del 2001, nonche' alle  procedure
selettive e di avviamento di cui agli articoli 35 e 36  del  medesimo
decreto legislativo n. 165 del 2001, e successive  modificazioni,  ai
nodi regionali e interregionali della borsa  continua  nazionale  del
lavoro. Il conferimento dei  dati  previsto  dal  presente  comma  e'
effettuato anche nel rispetto dei  principi  di  trasparenza  di  cui
all'articolo 11, comma 3, del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n.
150. Con decreto del Ministro del lavoro e delle  politiche  sociali,
di concerto  con  il  Ministro  per  la  pubblica  amministrazione  e
l'innovazione, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono
definite le informazioni da conferire nel rispetto  dei  principi  di
accessibilita' degli atti». 
7. All'articolo 61 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276,
al comma 2, dopo le  parole:  «rapporti  di  durata  complessiva  non
superiore a trenta giorni nel corso dell'anno solare»  sono  inserite
le seguenti: «ovvero, nell'ambito dei servizi di  cura  e  assistenza
alla persona, non superiore a 240 ore,». 
8. Fermo restando  quanto  stabilito  dall'articolo  48  del  decreto
legislativo 10 settembre 2003, n. 276,  ivi  compresa  la  necessaria
intesa tra le regioni, il Ministero  del  lavoro  e  delle  politiche
sociali e il  Ministero  dell'istruzione,  dell'universita'  e  della
ricerca, sentite le parti sociali, prevista dal comma  4  del  citato
articolo 48, l'obbligo di istruzione di  cui  all'articolo  1,  comma
622,  della  legge  27  dicembre   2006,   n.   296,   e   successive
modificazioni, si assolve anche nei  percorsi  di  apprendistato  per
l'espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione  di  cui
al predetto articolo 48 del decreto legislativo n. 276 del 2003. 
 
                              Art. 49. 
 
     (Nomina dei componenti di comitati istituiti presso l'INPS) 
 
1. La nomina dei componenti del comitato amministratore del Fondo  di
cui all'articolo 3 del regolamento di cui al decreto del Ministro del
lavoro e della previdenza sociale 28 aprile 2000, n. 158, puo' essere
effettuata per piu' di due volte. 
2. All'articolo 58 della legge 17 maggio 1999, n. 144,  e  successive
modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: 
    a) al comma 2, la parola: «tredici» e' sostituita dalla seguente:
«dodici» e le parole: «sei  eletti  dagli  iscritti  al  Fondo»  sono
sostituite  dalle  seguenti:  «cinque  designati  dalle  associazioni
sindacali rappresentative degli iscritti al Fondo medesimo»; 
    b) il comma 3 e' sostituito dal seguente: 
    «3. Il  comitato  amministratore  e'  presieduto  dal  presidente
dell'INPS o da un suo delegato scelto tra i componenti del  consiglio
di amministrazione dell'Istituto medesimo». 
 
                              Art. 50. 
 
(Disposizioni in materia di collaborazioni coordinate e continuative) 
 
1.  Fatte  salve  le  sentenze  passate  in  giudicato,  in  caso  di
accertamento della natura subordinata di rapporti  di  collaborazione
coordinata e continuativa, anche se riconducibili ad  un  progetto  o
programma di lavoro, il datore di lavoro che abbia offerto  entro  il
30  settembre  2008  la  stipulazione  di  un  contratto  di   lavoro
subordinato ai sensi dell'articolo 1, commi 1202  e  seguenti,  della
legge 27 dicembre 2006, n.  296,  nonche'  abbia,  dopo  la  data  di
entrata in vigore della  presente  legge,  ulteriormente  offerto  la
conversione a tempo  indeterminato  del  contratto  in  corso  ovvero
offerto l'assunzione a tempo indeterminato per mansioni equivalenti a
quelle svolte  durante  il  rapporto  di  lavoro  precedentemente  in
essere, e' tenuto unicamente a indennizzare il prestatore  di  lavoro
con un'indennita' di importo compreso tra un  minimo  di  2,5  ed  un
massimo di 6 mensilita' di retribuzione, avuto  riguardo  ai  criteri
indicati nell'articolo 8 della legge 15 luglio 1966, n. 604. 
 
    La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara' inserita
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato. 
      Data a Roma, addi' 4 novembre 2010 
 
                             NAPOLITANO 
 
 
                                Berlusconi, Presidente del  Consiglio
                                dei Ministri 
 
                                Tremonti,  Ministro  dell'economia  e
                                delle finanze 
 
                                Romani,   Ministro   dello   sviluppo
                                economico 
 
                                Brunetta, Ministro  per  la  pubblica
                                amministrazione e l'innovazione 
 
                                Sacconi, Ministro del lavoro e  delle
                                politiche sociali 
 
                                Calderoli,    Ministro     per     la
                                semplificazione normativa 
 
                                Alfano, Ministro della giustizia 
 
Visto, il Guardasigilli: Alfano 
 
 

Legge 8 ottobre 2010, n. 170

Legge 8 ottobre 2010, n. 170 (in G.U. n. 244 del 18 ottobre 2010)
Nuove norme in materia di disturbi specifici d’apprendimento in ambito scolastico

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;

Il Presidente della Repubblica

Promulga

la seguente legge:

Art. 1 Riconoscimento e definizione di dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia

1. La presente legge riconosce la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia quali disturbi specifici di apprendimento, di seguito denominati «DSA», che si manifestano in presenza di capacità cognitive adeguate, in assenza di patologie neurologiche e di deficit sensoriali, ma possono costituire una limitazione importante per alcune attività della vita quotidiana.

2. Ai fini della presente legge, si intende per dislessia un disturbo specifico che si manifesta con una difficoltà nell’imparare a leggere, in particolare nella decifrazione dei segni linguistici, ovvero nella correttezza e nella rapidità della lettura.

3. Ai fini della presente legge, si intende per disgrafia un disturbo specifico di scrittura che si manifesta in difficoltà nella realizzazione grafica.

4. Ai fini della presente legge, si intende per disortografia un disturbo specifico di scrittura che si manifesta in difficoltà nei processi linguistici di transcodifica.

5. Ai fini della presente legge, si intende per discalculia un disturbo specifico che si manifesta con una difficoltà negli automatismi del calcolo e dell’elaborazione dei numeri.

6. La dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia possono sussistere separatamente o insieme.

7. Nell’interpretazione delle definizioni di cui ai commi da 2 a 5, si tiene conto dell’evoluzione delle conoscenze scientifiche in materia.

Art. 2 Finalità

1. La presente legge persegue, per le persone con DSA, le seguenti finalità:

a) garantire il diritto all’istruzione;

b) favorire il successo scolastico, anche attraverso misure didattiche di supporto, garantire una formazione adeguata e promuovere lo sviluppo delle potenzialità;

c) ridurre i disagi relazionali ed emozionali;

d) adottare forme di verifica e di valutazione adeguate alle necessità formative degli studenti;

e) preparare gli insegnanti e sensibilizzare i genitori nei confronti delle problematiche legate ai DSA;

f) favorire la diagnosi precoce e percorsi didattici riabilitativi;

g) incrementare la comunicazione e la collaborazione tra famiglia, scuola e servizi sanitari durante il percorso di istruzione e di formazione;

h) assicurare eguali opportunità di sviluppo delle capacità in ambito sociale e professionale.

Art. 3 Diagnosi

1. La diagnosi dei DSA e’ effettuata nell’ambito dei trattamenti specialistici già assicurati dal Servizio sanitario nazionale a legislazione vigente ed e’ comunicata dalla famiglia alla scuola di appartenenza dello studente. Le regioni nel cui territorio non sia possibile effettuare la diagnosi nell’ambito dei trattamenti specialistici erogati dal Servizio sanitario nazionale possono prevedere, nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, che la medesima diagnosi sia effettuata da specialisti o strutture accreditate.

2. Per gli studenti che, nonostante adeguate attività di recupero didattico mirato, presentano persistenti difficoltà, la scuola trasmette apposita comunicazione alla famiglia.

3. E’ compito delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le scuole dell’infanzia, attivare, previa apposita comunicazione alle famiglie interessate, interventi tempestivi, idonei ad individuare i casi sospetti di DSA degli studenti, sulla base dei protocolli regionali di cui all’articolo 7, comma 1. L’esito di tali attività non costituisce, comunque, una diagnosi di DSA.

Art. 4 Formazione nella scuola

1. Per gli anni 2010 e 2011, nell’ambito dei programmi di formazione del personale docente e dirigenziale delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le scuole dell’infanzia, e’ assicurata un’adeguata preparazione riguardo alle problematiche relative ai DSA, finalizzata ad acquisire la competenza per individuarne precocemente i segnali e la conseguente capacità di applicare strategie didattiche, metodologiche e valutative adeguate.

2. Per le finalita’ di cui al comma 1 e’ autorizzata una spesa pari a un milione di euro per ciascuno degli anni 2010 e 2011. Al relativo onere si provvede mediante corrispondente utilizzo del Fondo di riserva per le autorizzazioni di spesa delle leggi permanenti di natura corrente iscritto nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, come determinato, dalla Tabella C allegata alla legge 23 dicembre 2009, n. 191.

Art. 5 Misure educative e didattiche di supporto

1. Gli studenti con diagnosi di DSA hanno diritto a fruire di appositi provvedimenti dispensativi e compensativi di flessibilità didattica nel corso dei cicli di istruzione e formazione e negli studi universitari.

2. Agli studenti con DSA le istituzioni scolastiche, a valere sulle risorse specifiche e disponibili a legislazione vigente iscritte nello stato di previsione del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, garantiscono:

a) l’uso di una didattica individualizzata e personalizzata, con forme efficaci e flessibili di lavoro scolastico che tengano conto anche di caratteristiche peculiari dei soggetti, quali il bilinguismo, adottando una metodologia e una strategia educativa adeguate;

b) l’introduzione di strumenti compensativi, compresi i mezzi di apprendimento alternativi e le tecnologie informatiche, nonché misure dispensative da alcune prestazioni non essenziali ai fini della qualità dei concetti da apprendere;

c) per l’insegnamento delle lingue straniere, l’uso di strumenti compensativi che favoriscano la comunicazione verbale e che assicurino ritmi graduali di apprendimento, prevedendo anche, ove risulti utile, la possibilità dell’esonero.

3. Le misure di cui al comma 2 devono essere sottoposte periodicamente a monitoraggio per valutarne l’efficacia e il raggiungimento degli obiettivi.

4. Agli studenti con DSA sono garantite, durante il percorso di istruzione e di formazione scolastica e universitaria, adeguate forme di verifica e di valutazione, anche per quanto concerne gli esami di Stato e di ammissione all’università nonché gli esami universitari.

Art. 6 Misure per i familiari

1. I familiari fino al primo grado di studenti del primo ciclo dell’istruzione con DSA impegnati nell’assistenza alle attività scolastiche a casa hanno diritto di usufruire di orari di lavoro flessibili.

2. Le modalità di esercizio del diritto di cui al comma 1 sono determinate dai contratti collettivi nazionali di lavoro dei comparti interessati e non devono comportare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Art. 7 Disposizioni di attuazione

1. Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro della salute, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, si provvede, entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, ad emanare linee guida per la predisposizione di protocolli regionali, da stipulare entro i successivi sei mesi, per le attività di identificazione precoce di cui all’articolo 3, comma 3.

2. Il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con proprio decreto, individua le modalità di formazione dei docenti e dei dirigenti di cui all’articolo 4, le misure educative e didattiche di supporto di cui all’articolo 5, comma 2, nonché le forme di verifica e di valutazione finalizzate ad attuare quanto previsto dall’articolo 5, comma 4.

3. Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, da adottare entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, e’ istituito presso il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca un Comitato tecnico-scientifico, composto da esperti di comprovata competenza sui DSA. Il Comitato ha compiti istruttori in ordine alle funzioni che la presente legge attribuisce al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca. Ai componenti del Comitato non spetta alcun compenso.

Agli eventuali rimborsi di spese si provvede nel limite delle risorse allo scopo disponibili a legislazione vigente iscritte nello stato di previsione del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca.

Art. 8 Competenze delle regioni a statuto speciale e delle province autonome

1. Sono fatte salve le competenze delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano, in conformità ai rispettivi statuti e alle relative norme di attuazione nonché alle disposizioni del titolo V della parte seconda della Costituzione.

2. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano provvedono a dare attuazione alle disposizioni della legge stessa.

Art. 9 Clausola di invarianza finanziaria

1. Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 4, comma 2, dall’attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addì 8 ottobre 2010

NAPOLITANO

Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri

Visto, il Guardasigilli: Alfano

LAVORI PREPARATORI

Senato della Repubblica (atto n. 1006):

Presentato dalla sen. Vittoria Franco ed altri il 2 settembre 2008.

Assegnato alla commissione 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), in sede referente, il 17 settembre 2008 con pareri delle commissioni 1ª, 5ª, 11ª, 12ª e Questioni regionali.

Esaminato dalla 7ª commissione, in sede referente, il 24 settembre 2008; il l° e 14 ottobre 2008; il 5 novembre 2008;. il 3, 17 e 24 marzo 2009; l’8 aprile 2009; il 5 maggio 2009.

Assegnato nuovamente alla 7ª commissione, in sede deliberante, il 15 maggio 2009 con pareri delle commissioni 1ª, 5ª, 11ª, 12ª e Questioni regionali.

Esaminato dalla 7ª commissione, in sede deliberante, ed approvato in un testo unificato con l’atto n. 1036 (sen. Franco Asciutti ed altri) il 19 maggio 2009. Camera dei deputati (atto n. 2459):

Assegnato alla VII commissione (Cultura, scienza e istruzione), in sede referente, il 26 maggio 2009 con i pareri delle commissioni I, V, XI, XII e Questioni regionali.

Esaminato dalla VII commissione, in sede referente, il 24 giugno 2009; il 1º luglio 2009; 14, 15, 21, 28 ottobre 2009; il 24 febbraio 2010; 1’11, 12 e 20 maggio 2010.

Assegnato nuovamente alla VII commissione, in sede legislativa, il 3 giugno 2010 con pareri delle commissioni I, V, XI, XII e Questioni regionali.

Esaminato dalla VII commissione, in sede legislativa, ed approvato, con modificazioni, il 9 giugno 2010. Senato della Repubblica (atto n. 1006-1036-B):

Assegnato alla 7ª commissione (Istruzione pubblica, beni culturali), in sede deliberante, il 24 giugno 2010 con pareri delle commissioni 1ª, 5ª, 12ª e Questioni regionali.

Esaminato dalla 7ª commissione il 13 luglio 2010; il 15, 22 e 28 settembre 2010 ed approvato il 29 settembre 2010.

Legge 13 agosto 2010 , n. 136

Legge 13 agosto 2010 , n. 136
(in GU 23 agosto 2010, n. 196)

Piano straordinario contro le mafie, nonche’ delega al Governo in materia di normativa antimafia. (10G0162)

 

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno

approvato;

 

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga

 

la seguente legge:

 

Art. 1.

(Delega al Governo per l’emanazione di un codice delle leggi

antimafia e delle misure di prevenzione)

 

1. Il Governo e’ delegato ad adottare, senza nuovi o maggiori oneri

per la finanza pubblica, entro un anno dalla data di entrata in

vigore della presente legge, un decreto legislativo recante il codice

delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione.

2. Il decreto legislativo di cui al comma 1 e’ adottato realizzando:

a) una completa ricognizione della normativa penale, processuale e

amministrativa vigente in materia di contrasto della criminalita’

organizzata, ivi compresa quella gia’ contenuta nei codici penale e

di procedura penale;

b) l’armonizzazione della normativa di cui alla lettera a);

c) il coordinamento della normativa di cui alla lettera a) con le

ulteriori disposizioni di cui alla presente legge e con la normativa

di cui al comma 3;

d) l’adeguamento delle normativa italiana alle disposizioni adottate

dall’Unione europea.

3. Nell’esercizio della delega di cui al comma 1, previa ricognizione

della normativa vigente in materia di misure di prevenzione, il

Governo provvede altresi’ a coordinare e armonizzare in modo organico

la medesima normativa, anche con riferimento alle norme concernenti

l’istituzione dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la

destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalita’

organizzata, aggiornandola e modificandola secondo i seguenti

principi e criteri direttivi:

a) prevedere, in relazione al procedimento di applicazione delle

misure di prevenzione:

1) che l’azione di prevenzione possa essere esercitata anche

indipendentemente dall’esercizio dell’azione penale;

2) che sia adeguata la disciplina di cui all’articolo 23-bis della

legge 13 settembre 1982, n. 646, e successive modificazioni;

3) che le misure di prevenzione personali e patrimoniali possano

essere richieste e approvate disgiuntamente e, per le misure di

prevenzione patrimoniali, indipendentemente dalla pericolosita’

sociale del soggetto proposto per la loro applicazione al momento

della richiesta della misura di prevenzione;

4) che le misure patrimoniali possano essere disposte anche in caso

di morte del soggetto proposto per la loro applicazione. Nel caso la

morte sopraggiunga nel corso del procedimento, che esso prosegua nei

confronti degli eredi o, comunque, degli aventi causa;

5) che venga definita in maniera organica la categoria dei

destinatari delle misure di prevenzione personali e patrimoniali,

ancorandone la previsione a presupposti chiaramente definiti e

riferiti in particolare all’esistenza di circostanze di fatto che

giustificano l’applicazione delle suddette misure di prevenzione e,

per le sole misure personali, anche alla sussistenza del requisito

della pericolosita’ del soggetto; che venga comunque prevista la

possibilita’ di svolgere indagini patrimoniali dirette a svelare

fittizie intestazioni o trasferimenti dei patrimoni o dei singoli

beni;

6) che il proposto abbia diritto di chiedere che l’udienza si svolga

pubblicamente anziche’ in camera di consiglio;

7) che l’audizione dell’interessato o dei testimoni possa avvenire

mediante video-conferenza ai sensi degli articoli 146-bis e 147-bis

delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice

di procedura penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n.

271, e successive modificazioni;

8) quando viene richiesta la misura della confisca:

8.1) i casi e i modi in cui sia possibile procedere allo sgombero

degli immobili sequestrati;

8.2) che il sequestro perda efficacia se non viene disposta la

confisca entro un anno e sei mesi dalla data di immissione in

possesso dei beni da parte dell’amministratore giudiziario e, in caso

di impugnazione del provvedimento di confisca, se la corte d’appello

non si pronuncia entro un anno e sei mesi dal deposito del ricorso;

8.3) che i termini di cui al numero 8.2) possano essere prorogati,

anche d’ufficio, con decreto motivato per periodi di sei mesi, e per

non piu’ di due volte, in caso di indagini complesse o compendi

patrimoniali rilevanti;

9) che dopo l’esercizio dell’azione di prevenzione, previa

autorizzazione del pubblico ministero, gli esiti delle indagini

patrimoniali siano trasmessi al competente nucleo di polizia

tributaria del Corpo della guardia di finanza a fini fiscali;

b) prevedere, in relazione alla misura di prevenzione della confisca

dei beni, che:

1) la confisca possa essere disposta in ogni tempo anche se i beni

sono stati trasferiti o intestati fittiziamente ad altri;

2) la confisca possa essere eseguita anche nei confronti di beni

localizzati in territorio estero;

c) prevedere la revocazione della confisca di prevenzione definitiva,

stabilendo che:

1) la revocazione possa essere richiesta:

1.1) quando siano scoperte nuove prove decisive, sopravvenute in

epoca successiva alla conclusione del procedimento di prevenzione;

1.2) quando i fatti accertati con sentenze penali definitive,

sopravvenute in epoca successiva alla conclusione del procedimento di

prevenzione, escludano in modo assoluto l’esistenza dei presupposti

di applicazione della confisca;

1.3) quando la decisione sulla confisca sia stata motivata,

unicamente o in modo determinante, sulla base di atti riconosciuti

falsi, di falsita’ nel giudizio ovvero di un fatto previsto dalla

legge come reato;

2) la revocazione possa essere richiesta solo al fine di dimostrare

il difetto originario dei presupposti per l’applicazione della misura

di prevenzione;

3) la richiesta di revocazione sia proposta, a pena di

inammissibilita’, entro sei mesi dalla data in cui si verifica uno

dei casi di cui al numero 1), salvo che l’interessato dimostri di non

averne avuto conoscenza per causa a lui non imputabile;

4) in caso di accoglimento della domanda di revocazione, la

restituzione dei beni confiscati, ad eccezione dei beni culturali di

cui all’articolo 10, comma 3, del codice dei beni culturali e del

paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e

successive modificazioni, e degli immobili e delle aree dichiarati di

notevole interesse pubblico ai sensi degli articoli 136 e seguenti

del medesimo codice, e successive modificazioni, possa avvenire anche

per equivalente, secondo criteri volti a determinarne il valore,

quando i beni medesimi sono stati assegnati per finalita’

istituzionali e la restituzione possa pregiudicare l’interesse

pubblico;

d) prevedere che, nelle controversie concernenti il procedimento di

prevenzione, l’amministratore giudiziario possa avvalersi

dell’Avvocatura dello Stato per la rappresentanza e l’assistenza

legali;

e) disciplinare i rapporti tra il sequestro e la confisca di

prevenzione e il sequestro penale, prevedendo che:

1) il sequestro e la confisca di prevenzione possano essere disposti

anche in relazione a beni gia’ sottoposti a sequestro nell’ambito di

un procedimento penale;

2) nel caso di contemporanea esistenza di un sequestro penale e di un

sequestro di prevenzione in relazione al medesimo bene, la custodia

giudiziale e la gestione del bene sequestrato nel procedimento penale

siano affidate all’amministratore giudiziario del procedimento di

prevenzione, il quale applica, anche con riferimento a detto bene, le

disposizioni in materia di amministrazione e gestione previste dal

decreto legislativo di cui al comma 1, prevedendo altresi’, a carico

del medesimo soggetto, l’obbligo di trasmissione di copia delle

relazioni periodiche anche al giudice del procedimento penale;

3) in relazione alla vendita, all’assegnazione e alla destinazione

dei beni si applichino le norme relative alla confisca divenuta

definitiva per prima;

4) se la confisca di prevenzione definitiva interviene prima della

sentenza irrevocabile di condanna che dispone la confisca dei

medesimi beni in sede penale, si proceda in ogni caso alla gestione,

alla vendita, all’assegnazione o alla destinazione dei beni secondo

le disposizioni previste dal decreto legislativo di cui al comma 1;

f) disciplinare la materia dei rapporti dei terzi con il procedimento

di prevenzione, prevedendo:

1) la disciplina delle azioni esecutive intraprese dai terzi su beni

sottoposti a sequestro di prevenzione, stabilendo tra l’altro il

principio secondo cui esse non possono comunque essere iniziate o

proseguite dopo l’esecuzione del sequestro, fatta salva la tutela dei

creditori in buona fede;

2) la disciplina dei rapporti pendenti all’epoca dell’esecuzione del

sequestro, stabilendo tra l’altro il principio che l’esecuzione dei

relativi contratti rimane sospesa fino a quando, entro il termine

stabilito dalla legge e, comunque, non oltre novanta giorni,

l’amministratore giudiziario, previa autorizzazione del giudice

delegato, dichiara di subentrare nel contratto in luogo del proposto,

assumendo tutti i relativi obblighi, ovvero di risolvere il

contratto;

3) una specifica tutela giurisdizionale dei diritti dei terzi sui

beni oggetto di sequestro e confisca di prevenzione; e in

particolare:

3.1) che i titolari di diritti di proprieta’ e di diritti reali o

personali di godimento sui beni oggetto di sequestro di prevenzione

siano chiamati nel procedimento di prevenzione entro trenta giorni

dalla data di esecuzione del sequestro per svolgere le proprie

deduzioni; che dopo la confisca, salvo il caso in cui dall’estinzione

derivi un pregiudizio irreparabile, i diritti reali o personali di

godimento sui beni confiscati si estinguano e che all’estinzione

consegua il diritto alla corresponsione di un equo indennizzo;

3.2) che i titolari di diritti di credito aventi data certa anteriore

al sequestro debbano, a pena di decadenza, insinuare il proprio

credito nel procedimento entro un termine da stabilire, comunque non

inferiore a sessanta giorni dalla data in cui la confisca e’ divenuta

definitiva, salva la possibilita’ di insinuazioni tardive in caso di

ritardo incolpevole;

3.3) il principio della previa escussione del patrimonio residuo del

sottoposto, salvo che per i crediti assistiti da cause legittime di

prelazione su beni confiscati, nonche’ il principio del limite della

garanzia patrimoniale, costituito dal 70 per cento del valore dei

beni sequestrati, al netto delle spese del procedimento;

3.4) che il credito non sia simulato o in altro modo strumentale

all’attivita’ illecita o a quella che ne costituisce il frutto o il

reimpiego;

3.5) un procedimento di verifica dei crediti in contraddittorio, che

preveda l’ammissione dei crediti regolarmente insinuati e la

formazione di un progetto di pagamento degli stessi da parte

dell’amministratore giudiziario;

3.6) la revocazione dell’ammissione del credito quando emerga che

essa e’ stata determinata da falsita’, dolo, errore essenziale di

fatto o dalla mancata conoscenza di documenti decisivi;

g) disciplinare i rapporti tra il procedimento di applicazione delle

misure di prevenzione e le procedure concorsuali, al fine di

garantire i creditori dalle possibili interferenze illecite nel

procedimento di liquidazione dell’attivo fallimentare, prevedendo in

particolare:

1) che i beni sequestrati o confiscati nel procedimento di

prevenzione siano sottratti dalla massa attiva del fallimento e

conseguentemente gestiti e destinati secondo le norme stabilite per

il procedimento di prevenzione;

2) che, dopo la confisca definitiva, i creditori insoddisfatti sulla

massa attiva del fallimento possano rivalersi sul valore dei beni

confiscati, al netto delle spese sostenute per il procedimento di

prevenzione;

3) che la verifica dei crediti relativi a beni oggetto di sequestro o

di confisca di prevenzione possa essere effettuata in sede

fallimentare secondo i principi stabiliti dal decreto legislativo di

cui al comma 1; che se il sequestro o la confisca di prevenzione

hanno per oggetto l’intero compendio aziendale dell’impresa

dichiarata fallita, nonche’, nel caso di societa’ di persone,

l’intero patrimonio personale dei soci falliti illimitatamente

responsabili, alla verifica dei crediti si applichino anche le

disposizioni previste per il procedimento di prevenzione;

4) che l’amministratore giudiziario possa proporre le azioni di

revocatoria fallimentare con riferimento ai rapporti relativi ai beni

oggetto di sequestro di prevenzione; che, ove l’azione sia gia’ stata

proposta, al curatore si sostituisca l’amministratore giudiziario;

5) che il pubblico ministero, anche su segnalazione

dell’amministratore giudiziario, possa richiedere al tribunale

competente la dichiarazione di fallimento dell’imprenditore o

dell’ente nei cui confronti e’ disposto il procedimento di

prevenzione patrimoniale e che versa in stato di insolvenza;

6) che, se il sequestro o la confisca sono revocati prima della

chiusura del fallimento, i beni siano nuovamente attratti alla massa

attiva; che, se il sequestro o la confisca sono revocati dopo la

chiusura del fallimento, si provveda alla riapertura dello stesso;

che, se il sequestro o la confisca intervengono dopo la vendita dei

beni, essi si eseguano su quanto eventualmente residua dalla

liquidazione;

h) disciplinare la tassazione dei redditi derivanti dai beni

sequestrati, prevedendo che la stessa:

1) sia effettuata con riferimento alle categorie reddituali previste

dal testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del

Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917;

2) sia effettuata in via provvisoria, in attesa dell’individuazione

del soggetto passivo d’imposta a seguito della confisca o della

revoca del sequestro;

3) sui redditi soggetti a ritenuta alla fonte derivanti dai beni

sequestrati, sia applicata, da parte del sostituto d’imposta,

l’aliquota stabilita dalle disposizioni vigenti per le persone

fisiche;

4) siano in ogni caso fatte salve le norme di tutela e le procedure

previste dal capo III del titolo I della parte seconda del codice dei

beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22

gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni;

i) prevedere una disciplina transitoria per i procedimenti di

prevenzione in ordine ai quali sia stata avanzata proposta o

applicata una misura alla data di entrata in vigore del decreto

legislativo di cui al comma 1;

l) prevedere l’abrogazione espressa della normativa incompatibile con

le disposizioni del decreto legislativo di cui al comma 1.

4. Lo schema del decreto legislativo di cui al comma 1, corredato di

relazione tecnica, ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 31

dicembre 2009, n. 196, e’ trasmesso alle Camere ai fini

dell’espressione dei pareri da parte delle Commissioni parlamentari

competenti per materia e per i profili finanziari, che sono resi

entro sessanta giorni dalla data di trasmissione dello schema di

decreto. Decorso il termine di cui al periodo precedente senza che le

Commissioni abbiano espresso i pareri di rispettiva competenza, il

decreto legislativo puo’ essere comunque adottato.

5. Entro tre anni dalla data di entrata in vigore del decreto

legislativo di cui al comma 1, nel rispetto delle procedure e dei

principi e criteri direttivi stabiliti dal presente articolo, il

Governo puo’ adottare disposizioni integrative e correttive del

decreto medesimo.

 

 

 

Art. 2.

(Delega al Governo per l’emanazione di nuove disposizioni in materia

di documentazione antimafia)

 

1. Il Governo e’ delegato ad adottare, entro un anno dalla data di

entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo per la

modifica e l’integrazione della disciplina in materia di

documentazione antimafia di cui alla legge 31 maggio 1965, n. 575, e

di cui all’articolo 4 del decreto legislativo 8 agosto 1994, n. 490,

e successive modificazioni, nel rispetto dei seguenti principi e

criteri direttivi:

a) aggiornamento e semplificazione, anche sulla base di quanto

stabilito dalla lettera f) del presente comma, delle procedure di

rilascio della documentazione antimafia, anche attraverso la

revisione dei casi di esclusione e dei limiti di valore oltre i quali

le pubbliche amministrazioni e gli enti pubblici, gli enti e le

aziende vigilati dallo Stato o da altro ente pubblico e le societa’ o

imprese comunque controllate dallo Stato o da altro ente pubblico non

possono stipulare, approvare o autorizzare i contratti e i

subcontratti di cui all’articolo 10 della legge 31 maggio 1965, n.

575, e successive modificazioni, ne’ rilasciare o consentire le

concessioni e le erogazioni di cui al citato articolo 10 della legge

n. 575 del 1965, se non hanno acquisito complete informazioni,

rilasciate dal prefetto, circa l’insussistenza, nei confronti degli

interessati e dei loro familiari conviventi nel territorio dello

Stato, delle cause di decadenza o di divieto previste dalla citata

legge n. 575 del 1965, ovvero di tentativi di infiltrazione mafiosa,

di cui all’articolo 4 del decreto legislativo 8 agosto 1994, n. 490,

e successive modificazioni, nelle imprese interessate;

b) aggiornamento della normativa che disciplina gli effetti

interdittivi conseguenti alle cause di decadenza, di divieto o al

tentativo di infiltrazione mafiosa di cui alla lettera a), accertati

successivamente alla stipulazione, all’approvazione o all’adozione

degli atti autorizzatori di cui alla medesima lettera a);

c) istituzione di una banca di dati nazionale unica della

documentazione antimafia, con immediata efficacia delle informative

antimafia negative su tutto il territorio nazionale e con riferimento

a tutti i rapporti, anche gia’ in essere, con la pubblica

amministrazione, finalizzata all’accelerazione delle procedure di

rilascio della medesima documentazione e al potenziamento

dell’attivita’ di prevenzione dei tentativi di infiltrazione mafiosa

nell’attivita’ d’impresa, con previsione della possibilita’ di

integrare la banca di dati medesima con dati provenienti dall’estero

e secondo modalita’ di acquisizione da stabilirsi, nonche’ della

possibilita’ per il procuratore nazionale antimafia di accedere in

ogni tempo alla banca di dati medesima;

d) individuazione dei dati da inserire nella banca di dati di cui

alla lettera c), dei soggetti abilitati a implementare la raccolta

dei medesimi e di quelli autorizzati, secondo precise modalita’, ad

accedervi con indicazione altresi’ dei codici di progetto relativi a

ciascun lavoro, servizio o fornitura pubblico ovvero ad altri

elementi idonei a identificare la prestazione;

e) previsione della possibilita’ di accedere alla banca di dati di

cui alla lettera c) da parte della Direzione nazionale antimafia per

lo svolgimento dei compiti previsti dall’articolo 371-bis del codice

di procedura penale;

f) individuazione, attraverso un regolamento adottato con decreto del

Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro della giustizia,

con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e con il

Ministro dello sviluppo economico, delle diverse tipologie di

attivita’ suscettibili di infiltrazione mafiosa nell’attivita’

d’impresa per le quali, in relazione allo specifico settore d’impiego

e alle situazioni ambientali che determinano un maggiore rischio di

infiltrazione mafiosa, e’ sempre obbligatoria l’acquisizione della

documentazione indipendentemente dal valore del contratto,

subcontratto, concessione o erogazione, di cui all’articolo 10 della

legge 31 maggio 1965, n. 575, e successive modificazioni;

g) previsione dell’obbligo, per l’ente locale sciolto ai sensi

dell’articolo 143 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli

enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e

successive modificazioni, di acquisire, nei cinque anni successivi

allo scioglimento, l’informazione antimafia precedentemente alla

stipulazione, all’approvazione o all’autorizzazione di qualsiasi

contratto o subcontratto, ovvero precedentemente al rilascio di

qualsiasi concessione o erogazione, di cui all’articolo 10 della

legge 31 maggio 1965, n. 575, e successive modificazioni,

indipendentemente dal valore economico degli stessi;

h) facolta’, per gli enti locali i cui organi sono stati sciolti ai

sensi dell’articolo 143 del testo unico delle leggi sull’ordinamento

degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n.

267, e successive modificazioni, di deliberare, per un periodo

determinato, comunque non superiore alla durata in carica del

commissario nominato, di avvalersi della stazione unica appaltante

per lo svolgimento delle procedure di evidenza pubblica di competenza

del medesimo ente locale;

i) facolta’ per gli organi eletti in seguito allo scioglimento di cui

all’articolo 143 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli

enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e

successive modificazioni, di deliberare di avvalersi per un periodo

determinato, comunque non superiore alla durata in carica degli

stessi organi elettivi, della stazione unica appaltante, ove

costituita, per lo svolgimento delle procedure di evidenza pubblica

di competenza del medesimo ente locale;

l) previsione dell’innalzamento ad un anno della validita’

dell’informazione antimafia qualora non siano intervenuti mutamenti

nell’assetto societario e gestionale dell’impresa oggetto di

informativa;

m) introduzione dell’obbligo, a carico dei legali rappresentanti

degli organismi societari, di comunicare tempestivamente alla

prefettura-ufficio territoriale del Governo che ha rilasciato

l’informazione l’intervenuta modificazione dell’assetto societario e

gestionale dell’impresa;

n) introduzione di sanzioni per l’inosservanza dell’obbligo di cui

alla lettera m).

2. All’attuazione dei principi e criteri direttivi di cui alla

lettera c) del comma 1 si provvede nei limiti delle risorse gia’

destinate allo scopo a legislazione vigente nello stato di previsione

del Ministero dell’interno.

3. Lo schema del decreto legislativo di cui al comma 1 e’ trasmesso

alle Camere ai fini dell’espressione dei pareri da parte delle

Commissioni parlamentari competenti per materia, che sono resi entro

quarantacinque giorni dalla data di trasmissione dello schema di

decreto. Decorso il termine di cui al precedente periodo senza che le

Commissioni abbiano espresso i pareri di rispettiva competenza, il

decreto legislativo puo’ essere comunque adottato.

4. Entro tre anni dalla data di entrata in vigore del decreto

legislativo di cui al comma 1, nel rispetto delle procedure e dei

principi e criteri direttivi stabiliti dal presente articolo, il

Governo puo’ adottare disposizioni integrative e correttive del

decreto medesimo.

 

 

 

Art. 3.

(Tracciabilita’ dei flussi finanziari)

 

1. Per assicurare la tracciabilita’ dei flussi finanziari finalizzata

a prevenire infiltrazioni criminali, gli appaltatori, i

subappaltatori e i subcontraenti della filiera delle imprese nonche’

i concessionari di finanziamenti pubblici anche europei a qualsiasi

titolo interessati ai lavori, ai servizi e alle forniture pubblici

devono utilizzare uno o piu’ conti correnti bancari o postali, accesi

presso banche o presso la societa’ Poste italiane Spa, dedicati,

anche non in via esclusiva, fermo restando quanto previsto dal comma

5, alle commesse pubbliche. Tutti i movimenti finanziari relativi ai

lavori, ai servizi e alle forniture pubblici nonche’ alla gestione

dei finanziamenti di cui al primo periodo devono essere registrati

sui conti correnti dedicati e, salvo quanto previsto al comma 3,

devono essere effettuati esclusivamente tramite lo strumento del

((bonifico bancario o postale, ovvero con altri strumenti di incasso

o di pagamento idonei a consentire la piena tracciabilita’ delle

operazioni.)) ((1))

((2. I pagamenti destinati a dipendenti, consulenti e fornitori di

beni e servizi rientranti tra le spese generali nonche’ quelli

destinati alla provvista di immobilizzazioni tecniche sono eseguiti

tramite conto corrente dedicato di cui al comma 1, anche con

strumenti diversi dal bonifico bancario o postale purche’ idonei a

garantire la piena tracciabilita’ delle operazioni per l’intero

importo dovuto, anche se questo non e’ riferibile in via esclusiva

alla realizzazione degli interventi di cui al medesimo comma 1.))

3. I pagamenti in favore di enti previdenziali, assicurativi e

istituzionali, nonche’ quelli in favore di gestori e fornitori di

pubblici servizi, ovvero quelli riguardanti tributi, possono essere

eseguiti anche con strumenti diversi dal bonifico bancario o postale,

fermo restando l’obbligo di documentazione della spesa. Per le spese

giornaliere, di importo inferiore o uguale a ((1.500 euro)), relative

agli interventi di cui al comma 1, possono essere utilizzati sistemi

diversi dal bonifico bancario o postale, fermi restando il divieto di

impiego del contante e l’obbligo di documentazione della spesa.

((L’eventuale costituzione di un fondo cassa cui attingere per spese

giornaliere, salvo l’obbligo di rendicontazione, deve essere

effettuata tramite bonifico bancario o postale o altro strumento di

pagamento idoneo a consentire la tracciabilita’ delle operazioni, in

favore di uno o piu’ dipendenti)). ((1))

4. Ove per il pagamento di spese estranee ai lavori, ai servizi e

alle forniture di cui al comma 1 sia necessario il ricorso a somme

provenienti da conti correnti dedicati di cui al medesimo comma 1,

questi ultimi possono essere successivamente reintegrati mediante

((bonifico bancario o postale, ovvero con altri strumenti di incasso

o di pagamento idonei a consentire la piena tracciabilita’ delle

operazioni.

5. Ai fini della tracciabilita’ dei flussi finanziari, gli strumenti

di pagamento devono riportare, in relazione a ciascuna transazione

posta in essere dalla stazione appaltante e dagli altri soggetti di

cui al comma 1, il codice identificativo di gara (CIG), attribuito

dall’Autorita’ di vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi

e forniture su richiesta della stazione appaltante e, ove

obbligatorio ai sensi dell’articolo 11 della legge 16 gennaio 2003,

n. 3, il codice unico di progetto (CUP). In regime transitorio, sino

all’adeguamento dei sistemi telematici delle banche e della societa’

Poste italiane Spa, il CUP puo’ essere inserito nello spazio

destinato alla trascrizione della motivazione del pagamento)).

6. ((COMMA ABROGATO DAL D.L. 12 NOVEMBRE 2010, N. 187, CONVERTITO CON

MODIFICAZIONI DALLA L. 17 DICEMBRE 2010, N. 217)).

((7. I soggetti di cui al comma 1 comunicano alla stazione appaltante

o all’amministrazione concedente gli estremi identificativi dei conti

correnti dedicati di cui al medesimo comma 1 entro sette giorni dalla

loro accensione o, nel caso di conti correnti gia’ esistenti, dalla

loro prima utilizzazione in operazioni finanziarie relative ad una

commessa pubblica, nonche’, nello stesso termine, le generalita’ e il

codice fiscale delle persone delegate ad operare su di essi. Gli

stessi soggetti provvedono, altresi’, a comunicare ogni modifica

relativa ai dati trasmessi.

8. La stazione appaltante, nei contratti sottoscritti con gli

appaltatori relativi ai lavori, ai servizi e alle forniture di cui al

comma 1, inserisce, a pena di nullita’ assoluta, un’apposita clausola

con la quale essi assumono gli obblighi di tracciabilita’ dei flussi

finanziari di cui alla presente legge. L’appaltatore, il

subappaltatore o il subcontraente che ha notizia dell’inadempimento

della propria controparte agli obblighi di tracciabilita’ finanziaria

di cui al presente articolo ne da’ immediata comunicazione alla

stazione appaltante e alla prefettura-ufficio territoriale del

Governo della provincia ove ha sede la stazione appaltante o

l’amministrazione concedente.))

9. La stazione appaltante verifica che nei contratti sottoscritti con

i subappaltatori e i subcontraenti della filiera delle imprese a

qualsiasi titolo interessate ai lavori, ai servizi e alle forniture

di cui al comma 1 sia inserita, a pena di nullita’ assoluta,

un’apposita clausola con la quale ciascuno di essi assume gli

obblighi di tracciabilita’ dei flussi finanziari di cui alla presente

legge. ((1))

((9-bis. Il mancato utilizzo del bonifico bancario o postale ovvero

degli altri strumenti idonei a consentire la piena tracciabilita’

delle operazioni costituisce causa di risoluzione del contratto.))

((1))

—————

AGGIORNAMENTO (1)

Il D.L. 12 novembre 2010, n. 187, convertito con modificazioni

dalla L. 17 dicembre 2010, n. 217, ha disposto:

– (con l’art. 6, commi 1 e 2) che “1. L’articolo 3 della legge 13

agosto 2010, n. 136, si interpreta nel senso che le disposizioni ivi

contenute si applicano ai contratti indicati nello stesso articolo 3

sottoscritti successivamente alla data di entrata in vigore della

legge e ai contratti di subappalto e ai subcontratti da essi

derivanti.

2. I contratti stipulati precedentemente alla data di entrata in

vigore della legge 13 agosto 2010, n. 136, ed i contratti di

subappalto e i subcontratti da essi derivanti sono adeguati alle

disposizioni di cui all’articolo 3 della medesima legge n. 136 del

2010, come modificato dal comma 1, lettera a), dell’articolo 7 del

presente decreto, entro centottanta giorni dalla data di entrata in

vigore della legge di conversione del presente decreto. Ai sensi

dell’articolo 1374 del codice civile, tali contratti si intendono

automaticamente integrati con le clausole di tracciabilita’ previste

dai commi 8 e 9 del citato articolo 3 della legge n. 136 del 2010, e

successive modificazioni.”;

– (con l’art. 6, comma 3) che l’espressione: “filiera delle imprese”

di cui ai commi 1 e 9 del presente articolo si intende riferita ai

subappalti come definiti dall’articolo 118, comma 11, del decreto

legislativo 12 aprile 2006, n. 163, nonche’ ai subcontratti stipulati

per l’esecuzione, anche non esclusiva, del contratto.

– (con l’art. 6, comma 4) che “L’espressione: “anche in via non

esclusiva” di cui al comma 1 dell’articolo 3 della legge 13 agosto

2010, n. 136, si interpreta nel senso che ogni operazione finanziaria

relativa a commesse pubbliche deve essere realizzata tramite uno o

piu’ conti correnti bancari o postali, utilizzati anche

promiscuamente per piu’ commesse, purche’ per ciascuna commessa sia

effettuata la comunicazione di cui al comma 7 del medesimo articolo 3

circa il conto o i conti utilizzati, e nel senso che sui medesimi

conti possono essere effettuati movimenti finanziari anche estranei

alle commesse pubbliche comunicate.”

– (con l’art. 6, comma 5) che “L’espressione: “eseguiti sistemi

diversi” di cui al comma 3, primo periodo, dell’articolo 3 della

legge 13 agosto 2010, n. 136, e l’espressione: “possono essere

utilizzati anche strumenti diversi” di cui al comma 3, secondo

periodo, dello stesso articolo 3, si interpretano nel senso che e’

consentita l’adozione di strumenti di pagamento differenti dal

bonifico bancario o postale, purche’ siano idonei ad assicurare la

piena tracciabilita’ della transazione finanziaria.”

 

 

 

Art. 4.

(Controllo degli automezzi adibiti al trasporto dei materiali).

 

1. Al fine di rendere facilmente individuabile la proprieta’ degli

automezzi adibiti al trasporto dei materiali per l’attivita’ dei

cantieri, la bolla di consegna del materiale indica il numero di

targa e il nominativo del proprietario degli automezzi medesimi.

 

 

 

Art. 5.

(Identificazione degli addetti nei cantieri)

 

1. La tessera di riconoscimento di cui all’articolo 18, comma 1,

lettera u), del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, deve

contenere, oltre agli elementi ivi specificati, anche la data di

assunzione e, in caso di subappalto, la relativa autorizzazione. Nel

caso di lavoratori autonomi, la tessera di riconoscimento di cui

all’articolo 21, comma 1, lettera c), del citato decreto legislativo

n. 81 del 2008 deve contenere anche l’indicazione del committente.

 

 

 

Art. 6.

(Sanzioni)

 

1. Le transazioni relative ai lavori, ai servizi e alle forniture di

cui all’articolo 3, comma 1, e le erogazioni e concessioni di

provvidenze pubbliche effettuate senza avvalersi di banche o della

societa’ Poste italiane Spa comportano, a carico del soggetto

inadempiente, fatta salva l’applicazione ((dell’articolo 3, comma

9-bis)), l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria dal

5 al 20 per cento del valore della transazione stessa.

2. Le transazioni relative ai lavori, ai servizi e alle forniture di

cui all’articolo 3, comma 1, effettuate su un conto corrente non

dedicato ovvero senza impiegare lo strumento del bonifico bancario o

postale ((o altri strumenti di incasso o di pagamento idonei a

consentire la piena tracciabilita’ delle operazioni)) comportano, a

carico del soggetto inadempiente, l’applicazione di una sanzione

amministrativa pecuniaria dal 2 al 10 per cento del valore della

transazione stessa. ((La medesima sanzione si applica anche nel caso

in cui nel bonifico bancario o postale, ovvero in altri strumenti di

incasso o di pagamento idonei a consentire la piena tracciabilita’

delle operazioni, venga omessa l’indicazione del CUP o del CIG di cui

all’articolo 3, comma 5)).

((3. Il reintegro dei conti correnti di cui all’articolo 3, comma 1,

effettuato con modalita’ diverse da quelle indicate all’articolo 3,

comma 4, comporta, a carico del soggetto inadempiente, l’applicazione

di una sanzione amministrativa pecuniaria dal 2 al 5 per cento del

valore di ciascun accredito.))

4. L’omessa, tardiva o incompleta comunicazione degli elementi

informativi di cui all’articolo 3, comma 7, comporta, a carico del

soggetto inadempiente, l’applicazione di una sanzione amministrativa

pecuniaria da 500 a 3.000 euro.

5. Per il procedimento di accertamento e di contestazione delle

violazioni di cui al presente articolo, nonche’ per quello di

applicazione delle relative sanzioni, si applicano, in quanto

compatibili, le disposizioni della legge 24 novembre 1981, n. 689,

del decreto legislativo 19 marzo 2001, n. 68, e del decreto

legislativo 21 novembre 2007, n. 231. ((In deroga a quanto previsto

dall’articolo 17, quinto comma, della legge 24 novembre 1981, n. 689,

le sanzioni amministrative pecuniarie per le violazioni di cui ai

precedenti commi sono applicate dal prefetto della provincia ove ha

sede la stazione appaltante o l’amministrazione concedente e, in

deroga a quanto previsto dall’articolo 22, primo comma, della citata

legge n. 689 del 1981, l’opposizione e’ proposta davanti al giudice

del luogo ove ha sede l’autorita’ che ha applicato la sanzione.))

((5-bis. L’autorita’ giudiziaria, fatte salve le esigenze

investigative, comunica al prefetto territorialmente competente i

fatti di cui e’ venuta a conoscenza che determinano violazione degli

obblighi di tracciabilita’ previsti dall’articolo 3.))

 

 

 

Art. 7.

(Modifiche alla legge 13 settembre 1982, n. 646, in materia di

accertamenti fiscali nei confronti di soggetti sottoposti a misure di

prevenzione)

 

1. Alla legge 13 settembre 1982, n. 646, e successive modificazioni,

sono apportate le seguenti modificazioni:

a) l’articolo 25 e’ sostituito dal seguente:

«Art. 25. – 1. A carico delle persone nei cui confronti sia stata

emanata sentenza di condanna anche non definitiva per taluno dei

reati previsti dall’articolo 51, comma 3-bis, del codice di procedura

penale ovvero per il delitto di cui all’articolo 12-quinquies, comma

1, del decreto-legge 8 giugno 1992, n. 306, convertito, con

modificazioni, dalla legge 7 agosto 1992, n. 356, ovvero sia stata

disposta, con provvedimento anche non definitivo, una misura di

prevenzione ai sensi della legge 31 maggio 1965, n. 575, il nucleo di

polizia tributaria del Corpo della guardia di finanza, competente in

relazione al luogo di dimora abituale del soggetto, puo’ procedere

alla verifica della relativa posizione fiscale, economica e

patrimoniale ai fini dell’accertamento di illeciti valutari e

societari e comunque in materia economica e finanziaria, anche allo

scopo di verificare l’osservanza della disciplina dei divieti

autorizzatori, concessori o abilitativi di cui all’articolo 10 della

citata legge n. 575 del 1965, e successive modificazioni.

2. Le indagini di cui al comma 1 sono effettuate anche nei confronti

dei soggetti di cui all’articolo 2-bis, comma 3, e all’articolo 10,

comma 4, della legge 31 maggio 1965, n. 575, e successive

modificazioni. Nei casi in cui il domicilio fiscale, il luogo di

effettivo esercizio dell’attivita’, ovvero il luogo di dimora

abituale dei soggetti da sottoporre a verifica sia diverso da quello

delle persone di cui al comma 1, il nucleo di polizia tributaria puo’

delegare l’esecuzione degli accertamenti di cui al presente comma ai

reparti del Corpo della guardia di finanza competenti per territorio.

3. Copia della sentenza di condanna o del provvedimento di

applicazione della misura di prevenzione e’ trasmessa, a cura della

cancelleria competente, al nucleo di polizia tributaria indicato al

comma 1.

4. Per l’espletamento delle indagini di cui al presente articolo, i

militari del Corpo della guardia di finanza, oltre ai poteri e alle

facolta’ previsti dall’articolo 2 del decreto legislativo 19 marzo

2001, n. 68, si avvalgono dei poteri di cui all’articolo 2-bis, comma

6, della legge 31 maggio 1965, n. 575, e successive modificazioni,

nonche’ dei poteri attribuiti agli appartenenti al nucleo speciale di

polizia valutaria ai sensi del decreto legislativo 21 novembre 2007,

n. 231.

5. La revoca del provvedimento con il quale e’ stata disposta una

misura di prevenzione non preclude l’utilizzazione ai fini fiscali

degli elementi acquisiti nel corso degli accertamenti svolti ai sensi

del comma 1.

6. Ai fini dell’accertamento delle imposte sui redditi e dell’imposta

sul valore aggiunto, ai dati, alle notizie e ai documenti acquisitiai

sensi del comma 4 si applicano le disposizioni di cui all’articolo

51, secondo comma, numero 2), secondo periodo, del decreto del

Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive

modificazioni, e all’articolo 32, primo comma, numero 2), secondo

periodo, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre

1973, n. 600, e successive modificazioni»;

b) all’articolo 30, il primo comma e’ sostituito dal seguente:

«Le persone condannate con sentenza definitiva per taluno dei reati

previsti dall’articolo 51, comma 3-bis, del codice di procedura

penale ovvero per il delitto di cui all’articolo 12-quinquies, comma

1, del decreto-legge 8 giugno 1992, n. 306, convertito, con

modificazioni, dalla legge 7 agosto 1992, n. 356, o gia’ sottoposte,

con provvedimento definitivo, ad una misura di prevenzione ai sensi

della legge 31 maggio 1965, n. 575, sono tenute a comunicare per

dieci anni, ed entro trenta giorni dal fatto, al nucleo di polizia

tributaria del luogo di dimora abituale, tutte le variazioni

nell’entita’ e nella composizione del patrimonio concernenti elementi

di valore non inferiore ad euro 10.329,14. Entro il 31 gennaio di

ciascun anno, i soggetti di cui al periodo precedente sono altresi’

tenuti a comunicare le variazioni intervenute nell’anno precedente,

quando concernono complessivamente elementi di valore non inferiore

ad euro 10.329,14. Sono esclusi i beni destinati al soddisfacimento

dei bisogni quotidiani»;

c) all’articolo 31 e’ aggiunto, in fine, il seguente comma:

«Nei casi in cui non sia possibile procedere alla confisca dei beni

acquistati ovvero del corrispettivo dei beni alienati, il giudice

ordina la confisca, per un valore equivalente, di somme di denaro,

beni o altre utilita’ dei quali i soggetti di cui all’articolo 30,

primo comma, hanno la disponibilita’».

 

 

 

Art. 8.

(Modifiche alla disciplina in materia di operazioni sotto copertura)

 

1. All’articolo 9 della legge 16 marzo 2006, n. 146, e successive

modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 1:

1) la lettera a) e’ sostituita dalla seguente:

«a) gli ufficiali di polizia giudiziaria della Polizia di Stato,

dell’Arma dei carabinieri e del Corpo della guardia di finanza,

appartenenti alle strutture specializzate o alla Direzione

investigativa antimafia, nei limiti delle proprie competenze, i

quali, nel corso di specifiche operazioni di polizia e, comunque, al

solo fine di acquisire elementi di prova in ordine ai delitti

previsti dagli articoli 473, 474, 629, 630, 644, 648-bis e 648- ter,

nonche’ nel libro II, titolo XII, capo III, sezione I, del codice

penale, ai delitti concernenti armi, munizioni, esplosivi, ai delitti

previsti dall’articolo 12, commi 1, 3, 3-bis e 3-ter, del testo unico

delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e

norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo

25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni, nonche’ ai

delitti previsti dal testo unico delle leggi in materia di disciplina

degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e

riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al

decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309,

dall’articolo 260 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e

dall’articolo 3 della legge 20 febbraio 1958, n. 75, anche per

interposta persona, danno rifugio o comunque prestano assistenza agli

associati, acquistano, ricevono, sostituiscono od occultano denaro,

armi, documenti, sostanze stupefacenti o psicotrope, beni ovvero cose

che sono oggetto, prodotto, profitto o mezzo per commettere il reato

o altrimenti ostacolano l’individuazione della loro provenienza o ne

consentono l’impiego o compiono attivita’ prodromiche e strumentali»;

2) alla lettera b), dopo le parole: «commessi con finalita’ di

terrorismo» sono inserite le seguenti: «o di eversione»;

b) dopo il comma 1 e’ inserito il seguente:

«1-bis. La causa di giustificazione di cui al comma 1 si applica agli

ufficiali e agenti di polizia giudiziaria e agli ausiliari che

operano sotto copertura quando le attivita’ sono condotte in

attuazione di operazioni autorizzate e documentate ai sensi del

presente articolo. La disposizione di cui al precedente periodo si

applica anche alle interposte persone che compiono gli atti di cui al

comma 1»;

c) al comma 2, dopo le parole: «o indicazioni di copertura» sono

inserite le seguenti: «, rilasciati dagli organismi competenti

secondo le modalita’ stabilite dal decreto di cui al comma 5,»;

d) il comma 3 e’ sostituito dal seguente:

«3. L’esecuzione delle operazioni di cui ai commi 1 e 2 e’ disposta

dagli organi di vertice ovvero, per loro delega, dai rispettivi

responsabili di livello almeno provinciale, secondo l’appartenenza

del personale di polizia giudiziaria impiegato, d’intesa con la

Direzione centrale dell’immigrazione e della polizia delle frontiere

per i delitti previsti dall’articolo 12, commi 1, 3, 3-bis e 3-ter,

del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286,

e successive modificazioni. L’esecuzione delle operazioni di cui ai

commi 1 e 2 in relazione ai delitti previsti dal testo unico di cui

al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, di

seguito denominate “attivita’ antidroga”, e’ specificatamente

disposta dalla Direzione centrale per i servizi antidroga o, sempre

d’intesa con questa, dagli organi di vertice ovvero, per loro delega,

dai rispettivi responsabili di livello almeno provinciale, secondo

l’appartenenza del personale di polizia giudiziaria impiegato»;

e) il comma 4 e’ sostituito dal seguente:

«4. L’organo che dispone l’esecuzione delle operazioni di cui ai

commi 1 e 2 deve dare preventiva comunicazione all’autorita’

giudiziaria competente per le indagini. Dell’esecuzione delle

attivita’ antidroga e’ data immediata e dettagliata comunicazione

alla Direzione centrale per i servizi antidroga e al pubblico

ministero competente per le indagini. Se necessario o se richiesto

dal pubblico ministero e, per le attivita’ antidroga, anche dalla

Direzione centrale per i servizi antidroga, e’ indicato il nominativo

dell’ufficiale di polizia giudiziaria responsabile dell’operazione,

nonche’ quelli degli eventuali ausiliari e interposte persone

impiegati. Il pubblico ministero deve comunque essere informato senza

ritardo, a cura del medesimo organo, nel corso dell’operazione, delle

modalita’ e dei soggetti che vi partecipano, nonche’ dei risultati

della stessa»;

f) al comma 5, le parole: «avvalersi di ausiliari» sono sostituite

dalle seguenti: «avvalersi di agenti di polizia giudiziaria, di

ausiliari e di interposte persone,»;

g) il comma 6 e’ sostituito dal seguente:

«6. Quando e’ necessario per acquisire rilevanti elementi probatori

ovvero per l’individuazione o la cattura dei responsabili dei delitti

previsti dal comma 1, per i delitti di cui al decreto del Presidente

della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, limitatamente ai casi

previsti agli articoli 73 e 74, gli ufficiali di polizia giudiziaria,

nell’ambito delle rispettive attribuzioni, e le autorita’ doganali,

limitatamente ai citati articoli 73 e 74 del testo unico di cui al

decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del 1990, e successive

modificazioni, possono omettere o ritardare gli atti di propria

competenza, dandone immediato avviso, anche oralmente, al pubblico

ministero, che puo’ disporre diversamente, e trasmettendo allo stesso

pubblico ministeromotivato rapporto entro le successive quarantotto

ore. Per le attivita’ antidroga, il medesimo immediato avviso deve

pervenire alla Direzione centrale per i servizi antidroga per il

necessario coordinamento anche in ambito internazionale»;

h) dopo il comma 6 e’ inserito il seguente:

«6-bis. Quando e’ necessario per acquisire rilevanti elementi

probatori, ovvero per l’individuazione o la cattura dei responsabili

dei delitti di cui all’articolo 630 del codice penale, il pubblico

ministero puo’ richiedere che sia autorizzata la disposizione di

beni, denaro o altra utilita’ per l’esecuzione di operazioni

controllate per il pagamento del riscatto, indicandone le modalita’.

Il giudice provvede con decreto motivato»;

i) al comma 7 sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «nonche’

delle sostanze stupefacenti o psicotrope e di quelle di cui

all’articolo 70 del testo unico di cui al decreto del Presidente

della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e successive modificazioni»;

l) il comma 8 e’ sostituito dal seguente:

«8. Le comunicazioni di cui ai commi 4, 6 e 6-bis e i provvedimenti

adottati dal pubblico ministero ai sensi del comma 7 sono senza

ritardo trasmessi, a cura del medesimo pubblico ministero, al

procuratore generale presso la corte d’appello. Per i delitti

indicati all’articolo 51, comma 3-bis, del codice di procedura

penale, la comunicazione e’ trasmessa al procuratore nazionale

antimafia»;

m) al comma 9 sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «ovvero per

lo svolgimento dei compiti d’istituto»;

n) il comma 10 e’ sostituito dal seguente:

«10. Chiunque indebitamente rivela ovvero divulga i nomi degli

ufficiali o agenti di polizia giudiziaria che effettuano le

operazioni di cui al presente articolo e’ punito, salvo che il fatto

costituisca piu’ grave reato, con la reclusione da due a sei anni»;

o) al comma 11 e’ aggiunta, in fine, la seguente lettera:

«f-bis) l’articolo 7 del decreto-legge 15 gennaio 1991, n. 8,

convertito, con modificazioni, dalla legge 15 marzo 1991, n. 82, e

successive modificazioni».

2. Al testo unico delle leggi in materia di disciplina degli

stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e

riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al

decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e

successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) l’articolo 97 e’ sostituito dal seguente:

«Art. 97. – (Attivita’ sotto copertura). – 1. Per lo svolgimento

delle attivita’ sotto copertura concernenti i delitti previsti dal

presente testo unico si applicano le disposizioni di cui all’articolo

9 della legge 16 marzo 2006, n. 146, e successive modificazioni»;

b) l’articolo 98 e’ abrogato.

3. All’articolo 497 del codice di procedura penale, dopo il comma 2

e’ inserito il seguente:

«2-bis. Gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria, anche

appartenenti ad organismi di polizia esteri, gli ausiliari, nonche’

le interposte persone, chiamati a deporre, in ogni stato e grado del

procedimento, in ordine alle attivita’ svolte sotto copertura ai

sensi dell’articolo 9 della legge 16 marzo 2006, n. 146, e successive

modificazioni, invitati a fornire le proprie generalita’, indicano

quelle di copertura utilizzate nel corso delle attivita’ medesime».

4. Alle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del

codice di procedura penale, di cui al decreto legislativo 28

luglio1989, n. 271, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all’articolo 115, dopo il comma 1 e’ inserito il seguente:

«1-bis. Le annotazioni di cui al comma 1, se riguardanti le attivita’

di indagine condotte da ufficiali o agenti di polizia giudiziaria nel

corso delle operazioni sotto copertura ai sensi dell’articolo 9 della

legge 16 marzo 2006, n. 146, e successive modificazioni, contengono

le generalita’ di copertura dagli stessi utilizzate nel corso delle

attivita’ medesime»;

b) all’articolo 147-bis sono apportate le seguenti modificazioni:

1) nella rubrica, dopo la parola: «Esame» sono inserite le seguenti:

«degli operatori sotto copertura,»;

2) dopo il comma 1 e’ inserito il seguente:

«1-bis. L’esame in dibattimento degli ufficiali e degli agenti di

polizia giudiziaria, anche appartenenti ad organismi di polizia

esteri, degli ausiliari e delle interposte persone, che abbiano

operato in attivita’ sotto copertura ai sensi dell’articolo 9 della

legge 16 marzo 2006, n. 146, e successive modificazioni, si svolge

sempre con le cautele necessarie alla tutela e alla riservatezza

della persona sottoposta all’esame e con modalita’ determinate dal

giudice o, nei casi di urgenza, dal presidente, in ogni caso idonee a

evitare che il volto di tali soggetti sia visibile»;

3) al comma 3 e’ aggiunta, in fine, la seguente lettera:

«c-bis) quando devono essere esaminati ufficiali o agenti di polizia

giudiziaria, anche appartenenti ad organismi di polizia esteri,

nonche’ ausiliari e interposte persone, in ordine alle attivita’ dai

medesimi svolte nel corso delle operazioni sotto copertura di cui

all’articolo 9 della legge 16 marzo 2006, n. 146, e successive

modificazioni. In tali casi, il giudice o il presidente dispone le

cautele idonee ad evitare che il volto di tali soggetti sia

visibile».

 

 

 

Art. 9.

(Modifica all’articolo 353 del codice penale, concernente il reato di

turbata liberta’ degli incanti)

 

1. All’articolo 353, primo comma, del codice penale, le parole: «fino

a due anni» sono sostituite dalle seguenti: «da sei mesi a cinque

anni».

 

 

 

Art. 10.

(Delitto di turbata liberta’ del procedimento di scelta del

contraente)

 

1. Dopo l’articolo 353 del codice penale e’ inserito il seguente:

«Art. 353-bis. – (Turbata liberta’ del procedimento di scelta del

contraente). – Salvo che il fatto costituisca piu’ grave reato,

chiunque con violenza o minaccia, o con doni, promesse, collusioni o

altri mezzi fraudolenti, turba il procedimento amministrativo diretto

a stabilire il contenuto del bando o di altro atto equipollente al

fine di condizionare le modalita’ di scelta del contraente da parte

della pubblica amministrazione e’ punito con la reclusione da sei

mesi a cinque anni e con la multa da euro 103 a euro 1.032».

 

 

 

Art. 11.

(Ulteriori modifiche al codice di procedura penale e alle norme di

attuazione, di coordinamento e transitorie del medesimo codice)

 

1. All’articolo 51, comma 3-bis, del codice di procedura penale, le

parole: «e dall’articolo 291-quater del testo unico approvato con

decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43» sono

sostituite dalle seguenti: «dall’articolo 291-quater del testo unico

approvato con decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio

1973, n. 43, e dall’articolo 260 del decreto legislativo 3 aprile

2006, n. 152,».

2. All’articolo 147-bis, comma 3, delle norme di attuazione, di

coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, di cui al

decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, la lettera a) e’

sostituita dalla seguente:

«a) quando l’esame e’ disposto nei confronti di persone ammesse al

piano provvisorio di protezione previsto dall’articolo 13, comma 1,

del decreto-legge 15 gennaio 1991, n. 8, convertito, con

modificazioni, dalla legge 15 marzo 1991, n. 82, e successive

modificazioni, o alle speciali misure di protezione di cui al citato

articolo 13, commi 4 e 5, del medesimo decreto-legge;».

 

 

 

Art. 12.

(Coordinamenti interforze provinciali)

 

1. Al fine di rendere piu’ efficace l’aggressione dei patrimoni della

criminalita’ organizzata, il Ministro dell’interno, il Ministro della

giustizia e il procuratore nazionale ami-mafia stipulano uno o piu’

protocolli d’intesa volti alla costituzione, presso le direzioni

distrettuali antimafia, di coordinamenti interforze provinciali, cui

partecipano rappresentanti delle Forze di polizia e della Direzione

investigativa antimafia.

2. I protocolli d’intesa di cui al comma 1 definiscono le procedure e

le modalita’ operative per favorire lo scambio informativo e

razionalizzare l’azione investigativa per l’applicazione delle misure

di prevenzione patri-

moniali, fermo restando il potere di proposta dei soggetti di cui

all’articolo 2-bis della legge 31 maggio 1965, n. 575, e successive

modificazioni.

 

 

 

Art. 13.

(Stazione unica appaltante)

 

1. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta

dei Ministri dell’interno, dello sviluppo economico, delle

infrastrutture e dei trasporti, del lavoro e delle politiche sociali,

per i rapporti con le regioni e per la pubblica amministrazione e

l’innovazione, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in

vigore della presente legge, sono definite, previa intesa in sede di

Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28

agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, le modalita’ per

promuovere l’istituzione, in ambito regionale, di una o piu’ stazioni

uniche appaltanti (SUA), al fine di assicurare la trasparenza, la

regolarita’ e l’economicita’ della gestione dei contratti pubblici e

di prevenire il rischio di infiltrazioni mafiose.

2. Con il decreto di cui al comma 1 sono determinati:

a) gli enti, gli organismi e le societa’ che possono aderire alla

SUA;

b) le attivita’ e i servizi svolti dalla SUA, ai sensi dell’articolo

33 del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e

forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163;

c) gli elementi essenziali delle convenzioni tra i soggetti che

aderiscono alla SUA;

d) le forme di monitoraggio e di controllo degli appalti, ferme

restando le disposizioni vigenti in materia.

 

 

 

Art. 14.

(Modifica della disciplina in materia di ricorso avverso la revoca

dei programmi di protezione e ulteriori disposizioni concernenti le

misure previste per i testimoni di giustizia)

 

1. All’articolo 10 del decreto-legge 15 gennaio 1991, n. 8,

convertito, con modificazioni, dalla legge 15 marzo 1991, n. 82, il

comma 2-septies e’ sostituito dal seguente:

«2-septies. Nel termine entro il quale puo’ essere proposto il

ricorso giurisdizionale e in pendenza della decisione relativa

all’eventuale richiesta di sospensione ai sensi dell’articolo 21

della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, e successive modificazioni, o

dell’articolo 36 del regolamento di cui al regio decreto 17 agosto

1907, n. 642, il provvedimento di cui al comma 2-sexies rimane

sospeso».

2. All’articolo 16-ter, comma 1, lettera e), del decreto-legge 15

gennaio 1991, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 15

marzo 1991, n. 82, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «Si

applicano, in quanto compatibili, le disposizioni dell’articolo 13

della legge 23 febbraio 1999, n. 44, e il Dipartimento della pubblica

sicurezza del Ministero dell’interno e’ surrogato, quanto alle somme

corrisposte al testimone di giustizia a titolo di mancato guadagno,

nei diritti verso i responsabili dei danni. Le somme recuperate sono

versate all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate

allo stato di previsione del Ministero dell’interno in deroga

all’articolo 2, commi 615, 616 e 617, della legge 24 dicembre 2007,

n. 244».

 

 

 

Art. 15.

(Modifica della composizione del Consiglio generale per la lotta alla

criminalita’ organizzata)

 

1. All’articolo 1 del decreto-legge 29 ottobre 1991, n. 345,

convertito, con modificazioni, dalla legge 30 dicembre 1991, n. 410,

sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 1, le lettere d), e) e f) sono sostituite dalle seguenti:

«d) dal Direttore dell’Agenzia informazioni e sicurezza interna;

e) dal Direttore dell’Agenzia informazioni e sicurezza esterna;

f) dal Direttore della Direzione investigativa antimafia»;

b) al comma 3, le parole: «nonche’ dell’organismo previsto

dall’articolo 3» sono sostituite dalle seguenti: «nonche’ della

Direzione investigativa antimafia».

 

 

 

Art. 16.

(Clausola di invarianza finanziaria)

 

1. Dall’attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o

maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato.

La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara’ inserita

nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica

italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla

osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addi’ 13 agosto 2010

 

NAPOLITANO

 

 

Berlusconi, Presidente del Consiglio

dei Ministri

 

Maroni, Ministro dell’interno

 

Alfano, Ministro della giustizia

 

Visto, il Guardasigilli: Alfano

 

 

LAVORI PREPARATORI

 

Camera dei deputati (atto n. 3290):

Presentato dal Ministro dell’interno (Maroni) e dal Ministro

della giustizia (Alfano) il 9 marzo 2010.

Assegnato alla II commissione (Giustizia), in sede referente, il

18 marzo 2010 con pareri delle commissioni I, III, V, VI, VIII, X,

XII, XIV e questioni regionali.

Esaminato dalla II commissione (Giustizia), in sede referente, il

14, 15, 21, 27 e 29 aprile 2010; il 4, 13, 19, 20, 25 e 26 maggio

2010.

Esaminato in aula il 26 maggio 2010 ed approvato il 27 maggio

2010.

Senato della Repubblica (atto n. 2226):

Assegnato alle commissioni riunite 1ª (Affari costituzionali) e

2ª (Giustizia), in sede referente, il 1° giugno 2010 con pareri delle

commissioni 3ª, 4ª, 5ª, 6ª, 8ª, 10ª, 14ª e questioni regionali.

Esaminato dalle commissioni riunite 1ª e 2ª, in sede referente,

il 16 giugno 2010; il 7, 21, 27 e 28 luglio 2010; il 2 agosto 2010.

Esaminato in aula il 27 luglio 2010 ed approvato il 3 agosto

2010.

Legge 26 febbraio 2010, n. 25

Proroga di termini previsti da disposizioni legislative (10A02575)

Legge di conversione 26 febbraio 2010, n. 25

(in SO n. 39 alla GU 27 febbraio 2010, n. 48 del 27-2-2010)

coordinata con

Decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194

(in GU n. 302 del 30 dicembre 2009)

Avvertenza:
    Il testo coordinato qui pubblicato e' stato redatto dal Ministero
della giustizia ai sensi dell'art. 11, comma 1 del testo unico  delle
disposizioni sulla promulgazione  delle  leggi,  sull'emanazione  dei
decreti  del  Presidente  della  Repubblica  e  sulle   pubblicazioni
ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre
1985, n. 1092, nonche' dell'art. 10, commi 2 e 3, del medesimo  testo
unico, al solo fine di facilitare la lettura sia  delle  disposizioni
del decreto-legge, integrate con le modifiche apportate  dalla  legge
di conversione, che di quelle modificate o  richiamate  nel  decreto,
trascritte nelle note. Restano  invariati  il  valore  e  l'efficacia
degli atti legislativi qui riportati.
    Le modifiche apportate dalla legge di conversione  sono  stampate
con caratteri corsivi.
    Tali modifiche sono riportate sul video tra i segni (( ... )).
    A norma dell'art. 15, comma 5, della legge 23 agosto 1988, n. 400
(Disciplina dell'attivita' di Governo e ordinamento della  Presidenza
del Consiglio dei Ministri), le modifiche apportate  dalla  legge  di
conversione hanno efficacia dal giorno successivo a quello della  sua
pubblicazione.
                               Art. 1
Proroga    di    termini    tributari,     nonche'     in     materia
                        economico-finanziaria
  1. Le attivita' finanziarie e patrimoniali  detenute  all'estero  a
partire da una data non successiva al 31 dicembre 2008 possono essere
rimpatriate  o  regolarizzate,  ai  sensi  dell'articolo  13-bis  del
decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, e successive  modificazioni,  fino
al 30 aprile 2010.
  2. Per  le  operazioni  di  rimpatrio  ovvero  di  regolarizzazione
perfezionate successivamente al 15 dicembre  2009  l'imposta  di  cui
all'articolo  13-bis  del  decreto-legge  1°  luglio  2009,  n.   78,
convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n.  102,  e
successive modificazioni, si applica, secondo  quanto  stabilito  dal
comma 2 del medesimo articolo 13-bis:
    a) con un'aliquota sintetica del 60 per cento per  le  operazioni
di rimpatrio o di regolarizzazione perfezionate entro il 28  febbraio
2010;
    b) con un'aliquota sintetica del 70 per cento per  le  operazioni
di rimpatrio o di regolarizzazione perfezionate dal 1o marzo 2010  al
30 aprile 2010.
  (( 2-bis. Entro il 15 giugno  2010,  il  Ministro  dell'economia  e
delle finanze comunica al Parlamento, con  apposito  documento,  dati
statistici relativi al numero delle operazioni di rimpatrio ovvero di
regolarizzazione perfezionate alla data del 15 dicembre 2009, del  28
febbraio 2010 e del 30 aprile 2010, suddivise per  volumi  d'importo,
al numero dei  soggetti  coinvolti,  con  indicazione  dei  Paesi  di
provenienza  delle  richieste  di  rimpatrio  e  regolarizzazione,  e
l'ammontare complessivo delle attivita'  finanziarie  e  patrimoniali
rimpatriate, distinte per rimpatrio o regolarizzazione. ))
  3. All'articolo  12  del  decreto-legge  1°  luglio  2009,  n.  78,
convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n.  102,  e
successive modificazioni, dopo il comma 2 sono inseriti i seguenti:
  «2-bis. Per l'accertamento basato sulla presunzione di cui al comma
2, i termini di cui all'articolo  43,  primo  e  secondo  comma,  del
decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600,  e
successive modificazioni, e all'articolo 57, primo e  secondo  comma,
del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.  633,
e successive modificazioni, sono raddoppiati.
  2-ter. Per le violazioni di cui ai commi 1, 2 e 3  dell'articolo  4
del  decreto-legge  28  giugno  1990,   n.   167,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge  4  agosto  1990,  n.  227,  e  successive
modificazioni, riferite agli investimenti e alle attivita' di  natura
finanziaria di cui al comma 2, i termini di cui all'articolo  20  del
decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, sono raddoppiati.».
  4. Al fine di tener conto degli effetti della crisi economica e dei
mercati, in deroga all'articolo 1, comma 1, secondo periodo,  del  ((
regolamento di cui al )) decreto del Presidente della  Repubblica  31
maggio 1999, n. 195, per gli anni 2009 e 2010  il  termine  entro  il
quale gli studi di settore devono essere  pubblicati  nella  Gazzetta
Ufficiale e' fissato rispettivamente al 31 marzo 2010 ed al 31  marzo
2011.
  (( 4-bis. All'articolo 182 del codice  dei  beni  culturali  e  del
paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, sono
apportate le seguenti modificazioni:
  a) al comma 1-bis, lettera a), le parole: «di entrata in vigore del
decreto del Ministro 24 ottobre 2001, n. 420» sono  sostituite  dalle
seguenti: «del 31 luglio 2009»;
  b) al comma 1-quinquies, lettera c), le parole:  «1°  maggio  2004»
sono sostituite dalle seguenti: «31 luglio 2009».
  5. Il termine in materia di accesso  ai  servizi  erogati  in  rete
dalle pubbliche amministrazioni, con strumenti  diversi  dalla  carta
d'identita' elettronica e dalla carta nazionale dei servizi,  di  cui
all'articolo 64, comma 3, del codice  dell'amministrazione  digitale,
di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e' prorogato al 31
dicembre 2010.
  5-bis. Al comma 7 dell'articolo 41 della legge 27 dicembre 2002, n.
289, e successive modificazioni, le parole: «Per gli anni  2004-2009»
sono sostituite dalle seguenti: «Per gli anni 2004-2010».
  5-ter. E' ulteriormente prorogato al 31 ottobre 2010 il termine  di
cui al primo  periodo  del  comma  8-quinquies  dell'articolo  6  del
decreto-legge   28   dicembre   2006,   n.   300,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2007, n. 17,  come  da  ultimo
prorogato al 31 dicembre 2009 dall'articolo 47-bis del  decreto-legge
31 dicembre 2007, n. 248, convertito, con modificazioni, dalla  legge
28 febbraio 2008, n. 31.
  5-quater. Al fine di attuare le disposizioni di cui ai commi  5-bis
e 5-ter e' autorizzata la spesa di 3.500.000 euro per l'anno 2010. Al
relativo onere, pari a 3.500.000 euro per l'anno  2010,  si  provvede
mediante  corrispondente   riduzione   del   Fondo   per   interventi
strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10,  comma  5,
del  decreto-legge  29  novembre  2004,  n.  282,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 27 dicembre  2004,  n.  307.  Il  Ministro
dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propri
decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. ))
  6. All'articolo 42, comma 2, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n.
207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009,  n.
14,  le  parole:  «gennaio  2010»  sono  sostituite  dalle  seguenti:
«gennaio 2011 previa sperimentazione, a partire dall'anno  2010,  con
modalita'  stabilite  di  concerto  tra  l'Agenzia  delle  entrate  e
l'Istituto nazionale della previdenza sociale».
  7. Il termine  di  novanta  giorni  previsto  nei  casi  di  omessa
presentazione  della  dichiarazione  dei  redditi  e  nei   casi   di
dichiarazione integrativa relative all'anno 2008 e' prorogato  al  30
aprile 2010 per i lavoratori dipendenti ed equiparati  che  intendono
sanare  l'omessa  o   incompleta   presentazione   del   modulo   RW,
relativamente alle disponibilita'  finanziarie  derivanti  da  lavoro
prestato all'estero ivi detenute al 31 dicembre 2008, ferme  restando
le  misure  ridotte  delle  sanzioni  previste  per  gli  adempimenti
effettuati entro novanta giorni.
  (( 7-bis. All'articolo 1, comma 204, della legge 24 dicembre  2007,
n. 244, le parole: «e 2010» sono sostituite dalle seguenti: «, 2010 e
2011».
  7-ter. Alla copertura degli oneri derivanti dal comma 7-bis, pari a
48  milioni  di  euro  per  l'anno   2012,   si   provvede   mediante
corrispondente riduzione dello stanziamento  del  fondo  speciale  di
parte corrente iscritto, ai fini del  bilancio  triennale  2010-2012,
nell'ambito  del  programma  «Fondi  di  riserva  e  speciali»  della
missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero
dell'economia  e  delle  finanze  per   l'anno   2010,   allo   scopo
parzialmente  utilizzando  l'accantonamento  relativo  al   Ministero
dell'economia e delle finanze.  Il  Ministro  dell'economia  e  delle
finanze  e'  autorizzato  ad  apportare,  con  propri   decreti,   le
occorrenti variazioni di bilancio. ))
  8. Le disposizioni del comma 1  dell'articolo  21  della  legge  23
dicembre 1998, n. 448, in materia di deduzione forfetaria  in  favore
degli  esercenti  impianti  di  distribuzione  di  carburanti,   sono
prorogate anche per i periodi di imposta 2009 e 2010.
  9. La durata dell'incarico prevista dall'articolo  27  del  decreto
del Presidente della Repubblica  26  ottobre  1972,  n.  650,  per  i
componenti delle commissioni censuarie gia'  nominati  alla  data  di
entrata in vigore del presente decreto, e' prorogata di ulteriori due
anni, decorrenti dalla data di scadenza dell'incarico.
  10. Con provvedimenti da adottare ai sensi dell'articolo 1, commi 1
e 2, del  decreto-legge  28  aprile  2009,  n.  39,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n. 77,  e'  disposta,  nei
confronti dei soggetti comunque residenti o aventi  sede  nei  comuni
individuati  ai  sensi  del  comma  2  del  citato  articolo  1   del
decreto-legge n. 39 del 2009,  la  proroga  della  sospensione  degli
adempimenti  e  dei  versamenti  tributari,  nonche'  dei  contributi
previdenziali  ed  assistenziali  e  dei  premi  per  l'assicurazione
obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali.
  11. Agli oneri derivanti dal comma 10, per l'anno 2009, pari a  100
milioni di euro, si provvede, per lo stesso  anno,  con  quota  parte
delle entrate derivanti dall'articolo  13-bis  del  decreto-legge  1o
luglio 2009, n. 78, convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  3
agosto 2009, n. 102, e successive modificazioni. A tale  fine,  dalla
contabilita' speciale  prevista  dal  comma  8  del  citato  articolo
13-bis, il predetto importo e' versato, entro il 31 dicembre 2009, ad
apposito capitolo dell'entrata del bilancio dello Stato.
  12. All'articolo 3, comma 12, del decreto-legge 30 settembre  2005,
n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2  dicembre  2005,
n.  248,  le  parole:  «30  settembre  2007»  sono  sostituite  dalle
seguenti: «30 settembre 2008» e le parole: «30 settembre  2010»  sono
sostituite dalle seguenti: «30 settembre 2011».
  13.  All'articolo   36,   commi   4-quinquies   e   4-sexies,   del
decreto-legge   31   dicembre   2007,   n.   248,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31,  le  parole:  «30
settembre 2010», ovunque ricorrano, sono sostituite  dalle  seguenti:
«30 settembre 2011», le parole: «30 settembre 2007»  sono  sostituite
dalle seguenti: «30 settembre 2008» e le parole: «1°  ottobre  2010»,
sono sostituite dalle seguenti: «1° ottobre 2011».
  14. Al  comma  14  dell'articolo  19  del  decreto  legislativo  17
settembre 2007, n. 164, le parole: «Fino  alla  data  di  entrata  in
vigore dei provvedimenti  di  cui  all'articolo  18-bis  del  decreto
legislativo 24 febbraio 1998, n. 58,  e  comunque  non  oltre  il  31
dicembre 2009, la riserva di attivita' di cui all'(( articolo 18  del
medesimo  decreto»  sono  sostituite  dalle  seguenti:  «Fino  al  31
dicembre 2010, la riserva di attivita' di  cui  all'articolo  18  del
testo unico di cui al decreto )) legislativo  24  febbraio  1998,  n.
58,».
  (( 14-bis. Per assicurare un efficace e stabile assetto  funzionale
ed organizzativo della CONSOB, i contratti a  tempo  determinato  dei
dipendenti in servizio alla data di entrata in vigore della legge  di
conversione del presente decreto sono prorogati al 31 gennaio 2012.
  14-ter. Alla copertura degli oneri derivanti dal  comma  14-bis  si
provvede secondo i criteri, le procedure e con  le  risorse  previsti
dall'articolo 40, comma 3, della legge 23 dicembre 1994,  n.  724,  e
successive modificazioni, senza alcun onere  a  carico  del  bilancio
dello Stato. ))
  15. Le somme iscritte in bilancio in conto competenza e  nel  conto
dei residui nell'ambito della missione «Fondi  da  ripartire»  e  del
programma «Fondi da assegnare», unita' previsionale di  base  25.1.3.
«Oneri comuni di parte corrente», capitolo n. 3094,  dello  stato  di
previsione del Ministero dell'economia e delle  finanze,  per  l'anno
finanziario 2009, non impegnate  al  termine  dell'esercizio  stesso,
sono conservate in  bilancio  per  essere  utilizzate  nell'esercizio
successivo. Il Ministro dell'economia e delle finanze e'  autorizzato
a ripartire per l'anno 2010, tra le pertinenti unita' previsionali di
base delle amministrazioni interessate, le somme conservate nel conto
dei residui del predetto Fondo.
  (( 15-bis. Le somme iscritte in bilancio nell'ambito della missione
«Fondi da ripartire» e del programma  «Fondi  da  assegnare»,  unita'
previsionale di  base  25.1.3,  «Oneri  comuni  di  parte  corrente»,
capitolo 3077, dello stato di previsione del Ministero  dell'economia
e delle finanze per l'anno finanziario 2009, non impegnate al termine
dell'esercizio  stesso,  sono  conservate  in  bilancio  per   essere
utilizzate nell'esercizio successivo.  Il  Ministro  dell'economia  e
delle finanze e' autorizzato a ripartire  per  l'anno  2010,  tra  le
pertinenti  unita'  previsionali  di   base   delle   amministrazioni
interessate, le somme conservate nel conto dei residui del  Fondo  di
cui al predetto capitolo 3077. ))
  16. Al comma 3-bis dell'articolo 9 del  decreto-legge  29  novembre
2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge  28  gennaio
2009, n. 2, le  parole:  «Per  l'anno  2009»  sono  sostituite  dalle
seguenti: «Per gli anni 2009 e 2010» e dopo le  parole:  «liquido  ed
esigibile,» e' inserita la seguente: «anche».
  17. Il secondo periodo del comma 120 dell'articolo 1 della legge 27
dicembre 2006, n. 296, e' sostituito dal seguente:  «Per  il  periodo
d'imposta successivo a quello in corso alla data del 31 dicembre 2009
l'opzione per il regime speciale e' esercitata  entro  il  30  aprile
2010 e ha effetto dall'inizio del medesimo periodo  d'imposta,  anche
nel caso in cui i requisiti di cui al comma 119 siano  posseduti  nel
predetto termine.».
  (( 17-bis. Il termine di un anno per l'adempimento  del  dovere  di
alienazione di cui all'articolo 30, comma 2, terzo periodo, del testo
unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto
legislativo 1° settembre 1993, n. 385, gia'  prorogato  dall'articolo
28-bis del decreto-legge 31 dicembre 2007, n.  248,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31,  e  dall'articolo
41 del decreto-legge  30  dicembre  2008,  n.  207,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14, e'  differito  al
31 dicembre 2011 per i soggetti che alla data del  31  dicembre  2008
detenevano una partecipazione al capitale sociale superiore ai limiti
fissati dal primo periodo del citato comma 2, qualora il  superamento
del limite derivi da operazioni di concentrazione tra  banche  oppure
tra investitori, fermo restando che tale  partecipazione  non  potra'
essere incrementata. ))
  18. Ferma restando la disciplina relativa all'attribuzione di  beni
a regioni ed enti locali in base alla legge 5  maggio  2009,  n.  42,
nonche'  alle  rispettive  norme  di  attuazione,  nelle   more   del
procedimento di revisione del quadro normativo in materia di rilascio
delle  concessioni  di  beni  demaniali   marittimi   con   finalita'
turistico-ricreative,  da  realizzarsi,  quanto  ai  criteri  e  alle
modalita' di affidamento di tali concessioni, sulla base di intesa in
sede di Conferenza Stato-regioni ai sensi dell'articolo 8,  comma  6,
della legge 5 giugno 2003, n. 131, che e' conclusa nel  rispetto  dei
principi di concorrenza, di liberta'  di  stabilimento,  di  garanzia
dell'esercizio, dello sviluppo, della valorizzazione delle  attivita'
imprenditoriali e di tutela degli investimenti, nonche'  in  funzione
del superamento del diritto di insistenza  di  cui  all'articolo  37,
secondo comma, secondo periodo,  del  codice  della  navigazione,  il
termine di durata delle concessioni in essere alla data di entrata in
vigore del presente decreto e in scadenza ((  entro  il  31  dicembre
2015 )) e' prorogato fino a tale data, (( fatte salve le disposizioni
di cui all'articolo 03, comma  4-bis,  del  decreto-legge  5  ottobre
1993, n. 400, convertito, con modificazioni, dalla legge  4  dicembre
1993, n. 494.  All'articolo  37,  secondo  comma,  del  codice  della
navigazione, il secondo periodo e' soppresso. ))
  19. All'articolo 3, comma 112, della legge  24  dicembre  2007,  n.
244, e successive modificazioni, le parole: «Per  l'anno  2008»  sono
sostituite dalle  seguenti:  «Per  l'anno  2010»  e  le  parole:  «31
dicembre 2009» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2010».
  20. Le quote che risultano accantonate al 31 dicembre 2009 ai sensi
dell'articolo 1, comma 758, della legge 27 dicembre 2006, n.  296,  e
successive modificazioni, sono mantenute in bilancio  nel  conto  dei
residui per essere utilizzate nell'esercizio successivo.
  (( 20-bis. Ai fini  della  partecipazione  alle  trattative  per  i
rinnovi  dei  contratti  collettivi  di  lavoro  relativi  agli  anni
2010-2012,  si   fa   riferimento   alla   rappresentativita'   delle
confederazioni e delle organizzazioni sindacali accertata in base  ai
dati   certificati   per   il   biennio    contrattuale    2008-2009.
Conseguentemente, ai soli fini della verifica della sussistenza delle
condizioni  previste  dall'articolo  43,   comma   3,   del   decreto
legislativo  30  marzo  2001,  n.  165,  per  la  sottoscrizione  dei
contratti, la  media  tra  dato  associativo  e  dato  elettorale  e'
rideterminata nei nuovi comparti ed aree di contrattazione sulla base
dei dati certificati per il biennio contrattuale 2008-2009.
  20-ter. All'articolo  65,  comma  3,  del  decreto  legislativo  27
ottobre 2009, n. 150, sono apportate le seguenti modificazioni:
  a) al primo periodo, le parole da: «, ai  sensi  dell'articolo  43»
fino alla fine del periodo sono soppresse;
  b) al secondo periodo, la parola: «Conseguentemente,» e' soppressa.
))
  21. Al comma 5 dell'articolo 24 della legge 5 maggio 2009,  n.  42,
le  parole:  «Con  specifico  decreto  legislativo,  adottato»,  sono
sostituite dalle seguenti:  «Con  uno  o  piu'  decreti  legislativi,
adottati».
  22. Le somme ancora disponibili al 31 dicembre 2009 sul  Fondo  per
la  tutela  dell'ambiente  e  la  promozione   dello   sviluppo   del
territorio, di cui all'articolo 13, comma 3-quater, del decreto-legge
25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge  6
agosto  2008,  n.  133,  sono  conservate  in  bilancio  per   essere
utilizzate nell'anno 2010.
  23. Alla compensazione dei conseguenti effetti finanziari sui saldi
di finanza  pubblica  recati  dal  comma  22,  si  provvede  mediante
corrispondente utilizzo, valutato in 29 milioni di  euro  per  l'anno
2010 e 14  milioni  di  euro  per  l'anno  2011,  del  fondo  di  cui
all'articolo 6, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre  2008,  n.  154,
convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189.
  (( 23-bis. All'articolo 2, comma 222, della legge 23 dicembre 2009,
n. 191, sono apportate le seguenti modificazioni:
  a) al secondo periodo, la parola:  «gennaio»  e'  sostituita  dalla
seguente: «marzo»;
  b) al quarto periodo sono premesse le seguenti parole: «A decorrere
dal 1° gennaio 2011,»;
  c) al decimo periodo sono premesse le seguenti parole: «A decorrere
dal 1° gennaio 2010,» e le parole: «entro il 31 dicembre  di  ciascun
anno» sono sostituite dalla seguente: «semestralmente»;
  d)  dopo  il  decimo  periodo  e'  inserito   il   seguente:   «Gli
stanziamenti alle  singole  amministrazioni  per  gli  interventi  di
manutenzione ordinaria e straordinaria,  a  decorrere  dall'esercizio
finanziario  2011,  non  potranno  eccedere  gli  importi   spesi   e
comunicati all'Agenzia del demanio, fermi restando i limiti stabiliti
dall'articolo 2, comma 618, della legge 24 dicembre 2007, n. 244».
  23-ter. Per consentire la  prosecuzione  dei  relativi  interventi,
nell'Elenco 1 allegato alla legge 23 dicembre  2009,  n.  191,  nella
colonna «Intervento», dopo la voce: «legge 31 gennaio  1994,  n.  93»
sono inserite le seguenti:
  «legge 21 marzo 2001, n. 73;
  decreto legislativo 23 luglio 1999, n. 242;
  articolo 1, comma 963, della legge 27 dicembre 2006, n. 296;
  legge 15 luglio 2003, n. 189, e relativo decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri  8  aprile  2004,  pubblicato  nella  Gazzetta
Ufficiale n. 103 del 4 maggio 2004».
  23-quater. Il termine per il versamento all'INPDAP delle differenze
contributive a qualunque titolo dovute dalle amministrazioni  di  cui
alle leggi 10 ottobre 1990, n. 287, 14 novembre 1995, n.  481,  e  31
luglio 1997,  n.  249,  rispetto  a  quanto  precedentemente  versato
all'INPS, e' prorogato al  1°  luglio  2010,  senza  applicazione  di
interessi   o   sanzioni   per   il   periodo   pregresso.   Ciascuna
amministrazione provvede al predetto pagamento senza oneri  a  carico
della finanza pubblica e del personale dipendente.
  23-quinquies.   Al   fine   di   assicurare   l'adeguamento    alle
corrispondenti norme comunitarie nei termini da queste  stabiliti,  a
decorrere dal 1° marzo  2010,  nel  testo  unico  delle  disposizioni
legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui  consumi  e
relative  sanzioni  penali  e  amministrative,  di  cui  al   decreto
legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, alla Tabella A,  sono  apportate
le seguenti modificazioni:
  a) al punto 12, alla voce: «gasolio», le parole: «euro 302,00» sono
sostituite dalle seguenti: «euro 330,00»;
  b) al punto 13, alla voce: «gasolio», le parole: «euro 302,00» sono
sostituite dalle seguenti: «euro 330,00»;
  c) al punto 16-bis, alla voce: «Carburanti per motori», le  parole:
«Gasolio euro 302,00 per 1.000 litri» sono sostituite dalle seguenti:
«Gasolio euro 330,00 per 1.000 litri».
  23-sexies. Lo stanziamento di cui all'articolo 1, comma 181,  della
legge 24 dicembre 2007, n. 244, e' incrementato di 4.100.000 euro per
l'anno 2010 e di 5.000.000 di euro a decorrere dall'anno 2011.
  23-septies. Lo stanziamento di cui all'articolo 1, comma 182, della
legge 24 dicembre 2007, n. 244, e' incrementato di 340.000  euro  per
l'anno 2010 e di 400.000 euro a decorrere dall'anno 2011.
  23-octies. Lo stanziamento di cui all'articolo 1, comma 183,  della
legge 24 dicembre 2007, n. 244, e' incrementato di 160.000  euro  per
l'anno 2010 e di 200.000 euro a decorrere dall'anno 2011.
  23-novies. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 70,  comma
2, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, come rideterminata
dalla Tabella C della legge 23 dicembre 2009, n. 191, e' incrementata
di 2.000.000 di euro per l'anno 2010 e di 3.400.000 euro a  decorrere
dall'anno 2011.
  23-decies. All'onere derivante  dai  commi  23-sexies,  23-septies,
23-octies e 23-novies, pari a euro 6.600.000 per l'anno 2010 e a euro
9.000.000 a decorrere dall'anno 2011,  si  provvede,  quanto  a  euro
4.600.000 per l'anno 2010 e a euro 5.600.000  a  decorrere  dall'anno
2011,   mediante   utilizzo   delle   maggiori   entrate    derivanti
dall'applicazione della disposizione di cui  al  comma  23-quinquies,
lettera c); quanto  a  euro  2.000.000  per  l'anno  2010  e  a  euro
2.400.000 a decorrere dall'anno 2011, mediante utilizzo dei  risparmi
di spesa derivanti dall'applicazione delle  disposizioni  di  cui  al
comma 23-quinquies, lettere a) e b).  A  tal  fine  le  dotazioni  di
bilancio relative al programma di spesa 1.5  «Regolazioni  contabili,
restituzioni e rimborsi d'imposte»  dello  stato  di  previsione  del
Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2010 sono  ridotte
dei corrispondenti importi. All'onere residuo, pari  a  1.000.000  di
euro annui, si provvede per l'anno 2011 e a decorrere dall'anno  2013
mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui
all'articolo 5, comma 3-ter, del decreto-legge 1o  ottobre  2005,  n.
202, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 novembre 2005,  n.
244,  e   per   l'anno   2012   mediante   corrispondente   riduzione
dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo  10,  comma  5,  del
decreto-legge   29   novembre   2004,   n.   282,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 27 dicembre  2004,  n.  307,  relativa  al
Fondo per interventi strutturali di politica economica.
  23-undecies. L'articolo 1, comma 1, della legge 7 luglio  2009,  n.
88, relativamente alla  direttiva  2008/118/CE,  relativa  al  regime
generale delle accise, di cui all'allegato B della legge medesima, si
interpreta nel senso che il  termine  di  scadenza  della  delega  e'
quello di cui all'articolo 47 della direttiva stessa.
  23-duodecies. All'articolo 12, comma 3, della legge 12 giugno 1990,
n. 146, le parole: «per un triennio» sono sostituite dalle  seguenti:
«per sei anni».
  23-terdecies. Ai membri della Commissione sul diritto  di  sciopero
di cui all'articolo 12 della legge 12 giugno 1990, n. 146, in  carica
alla data di  entrata  in  vigore  della  legge  di  conversione  del
presente decreto, si applica il termine di durata in carica  disposto
ai sensi del comma 23-duodecies del presente articolo con  decorrenza
dalla stessa data.
  23-quaterdecies. Al fine di assicurare la pronta definizione  delle
procedure di riparto delle somme relative al  5  per  mille  inerenti
agli anni finanziari 2006, 2007 e 2008, sono prorogati al  30  aprile
2010:
  a)  il  termine  per  l'integrazione  documentale   delle   domande
regolarmente   presentate   dai   soggetti   interessati   ai   sensi
dell'articolo 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
20 gennaio 2006, dell'articolo  1  del  decreto  del  Presidente  del
Consiglio dei Ministri 16 marzo 2007 e dell'articolo  1  del  decreto
del Presidente del Consiglio dei Ministri 19 marzo 2008,  pubblicati,
rispettivamente, nella Gazzetta Ufficiale n. 22 del 27 gennaio  2006,
n. 127 del 4 giugno 2007 e n. 128 del 3 giugno 2008;
  b) il termine per la presentazione delle dichiarazioni sostitutive,
ai sensi dell'articolo 5, commi 1, 2 e 3, del  decreto  del  Ministro
dell'economia  e  delle  finanze  2  aprile  2009,  pubblicato  nella
Gazzetta Ufficiale n. 88 del 16  aprile  2009,  per  le  associazioni
sportive dilettantistiche riconosciute ai  fini  sportivi  dal  CONI,
individuate dal medesimo decreto del Ministro dell'economia  e  delle
finanze 2 aprile 2009,  come  modificato  dal  decreto  del  Ministro
dell'economia e  delle  finanze  16  aprile  2009,  pubblicato  nella
Gazzetta Ufficiale n. 100 del 2 maggio 2009.
  23-quinquiesdecies.  Fino  al  31  dicembre  2010  si  applica   la
disciplina previgente all'articolo 2, comma 212, lettera  b),  numero
2), della legge 23 dicembre 2009, n. 191, per la parte relativa  alle
controversie in materia di lavoro dinanzi alla Corte  di  cassazione.
Agli oneri derivanti  dall'attuazione  della  presente  disposizione,
valutati in euro  800.000  per  l'anno  2010,  si  provvede  mediante
riduzione delle risorse di cui all'ultima voce dell'Elenco 1  di  cui
all'articolo 2, comma 250, della legge  23  dicembre  2009,  n.  191,
intendendosi corrispondentemente ridotto lo stanziamento da destinare
a favore del Ministero della giustizia.
  23-sexiesdecies. All'articolo 1,  comma  17,  del  decreto-legge  3
ottobre 2006, n. 262, convertito, con modificazioni, dalla  legge  24
novembre 2006, n. 286, sono aggiunte, in fine,  le  seguenti  parole:
«e, fino al 31 dicembre 2011, per le esigenze di  documentazione,  di
studio e di ricerca connesse al completo svolgimento delle  attivita'
indicate nella legge 5 maggio 2009, n. 42, e nella legge 31  dicembre
2009, n. 196».
  23-septiesdecies. All'articolo 2, comma 98, della legge 23 dicembre
2009, n. 191, dopo  le  parole:  «fino  al  31  dicembre  2005»  sono
inserite le seguenti:  «anche  a  seguito  di  accertamenti  in  sede
contenziosa, con contestuale estinzione entro il 31 maggio  2010  dei
relativi procedimenti pendenti».
  23-octiesdecies. Fino al 31 marzo 2010 e' prorogato il termine  per
l'adozione delle occorrenti disposizioni al fine di consentire:
  a) l'integrazione di 8.000.000 di euro a favore del  fondo  per  la
protezione civile, di cui all'articolo 6, comma 1, del  decreto-legge
3 maggio 1991, n. 142, convertito, con modificazioni, dalla  legge  3
luglio  1991,  n.  195,  per  la  tempestiva  adozione  delle  misure
occorrenti a fronteggiare gli stati emergenziali dell'ultimo anno;
  b) la  prosecuzione  della  partecipazione  del  CONI  nonche'  del
Comitato italiano paraolimpico  agli  eventi  previsti  dall'articolo
7-quinquies, comma 1, del  decreto-legge  10  febbraio  2009,  n.  5,
convertito, con modificazioni, dalla legge  9  aprile  2009,  n.  33,
autorizzando   conseguentemente   la   spesa    per    l'anno    2010
rispettivamente di 11.000.000 di euro e di 3.200.000 euro;
  c) il trasferimento al Centro di formazione studi (Formez)  di  cui
al decreto legislativo 30  luglio  1999,  n.  285,  delle  occorrenti
risorse, pari a 1.200.000 euro per l'anno 2010, per  la  prosecuzione
delle relative attivita' di formazione;
  d) fino al 31 dicembre 2011 l'applicazione  delle  disposizioni  di
cui all'articolo 1, comma 213-bis, secondo periodo,  della  legge  23
dicembre 2005, n. 266, anche ai dirigenti dei Servizi  ispettivi  del
Ministero    dell'economia    e    delle    finanze,     autorizzando
conseguentemente la spesa di 70.000 euro per ciascuno degli anni 2010
e 2011;
  e) che fino all'avvio del funzionamento dell'Agenzia nazionale  per
le nuove tecnologie, l'energia e lo  sviluppo  economico  sostenibile
(ENEA), istituita ai sensi dell'articolo 37  della  legge  23  luglio
2009, n. 99, e  comunque  fino  al  31  dicembre  2010,  al  fine  di
garantire  il  controllo  sulla  ordinaria  amministrazione  e  sullo
svolgimento delle attivita' istituzionali, il collegio  dei  revisori
dei conti gia' operante in seno all'Ente  per  le  nuove  tecnologie,
l'energia e l'ambiente  -  ENEA,  soppresso  ai  sensi  del  medesimo
articolo 37, continui a esercitare le sue funzioni fino  alla  nomina
del nuovo organo di controllo dell'Agenzia;
  f)   l'incremento   di   7.200.000    euro    per    l'anno    2010
dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo  70,  comma  2,  del
decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300,  come  determinata  dalla
Tabella C allegata alla legge 23 dicembre 2009, n. 191.
  23-noviesdecies. All'onere  derivante  dal  comma  23-octiesdecies,
pari a 30.670.000 euro per l'anno 2010 e a  70.000  euro  per  l'anno
2011, si provvede, quanto a 30.600.000 euro per l'anno 2010, mediante
riduzione del Fondo di riserva per le autorizzazioni di  spesa  delle
leggi permanenti di natura corrente  e,  quanto  a  70.000  euro  per
ciascuno degli anni 2010 e 2011,  mediante  corrispondente  riduzione
della dotazione del Fondo  per  interventi  strutturali  di  politica
economica di cui all'articolo  10,  comma  5,  del  decreto-legge  29
novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge  27
dicembre 2004, n. 307.
  23-vicies. Alla legge 23 dicembre 2009,  n.  191,  all'articolo  2,
comma 89, la parola: «dodici», ovunque ricorre, e'  sostituita  dalla
seguente: «due». ))
                               Art. 2
           Proroga di termini in materia di comunicazione,
             di riordino di enti e di pubblicita' legale
  1. Al fine di contribuire alle  iniziative  volte  al  mantenimento
della  pace  ed  alla  realizzazione  di  azioni   di   comunicazione
nell'ambito delle NATO'S Strategic Communications in Afghanistan,  e'
autorizzata fino al 31 dicembre 2010 la proroga della convenzione fra
la  Presidenza  del  Consiglio  dei  Ministri  -   Dipartimento   per
l'informazione e l'editoria, la RAI-Radiotelevisione italiana  S.p.A.
e la NewCo RaiInternational, a valere sulle risorse  finanziarie  del
bilancio della Presidenza del Consiglio dei Ministri entro il  limite
massimo di euro 660.000.
  2. Fino alla ratifica del nuovo accordo di collaborazione in  campo
radiotelevisivo tra la Repubblica italiana e  la  Repubblica  di  San
Marino, firmato in data 5 marzo 2008, e  comunque  non  oltre  il  31
dicembre 2010, il Dipartimento per l'informazione e l'editoria  della
Presidenza del Consiglio dei Ministri e' autorizzato  ad  assicurare,
nell'ambito delle risorse finanziarie del bilancio  della  Presidenza
del Consiglio dei  Ministri,  la  prosecuzione  della  fornitura  dei
servizi    previsti    dalla    apposita    convenzione    con     la
RAI-Radiotelevisione Italiana S.p.A., (( nel limite massimo di  spesa
gia' previsto per la convenzione a legislazione vigente. ))
  3. E' autorizzata la spesa di 9,9  milioni  di  euro  per  ciascuno
degli anni 2010 e 2011  per  la  proroga  della  convenzione  tra  il
Ministero dello sviluppo economico  e  il  ((  Centro  di  produzione
S.p.a., ai sensi dell'articolo 1, comma  1,  della  legge  11  luglio
1998,  n.  224.  ))  Al   relativo   onere   si   provvede   mediante
corrispondente riduzione dello stanziamento  del  Fondo  speciale  di
parte corrente iscritto, ai fini del  bilancio  triennale  2010-2012,
nell'ambito del programma « Fondi  di  riserva  e  speciali  »  della
missione « Fondi  da  ripartire  »  dello  stato  di  previsione  del
Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2010,  allo  scopo
parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero dello
sviluppo economico. Il Ministro  dell'economia  e  delle  finanze  e'
autorizzato  ad  apportare,  con  propri   decreti,   le   occorrenti
variazioni di bilancio.
  4. La gestione liquidatoria dell'Ente irriguo  Umbro-toscano  cessa
entro 24 mesi dalla scadenza del termine di cui all'articolo 5, comma
1, del  decreto-legge  22  ottobre  2001,  n.  381,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 21 dicembre 2001,  n.  441,  e  successive
modificazioni, al fine di consentire al commissario ad acta, nominato
con decreto  del  Ministro  delle  politiche  agricole  alimentari  e
forestali in data 20  novembre  2009,  di  garantire  la  continuita'
amministrativa del  servizio  pubblico,  nonche'  la  gestione  e  la
definizione  dei  rapporti  giuridici  pendenti  sino   all'effettivo
trasferimento delle competenze al soggetto costituito  o  individuato
con provvedimento delle  regioni  interessate,  assicurando  adeguata
rappresentanza  delle  competenti  amministrazioni  dello  Stato.  Al
termine della procedura liquidatoria,  il  Commissario  e'  tenuto  a
presentare il rendiconto della gestione accompagnato dalla  relazione
sull'attivita' svolta. (( Dal  differimento  del  termine  ultimo  di
durata della gestione liquidatoria di cui al periodo precedente,  non
dovranno derivare oneri aggiuntivi per la finanza pubblica.
  4-bis. Al  fine  di  assicurare  le  agevolazioni  per  la  piccola
proprieta' contadina, a decorrere dalla data  di  entrata  in  vigore
della legge di conversione del presente decreto e fino al 31 dicembre
2010, gli atti  di  trasferimento  a  titolo  oneroso  di  terreni  e
relative  pertinenze,  qualificati  agricoli  in  base  a   strumenti
urbanistici vigenti, posti in essere a favore di coltivatori  diretti
ed  imprenditori  agricoli  professionali,  iscritti  nella  relativa
gestione  previdenziale  ed  assistenziale,  nonche'  le   operazioni
fondiarie operate attraverso l'Istituto di  servizi  per  il  mercato
agricolo alimentare (ISMEA), sono soggetti alle imposte  di  registro
ed ipotecaria nella  misura  fissa  ed  all'imposta  catastale  nella
misura  dell'1  per  cento.  Gli  onorari  dei  notai  per  gli  atti
suindicati sono ridotti alla  meta'.  I  predetti  soggetti  decadono
dalle agevolazioni se, prima che siano trascorsi  cinque  anni  dalla
stipula degli atti, alienano volontariamente i terreni ovvero cessano
di coltivarli  o  di  condurli  direttamente.  Sono  fatte  salve  le
disposizioni di cui  all'articolo  11,  commi  2  e  3,  del  decreto
legislativo 18 maggio  2001,  n.  228,  nonche'  all'articolo  2  del
decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99, e successive modificazioni.
All'onere derivante dall'attuazione del presente  comma,  pari  a  40
milioni di euro per l'anno 2010, si provvede mediante utilizzo  delle
residue   disponibilita'   del   fondo   per   lo   sviluppo    della
meccanizzazione in agricoltura, di cui all'articolo 12 della legge 27
ottobre 1966, n. 910, che a tale fine sono  versate  all'entrata  del
bilancio dello Stato. ))
  5. All'articolo 32, comma 5, della legge 18 giugno 2009, n. 69,  le
parole: « 1° gennaio 2010 » sono sostituite dalle seguenti: «  ((  1°
gennaio 2011 )) ».
  6. Il termine del 31 marzo 2010 di cui all'articolo 3, comma 3-bis,
del  decreto-legge  3  novembre  2008,  n.   171,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 30 dicembre 2008, n. 205, e' prorogato  al
31 dicembre 2010.
  7. All'onere derivante dalla disposizione di cui al comma 6, pari a
204.000 euro per l'anno 2010,  si  provvede  mediante  corrispondente
riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo  5,  comma
3-ter, del decreto-legge 1° ottobre 2005,  n.  202,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 30 novembre 2005,  n.  244,  e  successive
modificazioni.
  (( 7-bis. All'articolo 74 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.  133,  e
successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
  a) al comma 1, alinea, le parole: « ivi inclusa la  Presidenza  del
Consiglio dei Ministri, » sono soppresse;
  b) al comma 4, il terzo periodo e' sostituito dal  seguente:  «  In
considerazione delle  esigenze  generali  di  compatibilita'  nonche'
degli assetti istituzionali, la Presidenza del Consiglio dei Ministri
assicura  il  conseguimento  delle  economie,  corrispondenti  a  una
riduzione degli organici dirigenziali  pari  al  7  per  cento  della
dotazione di livello dirigenziale generale  e  al  15  per  cento  di
quella di livello  non  generale,  con  l'adozione  di  provvedimenti
specifici del Presidente del Consiglio  dei  Ministri  ai  sensi  del
decreto  legislativo  30  luglio   1999,   n.   303,   e   successive
modificazioni, che tengono comunque conto dei criteri e dei  principi
di cui al presente articolo ».
  7-ter. All'onere conseguente al  minor  risparmio  derivante  dalle
disposizioni di cui al comma 7-bis,  quantificato  in  2  milioni  di
euro, si provvede mediante soppressione dell'autorizzazione di spesa,
di pari importo, di cui all'articolo 1, comma  724,  della  legge  27
dicembre 2006, n. 296, e all'articolo 26, comma 6, del  decreto-legge
25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge  6
agosto 2008, n. 133.))
  8. All'articolo 5, comma 1, del decreto-legge 30 dicembre 2008,  n.
207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009,  n.
14, le parole: «31 dicembre 2009» sono sostituite dalle seguenti: «31
dicembre 2010».
  (( 8-bis. In considerazione di  quanto  previsto  al  comma  8,  le
amministrazioni indicate nell'articolo 74, comma 1, del decreto-legge
25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge  6
agosto 2008, n. 133,  e  successive  modificazioni,  all'esito  della
riduzione degli assetti organizzativi prevista dal predetto  articolo
74, provvedono, anche con le  modalita'  indicate  nell'articolo  41,
comma 10, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con
modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14:
  a) ad apportare, entro il 30 giugno  2010,  un'ulteriore  riduzione
degli uffici dirigenziali di livello non generale, e  delle  relative
dotazioni organiche, in misura non  inferiore  al  10  per  cento  di
quelli risultanti a seguito dell'applicazione del  predetto  articolo
74;
  b) alla rideterminazione delle dotazioni  organiche  del  personale
non dirigenziale, ad esclusione di  quelle  degli  enti  di  ricerca,
apportando una ulteriore riduzione non  inferiore  al  10  per  cento
della spesa complessiva relativa al numero dei posti di  organico  di
tale personale risultante a seguito  dell'applicazione  del  predetto
articolo 74.
  8-ter. Per la Presidenza del Consiglio dei Ministri si provvede con
le modalita' indicate al citato articolo 74, comma 4, terzo  periodo,
del decreto-legge n. 112 del 2008.
  8-quater. Alle amministrazioni che non abbiano adempiuto  a  quanto
previsto dal comma 8-bis entro il 30 giugno 2010  e'  fatto  comunque
divieto, a decorrere dalla predetta data, di procedere ad  assunzioni
di personale a qualsiasi titolo e con qualsiasi contratto; continuano
ad essere esclusi dal predetto divieto  gli  incarichi  conferiti  ai
sensi dell'articolo 19, commi 5-bis e 6, del decreto  legislativo  30
marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni.  Fino  all'emanazione
dei provvedimenti di cui al comma 8-bis le dotazioni  organiche  sono
provvisoriamente individuate in misura pari  ai  posti  coperti  alla
data di entrata in vigore della legge  di  conversione  del  presente
decreto; sono fatte salve le procedure  concorsuali  e  di  mobilita'
nonche' di conferimento di incarichi ai sensi dell'articolo 19, commi
5-bis e 6, del decreto legislativo  n.  165  del  2001  avviate  alla
predetta data.
  8-quinquies. Restano esclusi dall'applicazione dei commi da 8-bis a
8-quater le amministrazioni che abbiano subito  una  riduzione  delle
risorse ai sensi dell'articolo 17,  comma  4,  del  decreto-legge  1°
luglio 2009, n. 78, convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  3
agosto 2009, n. 102, e del comma  6  del  medesimo  articolo  17,  il
personale amministrativo operante presso gli  Uffici  giudiziari,  il
Dipartimento della protezione  civile,  le  Autorita'  di  bacino  di
rilievo  nazionale,  il  Corpo   della   polizia   penitenziaria,   i
magistrati, l'Agenzia italiana del  farmaco,  nei  limiti  consentiti
dalla normativa vigente, nonche' le strutture del comparto sicurezza,
delle Forze armate, del Corpo  nazionale  dei  vigili  del  fuoco,  e
quelle del personale indicato nell'articolo 3, comma  1,  del  citato
decreto legislativo n. 165 del 2001.  Restano  altresi'  escluse  dal
divieto di cui al comma 8-quater e di cui all'articolo 17,  comma  7,
del  decreto-legge  1o  luglio   2009,   n.   78,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, le  assunzioni  del
personale  dirigenziale  reclutato  attraverso  il   corso   concorso
selettivo di formazione bandito dalla Scuola superiore della pubblica
amministrazione, con decreto direttoriale del 12  dicembre  2005,  n.
269, ai sensi del decreto  legislativo  30  marzo  2001,  n.  165,  e
successive  modificazioni,   da   effettuare   in   via   prioritaria
nell'ambito delle ordinarie procedure assunzionali.  Le  disposizioni
di cui ai commi 8-bis e 8-quater si  applicano,  comunque,  anche  ai
Ministeri.
  8-sexies. Restano ferme  le  vigenti  disposizioni  in  materia  di
limitazione delle assunzioni.
  8-septies. Sono abrogati i commi 3, 5, 7, 8, primo e terzo periodo,
e 9 dell'articolo 17 del decreto-legge n. 78  del  2009,  convertito,
con modificazioni, dalla legge n. 102 del 2009. A  decorrere  dal  1°
gennaio 2010 le dotazioni di bilancio rese indisponibili ai sensi del
citato articolo 17, comma 4, del decreto-legge n. 78 del  2009,  sono
ridotte definitivamente.
  8-octies. All'articolo 42-bis,  comma  2,  penultimo  periodo,  del
decreto-legge   30   dicembre   2008,   n.   207,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14,  le  parole:  «31
marzo 2009» sono sostituite dalle seguenti: «31 maggio 2010».
  8-novies. Per le sole violazioni commesse dal 10  marzo  2009  alla
data di entrata in vigore della legge  di  conversione  del  presente
decreto continuano ad applicarsi le norme di cui all'articolo  42-bis
del  decreto-legge  30  dicembre  2008,  n.  207,   convertito,   con
modificazioni,  dalla  legge  27  febbraio  2009,  n.  14;  per  tali
violazioni le scadenze fissate dal comma 2 del citato articolo 42-bis
al 30 settembre e al 31 marzo 2009 sono prorogate rispettivamente  al
30 settembre e al 10 marzo 2010.
  8-decies. All'articolo 12, comma 2, della legge 12 giugno 1990,  n.
146, dopo le parole: «delle amministrazioni pubbliche» sono  aggiunte
le seguenti: «o di altri organismi di diritto pubblico». ))
                               Art. 3
    Proroga di termini in materia di amministrazione dell'interno
  (( 1. Al comma 1 dell'articolo 7 del decreto-legge 27 luglio  2005,
n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n.
155, le parole: «fino al 31  dicembre  2009»  sono  sostituite  dalle
seguenti: «fino al 31 dicembre 2010».
  1-bis. Fino al 30 aprile 2010 e' autorizzato, ai sensi della  legge
24 aprile 1941, n. 392, il trasferimento di euro 3.500.000 al fine di
consentire, nel contesto di cui all'articolo 14 del decreto-legge  25
giugno 2008, n. 112, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  6
agosto  2008,  n.   133,   la   prosecuzione   delle   attivita'   di
infrastrutturazione informatica occorrenti per le connesse  attivita'
degli uffici giudiziari e della sicurezza. Al relativo onere, pari  a
3.500.000 euro per l'anno 2010, si provvede  mediante  riduzione  del
Fondo  di  riserva  per  le  autorizzazioni  di  spesa  delle   leggi
permanenti di natura corrente. ))
  2. All'articolo 4, comma 1, primo  periodo,  del  decreto-legge  27
gennaio 2009, n. 3, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  25
marzo 2009, n. 26, dopo le parole: «nell'anno 2009» sono inserite  le
seguenti: «e 2010».
  3. All'articolo 3, secondo comma, del testo unico  delle  leggi  di
pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18  giugno  1931,  n.
773, le parole: «a partire dal 1° gennaio 2010» sono sostituite dalle
seguenti: «a partire dal 1° gennaio 2011».
  4. (( (Soppressa). ))
  5. E' prorogato sino al completamento degli interventi  e  comunque
sino al 31 dicembre 2011 il termine,  fissato  al  31  dicembre  2009
dall'articolo 6-bis del  decreto-legge  28  dicembre  2006,  n.  300,
convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2007,  n.  17,
per il mantenimento delle risorse finanziarie rese disponibili  dalle
leggi 11 giugno 2004, nn. 146, 147 e  148,  per  l'istituzione  degli
uffici  periferici  dello  Stato  ed  assegnate   alle   contabilita'
speciali, intestate ai commissari delle province  di  Monza  e  della
Brianza, di Fermo e di Barletta-Andria-Trani e trasferite ai prefetti
incaricati di  completare  gli  interventi  relativi  all'istituzione
degli uffici periferici dello Stato nelle stesse province.
  6. All'articolo 23, comma 4, secondo periodo, del decreto-legge  1°
luglio 2009, n. 78, convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  3
agosto 2009, n. 102, le parole: «31 dicembre  2009»  sono  sostituite
dalle seguenti: «31 dicembre 2010».
  7. Al comma 4-bis dell'articolo 1  del  decreto-legge  28  dicembre
2006, n. 300, convertito, con modificazioni, dalla legge 26  febbraio
2007, n. 17, le parole: «si applicano alle  promozioni  da  conferire
con decorrenza successiva al 31 dicembre 2010» sono sostituite  dalle
seguenti: «si applicano alle promozioni da conferire  con  decorrenza
successiva al 31 dicembre 2012».
  8. Il termine di cui all'articolo 1, comma 2, terzo periodo,  della
legge 3 giugno 1999, n. 157, per la presentazione della richiesta dei
rimborsi  delle  spese  per  le  consultazioni  elettorali   svoltesi
nell'anno 2008 e' differito al trentesimo giorno successivo alla data
di entrata in vigore del presente decreto; conseguentemente le  quote
di rimborso relative all'anno 2008 maturate a seguito della richiesta
presentata in applicazione del presente  comma  sono  corrisposte  in
un'unica soluzione entro quarantacinque giorni dalla data di scadenza
del predetto termine e l'erogazione delle successive quote  ha  luogo
alle scadenze previste dall'articolo 1, comma 6, della legge 3 giugno
1999, n. 157, e successive modificazioni.
  (( 8-bis. All'articolo 3 del testo unico delle  leggi  di  pubblica
sicurezza, di cui  al  regio  decreto  18  giugno  1931,  n.  773,  e
successive modificazioni,  dopo  il  secondo  comma  e'  inserito  il
seguente: «La carta d'identita' puo' altresi' contenere l'indicazione
del consenso ovvero del diniego della  persona  cui  si  riferisce  a
donare i propri organi in caso di morte». ))
                               Art. 4
             Proroga di termini in materia di personale
                   delle Forze armate e di polizia
  (( 1. All'articolo 35, comma 1, del decreto legislativo  12  maggio
1995, n. 196, la parola: «quindici»  e'  sostituita  dalla  seguente:
«venti».
  1-bis. All'articolo 10, comma 1, del decreto legislativo 12  maggio
1995, n. 196, e successive modificazioni, le parole: «Fermi  restando
i concorsi gia' banditi alla data del 1° marzo 2001,» sono sostituite
dalle  seguenti:  «Al  termine  del   regime   transitorio   di   cui
all'articolo 35, comma 1,». ))
  2. All'articolo 4, comma 9, del decreto-legge 3 giugno 2008, n. 97,
convertito, con modificazioni, dalla legge 2 agosto 2008, n. 129,  le
parole: «2010-2011» sono sostituite dalle seguenti: «2011-2012».
  3. Al decreto legislativo 5 ottobre 2000, n. 298, sono apportate le
seguenti modificazioni:
  a) all'articolo 19, comma 1, le parole: «dal 2010 » sono sostituite
dalle seguenti: «dal 2012»;
  b) all'articolo 35, comma 2, le parole: «fino all'anno 2009» e «dal
2010»  sono  sostituite,  rispettivamente,  dalle   seguenti:   «fino
all'anno 2011» e «dal 2012»;
  c) all'articolo 26, comma 1, le parole: «al 2009»  sono  sostituite
dalle seguenti: «al 2011».
  4. Il termine del 31 dicembre 2009, di cui all'articolo  6-bis  del
decreto-legge 23 febbraio 2009, n. 11, convertito, con modificazioni,
dalla legge 23 aprile 2009, n. 38, e' prorogato al 31  gennaio  2010.
Le immissioni in servizio permanente ivi  previste  sono  effettuate,
nell'anno 2010, nel  limite  del  contingente  di  personale  di  cui
all'articolo 3, comma 102, della legge 24 dicembre 2007,  n.  244,  e
successive modificazioni, ferma restando l'applicazione dell'articolo
3, comma 93, della stessa legge n.  244  del  2007,  con  progressivo
riassorbimento delle posizioni soprannumerarie.
  5. L'applicazione degli articoli 16, comma 2, e 18,  comma  2,  del
decreto legislativo 5 ottobre  2000,  n.  298,  e'  differita  al  31
dicembre 2012 a partire dalle aliquote di valutazione formate  al  31
ottobre  2009.  Conseguentemente,  nel  citato  periodo   i   tenenti
colonnelli del ruolo normale dell'Arma dei  carabinieri  da  valutare
per  l'avanzamento  al  grado  superiore  sono  inclusi  in  un'unica
aliquota di valutazione. Fermi restando i  volumi  organici  previsti
per il grado di colonnello del ruolo normale e il numero  massimo  di
promozioni annuali, la determinazione dell'aliquota, il numero  delle
promozioni e la previsione relativa agli  obblighi  di  comando  sono
annualmente determinati con il decreto di cui all'articolo 31,  comma
14, del decreto legislativo n. 298 del 2000, prevedendo  comunque  un
numero di promozioni non superiore a cinque per gli ufficiali  aventi
almeno tredici anni di anzianita' nel grado, nonche',  per  gli  anni
2010 e 2011, un numero di promozioni pari a dodici per gli  ufficiali
gia' valutati due e tre volte l'anno precedente e giudicati idonei  e
non iscritti in quadro.
  6. Dall'applicazione dei commi 3 e 5 non devono  derivare  maggiori
oneri a carico del bilancio dello Stato. (( A tal fine le  immissioni
di cui al comma 3, lettera b), devono avvenire nell'ambito dei  posti
in organico per i quali l'Amministrazione competente  e'  gia'  stata
autorizzata a effettuare le promozioni. ))
  7. Il termine per procedere alle assunzioni di  personale  a  tempo
indeterminato di cui all'articolo 61, comma 22, del decreto-legge  25
giugno 2008, n. 112, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  6
agosto 2008, n. 133, e' prorogato al 31 maggio 2010.
                               Art. 5
           Proroga di termini in materia di infrastrutture
                             e trasporti
  1. All'articolo 29, comma 1, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n.
207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009,  n.
14, le parole: «31 dicembre 2009» sono sostituite dalle seguenti: «31
dicembre 2010».
  2. All'articolo 2, comma 2, del decreto-legge  3  agosto  2007,  n.
117, convertito, con modificazioni, dalla legge 2  ottobre  2007,  n.
160, e successive modificazioni, le parole: «1°  gennaio  2010»  sono
sostituite dalle seguenti: «1° gennaio 2011».
  3. All'articolo 7-bis, comma 1, del decreto-legge 10 febbraio 2009,
n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9  aprile  2009,  n.
33, e successive modificazioni, le parole: «fino al 31 dicembre 2009»
sono sostituite dalle seguenti: «fino al 31 marzo 2010».
  4.  All'articolo  29,  comma  1-quinquiesdecies,  lettera  a),  del
decreto  legge  30   dicembre   2008,   n.   207,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14,  le  parole:  «31
dicembre 2009» sono sostituite dalle seguenti: « (( 30 aprile 2010 ))
».
  5. Al comma 1 dell'articolo 26 del decreto-legge 30 dicembre  2008,
n. 207, convertito, con modificazioni dalla legge 27  febbraio  2009,
n. 14, e successive modificazioni, le parole: «Entro  il  termine  di
cui al primo periodo» sono sostituite dalle seguenti:  «Entro  il  31
dicembre 2010».
  6. All'articolo 21-bis, comma  1,  del  decreto-legge  31  dicembre
2007, n. 248, convertito, con modificazioni, dalla legge 28  febbraio
2008, n. 31, e successive modificazioni, sono apportate  le  seguenti
modificazioni:
    a) le parole: «31 dicembre 2009» sono sostituite dalle  seguenti:
«31 dicembre 2010»;
    b) e' aggiunto, in fine, il  seguente  periodo:  «L'aggiornamento
della  misura  dei  diritti  decade  qualora  i   concessionari   non
presentino completa istanza di stipula  del  contratto  di  programma
entro il medesimo termine del 31 dicembre 2010.».
  7. All'articolo 3, comma 1, del decreto-legge 29 novembre 2008,  n.
185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio  2009,  n.
2, le parole: «31 dicembre 2009» sono sostituite dalle seguenti:  «31
dicembre 2010»; conseguentemente, al medesimo comma, dopo le  parole:
«meccanismi automatici,» sono inserite le seguenti:  «con  esclusione
della regolazione tariffaria  dei  servizi  aeroportuali  offerti  in
regime di esclusiva, nonche' dei  servizi  di  trasporto  ferroviario
sottoposti a regime di obbligo di servizio pubblico, (( nonche' delle
tariffe postali agevolate,».
  7-bis. All'articolo 1, comma 1, del decreto-legge 20 ottobre  2008,
n. 158, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 dicembre  2008,
n. 199, in materia di finita locazione di immobili ad uso  abitativo,
le parole: «al 31 dicembre 2009» sono sostituite dalle seguenti:  «al
31 dicembre 2010». Alle minori entrate derivanti dall'attuazione  del
presente comma, valutate in 5,78 milioni di euro per l'anno 2011,  si
provvede mediante  corrispondente  riduzione  dell'autorizzazione  di
spesa di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29  novembre
2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27  dicembre
2004, n.  307,  relativa  al  Fondo  per  interventi  strutturali  di
politica economica.
  7-ter. All'articolo 9 del decreto legislativo 21 novembre 2005,  n.
285, sono apportate le seguenti modificazioni:
  a) al comma 1, le parole: «31 dicembre 2010» sono sostituite  dalle
seguenti: «31 dicembre 2013»;
  b) al comma 2, le parole: «31 dicembre 2010» sono sostituite  dalle
seguenti: «31 dicembre 2013» e le  parole:  «1°  gennaio  2011»  sono
sostituite dalle seguenti: «1° gennaio 2014»;
  c) al comma 4, le parole: «31 dicembre 2010» sono sostituite  dalle
seguenti: «31 dicembre 2013»;
  d) al comma 5, le parole: «1° gennaio 2011» sono  sostituite  dalle
seguenti: «1° gennaio 2014».
  7-quater. La durata in carica del commissario delegato  di  cui  al
comma 3 dell'articolo 22-sexies del decreto-legge 31  dicembre  2007,
n. 248, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio  2008,
n. 31, e' prorogata al 31 dicembre 2010. Al relativo  onere,  pari  a
140.000 euro per l'anno 2010,  si  provvede  mediante  corrispondente
riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo  1,  comma
983, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
  7-quinquies. Il Governo provvede ad adeguare il termine di sessanta
mesi, disposto dall'articolo 5, comma 2, del regolamento  di  cui  al
decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti  28  aprile
2005, n. 161, e successive modificazioni, in materia di requisiti  di
accesso alla professione di autotrasportatore per  i  veicoli  al  di
sotto di 3,5 tonnellate, fissandolo alla data del 4 dicembre 2011,  a
decorrere  dalla  quale  si  applicano  le  disposizioni  di  cui  al
regolamento (CE) n. 1071/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio,
del 21 ottobre 2009.
  7-sexies. Il Governo provvede ad adeguare la durata del periodo  di
cui all'articolo 3, comma 2, del regolamento di cui  al  decreto  del
Presidente della Repubblica 31 marzo  2009,  n.  55,  in  materia  di
personale marittimo, disponendo che lo stesso periodo  abbia  termine
alla data di entrata  in  vigore  del  decreto  di  cui  all'articolo
292-bis del codice della navigazione  e  comunque  non  oltre  il  31
dicembre 2010.
  7-septies.  Per  l'anno  2010,  il  termine  di  cui  al  comma   5
dell'articolo  55  della  legge  17  maggio  1999,  n.  144,  per  il
versamento  dei  premi  assicurativi  da  parte  delle   imprese   di
autotrasporto di merci in conto terzi, e' differito al 16 aprile.
  7-octies. Fino al 30 settembre 2010, sono adottati i  provvedimenti
attuativi per consentire che le risorse di cui al regolamento di  cui
al decreto del Presidente della Repubblica 11 aprile  2006,  n.  205,
possano  essere  destinate  anche  ad  interventi  di  sostegno   del
trasporto combinato e trasbordato su ferro e degli investimenti delle
imprese di  autotrasporto  di  merci,  finalizzati  al  miglioramento
dell'impatto ambientale ed allo sviluppo della logistica.
  7-novies. Per il completamento degli interventi di cui all'articolo
2, comma 11, della legge 24  dicembre  2003,  n.  350,  e  successive
modificazioni, in materia di sicurezza  degli  impianti  e  sicurezza
operativa dell'ENAV, la disponibilita'  complessiva,  gia'  stabilita
nella misura di 30 milioni di euro, e' estesa al 31 dicembre 2010 per
la parte rimanente di 2,6 milioni.
  7-decies. Agli oneri di cui al comma 7-novies si provvede  mediante
corrispondente riduzione  dell'autorizzazione  di  spesa  di  cui  al
decreto legislativo 25 luglio 1997, n. 250,  come  determinata  dalla
Tabella C allegata alla legge 23 dicembre 2009, n. 191.
  7-undecies. Al fine di fronteggiare la crisi di competitivita'  dei
porti nazionali,  con  riguardo  anche  all'attivita'  prevalente  di
transhipment, le disposizioni relative all'adeguamento delle tasse  e
dei diritti marittimi di cui all'articolo 1, comma 989,  lettera  c),
della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive  modificazioni,  e
di cui all'articolo 4, commi 1 e 2, del regolamento di cui al decreto
del Presidente della Repubblica 28 maggio 2009, n. 107, si  applicano
con decorrenza dal 1° gennaio 2012.
  7-duodecies.  Nel  rispetto  delle  finalita'  di  cui   al   comma
7-undecies, in via sperimentale, per gli anni 2010 e 2011, nelle more
della piena attuazione  dell'autonomia  finanziaria  delle  Autorita'
portuali ai sensi dell'articolo 1, comma 982, della legge 27 dicembre
2006,  n.  296,  alle  Autorita'  portuali  e'  altresi'  consentito,
nell'ambito  della  loro  autonomia  di  bilancio  e   nel   rispetto
dell'equilibrio di bilancio, stabilire variazioni in aumento fino  ad
un  tetto  massimo  pari  al  doppio  della  misura  delle  tasse  di
ancoraggio e portuale cosi' come adeguate ai sensi del regolamento di
cui al decreto del Presidente della Repubblica  28  maggio  2009,  n.
107, nonche' in diminuzione fino all'azzeramento delle singole  tasse
medesime.
  7-terdecies. A copertura delle eventuali minori  entrate  derivanti
dall'applicazione  dei  commi  7-undecies  e  7-duodecies,   ciascuna
Autorita' portuale opera una  corrispondente  riduzione  delle  spese
correnti ovvero, nell'ambito della  propria  autonomia  impositiva  e
tariffaria, un corrispondente aumento delle entrate, dandone adeguata
illustrazione nelle relazioni al bilancio di previsione  e  al  conto
consuntivo. In ogni caso, dall'applicazione  delle  disposizioni  dei
commi 7-undecies e  7-duodecies  e  del  presente  comma  non  devono
derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. ))
                               Art. 6
               Proroga di termini in materia sanitaria
  1. All'articolo 1, comma 2, secondo periodo, della legge  3  agosto
2007, n. 120, le parole: «Fino al 31 gennaio  2010»  sono  sostituite
dalle seguenti: «Fino al 31 gennaio 2011».
  2. Il termine per procedere alle assunzioni di  personale,  secondo
le modalita' di cui all'articolo 1, commi 523 e 527, della  legge  27
dicembre 2006, n. 296, previsto dall'articolo  1,  comma  8,  secondo
periodo, della legge 13 novembre 2009, n. 172,  e'  prorogato  al  31
dicembre 2010.
  3. All'articolo 24, (( comma 1, )) del decreto legislativo 6 aprile
2006, n. 193, e successive modificazioni,  le  parole:  «31  dicembre
2009» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2011».
  4. All'articolo 54, comma 3-bis, del decreto legislativo 24  aprile
2006, n. 219, e successive modificazioni, le parole: «dal 1°  gennaio
2010» sono sostituite dalle seguenti: «dal 1º gennaio 2012».
  5. La disposizione di cui all'articolo 9, comma 1,  primo  periodo,
del  decreto-legge  31  dicembre  2007,  n.  248,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 28 febbraio  2008,  n.  31,  e  successive
modificazioni, e' prorogata fino al 31 dicembre 2010.
  6. La disposizione di cui all'articolo 64  della  legge  23  luglio
2009, n. 99, conseguentemente a quanto disposto al  comma  5  ((  del
presente articolo, )) e' prorogata fino al 31 dicembre 2010.
  7.  Il  termine  per  lo  svolgimento  delle   attivita'   di   cui
all'articolo 92, comma 7, della legge 23 dicembre 2000,  n.  388,  e'
prorogato al 31 dicembre 2010.
  8. Per lo  svolgimento  delle  attivita'  di  cui  al  comma  7  e'
autorizzato  il  finanziamento  di  8  milioni  di  euro   a   favore
dell'Istituto superiore di sanita', per l'anno 2010.
  9. Agli oneri di cui al comma  8  si  provvede  mediante  riduzione
dell'autorizzazione  di  spesa  ((  del  Fondo  di  riserva  per   le
autorizzazioni di spesa delle leggi permanenti di natura corrente, ))
come determinata dalla tabella  C  allegata  alla  legge  finanziaria
2010.
  (( 9-bis. E' consentita, fino al 30 giugno 2010,  la  presentazione
del curriculum professionale di cui all'articolo 2, comma 4,  lettera
c), del decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale 12
marzo 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficialen. 110 del  12  maggio
2008. A tali fini, l'articolo 1, comma 20, della  legge  24  dicembre
2007, n. 247, si interpreta nel  senso  che  gli  atti  di  indirizzo
ministeriale  ivi   richiamati   si   intendono   quelli   attestanti
l'esposizione all'amianto protratta fino al 1992, limitatamente  alle
mansioni e ai reparti  ed  aree  produttive  specificamente  indicati
negli atti medesimi.
  9-ter. All'articolo  3,  comma  2,  secondo  periodo,  del  decreto
legislativo 9 aprile 2008, n.  81,  e  successive  modificazioni,  in
materia di tutela della  salute  e  della  sicurezza  nei  luoghi  di
lavoro, le parole: «entro ventiquattro mesi»  sono  sostituite  dalle
seguenti: «entro trentasei mesi».
  9-quater. Dopo il comma 1 dell'articolo 8 della  legge  5  febbraio
1992, n. 175, e' inserito il seguente: «1-bis. Fino al  coordinamento
legislativo  delle  norme  vigenti  in  materia  di  esercizio  della
professione di odontoiatra, la sanzione di cui  al  comma  1  non  si
applica ai medici che abbiano consentito ai laureati  in  medicina  e
chirurgia, in possesso dell'abilitazione all'esercizio professionale,
l'esercizio dell'odontoiatria anche prima  della  formale  iscrizione
all'albo degli odontoiatri».
  9-quinquies.  In  attesa  del   coordinamento   legislativo   delle
disposizioni gia' vigenti in materia, fino al 31  dicembre  2010,  al
candidato al trapianto e al potenziale donatore di cui alla legge  26
giugno 1967, n. 458, che hanno un rapporto  di  lavoro  dipendente  o
parasubordinato si applicano le disposizioni di  cui  all'articolo  5
della legge 6 marzo 2001,  n.  52,  con  le  modalita'  previste  dal
regolamento di cui alla medesima legge 26 giugno  1967,  n.  458.  Ai
maggiori oneri derivanti dall'attuazione del presente comma,  pari  a
10  milioni  di  euro  per  l'anno   2010,   si   provvede   mediante
corrispondente riduzione del Fondo di riserva per  le  autorizzazioni
di spesa delle leggi permanenti di natura  corrente,  iscritto  nello
stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, come
determinato dalla Tabella C allegata alla legge 23 dicembre 2009,  n.
191. ))
                               Art. 7
             Proroga di termini in materia di istruzione
  1.  Il  termine  di  cui  all'articolo   4-bis,   comma   18,   del
decreto-legge 3 giugno 2008, n. 97,  convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 2 agosto 2008, n. 129, e' prorogato fino al completamento
delle  procedure  occorrenti  a  rendere   effettivamente   operativa
l'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e  della
ricerca (ANVUR) e, comunque, non oltre il 30 giugno 2010, senza nuovi
o maggiori oneri per la finanza pubblica.
  2. All'articolo 1, comma 5, del decreto-legge 10 novembre 2008,  n.
180, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 gennaio 2009, n. 1,
le parole: "31 dicembre 2009" sono  sostituite  dalle  seguenti:  "31
dicembre 2010".
  3. All'articolo 37, comma 2-quater, del decreto-legge  30  dicembre
2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27  febbraio
2009, n. 14, le parole: "31  dicembre  2009"  sono  sostituite  dalle
seguenti: "31 dicembre 2010".
  4.  Il  Consiglio  nazionale  per  l'alta  formazione  artistica  e
musicale (CNAM) di cui all'articolo 3 della legge 21  dicembre  1999,
n. 508, e'  prorogato  nella  composizione  esistente  alla  data  di
entrata in vigore del presente decreto fino al (( 31  dicembre  2010.
))
  (( 4-bis. Al fine di completare l'istituzione delle attivita' negli
istituti ad ordinamento speciale, di  cui  ai  decreti  del  Ministro
dell'istruzione, dell'universita' e  della  ricerca  8  luglio  2005,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 178  del  2  agosto  2005,  18
novembre 2005, pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale  n.  279  del  30
novembre  2005,  e  18  novembre  2005,  pubblicato  nella   Gazzetta
Ufficiale n. 280 del 1° dicembre 2005, a detti istituti, fino  al  31
dicembre 2011, non si applica quanto previsto dall'articolo 66, comma
13, del  decreto-legge  25  giugno  2008,  n.  112,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge  6  agosto  2008,  n.  133,  e  successive
modificazioni, fermo restando in ogni caso il rispetto  dei  risparmi
di spesa ivi  indicati  con  riferimento  all'articolo  5,  comma  1,
lettera a), della legge 24 dicembre 1993, n. 537.
  4-ter. Le disposizioni contenute nell'articolo 1, commi 2, 3  e  4,
del  decreto-legge  25  settembre  2009,  n.  134,  convertito,   con
modificazioni, dalla legge 24 novembre 2009, n. 167,  restano  valide
con riferimento all'anno scolastico 2010-2011.
  4-quater. In attesa  della  costituzione  degli  organi  collegiali
territoriali della scuola, ai sensi del decreto legislativo 30 giugno
1999, n. 233, e  successive  modificazioni,  il  Consiglio  nazionale
della pubblica istruzione e' prorogato, nella composizione  esistente
alla data di entrata in vigore del presente decreto, fino  alla  data
del 31 dicembre 2010. ))
  (( 5. Al fine di  assicurare  la  continuita'  nell'erogazione  dei
servizi di assistenza culturale e  di  ospitalita'  per  il  pubblico
istituiti presso gli istituti ed i  luoghi  della  cultura  ai  sensi
dell'articolo 117 del (( codice dei beni culturali e del paesaggio di
cui al )) decreto legislativo 22 gennaio 2004, n.  42,  e  successive
modificazioni,  e  di  consentire  il  completamento  della  relativa
attivita' istruttoria e progettuale avviata dal Ministero per i  beni
e le attivita' culturali, i rapporti comunque  in  atto  relativi  ai
medesimi servizi restano efficaci fino alla  loro  naturale  scadenza
ovvero, se scaduti, fino all'aggiudicazione delle  gare  da  bandirsi
entro il 30 giugno 2010.
  5-bis.  Il  termine  di  cui  all'articolo  3-bis,  comma  2,   del
decreto-legge   28   dicembre   2006,   n.   300,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2007,  n.  17,  relativo  agli
interventi a favore del comune di Pietrelcina, e' prorogato  per  gli
anni 2010 e 2011 nei limiti di 500.000 euro annui. Al relativo onere,
pari a 500.000 euro annui per ciascuno degli anni  2010  e  2011,  si
provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo di  riserva  per
le autorizzazioni di spesa delle leggi permanenti di natura corrente.
  5-ter. All'articolo 2 della legge 23  dicembre  2009,  n.  191,  al
comma 239, le parole: "entro trenta giorni dalla data di  entrata  in
vigore della presente legge" sono sostituite dalle  seguenti:  "entro
la data del 30 giugno 2010".
  5-quater. Il finanziamento di cui al comma 4 dell'articolo  15  del
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri  25  gennaio  2008,
pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale  n.  86  dell'11  aprile  2008,
previsto per il triennio 2007-2009, e' prorogato fino al 31  dicembre
2010 nel limite di spesa di 10 milioni euro.  Nelle  regioni  in  cui
sono state costituite fondazioni ai sensi del decreto del  Presidente
del Consiglio dei Ministri 25 gennaio 2008, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale  n.  86  dell'11  aprile  2008,  ed   hanno   ottenuto   il
riconoscimento dal Ministero dell'interno, e' assegnato  il  relativo
finanziamento. Gli  istituti  tecnici  superiori  hanno  personalita'
giuridica ed  autonomia  amministrativa  ed  accorpano  gli  istituti
tecnici e professionali che ne fanno parte e che  siano  capofila  di
poli formativi. Alla copertura degli oneri recati dall'attuazione del
presente comma, pari a  10  milioni  di  euro  per  l'anno  2010,  si
provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo di  riserva  per
le autorizzazioni di spesa delle leggi permanenti di natura corrente,
iscritto nello stato di  previsione  del  Ministero  dell'economia  e
delle finanze, come determinato dalla Tabella C allegata  alla  legge
23 dicembre 2009, n. 191.
  5-quinquies. All'articolo 1,  comma  1-bis,  del  decreto-legge  10
novembre 2008, n. 180, convertito, con modificazioni, dalla  legge  9
gennaio 2009, n. 1, le parole: "31  dicembre  2009"  sono  sostituite
dalle seguenti: "31 dicembre 2010" )) ».
                               Art. 8
              Proroga di termini in materia ambientale
  1. All'articolo 1, comma 3-bis, del decreto-legge 30 dicembre 2008,
n. 208, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio  2009,
n. 13, il termine di cui al primo periodo e' differito al 28 febbraio
2010.
  2. All'articolo 3, comma 1, del decreto-legge 30 dicembre 2008,  n.
208, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009,  n.
13, le parole: "31 dicembre 2009" sono sostituite dalle seguenti: "31
dicembre 2010".
  3. All'articolo 5, comma 2-quater, del  decreto-legge  30  dicembre
2008, n. 208, convertito, con modificazioni, dalla legge 27  febbraio
2009, n. 13, le parole: "entro il 31 dicembre 2009"  sono  sostituite
dalle seguenti: "entro il 30 giugno 2010".
  ((  3-bis.  All'articolo  281,  comma  2,   alinea,   del   decreto
legislativo 3 aprile 2006, n. 152, le  parole:  "entro  cinque  anni"
sono sostituite dalle seguenti: "entro sette anni". ))
  4. All'articolo 7, comma 2, del decreto legislativo 27 marzo  2006,
n. 161, la parola: "tre" e' sostituita dalla seguente: "quattro".
  (( 4-bis. All'articolo  4,  comma  1-bis,  del  testo  unico  delle
disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di  cui
al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380,  le
parole: "1° gennaio 2009" sono sostituite dalle seguenti: "1º gennaio
2011".
  4-ter. Il termine previsto dall'articolo 2, comma  7,  del  decreto
del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare 8
aprile 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 99 del 28  aprile
2008, e' prorogato al 30 giugno 2010. ))
                               Art. 9
         Proroga di termini in materia di sviluppo economico
  1. La convenzione di cui all'articolo 15, comma 3,  della  legge  7
agosto 1997, n. 266, inerente alla gestione del fondo di garanzia  di
cui all'articolo 2, comma 100, lettera a), della  legge  23  dicembre
1996,  n.  662,  puo'  essere  prorogata,  per  motivi  di   pubblico
interesse, non oltre il 31  dicembre  2010,  con  una  riduzione  del
cinque per cento delle relative commissioni.
  2. All'articolo 20, comma 4,  del  decreto  legislativo  25  luglio
2005, n. 151, le parole: "31 dicembre  2009"  sono  sostituite  dalle
seguenti: "31 dicembre 2010".
  3. All'articolo  354,  comma  4,  del  codice  delle  assicurazioni
private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, come
da ultimo modificato dall'articolo 23, comma 12, del decreto-legge 1o
luglio 2009, n. 78, convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  3
agosto 2009, n. 102, le parole: "e comunque  non  oltre  ventiquattro
mesi dopo il termine previsto dal comma  2  dell'articolo  355"  sono
sostituite dalle seguenti: "e comunque non oltre trenta mesi dopo  il
termine previsto dal comma 2 dell'articolo 355".
  (( 4. All'articolo 1, comma 340, della legge 27 dicembre  2006,  n.
296, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: "L'importo di cui  al
periodo precedente costituisce tetto massimo di spesa".
  4-bis. Il termine del 31 dicembre 2009,  di  cui  all'articolo  26,
comma 4-bis, del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248,  convertito,
con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, e  successive
modificazioni, e' differito al 31 dicembre 2010.
  4-ter. Al comma 9 dell'articolo 4 del decreto  del  Presidente  del
Consiglio dei Ministri 22 ottobre  2008,  pubblicato  nella  Gazzetta
Ufficiale n. 277 del 26 novembre 2008, sono  aggiunte,  in  fine,  le
seguenti parole: ", nonche' puo'  avvalersi  degli  enti  fieristici,
senza scopo di lucro, con sede in Lombardia  e  operativi  a  livello
regionale, nei cui organi direttivi vi siano rappresentanti designati
dagli enti locali interessati, ovvero  delle  persone  giuridiche  da
questi controllate". ))
                               Art. 10
                   Istituti di cultura all'estero
  1. Gli incarichi di Direttore di Istituto di cultura all'estero  di
cui all'articolo 14, comma 6, della (( legge  22  dicembre  1990,  n.
401, )) gia' rinnovati per il secondo biennio, in scadenza tra il  1º
gennaio 2010 ed il 30  giugno  2010,  possono  essere  rinnovati  per
ulteriori due anni, anche  in  deroga  ai  limiti  di  eta'  previsti
dall'articolo 168 del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  5
gennaio 1967, n. 18.
                           (( Art. 10 bis
       Termini in materia di "taglia-enti" e di "taglia-leggi"
  1. L'articolo 26, comma 1, del decreto-legge  25  giugno  2008,  n.
112, convertito, con modificazioni, dalla legge  6  agosto  2008,  n.
133, in materia di  procedimento  "taglia-enti",  si  interpreta  nel
senso che l'effetto soppressivo previsto dal secondo periodo concerne
gli enti  pubblici  non  economici  con  dotazione  organica  pari  o
superiore  alle  50  unita',   con   esclusione   degli   enti   gia'
espressamente esclusi dal primo periodo del comma 1.
  2. All'articolo 26, comma 1, del decreto-legge 25 giugno  2008,  n.
112, convertito, con modificazioni, dalla legge  6  agosto  2008,  n.
133, in materia di  procedimento  "taglia-enti",  sono  apportate  le
seguenti modificazioni:
  a) dopo il secondo periodo  e'  inserito  il  seguente:  "Gli  enti
confermati ai sensi del  primo  periodo  possono  essere  oggetto  di
regolamenti di riordino di enti ed organismi pubblici statali, di cui
al comma 634 dell'articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244";
  b) dopo il terzo periodo e' inserito il seguente:  "Sono  soppressi
gli enti pubblici non economici di  cui  al  secondo  periodo  i  cui
regolamenti di riordino, approvati in via  preliminare  entro  il  31
ottobre 2009, non siano stati adottati in via definitiva entro il  31
ottobre 2010,  con  esclusione  di  quelli  che  formano  oggetto  di
apposite previsioni legislative di riordino  entrate  in  vigore  nel
corso della XVI legislatura".
  3. All'articolo 2, comma 635, della legge 24 dicembre 2007, n. 244,
il terzo periodo e' soppresso.
  4. All'articolo 14, comma 23, della legge 28 novembre 2005, n. 246,
in materia di semplificazione della legislazione,  il  secondo  e  il
terzo periodo sono sostituiti dai seguenti:  "Trascorso  il  termine,
eventualmente prorogato, senza che la Commissione abbia  espresso  il
parere, i decreti legislativi possono essere  comunque  emanati.  Nel
computo dei termini non viene considerato il periodo  di  sospensione
estiva e quello di fine anno dei lavori parlamentari". ))
                           (( Art. 10 ter
Modifiche all'articolo 3, comma 4, del testo unico di cui al  decreto
                     legislativo n. 286 del 1998
  1. All'articolo 3, comma 4,  del  testo  unico  delle  disposizioni
concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla  condizione
dello straniero, di cui al decreto legislativo  25  luglio  1998,  n.
286, le parole da: "nel limite" fino a: "precedente" sono  sostituite
dalle seguenti:  "entro  il  30  novembre,  nel  limite  delle  quote
stabilite nell'ultimo decreto emanato". ))
                          (( Art. 10 quater
                   Gestione dei libri genealogici
  1. L'efficacia del decreto del Ministro  delle  politiche  agricole
alimentari e forestali 20 aprile 2009, n. 3907, e' prorogata fino  al
30 aprile 2011 e fino a  tale  data  sono  fatti  salvi  gli  effetti
prodotti dal medesimo decreto. A tal fine, i libri genealogici  ed  i
registri anagrafici di cui  all'articolo  2,  comma  1,  del  decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 529, sono da intendersi pubblici  e,
in tal senso, il  Ministro  delle  politiche  agricole  alimentari  e
forestali puo' esercitare il potere sostitutivo. ))
                        (( Art. 10 quinquies
Proroga del finanziamento delle attivita' di formazione professionale
                             dell'ISFOL
  1. E'  prorogato  al  2010  il  finanziamento  delle  attivita'  di
formazione  professionale  dell'Istituto  per   lo   sviluppo   della
formazione professionale dei lavoratori (ISFOL) di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 30 giugno 1973, n. 478, nella misura di 7
milioni di euro, mediante corrispondente riduzione del Fondo  sociale
per occupazione e formazione di cui all'articolo 18 del decreto-legge
29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla  legge
28 gennaio 2009, n. 2. ))
                          (( Art. 10 sexies
Differimento  dell'applicazione  di  disposizioni   in   materia   di
                       contributi all'editoria
  1. Nelle more della riforma organica del settore dell'editoria e in
attuazione dell'articolo 44 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.  133,  e
successive modificazioni, si applicano le seguenti disposizioni:
  a) per i contributi relativi all'anno  2009  di  cui  ai  commi  2,
2-bis, 2-ter limitatamente alle minoranze linguistiche, 2-quater, 3 e
10 dell'articolo 3 e all'articolo 4 della legge  7  agosto  1990,  n.
250, e successive modificazioni, al comma 4 dell'articolo  153  della
legge 23 dicembre 2000, n. 388, e al comma 5 dell'articolo  28  della
legge 25 febbraio 1987, n. 67, ai  soggetti  aventi  diritto  non  si
applicano le disposizioni di cui  all'articolo  2,  comma  62,  della
legge 23 dicembre 2009, n. 191, ed e' corrisposto,  in  presenza  dei
requisiti di legge, un contributo pari al 100 per cento  dell'importo
calcolato secondo i parametri stabiliti dalla  legislazione  vigente.
Tale importo non puo` comunque essere superiore  a  quello  spettante
per l'anno 2008;
  b) ai soggetti di cui all'articolo 1 della legge 7 agosto 1990,  n.
230, e all'articolo 20, comma 3-ter, del decreto-legge 4 luglio 2006,
n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006,  n.
248, e successive modificazioni, per i contributi  relativi  all'anno
2009 non si applicano le disposizioni di cui  all'articolo  2,  comma
62, della legge 23 dicembre  2009,  n.  191,  ed e'  corrisposto,  in
presenza dei requisiti di legge, un contributo pari al 100 per  cento
dell'importo  calcolato   secondo   i   parametri   stabiliti   dalla
legislazione vigente. Tale importo non puo' comunque essere superiore
a quello spettante per l'anno 2008;
  c) all'articolo 10, comma 1, del decreto-legge 1º ottobre 2007,  n.
159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007,  n.
222, e successive  modificazioni,  le  parole:  "2007  e  2008"  sono
sostituite dalle seguenti: "2007,  2008  e  2009".  All'articolo  39,
comma 2, del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito,  con
modificazioni, dalla legge  28  febbraio  2008,  n.  31,  le  parole:
"all'annualita'  2008"  sono   sostituite   dalle   seguenti:   "fino
all'annualita' 2009". All'articolo  1,  comma  574,  della  legge  23
dicembre 2005, n. 266, le parole: "aumentare su  base  annua  di  una
percentuale superiore a quella del tasso  programmato  di  inflazione
per l'anno di  riferimento  dei  contributi"  sono  sostituite  dalle
seguenti:  "essere  superiori  a  quelli  ammessi  al   calcolo   dei
contributi per l'anno 2008";
  d) per i contributi relativi all'anno 2009, previsti  dall'articolo
3, comma 2-ter, della legge 7  agosto  1990,  n.  250,  e  successive
modificazioni, limitatamente ai quotidiani italiani editi  e  diffusi
all'estero, dall'articolo 26 della legge 5 agosto  1981,  n.  416,  e
successive modificazioni, nonche' dagli articoli 137 e 138 del codice
del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n.  206,
e successive modificazioni, si applica una riduzione del 50 per cento
del contributo complessivo calcolato per ciascun soggetto;
  e) per i contributi relativi agli anni a decorrere dal 2009 non  si
applicano l'articolo 3, comma 2, della legge 7  marzo  2001,  n.  62,
nonche' gli articoli 4, comma 3, e 8 della legge 7  agosto  1990,  n.
250, e successive modificazioni,  e  l'articolo  11  della  legge  25
febbraio 1987, n. 67, e successive modificazioni. Sono fatti salvi  i
rimborsi telefonici erogati dal Ministero dello  sviluppo  economico.
Per i contributi relativi agli anni a decorrere dal 2009 ai  soggetti
di cui agli articoli  11  della  citata  legge  n.  67  del  1987,  e
successive modificazioni, 23 della legge 6 agosto  1990,  n.  223,  e
successive modificazioni, e 8 della citata legge n. 250 del  1990,  e
successive  modificazioni,   sono   riconosciuti   esclusivamente   i
contributi erogati dal Ministero dello sviluppo  economico  ai  sensi
dell'articolo  10  del  decreto-legge  27  agosto   1993,   n.   323,
convertito, con modificazioni, dalla legge 27 ottobre 1993, n. 422.
  2. In attuazione delle disposizioni di  cui  al  comma  1  e  fermi
restando gli stanziamenti previsti per  le  provvidenze  all'editoria
come determinati dalla Tabella C  allegata  alla  legge  23  dicembre
2009, n. 191, un importo non inferiore  a  50  milioni  di  euro  per
l'anno 2010 e' destinato al rimborso  delle  agevolazioni  tariffarie
postali del settore dell'editoria. A tal fine, il citato  importo  di
50 milioni di euro per l'anno 2010 e'  immediatamente  accantonato  e
reso indisponibile fino all'utilizzo per la predetta finalita'.
  3. All'articolo 2, comma 61, della legge 23 dicembre 2009, n.  191,
sono aggiunte, in fine, le seguenti parole:  "o  vengano  editate  da
altre societa' comunque costituite".
  4. Ai sensi dell'articolo 17, comma 12,  della  legge  31  dicembre
2009, n. 196, il Dipartimento per l'informazione e  l'editoria  della
Presidenza del Consiglio dei Ministri provvede al monitoraggio  delle
spese relative alle provvidenze per l'editoria  di  cui  al  presente
articolo e riferisce in merito, entro il 30 giugno, al Presidente del
Consiglio dei Ministri e al Ministro dell'economia e  delle  finanze.
Nel  caso  si  verifichino  o  siano  in  procinto   di   verificarsi
scostamenti rispetto alle previsioni dello stanziamento  di  bilancio
stabilito a  legislazione  vigente,  tenuto  conto  anche  di  quanto
previsto dal presente  articolo,  il  Presidente  del  Consiglio  dei
Ministri provvede, con proprio decreto, nell'esercizio della  propria
autonomia contabile e  di  bilancio,  alla  riduzione,  nella  misura
necessaria alla copertura finanziaria del  maggior  onere  risultante
dall'attivita' di monitoraggio, delle dotazioni finanziarie di  parte
corrente, nell'ambito delle spese rimodulabili, iscritte  nell'ambito
del bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio  dei  Ministri».
))
                               Art. 11
                          Entrata in vigore
  1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso  della  sua
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della  Repubblica  italiana  e
sara' presentato alle Camere per la conversione in legge.

Legge 23 dicembre 2009, n. 191

Legge 23 dicembre 2009, n. 191
(in SO n. 243 alla GU 30 dicembre 2009, n. 302)

Disposizioni per la formazione del  bilancio  annuale  e  pluriennale
dello Stato (legge finanziaria 2010). (09G0205)
 Vigente al: 10-9-2013
 

  La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della  Repubblica  hanno
approvato; 

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 
                              Promulga 

la seguente legge: 

                               Art. 1. 
                      (Risultati differenziali) 

    1. Per l'anno  2010,  il  livello  massimo  del  saldo  netto  da
finanziare e' determinato in termini di competenza in 63.000  milioni
di euro, al netto di 4.684 milioni di euro per regolazioni debitorie.
Tenuto conto delle operazioni di rimborso  di  prestiti,  il  livello
massimo del ricorso al mercato finanziario  di  cui  all'articolo  11
della legge 5 agosto 1978, n. 468, e  successive  modificazioni,  ivi
compreso l'indebitamento all'estero per un  importo  complessivo  non
superiore  a  4.000  milioni  di  euro  relativo  ad  interventi  non
considerati nel bilancio di previsione per il 2010,  e'  fissato,  in
termini  di  competenza,  in  286.000  milioni  di  euro  per  l'anno
finanziario 2010. 
    2. Per gli anni 2011 e 2012, il livello massimo del  saldo  netto
da finanziare del bilancio pluriennale a legislazione vigente, tenuto
conto  degli  effetti   della   presente   legge,   e'   determinato,
rispettivamente, in 54.300 milioni di euro e  in  41.400  milioni  di
euro, al netto di 3.520 milioni di euro rispettivamente per gli  anni
2011 e 2012, per le regolazioni debitorie;  il  livello  massimo  del
ricorso  al  mercato  e'  determinato,  rispettivamente,  in  253.000
milioni di euro e  in  250.000  milioni  di  euro.  Per  il  bilancio
programmatico degli anni 2011 e 2012, il livello  massimo  del  saldo
netto  da  finanziare  e'  determinato,  rispettivamente,  in  49.000
milioni di euro e in 38.000 milioni di euro e il livello massimo  del
ricorso  al  mercato  e'  determinato,  rispettivamente,  in  248.000
milioni di euro e in 247.000 milioni di euro. 
    3. I livelli del ricorso al mercato di cui ai  commi  1  e  2  si
intendono al netto delle operazioni effettuate al fine di  rimborsare
prima della scadenza o di ristrutturare passivita'  preesistenti  con
ammortamento a carico dello Stato. 
    4.  Le  maggiori  disponibilita'  di  finanza  pubblica  che   si
realizzassero nell'anno 2010 rispetto alle previsioni  del  Documento
di programmazione economico-finanziaria per gli  anni  2010-2013,  al
fine di fronteggiare  la  diminuzione  della  domanda  interna,  sono
destinate alla riduzione della pressione fiscale nei confronti  delle
famiglie con figli e  dei  percettori  di  reddito  medio-basso,  con
priorita' per i lavoratori dipendenti e i pensionati.
                               Art. 2. 
                       (Disposizioni diverse) 

  1. L'adeguamento dei trasferimenti dovuti  dallo  Stato,  ai  sensi
rispettivamente dell'articolo 37, comma 3, lettera c), della legge  9
marzo 1989, n. 88, e successive modificazioni,  e  dell'articolo  59,
comma 34,  della  legge  27  dicembre  1997,  n.  449,  e  successive
modificazioni, e' stabilito per l'anno 2010: 
    a) in 303,76  milioni  di  euro  in  favore  del  Fondo  pensioni
lavoratori dipendenti, delle gestioni dei lavoratori autonomi,  della
gestione speciale minatori, nonche' in favore dell'Ente nazionale  di
previdenza e di assistenza per i lavoratori dello spettacolo e  dello
sport professionistico (ENPALS); 
    b) in  75,05  milioni  di  euro  in  favore  del  Fondo  pensioni
lavoratori dipendenti, ad integrazione dei trasferimenti di cui  alla
lettera a), della gestione esercenti attivita'  commerciali  e  della
gestione artigiani. 
  2. Conseguentemente a quanto previsto  dal  comma  1,  gli  importi
complessivamente dovuti dallo Stato sono determinati per l'anno  2010
in 18.121,52 milioni di euro per le  gestioni  di  cui  al  comma  1,
lettera a), e in 4.477,88 milioni di euro per le gestioni di  cui  al
comma 1, lettera b). 
  3. I medesimi importi complessivi di  cui  ai  commi  1  e  2  sono
ripartiti tra le gestioni interessate  con  il  procedimento  di  cui
all'articolo 14 della  legge  7  agosto  1990,  n.  241,  esuccessive
modificazioni, al netto, per quanto attiene al trasferimento  di  cui
al comma 1, lettera  a),  della  somma  di  836,97  milioni  di  euro
attribuita alla gestione per i coltivatori diretti, mezzadri e coloni
a  completamento  dell'integrale  assunzione  a  carico  dello  Stato
dell'onere   relativo   ai   trattamenti   pensionistici    liquidati
anteriormente al 1° gennaio 1989, nonche' al  netto  delle  somme  di
2,72 milioni di euro e  di  63,06  milioni  di  euro  di  pertinenza,
rispettivamente, della gestione speciale minatori e dell'ENPALS. 
  4. Ai fini del finanziamento dei  maggiori  oneri  a  carico  della
gestione per l'erogazione delle pensioni, assegni e  indennita'  agli
invalidi civili, ciechi e  sordomuti  di  cui  all'articolo  130  del
decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, valutati in 204,09 milioni
di euro per l'esercizio 2008 e in 200 milioni di euro per l'esercizio
2009, sono utilizzate: 
    a) le somme che risultano, sulla  base  del  bilancio  consuntivo
dell'Istituto nazionale della previdenza sociale  (INPS)  per  l'anno
2008, trasferite alla gestione di cui all'articolo 37 della  legge  9
marzo 1989, n. 88, e successive modificazioni, in eccedenza  rispetto
agli oneri per prestazioni e  provvidenze  varie,  per  un  ammontare
complessivo pari a 244,09 milioni di euro; 
    b)  le  risorse  trasferite  all'INPS  e  accantonate  presso  la
gestione di  cui  alla  lettera  a),  come  risultanti  dal  bilancio
consuntivo per l'anno 2008 del predetto Istituto,  per  un  ammontare
complessivo di 160 milioni di euro, in quanto non  utilizzate  per  i
rispettivi scopi. 
  5. Il terzo comma dell'articolo 3 della legge  8  agosto  1972,  n.
457, si interpreta nel senso che  il  termine  ivi  previsto  del  30
ottobre per la rilevazione della media tra  le  retribuzioni  per  le
diverse qualifiche previste dai contratti collettivi  provinciali  di
lavoro  ai  fini  della  determinazione  della   retribuzione   media
convenzionale da porre a base per le prestazioni pensionistiche e per
il  calcolo  della  contribuzione  degli  operai  agricoli  a   tempo
determinato e' il  medesimo  di  quello  previsto  al  secondo  comma
dell'articolo 3 della citata legge n. 457 del 1972 per gli  operai  a
tempo indeterminato. 
  6.  Ai  contribuenti  che  alla  data  di  entrata  in  vigore  del
decreto-legge 23 novembre 2009, n.  168,  hanno  gia'  provveduto  al
pagamento dell'acconto di cui all'articolo 1,  comma  1,  del  citato
decreto-legge n. 168 del 2009, senza avvalersi del  differimento  del
versamento dell'importo  corrispondente  a  venti  punti  percentuali
dell'acconto dell'imposta sul reddito delle  persone  fisiche  dovuto
per il periodo di imposta 2009, previsto  dal  medesimo  articolo  1,
comma 1, del decreto-legge  n.  168  del  2009,  compete  un  credito
d'imposta in misura corrispondente, da utilizzare in compensazione ai
sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241,
e successive modificazioni. 
  7. Per i soggetti che si sono avvalsi  dell'assistenza  fiscale,  i
sostituti  d'imposta  trattengono  l'acconto,   tenendo   conto   del
differimento previsto dall'articolo 1, comma 1, del decreto-legge  23
novembre 2009, n. 168. 
  8.  I  sostituti  d'imposta  che  non  hanno   tenuto   conto   del
differimento di cui all'articolo 1, comma  1,  del  decreto-legge  23
novembre 2009, n. 168, restituiscono  le  maggiori  somme  trattenute
nell'ambito della retribuzione del mese di dicembre  2009.  Le  somme
restituite possono essere scomputate dal sostituto d'imposta ai sensi
del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica  10
novembre 1997, n. 445. 
  9.  Per  il  triennio  2010-2012  continuano   ad   applicarsi   le
disposizioni di cui all'articolo 1, commi 637, 638, 639, 640  e  642,
della legge 27 dicembre 2006, n. 296. 
  10. All'articolo 1, comma 17, della legge 24 dicembre 2007, n. 244,
sono apportate le seguenti modificazioni: 
    a) all'alinea, le parole: "2010 e  2011"  sono  sostituite  dalle
seguenti: "2010, 2011 e 2012"; 
    b) alla lettera a), le parole: "dicembre  2011"  sono  sostituite
dalle seguenti: "dicembre 2012"; 
    c) alla lettera b), le parole: "dicembre  2011"  sono  sostituite
dalle seguenti: "dicembre 2012"  e  le  parole:  "giugno  2012"  sono
sostituite dalle seguenti: "giugno 2013". 
  11. All'articolo 1, comma 18, della legge 24 dicembre 2007, n. 244,
le parole: "2010 e 2011" sono sostituite dalle seguenti: "2010, 2011,
2012 e successivi". 
  12. Al decreto legislativo 31 marzo  1998,  n.  114,  e  successive
modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: 
    a) all'articolo 28, il comma 2-bis e' sostituito dal seguente: 
    "2-bis. Le regioni, nell'esercizio della  potesta'  normativa  in
materia di disciplina delle attivita' economiche,  possono  stabilire
che l'autorizzazione all'esercizio dell'attivita' di cui al  comma  1
sia  soggetta  alla  presentazione  da  parte  del  richiedente   del
documento  unico  di  regolarita'   contributiva   (DURC),   di   cui
all'articolo 1, comma 1176, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.  In
tal caso, possono essere altresi' stabilite le  modalita'  attraverso
le quali i comuni, anche avvalendosi  della  collaborazione  gratuita
delle associazioni di categoria riconosciute dal Consiglio  nazionale
dell'economia e del lavoro, possono essere chiamati al compimento  di
attivita' di verifica della sussistenza e regolarita' della  predetta
documentazione.  L'autorizzazione  all'esercizio  e'  in  ogni   caso
rilasciata  anche  ai  soggetti  che  hanno  ottenuto  dall'INPS   la
rateizzazione del debito contributivo. Il DURC, ai fini del  presente
articolo, deve essere rilasciato anche alle imprese individuali"; 
    b) all'articolo 29, dopo il comma 4 e' inserito il seguente: 
    "4-bis. L'autorizzazione e' sospesa  per  sei  mesi  in  caso  di
mancata presentazione  annuale  del  DURC,  di  cui  al  comma  2-bis
dell'articolo 28". 
  13. Nelle more della definizione  del  nuovo  assetto  contrattuale
delle  amministrazioni   pubbliche,   con   particolare   riferimento
all'individuazione del numero e alla  composizione  dei  comparti  di
contrattazione  e  alle  conseguenti  implicazioni  in   termini   di
rappresentativita' sindacale, tenuto anche conto delle compatibilita'
di  finanza  pubblica  nel  contesto  degli  attuali  sviluppi  della
congiuntura economica, interna ed internazionale, ai fini dei rinnovi
contrattuali del triennio 20102012, in applicazione dell'articolo 48,
comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e  di  quanto
previsto dall'articolo 2, comma 35, della legge 22 dicembre 2008,  n.
203,  gli  oneri  posti  a  carico  del  bilancio  statale   per   la
contrattazione     collettiva     nazionale     sono     quantificati
complessivamente in 215 milioni di euro per l'anno 2010, 370  milioni
di euro per l'anno 2011 e 585 milioni di euro a  decorrere  dall'anno
2012. (6) 
  14. In relazione a quanto previsto al comma  13,  per  il  triennio
2010-2012, le risorse per i  miglioramenti  economici  del  rimanente
personale statale in regime  di  diritto  pubblico  sono  determinate
complessivamente in 135 milioni di euro per l'anno 2010, 201  milioni
di euro per l'anno 2011 e 307 milioni di euro a  decorrere  dall'anno
2012, con specifica destinazione, rispettivamente, di 79, 135  e  214
milioni di euro per il personale delle Forze armate e  dei  Corpi  di
polizia di cui al decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 195. (6) 
  15. Le somme di cui ai commi  13  e  14,  comprensive  degli  oneri
contributivi e  dell'imposta  regionale  sulle  attivita'  produttive
(IRAP) di cui al  decreto  legislativo  15  dicembre  1997,  n.  446,
concorrono  a  costituire  l'importo  complessivo  massimo   di   cui
all'articolo 11, comma 3, lettera h), della legge 5 agosto  1978,  n.
468. 
  16. Per il personale dipendente da amministrazioni, istituzioni  ed
enti  pubblici  diversi  dall'amministrazione  statale,   gli   oneri
derivanti dai rinnovi contrattuali per il triennio 2010-2012, nonche'
quelli derivanti dalla corresponsione dei miglioramenti economici  al
personale di cui all'articolo 3, comma 2, del decreto legislativo  30
marzo 2001, n. 165, sono posti a carico  dei  rispettivi  bilanci  ai
sensi dell'articolo 48, comma 2, del medesimo decreto legislativo  n.
165 del 2001. In  sede  di  deliberazione  degli  atti  di  indirizzo
previsti dall'articolo 47, comma 1, del citato decreto legislativo n.
165 del 2001, i comitati di settore provvedono  alla  quantificazione
delle relative risorse, attenendosi quale limite massimo  ai  criteri
ed ai parametri, anche metodologici, di determinazione  degli  oneri,
previsti per il personale delle amministrazioni dello Stato di cui al
comma 13 del presente articolo. A tal fine, i comitati di settore  si
avvalgono dei dati disponibili presso il  Ministero  dell'economia  e
delle finanze comunicati dalle rispettive amministrazioni in sede  di
rilevazione annuale dei dati concernenti il personale dipendente. 
  17. Fermo restando quanto previsto al comma 16, per  gli  enti  del
Servizio  sanitario  nazionale  continua   a   trovare   applicazione
l'obbligo  contabile  disposto  dall'articolo   9,   comma   1,   del
decreto-legge  30   settembre   2005,   n.   203,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248. 
  18. In aggiunta alle risorse previste dai commi  da  13  a  16  del
presente articolo,  le  amministrazioni  destinatarie  utilizzano  le
risorse disponibili ai sensi dell'articolo 2, commi 33  e  34,  della
legge 22 dicembre 2008, n. 203, con le modalita' e per  le  finalita'
ivi previste, previa verifica da effettuare entro il  primo  semestre
del  2010  sulla  base  delle  risultanze  finanziarie  dei  dati  di
consuntivo per l'anno 2009. Per il comparto  scuola  resta  ferma  la
normativa di settore di cui  all'articolo  64  del  decreto-legge  25
giugno 2008, n. 112, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  6
agosto 2008, n. 133. 
  19. Le risorse aggiuntive risultanti dalla verifica di cui al comma
18 confluiscono  in  un  apposito  fondo  istituito  nello  stato  di
previsione del Ministero dell'economia e delle  finanze,  per  essere
destinate, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e
l'innovazione, di concerto con  il  Ministro  dell'economia  e  delle
finanze, alle finalita' di cui ai commi  da  13  a  20  del  presente
articolo. 
  20. Al termine della fase di cui al  comma  13,  si  provvede  alla
individuazione ed al relativo stanziamento  delle  ulteriori  risorse
finanziarie  occorrenti  per  i  rinnovi  contrattuali  del  triennio
2010-2012. 
  21. Per l'attuazione della sentenza della Corte  costituzionale  n.
74 del 13 marzo 2009,  e'  istituito  un  tavolo  paritetico  tra  il
Ministero dell'economia e delle finanze e la  regione  Friuli-Venezia
Giulia al fine di determinare l'ammontare delle somme da  riconoscere
alla  regione  ai  sensi  dell'articolo  1,  comma  4,  del   decreto
legislativo 31 luglio 2007, n. 137, a decorrere dal 1° gennaio  2010.
In attesa della predetta determinazione, e' corrisposto alla  regione
Friuli-Venezia Giulia, nell'anno 2010 e per  l'importo  iscritto  nel
bilancio dello Stato  a  legislazione  vigente,  un  acconto  di  200
milioni di euro. 
  22. Ai fini del  concorso  al  raggiungimento  degli  obiettivi  di
finanza pubblica, le disposizioni di cui all'articolo 3,  commi  116,
117 e 118,  della  legge  24  dicembre  2007,  n.  244,  operano  con
riferimento a ciascuno degli anni 2010, 2011. 
  23. Per ciascuno degli anni 2010, 2011 e 2012, a valere  sul  fondo
ordinario di cui all'articolo 34, comma 1, lettera  a),  del  decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 504,  sono  disposti  dal  Ministero
dell'interno, garantendo una riduzione complessiva degli stanziamenti
pari a 10 milioni di euro per ciascun anno del triennio,  i  seguenti
interventi: 
    a) fino ad un importo complessivo  di  45  milioni  di  euro,  il
contributo   ordinario,   al   lordo   della   detrazione   derivante
dall'attribuzione  di  una  quota  di  compartecipazione  al  gettito
dell'imposta sul reddito delle persone fisiche,  e'  incrementato  in
misura pari al 30 per cento per i comuni con popolazione fino a 5.000
abitanti, nei quali il rapporto tra la  popolazione  residente  ultra
sessantacinquenne e la popolazione residente complessiva e' superiore
al 25 per cento, secondo gli ultimi  dati  disponibili  dell'Istituto
nazionale di statistica.  Almeno  il  50  per  cento  della  maggiore
assegnazione  e'  finalizzato  ad  interventi  di  natura  sociale  e
socio-assistenziale. In caso di insufficienza  del  predetto  importo
complessivo,   il   contributo   spettante   al   singolo   ente   e'
proporzionalmente ridotto; 
    b) fino ad un importo complessivo  di  81  milioni  di  euro,  il
contributo   ordinario,   al   lordo   della   detrazione   derivante
dall'attribuzione  di  una  quota  di  compartecipazione  al  gettito
dell'imposta sul reddito delle persone fisiche,  e'  incrementato  in
misura pari al 30 per cento per i comuni con popolazione fino a 5.000
abitanti, nei quali il rapporto tra la popolazione residente di  eta'
inferiore a cinque anni e la  popolazione  residente  complessiva  e'
superiore al 4,5 per  cento,  secondo  gli  ultimi  dati  disponibili
dell'Istituto nazionale di statistica. Almeno il 50 per  cento  della
maggiore assegnazione e' finalizzato ad interventi di natura sociale.
In  caso  di  insufficienza  del  predetto  importo  complessivo,  il
contributo spettante al singolo ente e' proporzionalmente ridotto; 
    c) ai comuni  con  popolazione  inferiore  a  3.000  abitanti  e'
concesso un ulteriore contributo, fino ad un importo  complessivo  di
42 milioni di euro, per le medesime finalita' dei contributi a valere
sul fondo nazionale ordinario per gli investimenti; 
    d) in favore dell'amministrazione provinciale dell'Aquila  e  dei
comuni della regione Abruzzo individuati ai  sensi  dell'articolo  1,
comma 2, del decreto-legge 28 aprile 2009,  n.  39,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n. 77, e'  attribuita  una
maggiorazione del 50 per cento  dei  contributi  ordinari,  al  lordo
della  detrazione  derivante  dall'attribuzione  di  una   quota   di
compartecipazione al gettito dell'imposta sul reddito  delle  persone
fisiche, calcolata sugli importi spettanti a tale titolo  per  l'anno
2009; per il solo comune dell'Aquila, la maggiorazione e'  attribuita
nella misura dell'80 per cento; 
    e)  in  favore  dei  comuni  della  provincia   dell'Aquila   non
rientranti nella fattispecie di cui alla lettera d) e' attribuita una
maggiorazione del 20 per cento  dei  contributi  ordinari,  al  lordo
della  detrazione  derivante  dall'attribuzione  di  una   quota   di
compartecipazione al gettito dell'imposta sul reddito  delle  persone
fisiche, calcolata sugli importi spettanti a tale titolo  per  l'anno
2009. 
  24. Ai fini della riduzione dei trasferimenti erariali  di  cui  ai
commi 39 e 46 dell'articolo 2 del decreto-legge 3  ottobre  2006,  n.
262, convertito, con modificazioni, dalla legge24 novembre  2006,  n.
286, e successive  modificazioni,  i  comuni  trasmettono,  entro  il
termine del 31 maggio 2010,  al  Ministero  dell'interno  un'apposita
certificazione del maggior gettito  accertato  a  tutto  l'anno  2009
dell'imposta comunale sugli immobili, derivante dall'applicazione dei
commi da 33 a 38, nonche' da 40 a 45  del  medesimo  articolo  2  del
decreto-legge n. 262 del 2006, convertito, con  modificazioni,  dalla
legge n. 286 del 2006, e successive modificazioni,  con  modalita'  e
termini stabiliti con decreto del  Ministero  dell'economia  e  delle
finanze, di concerto con il Ministero dell'interno.  I  comuni  delle
regioni Friuli-Venezia  Giulia  e  Valle  d'Aosta  e  delle  province
autonome di Trento e di Bolzano  trasmettono  la  certificazione  del
predetto maggior gettito accertato a tutto l'anno 2009,  evidenziando
anche quello relativo al solo anno 2007, rispettivamente alla regione
o alla provincia  autonoma  nel  cui  ambito  territoriale  ricadono,
secondo  modalita'  stabilite  dalla  stessa  regione   o   provincia
autonoma. Entro il termine perentorio del 30 giugno 2010, le  regioni
Friuli-Venezia Giulia e Valle  d'Aosta  e  le  province  autonome  di
Trento e di Bolzano comunicano al Ministero dell'interno le  maggiori
entrate complessivamente certificate dai comuni ricadenti nel proprio
territorio, evidenziando anche quelle relative al solo anno 2007,  al
fine di effettuarne il recupero a carico delle somme trasferite  alla
stessa regione o provincia autonoma a titolo di  rimborso  del  minor
gettito dell'imposta comunale sugli immobili riferita alle abitazioni
principali. 
  24-bis. La mancata presentazione della  certificazione  di  cui  al
comma 24 comporta la  sospensione  dell'ultima  rata  del  contributo
ordinario dell'anno 2010  fino  al  perdurare  dell'inadempienza.  La
stessa sanzione si applica ai comuni che non hanno ancora  provveduto
alla presentazione dell'analoga certificazione di cui al decreto  del
Ministro dell'economia e delle  finanze  17  marzo  2008,  pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 80 del 4 aprile 2008. Per i comuni  delle
regioni Friuli-Venezia  Giulia  e  Valle  d'Aosta  e  delle  province
autonome di Trento e  di  Bolzano,  la  mancata  presentazione  della
certificazione comporta  la  sospensione  delle  somme  trasferite  a
titolo di rimborso del  minor  gettito  dell'imposta  comunale  sugli
immobili riferita alle abitazioni principali. A tale ultimo  fine  le
predette  regioni  e  province  autonome  comunicano   al   Ministero
dell'interno, entro il 30 giugno 2010, l'elenco dei  comuni  che  non
hanno provveduto a trasmettere la certificazione in questione. 
  24-ter. All'articolo 2 del decreto-legge 3 ottobre  2006,  n.  262,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n.  286,
e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: 
    a) al comma 39, il secondo periodo e' soppresso; 
    b) al comma 46, il secondo periodo e' soppresso. 
  25. Al fine di  consentire  la  prosecuzione  delle  attivita'  dei
collegi universitari legalmente riconosciuti per  lo  svolgimento  di
attivita' culturale, per l'anno 2010 e' autorizzata  la  spesa  di  3
milioni di euro. 
  26. Le vittime di atti di terrorismo e delle stragi di tale matrice
e i loro superstiti, compresi i figli maggiorenni, gli ascendenti,  i
fratelli  e  le  sorelle  che  siano  stati  parti  in  causa  in  un
procedimento civile,  penale,  amministrativo  o  contabile  comunque
dipendente da atti di terrorismo o da stragi di  tale  matrice,  sono
esenti dall'obbligo di pagamento dell'imposta di  registro  previsto,
quali  parti  in  causa,  dall'articolo  57  del  testo  unico  delle
disposizioni concernenti l'imposta di registro, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, e di  ogni  altra
imposta. 
  27. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
  28. Il Corpo  della  Guardia  di  finanza  ha  il  diritto  all'uso
esclusivo delle  proprie  denominazioni,  dei  propri  stemmi,  degli
emblemi e di ogni altro segno distintivo. Il Corpo della  guardia  di
finanza, anche avvalendosi dell'apposito ente, puo' consentire  l'uso
anche temporaneo delle denominazioni, degli stemmi, degli  emblemi  e
dei segni distintivi di cui al presente comma, in  via  convenzionale
ai sensi dell'articolo 26 del codice dei contratti pubblici  relativi
a lavori, servizi e forniture,  di  cui  al  decreto  legislativo  12
aprile 2006, n. 163, nel rispetto  delle  finalita'  istituzionali  e
dell'immagine del Corpo della Guardia di  finanza.  Si  applicano  le
disposizioni contenute negli articoli 124, 125 e 126 del codice della
proprieta' industriale di cui  al  decreto  legislativo  10  febbraio
2005, n. 30, e successive modificazioni. 
  29. Salvo che il  fatto  costituisca  piu'  grave  reato,  chiunque
fabbrica, vende, espone, adopera industrialmente ovvero  utilizza  al
fine di trarne profitto le denominazioni, gli stemmi, gli emblemi e i
marchi di cui al comma 28 in violazione delle disposizioni di cui  al
medesimo comma e' punito con la multa da 1.000 a 5.000 euro. 
  30. Le disposizioni contenute nel comma  29  non  si  applicano  ai
collezionisti e agli amatori che operano per  finalita'  strettamente
personali e non lucrative. 
  31. Ferme restando le competenze  attribuite  alla  Presidenza  del
Consiglio dei Ministri e disciplinate con decreto del Presidente  del
Consiglio dei Ministri 28 gennaio  2011,  pubblicato  nella  Gazzetta
Ufficiale n. 25 del 1° febbraio 2011, e successive modificazioni,  in
materia di approvazione e procedure per la concessione degli  emblemi
araldici, anche a favore del Corpo  della  Guardia  di  finanza,  con
regolamento da emanare ai sensi  dell'articolo  17,  comma  3,  della
legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro  dell'economia
e delle finanze di concerto con il Ministro dello sviluppo economico,
sentito il Ministro della difesa, sono individuati le  denominazioni,
gli stemmi, gli emblemi e gli altri segni distintivi ai fini  di  cui
al comma 28 e le specifiche modalita' attuative. 
  32. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
  33. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
  34. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
  35. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
  36. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
  37. Al fine di assicurare  efficace  sostegno  alle  iniziative  di
rilancio produttivo e di tutela occupazionale nelle aree a piu'  alto
tasso di ricorso alla cassa integrazione, nonche' per potenziare  gli
strumenti di tutela della  stabilita'  dell'occupazione,  nell'ambito
delle risorse del fondo di garanzia  di  cui  all'articolo  15  della
legge 7 agosto 1997, n. 266, una quota  di  10  milioni  di  euro  e'
destinata agli interventi in favore dei consorzi  dei  confidi  delle
province  con  il  piu'  alto  tasso  di  utilizzazione  della  cassa
integrazione. Con decreto del Ministro del lavoro e  delle  politiche
sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze  e
con il Ministro dello sviluppo economico, da  adottare  entro  trenta
giorni dalla data di entrata in vigore  della  presente  legge,  sono
stabilite le modalita' attuative del presente comma. 
  38. I fondi derivanti dal decreto-legge 19 dicembre 1994,  n.  691,
convertito, con modificazioni, dalla legge 16 febbraio 1995,  n.  35,
che alla data di entrata in vigore  della  presente  legge  risultino
ancora nella disponibilita' dei competenti  confidi,  possono  essere
altresi' utilizzati dagli stessi per le finalita' previste dal  comma
37 del presente articolo. 
  39. All'articolo 13, comma 3-bis, del decreto-legge 25 giugno 2008,
n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008,  n.
133, sono apportate le seguenti modifiche: 
    a) il primo periodo e'  sostituito  dal  seguente:  "Al  fine  di
agevolare l'accesso al credito, a partire dal 1° settembre  2008,  e'
istituito,  presso  la  Presidenza  del  Consiglio  dei  ministri   -
Dipartimento della gioventu', un Fondo per l'accesso al  credito  per
l'acquisto della prima casa da  parte  delle  giovani  coppie  o  dei
nuclei familiari monogenitoriali con figli minori, con priorita'  per
quelli i cui componenti non risultano occupati con rapporto di lavoro
a tempo indeterminato"; 
    b) l'ultimo periodo e' sostituito dal seguente: "Con decreto  del
Ministro della gioventu', di concerto con il Ministro dell'economia e
delle finanze e con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti,
d'intesa con la Conferenza unificata, ai sensi dell'articolo 3, comma
3, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono disciplinati,
fermo restando il rispetto dei vincoli di finanza pubblica, i criteri
per l'accesso al Fondo di cui al primo  periodo  e  le  modalita'  di
funzionamento del  medesimo,  nel  rispetto  delle  competenze  delle
regioni in materia di politiche abitative". 
  40. Per l'anno 2010 sono prorogate le disposizioni di cui al  comma
153  dell'articolo  1  della  legge  27  dicembre  2006,  n.  296,  e
successive modificazioni. 
  41. Per i soggetti che alla data del 31  dicembre  2008  detenevano
una partecipazione al capitale sociale di banche  popolari  superiore
alla misura prevista al comma 2  dell'articolo  30  del  testo  unico
delle leggi in materia bancaria  e  creditizia,  di  cui  al  decreto
legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e' ulteriormente differito  al
31 dicembre 2010 il termine per l'alienazione delle azioni  eccedenti
di cui al citato articolo 30, comma 2. 
  42. Per i comuni di cui all'articolo 1 del decreto-legge 28  aprile
2009, n. 39, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  24  giugno
2009, n. 77, sono esclusi dal saldo del patto di  stabilita'  interno
per l'anno 2010, per  un  importo  complessivo  non  superiore  a  15
milioni di euro, i pagamenti per le spese relative agli  investimenti
degli enti locali per la tutela della sicurezza pubblica nonche'  per
gli  interventi  temporanei  e  straordinari  di  carattere   sociale
immediatamente diretti ad alleviare gli effetti  negativi  del  sisma
dell'aprile 2009, a valere sulle  risorse  di  cui  all'articolo  14,
comma 1, del predetto decreto-legge n. 39 del 2009. Con  decreto  del
Ministro dell'interno, di concerto con il  Ministro  dell'economia  e
delle finanze e con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali,
da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, sentita la Conferenza unificata di cui all'articolo 8
del  decreto  legislativo  28  agosto  1997,  n.  281,  e  successive
modificazioni,  sono  dettate  le  modalita'  di   attuazione   delle
disposizioni di cui al presente comma. 
  43. Al fine di riconoscere la specificita'  della  funzione  e  del
ruolo del personale appartenente al comparto sicurezza-difesa di  cui
al decreto legislativo  12  maggio  1995,  n.  195,  per  il  biennio
2008-2009, in aggiunta a quanto previsto dall'articolo 2,  comma  28,
della legge 22 dicembre 2008, n. 203, sono stanziati 100  milioni  di
euro annui a decorrere dall'anno 2010. 
  44. Al fine di consentire lo sviluppo del  tessuto  produttivo  nel
territorio  delle  regioni  Basilicata,  Abruzzo,  Molise,  Calabria,
Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia, delle province di  Frosinone  e
di Latina, dei comuni delle province di Rieti e di  Viterbo,  nonche'
dei  comuni  della  provincia  di  Roma  compresi  nella   zona   del
comprensorio di bonifica di Latina, di cui all'articolo 3 della legge
10 agosto 1950,  n.  646,  attraverso  l'incentivazione  di  progetti
coordinati  dal  Consiglio  nazionale  delle  ricerche  e  dall'ENEA,
secondo le specifiche competenze, in materia di  tecnologie  avanzate
per   l'efficienza   energetica,   tutela   ambientale,   metodologie
innovative per il Made in Italy agroalimentare, produzione di farmaci
biotecnologici, e' autorizzata la spesa di 15  milioni  di  euro  per
l'anno 2010, 15 milioni di euro per l'anno 2011 e 20 milioni di  euro
per l'anno 2012 in favore del Consiglio nazionale  delle  ricerche  e
dell'ENEA. 
  45. All'articolo 2,  comma  188,  primo  periodo,  della  legge  24
dicembre 2007, n. 244, le parole: "entro il 31  dicembre  2004"  sono
sostituite dalle seguenti: "entro il 31  dicembre  2008,  nei  limiti
delle risorse disponibili allo scopo destinate, pari a 1  milione  di
euro per l'anno 2010". 
  46. E' autorizzata la spesa di 4 milioni di euro per l'anno 2010  e
di 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2011 e 2012  finalizzata
alla  diffusione  di  defibrillatori  semiautomatici   e   automatici
esterni. Con decreto del Ministro della salute, emanato  di  concerto
con il Ministro dell'economia e delle finanze, previa intesa in  sede
di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo
28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, sono stabiliti  i
criteri e le modalita' per dotare di defibrillatori  luoghi,strutture
e mezzi di trasporto, entro il limite di spesa previsto dal  presente
comma. 
  47. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66, COME MODIFICATO
DAL D.LGS. 24 FEBBRAIO 2012, N. 20. 
  48. Per  l'anno  2010  al  fondo  di  cui  all'articolo  13,  comma
3-quater, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133,  e'  riservata  una
quota di 100 milioni di euro a valere sulle risorse di cui  al  comma
250 del presente articolo. 
  49. La rideterminazione delle agevolazioni contributive di  cui  al
comma 2 dell'articolo 01 del decreto-legge 10  gennaio  2006,  n.  2,
convertito, con modificazioni, dalla legge 11 marzo 2006,  n.  81,  e
all'articolo 1-ter, comma 1, del decreto-legge 3  novembre  2008,  n.
171, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 dicembre 2008,  n.
205, disciplinata per gli anni 2006-2009, e' estesa al periodo dal 1°
gennaio 2010 al 31 luglio 2010. A  tal  fine,  per  l'anno  2010,  e'
autorizzata la spesa di 120,2 milioni di euro. (10) 
  50. All'articolo 1, comma 72, della legge 24 dicembre 2007, n. 247,
le parole: "accedere a finanziamenti agevolati per" sono soppresse e,
dopo la parola: "ovvero", la parola: "per" e' soppressa. Il comma  74
dell'articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 247, e' abrogato. 
  51. Per interventi urgenti concernenti i  territori  colpiti  dagli
eccezionali eventi atmosferici avversi del 6 giugno  2009,  il  Fondo
per la protezione  civile,  di  cui  all'articolo  6,  comma  1,  del
decreto-legge 3 maggio 1991, n. 142, convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 3 luglio 1991, n. 195, e' integrato per l'importo  di  10
milioni di euro per l'anno 2010. 
  52. All'articolo 2-undecies della legge 31  maggio  1965,  n.  575,
sono apportate le seguenti modificazioni: 
    a) dopo il comma 2, sono inseriti i seguenti: 
    "2-bis. I beni di cui al  comma  2,  di  cui  non  sia  possibile
effettuare la destinazione o il trasferimento  per  le  finalita'  di
pubblico  interesse  ivi  contemplate  entro   i   termini   previsti
dall'articolo 2-decies, sono destinati alla vendita. 
     2-ter. Il personale delle Forze  armate  e  il  personale  delle
Forze di polizia possono costituire cooperative edilizie  alle  quali
e' riconosciuto il diritto di opzione prioritaria  sull'acquisto  dei
beni destinati alla vendita di cui al comma 2-bis. 
     2-quater. Gli enti locali ove sono ubicati i beni destinati alla
vendita ai sensi del comma 2-bis  possono  esercitare  la  prelazione
all'acquisto  degli  stessi.  Con  regolamento  adottato   ai   sensi
dell'articolo 17, comma 1, della legge 23  agosto  1988,  n.  400,  e
successive modificazioni, sono disciplinati i termini, le modalita' e
le ulteriori disposizioni occorrenti per  l'attuazione  del  presente
comma. Nelle more dell'adozione del predetto regolamento e'  comunque
possibile procedere alla vendita dei beni di cui al  comma  2-bis  ai
sensi del comma 4 del presente articolo"; 
    b) il comma 4 e' sostituito dal seguente: 
    "4. Alla vendita dei beni di cui al comma 2-bis e alle operazioni
di  cui  al  comma  3  provvede,  previo  parere   obbligatorio   del
Commissario straordinario per la gestione e la destinazione dei  beni
confiscati alle organizzazioni mafiose, il dirigente  del  competente
ufficio del territorio dell'Agenzia deldemanio,  che  puo'  affidarle
all'amministratore di cui  all'articolo  2-sexies,  con  l'osservanza
delle disposizioni di cui al comma 3  dell'articolo  2-nonies,  entro
sei mesi dalla data di emanazione  del  provvedimento  del  direttore
centrale dell'Agenzia del demanio di cui  al  comma  1  dell'articolo
2-decies.  Il  dirigente  del  competente  ufficio  dell'Agenzia  del
demanio richiede al prefetto della provincia  interessata  un  parere
obbligatorio, sentito il  Comitato  provinciale  per  l'ordine  e  la
sicurezza pubblica, e ogni informazione utile affinche'  i  beni  non
siano acquistati, anche per interposta persona, dai soggetti ai quali
furono confiscati ovvero da soggetti  altrimenti  riconducibili  alla
criminalita' organizzata"; 
    c) dopo il comma 5 e' inserito il seguente: 
    "5-bis. Le somme ricavate dalla vendita dei beni di cui al  comma
2-bis, al netto delle spese  per  la  gestione  e  la  vendita  degli
stessi, affluiscono, previo versamento all'entrata del bilancio dello
Stato, al Fondo unico giustizia per essere riassegnati, nella  misura
del 50 per cento, al  Ministero  dell'interno  per  la  tutela  della
sicurezza pubblica e del soccorso pubblico e, nella  restante  misura
del 50 per cento, al Ministero della  giustizia,  per  assicurare  il
funzionamento e il potenziamento  degli  uffici  giudiziari  e  degli
altri  servizi  istituzionali,  in  coerenza  con  gli  obiettivi  di
stabilita' della finanza pubblica". 
  53. Per l'anno 2010 e' consentito l'accesso al fondo di garanzia di
cui  all'articolo  15  della  legge  7  agosto  1997,  n.  266,  come
rifinanziato dall'articolo 11 del decreto-legge 29 novembre 2008,  n.
185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio  2009,  n.
2, nei limiti di 20  milioni  di  euro,  per  favorire  l'accesso  al
credito ai fini di investimento e di consolidamento delle  passivita'
attraverso il rafforzamento delle attivita'  del  fondo  di  garanzia
nazionale e dei confidi agricoli. 
  54. Al fine di assicurare la coerenza delle misure di  sostegno  di
cui all'articolo 68 del regolamento (CE) n.  73/2009  del  Consiglio,
del 19 gennaio 2009, con le  disposizioni  di  cui  all'articolo  38,
paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1120/2009 della Commissione, del
29 ottobre 2009, e di garantire la continuita'  degli  interventi  di
gestione dei rischi in agricoltura, le risorse  finanziarie  previste
all'articolo 11 del decreto del  Ministro  delle  politiche  agricole
alimentari e forestali 29  luglio  2009,  pubblicato  nella  Gazzetta
Ufficiale n. 220 del 22 settembre  2009,  di  attuazione  del  citato
articolo 68 del regolamento (CE) n. 73/2009, sono incrementate fino a
120 milioni di euro per ciascuno degli anni 2010, 2011 e  2012.  Alla
conseguente rimodulazione finanziaria  degli  interventi  di  cui  al
citato decreto si provvede con decreto del Ministro  delle  politiche
agricole  alimentari  e  forestali,  d'intesa   con   la   Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato,  le  regioni  e  le  province
autonome di Trento e di Bolzano. Alle citate  risorse  si  aggiungono
altresi'   le   risorse   comunitarie   attivabili    nel    contesto
dell'organizzazione  comune  del  mercato  vitivinicolo,  pari  a  20
milioni di euro per ciascuno degli anni 2010, 2011 e 2012. Al fine di
garantire  il  pagamento  dei  saldi  contributivi  degli  interventi
assicurativi del Fondo di solidarieta' nazionale,  le  disponibilita'
finanziarie dedicate agli interventi di cui all'articolo 15, comma 2,
del  decreto  legislativo  29  marzo  2004,  n.  102,  e   successive
modificazioni, possono essere utilizzate per coprire i fabbisogni  di
spesa degli anni precedenti a quello  di  competenza  senza  nuovi  o
maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato. 
  55. Per le necessita' del settore  agricolo  il  CIPE  individua  i
programmi da sostenere e destina 100 milioni di euro, a valere  sulle
disponibilita' del Fondo infrastrutture di cui all'articolo 18, comma
1,  lettera  b),  del  decreto-legge  29  novembre  2008,   n.   185,
convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2. 
  56. Al fine di dare attuazione agli  obblighi  e  agli  adempimenti
comunitari derivanti dal regolamento (CE) n. 1198/2006 del Consiglio,
del 27 luglio 2006, nonche' del regolamento (CE) del  Consiglio,  che
istituisce un  regime  di  controllo  comunitario  per  garantire  il
rispetto delle norme della politica comune della pesca, che  modifica
i regolamenti (CE) n. 847/96, (CE) n. 2371/2002, (CE) n.  811/  2004,
(CE) n. 768/2005, (CE) n.  2115/2005,  (CE)  n.  2166/2005,  (CE)  n.
388/2006, (CE) n. 509/2007, (CE) n. 76/2007, (CE) n. 1098/2007,  (CE)
n. 1300/2008, (CE) n. 1342/2008 e che abroga i regolamenti  (CEE)  n.
2847/93, (CE) n. 1627/94 e (CE) n. 966/2006, approvato dal  Consiglio
dell'Unione europea nella riunione del 20 novembre 2009,  per  l'anno
2010 e' prorogato il Programma di cui all'articolo 5,  comma  1,  del
decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 154, di  cui  al  decreto  del
Ministro delle politiche agricole alimentari  e  forestali  3  agosto
2007, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n.
236 del 10  ottobre  2007,  a  valere  e  nei  limiti  delle  risorse
disponibili di  cui  all'articolo  1,  comma  1084,  della  legge  27
dicembre 2006, n. 296. 
  57. In considerazione della specificita' delle produzioni  agricole
tipiche e per il sostegno al Made in Italy nel  settore  agricolo  e'
autorizzata la spesa di 10 milioni di euro per  l'anno  2010  per  il
riconoscimento  di  contributi  alla   produzione   di   prodotti   a
stagionatura  prolungata  a  denominazione   registrata   a   livello
comunitario del settore primario agricolo. Con decreto  del  Ministro
delle politiche agricole alimentari e forestali di  concerto  con  il
Ministro dell'economia e delle  finanze,  da  adottare  entro  trenta
giorni dalla data di entrata in vigore  della  presente  legge,  sono
stabilite le modalita' per l'attuazione del presente comma. 
  58. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 5,  comma  3-ter,
del  decreto-legge  1°  ottobre  2005,  n.   202,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 30 novembre 2005, n. 244,  e'  ridotta  di
0,1 milioni di euro per il 2010 e di 0,9 milioni di euro a  decorrere
dal 2011 e di ulteriori 2 milioni di euro per l'anno 2012. 
  59. Nei confronti degli orfani delle vittime di terrorismo e  delle
stragi di tale matrice che siano stati gia' collocati in pensione  e'
riconosciuto un contributo straordinario per l'anno  2010  pari  a  5
milioni di euro. Con decreto del Ministro dell'interno,  di  concerto
con il Ministro dell'economia  e  delle  finanze,  si  provvede  alla
ripartizione del predetto contributo sulla base dei  criteri  di  cui
all'articolo 4, comma 2,  della  legge  3  agosto  2004,  n.  206,  e
successive modificazioni, in modo tale da escludere sperequazioni  di
trattamento tra le diverse categorie di beneficiari. Tale  contributo
non e' decurtabile ad ogni effetto di legge e allo stesso  contributo
si applicano i benefici fiscali di cui all'articolo 2, commi 5  e  6,
della legge 23  novembre  1998,  n.  407,  in  materia  di  esenzioni
dall'IRPEF. 
  60. Il comma 556 dell'articolo 1 della legge 23 dicembre  2005,  n.
266, e' sostituito dal seguente: 
    "556. Al fine di promuovere e valorizzare il ruolo di sviluppo  e
integrazione sociali svolto dalle comunita' giovanili, e'  istituito,
presso la Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento  della
gioventu', l'Osservatorio nazionale sulle comunita' giovanili. Presso
la  Presidenza  del  Consiglio  dei  ministri  -  Dipartimento  della
gioventu' e' altresi' istituito il Fondo nazionale per  le  comunita'
giovanili,  per  la  realizzazione  di   azioni   di   promozione   e
valorizzazione  delle  attivita'  delle   comunita'   giovanili.   La
dotazione finanziaria del Fondo e' fissata in 5 milioni di  euro  per
ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009 e in  3  milioni  di  euro  per
l'anno 2010". 
  61. L'articolo 20, comma 3-ter, del decreto-legge 4 luglio 2006, n.
223, convertito, con modificazioni, dalla legge  4  agosto  2006,  n.
248, e il comma 460 dell'articolo 1 della legge 23 dicembre 2005,  n.
266, si intendono riferiti alle imprese e  testate  ivi  indicate  in
possesso dei  requisiti  richiesti  anche  se  abbiano  mutato  forma
giuridica o vengano editate da altre societa' comunque costituite. 
  62. In attuazione dell'articolo  44  del  decreto-legge  25  giugno
2008, n. 112, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  6  agosto
2008,  n.  133,  e  successive  modificazioni,  i  contributi  e   le
provvidenze spettano  nel  limite  dello  stanziamento  iscritto  sul
pertinente  capitolo  del  bilancio  autonomo  della  Presidenza  del
Consiglio  dei  ministri  procedendo,  ove  necessario,  al   riparto
proporzionale dei contributi tra gli aventi diritto, fatte  salve  le
risorse da destinare  alle  convenzioni  e  agli  oneri  inderogabili
afferenti allo stesso capitolo. (2) 
  63. L'importo di ciascuna annualita' di cui all'articolo  2,  comma
135, del decreto-legge  3  ottobre  2006,  n.  262,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 24 novembre  2006,  n.  286,  puo'  essere
rimodulato per lo stesso periodo di rimborso, in relazione al mancato
pagamento dell'annualita' 2009. La  presente  disposizione  entra  in
vigore il giorno stesso della data di  pubblicazione  della  presente
legge nella Gazzetta Ufficiale. Conseguentemente,  le  somme  versate
all'entrata del bilancio dello Stato e riassegnabili  nell'anno  2009
ai sensi degli articoli 1, comma 358, della legge 24  dicembre  2007,
n. 244, e 148, comma 1, della legge 23 dicembre 2000,  n.  388,  che,
alla data di entrata in vigore della presente legge, non  sono  state
riassegnate alle pertinenti unita' previsionali di base del  bilancio
dello Stato, per l'importo di 45  milioni  di  euro,  sono  acquisite
all'entrata del bilancio dello Stato a  compensazione  degli  effetti
derivanti dall'attuazione del primo periodo. 
  64. L'autorizzazione di spesa di  cui  all'articolo  22-bis,  comma
5-bis, del testo unico delle disposizioni legislative concernenti  le
imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni  penali  e
amministrative, di cui al decreto legislativo  26  ottobre  1995,  n.
504, e successive modificazioni, e' ridotta di 69,2 milioni  di  euro
per l'anno 2010 e di 0,1 milione di euro a decorrere dall'anno  2011.
E' ridotto da 250.000 tonnellate a 18.000 tonnellate  il  contingente
annuo, per l'anno 2010, di cui  all'articolo  22-bis,  comma  1,  del
citato testo unico di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995,  n.
504. 
  65. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 61, comma 17, del
decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con  modificazioni,
dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e' ridotta di 100 milioni di  euro
a decorrere dall'anno 2010. 
  66. Per garantire  il  rispetto  degli  obblighi  comunitari  e  la
realizzazione degli obiettivi di finanza  pubblica  per  il  triennio
20102012  e  in  attuazione  dell'intesa  Stato-regioni  in   materia
sanitaria per il triennio 2010-2012,  sancita  nella  riunione  della
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le  regioni  e  le
province autonome di Trento e di Bolzano del 3 dicembre 2009, nonche'
in  funzione  dell'esigenza  di  assicurare,  da   parte   regionale,
l'equilibrio  economico-finanziario  della  gestione   sanitaria   in
condizioni  di  efficienza  e   appropriatezza,   si   applicano   le
disposizioni di cui ai commi da 67 a 105. 
  67.  Per  gli  anni  2010  e  2011   si   dispone   un   incremento
rispettivamente di 584 milioni di euro  e  di  419  milioni  di  euro
rispetto  al  livello  del  finanziamento  del   Servizio   sanitario
nazionale a cui concorre ordinariamente  lo  Stato,  pari  a  104.564
milioni di euro per l'anno 2010 e  a  106.884  milioni  di  euro  per
l'anno 2011, comprensivi  della  riattribuzione  a  tale  livello  di
finanziamento dell'importo di  800  milioni  di  euro  annui  di  cui
all'articolo 22, comma 2, del decreto-legge 1° luglio  2009,  n.  78,
convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n.  102,  e
successive modificazioni, nonche' dell'importo di 466 milioni di euro
annui di economie sulla  spesa  del  personale  derivanti  da  quanto
disposto dai commi 16 e 17 del presente articolo e  dall'articolo  1,
comma 4, lettera a), della citata intesa Stato-regioni,  e  al  netto
dei 50 milioni di  euro  annui  per  il  finanziamento  dell'ospedale
pediatrico Bambino Gesu' di cui all'articolo 22, comma  6,del  citato
decreto-legge n. 78 del 2009, convertito,  con  modificazioni,  dalla
legge n. 102 del 2009, nonche' dell'importo di 167,8 milioni di  euro
annui per la sanita' penitenziaria di cui all'articolo 2, comma  283,
della legge 24 dicembre 2007, n. 244.  Con  successivi  provvedimenti
legislativi e' assicurato l'intero importo delle  risorse  aggiuntive
previste nella citata intesa Stato-regioni in materia  sanitaria  per
il triennio  2010-2012.  Per  l'esercizio  2012  sono  assicurate  al
Servizio sanitario nazionale risorse corrispondenti a quelle previste
per il 2011, incrementate del 2,8 per cento. (6) 
  67-bis. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze,  da
adottarsi entro il 30 novembre 2011,  di  concerto  con  il  Ministro
della salute, previa  intesa  con  la  Conferenza  permanente  per  i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento  e
di Bolzano, sono stabilite forme  premiali  a  valere  sulle  risorse
ordinarie previste dalla vigente legislazione  per  il  finanziamento
del Servizio sanitario nazionale, applicabili a  decorrere  dall'anno
2012, per le regioni che istituiscano una Centrale regionale per  gli
acquisti   e   l'aggiudicazione   di   procedure    di    gara    per
l'approvvigionamento di beni  e  servizi  per  un  volume  annuo  non
inferiore ad un importo determinato con il  medesimo  decreto  e  per
quelle che introducano misure  idonee  a  garantire,  in  materia  di
equilibrio di bilancio,  la  piena  applicazione  per  gli  erogatori
pubblici di quanto previsto dall'articolo 4, commi 8 e 9, del decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, nel
rispetto   del   principio   della   remunerazione   a   prestazione.
L'accertamento delle condizioni per l'accesso regionale alle predette
forme premiali e' effettuato nell'ambito del Comitato permanente  per
la verifica dell'erogazione dei livelli essenziali  di  assistenza  e
del Tavolo tecnico per la verifica degli  adempimenti  regionali,  di
cui agli articoli 9 e 12 dell'Intesa 23  marzo  2005,  sancita  dalla
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le  regioni  e  le
province autonome di Trento e di Bolzano, pubblicata nel  supplemento
ordinario n. 83 alla Gazzetta Ufficiale n. 105 del 7 maggio 2005. 
  68. Al fine  di  consentire  in  via  anticipata  l'erogazione  del
finanziamento  del  Servizio  sanitario  nazionale  a  cui   concorre
ordinariamente lo Stato, per gli anni 2010, 2011 e 2012: 
    a) in deroga a quanto stabilito dall'articolo 13,  comma  6,  del
decreto  legislativo  18  febbraio  2000,   n.   56,   il   Ministero
dell'economia e delle finanze e' autorizzato a concedere alle regioni
a statuto ordinario  e  alla  Regione  siciliana  anticipazioni,  con
riferimento   al   livello   del   finanziamento   a   cui   concorre
ordinariamente lo Stato, da accreditare sulle  contabilita'  speciali
di cui al comma 6 dell'articolo 66 della legge 23 dicembre  2000,  n.
388, in essere presso le tesorerie  provinciali  dello  Stato,  fermo
restando quanto previsto dall'articolo 77-quater, commi da 2 a 6, del
decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con  modificazioni,
dalla legge 6 agosto 2008, n. 133; 
    b)  la  misura  dell'erogazione   del   suddetto   finanziamento,
comprensiva di eventuali anticipazioni di cui  alla  lettera  a),  e'
fissata al livello del 97 per cento delle somme dovute  a  titolo  di
finanziamento  ordinario  della  quota  indistinta,  al  netto  delle
entrate proprie e, per la Regione siciliana, della  compartecipazione
regionale al  finanziamento  della  spesa  sanitaria,  quale  risulta
dall'intesa espressa, ai sensi delle norme vigenti, dalla  Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato,  le  regioni  e  le  province
autonome  di  Trento  e   di   Bolzano   sulla   ripartizione   delle
disponibilita' finanziarie complessive destinate al finanziamento del
Servizio sanitario nazionale per i medesimi anni. Per le regioni  che
risultano adempienti nell'ultimo triennio rispetto  agli  adempimenti
previsti dalla normativa vigente, la misura della  citata  erogazione
del finanziamento e' fissata  al  livello  del  98  per  cento;  tale
livello puo' essere ulteriormente  elevato  compatibilmente  con  gli
obblighi di finanza pubblica; 
    c) la quota di finanziamento condizionata alla verifica  positiva
degli adempimenti regionali e' fissata nelle misure del 3 per cento e
del 2 per cento delle somme di cui alla  lettera  b)  rispettivamente
per le regioni che accedono all'erogazione nella misura  del  97  per
cento e per quelle che accedono all'erogazione nella  misura  del  98
per cento ovvero in misura superiore. All'erogazione di  detta  quota
si provvede  a  seguito  dell'esito  positivo  della  verifica  degli
adempimenti previsti dalla normativa vigente e dalla presente legge; 
    d) nelle more dell'espressione dell'intesa, ai sensi delle  norme
vigenti, da parte della Conferenza permanente per i rapporti  tra  lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano sulla
ripartizione delle disponibilita' finanziarie  complessive  destinate
al finanziamento del Servizio sanitario nazionale, l'erogazione delle
risorse in via anticipata provvisoria e' commisurata al livello delle
erogazioni effettuate in via anticipata  definitiva,  a  seguito  del
raggiungimento  della  citata  intesa,  relative  al   secondo   anno
precedente a quello di riferimento; 
    e) sono autorizzati, in sede di  conguaglio,  eventuali  recuperi
necessari, anche a carico delle somme a  qualsiasi  titolo  spettanti
alle regioni per gli esercizi successivi; 
    f) sono  autorizzate,  a  carico  di  somme  a  qualsiasi  titolo
spettanti, le compensazioni degli importi a credito  e  a  debito  di
ciascunaregione  e  provincia  autonoma,  connessi   alla   mobilita'
sanitaria interregionale di cui all'articolo 12, comma 3, lettera b),
del decreto legislativo  30  dicembre  1992,  n.  502,  e  successive
modificazioni, nonche' alla mobilita' sanitaria internazionale di cui
all'articolo 18, comma 7, dello stesso decreto legislativo n. 502 del
1992, e successive modificazioni. I predetti  importi  sono  definiti
dal Ministero della salute d'intesa con la Conferenza permanente  per
i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di  Trento
e di Bolzano. (19) 
  69. Ai fini del programma pluriennale di interventi in  materia  di
ristrutturazione edilizia e di ammodernamento tecnologico,  l'importo
fissato dall'articolo  20  della  legge  11  marzo  1988,  n.  67,  e
successive  modificazioni,  rideterminato  in  23  miliardi  di  euro
dall'articolo 1, comma 796, lettera n), della legge 27 dicembre 2006,
n. 296, e successive modificazioni, e' elevato a 24 miliardi di euro,
fermo restando, per la sottoscrizione di accordi di programma con  le
regioni e l'assegnazione di  risorse  agli  altri  enti  del  settore
sanitario interessati, il limite annualmente definito  in  base  alle
effettive disponibilita' di bilancio. L'incremento di cui al presente
comma e' destinato prioritariamente alle regioni che hanno  esaurito,
con la sottoscrizione di accordi, la loro disponibilita' a valere sui
citati 23 miliardi di euro. 
  70. Per consentire alle regioni l'implementazione e lo  svolgimento
delle  attivita'  previste  dall'articolo  11  della  citata   intesa
Stato-regioni in materia sanitaria per il triennio 2010-2012, dirette
a  pervenire  alla  certificabilita'  dei   bilanci   delle   aziende
sanitarie,  alle  regioni  si  applicano  le  disposizioni   di   cui
all'articolo 79, comma 1-sexies, lettera  c),  del  decreto-legge  25
giugno 2008, n. 112, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  6
agosto 2008, n. 133. 
  71. Fermo restando quanto  previsto  dall'articolo  1,  comma  565,
della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, per
il triennio 2007-2009, gli  enti  del  Servizio  sanitario  nazionale
concorrono alla realizzazione degli  obiettivi  di  finanza  pubblica
adottando, anche nel triennio 20102012, misure necessarie a garantire
che le spese del personale, al lordo degli oneri  riflessi  a  carico
delle  amministrazioni  e  dell'imposta  regionale  sulle   attivita'
produttive, non superino per ciascuno degli anni 2010, 2011 e 2012 il
corrispondente ammontare dell'anno 2004 diminuito dell'1,4 per cento.
A tale fine si considerano  anche  le  spese  per  il  personale  con
rapporto  di  lavoro  a   tempo   determinato,   con   contratto   di
collaborazione coordinata e continuativa, o che presta  servizio  con
altre forme di rapporto di lavoro flessibile o  con  convenzioni.  Ai
fini dell'applicazione delle disposizioni di cui al  presente  comma,
le spese per il personale sono considerate al netto:  a)  per  l'anno
2004, delle spese per  arretrati  relativi  ad  anni  precedenti  per
rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro; b) per ciascuno
degli anni 2010, 2011 e 2012, delle spese derivanti dai  rinnovi  dei
contratti collettivi nazionali di lavoro intervenuti  successivamente
all'anno 2004. Sono comunque fatte salve, e devono essere escluse sia
per l'anno 2004 sia per ciascuno degli anni 2010,  2011  e  2012,  le
spese di personale totalmente a carico di finanziamenti comunitari  o
privati,  nonche'  le  spese  relative  alle   assunzioni   a   tempo
determinato  e  ai   contratti   di   collaborazione   coordinata   e
continuativa per l'attuazione di progetti di  ricerca  finanziati  ai
sensi dell'articolo 12-bis del decreto legislativo 30 dicembre  1992,
n. 502, e successive modificazioni. (13) (19) 
  72. Gli enti destinatari delle disposizioni di  cui  al  comma  71,
nell'ambito  degli  indirizzi  fissati  dalle   regioni,   anche   in
connessione con i processi di riorganizzazione, ivi  compresi  quelli
di razionalizzazione ed efficientamento della rete  ospedaliera,  per
il conseguimento degli obiettivi di contenimento della spesa previsti
dal medesimo comma: 
    a)  predispongono  un  programma  annuale  di   revisione   delle
consistenze  di   personale   dipendente   a   tempo   indeterminato,
determinato, che presta  servizio  con  contratti  di  collaborazione
coordinata e continuativa o con altre forme di  lavoro  flessibile  o
con convenzioni, finalizzato alla riduzione della  spesa  complessiva
per il personale, con conseguente  ridimensionamento  dei  pertinenti
fondi della contrattazione integrativa per la cui costituzione  fanno
riferimento anche alle disposizioni  recate  dall'articolo  1,  commi
189, 191 e 194, della legge 23 dicembre 2005, n.  266,  e  successive
modificazioni; 
    b)  fissano  parametri  standard   per   l'individuazione   delle
strutture semplici e complesse, nonche' delle posizioni organizzative
e di coordinamento, rispettivamente, delle aree della dirigenza e del
personale del comparto del Servizio sanitario nazionale, nel rispetto
comunque delle disponibilita' dei fondi per  il  finanziamento  della
contrattazione integrativa cosi'  come  rideterminati  ai  sensi  del
presente comma. (13) (19) 
  73. Alla  verifica  dell'effettivo  conseguimento  degli  obiettivi
previsti dalle disposizioni di cui ai commi 71  e  72  per  gli  anni
2010, 2011 e 2012, si provvede nell'ambito del Tavolo tecnico per  la
verifica degli adempimenti di  cui  all'articolo  12  dell'intesa  23
marzo 2005, sancita dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome  di  Trento  e  di  Bolzano,
pubblicata nel supplemento ordinario n. 83 alla Gazzetta Ufficiale n.
105 del 7 maggio 2005. La regione e'  giudicata  adempiente  ove  sia
accertato l'effettivo conseguimento degli obiettivi previsti. In caso
contrario  la  regione  e'  considerata  adempiente  solo  ove  abbia
comunque assicurato l'equilibrio economico. (13) 
  74.  Ai  fini  dell'applicazione,  nel  triennio  2010-2012,  delle
disposizioni  recate  dall'articolo  17,  commi  da  10  a  13,   del
decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, i vincoli finanziari ivi  previsti
sono da intendersi riferiti, per  gli  enti  del  Servizio  sanitario
nazionale, alle misure di contenimento delle spese di  cui  ai  commi
71, 72 e 73 del presente articolo. 
  75. Per  le  regioni  che  risultano  in  squilibrio  economico  si
applicano le disposizioni di cui ai commi da 76 a 91. 
  76. All'articolo 1, comma 174, della legge  30  dicembre  2004,  n.
311,  e  successive  modificazioni,  sono   apportate   le   seguenti
modificazioni: 
    a) al quinto periodo: 
      1) dopo le parole: "si applicano  comunque"  sono  inserite  le
seguenti: "il blocco automatico  del  turn  over  del  personale  del
servizio sanitario regionale fino al 31  dicembre  del  secondo  anno
successivo a quello in corso, il  divieto  di  effettuare  spese  non
obbligatorie per il medesimo periodo e"; 
      2)  le  parole:  "scaduto  il  termine   del   31   maggio,   i
provvedimenti del commissario ad acta non possono avere  ad  oggetto"
sono sostituite dalle seguenti: "scaduto il termine del 31 maggio, la
regione non puo' assumere provvedimenti che abbiano ad oggetto"; 
    b) sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: "Gli atti  emanati
e i contratti stipulati in violazione del blocco automatico del  turn
over e del divieto di effettuare spese non obbligatorie  sono  nulli.
In sede di verifica annuale degli adempimenti la regione  interessata
e'  tenuta  ad   inviare   una   certificazione,   sottoscritta   dal
rappresentante legale  dell'ente  e  dal  responsabile  del  servizio
finanziario, attestante il rispetto dei predetti vincoli". 
  77. E' definito quale standard dimensionale del disavanzo sanitario
strutturale, rispetto al  finanziamento  ordinario  e  alle  maggiori
entrate proprie sanitarie, il livello  del  5  per  cento,  ancorche'
coperto dalla regione,ovvero il livello  inferiore  al  5  per  cento
qualora gli automatismi fiscali o altre  risorse  di  bilancio  della
regione non garantiscano con la quota libera la  copertura  integrale
del disavanzo. Nel caso di  raggiungimento  o  superamento  di  detto
standard dimensionale, la regione interessata e' tenuta a  presentare
entro il successivo 10 giugno un  piano  di  rientro  di  durata  non
superiore al triennio, elaborato con l'ausilio dell'Agenzia  italiana
del farmaco (AIFA) e dell'Agenzia nazionale per  i  servizi  sanitari
regionali (AGENAS) ai sensi dell'articolo 1, comma 180,  della  legge
30 dicembre 2004, n. 311, e successive modificazioni,  per  le  parti
non in contrasto con la presente legge, che contenga sia le misure di
riequilibrio  del  profilo  erogativo  dei  livelli   essenziali   di
assistenza, per renderlo conforme a  quello  desumibile  dal  vigente
piano sanitario nazionale e dal vigente decreto  del  Presidente  del
Consiglio dei ministri di fissazione dei medesimi livelli  essenziali
di assistenza, sia le misure per garantire l'equilibrio  di  bilancio
sanitario in ciascuno degli anni compresi nel piano stesso. 
  78. Il piano di rientro, approvato dalla regione, e' valutato dalla
Struttura tecnica di monitoraggio di cui  all'articolo  3,  comma  2,
della  citata  intesa  Stato-regioni  in  materia  sanitaria  per  il
triennio 2010-2012 e dalla Conferenza permanente per i  rapporti  tra
lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento  e  di  Bolzano
nei termini perentori rispettivamente di trenta e  di  quarantacinque
giorni dalla data di approvazione da parte della regione.  La  citata
Conferenza, nell'esprimere il parere, tiene conto  del  parere  della
citata Struttura tecnica, ove espresso. 
  79.  Il  Consiglio  dei  ministri,   su   proposta   del   Ministro
dell'economia e delle finanze, di  concerto  con  il  Ministro  della
salute, sentito il Ministro per i rapporti con le regioni, decorsi  i
termini  di  cui  al  comma  78,  accerta  l'adeguatezza  del   piano
presentato anche  in  mancanza  dei  pareti  delle  citate  Struttura
tecnica e Conferenza. In caso di  riscontro  positivo,  il  piano  e'
approvato dal Consiglio dei ministri ed e' immediatamente efficace ed
esecutivo per la regione. In caso di riscontro  negativo,  ovvero  in
caso di mancata presentazione del piano, il Consiglio  dei  ministri,
in  attuazione  dell'articolo  120  della  Costituzione,  nomina   il
presidente della regione commissario ad acta per la  predisposizione,
entro i successivi trenta giorni, del piano di rientro e per  la  sua
attuazione per l'intera durata del  piano  stesso.  A  seguito  della
nomina del presidente quale commissario ad acta: 
    a) oltre all'applicazione delle misure previste dall'articolo  1,
comma 174, della legge 30 dicembre  2004,  n.  311,  come  da  ultimo
modificato dal comma 76 del presente articolo, in via automatica sono
sospesi i trasferimenti erariali  a  carattere  non  obbligatorio  e,
sempre  in   via   automatica,   decadono   i   direttori   generali,
amministrativi  e  sanitari  degli  enti   del   servizio   sanitario
regionale, nonche' dell'assessorato regionale competente. Con decreto
del Presidente del Consiglio  dei  ministri,  sentita  la  Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato,  le  regioni  e  le  province
autonome di Trento e di Bolzano,  sono  individuati  i  trasferimenti
erariali a carattere obbligatorio; 
    b)  con  riferimento  all'esercizio  in  corso  alla  data  della
delibera di nomina del commissario ad acta, sono incrementate in  via
automatica, in aggiunta a quanto previsto dal comma 80, nelle  misure
fisse di 0,15 punti  percentuali  l'aliquota  dell'imposta  regionale
sulle attivita' produttive e di 0,30 punti percentuali  l'addizionale
all'imposta sul reddito delle persone  fisiche  (IRPEF)  rispetto  al
livello delle aliquote vigenti, secondo  le  modalita'  previste  dal
citato articolo 1, comma 174, della legge n. 311 del  2004,  come  da
ultimo modificato dal comma 76 del presente articolo. 
  80. Per la regione sottoposta  al  piano  di  rientro  resta  fermo
l'obbligo del mantenimento, per  l'intera  durata  del  piano,  delle
maggiorazioni dell'aliquota dell'imposta  regionale  sulle  attivita'
produttive  e  dell'addizionale  regionale  all'IRPEF  ove   scattate
automaticamente ai sensi dell'articolo 1, comma 174, della  legge  30
dicembre 2004, n. 311, come da ultimo modificato  dal  comma  76  del
presente  articolo.  Gli  interventi  individuati  dal   piano   sono
vincolanti  per  la  regione,  che  e'  obbligata   a   rimuovere   i
provvedimenti, anche legislativi, e a  non  adottarne  di  nuovi  che
siano di ostacolo alla piena attuazione del piano di rientro. A  tale
scopo, qualora, in corso di attuazione  del  piano  o  dei  programmi
operativi di cui al comma 88, gli ordinari organi di  attuazione  del
piano o il commissario  ad  acta  rinvengano  ostacoli  derivanti  da
provvedimenti legislativi  regionali,  li  trasmettono  al  Consiglio
regionale, indicandone puntualmente i  motivi  di  contrasto  con  il
Piano di rientro o con i programmi operativi. Il Consiglio regionale,
entro i successivi sessanta giorni, apporta le  necessarie  modifiche
alle leggi regionali in  contrasto,  o  le  sospende,  o  le  abroga.
Qualora  il  Consiglio  regionale  non  provveda  ad   apportare   le
necessarie modifiche legislative entro i termini indicati, ovvero  vi
provveda in modo parziale  o  comunque  tale  da  non  rimuovere  gli
ostacoli all'attuazione del  piano  o  dei  programmi  operativi,  il
Consiglio dei Ministri  adotta,  ai  sensi  dell'articolo  120  della
Costituzione,  le  necessarie  misure,  anche   normative,   per   il
superamento  dei  predetti  ostacoli.  Resta  fermo  quanto  previsto
dall'articolo 1, comma 796, lettera b), ottavo periodo,  della  legge
27 dicembre 2006, n. 296, in merito alla  possibilita',  qualora  sia
verificato che  il  rispetto  degli  obiettivi  intermedi  sia  stato
conseguito con risultati  quantitativamente  migliori,  di  riduzione
delle  aliquote  fiscali  nell'esercizio  successivo  per  la   quota
corrispondente al  miglior  risultato  ottenuto;  analoga  misura  di
attenuazione si puo' applicare anche al blocco del  turn  over  e  al
divieto di  effettuare  spese  non  obbligatorie  in  presenza  delle
medesime condizioni di attuazione del piano. 
  81. La verifica dell'attuazione del piano di  rientro  avviene  con
periodicita' trimestrale e annuale, ferma restando la possibilita' di
procedere  a  verifiche  ulteriori  previste  dal  piano   stesso   o
straordinarie  ove  ritenute  necessarie  da  una  delle   parti.   I
provvedimenti  regionali  di  spesa  e  programmazione  sanitaria,  e
comunque tutti i provvedimenti aventi impatto sul servizio  sanitario
regionale indicati nel piano in apposito paragrafo dello stesso, sono
trasmessi alla piattaforma informatica del Ministero della salute,  a
cui possono accedere  tutti  i  componenti  degli  organismi  di  cui
all'articolo 3 della citata intesa Stato-regioni in materia sanitaria
per il triennio 2010-2012. Il Ministero della salute, di concerto con
il   Ministero   dell'economia   e   delle    finanze,    nell'ambito
dell'attivita' di affiancamento di propria competenza  nei  confronti
delle regioni sottoposte al piano di rientro dai  disavanzi,  esprime
un parere preventivo esclusivamente sui  provvedimenti  indicati  nel
piano di rientro. 
  82. L'approvazione del piano di rientro da parte del Consiglio  dei
ministri e la sua attuazione costituiscono presupposto per  l'accesso
al maggior finanziamento  dell'esercizio  in  cui  si  e'  verificata
l'inadempienza e di quelli interessati dal piano stesso. L'erogazione
del  maggior  finanziamento,  dato  dalle  quote  premiali  e   dalle
eventuali ulteriori risorse finanziate dallo  Stato  non  erogate  in
conseguenza di inadempienze pregresse, avviene per una quota pari  al
40 per cento a seguito dell'approvazione  del  piano  di  rientro  da
parte del Consiglio dei ministri. Le restanti somme  sono  erogate  a
seguito della verifica positiva dell'attuazione  del  piano,  con  la
procedura di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre
2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge  4  dicembre
2008, n. 189. In materia di erogabilita' delle somme restano ferme le
disposizioni  di  cui  all'articolo  1,  commi  2  e  3,  del  citato
decreto-legge n. 154 del 2008 e all'articolo 6-bis, commi 1 e 2,  del
decreto-legge   29   novembre   2008,   n.   185,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2. 
  83. Qualora dall'esito delle verifiche di cui al  comma  81  emerga
l'inadempienza della regione, su proposta del Ministro  dell'economia
e delle finanze, di concerto con il Ministro della salute  e  sentito
il Ministro per i rapporti con le regioni, il Consiglio dei ministri,
sentite la Struttura tecnica di monitoraggio di cui  all'articolo  3,
comma 2, della citata intesa Stato-regioni in materia  sanitaria  per
il triennio 2010-2012 e la Conferenza permanente per i  rapporti  tra
lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e  di  Bolzano,
che  esprimono  il  proprio  parere  entro   i   termini   perentori,
rispettivamente, di dieci e di venti giorni dalla richiesta,  diffida
la regione interessata ad attuare il piano, adottando altresi'  tutti
gli atti normativi, amministrativi, organizzativi e gestionali idonei
a garantire il conseguimento degli obiettiviin esso previsti. In caso
di perdurante inadempienza,  accertata  dal  Tavolo  tecnico  per  la
verifica degli adempimenti regionali e dal Comitato permanente per la
verifica dell'erogazione dei livelli essenziali di assistenza di  cui
rispettivamente all'articolo 12 e all'articolo 9 della citata  intesa
del 23 marzo 2005, sancita dalla Conferenza permanente per i rapporti
tra lo Stato, le regioni e  le  province  autonome  di  Trento  e  di
Bolzano, pubblicata nel supplemento ordinario  n.  83  alla  Gazzetta
Ufficiale n. 105 del 7 maggio 2005, il  Consiglio  dei  ministri,  su
proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto  con
il Ministro della salute e sentito il Ministro per i rapporti con  le
regioni, in attuazione dell'articolo 120 della Costituzione nomina il
presidente della regione o un altro soggetto commissario ad acta  per
l'intera durata del piano di rientro. Il commissario adotta tutte  le
misure indicate nel piano, nonche' gli ulteriori atti e provvedimenti
normativi,  amministrativi,  organizzativi  e  gestionali   da   esso
implicati in quanto presupposti o comunque correlati e necessari alla
completa attuazione del piano. Il commissario  verifica  altresi'  la
piena ed esatta attuazione del piano a tutti i livelli di governo del
sistema sanitario regionale. A seguito della deliberazione di  nomina
del commissario: 
    a) oltre all'applicazione delle misure previste dall'articolo  1,
comma 174, della legge 30 dicembre  2004,  n.  311,  come  da  ultimo
modificato dal comma 76 del presente articolo, in via automatica sono
sospesi i trasferimenti erariali a  carattere  non  obbligatorio,  da
individuare a seguito del decreto del Presidente  del  Consiglio  dei
ministri di cui al comma 79, lettera a), e decadono,  sempre  in  via
automatica, i direttori generali,  amministrativi  e  sanitari  degli
enti  del  servizio  sanitario  regionale,  nonche'  dell'assessorato
regionale competente; 
    b)  con  riferimento  all'esercizio  in  corso  alla  data  della
delibera di nomina del commissario ad acta, sono incrementate in  via
automatica, in aggiunta a quanto previsto dal comma 80, nelle  misure
fisse di 0,15 punti  percentuali  l'aliquota  dell'imposta  regionale
sulle attivita' produttive e di 0,30 punti percentuali  l'addizionale
all'IRPEF rispetto al livello  delle  aliquote  vigenti,  secondo  le
modalita'  previste  dall'articolo  1,  comma  174,  della  legge  30
dicembre 2004, n. 311, come da ultimo modificato  dal  comma  76  del
presente articolo. 
  84. Qualora il presidente della regione,  nominato  commissario  ad
acta per la redazione e l'attuazione del piano ai sensi dei commi  79
o 83, non adempia in tutto o in parte all'obbligo  di  redazione  del
piano o agli obblighi, anche temporali, derivanti dal  piano  stesso,
indipendentemente dalle ragioni dell'inadempimento, il Consiglio  dei
ministri, in attuazione dell'articolo 120 della Costituzione,  adotta
tutti gli atti necessari ai fini della predisposizione del  piano  di
rientro e della sua attuazione. Nei casi di  riscontrata  difficolta'
in sede di verifica e monitoraggio  nell'attuazione  del  piano,  nei
tempi o nella dimensione finanziaria ivi indicata, il  Consiglio  dei
ministri, in attuazione dell'articolo 120 della Costituzione, sentita
la regione interessata, nomina uno  o  piu'  commissari  ad  acta  di
qualificate e comprovate professionalita' ed esperienza in materia di
gestione sanitaria per l'adozione e l'attuazione degli atti  indicati
nel piano e non realizzati. 
  84-bis. In caso di dimissioni o di impedimento del presidente della
regione il Consiglio dei ministri nomina un commissario ad  acta,  al
quale spettano i poteri indicati nel terzo e quarto periodo del comma
83 fino all'insediamento del nuovo presidente della  regione  o  alla
cessazione della causa di impedimento. Il presente comma  si  applica
anche ai commissariamenti disposti ai sensi dell'articolo 4, comma 2,
del  decreto-legge  1°   ottobre   2007,   n.159,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 29  novembre  2007,  n.222,  e  successive
modificazioni. 
  85. Si applicano le disposizioni di cui all'articolo  4,  comma  2,
terzo, quarto, quinto e sesto periodo, del decreto-legge  1°  ottobre
2007, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29  novembre
2007, n. 222, e successive  modificazioni,  in  materia  di  soggetti
attuatori e di oneri e risorse della gestione commissariale.  Restano
altresi'  salve  le  disposizioni  in  materia  di   commissariamenti
sanitari che non siano in contrasto con le disposizioni del  presente
articolo. 
  86. L'accertato verificarsi,  in  sede  di  verifica  annuale,  del
mancato raggiungimento degli obiettivi  del  piano  di  rientro,  con
conseguente determinazione di un disavanzo sanitario, comporta, oltre
all'applicazione delle misure previste dal comma 80 e ferme  restando
le misure eventualmente scattate ai sensi del comma 83,  l'incremento
nelle  misure  fisse  di   0,15   punti   percentuali   dell'aliquota
dell'imposta regionale sulle attivita' produttive  e  di  0,30  punti
percentuali dell'addizionale  all'IRPEF  rispetto  al  livello  delle
aliquote vigenti, secondo  le  procedure  previste  dall'articolo  1,
comma 174, della legge 30 dicembre  2004,  n.  311,  come  da  ultimo
modificato dal comma 76 del presente articolo. 
  87. Le disposizioni di cui ai commi 80, 82, ultimo periodo, e da 83
a 86 si applicano anche  nei  confronti  delle  regioni  che  abbiano
avviato le procedure per il piano di rientro. 
  88. Per le regioni gia' sottoposte  ai  piani  di  rientro  e  gia'
commissariate alla data di entrata in  vigore  della  presente  legge
restano fermi l'assetto della gestione commissariale  previgente  per
la prosecuzione del piano di rientro,  secondo  programmi  operativi,
coerenti con gli obiettivi finanziari  programmati,  predisposti  dal
commissario ad acta, nonche' le relative azioni di supporto contabile
e gestionale. E' fatta  salva  la  possibilita'  per  la  regione  di
presentare un nuovo piano di rientro ai sensi della disciplina recata
dal presente articolo. A seguito dell'approvazione  del  nuovo  piano
cessano i commissariamenti, secondo i tempi e le  procedure  definiti
nel medesimo piano per  il  passaggio  dalla  gestione  straordinaria
commissariale alla gestione ordinaria  regionale.  In  ogni  caso  si
applicano le disposizioni di cui all'articolo  1,  comma  174,  della
legge 30 dicembre 2004, n. 311, come da ultimo modificato  dal  comma
76 del presente articolo,  e  ai  commi  da  80  a  86  del  presente
articolo. 
  88-bis Il primo periodo del comma 88 si interpreta nel senso che  i
programmi   operativi   costituiscono   prosecuzione   e   necessario
aggiornamento degli interventi di riorganizzazione,  riqualificazione
e potenziamento del piano di rientro, al fine  di  tenere  conto  del
finanziamento del servizio sanitario programmato per  il  periodo  di
riferimento, dell'effettivo stato di avanzamento dell'attuazione  del
piano di rientro, nonche' di ulteriori obblighi  regionali  derivanti
da Intese fra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
di Bolzano o da innovazioni della legislazione statale vigente. 
  89. Al fine di assicurare  il  conseguimento  degli  obiettivi  dei
piani di  rientro  dai  disavanzi  sanitari,  sottoscritti  ai  sensi
dell'articolo 1, comma 180, della legge 30 dicembre 2004, n.  311,  e
successive modificazioni, nella loro unitarieta', anche  mediante  il
regolare svolgimento dei pagamenti dei debiti accertati in attuazione
dei medesimi piani, per un periodo di due mesi dalla data di  entrata
in vigore della  presente  legge  non  possono  essere  intraprese  o
proseguite azioni esecutive nei  confronti  delle  aziende  sanitarie
locali  e  ospedaliere  delle  regioni  medesime  e  i   pignoramenti
eventualmente eseguiti non vincolano gli enti debitori e i tesorieri,
i quali possono disporre delle somme per le  finalita'  istituzionali
degli enti.  I  relativi  debiti  insoluti  producono,  nel  suddetto
periodo di due mesi,  esclusivamente  gli  interessi  legali  di  cui
all'articolo 1284 del codice civile, fatti salvi gli accordi  tra  le
parti che prevedono tassi di interesse inferiori. 
  90. Le regioni interessate dai piani di rientro,  d'intesa  con  il
Governo, possono utilizzare, nel rispetto degli equilibri di  finanza
pubblica, a copertura dei debiti sanitari, le risorse del  Fondo  per
le aree sottoutilizzate relative ai programmi di interesse strategico
regionale di cui alla delibera del CIPE n. 1/2009 del 6  marzo  2009,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 137 del 16  giugno  2009,  nel
limite individuato nella delibera di presa d'atto dei  singoli  piani
attuativi regionali da parte del CIPE. 
  91. Limitatamente ai risultati d'esercizio  dell'anno  2009,  nelle
regioni per le quali si e' verificato il mancato raggiungimento degli
obiettivi    programmati    di     risanamento     e     riequilibrio
economico-finanziario contenuti nello specifico piano di rientro  dai
disavanzi  sanitari,  di  cui  all'accordo  sottoscritto   ai   sensi
dell'articolo 1, comma 180, della legge 30 dicembre 2004, n.  311,  e
successive modificazioni: 
    a)  e'  consentito  provvedere  alla  copertura   del   disavanzo
sanitario mediante risorse di bilancio regionale a condizione che  le
relative misure di copertura,  idonee  e  congrue,  risultino  essere
state adottate entro il 31 dicembre 2009; 
    b) si applicano, secondo le procedure previste  dall'articolo  1,
comma 174, dellalegge 30  dicembre  2004,  n.  311,  come  da  ultimo
modificato dal comma 76 del presente articolo, le disposizioni di cui
al comma 86 del presente  articolo,  in  deroga  a  quanto  stabilito
dall'articolo 1, comma 796, lettera b), sesto periodo, della legge 27
dicembre 2006, n. 296. 
  92. Per le regioni che risultano inadempienti  per  motivi  diversi
dall'obbligo dell'equilibrio di bilancio sanitario, si  applicano  le
disposizioni di cui ai commi da 93 a 97. 
  93. Le regioni possono chiedere la sottoscrizione  di  un  accordo,
con il relativo piano di rientro, approvato dalla regione,  ai  sensi
dell'articolo 1, comma 180, della legge 30 dicembre 2004, n.  311,  e
successive modificazioni, per  le  parti  non  in  contrasto  con  la
presente legge. Ai fini della sottoscrizione del citato  accordo,  il
piano di rientro e' valutato dalla Struttura tecnica di  monitoraggio
di cui all'articolo 3, comma 2, della citata intesa Stato-regioni  in
materia sanitaria  per  il  triennio  2010-2012  e  dalla  Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato,  le  regioni  e  le  province
autonome  di   Trento   e   di   Bolzano   nei   termini   perentori,
rispettivamente, di  quindici  e  di  trenta  giorni  dall'invio.  La
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le  regioni  e  le
province autonome di Trento e di Bolzano, nell'esprimere  il  parere,
tiene conto del parere della citata Struttura tecnica, ove reso. Alla
sottoscrizione del citato accordo si da' luogo  anche  nel  caso  sia
decorso inutilmente il predetto termine di trenta giorni. 
  94. La sottoscrizione dell'accordo di cui al comma 93 e la relativa
attuazione  costituiscono  presupposto  per  l'accesso   al   maggior
finanziamento dell'esercizio in cui si e' verificata l'inadempienza e
di quelli interessati dal piano di rientro. L'erogazione del  maggior
finanziamento avviene per una quota pari all'80 per cento  a  seguito
della sottoscrizione dell'accordo. Le restanti somme sono  erogate  a
seguito della verifica positiva dell'attuazione  del  piano,  con  la
procedura di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre
2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge  4  dicembre
2008, n. 189. In materia di erogabilita' delle somme restano ferme le
disposizioni  di  cui  all'articolo  1,  commi  2  e  3,  del  citato
decreto-legge n. 154 del 2008 e all'articolo 6-bis, commi 1 e 2,  del
decreto-legge   29   novembre   2008,   n.   185,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2. 
  95. Gli interventi individuati dal piano di rientro sono vincolanti
per la regione, che e' obbligata a rimuovere i  provvedimenti,  anche
legislativi, e a non adottarne di nuovi che siano  di  ostacolo  alla
piena attuazione del piano di rientro. 
  96. La verifica dell'attuazione del piano di  rientro  avviene  con
periodicita' semestrale e annuale, ferma restando la possibilita'  di
procedere  a  verifiche  ulteriori  previste  dal  piano   stesso   o
straordinarie  ove  ritenute  necessarie  da  una  delle   parti.   I
provvedimenti  regionali  di  spesa  e  programmazione  sanitaria,  e
comunque tutti i provvedimenti aventi impatto sul servizio  sanitario
regionale indicati nel piano in apposito paragrafo dello stesso, sono
trasmessi alla piattaforma informatica del  Ministero  della  salute,
cui possono accedere  tutti  i  componenti  degli  organismi  di  cui
all'articolo 3 della citata intesa Stato-regioni in materia sanitaria
per il triennio 2010-2012. Il Ministero della salute, di concerto con
il  Ministero   dell'economia   e   delle   finanze,   nell'   ambito
dell'attivita' di affiancamento di propria competenza  nei  confronti
delle regioni sottoposte al piano di rientro dai  disavanzi,  esprime
un parere preventivo esclusivamente sui  provvedimenti  indicati  nel
piano di rientro. 
  97. Le regioni che avrebbero  dovuto  sottoscrivere,  entro  il  31
dicembre 2009, un accordo ai sensi dell'articolo 1, comma 180,  della
legge 30 dicembre 2004, n. 311, e successive  modificazioni,  con  il
relativo  piano  di  rientro,  per  la  riattribuzione  del   maggior
finanziamento,  possono  formalmente  chiedere  di  sottoscrivere  il
medesimo accordocorredando la  richiesta  di  un  adeguato  piano  di
rientro, entro il termine del 30 aprile  2010.  In  caso  di  mancata
sottoscrizione dell'accordo entro i  successivi  novanta  giorni,  la
quota di maggior finanziamento si intende  definitivamente  sottratta
alla competenza della regione interessata. 
  98. Lo Stato e' autorizzato ad anticipare alle regioni  interessate
dai piani di rientro dai disavanzi sanitari per squilibrio economico,
fino a un massimo di 1.000 milioni di euro, la liquidita'  necessaria
per l'estinzione dei debiti sanitari cumulativamente registrati  fino
al  31  dicembre  2005  anche  a  seguito  di  accertamenti  in  sede
contenziosa, con contestuale estinzione entro il 31 maggio  2010  dei
relativi procedimenti pendenti.  All'erogazione  si  provvede,  fermi
restando gli equilibri programmati  dei  trasferimenti  di  cassa  al
settore  sanitario,  anche   in   tranche   successive,   a   seguito
dell'accertamento definitivo e  completo  del  debito  sanitario  non
coperto  da  parte  della  regione,  con  il  supporto   dell'advisor
contabile, in  attuazione  del  citato  piano  di  rientro,  e  della
predisposizione,  da  parte  regionale,  di  misure  legislative   di
copertura  dell'ammortamento  della  predetta  liquidita',  idonee  e
congrue. La regione interessata e' tenuta, in funzione delle  risorse
trasferite dallo Stato, alla relativa  restituzione,  comprensiva  di
interessi, in un periodo non  superiore  a  trent'anni.  Gli  importi
cosi' determinati sono acquisiti in appositi  capitoli  del  bilancio
dello Stato. Con apposito contratto tra il Ministero dell'economia  e
delle finanze e la regione interessata sono definite le modalita'  di
erogazione e di restituzione  delle  somme,  prevedendo,  qualora  la
regione non adempia nei termini ivi  stabiliti  al  versamento  delle
rate di ammortamento dovute,  sia  le  modalita'  di  recupero  delle
medesime somme da parte del Ministero dell'economia e delle  finanze,
sia  l'applicazione  di   interessi   moratori.   Si   applicano   le
disposizioni di cui all'articolo 1,  comma  796,  lettera  e),  della
legge 27 dicembre 2006, n. 296. 
  99. Le disposizioni recate dal comma 1, lettere  a)  e  b),  e  dal
comma 4 dell'articolo 13 del decreto-legge 28  aprile  2009,  n.  39,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24  giugno  2009,  n.  77,
concernenti la materia del  prezzo  dei  farmaci  e  delle  quote  di
spettanza si interpretano nel senso che il  termine  "brevetto"  deve
intendersi riferito al brevetto sul principio attivo. 
  100. All'articolo 1, comma 796, lettera t), della legge 27 dicembre
2006, n. 296, le parole: "1°  gennaio  2010"  sono  sostituite  dalle
seguenti: "1° gennaio 2011".
  101.   Al    comma    8-bis    dell'articolo    66    del    codice
dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7  marzo
2005, n. 82, introdotto dall'articolo 37, comma  1,  della  legge  18
giugno 2009, n. 69, le  parole:  "Fino  al  31  dicembre  2010"  sono
sostituite dalle seguenti: "Fino al 31 dicembre 2011". 
  102. Il Fondo per le non autosufficienze  di  cui  all'articolo  1,
comma 1264, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e' incrementato  di
euro 400 milioni per l'anno 2010. 
  103. A decorrere dall'anno 2010,  gli  oneri  relativi  ai  diritti
soggettivi di cui alle seguenti disposizioni non sono piu' finanziati
a valere sul  Fondo  nazionale  per  le  politiche  sociali,  di  cui
all'articolo 20, comma 8, della legge 8 novembre 2000, n. 328, bensi'
mediante appositi capitoli di spese obbligatorie iscritti nello stato
di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali: 
    a) articolo 65 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, e successive
modificazioni; 
    b) articoli 33, 74  e  75  del  testo  unico  delle  disposizioni
legislative in materia di tutela e sostegno della maternita' e  della
paternita', di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151; 
    c) articolo 39 della legge 28 dicembre 2001, n. 448, e successive
modificazioni; 
    d) articolo 3, comma 131, della legge 24 dicembre 2003, n. 350. 
  104. In applicazione di quanto disposto dal comma 103, a  decorrere
dall'anno 2010 lo stanziamento del Fondo nazionale per  le  politiche
sociali, di cui all'articolo 20, comma  8,  della  legge  8  novembre
2000, n. 328, e' corrispondentemente ridotto. 
  105. All'articolo 51, comma 1, del decreto-legge 31 dicembre  2007,
n. 248, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio  2008,
n. 31, dopo le parole: "destinate al finanziamento  degli  interventi
di cui all'elenco 1 della medesima legge" sono inserite le  seguenti:
", nonche' quelle decorrenti dall'anno 2010". 
  106. Le disposizioni recate dai commi da 107 a 125  sono  approvate
ai sensi e per gli effetti dell'articolo 104 del  testo  unico  delle
leggi  costituzionali  concernenti  lo  statuto   speciale   per   il
Trentino-Alto  Adige,  di  cui  al  decreto  del   Presidente   della
Repubblica 31 agosto 1972, n. 670, e successive modificazioni. 
  107. A decorrere dal 1° gennaio 2010, al citato testo unico di  cui
al decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670,  e
successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: 
    a) sono abrogati la lettera d) del comma 2 dell'articolo  69,  la
lettera b) del comma  1  e  il  comma  2  dell'articolo  75,  nonche'
l'articolo 78; 
    b) all'articolo 69, comma 2, lettera b), sono aggiunte, in  fine,
le seguenti parole: ", determinata assumendo a riferimento i  consumi
finali"; 
    c) all'articolo 73 sono apportate le seguenti modificazioni: 
      1) al comma 1 e' aggiunto, in fine, il  seguente  periodo:  "Le
tasse automobilistiche istituite con legge provinciale  costituiscono
tributi propri"; 
      2) dopo il comma 1 e' aggiunto il seguente: 
      "1-bis. Le province, relativamente ai tributi  erariali  per  i
quali lo Stato ne prevede  la  possibilita',  possono  in  ogni  caso
modificare aliquote e prevedere  esenzioni,  detrazioni  e  deduzioni
purche' nei limiti delle aliquote superiori definite dalla  normativa
statale"; 
    d) l'articolo 74 e' sostituito dal seguente: 
    "Art. 74. -  1.  La  regione  e  le  province  possono  ricorrere
all'indebitamento solo per il finanziamento di spese di investimento,
per una cifra non superiore alle entrate correnti.  E'  esclusa  ogni
garanzia dello Stato sui prestiti dalle stesse contratti"; 
    e) la lettera e) del comma 1 dell'articolo 75 e' sostituita dalla
seguente: 
    "e) i nove  decimi  dell'imposta  sul  valore  aggiunto  relativa
all'importazione  determinata  assumendo  a  riferimento  i   consumi
finali"; 
    f) la lettera f) del comma 1 dell'articolo 75 e' sostituita dalla
seguente: 
    "f) i nove decimi del gettito dell'accisa  sulla  benzina,  sugli
oli da gas per autotrazione e  sui  gas  petroliferi  liquefatti  per
autotrazione erogati dagli  impianti  di  distribuzione  situati  nei
territori delle due province, nonche'  i  nove  decimi  delle  accise
sugli altri prodotti energetici ivi consumati"; 
    g) dopo l'articolo 75 e' inserito il seguente: 
    "Art. 75-bis. - 1. Nell'ammontare delle quote di tributi erariali
devolute alla regione e alle province sono comprese anche le  entrate
afferenti all'ambito regionale e provinciale affluite, in  attuazione
di disposizioni legislative o amministrative, a uffici situati  fuori
del territorio della regione e delle rispettive province. 
    2. La determinazione delle quote di cui al comma 1 e'  effettuata
assumendo a  riferimento  indicatori  od  ogni  altra  documentazione
idonea alla valutazione dei fenomeni economici che  hanno  luogo  nel
territorio regionale e provinciale. 
    3. Salvo quanto diversamente disposto con le disposizioni di  cui
all'articolo 107, i gettiti di spettanza provinciale dell'imposta sul
reddito delle societa' e delle imposte  sostitutive  sui  redditi  di
capitale,  qualora  non  sia  possibile  la  determinazione  con   le
modalita'  di  cui  al  comma  2,  sono   quantificati   sulla   base
dell'incidenza media dei medesimi tributi sul prodotto interno  lordo
(PIL) nazionale da applicare al PIL regionale o provinciale accertato
dall'Istituto nazionale di statistica"; 
    h) l'articolo 79 e' sostituito dal seguente: 
    "Art.  79.  -  1.  La  regione  e  le  province   concorrono   al
conseguimento degli obiettivi di perequazione  e  di  solidarieta'  e
all'esercizio dei diritti e dei doveri dagli stessi derivanti nonche'
all'assolvimento  degli  obblighi  di  carattere  finanziario   posti
dall'ordinamento comunitario, dal patto di stabilita' interno e dalle
altre misure di coordinamento della finanza pubblica stabilite  dalla
normativa statale: 
    a)  con  l'intervenuta  soppressione  della   somma   sostitutiva
dell'imposta   sul   valore   aggiunto   all'importazione   e   delle
assegnazioni a valere su leggi statali di settore; 
    b) con l'intervenuta soppressione della somma spettante ai  sensi
dell'articolo 78; 
    c) con il concorso finanziario ulteriore  al  riequilibrio  della
finanza   pubblica   mediante   l'assunzione   di   oneri    relativi
all'esercizio di funzioni statali, anche delegate, definite  d'intesa
con il Ministero  dell'economia  e  delle  finanze,  nonche'  con  il
finanziamento  di  iniziative  e  di  progetti,  relativi  anche   ai
territori confinanti, complessivamente in misura pari a  100  milioni
di euro annui a decorrere  dall'anno  2010  per  ciascuna  provincia.
L'assunzione di oneri opera comunque nell'importo di 100  milioni  di
euro annui anche se gli interventi nei territori confinanti risultino
per un determinato anno di un importo inferiore a 40 milioni di  euro
complessivi; 
    d) con le  modalita'  di  coordinamento  della  finanza  pubblica
definite al comma 3. 
    2. Le  misure  di  cui  al  comma  1  possono  essere  modificate
esclusivamente con la procedura prevista  dall'articolo  104  e  fino
alla loro eventuale  modificazione  costituiscono  il  concorso  agli
obiettivi di finanza pubblica di cui al comma 1. 
    3. Al fine di assicurare il concorso agli  obiettivi  di  finanza
pubblica, la  regione  e  le  province  concordano  con  il  Ministro
dell'economia e delle finanze  gli  obblighi  relativi  al  patto  di
stabilita' interno con riferimento ai saldi di bilancio da conseguire
in ciascun periodo.  Fermi  restando  gli  obiettivi  complessivi  di
finanza  pubblica,  spetta  alle  province  stabilire  gli   obblighi
relativi al patto di stabilita' interno e provvedere alle funzioni di
coordinamento con riferimento agli enti  locali,  ai  propri  enti  e
organismi strumentali, alle aziende sanitarie, alle  universita'  non
statali di cui all'articolo 17, comma  120,  della  legge  15  maggio
1997, n. 127, alle camere  di  commercio,  industria,  artigianato  e
agricoltura e agli altri enti od organismi a ordinamento regionale  o
provinciale  finanziati  dalle  stesse  in  via  ordinaria.  Non   si
applicano le misure adottate per le regioni e per gli altri enti  nel
restante  territorio  nazionale.  A  decorrere  dall'anno  2010,  gli
obiettivi del patto di stabilita' interno  sono  determinati  tenendo
conto anche degli effetti positivi in termini di indebitamento  netto
derivanti dall'applicazione delle disposizioni  recate  dal  presente
articolo e dalle relative norme di attuazione. Le  province  vigilano
sul raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica da parte degli
enti di cui al presente comma ed esercitano sugli stessi il controllo
successivo sulla gestione dando notizia degli esiti  alla  competente
sezione della Corte dei conti. 
    4.  Le  disposizioni  statali   relative   all'attuazione   degli
obiettivi di perequazione e  di  solidarieta',  nonche'  al  rispetto
degli obblighi derivanti dal patto di stabilita' interno, non trovano
applicazione con riferimento alla regione e alle province e  sono  in
ogni caso sostituite da quanto previsto  dal  presente  articolo.  La
regione e le province  provvedono  alle  finalita'  di  coordinamento
della  finanza  pubblica   contenute   in   specifiche   disposizioni
legislative dello Stato, adeguando la proprialegislazione ai principi
costituenti limiti ai sensi degli articoli 4 e 5"; 
    i) dopo il comma 1 dell'articolo 80 sono aggiunti i seguenti: 
    "1-bis. Nelle materie di competenza le province possono istituire
nuovi tributi locali. Nel caso di tributi locali istituiti con  legge
dello Stato, la legge provinciale puo' consentire agli enti locali di
modificare le  aliquote  e  di  introdurre  esenzioni,  detrazioni  o
deduzioni  nei  limiti  delle  aliquote  superiori   definite   dalla
normativa statale e puo' prevedere, anche in deroga  alla  disciplina
statale, modalita' di riscossione. 
    1-ter. Le compartecipazioni al gettito e le addizionali a tributi
erariali che le leggi dello  Stato  attribuiscono  agli  enti  locali
spettano, con riguardo agli enti locali  del  rispettivo  territorio,
alle province. Ove  la  legge  statale  disciplini  l'istituzione  di
addizionali  tributarie  comunque  denominate  da  parte  degli  enti
locali, alle relative finalita' provvedono le  province  individuando
criteri, modalita' e limiti di applicazione di  tale  disciplina  nel
rispettivo territorio"; 
    1) l'articolo 82 e' sostituito dal seguente: 
    "Art. 82. - 1. Le  attivita'  di  accertamento  dei  tributi  nel
territorio delle province sono  svolte  sulla  base  di  indirizzi  e
obiettivi  strategici  definiti  attraverso   intese   tra   ciascuna
provincia e il Ministro dell'economia e delle finanze  e  conseguenti
accordi operativi con le agenzie fiscali"; 
    m) all'articolo 83 e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: "La
regione e le province adeguano la propria normativa alla legislazione
dello Stato in materia di armonizzazione dei bilanci pubblici". 
  108.  Le  quote  dei  proventi  erariali  spettanti  alla   regione
Trentino-Alto Adige/Südtirol e alle province autonome di Trento e  di
Bolzano ai sensi degli articoli 69, 70 e 75 del citato testo unico di
cui al decreto del Presidente della Repubblica  31  agosto  1972,  n.
670, e successive modificazioni, a decorrere  dal  1°  gennaio  2011,
sono riversate dalla struttura di gestione individuata  dall'articolo
22 del decreto legislativo 9 luglio  1997,  n.  241,  per  i  tributi
oggetto di versamento unificato e di compensazione, e dai soggetti  a
cui affluiscono, per gli altri tributi, direttamente alla  regione  e
alle province autonome sul conto infruttifero, intestato ai  medesimi
enti, istituito presso la tesoreria provinciale dello Stato, nei modi
e  nei  tempi  da  definire  con  apposito   decreto   del   Ministro
dell'economia e delle finanze, adottato previa intesa con la  regione
e le province autonome. 
  109. A decorrere dal 1° gennaio 2010 sono abrogati gli articoli 5 e
6 della legge 30 novembre 1989, n. 386;  in  conformita'  con  quanto
disposto dall'articolo 8, comma 1, lettera f), della legge  5  maggio
2009, n. 42, sono comunque  fatti  salvi  i  contributi  erariali  in
essere sulle rate di ammortamento di mutui e prestiti  obbligazionari
accesi dalle province autonome di Trento  e  di  Bolzano,  nonche'  i
rapporti giuridici gia' definiti. 
  110. A  decorrere  dal  1°  gennaio  2010,  il  contributo  di  cui
all'articolo 334 del codice delle assicurazioni private,  di  cui  al
decreto legislativo 7 settembre  2005,  n.  209,  relativamente  agli
intestatari delle carte  di  circolazione  residenti  nelle  province
autonome di Trento  e  di  Bolzano,  e'  attribuito  alla  rispettiva
provincia. Gli assicuratori sono tenuti a scorporare dal  totale  dei
contributi di cui al citato articolo 334 del codice di cui al decreto
legislativo n.  209  del  2005  le  somme  attribuite  alle  province
autonome di Trento e di Bolzano e a effettuare distinti versamenti  a
favore di ogni singola provincia autonoma  con  le  stesse  modalita'
previste dal regolamento di cui al decreto del Ministro delle finanze
14 dicembre 1998,  n.  457,  per  il  versamento  dell'imposta  sulle
assicurazioni  per  la   responsabilita'   civile   derivante   dalla
circolazione dei veicoli a motore. 
  111. In applicazione dell'articolo 75-bis del citato testo unico di
cui al decreto del Presidente della Repubblica  31  agosto  1972,  n.
670, introdotto dal comma 107, lettera  g),  del  presente  articolo,
l'imposta sulle assicurazioni, esclusa quella per la  responsabilita'
civile  derivante  dalla  circolazione  dei  veicoli  a  motore,   e'
attribuita sulla base  della  distribuzione  provinciale  dei  premi,
contabilizzati   dalle   imprese   di   assicurazione   e   accertati
dall'Istituto per la  vigilanza  sulle  assicurazioni  private  e  di
interesse collettivo. 
  112. L'onere a carico dello Stato per il  rimborso  delle  funzioni
delegate in materia di  viabilita'  statale,  motorizzazione  civile,
collocamento al lavoro,  catasto  e  opere  idrauliche  e'  stabilito
nell'importo di 50 milioni  di  euro  annui  per  ciascuna  provincia
autonoma per gli anni 2003 e successivi ed e'  erogato  nella  stessa
misura annua a decorrere dall'anno 2010. 
  113. Il rimborso dovuto alla  provincia  autonoma  di  Bolzano  per
l'esercizio  della  delega  in  materia  di  ordinamento   scolastico
prevista dal decreto legislativo 24 luglio 1996, n. 434, per gli anni
2010 e successivi e' determinato e corrisposto in 250 milioni di euro
annui a decorrere dall'anno 2010. Le spettanze relative agli anni dal
2000 al 2005 sono determinate nell'importo gia' concordato  e  quelle
per gli anni dal 2006 al 2009 sono definite entro l'anno  2010.  Tali
spettanze arretrate a tutto l'anno 2009 sono corrisposte nell'importo
di 100 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2010. 
  114. Resta ferma la corresponsione, con cadenza  annuale  dall'anno
2010, delle quote variabili maturate, ai sensi dell'articolo  78  del
citato testo unico di cui al decreto del Presidente della  Repubblica
31 agosto 1972, n. 670, e successive modificazioni, e relative  norme
di attuazione, sino a tutto  l'anno  2009.  Le  quote  maturate  sino
all'anno 2005 sono definite entro tre mesi dalla data di  entrata  in
vigore della presente legge. Le quote relative agli anni dal 2006  al
2009 sono definite entro l'anno 2010. 
  115. Alle comunita' costituite nella provincia autonoma  di  Trento
ai sensi della legge provinciale 16 giugno 2006, n. 3, si applica  la
disposizione di cui all'articolo 74, comma 1, del testo  unico  delle
imposte  sui  redditi,  di  cui  al  decreto  del  Presidente   della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni. 
  116. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della  presente
legge sono definite le norme di attuazione necessarie a seguito delle
modificazioni del citato testo unico di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670,  introdotte  dalla  presente
legge. 
  117. Secondo quanto previsto dall'articolo 79, comma 1, lettera c),
del citato testo  unico  di  cui  al  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 31 agosto 1972, n. 670, come  sostituito  dal  comma  107,
lettera h), del presente articolo, le province autonome di  Trento  e
di Bolzano, nel  rispetto  del  principio  di  leale  collaborazione,
concorrono  al  conseguimento  di  obiettivi  di  perequazione  e  di
solidarieta' attraverso il finanziamento di progetti, di durata anche
pluriennale, per la valorizzazione, lo sviluppo economico e  sociale,
l'integrazione e la coesione dei territori  dei  comuni  appartenenti
alle   province   di   regioni   a   statuto   ordinario   confinanti
rispettivamente  con  la  provincia  autonoma  di  Trento  e  con  la
provincia autonoma di Bolzano. Ciascuna delle due  province  autonome
di Trento e di Bolzano assicura annualmente un intervento finanziario
determinato in 40 milioni di euro. 
  118.  Ai  fini  dell'attuazione  del  comma  117  e'  istituito  un
organismo di indirizzo composto da: 
    a) due rappresentanti del Ministro dell'economia e delle finanze,
di cui uno con funzioni di presidente, su  indicazione  del  Ministro
stesso; 
    b) un rappresentante del Ministro per i rapporti con le regioni; 
    c) un rappresentante del Ministro dell'interno; 
    d) un rappresentante della provincia autonoma di Trento; 
    e) un rappresentante della provincia autonoma di Bolzano; 
    f)  un  rappresentante  per  ciascuna  delle  regioni  a  statuto
ordinario di cui al comma 117. 
  119. L'organismo di indirizzo di cui al comma  118  stabilisce  gli
indirizzi per la valutazione e l'approvazione dei progetti di cui  al
comma 117. 
  120.  Con  decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri,
adottato su proposta del  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,
sentiti il Ministro per i rapporti  con  le  regioni  e  il  Ministro
dell'interno, previo parere delle regioni a statuto ordinario di  cui
al comma 117 e d'intesa con le  province  autonome  di  Trento  e  di
Bolzano, si provvede a: 
    a) stabilire i criteri in base ai  quali  possono  concorrere  al
finanziamento, presentando i progetti di cui al comma 117,  oltre  ai
singoli comuni confinanti, anche forme associative  tra  piu'  comuni
confinanti  e  tra  comuni  confinanti  e  comuni  ad  essi  contigui
territorialmente; 
    b) stabilire i criteri  di  ripartizione  dei  finanziamenti  con
riferimento ai diversi obiettivi di sviluppo e di integrazione e  tra
i diversi ambiti territoriali; 
    c) disciplinare le modalita' di erogazione dei  finanziamenti  da
parte delle province autonome di Trento e di Bolzano; 
    d) nominare i membri dell'organismo di indirizzo di cui al  comma
118,  sulla  base  delle  designazioni  presentate  da  ciascuno  dei
soggetti e organi rappresentati; 
    e)   disciplinare    l'organizzazione    e    il    funzionamento
dell'organismo di indirizzo di cui al comma 118, in modo da garantire
il carattere cooperativo delle decisioni; 
    f) determinare le tipologie dei progetti di  cui  al  comma  117,
nonche' le modalita' e i termini per la presentazione degli stessi; 
    g) stabilire i requisiti di ammissibilita' dei progetti, al  fine
di assicurare il rispetto della normativa comunitaria in  materia  di
aiuti di Stato; 
    h) stabilire i criteri di valutazione dei progetti; 
    i) stabilire i criteri e le modalita' di verifica della  regolare
attuazione degli interventi previsti da ciascun progetto  ammesso  al
finanziamento e del conseguimento degli obiettivi da essi perseguiti; 
    l)  disciplinare  il  funzionamento  di  appositi   organi,   che
approvano annualmente i progetti e  determinano  i  finanziamenti  da
parte delle province autonome spettanti a  ciascuno  di  essi,  sulla
base degli indirizzi stabiliti dall'organismo di cui al comma 118;  i
suddetti organi sono composti in modo  paritetico  da  rappresentanti
delle province interessate e dello Stato. 
  121. Ai componenti dell'organismo di gestione di cui al  comma  118
non spetta alcun compenso. Gli  oneri  connessi  alla  partecipazione
alle riunioni dello stesso sono a carico dei  rispettivi  soggetti  e
organi rappresentati, i quali  provvedono  a  valere  sugli  ordinari
stanziamenti di bilancio e comunque senza nuovi o  maggiori  oneri  a
carico della finanza pubblica. Per  gli  anni  2011  e  2012,  previa
intesa con le province autonome di Trento e  di  Bolzano,  una  parte
dell'intervento finanziario di cui al comma 117, nella  misura  dello
0,6 per cento del totale, e' riservata per le spese dell'organismo di
indirizzo relative all'istruttoria e verifica dei progetti di cui  al
medesimo comma 117. 
  122.  Nel  rispetto  dell'articolo  33  della  Costituzione  e  dei
principi  fondamentali  della  legislazione  statale,  la   provincia
autonoma di Trento esercita, ai sensi degli  articoli  16  e  17  del
citato testo unico di cui al decreto del Presidente della  Repubblica
31 agosto 1972, n. 670, le funzioni, delegate alla medesima provincia
autonoma a decorrere dalla data di entrata in vigore  della  presente
legge, relative all'universita' degli studi di  Trento,  compreso  il
relativo  finanziamento.  L'onere  per  l'esercizio  delle   predette
funzioni rimane a carico della provincia autonoma di  Trento  secondo
quanto previsto dalla lettera c) del comma  1  dell'articolo  79  del
citato testo unico di cui al decreto del Presidente della  Repubblica
n. 670 del 1972, come sostituito  dal  comma  107,  lettera  h),  del
presente articolo. 
  123. La provincia autonoma  di  Bolzano,  secondo  quanto  previsto
dalla lettera c) del comma 1 dell'articolo 79 del citato testo  unico
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972,  n.
670,  come  sostituito  dal  comma  107,  lettera  h),  del  presente
articolo, assume il finanziamento sostenuto dallo Stato per la Libera
universita' di Bolzano, i costi di  funzionamento  del  conservatorio
"Claudio Monteverdi" di  Bolzano,  quelli  relativi  al  servizio  di
spedizione e recapito postale nell'ambito del territorio  provinciale
e al finanziamento di infrastrutture di competenza  dello  Stato  sul
territorio  provinciale,  nonche'  gli  ulteriori  oneri  specificati
mediante  accordo  tra   il   Governo,   la   regione   Trentino-Alto
Adige/Südtirol, la  provincia  autonoma  di  Trento  e  la  provincia
autonoma di Bolzano. 
  124. Sono delegate alle province autonome di Trento e di Bolzano le
funzioni in materia  di  gestione  di  cassa  integrazione  guadagni,
disoccupazione e mobilita', da esercitare sulla base  di  conseguenti
intese con il Ministero del lavoro  e  delle  politiche  sociali  per
coordinare e raccordare gli interventi, ivi compresa la  possibilita'
di avvalersi dell'INPS sulla base di  accordi  con  quest'ultimo.  Le
predette province autonome possono regolare la materia sulla base dei
principi della legislazione  statale,  con  particolare  riguardo  ai
criteri  di  accesso,  utilizzando  risorse  aggiuntive  del  proprio
bilancio, senza oneri a carico dello Stato. L'onere  per  l'esercizio
delle predette funzioni  rimane  a  carico  delle  province  autonome
secondo quanto previsto dalla lettera c) del comma 1 dell'articolo 79
del citato testo  unico  di  cui  al  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 31 agosto 1972, n. 670, come  sostituito  dal  comma  107,
lettera h), del presente articolo. 
  125. Fino all'emanazione delle norme di attuazione che disciplinano
l'esercizio delle funzioni delegate di cui ai commi 122, 123  e  124,
lo Stato continua a esercitare le predette  funzioni  ferma  restando
l'assunzione degli oneri a carico delle province autonome di Trento e
di Bolzano, a decorrere dal 1° gennaio 2010, secondo quanto  previsto
dalla lettera c) del comma 1 dell'articolo 79 del citato testo  unico
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972,  n.
670,  come  sostituito  dal  comma  107,  lettera  h),  del  presente
articolo. 
  126.  Le   maggiori   entrate   e   le   minori   spese   derivanti
dall'attuazione dei commi da 105 a 125 affluiscono al fondo di cui al
comma 250, con le medesime modalita' ivi previste. 
  127.  Lo  stanziamento  di  cui  all'articolo  1,  comma   4,   del
decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 24 luglio 2008, n. 126, e all'articolo 2,  comma  8,  del
decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con  modificazioni,
dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189, e' integrato: 
    a) per l'anno 2008 di 156 milioni di euro; 
    b) dall'anno 2009 di 760 milioni di euro annui. 
  128. Il terzo periodo del comma 4 dell'articolo 1 del decreto-legge
27 maggio 2008, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge  24
luglio 2008, n. 126, e' soppresso. 
  129. Le disponibilita' del fondo di cui  all'articolo  7-quinquies,
comma 1, del decreto-legge 10 febbraio 2009, n.  5,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 9  aprile  2009,  n.  33,  come  integrate
dall'articolo 1, comma 5, del decreto-legge 23 novembre 2009, n. 168,
nonche' ai sensi della presente legge, sono ridotte di 3.690  milioni
di euro per l'anno 2010, di 1.379 milioni di euro per l'anno 2011, di
2.560 milioni di euro per l'anno 2012 e di  760  milioni  di  euro  a
decorrere dall'anno 2013. Le disponibilita' del Fondo strategico  per
il  Paese  a  sostegno  dell'economia  reale,  istituito  presso   la
Presidenza del Consiglio dei ministri, di cui all'articolo 18,  comma
1, lettera b-bis),  del  decreto-legge  29  novembre  2008,  n.  185,
convertito, con modificazioni, dalla legge 28gennaio 2009,  n.  2,  e
successive modificazioni, sono ridotte di 120  milioni  di  euro  per
l'anno 2010. 
  130. Il comma 2 dell'articolo  19  del  decreto-legge  29  novembre
2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge  28  gennaio
2009, n. 2, e' sostituito dal seguente: 
    "2. In via sperimentale per il biennio 2010-2011, a valere  sulle
risorse di cui al comma 1 e comunque nei limiti  di  200  milioni  di
euro per ciascuno degli anni 2010 e 2011, e nei  soli  casi  di  fine
lavoro, fermo restando quanto previsto dai commi 8, secondo  periodo,
e 10, e' riconosciuta una somma liquidata in un'unica soluzione, pari
al 30 per cento del reddito percepito l'anno  precedente  e  comunque
non  superiore  a  4.000  euro,   ai   collaboratori   coordinati   e
continuativi di cui all'articolo 61, comma 1, del decreto legislativo
10 settembre 2003, n. 276, iscritti in via  esclusiva  alla  Gestione
separata presso l'INPS di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8
agosto  1995,  n.  335,  con  esclusione  dei  soggetti   individuati
dall'articolo 1, comma 212, della legge 23 dicembre 1996, n.  662,  i
quali soddisfino in via congiunta le seguenti condizioni: a)  operino
in regime di monocommittenza; b) abbiano conseguito l'anno precedente
un reddito lordo non superiore a 20.000 euro e non inferiore a  5.000
euro; c) con riguardo all'anno di riferimento sia accreditato, presso
la predetta Gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26,  della
legge n. 335 del 1995, un numero di mensilita' non inferiore  a  uno;
d) risultino senza  contratto  di  lavoro  da  almeno  due  mesi;  e)
risultino accreditate  nell'anno  precedente  almeno  tre  mensilita'
presso la predetta Gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26,
della legge n. 335 del 1995. Restano fermi i requisiti di  accesso  e
la misura del trattamento vigenti alla data del 31 dicembre 2009  per
coloro che hanno maturato il diritto entro tale data". 
  131. Dopo il comma 2-bis  dell'articolo  19  del  decreto-legge  29
novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge  28
gennaio 2009, n. 2, e' inserito il seguente: 
    "2-ter. In via sperimentale per  l'anno  2010,  per  l'indennita'
ordinaria di disoccupazione non agricola con requisiti normali di cui
all'articolo 19, primo comma, del regio decreto-legge 14 aprile 1939,
n. 636, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 luglio 1939,  n.
1272, ai fini  del  perfezionamento  del  requisito  contributivo  si
computano anche i  periodi  svolti  nel  biennio  precedente  in  via
esclusiva sotto forma di collaborazione  coordinata  e  continuativa,
anche a progetto, nella misura  massima  di  tredici  settimane.  Per
quantificare i periodi di copertura assicurativa svolti  sotto  forma
di collaborazione coordinata e continuativa si calcola  l'equivalente
in  giornate  lavorative,   dividendo   il   totale   dell'imponibile
contributivo ai fini della Gestione separata nei due anni  precedenti
per il minimale di retribuzione giornaliera". (10a) (15) 
  132. In  via  sperimentale  per  l'anno  2010,  ai  beneficiari  di
qualsiasi  trattamento  di  sostegno  al  reddito  non   connesso   a
sospensioni dal  lavoro,  ai  sensi  della  legislazione  vigente  in
materia di ammortizzatori sociali, che  abbiano  almeno  trentacinque
anni di anzianita' contributiva e che accettino un'offerta di  lavoro
che preveda l'inquadramento in un livello  retributivo  inferiore  di
almeno il 20 per cento  a  quello  corrispondente  alle  mansioni  di
provenienza, e' riconosciuta la contribuzione figurativa integrativa,
fino alla data di maturazione del diritto al pensionamento e comunque
non oltre la data del 31 dicembre 2010. (10a) (15) 
  133.  La  contribuzione  figurativa  integrativa   e'   pari   alla
differenza  tra  il  contributo   accreditato   nelle   mansioni   di
provenienza e il contributo obbligatorio spettante  in  relazione  al
lavoro svolto ai sensi del comma 132. Tale beneficio  e'  concesso  a
domanda nel limite di 40 milioni di euro per l'anno 2010. Con decreto
del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il
Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  sono   disciplinate   le
modalita' di attuazione del presente comma. 
  134. In via sperimentale per l'anno 2010, la riduzione contributiva
prevista dall'articolo 8, comma 2, e dall'articolo 25, comma 9, della
legge 23 luglio 1991, n. 223, e' estesa, comunque non oltre  la  data
del 31 dicembre 2010, ai datori di lavoro che assumono i  beneficiari
dell'indennita' di disoccupazione non agricola con requisiti  normali
di cui all'articolo 19,  primo  comma,  del  regio  decreto-legge  14
aprile 1939, n. 636, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  6
luglio 1939, n. 1272, che abbiano almeno cinquanta anni di  eta'.  La
durata della riduzione contributiva prevista dal citato  articolo  8,
comma 2, e dal citato articolo 25, comma 9, della legge  n.  223  del
1991 e' prolungata, per chi assume  lavoratori  in  mobilita'  o  che
beneficiano  dell'indennita'  di  disoccupazione  non  agricola   con
requisiti normali, che abbiano almeno trentacinque anni di anzianita'
contributiva,  fino  alla  data  di  maturazione   del   diritto   al
pensionamento e comunque non oltre la  data  del  31  dicembre  2010.
(10a) (15) 
  135. Il beneficio di cui al comma 134 e'  concesso  a  domanda  nel
limite di 120 milioni di  euro  per  l'anno  2010.  Con  decreto  del
Ministro del lavoro e delle politiche sociali,  di  concerto  con  il
Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  sono   disciplinate   le
modalita' di attuazione del comma 134 e del presente comma. 
  136. Sono prorogate, per l'anno 2010, le  disposizioni  di  cui  ai
commi 10-bis, 11, 13, 14, 15 e 16 dell'articolo 19 del  decreto-legge
29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla  legge
28 gennaio 2009, n. 2, e successive modificazioni.  Al  comma  10-bis
del medesimo articolo 19, dopo le parole: "in caso di  licenziamento"
sono inserite le seguenti: "o di cessazione del rapporto di lavoro". 
  137.  L'intervento  di  cui  all'articolo   19,   comma   12,   del
decreto-legge   29   novembre   2008,   n.   185,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2,  e'  prorogato  per
l'anno 2010 nel limite di spesa di 15 milioni di euro. 
  138. In attesa  della  riforma  degli  ammortizzatori  sociali  per
l'anno 2010 e nel limite delle  risorse  di  cui  al  comma  140,  il
Ministro del lavoro e delle politiche sociali,  di  concerto  con  il
Ministro dell'economia e delle finanze, puo' disporre, sulla base  di
specifici accordi governativi e per periodi non  superiori  a  dodici
mesi, in deroga alla normativa vigente, la concessione,  anche  senza
soluzione  di  continuita',  di  trattamenti  di  cassa  integrazione
guadagni, di  mobilita'  e  di  disoccupazione  speciale,  anche  con
riferimento a settori produttivi e  ad  aree  regionali.  Nell'ambito
delle risorse finanziarie destinate per l'anno 2010 alla  concessione
in  deroga  alla  normativa  vigente,  anche   senza   soluzione   di
continuita',  di  trattamenti  di  cassa  integrazione  guadagni,  di
mobilita' e di disoccupazione speciale,  i  trattamenti  concessi  ai
sensi dell'articolo 2, comma 36, della legge  22  dicembre  2008,  n.
203, e successive modificazioni, e dell'articolo  19,  comma  9,  del
decreto-legge   29   novembre   2008,   n.   185,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge  28  gennaio  2009,  n.  2,  e  successive
modificazioni, possono essere  prorogati,  sulla  base  di  specifici
accordi governativi e per periodi non superiori a  dodici  mesi,  con
decreto del  Ministro  del  lavoro  e  delle  politiche  sociali,  di
concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. La misura dei
trattamenti di cui al periodo precedente e' ridotta del 10 per  cento
nel caso di prima proroga, del 30  per  cento  nel  caso  di  seconda
proroga e del 40  per  cento  nel  caso  di  proroghe  successive.  I
trattamenti di sostegno del reddito, nel caso di proroghe  successive
alla seconda, possono  essere  erogati  esclusivamente  nel  caso  di
frequenza di specifici  programmi  direimpiego,  anche  miranti  alla
riqualificazione professionale, organizzati dalla regione. 
  139. Al fine di garantire criteri omogenei di accesso  a  tutte  le
forme di integrazione del reddito, si applicano anche  ai  lavoratori
destinatari della cassa  integrazione  guadagni  in  deroga  e  della
mobilita'  in  deroga,  rispettivamente,  le  disposizioni   di   cui
all'articolo 8, comma 3, del decreto-legge  21  marzo  1988,  n.  86,
convertito, con modificazioni, dalla legge 20 maggio 1988, n. 160,  e
di cui all'articolo 16, comma 1, della legge 23 luglio 1991, n.  223.
Con riferimento ai lavoratori di cui al primo periodo,  ai  fini  del
calcolo del requisito di cui al citato articolo 16,  comma  1,  della
legge  n.  223  del  1991,  si  considerano  valide  anche  eventuali
mensilita' accreditate dalla  medesima  impresa  presso  la  Gestione
separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto  1995,
n.  335,  con  esclusione   dei   soggetti   individuati   ai   sensi
dell'articolo 1, comma 212, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, per
i soggetti che abbiano conseguito in  regime  di  monocommittenza  un
reddito superiore a 5.000  euro  complessivamente  riferito  a  dette
mensilita'. 
  140. Gli oneri derivanti dai commi da 136 a 139 sono posti a carico
delle risorse di cui alla delibera del CIPE n.  2/2009  del  6  marzo
2009, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 90 del 18  aprile  2009,
al netto delle risorse anticipate al 2009 dalla delibera del CIPE  n.
70/2009 del 31 luglio 2009, pubblicata nella  Gazzetta  Ufficiale  n.
258 del 5 novembre 2009, e delle risorse individuate per l'anno  2010
dall'articolo 1, commi 2 e 6, del decreto-legge 1°  luglio  2009,  n.
78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102. 
  141. All'articolo 19 del decreto-legge 29 novembre  2008,  n.  185,
convertito, con modificazioni, dalla legge 28  gennaio  2009,  n.  2,
come da ultimo modificato dalla presente  legge,  sono  apportate  le
seguenti modificazioni: 
    a) dopo il comma 4 e' inserito il seguente: 
    "4-bis. Al fine di favorire il reinserimento  al  lavoro,  l'INPS
comunica al Ministero del lavoro e delle politiche  sociali,  per  la
successiva pubblicazione nella borsa continua nazionale del lavoro di
cui all'articolo 15 del decreto legislativo  10  settembre  2003,  n.
276, e successive modificazioni, i dati  relativi  ai  percettori  di
misure di sostegno al  reddito  per  i  quali  la  normativa  vigente
prevede, a favore dei  datori  di  lavoro,  incentivi  all'assunzione
ovvero, in capo al  prestatore  di  lavoro,  l'obbligo  di  accettare
un'offerta formativa o un'offerta di lavoro congruo"; 
    b) al comma 7: 
    1) al terzo periodo, le parole: "per l'anno 2009" sono sostituite
dalle seguenti: "per gli anni 2009 e 2010"; 
    2) sono aggiunti, in fine,  i  seguenti  periodi:  "Nel  caso  di
proroga dei trattamenti di cassa integrazione guadagni in deroga alla
normativa vigente,  i  fondi  interprofessionali  per  la  formazione
continua di cui all'articolo 118 della legge  23  dicembre  2000,  n.
388, e successive modificazioni, possono concorrere, nei limiti delle
risorse  disponibili,  al   trattamento   spettante   ai   lavoratori
dipendenti da datori di lavoro iscritti ai fondi medesimi. In caso di
indennita' di mobilita' in deroga alla normativa vigente concessa  ai
dipendenti  licenziati  da  datori  di  lavoro  iscritti   ai   fondi
interprofessionali  per   la   formazione   continua,   il   concorso
finanziario dei fondi  medesimi  puo'  essere  previsto,  nell'ambito
delle risorse disponibili, nei casi di prima concessione in deroga. I
fondi interprofessionali per la formazione continua e i fondi di  cui
all'articolo 12 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276,  e
successive modificazioni, possono accedere alla banca dati di cui  al
comma  4  del  presente  articolo,  per  la  gestione  dei   relativi
trattamenti e lo scambio di informazioni". 
  142. All'articolo 20 del decreto legislativo 10 settembre 2003,  n.
276, sono apportate le seguenti modificazioni: 
    a) al comma 5, lettera  b),  le  parole:  "ovvero  presso  unita'
produttive nelle quali sia operante  una  sospensione  dei  rapporti"
sono sostituite dalle seguenti: ", a  meno  che  tale  contratto  sia
stipulato per provvedere  alla  sostituzione  di  lavoratori  assenti
ovvero sia concluso ai sensi dell'articolo 8, comma 2, della legge 23
luglio 1991, n. 223, ovvero abbia una durata iniziale non superiore a
tre mesi. Salva diversa  disposizione  degli  accordi  sindacali,  il
divieto opera altresi'  presso  unita'  produttive  nelle  quali  sia
operante una sospensione dei rapporti"; 
    b) dopo il comma 5 e' aggiunto il seguente: 
    "5-bis.  Qualora  il  contratto   di   somministrazione   preveda
l'utilizzo  di  lavoratori  assunti  dal  somministratore  ai   sensi
dell'articolo 8, comma 2, della legge 23 luglio  1991,  n.  223,  non
operano le disposizioni di cui ai commi 3 e 4 del presente  articolo.
Ai contratti di lavoro stipulati con lavoratori in mobilita' ai sensi
del presente comma si applica il citato articolo 8,  comma  2,  della
legge n. 223 del 1991". 
  143. Il comma 46 dell'articolo 1 della legge 24 dicembre  2007,  n.
247, e' abrogato. Dalla data di  entrata  in  vigore  della  presente
legge  trovano   applicazione   le   disposizioni   in   materia   di
somministrazione di lavoro a tempo indeterminato  di  cui  al  titolo
III, capo I, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276,  come
da ultimo modificato dalla presente legge, e all'articolo  20,  comma
3, del medesimo decreto legislativo n. 276 del 2003 sono apportate le
seguenti modificazioni: 
    a) alla lettera i), le parole: "o territoriali"  sono  sostituite
dalle seguenti: ", territoriali o aziendali"; 
    b) dopo la lettera i) e' aggiunta la seguente: 
    "i-bis) in tutti i settori produttivi, pubblici  e  privati,  per
l'esecuzione di servizi di  cura  e  assistenza  alla  persona  e  di
sostegno alla famiglia". 
  144. Per la realizzazione delle misure sperimentali di cui ai commi
145 e 146, finalizzate all'inserimento o al reinserimento nel mercato
del lavoro di  lavoratori  svantaggiati,  individuati  ai  sensi  del
regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione, del 6 agosto 2008, e'
autorizzata la spesa di 65 milioni di euro per l'anno 2010. 
  145. Alle agenzie per il lavoro di cui agli  articoli  4  e  5  del
decreto  legislativo  10  settembre  2003,  n.  276,   e   successive
modificazioni, e' concesso, nei limiti delle risorse di cui al  comma
144 del presente articolo: 
    a) un incentivo di 1.200 euro  per  ogni  lavoratore  oggetto  di
intermediazione che viene assunto con contratto a tempo indeterminato
o con contratto a termine di durata non inferiore  a  due  anni,  con
esclusione della somministrazione di lavoro e del contratto di lavoro
intermittente; 
    b) un incentivo di  800  euro  per  ogni  lavoratore  oggetto  di
intermediazione che viene assunto con contratto a termine  di  durata
compresa tra uno e due anni, con esclusione della somministrazione di
lavoro e del contratto di lavoro intermittente; 
    c) un incentivo tra 2.500 e  5.000  euro  per  l'assunzione,  con
contratto a tempo indeterminato, di inserimento al lavoro o a termine
non inferiore a dodici mesi, dei lavoratori disabili  iscritti  nelle
liste  speciali  che   presentino   particolari   caratteristiche   e
difficolta' di inserimento nel ciclo lavorativo ordinario. 
  146. Gli incentivi di cui al comma 145 possono essere riconosciuti,
alle stesse condizioni di cui al medesimo comma, anche agli operatori
privati del lavoro accreditati aisensi dell'articolo  7  del  decreto
legislativo  10  settembre  2003,  n.  276,  anche  mediante  elenchi
regionali sperimentali o provvisori. 
  147. La gestione delle misure di cui ai  commi  da  144  a  146  e'
affidata alla societa' Italia Lavoro Spa, d'intesa con  la  Direzione
generale degli ammortizzatori sociali e incentivi all'occupazione del
Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Entro  il  31  luglio
2011, la societa' Italia Lavoro Spa provvede a effettuare la verifica
e il monitoraggio degli effetti delle disposizioni di cui ai predetti
commi da 144 a 146, identificando i costi e l'impatto  delle  misure,
nonche' la nuova occupazione generata per  area  territoriale,  eta',
genere e professionalita'. 
  148. All'articolo 70 del decreto legislativo 10 settembre 2003,  n.
276,  e  successive  modificazioni,  sono   apportate   le   seguenti
modificazioni: 
    a) alla lettera b)  del  comma  1,  dopo  le  parole:  "parchi  e
monumenti" sono aggiunte le seguenti: ", anche nel  caso  in  cui  il
committente sia un ente locale"; 
    b) la lettera e) del comma 1 e' sostituita dalla seguente: 
    "e) di qualsiasi settore produttivo, compresi gli enti locali, le
scuole e le universita', il sabato e la domenica e durante i  periodi
di vacanza da parte di giovani con meno di venticinque anni  di  eta'
se regolarmente iscritti a un  ciclo  di  studi  presso  un  istituto
scolastico di qualsiasi  ordine  e  grado,  compatibilmente  con  gli
impegni  scolastici,  ovvero  in  qualunque  periodo   dell'anno   se
regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso l'universita'"; 
    c) alla lettera g) del comma 1, le parole:  ",  limitatamente  al
commercio, al turismo e ai servizi" sono soppresse; 
    d) alla lettera h-bis) del comma  1,  dopo  le  parole:  "settore
produttivo" sono inserite le seguenti: ", compresi gli enti locali,"; 
    e) dopo la lettera h-bis) del comma 1 e' aggiunta la seguente: 
    "h-ter) di  attivita'  di  lavoro  svolte  nei  maneggi  e  nelle
scuderie"; 
    f) al comma 1 e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: "In  via
sperimentale per l'anno 2010, per prestazioni di lavoro accessorio si
intendono anche le attivita' lavorative di  natura  occasionale  rese
nell'ambito di qualsiasi settore produttivo da parte di prestatori di
lavoro  titolari  di  contratti  di  lavoro  a  tempo  parziale,  con
esclusione della possibilita' di utilizzare i buoni lavoro presso  il
datore di lavoro titolare del contratto a tempo parziale"; 
    g) al comma 1-bis, le parole: "per il 2009" sono sostituite dalle
seguenti: "per gli anni 2009 e 2010" e dopo le parole:  "in  tutti  i
settori produttivi" sono inserite le seguenti: ", compresi  gli  enti
locali,". 
  149. Dopo il comma 2-bis dell'articolo 70 del  decreto  legislativo
10 settembre 2003, n. 276, e' aggiunto il seguente: 
    "2-ter. Il ricorso a prestazioni di lavoro accessorio da parte di
un committente  pubblico  e  degli  enti  locali  e'  consentito  nel
rispetto dei vincoli previsti dalla vigente disciplina in materia  di
contenimento delle spese di personale e ove  previsto  dal  patto  di
stabilita' interno". 
  150. Con effetto  dal  1°  gennaio  2010,  ai  trattamenti  di  cui
all'articolo 9 della legge  6  agosto  1975,  n.  427,  e  successive
modificazioni, si applicano le disposizioni di  cui  all'articolo  1,
comma 27, della legge 24 dicembre 2007, n. 247. 
  151. In via sperimentale per l'anno 2010, nel limite di 12  milioni
di euro, ai datori di lavoro, che non abbiano effettuato  nei  dodici
mesi precedenti riduzione di personale avente la stessa qualifica dei
lavoratori da assumere e che non abbiano sospensioni  dal  lavoro  ai
sensi  dell'articolo  1  della  legge  23  luglio  1991,  n.  223,  e
successive modificazioni, che senza esservi tenuti assumono  a  tempo
pieno e indeterminato lavoratori destinatari dell'indennita'  di  cui
all'articolo 19, primo comma, del regio decreto-legge 14 aprile 1939,
n. 636, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 luglio 1939,  n.
1272, e dell'indennita' di cui all'articolo 9 della  legge  6  agosto
1975, n. 427, e successive modificazioni, e'  concesso  dall'INPS  un
incentivo pari all'indennita' spettante al lavoratore nel  limite  di
spesa del trattamento spettante e con esclusione di quanto  dovuto  a
titolo di contribuzione figurativa per il  numero  di  mensilita'  di
trattamento di sostegno al reddito non  erogate.  Tale  incentivo  e'
erogato, a domanda e nei limiti delle risorse di cui al primo periodo
del presente comma, attraverso il conguaglio con le somme dovute  dai
datori di lavoro a titolo di contributi previdenziali, fermo restando
quanto previsto dall'articolo 8, comma 4-bis, della citata  legge  n.
223 del 1991. Con decreto del Ministro del lavoro e  delle  politiche
sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e  delle  finanze,
sono disciplinate le modalita'  di  attuazione  del  presente  comma.
(10a) (15) 
  152. All'articolo 9-bis, comma 5, ultimo periodo, del decreto-legge
1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla  legge  3
agosto 2009, n. 102, dopo le parole: "Ministro dell'economia e  delle
finanze" sono inserite le seguenti: ", di concerto  con  il  Ministro
del lavoro e delle politiche sociali,". 
  153. L'articolo 63, comma 6, del  testo  unico  delle  disposizioni
legislative in materia di tutela e sostegno della maternita' e  della
paternita', di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n.  151,  si
interpreta nel senso che il valore del salario  medio  convenzionale,
da definire secondo le modalita' stabilite  nello  stesso  comma,  ai
fini della contribuzione, e' il medesimo di quello  che  deve  essere
utilizzato per la determinazione della retribuzione  pensionabile  ai
fini del calcolo delle prestazioni previdenziali. 
  154. All'articolo 118, comma 16, della legge 23 dicembre  2000,  n.
388, e successive modificazioni, dopo le parole: "e di 80 milioni  di
euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009" sono inserite le  seguenti:
", nonche' di 100 milioni di euro per l'anno 2010, di cui il  20  per
cento destinato prioritariamente all' attuazione degli articoli 48  e
50 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n.  276,  e  successive
modificazioni". 
  155. Dopo il comma 1 dell'articolo 53 del  decreto  legislativo  10
settembre 2003, n. 276, e' inserito il seguente: 
    "1-bis. I contratti collettivi  di  lavoro  stipulati  a  livello
nazionale, territoriale o aziendale dalle associazioni dei  datori  e
dei prestatori di lavoro comparativamente  piu'  rappresentative  sul
piano nazionale possono stabilire la retribuzione dell'apprendista in
misura percentuale della retribuzione spettante ai lavoratori addetti
a mansioni o funzioni che richiedono qualificazioni corrispondenti  a
quelle per il conseguimento delle quali e' finalizzato il  contratto.
La retribuzione cosi'  determinata  deve  essere  graduale  anche  in
rapporto all'anzianita' di servizio". 
  156. Al decreto-legge 29 novembre 2008,  n.  185,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, sono  apportate  le
seguenti modificazioni: 
    a) all'articolo 4, comma 3, dopo le parole: "Nell'anno 2009" sono
inserite le seguenti: "e  nell'anno  2010"  e  dopo  le  parole:  "60
milioni di euro" e' inserita la seguente: "annui"; 
    b) all'articolo 5, comma 1, le parole: 
    "31 dicembre 2009" sono sostituite dalle seguenti: " 31  dicembre
2010". 
  157. Ai fini dell'applicazione del comma 156, i limiti  di  reddito
indicati nelle disposizioni richiamate nel  predetto  comma  sono  da
riferire all'anno 2009. 
  158.  Il  Fondo  sociale  per  occupazione  e  formazione,  di  cui
all'articolo 18, comma1, lettera a), del  decreto-legge  29  novembre
2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge  28  gennaio
2009, n. 2, e' ridotto di 100 milioni di euro per l'anno 2010. 
  159. Al comma 2 dell'articolo 20 del decreto-legge 1° luglio  2009,
n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto  2009,  n.
102, e' aggiunto, in fine, il  seguente  periodo:  "Per  l'anno  2010
l'INPS effettua, con  le  risorse  umane  e  finanziarie  previste  a
legislazione vigente, in via aggiuntiva  all'ordinaria  attivita'  di
accertamento della permanenza dei requisiti sanitari e reddituali, un
programma di 100.000 verifiche nei confronti dei titolari di benefici
economici di invalidita' civile". 
  160. Agli oneri derivanti dall'attuazione dei commi da 130  a  157,
pari a 1.125 milioni di euro per l'anno 2010, a 259 milioni  di  euro
per l'anno 2011 e a 5 milioni di euro per l'anno 2012,  si  provvede,
quanto a 150 milioni di euro per l'anno 2010, ai sensi dei commi  158
e 159, quanto a 975 milioni di euro per l'anno 2010, a 259 milioni di
euro per l'anno 2011 e a 5 milioni di euro per l'anno 2012,  mediante
corrispondente  riduzione  delle  disponibilita'  del  fondo  di  cui
all'articolo 7-quinquies, comma  1,  del  decreto-legge  10  febbraio
2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009,
n. 33, come integrate dall'articolo 1, comma 5, del decreto-legge  23
novembre 2009, n. 168, nonche' ai sensi della presente legge. 
  161. Le disposizioni dei commi da 162 a 182  hanno  l'obiettivo  di
contribuire  al  riequilibrio  economico  del  territorio   nazionale
attraverso lo sviluppo del credito nel Mezzogiorno. 
  162. Gli strumenti e le istituzioni previsti ai sensi dei commi  da
165 a 182 mirano: 
    a) ad aumentare la capacita' di offerta del  sistema  bancario  e
finanziario del Mezzogiorno; 
    b)  a  sostenere  le  iniziative   imprenditoriali   maggiormente
meritevoli di credito,  incidendo  sui  costi  di  approvvigionamento
delle risorse finanziarie necessarie agli investimenti; 
    c) a canalizzare il risparmio  verso  iniziative  economiche  che
creano occupazione nel Mezzogiorno. 
  163. Nell'attuare le disposizioni di cui ai commi da 161 a 182,  lo
Stato assume un ruolo di facilitatore di processi  e  dell'iniziativa
privata.  Le  norme  vengono  attuate  nel  rispetto  della   vigente
normativa  nazionale  e  dell'Unione   europea   e   in   particolare
nell'ambito delle normative vigenti in materia di aiuti di Stato. 
  164. L'attuazione delle operazioni di cui ai commi da 165 a  171  e
da 178 a 182 e' subordinata, ove necessario, all'autorizzazione della
Commissione europea, con le  procedure  previste  dall'articolo  108,
paragrafo 3, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea. 
  165.  E'  istituito  il  Comitato  promotore   della   "Banca   del
Mezzogiorno Spa", di seguito denominata: "Banca", di cui all'articolo
6-ter del decreto-legge 25  giugno  2008,  n.  112,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008,  n.  133.  Il  Comitato  e'
composto da  un  numero  massimo  di  quindici  membri  nominati  dal
Presidente del  Consiglio  dei  ministri  su  proposta  del  Ministro
dell'economia  e  delle  finanze,  anche  in   rappresentanza   delle
categorie economiche e sociali, di cui almeno cinque  espressione  di
soggetti bancari e finanziari aventi sede legale in una delle regioni
del  Mezzogiorno  (Abruzzo,  Molise,  Campania,  Puglia,  Basilicata,
Calabria,   Sardegna   e    Sicilia),    almeno    uno    espressione
dell'imprenditorialita' giovanile e uno della societa' Poste italiane
Spa. Il Comitato promotore e' costituito senza oneri per  la  finanza
pubblica. 
  166. E' compito del Comitato promotore individuare e selezionare  i
soci  fondatori,  diversi  dallo  Stato,  tra  banche  operanti   nel
Mezzogiorno, imprenditori o associazioni di imprenditori, societa'  a
partecipazione pubblica nonche' tra altri soggetti che condividano le
finalita' e le attivita' della Banca cosi' come  definite  dal  comma
169. Il Comitato promotore,  tra  l'altro,  definisce  le  regole  di
governo della Banca, gli  apporti  minimi  di  capitale  necessari  a
soggetti diversi dallo Stato per partecipare in qualita' di soci e le
specifiche funzioni e attivita' in relazione a quanto definito  dalla
presente disposizione. 
  167. Per avviare l'iniziativa  e  favorire  l'aggregazione  di  una
maggioranza rappresentata da  soggetti  privati  in  accordo  con  la
normativa in materia di  aiuti  di  Stato,  considerata  la  fase  di
difficolta' del sistema creditizio  nazionale  e  internazionale,  lo
Stato partecipa al capitale sociale con  una  quota  di  importo  non
superiore a quello  delle  risorse  iscritte  in  bilancio  ai  sensi
dell'articolo  6-ter  del  decreto-legge  25  giugno  2008,  n.  112,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.  133,  e
mantenute nel conto dei residui del corrente esercizio finanziario. 
  168. La Banca agisce  attraverso  la  rete  delle  banche  e  delle
istituzioni che aderiscono all'iniziativa con l'acquisto di azioni  e
puo' stipulare apposite convenzioni con la  societa'  Poste  italiane
Spa. L'adesione implica, per le attivita', i  prodotti  e  i  servizi
sviluppati o  diffusi  congiuntamente,  l'affiancamento  del  marchio
della  Banca  a  quello  proprio.  L'adesione  implica   inoltre   la
preliminare  definizione  di  modalita'  operative   e   di   governo
sinergiche, orientate a far identificare la Banca con la  rete  delle
banche e delle istituzioni aderenti. 
  169. La Banca opera con la rete di cui  al  comma  168  per  almeno
cinque  anni  come  istituzione  finanziaria  di   secondo   livello,
sostenendo progetti di investimento nel Mezzogiorno e promuovendo  in
particolare il credito alle piccole e medie  imprese,  anche  con  il
supporto di intermediari finanziari aventi  un  adeguato  livello  di
patrimonializzazione.  Il  sostegno  deve   essere   prioritariamente
indirizzato   a   favorire   la    nascita    di    nuove    imprese,
l'imprenditorialita' giovanile e femminile, l'aumento dimensionale  e
l'internazionalizzazione, la ricerca  e  l'innovazione,  al  fine  di
creare maggiore occupazione. In particolare, come servizio reso  alla
rete delle banche e delle istituzioni aderenti, la Banca puo': 
    a) favorire lo sviluppo di servizi e strumenti finanziari per  il
credito di medio e lungo termine e per il  capitale  di  rischio  nel
Mezzogiorno, anche  con  l'emissione  di  obbligazioni  e  passivita'
esplicitamente indirizzate a finanziare le piccole  e  medie  imprese
che investono nel Mezzogiorno; tali emissioni godono  del  regime  di
favore fiscale stabilito nei commi da 178 a 181; 
    b)  emettere  obbligazioni  per  finanziare  specifici   progetti
infrastrutturali nel Mezzogiorno. L'emissione di  tali  obbligazioni,
nei primi due anni dalla data  della  prima  emissione,  puo'  essere
assistita dalla garanzia dello Stato, che copre  il  capitale  e  gli
interessi. Le obbligazioni sono emesse  a  condizioni  di  mercato  e
hanno durata non inferiore a  tre  anni.  Con  decreto  del  Ministro
dell'economia e delle  finanze  sono  fissati  criteri,  modalita'  e
condizioni economiche per la concessione della garanzia  dello  Stato
nonche' il volume complessivo di obbligazioni sul quale  puo'  essere
prestata la garanzia stessa. La  garanzia  dello  Stato  e'  inserita
nell'elenco  allegato  allo  stato  di   previsione   del   Ministero
dell'economia e delle finanze ai sensi dell'articolo 13 della legge 5
agosto 1978, n. 468. Ai relativi eventuali oneri si provvede ai sensi
dell'articolo 7, secondo comma, numero 2), della  medesima  legge  n.
468 del 1978, con imputazione nell'ambito dell'unita' previsionale di
base 8.1.7 dello stato di previsione del  Ministero  dell'economia  e
delle finanze. Il Ministero dell'economia e delle finanze effettua un
monitoraggio semestrale al fine di verificare  eventuali  effetti  di
tali operazioni sui  saldi  di  finanza  pubblica  e  di  individuare
conseguentemente idonei mezzi di copertura finanziaria; 
    c) acquisire dalle banche aderenti mutui a medio o lungo  termine
erogati a piccole e medie imprese  del  Mezzogiorno  aventi  adeguato
merito di credito, per creare portafogli  efficienti  in  termini  di
diversificazione e  riduzione  del  rischio  da  cedere  al  mercato.
Eventuali emissioni di  titoli  rappresentativi  di  tali  portafogli
possono essere assistite dalla garanzia del Fondo di cui all'articolo
2, comma 100, lettera a), della legge 23 dicembre  1996,  n.  662,  a
seguito di istruttoria  sul  sottostante  eseguita  dal  Comitato  di
gestione del Fondo stesso. Con decreto del  Ministro  dello  sviluppo
economico, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze,
sono stabiliti criteri e modalita' per la concessione della garanzia,
ivi inclusi le condizioni economiche e l'ammontare massimo  che  puo'
essere assistito dalla garanzia del Fondo citato; 
    d) offrire consulenza e assistenza alle piccole e  medie  imprese
per l'utilizzo degli strumenti di agevolazione messi  a  disposizione
da amministrazioni pubbliche, istituzioni multilaterali  e  organismi
sovranazionali; 
    e) stimolare e sostenere la nascita di nuove banche  a  vocazione
territoriale nelle aree del Mezzogiorno. 
  170. Entro due mesi dalla data di entrata in vigore della  presente
legge, il Comitato  promotore  presenta  una  relazione  al  Ministro
dell'economia  e  delle  finanze  sullo  stato  di  avanzamento   del
progetto. Con successivo decreto, il Ministro dell'economia  e  delle
finanze puo' revocare il finanziamento come socio  fondatore,  se  lo
stato di avanzamento non e' ritenuto soddisfacente. In ogni caso,  le
necessarie autorizzazioni di cui  all'articolo  14  del  testo  unico
delle leggi in materia bancaria  e  creditizia,  di  cui  al  decreto
legislativo 1° settembre 1993, n. 385,  e  successive  modificazioni,
devono essere richieste entro dodici mesi dalla data  di  entrata  in
vigore della presente legge. 
  171. Al termine della fase di avvio  e,  comunque,  decorsi  cinque
anni   dall'inizio   dell'operativita'    della    Banca,    l'intera
partecipazione  posseduta   dallo   Stato,   tranne   un'azione,   e'
ridistribuita  tra  i  soci  fondatori  privati.  I  soci   fondatori
prevedono nello statuto le modalita' per l'acquisizione delle  azioni
sottoscritte dallo Stato al  momento  della  fondazione.  Ogni  altra
partecipazione  detenuta  da  un  ente  appartenente  alla   pubblica
amministrazione  compreso  nell'elenco  dell'Istituto  nazionale   di
statistica pubblicato ai sensi dell'articolo 1, comma 5, della  legge
30 dicembre 2004, n. 311, deve prevedere  un  trattamento  analogo  a
quello delle  azioni  possedute  dallo  Stato.  Resta  fermo  che  la
partecipazione pubblica non puo' in nessun caso e in  nessun  momento
rappresentare la maggioranza delle azioni sottoscritte. 
  172. Per favorire la crescita di una rete bancaria sul territorio e
sostenere la crescita della Banca, alle banche di credito cooperativo
autorizzate  all'attivita'  bancaria  successivamente  alla  data  di
entrata in vigore della presente legge e che partecipano al  capitale
della Banca e' consentita, per un  periodo  massimo  di  cinque  anni
dalla data  dell'autorizzazione  stessa,  l'emissione  di  azioni  di
finanziamento di cui all'articolo 2526 del codice civile.  Le  azioni
sono sottoscrivibili solo da  parte  di  fondi  mutualistici  per  la
promozione e lo sviluppo della cooperazione, di  cui  alla  legge  31
gennaio 1992, n. 59, in deroga ai  limiti  di  cui  all'articolo  34,
commi 2 e 4, del testo  unico  delle  leggi  in  materia  bancaria  e
creditizia, di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n.  385,
e successive modificazioni. 
  173. Se necessario, in base alla  normativa  vigente,  il  Ministro
dell'economia e delle finanze con  propri  decreti  puo'  autorizzare
enti e societa'  partecipati  dal  Ministero  dell'economia  e  delle
finanze  a  contribuire,  in  qualita'  di  soci  finanziatori,  alla
sottoscrizione del capitale di  banche  di  credito  cooperativo  che
partecipano al  capitale  della  Banca  e  autorizzate  all'attivita'
bancaria  successivamente  alla  data  di  entrata  in  vigore  della
presente legge e comunque non oltre cinque anni dalla medesima data. 
  174. L'ammontare del capitale complessivamente sottoscrivibile  dai
soci finanziatori di cui al comma 172 non puo' superare la misura  di
un terzo del capitale sociale  esistente  al  momento  dell'emissione
delle azioni di finanziamento. Le azioni di finanziamento non possono
essere cedute con effetto verso la  Banca,  se  la  cessione  non  e'
autorizzata dal consiglio di amministrazione. 
  175. Ciascun socio finanziatore ha un voto, qualunque sia il numero
delle azioni  di  finanziamento  possedute.  La  categoria  dei  soci
finanziatori ha il diritto di designare un componente  del  consiglio
di amministrazione e un componente del collegio sindacale. 
  176. Le azioni di finanziamento devono  essere  rimborsate  decorsi
dieci anni dalla loro sottoscrizione. Le  modalita'  di  liquidazione
delle partecipazioni  acquisite  ai  sensi  del  primo  periodo  sono
stabilite in un apposito piano predisposto dalla Banca  e  sottoposto
alla preventiva approvazione della Banca d' Italia. 
  177. Con decreto  del  Ministero  dell'economia  e  delle  finanze,
sentita la Banca d'Italia, sono stabilite le  disposizioni  attuative
dei commi da 172 a 176. 
  178. COMMA ABROGATO DAL D.L. 13 MAGGIO 2011, N. 70, CONVERTITO  CON
MODIFICAZIONI DALLA L. 12 LUGLIO 2011, N. 106. 
  179. COMMA ABROGATO DAL D.L. 13 MAGGIO 2011, N. 70, CONVERTITO  CON
MODIFICAZIONI DALLA L. 12 LUGLIO 2011, N. 106. 
  180. COMMA ABROGATO DAL D.L. 13 MAGGIO 2011, N. 70, CONVERTITO  CON
MODIFICAZIONI DALLA L. 12 LUGLIO 2011, N. 106. 
  181. COMMA ABROGATO DAL D.L. 13 MAGGIO 2011, N. 70, CONVERTITO  CON
MODIFICAZIONI DALLA L. 12 LUGLIO 2011, N. 106. 
  182. Al comma 1097 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n.
296,  dopo  le  parole:  "titoli  governativi  dell'area  euro"  sono
inserite le seguenti: "e, per una quota non superiore al 5 per  cento
dei fondi, in altri  titoli  assistiti  dalla  garanzia  dello  Stato
italiano". 
  183. Il contributo ordinario base  spettante  agli  enti  locali  a
valere sul fondo ordinario di cui all'articolo 34, comma  1,  lettera
a), del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, e' ridotto  per
ciascuno degli anni 2010, 2011 e 2012, rispettivamente di  1  milione
di euro, di 5 milioni di euro e di 7 milioni di euro per le  province
e di 12 milioni di euro, di 86 milioni di euro e di  118  milioni  di
euro per i comuni. Il Ministro dell'interno, con proprio decreto,  di
concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, provvede  per
l'anno  2010  alla  corrispondente  riduzione,  in  proporzione  alla
popolazione residente, del contributo ordinario spettante ai  singoli
enti. Per l'anno 2011 il Ministro dell'interno, con proprio  decreto,
di concerto con il Ministro dell'economia e delle  finanze,  provvede
alla  corrispondente  riduzione,  in  proporzione  alla   popolazione
residente, del contributo ordinario spettante ai singoli enti  per  i
quali ha luogo il rinnovo dei rispettivi consigli. Per l'anno 2012 la
riduzione del contributo ordinario viene  applicata,  in  proporzione
alla popolazione residente, a tutti gli enti per i quali  il  rinnovo
dei rispettivi consigli ha luogo nel medesimo anno e a quelli  per  i
quali ha avuto luogo nell'anno precedente. Con legge dello  Stato  e'
determinato l'ammontare della riduzione del contributo ordinario  con
riguardo a ciascuno degli anni 2013, 2014 e  2015.  Per  ciascuno  di
tali anni la riduzione del contributo e'  applicata,  in  proporzione
alla popolazione residente, a tutti gli enti per i quali  il  rinnovo
del consiglio ha luogo nel medesimo anno e a quelli per  i  quali  ha
avuto luogo negli anni precedenti, a decorrere dal 2011. Le regioni a
statuto speciale e le  province  autonome  di  Trento  e  di  Bolzano
disciplinano quanto previsto dai commi da 184 a  187  secondo  quanto
previsto dai rispettivi statuti e dalle relative norme di attuazione,
fermo  restando  quanto  disposto  dall'articolo   10   della   legge
costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3. 
  184. In relazione alle riduzioni del contributo ordinario di cui al
comma 183, il numero  dei  consiglieri  comunali  e  dei  consiglieri
provinciali e' ridotto del 20 per cento. L'entita' della riduzione e'
determinata con arrotondamento all'unita' superiore.  Ai  fini  della
riduzione del numero  dei  consiglieri  comunali  e  dei  consiglieri
provinciali di cui al primo periodo non sono computati il  sindaco  e
il presidente della provincia. (3) 
  185. Il numero massimo degli assessori comunali e' determinato, per
ciascun comune, in misura pari a un quarto del numero dei consiglieri
del  comune,  con  arrotondamento  all'unita'  superiore.  Il  numero
massimo degli assessori  provinciali  e'  determinato,  per  ciascuna
provincia, in misura pari a un  quarto  del  numero  dei  consiglieri
della provincia, con arrotondamento all'unita' superiore. Ai fini  di
cui al presente comma, nel numero dei consiglieri del  comune  e  dei
consiglieri  della  provincia  sono  computati,  rispettivamente,  il
sindaco e il presidente della provincia. (3) 
  185-bis. I circondari provinciali esistenti alla data di entrata in
vigore della presente disposizione sono  soppressi.  All'articolo  21
del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli  enti  locali,  di
cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, sono apportate  le
seguenti modificazioni: 
      a) i commi 1 e 2 sono abrogati; 
      b) la rubrica e' sostituita dalla  seguente:  "Revisione  delle
circoscrizioni provinciali". 
  186. Al fine del coordinamento della  finanza  pubblica  e  per  il
contenimento della  spesa  pubblica,  i  comuni  devono  adottare  le
seguenti misure: 
    a) soppressione della figura del difensore civico comunale di cui
all'articolo 11 del testo unico delle  leggi  sull'ordinamento  degli
enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n.  267  .
Le funzioni del difensore civico comunale possono essere  attribuite,
mediante apposita convenzione, al difensore  civico  della  provincia
nel cui territorio rientra  il  relativo  comune.  In  tale  caso  il
difensore civico provinciale assume la  denominazione  di  "difensore
civico territoriale" ed e' competente a garantire  l'imparzialita'  e
il buon andamento della pubblica amministrazione,  segnalando,  anche
di propria iniziativa, gli abusi, le  disfunzioni,  le  carenze  e  i
ritardi dell'amministrazione nei confronti dei cittadini; 
    b) soppressione delle circoscrizioni di decentramento comunale di
cui all'articolo  17  del  citato  testo  unico  di  cui  al  decreto
legislativo n. 267 del 2000, e successive modificazioni , tranne  che
per i comuni con popolazione superiore a 250.000 abitanti, che  hanno
facolta' di articolare il loro territorio in circoscrizioni,  la  cui
popolazione media non puo' essere inferiore  a  30.000  abitanti;  e'
fatto salvo il comma 5, dell'articolo 17, del testo unico delle leggi
sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo  18
agosto 2000, n. 267; 
    c) possibilita' di delega da parte del sindaco dell'esercizio  di
proprie funzioni a non piu' di due consiglieri, in  alternativa  alla
nomina degli assessori, nei comuni con popolazione  non  superiore  a
3.000 abitanti; 
    d) soppressione della figura del direttore generale,  tranne  che
nei comuni con popolazione superiore a 100.000 abitanti; 
    e) soppressione dei consorzi di funzioni tra gli enti locali,  ad
eccezione dei bacini imbriferi  montani  (BIM)  costituiti  ai  sensi
dell'articolo 1, della legge 27 dicembre 1953,  n.  959.  Sono  fatti
salvi i rapporti di  lavoro  a  tempo  indeterminato  esistenti,  con
assunzione da parte dei comuni delle  funzioni  gia'  esercitate  dai
consorzi soppressi e delle relative risorse  e  con  successione  dei
comuni ai medesimi consorzi in tutti i rapporti giuridici e  ad  ogni
altro effetto. (3) 
  186-bis. Decorso un anno dalla data  di  entrata  in  vigore  della
presente legge, sono soppresse le Autorita' d'ambito territoriale  di
cui agli articoli 148 e 201 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.
152, e successive modificazioni. Decorso lo stesso termine, ogni atto
compiuto dalle Autorita' d'ambito  territoriale  e'  da  considerarsi
nullo. Entro un anno dalla data di entrata in vigore  della  presente
legge, le regioni attribuiscono con legge le funzioni gia' esercitate
dalle  Autorita',  nel  rispetto  dei  principi  di   sussidiarieta',
differenziazione e adeguatezza. Le disposizioni di cui agli  articoli
148 e 201 del citato decreto legislativo n.152 del 2006 sono efficaci
in ciascuna regione fino alla data di entrata in vigore  della  legge
regionale di cui al periodo  precedente.  I  medesimi  articoli  sono
comunque abrogati decorso un anno dalla data  di  entrata  in  vigore
della presente legge. (11) (17) 
  187. A decorrere dalla data di entrata  in  vigore  della  presente
legge, lo Stato cessa di concorrere al finanziamento delle  comunita'
montane previsto dall'articolo 34 del decreto legislativo 30 dicembre
1992, n. 504, e dalle  altre  disposizioni  di  legge  relative  alle
comunita' montane. Nelle more dell'attuazione della  legge  5  maggio
2009, n. 42, il 30 per cento delle  risorse  finanziarie  di  cui  al
citato articolo 34 del decreto legislativo n. 504  del  1992  e  alle
citate disposizioni di  legge  relative  alle  comunita'  montane  e'
assegnato  ai  ai  comuni  appartenenti  alle  comunita'  montane   e
ripartito tra gli stessi con decreto  del  Ministero  dell'interno  ,
previa intesa sancita  in  sede  di  Conferenza  unificata  ai  sensi
dell'articolo 3, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. (7) 
  188. Le riduzioni di spesa di cui ai commi 183 e  187  confluiscono
nel fondo di cui all'articolo 7-quinquies, comma 1, del decreto-legge
10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge  9
aprile 2009, n. 33, come integrato  ai  sensi  della  presente  legge
nonche' dal decreto- legge 23 novembre 2009, n. 168. 
  189. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
  190. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
  191. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. (8) 
  192. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
  193. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
  194. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66. 
  195. Al fine di contribuire al raggiungimento  degli  obiettivi  di
finanza pubblica, per l'anno 2010, nei limiti del trasferimento o del
conferimento degli immobili di cui al comma 2 dell'articolo  314  del
codice dell'ordinamento militare, e' attribuito al comune di  Roma  e
al Commissario straordinario del Governo di cui all'articolo  78  del
decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con  modificazioni,
dalla legge 6  agosto  2008,  n.  133,  e  successive  modificazioni,
attraverso quote dei fondi di cui al comma 1  dell'articolo  314  del
codice  dell'ordinamento  militare  ovvero  attraverso   i   proventi
realizzati con i trasferimenti dei predetti beni nei suddetti limiti,
un importo pari a 600 milioni di euro di cui un sesto  al  comune  di
Roma e cinque sesti al Commissario straordinario del Governo. 
  196. E' concessa, per l'anno 2010, un'anticipazione di tesoreria al
Commissario  straordinario  del  Governo  per  le  esigenze  di   cui
all'articolo 78 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito,
con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.  133,  e  successive
modificazioni, fino a concorrenza dei cinque  sesti  dell'importo  di
cui al comma 195 del presente articolo per  provvedere  al  pagamento
delle rate di ammortamento e degli oneri di parte corrente,  relativi
ad oneri di personale, alla  produzione  di  servizi  in  economia  e
all'acquisizione di  servizi  e  forniture,  compresi  nel  piano  di
rientro approvato  con  decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei
ministri del 5 dicembre 2008. L'anticipazione  e'  accreditata  sulla
contabilita' speciale aperta ai sensi dell'articolo 78, comma 4,  del
decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con  modificazioni,
dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, per 200 milioni di euro, entro  il
mese di gennaio 2010 e, per la parte residua, entro  il  31  dicembre
2010, da estinguere con oneri a carico del bilancio dello Stato entro
il 31 dicembre 2010. Per  ulteriori  interventi  infrastrutturali  e'
autorizzata, a favore del comune di Roma, la spesa di 100 milioni  di
euro  per  l'anno  2012;  al  relativo  onere  si  provvede  mediante
corrispondente riduzione del fondo di cui  all'articolo  7-quinquies,
comma 1, del decreto-legge 10 febbraio 2009, n.  5,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, come  integrato  dal
decreto-legge 23 novembre 2009, n. 168, nonche' dalla presente legge. 
  196-bis.  Il  termine  per  la  conclusione  delle  operazioni   di
dismissione immobiliare di cui al comma 196 e' fissato al 31 dicembre
2012, fermo restando quanto previsto dal comma 195, nonche' dal comma
2 dell'articolo 314 del codice dell'ordinamento militare  di  cui  al
decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, al  fine  di  agevolare  il
raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica. PERIODO  ABROGATO
DAL D.L. 6 LUGLIO 2012, N. 95, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA  L.
7 AGOSTO 2012, N. 135. PERIODO ABROGATO DAL D.L. 6  LUGLIO  2012,  N.
95, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L.  7  AGOSTO  2012,  N.  135.
PERIODO ABROGATO DAL D.L.  6  LUGLIO  2012,  N.  95,  CONVERTITO  CON
MODIFICAZIONI DALLA L. 7 AGOSTO 2012, N. 135.  PERIODO  ABROGATO  DAL
D.L. 6 LUGLIO 2012, N. 95, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI  DALLA  L.  7
AGOSTO 2012, N. 135. Gli eventuali maggiori proventi rivenienti dalla
vendita dei beni sono acquisiti all'entrata del bilancio dello  Stato
per essere destinati al Fondo ammortamento dei titoli di  Stato.  Con
provvedimenti predisposti dal Commissario straordinario  del  Governo
del comune di Roma, nominato ai sensi dell'articolo  4,  comma  8-bis
del  decreto-legge  25  gennaio   2010,   n.   2,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 26 marzo 2010, n. 42, che deve  essere  in
possesso di comprovati requisiti di  elevata  professionalita'  nella
gestione  economico-finanziaria,  acquisiti  nel   settore   privato,
necessari per gestire la fase operativa di attuazione  del  piano  di
rientro, sono accertate le eventuali ulteriori partite  creditorie  e
debitorie rispetto al documento predisposto  ai  sensi  dell'articolo
14,  comma  13-bis,  del  decreto-legge  31  maggio  2010,   n.   78,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio  2010,  n.  122,
dal medesimo Commissario, concernente l'accertamento del  debito  del
comune di Roma alla data del 30 luglio 2010,  che  e'  approvato  con
effetti a decorrere dal 29 dicembre 2010. 
  196-ter. Agli oneri derivanti dal comma 196  si  provvede  mediante
corrispondente versamento al bilancio dello Stato per 500 milioni per
l'anno 2010 di una quota delle risorse  complessivamente  disponibili
relative a rimborsi e compensazioni di crediti di imposta,  esistenti
presso la contabilita' speciale 1778 "Agenzia delle entrate  -  Fondi
di Bilancio", da riassegnare ad apposito  programma  dello  stato  di
previsione del Ministero dell'economia e delle  finanze,  per  essere
destinata    all'estinzione    dell'anticipazione    di     tesoreria
complessivamente concessa ai sensi del medesimo comma 196. 
  197. Allo scopo di semplificare, razionalizzare e  omogeneizzare  i
pagamenti  delle  retribuzioni  fisse  e  accessorie   dei   pubblici
dipendenti, di favorire il monitoraggio della spesa del  personale  e
di assicurare il versamento unificato delle ritenute previdenziali  e
fiscali, a partire dal 30 novembre 2010 il pagamento delle competenze
accessorie, spettanti al personale delle amministrazioni dello  Stato
che per il pagamento degli  stipendi  si  avvalgono  delle  procedure
informatiche e  dei  servizi  del  Ministero  dell'economia  e  delle
finanze - Dipartimento dell'amministrazione generale, del personale e
dei  servizi,  e'  disposto  congiuntamente  alle  competenze   fisse
mediante ordini  collettivi  di  pagamento  di  cui  al  decreto  del
Ministro dell'economia e delle finanze 31  ottobre  2002,  pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 295 del 17 dicembre 2002. Per  consentire
l'adeguamento   delle   procedure    informatiche    del    Ministero
dell'economia e delle finanze per le finalita'  di  cui  al  presente
comma e' autorizzata la spesa di 9 milioni di euro per l'anno 2010  e
di 12 milioni di euro per l'anno  2011.  Con  successivo  decreto  di
natura non regolamentare del Ministro dell'economia e  delle  finanze
sono stabiliti i tempi e le modalita' attuative delle disposizioni di
cui al presente comma. 
  198. All'articolo 25 del  decreto-legge  1°  luglio  2009,  n.  78,
convertito, con modificazioni, dalla legge 3  agosto  2009,  n.  102,
sono apportate le seguenti modificazioni: 
    a) al comma 2: 
      1) dopo le parole: "6 giugno 2009" sono inserite  le  seguenti:
"e dal decreto del Ministro dell'economia e delle  finanze  9  aprile
2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 84 del 10 aprile 2009"; 
      2) il numero: " 24" e' sostituito dal seguente: "60"; 
      3) la parola: "gennaio" e' sostituita dalla seguente: "giugno"; 
    b) al comma 3: 
      1) il numero: " 24" e' sostituito dal seguente: " 60"; 
      2) la parola: "gennaio" e' sostituita dalla seguente: "giugno". 
  199. Agli oneri derivanti dall'attuazione dei commi 197 e 198, pari
a 179 milioni di euro per l'anno 2010 e a 120  milioni  di  euro  per
l'anno 2011, si provvede  per  l'anno  2010  mediante  corrispondente
riduzione del fondo di cui all'articolo  7-quinquies,  comma  1,  del
decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con  modificazioni,
dalla legge 9 aprile 2009, n. 33,  come  integrato  dall'articolo  1,
comma 5, del decreto-legge 23 novembre 2009, n. 168, nonche' ai sensi
della presente legge, e per l'anno 2011,  quanto  a  120  milioni  di
euro, mediante parziale utilizzo delle maggiori entrate derivanti dal
comma 197. Le maggiori entrate per gli anni 2011 e seguenti derivanti
dal comma 198  e  la  quota  delle  maggiori  entrate  derivanti  dal
predetto comma 197, non utilizzata per la copertura dei citati  oneri
derivanti  dai  commi  197  e  198,  affluiscono  al  fondo  di   cui
all'articolo 7-quinquies, comma  1,  del  decreto-legge  10  febbraio
2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009,
n. 33, come integrato ai  sensi  della  presente  legge  nonche'  dal
decreto-legge 23 novembre 2009, n. 168, con le medesime modalita' ivi
previste. 
  200. Ai sensi della direttiva 2009/12/CE del Parlamento  europeo  e
del  Consiglio,  dell'  11  marzo   2009,   concernente   i   diritti
aeroportuali,  e  tenuto  conto  della  necessita'  di   investimenti
infrastrutturali relativi all'esercizio delle attivita' aeronautiche,
ferma restando la delibera del CIPE n. 38/2007 del  15  giugno  2007,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 221  del  22  settembre  2007,
nelle more della stipula dei contratti di programma di cui  al  punto
5.2 della medesima delibera e di cui all'articolo 17,  comma  34-bis,
del  decreto-legge  1°  luglio   2009,   n.   78,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, e'  autorizzata,  a
decorrere dall'anno 2010, e antecedentemente al  solo  primo  periodo
contrattuale, un'anticipazione tariffaria  dei  diritti  aeroportuali
per l'imbarco di passeggeri in voli  all'interno  e  all'esterno  del
territorio  dell'Unione  europea  con  riguardo  anche   ai   sistemi
aeroportuali unitariamente considerati, nel limite massimo di 3  euro
per  passeggero   in   partenza,   vincolata   all'effettuazione   in
autofinanziamento  di  nuovi  investimenti  infrastrutturali  urgenti
relativi all'esercizio delle attivita'  aeronautiche,  alle  seguenti
condizioni: 
    a)  presentazione  all'Ente  nazionale  per  l'aviazione   civile
(ENAC),  da  parte  delle  societa'  concessionarie,  di   un'istanza
corredatadi un piano di sviluppo e  ammodernamento  aeroportuale  con
allegato elenco delle opere ritenute urgenti e indifferibili, nonche'
del relativo cronoprogramma; 
    b) validazione da parte dell'ENAC dei piani di  sviluppo  di  cui
alla lettera a) in  ordine  alla  loro  cantierabilita',  necessita',
urgenza, congruita' e sostenibilita' economica,  nonche'  conseguente
proposta da parte dell'ENAC della misura di cui alla lettera c); 
    c)  determinazione  annuale  dal  2010  della  misura   effettiva
dell'anticipazione  tariffaria  con  decreto   del   Ministro   delle
infrastrutture  e  dei  trasporti,  di  concerto  con   il   Ministro
dell'economia e delle finanze, previo parere del CIPE,  correlata  ai
piani di sviluppo validati in funzione dei seguenti parametri: 
      1) fabbisogno relativo ai costi riconosciuti  degli  interventi
validati dall'ENAC relativi al periodo regolatorio; 
      2)  volume  delle  unita'  di  carico  registrate  nel  singolo
aeroporto quali risultanti dall'ultimo annuario statistico pubblicato
dall'ENAC; 
    d) accantonamento  delle  entrate  conseguenti  all'anticipazione
tariffaria nel bilancio delle societa' concessionarie, in un apposito
fondo vincolato di bilancio; 
    e) svincolo  delle  somme  accantonate  a  fronte  dell'effettiva
realizzazione degli investimenti  urgenti  da  parte  delle  societa'
concessionarie e sulla  base  di  stati  di  avanzamento  dei  lavori
convalidati dall'ENAC; 
    f) utilizzabilita' delle somme che restano accantonate, da  parte
delle societa' concessionarie, ove queste ultime, nel termine di  sei
mesi dalla validazione di cui alla lettera b),  depositino  tutta  la
documentazione necessaria alla stipula del contratto di programma  e,
entro  un  anno  dal  deposito  della  documentazione,  stipulino   i
contratti di programma.
  201. La misura dell'anticipazione tariffaria determinata  ai  sensi
della  lettera  c)  del  comma  200  puo'  contenere  anche  i  costi
riconosciuti    delle    opere    autofinanziate    dalle    societa'
concessionarie, relativi a progetti approvati dall'ENAC, realizzati o
in corso di realizzazione, che non risultino remunerati dalle tariffe
vigenti, secondo i criteri e le modalita' previsti dalla delibera del
CIPE di cui al comma 200. Qualora nei termini di cui alla lettera  f)
del comma 200 non venga effettuato il deposito  della  documentazione
ovvero   non   vengano   stipulati   i   contratti   di    programma,
l'anticipazione tariffaria decade. L'anticipazione tariffaria decade,
altresi',  nel  caso  di  mancato  avvio  della  realizzazione  degli
investimenti nei termini e con le  modalita'  fissati  dal  piano  di
investimenti  e  dal  relativo  cronoprogramma  e  non  puo'   essere
rinnovata oltre l'anno successivo alla chiusura, da parte  dell'ENAC,
del procedimento di consultazione pubblica sul contratto di programma
previsto   dalla   disciplina   vigente.   In   caso   di   decadenza
dell'anticipazione  tariffaria,  le  somme  iscritte  dalla  societa'
concessionaria  nel  fondo  di  bilancio  vincolato  sono  trasferite
all'ENAC  e  da  questo  versate,  ai  sensi  dell'articolo  18   del
decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 3 agosto  2009,  n.  102,  su  un  apposito  conto  della
Tesoreria   dello   Stato,   dove   le   stesse   restano   vincolate
all'effettuazione degli investimenti previsti ovvero, in difetto,  di
altri  interventi  infrastrutturali  nel   sedime   aeroportuale   di
competenza della societa' concessionaria, su disposizione  dell'ENAC.
In caso di mancata presentazione del piano di sviluppo  di  cui  alla
lettera  a)  del  comma  200  non  si  fa   luogo   in   alcun   caso
all'anticipazione tariffaria. Il fondo vincolato presso  la  societa'
concessionaria e' rivalutato annualmente alla  media  dei  rendimenti
del BTP decennale benchmark. In sede  di  stipula  dei  contratti  di
programma, gli investimenti realizzati mediante  utilizzi  del  fondo
vincolato non producono ulteriori aumenti tariffari o costiimputabili
ai sensi del punto 3.1 della delibera del CIPE di cui al  comma  200.
Al termine della concessione, le somme affluite al  fondo  vincolato,
eventualmente non ancora utilizzate, sono trasferite al  subentrante,
con  mantenimento  del  vincolo  di  destinazione,  o,  in   difetto,
all'ENAC. 
  202. All'articolo 8-duodecies del decreto-legge 8 aprile  2008,  n.
59, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2008, n. 101,
sono apportate le seguenti modificazioni: 
    a) al comma 2, primo periodo, le parole: "alla data di entrata in
vigore del presente decreto" sono sostituite  dalle  seguenti:  "alla
data del 31  dicembre  2009,  a  condizione  che  i  suddetti  schemi
recepiscano le prescrizioni richiamate dalle  delibere  del  CIPE  di
approvazione,  ai  fini  dell'invarianza  di  effetti  sulla  finanza
pubblica, fatti salvi gli schemi di convenzione gia' approvati"; 
    b) dopo il comma 2 e' aggiunto il seguente: 
    "2-bis. Per le tratte autostradali in concessione per le quali la
scadenza della concessione e' prevista entro il 31 dicembre 2014,  la
societa' ANAS Spa, entro il 31 marzo  2010,  avvia  le  procedure  ad
evidenza pubblica per l'individuazione dei  concessionari  ai  quali,
allo scadere delle convenzioni vigenti, e' affidata  la  concessione.
Con decreto del Ministro delle infrastrutture e  dei  trasporti,  di'
concerto  con  il  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,   sono
stabilite  le  modalita'  di   utilizzo   delle   risorse   derivanti
dall'attuazione delle disposizioni di cui al presente comma". (6) 
  203. All'articolo 1, primo comma, della legge 17 dicembre 1971,  n.
1158, e successive modificazioni, il primo periodo e' sostituito  dal
seguente: "Alla realizzazione di un  collegamento  stabile  viario  e
ferroviario  e  di  altri  servizi  pubblici  fra  la  Sicilia  e  il
continente - opera di preminente interesse nazionale  -  si  provvede
mediante  affidamento  dello  studio,  della  progettazione  e  della
costruzione, nonche' dell'esercizio del solo collegamento viario,  ad
una societa' per azioni  al  cui  capitale  sociale  partecipano,  in
misura non inferiore al 51  per  cento,  la  societa'  ANAS  Spa,  le
regioni Sicilia e Calabria, nonche' altre societa' controllate, anche
indirettamente, dallo Stato". 
  204. Al fine di consentire il perseguimento delle finalita' di  cui
all'articolo 1 della legge 17 dicembre 1971, n. 1158, come da  ultimo
modificato dal comma 203 del presente  articolo,  e'  autorizzata  la
spesa di 470 milioni di euro per l'anno 2012  quale  contributo  alla
societa' ANAS Spa per la sottoscrizione e  l'esecuzione,  negli  anni
2012 e seguenti, di aumenti di capitale  della  societa'  di  cui  al
medesimo articolo; al relativo onere si provvede  mediante  riduzione
del fondo di cui all'articolo 7-quinquies, comma 1, del decreto-legge
10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge  9
aprile 2009, n. 33, come integrato  ai  sensi  della  presente  legge
nonche' dal decreto-legge 23 novembre 2009, n. 168. 
  205. E' approvato il secondo atto aggiuntivo  alla  Convenzione  di
concessione del 30 dicembre  2003  sottoscritto  dal  Ministro  delle
infrastrutture e dei trasporti con la societa' Stretto di Messina Spa
ai sensi della legge 17 dicembre 1971, n. 1158. 
  206. Al comma 102 dell'articolo 3 della legge 24 dicembre 2007,  n.
244, e successive modificazioni, dopo le parole: "legge  27  dicembre
2006, n. 296," sono inserite le seguenti: "ad eccezione dei Corpi  di
polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco,". 
  207. Al comma 9 dell'articolo 66 del decreto-legge 25 giugno  2008,
n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008,  n.
133, dopo le parole: "legge 27 dicembre 2006, n. 296," sono  inserite
le seguenti: "ad eccezione dei Corpi di polizia e del Corpo nazionale
dei vigili del fuoco,". 
  208. Dopo il comma 9 dell'articolo 66 del decreto-legge  25  giugno
2008, n. 112, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  6  agosto
2008, n. 133, come modificato dal comma 207 del presente articolo, e'
inserito il seguente: 
    "9-bis. Per ciascuno degli anni 2010, 2011  e  2012  i  Corpi  di
polizia e il Corpo nazionale dei vigili del fuoco possono  procedere,
secondo le modalita' di cui al comma 10, ad assunzioni di personale a
tempo indeterminato,  nel  limite  di  un  contingente  di  personale
complessivamente corrispondente a una spesa pari a quella relativa al
personale cessato dal servizio nel corso dell'anno precedente  e  per
un numero di unita' non superiore a quelle cessate dal  servizio  nel
corso dell'anno precedente". 
  209. Per le finalita' di cui ai commi da 206 a 208  e'  autorizzata
la spesa di 115 milioni di euro per l'anno 2010, di  344  milioni  di
euro per l'anno 2011 e di 600 milioni di euro a  decorrere  dall'anno
2012. Le assunzioni nelle carriere iniziali dei Corpi  di  polizia  e
del Corpo nazionale dei vigili del fuoco negli anni 2010, 2011 e 2012
sono destinate ai volontari in ferma breve, in ferma prefissata e  in
rafferma  delle  Forze  armate,  in  servizio  o  in  congedo,  nelle
percentuali previste dall'articolo 16, comma 1, della legge 23 agosto
2004, n. 226, per i Corpi di polizia, e dall'articolo  18,  comma  1,
del decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215, per il Corpo nazionale
dei vigili del fuoco. 
  210. Agli oneri derivanti dai commi  da  206  a  209  si  provvede,
quanto a 115 milioni di euro per l'anno 2010, a 344 milioni  di  euro
per l'anno 2011 e a quota parte degli oneri,  a  decorrere  dall'anno
2012, nella misura di 71 milioni  di  euro,  mediante  corrispondente
riduzione del fondo di cui all'articolo  7-quinquies,  comma  1,  del
decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con  modificazioni,
dalla legge 9 aprile 2009, n. 33,  come  integrato  dall'articolo  1,
comma 5, del decreto-legge 23 novembre 2009, n. 168, nonche' ai sensi
della presente legge. 
  211. All'articolo 96,  comma  4,  del  codice  delle  comunicazioni
elettroniche, di cui al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, e
successive modificazioni, dopo le parole: "di cui al comma 2, secondo
periodo," sono inserite le seguenti:  "il  rilascio  di  informazioni
relative al traffico telefonico e' effettuato in forma  gratuita.  In
relazione alle prestazioni a fini di giustizia diverse da  quelle  di
cui al primo periodo". 
  212. Al testo unico delle disposizioni legislative e  regolamentari
in materia di spese di giustizia, di cui al  decreto  del  Presidente
della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, sono apportate  le  seguenti
modificazioni: 
    a) all'articolo 9, comma 1, le parole:  "le  esenzioni  previste"
sono sostituite dalle seguenti: "quanto previsto"; 
    b) all'articolo 10: 
      1) i commi 4 e 5 sono abrogati; 
      2) dopo il comma 6 e' aggiunto il seguente: 
      "6-bis. Nei procedimenti di cui all'articolo 23 della legge  24
novembre 1981, n. 689,  e  successive  modificazioni,  gli  atti  del
processo  sono  soggetti  soltanto  al   pagamento   del   contributo
unificato, nonche' delle spese forfetizzate secondo l'importo fissato
all'articolo 30 del presente testo unico. Nelle controversie  di  cui
all'articolo unico della legge 2 aprile 1958, n.  319,  e  successive
modificazioni, e in quelle in cui si applica lo stesso  articolo,  e'
in ogni caso dovuto il contributo unificato per  i  processi  dinanzi
alla Corte di cassazione"; (2) (11) 
    c) all'articolo 13: 
      1) il comma 2 e' sostituito dal seguente: 
      "2. Per i processi  di  esecuzione  immobiliare  il  contributo
dovuto e' pari a euro 200. Per gli altri processi esecutivi lo stesso
importo e' ridotto della meta'. Per i processi esecutivi mobiliari di
valore inferiore a 2.500 euro il contributo dovuto e' pari a euro 30.
Per i processi di  opposizione  agli  atti  esecutivi  il  contributo
dovuto e' pari a euro 120"; 
      2) al comma 2-bis sono premesse le seguenti parole: "Fuori  dei
casi previsti dall'articolo 10, comma 6-bis,"; 
      3) il comma 4 e' abrogato. 
  213. COMMA ABROGATO DAL D.L. 6 LUGLIO 2011, N. 98,  CONVERTITO  CON
MODIFICAZIONI DALLA L. 15 LUGLIO 2011, N. 111. 
  214. COMMA ABROGATO DAL D.L. 6 LUGLIO 2011, N. 98,  CONVERTITO  CON
MODIFICAZIONI DALLA L. 15 LUGLIO 2011, N. 111. 
  215. Le risorse derivanti dalla gestione dei crediti relativi  alle
spese di giustizia di cui al comma 213 nonche'  le  maggiori  entrate
derivanti dall'attuazione del comma 212 sono versate all'entrata  del
bilancio dello Stato per essere riassegnate,  previa  verifica  della
compatibilita' finanziaria con gli equilibri di finanza  pubblica  da
parte del Ministero dell'economia e delle  finanze,  con  particolare
riferimento al rispetto  del  conseguimento,  da  parte  dell'Italia,
dell'indebitamento netto strutturale concordato in sede di  programma
di stabilita' e crescita, alle pertinenti unita' previsionali di base
dello stato di previsione del Ministero della giustizia  e  destinate
al finanziamento di un piano straordinario  per  lo  smaltimento  dei
processi  civili  e  al  potenziamento  dei   servizi   istituzionali
dell'amministrazione   giudiziaria,   ivi   compreso    l'adeguamento
dell'organico del  Corpo  di  polizia  penitenziaria  occorrente  per
fronteggiare la situazione emergenziale in atto. A tale ultimo fine e
per assicurare, inoltre, la piena operativita' dei relativi  servizi,
il  Ministro  della  giustizia  e'  autorizzato   all'assunzione   di
personale nel ruolo degli agenti e  degli  assistenti  del  Corpo  di
polizia penitenziaria, nei limiti numerici consentiti  dalle  risorse
derivanti dall'applicazione del comma 212 e nei limiti delle  risorse
di cui al precedente periodo. 
  216. All'articolo 36, quarto comma,  secondo  periodo,  del  codice
penale, dopo le  parole:  "capoversi  precedenti"  sono  aggiunte  le
seguenti: ", salva  la  pubblicazione  nei  giornali,  che  e'  fatta
unicamente  mediante  indicazione  degli  estremi  della  sentenza  e
dell'indirizzo internet del sito del Ministero della giustizia". 
  217. Al comma 4 dell'articolo 171-ter della legge 22  aprile  1941,
n. 633, e successive modificazioni, la lettera b) e' sostituita dalla
seguente: 
    "b) la pubblicazione della sentenza ai sensi dell'articolo 36 del
codice penale". 
  218. All'articolo 18 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231,
il comma 2 e' sostituito dal seguente: 
    "2.  La   pubblicazione   della   sentenza   avviene   ai   sensi
dell'articolo 36 del codice penale nonche'  mediante  affissione  nel
comune ove l'ente ha la sede principale". 
  219. Per far fronte  alla  grave  e  urgente  emergenza  dovuta  al
sovrappopolamento  delle  carceri,  sono  stanziati  complessivi  500
milioni  di  euro,  a   valere   sulle   disponibilita'   del   Fondo
infrastrutture di cui all'articolo  18,  comma  1,  lettera  b),  del
decreto-legge   29   novembre   2008,   n.   185,   convertito,   con
modificazioni,  dalla  legge  28  gennaio  2009,  n.   2,   destinati
all'attuazione, anche per stralci,  del  programma  degli  interventi
necessari per conseguire la realizzazione delle nuove  infrastrutture
carcerarie o l'aumento della capienza di quelle esistenti e garantire
una migliore condizione di vita dei detenuti, ai sensi  dell'articolo
44-bis del decreto-legge 30 dicembre 2008, n.  207,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14. 
  220. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, il Ministero della giustizia stipula con  le  regioni
una o piu' convenzioni, finanziate con le risorse del  Fondo  per  le
aree sottoutilizzate di cui all'articolo 61 della legge  27  dicembre
2002, n. 289, e successive modificazioni,  per  la  realizzazione  di
progetti finalizzati  al  rilancio  dell'economia  in  ambito  locale
attraverso il potenziamento del servizio giustizia. 
  221. I risparmi di spesa derivanti dai commi 211 e da  216  a  218,
affluiscono al  fondo  di  cui  al  comma  250,  previo  decreto  del
Ministero dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministero
della giustizia, ai fini dell'accertamento del relativo  ammontare  e
dell'individuazione della  corrispondente  riduzione  dei  pertinenti
capitoli, per spese di funzionamento dell'organizzazione giudiziaria. 
  222. A decorrere dal 1°  gennaio  2010,  le  amministrazioni  dello
Stato di cui all'articolo 1, comma  2,  del  decreto  legislativo  30
marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, incluse la Presidenza
del Consiglio dei ministri e le agenzie,  anche  fiscali,  comunicano
annualmente  all'Agenzia  del  demanio,  entro  il  31  gennaio,   la
previsione triennale: a) del loro fabbisogno di spazio allocativo; b)
delle superfici da esse occupate non  piu'  necessarie.  Le  predette
amministrazioni comunicano altresi' all'Agenzia del demanio, entro il
31 marzo 2011, le istruttorie  in  corso  per  reperire  immobili  in
locazione. L'Agenzia del demanio, verificata  la  corrispondenza  dei
fabbisogni comunicati con gli obiettivi di contenimento  della  spesa
pubblica di cui agli articoli 1, commi 204 e seguenti, della legge 27
dicembre 2006, n. 296, e successive  modificazioni,  nonche'  74  del
decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con  modificazioni,
dalla legge 6 agosto 2008, n. 133,  e  successive  modificazioni:  a)
accerta l'esistenza di immobili da assegnare in  uso  fra  quelli  di
proprieta'  dello   Stato   ovvero   trasferiti   ai   fondi   comuni
d'investimento immobiliare di cui all'articolo 4 del decreto-legge 25
settembre 2001, n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23
novembre 2001, n. 410, e successive  modificazioni;  b)  verifica  la
congruita' del canone degli immobili di proprieta' di terzi, ai sensi
dell'articolo 1, comma 479, della legge 23  dicembre  2005,  n.  266,
individuati  dalle  predette  amministrazioni  tramite  indagini   di
mercato; c) rilascia alle predette amministrazioni il nulla osta alla
stipula dei contratti di locazione ovvero al  rinnovo  di  quelli  in
scadenza, ancorche' sottoscritti dall'Agenzia del demanio.  E'  nullo
ogni contratto di locazione stipulato dalle predette  amministrazioni
senza il preventivo nulla osta alla stipula dell'Agenzia del demanio,
fatta eccezione per quelli stipulati dalla Presidenza  del  Consiglio
dei ministri e dichiarati  indispensabili  per  la  protezione  degli
interessi della sicurezza dello Stato con decreto del Presidente  del
Consiglio dei  ministri.  Le  predette  amministrazioni  adempiono  i
contratti  sottoscritti,  effettuano  il  pagamento  dei  canoni   di
locazione ed assumono ogni responsabilita' e onere  per  l'uso  e  la
custodia  degli  immobili   assunti   in   locazione.   Le   medesime
amministrazioni  hanno  l'obbligo  di  comunicare   all'Agenzia   del
demanio,  entro  30  giorni  dalla  data   di   stipula,   l'avvenuta
sottoscrizione del contratto  di  locazione  e  di  trasmettere  alla
stessa  Agenzia  copia  del  contratto  annotato  degli  estremi   di
registrazione  presso  il  competente  Ufficio   dell'Agenzia   delle
Entrate. Per le finalita' di cui al citato articolo 1,  commi  204  e
seguenti, della legge n. 296 del 2006, e successive modificazioni, le
predette amministrazioni comunicano all'Agenzia del demanio entro  il
30 giugno 2010 l'elenco dei beni  immobili  di  proprieta'  di  terzi
utilizzati a qualsiasi  titolo.  Sulla  base  di  tali  comunicazioni
l'Agenzia del demanio elabora un  piano  di  razionalizzazione  degli
spazi, trasmettendolo alle amministrazioni interessate e al Ministero
dell'economia e delle finanze - Dipartimento del tesoro. A  decorrere
dal 1° gennaio 2010, fermo restando quanto previsto dall'articolo  2,
commi  618  e  619,  della  legge  24  dicembre  2007,  n.  244,   le
amministrazioni interessate comunicano semestralmente all'Agenzia del
demanio gli interventi manutentivi effettuati sia sugli  immobili  di
proprieta' dello Stato, alle medesime  in  uso  governativo,  sia  su
quelli di proprieta' di terzi utilizzati a qualsiasi titolo,  nonche'
l'ammontare  dei  relativi  oneri.  Gli  stanziamenti  alle   singole
amministrazioni  per  gli  interventi  di  manutenzione  ordinaria  e
straordinaria,  a  decorrere  dall'esercizio  finanziario  2011,  non
potranno eccedere gli importi  spesi  e  comunicati  all'Agenzia  del
demanio, fermi restando i limiti  stabiliti  dall'articolo  2,  comma
618, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. Entro novanta giorni dalla
data  di  entrata  in  vigore  della   presente   legge,   tutte   le
amministrazioni pubbliche di cui al citato articolo 1, comma  2,  del
decreto legislativo n. 165 del 2001, e successive modificazioni,  che
utilizzano o detengono, a qualunque titolo,  immobili  di  proprieta'
dello  Stato  o  di  proprieta'  dei  medesimi   soggetti   pubblici,
trasmettono al Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento
del tesoro l'elenco identificativo dei predetti beni  ai  fini  della
redazione del rendiconto patrimoniale delle Amministrazioni pubbliche
a valori di mercato. Entro il 31 luglio di ciascun anno successivo  a
quello di trasmissione del primo elenco, le amministrazioni di cui al
citato articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del  2001,
e  successive  modificazioni,  comunicano  le  eventuali   variazioni
intervenute. Qualora emerga l'esistenza  di  immobili  di  proprieta'
dello Stato non in gestione  dell'Agenzia  del  demanio,  gli  stessi
rientrano nella  gestione  dell'Agenzia.  Con  decreto  del  Ministro
dell'economia e delle finanze l'obbligo di comunicazione puo'  essere
esteso ad altre forme di attivo ai fini della redazione dei  predetti
conti patrimoniali. In caso di inadempimento dei predetti obblighi di
comunicazione e di trasmissione, l'Agenzia del demanio e il Ministero
dell'economia e delle finanze - Dipartimento del tesoro ne effettuano
la segnalazione alla Corte dei  conti  per  gli  atti  di  rispettiva
competenza.  Gli  enti  di  previdenza  inclusi  tra   le   pubbliche
amministrazioni di cui all'art. 1, comma 2, del  decreto  legislativo
30 marzo 2001, n. 165,  effettuano  entro  il  31  dicembre  2010  un
censimento  degli  immobili  di  loro   proprieta',   con   specifica
indicazione degli immobili strumentali e di  quelli  in  godimento  a
terzi. La ricognizione e' effettuata con le  modalita'  previste  con
decreto del Ministero  del  lavoro  e  delle  politiche  sociali,  di
concerto  con  il  Ministero  dell'economia  e  delle  finanze.   Con
provvedimento del Direttore dell'Agenzia del demanio  sono  stabilite
le modalita' delle comunicazioni e delle  trasmissioni  previste  dal
presente comma. (6) (13) (17) 
  222 bis. L'ottimizzazione degli spazi ad uso ufficio e'  perseguita
dalle Amministrazioni di cui al precedente comma 222 rapportando  gli
stessi alle effettive esigenze funzionali degli uffici e alle risorse
umane  impiegate  avuto  riguardo  ad  un  parametro  di  riferimento
compreso tra 20 e 25 metri quadrati per addetto.  Le  Amministrazioni
interessate  pongono  in  essere  entro  90  giorni  dalla  data   di
pubblicazione del presente decreto piani di  razionalizzazione  degli
spazi nel rispetto dei parametri sopraindicati senza nuovi o maggiori
oneri a carico della finanza  pubblica.  Detti  piani  devono  essere
comunicati  all'Agenzia  del  Demanio.  Le  medesime  Amministrazioni
comunicano al Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato,  il
rapporto   mq/addetto   scaturente   dagli    indicati    piani    di
razionalizzazione  dalle  stesse  predisposti.  In  caso   di   nuova
costruzione o di ristrutturazione integrale, il  rapporto  mq/addetto
e' determinato dall'Agenzia del demanio entro il  31  dicembre  2012.
Una quota parte pari al 15 per cento dei risparmi di spesa conseguiti
dalle singole Amministrazioni ad esito della razionalizzazione  degli
spazi e' dalle stesse utilizzata,  in  sede  di  predisposizione  del
bilancio di previsione per l'anno successivo a quello in cui e' stata
verificata e accertata con  decreto  del  Ministero  dell'economia  e
delle finanze la sussistenza dei risparmi di  spesa  conseguiti,  per
essere destinati alla  realizzazione  di  progetti  di  miglioramento
della  qualita'  dell'ambiente  di  lavoro  e  di  miglioramento  del
benessere organizzativo purche' inseriti  nell'ambito  dei  piani  di
razionalizzazione. Nella predisposizione dei piani di  ottimizzazione
e razionalizzazione degli spazi dovranno in ogni caso  essere  tenute
in considerazione  le  vigenti  disposizioni  sulla  riduzione  degli
assetti  organizzativi,  ivi  comprese  quelle  recate  dal  presente
decreto. Le presenti disposizioni costituiscono principio  a  cui  le
Regioni e gli Enti locali, negli  ambiti  di  rispettiva  competenza,
adeguano i propri ordinamenti. (20) 
  222-ter.   Al   fine   del   completamento    del    processo    di
razionalizzazione e ottimizzazione dell'utilizzo, a qualunque titolo,
degli  spazi   destinati   all'archiviazione   della   documentazione
cartacea, le Amministrazioni statali procedono entro il  31  dicembre
di ogni anno, con le modalita' di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 8 gennaio 2001, n. 37, allo scarto degli atti di archivio.
In  assenza  di  tale  attivita'  di  cui  al   presente   comma   le
Amministrazioni non possono essere destinatarie della quota parte dei
risparmi di spesa previsti dal sesto periodo del precedente comma 222
bis.  Le  predette  Amministrazioni  devono  comunicare   annualmente
all'Agenzia del demanio gli  spazi  ad  uso  archivio  resisi  liberi
all'esito della procedura di cui sopra, per  consentire  di  avviare,
ove possibile, un processo di riunificazione, in poli logistici  allo
scopo destinati, degli archivi di deposito delle Amministrazioni. 
  223. I commi 436 e 437 dell'articolo  1  della  legge  30  dicembre
2004, n. 311, sono sostituiti dai seguenti: 
    "436. Nel  rispetto  del  principio  di  trasparenza  dell'azione
amministrativa e delle procedure disciplinate  dall'articolo  14-bis,
comma 3, lettera f),  del  decreto-legge  25  giugno  2008,  n.  112,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6  agosto  2008,  n.  133,
l'Agenzia del demanio puo' alienare beni immobili di proprieta' dello
Stato, singolarmente o in blocco: a) mediante trattativa privata,  se
di valore unitario o complessivo non superiore ad  euro  400.000;  b)
mediante asta pubblica ovvero  invito  pubblico  ad  offrire,  se  di
valore unitario o complessivo superiore ad euro 400.000,  e,  qualora
non aggiudicati, mediante trattativa privata. L'Agenzia del  demanio,
con propri provvedimenti dirigenziali,  provvede  a  disciplinare  le
modalita' delle procedure telematiche concorsuali  di  vendita.  Alle
forme di pubblicita' si provvede con la pubblicazione su  almeno  due
dei principali quotidiani a diffusione  nazionale  e  su  almeno  due
quotidiani a maggiore diffusione locale, nonche'  sul  sito  internet
dell'Agenzia del demanio. Le spese relative  alla  pubblicita'  delle
procedure   concorsuali   sono   poste   a   carico   dello    Stato.
L'aggiudicazione  avviene,  nelle  procedure  concorsuali,  a  favore
dell'offerta piu' alta rispetto  al  prezzo  di  base  ovvero,  nelle
procedure ad offerta libera, a favore dell'offerta  migliore,  previa
valutazione della sua convenienza economica da parte dell'Agenzia del
demanio sulla base dei valori indicati dall'Osservatorio del  mercato
immobiliare  per  la  zona  di  riferimento  e  avuto  riguardo  alla
tipologia di  immobile  e  all'andamento  del  mercato.  In  caso  di
procedura ad offerta libera, l'Agenzia del demanio puo' riservarsi di
non procedere all'aggiudicazione degli immobili. 
    437. Per le alienazioni di cui al comma 436  e'  riconosciuto  in
favore delle regioni  e  degli  enti  locali  territoriali,  sul  cui
territorio insistono gli immobili in vendita,  il  dirittodi  opzione
all'acquisto entro il termine  di  quindici  giorni  dal  ricevimento
della determinazione a vendere comunicata  dall'Agenzia  del  demanio
prima dell'avvio delle procedure. In caso di vendita con procedure ad
offerta libera, spetta in via prioritaria alle regioni  e  agli  enti
locali  territoriali  il  diritto  di  prelazione  all'acquisto,   da
esercitare nel corso della procedura di vendita". 
  224. Le maggiori entrate e i risparmi di spesa derivanti dai  commi
222 e 223 affluiscono al fondo di cui all'articolo 7-quinquies, comma
1,  del  decreto-legge  10  febbraio  2009,  n.  5,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33,  come  integrato  ai
sensi della presente legge  nonche'  dal  decreto-legge  23  novembre
2009, n. 168. 
  225. La societa' CONSIP  Spa  conclude  accordi  quadro,  ai  sensi
dell'articolo 59 del codice dei contratti pubblici relativi a lavori,
servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n.
163, e successive modificazioni, cui le amministrazioni pubbliche  di
cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30  marzo  2001,
n.  165,   e   successive   modificazioni,   e   le   amministrazioni
aggiudicatici di cui all'articolo 3, comma 25, del citato  codice  di
cui al decreto legislativo n. 163 del 2006, possono fare ricorso  per
l'acquisto  di  beni  e  di  servizi.  In  alternativa,  le  medesime
amministrazioni  adottano,  per  gli  acquisti  di  beni  e   servizi
comparabili, parametri di qualita' e di prezzo  rapportati  a  quelli
degli accordi quadro di cui al presente  comma.  Resta  fermo  quanto
previsto dall'articolo 26 della legge 23 dicembre  1999,  n.  488,  e
successive modificazioni, dall'articolo 58 della  legge  23  dicembre
2000, n. 388, dall'articolo 1,  commi  449  e  450,  della  legge  27
dicembre 2006, n. 296, e dall'articolo 2, comma 574, della  legge  24
dicembre 2007, n. 244. 
  226. Le convenzioni di cui all'articolo 26 della legge 23  dicembre
1999, n. 488, e successive modificazioni,  possono  essere  stipulate
anche ai fini e in sede di aggiudicazione degli appalti basati su  un
accordo quadro concluso ai sensi del comma 225 del presente articolo.
Resta fermo quanto previsto dal comma 3 del citato articolo 26  della
legge n. 488 del 1999, e successive modificazioni, per le convenzioni
stipulate dalla societa' CONSIP Spa. 
  227. Nel contesto del sistema  a  rete  costituito  dalle  centrali
regionali e dalla societa' CONSIP Spa ai sensi dell'articolo 1, comma
457, della legge 27 dicembre 2006, n.  296,  in  sede  di  Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato,  le  regioni  e  le  province
autonome di Trento e di  Bolzano,  possono  essere  indicati  criteri
utili per l'individuazione delle categorie merceologiche di beni e di
servizi oggetto di accordi quadro, conclusi anche ai sensi dei  commi
225 e 226 del presente articolo dalla societa' CONSIP Spa, al fine di
determinare un'elevata possibilita' di incidere  positivamente  e  in
maniera significativa sui processi di acquisto pubblici. 
  228. Al fine di agevolare il  reperimento  di  alloggi  nelle  aree
colpite dagli eventi sismici del 6 aprile  2009,  relativamente  agli
immobili ad uso abitativo ubicati  nella  provincia  dell'Aquila,  in
coerenza con l'attuazione della legge 5 maggio 2009, n. 42, e in  via
sperimentale, per l'anno 2010, il canone  di  locazione  relativo  ai
contratti stipulati ai sensi dell'articolo 2, comma 3, della legge  9
dicembre 1998,  n.  431,  e  successive  modificazioni,  tra  persone
fisiche  che  non  agiscono  nell'esercizio  di  un'impresa,  arte  o
professione, puo' essere assoggettato, sulla base della decisione del
locatore, a un'imposta sostitutiva  dell'imposta  sul  reddito  delle
persone fisiche e delle relative addizionali nella misura del 20  per
cento; la base  imponibile  dell'imposta  sostitutiva  e'  costituita
dall'importo che  rileva  ai  fini  dell'imposta  sul  reddito  delle
persone fisiche. L'imposta sostitutiva e' versata  entro  il  termine
stabilito per il versamento a saldo dell'imposta  sul  reddito  delle
persone fisiche. L'acconto relativo  all'imposta  sul  reddito  delle
persone fisiche dovuta per l'anno  2011  e'  calcolato  senza  tenere
conto  delle  disposizioni  di  cui  al  presente   comma.   Per   la
liquidazione,  l'accertamento,  la  riscossione  e   il   contenzioso
riguardanti  l'imposta  sostitutiva  di  cui  al  presente  comma  si
applicano le disposizioni previste per le imposte  sui  redditi.  Con
provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle  entrate,  da  emanare
entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore  della  presente
legge, sono stabilite le modalita' di dichiarazione e  di  versamento
dell'imposta sostitutiva di cui al presente comma, nonche' ogni altra
disposizione utile ai fini dell'attuazione del presente comma. 
  229. Al comma 2 dell'articolo 2 del decreto-legge 24 dicembre 2002,
n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio  2003,
n.  27,  e  successive  modificazioni,  sono  apportate  le  seguenti
modificazioni: 
  a) al primo periodo, le parole: "1° gennaio 2008"  sono  sostituite
dalle seguenti: "1° gennaio 2010"; 
  b) al secondo periodo, le parole: "31 ottobre 2008" sono sostituite
dalle seguenti: "31 ottobre 2010"; 
  c) al terzo periodo, le parole: "31 ottobre 2008"  sono  sostituite
dalle seguenti: "31 ottobre 2010". 
  230. Le maggiori entrate derivanti dal  comma  229  affluiscono  al
fondo di cui al comma 250 con le modalita' ivi previste. 
  231. Le somme di cui all'articolo 31, commi 12 e 13, della legge 27
dicembre 2002, n. 289, ancora dovute al 31 dicembre 2009, a far  data
dal 1° gennaio  2010,  sono  versate  in  venti  annualita',  con  la
maggiorazione  degli  interessi  al  tasso   legale.   Il   Ministero
dell'interno  fa  pervenire,  entro  il  31  marzo  2010,  agli  enti
interessati il nuovo piano di estinzione del debito residuo. 
  232. Con decreti del Presidente  del  Consiglio  dei  ministri,  su
proposta del  Ministro  delle  infrastrutture  e  dei  trasporti,  di
concerto  con  il  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,   sono
individuati specifici progetti  prioritari  ricompresi  nei  corridoi
europei  TEN-T  e  inseriti  nel   programma   delle   infrastrutture
strategiche,  aventi  costi  e  tempi  di  realizzazione   superiori,
rispettivamente,  a  2  miliardi   di   euro   e   a   quattro   anni
dall'approvazione del progetto  definitivo  e  non  suddivisibili  in
lotti funzionali di importo inferiore a 1 miliardo  di  euro,  per  i
quali il CIPE puo' autorizzare, per un importo complessivo residuo da
finanziare, relativo all'insieme dei progetti prioritari individuati,
non superiore a 10 miliardi di euro, l'avvio della realizzazione  del
relativo progetto definitivo per lotti costruttivi individuati  dallo
stesso CIPE, subordinatamente alle seguenti condizioni: 
    a)  il  costo  del  lotto  costruttivo  autorizzato  deve  essere
integralmente finanziato e deve esservi  copertura  finanziaria,  con
risorse pubbliche o private nazionali  o  dell'Unione  europea,  che,
alla data dell'autorizzazione  del  primo  lotto,  devono  costituire
almeno il 20 per cento del costo complessivo dell'opera; in  casi  di
particolare interesse strategico,  con  decreto  del  Ministro  delle
infrastrutture e dei trasporti,  puo'  essere  consentito  l'utilizzo
della procedura di cui al presente comma anche in caso  di  copertura
finanziaria, con risorse pubbliche o private nazionali o  dell'Unione
europea,  che,  alla  data  dell'autorizzazione  del   primo   lotto,
costituiscono  almeno  il  10  per  cento   del   costo   complessivo
dell'opera; 
    b)  il  progetto  definitivo  dell'opera  completa  deve   essere
accompagnato da una relazione che indichi le  fasi  di  realizzazione
dell'intera opera per lotti costruttivi, il cronoprogramma dei lavori
per ciascuno dei lotti e i connessi  fabbisogni  finanziari  annuali;
l'autorizzazione dei lavori per i  lotti  costruttivi  successivi  al
primo lotto deve essere accompagnata da un aggiornamento di tutti gli
elementi della medesima relazione; 
    c)  il  contraente  generale  o  l'affidatario  dei  lavori  deve
assumere l'impegno di rinunciare a  qualunque  pretesa  risarcitoria,
eventualmente sorta in relazione alle opere individuate con i decreti
del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all'alinea,  nonche'
a qualunque pretesa anche futura  connessa  all'eventuale  mancato  o
ritardato finanziamento dell'intera  opera  o  di  lotti  successivi;
dalle determinazioni  assunte  dal  CIPE  non  devono  in  ogni  caso
derivare nuovi obblighi contrattuali nei confronti di terzi a  carico
del soggetto  aggiudicatore  dell'opera  per  i  quali  non  sussista
l'integrale copertura finanziaria. 
  233. Con l'autorizzazione del  primo  lotto  costruttivo,  il  CIPE
assume l'impegno programmatico di finanziare l'intera opera ovvero di
corrispondere  l'intero  contributo  finanziato   e   successivamente
assegna, in via prioritaria, le risorse che si rendono disponibili in
favore dei progetti di cui al comma 232, allo scopo di  finanziare  i
successivi lotti  costruttivi  fino  al  completamento  delle  opere,
tenuto conto del cronoprogramma. 
  234.  Il  Documento  di  programmazione   economico-finanziaria   -
Allegato Infrastrutture da' distinta evidenza degli interventi di cui
ai commi 232 e 233, per il completamento dei quali il CIPE assegna le
risorse secondo quanto previsto dal comma 233. 
  235. All'articolo 3, comma 4-bis,  del  decreto-legge  10  febbraio
2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009,
n. 33, dopo le parole: "operazioni a favore  delle  piccole  e  medie
imprese  che  possono  essere  effettuate  esclusivamente  attraverso
l'intermediazione di soggetti autorizzati all'esercizio del  credito"
sono aggiunte le seguenti: "nonche' attraverso la  sottoscrizione  di
fondi comuni di investimento gestiti  da  una  societa'  di  gestione
collettiva del risparmio di cui all'articolo 33 del  testo  unico  di
cui al decreto legislativo 24 febbraio  1998,  n.  58,  e  successive
modificazioni, il cui  oggetto  sociale  realizza  uno  o  piu'  fini
istituzionali della Cassa  depositi  e  prestiti  Spa.  Lo  Stato  e'
autorizzato a sottoscrivere, per l'anno 2010, fino a 500.000 euro  di
quote di societa' di gestione del  risparmio  finalizzate  a  gestire
fondi comuni di investimento mobiliare di  tipo  chiuso  riservati  a
investitori qualificati che perseguano tra i  loro  obiettivi  quelli
del rafforzamento patrimoniale e dell'aggregazione delle  imprese  di
minore dimensione". 
  236. Per  le  finalita'  di  cui  all'articolo  29,  comma  1,  del
decreto-legge   29   novembre   2008,   n.   185,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 28 gennaio  2009,  n.  2,  e'  autorizzata
l'ulteriore spesa di 200 milioni di euro per ciascuno degli anni 2010
e  2011.  Con  decreto  di  natura  non  regolamentare  del  Ministro
dell'economia e delle finanze, di  concerto  con  il  Ministro  dello
sviluppo economico, da emanare sentite le associazioni di  categoria,
sono stabilite le modalita' di utilizzo del predetto  stanziamento  e
degli stanziamenti, pari a 654 milioni di euro per l'anno  2010  e  a
65,4 milioni di euro per l'anno 2011,  iscritti  nel  bilancio  dello
Stato ai sensi della citata disposizione, anche al fine di  stabilire
i criteri di individuazione e di finanziamento di nuovi  investimenti
dei  privati  in  ricerca  e  sviluppo;  il  predetto  decreto   puo'
individuare le tipologie di interventi suscettibili di' agevolazione,
le  modalita'  di  fruizione  del  credito  d'imposta  e  i  soggetti
beneficiari  meritevoli  di  agevolazione.  Alla  relativa  copertura
finanziaria si provvede, per  l'anno  2010,  mediante  riduzione  del
Fondo per le aree sottoutilizzate di cui all'articolo 61 della  legge
27 dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni, e,  per  l'anno
2011, mediante riduzione del fondo di cui  all'articolo  7-quinquies,
comma 1, del decreto-legge 10 febbraio 2009, n.  5,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33. 
  237. Per il finanziamento annuale previsto dall'articolo  1,  comma
1244, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e' autorizzata  la  spesa
di 50 milioni di euro per l'anno 2010. 
  238. Agli oneri derivanti dall'attuazione del comma 237 si provvede
con le disponibilita' conseguenti  alle  revoche  totali  o  parziali
delle agevolazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del  decreto-legge
22 ottobre 1992, n. 415, convertito, con modificazioni,  dalla  legge
19 dicembre 1992, n. 488, e successive modificazioni, al netto  delle
risorse necessarie per far  fronte  agli  impegni  gia'  assunti  per
avvenuta sottoscrizione di atti convenzionali e  compatibilmente  con
gli effetti stimati in  ciascun  anno  in  termini  di  indebitamento
netto. Le disposizioni di cui al comma 237 si applicano a  condizione
dell'adozione   dei   provvedimenti    amministrativi,    debitamente
registrati  dalla  Corte  dei  conti,  recanti  l'accertamento  delle
risorse finanziarie disponibili di cui al primo periodo del  presente
comma. 
  239. Al fine di garantire condizioni  di  massima  celerita'  nella
realizzazione degli interventi necessari per la messa in sicurezza  e
l'adeguamento antisismico delle scuole, entro la data del  30  giugno
2010,  previa  approvazione  di  apposito  atto  di  indirizzo  delle
Commissioni parlamentari permanenti competenti  per  materia  nonche'
per  i  profili  di  carattere  finanziario,  sono  individuati   gli
interventi di immediata realizzabilita' fino all'importo  complessivo
di 300 milioni di euro, con la relativa  ripartizione  degli  importi
tra gli enti territoriali interessati, nell'ambito delle misure e con
le modalita' previste ai sensi dell'articolo 7-bis del  decreto-legge
1° settembre 2008, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge
30 ottobre 2008, n. 169. 
  240. Le risorse assegnate per interventi di risanamento  ambientale
con delibera del CIPE del 6 novembre 2009, pari a  1.000  milioni  di
euro, a valere sulle disponibilita' del Fondo  infrastrutture  e  del
Fondo strategico per il Paese a sostegno dell'economia reale, di  cui
all'articolo 18, comma 1, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185,
convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n.  2,  e
successive  modificazioni,  sono  destinate  ai  piani   straordinari
diretti  a  rimuovere  le   situazioni   a   piu'   elevato   rischio
idrogeologico individuate dalla  direzione  generale  competente  del
Ministero dell'ambiente e della tutela del  territorio  e  del  mare,
sentiti le autorita' di bacino di cui  all'articolo  63  del  decreto
legislativo 3  aprile  2006,  n.  152,  e  successive  modificazioni,
nonche' all'articolo 1 del decreto-legge 30 dicembre  2008,  n.  208,
convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 13, e
il  Dipartimento  della  protezione  civile  della   Presidenza   del
Consiglio dei ministri. Le risorse di cui al presente  comma  possono
essere utilizzate anche tramite  accordo  di  programma  sottoscritto
dalla regione interessata  e  dal  Ministero  dell'ambiente  e  della
tutela del territorio e del mare che definisce, altresi', la quota di
cofinanziamento regionale a valere sull'assegnazione di  risorse  del
Fondo per le aree sottoutilizzate di cui all'articolo 61 della  legge
27 dicembre 2002, n. 289, e  successive  modificazioni,  che  ciascun
programma attuativo regionale destina  a  interventi  di  risanamento
ambientale. 
  241. Per gli anni 2010, 2011 e 2012 e' attribuita, per  ogni  anno,
all'autorita' di cui alla legge 10 ottobre 1990, n.  287,  una  quota
pari: a 2,2 milioni di euro, per ciascun anno, delle entrate  di  cui
all'articolo 23 della legge 12 agosto  1982,  n.  576,  e  successive
modificazioni; a 8,4 milioni di euro, per ciascun anno, delle entrate
di cui all'articolo 2, comma 38, della legge  14  novembre  1995,  n.
481; a 6 milioni di euro, per l'anno 2010, e a 5,9 milioni  di  euro,
per  ciascuno  degli  anni  2011  e  2012,  delle  entrate   di   cui
all'articolo 1, comma 6, lettera c), numero 5), della legge 31 luglio
1997, n. 249; a 7 milioni di euro, per l'anno 2010, e a  7,7  milioni
di euro, per ciascuno degli anni 2011 e2012,  delle  entrate  di  cui
all'articolo 1, comma 67, della legge 23 dicembre  2005,  n.  266,  e
successive modificazioni. Per gli anni  2011  e  2012  e'  attribuita
all'autorita' di cui al codice in  materia  di  protezione  dei  dati
personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196,  una
quota pari: a 1,6 milioni di euro, per ciascun anno, delle entrate di
cui al citato articolo 23 della legge n. 576 del 1982,  e  successive
modificazioni; a 3,2 milioni di euro, per ciascun anno, delle entrate
di cui al citato articolo 2, comma 38, della legge n. 481 del 1995; a
3,6 milioni di euro, per ciascun anno, delle entrate di cui al citato
articolo 1, comma 6, lettera c), numero 5), della legge  n.  249  del
1997; a 3,6 milioni di euro, per ciascun anno, delle entrate  di  cui
al citato articolo 1, comma 67,  della  legge  n.  266  del  2005,  e
successive  modificazioni.  Per  gli  anni  2010,  2011  e  2012   e'
attribuita, per ogni anno, all'autorita' di cui alla legge 12  giugno
1990, n. 146, una quota pari: a 0,1  milioni  di  euro,  per  ciascun
anno, delle entrate di cui al citato articolo 23 della legge  n.  576
del 1982, e successive modificazioni; a  0,3  milioni  di  euro,  per
ciascun anno, delle entrate di cui al citato articolo  2,  comma  38,
della legge n. 481 del 1995; a 0,3 milioni di euro, per ciascun anno,
delle entrate di cui al citato  articolo  1,  comma  6,  lettera  c),
numero 5), della legge n. 249 del 1997; a 0,3 milioni  di  euro,  per
ciascun anno, delle entrate di cui al citato articolo  1,  comma  67,
della legge n. 266 del 2005, e successive modificazioni; a 1  milione
di euro, per ciascun anno, delle entrate di cui all'articolo 13 della
legge 8 agosto 1995, n. 335, e successive  modificazioni,  e  di  cui
all'articolo 59, comma 39, della legge 27 dicembre 1997, n.  449.  Le
somme di cui ai precedenti  periodi  sono  trasferite  dall'autorita'
contribuente  all'autorita'  beneficiaria  entro  il  31  gennaio  di
ciascun anno. A fini di  perequazione,  con  decreto  del  Presidente
della Repubblica, su proposta  del  Ministro  dell'economia  e  delle
finanze, sentite le  autorita'  interessate,  sono  stabilite,  senza
maggiori oneri per  la  finanza  pubblica,  misure  reintegrative  in
favore  delle  autorita'  contribuenti,  nei  limiti  del  contributo
versato, a partire dal  decimo  anno  successivo  all'erogazione  del
contributo, a carico delle autorita' indipendenti percipienti  che  a
tale data presentino un avanzo di amministrazione. ((22)) 
  242. Le somme versate entro il  31  ottobre  2009  all'entrata  del
bilancio dello Stato ai sensi dell'articolo 148, comma 1, della legge
23 dicembre 2000, n. 388, che, alla data di entrata in  vigore  della
presente disposizione, non sono  state  riassegnate  alle  pertinenti
unita' previsionali di base del bilancio dello Stato, per un  importo
di 50 milioni di  euro  sono  riassegnate  entro  l'anno  2009  a  un
apposito capitolo per essere destinate a interventi  a  tutela  delle
popolazioni  colpite  da  eventi  atmosferici  avversi   verificatisi
nell'ultimo triennio. 
  243. La disposizione di cui al comma 242 entra in vigore il  giorno
stesso  della  pubblicazione  della  presente  legge  nella  Gazzetta
Ufficiale. 
  244.  Gli  importi  da  iscrivere  nei  fondi   speciali   di   cui
all'articolo 11-bis della legge 5 agosto 1978, n. 468,  e  successive
modificazioni, per il finanziamento dei provvedimenti legislativi che
si prevede possano essere approvati nel triennio  2010-2012,  restano
determinati, per ciascuno degli anni 2010, 2011 e 2012, nelle  misure
indicate  nelle  Tabelle  A  e  B  allegate  alla   presente   legge,
rispettivamente per il fondo speciale destinato alle spese correnti e
per il fondo speciale destinato alle spese in conto capitale. 
  245. Le dotazioni da iscrivere nei singoli stati di previsione  del
bilancio per l'anno 2010 e per il triennio 2010-2012, in relazione  a
leggi di spesa permanente la cui  quantificazione  e'  rinviata  alla
legge finanziaria,  sono  indicate  nella  Tabella  C  allegata  alla
presente legge. 
  246. Ai sensi dell'articolo 11, comma 3, lettera f), della legge  5
agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni, gli stanziamenti  di
spesa per il rifinanziamento di norme  che  prevedono  interventi  di
sostegno dell'economia classificati tra le spese  in  conto  capitale
restano determinati, per ciascuno degli anni 2010, 2011 e 2012, nelle
misure indicate nella Tabella D allegata alla presente legge. 
  247. Ai sensi dell'articolo 11, comma 3, lettera e), della legge  5
agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni, le autorizzazioni di
spesa recate dalle leggi  indicate  nella  Tabella  E  allegata  alla
presente legge sono ridotte degli importi determinati nella  medesima
Tabella. 
  248. Gli  importi  da  iscrivere  in  bilancio  in  relazione  alle
autorizzazioni di spesa  recate  da  leggi  a  carattere  pluriennale
restano determinati, per ciascuno degli anni 2010, 2011 e 2012, nelle
misure indicate nella Tabella F allegata alla presente legge. 
  249. A valere sulle  autorizzazioni  di  spesa  in  conto  capitale
recate da leggi a carattere pluriennale, riportate nella  Tabella  di
cui al comma 248, le amministrazioni  e  gli  enti  pubblici  possono
assumere impegni nell'anno 2010, a carico  di  esercizi  futuri,  nei
limiti massimi di impegnabilita' indicati per  ciascuna  disposizione
legislativa in apposita colonna della stessa  Tabella,  ivi  compresi
gli impegni gia' assunti  nei  precedenti  esercizi  a  valere  sulle
autorizzazioni medesime. 
  250. Le risorse, come  integrate  dal  decreto-legge  25  settembre
2009, n. 135, convertito, con modificazioni, dalla legge 20  novembre
2009, n. 166, affluite alla contabilita' speciale istituita ai  sensi
del comma 8 dell'articolo 13-bis del decreto-legge 1° luglio 2009, n.
78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102,
sono  versate  all'entrata  del  bilancio  dello  Stato  per   essere
riassegnate, con uno o piu'  decreti  del  Ministro  dell'economia  e
delle finanze, al fondo di cui all'articolo 7-quinquies, comma 1, del
decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con  modificazioni,
dalla legge 9 aprile 2009, n. 33.  Con  decreti  del  Presidente  del
Consiglio dei ministri, le disponibilita'  del  predetto  fondo  sono
destinate alle finalita' di cui all'Elenco 1 allegato  alla  presente
legge, nella misura massima ivi prevista,  per  ciascuno  degli  anni
2010, 2011  e  2012.  Gli  schemi  dei  decreti  del  Presidente  del
Consiglio dei ministri, corredati di relazione tecnica ai sensi della
normativa vigente verificata anche in ordine all'assenza  di  effetti
negativi sui saldi di finanza pubblica, sono  trasmessi  alle  Camere
per l'espressione del parere da parte delle Commissioni  parlamentari
competenti per i profili di carattere finanziario, da  rendere  entro
trenta giorni dalla trasmissione della richiesta. Il Governo, ove non
intenda conformarsi alle  condizioni  formulate  con  riferimento  ai
profili finanziari, ritrasmette alle Camere  gli  schemi  di  decreto
corredati dei necessari elementi integrativi di informazione,  per  i
pareri definitivi delle Commissioni  parlamentari  competenti  per  i
profili finanziari, che devono essere espressi entro quindici giorni.
Le risorse, pari a 181 milioni di euro, destinate alle  finalita'  di
cui all'ultima voce del citato Elenco 1 allegato alla presente  legge
sono contestualmente ripartite con un unico  decreto  del  Presidente
del Consiglio dei ministri, previo conforme parere delle  Commissioni
parlamentari delle due Camere competenti per i profili finanziari. La
quota delle disponibilita' del fondo di cui  al  presente  comma  non
aventi corrispondenti effetti  sul  fabbisogno  e  sull'indebitamento
netto, per l'importo di 689 milioni di euro per l'anno 2010, di 1.991
milioni di euro per l'anno 2011 e di 182 milioni di euro  per  l'anno
2012, e' destinata, mediante decreti  del  Ministro  dell'economia  e
delle finanze, alla sistemazione contabile delle partite iscritte  al
conto sospeso con la Banca d'Italia per  le  quali  non  esistono  in
bilancio le occorrenti risorse. (11) (17) 
  251. Restano validi gli atti e  i  provvedimenti  adottati  e  sono
fatti salvi gli effetti prodottisi e i rapporti giuridici sorti sulla
base del decreto-legge 23 novembre 2009, n.  168.  La  dotazione  del
fondo previsto dall'articolo 7-quinquies, comma 1, del  decreto-legge
10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge  9
aprile 2009, n. 33,  e'  incrementata,  per  l'anno  2010,  di  3.716
milioni di euro, cui si provvede  mediante  utilizzo  delle  maggiori
entrate, per l'anno medesimo, derivanti dagli effetti dell'articolo 1
del decreto-legge n. 168 del 2009. 
  252. La copertura della presente legge  per  le  nuove  o  maggiori
spese  correnti,  per  le  riduzioni  di  entrata  e  per  le   nuove
finalizzazioni  nette  da  iscrivere  nel  fondo  speciale  di  parte
corrente e' assicurata, ai sensi dell'articolo  11,  comma  5,  della
legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni,  secondo  il
prospetto allegato. 
  253. La presente legge entra in vigore il 1° gennaio 2010. 
    La presente legge munita del sigillo dello Stato, sara'  inserita
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato. 

    Data a Roma, addi' 23 dicembre 2009 

                             NAPOLITANO 

                                 Berlusconi, Presidente del Consiglio 
                                                         dei Ministri 

                                   Tremonti, Ministro dell'economia e 
                                                        delle finanze 

Visto, il Guardasigilli: Alfano 

------------- 
AGGIORNAMENTO (2) 
  Il D.L. 30 dicembre 2009 n. 194, convertito con modificazioni dalla
L. 26 febbraio  2010,  n.  25,  ha  disposto  (con  l'art.  1,  comma
23-quinquiesdecies) che fino "al  31  dicembre  2010  si  applica  la
disciplina previgente all'articolo 2, comma 212, lettera  b),  numero
2), della legge 23 dicembre 2009, n. 191, per la parte relativa  alle
controversie in materia di lavoro dinanzi alla Corte  di  cassazione.
Agli oneri derivanti  dall'attuazione  della  presente  disposizione,
valutati in euro  800.000  per  l'anno  2010,  si  provvede  mediante
riduzione delle risorse di cui all'ultima voce dell'Elenco 1  di  cui
all'articolo 2, comma 250, della legge  23  dicembre  2009,  n.  191,
intendendosi corrispondentemente ridotto lo stanziamento da destinare
a favore del Ministero della giustizia". 
  Inoltre, il D.L. 30 dicembre 2009 n. 194 ha  disposto  (con  l'art.
10-sexies, comma 1,  lettera  a))  che  "per  i  contributi  relativi
all'anno 2009 di cui ai commi  2,  2-bis,  2-ter  limitatamente  alle
minoranze  linguistiche,  2-quater,  3  e  10   dell'articolo   3   e
all'articolo 4 della legge  7  agosto  1990,  n.  250,  e  successive
modificazioni, al comma 4 dell'articolo 153 della legge  23  dicembre
2000, n. 388, e al comma 5 dell'articolo 28 della legge  25  febbraio
1987,  n.  67,  ai  soggetti  aventi  diritto  non  si  applicano  le
disposizioni di cui all'articolo 2, comma 62, della legge 23 dicembre
2009, n. 191, ed e' corrisposto, in presenza dei requisiti di  legge,
un contributo pari al 100 per cento dell'importo calcolato secondo  i
parametri stabiliti dalla legislazione vigente. Tale importo non puo`
comunque essere superiore a quello spettante per l'anno  2008";  (con
l'art. 10-sexies, comma 1,  lettera  b))  che  "ai  soggetti  di  cui
all'articolo 1 della legge 7 agosto 1990, n. 230, e all'articolo  20,
comma 3-ter, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con
modificazioni, dalla legge  4  agosto  2006,  n.  248,  e  successive
modificazioni,  per  i  contributi  relativi  all'anno  2009  non  si
applicano le disposizioni di cui  all'articolo  2,  comma  62,  della
legge 23 dicembre 2009, n. 191, ed e' corrisposto,  in  presenza  dei
requisiti di legge, un contributo pari al 100 per cento  dell'importo
calcolato secondo i parametri stabiliti dalla  legislazione  vigente.
Tale importo non puo' comunque essere superiore  a  quello  spettante
per l'anno 2008". 
------------- 
AGGIORNAMENTO (3) 
  Il D.L. 25 gennaio 2010, n. 2, convertito con  modificazioni  dalla
L. 26 marzo 2010, n. 42, ha disposto: 
  - (con l'art. 1, comma 2) che "Le disposizioni di cui ai commi  184
e 186, lettere b), c) ed e), dell'articolo 2, della legge 23 dicembre
2009, n. 191, come modificato dal presente articolo, si  applicano  a
decorrere dal 2011, e per tutti gli anni a seguire, ai  singoli  enti
per i quali ha luogo il primo rinnovo del rispettivo  consiglio,  con
efficacia dalla data del medesimo rinnovo.  Le  disposizioni  di  cui
all'articolo 2, comma 185, della citata legge n. 191 del  2009,  come
modificato dal presente articolo, si applicano a decorrere dal  2010,
e per tutti gli anni a seguire, ai singoli enti per i quali ha  luogo
il primo rinnovo del rispettivo consiglio, con efficacia  dalla  data
del medesimo rinnovo. Le disposizioni di cui  all'articolo  2,  comma
186, lettere a) e d), della  medesima  legge  n.191  del  2009,  come
modificato dal  presente  articolo,  si  applicano,  in  ogni  comune
interessato,  dalla  data  di  scadenza  dei  singoli  incarichi  dei
difensori civici e dei direttori generali  in  essere  alla  data  di
entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto". 
  - (con l'art. 2, comma  1)  che  "Entro  il  30  novembre  2010  e'
ridefinita la tabella  delle  circoscrizioni  dei  collegi  ai  sensi
dell'articolo 9 della legge  8  marzo  1951,  n.  122,  e  successive
modificazioni, ai fini del rinnovo dei consigli  provinciali  che  ha
luogo a decorrere dal 2011. La riduzione del numero  dei  consiglieri
provinciali di cui al  comma  184  dell'articolo  2  della  legge  23
dicembre 2009, n. 191, come modificato dall'articolo 1,  e'  efficace
anche in caso di mancata ridefinizione della tabella". 
------------- 
AGGIORNAMENTO (6) 
  Il D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito con  modificazioni  dalla
L. 30 luglio 2010, n. 122, ha disposto (con l'art. 8,  comma  2)  che
"gli obblighi di  comunicazione  previsti  dall'art.  2,  comma  222,
periodo dodicesimo, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, sono estesi
alle  amministrazioni  pubbliche   inserite   nel   conto   economico
consolidato  della   pubblica   amministrazione,   come   individuate
dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi  del  comma  3
dell'articolo 1 della legge 31 dicembre 2009, n. 196."; 
  - (con l'art. 9, commi 16, 18 e 20) che "16. In  conseguenza  delle
economie di spesa per il personale dipendente e convenzionato che  si
determinano  per  gli  enti  del  servizio  sanitario  nazionale   in
attuazione di quanto previsto del comma 17 del presente articolo,  il
livello del finanziamento del  Servizio  sanitario  nazionale  a  cui
concorre ordinariamente lo Stato, previsto dall'articolo 2, comma 67,
della legge 23 dicembre 2009, n. 191, e' rideterminato  in  riduzione
di 418 milioni di euro per l'anno 2011 e di 1.132 milioni di  euro  a
decorrere dall'anno 2012." 
  "18.  Conseguentemente  sono  rideterminate  le  risorse   di   cui
all'articolo 2, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, come di seguito
specificato: 
  a) comma 13, in 313 milioni di euro per l'anno 2011 e  a  decorrere
dall'anno 2012; 
  b)  comma  14,  per  l'anno  2011  e  a  decorrere  dall'anno  2012
complessivamente  in  222  milioni  di  euro  annui,  con   specifica
destinazione di 135 milioni di euro  annui  per  il  personale  delle
forze armate e dei corpi di polizia di cui al decreto legislativo  12
maggio 1995, n. 195." 
  "20. Gli oneri di cui all'art. 2, comma 16, della legge 23 dicembre
2009, n. 191, stabiliti per l'anno 2011 e a decorrere dall'anno  2012
si adeguano alle misure corrispondenti a quelle indicate al comma 18,
lettera a) per il personale statale." 
  - (con l'art. 11, comma 12) che "12. In funzione di quanto disposto
dai commi da 6  a  11  il  livello  del  finanziamento  del  Servizio
sanitario nazionale a cui concorre ordinariamente lo Stato,  previsto
dall'articolo 2, comma 67, della legge 23 dicembre 2009, n.  191,  e'
rideterminato in  riduzione  di  600  milioni  di  euro  a  decorrere
dall'anno 2011." 
  - (con l'art. 47, comma 3) che "3. L'articolo 2, comma 202, lettera
a), della legge 23 dicembre 2009 n. 191, si interpreta nel senso  che
in caso di mancato  adeguamento  da  parte  dei  concessionari  degli
schemi di convenzione  ovvero  dei  Piani  economico-finanziari  alle
prescrizioni del CIPE attestato dal concedente dandone  comunicazione
ai Ministeri dell'economia e delle finanze e delle  infrastrutture  e
dei trasporti, gli schemi di  convenzione  stessi  non  si  intendono
approvati e sono sottoposti alle ordinarie procedure di  approvazione
di cui all'articolo 2,  commi  82  e  seguenti  del  decreto-legge  3
ottobre 2006, n. 262 convertito, con modificazioni,  dalla  legge  24
novembre 2006, n. 286". 
------------- 
AGGIORNAMENTO (7) 
  La Corte Costituzionale con sentenza 3 - 17 novembre  2010  n.  326
(in G.U. 1a s.s. 24/11/2010 n. 47)  ha  dichiarato  "l'illegittimita'
costituzionale dell'articolo 2, comma 187, della  legge  23  dicembre
2009, n. 191 (Disposizioni per la formazione del bilancio  annuale  e
pluriennale dello Stato - legge finanziaria  2010),  nella  parte  in
cui: 
  a) nel primo periodo, nel  richiamare  l'articolo  34  del  decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 504 (Riordino  della  finanza  degli
enti territoriali, a norma dell'art. 4 della legge 23  ottobre  1992,
n. 421), sopprime il concorso  dello  Stato  al  finanziamento  delle
comunita'  montane  con  il  fondo  nazionale   ordinario   per   gli
investimenti, 
  b) nel medesimo primo periodo, contiene  l'inciso  "e  dalle  altre
disposizioni di legge relative alle comunita' montane", 
  c) nel secondo periodo, prevede  la  devoluzione  ai  comuni,  gia'
facenti parte delle comunita' montane, del  trenta  per  cento  delle
risorse  provenienti  dal   fondo   ordinario   nazionale   per   gli
investimenti, 
  d)  nel  secondo  periodo,  contiene  l'inciso   "e   alle   citate
disposizioni di legge relative alle comunita' montane";". 
------------- 
AGGIORNAMENTO (8) 
  La Corte Costituzionale con sentenza 17 - 26 novembre 2010, n.  341
(in G.U. 1a s.s. 1/12/2010, n. 48)  ha  dichiarato  "l'illegittimita'
costituzionale dell'articolo 2, comma 191, della  legge  23  dicembre
2009, n. 191 (Disposizioni per la formazione del bilancio  annuale  e
pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2010)". 
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AGGIORNAMENTO (10) 
  La L. 13 dicembre 2010, n. 220 ha disposto (con l'art. 1, comma 45)
che "A decorrere dal 1°  agosto  2010  continuano  ad  applicarsi  le
disposizioni di cui all'articolo 2, comma 49, della legge 23 dicembre
2009, n. 191, in materia di  agevolazioni  contributive  nel  settore
agricolo". 
------------- 
AGGIORNAMENTO (10a) 
  La L. 13 dicembre 2010, n. 220 ha disposto (con l'art. 1, comma 33)
che "Gli interventi a carattere sperimentale di cui  all'articolo  2,
commi 131, 132, 134 e 151, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, sono
prorogati per l'anno 2011 con le modalita' definite con  decreto  del
Ministro del lavoro e delle politiche sociali,  di  concerto  con  il
Ministro dell'economia e delle  finanze,  e  nel  limite  di  importi
definiti con lo stesso decreto,  anche  a  seguito  del  monitoraggio
degli effetti conseguenti dalla sperimentazione degli interventi  per
l'anno 2010, e comunque non  superiori  a  quelli  stabiliti  per  il
medesimo anno 2010". 
------------- 
AGGIORNAMENTO (11) 
  Il D.L. 29 dicembre 2010,  n.  225,  convertito  con  modificazioni
dalla L. 26 febbraio 2011, n. 10, ha disposto (con  l'art.  1,  comma
1), in relazione ai commi 186-bis e 250 del  presente  articolo,  che
"E' fissato al 31 marzo 2011 il termine di scadenza dei termini e dei
regimi giuridici indicati nella tabella 1 allegata  con  scadenza  in
data anteriore al 15 marzo 2011". 
  Ha inoltre disposto (con l'art.  2,  comma  4-quinquiesdecies)  che
"Fino al  31  dicembre  2011  si  applica  la  disciplina  previgente
all'articolo 2, comma 212, lettera b),  numero  2),  della  legge  23
dicembre 2009, n. 191, per la parte  relativa  alle  controversie  in
materia di lavoro dinanzi alla Corte di cassazione". 
------------- 
AGGIORNAMENTO (13) 
  Il D.L. 6 luglio 2011, n. 98, convertito con modificazioni dalla L.
15 luglio 2011, n. 111, ha disposto (con l'art. 12, comma 13) che "La
violazione degli obblighi di comunicazione stabiliti dall'articolo 2,
comma 222, della  legge  23  dicembre  2009,  n.  191,  e  successive
modificazioni, e dai decreti di cui al medesimo  comma,  quindicesimo
periodo, e' causa di responsabilita' amministrativa.". 
  Ha inoltre disposto (con l'art. 17, comma 3) che le disposizioni di
cui ai commi 71, 72 e 73 del presente articolo si applicano anche  in
ciascuno degli anni 2013 e 2014. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (15) 
  La L. 12 novembre 2011, n. 183, ha disposto (con l'art.  33,  comma
25) che "Gli interventi a carattere sperimentale di cui  all'articolo
2, commi 131, 132, 134 e 151, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, e
successive proroghe, sono prorogati per  l'anno  2012  con  modalita'
definite con decreto  del  Ministro  del  lavoro  e  delle  politiche
sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e finanze,  e  nel
limite di importi definiti nello stesso decreto, anche a seguito  del
monitoraggio degli effetti conseguenti  dalla  sperimentazione  degli
interventi  per  l'anno  2011  e  comunque  non  superiori  a  quelli
stabiliti per l'anno 2010". 
------------- 
AGGIORNAMENTO (17) 
  Il D.L. 29 dicembre 2011,  n.  216,  convertito  con  modificazioni
dalla L. 24 febbraio 2012, n. 14, ha disposto: 
  - (con l'art. 13, comma 2) che "Il termine di cui  all'articolo  2,
comma 186-bis, della legge 23 dicembre 2009,  n.  191,  e  successive
modificazioni, come prorogato ai sensi dell'articolo 1, commi 1 e  2,
del  decreto-legge  29  dicembre  2010,  n.  225,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, e dal decreto del
Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri  25  marzo  2011,   recante
ulteriore proroga di termini relativa al  Ministero  dell'ambiente  e
della tutela del territorio e del  mare,  pubblicato  nella  Gazzetta
Ufficiale n. 74 del 31 marzo 2011, e' prorogato al 31 dicembre 2012". 
  - (con l'art. 10, comma  5-ter)  che  "Al  fine  di  assicurare  la
prosecuzione delle attivita' di  cura,  formazione  e  ricerca  sulle
malattie ematiche svolte, sia a livello nazionale che internazionale,
dalla Fondazione Istituto mediterraneo di ematologia  (IME),  di  cui
all'articolo 2, comma 2, del decreto-legge 23  aprile  2003,  n.  89,
convertito, con modificazioni, dalla legge 20 giugno 2003, n. 141, la
spesa prevista per ciascuno degli anni 2010, 2011 e  2012,  ai  sensi
della finalizzazione prevista nell'elenco n. 1 di cui all'articolo 2,
comma 250, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, e' autorizzata anche
per gli anni 2013, 2014 e 2015, nel limite di 5 milioni di  euro  per
ciascuno dei medesimi anni, al fine di dare continuita'  ai  progetti
di ricerca e alle attivita' soprattutto nei confronti di organismi  e
enti internazionali". 
  - (con l'art. 20, comma 1-bis) che "Il termine per l'utilizzo delle
risorse gia' destinate  all'Agenzia  del  demanio,  quale  conduttore
unico ai sensi dell'articolo 2, comma 222, della  legge  23  dicembre
2009, n. 191, e successive modificazioni,  stanziate  sugli  appositi
capitoli e piani di gestione degli stati di previsione dei Ministeri,
a seguito dell'entrata in  vigore  dell'articolo  27,  comma  4,  del
decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni,
dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e'  prorogato  al  31  dicembre
2012". 
------------- 
AGGIORNAMENTO (19) 
  Il D.L. 6 luglio 2012, n. 95, convertito con modificazioni dalla L.
7 agosto 2012, n. 135, ha disposto (con l'art. 15, comma 24) che  "Si
applicano, a decorrere dall'esercizio 2013, le  disposizioni  di  cui
all'articolo 2, comma 68, della legge 23 dicembre 2009, n. 191". 
  Il D.L. 6 luglio 2011, n. 98, convertito con modificazioni dalla L.
15 luglio 2011, n. 111, come modificato dal D.L. 6  luglio  2012,  n.
95, convertito con modificazioni dalla L. 7 agosto 2012, n.  135,  ha
disposto (con l'art.  17,  comma  3)  che  "Le  disposizioni  di  cui
all'articolo 2, commi 71 e 72, della legge 23 dicembre 2009,  n.  191
si applicano anche in ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015". 
------------- 
AGGIORNAMENTO (20) 
  La L. 7 agosto 2012, n. 135, di conversione del D.L. 6 luglio 2012,
n. 95, ha disposto (con l'art. 1, comma 1) che "al comma 9, capoverso
622-bis, al secondo periodo, le parole: «del presente  decreto»  sono
sostituite dalle seguenti: «della presente disposizione» e, al  sesto
periodo,  la  parola:  «destinati»  e'  sostituita  dalla   seguente:
«destinata»". 
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AGGIORNAMENTO (22) 
  La L. 24 dicembre 2012, n. 228 ha disposto  (con  l'art.  1,  comma
523) che "Le disposizioni di cui al secondo e al  terzo  periodo  del
comma 241 dell'articolo 2 della legge 23 dicembre 2009,  n.  191,  si
applicano anche per gli anni 2013, 2014 e 2015".
                                                             ELENCO 1 
                                              (articolo 2, comma 250) 
                                         (importi in milioni di euro) 

=====================================================================
                     INTERVENTO                      |2010 |2011|2012
=====================================================================
Adempimento degli impegni dello Stato italiano       |     |    |
derivanti dalla partecipazione a banche e fondi      |     |    |
internazionali attraverso il rifinanziamento delle   |     |    |
autorizzazioni di spesa di cui all'articolo 25 del   |     |    |
decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con |     |    |
modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102.    | 130 |    |
---------------------------------------------------------------------
Proroga della devoluzione della quota del 5 per      |     |    |
mille IRPEF, attraverso il rifinanziamento delle     |     |    |
autorizzazioni di spesa di cui:                      |     |    |
   all'articolo 1, comma 1237, della legge 27        |     |    |
dicembre 2006, n. 296;                               |     |    |
   all'articolo 3, comma 8, della legge 24 dicembre  |     |    |
2007, n. 244;                                        |     |    |
    all'articolo 45, comma 1-bis, del decreto-legge  |     |    |
31 dicembre 2007, n. 248, convertito, con            |     |    |
modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31;  |     |    |
    all'articolo 63-bis, commi da 1 a 4, del         |     |    |
decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con|     |    |
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.    | 400 |    |
---------------------------------------------------------------------
Interventi per assicurare la gratuita' parziale dei  |     |    |
libri di testo scolastici:                           |     |    |
    legge 23 dicembre 1998, n. 448, articolo 27,     |     |    |
comma 1.                                             | 103 |    |
---------------------------------------------------------------------
Interventi in agricoltura finalizzati al             |     |    |
rifinanziamento del Fondo di solidarieta'            |     |    |
nazionale-incentivi assicurativi di cui all'articolo |     |    |
15, comma 2, del decreto legislativo 29 marzo 2004,  |     |    |
n. 102, per l'estinzione dei debiti contratti in     |     |    |
esercizi precedenti.                                 | 100 |100 |100
---------------------------------------------------------------------
Incremento della dotazione finanziaria del fondo per |     |    |
il finanziamento ordinario delle universita':        |     |    |
    legge 24 dicembre 1993, n. 537, articolo 5,      |     |    |
comma 1.                                             | 400 |    |
---------------------------------------------------------------------
Sostegno alle scuole non statali attraverso il       |     |    |
rifinanziamento delle autorizzazioni di spesa di cui:|     |    |
    all'articolo 1, comma 635, della legge 27        |     |    |
dicembre 2006, n. 296;                               |     |    |
    all'articolo 2, comma 47, della legge 22 dicembre|     |    |
2008, n. 203.                                        | 130 |    |
---------------------------------------------------------------------
Interventi a sostegno del settore dell'autotrasporto,|     |    |
attraverso il rifinanziamento delle autorizzazioni di|     |    |
spesa di cui alle seguenti disposizioni:             |     |    |
    decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207,          |     |    |
convertito, con modificazioni, dalla legge 27        |     |    |
febbraio 2009, n. 14, articolo 29, comma 1-bis,      |     |    |
terzo periodo;                                       |     |    |
    regolamento di cui al decreto del Presidente     |     |    |
della Repubblica 27 settembre 2007, n. 227, articolo |     |    |
2, comma 2;                                          |     |    |
    legge 23 dicembre 1999, n. 488, articolo 45,     |     |    |
comma 1, lettera c);                                 |     |    |
    decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito,|     |    |
con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133,|     |    |
articolo 83-bis, comma 26;                           |     |    |
    legge 23 dicembre 2005, n. 266, articolo 1,      |     |    |
commi 103 e  106.                                    | 400 |    |
---------------------------------------------------------------------
Stipula di convenzioni con i comuni interessati per  |     |    |
l'attuazione di misure di politiche attive del lavoro|     |    |
finalizzate alla stabilizzazione occupazionale dei   |     |    |
lavoratori impiegati in attivita' socialmente utili  |     |    |
di cui alle seguenti disposizioni:                   |     |    |
    decreto-legge 25 marzo 1997, n. 67, convertito,  |     |    |
con modificazioni, dalla legge 23 maggio 1997, n.    |     |    |
135, articolo 3;                                     |     |    |
proroga delle attivita' di cui all'articolo 78, comma|     |    |
31, della legge 23 dicembre 2000, n. 388.            | 370 |    |
---------------------------------------------------------------------
Altri interventi finalizzati a misure di particolare |     |    |
valenza sociale e di riequilibrio socio-economico,   |     |    |
nonche' di garanzia della stabilita' dell'equilibrio |     |    |
finanziario degli enti locali danneggiati dagli      |     |    |
eventi del 6 aprile 2009, adempimenti comunitari per |     |    |
enti locali, funzionalita' del sistema giustizia, di |     |    |
cui alle seguenti disposizioni:                      |     |    |
    articolo 1 della legge 23 settembre 1993, n. 379;|     |    |
    articolo 3 della legge 12 gennaio 1996, n. 24;   |     |    |
    articolo 1 della legge 28 agosto 1997, n. 284;   |     |    |
    articolo 1 della legge 3 agosto 1998, n. 282;    |     |    |
    articolo 2 della legge 23 novembre 1998, n. 407; |     |    |
    articolo 3 della legge 25 novembre 1999, n. 452; |     |    |
    articolo 1 della legge 16 marzo 2001, n. 72;     |     |    |
    articolo 1 della legge 13 novembre 2002, n. 260; |     |    |
    legge 31 gennaio 1994, n. 93;                    |     |    |
    legge 21 marzo 2001, n. 73;                      |     |    |
    decreto legislativo 23 luglio 1999, n. 242;      |     |    |
    articolo 1, comma 963, della legge 27 dicembre   |     |    |
2006, n. 296;                                        |     |    |
    legge  15  luglio 2003, n. 189, e relativo       |     |    |
decreto del Presidente del  Consiglio  dei ministri  |     |    |
8 aprile 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale   |     |    |
n. 103 del 4 maggio 2004                             |     |    |
    articolo 1, comma 40, della legge 28 dicembre    |     |    |
1995, n. 549;                                        |     |    |
  ((articolo 1, comma 1279, della legge 27 dicembre  |     |    |
2006, n. 296;))                                      |     |    |
    articolo 2 della legge 20 febbraio 2006, n. 92;  |     |    |
    articolo 10 del decreto-legge 31 dicembre 2007,  |     |    |
n. 248, convertito, con modificazioni, dalla legge 28|     |    |
febbraio 2008, n. 31;                                |     |    |
    articolo 94, comma 10, della legge 27 dicembre   |     |    |
2002, n. 289;                                        |     |    |
    articolo 1, comma 1010, della legge 27 dicembre  |     |    |
2006, n. 296;                                        |     |    |
    decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39, convertito, |     |    |
con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n. 77,|     |    |
articolo 1, comma 2;                                 |     |    |
    regolamento di cui al regio decreto 18 giugno    |     |    |
1931, n. 787;                                        |     |    |
    testo unico di cui al decreto del Presidente     |     |    |
della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115;             |     |    |
    articolo 1, comma 1304, della legge 27 dicembre  |     |    |
2006, n. 296;                                        |     |    |
    articolo 2 del decreto-legge 16 settembre 2008,  |     |    |
n. 143, convertito, con modificazioni, dalla legge   |     |    |
13 novembre 2008, n. 181;                            |     |    |
    articolo 1 della legge 5 aprile 1985, n. 124.    | 181 |113 | 60
---------------------------------------------------------------------
                                             Totale  |2.214|213 |160
---------------------------------------------------------------------
                       PROSPETTO DI COPERTURA 

                                               Prospetto di copertura 
                                              (Articolo 2, comma 252) 

              COPERTURA DEGLI ONERI DI NATURA CORRENTE 
                  PREVISTI DALLA LEGGE FINANZIARIA 
         (Articolo 11, comma 5, della legge n. 468 del 1978) 

=====================================================================
                                         |  2010  |  2011  |  2012
                                         ----------------------------
                                         (importi in milioni di euro)
1) ONERI DI NATURA CORRENTE
  Nuove o maggiori spese correnti
    Articolato: ......................     15.364    8.796    5.603
  Minori entrate
    Articolato: ......................        949      230      375
  Tabella A     ......................        780       20      880
  Tabella C     ......................        272        0        0
                                      -------------------------------
           Totale oneri da coprire ...     17.364    9.046    6.858
                                      ===============================

2) MEZZI DI COPERTURA
  Nuove o maggiori entrate
    Articolato: ......................      7.621    3.021    2.221
  Riduzione spese correnti
    Articolato: ......................     10.341    6.077    5.265
  Tabella C     ......................          0       26        9
  Tabella E     ......................        200        0    1.928
                                      -------------------------------
         Totale mezzi di copertura ...     18.161    9.124    9.423
                                      ===============================
DIFFERENZA  ..........................        797       78    2.564
                                      ===============================
                        BILANCIO DELLO STATO: 
                  REGOLAZIONI CONTABILI E DEBITORIE 

       BILANCIO DELLO STATO: REGOLAZIONI CONTABILI E DEBITORIE 
                        (in milioni di euro) 

=====================================================================
           |  ASSESTATO 2009 |  INIZIALI 2010  |   2011   |   2012
           |--------------------------------------------------------- 
           |Competenza|Cassa |Competenza|Cassa |Competenza|Competenza
=====================================================================
    Entrate|    33.715|33.715|    32.696|32.696|    32.610|    32.957
---------------------------------------------------------------------
Rimborsi   |          |      |          |      |          |
IVA        |    33.715|33.715|    32.696|32.696|    32.610|    32.957
---------------------------------------------------------------------
Tit. III - |          |      |          |      |          |
F.Amm.ti   |          |      |          |      |          |
titoli di  |          |      |          |      |          |
Stato      |         0|     0|         0|     0|         0|         0
---------------------------------------------------------------------
      Spesa|          |      |          |      |          |
   Corrente|    37.085|37.085|    36.326|36.326|    36.130|    36.477
---------------------------------------------------------------------
Rimborsi   |          |      |          |      |          |
IVA        |          |      |          |      |          |
(compresi i|          |      |          |      |          |
pregressi) |    33.715|33.715|    32.696|32.696|    32.610|    32.957
---------------------------------------------------------------------
Debiti     |          |      |          |      |          |
pregressi  |          |      |          |      |          |
Poligrafico|          |      |          |      |          |
dello Stato|       200|   200|       110|   110|         0|         0
---------------------------------------------------------------------
FSN-saldo  |          |      |          |      |          |
IRAP       |        20|    20|         0|     0|         0|         0
---------------------------------------------------------------------
Rimborso   |          |      |          |      |          |
imposte    |          |      |          |      |          |
dirette    |          |      |          |      |          |
pregresse  |     3.150| 3.150|     3.520| 3.520|     3.520|     3.520
---------------------------------------------------------------------
   Spesa in|          |      |          |      |          |
      conto|          |      |          |      |          |
   capitale|     3.700| 4.791|         0|     0|         0|         0
---------------------------------------------------------------------
Disavanzi  |          |      |          |      |          |
USL        |         0| 1.091|         0|     0|         0|         0
---------------------------------------------------------------------
Rimborsi   |          |      |          |      |          |
IVA        |          |      |          |      |          |
Autovetture|     3.700| 3.700|         0|     0|         0|         0
---------------------------------------------------------------------
     Totale|          |      |          |      |          |
      spesa|    40.785|41.876|    36.326|36.326|    36.130|    36.477
---------------------------------------------------------------------
Tabella C -|          |      |          |      |          |
FSN - IRAP |          |      |          |      |          |
2003       |         0|     0|     1.054| 1.054|         0|         0
---------------------------------------------------------------------
     Totale|          |      |          |      |          |
  spesa con|          |      |          |      |          |
      legge|          |      |          |      |          |
finanziaria|    40.785|41.876|    37.380|37.380|    36.130|    36.477
=====================================================================
                                                            TABELLA A 

       INDICAZIONE DELLE VOCI DA INCLUDERE NEL FONDO SPECIALE 
                          DI PARTE CORRENTE 

=====================================================================
                MINISTERI                 |  2010  |  2011  |  2012
---------------------------------------------------------------------  
                                               (migliaia di euro)

Ministero dell'economia e delle finanze...     200      -     229.800
                                           --------------------------
Ministero dello sviluppo economico .......  10.000    10.000     -
                                           --------------------------
Ministero del lavoro e delle
politiche sociali ........................     -        -      40.000
                                           --------------------------
Ministero degli affari esteri ............  20.009    10.022   50.022
                                           --------------------------
Ministero dell'istruzione,
dell'universita' e della ricerca .........     -        -     550.000
                                           --------------------------
Ministero dell'interno ...................  10.800    11.300   10.150
                                           --------------------------
Ministero della difesa ................... 751.314        74   10.174
                                           --------------------------
                      Totale Tabella A ... 792.323    31.396  890.146
                                           --------------------------
          Di cui regolazione debitoria ...     -        -       -
               Di cui limite d'impegno ...     -        -       -
                                           ==========================
                                                            TABELLA B 

       INDICAZIONE DELLE VOCI DA INCLUDERE NEL FONDO SPECIALE 
                          DI CONTO CAPITALE 

=====================================================================
             MINISTERI              |   2010   |   2011   |   2012
---------------------------------------------------------------------
                                            (migliaia di euro)

Ministero dell'economia e
delle finanze .....................       -         1.000     130.000
                                   ----------------------------------
Ministero del lavoro e delle
politiche sociali .................       -          -         50.000
                                   ----------------------------------
Ministero dell'interno ............       -          -        103.000
                                   ----------------------------------
Ministero dell'ambiente e della
tutela del territorio e del mare ..       -          -        210.000
                                   ----------------------------------
Ministero delle infrastrutture
e dei trasporti ...................       -          -      1.000.000
                                   ----------------------------------
               Totale Tabella B ...       -         1.000   1.493.000
                                   ----------------------------------
   Di cui regolazione debitoria ...       -          -          -
                                   ----------------------------------
        Di cui limite d'impegno ...       -          -          -
                                   ==================================
                              TABELLA C 

              Parte di provvedimento in formato grafico
                              TABELLA D 

              Parte di provvedimento in formato grafico
                              TABELLA E 

              Parte di provvedimento in formato grafico
                              TABELLA F 

              Parte di provvedimento in formato grafico

 

Legge 21 dicembre 2009, n. 190

(in GU 29 dicembre 2009, n. 301)

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 27 novembre 2009, n. 170, recante disposizione correttiva del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 134, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2009, n. 167, in materia di concorsi per dirigenti scolastici. (09G00200)

Art. 1.

1. Il decreto-legge 27 novembre 2009, n. 170, recante disposizione correttiva del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 134, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2009, n. 167, in materia di concorsi per dirigenti scolastici, è convertito in legge con le modificazioni riportate in allegato alla presente legge.

2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

IL PRESIDENTE

MODIFICAZIONI APPORTATE IN SEDE DI CONVERSIONE AL DECRETO-LEGGE 27 NOVEMBRE 2009, N. 170

All’articolo 1 sono aggiunti, in fine, i seguenti commi:

«2-bis. Fino all’avvenuta rinnovazione e al completamento, a seguito di annullamento giurisdizionale, della procedura concorsuale a posti di dirigente scolastico, di cui al decreto direttoriale 22 novembre 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, 4ª serie speciale, n. 94 del 26 novembre 2004, il personale in servizio con funzioni di dirigente scolastico, a seguito della procedura concorsuale annullata, continua ad esercitare le funzioni medesime in via transitoria nelle sedi di rispettiva assegnazione alla data di entrata in vigore del presente decreto. Sono fatti salvi gli atti adottati dal predetto personale nell’espletamento degli incarichi di cui al presente comma.

2-ter. Dall’attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica».

Decreto-Legge 27 novembre 2009, n. 170

(in GU 27 novembre 2009, n. 277)

Disposizione correttiva del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 134, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2009, n. 167, in materia di concorsi per dirigenti scolastici. (09G0184)

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;

Ritenuta la straordinaria necessita’ ed urgenza di emanare disposizioni per abrogare l’articolo 1, comma 4-quinquiesdecies del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 134, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2009, n. 167, entrato in vigore il 25 novembre 2009;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 27 novembre 2009;

Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca.

Emana

il seguente decreto-legge:

Art. 1

1. E’ abrogato l’articolo 1, comma 4-quinquiesdecies, del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 134, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2009, 167.

2. Sono nulli gli effetti eventualmente prodotti dall’articolo 1, comma 4-quinquiesdecies, del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 134, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2009, n. 167, nel periodo di vigenza della norma medesima.

Art. 2

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sara’ presentato alle Camere per la conversione in legge.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

Dato a Roma, addi’ 27 novembre 2009

NAPOLITANO

Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri

Gelmini, Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca

Visto, il Guardasigilli: Alfano

Legge 18 giugno 2009, n. 69

Legge 18 giugno 2009, n. 69
(in SO n. 95 alla GU 19 giugno 2009, n. 140)

Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile

Capo I

INNOVAZIONE

Art. 1.

(Banda larga)

1. Il Governo, nel rispetto delle attribuzioni costituzionali delle regioni e nel rispetto dell’articolo 4, comma 3, lettera h), del codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1º agosto 2003, n. 259, individua un programma di interventi infrastrutturali nelle aree sottoutilizzate necessari per facilitare l’adeguamento delle reti di comunicazione elettronica pubbliche e private all’evoluzione tecnologica e alla fornitura dei servizi avanzati di informazione e di comunicazione del Paese. Nell’individuare le infrastrutture di cui al presente comma, il Governo procede secondo finalità di riequilibrio socio-economico tra le aree del territorio nazionale. Il Governo individua e sottopone al Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) per l’approvazione nel programma le risorse necessarie, che integrano i finanziamenti pubblici, comunitari e privati allo scopo disponibili. Al relativo finanziamento si provvede con una dotazione di 800 milioni di euro per il periodo 2007-2013 a valere sulle risorse del fondo per le aree sottoutilizzate, di cui all’articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni. In ogni caso è fatta salva la ripartizione dell’85 per cento delle risorse alle regioni del Mezzogiorno.

2. La progettazione e la realizzazione delle infrastrutture di cui al comma 1 nelle aree sottoutilizzate possono avvenire mediante modalità di finanza di progetto ai sensi del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163. Nell’ambito dei criteri di valutazione delle proposte o delle offerte deve essere indicata come prioritaria la condizione che i progetti, nelle soluzioni tecniche e di assetto imprenditoriale, contribuiscano allo sviluppo di un sistema di reti aperto alla concorrenza, nel rispetto dei princìpi e delle norme comunitarie.
3. A valere sul fondo di cui al comma 1 sono finanziati gli interventi che, nelle aree sottoutilizzate, incentivino la razionalizzazione dell’uso dello spettro radio al fine di favorire l’accesso radio a larghissima banda e la completa digitalizzazione delle reti di diffusione, a tal fine prevedendo il sostegno ad interventi di ristrutturazione dei sistemi di trasmissione e collegamento anche utilizzati dalle amministrazioni civili e militari dello Stato, favorendo altresì la liberazione delle bande di frequenza utili ai sistemi avanzati di comunicazione.
4. È attribuito al Ministero dello sviluppo economico il coordinamento dei progetti di cui al comma 2 anche attraverso la previsione della stipulazione di accordi di programma con le regioni interessate. Il Ministero dello sviluppo economico, nell’esercizio della sua funzione di coordinamento, si avvale del parere dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, che è rilasciato avuto riguardo al rispetto degli obiettivi di cui al medesimo comma 2 e degli articoli 4 e 13 del codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1º agosto 2003, n. 259.
5. All’articolo 2 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, è aggiunto, in fine, il seguente comma:

«15-bis. Per gli interventi di installazione di reti e impianti di comunicazione elettronica in fibra ottica, la profondità minima dei lavori di scavo, anche in deroga a quanto stabilito dalla normativa vigente, può essere ridotta previo accordo con l’ente proprietario della strada».

6. All’articolo 231, comma 3, del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, il primo periodo è sostituito dal seguente: «In deroga a quanto previsto dal capo I del titolo II, si applicano le disposizioni di cui al capo V del titolo II del codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1º agosto 2003, n. 259, e successive modificazioni».

7. Le disposizioni dell’articolo 2-bis, comma 13, del decreto-legge 23 gennaio 2001, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 marzo 2001, n. 66, si applicano anche alle innovazioni condominiali relative ai lavori di ammodernamento necessari al passaggio dei cavi in fibra ottica.

 

Capo II

SEMPLIFICAZIONI

Art. 2.

(Società di consulenza finanziaria)

1. Al testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, dopo l’articolo 18-bis è inserito il seguente:

«Art. 18-ter. – (Società di consulenza finanziaria). – 1. A decorrere dal 1º ottobre 2009, la riserva di attività di cui all’articolo 18 non pregiudica la possibilità per le società costituite in forma di società per azioni o società a responsabilità limitata, in possesso dei requisiti patrimoniali e di indipendenza stabiliti con regolamento adottato dal Ministro dell’economia e delle finanze, sentite la Banca d’Italia e la CONSOB, di prestare la consulenza in materia di investimenti, senza detenere somme di denaro o strumenti finanziari di pertinenza dei clienti.

2. Il Ministro dell’economia e delle finanze, sentite la Banca d’Italia e la CONSOB, può prevedere il possesso, da parte degli esponenti aziendali, dei requisiti di professionalità, onorabilità e indipendenza.
3. Nell’albo di cui all’articolo 18-bis, comma 2, è istituita una sezione dedicata alle società di consulenza finanziaria per la quale si applicano i commi 3, 4, 5, 6, 7 e 8 del medesimo articolo».

 

Art. 3.

(Chiarezza dei testi normativi)

1. Al capo III della legge 23 agosto 1988, n. 400, prima dell’articolo 14 è inserito il seguente:

«Art. 13-bis. – (Chiarezza dei testi normativi). – 1. Il Governo, nell’ambito delle proprie competenze, provvede a che:
a) ogni norma che sia diretta a sostituire, modificare o abrogare norme vigenti ovvero a stabilire deroghe indichi espressamente le norme sostituite, modificate, abrogate o derogate;

b) ogni rinvio ad altre norme contenuto in disposizioni legislative, nonché in regolamenti, decreti o circolari emanati dalla pubblica amministrazione, contestualmente indichi, in forma integrale o in forma sintetica e di chiara comprensione, il testo ovvero la materia alla quale le disposizioni fanno riferimento o il principio, contenuto nelle norme cui si rinvia, che esse intendono richiamare.

2. Le disposizioni della presente legge in materia di chiarezza dei testi normativi costituiscono princìpi generali per la produzione normativa e non possono essere derogate, modificate o abrogate se non in modo esplicito.

3. Periodicamente, e comunque almeno ogni sette anni, si provvede all’aggiornamento dei codici e dei testi unici con i medesimi criteri e procedure previsti nell’articolo 17-bis adottando, nel corpo del testo aggiornato, le opportune evidenziazioni.
4. La Presidenza del Consiglio dei ministri adotta atti di indirizzo e coordinamento per assicurare che gli interventi normativi incidenti sulle materie oggetto di riordino, mediante l’adozione di codici e di testi unici, siano attuati esclusivamente mediante modifica o integrazione delle disposizioni contenute nei corrispondenti codici e testi unici».

 

Art. 4.

(Semplificazione della legislazione)

1. All’articolo 14 della legge 28 novembre 2005, n. 246, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) il comma 14 è sostituito dai seguenti:
«14. Entro ventiquattro mesi dalla scadenza del termine di cui al comma 12, il Governo è delegato ad adottare, con le modalità di cui all’articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni, decreti legislativi che individuano le disposizioni legislative statali, pubblicate anteriormente al 1º gennaio 1970, anche se modificate con provvedimenti successivi, delle quali si ritiene indispensabile la permanenza in vigore, secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi:
a) esclusione delle disposizioni oggetto di abrogazione tacita o implicita;

b) esclusione delle disposizioni che abbiano esaurito la loro funzione o siano prive di effettivo contenuto normativo o siano comunque obsolete;
c) identificazione delle disposizioni la cui abrogazione comporterebbe lesione dei diritti costituzionali;
d) identificazione delle disposizioni indispensabili per la regolamentazione di ciascun settore, anche utilizzando a tal fine le procedure di analisi e verifica dell’impatto della regolazione;
e) organizzazione delle disposizioni da mantenere in vigore per settori omogenei o per materie, secondo il contenuto precettivo di ciascuna di esse;
f) garanzia della coerenza giuridica, logica e sistematica della normativa;
g) identificazione delle disposizioni la cui abrogazione comporterebbe effetti anche indiretti sulla finanza pubblica;
h) identificazione delle disposizioni contenute nei decreti ricognitivi, emanati ai sensi dell’articolo 1, comma 4, della legge 5 giugno 2003, n. 131, aventi per oggetto i princìpi fondamentali della legislazione dello Stato nelle materie previste dall’articolo 117, terzo comma, della Costituzione.

14-bis. Nelle materie appartenenti alla legislazione regionale, le disposizioni normative statali, che restano in vigore ai sensi dell’articolo 1, comma 2, della legge 5 giugno 2003, n. 131, continuano ad applicarsi, in ciascuna regione, fino alla data di entrata in vigore delle relative disposizioni regionali.

14-ter. Fatto salvo quanto stabilito dal comma 17, decorso un anno dalla scadenza del termine di cui al comma 14, ovvero del maggior termine previsto dall’ultimo periodo del comma 22, tutte le disposizioni legislative statali non comprese nei decreti legislativi di cui al comma 14, anche se modificate con provvedimenti successivi, sono abrogate.
14-quater. Il Governo è altresì delegato ad adottare, entro il termine di cui al comma 14-ter, uno o più decreti legislativi recanti l’abrogazione espressa, con la medesima decorrenza prevista dal comma 14-ter, di disposizioni legislative statali ricadenti fra quelle di cui alle lettere a) e b) del comma 14, anche se pubblicate successivamente al 1º gennaio 1970»;
b) il comma 16 è abrogato;
c) il comma 17 è sostituito dal seguente:

«17. Rimangono in vigore:
a) le disposizioni contenute nel codice civile, nel codice penale, nel codice di procedura civile, nel codice di procedura penale, nel codice della navigazione, comprese le disposizioni preliminari e di attuazione, e in ogni altro testo normativo che rechi nell’epigrafe la denominazione codice ovvero testo unico;

b) le disposizioni che disciplinano l’ordinamento degli organi costituzionali e degli organi aventi rilevanza costituzionale, nonché le disposizioni relative all’ordinamento delle magistrature e dell’Avvocatura dello Stato e al riparto della giurisdizione;
c) le disposizioni tributarie e di bilancio e quelle concernenti le reti di acquisizione del gettito, anche derivante dal gioco;
d) le disposizioni che costituiscono adempimenti imposti dalla normativa comunitaria e quelle occorrenti per la ratifica e l’esecuzione di trattati internazionali;
e) le disposizioni in materia previdenziale e assistenziale»;
d) dopo il comma 18 è inserito il seguente:

«18-bis. Entro un anno dalla data di entrata in vigore dei decreti legislativi di riassetto di cui al comma 18, nel rispetto degli stessi princìpi e criteri direttivi, possono essere emanate, con uno o più decreti legislativi, disposizioni integrative o correttive dei medesimi decreti legislativi»;
e) al comma 19, le parole: «una Commissione parlamentare» sono sostituite dalle seguenti: «la “Commissione parlamentare per la semplificazione”, di seguito denominata “Commissione”»;

f) il comma 21 è sostituito dal seguente:

«21. La Commissione:
a) esprime il parere sugli schemi dei decreti legislativi di cui ai commi 14, 14-quater, 15, 18 e 18-bis;

b) verifica periodicamente lo stato di attuazione del procedimento per l’abrogazione generalizzata di norme di cui al comma 14-ter e ne riferisce ogni sei mesi alle Camere;
c) esercita i compiti di cui all’articolo 5, comma 4, della legge 15 marzo 1997, n. 59»;
g) il comma 22 è sostituito dal seguente:

«22. Per l’acquisizione del parere, gli schemi dei decreti legislativi di cui ai commi 14, 14-quater, 15, 18 e 18-bis sono trasmessi alla Commissione, che si pronuncia entro trenta giorni. Il Governo, ove ritenga di non accogliere, in tutto o in parte, le eventuali condizioni poste, ritrasmette il testo, con le proprie osservazioni e con le eventuali modificazioni, alla Commissione per il parere definitivo, da rendere nel termine di trenta giorni. Se il termine previsto per il parere della Commissione cade nei trenta giorni che precedono la scadenza di uno dei termini previsti dai commi 14, 14-quater, 15, 18 e 18-bis, la scadenza medesima è prorogata di novanta giorni».
2. All’allegato 1 annesso al decreto-legge 22 dicembre 2008, n. 200, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio 2009, n. 9, sono soppresse le voci di cui all’allegato 1 annesso alla presente legge, concernenti le leggi di ratifica e l’esecuzione di trattati internazionali relative al periodo 1861-1948.

 

Art. 5.

(Modifiche alla disciplina dei regolamenti. Testi unici compilativi).

1. All’articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 2, dopo le parole: «Consiglio di Stato» sono inserite le seguenti: «e previo parere delle Commissioni parlamentari competenti in materia, che si pronunciano entro trenta giorni dalla richiesta»;

b) è aggiunto, in fine, il seguente comma:

«4-ter. Con regolamenti da emanare ai sensi del comma 1 del presente articolo, si provvede al periodico riordino delle disposizioni regolamentari vigenti, alla ricognizione di quelle che sono state oggetto di abrogazione implicita e all’espressa abrogazione di quelle che hanno esaurito la loro funzione o sono prive di effettivo contenuto normativo o sono comunque obsolete».
2. Nel capo III della legge 23 agosto 1988, n. 400, dopo l’articolo 17 è aggiunto il seguente:
«Art. 17-bis. – (Testi unici compilativi). – 1. Il Governo provvede, mediante testi unici compilativi, a raccogliere le disposizioni aventi forza di legge regolanti materie e settori omogenei, attenendosi ai seguenti criteri:
a) puntuale individuazione del testo vigente delle norme;

b) ricognizione delle norme abrogate, anche implicitamente, da successive disposizioni;
c) coordinamento formale del testo delle disposizioni vigenti in modo da garantire la coerenza logica e sistematica della normativa;
d) ricognizione delle disposizioni, non inserite nel testo unico, che restano comunque in vigore.

2. Lo schema di ciascun testo unico è deliberato dal Consiglio dei ministri, valutato il parere che il Consiglio di Stato deve esprimere entro quarantacinque giorni dalla richiesta. Ciascun testo unico è emanato con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, previa ulteriore deliberazione del Consiglio dei ministri.

3. Il Governo può demandare la redazione degli schemi di testi unici ai sensi dell’articolo 14, numero 2º, del testo unico delle leggi sul Consiglio di Stato, di cui al regio decreto 26 giugno 1924, n. 1054, al Consiglio di Stato, che ha facoltà di avvalersi di esperti, in discipline non giuridiche, in numero non superiore a cinque, nell’ambito dei propri ordinari stanziamenti di bilancio e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato. Sugli schemi redatti dal Consiglio di Stato non è acquisito il parere dello stesso, previsto ai sensi dell’articolo 16, primo comma, numero 3º, del citato testo unico di cui al regio decreto n. 1054 del 1924, dell’articolo 17, comma 25, della legge 15 maggio 1997, n. 127, e del comma 2 del presente articolo».

Art. 6.

(Misure per la semplificazione della gestione amministrativa e finanziaria delle rappresentanze diplomatiche e degli uffici consolari)

1. Con regolamento emanato ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro degli affari esteri e del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione e con il Ministro per la semplificazione normativa, sono disciplinati i procedimenti in materia di autonomia gestionale e finanziaria delle rappresentanze diplomatiche e degli uffici consolari di I categoria, di cui all’articolo 18, comma 2-bis, del decreto-legge 1º ottobre 2007, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n. 222, nell’osservanza dei princìpi di cui all’articolo 20, comma 4, della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni, nonché dei seguenti criteri:

a) semplificazione e accelerazione dei procedimenti relativi ai trasferimenti finanziari all’estero e alla loro gestione;

b) semplificazione e razionalizzazione della struttura e della gestione del bilancio delle sedi all’estero, ai fini della razionalizzazione della spesa;
c) garanzia di opportune procedure di verifica e controllo delle attività svolte nell’ambito dell’autonomia gestionale e finanziaria di cui al presente comma, con particolare riferimento alla gestione contabile e delle risorse umane.

2. A decorrere dalla data di entrata in vigore delle norme regolamentari di cui al comma 1, sono abrogati:
a) il comma 15 dell’articolo 1 del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80;

b) gli articoli 1, 3, 4, 8 e 9 del decreto legislativo 15 dicembre 2006, n. 307;
c) l’articolo 75 del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, e successive modificazioni;
d) i commi 1318, 1320 e 1321 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296;
e) il regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 marzo 2000, n. 120.

Art. 7.

(Certezza dei tempi di conclusione del procedimento)

1. Alla legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all’articolo 1:
1) al comma 1, dopo le parole: «di efficacia» sono inserite le seguenti: «, di imparzialità»;

2) al comma 1-ter, dopo le parole: «il rispetto» sono inserite le seguenti: «dei criteri e»;

b) l’articolo 2 è sostituito dal seguente:
«Art. 2. – (Conclusione del procedimento). – 1. Ove il procedimento consegua obbligatoriamente ad un’istanza, ovvero debba essere iniziato d’ufficio, le pubbliche amministrazioni hanno il dovere di concluderlo mediante l’adozione di un provvedimento espresso.

2. Nei casi in cui disposizioni di legge ovvero i provvedimenti di cui ai commi 3, 4 e 5 non prevedono un termine diverso, i procedimenti amministrativi di competenza delle amministrazioni statali e degli enti pubblici nazionali devono concludersi entro il termine di trenta giorni.
3. Con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, adottati ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta dei Ministri competenti e di concerto con i Ministri per la pubblica amministrazione e l’innovazione e per la semplificazione normativa, sono individuati i termini non superiori a novanta giorni entro i quali devono concludersi i procedimenti di competenza delle amministrazioni statali. Gli enti pubblici nazionali stabiliscono, secondo i propri ordinamenti, i termini non superiori a novanta giorni entro i quali devono concludersi i procedimenti di propria competenza.
4. Nei casi in cui, tenendo conto della sostenibilità dei tempi sotto il profilo dell’organizzazione amministrativa, della natura degli interessi pubblici tutelati e della particolare complessità del procedimento, sono indispensabili termini superiori a novanta giorni per la conclusione dei procedimenti di competenza delle amministrazioni statali e degli enti pubblici nazionali, i decreti di cui al comma 3 sono adottati su proposta anche dei Ministri per la pubblica amministrazione e l’innovazione e per la semplificazione normativa e previa deliberazione del Consiglio dei ministri. I termini ivi previsti non possono comunque superare i centottanta giorni, con la sola esclusione dei procedimenti di acquisto della cittadinanza italiana e di quelli riguardanti l’immigrazione.
5. Fatto salvo quanto previsto da specifiche disposizioni normative, le autorità di garanzia e di vigilanza disciplinano, in conformità ai propri ordinamenti, i termini di conclusione dei procedimenti di rispettiva competenza.
6. I termini per la conclusione del procedimento decorrono dall’inizio del procedimento d’ufficio o dal ricevimento della domanda, se il procedimento è ad iniziativa di parte.
7. Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 17, i termini di cui ai commi 2, 3, 4 e 5 del presente articolo possono essere sospesi, per una sola volta e per un periodo non superiore a trenta giorni, per l’acquisizione di informazioni o di certificazioni relative a fatti, stati o qualità non attestati in documenti già in possesso dell’amministrazione stessa o non direttamente acquisibili presso altre pubbliche amministrazioni. Si applicano le disposizioni dell’articolo 14, comma 2.
8. Salvi i casi di silenzio assenso, decorsi i termini per la conclusione del procedimento, il ricorso avverso il silenzio dell’amministrazione, ai sensi dell’articolo 21-bis della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, può essere proposto anche senza necessità di diffida all’amministrazione inadempiente, fintanto che perdura l’inadempimento e comunque non oltre un anno dalla scadenza dei termini di cui ai commi 2 o 3 del presente articolo. Il giudice amministrativo può conoscere della fondatezza dell’istanza. È fatta salva la riproponibilità dell’istanza di avvio del procedimento ove ne ricorrano i presupposti.
9. La mancata emanazione del provvedimento nei termini costituisce elemento di valutazione della responsabilità dirigenziale»;

c) dopo l’articolo 2 è inserito il seguente:
«Art. 2-bis. – (Conseguenze per il ritardo dell’amministrazione nella conclusione del procedimento). – 1. Le pubbliche amministrazioni e i soggetti di cui all’articolo 1, comma 1-ter, sono tenuti al risarcimento del danno ingiusto cagionato in conseguenza dell’inosservanza dolosa o colposa del termine di conclusione del procedimento.

2. Le controversie relative all’applicazione del presente articolo sono attribuite alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. Il diritto al risarcimento del danno si prescrive in cinque anni»;

d) il comma 5 dell’articolo 20 è sostituito dal seguente:
«5. Si applicano gli articoli 2, comma 7, e 10-bis».
2. Il rispetto dei termini per la conclusione dei procedimenti rappresenta un elemento di valutazione dei dirigenti; di esso si tiene conto al fine della corresponsione della retribuzione di risultato. Il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, di concerto con il Ministro per la semplificazione normativa, adotta le linee di indirizzo per l’attuazione del presente articolo e per i casi di grave e ripetuta inosservanza dell’obbligo di provvedere entro i termini fissati per ciascun procedimento.

3. In sede di prima attuazione della presente legge, gli atti o i provvedimenti di cui ai commi 3, 4 e 5 dell’articolo 2 della legge 7 agosto 1990, n. 241, come da ultimo sostituito dal comma 1, lettera b), del presente articolo, sono adottati entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge. Le disposizioni regolamentari vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge, che prevedono termini superiori a novanta giorni per la conclusione dei procedimenti, cessano di avere effetto a decorrere dalla scadenza del termine indicato al primo periodo. Continuano ad applicarsi le disposizioni regolamentari, vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge, che prevedono termini non superiori a novanta giorni per la conclusione dei procedimenti. La disposizione di cui al comma 2 del citato articolo 2 della legge n. 241 del 1990 si applica dallo scadere del termine di un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge. Le regioni e gli enti locali si adeguano ai termini di cui ai commi 3 e 4 del citato articolo 2 della legge n. 241 del 1990 entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge.
4. Per tutti i procedimenti di verifica o autorizzativi concernenti i beni storici, architettonici, culturali, archeologici, artistici e paesaggistici restano fermi i termini stabiliti dal codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42. Restano ferme le disposizioni di legge e di regolamento vigenti in materia ambientale che prevedono termini diversi da quelli di cui agli articoli 2 e 2-bis della legge 7 agosto 1990, n. 241, come rispettivamente sostituito e introdotto dal presente articolo.

Art. 8.

(Certezza dei tempi in caso di attività consultiva e valutazioni tecniche)

1. Alla legge 7 agosto 1990, n. 241, come da ultimo modificata dall’articolo 7 della presente legge, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all’articolo 16:
1) al comma 1, primo periodo, la parola: «quarantacinque» è sostituita dalla seguente: «venti»;

2) al comma 1 sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, che comunque non può superare i venti giorni dal ricevimento della richiesta»;
3) il comma 2 è sostituito dal seguente:

«2. In caso di decorrenza del termine senza che sia stato comunicato il parere obbligatorio o senza che l’organo adito abbia rappresentato esigenze istruttorie, è in facoltà dell’amministrazione richiedente di procedere indipendentemente dall’espressione del parere. In caso di decorrenza del termine senza che sia stato comunicato il parere facoltativo o senza che l’organo adito abbia rappresentato esigenze istruttorie, l’amministrazione richiedente procede indipendentemente dall’espressione del parere. Salvo il caso di omessa richiesta del parere, il responsabile del procedimento non può essere chiamato a rispondere degli eventuali danni derivanti dalla mancata espressione dei pareri di cui al presente comma»;
4) al comma 4, le parole: «il termine di cui al comma 1 può essere interrotto» sono sostituite dalle seguenti: «, i termini di cui al comma 1 possono essere interrotti»;

5) il comma 5 è sostituito dal seguente:

«5. I pareri di cui al comma 1 sono trasmessi con mezzi telematici»;

6) dopo il comma 6 è aggiunto il seguente:

«6-bis. Resta fermo quanto previsto dall’articolo 127 del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni»;

b) all’articolo 25, comma 4, quarto periodo, dopo le parole: «Nei confronti degli atti delle amministrazioni centrali e periferiche dello Stato tale richiesta è inoltrata presso la Commissione per l’accesso di cui all’articolo 27» sono aggiunte le seguenti: «nonché presso l’amministrazione resistente».

Art. 9.

(Conferenza di servizi e silenzio assenso)

1. All’articolo 14-ter, comma 1, della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e può svolgersi per via telematica».

2. All’articolo 14-ter della legge 7 agosto 1990, n. 241, dopo il comma 2 sono inseriti i seguenti:

«2-bis. Alla conferenza di servizi di cui agli articoli 14 e 14-bis sono convocati i soggetti proponenti il progetto dedotto in conferenza, alla quale gli stessi partecipano senza diritto di voto.

2-ter. Alla conferenza possono partecipare, senza diritto di voto, i concessionari e i gestori di pubblici servizi, nel caso in cui il procedimento amministrativo o il progetto dedotto in conferenza implichi loro adempimenti ovvero abbia effetto diretto o indiretto sulla loro attività. Agli stessi è inviata, anche per via telematica e con congruo anticipo, comunicazione della convocazione della conferenza di servizi. Alla conferenza possono partecipare inoltre, senza diritto di voto, le amministrazioni preposte alla gestione delle eventuali misure pubbliche di agevolazione».

3. Al comma 1 dell’articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, al primo periodo, dopo le parole: «all’immigrazione,» sono inserite le seguenti: «all’asilo, alla cittadinanza,». Al comma 4 dell’articolo 20 della citata legge n. 241 del 1990, e successive modificazioni, le parole: «e l’immigrazione» sono sostituite dalle seguenti: «, l’immigrazione, l’asilo e la cittadinanza».

4. Al comma 2 dell’articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Nel caso in cui la dichiarazione di inizio attività abbia ad oggetto l’esercizio di attività di impianti produttivi di beni e di servizi e di prestazione di servizi di cui alla direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, compresi gli atti che dispongono l’iscrizione in albi o ruoli o registri ad efficacia abilitante o comunque a tale fine eventualmente richiesta, l’attività può essere iniziata dalla data della presentazione della dichiarazione all’amministrazione competente».
5. Al comma 3 dell’articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, al primo periodo, dopo le parole: «dal ricevimento della comunicazione di cui al comma 2,» sono inserite le seguenti: «o, nei casi di cui all’ultimo periodo del medesimo comma 2, nel termine di trenta giorni dalla data della presentazione della dichiarazione,».
6. Al comma 5 dell’articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Il relativo ricorso giurisdizionale, esperibile da qualunque interessato nei termini di legge, può riguardare anche gli atti di assenso formati in virtù delle norme sul silenzio assenso previste dall’articolo 20».
7. Dall’attuazione delle disposizioni del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Gli adempimenti previsti dal presente articolo sono svolti nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.

Art. 10.

(Tutela degli interessati nei procedimenti amministrativi di competenza delle regioni e degli enti locali)

1. Alla legge 7 agosto 1990, n. 241, come da ultimo modificata dalla presente legge, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all’articolo 22, il comma 2 è sostituito dal seguente:
«2. L’accesso ai documenti amministrativi, attese le sue rilevanti finalità di pubblico interesse, costituisce principio generale dell’attività amministrativa al fine di favorire la partecipazione e di assicurarne l’imparzialità e la trasparenza»;
b) all’articolo 29:
1) il comma 1 è sostituito dal seguente:
«1. Le disposizioni della presente legge si applicano alle amministrazioni statali e agli enti pubblici nazionali. Le disposizioni della presente legge si applicano, altresì, alle società con totale o prevalente capitale pubblico, limitatamente all’esercizio delle funzioni amministrative. Le disposizioni di cui agli articoli 2-bis, 11, 15 e 25, commi 5, 5-bis e 6, nonché quelle del capo IV-bis si applicano a tutte le amministrazioni pubbliche»;

2) dopo il comma 2 sono aggiunti i seguenti:

«2-bis. Attengono ai livelli essenziali delle prestazioni di cui all’articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione le disposizioni della presente legge concernenti gli obblighi per la pubblica amministrazione di garantire la partecipazione dell’interessato al procedimento, di individuarne un responsabile, di concluderlo entro il termine prefissato e di assicurare l’accesso alla documentazione amministrativa, nonché quelle relative alla durata massima dei procedimenti.

2-ter. Attengono altresì ai livelli essenziali delle prestazioni di cui all’articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione le disposizioni della presente legge concernenti la dichiarazione di inizio attività e il silenzio assenso, salva la possibilità di individuare, con intese in sede di Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, casi ulteriori in cui tali disposizioni non si applicano.
2-quater. Le regioni e gli enti locali, nel disciplinare i procedimenti amministrativi di loro competenza, non possono stabilire garanzie inferiori a quelle assicurate ai privati dalle disposizioni attinenti ai livelli essenziali delle prestazioni di cui ai commi 2-bis e 2-ter, ma possono prevedere livelli ulteriori di tutela.
2-quinquies. Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano adeguano la propria legislazione alle disposizioni del presente articolo, secondo i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione».

Art. 11.

(Delega al Governo in materia di nuovi servizi erogati dalle farmacie nell’ambito del Servizio sanitario nazionale nonché disposizioni concernenti i comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti)

1. Ferme restando le competenze regionali, il Governo è delegato ad adottare, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi finalizzati all’individuazione di nuovi servizi a forte valenza socio-sanitaria erogati dalle farmacie pubbliche e private nell’ambito del Servizio sanitario nazionale, sulla base dei seguenti princìpi e criteri direttivi:

a) assicurare, nel rispetto di quanto previsto dai singoli piani regionali socio-sanitari, la partecipazione delle farmacie al servizio di assistenza domiciliare integrata a favore dei pazienti residenti nel territorio della sede di pertinenza di ciascuna farmacia, a supporto delle attività del medico di medicina generale, anche con l’obiettivo di garantire il corretto utilizzo dei medicinali prescritti e il relativo monitoraggio, al fine di favorire l’aderenza dei malati alle terapie mediche;

b) collaborare ai programmi di educazione sanitaria della popolazione realizzati a livello nazionale e regionale, nel rispetto di quanto previsto dai singoli piani regionali socio-sanitari;
c) realizzare, nel rispetto di quanto previsto dai singoli piani regionali socio-sanitari, campagne di prevenzione delle principali patologie a forte impatto sociale, anche effettuando analisi di laboratorio di prima istanza nei limiti e alle condizioni stabiliti con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, restando in ogni caso esclusa l’attività di prelievo di sangue o di plasma mediante siringhe;
d) consentire, nel rispetto di quanto previsto dai singoli piani regionali socio-sanitari, la prenotazione in farmacia di visite ed esami specialistici presso le strutture pubbliche e private convenzionate, anche prevedendo la possibilità di pagamento delle relative quote di partecipazione alla spesa a carico del cittadino e di ritiro del referto in farmacia;
e) prevedere forme di remunerazione delle attività di cui al presente comma da parte del Servizio sanitario nazionale entro il limite dell’accertata diminuzione degli oneri derivante, per il medesimo Servizio sanitario nazionale, per le regioni e per gli enti locali, dallo svolgimento delle suddette attività da parte delle farmacie, e comunque senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica;
f) rivedere i requisiti di ruralità di cui agli articoli 2 e seguenti della legge 8 marzo 1968, n. 221, al fine di riservare la corresponsione dell’indennità annua di residenza prevista dall’articolo 115 del testo unico delle leggi sanitarie, di cui al regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, e successive modificazioni, in presenza di situazioni di effettivo disagio in relazione alla localizzazione delle farmacie e all’ampiezza del territorio servito.

2. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, previo parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. Gli schemi dei decreti legislativi adottati ai sensi del presente comma, ciascuno dei quali corredato di relazione tecnica sugli effetti finanziari delle disposizioni in esso contenute, sono trasmessi alle Camere ai fini dell’espressione dei pareri da parte delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili di carattere finanziario, che sono resi entro trenta giorni dalla data di trasmissione dei medesimi schemi di decreto. Decorso il termine di cui al periodo precedente, i decreti legislativi possono essere comunque adottati.

3. Nel caso in cui ai comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti siano richiesti da qualsiasi pubblica amministrazione atti, documenti, provvedimenti, copia degli stessi, dati, rilevazioni statistiche e informazioni che siano o debbano essere già nella disponibilità di altri enti pubblici, gli uffici comunali di riferimento sono tenuti unicamente ad indicare presso quali enti, amministrazioni o uffici siano disponibili gli atti, i dati o le informazioni loro richieste, senza che tale procedura comporti alcuna penalizzazione.

Art. 12.

(Delega al Governo per l’adozione di decreti legislativi integrativi e correttivi in materia ambientale)

1. Il Governo è delegato ad adottare, entro il 30 giugno 2010, uno o più decreti legislativi recanti disposizioni integrative e correttive dei decreti legislativi emanati ai sensi dell’articolo 1 della legge 15 dicembre 2004, n. 308, nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi stabiliti dalla stessa legge.

2. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, con il Ministro per le politiche europee e con gli altri Ministri interessati, sentito il Consiglio di Stato e acquisito il parere della Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.
3. Il Governo trasmette alle Camere gli schemi dei decreti legislativi di cui al comma 1, accompagnati dall’analisi tecnico-normativa e dall’analisi dell’impatto della regolamentazione, per l’espressione del parere da parte delle competenti Commissioni parlamentari. Ciascuna Commissione esprime il proprio parere entro trenta giorni dalla data di assegnazione degli schemi dei decreti legislativi. Decorso inutilmente tale termine, i decreti legislativi possono essere comunque emanati.
4. I decreti legislativi di cui al comma 1 devono altresì meglio precisare quali devono essere intese le caratteristiche ambientali ai fini dell’utilizzo delle terre e rocce da scavo per interventi di miglioramento ambientale anche di siti non degradati, nel senso di prevedere l’accertamento delle caratteristiche qualitative chimico-fisiche e geotecniche che devono essere compatibili con il sito di destinazione.

Art. 13.

(Cooperazione allo sviluppo internazionale)

1. Entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro degli affari esteri, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono definite le modalità semplificate di svolgimento delle procedure amministrative e contrattuali riguardanti:

a) gli interventi di cooperazione a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione nei Paesi indicati dal decreto-legge 31 gennaio 2008, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 marzo 2008, n. 45;

b) gli interventi nelle ulteriori aree individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro degli affari esteri, finalizzati al superamento delle criticità di natura umanitaria, sociale o economica.

2. Con il decreto di cui al comma 1 sono stabiliti, in particolare:
a) le modalità di approvazione degli interventi, in conformità all’articolo 11, comma 3, della legge 26 febbraio 1987, n. 49, e successive modificazioni, e all’articolo 11, comma 1, del decreto-legge 1º luglio 1996, n. 347, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1996, n. 426;

b) le specifiche e motivate deroghe alle norme di contabilità generale dello Stato;
c) i presupposti per il ricorso ad esperti e a consulenti tecnici e giuridici;
d) le modalità di svolgimento delle procedure negoziate.

3. Il decreto di cui al comma 1, relativamente agli interventi di cooperazione di cui alla legge 26 febbraio 1987, n. 49, è emanato nel rispetto delle disposizioni, contenute nel regolamento di cui all’articolo 5 del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, attuative di quanto previsto dal comma 6 del medesimo articolo 5.

4. Nell’individuazione delle aree di intervento di cui al comma 1, lettera b), è data priorità ai Paesi che hanno sottoscritto accordi di rimpatrio o di collaborazione nella gestione dei flussi dell’immigrazione clandestina ovvero diretti ad agevolare l’esecuzione delle pene detentive delle persone condannate in Italia presso gli istituti esistenti nei luoghi di origine delle medesime. È inoltre attribuita priorità ai progetti con i Paesi terzi per il rimpatrio volontario degli stranieri titolari di permesso di soggiorno che si trovino in stato di disoccupazione a causa della crisi economica.
5. Lo schema del decreto di cui al comma 1 è trasmesso alle Camere per l’espressione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili di carattere finanziario. Il termine per l’espressione del parere è stabilito in trenta giorni dalla data di trasmissione. Decorso inutilmente il predetto termine, il decreto può essere comunque emanato.
6. Oltre alla dotazione finanziaria assegnata da parte del Ministero degli affari esteri, le sedi all’estero possono disporre di somme erogate da parte della Commissione europea o di altri Stati membri dell’Unione europea per la realizzazione di interventi di cooperazione allo sviluppo per conto degli stessi donatori. I finanziamenti di cui al presente comma sono gestiti e rendicontati secondo la normativa prevista dalla Commissione europea relativamente al trasferimento di fondi agli Stati membri.
7. Per la realizzazione delle attività di cooperazione nel campo della ricerca e dello sviluppo industriale, scientifico e tecnologico con il Governo dello Stato d’Israele, di cui alla legge 11 luglio 2002, n. 154, lo stanziamento previsto a decorrere dal 2004 è incrementato di euro 2.000.000 a decorrere dal 2009.
8. All’onere derivante dall’attuazione della disposizione di cui al comma 7, pari ad euro 2.000.000 a decorrere dall’anno 2009, si provvede mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui alla legge 26 febbraio 1987, n. 49, come determinata dalla Tabella C allegata alla legge 22 dicembre 2008, n. 203.
9. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

Art. 14.

(Trasparenza dei flussi finanziari dei Fondi strutturali comunitari e del Fondo per le aree sottoutilizzate)

1. Per prevenire l’indebito utilizzo delle risorse stanziate nell’ambito della programmazione unitaria della politica regionale per il periodo 2007-2013, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con i Ministri interessati, sono definite le modalità e le procedure necessarie a garantire l’effettiva tracciabilità dei flussi finanziari relativi all’utilizzo, da parte dei soggetti beneficiari delle agevolazioni, delle risorse pubbliche e private impiegate per la realizzazione degli interventi oggetto di finanziamento a valere sui Fondi strutturali comunitari e sul fondo per le aree sottoutilizzate, di cui all’articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni. Le amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, sono tenute, nell’utilizzo delle risorse dei predetti Fondi loro assegnate, ad applicare le modalità e le procedure definite dal decreto di cui al periodo precedente.

Art. 15.

(Fondo nazionale di garanzia per i servizi turistici)

1. All’articolo 86, comma 1, lettera f), del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, dopo le parole: «di cui all’articolo 100» sono aggiunte le seguenti: «nonché dichiarazione che il venditore o l’organizzatore concorre ad alimentare il suddetto fondo nella misura stabilita dal comma 2 del citato articolo 100».

2. All’articolo 100 del citato codice di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, dopo il comma 3 è inserito il seguente:

«3-bis. Le istanze di rimborso al fondo non sono soggette ad alcun termine di decadenza».

Art. 16.

(Misure in tema di concorrenza e tutela degli utenti nel settore postale)

1. All’articolo 2, comma 2, lettera d), del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261, dopo le parole: «espletamento del servizio universale» sono aggiunte le seguenti: «e adotta i provvedimenti necessari ad assicurare la continuità della fornitura di tale servizio anche in considerazione della funzione di coesione economica, sociale e territoriale che esso riveste».

2. All’articolo 2, comma 2, lettera h), del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261, dopo le parole: «rete postale pubblica» sono inserite le seguenti: «e ad alcuni elementi dei servizi postali, quali il sistema di codice di avviamento postale,».
3. All’articolo 2, comma 2, lettera l), del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261, le parole: «del servizio universale» sono sostituite dalle seguenti: «dei servizi postali».
4. All’articolo 3, comma 3, lettera c), del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261, dopo le parole: «criteri di ragionevolezza» sono inserite le seguenti: «e in considerazione della funzione di coesione sociale e territoriale del servizio e della relativa rete postale,».
5. La rubrica dell’articolo 14 del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261, è sostituita dalla seguente: «Reclami e rimborsi».
6. Il comma 1 dell’articolo 14 del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261, è sostituito dal seguente:

«1. Relativamente al servizio universale, compresa l’area della riserva, sono previste dal fornitore del servizio universale, nella carta della qualità di cui all’articolo 12, comma 1, procedure trasparenti, semplici e poco onerose per la gestione dei reclami degli utenti, con particolare riferimento ai casi di smarrimento, furto, danneggiamento o mancato rispetto delle norme di qualità del servizio, comprese le procedure per determinare l’attribuzione della responsabilità qualora sia coinvolto più di un operatore. È fissato anche il termine per la trattazione dei reclami medesimi e per la comunicazione del loro esito all’utente».
7. Dopo il comma 1 dell’articolo 14 del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261, come sostituito dal comma 6 del presente articolo, è inserito il seguente:
«1-bis. Le procedure per la gestione dei reclami di cui al comma 1 comprendono le procedure conciliative in sede locale nonché le procedure extragiudiziali per la risoluzione delle controversie, uniformate ai princìpi comunitari in materia».
8. All’articolo 14, comma 5-bis, del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261, dopo le parole: «titolari di licenza individuale» sono inserite le seguenti: «e di autorizzazione generale».

Art. 17.

(Misure di semplificazione delle procedure relative ai piccoli appalti pubblici)

1. Al fine di fronteggiare la straordinaria situazione di crisi economica in atto e per incentivare l’accesso alle commesse pubbliche da parte delle piccole e medie imprese, a decorrere dal 1º luglio 2009 sono abrogate le disposizioni di cui all’articolo 36, comma 5, terzo periodo, nonché all’articolo 37, comma 7, terzo periodo, del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni.

Art. 18.

(Progetti di eccellenza per il rilancio della competitività turistica italiana)

1. All’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, il comma 1228 è sostituito dal seguente:

«1228. Per le finalità di sviluppo del settore del turismo e per il suo posizionamento competitivo quale fattore produttivo di interesse nazionale, onde consentire la realizzazione di progetti di eccellenza per lo sviluppo e la promozione del sistema turistico nazionale, nonché il recupero della sua competitività sul piano internazionale, il Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo della Presidenza del Consiglio dei ministri può stipulare appositi protocolli di intesa con le regioni e gli enti locali, previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. Per il cofinanziamento delle iniziative e dei progetti presentati ai sensi del periodo precedente, è autorizzata la spesa di 48 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009. Il Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo provvede a cofinanziare le iniziative e i progetti di cui al presente comma attraverso accordi di programma con le regioni territorialmente interessate».

Art. 19.

(ENIT – Agenzia nazionale del turismo)

1. Il Governo è autorizzato a modificare il comma 1 dell’articolo 5 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 aprile 2006, n. 207, in conformità ai commi 2, 3, 4 e 5 del presente articolo che restano in vigore nelle more dell’approvazione del nuovo regolamento.

2. Il consiglio di amministrazione dell’ENIT – Agenzia nazionale del turismo è composto da un presidente e nove membri. Alle riunioni del consiglio di amministrazione interviene, senza diritto di voto, il capo del Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo della Presidenza del Consiglio dei ministri. In caso di parità di voti, quello del presidente vale doppio.
3. La ripartizione dei nove seggi fra le amministrazioni e le associazioni di categoria è stabilita con decreto del sottosegretario di Stato con delega al turismo da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
4. Effettuata la ripartizione di cui al comma 3, i componenti del consiglio di amministrazione sono nominati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.
5. Fino all’insediamento del nuovo consiglio di amministrazione le funzioni dell’organo collegiale di amministrazione dell’ENIT – Agenzia nazionale del turismo sono svolte da un commissario straordinario nominato secondo le norme vigenti.

Capo III

PIANO INDUSTRIALE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Art. 20.

(Misure urgenti per l’efficienza del Corpo forestale dello Stato)

1. Al fine di garantire maggiore efficacia, efficienza e tempestività nell’azione amministrativa e nell’erogazione dei servizi nonché per razionalizzare ed economizzare le procedure, il Corpo forestale dello Stato, limitatamente all’anno 2009, è autorizzato ad assumere personale operaio a tempo determinato ai sensi dell’articolo 1 della legge 5 aprile 1985, n. 124, entro il limite di spesa di 3 milioni di euro.

2. All’onere derivante dall’attuazione del comma 1, pari a 3 milioni di euro per l’anno 2009, si provvede mediante corrispondente riduzione della dotazione del Fondo per interventi strutturali di politica economica di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.
3. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con proprio decreto, le occorrenti variazioni di bilancio.
4. Il comma 3 dell’articolo 8 del decreto legislativo 3 aprile 2001, n. 155, si applica anche agli idonei nominati, nell’anno 2008, nelle qualifiche dirigenziali ai sensi della lettera c) del comma 346 dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244. Agli oneri derivanti dall’attuazione delle disposizioni di cui al primo periodo, pari a euro 201.540,69 per l’anno 2009 e a euro 24.037 per l’anno 2010, si provvede a valere sulle risorse di cui alla lettera c) del comma 346 dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244.

Art. 21.

(Trasparenza sulle retribuzioni dei dirigenti e sui tassi di assenza e di maggiore presenza del personale)

1. Ciascuna delle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, ha l’obbligo di pubblicare nel proprio sito internet le retribuzioni annuali, i curricula vitae, gli indirizzi di posta elettronica e i numeri telefonici ad uso professionale dei dirigenti e dei segretari comunali e provinciali nonché di rendere pubblici, con lo stesso mezzo, i tassi di assenza e di maggiore presenza del personale distinti per uffici di livello dirigenziale.

2. Al comma 52-bis dell’articolo 3 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, la lettera c) è sostituita dalla seguente:

«c) obbligo, per la singola amministrazione o società che conferisca nel medesimo anno allo stesso soggetto incarichi che superino il limite massimo, di assegnare l’incarico medesimo secondo i princìpi del merito e della trasparenza, dando adeguatamente conto, nella motivazione dell’atto di conferimento, dei requisiti di professionalità e di esperienza del soggetto in relazione alla tipologia di prestazione richiesta e alla misura del compenso attribuito».
3. Il termine di cui all’alinea del comma 52-bis dell’articolo 3 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, è differito fino al sessantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della presente legge.

Art. 22.

(Spese di funzionamento e disposizioni in materia di gestione delle risorse umane)

1. Dopo l’articolo 6 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, è inserito il seguente:

«Art. 6-bis. – (Misure in materia di organizzazione e razionalizzazione della spesa per il funzionamento delle pubbliche amministrazioni). – 1. Le pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, nonché gli enti finanziati direttamente o indirettamente a carico del bilancio dello Stato sono autorizzati, nel rispetto dei princìpi di concorrenza e di trasparenza, ad acquistare sul mercato i servizi, originariamente prodotti al proprio interno, a condizione di ottenere conseguenti economie di gestione e di adottare le necessarie misure in materia di personale e di dotazione organica.

2. Relativamente alla spesa per il personale e alle dotazioni organiche, le amministrazioni interessate dai processi di cui al presente articolo provvedono al congelamento dei posti e alla temporanea riduzione dei fondi della contrattazione, fermi restando i conseguenti processi di riduzione e di rideterminazione delle dotazioni organiche nel rispetto dell’articolo 6 nonché i conseguenti processi di riallocazione e di mobilità del personale.
3. I collegi dei revisori dei conti e gli organi di controllo interno delle amministrazioni che attivano i processi di cui al comma 1 vigilano sull’applicazione del presente articolo, dando evidenza, nei propri verbali, dei risparmi derivanti dall’adozione dei provvedimenti in materia di organizzazione e di personale, anche ai fini della valutazione del personale con incarico dirigenziale di cui all’articolo 5 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286».

2. All’articolo 7, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come da ultimo modificato dall’articolo 46, comma 1, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, al penultimo capoverso, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) le parole: «di contratti d’opera» sono sostituite dalle seguenti: «di contratti di collaborazione di natura occasionale o coordinata e continuativa»;

b) le parole: «o dei mestieri artigianali» sono sostituite dalle seguenti: «, dei mestieri artigianali o dell’attività informatica nonché a supporto dell’attività didattica e di ricerca, per i servizi di orientamento, compreso il collocamento, e di certificazione dei contratti di lavoro di cui al decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, purché senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica».

Art. 23.

(Diffusione delle buone prassi nelle pubbliche amministrazioni e tempi per l’adozione dei provvedimenti o per l’erogazione dei servizi al pubblico)

1. Le amministrazioni pubbliche statali, individuati nel proprio ambito gli uffici che provvedono con maggiore tempestività ed efficacia all’adozione di provvedimenti o all’erogazione di servizi, che assicurano il contenimento dei costi di erogazione delle prestazioni, che offrono i servizi di competenza con modalità tali da ridurre significativamente il contenzioso e che assicurano il più alto grado di soddisfazione degli utenti, adottano le opportune misure al fine di garantire la diffusione delle relative buone prassi tra gli altri uffici.

2. Le prassi individuate ai sensi del comma 1 sono pubblicate nei siti telematici istituzionali di ciascuna amministrazione e comunicate alla Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento della funzione pubblica.
3. L’elaborazione e la diffusione delle buone prassi sono considerate ai fini della valutazione dei dirigenti e del personale.
4. In sede di Conferenza unificata, di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, sono conclusi accordi tra lo Stato, le regioni e gli enti locali per l’individuazione e la diffusione di buone prassi per le funzioni e i servizi degli enti territoriali.
5. Al fine di aumentare la trasparenza dei rapporti tra le amministrazioni pubbliche e gli utenti, a decorrere dal 1º gennaio 2009 ogni amministrazione pubblica determina e pubblica, con cadenza annuale, nel proprio sito internet o con altre forme idonee:

a) un indicatore dei propri tempi medi di pagamento relativi agli acquisti di beni, servizi e forniture, denominato «indicatore di tempestività dei pagamenti»;

b) i tempi medi di definizione dei procedimenti e di erogazione dei servizi con riferimento all’esercizio finanziario precedente.

6. Con decreto del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Conferenza unificata, da adottare entro un mese dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite le modalità di attuazione dell’obbligo informativo di cui al comma 5, lettera a), avuto riguardo all’individuazione dei tempi medi ponderati di pagamento con riferimento, in particolare, alle tipologie contrattuali, ai termini contrattualmente stabiliti e all’importo dei pagamenti.

Art. 24.

(Riorganizzazione del Centro nazionale per l’informatica nella pubblica amministrazione, del Centro di formazione studi e della Scuola superiore della pubblica amministrazione)

1. Al fine di realizzare un sistema unitario di interventi nel campo della formazione dei pubblici dipendenti, della riqualificazione del lavoro pubblico, dell’aumento della sua produttività, del miglioramento delle prestazioni delle pubbliche amministrazioni e della qualità dei servizi erogati ai cittadini e alle imprese, della misurazione dei risultati e dei costi dell’azione pubblica, nonché della digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni, il Governo è delegato ad adottare, secondo le modalità e i princìpi e criteri direttivi di cui all’articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi di riassetto normativo finalizzati al riordino, alla trasformazione, fusione o soppressione, anche sulla base di un confronto con le regioni e gli enti locali interessati a salvaguardare, ove possibile, la permanenza delle sedi già presenti sul territorio al fine di garantire il mantenimento degli attuali livelli occupazionali, del Centro nazionale per l’informatica nella pubblica amministrazione (CNIPA), del Centro di formazione studi (FORMEZ) e della Scuola superiore della pubblica amministrazione (SSPA), secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi:

a) ridefinizione delle missioni e delle competenze e riordino degli organi, in base a princìpi di efficienza, efficacia ed economicità, anche al fine di assicurare un sistema coordinato e coerente nel settore della formazione e della reingegnerizzazione dei processi produttivi della pubblica amministrazione centrale e delle amministrazioni locali;

b) trasformazione, fusione o soppressione degli organismi di cui al presente comma in coerenza con la ridefinizione delle competenze degli stessi ai sensi della lettera a);
c) raccordo con le altre strutture, anche di natura privatistica, operanti nel settore della formazione e dell’innovazione tecnologica;
d) riallocazione delle risorse umane e finanziarie in relazione alla riorganizzazione e alla razionalizzazione delle competenze.

2. Dall’attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Alle attività previste dal presente articolo si provvede nell’ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali previste dalla legislazione vigente.

Art. 25.

(Trasformazione in fondazione del Centro per la documentazione e la valorizzazione delle arti contemporanee)

1. Il Centro per la documentazione e la valorizzazione delle arti contemporanee, istituito dall’articolo 1 della legge 12 luglio 1999, n. 237, è trasformato con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali in fondazione di diritto privato ed assume la denominazione di «Fondazione MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo» svolgendo i compiti già propri del Centro suddetto anche attraverso la realizzazione, la gestione e la promozione dei Musei «MAXXI Arte» e «MAXXI Architettura». Con il medesimo decreto, il Ministro per i beni e le attività culturali approva lo statuto della Fondazione, che prevede l’esercizio da parte del Ministero della vigilanza sul conseguimento di livelli adeguati di pubblica fruizione delle opere d’arte e delle raccolte in uso o nella titolarità della Fondazione, e conferisce in uso mediante assegnazione al fondo di dotazione della Fondazione il compendio immobiliare sito in Roma, via Guido Reni – via Masaccio e le raccolte individuati con decreto ministeriale. Alla Fondazione, oltre al Ministero per i beni e le attività culturali, possono partecipare in qualità di soci fondatori promotori, mediante la sottoscrizione dell’atto costitutivo, gli enti pubblici territoriali nel cui ambito la Fondazione ha sede. Possono diventare soci, previo consenso dei soci fondatori promotori, altri soggetti, pubblici e privati, i quali contribuiscano ad incrementare il fondo di dotazione e il fondo di gestione della Fondazione. A decorrere dalla data di adozione dello statuto della Fondazione, è abrogata la lettera z) del comma 2 dell’articolo 7 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 novembre 2007, n. 233, e, al comma 4 dello stesso articolo 7, sono soppresse le parole: «, compreso il Centro per la documentazione e la valorizzazione delle arti contemporanee», intendendosi soppresso anche il corrispondente ufficio di cui al medesimo comma 4.

2. Per la partecipazione del Ministero per i beni e le attività culturali al fondo di gestione della Fondazione è autorizzata, a titolo di contributo per le spese di funzionamento, la spesa rispettivamente di euro 1.637.144 per l’anno 2009, di euro 1.833.125 per l’anno 2010 e di euro 1.406.533 a decorrere dall’anno 2011, allo scopo intendendosi corrispondentemente ridotta l’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 11, della legge 12 luglio 1999, n. 237, e successive modificazioni.

Art. 26.

(Misure occupazionali nei confronti di personale impiegato in attività socialmente utili attraverso società partecipate da Italia Lavoro S.p.A.)

1. Al fine di garantire la continuità occupazionale del personale impiegato in Ales S.p.A., la partecipazione azionaria attualmente detenuta da Italia Lavoro S.p.A. in Ales S.p.A. è trasferita al Ministero per i beni e le attività culturali, senza corrispettivo. A seguito del trasferimento, il patrimonio netto di Italia Lavoro S.p.A. è ridotto del valore contabile corrispondente alla partecipazione trasferita.

2. Tutte le operazioni di cui al presente articolo sono effettuate in regime di neutralità fiscale. Tutti i relativi atti, contratti, convenzioni e trasferimenti sono esenti da qualsivoglia tributo, comunque denominato.

Art. 27.

(Modifica della legge 27 settembre 2007, n. 165, recante delega in materia di riordino degli enti di ricerca)

1. All’articolo 1, comma 1, della legge 27 settembre 2007, n. 165, recante delega al Governo in materia di riordino degli enti di ricerca, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) nell’alinea, le parole: «il termine di diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge» sono sostituite dalle seguenti: «il 31 dicembre 2009»;

b) nella lettera b), al primo periodo, dopo le parole: «degli statuti» sono inserite le seguenti: «e dei regolamenti di amministrazione, finanza e contabilità, e del personale» ed il secondo periodo è sostituito dal seguente: «Il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca esercita il controllo sui regolamenti di amministrazione, finanza e contabilità, sentito il Ministro dell’economia e delle finanze, nonché sui regolamenti del personale, sentiti il Ministro dell’economia e delle finanze e il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione»;
c) la lettera c) è sostituita dalla seguente:

«c) formulazione e deliberazione degli statuti, in sede di prima attuazione, da parte dei consigli di amministrazione integrati da cinque esperti di alto profilo scientifico, nominati, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, dal Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca. Agli esperti non è riconosciuto alcun compenso o indennità. I predetti statuti sono deliberati previo parere dei consigli scientifici»;

d) alla lettera g) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, nonché del consiglio di amministrazione dell’Agenzia spaziale italiana (ASI), prevedendo che con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca siano nominati il presidente e gli altri quattro componenti, dei quali uno designato dal Ministro degli affari esteri, uno dal Ministro della difesa e uno dal Ministro dell’economia e delle finanze».

2. Le disposizioni di cui all’articolo 26, comma 1, secondo periodo, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, non si applicano agli enti di ricerca, di cui alla legge 27 settembre 2007, n. 165, qualora entro il 31 dicembre 2009 siano adottati i decreti legislativi attuativi della delega prevista dalla stessa legge n. 165 del 2007.

3. Le disposizioni di cui all’articolo 26, comma 1, secondo periodo, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, non si applicano altresì all’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR), di cui all’articolo 2, comma 138, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286, all’Agenzia nazionale per lo sviluppo dell’autonomia scolastica (ANSAS), di cui all’articolo 1, comma 610, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, all’Ente nazionale di assistenza magistrale (ENAM), di cui al decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 21 ottobre 1947, n. 1346, ratificato con legge 21 marzo 1953, n. 190, e all’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione (INVALSI), istituito con il decreto legislativo 19 novembre 2004, n. 286, e riordinato ai sensi dell’articolo 1, commi 612, 613, 614 e 615, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, qualora entro il 31 dicembre 2009 siano adottati regolamenti di riordino degli stessi enti, tenendo conto dei princìpi e criteri direttivi di cui all’articolo 2, comma 634, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.

Art. 28.

(Personale a tempo determinato presso la Croce Rossa italiana)

1. A valere sulle convenzioni stipulate con gli enti del Servizio sanitario nazionale o con altri enti, l’associazione italiana della Croce Rossa, al fine di assicurare l’espletamento e la prosecuzione delle attività, in regime convenzionale, nel settore dei servizi sociali e socio-sanitari nonché per la gestione dei servizi di emergenza sanitaria, può prorogare i contratti di lavoro a tempo determinato di cui all’articolo 2, comma 366, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, fino alla scadenza delle medesime convenzioni. Alla copertura dell’onere relativo la Croce Rossa provvede nell’ambito delle risorse finanziarie previste dalle convenzioni e in ogni caso senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Art. 29.

(Disposizioni relative alle sedi diplomatiche e consolari)

1. All’articolo 60 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, è aggiunto, in fine, il seguente comma:

«15-bis. Fermo restando quanto previsto dal comma 15, il Ministero degli affari esteri, per le spese connesse al funzionamento e alla sicurezza delle rappresentanze diplomatiche e consolari nonché agli interventi di emergenza per la tutela dei cittadini italiani all’estero, può assumere impegni superiori a quanto previsto dal predetto comma, nel rispetto, in ogni caso, del limite complessivo annuo anche a valere sulle altre unità previsionali di base del bilancio del medesimo Ministero».
2. All’articolo 3, comma 2, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, dopo le parole: «delle organizzazioni di volontariato di cui alla legge 1º agosto 1991, n. 266,» sono inserite le seguenti: «degli uffici all’estero di cui all’articolo 30 del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18,».

Art. 30.

(Tutela non giurisdizionale dell’utente dei servizi pubblici)

1. Le carte dei servizi dei soggetti pubblici e privati che erogano servizi pubblici o di pubblica utilità contengono la previsione della possibilità, per l’utente o per la categoria di utenti che lamenti la violazione di un diritto o di un interesse giuridico rilevante, di promuovere la risoluzione non giurisdizionale della controversia, che avviene entro i trenta giorni successivi alla richiesta; esse prevedono, altresì, l’eventuale ricorso a meccanismi di sostituzione dell’amministrazione o del soggetto inadempiente.

2. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, le autorità amministrative che svolgono la propria attività nelle materie contemplate dal codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, dalla legge 14 novembre 1995, n. 481, e dalla legge 31 luglio 1997, n. 249, nell’autonomia garantita dai rispettivi ordinamenti, nonché, per i servizi pubblici o di pubblica utilità non regolati dalle medesime autorità, esclusi i servizi pubblici locali, il Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, emanano un decreto che individua uno schema-tipo di procedura conciliativa ai sensi del comma 1, da recepire nelle singole carte dei servizi entro il termine di novanta giorni dalla data della sua adozione.

Art. 31.

(Modifiche all’articolo 41 della legge 16 gennaio 2003, n. 3)

1. I primi due periodi del comma 5 dell’articolo 41 della legge 16 gennaio 2003, n. 3, sono sostituiti dai seguenti: «La Fondazione Ugo Bordoni è riconosciuta istituzione di alta cultura e ricerca ed è sottoposta alla vigilanza del Ministero dello sviluppo economico. La Fondazione elabora e propone, in piena autonomia scientifica, strategie di sviluppo del settore delle comunicazioni, da potere sostenere nelle sedi nazionali e internazionali competenti, e coadiuva operativamente il Ministero dello sviluppo economico e altre amministrazioni pubbliche nella soluzione organica ed interdisciplinare delle problematiche di carattere tecnico, economico, finanziario, gestionale, normativo e regolatorio connesse alle attività del Ministero e delle amministrazioni pubbliche. La Fondazione, su richiesta dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ovvero di altre Autorità amministrative indipendenti, svolge attività di ricerca ed approfondimento su argomenti di carattere tecnico, economico e regolatorio. Le modalità di collaborazione con il Ministero, con le altre amministrazioni pubbliche e con l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e altre Autorità amministrative indipendenti sono stabilite, nei limiti delle disponibilità delle amministrazioni, attraverso apposite convenzioni, predisposte sulla base di atti che stabiliscono le condizioni anche economiche cui la Fondazione Ugo Bordoni è tenuta ad attenersi nell’assolvere agli incarichi ad essa affidati».

2. Il primo periodo del comma 6 dell’articolo 41 della legge 16 gennaio 2003, n. 3, è sostituito dal seguente: «Lo statuto, l’organizzazione e i ruoli organici della Fondazione Ugo Bordoni sono ridefiniti in coerenza con le attività indicate al comma 5 e con la finalità, prevalente e dedicata, di ricerca e assistenza in favore del Ministero dello sviluppo economico, di altre amministrazioni pubbliche, nonché delle Autorità amministrative indipendenti».
3. Dall’applicazione delle disposizioni del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato.

Art. 32.

(Eliminazione degli sprechi relativi al mantenimento di documenti in forma cartacea)

1. A far data dal 1º gennaio 2010, gli obblighi di pubblicazione di atti e provvedimenti amministrativi aventi effetto di pubblicità legale si intendono assolti con la pubblicazione nei propri siti informatici da parte delle amministrazioni e degli enti pubblici obbligati.

2. Dalla stessa data del 1º gennaio 2010, al fine di promuovere il progressivo superamento della pubblicazione in forma cartacea, le amministrazioni e gli enti pubblici tenuti a pubblicare sulla stampa quotidiana atti e provvedimenti concernenti procedure ad evidenza pubblica o i propri bilanci, oltre all’adempimento di tale obbligo con le stesse modalità previste dalla legislazione vigente alla data di entrata in vigore della presente legge, ivi compreso il richiamo all’indirizzo elettronico, provvedono altresì alla pubblicazione nei siti informatici, secondo modalità stabilite con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti per le materie di propria competenza.
3. Gli adempimenti di cui ai commi 1 e 2 possono essere attuati mediante utilizzo di siti informatici di altre amministrazioni ed enti pubblici obbligati, ovvero di loro associazioni.
4. Al fine di garantire e di facilitare l’accesso alle pubblicazioni di cui ai commi 1 e 2 il CNIPA realizza e gestisce un portale di accesso ai siti di cui al medesimo comma 1.
5. A decorrere dal 1º gennaio 2010 e, nei casi di cui al comma 2, dal 1º gennaio 2013, le pubblicazioni effettuate in forma cartacea non hanno effetto di pubblicità legale, ferma restando la possibilità per le amministrazioni e gli enti pubblici, in via integrativa, di effettuare la pubblicità sui quotidiani a scopo di maggiore diffusione, nei limiti degli ordinari stanziamenti di bilancio.
6. Agli oneri derivanti dalla realizzazione delle attività di cui al presente articolo si provvede a valere sulle risorse finanziarie assegnate ai sensi dell’articolo 27 della legge 16 gennaio 2003, n. 3, e successive modificazioni, con decreto del Ministro per l’innovazione e le tecnologie 22 luglio 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 226 del 28 settembre 2005, al progetto «PC alle famiglie», non ancora impegnate alla data di entrata in vigore della presente legge.
7. È fatta salva la pubblicità nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea, nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e i relativi effetti giuridici, nonché nel sito informatico del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti di cui al decreto del Ministro dei lavori pubblici 6 aprile 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 100 del 2 maggio 2001, e nel sito informatico presso l’Osservatorio dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, prevista dal codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.

Art. 33.

(Delega al Governo per la modifica del codice dell’amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)

1. Il Governo è delegato ad adottare, secondo le modalità e i princìpi e criteri direttivi di cui all’articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni, entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, di concerto con i Ministri interessati, uno o più decreti legislativi volti a modificare il codice dell’amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi specifici:

a) prevedere forme sanzionatorie, anche inibendo l’erogazione dei servizi disponibili in modalità digitali attraverso canali tradizionali, per le pubbliche amministrazioni che non ottemperano alle prescrizioni del codice;

b) individuare meccanismi volti a quantificare gli effettivi risparmi conseguiti dalle singole pubbliche amministrazioni, da utilizzare per l’incentivazione del personale coinvolto e per il finanziamento di progetti di innovazione;
c) individuare meccanismi volti a quantificare i mancati risparmi derivati dall’inottemperanza alle disposizioni del codice al fine di introdurre decurtazioni alle risorse finanziarie assegnate o da assegnare alle amministrazioni inadempienti;
d) prevedere l’affidamento temporaneo delle funzioni di cui all’articolo 17 del codice ad altre strutture in caso di mancata istituzione del centro di competenza;
e) modificare la normativa in materia di firma digitale al fine di semplificarne l’adozione e l’uso da parte della pubblica amministrazione, dei cittadini e delle imprese, garantendo livelli di sicurezza non inferiori agli attuali;
f) prevedere il censimento e la diffusione delle applicazioni informatiche realizzate o comunque utilizzate dalle pubbliche amministrazioni e dei servizi erogati con modalità digitali, nonché delle migliori pratiche tecnologiche e organizzative adottate, introducendo sanzioni per le amministrazioni inadempienti;
g) individuare modalità di verifica dell’attuazione dell’innovazione tecnologica nelle pubbliche amministrazioni centrali e delle ulteriori funzioni di cui all’articolo 16 del codice con l’introduzione di forme di monitoraggio che includano valutazioni sull’impatto tecnologico, nonché sulla congruenza e compatibilità delle soluzioni adottate, prevedendo l’affidamento al CNIPA delle relative attività istruttorie;
h) disporre l’implementazione del riuso dei programmi informatici di cui all’articolo 69 del codice, prevedendo a tal fine che i programmi sviluppati per le amministrazioni pubbliche presentino caratteri di modularità ed intersettorialità;
i) introdurre specifiche disposizioni volte a rendere la finanza di progetto strumento per l’accelerazione dei processi di valorizzazione dei dati pubblici e per l’utilizzazione da parte delle pubbliche amministrazioni centrali, regionali e locali;
l) indicare modalità di predisposizione di progetti di investimento in materia di innovazione tecnologica e di imputazione della spesa dei medesimi che consentano la complessiva ed organica valutazione dei costi e delle economie che ne derivano;
m) prevedere l’obbligo dell’utilizzo delle procedure e delle reti informatiche nelle comunicazioni tra le pubbliche amministrazioni, di qualsiasi livello, tra loro, con i propri dipendenti e con i concessionari di pubblici servizi;
n) prevedere la pubblicazione di indicatori di prestazioni nei siti delle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, introducendo sanzioni per le amministrazioni inadempienti;
o) equiparare alle pubbliche amministrazioni le società interamente partecipate da enti pubblici o con prevalente capitale pubblico;
p) prevedere che tutte le pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del citato decreto legislativo n. 165 del 2001 eroghino i propri servizi, ove possibile, nelle forme informatiche e con le modalità telematiche, consolidando inoltre i procedimenti informatici già implementati, anche in collaborazione con soggetti privati;
q) introdurre nel codice ulteriori disposizioni volte ad implementare la sicurezza informatica dei dati, dei sistemi e delle infrastrutture delle pubbliche amministrazioni, anche in relazione al Sistema pubblico di connettività.

2. All’attuazione della delega di cui al presente articolo le amministrazioni interessate provvedono con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Art. 34.

(Servizi informatici per le relazioni tra pubbliche amministrazioni e utenti)

1. Al codice dell’amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all’articolo 6 è aggiunto, in fine, il seguente comma:
«2-bis. Le pubbliche amministrazioni regionali e locali hanno facoltà di assegnare ai cittadini residenti caselle di posta elettronica certificata atte alla trasmissione di documentazione ufficiale»;
b) all’articolo 54, dopo il comma 2-bis sono inseriti i seguenti:
«2-ter. Entro il 30 giugno 2009, le amministrazioni pubbliche che già dispongono di propri siti sono tenute a pubblicare nella pagina iniziale del loro sito un indirizzo di posta elettronica certificata a cui il cittadino possa rivolgersi per qualsiasi richiesta ai sensi del presente codice. Le amministrazioni devono altresì assicurare un servizio che renda noti al pubblico i tempi di risposta, le modalità di lavorazione delle pratiche e i servizi disponibili.

2-quater. Entro il 31 dicembre 2009 le amministrazioni pubbliche che già dispongono di propri siti devono pubblicare il registro dei processi automatizzati rivolti al pubblico. Tali processi devono essere dotati di appositi strumenti per la verifica a distanza da parte del cittadino dell’avanzamento delle pratiche».

2. Le disposizioni del presente articolo non si applicano ai procedimenti, anche informatici, già disciplinati da norme speciali.

3. Dall’applicazione delle disposizioni introdotte dal presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Art. 35.

(Diffusione delle tecnologie telematiche nelle comunicazioni)

1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Governo adotta, ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, un regolamento recante modifiche al regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68, anche al fine di garantire l’interoperabilità del sistema di posta elettronica certificata con analoghi sistemi internazionali.

2. All’articolo 16-bis del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 5, primo periodo, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «o analogo indirizzo di posta elettronica basato su tecnologie che certifichino data e ora dell’invio e della ricezione delle comunicazioni e l’integrità del contenuto delle stesse, garantendo l’interoperabilità con analoghi sistemi internazionali»;

b) al comma 6:

1) la parola: «unicamente» è soppressa;

2) dopo le parole: «decreto legislativo n. 82 del 2005,» sono inserite le seguenti: «o analogo indirizzo di posta elettronica basato su tecnologie che certifichino data e ora dell’invio e della ricezione delle comunicazioni e l’integrità del contenuto delle stesse, garantendo l’interoperabilità con analoghi sistemi internazionali,».

Art. 36.

(VOIP e Sistema pubblico di connettività)

1. Al fine di consentire l’attuazione di quanto previsto all’articolo 78, comma 2-bis, del codice dell’amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, il CNIPA provvede alla realizzazione e alla gestione di un nodo di interconnessione per i servizi «Voce tramite protocollo internet» (VOIP) per il triennio 2009-2011, in conformità all’articolo 83 del medesimo codice.

2. All’attuazione del comma 1 si provvede nel limite delle risorse disponibili a legislazione vigente, assegnate al progetto «Lotta agli sprechi» dal decreto del Ministro per l’innovazione e le tecnologie 24 febbraio 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 116 del 20 maggio 2005, non ancora impegnate alla data di entrata in vigore della presente legge, nonché utilizzando le economie derivanti dalla realizzazione del Sistema pubblico di connettività di cui al decreto del Ministro per l’innovazione e le tecnologie 27 ottobre 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 304 del 29 dicembre 2004.
3. Al fine di accelerare la diffusione del Sistema pubblico di connettività disciplinato dal citato codice di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, presso le pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, nel rispetto dei princìpi di economicità e di concorrenza del mercato, il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione predispone, d’intesa con la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, un programma biennale atto ad assicurare, entro il 31 dicembre 2010, l’adesione di tutte le citate amministrazioni al predetto Sistema, la realizzazione di progetti di cooperazione tra i rispettivi sistemi informativi e la piena interoperabilità delle banche dati, dei registri e delle anagrafi, al fine di migliorare la qualità e di ampliare la tipologia dei servizi, anche on line, erogati a cittadini e a imprese, nonché di aumentare l’efficacia e l’efficienza dell’amministrazione pubblica.
4. All’attuazione del programma di cui al comma 3 del presente articolo sono prioritariamente destinate le risorse del Fondo per le aree sottoutilizzate, di cui all’articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni, assegnate a programmi per lo sviluppo della società dell’informazione, e non ancora programmate.
5. All’articolo 2 del codice dell’amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, dopo il comma 2 è inserito il seguente:

«2-bis. Tutte le disposizioni previste dal presente codice per le pubbliche amministrazioni si applicano, ove possibile tecnicamente e a condizione che non si producano nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica ovvero, direttamente o indirettamente, aumenti di costi a carico degli utenti, anche ai soggetti privati preposti all’esercizio di attività amministrative».

Art. 37.

(Carta nazionale dei servizi).

1. All’articolo 66 del codice dell’amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, è aggiunto, in fine, il seguente comma:

«8-bis. Fino al 31 dicembre 2010, la carta nazionale dei servizi e le altre carte elettroniche ad essa conformi possono essere rilasciate anche ai titolari di carta di identità elettronica».
2. Al regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 2 marzo 2004, n. 117, sono apportate le seguenti modifiche:
a) all’articolo 2, comma 3, al primo periodo, le parole: «e accerta che il soggetto richiedente non sia in possesso della carta d’identità elettronica» e, al secondo periodo, le parole: «e se il soggetto richiedente non risulta titolare di una carta d’identità elettronica» sono soppresse;

b) all’articolo 8, il comma 5 è abrogato.

3. All’articolo 64, comma 3, del codice dell’amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, l’ultimo periodo è soppresso.

Art. 38.

(Modifica dell’articolo 9 della legge 8 marzo 2000, n. 53)

1. L’articolo 9 della legge 8 marzo 2000, n. 53, è sostituito dal seguente:

«Art. 9. – (Misure per conciliare tempi di vita e tempi di lavoro). – 1. Al fine di promuovere e incentivare azioni volte a conciliare tempi di vita e tempi di lavoro, nell’ambito del Fondo per le politiche per la famiglia di cui all’articolo 19 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, è destinata annualmente una quota individuata con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri o del Ministro delegato alle politiche per la famiglia, al fine di erogare contributi in favore di datori di lavoro privati, ivi comprese le imprese collettive, iscritti in pubblici registri, di aziende sanitarie locali, di aziende ospedaliere e di aziende ospedaliere universitarie i quali attuino accordi contrattuali che prevedano le seguenti tipologie di azione positiva:
a) progetti articolati per consentire alle lavoratrici e ai lavoratori di usufruire di particolari forme di flessibilità degli orari e dell’organizzazione del lavoro, quali part time reversibile, telelavoro e lavoro a domicilio, banca delle ore, orario flessibile in entrata o in uscita, sui turni e su sedi diverse, orario concentrato, con specifico interesse per i progetti che prevedano di applicare, in aggiunta alle misure di flessibilità, sistemi innovativi per la valutazione della prestazione e dei risultati;

b) programmi ed azioni volti a favorire il reinserimento delle lavoratrici e dei lavoratori dopo un periodo di congedo parentale o per motivi comunque legati ad esigenze di conciliazione;
c) progetti che, anche attraverso l’attivazione di reti tra enti territoriali, aziende e parti sociali, promuovano interventi e servizi innovativi in risposta alle esigenze di conciliazione dei lavoratori. Tali progetti possono essere presentati anche da consorzi o associazioni di imprese, ivi comprese quelle temporanee, costituite o costituende, che insistono sullo stesso territorio, e possono prevedere la partecipazione degli enti locali anche nell’ambito dei piani per l’armonizzazione dei tempi delle città.

2. Destinatari dei progetti di cui al comma 1 sono lavoratrici o lavoratori, inclusi i dirigenti, con figli minori, con priorità nel caso di disabilità ovvero di minori fino a dodici anni di età, o fino a quindici anni in caso di affidamento o di adozione, ovvero con a carico persone disabili o non autosufficienti, ovvero persone affette da documentata grave infermità.

3. Una quota delle risorse di cui al comma 1, da stabilire con il provvedimento di cui al comma 4, è, inoltre, impiegata per l’erogazione di contributi in favore di progetti che consentano ai titolari di impresa, ai lavoratori autonomi o ai liberi professionisti, per esigenze legate alla maternità o alla presenza di figli minori ovvero disabili, di avvalersi della collaborazione o sostituzione di soggetti in possesso dei necessari requisiti professionali.
4. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri o del Ministro delegato alle politiche per la famiglia, di concerto con il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali e con il Ministro per le pari opportunità, sentita la Conferenza unificata, nei limiti delle risorse di cui al comma 1, sono definiti i criteri e le modalità per la concessione dei contributi di cui al presente articolo e, in particolare, la percentuale delle risorse da destinare a ciascuna tipologia progettuale, l’importo massimo finanziabile per ciascuna tipologia progettuale e la durata delle azioni progettuali. In ogni caso, le richieste dei contributi provenienti dai soggetti pubblici saranno soddisfatte a concorrenza della somma che residua una volta esaurite le richieste di contributi dei soggetti privati.
5. Le risorse di cui al comma 1 possono essere, in misura non superiore al 10 per cento, destinate alle attività di promozione delle misure in favore della conciliazione, di consulenza alla progettazione, di monitoraggio delle azioni da effettuare anche attraverso reti territoriali».

2. I commi 1255 e 1256 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sono abrogati.

Art. 39.

(Riallocazione di fondi)

1. Le somme di cui all’articolo 2-bis, comma 1, lettera b), del decreto-legge 30 giugno 2005, n. 115, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 agosto 2005, n. 168, non impegnate alla data di entrata in vigore della presente legge, sono destinate al cofinanziamento dei progetti di sviluppo di reti di connettività, anche con tecnologie senza fili (wireless), e di servizi innovativi di tipo amministrativo e didattico presentati dalle università.

2. Al fine di favorire le iniziative di creazione di imprese nei settori innovativi promosse da giovani ricercatori, la Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie, di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, definisce un programma di incentivi e di agevolazioni, attuati in regime de minimis, dando priorità a progetti in grado di contribuire al miglioramento qualitativo e alla razionalizzazione dei servizi offerti dalla pubblica amministrazione. All’attuazione del presente comma si provvede nel limite delle risorse finanziarie disponibili, assegnate, ai sensi dell’articolo 27 della legge 16 gennaio 2003, n. 3, al progetto «Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese» con decreto dei Ministri delle attività produttive e per l’innovazione e le tecnologie 15 giugno 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 150 del 29 giugno 2004, non impegnate alla data di entrata in vigore della presente legge.
3. Le risorse finanziarie assegnate al Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie della Presidenza del Consiglio dei ministri e al CNIPA con delibere del CIPE adottate ai sensi dell’articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni, non impegnate alla data di entrata in vigore della presente legge e non destinate all’attuazione di accordi di programma quadro di cui all’articolo 2, comma 203, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, e successive modificazioni, possono essere riprogrammate dal CIPE in favore degli interventi proposti dallo stesso Dipartimento. Possono altresì essere destinate alle finalità di cui al periodo precedente le risorse finanziarie per l’anno 2009 di cui all’articolo 1, comma 892, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, non ancora programmate.
4. All’articolo 27, comma 1, della legge 16 gennaio 2003, n. 3, dopo le parole: «può inoltre promuovere e finanziare progetti» sono inserite le seguenti: «, anche di carattere internazionale,».

Art. 40.

(Modifiche agli articoli 38 e 48 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, in materia di impresa in un giorno e di risparmio energetico)

1. All’articolo 38 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) il comma 2 è sostituito dal seguente:
«2. Ai sensi dell’articolo 117, secondo comma, lettere e), m), p) e r), della Costituzione, le disposizioni del presente articolo introducono, anche attraverso il coordinamento informativo statistico e informatico dei dati delle amministrazioni, misure per assicurare, nel rispetto delle libertà fondamentali, l’efficienza del mercato, la libera concorrenza e i livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale. Esse costituiscono adempimento della direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, ai sensi dell’articolo 117, primo comma, della Costituzione»;
b) al comma 3:
1) all’alinea, dopo le parole: «Ministro per la semplificazione normativa» sono inserite le seguenti: «, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione»;

2) alla lettera b), dopo le parole: «12 dicembre 2006,» sono inserite le seguenti: «con esclusione delle attività già disciplinate da legge speciale che ne individua anche l’autorità amministrativa competente,»;

c) al comma 4, dopo le parole: «Ministro per la semplificazione normativa» sono inserite le seguenti: «, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione,».
2. All’articolo 48, comma 1, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, la parola: «statali» è sostituita dalla seguente: «centrali».

Art. 41.

(Modifiche al decreto-legge 23 maggio 2008, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2008, n. 123)

1. All’articolo 16 del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2008, n. 123, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 1, dopo la lettera a) è inserita la seguente:
«a-bis) il personale non dirigenziale del ruolo speciale della protezione civile di cui al citato articolo 9-ter del decreto legislativo n. 303 del 1999, proveniente dalle aree funzionali del servizio sismico nazionale di cui alla tabella E allegata al regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 5 aprile 1993, n. 106, nonché il personale comandato o in fuori ruolo immesso nel medesimo ruolo speciale ai sensi del comma 3 dell’articolo 3 del decreto-legge 31 maggio 2005, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 luglio 2005, n. 152, appartenente all’area seconda, posizione economica equivalente o superiore alla fascia retributiva F4, è immesso, mediante l’espletamento delle medesime procedure selettive di cui alla lettera a) e nei limiti delle risorse di cui al comma 3, secondo periodo, nella fascia retributiva F1 della terza area funzionale del medesimo ruolo;»;
b) al comma 3, dopo il primo periodo è inserito il seguente: «Agli oneri derivanti dall’attuazione del comma 1, lettera a-bis), pari a euro 47.000 a decorrere dall’anno 2009, si provvede a valere sulla dotazione di parte corrente del Fondo di protezione civile di cui alla legge 24 febbraio 1992, n. 225, come rifinanziato dalla Tabella C allegata alla legge 22 dicembre 2008, n. 203».

Capo IV

GIUSTIZIA

Art. 42.

(Disposizioni concernenti la Corte dei conti)

1. All’articolo 5 della legge 21 luglio 2000, n. 205, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 1, l’ultimo periodo è sostituito dai seguenti: «Il giudice unico fissa ogni semestre il proprio calendario di udienze e, con proprio decreto, fissa la trattazione dei relativi giudizi. I provvedimenti cautelari del giudice unico sono reclamabili innanzi al collegio, il quale, nel caso in cui rigetti il reclamo, condanna alle spese»;

b) dopo il comma 1 è inserito il seguente:

«1-bis. Al fine di accelerare la definizione dei giudizi, i presidenti delle sezioni giurisdizionali regionali procedono, al momento della ricezione del ricorso e secondo criteri predeterminati, alla sua assegnazione ad uno dei giudici unici delle pensioni in servizio presso la sezione».
2. All’articolo 1, comma 7, del decreto-legge 15 novembre 1993, n. 453, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 gennaio 1994, n. 19, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «Il presidente della Corte può disporre che le sezioni riunite si pronuncino sui giudizi che presentano una questione di diritto già decisa in senso difforme dalle sezioni giurisdizionali, centrali o regionali, e su quelli che presentano una questione di massima di particolare importanza. Se la sezione giurisdizionale, centrale o regionale, ritiene di non condividere il principio di diritto enunciato dalle sezioni riunite, rimette a queste ultime, con ordinanza motivata, la decisione del giudizio».

Art. 43.

(Norme urgenti per la funzionalità dell’Avvocatura dello Stato)

1. All’articolo 21, secondo comma, del testo unico delle leggi e delle norme giuridiche sulla rappresentanza e difesa in giudizio dello Stato e sull’ordinamento dell’Avvocatura dello Stato, di cui al regio decreto 30 ottobre 1933, n. 1611, la parola: «otto» è sostituita dalla seguente: «sette» e la parola: «due» è sostituita dalla seguente: «tre».

2. All’articolo 21 del citato testo unico di cui al regio decreto 30 ottobre 1933, n. 1611, è aggiunto, in fine, il seguente comma:

«Le proporzioni previste dal secondo comma e le modalità di ripartizione delle competenze in caso di trasferimento da una sede all’altra possono essere modificate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta dell’Avvocato generale dello Stato, sentito il Consiglio degli avvocati e procuratori dello Stato».
3. È istituito presso l’Avvocatura generale dello Stato il Fondo perequativo dei proventi derivanti da incarichi arbitrali. Al Fondo è attribuita la quota dei proventi stabilita dall’articolo 61, comma 9, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. Il funzionamento del Fondo e la ripartizione delle somme ad esso attribuite sono disciplinati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta dell’Avvocato generale dello Stato, sentito il Consiglio degli avvocati e procuratori dello Stato.

4. È istituito presso l’Avvocatura generale dello Stato il Fondo perequativo del personale amministrativo dell’Avvocatura dello Stato. Al Fondo è attribuita la quota di proventi derivanti da incarichi di segretario di collegi arbitrali stabilita dall’articolo 61, comma 9, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. Al Fondo è attribuita, altresì, una quota delle competenze spettanti agli avvocati e procuratori dello Stato ai sensi dell’articolo 21 del citato testo unico di cui al regio decreto 30 ottobre 1933, n. 1611, pari alla voce di onorario di cui all’articolo 14 della tariffa di cui al capitolo I allegato al regolamento di cui al decreto del Ministro della giustizia 8 aprile 2004, n. 127. Il funzionamento del Fondo e la ripartizione delle somme ad esso attribuite sono disciplinati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta dell’Avvocato generale dello Stato, sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative sul piano nazionale del personale amministrativo. La ripartizione delle somme deve avvenire prevalentemente su base territoriale, essere ispirata a criteri di merito ed efficienza e subordinata alla presenza in servizio.

Art. 44.

(Delega al Governo per il riassetto della disciplina del processo amministrativo)

1. Il Governo è delegato ad adottare, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per il riassetto del processo avanti ai tribunali amministrativi regionali e al Consiglio di Stato, al fine di adeguare le norme vigenti alla giurisprudenza della Corte costituzionale e delle giurisdizioni superiori, di coordinarle con le norme del codice di procedura civile in quanto espressione di princìpi generali e di assicurare la concentrazione delle tutele.

2. I decreti legislativi di cui al comma 1, oltre che ai princìpi e criteri direttivi di cui all’articolo 20, comma 3, della legge 15 marzo 1997, n. 59, in quanto applicabili, si attengono ai seguenti princìpi e criteri direttivi:

a) assicurare la snellezza, concentrazione ed effettività della tutela, anche al fine di garantire la ragionevole durata del processo, anche mediante il ricorso a procedure informatiche e telematiche, nonché la razionalizzazione dei termini processuali, l’estensione delle funzioni istruttorie esercitate in forma monocratica e l’individuazione di misure, anche transitorie, di eliminazione dell’arretrato;

b) disciplinare le azioni e le funzioni del giudice:

1) riordinando le norme vigenti sulla giurisdizione del giudice amministrativo, anche rispetto alle altre giurisdizioni;

2) riordinando i casi di giurisdizione estesa al merito, anche mediante soppressione delle fattispecie non più coerenti con l’ordinamento vigente;
3) disciplinando, ed eventualmente riducendo, i termini di decadenza o prescrizione delle azioni esperibili e la tipologia dei provvedimenti del giudice;
4) prevedendo le pronunce dichiarative, costitutive e di condanna idonee a soddisfare la pretesa della parte vittoriosa;

c) procedere alla revisione e razionalizzazione dei riti speciali, e delle materie cui essi si applicano, fatti salvi quelli previsti dalle norme di attuazione dello statuto speciale della regione Trentino-Alto Adige;

d) razionalizzare e unificare le norme vigenti per il processo amministrativo sul contenzioso elettorale, prevedendo il dimezzamento, rispetto a quelli ordinari, di tutti i termini processuali, il deposito preventivo del ricorso e la successiva notificazione in entrambi i gradi e introducendo la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo nelle controversie concernenti atti del procedimento elettorale preparatorio per le elezioni per il rinnovo della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, mediante la previsione di un rito abbreviato in camera di consiglio che consenta la risoluzione del contenzioso in tempi compatibili con gli adempimenti organizzativi del procedimento elettorale e con la data di svolgimento delle elezioni;
e) razionalizzare e unificare la disciplina della riassunzione del processo e dei relativi termini, anche a seguito di sentenze di altri ordini giurisdizionali, nonché di sentenze dei tribunali amministrativi regionali o del Consiglio di Stato che dichiarano l’incompetenza funzionale;
f) riordinare la tutela cautelare, anche generalizzando quella ante causam, nonché il procedimento cautelare innanzi al giudice amministrativo in caso di ricorso per cassazione avverso le sentenze del Consiglio di Stato, prevedendo che:

1) la domanda di tutela interinale non può essere trattata fino a quando il ricorrente non presenta istanza di fissazione di udienza per la trattazione del merito;

2) in caso di istanza cautelare ante causam, il ricorso introduttivo del giudizio è notificato e depositato, unitamente alla relativa istanza di fissazione di udienza per la trattazione del merito, entro i termini di decadenza previsti dalla legge o, in difetto di essi, nei sessanta giorni dalla istanza cautelare, perdendo altrimenti ogni effetto la concessa tutela interinale;
3) nel caso di accoglimento della domanda cautelare, l’istanza di fissazione di udienza non può essere revocata e l’udienza di merito è celebrata entro il termine di un anno;

g) riordinare il sistema delle impugnazioni, individuando le disposizioni applicabili, mediante rinvio a quelle del processo di primo grado, e disciplinando la concentrazione delle impugnazioni, l’effetto devolutivo dell’appello, la proposizione di nuove domande, prove ed eccezioni.
3. I decreti legislativi di cui al comma 1 abrogano espressamente tutte le disposizioni riordinate o con essi incompatibili, fatta salva l’applicazione dell’articolo 15 delle disposizioni sulla legge in generale premesse al codice civile, e dettano le opportune disposizioni di coordinamento in relazione alle disposizioni non abrogate.

4. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri. Sugli schemi di decreto legislativo è acquisito il parere del Consiglio di Stato e delle competenti Commissioni parlamentari. I pareri sono resi entro quarantacinque giorni dalla richiesta. Decorso tale termine, i decreti possono essere emanati anche senza i predetti pareri. Ove il Governo, nell’attuazione della delega di cui al presente articolo, intenda avvalersi della facoltà di cui all’articolo 14, numero 2º, del testo unico sul Consiglio di Stato, di cui al regio decreto 26 giugno 1924, n. 1054, il Consiglio di Stato può utilizzare, al fine della stesura dell’articolato normativo, magistrati di tribunale amministrativo regionale, esperti esterni e rappresentanti del libero foro e dell’Avvocatura generale dello Stato, i quali prestano la propria attività a titolo gratuito e senza diritto al rimborso delle spese. Sugli schemi redatti dal Consiglio di Stato non è acquisito il parere dello stesso. Entro due anni dalla data di entrata in vigore dei decreti legislativi di cui al comma 1, possono ad essi essere apportate le correzioni e integrazioni che l’applicazione pratica renda necessarie od opportune, con lo stesso procedimento e in base ai medesimi princìpi e criteri direttivi previsti per l’emanazione degli originari decreti.
5. Dall’attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
6. All’articolo 1, comma 309, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, dopo le parole: «tribunali amministrativi regionali» sono aggiunte le seguenti: «, ivi comprese quelle occorrenti per incentivare progetti speciali per lo smaltimento dell’arretrato e per il miglior funzionamento del processo amministrativo».

Art. 45.

(Modifiche al libro primo del codice di procedura civile)

1. All’articolo 7 del codice di procedura civile sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al primo comma, le parole: «lire cinque milioni» sono sostituite dalle seguenti: «cinquemila euro»;

b) al secondo comma, le parole: «lire trenta milioni» sono sostituite dalle seguenti: «ventimila euro»;
c) al terzo comma, è aggiunto, in fine, il seguente numero:

«3-bis) per le cause relative agli interessi o accessori da ritardato pagamento di prestazioni previdenziali o assistenziali».
2. L’articolo 38 del codice di procedura civile è sostituito dal seguente:
«Art. 38. – (Incompetenza). – L’incompetenza per materia, quella per valore e quella per territorio sono eccepite, a pena di decadenza, nella comparsa di risposta tempestivamente depositata. L’eccezione di incompetenza per territorio si ha per non proposta se non contiene l’indicazione del giudice che la parte ritiene competente.

Fuori dei casi previsti dall’articolo 28, quando le parti costituite aderiscono all’indicazione del giudice competente per territorio, la competenza del giudice indicato rimane ferma se la causa è riassunta entro tre mesi dalla cancellazione della stessa dal ruolo.
L’incompetenza per materia, quella per valore e quella per territorio nei casi previsti dall’articolo 28 sono rilevate d’ufficio non oltre l’udienza di cui all’articolo 183.
Le questioni di cui ai commi precedenti sono decise, ai soli fini della competenza, in base a quello che risulta dagli atti e, quando sia reso necessario dall’eccezione del convenuto o dal rilievo del giudice, assunte sommarie informazioni».

3. All’articolo 39 del codice di procedura civile sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il primo comma è sostituito dal seguente:
«Se una stessa causa è proposta davanti a giudici diversi, quello successivamente adito, in qualunque stato e grado del processo, anche d’ufficio, dichiara con ordinanza la litispendenza e dispone la cancellazione della causa dal ruolo»;
b) al secondo comma, primo periodo, la parola: «sentenza» è sostituita dalla seguente: «ordinanza»;

c) al terzo comma sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «ovvero dal deposito del ricorso».

4. Agli articoli 40, primo comma, 42, 44, 45, 47 e 49 del codice di procedura civile, la parola: «sentenza», ovunque ricorre, è sostituita dalla seguente: «ordinanza».

5. All’articolo 43 del codice di procedura civile sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al primo comma, le parole: «La sentenza» sono sostituite dalle seguenti: «Il provvedimento» e la parola: «impugnata» è sostituita dalla seguente: «impugnato»;

b) al terzo comma, le parole: «della sentenza» sono sostituite dalle seguenti: «dell’ordinanza».

6. Al primo comma dell’articolo 50 del codice di procedura civile sono apportate le seguenti modificazioni:
a) la parola: «sentenza», ovunque ricorre, è sostituita dalla seguente: «ordinanza»;

b) le parole: «sei mesi» sono sostituite dalle seguenti: «tre mesi».

7. All’articolo 54 del codice di procedura civile, il terzo comma è sostituito dal seguente:
«Il giudice, con l’ordinanza con cui dichiara inammissibile o rigetta la ricusazione, provvede sulle spese e può condannare la parte che l’ha proposta ad una pena pecuniaria non superiore a euro 250».
8. All’articolo 67, primo comma, del codice di procedura civile, le parole: «non superiore a euro 10» sono sostituite dalle seguenti: «da euro 250 a euro 500».

9. Al terzo comma dell’articolo 83 del codice di procedura civile sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al primo periodo sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, ovvero della memoria di nomina del nuovo difensore, in aggiunta o in sostituzione del difensore originariamente designato»;

b) al terzo periodo sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, o su documento informatico separato sottoscritto con firma digitale e congiunto all’atto cui si riferisce mediante strumenti informatici, individuati con apposito decreto del Ministero della giustizia»;
c) dopo il terzo periodo è aggiunto il seguente: «Se la procura alle liti è stata conferita su supporto cartaceo, il difensore che si costituisce attraverso strumenti telematici ne trasmette la copia informatica autenticata con firma digitale, nel rispetto della normativa, anche regolamentare, concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici e trasmessi in via telematica».

10. Al primo comma dell’articolo 91 del codice di procedura civile, il secondo periodo è sostituito dal seguente: «Se accoglie la domanda in misura non superiore all’eventuale proposta conciliativa, condanna la parte che ha rifiutato senza giustificato motivo la proposta al pagamento delle spese del processo maturate dopo la formulazione della proposta, salvo quanto disposto dal secondo comma dell’articolo 92».

11. All’articolo 92, secondo comma, del codice di procedura civile, le parole: «o concorrono altri giusti motivi, esplicitamente indicati nella motivazione,» sono sostituite dalle seguenti: «o concorrono altre gravi ed eccezionali ragioni, esplicitamente indicate nella motivazione,».
12. All’articolo 96 del codice di procedura civile è aggiunto, in fine, il seguente comma:

«In ogni caso, quando pronuncia sulle spese ai sensi dell’articolo 91, il giudice, anche d’ufficio, può altresì condannare la parte soccombente al pagamento, a favore della controparte, di una somma equitativamente determinata».
13. All’articolo 101 del codice di procedura civile è aggiunto, in fine, il seguente comma:
«Se ritiene di porre a fondamento della decisione una questione rilevata d’ufficio, il giudice riserva la decisione, assegnando alle parti, a pena di nullità, un termine, non inferiore a venti e non superiore a quaranta giorni dalla comunicazione, per il deposito in cancelleria di memorie contenenti osservazioni sulla medesima questione».
14. L’articolo 115 del codice di procedura civile è sostituito dal seguente:
«Art. 115. – (Disponibilità delle prove). – Salvi i casi previsti dalla legge, il giudice deve porre a fondamento della decisione le prove proposte dalle parti o dal pubblico ministero, nonché i fatti non specificatamente contestati dalla parte costituita.

Il giudice può tuttavia, senza bisogno di prova, porre a fondamento della decisione le nozioni di fatto che rientrano nella comune esperienza».

15. All’articolo 118, terzo comma, del codice di procedura civile, le parole: «non superiore a euro 5» sono sostituite dalle seguenti: «da euro 250 a euro 1.500».

16. All’articolo 120 del codice di procedura civile, il primo comma è sostituito dal seguente:

«Nei casi in cui la pubblicità della decisione di merito può contribuire a riparare il danno, compreso quello derivante per effetto di quanto previsto all’articolo 96, il giudice, su istanza di parte, può ordinarla a cura e spese del soccombente, mediante inserzione per estratto, ovvero mediante comunicazione, nelle forme specificamente indicate, in una o più testate giornalistiche, radiofoniche o televisive e in siti internet da lui designati».
17. Al secondo comma dell’articolo 132 del codice di procedura civile, il numero 4) è sostituito dal seguente:
«4) la concisa esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione».
18. All’articolo 137 del codice di procedura civile sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo il secondo comma, è inserito il seguente:
«Se l’atto da notificare o comunicare è costituito da un documento informatico e il destinatario non possiede indirizzo di posta elettronica certificata, l’ufficiale giudiziario esegue la notificazione mediante consegna di una copia dell’atto su supporto cartaceo, da lui dichiarata conforme all’originale, e conserva il documento informatico per i due anni successivi. Se richiesto, l’ufficiale giudiziario invia l’atto notificato anche attraverso strumenti telematici all’indirizzo di posta elettronica dichiarato dal destinatario della notifica o dal suo procuratore, ovvero consegna ai medesimi, previa esazione dei relativi diritti, copia dell’atto notificato, su supporto informatico non riscrivibile»;
b) al terzo comma, la parola: «terzo» è sostituita dalla seguente: «quarto».
19. All’articolo 153 del codice di procedura civile è aggiunto, in fine, il seguente comma:
«La parte che dimostra di essere incorsa in decadenze per causa ad essa non imputabile può chiedere al giudice di essere rimessa in termini. Il giudice provvede a norma dell’articolo 294, secondo e terzo comma».

Art. 46.

(Modifiche al libro secondo del codice di procedura civile)

1. All’articolo 163, terzo comma, numero 7), del codice di procedura civile, le parole: «di cui all’articolo 167» sono sostituite dalle seguenti: «di cui agli articoli 38 e 167».

2. Il secondo comma dell’articolo 182 del codice di procedura civile è sostituito dal seguente:

«Quando rileva un difetto di rappresentanza, di assistenza o di autorizzazione ovvero un vizio che determina la nullità della procura al difensore, il giudice assegna alle parti un termine perentorio per la costituzione della persona alla quale spetta la rappresentanza o l’assistenza, per il rilascio delle necessarie autorizzazioni, ovvero per il rilascio della procura alle liti o per la rinnovazione della stessa. L’osservanza del termine sana i vizi, e gli effetti sostanziali e processuali della domanda si producono fin dal momento della prima notificazione».
3. L’articolo 184-bis del codice di procedura civile è abrogato.

4. Il primo comma dell’articolo 191 del codice di procedura civile è sostituito dal seguente:

«Nei casi previsti dagli articoli 61 e seguenti il giudice istruttore, con ordinanza ai sensi dell’articolo 183, settimo comma, o con altra successiva ordinanza, nomina un consulente, formula i quesiti e fissa l’udienza nella quale il consulente deve comparire».
5. Il terzo comma dell’articolo 195 del codice di procedura civile è sostituito dal seguente:
«La relazione deve essere trasmessa dal consulente alle parti costituite nel termine stabilito dal giudice con ordinanza resa all’udienza di cui all’articolo 193. Con la medesima ordinanza il giudice fissa il termine entro il quale le parti devono trasmettere al consulente le proprie osservazioni sulla relazione e il termine, anteriore alla successiva udienza, entro il quale il consulente deve depositare in cancelleria la relazione, le osservazioni delle parti e una sintetica valutazione sulle stesse».
6. All’articolo 249 del codice di procedura civile, le parole: «degli articoli 351 e 352 del codice di procedura penale» sono sostituite dalle seguenti: «degli articoli 200, 201 e 202 del codice di procedura penale».
7. All’articolo 255, primo comma, del codice di procedura civile è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «In caso di ulteriore mancata comparizione senza giustificato motivo, il giudice dispone l’accompagnamento del testimone all’udienza stessa o ad altra successiva e lo condanna a una pena pecuniaria non inferiore a 200 euro e non superiore a 1.000 euro».

8. Al libro secondo, titolo I, capo II, sezione III, paragrafo 8, del codice di procedura civile, dopo l’articolo 257 è aggiunto il seguente:

«Art. 257-bis. – (Testimonianza scritta). – Il giudice, su accordo delle parti, tenuto conto della natura della causa e di ogni altra circostanza, può disporre di assumere la deposizione chiedendo al testimone, anche nelle ipotesi di cui all’articolo 203, di fornire, per iscritto e nel termine fissato, le risposte ai quesiti sui quali deve essere interrogato.

Il giudice, con il provvedimento di cui al primo comma, dispone che la parte che ha richiesto l’assunzione predisponga il modello di testimonianza in conformità agli articoli ammessi e lo faccia notificare al testimone.
Il testimone rende la deposizione compilando il modello di testimonianza in ogni sua parte, con risposta separata a ciascuno dei quesiti, e precisa quali sono quelli cui non è in grado di rispondere, indicandone la ragione.
Il testimone sottoscrive la deposizione apponendo la propria firma autenticata su ciascuna delle facciate del foglio di testimonianza, che spedisce in busta chiusa con plico raccomandato o consegna alla cancelleria del giudice.
Quando il testimone si avvale della facoltà d’astensione di cui all’articolo 249, ha l’obbligo di compilare il modello di testimonianza, indicando le complete generalità e i motivi di astensione.
Quando il testimone non spedisce o non consegna le risposte scritte nel termine stabilito, il giudice può condannarlo alla pena pecuniaria di cui all’articolo 255, primo comma.
Quando la testimonianza ha ad oggetto documenti di spesa già depositati dalle parti, essa può essere resa mediante dichiarazione sottoscritta dal testimone e trasmessa al difensore della parte nel cui interesse la prova è stata ammessa, senza il ricorso al modello di cui al secondo comma.
Il giudice, esaminate le risposte o le dichiarazioni, può sempre disporre che il testimone sia chiamato a deporre davanti a lui o davanti al giudice delegato».

9. All’articolo 279 del codice di procedura civile sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il primo comma è sostituito dal seguente:
«Il collegio pronuncia ordinanza quando provvede soltanto su questioni relative all’istruzione della causa, senza definire il giudizio, nonché quando decide soltanto questioni di competenza. In tal caso, se non definisce il giudizio, impartisce con la stessa ordinanza i provvedimenti per l’ulteriore istruzione della causa»;
b) al secondo comma, numero 1), le parole: «o di competenza» sono soppresse.
10. All’articolo 285 del codice di procedura civile, le parole: «primo e terzo comma» sono soppresse e, all’articolo 330, primo comma, del codice di procedura civile, dopo le parole: «si notifica» sono inserite le seguenti: «, ai sensi dell’articolo 170,».

11. L’articolo 296 del codice di procedura civile è sostituito dal seguente:

«Art. 296. – (Sospensione su istanza delle parti). – Il giudice istruttore, su istanza di tutte le parti, ove sussistano giustificati motivi, può disporre, per una sola volta, che il processo rimanga sospeso per un periodo non superiore a tre mesi, fissando l’udienza per la prosecuzione del processo medesimo».
12. All’articolo 297, primo comma, del codice di procedura civile, le parole: «sei mesi» sono sostituite dalle seguenti: «tre mesi».

13. All’articolo 300 del codice di procedura civile, il quarto comma è sostituito dal seguente:

«Se l’evento riguarda la parte dichiarata contumace, il processo è interrotto dal momento in cui il fatto interruttivo è documentato dall’altra parte, o è notificato ovvero è certificato dall’ufficiale giudiziario nella relazione di notificazione di uno dei provvedimenti di cui all’articolo 292».
14. All’articolo 305 del codice di procedura civile, le parole: «sei mesi» sono sostituite dalle seguenti: «tre mesi».

15. All’articolo 307 del codice di procedura civile sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al primo comma, le parole: «del secondo comma» sono soppresse e le parole: «un anno» sono sostituite dalle seguenti: «tre mesi»;

b) al terzo comma, secondo periodo, la parola: «sei» è sostituita dalla seguente: «tre»;
c) il quarto comma è sostituito dal seguente:

«L’estinzione opera di diritto ed è dichiarata, anche d’ufficio, con ordinanza del giudice istruttore ovvero con sentenza del collegio».
16. All’articolo 310, secondo comma, del codice di procedura civile, le parole: «e quelle che regolano la competenza» sono sostituite dalle seguenti: «e le pronunce che regolano la competenza».

17. All’articolo 327, primo comma, del codice di procedura civile, le parole: «decorso un anno» sono sostituite dalle seguenti: «decorsi sei mesi».
18. All’articolo 345, terzo comma, primo periodo, del codice di procedura civile, dopo le parole: «nuovi mezzi di prova» sono inserite le seguenti: «e non possono essere prodotti nuovi documenti» e dopo la parola: «proporli» sono inserite le seguenti: «o produrli».
19. All’articolo 353 del codice di procedura civile sono apportate le seguenti modificazioni:

a) la rubrica è sostituita dalla seguente: «Rimessione al primo giudice per ragioni di giurisdizione»;

b) al secondo comma, le parole: «sei mesi» sono sostituite dalle seguenti: «tre mesi».

20. All’articolo 385 del codice di procedura civile, il quarto comma è abrogato.

21. Al primo comma dell’articolo 392 del codice di procedura civile, le parole: «un anno» sono sostituite dalle seguenti: «tre mesi».
22. All’articolo 442 del codice di procedura civile è aggiunto, in fine, il seguente comma:

«Per le controversie di cui all’articolo 7, terzo comma, numero 3-bis), non si osservano le disposizioni di questo capo, né quelle di cui al capo primo di questo titolo».
23. All’articolo 444, primo comma, del codice di procedura civile è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Se l’attore è residente all’estero la competenza è del tribunale, in funzione di giudice del lavoro, nella cui circoscrizione l’attore aveva l’ultima residenza prima del trasferimento all’estero ovvero, quando la prestazione è chiesta dagli eredi, nella cui circoscrizione il defunto aveva la sua ultima residenza».

24. Il primo comma dell’articolo 291 del codice di procedura civile si applica anche nei giudizi davanti ai giudici amministrativi e contabili.

Art. 47.

(Ulteriori modifiche al libro secondo del codice di procedura civile)

1. Al codice di procedura civile sono apportate le seguenti modificazioni:

a) dopo l’articolo 360 è inserito il seguente:
«Art. 360-bis. – (Inammissibilità del ricorso). – Il ricorso è inammissibile:
1) quando il provvedimento impugnato ha deciso le questioni di diritto in modo conforme alla giurisprudenza della Corte e l’esame dei motivi non offre elementi per confermare o mutare l’orientamento della stessa;

2) quando è manifestamente infondata la censura relativa alla violazione dei princìpi regolatori del giusto processo»;

b) il primo comma dell’articolo 376 è sostituito dal seguente:
«Il primo presidente, tranne quando ricorrono le condizioni previste dall’articolo 374, assegna i ricorsi ad apposita sezione, che verifica se sussistono i presupposti per la pronuncia in camera di consiglio ai sensi dell’articolo 375, primo comma, numeri 1) e 5). Se la sezione non definisce il giudizio, gli atti sono rimessi al primo presidente, che procede all’assegnazione alle sezioni semplici»;
c) l’articolo 380-bis è sostituito dal seguente:
«Art. 380-bis.(Procedimento per la decisione sull’inammissibilità del ricorso e per la decisione in camera di consiglio). – Il relatore della sezione di cui all’articolo 376, primo comma, primo periodo, se appare possibile definire il giudizio ai sensi dell’articolo 375, primo comma, numeri 1) e 5), deposita in cancelleria una relazione con la concisa esposizione delle ragioni che possono giustificare la relativa pronuncia.

Il presidente fissa con decreto l’adunanza della Corte. Almeno venti giorni prima della data stabilita per l’adunanza, il decreto e la relazione sono comunicati al pubblico ministero e notificati agli avvocati delle parti, i quali hanno facoltà di presentare, il primo conclusioni scritte, e i secondi memorie, non oltre cinque giorni prima e di chiedere di essere sentiti, se compaiono.
Se il ricorso non è dichiarato inammissibile, il relatore nominato ai sensi dell’articolo 377, primo comma, ultimo periodo, quando appaiono ricorrere le ipotesi previste dall’articolo 375, primo comma, numeri 2) e 3), deposita in cancelleria una relazione con la concisa esposizione dei motivi in base ai quali ritiene che il ricorso possa essere deciso in camera di consiglio e si applica il secondo comma.
Se ritiene che non ricorrono le ipotesi previste dall’articolo 375, primo comma, numeri 2) e 3), la Corte rinvia la causa alla pubblica udienza»;

d) l’articolo 366-bis è abrogato;

e) all’articolo 375 sono apportate le seguenti modificazioni:

1) al primo comma, il numero 1) è sostituito dal seguente:
«1) dichiarare l’inammissibilità del ricorso principale e di quello incidentale eventualmente proposto, anche per mancanza dei motivi previsti dall’articolo 360»;

2) al primo comma, il numero 5) è sostituito dal seguente:

«5) accogliere o rigettare il ricorso principale e l’eventuale ricorso incidentale per manifesta fondatezza o infondatezza».
2. All’ordinamento giudiziario, di cui al regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, dopo l’articolo 67 è inserito il seguente:
«Art. 67-bis. – (Criteri per la composizione della sezione prevista dall’articolo 376 del codice di procedura civile).1. A comporre la sezione prevista dall’articolo 376, primo comma, del codice di procedura civile, sono chiamati, di regola, magistrati appartenenti a tutte le sezioni».

Art. 48.

(Introduzione dell’articolo 540-bis del codice di procedura civile)

1. Al libro terzo, titolo II, capo II, sezione III, del codice di procedura civile, dopo l’articolo 540 è aggiunto il seguente:

«Art. 540-bis. – (Integrazione del pignoramento). – Quando le cose pignorate risultano invendute a seguito del secondo o successivo esperimento ovvero quando la somma assegnata, ai sensi degli articoli 510, 541 e 542, non è sufficiente a soddisfare le ragioni dei creditori, il giudice, ad istanza di uno di questi, provvede a norma dell’ultimo comma dell’articolo 518. Se sono pignorate nuove cose, il giudice ne dispone la vendita senza che vi sia necessità di nuova istanza. In caso contrario, dichiara l’estinzione del procedimento, salvo che non siano da completare le operazioni di vendita».

Art. 49.

(Modifiche al libro terzo del codice di procedura civile)

1. Al libro terzo, titolo IV, del codice di procedura civile, dopo l’articolo 614 è aggiunto il seguente:

«Art. 614-bis. – (Attuazione degli obblighi di fare infungibile o di non fare). – Con il provvedimento di condanna il giudice, salvo che ciò sia manifestamente iniquo, fissa, su richiesta di parte, la somma di denaro dovuta dall’obbligato per ogni violazione o inosservanza successiva, ovvero per ogni ritardo nell’esecuzione del provvedimento. Il provvedimento di condanna costituisce titolo esecutivo per il pagamento delle somme dovute per ogni violazione o inosservanza. Le disposizioni di cui al presente comma non si applicano alle controversie di lavoro subordinato pubblico e privato e ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di cui all’articolo 409.

Il giudice determina l’ammontare della somma di cui al primo comma tenuto conto del valore della controversia, della natura della prestazione, del danno quantificato o prevedibile e di ogni altra circostanza utile».

2. All’articolo 616 del codice di procedura civile, l’ultimo periodo è soppresso.

3. All’articolo 624 del codice di procedura civile, i commi terzo e quarto sono sostituiti dai seguenti:

«Nei casi di sospensione del processo disposta ai sensi del primo comma, se l’ordinanza non viene reclamata o viene confermata in sede di reclamo, e il giudizio di merito non è stato introdotto nel termine perentorio assegnato ai sensi dell’articolo 616, il giudice dell’esecuzione dichiara, anche d’ufficio, con ordinanza, l’estinzione del processo e ordina la cancellazione della trascrizione del pignoramento, provvedendo anche sulle spese. L’ordinanza è reclamabile ai sensi dell’articolo 630, terzo comma.

La disposizione di cui al terzo comma si applica, in quanto compatibile, anche al caso di sospensione del processo disposta ai sensi dell’articolo 618».

4. All’articolo 630 del codice di procedura civile, il secondo comma è sostituito dal seguente:
«L’estinzione opera di diritto ed è dichiarata, anche d’ufficio, con ordinanza del giudice dell’esecuzione, non oltre la prima udienza successiva al verificarsi della stessa. L’ordinanza è comunicata a cura del cancelliere, se è pronunciata fuori dall’udienza».

Art. 50.

(Modifiche al libro quarto del codice di procedura civile)

1. Il terzo comma dell’articolo 669-septies del codice di procedura civile è sostituito dal seguente:

«La condanna alle spese è immediatamente esecutiva».
2. All’articolo 669-octies del codice di procedura civile sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo il sesto comma è inserito il seguente:
«Il giudice, quando emette uno dei provvedimenti di cui al sesto comma prima dell’inizio della causa di merito, provvede sulle spese del procedimento cautelare»;
b) al settimo comma, le parole: «primo comma» sono sostituite dalle seguenti: «sesto comma».

Art. 51.

(Procedimento sommario di cognizione)

1. Dopo il capo III del titolo I del libro quarto del codice di procedura civile è inserito il seguente:
«Capo III-bis

DEL PROCEDIMENTO SOMMARIO DI COGNIZIONE

Art. 702-bis. – (Forma della domanda. Costituzione delle parti). – Nelle cause in cui il tribunale giudica in composizione monocratica, la domanda può essere proposta con ricorso al tribunale competente. Il ricorso, sottoscritto a norma dell’articolo 125, deve contenere le indicazioni di cui ai numeri 1), 2), 3), 4), 5) e 6) e l’avvertimento di cui al numero 7) del terzo comma dell’articolo 163.

A seguito della presentazione del ricorso il cancelliere forma il fascicolo d’ufficio e lo presenta senza ritardo al presidente del tribunale, il quale designa il magistrato cui è affidata la trattazione del procedimento.
Il giudice designato fissa con decreto l’udienza di comparizione delle parti, assegnando il termine per la costituzione del convenuto, che deve avvenire non oltre dieci giorni prima dell’udienza; il ricorso, unitamente al decreto di fissazione dell’udienza, deve essere notificato al convenuto almeno trenta giorni prima della data fissata per la sua costituzione.
Il convenuto deve costituirsi mediante deposito in cancelleria della comparsa di risposta, nella quale deve proporre le sue difese e prendere posizione sui fatti posti dal ricorrente a fondamento della domanda, indicare i mezzi di prova di cui intende avvalersi e i documenti che offre in comunicazione, nonché formulare le conclusioni. A pena di decadenza deve proporre le eventuali domande riconvenzionali e le eccezioni processuali e di merito che non sono rilevabili d’ufficio.
Se il convenuto intende chiamare un terzo in garanzia deve, a pena di decadenza, farne dichiarazione nella comparsa di costituzione e chiedere al giudice designato lo spostamento dell’udienza. Il giudice, con decreto comunicato dal cancelliere alle parti costituite, provvede a fissare la data della nuova udienza assegnando un termine perentorio per la citazione del terzo. La costituzione del terzo in giudizio avviene a norma del quarto comma.

Art. 702-ter. – (Procedimento). – Il giudice, se ritiene di essere incompetente, lo dichiara con ordinanza.

Se rileva che la domanda non rientra tra quelle indicate nell’articolo 702-bis, il giudice, con ordinanza non impugnabile, la dichiara inammissibile. Nello stesso modo provvede sulla domanda riconvenzionale.
Se ritiene che le difese svolte dalle parti richiedono un’istruzione non sommaria, il giudice, con ordinanza non impugnabile, fissa l’udienza di cui all’articolo 183. In tal caso si applicano le disposizioni del libro II.
Quando la causa relativa alla domanda riconvenzionale richiede un’istruzione non sommaria, il giudice ne dispone la separazione.
Se non provvede ai sensi dei commi precedenti, alla prima udienza il giudice, sentite le parti, omessa ogni formalità non essenziale al contraddittorio, procede nel modo che ritiene più opportuno agli atti di istruzione rilevanti in relazione all’oggetto del provvedimento richiesto e provvede con ordinanza all’accoglimento o al rigetto delle domande.
L’ordinanza è provvisoriamente esecutiva e costituisce titolo per l’iscrizione di ipoteca giudiziale e per la trascrizione.
Il giudice provvede in ogni caso sulle spese del procedimento ai sensi degli articoli 91 e seguenti.

Art. 702-quater. – (Appello). – L’ordinanza emessa ai sensi del sesto comma dell’articolo 702-ter produce gli effetti di cui all’articolo 2909 del codice civile se non è appellata entro trenta giorni dalla sua comunicazione o notificazione. Sono ammessi nuovi mezzi di prova e nuovi documenti quando il collegio li ritiene rilevanti ai fini della decisione, ovvero la parte dimostra di non aver potuto proporli nel corso del procedimento sommario per causa ad essa non imputabile. Il presidente del collegio può delegare l’assunzione dei mezzi istruttori ad uno dei componenti del collegio».

Art. 52.

(Modifiche alle disposizioni per l’attuazione del codice di procedura civile e disposizioni transitorie, di cui al regio decreto 18 dicembre 1941, n. 1368)

1. Al primo comma dell’articolo 23 delle disposizioni per l’attuazione del codice di procedura civile e disposizioni transitorie, di cui al regio decreto 18 dicembre 1941, n. 1368, di seguito denominate «disposizioni per l’attuazione del codice di procedura civile», sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «in modo tale che a nessuno dei consulenti iscritti possano essere conferiti incarichi in misura superiore al 10 per cento di quelli affidati dall’ufficio, e garantisce che sia assicurata l’adeguata trasparenza del conferimento degli incarichi anche a mezzo di strumenti informatici».

2. Dopo l’articolo 81 delle disposizioni per l’attuazione del codice di procedura civile è inserito il seguente:

«Art. 81-bis. – (Calendario del processo). – Il giudice, quando provvede sulle richieste istruttorie, sentite le parti e tenuto conto della natura, dell’urgenza e della complessità della causa, fissa il calendario del processo con l’indicazione delle udienze successive e degli incombenti che verranno espletati. I termini fissati nel calendario possono essere prorogati, anche d’ufficio, quando sussistono gravi motivi sopravvenuti. La proroga deve essere richiesta dalle parti prima della scadenza dei termini».
3. Dopo l’articolo 103 delle disposizioni per l’attuazione del codice di procedura civile è inserito il seguente:
«Art. 103-bis. – (Modello di testimonianza). – La testimonianza scritta è resa su di un modulo conforme al modello approvato con decreto del Ministro della giustizia, che individua anche le istruzioni per la sua compilazione, da notificare unitamente al modello. Il modello, sottoscritto in ogni suo foglio dalla parte che ne ha curato la compilazione, deve contenere, oltre all’indicazione del procedimento e dell’ordinanza di ammissione da parte del giudice procedente, idonei spazi per l’inserimento delle complete generalità del testimone, dell’indicazione della sua residenza, del suo domicilio e, ove possibile, di un suo recapito telefonico. Deve altresì contenere l’ammonimento del testimone ai sensi dell’articolo 251 del codice e la formula del giuramento di cui al medesimo articolo, oltre all’avviso in ordine alla facoltà di astenersi ai sensi degli articoli 200, 201 e 202 del codice di procedura penale, con lo spazio per la sottoscrizione obbligatoria del testimone, nonché le richieste di cui all’articolo 252, primo comma, del codice, ivi compresa l’indicazione di eventuali rapporti personali con le parti, e la trascrizione dei quesiti ammessi, con l’avvertenza che il testimone deve rendere risposte specifiche e pertinenti a ciascuna domanda e deve altresì precisare se ha avuto conoscenza dei fatti oggetto della testimonianza in modo diretto o indiretto.

Al termine di ogni risposta è apposta, di seguito e senza lasciare spazi vuoti, la sottoscrizione da parte del testimone.
Le sottoscrizioni devono essere autenticate da un segretario comunale o dal cancelliere di un ufficio giudiziario. L’autentica delle sottoscrizioni è in ogni caso gratuita nonché esente dall’imposta di bollo e da ogni diritto».

4. Il primo comma dell’articolo 104 delle disposizioni per l’attuazione del codice di procedura civile è sostituito dal seguente:
«Se la parte senza giusto motivo non fa chiamare i testimoni davanti al giudice, questi la dichiara, anche d’ufficio, decaduta dalla prova, salvo che l’altra parte dichiari di avere interesse all’audizione».
5. Il primo comma dell’articolo 118 delle disposizioni per l’attuazione del codice di procedura civile è sostituito dal seguente:
«La motivazione della sentenza di cui all’articolo 132, secondo comma, numero 4), del codice consiste nella succinta esposizione dei fatti rilevanti della causa e delle ragioni giuridiche della decisione, anche con riferimento a precedenti conformi».
6. All’articolo 152 delle disposizioni per l’attuazione del codice di procedura civile è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Le spese, competenze ed onorari liquidati dal giudice nei giudizi per prestazioni previdenziali non possono superare il valore della prestazione dedotta in giudizio».

7. Dopo l’articolo 186 delle disposizioni per l’attuazione del codice di procedura civile è inserito il seguente:

«Art. 186-bis. – (Trattazione delle opposizioni in materia esecutiva). – I giudizi di merito di cui all’articolo 618, secondo comma, del codice sono trattati da un magistrato diverso da quello che ha conosciuto degli atti avverso i quali è proposta opposizione».

Art. 53.

(Abrogazione dell’articolo 3 della legge 21 febbraio 2006, n. 102, e disposizioni transitorie)

1. L’articolo 3 della legge 21 febbraio 2006, n. 102, è abrogato.

2. Alle controversie disciplinate dall’articolo 3 della legge 21 febbraio 2006, n. 102, pendenti alla data di entrata in vigore della presente legge, continuano ad applicarsi le disposizioni di cui al libro secondo, titolo IV, capo I, del codice di procedura civile. La disposizione di cui al presente comma non si applica ai giudizi introdotti con il rito ordinario e per i quali alla data di entrata in vigore della presente legge non è stata ancora disposta la modifica del rito ai sensi dell’articolo 426 del codice di procedura civile.

Art. 54.

(Delega al Governo per la riduzione e semplificazione dei procedimenti civili)

1. Il Governo è delegato ad adottare, entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi in materia di riduzione e semplificazione dei procedimenti civili di cognizione che rientrano nell’ambito della giurisdizione ordinaria e che sono regolati dalla legislazione speciale.

2. La riforma realizza il necessario coordinamento con le altre disposizioni vigenti.
3. Gli schemi dei decreti legislativi previsti dal presente articolo sono adottati su proposta del Ministro della giustizia e successivamente trasmessi al Parlamento, ai fini dell’espressione dei pareri da parte delle Commissioni competenti per materia, che sono resi entro il termine di trenta giorni dalla data di trasmissione, decorso il quale i decreti sono emanati anche in mancanza dei pareri. Qualora detto termine venga a scadere nei trenta giorni antecedenti allo spirare del termine previsto dal comma 1, o successivamente, la scadenza di quest’ultimo è prorogata di sessanta giorni.
4. Nell’esercizio della delega di cui al comma 1, il Governo si attiene ai seguenti princìpi e criteri direttivi:

a) restano fermi i criteri di competenza, nonché i criteri di composizione dell’organo giudicante, previsti dalla legislazione vigente;

b) i procedimenti civili di natura contenziosa autonomamente regolati dalla legislazione speciale sono ricondotti ad uno dei seguenti modelli processuali previsti dal codice di procedura civile:

1) i procedimenti in cui sono prevalenti caratteri di concentrazione processuale, ovvero di officiosità dell’istruzione, sono ricondotti al rito disciplinato dal libro secondo, titolo IV, capo I, del codice di procedura civile;

2) i procedimenti, anche se in camera di consiglio, in cui sono prevalenti caratteri di semplificazione della trattazione o dell’istruzione della causa, sono ricondotti al procedimento sommario di cognizione di cui al libro quarto, titolo I, capo III-bis, del codice di procedura civile, come introdotto dall’articolo 51 della presente legge, restando tuttavia esclusa per tali procedimenti la possibilità di conversione nel rito ordinario;
3) tutti gli altri procedimenti sono ricondotti al rito di cui al libro secondo, titoli I e III, ovvero titolo II, del codice di procedura civile;

c) la riconduzione ad uno dei riti di cui ai numeri 1), 2) e 3) della lettera b) non comporta l’abrogazione delle disposizioni previste dalla legislazione speciale che attribuiscono al giudice poteri officiosi, ovvero di quelle finalizzate a produrre effetti che non possono conseguirsi con le norme contenute nel codice di procedura civile;

d) restano in ogni caso ferme le disposizioni processuali in materia di procedure concorsuali, di famiglia e minori, nonché quelle contenute nel regio decreto 14 dicembre 1933, n. 1669, nel regio decreto 21 dicembre 1933, n. 1736, nella legge 20 maggio 1970, n. 300, nel codice della proprietà industriale di cui al decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30, e nel codice del consumo di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206.

5. Gli articoli da 1 a 33, 41, comma 1, e 42 del decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 5, sono abrogati.

6. Gli articoli da 1 a 33, 41, comma 1, e 42 del decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 5, continuano ad applicarsi alle controversie pendenti alla data di entrata in vigore della presente legge.

Art. 55.

(Notificazione a cura dell’Avvocatura dello Stato)

1. L’Avvocatura dello Stato può eseguire la notificazione di atti civili, amministrativi e stragiudiziali ai sensi della legge 21 gennaio 1994, n. 53.

2. Per le finalità di cui al comma 1, l’Avvocatura generale dello Stato e ciascuna avvocatura distrettuale dello Stato si dotano di un apposito registro cronologico conforme alla normativa, anche regolamentare, vigente.
3. La validità dei registri di cui al comma 2 è subordinata alla previa numerazione e vidimazione, in ogni mezzo foglio, rispettivamente, da parte dell’Avvocato generale dello Stato, o di un avvocato dello Stato allo scopo delegato, ovvero dell’avvocato distrettuale dello Stato.
4. Dall’attuazione delle disposizioni del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Gli adempimenti previsti dal presente articolo sono svolti nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.

Art. 56.

(Misure in tema di razionalizzazione delle modalità di proposizione e notificazione delle domande giudiziali)

1. Al secondo comma dell’articolo 23 della legge 24 novembre 1981, n. 689, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «La prova scritta della conoscenza del ricorso e del decreto equivale alla notifica degli stessi».

2. L’articolo 11 della legge 12 giugno 1984, n. 222, si applica anche alle domande volte a ottenere il riconoscimento del diritto a pensioni, assegni e indennità comunque denominati spettanti agli invalidi civili nei procedimenti in materia di invalidità civile, cecità civile e sordomutismo.

Art. 57.

(Modifica all’articolo 9 della legge 21 luglio 2000, n. 205)

1. Al comma 2 dell’articolo 9 della legge 21 luglio 2000, n. 205, e successive modificazioni, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Se, in assenza dell’avviso di cui al primo periodo, è comunicato alle parti l’avviso di fissazione dell’udienza di discussione nel merito, i ricorsi sono decisi qualora almeno una parte costituita dichiari, anche in udienza a mezzo del proprio difensore, di avere interesse alla decisione; altrimenti sono dichiarati perenti dal presidente del collegio con decreto, ai sensi dell’articolo 26, ultimo comma, della legge 6 dicembre 1971, n. 1034».

Art. 58.

(Disposizioni transitorie)

1. Fatto salvo quanto previsto dai commi successivi, le disposizioni della presente legge che modificano il codice di procedura civile e le disposizioni per l’attuazione del codice di procedura civile si applicano ai giudizi instaurati dopo la data della sua entrata in vigore.

2. Ai giudizi pendenti in primo grado alla data di entrata in vigore della presente legge si applicano gli articoli 132, 345 e 616 del codice di procedura civile e l’articolo 118 delle disposizioni per l’attuazione del codice di procedura civile, come modificati dalla presente legge.
3. Le disposizioni di cui ai commi quinto e sesto dell’articolo 155 del codice di procedura civile si applicano anche ai procedimenti pendenti alla data del 1º marzo 2006.

4. La trascrizione della domanda giudiziale, del pignoramento immobiliare e del sequestro conservativo sugli immobili eseguita venti anni prima dell’entrata in vigore della presente legge o in un momento ancora anteriore conserva il suo effetto se rinnovata ai sensi degli articoli 2668-bis e 2668-ter del codice civile entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.
5. Le disposizioni di cui all’articolo 47 si applicano alle controversie nelle quali il provvedimento impugnato con il ricorso per cassazione è stato pubblicato ovvero, nei casi in cui non sia prevista la pubblicazione, depositato successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge.

Art. 59.

(Decisione delle questioni di giurisdizione)

1. Il giudice che, in materia civile, amministrativa, contabile, tributaria o di giudici speciali, dichiara il proprio difetto di giurisdizione indica altresì, se esistente, il giudice nazionale che ritiene munito di giurisdizione. La pronuncia sulla giurisdizione resa dalle sezioni unite della Corte di cassazione è vincolante per ogni giudice e per le parti anche in altro processo.

2. Se, entro il termine perentorio di tre mesi dal passaggio in giudicato della pronuncia di cui al comma 1, la domanda è riproposta al giudice ivi indicato, nel successivo processo le parti restano vincolate a tale indicazione e sono fatti salvi gli effetti sostanziali e processuali che la domanda avrebbe prodotto se il giudice di cui è stata dichiarata la giurisdizione fosse stato adito fin dall’instaurazione del primo giudizio, ferme restando le preclusioni e le decadenze intervenute. Ai fini del presente comma la domanda si ripropone con le modalità e secondo le forme previste per il giudizio davanti al giudice adito in relazione al rito applicabile.
3. Se sulla questione di giurisdizione non si sono già pronunciate, nel processo, le sezioni unite della Corte di cassazione, il giudice davanti al quale la causa è riassunta può sollevare d’ufficio, con ordinanza, tale questione davanti alle medesime sezioni unite della Corte di cassazione, fino alla prima udienza fissata per la trattazione del merito. Restano ferme le disposizioni sul regolamento preventivo di giurisdizione.
4. L’inosservanza dei termini fissati ai sensi del presente articolo per la riassunzione o per la prosecuzione del giudizio comporta l’estinzione del processo, che è dichiarata anche d’ufficio alla prima udienza, e impedisce la conservazione degli effetti sostanziali e processuali della domanda.
5. In ogni caso di riproposizione della domanda davanti al giudice di cui al comma 1, le prove raccolte nel processo davanti al giudice privo di giurisdizione possono essere valutate come argomenti di prova.

Art. 60.

(Delega al Governo in materia di mediazione e di conciliazione delle controversie civili e commerciali)

1. Il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi in materia di mediazione e di conciliazione in ambito civile e commerciale.

2. La riforma adottata ai sensi del comma 1, nel rispetto e in coerenza con la normativa comunitaria e in conformità ai princìpi e criteri direttivi di cui al comma 3, realizza il necessario coordinamento con le altre disposizioni vigenti. I decreti legislativi previsti dal comma 1 sono adottati su proposta del Ministro della giustizia e successivamente trasmessi alle Camere, ai fini dell’espressione dei pareri da parte delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per le conseguenze di carattere finanziario, che sono resi entro il termine di trenta giorni dalla data di trasmissione, decorso il quale i decreti sono emanati anche in mancanza dei pareri. Qualora detto termine venga a scadere nei trenta giorni antecedenti allo spirare del termine previsto dal comma 1 o successivamente, la scadenza di quest’ultimo è prorogata di sessanta giorni.
3. Nell’esercizio della delega di cui al comma 1, il Governo si attiene ai seguenti princìpi e criteri direttivi:

a) prevedere che la mediazione, finalizzata alla conciliazione, abbia per oggetto controversie su diritti disponibili, senza precludere l’accesso alla giustizia;

b) prevedere che la mediazione sia svolta da organismi professionali e indipendenti, stabilmente destinati all’erogazione del servizio di conciliazione;
c) disciplinare la mediazione, nel rispetto della normativa comunitaria, anche attraverso l’estensione delle disposizioni di cui al decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 5, e in ogni caso attraverso l’istituzione, presso il Ministero della giustizia, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, di un Registro degli organismi di conciliazione, di seguito denominato «Registro», vigilati dal medesimo Ministero, fermo restando il diritto delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura che hanno costituito organismi di conciliazione ai sensi dell’articolo 2 della legge 29 dicembre 1993, n. 580, ad ottenere l’iscrizione di tali organismi nel medesimo Registro;
d) prevedere che i requisiti per l’iscrizione nel Registro e per la sua conservazione siano stabiliti con decreto del Ministro della giustizia;
e) prevedere la possibilità, per i consigli degli ordini degli avvocati, di istituire, presso i tribunali, organismi di conciliazione che, per il loro funzionamento, si avvalgono del personale degli stessi consigli;
f) prevedere che gli organismi di conciliazione istituiti presso i tribunali siano iscritti di diritto nel Registro;
g) prevedere, per le controversie in particolari materie, la facoltà di istituire organismi di conciliazione presso i consigli degli ordini professionali;
h) prevedere che gli organismi di conciliazione di cui alla lettera g) siano iscritti di diritto nel Registro;
i) prevedere che gli organismi di conciliazione iscritti nel Registro possano svolgere il servizio di mediazione anche attraverso procedure telematiche;
l) per le controversie in particolari materie, prevedere la facoltà del conciliatore di avvalersi di esperti, iscritti nell’albo dei consulenti e dei periti presso i tribunali, i cui compensi sono previsti dai decreti legislativi attuativi della delega di cui al comma 1 anche con riferimento a quelli stabiliti per le consulenze e per le perizie giudiziali;
m) prevedere che le indennità spettanti ai conciliatori, da porre a carico delle parti, siano stabilite, anche con atto regolamentare, in misura maggiore per il caso in cui sia stata raggiunta la conciliazione tra le parti;
n) prevedere il dovere dell’avvocato di informare il cliente, prima dell’instaurazione del giudizio, della possibilità di avvalersi dell’istituto della conciliazione nonché di ricorrere agli organismi di conciliazione;

o) prevedere, a favore delle parti, forme di agevolazione di carattere fiscale, assicurando, al contempo, l’invarianza del gettito attraverso gli introiti derivanti al Ministero della giustizia, a decorrere dall’anno precedente l’introduzione della norma e successivamente con cadenza annuale, dal Fondo unico giustizia di cui all’articolo 2 del decreto-legge 16 settembre 2008, n. 143, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 novembre 2008, n. 181;

p) prevedere, nei casi in cui il provvedimento che chiude il processo corrisponda interamente al contenuto dell’accordo proposto in sede di procedimento di conciliazione, che il giudice possa escludere la ripetizione delle spese sostenute dal vincitore che ha rifiutato l’accordo successivamente alla proposta dello stesso, condannandolo altresì, e nella stessa misura, al rimborso delle spese sostenute dal soccombente, salvo quanto previsto dagli articoli 92 e 96 del codice di procedura civile, e, inoltre, che possa condannare il vincitore al pagamento di un’ulteriore somma a titolo di contributo unificato ai sensi dell’articolo 9 (L) del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115;
q) prevedere che il procedimento di conciliazione non possa avere una durata eccedente i quattro mesi;
r) prevedere, nel rispetto del codice deontologico, un regime di incompatibilità tale da garantire la neutralità, l’indipendenza e l’imparzialità del conciliatore nello svolgimento delle sue funzioni;
s) prevedere che il verbale di conciliazione abbia efficacia esecutiva per l’espropriazione forzata, per l’esecuzione in forma specifica e costituisca titolo per l’iscrizione di ipoteca giudiziale.

Art. 61.

(Disposizioni in materia di concordato)

1. All’articolo 125, secondo comma, del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, e successive modificazioni, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «In caso di presentazione di più proposte o se comunque ne sopraggiunge una nuova, prima che il giudice delegato ordini la comunicazione, il comitato dei creditori sceglie quella da sottoporre all’approvazione dei creditori; su richiesta del curatore, il giudice delegato può ordinare la comunicazione ai creditori di una o di altre proposte, tra quelle non scelte, ritenute parimenti convenienti. Si applica l’articolo 41, quarto comma».

2. All’articolo 128 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, e successive modificazioni, è aggiunto, in fine, il seguente comma:

«Quando il giudice delegato dispone il voto su più proposte di concordato ai sensi dell’articolo 125, secondo comma, terzo periodo, ultima parte, si considera approvata quella tra esse che ha conseguito il maggior numero di consensi a norma dei commi precedenti e, in caso di parità, la proposta presentata per prima».

Art. 62.

(Efficacia della trascrizione della domanda giudiziale, del pignoramento immobiliare e del sequestro conservativo sugli immobili)

1. Dopo l’articolo 2668 del codice civile, sono inseriti i seguenti:

«Art. 2668-bis. – (Durata dell’efficacia della trascrizione della domanda giudiziale). – La trascrizione della domanda giudiziale conserva il suo effetto per venti anni dalla sua data. L’effetto cessa se la trascrizione non è rinnovata prima che scada detto termine.

Per ottenere la rinnovazione si presenta al conservatore una nota in doppio originale conforme a quella della precedente trascrizione, in cui si dichiara che si intende rinnovare la trascrizione originaria.
In luogo del titolo si può presentare la nota precedente.
Il conservatore deve osservare le disposizioni dell’articolo 2664.
Se al tempo della rinnovazione gli immobili a cui si riferisce il titolo risultano dai registri delle trascrizioni passati agli eredi o aventi causa di colui contro il quale venne eseguita la formalità, la rinnovazione deve essere fatta anche nei confronti degli eredi o aventi causa e la nota deve contenere le indicazioni stabilite dall’articolo 2659, se queste risultano dai registri medesimi.

Art. 2668-ter. – (Durata dell’efficacia della trascrizione del pignoramento immobiliare e del sequestro conservativo sugli immobili). – Le disposizioni di cui all’articolo 2668-bis si applicano anche nel caso di trascrizione del pignoramento immobiliare e del sequestro conservativo sugli immobili».

Art. 63.

(Disposizioni in materia di annotazione nei pubblici registri immobiliari)

1. Dopo l’articolo 19 della legge 27 febbraio 1985, n. 52, è inserito il seguente:

«Art. 19-bis. – 1. Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 61 del codice dell’amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, le annotazioni nei pubblici registri immobiliari relative a trascrizioni, iscrizioni e annotazioni sono eseguite, a tutti gli effetti di legge, mediante l’inserimento dei dati relativi alle domande di annotazione negli archivi informatici delle conservatorie dei registri immobiliari.

2. L’archivio di cui al comma 1 contiene l’elenco delle relative annotazioni, con l’indicazione, per ciascuna di esse, della natura, della data e del numero del registro particolare delle annotazioni.
3. Le ispezioni e le certificazioni ipotecarie riportano, per ciascuna formalità, l’elenco delle relative annotazioni, con l’indicazione per ciascuna di esse della natura, della data e del numero del registro particolare delle annotazioni.
4. Le annotazioni relative a trascrizioni, iscrizioni e annotazioni cartacee non presenti negli archivi informatici delle conservatorie dei registri immobiliari sono eseguite secondo le modalità previste dall’articolo 19, secondo comma.
5. L’Agenzia del territorio provvede all’assolvimento dei nuovi compiti derivanti dall’attuazione del presente articolo con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica».

Art. 64.

(Trasferimento presso gli uffici provinciali delle sezioni staccate dei servizi di pubblicità immobiliare)

1. Le sedi delle sezioni staccate dei servizi di pubblicità immobiliare, istituite ai sensi dell’articolo 42, comma 6, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 27 marzo 1992, n. 287, possono essere trasferite presso gli uffici provinciali dell’Agenzia del territorio da cui dipendono per competenza. Con uno o più provvedimenti del direttore dell’Agenzia del territorio, di concerto con il capo del Dipartimento per gli affari di giustizia del Ministero della giustizia, sono definite le modalità di attuazione e le date di trasferimento.

2. Sono in ogni caso confermate e restano nelle loro attuali sedi le sezioni staccate operanti in città sedi circondariali di tribunale.
3. Resta ferma, per ciascuna sezione staccata, la circoscrizione territoriale stabilita con il decreto del Ministro delle finanze 29 aprile 1972, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 269 del 14 ottobre 1972.
4. Dall’applicazione delle disposizioni del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Art. 65.

(Delega al Governo in materia di atto pubblico informatico redatto dal notaio)

1. Il Governo è delegato ad adottare, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, con l’osservanza dei princìpi e dei criteri direttivi di cui al comma 5, uno o più decreti legislativi in materia di ordinamento del notariato con riferimento alle procedure informatiche e telematiche per la redazione dell’atto pubblico, l’autenticazione di scrittura privata, la tenuta dei repertori e registri e la conservazione dei documenti notarili, nonché alla rettifica di errori di trascrizioni di dati degli atti notarili.

2. I decreti legislativi di cui al comma 1, in coerenza con la normativa comunitaria, e in conformità ai princìpi e ai criteri direttivi di cui al comma 5, realizzano il necessario coordinamento, anche formale, con le altre disposizioni vigenti.
3. Gli schemi dei decreti legislativi sono adottati su proposta del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, e successivamente trasmessi al Parlamento, ai fini dell’espressione dei pareri da parte delle Commissioni competenti per materia, che sono resi entro il termine di trenta giorni dalla data di trasmissione, decorso il quale i decreti sono emanati anche in mancanza dei pareri. Qualora detto termine venga a scadere nei trenta giorni antecedenti allo spirare del termine previsto dal comma 1 o successivamente, la scadenza di quest’ultimo è prorogata di sessanta giorni.
4. Entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore dei decreti di cui al presente articolo possono essere emanati uno o più decreti correttivi ed integrativi con il rispetto del procedimento di cui al comma 3.
5. Nell’attuazione della delega il Governo si attiene ai seguenti princìpi e criteri direttivi:

a) ricorso generalizzato ai sistemi ed alle procedure informatiche, assicurando in ogni caso la certezza, sicurezza e correttezza dello svolgimento della funzione notarile, in conformità alle disposizioni di carattere generale contenute nel codice dell’amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82;

b) attribuzione al notaio della facoltà di provvedere, mediante propria certificazione, a rettificare errori od omissioni materiali di trascrizione di dati preesistenti alla redazione dell’atto, fatti salvi i diritti dei terzi.

Art. 66.

(Semplificazione delle procedure per l’accesso al notariato)

1. È soppressa la prova di preselezione informatica per l’ammissione al concorso per il conferimento dei posti di notaio.

2. Dopo la lettera b) del terzo comma dell’articolo 1 della legge 6 agosto 1926, n. 1365, è inserita la seguente:

«b-bis) non essere stati dichiarati non idonei in tre precedenti concorsi; l’espulsione del candidato dopo la dettatura dei temi equivale a dichiarazione di inidoneità».
3. Al fine dell’applicazione di quanto stabilito nel comma 2, non si tiene conto delle dichiarazioni di non idoneità rese nei concorsi banditi anteriormente alla data di entrata in vigore della presente legge.

4. Il comma 5 dell’articolo 5 del decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 166, è sostituito dal seguente:

«5. La commissione opera con tre sottocommissioni composte di cinque membri, presiedute rispettivamente dal presidente, dal vicepresidente e da uno dei magistrati di cui alla lettera c) del comma 1, scelto dal presidente».
5. All’articolo 10, comma 4, del decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 166, le parole: «due sottocommissioni» sono sostituite dalle seguenti: «tre sottocommissioni».

6. Sono abrogate le seguenti disposizioni:

a) i commi 6 e 7 dell’articolo 1 della legge 26 luglio 1995, n. 328;

b) il quarto comma dell’articolo 9 del regio decreto 14 novembre 1926, n. 1953;
c) la lettera c) del terzo comma dell’articolo 1 della legge 6 agosto 1926, n. 1365;
d) gli articoli 5-bis, 5-ter e 5-quater della legge 16 febbraio 1913, n. 89.

7. Il terzo comma dell’articolo 9 del regio decreto 14 novembre 1926, n. 1953, è sostituito dal seguente:
«Il concorso per la nomina a notaio è bandito annualmente».

Art. 67.

(Misure urgenti per il recupero di somme afferenti al bilancio della giustizia e per il contenimento e la razionalizzazione delle spese di giustizia)

1. All’articolo 36, secondo comma, del codice penale, dopo le parole: «in uno o più giornali designati dal giudice» sono aggiunte le seguenti: «e nel sito internet del Ministero della giustizia. La durata della pubblicazione nel sito è stabilita dal giudice in misura non superiore a trenta giorni. In mancanza, la durata è di quindici giorni».

2. All’articolo 535 del codice di procedura penale sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 1, le parole: «relative ai reati cui la condanna si riferisce» sono soppresse;

b) il comma 2 è abrogato.

3. Al testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 13 (L), dopo il comma 2 è inserito il seguente:
«2-bis. Per i processi dinanzi alla Corte di cassazione, oltre al contributo unificato, è dovuto un importo pari all’imposta fissa di registrazione dei provvedimenti giudiziari»;
b) al comma 2 dell’articolo 52 (L), le parole: «di un quarto» sono sostituite dalle seguenti: «di un terzo»;

c) all’articolo 73 (R) è aggiunto, in fine, il seguente comma:

«2-bis. I provvedimenti della Corte di cassazione sono esenti dall’obbligo della registrazione. (L)»;

d) alla parte II, dopo il titolo XIV è aggiunto il seguente:

«TITOLO XIV-bis

REGISTRAZIONE DEGLI ATTI GIUDIZIARI NEL PROCESSO PENALE

Art. 73-bis (L). – (Termini per la richiesta di registrazione).1. La registrazione della sentenza di condanna al risarcimento del danno prodotto da fatti costituenti reato deve essere richiesta entro cinque giorni dal passaggio in giudicato.

Art. 73-ter (L). – (Procedura per la registrazione degli atti giudiziari).1. La trasmissione della sentenza all’ufficio finanziario è curata dal funzionario addetto all’ufficio del giudice dell’esecuzione»;
e) all’articolo 205 (L) sono apportate le seguenti modificazioni:
1) la rubrica è sostituita dalla seguente: «Recupero intero, forfettizzato e per quota»;

2) i commi 1 e 2 sono sostituiti dai seguenti:

«1. Le spese del processo penale anticipate dall’erario sono recuperate nei confronti di ciascun condannato, senza vincolo di solidarietà, nella misura fissa stabilita con decreto del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, ai sensi dell’articolo 17, commi 3 e 4, della legge 23 agosto 1988, n. 400. L’ammontare degli importi può essere rideterminato ogni anno al fine di garantire l’integrale recupero delle somme anticipate dall’erario.

2. Il decreto di cui al comma 1 determina la misura del recupero con riferimento al grado di giudizio e al tipo di processo. Il giudice, in ragione della complessità delle indagini e degli atti compiuti, nella statuizione di condanna al pagamento delle spese processuali può disporre che gli importi siano aumentati sino al triplo. Sono recuperate per intero, oltre quelle previste dal comma 2-bis, le spese per la consulenza tecnica e per la perizia, le spese per la pubblicazione della sentenza penale di condanna e le spese per la demolizione di opere abusive e per la riduzione in pristino dei luoghi, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 32, comma 12, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326»;

3) sono aggiunti, in fine, i seguenti commi:
«2-quater. Gli importi di cui al comma 2-bis, nonché le spese per la consulenza tecnica e per la perizia, le spese per la pubblicazione della sentenza penale di condanna e le spese per la demolizione di opere abusive e per la riduzione in pristino dei luoghi, di cui al comma 2, sono recuperati nei confronti di ciascun condannato in misura corrispondente alla quota del debito da ciascuno dovuta in base al decreto di cui al comma 1, senza vincolo di solidarietà.

2-quinquies. Il contributo unificato e l’imposta di registro prenotati a debito per l’azione civile nel processo penale sono recuperati nei confronti di ciascun condannato al risarcimento del danno in misura corrispondente alla quota del debito da ciascuno dovuta, senza vincolo di solidarietà.
2-sexies. Gli oneri tributari relativi al sequestro conservativo di cui all’articolo 316 del codice di procedura penale sono recuperati nei confronti del condannato a carico del quale è stato disposto il sequestro conservativo»;

f) all’articolo 208 (R), il comma 1 è sostituito dal seguente:
«1. Se non diversamente stabilito in modo espresso, ai fini delle norme che seguono e di quelle cui si rinvia, l’ufficio incaricato della gestione delle attività connesse alla riscossione è così individuato:
a) per il processo civile, amministrativo, contabile e tributario è quello presso il magistrato, diverso dalla Corte di cassazione, il cui provvedimento è passato in giudicato o presso il magistrato il cui provvedimento è divenuto definitivo;

b) per il processo penale è quello presso il giudice dell’esecuzione. (L)»;

g) alla parte VII, titolo II, la rubrica è sostituita dalla seguente: «Disposizioni generali per le spese nel processo amministrativo, contabile e tributario»;

h) all’articolo 212 (R) sono apportate le seguenti modificazioni:

1) al comma 1, le parole: «o, per le spese di mantenimento, cessata l’espiazione della pena in istituto» sono soppresse;

2) al comma 2, le parole: «o dalla cessazione dell’espiazione della pena in istituto» sono soppresse;

i) il capo VI-bis del titolo II della parte VII è sostituito dal seguente titolo:

«TITOLO II-bis

DISPOSIZIONI GENERALI PER SPESE DI MANTENIMENTO IN CARCERE, SPESE PROCESSUALI, PENE PECUNIARIE, SANZIONI AMMINISTRATIVE PECUNIARIE E SANZIONI PECUNIARIE PROCESSUALI NEL PROCESSO CIVILE E PENALE

Capo I

RISCOSSIONE MEDIANTE RUOLO

Art. 227-bis (L). – (Quantificazione dell’importo dovuto).1. La quantificazione dell’importo dovuto è effettuata secondo quanto disposto dall’articolo 211. Ad essa provvede l’ufficio ovvero, a decorrere dalla data di stipula della convenzione prevista dall’articolo 1, comma 367, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e successive modificazioni, e per i crediti ivi indicati, la società Equitalia Giustizia Spa.

Art. 227-ter (L). – (Riscossione mediante ruolo).1. Entro un mese dalla data del passaggio in giudicato della sentenza o dalla data in cui è divenuto definitivo il provvedimento da cui sorge l’obbligo o, per le spese di mantenimento, cessata l’espiazione in istituto, l’ufficio ovvero, a decorrere dalla data di stipula della convenzione prevista dall’articolo 1, comma 367, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e successive modificazioni, e per i crediti ivi indicati, la società Equitalia Giustizia Spa procede all’iscrizione a ruolo.

2. L’agente della riscossione procede alla riscossione spontanea a mezzo ruolo ai sensi dell’articolo 32, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46. Si applica l’articolo 25, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602.

Art. 227-quater (L). – (Norme applicabili).1. Alle attività previste dal presente titolo si applicano gli articoli 214, 215, 216, 218, comma 2, e 220».
4. Fino all’emanazione del decreto di cui all’articolo 205 (L), comma 1, del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, come sostituito dal presente articolo, il recupero delle spese avviene secondo le norme anteriormente vigenti.

5. L’articolo 208, comma 1 (L), del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, come sostituito dal presente articolo, si applica ai procedimenti definiti dopo la data di entrata in vigore della presente legge.

6. Le disposizioni di cui all’articolo 227-ter, comma 2 (L), del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, come modificato dal presente articolo, si applicano anche ai ruoli formati tra la data di entrata in vigore del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e quella di entrata in vigore della presente legge.

7. All’articolo 1, comma 367, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all’alinea, dopo le parole: «conseguenti ai provvedimenti passati in giudicato o divenuti definitivi a decorrere dal 1º gennaio 2008» sono inserite le seguenti: «o relative al mantenimento in carcere per condanne, per le quali sia cessata l’espiazione della pena in istituto a decorrere dalla stessa data»;

b) la lettera a) è sostituita dalla seguente:

«a) acquisizione dei dati anagrafici del debitore e quantificazione del credito, nella misura stabilita dal decreto del Ministro della giustizia adottato a norma dell’articolo 205 (L) del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, e successive modificazioni»;
c) la lettera b) è sostituita dalla seguente:
«b) iscrizione a ruolo del credito»;
d) la lettera c) è abrogata.

Art. 68.

(Abrogazioni e modificazione di norme)

1. Dalla data di entrata in vigore della presente legge:

a) l’articolo 25 (L) del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, è abrogato;

b) al comma 1 dell’articolo 243 (R) del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, le parole: «e le somme relative ai diritti di cui all’articolo 25» sono soppresse;
c) l’articolo 1, comma 372, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, è abrogato.

Art. 69.

(Rimedi giustiziali contro la pubblica amministrazione)

1. All’articolo 13, primo comma, alinea, del decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 1971, n. 1199, dopo il secondo periodo è inserito il seguente: «Se ritiene che il ricorso non possa essere deciso indipendentemente dalla risoluzione di una questione di legittimità costituzionale che non risulti manifestamente infondata, sospende l’espressione del parere e, riferendo i termini e i motivi della questione, ordina alla segreteria l’immediata trasmissione degli atti alla Corte costituzionale, ai sensi e per gli effetti di cui agli articoli 23 e seguenti della legge 11 marzo 1953, n. 87, nonché la notifica del provvedimento ai soggetti ivi indicati».

2. All’articolo 14 del decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 1971, n. 1199, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al primo comma:
1) al primo periodo sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, conforme al parere del Consiglio di Stato»;

2) il secondo periodo è soppresso;

b) il secondo comma è abrogato.

Capo V

PRIVATIZZAZIONI

Art. 70.

(Patrimonio dello Stato Spa)

1. All’articolo 7, comma 10, del decreto-legge 15 aprile 2002, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 giugno 2002, n. 112, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al secondo periodo, dopo le parole: «iscrizione dei beni» sono inserite le seguenti: «e degli altri diritti costituiti a favore dello Stato»;

b) dopo il secondo periodo è inserito il seguente: «La pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze che dispone il trasferimento dei crediti dello Stato e le modalità di realizzo dei medesimi produce gli effetti indicati dal primo comma dell’articolo 1264 del codice civile».

Art. 71.

(Società pubbliche)

1. All’articolo 3 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) il comma 12 è sostituito dai seguenti:
«12. Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 1, commi 459, 460, 461, 462 e 463, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, ovvero da eventuali disposizioni speciali, gli statuti delle società non quotate, direttamente o indirettamente controllate dallo Stato ai sensi dell’articolo 2359, primo comma, numero 1), del codice civile, si adeguano alle seguenti disposizioni:
a) ridurre il numero massimo dei componenti degli organi di amministrazione a cinque se le disposizioni statutarie vigenti prevedono un numero massimo di componenti superiore a cinque, e a sette se le citate disposizioni statutarie prevedono un numero massimo di componenti superiore a sette. I compensi deliberati ai sensi dell’articolo 2389, primo comma, del codice civile sono ridotti, in sede di prima applicazione delle presenti disposizioni, del 25 per cento rispetto ai compensi precedentemente deliberati per ciascun componente dell’organo di amministrazione;

b) prevedere che al presidente possano essere attribuite deleghe operative con delibera dell’assemblea dei soci;
c) sopprimere la carica di vicepresidente eventualmente contemplata dagli statuti, ovvero prevedere che la carica stessa sia mantenuta esclusivamente quale modalità di individuazione del sostituto del presidente in caso di assenza o impedimento, senza dare titolo a compensi aggiuntivi;
d) prevedere che l’organo di amministrazione, fermo quanto previsto ai sensi della lettera b), possa delegare proprie attribuzioni a un solo componente, al quale soltanto possono essere riconosciuti compensi ai sensi dell’articolo 2389, terzo comma, del codice civile;
e) prevedere, in deroga a quanto previsto dalla lettera d), fermo quanto previsto ai sensi della lettera b), la possibilità che l’organo di amministrazione conferisca deleghe per singoli atti anche ad altri membri dell’organo stesso, a condizione che non siano previsti compensi aggiuntivi;
f) prevedere che la funzione di controllo interno riferisca all’organo di amministrazione o, fermo restando quanto previsto dal comma 12-bis, a un apposito comitato eventualmente costituito all’interno dell’organo di amministrazione;
g) prevedere il divieto di corrispondere gettoni di presenza ai componenti degli organi sociali.

12-bis. Le società di cui al comma 12 provvedono a limitare ai casi strettamente necessari la costituzione di comitati con funzioni consultive o di proposta. Per il caso di loro costituzione, in deroga a quanto previsto dal comma 12, lettera d), può essere riconosciuta a ciascuno dei componenti di tali comitati una remunerazione complessivamente non superiore al 30 per cento del compenso deliberato per la carica di componente dell’organo amministrativo»;
b) al comma 27, le parole: «o indirettamente» sono soppresse;

c) dopo il comma 27 è inserito il seguente:

«27-bis. Per le amministrazioni dello Stato restano ferme le competenze del Ministero dell’economia e delle finanze già previste dalle disposizioni vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge. In caso di costituzione di società che producono servizi di interesse generale e di assunzione di partecipazioni in tali società, le relative partecipazioni sono attribuite al Ministero dell’economia e delle finanze, che esercita i diritti dell’azionista di concerto con i Ministeri competenti per materia»;
d) dopo il comma 28 è inserito il seguente:
«28-bis. Per le amministrazioni dello Stato, l’autorizzazione di cui al comma 28 è data con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro competente per materia, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze»;
e) al comma 29, le parole: «Entro diciotto mesi» sono sostituite dalle seguenti: «Entro trentasei mesi» ed è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Per le società partecipate dallo Stato, restano ferme le disposizioni di legge in materia di alienazione di partecipazioni»;

f) dopo il comma 32 sono inseriti i seguenti:

«32-bis. Il comma 734 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, si interpreta nel senso che non può essere nominato amministratore di ente, istituzione, azienda pubblica, società a totale o parziale capitale pubblico chi, avendo ricoperto nei cinque anni precedenti incarichi analoghi, abbia registrato, per tre esercizi consecutivi, un progressivo peggioramento dei conti per ragioni riferibili a non necessitate scelte gestionali.

32-ter. Le disposizioni dei commi da 27 a 31 non si applicano per le partecipazioni in società emittenti strumenti finanziari quotati nei mercati regolamentati».

Capo VI

CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA

Art. 72.

(Clausola di salvaguardia)

1. Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano adeguano la propria legislazione ai princìpi contenuti nella presente legge nell’esercizio delle potestà loro attribuite dallo statuto di autonomia.

Allegato 1

(vedi articolo 4, comma 2)

 

Voce
__
Atto normativo
__
8 legge 23 maggio 1861, n. 33
9 legge 26 maggio 1861, n. 34
89 legge 2 marzo 1862, n. 480
98 legge 30 marzo 1862, n. 533
143 legge 3 agosto 1862, n. 741
226 legge 11 agosto 1863, n. 1397
238 legge 24 gennaio 1864, n. 1649
273 legge 26 maggio 1864, n. 1786
274 legge 26 maggio 1864, n. 1787
295 legge 13 novembre 1864, n. 2000
301 legge 27 novembre 1864, n. 2021
304 legge 11 dicembre 1864, n. 2033
350 legge 18 marzo 1865, n. 2204
413 legge 13 gennaio 1866, n. 2778
438 legge 20 giugno 1866, n. 3007
450 legge 21 luglio 1866, n. 3087
455 legge 27 maggio 1867, n. 3745
467 legge 7 luglio 1867, n. 3792
470 legge 28 luglio 1867, n. 3818
471 legge 28 luglio 1867, n. 3819
494 legge 3 novembre 1867, n. 4034
518 legge 24 maggio 1868, n. 4392
519 legge 24 maggio 1868, n. 4395
520 legge 24 maggio 1868, n. 4406
528 legge 21 giugno 1868, n. 4447
529 legge 21 giugno 1868, n. 4449
563 legge 30 agosto 1868, n. 4556
564 legge 30 agosto 1868, n. 4559
579 legge 30 dicembre 1868, n. 4768
586 legge 11 marzo 1869, n. 4940
592 legge 1º aprile 1869, n. 4985
597 legge 5 maggio 1869, n. 5049
604 legge 3 giugno 1869, n. 5113
678 legge 15 settembre 1870, n. 5868
693 legge 19 marzo 1871, n. 141
694 legge 19 marzo 1871, n. 142
695 legge 23 marzo 1871, n. 137
740 legge 22 ottobre 1871, n. 553
741 legge 14 dicembre 1871, n. 565
755 legge 25 gennaio 1872, n. 663
761 legge 11 aprile 1872, n. 775
826 legge 24 aprile 1873, n. 1344
830 legge 22 maggio 1873, n. 1375
867 legge 11 luglio 1873, n. 1503
939 legge 30 agosto 1874, n. 2063
940 legge 30 agosto 1874, n. 2064
941 legge 30 agosto 1874, n. 2065
942 legge 30 agosto 1874, n. 2066
958 legge 14 aprile 1875, n. 2441
962 legge 25 maggio 1875, n. 2501
1012 legge 17 luglio 1875, n. 2651
1034 legge 26 dicembre 1875, n 2893
1115 legge 3 maggio 1877, n. 3817
1125 legge 15 giugno 1877, n. 3880
1129 legge 20 giugno 1877, n. 3907
1161 legge 23 maggio 1878, n. 4384
1171 legge 31 maggio 1878, n. 4391
1210 legge 29 dicembre 1878, n. 4673
1213 legge 31 gennaio 1879, n. 4699
1214 legge 31 gennaio 1879, n. 4701
1219 legge 19 febbraio 1879, n. 4729
1233 legge 27 marzo 1879, n. 4789
1271 legge 20 luglio 1879, n. 5006
1288 legge 1º agosto 1879, n. 5061
1301 legge 11 gennaio 1880, n. 5224
1350 legge 14 agosto 1880, n. 5608
1389 legge 24 marzo 1881, n. 128
1417 legge 14 luglio 1881, n. 305
1425 legge 22 luglio 1881, n. 331
1481 legge 14 maggio 1882, n. 728
1494 legge 30 maggio 1882, n. 770
1568 legge 30 dicembre 1882, n. 1148
1588 legge 30 giugno 1883, n. 1428
1589 legge 30 giugno 1883, n. 1429
1590 legge 30 giugno 1883, n. 1430
1591 legge 30 giugno 1883, n. 1431
1592 legge 30 giugno 1883, n. 1444
1624 legge 2 agosto 1883, n. 1523
1634 legge 31 gennaio 1884, n. 1872
1662 legge 30 giugno 1884, n. 2450
1692 legge 4 gennaio 1885, n. 2896
1711 legge 26 aprile 1885, n. 3067
1743 legge 28 giugno 1885, n. 3186
1773 legge 24 dicembre 1885, n. 3583
1774 legge 30 dicembre 1885, n. 3590
1775 legge 1º gennaio 1886, n. 3620
1792 legge 25 marzo 1886, n. 3737
1803 legge 15 aprile 1886, n. 3795
1810 legge 30 giugno 1886, n. 3938
1816 legge 16 luglio 1886, n. 3981
1818 legge 10 agosto 1886, n. 4018
1819 legge 25 novembre 1886, n. 4165
1830 legge 30 dicembre 1886, n. 4242
1844 legge 13 febbraio 1887, n. 4319
1937 legge 10 luglio 1887, n. 4726
1978 legge 22 dicembre 1887, n. 5117
1981 legge 25 dicembre 1887, n. 5119
1987 legge 10 febbraio 1888, n. 5190
1989 legge 29 febbraio 1888, n. 5222
2017 legge 30 aprile 1888, n. 5370
2060 legge 30 giugno 1888, n. 5487
2088 legge 30 luglio 1888, n. 5597
2091 legge 29 settembre 1888, n. 5710
2109 legge 2 aprile 1889, n. 5998
2119 legge 11 aprile 1889, n. 6009
2126 legge 16 maggio 1889, n. 6071
2183 legge 11 luglio 1889, n. 6234
2186 legge 14 luglio 1889, n. 6276
2252 legge 10 aprile 1890, n. 6789
2254 legge 31 maggio 1890, n. 6873
2282 legge 16 luglio 1890, n. 7016
2287 legge 17 luglio 1890, n. 7020
2292 legge 10 agosto 1890, n. 7030
2295 legge 12 marzo 1891, n. 113
2318 legge 26 aprile 1891, n. 207
2319 legge 26 aprile 1891, n. 208
2328 legge 11 giugno 1891, n. 281
2377 legge 2 luglio 1891, n. 375
2378 legge 2 luglio 1891, n. 376
2393 legge 31 agosto 1891, n. 543
2399 legge 30 gennaio 1892, n. 15
2400 legge 31 gennaio 1892, n. 16
2407 legge 20 febbraio 1892, n. 52
2500 legge 18 giugno 1892, n. 269
2503 legge 28 giugno 1892, n. 296
2504 legge 28 giugno 1892, n. 297
2523 legge 3 luglio 1892, n. 331
2526 legge 17 ottobre 1892, n. 651
2527 legge 15 dicembre 1892, n. 710
2544 legge 29 dicembre 1892, n. 757
2660 legge 30 giugno 1893, n. 336
2697 legge 29 marzo 1894, n. 114
2748 legge 30 giugno 1894, n. 273
2787 legge 26 agosto 1894, n. 402
2850 legge 4 agosto 1895, n. 532
2871 legge 15 dicembre 1895, n. 719
2884 legge 5 marzo 1896, n. 66
2984 legge 11 agosto 1896, n. 373
2986 legge 3 ottobre 1896, n. 463
3012 legge 21 gennaio 1897, n. 35
3013 legge 28 gennaio 1897, n. 45
3098 legge 11 agosto 1897, n. 379
3109 legge 6 febbraio 1898, n. 30
3187 legge 3 agosto 1898, n. 357
3203 legge 8 gennaio 1899, n. 3
3283 legge 24 dicembre 1899, n. 466
3285 legge 24 dicembre 1899, n. 485
3331 legge 15 luglio 1900, n. 276
3354 legge 23 dicembre 1900, n. 492
3355 legge 23 dicembre 1900, n. 496
3390 legge 17 marzo 1901, n. 95
3668 legge 28 dicembre 1902, n. 548
3676 legge 12 febbraio 1903, n. 43
3701 legge 16 aprile 1903, n. 137
3776 legge 21 gennaio 1904, n. 15
3790 legge 10 marzo 1904, n. 85
3861 legge 26 giugno 1904, n. 328
3941 legge 29 settembre 1904, n. 572
3942 legge 19 dicembre 1904, n. 690
3954 legge 29 dicembre 1904, n. 679
3959 legge 22 gennaio 1905, n. 16
3987 legge 11 maggio 1905, n. 185
4277 legge 29 luglio 1906, n. 446
4278 legge 29 luglio 1906, n. 474
4279 legge 16 agosto 1906, n. 475
4281 legge 14 ottobre 1906, n. 567
4282 legge 21 ottobre 1906, n. 568
4312 legge 3 gennaio 1907, n. 3
4365 legge 30 marzo 1907, n. 115
4366 legge 4 aprile 1907, n. 134
4369 legge 4 aprile 1907, n. 188
4398 legge 30 maggio 1907, n. 272
4574 legge 19 luglio 1907, n. 565
4575 legge 19 luglio 1907, n. 579
4579 legge 19 settembre 1907, n. 686
4584 legge 22 dicembre 1907, n. 798
4686 legge 30 giugno 1908, n. 350
4778 legge 17 luglio 1908, n. 468
4782 legge 20 dicembre 1908, n. 718
4820 legge 14 marzo 1909, n. 143
4840 legge 10 giugno 1909, n. 358
4880 legge 1º luglio 1909, n. 420
4932 legge 29 luglio 1909, n. 583
4961 legge 17 marzo 1910, n. 98
5026 legge 23 giugno 1910, n. 366
5069 legge 7 luglio 1910, n. 478
5287 legge 25 giugno 1911, n. 573
5341 legge 6 luglio 1911, n. 702
5367 legge 13 luglio 1911, n. 747
5423 legge 3 marzo 1912, n. 214
5551 legge 27 giugno 1912, n. 708
5595 legge 6 luglio 1912, n. 789
5596 legge 6 luglio 1912, n. 790
5617 legge 16 dicembre 1912, n. 1312
5736 legge 12 giugno 1913, n. 606
5753 legge 19 giugno 1913, n. 639
5841 legge 11 luglio 1913, n. 958
5900 legge 21 giugno 1914, n. 567
5935 legge 14 luglio 1914, n. 685
5963 legge 4 ottobre 1914, n. 1114
6199 decreto-legge luogotenenziale 8 luglio 1915, n. 1079
6230 decreto-legge luogotenenziale 12 settembre 1915, n. 1638
6402 decreto-legge luogotenenziale 3 agosto 1916, n. 1040
7217 legge 8 settembre 1918, n. 1547
7666 decreto-legge luogotenenziale 15 giugno 1919, n. 1159
8234 regio decreto-legge 25 novembre 1919, n. 2419
8750 regio decreto-legge 7 giugno 1920, n. 860
8921 regio decreto-legge 29 ottobre 1920, n. 1602
9200 regio decreto-legge 26 aprile 1921, n. 1333
9322 legge 31 agosto 1921, n. 1487
9323 legge 31 agosto 1921, n. 1488
9461 legge 30 dicembre 1921, n. 1878
9520 regio decreto-legge 31 gennaio 1922, n. 157
9521 regio decreto-legge 31 gennaio 1922, n. 158
9526 regio decreto-legge 1º febbraio 1922, n. 162
9605 legge 6 aprile 1922, n. 471
9640 regio decreto-legge 17 aprile 1922, n. 651
9717 legge 18 giugno 1922, n. 965
9802 regio decreto-legge 10 agosto 1922, n. 1171
9807 regio decreto-legge 16 agosto 1922, n. 1172
9897 regio decreto-legge 23 novembre 1922, n. 1488
9928 regio decreto-legge 17 dicembre 1922, n. 1678
9931 regio decreto-legge 17 dicembre 1922, n. 1749
9972 regio decreto-legge 7 gennaio 1923, n. 193
10042 legge 18 febbraio 1923, n. 541
10047 legge 21 febbraio 1923, n. 281
10048 legge 22 febbraio 1923, n. 754
10049 legge 22 febbraio 1923, n. 755
10089 regio decreto-legge 11 marzo 1923, n. 782
10138 regio decreto-legge 29 marzo 1923, n. 1429
10228 regio decreto-legge 28 giugno 1923, n. 1389
10258 regio decreto-legge 12 luglio 1923, n. 1816
10270 regio decreto-legge 22 luglio 1923, n. 1720
10287 regio decreto-legge 2 settembre 1923, n. 1917
10335 regio decreto-legge 15 settembre 1923, n. 2222
10349 regio decreto-legge 24 settembre 1923, n. 2323
10389 legge 18 ottobre 1923, n. 2531
10407 regio decreto-legge 21 ottobre 1923, n. 2503
10419 regio decreto-legge 31 ottobre 1923, n. 2495
10421 regio decreto-legge 31 ottobre 1923, n. 2564
10422 regio decreto-legge 31 ottobre 1923, n. 2603
10488 regio decreto-legge 13 dicembre 1923, n. 3150
10489 regio decreto-legge 13 dicembre 1923, n. 3154
10490 regio decreto-legge 13 dicembre 1923, n. 3155
10491 regio decreto-legge 13 dicembre 1923, n. 3156
10492 regio decreto-legge 13 dicembre 1923, n. 3183
10493 regio decreto-legge 13 dicembre 1923, n. 3238
10494 regio decreto-legge 13 dicembre 1923, n. 3239
10506 legge 16 dicembre 1923, n. 2890
10507 legge 16 dicembre 1923, n. 2891
10511 legge 16 dicembre 1923, n. 2935
10523 regio decreto-legge 22 dicembre 1923, n. 3147
10629 regio decreto-legge 31 gennaio 1924, n. 490
10637 regio decreto-legge 22 febbraio 1924, n. 211
10660 legge 2 marzo 1924, n. 263
10698 regio decreto-legge 13 marzo 1924, n. 529
10699 regio decreto-legge 14 marzo 1924, n. 342
10700 regio decreto-legge 15 marzo 1924, n. 361
10739 regio decreto-legge 20 marzo 1924, n. 589
10742 regio decreto-legge 20 marzo 1924, n. 592
10766 regio decreto-legge 10 aprile 1924, n. 489
10776 regio decreto-legge 24 aprile 1924, n. 815
10985 regio decreto-legge 19 luglio 1924, n. 1324
10991 regio decreto-legge 19 luglio 1924, n. 1482
10994 regio decreto-legge 27 luglio 1924, n. 1815
11014 regio decreto-legge 15 agosto 1924, n. 1547
11040 regio decreto-legge 28 agosto 1924, n. 1546
11042 regio decreto-legge 28 agosto 1924, n. 1622
11094 regio decreto-legge 9 ottobre 1924, n. 1834
11099 regio decreto-legge 12 ottobre 1924, n. 1578
11132 regio decreto-legge 17 ottobre 1924, n. 1620
11133 regio decreto-legge 17 ottobre 1924, n. 1626
11198 regio decreto-legge 6 novembre 1924, n. 2368
11306 legge 28 dicembre 1924, n. 2360
11410 regio decreto-legge 15 febbraio 1925, n. 285
11429 regio decreto-legge 22 febbraio 1925, n. 339
11430 regio decreto-legge 22 febbraio 1925, n. 370
11452 regio decreto-legge 1º aprile 1925, n. 389
11521 regio decreto-legge 16 aprile 1925, n. 459
11532 regio decreto-legge 16 aprile 1925, n. 602
11555 regio decreto-legge 26 aprile 1925, n. 1027
11568 regio decreto-legge 3 maggio 1925, n. 840
11569 regio decreto-legge 3 maggio 1925, n. 841
11670 regio decreto-legge 24 maggio 1925, n. 851
11691 regio decreto-legge 28 maggio 1925, n. 1155
11744 legge 11 giugno 1925, n. 2400
11745 legge 11 giugno 1925, n. 2479
11746 legge 11 giugno 1925, n. 2590
11747 legge 11 giugno 1925, n. 2593
11848 legge 10 luglio 1925, n. 1511
11849 legge 10 luglio 1925, n. 1512
11850 legge 10 luglio 1925, n. 1515
11854 legge 10 luglio 1925, n. 1685
11855 legge 10 luglio 1925, n. 2098
11856 legge 10 luglio 1925, n. 2480
11918 regio decreto-legge 29 luglio 1925, n. 1428
11946 regio decreto-legge 15 agosto 1925, n. 1731
12048 regio decreto-legge 26 settembre 1925, n. 2074
12087 regio decreto-legge 15 ottobre 1925, n. 1855
12183 regio decreto-legge 15 novembre 1925, n. 2003
12184 regio decreto-legge 15 novembre 1925, n. 2004
12301 regio decreto-legge 24 dicembre 1925, n. 2276
12417 regio decreto-legge 3 gennaio 1926, n. 84
12419 regio decreto-legge 3 gennaio 1926, n. 159
12492 legge 31 gennaio 1926, n. 670
12493 legge 31 gennaio 1926, n. 684
12494 legge 31 gennaio 1926, n. 685
12495 legge 31 gennaio 1926, n. 732
12496 legge 31 gennaio 1926, n. 938
12498 legge 31 gennaio 1926, n. 961
12499 legge 31 gennaio 1926, n. 1119
12500 legge 31 gennaio 1926, n. 1120
12501 legge 31 gennaio 1926, n. 1140
12502 legge 31 gennaio 1926, n. 1151
12503 legge 31 gennaio 1926, n. 1152
12549 regio decreto-legge 7 febbraio 1926, n. 210
12579 legge 14 febbraio 1926, n. 180
12582 regio decreto-legge 21 febbraio 1926, n. 439
12583 legge 21 febbraio 1926, n. 683
12584 regio decreto-legge 2 marzo 1926, n. 323
12585 regio decreto-legge 3 marzo 1926, n. 332
12590 regio decreto-legge 4 marzo 1926, n. 429
12596 regio decreto-legge 7 marzo 1926, n. 541
12680 legge 11 aprile 1926, n. 1099
12681 legge 11 aprile 1926, n. 1138
12682 legge 11 aprile 1926, n. 1250
12689 legge 15 aprile 1926, n. 1139
12690 legge 15 aprile 1926, n. 1141
12691 legge 15 aprile 1926, n. 1142
12692 legge 15 aprile 1926, n. 1188
12693 legge 15 aprile 1926, n. 1251
12697 regio decreto-legge 2 maggio 1926, n. 770
12710 regio decreto-legge 6 maggio 1926, n. 1110
12746 regio decreto-legge 20 maggio 1926, n. 1111
12747 regio decreto-legge 20 maggio 1926, n. 1112
12873 legge 15 luglio 1926, n. 1586
12874 legge 15 luglio 1926, n. 1587
12875 legge 15 luglio 1926, n. 1588
12876 legge 15 luglio 1926, n. 1867
12880 legge 23 luglio 1926, n. 1362
12929 regio decreto-legge 20 agosto 1926, n. 1548
12945 regio decreto-legge 3 settembre 1926, n. 2307
12969 regio decreto-legge 7 ottobre 1926, n. 1717
13007 regio decreto-legge 9 novembre 1926, n. 2332
13024 regio decreto-legge 21 novembre 1926, n. 2161
13110 regio decreto-legge 12 dicembre 1926, n. 2440
13130 regio decreto-legge 19 dicembre 1926, n. 2303
13134 regio decreto-legge 19 dicembre 1926, n. 2417
13166 legge 6 gennaio 1927, n. 1629
13171 regio decreto-legge 9 gennaio 1927, n. 34
13177 regio decreto-legge 9 gennaio 1927, n. 105
13227 regio decreto-legge 6 febbraio 1927, n. 442
13263 regio decreto-legge 13 febbraio 1927, n. 281
13308 regio decreto-legge 9 marzo 1927, n. 279
13309 regio decreto-legge 10 marzo 1927, n. 291
13376 regio decreto-legge 10 aprile 1927, n. 481
13394 regio decreto-legge 14 aprile 1927, n. 567
13415 legge 14 aprile 1927, n. 784
13436 regio decreto-legge 28 aprile 1927, n. 1192
13437 regio decreto-legge 28 aprile 1927, n. 1379
13447 regio decreto-legge 8 maggio 1927, n. 1282
13449 regio decreto-legge 8 maggio 1927, n. 2849
13649 regio decreto-legge 16 giugno 1927, n. 1475
13719 regio decreto-legge 7 luglio 1927, n. 1250
13741 legge 14 luglio 1927, n. 2709
13742 legge 14 luglio 1927, n. 2853
13801 regio decreto-legge 4 settembre 1927, n. 1829
13803 regio decreto-legge 8 settembre 1927, n. 2736
13808 legge 29 settembre 1927, n. 2852
13814 regio decreto-legge 19 ottobre 1927, n. 1930
13818 regio decreto-legge 23 ottobre 1927, n. 1961
13881 regio decreto-legge 3 novembre 1927, n. 2575
13882 regio decreto-legge 3 novembre 1927, n. 2703
13883 regio decreto-legge 3 novembre 1927, n. 2735
13905 regio decreto-legge 4 dicembre 1927, n. 2843
13970 legge 18 dicembre 1927, n. 2633
13988 legge 22 dicembre 1927, n. 2402
13995 legge 22 dicembre 1927, n. 2413
14020 legge 22 dicembre 1927, n. 2596
14098 legge 5 gennaio 1928, n. 4
14103 legge 5 gennaio 1928, n. 24
14113 regio decreto-legge 5 gennaio 1928, n. 988
14114 legge 5 gennaio 1928, n. 1322
14115 legge 6 gennaio 1928, n. 1480
14116 legge 6 gennaio 1928, n. 1769
14117 legge 6 gennaio 1928, n. 1770
14118 legge 6 gennaio 1928, n. 1771
14121 legge 6 gennaio 1928, n. 1805
14122 legge 6 gennaio 1928, n. 1820
14123 legge 6 gennaio 1928, n. 1822
14124 legge 6 gennaio 1928, n. 1824
14125 legge 6 gennaio 1928, n. 1830
14126 legge 6 gennaio 1928, n. 1832
14127 legge 6 gennaio 1928, n. 3425
14303 legge 15 marzo 1928, n. 1481
14305 legge 15 marzo 1928, n. 1806
14306 legge 15 marzo 1928, n. 1831
14307 legge 15 marzo 1928, n. 1963
14308 legge 15 marzo 1928, n. 1964
14311 regio decreto-legge 18 marzo 1928, n. 526
14468 legge 7 giugno 1928, n. 1291
14587 legge 21 giugno 1928, n. 1834
14589 legge 21 giugno 1928, n. 1962
14590 legge 21 giugno 1928, n. 1965
14591 legge 21 giugno 1928, n. 1966
14629 legge 3 agosto 1928, n. 2611
14635 regio decreto-legge 10 agosto 1928, n. 2357
14642 regio decreto-legge 25 agosto 1928, n. 2028
14643 regio decreto-legge 31 agosto 1928, n. 2173
14644 regio decreto-legge 31 agosto 1928, n. 2175
14679 regio decreto-legge 11 ottobre 1928, n. 2311
14694 regio decreto-legge 8 novembre 1928, n. 2555
14722 regio decreto-legge 15 novembre 1928, n. 3442
14765 regio decreto-legge 26 novembre 1928, n. 3082
14804 legge 2 dicembre 1928, n. 2679
14823 legge 2 dicembre 1928, n. 3039
14824 legge 2 dicembre 1928, n. 3115
14846 regio decreto-legge 6 dicembre 1928, n. 2864
14878 regio decreto-legge 6 dicembre 1928, n. 3394
14879 regio decreto-legge 6 dicembre 1928, n. 3395
14893 regio decreto-legge 9 dicembre 1928, n. 3302
14894 regio decreto-legge 9 dicembre 1928, n. 3303
14897 legge 9 dicembre 1928, n. 3453
14955 legge 20 dicembre 1928, n. 3206
14994 legge 24 dicembre 1928, n. 3344
14995 legge 24 dicembre 1928, n. 3436
14996 legge 24 dicembre 1928, n. 3438
14997 legge 24 dicembre 1928, n. 3477
14998 legge 24 dicembre 1928, n. 3480
14999 legge 24 dicembre 1928, n. 3481
15000 legge 24 dicembre 1928, n. 3488
15001 legge 24 dicembre 1928, n. 3489
15002 legge 24 dicembre 1928, n. 3500
15003 legge 24 dicembre 1928, n. 3501
15004 regio decreto-legge 24 dicembre 1928, n. 3505
15005 legge 24 dicembre 1928, n. 3513
15006 legge 24 dicembre 1928, n. 3514
15033 legge 31 dicembre 1928, n. 3149
15039 legge 31 dicembre 1928, n. 3345
15040 legge 31 dicembre 1928, n. 3382
15041 legge 31 dicembre 1928, n. 3422
15042 legge 31 dicembre 1928, n. 3426
15043 regio decreto-legge 31 dicembre 1928, n. 3427
15046 legge 31 dicembre 1928, n. 3435
15047 legge 31 dicembre 1928, n. 3437
15048 legge 31 dicembre 1928, n. 3482
15049 legge 31 dicembre 1928, n. 3490
15051 legge 31 dicembre 1928, n. 3502
15052 legge 31 dicembre 1928, n. 3503
15053 legge 31 dicembre 1928, n. 3515
15087 legge 6 gennaio 1929, n. 466
15144 regio decreto-legge 28 gennaio 1929, n. 182
15147 regio decreto-legge 31 gennaio 1929, n. 154
15150 regio decreto-legge 31 gennaio 1929, n. 291
15151 regio decreto-legge 31 gennaio 1929, n. 372
15152 regio decreto-legge 31 gennaio 1929, n. 872
15155 legge 4 febbraio 1929, n. 357
15209 regio decreto-legge 9 maggio 1929, n. 937
15225 regio decreto-legge 12 giugno 1929, n. 935
15267 regio decreto-legge 17 giugno 1929, n. 1254
15291 legge 24 giugno 1929, n. 1154
15309 legge 27 giugno 1929, n. 1033
15379 legge 8 luglio 1929, n. 1220
15401 legge 8 luglio 1929, n. 1300
15413 legge 8 luglio 1929, n. 1418
15420 legge 8 luglio 1929, n. 1465
15422 legge 8 luglio 1929, n. 1484
15429 legge 11 luglio 1929, n. 1481
15431 legge 19 luglio 1929, n. 1374
15436 legge 19 luglio 1929, n. 1480
15437 legge 19 luglio 1929, n. 1482
15438 legge 19 luglio 1929, n. 1575
15439 legge 19 luglio 1929, n. 1617
15440 legge 19 luglio 1929, n. 1618
15441 regio decreto-legge 19 luglio 1929, n. 1634
15442 legge 19 luglio 1929, n. 1637
15443 regio decreto-legge 26 luglio 1929, n. 1311
15484 regio decreto-legge 28 settembre 1929, n. 1757
15509 regio decreto-legge 10 ottobre 1929, n. 1982
15541 regio decreto-legge 3 dicembre 1929, n. 2037
15544 regio decreto-legge 13 dicembre 1929, n. 2409
15602 regio decreto-legge 13 gennaio 1930, n. 91
15603 regio decreto-legge 13 gennaio 1930, n. 126
15608 legge 16 gennaio 1930, n. 156
15609 legge 16 gennaio 1930, n. 157
15613 legge 20 gennaio 1930, n. 214
15614 legge 27 gennaio 1930, n. 415
15678 legge 20 marzo 1930, n. 521
15761 legge 26 aprile 1930, n. 1076
15822 legge 29 maggio 1930, n. 879
15823 legge 29 maggio 1930, n. 1180
15855 legge 9 giugno 1930, n. 1006
15857 legge 9 giugno 1930, n. 1134
15858 legge 9 giugno 1930, n. 1135
15859 legge 9 giugno 1930, n. 1418
15870 legge 12 giugno 1930, n. 832
15885 legge 20 giugno 1930, n. 1181
15890 regio decreto-legge 23 giugno 1930, n. 1425
15891 legge 24 giugno 1930, n. 823
15956 legge 18 luglio 1930, n. 1244
15965 regio decreto-legge 28 luglio 1930, n. 1091
15973 legge 8 agosto 1930, n. 1419
15976 regio decreto-legge 15 agosto 1930, n. 1331
15997 regio decreto-legge 17 ottobre 1930, n. 1413
16006 regio decreto-legge 23 ottobre 1930, n. 1572
16007 regio decreto-legge 23 ottobre 1930, n. 1573
16010 regio decreto-legge 23 ottobre 1930, n. 1656
16197 legge 8 gennaio 1931, n. 84
16200 legge 8 gennaio 1931, n. 140
16201 legge 8 gennaio 1931, n. 144
16202 legge 8 gennaio 1931, n. 145
16203 legge 8 gennaio 1931, n. 153
16204 legge 8 gennaio 1931, n. 203
16205 regio decreto-legge 8 gennaio 1931, n. 221
16206 legge 8 gennaio 1931, n. 330
16207 legge 8 gennaio 1931, n. 380
16209 regio decreto-legge 13 gennaio 1931, n. 24
16210 regio decreto-legge 13 gennaio 1931, n. 25
16248 regio decreto-legge 26 febbraio 1931, n. 443
16256 legge 5 marzo 1931, n. 451
16316 legge 9 aprile 1931, n. 351
16347 legge 9 aprile 1931, n. 510
16359 legge 17 aprile 1931, n. 517
16389 legge 4 maggio 1931, n. 655
16402 legge 15 maggio 1931, n. 861
16436 legge 1º giugno 1931, n. 928
16437 legge 1º giugno 1931, n. 989
16438 legge 1º giugno 1931, n. 990
16456 legge 12 giugno 1931, n. 774
16460 legge 12 giugno 1931, n. 824
16461 legge 12 giugno 1931, n. 825
16469 legge 12 giugno 1931, n. 988
16512 legge 18 giugno 1931, n. 1032
16525 regio decreto-legge 25 giugno 1931, n. 1014
16542 regio decreto-legge 17 luglio 1931, n. 1086
16548 regio decreto-legge 24 luglio 1931, n. 974
16549 regio decreto-legge 24 luglio 1931, n. 975
16559 regio decreto-legge 29 luglio 1931, n. 1163
16560 regio decreto-legge 29 luglio 1931, n. 1193
16561 legge 29 luglio 1931, n. 1208
16576 regio decreto-legge 26 agosto 1931, n. 1053
16654 regio decreto-legge 30 novembre 1931, n. 1612
16753 legge 30 dicembre 1931, n. 1576
16769 regio decreto-legge 2 gennaio 1932, n. 1
16779 legge 7 gennaio 1932, n. 45
16780 legge 7 gennaio 1932, n. 66
16781 legge 7 gennaio 1932, n. 71
16782 legge 7 gennaio 1932, n. 72
16785 legge 7 gennaio 1932, n. 117
16786 legge 7 gennaio 1932, n. 136
16787 legge 7 gennaio 1932, n. 140
16788 legge 7 gennaio 1932, n. 146
16831 regio decreto-legge 25 gennaio 1932, n. 199
16832 regio decreto-legge 25 gennaio 1932, n. 266
16833 regio decreto-legge 25 gennaio 1932, n. 267
16847 regio decreto-legge 18 febbraio 1932, n. 193
16855 regio decreto-legge 25 febbraio 1932, n. 970
16877 regio decreto-legge 19 marzo 1932, n. 197
16878 regio decreto-legge 19 marzo 1932, n. 198
16879 regio decreto-legge 19 marzo 1932, n. 242
16880 regio decreto-legge 19 marzo 1932, n. 369
16881 regio decreto-legge 19 marzo 1932, n. 816
16923 regio decreto-legge 31 marzo 1932, n. 295
16925 legge 31 marzo 1932, n. 325
16937 legge 31 marzo 1932, n. 474
16938 legge 31 marzo 1932, n. 475
16939 legge 31 marzo 1932, n. 509
16940 legge 31 marzo 1932, n. 552
16941 legge 31 marzo 1932, n. 718
16950 regio decreto-legge 14 aprile 1932, n. 379
16965 regio decreto-legge 19 maggio 1932, n. 523
16980 legge 20 maggio 1932, n. 899
17014 regio decreto-legge 26 maggio 1932, n. 782
17016 legge 26 maggio 1932, n. 850
17027 legge 3 giugno 1932, n. 682
17028 legge 3 giugno 1932, n. 683
17029 legge 3 giugno 1932, n. 851
17031 legge 3 giugno 1932, n. 878
17032 legge 3 giugno 1932, n. 879
17033 legge 3 giugno 1932, n. 890
17034 legge 3 giugno 1932, n. 967
17035 legge 3 giugno 1932, n. 972
17036 legge 3 giugno 1932, n. 977
17087 legge 16 giugno 1932, n. 924
17091 legge 16 giugno 1932, n. 1178
17096 regio decreto-legge 18 giugno 1932, n. 862
17097 regio decreto-legge 23 giugno 1932, n. 817
17100 regio decreto-legge 23 giugno 1932, n. 948
17101 legge 23 giugno 1932, n. 964
17107 regio decreto-legge 14 luglio 1932, n. 818
17113 regio decreto-legge 22 luglio 1932, n. 928
17115 regio decreto-legge 22 luglio 1932, n. 971
17132 regio decreto-legge 25 agosto 1932, n. 1030
17133 regio decreto-legge 25 agosto 1932, n. 1130
17144 regio decreto-legge 16 settembre 1932, n. 1236
17178 regio decreto-legge 27 ottobre 1932, n. 1470
17192 regio decreto-legge 17 novembre 1932, n. 1474
17240 regio decreto-legge 20 dicembre 1932, n. 1903
17248 regio decreto-legge 21 dicembre 1932, n. 1632
17317 legge 22 dicembre 1932, n. 1938
17318 legge 22 dicembre 1932, n. 1939
17319 legge 22 dicembre 1932, n. 1940
17320 legge 22 dicembre 1932, n. 1941
17321 legge 22 dicembre 1932, n. 1942
17322 legge 22 dicembre 1932, n. 1943
17323 legge 22 dicembre 1932, n. 1944
17324 legge 22 dicembre 1932, n. 1947
17325 legge 22 dicembre 1932, n. 1948
17326 legge 22 dicembre 1932, n. 1949
17327 legge 22 dicembre 1932, n. 1950
17328 legge 22 dicembre 1932, n. 1951
17329 legge 22 dicembre 1932, n. 1952
17374 legge 9 gennaio 1933, n. 19
17376 legge 9 gennaio 1933, n. 28
17377 legge 9 gennaio 1933, n. 41
17382 legge 16 gennaio 1933, n. 53
17383 legge 16 gennaio 1933, n. 97
17398 regio decreto-legge 26 gennaio 1933, n. 64
17405 legge 6 febbraio 1933, n. 125
17409 legge 16 febbraio 1933, n. 49
17501 legge 10 aprile 1933, n. 398
17502 legge 10 aprile 1933, n. 408
17503 legge 10 aprile 1933, n. 413
17504 legge 10 aprile 1933, n. 414
17516 legge 13 aprile 1933, n. 485
17520 legge 13 aprile 1933, n. 619
17563 regio decreto-legge 30 maggio 1933, n. 598
17565 regio decreto-legge 1º giugno 1933, n. 563
17569 regio decreto-legge 1º giugno 1933, n. 620
17626 legge 15 giugno 1933, n. 743
17633 legge 15 giugno 1933, n. 789
17634 legge 15 giugno 1933, n. 790
17657 regio decreto-legge 27 giugno 1933, n. 931
17664 regio decreto-legge 29 giugno 1933, n. 890
17670 regio decreto-legge 29 giugno 1933, n. 953
17706 regio decreto-legge 29 luglio 1933, n. 1051
17723 regio decreto-legge 24 agosto 1933, n. 1122
17747 regio decreto-legge 21 settembre 1933, n. 1439
17820 regio decreto-legge 30 novembre 1933, n. 1771
17823 regio decreto-legge 4 dicembre 1933, n. 1772
17828 regio decreto-legge 4 dicembre 1933, n. 2417
17835 regio decreto-legge 11 dicembre 1933, n. 1671
17849 legge 14 dicembre 1933, n. 1738
17852 regio decreto-legge 14 dicembre 1933, n. 1745
17936 legge 4 gennaio 1934, n. 73
17937 legge 4 gennaio 1934, n. 77
17938 legge 4 gennaio 1934, n. 78
17939 legge 4 gennaio 1934, n. 79
17959 regio decreto-legge 11 gennaio 1934, n. 23
17960 regio decreto-legge 11 gennaio 1934, n. 24
17994 regio decreto-legge 11 gennaio 1934, n. 669
18007 legge 15 gennaio 1934, n. 145
18064 legge 22 gennaio 1934, n. 213
18123 legge 29 gennaio 1934, n. 235
18128 legge 29 gennaio 1934, n. 303
18172 regio decreto-legge 12 febbraio 1934, n. 485
18193 legge 1º marzo 1934, n. 639
18198 regio decreto-legge 5 marzo 1934, n. 374
18202 regio decreto-legge 5 marzo 1934, n. 728
18226 regio decreto-legge 22 marzo 1934, n. 646
18237 regio decreto-legge 16 aprile 1934, n. 588
18240 regio decreto-legge 16 aprile 1934, n. 670
18246 regio decreto-legge 16 aprile 1934, n. 784
18381 legge 14 giugno 1934, n. 1160
18384 legge 14 giugno 1934, n. 1196
18385 legge 14 giugno 1934, n. 1217
18386 legge 14 giugno 1934, n. 1218
18387 legge 14 giugno 1934, n. 1221
18389 legge 14 giugno 1934, n. 1247
18390 legge 14 giugno 1934, n. 1248
18392 legge 14 giugno 1934, n. 1250
18396 legge 14 giugno 1934, n. 1267
18398 legge 14 giugno 1934, n. 1269
18419 regio decreto-legge 5 luglio 1934, n. 1071
18420 regio decreto-legge 5 luglio 1934, n. 1072
18449 regio decreto-legge 5 luglio 1934, n. 1234
18494 regio decreto-legge 17 agosto 1934, n. 1505
18512 regio decreto-legge 28 settembre 1934, n. 1534
18519 regio decreto-legge 28 settembre 1934, n. 1626
18537 regio decreto-legge 28 settembre 1934, n. 1700
18539 regio decreto-legge 28 settembre 1934, n. 1703
18592 regio decreto-legge 19 ottobre 1934, n. 1818
18610 regio decreto-legge 3 dicembre 1934, n. 1946
18611 regio decreto-legge 3 dicembre 1934, n. 1947
18644 legge 13 dicembre 1934, n. 2058
18723 regio decreto-legge 17 gennaio 1935, n. 9
18767 regio decreto-legge 24 gennaio 1935, n. 46
18783 regio decreto-legge 25 febbraio 1935, n. 273
18785 regio decreto-legge 25 febbraio 1935, n. 323
18865 regio decreto-legge 1º aprile 1935, n. 407
18866 regio decreto-legge 1º aprile 1935, n. 409
18927 legge 4 aprile 1935, n. 769
18942 legge 4 aprile 1935, n. 865
18944 legge 4 aprile 1935, n. 880
18945 legge 4 aprile 1935, n. 883
18951 legge 4 aprile 1935, n. 913
18958 legge 4 aprile 1935, n. 1107
18959 legge 4 aprile 1935, n. 1108
18992 legge 8 aprile 1935, n. 886
18998 legge 8 aprile 1935, n. 945
19001 legge 8 aprile 1935, n. 993
19005 legge 8 aprile 1935, n. 1109
19041 legge 11 aprile 1935, n. 946
19042 legge 11 aprile 1935, n. 996
19043 legge 11 aprile 1935, n. 997
19083 regio decreto-legge 6 maggio 1935, n. 590
19084 regio decreto-legge 6 maggio 1935, n. 607
19085 regio decreto-legge 6 maggio 1935, n. 608
19086 regio decreto-legge 6 maggio 1935, n. 609
19136 legge 23 maggio 1935, n. 1111
19175 legge 3 giugno 1935, n. 1209
19176 legge 3 giugno 1935, n. 1210
19177 legge 3 giugno 1935, n. 1211
19178 legge 3 giugno 1935, n. 1235
19180 legge 3 giugno 1935, n. 1384
19229 legge 13 giugno 1935, n. 1186
19230 legge 13 giugno 1935, n. 1187
19273 legge 13 giugno 1935, n. 1396
19278 legge 13 giugno 1935, n. 1431
19306 regio decreto-legge 20 giugno 1935, n. 1432
19335 regio decreto-legge 27 giugno 1935, n. 1445
19356 regio decreto-legge 13 agosto 1935, n. 1579
19369 regio decreto-legge 19 settembre 1935, n. 1716
19370 regio decreto-legge 19 settembre 1935, n. 1729
19372 regio decreto-legge 19 settembre 1935, n. 1782
19374 regio decreto-legge 19 settembre 1935, n. 1832
19416 regio decreto-legge 4 ottobre 1935, n. 1817
19584 legge 23 dicembre 1935, n. 2416
19585 legge 23 dicembre 1935, n. 2434
19652 regio decreto-legge 6 gennaio 1936, n. 10
19653 regio decreto-legge 6 gennaio 1936, n. 14
19654 regio decreto-legge 6 gennaio 1936, n. 15
19655 regio decreto-legge 6 gennaio 1936, n. 20
19666 legge 6 gennaio 1936, n. 100
19671 legge 6 gennaio 1936, n. 115
19672 legge 6 gennaio 1936, n. 131
19673 legge 6 gennaio 1936, n. 137
19674 legge 6 gennaio 1936, n. 138
19675 legge 6 gennaio 1936, n. 139
19677 legge 6 gennaio 1936, n. 146
19904 legge 19 marzo 1936, n. 515
19925 legge 26 marzo 1936, n. 572
19932 legge 26 marzo 1936, n. 604
19933 legge 26 marzo 1936, n. 605
19947 legge 30 marzo 1936, n. 582
19959 legge 2 aprile 1936, n. 585
19960 legge 2 aprile 1936, n. 598
19961 legge 2 aprile 1936, n. 599
20027 regio decreto-legge 14 aprile 1936, n. 855
20072 regio decreto-legge 23 aprile 1936, n. 860
20084 regio decreto-legge 30 aprile 1936, n. 873
20286 regio decreto-legge 9 giugno 1936, n. 1146
20315 regio decreto-legge 2 luglio 1936, n. 1460
20322 regio decreto-legge 9 luglio 1936, n. 1461
20325 regio decreto-legge 9 luglio 1936, n. 1467
20363 regio decreto-legge 24 luglio 1936, n. 1607
20377 regio decreto-legge 7 agosto 1936, n. 1694
20398 regio decreto-legge 17 settembre 1936, n. 1812
20399 regio decreto-legge 17 settembre 1936, n. 1814
20401 regio decreto-legge 17 settembre 1936, n. 1821
20405 regio decreto-legge 17 settembre 1936, n. 1830
20407 regio decreto-legge 17 settembre 1936, n. 1833
20447 regio decreto-legge 15 ottobre 1936, n. 1947
20448 regio decreto-legge 15 ottobre 1936, n. 1948
20449 regio decreto-legge 15 ottobre 1936, n. 1952
20450 regio decreto-legge 15 ottobre 1936, n. 1954
20468 regio decreto-legge 29 ottobre 1936, n. 2096
20483 regio decreto-legge 15 novembre 1936, n. 1953
20485 regio decreto-legge 19 novembre 1936, n. 2153
20505 regio decreto-legge 15 dicembre 1936, n. 2218
20506 regio decreto-legge 15 dicembre 1936, n. 2219
20509 regio decreto-legge 15 dicembre 1936, n. 2275
20510 regio decreto-legge 15 dicembre 1936, n. 2285
20511 regio decreto-legge 15 dicembre 1936, n. 2390
20543 legge 26 dicembre 1936, n. 2354
20545 legge 26 dicembre 1936, n. 2356
20548 legge 26 dicembre 1936, n. 2376
20551 legge 26 dicembre 1936, n. 2379
20552 legge 26 dicembre 1936, n. 2387
20613 legge 4 gennaio 1937, n. 34
20621 legge 4 gennaio 1937, n. 49
20623 legge 4 gennaio 1937, n. 52
20624 legge 4 gennaio 1937, n. 53
20629 legge 4 gennaio 1937, n. 98
20630 legge 4 gennaio 1937, n. 103
20631 legge 4 gennaio 1937, n. 104
20632 legge 4 gennaio 1937, n. 105
20634 legge 4 gennaio 1937, n. 110
20635 legge 4 gennaio 1937, n. 111
20637 legge 4 gennaio 1937, n. 113
20641 legge 4 gennaio 1937, n. 123
20642 legge 4 gennaio 1937, n. 132
20709 regio decreto-legge 14 gennaio 1937, n. 196
20713 regio decreto-legge 14 gennaio 1937, n. 271
20714 regio decreto-legge 14 gennaio 1937, n. 287
20715 regio decreto-legge 14 gennaio 1937, n. 288
20726 regio decreto-legge 18 gennaio 1937, n. 41
20842 regio decreto-legge 18 febbraio 1937, n. 291
20844 regio decreto-legge 18 febbraio 1937, n. 338
20867 legge 23 marzo 1937, n. 608
20868 legge 23 marzo 1937, n. 609
20869 legge 23 marzo 1937, n. 610
20870 legge 23 marzo 1937, n. 617
20871 legge 23 marzo 1937, n. 618
20875 legge 23 marzo 1937, n. 638
20876 legge 23 marzo 1937, n. 766
20969 regio decreto-legge 19 aprile 1937, n. 562
20973 regio decreto-legge 19 aprile 1937, n. 720
20974 regio decreto-legge 19 aprile 1937, n. 721
20976 regio decreto-legge 19 aprile 1937, n. 726
20978 regio decreto-legge 19 aprile 1937, n. 729
20979 regio decreto-legge 19 aprile 1937, n. 737
20980 regio decreto-legge 19 aprile 1937, n. 755
20981 regio decreto-legge 19 aprile 1937, n. 769
20982 regio decreto-legge 19 aprile 1937, n. 784
20983 regio decreto-legge 19 aprile 1937, n. 819
20984 regio decreto-legge 19 aprile 1937, n. 828
20985 regio decreto-legge 19 aprile 1937, n. 831
20986 regio decreto-legge 19 aprile 1937, n. 840
20988 regio decreto-legge 19 aprile 1937, n. 1077
21082 legge 3 giugno 1937, n. 972
21153 legge 10 giugno 1937, n. 1028
21155 legge 10 giugno 1937, n. 1042
21158 legge 10 giugno 1937, n. 1055
21170 legge 10 giugno 1937, n. 1218
21171 legge 10 giugno 1937, n. 1219
21203 regio decreto-legge 16 giugno 1937, n. 1167
21249 regio decreto-legge 1º luglio 1937, n. 1275
21250 regio decreto-legge 1º luglio 1937, n. 1276
21251 regio decreto-legge 1º luglio 1937, n. 1289
21254 regio decreto-legge 1º luglio 1937, n. 1333
21262 regio decreto-legge 8 luglio 1937, n. 1310
21402 regio decreto-legge 27 ottobre 1937, n. 1988
21405 regio decreto-legge 27 ottobre 1937, n. 2005
21406 regio decreto-legge 27 ottobre 1937, n. 2006
21407 regio decreto-legge 27 ottobre 1937, n. 2007
21408 regio decreto-legge 27 ottobre 1937, n. 2008
21416 regio decreto-legge 27 ottobre 1937, n. 2060
21417 regio decreto-legge 27 ottobre 1937, n. 2067
21421 regio decreto-legge 27 ottobre 1937, n. 2190
21433 regio decreto-legge 5 novembre 1937, n. 2043
21529 legge 23 dicembre 1937, n. 2386
21542 legge 23 dicembre 1937, n. 2424
21545 legge 23 dicembre 1937, n. 2462
21549 legge 23 dicembre 1937, n. 2493
21551 legge 23 dicembre 1937, n. 2502
21552 legge 23 dicembre 1937, n. 2503
21553 legge 23 dicembre 1937, n. 2511
21554 legge 23 dicembre 1937, n. 2512
21556 legge 23 dicembre 1937, n. 2521
21557 legge 23 dicembre 1937, n. 2522
21559 legge 23 dicembre 1937, n. 2526
21560 legge 23 dicembre 1937, n. 2527
21561 legge 23 dicembre 1937, n. 2528
21576 legge 23 dicembre 1937, n. 2595
21577 legge 23 dicembre 1937, n. 2606
21585 legge 23 dicembre 1937, n. 2648
21706 legge 17 gennaio 1938, n. 87
21707 legge 17 gennaio 1938, n. 94
21710 legge 17 gennaio 1938, n. 99
21777 regio decreto-legge 24 febbraio 1938, n. 232
21779 regio decreto-legge 24 febbraio 1938, n. 241
21781 regio decreto-legge 24 febbraio 1938, n. 257
21786 regio decreto-legge 24 febbraio 1938, n. 459
21846 regio decreto-legge 15 marzo 1938, n. 520
21847 regio decreto-legge 15 marzo 1938, n. 529
21848 regio decreto-legge 15 marzo 1938, n. 530
21849 regio decreto-legge 15 marzo 1938, n. 536
21850 regio decreto-legge 15 marzo 1938, n. 566
21851 regio decreto-legge 15 marzo 1938, n. 567
21852 regio decreto-legge 15 marzo 1938, n. 572
21853 regio decreto-legge 15 marzo 1938, n. 573
21854 regio decreto-legge 15 marzo 1938, n. 587
21855 regio decreto-legge 15 marzo 1938, n. 588
21856 regio decreto-legge 15 marzo 1938, n. 589
21857 regio decreto-legge 15 marzo 1938, n. 604
21858 regio decreto-legge 15 marzo 1938, n. 615
21859 regio decreto-legge 15 marzo 1938, n. 663
21860 regio decreto-legge 15 marzo 1938, n. 760
21894 legge 7 aprile 1938, n. 411
21924 legge 11 aprile 1938, n. 421
21925 legge 11 aprile 1938, n. 422
21926 legge 11 aprile 1938, n. 436
21927 legge 11 aprile 1938, n. 437
21928 legge 11 aprile 1938, n. 438
21929 legge 11 aprile 1938, n. 439
21930 legge 11 aprile 1938, n. 448
22082 regio decreto-legge 19 maggio 1938, n. 953
22083 regio decreto-legge 19 maggio 1938, n. 983
22087 regio decreto-legge 19 maggio 1938, n. 1208
22177 legge 16 giugno 1938, n. 1050
22178 legge 16 giugno 1938, n. 1051
22182 legge 16 giugno 1938, n. 1059
22204 legge 16 giugno 1938, n. 1145
22210 regio decreto-legge 16 giugno 1938, n. 1160
22211 regio decreto-legge 16 giugno 1938, n. 1167
22226 legge 16 giugno 1938, n. 1241
22271 regio decreto-legge 15 luglio 1938, n. 1304
22380 regio decreto-legge 9 settembre 1938, n. 1571
22381 regio decreto-legge 9 settembre 1938, n. 1576
22382 regio decreto-legge 9 settembre 1938, n. 1578
22383 regio decreto-legge 9 settembre 1938, n. 1581
22384 regio decreto-legge 9 settembre 1938, n. 1582
22385 regio decreto-legge 9 settembre 1938, n. 1597
22388 regio decreto-legge 9 settembre 1938, n. 1629
22389 regio decreto-legge 9 settembre 1938, n. 1676
22409 regio decreto-legge 23 settembre 1938, n. 2051
22418 regio decreto-legge 14 ottobre 1938, n. 1821
22433 regio decreto-legge 11 novembre 1938, n. 1876
22437 regio decreto-legge 11 novembre 1938, n. 1944
22438 regio decreto-legge 11 novembre 1938, n. 1989
22439 regio decreto-legge 11 novembre 1938, n. 1995
22440 regio decreto-legge 11 novembre 1938, n. 2160
22678 legge 5 gennaio 1939, n. 139
22690 legge 5 gennaio 1939, n. 176
22694 legge 5 gennaio 1939, n. 180
22696 legge 5 gennaio 1939, n. 182
22697 legge 5 gennaio 1939, n. 183
22698 legge 5 gennaio 1939, n. 184
22700 legge 5 gennaio 1939, n. 186
22701 legge 5 gennaio 1939, n. 187
22703 legge 5 gennaio 1939, n. 192
22704 legge 5 gennaio 1939, n. 193
22705 legge 5 gennaio 1939, n. 196
22707 legge 5 gennaio 1939, n. 228
22708 legge 5 gennaio 1939, n. 229
22709 legge 5 gennaio 1939, n. 230
22710 legge 5 gennaio 1939, n. 231
22711 legge 5 gennaio 1939, n. 232
22712 legge 5 gennaio 1939, n. 233
22713 legge 5 gennaio 1939, n. 234
22714 legge 5 gennaio 1939, n. 235
22715 legge 5 gennaio 1939, n. 236
22716 legge 5 gennaio 1939, n. 237
22717 legge 5 gennaio 1939, n. 238
22719 legge 5 gennaio 1939, n. 240
22720 legge 5 gennaio 1939, n. 241
22721 legge 5 gennaio 1939, n. 242
22722 legge 5 gennaio 1939, n. 243
22725 legge 5 gennaio 1939, n. 246
22726 legge 5 gennaio 1939, n. 247
22734 regio decreto-legge 5 gennaio 1939, n. 304
22739 legge 5 gennaio 1939, n. 359
23014 legge 15 maggio 1939, n. 821
23015 legge 15 maggio 1939, n. 822
23018 legge 15 maggio 1939, n. 833
23021 legge 15 maggio 1939, n. 853
23022 legge 15 maggio 1939, n. 854
23023 legge 15 maggio 1939, n. 932
23024 legge 15 maggio 1939, n. 953
23026 legge 15 maggio 1939, n. 984
23108 legge 6 giugno 1939, n. 1046
23109 legge 6 giugno 1939, n. 1047
23113 legge 6 giugno 1939, n. 1137
23114 legge 6 giugno 1939, n. 1143
23180 legge 6 luglio 1939, n. 1066
23183 legge 6 luglio 1939, n. 1214
23222 legge 13 luglio 1939, n. 1330
23223 legge 13 luglio 1939, n. 1335
23376 legge 30 novembre 1939, n. 2036
23377 legge 30 novembre 1939, n. 2037
23381 legge 30 novembre 1939, n. 2113
23382 legge 30 novembre 1939, n. 2122
23383 legge 30 novembre 1939, n. 2124
23385 legge 30 novembre 1939, n. 2137
23386 legge 30 novembre 1939, n. 2178
23487 legge 20 marzo 1940, n. 447
23520 legge 29 marzo 1940, n. 446
23523 legge 29 marzo 1940, n. 466
23526 legge 29 marzo 1940, n. 1104
23632 legge 16 maggio 1940, n. 636
23670 legge 23 maggio 1940, n. 755
23671 legge 23 maggio 1940, n. 786
23673 legge 23 maggio 1940, n. 861
23703 legge 30 maggio 1940, n. 835
23757 legge 14 giugno 1940, n. 1024
23785 legge 21 giugno 1940, n. 1052
23788 legge 21 giugno 1940, n. 1147
23858 legge 6 luglio 1940, n. 1168
23907 legge 13 agosto 1940, n. 1348
24013 legge 21 ottobre 1940, n. 1520
24066 legge 25 novembre 1940, n. 2007
24111 legge 13 gennaio 1941, n. 19
24199 legge 24 febbraio 1941, n. 189
24333 legge 27 giugno 1941, n. 915
24334 legge 27 giugno 1941, n. 916
24384 legge 11 luglio 1941, n. 928
24427 legge 25 luglio 1941, n. 938
24544 legge 20 novembre 1941, n. 1433
24545 legge 20 novembre 1941, n. 1485
24546 legge 20 novembre 1941, n. 1489
24693 legge 26 gennaio 1942, n. 57
24810 legge 30 marzo 1942, n. 437
24811 legge 30 marzo 1942, n. 438
24853 legge 7 maggio 1942, n. 853
24948 legge 21 giugno 1942, n. 891
24949 legge 21 giugno 1942, n. 892
24951 legge 21 giugno 1942, n. 900
24953 legge 21 giugno 1942, n. 955
24954 legge 21 giugno 1942, n. 1064
25023 legge 24 luglio 1942, n. 1116
25024 legge 24 luglio 1942, n. 1117
25107 legge 18 ottobre 1942, n. 1329
25113 legge 18 ottobre 1942, n. 1344
25133 legge 24 ottobre 1942, n. 1448
25197 legge 7 dicembre 1942, n. 1855
25235 legge 24 dicembre 1942, n. 1818
25393 legge 19 aprile 1943, n. 487
26361 decreto legislativo luogotenenziale 1º febbraio 1946, n. 21
26434 decreto legislativo luogotenenziale 6 marzo 1946, n. 296
27456 decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 14 febbraio 1947, n. 304
27765 decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 6 maggio 1947, n. 663
28278 decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 11 settembre 1947, n. 1253
28409 decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 29 settembre 1947, n. 1327
28413 legge 29 settembre 1947, n. 1655
28470 decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 9 ottobre 1947, n. 1320
28600 decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 30 ottobre 1947, n. 1455
28653 legge 13 novembre 1947, n. 1422
28654 legge 13 novembre 1947, n. 1452
28695 legge 27 novembre 1947, n. 1442
28696 legge 27 novembre 1947, n. 1491
28764 decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 13 dicembre 1947, n. 1769
28775 decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 15 dicembre 1947, n. 1609
28776 legge 16 dicembre 1947, n. 1443
28780 legge 16 dicembre 1947, n. 1621
28785 legge 16 dicembre 1947, n. 1657
28786 legge 16 dicembre 1947, n. 1663
28787 legge 16 dicembre 1947, n. 1672
28788 legge 16 dicembre 1947, n. 1682
28789 legge 16 dicembre 1947, n. 1728
28790 legge 16 dicembre 1947, n. 1757
28791 legge 16 dicembre 1947, n. 1763
28847 decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 29 dicembre 1947, n. 1752

Legge 4 maggio 2009, n. 41

Legge 4 maggio 2009, n. 41

Istituzione della Giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia. (09G0049)

(GU n.101 del 4-5-2009)

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;

Il Presidente della Repubblica

Promulga

la seguente legge:

Art. 1.

1. La Repubblica riconosce il 5 maggio come Giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia, quale momento di riflessione per la lotta contro gli abusi sui minori.
2. La Giornata nazionale di cui al comma 1 non determina gli effetti civili di cui alla legge 27 maggio 1949, n. 260.

Art. 2.

1. In occasione della Giornata nazionale di cui all’articolo 1 possono essere organizzate iniziative volte a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla lotta contro gli abusi sui minori.
2. In occasione della Giornata nazionale di cui all’articolo 1 le regioni, le province e i comuni possono promuovere, nell’ambito della loro autonomia e delle rispettive competenze, apposite iniziative, anche in coordinamento con le associazioni e con gli organismi operanti nel settore e, in particolare, nelle scuole di ogni ordine e grado, in considerazione del compito attribuito alle medesime istituzioni scolastiche di formare i giovani affinche’ contribuiscano a costruire un mondo rispettoso dei diritti di ogni essere umano.
3. Dall’attuazione del presente articolo non derivano nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Art. 3.

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara’ inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addi’ 4 maggio 2009

NAPOLITANO

Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri

Visto, il Guardasigilli: Alfano

Legge 2 aprile 2007, n. 40

Legge 2 aprile 2007, n. 40
(in SO n. 91 alla GU n. 77 del 2 aprile 2007 )

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, recante misure urgenti per la tutela dei consumatori, la promozione della concorrenza, lo sviluppo di attività economiche e la nascita di nuove imprese

Legge di conversione

Art. 1.

    1. Il decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, recante misure urgenti per la tutela dei consumatori, la promozione della concorrenza, lo sviluppo di attività economiche e la nascita di nuove imprese, è convertito in legge con le modificazioni riportate in allegato alla presente legge.

2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

 Testo del decreto-legge coordinato con la legge di conversione

pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 77 del 2 aprile 2007 – Supplemento ordinaario n. 91

(*) Le modifiche apportate dalla legge di conversione sono stampate con caratteri corsivi

Capo I
MISURE URGENTI PER LA TUTELA DEI