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Computer di classe pre-exascale in Italia

Ci sarà anche l’Italia fra i Paesi che ospiteranno un computer di classe pre-exascale, un supercomputer con elevatissime capacità di calcolo, nell’ambito delle azioni che l’Europa sta mettendo in campo per sostenere la diffusione dell’high performance computing come volano di crescita e innovazione.

La nomina dell’Italia quale Paese ospitante è avvenuta nell’ultimo Governing Board dell’European High Performance Computing Joint Undertaking, realtà voluta dalla Commissione europea per promuovere lo sviluppo di una rete di supercomputer, che ha avuto il compito di scegliere le sedi di questo progetto internazionale.

Il nostro Paese si è proposto lo scorso 21 gennaio, grazie a un Consorzio congiunto con la Slovenia guidato dal Consorzio Interuniversitario CINECA, insieme all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e alla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA). La sede prevista è Bologna.

“Per l’Italia questa notizia è motivo di orgoglio. È il frutto di un importante lavoro di squadra”, sottolinea il Ministro Marco Bussetti che esprime “grande soddisfazione” per il risultato raggiunto. “Si tratta di un’iniziativa in cui ho fortemente creduto sin dal primo momento in cui mi sono insediato al Ministero, ritenendola strategica per il nostro Paese, tanto da destinarvi risorse specifiche, 120 milioni di euro – prosegue Bussetti -. Da un lato, ci viene riconosciuta un’indiscussa leadership nel campo dell’high perfomance computing e delle tecnologie abilitanti in Europa, consentendo di sfruttare appieno le potenzialità dei big data, dei data analytics e dell’Intelligenza artificiale, solo per citarne alcune. Dall’altro, l’implementazione di questa infrastruttura avrà ricadute molto positive sia nell’ambito dello sviluppo delle attività di ricerca di base e applicate delle Università e dei centri di ricerca pubblici e privati, sia a livello delle imprese private, creando un ecosistema digitale adeguato ad accogliere nuovi investimenti pubblici e privati nei settori più avanzati”.

I dettagli dell’operazione e le sue ricadute saranno illustrati lunedì prossimo alle 16 in una conferenza stampa al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, la cui agenda sarà diffusa nelle prossime ore con le modalità di accredito.

Il comunicato della Commissione europea:
http://europa.eu/rapid/press-release_IP-19-2868_it.htm


Supercomputer, Italia Paese ospitante

(Lunedì, 10 giugno 2019) Bussetti: “Investiamo per un progetto che riteniamo strategico”

“Il nostro Paese ospiterà uno dei supercomputer che andranno a costituire la rete europea per il ‘supercalcolo’: siamo orgogliosi e soddisfatti per questo risultato. È frutto di un lavoro di squadra, che vede questo Ministero coinvolto attivamente: investiamo 120 milioni per un progetto che riteniamo strategico, che guarda con decisione al futuro”. Così il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti, questo pomeriggio al MIUR durante la conferenza stampa di presentazione dei dettagli relativi alla nomina dell’Italia quale Paese ospitante di un computer di classe pre-exascale, un supercomputer con elevatissime capacità di calcolo. “Il nostro è un Paese avanzato nell’ambito della ricerca – prosegue il Ministro – e questo riconoscimento ne è una ulteriore dimostrazione”.

All’evento sono intervenuti anche il Direttore generale del Dipartimento delle Reti di comunicazione, dei contenuti e delle tecnologie della Commissione europea, Roberto Viola, e il Presidente del Consorzio Interuniversitario CINECA, Giovanni Emanuele Corazza.

La nomina dell’Italia è avvenuta nell’ultimo Governing Board dell’European High Performance Computing Joint Undertaking, realtà voluta dalla Commissione europea per promuovere lo sviluppo di una rete di supercomputer, che ha avuto il compito di scegliere le sedi di questo progetto internazionale.

Il nostro Paese si è proposto lo scorso 21 gennaio, grazie a un Consorzio congiunto con la Slovenia guidato dal Consorzio Interuniversitario CINECA, insieme all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e alla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA).

Il progetto rientra nell’ambito delle azioni che l’Europa sta mettendo in campo per sostenere la diffusione dell’high performance computing come volano di crescita e innovazione. Prevede la collocazione di un calcolatore di classe pre-exascale, caratterizzato da una potenza di calcolo superiore ai 250 petaflops di potenza di picco presso il Tecnopolo di Bologna e un impegno economico complessivo del MIUR pari a 120 milioni di euro, distribuito su sette anni (2019-2025). Altri 120 milioni di euro saranno messi a disposizione dalla Commissione europea, per un investimento complessivo di circa 240 milioni di euro.

“Questo è il più grande investimento nel supercalcolo, nell’intelligenza artificiale, nel futuro digitale dell’Europa e dell’Italia – ha dichiarato il Direttore generale del Dipartimento delle Reti di comunicazione, dei contenuti e delle tecnologie della Commissione europea, Roberto Viola -. Investiremo circa 900 milioni a livello europeo su tre grandi centri, tra i quali Bologna, e 5 di media taglia sparsi per l’Europa, per creare un’infrastruttura strategica digitale in Europa. L’obiettivo è realizzare i supercomputer più veloci al mondo. E le applicazioni sono infinite. Per dare un esempio: oggi per sintetizzare un farmaco nuovo ci vogliono 300 anni, con la nuova macchina basterà mezzora. È una grande sfida per l’Europa e per l’Italia. Siamo contenti di giocare questa sfida insieme. Fra poco entriamo anche nella corsa quantistica e speriamo di fare anche questa insieme. Perché la corsa al supercalcolatore è la nuova corsa allo spazio. E noi possiamo vincerla se mettiamo le forze insieme”.

Il 50% della potenza di calcolo generato dalla macchina sarà a disposizione degli istituti di ricerca, delle università, ma anche delle aziende, del Paese ospitante; la parte restante, invece, verrà utilizzata dai Paesi partecipanti alla Joint Undertaking.

Di fronte a questa grande quantità di dati sarà necessario disporre di infrastrutture di rete di eccellenza. Per questo tutti i centri europei saranno interconnessi con la rete europea Géant e in Italia il nodo di Bologna sarà connesso con un doppio collegamento a 100 Gbps con la rete GARR.

“Il supercalcolatore italiano si chiamerà Leonardo e avrà una potenza di picco di 270 petaflops – ha dichiarato il Presidente del CINECA Giovanni Emanuele Corazza -. Questo risultato, che giunge proprio nell’anno del cinquantesimo anniversario della fondazione di CINECA, è fonte di grande soddisfazione. Da sempre infatti la missione di CINECA consiste nel dare sevizi di calcolo ad alte prestazioni alla comunità scientifica nazionale ed europea. Il risultato ottenuto è il frutto di una stretta collaborazione istituzionale e tecnica con MIUR, Regione Emilia-Romagna, INFN e SISSA. Con questo riconoscimento da parte della Commissione Europea, CINECA conferma il proprio ruolo centrale nel contesto dell’innovazione tecnologica e si accinge a sostenere l’Europa nella sfida globale, in un confronto che ormai va al di là dei singoli confini nazionali e diventa continentale. CINECA è pronto ad affrontare questa sfida, dando compimento alla propria missione istituzionale, oggi e nei prossimi anni, come cinquant’anni fa quando fu costituito grazie alla lungimiranza di questo Ministero”.

Il supercomputer potrà, per esempio, sviluppare approcci di medicina personalizzata e predittiva, potrà rendere più affidabili le previsioni meteo e prevedere eventi naturali catastrofici. Renderà possibile lo sviluppo di materiali sempre più tecnologici e la realizzazione di ricerche e prospezioni minerarie sempre più accurate, oltre che interventi nel campo della sicurezza nazionale/cybersecurity e dell’intelligenza artificiale.

Nelle prossime settimane è previsto il lancio della gara per l’acquisizione dei componenti della macchina. L’assemblaggio, la messa in opera e la fase di testing del computer partiranno nella seconda metà del 2020 e si completeranno entro la fine dello stesso anno.

Ultima tappa di “Futura”

Ventisei tappe e un finale suggestivo in piazza del Duomo a L’Aquila dove per tre giorni è stato allestito un laboratorio “spaziale” a cielo aperto. Si chiude così, nel capoluogo abruzzese, “Futura”, l’evento itinerante promosso dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per raccontare le avanguardie didattiche e digitali. In tutto, durante questo anno scolastico, sono stati oltre 112 mila i visitatori. Protagonisti quasi 51 mila studenti, assistiti da 22 mila docenti; 2.309 le scuole coinvolte, 2.304 i laboratori organizzati. Un contenitore di idee e progetti con gare tra ragazzi, esibizioni, performance artistiche, incontri e dibattiti.

A salutare il successo della manifestazione – che ha preso il via lo scorso settembre da Varese – oggi a L’Aquila c’era il Ministro Marco Bussetti, con circa 3.500 alunni e 500 insegnanti provenienti da tutta Italia.

“Ho fortemente voluto che fosse il capoluogo abruzzese a ospitare l’ultima tappa di ‘Futura Italia’ prima della fine di questo anno scolastico – ha spiegato Bussetti -. L’Aquila c’è, è una città viva che vuole guardare al futuro. Nell’anno del decennale del terremoto vogliamo dare un messaggio alla città di presenza delle istituzioni. ‘Futura’ dimostra concretamente come la scuola italiana possa essere e sia già motore di sviluppo”, ha aggiunto il Ministro.

“Futura Italia” è un progetto che vuole promuovere l’innovazione didattica e digitale nelle scuole facendo emergere e conoscere le esperienze innovative. È la scuola che sarà, ma è anche la scuola che fa già scuola. Lanciata nel gennaio 2018, con esordio a Bologna, “Futura” è un’iniziativa che è andata rapidamente crescendo. Piazza Duomo a L’Aquila è stata trasformata in un grande spazio creativo con capsule “spaziali”. All’interno di queste capsule si apre un mondo avveniristico con droni, simulatori, stampanti tridimensionali. Dal coding, al tinkering, al making al videogaming: 121 i laboratori per gli studenti e 31 quelli per i docenti per il finale aquilano.

Olimpiadi di Problem Solving

Quasi 25.000 gli studenti in competizione

(Lunedì, 15 aprile 2019) Logica, coding, problemi e algoritmi. Ma anche tanta fantasia. Con la cerimonia di premiazione dei vincitori si sono concluse sabato sera, a Cesena, le Olimpiadi di Problem Solving (OPS). Per due giorni, venerdì e sabato, quasi 500 studenti si sono sfidati per conquistare il gradino più alto del podio. Erano in circa 25.000 ai nastri di partenza.

Le Olimpiadi di Problem Solving, quest’anno alla 11esima edizione, sono promosse dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e la Valutazione del Sistema Nazionale di Istruzione -. Sono rivolte agli alunni delle ultime due classi della scuola primaria e agli studenti del triennio della scuola secondaria di I grado e del primo biennio della secondaria di II grado. Sono competizioni a squadre (da 4 alunni ciascuna) per tutte le classi della primaria e della secondaria. I ragazzi del triennio della scuola secondaria di I grado e del primo biennio della secondaria di II grado possono partecipare anche a gare individuali.

Novanta i minuti a disposizione dei concorrenti per risolvere i 13 problemi previsti per la gara a squadre e per sciogliere gli 8 per la gara individuale.

Sono stati 470 gli studenti che in totale hanno partecipato alle finali nazionali: 116 per la primaria, 165 per la secondaria di I grado e 189 per la secondaria di II grado.

Le Olimpiadi hanno proposto non solo gare di Problem Solving. Ma anche competizioni a squadre di coding e makers per gli studenti della scuola primaria e secondaria di I grado e programmazione e makers per gli studenti del biennio e del triennio delle scuole superiori di secondo grado (gli ‘atleti’ hanno dovuto realizzare un programma o un prototipo secondo le caratteristiche previste dal bando). Le selezioni nazionali sono state ospitate dal Dipartimento di Ingegneria e Informatica e Scienze dell’Università degli Studi di Bologna, sede di Cesena.

Il link al sito delle OPS e i nominativi di tutti i vincitori:
https://www.olimpiadiproblemsolving.it

Olimpiadi di Robotica

Olimpiadi di Robotica, sul podio le squadre vincitrici. Premiate le migliori ‘sentinelle’ per salvare il pianeta. Trecento gli studenti-progettisti in gara da tutta Italia. Bussetti: “Competizione che guarda al futuro”

Alberi-robot a ultrasuoni, droni per monitorare lo stato dell’aria, automi per misurare l’inquinamento da materiale radioattivo, umanoidi salva-ambiente, prototipi per il controllo delle maree e dell’erosione della costa. È stata tutta proiettata verso il futuro la finalissima delle Olimpiadi di Robotica che si è svolta a Genova. La competizione si è conclusa il 30 marzo con la premiazione dei migliori robot realizzati dagli studenti. A salire sul podio sono stati i ragazzi che hanno progettato e realizzato i prototipi più significativi per il miglioramento delle condizioni ambientali del nostro pianeta. Le Olimpiadi quest’anno sono state dedicate al tema della tutela dell’ambiente.

Novanta gli alunni in corsa per il titolo, provenienti dalle scuole di tutta Italia. Erano in 300 ai nastri di partenza, ciascuno con la squadra del proprio istituto. A ricevere il premio sono stati i team: Hydrocarbot dell’Istituto d’Istruzione Superiore ‘Fortunio Liceti’ di Rapallo (GE); HeartQuake dell’Istituto d’Istruzione Superiore ‘Galileo Galilei’ di Crema (CR) e Giorgi dell’Istituto Tecnico Tecnologico ‘Giovanni Giorgi’ di Brindisi.

“Complimenti ai vincitori e a tutti i ragazzi che hanno partecipato a una competizione così bella che guarda al futuro. La creatività, quando è accompagnata dall’impegno e dallo studio, realizza risultati importanti”, spiega il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti. “Queste Olimpiadi sono significative. Con queste gare vogliamo promuovere, incoraggiare e sostenere le potenzialità didattiche e formative della robotica. La tecnologia può e deve essere un’alleata della scuola, per migliorare l’insegnamento e per crescere generazioni di cittadini in grado di gestire il cambiamento e non di subirlo”.

Le Olimpiadi di Robotica, alla quarta edizione, hanno preso il via venerdì pomeriggio nella sede del Collegio Emiliani. Il 30 marzo le gare e la cerimonia di premiazione. La competizione è promossa dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca con la collaborazione della Scuola di Robotica. È dedicata agli studenti della scuola secondaria di II grado, statale e paritaria.

I novanta finalisti hanno partecipato suddivisi in squadre (ciascuna composta da tre alunni, oltre al proprio docente). Tre le categorie di gara, una per i principali elementi del nostro pianeta: terra, acqua e aria. Ciascun teamha scelto in quale categoria partecipare.

Le Olimpiadi sono legate alla European Robotics League e le squadre vincitrici potranno partecipare all’edizione ERL Emergency Service Robots che si terrà a La Spezia, a luglio prossimo. L’evento, che vedrà la presenza dei più prestigiosi istituti universitari internazionali, sarà organizzato in Italia daNato Sto Centre for Maritime Research and Experimentation (CMRE) di La Spezia.

In contemporanea con le gare sono stati realizzati laboratori didattici gratuiti, promossi dalla ‘Scuola di Robotica’ di Genova in collaborazione con Costa Crociere Foundation e Fifthingenium, e conferenze aperte alle scuole e al pubblico.

LE SQUADRE PREMIATE:

Categoria ‘Acqua’
Team Hydrocarbot – Istituto d’Istruzione Superiore ‘Fortunio Liceti’, Rapallo (GE)
(alunni: Giorgio Bernardini, Alberto Conte, Tommaso Pavletic; insegnante: Luca De Ponti)

Categoria ‘Aria’
Team HeartQuake– Istituto d’Istruzione Superiore ‘Galileo Galilei’, Crema (CR)
(alunni: Manuel Dadda, Stefano Picco, Andrea Zoli; insegnante: Patrizia Lini)

Categoria ‘Terra’
Team Giorgi – Istituto Tecnico Tecnologico ‘Giovanni Giorgi’, Brindisi
(alunni: Laura De Clemente, Francesco Fiani, Alessandra Moretto; insegnante: Salvatore Campeggio)

I video dei progetti realizzati dagli studenti possono essere visualizzati alla pagina: www.olimpiadirobotica.it

Decreto Direttoriale 21 marzo 2019, AOODPIT 337

Ai Direttori generali e ai Dirigenti preposti Uffici Scolastici Regionali
LORO SEDI
e p.C. Alla Direzione Generale per le risorse umane e finanziarie
SEDE

OGGETTO: Trasmissione Decreto Direttoriale prot. n. 337 del 21.03.2019 attuativo dell’articolo 3 del decreto ministeriale 14 novembre 2018, n. 721.

Si trasmette il Decreto Direttoriale prot. n. 337 del 21.03.2019, attuativo dell’articolo 3 del decreto ministeriale 14 novembre 2018, n. 721, finalizzato alla selezione e il finanziamento di tre scuole polo nazionali, una per ciascuna delle aree geografiche Nord, Centro e Sud che, in raccordo con la Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, collaborino per l’implementazione del curriculum digitale della studentessa e dello studente. Il Decreto è altresì pubblicato sul sito del MIUR.
Alla realizzazione dei progetti è destinata la somma di euro 300.000,00, ripartita su base regionale come dall’allegata Tabella A al sopra citato Decreto Direttoriale.
La gestione di tutte le fasi, dalla presentazione delle candidature alla valutazione dei progetti fino al finanziamento e alla loro rendicontazione, sono gestiti attraverso una specifica piattaforma di gestione, monitoraggio e rendicontazione denominata monitor440.
Nella piattaforma sono presenti una scheda di progetto e una scheda di monitoraggio e rendicontazione finanziaria conformi al Decreto Direttoriale di cui all’oggetto.
Per le informazioni sull ‘utilizzo della piattaforma è attivo un servizio di assistenza con i seguenti recapiti: supporto@)monitor440scuola.it; 06/60.51.35.45; 388/12.08.585).
Si chiede di diffondere nelle scuole secondarie di secondo grado statali il su citato Decreto Direttoriale dando alle scuole la possibilità di rispondere all’avviso.
Si ringrazia per la consueta e fattiva collaborazione.

IL DIRETTORE GENERALE
Maria Assunta Palermo


Selezione e finanziamento di tre scuole polo nazionali per l’implementazione del curriculum digitale della studentessa e dello studente

Futura


Riparte da Genova il nuovo tour di “Futura”, l’evento itinerante organizzato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per raccontare sui territori la scuola digitale. Dal 4 al 6 aprile, oltre 8.000 persone saranno coinvolte in incontri, dibattiti, gare di idee per contribuire al percorso di innovazione in atto negli istituti scolastici italiani.

I dettagli di questa prima tappa sono stati presentati la mattina del 19 marzo, nella Sala Trasparenza della Regione Liguria, dal Ministro Marco Bussetti, dal Presidente di Regione Liguria Giovanni Toti, dall’Assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione Ilaria Cavo, dal Sindaco di Genova Marco Bucci. Presente all’incontro anche il Presidente della Camera di Commercio Luigi Attanasio.

Saranno 6.400 i metri quadrati dedicati all’iniziativa. Circa 113 i workshop di formazione e aggiornamento con esperti italiani e internazionali destinati a 3.500 docenti, a dirigenti scolastici e al personale amministrativo. Oltre 110, invece, i laboratori per circa 4.000 studenti della Scuola dell’infanzia e del Primo ciclo. Mentre saranno 800 i ragazzi del Secondo ciclo coinvolti nelle gare e nelle competizioni dedicate all’innovazione.

Un’edizione completamente rinnovata, quella di quest’anno. In occasione di “Futura”, verranno approfondite le connessioni tra il digitale e discipline e temi molto diversi tra loro, come sport, arte, musica, cibo.

Nell’area “Sport Arena”, per esempio, si disputerà la “Soccer & Data Cup”, la prima competizione calcistica e digitale della scuola italiana. I giovani partecipanti alla tre giorni avranno anche la possibilità di suonare attraverso tavoli interattivi, di cimentarsi nella Street Art digitale, disegnando su un muro di sensori. O, ancora, potranno sfidarsi in cucina con cibi realizzati attraverso stampanti 3D.

“Futura – ha dichiarato il Ministro Marco Bussetti – è una manifestazione che dimostra concretamente come il sistema di istruzione e formazione italiano possa essere e sia già incubatore di progresso e sviluppo. Ripartiamo da Genova per un motivo ben preciso: questa città si è distinta nei mesi scorsi per tenacia e determinazione. Dopo il tragico crollo del Ponte Morandi è andata avanti con grande coraggio, per ricominciare. Anche attraverso la scuola. Il viaggio della scuola digitale continuerà nei prossimi mesi in giro per l’Italia. È importante essere nei territori per entrare in contatto con le buone pratiche in atto, per stimolare e supportare il cambiamento. E soprattutto per lavorare in sinergia con le altre istituzioni, impegnandoci insieme per i ragazzi che sono il futuro del Paese”.

Inoltre, a Genova verranno eletti i vincitori del Premio Scuola Digitale, che ha visto gli studenti italiani sfidarsi nei mesi scorsi a colpi di “prototipi”. Ma anche quelli della gara di idee sul tema della social innovation, e del Womest, la competizione per le studentesse sulle cosiddette discipline STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics).

Il viaggio di “Futura” proseguirà nei prossimi mesi. Dopo Genova sarà la volta di Trieste. Seguiranno Ravenna, Marsala, Brescia, Sulmona, Assisi, Latina, Lucca, Matera.

“Futura” è anche a Genova per premiare lo sforzo della città, ripartita con vigore dopo il crollo del Ponte Morandi, e per riconoscere il valore che “Orientamenti” ha dimostrato in questi anni di attività. Durante “Futura” saranno, infatti, molteplici le iniziative per approfondire l’innovazione digitale a scuola e non solo, promosse dal Salone della scuola, della formazione, dell’orientamento e del lavoro, giunto quest’anno alla sua 24esima edizione. Nella giornata conclusiva della tre giorni, per esempio, ci sarà uno spazio interamente dedicato ai genitori e al mondo dell’orientamento per aiutare e coinvolgere le famiglie in una scelta consapevole per il futuro dei propri figli.

“Una bella iniziativa con migliaia di studenti che arriveranno da tutta Italia e animeranno il centro cittadino per parlare di futuro e Scuola Digitale – ha affermato Giovanni Toti, Presidente di Regione Liguria –. La prima tappa di questo tour itinerante, voluto dal Ministero dell’Istruzione, arriva nel capoluogo per dare un segnale a tutti i ragazzi che hanno vissuto momenti difficili dopo il crollo del Ponte Morandi. Un’opportunità per investire sulla formazione dei nostri ragazzi, per aiutarli a compiere le migliori scelte educative e professionali possibili anche grazie a Orientamenti, il Salone guida a livello nazionale organizzato da Regione Liguria, dedicato al mondo della scuola e al futuro lavorativo degli studenti”.

“È fondamentale andare incontro a un futuro consapevole, sia dal punto di vista scolastico che da quello professionale – ha dichiarato Ilaria Cavo, Assessore all’Istruzione e alla Formazione di Regione Liguria –. ‘Futura’ incrocia il suo potenziale formativo con quello di ‘Orientamenti’ e diventa un modo per dare un segnale forte ai nostri ragazzi su quanto siano importanti le competenze digitali in un momento in cui, anche nella nostra regione, registriamo un gap tra le esigenze delle aziende in campo tecnologico e i profili dei giovani che si affacciano al mondo del lavoro. Un ringraziamento va al Miur e al Ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, che, dopo aver sostenuto il piano scuola per far fronte all’emergenza di Ponte Morandi, ha deciso di invadere Genova con tanti giovani che guardano al futuro. Si tratta di un modo per premiare gli studenti di una città che non ha mai mollato e nel contempo per riconoscere i meriti di una manifestazione come ‘Orientamenti’ che, anche nell’edizione 2019, si concentrerà sul settore digitale come in un simbolico passaggio di consegne con ‘Futura’”.

“Siamo onorati che Genova sia la prima tappa nazionale della nuova edizione di ‘Futura’ – ha sottolineato il sindaco di Genova, Marco Bucci –.Siamo di fronte alla quarta rivoluzione industriale e crediamo che Genova possa e debba svolgere il suo ruolo anche di fronte a queste nuove sfide globali. Per questo è indispensabile non solo investire in questa direzione ma soprattutto formare i giovani. ‘Futura’ è un’ottima opportunità per i nostri ragazzi: per conoscere, imparare, condividere, sperimentare, approfondire e avvicinarsi a questi temi non solo dentro alle mura scolastiche, ma anche in altri luoghi della nostra meravigliosa città appositamente trasformati, per l’occasione, in ambienti e laboratori digitali”.

Nota 6 marzo 2019, AOODGEFID 7004

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per la programmazione e la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali
Direzione Generale per interventi in materia di edilizia scolastica, per la gestione dei fondi strutturali per l’istruzione e per l’innovazione digitale

Alle Istituzioni scolastiche ed educative del primo e del secondo ciclo di istruzione
c.a. Dirigenti scolastici
E, p.c. Agli Uffici scolastici regionali
c.a. Direttori Generali
LORO SEDI

OGGETTO: Osservatorio per la scuola digitale. Anno scolastico 2018-2019. Azione #33 del Piano nazionale per la scuola digitale.

Ambienti didattici innovativi nelle scuole in aree a rischio

Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha destinato ulteriori 1,6 milioni di euro a 46 scuole situate in aree a rischio per la creazione di ambienti digitali di apprendimento, in particolare per la Scuola primaria e Secondaria di I grado. Le risorse sono state liberate con il decreto per la didattica digitale firmato lo scorso gennaio dal Ministro Marco Bussetti e consentono di completare il quadro di tutte le Regioni italiane. Si aggiungono, infatti, ai 2,1 milioni di euro stanziati con un precedente decreto del novembre 2018, con i quali sono stati finanziati interventi in 60 istituti scolastici.

Così come avvenuto in occasione dello stanziamento della prima tranche di risorse, anche in questo caso ogni scuola riceverà 35.000 euro per la realizzazione di laboratori. Sono poi previsti ulteriori 30.000 euro, derivanti da altri fondi, per la formazione del personale scolastico per la didattica innovativa. A livello territoriale, il Veneto avrà 10 laboratori, l’Emilia-Romagna e la Toscana ne avranno 8 a testa, il Friuli Venezia-Giulia, le Marche, l’Abruzzo e la Sardegna 4, l’Umbria e il Molise 2.

“La didattica digitale – dichiara il Ministro Bussetti – può essere un’alleata per le scuole che si trovano in contesti difficili e in aree a rischio. Offre nuove e non tradizionali occasioni di apprendimento e rappresenta uno strumento di contrasto alla dispersione scolastica. Come Miur ci stiamo impegnando con forza per garantire a ogni studente una formazione di qualità e condizioni di crescita uguali su tutto il territorio nazionale. Abbiamo individuato le 46 scuole beneficiarie tra quelle con i più alti indici di disagio negli apprendimenti, di svantaggio socio-economico familiare, di deprivazione territoriale e di abbandono scolastico. Stiamo dando un segnale concreto alle comunità scolastiche e ai territori. Dove c’è una scuola che funziona, c’è una società che guarda al futuro con fiducia”.

Safer Internet Day 2019 – #SID2019

La Commissione europea dal 2004 ha istituito la giornata della Sicurezza in Internet, denominata “Safer Internet Day” (SID) al fine di promuovere un utilizzo più responsabile delle tecnologie legate ad internet, specialmente tra i bambini e gli adolescenti.

L’Italia, in contemporanea con altri 100 Paesi, celebra la sedicesima edizione del Safer Internet Day (#SID2019), la Giornata mondiale per la sicurezza online, sul tema “Contro il cyberbullismo una nuova alleanza tra scuola e famiglia”, a Milano, il 5 febbraio 2019.


Cyberbullismo e uso responsabile della Rete, a Milano l’evento nazionale per il Safer Internet Day con il Ministro Marco Bussetti

La ricerca: 7 ragazzi su 10 iscritti ai Social prima dei 14 anni

Dibattiti, eventi e gare di idee per educare i ragazzi ad un corretto uso della Rete e dire “no” al bullismo e al cyberbullismo. Anche quest’anno l’Italia celebra il Safer Internet Day (#SID2019), la Giornata mondiale per la sicurezza online, istituita e promossa dalla Commissione Europea, giunta alla sua sedicesima edizione. La manifestazione si tiene in contemporanea con altri 100 Paesi e mira a far riflettere le ragazze e i ragazzi sull’uso consapevole della Rete e delle nuove tecnologie, oltre che a sensibilizzarli sul ruolo attivo e responsabile di ciascuno affinché il Web sia un luogo sicuro e positivo, fonte di opportunità e non di rischi.

Dedicato al tema “Contro il cyberbullismo una nuova alleanza tra scuola e famiglia”, il #SID2019 si è celebrato nel nostro Paese con un evento nazionale al MiCo di Milano, dove circa 500 studenti hanno incontrato il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti, la Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, Filomena Albano, il Direttore del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, Nunzia Ciardi. Il Ministro per la Famiglia e le Disabilità, Lorenzo Fontana, ha inviato un messaggio di saluto ai ragazzi.

Al MiCo sono intervenuti, inoltre, i partner del Consorzio di Generazioni Connesse, il Safer Internet Centre Italiano, cofinanziato dalla Commissione Europea e coordinato dal MIUR, in partenariato con la Polizia Postale e delle Comunicazioni, l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, l’Università degli Studi di Firenze, l’Università degli Studi di Roma “Sapienza”, Save the Children Italia Onlus, SOS Il Telefono Azzurro Onlus, Cooperativa Sociale E.D.I., Skuola.net, Agenzia di stampa Dire e l’Ente autonomo Giffoni Experience. La manifestazione è promossa dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Politiche della Famiglia. È realizzata dal Safer Internet Centre Italiano.

Eventi e iniziative si terranno, nel corso dell’intera giornata, anche nelle scuole secondarie di tutta Italia sotto l’egida di Generazioni Connesse (consultabili nella sezione online: https://www.generazioniconnesse.it/site/it/safer-internet-day/). Sono i ragazzi tra i 13 e i 18 anni, infatti, quelli potenzialmente più esposti ai pericoli della Rete. In particolare 7 adolescenti su 10 sono sui Social già a meno di 14 anni. E sempre circa 7 su 10 almeno una volta si sono imbattuti in un amico “inesistente”. Sono alcuni dei dati che emergono dalla ricerca realizzata da Generazioni connesse presentata proprio a Milano. Nel corso della mattinata, sono state anche diffuse le nuove “Linee guida per l’uso positivo delle tecnologie digitali e la prevenzione dei rischi nelle scuole”, dedicate in particolare agli operatori che collaborano con le scuole.

“La tecnologia deve essere un’alleata dell’apprendimento e della crescita dei nostri giovani – ha spiegato il Ministro Marco Bussetti -. Come MIUR siamo impegnati in prima linea per educare gli studenti a un uso consapevole e corretto di Internet e dei nuovi dispositivi tecnologici. Si tratta di componenti della loro quotidianità, devono imparare a riconoscere opportunità e pericoli, diritti e doveri legati al loro utilizzo. Abbiamo messo in campo iniziative e campagne informative rivolte ai ragazzi, ai docenti e anche alle famiglie che devono essere alleate della scuola. Dobbiamo guidarli in questo percorso di conoscenza. Solo così possiamo prevenire fenomeni come il cyberbullismo e costruire società giuste, dentro e fuori la Rete. Tuttavia – ha tenuto a ribadire il Ministro – le tecnologie e il web non vanno demonizzati. Il digitale offre molte opportunità, è il futuro. Per questo anche la didattica deve rinnovarsi, serve una scuola smart in cui la tecnologia sia di supporto alle attività didattiche. Per questo abbiamo stanziato 35 milioni nell’ambito Piano Scuola Digitale, di cui 22 milioni da investire per la creazione di nuovi laboratori all’avanguardia e ambienti didattici innovativi e 7 e mezzo nella formazione dei docenti: senza buoni maestri non esiste innovazione. Abbiamo poi istituito le équipe formative territoriali, una task force di 120 docenti che si occuperanno di coadiuvare le scuole nell’innovazione tecnologica e didattica con particolare riguardo alle nuove tecnologie. Le Istituzioni, gli attori del mondo della comunicazione e le grandi società che portano avanti lo sviluppo tecnologico hanno la responsabilità che la Rete non diventi un far-web. Fiducia e coraggio sono le parole chiave per superare gli ostacoli” ha concluso Bussetti.

Scuola e famiglia in “Rete”
L’alleanza tra scuola e famiglia, le opportunità e i rischi della Rete, la tutela dei minorenni nel Web, l’identità digitale: sono alcuni dei temi affrontati questa mattina a Milano, dove si sono alternati gli interventi di rappresentanti delle istituzioni, esperti, professionisti e studenti. “Internet è un prezioso strumento per consentire ai ragazzi di godere di importanti diritti, da quello di informazione a quello di partecipazione. Allo stesso tempo è uno spazio che richiede consapevolezza, non solo sul suo uso, ma anche sull’utilizzo che fanno le piattaforme online dei dati personali delle persone di minore età. Il Safer Internet Day è un’importante occasione per ricordarlo”, ha ricordato l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, Filomena Albano.

L’evento è stato presentato dalla giornalista Safiria Leccese. Nel corso della mattinata i Ministri Marco Bussetti e Lorenzo Fontana hanno lanciato due video pensati per le campagne di contrasto ai fenomeni del bullismo e del cyberbullismo. Ad animare la manifestazione anche la sfida dei ragazzi di tre istituti. Gli studenti – in collegamento dalle loro scuole – hanno partecipato a un hackathon sul tema “Internet: opportunità e rischi”. I vincitori avranno la possibilità di vivere un’esperienza presso la Sky Academy Studios di Milano. Le scuole che si sfideranno sono: l’Istituto di Istruzione Superiore “Carlo Emilio Gadda” di Paderno Dugnano (Mi), l’Istituto Comprensivo Statale “Virgilio” di Roma e l’Istituto di Istruzione Superiore “Galilei-Costa” di Lecce. Ospiti d’eccezione, grazie alla collaborazione di Web Stars Channel e You Events che hanno curato l’evento, i creator: Favij, Mates, LaSabri, Giulia Penna, Jack Nobile e Klaus.

Adolescenti e uso dei Social Network
Sette adolescenti su 10 sono iscritti ad un Social Network già prima dei 14 anni. Un solo ragazzo su 16 risulta non essere “connesso” con nessun Social. Otto adolescenti su 10 utilizzano la chat con la famiglia, o, almeno, con uno dei genitori. Le relazioni sociali di quasi tutti i ragazzi passano ormai per gli strumenti digitali trasformandone profondamente le dinamiche. Anche all’interno dei rapporti familiari. Così WhatsApp per quasi 1 studente su 2 (il 44,2%) è utile per tenersi informati per le diverse comunicazioni di servizio e il 14,6% lo utilizza soprattutto per scambiarsi informazioni a distanza. Mentre per il 22,4% è comunque una fonte di incomunicabilità. Al tempo stesso la tecnologia risulta essere ingombrante: la metà degli adolescenti (il 50,4%), un po’ a sorpresa, lascia a casa lo smartphone quando è insieme ai genitori, ai fratelli e, più in generale, ai familiari. È la fotografia che emerge dalla ricerca condotta su quasi 6.000 adolescenti che sarà presentata a Milano, martedì mattina. L’indagine è stata realizzata dal consorzio MIUR Generazioni Connesse e, in particolare, dall’Università degli Studi di Firenze, dall’Università degli Studi “Sapienza” di Roma e dal portale dedicato ai giovani e al mondo della scuola Skuola.net. Sempre secondo la ricerca, quasi 4 giovani su 10 (il 38,5%), ammettono di non conoscere personalmente almeno la metà degli amici o dei “follower” che hanno sui Social. E, spesso, tra questi “follower” si nascondono anche amici inesistenti: il 68% dei giovani intervistati, almeno una volta, si è imbattuto in un profilo falso. Eppure non sembra essere questa una delle priorità a cui pensano i ragazzi quando si connettono ai social e caricano contenuti: il 25% di loro riconosce di non essersi mai preoccupato della privacy dei propri dati online. Il 29% dichiara di interessarsene solo saltuariamente.

“Un Nodo Blu – Le scuole unite contro il bullismo”
In concomitanza con il Safer Internet Day anche quest’anno si celebra la Giornata Nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo a scuola, “Un Nodo Blu – le scuole unite contro il bullismo”. L’iniziativa è stata lanciata dal MIUR nell’ambito del Piano nazionale contro il bullismo, nel 2016. Gli studenti, gli istituti scolastici e tutti i partner che aderiscono all’iniziativa, condivideranno e rilanceranno attraverso i loro canali di comunicazione il “Nodo Blu”, simbolo della lotta nazionale delle scuole italiane contro il bullismo.

Safer Internet Day, il racconto sui social
Il Safer Internet Day è anche un evento social, da seguire attraverso gli hashtag ufficiali #SID2019 e #SICitalia, sui profili ufficiali del MIUR e su quelli di Generazioni Connesse (ambedue presenti su Facebook, Twitter e Instagram). La campagna “Un Nodo Blu” viene invece accompagnata dall’omonimo hashtag #UnNodoBlu anche sui profili MiurSocial.

I docenti? A lezione con “Elisa”
“Elisa” è la piattaforma messa a disposizione dal MIUR dall’autunno scorso per la formazione dei docenti referenti nelle scuole di tutta Italia per il contrasto e la prevenzione del bullismo e del cyberbullismo. Gli insegnanti iscritti ad oggi sono 3.647. Circa 3.210 quelli che hanno iniziato il percorso di formazione e che avranno l’opportunità di acquisire competenze molto specifiche per la lotta a questi fenomeni. “Elisa” (e-learning degli insegnanti sulle strategie antibullismo) è stata realizzata con la collaborazione del Dipartimento di Formazione, Lingue, Intercultura, Letterature e Psicologia dell’Università di Firenze. Rientra tra le azioni messe in campo dal MIUR per l’attuazione della Legge 71/2017 per la prevenzione del cyberbullismo. Sono poi rivolte in particolare alla progettazione didattica le “Linee guida per l’uso positivo delle tecnologie digitali e la prevenzione dei rischi nelle scuole”. Il documento verrà presentato a Milano martedì mattina e si rivolge alle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado e agli Enti pubblici e privati che realizzano iniziative in tema di sicurezza online.

Il curricolo digitale verticale

Il curricolo digitale verticale
L’USR per l’Umbria ancora una volta all’avanguardia

Un altro importante obiettivo è stato raggiunto, per la diffusione e il confronto tra dirigenti scolastici, animatori digitali e docenti di ogni ordine e grado, dall’Ufficio Scolastico Regionale per l’Umbria, con la pubblicazione dei materiali sul curricolo digitale verticale e il seminario tenutosi nei giorni scorsi a Perugia.
Plauso alla dirigente regionale Antonella Iunti e ai docenti dello staff regionale, coinvolti nel processo di innovazione in cui è impegnata, da tempo, la scuola italiana che richiede il potenziamento – non più rinviabile – delle competenze chiave, funzionali all’esercizio di una piena cittadinanza e all’apprendimento permanente, in una logica di continuità verticale.
L’USR per l’Umbria ha progettato e realizzato un percorso di accompagnamento per le scuole, anche grazie alla consolidata collaborazione e al supporto scientifico della prof.ssa Floriana Falcinelli, dell’Università degli Studi di Perugia, che ha condiviso, con gli animatori digitali, lo “sfondo concettuale”, con lo scopo precipuo e inderogabile di una “cultura del digitale”.
Rilevante è stato anche il collegamento con la Regione dell’Umbria che, con DigiPass, sta promuovendo, in sinergia con queste attualissime tematiche, un’operazione di sistema con l’utilizzo, tra l’altro, di una community degli animatori digitali dell’Umbria e l’utile archivio di buone pratiche.
Riprendendo le competenze chiave per l’apprendimento permanente, raccomandate dal Consiglio d’Europa nel maggio scorso, si è cercato di promuovere il confronto sulle competenze alfabetiche, matematiche e digitali con la capacità di risoluzione dei problemi, il pensiero critico, la capacità di cooperare, la creatività. Competenze definite come una combinazione di conoscenze, abilità e atteggiamenti esaminati lungo l’intero iter, di natura formativa e sperimentale nello stesso tempo, che rappresenta un’azione assolutamente puntuale e lungimirante, finalizzata a fornire supporto agli animatori digitali, alle scuole, ai docenti tutti, in vista dell’applicazione delle Linee Guida per la certificazione delle competenze e del loro raccordo con i recenti documenti europei riguardo alle competenze digitali.
Nel complesso sono stati prodotti un documento contenente i traguardi di competenza al termine della scuola primaria e della secondaria di primo grado, con una proposta di allineamento fra i livelli contenuti nei modelli di certificazione nazionali e quelli del Framework europeo DigComp (Digital Competence Framework for Citizens), un modello di progettazione per i compiti di realtà, con la relativa griglia di osservazione e oltre sessanta esempi di compito, che coprono quasi totalmente i ventuno traguardi di competenza appartenenti alle cinque aree del DigComp.
Pubblicato un Kit, liberamente scaricabile dal sito dell’USR, in una nuova pagina tematica dedicata, che contiene, tra l’altro, un modello base, le rubriche di valutazione e l’autobiografia cognitiva dello studente, insieme ad un innovativo ebook che documenta il lavoro svolto finora.
L’USR per Umbria ha voluto svolgere il proprio ruolo di supporto puntando ad offrire riferimenti e strumenti immediatamente spendibili nel primo ciclo e, in futuro, anche nel secondo, con lo sviluppo del percorso del curricolo digitale. Indispensabile appare ora l’allargamento al secondo ciclo, proprio per dare continuità verticale al curricolo e per potenziare adeguatamente la competenza digitale dei futuri cittadini.
Il seminario umbro è stato anche occasione di riflessione sul raccordo con il primo ciclo e integrazione nel curricolo del primo biennio, per portare gli studenti ad un livello almeno intermedio di competenza digitale entro il termine dell’obbligo scolastico, sul consolidamento e potenziamento nel successivo triennio, con particolare attenzione per il rapporto fra la competenza digitale e i “Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento” e sull’allineamento con l’impostazione del nuovo esame di Stato presentato dal MIUR nei giorni scorsi.

Prof.ssa Marta Bartoli, incaricata presso USR per l’Umbria

Ambienti didattici innovativi nelle aree a rischio

Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha individuato le 60 scuole situate in aree a rischio alle quali saranno destinati 2,1 milioni di euro per la creazione di ambienti digitali di apprendimento, soprattutto a partire dalla scuola primaria e secondaria di primo grado. Le risorse erano state messe a disposizione con il decreto per la didattica digitale firmato lo scorso novembre dal Ministro Marco Bussetti.

In particolare, ciascuna scuola riceverà 35.000 euro per la realizzazione di laboratori e 30.000 euro per la formazione del personale scolastico alla didattica innovativa. Saranno 57.000 gli alunni coinvolti e 6.500 i docenti che beneficeranno della formazione. A livello territoriale, 21 istituti si trovano al Nord (13 in Lombardia, 6 in Piemonte, 2 in Liguria), 8 al Centro (tutti nel Lazio) e 31 al Sud (10 in Campania, 9 in Sicilia, 7 in Puglia, 4 in Calabria e 1 in Basilicata). Si tratta di una importante misura rivolta al contrasto della dispersione scolastica. Le 60 scuole beneficiarie, infatti, sono state individuate tra quelle con i più alti indici di disagio negli apprendimenti, di status socio-economico familiare, di deprivazione territoriale e di abbandono scolastico.

“La didattica digitale è un elemento fondamentale per aumentare la motivazione degli studenti e per contrastare le disuguaglianze nell’apprendimento – commenta il Ministro -. Per questo abbiamo deciso di dotare le scuole con più alti indici di disagio di laboratori didattici innovativi. Nessuno nella nostra scuola deve rimanere indietro. Siamo tuttavia consapevoli che la tecnologia da sola non basta: occorre accompagnarla con un rinnovamento, in chiave tecnologica e digitale, delle metodologie e degli approcci didattici. Per questo – conclude Bussetti – una parte delle risorse destinate a ciascuna scuola sarà utilizzata per l’aggiornamento dei docenti sui temi dell’innovazione”.

Nota 6 dicembre 2018, AOODGEFID 31437

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per la programmazione e la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali
Direzione Generale per interventi in materia di edilizia scolastica, per la gestione dei fondi strutturali per l’istruzione e per l’innovazione digitale

AVVISO PUBBLICO PER LA REALIZZAZIONE DI INIZIATIVE DI DIFFUSIONE TERRITORIALE DELL’INNOVAZIONE DIDATTICA E DIGITALE

Conoscere, vivere, scoprire il web

In arrivo la nuova campagna per un buon uso della Rete da parte di giovani e adulti voluta dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. L’iniziativa, che durerà un mese a partire da fine novembre e prevede la pubblicazione di contenuti adatti a studenti, docenti e famiglie, è stata ufficialmente presentata questa mattina nel corso di JOB&Orienta, il Salone nazionale dedicato a orientamento, scuola, formazione e lavoro per i ragazzi, in corso a Verona fino al primo dicembre. Il MIUR anche quest’anno partecipa alla manifestazione con un proprio stand (al padiglione 6).

La campagna per conoscere, vivere e scoprire il web sarà divisa in tre fasi, ciascuna caratterizzata da hashtag-contenuti con destinatari diversi. L’obiettivo è quello di informare genitori, docenti e ragazzi con materiali di facile fruizione e un linguaggio vicino alle loro sensibilità.

Docenti e operatori della scuola saranno i destinatari della prima fase di lancio, #conoscereilweb, che metterà al centro il pensiero computazionale. Sui canali social di Generazioni Connesse saranno pubblicati video realizzati in collaborazione con il Consorzio Interuniversitario Nazionale italiano e contenuti ideati con Telefono Azzurro e Google.

Gli studenti saranno invece coinvolti nella seconda fase, #vivereilweb, in cui si parlerà di netiquette e gestione delle amicizie in Rete. Previsto anche un decalogo per muoversi correttamente sul web.

Genitori e docenti, nella terza e ultima fase, #scoprireilweb, impareranno attraverso “7 consigli utili” a riconoscere i comportamenti sospetti legati a un cattivo uso dei social.

A conclusione della campagna sarà lanciata l’App di Generazioni Connesse, per l’accesso a contenuti didattici e pedagogici da utilizzare a casa o in classe.

Cyber Security e tecnologie intelligenti nella PA

Mercoledì 28 novembre al MIUR il convegno “Cyber Security e tecnologie intelligenti nella PA: dal machine learning all’intelligenza artificiale”

Mercoledì 28 novembre, a partire dalle ore 9, nella sede di Via Carcani 61 del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca si terrà il convegno dedicato a “Cyber Security e tecnologie intelligenti nella PA: dal machine learning all’intelligenza artificiale”.

Il convegno, organizzato dalla Direzione generale per i contratti, gli acquisti e per i sistemi informativi e la statistica (DGCASIS) del MIUR, dal Dipartimento di Informatica dell’Università La Sapienza di Roma e dalla PRS-Planning Ricerche e Studi, metterà a confronto le esigenze e le esperienze delle pubbliche amministrazioni nel campo della sicurezza informatica, i contributi della ricerca condotta in ambito accademico e il punto di vista di importanti aziende private del settore dell’information technology (IT).

L’evento nasce dalla consapevolezza che lo sviluppo di soluzioni per la sicurezza informatica sia sempre più una necessità per innalzare il livello di protezione di applicazioni ed infrastrutture, soprattutto quando queste vengono impiegate nell’erogazione di servizi essenziali. Il contrasto agli attacchi informatici costituisce infatti una sfida sempre più impegnativa, sia per il volume degli attacchi che per la velocità con cui gli stessi possono diffondersi. Questo ha reso imprescindibile nella cyber security l’utilizzo di soluzioni basate sul Machine Learning e sull’Intelligenza Artificiale.

Al convegno interverranno Gianna Barbieri – Direttore Generale DGCASIS del MIUR, Teresa Alvaro – Direttore dell’AgID (Agenzia per l’Italia Digitale), Stefano Tomasini – Direttore Centrale per l’organizzazione digitale dell’INAIL, il professor Luigi V. Mancini del Dipartimento di Informatica Università Sapienza di Roma, Luisella Giani – ORACLE EMEA Business Innovation Director, Carlo Mauceli – Chief Technology Officer Microsoft Italia, Fabio Sammartino – Cybersecurit1y Expert Kaspersky Lab Italia.

L’evento rientra nelle iniziative del Mese Europeo della Cyber Security (ECSM) promosso ogni anno dall’ENISA ed ha ricevuto il patrocinio di Clusit ed Assintel.