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#FuturaBrindisi, “Sail to the Future”

Dal 4 al 6 giugno la tappa pugliese del tour del Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD) nei territori

Il Piano Nazionale Scuola Digitale fa tappa in Puglia. Dopo le iniziative di Catania, Caltanissetta e Pescara, #Futura, l’evento lanciato dal MIUR lo scorso gennaio a Bologna, arriva a Brindisi: da oggi fino al 6 giugno, Palazzo Granafei Nervegna sarà il centro attorno al quale si svilupperanno momenti formativi, confronti, laboratori, gare di robotica, hackathon, simulazioni di lavori negoziali e concorsi per studentesse e studenti sull’innovazione didattica e digitale nella scuola italiana.

Sail to the Future” è il titolo della tre giorni pugliese. Fitto il programma delle iniziative: le docenti e i docenti potranno scegliere tra molteplici workshop tematici, mentre per le giovani e i giovani delle scuole del territorio saranno due le principali occasioni di confronto e dibattito: Civic Hack Brindisi, una maratona progettuale civica durante la quale studentesse e studenti saranno chiamati a dare il proprio contributo di idee per la crescita e lo sviluppo sostenibile della propria città, e Model UNEP, una simulazione dei lavori negoziali del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP), un’organizzazione internazionale che opera dal 1972 contro i cambiamenti climatici a favore della tutela dell’ambiente e dell’uso sostenibile delle risorse naturali. Ottanta studentesse e studenti, provenienti dalle scuole della Regione Puglia, con l’aiuto di mentori, esperti e ricercatori, lavoreranno insieme con l’obiettivo di immaginare nuovi modelli e soluzioni innovative per contribuire al raggiungimento dell’Obiettivo 14 dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile: “Conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile”.

Molti, inoltre, i seminari,  le conferenze e i convegni aperti a docenti, studentesse, studenti e cittadini, dedicati al coding, alla presenza delle donne nelle discipline STEM, all’intelligenza artificiale, ai ‘Millennials d’Italia’, alle nuove frontiere delle tecnologie nella didattica, all’utilizzo dell’innovazione tecnologica nel rispetto e a tutela dell’ambiente.

Il 6 giugno Brindisi passerà simbolicamente il testimone alla città di Rieti, prossima tappa di #Futura dal 7 al 9 giugno. “Sail to the Future” è, infatti, una delle 24 iniziative promosse dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nel 2018, per la diffusione sul territorio delle azioni del Piano Nazionale Scuola Digitale.

Tutti gli eventi si potranno seguire e raccontare sui social con l’hashtag #Futura e con l’hashtag ‘coordinato’ al singolo evento con l’aggiunta del nome della città (#FuturaBrindisi).

Il programma dettagliato di #FuturaBrindisi è consultabile al link: http://www.miur.gov.it/documents/20182/0/futura-brindisi-2018_programma.pdf/6c17f97a-0b14-4746-943c-0890d23f4604?pk_vid=476563b661bb80011528098670481870

Qui il video di presentazione: https://youtu.be/_MXc3pYvyzs

#FuturaPescara, “Terra Reale 4.0”

#FuturaPescara, “Terra Reale 4.0”
Dal 29 al 31 maggio, a Montesilvano, la tre giorni dedicata
al Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD)

Ospitato anche il torneo internazionale di robotica RoboCupJunior

Dal 29 al 31 maggio la città di Pescara raccoglie il testimone ricevuto dalla Sicilia ospitando la tappa abruzzese di #Futura, l’evento lanciato dal MIUR a Bologna, lo scorso gennaio per portare sui territori il Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD). Dopo l’evento di lancio, il MIUR ha promosso 24 iniziative didattiche e formative a livello territoriale per diffondere le azioni di innovazione didattica e digitale nella scuola italiana.

“Terra reale 4.0”, questo il titolo dell’iniziativa che si svolgerà nella città abruzzese. Per tre giorni il Pala “Dean Martin” di Montesilvano diventerà il quartier generale dei “nativi digitali”, studentesse e studenti provenienti da scuole di tutto il territorio abruzzese, e si animerà con workshop, mostre, dibattiti, vetrine tecnologiche, gare di droni, maratone progettuali e simulazioni di lavori negoziali. La tappa abruzzese sarà arricchita anche da un evento internazionale: la Robocup Junior 2018 European Championship, della cui organizzazione il comitato mondiale ha investito l’IIS “A.Volta” di Pescara. Il torneo internazionale vedrà la partecipazione di studentesse e studenti provenienti da 17 nazioni. RoboCupJunior è una divisione della Federazione RoboCup, che mira a promuovere la robotica e l’intelligenza artificiale nelle scuole primarie e secondarie, e organizza competizioni di robot dedicate a studentesse e studenti delle scuole secondarie. Le gare di RoboCupJunior sono divise in tre leghe: Soccer, Rescue e On Stage. Alle competizioni di Montesilvano sarà presente anche il Presidente della Federazione RoboCup, Daniel Polani.

La tre giorni sarà un’occasione di formazione per docenti che potranno scegliere fra i molteplici workshop tematici. Denso il programma della giornata inaugurale che avrà inizio alle ore 10, presso la Sala dei 400, con i saluti istituzionali e il lancio del Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD). Seguirà la presentazione della prima maratona progettuale civica delle scuole del secondo ciclo della provincia di Pescara, il Civic Hack Pescara, durante la quale studentesse e studenti lavoreranno insieme con l’obiettivo di dare il proprio contributo alla crescita e al futuro sostenibili del territorio abruzzese, soffermandosi sull’importanza del turismo come motore dell’economia regionale. Al turismo sostenibile e al suo valore chiave per il raggiungimento, anche su scala locale, degli obiettivi dell’Agenda 2030, sarà dedicato Consilium Abruzzo, una simulazione dei lavori negoziali del Consiglio regionale dell’Abruzzo nel corso della quale studentesse e studenti potranno riflettere e confrontarsi sull’importanza di compiere scelte consapevoli, acquisendo nuove competenze di cittadinanza e protagonismo civico.

Molti i seminari,  le tavole rotonde e i convegni aperti a docenti, studentesse e studenti e cittadini, dedicati alle piccole scuole, alla presenza delle donne nelle discipline STEM, all’intelligenza artificiale, ai ‘Millennials d’Italia’, alle nuove professioni legate all’introduzione dell’intelligenza artificiale nell’industria 4.0, alle nuove frontiere delle tecnologie nella didattica. In programma inoltre la disseminazione del progetto “Erasmus + KA1 ‘DIGEI’ Digital Expert Innovators” di cui l’USR Abruzzo è capofila, che ha permesso a 40 docenti Animatori Digitali delle scuole consorziate di effettuare attività di Job shadowing e di approfondimento sull’innovazione digitale. Molto spazio sarà dedicato alle buone pratiche digitali e alle più efficaci esperienze di coding. Il programma della manifestazione prevede anche momenti di danza, musica, performance e stand allestiti dalle studentesse e dagli studenti, la partecipazione dell’attore Giorgio Pasotti  e il concerto di Sergio Sylvestre.

Il 31 maggio Pescara passerà simbolicamente il testimone alla città di Brindisi, prossima tappa di #Futura dal 4 al 6 giugno. Dal 7 al 9 giugno #Futura sarà invece a Rieti.

Tutti gli eventi si potranno seguire e raccontare sui social con l’hashtag #Futura e con l’hashtag ‘coordinato’ al singolo evento con l’aggiunta del nome della città (#FuturaPescara, #FuturaBrindisi, #FuturaRieti per le prossime tappe).


Decreto Legislativo 18 maggio 2018, n. 65

Decreto Legislativo 18 maggio 2018, n. 65

Attuazione della direttiva (UE) 2016/1148 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 luglio 2016, recante misure per un livello comune elevato di sicurezza delle reti e dei sistemi informativi nell’Unione. (18G00092)

(GU Serie Generale n.132 del 09-06-2018)

Capo I

Disposizioni generali

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87, quinto comma, della Costituzione;
Vista la legge 24 dicembre 2012, n. 234, recante norme generali
sulla partecipazione dell’Italia alla formazione e all’attuazione
della normativa e delle politiche dell’Unione europea;
Vista la legge 25 ottobre 2017, n. 163, recante delega al Governo
per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri
atti dell’Unione europea – Legge di delegazione europea 2016-2017;
Vista la direttiva (UE) 1148/2016 del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 6 luglio 2016, recante misure per un livello comune
elevato di sicurezza delle reti e dei sistemi informativi
nell’Unione;
Visto il regolamento (CE) 910/2014 del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 23 luglio 2014, in materia di identificazione
elettronica e servizi fiduciari per le transazioni elettroniche nel
mercato interno e che abroga la direttiva 1999/93/CE;
Vista la direttiva 2013/40/UE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 12 agosto 2013, relativa agli attacchi contro i
sistemi di informazione e che sostituisce la decisione quadro
2005/222/GAI del Consiglio;
Vista la raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6
maggio 2003, relativa alla definizione delle microimprese, piccole e
medie imprese;
Visto il Regolamento di esecuzione della Commissione n. 2018/151/UE
del 30 gennaio 2018 recante modalita’ di applicazione della direttiva
(UE) 2016/1148 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto
riguarda l’ulteriore specificazione degli elementi che i fornitori di
servizi digitali devono prendere in considerazione ai fini della
gestione dei rischi posti alla sicurezza delle reti e dei sistemi
informativi e dei parametri per determinare l’eventuale impatto
rilevante di un incidente;
Visto il decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito, con
modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155, recante misure
urgenti per il contrasto del terrorismo internazionale;
Visto il decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 39, recante
attuazione della direttiva 2011/93/UE relativa alla lotta contro
l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia
minorile, che sostituisce la decisione quadro 2004;
Vista la legge 3 agosto 2007, n. 124, recante sistema di
informazione per la sicurezza della Repubblica e nuova disciplina del
segreto;
Visto il decreto-legge 30 ottobre 2015, n. 174, convertito, con
modificazioni, dalla legge 11 dicembre 2015, n. 198, recante proroga
delle missioni internazionali delle Forze armate e di polizia,
iniziative di cooperazione allo sviluppo e sostegno ai processi di
ricostruzione e partecipazione alle iniziative delle organizzazioni
internazionali per il consolidamento dei processi di pace e di
stabilizzazione;
Visto il decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con
modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, recante misure
urgenti per la crescita del Paese, e, in particolare, l’articolo 19,
che ha istituito l’Agenzia per l’Italia digitale (AgID);
Visto il decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, recante il codice
dell’amministrazione digitale e, in particolare, le disposizioni in
materia di funzioni dell’AgID e di sicurezza informatica;
Visto il decreto legislativo 11 aprile 2011, n. 61, attuativo della
direttiva 2008/114/CE, recante l’individuazione e la designazione
delle infrastrutture critiche europee e la valutazione della
necessita’ di migliorarne la protezione;
Visto il regolamento adottato con decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri 6 novembre 2015, n. 5, recante disposizioni
per la tutela amministrativa del segreto di Stato e delle
informazioni classificate e a diffusione esclusiva;
Vista la direttiva adottata con decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri del 17 febbraio 2017, recante indirizzi per la
protezione cibernetica e la sicurezza informatica nazionali,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 87 del 13 aprile 2017;
Visto il decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, recante il
codice in materia di protezione dei dati personali;
Visto il decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, recante il
codice delle comunicazioni elettroniche;
Visto il decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, recante
disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e
degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro
organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n.
42;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei ministri,
adottata nella riunione dell’8 febbraio 2018;
Acquisito il parere della Conferenza Unificata di cui all’articolo
8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, reso nella seduta
del 19 aprile 2018;
Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella
riunione del 16 maggio 2018;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei ministri e del
Ministro dello sviluppo economico, di concerto con i Ministri degli
affari esteri e della cooperazione internazionale, della giustizia,
dell’interno, della difesa, della salute e dell’economia e delle
finanze;

Emana

il seguente decreto legislativo:

Art. 1

Oggetto e ambito di applicazione

  1. Il presente decreto stabilisce misure volte a conseguire un
    livello elevato di sicurezza della rete e dei sistemi informativi in
    ambito nazionale, contribuendo ad incrementare il livello comune di
    sicurezza nell’Unione europea.
  2. Ai fini del comma 1, il presente decreto prevede:
    a) l’inclusione nella strategia nazionale di sicurezza
    cibernetica di previsioni in materia di sicurezza delle reti e dei
    sistemi informativi rientranti nell’ambito di applicazione del
    presente decreto;
    b) la designazione delle autorita’ nazionali competenti e del
    punto di contatto unico, nonche’ del Gruppo di intervento per la
    sicurezza informatica in caso di incidente (CSIRT) in ambito
    nazionale per lo svolgimento dei compiti di cui all’allegato I;
    c) il rispetto di obblighi da parte degli operatori di servizi
    essenziali e dei fornitori di servizi digitali relativamente
    all’adozione di misure di sicurezza e di notifica degli incidenti con
    impatto rilevante;
    d) la partecipazione nazionale al gruppo di cooperazione europeo,
    nell’ottica della collaborazione e dello scambio di informazioni tra
    Stati membri dell’Unione europea, nonche’ dell’incremento della
    fiducia tra di essi;
    e) la partecipazione nazionale alla rete CSIRT nell’ottica di
    assicurare una cooperazione tecnico-operativa rapida ed efficace.
  3. Le disposizioni in materia di misure di sicurezza e di notifica
    degli incidenti di cui al presente decreto non si applicano alle
    imprese soggette agli obblighi di cui agli articoli 16-bis e 16-ter
    del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, ne’ ai prestatori di
    servizi fiduciari soggetti agli obblighi di cui all’articolo 19 del
    regolamento (UE) n. 910/2014.
  4. Il presente decreto si applica fatto salvo quanto previsto dal
    decreto legislativo 11 aprile 2011, n. 61, e dalla direttiva
    2013/40/UE relativa agli attacchi contro i sistemi di informazione e
    che sostituisce la decisione quadro 2005/222/GAI, del Consiglio.
  5. Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 346 del trattato sul
    funzionamento dell’Unione europea, le informazioni riservate secondo
    quanto disposto dalla normativa dell’Unione europea e nazionale, in
    particolare per quanto concerne la riservatezza degli affari, sono
    scambiate con la Commissione europea e con altre autorita’ competenti
    NIS solo nella misura in cui tale scambio sia necessario ai fini
    dell’applicazione del presente decreto. Le informazioni scambiate
    sono pertinenti e commisurate allo scopo. Lo scambio di informazioni
    ne tutela la riservatezza e protegge la sicurezza e gli interessi
    commerciali degli operatori di servizi essenziali e dei fornitori di
    servizi digitali.
  6. Il presente decreto lascia impregiudicate le misure adottate per
    salvaguardare le funzioni essenziali dello Stato, in particolare di
    tutela della sicurezza nazionale, comprese le misure volte a tutelare
    le informazioni, nei casi in cui la divulgazione sia ritenuta
    contraria agli interessi essenziali di sicurezza e di mantenimento
    dell’ordine pubblico, in particolare a fini di indagine, accertamento
    e perseguimento di reati.
  7. Qualora gli obblighi previsti per gli operatori di servizi
    essenziali o i fornitori di servizi digitali di assicurare la
    sicurezza delle loro reti e dei loro sistemi informativi o di
    notificare gli incidenti siano oggetto di uno specifico atto
    giuridico dell’Unione europea, si applicano le disposizioni di detto
    atto giuridico nella misura in cui gli effetti di tali obblighi siano
    almeno equivalenti a quelli degli obblighi di cui al presente
    decreto.

Art. 2

Trattamento dei dati personali

  1. Il trattamento dei dati personali in applicazione del presente
    decreto e’ effettuato ai sensi del decreto legislativo 30 giugno
    2003, n. 196, e successive modificazioni.

Art. 3

Definizioni

  1. Ai fini del presente decreto si intende per:
    a) autorita’ competente NIS, l’autorita’ competente per settore,
    in materia di sicurezza delle reti e dei sistemi informativi, di cui
    all’articolo 7, comma 1;
    b) CSIRT, gruppo di intervento per la sicurezza informatica in
    caso di incidente, di cui all’articolo 8;
    c) punto di contatto unico, l’organo incaricato a livello
    nazionale di coordinare le questioni relative alla sicurezza delle
    reti e dei sistemi informativi e la cooperazione transfrontaliera a
    livello di Unione europea;
    d) autorita’ di contrasto, l’organo centrale del Ministero
    dell’interno per la sicurezza e per la regolarita’ dei servizi di
    telecomunicazione, di cui all’articolo 7-bis del decreto-legge 27
    luglio 2005, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 31
    luglio 2005, n.155;
    e) rete e sistema informativo:
    1) una rete di comunicazione elettronica ai sensi dell’articolo
    1, comma 1, lettera dd), del decreto legislativo 1° agosto 2003, n.
    259;
    2) qualsiasi dispositivo o gruppo di dispositivi interconnessi
    o collegati, uno o piu’ dei quali eseguono, in base ad un programma,
    un trattamento automatico di dati digitali;
    3) i dati digitali conservati, trattati, estratti o trasmessi
    per mezzo di reti o dispositivi di cui ai numeri 1) e 2), per il loro
    funzionamento, uso, protezione e manutenzione;
    f) sicurezza della rete e dei sistemi informativi, la capacita’
    di una rete e dei sistemi informativi di resistere, a un determinato
    livello di riservatezza, a ogni azione che comprometta la
    disponibilita’, l’autenticita’, l’integrita’ o la riservatezza dei
    dati conservati o trasmessi o trattati e dei relativi servizi offerti
    o accessibili tramite tale rete o sistemi informativi;
    g) operatore di servizi essenziali, soggetto pubblico o privato,
    della tipologia di cui all’allegato II, che soddisfa i criteri di cui
    all’articolo 4, comma 2;
    h) servizio digitale, servizio ai sensi dell’articolo 1,
    paragrafo 1, lettera b), della direttiva (UE) 2015/1535 del
    Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 settembre 2015, di un tipo
    elencato nell’allegato III;
    i) fornitore di servizio digitale, qualsiasi persona giuridica
    che fornisce un servizio digitale;
    l) incidente, ogni evento con un reale effetto pregiudizievole
    per la sicurezza della rete e dei sistemi informativi;
    m) trattamento dell’incidente, tutte le procedure necessarie per
    l’identificazione, l’analisi e il contenimento di un incidente e
    l’intervento in caso di incidente;
    n) rischio, ogni circostanza o evento ragionevolmente
    individuabile con potenziali effetti pregiudizievoli per la sicurezza
    della rete e dei sistemi informativi;
    o) rappresentante, la persona fisica o giuridica stabilita
    nell’Unione europea espressamente designata ad agire per conto di un
    fornitore di servizi digitali che non e’ stabilito nell’Unione
    europea, a cui l’autorita’ competente NIS o il CSIRT Nazionale puo’
    rivolgersi in luogo del fornitore di servizi digitali, per quanto
    riguarda gli obblighi di quest’ultimo ai sensi del presente decreto;
    p) norma, una norma ai sensi dell’articolo 2, primo paragrafo,
    numero 1), del regolamento (UE) n. 1025/2012;
    q) specifica, una specifica tecnica ai sensi dell’articolo 2,
    primo paragrafo, numero 4), del regolamento (UE) n. 1025/2012;
    r) punto di interscambio internet (IXP), una infrastruttura di
    rete che consente l’interconnessione di piu’ di due sistemi autonomi
    indipendenti, principalmente al fine di agevolare lo scambio del
    traffico internet; un IXP fornisce interconnessione soltanto ai
    sistemi autonomi; un IXP non richiede che il traffico internet che
    passa tra qualsiasi coppia di sistemi autonomi partecipanti passi
    attraverso un terzo sistema autonomo, ne’ altera o interferisce
    altrimenti con tale traffico;
    s) sistema dei nomi di dominio (DNS), e’ un sistema distribuito e
    gerarchico di naming in una rete che inoltra le richieste dei nomi di
    dominio;
    t) fornitore di servizi DNS, un soggetto che fornisce servizi DNS
    su internet;
    u) registro dei nomi di dominio di primo livello, un soggetto che
    amministra e opera la registrazione di nomi di dominio internet
    nell’ambito di uno specifico dominio di primo livello (TLD);
    v) mercato online, un servizio digitale che consente ai
    consumatori ovvero ai professionisti, come definiti rispettivamente
    all’articolo 141, comma 1, lettere a) e b), del decreto legislativo 6
    settembre 2005, n. 206, di concludere contratti di vendita o di
    servizi online con i professionisti sia sul sito web del mercato
    online sia sul sito web di un professionista che utilizza i servizi
    informatici forniti dal mercato on line;
    z) motore di ricerca on line, un servizio digitale che consente
    all’utente di effettuare ricerche, in linea di principio, su tutti i
    siti web o su siti web in una lingua particolare sulla base di
    un’interrogazione su qualsiasi tema sotto forma di parola chiave,
    frase o di altra immissione, e fornisce i link in cui possono essere
    trovate le informazioni relative al contenuto richiesto;
    aa) servizio di cloud computing, un servizio digitale che
    consente l’accesso a un insieme scalabile ed elastico di risorse
    informatiche condivisibili.

Art. 4

Identificazione degli operatori di servizi essenziali

  1. Entro il 9 novembre 2018, con propri provvedimenti, le autorita’
    competenti NIS identificano per ciascun settore e sottosettore di cui
    all’allegato II, gli operatori di servizi essenziali con una sede nel
    territorio nazionale. Gli operatori che prestano attivita’ di
    assistenza sanitaria sono individuati con decreto del Ministro della
    salute, di intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo
    Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano. Gli
    operatori che forniscono e distribuiscono acque destinate al consumo
    umano sono individuati con decreto del Ministro dell’ambiente e della
    tutela del territorio e del mare, di intesa con la Conferenza
    permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province
    autonome di Trento e di Bolzano.
  2. I criteri per l’identificazione degli operatori di servizi
    essenziali sono i seguenti:
    a) un soggetto fornisce un servizio che e’ essenziale per il
    mantenimento di attivita’ sociali e/o economiche fondamentali;
    b) la fornitura di tale servizio dipende dalla rete e dai sistemi
    informativi;
    c) un incidente avrebbe effetti negativi rilevanti sulla
    fornitura di tale servizio.
  3. Oltre ai criteri indicati nel comma 2, nell’individuazione degli
    operatori di servizi essenziali si tiene conto dei documenti prodotti
    al riguardo dal Gruppo di cooperazione di cui all’articolo 10.
  4. Ai fini del comma 1, prima dell’adozione dei provvedimenti
    previsti dalla medesima disposizione, qualora un soggetto fornisca un
    servizio di cui al comma 2, lettera a), sul territorio nazionale e in
    altro o altri Stati membri dell’Unione europea, le autorita’
    competenti NIS consultano le autorita’ competenti degli altri Stati
    membri.
  5. E’ istituito presso il Ministero dello sviluppo economico un
    elenco nazionale degli operatori di servizi essenziali.
  6. L’elenco degli operatori di servizi essenziali identificati ai
    sensi del comma 1 e’ riesaminato con le medesime modalita’ di cui al
    comma 1 e, se del caso, aggiornato su base regolare, ed almeno ogni
    due anni dopo il 9 maggio 2018, a cura delle autorita’ competenti NIS
    ed e’ comunicato al Ministero dello sviluppo economico.
  7. Entro il 9 novembre 2018, e in seguito ogni due anni, il punto
    di contatto unico trasmette alla Commissione europea le informazioni
    necessarie per la valutazione dell’attuazione del presente decreto,
    in particolare della coerenza dell’approccio in merito
    all’identificazione degli operatori di servizi essenziali.
  8. Le informazioni di cui al comma 7 comprendono almeno:
    a) le misure nazionali che consentono l’identificazione degli
    operatori di servizi essenziali;
    b) l’elenco dei servizi di cui al comma 2;
    c) il numero degli operatori di servizi essenziali identificati
    per ciascun settore di cui all’allegato II ed un’indicazione della
    loro importanza in relazione a tale settore;
    d) le soglie, ove esistano, per determinare il pertinente livello
    di fornitura con riferimento al numero di utenti che dipendono da
    tale servizio di cui all’articolo 5, comma 1, lettera a), o
    all’importanza di tale particolare operatore di servizi essenziali di
    cui all’articolo 5, comma 1, lettera f).

Art. 5

Effetti negativi rilevanti

  1. Ai fini della determinazione della rilevanza degli effetti
    negativi di cui all’articolo 4, comma 2, lettera c), le autorita’
    competenti NIS considerano i seguenti fattori intersettoriali:
    a) il numero di utenti che dipendono dal servizio fornito dal
    soggetto interessato;
    b) la dipendenza di altri settori di cui all’allegato II dal
    servizio fornito da tale soggetto;
    c) l’impatto che gli incidenti potrebbero avere, in termini di
    entita’ e di durata, sulle attivita’ economiche e sociali o sulla
    pubblica sicurezza;
    d) la quota di mercato di detto soggetto;
    e) la diffusione geografica relativamente all’area che potrebbe
    essere interessata da un incidente;
    f) l’importanza del soggetto per il mantenimento di un livello
    sufficiente del servizio, tenendo conto della disponibilita’ di
    strumenti alternativi per la fornitura di tale servizio.
  2. Al fine della determinazione degli effetti negativi rilevanti di
    un incidente sono altresi’ considerati, ove opportuno, fattori
    settoriali.

Capo II

Contesto strategico e istituzionale

Art. 6

Strategia nazionale di sicurezza cibernetica

  1. Il Presidente del Consiglio dei ministri adotta, sentito il
    Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica (CISR),
    la strategia nazionale di sicurezza cibernetica per la tutela della
    sicurezza delle reti e dei sistemi di interesse nazionale.
  2. Nell’ambito della strategia nazionale di sicurezza cibernetica,
    sono in particolare indicati, per la sicurezza di reti e sistemi
    informativi rientranti nell’ambito di applicazione del presente
    decreto:
    a) gli obiettivi e le priorita’ in materia di sicurezza delle reti
    e dei sistemi informativi;
    b) il quadro di governance per conseguire gli obiettivi e le
    priorita’, inclusi i ruoli e le responsabilita’ degli organismi
    pubblici e degli altri attori pertinenti;
    c) le misure di preparazione, risposta e recupero, inclusa la
    collaborazione tra settore pubblico e settore privato;
    d) i programmi di formazione, sensibilizzazione e istruzione
    relativi alla strategia in materia di sicurezza delle reti e dei
    sistemi informativi;
    e) i piani di ricerca e sviluppo;
    f) un piano di valutazione dei rischi;
    g) l’elenco dei vari attori coinvolti nell’attuazione.
  3. Con la procedura di cui al comma 1 sono adottate linee di
    indirizzo per l’attuazione della strategia nazionale di sicurezza
    cibernetica.
  4. La Presidenza del Consiglio dei ministri trasmette la strategia
    nazionale in materia di sicurezza cibernetica alla Commissione
    europea entro tre mesi dalla sua adozione. Puo’ essere esclusa la
    trasmissione di elementi della strategia riguardanti la sicurezza
    nazionale.

Art. 7

Autorita’ nazionali competenti e punto di contatto unico

  1. Sono designate quali Autorita’ competenti NIS per i settori e
    sottosettori di cui all’allegato II e per i servizi di cui
    all’allegato III:
    a) il Ministero dello sviluppo economico per il settore energia,
    sottosettori energia elettrica, gas e petrolio e per il settore
    infrastrutture digitali, sottosettori IXP, DNS, TLD, nonche’ per i
    servizi digitali;
    b) il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per il settore
    trasporti, sottosettori aereo, ferroviario, per vie d’acqua e su
    strada;
    c) il Ministero dell’economia e delle finanze per il settore
    bancario e per il settore infrastrutture dei mercati finanziari, in
    collaborazione con le autorita’ di vigilanza di settore, Banca
    d’Italia e Consob, secondo modalita’ di collaborazione e di scambio
    di informazioni stabilite con decreto del Ministro dell’economia e
    delle finanze;
    d) il Ministero della salute per l’attivita’ di assistenza
    sanitaria, come definita dall’articolo 3, comma 1, lettera a), del
    decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 38, prestata dagli operatori
    dipendenti o incaricati dal medesimo Ministero o convenzionati con lo
    stesso e le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano,
    direttamente o per il tramite delle Autorita’ sanitarie
    territorialmente competenti, per le attivita’ di assistenza sanitaria
    prestata dagli operatori autorizzati e accreditati delle Regioni o
    dalle Province autonome negli ambiti territoriali di rispettiva
    competenza;
    e) il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del
    mare e le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano,
    direttamente o per il tramite delle Autorita’ territorialmente
    competenti, in merito al settore fornitura e distribuzione di acqua
    potabile.
  2. Le Autorita’ competenti NIS sono responsabili dell’attuazione
    del presente decreto con riguardo ai settori di cui all’allegato II e
    ai servizi di cui all’allegato III e vigilano sull’applicazione del
    presente decreto a livello nazionale esercitando altresi’ le relative
    potesta’ ispettive e sanzionatorie.
  3. Il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS) e’
    designato quale punto di contatto unico in materia di sicurezza delle
    reti e dei sistemi informativi.
  4. Il punto di contatto unico svolge una funzione di collegamento
    per garantire la cooperazione transfrontaliera delle autorita’
    competenti NIS con le autorita’ competenti degli altri Stati membri,
    nonche’ con il gruppo di cooperazione di cui all’articolo 10 e la
    rete di CSIRT di cui all’articolo 11.
  5. Il punto di contatto unico collabora nel gruppo di cooperazione
    in modo effettivo, efficiente e sicuro con i rappresentanti designati
    dagli altri Stati.
  6. Le autorita’ competenti NIS e il punto di contatto unico
    consultano, conformemente alla normativa vigente, l’autorita’ di
    contrasto ed il Garante per la protezione dei dati personali e
    collaborano con essi.
  7. La Presidenza del Consiglio dei ministri comunica
    tempestivamente alla Commissione europea la designazione del punto di
    contatto unico e quella delle autorita’ competenti NIS, i relativi
    compiti e qualsiasi ulteriore modifica. Alle designazioni sono
    assicurate idonee forme di pubblicita’.
  8. Agli oneri derivanti dal presente articolo pari a 1.300.000 euro
    a decorrere dal 2018, si provvede ai sensi dell’articolo 22.

Art. 8

Gruppi di intervento per la sicurezza informatica in caso di
incidente – CSIRT

  1. E’ istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri,
    il CSIRT italiano, che svolge i compiti e le funzioni del Computer
    Emergency Response Team (CERT) nazionale, di cui all’articolo 16-bis
    del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, e del CERT-PA, gia’
    operante presso l’Agenzia per l’Italia digitale ai sensi
    dell’articolo 51 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82.
  2. L’organizzazione e il funzionamento del CSIRT italiano sono
    disciplinati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri ai
    sensi dell’articolo 7 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303,
    da adottare entro il 9 novembre 2018. Per lo svolgimento delle
    funzioni del CSIRT italiano, la Presidenza del Consiglio dei ministri
    si avvale di un contingente massimo di trenta unita’ di personale, di
    cui quindici scelti tra dipendenti di altre amministrazioni
    pubbliche, in posizione di comando o fuori ruolo, per i quali si
    applica l’articolo 17, comma 14, della legge 15 maggio 1997, n. 127,
    e quindici da assumere, nel limite della dotazione organica vigente,
    in aggiunta alle ordinarie facolta’ assunzionali della Presidenza del
    Consiglio dei ministri, nel limite di spesa annuo di 1.300.000 di
    euro a decorrere dal 2018. Ai relativi oneri si provvede ai sensi
    dell’articolo 22.
  3. Nelle more dell’adozione del decreto di cui al comma 2, le
    funzioni di CSIRT italiano sono svolte dal CERT nazionale unitamente
    al CERT-PA in collaborazione tra loro.
  4. Il CSIRT italiano assicura la conformita’ ai requisiti di cui
    all’allegato I, punto 1, svolge i compiti di cui all’allegato I,
    punto 2, si occupa dei settori di cui all’allegato II e dei servizi
    di cui all’allegato III e dispone di un’infrastruttura di
    informazione e comunicazione appropriata, sicura e resiliente a
    livello nazionale.
  5. Il CSIRT italiano definisce le procedure per la prevenzione e la
    gestione degli incidenti informatici.
  6. Il CSIRT italiano garantisce la collaborazione effettiva,
    efficiente e sicura, nella rete di CSIRT di cui all’articolo 11.
  7. La Presidenza del Consiglio dei ministri comunica alla
    Commissione europea il mandato del CSIRT italiano e le modalita’ di
    trattamento degli incidenti a questo affidati.
  8. Il CSIRT italiano, per lo svolgimento delle proprie funzioni,
    puo’ avvalersi anche dell’Agenzia per l’Italia digitale.
  9. Le funzioni svolte dal Ministero dello sviluppo economico in
    qualita’ di CERT nazionale ai sensi dell’articolo 16-bis, del decreto
    legislativo 1° agosto 2003, n. 259, nonche’ quelle svolte da Agenzia
    per l’Italia digitale in qualita’ di CERT-PA, ai sensi dell’articolo
    51 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, sono trasferite al
    CSIRT italiano a far data dalla entrata in vigore del decreto di cui
    al comma 2.
  10. Per le spese di funzionamento del CSIRT italiano e’ autorizzata
    la spesa di 2.700.000 euro per l’anno 2018, di cui 2.000.000 per le
    spese di investimenti, e di 700.000 annui a decorrere dall’anno 2019.
    A tali oneri si provvede ai sensi dell’articolo 22.

Art. 9

Cooperazione a livello nazionale

  1. Le autorita’ competenti NIS, il punto di contatto unico e il
    CSIRT italiano collaborano per l’adempimento degli obblighi di cui al
    presente decreto. A tal fine e’ istituito, presso la Presidenza del
    Consiglio dei ministri, un Comitato tecnico di raccordo, composto da
    rappresentanti delle amministrazioni statali competenti ai sensi
    dell’articolo 7, comma 1, e da rappresentanti delle Regioni e
    Province autonome in numero non superiore a due, designati dalle
    Regioni e Province autonome in sede di Conferenza permanente per i
    rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e
    di Bolzano. L’organizzazione del Comitato e’ definita con decreto del
    Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare su proposta dei
    Ministri per la semplificazione e la pubblica amministrazione e dello
    sviluppo economico, sentita la Conferenza unificata. Per la
    partecipazione al Comitato tecnico di raccordo non sono previsti
    gettoni di presenza, compensi o rimborsi spese.
  2. Gli operatori di servizi essenziali e i fornitori di servizi
    digitali inviano le notifiche relative ad incidenti al CSIRT
    italiano.
  3. Il CSIRT italiano informa le autorita’ competenti NIS e il punto
    di contatto unico in merito alle notifiche di incidenti trasmesse ai
    sensi del presente decreto.

Capo III

Cooperazione

Art. 10

Gruppo di cooperazione

  1. Il punto di contatto unico partecipa alle attivita’ del gruppo
    di cooperazione composto da rappresentanti degli Stati membri, della
    Commissione europea e dell’Agenzia dell’Unione europea per la
    sicurezza delle reti e dell’informazione (ENISA) e, in particolare,
    contribuisce a:
    a) condividere buone pratiche sullo scambio di informazioni
    relative alla notifica di incidenti di cui all’articolo 12 e
    all’articolo 14;
    b) scambiare migliori pratiche con gli Stati membri e, in
    collaborazione con l’ENISA, fornire supporto per la creazione di
    capacita’ in materia di sicurezza delle reti e dei sistemi
    informativi;
    c) discutere le capacita’ e lo stato di preparazione degli Stati
    membri e valutare, su base volontaria, le strategie nazionali in
    materia di sicurezza delle reti e dei sistemi informativi e
    l’efficacia dei CSIRT e individuare le migliori pratiche;
    d) scambiare informazioni e migliori pratiche in materia di
    sensibilizzazione e formazione;
    e) scambiare informazioni e migliori pratiche in materia di ricerca
    e sviluppo riguardo alla sicurezza delle reti e dei sistemi
    informativi;
    f) scambiare, ove opportuno, esperienze in materia di sicurezza
    delle reti e dei sistemi informativi con le istituzioni, gli organi e
    gli organismi pertinenti dell’Unione europea;
    g) discutere le norme e le specifiche di cui all’articolo 17 con i
    rappresentanti delle pertinenti organizzazioni di normazione europee;
    h) fornire informazioni in relazione ai rischi e agli incidenti;
    i) esaminare, su base annuale, le relazioni sintetiche di cui al
    comma 4;
    l) discutere il lavoro svolto riguardo a esercitazioni in materia
    di sicurezza delle reti e dei sistemi informativi, programmi di
    istruzione e formazione, comprese le attivita’ svolte dall’ENISA;
    m) con l’assistenza dell’ENISA, scambiare migliori pratiche
    connesse all’identificazione degli operatori di servizi essenziali da
    parte degli Stati membri, anche in relazione alle dipendenze
    transfrontaliere riguardo a rischi e incidenti;
    n) discutere modalita’ per la comunicazione di notifiche di
    incidenti di cui agli articoli 12 e 14.
  2. Le autorita’ competenti NIS, attraverso il punto di contatto
    unico, assicurano la partecipazione al gruppo di cooperazione al fine
    di elaborare ed adottare orientamenti sulle circostanze in cui gli
    operatori di servizi essenziali sono tenuti a notificare gli
    incidenti, compresi i parametri di cui all’articolo 12, comma 8.
  3. Il punto di contatto unico, ove necessario, chiede alle
    autorita’ competenti NIS interessate, nonche’ al CSIRT, la
    partecipazione al gruppo di cooperazione.
  4. Entro il 9 agosto 2018 e in seguito ogni anno, il punto di
    contatto unico trasmette una relazione sintetica al gruppo di
    cooperazione in merito alle notifiche ricevute, compresi il numero di
    notifiche e la natura degli incidenti notificati e alle azioni
    intraprese ai sensi degli articoli 12 e 14.

Art. 11

Rete di CSIRT

  1. Il CSIRT italiano partecipa alla rete di CSIRT, composta da
    rappresentanti dei CSIRT degli Stati membri e del CERT-UE.
  2. Il CSIRT italiano, ai fini del comma 1, provvede a:
    a) scambiare informazioni sui servizi, sulle operazioni e sulle
    capacita’ di cooperazione dei CSIRT;
    b) su richiesta del rappresentante di un CSIRT di uno Stato membro
    potenzialmente interessato da un incidente, scambiare e discutere
    informazioni non sensibili sul piano commerciale connesse a tale
    incidente e i rischi associati, ad eccezione dei casi in cui lo
    scambio di informazioni potrebbe compromettere l’indagine
    sull’incidente;
    c) scambiare e mettere a disposizione su base volontaria
    informazioni non riservate su singoli incidenti;
    d) su richiesta di un rappresentante di un CSIRT di un altro Stato
    membro, discutere e, ove possibile, individuare un intervento
    coordinato per un incidente rilevato nella giurisdizione di quello
    stesso Stato membro;
    e) fornire sostegno agli altri Stati membri nel far fronte a
    incidenti transfrontalieri sulla base dell’assistenza reciproca
    volontaria;
    f) discutere, esaminare e individuare ulteriori forme di
    cooperazione operativa, anche in relazione a:
    1) categorie di rischi e di incidenti;
    2) preallarmi;
    3) assistenza reciproca;
    4) principi e modalita’ di coordinamento, quando gli Stati membri
    intervengono in relazione a rischi e incidenti transfrontalieri;
    g) informare il gruppo di cooperazione in merito alle proprie
    attivita’ e a ulteriori forme di cooperazione operativa discusse
    sulla scorta della lettera f) e chiedere orientamenti in merito;
    h) discutere gli insegnamenti appresi dalle esercitazioni in
    materia di sicurezza delle reti e dei sistemi informativi, comprese
    quelle organizzate dall’ENISA;
    i) formulare orientamenti volti ad agevolare la convergenza delle
    pratiche operative in relazione all’applicazione delle disposizioni
    del presente articolo in materia di cooperazione operativa.

Capo IV

Sicurezza della rete e dei sistemi informativi degli operatori di
servizi essenziali

Art. 12

Obblighi in materia di sicurezza e notifica degli incidenti

  1. Gli operatori di servizi essenziali adottano misure tecniche e
    organizzative adeguate e proporzionate alla gestione dei rischi posti
    alla sicurezza della rete e dei sistemi informativi che utilizzano
    nelle loro operazioni. Tenuto conto delle conoscenze piu’ aggiornate
    in materia, dette misure assicurano un livello di sicurezza della
    rete e dei sistemi informativi adeguato al rischio esistente.
  2. Gli operatori di servizi essenziali adottano misure adeguate per
    prevenire e minimizzare l’impatto di incidenti a carico della
    sicurezza della rete e dei sistemi informativi utilizzati per la
    fornitura dei servizi essenziali, al fine di assicurare la
    continuita’ di tali servizi.
  3. Nell’adozione delle misure di cui ai commi 1 e 2, gli operatori
    di servizi essenziali tengono conto delle linee guida predisposte dal
    gruppo di cooperazione di cui all’articolo 10, nonche’ delle linee
    guida di cui al comma 7.
  4. Fatto salvo quanto previsto dai commi 1, 2 e 3, le autorita’
    competenti NIS possono, se necessario, definire specifiche misure,
    sentiti gli operatori di servizi essenziali.
  5. Gli operatori di servizi essenziali notificano al CSIRT italiano
    e, per conoscenza, all’autorita’ competente NIS, senza ingiustificato
    ritardo, gli incidenti aventi un impatto rilevante sulla continuita’
    dei servizi essenziali forniti.
  6. Il CSIRT italiano inoltra tempestivamente le notifiche
    all’organo istituito presso il Dipartimento informazioni per la
    sicurezza incaricato, ai sensi delle direttive del Presidente del
    Consiglio dei ministri adottate sentito il Comitato interministeriale
    per la sicurezza della Repubblica (CISR), delle attivita’ di
    prevenzione e preparazione ad eventuali situazioni di crisi e di
    attivazione delle procedure di allertamento.
  7. Le notifiche includono le informazioni che consentono al CSIRT
    italiano di determinare un eventuale impatto transfrontaliero
    dell’incidente. La notifica non espone la parte che la effettua a una
    maggiore responsabilita’ rispetto a quella derivante dall’incidente.
    Le autorita’ competenti NIS possono predisporre linee guida per la
    notifica degli incidenti.
  8. Per determinare la rilevanza dell’impatto di un incidente si
    tiene conto in particolare dei seguenti parametri:
    a) il numero di utenti interessati dalla perturbazione del servizio
    essenziale;
    b) la durata dell’incidente;
    c) la diffusione geografica relativamente all’area interessata
    dall’incidente.
  9. Sulla base delle informazioni fornite nella notifica da parte
    dell’operatore di servizi essenziali, il CSIRT italiano informa gli
    eventuali altri Stati membri interessati in cui l’incidente ha un
    impatto rilevante sulla continuita’ dei servizi essenziali.
    10 Ai fini del comma 9, il CSIRT italiano preserva, conformemente
    al diritto dell’Unione europea e alla legislazione nazionale, la
    sicurezza e gli interessi commerciali dell’operatore di servizi
    essenziali, nonche’ la riservatezza delle informazioni fornite nella
    notifica secondo quanto previsto dall’articolo 1, comma 5.
  10. Ove le circostanze lo consentano, il CSIRT italiano fornisce
    all’operatore di servizi essenziali, che effettua la notifica, le
    pertinenti informazioni relative al seguito della notifica stessa,
    nonche’ le informazioni che possono facilitare un trattamento
    efficace dell’incidente.
  11. Su richiesta dell’autorita’ competente NIS o del CSIRT
    italiano, il punto di contatto unico trasmette, previa verifica dei
    presupposti, le notifiche ai punti di contatto unici degli altri
    Stati membri interessati.
  12. Previa valutazione da parte dell’organo di cui al comma 6,
    l’autorita’ competente NIS, d’intesa con il CSIRT italiano, dopo aver
    consultato l’operatore dei servizi essenziali notificante, puo’
    informare il pubblico in merito ai singoli incidenti, qualora ne sia
    necessaria la sensibilizzazione per evitare un incidente o gestire un
    incidente in corso.
  13. Dall’attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi
    o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Gli operatori di
    servizi essenziali provvedono agli adempimenti previsti dal presente
    articolo a valere sulle risorse finanziarie disponibili sui propri
    bilanci.

Art. 13

Attuazione e controllo

  1. Le autorita’ competenti NIS valutano il rispetto da parte degli
    operatori di servizi essenziali degli obblighi previsti dall’articolo
    12, nonche’ i relativi effetti sulla sicurezza della rete e dei
    sistemi informativi.
  2. Ai fini del comma 1, gli operatori di servizi essenziali sono
    tenuti a fornire all’autorita’ competente NIS:
    a) le informazioni necessarie per valutare la sicurezza della loro
    rete e dei loro sistemi informativi, compresi i documenti relativi
    alle politiche di sicurezza;
    b) la prova dell’effettiva attuazione delle politiche di sicurezza,
    come i risultati di un audit sulla sicurezza svolto dall’autorita’
    competente NIS o da un revisore abilitato e, in quest’ultimo caso,
    metterne a disposizione dell’autorita’ competente NIS i risultati,
    inclusi gli elementi di prova.
  3. Quando richiede le informazioni o le prove di cui al comma 2,
    l’autorita’ competente NIS indica lo scopo delle richieste
    specificando il tipo di informazioni da fornire.
  4. A seguito della valutazione delle informazioni o dei risultati
    degli audit sulla sicurezza di cui al comma 2, l’autorita’ competente
    NIS puo’ emanare istruzioni vincolanti per gli operatori di servizi
    essenziali al fine di porre rimedio alle carenze individuate.
  5. Nei casi di incidenti che comportano violazioni di dati
    personali, l’autorita’ competente NIS opera in stretta cooperazione
    con il Garante per la protezione dei dati personali.

Capo V

Sicurezza della rete e dei sistemi informativi dei fornitori di
servizi digitali

Art. 14

Obblighi in materia di sicurezza e notifica degli incidenti

  1. I fornitori di servizi digitali identificano e adottano misure
    tecniche e organizzative adeguate e proporzionate alla gestione dei
    rischi relativi alla sicurezza della rete e dei sistemi informativi
    che utilizzano nel contesto dell’offerta di servizi di cui
    all’allegato III all’interno dell’Unione europea.
  2. Tenuto conto delle conoscenze piu’ aggiornate in materia, tali
    misure assicurano un livello di sicurezza della rete e dei sistemi
    informativi adeguato al rischio esistente e tengono conto dei
    seguenti elementi:
    a) la sicurezza dei sistemi e degli impianti;
    b) trattamento degli incidenti;
    c) gestione della continuita’ operativa;
    d) monitoraggio, audit e test;
    e) conformita’ con le norme internazionali.
  3. I fornitori di servizi digitali adottano misure per prevenire e
    minimizzare l’impatto di incidenti a carico della sicurezza della
    rete e dei sistemi informativi del fornitore di servizi digitali sui
    servizi di cui all’allegato III offerti all’interno dell’Unione
    europea, al fine di assicurare la continuita’ di tali servizi.
  4. I fornitori di servizi digitali notificano al CSIRT italiano e,
    per conoscenza, all’autorita’ competente NIS, senza ingiustificato
    ritardo, gli incidenti aventi un impatto rilevante sulla fornitura di
    un servizio di cui all’allegato III che essi offrono all’interno
    dell’Unione europea.
  5. Le notifiche includono le informazioni che consentono al CSIRT
    italiano di determinare la rilevanza di un eventuale impatto
    transfrontaliero. La notifica non espone la parte che la effettua a
    una maggiore responsabilita’ rispetto a quella derivante
    dall’incidente.
  6. Il CSIRT italiano inoltra tempestivamente le notifiche
    all’organo di cui all’articolo 12, comma 6.
  7. Al fine di determinare la rilevanza dell’impatto di un
    incidente, sono tenuti in considerazione, in particolare, i seguenti
    parametri:
    a) il numero di utenti interessati dall’incidente, in particolare
    gli utenti che dipendono dal servizio digitale per la fornitura dei
    propri servizi;
    b) la durata dell’incidente;
    c) la diffusione geografica relativamente all’area interessata
    dall’incidente;
    d) la portata della perturbazione del funzionamento del servizio;
    e) la portata dell’impatto sulle attivita’ economiche e sociali.
  8. L’obbligo di notificare un incidente si applica soltanto qualora
    il fornitore di servizi digitali abbia accesso alle informazioni
    necessarie per valutare l’impatto di un incidente con riferimento ai
    parametri di cui al comma 7.
  9. Qualora un operatore di servizi essenziali dipenda da una terza
    parte fornitrice di servizi digitali per la fornitura di un servizio
    che e’ indispensabile per il mantenimento di attivita’ economiche e
    sociali fondamentali, l’operatore stesso notifica qualsiasi impatto
    rilevante per la continuita’ di servizi essenziali dovuto ad un
    incidente a carico di tale operatore.
  10. Qualora l’incidente di cui al comma 4 riguardi due o piu’ Stati
    membri, il CSIRT italiano informa gli altri Stati membri coinvolti.
  11. Ai fini del comma 9, il CSIRT italiano tutela, nel rispetto del
    diritto dell’Unione europea e della legislazione nazionale, la
    sicurezza e gli interessi commerciali del fornitore del servizio
    digitale nonche’ la riservatezza delle informazioni fornite.
  12. Previa valutazione da parte dell’organo di cui all’articolo 12,
    comma 6, l’autorita’ competente NIS, d’intesa con il CSIRT italiano,
    dopo aver consultato il fornitore di servizi digitali interessato e,
    se del caso, le autorita’ competenti o i CSIRT degli altri Stati
    membri interessati, puo’ informare il pubblico riguardo ai singoli
    incidenti o chiedere al fornitore di servizi digitali di provvedervi,
    qualora ne sia necessaria la sensibilizzazione per evitare un
    incidente o gestirne uno in corso, o qualora sussista comunque un
    interesse pubblico alla divulgazione dell’incidente.
  13. I fornitori di servizi digitali applicano le disposizioni di
    attuazione degli atti di esecuzione della Commissione europea che
    specificano ulteriormente le misure tecnico-organizzative di cui al
    comma 1 e i parametri, ivi compresi formati e procedure, relativi
    agli obblighi di notifica di cui al comma 4.
  14. Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 1, comma 7, non sono
    imposti ulteriori obblighi in materia di sicurezza o di notifica ai
    fornitori di servizi digitali.
  15. Il presente capo non si applica alle microimprese e alle
    piccole imprese quali definite nella raccomandazione della
    Commissione europea del 6 maggio 2003, n. 2003/361/CE.

Art. 15

Attuazione e controllo

  1. Nel caso in cui sia dimostrato il mancato rispetto degli
    obblighi di cui all’articolo 14 da parte dei fornitori di servizi
    digitali, l’autorita’ competente NIS puo’ adottare misure di
    vigilanza ex post adeguate alla natura dei servizi e delle
    operazioni. La dimostrazione del mancato rispetto degli obblighi puo’
    essere prodotta dall’autorita’ competente di un altro Stato membro in
    cui e’ fornito il servizio.
  2. Ai fini del comma 1, i fornitori di servizi digitali sono tenuti
    a:
    a) fornire le informazioni necessarie per valutare la sicurezza
    della loro rete e dei loro sistemi informativi, compresi i documenti
    relativi alle politiche di sicurezza;
    b) porre rimedio ad ogni mancato adempimento degli obblighi di cui
    all’articolo 14.
  3. Se un fornitore di servizi digitali ha lo stabilimento
    principale o un rappresentante in uno Stato membro, ma la sua rete o
    i suoi sistemi informativi sono ubicati in uno o piu’ altri Stati
    membri, l’autorita’ competente dello Stato membro dello stabilimento
    principale o del rappresentante e le autorita’ competenti dei
    suddetti altri Stati membri cooperano e si assistono reciprocamente
    in funzione delle necessita’. Tale assistenza e cooperazione puo’
    comprendere scambi di informazioni tra le autorita’ competenti
    interessate e richieste di adottare le misure di vigilanza di cui al
    comma 1.

Art. 16

Giurisdizione e territorialita’

  1. Ai fini del presente decreto, un fornitore di servizi digitali
    e’ considerato soggetto alla giurisdizione dello Stato membro in cui
    ha lo stabilimento principale. Un fornitore di servizi digitali e’
    comunque considerato avere il proprio stabilimento principale in uno
    Stato membro quando ha la sua sede sociale in tale Stato membro.
  2. Un fornitore di servizi digitali che non e’ stabilito
    nell’Unione europea, ma offre servizi di cui all’allegato III
    all’interno dell’Unione europea, designa un rappresentante
    nell’Unione europea.
  3. Il rappresentante e’ stabilito in uno di quegli Stati membri in
    cui sono offerti i servizi. Il fornitore di servizi digitali e’
    considerato soggetto alla giurisdizione dello Stato membro in cui e’
    stabilito il suo rappresentante.
  4. La designazione di un rappresentante da parte di un fornitore di
    servizi digitali fa salve le azioni legali che potrebbero essere
    avviate nei confronti del fornitore stesso di servizi digitali.

Capo VI

Normazione e notifica volontaria

Art. 17

Normazione

  1. Ai fini dell’attuazione armonizzata dell’articolo 12, commi 1 e
    2, e dell’articolo 14, commi 1, 2 e 3, le autorita’ competenti NIS
    promuovono l’adozione di norme e specifiche europee o accettate a
    livello internazionale relative alla sicurezza della rete e dei
    sistemi informativi, senza imporre o creare discriminazioni a favore
    dell’uso di un particolare tipo di tecnologia.
  2. Le autorita’ competenti NIS tengono conto dei pareri e delle
    linee guida predisposti dall’ENISA, in collaborazione con gli Stati
    membri, riguardanti i settori tecnici da prendere in considerazione
    in relazione al comma 1, nonche’ le norme gia’ esistenti, comprese le
    norme nazionali, che potrebbero essere applicate a tali settori.

Art. 18

Notifica volontaria

  1. I soggetti che non sono stati identificati come operatori di
    servizi essenziali e non sono fornitori di servizi digitali possono
    notificare, su base volontaria, gli incidenti aventi un impatto
    rilevante sulla continuita’ dei servizi da loro prestati.
  2. Nel trattamento delle notifiche, il CSIRT italiano applica la
    procedura di cui all’articolo 12.
  3. Le notifiche obbligatorie sono trattate prioritariamente
    rispetto alle notifiche volontarie.
  4. Le notifiche volontarie sono trattate soltanto qualora tale
    trattamento non costituisca un onere sproporzionato o eccessivo.
  5. La notifica volontaria non puo’ avere l’effetto di imporre al
    soggetto notificante alcun obbligo a cui non sarebbe stato sottoposto
    se non avesse effettuato tale notifica.

Capo VII

Disposizioni finali

Art. 19

Poteri ispettivi

  1. L’attivita’ di ispezione e verifica necessarie per le misure
    previste dagli articoli 12, 13, 14 e 15, fatte salve le attribuzioni
    e le competenze degli organi preposti alla tutela dell’ordine e della
    sicurezza pubblica, sono svolte dalle autorita’ competenti NIS.
  2. Con successivo Accordo tra Governo, Regioni e Province autonome
    di Trento e di Bolzano sono definiti i criteri uniformi in ambito
    nazionale per lo svolgimento delle attivita’ di ispezione e verifica,
    necessarie per le misure previste dagli articoli 12, 13, 14 e 15, che
    riguardano le reti e i sistemi informativi utilizzati dagli operatori
    che prestano attivita’ di assistenza sanitaria, nonche’ in merito al
    settore fornitura e distribuzione di acqua potabile.

Art. 20

Autorita’ competente e regime dell’accertamento e dell’irrogazione
delle sanzioni amministrative

  1. Le autorita’ competenti NIS di cui all’articolo 7, comma 1,
    lettere a), b), c), d) ed e), per i rispettivi settori e sottosettori
    di riferimento di cui all’allegato II e per i servizi di cui
    all’allegato III, sono competenti per l’accertamento delle violazioni
    e per l’irrogazione delle sanzioni amministrative previste dal
    presente decreto.
  2. Ai fini dell’accertamento e dell’irrogazione delle sanzioni
    amministrative di cui al comma 1, si osservano le disposizioni
    contenute nel capo I, sezioni I e II, della legge 24 novembre 1981,
    n. 689.

Art. 21

Sanzioni amministrative

  1. Salvo che il fatto costituisca reato, l’operatore di servizi
    essenziali che non adotta le misure tecniche e organizzative adeguate
    e proporzionate per la gestione del rischio per la sicurezza della
    rete e dei sistemi informativi, ai sensi dell’articolo 12, comma 1,
    e’ soggetto ad una sanzione amministrativa pecuniaria da 12.000 euro
    a 120.000 euro. La sanzione e’ ridotta di un terzo se lo stesso fatto
    e’ commesso da un fornitore di servizio digitale, in violazione degli
    obblighi di cui all’articolo 14, comma 1.
  2. Salvo che il fatto costituisca reato, l’operatore di servizi
    essenziali che non adotta le misure adeguate per prevenire e
    minimizzare l’impatto di incidenti a carico della sicurezza della
    rete e dei sistemi informativi utilizzati per la fornitura dei
    servizi essenziali, ai sensi dell’articolo 12, comma 2, e’ soggetto
    ad una sanzione amministrativa pecuniaria da 12.000 euro a 120.000
    euro. La sanzione e’ ridotta di un terzo se lo stesso fatto e’
    commesso da un fornitore di servizio digitale, in violazione degli
    obblighi di cui all’articolo 14, comma 3.
  3. Salvo che il fatto costituisca reato, l’operatore di servizio
    essenziale che non notifica al CSIRT italiano gli incidenti aventi un
    impatto rilevante sulla continuita’ dei servizi essenziali forniti,
    ai sensi dell’articolo 12, comma 5, e’ soggetto ad una sanzione
    amministrativa pecuniaria da 25.000 euro a 125.000 euro.
  4. Salvo che il fatto costituisca reato, l’operatore di servizio
    essenziale che non ottempera agli obblighi, ai sensi dell’articolo
    13, comma 2, e’ soggetto ad una sanzione amministrativa pecuniaria da
    12.000 euro a 120.000 euro.
  5. Salvo che il fatto costituisca reato, l’operatore di servizio
    essenziale che non osserva le istruzioni, ai sensi dell’articolo 13,
    comma 4, e’ soggetto ad una sanzione amministrativa pecuniaria da
    15.000 euro a 150.000 euro.
  6. Salvo che il fatto costituisca reato, il fornitore di servizio
    digitale che non notifica al CSIRT italiano gli incidenti aventi un
    impatto rilevante sulla fornitura di un servizio fornito, ai sensi
    dell’articolo 14, comma 4, e’ soggetto ad una sanzione amministrativa
    pecuniaria da 25.000 euro a 125.000 euro.
  7. Salvo che il fatto costituisca reato, l’operatore di servizi
    essenziali dipendente da terze parti che fornisce servizi digitali
    per la fornitura di un servizio che e’ indispensabile per il
    mantenimento di attivita’ economiche e sociali fondamentali, che
    ometta la notifica, ai sensi dell’articolo 14, comma 9, e’ soggetto
    ad una sanzione amministrativa pecuniaria da 12.000 euro a 120.000
    euro.
  8. Salvo che il fatto costituisca reato, il fornitore di servizi
    digitali che non osserva gli obblighi ai sensi dell’articolo 15,
    comma 2, e’ soggetto ad una sanzione amministrativa pecuniaria da
    12.000 euro a 120.000 euro.
  9. Si ha reiterazione delle violazioni di cui al presente articolo
    nei casi regolati dall’articolo 8-bis della legge 24 novembre del
    1981, n. 689. La reiterazione determina l’aumento fino al triplo
    della sanzione prevista.

Art. 22

Disposizioni finanziarie

  1. Agli oneri derivanti dagli articoli 7 e 8, pari a 5.300.000 euro
    per l’anno 2018 e 3.300.000 euro annui a decorrere dall’anno 2019, si
    provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per il
    recepimento della normativa europea di cui all’articolo 41-bis della
    legge 24 dicembre 2012, n. 234.
  2. Le spese ICT sostenute dalle pubbliche amministrazioni ai sensi
    degli articoli 7, 8 e 12 del presente decreto e piu’ in generale le
    spese ICT sostenute per l’adeguamento dei sistemi informativi al
    presente decreto sono coerenti con il Piano triennale per
    l’informatica nella pubblica amministrazione ai sensi dei commi da
    512 a 520, dell’articolo 1, della legge 28 dicembre 2015, n. 208.
  3. Dall’attuazione del presente decreto, ad esclusione degli
    articoli 7 e 8, non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico
    della finanza pubblica e le amministrazioni pubbliche provvedono con
    le risorse umane, strumentali e finanziarie previste a legislazione
    vigente.
  4. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
    apportare le occorrenti variazioni di bilancio negli stati di
    previsione interessati.
    Il presente decreto munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
    nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
    italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
    osservare.
    Dato a Roma, addi’, 18 maggio 2018

MATTARELLA

Gentiloni Silveri, Presidente del
Consiglio dei ministri

Calenda, Ministro dello sviluppo
economico

Alfano, Ministro degli affari esteri
e della cooperazione internazionale

Orlando, Ministro della giustizia

Minniti, Ministro dell’interno

Pinotti, Ministro della difesa

Lorenzin, Ministro della salute

Padoan, Ministro dell’economia e
delle finanze

Visto, il Guardasigilli: Orlando

Allegato I
(di cui all’art. 8)

REQUISITI E COMPITI DEI GRUPPI DI INTERVENTO PER LA SICUREZZA
INFORMATICA IN CASO DI INCIDENTE (CSIRT)

I requisiti e i compiti del CSIRT sono adeguatamente e
chiaramente definiti ai sensi del presente decreto e del decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri di cui all’art. 8, comma 2.
Essi includono quanto segue:
1. Requisiti per il CSIRT
a) Il CSIRT garantisce un alto livello di disponibilita’ dei
propri servizi di comunicazione, evitando singoli punti di guasto, e
dispone di vari mezzi che permettono allo stesso di essere contattato
e di contattare altri in qualsiasi momento. Inoltre, i canali di
comunicazione sono chiaramente specificati e ben noti alla loro base
di utenti e ai partner con cui collaborano.
b) I locali del CSIRT e i sistemi informativi di supporto sono
ubicati in siti sicuri.
c) Continuita’ operativa:
i. il CSIRT e’ dotato di un sistema adeguato di gestione e
inoltro delle richieste in modo da facilitare i passaggi;
ii. il CSIRT dispone di personale sufficiente per garantirne
l’operativita’ 24 ore su 24;
iii. il CSIRT opera in base a un’infrastruttura di cui e’
garantita la continuita’. A tal fine e’ necessario che siano
disponibili sistemi ridondanti e spazi di lavoro di backup.
d) Il CSIRT ha la possibilita’, se lo desidera, di partecipare a
reti di cooperazione internazionale.
2. Compiti del CSIRT
a) I compiti del CSIRT comprendono almeno:
i. monitoraggio degli incidenti a livello nazionale;
ii. emissione di preallarmi, allerte, annunci e divulgazione di
informazioni alle parti interessate in merito a rischi e incidenti;
iii. intervento in caso di incidente;
iv. analisi dinamica dei rischi e degli incidenti, nonche’
sensibilizzazione situazionale;
v. partecipazione alla rete dei CSIRT;
b) il CSIRT stabilisce relazioni di cooperazione con il settore
privato;
c) per facilitare la cooperazione, il CSIRT promuove l’adozione e
l’uso di prassi comuni o standardizzate nei seguenti settori:
i. procedure di trattamento degli incidenti e dei rischi;
ii. sistemi di classificazione degli incidenti, dei rischi e
delle informazioni.

Allegato II

Allegato III

(di cui all’art. 3, comma 1, lettera h)

TIPI DI SERVIZI DIGITALI

  1. Mercato online
  2. Motore di ricerca online
  3. Servizi di cloud computing

FIRST​® LEGO® League Italia 2017/2018

Una selezione di oltre 30 squadre di giovani ‘scienziati’ della ​FIRST​® LEGO® League Italia 2017/ 2018 al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca premiate per i loro progetti scientifici.

Lunedì 14 maggio 2018 presso la Sala Aldo Moro del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca oltre cento ragazzi vengono ricevuti dal Direttore Generale Ordinamenti scolastici e valutazione sistema nazionale istruzione del MIUR ​Maria Assunta Palermo ​e dal Dirigente Uff 1° DGOSV-MIUR​ Giacomo Molitierno​, seguendo la tradizione della manifestazione mondiale dove alcuni selezionatissimi team sono invitati direttamente alla Casa Bianca.

Alla cerimonia intervengono ​Massimo Esposito​, Dirigente Tecnico DGOSV – MIUR, e​ Giuseppe Brauner ​per la CASIO che premia i primi quattro team con una calcolatrice grafica per ciascun partecipante; ​Anna Brancaccio,​ Dirigente DGOSV – MIUR e coordinatrice assieme a Nello Fava della giuria scientifica che ha selezionato le squadre; la direttora ​Alessandra Cattoi​, ​Stefano Monfalcon ​e ​Nello Fava ​per la Fondazione Museo Civico di Rovereto.

Ospiti alla premiazione ​Augusto Vitale​, Ricercatore dell’Istituto Superiore di Sanità, e​ Simone Pirrotta​, Program Manager dell’Agenzia Spaziale Italiana del Dipartimento di Esplorazione e Osservazione dell’Universo.

Nell’ambito delle oltre cento squadre che hanno partecipato alla ​FIRST​® LEGO® League Italia 2017/ 2018 HydroDynamicSM, un ​comitato scientifico​ formato dai giudici della manifestazione (ricercatori, docenti, scienziati) e un rappresentante del MIUR, ha selezionato 31 dei più interessanti progetti scientifici presentati dai 151 team partecipanti. L’​ACQUA​ è stato il grande tema di attualità su cui hanno lavorato i ragazzi, trovando soluzioni ai problemi legati all’utilizzo, alla mobilitazione, alla tutela di una risorsa tanto preziosa e fragile come quella idrica.

Le squadre premiate sono il team ​FLL71 RoGiRobot di Pedara (CT) ​per la realizzazione di un dispositivo elettronico che possa segnalare i guasti e le anomalie riscontrate nello sciacquone dei bagni a cassetta​, FLL69 ToioRobot di Vittorio Veneto (TV) ​con la progettazione di una boa intelligente per il monitoraggio delle acque del fiume Meschio​ ​con raccolta dati automatizzata​, FLL132 Acquallego di Arzignano (VI) ​con un progetto che prevede diversi interventi di recupero dell’acqua piovana​ ​e​ FLL 57 BIG LEGO 9 di Roma ​con una soluzione per migliorare il monitoraggio della qualità delle risorse idriche.
I team sono stati selezionati tra i 151 (più di 2500 ragazzi) che hanno partecipato alla ​FIRST​® LEGO® League Italia edizione 2017/18, una competizione a squadre di robotica e scienza che mette a confronto i ragazzi di tutto il mondo (250 mila quest’anno) su tematiche di forte impatto ecologico e sociale, che devono affrontare con la mentalità del ​problem solving​ attraverso la robotica a mattoncini targata LEGO e la loro creatività con un progetto scientifico originale in tema, seguendo anche regole di condivisione e ​fair play​, e privilegiando la comunicazione scientifica.
Organizzatore per l’Italia di questa manifestazione mondiale è la ​Fondazione Museo Civico di Rovereto​, che anche grazie a questa competizione è accreditata dal MIUR a valorizzare le eccellenze fra gli studenti italiani nel campo della robotica, forte dell’esperienza nell’​Educational Robotics​ maturata molto prima che diventasse uno strumento didattico riconosciuto dai più.
La premiazione è organizzata dal MIUR con la Fondazione Museo Civico di Rovereto, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Presidi.

La ​FIRST​® LEGO® League​ è un concorso mondiale ideato da ​FIRST​ (For Inspiration and Recognition of Science and Technology) e LEGO®.
Operational partner per l’Italia​ La Fondazione Museo Civico di Rovereto
Regional Partner 2017/2018​: Scuola di Robotica di Genova,​ ​Scuola di Ingegneria – Università di Firenze, Officine Leonardo Onlus di Napoli, l’Istituto Salesiano Bearzi di Udine con Udine Science Center e l’Istituto Tecnico Archimede di Catania.
Sponsor Nazionali:​ Trentino Sviluppo – Polo della Meccatronica, Dolomiti Energia, BIM dell’Adige. Con il sostegno del MIUR, della Provincia Autonoma di Trento e del Comune di Rovereto
FIRSTR​ ​LEGOR​ ​ L​eague Italia Fondazione Museo Civico di Rovereto Borgo S. Caterina, 41 Rovereto (Tn) www.fondazionemcr.it – fll-italia.it museo@fondazionemcr.it – fll@fondazionemcr.it ufficio stampa: ​comunicazione@fondazionemcr.it

GIURIA SCIENTIFICA 2018
Coordinamento e supervisione:
Anna Brancaccio
MIUR Direzione Generale Ordinamenti Scolastici e Autonomia Scolastica Nello Fava
Referente Fondazione Museo Civico di Rovereto
Donata Loss
Rappresentante del Comune di Rovereto nella Commissione di indirizzo della Fondazione CARiTRO
Emanuele Menegatti
Docente di Robotica presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione – Università degli studi di Padova
Mario Rusconi
Presidente dell’Associazione Nazionale Presidi di Roma e Lazio
Piera Levi Montalcini
Presidente dell’Associazione Rita Levi-Montalcini
Francesca Carloni
Docente di Scienze e operatrice della Fondazione Museo Civico di Rovereto
Fiorella Operto
Presidente Scuola di Robotica di Genova
Sonia Dal Vacchio
Docente di Informatica presso l’I.T.I. Renato Elia Castellamare di Stabia (Na)
Giovanni Nulli
Ricercatore su coding e robotica educativa presso INDIRE

Cyberkid

Acer for education: impegno continuo per il futuro dei nostri ragazzi

(Lainate, 10 Maggio 2018) Acer, da sempre impegnata nel sostenere il mondo Education, continua a garantire il proprio supporto alle Scuole investendo risorse ed energie sia nella proposta di un’offerta completa per la creazione di classi digitali ma anche con un progetto innovativo per aiutare i ragazzi a meglio conoscere e combattere il cyberbullismo.

Secondo una ricerca dell’Università Cattolica di Milano(1), il 13% dei ragazzi italiani vive esperienze negative sul web. Le nuove tecnologie e la rete non vanno però demonizzate; se usate bene possono diventare strumenti meravigliosi di conoscenza e relazioni, con la consapevolezza però dei pericoli e dei rischi.

Coerentemente con le linee guida nazionali per la prevenzione del cyberbullismo, Acer for Education in collaborazione con Neways, azienda specializzata in progetti educativi, e con la supervisione di Andip (Associazione Nazionale per la Difesa della Privacy), hanno ideato un progetto didattico rivolto agli alunni delle scuole primarie (classi 4° e 5°) e alle scuole secondarie di primo grado (classi 1° e 2°).

Il progetto ha coinvolto circa 3.500 classi, 80.000 alunni con le relative famiglie. Tutte le classi aderenti hanno ricevuto gratuitamente a scuola un kit didattico con alcuni spunti per approfondire e condividere con i docenti la tematica “cyberbullismo”.

Riprendendo le serie di dispositivi Acer Spin e Switch, gli eroi cartoon SuperSpin e SwitchGirl hanno accompagnato i ragazzi con suggerimenti sui diversi comportamenti da tenere in rete.

A conclusione del percorso educativo gli alunni hanno realizzato una storia a vignette o un video che è stato occasione di stimolo creativo ma anche di analisi di aspetti importanti e delicati con la supervisione degli insegnanti. Alcuni lavori sono stati pubblicati sul sito dedicato www.cyberkid.it e hanno partecipato tutti ad un contest finale con in palio due dotazioni tecnologiche Acer TravelMate Spin B1. Gli elaborati vincitori sono stati realizzati dai ragazzi della classe V B della scuola primaria Bersagliere Urso di Favara (AG) e dagli studenti della classe I A scuola secondaria di primo grado Fogazzaro di Mattarello (TN). Acer premierà gli elaborati degli studenti vincitori direttamente presso le scuole.

(1) EU Kids Online per Miur e Parole O_Stili” su rischi e opportunità di Internet per bambini e ragazzi, condotta dall’OssCom (Centro di ricerca sui
media e la comunicazione) dell’Università Cattolica

LetsApp

Samsung e MIUR presentano la seconda edizione di LetsApp

Quest’anno l’iniziativa rivolta agli studenti delle scuole secondarie italiane si focalizza sulla progettazione di App dedicate al tema della sicurezza

Dopo il successo della prima edizione, che ha visto il coinvolgimento di oltre 30 mila studenti di tutta Italia, riparte la seconda edizione di LetsApp, il progetto di Samsung e MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) rivolto a tutti gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado italiane, pensato per avvicinare i ragazzi al mondo delle applicazioni per dispositivi mobili, attraverso un corso di formazione online che offre la possibilità di acquisire capacità nello sviluppo di applicazioni Android.

LetsApp si concretizza in un programma di mentoring e avvicinamento alle nuove tecnologie dedicato agli studenti italiani i quali, attraverso una piattaforma di e-learning, hanno la possibilità di acquisire competenze di base sulla programmazione, facendo leva sull’ambiente di sviluppo MIT App Inventor 2 con l’obiettivo, alla fine del percorso, di realizzare un’applicazione per smartphone su piattaforma Android.

LetsApp si propone di stimolare gli studenti a confrontarsi con le proprie capacità di programmazione e di problem-solving offrendo, anche a coloro che non hanno familiarità con i linguaggi e le nozioni di programmazione, di cimentarsi in una sfida creativa e in un contesto stimolante e altamente qualificante.

Diviso in 4 fasi, il corso è strutturato in 10 diversi moduli – per una durata totale di circa 25 ore – che alternano nozioni teoriche a demo pratiche; ogni modulo si conclude con un test. LetsApp 2018 propone agli studenti di progettare applicazioni utili sul tema della sicurezza e, più nello specifico, che abbiano la potenzialità di prevenire i rischi in determinati ambienti/situazioni.

Samsung contribuisce da oltre 26 anni all’evoluzione digitale dell’Italia impegnandosi a diffondere la cultura dell’innovazione attraverso la nostra tecnologia avanzata, ma soprattutto grazie a progetti come LetsApp in grado di offrire a tutti gli studenti competenze evolute che contribuiranno a renderli professionisti qualificati e competitivi e ad alimentare l’innovazione nel nostro Paese”, ha dichiarato Mario Levratto, head of Marketing and External Relations Samsung Electronics ItaliaQuest’anno abbiamo deciso di focalizzare i progetti su un tema, quello  della sicurezza, molto caro a Samsung, poiché crediamo che la cultura del digitale debba portare con sé anche una cultura della sicurezza sempre più necessaria in un mondo che vede crescere le competenze digitali (e i rischi a queste legate) in maniera esponenziale di anno in anno».

“LetsApp è stato ideato per offrire agli studenti un’occasione di crescita e di confronto, incoraggiandoli ad intraprendere attività ed esperienze nell’ambito della digitalizzazione, per  valorizzarne lo spirito creativo e l’attitudine alla progettualità. Il successo è nei  numeri della passata edizione, ma soprattutto  nella qualità dei lavori presentati, e nella  stretta interconnessione tra scuola e impresa per la condivisione del sapere e delle tecnologie. L’intento è  rendere gli studenti italiani dei digital-makers, in grado di trasformare un’idea, una passione, un’intuizione in un progetto per la collettività”, sottolineaGiuseppe Pierro, dirigente Ufficio II – Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione e la Partecipazione del MIUR.

La partecipazione al programma è anche un’occasione per acquisire competenze e maggiore consapevolezza delle proprie attitudini, grazie al confronto con i concetti di progettualità e di learn by doing. Parte integrante della formazione sono le cosiddette “Soft Skills”, competenze trasversali essenziali per un inserimento efficace nel mondo del lavoro, sempre più apprezzate e richieste perché consentono alle aziende di avere risorse in grado di adattarsi con flessibilità e velocità ai cambiamenti del mercato. Obiettivo non secondario del progetto è quello di fornire agli studenti delle conoscenze di base sull’imprenditorialità, sul marketing e sulla comunicazione e di offrire una panoramica su come la tecnologia produca innovazione creativa. In questa nuova edizione verranno coinvolti maggiormente anche gli insegnanti attraverso un’apposita area dedicata in modo da poter approfondire gli argomenti anche durante le normali ore di lezione.

Tutti gli studenti che completeranno con successo il corso riceveranno dal proprio istituto di appartenenza un certificato di frequenza, che potrà essere utilizzato per il riconoscimento dei relativi crediti formativi da parte del Consiglio di classe.

La prima edizione dell’iniziativa ha ottenuto un notevole successo:

• oltre 30.000 iscrizioni pervenute da novembre 2016 al 31 marzo 2017 da parte di studenti e insegnanti di tutta Italia (contro una aspettativa iniziale di circa 10.000)

• più di 23.000 utenti uniciattivi (21.541 studenti e 1.502 insegnanti) su base giornaliera per un totale di 5.968 corsi completati dai cosiddetti LetsApp Champions (gli iscritti che hanno completato tutti i 10 moduli del percorso)

• 551 project work (app già sviluppate o in via sviluppo) da tutta Italia presentati sulla piattaforma per l’Hackathon finale del 30 maggio 2017 a Milano

Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha riconosciuto negli obiettivi del progetto un allineamento con l’impegno di evolvere le modalità di apprendimento attraverso le nuove tecnologie. Inoltre, LetsApp rappresenta un esempio di collaborazione virtuosa tra il mondo aziendale e quello istituzionale, in grado di promuovere competenze avanzate, sempre più richieste dal mercato, e sviluppare attitudini che offrono ai giovani italiani un vantaggio competitivo durante il percorso scolastico e, in futuro, professionale.

La piattaforma LetsApp è disponibile al seguente link: www.letsapp.it La partecipazione è aperta a tutti gli studenti iscritti a una scuola secondaria di secondo grado di qualsiasi tipologia e indirizzo, previa registrazione sul sito Internet dove occorre indicare la scuola di appartenenza, il nome del dirigente scolastico e i dati della Carta dello Studente.

Future Game Hack

60 studentesse e studenti al Future Game Hack, primo hackathon dedicato alla sperimentazione di videogiochi del futuro

La Ministra Fedeli oggi alla premiazione dei progetti migliori

Sessanta studentesse e studenti partecipanti, 18 scuole coinvolte di 14 città e 8 regioni diverse, sette gli indirizzi scolastici: sono questi i numeri di Future Game Hack, il primo hackathon della scuola italiana interamente dedicato alla sperimentazione di nuove proposte sui videogiochi del futuro, che si è svolto a Roma nell’ambito del “Video Game Lab”, manifestazione che si è tenuta dal 4 maggio ad oggi negli Studi di Cinecittà. Presente alla premiazione dei migliori progetti elaborati dalle studentesse e dagli studenti coinvolti nell’hackathon, la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli.

“Siamo molto soddisfatti dell’esito di questa tre giorni – ha dichiarato la Ministra – perché le ragazze e i ragazzi hanno avuto la possibilità di immaginare nuovi modelli e prototipi, nuove soluzioni in grado di rispondere alle principali sfide del mondo dell’intrattenimento digitale. È stata un’occasione per misurare gli intrecci possibili tra videogioco e gli altri mondi della creatività e dell’intrattenimento, dallo sport al cinema, alla fotografia, alla scrittura, fino al patrimonio culturale. È stato un importante momento di ‘scuola oltre la scuola’, di apprendimento attivo, che ha stimolato nei giovani l’intraprendenza, la creatività e il lavoro collaborativo. Oggi abbiamo premiato i progetti vincitori, progetti di qualità. Ma tutte e tutti coloro che hanno partecipato, insegnanti, famiglie ed esperti compresi, sono vincitrici e vincitori, perché ciascuno, aderendo a questa iniziativa, ha avuto il coraggio di mettersi in gioco, di misurarsi con se stesso e con gli altri, di pensare a mondi diversi e possibili. Ed è così che si cresce, si va avanti, si progredisce, si cambia”.

Alle studentesse e agli studenti che hanno preso parte al Future Game Hack è stato chiesto di ideare, sviluppare e promuovere un progetto di videogioco in realtà virtuale originale, innovativo, creativo e culturalmente diversificato, in grado di rafforzare l’identità e il patrimonio culturale italiano, favorendone una conoscenza diretta e diffusa tra i giovani, caratterizzato da un’elevata interattività e da una forte componente narrativa, ambizioso per quanto riguarda l’esperienza dell’utente e l’espressione artistica. Inoltre, durante la manifestazione sono stati realizzati anche workshop formativi per circa 70 docenti e laboratori didattici per bambine e bambini della scuola secondaria di primo grado.

“Il videogioco non è solo legato all’aspetto del divertimento, dello svago, dell’evasione. Può essere uno strumento conoscitivo, di apprendimento, di socializzazione. Come MIUR vogliamo continuare a offrire mezzi di innovazione alle nostre studentesse e ai nostri studenti. Fondamentale è formare docenti che li guidino in questo percorso di conoscenza e crescita e lavorare in sinergia con le famiglie. Abbiamo intercettato le potenzialità di questo mondo e cominciato a lavorare in questa direzione. Ma ci impegneremo per fare ancora di più”, ha concluso Fedeli.

Mare Scuola 4.0 – #FuturaCatania #PNSD

Piano Scuola Digitale, 24 eventi per raccontarlo nei territori. Si parte da Catania: 74 moduli formativi per studenti e docenti

Tre giorni di iniziative e confronti per raccontare e approfondire i temi del Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD) con laboratori, biblioteche e atelier aperti al territorio e alle comunità scolastiche, buone pratiche, gare di innovazione e gare di idee per le scuole. È il programma di “Mare Scuola 4.0 – #FuturaCatania #PNSD”, che prende il via mercoledì 11 aprile e prosegue fino a venerdì 13 aprile, presso il Porto di Catania – Nuova Dogana. Dopo l’evento nazionale di Bologna, parte infatti da Catania un tour di 24 eventi promossi dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca dedicati al PNSD per continuare ad accompagnarne l’attuazione e raccogliere dai territori stimoli e proposte per migliorarla.

A Catania studentesse e studenti e docenti di tutte le scuole di ogni ordine e grado saranno chiamati ad approfondire, nell’ambito di 74 moduli formativi, le tematiche legate all’innovazione didattica e digitale delle scuole. L’edizione siciliana di “Futura” si coniuga con anche la “Giornata del Mare”, che si celebra domani.

Oltre alle mostre, agli atelier, ai workshop formativi, ai progetti e laboratori didattici, alle proiezioni e alle vetrine tecnologiche, due saranno le occasioni di maggior confronto per ragazze e ragazzi. La prima sarà “For Migration – Global Compact for Migration Model United Nations. La prima simulazione sul processo di sviluppo dell’accordo globale per le migrazioni”, una simulazione dei lavori negoziali delle Nazioni Unite durante la quale cento fra studentesse e studenti, provenienti da tutte le Regioni italiane e assistiti da mentori, esperti e ricercatori, lavoreranno all’elaborazione di nuovi modelli e soluzioni che favoriscano una cooperazione internazionale costruttiva sul tema delle migrazioni.

La seconda esperienza di confronto offerta alle partecipanti e ai partecipanti sarà “Civic Hack”, una vera e propria maratona progettuale durante la quale centoventi studentesse e studenti provenienti da istituzioni scolastiche della provincia di Catania, si confronteranno sul tema dello sviluppo urbano e territoriale analizzando criticità e proponendo soluzioni. Alle vincitrici e ai vincitori del “Civic Hack” e della simulazione “For Migration” sarà offerta la possibilità di partecipare ad altre esperienze formative e laboratoriali di livello nazionale per acquisire nuove conoscenze e competenze.


Nota 30 marzo 2018, AOODGSIP 1448

Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione
Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione e la Partecipazione

Ai Dirigenti Scolastici
Istituzioni Scolastiche secondarie di II grado
LORO SEDI
Docenti Animatori Digitali
Istituzioni Scolastiche secondarie di II grado
LORO SEDI
E p.c.
Ai Direttori Generali e ai Dirigenti
degli Uffici Scolastici Regionali
LORO SEDI
Al Sovrintendente Scolastico
per la scuola in lingua italiana della Provincia di BOLZANO
Al Dirigente
del Dipartimento Istruzione della
Provincia di TRENTO
All’Intendente Scolastico
per la scuola in lingua tedesca
BOLZANO
All’Intendente Scolastico
per la scuola delle località ladine
BOLZANO
Al Sovrintendente agli Studi
della Regione Autonoma della Valle d’Aosta
AOSTA

Nota 30 marzo 2018, AOODGSIP 1448

Oggetto: Iniziativa nazionale per lo sviluppo delle competenze digitali – Concorso “LetsApp”: Seconda edizione


Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione
Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione e la Partecipazione
UFF II
Welfare dello studente, partecipazione scolastica, dispersione e orientamento

Ai  Dirigenti Scolastici
Istituzioni Scolastiche secondarie di II grado
LORO SEDI

Docenti Animatori Digitali
Istituzioni Scolastiche secondarie di II grado
LORO SEDI

Oggetto: Iniziativa nazionale per lo sviluppo delle competenze digitali – Concorso “LetsApp”: Seconda edizione

Si fa seguito alla nota prot. n. 1448 del 30 marzo u.s. con la quale lo scrivente Ufficio lanciava in collaborazione con Samsung Electronics Italia la seconda edizione del concorso digitale “LetsApp”, focalizzata per l’edizione 2018 sul tema della sicurezza allo scopo di offrire agli studenti la possibilità di esprimere la propria creatività digitale, acquisendo specifiche competenze tecniche e soft-skills spendibili nel proprio inserimento lavorativo grazie ai moduli di formazione della piattaforma www.letsapp.it.

A tal proposito si ritiene opportuno rammentare alle SS.LL. che, in considerazione del valore educativo dell’iniziativa e al fine di massimizzare il coinvolgimento della comunità scolastica, resterà disponibile fino al 13 giugno p.v. la possibilità per studenti e docenti di registrarsi alla piattaforma e di completare il percorso educativo digitale.

Inoltre, ai fini della realizzazione dell’elaborato di concorso, si comunica che nella sezione IoStudioLAB del Portale dello Studente è stato pubblicato il kit del concorso contenente le indicazioni utili per impostare il lavoro di progettazione e il link di accesso al modulo online di caricamento degli elaborati.

Pertanto, si invitano le SS.LL.a favorire la più ampia diffusione della suddetta iniziativa e si coglie l’occasione anche per allegare il Regolamento del concorso integrato all’art. 3 con alcune indicazioni utili per l’impostazione dei progetti.

 

Formazione delle squadre

Ogni squadra potrà essere composta da un docente-tutor e un numero massimo di 5 studenti.

La composizione delle squadre sarà formalizzata dai partecipanti medesimi all’atto di presentazione del progetto da parte di un componente delegato, comunicando tutti i dati richiesti tramite le modalità già specificate nel Regolamento.

Si precisa che nel caso in cui all’interno di codesto Istituto scolastico vi siano più docenti che stiano finalizzando il percorso di formazione e di gara, è possibile la partecipazione di diverse squadre rispettivamente coordinate da un docente-tutor, che siano in grado di realizzare differenti progetti di gara.

Si ricorda che la scadenza per il caricamento degli elaborati è prevista per il giorno 13 giugno p.v.

Ogni ulteriore informazione potrà essere richiesta scrivendo alla casella di posta elettronica info@letsapp.it o iostudio@istruzione.it avendo cura di specificare nell’oggetto il Rif. “Concorso LetsApp”.

Si ringrazia per la collaborazione.

IL DIRIGENTE
Giuseppe PIERRO

Cultura e creatività digitale

Venerdì 23 marzo dalle ore 10, presso la Sala della Comunicazione del MIUR, in viale Trastevere 76/a, verrà presentato il corso “Cultura e creatività digitale”, realizzato dal MIUR in collaborazione con l’Accademia nazionale dei Lincei.

L’iniziativa prevede circa 20 ore di formazione per animatori digitali e docenti delle scuole secondarie di II grado. Obiettivi: rafforzare le competenze del personale scolastico sull’educazione digitale, promuovere il legame tra innovazione didattica e tecnologie, sviluppare standard efficaci per la formazione, coerentemente con l’azione #25 del Piano Nazionale Scuola Digitale, che prevede formazione in servizio per l’innovazione didattica e organizzativa.

Le lezioni saranno tenute da esperte ed esperti del mondo digitale attivi in ambito universitario e si svolgeranno, tra aprile e maggio 2018, presso la sede dell’Accademia dei Lincei e presso il Dipartimento di Ingegneria informatica, automatica e gestionale “Antonio Ruberti” dell’Università degli studi di Roma “La Sapienza”.

Nota 9 marzo 2018, AOODGCASIS 544

Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca
Dipartimento per la programmazione e la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali Direzione Generale per i contratti, gli acquisti e per i sistemi informativi e la statistica

Alle Istituzioni Scolastiche

LORO SEDI

E, p.c. Al Dipartimento per la programmazione e la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali

Oggetto: Migrazione delle istituzioni scolastiche dal dominio “gov.it” a quello “edu.it”

L’Agenzia per l’Italia Digitale ha emanato, come noto, la determina n. 36 del 12 febbraio 2018, in coerenza con quanto stabilito dal Piano Triennale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione, prevedendo di riservare il dominio “gov.it” alle sole Amministrazioni centrali dello Stato, in conformità a quanto già avviene in altri paesi dell’Unione Europea.

Le istituzioni scolastiche in possesso del dominio “gov.it” sono, pertanto, interessate dalla determina di Agid con la conseguente necessità di migrare i loro servizi sul nuovo dominio “edu.it”, appositamente riservato alle scuole medesime.

Il provvedimento Agid fornisce altresì indicazioni sulla residua possibilità di continuare a utilizzare temporaneamente il dominio, assicurando al contempo di reindirizzare automaticamente gli utenti dal vecchio dominio gov.it al nuovo indirizzo edu.it.

Nella consapevolezza che un tale processo comporta impatti significativi sulle scuole, l’Amministrazione sta definendo, in accordo con Agid, una serie di iniziative per rendere l’attività di migrazione più semplice anche con l’obiettivo di migliorare la visibilità e la sicurezza dei siti delle istituzioni scolastiche.

Inoltre, sono in corso di definizione con i maggiori gestori del settore attività di accompagnamento necessarie a traghettare le istituzioni scolastiche verso questo nuovo dominio senza oneri aggiuntivi, come il pagamento di canoni supplementari per la relativa gestione.

È anche in corso di elaborazione un percorso affinché venga garantita la migliore riconoscibilità dei siti web delle scuole, mirando altresì ad assicurare maggiori servizi offerti dagli stessi.

Entro il corrente mese di marzo saranno prevedibilmente comunicati ulteriori elementi sui tempi e le fasi operative del processo per la migrazione dell’attuale dominio “gov.it” a quello nuovo “edu.it”, nell’ottica di semplificare quanto più possibile questo passaggio per le scuole.

Ad ogni buon conto, l’Amministrazione si impegna affinché questa fase di cambiamento possa trasformarsi in una opportunità di miglioramento e crescita per tutte le istituzioni scolastiche.

IL DIRETTORE GENERALE
Gianna Barbieri

Attacco hacker, il MIUR precisa

Attacco hacker, il MIUR precisa: dati pubblicati non sono riconducibili a componenti dei sistemi informatici del Ministero

(Giovedì, 08 marzo 2018) In riferimento all’attacco informatico di ieri attuato dal gruppo hacker LulzSecITA e alla relativa pubblicazione di centinaia di indirizzi di posta elettronica di scuole e insegnanti, in seguito alle verifiche effettuate dagli uffici competenti del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, si precisa quanto segue:

I dati pubblicati non sono riconducibili a componenti dei sistemi informatici del MIUR, gestiti dalle società Almaviva-Fastweb e DXC-Leonardo. In particolare, non sono stati trafugati dati dai sistemi che gestiscono l’accesso alle caselle del dominio @istruzione.it.

Da un controllo effettuato sugli indirizzi @istruzione.it presenti nei dati pubblicati risulta che su 6.163 indirizzi email: 4.565 non sono attivi; 1.598 sono attivi.
Tuttavia, le password pubblicate associate alle suddette email non sono quelle necessarie per accedere alle caselle di posta. Infatti, confrontando il dato pubblicato relativo alle password (non si tratta in effetti di password vere e proprie, ma di “hash”, ossia dati derivati dalla password attraverso un’operazione matematica), risulta che tali dati non sono compatibili con quelli memorizzati sui sistemi MIUR e non consentono quindi di accedere alle caselle di posta.
È molto probabile che gli indirizzi email @istruzione.it, così come quelli appartenenti ad altri domini, siano stati utilizzati dagli utenti per registrarsi/iscriversi ad un sito esterno, che è stato oggetto di attacco. Pertanto, le credenziali di accesso pubblicate sono relative non al servizio di posta @istruzione.it, ma al sito esterno hackerato. Non è possibile escludere che tali utenti abbiano utilizzato la stessa password per registrarsi sui siti hackerati. Pertanto, in via di estrema tutela, il MIUR invierà un’email agli utenti degli indirizzi attivi suggerendo di cambiare la password della casella di posta @istruzione.it.

Inoltre, i database e i dataset hackerati non provengono in alcun modo dai sistemi informatici del MIUR e molti dei dati riportati (ad esempio l’elenco dei referenti universitari del Ministero e dei direttori degli uffici scolatici regionali) risultano obsoleti.

Nell’attività di verifica degli effetti dell’attacco informatico, gli uffici del Miur hanno preso contatti anche con l’Indire e con il Cineca. Quest’ultimo ha precisato quanto segue:

a) riguardo all’attacco avvenuto ieri, i dati trafugati non riguardano i sistemi del Cineca (né nel Centro di Elaborazione Dati di Bologna né in quello di Roma-via Carcani)

b) quanto all’attacco del 2 marzo, invece, i dati pubblicati sono effettivamente presenti all’interno di sistemi gestiti dal Cineca presso la sede di via Carcani, che sono stati isolati già dalle ore 20 del 2 marzo e sui quali le e verifiche sono tuttora in corso.

AA.VV., Educare alle immagini e ai media

Bambini, immagini, nuovi media: ecco il manuale per educare i “nativi digitali”, dal primo anno di età. Da Coopselios uno strumento pratico per insegnanti e genitori

Le immagini digitali sono divenute centrali nella vita dei più piccoli sin dai primissimi anni di vita: su tablet, televisione, pc, smartphone confluiscono e convivono enormi quantitativi di immagini, autentiche e manipolate. Possono diventare uno strumento didattico? “Educare alle immagini e ai media. Manuale per un uso consapevole da 0 a 11 anni” (ed. Spaggiari Junior) è un libro voluto dalla cooperativa Coopselios, specializzata nei servizi all’infanzia, come guida pratica per educatori e genitori: propone attività concrete, laboratori ed esperienze sul campo per imparare attraverso le immagini 2.0. Questi percorsi didattici innovativi, sperimentati sul territorio reggiano, sono già realtà presso il nido “Le Corti” di Correggio (RE). Il libro viene presentato il 19 febbraio presso il Teatro Asioli di Correggio dalla curatrice Sabrina Bonaccini, Direttore Tecnico Area Educativa Coopselios, insieme a Lorella Zanardo – autrice, documentarista e scrittrice – che si è occupata della supervisione

I giochi sul tablet sono il peggiore intrattenimento per i nostri figli? No, basta scegliere quelli giusti. Vietare internet ai bimbi? È una battaglia senza senso, meglio educare i più piccoli a sfruttarne le potenzialità e a evitarne i rischi. La tecnologia è un danno per l’apprendimento? Al contrario, se usata correttamente può diventare una grande risorsa.

Oggi i bambini, sin da piccolissimi, sono immersi in un mondo di immagini mediate da uno schermo – soprattutto smartphone e tablet – in modo invasivo: secondo l’Istituto di Neuroscienze del CNR è possibile che in futuro, accanto ai centri del linguaggio, che hanno la loro sede nell’emisfero sinistro del cervello (per i destrimani), si sviluppino centri per il linguaggio digitale.

L’Italia, però, risulta ancora arretrata rispetto all’alfabetizzazione ai media, mentre la necessità di tutelare la crescita dei bambini di fronte ai contenuti mediatici è un tema urgente, non più rinviabile, che coinvolge docenti, insegnanti e genitori. Per questo Coopselios, cooperativa sociale da sempre molto attenta e impegnata nella promozione di tematiche educative contemporanee, ha realizzato con la supervisione di Lorella Zanardo il libro “Educare alle immagini e ai media. Manuale per un uso consapevole da 0 a 11 anni”, edito dalla casa editrice Spaggiari Junior e curato da Sabrina Bonaccini, Direttore Tecnico Area Educativa Coopselios.

Il volume è una bussola riguardo a questi temi e si muove su tre linee guida che sono anche gli obiettivi da raggiungere per una corretta “dieta mediatica” per i nostri bambini: la prima riguarda la promozione – in bambini, insegnanti e genitori, della consapevolezza e dell’abilità nel guardare e comprendere le immagini che arrivano dall’esterno, imparare a riconoscere la distinzione tra finzione e realtà, l’attivazione di azioni di denuncia nei confronti di immagini che si ritengono dannose, discriminanti o lesive della dignità. La seconda è volta alla promozione della capacità di gestire la propria immagine comprendendone il valore, le implicazioni e le conseguenze nel tempo della presenza delle nostre immagini e dei comportamenti che vi sono collegati, in modo da sapersi tutelare nel rispetto di sé e degli altri. Infine, la terza è relativa al piano creativo: promuovere le abilità e le conoscenze per imparare a “fare media”, cioè ideare, progettare e realizzare messaggi e contenuti da promuovere nella “mediasfera”.

Il libro offre numerose proposte didattiche concrete e già sperimentate rivolte agli insegnanti e agli educatori che vogliano iniziare un percorso di ricerca con i bambini e le bambine da 0 a 11 anni. Questi percorsi didattici innovativi, sperimentati su diverse strutture del territorio reggiano gestite da Coopselios, sono già realtà presso il Centro di sperimentazione creativa per l’infanzia “Le Corti” di Correggio (RE): il centro si propone come laboratorio di cultura digitale, dove condividere idee, risorse, opportunità. Atelier creativi, contesti di esplorazione e conoscenze innovativi diventano al Centro “Le Corti” importanti occasioni di apprendimento.

Gli autori

Il volume è curato da Sabrina Bonaccini, Direttore Tecnico Area Educativa Coopselios e pedagogista che da 26 anni si occupa di progettare contesti educativi che sostengono le potenzialità dei bambini e delle bambine, oltre che di formazione, ricerca e innovazione nel campo dei servizi educativi. Il testo è il frutto di un lavoro collegiale e raccoglie diversi contributi di chi opera direttamente nei servizi (pedagogisti, insegnanti, atelieristi e genitori) e vede l’importante contributo e la supervisione di Lorella Zanardo e Cesare Cantù. Lorella Zanardo, autrice, documentarista, scrittrice coautrice del documentario “Il corpo delle donne” e dell’omonimo libro edito da Feltrinelli. Ideatrice con Cesare Cantù del percorso educativo “Nuovi occhi per i media” che propone l’educazione all’immagine per i giovani come strumento di cittadinanza attiva.

L’evento

Coopselios, in collaborazione con il Comune di Correggio (RE), promuove e organizza l’incontro “Educare alle immagini e ai media per diventare cittadini consapevoli”, con la partecipazione di Lorella Zanardo, autrice, documentarista e scrittrice. L’appuntamento è per lunedì 19 febbraio alle 16.30 presso il Teatro Asioli di Correggio.

L’evento, aperto alla cittadinanza e in particolare alle famiglie e agli insegnanti, vuole porre al centro del dibattito una riflessione sull’influenza che le immagini hanno nella vita di ognuno di noi e in particolare sui bambini. E’ un’occasione di confronto e di scambio per riflettere sull’importanza di sostenere i bambini, gli insegnanti e i genitori nell’essere consapevoli e abili nel comprendere la qualità delle immagini che arrivano dall’esterno, nel farne un consumo consapevole e non passivo. Solo in questo modo è possibile educare e crescere una “cittadinanza attiva”.

La scheda del libro

Autore: AA.VV. a cura di Sabrina Bonaccini

Titolo: Educare alle immagini e ai media. Manuale per un uso consapevole da 0 a 11 anni

Editore: Spaggiari Junior

101 pagine

€ 20,00

ISBN 978-88-8434-822-7

Parole a scuola

Il 9 febbraio è la giornata di “Parole a scuola”.

Duemila insegnanti della scuola primaria o secondaria di primo e secondo grado saranno coinvolti in una giornata di formazione sul tema delle competenze digitali e dell’ostilità nei linguaggi grazie alla collaborazione fra il nostro Ministero e Parole Ostili (l’Associazione formata da Associazione Parole O_Stili, Università Cattolica e Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo).

Durante la giornata si svolgeranno oltre 30 tra lezioni frontali, panel e workshop interattivi della durata di 50 minuti.

Questi momenti di incontro saranno preceduti da un momento di assemblea plenaria, a cui parteciperà anche la Ministra Valeria Fedeli.