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Nota 22 giugno 2018, AOODGRUF 13151

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per la programmazione e la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali
Direzione Generale per le risorse umane e finanziarie
Ufficio IV

Ai Dipartimenti
Sede
Alle Direzioni Generali
Sede
Ai Direttori degli U.S.R.
LL.SS.

Oggetto: Pubblicazione programma Tirocini Brevi III sessione 2018

Si trasmette, con preghiera di diffusione a tutto il personale, la nota del 15 maggio 2018 del Ministero degli Affari Esteri – Direzione Generale per l’Unione Europea – Ufficio IV, concernente il sottoelencato bando:
III sessione 2018 programma Tirocini Brevi
Bruxelles dal 16 ottobre al 26 ottobre 2018
Si fa presente che ulteriori informazioni potranno essere assunte dagli interessati visitando il sito del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
Copia della presente e dei relativi allegati sarà pubblicata sul sito
del Ministero.

IL DIRETTORE GENERALE
Jacopo GRECO


Decreto Legislativo 11 maggio 2018, n. 71

Decreto Legislativo 11 maggio 2018, n. 71

Attuazione della direttiva (UE) 2016/801 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 maggio 2016, relativa alle condizioni di ingresso e soggiorno dei cittadini di Paesi terzi per motivi di ricerca, studio, tirocinio, volontariato, programmi di scambio di alunni o progetti educativi e collocamento alla pari. (18G00097)

(GU Serie Generale n.141 del 20-06-2018)

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400, recante disciplina
dell’attivita’ di Governo e ordinamento della Presidenza del
Consiglio dei ministri;
Visti gli articoli 31 e 32 della legge 24 dicembre 2012, n. 234,
recante norme generali sulla partecipazione dell’Italia alla
formazione e all’attuazione della normativa e delle politiche
dell’Unione europea;
Vista la direttiva (UE) 2016/801 del Parlamento europeo e del
Consiglio, dell’11 maggio 2016, relativa alle condizioni di ingresso
e soggiorno dei cittadini di Paesi terzi per motivi di ricerca,
studio, tirocinio, volontariato, programmi di scambio di alunni o
progetti educativi, e collocamento alla pari;
Vista la legge 25 ottobre 2017, n. 163, recante delega al Governo
per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri
atti dell’Unione europea – Legge di delegazione europea 2016-2017, e
in particolare l’articolo 1 e l’allegato A;
Visto il testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina
dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al
decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive
modificazioni;
Visto l’articolo 1-bis del decreto-legge 9 maggio 2003, n. 105,
convertito in legge, con modificazioni, dall’articolo 1 della legge
11 luglio 2003, n. 170, recante disposizioni urgenti per le
universita’ e gli enti di ricerca, nonche’ in materia di abilitazione
all’esercizio di attivita’ professionali;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n.
394, recante norme di attuazione del testo unico delle disposizioni
concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione
dello straniero a norma dell’articolo 1, comma 6, del decreto
legislativo 25 luglio 1998, n. 286;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei ministri,
adottata nella riunione dell’8 febbraio 2018;
Considerato che le competenti Commissioni parlamentari della Camera
dei deputati e del Senato della Repubblica non hanno espresso il
parere entro il termine di cui all’articolo 31, comma 3, della legge
24 dicembre 2012, n. 234;
Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella
riunione dell’8 maggio 2018;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei ministri e del
Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, di
concerto con i Ministri dell’interno, del lavoro e delle politiche
sociali, degli affari esteri e della cooperazione internazionale,
della giustizia e dell’economia e delle finanze;

Emana
il seguente decreto legislativo:

Art. 1

Modifiche al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286

  1. All’articolo 5 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e
    successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
    a) al comma 3, lettera c):
    1) dopo le parole: «istituzioni scolastiche,» sono inserite le
    seguenti: «istituti tecnici superiori, istituzioni»;
    2) le parole: «secondo quanto disposto dall’articolo 22, comma
    11-bis» sono sostituite dalle seguenti: «secondo quanto disposto
    dall’articolo 39-bis. 1».
  2. All’articolo 22 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286,
    il comma 11-bis e’ abrogato;
  3. All’articolo 27-bis del decreto legislativo 25 luglio 1998, n.
    286, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti
    modifiche:
    a) i commi 1 e 2 sono sostituiti dai seguenti:
    «1. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche
    sociali, di concerto con il Ministro dell’interno e degli affari
    esteri e della cooperazione internazionale, da emanarsi entro il 30
    giugno di ogni anno, sentito il Consiglio nazionale del terzo
    settore, di cui all’articolo 59 del decreto legislativo 3 luglio
    2017, n. 117, e’ determinato il contingente annuale degli stranieri
    ammessi a partecipare a programmi di attivita’ di volontariato di
    interesse generale e di utilita’ sociale ai sensi del presente testo
    unico.
  4. Nell’ambito del contingente di cui al comma 1 e’ consentito
    l’ingresso e il soggiorno di cittadini stranieri di eta’ compresa tra
    i 25 e i 35 anni per la partecipazione ad un programma di attivita’
    di volontariato di interesse generale e di utilita’ sociale, di cui
    all’articolo 5, comma 1 del decreto legislativo n. 117 del 2017,
    previo rilascio di apposito nulla osta, a seguito della verifica dei
    seguenti requisiti:
    a) appartenenza dell’organizzazione promotrice del programma
    di volontariato ad una delle seguenti categorie che svolgono
    attivita’ senza scopo di lucro e di utilita’ sociale: 1) enti del
    Terzo settore iscritti al Registro unico del Terzo settore (RUN), di
    cui all’articolo 45 del decreto legislativo n. 117 del 2017; 2)
    organizzazioni della societa’ civile e altri soggetti iscritti
    nell’elenco di cui all’articolo 26, comma 3, della legge 11 agosto
    2014, n. 125; 3) enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, in base
    alla legge 20 maggio 1985, n. 222, nonche’ enti civilmente
    riconosciuti in base alle leggi di approvazione di intese con le
    confessioni religiose ai sensi dell’articolo 8, terzo comma, della
    Costituzione;
    b) stipula di apposita convenzione fra lo straniero e
    l’organizzazione promotrice e responsabile del programma delle
    attivita’ di volontariato di interesse generale e di utilita’
    sociale, in cui siano specificate: 1) le attivita’ assegnate al
    volontario; 2) le modalita’ di svolgimento delle attivita’ di
    volontariato, nonche’ i giorni e le ore in cui sara’ impegnato in
    dette attivita’; 3) le risorse stanziate per provvedere alle sue
    spese di viaggio, vitto, alloggio e denaro per piccole spese
    sostenute e documentate direttamente dal volontario per tutta la
    durata del soggiorno; 4) l’indicazione del percorso di formazione
    anche per quanto riguarda la conoscenza della lingua italiana;
    c) sottoscrizione obbligatoria da parte dell’organizzazione
    promotrice e responsabile del programma di volontariato di una
    polizza assicurativa per le spese relative all’assistenza sanitaria,
    alla responsabilita’ civile verso terzi e contro gli infortuni
    collegati all’attivita’ di volontariato;
    d) assunzione della piena responsabilita’ per la copertura
    delle spese relative al soggiorno del volontario, per l’intero
    periodo di durata del programma stesso di volontariato, nonche’ per
    il viaggio di ingresso e ritorno. In conformita’ a quanto disposto
    dall’articolo 17 del decreto legislativo n.117 del 2017, l’attivita’
    del volontario impegnato nelle attivita’ del programma di
    volontariato non puo’ essere retribuita dall’ente promotore e
    responsabile del programma medesimo. Al volontario possono essere
    rimborsate soltanto le spese effettivamente sostenute e documentate
    per l’attivita’ prestata, entro limiti massimi e alle condizioni
    preventivamente stabilite dall’ente medesimo. Sono in ogni caso
    vietati rimborsi spese di tipo forfettario.»;
    b) al comma 3, le parole «al comma 1» sono sostituite dalle
    seguenti: «ai commi 1 e 2» e dopo la parola «rilascia» sono inserite
    le seguenti: «entro quarantacinque giorni»;
    c) dopo il comma 4, sono inseriti i seguenti:
    «4-bis. Il nulla osta e’ rifiutato e, se gia’ rilasciato, e’
    revocato quando:
    a) non sono rispettate le condizioni di cui ai commi 1, 2 e
    3;
    b) i documenti presentati sono stati ottenuti in maniera
    fraudolenta o contraffatti;
    c) l’organizzazione o l’ente di cui al comma 2, lettera a),
    non ha rispettato i propri obblighi giuridici in materia di
    previdenza sociale, tassazione, diritti dei lavoratori, condizioni di
    lavoro o di impiego, previsti dalla normativa nazionale o dai
    contratti collettivi applicabili;
    d) l’organizzazione o l’ente di cui al comma 2, lettera a),
    e’ stata oggetto di sanzioni a causa di lavoro irregolare.
    4-ter. Nei casi di cui al comma 4-ter, lettere c) e d), la
    decisione di rifiuto o di revoca e’ adottata nel rispetto del
    principio di proporzionalita’ e tiene conto delle circostanze
    specifiche del caso. La revoca del nulla osta e’ comunicata in via
    telematica agli uffici consolari all’estero.»;
    d) al comma 5, il primo periodo e’ sostituito dai seguenti:
    «Entro otto giorni lavorativi dall’ingresso nel territorio nazionale,
    il volontario dichiara la propria presenza allo sportello unico per
    l’immigrazione che ha rilasciato il nulla osta, ai fini
    dell’espletamento delle formalita’ occorrenti al rilascio del
    permesso di soggiorno ai sensi del presente testo unico. Il permesso
    di soggiorno, che reca la dicitura «volontario» e’ rilasciato dal
    questore, con le modalita’ di cui all’articolo 5, comma 8, entro
    quarantacinque giorni dall’espletamento delle formalita’ di cui al
    primo periodo, per la durata del programma di volontariato e di norma
    per un periodo non superiore ad un anno.»;
    e) dopo il comma 5, e’ inserito il seguente:
    «5-bis. Il permesso di soggiorno non e’ rilasciato o il suo
    rinnovo e’ rifiutato, ovvero, se gia’ rilasciato, e’ revocato nei
    seguenti casi:
    a) e’ stato ottenuto in maniera fraudolenta o e’ stato
    falsificato o contraffatto;
    b) se risulta che il volontario non soddisfaceva o non
    soddisfa piu’ le condizioni di ingresso e di soggiorno previste dal
    presente testo unico o se soggiorna per fini diversi da quelli per
    cui ha ottenuto il nulla osta ai sensi del presente articolo.»;
    f) dopo il comma 6, e’ inserito il seguente:
    «6-bis. La documentazione e le informazioni relative alla
    sussistenza delle condizioni di cui al presente articolo sono fornite
    in lingua italiana.».
  5. All’articolo 27-ter del decreto legislativo 25 luglio 1998, n.
    286, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti
    modifiche:
    a) la rubrica e’ sostituita dalla seguente: «Ingresso e soggiorno
    per ricerca» e, al comma 1, dopo le parole: «in possesso di un
    titolo» sono inserite le seguenti: «di dottorato o di un titolo»;
    b) dopo il comma 1, e’ inserito il seguente:
    «1-bis. Le disposizioni di cui al comma 1 non si applicano agli
    stranieri:
    a) che soggiornano a titolo di protezione temporanea o per
    motivi umanitari;
    b) che soggiornano in quanto beneficiari di protezione
    internazionale come definita dall’articolo 2, comma 1, lettera a),
    del decreto legislativo 19 novembre 2007, n. 251, e successive
    modificazioni, ovvero hanno richiesto il riconoscimento di tale
    protezione e sono in attesa di una decisione definitiva;
    c) che sono familiari di cittadini dell’Unione europea che
    hanno esercitato o esercitano il diritto alla libera circolazione ai
    sensi del decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 30, e successive
    modificazioni, o che, insieme ai loro familiari e a prescindere dalla
    cittadinanza, godano di diritti di libera circolazione equivalenti a
    quelli dei cittadini dell’Unione, sulla base di accordi conclusi tra
    l’Unione e i suoi Stati membri e Paesi terzi o tra l’Unione e Paesi
    terzi;
    d) che beneficiano dello status di soggiornante di lungo
    periodo e soggiornano ai sensi dell’articolo 9-bis per motivi di
    lavoro autonomo o subordinato;
    e) che soggiornano in qualita’ di lavoratori altamente
    qualificati, ai sensi dell’articolo 27-quater;
    f) che sono ammessi nel territorio dell’Unione europea in
    qualita’ di dipendenti in tirocinio nell’ambito di un trasferimento
    intrasocietario come definito dall’articolo 27-quinquies, comma 2;
    g) che sono destinatari di un provvedimento di espulsione
    anche se sospeso.»;
    c) dopo il comma 2, e’ inserito il seguente:
    «2-bis. L’obbligo di cui al comma 2, lettera c), cessa in caso
    di rilascio del permesso di soggiorno di cui al comma 9-bis.»;
    d) il comma 3 e’ sostituito dal seguente:
    «3. Il ricercatore e l’istituto di ricerca di cui al comma 1
    stipulano una convenzione di accoglienza con cui il ricercatore si
    impegna a realizzare l’attivita’ di ricerca e l’istituto si impegna
    ad accogliere il ricercatore. L’attivita’ di ricerca deve essere
    approvata dagli organi di amministrazione dell’istituto medesimo che
    valutano l’oggetto e la durata stimata della ricerca, i titoli in
    possesso del ricercatore rispetto all’oggetto della ricerca,
    certificati con una copia autenticata del titolo di studio, ed
    accertano la disponibilita’ delle risorse finanziarie per la sua
    realizzazione. La convenzione stabilisce il rapporto giuridico e le
    condizioni di lavoro del ricercatore, le risorse mensili messe a sua
    disposizione, sufficienti a non gravare sul sistema di assistenza
    sociale, le spese per il viaggio di ritorno, e contiene, altresi’, le
    indicazioni sul titolo o sullo scopo dell’attivita’ di ricerca e
    sulla durata stimata, l’impegno del ricercatore a completare
    l’attivita’ di ricerca, le informazioni sulla mobilita’ del
    ricercatore in uno o in diversi secondi Stati membri, se gia’ nota al
    momento della stipula della convenzione, l’indicazione della polizza
    assicurativa per malattia stipulata per il ricercatore ed i suoi
    familiari ovvero l’obbligo per l’istituto di provvedere alla loro
    iscrizione al Servizio sanitario nazionale.»;
    e) al comma 3-bis:
    1) dopo le parole: «risorse mensili di cui al comma 3» sono
    inserite le seguenti: «e’ valutata caso per caso, tenendo conto del
    doppio dell’importo dell’assegno sociale, ed»;
    2) le parole «al progetto di ricerca» sono sostituite dalle
    seguenti: «all’attivita’ di ricerca»;
    f) al comma 4:
    1) le parole: «per ricerca scientifica» sono sostituite dalle
    seguenti: «per ricerca»;
    2) il secondo periodo e’ sostituito dai seguenti: «La domanda
    indica gli estremi del passaporto in corso di validita’ del
    ricercatore o di un documento equipollente. Lo sportello, acquisito
    dalla questura il parere sulla sussistenza di motivi ostativi
    all’ingresso del ricercatore nel territorio nazionale, rilascia il
    nulla osta entro trenta giorni dalla presentazione della richiesta
    ovvero, entro lo stesso termine, comunica al richiedente il rigetto.
    Il nulla osta e il codice fiscale del ricercatore sono trasmessi in
    via telematica dallo sportello unico agli uffici consolari all’estero
    per il rilascio del visto di ingresso da richiedere entro sei mesi
    dal rilascio del nulla osta. Il visto e’ rilasciato prioritariamente
    rispetto ad altre tipologie di visto.»;
    g) dopo il comma 4, sono inseriti i seguenti:
    «4-bis. In caso di irregolarita’ sanabile o incompletezza della
    documentazione, l’istituto di ricerca e’ invitato ad integrare la
    stessa e il termine di cui al comma 4 e’ sospeso.
    4-ter. Il nulla osta e’ rifiutato e, se gia’ rilasciato, e’
    revocato quando:
    a) non sono rispettate le condizioni di cui ai commi 1, 2, 3,
    3-bis e 4;
    b) i documenti presentati sono stati ottenuti in maniera
    fraudolenta o contraffatti;
    c) l’istituto di ricerca non ha rispettato i propri obblighi
    giuridici in materia di previdenza sociale, tassazione, diritti dei
    lavoratori, condizioni di lavoro o di impiego, previsti dalla
    normativa nazionale o dai contratti collettivi applicabili;
    d) l’istituto di ricerca e’ stato oggetto di sanzioni a causa
    di lavoro irregolare;
    e) l’istituto di ricerca e’ in corso di liquidazione o e’
    stato liquidato per insolvenza o non e’ svolta alcuna attivita’
    economica.
    4-quater. Nei casi di cui al comma 4-ter, lettere c) e d), la
    decisione di rifiuto o di revoca e’ adottata nel rispetto del
    principio di proporzionalita’ e tiene conto delle circostanze
    specifiche del caso. La revoca del nulla osta e’ comunicata in via
    telematica agli uffici consolari all’estero.»;
    h) al comma 5, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «In
    presenza di cause che rendono impossibile l’esecuzione della
    convenzione, l’istituto di ricerca ne informa tempestivamente lo
    sportello unico per i conseguenti adempimenti.»;
    i) il comma 6 e’ sostituito dal seguente:
    «6. Entro otto giorni lavorativi dall’ingresso nel territorio
    nazionale, il ricercatore dichiara la propria presenza allo sportello
    unico per l’immigrazione che ha rilasciato il nulla osta, ai fini
    dell’espletamento delle formalita’ occorrenti al rilascio del
    permesso di soggiorno ai sensi del presente testo unico.»;
    l) al comma 7:
    1) al primo periodo, le parole da: «Il permesso di soggiorno»
    fino a: «programma di ricerca» sono sostituite dalle seguenti: «Il
    permesso di soggiorno per ricerca, che reca la dicitura
    “ricercatore”, e’ rilasciato dal questore, ai sensi del presente
    testo unico, entro trenta giorni dall’espletamento delle formalita’
    di cui al comma 6, per la durata del programma di ricerca»;
    2) dopo il secondo periodo e’ inserito il seguente: «Per il
    ricercatore che fa ingresso nel territorio nazionale sulla base di
    specifici programmi dell’Unione o multilaterali comprendenti misure
    sulla mobilita’, il permesso di soggiorno fa riferimento a tali
    programmi.»;
    3) al quarto periodo, le parole: «per ricerca scientifica» sono
    sostituite dalle seguenti: «per ricerca»;
    m) dopo il comma 7, e’ inserito il seguente:
    «7-bis. Il permesso di soggiorno non e’ rilasciato o il suo
    rinnovo e’ rifiutato, ovvero, se gia’ rilasciato, e’ revocato nei
    seguenti casi:
    a) e’ stato ottenuto in maniera fraudolenta o e’ stato
    falsificato o contraffatto;
    b) se risulta che il ricercatore non soddisfaceva o non
    soddisfa piu’ le condizioni di ingresso e di soggiorno previste dal
    presente testo unico o se soggiorna per fini diversi da quelli per
    cui ha ottenuto il nulla osta ai sensi del presente articolo.»;
    n) il comma 8, e’ sostituito dal seguente:
    «8. Il ricongiungimento dei familiari di cui all’articolo 29,
    comma 1, lettere a) e b) e’ consentito al ricercatore di cui ai commi
    1 e 11-quinquies, indipendentemente dalla durata del suo permesso di
    soggiorno, ai sensi e alle condizioni previste dal medesimo articolo
    29, ad eccezione del requisito di cui al comma 3, lettera a). Alla
    richiesta di ingresso dei familiari al seguito presentata
    contestualmente alla richiesta di nulla osta all’ingresso del
    ricercatore si applica il termine di cui al comma 4. Per l’ingresso
    dei familiari al seguito del ricercatore di cui al comma 11-quinquies
    e’ richiesta la dimostrazione di aver risieduto, in qualita’ di
    familiari, nel primo Stato membro. Ai familiari e’ rilasciato un
    permesso di soggiorno per motivi familiari ai sensi dell’articolo 30,
    commi 2, 3 e 6, di durata pari a quello del ricercatore.»;
    o) al comma 9, il primo periodo e’ sostituito dal seguente:
    «Salvo quanto previsto dal comma 1-bis, la procedura di cui al comma
    4 si applica anche al ricercatore regolarmente soggiornante nel
    territorio nazionale ad altro titolo.»;
    p) dopo il comma 9, sono inseriti i seguenti:
    «9-bis. In presenza dei requisiti reddituali di cui
    all’articolo 29, comma 3, lettera b), e fermo restando il rispetto
    dell’obbligo di cui all’articolo 34, comma 3, lo straniero munito di
    passaporto valido o altro documento equipollente, che ha completato
    l’attivita’ di ricerca, alla scadenza del permesso di cui al comma 7
    puo’ dichiarare la propria immediata disponibilita’ allo svolgimento
    di attivita’ lavorativa e alla partecipazione alle misure di politica
    attiva del lavoro presso i servizi per l’impiego, come previsto
    dall’articolo 19 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150, e
    richiedere un permesso di soggiorno di durata non inferiore a nove e
    non superiore a dodici mesi al fine di cercare un’occupazione o
    avviare un’impresa coerente con l’attivita’ di ricerca completata. In
    tal caso il permesso di soggiorno dei familiari e’ rinnovato per la
    stessa durata. In presenza dei requisiti previsti dal presente testo
    unico, puo’ essere richiesta la conversione in permesso di soggiorno
    per lavoro.
    9-ter. Ai fini del rilascio del permesso di soggiorno di cui al
    comma 9-bis, lo straniero, oltre alla documentazione relativa al
    possesso dei requisiti reddituali e al rispetto dell’obbligo di cui
    all’articolo 34, comma 3, allega idonea documentazione di conferma
    del completamento dell’attivita’ di ricerca svolta, rilasciata
    dall’istituto di ricerca. Ove la documentazione di conferma del
    completamento dell’attivita’ di ricerca svolta non sia gia’
    disponibile, puo’ essere presentata entro sessanta giorni dalla
    richiesta del permesso di soggiorno di cui al comma 9-bis.
    9-quater. Il permesso di soggiorno di cui al comma 9-bis non e’
    rilasciato, o se gia’ rilasciato, e’ revocato:
    a) se la documentazione di cui ai commi 9-bis e 9-ter e’
    stata ottenuta in maniera fraudolenta, falsificata o contraffatta;
    b) se risulta che lo straniero non soddisfaceva o non
    soddisfa piu’ le condizioni previste dai commi 9-bis e 9-ter, nonche’
    le altre condizioni di ingresso e di soggiorno previste dal presente
    testo unico.»;
    q) il comma 10, e’ sostituito dal seguente:
    «10. I ricercatori di cui ai commi 1, 11 e 11-quinquies possono
    essere ammessi a parita’ di condizioni con i cittadini italiani, a
    svolgere attivita’ di insegnamento compatibile con le disposizioni
    statutarie e regolamentari dell’istituto di ricerca.»;
    r) dopo il comma 10, e’ inserito il seguente:
    «10-bis. Il ricercatore a cui e’ stato rilasciato il permesso
    di soggiorno per ricerca di cui al comma 7 e’ riammesso senza
    formalita’ nel territorio nazionale, su richiesta di altro Stato
    membro dell’Unione europea che si oppone alla mobilita’ di breve
    durata del ricercatore ovvero non autorizza o revoca
    un’autorizzazione alla mobilita’ di lunga durata, anche quando il
    permesso di soggiorno di cui al comma 7 e’ scaduto o revocato. Ai
    fini del presente articolo, si intende per mobilita’ di breve durata
    l’ingresso ed il soggiorno per periodi non superiori a centottanta
    giorni in un arco temporale di trecentosessanta giorni e per
    mobilita’ di lunga durata l’ingresso ed il soggiorno per periodi
    superiori a centottanta giorni.»;
    s) il comma 11 e’ sostituito dai seguenti:
    «11. Lo straniero titolare di un permesso di soggiorno per
    ricerca in corso di validita’ rilasciato da un altro Stato membro
    dell’Unione europea e’ autorizzato a soggiornare nel territorio
    nazionale al fine di proseguire la ricerca gia’ iniziata nell’altro
    Stato, per un periodo massimo di centottanta giorni in un arco
    temporale di trecentosessanta giorni. A tal fine non e’ rilasciato al
    ricercatore un permesso di soggiorno e il nulla osta di cui al comma
    4 e’ sostituito da una comunicazione dell’istituto di ricerca,
    iscritto nell’elenco di cui al comma 1, allo sportello unico della
    prefettura-ufficio territoriale del Governo della provincia in cui si
    svolge l’attivita’ di ricerca. La comunicazione indica gli estremi
    del passaporto in corso di validita’ o documento equipollente del
    ricercatore e dei familiari, ed e’ corredata dell’attestato di
    iscrizione all’elenco di cui al comma 1, di copia dell’autorizzazione
    al soggiorno nel primo Stato membro del ricercatore e dei familiari e
    della convenzione di accoglienza con l’istituto di ricerca del primo
    Stato membro nonche’ della documentazione relativa alla
    disponibilita’ di risorse sufficienti per non gravare sul sistema di
    assistenza sociale e di una assicurazione sanitaria per il
    ricercatore e per i suoi familiari, ove tali elementi non risultino
    dalla convenzione di accoglienza.
    11-bis. Il ricercatore e’ autorizzato a fare ingresso in Italia
    immediatamente dopo la comunicazione di cui al comma 11. I familiari
    del ricercatore di cui al comma 11 hanno il diritto di entrare e
    soggiornare nel territorio nazionale, al fine di accompagnare o
    raggiungere il ricercatore, purche’ in possesso di un passaporto
    valido o documento equipollente e di un’autorizzazione in corso di
    validita’, rilasciata dal primo Stato membro, previa dimostrazione di
    aver risieduto in qualita’ di familiari nel primo Stato membro. Si
    applicano le disposizioni di cui all’articolo 5, comma 7.
    11-ter. Entro trenta giorni dalla comunicazione di cui al comma
    11, lo sportello unico, acquisito il parere della questura sulla
    sussistenza di eventuali motivi ostativi all’ingresso nel territorio
    nazionale, comunica all’istituto di ricerca, e all’autorita’
    competente designata come punto di contatto dal primo Stato membro
    che sussistono motivi di opposizione alla mobilita’ del ricercatore e
    dei suoi familiari, dandone informazione alla questura, nei seguenti
    casi:
    a) mancanza delle condizioni di cui al comma 11;
    b) i documenti sono stati ottenuti in maniera fraudolenta,
    ovvero sono stati contraffatti;
    c) l’ente di ricerca non risulta iscritto nell’elenco di cui
    al comma 1;
    d) e’ stata raggiunta la durata massima del soggiorno di cui
    al comma 11;
    e) non sono soddisfatte le condizioni di ingresso e soggiorno
    previste dal presente testo unico.
    11-quater. In caso di opposizione alla mobilita’ il ricercatore
    e se presenti i suoi familiari cessano immediatamente tutte le
    attivita’ e lasciano il territorio nazionale.
    11-quinquies. Per periodi superiori a centottanta giorni, lo
    straniero titolare di un permesso di soggiorno per ricerca rilasciato
    da un altro Stato membro dell’Unione europea e in corso di validita’
    e’ autorizzato a fare ingresso senza necessita’ di visto e a
    soggiornare nel territorio nazionale per svolgere l’attivita’ di
    ricerca presso un istituto di ricerca iscritto nell’elenco di cui al
    comma 1 previo rilascio del nulla osta di cui al comma 4. Nel caso in
    cui lo straniero e’ presente nel territorio nazionale ai sensi del
    comma 11, la richiesta di nulla osta e’ presentata almeno trenta
    giorni prima della scadenza del periodo di soggiorno ivi previsto.
    11-sexies. Il nulla osta di cui al comma 11-quinquies e’
    rifiutato e se rilasciato e’ revocato quando:
    a) ricorrono le condizioni di cui al comma 4-ter;
    b) l’autorizzazione del primo Stato membro scade durante la
    procedura di rilascio del nulla osta.
    11-septies. Al ricercatore di cui al comma 11-quinquies e’
    rilasciato un permesso di soggiorno recante la dicitura
    «mobilità-ricercatore» e si applicano le disposizioni di cui ai commi
    6, 7 e 7-bis. Del rilascio e dell’eventuale revoca del permesso di
    soggiorno di cui al presente comma sono informate le autorita’
    competenti del primo Stato membro.
    11-octies. Nelle more del rilascio del nulla osta e della
    consegna del permesso di soggiorno e’ consentito al ricercatore di
    cui al comma 11-quinquies di svolgere attivita’ di ricerca a
    condizione che l’autorizzazione rilasciata dal primo Stato membro sia
    in corso di validita’ e che non sia superato un periodo di
    centottanta giorni nell’arco di trecentosessanta giorni.
    11-nonies. Per quanto non espressamente previsto dal presente
    articolo, si applicano, ove compatibili, le disposizioni di cui
    all’articolo 22, ad eccezione del comma 6, secondo periodo.
    11-decies. La documentazione e le informazioni relative alla
    sussistenza delle condizioni di cui al presente articolo sono fornite
    in lingua italiana.».
  6. All’articolo 39 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286,
    e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) la rubrica e’ sostituita dalla seguente: «Accesso ai percorsi
    di istruzione tecnico superiore e ai percorsi di formazione
    superiore»;
    b) il comma 1 e’ sostituito dal seguente: «1. In materia di
    accesso ai corsi di istruzione e formazione tecnico superiore, ai
    corsi degli Istituti tecnico superiori e alla formazione superiore,
    nonche’ agli interventi per il diritto allo studio, e’ assicurata la
    parita’ di trattamento tra lo straniero e il cittadino italiano, nei
    limiti e con le modalita’ di cui al presente articolo»;
    c) al comma 2:
    1) le parole: «le universita’» sono sostituite dalle seguenti:
    «Le istituzioni di formazione superiore»;
    2) le parole: «di cui all’articolo 1 della legge 19 novembre
    1990, n. 341» sono sostituite dalle seguenti: «e di alta formazione
    artistica, musicale e coreutica»;
    3) le parole: «con gli atenei stranieri» sono sostituite dalle
    seguenti: «con istituzioni formative straniere»;
    d) al comma 3:
    1) alla lettera b) le parole: «di laurea» sono sostituite dalle
    seguenti: «di istruzione tecnica superiore e di formazione superiore»
    e le parole «dell’universita’» sono sostituite dalle seguenti:
    «dell’istituzione»;
    2) alla lettera e) la parola: «universitaria» e’ sostituita
    dalle seguenti parole: «tecnica e alla formazione superiore»;
    e) i commi 4-bis e 4-ter sono sostituiti dai seguenti:
    «4-bis. Lo straniero titolare di un’autorizzazione in corso di
    validita’, rilasciata da uno Stato membro dell’Unione europea in
    quanto iscritto ad un corso di istruzione tecnica superiore o di
    formazione superiore o ad un istituto di insegnamento superiore, che
    beneficia di un programma dell’Unione o multilaterale comprendente
    misure sulla mobilita’ o di un accordo tra due o piu’ istituti di
    istruzione superiore, puo’ fare ingresso e soggiornare in Italia, per
    un periodo massimo di trecentosessanta giorni, senza necessita’ di
    visto e di permesso di soggiorno per proseguire gli studi gia’
    iniziati nell’altro Stato membro o per integrarli con un programma di
    studi ad essi connesso. Si applicano le disposizioni di cui
    all’articolo 5, comma 7. Nel caso in cui l’autorizzazione in corso di
    validita’ provenga da uno Stato membro che non applica integralmente
    l’acquis di Schengen, lo straniero al momento della dichiarazione di
    cui all’articolo 5, comma 7, esibisce copia dell’autorizzazione del
    primo Stato membro e della documentazione relativa al programma
    dell’Unione o multilaterale o all’accordo tra due o piu’ istituti di
    istruzione.
    4-ter. Lo straniero titolare di un’autorizzazione in corso di
    validita’ rilasciata da uno Stato membro dell’Unione europea, che non
    beneficia di un programma dell’Unione o multilaterale comprendente
    misure sulla mobilita’ o di un accordo tra due o piu’ istituti di
    istruzione superiore, puo’ fare ingresso e soggiornare in Italia, al
    fine di svolgervi parte degli studi, per un periodo massimo di
    trecentosessanta giorni, in presenza dei requisiti previsti dal
    presente testo unico. Lo straniero correda la domanda di permesso di
    soggiorno con la documentazione, proveniente dalle autorita’
    accademiche del Paese dell’Unione nel quale ha svolto il corso di
    studi, che attesta che il programma di studi da svolgere in Italia e’
    complementare al programma di studi gia’ svolto.»;
    f) al comma 5:
    1) la parola: «universitari» e’ sostituita dalle seguenti
    parole: «di istruzione tecnica superiore o di formazione superiore»;
    2) dopo le parole: «in possesso di titolo di studio» sono
    inserite le seguenti: «di scuola secondaria»;
    3) le parole da: «titolari di carta di soggiorno» fino a «per
    asilo umanitario» sono sostituite dalle seguenti: «titolari di
    permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, di
    permesso di soggiorno per lavoro subordinato, per lavoro autonomo,
    per motivi familiari, per asilo, per protezione sussidiaria, per
    motivi umanitari»;
    g) dopo il comma 5, sono aggiunti i seguenti:
    «5-bis. Agli stranieri di cui ai commi 4-ter e 5 e’ rilasciato
    dal questore un permesso di soggiorno per studio ai sensi
    dell’articolo 5, commi 3, lettera c) e 8, recante la dicitura
    «studente».
    5-ter. Quando il permesso di soggiorno di cui all’articolo 5,
    comma 3, lettera c) e’ rilasciato allo studente che fa ingresso nel
    territorio nazionale sulla base di specifici programmi dell’Unione o
    multilaterali comprendenti misure sulla mobilita’ o accordi tra due o
    piu’ istituti di istruzione superiore, il permesso di soggiorno fa
    riferimento a tali programmi o accordi. Lo studente titolare del
    permesso di soggiorno di cui al presente comma e’ riammesso senza
    formalita’ nel territorio nazionale, su richiesta di altro Stato
    membro dell’Unione europea che si oppone alla mobilita’ dello
    studente anche quando il permesso di soggiorno di cui al presente
    comma e’ scaduto o revocato.
    5-quater. Il permesso di soggiorno di cui ai commi 5-bis e
    5-ter non e’ rilasciato o il suo rinnovo e’ rifiutato ovvero, se gia’
    rilasciato, e’ revocato nei seguenti casi:
    a) se e’ stato ottenuto in maniera fraudolenta o e’ stato
    falsificato o contraffatto;
    b) se risulta che lo straniero non soddisfaceva o non
    soddisfa piu’ le condizioni d’ingresso e di soggiorno previste dal
    presente testo unico o se soggiorna per fini diversi da quelli per i
    quali ha ottenuto il permesso di soggiorno ai sensi del presente
    articolo.
    5-quinquies. Le disposizioni di cui ai commi 4-bis, 4-ter e
    5-ter non si applicano agli stranieri:
    a) che soggiornano a titolo di protezione temporanea o per
    motivi umanitari;
    b) che soggiornano in quanto beneficiari di protezione
    internazionale come definita dall’articolo 2, comma 1, lettera a),
    del decreto legislativo 19 novembre 2007, n. 251, e successive
    modificazioni, ovvero hanno richiesto il riconoscimento di tale
    protezione e sono in attesa di una decisione definitiva;
    c) che sono familiari di cittadini dell’Unione europea che
    hanno esercitato o esercitano il diritto alla libera circolazione ai
    sensi del decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 30, e successive
    modificazioni, o che, insieme ai loro familiari e a prescindere dalla
    cittadinanza, godano di diritti di libera circolazione equivalenti a
    quelli dei cittadini dell’Unione, sulla base di accordi conclusi tra
    l’Unione e i suoi Stati membri e Paesi terzi o tra l’Unione e Paesi
    terzi;
    d) che beneficiano dello status di soggiornante di lungo
    periodo e soggiornano ai sensi dell’articolo 9-bis per motivi di
    lavoro autonomo o subordinato;
    e) che soggiornano in qualita’ di lavoratori altamente
    qualificati, ai sensi dell’articolo 27-quater;
    f) che sono ammessi nel territorio dell’Unione europea in
    qualita’ di dipendenti in tirocinio nell’ambito di un trasferimento
    intrasocietario come definito dall’articolo 27-quinquies, comma 2;
    g) che sono destinatari di un provvedimento di espulsione
    anche se sospeso.».
  7. All’articolo 39-bis del decreto legislativo 25 luglio 1998, n.
    286, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti
    modificazioni:
    a) alla rubrica, dopo la parola: «tirocinio», e’ eliminata la
    seguente parola: «professionale»;
    b) al comma 1:
    1) alla lettera a) le parole: «secondaria superiore e» sono
    sostituite dalle seguenti: «secondaria superiore,» e dopo le parole:
    «formazione tecnica superiore» sono inserite le seguenti: «, percorsi
    di istruzione tecnica superiore e corsi di formazione superiore»;
    2) la lettera b) e’ sostituita dalla seguente:
    «b) ammessi a frequentare:
    1) corsi di formazione professionale e tirocini
    extracurriculari nell’ambito del contingente triennale stabilito con
    decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di
    concerto con i Ministri dell’interno e degli affari esteri e della
    cooperazione internazionale, sentita la Conferenza permanente per i
    rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e
    di Bolzano, di cui al decreto legislativo 29 agosto 1997, n. 281;
    2) tirocini curriculari compresi nell’ambito di percorsi di
    istruzione tecnica superiore e formazione superiore, promossi da
    istituzioni di formazione superiore, istituti di istruzione tecnica
    superiore, istituzioni scolastiche, centri di formazione
    professionale; periodi di pratica professionale nonche’ tirocini
    previsti per l’accesso alle professioni ordinistiche; tirocini
    transnazionali realizzati nell’ambito di programmi comunitari per
    l’istruzione e la formazione superiore. I tirocini di cui al presente
    numero non sono soggetti al contingentamento triennale stabilito con
    decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di
    concerto con i Ministri dell’interno e degli affari esteri e della
    cooperazione internazionale, sentita la Conferenza permanente per i
    rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e
    di Bolzano, di cui al decreto legislativo 29 agosto 1997, n. 281.»;
    3) alla lettera d) le parole: «dal Ministero degli affari
    esteri, dal Ministero della pubblica istruzione, dal Ministero
    dell’universita’ e della ricerca», sono sostituite dalle seguenti:
    «dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione
    internazionale, dal Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e
    della ricerca» e dopo le parole «istituzioni accademiche.» aggiungere
    le seguenti: «I programmi di scambio definiscono le responsabilita’
    delle spese relative agli studi, in capo a terzi oltre all’alloggio
    dell’alunno.»;
    c) dopo il comma 1 sono aggiunti i seguenti:
    «1-bis. Per i tirocini curriculari, gli istituti di
    insegnamento autorizzati ad accogliere gli studenti di paesi terzi
    sono quelli autorizzati dal Ministero dell’istruzione,
    dell’universita’ e della ricerca a erogare corsi di formazione
    tecnica superiore, corsi di formazione superiore nonche’ gli Istituti
    tecnico superiori. I tirocini si fondano sulla convenzione di
    formazione tra l’istituzione formativa inviante, l’ente ospitante e
    il tirocinante che contiene la descrizione del programma di
    tirocinio, gli obiettivi educativi e le componenti di apprendimento,
    la durata complessiva del tirocinio, le condizioni di inserimento e
    di supervisione del tirocinio, le ore di tirocinio, le risorse messe
    a disposizione dei richiedenti per la permanenza e per le spese di
    vitto e alloggio, le spese per il viaggio di ritorno, la stipula di
    una polizza assicurativa per malattia.
    1-ter. Ai tirocini extracurriculari, funzionali al
    completamento di un percorso di formazione professionale iniziato nel
    paese di origine e finalizzati ad acquisire conoscenze, pratica ed
    esperienza in un contesto professionale, si applicano le linee guida
    di cui alla legge del 28 giugno 2012, n. 92, articolo 1, comma 34.
    1-quater. Agli stranieri di cui al comma 1 e’ rilasciato dal
    questore un permesso di soggiorno per studio, ai sensi dell’articolo
    5, comma 8, recante la dicitura «studente», «tirocinante» o «alunno».
    Per gli stranieri di cui al comma 1, lettere a) e b), ad eccezione
    degli stranieri ammessi a frequentare tirocini curriculari ed
    extracurriculari, la durata del permesso di soggiorno e’ quella
    prevista dall’articolo 5, comma 3, lettera c). Per gli stranieri
    ammessi a frequentare tirocini curriculari ed extracurriculari, la
    durata del permesso di soggiorno e’ quella prevista dalla convenzione
    di formazione. Per gli stranieri di cui al comma 1, lettere c) e d)
    la durata del permesso di soggiorno non puo’ essere superiore ad un
    anno o alla durata del programma di scambio o del progetto educativo
    se piu’ breve.
    1-quinquies. Si applicano le disposizioni di cui all’articolo
    39, commi 5-ter e 5-quater.».
  8. Dopo l’articolo 39-bis del decreto legislativo 25 luglio 1998,
    n. 286, e successive modificazioni, e’ inserito il seguente:
    «Art. 39-bis.1 (Permesso di soggiorno per ricerca lavoro o
    imprenditorialita’ degli studenti). – 1. In presenza dei requisiti
    reddituali di cui all’articolo 29, comma 3, lettera b), e fermo
    restando il rispetto dell’obbligo di cui all’articolo 34, comma 3, lo
    straniero munito di passaporto valido o altro documento equipollente,
    che ha conseguito in Italia il dottorato o il master universitario
    ovvero la laurea triennale o la laurea specialistica, o il diploma
    accademico di primo livello o di secondo livello o il diploma di
    tecnico superiore, alla scadenza del permesso di soggiorno di cui
    agli articoli 39 e 39-bis, comma 1, lettera a), puo’ dichiarare la
    propria immediata disponibilita’ allo svolgimento di attivita’
    lavorativa e alla partecipazione alle misure di politica attiva del
    lavoro presso i servizi per l’impiego, come previsto dall’articolo 19
    del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150, e richiedere un
    permesso di soggiorno di durata non inferiore a nove e non superiore
    a dodici mesi al fine di cercare un’occupazione o avviare un’impresa
    coerente con il percorso formativo completato. In presenza dei
    requisiti previsti dal presente testo unico, puo’ essere richiesta la
    conversione in permesso di soggiorno per lavoro.
  9. Ai fini del rilascio del permesso di soggiorno di cui al comma
    1, lo straniero oltre alla documentazione relativa al possesso dei
    requisiti reddituali e al rispetto dell’obbligo di cui all’articolo
    34, comma 3, allega la documentazione relativa al conseguimento di
    uno dei titoli di cui al comma 1. Ove la documentazione relativa al
    conseguimento di uno dei titoli di cui al comma 1, non sia gia’
    disponibile, puo’ essere presentata entro sessanta giorni dalla
    richiesta del permesso di soggiorno di cui al comma 1.
  10. Il permesso di soggiorno di cui al comma 1 non e’ rilasciato,
    o se gia’ rilasciato, e’ revocato:
    a) se la documentazione di cui ai commi 1 e 2 e’ stata ottenuta
    in maniera fraudolenta, falsificata o contraffatta;
    b) se risulta che lo straniero non soddisfaceva o non soddisfa
    piu’ le condizioni previste dai commi 1 e 2 nonche’ le altre
    condizioni di ingresso e di soggiorno previste dal presente testo
    unico.».

Art. 2

Modifiche al decreto-legge 9 maggio 2003, n. 105, convertito in
legge, con modificazioni, dall’articolo 1, della legge 11 luglio
2003, n. 170
1. All’articolo 1-bis del decreto-legge 9 maggio 2003, n. 105, e
successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
a) la rubrica e’ sostituita dalla seguente: «Anagrafe nazionale
degli studenti, dei diplomati e dei laureati degli Istituti tecnici
superiori e delle istituzioni della formazione superiore»;
b) al comma 1:
1) le parole: «entro un anno dalla data di entrata in vigore
della legge di conversione del presente decreto,» sono eliminate;
2) le parole: «l’Anagrafe nazionale degli studenti e dei
laureati delle universita’» sono sostituite dalle seguenti:
«l’Anagrafe nazionale degli studenti, dei diplomati e dei laureati
degli istituti tecnici superiori e delle istituzioni della formazione
superiore»;
3) alla lettera c) dopo le parole: «sugli esiti occupazionali
dei» sono inserite le seguenti: «diplomati e»;
4) alla lettera e) le parole: «delle istituzioni universitarie»
sono sostituite dalle seguenti: «degli istituti tecnici superiori e
delle istituzioni della formazione superiore»;
c) al comma 2:
1) le parole: «il Comitato nazionale per la valutazione del
sistema universitario» sono sostituite dalle seguenti: «l’Agenzia
nazionale per la valutazione delle universita’ e della ricerca»;
2) le parole: «e il Consiglio nazionale degli studenti
universitari,» sono sostituite dalle seguenti: «, il Consiglio
nazionale degli studenti universitari e le altre consulte degli
studenti,»;
3) le parole: «delle universita’ e» sono sostituite dalle
seguenti: «degli istituti tecnici superiori e delle istituzioni della
formazione superiore».

Art. 3

Punti di contatto per lo scambio di informazioni e documentazione

  1. Il Ministero dell’interno, il Ministero dell’istruzione,
    universita’ e ricerca, il Ministero del lavoro e delle politiche
    sociali istituiscono punti di contatto per lo scambio di informazioni
    e documentazione con gli Stati membri ai fini dell’applicazione delle
    disposizioni in materia di mobilita’ degli studenti e dei
    ricercatori.
  2. Gli uffici e le amministrazioni competenti forniscono
    tempestivamente e in via telematica ai punti di contatto di cui al
    comma 1 le informazioni e la documentazione necessarie. Con decreto
    interdirettoriale del Ministero dell’interno, del Ministero
    dell’istruzione, universita’ e ricerca, e del Ministero del lavoro e
    delle politiche sociali, sono fissate le linee guida per lo
    svolgimento delle attivita’ dei punti di contatto.

Art. 4

Clausola di invarianza finanziaria

  1. Dall’attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o
    maggiori oneri per la finanza pubblica. Gli uffici interessati
    utilizzano le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a
    legislazione vigente.
    Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
    nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
    italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
    osservare.
    Dato a Roma, addi’ 11 maggio 2018

MATTARELLA

Gentiloni Silveri, Presidente del
Consiglio dei ministri

Fedeli, Ministro dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca

Minniti, Ministro dell’interno

Poletti, Ministro del lavoro e
delle politiche sociali

Alfano, Ministro degli affari
esteri e della cooperazione
internazionale

Orlando, Ministro della giustizia

Padoan, Ministro dell’economia e
delle finanze
Visto, il Guardasigilli: Orlando

Nota 19 aprile 2018, AOODGSIP 1789

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per il Sistema Educativo di Istruzione e Formazione
Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione e la Partecipazione

Ai Direttori Generali e ai Dirigenti titolari degli Uffici Scolastici Regionali
LORO SEDI
Al Sovrintendente Scolastico per la scuola in lingua italiana della provincia di Bolzano
BOLZANO
Al Dirigente del Dipartimento Istruzione della provincia di Trento
TRENTO
All’Intendente Scolastico per la scuola italiana in lingua tedesca
BOLZANO
All’Intendente Scolastico per la scuola italiana in lingua ladina
BOLZANO
Al Sovrintendente agli Studi della Regione Autonoma della Valle d’Aosta
AOSTA
Ai Dirigenti delle Istituzioni scolastiche di secondo grado
LORO SEDI
E p.c.
Al Capo Dipartimento per il Sistema educativo di Istruzione e di Formazione
SEDE
Ai Referenti degli Uffici Scolastici regionali per l’integrazione scolastica e l’intercultura
LORO SEDI

Nota 19 aprile 2018, AOODGSIP 1789

Oggetto: Bando di concorso – Progetto “Porte d’Europa”

Nota 17 aprile 2018, AOODGRUF 7543

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per la programmazione e la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali
Direzione Generale per le risorse umane e finanziarie
Ufficio IV

Ai Dipartimenti
Sede
Alle Direzioni Generali
Sede
Ai Direttori degli U.S.R.
LL.SS.

Oggetto: Pubblicazione bandi Esperti Nazionali Distaccati (END) presso la Commissione Europea.

Si trasmette, con preghiera di diffusione a tutto il personale, la nota,
datata 28.03.2018, del Ministero degli Affari Esteri, concernente due lotti di bandi per Esperti Nazionali Distaccati (END) presso Commissione Europea con scadenza 17 aprile 2018 e 17 maggio 2018.
Si fa presente che ulteriori informazioni potranno essere assunte dagli interessati visitando il sito del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e consultando il link indicato nell’allegata nota.
Copia della presente e dei relativi allegati sarà pubblicata sul sito del
Ministero

IL DIRETTORE GENERALE
Jacopo GRECO


Nota 21 febbraio 2018, AOODGOSV 3066

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione

Ai Direttori degli Uffici Scolastici Regionali
LORO SEDI
Ai Dirigenti Scolastici delle Istituzioni Scolastiche Statali e Paritarie
di ogni Ordine e Grado
Al Sovrintendente agli Studi della Valle d’Aosta
AOSTA
All’Intendente Scolastico per le scuole
delle località ladine di BOLZANO
All’Intendente Scolastico per la scuola
in lingua tedesca di BOLZANO
Al Sovrintendente Scolastico della Provincia
di BOLZANO
e p.c. Al Capo Dipartimento per il sistema educativo
di istruzione e formazione
SEDE
Al Dirigente del Dipartimento Istruzione per
la Provincia Autonoma di TRENTO
SEDE

Nota 21 febbraio 2018, AOODGOSV 3066

Oggetto: Festival delle lingue – Terza Edizione. Rovereto 8 – 9 -10 marzo 2018 – Azioni a supporto del Piano “TRENTINO TRILINGUE”.

Avviso, 9 gennaio 2017, AOODGOSV n.322

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione
Uff. VIII – Internazionalizzazione del sistema educativo di istruzione e formazione

Avviso, 9 gennaio 2017, AOODGOSV n.322

Assistenti di lingua italiana all’estero – Anno Scolastico 2018-2019

Osservatorio nazionale per l’integrazione degli alunni stranieri e per l’intercultura

Si è svolta il 9 novembre al Miur la prima riunione del nuovo Osservatorio nazionale per l’integrazione degli alunni stranieri e per l’intercultura. Rispetto al precedente Osservatorio nazionale istituito nel 2014, il nuovo organismo è stato insediato con una struttura rinnovata ed arricchito di nuove competenze.

Tra le innovazioni principali, la partecipazione al tavolo delle associazioni delle giovani e dei giovani di cittadinanza non italiana. Oggi le studentesse e gli studenti stranieri nelle nostre scuole sono oltre 800.000. Di questi, oltre il 55% è nato in Italia, si tratta delle cosiddette seconde generazioni.

Partecipano inoltre all’Osservatorio: tutte le Direzioni Generali del Ministero con competenze sui temi trattati; dirigenti scolastici di istituti a forte presenza di alunne e alunni stranieri; Istituti di ricerca e Associazioni nazionali che già collaborano con il Miur su accoglienza e integrazione; rappresentanti di altri Ministeri competenti con i quali sono in corso rilevanti attività progettuali, in particolare attraverso il Fondo Asilo Migrazioni Integrazione che si avvale di fondi europei.

Vengono poi istituiti due nuovi gruppi di lavoro: “Scuola nelle periferie urbane multiculturali” e “Revisione dei curricoli in prospettiva interculturale”. I nuovi gruppi si affiancano ai tre già esistenti: “Insegnamento dell’italiano come lingua seconda (L2) e plurilinguismo”; “Formazione del personale scolastico e istruzione degli adulti”; “Cittadinanza e nuove generazioni italiane”.

“L’aumento delle seconde generazioni di studentesse e studenti stranieri – dichiara la Ministra Valeria Fedeli -, l’aumento degli iscritti nelle scuole secondarie di secondo grado, la presenza sempre più rilevante di minori stranieri non accompagnati, la forte prevalenza di allieve e allievi stranieri, giovani e adulti, nei nuovi Centri provinciali di istruzione per adulti (CPIA) richiedono modalità didattiche e organizzative nuove”.

“Fanno parte dell’Osservatorio, non a caso, le giovani e i giovani rappresentanti di associazioni delle ‘nuove generazioni italiane’ – prosegue la Ministra -.  Per costruire comunità coese e forme di cittadinanza attiva e responsabile dobbiamo imparare a convivere, a condividere le esperienze, a rispettare i diritti di ciascuna persona. L’inclusione e l’integrazione delle studentesse e degli studenti stranieri non è quindi una questione di ‘ospitalità’. Va letta piuttosto come una sfida, ormai irrimandabile, di cittadinanza globale. Perché globali sono le società in cui oggi ci muoviamo e viviamo e lo saranno sempre più. Si tratta di un punto di vista culturalmente differente. Dobbiamo essere tutti consapevoli che la questione va affrontata in questi termini”.

“L’Osservatorio sarà uno strumento importantissimo per costruire un sistema di istruzione e formazione in cui studentesse e studenti, famiglie e comunità con storie diverse possono imparare a conoscere le diversità culturali e religiose, a superare le reciproche diffidenze, a sentirsi responsabili di un futuro comune. Non è un caso che abbiamo voluto inserirlo tra gli strumenti di attuazione del Piano di educazione al rispetto che ho fortemente voluto e che abbiamo presentato nei giorni scorsi a Roma. Un Piano che ci rende orgogliosi: il rispetto delle differenze – conclude la Ministra – è decisivo per contrastare violenze, discriminazioni e comportamenti aggressivi di ogni genere. Comportarsi e relazionarsi nel rispetto degli altri è fondamentale per realizzare quella parità sociale prevista dall’articolo 3 della Costituzione”.

Nota 1 settembre 2017, AOODGOSV 10471

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione
Segreteria del Direttore

Ai dirigenti scolastici degli istituti secondari di primo e secondo grado per il tramite dei Direttori degli uffici scolastici regionali
LORO SEDI

Nota 1 settembre 2017, AOODGOSV 10471

Oggetto: Progetto di insegnamento in lingua inglese e scambio culturale Global Volunteer- EduCHANGE

Avviso 5 giugno 2017, AOODGSIP 2906

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per il Sistema Educativo di Istruzione e Formazione
Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione e la Partecipazione
Ufficio quarto

Avviso 5 giugno 2017, AOODGSIP 2906

AVVISO PER L’ATTRIBUZIONE DI N. 3 INCARICHI NELL’AMBITO DEL PROGETTO FAMI 740/2016 “PIANO PLURIENNALE DI FORMAZIONE PER DIRIGENTI, INSEGNANTI E PERSONALE ATA DI SCUOLE AD ALTA INCIDENZA DI ALUNNI STRANIERI”.

Nota 29 maggio 2017, AOODGRUF 11497

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per la programmazione e la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali
Direzione Generale per le risorse umane e finanziarie
Ufficio IV

Ai Dipartimenti
Sede
Alle Direzioni Generali
Sede
Ai Direttori degli U.S.R.
LL.SS.

Oggetto: Pubblicazione programmi Tirocini Brevi III sessione 2017.

Si trasmette, con preghiera di diffusione a tutto il personale, la
nota del 16 maggio 2017 del Ministero degli Affari Esteri – Direzione Generale per l’Unione Europea – Ufficio IV, concernente il sottoelencato bando:

III sessione 2017 programma Tirocini Brevi
Bruxelles dal 17 ottobre al 27 ottobre 2017
Scadenza 06 luglio 2017

Si fa presente che ulteriori informazioni potranno essere assunte dagli interessati visitando il sito del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
Copia della presente e dei relativi allegati sarà pubblicata sul sito
del Ministero.

IL DIRETTORE GENERALE
Jacopo GRECO


Oggetto: POSTA CERTIFICATA: PROGRAMMA TIROCINI BREVI – III SESSIONE 2017
Data: 16/05/2017

Si comunica che nel sito di questo Ministero degli Affari Esteri
e della Cooperazione Internazionale
http://www.esteri.it/mae/it/ministero/servizi/italiani/opportunita/nella_ue/nelle_istituzioni/tirocini_breve_durata, è disponibile il bando relativo alla terza sessione 2017 del programma Tirocini Brevi, che avrà luogo a Bruxelles dal 17 al 27 Ottobre 2017.
Si attira l’attenzione di Codeste Amministrazioni sui seguenti punti:

  • i posti disponibili indicati per l�Italia per la terza sessione 2017 sono 3;
  • la Commissione europea provvede alle spese di alloggio a Bruxelles e ad eventuali costi di trasferimenti per visite al di fuori di Bruxelles;
  • la Commissione non provvede al costo del biglietto aereo per/da Bruxelles;
  • le Amministrazioni di appartenenza devono assicurare la retribuzione e agli oneri previdenziali e assicurativi dei partecipanti al programma tirocini brevi;
  • ciascuna Amministrazione può proporre una sola candidatura, inviando CV in formato europeo (redatto in inglese o in francese) e Nulla-osta;
  • i candidati devono essere in possesso di tutti i requisiti consultabili sul sito di questo MAECI al percorso sopra indicato e i cv devono esplicitare in modo chiaro e dettagliato l’esperienza professionale in settori che trattano materie afferenti all’Unione Europea. Deve, altresì, essere chiaramente indicata l’anzianità di
    servizio;
  • la data di scadenza per la presentazione delle candidature è il 6 Luglio.

Distinti saluti.
Cesare Borgia
M.A.E.C.I.
D.G.U.E. – IV

Nota 29 maggio 2017, AOODGRUF 11496

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per la programmazione e la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali
Direzione Generale per le risorse umane e finanziarie
Ufficio IV

Ai Dipartimenti
Sede
Alle Direzioni Generali
Sede
Ai Direttori degli U.S.R.
LL.SS.

Oggetto: Pubblicazione bandi Esperti Nazionali Distaccati (END) presso la Commissione Europea.

Si trasmette, con preghiera di diffusione a tutto il personale, la nota,
datata 18.05.2017, del Ministero degli Affari Esteri, concernente due lotti di bandi per Esperti Nazionali Distaccati (END) presso Commissione Europea con scadenza 15 giugno 2017 e 17 luglio 2017.
Si fa presente che ulteriori informazioni potranno essere assunte dagli interessati visitando il sito del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e consultando il link indicato nell’ allegata nota.
Copia della presente e dei relativi allegati sarà pubblicata sul sito del
Ministero

IL DIRETTORE GENERALE
Jacopo GRECO


Oggetto: POSTA CERTIFICATA: pubblicazione di bandi end
Data: 18/05/2017

Si notifica che vengono pubblicati in questi giorni sul ns. sito informativo due lotti di bandi per Esperti Nazionali Distaccati, con preavviso ravvicinato (scad. Il 15 Giugno p.v.) e preavviso normale (scad. Il 17 Luglio p.v.).
Si ricorda alle Amministrazioni interessate che la documentazione che compone la candidatura costituita da: 1) c.v. (nel formato reperibile sullo stesso sito) 2) Nulla Osta dell’Ufficio preposto ai distacchi (reperibile parimenti sul ns. sito, alla voce modulistica) 3) Nota di accompagnamento del titolare del C.V..
Si invita allo stesso tempo a visionare periodicamente il sito, per quei bandi estemporanei che non sono oggetto di simili notifiche.

Cordiali saluti
Cesare Borgia
M.A.E.C.I.
D.G.U.E. – IV

PON: Integrazione e accoglienza

Avviso finalizzato a ridurre il fallimento formativo e la dispersione scolastica nonché ad una formazione generale sul fenomeno delle migrazioni (dal punto di vista storico, geografico, politico), sulle culture e sulle religioni, e ad attività ed esperienze tese a sviluppare competenze interculturali, comunicative, linguistiche utili nei percorsi di accoglienza e integrazione.


PON, Fedeli: “Stanziati 50 milioni per l’integrazione.
La scuola è laboratorio di nuova cittadinanza”

Valorizzare le differenze, promuovere l’integrazione, il dialogo interreligioso e interculturale per costruire una maggiore coesione sociale. Sostenere lo sviluppo delle capacità relazionali delle ragazze e dei ragazzi e la partecipazione delle famiglie nella costruzione e nell’attuazione delle attività di scambio e confronto fra culture. È l’obiettivo del bando Pon pubblicato oggi che stanzia 50 milioni di euro per progetti di Inclusione sociale e Integrazione. Si tratta del penultimo dei bandi del Piano da 840 milioni di euro lanciato a gennaio dalla Ministra Valeria Fedeli, per una scuola più aperta, inclusiva e innovativa.

I finanziamenti puntano, da un lato, ad abbattere la dispersione scolastica e a sostenere alunne e alunni con cittadinanza non italiana con maggiore difficoltà, ma anche e soprattutto a fare dell’integrazione uno strumento prezioso di arricchimento dell’offerta attraverso momenti di formazione sul fenomeno delle migrazioni (dal punto di vista storico, geografico, politico), sulle culture e sulle religioni, e attraverso attività ed esperienze tese a sviluppare competenze interculturali, comunicative, linguistiche. Particolare attenzione viene data al coinvolgimento delle famiglie sia in fase di scrittura dei progetti che di loro realizzazione.

“La velocità e la profondità dell’integrazione dipendono anche dalla scuola – dichiara la Ministra Valeria Fedeli -. È grazie al percorso che le ragazze e i ragazzi con cittadinanza non italiana fanno a scuola che il nostro Paese potrà contare anche sui loro talenti, sulle loro intelligenze. È a scuola che studentesse e studenti, famiglie e comunità con storie diverse possono imparare a conoscere le diversità culturali e religiose, a superare le reciproche diffidenze, a sentirsi responsabili di un futuro comune. Le scuole possono diventare laboratori di convivenza e di nuova cittadinanza”.

Laboratori di lingua italiana, ma anche di musica, street art, teatro e attività motorie, per facilitare l’integrazione attraverso l’universalità del linguaggio dell’arte e dello sport. Corsi di insegnamento o mantenimento della lingua d’origine, anche in collaborazione con le associazioni delle comunità straniere. Programmi per lo sviluppo delle competenze digitali, come agente di inclusione sociale, e delle competenze legate all’imprenditorialità, come forma di orientamento al lavoro delle giovani adulte e dei giovani adulti. Sono alcune delle attività che potranno essere realizzate.

Il bando ha come destinatari alunne e alunni, giovani adulte e adulti con cittadinanza non italiana, ma non solo: si dovrà lavorare sempre in gruppi eterogenei per favorire una vera integrazione e un vero scambio. Le scuole e i Centri per l’istruzione degli adulti potranno partecipare per conto proprio o in rete. Le reti dovranno obbligatoriamente comprendere tre scuole e almeno un ente locale e un ente senza scopo di lucro competente sulle tematiche oggetto del bando. Ogni iniziativa dovrà inoltre prevedere un momento di condivisione con la cittadinanza, anche in sinergia con amministrazioni locali, società civile e altri soggetti, per una scuola aperta e che sia comunità educante di riferimento per il territorio.

I progetti potranno essere presentati da singole scuole statali, di ogni ordine e grado, che riceveranno un massimo di 30mila euro. Si sale a 110mila nel caso delle reti. Per i Centri provinciali per l’istruzione degli adulti (CPIA) e le istituzioni scolastiche secondarie di II grado che hanno corsi di istruzione per adulti, comprese le sedi carcerarie, il finanziamento massimo potrà essere di 45mila euro.

Le scuole avranno tempo dalle ore 10 del 15 maggio 2017 alle ore 15 del 3 luglio 2017.

Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 64

Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 64

Disciplina della scuola italiana all’estero, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera h), della legge 13 luglio 2015, n. 107. (17G00072)

(GU Serie Generale n.112 del 16-5-2017 – Suppl. Ordinario n. 23)

Capo I
Sistema della formazione italiana nel mondo

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87, quinto comma, della Costituzione;
Vista la legge 13 luglio 2015 n. 107 recante riforma del sistema
nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle
disposizioni legislative vigenti, ed in particolare i commi 180, 181
lettera h), 182 e 184;
Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400, recante «Disciplina
dell’attivita’ di Governo e ordinamento della Presidenza del
Consiglio dei Ministri», e successive modificazioni, ed in
particolare l’articolo 14;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n.
18, recante l’ordinamento dell’amministrazione degli affari esteri e
della cooperazione internazionale;
Vista la legge 5 febbraio 1992 n. 104, recante legge quadro per
l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone
handicappate;
Visto il decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, recante
approvazione del testo unico delle disposizioni legislative vigenti
in materia di istruzione, e successive modificazioni;
Vista la legge 15 marzo 1997, n. 59, recante delega al Governo per
il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali,
per la riforma della Pubblica amministrazione e per la
semplificazione amministrativa e successive modificazioni ed in
particolare l’articolo 20;
Vista la legge 10 dicembre 1997, n. 425, recante disposizioni per
la riforma degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di
istruzione secondaria di secondo grado, come modificata dalla legge
11 gennaio 2007, n. 1;
Vista la legge 10 marzo 2000, n. 62, recante: «Norme per la parita’
scolastica e disposizioni sul diritto allo studio e all’istruzione»;
Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante norme
generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle
amministrazioni pubbliche;
Visto il decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59, concernente
la definizione delle norme generali relative alla scuola
dell’infanzia e al primo ciclo di istruzione, e successive
modificazioni;
Visto il decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, concernente
norme generali e livelli essenziali delle prestazioni sul secondo
ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione;
Vista la legge 11 gennaio 2007, n. 1, concernente disposizioni in
materia di esami di Stato conclusivi dei corsi di studio;
Visto il decreto-legge 7 settembre 2007, n. 147, convertito, con
modificazioni, dalla legge 25 ottobre 2007, n. 176;
Visto il decreto-legge 1° settembre 2008, n. 137, convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169, che agli articoli
1, 2 e 3 ha dettato norme in materia di acquisizione delle conoscenze
e delle competenze relative a «Cittadinanza e Costituzione», di
valutazione del comportamento e degli apprendimenti degli alunni;
Vista la legge 8 ottobre 2010 n. 170 recante norme in materia di
disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico;
Visto il decreto legislativo 3 febbraio 2011, n. 71, recante
ordinamento e funzioni degli uffici consolari, ai sensi dell’articolo
14, comma 18, della legge 28 novembre 2005, n. 246;
Visto il decreto legislativo 16 gennaio 2013 n. 13 concernete la
definizione delle norme generali e dei livelli essenziali delle
prestazioni per l’individuazione degli apprendimenti non formali e
formali e degli standard minimi di servizio del sistema nazionale di
certificazione delle competenze;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1985,
n. 751 recante esecuzione dell’intesa tra l’autorita’ scolastica e la
Conferenza episcopale italiana per l’insegnamento della religione
cattolica nelle scuole pubbliche;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n.
249, come modificato dal decreto del Presidente della Repubblica 21
novembre 2007, n. 235, concernente lo statuto delle studentesse e
degli studenti della scuola secondaria;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 23 luglio 1998, n.
323, recante disciplina degli esami di Stato conclusivi dei corsi di
studio di istruzione secondaria superiore;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n.
275, concernente regolamento recante norme in materia di autonomia
delle istituzioni scolastiche;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009, n.
122, concernente regolamento recante coordinamento delle norme
vigenti per la valutazione degli alunni;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n.
87, che adotta il «Regolamento recante norme concernenti il riordino
degli istituti professionali, ai sensi dell’articolo 64, comma 4, del
decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni,
dalla legge 6 agosto 2008, n. 133»;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n.
88, che adotta il «Regolamento recante norme per il riordino degli
istituti tecnici a norma dell’articolo 64, comma 4, del decreto-legge
25 giugno 2008, n. 112, convertito dalla legge 6 agosto 2008, n.
133»;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n.
89, che adotta il «Regolamento recante revisione dell’assetto
ordinamentale, organizzativo e didattico dei licei a norma
dell’articolo 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133»;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 28 marzo 2013, n.
80, che adotta il «Regolamento sul sistema nazionale di valutazione
in materia di istruzione e formazione»;
Visto il decreto del Ministro della pubblica istruzione 22 agosto
2007, n. 139, concernente regolamento recante norme in materia di
adempimento dell’obbligo di istruzione, ai sensi dell’articolo 1,
comma 622, della legge 27 dicembre 2006, n. 296;
Visto il decreto del Ministro della pubblica istruzione 7 ottobre
2010 n. 211, concernente Regolamento recante indicazioni nazionali
riguardanti gli obiettivi specifici di apprendimento concernenti le
attivita’ e gli insegnamenti compresi nei piani degli studi previsti
per i percorsi liceali di cui all’articolo 10, comma 3, del decreto
del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 89, in relazione
all’articolo 2, commi 1 e 3, del medesimo regolamento;
Visto il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca del 16 novembre 2012 n. 254, Regolamento recante
indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e
del primo ciclo d’istruzione, a norma dell’articolo 1, comma 4, del
decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 89;
Considerato che l’articolo 1, commi 180, 181 e 182, della legge n.
107 del 2015, delega il Governo ad adottare uno o piu’ decreti
legislativi al fine di provvedere al riordino, alla semplificazione e
alla codificazione delle disposizioni legislative in materia di
istruzione;
Ritenuto di dover procedere, ai sensi dell’articolo 1, comma 181,
lettera h), della predetta legge n. 107 del 2015, a disciplinare,
sulla base dei principi e dei criteri direttivi ivi declinati, il
riordino e l’adeguamento della normativa in materia di istituzioni e
iniziative scolastiche italiane all’estero;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei ministri,
adottata nella riunione del 14 gennaio 2017;
Acquisito il parere della Conferenza unificata di cui all’articolo
8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 espresso nella
seduta del 9 marzo 2017;
Acquisiti i pareri delle Commissioni parlamentari competenti per
materia e per i profili finanziari;
Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella
riunione del 7 aprile 2017;
Sulla proposta del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca e del Ministro degli affari esteri e della cooperazione
internazionale, di concerto con il Ministro dell’economia e delle
finanze e il Ministro per la semplificazione e la pubblica
amministrazione;

E m a n a

il seguente decreto legislativo:

Art. 1

Ambito di applicazione

1. Il presente decreto legislativo, in coerenza con gli obiettivi e
le finalita’ individuate dalla legge 13 luglio 2015 n. 107, riordina
e adegua la normativa in materia di istituzioni e iniziative
scolastiche italiane all’estero attuando un effettivo e sinergico
coordinamento tra il Ministero degli affari esteri e della
cooperazione internazionale e il Ministero dell’istruzione
dell’universita’ e della ricerca nella gestione della rete scolastica
e nella promozione della lingua e della cultura italiana all’estero.

Art. 2

Obiettivi del sistema della formazione italiana
nel mondo

1. Il sistema della formazione italiana nel mondo favorisce la
centralita’ del modello educativo e formativo della scuola italiana
nella societa’ della conoscenza in contesti multiculturali e
pluralistici, fondato sui valori dell’inclusivita’,
dell’interculturalita’, della democrazia e della non discriminazione.
2. Il sistema della formazione italiana nel mondo ha come obiettivo
fondamentale la diffusione e la promozione della lingua e della
cultura italiana all’estero in un sistema valoriale europeo ed in una
dimensione internazionale e persegue prioritariamente gli obiettivi
formativi cui si ispira il sistema nazionale di istruzione e
formazione in conformita’ con la legge n. 107 del 2015.
3. Fatto salvo quanto previsto all’articolo 39, commi 1, 2 e 3,
all’attuazione delle disposizioni del presente decreto legislativo si
provvede con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili
a legislazione vigente.

Art. 3

Articolazione e coordinamento del sistema
della formazione italiana nel mondo

1. Il sistema della formazione italiana nel mondo si articola in:
a) scuole statali all’estero;
b) scuole paritarie all’estero;
c) altre scuole italiane all’estero;
d) associazione delle scuole italiane all’estero;
e) corsi promossi dagli enti gestori e altre iniziative per la
lingua e la cultura italiana all’estero;
f) lettorati.
2. Con decreto del Ministro degli affari esteri e della
cooperazione internazionale e del Ministro dell’istruzione
dell’universita’ e della ricerca e’ istituita, senza nuovi o maggiori
oneri a carico della finanza pubblica, una cabina di regia, formata
da rappresentanti del Ministero degli affari esteri e della
cooperazione internazionale e del Ministero dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca, che assicura, mediante riunioni
periodiche, il coordinamento strategico del sistema della formazione
italiana nel mondo.
3. Il Ministero degli affari esteri e della cooperazione
internazionale, oltre all’azione svolta mediante le scuole statali
all’estero, puo’ sostenere le scuole europee di cui all’articolo 35 e
le attivita’ di cui al comma 1 promosse da soggetti pubblici o
privati, anche stranieri, inclusi gli enti gestori attivi nella
diffusione e promozione della lingua e cultura italiana nel mondo,
concedendo contributi, fornendo libri e materiale didattico o
destinandovi docenti secondo quanto previsto dal presente decreto
legislativo.
4. I soggetti del sistema della formazione italiana nel mondo si
raccordano con la rete diplomatica e consolare, con gli istituti di
cultura e con gli altri soggetti pubblici e privati attivi nella
promozione della lingua e della cultura italiana nel mondo, sulla
base di piani Paese pluriennali che tengono conto delle esigenze del
contesto culturale, sociale ed economico delle realta’ locali.

Art. 4

Scuole statali all’estero

1. Con decreto del Ministero degli affari esteri e della
cooperazione internazionale, di concerto con il Ministero
dell’economia e delle finanze e sentito il Ministero dell’istruzione
dell’universita’ e della ricerca, possono essere istituite,
trasformate o soppresse scuole statali all’estero.
2. Le scuole di cui al comma 1 conformano il proprio ordinamento a
quello delle corrispondenti scuole del sistema nazionale italiano di
istruzione e formazione. Il Ministero degli affari esteri e della
cooperazione internazionale, di concerto con il Ministero
dell’istruzione dell’universita’ e della ricerca, puo’ autorizzare
varianti in relazione a esigenze locali. Ai titoli di studio
conseguiti e’ riconosciuto valore legale.
3. Ciascuna istituzione scolastica redige il piano triennale
dell’offerta formativa, secondo le disposizioni applicabili nel
territorio nazionale. Le realta’ istituzionali, culturali, sociali ed
economiche italiane possono partecipare alla formulazione del piano.
Per le finalita’ previste dall’articolo 1, comma 13, della legge n.
107 del 2015 e per assicurare la continuita’ delle relazioni
internazionali e la coerenza dell’azione dell’Italia nel Paese
interessato, il piano e’ trasmesso per il tramite del capo della
rappresentanza diplomatica o dell’ufficio consolare al Ministero
dell’istruzione dell’universita’ e della ricerca e al Ministero degli
affari esteri e della cooperazione internazionale.
4. L’insegnamento della religione cattolica e’ impartito secondo le
disposizioni applicabili nel territorio nazionale. Il Ministero degli
affari esteri e della cooperazione internazionale puo’ autorizzare
l’insegnamento di altre religioni, in relazione ad esigenze locali.

Art. 5

Gestione delle scuole statali all’estero

1. A ciascuna scuola statale all’estero e’ assegnato un dirigente
scolastico. In caso di assenza o di impedimento dello stesso, le
funzioni sono temporaneamente svolte da un docente individuato dal
dirigente stesso, o, in mancanza, dal capo dell’ufficio consolare o
della rappresentanza diplomatica. Il predetto docente e’ esonerato
dall’insegnamento limitatamente al periodo di assenza o impedimento
del dirigente scolastico purche’ sostituito da un docente destinato
al potenziamento dell’offerta formativa e delle attivita’ progettuali
di cui all’articolo 18, comma 1.
2. La gestione amministrativa e contabile delle scuole statali
all’estero e’ regolata dalle disposizioni applicabili alle
rappresentanze diplomatiche. I poteri attribuiti da dette
disposizioni ai commissari amministrativi e ai capi di ufficio
all’estero sono rispettivamente esercitati dal direttore dei servizi
generali ed amministrativi e dal dirigente scolastico. I bilanci
preventivi e consuntivi, nei quali e’ data specifica evidenza delle
gestioni provenienti dalle casse scolastiche, sono inviati
all’ufficio consolare competente, che, nel termine di quindici
giorni, li inoltra, con il proprio motivato parere, al Ministero
degli affari esteri e della cooperazione internazionale.

Art. 6

Scuole paritarie all’estero

1. Con decreto del Ministero degli affari esteri e della
cooperazione internazionale e del Ministero dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca puo’ essere riconosciuta la parita’
scolastica alle scuole italiane all’estero non statali che presentano
requisiti analoghi a quelli previsti per le scuole paritarie nel
territorio nazionale.
2. Alle scuole paritarie si applica l’articolo 4, commi 2, 3 e 4.
3. Ciascuna scuola paritaria individua un coordinatore
dell’attivita’ didattica, che si raccorda con il dirigente scolastico
assegnato all’ambasciata o all’ufficio consolare o, in mancanza, con
il capo dell’ufficio consolare.
4. Le scuole paritarie provvedono alle spese di vitto ed alloggio
del personale di cui all’articolo 24, comma 2, e alla sostituzione
del personale di cui al capo III temporaneamente assente.

Art. 7

Altre scuole italiane all’estero e sezioni italiane all’estero

1. Il Ministero degli affari esteri e della cooperazione
internazionale, in collaborazione con il Ministero dell’istruzione
dell’universita’ e della ricerca, tiene un elenco delle scuole
all’estero che, avuto riguardo alle specificita’ locali, presentano
requisiti analoghi a quelli previsti per le scuole non paritarie nel
territorio nazionale.
2. Il Ministero degli affari esteri e della cooperazione
internazionale, di concerto con il Ministero dell’istruzione
dell’universita’ e della ricerca, puo’ riconoscere o istituire
sezioni italiane all’interno di scuole straniere o internazionali e
ne definisce l’ordinamento.
3. Il Ministero degli affari esteri e della cooperazione
internazionale, di concerto con il Ministero dell’istruzione
dell’universita’ e della ricerca, puo’ riconoscere scuole a
ordinamento misto. Tali scuole, integrate nei sistemi scolastici
locali, assicurano agli alunni il conseguimento della certificazione
della conoscenza dell’italiano come seconda lingua rilasciata da enti
certificatori riconosciuti dal Ministero degli affari esteri e della
cooperazione internazionale, sentito il Ministero dell’istruzione
dell’universita’ e della ricerca.

Art. 8

Associazione delle scuole

1. Le scuole di cui agli articoli 4, 6 e 7 possono realizzare in
forma associata azioni volte all’attuazione del piano dell’offerta
formativa, alla diffusione e promozione della lingua e della cultura
italiana e al sostegno della mobilita’ degli studenti in eta’ scolare
da e verso l’Italia.

Art. 9

Partecipazione di soggetti pubblici e privati al sistema della
formazione italiana nel mondo

1. In conformita’ con il piano triennale dell’offerta formativa, le
scuole di cui agli articoli 4, 6 e 7 possono realizzare forme di
collaborazione con soggetti pubblici e privati, inclusi gli istituti
italiani di cultura, gli enti gestori attivi nella diffusione e
promozione della lingua e cultura italiana nel mondo.
2. Il Ministero degli affari esteri e della cooperazione
internazionale, in collaborazione con il Ministero dell’istruzione
dell’universita’ e della ricerca, puo’ avviare forme di cooperazione
e di partenariato tra settore pubblico e privato per il funzionamento
e la gestione di scuole all’estero.
3. Nell’ambito delle scuole statali all’estero, il Ministero degli
affari esteri e della cooperazione internazionale, sentito il
Ministero dell’istruzione dell’universita’ e della ricerca, puo’
organizzare, anche in collaborazione con soggetti pubblici o privati
italiani o stranieri, scuole o sezioni a ordinamento scolastico misto
o locale.

Art. 10

Iniziative per la lingua e la cultura italiana all’estero

1. Il Ministero degli affari esteri e della cooperazione
internazionale promuove e attua, anche con modalita’ a distanza, le
seguenti iniziative per l’apprendimento della lingua e cultura
italiana:
a) interventi per favorire il bilinguismo;
b) corsi e moduli curriculari o extracurriculari nelle scuole
locali, anche avvalendosi dell’attivita’ degli enti gestori di cui
all’articolo 11, per la diffusione della lingua e della cultura
italiana;
c) corsi di lingua e cultura italiana e altre iniziative
linguistico-culturali offerti, a studenti di ogni ordine e grado con
la collaborazione di universita’ italiane.
2. Il Ministero degli affari esteri e della cooperazione
internazionale promuove ed attua, altresi’, le seguenti iniziative,
svolte anche con modalita’ a distanza:
a) classi o corsi preparatori per agevolare l’inserimento degli
studenti italiani nei sistemi scolastici locali;
b) iniziative di formazione, per i docenti locali, anche
riguardanti le linee guida e le indicazioni nazionali dei percorsi di
studio dell’ordinamento nazionale.
3. Il Ministero degli affari esteri e della cooperazione
internazionale, in collaborazione con il Ministero dell’istruzione
dell’universita’ e della ricerca, promuove e attua le iniziative di
cui al presente articolo, sulla base dei seguenti criteri:
a) programmazione dell’attivita’ su base triennale coerentemente
con il piano Paese di cui all’articolo 3;
b) incentivazione di percorsi di miglioramento e di
diversificazione dell’offerta formativa;
c) innalzamento della professionalita’ dei docenti locali, anche
mediante l’individuazione di requisiti minimi per il reclutamento da
parte degli enti gestori;
d) incoraggiamento della diffusione di buone pratiche e di
sistemi didattici innovativi, anche mediante reti di collaborazione
con altri attori del sistema della formazione italiana nel mondo.

Art. 11

Enti gestori

1. Le iniziative di cui all’articolo 10 possono essere realizzate
da enti gestori non aventi fine di lucro attivi nella diffusione e
promozione della lingua e della cultura italiana nel mondo,
costituiti e organizzati secondo le forme giuridiche prescritte dalla
normativa locale.
2. Il Ministero degli affari esteri e della cooperazione
internazionale sostiene le iniziative di cui all’articolo 10 promosse
dagli enti gestori di cui al comma 1.

Art. 12

Lettorati

1. Nell’ambito del contingente di cui all’articolo 18 comma 1,
possono essere inviati lettori presso universita’ e istituzioni
scolastiche straniere, i quali collaborano alle attivita’ di
insegnamento, di assistenza agli studenti e di ricerca nell’ambito
della lingua e della cultura italiana.
2. Il Ministero degli affari esteri e della cooperazione
internazionale puo’ incaricare i lettori di svolgere attivita’ di
promozione della lingua e della cultura italiana aggiuntive a quelle
di cui al comma 1, sulla base di direttive della competente
rappresentanza diplomatica e in collaborazione con gli istituti
italiani di cultura. Dette attivita’ possono includere
l’organizzazione di eventi culturali, la docenza in corsi di lingua e
cultura italiana organizzati da istituti italiani di cultura, da
rappresentanze diplomatiche o da uffici consolari, lo sviluppo dei
rapporti culturali bilaterali, anche con riferimento alle borse di
studio e agli scambi giovanili.
3. Il Ministero dell’istruzione dell’universita’ e della ricerca,
sentito il Ministero degli affari esteri e della cooperazione
internazionale, puo’ collaborare con universita’ straniere nella
selezione di personale specializzato cui le stesse intendono affidare
l’insegnamento della lingua e della cultura italiana.

Art. 13

Gestione, coordinamento e vigilanza

1. Per gestire, coordinare e vigilare il sistema della formazione
italiana nel mondo, la selezione e la destinazione all’estero del
personale di cui all’articolo 18, nonche’ le ulteriori attivita’ di
cui al presente decreto legislativo, il Ministero degli affari esteri
e della cooperazione internazionale e il Ministero dell’istruzione
dell’universita’ e della ricerca si avvalgono di dirigenti
scolastici, docenti e personale amministrativo della scuola nel
limite complessivo di 35 unita’ per ciascuno dei due ministeri.
2. L’amministrazione di appartenenza colloca fuori ruolo il
personale di cui al comma 1, di concerto con il Ministero di
destinazione e con il Ministero dell’economia e delle finanze. Il
servizio prestato ai sensi del presente articolo e’ valido a tutti
gli effetti come servizio nel ruolo di appartenenza.
3. Il trattamento economico del personale di cui al presente capo
rimane a carico dell’amministrazione di appartenenza e continua ad
essere corrisposto dagli uffici che vi provvedevano all’atto del
collocamento fuori ruolo.

Capo II
Requisiti e formazione del personale da destinare all’estero e
valutazione del sistema della formazione italiana nel mondo

Art. 14

Requisiti del personale da destinare all’estero

1. Per garantire l’identita’ culturale dei percorsi di istruzione
dell’ordinamento scolastico italiano in una dimensione
internazionale, nonche’ per assicurare la qualita’ del sistema della
formazione italiana nel mondo, il Ministero dell’istruzione
dell’universita’ e della ricerca, con decreto adottato di concerto
con il Ministero degli affari esteri e della cooperazione
internazionale, individua, entro sei mesi dalla data di entrata in
vigore del presente decreto legislativo, i requisiti culturali e
professionali fondamentali dei dirigenti scolastici, dei docenti e
del personale amministrativo della scuola da inviare all’estero.

Art. 15

Formazione del personale da destinare all’estero

1. Per garantire la qualita’, l’efficacia e la coerenza del sistema
della formazione italiana nel mondo, con il decreto di cui
all’articolo 14 sono stabilite le modalita’ della formazione
propedeutica alla destinazione all’estero e delle attivita’ di
formazione in servizio del personale da destinare all’estero.
2. Le scuole statali all’estero concorrono al sistema nazionale di
formazione del personale della scuola, ospitando attivita’
propedeutiche alla formazione in ingresso o in servizio.

Art. 16

Sistema di valutazione

1. E’ istituito un sistema di valutazione delle attivita’ svolte in
applicazione del presente decreto legislativo, in particolare con
riguardo a:
a) qualita’ dell’offerta formativa;
b) impatto degli interventi;
c) qualita’ dell’insegnamento offerto dai docenti inviati
all’estero a norma del capo III;
d) performance del personale amministrativo e dei dirigenti
scolastici inviati all’estero a norma del capo III.
2. Il sistema di valutazione di cui al comma 1 verifica l’efficacia
e l’efficienza delle attivita’ svolte in applicazione del presente
decreto legislativo, in coerenza con i principi e con le finalita’
della valutazione del sistema nazionale di istruzione e tenuto conto
dei contesti locali.
3. Entro 120 giorni dall’entrata in vigore del presente decreto
legislativo, il Ministero dell’istruzione dell’universita’ e della
ricerca, con decreto adottato di concerto con il Ministero degli
affari esteri e della cooperazione internazionale, stabilisce
modalita’, criteri e strumenti del sistema di valutazione di cui al
presente articolo e disciplina i processi di autovalutazione e di
valutazione esterna, nonche’ le azioni di miglioramento e di
rendicontazione sociale.

Art. 17

Pubblicita’ del sistema della formazione italiana
nel mondo

1. Nell’ambito del Portale unico dei dati della scuola di cui
all’articolo 1, comma 136, della legge n. 107 del 2015, e’ istituita,
a decorrere dall’anno scolastico 2017/2018, una sezione dedicata al
sistema della formazione italiana nel mondo.
2. Nella sezione di cui al comma 1, compatibilmente con le esigenze
di sicurezza e di continuita’ delle relazioni internazionali, sono
pubblicati:
a) i piani dell’offerta formativa delle istituzioni scolastiche
statali e di quelle paritarie;
b) i dati in forma aggregata degli studenti frequentanti le
istituzioni scolastiche e le iniziative disciplinate dal presente
decreto legislativo;
c) i bilanci delle scuole;
d) i dati pubblici afferenti al sistema di valutazione;
e) i dati, anche curricolari, del personale destinato all’estero;
f) i dati, i documenti e le informazioni utili a valutare
l’avanzamento didattico, tecnologico e d’innovazione del sistema
scolastico all’estero;
g) le iniziative per la lingua e la cultura italiana all’estero
realizzate nell’ambito del sistema della formazione italiana nel
mondo;
h) gli esiti della valutazione di cui all’articolo 16, comma 1,
lettere a) e b).

Capo III
Personale inviato all’estero
Sezione I
Stato giuridico

Art. 18

Categorie e contingenti di personale

1. Dirigenti scolastici, docenti e personale amministrativo della
scuola a tempo indeterminato possono essere collocati fuori ruolo e
destinati alle attivita’ previste dal presente articolo entro il
limite complessivo di 674 unita’, comprensivo delle unita’ destinate
al sostegno degli alunni con disabilita’ e delle unita’ destinate al
potenziamento dell’offerta formativa e delle attivita’ progettuali di
cui all’articolo 1, comma 7, della legge n. 107 del 2015, con
particolare riferimento alle competenze nella pratica e nella cultura
musicali, nell’arte e nella storia dell’arte, nel cinema, nelle
tecniche e nei media di produzione e di diffusione delle immagini e
dei suoni. Il contingente di cui al precedente periodo comprende 50
posti individuati nei limiti delle dotazioni organiche determinate
con il decreto di cui all’articolo 1, comma 64, della legge 13 luglio
2015, n. 107, mentre non comprende il personale di cui all’articolo
35. I contingenti delle categorie di personale da destinare
all’estero sono stabiliti su base triennale dal Ministero degli
affari esteri e della cooperazione internazionale, con decreto
adottato di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze e
con il Ministero dell’istruzione dell’universita’ e della ricerca,
sentite le autorita’ diplomatiche e consolari. Con le medesime
modalita’ possono essere apportate variazioni annuali nel corso del
triennio.
2. I dirigenti scolastici possono essere assegnati a scuole statali
all’estero, ad ambasciate o a uffici consolari. I dirigenti
scolastici assegnati ad ambasciate o a uffici consolari promuovono e
coordinano le attivita’ scolastiche di cui al capo I, nell’area
geografica determinata dal Ministero degli affari esteri e della
cooperazione internazionale, sulla base delle indicazioni del
titolare della sede o del funzionario da lui delegato e in raccordo
con gli istituti italiani di cultura.
3. I docenti possono essere assegnati ad una o piu’ attivita’
scolastiche all’estero per svolgere attivita’ didattica, promuovere
la lingua e la cultura italiana e partecipare a progetti, previsti
dal piano triennale dell’offerta formativa, finalizzati al
miglioramento dell’offerta formativa, all’innalzamento del successo
scolastico e formativo ed al superamento del disagio scolastico. I
docenti non assegnati a scuole statali all’estero sono coordinati dal
dirigente scolastico assegnato all’ambasciata o all’ufficio consolare
o, in caso di sua assenza o impedimento, dal capo dell’ufficio
consolare.
4. Il personale amministrativo puo’ essere destinato a scuole
statali all’estero, a rappresentanze diplomatiche o a uffici
consolari per l’organizzazione delle attivita’ scolastiche
all’estero, nel rispetto del profilo professionale di appartenenza.
L’attivita’ del personale amministrativo in servizio presso
rappresentanze diplomatiche o uffici consolari e’ organizzata dal
dirigente scolastico o, in caso di assenza o impedimento, dal capo
dell’ufficio consolare.

Art. 19

Selezione

1. Il personale da destinare all’estero ai sensi del presente capo
e’ scelto tra i dipendenti con contratto a tempo indeterminato che,
dopo il periodo di prova, abbiano prestato in Italia almeno tre anni
di effettivo servizio nei ruoli corrispondenti alle funzioni da
svolgere all’estero.
2. Il personale e’ selezionato dal Ministero dell’istruzione
dell’universita’ e della ricerca sulla base di un bando emanato
sentito il Ministero degli affari esteri e della cooperazione
internazionale. Il bando disciplina:
a) le procedure, i requisiti e i criteri oggettivi per la
selezione del personale in possesso del profilo professionale di cui
all’articolo 14, in modo da garantire la massima pubblicita’ e
trasparenza in ogni fase della selezione;
b) le lingue richieste per i Paesi di destinazione e i relativi
livelli di certificazione;
c) i titoli culturali, professionali e di servizio valutabili,
pertinenti alle funzioni da svolgere all’estero. Sono valutati, quali
titoli di preferenza, i titoli rilasciati da universita’ o da altri
istituti di formazione superiore equiparati, sia italiani sia
stranieri, previo riconoscimento, che sono stati conseguiti in un
corso che contempli almeno 60 crediti formativi universitari ovvero
almeno un anno accademico svolto, in particolare, nell’ambito delle
discipline dell’interculturalita’ e dell’insegnamento dell’italiano
come lingua seconda o lingua straniera;
d) le modalita’ di svolgimento, eventualmente anche telematiche e
comunque al di fuori dell’orario delle lezioni, di un colloquio
obbligatorio comprensivo dell’accertamento linguistico.
3. Ai membri della commissione e ai candidati alla selezione di cui
al comma 2 non spettano compensi, gettoni o indennita’ di presenza
ne’ rimborsi spese comunque denominati.
4. Le graduatorie del personale selezionato sono formate ogni sei
anni e sono pubblicate sul sito istituzionale del Ministero
dell’istruzione dell’universita’ e della ricerca. Per posti le cui
graduatorie sono esaurite o mancanti, le procedure di selezione
possono essere indette prima della scadenza sessennale. Il personale
docente inserito in graduatoria permane nell’ambito territoriale di
riferimento di cui all’articolo 1, comma 66, della legge n. 107 del
2015.

Art. 20

Destinazione all’estero

1. Il Ministero degli affari esteri e della cooperazione
internazionale comunica annualmente al Ministero dell’istruzione
dell’universita’ e della ricerca i posti nell’ambito del contingente
di cui all’articolo 18, comma 1, che si rendono disponibili nell’anno
scolastico successivo a quello in corso. Sono consentiti
aggiornamenti nel corso dell’anno scolastico per esigenze
sopravvenute. I posti disponibili sono pubblicati nel sito
istituzionale del Ministero dell’istruzione dell’universita’ e della
ricerca e del Ministero degli affari esteri e della cooperazione
internazionale.
2. Previo collocamento fuori ruolo presso il Ministero degli affari
esteri e della cooperazione internazionale, il Ministero
dell’istruzione dell’universita’ e della ricerca destina sui posti di
cui al comma 1 gli aspiranti che si collocano in posizione utile
nelle graduatorie di cui all’articolo 19 comma 4.

Art. 21

Durata del servizio all’estero

1. La permanenza all’estero non puo’ essere superiore, nell’arco
dell’intera carriera, a due periodi ciascuno dei quali di sei anni
scolastici consecutivi, inclusi gli anni in cui ha luogo l’effettiva
assunzione in servizio all’estero. I due periodi sono separati da
almeno sei anni scolastici di effettivo servizio nel territorio
nazionale.
2. Il personale di cui al presente capo puo’ essere destinato
all’estero se assicura una permanenza in servizio all’estero per sei
anni scolastici. Se il personale rientra in Italia prima del
sessennio in applicazione dell’articolo 26 comma 2, oppure a seguito
di domanda non motivata da gravi motivi personali o familiari, non
sono dovuti i benefici per il viaggio di rimpatrio di cui alla parte
terza, titolo II, del decreto del Presidente della Repubblica 5
gennaio 1967, n. 18.
3. La destinazione da una ad altra sede all’estero e’ consentita
solo per gravi motivi o ragioni di servizio, nei limiti delle risorse
finanziarie disponibili.

Art. 22

Articolazione del tempo di lavoro

1. L’orario di lavoro del personale di cui al presente capo inviato
all’estero corrisponde a quello in Italia.
2. L’orario puo’ essere articolato in maniera flessibile, anche su
base plurisettimanale.
3. Per i docenti e per i lettori, le unita’ orarie sono di sessanta
minuti ciascuna. Il minor tempo di lavoro derivante dall’utilizzo di
unita’ didattiche di durata inferiore a sessanta minuti e’ recuperato
con attivita’ di insegnamento. I lettori possono effettuare il
recupero anche con altre attivita’ previste delle istituzioni
straniere di assegnazione o, in mancanza, dalla rappresentanza
diplomatica o dall’ufficio consolare competente.
4. Si applica l’articolo 143 del decreto del Presidente della
Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18.

Art. 23

Insegnamenti obbligatori che comportano un orario settimanale
inferiore a quello di cattedra e sostituzione di docenti
temporaneamente assenti

1. Nelle scuole statali all’estero gli insegnamenti obbligatori che
non costituiscono cattedra o posto di insegnamento sono ripartiti fra
i docenti gia’ in servizio con abilitazione specifica od affine o con
titolo di studio valido per l’insegnamento della disciplina, anche in
considerazione del percorso formativo e dell’acquisizione di
competenze professionali coerenti con gli insegnamenti da impartire.
2. I docenti temporaneamente assenti nelle scuole statali
all’estero sono prioritariamente sostituiti mediante ripartizione
delle relative ore di insegnamento fra i docenti gia’ in servizio nel
medesimo Paese. Il presente comma si applica, laddove possibile, alla
sostituzione dei docenti temporaneamente assenti nelle iniziative di
cui all’articolo 10.

Art. 24

Assegnazioni temporanee e invio in missione

1. Il Ministero degli affari esteri e della cooperazione
internazionale, di concerto con il Ministero dell’istruzione
dell’universita’ e della ricerca, puo’ inviare, per esigenze di
servizio, personale docente e dirigenti scolastici, in assegnazione
temporanea presso scuole statali all’estero ed altre iniziative
disciplinate dal presente decreto legislativo, per una durata di un
anno scolastico, nei limiti delle risorse finanziarie disponibili. Il
personale di cui al presente comma e’ individuato sulla base delle
graduatorie di cui all’articolo 19 comma 4. Il personale e’ collocato
fuori ruolo e conserva, per l’intera durata della missione, la sede
occupata nel territorio nazionale.
2. Per lo svolgimento degli esami di Stato conclusivi del primo e
del secondo ciclo d’istruzione, il Ministero degli affari esteri e
della cooperazione internazionale, di concerto con il Ministero
dell’istruzione dell’universita’ e della ricerca, invia in missione o
in viaggio di servizio il personale necessario alla formazione delle
relative commissioni secondo le disposizioni vigenti in materia nel
territorio nazionale.

Art. 25

Sanzioni disciplinari

1. Il personale di cui al presente capo e’ soggetto alle sanzioni
disciplinari previste per la categoria di appartenenza.
2. Nei casi in cui la sanzione disciplinare non e’ di competenza
dell’ufficio per i procedimenti disciplinari di cui all’articolo
55-bis del decreto legislativo n. 165 del 2001, il procedimento
disciplinare compete al dirigente scolastico o, in sua assenza, al
capo del consolato o consolato generale di prima categoria
territorialmente competente o, in mancanza, al capo della
rappresentanza diplomatica, fatta salva diversa previsione del
decreto istitutivo di cui all’articolo 4, comma 1.
3. Salvo quanto previsto al comma 2, i procedimenti disciplinari
spettano all’ufficio competente per i procedimenti disciplinari del
Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale.

Art. 26

Rientro in Italia

1. Il Ministero degli affari esteri e della cooperazione
internazionale puo’ far cessare in qualsiasi momento il servizio
all’estero per ragioni di servizio o per incompatibilita’ di
permanenza nella sede. Se le ragioni di servizio attengono alle
esigenze del sistema scolastico nazionale o agli esiti negativi della
valutazione di cui all’articolo 16 comma 1, lettere c) e d), la
cessazione e’ disposta dal Ministero dell’istruzione dell’universita’
e della ricerca, sentito il Ministero degli affari esteri e della
cooperazione internazionale.
2. L’irrogazione di una sanzione disciplinare superiore alla
sospensione dal servizio con privazione della retribuzione per dieci
giorni comporta l’immediata cessazione dal servizio all’estero.
3. Al rientro in Italia, il personale docente e’ riassegnato
all’ambito territoriale che ricomprende l’istituzione scolastica di
ultima titolarita’.
4. Al rientro in Italia il personale amministrativo e’ riassegnato
alla scuola di ultima titolarita’ o, in subordine, ad altra scuola
della medesima provincia secondo le ordinarie procedure di mobilita’
della categoria.
5. Al rientro in Italia il personale dirigente scolastico e’
riassegnato alla scuola di ultima titolarita’ o, in subordine, ad
altra scuola della medesima regione a cura del dirigente preposto al
relativo ufficio scolastico regionale.

Art. 27

Foro competente

1. Per le controversie di lavoro del personale di cui al presente
capo e’ competente il foro di Roma.

Sezione II
Trattamento economico

Art. 28

Retribuzione

1. Il trattamento economico, previsto per il servizio prestato in
Italia, del personale di cui al presente capo rimane a carico
dell’amministrazione di appartenenza e continua ad essere corrisposto
dagli uffici che vi provvedevano all’atto del collocamento fuori
ruolo.

Art. 29

Trattamento economico all’estero

1. Al personale di cui al presente capo ad eccezione di quello di
cui all’articolo 24 oltre allo stipendio e agli assegni di carattere
fisso e continuativo previsti per il territorio nazionale, tranne che
per tali assegni sia diversamente disposto, compete, dal giorno di
assunzione fino a quello di cessazione dalle funzioni in sede, uno
speciale assegno di sede, non avente carattere retributivo, per
sopperire agli oneri derivanti dal servizio all’estero. Tale assegno
e’ costituito:
a) dall’assegno base di cui al comma 3;
b) dalle maggiorazioni relative alle singole sedi determinate
secondo coefficienti da fissarsi con decreto del Ministero degli
affari esteri e della cooperazione internazionale, di concerto con il
Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la commissione di cui
all’articolo 172 del decreto del Presidente della Repubblica 5
gennaio 1967, n. 18.
2. I coefficienti sono fissati sulla base del costo della vita e
delle sue variazioni risultanti da rilevamenti obiettivi effettuati
avvalendosi di agenzie specializzate a livello internazionale o dei
dati statistici elaborati dalle Nazioni Unite e dall’Unione europea,
con particolare riferimento al costo dei servizi. Agli assegni si
applicano le maggiorazioni per situazioni di rischio e disagio
stabilite per il personale di ruolo del Ministero degli affari esteri
e della cooperazione internazionale in servizio nella stessa sede.
3. Gli assegni mensili lordi base di cui al comma 1, lettera a),
sono cosi’ determinati:
a) dirigente scolastico: euro 800;
b) docente di scuola secondaria di secondo grado: euro 650;
c) docente di scuola secondaria di primo grado / lettore: 600;
d) insegnante di scuola primaria o dell’infanzia: euro 570;
e) direttore dei servizi generali e amministrativi: euro 570;
f) assistente amministrativo: euro 490.
4. Per lo svolgimento delle funzioni di cui all’articolo 5, comma
1, secondo periodo, o all’articolo 12 comma 2, spetta una
maggiorazione del trattamento economico di cui al presente articolo
in misura pari a un dodicesimo dell’assegno di sede di cui al comma
1.
5. Per ciascuna ora di insegnamento eccedente l’orario obbligatorio
prestata ai sensi dell’articolo 23 spetta una maggiorazione del
trattamento di cui al presente articolo in misura pari a un
quindicesimo dell’assegno base di cui al comma 3. In alternativa, il
docente puo’ fruire, nei periodi di sospensione dell’attivita’
didattica, di riposi compensativi, in ragione di un giorno ogni
quattro ore soprannumerarie effettivamente prestate.
6. Fermo restando quanto disposto dall’articolo 28, per la durata
delle missioni di cui all’articolo 24 comma 1, il Ministero degli
affari esteri e della cooperazione internazionale corrisponde il
trattamento economico di cui l’articolo 170, quinto comma, del
decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18. Si
applica il comma 5.
7. Fatto salvo quanto previsto dalla presente sezione si applicano
i titoli I e II della parte III, nonche’ gli articoli 84, 205, 207,
208, 210, 211 del decreto del Presidente della Repubblica n. 18 del
1967. Salvo quanto previsto dal presente articolo, la disciplina ivi
prevista per l’indennita’ di servizio all’estero si applica
all’assegno di sede di cui al comma 1.

Art. 30

Servizio in residenze disagiate

1. Si applica l’articolo 144 del decreto del Presidente della
Repubblica n. 18 del 1967, nonche’ l’articolo 23 del decreto del
Presidente della Repubblica 29 dicembre 1973, n. 1092.

Capo IV
Situazioni particolari
Sezione I
Personale locale nelle scuole statali all’estero

Art. 31

Docenti a contratto locale

1. Nelle scuole statali all’estero possono essere affidati a
personale straniero o italiano, residente nel paese ospitante da
almeno un anno, in possesso dei requisiti prescritti dalle
disposizioni locali, gli insegnamenti obbligatori in base alla
normativa locale e non previsti nell’ordinamento scolastico italiano,
nonche’ le attivita’ di potenziamento dell’offerta formativa che non
possano essere coperte con docenti di cui all’articolo 18, comma 1.
2. Nelle scuole statali all’estero un numero limitato di
insegnamenti obbligatori nell’ordinamento italiano puo’ essere
affidato a personale italiano o straniero, residente nel paese
ospitante da almeno un anno, in possesso dei requisiti previsti dalla
normativa italiana e avente una conoscenza certificata della lingua
italiana con finalita’ didattiche a livello avanzato secondo il
Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue.
Con decreto del Ministero degli affari esteri e della cooperazione
internazionale, sentito il Ministero dell’istruzione dell’universita’
e della ricerca, sono stabiliti, avendo riguardo alle specificita’
dei contesti locali e delle discipline caratterizzanti i diversi
indirizzi di studio, gli insegnamenti ai quali in ciascuna scuola si
applicano le disposizioni del presente comma, nonche’ i criteri e le
procedure di selezione e di assunzione del personale interessato.
3. Se non e’ possibile procedere ai sensi dell’articolo 23 e per la
sostituzione di personale di cui ai commi 1 e 2 temporaneamente
assente, le scuole statali all’estero possono stipulare contratti
conformemente al presente articolo. Se non si puo’ provvedere
diversamente, puo’ prescindersi dal periodo minimo di residenza nel
paese ospitante. Le scuole statali all’estero non possono stipulare
contratti ai sensi del presente articolo per posti di insegnamento
disponibili per meno di dieci giorni.
4. I contratti a tempo determinato hanno la durata strettamente
necessaria ad assicurare l’attivita’ didattica.
5. Il trattamento economico, commisurato alle ore di servizio
effettivamente prestate, e’ pari alla retribuzione dell’analogo
personale delle scuole locali, o, se piu’ favorevole, ai tre quarti
della posizione stipendiale iniziale spettante al personale delle
scuole in Italia con le medesime funzioni. Nel secondo caso, al
personale di cui al comma 3 non residente nel Paese ospitante,
compete anche il pagamento delle spese di viaggio nella classe piu’
economica.

Art. 32

Personale non docente assunto localmente

1. Le scuole statali all’estero possono assumere, previa
autorizzazione del Ministero degli affari esteri e della cooperazione
internazionale e nei limiti delle risorse finanziarie disponibili,
personale non docente permanentemente residente da almeno due anni
nel Paese dove opera la scuola ed avente una conoscenza della lingua
italiana adeguata ai rispettivi compiti.

Art. 33

Legge regolatrice dei contratti

1. Fatto salvo quanto previsto dalla presente sezione, i contratti
di lavoro di cui agli articoli 31 e 32 sono regolati dalla normativa
locale, nonche’ dagli articoli 84 e da 154 a 166 del decreto del
Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, e successive
integrazioni e modificazioni, ad eccezione dell’articolo 160 e,
limitatamente al personale docente, dell’articolo 157.
2. La durata complessiva dei contratti a tempo determinato non puo’
superare i limiti temporali massimi previsti dalla normativa locale
per la forma contrattuale prescelta o, se piu’ restrittivi, dal
decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81 e successive modificazioni,
nonche’ dall’articolo 1, comma 131, della legge 13 luglio 2015, n.
107. Per esigenze eccedenti detti limiti, le scuole statali
all’estero stipulano contratti a tempo indeterminato, anche a tempo
parziale.
3. Le selezioni del personale di cui alla presente sezione si
conformano a principi di imparzialita’, pubblicita’ e trasparenza e
mirano ad accertare la conoscenza della lingua italiana e il possesso
delle competenze necessarie ai compiti da svolgere. Le modalita’
delle selezioni sono stabilite con decreto del Ministro degli affari
esteri e della cooperazione internazionale, sentito il Ministro
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca. Ai componenti
delle commissioni di selezione non sono corrisposti compensi, gettoni
o indennita’ di presenza ne’ rimborsi spese comunque denominati.
4. E’ in ogni caso escluso il transito nei ruoli del personale di
cui alla presente sezione.

Sezione II
Altre situazioni particolari

Art. 34

Servizio civile e tirocini

1. Il servizio civile all’estero puo’ essere prestato nell’ambito
del sistema della formazione italiana nel mondo. Si applica la
vigente normativa in materia.
2. Per le finalita’ di cui al presente decreto legislativo, il
Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale o
il Ministero dell’istruzione dell’universita’ e della ricerca possono
cofinanziare appositi programmi di tirocinio curriculare in favore
degli studenti dei corsi di laurea e di laurea magistrale, promossi
da universita’ o da altri istituti di formazione superiore equiparati
abilitati al rilascio di titoli accademici. Al tirocinante spetta un
rimborso forfetario delle spese sostenute nella misura minima
complessiva pari a 300 euro mensili; la quota a carico del Ministero
degli affari esteri e della cooperazione internazionale puo’ essere
corrisposta in tutto o in parte in forma di facilitazioni o benefici
non monetari. I programmi di tirocinio prevedono il riconoscimento di
almeno due crediti formativi universitari o accademici per mese di
attivita’.

Art. 35

Personale in servizio nelle scuole europee

1. Al personale in servizio nelle scuole europee si applicano le
disposizioni dei pertinenti accordi internazionali.
2. Con le modalita’ di cui all’articolo 18 comma 1, e’ stabilito il
contingente del personale destinato alle scuole europee i cui oneri
non sono a carico del Ministero degli affari esteri e della
cooperazione internazionale. Il Ministero dell’istruzione
dell’universita’ e della ricerca, sentito il Ministero degli affari
esteri e della cooperazione internazionale, individua i candidati
italiani ai posti di direttore e di direttore aggiunto di scuola
europea, previa pubblicazione di un bando che regola modalita’ e
criteri di selezione. Al personale di cui al presente comma si
applicano, in quanto compatibili con le specifiche disposizioni delle
scuole europee, gli articoli 14 e 19.
3. La durata del servizio nelle scuole europee e’ regolata
dall’articolo 21, in quanto compatibile con le specifiche
disposizioni delle scuole europee. Il personale gia’ in servizio
presso una scuola europea, in caso di nomina a direttore o a
direttore aggiunto di una scuola europea, puo’ svolgere, nella nuova
funzione, un mandato pieno di cinque anni. Al segretario generale e
al vice segretario generale si applicano le specifiche disposizioni
delle scuole europee.
4. Il periodo di servizio nelle scuole europee e’ computato come
servizio all’estero agli effetti di cui all’articolo 21. La
permanenza all’estero ai sensi dell’articolo 21 e’ computata agli
effetti di cui al comma 2.

Capo V
Innovazione digitale

Art. 36

Piano per l’innovazione digitale

1. Le scuole statali all’estero concorrono all’attuazione delle
misure previste dal Piano nazionale per la scuola digitale. A tal
fine, e’ autorizzata la spesa di 520.000 euro per l’anno 2017 per la
realizzazione di ambienti didattici e laboratoriali innovativi.
2. Le scuole paritarie all’estero possono concorrere all’attuazione
delle misure previste dal Piano nazionale per la scuola digitale se
in rete con una scuola statale all’estero o con una scuola statale
del territorio nazionale senza oneri a carico del bilancio dello
Stato.

Capo VI
Disposizioni finali

Art. 37

Disposizioni transitorie

1. Alle scuole gia’ istituite ai sensi dell’articolo 627 del testo
unico di cui al decreto legislativo n. 297 del 1994 si applica la
disciplina prevista dal presente decreto per le scuole statali
all’estero.
2. Restano fermi i riconoscimenti della parita’ e le iscrizioni
nell’elenco delle scuole non paritarie gia’ disposti nei confronti di
scuole all’estero. Le successive revisioni sono effettuate secondo il
presente decreto.
3. L’articolo 5, comma 2, si applica dall’esercizio finanziario
successivo all’entrata in vigore del presente decreto. Con la
medesima decorrenza la gestione delle casse scolastiche e i relativi
rapporti giuridici attivi e passivi confluiscono nel bilancio della
scuola.
4. Il capo II si applica a decorrere dall’anno scolastico 2018/19.
5. L’articolo 19, commi 2, 3 e 4, e l’articolo 20 si applicano a
decorrere dall’anno scolastico 2018/19.
6. Per l’anno scolastico 2017/18 il contingente di cui all’articolo
18, comma 1, resta fissato in 624 unita’, con esclusione del
personale destinato alle scuole europee.
7. L’articolo 21, commi 1 e 2, si applica al personale destinato
all’estero dopo l’entrata in vigore del presente decreto, ancorche’
incluso in graduatorie pubblicate precedentemente.
8. Il personale gia’ destinato all’estero alla data di entrata in
vigore del presente decreto puo’ permanervi fino a nove anni
scolastici nell’arco dell’intera carriera. Il personale interessato
cessa di diritto dal servizio all’estero, secondo quanto previsto
dall’articolo 26 a decorrere dall’anno scolastico successivo al
compimento di detto periodo.
9. L’articolo 29 si applica a decorrere dal 1° settembre 2017.
Entro la medesima data sono aggiornati i coefficienti di cui
all’articolo 29, comma 2, primo periodo.
10. Per i contratti stipulati precedentemente, l’articolo 31, comma
5, e l’articolo 33 si applicano a decorrere dall’anno scolastico che
ha inizio nell’esercizio finanziario successivo all’entrata in vigore
del presente decreto legislativo.
11. All’articolo 1, comma 59, della legge 24 dicembre 2012, n. 228
dopo le parole: «alla parte V del testo unico di cui al decreto
legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive modificazioni,» sono
sostituite dalle seguenti: «al decreto legislativo attuativo
dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera h), della legge 13 luglio
2015, n. 107».

Art. 38

Disposizioni di coordinamento ed abrogazioni

1. A decorrere dal primo giorno dell’anno scolastico successivo
all’entrata in vigore del presente decreto legislativo, all’articolo
1, comma 9, lettera a), della legge 27 ottobre 1988, n. 470, dopo la
parola: «stagionale» sono aggiunte le seguenti «, nonche’ dirigenti
scolastici, docenti e personale amministrativo della scuola collocati
fuori ruolo ed inviati all’estero nell’ambito di attivita’
scolastiche fuori dal territorio nazionale».
2. Ferme restando le disposizioni degli accordi internazionali
vigenti in materia, sono abrogate le seguenti disposizioni:
a) legge 6 ottobre 1962, n. 1546;
b) decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1967, n.
215;
c) decreto del Ministro degli affari esteri e del Ministro della
pubblica istruzione del 20 luglio 1969;
d) legge 26 maggio 1975, n. 327;
e) legge 22 dicembre 1980, n. 924;
f) legge 10 giugno 1985, n. 285;
g) gli articoli da 625 a 675 del testo unico di cui al decreto
legislativo 16 aprile 1994, n. 297;
h) il capo III del decreto legislativo 27 febbraio 1998, n. 62;
l) articolo 1-quater del decreto-legge 3 agosto 2004, n. 220,
convertito, con modificazioni, dalla legge 19 ottobre 2004, n. 257;
m) articolo 2, comma 4-novies, del decreto-legge 29 dicembre
2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio
2011, n. 10;
n) articolo 14, commi 11, 12 e 12-bis del decreto-legge 6 luglio
2012, n. 95 convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012,
n. 135.

Art. 39

Copertura finanziaria

1. Agli oneri derivanti dagli articoli 15 e 16, pari
rispettivamente a euro 170.000 annui e a 200.000 annui a decorrere
dall’anno 2018, si provvede mediante corrispondente riduzione del
fondo di cui all’articolo 1, comma 202, della legge 13 luglio 2015,
n. 107.
2. All’onere derivante dall’articolo 18, comma 1, si provvede,
quanto al trattamento economico di cui all’articolo 29, pari ad euro
2.724.490 nell’anno 2018 e euro 4.967.541 annui a decorrere dall’anno
2019, mediante corrispondente riduzione del fondo di cui all’articolo
1, comma 202, della legge 13 luglio 2015, n. 107.
3. Al maggior onere derivante dall’articolo 29, pari a euro
10.068.324 per l’anno 2017, euro 10.086.385 per l’anno 2018 ed euro
10.068.052 a decorrere dall’anno 2019, si provvede mediante
corrispondente riduzione del fondo di cui all’articolo 1, comma 202,
della legge 13 luglio 2015, n. 107.
4. Agli oneri derivanti dall’articolo 36, comma 1, pari a euro
520.000 per l’anno 2017, si provvede mediante corrispondente
riduzione del fondo di cui all’articolo 1, comma 202, della legge 13
luglio 2015, n. 107.
5. Dall’attuazione delle restanti disposizioni del presente decreto
non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza
pubblica.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Dato a Roma, addi’ 13 aprile 2017

MATTARELLA

Gentiloni Silveri, Presidente del
Consiglio dei ministri

Fedeli, Ministro dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca

Alfano, Ministro degli affari esteri e
della cooperazione internazionale

Padoan, Ministro dell’economia e delle
finanze

Madia, Ministro per la semplificazione
e la pubblica amministrazione

Visto, il Guardasigilli: Orlando

Legge 7 aprile 2017, n. 47

Legge 7 aprile 2017, n. 47

Disposizioni in materia di misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati. (17G00062)

(GU n.93 del 21-4-2017)

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga

la seguente legge:
Art. 1

Ambito di applicazione

1. I minori stranieri non accompagnati sono titolari dei diritti in
materia di protezione dei minori a parita’ di trattamento con i
minori di cittadinanza italiana o dell’Unione europea.
2. Le disposizioni di cui alla presente legge si applicano ai minori stranieri non accompagnati, in ragione della loro condizione
di maggiore vulnerabilita’.

Art. 2

Definizione

1. Ai fini di cui alla presente legge, per minore straniero non
accompagnato presente nel territorio dello Stato si intende il
minorenne non avente cittadinanza italiana o dell’Unione europea che si trova per qualsiasi causa nel territorio dello Stato o che e’
altrimenti sottoposto alla giurisdizione italiana, privo di
assistenza e di rappresentanza da parte dei genitori o di altri
adulti per lui legalmente responsabili in base alle leggi vigenti
nell’ordinamento italiano.

Art. 3

Divieto di respingimento

1. Al testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina
dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al
decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, di seguito denominato
«testo unico», sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo il comma 1 dell’articolo 19 e’ inserito il seguente:
«1-bis. In nessun caso puo’ disporsi il respingimento alla
frontiera di minori stranieri non accompagnati»;
b) al comma 4 dell’articolo 31, dopo le parole: «il provvedimento
e’ adottato» sono inserite le seguenti: «, a condizione comunque che
il provvedimento stesso non comporti un rischio di danni gravi per il
minore» ed e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Il Tribunale
per i minorenni decide tempestivamente e comunque non oltre trenta giorni».
2. Il comma 1 dell’articolo 33 della legge 4 maggio 1983, n. 184, e
successive modificazioni, e’ sostituito dal seguente:
«1. Ai minori che non sono muniti di visto di ingresso rilasciato
ai sensi dell’articolo 32 della presente legge e che non sono
accompagnati da almeno un genitore o da parenti entro il quarto grado si applicano le disposizioni dell’articolo 19, comma 1-bis, del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286».

Art. 4

Strutture di prima assistenza e accoglienza
per i minori stranieri non accompagnati

1. All’articolo 19, comma 1, primo periodo, del decreto legislativo
18 agosto 2015, n. 142, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo le parole: «di prima accoglienza» sono inserite le
seguenti: «a loro destinate»;
b) le parole: «a sessanta giorni, alla identificazione» sono
sostituite dalle seguenti: «a trenta giorni, all’identificazione, che
si deve concludere entro dieci giorni,».

Art. 5

Identificazione dei minori stranieri non accompagnati

1. Dopo l’articolo 19 del decreto legislativo 18 agosto 2015, n.
142, e’ inserito il seguente:
«Art. 19-bis (Identificazione dei minori stranieri non
accompagnati). – 1. Nel momento in cui il minore straniero non
accompagnato e’ entrato in contatto o e’ stato segnalato alle
autorita’ di polizia, ai servizi sociali o ad altri rappresentanti
dell’ente locale o all’autorita’ giudiziaria, il personale
qualificato della struttura di prima accoglienza svolge, sotto la
direzione dei servizi dell’ente locale competente e coadiuvato, ove
possibile, da organizzazioni, enti o associazioni con comprovata e
specifica esperienza nella tutela dei minori, un colloquio con il
minore, volto ad approfondire la sua storia personale e familiare e a
far emergere ogni altro elemento utile alla sua protezione, secondo
la procedura stabilita con decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri da adottare entro centoventi giorni dalla data di entrata in
vigore della presente disposizione. Al colloquio e’ garantita la
presenza di un mediatore culturale.
2. Nei casi di dubbi fondati relativi all’eta’ dichiarata dal
minore si applicano le disposizioni dei commi 3 e seguenti. In ogni
caso, nelle more dell’esito delle procedure di identificazione,
l’accoglienza del minore e’ garantita dalle apposite strutture di
prima accoglienza per minori previste dalla legge; si applicano, ove
ne ricorrano i presupposti, le disposizioni dell’articolo 4 del
decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 24.
3. L’identita’ di un minore straniero non accompagnato e’ accertata
dalle autorita’ di pubblica sicurezza, coadiuvate da mediatori
culturali, alla presenza del tutore o del tutore provvisorio se gia’
nominato, solo dopo che e’ stata garantita allo stesso minore
un’immediata assistenza umanitaria. Qualora sussista un dubbio circa l’eta’ dichiarata, questa e’ accertata in via principale attraverso
un documento anagrafico, anche avvalendosi della collaborazione delle autorita’ diplomatico-consolari. L’intervento della rappresentanza diplomatico-consolare non deve essere richiesto nei casi in cui il presunto minore abbia espresso la volonta’ di chiedere protezione internazionale ovvero quando una possibile esigenza di protezione internazionale emerga a seguito del colloquio previsto dal comma 1.
Tale intervento non e’ altresi’ esperibile qualora da esso possano
derivare pericoli di persecuzione e nei casi in cui il minore
dichiari di non volersi avvalere dell’intervento dell’autorita’
diplomatico-consolare. Il Ministero degli affari esteri e della
cooperazione internazionale e il Ministero dell’interno promuovono le opportune iniziative, d’intesa con gli Stati interessati, al fine di
accelerare il compimento degli accertamenti di cui al presente comma.
4. Qualora permangano dubbi fondati in merito all’eta’ dichiarata
da un minore straniero non accompagnato, la Procura della Repubblica presso il tribunale per i minorenni puo’ disporre esami
socio-sanitari volti all’accertamento della stessa.
5. Lo straniero e’ informato, con l’ausilio di un mediatore
culturale, in una lingua che possa capire e in conformita’ al suo
grado di maturita’ e di alfabetizzazione, del fatto che la sua eta’
puo’ essere determinata mediante l’ausilio di esami socio-sanitari,
del tipo di esami a cui deve essere sottoposto, dei possibili
risultati attesi e delle eventuali conseguenze di tali risultati,
nonche’ di quelle derivanti dal suo eventuale rifiuto di sottoporsi a
tali esami. Tali informazioni devono essere fornite altresi’ alla
persona che, anche temporaneamente, esercita i poteri tutelari nei
confronti del presunto minore.
6. L’accertamento socio-sanitario dell’eta’ deve essere svolto in
un ambiente idoneo con un approccio multidisciplinare da
professionisti adeguatamente formati e, ove necessario, in presenza
di un mediatore culturale, utilizzando modalita’ meno invasive
possibili e rispettose dell’eta’ presunta, del sesso e
dell’integrita’ fisica e psichica della persona. Non devono essere
eseguiti esami socio-sanitari che possano compromettere lo stato
psico-fisico della persona.
7. Il risultato dell’accertamento socio-sanitario e’ comunicato
allo straniero, in modo congruente con la sua eta’, con la sua
maturita’ e con il suo livello di alfabetizzazione, in una lingua che
possa comprendere, all’esercente la responsabilita’ genitoriale e
all’autorita’ giudiziaria che ha disposto l’accertamento. Nella
relazione finale deve essere sempre indicato il margine di errore.
8. Qualora, anche dopo l’accertamento socio-sanitario, permangano
dubbi sulla minore eta’, questa si presume ad ogni effetto di legge.
9. Il provvedimento di attribuzione dell’eta’ e’ notificato allo
straniero e, contestualmente, all’esercente i poteri tutelari, ove
nominato, e puo’ essere impugnato in sede di reclamo ai sensi degli
articoli 737 e seguenti del codice di procedura civile. In caso di
impugnazione, il giudice decide in via d’urgenza entro dieci giorni;
ogni procedimento amministrativo e penale conseguente
all’identificazione come maggiorenne e’ sospeso fino alla decisione.
Il provvedimento e’ altresi’ comunicato alle autorita’ di polizia ai
fini del completamento delle procedure di identificazione».
2. All’attuazione delle disposizioni contenute nel presente
articolo si provvede nei limiti delle risorse umane, finanziarie e
strumentali disponibili a legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Art. 6

Indagini familiari

1. All’articolo 19, comma 7, secondo periodo, del decreto
legislativo 18 agosto 2015, n. 142, dopo le parole: «Il Ministero
dell’interno» sono inserite le seguenti: «, sentiti il Ministero
della giustizia e il Ministero degli affari esteri e della
cooperazione internazionale,».
2. All’articolo 19 del decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 142,
sono aggiunti, in fine, i seguenti commi:
«7-bis. Nei cinque giorni successivi al colloquio di cui
all’articolo 19-bis, comma 1, se non sussiste un rischio per il
minore straniero non accompagnato o per i suoi familiari, previo
consenso informato dello stesso minore ed esclusivamente nel suo
superiore interesse, l’esercente la responsabilita’ genitoriale,
anche in via temporanea, invia una relazione all’ente convenzionato,
che avvia immediatamente le indagini.
7-ter. Il risultato delle indagini di cui al comma 7 e’ trasmesso
al Ministero dell’interno, che e’ tenuto ad informare tempestivamente il minore, l’esercente la responsabilita’ genitoriale nonche’ il personale qualificato che ha svolto il colloquio di cui all’articolo 19-bis, comma 1.
7-quater. Qualora siano individuati familiari idonei a prendersi
cura del minore straniero non accompagnato, tale soluzione deve
essere preferita al collocamento in comunita’».
3. Sino alla nomina di un tutore, i compiti relativi alla richiesta
di permesso di soggiorno o di protezione internazionale possono
essere svolti dal responsabile della struttura di prima accoglienza.
4. Dall’attuazione delle disposizioni del presente articolo non
devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Art. 7

Affidamento familiare

1. Dopo il comma 1 dell’articolo 2 della legge 4 maggio 1983, n.
184, e successive modificazioni, sono inseriti i seguenti:
«1-bis. Gli enti locali possono promuovere la sensibilizzazione e
la formazione di affidatari per favorire l’affidamento familiare dei
minori stranieri non accompagnati, in via prioritaria rispetto al
ricovero in una struttura di accoglienza.
1-ter. Dall’attuazione delle disposizioni di cui al comma 1-bis non
devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica; gli
enti locali provvedono nei limiti delle risorse disponibili nei
propri bilanci».

Art. 8

Rimpatrio assistito e volontario

1. Il provvedimento di rimpatrio assistito e volontario di un
minore straniero non accompagnato e’ adottato, ove il
ricongiungimento con i suoi familiari nel Paese di origine o in un
Paese terzo corrisponda al superiore interesse del minore, dal
tribunale per i minorenni competente, sentiti il minore e il tutore e
considerati i risultati delle indagini familiari nel Paese di origine
o in un Paese terzo e la relazione dei servizi sociali competenti
circa la situazione del minore in Italia.
2. All’articolo 33 del testo unico sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) al comma 2-bis, al primo periodo, le parole: «dal Comitato di
cui al comma 1» sono sostituite dalle seguenti: «dal tribunale per i
minorenni competente» e il secondo periodo e’ soppresso;
b) il comma 3 e’ sostituito dal seguente:
«3. All’attuazione delle disposizioni contenute nel presente
articolo si provvede nei limiti delle risorse umane, finanziarie e
strumentali disponibili a legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica».

Art. 9

Sistema informativo nazionale dei minori stranieri non accompagnati.
Cartella sociale

1. In attuazione dell’articolo 19, comma 5, del decreto legislativo
18 agosto 2015, n. 142, presso il Ministero del lavoro e delle
politiche sociali e’ istituito il Sistema informativo nazionale dei
minori non accompagnati.
2. In seguito al colloquio di cui all’articolo 19-bis, comma 1, del
decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 142, introdotto dalla presente
legge, il personale qualificato della struttura di accoglienza
compila un’apposita cartella sociale, evidenziando elementi utili
alla determinazione della soluzione di lungo periodo migliore nel
superiore interesse del minore straniero non accompagnato. La
cartella sociale e’ trasmessa ai servizi sociali del comune di
destinazione e alla procura della Repubblica presso il tribunale per
i minorenni.
3. La registrazione dei dati anagrafici e sociali dichiarati dal
minore straniero non accompagnato e’ finalizzata a tutelare il suo
superiore interesse e i suoi diritti e, in particolare, il suo
diritto alla protezione.
4. Si applicano le disposizioni dell’articolo 7 del codice in
materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto
legislativo 30 giugno 2003, n. 196.
5. All’attuazione delle disposizioni contenute nel presente
articolo si provvede nei limiti delle risorse umane, finanziarie e
strumentali disponibili a legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Art. 10

Permessi di soggiorno per minori stranieri per i quali sono vietati
il respingimento o l’espulsione

1. Quando la legge dispone il divieto di respingimento o di
espulsione, il questore rilascia il permesso di soggiorno:
a) per minore eta’. In caso di minore straniero non accompagnato,
rintracciato nel territorio nazionale e segnalato alle autorita’
competenti, il permesso di soggiorno per minore eta’ e’ rilasciato,
su richiesta dello stesso minore, direttamente o attraverso
l’esercente la responsabilita’ genitoriale, anche prima della nomina
del tutore ai sensi dell’articolo 346 del codice civile, ed e’ valido
fino al compimento della maggiore eta’;
b) per motivi familiari, per il minore di quattordici anni
affidato, anche ai sensi dell’articolo 9, comma 4, della legge 4
maggio 1983, n. 184, e successive modificazioni, o sottoposto alla
tutela di un cittadino italiano con lo stesso convivente, ovvero per
il minore ultraquattordicenne affidato, anche ai sensi del medesimo
articolo 9, comma 4, della legge n. 184 del 1983, e successive
modificazioni, o sottoposto alla tutela di uno straniero regolarmente
soggiornante nel territorio nazionale o di un cittadino italiano con
lo stesso convivente.

Art. 11

Elenco dei tutori volontari

1. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, presso ogni tribunale per i minorenni e’ istituito un
elenco dei tutori volontari, a cui possono essere iscritti privati
cittadini, selezionati e adeguatamente formati, da parte dei garanti
regionali e delle province autonome di Trento e di Bolzano per
l’infanzia e l’adolescenza, disponibili ad assumere la tutela di un
minore straniero non accompagnato o di piu’ minori, quando la tutela riguarda fratelli o sorelle. Appositi protocolli d’intesa tra i
predetti garanti per l’infanzia e l’adolescenza e i presidenti dei
tribunali per i minorenni sono stipulati per promuovere e facilitare
la nomina dei tutori volontari. Nelle regioni e nelle province
autonome di Trento e di Bolzano in cui il garante non e’ stato
nominato, all’esercizio di tali funzioni provvede temporaneamente
l’ufficio dell’Autorita’ garante per l’infanzia e l’adolescenza con
il supporto di associazioni esperte nel settore delle migrazioni e
dei minori, nonche’ degli enti locali, dei consigli degli ordini
professionali e delle universita’.
2. Si applicano le disposizioni del libro primo, titolo IX, del
codice civile.

Art. 12

Sistema di protezione per richiedenti asilo, rifugiati e minori
stranieri non accompagnati

1. All’articolo 19 del decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 142,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 2, il primo periodo e’ sostituito dai seguenti: «I
minori non accompagnati sono accolti nell’ambito del Sistema di
protezione per richiedenti asilo, rifugiati e minori stranieri non
accompagnati, di cui all’articolo 1-sexies del decreto-legge 30
dicembre 1989, n. 416, convertito, con modificazioni, dalla legge 28
febbraio 1990, n. 39, e in particolare nei progetti specificamente
destinati a tale categoria di soggetti vulnerabili. La capienza del
Sistema e’ commisurata alle effettive presenze dei minori non
accompagnati nel territorio nazionale ed e’, comunque, stabilita nei
limiti delle risorse del Fondo nazionale per le politiche e i servizi
dell’asilo, di cui all’articolo 1-septies del decreto-legge 30
dicembre 1989, n. 416, convertito, con modificazioni, dalla legge 28
febbraio 1990, n. 39, da riprogrammare annualmente»;
b) dopo il comma 2 e’ inserito il seguente:
«2-bis. Nella scelta del posto, tra quelli disponibili, in cui
collocare il minore, si deve tenere conto delle esigenze e delle
caratteristiche dello stesso minore risultanti dal colloquio di cui
all’articolo 19-bis, comma 1, in relazione alla tipologia dei servizi
offerti dalla struttura di accoglienza. Le strutture nelle quali
vengono accolti i minori stranieri non accompagnati devono
soddisfare, nel rispetto dell’articolo 117, secondo comma, lettera
m), della Costituzione, gli standard minimi dei servizi e
dell’assistenza forniti dalle strutture residenziali per minorenni ed
essere autorizzate o accreditate ai sensi della normativa nazionale e
regionale in materia. La non conformita’ alle dichiarazioni rese ai
fini dell’accreditamento comporta la cancellazione della struttura di
accoglienza dal Sistema»;
c) al comma 3, primo periodo, dopo le parole: «il minore si
trova» sono inserite le seguenti: «, fatta salva la possibilita’ di
trasferimento del minore in un altro comune» e sono aggiunte, in
fine, le seguenti parole: «, tenendo in considerazione
prioritariamente il superiore interesse del minore».
2. La rubrica dell’articolo 1-sexies del decreto-legge 30 dicembre
1989, n. 416, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio
1990, n. 39, e successive modificazioni, e’ sostituita dalla
seguente: «Sistema di protezione per richiedenti asilo, rifugiati e
minori stranieri non accompagnati».

Art. 13

Misure di accompagnamento verso la maggiore eta’
e misure di integrazione di lungo periodo

1. Al comma 1-bis dell’articolo 32 del testo unico, e successive
modificazioni, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «Il
mancato rilascio del parere richiesto non puo’ legittimare il rifiuto
del rinnovo del permesso di soggiorno. Si applica l’articolo 20,
commi 1, 2 e 3, della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive
modificazioni».
2. Quando un minore straniero non accompagnato, al compimento della maggiore eta’, pur avendo intrapreso un percorso di inserimento sociale, necessita di un supporto prolungato volto al buon esito di tale percorso finalizzato all’autonomia, il tribunale per i minorenni puo’ disporre, anche su richiesta dei servizi sociali, con decreto motivato, l’affidamento ai servizi sociali, comunque non oltre il compimento del ventunesimo anno di eta’.

Art. 14

Diritto alla salute e all’istruzione

1. Al comma 1 dell’articolo 34 del testo unico e’ aggiunta, in
fine, la seguente lettera:
«b-bis) i minori stranieri non accompagnati, anche nelle more del
rilascio del permesso di soggiorno, a seguito delle segnalazioni di
legge dopo il loro ritrovamento nel territorio nazionale».
2. In caso di minori non accompagnati, l’iscrizione al Servizio
sanitario nazionale e’ richiesta dall’esercente, anche in via
temporanea, la responsabilita’ genitoriale o dal responsabile della
struttura di prima accoglienza.
3. A decorrere dal momento dell’inserimento del minore nelle
strutture di accoglienza, le istituzioni scolastiche di ogni ordine e
grado e le istituzioni formative accreditate dalle regioni e dalle
Province autonome di Trento e di Bolzano attivano le misure per
favorire l’assolvimento dell’obbligo scolastico, ai sensi
dell’articolo 21, comma 2, del decreto legislativo 18 agosto 2015, n.
142, e formativo da parte dei minori stranieri non accompagnati,
anche attraverso la predisposizione di progetti specifici che
prevedano, ove possibile, l’utilizzo o il coordinamento dei mediatori
culturali, nonche’ di convenzioni volte a promuovere specifici
programmi di apprendistato. Le amministrazioni interessate provvedono all’attuazione delle disposizioni del presente comma nei limiti delle risorse finanziarie, strumentali e umane disponibili a legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
4. In caso di minori stranieri non accompagnati, i titoli
conclusivi dei corsi di studio delle istituzioni scolastiche di ogni
ordine e grado sono rilasciati ai medesimi minori con i dati
identificativi acquisiti al momento dell’iscrizione, anche quando gli
stessi hanno compiuto la maggiore eta’ nelle more del completamento del percorso di studi.

Art. 15

Diritto all’ascolto dei minori stranieri non accompagnati nei
procedimenti

1. Dopo il comma 2 dell’articolo 18 del decreto legislativo 18
agosto 2015, n. 142, sono inseriti i seguenti:
«2-bis. L’assistenza affettiva e psicologica dei minori stranieri
non accompagnati e’ assicurata, in ogni stato e grado del
procedimento, dalla presenza di persone idonee indicate dal minore,
nonche’ di gruppi, fondazioni, associazioni od organizzazioni non
governative di comprovata esperienza nel settore dell’assistenza ai
minori stranieri e iscritti nel registro di cui all’articolo 42 del
testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286,
previo consenso del minore, e ammessi dall’autorita’ giudiziaria o
amministrativa che procede.
2-ter. Il minore straniero non accompagnato ha diritto di
partecipare per mezzo di un suo rappresentante legale a tutti i
procedimenti giurisdizionali e amministrativi che lo riguardano e di
essere ascoltato nel merito. A tale fine e’ assicurata la presenza di
un mediatore culturale».

Art. 16

Diritto all’assistenza legale

1. All’articolo 76 del testo unico delle disposizioni legislative e
regolamentari in materia di spese di giustizia, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, e successive
modificazioni, e’ aggiunto, in fine, il seguente comma:
«4-quater. Il minore straniero non accompagnato coinvolto a
qualsiasi titolo in un procedimento giurisdizionale ha diritto di
essere informato dell’opportunita’ di nominare un legale di fiducia,
anche attraverso il tutore nominato o l’esercente la responsabilita’
genitoriale ai sensi dell’articolo 3, comma 1, della legge 4 maggio
1983, n. 184, e successive modificazioni, e di avvalersi, in base
alla normativa vigente, del gratuito patrocinio a spese dello Stato
in ogni stato e grado del procedimento. Per l’attuazione delle
disposizioni contenute nel presente comma e’ autorizzata la spesa di
771.470 euro annui a decorrere dall’anno 2017».

Art. 17

Minori vittime di tratta

1. Al comma 2 dell’articolo 13 della legge 11 agosto 2003, n. 228,
e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Particolare tutela deve
essere garantita nei confronti dei minori stranieri non accompagnati,
predisponendo un programma specifico di assistenza che assicuri
adeguate condizioni di accoglienza e di assistenza psico-sociale,
sanitaria e legale, prevedendo soluzioni di lungo periodo, anche
oltre il compimento della maggiore eta’».
2. In caso di minori vittime di tratta si applicano, in ogni stato
e grado del procedimento, le disposizioni dell’articolo 18, commi 2,
2-bis e 2-ter, del decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 142, e
dell’articolo 76, comma 4-quater, del testo unico di cui al decreto
del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, anche al fine di garantire al minore un’adeguata assistenza per il risarcimento del danno.
3. Per le finalita’ di cui al comma 2, e’ autorizzata la spesa di
154.080 euro annui a decorrere dall’anno 2017.
4. All’attuazione delle restanti disposizioni contenute nel
presente articolo, si provvede nei limiti delle risorse umane,
finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e
comunque senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Art. 18

Minori richiedenti protezione internazionale

1. Al decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25, sono apportate le
seguenti modificazioni:
a) al comma 3 dell’articolo 13 e’ aggiunto, in fine, il seguente
periodo: «In ogni caso si applicano le disposizioni dell’articolo 18,
comma 2, del decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 142»;
b) al comma 1 dell’articolo 16 e’ aggiunto, in fine, il seguente
periodo: «Per i minori stranieri non accompagnati si applicano le
disposizioni dell’articolo 76, comma 4-quater, del testo unico di cui
al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115»;
c) al comma 5 dell’articolo 26, dopo le parole: «Il tutore» sono
inserite le seguenti: «, ovvero il responsabile della struttura di
accoglienza ai sensi dell’articolo 3, comma 1, della legge 4 maggio
1983, n. 184, e successive modificazioni,».

Art. 19

Intervento in giudizio delle associazioni di tutela

1. Le associazioni iscritte nel registro di cui all’articolo 42 del
testo unico, e successive modificazioni, possono intervenire nei
giudizi riguardanti i minori stranieri non accompagnati e ricorrere
in sede di giurisdizione amministrativa per l’annullamento di atti
illegittimi.

Art. 20

Cooperazione internazionale

1. L’Italia promuove la piu’ stretta cooperazione internazionale,
in particolare attraverso lo strumento degli accordi bilaterali e il
finanziamento di programmi di cooperazione allo sviluppo nei Paesi di origine, al fine di armonizzare la regolamentazione giuridica,
internazionale e nazionale, del sistema di protezione dei minori
stranieri non accompagnati, favorendo un approccio integrato delle
pratiche per garantire la piena tutela del superiore interesse dei
minori.

Art. 21

Disposizioni finanziarie

1. All’articolo 48 della legge 20 maggio 1985, n. 222, dopo la
parola: «rifugiati» sono inserite le seguenti: «e ai minori stranieri
non accompagnati».
2. Agli oneri derivanti dagli articoli 16 e 17, comma 3, pari a
925.550 euro annui a decorrere dall’anno 2017, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2017-2019, nell’ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2017, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero della giustizia.
3. Dall’attuazione della presente legge, a eccezione delle
disposizioni di cui all’articolo 16 e all’articolo 17, comma 3, non
devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza
pubblica.
4. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

Art. 22

Disposizioni di adeguamento

1. Entro un mese dalla data di entrata in vigore della presente
legge, il Governo provvede ad apportare le modifiche necessarie ai
regolamenti di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31
agosto 1999, n. 394, e di cui al decreto del Presidente del Consiglio
dei ministri 9 dicembre 1999, n. 535.

La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara’ inserita
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addi’ 7 aprile 2017

MATTARELLA

Gentiloni Silveri, Presidente
del Consiglio dei ministri

Visto, il Guardasigilli: Orlando