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Tirocini Esame Abilitazione Medicina

Nel pomeriggio del 18 marzo è stata inviata alle Università la circolare che sblocca i tirocini trimestrali obbligatori per sostenere l’Esame di Stato di abilitazione all’esercizio della professione di medico-chirurgo per l’anno 2019.

La data di inizio dei tirocini, per la prima sessione utile, è fissata al 10 aprile 2019. La domanda di ammissione deve essere presentata entro e non oltre il 29 marzo 2019.

Al tirocinio trimestrale organizzato dall’Ateneo potranno essere ammessi solo coloro i quali siano in possesso del titolo di studio conseguito presso il medesimo Ateneo.

Viene così consentito, per via amministrativa, di svolgere da subito i tirocini formativi necessari per poter poi partecipare all’Esame di abilitazione alla professione e di farlo in tempi utili per la successiva partecipazione dei futuri medici alle prove selettive per il concorso di accesso per le Specializzazioni mediche.

Nota 18 marzo 2019, AOODGSINFS 9498

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
DIPARTIMENTO PER LA FORMAZIONE SUPERIORE E PER LA RICERCA
Direzione generale per lo studente, lo sviluppo e l’internazionalizzazione della formazione superiore
Ufficio 6°
Offerta formativa universitaria, dottorati di ricerca, esami di Stato e professioni

Ai Rettori delle Università sedi di Medicina
E p.c.
Al Capo di Gabinetto del M.I.U.R.
Al Capo Dipartimento per la Formazione Superiore e per la Ricerca
Al C.I.N.E.C.A.

OGGETTO: Esame di Stato di abilitazione all’esercizio della professione di medico-chirurgo per l’anno 2019 – Tirocini trimestrali obbligatori di cui all’articolo 2 del decreto ministeriale 19 ottobre 2001, n. 445

Piano straordinario reclutamento Università

Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti, ha firmato il decreto relativo al Piano straordinario di assunzioni per ricercatori universitari di tipo b previsto, con appositi stanziamenti, dall’ultima Legge di bilancio.

Si tratta, in tutto, di 1.511 posti che, spiega Bussetti, “consentiranno a molti giovani di inserirsi in un percorso che li vedrà impegnati in attività di ricerca e di insegnamento, con il passaggio, dopo tre anni, al ruolo di professore associato. Si tratta di 206 posti in più rispetto al Piano attuato dal precedente Governo: un segno concreto di quell’azione di rilancio del sistema universitario che vogliamo avviare a partire proprio dai giovani”. Quella che si sta attuando, prosegue il Ministro, “è una misura che va letta insieme agli altri provvedimenti che abbiamo adottato, sempre in Legge di bilancio, per aumentare il numero di assunzioni nelle Università: dopo molti anni si torna a reclutare oltre il normale turn over. Abbiamo promesso maggiori attenzioni nei confronti dell’Università e stiamo dimostrando con i fatti che vogliamo davvero investire in questo settore”.


Test Corsi ad accesso programmato

Pubblicato l’avviso con le date delle prove di accesso ai corsi a numero programmato a livello nazionale:

Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Protesi Dentaria in lingua italiana, 3 settembre 2019;
Medicina Veterinaria, 4 settembre 2019;
Architettura, 5 settembre 2019;
Professioni Sanitarie, 11 settembre 2019;
Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Protesi Dentaria in lingua inglese, 12 settembre 2019;
Scienze della Formazione Primaria, 13 settembre 2019;
Professioni Sanitarie (laurea magistrale), 25 ottobre 2019.

Dottorati di ricerca, nuove regole per l’accreditamento

Nota 27 febbraio 2019, AOODGSINFS 6623
Indicazioni operative sulle procedure di accreditamento dei dottorati. A.A. 2019-2020-XXXV ciclo


Un sistema più snello e più semplice di accreditamento dei corsi di dottorato, che ha l’obiettivo primario di favorire un aumento di proposte di dottorati innovativi, intersettoriali e interdisciplinari. È quello previsto dalle Nuove linee guida per l’accreditamento dei corsi di dottorato messe a punto su indicazione del Ministro Marco Bussetti dal Dipartimento per la Formazione superiore e la Ricerca, diretto dal professor Giuseppe Valditara. Nel documento, che introduce un’importante riforma di questo sistema, un’attenzione particolare viene riservata ai dottorati industriali favorendo convenzioni tra gli atenei e le aziende più attente a investire in Ricerca e Sviluppo.

A seguito delle Linee guida, che hanno recentemente ottenuto il parere positivo del CUN (disponibile al seguente link: https://www.cun.it/homepage/evidenza/in-merito-alle-linee-guida-per-l-accreditamento-delle-sedi-e-dei-corsi-di-dottorato-un-analisi-e-una-proposta/, sono state pubblicate, oggi sul sito del MIUR, le FAQ e le indicazioni operative sulle procedura di accreditamento dei dottorati per l’anno accademico 2019-2020. Le domande di accreditamento potranno essere presentate, esclusivamente sulla banca dati http://dottorati.miur.it, a partire dal 12 marzo 2019 e fino all’1 aprile. Successivamente, entro il 6 maggio, l’ANVUR provvederà a fornire la propria valutazione al fine dell’emissione da parte del MIUR dei provvedimenti di concessione o rifiuto dell’accreditamento.

Il Cun, in particolare, ha apprezzato la notevole semplificazione contenuta nelle linee guida elaborate dal Dipartimento.

Assunzioni Università

Università, Bussetti firma decreto sui punti organico: “Finalmente le assunzioni tornano a crescere”

(Sabato, 29 dicembre 2018) Tornano a crescere le assunzioni nelle Università. Gli Atenei, in particolare quelli virtuosi, potranno andare ben oltre il normale turn over grazie alle misure previste dal decreto sui punti organico per il 2018, firmato oggi dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Marco Bussetti, e grazie alle nuove norme contenute nella legge di bilancio che sta per essere definitivamente approvata.

“Siamo davanti ad una svolta fortemente voluta e sostenuta dal governo: dopo molti anni si inverte la rotta. Le assunzioni torneranno a crescere e non ci si limiterà al solo ripristino del turn over”, dichiara il Ministro Bussetti. “Consentire nuove assunzioni è importante per garantire la qualità dell’offerta formativa delle nostre Università: abbiamo un rapporto docenti/studenti che è inferiore a quello di molti atenei stranieri, bisogna cambiare. Questo è solo l’inizio di un percorso di cambiamenti positivi che vogliamo portare avanti”.

Con il decreto firmato oggi, che mette a disposizione complessivamente 2.038 punti organico, le Università virtuose (quelle con una spesa di personale inferiore all’80% e un indicatore di sostenibilità economico-finanziaria superiore a 1) potranno superare il tetto massimo del 110% delle proprie cessazioni nell’attribuzione dei punti organico. In particolare il meccanismo previsto dal provvedimento è il seguente: dopo aver assicurato a tutti gli atenei il 50% delle proprie cessazioni, il restante 50% di sistema è stato ripartito esclusivamente in proporzione al livello di virtuosità dei bilanci. Dunque già da quest’anno le Università con i bilanci più sani potranno incrementare in misura maggiore i propri punti organico.

Tra gli Atenei che trarranno maggiore beneficio da questa novità (ovvero più del 110% delle cessazioni del 2017) ci sono Bergamo (310%), Politecnico di Milano (237%), Milano Bicocca (186%), Varese Insubria (143%), Milano Statale (121%), Catanzaro (191%), Parthenope di Napoli (137%), Chieti Pescara (194%), Urbino (195%), Politecnico di Torino (138%), Torino (117%), Politecnico di Bari (129%), Piemonte Orientale (129%), Verona (132%), Venezia Ca’ Foscari (127%).

A quanto previsto dal decreto punti organico si aggiunge, per l’anno 2019, quanto stabilito nella legge di bilancio che recepisce una precisa proposta del MIUR: si incrementano le ordinarie facoltà assunzionali del sistema (100% del turn over) con ulteriori 220 punti organico nel 2019. E altri 220 nel 2020. Dopo più di dieci anni di vincoli e limiti, finalmente si supera il muro del turn over e l’università torna a crescere, dunque. Questi punti si aggiungeranno al piano straordinario per l’assunzione di circa 1.500 ricercatori tipo b previsto in manovra.
I complessivi 440 punti organico saranno riservati alle Università con un indicatore di spesa di personale inferiore al 75% e un indicatore di sostenibilità economico-finanziaria superiore a 1,1. Si tratta quindi di un intervento aggiuntivo rispetto all’ordinario turn over nazionale.

Eurostudent 2016-2018


PRESENTAZIONE DEI RISULTATI DELLA OTTAVA INDAGINE EUROSTUDENT E DELLA INDAGINE COMPARATA EUROPEA EUROSTUDENT VI
ROMA, 12 DICEMBRE 2018
MIUR – MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA
SALA CONFERENZE “ALDO MORO”, VIALE TRASTEVERE 76/A

Università: non si accontentano della laurea, partecipano a scambi internazionali e cercano di non pesare sulle famiglie

(Mercoledì, 12 dicembre 2018) Studiano molto. Non si accontentano della laurea, ma mirano a proseguire la formazione con percorsi post universitari. Partecipano a programmi di mobilità internazionale. Fanno piccoli lavori part-time per mantenersi e per non pesare sulle famiglie. È il ritratto degli universitari italiani che emerge dall’Ottava Indagine Eurostudent per il periodo 2016-2018. L’indagine è stata presentata questa mattina al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur) nel corso di una tavola rotonda a cui ha preso parte anche il Vice Ministro Lorenzo Fioramonti.

La ricerca, finanziata dal Miur e condotta dal Centro Informazioni Mobilità Equivalenze Accademiche (Cimea), disegna il profilo dello studente universitario italiano così come si è venuto a delineare negli ultimi tre anni e consente di confrontarlo, sulla base di indicatori condivisi, con quello dei suoi colleghi degli altri 27 Paesi europei che hanno partecipato all’Indagine.

La crisi economica ha modificato significativamente le abitudini degli studenti universitari e le scelte delle loro famiglie. I risultati parlano chiaro e mostrano l’identikit di uno studente dinamico e in grado di competere, e in alcuni casi superare, la media degli studenti europei. Dall’analisi dei dati raccolti appare evidente che gli studenti italiani impegnano nello studio quasi 44 ore settimanali, il 30% in più della media calcolata in Europa. Oltre la metà intende proseguire gli studi dopo la laurea e, non appena possibile, si dà da fare per contribuire a mantenersi con piccoli lavori part-time, in modo da non pesare eccessivamente sulle famiglie.
Circa il 20% degli iscritti alla laurea magistrale ha già partecipato a progetti di mobilità internazionale: una percentuale non lontana dalla media complessiva europea. Un dato che dimostra la validità delle politiche per la mobilità studentesca sulle quali così tanto sta puntando il Miur per incentivare la competitività dei nostri studenti nel mercato del lavoro dell’Eurozona. Questo perché, secondo i dati della Commissione europea, il tasso di disoccupazione a lungo termine degli ex allievi Erasmus si ferma al 2% (equivalente alla metà esatta di quello registrato fra gli studenti che non hanno partecipato al programma, il 4%).

“Guardando i risultati di questa ricerca sono molto orgoglioso dei nostri studenti – ha commentato il Vice Ministro Lorenzo Fioramonti -. Nonostante alcune difficoltà storiche del sistema universitario, i ragazzi italiani riescono a farsi valere nel confronto con i colleghi degli altri Paesi comunitari. Considero ancora più significativa la loro partecipazione agli scambi internazionali. L’università e la ricerca sono al centro dell’azione di Governo, sono strategici per il futuro del Paese. I risultati di questa Indagine ci spingono a fare sempre di più e sempre meglio”.

Otto studenti su dieci (il 79%) si dichiarano soddisfatti per la preparazione teorica data dall’università e per la sostenibilità del carico di lavoro (il 63%). Quasi la metà degli studenti (il 45%) chiede di poter avere una maggiore preparazione pratica, soprattutto nei corsi delle lauree giuridiche (il 27,6%). Mentre, all’opposto, la valutazione è decisamente positiva per i corsi che formano paramedici e insegnanti: risulta essere soddisfatto oltre il 70% degli studenti.

L’Ottava Indagine Eurostudent allarga poi il campo di osservazione al quadro economico e sociale di provenienza degli universitari. Gli studi dopo il diploma rappresentano ancora, per le famiglie italiane, le fondamenta su cui costruire il futuro dei propri figli, anche se non sono più riconosciuti quale “ascensore sociale” come accadeva fino ad alcuni anni fa. Le condizioni socio-economiche generali, e in particolare quelle della famiglia di provenienza, rappresentano elementi determinanti per la scelta dell’università e spesso anche del modo in cui affrontarla. L’analisi dei dati evidenzia come i giovani che provengono dalle famiglie meno agiate, pur di raggiungere l’obiettivo del titolo di studio, facciano scelte compatibili con le proprie risorse, come ad esempio Atenei o corsi di studio disponibili nel proprio territorio di residenza, mantenendo così la percentuale del pendolarismo al 50%.

Un altro aspetto viene messo in luce in maniera chiara: a rendere attraente un Ateneo non è tanto la sua fama scientifica o lustro accademico, quanto la capacità di sostenere gli studenti nel loro percorso offrendo servizi. I giovani, infatti, tendono sempre più a scegliere l’università in base all’offerta di borse di studio e di servizi per la didattica, meglio ancora se l’Ateneo dovesse risultare inserito in un contesto urbano e sociale e tale da favorire la possibilità di trovare un lavoro che aiuti a mantenersi. Questo sottolinea, dopo 10 anni di crisi economica, un allargamento crescente della forbice Nord/Sud e la trasformazione delle abitudini di vita degli studenti per fare i conti con la crisi.

Corsi ad accesso programmato Università

Al via dal 4 settembre i test d’accesso per i corsi di laurea ad accesso programmato a livello nazionale per l’anno accademico 2018/2019, secondo il calendario fissato lo scorso febbraio.

Questo il calendario completo:

Università, pubblicati i risultati del test di Medicina e Odontoiatria

Sono disponibili dal 18 settembre sul sito www.universitaly.it – nell’area riservata alle candidate e ai candidati e nel rispetto delle norme per la protezione dei dati personali – i risultati del test per l’accesso ai corsi di laurea a numero programmato in Medicina e Chirurgia e Odontoiatria e Protesi Dentaria. I punteggi sono pubblicati in forma anonima.

Le candidate e i candidati che lo scorso 4 settembre hanno sostenuto la prova sono stati 59.743 (67.005 le domande pervenute). Gli idonei, quelli che hanno totalizzato i 20 punti minimi necessari per concorrere alla graduatoria nazionale e alla distribuzione dei posti disponibili, sono quest’anno 40.447, il 67,7% del totale.

Le candidate e i candidati hanno dovuto rispondere a 60 quesiti in 100 minuti. Il punteggio medio nazionale registrato fra coloro che sono risultati idonei è di 35,67. Il punteggio medio più alto a livello di ateneo è di 39,03 a Pavia. La percentuale di idonei più alta (78,47%) si è registrata a Pavia. Il punteggio più alto (84,3) è stato conseguito a Verona.

I primi 100 classificati sono concentrati in 23 atenei. Quelli che hanno avuto più candidate e candidati tra i primi 100 sono Catania (19), Padova (11), Pavia (11), Bologna (8).

I risultati nominali saranno pubblicati il 28 settembre e la graduatoria nazionale di merito nominativa sarà pubblicata il 2 ottobre.

Università, pubblicati i risultati del test di Veterinaria

Sono disponibili dal 19 settembre sul sito www.universitaly.it – nell’area riservata alle candidate e ai candidati e nel rispetto delle norme per la protezione dei dati personali – i risultati del test per l’accesso ai corsi di laurea a numero programmato in Medicina Veterinaria. I punteggi sono pubblicati in forma anonima.

Le candidate e i candidati che lo scorso 5 settembre hanno sostenuto la prova sono stati 6.603 (8.136 le domande pervenute). Gli idonei, quelli che hanno totalizzato i 20 punti minimi necessari per concorrere alla graduatoria nazionale e alla distribuzione dei posti disponibili, sono quest’anno 4.079, il 61,77% del totale.

Le candidate e i candidati hanno dovuto rispondere a 60 quesiti in 100 minuti. Il punteggio medio nazionale registrato fra coloro che sono risultati idonei è di 35,67. Il punteggio medio più alto a livello di ateneo è di 35,68 a Padova. La percentuale di idonei più alta (72,44%) si è registrata a Padova. Il punteggio più alto (77,10) è stato conseguito da 2 candidati, entrambi dell’Università di Padova.

I primi 100 classificati sono concentrati in 23 atenei. Quelli che hanno avuto più candidate e candidati tra i primi 100 sono Milano (27), Padova (21), Bologna (14) e Torino (9).

I risultati nominali saranno pubblicati il 28 settembre e la graduatoria nazionale di merito nominativa sarà pubblicata il 2 ottobre.

Università, pubblicati i risultati del test di Architettura

Sono disponibili dal 20 settembre sul sito www.universitaly.it – nell’area riservata alle candidate e ai candidati e nel rispetto delle norme per la protezione dei dati personali – i risultati del test per l’accesso ai corsi di laurea a numero programmato in Architettura. I punteggi sono pubblicati in forma anonima.

Le candidate e i candidati che lo scorso 6 settembre hanno sostenuto la prova sono stati 6.779 (7.986 le domande pervenute). Gli idonei, quelli che hanno totalizzato i 20 punti minimi necessari per concorrere alla graduatoria nazionale e alla distribuzione dei posti disponibili, sono quest’anno 5.720, l’84,38% del totale.

Le candidate e i candidati hanno dovuto rispondere a 60 quesiti in 100 minuti. Il punteggio medio nazionale registrato fra coloro che sono risultati idonei è di 34,45. Il punteggio medio più alto a livello di ateneo è di 42,47 all’Università degli Studi della Basilicata. La percentuale di idonei più alta (100%) si è registrata in 2 atenei: Università degli Studi della Basilicata e Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”.

Il punteggio più alto (84,30) è stato conseguito al Politecnico di Milano. I primi 100 classificati sono concentrati in 23 atenei. Quelli che hanno avuto più candidate e candidati tra i primi 100 sono il Politecnico di Milano (48), Ferrara (6), Padova (6), Università IUAV di Venezia (6).

I risultati nominali saranno pubblicati il 28 settembre e la graduatoria nazionale di merito nominativa sarà pubblicata il 2 ottobre.

  • Professioni sanitarie, 12 settembre;

Università, pubblicati i risultati del test di Medicina in inglese

Sono disponibili dal 27 settmbre 2018 sul sito www.universitaly.it – nell’area riservata alle candidate e ai candidati e nel rispetto delle norme per la protezione dei dati personali – i risultati del test per l’accesso ai corsi di laurea a numero programmato in Medicina e Chirurgia e in Odontoiatria e Protesi Dentaria in Lingua Inglese (IMAT). I punteggi sono pubblicati in forma anonima.

I candidati che lo scorso 13 settembre hanno sostenuto la prova sono stati 6.794 (7.660 le domande pervenute). Gli idonei, quelli che hanno totalizzato i 20 punti minimi necessari per concorrere alla graduatoria nazionale e alla distribuzione dei posti disponibili, sono quest’anno 4.438, il 65,32% del totale.

Le candidate e i candidati hanno dovuto rispondere a 60 quesiti in 100 minuti. Il punteggio medio nazionale registrato fra coloro che sono risultati idonei è di 32,65. Il punteggio medio più alto a livello di ateneo è di 33,97 a Pavia. La percentuale di idonei più alta (72,38%) si è registrata a Milano Bicocca. Il punteggio più alto (74,90) è stato conseguito a Pavia. I primi 100 classificati sono concentrati in 9 atenei. Quelli che hanno avuto più candidate e candidati tra i primi 100 sono: Bologna (28), Milano (28), Pavia (18).

I risultati nominali saranno pubblicati il 5 ottobre e la graduatoria nazionale di merito nominativa sarà pubblicata il 10 ottobre.


  • Scienze della formazione primaria, 14 settembre;
  • Professioni sanitarie (laurea magistrale), 26 ottobre.

Anche quest’anno sono previsti 60 quesiti a cui i candidati dovranno rispondere in 100 minuti.
Quest’anno i posti disponibili sono aumentati, come annunciato il 28 giugno scorso. Sono stati definiti 9.779 posti per Medicina (erano 9.100 lo scorso anno), 1.096 posti per Odontoiatria (erano 908 nel 2017), 759 per Veterinaria (erano 655), 7.211 per Architettura (erano 6.873).
I candidati che hanno ultimato l’iscrizione ai test per l’ammissione ai corsi di laurea in Medicina e Odontoiatria, Architettura e Veterinaria sono 83.127.
Le domande per la prova in Medicina e Odontoiatria sono 67.005, erano 66.907 nel 2017. Per Architettura le iscrizioni sono 7.986, rispetto alle 9.340 dello scorso anno. Infine, sono 8.136 i candidati alla prova di Veterinaria, nel 2017 erano 8.431. Per i test di Medicina in lingua inglese sono 7.660, l’anno scorso erano 7.021.


Le iscrizioni online per i corsi di laurea e laurea magistrale in Medicina e Chirurgia, Veterinaria, Odontoiatria e Protesi dentaria e Architettura saranno attive dal 2 luglio al 24 luglio 2018 sul portale www.universitaly.it.


Aumentano i posti disponibili per i corsi di laurea ad accesso programmato a livello nazionale. Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti, ha firmato oggi i relativi decreti.

In particolare, quest’anno sono previsti 9.779 posti per Medicina (erano 9.100 lo scorso anno), 1.096 posti per Odontoiatria (erano 908 nel 2017), 759 per Veterinaria (erano 655), 7.211 per Architettura (erano 6.873).

Contestualmente il Ministro ha anche firmato il decreto con il contingente di posti destinati ai candidati non comunitari residenti all’estero che sono 635 per Medicina, 95 per Veterinaria, 91 per Odontoiatria e protesi dentaria, 1.094 per le Professioni sanitarie, 75 per le Professioni sanitarie magistrali e, infine, 451 per Architettura. Con successivi decreti ministeriali saranno resi noti i posti disponibili per i candidati comunitari e non comunitari residenti in Italia per i laureati delle Professioni sanitarie e laureati magistrali delle Professioni sanitarie.

Medicina, allo studio ipotesi di lavoro con le università

I Ministri Bussetti (Istruzione, Università e Ricerca) e Grillo (Salute) hanno chiesto, in sede di Consiglio dei Ministri, di aumentare sia gli accessi sia i contratti delle borse di studio per Medicina. È un auspicio condiviso da tutte le forze di maggioranza che il Governo intende onorare.

Si tratta chiaramente di un percorso da iniziare già quest’anno per gradi. Per assicurare l’aumento dei posti disponibili e avviare un percorso condiviso, a breve sarà convocata una prima riunione con tutti i soggetti interessati, a cominciare dalla CRUI.

Il Vice Ministro incontra il Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari

Risposte immediate e concrete sui temi dell’università e della formazione successiva alla laurea e l’avvio di un nuovo rapporto tra MIUR e rappresentanza studentesca. Questi i punti chiave dell’incontro che si è svolto oggi fra i vertici del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e il Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari, il CNSU, organo consultivo del MIUR.

I rappresentanti degli studenti si sono confrontati prima con il nuovo Capo Dipartimento per la formazione superiore e per la ricerca Giuseppe Valditara e hanno poi concluso i lavori incontrando, questo pomeriggio, il Vice Ministro Lorenzo Fioramonti.

Nella prima sessione di lavori, il Capo Dipartimento Valditara ha ascoltato proposte, richieste e sollecitazioni del CNSU, annunciando la volontà del Ministro Marco Bussetti, stamattina impegnato al Quirinale, di intraprendere un nuovo e più intensivo dialogo con il CNSU, basato sul confronto in itinere sugli atti del MIUR per trovare e progettare insieme soluzioni di miglioramento del sistema universitario. Gli incontri con il CNSU non saranno più un momento formale, in cui comunicare agli studenti decisioni già prese, ma passaggi ufficiali in cui sarà richiesto il punto di vista degli studenti su provvedimenti in corso di realizzazione. Dal diritto allo studio ai nuovi dottorati di ricerca, già nella mattinata di oggi Ministero e CNSU hanno avviato il dialogo su alcuni dossier che proseguirà anche con il confronto diretto con le direzioni competenti. Il Ministero ha fornito informazioni su alcuni provvedimenti in via di assunzione.

“Da parte del Governo – ha detto il Vice Ministro Lorenzo Fioramonti, incontrando gli studenti – c’è la massima volontà di porre al centro della propria azione l’Università e la Ricerca. Di non tagliare un solo euro di risorse ma di aggiungerne di ulteriori. Il dialogo con le rappresentanze studentesche è estremamente importante, perché – ha proseguito – ci consente di conoscere le criticità del sistema dal suo interno. Vi chiedo quindi – ha concluso Fioramonti, rivolgendosi ai consiglieri del CNSU – di presentarci periodicamente non solo le vostre rivendicazioni, ma anche proposte di possibili soluzioni”.

Riconoscimento titoli di studio dei rifugiati

Giovedì 4 ottobre, alle ore 11, presso la Sala “Aldo Moro” del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, il Vice Ministro Lorenzo Fioramonti presenterà il progetto del MIUR per il riconoscimento dei titoli di studio dei rifugiati attraverso la tecnologia blockchain.

L’Italia è uno dei Paesi leader nella sperimentazione dello European Qualifications Passport for Refugees e con l’avvio dell’utilizzo della tecnologia blockchain fa un ulteriore passo avanti in tema di valutazione e riconoscimento delle qualifiche in possesso dei rifugiati.

Alla conferenza sono stati invitati la CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane), la Conferenza dei Direttori delle Accademie e dei Conservatori, il CUN (Consiglio Universitario Nazionale), le Associazioni studentesche, l’UNHCR (Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati), l’AgID (Agenzia per l’Italia Digitale), l’ANVUR (Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca), il Ministero dello Sviluppo Economico, il Ministero del Lavoro, il Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari, l’Organizzazione Internazionale per i Migranti, esponenti delle dot-com.

L’incontro sarà anche occasione per riflettere e confrontarsi sull’importanza dello sviluppo e dell’implementazione della tecnologia blockchain per il riconoscimento dei titoli di tutti gli studenti, per il quale il CIMEA ha elaborato l’applicazione “diplome” e lanciato l’hashtag #blockchain4people

BANDI DI CONCORSO FULBRIGHT

BANDI DI CONCORSO FULBRIGHT

Anno Accademico 2019-2020

Nell’ottica di contribuire al rafforzamento degli scambi culturali fra l’Italia e gli Stati Uniti, la Commissione per gli Scambi Culturali Fulbright, l’Ente binazionale finanziato congiuntamente dallo U.S. Department of State, Bureau of Educational and Cultural Affairs ed il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione italiano, Direzione Generale per la Promozione e Cooperazione Culturale e Direzione Generale per i Paesi delle Americhe, ha pubblicato i bandi per l’ottenimento di borse di studio destinate ai cittadini italiani e statunitensi per offrire loro opportunità di studio, ricerca e insegnamento presso campus americani e atenei italiani.

Le borse di studio Fulbright vengono offerte per intraprendere programmi di specializzazione post-laurea, soggiorni di ricerca e periodi di insegnamento presso atenei e centri di ricerca in Italia e negli Stati Uniti.


 

Bando di concorso “Borse di studio Fulbright Self-Placed All Disciplines per Master e Ph.D.” presso università negli Stati Uniti. – A.A. 2019-2020

È disponibile sul sito http://www.fulbright.it/self-placed-all-disciplines/ il bando di concorso Fulbright Self-Placed All Disciplines per Master e Ph.D. Il bando mette a concorso 6 borse di studio della durata di 9 mesi (anno accademico) per un importo fino a $ 38,000; ciascuna borsa comprende un contributo aggiuntivo a copertura delle spese di viaggio tra Italia e Stati Uniti; l’assicurazione medica finanziata dallo U.S. Department of State e la sponsorizzazione del visto di ingresso  J-1. Il bando si rivolge a giovani laureati italiani che abbiano richiesto autonomamente l’ammissione alle università statunitensi (Self-Placement) ed ha l’obiettivo di offrire agli stessi l’opportunità di frequentare percorsi di specializzazione post-laurea, Master e Ph.D. (Graduate Studies), presso le università statunitensi. Sono ammessi tutti gli ambiti disciplinari ad eccezione di programmi in Law per i quali esiste un bando Fulbright ad-hoc e programmi di specializzazione clinica (Internship o Residency) nell’ambito della Medicina e Chirurgia, della Odontoiatria, della Medicina Veterinaria, della Psicologia e affini.

Il bando ha scadenza martedì 11 dicembre 2018.

 

Bando di concorso “Fulbright – Research Scholar” A.A. 2019-2020

E’ disponibile sul sito http://www.fulbright.it/fulbright-research-scholar/ il bando di concorso Fulbright – Research Scholar per l’attuazione di soggiorni di ricerca presso università statunitensi che offre l’opportunità di trascorrere un soggiorno di ricerca presso università statunitensi per l’attuazione di progetti di ricerca i cui risultati possano essere di beneficio per la comunità accademica e scientifica internazionale. Il bando mette a concorso fino a otto (8) borse di studio per la durata di minimo quattro (4) – massimo nove (9) mesi per un importo fino a fino a $12,000. Ciascuna borsa di studio un contributo aggiuntivo a copertura delle spese di viaggio tra Italia e Stati Uniti; l’assicurazione medica finanziata dallo U.S. Department of State e la sponsorizzazione del visto di ingresso  J-1. Sono ammessi tutti gli ambiti disciplinari ad eccezione delle specializzazioni cliniche di Medicina e Chirurgia, Medicina Veterinaria, Odontoiatria, Scienze Infermieristiche e Psicologia.

Il bando ha scadenza Venerdì, 1/02/2019

 

Bandi di concorso per attività d’Insegnamento nelle categorie “Distinguished lecturer” e “Scholar in residence”

Sono disponibili sul sito http://www.fulbright.it/insegnamento/ i bandi di concorso Fulbright nelle categorie “Distinguished lecturer”, “Scholar in residence” e “Foreign language teaching assistant program”

Distinguished lecturer: Borse di studio Fulbright per incarichi di insegnamento nell’ambito degli Studi Umanistici e delle Scienze Sociali presso università statunitensi (a.a. 2019/20).

Scholar in residence: Insegnamento presso università negli Stati Uniti che richiedano espressamente uno studioso italiano.

Le descrizioni degli incarichi e le relative aree di insegnamento saranno disponibili a partire da ottobre c.a. Le aree di insegnamento presenti sul sito per ogni bando sono quelle dell’a.a. 2018/19.

 

Le scadenze sono riportate nelle singole categorie dei bandi

Università: finanziamento statale 2018

Università: pubblicato il finanziamento statale 2018

Con i decreti ministeriali del nuovo costo standard (DM 585/2018) e dell’FFO 2018 (DM 587/2018) sono stati definiti i criteri di riparto e le assegnazioni 2018 alle Università Statali.

DM 585/2018 – Costo standard per studente in corso 2018-2020

DM 587/2018 – Criteri di riparto FFO Universita’ Statali 2018

Università: firmato ‘pacchetto’ di decreti

Università, dal nuovo costo standard al Fondo 2018: Bussetti firma ‘pacchetto’ di decreti

(Mercoledì, 08 agosto 2018) Dal nuovo modello di costo standard, al riparto del Fondo ordinario di finanziamento delle Università per il 2018, alle risorse per l’Alta formazione artistica, musicale e coreutica. Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti, ha firmato oggi un ‘pacchetto’ di importanti decreti per il sistema della formazione superiore.

Cambia il costo standard per studente, il parametro utilizzato dal 2014 per assegnare una parte del fondo di finanziamento degli atenei (oltre 1 miliardo di euro) con lo scopo di superare il meccanismo basato sulla spesa ‘storica’ delle università e di tenere maggiormente conto delle differenze fra atenei in termini di offerta formativa e domanda di formazione, nonché dei diversi contesti infrastrutturali e territoriali in cui operano le Università.

Il decreto firmato oggi dal Ministro Bussetti pone ancora maggiore attenzione ai diversi contesti in cui operano le università, introducendo, all’interno del costo standard, due importi perequativi, frutto anche del lavoro congiunto sui dati fatto da MIUR e ISTAT. Il primo importo è utilizzato per ‘graduare’ il costo standard di ateneo in base al reddito medio familiare della Regione dove ha sede l’università e alla capacità contributiva effettiva degli iscritti. Si va così incontro alle realtà in cui gli studenti partono da condizioni più svantaggiate. Il secondo importo è utilizzato per incrementare il costo standard degli atenei in funzione dell’accessibilità: si tiene conto della rete dei trasporti e dei collegamenti in modo da compensare le università che logisticamente sono più difficili da raggiungere. Per il triennio 2018-2020 il costo standard rappresenta il modello per ripartire rispettivamente il 22%, il 24% e il 26% (tra 1,4 e 1,7 miliardi di euro) del Fondo di finanziamento ordinario delle università in base a parametri dimensionali oggettivi che tengono anche conto degli specifici contesti.

Il via libera al nuovo modello del costo standard consente anche lo sblocco del decreto ministeriale relativo alla distribuzione del Fondo di finanziamento ordinario 2018 agli atenei che, complessivamente, si attesta a 7,327 miliardi di euro. La parte di Fondo distribuita secondo la spesa storica si attesta a 2,949 miliardi euro. La quota premiale pesa per il 24%, come previsto dalla normativa vigente (1,693 miliardi di euro). Il costo standard vale 1,380 miliardi di euro. Per le Istituzioni AFAM statali il decreto firmato dal Ministro ripartisce circa 14 milioni di euro. I decreti sui finanziamenti saranno quindi inviati alla Corte dei Conti e, a seguito di registrazione, pubblicati sul sito del MIUR.

Adottato anche il provvedimento con i nuovi valori-soglia per la tornata dell’Abilitazione scientifica nazionale 2018-2020 (ASN). Il decreto sui valori-soglia è stato adottato su proposta dell’ANVUR e a seguito di parere del CUN e contiene gli indicatori che saranno utilizzati per la formazione delle Commissioni e per la valutazione dei candidati per la I e II fascia di professore universitario dei 190 settori concorsuali esistenti. In particolare, da domani, 9 agosto, e fino al 25 settembre, sarà possibile presentare la domanda per aspirante Commissario. Il bando candidati sarà adottato con Decreto Direttoriale entro questa settimana e quindi inviato alla Gazzetta Ufficiale per la pubblicazione prevedendo l’apertura delle domande dal 10 settembre prossimo.

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