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Università, pubblicata la ripartizione del Fondo 2017

Università, pubblicata la ripartizione del Fondo 2017

Distribuiti i 55 milioni per la no tax area. Applicato per la prima volta il criterio dell’autonomia responsabile

(Roma, 13 settembre 2017) Sono disponibili da oggi, sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, le tabelle con la ripartizione a livello di ateneo del Fondo di finanziamento ordinario, che per il 2017 ammonta a 6,982 miliardi di euro totali.

Le tabelle pubblicate oggi, a seguito della registrazione della Corte dei conti, fanno riferimento alle seguenti voci del Fondo di finanziamento: quota base, quota premiale, risorse perequative (per un totale di 6,272 miliardi di euro). A queste si aggiungono le assegnazioni per i piani straordinari di reclutamento docenti varati nel corso degli ultimi anni (237,2 milioni di euro), la quota 2017 relativa alla programmazione triennale (43,8 milioni di euro) e l’assegnazione dei 55 milioni di euro agli atenei a compensazione della cosiddetta no tax area a decorrere dal 2017. Per un totale di 6,6 miliardi di euro. Le tabelle relative alle voci ulteriori dell’FFO (fra cui dottorati, fondo giovani, risorse per la ricerca di base, risorse da destinare ai docenti) saranno pubblicate entro il mese di settembre. Per un totale finale di 6,982 miliardi.

La no tax area
Quest’anno per la prima volta sono stati distribuiti con l’FFO anche i fondi per la no tax area, la novità prevista dalla legge di bilancio per il 2017 che consente agli studenti con ISEE fino a 13.000 euro di essere esonerati dal pagamento delle tasse e garantisce tasse ‘calmierate’ a chi ha un ISEE fra 13.000 e 30.000 euro. Si tratta di 55 milioni. Di questi, 20,73 milioni (37,7%) vanno al Nord, 13,2 milioni (24%) vanno al Centro e 21,07 milioni (38,3%) vanno al Sud. Per la distribuzione delle risorse è stato applicato il criterio della legge di bilancio 2017, che prevede il riparto in proporzione alla percentuale di studenti attualmente esonerati dalle tasse moltiplicati per il costo standard per studente in corso del rispettivo ateneo.

La distribuzione dei fondi
I dati indicano una sostanziale ‘tenuta’ dei finanziamenti ricevuti dalle singole Università grazie alla clausola di salvaguardia fissata dal Ministero, che prevedeva un tetto massimo di riduzione del 2,5% rispetto al 2016. Tetto che non è stato toccato: il decremento massimo registrato è dell’1,94%. Fra le novità che hanno inciso sulla distribuzione del fondo di quest’anno, ci sono l’aggiornamento dei dati sulla qualità del reclutamento e l’attuazione del criterio dell’autonomia responsabile. Per la prima volta le variazioni di performance degli atenei sono state valutate anche sulla base di due indicatori da loro scelti a fine 2016 in relazione a didattica, ricerca e internazionalizzazione. Agli atenei è stata data la possibilità di ‘scommettere’ sulle loro peculiarità formative o di ricerca. Con un incentivo per le Università del Sud e del Centro. Le prime, a parità di risultati nei miglioramenti sugli indicatori scelti per didattica, ricerca o internazionalizzazione, si sono viste attribuire un coefficiente aggiuntivo del 20% mentre le seconde hanno avuto un coefficiente aggiuntivo del 10%.

Le novità di quest’anno hanno portato 21 atenei ad ottenere un Ffo 2017 superiore rispetto al 2016, di cui 11 al Sud (Bari Politecnico, Università di Catanzaro, Napoli Parthenope, Università degli studi de L’Aquila, Università degli studi della Campania ‘Vanvitelli’, Università di Bari, Università Chieti-Pescara, Università del Molise, Università di Foggia, Università del Sannio, Università di Salerno), 7 al Nord (Università di Bergamo, Milano Bicocca, Piemonte Orientale, Università di Ferrara, Università dell’Insubria, Milano Statale, SISSA di Trieste) e 3 al Centro (Università di Urbino, Università Politecnica delle Marche, Università per Stranieri di Siena).

Specializzazioni mediche

Specializzazioni mediche, in Gazzetta Ufficiale il nuovo Regolamento per l’accesso alle Scuole

(Roma, 06 settembre 2017) Graduatoria unica nazionale di merito e aggregazione delle sedi d’esame per aree geografiche per garantire una maggiore qualità e un maggior controllo durante lo svolgimento. Sono fra le principali novità del nuovo Regolamento per l’accesso alle Scuole di specializzazione di area medica, pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale. Il nuovo regolamento cambia le regole fino ad ora vigenti per garantire maggiore qualità del concorso nazionale, come richiesto negli scorsi mesi anche dalle associazioni delle specializzande e degli specializzandi, dalla Conferenza dei Rettori, dall’Osservatorio per le Scuole di Specializzazione, dal Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari.

Il concorso resta nazionale, per titoli ed esami, e, a partire dal prossimo anno, sarà bandito, spiega il Regolamento, entro il 31 maggio di ciascun anno, con decreto del Ministero. La prova d’esame diventa unica a livello nazionale, uguale cioè per tutte le candidate e per tutti i candidati dal momento che viene introdotta una graduatoria unica nazionale, e si svolgerà non prima di sessanta giorni dalla data di pubblicazione del bando, in una o più sedi, nella stessa data e nello stesso orario.

L’organizzazione della prova a livello locale spetterà alle Istituzioni universitarie presenti sul territorio di riferimento. Le sedi saranno aggregate tra loro per aree geografiche, garantendo una minore frammentazione delle stesse e un maggiore controllo durante lo svolgimento delle prove. I quesiti saranno 140 con un punteggio pari a 1 per ogni risposta esatta, 0 per ogni risposta non data, -0,25 per ogni risposta errata.

Al termine della valutazione delle prove d’esame, entro 20 giorni dallo svolgimento, il Ministero pubblicherà un’unica graduatoria nazionale di merito nella quale verrà indicato il punteggio complessivo conseguito da ciascun candidato per i titoli e nella prova d’esame. A parità di punteggio complessivo, verrà data priorità al candidato con voto d’esame più alto. In caso di ulteriore parità, prevarrà il candidato più giovane per età anagrafica.

In seguito alla pubblicazione della graduatoria nazionale, ciascun candidato dovrà scegliere le tipologia di Scuola e le sedi di suo interesse, indicandole in ordine di preferenza. Terminate le operazioni di scelta da parte dei candidati, il Ministero procederà alla pubblicazione delle assegnazioni dei candidati alle specifiche scuole presso cui risulteranno ammessi in ordine di graduatoria.

In aggiunta ai contratti finanziati con risorse statali, le Scuole potranno attivare altri contratti di pari importo e durata sostenuti con risorse derivanti da donazioni o finanziamenti di enti pubblici o privati, nel rispetto del numero complessivo di posti per i quali sono accreditate le scuole e del fabbisogno di specialisti a livello nazionale.

La domanda di partecipazione alla prova di selezione dovrà essere presentata per via telematica al Ministero, nei tempi e con le modalità previsti nel bando. Al concorso potranno partecipare le laureate e i laureati in medicina e chirurgia che abbiano conseguito la laurea in data anteriore al termine di scadenza per la presentazione delle domande di partecipazione.

L’ammissione alle lezioni sarà subordinata al conseguimento dell’abilitazione all’esercizio della professione di medico-chirurgo entro la data di inizio delle attività didattiche. In relazione al numero di domande pervenute e comunque almeno venti giorni prima della prova di esame, il Ministero comunicherà le sedi, con relativa assegnazione dei candidati presso le diverse sedi e l’orario di svolgimento della prova di esame.

La pubblicazione in Gazzetta del Regolamento con le nuove modalità di concorso era un atto necessario per poter procedere con il bando di quest’anno. Bando che sarà emanato in tempo utile per garantire, questo è l’obiettivo del Ministero, che il concorso si svolga nel 2017 e che sempre nel 2017 avvenga la presa di servizio.

In contemporanea alla pubblicazione del Regolamento si sta ultimando l’iter di accreditamento delle Scuole di specializzazione secondo i nuovi criteri previsti dal decreto congiunto dei Ministeri dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e della Salute entrato in vigore a giugno. Il nuovo accreditamento consentirà di innalzare in modo significativo la qualità del sistema formativo delle Scuole.

Il link alla Gazzetta Ufficiale:
http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2017-09-06&atto.codiceRedazionale=17G00143&elenco30giorni=false

Specializzazioni mediche, domani la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del nuovo Regolamento

Specializzazioni mediche, domani la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del nuovo Regolamento per l’accesso alle Scuole

(Roma, 05 settembre 2017) Sarà pubblicato domani, in Gazzetta Ufficiale, il nuovo Regolamento per l’accesso alle Scuole di Specializzazione di area sanitaria. Il Regolamento è stato rivisto quest’anno per rispondere alle molte sollecitazioni arrivate, tra gli altri, dalle associazioni delle specializzande e degli specializzandi, dalla Conferenza dei Rettori, dall’Osservatorio per le Scuole di Specializzazione, dal Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari.

Le nuove regole puntano a rendere la selezione più qualificata, snella, semplificata. Con un’attenzione specifica alla questione logistica: le sedi d’esame, come anticipato negli scorsi mesi dal Ministero, saranno accorpate per area geografica e rese meno frammentate, anche per garantire un maggiore controllo durante lo svolgimento delle prove stesse. Il Regolamento ha ricevuto il parere positivo da parte del Consiglio di Stato il 27 luglio scorso, parere poi trasmesso al Miur il 3 agosto, e il riscontro della Presidenza del Consiglio dei Ministri il 9 agosto 2017. Il Regolamento è stato poi inviato al Ministero della Giustizia per il visto del Guardasigilli e per il successivo inoltro alla Corte dei Conti per la necessaria registrazione, avvenuta il 29 agosto.

La pubblicazione domani in Gazzetta del Regolamento con le nuove modalità di concorso è un atto necessario per poter procedere con il bando di quest’anno. Bando che sarà emanato comunque in tempo utile per garantire, questo è l’obiettivo del Ministero, che il concorso si svolga nel 2017 e che sempre nel 2017 avvenga la presa di servizio.

In contemporanea alla pubblicazione del Regolamento, infatti, si sta ultimando l’iter di accreditamento delle Scuole di specializzazione secondo i nuovi criteri previsti dal decreto congiunto dei Ministeri dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e della Salute entrato in vigore a giugno. Il nuovo accreditamento consentirà di innalzare in modo significativo la qualità del sistema formativo delle Scuole.

Lo scorso 31 luglio l’Osservatorio nazionale della formazione medica specialistica (organo istituito presso il Miur, con la partecipazione di rappresentanti della Salute e del mondo della medicina universitaria con il compito, fra l’altro, di determinare e verificare i requisiti di idoneità della rete formativa e delle singole strutture che la compongono) ha reso il proprio parere sulle richieste di accreditamento presentate da 1.433 Scuole. In questi giorni, l’Osservatorio sta portando avanti ulteriori approfondimenti sul lavoro svolto che si concluderanno, secondo le previsioni dell’organismo stesso, già questa settimana. Successivamente il compito di emanare i necessari decreti di accreditamento delle Scuole spetterà per legge al Ministero della Salute. A quel punto, com’è prassi, le Regioni e le Istituzioni private avranno conoscenza del riparto dei contratti nazionali, divisi per sede universitaria e per tipologia di scuola, e potranno comunicare a loro volta il numero di contratti aggiuntivi sui propri fondi che saranno poi assegnati definitivamente alle Scuole con il bando di concorso.

Nei prossimi giorni il Miur terrà informati le e gli aspiranti specializzandi sui passaggi in atto. Qualsiasi altra comunicazione differente da quelle fornite dal Ministero, su date di uscita del bando o di svolgimento del concorso, non è da ritenersi ufficiale.

Nota 24 agosto 2017, AOODGPER 36708

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione
Direzione generale per il personale scolastico – Ufficio IV
Personale docente ed educativo

Ai Direttori generali degli uffici scolastici regionali
LORO SEDI

Oggetto: Trasmissione D.M. 638/17 relativo al contingente del personale con funzione di tutor presso i corsi universitari propedeutici all’insegnamento

Si trasmette, in allegato, il Decreto Ministeriale n. 638 del 23 agosto 2017, che definisce il contingente del personale con funzione di tutor presso i corsi universitari di Scienze della Formazione propedeutici all’ insegnamento. Nel chiedere alle SS.LL. di provvedere agli adempimenti conseguenti a partire dalla trasmissione agli Atenei interessati, si evidenzia quanto segue.
In primo luogo si sottolinea la necessità di un’attenta ricognizione del reale fabbisogno dei singoli Atenei per procedere, previa interlocuzione con questi ultimi, all’eventuale ridefinizione dei contingenti assegnati ai medesimi per le esigenze relative ai corsi di laurea di Scienze dalla Formazione primaria nei limiti dei contingenti regionali previsti dalla tabella A allegata al Decreto Interministeriale 26 marzo 2013 n. 210, tabella che ad ogni buon fine si allega alla presente.
In secondo luogo, si prega di evidenziare ai responsabili dei corsi la necessità di comunicare tempestivamente i nominativi del personale in parola, per consentire agli Uffici e alle istituzioni scolastiche una corretta programmazione dell’impiego delle risorse dell’organico dell’autonomia.
Per quanto riguarda invece il contingente relativo ai percorsi per l’insegnamento della scuola secondaria, si daranno successive indicazioni a seguito dell’attuazione del D.lgs 59/17

Si ringrazia per la consueta collaborazione.

IL DIRETTORE GENERALE
Maria Maddalena Novelli

Allegati:
1. Decreto Ministeriale n. 638 del 23 agosto 2017
2. Tabella A allegata al Decreto Interministeriale 26 marzo 2013 n.210

Specializzazioni mediche

(Roma, 12 agosto 2017) Con riferimento al concorso per l’ammissione alle Scuole di specializzazione di area sanitaria per l’anno accademico 2016-2017, previsto per l’autunno, si comunica quanto segue.

È in fase di conclusione la procedura di accreditamento delle Scuole stesse. Quest’anno, infatti, per esplicita volontà del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, sono partite le nuove regole che erano rimaste immutate ormai da dieci anni. Regole che, così come più volte richiesto, sia dal mondo universitario che da quello ospedaliero, rispondono a parametri di valutazione e di selezione più rigorosi, per garantire che le nuove specializzande e i nuovi specializzandi siano inseriti in percorsi attivati secondo criteri di sempre maggiore qualità e trasparenza.

A seguito dell’entrata in vigore del decreto congiunto Miur-Salute (n. 402 del 13 giugno 2017), che contiene le suddette nuove regole, gli Atenei hanno provveduto ad inserire le proprie richieste di accreditamento entro il 10 luglio scorso.

Successivamente, l’Osservatorio nazionale della formazione medica specialistica (organo istituito presso il Miur, con la partecipazione di rappresentanti della Salute e del mondo della medicina universitaria con il compito, fra l’altro, di determinare e verificare i requisiti di idoneità della rete formativa e delle singole strutture che la compongono) ha esaminato tutte le istanze proposte dalle Università italiane, per un totale di 1.433 Scuole.

I pareri, resi dall’Osservatorio il 31 luglio 2017, sono ora al vaglio del Ministero della Salute per la successiva emanazione dei decreti di accreditamento delle strutture che compongono la rete formativa delle Scuole, presupposto necessario per conoscere la mappatura delle stesse, suddividere le borse a disposizione di specializzande e specializzandi ed emanare il bando per l’accesso.

Solamente dopo l’avvenuto accreditamento da parte del Ministero della Salute il Miur potrà infatti emanare il decreto di assegnazione dei contratti di specializzazione finanziati dallo Stato per l’anno accademico 2016-2017.

A quel punto, com’è prassi, le Regioni avranno conoscenza del riparto dei contratti nazionali, divisi per sede universitaria e per tipologia di scuola, e potranno comunicare il numero di contratti aggiuntivi sui propri fondi che saranno poi assegnati definitivamente alle Scuole con il bando di concorso.
Nel frattempo è in corso di perfezionamento l’iter di approvazione del Regolamento che modifica e semplifica notevolmente la struttura del concorso di ammissione. Il Regolamento, che ha ricevuto il parere da parte del Consiglio di Stato il 27 luglio scorso, parere poi trasmesso al Miur il 3 agosto, e il riscontro della Presidenza del Consiglio dei Ministri il 9 agosto 2017, deve essere ora registrato alla Corte dei conti e pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Le nuove disposizioni, che prevedono, tra l’altro, una prova unica e l’organizzazione per il suo espletamento a livello di sedi interregionali, sono necessarie per migliorare la procedura di accesso e rappresentano una risposta alle sollecitazioni arrivate, tra gli altri, dalle associazioni delle specializzande e degli specializzandi, dalla Conferenza dei Rettori, dall’Osservatorio Nazionale per le Scuole di Specializzazione, dal Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari.

Università: firmato il decreto con i criteri di riparto del FFO 2017

Università, la Ministra Fedeli ha firmato il decreto con i criteri di riparto
del Fondo di finanziamento ordinario 2017 da 6,9 mld
Attuata per la prima volta l’autonomia responsabile degli atenei 
Via libera anche al decreto sul contingente per le assunzioni,
in aumento i punti organico

La Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, ha firmato oggi il decreto con i criteri di riparto del Fondo di finanziamento ordinario (FFO) delle università statali per il 2017 e quello relativo alla determinazione del contingente di personale (cosiddetti punti organico) che ciascuna università potrà assumere quest’anno. Si tratta dei due decreti annuali più importanti per il sistema universitario statale. I due provvedimenti sono stati trasmessi alla Corte dei Conti per l’apposita registrazione a seguito della quale saranno pubblicate anche tutte le tabelle relative alla ripartizione dei fondi ai singoli atenei.

“Il decreto con i criteri di riparto del Fondo di funzionamento conferma quanto precedentemente annunciato – sottolinea la Ministra Valeria Fedeli -. L’FFO sta risalendo, grazie agli interventi operati dal precedente governo e da quello attuale. E continuerà a farlo, anche nei prossimi anni, per tornare ai livelli del 2009, e quindi a circa 7,4 miliardi. Nella società della conoscenza Università e Ricerca sono settori chiave. Incremento delle risorse, interventi di ‘visione’ come quello sui Dipartimenti di eccellenza, sblocco di risorse per facilitare l’assunzione di ricercatrici e ricercatori sono misure concrete messe in campo in questi ultimi anni. Un solco lungo il quale intendiamo proseguire la nostra azione. Il 25 luglio scorso, ho incontrato al Miur i rappresentanti della Crui, la Conferenza dei rettori, proprio per lavorare insieme in questa direzione condividendo obiettivi e priorità. Una corretta programmazione di risorse e interventi normativi è essenziale per settori che parlano al futuro del Paese”.   

L’FFO 2017
Complessivamente il Fondo di finanziamento ordinario 2017 si attesta a circa 6,982 miliardi di euro con un incremento di 62,5 milioni (+0,9%) rispetto all’FFO 2016. La somma delle tre quote principali del Fondo (quota base, quota premiale, fondo perequativo) è di 6,273 miliardi, con i quali viene assicurata ad ogni università una variazione minima o massima rispetto ai fondi ricevuti nel 2016 dentro l’intervallo del -/+ 2,5%.

In conformità con quanto previsto dalla normativa vigente, aumenta, rispetto all’anno 2016, l’incidenza della quota premiale, che è di circa 1,536 miliardi di euro pari, quest’anno, al 22% dell’FFO. Si mantiene stabile la quota ripartita secondo il criterio del cosiddetto costo standard (1,285 miliardi di euro), tenuto conto di quanto previsto dal decreto per il Sud attraverso il quale, anche a seguito di specifiche sentenze, si è intervenuti per disciplinare in modo coerente ed esaustivo la materia del costo standard.

Due le novità importanti previste per il riparto della quota assegnata su base premiale: accanto ai risultati della Valutazione della qualità della ricerca (VQR 2011-2014), che pesano quest’anno per il 60%, viene considerata anche la qualità delle politiche di reclutamento, che viene aggiornata tenendo conto della produzione scientifica dei soggetti reclutati dalle Università nel triennio 2014-2016. Quest’ultimo parametro pesa per il 20% nell’attribuzione della quota premiale. In questo modo s’introduce una valutazione dinamica delle politiche degli atenei nelle assunzioni degli anni precedenti.

Con il nuovo decreto, si dà attuazione, per la prima volta, a quanto previsto nella programmazione triennale ministeriale varata nel 2016: viene attuato il criterio dell’autonomia responsabile. Per la prima volta le variazioni di performance degli atenei sono valutate anche sulla base di due indicatori da loro scelti a fine 2016 in relazione a didattica, ricerca e internazionalizzazione. Agli atenei è stata data dunque per la prima volta la possibilità di ‘scommettere’ sulle loro peculiarità formative o di ricerca.

Aumentano i fondi, passando da 10 a 14 milioni di euro, destinati al cofinanziamento delle chiamate dirette e all’assunzione di soggetti non già appartenenti alla stessa università, con particolare attenzione al reclutamento di ricercatrici e ricercatori di tipo b). Coerentemente con gli impegni assunti dalla Ministra Fedeli per l’attuazione dell’Agenda ONU 2030 per lo sviluppo sostenibile, aumentano anche i fondi per le studentesse e gli studenti, con riferimento al dottorato di ricerca (140 milioni di euro), all’orientamento pre-universitario (5 milioni di euro) e al sostegno delle politiche per le studentesse e gli studenti con disabilità (7,5 milioni di euro).

Il decreto provvede anche a distribuire alle università i 55 milioni di euro stanziati dalla legge di Bilancio che servono a compensare gli effetti della riduzione delle tasse universitarie con l’introduzione della no tax area, che consente a chi ha un Isee fino a 13.000 euro di iscriversi senza pagare le tasse e a chi si posiziona fra 13.000 e 30.000 euro di avere tasse calmierate.

Confermato, infine, l’impegno assunto a favore delle Università di Camerino e Macerata a seguito degli eventi sismici dello scorso anno.

Le facoltà assunzionali
Molto atteso il decreto che detta le facoltà assunzionali per il 2017 delle università. Il decreto prevede la distribuzione agli atenei di circa 1.526 punti organico (333 in più rispetto al 2016). Anche in questo caso, vengono sbloccate maggiori risorse per le università, grazie all’incremento del turn over nazionale dal 60% del 2016 all’80% del 2017. Ad ogni università, già a inizio anno, è stata assicurata una quota fissa di punti organico pari al 50% delle cessazioni dell’anno 2016. Con il decreto di oggi si completa il riparto del restante 30% della spesa complessiva a livello nazionale in base agli indicatori di bilancio di ogni ateneo, che tengono conto del livello di sostenibilità della spesa di personale e della situazione economico-finanziaria complessiva. Un sistema che consente di graduare le facoltà assunzionali degli atenei tra un minimo del 50% e un massimo del 110% delle proprie cessazioni dell’anno 2016. Nell’attesa che dal 2018 il turn over nazionale sia portato al 100%, si tratta di un’assegnazione importante per dare risposte al reclutamento di ricercatrici e ricercatori di tipo b) e alle aspettative di carriera dei soggetti valutati positivamente nella passata e nella nuova abilitazione scientifica nazionale per l’accesso alla docenza universitaria. Va infatti segnalato che si stanno svolgendo con puntualità le attività delle commissioni nazionali e del Ministero nel controllo degli atti e, con un mese di anticipo rispetto alle scadenze previste, nella pubblicazione dei risultati.

Decreto Ministeriale 10 agosto 2017, n. 614

Decreto Ministeriale 10 agosto 2017, n. 614

Criteri per il riparto e l’assegnazione a ciascuna Istituzione Universitaria statale del contingente di spesa disponibile a livello nazionale per l’assunzione di personale a tempo indeterminato e di ricercatori a tempo determinato per l’anno 2017