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Progetto IUL Basket,

Scuola e università, al via il progetto di educazione, lavoro e sport dell’Ateneo telematico IUL

Un progetto educativo, professionale e sportivo per far giocare gli atleti ad alti livelli e allo stesso tempo formarli o inserirli nel mercato del lavoro. Sono questi gli obiettivi che l’Università telematica IUL si propone per il prossimo anno accademico con l’avvio del progetto IUL Basket, un’iniziativa che è stata presentata il 18 luglio a Roma, al Reale Circolo Canottieri Tevere Remo.

Per realizzare questa attività, l’Ateneo IUL, che ha come enti promotori l’istituto di ricerca Indire e l’Università di Firenze, ha siglato un accordo con la Tiber Basket, società che milita nel campionato di serie B di pallacanestro e che è molto riconosciuta a livello nazionale per il settore giovanile.

La collaborazione, oltre a impegnare gli atleti sul versante sportivo e agonistico, offrirà loro l’opportunità di iscriversi all’università o riprendere un percorso formativo interrotto. I giocatori potranno scegliere il corso di laurea in Scienze motorie, in partenza il prossimo anno accademico, con la possibilità di acquisire competenze direttamente spendibili in un ambito, quello sportivo, all’interno del quale sono già inseriti.

Da anni l’Ateneo è impegnato con progetti legati all’educazione e allo sport. Nel 2017-18, IUL ha condotto per conto del Ministero dell’Istruzione la formazione per oltre 500 docenti e tutor sportivi impegnati nella sperimentazione studenti-atleti di alto livello. La partecipazione dell’Ateneo alla sperimentazione è stata confermata anche per il 2018-2019.

Alla conferenza sono intervenuti il Direttore Generale dell’Università IUL, Massimiliano Bizzocchi, il Presidente dell’U.S. Tiber Basket, Massimo Cilli, e il tecnico della squadra, Alex Righetti.

«IUL Basket – dichiara il Direttore Generale dell’Università IUL, Massimiliano Bizzocchi – è un progetto ambizioso per il nostro Ateneo, perché si rivolge contemporaneamente al mondo sportivo, educativo e lavorativo. L’idea è di offrire ai giocatori, giovani e meno giovani, l’opportunità di svolgere un’attività lavorativa o un tirocinio all’interno dell’Ateneo o in una delle tante realtà collegate. Un aspetto innovativo del progetto è la possibilità di iscriversi a un corso di laurea o riprendere un percorso formativo interrotto. In questo modo, gli atleti che hanno abbandonato gli studi in favore dell’attività agonistica potranno ‘rimettersi in gioco’ e acquisire competenze spendibili sul mercato del lavoro. Ciò sarà possibile con l’avvio del corso di laurea triennale in scienze motorie, un percorso che ha molti sbocchi professionali proprio in un ambito, quello sportivo, in cui sono già inseriti gli atleti».

«Siamo orgogliosi di condividere questo progetto con l’Università IUL – dichiara Massimo Cilli, Presidente della U.S. Tiber Basket – perché si fonda su valori importanti, che vanno oltre l’aspetto puramente sportivo. La Tiber, nei suoi oltre cinquant’anni di storia, si è sempre caratterizzata per un’attenzione particolare al settore giovanile, accompagnando la crescita tecnica e umana dei ragazzi. L’accordo con l’Ateneo va proprio in questa direzione, perché mira alla valorizzazione degli atleti anche dal punto di vista educativo e professionale. Ci auguriamo che questa unione di intenti ci consenta nella prossima stagione di ottenere risultati positivi a livello sportivo e allo stesso tempo possa rappresentare un trampolino di lancio per i giovani del nostro vivaio».

Professioni sanitarie e Specializzazioni mediche

È stato pubblicato oggi sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca il decreto, firmato dal Ministro Marco Bussetti, con la distribuzione dei posti presso le Scuole di specializzazioni mediche finanziati con risorse statali, regionali e provenienti da altri enti pubblici e/o privati e di quelli riservati alle categorie previste dal decreto legislativo 368/1999.

I contratti di formazione medica specialistica per il 2017/2018 sono in aumento rispetto allo scorso anno: il totale è di 6.934. Di questi, 6.200 sono finanziati con risorse statali (erano 6.105 l’anno scorso), 640 con fondi regionali (a fronte dei 499 dello scorso anno accademico), 94 con risorse di altri enti pubblici e/o privati (per il 2016/2017 erano 71).

Per quanto riguarda, invece, i posti riservati: 194 sono previsti per i medici dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale (210 i posti dello scorso anno), 29 i posti alle esigenze del Ministero della Difesa (erano 21 nel 2016/2017) e 7 quelli a disposizione della Polizia di Stato (a fronte dei 4 dello scorso anno).

La prova nazionale per l’ammissione alle Scuole di specializzazioni mediche si terrà il prossimo 17 luglio.

Inoltre, è disponibile sul sito del MIUR anche il decreto direttoriale in cui sono stati indicati gli eventuali requisiti specifici dei contratti aggiuntivi, che i candidati dovranno comunicare, accedendo alla propria pagina personale, entro il 18 luglio 2018.


È stato pubblicato sul sito istituzionale del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca il decreto ministeriale che definisce i posti per i corsi di laurea delle professioni sanitarie per l’anno accademico 2018/2019.

In particolare quest’anno sono previsti i seguenti posti:

Infermieristica: 14.758

Ostetricia: 792

Infermieristica pediatrica: 159

Podologia: 115

Fisioterapia: 2.045

Logopedia: 756

Ortottica: 222

Terapia della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva: 337

Tecnica della riabilitazione psichiatrica: 354

Terapia occupazionale: 200

Educazione professionale: 674

Tecniche audiometriche: 60

Tecniche di laboratorio biomedico: 762

Tecniche di radiologia medica per immagini e radioterapia: 736

Tecniche di neurofisiopatologia: 120

Tecniche ortopediche: 162

Tecniche audio protesiche: 304

Tecniche di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione: 173

Igiene dentale: 659

Dietistica: 344

Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro: 679

Assistenza sanitaria: 372

Corsi ad accesso programmato Università

Le iscrizioni online per i corsi di laurea e laurea magistrale in Medicina e Chirurgia, Veterinaria, Odontoiatria e Protesi dentaria e Architettura saranno attive dal 2 luglio al 24 luglio 2018 sul portale www.universitaly.it.

Il calendario delle prove per i corsi ad accesso programmato a livello nazionale:

  • Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Protesi Dentaria, 4 settembre;
  • Medicina Veterinaria, 5 settembre;
  • Architettura, 6 settembre;
  • Professioni sanitarie, 12 settembre;
  • Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Protesi Dentaria in lingua inglese, 13 settembre;
  • Scienze della formazione primaria, 14 settembre;
  • Professioni sanitarie (laurea magistrale), 26 ottobre.

Aumentano i posti disponibili per i corsi di laurea ad accesso programmato a livello nazionale. Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti, ha firmato oggi i relativi decreti.

In particolare, quest’anno sono previsti 9.779 posti per Medicina (erano 9.100 lo scorso anno), 1.096 posti per Odontoiatria (erano 908 nel 2017), 759 per Veterinaria (erano 655), 7.211 per Architettura (erano 6.873).

Contestualmente il Ministro ha anche firmato il decreto con il contingente di posti destinati ai candidati non comunitari residenti all’estero che sono 635 per Medicina, 95 per Veterinaria, 91 per Odontoiatria e protesi dentaria, 1.094 per le Professioni sanitarie, 75 per le Professioni sanitarie magistrali e, infine, 451 per Architettura. Con successivi decreti ministeriali saranno resi noti i posti disponibili per i candidati comunitari e non comunitari residenti in Italia per i laureati delle Professioni sanitarie e laureati magistrali delle Professioni sanitarie.

Segretariato europeo istruzione superiore 2018-2020

Università, affidato all’Italia il Segretariato dello spazio europeo dell’istruzione superiore per il periodo 2018-2020

Il nostro Paese organizzerà anche
la prossima riunione ministeriale nel 2020

I Ministri dei 48 Paesi aderenti al Processo di Bologna hanno approvato all’unanimità il nuovo Comunicato di Parigi dello Spazio europeo dell’istruzione superiore. Un’attenzione particolare è stata posta sulla tematica dei migranti e del riconoscimento dei loro titoli di studio, su quella delle nuove tecnologie nel settore della formazione superiore, sulla dimensione sociale e sulla terza missione del settore universitario.

A seguito della candidatura ufficiale, firmata dalla Ministra Fedeli nel febbraio 2017 e supportata dai 48 Paesi aderenti allo Spazio europeo dell’istruzione superiore, dalla Commissione europea, dall’UNESCO e dal Consiglio d’Europa, all’interno del Comunicato di Parigi, l’Italia è stata indicata quale Paese che ospiterà la prossima riunione ministeriale dello Spazio europeo dell’istruzione superiore, che si terrà a Roma nel 2020, e gestirà il Segretariato dell’intero processo dal 2018 al 2020.

Inoltre l’Italia, in accordo con l’Università di Bologna e l’Osservatorio Magna Carta Universitatum, che raggruppa oltre 900 rettori di tutto il mondo, organizzerà nel 2019 la celebrazione del ventesimo anniversario della firma dell’accordo di Bologna, che dovrà servire anche come momento di confronto tra i Rettori, gli studenti e gli altri attori del settore della formazione superiore, in vista della Ministeriale del 2020 e oltre, in una logica mondiale.

La presidenza del 2020 segna un momento fondamentale del Processo di Bologna che compirà appunto 20 anni di attività nel 2019 e rappresenta oggi uno dei più rilevanti processi globali nel settore della Formazione superiore. Radunando 48 Paesi dell’area Pan-Europea del Consiglio d’Europa, rappresenta il più importante e geograficamente vasto processo nel settore della formazione superiore, con regole riconosciute ed accettate in tema di: mobilità, riconoscimento dei titoli e dei crediti formativi degli studenti, allineamento della durata dei corsi di studio universitario sul ciclo 3+2.

Il nuovo Comunicato di Parigi dei ministri indica ai Paesi aderenti al processo le priorità nel settore universitario, le quali risultano essere in linea con l’agenda del MIUR e con il lavoro svolto in ambito internazionale all’interno della Direzione generale per lo studente, lo sviluppo e l’internazionalizzazione della formazione superiore (DGSINFS).

La candidatura italiana è stata fortemente incoraggiata dai 48 Paesi, dalle organizzazioni internazionali e dalla  Commissione europea, che ha garantito il massimo supporto all’Italia in questo compito cruciale per il futuro dell’Europa, supporto garantito anche dalla Francia quale attuale Segretariato.

“Accolgo con estrema soddisfazione la notizia dell’affidamento all’Italia del Segretariato dello spazio europeo dell’istruzione superiore per il periodo 2018–2020. Si tratta – dichiara la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli – di un riconoscimento importante per il nostro sistema accademico. Ma anche di una stimolante sfida: abbiamo l’opportunità di dare il nostro contributo per la creazione di un’Europa della cultura senza barriere, all’interno della quale conoscenza e sapere sono veicoli di cittadinanza europea e globale. In società come le nostre, attraversate da cambiamenti veloci e radicali, cercare e trovare risposte condivise a livello internazionale attraverso il nostro sistema di istruzione e formazione è strategico. Italia ed Europa procedono di pari passo su una strada che è giusta e va percorsa con convinzione”.

“Dopo 20 anni dalla Dichiarazione della Sorbona e dalla successiva Dichiarazione di Bologna – dichiara Maria Letizia Melina, Direttore Generale del MIUR e capo delegazione per l’Italia alla riunione ministeriale di Parigi – il testimone passa ancora una volta dalla Francia all’Italia, i due Paesi membri dell’Unione europea dove hanno sede le due università più antiche al mondo: una grande responsabilità per l’Italia al fine di guidare tale fondamentale processo internazionale e definire le sue linee guida dopo il 2020. Buon lavoro a tutti”.

Biologia con curvatura biomedica

Si è svolta lunedì 21 maggio, presso la Sala Aldo Moro del MIUR, la presentazione dei risultati del primo anno di attivazione del percorso di potenziamento-orientamento sanitario “Biologia con curvatura biomedica”, promosso grazie ad un accordo tra il MIUR, Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e la Fnomceo, Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri. Erano presenti: il Direttore generale degli Ordinamenti Scolastici, Maria Assunta Palermo; il dirigente tecnico Massimo Esposito; la dirigente scolastica della scuola capofila di rete, Giuseppina Princi; il Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO), Filippo Anelli; il Presidente dell’Ordine dei Medici di Varese e Responsabile Area formazione FNOMCeO, Roberto Stella; il Presidente Ordine dei Medici di Reggio Calabria, Pasquale Veneziano. Sono intervenuti dirigenti scolastici e docenti referenti dei Licei selezionati, oltre ai Presidenti degli Ordini Provinciali dei Medici coinvolti nel percorso.

Più di 1.700 studentesse e studenti, oltre 400 formatori (80 docenti di scienze e 323 medici), 26 Licei scientifici individuati tramite bando del MIUR: sono i numeri del primo anno di sperimentazione del progetto. Il percorso di orientamento ha previsto, per le terze classi degli istituti selezionati, l’introduzione nel piano di studi dello studente della disciplina “Biologia con curvatura biomedica”. Le ore di lezione sono 150 nel triennio, 50 per ogni anno scolastico, di cui: venti ore di lezioni teoriche tenute dalle docenti e dai docenti di biologia dei Licei, venti ore di lezioni pratiche tenute da medici individuati dagli Ordini, dieci ore presso strutture sanitarie individuate dagli Ordini dei Medici Provinciali. L’accertamento delle competenze avviene in itinere, in laboratorio, tramite la simulazione di ‘casi’, e attraverso la somministrazione di test con cadenza bimestrale.

Il monitoraggio degli esiti dei test valutativi somministrati alle studentesse e agli studenti ha rivelato una crescente positività dei risultati, registrata soprattutto a partire dal secondo test di verifica. Dai risultati mediamente sufficienti del primo test si è evidenziato un significativo incremento nelle valutazioni riportate nei test successivi, i cui esiti sono stati in media buoni, ottimi e, in diversi casi, eccellenti. Nel primo test infatti, il 65% delle allieve e degli allievi ha riportato una valutazione inferiore o uguale alla sufficienza e il 35% una valutazione superiore alla sufficienza. Tali percentuali si invertono nei risultati del secondo test, nel quale solo il 38% ha conseguito punteggi inferiori o uguali alla sufficienza, mentre il 62% ha totalizzato punteggi di valore maggiore. Nel terzo test, questa tendenza positiva degli esiti valutativi si mantiene costante.

Positivo anche il monitoraggio delle attività laboratoriali esterne, svolte presso strutture sanitarie dell’intero territorio nazionale, in gran parte effettuate presso reparti ospedalieri di Dermatologia, Ortopedia, Ematologia, Cardiologia e presso i Centri trasfusionali di diverse città.

Tra le attività svolte, anche incontri seminariali presso le sedi dei vari Ordini Provinciali dei Medici durante i quali ragazze e ragazzi hanno potuto comprendere il ruolo dell’Ordine e delle istituzioni sanitarie, il codice di deontologia medica e i molteplici ambiti della professione medica.

Il Liceo scientifico “Leonardo da Vinci” di Reggio Calabria, individuato dal MIUR come scuola capofila di rete, ha condiviso con i Licei aderenti alla rete, attraverso la piattaforma web www.miurbiomedicalproject.net, il modello organizzativo e i contenuti didattici del percorso riguardanti le lezioni delle docenti e dei docenti, quelle dei medici e i test di verifica.

Tutti gli istituti scolastici, dopo essere stati abilitati in piattaforma, hanno sottoscritto e restituito alla scuola capofila la Convenzione in formato digitale e hanno scaricato e utilizzato circa 5.000 voucher per la compilazione anonima dei monitoraggi iniziali. Dalla elaborazione di questi dati si evince un alto indice di gradimento delle ragazze e dei ragazzi rispetto a un percorso che potrà fornire risposte concrete alle loro esigenze di orientamento post-diploma, facilitandone le scelte sia universitarie che professionali.

Visto il successo in termini di adesione al progetto e soprattutto di gradimento da parte di studentesse e studenti, docenti, scuole e medici, la sperimentazione, finora riservata ai Licei scientifici, dal prossimo anno scolastico verrà estesa anche ad alcuni Licei classici, che verranno selezionati dal MIUR tramite apposito bando ed entreranno a far parte della rete.

La Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici coinvolgerà, a partire dall’anno scolastico 2018/19, nuovi Ordini Provinciali oltre ai 27 che già fanno parte della rete e darà la facoltà a questi ultimi di estendere la sperimentazione anche a un secondo istituto nell’ambito della stessa provincia.

Specializzazioni mediche

Per il 2017/2018 sono 6.200 i posti finanziati dal MIUR

È stato pubblicato oggi il bando per l’ammissione alle Scuole di specializzazione di area sanitaria per l’anno accademico 2017/2018. Il testo è disponibile sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, su www.universitaly.it. La prova nazionale si terrà il prossimo 17 luglio. I contratti di formazione medica specialistica finanziati con risorse statali per il 2017/2018 sono 6.200 (erano 6.105 l’anno scorso). A questi andranno aggiunti i posti finanziati con risorse regionali, con risorse di altri enti pubblici e/o privati, i posti riservati alle categorie previste dal decreto legislativo 368/1999.

Con un successivo provvedimento, integrativo del bando emanato oggi, saranno indicati, una volta definito il fabbisogno dei medici specialistici per il triennio 2017/2020, i posti disponibili per ciascuna Scuola di specializzazione attivata. Per la definizione del fabbisogno è infatti necessario acquisire l’accordo della Conferenza Stato-Regioni, che non è ancora stato raggiunto in quanto nella seduta dello scorso 10 maggio le Regioni hanno chiesto il rinvio su questo punto. Il MIUR, in base al regolamento 130 del 2017, è comunque tenuto ad adottare a pubblicare il bando per l’accesso nelle Scuole di specializzazione entro il 31 maggio di ciascun anno.

Nel frattempo, a partire da venerdì 25 maggio 2018 sarà possibile effettuare le operazioni di iscrizione al concorso del 17 luglio, esclusivamente on line, accedendo al portale www.universitaly.it. La prima parte della procedura di iscrizione si chiuderà alle ore 15.00 di martedì 5 giugno 2018. Sarà poi possibile perfezionare il pagamento del relativo bollettino fino a una settimana dopo la pubblicazione del decreto integrativo contenente la suddivisione dei posti per scuola. Così come, sempre successivamente alla pubblicazione del decreto integrativo, le candidate e i canditati che vogliono concorrere per i posti finanziati con contratti aggiuntivi regionali o di altri enti che prevedono requisiti ad hoc dovranno attestarne il possesso. A questo scopo sarà aperta un’apposita finestra di dialogo nell’area della domanda di concorso.

La prova d’esame si svolge in modalità informatica, è la stessa su tutto il territorio nazionale e consiste in una prova scritta che prevede la soluzione, in un tempo di 3 ore e 30 minuti, di 140 quesiti a risposta multipla, ciascuno con cinque possibili risposte. I quesiti riguardano argomenti caratterizzanti il Corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia e argomenti legati ai settori scientifico disciplinari di riferimento delle diverse tipologie di scuola.

Per lo svolgimento della prova, candidate e candidati avranno a disposizione computer non connessi a internet, sui quali sarà possibile operare esclusivamente attraverso un mouse, con una procedura di autenticazione che renderà lo svolgimento attribuibile unicamente alla candidata o al candidato.

Il punteggio complessivo attribuito a ciascuna candidata e a ciascun candidato (massimo 147 punti) è stabilito in relazione alla somma del punteggio attribuito ai titoli (massimo 7 punti) e al punteggio conseguito nella prova (massimo 140 punti). Il punteggio relativo ai titoli si compone di: voto di laurea (massimo 2 punti), curriculum (massimo 3 punti), altri titoli (massimo 2 punti).

Atto di indirizzo 14 maggio 2018, AOOUFGAB 39

Atto di Indirizzo 14 maggio 2018, AOOUFGAB 39

Aggiornamento 2017 al Piano nazionale anticorruzione – Sezione Università approvato con Delibera ANAC 22 novembre 2017, n. 1208


Dai codici etici, alla figura del responsabile anticorruzione. Dalla trasparenza nella gestione delle risorse destinate alla ricerca, alla prevenzione dei conflitti di interessi che possono determinarsi quando il personale docente o della ricerca ha incarichi anche all’esterno. Sono alcuni dei temi affrontati nell’Atto di indirizzo in materia di anticorruzione che è stato inviato oggi agli Atenei e agli Enti di ricerca. Il documento arriva a valle dell’aggiornamento del Piano Nazionale Anticorruzione, approvato con apposita delibera lo scorso novembre, che, per la prima volta, contiene una sezione dedicata all’Università. Sezione attraverso la quale l’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) ha invitato il MIUR a raccomandare alle Università (e, per quanto compatibile, agli Enti di ricerca) l’adozione di misure per contrastare fenomeni di corruzione, di cattiva amministrazione e di conflitto di interessi. Il documento è da oggi disponibile sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ed è stato inviato ai rettori delle Università, ai presidenti degli Enti di ricerca vigilati dal MIUR, al Presidente dell’ANVUR (Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca).

“L’Atto di indirizzo che emaniamo è frutto di un lungo lavoro che abbiamo portato avanti in questi mesi con l’ANAC. Lavoro che ha visto anche il coinvolgimento, in appositi tavoli tecnici, durante la stesura del Piano Nazionale Anticorruzione dei rappresentanti del mondo universitario (CRUI e CUN), degli studenti, dell’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR)”, dichiara la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli. “È stato fatto un percorso importante e di grande rilievo, che offre una linea comune di intervento al sistema accademico su un tema particolarmente sensibile come quello dell’anticorruzione, della trasparenza. Aver inserito le università nell’aggiornamento del Piano Nazionale Anticorruzione – prosegue Fedeli – è stata una scelta precisa, in linea con le politiche di rilancio e innovazione del nostro sistema accademico e della ricerca portate avanti dal Governo uscente. Il tassello che riguarda la trasparenza, l’assunzione di responsabilità, la corretta gestione dei procedimenti amministrativi è fondamentale. Con le linee che offriamo agli atenei sarà possibile da un lato valorizzare la parte migliore dell’Università e il suo contributo allo sviluppo del Paese, dall’altro intervenire su alcune criticità applicative di istituti normativi di rilevante portata”.

L’Atto di indirizzo è suddiviso in tre parti: la prima, contiene una ricognizione degli interventi richiesti da ANAC che esigono provvedimenti di tipo regolatorio, di rango legislativo/normativo o amministrativo; la seconda, contiene una ricognizione degli interventi richiesti da ANAC direttamente alle Università; la terza, riguarda gli “Istituti di particolare interesse per il sistema universitario e della ricerca”, in materia, in particolare, di situazioni di possibile conflitto di interessi, cui ha dato il proprio contributo l’ANAC come previsto dall’aggiornamento del Piano Nazionale Anticorruzione.

Fra i punti chiave del documento (in allegato) la necessità di proseguire gli sforzi già messi in campo dal MIUR per rendere sempre più accessibili i fondi per la ricerca superando la frammentarietà del quadro dei finanziamenti e di governance attualmente esistente. Sarà sollecitata anche la partecipazione di tutti i docenti universitari all’albo ‘Reprise’ dei valutatori dei progetti di ricerca, per ampliarne il numero e garantire quindi una rosa molto più ampia di esperti da poter coinvolgere. Per il reclutamento dei docenti universitari si ricorda la sollecitazione dell’ANAC a favorire le procedure concorsuali aperte agli esterni. ANAC e MIUR, si legge sempre nell’Atto di indirizzo, predisporranno apposite linee guida per orientare e promuovere un nuovo ciclo di codici di comportamento/etici da parte delle Università. Sarà rivista la disciplina che regola le Università telematiche per renderla più rispondente alle caratteristiche del settore e al contempo omogenizzarla con quella relativa alle Università tradizionali. Indicazioni sono date anche in merito al responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza: per tale ruolo va garantita l’indipendenza dalla sfera politico-gestionale. La terza parte del documento è infine dedicata, in particolare, al tema delle incompatibilità e delle attività esterne dei docenti delle Università, con lo scopo di offrire, per la prima volta, un regime di azione omogeneo fra gli atenei che fino ad oggi si sono mossi in modo diverso anche a causa di difficoltà interpretative della legislazione vigente. Attività di consulenza, esercizio di attività libero-professionali, titolarità della partita IVA, attività negli enti senza scopo di lucro sono fra gli argomenti trattati. Con l’invito finale agli atenei ad adeguare i regolamenti interni recependo le indicazioni contenute nell’Atto di indirizzo.

Parità di genere

Parità di genere nelle Università e negli Enti di ricerca, evento al Miur

Arriva il documento dedicato

Venerdì 11 maggio, alle ore 11 presso la Sala Aldo Moro (ex Sala della Comunicazione) del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca la Ministra Valeria Fedeli parteciperà alla presentazione delle “Indicazioni per azioni positive del MIUR sui temi di genere nell’Università e nella Ricerca”.

Dal bilanciamento delle presenze femminili e maschili nei ruoli apicali e nella ricerca, alla valorizzazione del genere come contenuto e indice delle ricerche scientifiche, all’introduzione nelle università del bilancio di genere al fine di monitorare i loro progressi verso gli obiettivi di parità. Sono solo alcune delle dieci raccomandazioni finali del documento, elaborato dal Gruppo di lavoro “Genere e Ricerca”, che saranno illustrate durante l’incontro e potranno essere tradotte in possibili provvedimenti o note d’indirizzo per gli atenei e gli Enti di ricerca vigilati dal MIUR in tema di parità di genere.

Ne discuteranno il Capo Dipartimento per la formazione superiore e la ricerca Marco Mancini, la coordinatrice del Gruppo di lavoro “Genere e Ricerca” Elisabetta Addis, la Presidente del CUN (Consiglio Universitario Nazionale) Carla Barbati, il Presidente della CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) Gaetano Manfredi, il Presidente dell’ANVUR (Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca) Paolo Miccoli, la Presidente del CNSU (Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari) Anna Azzalin e il Presidente del COPER (Conferenza dei Presidenti degli Enti pubblici di ricerca) Massimo Inguscio.

Abilitazione alla professione di medico-chirurgo

Università, firmato il nuovo Regolamento per l’esame di abilitazione alla professione di medico-chirurgo

Procedura semplificata con tirocinio durante gli studi

Nuove regole per l’abilitazione alla professione medica. Si riducono i tempi per l’ammissione all’esame di Stato – e quindi complessivamente dell’iter formativo dei futuri medici – con il tirocinio professionalizzante effettuato durante il percorso di studi e non dopo la laurea. E cambia la tipologia dei quiz che saranno somministrati, con il passaggio dall’utilizzo delle domande presenti nell’attuale archivio ai quesiti tratti dall’esperienza del cosiddetto progress test, più efficaci per valutare le conoscenze delle candidate e dei candidati.

La Ministra Valeria Fedeli ha firmato il nuovo Regolamento recante gli esami di Stato di abilitazione della professione di medico-chirurgo, molto atteso sia dal mondo accademico, in particolare da parte delle studentesse e degli studenti delle facoltà di Medicina e Chirurgia, ma anche dalla Federazione Nazionale dell’Ordine dei Medici. Il Regolamento, firmato dopo un iter che ha coinvolto CUN, CNSU, Ministero della Salute, CRUI e Conferenza dei Presidenti dei corsi di laurea in medicina, oltre che l’Ordine professionale, tiene conto delle osservazioni del Consiglio di Stato contenute nel parere emesso il 22 marzo 2018 e del riscontro fornito l’8 maggio 2018 dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento per gli Affari Giuridici e Legislativi.

Novità principale, l’inserimento del tirocinio trimestrale obbligatorio all’interno dei sei anni del corso di studi in Medicina e Chirurgia. Fino ad ora il tirocinio trimestrale valido per l’idoneità all’esame di Stato poteva essere effettuato solo dopo aver conseguito la laurea. Tale tirocinio non potrà comunque essere espletato prima del quinto anno di corso e potrà essere effettuato solo in seguito al superamento di tutti gli esami fondamentali previsti nei primi quattro anni del corso di studi. Una scelta che nasce dalla volontà di uniformare il percorso italiano di formazione e abilitazione professionale dei medici a quello della maggior parte dei Paesi europei.

La prova d’esame consisterà in 200 quesiti a risposta multipla, ma con il nuovo Regolamento sono stati ridotti a 50 quelli relativi alla parte “pre-clinica” della formazione del medico e sono stati portati a 150 quelli riguardanti la formazione “clinica”, e quindi volti a valutare la capacità dei candidati nell’applicare le conoscenze biomediche, cliniche, deontologiche ed etiche alla pratica medica. La prova includerà anche una serie di domande riguardanti i problemi clinici afferenti alle aree della medicina e della chirurgia e relative specialità, della pediatria, dell’ostetricia e ginecologia, della diagnostica di laboratorio e strumentale e della sanità pubblica.

Prevista una fase transitoria: laureate e laureati magistrali in medicina avranno ancora due anni di tempo, dall’entrata in vigore del Regolamento, per effettuare comunque il tirocinio dopo il conseguimento della laurea.

La prima sessione dell’esame di Stato di abilitazione professionale con le nuove modalità previste dal Regolamento si svolgerà a luglio 2019.

18 milioni di euro per i dottorati innovativi a caratterizzazione industriale

Università, 18 milioni di euro per i dottorati innovativi a caratterizzazione industriale. Presentazione delle domande dal 15 maggio

(Mercoledì, 09 maggio 2018) Risorse per 18 milioni di euro per accrescere l’attrattività dei percorsi di dottorato degli Atenei statali e non statali delle otto Regioni del Mezzogiorno, in collaborazione con imprese e soggetti internazionali di eccellenza.
Il MIUR ha emanato il bando per l’attuazione delle misure per il sostegno del capitale umano previste all’interno del Programma Operativo Nazionale FSE-FESR “Ricerca e Innovazione 2014-2020”, ricompreso nel Programma Nazionale della Ricerca 2015-2020 approvato dal Governo nella seduta straordinaria del CIPE dell’1 maggio 2016.
Attraverso questo decreto, le Università potranno proporre dottorati la cui frequenza dovrà svolgersi obbligatoriamente all’estero (da un minimo di 6 a un massimo di 18 mesi) e presso le imprese (anche qui, da 6 a 18 mesi). Questo per consentire alle dottorande e ai dottorandi di qualificare “in senso industriale” le proprie esperienze formative e di ricerca, migliorando così la propria occupabilità e, di conseguenza, l’intero tessuto produttivo dei territori interessati dal programma: le Regioni in ritardo di sviluppo (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) e le Regioni in transizione (Abruzzo, Molise, Sardegna).

Nello specifico, il nuovo Bando Azione I.1 “Dottorati Innovativi con caratterizzazione industriale” finanzia le borse di dottorato relative ai corsi accreditati dall’Anvur nell’ambito della programmazione dei Corsi di Dottorato XXXIV Ciclo – Anno Accademico 2018/2019. Con un’importante dotazione finanziaria (18 milioni di euro circa), il decreto prosegue il percorso avviato con i precedenti Avvisi del Bando PON R&I “Dottorati Innovativi con Caratterizzazione Industriale”, basati su nuove modalità di collaborazione con il mondo imprenditoriale e sulla promozione e il rafforzamento dell’alta formazione e della specializzazione post laurea di livello dottorale, in coerenza con i bisogni del sistema produttivo nazionale.

A tale proposito, il nuovo bando (che consente la presentazione di 3 domande per corso) include anche gli specifici fabbisogni relativi alla strategia di trasformazione del manifatturiero di Industria 4.0 e al settore dei big data, per le aree disciplinari a forte vocazione scientifico-tecnologica.
Le domande dovranno pervenire nelle modalità indicate dal bando e potranno essere presentate, a partire dal 15 maggio 2018 ed entro e non oltre le ore 15.00 del 15 giugno 2018, sul sito CINECA, all’indirizzo http://dottorati.miur.it.

Abilitazione Scientifica Nazionale 2018-2020

Università, al via selezione commissari per le nuove tornate dell’Abilitazione Scientifica Nazionale

(Mercoledì, 02 maggio 2018) È disponibile da oggi, sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, il bando per la selezione dei commissari delle nuove tornate dell’Abilitazione Scientifica Nazionale (ASN) per il biennio 2018-2020. Gli aspiranti commissari (che devono essere professori ordinari in servizio nelle università italiane) avranno, a decorrere dalla data di emanazione del nuovo decreto di aggiornamento dei valori-soglia degli indicatori utilizzati per l’ASN, 60 giorni di tempo per presentare domanda.

Nel frattempo, infatti, il Ministero ha chiesto all’ANVUR (l’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca) di procedere con la verifica dei valori-soglia degli indicatori utilizzati nel biennio 2016-2018 al fine di apportare, laddove necessario, eventuali correttivi. Questo lavoro sarà quindi sottoposto anche al parere del CUN (il Consiglio Universitario Nazionale) e, indicativamente tra la metà e la fine del mese di giugno, porterà all’adozione degli eventuali nuovi valori-soglia con decreto ministeriale validi per il prossimo biennio. A quel punto gli aspiranti commissari avranno, appunto, 60 giorni di tempo per fare domanda.

Al Ministero si sta lavorando anche sul nuovo bando per i candidati (che si prevede di pubblicare entro la metà del mese di luglio). A conferma della continuità della nuova tornata dell’ASN che, salvo correttivi sui valori-soglia, sarà organizzata nelle stesse modalità di quella che si concluderà ad agosto 2018 e che è stata avviata nel 2016. In particolare, per l’ASN 2016–2018, sono arrivate circa 65.000 domande, valutate e in corso di valutazione da parte dei 190 commissioni nazionali. In attesa della conclusione, entro il prossimo agosto, dell’ultima fase dell’ASN 2016–2018, ad oggi i candidati abilitati sono stati circa 21.000.

Università, firmato il decreto sull’una tantum

Università, firmato il decreto sull’una tantum. Ripartiti 90 milioni tra gli atenei per la parziale compensazione dei mancati scatti stipendiali. Con legge di bilancio al via anche nuovo sistema scatti

(Venerdì, 02 marzo 2018) Firmato il decreto che distribuisce alle università 50 milioni di euro per il 2018 e 40 milioni per il 2019 previsti dall’ultima legge di bilancio per la parziale compensazione del blocco degli scatti stipendiali delle docenti e dei docenti universitari vigente per il quinquennio 2011-2015. La misura varata si aggiunge alla revisione del meccanismo degli scatti previsto sempre in legge di bilancio che sono stati trasformati da triennali a biennali. Una modifica che consentirà un più rapido recupero delle risorse perse durante il periodo del blocco e che punta a favorire i docenti più giovani.

Il decreto approvato oggi riguarda intanto professori e ricercatori universitari di ruolo in servizio alla data di entrata in vigore della legge di bilancio per il 2018 e che lo erano alla data del 1° gennaio 2011, o che hanno preso servizio nel periodo del blocco stipendiale, cioè tra il 1° gennaio 2011 e il 31 dicembre 2015.

L’importo attribuito dalle Università sulla base di criteri e modalità definiti con il decreto firmato oggi sarà determinato per ciascuno in relazione alla classe stipendiale che avrebbe potuto maturare nel quinquennio 2011-2015 e in proporzione all’entità del blocco stipendiale subìto.

Università, riparte l’Osservatorio per il diritto allo studio

Università, riparte l’Osservatorio per il diritto allo studio
Fedeli: “Tema strategico, proseguire investimenti.
Entro marzo primo monitoraggio”

Riparte l’Osservatorio nazionale per il diritto allo studio previsto dall’articolo 20 del decreto legislativo 68 del 29 marzo 2012 e mai più rinnovato dal 2015. Oggi la prima riunione al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca presieduta dalla Ministra Valeria Fedeli.

“Il diritto allo studio universitario è un tema strategico che guarda al futuro delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi. L’attuale  Governo, in prosecuzione con il precedente, ha stanziato risorse importanti che vanno non solo confermate ma anche incrementate”, dichiara Fedeli. “Penso ad esempio al successo ottenuto con la stabilizzazione del Fondo Integrativo dello Stato a 237 milioni di euro, alla ‘no tax area’ per le famiglie a basso reddito o agli interventi di sostegno agli studenti diversamente abili e a quelli con disturbi specifici di  apprendimento. Abbiamo per la prima volta realizzato una campagna informativa per le ragazze e i ragazzi degli ultimi anni della scuola secondaria di secondo grado per spiegare cos’è il diritto allo studio, chi può accedere ai benefici, come si ottengono le borse di studio. L’Osservatorio è il luogo che tiene insieme e dà continuità a tutte queste azioni. È un importante spazio di proposta, di confronto, di verifica e di monitoraggio per le decisioni politiche in questo settore cruciale. Sul diritto allo studio dobbiamo continuare ad agire con responsabilità, in sinergia con tutti gli attori coinvolti”, continua la Ministra.

“Dobbiamo puntare ad avere una banca dati affidabile e trasparente, grazie alla quale orientare e monitorare in maniera efficace gli interventi. Dobbiamo lavorare per dare informazioni chiare alle studentesse e agli studenti, in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale, per far sì che possano conoscere al meglio gli strumenti del diritto allo studio universitario presenti in tutte le regioni italiane. Dobbiamo monitorare le politiche per migliorarle ed emendarle con tempestività, là dove necessario. Garantire il diritto allo studio vuol dire garantire mobilità sociale e dare concreta attuazione all’articolo 3 della nostra Carta fondamentale”, chiude Fedeli.

L’Osservatorio si occuperà di creare un sistema informativo per l’attuazione e il monitoraggio del diritto allo studio. Curerà analisi, confronti e ricerche, anche attraverso incontri con gli enti erogatori dei servizi, le università e le istituzioni di alta formazione, artistica, musicale e coreutica (AFAM), sui criteri e le metodologie adottate, con particolare riferimento alla valutazione dei costi di mantenimento agli studi, ai livelli essenziali omogenei nonché ai risultati ottenuti. L’Osservatorio dovrà presentare al Ministro proposte per migliorare l’attuazione del principio di garanzia su tutto il territorio nazionale dei livelli essenziali delle prestazioni. Un compito, dunque, a trecentosessanta gradi. Entro il mese di marzo di ogni anno presenterà una relazione annuale sull’attuazione del diritto allo studio a livello nazionale.

L’Osservatorio resta in carica tre anni ed è composto da rappresentanti del MIUR, del Ministero dell’Economia e delle Finanze, delle Regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano della Conferenza dei rettori (CRUI) del Convegno permanente dei direttori e dei dirigenti dell’università (CODAU), del Consiglio nazionale degli studenti universitari (CNSU), della Conferenza dei Collegi universitari di merito (CCUM), da esperti del settore.