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Nel decreto Sud norma sul costo standard

Università, Fedeli: “Garantita agli atenei certezza sulle risorse”
Nel decreto Sud norma sul costo standard,
sbloccata l’assegnazione dei fondi”

Dare certezza al mondo universitario sulla distribuzione delle risorse per il 2017. Confermare gli stanziamenti già effettuati nel periodo 2014-2016. Disciplinare in modo coerente ed esaustivo la materia del costo standard. Sono gli obiettivi della norma contenuta nel cosiddetto decreto Sud varato dal Governo e bollinato ieri.

La norma si è resa necessaria dopo la sentenza della Consulta dello scorso 11 maggio, che è intervenuta sulle modalità con cui è stata esercitata la delega al Governo nella fase di attuazione del costo standard introdotto dalla legge 240 del 2010. In particolare, la Corte ha dichiarato incostituzionali due articoli (l’8 e in parte l’articolo 10) del decreto legislativo 49 del 2012. La sentenza non ha inciso sull’introduzione dello strumento del costo standard come modalità di ripartizione delle risorse finanziarie. Ma la Corte ha ritenuto che i principi e i requisiti generali del costo standard, soprattutto la definizione dei criteri e degli indici necessari per il calcolo e la progressione negli anni, vadano fatti ‘risalire’ al rango di norma primaria.

“La norma approvata è molto importante, è frutto di un approfondito lavoro da parte del Miur e dimostra ancora una volta che per il Governo l’università è un tema prioritario. Il provvedimento dà immediata esecuzione a quanto richiesto dalla Corte Costituzionale, disciplinando finalmente in modo coerente ed esaustivo la materia del costo standard – sottolinea la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli -. Il provvedimento consente una rapida ed integrale assegnazione delle risorse statali per il 2017, offrendo certezza alle università sui fondi a disposizione. Assicura poi agli atenei il mantenimento delle risorse ricevute nell’ultimo triennio, visto che, peraltro, proprio sulla base della disponibilità di questi fondi, hanno già approvato i loro bilanci e preso impegni, fra cui anche quelli relativi all’assunzione di personale”.

Lo sblocco delle risorse per il 2017 “mette in sicurezza anche l’attuazione della ‘no tax area’ – chiude Fedeli – che consentirà a ragazze e ragazzi con famiglie con ISEE inferiori a 13.000 euro di non pagare le tasse per l’ingresso all’università. Una norma finanziata proprio attraverso il fondo ordinario degli atenei che rischiava di rimanere bloccata”.

42 mln per i dottorati innovativi negli atenei del Sud

Università, 42 mln per i dottorati innovativi negli atenei del Sud
Fedeli: “Occasione importante per le giovani e i giovani. Risorse aumentate.
Attenzione ai settori strategici, da big data a Industria 4.0”

Quarantadue milioni di euro per i dottorati di ricerca innovativi e di alto profilo internazionale. Li mette a disposizione il bando pubblicato sul sito del Miur nell’ambito del Programma Operativo Nazionale FSE-FESR “Ricerca e Innovazione 2014-2020”, che punta a promuovere una formazione post-laurea in stretta sinergia con le imprese e il mondo del lavoro. Il bando è rivolto alle Università delle otto Regioni del Mezzogiorno che potranno accrescere l’attrattività dei loro dottorati in collaborazione con aziende e soggetti internazionali di eccellenza.

“Si tratta di un’occasione importante per le nostre giovani e i nostri giovani, un’occasione molto qualificata che apre strade significative per il loro futuro e per lo sviluppo del Paese – sottolinea la Ministra Valeria Fedeli -. Stiamo dando rapida attuazione al Programma nazionale per la ricerca, a partire proprio dalle misure che offrono possibilità e strumenti ai più giovani. Sui dottorati innovativi abbiamo incrementato le risorse e dato attenzione a settori strategici e innovativi guardando al tema dei big data e all’Industria 4.0”.

Il bando “Dottorati Innovativi con caratterizzazione industriale” stanzia, per l’anno accademico 2017/2018, 30 milioni in più rispetto all’anno scorso quando fu lanciato un primo avviso in cui si sperimentava la collaborazione con le imprese per questa tipologia innovativa di percorsi. I dottorati dovranno essere svolti all’estero per minimo 6 e massimo 18 mesi. Quest’anno si potranno presentare 5 domande per corso, contro le 3 del precedente bando. Sono inclusi nel bando gli specifici fabbisogni relativi alla strategia di trasformazione del manifatturiero di Industria 4.0 e relativi alla formazione nel settore dei “big data”, per quelle aree disciplinari a forte vocazione scientifico-tecnologica, maggiormente richieste, in termini di figure ad alta qualificazione, del mondo del lavoro nelle Regioni in ritardo di sviluppo e nelle Regioni in transizione, contribuendo al conseguimento di una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva.

Le domande dovranno pervenire da parte degli atenei, secondo le modalità indicate dal bando, entro e non oltre le ore 12.00 del 24 luglio 2017 e potranno essere presentate, a partire dal 3 luglio 2017, sul sito CINECA destinato al bando, all’indirizzo http://dottorati.miur.it.

Il bando:
http://www.miur.gov.it/web/guest/-/programma-operativo-nazionale-ricerca-e-innovazione-2014-2020

Decreto Direttoriale 15 giugno 2017, AOODPFSR 1513

Dipartimento per l’università, l’alta formazione artistica, musicale e coreutica e per la ricerca
Direzione Generale per il Coordinamento e lo Sviluppo della Ricerca

Programma Nazionale per la Ricerca 2015-2020

IL DIRETTORE GENERALE

 

VISTO           l’art. 19 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e ss. mm. e ii. per la riforma della pubblica amministrazione e per la semplificazione amministrativa;
VISTO           il D. Lgs. 30 luglio 1999, n. 300, e ss. mm. e ii., sulla riforma dell’organizzazione del Governo ex art. 11 Legge 15 marzo 1997, n. 59 ed in particolare l’art. 4, comma 4;
VISTO           il D. Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, e ss. mm. e ii. sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche;
VISTA            la Legge 14 luglio 2008 n. 121 di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 16 maggio 2008 n. 85, recante “Disposizioni urgenti per l’adeguamento delle strutture di governo in applicazione dell’art. 1, commi 376 e 377, della legge 24 dicembre 2007, n. 244” con la quale, tra l’altro, è stato previsto che le funzioni del Ministero dell’Università e della Ricerca, con le inerenti risorse finanziarie, strumentali e di personale, sono trasferite al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca;
VISTO           il D.P.R. del 20 gennaio 2009, n. 17, “Regolamento recante disposizioni di riorganizzazione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca”;
VISTA            la legge 30 dicembre 2010, n. 240 che istituisce il Comitato Nazionale dei Garanti per la Ricerca (di seguito anche CNGR);
VISTO           il Regolamento che disciplina l’organizzazione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) – D.P.C.M. 11 febbraio 2014, n. 98 – pubblicato sulla G.U. del 14 luglio 2014, serie generale n. 161;
VISTA            la Delibera n. 2, approvata dal CIPE l’1 maggio 2016, “Programma Nazionale per la Ricerca – (PNR) 2015-2020” (di seguito anche solo PNR), pubblicata sulla G.U. del 6 agosto 2016, serie generale n. 183;
VISTA            la Delibera n. 1, approvata dal CIPE l’1 maggio 2016, “Fondo sviluppo e coesione 2014 – 2020: piano stralcio «ricerca e innovazione 2015-2017» integrativo del programma nazionale per la ricerca (PNR) 2015-2020 (articolo 1, comma 703, lettera d) legge n. 190/2014) pubblicata sulla G.U. dell’8 agosto 2016, serie generale n. 184;
VISTA            la Delibera n. 25, approvata dal CIPE il 10 agosto 2016 che definisce, tra l’altro le “Regole di funzionamento del Fondo per lo sviluppo e la coesione”;
CONSIDERATO che il PNR prevede, tra gli altri interventi rivolti al Capitale Umano, in    continuità con le azioni già avviate nella precedente programmazione con il PAC Ricerca, un rafforzamento dell’investimento nei Contamination Labs (CLab);
VISTO           il D.D. n 3158 del 29/11/2016 (“Avviso per  la presentazione di progetti Contamination LAB”), attraverso il quale è stata richiesta alle Università statali e non statali la presentazione di proposte per la costituzione di più Contamination Lab (C Lab) e di un Contamination Lab Network, con una dotazione di 1,98 milioni di euro per le aree del Centro Nord e di  2,97 milioni di euro per le aree del Sud e delle isole;
VISTO           il D.D. 535 del 15.03.2017 con cui è stato costituito, ai sensi dell’art. 8 del citato Avviso,  il Panel di valutazione delle proposte;
VISTO           il verbale conclusivo, redatto nella riunione del 29 maggio 2017, con cui il Panel ha formulato la graduatoria finale  dei progetti presentati (una per la linea 1, una per la linea 2 e una per il network), qui di seguito riportate:

LINEA 1 – CENTRO NORD

Ordine di graduatoria

Università proponente

Codice

Punteggio ottenuto

1

Università degli Studi di PADOVA CL16XC39SK

79,5

2

Università degli Studi di TRENTO CL16ZPCNW2

79

3

Università “Ca’ Foscari” VENEZIA CL16NFS98J

76,5

4

Università degli Studi di MODENA e R. EMILIA CL167JECPW

76

5

Università di PISA CL169BJ9ZC

75,5

6

Politecnico di TORINO CL16JWECRH

75,5

7

Università degli Studi di BERGAMO CL16E2XY4Z

74

8

Università degli Studi di PARMA CL16MNXKLP

70,5

9

Università IUAV di VENEZIA CL16RMPP54

70,5

10

Università degli Studi di Urbino Carlo Bo CL16CZEW8F

70

11

Università degli Studi di BOLOGNA CL16YRKFPY

70

12

Libera Università di BOLZANO CL16SZC7PT

70

13

Politecnico di MILANO CL16S7EJLA

70

14

Università degli Studi di BRESCIA CL16CWM9CW

70

15

Università degli Studi ROMA TRE CL16RFC7BL

70

16

Università degli Studi di ROMA “Tor Vergata” CL16SPNL8C

70

17

Università degli Studi di PAVIA CL16BYTS2E

70

18

Università degli Studi di UDINE CL16X8JXJK

67,5

19

Università degli Studi di MILANO-BICOCCA CL16L84EBT

66,5

20

Università degli Studi di GENOVA CL1673LR8E

66

21

Università degli Studi di TRIESTE CL16Z3JCKY

66

22

Università Cattolica del Sacro Cuore CL16BR9NXW

65,5

23

Università degli Studi di CASSINO CL16PB5A5K

65

24

Università degli Studi di MILANO CL16S9RZXY

64,5

25

Università degli Studi di SIENA CL16YNLARK

61,5

26

Università Politecnica delle MARCHE CL16JR77RL

61

27

Università degli Studi di PERUGIA CL16WBMR4E

60

28

Università del PIEMONTE ORIENTALE CL16R2R8N4

60

29

Università Telematica UNINETTUNO CL16NSZEK5

59

30

Università degli Studi di MACERATA CL16P55L53

59

31

Università degli Studi di CAMERINO CL16XBCFWN

58,5

32

Università degli Studi di FIRENZE CL16YMZZ47

58

33

Libera Univ. “Guido Carli” LUISS-ROMA CL165MH8SK

57,5

34

Università degli Studi di ROMA “La Sapienza” CL16JW2CK2

57,5

35

Università Telematica San Raffaele Roma CL16T2K4SP

55,5

36

Università degli Studi di FERRARA CL16ZBE77P

55

37

UNICUSANO CL16FZM9WB

54,5

38

Università “Universitas MERCATORUM” CL16MRBYFY

53

39

Università “Guglielmo Marconi” – Telematica CL168SFSRR

52,5

40

Scuola IMT CL167SPKML

52

41

Università “Campus Bio-Medico” di ROMA CL16F7EPZ2

48,5

42

Università per Stranieri di SIENA CL16P88CLY

44,5

43

LINK CAMPUS University CL1678KYNM

41,5

 

LINEA 2 – SUD E ISOLE

Ordine di graduatoria

Università proponente

Codice

Punteggio ottenuto

1

Università degli Studi di CAGLIARI CL16HAYPPM

87,5

2

Politecnico di BARI CL16MB4AYL

80,5

3

Università del SALENTO CL16CWFNBS

78,5

4

Università degli Studi di CATANIA CL16MY7XTA

76,5

5

Università degli Studi della BASILICATA CL16535P34

73

6

Università degli Studi di NAPOLI “Parthenope” CL16SKECBX

71,5

7

Università degli Studi di TERAMO CL1699KLTB

70,5

8

Università degli Studi di PALERMO CL16P9PHWS

70,5

9

Università della CALABRIA CL16EJTXJX

70

10

UKE – Università Kore di ENNA CL16B3NM7Y

69

11

Università degli Studi “Mediterranea” CL16XT2M5E

68,5

12

Università degli Studi di BARI ALDO MORO CL16B22T7Z

68,5

13

Università degli Studi di SALERNO CL16NFAF53

65

14

Università degli Studi del SANNIO CL169TNH7B

64

15

Università degli Studi di MESSINA CL16WB7WFP

62

16

Università degli Studi di Napoli Federico II CL16AKZH9E

62

17

Università “G. d’Annunzio” CHIETI-PESCARA CL16AWF32N

59,5

18

Università degli Studi de L’AQUILA CL16LAB9KZ

58,5

19

Università della Campania “Luigi Vanvitelli” CL16Z7WAM5

56

20

Università degli Studi di SASSARI CL1648A2MB

50

21

Università “Magna Graecia” di CATANZARO CL16NYRB24

47

22

Università degli Studi di NAPOLI “L’Orientale” CL16PJ7AWP

43

23

Università Suor Orsola Benincasa – NAPOLI CL16L3ST2X

42,5

24

LUM “Jean Monnet” CL16KL2MKB

42

25

Università “GIUSTINO FORTUNATO” CL16AT5SAM

38

 

Contamination Lab NETWORK

Ordine di graduatoria

Università proponente

Codice

Punteggio ottenuto

1

Università degli Studi di CAGLIARI CN162T83MN

64

2

Università della CALABRIA CN16HSXPMJ

58

3

Università degli Studi di Napoli Federico II CN164XLBTX

51

4

Università degli Studi di PALERMO CN169EME4F

43

RITENUTO   di approvare le risultanze dei lavori del Panel, e di procedere pertanto, nel rispetto di quanto stabilito all’art. 8, comma 4 del citato Avviso,  ad ammettere al  finanziamento, secondo l’ordine della graduatoria, nel rispetto dei costi ritenuti congrui dal Panel e nei limiti delle risorse finanziarie disponibili,  sette progetti relativi ai C Lab in area centro-nord con punteggio da 79,5 a 74 (con impegno di risorse pari a euro 1.980.000,00,  nove  progetti relativi ai C Lab in area sud-isole con punteggio da 87,50   a 70  (con impegno di risorse pari ad euro 2.690.750,00 ), e un progetto relativo al CLab Network (con impegno di risorse pari ad euro 150.000,00 );

 

DECRETA
art.1
E’ approvato per la linea 1 relativa ai C Lab in area centro- nord , il finanziamento   per intero di sei  progetti  mentre per il settimo (Università di Bergamo) il finanziamento viene ridotto a euro 181.829 in luogo di euro 265.000,00   per raggiungimento del budget disponibile; l’impegno di risorse è conseguentemente confermato in euro 1.980.000,00, come da tabella seguente:

LINEA 1 – CENTRO NORD

REFERENTE

ATENEO

CODICE

PUNTI

CONTRIBUTO MIUR

1 DUGHIERO Fabrizio Università degli Studi di PADOVA CL16XC39SK

79,5

300.000

2 ROSSI Alessandro Università degli Studi di TRENTO CL16ZPCNW2

79

300.000

3 FINOTTO Vladi Università “Ca’ Foscari” VENEZIA CL16NFS98J

76,5

299.863

4 BALBONI Bernardo Università degli Studi di MODENA e REGGIO EMILIA CL167JECPW

76

298.308

5 BERTINI Leonardo Università di PISA CL169BJ9ZC

75,5

300.000

6 PAOLUCCI Emilio Politecnico di TORINO CL16JWECRH

75,5

300.000

7 CAVALIERI Sergio Università degli Studi di BERGAMO CL16E2XY4Z

74

181.829

TOTALE

1.980.000

 

art.2
E’ approvato per la linea 2 relativa ai C Lab in area sud- isole  , il finanziamento   per intero di tutte le nove proposte classificate  con punteggio almeno pari  a 70,00   e con impegno di risorse pari a euro 2.690.750, come da tabella seguente:

LINEA 2 – SUD E ISOLE

REFERENTE

ATENEO

CODICE

PUNTI

CONTRIBUTO MIUR

1 DI GUARDO Maria Chiara Università degli Studi di CAGLIARI CL16HAYPPM

87,5

300.000

2 GARAVELLI Achille Claudio Politecnico di BARI CL16MB4AYL

80,5

300.000

3 MARUCCIO Giuseppe Università del SALENTO CL16CWFNBS

78,5

300.000

4 CATANIA Vincenzo Università degli Studi di CATANIA CL16MY7XTA

76,5

300.000

5 SCHIUMA Giovanni Università degli Studi della BASILICATA CL16535P34

73

300.000

6 GAROFALO Antonio Università degli Studi di NAPOLI “Parthenope” CL16SKECBX

71,5

293.750

7 BARBONI Barbara Università degli Studi di TERAMO CL1699KLTB

70,5

298.750

8 RUISI Marcantonio Università degli Studi di PALERMO CL16P9PHWS

70,5

298.250

9 PASSARINO Giuseppe Università della CALABRIA CL16EJTXJX

70

300.000

TOTALE

2.690.750

 

 

art.3
E’ approvato per la linea C Lab Network il finanziamento della proposta presentata dall’Università di Cagliari con punteggio pari a 64 e con impegno di risorse pari ad euro 150.000, come da tabella seguente:

 

CONTAMINATION LAB NETWORK

REFERENTE ATENEO CODICE PUNTI CONTRIBUTO MIUR
1 DI GUARDO Maria Chiara Università degli Studi di CAGLIARI CN162T83MN 64 150.000

art 4

E’ pertanto approvato , sulla base dei valori dei progetti approvati , l’impegno complessivo di  euro 4.820.750  a valere sul Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC) nell’ambito del  Programma Nazionale Ricerca 2015- 2020, interventi rivolti al capitale umano.
Art 5

  1. È approvato, e costituisce parte integrante del presente decreto, l’allegato Disciplinare di attuazione per i fini di cui all’Avviso prot. n 3158  del 29 novembre 2016 (allegato A).
  2. Il Disciplinare regola  la gestione, l’attuazione, gli obblighi, la rendicontazione delle attività e le modalità di erogazione dei pagamenti alle Università ammesse al finanziamento di progetti per  la creazione e lo sviluppo  dei  Contamination Lab e del Clab Network a valere sul Programma Nazionale Ricerca 2015- 2020, interventi rivolti al capitale umano.
  3. L’erogazione dei contributi, secondo le modalità stabilite nel Disciplinare, è comunque subordinata all’inserimento, da parte delle singole Università,  sul sito CINECA dedicato all’avviso, del Codice Unico Progetto (CUP) acquisito dalle stesse Università.

Il presente decreto è inviato ai competenti organi di controllo e pubblicato sul sito MIUR e nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.
IL DIRETTORE GENERALE
(Dott. Vincenzo DI FELICE)


Disciplinare clab

Specializzazioni mediche

Specializzazioni mediche, online il decreto
per l’accreditamento delle Scuole
Fedeli: “Avanti con nuove regole per una maggiore qualità del sistema”

Sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca è disponibile il decreto con i nuovi parametri per l’accreditamento delle Scuole di Specializzazione in Medicina. Il decreto, funzionale per l’emanazione del prossimo bando per l’accesso alle Scuole, è stato predisposto sulla base degli standard, dei requisiti e degli indicatori di performance individuati dall’Osservatorio nazionale della formazione medica specialistica, a seguito di ripetuti confronti con gli attori istituzionali coinvolti nel processo.
“Il provvedimento punta a innalzare ulteriormente il livello e la qualità della formazione medica specialistica – sottolinea la Ministra Valeria Fedeli -. Abbiamo fatto una scelta precisa: andare avanti con le nuove regole per partire da subito con percorsi accreditati secondo criteri improntati ad una maggiore qualità e trasparenza. Sta andando avanti anche il percorso di modifica delle procedure concorsuali di ammissione alle Scuole, che vogliamo semplificare e rendere più coerenti anche con le aspettative delle giovani e dei giovani medici che sosterranno le prove di ammissione a ottobre. Stiamo lavorando per garantire un percorso di profonda innovazione e qualificazione”.

Il sistema di accreditamento
Le Scuole saranno valutate secondo parametri qualitativi più rigorosi. In particolare, insieme all’ANVUR (Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca) si procederà ad una verifica della qualità scientifica dei docenti, mentre l’AGENAS (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) individuerà gli indicatori di attività formativa e assistenziale utili per la valutazione delle performance delle strutture.
La procedura di accreditamento delle Scuole secondo i nuovi standard dovrà avvenire in tempo utile per l’emanazione del  prossimo bando di concorso per l’anno accademico 2016/2017, previsto per il mese di luglio. Per poter assegnare i contratti di formazione medica specialistica alle Università, il Miur dovrà disporre infatti del quadro aggiornato di tutte le Scuole di specializzazione. Tutte quelle oggi già esistenti dovranno sottoporsi alla procedura di accreditamento prevista nel decreto. La procedura sarà informatizzata.

Il nuovo concorso
È in corso la revisione del Regolamento sulle modalità di accesso alle Scuole di specializzazione. Il testo è stato trasmesso al Consiglio di Stato e punta ad un’ulteriore semplificazione delle procedure concorsuali in accoglimento delle istanze formulate dalle associazioni di categoria rappresentative dei medici. Tra le proposte di modifica, l’introduzione di una graduatoria ‘unica’ nazionale, la somministrazione a tutti i candidati di una prova unica con nuovi contenuti, la diminuzione del punteggio da attribuirsi ai titoli, il miglioramento della logistica del concorso attraverso la possibilità di aggregazione territoriale delle sedi per area geografica.

Decreto Interministeriale 13 giugno 2017, AOOUFGAB 402

Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

di concerto con

il Ministro della Salute

VISTO il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e successive modificazioni, recante “Riforma dell’organizzazione del Governo, a norma dell’articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59” e, in particolare, l’articolo 2, comma 1, n. 11), che, a seguito della modifica apportata dal decreto legge 16 maggio 2008, n. 85, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2008, n. 121, istituisce il Ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca;
VISTO il decreto legge 16 maggio 2008, n. 85, convertito, con modificazioni, nella legge 14 luglio 2008, n. 121, recante “Disposizioni urgenti per l’adeguamento delle strutture di Governo in applicazione dell’articolo 1, commi 376 e 377, della legge 24 dicembre 2007, n. 244” che, all’articolo 1, comma 5, dispone il trasferimento delle funzioni del Ministero dell’Università e della ricerca, con le inerenti risorse finanziarie, strumentali e di personale, al Ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca;
VISTA la legge 30 dicembre 2010, n. 240, recante “Norme in materia di organizzazione delle università, di personale accademico e reclutamento, nonché delega al Governo per incentivare la qualità e l’efficienza del sistema universitario”;
VISTO il decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modifiche, il quale, agli articoli 8-bis e seguenti, disciplina in particolare l’autorizzazione, l’accreditamento e accordi contrattuali, le autorizzazioni alla realizzazione di strutture e all’esercizio di attività sanitarie e sociosanitarie;
VISTO il decreto legislativo 21 dicembre 1999, n. 517, concernente la “Disciplina dei rapporti fra Servizio sanitario nazionale ed università, a norma dell’articolo 6 della legge 30 novembre 1998, n. 419”;
VISTO il decreto legislativo del 17 agosto 1999, n. 368, e successive modificazioni e integrazioni, relativo all’“Attuazione della direttiva comunitaria 93/16/CE in materia di libera circolazione dei medici e di reciproco riconoscimento dei loro diplomi, certificati e altri titoli e delle direttive comunitarie 97/50/CE, 98/21/CE, 98/63/CE e 99/46/CE che modificano la direttiva 93/16/CE”, il quale, agli articoli 34 e seguenti, disciplina, tra l’altro, la formazione dei medici specialisti nell’ambito di una rete formativa dotata di risorse assistenziali e socio-assistenziali adeguate allo svolgimento delle attività professionalizzanti;
VISTO, in particolare, l’articolo 43 del citato D.Lgs. n. 368/1999, il quale prevede l’istituzione, presso il Ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca, dell’Osservatorio nazionale della formazione medica specialistica con il compito di determinare gli standard per l’accreditamento delle strutture universitarie e ospedaliere per le singole specialità, di determinare e verificare i requisiti d’idoneità della rete formativa e delle strutture che la compongono, di effettuare il monitoraggio dei risultati della formazione, nonché di definire i criteri e le modalità per assicurare la qualità della formazione, in conformità alle indicazioni dell’Unione europea;
VISTO il decreto ministeriale 3 novembre 1999, n. 509, relativo al “Regolamento recante norme concernenti l’autonomia didattica degli atenei”;
VISTO il decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270, concernente “Modifiche al regolamento recante norme concernenti l’autonomia didattica degli atenei, approvato con decreto del Ministro dell’Università e della ricerca scientifica e tecnologica 3 novembre 1999, n. 509”, e in particolare l’articolo 3, comma 7, che stabilisce che possono essere istituiti corsi di specializzazione esclusivamente in applicazione di direttive europee o di specifiche norme di legge;
VISTO il decreto ministeriale 1 agosto 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 5 novembre 2005, n. 258, S.O., recante il “Riassetto Scuole di specializzazione di area sanitaria”, con il quale, al fine di adeguare gli Ordinamenti didattici delle Scuole di specializzazione dell’area sanitaria al quadro della riforma generale degli studi universitari introdotta con il citato D.M. n. 270/2004, è stato operato il riordino delle Scuole di specializzazione di area sanitaria;
VISTO il decreto ministeriale 29 marzo 2006, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’8 maggio 2006, n. 105, S.O., e successive modificazioni e integrazioni, concernente la “Definizione degli standard e dei requisiti minimi delle Scuole di specializzazione”, con il quale sono stati definiti gli standard ed i requisiti d’idoneità delle Scuole di specializzazione di cui al D.M. 1 agosto 2005, così come determinati dall’Osservatorio nazionale della formazione medica specialistica ai sensi dell’articolo 43 del citato decreto legislativo n. 368/1999;
VISTI i decreti del 6 novembre 2008 del Ministero della Salute, di concerto con il Ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca, e successive modifiche e integrazioni, con i quali è stato disposto l’accreditamento delle strutture facenti parte della rete formativa delle suddette Scuole di specializzazione di area sanitaria ai sensi del D.M. 1 agosto 2005;
VISTI i decreti direttoriali del 12 dicembre 2008 e successive modifiche e integrazioni, con i quali sono state istituite le suddette Scuole di specializzazione;
VISTO il comma 3-bis dell’articolo 20 del richiamato D.Lgs. n. 368/1999, come modificato dall’articolo 15 del decreto legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito in legge 11 agosto 2014 n. 114, in base al quale, con decreto del Ministro dell’Istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro della Salute, la durata dei corsi di formazione specialistica viene ridotta rispetto a quanto previsto nel D.M. 1 agosto 2005, con l’osservanza dei limiti minimi previsti dalla normativa europea in materia, riorganizzando, altresì, le classi e le tipologie di corsi di specializzazione medica;
VISTO il Patto per la salute 2010-2012, che, all’articolo 7, disciplina l’“Accreditamento e remunerazione” (Rep. Atti n. 243/CSR del 3 dicembre 2009);
VISTA l’intesa tra Governo, le Regioni e le Province autonome sul documento recante “Disciplina per la revisione della normativa dell’accreditamento”, in attuazione dell’articolo 7, comma 1, del nuovo Patto per la salute per gli anni 2010-2012 (Rep. Atti n. 259/CSR del 20 dicembre 2012);
VISTA l’intesa tra Governo, le Regioni e le Province autonome in materia di adempimenti relativi all’accreditamento delle strutture sanitarie (Rep. Atti n. 32/CSR del 19 febbraio 2015);
VISTO il decreto del Ministro della Salute 2 aprile 2015, n. 70, concernente il “Regolamento recante definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera”;
VISTO il decreto del Ministro dell’Istruzione, università e ricerca, di concerto con il Ministro della Salute, del 4 febbraio 2015, prot. n. 68, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 3 giugno 2015, n. 126, S.O., recante il “Riordino delle Scuole di specializzazione di area sanitaria”, emanato in attuazione dell’articolo 20, comma 3-bis, del D.Lgs. n. 368/1999, come modificato dall’articolo 15 del suddetto D.L. n. 90/2014, convertito in legge 11 agosto 2014 n.114, che ha sostituito il precedente D.M. 1 agosto 2005 recante “Riassetto delle Scuole di specializzazione di area sanitaria”;
VISTO, in particolare, l’articolo 3, comma 3, del citato D.I. n. 68/2015, il quale dispone che, con specifico e successivo decreto, si provvede ad identificare i requisiti e gli standard per ogni tipologia di Scuola, nonché gli indicatori di attività formativa ed assistenziale, relativi alle singole strutture di sede ed alla rete formativa necessari ai fini dell’attivazione;
VISTO il decreto ministeriale del 27 marzo 2015, n. 195 di ricostituzione dell’Osservatorio nazionale della formazione medica specialistica, con il compito di determinare gli standard per l’accreditamento delle strutture universitarie e ospedaliere per le singole specialità, di determinare e di verificare i requisiti di idoneità della rete formativa e delle singole strutture che le compongono, di effettuare il monitoraggio dei risultati della formazione, nonché di definire i criteri e le modalità per assicurare la qualità della formazione, in conformità alle indicazioni dell’Unione europea;
VISTI i decreti direttoriali del 17 e 21 aprile 2015, e successive modificazioni e integrazioni, con i quali il Ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca ha riordinato le Scuole di specializzazione dell’area sanitaria ai sensi del citato D.I. n. 68/2015;
VISTO l’articolo 11, comma 8 del citato D.M. n. 509/1999, e successive modifiche e integrazioni, il quale dispone che le Università rilasciano, come supplemento al diploma di ogni titolo di studio, un documento che riporta, secondo modelli conformi a quelli adottati a livello europeo, le principali indicazioni relative al curriculum specifico seguito dallo studente per conseguire il titolo (cosiddetto Diploma Supplement);
VISTO l’articolo  11, comma 8 del citato D.M. n. 270/2004, che ripropone, all’articolo 11, comma 8, la disposizione riguardante il cosiddetto Diploma Supplement;
VISTO il decreto ministeriale 26 ottobre 2005, n. 49, recante il modello di Diploma Supplement;
VISTO, altresì, l’articolo 5, comma 5, del citato D.I. n. 68/2015, relativo al Libretto-diario delle attività formative svolte dallo specializzando;
VISTI gli atti trasmessi dal Presidente dell’Osservatorio nazionale della formazione medica specialistica, con i quali l’Osservatorio nazionale ha provveduto, ai sensi dell’articolo 43 del citato D.Lgs. n. 368/1999, a determinare i nuovi standard per l’accreditamento delle strutture universitarie e ospedaliere, i nuovi requisiti d’idoneità della rete formativa e delle strutture che la compongono e gli indicatori di attività formativa e assistenziale;
ACQUISITO il parere del Consiglio Universitario Nazionale, reso nell’adunanza del 25 gennaio 2017;
ACQUISITO il parere del Consiglio Superiore di Sanità reso nella seduta del 19 maggio 2017;
RITENUTO, pertanto, di poter procedere, ai sensi dell’articolo 3, comma 3 del D.I. n. 68/2015, a definire gli standard per l’accreditamento e i requisiti d’idoneità della rete formativa validi per tutto il territorio nazionale, al fine di dare piena attuazione al riordino delle Scuole di specializzazione di cui al citato D.I. n. 68/2015, in un’ottica di razionalizzazione complessiva dell’offerta formativa che tenga conto delle esigenze del Servizio sanitario nazionale;

DECRETA

Art. 1 – Finalità generali
1. Il presente decreto, ai sensi dell’articolo 3, comma 3, del decreto 4 febbraio 2015, n. 68, identifica i requisiti e gli standard per ogni tipologia di Scuola, nonché gli indicatori di attività formativa ed assistenziale necessari per le singole strutture di sede e della rete formativa e definisce:

a) gli standard minimi generali e specifici, le modalità e i termini per l’accreditamento delle strutture clinico-assistenziali, ospedaliere e territoriali facenti parte della rete formativa delle Scuole di specializzazione, di cui all’allegato 1, parte integrante del presente decreto;
b) i requisiti minimi generali e specifici di idoneità della rete formativa delle Scuole di specializzazione, di cui all’allegato 2, parte integrante del presente decreto;
c) le disposizioni concernenti il sistema di gestione e certificazione della qualità, il Libretto-diario e il Diploma Supplement, di cui all’allegato 3, parte integrante del presente decreto;
d) gli indicatori di performance di attività didattica e formativa e di attività assistenziale, di cui all’allegato 4, parte integrante del presente decreto.

2. Ai fini dell’istituzione, accreditamento e relativa attivazione delle Scuole di specializzazione, il Ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca, con cadenza annuale, dispone l’aggiornamento della Banca Dati relativa agli standard, requisiti ed indicatori di cui al comma 1.

Art. 2 – Standard minimi generali e specifici delle strutture della rete formativa
1. Il presente decreto definisce gli standard minimi generali che devono essere posseduti dalle singole strutture su cui insistono le Scuole di specializzazione e gli standard minimi specifici relativi alle singole specialità, di cui all’allegato 1, determinati dall’Osservatorio nazionale della formazione medica specialistica, d’ora in poi Osservatorio nazionale, conformemente a quanto disposto dall’articolo 43 del D.Lgs. n. 368/1999.
2. L’Osservatorio nazionale in sede di proposta per l’accreditamento delle singole strutture su cui insistono le Scuole di specializzazione, ai sensi dell’articolo 43 del D.Lgs. n. 368/1999, individua per ogni Scuola di specializzazione un numero appropriatamente limitato di strutture che compongono la rete formativa, nel rispetto degli standard di cui al comma 1, al fine di garantire la qualità assistenziale e formativa della rete stessa.

Art. 3 – Requisiti minimi generali e specifici di idoneità della rete formativa
1. Il presente decreto definisce i requisiti d’idoneità generali della rete formativa e i requisiti specifici per tipologia di Scuole di specializzazione, di cui all’allegato 2 del presente provvedimento, determinati da parte dell’Osservatorio nazionale così come previsto dall’articolo 43 del D.Lgs. n. 368/1999.

Art. 4 – Indicatori di attività formativa e assistenziale
1. L’Osservatorio nazionale utilizza gli indicatori di cui all’allegato 4 del presente decreto, finalizzati a rilevare le performance di attività formativa ed assistenziale delle singole Scuole di specializzazione. Tali indicatori possono essere aggiornati periodicamente con decreto della competente Direzione generale del Ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca, su proposta dell’Osservatorio nazionale che a tal fine si può avvalere di Agenzie nazionali, ognuna per le rispettive competenze. Per gli indicatori di performance relativi all’attività assistenziale il decreto di aggiornamento è adottato di concerto con la competente Direzione generale del Ministero della Salute.

Art. 5 – Presupposti e condizioni per l’istituzione delle Scuole di specializzazione
1. Ai fini dell’istituzione delle Scuole di specializzazione, le Università devono soddisfare i presupposti e le condizioni indicate nel seguente prospetto:

Presupposti

Documenti da produrre

A) Previsione da parte dell’Università, nella propria missione, così come definita a livello statutario, del perseguimento della qualità della formazione medica professionale inclusa la formazione specialistica Copia dello Statuto dell’Università ed eventuali atti successivi modificativi o altro documento avente medesima valenza probatoria ai fini della formazione professionale
B) Copertura economico-finanziaria da parte dell’Università Copia dell’ultimo Bilancio relativamente al capitolo di spesa per le Scuole di specializzazione

Condizioni

Documenti da produrre

A) Le strutture appartenenti alle reti formative devono concorrere funzionalmente alle attività formative Autocertificazione e/o accertamento diretto
B) Tutte le strutture coinvolte devono essere identificabili attraverso specifica tabella con logo universitario e denominazione della Scuola di specializzazione Autocertificazione e/o accertamento diretto
C) Tutte le strutture sanitarie coinvolte devono essere accreditate dal punto di vista assistenziale e possedere gli standard ed indicatori previsti dall’Osservatorio nazionale Esame documentale e/o accertamento diretto
D) Atto di formale impegno degli organismi che hanno la disponibilità delle strutture non universitarie coinvolte nella formazione ed inserite nella rete formativa
  • rispetto alla normativa comunitaria, statale e regionale;
  • accettazione dei controlli dell’Osservatorio nazionale e regionale;
  • rispetto del CCNL di riferimento per il personale dipendente e della normativa relativa alle altre forme contrattuali;
  • rispetto, con riguardo al personale dipendente ed in formazione, della normativa in materia fiscale, previdenziale, in materia di sicurezza e di lavoro dei disabili;
  • rispetto della programmazione formativa della Scuola di specializzazione come deliberato dal relativo Consiglio di Scuola;
  • garanzia che la tipologia, il volume e gli esiti delle attività assistenziali e sanitarie della struttura da accreditare siano adeguate agli standard e requisiti previsti per le singole Scuole di specializzazione;
  • garanzia, per la singola Scuola di specializzazione, ove previsto, dell’utilizzo di un numero adeguato di posti letto, prestazioni e procedure cliniche assistenziali dedicati alla formazione;
  • garanzia che la dotazione sanitaria ed assistenziale della singola Scuola di specializzazione non concorra alla costituzione di altre Scuole della medesima tipologia di altri Atenei.

 

2. Le Università devono assumere i seguenti impegni formali:

a) accettazione dei controlli dell’Osservatorio nazionale e dell’Osservatorio regionale della formazione medica specialistica, d’ora in poi Osservatorio regionale, di cui agli artt. 43 e 44 del  D.Lgs. n. 368/1999 e successive modificazioni e integrazioni;
b) comunicazione, entro 30 giorni, all’Osservatorio nazionale di tutte le variazioni che intervengano sui presupposti, le condizioni e gli standard che hanno costituito la base dell’accreditamento;
c) dichiarazione periodica, con cadenza annuale, del Rettore sul rispetto degli standard delle strutture della rete formativa, dei requisiti richiesti per le singole Scuole di specializzazione, nonché degli indicatori di attività formativa ed assistenziale.

Art. 6 – Possesso e monitoraggio degli standard, dei requisiti e degli indicatori per il miglioramento continuo della qualità della formazione specialistica erogata
1. L’Osservatorio nazionale verifica e monitora il possesso ed il mantenimento degli standard e dei requisiti, nonché il miglioramento rilevato attraverso gli indicatori di performance delle Scuole di specializzazione di area sanitaria, verificando periodicamente la qualità del percorso formativo specialistico, di concerto con gli omologhi Osservatori regionali. La valutazione quantitativa e qualitativa delle strutture e della rete formativa delle Scuole di specializzazione consiste nella verifica del possesso nel tempo degli standard e dei requisiti stabiliti per le Scuole di specializzazione, nonché nell’utilizzo degli indicatori di performance di cui all’articolo 3, comma 3 del D.I. n. 68/2015 per valutare l’attività formativa ed assistenziale.

2. Al fine della valutazione della qualità della formazione professionalizzante l’Osservatorio nazionale, in funzione delle finalità ad esso attribuite, individua ed aggiorna periodicamente degli indicatori di performance formativa ed un panel di indicatori di performance di attività assistenziale, questi ultimi da utilizzare sia per la struttura universitaria di sede che per le strutture collegate, fatta salva l’esigenza di considerare/monitorare le differenti specificità di ciascuna Scuola di specializzazione, scelti tenendo conto dello specifico ruolo nell’ambito della formazione specialistica delle strutture sanitarie coinvolte. Le modalità di utilizzo dei predetti indicatori sono descritte nell’allegato 4 del presente decreto.

3. Oltre agli indicatori di cui al precedente comma, l’Osservatorio nazionale, nell’ottica del miglioramento continuo della qualità della formazione specialistica erogata, si avvale dei seguenti ulteriori strumenti di valutazione della formazione erogata:

a) strumenti diretti: visite in loco ed eventuali ulteriori strumenti quali i progress test che portano alla redazione di rapporti di valutazione della qualità;
b) strumenti indiretti: questionari anonimi, somministrati ai medici in formazione, per la verifica di aspetti sia di tipo quantitativo, adottando item di verifica delle modalità della formazione e sui servizi offerti connessi alla formazione erogata dalle Scuole di specializzazione, sia di tipo qualitativo, utilizzando item di opinione.

4. Le attività di monitoraggio, da effettuarsi con cadenza periodica almeno annuale, vengono definite dall’Osservatorio nazionale attraverso la predisposizione e la standardizzazione della documentazione che viene recepita dagli Osservatori regionali, ferma restando la possibilità di questi ultimi di espletare in maniera autonoma le suddette attività.

5. Nel caso venga meno il possesso degli standard e dei requisiti minimi, nonché si rilevi un abbassamento delle performance formative e assistenziali esplorate tramite gli indicatori di cui all’articolo 5, gli Osservatori regionali sono tenuti a darne comunicazione all’Osservatorio nazionale, ferma restando la prerogativa da parte di quest’ultimo di effettuare autonomamente attività di monitoraggio, diretta o indiretta. L’Osservatorio nazionale assume le decisioni conseguenti al monitoraggio qualora non siano rispettati gli standard, i requisiti minimi e gli indicatori di performance formativa e assistenziale.

6. Le prime attività di monitoraggio, le cui risultanze verranno utilizzate quale termine di raffronto per le successive rilevazioni periodiche, vengono espletate entro un anno dall’accreditamento delle Scuole ai sensi del presente decreto.

Art. 7 – Sistema di gestione e certificazione della qualità, Libretto-diario del medico in formazione specialistica e Diploma Supplement
1. Il presente decreto definisce inoltre, ad ulteriore supporto della valutazione quantitativa e qualitativa delle strutture della rete formativa e delle attività formative erogate dalle Scuole di specializzazione, le modalità da adottare da parte delle Università per le Scuole di specializzazione di area sanitaria circa:

  • a) il sistema di gestione e certificazione della qualità;
  • b) la modalità di registrazione delle attività connesse con l’intero percorso formativo nel Libretto-diario del medico in formazione specialistica;
  • c) le modalità per il sistema di certificazione del Diploma Supplement;

di cui all’allegato 3 del presente provvedimento e parte integrante dello stesso.

Art. 8 – Termini di adeguamento
1. Gli standard di cui all’allegato 1, i requisiti di cui all’allegato 2 e gli indicatori di performance di cui all’allegato 4 trovano immediata applicazione.
2. Fermo restando che tutte le Scuole già esistenti dovranno sottoporsi alla nuova procedura di accreditamento, l’Osservatorio nazionale proporrà l’accreditamento delle Scuole laddove le stesse risultino adeguate rispetto agli standard, ai requisiti minimi di idoneità e agli indicatori di performance. Limitatamente a situazioni suscettibili di miglioramento, verificabili previa presentazione di un piano di adeguamento da parte della singola Scuola di specializzazione, l’Osservatorio nazionale, in alternativa all’immediata proposta di diniego di accreditamento, potrà concedere sino a un massimo di  due anni per consentire l’adeguamento agli standard, ai requisiti minimi di idoneità e agli indicatori di performance richiesti dal presente decreto. Nelle more dell’adeguamento potrà essere concesso un accreditamento provvisorio, fermo restando che l’accreditamento definitivo potrà essere conseguito al raggiungimento degli standard, dei requisiti e degli indicatori.

ll Ministro dell’Istruzione dell’università e della ricerca

f.to (Sen. Valeria Fedeli)

Il Ministro della Salute

f.to (On. Beatrice Lorenzin)


Allegati

Decreto Ministeriale 9 giugno 2017, AOODPFSR 1455

IL MINISTRO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA

VISTO il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e successive modificazioni, recante “Riforma dell’organizzazione del Governo, a norma dell’articolo 11 della legge 15 marzo 1997,    n. 59” e, in particolare, l’articolo 2, comma 1, n. 11), che, a seguito della modifica apportata dal decreto legge 16 maggio 2008, n. 85, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2008,    n. 121, istituisce il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca;

VISTO il decreto legge 16 maggio 2008, n. 85, convertito, con modificazioni, dalla legge  14 luglio 2008, n. 121, recante “Disposizioni urgenti per l’adeguamento delle strutture di Governo in applicazione dell’articolo 1, commi 376 e 377, della legge 24 dicembre 2007, n. 244” che, all’articolo 1, comma 5, dispone il trasferimento delle funzioni del Ministero dell’università e della ricerca, con le inerenti risorse finanziarie, strumentali e di personale, al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca;

VISTO l’articolo 39 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, recante il “Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero”, e successive modificazioni e integrazioni; VISTO, inoltre, l’articolo 46, comma 5, del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394, relativo al “Regolamento recante norme di attuazione del Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla  condizione dello straniero, a norma dell’articolo 1, comma 6, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286”, come modificato dall’articolo 42, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 18 ottobre 2004, n. 334;VISTO il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 9 aprile 2001, riguardante “Disposizioni per l’uniformità del trattamento sul diritto agli studi universitari”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 172 del 26 luglio 2001 e, in particolare, l’articolo 13, comma 5, in forza del quale l’elenco dei Paesi particolarmente poveri, caratterizzati anche dalla presenza di un basso indicatore di sviluppo umano, è definito annualmente con decreto del Ministro dell’Istruzione dell’università e della ricerca, d’intesa con il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale;

VISTO il decreto legislativo 29 marzo 2012, n. 68 “Revisione della normativa di principio in materia di diritto allo studio e valorizzazione dei collegi universitari legalmente riconosciuti, in attuazione della delega prevista dall’articolo 5, comma 1, lettere a), secondo periodo, e d), della legge 30 dicembre 2010, n. 240, e secondo i principi e i criteri direttivi stabiliti al comma 3, lettera f), e al comma 6.” e, in particolare, l’articolo 4, comma 4, e l’art. 8 comma 5;

ACQUISITA l’intesa del Ministero degli Affari Esteri e della cooperazione Internazionale, come si evince dalla nota del medesimo Dicastero – Direzione Generale per la Cooperazione allo sviluppo  –  Ufficio VIII – prot. MAE00452892017-03-08, dell’8 marzo 2017, con la quale è stata confermata l’efficacia e la validità anche per l’anno accademico 2017/2018, della la lista dei Paesi in via di sviluppo beneficiari dell’aiuto pubblico allo sviluppo (APS) per gli anni 2014-2016, definita dall’OCSE – DAC;

D E C R E T A :

Art.1

Afganistan
Angola
Bangladesh
Benin
Bhutan
Burkina Faso
Burundi
Cambogia
Central African Republic
Chad
Comoros
Congo Democratic Republic
Djibouti
Equatorial Guinea
Eritrea
Ethiopia
Gambia
Guinea
Guinea Bissau
Haiti
Kenya
Kiribati
Korea Dem. Rep.
Lao People’s Democratic Republic
Lesotho
Liberia
Madagascar
Malawi
Mali
Mauritania
Mozambique
Myanmar
Nepal
Niger
Rwanda
Sao Tome & Principe
Senegal
Sierra Leone
Solomon Islands
Somalia
South Sudan
Sudan
Tajikistan
Tanzania
Timor-Leste
Togo
Tuvalu
Uganda
Vanuatu
Yemen
Zambia
Zimbabwe
  1. Per l’anno accademico 2017/2018, sono da intendere particolarmente poveri e in via di sviluppo i paesi di cui al seguente elenco:
  2. Ai fini della valutazione della condizione economica degli studenti provenienti dai Paesi innanzi indicati, gli organismi regionali di gestione e le università, per l’erogazione dei rispettivi interventi, applicano le disposizioni di cui all’art.13, commi 5 e 6, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 9 aprile 2001, citato nelle premesse.

Il presente decreto è sottoposto ai controlli previsti dalla vigente normativa ed è pubblicato   nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

 

IL MINISTRO
Sen. Valeria Fedeli

Decreto Ministeriale 9 giugno 2017, AOODPFSR 1456

IL MINISTRO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA

VISTO il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e successive modificazioni, recante “Riforma dell’organizzazione del Governo, a norma dell’articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59” e, in particolare, l’articolo 2, comma 1, n. 11), che, a seguito della modifica apportata dal decreto legge 16 maggio 2008, n. 85, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2008, n. 121, istituisce il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca;

VISTO inoltre l’articolo 1, comma 5, del predetto decreto legge 16 maggio 2008, n. 85,  che dispone il trasferimento delle funzioni del Ministero dell’università e della ricerca, con le inerenti risorse finanziarie, strumentali e di personale, al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca;

VISTA la legge 30 dicembre 2010, n. 240, recante “Norme in materia di organizzazione delle università, di personale accademico e reclutamento, nonché delega al governo per incentivare la qualità e l’efficienza del sistema universitario”;

VISTO il decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, con il quale si stabilisce di procedere con decreto di natura non regolamentare del Presidente del Consiglio dei Ministri alla revisione delle modalità di determinazione dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE), di cui al decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 109, e ss.mm.ii., fornendo al riguardo specifici indirizzi attuativi;

VISTO il decreto legislativo 29 marzo 2012, n. 68, recante la revisione della normativa di principio in materia di diritto allo studio, e in particolare l’articolo 8, il quale al comma 3 conferma che le condizioni economiche dello studente sono individuate sulla base dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) e dell’Indicatore della Situazione Patrimoniale Equivalente (ISPE), di cui al decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 109, e ss.mm.ii.;  al comma 1 rinvia al decreto del Ministro, di cui all’articolo 7, comma 7, la definizione dei requisiti di eleggibilità per l’accesso alle borse di studio; infine, al comma 5 stabilisce che, fino all’adozione di detto decreto, restano in vigore le disposizioni di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 9 aprile 2001 relativi ai requisiti di condizione economica;

VISTO il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 9 aprile 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 26 luglio 2001, n. 172, recante “Disposizioni per l’uniformità di trattamento sul diritto agli studi universitari a norma dell’art. 4 della legge 2 dicembre 1991, n. 390” ed in particolare l’articolo 5, comma 1, con il quale si stabilisce che le condizioni economiche dello studente per l’accesso alle prestazioni per il diritto allo studio universitario sono individuate sulla base dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) e dell’Indicatore della Situazione Patrimoniale Equivalente (ISPE), di cui al decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 109, e ss.mm.ii.;

VISTO, altresì, il comma 11 del medesimo art. 5 del citato d.P.C.M. 9 aprile 2001, in cui si prevede che i limiti massimi dei suddetti Indicatori sono aggiornati annualmente con decreto del Ministro da emanarsi entro il 28 febbraio;

VISTO il d.P.C.M. 5 dicembre 2013, n. 159, relativo alla revisione delle modalità di determinazione e dei campi di applicazione dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE), che all’articolo 8 definisce modalità specifiche di calcolo dell’Indicatore per le prestazioni per il diritto allo studio universitario;

VISTO il decreto direttoriale del Ministero del lavoro e politiche sociali del 7 novembre 2014 di approvazione del modello tipo di Dichiarazione Sostitutiva Unica ai fini ISEE, dell’attestazione, nonché delle relative istruzioni per la compilazione ai sensi del precitato articolo 10, comma 3, del d.P.C.M. n. 159 del 2013 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale serie ordinaria n. 267 del 17 novembre 2014;

VISTE le Sentenze del Consiglio di Stato, sez. IV, n. 00841, 00842 e 00838 del 2016;

VISTO il decreto-legge 29 marzo 2016, n. 42, convertito con modificazioni dalla legge 26 maggio 2016, n. 89, e, in particolare, l’articolo 2-sexies che apporta modificazioni nel calcolo dell’ISEE del nucleo familiare che ha tra i suoi componenti persone con disabilità o non autosufficienti, nelle more dell’adozione delle modifiche al regolamento di cui al d.P.C.M. 5 dicembre 2013, n. 159, volte a recepire le citate sentenze del Consiglio di Stato;

VISTO il decreto direttoriale interministeriale Ministero del lavoro e delle politiche sociali e Ministero dell’Economia e Finanze del 1° giugno 2016, n. 146, di approvazione del modello tipo di Dichiarazione Sostitutiva Unica ai fini ISEE, nonché delle relative istruzioni per la compilazione, a seguito delle modificazioni al d.P.C.M. 5 dicembre 2013, n. 159, introdotte con il decreto-legge 29 marzo 2016, n. 42, convertito con modificazioni dalla legge 26 maggio 2016, n. 89;

VISTO il decreto direttoriale Interministeriale del Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali e del Ministero Economia e Finanze del 13 aprile 2017 n. 138 con il quale si è provveduto all’aggiornamento del Modello tipo di dichiarazione sostitutiva unica ai fini ISEE nonché delle relative istruzioni per la compilazione dopo il secondo anno di operatività, ferme restando le modalità di rilascio dell’attestazione  in precedenza emanate;

DATO ATTO che, a far data dai trenta giorni dall’entrata in vigore del succitato decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali 7 novembre 2014, è abrogato il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 109, e che pertanto, nelle more dell’adozione del decreto del Ministro di cui al succitato articolo 7, comma 7, del decreto legislativo 29 marzo 2012, n. 68, a partire dall’anno accademico 2015/2016 per la determinazione dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) e dell’Indicatore della Situazione Patrimoniale Equivalente (ISPE), utilizzati ai fini dell’accesso alle prestazioni per il diritto allo studio universitario, sono applicate le disposizioni di cui al succitato d.P.C.M. 5 dicembre 2013, n. 159, così come modificato con la legge 26 maggio 2016, n. 89, di conversione con modificazioni del decreto-legge 29 marzo 2016, n. 42;

PRESO ATTO che, in attuazione degli indirizzi forniti con l’art. 5, comma 1, del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, tra gli obiettivi perseguiti con la revisione dell’Indicatore vi è quello di migliorarne la selettività, anche attraverso il rafforzamento della rilevanza degli elementi di ricchezza patrimoniale della famiglia;

CONSIDERATO che, con il citato d.P.C.M. n. 159 del 2013, il rafforzamento della rilevanza degli elementi di ricchezza patrimoniale della famiglia è stato realizzato anche attraverso la rivalutazione del valore dei cespiti immobiliari di proprietà (incluso quello relativo alla casa di abitazione) con il passaggio dal riferimento dai valori ICI a quelli IMU;

VISTO che l’applicazione delle disposizioni di cui al predetto d.P.C.M. n. 159 del 2013 alle prestazioni per il diritto allo studio universitario ha determinato per l’anno accademico 2015/2016 l’esclusione di alcuni studenti dalle prestazioni per il diritto allo studio universitario in ragione della rivalutazione del valore dei cespiti immobiliari di proprietà, con particolare riferimento a quello relativo alla casa di abitazione, così come evidenziato da studi e analisi effettuate a livello sia nazionale dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, sia regionale dai singoli Enti per il diritto allo studio;

VISTO il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 23 marzo 2016, n. 174, con il quale, anche in conseguenza di quanto sopra rappresentato, il Ministero dell’istruzione, università e ricerca ha provveduto ad aggiornare per l’anno accademico 2016/2017 i limiti massimi dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) – fissato in euro 23.000,00 – e dell’Indicatore della Situazione Patrimoniale Equivalente (ISPE) – fissato in euro 50.000,00 – ai sensi dell’art. 5 del d.P.C.M. 9 aprile 2001, tenendo conto della rivalutazione del valore dei cespiti immobiliari di proprietà con particolare riferimento a quello relativo alla casa di abitazione, fermi restando i limiti minimi dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) – fissato in euro 15.748,78 – e dell’Indicatore della Situazione Patrimoniale Equivalente (ISPE) – fissato in ad euro 27.560,39 – già in precedenza individuati con il precedente Decreto del Ministro dell’istruzione , università e ricerca 14 luglio 2015, n. 486;

RITENUTO OPPORTUNO per l’anno accademico 2017/2018 confermare i suddetti limiti massimi dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) e dell’Indicatore della Situazione Patrimoniale Equivalente (ISPE), rispettivamente a 23.000,00 euro ed a 50.000,00 euro, fermi restando i limiti minimi pari sempre ad euro 15.748,78 per l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) e ad euro 27,560,39 per l’Indicatore della Situazione Patrimoniale Equivalente (ISPE);

CONSIDERATA la necessità di consentire tempestivamente alle Amministrazioni interessate di procedere con la definizione dei provvedimenti finalizzati ad assicurare il diritto allo studio agli studenti universitari per l’anno accademico 2017/2018; 

DECRETA

Art. 1
  1. per l’anno accademico 2017/2018 i limiti massimi dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE), e i limiti massimi dell’Indicatore della Situazione Patrimoniale Equivalente (ISPE), rimangono invariati;
  2. restano, pertanto, inalterati gli importi determinati con Decreto del Ministro dell’istruzione, università e Ricerca  23 marzo 2016 n. 174.

IL MINISTRO
Sen. Valeria Fedeli

Educazione&Scuola©

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